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Anno 28 /G.A.A. Camorino

6 settembre 2019 /

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Opinione Liberale Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

Per il Ticino e per la Svizzera

02 / Giovanni Merlini / candidato agli Stati La candidatura al Consiglio degli Stati di Giovanni Merlini è l’impegno a continuare a combattere, per il Ticino e per la Svizzera.

Formazione per più lavoro

03-05 / Cattaneo e Ferrara / candidati al Nazionale Nei prossimi 10 anni mancheranno 500’000 lavoratori qualificati! Più formazione dunque ma anche una migliore integrazione di donne e over 50.

Favorire l’innovazione

07 / Christian Vitta / consigliere di Stato La riforma fiscale cantonale permette di favorire uno sviluppo economico di qualità, premiando la capacità innovativa delle imprese.

Editoriale / Luca Albertoni / direttore Cc-Ti

Autunno incandescente per l’economia Per l’economia svizzera l’autunno si fa bollente. Il ritorno verso un franco molto forte, le nostre relazioni con l’Unione europea, le incertezze legate alle conseguenze della Brexit e la guerra commerciale condotta dagli Stati Uniti contro quasi tutto il resto del mondo, sono alcuni elementi che toccano direttamente o indirettamente le aziende svizzere, comprese quelle ticinesi. Fra dazi e altre misure non tariffali, come procedure doganali complesse o procedure di omologazione dei prodotti lunghe e costose, le imprese svizzere esportatrici devono fronteggiare molte situazioni complicate, con

inevitabili ricadute su tutto il sistema economico elvetico. Tutto sotto controllo si potrebbe dire, visto quanto successo nell’ultimo decennio e la nostra grande capacità reattiva. Invero, la reale o incombente erosione dei margini costituisce una minaccia non da poco, perché limita la capacità d’investimento delle aziende e anche la possibilità di rivedere con una tempistica efficace i propri modelli di business e quindi la loro capacità competitiva. È un elemento da non sottovalutare. Tanto più che le aziende svizzere, e non solo quelle ticinesi, sono confrontate con diffi-

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coltà di reclutamento di personale qualificato. Tale fattore rischia di frenare ulteriormente lo sviluppo aziendale. A mio avviso, la Svizzera in questo senso ha una carta fondamentale da giocare: la formazione professionale. Anche in settori come quelli delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), sempre più strategici per le aziende, l’apprendistato sta assumendo un ruolo crescente, perché fornisce una formazione di ampio respiro e vicina alla cultura aziendale. È solo una delle strade per rimediare alla carenza di personale qualificato, ma vale la pena valorizzarla!


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Per il Ticino. Per la Svizzera.

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ella legislatura che sta volgendo al termine ho voluto pormi delle priorità e combattere per un mercato del lavoro sano, per una giustizia più efficace e per una piazza finanziaria forte. Più concretamente mi sono mosso nell’ambito dell’antiriciclaggio e delle cosiddette “società fantasma”, affinché lo Stato abbia sufficienti risorse per combattere efficacemente le attività illegali. Mi sono prodigato a più riprese per sensibilizzare il Consiglio federale sui rapporti con la vicina Italia, soprattutto in relazione al nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri e alle attività bancarie transfron-taliere. Sempre a difesa della piazza finanziaria ed economica, con i suoi molti posti di lavoro in particolare nel Sottoceneri, ho sollecitato un piano B in merito all’equivalenza borsistica e portato all’attenzione delle autorità federale le politiche fiscali aggressive di alcuni Stati UE e ho proposto una graduale soppressione dell’imposta di bollo. ono anche molto sensibile alle tematiche legate al plurilinguismo così come a questioni più regionali, dal nord al sud del Ticino.

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e riunioni delle commissioni parlamentari e le sessioni delle camere federali mi hanno confermato una volta ancora l’importanza che riveste la collaborazione in politica. La complessità del sistema svizzero – grazie alla quale si giunge a soluzioni condivise e quindi durature – sta proprio nella ricerca del consenso. Non si tratta di retorica, come dimostra ad esempio la recente decisione del Consiglio nazionale – su mia proposta – di impedire che gli assicuratori possano modificare unilateral-

mente le condizioni contrattuali a scapito degli assicurati. Il compito della politica è risolvere problemi concreti e creare tutti i presupposti affinché la ricetta del successo elvetico non sia stra-volta. Ci troviamo in un momento storico in cui occorre combattere l’eccesso di statalismo così come l’isteria isolazionista che contraddistingue sempre più i poli alla nostra sinistra e alla nostra destra.

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a passione politica è germogliata nel mio Comune, dove sono stato consigliere comunale e municipale. L’esperienza comunale è stata poi arricchita dagli anni trascorsi in Gran Consiglio e alla presidenza del nostro Partito. Ho dunque conosciuto di persona i primi due livelli istituzionali del nostro Paese, prima di giungere in Consiglio nazionale, succedendo al mio amico Fulvio Pelli. Vivo dunque la tridimensionalità del federalismo e intendo combattere per uno dei principi fondativi del nostro Stato: la sussidiarietà. Il federalismo svizzero è in salute quando le competenze non sono sbilanciate verso l’alto o il basso, bensì quando tutti i suoi livelli istituzionali sono forti

ilcurricolo Giovanni Merlini è nato il 27 maggio 1962. Avvocato e notaio, vive a Minusio con la moglie Manuela. Già municipale di Minusio (1996-2000), granconsigliere (1995-2011) e presidente del PLR ticinese (2000-2010), siede in Consiglio nazionale da marzo 2014. Per scoprire nel dettaglio la sua attività parlamentare, è consultabile il suo profilo all’indirizzo www.giovannimerlini.ch.

e responsabilizzati. Per questo motivo mi sono da subito impegnato a combattere la tendenza alla centralizzazione dei compiti, che altrimenti svuoterebbe le autonomie cantonali e locali.

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a campagna elettorale sta entrando nel vivo e desidero continuare a impegnarmi a fondo anche nel Consiglio degli Stati. Vorrei continuare a combattere, per il Ticino e per la Svizzera.


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Investire di più nella formazione per più posti di lavoro Rocco Cattaneo consigliere nazionale

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a trasformazione tecnologica evolve in modo veloce. Mestieri che spariscono e mestieri nuovi che arrivano. Soprattutto la formazione professionale, fiore all’occhiello del sistema scolastico svizzero, giocherà in questo processo di trasformazione sempre più un ruolo chiave. Il nostro sistema duale forma giovani professionisti di alto livello. Lo dimostra il brillante terzo posto (migliore nazione europea) ottenuto dalla squadra svizzera ai WorldSkills 2019, le Olimpiadi delle professioni. In Svizzera, circa due terzi dei giovani che terminano la scuola media iniziano una formazione professionale di base, mentre circa un terzo opta per una formazione generale che porta ad una maturità (per es. liceo). Il Ticino è in controtendenza: il numero di studenti che sceglie il liceo o altre formazioni generali è superiore alla media svizzera.

Nonostante questi dati incoraggianti, le sfide non mancano. Il problema alla base è l’invecchiamento della popolazione, che causerà gradualmente una mancanza di manodopera qualificata. Già oggi mancano apprendisti in certi ambiti (come nell’artigianato), poiché la via accademica viene spesso considerata più attrattiva di una professione manuale. Un altro problema sono quei giovani che all’età di 25 anni non hanno ottenuto un diploma di grado secondario II: circa 1 su 10 in Svizzera, il 12% in Ticino. Queste persone hanno una probabilità maggiore di dover ricorrere in futuro agli aiuti sociali. Come pure gli over 50 senza lavoro: il 28% dei disoccupati registrati ha più di 50 anni, e in media queste persone impiegano 9 mesi per trovare un nuovo lavoro a fronte dei 3 mesi per i giovani tra i 15 e i 20 anni. Per far fronte a queste sfide, occorre da un lato aumentare

l’attrattività della formazione professionale. Per esempio promuovendo gli studi a livello universitario professionale e la formazione continua. Dall’altro lato occorre riqualificare chi è rimasto al margine del mercato del lavoro: è imperativo operare un reinserimento nel mercato del lavoro dei giovani e meno giovani disoccupati. In che modo? Attraverso una collaborazione più stretta tra le aziende, il mondo della formazione e un ruolo più attivo degli uffici regionali di collocamento. A questo proposito il Consiglio federale ha presentato delle misure mirate per la reintegrazione dei lavoratori più anziani nel mercato del lavoro. La direzione è quella giusta perché in questo modo si raggiungono 3 obiettivi in una volta sola: meno persone a carico degli aiuti sociali, più aziende che attingono risorse umane formate adeguatamente e, più importante di tutto, più persone felici! Come imprenditore sono fiero che il nostro gruppo di aziende da ormai 3 generazioni forma ogni anno diversi apprendisti (quest’anno 6). Investire di più nella formazione per più posti di lavoro!


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Marco Bertoli La lotta ai soldi neri, d’origine criminosa nella più ampia accezione del termine, quindi anche fiscale, sarà resa ben più ardua dalla sicura crescita di sistemi finanziari con soldi invisibili. Ci attendono decisioni importanti su temi ambigui: per mettere le giuste regole occorrono politici equilibrati e competenti, capaci di trovare le giuste ricette tra il controllo e le libertà.

Alex Farinelli Il Consiglio federale ha deciso che entro il 2050 la Svizzera dovrà essere neutrale dal profilo delle immissioni di anidride carbonica. Questo è un obiettivo importante, che per essere raggiunto necessita di grossi investimenti a partire da oggi. Io credo che, come ticinesi, dobbiamo portare a Berna la necessità immediata di proseguire con il completamento di AlpTransit: un’opera che sarà in grado di rivoluzionare il modo di muovere merci e persone nel nostro Paese. Questo è l’impegno che, come ticinesi, dobbiamo portare a Berna.

Michela Pfyffer Auguro a tutti voi di affrontare questo nuovo inizio con grande consapevolezza e responsabilità, perché la nostra libertà nasce proprio dal nostro essere responsabili... sentiatevi dunque liberi di parlare, di chiedere, di scegliere, di ridere e di piangere nei momenti difficili... siate voi stessi ma rispettosi verso gli altri, perché solo questo vi farà trarre il meglio dai giorni che ancora dovrete passare dietro i banchi di scuola!

Alessandro Spano Perché mai nei nuclei e nei rustici è così complicato poter applicare i pannelli solari? Questi interventi sul territorio hanno un duplice vantaggio: permettono il recupero e la valorizzazione delle costruzioni della nostra tradizione sul territorio e rappresentano una concreta misura di politica ambientale. Le procedure vanno semplificate. Anche pensando di farle sottostare ad una sola procedura di notifica a livello comunale.

Stefano Steiger Scusate, lo ammetto, sono nato nella capitale e si ironizza che a Berna prima di una rotonda trovi il cartello «massimo 30 giri e poi uscire» ma quale è il piano B dell’UDC? Una sorta di «Brexit incontrollata», Bilaterali «à la carte» o forse «flambé»? E se avessero realmente un piano B, perché da primo partito svizzero non hanno mai rivendicato il Dipartimento degli affari esteri (ad esempio quando è entrato in governo Ignazio Cassis)?

Karin Valenzano Rossi L’indipendenza dei magistrati si scontra con la necessità d’introdurre un sistema di gestione informatico e un sistema di controllo interno. Un Paese senza un sistema di giustizia efficiente è un Paese destinato a indebolirsi, poiché rischia di punire le persone che rispettano le regole, e di premiare chi approfitta delle falle del sistema e dell’impunibilità di fatto per i propri loschi affari.


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Prima c’è il lavoro Natalia Ferrara candidata PLR al Consiglio nazionale

ne ha ben più di 50, a volte è vicino alla pensione. Lavoriamo dunque a competenze rafforzate e ad un’economia prospera per continuare a lavorare fino alla pensione e con soddisfazione. Non si può proporre di lavorare più a lungo senza garantire il lavoro a tutti. Non paletti, ma progetti, non conservazione ma innovazione, sempre nel rispetto delle persone.

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Serate aperte al pubblico per il nuovo libro di Natalia Ferrara: primo incontro mercoledì 11 settembre

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Natalia Fe

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uante volte abbiamo sentito ripetutamente espressioni calamita gridate soprattutto a ridosso delle elezioni: “meno frontalieri”, “salario dignitoso per i residenti”, “più lavoro per i giovani”, “nessun ticinese licenziato dopo i 50 anni”, e via narrando. A destra come a sinistra, si imbuca la scorciatoia del dare la colpa a qualcuno. Per i primi, in genere, il problema è il diktat dell’UE e degli stranieri in arrivo in massa, per i secondi, semplificando, la responsabilità è dei datori di lavoro, dei “padroni” come addirittura li chiama qualcuno dell’estrema sinistra. Nessuno nasconde che in Ticino il numero di frontalieri è elevatissimo e che esiste un problema di salari troppo bassi per rapporto al costo della vita e al valore del lavoro che viene prestato. Il punto però è che chi grida al problema, non si impegna con la stessa forza alla ricerca di soluzioni, anzi. Mi viene spesso rimproverato di avere origini italiane, come se non fossi abbastanza svizzera per fare politica, men che meno sul piano federale. Eppure, da avvocato, ex magistrato, e anche da sindacalista non ho alcuna difficoltà a dire (e ribadire, ero già entrata in argomento nel 2015), che molto si può e si deve ancora fare nel nostro Cantone ma certamente non ispirandoci ai modi politici “all’italiana”. Né nel propinare slogan vuoti, né ispirandoci allo scenario italiano del lavoro, pieno di regole, paletti, sanzioni e misure protezionistiche che però non danno affatto i risultati sperati. Tanto che quel mercato del lavoro è decisamente più in difficoltà del nostro e, non a caso, sia lavoratori sia imprenditori, bussano alle nostre porte. Un esempio? Si sente dal PS svizzero – guarda caso in questo periodo di campagna elettorale – che una buona idea sarebbe proibire il licenziamento di chi ha più di 50 anni. Capite bene che il risultato sarà che nessuno assumerà più dipendenti oltre quella soglia per non rischiare di non poterli licenziare (o solo con grande difficoltà). La maggior parte dei licenziati che incontro

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l’intervista

Un Ticino per crescere e innovare Stefano Rizzi. Switzerland Innovation è un’iniziativa non-profit congiunta del settore privato e pubblico, nata con l’obiettivo di creare una piattaforma di cooperazione tra imprese e istituti universitari, allo scopo di svolgere congiuntamente attività di ricerca e innovazione. Che significato ha farne parte? Il Cantone Ticino, ormai da qualche anno, punta deciso su una politica dell’innovazione moderna, vicina alle aziende e alle loro esigenze. Una strategia che prevede diverse misure, orientate in maniera specifica proprio ai vari tipi di imprenditorialità (PMI/startup/auto-imprenditori/aziende internazionali), con l’intento di incentivare la nascita e lo sviluppo di progetti innovativi. Un approccio orientato quindi al futuro, a uno sviluppo economico sostenibile e duraturo del nostro Cantone, con la creazione di posti di lavoro di qualità. La candidatura per l’ottenimento di una sede ticinese del Parco svizzero dell’innovazione (SIP), inizialmente quale sito associato a quello di Zurigo, è un tassello importante di questo approccio. Un progetto generazionale e di importanza strategica, che si prefigge di alimentare nuovi circoli virtuosi sulla solida base appena descritta. Cosa intende per nuovi circoli virtuosi? Il primo di questi “circoli” concerne la fondamentale interazione tra aziende e centri di ricerca, un elemento imprescindibile per mettere a frutto le molte competenze, internazionalmente riconosciute, presenti nel nostro Cantone. Una sinergia che permette di dare slancio allo sviluppo di pro-

I Centri di Competenza (CC) con i quali il Parco intende partire sono: • Il Centro di Competenza Life Sciences, • Il Centro di Competenza ICT (Blockchain, Software & Data Engineering, Intelligenza Artificiale), • Il Centro di Competenza Smart Civil Engineering, • Il Centro di Competenza Droni. Esistono inoltre altre iniziative in corso che potrebbero svilupparsi e trasformarsi in un CC nel prossimo futuro. In questo grande progetto sarà anche coinvolto il mondo delle startup, che rappresenta una ricca fonte di idee e di talenti per l’innovazione.

Stefano Rizzi direttore Divisione dell’economia

getti innovativi e che potrà essere ulteriormente sostenuta all’interno dei centri di competenza previsti nell’ambito del progetto SIP Ticino. Questa interazione, come detto, è già oggi alla base del Sistema regionale dell’innovazione, di cui AGIRE rappresenta un tassello centrale. Un secondo circolo virtuoso è rappresentato dall’ulteriore valorizzazione della collaborazione sull’asse Ticino-Zurigo, iniziata con l’adesione alla Greater Zurich Area (GZA). Secondo uno studio della Commissione europea, proprio queste due regioni sono ai vertici in Europa per quanto riguarda le performance dei sistemi di innovazione (su 238 regioni, 1° Zurigo e 2° Ticino). Il progetto di sede ticinese associata a Zurigo permette, quindi, di rinsaldare questo connubio tra “leader dell’innovazione”, creando un asse strategico su cui fare leva per sostenere e alimentare il nostro tessuto imprenditoriale. Accanto a questo orientamento verso il resto della Svizzera, vi è un terzo circolo virtuoso, che permetterà di declinare il concetto di “Città Ticino” anche sul fronte dello sviluppo economico. Con l’abbattimento delle distanze tra i principali centri, grazie alla prossima apertura della galleria di base del Ceneri, il SIP rappresenterà un punto di incontro e di valorizzazione di una nuova dimensione, su cui il Ticino, le sue aziende e i suoi cittadini potranno costruire un futuro di successo. In sintesi si può dire che la candidatura miri a creare una “spirale di opportunità” per la nostra economia... Si tratta di un vero e proprio progetto generazionale e strategico, che permetterà di cogliere anche l’opportunità data dalla definizione del

In luglio la Fondazione Agire – su mandato del Consiglio di Stato – ha inoltrato la candidatura del Ticino a Switzerland Innovation. La candidatura è un tassello fondamentale della strategia del DFE che punta deciso su una politica dell’innovazione moderna. Ne parliamo con Stefano Rizzi, direttore della Divisione economia.

comparto che sarà lasciato libero dalle attuali Officine FFS di Bellinzona. Colgo infine l’occasione per ricordare che, nell’ambito della riforma fiscale cantonale presentata lo scorso mese di giugno dal Consiglio di Stato, si propone di concedere alle aziende degli specifici incentivi fiscali a favore dell’innovazione e delle attività di ricerca e sviluppo, utilizzando appieno i nuovi strumenti introdotti a livello federale. Per il nostro Cantone si tratta di una nuova opportunità da cogliere per rafforzare ulteriormente la propria strategia d’incentivo all’innovazione che, assieme al SIP Ticino e alle altre misure già in atto, consentirà alle aziende – in collaborazione con i centri di ricerca – di trovare in Ticino un luogo ancora più attrattivo per crescere e innovare.

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iltema

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l’articolo

Il Ticino nel futuro

Favorire l’innovazione fecendo leva sulla fiscalità N egli ultimi anni la fiscalità ha conosciuto un’evoluzione importante sia sul piano internazionale sia federale. Su scala globale, negli ultimi dieci anni la media delle aliquote dell’imposta sull’utile è diminuita, mentre continua a crescere il numero dei Paesi che adottano degli incentivi fiscali a favore della ricerca e dello sviluppo per attirare attività interessanti e promuovere l’innovazione. Fortunatamente la Svizzera e il Ticino possono contare su un livello d’innovazione molto elevato: ad esempio, un recente studio della Commissione europea, che compara i sistemi di innovazione di oltre 230 regioni europee, ha individuato tra le prime 10 ben 6 regioni svizzere, con Zurigo in testa seguito dal Ticino al secondo posto. L’ente pubblico gioca un ruolo importante per lo sviluppo dell’innovazione: negli scorsi anni il Cantone Ticino ha adottato una chiara strategia per stimolare la capacità innovativa del proprio tessuto economico. La candidatura del Ticino quale sede di rete del Parco nazionale dell’innovazione e l’adesione alla Greater Zurich Area costituiscono soltanto le iniziative più recenti. Anche la riforma fiscale cantonale, presentata

Christian Vitta presidente Consiglio di Stato

dal Consiglio di Stato lo scorso mese di giugno, s’inserisce in questo contesto. Infatti, si propone di concedere degli incentivi fiscali a favore dell’innovazione, utilizzando appieno il margine di manovra concesso dalla Confederazione. Per il Ticino si tratta di rafforzare ulteriormente la propria politica dell’innovazione, in modo da aumentare la competitività delle aziende che operano sul nostro territorio e garantire ricadute positive per l’insieme dell’economia cantonale e dell’occupazione. La riforma prospettata permette dunque di favorire nel nostro Cantone uno sviluppo economico di qualità, premiando la capacità innovativa delle nostre imprese e incoraggiando la creazione di posti di lavoro interessanti.

Gli interventi proposti nel messaggio sull’adeguamento della Legge tributaria cantonale alla RFFA – in particolare il progressivo avvicinamento in due tappe alla media intercantonale dell’onere fiscale delle persone giuridiche riducendo l’aliquota di imposizione prima all’8% (per il periodo 2020-2024) e a seguire al 5.5% (dal 2025) – mirano a consolidare il substrato fiscale a beneficio del Cantone e dei Comuni, proietando il Ticino nel futuro. La riforma interviene anche sulla fiscalità delle persone fisiche attraverso una riduzione in due tappe del coefficiente d’imposta cantonale, di cui beneficeranno tutte le categorie di contribuenti. La prima fase prevede una riduzioneMercati del coefficiente cantonale d’imposta aperti sono100% al 98% (2020-2024), con dall’attuale essenziali per possibilità di proroga e ulteriore riduzioinnovazione, neproduttività, al 96% su decisione del Gran Consiglio a far tempo dal 2025, qualora nel frattemcompetitività podella nonpiazza sia entrata in vigore una riforma economica generale della nostra Legge tributaria. Si svizzera. prevede un riversamento annuo ai Comuni di 9 milioni di franchi da parte del Cantone e l’introduzione, a partire dal 2025, della possibilità per i Comuni di differenziare il moltiplicatore comunale tra persone fisiche e persone giuridiche con un differenziale massimo di 20 punti percentuali, ritenuta una soglia minima del 40%.

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Rendiamo possibile l’impossibile

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sotto un un sole splendente che più di 1’100 liberali radicali hanno lanciato sabato ad Aarau la fase decisiva della campagna per le Federali di ottobre. Una grande festa popolare, alla quale hanno partecipato i consiglieri federali Karin Keller-Sutter e Ignazio Cassis; un’occasione conviviale per la presidente Petra Gössi per presentare ai candidati e agli attivisti le prime immagini e i messaggi della nuova ondata di manifesti apparsa in Svizzera da lunedì. Dopo i manifesti “La Svizzera lo vuole”, il PLR presenta le sue soluzioni per consentire alla Svizzera di avanzare e rendere possibile l’impossibile. I settori chiave sono sei: occupazione, conciliazione tra lavoro e famiglia, politica ambientale, innovazione, assicurazioni sociali e accordi di libero scambio. Agire votando PLR Il PLR vuole puntare su una generazione proattiva che si batte a favore della “Willensnation”. Una generazione che promuove le possibilità invece di coltivare le paure: con la volontà tutto è possibile. “Siamo una nazione nata dalla volontà del popolo di unirsi ed è questa stessa volontà di impegnarsi, di eccellere, di avere successo che ha reso la Svizzera il Paese prospero che è oggi” ha affermato Petra Gössi. Le sfide che la Svizzera deve affrontare non si risolvono da sole: affrontarle significa agire votando PLR. Il dovere della politica è chiaro: rendere possibile l’impossibile. La freccia dei nuovi manifesti indica la direzione da seguire che per l’economia significa affrontare le importanti riforme prima che sia troppo tardi.

La giornata di Aarau del PLR svizzero è stato l’evento che ha svelato il nuovo slogan elettorale: “La Svizzera vuole avanzare. Rendiamo possibile l’impossibile”: è l’impegno dei liberali radicali per il progresso, per puntare su una generazione proattiva capace di cogliere le opportunità del futuro.

Strategia economica PLR La situazione economica nel mondo, in Europa e in Svizzera si sta rapidamente deteriorando. Gli Stati Uniti e la Cina sono in una guerra commerciale. E tutti gli altri pagano il conto. Il franco svizzero si sta apprezzando. Ogni settimana la BNS pompa miliardi nella stabilizzazione della nostra moneta. Il Regno Unito sta imparando sulla propria pelle cosa significhi realmente discutere con l’UE a scapito di migliaia di posti di lavoro. Grandi incertezze che indeboliscono l’economia globale rallentando la crescita economica. La Svizzera non può stare a guardare. Solo perché sta bene in questo momento – grazie anche ai risultati ottenuti dai liberali come l’integrazione nel mercato interno dell’UE e la trentina di accordi di libero scambio difesi dall’ex consigliere federale Johann Schneider-Ammann, un uomo dell’economia che faceva i passi necessari – non significa che le cose rimarranno così. La politica deve agire. Il PLR ne è convinto e chiede alla Berna federa-

le una strategia economica globale. Per Petra Gössi “è nostra responsabilità creare condizioni quadro ottimali affinché i cittadini siano liberi di prendere decisioni, abbiano prospettive professionali e non siano oppressi da tasse eccessive o da una moltitudine di regolamenti”; un richiamo alla sinistra che vuole troppe spese e regole, e ai conservatori, “che persistono nella loro politica di isolamento”. Le aziende devono invece poter innovare senza dover affrontare inutili battaglie burocratiche. Per fare ciò, il PLR chiede migliori condizioni per una partecipazione dei lavoratori e un più facile riconoscimento dell’indipendenza. Propone inoltre un’aliquota unica dell’IVA, che sia “la più semplice e più bassa d’Europa” perché il solo “amministrare” l’IVA costa alle imprese 1,76 miliardi all’anno! Le aziende devono anche poter assumere un numero sufficiente di specialisti qualificati, e ciò può essere fatto introducendo un visto per le start-up del ramo tecnologico. Le donne e i lavoratori anziani devono inoltre essere

meglio integrati nel mercato del lavoro. C’è bisogno di accordi di libero scambio: “obbligatori” per la presidente; in particolare con il Mercosur e gli Stati Uniti. E di relazioni stabili con l’UE: l’accordo quadro rappresenta una scelta ragionevole. Nel 2018 il 52% delle esportazioni svizzere era destinato all’UE. Di fondamentale importanza è mantenere la partecipazione ai progetti di ricerca dell’UE, poiché da questa collaborazione dipende la posizione internazionale della Svizzera nella ricerca e nell’innovazione. C’è infine bisogno di un sistema fiscale attraente per rimanere interessante per le imprese e i contribuenti facoltosi. Il PLR chiede pertanto l’introduzione di una tassazione individuale: ogni persona verrebbe valutata in base alla sua capacità economica, indipendentemente dal suo stato civile. Ciò consentirebbe una migliore conciliazione tra lavoro e famiglia, un’equa tassazione del secondo stipendio, un aumento del gettito fiscale e dei contributi sociali.


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Frontalieri, occorre un’analisi da “certosino”

Fabio Schnellmann granconsigliere PLR

Si, sono decisamente troppi. Oggi si parla di 65’000 persone che quotidianamente varcano il confine per venire a lavorare in Ticino. Se questo dato lo rapportiamo poi ad una popolazione di 350’000 abitanti dei quali 220’000 attivi professionalmente, eccoci a dire che oltre 1 lavoratore su 4 attivo nel nostro Cantone è in possesso del permesso G. La libera circolazione non permette molti spazi di manovra, la riprova è che la Lega dei Ticinesi, che da anni fa di questo tema il suo cavallo da battaglia, possiede da oltre 2 legislature la maggioranza relativa in governo ma il problema è irrisolto, anzi… Una proposta di soluzione l’avevo già espressa sia a Gobbi sia a Vitta: nuove proposte di richiesta di permessi G (frontalieri) per occupazione in settore ove esistono ticinesi disoccupati, vanno un attimino congelate e va fatta un’approfondita analisi con il datore di lavoro che ne fa richiesta. Perché assumere “Tizio” di Cantù e non “Caio” di Melide ? Sono convinto che con questo “certosino” lavoro si va a trovare l’accordo con il datore di lavoro, magari supportandolo con alcune misure sociali. Anche solo un disoccupato ticinese rimesso nel mondo del lavoro sarà un successo!

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Il numero dei frontalieri è tornato a crescere sensibilmente in Svizzera. Stando ai dati diffusi in agosto dall’Ufficio federale di statistica (UST) il Ticino presenta la crescita più marcata con 66’316 lavoratori da oltre confine, di cui quasi 2’000 in più nel settore terziario nel solo spazio di tre mesi. Sul tema le considerazioni di Fabio Schnellmann e Igor Canepa.

Igor Canepa consigliere comunale PLR

66’316 frontalieri in Ticino sono troppi?

Sì, sono troppi. Tuttavia risulta semplicistico ridurre la questione alle sole cifre. Nel settore terziario, in cui l’aumento di personale non residente è stato maggiore negli ultimi anni, servono i contratti collettivi di lavoro e non di certo i salari minimi. Su questo non ci piove. Serve un’analisi approfondita sulle competenze chiave proprie a chi cerca lavoro in Ticino, cioè quelle abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche che si dovrebbero saper usare in situazioni di lavoro, di studio e nello sviluppo professionale. Queste competenze esistono e sono adeguate? Esempio: l’italiano, un’altra lingua nazionale e l’inglese acquisiti ad un livello accettabile, scritto e parlato. La redazione di documenti con forma e contenuti corretti, la precisione e la gestione delle priorità, la contabilità. Siamo sicuri che la preparazione nelle nostre scuole professionali commerciali sia adeguata? Non stiamo sfornando giovani illusi che sovrastimano le loro competenze e finiscono poi nella spirale discendente degli enti di assistenza sociale? Una profonda autocritica sul sistema è impellente oltre alla proposta di corsi formativi adeguati, allineati alle esigenze del mondo lavorativo.


Cucina non è mangiare. Cucina è poesia.

Ristorante Locanda

Degustazione settembre Tartare di ricciola, con mais tostato, fiore di ibisco e chips di riso al nero Bottoni di pasta fresca ripieni di funghi porcini e brodo ristretto di manzo Filetto di sogliola al vapore con riduzione al Merlot bianco su morbido di patate e finferli stufati

oppure Medaglione di manzo cotto al rosa su morbido di patate e finferli stufati CHF 49.00 p.p. IVA incl.

Bavarese alle castagne e meringa

Via F. Borromini 10, 6850 Mendrisio - Tel. +41 91 630 30 30 www.hotelcoronado.ch / info@hotelcoronado.ch

Ristorante Colibrì HOTEL Siete in cerca di una sala per il vostro evento? Dal 17 settembre iniziamo L’Hotel Unione fa al caso vostro! con le specialità di selvaggina Sia che vogliate un menu per un pranzo di lavoro o un banchetto chic, organizziamo cenesala aziendali, seminari, stehlunch. Sietematrimoni, in cerca di una per il vostro evento? L’Hotel fa al caso vostro! Disponiamo di treUnione sale climatizzate della capienza da 10 fino a 250 persone con la possibilità di utilizzare Sia che vogliate un menu per un pranzo di lavoro o un banchetto chic, anche la terrazza giardino. organizziamo matrimoni, cene aziendali, seminari, stehlunch. Abbiamo a disposizione anche 33 camere Standard e 8 Superior, Disponiamo tre sale della capienza tuttedicon ariaclimatizzate condizionata. da 10 fino a 250 persone con la possibilità di utilizzare Chiamateci o scriveteci per qualsiasi vostra richiesta, anche la terrazza giardino. saremo lieti di sottoporvi un’ offerta.

ALDESAGO - LUGANO . 091 971 42 42

Benvenuti al romantico ristorante sul balcone di Lugano Aperto tutti i giorni

Specialità alla fiamma, Châteaubriand, anche vegano e crêpes Suzette, Tartare, Rane e Fondute. Via Henri Guisan 1 6500 Bellinzona

Tel. 091 825 55 77 Fax. 091 825 94 60

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iovidicoche

GLR con le idee in chiaro

Far crescere il movimento è un obiettivo vitale per un presidente: come intende dare forza a GLRT? Voglio impegnarmi per riuscire ad andare oltre la nostra base di rappresentanza e a dare voce a un più ampio spettro di opinioni e interessi. Partendo dal nostro interno, vorrei che GLRT sia più attiva

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Un presidente con la passione per le escursioni in montagna

Daniel Mitric assume la guida dei GLRT in un anno di elezioni e di festeggiamenti per i 100 anni di storia dei giovani del PLR. Daniel Mitric. Lei ha preso il timone della grande macchina del movimento giovanile del PLR con quali obiettivi e ambizioni? Vorrei che sia per tutti un momento in cui si scopra la bellezza di fare la cosa giusta, inseguendo un ideale per il Paese, e soprattutto migliorare la strada di chi sarà giovane dopo di noi. Un obiettivo a breve termine sono le elezioni federali, dove con il nostro candidato Alessandro Spano vogliamo fare un bel risultato per dimostrare che i giovani non sono sulle liste perché, oltre alle quote rosa, c’è una quota junior da rispettare… ma perché abbiamo le idee in chiaro su quale Paese vogliamo! Mentre un obiettivo a lungo termine sono le elezioni comunali di aprile 2020: una sfida per tutti, per i distretti GLRT in particolare visto che la collaborazione con i distretti e le sezioni PLR va oliata sempre più. Ci metteremo al lavoro già nelle prossime settimane: bisognerà principalmente trovare un’idea per la campagna e un buon modo per far conoscere i giovani candidati. Durante la mia presidenza dedicherò tutte le mie energie e quelle dei giovani che ne faranno parte. Anche perché nel 2020 GLRT compie 100 anni, ossia dieci decenni di proposte, persone e personaggi, idee e misure. L’ambizione più grande sarebbe quindi che la nostra generazione sia all’altezza di questo traguardo e io non ne dubito. Ci sono pochi ingredienti che un certo tipo di politica con la P maiuscola pretende: impegno, autenticità, merito e coraggio.

Opinione Liberale

Impegno, autenticità, merito e coraggio per un politica con la P maiuscola

L’assemblea di Locarno che ha eletto Daniel Matric alla presidenza di GLRT

e più propositiva ma allo stesso tempo vorrei coinvolgere di più i giovani alla vita politica, poiché questo significa assumere e meritarsi delle responsabilità. Sono convinto che così possiamo dare forza a GLRT costruendo la fiducia di cui c’è bisogno per trovare un terreno d’incontro più ampio. Il 2019 è un anno elettorale decisamente importante. Su quale sostegno può contare il vostro candidato Alessandro Spano, e il PLR con i suoi candidati al Nazionale e agli Stati? La sua candidatura deve (anche) alimentare la fiamma di tutti i GLR che fanno politica: chiameremo quindi a raccolta tutti i giovani per sostenere lui e il movimento. Ci impegneremo soprattutto nel sostenere le sue idee che vogliono costruire un futuro vero. Un futuro che vede nel cambiamento climatico un’opportunità per creare posti di lavoro green e una mobilità a zero emissioni, per regalare alle prossime generazioni un Paese che rispetta il suo territorio e la sua storia. Nella nostra visione di Svizzera del 2050, crediamo che solo l’innovazione potrà risolvere il problema del cambiamento climatico: alle tasse e ai divieti della sinistra, e al negazionismo della destra, rispondiamo con le nuove (e future) tecnologie. Quali i temi forti e le priorità che segneranno la sua presidenza? Voglio concentrare i prossimi 12 mesi concretizzando alcune misure del nostro programma

di legislatura con l’appoggio dei nostri deputati GLR in Gran Consiglio. Ci stiamo già muovendo e questo dimostra quanto bene vogliamo al nostro Paese. Non da ultimo, seguiremo i dibattiti in Parlamento sulla nostra mozione e petizione per l’anticipo del tedesco nelle scuole: magari ci sarà ancora l’occasione di coinvolgere anche la popolazione. Per GLRT è chiaro che le future generazioni devono poter godere di un insegnamento appropriato della prima lingua nazionale e soprattutto, di molti datori di lavoro, clienti, colleghi e persone che incroceremo professionalmente.


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Opinione Liberale

larubrica

Clima, essere d’esempio A

LRA (Associazione liberale radicale per l’ambiente) si congratula con il Consiglio federale per aver comunicato che intende accelerare lo sforzo della nazione per raggiungere obiettivi climatici più ambiziosi. Nell’ambito dell’accordo di Parigi, che impegna i firmatari a prendere le misure necessarie a contenere il riscaldamento climatico entro un aumento di 2 gradi (rispetto al 1990) si mirava a un dimezzamento delle emissioni entro il 2030 e una riduzione del 70-85% entro il 2050. Tenendo conto delle ultime raccomandazioni dell’IPPC mirate a contenere l’aumento a 1.5 gradi per evitare scenari catastrofici e irreversibili, la Svizzera ha rafforzato l’obiettivo per il 2050, mirando a all’azzeramento “netto-netto” delle emissioni CO2. Questo significa che le emissioni

residue in Svizzera potranno essere compensate con emissioni in altri Paesi e con accumuli naturali, ad esempio nel sottosuolo o con le foreste. L’impegno del Consiglio federale è ampiamente giustificato dalla necessità della Svizzera di rispettare gli impegni presi e di essere d’esempio. Questo perché il mondo guarda alla Svizzera come paese modello, ma anche perché una rapida trasformazione dell’economia darà dei indubbi vantaggi sul medio-lungo termine. Inoltre la Svizzera è particolarmente colpita dai cambiamenti climatici, essendo l’arco alpino vittima di aumenti di temperatura doppio rispetto alla media globale (la rapida sparizione dei ghiacciai ne sono la prova lampante). ALRA incoraggia il mondo politico e in particolare il PLR e i suoi candidati alle elezioni federali ad appoggiare in ogni modo le iniziative che mirano a concretizzare questa lodevole iniziativa del Consiglio federale e chiede che gli obiettivi per il 2030 e il 2050 siano centrali negli impegni per le prossime elezioni. L’associazione ritiene che azioni incisive non possono più essere rinviate. Ne va del futuro delle prossime generazioni e del nostro paese alpino.

Una riflessione sui valori dello sport

L

’Associazione Blenio Bellissima ha promosso la pubblicazione di un libro che ripercorresse l’evoluzione dello sport e delle Società sportive bleniesi sull’arco di oltre 140 anni, affidando il compito a Edgardo Mannhart e Gerardo Rigozzi. Il volume che ne è sortito, recentemente pubblicato nelle Edizioni Salvioni, è intitolato: Oltre lo sport. Non solo competizione. Esso presenta in copertina un’opera dell’artista Flavio Paolucci e conta 285 pagine, di cui 88 con 316 fotografie. L’impostazione grafica è della ditta KeyDesign SA di Cadenazzo. Gli autori hanno voluto ripercorre per la prima volta l’affascinante storia di oltre 140 anni di sport in Valle di Blenio attraverso emozioni, ideali e progetti, riusciti o mancati, in cui si sono succedute 73 Società nei più disparati campi: dallo sport del tiro,

a quello dello sci nordico e alpino, a quello dell’alpinismo, dell’hockey, del calcio, dell’atletica, del ciclismo, e ad altri svariati sport. Tre Società sono sorte nella seconda metà dell’Ottocento; trenta, nella prima metà del Novecento; trentadue nella seconda metà del Novecento e otto a partire dal 2000, di cui tre associate. Attraverso l’esempio bleniese delle Società sportive che hanno coinvolto molti atleti, appassionati di sport e irriducibili idealisti nella progettazione e realizzazione di infrastrutture e manifestazioni varie, gli autori hanno messo a fuoco la problematica attuale dello Sport, che si estende oltre le prestazioni per coltivare, nel confronto fra le generazioni, valori di correttezza, tolleranza e integrazione sociale. Gerardo Rigozzi

laserataevento Il libro verrà presentato venerdì 13 settembre, alle 20 al Cinema-Teatro di Acquarossa e messo in vendita a 48 franchi. Potrà essere acquistato sul posto o ordinato al seguente indirizzo: edgardo.mannhart@bluewin.ch oppure mediante richiesta telefonica al numero 079/541.92.53.


inbreve

Il PLR al Clean-Up-Day 2019 Politica climatica e ambientale? Dalle parole ai fatti. Il #PLRTeam sarà presente al Clean-Up-Day il prossimo 14 settembre. Volete partecipare anche voi all’iniziativa – che prevede la rimozione dei rifiuti abbandonati (il “littering”) – e darci una mano a dare una ripulita al nostro territorio, a rendere le nostre Città e i nostri Comuni dei luoghi più puliti? Allora scriveteci a info@plrt.ch o chiamate lo 091/821 41 81. Il vostro aiuto è prezioso, diamo insieme un contributo per l’ambiente.

Assemblea Donne PLR L’assemblea delle Donne liberali radicali ticinesi avrà luogo domenica 22 settembre, alle 9.30 in Casa Cavalier Pellanda a Biasca. A dare il benvenuto il presidente sezionale Luigi Rossetti e il sindaco di Biasca Loris Galbusera. Oltre ai lavori assembleari è previsto l’intervento di Roberta Cattaneo, direttrice regionale FFS Regione Sud sul tema “Ceneri 2020”. La presidente Mari Luz Besomi-Candolfi vi aspetta numerosi e vi invita al pranzo d’autunno del PLR Biasca: una giornata di festa al Salone Olimpia, dove saranno serviti (dopo l’aperitivo) gustosi piatti di pomm e lüganigh, formaggio e dessert, il tutto offerto dalla Sezione. Le bibite sono escluse. Annunciarsi entro il 14 settembre a Luigi 079/383 64 46, a Simona 079/724 46 34 o ancora a linda.fraquelli@gmail.com. Saranno pure presenti alcuni candidati alle prossime elezioni federali. Non mancate questa splendida giornata all’insegna della politica e dell’amicizia.

Gita PLR al Corno Gries La gita del gruppo ricreativo PLR alla capanna Corno Gries, situata a quota 2’338 in Valle Bedretto (tra il passo della Novena e l’italiana Val Formazza), è in agenda domenica 29 settembre (data di riserva domenica 6 ottobre). Programma. Ritrovo alle 8.30 al Caseificio di Airolo (pausa caffè), ci si sposterà poi con le auto al completo, fino al punto di partenza del sentiero Alpe Cruina (un’ora di salita). Per i più allenati, partenza da All’Acqua per arrivare al Passo San Giacomo e raggiungere la Capanna Corno Gries

(salita 3.15 ore), dove sarà servito il pranzo con polenta e osso buco, torte e caffè; stuzzichini durante l’aperitivo. Costo 35 franchi, bibite escluse. È un’uscita adatta a tutti, necessita comunque una media condizione fisica, abbigliamento e scarpe da montagna. Iscrizioni entro il 24 settembre alla segreteria

del PLR a Camorino – 091/821 41 81, info@plrt. ch – indicando numero di partecipanti e recapito telefonico e/o e-mail. Per info Giorgio Galusero 079/822 25 34 o Luigi Balmelli 079/230 13 25.

Opinione Liberale Responsabile politico Bixio Caprara

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Direttore editoriale Andrea Nava

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Redazione Massimo Schira Vania Castelli

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«Sostenitore» Da Fr. 200.– CCP 69-7730-5 Pubblicità Laura Codiroli

CARTA SVIZZERA

Opinione Liberale

l’agenda Lunedì 9 settembre PLR AGNO Assemblea – ore 20.00 Sala Consiglio comunale, Agno

Venerdì 13 settembre PLR MONTECENERI Festa di fi ne estate– ore 18.30 Ristorante-Pizzeria, Bironico

Sabato 14 settembre PLR TORRICELLA-TAVERNE Assemblea – ore 16.00 Sala Consiglio comunale, Torricella PLR Clean-Up-Day 2019 – ore 10 in 4 località del Ticino

Domenica 15 settembre PLR VIGANELLO Gita “I volti del Lago 2” – ore 10.15 Debarcadero centrale, Lugano

Giovedì 19 settembre PLR SEMENTINA Assemblea – ore 20.00 Albergo Cereda, Sementina

Agenda completa su www.plrt.ch.

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GIOVANNI MERLINI AGLI STATI

9 1 0 2 le a r o t t le e n io t Conven

e r e t t a b m o c Pronti a . a r e z z i v S a l r pe h c . lo o m ia c c a f 9 Lista 0 .0 8 1 e ll a d , re b m e tt e s 28 e Sala EVENTICA, Castion

Venite a conoscere la squadra PLR per le federali 2019 in una serata speciale ricca di sorprese www.plrt.ch

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Nr. 25 - Opinione Liberale - 6 settembre 2019  

Nr. 25 - Opinione Liberale - 6 settembre 2019