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Anno 27 /G.A.A. Camorino

15 giugno 2018 /

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Opinione Liberale Settimanale del Partito Liberale Radicale Ticinese

Una vetrina per il Ticino

02 / Christian Vitta / consigliere di Stato Il gran finale del Tour de Suisse si svolge nella nuova Bellinzona: un importante evento sportivo che promuove il Ticino e la regione.

Un bel regalo per Bellinzona

05 / Mauro Gianetti Il ciclismo è l’unico sport che dà così tanto spazio all’ambiente in cui si svolgono le gare: si vedranno sì i corridori, ma anche il Bellinzonese.

Editoriale / Michele Morisoli / presidente Comitato organizzativo

L’Alpe d’Huez... organizzativa La sfida organizzativa per portare la due giorni conclusiva del Tour de Suisse a Bellinzona è stato una sorta di… Alpe d’Huez. Non si è infatti trattato di preparare un “semplice” arrivo di tappa o una partenza. All’ombra dei Castelli, la carovana della massima gara a tappe nazionale disputerà due tappe – una in linea e una a cronometro – con partenza e arrivo a Bellinzona. Con i 12 colleghi del Comitato organizzativo, il lavoro per arrivare pronti alla due giorni è iniziato circa 9 mesi fa e mobiliterà 450 collaboratori tra volontari, polizie cantonali e comunali, pompieri e protezione civile, per un evento a 360 gradi con un budget totale da 400mila franchi. Finanziato, aspetto da sottolineare, in larga misura da sponsor privati e contributi. La sfida nella sfida. Due aspetti sono stati particolarmente delicati in questi mesi di organizzazione: la gestione del traffico sui percorsi e verso la manifestazione e la sicurezza dei corridori. Coordinare la chiusura delle strade su percorsi in circuito si è rivelato particolarmente complesso, sia per la prova in linea di sabato, sia per quella a cronometro di domenica. Per gli spettatori, saranno circa 30mila nel week end, invece, si è puntato sul trasporto pubblico. Che sarà gratuito da tutto il Cantone verso Bellinzona nei due giorni di gara grazie ad un accordo con Arcobaleno, trasporti pubblici bellinzonesi e Tilo. Nella scelta dei percorsi di gara, poi, l’accento è stato posto in primo luogo sulla sicurezza degli atleti. In questo senso, le regole del Tour de Suisse sono tassative. Dopo nove mesi di “scalata”, eccoci dunque in cima all’Alpe d’Huez organizzativa. Per una due giorni di festa dello sport per Bellinzona, per la regione e, in definitiva, per tutto il Ticino. Che lo spettacolo abbia inizio.

Ticino, terra di ciclisti

08 / Fabio Schnellmann / granconsigliere PLR Se si è sonnecchiato negli scorsi decenni, ora finalmente si è iniziato seriamente a lavorare sui percorsi ciclabili creando nuove e adeguate piste.

le SpeciaSuisse de r u o T


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ladue

Opinione Liberale

Il Tour de Suisse, vetrina privilegiata Q

uesto fine settimana il Tour de Suisse si concluderà nella nuova Bellinzona. Grazie ai percorsi di questa due giorni, che si snodano sul suo intero territorio, il gran finale dell’edizione 2018 di questo importante evento sportivo sarà quindi una vetrina per la

Christian Vitta consigliere di Stato

regione: si tratta certamente di un’occasione imperdibile per farsi conoscere ancor di più al di fuori dei confini cantonali e per promuovere il territorio del Bellinzonese e dell’Alto Ticino dal profilo turistico. E sempre parlando di turismo, recentemente il governo ha presentato un messaggio per il rinnovo anticipato del credito quadro di 16 milioni di franchi, per il periodo 2018-2021, a sostegno degli investimenti strutturali e delle attività nel settore turistico. Si tratta, questo, di un segnale importante per l’intero settore turistico ticinese: l’auspicio è che anche questa opportunità venga colta, affinché in futuro sia possibile rispondere alle nuove esigenze dei nostri albergatori che, complice la fase positiva vissuta dal turismo ticinese nell’ultimo biennio, non solo hanno ritrovato slancio ed en-

Per amore del Ticino anche in bicicletta L a presenza del Tour de Suisse (TdS) in Ticino, in particolare a Bellinzona, è una piacevole ricorrenza che merita qualche riflessione. Il TdS è uno degli eventi sportivi svizzeri più importanti con un interessante riverbero internazionale. Le immagini del nostro territorio saranno trasmesse su molti canali televisivi anche esteri con una promozione che senza l’evento

Bixio Caprara presidente PLR

sportivo in questione costerebbe un pacco di quattrini. Il Tour de Suisse si ripresenta e completa gli eccezionali eventi passati quali i Campionati del mondo di ciclismo di Lugano nel 1996, di Mountain Bike nel 2003 e di nuovo di ciclismo a Mendrisio nel 2009. Il Ticino si presenta come terra di ciclismo. Il potenziale sarebbe straordinario grazie a una topografia molto interessante con percorsi pianeggianti e salite stimolanti. Le nostre valli presenterebbero una variegata possibilità di percorsi per mountain bike che potrebbe essere un’attrazione eccezionale. Perché uso il condizionale? Perché mi sembra si faccia molta fatica a cogliere con convinzione questa opportunità. Le piste ciclabili faticano a realizzarsi e i percorsi montani per rampichino conoscono alcune difficoltà di convivenza con altre attività più tradizionali. Varie regioni ci stanno sicuramente lavorando e alcuni segnali

tusiasmo, ma hanno anche intuito che al giorno d’oggi, per essere concorrenziali, la chiave del successo è offrire ai turisti un prodotto innovativo, di qualità e che permetta di vivere emozioni uniche. Emozioni che, ne sono certo, questo fine settimana non mancheranno a chi seguirà le fasi conclusive del Tour de Suisse!

16 sono i milioni messi a disposizione, a sostegno degli investimenti e delle attività nel settore turistico

incoraggianti si vedono ma il Cantone dovrebbe avere maggior convinzione e farne un tema strategico affinché i tempi realizzativi possano essere accorciati. Gli eventi sportivi di grande richiamo hanno un effetto positivo se poggiano su servizi e infrastrutture allineate e coerenti. Nel caso contrario si corre il rischio di essere smascherati rapidamente e il motto Ticino terra di ciclismo può trasformarsi in pericoloso bluff. Per amore del Ticino, anche in bicicletta.


iltema

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ilcommento È finalmente nata la giornata mondiale della bicicicletta

Pronti a pedalare con il bike-sharing del Locarnese! I

n una società che necessità sempre più di spostamenti, istituzioni e pubbliche amministrazioni sono chiamate a realizzare e incentivare nuovi sistemi di mobilità che abbiano un occhio di riguardo per l’ambiente e che permettano di spostarsi velocemente all’interno di una Città o di una regione. Tra i nuovi strumenti possiamo senz’altro citare il concetto di mobilità coordinata, che ha l’obiettivo di integrare l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici (su gomma e su rotaia) e i mezzi di trasporto privati (biciclette e auto). In questa nuova visione di mobilità rientra anche il concetto dell’utilizzo di biciclette condivise, in particolare per i viaggi di prossimità dove il mezzo pubblico non arriva o non può arrivare: il bikesharing è quindi una valida soluzione al problema dei tratti di percorso che separano la fermata del mezzo pubblico dalla destinazione finale dell’utente. Questo approccio è ormai radicato nelle medio-grandi città svizzere ed europee e non può più quindi essere considerato una mera visione, ma un’abitudine consolidata nella rete dei trasporti. Una misura quindi concreta e sempre più valida, apprezzata non solo dagli abi-

Nicola Pini granconsigliere presidente PLR Locarnese

tanti, ma anche dai turisti: la bicicletta è infatti uno strumento sempre più apprezzato anche da quest’ultimi, che durante il tragitto possono godere delle bellezze del territorio, oltre che scoprire nuovi tragitti, luoghi e paesaggi. È dunque oltremodo positivo che, proprio dopo domani, domenica 17 giugno, si inauguri la nuova rete di bike-sharing regionale del Locarnese, che collegherà tutti i Comuni della Locarnese dalla Valle Onsernone (dove a farla da padrone saranno le biciclette elettriche) fino al Bellinzonese! Ora non resta che pedalare.

Alessandro Spano,

consigliere comunale PLR di Locarno

“Dopo l’inaugurazione del bellissimo sistema di bike sharing regionale, non resta che approvare un piano di mobilità ciclistica affinché i percorsi per le quattro ruote siano fluidi, sicuri e lontani dal traffico!”

F

inalmente una bella notizia per tutti gli amanti della bici: le Nazioni Unite hanno dichiarato il 3 giugno “Giornata mondiale della bicicletta”. Durante la 72ª sessione ordinaria dell’assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York City, le Nazioni Unite hanno adottato una risoluzione in tal senso con il consenso dei 193 stati membri. La dichiarazione invita tutti gli Stati membri e le parti interessate a celebrare e promuovere questa giornata, incoraggiando tutti a dedicare particolare attenzione per migliorare la sicurezza sulle strade e ad inserire la bici e le infrastrutture ad essa legate in un programma di mobilità integrata. Che sia di buon auspicio anche per la votazione del 23 settembre? Il popolo svizzero dovrà infatti esprimersi sul controprogetto del Consiglio federale (controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Per la promozione delle vie ciclabili e dei sentieri e percorsi pedonali). Per quanto riguarda il nostro Cantone, c’è ancora un ampio margine di manovra per promuovere la mobilità ciclistica e la condizione per una maggiore presenza della bici è sicuramente quella di avere infrastrutture adeguate che permettano a tutti di circolare in sicurezza sulle nostre strade!

Alessandra Gianella granconsigliera PLR membro di comitato Pro Velo Ticino

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Un bel regalo per Bellinzona! Fino a qualche anno fa, Mauro Gianetti al Tour de Suisse faticava all’interno del plotone. Oggi, invece, è più che altro l’attività di manager dietro la scrivania a farlo sudare. E per questo, quando getta lo sguardo alla due giorni bellinzonese (e ticinese) della massima gara a tappe ciclistica in terra elvetica, oltre agli aspetti sportivi, “legge” prima di tutto quelli più economici.

Un ex ciclista con 17 anni di carriera ad alti livelli

In bici con l’amico Rocco verso la Berna federale

Mauro Gianetti. Perché il Tour de Suisse a Bellinzona è una grande opportunità soprattutto extra sportiva? Bisogna pensare che nessuno sport garantisce ad una regione visibilità come il ciclismo. Mi spiego: la due giorni di Bellinzona – dove si corre in circuito – verrà vista in circa 50 Paesi per due ore al giorno. La regione di Bellinzona sarà in diretta tv per 4 ore in totale. E non va dimenticato che il ciclismo è l’unico sport che dà così tanto spazio all’ambiente in cui si svolgono le gare. Si vedranno, insomma, i corridori, ma si vedrà parecchio tutta la regione. L’investimento è di 400’000 franchi (organizzazione locale). Ne vale la pena? Certo. E faccio un esempio. La scorsa setti-

Mauro Gianetti Domicilio: Riazzino Carriera sportiva: 17 anni da professionista: vicecampione del Mondo a Lugano nel 1996; vincitore della Liegi-Bastogne-Liegi e Amstel Gold Race 1995 Data di nascita: 16 marzo 1964 Professione: manager e consulente per marketing e sponsorizzazione nel mondo dello sport

20 anni dopo la Gianetti Day nasce la Bike Day

50 400

sono i Paesi che vedranno Bellinzona e il Bellinzonese per 4 ore di diretta televisiva mila franchi è l’investimento per l’organizzazione della tappa bellinzonese del Tour de Suisse

mana guardavo in tv l’amichevole di calcio Spagna-Svizzera. Mi sono chiesto a lungo dove si giocasse la partita. Ecco, la differenza col ciclismo è proprio questa. Bellinzona riceverà una pubblicità visiva diretta, senza bisogno di slogan. Per quanto concerne i costi, basta riflettere su quanto costerebbero all’Ente turistico 4 ore di pubblicità su 50 canali… Cifre certamente “impagabili”! Ci sono studi o ricerche che analizzano le ricadute di un evento sportivo come questo? È sempre difficile dire matematicamente quanti

turisti di quelli che guarderanno il Tour de Suisse verranno poi in Ticino. I benefici dell’investimento, invece, sono chiari. A quante fiere bisognerebbe partecipare per avere un simile potenziale di visibilità attraverso gli operatori classici? È evidente che la scelta di ospitare questa due giorni è ben ponderata. E a livello agonistico, che dire di questa “full immersion” ciclistica? Che sarà un bel regalo alla Nuova Bellinzona (e a tutti gli appassionati ticinesi di sport e di ciclismo).


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Opinione Liberale

iltour

Un fine settimana ad alta velocità! Massimo Schira responsabile comunicazione PLR

Il gran finale del Tour de Suisse 2018 è a Bellinzona: sabato 16 e domenica 17 giugno la Città – che già aveva ospitato la carovana nel 2014 – avrà la possibilità di farsi conoscere e apprezzare in Svizzera, e fuori dai confini nazionali. Sarà giunta l’ora di Stefan Küng?

S

e, da un lato, le grandi salite sono quelle che narrano la storia delle grandi imprese ciclistiche, una gara a tappe prestigiosa come il Tour de Suisse non si compone soltanto di tappe disseminate di passi e ascese con pendenze da brivido. Per convincere i grandi tenori del pedale a essere presenti sulle strade elvetiche, preferendole a quelle del Giro del Delfinato (dove si corre, spesso, anche sui percorsi dell’imminente Tour de France), bisogna offrire profili di tappa adatti a tutte… le ruote. Ed è per questo che Bellinzona ospita un fine settimana ciclistico all’insegna

dell’alta velocità. Sì, perché del plotone pronto a sfrecciare sulle strade bellinzonesi, fa parte il “Gotha” assoluto dei moderni sprinter. Dal fenomeno Peter Sagan in maglia iridata di Campione del Mondo, a nomi emergenti, come il colombiano (sì, colombiano…) Fernando Gaviria. Passando per i vari Matthews, Kristoff, Greipel o Colbrelli. Insomma, anche se sul percorso della tappa in linea di sabato non sono disseminate difficoltà altimetriche di rilievo, lo spettacolo non mancherà di rispondere presente. Con le squadre dei velocisti che si daranno battaglia oltre i

60 all’ora per lanciare i propri sprinter verso il successo. Sempre velocità, ma declinata in modo diverso, per la crono conclusiva di domenica: 34 chilometri disegnati ricalcando quasi totalmente il circuito della prova in linea. Una prova per specialisti assoluti, corridori capaci di pedalare oltre i 50 all’ora in solitaria per lunghi minuti. Con due obiettivi ben distinti. Il primo, conquistare la maglia gialla finale che premia il vincitore di questa edizione della massima gara a tappe nazionale. Il secondo, ottenere il successo di tappa, vincendo la cronometro. Due obiettivi che, stando all’evoluzione della corsa, potrebbero anche non coincidere. E, allora, il nuovo asso del ciclismo rossocrociato, Stefan Küng, dopo tanti infortuni e parecchia sfortuna, potrebbe essere l’uomo giusto per la crono di Bellinzona.


ilpercorso

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Capitale del ciclismo svizzero Il finale dell’edizione 2018 del Tour de Suisse si svolgerà per la prima volta in Ticino, a Bellinzona. La capitale vanta del resto una pluriennale esperienza nell’organizzazione di tappe: l’ultima volta fu nel 2014 quando si svolse la tappa iniziale. Complessivamente Bellinzona ha ospitato 21 volte il Tour de Suisse. I percorsi delle due tappe conclusive Sono stati studiati in modo da coinvolgere l’intero territorio della grande Bellinzona, toccando nel limite del possibile tutti i quartieri. Sabato 16 giugno è previsto un circuito della lunghezza di 21 chilometri da percorrere 6 volte; un percorso con partenza da Bellinzona che sale verso Claro per poi rientrare nella capitale percorrendo il versante opposto. La partenza è prevista alle ore 14.15, con diretta RSI La2 a partire dalle 15.50 e la premiazione alle ore 17.30. Domenica 17 giugno la cronometro finale che decreterà il vincitore dell’edizione 2018 del Tour de Suisse. Un percorso della lunghezza di 34 chilometri che riprende in parte il circuito del giorno precedente con però anche il passaggio a sud fino a Sant’Antonino e rientro a Bellinzona percorrendo entrambi i versanti del fiume Ticino. La partenza è fissata alle 13.15 con diretta televisiva dalle 14.40 e premiazione alle ore 16.30.

zati che sono in via di definizione. Alcuni orari dei trasporti pubblici saranno adeguati e vi saranno delle comprensibili limitazioni di traffico. Per tutti questi aspetti verrà fatta una puntuale comunicazione a tutta la popolazione.

Prescrizioni del traffico e trasporti pubblici La volontà del Comitato d’Organizzazione è stata fin dall’inizio quella di un coinvolgimento della popolazione non solamente della Regione ma dell’intero Cantone, facendo in modo che Bellinzona sia facilemente raggiungibile con il trasporto pubblico. Vi saranno quindi delle facilitazioni con offerte

Villaggio e attrazioni Il villaggio del Tour de Suisse animerà il centro della Città e ospiterà numerose attrazioni per gli appassionati di ciclismo e non solo. Grazie a questa manifestazione giungeranno a Bellinzona i principali produttori internazionali di biciclette con i loro ultimi prodotti. Particolare attenzione verrà dedicata ai bambini e ai ragazzi, e ai cicloamatori con animazioni per tutti. Non mancheranno le offerte gastronomiche locali con bancarelle e vari stand che contribuiranno a promuovere le eccellenze gastronomiche della Regione. La zona di partenza e arrivo, con lo spazio ospiti, sarà organizzato nei pressi di Banca Stato, sponsor principale dell’evento. Durante la due giorni di Bellinzona, nell’ambito della manifestazione BelliEstate, saranno organizzati

particolarmente attrattive e dei trasporti organiz-

eventi collaterali con feste e concerti che animeranno la città e i dintorni.


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vocidapalazzo

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Ticino, terra di ciclisti T

icino terra d’artisti e di ciclisti, così titolava un’autorevole testata nel lanciare i campionati del mondo di Mendrisio del 2009. Sicuramente azzeccata la scelta del titolo, se interpretata a livello di organizzazione di grandi eventi; infatti con 4 Mondiali su strada e 1 di MTB, il nostro Cantone è senza dubbio al primo posto a livello mondiale nell’ospitare queste manifestazioni. Siamo, o meglio eravamo,

Fabio Schnellmann granconsigliere PLR presidente di Ticino Cycling

meno bravi invece nel proporre strutture ciclabili per tutti. Attualmente nel nostro Cantone vi sono 300 chilometri di percorsi segnalati adatti alla bicicletta (sia strada che MTB), numeri che possono sembrare grandi, ma che se rapportati alla vastità del nostro territorio – soprattutto percorrendolo sulle 2 ruote– ci dicono che molto vi è ancora da fare. Se abbiamo sonnecchiato negli scorsi decenni, vi è però da dire che ora finalmente si è iniziato seriamente a lavorare su questo tema proponendo e creando nuove e adeguate arterie. Solo nei prossimi 3-4 anni sono previsti altri 100 chilometri di ciclabili, con investimenti pari a 25 milioni. Oltre che muoversi in tutta sicurezza nei nostri spostamenti, i tratti ciclabili sono vere e proprie palestre per i nostri giovani atleti. Se il calciatore dispone di un campo di calcio e l’hockeyista di una pista di ghiaccio, il ciclista svolge la sua preparazione sulla… strada. Attualmente in Ticino

Il cicloturista esige sicurezza! C

hissà cosa pensavano Freddie Mercury quando scrisse “Bicycle Race” nel 1978 e Riccardo Cocciante quando scrisse “In bicicletta” nel 1982? Sicuramente due cose diverse; il primo pensava al Tour de France, mentre il secondo a una passeggiata mangiando un panino

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in un bar lì vicino. Come diverse erano le infrastrutture e i servizi a disposizione dei ciclisti a quei tempi. Il cicloturismo è in costante crescita e di conseguenza anche la sensibilità verso questa forma di turismo è sensibilmente aumentata. Il cicloturista è un amante della natura e non è particolarmente esigente. Il suo obiettivo è quello di potersi godere la natura e di accedere a luoghi sconosciuti e discosti raggiungibili solo a piedi o, appunto, in bicicletta. Agriturismo, Bed & Breakfast e campeggi sono i luoghi prediletti dai cicloturisti per i loro pernottamenti. Per la scelta dei suoi percorsi il cicloturista si affida prevalentemente alle offerte e alle informazioni presenti sui molti siti online dedicati a questo tema o alle applicazioni dedicate scaricabili su smartphone. Le informazioni e proposte sono davvero molte. Anche a livello

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I milioni di franchi previsti per realizzare ulteriori 100 chilometri di piste ciclabili

abbiamo migliaia di appassionati ciclisti e oltre 200 ragazzi che regolarmente partecipano alle competizioni in programma nel nostro Cantone sotto il cappello Kids Tour. Anche per loro, svolgere il proprio sport preferito in sicurezza è assolutamente prioritario. Non dimentichiamo infine che, riprendendo il passaggio in apertura, il Ticino può vantare sul suo territorio un campione del mondo, Filippo Colombo. Tutti in sella quindi nel pieno rispetto delle regole stradali e dell’automobilista, con il quale dobbiamo educatamente condividere la strada.

Graziano Crugnola granconsigliere PLR

di trasporti le offerte non mancano; ad esempio con offerte combinate “Treno+bici” che permettono di superare facilmente ed in modo flessibile grandi distanze (o salite faticose). La priorità assoluta rimane quella della sicurezza. Piste e percorsi ciclabili separate dagli assi trafficati sono aumentate in maniera importante, rimangono tuttavia delle lacune da colmare, sulle quali si sta lavorando. Tuttavia, a volte, a causa disponibilità limitata di spazi è fisicamente impossibile creare percorsi separati per ciclisti e auto. In questi casi, oltre ad un’accresciuta attenzione reciproca, il minimo comune denominatore dovrebbe essere la ricerca di una sana convivenza e di reciproco rispetto tra ciclisti e automobilisti.


l’intervista

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ilcommento

Valle del Sole in mountain bike

Estate a due ruote Il Ticino ha lanciato, in collaborazione con SvizzeraTurismo, una campagna all’insegna della due ruote per un’estate di esperienze indimenticabili in bici. Ne parliamo con Elia Frapolli, direttore di TicinoTurismo. Elia Frapolli. Come valuta l’impatto di attrazione turistica della bicicletta per un cantone come il Ticino? È sicuramente importante e lo dimostrano le cifre. Sono 400’000 gli svizzeri, ovvero il 6,3% della popolazione, che praticano questa attività nel tempo libero. A livello economico la disciplina genera un giro d’affari di 800 milioni di franchi (fonte: UFSPO e inchiesta SvizzeraMobile 2013). Il Ticino può vantare una stagione lunga - da primavera fino a fine autunno - e una morfologia del territorio che permette di variare molto il tipo di tracciato. È proprio sulla tematica dell’offerta “bike” che quest’anno stiamo conducendo un’importante campagna in collaborazione con SvizzeraTurismo.

Elia Frapolli direttore TicinoTurismo

I

6.3% della popolazione svizzera è cicloamatore Eventi come il Tour de Suisse hanno un “ritorno” concreto in termini di visibilità turistica? Eventi come quello da lei citato contribuiscono senz’altro a generare visibilità. Ricordo che nel 2009 il Ticino ha ospitato anche i Campionati mondiali di ciclismo. Molti gli articoli giornalistici apparsi che hanno contribuito a profilare il nostro Cantone come meta ideale per ospitare gare di importanza internazionale. In quali settori il Ticino deve migliorare per essere ancora più… “cicloturistico”? Per quanto riguarda l’offerta legata alle mountain bike ritengo che il Ticino sia già oggi una meta attrattiva e concorrenziale. Negli ultimi anni molti nuovi tracciati locali sono stati inseriti nel circuito SvizzeraMobile e sono sorti molti Bike Hotel. Basti pensare che, su una novantina di Bike Hotel in Svizzera, ben 32 sono in Ticino. Abbiamo certamente margini di miglioramento, invece, per quanto concerne le piste ciclabili. Un ritardo, quello relativo alla mobilità ciclopedonale, che dovrebbe essere colmato nei prossimi anni.

l progetto mountain bike non è rimasto unicamente un progetto, ma lo si è quasi interamente completato e presto diventerà una realtà. Lo scorso anno si è inaugurata la nuova tappa del Percorso 65 Gottardo, che si snoda da Andermatt fino a Biasca, attraversando il nostro splendido territorio dal Lucomagno procedendo per la regione del Nara, dove si possono ammirare scenari tra i più importanti dal punto di vista paesaggistico e naturalistico di tutto il Canton Ticino e, con un po’ di spirito di parte, di tutta la Svizzera. Si sono inoltre realizzati e inaugurati due percorsi locali in Bovarina e in Valle Malvaglia, anch’essi come il precedente entrati a far parte della piattaforma ufficiale di Svizzera mobile. Nel corso di quest’anno dovremo riuscire a renderne agibili altri due o quattro nella zona del Nara. Oltre a questi percorsi locali, dove al ciclista è richiesta una discreta abilità per scendere sui tracciati escursionistici esistenti, nella nostra Valle esiste una vastissima rete di strade comunali, agricole e forestali, a volte sterrate, sulle quali chiunque può praticare il proprio sport in un ambiente immerso nella natura, quasi privo di traffico motorizzato. Pensando appunto a tutte queste particolarità che la Valle di Blenio sa offrire, stiamo introducendo un sistema di Bikesharing a scopo turistico con delle mountain bike elettriche, che daranno la possibilità anche al ciclista senza un particolare allenamento di raggiungere senza fatica qualsiasi luogo della nostra regione e godere appieno del paesaggio. Domenica 24 giugno inoltre, ripartirà la terza edizione di Blenio Gold Race, la gara ciclistica nazionale valida per il Campionato svizzero di salita 2018: 12,8 chilometri da Dongio a Cancorì su un dislivello di 985 metri. Quest’anno a Leontica si unirà anche la tradizione con la sfilata della Milizia storica, che testimonia il voto fatto ben 206 anni fa dai nostri soldati durante la tragica battaglia della Beresina.

Odis B. De Leoni sindaco di Acquarossa

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a bicicletta è un mezzo che tutti noi ben conosciamo e con cui abbiamo sicuramente avuto a che fare, anche se in modi diversi. Per alcuni è una compagna di vita, per altri un passatempo o un mezzo con cui trascorrere le vacanze. Per alcuni è una disciplina seguita in modo appassionante alla televisione, per altri è fonte di irritazione quando la si incrocia con la macchina sulle strade. In passato la bicicletta non godeva di una grande reputazione. Quando ho iniziato a fare le prime gare tutti mi dicevano che avrei corso per una disciplina che sarebbe scomparsa, siccome negli anni 60 e 70 c’era il boom dell’automobile e la macchina si stava diffondendo rapidamente. Chi aveva la bici era visto come un poveraccio che non aveva i soldi per comprare la macchina. Con il tempo però la bicicletta ha ripreso vigore e oggi è vista come mezzo di trasporto, per il tempo libero e per il turismo. In Svizzera si stimano 4 milioni di biciclette in circolazione. E grazie alla diffusione della bicicletta elettrica questo numero è destinato ad aumentare in modo impressionante nei prossimi anni. La bicicletta è arrivata fin sotto la cupola di Palazzo federale. A settembre voteremo sul controprogetto dell’iniziativa per la promozione delle vie ciclabili, che ha lo scopo

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Rocco Cattaneo consigliere nazionale PLR

di inserire questo mezzo di trasporto nella Costituzione e di promuoverlo in modo uniforme in tutto il territorio svizzero. Il potenziale di miglioramento è enorme: occorre unire le forze per garantire a chi si muove in bicicletta più sicurezza sviluppando in modo più armonioso ed efficace le vie ciclabili in Svizzera. Ecco che quindi la nostra qualità di vita e anche il turismo potrebbero beneficiare di queste misure e in modo particolare anche il nostro Cantone, dove c’è ancora molto da fare. Bisogna dare la possibilità di scoprire il nostro territorio in bicicletta in modo sicuro, sia in città che in periferia. Senza dimenticare la promozione di eventi legati alla bicicletta come mezzo per il tempo libero e disciplina sportiva. Il Ticino è stato ed è tuttora protagonista di numerosi eventi ciclistici che hanno un impatto positivo sul turismo della nostra regione. La bicicletta fa bene alla salute e allo spirito e può dare un bel contributo per aiutare a risolvere i grandi problemi di mobilità nei centri urbani, come ormai riconosciuto anche nelle più importanti città svizzere e europee. È dunque arrivato il momento di investire maggiormente con convinzione anche nel nostro cantone e nelle nostre città per garantire a chi si muove in bicicletta più sicurezza.

na mozione del consigliere agli Stati Fabio Abate chiede al Consiglio federale di presentare una modifica dell’articolo 2 della legge federale concernente le misure collaterali per i lavoratori distaccati e il controllo dei salari minimi previsti nei contratti normali di lavoro (legge sui lavoratori distaccati, LDist) dell’8 ottobre 1999. Il nuovo testo di legge dovrà prevedere la possibilità di imporre ai datori di lavoro esteri che distaccano i propri lavoratori in Svizzera anche il rispetto delle condizioni salariali minime prescritte in una legge cantonale. “Qualora questa legge dovesse entrare in vigore, sarà fondamentale – tenuto conto della particolare situazione del mercato del lavoro del cantone Ticino – poter rendere obbligatorio il rispetto di questi salari anche da parte delle ditte estere che distaccano lavoratori in Ticino (prestatori transfrontalieri di servizio)” scrive Abate nella mozione. In base alla LDist il datore di lavoro deve garantire ai lavoratori distaccati “almeno le condizioni lavorative e salariali prescritte nelle leggi federali”, escludendo pertanto le condizioni salariali prescritte nelle leggi cantonali come, appunto il salario minimo approvato dai ticinesi nel 2015 accettando l’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino!”; legge che attualmente attende ancora l’approvazione da parte del Gran Consiglio.

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Opinione Liberale

Come l’impiego pubblico crea immigrazione L

’impiego pubblico garantisce solitamente meglio i dipendenti, sia per retribuzione, sia per garanzia del posto. Nel privato se l’onere salariale eccede i ricavi l’impresa fallisce e i posti scompaiono. Lo Stato invece non può fallire, semmai si indebita, e il debito va a carico di chi pagherà imposte in futuro; con quali effetti si vede in Paesi vicini. Ma altre sono le diversità. I salari privati dipendono dalla congiuntura economica, dalla produttività, dal mercato. Quelli pubblici invece, benché si scimmiottino forme di contrattazione tra parti sociali (nell’interesse dei rappresentanti), dipendono da leggi ispirate a criteri di parità di trattamento, dei quali il più usuale è la durata della formazione. Un tempo le persone con formazione universitaria erano poche. Oggi per un posto di “collaboratore scienti-

Mauro Dell’Ambrogio

fico” nell’amministrazione pubblica si candidano a centinaia (laureati in storia, diritto, psicologia, relazioni internazionali, per citare quel che vanno di moda); pochi invece per un posto da tecnico specializzato. I posti del primo tipo crescono in quantità più di quelli del secondo e la loro retribuzione resta più elevata. Le conseguenze non sono gravi, in un paese dove il lavoro privato predomina. Laureati in settori inflazionati sono mediamente meno retribuiti nel settore privato, che offre invece buone opportunità a chi dispone di formazioni meglio rispondenti alle esigenze del mercato, compresa quella di farsi imprenditori. In Svizzera (meno in Ticino), in controtendenza con l’evoluzione globale, la proporzione tra studenti e apprendisti è stabile da anni. Le scelte individuali oscillano tra le proprie attitudini – c’è nulla di male a studiare ciò che interessa, se non ci si fanno illusioni sugli sbocchi – e le possibilità del mercato. Ma il problema sta diventando un altro. E cioè la sempre maggiore durata delle formazioni necessarie per entrare nel settore pubblico, strumentale in teoria alla qualità del servizio, ma in pratica all’aumento delle retribuzioni. Nel pubblico anche chi aveva avuto una formazione di durata inferiore beneficia

dell’aumento generalizzato della retribuzione non appena si alza l’asticella per i nuovi assunti, creando pressioni di categoria irresistibili. Particolarmente nella sanità e nell’insegnamento, i mestieri ai quali ci si formava un tempo al conseguimento della maggiore età esigono ora che si studi fino a 25 anni e oltre. Più formazione è necessaria, ma può essere conseguita efficacemente anche in forma continua per chi già lavora. Effetto negativo di una lunga formazione prima dell’impiego è la discriminazione sociale: solo chi proviene da ceti agiati può permettersi di studiare a lungo. C’è chi vorrebbe risolvere il problema con più generose borse di studio. Ma una lunga formazione ha comunque effetti selettivi, non sempre con opportuni criteri, e dissuasivi. Di fatto si riscontra nel nostro paese una “mancanza di personale qualificato” anche perché le qualifiche (formali) per esercitare professioni, segnatamente nel settore pubblico, sono sempre più elevate. Col risultato di dover importare infermieri, docenti e altro dall’estero. Esempio massimo della perversione cui può portare il pretesto della “qualità” è la medicina, professione ormai (visto il ruolo degli ospedali pubblici e delle assicurazioni sociali) solo in apparenza privata: l’estrema selezione ha portato a una costosissima formazione pro capite e a dover importare ogni anno i due terzi dei nuovi medici dall’estero, tagliando fuori migliaia di giovani residenti presumibilmente non meno idonei. Si ipotizzano oggi cinque anni di formazione universitaria per insegnare nella scuola dell’infanzia o per prestare cure. Invece di copiare tendenze estere, applichiamo la buona tradizione nostra di abbinare formazione e lavoro, che all’estero ci è invidiata. Per invertire tendenza bisogna però rivedere i criteri per le retribuzioni nel settore pubblico: come fa il privato, pagare meglio dove scarseggiano i candidati, meno dove eccedono, e non a dipendenza della durata della formazione richiesta per entrare.

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Le nuove emergenze N

ell’ultimo numero del 2016, l’Economist ha pubblicato un articolo assai critico nei confronti del liberalismo, reo a suo dire di non aver compreso alcuni fenomeni involutivi, quali la messa in discussione dei principi del libero mercato, della concorrenza, della libera circolazione delle persone e delle merci. Il liberalismo non avrebbe capito che le persone normali vedono spesso la ricchezza come sinonimo di privilegi. L’articolo dell’Economist parla addirittura di pigrizia e di noncuranza del liberalismo per aver vissuto sugli allori della caduta dell’Unione Sovietica e per non aver capito alcune cose sotto gli occhi di tutti: che la ricchezza non si distribuisce da sola; che le nuove tecnologie eliminano posti di lavoro che non torneranno mai più; che ci sono altre culture che rappresentano una minaccia, in taluni casi anche violenta. Per

Gerardo Rigozzi

Zygmunt Bauman (1925-2017), sociologo di origine polacca, la società moderna è diventata una società liquida. Le certezze del passato, dal welfare alla politica, sono venute meno perché smontate e in qualche modo dissacrate. Viviamo in un presente senza nome caratterizzato da diversi elementi: la crisi dello Stato di fronte alle spinte della globalizzazione; quella conseguente delle ideologie e dei partiti; la lontananza del singolo da una comunità che lo rassicuri: “Nella nostra epoca il mondo intorno a noi è tagliuzzato in frammenti scarsamente coordinati, mentre le nostre vite individuali sono frammentate in una successione di episodi mal collegati fra loro.” La globalizzazione ha in qualche modo causato uno spaesamento dell’individuo esponendolo in modo anche brutale alle spinte, ai cambiamenti e alle “violenze” di una società fondata sull’incertezza. Ralph Dahrendorf (1929-2009) ci dà un quadro assai pessimistico della società contemporanea, che sarebbe senza regole comuni, priva di “legature”, scollata, decomposta, senza protezioni. In questo contesto sarebbe persino ipotizzabile un ritorno di darwinismo sociale, dove gli individui si contrappongono l’un l’altro e dove sopravvivono solo i più forti.

Opinione Liberale

l’evento

Politica europea, Airolo agorà del PLR svizzero La politica europea, bisogna attenderselo, segnarà l’anno elettorale 2019, in parte per via dei negoziati su un accordo quadro istituzionale, che potrebbero essere conclusi ancora entro fine anno, e dall’altra per la probabilità che l’iniziativa contro la libera circolazione delle persone sia depositata nell’estate 2019, poco prima delle elezioni. Per queste ragioni il PLR svizzero dedica l’assemblea nazionale di sabato 23 giugno all’esame di due documenti che andranno a definire le linee guida dei liberali radicali in ambito di politica europea, rivendicando uno sviluppo sovrano della via bilaterale così da garantire l’accesso settoriale al mercato e la sicurezza giuridica: i documenti sono su www.plr.ch. Il giorno precedente, la conferenza dei presidenti prenderà posizione sul controprogetto all’iniziativa”per la bici”. L’assemblea porterà oltre 300 delegati ad Airolo: tutto è pronto per una degna e ospitale accoglienza!

Il Tram-treno che piace ma... Un progetto bello, con qualche appunto, una riflessione e un accorato invito (doppio) da parte della Sezione PLR di Bioggio.

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i liberali radicali di Bioggio il Tram-Treno piace. Apprezziamo in particolare la valenza luganese. Su quella regionale abbiamo qualche punto di domanda. Andiamo con ordine: con questo progetto Lugano, bontà sua, risolverà in buona parte il problema del traffico pendolare regionale che la invade da Nord (Alto Vedeggio) e da Ovest (Malcantone). Lo sarebbe anche da Sud se il TILO fosse accompagnato da Park and Rail a Chiasso e a Mendrisio. A trarne vantaggio saranno pure gli abitanti di tutto il Malcantone che ogni giorno si recano in città per lavoro. L’ampliamento dei posteggi nelle vicinanze delle attuali fermate sarà l’elemento centrale affinché chi deve raggiungere Lugano utilizzi i mezzi pubblici. Fin qui tutto bene. Ma a salire sul Tram-treno saranno in futuro anche le svariate decine di migliaia di frontalieri che ogni giorno si spostano in auto sulla tratta tra Ponte Tresa e Manno? Si spera, ma molto dipenderà dalla messa a disposizione di migliaia di posteggi (Park and Rail) nei luoghi strategici del percorso che, a nostro avviso, sono Ponte Tresa e, in zona Manno, all’uscita dell’autostrada e della galleria del Vedeggio, da dove arrivano ogni giorno in massa i frontalieri rispettivamente da SUD e dalla zona di Porlezza. E qui c’è un problema, anzi, il nostro problema: noi del PLR Bioggio siamo fortemente convinti che la decisione da parte di chi ha ideato il progetto di inserire un Park and Rail nel nostro Comune sia infelice. A nostro avviso infatti questa scelta attirerà ancora più traffico sulla strada cantonale (tra Manno e Bioggio)

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Bioggio

andando a infierire ulteriormente sulla viabilità di questa già martoriata tratta. Al di là della specifica richiesta di Bioggio, noi riteniamo che l’argomento Park and Rail sia uno degli elementi centrali (un po’ snobbato) che determinerà il successo della valenza regionale o meglio, transfrontaliera, del progetto. Di transenna ecco due ultimi accorati e “bioggesi” inviti ai progettisti. Siamo in ritardo? Forse sì! Ma non dimentichiamo che spesso in “zona cesarini” si determina il successo di una partita. Il primo invito riguarda gli accessi alla zona industriale di Bioggio che, da quanto ci risulta, si ridurranno da quattro a uno rendendo difficile la vita alle nostre aziende. Il secondo, sempre sulla tratta Manno-Bioggio, concerne l’attraversamento della cantonale in zona Manno (con accluso semaforo) da parte del Tram-Treno. Solo a pensarci, a noi di Bioggio, che ben conosciamo questa situazione, ci vengono i brividi.


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Opinione Liberale

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La proposta Evita e le strumentalizzazioni È perfettamente comprensibile la necessità del PPD di distogliere l’attenzione dalle sue “gabole” cercando a tutti i costi di seminare dubbi e montare un caso che semplicemente non esiste. Invito i cittadini di questo Cantone a vedere le cose per quelle che sono. A differenza di altri casi qui l’agire è stato trasparente e le decisioni potranno essere prese dal Parlamento serenamente visto che non vi è nessun impegno vincolante preso dal Consiglio di Stato. Un breve riassunto Alcuni imprenditori privati decidono di realizzare uno stabile in una posizione strategica molto interessante a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Giubiasco, un luogo che con l’apertura del tunnel di base del Ceneri sarà a 10 minuti da Lugano e ad altrettanti dal centro di Bellinzona. Un edificio realizzato da decine di ditte e artigiani ticinesi, con uno standard energetico Minergie A e offerto ad un prezzo interessante. Aspetti questi che nessuno mette in discussione perché sono oggettivi e comprovati. E allora dove starebbero i problemi? Come normalmente accade i promotori una volta avviato il progetto hanno cominciato a cercare dei potenziali interessati e tra gli

altri hanno proposto lo stabile anche ai servizi dell’amministrazione cantonale: è il loro lavoro, tutto normale. Lo Stato analizza in una prima fase la proposta e, dopo decisione del Consiglio di Stato, avvia le trattative per ubicarvi l’Istituto della formazione continua (oggi in affitto in stabili privati), l’ufficio dello sviluppo manageriale, il servizio arredamento e il servizio traslochi. Successivamente il DECS intravvede un’interessante opportunità, considerata la vicinanza alla stazione e la presenza di altri servizi legati alla formazione, di verificare la possibilità di inserire nello stabile anche un nuovo servizio di orientamento professionale rivolto ai nostri giovani noto con il nome di Città dei mestieri. Una proposta che arrivava da diversi deputati di diversi partiti (tra cui Fonio, Jelmini e Passalia) e che il DECS ha ritenuto opportuno inglobare proprio in questo stabile. Il messaggio governativo è stato discusso e approfondito da un gruppo di 6 deputati (di tutti i partiti presenti in commissione) per oltre 7 mesi, in trasparenza e mettendo sul tavolo tutti gli elementi. Le conclusioni sono state chiare: in primo luogo nessuno discute la qualità o l’interesse per questo stabile; secondo nessuno discute il fatto che i contenuti siano importanti e terzo nessuno discute il prezzo ritenuto appropriato. La polemica inconsistente Rimane solo la polemica sul fatto che l’operazione debba o meno essere assoggettata alla Legge commesse pubbliche. Assoggettamento che dipende dall’eventuale assunzione del rischio economico da parte dell’ente pubblico, in questo caso completamente a carico dei privati, e dall’eventuale comanda realizzativa del futuro acquirente.

Bixio Caprara presidente PLR

Opinione Liberale Responsabile politico Bixio Caprara

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CARTA SVIZZERA

Nel caso in esame i promotori hanno considerato negli affinamenti le ipotesi logistiche necessarie allo Stato quale possibile futuro proprietario (probabile perché è solo il Parlamento che può decidere) non precludendo in ogni caso l’utilizzo dell’edificio per altri eventuali acquirenti. Per capirci parliamo di un investimento netto pari a circa il 2,8% del costo dello stabile: ora da qui a dire che lo stabile intero sia stato eseguito secondo le richieste del possibile acquirente pubblico ce ne corre. In ogni caso i pareri dei giuristi divergono e su 3 giuristi 2 dicono che il modo di procedere è corretto mentre un terzo dice che “si potrebbe propendere per” quindi senza un parere concludente. La conclusione Il messaggio proposto dal Consiglio di Stato è chiaro e trasparente, ogni aspetto è conosciuto (i promotori, il progetto, i contenuti, il valore economico e la procedura seguita), è stato ampiamente approfondito da un sottogruppo della commissione della gestione negli ultimi 7 mesi. Nessuno ha messo in discussione la qualità, l’interesse, il prezzo e i contenuti. Le valutazioni giuridiche hanno permesso di capire che non vi è un parere vincolante e univoco, ma si tratta di una ponderazione e di una questione di proporzionalità. Tutti gli elementi rilevanti sono stati sviscerati, si tratta ora in maniera oggettiva di decidere se si ritiene o meno utile e opportuno l’acquisto di questo stabile che consente la riorganizzazione e lo sviluppo di servizi interessanti per la nostra popolazione (in particolare per i giovani). Sarebbe davvero triste se strumentalizzazioni di stampo politico e partitico riuscissero a impedire allo Stato di fare le cose giuste e necessarie.


inbreve

PLR ticinese sempre in vetta Domenica stupenda di sole e di entusiasmo per il folto gruppo di amiche e amici liberali radicali che ha raggiunto la vetta del Monte Boglia. L’atmosfera gioiosa che si respirava di primo mattino durante il ritrovo a Brè, ha lasciato il posto, come logica vuole, a qualche affanno durante la dura ascesa. I meglio allenati hanno raggiunto la vetta ancor prima delle 11 mentre un gruppetto si è portato all’alpe della Bolla dove, dopo

un succulento aperitivo, tutti hanno potuto gustare un eccellente pranzo. Il rientro a Brè, nel tardo pomeriggio, si è svolto nella consapevolezza di aver trascorso ancora una volta una piacevole giornata sulle nostre amate montagne con i ringraziamenti ai due instancabili organizzatori Luigi Balmelli e Giorgio Galusero. Nelle foto di Martina Patelli l’arrivo in vetta al Boglia e il gurppo al gran completo.

l’agenda Venerdì 15 giugno PLR LUGANO Assemblea straordinaria ore 20.00 Padiglione Conza, Lugano

Sabato 23 giugno PLR SVIZZERO Assemblea nazionale ore 11.15 Caserma Bedrina, Airolo

Domenica 1. agosto PLR TICINESE Festa del 1. agosto Piazza d’armi, Monteceneri Segnate in agenda l’evento del Primo agosto organizzato anche quest’anno dal PLR ticinese e che vede la gradita partecipazione del consigliere federale Ignazio Cassis: un evento da non mancare!

L’agenda completa del PLR è su www.plrt.ch/agenda. Su OL vengono pubblicati gli eventi più a corto termine.

Vittoria su tutta la linea! PLR soddisfatto per l’esito del voto di domenica, in particolare il sì alla nuova legge sui giochi in denaro, tema su cui il partito ticinese si è differenziato chiaramente rispetto al PLR svizzero, rappresenta un tassello importante per l’attività futura di moltissimi enti di pubblica utilità in Svizzera e in Ticino. Poter continuare ad assicurare risorse allo sport, alla cultura e, non da ultimo, anche ad AVS e AI attraverso i proventi dei giochi in denaro è essenziale anche per valorizzare il volontariato, una componente fondamentale per la nostara vita sociale. Per il presidente Bixio Caprara: “Accettando la nuova legge sui giochi in denaro, i cittadini hanno dato un segnale forte al Paese: le attività di pubblica utilità e il volontariato vanno sostenuti con i proventi del gioco. Al contempo, sulle regole di protezione dal gioco compulsivo e sui controlli contro truffe e riciclaggio non si vuole transigere*. Stesso discorso per l’iniziativa moneta intera. Ticino e Svizzera hanno respinto l’idea di attuare un inutile e pericoloso esperimento di politica monetaria con la Svizzera nel ruolo di cavia. “Il deciso no a salti nel buio nella politica monetaria è infatti stato chiaro” evidenzia il presidente Caprara.

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Nr. 20 - Opinione Liberale - 15 giugno 2018  

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