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Anno 27 /G.A.A. Camorino

22 giugno 2018 /

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Opinione Liberale Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

Tutelare il mercato del lavoro

02 / Christian Vitta / consigliere di Stato Nell’ambito della libera circolazione, occorre mantenere un’attenzione particolare verso il mercato del lavoro ticinese che va tutelato.

Una Svizzera bilaterale e sovrana

03 / Petra Gössi / presidente PLR svizzero E’ nel nostro interesse avere un buon partenariato e garantire che le relazioni siano buone. Cassis è il ministro degli esteri perfetto per questo compito.

Lavoro per la Svizzera!

05 / Ignazio Cassis / consigliere federale “Ministro degli esteri” da 8 mesi, Ignazio Cassis si è confrontato con interlocutori che sono già cambiati in Italia, Germania, Austria e Spagna.

Editoriale / Bixio Caprara / presidente PLR

Stay hungry, stay foolish. Il tema dell’assemblea dei delegati è la politica europea. Mi è quindi sembrato ovvio scegliere il massiccio del Gottardo quale luogo simbolico per focalizzare l’argomento. Gottardo da secoli via delle genti attraverso l’Europa che abbiamo perforato la prima volta con il tunnel ferroviario del 1882, poi con quello autostradale del 1980, poi ancora con il tunnel di base ferroviario nel 2016. Lo perforeremo ancora per il raddoppio del tunnel autostradale nei prossimi anni, il cui cantiere permetterà di riqualificare il territorio di Airolo grazie alla copertura di autostrada e ferrovia. Auf dem Gotthard befinden wir uns mitten in der Schweiz was auch mit dem Zentrum Europas übeeinstimmt. Unter unseren Füssen bewegen sich jährlich Millionen von Menschen und Tonnen von Waren. Gleichzeitig sind wir in einem Grenzkanton, der in die Lombardei eindrängt. Die italienische Schweiz und insbesondere das Tessin, befindet sich in diesem Spannungsfeld als Zentrum Europas und gleichzeitig als Peripherie der Schweiz und der naheliegenen Italia. La position de frontière par rapport à une région importante comme la Lombardie nous obblige à une haute vigilance par rapport au marché du travail. Il faut rester attentif à ce que les règles suisses soient respectées par les acteurs étrangers souvent distraits lorsqu’on arrive avec une autre culture d’entreprise. Mais il faut aussi et surtout avoir le courage de trouver des solutions et de nouvelles pistes de développement grâce à l’innovation, à la formation et à la recherche. Benvenuti sul Gottardo nel cuore dell’Europa, benvenuti in Ticino! Per amore della Svizzera.

le Specia uropa a-E r e z z i Sv


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ladue

Opinione Liberale

Il giusto equilibrio a tutela del lavoro G

li accordi bilaterali contribuiscono in modo positivo a rafforzare la nostra economia, che riesce così a mantenere quell’apertura necessaria per evolvere. Nell’ambito della libera circolazione, tuttavia, occorre mantenere un’attenzione particolare verso il nostro mercato del lavoro, che va tutelato. In Svizzera, infatti, non esiste un unico mercato del lavoro, bensì situazioni regionali molto diverse tra di loro. In questo contesto il Ticino costituisce una realtà unica, in particolare per la sua vicinanza con la Lombardia, una regione

Christian Vitta consigliere di Stato Regierungsrat

molto diversa rispetto alla nostra, sia in termini di popolazione, che di salari, di costo della vita e di tasso di disoccupazione. Questa vicinanza comporta, di conseguenza, degli effetti di pressione sul nostro mercato del lavoro, che va salvaguardato, garantendo in particolare pari condizioni di concorrenza per le imprese nazionali e estere. Le misure di accompagnamento perseguono proprio l’obiettivo di attenuare le distorsioni sul nostro mercato del lavoro. Il Ticino si è impegnato concretamente su questo fronte e lo ha fatto attraverso un dialogo costruttivo a livello federale, sensibilizzando le diverse istanze sulle particolarità della nostra regione. Ciò ha portato a ottenere anche risultati importanti nell’ambito dell’ottimizzazione delle misure di accompagnamento. Inoltre, a livello cantonale sono stati introdotti 22 contratti normali di lavoro (di cui 17 attualmente in vigore) su un totale di 32 a livello svizzero e messe in atto una serie di disposizioni sui lavoratori distaccati per lottare contro la concorrenza sleale.

Di recente, inoltre, un altro importante passo è stato compiuto con la presentazione al Consiglio degli Stati di una mozione di Fabio Abate volta a chiedere l’applicazione dei salari minimi cantonali anche ai prestatori di servizio transfrontalieri. Occorre pertanto trovare il giusto equilibrio per beneficiare degli effetti positivi della libera circolazione, minimizzando gli effetti collaterali sul mercato del lavoro attraverso misure mirate e flessibili che possono essere sviluppate e adattate alle diverse realtà regionali.

22 i contratti normali di lavoro introdotti in Ticino (17 attualmente in vigore) su un totale di 32 a livello svizzero

Die richtige Balance für den Arbeitsschutz

B

ilaterale Abkommen leisten einen positiven Beitrag zur Stärkung unserer Wirtschaft, die somit in der Lage ist, die notwendige Offenheit für die Weiterentwicklung aufrechtzuerhalten. Im Bereich der Freizügigkeit muss jedoch unser Arbeitsmarkt im Fokus liegen: Er muss geschützt werden. Die Schweiz hat keinen einheitlichen Arbeitsmarkt,

Lavoro

Sicurezza

Città e centri urbani

Valli

Scuola, formazione e cultura

sondern sehr unterschiedliche regionale Gegebenheiten. Das Tessin ist vor allem wegen seiner Nähe zur Lombardei eine einzigartige Realität. Diese italienische Region unterscheidet sich in Bezug auf Bevölkerung, Löhne, Lebenshaltungskosten und Arbeitslosigkeit stark von der unseren. Diese Nähe wirkt sich also auf unseren Arbeitsmarkt aus, der insbesondere durch die Gewährleistung gleicher Wettbewerbsbedingungen für in- und ausländische Unternehmen gesichert werden muss. Ziel der flankierenden Maßnahmen ist es gerade, Verzerrungen auf unserem Arbeitsmarkt abzubauen. Das Tessin hat hier konkrete Anstrengungen unternommen, und zwar durch einen konstruktiven Dialog auf Bundesebene, der die verschiedenen Akteure für die Besonderheiten unserer Region sensibilisiert. Dies hat auch zu wichtigen Ergebnissen bei der Optimierung der

flankierenden Maßnahmen geführt. Zudem wurden auf kantonaler Ebene 22 von insgesamt 32 Normalarbeitsverträgen (davon 17 in Kraft) auf Schweizer Ebene eingeführt. Ebenso wurde eine Reihe von Bestimmungen über entsandte Arbeitnehmer zur Bekämpfung des unlauteren Wettbewerbs umgesetzt. Ein weiterer wichtiger Schritt wurde kürzlich mit der Einreichung eines Antrags von Fabio Abate an den Ständerat unternommen, der die Anwendung von kantonalen Mindestlöhnen auch auf grenzüberschreitende Dienstleistungserbringer fordert. Es muss das richtige Gleichgewicht gefunden werden, um von den positiven Auswirkungen der Freizügigkeit zu profitieren, indem die Nebenwirkungen auf dem Arbeitsmarkt durch gezielte und flexible Maßnahmen minimiert werden. Diese Massnahmen sind an die unterschiedlichen regionalen Gegebenheiten anzupassen.


iltema

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Svizzera, bilaterale e sovrana Petra Gössi. Quali sono le emozioni e le sensazioni che la spingono a tornare ad Airolo? Airolo ist für mich ein Stück Heimat, weil meine Mutter aus Airolo stammt und ich hier immer noch Verwandte habe. Ich freue mich jedes Mal darauf, nach Airolo zu kommen. Die Erinnerungen an meine Ferien in Cé di Fuori und an das Skifahren in Pescium sind fantastisch! Zudem gefällt mir das Gotthardmassiv. Obwohl es eine raue Gegend ist, spendet sie Geborgenheit.

mobile, ce nombre aura tendance à augmenter encore davantage. L’accord revêt également une importance économique: il permet aux entreprises suisses de fournir des services à l’étranger et sécurise les accords bilatéraux qui sont très importants pour nos entreprises. L’ALC augmente l’attractivité globale de la place économique suisse. Depuis son introduction, de nombreux emplois ont été créés en Suisse.

studia in altri Paesi europei. In una società sempre più mobile, questo numero tenderà ad aumentare ulteriormente. L’accordo è importante anche dal punto di vista economico: consente alle imprese svizzere di prestare servizi all’estero e garantisce accordi bilaterali fondamentali per le nostre imprese. La libera circolazione aumenta l’attrattiva complessiva della piazza economica svizzera: dalla sua introduzione, sono stati creati molti nuovi posti di lavoro in Svizzera.

Mezzo milione di svizzeri beneficia dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone e lavora o

Airolo è un pezzo di casa perché mia madre è di Airolo e qui ho ancora dei parenti. Ogni volta non vedo l’ora di venire ad Airolo. Ho dei ricordi fantastici delle mie vacanze al Cé di Fuori e sulle piste di sci a Pescium! Sono anche legata al massiccio del Gottardo, uno scenario grandioso, rude che però dà sicurezza.

Con il nuovo governo italiano, il tema della politica europea si fa ancora più scottante. Cosa si aspetta secondo lei la popolazione svizzera? L’Italie est l’un des principaux partenaires économiques et culturels de la Suisse. Peu importe qui est au pouvoir en Italie, nous avons le plus grand intérêt à un bon partenariat et nous devons veiller à ce que les relations soient et restent bonnes. Le conseiller fédéral Cassis est le ministre des Affaires étrangères idéal pour cette tâche! L’Italia è uno dei principali partner economici e culturali della Svizzera. Non importa chi sia al governo in Italia, abbiamo tutto l’interesse di avere buon partenariato e di garantire che le relazioni siano e rimangano buone. Il consigliere federale Cassis è il ministro degli esteri perfetto per questo compito Perché è importante sostenere l’accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC)? Un demi-million de Suisses bénéficient de l’accord sur la libre circulation des personnes et travaillent ou étudient dans d’autres pays européens. Dans une société de plus en plus

8%

la quota svizzera nel commercio estero dell’UE nel 2016

52%

la quota europea nel commercio estero della Svizzera nel 2016 salito al 53% nel 2017: uno sviluppo ulteriore della via bilaterale con l’UE è nel nostro interesse

Come sono i rapporti con il PLR ticinese? E come valuta l’attività di Christian Vitta, vicepresidente nazionale, e di Bixio Caprara, presidente cantonale? Christian und Bixio sind beides hervorragende Politiker mit viel Gestaltungswille. Beide kennen die Herausforderungen eines Grenzkantons sehr gut, was für uns gerade auch mit Blick auf den Schutz des Arbeitsmarktes von grosser Wichtigkeit ist. Christian kann uns als Regierungsrat Inputs aus den Kantonen liefern und mit Bixio habe ich insbesondere während der Bundesratswahlen sehr gut zusammengearbeitet. Christian e Bixio sono entrambi politici di spicco con una grande volontà di plasmare il futuro. Entrambi conoscono molto bene le sfide di un Cantone di frontiera, ciò è per noi di particolare importanza dal profilo della salvaguardia del mercato del lavoro. Christian, quale consigliere di Stato, può offrire il contributo che proviene dai Cantoni. E con Bixio ho lavorato molto bene, soprattutto durante l’elezione del Consiglio federale.


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l’intervista

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Ad Airolo il consigliere federale Ignazio Cassis dibatte di politica europea con i delegati svizzeri, i quali decideranno la strada che il PLR intende percorrere. nendo le loro squadre. Sia il Dipartimento delle finanze del consigliere federale Ueli Maurer, sia il mio, hanno già preso contatto con i relativi interlocutori, che hanno riconosciuto la necessità di fare il punto sui temi lasciati aperti dal governo Gentiloni. Alcuni esponenti (ONU e altro) non hanno gradito le sue dichiarazioni sugli aiuti ai palestinesi. Che cosa ci può dire in merito? Il mio compito è quello di lavorare nell’interesse della Svizzera e dei suoi cittadini. Visto che finanziamo quest’agenzia dell’ONU con 20-30 milioni all’anno, è giusto chiedersi se si tratta di un investimento efficace per l’obiettivo di ripristinare la pace in Medio Oriente. In un Paese liberale domande critiche devono essere possibili. Se il mio obiettivo fosse quello di piacere a tutti, non sarei al posto giusto.

Lavoro nell’interesse della Svizzera! Ignazio Cassis. Con i nuovi governi di Spagna e soprattutto Italia che cosa è cambiato? Dopo il voto di sfiducia del parlamento al governo di centro-destra di Mariano Rajoy, è nato in Spagna un governo di sinistra. Con il suo governo “rosa” (su 17 ministri 11 sono donne) – il neo-premier socialista Pedro Sanchez avrà il difficile compito di condurre una politica di minoranza, con solo 84 parlamentari su 350. Il nuovo Ministro degli affari esteri è il catalano Josep Borrell, un europeista convinto ed ex presidente del Parlamento europeo. In Italia abbiamo invece visto nascere un governo di destra, guidato da Giuseppe Conte per conto della Lega e del M5S. Un nuovo esecutivo in teoria meno europeista, ma che ha messo a capo della diplomazia Enzo Moavero, un diplomatico già titolare degli Affari europei nei governi di Mario Monti ed Enrico Letta. Moavero ha anche lavorato per oltre venti anni nelle istituzioni europee. Il primo importante cambiamento è umano. Dopo

aver avviato un dialogo politico e personale con i precedenti ministri Alfonso Dastis e Angiolino Alfano, ora ho nuovi interlocutori. Con il collega italiano ho già avuto un contatto telefonico e vorremmo vederci al più presto. Sono “ministro degli esteri” da soli 8 mesi e in tale periodo i miei interlocutori sono già cambiati in Italia, Germania, Austria e Spagna. Forse tra un anno apparterrò già alla cerchia dei “senior”! Il secondo cambiamento è politico. I nuovi governi tedesco, italiano e spagnolo evidenziano una certa instabilità politica, tipica di questi anni. Ciò crea incertezza nella popolazione e frena lo sviluppo economico, fonte di prosperità. Ricordo che la principale attrattività della piazza economica svizzera è proprio legata alla stabilità delle condizioni quadro, soprattutto politiche. Il nuovo governo italiano sarà aperto a firmare l’accordo sulla fiscalità dei frontalieri? Difficile dirlo: i nuovi ministri stanno ora compo-

Che effetto fa discutere di politica europea ai piedi del Gottardo? L’imponenza della montagna mi ricorda l’alto prezzo pagato per conquistare libertà e prosperità. La brezza estiva del Mediterraneo che si incontra e si scontra con l’aria del Nord, simboleggia il rapporto fortunato ma talvolta anche tribolato tra i popoli a cavallo del massiccio. Le alte vette stimolano poi la curiosità verso il resto del Continente e ci invitano a volgere lo sguardo oltre l’orizzonte. Il San Gottardo ha per noi una doppia valenza: segna il nostro confine di regione di frontiera, ma è anche il cuore dell’Europa. Tutto ciò è geografia e politica al tempo stesso.

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vocidapalazzo

Un’iniziativa insidiosa

ilcommento

Italia, croce e delizia del Ticino

N

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na settimana fa si è concluso il lungo dibattito sull‘iniziativa “per l‘autodeterminazione” dell’UDC. Il Consiglio nazionale ha seguito la decisione del Consiglio federale e del Consiglio degli Stati e ha respinto l‘iniziativa con 127 voti contro 67. Tutti i partiti, ad eccezione dell’UDC, si sono espressi contro quest‘iniziativa che mira ad anteporre il diritto nazionale a quello internazionale, mettendo così a repentaglio la collaudata e stabile interazione tra i due. Essa avrebbe un impatto negativo su centinaia di accordi economici e danneggerebbe gravemente la reputazione del nostro Paese quale partner contrattuale affidabile. Infatti, con un’economia aperta e interconnessa su scala globale, la Svizzera beneficia ampiamente del diritto internazionale. L’iniziativa mette in serio pericolo più di 600 accordi economici, si tratta ad esempio di accordi di libero scambio, di accordi di protezione degli investimenti, di convenzioni per evitare la doppia imposizione, accordi nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio e molti altri. Tali accordi consentono di accedere ai mercati internazionali, tutelare la proprietà intellettuale o risolvere controversie economiche. Se la Svizzera non potesse più garantire il rispetto degli accordi internazionali, questo nuocerebbe in primo luogo alle

Alessandra Gianella granconsigliera PLR

nostre imprese. L’approvazione dell’iniziativa produrrebbe incertezze sul piano giuridico, danneggerebbe l’economia svizzera e avrebbe conseguenze negative importanti in materia di politica estera indebolendo la nostra posizione a livello internazionale.

600 sono gli accordi commerciali messi in pericolo

on bisogna essere ipocriti: se non ci trovassimo su un importante asse di transito a meno di un’ora da Milano e in prossimità di una delle regioni industrialmente più produttive d’Europa non avremmo gran parte del benessere di cui possiamo godere. Ma altrettanto onestamente va riconosciuto che in particolare negli ultimi anni la convivenza è sempre più difficile. Il problema di fondo sta nel fatto che fino al 2002, cioè fino ai bilaterali, Svizzera e Italia contrattavano direttamente e le cose più o meno funzionavano perché l’Italia sapeva che se voleva ottenere qualcosa doveva concedere qualcos’altro. Attualmente invece il gioco è cambiato in quanto l’Italia spesso tergiversa e si comporta in maniera discutibile consapevole del fatto che tanto la Svizzera si dovrà sempre confrontare con tutta l’Europa. Se la Germania o la Francia non rispettassero i patti presi giustamente ci sarebbe una reazione da parte della Confederazione. “Omnes pro uno” recita la scritta sulla cupola di Palazzo federale, delle parole che esprimono l’essenza della Svizzera e che noi chiediamo valgano quando il Ticino deve richiamare all’ordine l’Italia.

Alex Farinelli capogruppo PLR


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Buone idee per una vera innovazione Luca Maria Gambardella, direttore dell’Istituto Dalle Molle di Studi sull’intelligenza artificiale (SUPSI-USI), sarà ospite-oratore domani all’assemblea del PLR svizzero. Parlerà di innovazione, di progetti significativi di un Ticino che agisce e lavora con le tecnologie intelligenti.

L

’innovazione è l’argomento centrale della prosperità economica (Michael Porter). In questa frase ritroviamo il concetto che guida il modo di pensare e realizzare il sistema innovazione in Ticino. L’innovazione deve essere al servizio della prosperità economica e per questo partiamo da un sistema universitario, che pur relativamente nuovo, è organizzato intorno all’USI e alla SUPSI che ben si integrano e si complementano. Queste università sono capaci di attrarre e formare talenti, ottimi studenti, di generare nuove conoscenze e soprattutto di portare

innovazione nelle imprese. Nei settori della meccanica, delle biotecnologie e dell’intelligenza artificiale troviamo dipartimenti e istituti di punta quali il DTI, Dipartimento di tecnologie innovative della SUPSI, l’IRB, Istituto di ricerche in biomedicina dell’USI e l’IDSIA, Istituto Dalle Molle di Intelligenza Artificiale in comune tra SUPSI e USI. Questo sistema accademico ben si interfaccia con realtà quali EPFL e ETHZ e con il restante sistema universitario e imprenditoriale Svizzero, Europeo ed internazionale. Ma questo non basta. A favore dell’innovazione troviamo importanti misure di sostegno economico e organizzazioni appositamente dedicate a gestire il trasferimento delle idee verso l’economia quali la Fondazione Agire e il Centro Promozione start-up. Le collaborazioni e l’integrazione con il resto della Svizzera sono ben avviate, citiamo in tal senso l’adesione alla Zürich Great Area e la recente candidatura allo Switzerland Innovation Park in collaborazione con Zurigo. Alla fine come dice Margaret Heffernan “per buone idee e vera innovazione, hai bisogno di interazione umana, conflitto, discussione, dibattito” e non preoccupatevi, in Ticino non ci facciamo mancare nulla!

“Ticino, terra di libertà” R

icordiamolo. Il neo-costituito Cantone Ticino ebbe nel 1830 la prima costituzione liberale in Europa. Combattemmo uniti con i fratelli italiani per il Risorgimento italiano scatenando le ire di Radetzky e sfidando i blocchi

Marco Solari presidente Locarno Festival, delegato “Eventi letterari al Monte Verità”

austriaci delle frontiere che ci ridussero alla fame e all’emigrazione che è sempre sinonimo di sacrificio e di dolore. Ricevemmo gli anarchici perché noi eravamo liberi e generosi, ospitammo i capi socialisti cacciati da Milano dai canoni del generale Bava Beccaris e accogliemmo per vent’anni chi fuggiva dal fascismo violento e liberticida. A un grande uomo di cultura, insigne giornalista al Corriere amante del cinema e rifugiatosi con l’avvento della repubblica di Salò a Locarno nel 1943, Filippo Sacchi, dobbiamo in parte l’interesse cinematografico della città sul Verbano che portò nel 1946 alla creazione del festival del film. Questo festival è sin dai suoi esordi ispirato ai valori di libertà e di dignità dell’uomo. E’ cultura intesa come confronto e dialogo costruttivo. È un festival non incentrato sulle paillettes e sul glamour ma sui valori che ci rendono individui

veramente coraggiosi e liberi. Certamente non è un caso che a qualche chilometro da Locarno, ad Ascona sul Monte Verità da sempre luogo di vivacità intellettuale, luogo dove tutte le speranze sono discusse in piena libertà, luogo delle utopie è nato un festival di letteratura che si ispira agli stessi valori del festival di Locarno. Questo sentimento di libertà è così forte nel Ticino che il Gran Consiglio ticinese ha dato prova di sicura sensibilità politica e culturale votando negli ultimi due decenni sempre alla quasi totale unanimità i ricorrenti crediti necessari al festival di Locarno e salutando con favore il sostegno alla cultura in generale. “Ticino – terra d’artisti” recitava uno slogan turistico di successo. Giusto, ma certamente pure, care delegate e cari delegati del Partito liberale radicale riuniti ad Airolo: “Ticino - terra di libertà .”


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Ticino for SUPSI Assicurare una formazione di qualità costantemente adeguata alle effettive esigenze del mercato del lavoro è la priorità di Franco Gervasoni, direttore generale della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, una realtà di successo nazionale e internazionale.

A

ttiva da oltre 20 anni, la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) conta oggi 5’000 studenti nella formazione Bachelor e Master, 8’700 nella formazione continua, un volume annuo di 32 milioni di franchi per le attività di ricerca e servizi e quasi 1’000 collaboratori. I suoi ambiti di attività – l’architettura e le costruzioni, il design, la formazione dei docenti, la tecnica e tecnologia dell’informazione, la sanità, l’economia aziendale, il lavoro sociale, la musica e il teatro – vengono principalmente svolti in Ticino e in parte presso le sue scuole affiliate d’Oltralpe: la Fernfachhochschule Schweiz, con sedi a Briga, Zurigo, Berna e Basilea e la Physiotherapie Graubünden di Landquart. Attraverso attività di ricerca applicata innovative e percorsi di studio Bachelor e Master orientati alla pratica e dal forte carattere interdisciplinare, la SUPSI risponde in modo attivo alle necessità del territorio cantonale, occupando al tempo stesso una posizione sempre più rilevante nel paesaggio universitario svizzero grazie alle numerose reti di collaborazione professionali e accademiche su scala nazionale e internazionale. Tra i risultati più significativi, il piazzamento tra i primi cinque atenei svizzeri nell’acquisizione competitiva di progetti di ricerca finanziati dall’Unione

Active depuis plus de 20 ans, la Haute école spécialisée de la Suisse italienne (SUPSI) compte aujourd’hui 5’000 étudiants en formation Bachelor et Master, 8’700 en formation continue, un volume annuel de 32 millions de francs pour les activités

32 sono i milioni annui investiti per le attività di ricerca e servizi

de recherche et services, et près de 1’000 collaborateurs. Ses domaines d’activité – l’architecture et les constructions, le design, la formation des enseignants, la technique et technologies de l’information, la santé, l’économie d’entreprise, le travail social, la musique et le théâtre – se tiennent principalement au Tessin et en partie auprès des écoles affiliées en Suisse alémanique: la Fernfachhochschule Schweiz, basée à Brigue, Zurich, Berne et Bâle, et la Physiotherapie Graubünden de Landquart. Grâce à des activités innovantes de recherche appliquée et des filières d’étude Bachelor et Master axées sur la pratique et au fort caractère interdisciplinaire, la SUPSI répond activement aux besoins du territoire cantonal, en occupant à la fois une position de plus

Die seit mehr als 20 Jahren aktive Fachhochschule Südschweiz (SUPSI) zählt heute 5’000 Studierende in Bachelor- und Masterstudiengängen, 8’700 in der Weiterbildung, ein jährliches Volumen von 32 Millionen Franken für Forschungs- und Dienstleistungsaktivitäten und knapp 1’000 Mitarbeitende. Ihre Tätigkeitsfelder – Architektur und Bauwesen, Design, Lehrerausbildung, Informatik und Technik, Gesundheitswesen, Betriebswirtschaft, Sozialarbeit, Musik und Theater – werden hauptsächlich im Tessin und teilweise in den angegliederten Schulen durchgeführt: der Fernfachhochschule Schweiz mit Sitz in Brig, Zürich, Bern und Basel sowie der Physiotherapie Graubünden in Landquart. Mit innovativen Tätigkeiten in der angewandten Forschung und praxisorientierten, interdisziplinären Bachelor- und Masterstudiengängen reagiert die SUPSI aktiv auf die Bedürfnisse der Kantone und nimmt dank ihrer zahlreichen beruflichen und akademischen Kooperationsnetzwerke auf nationaler und internationaler Ebene eine immer wichtigere Stellung in der Schweizer Hochschullandschaft ein. Zu den bedeutendsten Ergebnissen zählt die Platzierung unter den fünf besten Schweizer Universitäten bei der wettbewerbsfähigen Akquisition von Forschungsprojekten, die von der Europäischen Union finanziert werden. Die aktive Rolle der SUPSI bei der Bewältigung der komplexen Probleme der modernen Gesellschaft, insbesondere des sich ständig verändernden Arbeitsmarktes,

Europea. Il ruolo attivo della SUPSI nell’affrontare i problemi complessi della società moderna, e in particolare quelli di un mercato del lavoro in continuo mutamento, si traduce anche nell’erogazione di oltre 400 corsi di formazione continua universitaria, accompagnando migliaia di professionisti del territorio ticinese nello sviluppo delle proprie competenze su tutto l’arco della loro vita.

en plus importante dans le paysage universitaire suisse grâce aux nombreux réseaux professionnels et académiques de collaboration à l’échelle nationale et internationale. Parmi les résultats les plus significatifs, le placement parmi les cinq premières universités suisses dans l’acquisition compétitive de projets de recherche financés par l’Union européenne. Le rôle actif de la SUPSI face aux problèmes complexes de la société moderne, et en particulier ceux d’un marché du travail en constante évolution, se traduit aussi par l’offre de plus de 400 cours de formation continue universitaire qui accompagnent des milliers de professionnels du territoire tessinois dans le développement de leurs compétences tout au long de leur vie.

Lavoro

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zeigt sich auch im Angebot von über 400 universitären Weiterbildungskursen, die Tausende von Fachleuten im Tessin bei der Entwicklung ihrer Kompetenzen über die Jahre hinweg unterstützen.


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Ticino for finance La piazza finanziara ticinese sta conoscendo un’accelerazione del ritmo di espansione: lo conferma l’indagine KOF. Le sfide tuttavia non mancano ma “siamo pronti ad affrontarle” afferma Alberto Petruzella, presidente di ABT.

C

ari ospiti confederati, a nome dell’Associazione Bancaria Ticinese vi do il più cordiale benvenuto in Ticino.

Il nostro Cantone da decenni rappresenta la terza piazza bancaria per importanza in Svizzera. Nonostante la crisi finanziaria e le note vicissitudini del segreto bancario gli oltre 10’000 operatori (banche, gestori patrimoniali, fiduciari eccetera) stanno affrontando con coraggio e con spirito innovativo le attuali sfide. Una di queste risiede nell’accesso ai mercati esteri, in particolare in Italia, che per noi ha rappresentato e rappresenterà anche in futuro il mercato di riferimento per quel che concerne la gestione patrimoniale. Il governo italiano non solo non ha mantenuto le promesse della roadmap firmata nel 2015 ma ha addirittura deciso l’anno scorso di obbligare le banche svizzere ad aprire una succursale. Il Consiglio federale si sta prodigando per concludere un accordo soddisfacente con l’Italia ma purtroppo i risultati tardano ad arrivare. Un’altra sfida importante per il nostro settore è rappresentata dal progresso tecnico. La nuova tecnologia Blockchain, per esempio, apporterà sicuramente cambiamenti epocali nel modo di fare banca. Analogamente a Zugo, anche in Ticino c’è molto fermento: già ora, oltre alle banche, una trentina di società opera

Liebe verbündete Freunde, im Namen der Associazione Bancaria Ticinese möchte ich Sie ganz herzlich im Tessin willkommen heissen. Seit Jahrzehnten ist unser Kanton der drittwichtigste Bankenplatz der Schweiz. Trotz der Finanzkrise und der bekannten Wechselfälle des Bankgeheimnisses stellen sich die mehr als 10’000 Mitarbeiter (Banken, Vermögensverwalter, Treuhänder usw.) den gegenwärtigen Herausforderungen mit Mut und Innovationsgeist. Eine diese Herausforderungen liegt in dem Zugang zu den ausländischen Märkten und insbesondere zum italienischen Markt, der für uns der Referenzmarkt in Sachen Vermögensverwaltung war und auch in Zukunft sein wird. Die italieni-

sche Regierung hat nicht nur die Versprechen der 2015 unterzeichneten Roadmap nicht gehalten, sondern im letzten Jahr sogar beschlossen, die schweizerischen Banken zu verpflichten, eine Zweigstelle zu eröffnen.

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Chers amis confédérés, Au nom de l‘Associazione Bancaria Ticinese, je vous souhaite la plus cordiale bienvenue au Tessin. Depuis des décennies, notre canton représente la troisième place bancaire en Suisse. Malgré la crise financière et les péripéties du secret bancaire, les 10’000 opérateurs (banques, gestionnaires du patrimoine, fiduciaires, etc.) sont en train de relever les défis actuels avec courage et esprit d’innovation. Un de ces défi est constitué par l’accès aux marchés étrangers, en particulier en Italie, qui a représenté et représentera à l’avenir le marché de référence pour ce qui concerne la gestion de patrimoine. Le gouvernement italien non seulement n’a pas tenu la promesse de la roadmap signée en 2015, mais a même décidé l’an dernier d’obliger les banques suisses d’ouvrir une filiale. Le Conseil fédéral s’efforce de conclure un accord satisfaisant avec l’Italie, mais, malheureusement, les résultats tardent à venir. Un autre défi important pour notre secteur est représenté par le progrès technique. La nouvelle technologie de Blockchain, par exemple, provoquera certainement des chan-

sul territorio cantonale sviluppando nuove idee e creando nuove opportunità di business. Le sfide non mancano ma siamo pronti ad affrontarle. Contiamo naturalmente sull’aiuto anche del mondo politico, affinché mantenga un contesto economico e regolamentare al passo coi tempi.

Der Bundesrat setzt sich für den Abschluss eines zufriedenstellenden Abkommens mit Italien ein, aber leider lassen die Ergebnisse noch etwas auf sich warten. Eine weitere grosse Herausforderung für unsere Branche stellt der technische Fortschritt dar. Die neue Blockchain-Technologie zum Beispiel wird mit Sicherheit zu epochale Änderungen in der Bankenwelt führen. Genau wie im Kanton Zug ist es auch im Tessin einiges los: Schon jetzt gibt es neben den Banken rund 30 Unternehmen, die auf kantonaler Ebene neue Ideen entwickeln und neue Geschäftsmöglichkeiten schaffen. An Herausforderungen mangelt es wahrlich nicht, aber wir sind bereit, uns ihnen zu stellen. Wir zählen natürlich auch auf die Hilfe aus der Politik, damit sie das wirtschaftliche und rechtliche Umfeld auf einem zeitgemässen Stand hält.

gements considérables dans le mode de fonctionnement des banques. Tout comme dans le canton de Zoug, c’est bien agité dans le Tessin aussi: dès à présent, pas seulement les banques, aussi une trentaine de sociétés opèrent sur le territoire cantonal en développant de nouvelles idées et en créant de nouvelles opportunités de business. Les défis ne manquent pas, mais nous sommes prêts à les affronter. Bien sûr, nous comptons également sur l’aide du monde politique, afin de maintenir le contexte économique et réglementaire en accord avec le temps.


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Avanti, con coraggio! Petra Gössi, presidente PLR svizzero

“Stehen wir für die Bilateralen ein. Seien wir mutig, öffnen unsere Augen, nehmen die Herausforderung selbstbewusst an, und gehen wir als Schweiz gemeinsam in eine Zukunft, die uns Chancen bietet. Schreiben wir weiter am Erfolgsmodell einer bilateralen, souveränen Schweiz”. Dobbiamo batterci per gli accordi bilaterali. Cerchiamo di essere coraggiosi, di aprire gli occhi, di raccogliere la sfida con fiducia e, come Svizzera, di guardare insieme a un futuro che ci possa offrire opportunità. Continuiamo a scrivere il modello di successo di una Svizzera bilaterale e sovrana.

Ignazio Cassis, consigliere federale

“Un mercato interno è come una fabbrica: ogni Paese è un reparto. Ogni reparto è diverso, ma ciò che viene prodotto alla fine, lo è grazie al lavoro di gruppo”. Ein Binnenmarkt ist wie eine Fabrik: Jedes Land ist eine Abteilung. Jede Abteilung ist unterschiedlich, aber das Produzierte passt am Schluss zusammen.

Matthias Müller, vicepresidente GLR svizzero

“An Hochschulen und Universitäten zeigt sich oft dasselbe Bild: Hochqualifizierte, top ausgebildete Studenten aus Drittstaaten möchten in der Schweiz ins Berufsleben starten”. La scuole superiori e le università spesso mostrano la stessa immagine: studenti altamente qualificati e con un alto livello di formazione provenienti da Paesi terzi vogliono iniziare la loro carriera in Svizzera.

Pierre Maudet, consigliere di Stato canton Ginevra

“Quitter Schengen/Dublin? Une décision contre-productive, à moins de construire un mur tout le long de la frontière”. Uscire da Schengen/Dublino? Una decisione controproducente, a meno che non si costruisca un muro lungo tutto il confine.

Beat Walti, capogruppo PLR alle Camere federali

“Damit der Marktzugang langfristig gesichert bleibt, brauchen wir eine bessere Regelung der Zusammenarbeit mit der EU über u.a. eine klar definierte Streitbeilegung. Denn auf Machtspiele wie die gezielte politische Blockierung der Aktualisierung gewisser Abkommen können wir in Zukunft getrost verzichten”. Per garantire l’accesso al mercato a lungo termine, abbiamo bisogno di una migliore regolamentazione della cooperazione con l’Unione europea, che deve prevedere una risoluzione di controversie chiara sulle definizioni. Dopodiché potremo tranquillamente fare a meno dei giochi di potere come l’ostruzionismo politico nell’aggiornamento di alcuni accordi.


daberna

Svizzera, Europa nel futuro

ilcommento

eGovernment, diamo una svolta al progresso

C

L

e nostre relazioni con l’UE nei prossimi decenni saranno domani al centro dell’assemblea dei delegati del PLR svizzero. I nervi sono scoperti appena vi si accenna. In Ticino, complice la pressione sui salari, ancora più che nel resto della Svizzera. Qual è la via più sicura per garantire durevolmente condizioni favorevoli di sviluppo al nostro Paese nel contesto europeo? Come riusciremo ad evitare anche a lungo termine di aderire all’UE, senza tuttavia rimanere isolati dal mercato europeo con il suo mezzo miliardo di consumatori e senza mettere a repentaglio la nostra partecipazione ai programmi europei di ricerca? E quali devono essere le linee insuperabili nel negoziato per l’accordo-quadro con l’UE? Sono solo alcuni dei quesiti ai quali il PLR intende dare risposte pragmatiche e sostenibili. Rispetto all’Accordo europeo di libero scambio del 1972 (che si limita all’eliminazione dei dazi per i prodotti industriali) i Bilaterali permettono alla Svizzera un ben più ampio e privilegiato accesso al mercato europeo, senza ostacoli (siano essi di natura tariffaria o meno). Il rapido progresso tecnologico favorisce però l’affacciarsi sul mercato di sempre nuovi prodotti, con il conseguente continuo aggiornamento del diritto comunitario, mentre il contenuto degli accordi bilaterali si sviluppa molto più lentamente. Ne derivano due effetti nocivi per le nostre imprese di esportazione: incertezza giuridica e rischio di trattamenti discriminatori nell’accesso al mercato europeo. Serve dunque anche alla Svizzera, e non solo

Giovanni Merlini consigliere nazionale PLR

Opinione Liberale

all’UE, un meccanismo condiviso che garantisca la ripresa dinamica (ma non automatica) del diritto europeo allo scopo di disciplinare l’accesso al mercato agevolando la conclusione di nuovi accordi settoriali laddove siano nell’interesse del nostro Paese, come per esempio in riferimento al mercato elettrico. Ripresa dinamica significa che il normale iter legislativo – con le competenze del parlamento e il diritto di referendum – dovrà essere rispettato. Gli altri accordi esistenti con l’UE – e sono oltre 120 – non saranno toccati dalla ripresa dinamica in questa fase. Lo stesso meccanismo dovrà anche assicurare uniformità nell’applicazione dei Bilaterali: in caso di divergenze dovrebbe potersi pronunciare un Comitato misto. Non fosse trovato un accordo, i partner contrattuali avrebbero il diritto di adottare misure di ritorsione, sulla cui proporzionalità un collegio o tribunale arbitrale sarebbe chiamato a pronunciarsi su ricorso. Finora il dibattito è stato condizionato dal tema delle misure di accompagnamento alla libera circolazione, considerate come non negoziabili. Ma non meno importanti appaiono la salvaguardia dei diritti popolari e l’accordo sul tribunale arbitrale: la sovranità e l’indipendenza svizzera sarebbero incompatibili con l’interferenza della Corte di giustizia del Lussemburgo.

ome avviene in molti ambiti del settore privato, anche nel settore pubblico stiamo assistendo a dei grandi cambiamenti in termini di innovazione grazie alla cosiddetta “rivoluzione digitale”. Infatti sentiamo sempre più spesso parlare di termini come governo digitale, eGovernment, Open Government Data, ecc. I vantaggi sono notevoli: la digitalizzazione permette di snellire i processi amministrativi, di ridurre la burocrazia, di aumentare la produttività del lavoro e di semplificare i rapporti con cittadini e imprese. Die Bundesverwaltung hat sich für die Digitalisierung einigen Prozessen eingesetzt. Unterschiedliche Projekte und Strategien wurden schon umgesetzt, um einen schlanken Staat und eine verbesserte Beziehung mit Kantonen, Bevölkerung und Unternehmen zu erzielen. Nichtsdestotrotz stellt die Digitalisierung eine grosse Veränderung dar, die einigen Herausforderungen aufweist. Die Bedrohung des Widerstands von Mitarbeitenden und anderen Partnern zu dieser Revolution ist konkret. Aus diesem Grund sollte eine solche Veränderung durch eine gemeinsame Vision und eine geplante Koordination geführt werden, die momentan in der Bundesverwaltung fehlen. C’est pourquoi j’ai décidé de passer à l’action: j’ai récemment déposé une motion parlementaire par laquelle je demande au Conseil Fédéral de définir une unité organisationnelle interdépartementale qui puisse conduire le procès de numérisation dans toute l’Administration fédérale. Les stratégies et les projets existants ne suffisent pas à créer une administration fédérale digitale : il faut que ces mesures soient coordonnées et dirigées par une unité spécifique. Cet organe doit diffuser une vision partagée et s’occuper d’une implémentation uniforme et coordonnée de la numérisation de façon transversale. Il progresso avanza rapidamente: dobbiamo agire per sfruttare a pieno il potenziale della digitalizzazione. È il momento di dare una svolta all’innovazione dell’amministrazione federale e favorire un’implementazione coordinata e uniforme delle tecnologie digitali in tutti i dipartimenti attraverso un organo competente. I progetti innovativi ci sono: ora non resta che dare una spinta al processo di digitalizzazione attraverso una visione comune, per un governo digitale a favore di tutti noi.

Rocco Cattaneo consigliere nazionale PLR

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l’evento

Opinione Liberale

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Roberto Balzaretti e Lucio Caracciolo, al centro e dietro alla presidente Morena Ferrari Gamba con alcuni membri del Circolo Liberale di cultura Carlo Battaglini

Relazioni bilaterali tutte da ripensare N

ell’attuale contesto internazionale, caratterizzato da tensioni commerciali e crisi migratorie, risulta più che mai importante inquadrare correttamente i rapporti tra Svizzera e Unione Europea, anche allo scopo di comprendere come le relazioni tra queste due entità politiche potranno evolvere nel prossimo futuro. Si è parlato di questo la scorsa settimana a Lugano in occasione della conferenza “I rapporti tra la Svizzera e l’Unione europea in un contesto di grandi cambiamenti”, organizzata dal Circolo Liberale di Cultura Carlo Battaglini. L’evento ha visto quali relatori il capo della Direzione degli affari europei (DAE) Roberto Balzaretti e il dottor Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica “Limes” e membro del comitato scientifico della Fondazione Italia-USA. A margine dell’evento, abbiamo intervistato il dottor Caracciolo, che ci ha fornito numerosi spunti di riflessione sul tema della serata.

Costanza Naguib

Dottor Caracciolo, quale evoluzione si prevede per i rapporti tra la Confederazione elvetica e l’UE nel prossimo futuro? A ben guardare, i punti critici delle relazioni tra Svizzera e Unione Europea non sono stati modificati dall’attuale situazione di confusione e instabilità geopolitica a livello mondiale. Quello che intendo dire è che, da sempre, la Svizzera ha scelto di impostare delle relazioni bilaterali con ciascuno dei paesi membri dell’UE, dunque non bisognerebbe neppure parlare di relazioni Svizzera-UE, quanto piuttosto considerare i rapporti con ogni singolo Stato. Il problema è che questo metodo bilaterale non piace in Europa, perché implica una molteplicità di approcci che invece si vorrebbe ridurre ad una soluzione unitaria. Analizziamo allora, per esempio, il caso delle relazioni tra la Svizzera e l’Italia, cosa ritiene succederà in seguito alla recente crisi politica della vicina repubblica e della nascita di un governo che appare piuttosto instabile? Innanzitutto, è il caso di precisare che il governo italiano è attualmente costituito da una “squadra di rivali”, vale a dire il Movimento 5 Stelle e la Lega: gli esponenti del primo sono costretti a collaborare con quelli della Lega almeno fino al 2019, altrimenti rischiano il sorpasso da parte di quest’ultima. Al momento non esiste alcuna

formazione di governo alternativa e Salvini (Lega) è ben determinato ad affermarsi come leader del centrodestra. Detto questo, Svizzera e Italia sono attualmente in buoni rapporti, anche grazie al fatto che la frontiera a Chiasso non è confrontata con le situazioni critiche del Brennero o di Ventimiglia, e non vedo perché la buona collaborazione esistente tra i due paesi non dovrebbe continuare anche in futuro. Lei ha accennato al fatto che ci troviamo in periodo di confusione e crisi in politica internazionale. Quali sono a suo parere, le principali sfide da affrontare? Il presidente USA Trump è accusato da alcuni di essere fonte di instabilità, in quanto più che un politico è una persona abituata a fare affari. Dunque, ad esempio, prima insulta i propri partner e poi trova un accordo con loro. Tuttavia, sembra che stia avendo successo nella partita con la Corea del Nord. In molti parlano poi di Brexit come di una manifestazione del caos geopolitico che ci circonda, io ritengo però che Brexit sia un evento molto sopravvalutato. Il Regno Unito ha sempre tenuto un piede e mezzo fuori dall’UE e non ha mai adottato la moneta unica. L’Italia, al contrario, è un paese d’importanza strategica all’interno dell’Unione. Se salta il banco in Italia, si assisterà ad un unico e drammatico collasso dell’Unione Europea, le cui conseguenze non potranno non toccare tutti i partner commerciali dell’UE. Naturalmente, quello del default italiano è uno scenario catastrofico; tuttavia, sarebbe insensato escluderlo a priori. Bisogna rendersi conto del fatto che l’euro è una moneta senza Stato e che dà all’Italia una sorta di potenziale atomico nei confronti dell’UE. Tutti i politici europei parlano di piani “B” e “C” per far fronte a una potenziale crisi di questo tipo, desta però preoccupazione il fatto che non esista alcun piano “A”.


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Emergenze settoriali A ssistiamo al proliferare dei gruppi di pressione sotto forma di associazioni, rappresentanze, lobbies; la persistenza delle oligarchie (famiglie, accordi cartellari, apparati); la presenza di poteri invisibili (tecnocrazia, burocrazia, mass media), tutto ciò pone con urgenza la seguente domanda: la politica è condizionata da mandati vincolati o è ancora espressione di un mandato libero? “Nulla rischia di uccidere la democrazia più che l’eccesso di democrazia”, affermava Norberto Bobbio. L’emergenza ambientale costituisce uno dei grandi problemi in seguito agli effetti climatici, alla riduzione delle risorse, al problema delle comunicazioni e alla sfiducia nel progresso. Secondo alcune ricerche europee, ma anche svizzere, circa mezzo milione di persone che muoiono in Europa sono da addebitare all’inquinamento. In Svizzera si calcola una mortalità dovuta a questo fattore di 3’340 individui. Studi recenti, anche ticinesi, confermano un’evoluzione preoccupante legata soprattutto all’aumento della temperatura: l’accertata degradazione anche da noi dello stato termico del “Permafrost” può causare un’accelerazione dei ghiacciai rocciosi con conseguenti franamenti di rocce; nei prossimi 70 anni ci sarà una progressiva

Gerardo Rigozzi

scomparsa dei nostri ghiacciai con conseguenze nefaste sull’approvvigionamento idrico (già ora si registra una perdita di un metro all’anno). Tutto ciò pone la questione ineludibile dello sviluppo sostenibile. Altra emergenza è costituita da frequenti forme di populismo che operano sulla contingenza per ottenere un consenso popolare con promesse demagogiche di difficile attuazione. Nel dibattito pubblico quotidiano, populismo è diventato sinonimo di quegli attori politici non tradizionali e persino anti-sistema. In quest’ottica, il popolo (la gente) è considerato come un’unità unica e indivisibile (rifiutando quindi il concetto di pluralismo), e portatore di valori positivi. Esso viene opposto alle élite (politiche, economiche, finanziare, eccetera), considerate corrotte e lontane dalle preoccupazioni quotidiane dei cittadini.

Opinione Liberale Responsabile politico Bixio Caprara

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CARTA SVIZZERA

l’evento

JazzAscona, sempre diverso sempre originale È una vera festa del jazz e della musica quella che da ieri sera anima Ascona fino al 30 giugno. Ricca di fermenti musicali, l’edizione 2018 propone 180 concerti, con 40 band provenienti da Stati Uniti ed Europa, 300 artisti e un variegato programma che punta all’intrattenimento di qualità, spaziando dal jazz allo swing, dal blues al gospel, dall’R&B al funk, alla bossanova. La squadra di JazzAscona è riuscita ad allestire un’edizione che si annuncia vibrante e che ambisce a confermare il ruolo trainante della manifestazione per l’economia locale e a ribadire il suo valore aggiunto promozionale e culturale come festival che dimostra di avere carattere e qualità. Certo, JazzAscona non ha le superstar di Montreux, le sterminate folle del Paléo, l’impatto mediatico di Locarno festival ma la sua forza è comunque sorprendente. Con il suo mix musicale e una programmazione che difficilmente trova spazio in altri festival, JazzAscona è un evento realmente popolare, in grado di intercettare i gusti di un ampio ed eterogeneo pubblico; un festival accogliente e su misura per Ascona, che punta sulla vicinanza fra i musicisti e il pubblico e sull’atmosfera rilassata e festosa per valorizzare al meglio la magia unica del lungolago asconese. www.jazzascona.ch informa sul festival, i concerti e gli artisti.

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inbreve

Scuola: sì alla doppia sperimentazione È stato un comitato cantonale incentrato sul futuro della scuola che ha deciso di sostenere l’impostazione uscita dal parlamento: la doppia sperimentazione della “Scuola che verrà”. Per gli oltre 120 delegati, riuniti a Pregassona, si tratta però di un sì molto critico: il sostegno passa infatti da un approccio più chiaro e convinto da parte del DECS sull’importanza di analizzare scientificamente anche il modello di scuola proposto dal PLR che è riuscito a far inserire nella sperimentazione un modello di scuola basato sui principi irrinunciabili per i liberali radicali, ossia una scuola che valorizza nel miglior modo possibile le qualità di ogni allievo che può trovare una valida alternativa anche nella formazione professionale, un percorso che non è decisamente di serie B. Su questo e su molti altri aspetti legati alla scuola, il PLR continuerà a battersi anche nei prossimi mesi e nella prossima legislatura; anche qualora la

doppia sperimentazione venisse bocciata alle urne il prossimo 23 settembre. Come risultato evidente dall’acceso dibattito, che ha preceduto la decisione del comitato cantonale, le posizioni e le voci all’interno del PLR sono risultate tutto fuorché unanimi. Non solo la granconsigliera Maristella Polli (favorevole) e il membro della direttiva cantonale Gerardo Rigozzi (contrario) hanno sostenuto con molti argomenti pertinenti le loro tesi, ma anche dalla sala sono arrivati pareri molto differenziati. Da qui il sì critico espresso dal comitato cantonale perché, come ha sostenuto il presidente Bixio Caprara, “non stiamo firmando una cambiale in bianco al DECS. Dopo la sperimentazione ci sarà un nuovo dibattito parlamentare, con una nuova valutazione” sulla doppia sperimentazione. “Invitiamo quindi il capo Dipartimento, anche nel suo dire, a rispettare ed attenersi a questa situazione. Senza se e senza ma”.

l’agenda Sabato 23 giugno PLR SVIZZERO Assemblea nazionale ore 11.15 Caserma Bedrina, Airolo PLR FAIDO Assemblea ore 16.30 Sala Consiglio comunale, Faido

Giovedì 5 luglio PLR LUGANO-PORTA SUD Assemblea con aperitivo ore 18.30 Osteria-pizzeria, Pazzallo

Mercoledì 1. agosto PLR TICINESE Festa del 1. agosto Piazza d’armi, Monteceneri Segnate in agenda l’evento del Primo agosto organizzato anche quest’anno dal PLR ticinese e che vede la gradita partecipazione del consigliere federale Ignazio Cassis: un evento da non mancare!

PLR Cadenazzo: costruire non distruggere! Si è tenuta negli scorsi giorni, al ristorante la Ciossa di Cadenazzo, la ben frequentata assemblea della locale Sezione PLR. Occasione privilegiata per un bilancio di mezza legislatura, e soprattutto per identificare i temi importanti dei prossimi anni. Sta a cuore alla Sezione una chiara e logica suddivisione dei compiti tra Cantone e Comuni. Consapevoli che non tutti i Comuni hanno dimensioni e risorse tali da potersi accomunare (voluto gioco di parole) per le realtà medio piccole, occorre che i Municipi si possano focalizzare su ciò che effettivamente meglio conoscono, meglio possono governare e prevedere. I compiti che discendono da norme federali e di valenza cantonale condizionano soltanto (agente pagatore) senza peraltro poterli conformare alle realtà locali. Si pensi all’ambito assistenziale o delle assicurazioni sociali. Altri compiti per contro necessitano conoscenza della realtà comunale e sono spesso ostaggio di trafile burocratiche che ne rallentano l’implementazione. Preminenti in questo senso la viabilità e la pianificazione territoriale di portata comunale. Pure la gestione degli anziani discende dalle peculiari realtà locali, o al limite intercomunale, e occorre coordinazione e collaborazione che sia condotta da chi conosce la gente. Questi temi, già oggetto di valutazioni a livello cantonale e interpartitico, saranno al centro dell’attenzione della Sezione. L’assemblea ha nominato, quale proprio segretario, Kiril Popov, nato in Repubblica di Macedonia 27 anni fa, ma da sempre vissuto in Svizzera. Diplomato all’Accademia di Architettura a Mendrisio. dall’inizio del 2018 attivo presso “inclusione andicap ticino”, come consulente per il settore barriere architettoniche. Preoccupante, infine, la costatazione di un precoce avvio della campagna elettorale da parte del gruppo l’Altra Cadenazzo, che di recente non ha risparmiato attacchi gratuiti al sindaco e ai rappresentanti PLR in Consiglio comunale: le energie andrebbero spese altrimenti, là dove si costruisce e non si distrugge.

Su OL vengono pubblicati gli eventi più a corto termine: agenda completa su www.plrt.ch.

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Nr. 21 - Opinione Liberale - 22 giugno 2018  

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