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Anno 28 /G.A.A. Camorino

7 giugno 2019 /

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Opinione Liberale Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

A Berna un Ticino forte

02 / Bixio Caprara / presidente PLR A Berna il Ticino ha bisogno di rappresentanti che sappiano interpretare correttamente l’essere svizzeri, sostenendo le nostre specificità.

Avanti insieme per vincere

03 / Petra Gössi / presidente PLR svizzero Il liberali radicali dovranno essere molto presenti sul territorio, vicini all’ascolto delle persone. Ora c’è bisogno dell’impegno di tutti.

AlpTransit al sud del Ticino

05 / Rocco Cattaneo / consigliere nazionale PLR Il Ticino deve mantenere alta la pressione su Berna e lavorare in modo coordinato tra la Deputazione e il Cantone.

Merlini pronto per gli Stati Giovanni Merlini è pronto a correre per il Consiglio degli Stati. Il consigliere nazionale ha deciso di mettersi a disposizione del partito al posto dell’uscente Fabio Abate, che si appresta a terminare la sua brillante carriera sotto la Cupola di Palazzo federale. Una sfida certamente non semplice, anche considerando i movimenti a cui si sta assistendo negli altri partiti. “Sono perfettamente consapevole delle numerose insidie e delle difficoltà derivanti dal meccanismo delle doppie candidature che saranno verosimilmente presentate dalle alleanze rosso-verde da una parte e UDC-leghista dall’altra” spiega Giovanni Merlini. “Ritengo tuttavia che nulla debba essere lasciato intentato per difendere il seggio alla Camera dei Cantoni,

ininterrottamente rappresentato finora dal nostro Partito, grazie al contributo qualificato di deputati autorevoli che in tutti questi anni hanno sapientemente promosso i legittimi interessi del Ticino a Berna”. Sullo spirito che ha portato Merlini a maturare la decisione, il consigliere nazionale non ha dubbi: “Mi accingo ad affrontare con umiltà, ma pure con grande determinazione, una campagna elettorale per il Consiglio degli Stati che si annuncia particolarmente impegnativa e combattuta. È una scelta di servizio maturata anche nell’interesse del nostro Partito, che non ho mai concepito quale taxi – per riprendere una nota metafora dell’industriale Mattei – funzionale unicamente ad ambizioni e tornaconti personali”.

Della disponibilità di Giovanni Merlini e delle altre candidature che figureranno sulla lista per il Consiglio nazionale discuterà il comitato cantonale il prossimo 28 giugno. “La credibilità e la capacità di difendere le peculiarità del Ticino a Berna dipendono dalla forza e dalla competenza delle persone che ci rappresentano e dalla loro capacità di interagire con i colleghi senatori in modo positivo” commenta il presidente Bixio Caprara. Giovanni Merlini ha dimostrato in questi anni di sapersi fare ascoltare e apprezzare per la capacità di proporre proposte attuabili e concrete, come dimostra l’ultimo episodio, legato all’accettazione di un suo emendamento che ha messo un freno alle disdette unilaterali da parte delle assicurazioni”.


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Opinione Liberale

ladue

A Berna un Ticino più forte I

l nostro Cantone è uno di ventisei ma è il rappresentante della Svizzera di lingua italiana e quindi del terzo idioma nazionale, ruolo condiviso con gli amici grigionesi. Questo ruolo è particolare e unico in una Confederazione nata sulla volontà delle sue parti, così diverse, di stare insieme e di condividere la propria storia differenziandosi dalle grandi nazioni che ci circondano. All’entrata di palazzo federale una grande statua sottolinea il principio “Unus pro omnibus, omnes pro uno” (Uno per tutti e tutti per uno). L’origine dello Stato federale e soprattutto i valori liberali alla base della Svizzera moderna meritano grande attenzione soprattutto quando ci si prepara al rinnovo delle cariche del nostro parlamento federale. La realtà in cui viviamo non è il frutto del caso, la divina provvidenza centra poco. La nostra storia è fatta invece di molte generazioni che hanno faticato molto; basterebbe ripensare all’emigrazione ticinese in America, in Australia, a Parigi o a Londra. Ricordiamoci del Ticino agricolo e capace di sfruttare ogni alpe sulle nostre montagne. Poi siamo passati al terziario, alla

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La disponibilità di Giovanni Merlini per il Consiglio degli Stati è il primo segnale del lavoro messo in campo dal PLR il cui impegno – parole del presidente Bixio Caprara – è di mettere “a disposizione le e i migliori candidati per avere a Berna un Ticino più forte”.

piazza finanziaria, alle tecnologie e all’innovazione. Grazie a una formazione di grande qualità abbiamo lasciato il rastrello e ci siamo attrezzati di laptop. Oggi parliamo di digitalizzazione e di intelligenza artificiale. Uno sviluppo e un progresso che ha portato benessere grazie ad un approccio aperto, innovatore e progressista, non conservatore. Alla base del nostro sistema rimangono le nostre solide istituzioni. In Svizzera nessuno è primo ministro o presidente plenipotenziario, nessuno può accumulare poteri eccessivi. Il sistema si regola assicurando ponderazione e prudenza nelle scelte, magari anche una certa lentezza. Ma in un mondo così veloce, spesso distratto, questa capacità di equilibrio diventa un vantaggio interessante. A Berna il Ticino ha bisogno di rappresentanti che sappiano interpretare correttamente

Bixio Caprara presidente PLR

l’essere svizzeri, di personalità che siano credibili e godano della necessaria reputazione per essere ascoltati e sostenuti nelle nostre specificità. Insomma un Ticino più Svizzero viene ascoltato. Ad esempio spiegando le peculiarità e le difficoltà di essere una regione particolarmente esposta alle dinamiche lombarde. Non lo si fa denigrando le istituzioni, non si chiede udienza ridicolizzando l’interlocutore, non si ottiene nulla senza proporre soluzioni e alternative concrete. In uno stato di diritto vi è ascolto e comprensione se si è presenti, se si curano i contatti, se ci si spiega e se ci si fa capire. Mi auguro che il Ticino si mobiliti e sappia scegliere con rinnovato giudizio i propri rappresentanti. Il PLR sta lavorando intensamente per voi e per mettere a disposizione le e i migliori candidati per avere a Berna un Ticino più forte.


l’intervista

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Avanti insieme per vincere Petra Gössi, la presidentissima dei liberali radicali svizzeri, sarà ospite venerdì del Club dei 1000. Dinamica e carismatica, è una delle figure forti della politica elvetica ed è l’unica donna oggi a capo di un partito di governo svizzero. Alla serata con il Club dei 1000 ci parlerà dell’impegno concreto del PLR per una Svizzera sicura di sé, libera, che ha una visione sul suo domani. Petra Gössi. Cosa significa “La Svizzera lo vuole”, lo slogan per la campagna 2019? Cosa vuole la Svizzera dal PLR? Da poco sono apparsi in tutta la Svizzera i nostri manifesti con la scritta “La Svizzera lo vuole. Avanti insieme”. Nella prima fase della campagna elettorale, ci stiamo deliberatamente concentrando su di un fattore decisivo che ha reso il nostro Paese quello che è oggi: la volontà. La volontà è sempre basilare: è la base dell’azione, del cambiamento, del progresso e infine del successo. Ma la volontà è possibile solo se sono garantite le libertà di una società liberale. Il PLR è il partito della volontà. Difendiamo i diritti fondamentali liberali e apriamo la strada a chi vuole raggiungere un obiettivo, un’idea o una visione. Non vogliamo descrivere o gestire i problemi, vogliamo risolverli. Come spiegare la scelta del PLR di puntare sul tema della politica climatica e ambientale? Una scelta tattica? No, non si tratta di tattiche di campagna elettorale. La scelta guarda molto più a lungo termine rispetto ai pochi mesi di campagna. Noi liberali radicali abbiamo la responsabilità di lasciare in eredità alle future generazioni un ambiente sano. Per questo motivo stiamo rafforzando la nostra posizione nella politica ambientale e climatica attraverso un ampio processo democratico di base. Nel farlo, tuttavia, non ci affideremo ai divieti e ai “dogmi” bensì ai comprovati principi liberali radicali della responsabilità individuale, dell’innovazione e della verità dei costi. Una cosa è chiara: se non introduciamo ora

questi nostri concetti, i nostri valori e le nostre convinzioni, tra 20 anni vivremo in un mondo di divieti. E questo è ciò che vogliono i Verdi e la sinistra. Settimana prossima, il 14 giugno, molte donne sciopereranno in Svizzera. Impressioni a questo proposito? La preoccupazione delle donne in Svizzera è naturalmente importante anche per me, personalmente. Una società liberale ha bisogno di pari opportunità per tutti. La mancanza di compatibilità tra famiglia e carriera è spesso la ragione per cui le carriere femminili falliscono. A questo proposito chiediamo miglioramenti efficaci, come ad esempio maggiori detrazioni fiscali per l’assistenza all’infanzia o orari di lavoro più flessibili per poter svolgere una parte della professione a domicilio. È essenziale che la Svizzera diventi più progressista in questo senso. Personalmente sto anche cercando di incoraggiare un maggior numero di donne ad assumere cariche politiche. Il PLR è pronto alla campagna. Con quali obiettivi? Vogliamo vincere e superare il PS. Mai prima

d’ora siamo stati così vicini a questo obiettivo, ma abbiamo ancora bisogno di un grande sprint finale. Dobbiamo essere molto presenti sul territorio e vicini alle persone, andare di porta in porta, ascoltarle. In altre parole, ora abbiamo bisogno dell’impegno di tutti. Sono quindi felice di sapere che anche i lettori di Opinione Liberale si uniranno a noi. Insieme possiamo vincere!

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ilfocus

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Favorire il dialogo a tutela del nostro mercato del lavoro P

er il nostro Cantone è fondamentale coltivare e rafforzare le già buone relazioni con le autorità e le istituzioni federali. Tra i temi centrali di questo dialogo rientra sicuramente il mercato del lavoro, che in Svizzera non presenta caratteristiche omogenee, ma si compone di diversi mercati del lavoro regionali,

Christian Vitta presidente Consiglio di Stato

con particolarità differenti tra loro. Il nostro Cantone, soprattutto per la sua ubicazione geografica, costituisce un tassello unico di queste realtà particolari, ciò che implica anche necessità ed esigenze diverse. Per questo motivo è importante poter disporre, all’interno di un quadro normativo nazionale definito, di strumenti adatti alle specificità del nostro mercato del lavoro. Il Ticino si è impegnato concretamente su questo fronte e lo ha fatto sensibilizzando le diverse istanze sulle particolarità della nostra regione attraverso un dialogo costruttivo a livello federale. Ciò ha portato a ottenere anche risultati importanti nell’ambito del rafforzamento delle misure di accompagnamento. Di recente, ad esempio, è stato compiuto un altro importante passo con l’approvazione alle Camere federali di una mozione volta

AlpTransit a sud, scelta prioritaria

a chiedere l’applicazione dei salari minimi cantonali anche ai prestatori di servizio transfrontalieri. Un risultato che conferma l’importanza di inserirsi in modo propositivo nel dibattito politico federale e che traccia la via da seguire per garantire risposte concrete a tutela del nostro mercato del lavoro.

dalla strada alla ferrovia. Il secondo è che la Confederazione non riduca, ma anzi magari rafforzi, il sostegno finanziario diretto alla politica di trasferimento. Il terzo è la creazione di una borsa dei transiti, unico e vero strumento efficace dal profilo economico, per limitare il numero di autocarri che passano ogni anno attraverso le nostre montagne. Solo così raggiungeremo il risultato che tutti auspichiamo.

L

e recenti rassicurazioni su AlpTransit della consigliera federale Simonetta Sommaruga sono sicuramente un passo nella giusta direzione per arrivare al suo completamento. In effetti quest’opera straordinaria non può, e non deve, restare incompleta e quindi necessita della realizzazione degli aggiramenti di Biasca e Bellinzona, e del tracciato a sud di Lugano. Tutto questo deve servire il vero obiettivo per cui è stato pensato questo nuovo sistema di infrastruttura ferroviaria e cioè realizzare una ferrovia di pianura attraverso le Alpi per trasferire il transito delle merci dalla strada alla ferrovia. Come ticinesi non dobbiamo assolutamente cadere nel tranello che saranno altri ad occuparsene, il rischio infatti è che questa politica, passate le elezioni e l’onda verde che stiamo vivendo, scenda nella lista delle priorità. Al contrario dobbiamo continuare ad insistere e impegnarci per la realizzazione di tre presupposti indispensabili al suo funzionamento. Il primo è creare dei terminal, magari anche temporanei, che permettano il trasbordo delle merci

Alex Farinelli capogruppo PLR in Gran Consiglio


daberna

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Il consigliere nazionale Rocco Cattaneo con le presidenti nazionale Doris Fiala (sinistra) e cantonale Mari Luz Besomi-Candolfi delle Donne del PLR

Un investimento che ripaga in sicurezza Lunedì è iniziata la sessione estiva delle camere federali. Abbiamo colto l’occasione della conferenza che ha lanciato la campagna elettorale delle Donne del PLR svizzero per incontrare a Palazzo il consigliere nazionale Rocco Cattaneo e per fare con lui il punto su alcuni dei temi forti che animano e animeranno nelle prossime due settimane il dibattito parlamentare a Berna. Rocco Cattaneo. Ieri il Nazionale ha discusso il messaggio sull’esercito 2019 di cui lei era relatore per la Commissione della politica di sicurezza. Quali i contenuti dei dibattimenti portati in aula? Con il messaggio sull’esercito 2019 il Consiglio federale ha sottoposto al parlamento tre crediti complessivi per un totale di 2 miliardi di franchi per ammodernare l’esercito. I tre crediti riguardano il Programma d’armamento, il rinnovamento del materiale dell’esercito e il Programma degli immobili del DDPS. È stata inoltre proposta una modifica alla Legge militare per rendere la carriera di quadro più attrattiva per i sottufficiali. Ecco alcuni degli investimenti previsti che hanno generato discussioni all’interno della Commissione: la sostituzione degli attuali mortai da 8,1 cm 19, impiegati da oltre 40 anni e dunque anche pericolosi; il credito per l’acquisto di munizioni; e il risanamento e ampliamento della base logistica a Rothenburg. Sono crediti che la

sinistra voleva dimezzare o a cui voleva rinunciare del tutto, da qui la presentazione delle tre proposte di minoranza all’origine del dibattito parlamentare. Il PLR ha difeso il messaggio sull’esercito 2019 sostenendo la maggioranza della Commissione, che si è allineata alla proposta del Consiglio federale. Per quanto riguarda le minoranze, il PLR ritiene che l’esercito svizzero debba mantenere integralmente le proprie capacità operative e disporre anche in futuro di diversi sistemi d’arma per poter appoggiare con fuoco indiretto le formazioni da combattimento. In relazione al credito per l’infrastruttura di Rothenburg, il PLR sostiene la necessità di risanamento e ampliamento della base, e infine approva il credito per l’acquisto di munizioni, il riutilizzo di munizioni smontate e la gestione delle munizioni. Quali gli altri temi forti legati alla politica di sicurezza di questa sessione estiva? Sicuramente la revisione totale della Legge sulla

protezione della popolazione e sulla protezione civile. In Commissione abbiamo cercato di salvaguardare il più possibile l’interesse dei Cantoni, che hanno la competenza del servizio. È stata una fortuna poter contare sulle conoscenze del nostro collega di partito Walter Müller, presidente della Federazione svizzera di protezione civile. Sa bene quali sono le problematiche ed è stato fatto un buon lavoro. È un dossier importante che permetterà di modernizzare il sistema della protezione della popolazione, orientandolo in maniera più mirata alle minacce e ai pericoli attuali. A suscitare frizione in Commissione, cosa che si rifletterà probabilmente anche sul dibattito parlamentare, è stata la proposta di inserire il servizio civile, di competenza federale, come organizzazione partner nei compiti di protezione della popolazione. Noi, come PLR, sosteniamo lo status quo, mentre sinista e UDC sono stranamente allineati. Altro tema sono le due iniziative cantonali di Grigioni e Vallese che chiedono il potenziamento del corpo delle guarde di confine, di cui sono anche relatore di Commissione. Oltre ad essi, altri Cantoni di confine fanno pressione su Berna per aumentare l’effettivo del corpo delle guardie di confine per ragioni evidentemente di sicurezza cantonale e nazionale. Simonetta Sommaruga, durante il dibattito sulla fase di ampliamento 2035 dell’infrastruttura ferroviaria svizzera, ha ribadito l’importanza del completamento a sud di AlpTransit. Come secondo lei andrebbe spronata l’apertura del DATEC? Le parole di Simonetta Sommaruga fanno ben sperare, così come gli studi di fattibilità e di opportunità sul progetto già eseguiti. Inoltre sono già stati effettuati studi idrogeologici presso il ponte-diga di Melide, e nel 2017 è stato terminato uno studio concettuale per una possibile prima tappa tra Chiasso e Melano. Tuttavia, i tempi di realizzazione saranno lunghi. Dobbiamo continuare a mantenere alta la pressione su Berna e lavorare in modo coordinato tra Deputazione e Cantone. È bene ricordare che già con la costruzione della Ferrovia del Gottardo fu stabilito l’obiettivo di avvicinare Zurigo a Milano tramite un asse ferroviario Nord-Sud. Il prolungamento di AlpTransit al Sud del Ticino non è quindi un’opera di importanza strategica solo per il nostro Cantone, ma per tutta la Svizzera.


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Le Donne del PLR svizzero hanno lanciato lunedì la campagna elettorale puntando su temi forti quali l’uguaglianza tra i sessi che viene affrontata in modo originale e da una prospettiva che i dibattiti sul tema hanno finora trascurato. La campagna mira anche ad incoraggiare le donne liberali radicali, attraverso un programma di eventi ambizioso, ad assumere maggiormente un ruolo in politica.

Parità contro stereotipi D

a lunedì nelle principali stazioni ferroviarie della Svizzera (e sui sociali media) sono apparsi dei manifesti che ritraggono un uomo e una donna, fianco a fianco. Le immagini sono state scattate, consapevolmente, con la stessa espressione facciale; nessun riferimento allo status sociale, alle origini, alla professione. A essere in discussione non sono le persone bensì gli stereotipi di genere: coppie di parole a confronto. Se un uomo, in una posizione di leadership, è considerato “forte”, una donna la si apostrofa di “testarda”; se un uomo è “razionale”, una donna è subito “emotiva”. Preconcetti altamente problematici perché determinano, in ultima analisi, le decisioni e i rapporti tra gli esseri umani. Gli stereotipi di genere sono di fatto causa culturale delle disuguaglianze tra donne e uomini in tutti gli ambiti della vita, sia pubblica sia privata, in termini retributivi e di carriera: ne sono convinte le Donne del PLR svizzero che hanno fatto propria la campagna pubblicitaria elaborata dal movimento femminile del Canton San Gallo che ha testato 290’000 persone per identificare le coppie di parole pubblicate sui manifesti dove uomo e donna sono ugualmente “razionali”. “La parità ha inizio nella nostra mente” ha affermato in conferenza stampa a Berna la presidente Doris Fiala. “Tutte

le misure promozionali sono inutili se le idee che ci facciamo sulle donne e sugli uomini non cambiano. Non sono le organizzazioni, le aziende o i partiti che impediscono l’uguaglianza nella pratica, ma noi stessi con il nostro comportamento quotidiano. Applicando standard diversi, noi stessi rafforziamo le disuguaglianze, spesso inconsapevolmente ma con conseguenze tangibili”. L’atteggiamento più consensuale e meno combattivo delle donne genera “vantaggi competitivi” agli uomini. Nella lotta sulle pari opportunità, le Donne PLR intervengono con una campagna elettorale originale che mira a sensibilizzare la popolazione sui cliché che cementano le disuguaglianze tra donne e uomini. “Non crediamo che le quote rosa, sanzioni o regole ci aiuteranno a conseguire la parità, il vero lavoro deve essere affrontato insieme agli uomini. Devono essere convinti che l’uguaglianza è importante e giusta” ha affermato Fiala. “Se vogliamo risposte alle nostre preoccupazioni, abbiamo bisogno della loro voce” soprattutto in parlamento dove “anche gli uomini devono premere il pulsante destro al momento giusto”. Oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla parità di genere, le Donne liberali radicali mettono in campo un ambizioso programma di eventi per promuovere le donne in tutta la Svizzera. Da

giugno ad ottobre si dibatterà di sicurezza, di violenza, di religione, di clima, di finanza sostenibile nei suoi diversi significati; senza trascurare la discussione su una condizione molto importate per l’uguaglianza, ossia la conciliabilità tra professione e famiglia. “Non so se qualcuno abbia già lanciato una campagna simile. E se anche lo avesse fatto, non diminuirebbe il nostro impegno” ha risposto ad un giornalista Doris Fiala, accompagnata in conferenza stampa dalla presidente nazionale Petra Gössi, dalle candidate al Consiglio degli Stati Christa Markwalder, Daniela Schneeberger, Johanna Gapany (in rappresentanza delle regioni romande e tedesche), dalla vicepresidente sangallese e responsabile della campagna pubblicitaria Fabienne Bünzli. Accanto a sè, la presidente Fiala ha voluto anche il Ticino con Mari Luz Besomi-Candolfi che ha preso la parola per affermare l’impegno del suo ufficio presidenziale nel ridare vita e voce al movimento femminile: in poco meno di un anno sono state attivate 62 antenne nelle Sezioni. I risultati non si sono fatti attendere: dopo 42 anni l’assemblea delle Donne svizzere è tornata in Ticino, in Gran Consiglio il numero delle deputate PLR è raddoppiato (da 4 a 8). Che dire, le Federali di ottobre potrebbero anche regalare alle Donne ticinesi, e svizzere, delle belle emozioni per un meritato successo.


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vocidapalazzo

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Borse di studio, aiutare chi ne ha più bisogno S

ui tavoli della Commissione formazione e cultura è prossimo a una decisione il tema delle borse di studio. L’ultimo aumento del limite massimo risale al 2011, quando aderendo a una petizione di GLRT è stato ratificato l’Accordo intercantonale, con il quale si è portato da 13’000 a 16’000 franchi l’importo massimo degli aiuti allo studio, passando pure al sistema di calcolo del reddito imponibile a quello disponibile, volto a meglio considerare la capacità finanziaria dell’unità di riferimento del richiedente (nella maggior parte dei casi la famiglia). Allora il fabbisogno annuo medio e le spese riconosciute erano inferiori. Oggi questi costi di formazione sono ben maggiori, stimati attorno ai 22’000 franchi per la frequenza di un anno accademico fuori Cantone, ma non mancano le stime che superano abbondantemente questa cifra. Alla luce di questa realtà un aumento risulta senz’altro necessario, ma proprio perché è giusto aiutare in misura adeguata anzitutto i giovani provenienti dalle classi sociali che hanno più bisogno, il Gruppo PLR ritiene giusitificabile anche l’ammontare massimo di 20’000 franchi. Con questo aumento saranno infatti solo i richiedenti che necessitano effettivamente di un sostegno più importante a trarne vantaggio. E visto che comunque coprirà solo una parte

2011 16’000 20’000 l’anno della ratifica dell’ultimo aumento come richiesto dalla petizione di GLRT

l’importo massimo attuale destinato per gli aiuti allo studio

del costo complessivo di una formazione fuori Cantone, rimarrà necessaria anche la buona abitudine di svolgere, con senso di responsabilità, qualche lavoretto a fianco del tempo trascorso sui banchi. D’altro canto la conversione in prestito di parte della borsa di studio master è da vedere come la parziale restituzione di un vantaggio che è anzitutto personale, da poi restituire ricordandosi di quanto ricevuto anche in forma di assegno per permettere di effettuare i propri studi. Va quindi mantenuta in misura ragionevole.

Fabio Käppeli granconsigliere PLR (relatore)

l’ammontare massimo disposto a raggiungere il gruppo PLR

Finanziare le uscite scolastiche L

a primavera, nelle scuole, è l’epoca delle “uscite di studio” (quelle che un tempo erano dette “passeggiate scolastiche”): un momento atteso talvolta con impazienza

Franco Celio già granconsigliere PLR

dagli allievi. Una recente sentenza del Tribunale federale – dettata da un’interpretazione un po’ libresca del princìpio della gratuità dell’insegnamento – rischia tuttavia di gettare acqua sul fuoco. Ha infatti definito illecito, in assenza di una specifica base legale, chiedere alle famiglie degli allievi di partecipare finanziariamente alla copertura dei costi. È quindi verosimile che in parecchie sedi i docenti, già poco entusiasti di dover accompagnare gli allievi con tutte le responsabilità che ciò comporta, prendano la palla al balzo per cancellare del tutto tali uscite (oltre alle “passeggiate scolastiche” rientrano fra le attività “a rischio” la visita a mostre o esposizioni, le “scuole montane”, le settimane “ bianche” o” verdi” eccetera: tutte iniziative di valore educativo indubbio). Con un’iniziativa parlamentare generica, ho quindi chiesto poco tempo fa al Governo di proporre una legge che fissi i criteri per il finanziamento delle attività scolastiche menzionate. In concreto, il finanziamento dovrebbe essere assicurato sia dagli enti pubblici – Cantone e Comuni – sia da eventuali contributi provenienti da altre fonti, sia infine da una pur modesta partecipazione delle famiglie. Sarebbe infatti poco educativo (se non francamente diseducativo) che i relativi costi siano sostenuti unicamente dall’ente pubblico, senza alcuna partecipazione dei diretti interessati.


l’ospite

Più autonomia Gerardo Rigozzi. In un suo recente articolo ha affermato che sono poche le idee emerse sulla scuola durante la campagna delle Cantonali. Ci può spiegare? Siamo rimasti alla votazione del settembre scorso, durante la quale i cittadini ticinesi hanno espresso anche un’avversione all’idea di abolire le differenziazioni curricolari nel secondo biennio della scuola media. Due erano e sono le opzioni in gioco: una eccessivamente centrata sull’inclusione (tanto cara al direttore del DECS), che vuole evitare qualsiasi differenziazione di obiettivi e contenuti per tutto il percorso della scolarità obbligatoria (quasi un unicum a livello mondiale). L’altra opzione, che condivido, poggia sulla constatazione che a 14-15 anni gli allievi hanno motivazioni, attitudini e interessi assai differenziati. Una scuola che non sa recepire queste diverse esigenze non fa che produrre noia o frustrazione, soprattutto se pretende di giudicare il profitto scolastico degli allievi sulla base di un unico metro di giudizio: bravi, quelli che seguono i livelli uno; un po’ arretrati, quelli che seguono i livelli due. Così come è stata applicata, anche la soluzione dei livelli appare superata, con parametri di selezione del tutto inadeguati. Ma da lì a pensare che si risolvano i problemi abolendo semplicemente le differenziazioni curricolari, ce ne corre. Cosa dovrebbero fare i politici che si occupano di scuola, DECS in primis? Farebbero bene a tener conto degli esiti della summenzionata votazione. Non si tratta di stravolgere l’attuale impostazione della scuola, che in base ai risultati PISA ottiene risultati di tutto rispetto. Si tratta solo di porre rimedio agli aspetti ancora insoddisfacenti. Spesso i docenti sono confrontati con classi numerose che non permettono un lavoro

proficuo a beneficio degli allievi. Occorre quindi ridurre gli allievi nelle singole classi. Bisogna inoltre considerare maggiormente le differenze che intercorrono fra gli allievi. Lo dice esplicitamente l’articolo 58 della Legge della scuola, voluta a suo tempo da Giuseppe Buffi: “Gli allievi hanno il diritto di ricevere un insegnamento conforme (…) alle loro caratteristiche individuali nel rispetto della loro personalità e della loro libertà di coscienza e di credenza”. I giovani adolescenti si distinguono per motivazione allo studio (inteso in senso tradizionale), per interessi verso la tecnica e le attività applicative e per capacità manuali. La scuola ha perciò il dovere di interpretare queste differenti forme di intelligenza differenziando gli obiettivi, i metodi d’insegnamento e i sistemi valutativi. Offrire tre opzioni di pari dignità nel secondo biennio, che richiedano il dovuto impegno, diventa una necessità inderogabile. Una sua considerazione sui meccanismi di selezione? Guai se fossero uguali per tutti! La scuola deve avere sufficiente autonomia nel giudicare gli allievi, anche al di là delle prescrizioni numeriche di regolamento. Essa deve poter consigliare con la dovuta

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flessibilità e chiarezza gli allievi e i loro genitori su ciò che richiedono le diverse scelte curricolari (al momento non sono ancora chiari i profili richiesti dalle scuole postobbligatorie); ma deve anche essere disponibile a consentire delle eccezioni per gli allievi particolarmente motivati, anche se non raggiungono tutti i requisiti richiesti dal regolamento. Importante è che a un certo punto (massimo un semestre) la scuola prenda le decisioni di sua competenza, senza troppe interferenze e con chiarezza. Non è l’aumento della media per accedere al liceo che risolve i problemi; chi si ostina a frequentarlo, nonostante le indicazioni del Consiglio dei docenti, deve avere la possibilità di provare per un breve periodo, come si fa ad esempio nel Canton Berna. Spetta poi alla scuola certificare se un allievo è idoneo o meno a seguire un determinato percorso post obbligatorio; e il sistema scolastico deve in questo caso offrire le necessarie alternative anche ad anno scolastico iniziato. Infine la scuola deve comportare anche momenti complementari differenziati: alcuni per esercitazioni, studio assistito e recupero; altri per approfondimenti e sviluppo di determinati argomenti, anche al di là dei programmi. La proposta dipartimentale di suddividere, a tale scopo, gli allievi secondo ordine alfabetico è semplicemente risibile; com’è puerile non permettere a quegli allievi motivati di non fare qualcosa di più rispetto a quanto previsto dai programmi. Qual è la sua idea per la scuola? Sono dell’opinione che si possano apportare dei miglioramenti alla nostra scuola, solo se l’autorità politica sarà disposta a concedere maggior autonomia agli istituti (che sono diversi da Airolo a Chiasso) e ad accordare loro le necessarie risorse, anche perché la scuola è uno dei tasselli importanti della nostra società. Inoltre si dovrebbe considerare maggiormente la via dell’apprendistato, anche con soluzioni di aiuto alle aziende che assumono tirocinanti.

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l’analisi

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Economia, politica, mercato e ambiente Le crisi economiche ci salveranno dall’aumento delle temperature globali: assolutamente no ritiene Francesco Forti che affronta la quesione in questo secondo articolo.

N

ell’articolo precedente era emerso che diverse crisi, a partire dagli anni ‘70, avevano comportato riduzioni nelle emissioni di CO2. Questo è vero anche nella prima metà del 1900. In particolare si registrano cali durante le due guerre mondiali, soprattutto la seconda, ed in occasione delle lunga crisi del 1929. Quello che tuttavia è significativo è che con la fine del secondo conflitto mondiale le emissioni iniziano a crescere ad un ritmo tale da superare la capacità della biosfera di assimilare CO2 nei cosiddetti pozzi naturali. Le stime attuali indicano in 2.3GtC (Giga tonnellate di Carbonio) la capacità degli oceani di assimilare CO2 e in 2.5GtC quella per la biosfera terrestre.

Francesco Forti

In tutto 4.8 GtC che rappresentano quanto si ipotizza (oggi) il pianeta possa assorbire. Ebbene, attorno al 1976 le emissioni annuali superano questa soglia. Per comodità possiamo considerarla una soglia fissa ma in realtà i sistemi complessi come l’atmosfera (e l’economia) non sono statici: sono dinamici. La data indicativa degli anni ‘70 tuttavia corrisponde alla crescita improvvisa delle temperature (o meglio: delle anomalie rispetto alla media 1961-1990) che si realizza proprio in quel periodo. Oggi (ultimo dato 2016, da Carbon Project) le emissioni mondiali ammontano a quasi

35Gt di CO2, equivalenti, dopo le opportune conversioni, a 9.5 Gt di Carbonio. Il doppio rispetto a quanto il pianeta oggi può assimilare per vie naturali. Assimilazione tra l’altro non indolore, visto che quella negli oceani implica una progressiva acidificazione delle acque con effetti dannosi per moltissimi organismi marini. Sappiamo che la metà di quanto emettiamo viene assorbita dagli oceani e dalla biosfera, aumentando la biomassa, soprattutto vegetale; l’altra metà si accumula in atmosfera e ci rimane per decenni. Non si sa con precisione quanti. La stima varia da 50 a 200 anni. Ed è questo accumulo ad incrementare l’effetto serra.

Questo dovrebbe togliere ogni dubbio ai negazionisti più ostinati e convincere anche i più scettici. Tuttavia non deve portarci all’errore opposto dell’estremismo ambientalista che usando l’argomento di catastrofi imminenti e irreversibili cerca di forzare la politica verso soluzioni che sono più prossime alla decrescita (in)felice che al pragmatismo liberale. Occorre proseguire con maggior vigore sulla strada che da vari decenni ha comportato la diminuzione delle emissioni nel mondo occidentale, e soprattutto aiutare i paesi in via di sviluppo a fare altrettanto. Come farlo lo vedremo in un prossimo articolo.


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60 minuti senza digitale terrestre! “60 minuti” per comprendere meglio le tematiche politiche, ambientali, lavorative dei nostri tempi. Una trasmissione RSI che da diverse stagioni ci accompagna. Ma, detto in termini molto semplici, forse ha perso la sua attrattività e la sua freschezza. Mi rendo conto che rinnovarsi in questo ambito è difficile e lo dimostrano molto bene ad esempio trasmissioni su canali RAI come Porta a Porta che comunque sopravvivono da decenni. La domanda a questo punto però è la seguente: dipende dal conduttore? Dipende dagli ospiti? Dipende dall’orario in cui lo si programma? Affezionarsi ad una testata giornalistica o politica è difficile ma la scelta è legata proprio allo stile, all’approfondimento, alla competenza di chi la propone. E forse per noi il mix di tutto ciò è superficiale e non è fidelizzante. Cambiare si, ma in che modo, con un rinnovamento pensato e ponderato, e che forse sia meno formale, più stimolante, più coinvolgente? Mi rendo conto che non è facile realizzare nuove proposte per una regione che offre spunti limitati, ospiti ripetitivi, tematiche non interessanti; ma se pensassimo di uscire dagli schemi, di coinvolgere il resto della nostra nazione? Abbiamo cittadini svizzeri Oltre Gottardo, ticinesi o italofoni, che potrebbero essere facilmente coinvolti soprattutto per temi di carattere federale. Insomma così facendo rivitalizzeremmo il programma evitando di essere un “60 minuti” troppo lungo, a volte anche noioso, che non alletta il telespettatore a seguirlo con regolarità. La RSI ha le risorse per ripensare una nuova proposta forse più snella e elegantemente attrattiva che possa veramente piacere al nostro pubblico.

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l’eventoPLR Gruppo ricreativo PLR, gita sul sentiero didattico del Ritom L’escursione del gruppo ricreativo PLR avrà luogo

Maristella Polli

domenica 30 giugno nella regione di Piora/Cadagno La meta prescelta è infatti il sentiero didattico del Ritom.

Le mie riflessioni, e continuo a dichiararlo, devono essere interpretate come suggerimenti non solo da persona che conosce i media, ma anche da telespettatrice attenta e assidua dei nostri programmi radiotelevisivi, ma che ascolta con interesse i pareri di molta gente. Concludo rammaricandomi che, come ha dichiarato Roberto Stoppa su OL venerdi scorso, ancora una volta si è persa l’occasione di continuare ad avere contatto con un pubblico che ci segue fedelmente da decenni e che ci aiuta a trasmettere la nostra svizzeritudine oltre i confini. Infine si sono ignorati bellamente i circa 2’000 abbonati nella Svizzera italiana che a partire da lunedì scorso si sono visti oscurare i canali RSI sul digitale terrestre! Ricordo ancora la pubblicità quando il digitale terrestre sostituì l’analogico, ricordo i decenni in cui l’allora RTSI diffondeva i suoi programmi sul territorio italiano fino a Napoli, e non dimentico tutte le discussioni che seguirono quando in Italia nacquero le TV private. Immagini che sbiadiscono inevitabilmente ma che forse tenevano presente non solo risparmi finanziari ma anche la volontà della popolazione. Buona visione!

Minusio, La Roccabella cambia timoniere La Sezione PLR “La Roccabella” di Minusio rinnova il comitato e cambia timoniere. Alessandro Speziali, neo granconsigliere e capogruppo in Consiglio comunale a, Minusio ha ceduto il testimone al nuovo presidente eletto Luca Venturi, classe1977, consigliere comunale da 2 legislature. La decisione è stata formalizzata dall’assemblea. Il nuovo Comitato si completa con Marion Eimann (membro della Direttiva), Giorgia Mondada e Reto Morgantini (consiglieri comunali). Nella foto la consegna della bandiera sezionale tra Speziali (sinistra) e Venturi.

Programma Ritrovo alle 8.45 a Quinto: posteggi partenza funicolare Ritom; orario da rispettare per ritiro biglietto di gruppo. Salita in funicolare fino a Piora (1794 metri d’altitudine) per poi percorrere il sentiero didattico che costeggia il lago Ritom fino alla capanna Cadagno: si cammina per un’oretta e mezzo. È un’uscita adatta a tutti, necessita comunque una media condizione fisica, abbigliamento e scarpe da montagna. Il pranzo propone affettato misto, polenta e brasato, torte e caffè, bibite escluse. Costo 60 franchi comprensivo del biglietto in Funicolare, andata e ritorno, e del pranzo. Iscrizioni entro il 25 giugno alla segreteria del PLR a Camorino – 091/821 41 81, info@ plrt.ch – indicando il numero di partecipanti e un recapito telefonico e/o e-mail. Per info: Giorgio Galusero 079/822 25 34 o Luigi Balmelli 079/230.13.25

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l’azienda

Famiglia e impresa, il segreto del successo È riconosciuta per la qualità dei suoi prodotti e servizi, per la costante attenzione alla crescita dell’azienda e ai propri collaboratori. La Belloli di Grono, premiata con il Prix SVC 2019, è un esempio di azienda di successo, che esporta la buona reputazione della Svizzera italiana nel mondo. Il segreto in questa intervista al comproprietario Alberto Belloli. Alberto Belloli. Congratulazioni per il Prix SVC 2019, un riconoscimento che assume quale importanza per lei e per la sua azienda? Il premio è fonte di grande soddisfazione. Per la nuova generazione, ma soprattutto per mio zio Emilio e mio padre Edy, che hanno dedicato 60 anni della loro esistenza alla conduzione e allo sviluppo dell’azienda. Spero sia motivo di orgoglio anche per i nostri collaboratori, e stimolo ulteriore per affrontare le sfide future. È un segnale positivo anche per il settore della lavorazione del metallo, raramente alla ribalta della cronaca economica. Siamo molto grati allo Swiss Venture Club e alla Giuria. Non solo per averci insignito di questo ambito premio, ma soprattutto per il loro costante impegno a favore delle PMI. La Belloli è un’azienda di famiglia ultracentenaria, lei rappresenta la quinta generazione. Un’azienda in continua espansione che ottiene risultati positivi a livello mondiale pur rimanendo radicata sul territorio. Qual è la chiave di questo successo? Sul lungo periodo per ogni azienda è essenziale ascoltare attentamente le necessità del cliente e l’evoluzione del mercato. Dal punto di vista strategico, la diversificazione dei settori d’attività ci ha aiutato a superare indenni crisi e andamenti congiunturali alterni. Queste sono valutazioni

Alberto Belloli alla cerimonia di consegna del Prix SVC 2019 SVC/PPR Manuel Lopez

a lungo termine, con la necessità di reinvestire la maggior parte dei profitti nell’infrastruttura, nelle tecnologie e nelle certificazioni. Infine la conduzione familiare garantisce continuità e decisioni prese con la testa e anche con il cuore. Persone e tecnologia, come si integrano nell’azienda? Le sembrerà una risposta scontata, ma abbiamo più che mai bisogno sia delle tecnologie appropriate, sia di chi è chiamato a selezionarle e applicarle. Per tenere testa alla competizione sempre più agguerrita e globale, è essenziale disporre di personale qualificato e ambizioso, che affronta i cambiamenti non tanto come dei rischi ma soprattutto come delle opportunità. La paura che le macchine ci “rubino” il lavoro fino ad oggi si è rivelata infondata. Piuttosto cambiano i profili e i requisiti per i collaboratori, che sono quindi chiamati a perfezionarsi lungo tutto il cammino professionale. Il premio SVC comprende pure l’opportunità di seguire uno o più corsi di formazione continua alla SUPSI. Che valore dà alla formazione dei suoi collaboratori? Siamo attivi in mercati di nicchia, quindi è difficilissimo assumere personale già completamente formato per i compiti che lo attendono. Possiamo contare su collaboratori con un brillante percorso formativo e relative responsabilità all’interno dell’azienda. Faremo sicuramente buon uso dell’omaggio per corsi di formazione continua

offerto dalla SUPSI, dando opportunità a giovani collaboratori di specializzarsi e ampliare le loro competenze professionali. Non siamo comunque un esempio isolato, come dimostra la campagna di AM Suisse con il suo slogan: “Il metallo, il futuro: da apprendisti a ingegneri”.

130annidistoria La ditta Belloli SA è un’impresa familiare con sede a Grono e con più di 100 anni di storia: fondata nel 1886, è gestita oggi dalla quinta generazione e dà lavoro ad una sessantina di persone. Offre una paletta completa di prodotti e servizi dedicati al settore delle opere sotterranee a livello mondiale e di lavorazione di veicoli corazzati. È infatti specializzata nella fornitura di prodotti, macchine ed equipaggiamenti nel ramo della costruzione di gallerie e nell’edilizia; i vari tipi di ancoraggi con i relativi accessori vengono prodotti nelle officine dell’azienda. La Belloli SA ha inoltre sviluppato un sistema idraulico interscambiabile rapido per varie sovrastrutture per camion come betoniere, benne, cassoni, nastri trasportatori telescopici, eccetera. Altre attività sono la costruzione di sistemi antivalangari, costruzioni metalliche e manutenzione. Info: www.belloli.ch.


inbreve

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l’agenda Venerdì 7 giugno CLUB DEI 1000 Merenda con Petra Gössi ore 16.30 Radiotelevisione, Lugano-Besso

Sabato 8 giugno PLR TICINESE Liberal Radical Running ore 09.30 City Energym, Lugano

Torricella-Taverne festeggia Roberta Approfittando della giornata festiva del 1. maggio, la Sezione PLR di Torricella-Taverne ha voluto riunirsi festosamente per un brindisi attorno alla sua nuova deputata in Gran Consiglio, Roberta Passardi, brillantemente eletta lo scorso 7 aprile. Alla presenza di numerose amiche e amici vecchi e nuovi, questo aperitivo ci ha permesso di ringraziare Roberta per la tenacia, la convinzione e l’impegno dimostrati durante la campagna elettorale e per complimentarci con lei per i suoi primi passi nella nuova veste. Dal canto suo, la neoeletta ha assicurato che a Bellinzona si batterà, sostenuta da solidi principi liberali, nell’interesse di tutti i Ticinesi, ma che riserverà un occhio particolare alle necessità e alle potenzialità della Valle del Vedeggio quale polo secondario, terziario e residenziale: un territorio che merita certamente maggior riguardo e maggiori attenzioni da parte del Cantone.

Per il PLR di Torricella-Taverne l’ingresso di Roberta in Gran Consiglio conclude un’attesa durata 28 lunghissimi anni: in questo senso hanno fatto particolarmente piacere la presenza e le parole pronunciate dal suo predecessore, Giovanni Vittori, che rappresentò il nostro Comune e la nostra Sezione nel Legislativo cantonale dal 1979 al 1991. Ai festeggiamenti sono intervenuti, tra gli altri, il consigliere nazionale Rocco Cattaneo, accompagnato dalla moglie Anna, sindaca di Monteceneri; la presidente delle Donne Mari Luz Besomi; il presidente del Circolo Sergio Romaneschi; la presidente sezionale Diana Tasso; il municipale Michele Ferrario; molti ex municipali e ex consiglieri comunali. Particolarmente gradita, naturalmente, anche la presenza della mamma della festeggiata, signora Olga, e del fratello Alessio, figure conosciutissime nel nostro Comune.

Opinione Liberale Responsabile politico Bixio Caprara

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Redazione Massimo Schira Vania Castelli

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CARTA SVIZZERA

Mercoledì 12 giugno PLR LUGANO Assemblea ore 18.30 Palazzo dei congressi, Lugano

Sabato 15 giugno PLR MENDRISIO Assemblea ore 10.00 Filanda, Mendrisio

Sabato 22 giugno PLR SVIZZERO Assemblea delegati ore 10.30 Theater Spirgarten, Zurigo

Agenda completa su www.plrt.ch.

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. 2 g n i n n u R l a c i d a R l a r e Lib . e p o h n e e r G r Corriamo pe 9 1 0 2 o n g iu g 8 o t a b Sa

vi proponiamo y, da pe ho en re G lla de In occasione Radical Running. l ra be Li lla de ne io iz ed la seconda 09.30 Orario di partenza: ore sposizione) (spogliatoio e docce a di

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lestra, attraversamento pa lla da a nz te ar P : so or Perc o lago sino a Paradiso. ng lu l su ua in nt co si e del Parco Ciani a! re una sana passeggiat fa e nd te in i ch r pe po up E‘ anche previsto un gr 8-9 Km ca. vi si es pl m co in o at im st Il percorso è rtecipanti prevista pa i de to en m na le al di In funzione del grado o degli Angioli. a at in al sc lla Evento aperto al pubblic de a lit sa anche la plrt.ch per informazioni: info@

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Nr. 21 - Opinione Liberale - 07 giugno 2019  

Nr. 21 - Opinione Liberale - 07 giugno 2019