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Anno 27 /G.A.A. Camorino

16 novembre 2018 /

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Opinione Liberale Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

Il Comune di domani?

05 / Marzio Della Santa / Enti locali Il Comune del futuro deve essere il riflesso della progettualità delle singole comunità e non la conseguenza di necessità politiche o finanziarie.

Centro fintech in Ticino

09 / Franco Citterio / direttore ABT Il Cantone ha tutte le carte in regola per affrontare le nuove sfide e arrivare alla creazione di un centro fintech in Ticino.

No a una Svizzera chiusa a riccio

11 / Rocco Cattaneo / consigliere nazionale PLR Diciamo no all’iniziativa sull’autodeterminazione perché mette in pericolo la nostra democrazia diretta. E minaccia il futuro economico del Paese.

Editoriale / Bixio Caprara / presidente PLR

Congresso Locarno, partecipa anche tu! Caro lettore, il Congresso di domenica 18 novembre a Locarno è un momento importante sul percorso che auspichiamo porterà a consolidare il ruolo del PLR nelle nostre Istituzioni. Sul momento politico delicato, il tema delle percezioni e il ruolo dei partiti mi sembra interessante riprendere una riflessione di Giuseppe Buffi che già nel lontano 1993 diceva: “certe affermazioni, certi atteggiamenti, certi discorsi di rottura che sembrano funzionare a meraviglia sulla piazza (oggi diremmo sui portali) non funzionano più dentro le stanze della politica… Perché gli elettori sono guidati da convinzioni, emozioni, attese in grado di giungere intatte, senza l’interferenza di troppe obiezioni e verifiche, al traguardo della scelta. E se decidessimo di decidere come deciderebbe la base? È la proposta che ogni tanto riaffiora. Ma non si può. Si può solo decidere dopo il processo di verifica. E se la base non segue si dice che c’è lo scollamento. Sicuramente è un male da curare ma ho il sospetto che il male sarebbe ben più grave se fra la società civile e i suoi problemi venisse meno l’opera mediatrice dei partiti”. La politica è fatica, i temi devono essere approfonditi, analizzati, le risposte non sono mai immediate e semplici. I “Tweet” non portano distante. Ci vuole lavoro, soprattutto lavoro di qualità. Il PLR agisce sulla base di valori di riferimento conosciuti quali libertà, coesione e progresso. Grazie a questi elementi e alla sua economia liberale la Svizzera ha conosciuto uno sviluppo importante che le ha permesso di raggiungere l’attuale benessere e una qualità di vita molto alta. Al Congresso di domenica aggiorneremo il programma di legislatura all’interno dei 5 temi prioritari (formazione, lavoro, sicurezza, agglomerati e valli) con obiettivi molto chiari. I cinque candidati al Consiglio di Stato presenteranno le loro sensibilità, le loro priorità e il loro personale approccio. La possibilità di tornare a un Ticino politicamente più credibile sul piano cantonale, ma indirettamente anche su quello federale, dipende dalle persone che saranno elette in aprile del prossimo anno. E il nostro risultato dipende dal tuo impegno a favore della nostra squadra. Per questo ti invito ad assumere da subito un ruolo attivo partecipando al Congresso di Locarno. Per amore del Ticino, #facciamolo


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cantonali2019

Opinione Liberale

Per un Ticino diverso, vieni domenica 18.11.18: ore 8.45 Palexpo di Locarno

Elezioni cantonali Facciamo squadra per il Ticino! glio di Stato I candidati PLR al Consi

DOMENICA

4 marzo 2018

RACCHETTATA - Campo Blenio Olivone - Campo Blenio Val di Campo

9.30 Ritrovo a Campo Blenio presso il bar Cupola sopra i posteggi lungo il fiume. 11.30 Aperitivo con affettati

Lavoro

12.00 - 12.30 Pranzo con il seguente menu: Arrosto e purea Dolce e caffè

Sicurezza

Città e centri urbani

il tutto al prezzo di Fr. 35.- p.p (bibite escluse)

Valli

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Scuola, formazione e cultura

PROGRAMMA: Partenza da Campo Blenio presso la scuola di sci e passando da Pianchera (primo monte sopra Campo Blenio), ci si addentra nella Valle di Campo. Proseguendo lungo la strada che durante l’estate porta all’Alpe di Predasca si giunge ad Orsera e dopo un tratto attraverso il bosco, si arriva a Fopp-Zott dove plrticino ci sarà l’aperitivo e il pranzo. Rientro a Campo Blenio previsto alle ore 15.00. www.plrt.ch

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ISCRIZIONI

Segreteria cantonale PLR telefonando allo 091 821 41 81 oppure scrivendo all’indirizzo e-mail info@plrt.ch, entro il 28 febbraio 2018 indicando il numero di partecipanti e un recapito telefonico e/o e-mail.

Per una scuola di qualità

Il PLR si batte per riformare la scuola pubblica adattandola all’evoluzione della società affinché permetta ad ogni allievo di sviluppare al meglio le proprie potenzialità nel rispetto del principio delle pari opportunità di partenza e nella consapevolezza che la formazione richiede la giusta attitudine e l’assunzione delle proprie responsabilità. La scuola costruisce e, promuovendo i valori e la cultura del territorio, favorisce lo sviluppo e la coesione del Paese.

Abbreviare la formazione dei docenti

Digitalizzazione in tutte le aule scolastiche


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Opinione Liberale

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Alex Farinelli Formazione e lavoro sono due facce della stessa medaglia: solo con una formazione al passo con i tempi è possibile pensare di affrontare la sfida del lavoro sul medio – lungo termine. “Chiederei di fissare 3 obiettivi chiave da raggiungere durante la legislatura, non è più possibile andare avanti in balia del dipartimentalismo e della reazione alle contingenze: è indispensabile che il Governo si dia delle priorità. Se dovessi sceglierle io sarebbero riforma della formazione, traffico e infrastrutture e digitalizzazione dell’amministrazione”.

Sebastiano Gaffuri Non c’è lavoro senza formazione e non c’è formazione senza lavoro. Favoriamo l’avvicinamento della scuola, e della formazione in generale, al mondo del lavoro. “Non sono un grande amante delle promesse elettorali. Ho sempre inteso la politica come passione da svolgere con umiltà, rigore e serietà e se venissi eletto alla carica di Consigliere di Stato garantirei innanzitutto questo. Lavorerei però sin da subito anche per ridisegnare il territorio. Più bello, accessibile e vivibile per tutti”.

Cristina Maderni Vogliamo pianificare sentieri di formazione coordinati con le esigenze del mondo del lavoro e proiettati sui mestieri del futuro. Potremo così garantire occupazione nel lungo termine. “È compito di ogni consigliere di Stato pianificare con successo il futuro, ricercando nuovi stimoli, nuove idee, nuovi contributi. A questo fine, individuerò misure concrete, capaci di valorizzare le attitudini manageriali e di leadership di cui ogni donna dispone. Poter recuperare queste competenze porterà benefici al mercato del lavoro e all’intero Cantone”.

Alessandro Speziali La scuola ticinese è il luogo dove crescere persone solide, consapevoli e attrezzate per adattarsi a un mondo del lavoro in continua trasformazione. “Darei avvio a una nuova riforma dell’educazione, che potremmo battezzare «La scuola che piace». Per farlo coinvolgerei, da subito e per davvero, le migliori donne e i migliori uomini che vivono e hanno vissuto il mondo dell’insegnamento: insieme a questa squadra vorrei progettare la scuola pubblica del XXI secolo, ponendo al centro i bisogni delle nuove generazioni e il ruolo dei docenti”.

Christian Vitta La formazione deve trasmettere quei valori e quelle competenze che rendono l’essere umano unico. Solo così le nuove tecnologie non sostituiranno l’uomo nelle funzioni essenziali della società, ma gli saranno di supporto. “Continuare con impegno e determinazione il lavoro iniziato in seno al Governo. Le priorità si concentreranno sul tema del mercato del lavoro che deve saper offrire le migliori opportunità d’impiego ai nostri cittadini e su quello dello sviluppo economico che, attraverso un approccio equilibrato, deve valorizzare l’attività imprenditoriale e la responsabilità sociale delle imprese”.


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l’intervista

Il Comune di domani? Locale e funzionale! Marzio Della Santa. Da sette mesi è a capo della Sezione degli enti locali: come valuta dal suo attuale osservatorio il dialogo tra Cantone e Comuni? I rapporti tra Cantone e Comuni sono generalmente buoni, ma non mancano i punti di attrito, spesso imputabili a incomprensioni e aspettative diverse, che sfociano in frustrazione e sfiducia reciproca. L’evoluzione della società e la difficoltà nel riconoscere e tenere conto delle differenze esistenti tra i Comuni, unitamente al sentimento di iniquità di fronte a servizi differenziati a livello locale, sono alcuni dei fattori che nei decenni hanno indotto il Cantone ad assumere un ruolo sempre più direttivo. In questo contesto, la mancanza di un dialogo aperto e costruttivo tra Cantone e Comuni non permette la ricerca di soluzioni condivise. Complice la frammentazione degli enti locali, talvolta il dialogo risulta persino difficile da istaurare. Con l’autunno sono state promosse iniziative di carattere conoscitivo che interpellano la popolazione sul Comune di domani, con quali obiettivi? A quasi vent’anni di distanza dall’avvio dei processi aggregativi, il Dipartimento delle istituzioni ha promosso un’inchiesta demoscopica il cui obiettivo è di verificare i risultati raggiunti e riavviare una riflessione rispetto al ruolo, o ai ruoli, che i Comuni interpretano oggi. Ciò permetterà di proseguire coerentemente nella riforma dell’istituto comunale avviata nel 2000, in modo particolare per quanto attiene al progetto Ticino 2020 e alla tanto attesa revisione dei compiti e dei flussi fra Cantone e Comuni. Revisione che, per essere funzionale, deve fondarsi su una o più definizioni del ruolo del Comune, coerenti con l’evoluzione della società, sempre più atomizzata, e dell’economia, sempre meno locale. Rivedere i rapporti di competenza e i flussi finanziari fra Cantone e Comuni secondo criteri di efficienza ed efficacia resta la grande sfida: quali sono le necessità più impellenti? Negli anni, altri Cantoni e la Confederazione hanno riesaminato la ripartizione dei compiti e dei flussi finanziari. Il successo di questi progetti è dipeso principalmente da due fattori: la fiducia tra le parti e l’impegno di tutti a voler ricercare la soluzione migliore per il cittadino, ancor prima che per questo o quel livello di governo o servizio amministrativo. Se la politica è veramente l’arte dell’impossibile, allora è solo a queste condizioni che essa potrà dare una risposta funzionale a un’aspettativa da decenni disattesa.

Opinione Liberale

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Più autonomia ai Comuni forti è l’obiettivo che si è posto il PLR nella prossima legislatura. Ne discuteremo domenica al congresso cantonale di Locarno perché il tema è di quelli che ci devovo interessare tutti come ci spiega in questa intervista Marzio Della Santa, da sette mesi alla guida della Sezione enti locali.

Nel programma di legislatura 2019-2023 – che sarà discusso domenica dal congresso cantonale di Locarno – il PLR si propone di favorire l’aumento delle competenze decisionali del Comune. Quale dovrà essere secondo lei il ruolo del partito per arrivare al risultato? Il PLR deve continuare a farsi promotore dei processi di cambiamento istituzionale in corso. Un ruolo costruttivo rafforzato dalla visione moderna e funzionale del Comune che il partito ha saputo valorizzare nel programma sottoposto al Congresso cantonale. Capace di interpretare flessibilmente il ruolo dell’ente locale, adattandolo alle specificità delle realtà urbane, dei poli o dei Comuni periferici o rurali, il PLR dimostra una volta di più d’aver molto da dire e da fare in un ambito che ci interessa tutti da vicino. Come si immagina la situazione aggregativa ticinese nel 2030? Personalmente ritengo che all’ente locale spetti essenzialmente il compito di assicurare il benessere

residenziale dei suoi cittadini, contribuendo con le proprie iniziative ad accrescere il piacere di vivere e abitare nel proprio Comune. Per questo esso deve sviluppare le politiche necessarie, garantire i servizi pubblici di prossimità, avvicinare il cittadino alle istituzioni e favorire un tessuto sociale sano, promuovendo iniziative aggregative. Con questa visione del Comune, la mappa degli enti locali nel 2030 non sarà altro che il riflesso della progettualità delle singole comunità e non la conseguenza di necessità politiche o finanziarie.


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Opinione Liberale

La sinistra contro la legge sulla Polizia A ncora una volta la sinistra si distingue per quello che personalmente definisco un eccesso di garantismo. Lunedì prossimo il parlamento ticinese discuterà le proposte di modifica della legge sulla Polizia volte a dare maggiori competenze alla Polizia cantonale nell’ambito della prevenzione dei reati. Il rapporto di maggioranza preparato dal sottoscritto e dalla collega Amanda Rückert si allinea con le proposte del Consiglio di Stato apportando comunque alcune modifiche mentre il rapporto di minoranza del collega Carlo Lepori (PS) e sottoscritto anche dai Verdi chiede il rinvio al governo. In estrema sintesi la sinistra non vuole:

Giorgio Galusero granconsigliere PLR

• che la Polizia cantonale possa “pattugliare la rete” con identità fittizie per scoprire per esempio i pedofili (è incredibile che ancora oggi gli agenti non possano utilizzare questo mezzo d’indagine!); • che possa posare localizzatori GPS sui veicoli di persone sorvegliate per conoscere la loro posizione senza necessariamente doverle seguire o che possa effettuare registrazioni audio e video sul suolo pubblico; • che possa utilizzare lo strumento dell’inchiesta mascherata preventiva per evitare che vengano commessi crimini o delitti; • che possa utilizzare lo strumento dell’indagine in incognito preventiva in particolare per permettere acquisti fittizi sulla scena aperta dello spaccio di stupefacenti; • che possano essere poste sotto custodia di polizia quelle persone che rappresentano un grave e imminente pericolo per l’integrità fisica o psichica propria o di terzi. Queste basi legali figurano già nelle rispettive leggi sulla polizia di diversi Cantoni svizzeri e

comunque il compito di ordinare simili misure sarà sempre e solo di competenza di un ufficiale della Polizia cantonale. Sono comunque certo che i colleghi deputati sapranno dare priorità alla sicurezza dei nostri concittadini sostenendo il rapporto di maggioranza e le proposte del governo. Una sicurezza al servizio dei cittadini è soprattutto la priorità del PLR che nella prossima legislatura si impegnerà a concretizzare misure volte a rafforzare l’efficienza e l’efficacia degli attori pubblici (magistratura, polizie, amministrazione) e la collaborazione tra loro: tema – unitamente all’impegno nella lotta ai reati finaziari, alla microcriminali e alla criminalità organizzata (con la richiesta di potenziare l’antenna ticinese del Ministero pubblico della Confederazione – che sarà al centro del dibattito del congresso programmatico di domenica a Locarno.

Lavoro

Sicurezza

Città e centri urbani

Valli

Scuola, formazione e cultura

Poli e centri urbani trainanti Il PLR si batte per consolidare il ruolo centrale dei poli urbani che, insieme alle aree periferiche, formano un Ticino dalle grandi potenzialità promuovendo il concetto di smart city e ripensando la mobilità. Questo per consentire a tutti una migliore qualità di vita, favorendo altresì le relazioni con il resto della Svizzera. L’apertura di base della galleria del Monte Ceneri nel 2020 favorirà la messa in rete dei centri urbani ticinesi creando la città Ticino, una sfida alla quale non si potrà arrivare impreparati.

Più autonomia ai Comuni forti

Parcheggi al confine per i frontalieri!

100 km di piste ciclabili in 4 anni

Valorizzare il potenziale delle Valli Il PLR si batte per valorizzare le Valli, creando infrastrutture e servizi moderni che favoriscano l’arrivo di famiglie alla ricerca di un’accresciuta qualità di vita, attività e investimenti, mantenendo l’attrattiva residenziale e rafforzando quella turistica che si traduce in vivacità locale e sviluppo economico. Il potenziale va migliorato grazie alla mobilità e al digitale.

Internet ad alta velocità non solo nelle città

Meno burocrazia per i nostri rustici!

Bus autonomi e più frequenti in Valle!


ilprogramma

Opinione Liberale

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Gig economy, nuove forme di lavoro nell’era digitale

22.11 ore 18 auditorium USI Lugano.

I

l progresso e lo sviluppo portano a continui mutamenti il mondo che ci circonda. Questi mutamenti toccano anche il mondo professionale e con esso la concezione di lavoro che abbiamo avuto fino ad oggi. In un era dove bisogna essere multitasking, trova posto anche la Gig Economy, comunemente conosciuta come “l’economia dei lavoretti”. Persone con un reddito basso che grazie a dei lavori a chiamata

Daniele Mazidi presidente GLRT

via piattaforma possono incrementare le proprie entrate, studenti universitari che non si possono più limitare a studiare, ma devono anche lavorare per far esperienza, addirittura sono nate le scuole universitarie professionali con la formula lavoro e scuola, e così via. La Gig Economy dunque non deve esser vista come una minaccia al danno dei lavoratori, ma come nuove opportunità professionali da analizzare e cogliere. Non bisogna aver paura della costante crescita della tecnologia, perché grazie ad essa vi sono nuove possibilità professionali. Amazon Mechanical Turk, Uber, Lyft, Foodora, Deliveroo, Divoora, Airtasker, Taskrabbit, Handy, Taskhuntes sono solo alcuni degli esempi di lavori creati grazie alla Gig Economy. Considerando che è finita l’era dove si iniziava a fare l’apprendistato in banca per poi andare in pensione come direttore nel medesimo istituto di credito, dobbiamo avere il coraggio di cogliere queste opportunità professionali.

Innovazione e lavoro a favore della crescita Il PLR crede nel valore del lavoro perché genera libertà, benessere e crescita personale. Si batte per il rafforzamento dell’innovazione e di una cultura imprenditoriale socialmente responsabile che favorisca la creazione equilibrata di nuovi posti di lavoro interessanti per i residenti. Continuerà a impegnarsi a favore di un partenariato sociale a tutela dei lavoratori, favorendo l’innovazione, le capacità e il merito, contrastando l’effetto di sostituzione e il dumping salariale.

Stop agli abusi sul mercato del lavoro

Dalla parte di chi crea posti di lavoro e paga le imposte

1’000 posti di apprendistato in più


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La storia ci insegna che per essere sempre al vertice bisogna sapersi rinnovare.

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l’opinione

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Fintech in Ticino, fatti concreti Franco Citterio, direttore di ABT (Associazione bancaria ticinese) e presidente di Ticino for Finance ci parla delle tendenze in atto nel settore delle nuove tecnologico focalizzandosi sui fatti concreti nella concretizzazione di un centro fintech in Ticino. Il sistema finanziario ticinese ha subito negli ultimi anni una significativa perdita di sostanza, con una sostanziale riduzione dell’organico. Inoltre, la situazione sul principale mercato italiano rimane problematica. Per contrastare questa tendenza, il Cantone e le principali associazioni del settore stanno facendo grandi sforzi per stabilire una presenza significativa nel settore delle nuove tecnologie (fintech). In occasione del Lugano Banking Day di quest’anno sono state esplicitamente sottolineate le buone condizioni quadro per la creazione di un centro fintech in Ticino. Il Cantone ha una piazza finanziaria tradizionale, un alto grado di innovazione tecnologica, una logistica di prim’ordine e il multilinguismo e ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo importante. Secondo un recente studio del Centro di studi bancari in Ticino sono state avviate più di 30 importanti start-up tecnologiche. Anche per noi è stata una sorpresa: le start-up stanno

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nascendo anche grazie ad una stretta collaborazione tra il governo cantonale, la piazza finanziaria e le università ticinesi. Il Tecnopolo di Manno, che fa capo alla Fondazione AGIRE, svolge un ruolo particolare come incubatore di start-up e luogo d’incontro per ricercatori, imprenditori e investitori. Manno è anche la sede dell’Istituto di ricerca per l’intelligenza artificiale Dalle Molle, collegato alla

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Lavoro

Città e centri urbani

Franco Citterio direttore ABT

Valli

Scuola, formazione e cultura

sono i milioni investiti in start-up svizzere come riportato nello Swiss Venture Capital Report 2018; il settore delle life sciences (BioTech/MedTech) risulta quello che ha attratto la maggior parte dei finanziamenti (64%)

Facoltà di scienze informatiche dell’Università della Svizzera italiana (USI) e al Dipartimento di tecnologie innovative della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI). Infine, quale classica ciliegina sulla torta, è arrivato a Manno (oggi l’inaugurazione) il Business Solution Center UBS, uno dei più grandi del Gruppo. L’attenzione si concentra sugli sviluppi nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’analisi dei grandi dati. In un primo tempo saranno creati 20-30 posti di lavoro, principalmente a livello locale. In seguito, il numero di dipendenti è destinato a crescere fino a 80. Le nuove tecnologie svolgono un ruolo strategico per l’evoluzione e il riposizionamento della piazza finanziaria. Il Ticino si trova di fronte a nuove sfide e in questo senso dobbiamo tutti comprendere l’importanza della tecnologia dell’informazione come megatrend strutturale per i servizi finanziari.

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ilvoto

Opinione Liberale

Votazione del 25 novembre 2018

LE POSIZIONI DEL PLR

NO Il

all’iniziativa popolare “Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (Iniziativa per l’autodeterminazione)”

1. Già oggi è la popolazione che decide su questioni importanti; 2. L’iniziativa nuoce alle relazioni con l’estero; 3. La reputazione della Svizzera come partner contrattuale affidabile verrebbe compromessa; 4. In caso di denuncia alla CEDU (Convenzione europea dei diritti dell’uomo), la Svizzera perderebbe ogni protezione contro le decisioni arbitrarie. 5. La certezza del diritto è importante per la Svizzera. Il commento. La campagna del PLR sta dando i suoi frutti. Sempre più liberali radicali riconoscono che l’iniziativa per l’autodeterminazione non mantiene le sue promesse, non fornisce alcun valore aggiunto e causa innumerevoli danni collaterali.

NO

all’iniziativa per vacche con le corna

Isolare la Svizzera?

NO

isolamento-no.ch

all’iniziativa per l’autodeterminazione il 25 novembre 2018

SI

alla base legale per la sorveglianza degli assicurati


daberna

No a una Svizzera chiusa a riccio! NO a un isolamento del nostro Paese dal resto del mondo, NO a una chiusura a riccio. Con questo slogan combatto la pericolosa iniziativa per l’autodeterminazione, che vi chiedo di respingere il prossimo 25 novembre. L’iniziativa vuole che la Costituzione prevalga sul diritto internazionale, mette in discussione gli accordi internazionali che non sono stati approvati dal popolo e chiede addirittura di adattarli o “se necessario” denunciarli, nel caso fossero in conflitto con il nostro diritto. Come spesso accade ci troviamo di fronte ad una richiesta dell’UDC a prima vista attraente ma se poi si scava risulta essere priva di buon senso. Prima di tutto bisogna pensare che la Svizzera è una noce in mezzo all’Europa. Ciò malgrado, grazie alla tessitura di relazioni internazionali ha saputo instaurare negli anni oltre 5’000 accordi internazionali, che hanno contribuito all’attuale benessere del nostro Paese. 600 di questi sono legati agli scambi economici e permettono a oltre 97’000 imprese

Lavoro

Sicurezza

Città e centri urbani

Valli

Scuola, formazione e cultura

svizzere di esportare nel resto del mondo. Per la Svizzera l’accesso al mercato mondiale è di vitale importanza: 1 franco su 2 lo guadagniamo grazie alle esportazioni. Accettare l’iniziativa vuol dire mettere a repentaglio accordi presenti e futuri. Ma soprattutto significherebbe creare incertezza nel diritto: un fattore negativo che scoraggerebbe le aziende nel valutare la realizzazione di futuri progetti. Tutto ciò di riflesso metterebbe in serio pericolo moltissimi posti di lavoro.

44.8% del totale delle esportazioni svizzere nel 2016 è rappresentato da prodotti chimici e farmaceutici; 14.8% da macchinari ed elettronica, 9.2% dagli orologi

I sostenitori dell’iniziativa invocano con grandi parole la supremazia della nostra Costituzione e la necessità di ridare al Paese autodeterminazione. Ma tutto questo è illusorio perché noi siamo sempre stati liberi di decidere quali accordi ratificare e quali no! Per esempio, l’accordo sulla libera circolazione approvato dal popolo nel 2000 e che ora verrà nuovamente messo a giudizio popolare. Ecco un esempio che dimostra che a tutt’oggi il nostro livello

Opinione Liberale

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La Svizzera è un partner molto affidabile sulla scena internazionale: il rispetto dei contratti fa parte infatti della tradizione svizzera fin dal giuramento del Grütli quando i Cantoni primitivi si sono promessi aiuto reciproco. Il 25 novembre diciamo pertanto no ad un’iniziativa retrograda, che non risolve alcun problema ma ne crea di nuovi. Le considerazioni di Rocco Cattaneo, consigliere nazionale.

Rocco Cattaneo consigliere nazionale PLR

di autodeterminazione è ottimo e preso da modello da moltissimi paesi. Questa iniziativa va bocciata perché crea confusione, incertezza e mette in pericolo la nostra democrazia diretta. Oltre a ciò, minaccia il futuro sviluppo economico del Paese e la nostra occupazione. L’iniziativa vuole agire in maniera drastica nei confronti degli accordi internazionali e vuole indurre la Svizzera a chiudersi a riccio. Votiamo quindi NO il 25 novembre!


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Opinione Liberale

Il metodo liberale, i fatti veri Liberalismo e democrazia sono fatti storici intimamente legati. Il liberalismo è una teoria politica “evoluzionista” e in quanto tale, se vuole essere ideologicamente seria e combattere i tentativi di estinzione, deve privilegiare un ragionevole rispetto per il vero e per il nuovo. Per questo ci vuole metodo.

U

no dei principi fondamentali del liberalismo è quello delle scelte razionali e delle analisi oggettive. Fare un sistematico e documentato apprezzamento della situazione: macro (globale) e micro (locale) politica. C’è un intero corpo sociale arrabbiato che oggi sta perdendo – si sta facendo fregare – il senso del reale e si rifugia in un mondo fantastico e consolatorio rivolto al passato. Resistete. Qualcuno dovrà farlo. Conformarsi è facile. Fare o dire qualcosa di diverso può sembrare strano, ma senza quel disagio non c’è libertà e fedeltà ai propri valori di sempre. Se fungete da esempio, altri vi verranno dietro. Difendere lo Stato di diritto, quando altri affermano che la politica della maggioranza può cambiare tutto, è un atto di gloriosa resistenza liberaldemocratica. Credete alla verità, non alle percezioni. Abbandonare i fatti significa abbandonare la libertà. Se niente è vero, allora nessuno può criticare il potere, dato che non esiste una base su cui farlo. Se niente è vero, allora tutto è spettacolo. Il portafoglio più gonfio paga per le luci più abbaglianti. È la vostra capacità di discernere i fatti veri da quelli falsi che fa di voi un cittadino che contribuisce a costruire il futuro del Paese. Non per nulla sovranisti e populisti, prediligono un popolo disinformato. Investigate. Scoprite da soli come stanno le cose. Assumetevi la responsabilità di quello che comunicate agli altri. La cultura e la politica sono strumenti mutevoli e flessibili che possono essere presi in ostaggio da taluni poteri e usate, invece che per liberare, per assoggettare. Bisogna tornare a far politica accompagnata però da un metodo e da una visione liberale di lungo termine.

“Difendere lo Stato di diritto, quando altri affermano che la politica della maggioranza può cambiare tutto, è un atto di gloriosa resistenza liberaldemocratica”

Matteo Quadranti granconsigliere PLR

Il futuro della cultura liberale E ssere liberali è impegnativo e faticoso, scrive il liberaleradicale Arnaldo Alberti nel suo recente e critico libro “Eclissi liberale”. Ci sta: essere liberali è accettare e fare, con umiltà, autocritica, non abdicare a favore di imbonitori e opportunismi. Il PLR di oggi vuole rimettere al loro posto le lancette della cultura politica liberale. In quanto “cultura”, tratta di un passato di ideali e valori fondanti oggi gravemente bistrattati quali: difesa dei Diritti individuali, Stato di diritto e Separazione dei poteri. Ma in quanto “liberale” una cultura pesca dal proprio passato con lo scopo di esser declinata, in modo “evoluzionistico”, al progresso, che è inarrestabile. Per progresso

vogliamo intendere non solo quello economico e tecnologico (che ci imporrà nuove sfide di libertà dal potere delle scienze, in particolare sfide bioetiche, e della digitalizzazione) ma anche quello sociale (la coesione interna, e identitaria, e quella esterna, sovranazionale, migratoria). La terza promessa illuministica della (coesa) fratellanza, oltre a libertà e uguaglianza, va pure costantemente difesa. Essere liberale oggi significa essere conservatore, quando si tratta di difendere libertà acquisite, e radicale, quando si tratta di conquistare spazi di libertà ancora negati o libertà ad esempio dal bisogno dei più deboli come ce lo chiede la Costituzione federale del 1998 nel suo preambolo che recita: “consci che libero è soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri”. Il liberale è poi reazionario per recuperare libertà smarrite; rivoluzionario quando la conquista di libertà non lascia altre alternative, e progressista sempre, perché senza libertà e pari opportunità di partenza non c’è vero progresso. La cultura di Stato ha tra i suoi vettori principali: la scuola pubblica, i mezzi di comunicazione, i partiti. Lo stato di cultura è un obiettivo: dare, ridare o rinfrescare a tutti gli strumenti per comprendere la realtà. Il futuro della cultura liberale è quello di ridare a tutti, nessuno escluso, luce e fiducia nei propri mezzi e nelle proprie potenzialità.


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Il senso della libertà tra individuo e comunità V

ogliamo essere trattati come individui o come parte di un gruppo? È fondamentale comprendere la portata di questa domanda. Essere trattati come parte di un gruppo significa innanzitutto definire un gruppo. Così ogni individuo si definisce in relazione a quel gruppo, fondendosi in una presunta identità comunitaria. Ma è possibile sentirci sempre parte di un gruppo o di una comunità? Accetteremmo di condividerne ogni precetto, ogni costume, ogni comportamento? Chi decide il contenuto di questo tipo di identità comunitaria? Alla fine il modo più efficace per sentirsi comunità è quello di distinguersi dalle altre. Spinti all’eccesso si giunge però a considerare la propria comunità migliore delle altre, con il rischio di pericolose derive, accentuato oggi dal fenomeno dell’immigrazione e da quello dei social che creano una vera e propria anarchia espressiva senza filtri. In realtà, conta oggi la capacità di resistere alle fake news. Come

quelle del populismo per cui tutto quanto viene propagandato proverrebbe dal popolo e godrebbe di una legittimazione a priori. Il liberalismo è critica, è ragione, è inviolabilità di un nucleo intangibile di diritti fondamentali che garantiscono dignità ad ogni essere umano. Le identità esistono, ma già occorre considerarle al plurale. È giusto riconoscerle e attribuire allo spirito comunitario un valore proprio. L’essenza del liberalismo non concede però all’individuo di dissolversi in

Giacomo Garzoli granconsigliere PLR

La questione sociale I

l PLR svizzero esige che la previdenza vecchiaia sia finanziata in modo duraturo, senza che le nuove generazioni abbiano a subirne gli effetti. Esso propone di aumentare varie forme di responsabilità individuale e di mettere l’accento sull’inserimento nei processi lavorativi. Il programma del PLR sviluppa poco la questione sociale e si limita ad affermare quanto segue: “Un Paese che funziona è un Paese dove ogni cittadino trova un posto nella comunità. L’unica risposta a una società sempre più egoista, disinte-

Gerardo Rigozzi

ressata e sfilacciata è riaffermare la solidarietà fra le persone, la lotta senza quartiere alle ingiustizie e una politica interclassista”. Lo sviluppo delle potenzialità del nostro territorio presuppone un contesto di sicurezze sociali e ambientali stabile ed efficace. L’obiettivo è quello di responsabilizzare il cittadino, di aiutare chi ne ha veramente bisogno e di applicare con fermezza le disposizioni vigenti in materia di sicurezza. Il programma di legislatura 2011-2015 era più articolato e propositivo sulla questione sociale. La nostra società presenta alcuni problemi da non sottovalutare, anche se l’indice di disoccupazione è assai ridotto e la Svizzera offre varie opportunità di impiego non solo agli indigeni. Tuttavia il numero si persone in assistenza è assai elevato, in Ticino attorno alle 8’000 unità, e c’è ancora chi ha difficoltà ad inserirsi attivamente nel circolo produttivo e chi vive con difficoltà la vita di ogni giorno per ragioni di salute o altro.

un’identità comunitaria. Il liberalismo è nato per promuovere l’individuo come componente fondamentale della società e come sorgente di libertà per ognuno. Ha dato il meglio di sé quando ha saputo confrontarsi con la realtà, in modo pragmatico, selezionando in ogni fase storica ciò che contribuiva a difendere e far crescere l’individuo. Evitando di sconfinare nell’individualismo eccessivo da una parte, e combattendo contro “l’oppressione dei grandi gruppi” dall’altra, è chiamato, oggi più che mai, a svolgere una funzione indispensabile di equilibrio nella società. È fatto di buone regole, di capacità di adattarsi, di pragmatismo, di etica del rispetto, nel segno della libertà come aspirazione individuale che necessita però di un sentimento di vicinanza agli altri esseri umani: quella libertà che è al contempo individuale e di tutti, quella libertà di cui si nutre la vita di ogni uomo conservandone la dignità dentro e fuori la propria comunità.

In linea di massima occorre favorire la conciliabilità di lavoro e famiglia (asili nido, mense, orari flessibili, ecctera); incoraggiare l’autonomia degli anziani, potenziare l’assistenza e la cura a domicilio, promuovere una maggiore integrazione dei portatori di andicap nel mondo del lavoro. In ogni caso è necessario monitorare gli aiuti sociali, affinché non si verifichino abusi in materia di erogazione di prestazioni pubbliche.

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cantonali2019

Il Mendrisiotto punta al quinto seggio

Opinione Liberale

l’agenda Venerdì 16 novembre PLR ACQUAROSSA Assemblea ore 18.30 Sala Consiglio comunale, Dongio PLR TORRICELLA-TAVERNE Assemblea ore 19.00 Sala Consiglio comunale, Torricella

Sono quattordici e sono in corsa per il Gran Consiglio: il Mendrisiotto presenta una squadra unita, competente e motivata per conquistare il quinto seggio. Il distretto PLR di Mendrisio ha presentato la squadra dei suoi 14 candidati per l’elezione del Gran Consiglio alle cantonali 2019. Un gruppo motivato di persone con esperienze diverse e provenienti da differenti ambiti professionali, a conferma dell’interclassismo storico del PLR. In una sala gremita, sotto la presidenza di Giorgio Bergomi, presidente della locale Unione Liberale di Capolago-Riva San Vitale, anche il Mendrisiotto

ha accettato i suoi candidati per acclamazione. Ecco i nomi: Angelo Albisetti, 1958; Giovanni Cathieni, 1976; Massimo Cerutti, 1962; Carlo Coen, 1966; Natalia Ferrara, 1982 (uscente); Sebastiano Gaffuri, 1990 (uscente); Alessandro Gazzani, 1986; Manuele Larghi, 1967; Sonia Meier, 1968; Ricardo Jorge Pereira Mestre, 1983; Giovanni Pagani, 1968 (uscente); Luca Pestelacci, 1987; Matteo Quadranti, 1966 (uscente); Emanuele Rusconi, 1995. L’assemblea PLR del Mendrisotto ha approvato per acclamazione i candidati. Per il presidente distrettuale Alberto Valli: “la nostra è una squadra eterogenea, unita, competente e motivata. Il nostro obiettivo è quello di puntare al quinto granconsigliere per il Mendrisiotto!”.

PLR Gordola. Nella scia della sua politica di fatti concreti e non parole, può ben dire di essere soddisfatto. Tutte le misure contenute nel programma di legislatura sono state realizzate o sono in via di realizzazione. Bene, non proprio: il progetto di risanamento completo delle Scuole comunali al Burio, al quale il PLR continua a credere con fermezza e convinzione, è ancora fermo al palo. Magari il motivo di questa situazione di stallo è semplice: essere solo in 2 in un Municipio di 7 con 4 partiti e un sindaco di minoranza non è facile. C’è da sperare fra 2 anni in un forte cambiamento. Nel frattempo continuerà a lottare con tenacia con proposte concrete per il futuro del Comune. E invita tutti all’assemblea di giovedì 22 novembre (nuova data) per discutere degli obiettivi 2019.

Opinione Liberale Responsabile politico Bixio Caprara

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CARTA SVIZZERA

PLR CANOBBIO Assemblea ore 20.00 Sala Colombaro, Canobbio

Sabato 17 novembre PLR BIASCA Pranzo d’autunno ore 11.00 Salone Olimpia, Biasca

Domenica 18 novembre PLR TICINESE Congresso cantonale ore 08.45 (inizio lavori ore 09.30) Palaexpo, Locarno

Giovedì 22 novembre PLR GORDOLA Assemblea ore 20.00 Sala Consiglio comunale, Gordola

Agenda completa su www.plrt.ch.

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e l a n o t n a c o s s e Congr

Il futuro . e r i u r t s o c si può #Facciamolo

o n r a c o L o p x le a P 8 novembre, 8.45 Domenica 1

Partecipazione libera Pranzo offerto www.plrt.ch

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Nr. 35 - Opinione Liberale - 16 novembre 2018  

Nr. 35 - Opinione Liberale - 16 novembre 2018