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Anno 28 /G.A.A. Camorino

22 marzo 2019 /

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Opinione Liberale Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

Liberali radicali, non conservatori

02 / Gabriele Gendotti È un azzardo pazzesco pretendere di penalizzare il proprio partito – il PLR – a cui manca poco per ottenere un secondo seggio.

Ritornare alla Politica

05 / Guido Tognola / presidente PLR Lugano Il ritorno alle idee, agli ideali e alle visioni non può più aspettare: il riappropriarsi del discorso politico in quanto tale è un obbligo che compete al PLR.

Più qualità di vita nelle valli

09 / Rocco Cattaneo / consigliere nazionale PLR È imperativo tenere alta la pressione sulla diffussione della banda ultra larga e agire in favore del Ticino e delle nostre valli.

Editoriale / Bixio Caprara / presidente PLR

Per un Governo diverso Condivido l’opinione di chi si aspetta dalla politica rispetto, trasparenza e lavoro. Condivido chi ricorda alle cittadine e ai cittadini che nella nostra democrazia i partiti sono la cinghia di trasmissione indispensabile per il buon funzionamento delle nostre istituzioni. Condivido il valore inestimabile del nostro sistema di milizia in cui ognuno accanto alla carica politica deve poter svolgere la propria professione mettendo così a disposizione preziose competenze e punti di vista differenziati. In questa campagna elettorale il PLR presenta obiettivi concreti consapevole di dover tener conto dei mutati tempi della comunicazione. Uno dei miei preferiti sono i 1’000 posti supplementari per l’apprendistato. Significa la consapevolezza del valore straordinario del sistema duale svizzero nella formazione professionale basato su una stretta collaborazione tra Stato e aziende. Una collaborazione che significa condividere l’importanza dell’investimento nella formazione dei giovani. Una formazione professionale che oggi permette, al giovane che lo vuole e che si impegna, di raggiungere qualsiasi livello. Una collaborazione tra pubblico e privato premessa indispensabile della pace sociale che caratterizza il mercato del lavoro nel nostro paese. Questi elementi ci caratterizzano, questi valori riflettono l’approccio liberaleradicale, queste radici permettono di impostare un Ticino più svizzero in grado di affrontare le sfide del futuro cogliendo le opportunità. Per questo chiediamo l’aiuto dei ticinesi; il Ticino merita un Governo diverso. #facciamolo insieme

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ladue

Opinione Liberale

Liberali radicali, non conservatori

O

gnuno è libero di esprimere le proprie opinioni che naturalmente rispetto. Ma il seggio del PS, come confermano i sondaggi, non è in pericolo. E il richiamo dell’ultima ora alle ambulanze costituisce da sempre un collaudato e pagante gioco della politica, creato ad arte da strateghi di bottega. D’altra parte se il PS mostra qualche segnale di cedimento ciò potrebbe essere la conseguenza di una politica un po’ statica, con poche visioni e posizioni spesso dogmatiche orientate alla conservazione dell’esistente. Certi atteggiamenti di retroguardia e l’incapacità di accettare le evoluzioni di una società in fermento, i cui ritmi sono dettati dalle conquiste delle tecnologie e della rivoluzione digitale, non sembrano paganti.

Lele Gendotti

Siamo tutti d’accordo che la presenza di un rappresentante della socialdemocrazia in governo eletto secondo il sistema proporzionale sarebbe auspicabile, ma è un azzardo pazzesco pretendere che ciò venga ottenuto penalizzando il proprio partito a cui manca poco per ottenere un secondo seggio. Qualcuno tenta di ricostruire ad arte un nuovo ed inutile scontro fra liberali e radicali, scordando che, purtroppo, proprio i tre partiti storici hanno dimostrato scarso coraggio nell’affrontare con un approccio diverso i veri problemi della politica STUDIO D’INGEGNERIA

cantonale. Si è omesso di correggere con la dovuta fermezza, a costo di apparire impopolari, quelle modalità decadenti di fare politica fondate sulla denigrazione, il mancato rispetto per le istituzioni e le idee altrui, l’utilizzo delle mezze verità per raggiungere ad ogni costo i propri fini. Così come ci si è scordati di capire chi sono gli avversari e quali sono i comportamenti politici da contrastare per correggere quel modo di gestire gli interessi dello Stato e dei cittadini che costituisce la negazione del metodo liberale, incompatibile con i valori tradizionali del liberalismo quale espressione di attitudine positiva verso il progresso e la capacità di adottare per tempo le necessarie riforme, di sapere approfittare dei vantaggi che scaturiscono dalle scoperte nei campi più disparati della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica. Liberali radicali e non conservatori è lo slogan che ripeterò sino alla noia e che mi fa stare bene all’interno del PLR.

ilcommento

Perchè votare PLR-lista 5?

I

l messaggio che Bixio Caprara porta avanti ormai da diversi mesi – non disperdiamo voti – è chiaro. A urne ormai aperte, dobbiamo però spingerci oltre e ognuno di noi deve convincere nuovi elettori – al bar, sul bus o in spogliatoio – a votare PLR e lista numero 5. Ma perché farlo? Bisogna votare PLR perché abbiamo uno sguardo rivolto al futuro, lanciamo delle visioni e poi le concretizziamo: collegamento a internet in tutto il Cantone, telelavoro e co-working stanno ad esempio diventando realtà. Bisogna votare PLR perché il nostro Partito lavora con tutti coloro che vogliono trovare soluzioni, non importa chi siano. Bisogna votare PLR perché vogliamo adeguare politiche e istituzioni al mondo che cambia, senza dogmi o battaglie di retroguardia, opponendosi a quelli che “sono per una riforma, ma non ancora”; e perché per noi la dignità istituzionale è importante e non la sacrifichiamo per un po’ di popolarità. Bisogna votare PLR perché sappiamo che nulla è gratis e tutto ha un costo che va soppesato; e perché prima di tutto c’è il lavoro. Bisogna votare PLR perché cerchiamo sempre una sintesi tra i bisogni degli Mercati imprenditori e dei lavoratori, coscienti che gli uni non possono aperti sono vivere senza gli altri e che la libertà è sia quella di fare che quella dai essenziali per bisogni. Bisogna votare PLR perché vogliamo dare a tutti le stesse innovazione, opportunità di partenza; eproduttività, perché crediamo nella responsabilità competitività individuale e sociale. Bisogna votare PLR perché quando parliamo della piazza di assistenza non ci limitiamo a dire che sono stranieri o lazzaroni o economica che è tutta colpa del mercato del lavoro: indaghiamo la realtà, spesso svizzera. sfaccettata, e identifichiamo soluzioni puntuali (tipo nuove misure per dare una formazione ai giovani in assistenza, la cui maggioranza non ha un diploma). Bisogna votare PLR perché le nostre posizioni nascono da un confronto delle varie sensibilità che animano un partito interclassista e diffuso sul territorio come il nostro, con i suoi quasi 200 municipali e oltre 800 consiglieri comunali. Bisogna votare PLR perché noi vogliamo convincere e non piacere, proporre e non criticare. Nicola Pini vicepresidente PLR

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Opinione Liberale

Formazione e sport per il DECS liberaleradicale Cristina Maderni

Ogni volta che parlo con giovani del loro futuro mi piace soffermarmi sul tema dell’orientamento professionale. Orientarsi significa saper guardare sia in sé stessi sia alla società, scegliere una professione capace di coniugare vocazione individuale e opportunità di lavoro di lungo periodo. Vanno affinate le modalita dell’orientamento: oltre all’attuale approccio accademico, va implementato un dialogo con le aziende e le associazioni di categoria. Potremo così meglio indirizzare i nostri giovani nel costruire quel futuro professionale che meritano.

Alex Farinelli Solo passando per la formazione sarà possibile affrontare la sfida della digitalizzazione questo sia nel settore obbligatorio, dove è necessario un passo avanti della scuola media, che nel settore della formazione continua, che deve permettere a chi oggi è nel mondo del lavoro di restare aggiornato. Facciamolo senza avere la presunzione di calare dall’alto delle misure ma partendo dai problemi che oggi ci sono e dall’esperienza di chi questi problemi li vive (docenti, orientatori, datori di lavoro, genitori e allievi).

Christian Vitta I cambiamenti in atto, primo su tutti quello relativo al processo di digitalizzazione, necessitano di risposte in svariati ambiti e in particolare nel campo della formazione, sia essa di base che continua. Le nuove tecnologie implicano l’esigenza di disporre di nuovi profili e competenze, così come la capacità di rimanere costantemente aggiornati. Anche l’interazione tra mondo formativo e imprenditoriale assume un’importanza sempre più crescente per permettere alle nostre aziende di trovare adeguate competenze e per favorire l’occupazione nel nostro Cantone.

Alessandro Speziali

Sebastiano Gaffuri

In questi mesi abbiamo parlato in lungo e in largo di formazione; mai di sport, nonostante sia un aspetto determinante delle politiche sociali e sanitarie. Forse anche per questo la situazione delle infrastrutture ticinesi – se pensiamo ai cugini confederati – è piuttosto desolante. Investire nelle attività sportive significa proporre ai giovani qualcosa da fare, qualcosa per cui stare insieme, qualcosa che riempia il vuoto sociale che spesso li circonda. Mi pare il giusto contributo a favore delle nuove generazioni, in un mondo che spesso preferisce la pigrizia della repressione.

Anche Ticino si stanno affacciando quei cambiamenti epocali che influenzeranno la quotidianità di ognuno di noi. I lavori più semplici stanno infatti conoscendo, grazie all’innovazione tecnologica, dei mutamenti significativi; nascono e nasceranno, inoltre, una moltitudine di nuove professioni. In questo contesto il nostro sistema formativo deve permettere, da un lato, la permeabilità tra la via professionale e accademica, e dall’altro il continuo perfezionamento delle conoscenze.

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Maurizio Anghileri in Gran Consiglio

Economista, Sindaco di Gravesano, riato Responsabile Segreta ni ed Eventi PLRT, 30 an

Emanuele Rusconi

iglio Candidato al Gran Cons LISTA 5 - Candidato 14 #facciamolo www.plrt.ch

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C’È

lista 5 candidato 24

ELEZIONI CANTONALI 2019 Candidato al Gran Consiglio

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I’ospite

Opinione Liberale

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Ritornare alla Politica, #facciamolo

Guido Tognola presidente PLR Lugano

“La necessità di ritornare alle idee, agli ideali e alle visioni non può più aspettare: come liberaliradicali ci compete l’obbligo di riappropriarci del discorso politico”: parole di Guido Tognola, presidente PLR Lugano. Guido Tognola. Movimenti populisti, sovranisti, xenofobi... sono in ascesa, qual è il problema? La mancanza di visioni positive e propositive intrinseche a tali movimenti, non può che portare a pseudopolitiche che identificano la soluzione nella semplice reazione, nel confondere i cosiddetti “effetti collatera-

rebbe essere tornato un tabù in una società oramai in dichiarata decadenza e non solo valoriale, sempre che sia contestualizzato e declinato in una democrazia liberale. A noi il coraggio di ritornare alla Politica e non alla semplice amministrazione della stessa, collocando in una visione di insieme tutte quelle azioni fattuali

li” come l’essenza, la sintesi del problema. Il problema non è più del perché dei fenomeni migratori, il problema è il migrante e la soluzione è semplicemente respingere il migrante; “prima i nostri” dovrebbe essere la soluzione unica e ultima alla crisi economica che ci attanaglia. Ecco che il problema non è come creare lavoro bensì lo si identifica demonizzando il frontaliere come persona. Promulghiamo tasse di collegamento, a dire il vero semplici tasse riscosse sui parcheggi che, contrariamente a chi le sostiene, colpiranno anzitutto gli indigeni prim’ancora che i frontalieri stessi. Il settore secondario (industrie) – mediamente ubicato in luoghi periferici, non esattamente raggiungibili con i mezzi pubblici – rappresenta il 23.9% degli occupati in Ticino (54’000 posti di lavoro, le banche ne contano 15’000), e impiega “solo” il 36.1% di manodopera frontaliera (a fronte del 63.1% nel terziario). Ora, la domanda lecita è semplicissima: nel mondo dell’industria, chi sarà più colpito da tale ulteriore balzello? Il frontaliere o l’indigeno? Così facendo il baratro è sempre più vicino.

che, se non contestualizzate, rischiano di essere solo costi e non investimenti per un domani migliore. E nel guardare a quel domani, non possiamo dimenticare l’oggi, o meglio le persone che nell’oggi ci vivono.

23.9%

la forza lavoro nel secondario Come difendere allora la democrazia liberale? La necessità del ritorno al mondo delle idee, degli ideali e delle visioni non può più aspettare e il riappropriarsi del discorso politico in quanto tale è un obbligo che ci compete; bisogna tornare a declinare i nostri valori, a viverli non semplicemente a enunciarli. A noi il coraggio nel riconoscere l’errore come risorsa fondamentale del percorso di crescita, che oggi sembre-

Qual è la sua visione di società? È una visione globale della stessa e non la semplice frammentazione in singole parti “ermetiche”, apparentemente negando le interazioni fra i vari comparti, dove forse il ritorno anche ad una lettura Umanista potrebbe essere di grande auspicio e di grande aiuto. Cultura, Turismo, Commercio, Economia produttiva, Finanza, Ambiente, Formazione, Fiscalità, Sanità, Socialità non possono che interagire fra loro se si vuole veramente creare il presupposto di un circolo virtuoso, cercando e promuovendo quelle leve positive che il nostro Cantone necessita con urgenza. Quali potrebbero essere queste leve? Si potrebbe ipotizzare una revisione fiscale che non si limiti alla semplice correzione del moltiplicatore d’imposta, riconoscendo ad esempio la defiscalizzazione del consumo effettuato sul territorio (come negli USA): potrebbe avere un effetto positivo sui commerci locali, dissuadendo sicuramente una parte di persone che oggi effettua i propri acquisti oltre frontiera, da un lato si contiene un’evasione fiscale sul nostro territorio (ancora sempre presente) e e dall’altro si influisce positivamente sull’ambiente. La valorizzazione dei beni culturali, con una corretta messa in rete delle stesse, cambierebbe improvvisamente l’attitudine di “chiusura” che il nostro Cantone offre ad un turismo sedotto dalla bellezza del nostro Paese, ma non sempre accolto con quelle attenzioni che meriterebbe. Provate solo a recarvi alla stazione FFS di Lugano e guardate quanti cartelli vi accompagnano nei punti d’interesse cittadini, non fosse che il LAC, il MASI, piazza Riforma o la chiesa degli Angioli... Commerci, ristoranti, alberghi non se ne

dispiacerebbero sicuramente e se poi arrivasse anche il riconoscimento di statuto turistico… Idee bislacche? Impossibili da attuare? Semplicistiche? Poco importa: idee e se qualcosa non può essere cambiato diventa dogma e come tale rimane, sempre che non sia semplice paura del progresso. E da liberaleradicale qual è la sua visione? Credo profondamente nel mondo del confronto, delle idee comparate, della dialettica e nel gioco politico a somma positiva, ahimè da anni realtà relegate e tacciate come mero litigio interno. Improvvisamente, la nostra più grande risorsa, il confronto fra sensibilità diverse fra idee interne diverse, fra più possibilità d’approccio e di visione di un problema al fine di potere verificare la migliore soluzione applicabile, l’abbiamo relegata in un passato glorioso e promossa a semplici liti dettate da personalismi vogliosi d’imperare. Oggi, alla luce dei grandi cambiamenti che il mondo dovrà intraprendere, non fosse che per salvare se stesso (clima), spero che la nostra visione liberaleradicale saprà nuovamente essere faro di una società democratica, etica, sostenibile e giusta, con l’imperativo fondamentale che senza dignità di Tutti, non potrà esserci libertà per nessuno.


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ilfocus

Opinione Liberale

Parliamone, assieme Andrea Bersani vicesindaco di Bellinzona

Bruno Arrigoni sindaco di Chiasso Trovo l’invito dell’Ufficio presidenziale PLR per un incontro tra i sindaci/vicesindaci dei sei poli ticinesi molto interessante e spero che possa divenire in futuro un appuntamento fisso. Come entità comunali siamo confrontati con molte problematiche tipiche della prossimità al cittadino ed è quindi importante avere uno scambio di opinioni, consigli, idee tra di noi.

La Città aggregata presuppone una lettura su due piani; quello riferito alle problematiche del quotidiano e una visione più generale relativa al posizionamento della Città a livello cantonale e federale. Indiscutibile che su questo secondo piano le cose sono molto cambiate. La destinazione dell’attuale sedime delle Officine o il progetto di sistemazione del fiume Ticino sono solo due esempi.

Loris Galbusero sindaco di Biasca

Samuele Cavadini sindaco di Mendrisio

Le zone periferiche, le aree rurali e le regioni montane devono far fronte a varie sfide di natura economica e sociale. Da qualche anno assistiamo ad uno spopolamento delle Valli che comporta una diminuzione di servizi pubblici e che si traduce in una perdita di posti di lavoro e di attrattività, con ripercussioni anche sulla pianificazione del territorio e sui trasporti.

Questo genere di incontri rappresentano un’ottima occasione per condividere esperienze e problematiche. Con l’obiettivo di trovare soluzioni comuni. Una sorta di piattaforma di dialogo interna al partito in cui partire dalla condivisione delle esperienze dei singoli poli urbani – o Comuni in generale – per stimolare una riflessione più ampia su cosa può essere migliorato. Con al centro in particolare lo sviluppo delle relazioni tra Cantone e Comuni.

Mendrisiotto

Bellinzona e Valli

Candidata in Gran Consiglio Lista n. 5 Candidata n. 36

Roberta Passardi “Sono un’imprenditrice, economista e formatrice aziendale. Temi come competitività fiscale, compromesso famiglia-lavoro, formazione, sostegno agli anziani mi stanno a cuore. La mia passione è il volo che, come per la politica, richiede decisione e responsabilità!” www.robertapassardi.ch

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l’intervista

Opinione Liberale

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Lottare per soluzioni liberali Oltre 200 Giovani liberali radicali svizzeri hanno definito a Lutry le linee guida per una politica climatica liberale che passa dall’innovazione, come ci spiega Alessio Mina, responsabile GLRS per i Cantoni. Ospite Kaspar Villiger, già consigliere federale, che ha dato ai giovani quattro preziosi consigli: mettere l’accento sul progresso, non dimenticare l’importanza dei valori liberali, credere nella democrazia e considerare i perdenti dei cambiamenti della società. Alessio Mina. Il congresso l’ha riconfermata alla carica di responsabile per i Cantoni in seno al comitato di GLRS. Qual è il suo ruolo in vista delle Federali di ottobre? E quali gli obiettivi di GLRS? Le Federali di ottobre rappresenteranno il culmine di molti nostri progetti. Non solo negli ultimi anni siamo cresciuti molto sotto diversi aspetti, ma siamo stati attivi su tanti fronti politici. Il mio ruolo consiste nel coordinare, insieme ai colleghi, la già pianificata e ricca campagna nazionale, alla quale poi si affiancheranno le campagne delle sezioni cantonali. Nella maggior parte dei Cantoni ci sarà una lista GLR. Alle Federali del 2015, tre consiglieri nazionali e

tre consiglieri agli Stati giovani sono stati eletti nelle fila del PLR. Oggi il PLR è il partito più votato (19%) dalla popolazione tra i 18 e i 25 anni. Ciò dimostra che la nostra generazione crede nei valori liberali radicali e lascia ben sperare per il futuro. L’obiettivo è di migliorare i risultati di quattro anni fa, mantenere il PLR quale il partito più votato dai giovani ed estendere la base. Venerdì il mondo dei giovani si è mobilitato per il clima, il PLR svizzero lancia a fine mese un sondaggio per una politica climatica liberale e sostenibile. Quale la posizione di GLRS? Come Giovani liberali radicali, cerchiamo di proporre soluzioni sostenibili per tutti, evitando i dogmi che spesso si sentono quando si parla di clima. Per fare un esempio, GLRS si oppone al divieto dell’energia atomica. La sinistra propone soluzioni poco creative che si basano sempre sull’aumento delle tasse. Naturalmente è giusto tassare chi inquina, ma queste misure devono restare finanziariamente neutre, offrendo ad esempio incentivi fiscali alle aziende che si impegnano a ridurre le loro emissioni. La vera soluzione alla questione climatica passa dall’innovazione. La Svizzera ha un enorme potenziale e potrà avere un’influenza globale molto più ampia rispetto a delle politiche nazionali che finiscono a Chiasso o a Basilea. Concretamente cosa avete deciso? Si tratta di accedere al mercato europeo di scambio delle quote di emissioni, sviluppare le condizioni quadro affinché aziende e start up investano nelle energie rinnovabili e ridurre gli sprechi di energia legati al parco immobiliare.

Digitale e protezione dei dati sono stati pure tema di dibattito al congresso, con quali risultati? Su questi temi spesso vediamo la contrapposizione tra due nostri valori: la fiducia nel progresso tecnologico e il riguardo per la privacy. È stato approvato una presa di posizione sulla protezione dei dati. Negli ultimi anni, l’interesse economico per i big data è cresciuto notevolmente. È sbagliato demonizzare questa tendenza, perché i dati sono il carburante per lo sviluppo della digitalizzazione. Occorre, però, essere sensibili alla protezione dell’individuo anche sotto questo aspetto. Inoltre, GLRS ha deciso di sostenere a stretta maggioranza l’iniziativa popolare contro l’e-voting.


Roberto D’Auria

Dr. med. Ricardo Pereira Mestre

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Alessandro Cedraschi

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Daniel Buser Gran Consiglio

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Perché no

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Niccolò Salvioni

in Gran Consiglio nel 2019 con impegno

Lista 5

Candidato 62

11.02.19 15:23

Candidato al Gran Consiglio


daberna

Banda ultra larga in Ticino, facciamo il punto I

n un mondo sempre più digitale e interconnesso è fondamentale mettere a disposizione della società e su tutto il territorio strutture adeguate per favorire un’efficiente mobilità dei Rocco Cattaneo dati. La banda ultra larga sia fissa che mobile è la consigliere nazionale nuova frontiera delle reti di telecomunicazione. PLR Grazie ad essa i dati vengono trasmessi in quantità maggiore e ad una velocità superiore rispetto al passato. Questo principalmente tramite fibra ottica, ma anche su reti di telefonia mobile di ultima generazione, reti TV via cavo e reti di trasmissione satellitare. del Nazionale ha recentemente proposto di Secondo il principio del servizio universale, prolungarne il termine di trattazione fino Swisscom è incaricata di garantire la presenza di al 2021. Questo perché al momento è in corso servizi di telecomunicazione di base su tutto il l’adempimento della mozione Candinas “Aumento territorio nazionale. Un bel principio, senonché della velocità Internet minima a 10 megabit per la banda ultra larga non ne fa parte. Per la secondo nel servizio universale”, rispetto ai 3 posa di fibre ottiche i fornitori di servizi agiscono megabit attuali. Il Consiglio nazionale tratterà il secondo le regole del libero mercato: si investe tema questa settimana con l’auspicio che l’iniziadove c’è massa critica. Si prediligono dunque gli tiva del nostro Cantone rimanga di attualità fino sviluppi nei centri urbani. Le zone a bassa denal 2021 come proposto dalla Commissione. sità di popolazione e di attività economiche La disparità tra centri urbani e zone peripassano invece in secondo piano perché meno feriche è inaccettabile e va risolta urgenteattrattive dal punto di vista della redditività. mente. La banda ultra larga è indispensabile per E le statistiche sulla diffusione della fibra ottica in lo sviluppo socioeconomico, la competitività e Svizzera lo dimostrano. l’attrattività del nostro Cantone e delle nostre Per questo motivo nel 2016 il Canton Ticino valli. I vantaggi sono lì da vedere: possibilità ha inoltrato un’iniziativa cantonale a Berna. Il di nuove forme di lavoro (esempio telelavoro), Cantone chiede il sostegno della Confederazione insediamenti di aziende e start-up innovatinell’ampliamento delle reti a banda ultra larga ve... In altre parole: più qualità di vita. Senza nelle regioni con bassa densità di utenti. Questo una rete ad alta velocità in tutto il territorio le zotramite finanziamenti diretti o con un aumento ne periferiche continueranno a subire l’emorragia del livello del servizio universale. Dopo che gli dello spopolamento. È dunque imperativo tenere Stati hanno dato seguito all’iniziativa grazie alta la pressione su questo argomento e agire in MarioCanepa_santino_DEF_Inserzione OpinioneLiberale 28.02.19 14:44 Pagina 1 all’intervento di Fabio Abate, la Commissione favore del nostro Cantone e delle nostre valli.

Mario Canepa

in Gran Consiglio

Candidato n. 31 Lista PLR n. 5

Opinione Liberale

laproposta

Merlini contro i rischi delle criptovalute

N

on passa giorno senza che la tecnologia blockchain faccia parlare di sé, nel bene e nel male. Proprio nell’ottica di prevenire potenziali rischi legati alle criptovalute, il Nazionale ha approvato mercoledì – contro il parere del Consiglio federale – una mozione di Giovanni Merlini che chiede strumenti adeguati alle nuove esigenze di sicurezza e trasparenza dettate dalla diffusione di questi strumenti finanziari. Nel concreto: l’adeguamento delle normative concernenti gli strumenti a disposizione delle autorità penali, amministrative e civili in ambito procedurale, affinché essi siano applicabili anche alle criptovalute e non soltanto alle cose, ai crediti, ai diritti e ai dati informatici. Si tratta di arginare i rischi legati all’anonimato e di valutare la necessità di equiparare i responsabili di piattaforme di scambio delle criptovalute agli intermediari finanziari e di assoggettarli alla vigilanza diretta della Finma in materia di antiriciclaggio. Giovanni Merlini: “È importante che il Consiglio federale presenti al più presto le modifiche di legge necessarie per predisporre gli strumenti procedurali necessari alle autorità giudiziarie (civili, penali) e alle autorità amministrative, da applicare alle confische, ai sequestri, ai pignoramenti, anche degli averi patrimoniali sotto forma di criptovaluta, in modo da poter combattere efficacemente e ad armi pari il crimine economico e finanziario. Ciò permetterà anche di tutelare meglio l’immagine della nostra piazza finanziaria”.

Ho il Ticino nel cuore. Osiamo agire è il motto che vorrei tradurre in pratica ascoltandovi e costruendo insieme il nostro futuro. Sindaco di Mezzovico-Vira www.mariocanepa.ch

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Opinione Liberale

icandidati

Diana Tenconi Quando il nostro Paese si trova a trattare controversie con l’Unione europea, la paura di perdere il diritto di decidere sulle questioni interne e di perdere la nostra autonomia, se non addirittura l’identità, rappresenta una reazione frequente e sovente manipolata da interessi politici. Ritengo questa reazione provenga in parte dalla nostra fondamentale convinzione e propensione a mantenere le decisioni politiche nel foro più vicino possibile. La realtà oggi ci dice anche che non è più possibile fare unicamente una politica nazionale senza preoccuparsi delle conseguenze che le decisioni in quest’ambito avranno sui paesi vicini. E questo anche a nostro vantaggio e tutela. Sovente ci troviamo a subire attacchi scorretti da altri paesi (ad esempio nel campo fiscale) che utilizzano la propria potenza per proteggere le stesse pratiche o pratiche analoghe a casa loro. Ma il modo in cui la Svizzera si avvicina alle problematiche internazionali è differente da quello dei nostri vicini europei. Il nostro paese si riconosce da un approccio dal basso, dove ci si chiede sempre che opinione avrà la periferia, cosa ne pensa l’opinione pubblica e quali sono le posizioni delle parti coinvolte. Approccio radicalmente diverso da quello di chi sa

«Pragmatismo intelligente nei rapporti Svizzera-UE» già, sin dall’inizio, quello che è giusto o sbagliato. Si tratta in definitiva di riconoscere i problemi, di trattare con i partner europei le questioni competenti e di individuare le soluzioni tecniche che produrranno il risultato politico. Questo modo di fare è tipicamente svizzero, liberale ed è questo che ci rappresenta.

Cosimo Lupi In campagna elettorale si sentono vari argomenti, intenzioni più o meno concrete e promesse. Io credo, come del resto sostiene il PLR, nel valore del lavoro perché porta alla libertà, al benessere e alla crescita personale. Non ci possiamo però nascondere dietro ad un dito: il lavoro è sì un diritto ma va conquistato con l’impegno personale ed il sacrificio. Guardare al futuro oggi come giovane non è facile, anche con una formazione di ottimo livello possono passare mesi prima di trovare un’opportunità. Ecco che allora, come nelle corde dei liberali radicali, bisogna rimboccarsi le mani: dall’iniziativa personale non possono che nascere delle opportunità. Andare oltre Gottardo per studio, formazione professionale o esperienza lavorativa può essere visto come un’opportunità e non una scelta obbligata: il Ticino ha bisogno di persone che spingano con forza l’innovazione e che possano contribuire alla creazione equilibrata di nuovi posti di lavoro interessanti ed equamente retribuiti. Se non spingiamo in nostri giovani in questo senso prima o dopo avremo bisogno di questi profili da fuori! Io sostengo la politica liberale radicale del fare: col lavoro serio a livello comunale, cantonale e federale si attuano misure concrete a favore di un partenariato sociale forte. Così si tutelano i lavoratori e gli imprenditori, che non devono

«Modellare l’avvenire con la politica del fare» essere contrapposti ma complementari fra loro: favoriamo dunque l’innovazione, sfruttando le opportunità della digitalizzazione, le capacità e il merito. In questo modo contrastiamo davvero l’effetto di sostituzione e il dumping salariale: un impegno costante in questo senso garantirà il benessere del Ticino anche domani!

Alessandro Gazzani Durante l’edizione 2019 del Carnevale Nebiopoli di Chiasso, di cui sono presidente, siamo stati coinvolti in un progetto che guarda al futuro e getta le basi per diminuire la produzione di plastiche inquinanti: abbiamo utilizzato bicchieri riutilizzabili, noleggiati e poi restituiti per il lavaggio. Si tratta di un progetto voluto dal Municipio che ha scelto un’importante evento come Nebiopoli per eseguire i test. A mio modo di vedere si tratta di qualcosa di molto innovativo che diventerà sicuramente a breve uno standard. Non ci si deve però dimenticare degli aspetti relativi al costo dell’operazione, una voce di peso nell’organizzazione di manifestazioni da parte di associazioni benefiche e senza scopo di lucro, che operano soprattutto grazie al volontariato di centinaia di persone. La sperimentazione è stata vissuta bene dal pubblico del carnevale, solo una piccola parte si è lamentata. Il progetto è stato guardato con interesse anche da parte di altri Comuni, basti citare le recenti interpellanze inoltrate da consiglieri comunali di Lugano e Locarno. Anche Bellinzona, con il suo importante Rabadan, sta facendo dei ragionamenti in tal senso. È chiaro che gestire un’operazione del genere crea dei cambiamenti molto importanti che devono essere presi in considerazione. Abbiamo dovuto predisporre uno spazio apposito erigendo un capannone dove stoccare tutti i bicchieri e affidare ad una persona dello staff l’enorme lavoro logistico, e chi organizza eventi sa quanto sia difficile trovare volontari. Il risultato però si è visto: niente più marea di bicchieri gettati in ogni angolo, e nei sacchi dell’immondizia taglio importante dei rifiuti. Ora, in visione anche dei cambiamenti normativi a livello europeo, dove le plastiche saranno sempre più vietate, occorrerà che anche l’ente locale si organizzi. Magari puntando su una collaborazione tra i Comuni nella ricerca di un fine più grande. Questo perché c’è il rischio per chi organizza eventi, promossi spesso da piccole associazioni (Calcio, Pallanuoto, Sci Club, …), che il costo sia troppo elevato. Chiaro, il problema si porrebbe solamente nel momento in cui un Comune dovesse introdurre l’obbligo di usare bicchieri riutilizzabili, come sta valutando il Comune di Chiasso. Una

«Un piccolo gesto a favore dell’ambiente»

soluzione potrebbe essere quella di incentivare i Comuni (quelli del Mendrisiotto o magari del Sottoceneri) a valutare l’opportunità di acquistare una macchina “regionale” per la pulizia dei bicchieri così da non dover andare oltre Gottardo, non esistendo alternativa in Ticino, e far sì che la proposta sia versamente ecologica e sostenibile. Anche per quanto riguarda il noleggio dei bicchieri o di stoviglie e posate riutilizzabili, l’unione tra più parti o più eventi permetterebbe di avere una forza contrattuale maggiore nei confronti delle ditte specializzate. E magari, grazie alle economie di scala e quindi a costi sopportabili, permettere anche alle associazioni più piccole di cambiare in meglio.


l’opinione

Zali e Tram-Treno del Luganese: altro che “fatto” I

n questi giorni la campagna elettorale ha raggiunto il culmine degli slogan. Mi ha colpito particolarmente quello del ministro Zali, in cui timbra con “Fatto” il progetto Tram-Treno del Luganese. Dopo anni di progettazione in cui non è mai stata coinvolta la popolazione, nell’autunno 2017 Zali ha chiuso il sacco, facendo presentare dalle FLP una domanda di approvazione piani. 127 persone hanno sollevato opposizione. La maggior parte delle opposizioni concerneva l’asta Bioggio-Manno. Pochi giorni dopo la fine del termine di opposizione, Zali ha criticato qualsiasi proposta alternativa al progetto delle FLP, denigrando gli “specialisti” che avevano osato criticare. Zali ha pure informato che sarebbe stato realizzato un P&R a Manno. Era il febbraio 2018. Da allora l’Associazione ASTRAS si sta battendo per ottenere lumi dal DT sul progetto P&R. Al posto di giocare a carte scoperte, Zali manda avanti i suoi emissari, che contestano l’esistenza di documenti ufficiali relativi al P&R di Manno, e che tacciano di “puerile” la richiesta di ASTRAS.

Mattia Tonella presidente ASTRAS

Questa non è la res publica che io mi immagino. Lo Stato di Zali agisce in sordina, monopolizza l’informazione e la impiega a proprio piacimento e nei tempi più opportuni. Il suo Stato dileggia gli oppositori. Il suo Stato obbliga le autorità comunali a mantenere segreti nazionali su temi che la popolazione dovrebbe conoscere in tempo reale. Ma non solo. Lo Stato del ministro Zali mette continuamente le mani avanti per cercare di monopolizzare pure i meriti sul Tram_Treno. Dopo anni passati a raccon-

tare che il tracciato fra Bioggio e Manno non si sarebbe cambiato, Zali è stato costretto a correre ai ripari. Fra pochi giorni – guarda caso a ridosso del 7 aprile – Zali informerà il pubblico di molte importanti modifiche del progetto. Sull’asta Bioggio-Manno è previsto l’attraversamento sotterraneo degli incroci di Bioggio e Suglio. È pure prevista la realizzazione, a Bioggio, di un P&R integrato sotto la stazione Cavezzolo, in sostituzione del grosso P&R lungo il Vedeggio, privo di una connessione con il Tram-Treno. Le modifiche non sarebbero mai state possibili senza le 127 opposizioni, in particolare quella dell’USTRA. Se dunque – forse – un giorno il Tram-Treno non dovesse tagliare in due l’incrocio di Suglio o quello di Bioggio, i meriti non saranno certo di Zali. Perché lui tutte queste soluzioni le ha sempre combattute, pensando di sacrificarle all’altare del #coseconcrete. Zali ha calpestato lo storico slogan del Nano e di Flavio Maspoli che “l’è ul popol ch’el dev decid”. La conseguenza di questo atteggiamento monocratico? Ausser Spesen, nichts gewesen! Senza contare i costi generati agli opponenti e due anni persi a cianciare. Dunque vede, caro ministro Zali, sul suo volantino elettorale relativo al Tram-Treno del Luganese avrebbe potuto usare molti timbri. Ad esempio “Nicht erfüllt”, o “fatto i conti senza l’oste”. Ma il timbro “Fatto”, proprio no.

Opinione Liberale

ilcommento

L’importante è volare Senza grandi soprese, a breve si tornerà a discutere di aeroporto ed il suo futuro. Un futuro inevitabilmente legato ad un nuovo credito milionario. A sostenere la richiesta, il risultato di un nuovo studio, che attesterebbe l’importanza dello scalo e dei suoi “voli di linea”. Senza aver letto questo studio (e credo sia in pochi ad averlo potuto fare), mi pare di capire, che lo stesso stia fondamentalmente restituendo delle risposte a delle domande abilmente selezionate, per la serie “dimmi quello che voglio sentirmi dire”. A mio modo di vedere è giunto il momento di disegnare nuovi scenari e chiedersi se il futuro dell’aeroporto è per forza legato ai voli di linea. Valutare tre opzioni, attraverso il principio “costi – benefici”: aviazione commerciale (voli di linea) + aviazione generale; solo aviazione commerciale; solo aviazione generale. Considerando che un piccolo aeroporto dell’Engadina, senza voli di linea, si sta accingendo a investire 22 milioni, forse delle alternative esistono… Roberto Rusca membro UP PLR Lugano

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Università e ricerca a tutto campo C

on l’istituzione della facoltà di scienze biomediche il Ticino ha arricchito la propria offerta di formazioni universitarie, entrando anche nei settori della medicina e biomedicina in collaborazione con il Politecnico e l’Università di Zurigo. L’affiliazione dell’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) e dell’Istituto

Simone Gianini municipale di Bellinzona

Bellinzona oncologico di ricerca (IOR) alla nuova facoltà, entrambi con sede a Bellinzona, ha inoltre esteso il campus dell’USI anche al Sopraceneri. Formazione universitaria, attività medica e ricerca di punta, dalla quale sono già nate solide realtà internazionali come la Humabs BioMed, i cui nuovi laboratori sono stati inaugurati proprio la scorsa settimana a Bellinzona, sono i pilastri su cui il nostro Cantone deve puntare per garantire uno sviluppo economico e posti di lavoro di qualità. Gli stessi che – nella medesima ottica – si vogliono creare con l’affiliazione del Ticino al Parco svizzero dell’innovazione di Zurigo, anch’esso con interessenze previste nelle principali città del Cantone.

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l’evento PLR

A Lugano è NonStop Il PLR Lugano vi dà appuntamento sabato 23 marzo ore 11.30 Padiglione Conza di Lugano La NonStop sarà un’occasione privilegiata per incontrare i candidati di Lugano e la squadra del Consiglio di Stato. Alle 13 sarà servito il pranzo e poi la giornata proseguirà in musica con i The Danzante by Gino (la tastiera di Lugano), la Fisarmonica iberica by Nuno (studente CSI), dai Balcani a Piazzola by Mirjana (studente CSI), e il Trio d’Archi del Conservatorio. Alle 20 sarà aperto il buffet e a seguire (alle 21) Dj’s night. È prevista una zona ricreativa per i bambini dalle 11 alle 17. Non mancate!

Compodino, pianificazione fallita

P

eccato, si è persa anche l’occasione di smentire la SRG e utenti che ci hanno definito “terzo mondisti” che non sanno gestire le discariche quando esiste il compostaggio. A seguito della proibizione dei fuochi all’aperto, nel 1988 incombeva la necessità di smaltire gli scarti vegetali, per iniziativa privata, è nata a Gordola ma in territorio di Locarno, la Compodino. Purtroppo, dopo un ricorso sulla idoneità dell’insediamento, l’azienda si è trovata in situazione precaria e non ha potuto dotarsi delle strutture adeguate; le conseguenze le hanno pagate i vicini e anche la stessa attività. Toccava alla politica risanare la situazione pianificatoria, ma dopo oltre trent’anni la soluzione è sempre al palo. La delega ai Comuni della materia è stato un fallimento e il Dipartimento del territorio si è visto costretto a prendere in mano la situazione e codificare la soluzione generale con il PGR. Per il Locarnese prevedeva lo spostamento dell’attività vicino alla discarica del Pizzante e, finalmente dopo approfonditi studi, ampie documentazioni e consultazioni, il Consiglio di

Stato pubblicava il messaggio per permettere il nuovo insediamento; ma quando sembrava essere arrivato al lieto fine è crollato il castello. Nel conteso fondovalle ticinese lo spazio è limitato e diventa difficile conciliare le diverse esigenze, in breve sono prevalse le ragioni dei contrari e tutto il lavoro è finito nel cestino. La commissione del Gran Consiglio si è arresa alle opposizioni e il direttore Zali non ha mosso un dito per difendere le scelte del governo e il grande lavoro dei suoi funzionari.La commissione non si è limitata a affossare la tanto agognata soluzione, ma ha anche proposto soluzioni: chiusura entro il 2023 con la copertura dello smaltimento da parte della Tricomix a Cadenazzo e delle AMB a Giubiasco. Intanto non è dato di sapere le quantità effettive da smaltire e le AMB sono ancora a livello progettazione causa un ricorso, in sintesi siamo ben lungi dall’essere a norma e di averne le capacità necessarie. È vero che la carente normativa permette l’attività in zona industriale, ma siamo lontani dalle facili soluzioni; la tecnologia permette soluzioni

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Gordola

Rino Ceppi

ottimali ma richiede complessi impianti e importanti investimenti, se poi sommiamo il costo del terreno in zona industriale, sarà difficile trovare imprenditori interessati, anche perché costa meno farlo oltre Gottardo. Di questo passo torneremo al vecchio detto che “la miglior soluzione è il treno per Zurigo”, alla faccia del Km zero caro alla sinistra, agli ecologisti e anche agli agricoltori, con il composto dalla Germania e alla prerogativa di mettere i camion e non i rifiuti sui treni dell’AlpTransit.


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icandidati

Roberta Passardi Da imprenditrice ed economista parlo a ragion veduta. Le nostre aziende hanno bisogno di sostegno. Mantenere i posti di lavori, sviluppare le attività economiche, rendere la formazione continua adeguata alle sfide della complessità: tutti questi sono temi di capitale importanza per un Cantone che si vuole competitivo, attrattivo ed economicamente forte. Sottoscrivo il mio impegno perché è di questo che da anni mi occupo con passione e dedizione. Dirigo una fiduciaria immobiliare e quotidianamente sono confrontata con l’organizzazione aziendale, la formazione e lo sviluppo delle risorse umane. Penso che promuovere una fiscalità che favorisca le imprese sia decisivo per rendere il nostro territorio un luogo dove fare impresa, stimolando nuove opportunità di lavoro e di rendimento come ad esempio nel settore finanziario. Lungo il mio percorso ho incontrato e

«Decisivo favorire la fiscalità delle imprese» sostenuto persone, aziende, famiglie, imprenditori e artigiani. Mi sento pronta a lavorare per il Ticino in Gran Consiglio.

Daniel Georgis Dall’avvento della crisi dei cosiddetti “subprime”, la piazza finanziaria Svizzera è stata vittima di profondi cambiamenti di carattere strutturale e congiunturale. Tra i quali troviamo sicuramente il vertiginoso aumento della regolamentazione nel settore bancario – finanziario (es. LSF/LIFin), l’introduzione di direttive di carattere internazionale (es. MiFID II), l’adozione del cosiddetto “regime di tassi negativi”, fino a giungere all’introduzione dello Scambio automatico d’informazioni. A questi vanno addizionati anche le numerose divergenze politiche ed economiche tra paesi, come nel caso della votazione di uscita della Gran Bretagna dall’UE. Nondimeno, il trend concernente la trasformazione digitale sta interessando sempre di più il panorama bancario e finanziario internazionale. Il “Financial Technology”, ora comunemente indicato con “FinTech” è divenuto sempre di più di uso comune nel contesto finanziario. A tutt’oggi esistono numerose definizioni del termine e l’unico elemento in comune tra loro è che il Fintech può essere considerato come l’incontro tra finanza e tecnologia. Gli esperti del Centro di Studi Bancari, definiscono il FinTech come “l’applicazione di soluzioni tecnologiche volte a migliorare, innovare e/o ridefinire processi, prodotti, servizi e canali distributivi del settore finanziario. Ponendo l’accento sulla piazza finanziaria ticinese, a livello complessivo il grado di sviluppo tecnologico e digitale appare moderato. A questo proposito vi è un approccio prudente verso la digitalizzazione, dovuto principalmente ad una limitata familiarità verso i singoli elementi che definiscono il Financial Technology, i quali vengono identificati come soluzioni volte ad aumentare il grado di efficienza delle attività. Per quel che concerne l’offerta, uno studio del 2018 condotto dall’Università delle Scienze Applicate di Lucerna (HSLU), mostra che il Ticino è una regione nella quale il FinTech

«FinTech? Piazza ticinese prudente»

è limitatamente popolato. Il settore è attivo e dinamico, sebbene esso sia contraddistinto da imprese di piccole dimensioni. Nonostante questi risultati, vi sono già importanti collaborazioni in atto, come quella tra il centro di innovazione di UBS in collaborazione con l’Istituto Dalle Molle di Studi sull’Intelligenza Artificiale (IDSIA SUPSI/USI). Dal momento che questa tendenza offre l’opportunità di diversificare la nostra piazza finanziaria, è importante che la politica promuova il Canton Ticino, dal momento che sussistono delle condizioni quadro favorevoli all’imprenditoria innovativa.

Legge sull’apertura dei negozi più vicina La SECO ha confermato l’adempimento dei quorum per decretare l’obbligatorietà generale del contratto collettivo della vendita in Ticino – frutto anche della mediazione del consigliere di Stato Christian Vitta – e condizione necessaria per l’entrata in vigore della nuova legge. Per il PLR si tratta di una spinta positiva nella giusta direzione, perché senza il via libera della SECO, la procedura non avrebbe potuto proseguire. Ora la strada è spianata verso l’applicabilità generale di questo contratto collettivo in un settore importante per l’economia ticinese, che necessita di flessibilità per arginare gli effetti di un’accresciuta concorrenza. Un discorso che vale anche e soprattutto per le regioni turistiche del Cantone. Analogamente, l’introduzione del CCL nella vendita imporrà maggiore rispetto delle regole anche a livello salariale. Se non ci saranno ostacoli particolari nelle prossime settimane, è verosimile che il nuovo contratto collettivo nel settore della vendita e i nuovi orari d’apertura dei negozi entri in vigore già per l’estate, sostituendo così la precedente legge, datata degli anni Sessanta, ormai superata dagli eventi e che pone oggi numerosi problemi, in particolare nella concessione di deroghe ai commercianti. Per il PLR questa è la dimostrazione che un Ticino più svizzero ottiene risultati concreti a Berna e che la capacità di concordanza e il lavoro contribuiscono a trovare soluzioni condivise.

Gran Consiglio Lista 5 Candidato 39

Daniele Bisang

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l’agendaelettorale

Venerdì 22 marzo

Domenica 24 marzo

PLR GAMBAROGNO

GLR MENDRISIOTTO Colazione con i giovani candidati ore 10.00 Ex Consiglio comunale, Melano

Comizio elettorale – ore 18.30 Ristorante Miraflores, Quartino PLR CLARO, MOLENO, PREONZO, GNOSCA E GORDUNO Comizio elettorale – ore 19.00 Ristorante Pizzeria Preonzo, Preonzo PLR AIROLO E I LEPONTI Comizio elettorale – ore 19.00 Caseificio del Gottardo, Airolo

Sabato 23 marzo

PLR CASTEL SAN PIETRO Incontra Sebastiano Gaffuri ore 17.00 Osteria Cuntit, Castel San Pietro PLR CUREGLIA Assemblea e comizio – ore 18.00 Sala Volte Casa Rusca, Cureglia

Lunedì 25 marzo

ALEX FARINELLI Colazioniamo insieme – ore 08.00 Ristorante Croce Federale, Bellinzona GLR BELLINZONESE Colazione e risottata al Mercato ore 08.00 Centro storico, Bellinzona

ASSOCIAZIONE CATTANEO Il ritorno di Carlo Cattaneo ore 18.00 Campus dell’USI, Lugano

Mercoledì 27 marzo CIRCOLO BATTAGLIANI Assemblea con conferenza – ore 18.00 Palazzo dei congressi (sala E), Lugano

PLR DISTRETTO LUGANO Bancarella in piazza – ore 09.30 Piazza Dante, Lugano

Giovedì 28 marzo

PLR LUGANO

INCONTRI LIBERALI Conferenza sullo sport – ore 18.30 Palazzo dei congressi (sala E), Lugano

Evento Non Stop – ore 11.30 Padiglione Conza, Lugano

Agenda completa su www.plrt.ch.

Opinione Liberale

l’evento Popolo, costituzione, stato di diritto: seminario del Circolo Battaglini La recente votazione sulla cosiddetta iniziativa contro i giudici stranieri ha portato l’attenzione pubblica sul tema del rapporto fra diritto costituzionale e diritto internazionale, ma anche fra diritti popolari e diritti fondamentali, nonché più in generale sulla nozione di stato di diritto. Ma cosa sono esattamente il diritto costituzionale e lo stato di diritto e quali sono le particolarità con cui vengono applicati nel nostro Paese? Cos’è la costituzione federale? Perché ci sono le costituzioni cantonali? Come si è evoluto, dal 1848 ad oggi, il rapporto fra diritti popolari e diritti fondamentali? Perché in Svizzera non esiste una vera e propria Corte costituzionale? Il Circolo liberale di cultura Carlo Battaglini ne discuterà Guido Corti, già consulente giuridico del Consiglio di Stato, e Roy Garré, vicepresidente della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale mercoledì 27 marzo alle 18.30 al Palazzo dei congressi di Lugano Il seminario sarà preceduta dall’assemblea che avrà luogo alle 18 sempre a Palazzo dei congressi (sala E). Maggiori nformazioni su www.circolobattaglini.ch.

Opinione Liberale Responsabile politico Bixio Caprara

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Direttore editoriale Andrea Nava

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Redazione Massimo Schira Vania Castelli

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SEBASTIANO GAFFURI 1990, Breggia www.sebastianogaffuri.ch

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Consiglio di Stato

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Nr. 10 - Opinione Liberale - 22 marzo 2019  

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