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Anno 28 /G.A.A. Camorino

10 maggio 2019 /

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Opinione Liberale Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

A beneficio anche dei Cantoni

03 / Christian Vitta / presidente Consiglio di Stato La RFFA s’inserisce in modo coerente nella strategia di sviluppo economico del Ticino, a favore dell’innovazione e dell’occupazione.

Tassazione e convivenza

05 / Mauro Dell’Ambrogio Non è compito dello Stato controllare chi vive con chi: se la convivenza permette di ridurre i costi, non è il fisco che deve beneficiarne.

I volti nuovi del Gran Consiglio

08 / Marco Bertoli e Alex Gianella Da questo settimana conosciamo i volti nuovi del PLR eletti in Gran Consiglio e quali saranno le loro priorità.

Editoriale / Bixio Caprara / presidente PLR

Democrazia diretta significa partecipare al voto La democrazia diretta, fiore all’occhiello del sistema politico svizzero, poggia sulla premessa di una forte partecipazione al voto da parte dei cittadini. Il 19 di maggio sono sottoposti al voto popolare due oggetti di grande importanza per il futuro del nostro paese: una riforma fiscale per le aziende abbinata alla previdenza AVS (RFFA) e una modifica della Legge sulle armi per poter continuare a beneficiare dei vantaggi degli accordi Schengen/ Dublino (sviluppo dell’acquis de Schengen). La necessità di eliminare taluni privilegi fiscali concessi a grandi gruppi internazionali è stata risolta in modo intelligente dal parlamento nazionale nel pieno rispetto del federalismo fiscale che caratterizza la Svizzera. I Cantoni avranno la possibilità a loro volta di decidere le rispettive aliquote d’imposta per le persone giuridiche. Il Governo ticinese è già pronto a fare la sua parte proponendo un’aliquota più bassa a favore della creazione di posti di lavoro in Ticino, evitando nel contempo la partenza di gruppi industriali e aziende importanti che assicurano una parte significativa delle entrate fiscali che permettono di finanziare le diverse prestazioni dello Stato. Alla nuova fiscalità delle imprese la Confederazione abbina in modo saggio, dopo un lungo iter parlamentare, un primo parziale risanamento del drammatico deficit strutturale della previdenza vecchiaia. La spiegazione è relativamente semplice; l’AVS nasce nel 1948 quando la speranza di vita era di 67 anni mentre oggi vi è una prospettiva di 83 anni. Allo stesso tempo il rapporto tra i pensionati e i lavoratori attivi è passato da 1 a 6,5 all’attuale 1 a 3,4, con in prospettiva un rapporto di 1 a 2 tra trent’anni. La correzione prevista permetterà di avere nel 2035 un deficit di “solo” 20 miliardi invece dei 54 previsti. Per questo si tratta solo di un primo passo. Il secondo oggetto in votazione propone una modifica della legge federale sulle armi nel rispetto degli accordi di Schengen/Dublino. Il voto contrappone il rischio di uscita della Svizzera da accordi internazionali, reputati dal Consiglio federale e dalla conferenza dei direttori cantonali di polizia molto importanti per la gestione e il trapasso di informazioni relative all’acquisto e alla vendita di armi tra polizie e guardie di confine, alla modifica della legge sulle armi che porterebbe ad alcune procedure amministrative supplementari per chi intende

possedere talune tipologie di armi ciò che è stato osteggiato dalle associazioni di tiro con un referendum. Il nostro partito cantonale ha espresso un chiaro SI alla RFFA mentre ha lasciato libertà di voto per il secondo oggetto in votazione. Ricordo invece che per i due temi cantonali in votazione sosteniamo il NO all’“iniziativa giù le mani dall’Officina” che propone la statalizzazione delle officine attuali e il SI alla realizzazione di un’onda verde semaforica tra Cadenazzo e Quartino pensata per facilitare l’intenso traffico su questo asse stradale. I liberaliradicali hanno a cuore le proprie responsabilità di cittadini, per questo mi auguro partecipino al voto esprimendo la propria opinione.


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ladue

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AVS-riforma fiscale, due punti in più per il nostro Paese Q

uesto compromesso politico nasce dalla necessità di risposte urgenti, a seguito del fallimento delle riforme proposte in precedenza, in due settori importantissimi per il nostro Paese: la fiscalità delle imprese e le finanze dell’AVS. Il progetto crea un sistema fiscale competitivo e conforme agli standard interna-

Alessandra Gianella granconsigliera PLR

zionali, con regole uguali per tutte le imprese. Inoltre, rafforza l’AVS, che riceverà un’iniezione di due miliardi di franchi all’anno, garantendo fondi supplementari affinché le rendite possano essere finanziate anche in futuro dando all’AVS un po’ di respiro in attesa di una riforma sostenibile. Tra i numerosi sostenitori del progetto oltre a Consiglio federale, Parlamento, diversi partiti nazionali e associazioni, ci sono anche l’Unione delle Città Svizzere e l’Associazione dei Comuni svizzeri, che si è pronunciata a favore di una clausola per la considerazione dei Comuni rafforzata, ora compresa nel progetto. Inoltre, il progetto promuove le attività di ricerca e sviluppo, in questo modo la Svizzera può consolidare la sua elevata attrattiva per le imprese innovative e garantire posti di

l’oggettoinbreve Il Consiglio federale e il parlamento mirano ad assicurare due pilastri del benessere svizzero: un sistema fiscale competitivo, da un lato, e delle rendite AVS di qualità. Secondo il progetto si tratterebbe di: • abolire i privilegi fiscali delle aziende attive prevalentemente all’estero; • tassare tutte le aziende secondo le stesse regole; • incentivare fiscalmente gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo; • lasciare ai Cantoni maggiori mezzi attuare in autonomia queste misure sul loro territorio, tenendo conto delle specificità e delle esigenze dei Comuni. L’AVS riceverà 2 miliardi supplementari l’anno dal 2020: 800 milioni verranno versati dalla Confederazione; il resto sarà a carico delle imprese e degli assicurati.

lavoro in settori chiave. È fondamentale che il progetto entri rapidamente in vigore, per creare la certezza giuridica necessaria e non mettere in pericolo la nostra piazza economica e di ricerca.

Un progetto senza alternative L

a legge sulla riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) in votazione il prossimo 19 maggio presenta molti aspetti positivi, fra cui uno cruciale per il buon funzionamento dell’economia e per il benessere di tutti, cioé la certezza giuridica. In un contesto mondiale quantomeno agitato, le aziende necessitano di un quadro generale giuridico chiaro e affidabile, anche per quanto riguarda l’imposizione fiscale. Affidabilità tipicamente elvetica e che con l’abolizione degli statuti speciali per le aziende viene rafforzata in maniera decisiva, perché i regimi preferenziali per talune società sono ormai banditi a livello internazionale. Le multinazionali non riceveranno pertanto regali, anzi, subiranno un aumento dell’imposizione fiscale. Saggiamente, esse lo considerano però sostenibile in cambio della già citata certezza giuridica. Quanto alle aziende che oggi sono in

regime fiscale ordinario, cioé prevalentemente le circa 500’000 piccole e medie imprese presenti sul territorio svizzero, avranno una pressione fiscale ridotta. Si ristabilisce così anche un’equità fiscale fra le imprese. Difficile capire come si potrebbe intervenire diversamente senza creare sconquassi pesanti al tessuto economico svizzero. Taluni criticano il fatto che si voti su un pacchetto che unisce due temi diversi (fisco e AVS) e che non vi sarebbe una vera riforma dell’AVS. Essi però non propongono alcuna alternativa. Chi invocava misure a favore delle persone fisiche sembra stranamente non accontentarsi del consistente aiuto finanziario annuale previsto per l’AVS, il più importante pilastro sociale del sistema elvetico. Difficile comprenderne i motivi, tanto più che questa votazione non esclude la più che necessaria riforma strutturale della stessa AVS, che dovrà essere affrontata a parte, ma magari con

Luca Albertoni direttore Cc-Ti

qualche patema d’animo in meno, vista l’iniezione annua di 2 miliardi di franchi supplementari. E’ chiaro che mischiare più temi è sempre delicato e non solo per motivi giuridici dovuti al principio dell’unità della materia. Nella fattispecie, il compromesso proposto è però l’unica via per risolvere il problema fiscale che non ammette ulteriori tentennamenti.


iltema

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RFFA, una soluzione a beneficio anche dei Cantoni Il 19 maggio la popolazione svizzera sarà chiamata a esprimersi sulla legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA). Si tratta di una votazione particolarmente importante anche per il nostro Cantone, che necessita di una base normativa e finanziaria stabile per poter affrontare al meglio i cambiamenti in atto, come ci spiega il direttore del DFE Christian Vitta.

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a qualche anno la Svizzera è confrontata con la necessità di dover abrogare i privilegi fiscali cantonali concessi alle società a statuto speciale. Con il rifiuto in votazione popolare della riforma III dell’imposizione delle imprese si è aperta una fase di incertezza che la RFFA permette di superare. Tutte le aziende, dal 2020, saranno tassate alle stesse condizioni. Inoltre, per favorire la competitività del nostro Paese, la RFFA introduce nuove misure fiscali a sostegno delle imprese innovative e delle attività di ricerca e sviluppo. Spetterà ai Cantoni recepi-

re le nuove norme in base alla proprie peculiarità, grazie anche al contributo finanziario della Confederazione (per il Ticino sono previsti 27 milioni di franchi). Accanto alle modifiche fiscali il parlamento federale ha introdotto delle misure di compensazione sociale nell’ambito della previdenza per la vecchiaia. La RFFA, infatti, garantisce un finanziamento supplementare di 2 miliardi di franchi all’anno a favore dell’AVS. Un intervento che permetterà di ridurre in modo significativo il deficit di finanziamento con cui è confrontata

L’appuntamento, la CORSI Sabato 25 maggio, alle 14 nella sede RSI di Lugano-Besso avrà luogo l’assemblea generale ordinaria dei soci CORSI. All’ordine del giorno vi sono importanti temi tra i quali il rinnovo di tutte le cariche della società cooperativa per la radiotelevisione svizzera di lingua italiana. Al fine di garantire una folta partecipazione dei nostri soci, vi invitiamo sin d’ora a salvare la data in agenda e informarci della vostra partecipazione.

Christian Vitta presidente del Consiglio di Stato

e salvaguardare le rendite. La RFFA consente dunque alla Svizzera e ai Cantoni di adattarsi ai nuovi standard internazionali e di rimanere fiscalmente competitivi. Le nuove misure s’inseriscono in modo coerente nella strategia di sviluppo economico del nostro Cantone e potranno rappresentare un importante incentivo per favorire la capacità innovativa delle nostre imprese e, di riflesso, la creazione di nuovi posti di lavoro. Sarà infine possibile consolidare il nostro principale pilastro della previdenza sociale.


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Tassazione e convivenza I

l tema della tassazione dei coniugi è sul tavolo da decenni. I redditi cumulati sono tassati con aliquote più alte, così che sposarsi non conviene fiscalmente. Il sistema, concepito quando di regola uno solo dei coniugi conseguiva un reddito lavorando, fu poi corretto con l’introduzione di aliquote distinte per coniugati e persone sole. Ma per buone ragioni le aliquote per coniugati sono applicate a nubili o vedovi con figli a carico, così che a beneficiare di un privilegio fiscale ingiustificato sono i conviventi con figli. Le alternative non mancano, già sperimentate in altri paesi, ma finora il parlamento federale non è riuscito a trovare un consenso per adottarne una, frenato da una duplice contrapposizione. Quella tra destra e sinistra, per cui ogni riforma fiscale viene bocciata se fa aumentare o diminuire il gettito fiscale complessivo. E quella tra tradizionalisti e liberali: fedeli i primi ai valori della famiglia fondata sul matrimonio, i secondi a quelli della libertà individuale. Chissà che col recente annullamento da parte del Tribunale federale del voto popolare su un’iniSTUDIO D’INGEGNERIA

Mauro Dell’Ambrogio

ziativa del PPD (che non piace nemmeno più al PPD) non sia arrivata la volta buona. Non è compito dello Stato controllare chi vive con chi: al massimo quando si tratta di calcolare il bisogno di chi chiede prestazioni sociali, ma non ai fini fiscali. Se la convivenza permette di ridurre i costi, di questo risparmio deve beneficiare chi convive e non il fisco. Le persone a carico diminuiscono la possibilità contributiva e vanno considerate indipenden-

temente dalla convivenza. Chi riduce il proprio consumo grazie ad una convivenza non deve per questo essere penalizzato rispetto a chi, con lo stesso reddito, vive da solo. Qualsiasi tipo di convivenza: etero od omosessuale, tra genitori e figli, parenti prossimi o lontani o semplicemente amici che si dividono un appartamento. Prima che di giustizia contributiva si tratta dell’interesse generale. La convivenza va incentivata già per ragioni ambientali: consumo energetico, superficie abitativa, spreco di cibo. E per il minor ricorso ad aiuti a carico della comunità. La concezione tradizionale della famiglia in campo fiscale ha portato all’effetto opposto: la convivenza più classica, quella tra moglie e marito con figli, è penalizzata e quindi dissuasa. I conservatori dovrebbero essere in prima fila a neutralizzare il diritto fiscale rispetto a famiglia e convivenza e alla confusione tra questi due concetti. E non a sabotare, come fatto finora, i tentativi in direzione della tassazione individuale con adeguate deduzioni per persone a carico, coniuge eventualmente compreso.

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ilvoto

Officine, no di buon senso L

a storia dell’alpinismo contempla grandi scalatori; gente abituata ad affrontare con determinazione le pareti più insidiose e che ha ricalibrato il rapporto tra l’uomo e la montagna. Meno eroici sono invece i cosiddetti scalatori di specchi, gente che riesce a sostenere

Andrea Bersani vicesindaco di Bellinzona

tutto ed il contrario di tutto, pur di non ammettere di essere nel torto. Ne è un bell’esempio, di questi tempi, l’allegra (si fa per dire) armata Brancaleone di “Giù le mani dalle Officine”, la quale vorrebbe farci credere che al contribuente ticinese convenga obbligare lo Stato a ritirare l’attività attualmente svolta presso le Officine di Bellinzona – la quale non ha però alcuna prospettiva – con tanto di assunzione dei sicuri debiti a venire, tanto per non farci mancare nulla. Ma si sa, pur di darla vinta alle FFS, questo ed altro. È però bene ricordare che il 19 maggio, qualora passasse l’iniziativa, verrebbe definitivamente accantonata la possibilità di investire in Ticino 350 milioni di franchi, di ospitare una nuova e moderna officina a Castione con 230 posti di lavoro, di porre in atto una doverosa riqualifica del comparto occupato dalle attuali Officine, di permettere la creazione di un Parco dell’innovazione a Bellinzona e di creare posti di lavoro qualificati, con un occhio di riguardo alle nuove generazioni, le stesse che, anche all’interno delle maestranze, da tempo hanno deciso di non seguire chi, all’alba della pensione (se non già al suo beneficio), non ha certo interesse all’occupazione per i prossimi 30 anni. Votare NO all’iniziativa “Giù le mani dalle Officine”, il prossimo 19 giugno, sarà prima di tutto un gesto di buon senso e di responsabilità.

Si all’onda verde per il Locarnese T

ra poco meno di una settimana, la popolazione ticinese sarà chiamata al voto per esprimersi – tra i diversi temi – sull’introduzione della fluidificazione del traffico sulla strada cantonale tra Cadenazzo e Quartino. Questo tratto stradale è molto spesso soggetto a colonne e nei giorni di maggiore traffico raggiunge la saturazione. L’obiettivo del Consiglio di Stato è quello di sostituire tre delle attuali piccole rotonde tra Contone e Quartino con semafori intelligenti centralizzati che garantiranno un’onda verde sul tracciato principale. Non si tratta quindi di una semaforizzazione del Piano, ma di soli 3 semafori. Il progetto prevede pure

una corsia Bus dedicata e maggior sicurezza per ciclisti e pedoni. Una soluzione necessaria per una regione come il Locarnese con una forte vocazione turistica – che genera a livello di pernottamenti un indotto economico di 274 milioni di franchi – e che viene raggiunta soprattutto in autovettura. Da recenti dati resi noti dal Cantone emerge infatti un aspetto importante e che ci deve far riflettere: circa il 70% degli ospiti che pernottano in Ticino utilizzano la propria automobile per recarsi nella regione. In futuro il potenziamento del trasporto pubblico potrà sicuramente far calare tali cifre ma non le esaurirà e preciso che i calcoli

Luca Pissoglio sindaco di Ascona

fatti dagli specialisti contemplano già questa futura riduzione di traffico stradale. I turisti devono, se non vogliamo perderli, poterci raggiungere comodamente attraverso la via stradale del Piano di Magadino. Per farlo devono poter beneficiare di un collegamento performante. Per questo motivo – in attesa del collegamento veloce A2-A13 che arriverà al più presto tra 15 anni – dobbiamo introdurre queste nuove misure. Si tratta, contrariamente all’immagine collettiva, di semafori verdi e non rossi. Il Locarnese non può più aspettare.

I liberali radicali schierati per il NO invitano le cittadine e i cittadini ticinesi a respingere la nuova legge sulle armi

Una legge ingiusta, inutile e liberticida che non porta assolutamente niente nella lotta al terrorismo e colpisce solo i cittadini onesti. Respingere questa ripresa di una direttiva UE non significa l'esclusione immediata della Svizzera dallo spazio Schengen ma permette di salvaguardare lo Stato liberale come lo conosciamo tutt'ora. Michele Bertini, Vicesindaco di Lugano | Matteo Brunone, Consigliere comunale Caslano | Igor Canepa, Consigliere comunale Vogorno | Andrea Giudici, già Granconsigliere | Fabio Käppeli, Granconsigliere | Giorgio Krüsi, già Granconsigliere | Daniele Lotti, già Granconsigliere | Cosimo Lupi, Consigliere comunale Gordola | Samir Marini, Consigliere comunale Cadenazzo | Eduard Mecchia, Municipale di Sorengo | Moreno Moro, membro comitato cantonale | Athos Pedrioli, membro comitato cantonale | Sarah Protti Salmina | Samuele Quattropani, presidente Sezione PLR Caslano | Cherubina Ravasi, già Sindaco di Cimadera | Christian Righinetti, Consigliere comunale Ponte Capriasca | Tullio Righinetti, già Granconsigliere | Kevin Sala, Consigliere comunale Personico | Fabio Schnellmann, Granconsigliere | Paolo Toscanelli, Consigliere comunale Lugano | Tiziano Zanetti, Consigliere comunale


ilconfronto

La revisione della legge sulle armi non fa l’unanimità in Ticino, nemmeno all’interno del PLR che ha lasciato libertà di voto il prossimo 19 maggio. La decisione è stata presa dal comitato cantonale

Opinione Liberale

al termine di un dibattito che ha visto contrapporsi le opinioni di chi difende la tradizione elvetica del tiro e il possesso delle armi, e chi ritiene che l’adozione della direttiva europea sulle armi garantisca

Si alla legge sulle armi né totem né tabù Natalia Ferrara già procuratrice pubblica Il destino delle armi è anche di essere un totem per gli uni e un tabù per gli altri. Simbolo di coraggio, libertà e responsabilità oppure emblema di pericolo, violenza e aggressività. Le armi sembrano insomma non tanto essere degli strumenti ma piuttosto rappresentare una cultura, da sposare o da combattere. Nella discussione sulla prossima votazione del 19 maggio ciò risulta evidente, con abbondanza di caricature reciproche. Tanto più che il tema si inserisce in quello “caldo” per eccellenza delle relazioni tra la Svizzera e l’UE. Una volta di più mi pare utile – oltre che liberale – cercare di far prevalere gli argomenti sui simboli. La modifica legislativa in votazione accresce le possibilità di contrasto all’uso criminale di pistole e fucili? Sì. Inoltre, permette alla Svizzera di rispettare gli accordi di Schengen e Dublino, con i loro numerosi vantaggi in materia di sicurezza, politica d’asilo, turismo ed economia. Un esempio su tutti: vogliamo davvero danneggiare il turismo in Svizzera ripristinando il sistema dei visti? Sul piatto della bilancia, aggiungo che questa legge non lede significativamente la libertà personale. Quella di tiratori e cacciatori è giustamente salvaguardata. Quella degli armaioli pure, e va bene così. Quella dei collezionisti idem. Quella di chi vorrebbe fare con le armi ciò gli pare e piace no, perché prima viene la nostra sicurezza. Da noi si cresce a pane e responsabilità, non a latte e armi come, ad esempio, negli USA. Chiediamo un’autorizzazione perfino per comprare un cucciolo di pastore tedesco, domandarla anche per i fucili semiautomatici non dovrebbe poi costarci troppa fatica.

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alla Svizzera la partecipazione a Schengen/Dublino. A poche settimane dal voto vi proponiamo il confronto tra Natalia Ferrara, a favore della revisione, e Werner Walser, contrario.

I motivi del no alla legge sulle armi Werner Walser giudice del Tribuale d’Appello La nuova legge sulle armi è inutile: non serve per combattere il terrorismo. Le armi utilizzate negli attentati erano illegali e già con la legge europea allora in vigore i terroristi non avrebbero potuto averle. L’inasprimento della legge non permetterà di colpire queste armi e avrà quale unico effetto il disarmo dei cittadini onesti. La legge cambia radicalmente la posizione del cittadino: oggi ha il diritto di comprare un’arma semiautomatica se non ci sono motivi d’impedimento. Domani egli perderà tale diritto e dovrà chiedere un permesso d’acquisto eccezionale, dimostrando di avere bisogno dell’arma, che resterà comunque proibita. Il rifiuto della nuova legge non mette in pericolo il trattato di Schengen. Schengen è importante per la sicurezza perché permette una lotta più efficace contro la criminalità. L’UE stessa ha interesse a continuare a cooperare con la Svizzera e quindi a concordare una soluzione per evitare che esca dal trattato. Ciò non è un problema insormontabile ritenuto che le armi nelle mani dei cittadini svizzeri non costituiscono una minaccia né per la Svizzera né per l’UE e che la nuova legge sulle armi non porta nulla per la sicurezza. L’Europa vuole dettare legge alla Svizzera. Il presidente della Commissione europea ha illustrato bene lo scopo della nuova legge: è il primo passo verso la proibizione di tutte le armi in Europa, cui ne seguiranno altri ogni 5 anni. L’obiettivo non è dunque la sicurezza ma proibire tutte le armi. La legge travalica quindi scopi e limiti del trattato di Schengen, ed è anche in contrasto con la nostra Costituzione, che permette alla Confederazione di emanare prescrizioni contro l’abuso di armi, non per disarmare il cittadino. Con questa normativa l’UE ha fatto pipì fuori dal vaso. Non facciamolo anche noi.


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vocidapalazzo

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Combattere la letargia dell’apparato giudiziario G

razie a chi ha creduto in un diversamente giovane che ora orgogliosamente si mette al lavoro. Un impegno che, come promesso sarà nel segno della competenza e di un genuino equilibrio. Equilibrio perché, nonostante i recenti trascorsi e le ultime avvisaglie, farò il possibile per frenare azioni impulsive o dogmatiche e sterili

Marco Bertoli granconsigliere PLR

Da questa settimana conosciamo i volti nuovi del Gran Consiglio nelle file del PLR, e quali saranno le loro priorità: iniziamo con Marco Bertoli di Cadenazzo e Alex Gianella di Blenio. reazioni emotive nell’intento di riportare il politico confronto, che mi piace così descrivere – confronto, non scontro a tutti i costi – in equilibrato dibattito. Competenza perché, nelle commissioni cui ho l’onore di partecipare, porterò l’esperienza di trent’anni di attività. Libero professionista, già magistrato e poi manager di un’impresa dal respiro internazionale, sindaco e uomo del territorio, ne ho viste. Una cosa su tutte disturba chiunque, giovani o meno, donne o uomini, abbienti e precari, chi ha ragione, ma anche chi ha torto: l’attesa. Quindi, quale priorità, mi adopererò per individuare nella selva normativa quei rami obsoleti e superflui da tagliare al fine di snellire le procedure e di conseguenza dare celeri risposte a chi ha diritto di riceverle. Per esperienza diretta reputo che la letargia dell’apparato giudiziario, penale in primis, vada combattuta: qualche idea già ce l’ho e di buzzo buono, da subito, la metterò sul tavolo confidando che tutti concordino nel fatto che una giustizia lenta, giustizia non è. Né per le vittime, né per i danneggiati, né per gli autori, né per la magistratura stessa e, di riflesso, per la Società tutta.

Buona la prima... con qualche problemino G

iovedì 2 maggio è stata, per il sottoscritto, una giornata indimenticabile: la prima volta, grazie al grandissimo sostegno cantonale, nell’aula del Gran Consiglio per iniziare una nuova appassionante avventura. Tanti volti nuovi, un continuo “toca sü man” per farsi conoscere, spalti pieni di familiari e amici e poi vedere davanti a te i cinque consiglieri di Stato, Maristella Polli nella veste di presidente decana ad aprire la cerimonia d’insediamento, e i funzionari più alti del Gran Consiglio, un’emozione grandissima. Per una persona che crede nelle Istituzioni un vero onore e privilegio. Una volta seduti si parla con i vicini di banco per capire un po’ il funzionamento, ma una luce vicino alla tessera continua a lampeggiare: il microfono e il sistema di voto non funzionano (… saranno stati emozionati anche loro?). Si procede senza l’elettronica e allora i lavori parlamentari devono essere svolti come, con il dovuto rispetto, in Consiglio comunale. I discorsi di Maristella Polli e del neo presidente Claudio Franscella sono un richiamo allo spirito positivo e costruttivo, al rispetto delle regole: affermazioni che non si dimenticheranno facilmente per un neo granconsigliere alle prime armi. Tutti in piedi a dichiarare a gran voce la fedeltà alla Costituzione e si inizia con i primi dibattiti per la composizione delle Commissioni: ed ecco le prime avvisaglie. L’emozione iniziale se n’è andata e ora il pensiero che passa per la testa è: chissà cosa vedremo nei prossimi 4 anni? Per natura sono molto fiducioso e positivo e credo che lavorando e impegnandoci sui vari temi, si potrà fare bene anche all’interno del Gran Consiglio. Ci saranno dei dibattiti molto accesi e vivaci, ma mi auguro vivamente che il fair play possa entrare in campo anche nelle mura

Alex Gianella granconsigliere PLR

del Palazzo delle Orsoline. Ho voluto scrivere queste poche righe per trasmettere a tutte le concittadine e a tutti i concittadini le emozioni vissute in un giorno speciale. Buon lavoro a tutte e a tutti i colleghi del Gran Consiglio e ai consiglieri di Stato.


l’intervista

Valera, verde e pubblica Katya Cometta e Antoine Turner. ALRA ha formulato le proprie osservazioni in merito al progetto di PUC per Valera con quali conclusioni? Occorre innanzitutto evidenziare le premesse, prima di giungere alla conclusione. Quella principale è che il territorio è un tema centrale per la nostra associazione: Valera è un capitolo importante proprio da un lato perché è l’ultima zona verde con una posizione centrale nel Mendrisiotto e dall’altro perché è ideale sia come zona naturalistica, sia come zona per lo svago della popolazione. Valera è un gioiello da proteggere, ma non dobbiamo pensare di rendere l’intero comparto impermeabile a qualsiasi attività umana. L’area si presta, ad esempio, a favorire gli spostamenti degli abitanti all’interno del vasto territorio comunale, in particolare da Ligornetto/Stabio verso Mendrisio offrendo un’alternativa ai mezzi pubblici e all’auto. Cosa deve diventare Valera? Se come detto Valera non deve diventare una riserva naturale alla quale l’uomo non può accedere, non deve nemmeno ospitare attività che siano in palese conflitto con la destinazione “verde” del comparto, quali ad esempio quelle industriali. ALRA appoggia invece la proposta di dedicare una piccola parte di Valera alle attrezzature sportive (zona AP/EP), anche se ritiene inadeguata

Opinione Liberale

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l’opinione

ALRA ha formulato le proprie osservazioni in merito al progetto di Piano di utilizzazione cantonale dell’area (PUC) di Valera a Mendrisio. La risposta dell’Associazione liberale radicale per l’ambiente in questa intervista a Katya Cometta, presidente, e ad Antoine Turner, membro di comitato. l’area scelta a questo scopo dal Cantone, preferendo confermare quella a PR attuale e cioè vicina alle attrezzature sportive esistenti in Campagna Adorna. Questo garantirebbe sinergie più che auspicabili. Occorrerà, comunque, mantenere la zona libera da edifici alti e la metratura di zona agricola pianificata. Cosa invece Valera deve assolutamente essere? Deve assolutamente essere un comparto verde, fruibile dalla popolazione. Anche la zona agricola

ALRA sul sondaggio “clima” del PLRS ALRA ha accolto con interesse e soddisfazione la scelta del PLR svizzero di sondare i propri elettori sui temi ambientali. I risultati sono più che incoraggianti, con la certezza, ora, che anche i liberali radicali chiedono una vera politica ambientale al proprio partito di riferimento. Si tratta ora di tradurre in una pratica duratura le richieste della nostra base per evitare la fuga degli elettori più giovani e sensibili al tema verso schieramenti più verdi. Non lasciamoci frenare dalla paura di maggiori oneri o maggiori regole: mettiamo quelle necessarie (preferibilmente “lenkungsabgaben”) e impegniamoci a toglierle dove sono obsolete e inutili, gli esempi ci sono, ma non mischiamo il burro con la ferrovia..”. Il nostro futuro passa dall’ambiente.

Sul progetto di PUC per Valera, la Sezione PLR di Mendrisio condivide e sostiene l’approccio del Municipio: una Valera verde, che mantiene le zone AP/EP (per insediamenti sportivi) sul sedime attuale, vicino alla zona del centro sportivo Adorna; anche il PLR ritiene inadatta la proposta formulata dal Dipartimento del territorio. E questo in attesa del completamento del piano direttore comunale della Città attualmente in fase di elaborazione come rileva il presidente Tiziano Calderari, infatti “è solo al termine della procedura “pianificatoria” della Città che si potrà decidere dove spostare le suddette zone pubbliche”. Altro punto non ancora chiaro secondo la Sezione, ci spiega Calderari, “è quello dei costi e su chi li dovrà supportare. Ad oggi quanto quantificato dal Dipartimento del territorio sembra essere molto basso in considerazione dei potenziali costi di esproprio (vi sono ancora ricorsi in essere) e dei costi di “bonifica” dei terreni”.

dovrà rimanere accessibile ai cittadini attraverso percorsi pedonali e ciclabili. Soprattutto, riteniamo che qualora vi fosse bisogno di più edificazioni industriali, queste dovrebbero concentrarsi nelle aree già esistenti altrove, vicino ai mezzi di trasposto pubblici e ai nodi intermodali. In quelle zone dovrebbe essere possibile semmai costruire densificando, ad esempio eliminando aree adibite a posteggi. La rimanente zona industriale di Valera è a nostro avviso priva di alcun senso ed è accettabile eventualmente quale compromesso solo se ciò impedisse di fatto un lungo iter procedurale e costi di espropri molto alti.


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Frauen FDP più ticinesi L

a prima assemblea dell’Unione svizzera dei gruppi femminili del PLR si tenne nell’aprile del 1967 a Lugano, la seconda nel maggio del 1977: 42 anni dopo le Donne del PLR svizzero sono ritornate in Ticino per un’assemblea che ha avuto quale focus la sicurezza e le elezioni federali di ottobre. Un evento dal forte significato Ad accogliere con un saluto di benvenuto la cinquantina di donne liberali radicali svizzere è stata la presidente cantonale Mari Luz BesomiCandolfi che si è detta orgogliosa di ospitare nuovamente il movimento nazionale femminile. Un evento importante, dal forte significato per un “Ticino sempre più svizzero”, lo slogan scelto dal PLR ticinese per le recenti elezioni cantonali. Mari Luz Besomi-Candolfi ha tenuto a ricordare il bel risultato conseguito dalle donne in Ticino con 31 rappresentanti in parlamento, di cui 8 liberali radicali: 4 in più della scorsa legislatura. Ma ha tenuto anche a richiamare le donne liberali del passato, presenti nei roll up messi a disposizione dell’associazione Archivi riuniti delle Donne Ticino, che hanno lavorato e lottato per dare voce alle Donne nella società e in politica. A dare il benvenuto alle Donne del PLR svizzero anche il presidente cantonale Bixio Caprara che si è soffermato sull’importanza di rivolgere lo sguardo sempre più a nord del San Gottardo, e di rafforzare la collaborazione tra tutti i liberali radicali della Svizzera. Le donne si mobilitano per le Federali La presidente Doris Fiala ha espresso la sua soddisfazione nel poter mettere “la Svizzera italiana al centro della nostra agenda, con la nostra assemblea a Bellinzona. Sono consapevole dei grandi sforzi della vostra presidente per motivare, sostenere e promuovere le donne e vi ringrazio di cuore per la vostra presenza e la vostra vicinanza!

È meraviglioso che il tunnel del San Gottardo ci permetta di arrivare da voi in così poco tempo! Questo ci porta ad essere ancora più vicini gli uni agli altri!”. Fiala ha poi ribadito l’impegno delle Donne PLR che non si limita a sensibilizzare sulle pari opportunità e a promuovere la complementarietà tra uomo e donna, ma interviene anche su temi chiave della politica nazionale e internazionale, vedi l’evento organizzato in occasione della giornata della donna sull’accordo quadro tra Svizzera e UE. L’arrivo in Consiglio federale di una personalità forte come Karin Keller-Sutter conferisce fiducia al movimento delle donne che si mobilita per le Federali di ottobre. Doris Fiala ha preannunciato la strategia elettorale che sarà lanciata ufficialmente il 3 luglio a Berna, e di cui è responsabile Chiara Lustenberger. Donne per la sicurezza, sicurezza per le donne Le Donne del PLR svizzero hanno espresso un sì quasi unanime – 43 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astensioni – alla revisione della legge federale sulle armi in votazione il 19 maggio. Il progetto è stato presentato da Petra Studer che ha suffragato l’importanza del voto per la sicurezza delle

donne in quanto vittime di violenze con le armi da fuoco. Il movimento femminile ha aderito al comitato “Donne per Schengen”, composto da esponenti politiche di spicco di tutti i partiti ad esclusione dell’UDC. Le sfide della società moderna Anche due relatori di spicco hanno contribuito in modo significativo al successo dell’assemblea di Bellinzona. Nick Mayencourt, Global CEO Dreamlab Technologies, ha parlato di“Cyberphysical Space”, documentando in modo impressionante il fatto che tutti i principali rischi oggi sono globali, compresi in particolare gli attacchi informatici che rendono la società moderna sempre più vulnerabile. Il mondo della finanza deve invece preoccuparsi del problema “too small to survive”, troppo piccolo per sopravvivere, e non più “too big to fail”. Molte banche sono ormai troppo piccole, e senza una certa dimensione non c’è futuro. È questa la nuova sfida secondo Sergio Ermotti, Group Chief Executive Officer UBS, che ha parlato anche di formazione e dell’importanza di promuovere attivamente il rientro delle donne nel mondo del lavoro dopo la maternità.

19 maggio 2019

Rafforzare la sicurezza, mantenere le tradizioni Sì alla legge sulle armi leggearmi-schengen-si.ch ECO_OpinioneLiberale_LeggeArmi_210x55mm.indd 1

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A Flawil i delegati del PLR svizzero hanno approvato una risoluzione sulla previdenza per la vecchiaia che chiede un pensionamento flessibile, un aumento moderato dell’IVA per finanziare l’AVS, oltre a misure di consolidamento per il secondo pilastro.

Appello all’unità per il clima U na risoluzione presentata e adottata da quasi 300 delegati liberali radicali pone le basi della politica PLR in materia pensionistica. Sebbene il sistema svizzero in questo ambito sia un modello di riferimento a livello internazionale, il partito ritiene necessarie riforme strutturali. Le sfide sono davanti a tutti e toccano i pilastri della previdenza: l’AVS ha problemi di finanziamento e le rendite del secondo pilastro non potranno più essere pagate.

Le richieste della risoluzione Tra le richieste c’è quella di rendere più flessibile l’età di pensionamento. Ad esempio una volta raggiunti i 65 anni si dovrebbe poter ridurre gradualmente l’orario di lavoro fino alla cessazione definitiva dell’attività professionale. Per questo motivo, dovrebbero essere creati incentivi finanziari per incoraggiare un maggior numero di dipendenti a rimanere attivi invece di imporre un’età pensionabile che per le donne dovrebbe essere innalzata da 64 a 65 anni, da accompagnare tuttavia con “ragionevoli misure di compensazione” durante il periodo di transizione. La riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS in votazione il 19 maggio è solo una breve boccata di aria fresca per cui il PLR propone, come misure aggiuntive, un moderato aumento dell’IVA, il cui vantaggio sarebbe quello di essere pagato da tutti, nonché

l’introduzione di un freno all’indebitamento dell’AVS. Per quanto riguarda il secondo pilastro, il PLR sostiene una diminuzione del tasso di conversione dal 6,8% al 6%, da prevedere compensazioni per le persone interessate dalla riduzione. Le aliquote contributive dei dipendenti dovranno inoltre essere livellate e aumentate per ridurre gli svantaggi sul mercato del lavoro di quelli più anziani. L’obbligo dovrebbe essere esteso anche ai giovani di età inferiore ai 25 anni e ai redditi bassi, per compensare parzialmente la diminuzione del tasso di conversione e mantenere il livello delle rendite pensionistiche. Infine, deve essere agevolato l’accesso al secondo pilastro per gli indipendenti. Il PLR vuole anche incoraggiare più persone a costituire il terzo pilastro, aumentando il livello massimo degli importi versati annualmente per la previdenza privata. Il partito intende pure garantirne l’accesso al coniuge inattivo professionalmente con la possibilità di riscattare una parte degli anni di versamento perduti in alcuni casi. Nella risoluzione è stata integrata infine una proposta secondo cui il PLR dovrebbe cercare di “depoliticizzare” l’età pensionabile entro il 2030.

stenere una politica ambientale “responsabile” per far fronte al cambiamento climatico. In risposta a chi ha criticato la svolta ambientale, mettendo anche in dubbio la rappresentatività di un sondaggio a cui ha partecipato il 12% dei membri (14’000 persone), Gössi ha affermato che l’inchiesta offre una buona panoramica dello stato d’animo della base e ha prodotto risultati statistici di buona qualità. “Dobbiamo smetterla di denigrare gli altri liberali radicali”, ha sottolineato. “Non abbiamo nulla da guadagnare se ci dividiamo in liberali di sinistra e di destra, in liberali economici e ambientali, in liberali sociali o approssimativi. Il liberalismo non significa fare quello che vuoi. Più ci disperdiamo, meno risultati otterremo”. Possiamo prenderci gioco del mondo nel quale crescerà la prossima generazione, ha chiesto ai delegati: per la presidente un si significherebbe “essere egoisti o ignoranti”. Il partito elaborerà una presa di posizione che sarà presentata ai delegati il prossimo 22 giugno: i risultati dell’inchiesta sono disponibili sul sito www.plrt.ch.

Politica ambientale responsabile A Flawil la presidente Petra Gössi ha lanciato un appello all’unità del partito con la richiesta di so-

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Forme di populismo D a alcuni anni è invalsa la tendenza ad affidare nuovi compiti politici a personaggi ritenuti in grado di portare soluzioni originali ed efficaci; personaggi che si presentano con la necessaria freschezza di immagine e con affascinante vivacità. Assistiamo alla sempre maggiore tendenza delle forze politiche verso forme di populismo che operano sulla contingenza, per ottenere il consenso popolare attraverso promesse a volte irrealizzabili o la considerazione di bisogni immediati di relativo valore, che vengono fatti passare come importanti o decisivi. Alcuni politici non tradizionali, e persino antisistema, invocano il popolo (la gente) come un’unità unica e indivisibile, portatrice di valori necessariamente positivi. Il populismo esprime in un certo senso la crisi di legittimità delle élite, dei rappresentanti eletti attraverso la dicotomia tradizionale destra-sinistra; reagisce alla globalizzazione, colpevole di distruggere lo spazio sociale comune e le sovranità nazionali. A torto o a ragione, il pensiero diffuso è che si è permesso per molto tempo all’élite di governare senza il popolo. In Svizzera c’è da qualche anno una

corrente di pensiero, specie tra élite politico-burocratiche e gli ambienti intellettuali, che manifesta insofferenza nei confronti del voto popolare e che giudica il popolo incapace di comprendere i problemi complessi in esame. Ma, a differenza di altri Stati, la Svizzera può essere considerata un caso unico di partecipazione popolare: il popolo ha spesso l’ultima parola e in più di un’occasione ha dimostrato anche saggezza di decisione. Sotto questo aspetto, la nostra democrazia può essere definita una forma di populismo in senso positivo, in quanto è soggetta a un limite nei confronti della politica rappresentativa. In questo contesto, le forze politiche sono costrette a trovare dei compromessi per amministrare al meglio la “cosa pubblica”.

Franco Celio già granconsigliere PLR

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Stammtisch, il clima e il vaso di Pandora

Riflettere sui cambiamenti climatici in atto e sulle prospettive per un futuro più sostenibile è oggi più che mai necessario se si vogliono raggiungere dei risultati tangibili. L’incontro nel Locarnese, a due passi dal Centro meteorologico di Locarno-Monti, è l’occasione per gli Over 60 del gruppo Stammtisch di avere quale gradito ospite Marco Gaia, responsabile del centro regionale sud di MeteoSvizzera. L’appuntamento è per giovedì 6 giugno nella splendida cornice dell’Hotel Belvedere di Locarno.

Gerardo Rigozzi

Cardiocentro, verifiche necessarie M i permetto un paio di considerazioni sulla nuova “storiaccia” collegata in qualche modo al Cardiocentro. Per prima cosa, osservo che la stessa ha fatto emergere un fatto forse poco noto, ma (senza forse) molto preoccupante. Ossia che a stabilire la ricevibilità o meno di un’iniziativa – questione giuridica quant’altre mai! – è il Gran Consiglio, cioè un organo prettamente politico; non uno giudiziario come sarebbe logico. Orbene, un organo politico è portato, per sua stessa natura, a giudicare in base a valutazioni di merito, non

l’evento

avendo nessuna competenza (o comunque nessuna credibilità) in materia giuridica. Peggio ancora se – come nel caso emerso di recente – subisce pesanti pressioni esterne. A questo punto, una correzione della “Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato” sarebbe perciò indispensabile. È vero che quella appena entrata in vigore è stata elaborata di recente. Personalmente, sono stato anzi presidente della Commissione che l’ha esaminata. Detta Commissione (come potrà confermare anche il relatore Lorenzo Jelmini) non aveva tuttavia approfondito questo aspetto, limitandosi a confermare la prassi vigente in precedenza. È però chiaro che se ora si riscontra che qualcosa non va, bisogna correre ai ripari al più presto. Mi chiedo inoltre se sia giusto che i granconsiglieri raccomandati, al momento dell’elezione, dal l’associazione “pro Cardiocentro” possano votare sulla questione “come niente fudesse”. Una seria perizia giuridica mi sembrerebbe più che necessaria!

Ritrovo alle 10.30, conferenza alle 11. Verso le 12 sarà servito l’aperitivo a cui seguirà alle 12.30 il pranzo. Il menù, costo 60 franchi a persona, contempla insalata formentino con mimosa d’uovo e crostini di pane, saltimbocca di vitello alla romana con risotto alla zafferano, il classico tiramisù con gelato alla vaniglia; aperitivo, vino (una bottiglia ogni 4 commensali), acqua e caffè inclusi. A disposizione i posteggi gratuiti dell’albergo. Iscrizioni entro lunedì 3 giugno: persona di contattato Vania Castelli; per email vania@plrt.ch, telefono 091/821 41 81, risponde la segreteria cantonale del PLR.

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l’opinione

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Il reale peso dei tre “partitini” N

on si era ancora smaltita l’emozione dell’investitura che già in aula si respirava aria di banale quotidianità nel giorno dell’insediamento del Gran Consiglio. Non solo per gli intoppi dell’elettronica, ma anche per un vistoso inceppamento del pallottoliere del deputato Matteo Pronzini (MPS). Per suo tramite i partiti minori (MPS, PC e Più Donne) hanno chiesto di poter essere rappresentati nelle commissioni ritenendo che, avendo i partitini vinto le elezioni e con la rappresentanza del 10% dei seggi, erano legittimanti a formare gruppo ed entrare nelle stanze commissionali; secondo lui il 10% della popolazione che li aveva votati meritava di essere incluso, dimenticando però che MPS, PC e Più Donne non hanno creato una congiunzione di liste prima delle elezioni, non hanno steso una piattaforma programmatica comune (e le loro idee sono spesso molto distanti) e non rappresentano nessun partito di governo. Il Gran Consiglio ha fatto bene a non accettare la richiesta e mi ha sorpreso il voto favorevole del presidente del PPD.

Corrado Kneschaurek

Ma c’è di più: dai dati ufficiali pubblicati sul sito del Cantone i tre partitini non rappresentano il 10% dei voti, bensì solo il 5.65%!!! (2,06% per Più Donne; 1,2% per il PC e 2,39% per MPS). Con il sistema di ripartizione, e solo grazie ai quozienti, i partitini sono stati favoriti con un 7.8% di seggi (2,22% per Più Donne; 2,22% per il PC e 3,33% per MPS; rispettivamente 2+2+3 seggi). Cinque seggi sarebbero stati più che rappresentativi. Nelle nazioni che fissano una soglia minima i partitini non avrebbero nemmeno avuto accesso al parlamento. Che poi lui sostenga di avere vinto le elezioni con il 5,65% dei voti (in tre!) la dice lunga sulla logica del deputato; significa che le altre sei forze politiche presenti in parlamento hanno perso le elezioni totalizzando “solo” il 94,35% dei voti. Qui non si tratta di chiedere l’elemosina e nemmeno la luna, ma di dimostrare coerenza, umiltà, responsabilità, rispetto e meno demagogia soprattutto al microfono e nell’aula del Gran Consiglio. Qualcuno ha affermato che con il frazionamento del parlamento il lavoro sarebbe risultato più difficile: il buongiorno si vede dal mattino. Prepariamoci ad una lunga sequela di interpellanze.

avs-riformafiscale-si.ch

Sì 19 maggio 2019

al progetto AVSriforma fiscale

Due punti in più per il nostro Paese.

Un punto in più per la Svizzera come piazza economica e di ricerca. Un punto in più per l’AVS.

Giovanni Merlini Cons. nazionale PLR

Alessandra Alberti Direttrice Chocolat Stella SA

Fabio Regazzi Cons. nazionale PPD e Pres. AITI

Glauco Martinetti Pres. CC-Ti e CEO Rapelli SA

Giorgio Calderari

Cristina Maderni Pres. Federazione Ticinese Ass. Fiduciari

Pres. Farma Industria Ticino e Gen. Man. Helsinn Group

Comitato interpartitico cantonale “SÌ al progetto AVS-riforma fiscale”


inbreve

PLR Locarno, si convinto ai semafori sul Piano “Si, assolutamente si, alla posa dei semafori intelligenti sulla tratta Quartino – Cadenazzo e alle relative misure di fluidificazione del traffico”. È questa l’opinione della Sezione PLR di Locarno a proposito della votazione del 19 maggio. In risposta alle obiezioni dei referendesti, contrari al credito di 3,3 milioni stanziato dal Gran Consiglio, il PLR rammenta che “il progetto non prevede solo l’eliminazione di tre rotonde, ma anche diversi altri accorgimenti che favoriranno la fluidità del traffico. L’obiezione secondo la quale i semafori rallenterebbero ulteriormente il traffico non poggia su alcuna base scientifica, mentre invece la loro efficacia è stata confermata dagli studi d’ingegneria del traffico che si sono occupati del progetto, condiviso anche dalla Commissione intercomunale dei trasporti (CIT)”.

“Un’onda verde modulabile fluidificherà il traffico consentendo una riduzione del tempo di percorrenza nei momenti più critici fino al 30-50% del tempo attuale” In effetti si tratterà di “un’onda verde modulabile che fluidificherà il traffico sull’asse principale consentendo una riduzione del tempo di percorrenza nei momenti più critici fino al 30-50% del tempo attuale. Sono inoltre previste misure collaterali a favore del trasporto pubblico su gomma”. A chi parla di spreco di denaro pubblico, il PLR afferma che lo fa a torto: “le rotonde da sostituire

vennero costruite oltre vent’anni fa e forse allora erano giustificabili. Purtroppo oggi esse, anche a causa delle loro dimensioni inadeguate e del forte sviluppo insediativo sul Piano che ha aumentato i flussi secanti, impediscono un normale scorrimento del traffico. Pretendere poi di mettere in relazione la spesa di 3,3 milioni con il progetto di collegamento veloce non è corretto: l’auspicata galleria – per la quale il Cantone ha già stanziato 10 milioni di franchi per il progetto definitivo in attesa che la Confederazione proceda con il suo finanziamento – non diventerà realtà prima del 2030-2035. E intanto? Il collegamento ferroviario veloce verso Lugano è complementare e risolverà semmai solo parte del problema di mobilità, mentre per il traffico su Bellinzona cambierà poco”. Il problema del traffico richiede misure su più livelli che coinvolgano sia la mobilità pubblica sia privata. Il PLR non crede infine che sia stata data la corretta informazione sul progetto, in riferimento alle molte firme che, stando ai referendisti, sarebbero state raccolte nel Locarnese: “spiace dover constatare che siano proprio esponenti politici locarnesi, con alla testa granconsiglieri pipidini e socialisti, a farsi promotori di un referendum che toglie ai Locarnesi la possibilità di vedere finalmente migliorata la viabilità sul Piano” con un intervento “che può a giusto titolo essere considerato un investimento preliminare (tutto sommato modesto) in attesa di trovare gli oltre 2 miliardi necessari per la costruzione della galleria che vedremo (forse) dopo il 2030. Gli sprechi sono altrove!”.

Opinione Liberale Responsabile politico Bixio Caprara

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Redazione Massimo Schira Vania Castelli

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CARTA SVIZZERA

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l’agenda Lunedì 13 maggio PLR LUGANO Direttiva – ore 18.30 Palazzo dei congressi (Sala E), Lugano

Giovedì 16 maggio PLR VIGANELLO Assemblea – ore 18.30 Bistro Vecchio Torchio, Viganello

Domenica 19 maggio GKR TICINESE Direttorio cantonale – ore 15.00 Hotel Lido Seegarten, Lugano

Mercoledì 22 maggio PLR MOLINO NUOVO Assemblea – ore 18.00 Canvetto Luganese, Lugano

Giovedì 23 maggio PLR DISTRETTO LUGANO Assemblea – ore 18.00 Scuole elementari, Tesserete PLR LOCARNO Assemblea – ore 20.15 Sala Consiglio comunale, Locarno

Agenda completa su www.plrt.ch.

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Votazione del 19 maggio 2019

LE POSIZIONI DEL PLR

NO

all’iniziativa popolare “Giù le mani dalle Officine: per la creazione di un polo tecnologico-industriale nel settore del trasporto pubblico”

Il PLR invita a respingere un’iniziativa che mette in pericolo la realizzazione del nuovo stabilimento delle FFS previsto a Castione, sostenuto da Cantone e Città di Bellinzona con 120 milioni già approvati dai rispettivi legislativi.

SI

al decreto legislativo concernente lo stanziamento di un credito di 3’300’000 franchi per la realizzazione delle opere di semaforizzazione sulla strada cantonale PT 406 Camorino-Locarno, tratta Cadenazzo-Quartino, nei Comuni di Cadenazzo e Gambarogno

Per il PLR si tratta di un progetto che permette di ridurre i tempi medi di percorrenza e il numero di giorni all’anno di congestione del traffico sull’asse principale Cadenazzo-Quartino – per mezzo di misure realizzabili in tempi brevi e con un investimento finanziario limitato – e pertanto di ridare qualità di vita agli abitanti dei Comuni interessati.

SI

alla legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA)

Il PLR sostiene convinto la RFFA in quanto rappresenta un buon compromesso, tipicamente elvetico e federalista. Un pacchetto ben congegnato di misure che rispondono alla necessità di riformare la fiscalità delle imprese abolendo gli statuti speciali e di rafforzare da subito l’AVS con un’iniezione supplementare di 2 miliardi già dal 2020.

libertà di voto

al decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva UE sulle armi (Sviluppo dell’accordo di Schengen)

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Nr. 17 - Opinione Liberale - 10 maggio 2019  

Nr. 17 - Opinione Liberale - 10 maggio 2019