__MAIN_TEXT__

Page 1

agricolturaveneta

Numero Due Luglio 2012

Regione Veneto | AVEPA | Veneto Agricoltura |

OBIETTIVO GIOVANI

SOMMARIO Pag. 1 Obiettivo Giovani …1700 sono i giovani agricoltori che… Pag. 2 REGIONE VENETO PSR, opportunità, le Misure aperte Pag. 3 …la riforma di Veneto Agricoltura: obiettivo, dare vita ad una nuova struttura, più snella, volta a innovazione, ricerca e giovani… Pag. 4 “PIA-R” del Veneto, Progetti Integrati d’Area Rurali Pag. 5 Recenti provvedimenti regionali Pag. 6 PIAVe, il portale integrato per l’Agricoltura veneta …www.piave.veneto.it, è il punto di riferimento… Pag. 7 VENETO AGRICOLTURA – Europe Direct …PAC 2014-2020, non andare fuori tempo massimo…

1700 sono i giovani che negli ultimi quattro anni hanno beneficiato di contributi nell’ambito del piano di sviluppo rurale veneto. Un dato che fa il paio con quelli diffusi recentemente da Veneto Agricoltura, ovvero che nel 2011 l’agricoltura veneta da prodotto ricchezza per 5,2 miliardi di euro, con una crescita di poco meno del 10% sul 2010. Tra i pochi settori dell’economia regionale a poter vantare il segno più nei report economici, il nostro primario lo fa in quasi tutti i comparti del settore. L’agroalimentare veneto reagisce alla crisi, e lo fa alla grande, dimostrando una reattività non comune. Un dinamismo che si deve da una parte proprio all’imprenditoria, ai suoi uomini, a mio avviso abituati a reagire da sempre alle difficoltà; ma anche al prodotto finale che essi sanno proporre, sempre eccellente, di qualità, spesso a marchio, quindi innovativo e perciò meno aggredibile dalla corrosione che attanaglia coloro i quali non sanno rinnovarsi. I giovani sono in questo senso la nostra assicurazione per il futuro. Quest’anno ed il prossimo offriremo loro ancora maggiori occasioni, con sostegni e politiche ad hoc, per facilitare il loro inserimento in agricoltura. Giovani preparati, innovativi, ambiziosi, che migliorino ancor di più il prodotto agricolo veneto, che così bene si è comportato sui mercati interni ed internazionali nel 2011. Franco Manzato Assessore regionale all’Agricoltura

Pag. 8 AVEPA …aiuti diretti, pagamenti dal 16 Ottobre… Pag. 9 …5,85 mil € stanziati dalla Regione per la convenzione 2012 con i CAA per gestire le procedure … …ortofoto, le foto aeree sono uno strumento di controllo… Pag. 10 …WEB, arriva la banda larga nelle aree rurali dove non c’è l’ADSL grazie alla Misura 321 del PSR… …riconoscimento qualifica Imprenditore Agricolo Professionale (IAP), novità e semplificazioni… Pag. 11 …danni da avversità atmosferiche, gli auiti… Pag. 12 VENETO AGRICOLTURA …2011, agricoltura veneta mai così in alto, 5,2 mld €… Pag. 13 …l’agricoltura conservativa (PSR, sottomisura 214 I) è particolarmente innovativa per il territorio veneto… …si chiama “tola de Region” il forum degli operatori veneti della filiera legno… Pag. 14 …la biodiversità agraria è una ricchezza da custodire. Il PSR aiuta con Misure specifiche… …attendendo la vendemmia 2012, è tempo di bilanci… Pag. 15 GAL - LEADER …si avvicina la fase operativa per la cooperazione LEADER in Veneto, con l’autunno partiranno… …i GAL hanno superato l’obiettivo del 25% di spesa concessa… Pag. 16 …nuova PAC 2014-2020, il parlamento europeo riapre i giochi.. …PSR Veneto, modello in Europa… …5 settembre 2012, Previsioni vendemmiali a Legnaro…

“Iniziativa finanziata dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007-2013. Organismo responsabile dell'attuazione: Veneto Agricoltura. Autorità di gestione: Regione del Veneto - Direzione Piani e Programmi Settore Primario"


02

agricolturaveneta/REGIONE VENETO

MISURA 331 Formazione e informazione per gli operatori economici delle aree rurali Azione 1 – Interventi a carattere collettivo di formazione/informazione, educazione ambientale e sul territorio

AAA

Obiettivo: Il sostegno alla formazione e all’informazione ha lo scopo di consentire lo sviluppo delle capacità e delle competenze professionali degli imprenditori agricoli specialmente in tema di miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia. Cosa: Le attività dovranno riguardare una serie di specifiche tematiche, tutte inerenti al terzo asse del programma come ad esempio fattorie plurifunzionali, fattorie sociali, eco-fattorie, ospitalità agrituristica, produzione di biocarburanti da fonti rinnovabili. L’azione comprende due tipologie di intervento: uno

formativo (costituito da veri e propri corsi di formazione); uno informativo (come conferenze e seminari). Chi: Possono presentare domanda di finanziamento gli organismi di formazione accreditati nell’ambito della formazione continua (legge regionale n. 19 del 2002). L’accesso ai corsi dovrà essere riservato ad imprenditori agricoli o componenti dell’azienda (familiari e dipendenti) che siano residenti nel territorio regionale, ad eccezione dei poli urbani come previsto dal PSR. Quando: la presentazione delle domande scade il 31 luglio 2012.

I bandi sotto riportati sono in esame presso la IVa Commissione del Consiglio Regionale. Torneranno poi alla Giunta Regionale per la definitiva approvazione. La loro pubblicazione è prevista per il mese di agosto.

MISURA 111 AZIONE 1 Interventi di formazione e informazione a carattere collettivo

Serve a promuovere l’attività di formazione e informazione per accrescere le capacità professionali degli imprenditori veneti, avvicinarli alle innovazioni tecnologiche e sensibilizzarli alla gestione sostenibile delle risorse naturali, dell’ambiente e per una gestione etico-sociale dell’impresa. Obiettivo: miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale e miglioramento del-

l’ambiente e dello spazio rurale. Disponibilità: 3.000.000,00 euro (2013-2014) Chi: enti di formazione accreditati Cosa: progetti formativi a carattere collettivo cioè di formazione e aggiornamento in presenza, e a distanza (e-learning), nonché interventi di informazione quali conferenze, seminari, sessioni divulgative.

MISURA 114 AZIONE 1 Utilizzo dei servizi di consulenza

Per “consulenza” s’intende l’insieme delle prestazioni che un organismo di consulenza s’impegna ad erogare ad un beneficiario, sulla base di un protocollo sottoscritto tra le parti e con riferimento ad una domanda di sostegno presentata dall’imprenditore agricolo. Assiste gli imprenditori agricoli nella valutazione del rendimento della loro azienda e nella scelta dei miglioramenti da apportare compatibilmente con i criteri di gestione obbligatori, le buone condizioni agronomiche ed ambientali e la sicurezza sul lavoro. Disponibilità: L’importo messo a bando è pari a euro 3.000.000. Sono finanziati all’80%, per una spesa massima ammissibile pari ad euro 1.875,00 per azienda e per anno solare.

Obiettivo: aumento della competitività del settore agricolo e forestale e la salvaguardia dell’ambiente e dello spazio rurale, nonché riduzione delle emissioni di gas serra, anche in relazione alle nuove sfide individuate dalla Politica Agricola Comunitaria. Infatti, gli interventi di consulenza vertono su tematiche riguardanti l’obiettivo “competitività del settore agricolo e forestale” (asse 1) e l’obiettivo “gestione del territorio e ambiente” (asse 2). Cosa: i servizi devono prevedere i seguenti adempimenti minimi obbligatori: esecuzione di un numero minimo di prestazioni, compilazione di un registro delle prestazioni eseguite e di liste di controllo nelle diverse fasi della consulenza (check-up iniziale, verifiche intermedie e finale, ecc.).

MISURA 124 Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nel settore agricolo, alimentare e forestale

Cooperazione tra produttori primari, industria di trasformazione e mondo della ricerca per progetti che favoriscano lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nel settore agricolo, agroalimentare e forestale, in grado di fronteggiare le problematiche conseguenti ai cambiamenti climatici in atto, sviluppare la produzione di energie rinnovabili e il loro utilizzo, migliorare la gestione delle risorse idriche, favorire la protezione della biodiversità, migliorare la redditività e ridurre dei costi delle imprese. Settori produttivi coinvolti: cereali e oleoproteginose, lattiero-caseario, carne, vitivinicolo, ortofrutta, oleicolo, tabacco, florovivaismo, forestazione, settori cosiddetti minori (produzioni di nicchia, sementi, piante da fibra, piante offici-

nali, allevamenti minori). Chi: consorzi e società consortili a capitale privato o misto pubblico-privato entrambe senza fini di lucro, Associazioni Temporanee di Scopo (ATS) costituite ai fini della realizzazione dei progetti, tra imprese di produttori primari e/o loro forme associate e/o dell’industria di trasformazione, Enti di ricerca pubblici e privati, compresi gli spin-off accademici, aventi come scopo statutario principale l’esercizio di attività rivolta alla ricerca e all’innovazione tecnologica. Disponibilità: è previsto un contributo in conto capitale del 70% delle spese ammesse, per un importo massimo di contributo pari a euro 175.000,00 per progetto. L’importo messo a bando è pari ad euro 4.200.000,00.

MISURA 214/H “Rete regionale della biodiversità agraria”

Recupero e conservazione di razze in via di estinzione e di specie vegetali a rischio di erosione genetica Chi: Enti pubblici. Obiettivo: conservazione di razze animali e specie vegetali agrarie a rischio di estinzione e costituzione di una Rete regionale della biodiversità tra Enti di diritto pubblico che operano in ambito regionale nel campo della biodiversità. Inoltre caratterizzazione, recupero e raccolta delle risorse genetiche animali e vegetali agrarie, nonché l’aumento, a livello regionale, della conoscenza e della sensibilità per la salvaguardia della biodiversità agraria, al fine di avviare un processo di

valorizzazione della biodiversità quale fattore di sviluppo locale. Disponibilità: 2.000.000,00 di euro, dando la possibilità agli Enti pubblici, che già operano nel campo della conservazione delle risorse genetiche in via di estinzione, di presentare dei Programmi di conservazione pluriennali (con durata fino al 31 dicembre 2014). Cosa: gli interventi finanziabili dovranno includere azioni per la conservazione ex situ delle risorse genetiche di interesse agrario, nonché prevedere azioni informative di accompagnamento e di diffusione dei risultati e la stesura di rapporti tecnici.


agricolturaveneta/REGIONE VENETO

 PSR: ISTRUZIONI PER L’USO I bandi regionali pubblicati sul BUR definiscono per ogni campagna le Misure cui si può accedere per ottenere aiuti. Ad ogni Asse e Misura del PSR è assegnata una dotazione finanziaria. Le risorse finanziarie del PSR Veneto vengono messe a disposizione attraverso appositi bandi resi pubblici attraverso il Bollettino Ufficiale Regionale. I bandi contengono le indicazioni che riguardano il tipo di Misura ed i relativi in-

terventi, i soggetti richiedenti, i criteri di ammissibilità, i criteri di selezione e gli importi messi a bando, livello di entità dell’aiuto, la documentazione da allegare, i tempi/periodo di presentazione della domanda, ecc. I testi dei bandi sono reperibili nelle sezioni “Sviluppo rurale“ e “Bandi e finanziamenti“ del portale della Regione del Veneto (www.regione.veneto.it ). La modulistica, l’istruttoria

03 delle domande, i controlli e i pagamenti sono realizzati a cura dell’Organismo Pagatore regionale AVEPA. Tutte le principali informazioni utili sono pubblicate sul portale dell’Agenzia (www.avepa.it ). La compilazione delle domande, sia di aiuto che di pagamento avviene a partire dai dati registrati nel fascicolo aziendale, che deve sempre essere aggiornato. Si ricorda che per tutte le misure, i requisiti per l’ammissibilità delle domande debbono essere in possesso e dichiarati dal richiedente entro la data di

scadenza per la presentazione delle domande di aiuto. Ulteriori informazioni sulle opportunità offerte dal Programma e sui tempi e sulle modalità di presentazione delle domande sono acquisibili presso lo Sportello Unico Agricolo provinciale e presso gli sportelli delle Associazioni agricole e dei Centri di Assistenza Agricola operanti su tutto il territorio regionale. Chiunque sia interessato ad avere informazioni, ha anche la possibilità di consultare il Portale integrato per l’agricoltura veneta, PIAVe (www.piave.veneto.it )

ARRIVA LA RIFORMA DI VENETO AGRICOLTURA La Giunta regionale ha da pochissimo proposto un Disegno di Legge, ora all’esame del Consiglio regionale per l’approvazione, che ridefinisce il ruolo di Veneto Agricoltura, l’Azienda regionale per i settori agricolo, forestale e agroalimentare che, istituita nel 1997 dalle “ceneri” di tre enti, ESAV, Azienda regionale delle foreste e Istituto lattiero caseario di Thiene, con una cura dimagrante la portava da circa 350 dipendenti a 170, mantenendo 16 sedi tra aziende agricole, sedi forestali e l’Istituto di Thiene. Sintetizziamo di seguito il Disegno di legge e quindi come sarà la futura Agenzia che sostituirà Veneto Agricoltura: OGGI: Veneto Agricoltura è l'Azienda della Regione Veneto che "promuove e realizza interventi per l'ammodernamento delle strutture agricole, per la protezione del suolo agroforestale e per la migliore utilizzazione della superficie agraria, per lo sviluppo dell'acquacoltura e della pesca, con particolare riferimento alle attività di ricerca e sperimentazione nei settori agricolo, forestale ed agroalimentare e di sostegno al mercato”. (Legge Regionale n. 3597 - art.2) OBIETTIVO: dare vita ad una nuova struttura, più snella, meno costosa, volta all’innovazione e alla ricerca in agricoltura; con un occhio di riguardo ai giovani. Si chiamerà "Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario" e costerà la metà esatta di Veneto Agricoltura: 7 milioni contro gli attuali 14. Altri 2 milioni di euro si risparmieranno seguendo criteri di efficienza, di contenimento dei costi, di eliminazione di duplicazioni o sovrapposizioni di compiti, in coerenza con quanto previsto per gli Enti Regionali dal nuovo Statuto del Veneto. L’Assessore Manzato, al proposito ha affermato: «È urgente liberare più risorse possibili da reinvestire a favore delle imprese agricole gestite da giovani”. DOMANI: con questo Disegno di Legge approvato dalla Giunta regionale, Veneto Agricoltura verrà trasformata in Agenzia, specializzando, come detto la sua attività nell’innovazione e sperimentazione. Sarà uno strumento al servizio delle politiche regionali e del sistema di imprese, rafforzando ruolo e funzioni di tipo tecnico – ricerca applicata e sperimentazione, finalizzate ad iniettare innovazioni tecnologiche e organizzative -, per migliorare la competitività delle aziende e la sostenibilità ambientale nei comparti agricolo, agroalimentare e forestale. PERCHE’: E’ una delle tappe del rinnovamento del sistema pub-

blico agricolo del Veneto, per alleggerire apparati, burocrazia e la relativa spesa, liberando risorse per la competitività del settore in un percorso che ha già coinvolto Avepa e le strutture regionali periferiche, da ultimo con la costituzione dello Sportello Unico Agricolo (che ha permesso di risparmiare 1,8 milioni di euro). STRUTTURA: L’Agenzia sarà articolata in Direzioni, equiparate alle Direzioni regionali e l’incarico di dirigente di Direzione sarà conferito dalla Giunta regionale e si avvarrà di un Comitato tecnico-scientifico. Modifiche che, oltre a evitare duplicazioni o sovrapposizioni di compiti permetteranno, nel medio periodo, l’alienazione del patrimonio immobiliare e delle società partecipate non più funzionali allo svolgimento dei compiti istituzionali dell’Agenzia, con evidenti effetti a livello finanziario ed un aumento di efficienza. Manzato, per quanto riguarda il personale ha tenuto a precisare che “non ci saranno tagli occupazionali, il lavoro sarà preservato e verranno premiate le tante professionalità presenti in Veneto Agricoltura, riconosciute a livello regionale e nazionale”. TEMPI: Il Disegno di legge è al vaglio del Consiglio Regionale e delle apposite Commissioni, affinché venga deliberato in forma democratica e unanime. Una volta approvata la legge, sarà nominato un commissario liquidatore che "chiuderà" Veneto Agricoltura.


04

agricolturaveneta/REGIONE VENETO

“PIA-R” DEL VENETO: STRATEGIE PER UNO SVILUPPO MIRATO I Progetti Integrati d’Area Rurali sono una delle novità del PSR Veneto Strategie mirate per lo sviluppo del territorio. Sono quelle perseguite dai Progetti Integrati d’Area Rurali, i partenariati pubblici-privati recentemente attivati grazie ai fondi europei FEASR del Programma di Sviluppo Rurale del Veneto. La loro funzione è quella di supportare il miglioramento della qualità della vita delle zone rurali e la diversificazione delle economie locali. I PIA-R del Veneto (attivati dopo un’apposita selezione da parte della Regione del Veneto), sono otto. Tre si trovano in provincia di Vicenza (Media Pianura Vicentina, Terre del Brenta, “Access” – Chiampo), due in quella di Verona (Terre del Custoza, Colognese); uno a testa nelle province di Padova (“TRAIN” - Camposampierese), Treviso (Montello e Colli Asolani) e Venezia (Basso Piave). Ad essere interessate sono le aree non direttamente coinvolte nell’attuazione dei Programmi di Sviluppo Locale approvati dalla Regione nel quadro dell’Asse 4 – Leader e i cosiddetti “poli urbani” già esclusi dal PSR Veneto. Ogni PIA-R dispone di un set di misure per interventi a sostegno di specifiche opportunità di sviluppo e per la risoluzione di particolari criticità nei territori di riferimento. Si tratta del finanziamento di iniziative specifiche di informazione, animazione, formazione, coordinamento e supporto operativo, attivati direttamente dal partenariato, oppure attraverso bandi pubblici. Le risorse programmate per i PIA-R del Veneto

sono di 15 milioni 392mila euro. Oltre la metà della spesa (56%) sarà indirizzata verso interventi di tutela e riqualificazione del patrimonio rurale (Misura 323-a). Un altro 31% di risorse sarà invece dedicato all’incentivazione di attività turistiche (Misura 313), mentre ad altri interventi di diversificazione in attività non agricole (Misura 311) sarà riservato il 10% della spesa in programma. La Regione, con appositi provvedimenti della Giunta regionale, approverà i bandi pubblici sulla base delle indicazioni del PIAR; oppure, nel caso di interventi a gestione “diretta”, definirà il quadro delle scadenze e delle modalità per la presentazione delle domande da parte dei soggetti richiedenti. Una volta attivato il bando relativo ad ogni singola misura, i potenziali beneficiari possono presentare la relativa domanda di aiuto, presso Avepa, secondo le modalità e le procedure previste dal PSR.

Gli otto PIA-R veneti, distribuiti in cinque province PIA-R

Comune capofila

Contatti

ACCESS

Chiampo

Basso Piave

San Donà di Piave

Colognese

Cologna Veneta

Media Pianura Vicentina

Camisano Vicentino

Montello e Colli Asolani

Cornuda

Terre del Brenta

Cartigliano

Terre del Custoza

Sommacampagna

045/8971311 affari.generali@comune.sommacampagna.vr.it

TRAIN

Camposampiero

049/9315610 amministrazione.unionecamposampierese.pd@pecveneto.it

0444/475211 commercio@comune.chiampo.vi.it 0421/5901 milena.silvestri@sandonadipiave.net 0442/413511 segreteria@piarcolognese.it 0444/419937 segreteria@piarmediapianuravicentina.it 0423/631410 segreteria@comune.cornuda.tv.it 0424/592696 presidenza@terredelbrenta.it


agricolturaveneta/REGIONE VENETO

05

RECENTI PROVVEDIMENTI REGIONALI Semplificazione procedimenti - DGR 1223 del 25/06/2012 Trattasi della semplificazione dei procedimenti del “Piano Aziendale Edificabilità Agricola” (con l’inserimento del conto economico aziendale unificato e la rivisitazione dei modelli di riferimento), e del riconoscimento di qualifica “Imprenditore Agricolo Professionale”(IAP). Il riconoscimento è stato reso più rapido grazie all’informatizzazione del procedimento che ha ridotto al minimo le informazioni da integrare nella domanda e ha reso possibile il riconoscimento della qualifica in tempi brevissimi (massimo 10 giorni). La qualifica IAP avrà un anno di validità e sarà annotata nel fascicolo aziendale Costituzione gruppo di lavoro in materia di agricoltura sociale solidale – DGR 1234 25/06/2012 E’ stato costituito un gruppo di lavoro volto a incentivare progetti di agricoltura solidale tramite le “fattorie sociali”, ossia quelle imprese agricole che prevedono l’inserimento di persone disabili o fragili che beneficiano del lavoro a stretto contatto con la natura. Il gruppo relazionerà a fine anno alla Giunta Regionale in merito al grado di diffusione di questo particolare tipo di agricoltura nel Veneto; all’individuazione degli ostacoli normativo-economici; alle opportunità di sviluppo del settore. Direttive per la gestione degli interventi per danni avversità atmosferiche - DGR 1118 del 12 giugno 2012 E’ stata rivista in un’ottica di semplificazione la disciplina inerente alla delimitazione dei territori danneggiati da avversità atmosferiche. La procedura, prevede la determinazione degli importi degli indennizzi attraverso valori di rese e prezzi fissati da AVEPA in relazione alla percentuale di danno provocato sulle produzioni e strutture aziendali. Spetterà dunque ad AVEPA approvare il manuale delle procedure, la modulistica per la segnalazione dei danni e la presentazione delle richieste di indennizzo da parte delle aziende agricole. Credito di esercizio in agricoltura, un altro milione e mezzo - DGR 854 del 15 Maggio 2012 La Giunta Regionale ha impegnato una dotazione finanziaria aggiuntiva di un milione e mezzo di euro per sostenere il credito di esercizio delle imprese rurali. Il finanziamento è stato destinato ad Avepa, per poter rispondere ad ulteriori richieste inserite nella graduatoria approvata nel marzo scorso. Su un totale di 2701 domande presentate, erano state finanziate solo le prime 719 istanze in graduatoria. Ora con lo stanziamento previsto nel Bilancio 2012, si sono potute finanziare ulteriori richieste. Giovani Veneto-ISMEA - DGR 660 del 08/05/2012 Al fine di favorire l’imprenditoria agricola giovanile è stato approvato un accordo tra la Regione e ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) che porterà allo stanziamento di 6 milioni di euro. Il progetto, Giovani Veneto - ISMEA prevede la realizzazione di servizi in comune , a sostengo del comparto agricolo e alimentare oltre che all’estensione della rete di monitoraggio delle principali filiere agricole e regionali. Verso i poli orticolo e frutticolo-vitivinicolo - DGR 1119 del 12/06/2012 La Giunta ha costituito un Gruppo di lavoro tecnico che elabori una proposta per la costituzione, gestione e funzionamento dei Poli veneti di innovazione per i settori orticolo, con sede a Verona, e frutticolo-vitivinicolo, con sede nel trevigiano. L’obiettivo è quello di favorire maggiore efficienza del sistema e di ogni sua componente.

Sviluppo rurale, competitività delle imprese, altri 65 milioni Il Comitato Sviluppo Rurale della Commissione Europea ha dato parere positivo alla proposta di modifica del Programma di Sviluppo Rurale del Veneto. Essa riguardava l’aumento di oltre 65 milioni di euro della dotazione dell’Asse 1 – Competitività e di 1 milione e 300mila euro di quella dell’Asse 3 – Diversificazione. Il settore agricolo veneto potrà quindi contare su ulteriori e significative nuove risorse. No OGM, nominata la task force veneta La scelta di un Veneto agricolo contrario agli OGM non è ideologica ma nasce da salde motivazioni economiche, di immagine e prevenzione. Motivazioni indispensabili per un ottica di sviluppo del comparto agroalimentare regionale e delle imprese agricole che basano il proprio successo sulla tipicità, qualità e biodiversità. E’ quanto ribadito a Venezia in occasione della riunione della Task Force anti OGM regionale. L’estate in fattoria Soggiorni ricreativi e campi scuola in fattoria, è quanto proposto dal mondo agricolo veneto per l’estate 2012. Molte sono infatti le aziende che si sono attrezzate per far vivere a bimbi e ragazzi nella pausa estiva l’energia della campagna. Un rapporto diretto con la natura per dar vita ad un’ agricoltura che si offre a tutti come esempio di vita, operosità e servizio. Agricoltura veneta, occupazione in saldo positivo 451 unità in più tra cessazioni e assunzioni. L’agricoltura veneta ha presentato un saldo occupazionale positivo negli ultimi tre anni(20092012), che vede però un aumento della manodopera straniera e una riduzione di quella italiana. L’analisi voluta dalla Regione e realizzata da Veneto Agricoltura, ha inoltre evidenziato come le assunzioni in agricoltura costituiscano il 6% del totale regionale con una forte caratteristica di stagionalità. Ottobre, al via “QV” il marchio turistico agroalimentare del Veneto Sarà una stella a sette punte affiancata dal leone alato di San Marco a segnalare le produzioni agroalimentari regionali a Qualità Verificata “QV”. Si realizza così la sinergia tra il bello ed il buono, matrimonio che attrae nel Veneto oltre 15 milioni e mezzo di turisti da tutto il mondo. Il lancio del marchio QV avverrà in Ottobre, quando i prodotti in questione saranno ufficialmente presentati al pubblico e alle strutture e consorzi turistici.

Riapertura termini

DOMANDE RECUPERO ZONE MONTANE DEGRADATE, ENTRO IL 28/9/12 La Giunta Regionale ha fissato al 28 settembre 2012 la nuova scadenza per la presentazione delle domande di aiuto per la Misura 216 – azione 6 del PSR Veneto. Il bando finanzia interventi straordinari di recupero di superfici abbandonate, come tagli e decespugliamenti di vegetazione infestante. Scopo, conservare i prati e i pascoli e proteggere gli spazi rurali montani. La riapertura dei termini è stata decisa a seguito delle numerose richieste pervenute da parte dei potenziali beneficiari e della disponibilità residua del

bando (circa 9,4 Meuro) rispetto alle domande presentate nella scadenza del 29 giugno 2012. Le risorse ammontano complessivamente a 10 milioni di euro: ciascun progetto finanziabile avrà un tetto massimo di 110mila euro, mentre il livello dell’aiuto sarà pari al 100% della spesa ammissibile. Questa azione si applica esclusivamente alle zone montane, come individuate dal PSR Veneto e si rivolge a soggetti privati e pubblici che gestiscono aree a prato e pascolo in zone montane. Le domande vanno presentate all’AVEPA.


06

agricolturaveneta/PIAVE

VISITA E UTILIZZA IL SITO INTERNET

www.piave.veneto.it

IL NUOVO PUNTO DI RIFERIMENTO PER GLI OPERATORI DEL SETTORE PER SEMPLIFICARE I RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Accesso ai Servizi dell’Area Riservata

Informazioni sui Servizi online per il settore Primario

Competenze e contatti dei principali Enti e Organizzazioni attivi in agricoltura

Competenze e contatti dei principali Enti e Organizzazioni attivi in agricoltura

La rivista Agricoltura Veneta da sfogliare online o le altre newsletters e pubblicazioni disponibili

Informazioni dedicate ai cittadini consumatori Le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione per l’agricoltura

Area dedicata a materiali multimediali (Video, AgricolturaLibrary, …) Informazioni sul PSR e sullo Sviluppo rurale post 2013

Link ai temi più rilevanti

Le previsioni meteorologiche dell’ARPAV.

Collegamento ai servizi di cartografia online

PIAVe è il Portale Integrato per l'Agricoltura Veneta, promosso e coordinato dalla Regione del Veneto in collaborazione con AVEPA e Veneto Agricoltura. Cos’è Una sorta di “sportello unico agricolo” telematico, pensato per rendere più facilmente raggiungibili informazioni e servizi, senza sostituire i singoli siti di Enti e Istituzioni ma creando tra essi un’integrazione funzionale. Per • Facilitare l’accesso ai servizi online e al reperimento di informazioni; • Conseguire l’integrazione dei sistemi informativi delle amministrazioni del Veneto; attive nel settore primario, a partire Regione, AVEPA e Veneto Agricoltura;

• Semplificare il rapporto tra imprese, operatori e cittadini e la Pubblica amministrazione; • Aumentare la trasparenza dei procedimenti amministrativi rendendo disponibile una consultazione via Internet dello stato di avanzamento delle pratiche. Si basa su: • Collaborazione tra Amministrazioni, per aumentare l’integrazione delle informazioni e dei servizi; • Coordinamento e apporto operativo da parte delle strutture e uffici, per il continuo aggiornamento dei contenuti; • Dialogo tra amministrazione e utenza per il progressivo miglioramento dei servizi. Come è strutturato: Il PIAVe presenta:

www.piave.veneto.it

 una parte pubblica liberamente navigabile con: • servizi di informazione (news, indicazioni operative, informazioni tematiche, ecc.) • utilità di interesse per il settore (Cartografie, banche dati, videoclip illustrative ecc.)  una parte ad accesso riservato tramite nome utente e password, con servizi per: • visualizzazione dei dati del Fascicolo aziendale • informazioni sulle pratiche presentate: il servizio per la Trasparenza, permette la consultazione dello stato di avanzamento e alcuni dati della pratica (interventi, superfici, autorizzazioni, importi, ecc.), differenziati a seconda del tipo di istanza. Per contatti e informazioni:

info.piave@regione.veneto.it


agricolturaveneta

07

LA RIFORMA DELLA PAC POST 2013 1) ACCELERARE PER NON ANDARE FUORI TEMPO MASSIMO Il processo di riforma della PAC post 2013 sta attraversando la sua fase più delicata. Un momento chiave, infatti, non solo perché gli agricoltori sono ancora in attesa del quadro definitivo delle regole entro le quali muoversi nel periodo 2014-2020, ma anche perché è forte il timore che queste stesse

regole non vengano approvate entro i tempi previsti. Il Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, su questo è stato chiaro: “è necessario lavorare per rendere la PAC più flessibile e trovare un efficace punto di unione tra obiettivi

economici, ambientali e territoriali. Perciò il passaggio obbligato è dato dal rafforzamento della collaborazione tra Parlamento, Consiglio e Commissione”. Un obiettivo ambizioso, che richiede un'accelerazione della trattativa per scongiurare un rinvio dell'entrata in vigore della nuova PAC.

2) NODI DA SCIOGLIERE Saranno due i grandi nodi sui quali si concentrerà il lavoro delle Istituzioni UE nei prossimi mesi. Innanzitutto il legame tra le decisioni sulle Prospettive Finanziarie 2014-2020 (ovvero il bilancio pluriennale UE) e i contenuti definitivi della nuova PAC. In pratica, la riforma della politica agricola europea non potrà essere slegata dal quadro delle risorse finanziarie disponibili, perché un suo cambiamento sostanziale rimetterebbe in discussione qualsiasi decisione assunta riguardo la PAC post 2013. Un altro nodo fondamentale riguarda invece le “infinite” critiche alle proposte formulate dalla Commissione europea su alcune grandi questioni, a cominciare dal greening, la figura dell’agricoltore attivo, l’assenza di misure adeguate al sostegno degli agricoltori in un’era contraddistinta dalla volatilità dei mercati, ecc.

AGRISHOW

La Tenuta Cà Tron di Roncade (Tv) ha ospitato dal 06 – 08 luglio scorsi il primo Agrishow, tre giorni di riflessioni, incontri, spettacoli, gare, dimostrazioni dedicati al primario regionale, voluta ed organizzato dal Consiglio Regionale Veneto, Consorzi Agrari, Organizzazioni professionali agricole, Regione e Veneto Agricoltura. Un’esperienza che ha avuto una cornice splendida e certamente sarà ripetuta. Nella foto sopra l’inaugurazione della kermesse con il taglio del nastro.

3) L’IMPORTANTE RUOLO DEL PARLAMENTO EUROPEO Ora, il mondo agricolo sta aspettando le mosse del Parlamento europeo, che con il Trattato di Lisbona ha assunto il potere politico di codecisione anche in materia agricola. Il suo ruolo, infatti, è oggi decisamente più importante rispetto a quanto non lo era in passato in occa-

sione delle precedenti riforme della PAC. Così, nei mesi scorsi, la Commissione Agricoltura del Parlamento ha raccolto centinaia di proposte di modifica all’impianto di riforma elaborato dalla Commissione europea, proposte che proprio in questi giorni saranno organizzate secondo il dise-

gno definito ormai da tempo dal Parlamento attraverso i noti Rapporti Lyon e Dess. Insomma, la partita della Riforma della PAC 20142020 è ancora aperta ma il fischio finale non potrà tardare troppo se non si vuole mettere in grande difficoltà l’intero comparto agricolo europeo. (Renzo Michieletto renzo.michieletto@venetoagricoltura.org)

 E’ possibile richiedere a Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto (europedirect@venetoagricoltura.org) il Dossier sulla riforma della PAC 2014-2020 elaborato dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.


08

agricolturaveneta/AVEPA

AIUTI DIRETTI 2012: PAGAMENTI DAL 16 OTTOBRE Il 15 maggio, si sono concluse le attività di presentazione delle domande di richiesta degli aiuti diretti previsti per la campagna 2012. Le domande presentate esclusivamente “on-line” tramite il sistema informatico dell’AVEPA sono state complessivamente 107.779. La parte preponderante è rappresentata dalla domanda unica di pagamento (DUP) con 91.531 domande presentate per la richiesta di

CAA

Distribuzione domande per provincia

Provincia

DUP

DAR

DFI

DGT

DAV

Totale

Belluno

1.000

6

0

46

7

1.059

Treviso

19.199

135

36

1.200

3.107

23.677

Venezia

13.620

106

77

960

491

15.254

Vicenza

10.852

89

34

728

600

12.303

Padova

29.801

242

132

1.935

667

32.777

Rovigo

6.717

92

110

1.038

48

8.005

Verona

10.364

124

136

1.037

2.808

14.469

AVEPA SUA

183

6

1

8

37

235

Totale

91.736

800

526

6.952

Legenda:

7.765 107.779

DUP: domanda unica di pagamento DAR: domanda assegnazione titoli riserva nazionale DFI: domanda fissazione titoli DGT: domanda trasferimento titoli DAV: domande assicurazione settore vitivinicolo AVEPA SUA: Sportello Unico Agricolo dell'AVEPA

pagamento dei titoli e degli aiuti previsti dal sostegno specifico e dal titolo IV del reg. (CE) n. 73/2009. La tabella a fianco evidenzia la distribuzione per provincia delle domande in base all’ufficio di zona del CAA. Dopo le verifiche previste dall’AGEA, l’AVEPA effettuerà l’istruttoria tecnico amministrativa che consentirà di pagare gli anticipi, se la Commissione europea ne autorizzerà l’erogazione, a partire dal 16 ottobre 2012.

DOMANDA UNICA 2011: CONCLUSA LA LIQUIDAZIONE DEL SALDO Il 30 giugno 2012, entro la scadenza prevista dai regolamenti comunitari, l’AVEPA ha concluso la liquidazione del saldo degli aiuti richiesti con la domanda unica 2011 per un importo complessivo superiore a 395 milioni di euro cui si aggiungono 9 milioni di euro erogati come aiuto di stato integrativo per il premio assicurazioni (art. 68 del Reg. (CE) 73/2009). Sono stati erogati aiuti a più di 90 mila agricoltori veneti: le liquidazioni hanno,

infatti, superato il 99% dell’importo richiesto, in tutte le province (Tab. 1). Ricordiamo che nel 2011 è stato soppresso l’aiuto aggiuntivo per lo zucchero di quota introdotto nel 2006 e disaccoppiati i settori dei pomodori, pere e pesche destinate alla trasformazione; nel 2012 saranno invece disaccoppiati i settori del riso, della frutta a guscio e delle colture proteiche e nel 2013 tutti i settori risulteranno disaccoppiati. Oltre ai pagamenti previsti per gli aiuti dell’art. 68

del Reg. (CE) 73/2009, rimarrà in questo ultimo anno, prima dell’avvio della nuova programmazione 2014-2020, il solo pagamento dei titoli all’aiuto. Considerato che nulla succede per caso, possiamo senz’altro affermare che finora le soluzioni gestionali individuate dall’AVEPA si sono rilevate efficaci per la liquidazione degli aiuti della domanda unica agli agricoltori veneti, il livello di aiuti liquidati che l’AVEPA ha oggi raggiunto conferma questa affermazione.

Tab. 1

PROVINCIA

DOMANDE

IMPORTO RICHIESTO €

IMPORTO LIQUIDATO €

%

BELLUNO

1.018

3.213.393,30

3.190.442,13

99,29

PADOVA

30.415

85.100.978,78

84.745.573,93

99,58

ROVIGO

6.911

52.825.626,84

52.669.545,86

99,70

TREVISO

19.666

56.059.728,96

55.548.270,68

99,09

VENEZIA

13.904

55.575.232,24

55.096.798,49

99,14

VERONA

10.574

104.474.481,97

104.195.686,68

99,73

VICENZA

11.113

40.535.746,52

40.438.503,04

99,76

TOTALE

93.601

397.785.188,61

395.884.820,81

99,52


agricolturaveneta/AVEPA

09

Quasi sei milioni di euro

FIRMATA LA CONVENZIONE CON I CAA 5,85 milioni di euro sono stati stanziati dalla Regione del Veneto per il 2012 per la recente convenzione con i Centri autorizzati di assistenza agricola. Un accordo che detta le regole attraverso cui AVEPA, tramite i CAA, gestirà nel 2012 e nel 2013 le procedure verso i circa 145.000 operatori agricoli e agroalimentari del Veneto. Un bel passo avanti, perché la convenzione garantisce agli agricoltori la massima “prossimità” per la gestione sia del fascicolo aziendale obbligatorio, che per le fasi iniziali delle varie domande: quelle di aiuti e premi comunitari, nazionali e regionali; delle richieste di carburante agevolato; e

delle pratiche di gestione vitivinicola (erogati nel 2011 oltre 640 milioni di euro). Per questi servizi, i dieci CAA riconosciuti - CAA Coldiretti Veneto, CAA delle Venezie, CAA AIC Veneto, CAA AGCI, CAA Servizi Agricoli Europei, CAA ACLI, EUROCAA, UNICAA, CANAPA e CAA Liberi Professionisti -, mettono a disposizione 223 sportelli distribuiti su tutto il territorio regionale. Con una novità: l’inserimento anche della gestione del riconoscimento della qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP, vedi articolo pag. 10), recentemente oggetto di aggiornamenti e semplificati dalla Giunta Regionale.

Ortofoto

IL CONTROLLO VIENE DALL’ALTO La Regione del Veneto é al secondo appuntamento con l’accertamento dell’uso del territorio rurale tramite l’impiego di foto aeree. L’impiego delle ortofoto avviene utilizzando tecniche di fotointepretazione che consentono di identificare la pratica colturale in esercizio sulla parte di terreno rappresentato in foto (seminativo, bosco, vigneto, etc.) e di delimitare graficamente sulla foto stessa appezzamenti omogenei per pratica colturale, che presentano quindi lo stesso utilizzo del suolo agricolo. Questo duplice strato informativo (foto aeree e uso del suolo) diventa termine di confronto per la verifica delle condizioni di ammissibilità delle superfici agricole dichiarate dalle aziende nel proprio fascicolo e nelle domande di aiuto o premio. A quando risale l’uso di questo strumento e qual è la sua periodicità? Il primo impiego delle foto come strumento di controllo risale agli anni ’90, ma per dar corso a precise indicazioni comunitarie – in gioco c’era una sostanziale rettifica dei fondi comunitari da destinare all’Italia - nel 2007 il nostro paese ha avviato il progetto refresh con l’obiettivo di pianificare in modo orga-

nico e con cadenza triennale le fototografie del territorio e l’aggiornamento delle informazioni di utilizzo del suolo impiegate nei sistemi di gestione e di controllo. Il territorio veneto, dopo l’esperienza del primo ciclo di refresh nel 2008 e nel 2009 si appresta quindi ad essere integralmente e nuovamente fotografato nel corso dei prossimi mesi, dalle Alpi al mare. Gli esiti dell’elaborazione diverranno elemento per la verifica ed il controllo delle domande di superficie che saranno presentate nel 2012. Quale è l’attività dell’AVEPA? L’AVEPA ha già affrontato il primo ciclo del progetto e gestito le complessità indotte da questa innovazione. L’attività

istruttoria, quindi, potrà focalizzarsi sulle evidenti modifiche di uso del suolo, riscontrate tra quanto rilevato nel corso del primo ciclo del progetto e quanto emergerà dalle nuovo foto aeree. L’obiettivo dell’Agenzia è quello di ridurre il disagio e l’attesa delle aziende agricole che necessariamente dovranno attendere il termine della verifica per percepire il contributo dovuto. Nella foto a sinistra i numeri identificano porzioni di terreno con utilizzo agricolo omogeneo. Nella foto in alto identificano le particelle catastali, quindi la proprietà.

COSA SONO E A COSA SERVONO LE ORTOFOTO? Le fotografie aeree (ortofoto) del territorio agricolo e le informazioni desumibili da queste sono il principale strumento di controllo attivato dall’Unione Europea per la corretta erogazione di aiuti e contributi associati alla conduzione di superficie agricole.


10

agricolturaveneta/AVEPA

WEB/Aree rurali

PSR VENETO E FEASR per la banda larga in Veneto

ARRIVA LA “BANDA LARGA” Nelle aree rurali nelle quali i servizi di connettività ADSL in Banda Larga per imprese e cittadini non esistono o sono insufficientemente diffusi o presentano una capacità di connessione insufficiente, la Regione del Veneto interviene con le risorse aggiuntive del Programma di Sviluppo Rurale (misura 321 - Azione 2 “Accessibilità alle tecnologie di informazione e comunicazione”). Si tratta del finanziamento delle infrastrutture sul territorio regionale non coperto dai servizi di connettività con la realizzazione di nuove reti in fibra ottica che consentiranno l’abilitazione all’offerta di tali servizi

attivabili dagli operatori di telecomunicazione. L’operazione si inserisce nel programma di interventi per la Banda Larga nella Regione del Veneto, in coerenza con il Piano nazionale per la Banda Larga coordinato dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Dall’analisi condotta dal MISE emerge che al 30/06/2011 il 12,7% della popolazione telefonica del Veneto risulta totalmente in “Divario Digitale”. Dopo la realizzazione del Piano degli interventi questo divario sarà ridotto del 6,7%. L’attuazione del Programma è finanziata con fondi in disponibilità regionale e con risorse del MISE.

interventi

52

linee

26.208

comuni

43

abitanti

65.520

fibra ottica

179 km

Riduzione complessiva del “digital divide”

1,1%

INTERVENTI BANDA LARGA, DOVE E QUANTI. Complessivamente sono previsti in Veneto 273 interventi, di questi 52 saranno realizzati con risorse FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale); in particolare i 43 comuni interessati dai 52 interventi sono ubicati nelle province di Belluno, Rovigo, Verona e Vicenza.

NOVITÀ SUL FRONTE DELLA QUALIFICA IAP Semplificare e riorganizzare le procedure: questi gli obiettivi 2012 per il riconoscimento della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP). Dopo la “fase transitoria” (dal 1 gennaio 2012), dal 20 giugno è a disposizione presso i CAA e gli Sportelli unici dell’AVEPA un nuovo applicativo, che riceve le domande e rilascia il riconoscimento della qualifica. La gestione delle richieste è stata suddivisa in due categorie: • le situazioni “ordinarie”, in cui utilizzando i dati del fascicolo, integrati con dichiarazioni del produttore, si applicano i parametri tempo/reddito fissati dalla Regione del Veneto (DGR 2113/2011) e l’attestazione di avvenuto riconoscimento viene rilasciata contestualmente alla protocollazione della domanda; migliorando anche quanto stabilito dalla delibera che aveva previsto 10 giorni per la conclusione del procedimento! • le situazioni “non ordinarie”, nelle quali il produttore ritiene di trovarsi in una si-

tuazione di tempo/reddito diversa da quella individuata dai parametri generali. In questi casi, alla domanda dovranno essere allegati: una relazione redatta da un professionista abilitato del settore agroforestale che giustifichi tempi di lavoro diversi ed il Conto economico aziendale con la documentazione fiscale e l’AVEPA (presso lo Sportello unico della provincia di riferimento) effettuerà una istruttoria approfondita. In questi casi il rilascio dell’attestazione avverrà entro 60 giorni dalla protocollazione della domanda, garantendo, comunque, una riduzione dei tempi. La semplificazione e l’innovazione riguardano anche la durata del riconoscimento, fissata in un anno dalla data di rilascio; e la possibilità per il produttore, nel periodo di validità, di non presentare ulteriori documentazioni per richieste legate alla singola necessità e di avvalersi della dichiarazione di essere in possesso della qualifica IAP.

Questo progetto è il risultato dell’ intensa collaborazione tra i diversi attori: la Regione come autorità che fissa le regole, l’AVEPA che le trasforma in realtà amministrativa/operativa ed informatica ed infine i CAA che si relazionano con gli utenti.

IAP, CHI PUÒ? Il decreto legislativo n. 99 del 2004 stabilisce che la qualifica di IAP può essere richiesta da chi: • possiede conoscenze e competenze professionali di cui all’articolo 5 del regolamento (CE) n. 1257/1999; • dedica all’attività agricola (art. 2135 del codice civile), direttamente o in qualità di socio di società, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo; • ricava dall’attività medesima almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro. Queste percentuali sono ridotte al 25% nel caso di attività svolta in zone svantaggiate.


agricolturaveneta/AVEPA

11

DANNI DA AVVERSITA’ ATMOSFERICHE, GLI AIUTI I cambiamenti climatici hanno reso più frequenti ed intensi alcuni eventi atmosferici estremi (alluvioni, siccità, ecc.) e quindi elevato il rischio e i danni. Contributo per l’assicurazione. La normativa vigente permette l’indennizzo ai danni sulle colture attraverso il contributo sul costo della polizza (assicurazione agevolata). Sono ammesse le seguenti avversità: alluvione, colpo di sole, eccesso di pioggia, eccesso di neve, gelo, brina, grandine, sbalzi termici, siccità, venti sciroccali, venti forti. Sono assicurabili anche gli indennizzi ad alcune strutture agricole (frutteti, vigneti, oliveti, reti antigrandine, serre, tunnel, ombrai, impianti antibrina): grandine, tromba d’aria, eccesso di neve, vento forte, uragano, fulmine, gelo (Piano assicurativo 2012). La polizza agevolata va stipulata attraverso i Consorzi di difesa o direttamente con la compagnia assicuratrice. I Consorzi di difesa svolgono un ruolo di mediazione con le compagnie assicuratrici, di assistenza alle imprese agricole e di anticipo dei pagamenti dei premi assicurativi. Possono essere sottoscritte polizze monorischio (per una avversità) o pluririschio (per più avversità) o multirischio (per tutte le avversità). Interventi per danni non assicurabili in forma agevolata.

Per i danni non assicurabili in forma agevolata sono previsti interventi diretti a sostegno delle imprese, ovvero contributi e prestiti agevolati, agevolazioni previdenziali ed assistenziali. Essi sono attivabili solo per le produzioni e le strutture non assicurabili in forma agevolata. Sono assicurabili tutti i danni alle produzioni e alle strutture, ad esclusione dei fabbricati e delle scorte agricole (attrezzature, animali, ecc.). Attenzione: gli interventi diretti sono attivabili solo se il danno interessa un territorio ampio (non una singola azienda) e se supera il 30% del valore della produzione agricola ordinaria (media dell’ultimo triennio). Per attivare questi interventi è necessario che l’impresa agricola segnali tempestivamente il danno allo Sportello unico agricolo, il quale provvederà alla sua valutazione e all’attivazione della procedura per il riconoscimento dello stato di calamità naturale da parte del Ministero delle politiche agricole. L’entità del contributo può arrivare fino al 90% del danno, ma è in genere inferiore in relazione alle risorse finanziarie disponibili. Agevolazioni ed integrazione salariale. Per tutti i danni, assicurabili e non assicurabili, che interessano un territorio e che superano il 30% del valore della produzione ordinaria, sono previsti l’esonero dal pagamento delle imposte sui redditi

IL QUADRO NORMATIVO Attualmente la normativa nazionale di riferimento è il d.lgs. 102/2004 (Fondo di solidarietà nazionale). Dal 2010 è intervenuta anche l’Unione Europea introducendo, nel Regime di pagamento unico (reg. (CE) n. 73/2009, art. 68) e nell’OCM vino (reg. (CE) n. 1234/2007, art. 103), il sostegno all’assicurazione per i rischi climatici. L’Unione Europea sta infatti riservando una particolare attenzione alla gestione dei rischi in agricoltura, tant’è che anche nella proposta di regolamento sullo sviluppo rurale per il periodo 2014-2020 sono previste misure su questa tematica. La normativa nazionale vigente prevede inoltre agevolazioni previdenziali ed assistenziali (d.lgs. 102/2004, art. 8), fiscali (d.p.r. 917/1986, artt. 28 e 32) e salariali (legge n. 223/1991, art. 21). agrari e dominicali per l’anno nel quale si è verificata l’avversità, nonché l’integrazione salariale per i lavoratori agricoli. Le agevolazioni fiscali e l’integrazione salariale vanno richieste rispettivamente all’Agenzia del Territorio e all’INPS, al quale lo Sportello unico agricolo invia ogni anno le informazioni relative alle avversità atmosferiche verificatesi.

LATTE 2003/04-2012/13: DIECI ANNI DI “QUOTE” Il periodo di commercializzazione 2003/04 è stato il primo dall’entrata in vigore della legge 119/03 che ha riformato il settore lattiero-caseario in Italia. La legge 119/03 ha fatto seguito alla pubblicazione del Regolamento Comunitario 1788/03 ed è stata accompagnata dal decreto ministeriale attuativo del 31 luglio del 2003. Il periodo attuale, 2012/13, è il decimo dall’approvazione della legge; questo consente di fare alcune considerazioni su base sia su tutti i dieci periodi, che sull’ultima comunicazione di quota.

Nel grafico sono messi a confronto i quantitativi di latte assegnati negli anni e le aziende titolari di quota ad inizio periodo Numericamente il quantitativo di quote non si è modificato di molto anche per effetto delle assegnazioni (+ 5% una tantum) ottenute dall’Italia in sede Comunitaria nel 2009 (le cosiddette “quote Zaia” ) attestandosi per il Veneto sulle attuali 1.129.235 tonnellate (nel 2003/04 erano pari a 1.140.820). Le aziende, invece, hanno avuto nel corso degli anni una pesante contrazione passando dalle 7.254 unità del 2003/04 alle attuali

3.953 (periodo 2012/13), frutto di una profonda ristrutturazione progressivamente in atto nel settore produttivo del latte del Veneto, con aumento costante dei capi per azienda ed uscita dal mercato delle realtà marginali o comunque non economicamente giustificabili da un punto di vista produttivo. A fronte di una riduzione di circa il 45% delle aziende titolari di quota ad inizio periodo, nel corso degli ultimi dieci anni la produzione si è ridotta solo di poco più dell’1%. Le assegnazioni, effettuate con la legge 33/2009, hanno calmierato la progressiva fuoriuscita di quota dal Veneto, attraverso la vendita fuori regione – soprattutto verso la Lombardia - (nel periodo 2008/09 vi fu una riduzione di quota di inizio periodo pari a circa l’8% rispetto al 2003/04). La situazione attuale della produzione di latte nel Veneto fotografa, ad inizio periodo, una forte concentrazione della titolarità di quota nelle province di Vicenza (29%), Verona (25%), Padova (19%) e Treviso (15%); mentre hanno un peso inferiore le province di Belluno, Rovigo e Venezia che, complessivamente, raggiungono il 12% del totale delle quote del Veneto.


12

agricolturaveneta/VENETO AGRICOLTURA

2011, AGRICOLTURA MAI COSÌ IN ALTO, 5.2 MILIARDI Vale 5,2 miliardi di euro la produzione agricola veneta nel 2011, il livello più alto raggiunto negli ultimi dieci anni. In pratica un incremento di quasi il 10% (9,8) rispetto al 2010, derivato principalmente dall’aumento dei prezzi, visto che le quantità prodotte sono risultate nella media. Una fotografia completa, comprensiva di una finestra sull’andamento 2012 che indica, fatto il confronto tra i prezzi agricoli del primo trimestre rispetto a quelli del 2011, una tendenza al ribasso, acuita dalle condizioni di siccità e alte temperature estive. Il Report, messo a punto dagli analisti di Veneto Agricoltura, e fortemente atteso dall’intero mondo agricolo, prende in considerazione tutti i comparti del settore primario veneto, nonché l’import e l’export. Dalla grande mole di dati elaborati emerge che in tempo di crisi anche nel settore agricolo si distinguono luci e ombre. Innanzitutto, il numero delle imprese agricole venete è risultato in calo. Quelle attive iscritte ai registri delle Camere di Commercio sono scese a 73.831 unità (-2,3% rispetto al 2010), a causa soprattutto del calo delle “ditte individuali”. Sono aumentate, invece, le società di persone (+1,4%) e in misura maggiore le società di capitali (+9%). E’ cresciuto il numero degli occupati agricoli (69.769 unità, +4,9%), dovuto all’incremento sia del lavoro indipendente (+3,9%) che dipendente (+6,9%). Gli esperti di Veneto Agricoltura hanno analizzato i principali settori, vediamoli. Colture cerealicole. Complessivamente hanno beneficiato di buoni risultati commerciali, con un significativo aumento dei prezzi medi rispetto all’anno precedente. Come sempre la parte del leone l’ha fatta il mais, che si è confermato la principale coltura nella nostra Regione con 290.000 ettari coltivati (+6%) e 2,9 milioni di tonnellate prodotte (+14%). Il prezzo medio annuo è stato di 224,5 euro/t (+33%). Alla buona performance del mais ha corrisposto una diminuzione del frumento tenero, sceso a 84.700 ettari (-10%) e 500.000 tonnellate prodotte (-11%), ma con quotazioni mediamente superiori del 37%, e del frumento duro, la cui produzione è calata a 45.100 tonnellate (-29%) determinando un aumento dei listini del 54% rispetto al 2010. Andamenti analoghi per l’orzo (è diminuita la superficie del 12% e la produzione dell’11%, ma è aumentato il prezzo medio del 32%), mentre il riso segna un incremento della superficie investita del 10% e del prezzo del 26%.

Colture industriali. In calo gli ettari coltivati a barbabietola da zucchero (-37%), con conseguente flessione produttiva (590.000 t, -36%). Grazie però alla notevole domanda dei mercati, le bietole da zucchero hanno spuntato prezzi interessanti (3.100 ¤/ha, +48%), rendendo la coltura davvero redditizia. In aumento la superficie a soia (+19%) con una produzione di 274.600 t (+14%) e quotazioni in crescita del 10%. Crisi nera per il tabacco che, in seguito alle politiche europee, ha visto un ridimensionamento su tutti i fronti: superficie coltivata (-22%), produzione (-29%) e prezzi (-20%). Il settore orticolo veneto, che nel 2011 ha registrato un leggero incremento delle superfici, salite a 33.400 ettari (+2%), ha dovuto fare i conti con gli allarmi sui

mercati europei scaturiti dal batterio Escherichia Coli, causa di deludenti risultati commerciali. Annata in chiaroscuro anche per le colture frutticole. In termini negativi spicca la contrazione produttiva del pesco (-24,9%) con prezzi in picchiata fino al 25%. Prezzi in calo anche per albicocco (-14,6%), ciliegio (7,2%) e pero (-2,4%), mente sono salite le quotazioni di actinidia (+12,5%) e melo (+2,6%). Il vitivinicolo si è confermato comparto trainante dell’agricoltura veneta. La produzione 2011 di uva è stata di 1,13 milioni di tonnellate di uva (+1,5%), corrispondenti a circa 8,68 milioni di ettolitri di vino fortemente orientati alla qualità. Il 41,8% del vino prodotto è marchiato con la Denominazione di origine, mentre il 41,1% con l’Indicazione geografica. Dal punto di vista commerciale, il 2011 è stata un’annata positiva per il

comparto veneto: il prezzo medio delle uve è aumentato del 27%, le esportazioni di vino hanno raggiunto i 647 milioni di kg (+20%) per un valore pari a 1,3 miliardi di euro (+15%). Luci e ombre anche per la zootecnia veneta. Nonostante l’ulteriore perdita di allevamenti, scesi a 3.949 unità (-4%), il lattiero-caseario ha leggermente incrementato le consegne di latte (+1,3%), superando di poco gli 11 milioni di quintali prodotti. Il prezzo del latte nel 2011, dopo avere toccato nel 2009 il minimo storico degli ultimi 15 anni, si è attestato sui 40 euro/100 litri (+10%). Prezzi in crescita anche per i principali formaggi DOP: Grana Padano (14-18 mesi) +22%, Asiago +10-12% e Montasio +5,5-8,5%. Invariato il patrimonio bovino da carne (478.000 capi), mentre i prezzi sono risultati mediamente in crescita del 5,5%. Quotazioni al rialzo anche per gli altri allevamenti da carne: suini +15%, avicoli +15% e cunicoli +4%. Sotto i raggi X di Veneto Agricoltura anche il settore della pesca e dell’acquacoltura che in Regione conta circa 3.000 imprese: in calo quelle della componente pesca (-1,1%) e in crescita quelle dell’acquacoltura (+2,6%). In ribasso anche il numero dei pescherecci (724 imbarcazioni, -3,9% rispetto al 2010) e la produzione locale nei mercati ittici del Veneto, che non ha superato le 17.500 tonnellate (-16,1%) determinando una quantità totale di prodotto commercializzato in questi mercati pari a circa 27.800 tonnellate (-12,7%) e corrispondenti a una fatturato annuo di 114,7 milioni di euro (-2,4%). Anche la produzione di molluschi bivalvi ha subìto una contrazione (-15,9%). La superficie investita a colture florovivaistiche si attesta nel Veneto sui 3.100 ettari (-1%). La produzione è tuttavia salita a 1,8 miliardi di piante (+30%) grazie all’aumento del materiale vivaistico. L’andamento di mercato è stato però altalenante: complessivamente il prezzo medio annuo dei fiori recisi è risultato pari a circa 0,40 euro/stelo (-5% rispetto al 2010). Infine, il Report di Veneto Agricoltura evidenzia l’aumento del deficit della bilancia commerciale dei prodotti agroalimentari regionali, che nel 2011 ha superato 1,1 miliardi di euro (+25,3%) per effetto del maggiore incremento delle importazioni (5,57 miliardi di merce acquistata, +13,7%) rispetto alle esportazioni (4,46 miliardi di merce venduta, +11,1%).


agricolturaveneta/VENETO AGRICOLTURA

13

AGRICOLTURA CONSERVATIVA, LA SPERIMENTAZIONE A SUPPORTO L’agricoltura conservativa che gode del sostegno della sottomisura 214I del PSR è particolarmente innovativa per il territorio veneto, con limitate esperienze. Risulta pertanto fondamentale che per tutti gli aspetti, sia la Regione promotrice, sia le aziende agricole, possano contare su un supporto tecnico organico, in grado di dare risposte per le questioni contingenti e per le problematiche di medio-lungo periodo. Veneto Agricoltura quindi si impegnerà nella: 1) verifica delle problematiche agronomiche – economiche nella applicazione delle misure con assistenza generale; rivolto principalmente alle aziende aderenti alla misura; 2) verifica della efficacia delle misure rispetto agli obiettivi per cui sono state decise. Sono previste due fasi suddividendo le tematiche in problematiche a breve e medio periodo: a) Accertamento problemi e necessità; b) Valutazione soluzioni di contrasto dei fenomeni negativi; Veneto Agricoltura ha avviato nelle proprie aziende pilota e dimostrative di (Vallevecchia di Caorle, Diana di Mogliano, Sasse Rami di Ceregnano), su centinaia di ettari, in condizioni pedo-climatiche ben diversificate sperimentazioni di lungo termine su ampie superfici con confronto tra agricoltura conservativa e agricoltura convenzionale (aratura), assoggettate ad una rotazione frumento-colza-mais-soia con ciascuna coltura presente ciascun anno in ciascuna azienda. Le superfici allo studio sono state suddivise tra appezzamenti di lungo periodo ove mantenere più costanti possibile i fattori, evitando disturbi il più possibile sul terreno, al fine di confrontare gli effetti su quest’ultimo dopo alcuni anni. Saranno rilevati nel tempo, nei diversi appezzamenti allo studio: a) caratteristiche fisiche del terreno (struttura, permeabilità,….); b) caratteristiche chimiche in particolare il contenuto di sostanza organica; c) densità di piante ed attacchi di fitofagi sulle diverse colture; d) popolazioni fitofagi ipogei; e) popolazioni limacce; f ) livelli infestanti e diversi altri unitamente ai bilanci energetici, di Carbonio ed economici. Attività che sarà gestita con un approccio “aziende aperte, protocolli aperti” in cui agricoltori, terzisti e tecnici interessati potranno seguire le prove durante la realizzazione (osservazioni iniziali – semina, osservazioni durante il ciclo, osservazioni finali – produzione) nonché proporre modifiche ai protocolli e tecniche nuove in modo da tarare i metodi per le diverse situazioni ed accelerare se possibile il processo di miglioramento. Le informazioni saranno fornite costantemente attraverso il “Bollettino Colture erbacee” che è un servizio in linea con la nuova normativa europea sui fitofarmaci (Direttiva 2009/128/CE), che prevede l’attuazione obbligatoria della lotta integrata su tutte le colture.

CARATTERISTICHE DEL BOLLETTINO COLTURE ERBACEE Flessibilità: la cadenza è mediamente almeno settimanale, ma variabile a seconda delle necessità, poiché vengono strettamente seguiti l’evoluzione delle colture e dei parassiti; quando vi sono rischi immediati viene data l’allerta a mezzo SMS; Preparazione: si danno informazioni continue su singole problematiche informando fin da subito come reagire alla comparsa ad esempio di fitofagi in modo che l’utente sia realmente preparato a reagire correttamente e prontamente al messaggio di allerta; Formazione: i bollettini sono strutturati per consentire approfondimenti e il riconoscimento di sintomi e agenti dannosi; Compartecipazione: gli utenti possono usufruire delle informazioni ed al contempo utilizzare strumenti di monitoraggio che consentono di definire le previsioni del bollettino in tal modo anche verificando nelle proprie condizioni i monitoraggi; Interattività: possibilità di porre quesiti e proporre modifiche ed approfondimenti. Per ricevere il Bollettino colture erbacee contatta Veneto Agricoltura al numero telefonico 049.8293847 o alla mail bollettino.erbacee@venetoagricoltura.org o visita il sito http://www.venetoagricoltura.org/su bindex.php?IDSX=120

UNA “TOLA” PER LA FILIERA LEGNO Si chiama “tola de la Region”, il forum degli operatori veneti della filiera legno con obiettivo la valorizzazione di quello prodotto nella nostra regione. Lo scorso 22 giugno a Longarone, presso la Fiera, in occasione della manifestazione “Filiere Legno – Festa della foresta”, un tavolo realizzato con legno delle foreste venete (10 metri x 3) ha ospitato, nell’area di Veneto Agricoltura, il loro primo incontro. Vediamone le motivazioni. L’obiettivo è l’utilizzo del legno veneto. L’iniziativa è stata voluta dall’Assessore all’agricoltura Franco Manzato e dagli imprenditori del settore forestale, prima lavorazione e costruttori di edifici e strutture di legno, per creare un gruppo di operatori interessati ad utilizzare il legno nella costruzione di case e strutture; ma, come detto, non qualsiasi legno: quello degli alberi che crescono nelle nostre foreste. Il Veneto ha un’immensa ricchezza di boschi che ogni anno cresce tanto in superficie che in massa legnosa. Ed è bene sapere che essa è alla base di una filiera in cui operano migliaia di imprese e che dà lavoro a qualche decina di migliaia di persone, quindi di famiglie. Per questo il progetto si prefigge di raggiungere alcuni obiettivi fondamentali per mantenere e rilanciare il settore. I punti sono stati condensati nel “manifesto del progetto legno veneto”, dove tra l’altro si ricorda che “il Veneto ha un’immensa ricchezza: le sue foreste” e che “l’intervento pub-

blico nel settore forestale si focalizza nella programmazione e controllo; tutto il resto dello spazio è lasciato alle imprese, agli enti locali, ai proprietari, ai professionisti, in una chiara logica di sussidiarietà. La legge forestale del Veneto va profondamente rivista essendo ora arrivato il tempo di mettere a valore i boschi. E’ necessario incentivare tutte le forme di aggregazione delle proprietà forestali, private e pubbliche, partendo dal rilancio dei Consorzi Forestali. E le ditte boschive devono poter stipulare contratti di utilizzazione pluriennali, passando dalla logica dell’acquisto dei “lotti” a quella della gestione dei piani economici”. Ma si parla anche di segherie, imprese, formazione, viene proposto un marchio di origine per garantire i fornitori ed i consumatori, invocati sgravi fiscali, incentivi e agevolazioni, e una forte campagna di promozione del legno veneto. Al proposito ricordiamo che il Programma di Sviluppo Rurale 2007-13 della Regione Veneto prevede già con la Misura 123F, Azione 1 e Azione 2, interessanti opportunità per il settore forestale proprio relativamente all’acquisto di macchinari (Azione 1) e alle biomasse (Azione2). Lo slogan che è nato dopo questo primo incontro è: “stiamo costruendo il futuro e lo facciamo con il legno!”. Per info: info@progettolegnoveneto.it


14

agricolturaveneta/VENETO AGRICOLTURA

BIODIVERSITÀ, NON SOLO CONSERVAZIONE Biodiversità, ovvero diversità biologica delle specie, razze e popolazioni animali e vegetali presenti nell’ambiente. In agricoltura la biodiversità è rappresentata dalle innumerevoli razze e popolazioni di animali allevati, dalle tante cultivar ed ecoptipi di ortaggi, cereali, vitigni e altre piante da frutto, che si trovano sparsi nei diversi ambienti agroforestali. Non meno importante è la biodiversità microbiologica costituita da batteri, funghi, lieviti, “autori” invisibili della trasformazione dei prodotti, dai formaggi DOP ai vini, dai salumi ai prodotti lievitati da forno. La biodiversità agraria è una ricchezza e un patrimonio da custodire gelosamente; la diversità genetica di queste razze e cultivar potrebbe risultare molto utile in futuro, ma già fin da ora rappresenta una importante fonte di diversificazione della produzione Il Veneto è una regione ricca di biodiversità; quelle zootecnica è rappresentata da diverse razze autoctone: 4 di ovini, 2 di bovini e una dozzina di avicoli (polli, tacchini, faraone de anatre). Il PSR aiuta con specifiche misure (214/F e 214/H) gli allevatori e gli enti pubblici che sono interessati alla conservazione di queste razze animali, che per la ridotta popolazione (n. di riproduttori attivi) sono a rischio di scomparsa se non adeguatamente tutelate. Veneto Agricoltura da circa dieci anni sviluppa e coordina su indicazione della Regione progetti per la conservazione della biodiversità zootecnica; presso 2 centri, uno

per le razze avicole (azienda Sasse-Rami, Ceregnano, Rovigo) e uno per le razze ovine (azienda Villiago, Sedico, Belluno) gli allevatori interessati possono prenotare ed acquistare giovani riproduttori per ampliare o rinsanguare i propri nuclei di animali. Conservare ma non solo; con progetti di valorizzazione di queste razze, si cerca di aumentare l’interesse dei consumatori verso i “prodotti monorazza” e permettere così agli allevatori di avere un maggior reddito dall’allevamento.

ATTENDENDO LA VENDEMMIA 2012 Tempo di bilanci per la vitivinicoltura veneta. La vendemmia 2011 ha sostanzialmente confermato i livelli produttivi degli ultimi anni con una produzione dichiarata di 11,2 milioni di quintali di uva, corrispondenti a circa 8,2 milioni di ettolitri di vino. Prendendo in considerazione anche l’uva importata da altre regioni italiane, il Veneto sarebbe in grado di produrre una quantità di vino pari a 9,5 milioni di ettolitri, fortemente orientati alla qualità, poichè il 41,8% del vino prodotto è marchiato con la Denominazione di origine, mentre il 41,1% con l’Indicazione geografica. Il 2011 può essere considerata un’annata positiva anche dal punto di vista commerciale: il prezzo medio delle uve registrato presso le borse merci del Veneto è aumentato del 27%, mentre - secondo le rilevazioni Ismea - le quotazioni all’ori-

gine dei vini bianchi DOC-DOCG al mercato di Treviso sono salite su base annua mediamente del 28,7% e quelle dei vini rossi DOC-DOCG sulla piazza di Verona del 31,9%. In aumento anche le esportazioni di vino italiano, delle quali il Veneto detiene la “quota di maggioranza” del 29,6%. I dati Coeweb-Istat registrano un incremento pari al 9,3% in quantità e al 12,4% in valore rispetto all’anno precedente. La possibilità di crescita della vitivinicoltura veneta deriva anche dalle opportunità offerte da strumenti di sostegno come il PSR. In particolare, giova ricordare che sono state recentemente riaperte le domande di contributo relative alla Misura 132 “partecipazione a sistemi di qualità alimentare” con la quale la Regione Veneto intende stimolare i produttori a intraprendere percorsi di

miglioramento e differenziazione delle produzioni al fine di aumentare la competitività sui mercati nazionali e internazionali.


agricolturaveneta/GAL

15

LA COOPERAZIONE “LEADER” NEL VENETO Si avvicina la fase operativa per la cooperazione LEADER in Veneto. Sta per terminare infatti l’istruttoria dell’organismo pagatore AVEPA che porterà all’approvazione definitiva dei progetti di cooperazione presentati dai Gruppi di Azione Locale nei mesi scorsi. A settembre si avrà il quadro definitivo e con l’autunno partiranno le misure attivabili grazie ai progetti approvati. In ogni caso è già possibile tracciare un primo significativo quadro di sintesi della cooperazione Leader. In particolare il tema del Turismo rurale ha destato il maggior interesse nei territori dei 14 Gal seguito dai temi inerenti la Valorizzazione dei prodotti locali e la Promozione delle attività culturali. I progetti, il cui budget complessivo assomma a quasi 10 milioni di euro di contributo pubblico, dovranno concludersi entro il

2014 e saranno concretamente realizzati per lo più da soggetti pubblici. La ricaduta di tali iniziative sarà comunque particolarmente importante anche per le imprese le quali potranno indirettamente giovare di una disponibilità di infrastrutture complementari in grado, da un lato, di valorizzare a fini turistici il patrimonio enogastronomico, naturale e storico culturale del Veneto, dall’altro, ad aumentarne l’attrattività valorizzando i luoghi di elevato interesse storico, artistico e naturalistico e dei sistemi territoriali ad essi collegati (sentieri, percorsi, itinerari, ecc…). In particolare le imprese agricole che esercitano delle attività di diversificazione legate, ad esempio, alla recettività e ristorazione potranno contare sull’aumento dello sviluppo di una domanda turistica di qualità.

SUPERATO L’OBIETTIVO DEL 25%: SI CONSOLIDA LA SPESA DEI GAL VENETI Cresce e si consolida il soste- sure del PSR. Le misure sono gno dei Gruppi di azione locale dedicate soprattutto ad interal territorio rurale veneto. I venti per la diversificazione e protagonisti dell’Asse 4 LEA- la qualità della vita, come il DER, parte integrante del Pro- sostegno agli agriturismi e alla fattorie gramma di plurifunziosviluppo nali, che si rurale del affiancano Ve n e t o , anche alla hanno ragcreazione giunto il di microimprimo imprese e portante all’impiego risultato fidi energie nanziario, rinnovabili. superando I GAL vela quota neti sono del 25% di in totale spesa conq u a t t o rcessa ridici, coinspetto al volgono totale preFeltre, rientra nel territorio tutte e visto dai del GAL Dolomiti Bellunesi sette le singoli programmi. Le risorse in que- province e 378 comuni. In tostione riguardano in partico- tale la programmazione LEAlare l’attuazione della strategia DER tocca il 71% della di sviluppo locale attraverso superficie regionale e il 38 % l’applicazione delle diverse mi- dell’intera popolazione.

QUADRO DI SINTESI DELLA COOPERAZIONE LEADER IN VENETO* TIPO DI PROGETTO

NUMERO DI PROGETTI

TEMA CARDINE e NUMERO DI PROGETTI

CONTRIBUTO PUBBLICO A DISPOSIZIONE

Transnazionale (con almeno un Gal straniero)

8

- Valorizzazione prodotti locali (n.4); - Turismo rurale (n.4);

EURO 3.673.000

Interterritoriale (con almeno un Gal italiano non veneto)

7

- Promozione culturale (n.1); - Valorizzazione prodotti locali (n.3); Turismo rurale (n.3);

EURO 3.192.000

Interterritoriale (tra soli Gal veneti)

2

Turismo rurale (n.2);

EURO 2.816.000

TOTALE

17

EURO 9.681.000

* la tabella fa riferimento a dati non ancora definitivi

COORDINAMENTO GAL VENETI: GAL Patavino - Via S. Stefano Superiore n. 38 - 35043 Monselice (PD) Tel. 0429.784872 - Fax. 0429.784972 - Info@galpatavino.it - ww.galpatavino.it


16

agricolturaveneta NUOVA PAC, PARLAMENTO EUROPEO RIAPRE I GIOCHI?

Sono oltre 700 le controproposte presentate dal Parlamento europeo al documento sulla riforma della PAC per il periodo 2014-2020 elaborato da Bruxelles. Queste controproposte al disegno di riforma della Politica Agricola Comune post 2013 voluto dal Commissario Dacian Ciolos, arrivano dopo mesi di confronti e dibattiti. Se quella di Strasburgo non è proprio una bocciatura poco ci manca. L’obiettivo dell’Unione Europea è quello di definire una politica agricola semplice, flessibile e al tempo stesso moderna. Commissione europea e Parlamento sembrano però avere punti di vista diversi per arrivarci. Le controproposte, sintetizzate nei 700 emendamenti, riguardano le misure di mercato (OCM Unica), il finanziamento, la gestione e il monitoraggio della PAC 2014-2020. Insomma, gli europarlamentari sembrano voler far scricchiolare quanto è stato fin qui messo assieme da Ciolos. Per quanto riguarda l’Italia, il Ministro dell’Agricoltura, Mario Catania, sottolinea la necessità di fare presto per non andare fuori tempo massimo e far slittare così di un anno (2015) l’intero processo di riforma della PAC. Inoltre Catania sottolinea che l’assottigliamento del reddito appare in contraddizione con la crescita della domanda, fatto dovuto anche al malfunzionamento della filiera. Quello che serve, lo invoca tutto il mondo agricolo ed anche l’Assessore Manzato, è una PAC che difenda e tuteli la redditività delle imprese, il valore della produzione e aiuti la competitività dell’agricoltura europea. Ebbene, tutto questo c’è solo parzialmente nella proposta di riforma della Commissione. Ricordiamo che nella proposta Ciolos, come scrive la CIA, per il prossimo quadro finanziario 2014-2020, sono stanziati 371,7 miliardi di euro (in termini di impegni ed a prezzi costanti 2011) a favore della spesa classica relativa alla PAC, circa il 36% del bilancio comunitario totale, quota decisamente inferiore rispetto al precedente periodo (42%). Per la ripartizione degli stanziamenti tra gli Stati membri, l’esecutivo di Bruxelles propone meccanismi di convergenza con l’obiettivo di una distribuzione più uniforme del sostegno a vantaggio degli Stati, i cui pagamenti diretti sono inferiori al 90% della media dell’Ue a 27. L’effetto della redistribuzione sarebbe molto differenziato tra i vari Paesi, con una penalizzazione molto forte per Italia, Germania e Francia; i maggiori vantaggi andrebbero a Romania, Polonia e Spagna. Per effetto dei tagli alle risorse e della redistribuzione, il massimale dell’Italia, a valori correnti, per i pagamenti diretti passerebbe da 4,128 miliardi nel 2013 a 3,842 miliardi nel 2020, una riduzione del 6,9%. Orientamento che mantiene una sorta di privilegio accordato ai Paesi ed alle produzioni continentali a scapito di quelle caratteristiche delle agricolture mediterranee. Mimmo Vita [rivista@venetoagricoltura.org]

PSR VENETO, AVANZA LA SPESA, NOVITÀ Dalla relazione annuale di esecuzione 2011 del PSR Veneto 2007-2013, emerge che, a1 31 dicembre, la spesa concessa totale ha raggiunto il 60% delle risorse del programma, mentre quelle erogate hanno toccato quota 35%, per un totale di oltre 369 milioni di euro. Si consolida quindi il sostegno allo sviluppo rurale del Veneto. Il Programma di Sviluppo Rurale Veneto conferma la propria capacità di coniugare quantità e qualità della spesa. Lo ha ribadito il Comitato di Sorveglianza del programma, tenutosi ai primi di luglio a Mestre alla presenza dei rappresentati della Commissione Europea, del Ministero delle Politiche Agricole e del partenariato economico, sociale ed ambientale. Le misure a sostegno della competitività sono risultate ancora una volta le più efficaci sia in termini di partecipazione da parte dei beneficiari, sia di spesa da parte di Regione e AVEPA. Qui il contributo concesso al termine del 2011 aveva toccato quota 75,4%, mentre le somme già liquidate rispetto al totale del programmato sono state il 47% (pari a circa 225 milioni). Il recente parere positivo del Comitato di sviluppo rurale della Commissione europea allo spostamento di oltre 65 milioni di euro verso il primo Asse richiesto dal Veneto, rafforzerà ulteriormente il sostegno alla competitività dell’agricoltura regionale nella fase finale di programmazione. Non ha invece invertito la rotta ma ha dato segnali di ripresa la spesa del secondo Asse, dedicato all’agroambiente. Rispetto al 2010 si è registrato un +6,5% di avanzamento della spesa. Le risorse impegnate a fine 2011 sono ammontate al 53,3% del programmato. Le somme erogate ai beneficiari sono state invece il 31% (pari a oltre 119 milioni di euro) rispetto alle risorse previste complessivamente. In recupero è anche il terzo asse, a sostegno della diversificazione e del miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali. Mentre le somme concesse sono salite al 25%, quelle liquidate hanno toccato quota 18% (pari a oltre 11 milioni di euro).

5 SETTEMBRE, PREVISIONI VENDEMMIALI 2012 Vendemmia finalmente regolare quest’anno, con quantità nella norma vista la compattezza con cui si presentano oggi i grappoli nei vigneti. Sono queste le primissime news in vista del tradizionale appuntamento, unico nel suo genere in Italia di monitoraggio e trasferimento dell’informazione all’imprenditoria di settore in tempo reale, sulle previsioni della vendemmia nel Nord Est (e in Italia); un appuntamento promosso da Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, in collaborazione con Regione Veneto, Avepa, CRA-Vit di Conegliano, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Province Autonome di Bolzano e Trento. Il meeting si terrà a Legnaro (PD) presso la sede centrale di Veneto Agricoltura (Viale dell’Università 14) il prossimo 5 settembre con inizio alle ore 10,00. Come d’abitudine, saranno presentati i dati quantitativi e qualitativi di previsione della vendemmia nelle Regioni del Triveneto, suddivisi per provincia e tipologia di uva. Non mancherà uno sguardo alle previsioni nelle altre regioni d’Italia. PSR VENETO: MODELLO IN EUROPA PER L’AMMODERNAMENTO AGRICOLO Un riconoscimento importante all’efficienza e all’efficacia amministrativa del PSR Veneto. Il risultato emerge dalla relazione della Corte dei Conti Europea diffusa lo scorso 30 maggio. L’applicazione della “Misura 121” da parte dell’Autorità di gestione del Programma di Sviluppo Rurale del Veneto è risultata essere un esempio di buona pratica a livello europeo. La Corte dei Conti ha sottolineato la capacità di far emergere i progetti di investimento che meglio rispondono ai bisogni del territorio e alle priorità dell’Unione Europea. Questo è stato possibile perché «il Veneto fissa i propri criteri di selezione applicando un sistema di punteggio che tiene conto delle priorità definite dal PSR Regionale e stilando elenchi di tipologie di “investimenti prioritari” per settore».

CONTATTI Assessorato Reg.le Agricoltura 041.2793334 www.regione.veneto.it Direzione Piani Programmi Settore Primario 041.2795452 www.piave.veneto.it AVEPA 049.7708711 www.avepa.it Veneto Agricoltura 049.8293711 www.venetoagricoltura.org

www.piave.veneto.it

“AGRICOLTURA VENETA” Anno XIII n. 2 Direttore: Paolo Pizzolato Direttore Responsabile: Mimmo Vita Comitato di Redazione: Edda Battistella Sebastiano Carron Ilenia Cescon Andrea Comacchio Luca Milani Fabrizio Stella Mara Cecchinato Renzo Michieletto Alessandro Tomasutti Direzione, Redazione e Amministrazione: v.le dell’Università n. 14, 35020 Legnaro (PD) Aut. Tribunale di Padova n. 1641 del 26.03.1999 Tel. 049.8283753 Fax. 049.8293754 rivista@venetoagricoltura.org Grafica e stampa: Centro Servizi Editoriali 30173 Mestre (Ve) Tel. 041.2517410 Chiuso in tipografia il 12.7.2012

Profile for Nextattitude

Agricoltura Veneta n.2 2012  

Agricoltura Veneta n.2

Agricoltura Veneta n.2 2012  

Agricoltura Veneta n.2

Advertisement