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Anno 29 /G.A.A. Camorino

17 gennaio 2020 /

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Opinione Liberale Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

Energia e dialogo

03 / Christian Vitta / consigliere di Stato Quattro anni alla presidenza dei Cantoni alpini, affrontati con entusiasmo da Christian Vitta, un’esperienza che si rivelata arricchente.

Una sfida fra spada e fioretto

07 / Giovanna Masoni Brenni Dopo l’uscita di scena di Michele Bertini, i liberali di Lugano devono raddoppiare gli sforzi e il lavoro poiché la sfida si fa molto difficile.

Criminalità, Berna deve aiutarci

13 / Rocco Cattaneo / consigliere nazionale Servono misure concrete e più efficaci contro la criminalità transfrontaliera per dare risposte all’insicurezza di chi vive al confine.

Editoriale / Bixio Caprara / presidente PLR

Gli obiettivi per il 2020 Dopo l’intenso anno elettorale appena archiviato e le discussioni scaturite da risultati deludenti, l’Ufficio presidenziale del PLR si è chinato con grande attenzione sulla situazione. Si tratta di dare avvio a un processo di riforma interno che deve consentire alla popolazione ticinese di ritornare ad avere fiducia nella politica liberale radicale sostenendo chi la rappresenta. Un percorso che richiede l’impegno di tutti, che si basa sul coinvolgimento di tutti, che parte dalla riflessione sui nostri valori di riferimento, passa da una verifica degli obiettivi decisi dal congresso e portati avanti nelle campagne elettorali e richiederà verosimilmente adeguamenti organizzativi e nella gestione della comunicazione. Fabio Pontiggia chiudeva l’anno con un editoriale che dovrebbe farci riflettere: “Ci lasciamo alle spalle un decennio davvero poco liberale. Per chi crede nelle libertà e nella responsabilità individuale, nell’iniziativa privata, nella libera economia – che vuol dire libera concorrenza e libero commercio –, nella cultura delle regole entro le quali tutto ciò deve svolgersi e che escludono le scorciatoie fondate sull’arbitrio, la furbizia irriguardosa, la prepotenza, la sopraffazione, la forza e la violenza, non sarà certamente un decennio da rimpiangere”. La Svizzera nel confronto internazionale continua a presentare risultati molto positivi per quanto concerne qualità di vita e benessere. Un sistema-paese quello svizzero fortemente basato su principi liberali radicali che ha sempre saputo mettere in equilibrio la libertà con la coesione. Per una Svizzera ai primi posti, il Ticino nei confronti intercantonali è spesso in coda, c’è chi ha usato l’espressione “ultimo fra i primi”. Il PLR è un partito laico, lo caratterizza la ricerca della verità diversamente dalla fede in soluzioni miracolose o preconcette. In Ticino i problemi ci sono e sono importanti. I cittadini sono preoccupati per i costi della salute, l’ambiente, il lavoro e le pensioni. Sono temi di discussione quotidiana in ogni famiglia ticinese. Le soluzioni sono da ricercare con il lavoro di approfondimento, il confronto, il coinvolgimento delle persone competenti sempre nel rispetto del metodo liberale

che privilegia la responsabilità individuale al ruolo dello Stato. Un approccio che richiede un’attitudine riformista e non conservatrice, un approccio che vuole uno Stato sano in grado di aiutare in modo efficace chi ha difficoltà e ha bisogno di aiuto. Favoriamo condizioni quadro favorevoli alla creazione di benessere affinché vi sia ricchezza da distribuire. Il contrario sarebbe fatale. Cominciamo quindi da subito rimboccandoci le maniche; rilancio dei gruppi di lavoro tematici sul piano cantonale con i nostri deputati e deputate delle commissioni parlamentari, sostegno alle sezioni per le prossime elezioni comunali e avvio del progetto di riforma del partito. Avanti insieme per amore del Ticino.


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ladue

Una riforma che fa bene al Cantone Sono poco meno di 6’300 le firme raccolte dalla sinistra, mancando di netto l’obiettivo che si era posta con il referendum lanciato in novembre contro la riforma fiscale varata dal Gran Consiglio, erano necessarie 7’000 firme. La riforma entra ora in vigore a tutti gli effetti: un’ottima notizia per aziende e popolazione. E per il Cantone che ridà slancio alla competitività.

F

in dalla sua presentazione e accettazione da parte del Gran Consiglio, il PLR ha considerato la riforma fiscale come un necessario passo avanti per la fiscalità del Ticino. Sapere che la riforma entrerà ora effettivamente in vigore – vista la non riuscita del referendum – è quindi un’ottima notizia per aziende e popolazione, in particolare per il ceto medio. Per il PLR si tratta infatti di un intervento moderato, volto a dare maggiore slancio al tessuto economico cantonale, senza per questo incidere in maniera negativa sulle finanze pubbliche. Anzi. In diversi Cantoni che hanno già adottato riforme fiscali simili, il gettito fiscale non è diminuito, bensì è cresciuto proprio grazie a questo rinnovato slancio competitivo. Senza dimenticare che, oltre ad alleggerire il carico fiscale delle aziende, la riforma permetterà ora la diminuzione del coefficiente d’imposta cantonale per le persone fisiche: dall’attuale 100% al 97% dal 2020 e al 96% dal 2024. Investimenti nella scuola e socialità La mancata raccolta delle firme contro questa nuova riforma, che segue il si popolare dell’aprile 2018 alla “Riforma fiscale e sociale”, dimostra chiaramente una maggiore sensibilità da parte della popolazione nei confronti del complesso e delicato tema della fiscalità del Cantone. Che non può essere continuamente liquidato salendo

sulle barricate dell’ostruzionismo a prescindere, ma va analizzato in modo serio e senza preconcetti. Perché anche solo basandosi sul buon senso ben si comprende il principio secondo cui la ricchezza prima di essere ridistribuita, va creata. Occorre inoltre tener conto che il Ticino non può fare astrazione dal contesto nel quale è inserito; al contrario, è chiamato ad adeguarsi alle evoluzioni in atto in ambito fiscale nonché alle decisioni degli altri Cantoni. Soprattutto se ci si confronta con una riforma moderata come in questo caso, che permette al Ticino di allinearsi alle nuove medie intercantonali scaturite dall’introduzione delle nuove norme fiscali a livello svizzero, senza alcun volo pindarico e senza i tanto sbandierati “regali ai ricchi”. Non va poi dimenticato che la scelta di lasciare qualche franco in più nelle tasche di chi crea posti di lavoro, paga le imposte e investe nell’innovazione non impedirà di garantire ulteriori investimenti nella scuola pubblica (17 milioni) e nella socialità (15 milioni), misure inserite dal Governo in un accordo politico più esteso. Perché è con i compromessi che si fa avanzare il Paese, non dicendo “no” per partito preso o continuando a sparare nel mucchio. Incentivi per chi fa innovazione Il PLR attende inoltre con particolare interesse i risultati che sapranno portare le importanti

scelte fatte dal Cantone per favorire ulteriormente l’innovazione in Ticino, anch’esse inserite nella riforma. Alle aziende particolarmente innovative saranno infatti concessi degli specifici incentivi fiscali, ad esempio attraverso il cosiddetto patent box – strumento molto apprezzato e più volte richiesto dalle stesse imprese – nonché la deduzione maggiorata delle attività di ricerca e sviluppo. A favore del Ticino e della sua popolazione, per favorire la creazione di posti di lavoro attrattivi e ben remunerati. Per il PLR è ora fondamentale dare avvio ai lavori che porteranno all’annunciata revisione generale della Legge tributaria (i cui contenuti portanti risalgono al 1976), riguardante in particolare un aggiornamento della fiscalità delle persone fisiche, tenendo in considerazione l’evoluzione in atto nella nostra società.


iltema

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Energia e dialogo per un’esperienza arricchente Christian Vitta ha presieduto per due mandati, ovvero il limite massimo previsto dagli statuti, la Conferenza dei governi dei Cantoni alpini (CGCA). Dopo un totale di quattro anni il consigliere di Stato ticinese passa quindi il testimone, continuando l’attività in seno alla CGCA quale rappresentante del Cantone. Vi proponiamo un bilancio di questa esperienza. Christian Vitta. Quali sono stati gli aspetti da sottolineare negli ultimi 4 anni per i Cantoni alpini? La CGCA si occupa di temi molto vari e rilevanti per zone che presentano esigenze diverse rispetto a quelle più urbane. Tra di essi vi sono lo sviluppo territoriale, il turismo, i trasporti, le finanze, le collaborazioni con le regioni alpine limitrofe e l’energia. Proprio i temi energetici rappresentano l’attività centrale su cui si concentra la CGCA. Questi ultimi sono di estrema importanza per i Cantoni alpini e, in particolare, per le loro attività legate alla produzione idroelettrica. In questo senso, ci tengo a ricordare l’impegno profuso per difendere il modello per i canoni d’acqua, che ha portato alla positiva decisione del parlamento federale volta a mantenere invariata l’attuale aliquota massima fino al 2024. Il tema del valore dei canoni d’acqua resterà al centro dell’attenzione anche in futuro? Certo, il tema resterà all’agenda della CGCA anche nei prossimi anni, in vista appunto della ridefinizione del modello dopo il 2024. Come già detto, i canoni d’acqua, ossia il valore della risorsa acqua, rappresentano un elemento molto rilevante, dato che generano a livello svizzero entrate annue per un totale di circa 550 milioni di franchi. Questi ultimi vanno per la maggior parte nelle zone periferiche e di montagna (nello specifico, 55 milioni di franchi giungono in Ticino ogni anno). Più in generale, nell’ambito della Strategia energetica 2050 della Confederazione, il sostegno al

settore idroelettrico rappresenta un pilastro su cui concentrarsi. Ciò è importante non solo per tutti i Cantoni alpini, ma in particolare per il Ticino, che nei prossimi decenni sarà confrontato con l’interessante possibilità, data dalla scadenza delle concessioni in essere, di diventare proprietario degli impianti esistenti e sfruttare in proprio le acque. L’elaborazione di una pianificazione per concretizzare le riversioni è quindi fondamentale, con l’obiettivo di valorizzare la produzione idroelettrica ticinese, consolidando un’attività storica e le competenze ad essa correlate. Quali altre sfide vede per i Cantoni alpini nel prossimo futuro? Sarà importante continuare a lavorare per ridurre le differenze che esistono tra zone urbane e periferiche. Queste ultime hanno esigenze particolari e saranno confrontate con effetti diversi dettati dalle sfide globali che toccano l’insieme del Paese. Pensiamo, tra gli altri, ai cambiamenti climatici

o alla crescente digitalizzazione. L’importante sarà continuare a sfruttare al meglio gli strumenti a disposizione e lanciare progetti lungimiranti, ponendo le basi per creare nuove opportunità. Il piano per la realizzazione di una rete capillare a banda ultra-larga che stiamo portando avanti in Ticino è un buon esempio in questo senso, come anche la strategia dedicata alle zone periferiche. Cosa le ha lasciato questa esperienza? Il dialogo è per me centrale e, nel contesto della presidenza della CGCA, ho quindi potuto impegnarmi per cercare di rafforzare questo aspetto. Il lavoro in un’ottica intercantonale presuppone la ricerca di sinergie, nell’interesse dei Cantoni coinvolti e delle loro popolazioni, con uno sguardo più ampio che tocca anche la coesione nazionale. Si è trattata quindi di un’importante sfida, che mi ha permesso di crescere e che ho affrontato con entusiasmo, perché gli interessi dei Cantoni alpini mi stanno molto a cuore.

“Nell’ambito della Strategia energetica 2050 della Confederazione, il sostegno al settore idroelettrico rappresenta un pilastro su cui concentrarsi. Ciò è importante non solo per tutti i Cantoni alpini, ma in particolare per il Ticino, che nei prossimi decenni sarà confrontato con l’interessante possibilità, data dalla scadenza delle concessioni in essere, di diventare proprietario degli impianti esistenti e sfruttare in proprio le acque. L’elaborazione di una pianificazione per concretizzare le riversioni è quindi fondamentale, con l’obiettivo di valorizzare la produzione idroelettrica ticinese, consolidando un’attività storica e le competenze ad essa correlate”. Christian Vitta consigliere di Stato, direttore DFE


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Attacco costante alla responsabilità della politica I

niziativa generica per la modifica della legge sull’Ente ospedaliero cantonale. “Consiglio d’amministrazione dell’EOC: basta la ripartizione delle poltrone tra PLR, Lega, PPD e PS. Ecco, l’uovo di Colombo MPS-POP-Indipendenti per “risolvere” e ancora una volta appagare l’emotività legata alle recenti vicende di rielezione dei membri del CdA dell’Ente ospedaliero cantonale. Membri che a oggi, lo ricordiamo, sono nominati dal Gran Consiglio su proposta del Consiglio di Stato secondo l’articolo 13 della Legge sull’Ente ospedaliero cantonale. La ricetta di Pronzini e compagni sembra essere così semplice da affascinare, e qualche deputato in commissione, in una recente audizione, sembra già aver abboccato. In estrema sintesi si vorrebbe che i seggi vengano attribuiti nella seguente modalità: 1 seggio in rappresentanza del Consiglio di Stato (il capo dipartimento o altro membro); 2 seggi in rappresentanza del personale (eletti a scrutinio segreto da assemblea del personale); 4 seggi per donne e uomini con esperienza e competenza in ambito sanitario e ospedaliero (candidatura libera a concorso pubblico). Tutto bene? Non credo proprio. Infatti sono molte le implicazioni che stanno dietro a questa volontà di cambiare paradigma. In generale siamo di fronte all’ennesimo atto di delegittimazione della politica e del suo ruolo, tanto da farmi pensare che, in questo Cantone, ormai si sia definitivamente deciso di vivere la politica come un male necessario senza chiedere e pretendere dalla stessa che si assuma a pieno le responsabilità affidagli ai diversi livelli istituzionali dai cittadini. Una politica, e una certa parte del parlamento, che spende più tempo ed energie nel delegittimare il lavoro e la ricerca di soluzioni di consenso, che a dedicarsi anima e corpo ai veri problemi del sistema Paese. Ma andiamo con ordine. In primo luogo con

Paolo Ortelli granconsigliere PLR

questa richiesta si danno per scontate perlomeno tre cose: • la prima è che il Consiglio di Stato, di fatto non sia in grado di designare candidati adeguati e competenti. Bell’atto di fiducia nella politica. • la seconda è che la definizione di una competenza adeguata in un qualche modo debba e/o possa essere di esclusiva pertinenza tecnica (in questo caso tecnica medico sanitaria) dimenticandosi come essere membro di un CDA implichi tutta una serie di altre competenze trasversali prevalentemente legate al management e alle esperienze personali proprio spesso importanti perché sviluppate in altri ambiti. • la terza è che un simile cambiamento di paradigma, che come detto sancirebbe una definitiva sconfitta della politica, non potrà che comportare l’estensione di questa logica ad altri contesti simili di elezione: i CDA in Enti d’interesse e di partecipazione pubblica. Un’implicazione di non poco conto. Abbiamo veramente tutti definitivamente rinunciato alla speranza che la politica riesca ancora a trovare le migliori, perché condivise e praticabili, soluzioni possibili? Non è forse più logico pretendere dalla stessa un maggior rigore, senza proporre quale unica soluzione il suo continuo scavalcamento?

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laproposta

Il PLR si batte per un’economia forte I dati pubblicati l’altra settimana dalla SECO (Segreteria di Stato dell’economia) fotografano il 2019 sotto il profilo dell’occupazione e confermano che il mercato del lavoro svizzero continua a godere di buona salute in particolare nel confronto internazionale. Il Ticino resta tuttavia tra i Cantoni con il tasso di disoccupazione leggermente più elevato del Paese (3,2% contro il 3,5% del 2018) e questo conferma che in Svizzera convivono realtà diverse e che il Ticino merita una riflessione specifica considerando la sua posizione geografica e di confine. Il diversificato tessuto economico cantonale – perlopiù formato da piccole e medie imprese con meno di 10 collaboratori – resta sano. Deve però poter continuare ad essere competitivo, forte e innovativo. Il PLR chiede quindi al Cantone di disporre ulteriori misure di promozione del potenziale di manodopera residente, che vadano ad aggiungersi ad esempio al primo pacchetto di misure promosse dal DFE per il sostegno al collocamento delle persone in cerca d’impiego o alla campagna “più opportunità per tutti”. Considerando inoltre che da novembre i Cantoni possono presentare alla SECO progetti che rispondono a tale obiettivo, chiede inoltre di elaborare una proposta concreta e attivarsi quanto prima possibile verso la Confederazione. L’obiettivo è migliorare il reinserimento nel mercato del lavoro.

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incomune

È scoccata l’ora della verità per LASA, dimostrare di avere una concreta strategia S

arà il popolo ad avere l’ultima parola sul salvataggio di Lugano Airport SA (LASA), la società di gestione delle attività aeroportuali di Lugano-Agno. Il fronte dei contrari ha raccolto le firme necessarie per il referendum contro i crediti di 5,76 milioni e 3,84 milioni di Comune e Cantone, che comprendono la ricapitalizzazione e la copertura delle perdite pregresse e di quella dell’esercizio 2020. Questi crediti sono destinati a rimettere in sesto le finanze dissestate di LASA, che ha sinora evitato il fallimento solo grazie all’intervento dell’ente pubblico. La Città di Lugano ha aumentato a 4 milioni il credito in conto corrente e il Cantone Ticino ha concesso fino a fine febbraio le indennità di lavoro a tempo ridotto per i dipendenti di LASA dopo la decisione di Swiss di rinunciare al volo di linea su Zurigo. La votazione popolare si terrà probabilmente il 17 maggio in concomitanza con la votazione federale sull’iniziativa popolare che vuole porre fine all’accordo di libera circolazione delle persone. Il lavoro sarà il denominatore comune di questa domenica elettorale al cardiopalma. Il PLR sostiene l‘aeroporto di Lugano. I crediti di finanziamento votati da Città e Cantone per salvare LASA sono lo strumento necessario per scongiurare un grounding immediato dell‘aeroporto stesso, senza alcuna alternativa valida e realizzabile a breve termine per il comparto aeroportuale. Il nostro Cantone ha un bisogno vitale di collegamenti stradali, ferroviari ed arei che funzionino per il turismo, l’economia e il tempo libero. Affrontare il referendum non sarà una passeggiata domenicale. LASA deve ora in particolare dimostrare di avere una strategia chiara, che getta le basi per un collegamento con Ginevra e una collaborazione proficua con i privati nel campo dell’aviazione generale. È quanto mai indispensa-

bile che LASA sappia mostrare alla popolazione i benefici di continui e milionari finanziamenti pubblici. LASA deve in questi mesi rendere credibili le prospettive concrete di sviluppo e non solo limitarsi alla mera difesa declaratoria dei diritti acquisti, dei posti di lavoro o peggio la-mentarsi dell’avvenuta riuscita del referendum. L’ora della verità per LASA è scoccata adesso.

Karin Valenzano Rossi capogruppo Consiglio comunale di Lugano

Andrea Artoni: “Passo secondo la gamba” Andrea Artoni. Da eseperto di aviazione, vale la pena investire nello scalo luganese? Ne vale certamente la pena, ma con il classico “passo non più lungo della gamba”, sulla base delle effettive richieste di utilizzazione di questa, che ritengo essere un’irrinunciabile infrastruttura per una regione economicamente sviluppata qual è il Canton Ticino (e aree adiacenti, anche “oltre la ramina”). D’altra parte già esiste, ha soltanto bisogno di essere correttamente amministrata (da LASA, o da qualunque altra entità pubblica, o privata, o mista alla quale il titolare della concessione federale (Città di Lugano) intenda affidarla in gestione. E poiché sono stati proposti ben due referendum con riferimento all’aeroporto, ritengo sia quanto mai opportuno chiarire che l’argomento messo in discussione riguarda appunto la società di gestione LASA, e non l’infrastruttura aeroportuale in sé. Quest’ultima costituisce un bene pubblico; una

risorsa economica di grande valore. Soprattutto nella prospettiva dello sviluppo dei mezzi aerei, che le nuove tecnologie renderanno disponibili entro pochi anni. Cosa manca a Lugano-Agno per essere competitivo? Manca un riassetto funzionale dell’area del terminal. Questo, riguarda soprattutto il miglioramento dei servizi ai voli commerciali di linea o charter. Un intervento prioritario necessario è l’adeguamento dei sistemi di navigazione disponibili per i voli strumentali in arrivo e in partenza, che devono necessariamente essere del tipo satellitare allo scopo di garantire l’affidabilità e la sicurezza dei servizi. Ciò annullerebbe il rischio dei tanti noiosi dirottamenti subiti in passato. Inoltre, è importante dotare l’aeroporto di hangar di dimensioni adatte per la manutenzione al coperto degli aeromobili che vi

hanno sede o vi fanno scalo. Le due cose avrebbero anche benefici effetti sulla redditività complessiva e sull’occupazione di tecnici qualificati. Quali soluzioni vede per i voli di linea? I voli di linea esistono dove vi sono passeggeri che desiderano arrivare o partire. Lugano-Agno resta comunque un aeroporto regionale con maggiori prospettive di fungere da generatore/ricettore di flussi di traffico diretti/provenienti a/da aeroporti “hub” attraverso i quali transitare verso/da destinazioni finali/iniziali. Qui interviene la gestione commerciale dei vettori, le compagnie aeree, che prosperano in base alla loro capacità d’intercettazione di questi flussi. Anche il dimensionamento degli aeromobili è una variabile importante. Nel periodo di maggior traffico passeggeri, a LuganoAgno operavano molti voli di velivoli Saab 340 da 30 posti e con elevati fattori di carico.


l’intervista

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Lugano fra spada e fioretto Le impressioni di Giovanna Masoni Brenni sulla decisione di Michele Bertini di non ricandidarsi il prossimo aprile e sulle sfide che attendono il PLR e la Città di Lugano.

Giovanna Masoni Brenni. La partenza di Bertini lascia certamente un vuoto a livello di personalità e di impegno politico. Cosa pensa della sua decisione? La ritengo un gran peccato per i liberali di Lugano, e anche per Michele. Ma ognuno è responsabile delle proprie decisioni, e questa certamente è stata sofferta; mi auguro che un giorno Michele possa comunque ritrovare entusiasmo politico e tornare. Ma ora voltiamo pagina, abbiamo idee e persone valide disponibili; è di questo che dobbiamo parlare; è su questo che possiamo e dobbiamo costruire. Con quale spirito deve ripartire il PLR di Lugano? La sfida a Lugano si fa molto difficile. Politicamente, l’avversario del PLR è chiaramente la Lega (cui si aggrega l’UDC). Verso la Lega occorrono... la corazza, lo scudo e la spada. Con gli altri partiti, PS-PC, PPD, Verdi, Verdi Liberali, ci sono diversi punti e temi di possibile intesa a Lugano. E, se occorre, ci si può confrontare con il fioretto. Poi, se e quando la Lega pro-

pone cose giuste o agisce bene per Lugano, non penso i liberali facciano fatica a riconoscerlo ed appoggiarle. Ma è e resta l’avversario da sfidare, ed è un avversario forte. Elettoralmente, dopo l’uscita di scena di Michele, i liberali di Lugano devono raddoppiare gli sforzi e il lavoro. Ognuno dovrà fare la sua parte, tramutando le sue energie in positivo e in forza propulsiva. Mi piacerebbe non sentire più “borbottare”: confronto di idee sì, mugugni no. Che ognuno si chieda che cosa può fare di utile e lo faccia. E che ognuno sostenga i candidati che preferisce, in una competizione corretta, e vinca il migliore. Quali sono le priorità per la città dal suo osservatorio? Le priorità sono oggi purtroppo falsate dai dati contabili. Fra tassazioni e acconti non ancora emessi, in ritardo, come pure contributi LALIA da emettere, pronti nei cassetti della maggioranza leghista per essere... serviti dopo le elezioni, a spanne, molto a spanne, suppongo possano essere 100-200 milioni. Un bel «tesoretto», che

sta però falsando le priorità. O si investe e/o si riduce il debito verso terzi e/o si abbassa il moltiplicatore. Io farei parte investimenti per lo sviluppo duraturo e la qualità di vita in città, e parte riduzione del debito, mantenendo un moltiplicatore attrattivo. Intendiamoci: investimenti, cioè spese che durano, che lasciano crescita vera, nel tempo. Troppe le manifestazioni all’aperto che talvolta trasformano le belle piazze di Lugano in... rumorose baraccopoli: lasciano spesso un po’ il tempo che trovano e fanno concorrenza ai nostri commercianti e esercenti. Investiamo nella scuola, nella buona pianificazione del territorio, nel verde, nei percorsi di mobilità lenta, nell’università, nella cultura (contrariamente a quanto dice il municipale Quadri, ne abbiamo bisogno più di tutti gli altri Cantoni), e nel Campo Marzio... Per il Natale in città, se ci sono mezzi importanti, facciamo un vero Natale d’arte, che resti, come stanno facendo altre città, ad esempio Torino; e/o diamoli a Fra’ Martino, che sa davvero usarli per far del bene, per chi ha bisogno, e in modo mirato.

Michele Bertini ha dato qualità al PLR e a Lugano Il PLR ha preso atto con grande rammarico della decisione di Michele Bertini di non ripresentarsi a Lugano per le Comunali di aprile. Subentrato a Giorgio Giudici nel 2013, a 28 anni è diventato municipale della quarta città più importante della Svizzera, assumendo la direzione dell’Area della Sicurezza (polizia, pompieri) e dello sport. Nell’aprile 2016 viene rieletto in Municipio ed è designato vicesindaco per la legislatura 2016/2020 e responsabile del Dicastero sicurezza e spazi urbani. Michele Bertini ha contribuito – insieme al collega Roberto Badaracco – a rappresentare il PLR con grande qualità nell’esecutivo di Lugano. Basti semplicemente pensare all’intenso lavoro portato avanti dal vicesindaco in questi anni nell’ambito della sicurezza per i cittadini, con Lugano che oggi figura tra le realtà urbane più sicure a livello nazionale. Aspetto che gli ha giustamente e meritatamente garantito l’apprezzamento da parte di numerosi cittadini. Il PLR ringrazia sentitamente Michele per il grande impegno e per gli ottimi risultati ottenuti nei suoi anni di attività politica a Lugano, ed esprime i migliori auguri per un futuro professionale di sicuro successo.


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l’opinione

Due proposte per la formazione U

na è da elogiare, l’altra no. Si tratta delle proposte attuali per la formazione in Ticino: aumentare i posti d’apprendistato e ridurre gli allievi per classe. Più che altrove in Svizzera, l’apprendistato in Ticino ha perso rilevanza e prestigio, in una spirale causa-effetto tra quantità e qualità che accentua gli squilibri tra aspettative individuali e mercato del lavoro. Oltre al dramma di tanti adolescenti rovinati da scarso impegno in anni decisivi per la formazione del carattere. Sarà impresa necessaria, ma lunga e difficile, correggere insieme gli atteggiamenti di famiglie, imprese e docenti, per fare marcia indietro sulla strada della scuola a tempo pieno per tutti fra i quindici e i diciannove anni, che tanti Paesi in Europa hanno seguito, pentendosene ora amaramente. Non è dimostrato che migliori l’insegnamento con meno allievi per classe, coi numeri attuali. Il problema esiste nella scuola media, dove un docente con tante classi per poche ore ciascuna

fatica a seguirli individualmente. La soluzione più efficace consiste nel diminuire il numero di classi per docente. Se ne parla da mezzo secolo, da quando in Ticino il modello ginnasiale sostituì, con qualche eccesso di zelo, quello della scuola maggiore, vigente oggi ancora in gran parte della Svizzera. L’ostacolo è noto: un docente abilitato in storia non può insegnare

lettere e viceversa, anche se questi studi sono spessi coniugati all’università. Invece di scorciatoie di scarso effetto, si rovesci il paradigma: un docente non deve occuparsi di più di X allievi, adeguando di conseguenza il resto: accorpamento di materie e abilitazioni inclusi. Questa sarebbe una riforma per la quale anche spendere un po’. E forse non sarebbe neppure necessario

“Invece di scorciatoie di scarso effetto, si rovesci il paradigma: un docente non deve occuparsi di più di X allievi, adeguando di conseguenza il resto: accorpamento di materie e abilitazioni inclusi. Questa sarebbe una riforma per la quale anche spendere un po’. E forse non sarebbe neppure necessario.” Mauro Dell’Ambrogio

Locarno, lista PLR “vincente” Gli uscenti Alain Scherrer e Davide Giovannacci, i consiglieri comunali Mauro Silacci, Nicola Pini e Simone Merlini nonché le “new entry” Giovanni Alberti e Fabiana Renna: questi i sette candidati PLR al Municipio di Locarno per le elezioni comunali del prossimo 5 aprile. Una lista forte e qualificata quella proposta all’Ufficio presidenziale dalla “commissione cerca” composta da Carla Speziali, Giacomo Garzoli e Marco Meschiari, con il chiaro obiettivo di confermare la maggioranza relativa nell’Esecutivo cittadino e dare continuità alla buona ed efficiente amministrazione che ha caratterizzato Palazzo Marcacci negli ultimi decenni. Accanto al confermatissimo sindaco Alain Scherrer si schiera, dunque, per un secondo mandato Davide Giovannacci (capodicastero finanze, logistica e informatica), mentre Niccolò Salvioni, al quale va il sincero ringraziamento di tutto il partito, ha

rinunciato a ripresentarsi per motivi professionali. I due municipali uscenti saranno affiancati da tre consiglieri comunali quali l’attuale presidente

del Legislativo, Mauro Silacci, il deputato cantonale Nicola Pini e il rappresentante della commissione della gestione Simone Merlini. In lista anche Fabiana Renna, classe 1971, capogruppo e consulente del personale dell’Ufficio regionale di collocamento di Locarno, già candidata in Consiglio comunale e attiva in diverse associazioni no-profit. Il team per l’Esecutivo cittadino che si completa con la candidatura di uno stimato imprenditore quale il Dr. ing. ETH Giovanni E. Alberti, classe 1966, attivo da anni nell’industria delle capsule di Caffè e residente a Locarno Solduno. Alberti è stato in passato attivo per 8 anni quale municipale e vicesindaco nel comune di Gudo. Le candidature, approvate dall’Ufficio presidenziale, hanno ricevuto il via libera dal comitato cittadino del PLR. L’approvazione definitiva delle liste è prevista durante i lavori dell’assemblea straordinaria di giovedì 23 gennaio.


daberna

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Criminalità, deve restare nel mirino di Berna N

el corso della recente sessione invernale delle Camere federali, nel dibattito parlamentare ha trovato spazio anche un tema molto sentito nel Canton Ticino: la criminalità transfrontaliera. Un’interpellanza urgente della deputata UDC Céline Amaudruz, ha infatti messo in luce come praticamente tutti i Cantoni svizzeri di frontiera siano – con sfumature diverse – confrontati a questo fenomeno. A far sentire la voce del Ticino è intervenuto anche il consigliere nazionale Rocco Cattaneo, membro della Commissione della politica di sicurezza, che ha sottolineato come la pressione criminale sui nostri confini sia particolarmente elevata, fatto che coinvolge direttamente anche il lavoro del Corpo delle guardie di frontiera. Cattaneo ha portato l’attenzione sulle numerose iniziative e lettere inviate in questi ultimi anni dai Cantoni alle Commissioni della politica di sicurezza e alle Commissioni delle finanze, con la richiesta di rafforzamento del Corpo delle guardie di confine. “L’anno scorso il parlamento ha finalmente deciso di armare il Corpo di 44 unità a tempo pieno. Tuttavia, questi posti non sono ancora stati ricoperti. L’impressione è che l’esecutivo voglia guadagnare tempo per aspettare e vedere gli effetti del processo di trasformazione dell’Amministrazione federale delle dogane e del progetto Dazit sul personale del Corpo delle guardie di confine”. Il commercio illegale di armi, droga, prodotti contraffatti, il traffico di esseri umani e i furti con scasso sono solo alcuni dei problemi emersi dal dibattito parlamentare, come pure i diversi casi di colpi a bancomat (Mendrisiotto e Malcantone ne sanno qualcosa) e furgoni portavalore. “Sono colpi messi a segno da bande di criminali che probabilmente entrano nel nostro Paese ed escono con troppa facilità dai

“Chi in Ticino abita vicino al confine

vive nell’insicurezza, che crea paura e va a scapito della qualità di vita. Servono misure più efficaci contro la criminalità transfrontaliera”. Rocco Cattaneo consigliere nazionale

nostri valichi secondari incustoditi e sempre aperti. Il Consiglio federale afferma che non è possibile confermare un peggioramento generale della situazione in materia di sicurezza nelle regioni di confine. Ma la situazione non è di certo migliorata. A dimostrarlo sono le numerose lettere inviate a Berna da parte dei Comuni di frontiera del Ticino, in particolare del Malcantone e del Mendrisiotto, che chiedono interventi più incisivi per risolvere questa situazione di costante incertezza e pericolo” ha asserito Rocco Cattaneo.

Dal Consiglio federale, il consigliere nazionale PLR ha detto di aspettarsi un atteggiamento più costruttivo e un maggiore sostegno per far fronte all’attuale situazione: “servono misure più efficaci contro la criminalità transfrontaliera. Chi in Ticino abita vicino al confine vive nell’insicurezza. L’insicurezza crea paura e questo va a scapito della qualità di vita. Alcune misure sono già state implementate, ma non bastano. Il Ticino si aspetta un maggiore sostegno e un atteggiamento più costruttivo da parte del Consiglio federale”.


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Opinione Liberale

iGLRT

La ricetta dei giovani per disegnare il futuro Nel 2020 GLRT compie 100 anni. Un secolo in cui il movimento ha dato la possibilità ai giovani di avvicinarsi e di discutere di politica, è stato trampolino di lancio per molti dei maggiori esponenti del PLR, ha creato forti e durature amicizie. Il 2020 sarà dunque un anno importante e Opinione Liberale vuole festeggiare con i Giovani liberali radicali dando spazio, settimana dopo settimana, alle loro tante idee, alla passione e alla dedizione per la politica e per il nostro bel partito. La parola al presidente del movimento giovanile, Daniel Mitric.

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ranquillità e stabilità sono principi molto importanti, in particolare quando c’è un lavoro di squadra da portare avanti. I miei primi mesi da presidente del movimento giovanile del PLR sono stati impegnativi, sia per le imminenti elezioni federali, sia per il mio impegno nel creare un progetto dei GLRT del futuro, dove vogliamo portare più condivisione e coinvolgimento di tutti i giovani, da Airolo a Chiasso. Il 2020 coincide per altro con i 100 anni di GLRT. Dieci decenni di proposte, persone e personaggi, idee e misure. Sono convinto che la nostra generazione sia all’altezza di presenziare a questo traguardo. Alla luce dei fatti, mi rendo conto che quanto mi è stato insegnato è vero: i Giovani liberali radicali ticinesi hanno sempre lavorato all’interno del partito e così continueremo a fare. Come giovani ci muoviamo sulla scena politica a 360 gradi confrontandoci su più temi con la determinazione di cambiare in meglio le basi su cui poggia il nostro futuro: parliamo di idee e visioni che possano dare delle certezze e dei risultati concreti.

presente, tra cui l’essenzialità di anticipare e potenziare l’insegnamento del tedesco. Non è una questione di griglia oraria o di statistiche che parlano da sé, si tratta di rafforzare la coesione nazionale e permettere più scambi professionali creando anche più opportunità per noi giovani.

• Vogliamo progettare e costruire un Ticino giovane, digitale e dinamico in cui ogni persona possa trovare il proprio spazio.

• Vogliamo un mercato del lavoro più sano e motivante che crei posti di lavoro interessanti, quindi con chiare possibilità di fare esperienza e carriera per i giovani in Ticino e che allo stesso tempo sia gratificante, ossia con salari verso l’alto.

• Vogliamo scuole al passo con i tempi perché queste devono rispondere agli stimoli del

• Vogliamo infrastrutture ferroviarie migliori, perché da tempo siamo testimoni dell’aumento di un disservizio pubblico, e per fare ciò la politica deve poter disporre dei mezzi necessari per contribuire a migliorare la situazione attuale. Non ci accontentiamo più di sentirci dire che arriverà l’infrastruttura ferroviaria ad hoc, mentre i ritardi e le soppressioni di treni continuano ad esserci. • Vogliamo un Cantone che sfrutti la digitalizzazione e che la implementi maggiormente sia nelle scuole sia nell’amministrazione cantonale e non. Allo stesso tempo auspichiamo che le future generazioni vengano istruite al corretto utilizzo delle nuove tecnologie, e non che gliene venga precluso l’utilizzo.

• Vogliamo un Ticino che sia amico dei suoi cittadini e non complice di una burocrazia dilagante che ostacoli la vivibilità e il benessere dei cittadini e delle aziende. A mio modo di vedere queste sono le priorità della Città Ticino. Diamo più importanza alla penna che alla mano. È l’idea che conta più del nome di chi scrive.

laracchettataPLR Il 2020 per il gruppo ricreativo PLR inizia con la racchettata di Carì in agenda domenica 9 febbraio (riserva domenica 16 febbraio). Programma. Ritrovo a Carì al ristorante Pineta alle 8.45; formazione di eventuali 2 gruppi (il percorso è adatto a tutti), aperitivo alle 11.30 a Carì 2000 (compreso nel costo del pranzo: 40 franchi a persona, bibite escluse). Percorso: Carì – Capanna Prodör – Predelp – Piano dei Fagiani – Carì 2000. Iscrizioni entro il 5 febbraio: segreteria PLR a Camorino

– 091/821 41 81, info@plrt.ch – indicando numero di partecipanti, telefono e/o e-mail. Info Giorgio Galusero 079/822 25 34 o Luigi Balmelli 079/230 13 25.


l’agenda

Opinione Liberale

Venerdì 17 gennaio

Martedì 21 gennaio

Giovedì 23 gennaio

PLR VACALLO Assemblea – ore 18.45 Centro Sociale, Vacallo

PLR AIROLO Assemblea – ore 20.00 Hotel Forni, Airolo

PLR MORBIO INFERIORE Assemblea – ore 19.00 Sala Cereghetti, Piazza Municipio

PLR MORCOTE Assemblea – ore 20.00 Sala comunale Sergio Maspoli, Morcote

PLR TERRE DI PEDEMONTE Assemblea – ore 20.15 Scuole comunali, Tegna

PLR ACQUAROSSA Assemblea – ore 20.00 Sala Consiglio comunale, Dongio

PLR I LEPONTI Assemblea – ore 20.15 Motel Piotta, Piotta

PLR COMANO Assemblea – ore 20.30 Sala Multiuso, Comano

PLR BALERNA Assemblea – ore 20.00 Teatro Sociale, Balerna

Sabato 18 gennaio

Mercoledì 22 gennaio

PLR BREGANZONA Assemblea – ore 10.00 Sede GastroTicino, Breganzona

PLR MUZZANO Assemblea – ore 18.30 Osteria Concordia, Muzzano

PLR SANT’ANTONINO Assemblea – ore 20.00 Ristorante San Giulio, Sant’Antonino

Domenica 19 gennaio

PLR LUGANO Assemblea – ore 18.30 Palazzo dei congressi, Lugano

PLR STABIO Assemblea – ore 10.00 Sala Consiglio comunale, Stabio PLR TORRICELLA-TAVERNE Assemblea – ore 17.00 Sala Consiglio comunale, Torricella

PLR AGNO Assemblea – ore 20.00 Sala Consiglio comunale, Agno

Lunedì 20 gennaio PLR CASTIONE Assemblea – ore 20.00 Scuole elementari, Castione

PLR GRAVESANO Assemblea – ore 20.00 Sala Consiglio comunale, Gravesano

Agenda completa su www.plrt.ch.

Opinione Liberale Responsabile politico Bixio Caprara

Numero IVA IDI CHE–108.135.503 IVA

Direttore editoriale Andrea Nava

Abbonamento annuale Fr. 100.–

Redazione Massimo Schira Vania Castelli

AVS/ AI/ Studenti Fr. 50.–

Redazione CP 154, 6528 Camorino T. 091 821 41 85 F. 091 821 41 88 oplib@plrt.ch

Grafica e design redesign.swiss Camorino Stampa Centro Stampa Ticino SA Muzzano

«Sostenitore» Da Fr. 200.– CCP 69-7730-5 Pubblicità Laura Codiroli

PLR MAGGIA Assemblea – ore 20.15 Sala comunale, Lodano

Venerdì 24 gennaio PLR LUGANO Presentazione candidati – ore 18.00 Ristorante Al Lido, Lugano

PLR BEDANO Assemblea – ore 20.00 Sala Multiuso, Bedano

PLR BELLINZONA Assemblea – ore 20.15 Scuola Arti e Mestieri, Bellinzona

PLR LOCARNO Assemblea – ore 20.15 Palazzo Marcacci, Locarno

CARTA SVIZZERA

PLR SERRAVALLE Assemblea – ore 19.00 Ristorante Posta, Malvaglia

Domenica 26 gennaio PLR CUREGLIA Assemblea – ore 18.00 Casa Rusca, nucleo Cureglia

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Nr. 1 - Opinione Liberale - 17 gennaio 2020  

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