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Anno 28 /G.A.A. Camorino

24 maggio 2019 /

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Opinione Liberale Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

Per un Ticino competitivo

03 / Christian Vitta / presidente Consiglio di Stato La RFFA deve trovare la necessaria convergenza politica in modo da permettere al Ticino di rafforzare il proprio tessuto economico e sociale.

Il governo ticinese ora deve agire

05 / Rocco Cattaneo / consigliere nazionale PLR Dopo il voto sulla RFFA, dal Cantone ci si aspetta una chiara strategia fiscale per le aziende che comprenda dei passi concreti e immediati da fare.

Il futuro del comune di Riviera

10-11 / Alberto Pellanda / sindaco PLR L’impegno del neo sindaco sarà quello di mettere in comune le forze e le risorse nel rispetto delle differenze, e a favore del senso di coesione.

Editoriale / Michele Morisoli / vicepresidente PLR

Fiscalità, l’immobilismo è mortale Il chiaro risultato di domenica scorsa della votazione sulla RFFA è un segnale positivo per la competitività del nostro Paese e della nostra economia e una dimostrazione di maturità del popolo svizzero. Grazie all’approvazione della RFFA la Svizzera e i suoi Cantoni potranno disporre di un sistema fiscale per le imprese conforme e concorrenziale a livello internazionale. Da un lato saranno aboliti gli statuti speciali fiscali, d’altro lato entreranno in vigore nuove norme fiscali a favore delle imprese innovative, nonché delle attività di ricerca e sviluppo. Così facendo si promuove la capacità innovativa dell’economia elvetica, la sua competitività e la creazione di posti di lavoro qualificati. L’approvazione della riforma a livello federale è però solamente un primo passo. Spetta ora ai Cantoni recepire i cambiamenti adattando i propri quadri normativi entro l’inizio del 2020. Accanto all’adozione dei nuovi strumenti federali tutti i Cantoni abbasseranno l’imposta sugli utili delle imprese: una misura di cui beneficeranno, in particolare, le piccole e medie imprese che operano in Svizzera e che sono la struttura portante della nostra economia. Anche il Ticino non può fare astrazione dall’evoluzione in atto e sarà chiamato a ridurre l’aliquota applicata all’utile delle imprese allo scopo di rimanere concorrenziale. Infatti, tenuto conto delle riduzioni previste negli altri Cantoni, per il Ticino sarebbe poco lungimirante mantenere l’attuale tasso impositivo: da un lato il nostro Cantone sarebbe esposto a un importante pericolo di delocalizzazione delle realtà aziendali presenti sul territorio; d’altro lato all’ente pubblico verrebbero a mancare importanti entrate fiscali necessa-

. e l o u v o l a r e z z i v S La Avanti insieme.

rie per garantire prestazioni di qualità ai propri cittadini, anche in ambito sociale. L’auspicio è dunque che grazie alla prevista riforma fiscale il Ticino possa rimanere concorrenziale nel confronto intercantonale permettendo alle nostre imprese di continuare ad operare in un contesto competitivo e generare un adeguato substrato fiscale; nell’interesse dell’intera comunità, dei servizi e delle prestazioni che lo Stato e la società civile possono offrire sul territorio.


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ladue

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Nidi marcatamente sociali L

a cura dei bambini è un tema-chiave della società moderna. Gli asili nido, in Ticino in larga misura privati, ne costituiscono un punto focale: farvi ricorso è oggi indispensabile per le famiglie, il cui equilibrio richiede spesso

Cristina Maderni granconsigliera PLR

un doppio reddito. La disponibilità, gli orari, il costo degli asili nido sono elementi qualificanti per migliorare la compatibilità fra lavoro e famiglia, per progredire verso quel ruolo egualitario della donna nella società che noi tutti perseguiamo. Il Cantone deve di conseguenza saper bilanciare l’entità delle rette, la loro fiscalità, il sostegno alle famiglie. Sotto il profilo fiscale, le rette rientrano nella regola delle cure prestate da terzi per ogni figlio: sono deducibili per una cifra compresa fra 5’500 e 10’000 franchi. Sono previste importanti misure di sostegno alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorino. Dal 2016 è in vigore un contributo cantonale del 20% della retta, limitato a chi sia a beneficio della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria. Si aggiungono i provvedimenti introdotti con la riforma fiscale e

sociale. Fra questi, ricordo il contributo universale di 200 franchi al mese (100 per i micro nidi), il contributo del 33% della retta per i beneficiari di riduzioni RIPAM e il contributo della totalità della retta per i beneficiari API, con un massimo di ulteriori franchi 800 mensili. Un modello marcatamente sociale che, secondo alcuni osservatori, individuerebbe un range di costo per figlio che varia fra valori assai limitati e 2’000 franchi, con un carico per il ceto medio di circa 1’000 franchi. È questo il modello giusto? Domanda interessante, cui si potrà rispondere in modo organico in sede di una possibile futura revisione del sistema fiscale cantonale.

Incentivi che rivitalizzano I

n un momento in cui il territorio scarseggia e l’economia boccheggia, la politica deve focalizzare lo sguardo sugli edifici industriali dismessi, attivandosi concretamente per stimolare, sostenere e promuovere la loro rivitalizzazione, facendo convergere da un lato lo sviluppo economico e, dall’altro, lo sviluppo territoriale. Prima di pensare a nuove costruzioni sarebbe infatti meglio pensare a come riutilizzare l’esistente, dando vita a progetti innovativi di interesse pubblico. Così facendo avremo non solo benefici economici (nuove attività, insediamenti, progetti e posti di lavoro) o territoriali (protezione, razionalizzazione e valorizzazione del territorio e degli spazi pubblici), ma anche sociali, culturali o turistici a dipendenza dell’uso che si farà di questi edifici. Oltre Gottardo vi sono già ottimi esempi in tutte queste direzioni. Il Gran Consiglio ha già sancito il principio, in particolare approvando due nostri atti parlamentari in questo senso: il primo volto a stanziare un credito quadro di una decina di milioni da destinare a progetti di rivitalizzazione (la cui proposta di concretizzazione è appena stata pubblicata dal Consiglio di Stato), il secondo mirato – fra le varie misure – a introdurre anche incentivi pianificatori e fiscali. Anche queste sono infatti leve sensibili sulle quali insistere, mettendo in atto una

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vera e propria strategia di recupero degli edifici industriali dismessi, legando economia e territorio, conservazione e innovazione, e, quel che più conta, passato e futuro.

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Per un Ticino competitivo L

’esito positivo della votazione sulla riforma fiscale e finanziamento dell’AVS, sia a livello federale sia cantonale, è un risultato importante che permette al nostro Paese di adeguarsi ai cambiamenti in atto a livello internazionale per quanto riguarda la fiscalità. Grazie alle nuove misure la Svizzera potrà beneficiare di basi normative stabili e mantenere la propria competitività. Spetta ora ai Cantoni implementare la riforma in base alle proprie peculiarità. Le ricette previste divergono a seconda delle diverse realtà, ma hanno quale denominatore comune l’abbassamento delle aliquote sugli utili societari, con addirittura alcuni Cantoni che intendono ridurle di quasi la metà. Anche il Ticino, che ha già compiuto un primo passo per migliorare la propria competitività con la riforma fisco-sociale approvata lo scorso anno, è chiamato a rivedere l’aliquota applicata all’utile delle imprese. Infatti, in assenza di un intervento, il nostro Cantone si ritroverebbe agli ultimi posti della graduatoria intercantonale sull’utile delle imprese, anche considerando i Comuni ticinesi fiscalmente più vantaggiosi (vedi grafico). L’obiettivo è dunque un avvicinamento del tasso impositivo ticinese alla media nazionale affinché tutte le aziende che operano sul nostro territorio, dalle più piccole alle meno piccole,

Christian Vitta presidente del Consiglio di Stato

possano esercitare le proprie attività in Ticino a delle condizioni comparabili e concorrenziali con quelle degli altri Cantoni. Accanto alla riduzione dell’aliquota sono poi previste una serie di misure per assicurare alla riforma il necessario equilibrio, sia dal profilo degli interventi, che riguarderanno sia le persone giuridiche che le persone fisiche, sia da quello della sostenibilità finanziaria per l’ente pubblico. Ad esempio, allo scopo di stimolare l’innovazione, si prevede di utilizzare appieno il margine di manovra consentito per favorire le imprese che svolgono attività di ricerca e sviluppo. Sono inoltre al vaglio alcune ipotesi di lavoro a beneficio delle persone fisiche. Anche nei

confronti dei Comuni sarà adottata un’attenzione particolare, oltre che un contributo finanziario che si prevede possa essere di 9 milioni di franchi. Nei prossimi mesi il Governo e il Parlamento avranno modo di esprimersi sulle proposte avanzate. L’auspicio è che attorno alla riforma possa essere trovata la necessaria convergenza politica in modo da permettere al Ticino di affrontare con successo i cambiamenti in atto e rafforzare il proprio tessuto economico e sociale.


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Il caso Kering insegna

Fiscalità, il CdS ora deve agire L

o scorso 19 maggio il popolo svizzero ha approvato la Riforma fiscale e del finanziamento dell’AVS (RFFA) con ben il 66.38% dei voti. Grazie a questa riforma, la competitività della piazza economica elvetica nel confronto internazionale verrà rinforzata. Al contempo ora ci si deve attivare anche a livello cantonale. Alcuni Cantoni hanno già fatto il loro dovere riducendo l’imposizione dell’utile per le aziende. Essi dovranno dunque pianificare in autonomia la propria politica fiscale per essere concorrenziali nel confronto intercantonale.

Rocco Cattaneo consigliere nazionale PLR

Date queste premesse, e visto che il Ticino per quanto riguarda la fiscalità delle azienda è tra i peggiori Cantoni (terz’ultimo), il lavoro da compiere è ancora molto. Quello che ci si aspetta ora dal nostro Cantone è una chiara strategia fiscale per le aziende che comprenda però dei passi concreti e immediati da fare. Una vera politica fiscale vantaggiosa e concorrenziale a beneficio di tutte le imprese operanti sul nostro territorio. In questa strategia occorre mettere in discussione, oltre all’imposizione dell’utile, pure altri aspetti come l’imposta

di bollo, l’introduzione di un moltiplicatore differenziato (persone fisiche/giuridiche) per i Comuni e in generale ridurre al minimo la burocrazia. Il mondo delle PMI aspetta da tempo un vero e proprio segnale di partenza in questo senso. Come accennato dal consigliere di Stato Christian Vitta in una recente intervista, non potremo mai essere tra i primi della classifica. E penso che su questo siamo d’accordo. Ma resta comunque imperativo cercare di abbandonare le ultime posizioni e agire affinché anche PMI e aziende famigliari possano avere finalmente condizioni nella media federale. E ambire a un giogo fiscale che li incoraggi a fare ulteriori investimenti. Queste imprese, come dico spesso, sono il motore della nostra economia. Sono aziende ancorate al territorio, che perdurano di generazione in generazione, che creano posti di lavoro, realizzano progetti, posti di apprendistato e generano entrate fiscali. Come a livello svizzero, anche in Ticino abbiamo un numero molto alto di PMI: il 99.8% di tutte le imprese sul territorio, che rappresentano l’82.5% dei posti di lavoro. In conclusione, il nostro Governo deve ora agire con tempismo prima che sia troppo tardi: la situazione è preoccupante. Alcune aziende sono già sul punto di partenza se non succede nulla. E aggiungo e ripeto: quando parliamo di fiscalità non dobbiamo solo pensare al “quanto”, ma anche al “come”. Ovvero una politica fiscale, oltre che vantaggiosa e concorrenziale, meno burocratica, più agile e che prenda in considerazione anche i Comuni, ad esempio con il moltiplicatore differenziato. Uno stimolo determinante allo sviluppo economico passa anche dalla fiscalità aziendale. È ora di agire per le nostre PMI!

La decisione del gruppo Kering di ridurre del 50% la presenza in Ticino nei prossimi 3 anni mette il Cantone nuovamente di fronte all’evidenza che ogni impresa decidere autonomamente dove operare. Un principio che vale per le PMI ma a maggior ragione per i grandi gruppi che reagiscono in maniera più rapida alle sollecitazioni del mercato. L’unica possibilità di azione è quella di favorire le migliori condizioni quadro possibili per il mantenimento e l’insediamento di nuove aziende virtuose in Ticino. Aziende che creino posti di lavoro e indotto fiscale nel pieno rispetto delle regole: il 60% della spesa totale del Cantone è data dalla formazione, dalla sanità e dalla socialità. E questa spesa dev’essere in un qualche modo finanziata… Al di là della scontata tranquillità istituzionale della Svizzera, vi sono evidentemente altri aspetti su cui è necessario fare leva: il livello della fiscalità, l’offerta di attività di ricerca e sviluppo, le buone vie di collegamento per la mobilità di persone, merci o dati. A non giovare è anche una certa politica che si rallegra quando le aziende chiudono. Giusto sanzionare chi non rispetta le regole, senza però demonizzare un intero settore con metodi di denuncia che nulla hanno a che vedere con il sistema svizzero. Come PLR continueremo a batterci per il rispetto dei lavoratori e delle regole del gioco, sostenendo chi paga le imposte e crea lavoro in Ticino.

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Opinione Liberale

La scuola e le priorità Chi sono i volti nuovi che da aprile siedono sui banchi del Gran Consiglio nelle file del PLR, e soprattutto quali saranno le loro priorità di legislatura? Questa settimana conosciamo gli intenti dei due deputati locarnesi Aron Piezzi di Maggia e Michela Ris di Ascona.

È

iniziata da qualche settimana la mia esperienza quale deputato del Gran Consiglio ticinese. Dopo un’inevitabile fase di adattamento e conoscenza degli aspetti procedurali del Parlamento, cercherò di portare esperienze e competenze che ho maturato in oltre un ventennio di vita professionale (docente di scuola elementare) e in politica (sindaco di Maggia da nove anni). Fra gli altri, mi concentrerò sui temi legati alla scuola. Dopo la bocciatura de “La scuola che verrà”, è necessario stabilire le priorità da promuovere per (ulteriormente) migliorare la scolarizzazione dell’obbligo. Eccone alcune, valide per tutti gli ordini di scuola:

4. Implementare modalità didattiche che permettano di lavorare a piccoli gruppi (laboratori): sia per supportare con più efficacia agli allievi in difficoltà, sia per stimolare gli allievi più motivati. Per la crescita cognitiva e morale dei giovani, accanto alle innovazioni tecnologiche, a scuola devono (ri)trovare posto esperienze pratiche, relazioni umane, empatia, capacità di appassionare. Inoltre è indispensabile promuovere valori irrinunciabili come la cultura dell’attenzione, del sacrificio e dell’impegno costante: tutto ciò è malauguratamente messo in secondo piano dalla frenesia odierna e dalla distrazione continua causata (anche) dalle nuove tecnologie.

1. Migliorare ascolto e considerazione da parte dell’autorità dipartimentale nei confronti di tutti gli attori della scuola: c’è infatti la sensazione che troppo venga calato dall’alto, senza l’essenziale coinvolgimento di docenti e direzioni; 2. Evitare l’eccessiva burocratizzazione del mondo scolastico (come lo è oggi): ciò toglie prezioso tempo e motivazione al vero ruolo di docente, soprattutto per iniziative didattiche in favore degli allievi;

Aron Piezzi granconsigliere PLR

3. Affrontare i temi del numero di allievi per classe e il ruolo del docente d’appoggio: non come “semplice” rivendicazione, ma quale oggettiva esigenza per favorire un miglior contesto educativo e istruttivo;

Investire nelle eccellenze E

ssendo stata eletta nel distretto del Locarnese una delle mie priorità per questa legislatura sarà quella di identificare il potenziale non ancora pienamente espresso da questa regione e investire nelle eccellenze che

Michela Ris granconsigliera PLR

permettano un orientamento economico fruttuoso senza dimenticarsi dell’innovazione e delle nuove tecnologie nei vari settori dell’economia. Una fra tutte il turismo e le manifestazioni culturali che animano la nostra regione che devono venire affiancate da progetti chiari e innovativi che prendano in considerazione anche la viabilità, le infrastrutture, le esperienze sportive, culturali ed enogastronomiche. Abbiamo un territorio magnifico e dobbiamo farlo conoscere nel mondo anche con i nuovi canali di comunicazione in maniera efficace. Eventi di successo da un punto di vista turistico rappresentano un plus fondamentale per generare interesse nei confronti di una destinazione e stimolare così nei partecipanti il desiderio di rivisitarla indipendentemente dalle manifestazioni stesse: è necessario incurio-

sire il turista che domanda anche cultura e sorprenderlo per indurlo a prolungare il suo soggiorno e/o a tornare in futuro. Le analisi sugli aspetti economici dimostrano che un progetto o un evento culturale, se ben organizzati, non solo generano ricavi ma producono anche effetti secondari, di breve e lungo termine: nel breve periodo oltre alla partecipazione all’evento ci saranno spese per beni e servizi complementari (ristoranti, pernottamenti, shopping...) che generano effetti moltiplicatori per il territorio, mentre nel lungo periodo un’industria culturale può essere in grado di attirare ulteriori investimenti privati o pubblici. L’ampliamento dell’elemento culturale-turistico e una corretta pianificazione basata su criteri di efficienza e efficacia potrebbero essere le basi per diminuire la dipendenza legata alla stagione estiva.


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5G, cogliamo i vantaggi Il 5G è il nuovo standard di telefonia mobile alla base della quarta rivoluzione industriale che vedrà coinvolti milioni di dispositivi, oggetti e persone. Il gruppo parlamentare PLR ha presentato un’interrogazione a firma di Fabio Käppeli. Per fare il punto sul 5G, in relazione anche ad aspetti dibattuti di “salute pubblica” vi proponiamo le considerazioni del capogruppo Alex Farinelli.

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olti paesi hanno riconosciuto l’importanza della tecnologia 5G come motore di innovazione. L’introduzione è in pieno svolgimento all’estero. Sfortunatamente, la Svizzera è in ritardo. Un recente studio ha indicato come unicamente nel nostro Paese, fino al 2030, il 5G permetterà la creazione di 137’000 impieghi e un aumento del valore della produzione annua fino a 42,4 miliardi di franchi. Per questo motivo, il gruppo parlamentare PLR ha inoltrato un’interrogazione al governo che chiede in quale direzione intenda andare di fronte alle diverse forme di protesta che si stanno manifestando a macchia di leopardo contro questa tecnologia. Lo sviluppo della digitalizzazione, infatti, è impensabile senza un’efficiente infrastruttura di telefonia mobile. Per tenere il passo con lo sviluppo tecnologico e sfruttare il potenziale della

Alex Farinelli capogruppo in Gran Consiglio

digitalizzazione, l’introduzione della tecnologia 5G in Svizzera è quindi fondamentale. Ed è da ritenersi complementare accanto alla rete in fibra ottica, che per evidenti limiti morfologici del nostro territorio ben difficilmente potrà raggiungere tutte le località del Paese in maniera capillare. Dal profilo della salute pubblica, la tecnologia 5G utilizzerà soltanto frequenze che, già in passato, sono state sfruttate, ad esempio, per le trasmissioni radiotelevisive, ma non solo. In una prima fase, con le concessioni ottenute nel 2019, il 5G funzionerà sulle stesse frequenze del 4G o 3G. Si tratterà quindi si segnali conosciuti e non nuovi. Il 5G è inoltre una tecnologia molto più efficiente di quelle attualmente in uso, perché fornisce la rete solo a chi la richiede e non irradia tutto l’ambiente circostante ad ampio raggio. Va poi ricordato che studi scientifici dimostrano che oltre il 90% delle radiazioni sono da ricondurre all’utilizzo del nostro telefonino e non alla presenza di antenne di telefonia mobile sul territorio. In Svizzera, infine, i valori limite sono 10 volte più severi che in molti Paesi europei confinanti e di quanto prescrive l’OMS.

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ilcommento

Ambiente, un’opportunità e una sfida avvincente

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l cambiamento climatico è reale. La sfida avvincente. E più a lungo aspettiamo, più difficile sarà risolvere il problema. In questo senso il nostro Partito sta valutando possibili misure a favore del clima e dell’ambiente. Questo (non nuovo!) impegno per una politica economica sostenibile e a favore dell’ambiente ha fatto però storcere il naso a qualcuno. La salvaguardia dell’ambiente è un elemento che contribuisce alla crescita e alla competitività sia del nostro territorio sia delle aziende. Dobbiamo essere coscienti che si tratta di un binomio vincente. È per questo motivo che la direzione nazionale ha lanciato nelle scorse settimane un sondaggio che ha coinvolto tutta la base del PLR. La posizione, attualmente al vaglio dei presidenti cantonali, si basa sulle risposte giunte da oltre 14’000 persone. I dati sono rappresentativi per costruire un’opinione di partito che verrà condensata in un documento sottoposto il 22 giugno prossimo ai delegati in occasione dell’assemblea nazionale. Tutti coloro interessati a contribuire alla definizione del posizionamento di partito su quest’importante tema hanno avuto modo di partecipare al sondaggio e, segnalandoci il proprio interesse, avranno altresì la possibilità di elaborare proposte di emendamento al documento finale. Nel frattempo, il PLR presenterà il progetto di documento in una conferenza stampa prevista questa mattina (venerdì 24 maggio). La politica ambientale può e dev’essere vista come un’opportunità. Per le aziende. Per il territorio. Per il nostro Paese.

Andrea Nava segretario cantonale

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Sulla parità dei sessi

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e donne sono discriminate? In molte aziende, professioni, famiglie sì. In altre no. Con zone grigie a dipendenza di cosa e come si misura. Si può richiamare l’attenzione sugli esempi negativi con uno sciopero; o sugli esempi positivi, mirando più all’emulazione che a colpevolizzare. A sinistra il tema è esasperato: una parlamentare aveva chiesto al Consiglio federale cosa intendesse fare affinché la biancheria intima femminile non costasse più di quella maschile. Risposta a tono sarebbe stata quella che, visto che i prezzi dipendono da domanda e offerta, se beni consumati da chi guadagna meno costano di più è perché spesso sono pagati da altri. Lo stato sociale compensa pure le disuguaglianze: miliardi di contributi pagati da uomini finiscono in pensioni alle donne. Ma è pur sempre indice di mancata emancipazione. Più delle prediche, i fatti sono il miglior

rimedio contro i pregiudizi purtroppo ancora diffusi. Le donne studiano ormai più degli uomini, ma perdurano differenze nelle scelte professionali. Forse perché nei maschi c’è maggior propensione al rischio: come si vede nell’imprenditorialità, nella criminalità, nella migrazione. Conseguenza della selezione naturale quando – ieri in termini di patrimonio genetico – l’uomo cacciava e la donna raccoglieva e conservava. Un’ingegnera o un’informatica rischia, più facilmente di una bibliotecaria o di un’infermiera, che il posto di lavoro sia trasferito altrove. Più della propaganda, per indurre le ragazze alle professioni tecniche, servirebbe nazionalizzare l’industria e privatizzare i servizi pubblici, ma è un’utopia fra tante. La partita si gioca in famiglia e sul lavoro. In Svizzera vi è abbondanza di insegnanti nelle materie letterarie, in grande prevalenza donne, carenza in quelle scientifiche. Il mercato del lavo-

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Mauro Dell’Ambrogio

ro privato incentiverebbe scelte diverse differenziando la retribuzione. Lo Stato non lo fa per non pagare così di più gli uomini. Il confine tra ricerca della parità e discriminazione a rovescio è sottile. Come insegnava il dimenticato Marx, essenziale è la struttura economica. Siamo in piena evoluzione: da una società in cui era ruolo dell’uomo provvedere per il bisogno monetario della famiglia, ad una senza ruoli economici definiti dal sesso. Un’evoluzione con inevitabili lentezze e contraddizioni, correggibili con tanta buona volontà. Il maggior pericolo è fare passi indietro con l’illusione, purtroppo oggi ricorrente, che si stava meglio quando si stava peggio.

Energia e clima, le opportunità dell’edilizia G li edifici offrono il massimo potenziale per una maggiore efficienza energetica e meno emissioni di CO2. Ma si deve poter ristrutturare. Chiunque segua gli attuali contributi dei media non può esimersi dall’entrare nella discussione sul clima. Il nostro settore partecipa attivamente a questa discussione. Il settore dell’edilizia, infatti, può continuare a dare un contributo significativo alla riduzione delle emissioni di CO2. Secondo un’analisi dell’Ufficio federale dell’energia allestita sul periodo 2000-2017, il 45 % del fabbisogno energetico della Svizzera è da ricondurre al settore degli edifici. Mentre migliaia di persone scendono in strada a manifestare, noi cogliamo l’opportunità di rendere la Svizzera più rispettosa del clima attraverso ammodernamenti, ristrutturazioni, nuove costruzioni e costruzioni sostitutive. Il tema ha raggiunto anche la politica. È proprio per questo motivo che il Consiglio degli Stati sembra essersi posto parecchi obiettivi per la prossima consultazione sulla legge sul CO2. Tuttavia, nuovi eccessivi regolamenti, normative, divieti e tasse non servono a nulla. Occorre invece utilizzare gli strumenti esistenti e smantellare le norma-

tive superflue, che impediscono una maggiore efficienza energetica del parco immobiliare. Per ridurre le emissioni di CO2, già nel 2010 la Confederazione ha lanciato il Programma edifici. La sua idea di base è buona, ma da solo non affronta il nocciolo del problema. Già oggi l’edilizia energeticamente efficiente non è un fenomeno marginale. Al contrario: per sempre più committenti un’infrastruttura sostenibile è diventata una cosa ovvia. Eppure, in Svizzera ci sono ancora circa 1’500’000 edifici che richiedono un risanamento. La quota annua di ammodernamento è ancora bassa. Nonostante vi siano incentivi allettanti, anche la burocrazia impedisce di ridurre ancora più rapidamente le emissioni di CO2 dovute agli edifici. Molti progetti edilizi falliscono già in fase di progettazione a causa delle norme, in parte esagerate, in materia di protezione della natura e del patrimonio culturale. Soprattutto nel caso degli edifici iscritti all’inventario federale degli insediamenti da proteggere, vi sono notevoli ostacoli burocratici alla ristrutturazione. È proprio in questi casi che il legislatore dovrà decidere, prima o poi, se dare maggior peso agli aspetti ecologici o a quelli storici.

Gian-Luca Lardi presidente SSIC

Quasi un quarto delle abitazioni svizzere risale al periodo tra 1970 e 1990. È comprensibile che per molti aspetti i metodi di costruzione utilizzati all’epoca non corrispondessero agli attuali standard. La realtà dimostra che i committenti sono assolutamente disposti a sostituire i loro edifici con nuovi edifici ecologici. L’attuale procedura di opposizione però, ritarda o rende impossibile la realizzazione di molti progetti. Prima di pensare a nuovi regolamenti, il parlamento dovrebbe prendere coscienza della situazione attuale. Le nuove normative hanno raramente semplificato le procedure di progettazione e di costruzione: il compito ora è quello di rimuovere gli ostacoli esistenti e non di crearne di nuovi.


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Alberto Pellanda, uomo del fare Alberto Pellanda. Sindaco di Riviera, è ufficiale, con quali sentimenti assume questa importante carica? Desidero ringraziare il presidente dei liberali radicali di Riviera, Giorgio Rosselli, per come si è attivato dopo l’elezione di Raffaele De Rosa in Consiglio di Stato. Lo stesso dicasi per i membri di Comitato. Con molto piacere ringrazio inoltre tutti coloro che mi hanno dimostrato il loro sostegno. Ho un’innata forte motivazione e una grande passione per la cosa pubblica che mi spingono ad operare nell’interesse dei miei concittadini. Sono determinato nel portare a termine i progetti già iniziati e di avviarne altri d’intesa con i miei colleghi di Municipio. Sicuramente il clima di lavoro all’interno del collegio municipale e la stima reciproca che si è instaurata, sono la base per sviluppare qualsiasi genere di discorso politico, e io ho e avrò la fortuna di poter operare con colleghi qualificati e all’altezza del compito a loro assegnato. E questo vale anche per le forze politiche presenti a livello comunale. In questo periodo ho rimarcato con piacere la voglia dei cittadini di superare gli steccati politici per permettere uno sviluppo del progetto Riviera in linea con le aspettative. È un cambiamento importante nell’ottica di costruire qualcosa insieme e di unico. Il mio impegno non sarà quello di abolire le particolarità comunali, ma di mettere in comune le forze e le risorse nel rispetto delle differenze. Le chiusure e l’appiattimento sul presente rappresentano i mali che dobbiamo evitare.

Il fatto che il sindacato sia a guida PLR è una prospettiva stimolante per le Comunali 2020… Personalmente ritengo che rispetto ad altre cariche il sindaco rappresenti una figura politica a sé stante. Ovviamente ha sue idee e concetti legati all’appartenenza politica tuttavia è la figura che forse più di altri si avvicina alla propria cittadinanza. E proprio per questo motivo è fondamentale essere in grado di agire in maniera super partes, ciò che ho appreso grazie all’appartenenza al PLR. In questo contesto sono motivato e spero di poter continuare a dare il mio contributo anche dopo il 2020. Com’è stata percepita l’aggregazione? Il concetto in linea di massima è stato ben recepito. Alcune associazioni si sono riunite e hanno dato avvio a nuove società quali il Tennis Club Riviera o l’Associazione calcio Riviera. Ci sono poi altre attività sportive o culturali legate alla scuola e al tempo libero che stanno avendo successo. In questi settori rilevo come ci siano dei volontari estremamente motivati. Amministrativamente stiamo lavorando per ottimizzare l’organico al fine di migliorare i servizi alla popolazione e questo contribuirà in maniera marcata a aumentare il senso di appartenenza al nuovo Comune. Prossimamente dovremo anche affrontare il tema legato al contributo cantonale a sostegno di progetti d’investimento per lo sviluppo del comprensorio, calcolato in 1.8 milioni, che potranno essere investiti proprio a favore del senso di coesione.


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Il parco tecnologico dell’aviazione

Alberto Pellanda, un sindaco che ha a cuore il suo Comune, Riviera, e che vuole costruire il futuro “insieme ai cittadinI”, investendo in progetti a favore “del senso di coesione”.

Alberto Pellanda. Come intende affrontare il dossier gestione del territorio? È uno degli impegni più importanti per un Municipio, specialmente se di recente costituzione come il nostro nato appena due anni fa da un’aggregazione. Importante sarà l’elaborazione di un piano regolatore unico per il nuovo territorio, che ha grandi potenzialità insediative ma, come già rilevato dall’allora Commissione di studio per l’aggregazione, si presenta segnato da zone industriali e da aree di deposito sparse, o parzialmente abbandonate tra le zone agricole. In ogni caso si dovranno migliorare le situazioni ambientali e abitative. Una delle prossime importanti decisioni che il Municipio di Riviera dovrà prendere sarà pertanto quella di stabilire come procedere: a chi assegnare il mandato, tempistiche, eccetera. Se poi si pensa che il solo 4% del nostro territorio è utilizzato a fini di insediamento umano e solo il 7% da aree agricole, ne scaturisce che la collaborazione con i Patriziati, proprietari della stragrande maggioranza del territorio, è importantissima. Dovremo dare

in particolare l’aspetto finanziario. Lo scorso 7 maggio, grazie a una iniziativa del consigliere nazionale Fabio Regazzi, ho avuto un colloquio con la consigliera federale Viola Amherd, titolare del DDPS. In quell’occasione è stato espresso da entrambe le parti la volontà di giungere nel più breve tempo possibile ad un accordo. Non appena raggiunto, il Municipio allestirà il relativo messaggio all’indirizzo del Consiglio comunale. Se sarà approvato, l’iter continuerà con l’invio della richiesta di sostegno finanziario al Consiglio di Stato. Quest’ultimo dovrà poi allestire a sua volta un messaggio all’indirizzo del Gran consiglio con la richiesta del credito per permettere la trasformazione da aeroporto militare a civile. Solo dopo l’approvazione da parte del Gran Consiglio potremo dar avvio a tutte le procedure: attivazione della società di gestione Riviera Airport SA, lavori per la trasformazione dell’aeroporto. Nel frattempo il Municipio continuerà l’approfondimento dei criteri di gestione per permettere di creare solide basi per il futuro parco tecnologico dell’aviazione.

l’analisi

Sindacato al PLR

I

l PLR Riviera si rallegra con Alberto Pellanda per la nomina a sindaco, subentrando a Raffaele De Rosa. Parliamo di meriti alterni, evidente è che il nuovo consigliere di Stato brillantemente eletto il 7 aprile, ha dato prova di estrema abilità nel raggiungere gli obiettivi prefissatisi. Come fu nel 2017 per il sindacato, analogamente nelle sue dinamiche e nelle proporzioni è stato per il Consiglio di Stato. Nomine sue di certo meritate su tutta la linea, ma ottenute anche con i voti ricevuti e non solo dal suo partito! In occasione delle Cantonali, è corretto ribadire, senza paura di smentita, che il neo eletto concittadino abbia ricevuto un grande sostegno anche dai liberali radicali del nostro Comune, Distretto e Cantone. Per taluni questo avvicendamento del PLR al sindacato di Riviera sembrerebbe essere “cosa logica, dovuta e forse addirittura naturale, quasi

un’accelerazione alla pianificazione delle zone di estrazione con la riqualifica delle cave in disuso e la promozione e la valorizzazione del settore con normative che possano portare uno sviluppo a lungo termine di queste zone speciali. Entro la fine dell’anno il Municipio dovrebbe poi dar avvio alla fase che permetterà di concretizzare il piano di quartiere in località Gèra nel quartiere di Iragna. Ovviamente queste non sono le uniche tematiche con le quali è confrontato il Municipio. Altro tema: l’aeroporto di Lodrino. E’ stato fatto il primo passo verso il passaggio di proprietà al Comune. Quali sono i prossimi e con quali obiettivi? Va specificato che l’acquisto vero e proprio della proprietà aeroportuale non è più possibile in quanto, a seguito di un cambiamento di strategia da parte del Consiglio federale, l’unica opzione percorribile è ora quella di acquisire il fondo tramite un diritto di superficie che ci sarà concesso per 99 anni. Ci sono ancora dei punti da definire,

fosse implicito e nostro diritto esclusivo”: una spiegazione assai semplicistica e non rispettosa del valore di Alberto, due anni fa la nomina a vicesindaco è la testimonianza ulteriore delle riconosciute sue capacità. L’abilità e la voglia d’impegnarsi a favore della cosa pubblica non la si studia a scuola come la civica o qualsiasi altra materia, la si matura con il tempo e con intelligenza. Alberto ha iniziato da consigliere comunale nel 1980, e poi da municipale dal 1984 al 2004, ricoprendo la carica di vicesindaco nal 1988 e di sindaco nel 2000; una breve pausa per poi essere rieletto nuovamente sindaco di Osogna, dal 2008 fino al 2017: anno che lo vede vicesindaco del nuovo Comune di Riviera. Riconosco in Alberto le competenze nella conduzione di un Comune, maturate chiaramente nell’arco di diversi decenni di politica comunale. Ha facilità nel trasmettere la sua empatia e le sue innate qualità umane, qualità indispensabili per un politico. Qualità e doti queste di certo d’aiuto per ottenere il maggior numero di successi. Questo breve excursus per sottolineare lo spessore di Alberto, persona da me senz’altro stimata. La carica di sindaco non è per nulla scontata, regalata o dovuta! Evidente a tutti e non solo in casa nostra che Alberto sia la persona giusta a subentrare a Raffaele, ad un anno dal rinnovo dei poteri Comunali. Il PPD, orfano di De Rosa, spianando la strada al PLR dà prova di non anteporre l’interesse di partito, privilegiando in primis gli interessi della comunità. Un gesto che andrà di certo a rafforzare la già bella collegialità che regna nell’esecutivo di Riviera: prioritario ora è dare continuità al disbrigo degli importanti dossier in agenda. Sebbene sia un’effimera finestra di tempo prima del termine di questa breve legislatura, la carica è senz’altro di prestigio per Alberto, questo a tributo della sua pluridecennale attività politica. A nome della Sezione PLR Riviera, formulo ad Alberto l’augurio di assolvere nei migliori dei modi il suo ruolo e Giorgio Rosselli che sia di grandi soddisfazioni. Per le Comunali del 2020 presidente il PLR sarà stimolato e pronto nel presentare all’elettoPLR Riviera rato delle liste complete per i due Poteri comunali.


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Opinione Liberale

l’evento

L’economia che eccelle Il Prix SVC edizione 2019, ha premiato le aziende virtuose della Svizzera italiana, a primeggiare la Belloli di Grono. Katya Cometta

“Quella premiata oggi è l’economia che eccelle, quella che più di ogni altra rappresenta il settore delle PMI in Ticino, un’economia diversificata che innova e che è presente da Airolo a Chiasso”. Così il consigliere di Stato Christian Vitta ha tenuto a commentare la rosa dei vincitori del Prix Swiss Venture Club Svizzera italiana (SVC) che ha visto primeggiare Belloli SA di Grono, negli scorsi giorni al Palazzo dei congressi di Lugano. Sei, come consuetudine, le aziende virtuose selezionate dalla giuria presieduta da Marzio Grassi, che davanti ad un migliaio di persone rappresentanti del mondo economico, politico e culturale cantonale si sono presentate, tutte accomunate da una serie di caratteristiche vincenti, prima fra tutte la continuità famigliare delle direzioni e delle proprietà, oltre alla capacità di innovazione e di crescita. Con Belloli SA di Grono sono scese in campo Polydentia SA di Mezzovico (seconda classificata), Agroval SA di Airolo (terzo rango) e LifeLike Sa di Chiasso, Orticola Bassi SA di Sant’Antonino e Plastifil SA di Mendrisio (premio speciale quarto posto). Sono “aziende vincenti” come le ha definite Marzio Grassi, “aziende ticinesi” per il senatore Filippo Lombardi che ritiene essenziale il “mantenimento

dei centri decisionali anche economici e aziendali nel nostro Cantone”. Di certo si tratta di realtà imprenditoriali che hanno saputo sfruttare importanti nicchie di mercato sia locali, sia nazionali e a poco a poco anche internazionali. Basti pensare a quanto Agroval produce ad Airolo e vende in Russia! Il premio SVC, attribuito ogni due anni in sette regioni della Svizzera, è l’attività maggiormente conosciuta del Club il cui obiettivo è riconoscere e far conoscere le realtà imprenditoriali eccellenti del paese. Nella Svizzera italiana, vien da dire, è gioco facile perché ogni biennio vi è veramente l’imbarazzo della scelta. La nostra è una regione in cui la qualità è d’obbligo e il settore economico l’ha compreso velocemente già decenni fa. Non per nulla il presidente SVC Andrea Gerber ha evidenziato come sia rimasto “favorevolmente impressionato dalla varietà delle attività svolte dai finalisti della Svizzera italiana, regione caratterizzata da ampio

Imprenditori ticinesi al tavolo del PLR È stato ospite della Camillo Vismara SA di Lugano, il secondo incontro promosso dal PLR con gli imprenditori ticinesi, il cui scopo è mettere al centro dell’attenzione le aziende che creano posti di lavoro e pagano le imposte in Ticino. L’appuntamento è stato organizzato in tre tavoli di lavoro tematici: innovazione, formazione e fiscalità. Ad intervenire quali moderatori dei tavoli, dove c’è stato un intenso scambio di opinioni, sono stati il presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta per la parte dedicata alla fiscalità, il presidente della SUPSI Alberto Petruzzella per quanto riguarda la formazione, e il direttore del Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI Emanuele Carpanzano per il tavolo di lavoro dedicato all’innovazione. Per la sessantina di imprenditori presenti è stata un’ottima occasione per condividere esperienze, problemi e preoccupazioni alla ricerca di soluzioni utili per il futuro del Cantone. La serie di incontri tra PLR e imprenditori ticinesi proseguirà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti sul territorio cantonale.

know-how, spirito imprenditoriale e capacità innovativa”. Belloli SA, fondata nel 1886, è un’azienda a conduzione rigorosamente famigliare, e conta su 75 dipendenti altamente qualificati. E` specializzata nella fornitura di prodotti, macchine ed equipaggiamenti nel settore della costruzione di gallerie e nell’edilizia. Produce nelle proprie officine vari tipi di ancoraggi con i relativi accessori. Ha inoltre sviluppato un sistema idraulico interscambiabile rapido per varie sovrastrutture per camion come betoniere, benne, cassoni, nastri trasportatori telescopici. Si occupa anche di sistemi antivalangari, costruzioni metalliche e manutenzione. Un viaggio per imprenditori in Asia ed un buono formazione SUPSI sono i premi ritirati dal suo presidente Alberto Belloli, fiero di poterlo fare alla presenza di padre e zio che, prima di lui, hanno retto le sorti dell’azienda grigionese.


l’intervista

Il Ticino nel cuore La Pro Ticino riunisce i Ticinesi domiciliati nei Cantoni confederati e all’estero. Domani a Basilea, l’assemblea dei delegati sarà chiamata ad eleggere il nuovo presidente. Subentrerà a Giordano Elmer che molto ha dato a questa associazione centenaria. dicastero cori, che ha visto la partecipazione di più di 300 cantori, belle discussioni e canti in piazza.   L’associazione è nata per riunire i ticinesi fuori Cantone. Gli scopi di ieri sono ancora quelli di oggi? Direi proprio di sì. Riunire i Ticinesi, difendere e promuovere gli interessi del Cantone Ticino in altri luoghi, e come terzo scopo promuovere la nostra cultura e la lingua Italiana. Sono valori da interpretare attraverso i bisogni di oggi, e la nostra azione è promuoverli. Fondamentalmente sono però valori tuttora attuali. Chi sono gli emigranti di oggi? Gli stessi di ieri. Un nuovo progetto vuole proprio riprendere una nuova problematica, quella del coniuge che trova lavoro oltre Gottardo e mantiene la famiglia in Ticino. Giordano Elmer. L’assemblea di Basilea sarà la sua ultima assise da presidente. Con quali sentimenti lascia la guida dell’associazione? 50 anni or sono cantavo nella corale di Zurigo e poi è arrivata la presidenza, che mi ha fatto vivere delle grandi e belle emozioni. Ora è necessario dare spazio ai nuovi dirigenti con altre visioni e conoscenze. Dunque lascio la presidenza ma non la Pro Ticino, e mi rallegro di seguire i nuovi progetti proposti da chi mi succederà e dai membri del comitato centrale. Cosa ricorda con maggiore piacere della sua presidenza? Sono molti i momenti che la Pro Ticino mi ha regalato. Tra i più belli ricordo con piacere la collaborazione costruttiva e amicale con i membri del mio comitato centrale e la partecipazione all’esposizione Universale di Milano nel 2015, su proposta del nostro caro membro onorario Cornelio Sommaruga. Proprio a Milano, abbiamo potuto rendere omaggio a Dimitri con il nostro premio Pro Ticino. Un altro evento di grande soddisfazione è stato il Raduno dei cori a Locarno, nel 2017. Un incontro musicale che ho co-organizzato con Monica Reutlinger, responsabile del

Il Ticino è pure terra d’accoglienza. Tuttavia in una recente intervista ha detto che “manca la promozione per gli anziani pensionati che scelgono di vivere in Ticino”. Cosa intende e come intervenire? Alludevo al fatto che vedo tanti pensionati che scelgono il Ticino come luogo di residenza, principalmente per il clima e forse una vita meno costosa e più tranquilla. Secondo me è un’opportunità da cogliere e di conseguenza andrebbe migliorata l’offerta per questa “silver generation”. Penso alla possibilità di creare posti di lavoro interessanti nell’ambito delle cure, di sport specifici adattati agli Over, e naturalmente alle offerte culturali. Ci sono anche ditte d’oltre Gottardo che sono già presenti in Ticino e che ampliano i servizi, in relazione alle case di riposo. Un coordinamento a livello cantonale per completare l’offerta sarebbe sicuramente positivo per l’occupazione in Ticino e forse anche per ridurre le abitazioni secondarie, facendole diventare primarie per i pensionati che amano il nostro bel Cantone.

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occhiocritico

È tornato! Dopo alcuni mesi di sospensione e su richiesta di parecchi lettori ho deciso di riprendere le mie riflessioni sull’offerta radiotelevisiva della RSI! È importante capire quanto siano state ascoltate le voci critiche che si erano sollevate al momento della votazione No Billag e se effettivamente nella programmazione le proposte abbiano messo in atto alcune delle modifiche richieste. Ebbene devo ammettere che alcune indicazioni della volontà di esaudire il pubblico si sono viste e sono state messe in atto, ma non come ci si aspettava. Nell’ambito dell’intrattenimento, e in particolare dei giochi a premi, la situazione non è per niente cambiata: a mio avviso non basta lo spostamento intercalato dei conduttori per riattivare l’interesse dei telespettatori; forse questo tipo di programma ha fatto il suo tempo a meno che, autori magari di casa nostra, non possano ritrovare una vena innovativa per suscitare di nuovo partecipazione! I format, e questo l’ho già dichiarato più volte, si possono seguire su qualsiasi altro canale televisivo, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Per quanto riguarda invece le novità come Borotalk, Bande e cuori o ancora la Miniserie dedicata ai giovani cantanti e cantautori ticinesi al Teatro Sociale di Bellinzona, posso affermare che l’offerta in questo ambito è decisamente migliorata e l’impegno produttivo è cresciuto. “Politicamente scorretto” invece ha subito una brusca frenata avendo sollevato una bufera decisamente di proporzioni esagerate (semplicemente il cattivo gusto si è sostituito al buon gusto e all’eleganza anche nel divertimento casalingo!) e ha compromesso la sua reale strategia di talk show irriverente, impertinente e pieno di sorprese. Nell’ambito dell’informazione ha fatto il suo ingresso la nuova scenografia per il Tg e Il Quotidiano ma senza veramente modificare o rinnovare i contenuti dei programmi. Chiudo queste mie riflessioni assicurandovi che per quanto riguarda la programmazione dedicata alle elezioni del 7 aprile, prossimamente riprenderò il discorso dedicando un intero articolo sia all’ambito televisivo sia a quello radiofonico, soprattutto in vista delle prossime elezioni federali. Buona visione e buon ascolto! Maristella Polli

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l’agenda Sabato 25 maggio PLR PONTE CAPRIASCA Festa in piazza ore 11.00 Piazza Righinetti, Ponte Capriasca

Lunedì 27 maggio La granconsigliera Cristina Maderni con il presidente Aldo Albisetti (sinistra) e il vice Davide Alfano

Melide festeggia Cristina Domenica 5 Maggio nella Sala Pierre Vuignier al Lido Comunale, la Sezione PLR di Melide ha festeggiato Cristina Maderni per la brillante elezione in Gran Consiglio. Alla presenza di numerosi amici e simpatizzanti il presidente Aldo Albisetti ha sottolineato l’onore per la comunità di Melide e l’orgoglio della Sezione per questa elezione nel legislativo cantonale. Prendendo spunto da questo risultato Albisetti ha espresso l’augurio che la Sezione riprenda slancio in vista delle importantissime elezioni comunali di aprile 2020. Cristina Maderni ringraziando i presenti e la

Gruppo Stammtisch, Locarno e il clima Cari liberali radicali over 60, non mancate l’incontro di Locarno con Marco Gaia: giovedì 6 giugno all’Hotel Belvedere. Iscrizioni entro lunedì 3 giugno: vania@plrt.ch, telefono 091/821 41 81, risponde la segreteria del PLR.

Sezione per la bella iniziativa dell’aperitivo dei festeggiamenti, ha promesso il massimo impegno in un campo che la vede impegnata per la prima volta. All’inizio dovrà fare il giusto apprendistato e poi porterà avanti con forza i problemi a lei cari quali il lavoro, la formazione professionale, la scuola dell’obbligo, l’attenzione al sociale ed in modo speciale per gli anziani. Al termine Aldo Albisetti ha consegnato a Cristina, oltre ad un omaggio floreale, una scultura in bronzo con in evidenza l’Ancora, simbolo del gonfalone del Comune di Melide.

Gruppo ricreativo PLR, gita il 30 giugno L’escursione è stata posticipata a domenica 30 giugno per ragioni di sicurezza vista la presenza di neve nella regione di Piora/Cadagno. La meta prescelta è infatti il sentiero didattico del Ritom. Riservate la data in agenda. Dettagli seguiranno.

Opinione Liberale Responsabile politico Bixio Caprara

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CARTA SVIZZERA

PLR GRAVESANO Conferenza pubblica con Silvano Petrini sui pericoli, sfide e opportunità di Internet ore 20.00 Sala Consiglio comunale, Gravesano PLR MINUSIO Assemblea ore 20.00 Centro Elisarion, Minusio

Sabato 1. giugno PLR ORIGLIO Festa di primavera ore 18.15 Nucleo, Origlio

Mercoledì 5 giugno PLR COMANO Assemblea ore 20.30 Sala multiuso (Tera da sura), Comano

Agenda completa su www.plrt.ch.

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Aderisci ora e partecipa

Petra Gössi

o n i c i T n i i r e i v ’ Z gano-Besso Lu I, S R o di ra di u st te n Ristora .30 venerdì 7 giugno, ore 16

Merenda con Petra Gössi In un incontro esclusivo con la Presidente nazionale del PLR, i membri del Club, dopo i saluti iniziali, potranno interagire direttamente e dialogare liberamente con Petra Gössi. La partecipazione, gratuita, è riservata ai Soci e ai loro accompagnatori. Per questioni logistiche è obbligatorio confermare la propria partecipazione entro martedì 4 giugno. Al termine della merenda, alle ore 18:30 seguirà la serata promossa dalla CORSI “Quando il leader è donna: Petra Gössi”, al quale siete calorosamente invitati. Qualora foste interessati a parteciparvi, vi invitiamo a informarci affinchè possiamo provvedere alla riservazione dei posti.

Iscrizione obbligatoria info@plrt.ch 091 821 41 81

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Nr. 19 - Opinione Liberale - 24 maggio 2019  

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