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Anno 27 /G.A.A. Camorino

6 luglio 2018 /

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Opinione Liberale Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

Tutti al lavoro per il lavoro

03 / Nicola Pini / vicepresidente PLR Accompagnamento individualizzato e formazione: le ricette della sottocommissione Lavoro per i disoccupati over 65 e i giovani.

“Primato PLR nel 2020”

07 / Guido Tognola / presidente PLR Lugano Il neo presidente del PLR Lugano si è dato l’obiettivo di riportare a Lugano il primato PLR alle Comunali di aprile del 2020.

Populisti nuova élite

12 / Mauro Dell’Ambrogio Le nuove élite, fattesi tali in nome della lotta contro le vecchie, tendono molto in fretta ad imitarle in peggio.

Editoriale / Andrea Nava / segretario PLR

Tra Salvini e Macron... scelgo Cassis! Malgrado le incertezze a livello internazionale, il nostro Paese continua a essere stabile e a mantenere una qualità di vita elevata. Viviamo un’era di conflitti, mancanza di lavoro e di prospettive. La storia ci ha insegnato che il successo si raggiunge grazie allo scambio di opinioni, alla curiosità per ciò che è nuovo, a un uso razionale delle nostre libertà. Creare il nostro futuro mantenendo i nostri valori è dunque possibile.

Le specificità La nostra cultura politica è caratterizzata dalla volontà di mantenere unito un Paese ricco di contrasti e diversità. Un Paese con 15 Cantoni di confine. Ognuno con le sue specificità. Non esiste solo il bianco o il nero, solo la destra o la sinistra. Esiste molto di più. Esistono molte sfumature di grigio. Sfumature di… Cassis.

I valori Portiamo avanti i valori che da sempre ci caratterizzano: il rispetto delle diversità, la capacità di dialogo e il senso di appartenenza. Mettiamo da parte gli atteggiamenti pessimistici. Valorizziamo i nostri punti di forza e impegniamoci a svilupparli ulteriormente. Ma teniamo altresì conto delle difficoltà e delle preoccupazioni dei cittadini.

La festa Dal 20 settembre scorso, ci sentiamo tutti un po’ più svizzeri e la festa di Monteceneri ci porta inevitabilmente a riflettere sul senso di patria e sui valori del nostro sistema federalista. Ed è per il PLR un piacere farlo, mercoledì 1. agosto, insieme a voi e a Ignazio Cassis. Vi attendiamo numerosi e nel frattempo… buone vacanze!

Buona estate Ci rivediamo il 31 agosto!


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Opinione Liberale

ladue

Incentivare l’innovazione Positivo il bilancio di metà percorso per la Legge per l’innovazione economica (LInn), con uno sguardo rivolto al futuro…

T

ra gli strumenti di sostegno e incentivo all’innovazione e all’imprenditorialità, la Legge per l’innovazione economica (LInn) ha assunto un ruolo centrale in Ticino. A poco più di due anni dalla sua introduzione, il Consiglio di Stato ha preso atto del positivo bilancio sull’attuazione della rinnovata legge, cogliendo l’occasione per proporre alcune modifiche mirate. Ne parliamo con Stefano Rizzi, direttore della Divisione dell’economia del DFE. Stefano Rizzi. Nel presentare il bilancio si è fatto il punto anche su alcune modifiche di legge che hanno quale obiettivo? La LInn rappresenta un tassello fondamentale della politica dell’innovazione promossa dal Cantone, grazie in particolare a un suo ottimale coordinamento con le altre politiche settoria-

li, all’interno di quello che ci piace definire il “Sistema regionale dell’innovazione”. Nei primi due anni, la rinnovata LInn ha permesso di sostenere oltre 200 progetti innovativi presentati da quasi un centinaio di aziende ticinesi, generando investimenti sul nostro territorio per oltre 120 milioni di franchi. Cifre rilevanti che hanno permesso, in particolar modo, di incentivare attività di ricerca e sviluppo da parte delle aziende. Quest’ultimo è un aspetto fondamentale per stimolare e mettere a frutto le numerose

Cifre complessive sull’utilizzo della LInn nel 2016-2017 (stato 31.12.2017) Progetti sostenuti: 212 Lavoro

Aziende coinvolte: 93 Sussidio complessivo: oltre Investimento totale: 122

12.3 milioni

Sicurezza

Città e centri urbani

Valli

milioni

Effetto leva dei sussidi stanziati: 1

a 10

Agiamo da donne, da protagoniste I

competenze presenti nel nostro Cantone, con positive implicazioni sull’attrattiva e la crescita futura della nostra economia. In questo senso, le puntuali modifiche della LInn proposte dal Consiglio di Stato sono volte a introdurre dei correttivi nei meccanismi di concessione dei sussidi previsti – con un occhio di riguardo al mercato del lavoro – e a predisporre le necessarie basi legali per un’adesione del Ticino all’organizzazione di marketing territoriale della Greater Zurich Area (GZA).

n occasione della Giornata internazionale della donna, la Commissione consultiva per le pari opportunità fra i sessi, in collaborazione con l’Ufficio di statistica (USTA), ha presentato “Le cifre della parità. Un quadro statistico delle pari opportunità fra i sessi in Ticino”. E’ la seconda edizione e afferma che la disparità salariale rimane uno dei principali ostacoli al raggiungimento della parità di fatto, che le donne accedono più difficilmente ai ruoli di responsabilità. E che sono meno presenti nelle istituzioni politiche: il motivo? Conciliare vita professionale e vita personale/familiare è una delle sfide prioritarie della politica di oggi. Il tema tocca da vicino una generazione intera, quella dei baby boomers che ha superato i cinquant’anni e che, in parecchi casi, si trova a far parte della “generazione sandwich”. Le tendenze dell’aumento della durata della vita e il fatto di avere bambini in età avanzata hanno contribuito all’avvento di questo particolare fenomeno. Questa generazione sovente non è neutra rispetto al genere, com’è noto le persone che prestano cure ai propri congiunti sono prevalentemente donne di età compresa tra i quaranta e i sessant’anni, che si occupano sia della giovane generazione (figli e nipoti) che di quella anziana (genitori o suoceri). Secondo l’ultimo rapporto sulle famiglie dell’Ufficio federale di statistica, si tratta in particolare delle donne tra i 55 e i 64 anni, in quanto il 3,6% di loro cumula due o tre forme di “care”. Nel 2013, oltre 170’000 persone hanno dedicato tempo alla cura di congiunti, un impegno che può incidere sull’attività professionale e/o l’impegno a favore della “cosa

Scuola, formazione e cultura

Mari-Luz Besomi-Candolfi presidente Donne liberali radicali ticinesi

pubblica”. Sebbene l’altra metà del cielo contribuisca sempre più spesso a equilibrare gli impegni quotidiani all’interno della coppia, la partecipazione femminile nel mercato produttivo e, se desiderato anche nella politica attiva, resta penalizzata dalla difficoltà di conciliare lavoro, famiglia e interessi personali. L’impegno che ci prendiamo come Donne del PLR è femminilizzare il mondo della politica per conquistare una maggiore rappresentanza nelle istituzioni, rendendo il nostro partito di donne capaci. Non è più il tempo dei lamenti, agiamo da protagoniste con il nostro pensiero e la nostra azione!


iltema

Opinione Liberale

ilcommento

Offrire al mondo un turismo rinnovato a km 0

Tutti al lavoro per il lavoro F

ormazione, accompagnamento individualizzato e coordinamento interdipartimentale: queste le ricette cucinate dalla sottocommissione Lavoro e approvate dal Gran Consiglio per dare una nuova prospettiva – e speriamo un nuovo futuro – ai disoccupati di lunga durata e ai giovani in assistenza. Abbiamo dunque deciso di destinare circa 3’000’000 di franchi all’implementazione sperimentale in particolare di due nuove e mirate misure attive finalizzate al reinserimento nel mercato del lavoro in particolare di due fasce sensibili, i giovani adulti e gli over 50: • l’introduzione di un accompagnamento individualizzato per persone in disoccupazione di lunga durata che si avvicinano alla fine delle indennità (modalità suggerita dal DFE);

Lavoro

Sicurezza

Città e centri urbani

Valli

Scuola, formazione e cultura

Nicola Pini vicepresidente PLR

• l’applicazione in Ticino del modello Forjad (acronimo per Formation pour jeunes adultes), ideato e sperimentato dal Canton Vaud, volto a garantire una formazione secondaria ai giovani in assistenza fornendo assegni di studio e un accompagnamento individualizzato durante il percorso formativo. Molto importante sarà evidentemente il monitoraggio e la valutazione di queste due misure innovative attraverso un accompagnamento tecnico-scientifico teso a verificare la loro efficacia in termini di attivazione delle competenze e di reinserimento nel mondo del lavoro. Noi ci crediamo.

Con la recente decisione del governo e del parlamento di concedere un’iniezione di 34 milioni di fanchi sul credito quadro a favore di ATT (l’Agenzia turistica ticinese), ma finalmente a favore di tutto un settore trainante dell’economia cantonale, il mondo politico ha voluto lanciare un segnale forte, anche grazie al dinamismo e pragmatismo del nostro consigliere di Stato Christian Vitta, il quale riesce ad entusiasmare e convincere i propri colleghi affinché le fondamenta sulle quali poggia la promozione e il marketing siano il più solide possibili. Mercati aperti sono essenziali per innovazione, produttività, competitività della piazza economica svizzera.

Ora spetta agli attori in campo ripagare la fiducia con altrettanto impegno e progettualità tralasciando sterili e inutili polemiche campanilistiche a favore di un’immagine rinnovata e moderna, al pari del nuovo logo di ATT, facendoci trovare pronti nel 2020 allorquando il tunnel di base del Ceneri offrirà al mondo intero un Cantone a km 0. Dovremo essere pronti a commercializzare una mobilità sostenibile e soprattutto veloce tra due delle maggiori destinazioni turistiche in modo che facciano da traino alle zone periferiche tanto importanti alla geografia turistica del Ticino.

Massimo Suter presidente di GastroTicino

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GLR, gruppo fantastico

Federico Scribani Rossi Domicilio: Origlio Formazione: diploma di maturità, indirizzo linguistico, conseguito all’Istituto Elvetico di Lugano Data di nascita: 31 marzo 1998 Hobby: grande è la passione per motori, calcio e barca a vela

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La mia grande passione per il Motorsport

Federico Scribani Rossi è vicepresidente dei Giovani liberali radicali del Luganese che stanno lavorando, dietro alle quinte, con gli organizzatori della festa del 1. agosto che avrà luogo alla caserma della Piazza d’armi del Monteceneri. Federico Scribani Rossi. Come ti sei avvicinato alla politica? Fin da adolescente mi sono interessato allo scenario di attualità economica e politica della Svizzera avvicinandomi sempre di più al pensiero Liberale. Il grande passo si può dire essere avvenuto quando il mio sindaco, Alessandro Cedraschi, mi ha introdotto ai suoi colleghi proponendomi come possibile candidato al Consiglio comunale di Origlio alle elezioni comunali del 2016. Nonostante la possibilità sfumata in mancanza di una manciata di voti, l’idea e l’interesse di entrare in politica non mi ha mai abbanonato. Infatti 6 mesi dopo sono stato invitato a far

Opinione Liberale

Dopo anni di agonismo sono maestro svizzero di sci

La mia squadra del cuore: il Milan

parte del gruppo dei Giovani liberali radicali del Luganese, di cui tutt’ora sono membro ricoprendo la carica di vicepresidente.

emozionante, poiché per la prima volta sarò io il rappresentante dei Giovani nel Comitato del gruppo organizzativo.

Come ti trovi nei Giovani liberali radicali? L’ambiente è fantastico, sono circondato da molti giovani intraprendenti che mettono il loro tempo libero a disposizione degli altri. All’interno del movimento si discute di problemi e tematiche legati ai giovani e alle prospettive del futuro che li aspetta e si propongono sempre nuove idee innovative e al passo con i tempi.

Vuoi lanciare un appello a partecipare numerosi a questa giornata speciale del PLR dedicata alla Svizzera? Sarà un’occasione per conoscere noi Giovani e per condividere insieme una giornata di festa, celebrando la nostra Nazione.

Cosa ti evocano i valori fondanti del PLR libertà, coesione e progresso? Mi riconosco nei valori di libertà e democrazia e li ritengo infatti parole chiave per una società salda, sempre pronta a cogliere le nuove sfide che il futuro riserva. Monteceneri ospiterà la festa del primo d’agosto del PLR. Quale significato ha per te? Ritengo che sia una festa molto importante in cui tutti si possano ritrovare e credo sia anche da sottolineare l’impegno da parte della mia sezione, i Giovani liberali radicali del Luganese nella partecipazione dietro le quinte ad una festa di tale caratura. Quest’anno in particolare sarà un’occasione


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Opinione Liberale

vocidapalazzo

60’000 i metri quadrati dell’attuale comparto delle Officine FFS che passeranno all’ente pubblico

I progetti non vanno in vacanza

A

rchiviati i consuntivi “di transizione” dell’anno 2017 della città di Bellinzona, sono stati presentati la scorsa settimana i messaggi relativi al nuovo stabilimento industriale FFS e allo sviluppo futuro dell’attuale comparto delle officine. Si tratta di uno dei progetti strategici più importanti su cui nei prossimi mesi si chineranno Gran Consiglio e Consiglio comunale, e poi verosimilmente anche la popolazione. Con il progetto portato avanti dal consigliere di Stato Christian Vitta e dal municipale Simone Gianini si vogliono concretizzare due obiettivi primari. Anzitutto garantire la presenza industriale delle FFS in Ticino e

dei relativi posti di lavoro con un orizzonte di medio-lungo termine grazie ad uno stabilimento all’avanguardia e, in secondo luogo, riqualificare un’area pregiata in centro Città (di cui quasi 60’000 metri quadrati passeranno all’ente pubblico) a ridosso della stazione in cui insediarvi nuovi contenuti e attività economiche. Scuole di vari ordini, spazi aggregativi e culturali, uffici, appartamenti ma, soprattutto, il Tecnopolo Ticino e una sede ticinese del parco nazionale dell’innovazione associata al polo di Zurigo, da cui disterà appena 90 minuti in treno. Un progetto di riqualifica senza precedenti e un’opportunità di sviluppo

straordinaria non solo per la Città di Bellinzona ma anche per tutto il Cantone, volta a mantenere e creare nuovi posti di lavoro.

Fabio Käppeli granconsigliere e capogruppo PLR a Bellinzona

Legolas... ci sei o ci fai?! L

’etereo Legolas del Ceresio (che accumula oltre 200’000 di contributi pubblici oltre alla direzione del domenicale) reagisce come di consueto stizzito e all’attacco perché tirato in ballo dalle considerazioni di Mauro Dell’Ambrogio sull’ultimo numero di Opinione Liberale. Non sia mai che ci si permetta di criticarlo, lesa maestà. Ringraziamo il consigliere nazionale che conferma di essere un attento lettore del settimanale del PLR, smentendo il ritornello che ci siano più giornalisti che lettori. Arrivando al tema cos’è che ha detto di tanto strano il segretario di Stato Dell’Ambrogio? In tema di immigrazione ci vuole realismo, dice, che le regole vanno rispettate, che chi è in fuga da situazioni critiche e cerca asilo politico non deve essere confuso con chi è emigrato economico. Se i primi vanno aiutati nel contesto degli accordi internazionali i secondi vanno rimpatriati e basta. Questa chiarezza di pensiero, evitando i soliti slogan cari ai leghisti, disturba? Noi crediamo invece sia la lettura corretta di questo fenomeno che preoccupa e sta stravolgendo molte democra-

zie europee incapaci di affrontarlo in modo coeso. Risposta tipicamente svizzera, da paese civilizzato, paese con un forte rispetto dei valori dell’uomo tanto da essere sede della Croce Rossa internazionale ma altrettanto attento all’integrazione, all’equilibrio e alla sopportazione del fenomeno migratorio. La vera sfida è riuscire ad affrontare l’argomento con ragionevolezza e con la giusta fermezza senza scivolare nei soliti luoghi comuni ma privilegiando la cultura politica che ha fatto grande il nostro paese. Esattemente il contrario di quanto fa il Legolas del Ceresio!


l’intervista

Opinione Liberale

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Intervista a Guido Tognola, neo presidente del PLR Lugano, che intende operare in stretta collaborazione con le sezioni di quartiere, consiglieri comunali, municipali e associazioni per riportare il primato PLR alle Comunali del 2020.

La Polis di Guido Tognola Guido Tognola. Qual è il suo obiettivo? L’obiettivo principale, già dichiarato sia in direttiva sia durante l’assemblea, è quello di riconquistare il primato in occasione delle votazioni comunali che si terranno in aprile 2020. Con quali “cavalli” affronterà la sfida? Oltre ai componenti del nuovo gruppo che compone l’Ufficio presidenziale, spero di potere contare sugli attuali municipali Michele Bertini e Roberto Badaracco, che hanno dimostrato puntualmente le loro capacità. Inoltre stiamo costatando, con grande piacere, la voglia, l’entusiasmo oltre le competenze di molti giovani che si stanno affacciando al mondo della politica attiva. Quali i suoi temi di riferimento? Ritengo che oggi la nostra Città stia vivendo un

Guido Tognola Domicilio: Lugano Professione: CEO di una piccola media azienda nel settore della lavorazione di materiali tecnopolimerici; vicepresidente Associazione Culturale Turba Età: 54 anni Hobby: lettura Obiettivo: riconquistare il primato in occasione delle Comunali di aprile 2020

Le priorità (per temi) del presidente Polo Culturale. Fondamentale la messa in rete definitiva e la valorizzazione di tutte le entità e strutture presenti sul territorio Polo Sanitario e Ricerca. Continuare ad essere punto d’interesse a livello internazionale Turismo e commercio. Lugano, una città a statuto turistico Polo Sportivo. Valutare l’integrazione della pista di ghiaccio e di altre eventuali attività d’interesse

momento molto importante. Le varie opportunità generate ad esempio da AlpTransit non devono trasformarsi in rischi quali diventare periferia di Zurigo o semplice cintura di Milano. Di conseguenza, i temi di riferimento toccheranno essenzialmente quattro settori principali: • Polo Culturale. Fondamentale la messa in rete definitiva e la valorizzazione di tutte le entità e strutture presenti sul territorio; • Polo Sanitario e Ricerca; • Turismo e commercio; • Polo Sportivo Senza dimenticare l’attenzione che vorremmo prestare nel contesto di trasparenza nei concorsi pubblici. In particolare nelle procedure d’accesso agli stessi e nelle relative tabelle di valutazione, oggi, a volte, ancora troppo discrezionali. Quale il suo prossimo passo concreto? Il primo passo che ci siamo riproposti all’interno del gruppo UP consiste nel formalizzare progetti articolati ed esaustivi in merito ai temi

de Partito, definendo in modo chiaro priorità e tempistiche. In particolare opereremo al nostro interno come piccoli gruppi di lavoro con competenze specifiche, prestando grande attenzione alle richieste provenienti dalla base.


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incomune

Opinione Liberale

L’aggregazione s’ha da fare Chiara Casari interviene sul progetto di aggregazione del Malcantonese che coinvolge anche Ponte Tresa e sul quale si voterà in novembre nei Comuni di Croglio, Monteggio, Sessa e Ponte Tresa.

P

onte Tresa, e le poco più di 800 anime che lo compongono, sono al centro di un progetto aggregativo di straordinaria importanza nella scena Malcantonese. I Comuni di Croglio, Monteggio, Sessa e Ponte Tresa hanno recentemente presentato alla popolazione il progetto aggregativo inerente la nascita del Comune di Tresa, da Valle della Tresa: comprensorio affacciato sul fiume Tresa. I Tresiani non possono che trarre vantaggio da questo piano aggregativo. Per un villaggio come il nostro, dove si fa sempre più fatica a fornire servizi adeguati ai tempi, l’aggregazio-

ne ci presenta una folata di novità e opportunità da non sottovalutare. Infatti, il nuovo Comune di Tresa guadagnerebbe una maggiore importanza e visibilità a livello cantonale diventando un polo di riferimento per la nostra regione. Tanto è vero che saremo confrontati con un’importante espansione delle proposte socioculturali e didattiche. Infine, si è parlato molto di Comune attento alle famiglie e ai loro bisogni, ma non dimentichiamo che oltre al progetto per la costituzione di una struttura d’accoglienza per la prima infanzia si istituirebbe anche un centro diurno per anziani.

sa Ponte Tre

Essere favorevoli all’aggregazione, nonostante qualche inevitabile incognita, significa credere negli evidenti vantaggi che dovrebbero fugare ogni dubbio. Mi sento di affermare che questi dubbi, peraltro legittimi, non sono in alcun modo sufficienti per frenare la creazione del nuovo Comune di Tresa.

Chiara Casari consigliera comunale PLR Ponte Tresa

Sempre più over 65? Un’opportunità per i nostri giovani Agno

I

l 24 maggio l’Ufficio di Statistica pubblicava l’aggiornamento dati a marzo 2018 sul movimento naturale della popolazione, confrontando il nostro Cantone con la media Svizzera. Mi sembra doveroso chinarsi su questi nuovi dati per poi riflettere sulla loro influenza rispetto ai bisogni della popolazione e quindi sulla nostra attività politica. La Svizzera ha registrato nel 2017 84’959 nascite e 66’554 decessi; il Ticino ha registrato nello stesso periodo 2’714 nascite e 3’212 decessi, per un saldo naturale negativo di 498. Inoltre, se consideriamo il primo trimestre del 2018 la tendenza si conferma negativa e se guardiamo al passato

Michela Pfyffer Sezione PLR Agno

dobbiamo risalire al 2011 per ritrovare un saldo naturale solo leggermente positivo. Per capire questi dati basta ricordare che il Ticino ha la popolazione di over 65 più alta in Svizzera (22% della popolazione totale contro 18% di media Svizzera) mentre (ed è anche una conseguenza del primo dato) ha il tasso natalizio più basso (7.9 nascite per 1000 abitanti quando la media Svizzera è di 10.4). Se da un lato possiamo capire quanto il Ticino sia attrattivo per i nostri compatrioti pensionati di oltre Gottardo, e ce ne rallegriamo, da un altro lato dobbiamo affrontare le conseguenze economiche e sociali dell’invecchiamento della popolazione, in particolare sull’ambito sanitario. Le recenti crisi gestionali nelle case per anziani, le difficoltà ricorrenti nelle cliniche e ospedali del nostro Cantone a trovare medici e personale di cura, stesse difficoltà che limitano anche lo sviluppo delle cure a domicilio, ci devono spingere ad agire. Dobbiamo incentivare i nostri giovani a formarsi nei mestieri della sanità e offrire loro più posti di formazione. Questi mestieri rivestono un’importanza fondamentale e strategica per la nostra società e vanno rivalorizzati: anche in quest’ambito l’avvento delle tecnologie digitali rappresenta una vera rivoluzione e deve permettere sia un indispensabile contenimento dei costi sia una maggior disponibilità umana a fianco dei pazienti. Con la sua particolare demografia il Ticino deve giocare un ruolo pionieristico in ambito sanitario e non accontentarsi di seguire con troppa modestia Cantoni svizzeri tedeschi certo economicamente più potenti ma confrontati a problematiche diverse. E se, per rispondere ai bisogni dei nostri anziani, riusciremo a dare lavoro e sicurezza ai giovani del nostro territorio potremo anche aspettarci un aumento del tasso di natalità! Ri- dinamizziamo il Ticino!

22%

Il tasso degli over 65 in Ticino contro il 18% della media svizzera

7.9

Le nascite per 1000 abitanti in Ticino quando la media svizzera è di 10.4


ilconfronto

Opinione Liberale

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Più libertà per i contadini I

l PLR svizzero accoglie con favore le direttive per la politica agricola PA22+ elaborate dal Consiglio federale e dal ministro Johann Schneider-Ammann, che mirano a creare le condizioni quadro per un’agricoltura svizzera che guardi al futuro con maggiore autonomia e libertà imprenditoriale. Secondo i liberali radicali l’agricoltura deve essere in grado di rinnovarsi costantemente per fornire prodotti che soddisfino la domanda dei consumatori. Il PLR è convinto che, in presenza di condizioni quadro adeguate, gli agricoltori e i loro prodotti di alta qualità non avrebbero motivo di temere la concorrenza internazionale e potrebbero anzi imporsi sul mercato. Il futuro dell’agricoltura svizzera dipende dalla qualità della produzione in un ambiente liberalizzato

55% il tasso di auto approvvigionamento netto del settore agricolo svizzero

Sem Genini segretario agricolo dell’Unione contadini ticinesi Gli obiettivi generali del governo per la futura politica agricola sono condivisibili, in particolare la semplificazione amministrativa, la sostenibilità ecologica, l’aumento di valore aggiunto per le famiglie contadine tramite l’alta qualità, la regionalità e la stagionalità dei prodotti e non da ultimo il mantenimento dei crediti quadro per l’agricoltura nei prossimi anni. Altresì positivo il rigetto e la rinuncia a un controprogetto diretto da parte dell’esecutivo all’estrema e pericolosa iniziativa popolare “Acqua potabile pulita e cibo sano”. Un’applicazione concreta del nuovo articolo costituzionale 104a è imprescindibile per garantire la sicurezza alimentare in Svizzera (un tasso di auto-approvvigionamento netto di almeno il 55%) e un’agricoltura sostenibile e imprenditoriale che preservi le risorse naturali, rispetti gli animali e le condizioni locali concentrandosi sulle necessità dei consumatori e evitando gli sprechi alimentari. L’agricoltura deve essere parte integrante dell’economia nazionale e gli agricoltori devono avere delle retribuzioni paragonabili a quelle in settori comparabili. Le vigenti misure di protezione doganale sono uno strumento importante ed efficace per mantenere i prezzi svizzeri e coprire i costi di produzione. Il settore agricolo non è contrario agli accordi di libero scambio, tutti hanno bisogno di un’economia forte, a condizione però che i suoi interessi siano considerati, includendo dei criteri di sostenibilità per l’estero e regolando anche gli accordi per le barriere non tariffarie, che spesso sono insormontabili tanto quanto i dazi doganali o i contingenti tariffari.

e competitivo. Il partito esaminerà in dettaglio la PA22+ nel quadro della consultazione che dovrebbe svolgersi in autunno. Il PLR svizzero esprime soddisfazione anche per il no del Consiglio federale all’iniziativa “Acqua potabile pulita e cibo sano”

Il Consiglio federale intende sviluppare ulteriormente la Politica agricola 2022+ nei settori Mercato, Azienda (sfruttare la digitalizzazione) e Ambiente secondo il principio “maggiore responsabilità, fiducia, semplificazione”. Sul tema vi proponiamo il confronto fra due operatori del settore agricolo ticinese.

in quanto dannosa per l’agricoltura svizzera e la sicurezza alimentare. Il PLR ritiene insidiose le richieste degli iniziativisti, le aziende si ritroverebbero infatti sotto tutela e le loro decisioni imprenditoriali limitate. E ricorda che il Consiglio federale ha già adottato diverse misure per ridurre i possibili rischi derivanti dai prodotti fitosanitari e per migliorare la qualità dell’acqua potabile. E che un ulteriore rafforzamento è previsto dopo il 2022 con la PA22+.

Lea Ferrari co-responsabile di ProSpecieRara della Svizzera italiana La novità della Politica Agricola 2022 è l’apertura al mercato europeo, si dà invece continuità alle misure di protezione delle risorse naturali. Le razze di animali da reddito, le varietà di ortaggi, cereali e fiori ProSpecieRara si sono già trovate trent’anni fa escluse dal mercato e perciò hanno rischiato l’estinzione, non vorremmo che ciò si ripetesse. Le nostre razze di capre e mucche producono meno latte e non possono competere con le Holstein ma sono molto più adatte alla gestione del territorio alpino, hanno un minor impatto ambientale e sono più resistenti. ProSpecieRara rende riconoscibili i prodotti di queste razze animali e varietà vegetali con un marchio che rischia però di perdersi nella giungla di marchi europei. Inoltre la PA 2022+ non offre garanzie sulla libertà di scambio delle sementi, sempre più minacciata da brevetti e il controllo monopolistico di tre multinazionali. Queste sono delle discrepanze da risolvere prima dell’entrata in vigore della PA 2022+.


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Opinione Liberale

l’ospite

La nostra sicurezza ha un nome: Schengen/Dublino D

a consigliere di Stato incaricato della sicurezza a Ginevra, da Cantone di confine con 100 chilometri di frontiera con la Francia, ma anche e soprattutto da presidente della Conferenza latina dei capi di Dipartimento di giustizia e polizia, vedo ogni giorno quanto siano importanti gli accordi di Schengen/ Dublino per la sicurezza del nostro paese. Chi pensa che lasciare Schengen/Dublino sia un prerequisito necessario per ripristinare la sovranità, che sarebbe solo di facciata, e ritrovare la sicurezza di un tempo, sostengo che non c’è nulla di più falso. In effetti, sarebbe una decisione controproducente a meno di costruire un muro lungo il confine. Tanto più che renderebbe il nostro paese il fianco debole

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“Lasciare Schengen/Dublino sarebbe una decisione controproducente a meno di costruire un muro lungo il confine”. dell’Europa in termini di sicurezza pubblica. Il colmo! I vantaggi degli accordi di Schengen/Dublino superano di gran lunga gli svantaggi. Degli esempi? In materia di sicurezza, le banche dati SIS, VIS ed Eurodac consentono la cooperazione tra polizie a livello europeo e impediscono al nostro Paese di diventare terreno fertie per la criminalità. In materia di asilo, il fatto che un richiedente possa presentare una sola e unica domanda di asilo all’interno dello spazio di Dublino, impedisce al nostro Paese di essere oggetto d’appello quando uno dei nostri vicini rifiuta di concedere asilo ad un richiedente. In breve, questi accordi ci impediscono di essere sordi e ciechi nella gestione dei flussi migratori, ma anche e soprattutto nella lotta contro il terrorismo. Economicamente essenziali La questione del costo economico si pone altresì. Ricordo che il Consiglio federale ha recentemente accertato che la revoca dell’accordo compor-

Pierre Maudet consigliere di Stato ginevrino

terebbe per l’economia svizzera una perdita di reddito annua compresa tra i 4,7 e i 10,7 miliardi di franchi entro il 2030, pari a un calo dal 1,6% al 3,7% del PIL, a cui vanno ad aggiungersi ulteriori costi annui stimati tra i 400 e i 500 milioni di franchi, senza alcuna garanzia di un risultato migliore. Come la libera circolazione delle merci e delle persone genera marginalmente degli effetti negativi, che dobbiamo correggere con misure di accompagnamento, anche gli accordi di Schengen/Dublino ne arrecano. Sono tuttavia assai meno rispetto agli aspetti positivi, che rendono oggi il nostro Paese un’isola di prosperità in Europa. Per un Paese stabile e prospero Rafforzare gli effettivi e le risorse del corpo delle guardie di frontiera, e migliorare la cooperazione tra le varie forze di sicurezza nel nostro Paese sono la migliore risposta che possiamo dare. Solo così saremo in grado di mantenere la stabilità, la tranquillità e la qualità della vita che tutto il mondo ci invidia.


daberna

laproposta

Un congedo paternità degno di questo nome

La concezione liberale della famiglia

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I

l 17 maggio 2016 venne lanciata da alcune organizzazioni mantello l’iniziativa popolare «Per un congedo paternità sensato – a vantaggio di tutta la famiglia». L’iniziativa chiede in sostanza un congedo paternità pagato degno del suo nome: 20 giorni, da prendere in modo flessibile entro un anno. Il tema sollevato con la citata iniziativa è sicuramente degno di nota e sempre più d’attualità. Poter conciliare l’impegno familiare con quello professionale al giorno d’oggi non è per nulla scontato, pertanto ritengo fondamentale creare quelle condizioni quadro che permettano di conciliare al meglio l’impegno professionale con quello familiare. Bisogna prendere atto del fatto che il mercato del lavoro negli ultimi decenni è radicalmente mutato, e che nel contempo anche le esigenze di genitori e nascituri si sono evolute. Quale imprenditore e nel contempo anche genitore posso comprendere le molteplici difficoltà con cui i neo genitori sono inizialmente confrontati e devono imparare a gestire. Ritengo pertanto che la tematica vada affrontata con la necessaria attenzione e sensibilità trovando soluzioni ragionevoli e i giusti compromessi nell’interesse di tutti gli attori coinvolti: azienda, genitori e neonato. Sono

Opinione Liberale

Marcello Censi granconsigliere PLR

convinto che il modello attualmente in vigore sia superato e da adeguare. In questo senso accolgo favorevolmente il controprogetto elaborato dal PLR che propone un congedo di 16 settimane, otto assicurate alla madre e le restanti da suddividere in modo flessibile tra i genitori, oltre ad altre misure di accompagnamento quali l’aumento delle indennità per la cura prestata da terzi e una politica proattiva nella creazione di nuovi asili nido. Misure concrete, sopportabili e facilmente attuabili quelle proposte dal PLR che, ne sono convinto, permetteranno una maggiore conciliabilità tra impegni familiari e carriera professionale.

padri come le madri vogliono essere presenti per le loro famiglie, pur perseguendo una carriera professionale. Questo desiderio pone nuove sfide agli attuali modelli di conciliazione tra lavoro e famiglia che si riflette chiaramente nell’iniziativa “per un congedo di paternità ragionevole” respinta recentemente dal Consiglio federale senza opporre alcun controprogetto. Anche il PLR è contrario ad un’iniziativa che si spinge troppo in là ed è incompatibile con i principi liberali. Tuttavia ritiene che sia importante rispondere alle preoccupazioni degli iniziativisti. Il gruppo parlamentare PLR ha perciò deciso di proporre un suo controprogetto indiretto che si propone di soddisfare le esigenze delle famiglie senza gravare sulle finanze pubbliche. Il concetto si basa su una concezione liberale della famiglia, in cui entrambi i genitori contribuiscono al benessere del bambino. Tre le misure formulate: • 16 settimane di congedo parentale invece delle attuali 14 settimane di congedo maternità, 8 sono automaticamente assegnate alle madri e le restanti 8 possono essere assegnate in modo flessibile e di comune accordo tra i due genitori (in caso di disaccordo, 14 settimane saranno assegnate alla madre e 2 settimane al padre): questa flessibilità nella distribuzione delle settimane permette di porre fine ai modelli tradizionali e di rafforzare una concezione liberale della famiglia; • 25’000 franchi di deduzioni per le spese di assistenza all’infanzia da parte di terzi: l’importo massimo attualmente deducibile è di 10’100 franchi all’anno per figlio; da tempo il PLR auspica un aumento e in maggio il Consiglio federale ha infine risposto alla richiesta, in parlamento il PLR si impegnerà per ottenere finalmente questo sgravio fiscale per le famiglie; • l’abolizione degli aiuti finanziari agli asili nido: per il PLR è più sensato ridurre la pressione fiscale sulle famiglie che continuare a sovvenzionare gli asili nido.

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l’opinione

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Populisti nuova élite L

a definizione più spiccia del populismo l’ha ricordata recentemente uno dei suoi leader in Italia (Salvini): Popolo contro élite, non più destra contro sinistra. Da notare che la Sinistra era tradizionalmente partito del popolo (proletari, lavoratori dipendenti) contro una Destra supposta rappresentare interessi elitari (proprietari, datori di lavoro). Ma negli ultimi decenni la Sinistra è rimasta ancorata a dogmi (dipendente buono-imprenditore cattivo; pubblico buono-privato cattivo) svuotati di senso dalle trasformazioni nel mondo del lavoro e dal gonfiarsi dello Stato. Facendosi così paladina dell’insorgere di nuove categorie di privilegiati: politici e sindacalisti di professione, clientele vicine allo Stato, distributori di rendite e sovvenzioni e chi sfrutta i meccanismi per riceverle. Categorie viste come élite da piccoli imprenditori, giovani, sotto-impiegati o disoccupati, candidati non assunti nel pubblico e in genere dai tanti perdenti che, a ragione o a torto, si identificano in un popolo discriminato. La pretesa di rappresentare il popolo è da sempre un modo per conquistare il potere. Già nell’antica Roma, dai Gracchi a Giulio Cesare, ci si faceva campioni di un partito popolare contrapposto alla classe senatoria. La rivoluzione francese aveva tolto il potere alle élite parassitarie in virtù di nascita o cooptazione, nobiltà e clero, affidandolo per merito a chi fornisse prestazioni utili, istituendo così una nuova élite militare o borghese.

Mauro Dell’Ambrogio

Marx aveva bene analizzato il fenomeno, teorizzando l’avvento di una società senza classi sociali, ma l’applicazione comunista ha prodotto la sua élite parassitaria: la nomenclatura del partito-guida. Religiosi e Guardie della Rivoluzione in Iran, Chavisti in Venezuela, militari in tanti paesi: il mondo è governato, con poche eccezioni e generalmente male dai sedicenti rappresentanti di vittorie popolari contro l’élite (precedente). Le mostruosità peggiori sono state generate dall’utopia di una società senza élite, come quella dei Khmer Rossi in Cambogia. Mostruosità populiste,

per fortuna non sanguinarie, circolano nell’Italia di questi giorni: pensioni, redditi di cittadinanza e riduzioni delle tasse da finanziare con debiti da non ripagare: e quale fesso dovrebbe prestare i soldi? L’esercizio del potere ha in sé la tentazione dell’abuso, come si vede anche nelle vicende recenti di un già potentissimo direttore di banca svizzero. Democrazia e liberalismo sono gli strumenti che meglio si sono dimostrati capaci di arginarlo. I meccanismi delle elezioni e del mercato però da soli non bastano, senza una cultura politica radicata. Le funzioni politiche hanno da essere soggette ad alternanza e intese come servizio, il meno possibile personalizzate. Il privilegio economico deve fondarsi su produttività, imprenditorialità, accortezza negli investimenti. Lo Stato ha da essere efficace e contenuto. Le condizioni d’impiego nel settore pubblico devono commisurarsi a quelle che lo sviluppo economico permette siano nel privato. L’élite ha da essere permeabile: con possibilità di accedervi e di esserne estromessi in funzione del merito e delle prestazioni, non di rapporti familiari o di clientela. Tutto il contrario di quel che succede in gran parte del mondo: presidenti che si prolungano il mandato, commistioni tra potere politico ed economico. Nella Russia ammirata da Salvini, dove il populismo ha radici non di classe (l’esperienza sovietica è bastata) ma di revanscismo anti-occidentale, circola la battuta: se un amico di Putin ti chiede di vendergli un’azienda, regalagliela.

Veniamo a casa nostra. Pronzini non gode certo delle mie simpatie politiche, anzi. Ma non ha tutti i torti quando critica il giochetto di Zali: prelevare l’avere pensionistico speculando sul privilegio che la funzione politica gli dà per rifare il pieno in fretta e quasi gratis, grazie a un pasticcio tra leggi fatte in tempi e per scopi diversi, inopportunamente intrecciate qualche anno fa da un Gran Consiglio mal ispirato. Si veda anche chi, fatta fortuna materiale col lavoro dei frontalieri, fa oggi fortuna politica accusandoli di essere all’origine di ogni male. Le nuove élite, fattesi tali in nome della lotta contro le vecchie, tendono molto in fretta ad imitarle in peggio.


larubrica

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Industria 4.0 per il futuro A

nche nei diversi settori economici la rivoluzione digitale comporterà numerosi cambiamenti nello svolgimento di svariate funzioni e le attività più semplici e ripetitive saranno digitalizzate e automatizzate. Gli analisti concordano nel prevedere che la diminuzione di personale in fabbrica sulla linea di produzione potrà essere compensata dal potenziamento del team dedicato al design, alla vendita, ai servizi post vendita e all’elaborazione dei dati. Tutto questo può causare dei problemi sociali non indifferenti,

Gerardo Rigozzi

ma può anche gradatamente creare nuovi ambiti e nuovi profili professionali. Ci potranno essere nuovi prodotti da gestire e nuove consulenze da fornire e offerte personalizzate. La cosiddetta “Industria 4.0” è stata così definita in occasione della Fiera di Hannover nel 2011, come la necessità di rinnovare il modo di sviluppare i prodotti attraverso processi produttivi flessibili e modalità di immissione sul mercato più veloci. Il tutto rientra nell’insieme delle “tecnologie digitali abilitanti”, vale a dire di quelle tecnologie che si fondano su Internet, intelligenza artificiale, manifattura in 3D, raccolta di dati eterogenei (“big data”), robot, eccetera. Utilizzando queste tecnologie si potranno scambiare informazioni strutturate in tempi brevissimi e su distanze lunghe, e sarà possibile

conoscere in modo più preciso le esigenze e le aspettative dei potenziali clienti. Nel contempo le imprese dovranno saper fornire assortimenti più variati e saper adattare rapidamente la produzione e la capacità produttiva alle esigenze del momento. In Svizzera ci si attrezza ad affrontare questi cambiamenti in modo assai efficace con “Industria 2025”, “Digitalswitzerland”, “Swiss innovation park”. In Ticino si lavora molto in questa direzione e si cerca di approfondire la possibilità di riorganizzare le aziende secondo programmi di “project management”, vale a dire mediante un mix di conoscenze tecniche e di competenze gestionali per migliorare la gestione del personale, sviluppare le strategie di contenimento dei tempi e dei costi, eccetera.

Una nuova “base dei Cittadini” D

opo l’interessante incontro tra L’Ufficio presidenziale e il Distretto di Locarno dello scorso 11 aprile, e dopo aver letto le attente riflessioni del nostro Alessandro Speziali su OL, mi permetto di aggiungere, senza dimenticare i suoi concetti, come il nostro Partito debba mostrarsi attento anche ai sentori e alle condizioni della sua base popolare. Un tempo, quest’attitudine di capire i veri bisogni dei cittadini e di tradurli in atti politici era ben interpretata dall’ala radicale. Sovente e sbagliando, le è stata attribuita una veste “socialista”, anche se, in realtà, aveva una forte sensibilità e aderenza ai nostri Valori fondamentali, quali: umanità, solidarietà, laicità, primato della Scuola pubblica, separazione tra Stato e Chiesa, rispetto delle regole dello Stato e della cultura della nostra Patria. In un momento come questo, con alle spalle un cinquantennio di militanza, tenendo conto che il passato non macina più se non nella dignità e nell’etica di fare le cose per il bene pubblico, ritengo che, senza voler fotocopiare atteggiamenti populisti di altri partiti, il Nostro deve rendersi attento ai bisogni della sua base, mettendo da parte l’atteggiamento di primo della classe (non tutto è sempre “pancia”). I problemi del Paese reale, ben lungi dal benessere della borghesia più agiata, devono essere presi a carico, considerati e nel limite del possibile risolti senza che, a priori, appellandosi a leggi superiori, si risponda: “… a sa po’ mia faa …”. Come dev’essere anche compresa la diffidenza verso una globalizzazione, che, spesse volte, annulla ogni riferimento identitario, dipinto puntualmente dai “savant” come un bieco tumulto reazionario. Ma di argomenti concreti e reali spero sarà il nostro nuovo Programma

Silvano Giannini

a enunciarne le soluzioni più consone. Con questo non pretendo ora di istituzionalizzare una nuova “ala popolare”, che noi chiameremmo “base dei Cittadini”, ma almeno di considerarne giustamente l’esistenza… e forse la sua crescente diffusione.


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Il saluto del PLR Melano all’amico Edy Bianchi La notizia della dipartita dell’amico Edy Bianchi, benché purtroppo attesa, lascia tuttavia increduli e sgomenti. L’amico Edy, convinto sostenitore degli ideali liberali radicali, si era stabilito per matrimonio nel nostro Comune, Melano, proveniente da Bodio, sua residenza di nascita e di adozione. Subito si era inserito nella vita sociale e politica del Comune, sia collaborando attivamente nelle varie società del Paese, sia assumendo cariche di responsabilità come quella di membro e di vicepresidente per numerosi anni nel consiglio di amministrazione della locale Banca Raiffeisen, dove le sue pacate opinioni e proposte erano tenute in grande considerazione. A livello professionale, collaborava come dirigente nell’azienda di famiglia, fondata dal suocero, attiva nel ramo edile, dove ebbe modo

Luciano Sulmoni Sezione PLR Melano

di farsi apprezzare e rispettare per la sua grande competenza, umanità e onestà. Seguiva con particolare attenzione quanto succedeva in ambito politico non mancando di far sentire le sue opinioni su quello o questo argomento, dibattuto a livello di Consiglio comunale e di Municipio; particolarmente felice se il Partito poteva trarne beneficio. La sua dipartita lascia sicuramente un vuoto nella nostra Sezione liberale radicale. Grazie Edy per quanto ci hai dato. Grande e caro amico, ci mancherai.

l’agenda Mercoledì 1. agosto PLR TICINESE Festa del 1. agosto ore 10.30 Piazza d’armi, Monteceneri Iscrizione obbligatoria!

Sabato 18 agosto PLR SVIZZERO Festa delle famiglie e del PLR grigionese per i suoi 150 anni ore 07.00 Schatzalp, Davos

Mercoledì 5 settembre PLR TICINESE Comitato cantonale ore 20.15 Biasca

Domenica 30 settembre GRUPPO RICREATIVO Capanna Campo Tencia In caso di maltempo: 7 ottobre Dettagli seguiranno

Su OL vengono pubblicati gli eventi più a corto termine: agenda completa su www.plrt.ch.

Opinione Liberale Responsabile politico Bixio Caprara

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«Sostenitore» Da Fr. 200.– CCP 69-7730-5 Pubblicità Laura Codiroli

CARTA SVIZZERA

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MONTECENERI 1. agosto 2018

Caserma della Piazza

d’Armi

e li ig m a f le r e p a t s Fe «Dal 20 settembre ’ o p n u e t n e s i s o il Ticin - C a m p o B lernoio» AC C H E T TATA più svizze

Programma

Val di Campo ivone - Campo Blenio

10.30 Accoglienza 11.00 Parte ufficiale 12.00 Pranzo 14.00 Attività

ente pre ra,ss prapre Ca il bar Cupola o sid Bix nio Ble o io .30 Ritrovo a Camp il fiume. go opra i posteggi lun affettati 11.30 Aperitivo con menu: zo con il seguente 12.00 - 12.30 Pran

Arrosto e purea Dolce e caffè orseia) ! bleigesatclu Fr. 35.- p.p (bi obbit il tutto al prezzo diIscrizione

allo 091 821 41 81

ioni a info@plrt.cdihscoi e passando da Pia ncherae dei PROGRAMMA: Iscriz om uola ) indicando nome, cogn sc la o ss pre nio Ble aledentra nella Valle di Campo. ca),ntcion Partenza da Campo(segreterianio ad si nave sca. si datta Campo Ble l bu de e dis Pre Alp iliz rtazoall’ ale po tu (primo monte sopra teut en sta ev l’e ed te ti ran an du e cip ch rte a pa la strad Fopp-Zott dove Proseguendo lungo o il bosco, si arriva a ers rav att tto tra .00. un dopo previsto alle ore 15 giunge ad Orsera e o a Campo Blenio ntr Rie o. nz pra il e ci sarà l’aperitivo www.plrt.ch

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Nr. 23 - Opinione Liberale - 6 luglio 2018  

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