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Anno 27 /G.A.A. Camorino

12 ottobre 2018 /

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Opinione Liberale Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

Qualcosa da dire e da fare

02 / Michele Morisoli / vicepresidente PLR Domani al Comitato cantonale saranno proposti 5 candidati che hanno molto da dire e da fare con la sola ambizione di servire il Paese.

Facciamo squadra! 03-05 / Distretti e Comuni PLR Il PLR si presenta alle elezioni di aprile 2019 con la consapevolezza di giocare di squadra, con la fierezza della fiamma e dei valori liberaliradicali.

Investire in vie ciclabili sicure

11 / Rocco Catteneo / consigliere nazionale PLR Una chiara volontà dei cittadini ticinesi che riconoscono l’enorme potenziale della bicicletta come mezzo di trasporto e per il tempo libero.

le Specia 2019 li a n o t Can Editoriale / Bixio Caprara / presidente PLR

È ora di accendere la fiamma Domani sabato 13 ottobre al Teatro sociale di Bellinzona il comitato del PLR deciderà la lista dei cinque candidati che si metteranno a disposizione per l’elezione del Consiglio di Stato del 7 aprile 2019. L’Ufficio presidenziale è particolarmente soddisfatto delle personalità proposte. La lista è frutto di un lavoro di approfondimento avviatosi il 25 gennaio con la riunione di tutte le sezioni, dei circoli e dei distretti del nostro partito al Monte Ceneri a cui sono seguiti molti incontri e colloqui che hanno permesso di identificare i candidati ideali. Uomini e donne a cui innanzitutto

devono essere espressi grande riconoscenza e rispetto per la loro disponibilità e generosità. Sono forti personalità che si sono chieste cosa poter fare per uno Stato migliore piuttosto che domandarsi cosa lo Stato potesse fare per loro. La politica è fatta di uomini e di donne ma le imprese sono possibili grazie a personalità particolari disposte a mettersi in gioco senza riserve. Spesso mi riferisco ai tre elementi dell’uomo virtuoso del filantropo H. Pestalozzi; testa, cuore e mano. Ci vuole testa ossia la mente limpida di chi ragiona, analizza i problemi e trova

soluzioni praticabili. Ci vuole cuore, nel senso della passione per il proprio Paese, per la propria terra e per la propria gente. Infine ci vuole mano ossia la capacità di trasformare idee in azioni concrete, l’attitudine di passare dalle parole ai fatti. La lista del PLR per il Consiglio di Stato presenta cinque personalità che corrispondono perfettamente al profilo dell’uomo virtuoso di Pestalozzi. Alle cittadine e ai cittadini ticinesi è offerta la possibilità concreta di votare per una politica diversa. Per amore del Ticino.


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Opinione Liberale

ladue

Qualcosa da dire e da fare A

bbiamo lavorato sodo dallo scorso inverno per individuare la lista migliore. E siamo convinti di esserci riusciti. Domattina proporremo al Comitato cantonale 5 candidati che hanno molto da DIRE e da FARE. Ma andiamo con ordine. L’ufficio presidenziale (UP) cantonale ha deciso lo scorso inverno che saremmo stati Bixio ed io ad incontrare i potenziali candidati segnalati dalle Sezioni, dai Distretti e da singoli esponenti del Partito ed avremmo presentato in UP la nostra proposta di squadra PLR per il Consiglio di Stato. Abbiamo quindi definito,

Michele Morisoli vicepresidente PLR

con valutazioni approfondite e differenziate, il profilo e le caratteristiche ideali della lista, sia per quanto riguarda i singoli sia tenendo in considerazione le dinamiche di squadra, che vogliono essere virtuose. Abbiamo coinvolto i vari livelli dell’organizzazione del nostro Partito ed abbiamo dato una tempistica alle Sezioni, ai Distretti e alle associazioni d’area per segnalare dal basso potenziali candidati. Il 25 gennaio sul Ceneri abbiamo incontrato i rappresentanti di Sezioni e Distretti, il 31 gennaio abbiamo informato la Direttiva. A febbraio i Distretti ci hanno comunicato i potenziali candidati. A marzo e aprile abbiamo incontrato singolarmente i rappresentanti dei Distretti. Il 26 maggio a Bellinzona abbiamo incontrato di nuovo i rappresentanti di Sezioni e Distretti. Membri dell’UP sono stati inoltre presenti regolarmente e laddove possibile agli eventi sezionali e distrettuali. Durante il periodo di fine primavera-inizio estate Bixio ed io abbiamo poi incontrato una trentina di potenziali candidati. Con ognuno abbiamo discusso a lungo e insieme abbiamo fatto

valutazioni approfondite e differenziate. Ognuno ha saputo dare il proprio contributo in termini di idee, di spunti e di riflessioni. E anche per questo ringrazio di cuore ognuno di loro. Siamo arrivati ad individuare la rosa finale che abbiamo perfezionato e consolidato nel corso dei mesi di luglio e agosto, con i candidati stessi che presenteremo domani e che abbiamo presentato in UP, raccogliendo il consenso unanime. Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto, della squadra che vi proporremo e della qualità delle personalità che si sono messe a disposizione: si tratta di 5 persone che hanno molto da DIRE e da FARE, con la sola ambizione di voler servire al meglio il nostro Cantone. Siamo convinti che con questa squadra e con questi candidati il nostro Partito saprà raccogliere consensi importanti. E saprà dare il proprio contributo per avere un Governo migliore. Un Governo che sappia proporre e costruire consensi su progetti importanti, che permettano al nostro Cantone di costruire il proprio futuro mantenendo un livello di benessere elevato, come negli ultimi decenni.

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Aperti per aprile! I

l PLR condurrà una vasta campagna elettorale sul piano cantonale, fornendo anche una base per i responsabili di campagna distrettuali, sezionali, e per i candidati. Ciò significa anche fornirvi sostegno laddove vi è necessità, darvi impulsi, garantire una buona presenza mediatica ai candidati e creare un’atmosfera generale positiva all’interno del Partito. La nostra campagna elettorale sarà focalizzata sulla mobilitazione. Dovremo far capire ai nostri elettori l’importanza di recarsi alle urne. L’obiettivo è quello di condurre una campagna attiva e dinamica, il più vicino possibile ai cittadini, per una mobilitazione ottimale. Trasmettere emozioni positive, come l’entusiasmo o l’ottimismo. Distinguerci attraverso la creatività

e la spontaneità. Coinvolgere i nostri membri nelle attività di campagna e permettere loro di darle forma. Vogliamo che i nostri candidati diventino ambasciatori impegnati per la causa liberaleradicale, per il Partito e per i suoi valori, includendo anche contenuti non politici e socialmente rilevanti. Ma per fare tutto ciò è fondamentale chiarire le nostre posizioni e provocare i nostri avversari. Vogliamo che la popolazione ticinese consideri le elezioni del 7 aprile 2019 come un impegno civile, e creare quindi le condizioni per il raggiungimento dell’obiettivo di Partito. Sicuro che i singoli candidati della Squadra faranno una gran bella votazione! Per il vostro grande impegno a favore del nostro Partito, vi ringraziamo di

cuore. Voi date un volto alla nostra politica e siete in contatto diretto con la popolazione e l’elettorato. Noi siamo sempre pronti ad ascoltare le vostre preoccupazioni, domande, suggerimenti, ma anche critiche.

Andrea Nava segretario PLR


laterza

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Facciamo squadra! Nicola Pini presidente PLR Locarnese Libertà, responsabilità, solidarietà e giustizia sono i nostri valori. L’approfondimento, lo spiritico critico e la concretezza il nostro metodo. La competenza, la serietà, l’empatia e il carisma le qualità dei nostri esponenti. La voglia di costruire il futuro l’ossigeno della nostra fiaccola, quella liberale radicale. Forza e buon lavoro a tutti, insieme possiamo convincere e far crescere il Ticino.

Flavio Petraglio presidente PLR Bellinzonese Il distretto di Bellinzona può contare per il futuro prossimo su progetti di sviluppo, tracciati ad esempio nel Programma di Agglomerato, che ogni parte del Cantone vorrebbe poter avere (IRB, polo sanitario cantonale ai Saleggi, semisvincolo di Via Tatti, centro di competenza dei trasporti…) e per i quali si carica di voglia di concretizzazione, per il nostro domani.

Matteo Muttoni presidente PLR Blenio Tra le maggiori responsabilità dei partiti politici vi è indubbiamente quella della scelta dei propri candidati per le diverse elezioni politiche. Domani il PLR renderà pubblica la propria lista per l’elezione del Consiglio di Stato del prossimo anno. Grande attesa per una giusta ambizione, quella di poter di nuovo contare su due membri del Governo. Mi auguro che il PLR saprà sorprendere gli elettori con una lista convincente.

Michele Ferrari presidente PLR Riviera Compatti sosteniamo le nostre liste che sono formate da personaggi dall’elevato spirito liberale con un bagaglio di competenze ed esperienze di vita importanti oltre alla grande voglia ed entusiasmo di fare bene. Con un occhio di riguardo per le nostre Valli!

Paolo Pagnamenta presidente PLR Luganese È dopo un percorso democratico, iniziato dalle sezioni per poi passare ai circoli, che settimana prossima verranno proposti all’assemblea del distretto di Lugano 34 candidati. Uomini e donne, giovani e meno giovani, che con determinazione e entusiasmo hanno deciso di scendere in campo per dare il loro contributo. Candidate e candidati che si propongono per affermare in parlamento i valori del Partito liberale radicale: la responsabilità, la libertà, la coesione e il progresso.

Alberto Valli presidente PLR Mendrisiotto Dal dire al fare non solo con proclami ma con azioni concrete come il trasporto pubblico, con politici che mostrano l’attaccamento al territorio attraverso azioni naturali semplici sì ma pure di effetto e affetto tangibile alla nostra terra... questo è il mio pensiero che trovo anche nei nostri sindaci liberali radicali del Mendrisiotto e che mi porta a pensare con ottimismo alle prossime votazioni di aprile 2019. Questo è il PLR!

Damiano Piezzi presidente PLR Vallemaggia Consolidiamoci con regolarità e stabilità trasmettendo continuità e serietà a tutti i cittadini ticinesi! Le elezioni devono rappresentare un ulteriore tassello di crescita del nostro partito che negli ultimi anni si sta dimostrando efficace e lungimirante.

Alberto Dotta rappresentante PLR Leventina Nella nostra piccola regione ad alto potenziale, al centro di un mondo globalizzato dove i principi di libertà, rispetto altrui e democrazia vengono spesso calpestati, non possiamo e non vogliamo avere avversari ma partner con i quali costruire. Con i nostri principi liberali, la ragione e la dialettica porteremo soluzioni per il benessere comune negli agglomerati e nelle zone periferiche.

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Bruno Arrigoni, sindaco di Chiasso Il PLR incorpora molti valori che si sono coniugati sotto le due parole, liberale e radicale. E’ il partito di centro per antonomasia dove solitamente si trovano soluzioni pragmatiche alle problematiche che la vita propone. A Chiasso, proprio negli scorsi giorni, abbiamo avuto esempi eclatanti di come le derive estremiste non risolvono problemi pratici ma accentuano unicamente le differenze. La comunicazione diviene sempre più importante e pure il fatto di mettersi in luce a tutti i costi fa parte della cultura moderna. Ma a lungo andare solo chi lavora sodo riesce ad avere ragione davanti all’elettorato. Il nostro partito ha bisogno di persone che pensano e lavorano per il territorio. Nell’era del digitale, dove tutto è più veloce, non possiamo perdere troppo tempo in polemiche fine a se stesse. Il Ticino ha bisogno di un partito che lavori per la popolazione e che pensi a risolvere le problematiche moderne, soprattutto per quanto riguarda l’istruzione, il mondo del lavoro e la sanità. Chi pensa in modo libero con un occhio di riguardo alle problematiche sopra esposte, trova le risposte nel nostro partito. Il Cantone ha bisogno di un forte PLR.

Roberto Badaracco, municipale di Lugano Voto PLR perché mi identifico completamente nei suoi valori e principi. Negli ultimi 150 anni il PLR svizzero e cantonale hanno contribuito in maniera preponderante allo sviluppo economico e sociale, al benessere del paese. Di questo dobbiamo essere fieri e continuare ad operare con tutte le nostre forze. I valori di libertà e responsabilità sono il fondamento della nostra azione politica, un vero DNA che rappresenta anche un marchio di fabbrica indelebile. A livello comunale come municipale PLR cerco di prevedere per tempo i mutamenti della società in tutti i suoi ambiti d’attività e di adottare con lungimiranza e pragmatismo le necessarie misure d’intervento allo scopo di mantenere l’attuale alta qualità di vita. Il PLR opera con senso di responsabilità ed affidabilità, con fatti concreti e non parole, a vantaggio di ogni cittadino, indipendentemente dal suo stato sociale. Il nostro è un partito serio, non fa del sensazionalismo e populismo i suoi tratti essenziali, ma argomenta con convinzione, ispirandosi alla ragione e all’equilibrio. Siamo aperti, sempre pronti a cogliere nuovi stimoli, non chiusi alle novità, disposti a confrontarci anche duramente per giungere a soluzioni concrete. La cultura in senso lato costituisce per noi una imprescindibile fonte di arricchimento personale e di elevazione spirituale.

Andrea Bersani, vicesindaco di Bellinzona Il panorama politico, da tempo, è caratterizzato da un’offerta esagerata di partiti, più o meno presenti e più o meno coerenti. Quasi tutti dimenticano però che le regole del gioco e i valori che ci distinguono da altre realtà sono, né più, né meno, gli stessi sui quali si fonda l’azione del PLR. Voto PLR perché non voglio che questi principi vengano meno o, peggio, distrutti. Voto PLR perché il metodo liberale permette ad ognuno, compresi quelli che mancano di rispetto e non accettano le opinioni altrui, di esprimersi liberamente. Voto PLR perché mi ritengo un idealista e apprezzo chi guarda al futuro, piuttosto che rifugiarsi nel passato. Voto PLR in quanto resto convinto che chi guarda oltre gli steccati al posto di erigerli, chi si assume il rischio di proporre piuttosto che esaltare il gusto di distruggere, fa sempre l’interesse di tutti, mentre chi fa solo l’interesse di qualcuno e alimenta le paure mina le basi della democrazia. Il clima del “tutto subito”, dei diritti garantiti, della caccia allo straniero non rappresenta certo l’humus più indicato per sperare, anche in futuro, nel successo del PLR; ma è proprio per questo che non dobbiamo mollare, impegnandoci tutti affinché questo Cantone torni alla politica del metodo.

Samuele Cavadini, sindaco di Mendrisio Fare politica è essere mossi da una passione schietta per la cosa pubblica, subordinata ad alti valori etici: il metodo critico della ragione, l’altruismo, l’onesta, la coerenza, la trasparenza e il coraggio. Fare politica è anche comunicare idee e ideali. Il Ticino, e mi rivolgo anche al Mendrisiotto e alla mia Mendrisio, devono essere protagonisti di questa scommessa etica. Ecco perché voto PLR. Mi auguro che la lista del Consiglio di Stato si riveli attrattiva, che possa dare luogo ad una sana competizione interna capace di suscitare entusiasmo e alimentare il dibattito sugli indirizzi del nostro partito che ha saputo rinnovarsi e che continua a tenere ben presente le sensibilità del ceto medio, le esigenze dell’economia in equilibrio con i bisogni della socialità e della formazione, dell’ambiente e della sicurezza. Ecco perché voto PLR. Impegnamoci allora – tutti insieme – nel far sentire il cuore del pensiero liberale radicale a chi sta attorno a noi. Agiamo guidati dalle giuste mete di coesione, libertà e progresso per il paese, per i ticinesi tutti. Ecco perché invito a votare PLR.

Loris Galbusera, sindaco di Biasca Voto PLR perché rappresenta i valori con cui sono cresciuto e che ancora condivido. Un buon liberale è chiunque rispetta le opinioni diverse, senza pretendere di essere depositario di verità assolute: presupposto basilae pienamente dato all’interno di un partito pluralista come il nostro, senza preconcetti, che lascia spazio a tutte le voci senza censure di sorta. Questo è molto importante per la crescita del partito ma soprattutto per quella del Paese. Negli anni il modo di far politica è cambiato, si è vieppiù mediatizzato, si parla tramite i social network, i politici vengono criticati per essere lontani dalla vita reale, insensibili alle difficoltà di molti cittadini. Il PLR ha dimostrato di sapersi rinnovare, di dare fiducia ai giovani, di fare autocritica, di imparare ad ascoltare, di dare risposte ai problemi e alle esigenze della società attuale, di essere aperto al confronto sia interno sia esterno del partito, di appoggiare idee di altri partiti se queste permettono di migliorare le condizioni di vita individuali e sociali. Per tutto questo e per la concretezza nelle scelte e nelle decisioni voto PLR.

Alain Scherrer, sindaco di Locarno Voto PLR perché sento di avere una grande responsabilità. Questo Partito chiede di essere protagonista delle scelte e, quindi, di partecipare attivamente alla vita collettiva, e chiede coraggio nell’immaginare e nel costruire un futuro migliore per tutti; il che significa anche saper rinunciare a quei piccoli privilegi che negli anni hanno contribuito a creare un fossato tra i cittadini e i loro rappresentanti. Piccole cose che però, si conciliano con l’avere aspettative alte, col sentirci un po’ demiurghi, col credere che sia possibile immaginare un Partito e un Cantone diverso e realizzarlo davvero. Il destino del Cantone è nelle nostre mani (non è retorica): noi dobbiamo riconoscere e affrontare i problemi irrisolti. È una sfida entusiasmante. Il nostro compito sarà quello di guidare un “progetto” a cui ciascuno può contribuire nel modo che riterrà più giusto e più opportuno.

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lavisione

Opinione Liberale

A Pratteln il PLR svizzero ha presentato la campagna per le federali 2019 adottando all’unanimità il programma elettorale che si compone di sette obiettivi. La visione proposta per il futuro della Svizzera è incentrata sulla nozione di patria. Il PLR ritiene di essere il solo ad avere una prospettiva “positiva e costruttiva per il nostro Paese”.

Svizzera liberale, la nostra patria S

e la Svizzera è oggi considerata un modello di successo, sarebbe sbagliato dare per scontato questo status. È il risultato di un duro lavoro e di buone decisioni adottate dai liberali radicali del 1848, ieri come oggi si sono sempre battuti per il progresso. Hanno guardato avanti ed è quanto il PLR svizzero intende continuare a fare: con la visione “La nostra Svizzera, la nostra patria” afferma che il futuro è opportunità! Positiva, chiara e precisa la visione del PLR è incentrata sulla nozione di patria. La Svizzera è la patria di tutti coloro che vogliono assumersi le proprie responsabilità e quella della collettività

così le persone socialmente più deboli non vengono dimenticate ma sostenute; è la patria che permette a tutti di plasmarsi il proprio destino attraverso la tenacia, il rispetto e l’impegno. La Svizzera è la patria che coniuga il progresso con la storia e la tradizione perché solo chi ha radici forti può affrontare il futuro senza paura. Ed è quindi dovere dei liberali radicali – come partito, come Paese – preservare e perpetuare questo modello di successo, continuando a credere nelle persone e nel senso di responsabilità individuale e collettiva, garantendo la libertà che – come affermato dalla presidente Petra Gössi a Prattlen – non è mai negoziabile!

7 gli obiettivi al centro della visione del PLRS 1. Una società multiculturale intrisa di valori comuni 2. Una vera solidarietà che non lascia nessuno in disparte 3. Condizioni quadro economiche che premiano la performance e non ostacolano 4. Un uso sostenibile ed efficiente del territorio e delle risorse naturali 5. Una Svizzera forte e sovrana 6. La digitalizzazione e il progresso al servizio della popolazione 7. Una politica di difesa degli interessi che preserva prosperità e sicurezza, e che trae profitto con intelligenza dalla neutralità e sovranità della Svizzera

Come il PLR... nessuno! Dal 2015 a oggi il PLR è il partito che ha conquistato il maggior numero di seggi nei parlamenti cantonali. Dalle ultime elezioni federali, nell’autunno di tre anni fa, sono 19 i Cantoni che hanno rinnovato i rispettivi legislativi: l’ultimo, nello scorso week-end, è stato Zugo. In palio vi erano i tre quarti dei 2’559 seggi disponibili, escludendo Appenzello Interno, dove l’appartenenza politica riveste un ruolo marginale. Dalla contesa politica il PLR esce chiaramente vincitore, con un guadagno di 28 mandati e un totale di 573 seggi, più dell’UDC che è il primo partito su scala federale. Il PLR vede così avvicinarsi l’obiettivo di diventare nel 2019 la seconda formazione politica su scala nazionale, superando quindi i socialisti.


l’ospite

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In viaggio con il ministro L’assemblea del PLRS di Pratteln è stata l’occasione per la grande famiglia liberale radicale di rendere omaggio a Johann Schneider-Ammann. 320 delegati hanno dedicato una standing ovation al ministro dimissionario; la presidente Petra Gössi un sentito “grazie Hannes per il tuo impegno e pragmatismo”. E il ministro si concede all’assemblea nell’intervista con Jill Nussbaum, membro di comitato di GLRS. Ve ne proponiamo un estratto. Johann Schneider-Ammann. Nella nuova visione del PLR svizzero, il concetto di “patria” è molto importante. Cos’è per lei la patria? È difficile rispondere un sabato mattina (ride). Per me la patria è un insieme di molte cose. Andare a passeggio con il cane senza pensieri, confrontarmi con mia moglie… E quando sono in giro per il mondo, avere solide certezze a casa. È qualcosa che ha a che fare con la famiglia, la società, la forza delle nostre idee. Lo scorso anno è stato spesso all’estero. Cosa farà dopo il ritiro dal Consiglio federale? Si vede ancora in partenza per un viaggio o piuttosto tranquillo a casa? Ho sempre viaggiato volentieri. Fin dal mio primo viaggio ufficiale a Stoccarda. Me ne ricordo però soprattutto tre. Il primo è quello

dello scorso gennaio nel Mercosur, un mercato enorme e importante, votato a grandi sfide industriali per essere protagonista a livello globale. Eravamo in 50, inclusi diversi rappresentanti di Economiesuisse, delle imprese e del mondo agricolo. Ma la cosa più importante di quel viaggio non sono state tanto le discussioni sui possibili accordi quanto i nostri rapporti interpersonali in questi 10 giorni. Rapporti che permettono e permetteranno di trovare soluzioni comuni per il bene della Svizzera. E il secondo viaggio che ricorda? Quello in Asia centrale. Lì ho scoperto che la popolazione dell’Uzbekistan è all’80% composta da persone sotto i 35 anni di età. Se pensiamo alla digitalizzazione il potenziale di sviluppo è chiaro. Portare le nuove tecnologie in quell’area è una grande opportunità. Ci parli del terzo viaggio... L’ultimo in Cina per incontrare il nuovo ministro dell’economia. Lo avevo già conosciuto in un altro ruolo nel corso delle

trattative per gli accordi di libero scambio nel 2001, ma ora è salito di grado. Mi ha abbracciato come un vecchio amico. E io ho fatto altrettanto. Poco dopo stavamo discutendo di come attualizzare l’accordo di libero scambio, con l’obiettivo di raggiungere ancora maggiore competitività. Questo per dire quanto contano i rapporti personali. Oggi posso alzare il telefono e chiamare direttamente il ministro dell’economia di Pechino. Se ci provasse il mio omologo tedesco, impiegherebbe un paio di giorni per stabilire il contatto. E questo fa impazzire i tedeschi (ride). Se guarda al futuro, come si vede il 1. gennaio del 2019, terminato il suo mandato? Mia moglie teme molto quel giorno (ride)… Ha già cominciato a preparare un programma per me. Se dovessi chiederle un consiglio su come diventare consigliere federale, cosa mi risponderebbe? Potrei consigliarle di impostare la sua vita sul fatto di non diventarlo… che poi magari succede.

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Ripartire dalle piazze! S

aluto con particolare entusiasmo l’idea del Partito di organizzare il Comitato cantonale di presentazione della lista per il Consiglio di Stato in vista delle prossime elezioni cantonali a Bellinzona, un sabato mattina, in pieno mercato cittadino, con la volontà, senza

Simone Gianini municipale PLR di Bellinzona

timore, di avvicinarsi alla popolazione più ampia che lo frequenta. In anni dove la cittadinanza, non di rado provocata abilmente da social media sempre più votati al maggior numero di visualizzazioni (clic) e da orientamenti politici sempre più demagogici sulla scia di quanto si osserva accadere in altri paesi, ma anche a causa – va riconosciuto – di alcuni passi falsi delle nostre istituzioni, vede la politica e i politici sempre più con disinteresse, se non con disprezzo, è importante che un Partito come il nostro, caratterizzato dal valore della coesione, oltre che della libertà e del progresso, torni più che mai tra la gente con lo scopo di ascoltare e rispondere alle aspettative della popolazione. Questo modo di fare è la via giusta per riscuotere la necessaria fiducia e

Bellinzona

perché le soluzioni proposte siano aderenti all’elettorato e quindi sostenute anche a fronte di opposizioni o, sempre più spesso, in caso di voto popolare. Che la partenza dell’imminente campagna elettorale dal Teatro sociale e dalle piazze di Bellinzona, fra la popolazione e nell’autenticità del mercato del sabato mattina, sia di buon auspicio per un brillante risultato e per il bene del nostro Ticino.

Operare a un’altezza libera e liberale A

prestito da un grande pensatore, che dall’alto riteneva che un’anima fine non è quella che è capace dei voli più alti, ma quella che si alza poco e si abbassa poco, e abita però sempre in un’aria e a un’altezza libera e luminosa, osservo, dalla prospettiva di un modesto ma centrale Comune, che il nostro Cantone si appresta a confrontarsi nei prossimi anni con sfide epocali tra le quali, per fruirne sia il sopra che il sotto-Ceneri, valorizzare la celerità dei trasporti che deriveranno dall’apertura della galleria di base. Affrontare questa sfida, tra numerose altre, è uno dei propositi che chi nei prossimi tempi verrà chiamato a rappresentare i cittadini dovrebbe imporsi. In uno Stato di diritto lo strumento per affrontare ogni sfida risiede nell’emanazione di leggi. Queste leggi devono essere buone: per il cittadino e per lo Stato, con coerenza e armonia e non avulse da un disegno di sicurezza nel diritto. La competenza di scrivere le leggi spetta costituzio-

nalmente al parlamento e significativamente ci soccorre la lingua italiana: competenza è da un lato la legittimazione normativa di un’autorità; d’altro lato competenza è sinonimo di idoneità e capacità. È necessario che chi è investito del compito di scrivere le leggi sia capace e chi nell’applicarle sia equilbrato ed abbia la forza di snellire l’apparato burocratico che spesso soffoca il cittadino da una parte e l’efficienza dello Stato dall’altra. Confido e auspico che chi siederà nel gremio legislativo e in

o Cadenazz

quello esecutivo abbia l’animo fine e accorto per operare sempre ad un altezza libera e liberale. Sostengo lo forza della competenza e non quella dei proclami.

Marco Bertoli sindaco di Cadenazzo


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l’intervista

sciuta, un aspetto centrale sono i macchinisti: 8 macchinisti hanno appena acquisito la patente, altri 16 sono in formazione e continueremo così. Nel 2020 TILO ne avrà oltre 120. Molti nostri macchinisti sono interoperabili, quindi hanno sia la patente svizzera sia italiana. TILO è stata tra i primi in Europa a dotarsi di personale interoperabile. Un macchinista svizzero viene formato in 11 mesi e con 6 mesi supplementari ottiene la patente italiana. È uno sforzo necessario in quanto già oggi la metà dei nostri 360 treni quotidiani passa la frontiera: impensabile avere ogni volta un cambio di macchinista. D’altra parte attendiamo la fornitura di 10 nuovi treni FLIRT. I nostri treni sono speciali ed equipaggiati per adattarsi in corsa al cambio dell’alimentazione elettrica, rispettivamente dei sistemi di sicurezza (segnaletica e controllo della corsa) tra i due paesi.

Denis Rossi, direttore di TILO, ci parla di un Ticino in cui si stanno per concretizzare infrastrutture ferroviarie che andranno a stravolgere il territorio e la mobilità.

Il treno, sempre più irrinunciabile Denis Rossi. È vero che per il trasporto pubblico in Ticino siamo alla vigilia di una vera rivoluzione con l’apertura della galleria di base del Ceneri? Si. Dal dicembre 2020 avremo il 50% in più di treni, con nuove linee, come la RE80 Locarno-Lugano, che grazie alla bretella di Camorino permetterà di collegare le due città in 28’ (oggi 60’) e linee esistenti che diventeranno più veloci, come la S10 BellinzonaLugano (15’, oggi 30’). Questo per quanto riguarda il trasporto ferroviario di competenza TILO. Nell’ottica del cliente conta però la catena di trasporto completa. Il Cantone è attento a questo aspetto e potenzierà sensibilmente il trasporto locale su gomma. Quali “mosse” state mettendo in campo per rendere il trasporto in treno davvero irrinunciabile per gli spostamenti in Ticino? I tempi di percorrenza diminuiranno, come detto. Ma oltre a ciò aumenteranno le frequenze, con treni ogni 30’ per ogni linea (e quindi considerando i tratti con linee e tipologie di treni diverse avremo tratte con 3 fino a 5 treni l’ora). Inoltre le stazioni principali sono state rinnovate o sono in cantiere, per essere ancora più accoglienti e più accessibili con i marciapiedi a raso treno e con accessibilità garantita (tramite rampe e/o ascensori) anche alle presone disabili. Altre fermate saranno via via rinnovate negli anni dopo il 2020 e a quelle esistenti fra pochi anni se ne aggiungeranno alcune nuove (Minusio Rivapiana, Bellinzona Piazza Indipendenza).

50% di treni e linee in più con l’apertura nel 2020 della galleria del Ceneri

28 i minuti per percorrere Lugano-Locarno grazie alla bretella di Camorino (oggi ci vogliono 60 minuti)

Un’offerta attrattiva che si traduce anche in più personale e nuovi treni... Per garantire l’offerta accre-

Negli anni il servizio TILO ha già ampliato l’offerta, ma sembra soffrire un po’ del suo successo. È un’impressione? La rete è satura? È in parte vero. Credo comunque che la situazione sia sotto controllo. Ad inizio anno, con l’incorporazione nell’orario della nuova tratta tra Mendrisio-Varese con le linee S40/S50 e complici i numerosi cantieri (Chiasso, Maroggia, ecc.) ci sono stati dei problemi nella parte sud del Cantone. Con le misure correttive introdotte dal 2 settembre, la puntualità su queste linee è aumentata del 20-30%. Non posso dire che la rete sia satura, ma è vero che l’orario è denso: ogni piccolo problema si ripercuote con un effetto domino su molti treni prima che tutto il sistema torni stabile. Come mai negli ultimi tempi si è assistito a qualche guasto di troppo? È una fatalità o c’è di più? La fatalità sarebbe una scusa banale. È vero però che il traffico è denso, questo sollecita maggiormente l’infrastruttura, ci sono più cantieri (anche per garantire l’apertura della galleria di base del Monte Ceneri a dicembre 2020) e i nostri treni sono molto sollecitati. Tutto ciò fa aumentare i guasti. Credo che sostanzialmente in Ticino stiamo vivendo una stagione di fermento ferroviario straordinaria, che ci deve rallegrare. Mi riferisco alla fase storica iniziata con i cantieri di AlpTransit e che si concluderà solo fra qualche anno. Alla fine avremo un sistema ferroviario che per qualità e quantità non sarà minimamente paragonabile al passato. Qualche difficoltà in questi anni, dove comunque si offre un servizio che è già nettamente migliore rispetto anche solo a quello degli anni ’90 (quando TILO non c’era ancora e il traffico regionale era svolto da pochi treni di vecchia generazione, non dimentichiamolo!), mi sembra un “prezzo” da pagare accettabile, tenuto conto della dimensione del fenomeno.


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Mobilità ciclabile: forza Ticino! I l popolo svizzero vuole vie ciclabili sicure. Queste sono le conclusioni che si traggono dall’incredibile risultato della votazione dello scorso 23 settembre sul decreto concernente le vie ciclabili, i sentieri e i percorsi pedonali, approvato con il 73.6% dei voti. E specialmente il Ticino sopra la media con oltre il 75% di consensi si è dimostrato particolarmente sensibile alla tematica. Si tratta di un chiara volontà dei cittadini ticinesi per la mobilità ciclabile che va oltre gli steccati dei partiti. L’ho sempre detto e lo ripeto: la bici non ha partito. Essi riconoscono l’enorme potenziale della bicicletta come mezzo di trasporto e per il tempo libero. Inoltre con la diffusione dell’e-bike ci saranno sempre più persone motivate a lasciare a casa la macchina e a spostarsi con questo mezzo. Ora che la bicicletta è entrata nella Costituzione, la Confederazione potrà sostenere e coordinare lo sviluppo di vie ciclabili su tutto il territorio nazionale. Questo non ci deve indurre a sederci sugli allori e aspettare che piovano da Berna

Lavoro

Sicurezza

Città e centri urbani

Valli Valli

Scuola,formazione formazione eecultura Scuola, cultura

Rocco Cattaneo consigliere nazionale PLR

nuovi progetti! Bisogna passare all’azione a livello cantonale e nei Comuni per concretizzare questa chiara volontà popolare. Questo significa prima di tutto fare un inventario dei progetti pianificati, di quelli in fase di attuazione e di quelli già realizzati. Quindi avere una visione d’insieme chiara almeno dei prossimi 4 anni. Individuare le sfide attuali e su quali parti del territorio esiste maggiore necessità e potenziale di sviluppo. Secondariamente occorre muovere le risorse finanziarie necessarie a livello cantonale e negli agglomerati più importanti da destinare alla creazione di vie ciclabili, così come per accelerare la realizzazione dei progetti già avviati. Stiamo parlando di investimenti in opere pubbliche, che andranno a beneficio dell’intera società, del nostro benessere e dei turisti che saranno nostri ospiti e che sempre più richiederanno la possibilità di muoversi in bicicletta. La politica ticinese deve approfittare di questo

sostegno da Berna e attivarsi: è risaputo che il nostro Cantone è tra le ultime posizioni in materia di sviluppo della mobilità lenta. Mancano vie ciclabili a lunga percorrenza, manca una segnaletica adeguata, spesso non c’è una separazione netta dal traffico motorizzato. Tutti aspetti che rischiano di causare sempre più incidenti. La mobilità ciclistica è l’unico settore del traffico dove il numero degli incidenti è aumentato. Perciò è sbagliato pensare che da adesso la Confederazione si prenderà a carico tutto quello che c’è da fare in questo ambito. Sono le nostre istituzioni a doversi attivare. Quindi forza Ticino, cambiamo marcia e adoperiamoci concretamente per realizzare la volontà dei cittadini, per lo sviluppo di vie ciclabili sicure!

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lacultura

Il Teatro sociale di Bellinzona sarà la cornice scenica del comitato cantonale di domani che lancerà la campagna elettorale con la designazione dei candidati PLR in corsa per il Consiglio di Stato. Il Sociale ha saputo ritagliarsi un suo ruolo nel panorama culturale ticinese, proponendosi come un teatro innovatore: ce lo spiega Il suo direttore Gianfranco Helbling.

Valorizzare a teatro “la nostra identita” Gianfranco Helbling. Come definirebbe il ruolo del Teatro sociale di Bellinzona nel panorama teatrale e culturale ticinese? Il Sociale è sempre stato un innovatore. Ad esempio siamo stati il primo teatro istituzionale ticinese a credere nelle produzioni. Per me il Sociale è un teatro svizzero di lingua italiana. Un teatro cioè che fa della relazione con il territorio e dell’appartenenza all’area socio-culturale svizzera di lingua italiana due punti di forza. Non ci interessa programmare a Bellinzona come si potrebbe farlo a Milano, a Bologna o a Bari. Vogliamo che il fatto di rivolgerci ad un pubblico svizzero di lingua italiana, e di esserne espressione, trovi rispondenza sul palco. Senza negare il valore della cultura e della storia del teatro italiane, ma valorizzando tutti gli elementi costitutivi della nostra identità.

applausi” e quelli per un pubblico più esigente di “Altri percorsi”, fino alle rassegne musicali che spaziano dall’opera lirica al rock indipendente.

Avete di recente presentato la vostra nuova stagione. Che tipo di “cartellone” presentate? Il Sociale è l’unico teatro di Bellinzona. Deve quindi proporre un cartellone capace di intercettare i gusti più diversi. Ma è anche un teatro pubblico, e quindi deve stare attento alla qualità dell’offerta. Per questo nel nostro cartellone convivono la grande prosa della rassegna “Chi è di scena” con la comicità popolare di “com.x”, gli spettacoli per bambini e famiglie di “Primi

Quanto contano le “produzioni proprie” nella sua visione del Teatro Sociale? Molto. Credo che un teatro deve avere un’identità forte, riconoscibile sia per il pubblico che per gli addetti ai lavori. A maggior ragione considerando la stretta relazione che vogliamo avere con il territorio. Ecco perché in questa stagione produciamo due spettacoli scritti da giovani autori ticinesi e su temi che riguardano il vissuto quotidiano del nostro pubblico: “Natasha ha

preso il bus” di Sara Rossi Guidicelli (debutto l’8 novembre) e “Tell” di Flavio Stroppini (prima assoluta il 2 maggio). Il LAC è un concorrente, un’alternativa o un partner irrinunciabile? Il LAC è l’attore più visibile sulla scena culturale della Svizzera italiana, ma non l’unico. Anche altrove si lavora producendo risultati di valore. Con la sua visibilità e la sua capacità di generare spettatori è però decisivo nella formazione e nella crescita del pubblico. Di questo tutti i teatri ne possono approfittare. Del resto i rapporti sono ottimi e le collaborazioni, in particolare con LuganoInScena, frequenti e proficue. Sul mercato delle sponsorizzazioni però il LAC è diventato un concorrente irresistibile: oggi tutti gli sponsor tendono a concentrarsi su Lugano. Un’evoluzione preoccupante che ci crea qualche difficoltà.


larubrica

Le preoccupazioni dei cittadini U

n’indagine recente della SSR (2017) ha evidenziato che la preoccupazione maggiore degli svizzeri rimane quella dei migranti. Per il 27% essa costituisce il problema più urgente che la politica deve affrontare e soprattutto risolvere. Al secondo posto nella classifica delle preoccupazioni, con il 20%, figura la politica sanitaria: “L’aumento (salato) dei premi di assicurazione malattia non ha mancato di avere ripercussioni considerevoli sui risultati”. Seguono poi la sicurezza sociale (17%), ambiente energia e clima (13%); mentre il mercato del lavoro (sicurezza dell’impiego, salari) figura al quinto posto con l’8%. La criminalità è solo ottava, con il 4% e l’integrazione europea nona, con il 2%. La questione migratoria viene indicata come maggiore preoccupazione dagli elettori di quasi tutti i partiti: UDC (49%) PPD (20%), PLR (27%), PBD (30%), e PS (18%). Fanno eccezione i Verdi e i Verdi liberali, che si dicono invece preoccupati per le questioni ambientali. Su queste emergenze, assai sentite dalla popolazione, è del tutto naturale che i partiti debbano in qualche modo dare delle risposte. Il problema per ogni partito è quello di riuscire ad attivare l’attenzione con un minimo di credibilità. Occorre cioè una comunicazione efficace

Opinione Liberale

che manifesti posizioni chiare, convincenti e coerenti. A questo riguardo un interrogativo si impone: è più opportuno concentrarsi prioritariamente sul presente, sulle questioni di forte attualità e studiare soluzioni provvisorie e contingenti, oppure si deve andare oltre con progetti di media, lunga scadenza? I partiti di ispirazione populista preferiscono cavalcare i temi attuali in una prospettiva di immediatezza, portando soluzioni talvolta semplicistiche che hanno sicuro effetto, ma che possono rivelarsi prima o poi inadeguate o semplicemente poco applicabili. I partiti storici, e in particolare quelli liberali, per loro natura propendono per soluzioni di lunga durata, con argomentazioni razionali, che però non suscitano emozioni e appaiono distanti dalle preoccupazioni contingenti dei cittadini.

Gerardo Rigozzi

Liberali tra fascismo, post-fascismo e Ur-fascismo S u Opinione Liberale del 14 settembre, Franco Celio notava come per l’avanzata dell’estrema destra nelle elezioni svedesi, si utilizzasse con troppa facilità il termine fascismo. In effetti, come evidenzia Enrico Testa, semplicemente accostare le nuove forze di estrema destra al fascismo storico può essere fuorviante, perché pur avendone ereditato il gusto per l’ordine e la gerarchia, il nazionalismo e la xenofobia, se ne distaccano per più aspetti. Non devono più combattere il comunismo né

Carlo Monti

assecondare una religione dominante; né i loro leader sono più dei condottieri in divisa, ma personaggi mediatici abili nelle strategie del marketing politico. Inoltre non si propongono come forze rivoluzionarie per creare un ordine nuovo, ma al massimo contrastano la globalizzazione e l’immigrazione, a difesa del benessere degli autoctoni. Forze politiche in movimento con grandi capacità di adattarsi a nuove situazioni e a diverse realtà nazionali: non tanto un rigurgito neofascista, quanto una nebulosa post fascista. Di fronte a questa nuova realtà, in cui la sinistra si è svuotata di senso e le forze cattoliche conoscono una continua erosione, sui liberali grava una grande responsabilità. Mentre crescono gli episodi di intolleranza, di razzismo e di violenza in tutta Europa e le forze della destra estrema avanzano sempre più, che fare? Negare il fascismo perché mancano fez e balilla? Correndo il rischio di veder naufragare le democrazie liberali, mentre affascina sempre più il modello delle democrazie illiberali dei Putin e

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dei Trump? Sarà allora utile considerare attentamente il concetto proposto da Umberto Eco di Ur-fascismo o fascismo eterno, che “può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti”.


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ilfocus

Per una crescita economica sostenibile Dopo le celebrazioni del centenario, la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del canton Ticino (Cc-Ti) si appresta ad affrontare i prossimi decenni con immutato slancio ed entusiasmo come sottolinea il suo presidente Glauco Martinetti.

I

l prossimo 19 ottobre al Palacinema di Locarno si terrà la 101° assemblea generale ordinaria della Cc-Ti, durante la quale avremo modo di continuare la nostra riflessione sugli elementi imprescindibili per una crescita economica sostenibile. Saranno presenti ospiti importanti, il consigliere federale Ignazio Cassis e il consigliere di Stato Christian Vitta, insieme ai numerosi

Glauco Martinetti presidente Cc-Ti

affiliati della Cc-Ti, ossia quelle aziende e associazioni di categoria dinamiche e propositive che compongono il tessuto economico ticinese e che abbiamo l’onore di rappresentare. In particolare sottolineeremo come in un mondo sempre più soggetto a cambiamenti la “Swissness” – quell’insieme di valori imprenditoriali tipicamente svizzeri che da tempo in tutto il mondo sono sinonimo di qualità, affidabilità e innovazione – ricopra sempre più un ruolo fondamentale. Ed è proprio su questi principi e sul dialogo franco con la politica e i partner sociali, che persevereremo con le nostre attività. Lavorando con impegno, costanza e determinazione e basandoci sulla realtà dei fatti (senza lasciarci condizionare da narrazioni emergenziali che alimentano solo la sfiducia), proseguiamo nel sostenere le aziende ticinesi nel loro operato,

Cc-Ti in cifre

accompagnandole anche attraverso la svolta epocale data dalla trasformazione digitale. A fronte di risultati economici incoraggianti e consolidati (dati confermati da numerosi studi, tra cui quello di BAK Economics, presentato dalla Cc-Ti la scorsa primavera) che il nostro tessuto imprenditoriale produce, si sta purtroppo espandendo una cultura protezionistica, tanto localmente quanto a livello internazionale. Si tratta di trend che limitano lo sviluppo economico, remano contro il libero mercato e si contrappongono all’apertura ed al dialogo, valori questi ultimi in cui crediamo fortemente. Ecco perché come Cc-Ti continueremo a promuovere un dibattito costruttivo con gli attori in gioco, difendendo al contempo la libertà d’impresa per garantire alle aziende condizioni quadro favorevoli nelle quale fare impresa e crescere.


inbreve

Un palese esempio di brutta politica Il “caso Pantani”, che ha infiammato le ultime settimane del dibattito pubblico chiassese (e non solo) ha dato alla popolazione un’immagine desolante a livello istituzionale. Soprattutto perché al centro della questione sono stati messi i bambini. Che, indipendentemente da origini, cultura o estrazione sociale, sono e restano bambini. Il PLR Chiasso non ha quindi intenzione di alimentare nuove inutili polemiche, ma ritiene fondamentale stigmatizzare con forza e decisione l’accaduto, ma anche richiamare gli attori della politica e della società civile ad un atteggiamento più cosciente e responsabile. Per dare alla gente un’immagine istituzionale più dignitosa e ribadire che alla base del nostro vivere civile c’è la buona educazione.

Gambarogno in ostaggio di un singolo Il Municipio di Gambarogno ha comunicato che la votazione poolare sul credito aggiuntivo per la realizzazione del Porto – inizialmente prevista per il 25 novembre – è stata posticipata a causa di un ricorso inoltrato dal promotore del referendum Cleto Ferrari. In particolare il Municipio afferma che: “L’esito del referendum sul credito suppletorio è stato avvallato dal Municipio in data 23 agosto 2018 e fissato il termine di votazione previsto per il 25 novembre 2018. La legge consente un termine di 5 mesi entro i quali il Municipio è obbligato a definire la data di votazione. In data 20 settembre il Sig. Cleto Ferrari firmatario e promotore del referendum inoltra ricorso al Consiglio di Stato il quale ha effetto sospensivo, chiedendo di procrastinare il voto sino a quando l’Autorità giudicante non si sarà espressa su affermazioni esternate dal Municipio precedentemente al referendum”. Ritengo il posticipo non solo inutile – sul progetto del nuovo Porto Comunale di Gambarogno si è già discusso ampiamente e sicuramente si dibatterà ancora prima della votazione sul referendum per il credito suppletorio (e non per la costruzione e ubicazione del Porto) – ma anche dannoso, perché rinvia ulteriormente una decisione che faccia finalmente chiarezza, dopo anni di attesa, creando ulteriori e imbarazzanti ritardi all’eventuale – auspicata – realizzazione del Porto. Dopo molte discussioni, è ora e tempo che le cittadine e i

cittadini del Gambarogno si esprimano. A questo punto c’è da chiedersi a quale gioco stia giocando Cleto Ferrari. Che il procrastinare il voto nel 2019 sia una tattica elettorale per avere visibilità in vista delle Elezioni cantonali di aprile, nel quale il già socialista, già leghista e ora democentrista vorrà forse confermare il suo seggio nel parlamento cantonale? Oppure un espediente per gettare ancora più fango sul quel Municipio dal quale è stato escluso? - ma che ne faceva parte quando è stato promosso nel 2013 - Ai cittadini il compito di giudicare; come sicuramente giudicheranno l’agire di Ferrari coloro che hanno sottoscritto il referendum per andare a votare, votazione che ora il promotore blocca. Siamo in molti ad essere stufi degli atteggiamenti di Cleto Ferrari, che creano unicamente confusione nella cittadinanza, negano il lavoro di Municipio e Consiglio comunale e soprattutto arrecano danni alla nostra regione, con un’immagine offuscata per chi ci guarda da fuori. Questo modo di agire non è far politica – e chi ne pagherà le conseguenze saranno ancora una volta molti cittadini, in particolare i giovani, che visto quanto accade si distanziano sempre più dalla politica.Concludo riprendendo un aforisma di un noto politico “ A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

Guido Comperti, presidente PLR Gambarogno

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l’agenda Sabato 13 ottobre PLR TICINESE Comitato cantonale: designazione lista PLR al Consiglio di Stato ore 10.30 Teatro sociale, Bellinzona

Domenica 14 ottobre SOCIETÀ PROGRESSISTA CASTAGNOLESE Gita al Monte Generoso ore 09.15 Posteggio degli autobus, Cornaredo SOCIETÀ OPERAI LIBERALI Maccheronata e castagnata ore 11.45 Capannone delle feste, Pregassona PLR ORIGLIO Castagnata ore 14.00 Piazza Municipio, Origlio

Mercoledì 17 ottobre CLUB DEI 1000 Incontro con Andreas Meyer ore 18.00 Hotel Internazionale, Bellinzona Iscrizione obbligatoria

Giovedì 18 ottobre PLR DISTRETTO DI LUGANO Assemblea ore 19.00 Centro Eventi, Cadempino

Opinione Liberale Responsabile politico Bixio Caprara

Numero IVA IDI CHE–108.135.503 IVA

Direttore editoriale Andrea Nava

Abbonamento annuale Fr. 100.–

Redazione Massimo Schira Vania Castelli

AVS/ AI/ Studenti Fr. 50.–

Redazione CP 154, 6528 Camorino T. 091 821 41 85 F. 091 821 41 88 oplib@plrt.ch

SOCIETÀ FRANCHI LIBERALI Serata culturale ore 20.30 Centro scolastico, Novaggio

Grafica e design redesign.swiss Camorino

Venerdì 19 ottobre

Stampa Centro Stampa Ticino SA Muzzano

«Sostenitore» Da Fr. 200.– CCP 69-7730-5 Pubblicità Laura Codiroli

CARTA SVIZZERA

PLR CRESCIANO Assemblea ore 20.00 Casa comunale, Cresciano

Agenda completa su www.plrt.ch.

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glieventiPLR

Incontro con Andreas Meyer mercoledì 17 ottobre 2018 alle ore 18.00 all’Hotel & Spa Internazionale, Bellinzona In una conversazione con il giornalista Giancarlo Dillena e con il coordinatore Adriano Cavadini, Andreas Meyer ci parlerà del futuro del trasporto pubblico e del traffico merci in Svizzera e nell’UE. Così come del progetto di nuove officine in Ticino e del completamento di AlpTransit.

Riusciremo a spostare il traffico merci dalla strada alla ferrovia? A seguire aperitivo e cena all’Hotel & Spa Internazionale di Bellinzona aperti a tutti gli amici liberali radicali. Sarà disponibile un bus navetta tra il parcheggio Ex Stallone e l’Hotel & Spa Internazionale. Per questioni logistiche è obbligatorio confermare la propria partecipazione entro il 5 ottobre 2018.

Informazioni e iscrizioni: Segreteria cantonale PLR Telefono 091 821 41 81 | Fax 091 821 41 88 | E-mail info@plrt.ch

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Nr. 31 - Opinione Liberale - 12 ottobre 2018  
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