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TEORIA DEGLI ACCORDI Nicola Focci


Indice 1 La scala cromatica

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2 Gli accordi: generalità 2.1 Le triadi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.1.1 Maggiore (es. DO, C, raro DO+) . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.1.2 Minore (es. DOm, Cm) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.2 Triadi sostenute . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.2.1 Sostenuto quarto (es. DO4, Csus4, raro DO11, C4) . . . . . . . . 2.2.2 Sostenuto secondo (es. DO2, Csus2) . . . . . . . . . . . . . . . . 2.3 Accordi di settima . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.3.1 Settima (es. DO7, C7) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.3.2 Settima maggiore (es. DO7+, Cmaj7, raro C4) . . . . . . . . . . 2.3.3 Settima minore (es. DOm7, Cm7) . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.4 Accordi di sesta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.4.1 Sesta (es. DO6, C6, raro C13) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.4.2 Sesta minore (es. DOm6, Cm6, raro C-6, C13) . . . . . . . . . . 2.4.3 Sesta e nona (es. DO6/9, C6/9) . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.5 Accordi di nona, undicesima, tredicesima . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.5.1 Nona o «settima e nona» (es. DO7/9, C9, C7/9, raro C2) . . . . 2.5.2 Nona maggiore (es. DO9+, Cmaj9) . . . . . . . . . . . . . . . . 2.5.3 Nona minore (es. DOm9, Cm9) . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.5.4 Accordi di undicesima e tredicesima . . . . . . . . . . . . . . . . 2.5.5 Tredicesima (es. DO13, C13) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.6 Note aggiunte o alterate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.6.1 Nona aggiunta (es. DO9, Cadd9) . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.6.2 Nona aumentata (es. DO+9, C7#9, C7aug9, C7+9, raro DO10m, 2.6.3 Quinta diminuita (es. DO5b, Cb5) . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.6.4 Semidiminuito (es. Dom7/5b, C7-5, Cm7b5, C∅ , raro D#m/C) . 2.6.5 Tabella delle aggiunte o alterazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.7 Altri tipi di accordi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.7.1 Aumentato (es. DOaum, C+, Caug, evitare C5+) . . . . . . . . . 2.7.2 Diminuito (es. DOdim, C°; più spesso DO7dim, C°7) . . . . . . . 2.7.3 Quarta e settima (es. DO4/7, C7sus, raro C7sus4) . . . . . . . . 2.7.4 Senza la terza (es. DO(no3), C5, raro DO5) . . . . . . . . . . . . 2.7.5 X/Y (es. DO/SOL, C/G) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2.8 Costruire gli accordi sulla chitarra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . C9+) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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3 Scale cromatiche 4 Costruire gli accordi sulla scala maggiore 4.1 Costruire la scala maggiore . . . . . . 4.2 Individuare l’accordo maggiore . . . . 4.3 Individuare l’accordo minore . . . . . . 4.4 Costruire gli altri accordi . . . . . . .

7 7 7 8 8 8 8 8 9 9 9 9 9 9 10 10 10 10 11 11 11 11 12 12 12 12 13 13 13 13 14 14 14 14 17

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1 La scala cromatica Con «scala» si definisce una sequenza ordinata di suoni. La si compone come sequenza di toni e semitoni, a partire da una nota fondamentale. La «scala cromatica» è composta da tutti e dodici i semitoni del sistema temperato occidentale. In questo sistema il semitono è usualmente considerato l’intervallo minimo tra due note. In pratica è come suonare tutti i tasti del pianoforte, bianchi e neri. Consideriamo la scala cromatica di DO: Semitoni rispetto al DO 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

Nota C C# D D# E F F# G G# A A# B

Intervallo Fondamentale 2° minore 2° maggiore 3° minore 3° maggiore 4° (giusta) 4° aumentata, 5° diminuita 5° (giusta) 5° aumentata, 6° minore 6° maggiore, 7° diminuita 7° minore 7° maggiore

Intervallo (segue) 8° (giusta) 9° minore 9° maggiore 10° minore 10° maggiore, 11°diminuita 11° (giusta) 11° aumentata, 12° diminuita 12° (giusta) 12° aumentata, 13° minore 13° maggiore 14° minore 14° maggiore

Tabella 1.1: Scala cromatica di DO Nel prospetto, abbiamo anche evidenziato la distanza (in semitoni) tra ciascuna nota. Questa distanza prende il nome generico di «intervallo». Ogni intervallo ha però un proprio nome specifico, come illustrato nelle due colonne di destra. Esso è determinato da un numero («quantità» dell’intervallo: 2°, 3°, 4°, eccetera) e un attributo («qualità» dell’intervallo). Quest’ultimo può essere «maggiore», «minore», e (solo per gli intervalli di 4°, 5° e 8°) «giusta». Per un prospetto che riassume tutte le scale cromatiche, vedi nella pagina 17. L’accordo non è altro che un insieme di intervalli. Ecco perché la scala cromatica ci è utile. Come convenzione, nelle prossime pagine, useremo queste abbreviazioni: • «m» per «minore». 3°m sta quindi per «terza minore». • «M» per «maggiore». 3°M sta quindi per «terza maggiore». • «G» per «giusta». 5°G sta quindi per «quinta giusta». Eventualmente, potremo anche omettere la lettera «G»: 5° sta quindi sempre per «quinta giusta». • «d» per «diminuita». 7°d sta quindi per «settima diminuita». • «A» per «aumentata». 11°A sta quindi per «undicesima aumentata». Ciò premesso, cominciamo il nostro giro nella teoria degli accordi.

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2 Gli accordi: generalità A seconda del numero di suoni dai quali sono formati, gli accordi si dividono in gruppi basilari, come: • Triadi (tre suoni) • Accordi di settima e di sesta (quattro suoni) • Accordi di nona (cinque suoni) • Accordi di undicesima (sei suoni) • Accordi di tredicesima (sette suoni) Come si legge un accordo? Il formato generico è quello che segue:

Partendo da sinistra, abbiamo i seguenti elementi: • La Fondamentale dell’accordo. • Un’abbreviazione che indica il tipo di accordo. In questo caso è una settima di dominante, o settima e basta (vedi nella pagina 9). • Eventuali note da aggiungere o alterare (vedi nella pagina 11). In questo caso si ha una nona aumentata. • Se la nota al basso è diversa dalla fondamentale (vedi nella pagina 14). L’accordo dell’esempio si legge «Do diesis, settima, nona aumentata, basso in Sol».

2.1 Le triadi La triade è la base di partenza per ogni accordo. E’ formata da note i cui intervalli sono di terza tra loro1 .

2.1.1 Maggiore (es. DO, C, raro DO+) F + 3°M + 5°G L’accordo maggiore è formato a partire dalla sua nota di base o Fondamentale (F), aggiungendo una terza maggiore, e una quinta giusta . Nel caso del DO, avremo: C + E (terza maggiore) + G (quinta giusta). A parte le ditteggiature «classiche» con la Fondamentale sulla quinta e sesta corda, nel funky esiste un uso frequente di quelle con la Fondamentale sulla prima corda: 1 Il

DO maggiore è composto da DO, MI (terza maggiore del DO), e SOL (terza minore del MI). L’accordo minore è fatto alla rovescia.

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2.1.2 Minore (es. DOm, Cm) F + 3°m + 5°G L’accordo minore è formato dalla nota di base aggiungendo una terza minore, e una quinta giusta. Nel caso del DO, avremo: C + D# (terza minore) + G (quinta giusta). Anche in questo caso, il funky predilige le ditteggiature con la Fondamentale sulla corda del mi cantino:

2.2 Triadi sostenute La triade sostenuta (o sospesa) è una triade in cui una delle tre note viene sostituita.

2.2.1 Sostenuto quarto (es. DO4, Csus4, raro DO11, C4) F + 4°G + 5° La sospensione («sus» sta per «suspended») riguarda una nota che ne sostituisce un’altra. In questo caso, nell’accordo maggiore, la quarta giusta sostituisce la terza maggiore. Nel caso del DO avremo: C + F (quarta giusta) + G (quinta giusta). L’accordo sospeso è di solito posto accanto al corrispondente accordo maggiore, come nella sequenza DO, DO4, DO.

2.2.2 Sostenuto secondo (es. DO2, Csus2) 1° + 2°M + 5° La 2° maggiore sostituisce la terza. Nel caso del DO avremo: C + D (seconda maggiore) + G (quinta giusta).

2.3 Accordi di settima Gli accordi di settima prevedono l’aggiunta di questo intervallo alla triade maggiore o alla triade minore. Con la triade maggiore è possibile creare due tipi di accordi di settima, come vedremo.

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2.3.1 Settima (es. DO7, C7) F + 3°M + 5° + 7°m In questo caso si dovrebbe parlare di «settima minore», ma viene più comunemente chiamato «settima». L’accordo di settima si ottiene aggiungendo una settima minore alle note che formano il corrispondente accordo maggiore. Nel caso del DO: C + E (terza maggiore) + G (quinta giusta) + A# (settima minore) Questo accordo è anche chiamato «settima di prima specie» o «settima di dominante».

2.3.2 Settima maggiore (es. DO7+, Cmaj7, raro C4) F + 3°M + 5° + 7°M L’accordo di settima maggiore si ottiene aggiungendo una settima maggiore alle note che formano il corrispondente accordo maggiore. Nel caso del DO: C + E (terza maggiore) + G (quinta giusta) + B (settima maggiore) In questo caso, la notazione italiana (C7+) e quella anglosassone (Cmaj7) divergono. Va altresì notato che tavolta la dicitura «maj7» viene sostituita dal simbolo 4, ossia C4.

2.3.3 Settima minore (es. DOm7, Cm7) F + 3°m + 5° + 7°m L’accordo di settima minore si ottiene aggiungendo una settima minore alle note che formano il corrispondente accordo minore. Nel caso del DO: C + D# (terza minore) + G (quinta giusta) + A# (settima minore)

2.4 Accordi di sesta 2.4.1 Sesta (es. DO6, C6, raro C13) F + 3°M + 5° + 6°M L’accordo di sesta si ottiene aggiungendo una sesta maggiore alle note che formano il corrispondente accordo maggiore. Nel caso del DO: C + E (terza maggiore) + G (quinta giusta) + A (sesta maggiore)

2.4.2 Sesta minore (es. DOm6, Cm6, raro C-6, C13) 1° + 3°m + 5° + 6°M L’accordo di sesta si ottiene aggiungendo una sesta maggiore alle note che formano il corrispondente accordo minore. Nel caso del DO: C + D# (terza minore) + G (quinta giusta) + A (sesta maggiore) Attenzione a non farsi fuorviare: lo schema non è lo stesso del Cm7!

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2.4.3 Sesta e nona (es. DO6/9, C6/9) F + 3°M + 5° + 6°M + 9°M Si compone aggiungendo all’accordo di sesta, una nona maggiore: Nel caso del DO: C + E (terza maggiore) + G (quinta giusta) + A (sesta maggiore) + D (nona maggiore). Un esempio sulla chitarra, con la Fondamentale alla quinta corda:

Non si tratta di un accordo molto comune; si trova soprattutto nella musica brasiliana o similare.

2.5 Accordi di nona, undicesima, tredicesima Hanno tutti una caratteristica in comune: la settima deve essere presente. Così come esistono tre tipi di accordi di settima (settima, settima maggiore, settima minore), avremo anche tre tipi di accordi di nona, undicesima, e tredicesima. Approfondiamo l’esempio degli accordi di nona, che sono paradigmatici anche per gli altri. Si avrà in sostanza; • Nona: accordo di settima + 9°M = F + 3°M + 5° + 7°m + 9°M • Nona maggiore: accordo di settima maggiore + 9°M = F + 3°M + 5°+ 7°M + 9°M • Nona minore: accordo di settima minore + 9°M = F + 3°m + 5°+ 7°m + 9°M Gli accordi di nona sono quindi formati da 5 note. Vediamo gli esempi più nello specifico.

2.5.1 Nona o «settima e nona» (es. DO7/9, C9, C7/9, raro C2) F + 3°M + 5° + 7°m + 9°M E’ l’accordo di settima, con l’aggiunta della nona maggiore. Nel caso del DO: C + E (terza maggiore) + G (quinta giusta) + A# (settima minore) + D (nona maggiore). L’accordo di nona è un classico accordo del funky, di seguito mostrato con la Fondamentale sulla quinta (ditteggiatura di sinistra, molto usata) e sulla sesta corda (ditteggiatura di destra):

Per gli anglosassoni, in musica è l’accordo di nona per antonomasia. Questo è il motivo per cui nella rispettiva notazione («C9») manca l’indicazione della settima. In italiano, invece, si usa la notazione «DO7/9», perchè «DO9» è riservato all’accordo di nona aggiunta (vedi nella pagina 12).

2.5.2 Nona maggiore (es. DO9+, Cmaj9)

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F + 3°M + 5°+ 7°M + 9°M E’ l’accordo di settima maggiore, al quale si aggiunge la nona maggiore. Nel caso del DO: C + E (terza maggiore) + G (quinta giusta) + B (settima maggiore) + D (nona maggiore).

2.5.3 Nona minore (es. DOm9, Cm9) F + 3°m + 5°+ 7°m + 9°M E’ un accordo di settima minore, al quale si aggiunge una nona maggiore. Nel caso del DO: C + E (terza maggiore) + G (quinta giusta) + A# (settima minore) + D (nona maggiore).

2.5.4 Accordi di undicesima e tredicesima Si applica la medesima metodologia vista per gli accordi di nona: • Per gli accordi di undicesima, si aggiunge l’11° giusta agli accordi di nona sopra visti. Questi accordi hanno quindi sei note. • Per gli accordi di tredicesima, si aggiunge la 13° maggiore agli accordi di 11°. Questi accordi hanno quindi sette note. Vediamo un esempio per l’accordo di tredicesima.

2.5.5 Tredicesima (es. DO13, C13) F + 3°M + 5°+ 7°m + 9°M + 11° + 13°M L’accordo di tredicesima è in via teorica formato da sette note, ossia dall’accordo di nona con l’aggiunta dell’undicesima giusta e della tredicesima maggiore:: Nel caso del DO: C + E (terza maggiore) + G (quinta giusta) + A# (settima minore) + D (nona maggiore) + F (undicesima giusta) + A (tredicesima maggiore). In realtà viene spesso usato - ad esempio nel funky - come accordo di passaggio che risolve rapidamente in un accordo di nona. Nella ditteggiatura che segue, si noterà che lo spostamento di due tasti sulla prima corda rende il passaggio dal G (quinta giusta) al A (tredicesima maggiore).

Esempio tipico: «Sex machine» di James Brown.

2.6 Note aggiunte o alterate Gli accordi possono anche presentare note «in più», ossia non previste ed aggiunte. In inglese, la notazione prevede «add2», «add9», eccetera. E’ altresì possibile, inoltre, che gli accordi abbiano note già presenti ma «alterate», che tipicamente sono alterazioni di tipo cromatico, ossia prevedono lo spostamento di un semitono per un intervallo contenuto nell’accordo. La notazione prevede i segni «+» o «-» a precedere l’intervallo oggetto di alterazione, oppure i segni «b» e «#». Vediamo alcuni esempi rispettivi.

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2.6.1 Nona aggiunta (es. DO9, Cadd9) F + 3°M + 5° + 9°M L’accordo di nona aggiunta contiene una nona maggiore, come nota aggiuntiva rispetto alla triade maggiore. Per il DO, avremo: C + E (terza maggiore) + G (quinta giusta) + D (nona maggiore). In questo caso, la notazione italiana è confusionaria, perché «DO9» non è uguale a «C9»! Si veda nella pagina 10. Il C9 in realtà differisce perché comprende anche l’intervallo di settima, che qui è assente.

2.6.2 Nona aumentata (es. DO+9, C7#9, C7aug9, C7+9, raro DO10m, C9+) F + 3°M + 5° + 7°m + 10°m L’accordo di nona aumentata è un accordo di nona, ma con la nona aumentata di un semitono, che di fatto diventa una 10° minore. Nel caso del DO: C + E (terza maggiore) + G (quinta giusta) + A# (settima minore) + D# (decima minore). In questo esempio sulla chitarra, la fodamentale è sulla quinta corda, e viene omesso il SOL (l’intervallo di quinta):

Anche in questo caso, la notazione anglosassone e quella italiana differiscono. La notazione anglosassone prevede una base di partenza (C7) e un’alterazione (#9), come del resto è più logico, e vedremo anche nei due esempi seguenti. Da notare altresì che la 10° minore corrisponde alla 3° minore un’ottava sopra, ma ciò non deve fuorviare: questo accordo è un accordo maggiore!

2.6.3 Quinta diminuita (es. DO5b, Cb5) F + 3°M + 5°d La quinta giusta viene calata di un semitono. Nel caso del DO: C + E (terza maggiore) + F# (quinta diminuita). L’uso di questo accordo è piuttosto raro. Viene maggiormente impiegato quello che segue.

2.6.4 Semidiminuito (es. Dom7/5b, C7-5, Cm7b5, C∅ , raro D#m/C) F + 3°m + 5°d + 7°m Si forma a partire dall’accordo minore, sostituendo la quinta con una quinta diminuita, e aggiungendo una settima minore. In pratica è simile all’accordo diminuito ( a fronte), ma con la settima minore al posto della settima diminuita. Nel caso del DO avremo: C + D# (terza minore) + F# (quinta diminuita)+ A# (settima minore). Un esempio con la fondamentale sulla corda del cantino:

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Non è infrequente l’uso di una forma più compatta (anche alternativa a quella «col cerchietto tagliato» anglosassone), tipo D#m/C. Perché? Perchè l’accordo di D#m è formato proprio da D#, F# (terza minore) e A# (quinta giusta), al quale si aggiunge un C. L’uso di questo accordo è frequente nel jazz è non è facile sostituirlo. Eventualmente si può suonare un D#m, ma solo se un altro strumento (es. il basso) fa il DO.

2.6.5 Tabella delle aggiunte o alterazioni Il presente prospetto elenca la terminologia per le note aggiunte o alterate, che, nella descrizione dell’accordo, si presentano come suffisso (vedi esempio nella pagina 7). Descrizione grado Quinta diminuita Quinta aumentata Sesta maggiore Settima maggiore Settima minore Nona minore Nona maggiore Nona aumentata Undicesima Undicesima aumentata Tredicesima

Elenco sigle utilizzate -5, b5 +5, #5 6 +7, maj7 7, -7, b7 -9, b9 9 +9, #9 11 +11, #11 13

Intervallo 5ªd 5ªA 6° 7°M 7°m 9°m 9°M 10°M 11° 11°A 13°

Tabella 2.1: Alterazioni e aggiunte

2.7 Altri tipi di accordi 2.7.1 Aumentato (es. DOaum, C+, Caug, evitare C5+) F + 3°M + 5°A E’ un accordo in cui le note dell’accordo maggiore vengono modificate: L’accordo aumentato è formato dalla nota di base aggiungendo una terza maggiore, e una quinta aumentata. Nel caso del DO, avremo: C + E (terza maggiore) + G# (quinta aumentata). Caug, Eaug e G#aug sono esattamente identici. Esistono solo 4 accordi aumentati. Attenzione alla notazione anglosassone: il «+» sta per «aumentato nella quinta» e non per «maggiore».

2.7.2 Diminuito (es. DOdim, C°; più spesso DO7dim, C°7) F + 3°m + 5°d ; più spesso F + 3°m + 5°d + 7°d L’accordo diminuito è formato dalla nota di base aggiungendo una terza minore, e una quinta diminuita. Nel caso del DO, avremo: C + D# (terza minore) + F# (quinta diminuita).

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Spesso, nella musica pop, si usa però sempre l’accordo di settima diminuita, DO7dim o C°7, dove si aggiunge una settima diminuita (o sesta maggiore). Nel caso del DO avremo: C + D# (terza minore) + F# (quinta diminuita)+ A (settima diminuita). Di accordi di settima diminuita ce ne sono solamente tre.

2.7.3 Quarta e settima (es. DO4/7, C7sus, raro C7sus4) F + 4°G + 5° + 7°m E’ un vero ibrido: la terza viene sostituita con la quarta, e inoltre si aggiunge una settima minore. Nel caso del DO avremo: C + F (quarta giusta) + G (quinta giusta) + A# (settima minore). Ecco un esempio sulla chitarra, con la fondamentale sulla prima corda:

Al suo posto, si può eventualmente suonare un normale accordo di settima: in un passaggio veloce, non si noterà una grande differenza.

2.7.4 Senza la terza (es. DO(no3), C5, raro DO5) F + 5° Viene tipicamente chiamato «power chord», ed è un bicordo: è l’accordo maggiore 2 , senza la terza. Nel caso del DO: C + G (quinta giusta). Nel funky è frequente l’uso di questo bicordo con la Fondamentale sulla prima corda:

2.7.5 X/Y (es. DO/SOL, C/G) Si tratta di suonare l’accordo a sinistra della barra «frazionaria», facendo in modo che la nota più bassa suonata sia quella a destra. A volte, come nel caso mostrato, questa nota fa già parte dell’accordo; in altri casi, come in "DOm/La", è una nota in più.

2.8 Costruire gli accordi sulla chitarra Anche se abbiamo già visto alcune posizioni, è bene riassumere le modalità corrette con le quali «trasportare» gli accordi sulla tastiera di una chitarra. Acune regole auree: 1. La 3° e la 7° non dovrebbero mai mancare, dato che determinano il tipo di accordo. 2. La Fondamentale è la meno importante di tutte, perché di solito è suonata dal bassista. 2O

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minore! E’ indifferente, dato che la terza viene tolta...


3. La 5° è ugualmente poco importante e anzi, a volte, può persino disturbare. 4. Quando si è in presenza di note aggiunte o alterate (vedi nella pagina 11), è preferibile usare queste, piuttosto che la Fondamentale o la 5°. E’ proprio il caso della ditteggiatura che abbiamo presentato per l’accordo C7#9.

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3 Scale cromatiche F 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23

C C# D D# E F F# G G# A A# B C C# D D# E F F# G G# A A# B

C# D D# E F F# G G# A A# B C C# D D# E F F# G G# A A# B C

D D# E F F# G G# A A# B C C# D D# E F F# G G# A A# B C C#

D# E F F# G G# A A# B C C# D D# E F F# G G# A A# B C C# D

E F F# G G# A A# B C C# D D# E F F# G G# A A# B C C# D D#

F F# G G# A A# B C C# D D# E F F# G G# A A# B C C# D D# E

F# G G# A A# B C C# D D# E F F# G G# A A# B C C# D D# E F

G G# A A# B C C# D D# E F F# G G# A A# B C C# D D# E F F#

G# A A# B C C# D D# E F F# G G# A A# B C C# D D# E F F# G

A A# B C C# D D# E F F# G G# A A# B C C# D D# E F F# G G#

A# B C C# D D# E F F# G G# A A# B C C# D D# E F F# G G# A

B C C# D D# E F F# G G# A A# B C C# D D# E F F# G G# A

2°m 2°M 3°m 3°M 4° 4°A,5°d 5° 5°A, 6°m 6°M, 7°d 7°m 7°M 8° 9°m 9°M 10°m 10°M 11° 11°A, 12°d 12° 12°a, 13°m 13°M 14°m 14°M

Tabella 3.1: Scale cromatiche

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4 Costruire gli accordi sulla scala maggiore Fin’ora abbiamo visto come costruire gli accordi partendo dalla scala cromatica e contando gli intervalli. Un sistema più rapido consiste nel: • Individuare la scala maggiore di quella determinata Fondamentale • Costruire la triade maggiore, utilizzando la formula F + 3°M + 5°G • Costruire la triade minore, utilizzando la formula F + 3°m + 5°G • Costruire tutti gli altri accordi, come estensione delle due triadi, e utilizzando gli schemi (ossia i vari «box» nel capitolo 2).

4.1 Costruire la scala maggiore La scala maggiore è una successione di otto suoni, ed ha una struttura tipica. Quella di DO è la più «immediata», e si ottiene suonando i tasti bianchi del pianoforte: • DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI, DO A livello di distanze tra le varie note, in termini di semitoni sulla scala cromatica, lo schema è questo: • 2, 2, 1, 2, 2, 2, 1 ...nel senso che la distanza DO-RE è pari a 2 semitoni, RE-MI a 2, MI-FA a 1, FA-SOL a 2, SOL-LA a 2, LA-SI a 2, SI-DO a 1. Basterà applicare questo schema a partire dalle altre note Fondamentali, per ottenere la rispettiva scala maggiore. Supponiamo ad esempio di voler costruire la scala maggiore di MI: • MI, MI+2=FA#, FA#+2=SOL#, SOL#+1=LA, LA+2=SI, SI+2=DO#, DO#+2=RE#, RE#+1=MI La scala maggiore di MI sarà quindi composta da: • MI, FA#, SOL#, LA, SI, DO#, RE#, MI

4.2 Individuare l’accordo maggiore La scala maggiore individua già da sé una serie di intervalli. In che senso? Torniamo per un attimo alla nostra scala maggiore di DO, e confrontiamola con la scala cromatica di DO che abbiamo visto in precedenza (tabella nella pagina 5). Abbiamo: • Fondamentale (DO), 2° maggiore (RE), 3° maggiore (MI), 4° giusta (FA), 5° giusta (SOL), 6° maggiore (LA), 7° maggiore (SI), 8° giusta (DO). Gli intervalli di 2°, 3°, 6° e 7° sono tutti maggiori. Il che non stupisce, dato che siamo proprio partiti dalla scala maggiore! A questo punto, è facile capire come possiamo ottenere la triade che dà l’accordo maggiore. Torniamo alla nostra scala di MI maggiore: • MI, FA#, SOL#, LA, SI, DO#, RE#, MI Partendo da essa, ci è sufficiente isolare la Fondamentale, la 3° maggiore (ossia nel caso specifico la terza e basta: il SOL#), e la 5° (il SI). Nel caso del MI, avremo: • Triade maggiore: MI, SOL#, SI Questo è proprio l’accordo di MI maggiore.

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4.3 Individuare l’accordo minore Partendo dalla sequenza della scala, isolare la Fondamentale, la 3° minore (ossia la terza – il SOL# – meno un semitono, quindi SOL), e la 5° (sempre SI). Nel caso del MI, avremo: • Triade minore: MI, SOL, SI Questo è proprio l’accordo di MI minore.

4.4 Costruire gli altri accordi Se voglio ad esempio un accordo di settima, ossia MI7, devo aggiungere la settima minore alla triade maggiore (vedi nella pagina 9). La settima minore in questo caso è il RE, ossia un semitono sotto la settima maggiore (o settima e basta, dato che partiamo dalla scala maggiore) ossia il RE#. • MI7: MI, SOL#, SI, e aggiungo il RE Volendo creare un accordo di settima minore (vedi nella pagina 9), ossia MIm7, devo aggiungere la settima minore alla triade minore: • MIm7: MI, SOL, SI, e aggiungo il RE Ora creiamo un accordo di nona aumentata (vedi nella pagina 12). E’ in pratica l’accordo di settima, con in più la nona aumentata1 (o decima minore), in questo caso il SOL: • MI nona aumentata: MI, SOL#, SI, RE, e aggiungo il SOL ...e così via.

1 Cosa

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che del resto si evince anche dalla notazione anglosassone «C7#9» dell’accordo.

Teoria degli accordi  

Un breve ma esaustivo manuale di tecnica musicale sugli accordi.

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