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AGRICOLTURA VENETA

Numero Uno | Agosto 2013

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a gennaio 2014 inizierà la nuova programmazione agricola europea, che renderà disponibile in Veneto risorse per 1 miliardo di euro, importi che verranno distribuiti direttamente alle aziende agricole e ad aggregazioni delle stesse. Al fine di garantire il rispetto delle esigenze di ogni singolo agricoltore, la Regione ha avviato da mesi il “Tavolo di partenariato”, ossia degli incontri costanti tra i diversi attori del settore primario: istituzioni, imprese, organizzazioni, associazioni di prodotti, cooperazione, filiere e così via, così da esprimere i diversi punti di vista ed esigenze, che serviranno ad orientare la destinazione dei finanziamenti europei della prossima programmazione comunitaria. Il Veneto non vuole farsi sorprendere dagli eventi e dalle scelte europee, è da circa un triennio che si sta preparando al nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020, con l’obiettivo di migliorare e ottimizzare i buoni risultati ottenuti nei precedenti due periodi di programmazione. La preparazione ha preso il via con la Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, realizzata tra il settembre del 2010 e il febbraio 2011 attraverso 6 seminari, 5 laboratori tematici, (segue in ultima pagina)

1 MLD PER LE AZIENDE AGRICOLE VENETE Focus

Obblighi e sanzioni

GLI IMPATTI DEL PSR 2007-2013 SULL’AMBIENTE RURALE

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CONTROLLI AZIENDE VITIVINICOLE

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di Franco Manzato Assessore agricoltura Regione Veneto

Qualità

PSR Veneto

COME RIDURRE GLI ADDITIVI NEI FORMAGGI

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IMPEGNATO IL 90% DELLA SPESA

“Iniziativa finanziata dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007-2013. Organismo responsabile dell'attuazione: Veneto Agricoltura. Autorità di gestione: Regione del Veneto Direzione Piani e Programmi Settore Primario"

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GIPA/NE/0014/2012


agricoltura veneta

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Numero 1 - Agosto 2013

Focus

GLI IMPATTI DEL PSR 2007-2013 SULL’AMBIENTE RURALE Biodiversità, risorse idriche, miglioramento del suolo: ci sono importanti elementi di continuità tra l’attuale programma 2007-2013 e il nuovo periodo di programmazione che accompagnerà lo sviluppo rurale fino al 2020. «Rafforzare e valorizzare quelle linee d’intervento come i corridoi ecologici e le fasce tampone, l’incremento di sostanza organica nei suoli, le gestioni agro compatibili dei terreni agricoli, che hanno evidenziato una significativa efficacia ambientale» è una delle raccomandazioni di Agriconsulting, il valutatore esterno del PSR Veneto 2007-2013, all’interno del documento di Valutazione intermedia del programma. Le misure del secondo Asse “Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale” hanno fatto registrare risultati significativi, lì dove hanno incontrato maggiormente il favore dei benefi-

ciari e sono state impiegate risorse adeguate. Un esempio è l’impatto legato agli interventi finalizzati al miglioramento della biodiversità, che ha fatto registrare numeri importanti: l’aumento del numero di specie di uccelli rilevato nelle aree og-

Documenti e novità sul confronto di Partenariato, disponibili sul portale dell’agricoltura veneta www.piave.veneto.it

getto di impegno è stato del 20%, mentre l’impatto complessivo a livello regionale è stato di un +10%. Nell’ottica del miglioramento delle risorse idriche, un buon contributo è arrivato anche da fasce tampone e siepi che, nell’area campione individuata di circa 1900 ettari, hanno “catturato” circa l’80% dell’azoto che sarebbe altrimenti finito nella rete idraulica, contribuendo al peggioramento della qualità delle acque. Sempre secondo Agriconsulting nel prossimo periodo di programmazione sarà importante

anche «confermare il sostegno all’agricoltura biologica, con un ampliamento del sistema degli impegni connessi alla tutela del suolo e un esplicito collegamento con interventi di natura strutturale». Ma per ottenere risultati sempre più ampi sarà necessario muoversi anche sul versante dell’aggregazione degli interventi per massimizzare gli impatti benefici: «Introdurre gli “Accordi ambientali” migliorerebbe l’efficacia delle misure agroambientali, consentendo di concentrare gli sforzi nelle aree che hanno maggior bisogno di questi interventi».

Online su www.piave.veneto.it le osservazioni del Partenariato I risultati delle analisi di contesto e dei fabbisogni sono oggetto di confronto con il Partenariato del Veneto, composto dalle rappresentanze istituzionali, economiche, sociali e ambientaliste del sistema agricolo e rurale appositamente individuate dalla Regione (dgr n. 1383 del 30 Luglio 2013). L’amministrazione regionale ha messo a disposizione l’apposita piattaforma online psrveneto2020.it per raccogliere le osservazioni e le valutazioni da parte dei componenti del Partenariato. Il sistema, accessibile dal portale integrato per l’agricoltura piave.veneto.it permetterà di consultare l’analisi di contesto, l’analisi SWOT ed i fabbisogni individuati per ogni priorità e di inviare le osservazioni che andranno a contribuire alla definizione del nuovo Programma di Sviluppo Rurale del Veneto per il periodo 2014-2020.

Sostenibilità e Integrazione

AMBIENTE E NUOVO SVILUPPO RURALE

È iniziato con le priorità ambientali il confronto tra Regione del Veneto e Partenariato sull’analisi di contesto. Per INEA «La reputazione ambientale è un fattore determinante per il successo dei prodotti agroalimentari» Un ambiente più sano e meglio conservato per accrescere il valore delle eccellenze agroalimentari del Veneto. La Regione del Veneto guarda ai prossimi sette anni di programmazione per lo sviluppo rurale e lo fa partendo dai fabbisogni che il territorio esprime sotto l’aspetto ambientale e degli effetti dei cambiamenti climatici. L’analisi di contesto e i fabbisogni delle priorità relative ai temi della gestione degli ecosistemi agricoli e dell’efficiente uso delle risorse sono stati presentati al Partenariato regionale, in occasione dell’incontro del 21 giugno, il primo di un ciclo che ha messo a confronto l’amministrazione regionale e i rappresentanti di tutti i settori coinvolti nella definizione del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.

Punti di forza, debolezze, opportunità, minacce: le caratteristiche ambientali del Veneto sono state esaminate sotto tutti gli aspetti, partendo dagli orientamenti strategici definiti a livello regionale in occasione della Conferenza dell’Agricoltura del 2011, seguendo le priorità tracciate dal regolamento europeo con un approccio integrato attraverso le “focus area” trasversali previste dalle stesse strategie della Commissione. Il contesto di partenza si muove da alcuni punti fermi, come il “paesaggio storico” con le sue peculiarità e l’importanza dell’acqua, che costituiscono alcune delle ricchezze dell’agricoltura regionale. Non mancano le insidie, come l’abbassamento delle falde, gli episodi di siccità come quello del 2012, il degrado dello spazio montano. La soluzione può essere solo

una crescita sostenibile, da raggiungere con un approccio integrato. La novità della strategia “Europa 2020”, infatti, si fonda proprio sulla trasversalità degli obiettivi e sull’integrazione tra fondi comunitari. Il lavoro di analisi, realizzato con la collaborazione con INEA, ha avuto come obiettivo in questa prima fase l’individuazione dei fabbisogni, a partire dai dati statistici disponibili e dalla letteratura regionale, oltre che dagli orientamenti dell’Agenda delle priorità regionali. Successivamente sono stati individuati punti di forza, di debolezza, opportunità e minacce (analisi “SWOT”) e dall’incrocio di questo fattori sono stati individuati i fabbisogni ambientali dello sviluppo rurale regionale, che saranno sottoposti al confronto con il Partenariato.


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Numero 1 - Agosto 2013

PSR 2014 - 2020

UN PONTE TRA IMPRESE E RICERCA È l’indicazione che emerge secondo l’analisi di contesto e dei fabbisogni per l’innovazione in agricoltura. L’indagine è stata coordinata da Veneto Agricoltura. Un “Erasmus” per i giovani imprenditori. Sfruttare di più la propensione all’innovazione del Veneto e non limitarla al solo sviluppo dei prodotti, puntando anche sui nuovi strumenti messi a disposizione dalla programmazione europea. Sono state alcune delle indicazioni uscite dall’Incontro di Partenariato organizzato dalla Regione del Veneto per presentare l’analisi di contesto e i fabbisogni nell’ambito dell’innovazione nella programmazione per lo sviluppo rurale 2014-2020. L’analisi della priorità-innovazione, affidata a Veneto Agricoltura con la collaborazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dell’Università di Ferrara, si è concentrata sulle tre “focus-area” di riferimento: stimolare l’innovazione e la base di conoscenza nelle aree rurali; rinsaldare i nessi tra agricoltura, silvicoltura e mondo della ricerca; incoraggiare l’apprendimento lungo

tutto l’arco della vita professionale. In tutti e tre gli ambiti è stata sottolineata la necessità di rafforzare la governance tra settore agricolo e mondo della ricerca, contribuendo a costruire un vero e proprio “ponte” tra le imprese e i centri di ricerca, sfruttando anche figure nuove come gli “intermediari per l’innovazione”. Tra i bisogni più urgenti, quello di potenziare l’offerta di conoscenza e allo stesso tempo indirizzarla verso una vera innovazione, fatta di progetti “intelligenti”, meglio selezionati e capaci di trasformare un nuovo prodotto o processo in redditività per l’impresa agroforestale. Tra le raccomandazioni, anche quella di sfruttare gli strumenti messi a disposizione dalla nuova programmazione europea, come i Partenariati Europei per l’Innovazione (“PEI”), reti da costituire per

affrontare l'intera catena ricerca-sviluppo-innovazione, riunendo partner pubblici e privati e fra più settori per accelerare la diffusione dell'innovazione. Altra possibilità a disposizione del settore è una sorta di “Erasmus” per i giovani imprenditori per scambi di esperienze e stage all’estero.

IL VENETO VERSO LO SVILUPPO RURALE 2014-2020 Il confronto con il partenariato regionale (Giugno – Dicembre 2013) 1 incontro di presentazione 4 incontri su analisi di contesto e fabbisogni 4 incontri su strategia ed interventi 1 incontro di chiusura consultazione

FABBISOGNI - Priorità 1 INNOVAZIONE E CONOSCENZA Focus Area A Stimolare l’innovazione

Focus Area B Rinsaldare nessi tra agricoltura e ricerca

Focus Area C Incoraggiare formazione permanente

- Maggior coordinamento e governance per - Maggiore incontro tra domanda e offerta di - Innovazione e integrazione delle metodoloinnovazione. gie formative. rafforzare innovazione e conoscenza. - Potenziare l’innovazione e incentivare l’offerta adeguata al contesto regionale.

- Più partecipazione delle imprese ai progetti - Priorità ICT, ambiente, managerialità e di cooperazione. diversificazione.

- Infrastrutture di rete sui realizzare la PEI.

- Utilizzo di professionalità specifiche (“Intermediari per l’innovazione”).

- Stimolo all’ingresso dei giovani e all’imprenditorialità giovanile.

- Nuove competenze degli operatori del sistema della conoscenza.

- Più efficacia negli interventi e rigore nella proget- - Differenziazione dell’offerta formativa per tazione e valutazione dei progetti di formazione. tipologie di utenti e obiettivi. - Maggior sostegno alle imprese nelle anticipazioni finanziarie. - Ridurre le complessità burocratiche di rendicontazione.

PSR 2007-2013

PSR 2007-2013

Misura 124 – Tipologia di innovazioni attivate

Misura 114 – Tipologia delle consulenze attivate

Prodotto e processo

33%

43%

Processo

Consulenza base

32%

Consulenza base e avanzata

Prodotto

68% 24% Fonte: Agriconsulting (Valutazione intermedia PSR Veneto 2007-2013)

Fonte: Agriconsulting (Valutazione intermedia PSR Veneto 2007-2013)


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Numero 1 - Agosto 2013

PSR Veneto, proposta di modifica

INVESTIMENTI AMBIENTALI E BANDA LARGA

Siepi e fasce tampone

PIÙ TEMPO PER CONCLUDERE GLI INTERVENTI

Novità: salvaguardia della salute pubblica e degli operatori agricoli, bonifica dell’amianto e banda larga nelle zone rurali. Ortofrutticolo, investimenti verso i programmi operativi OCM. Continuare a favorire gli investimenti, pur in un contesto di fine programmazione e ampliare gli interventi per la diffusione della banda larga nelle aree rurali. Sono questi i due obiettivi principali delle proposte di modifica al Programma di Sviluppo Rurale del Veneto, presentate alla Commissione Europea ed al Partenariato in sede di Comitato di Sorveglianza. La Regione del Veneto, attraverso l’Autorità di Gestione del programma, ha illustrato ufficialmente le tre modifiche al PSR da apportare entro la fine della programmazione. Le proposte saranno valutate dalla Commissione Europea che avrà quattro mesi per esaminarle; sulla base del parere formulato a Bruxelles, potranno essere formalmente adottate. La prima modifica intende introdurre all’interno delle Misure 121 (Ammodernamento delle aziende agricole) e 123 (Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli) - tra i parametri di valutazione del miglioramento globale delle aziende, anche la salvaguardia della salute pubblica e degli operatori agricoli, in particolare per gli interventi di bonifica dell’amianto delle strutture aziendali. L’ampliamento della gamma dei parametri di tipo qualitativo, che si applicano ai progetti di investimento, viene proposto anche in considerazione delle finalità ambientali che le misure di investimento hanno assunto nell’ultimo bando generale con lo spostamento di risorse dall’Asse 2 (Miglioramento Ambientale) all’Asse 1 (Competitività del set-

tore agricolo). La seconda modifica riguarda la diffusione della banda larga nelle aree rurali del Veneto in situazione di “digital divide”. La modifica avanzata dall’Autorità di Gestione alla Misura 321 - Azione 2 (Accessibilità alle tecnologie di informazione e comunicazione) ha lo scopo di ampliare le possibilità di finanziamento anche a progetti d’investimento che intervengono sul cosiddetto “ultimo miglio” da parte degli operatori commerciali. Il PSR Veneto è già impegnato nel piano nazionale per la diffusione della banda larga, con un investimento complessivo previsto di oltre 22 milioni di euro, con 46.000 linee da abilitare e 120.000 cittadini da raggiungere. L’ultima novità, che si muove nel contesto della Misura 123, consiste nell’innalzamento del limite minimo di spesa ammissibile per il settore ortofrutticolo, che passerebbe dagli attuali 200 mila euro a 400mila. La modifica riguarda solo indirettamente il PSR e intende piuttosto migliorare la complementarietà tra il programma di sviluppo e gli interventi finanziati attraverso il FEAGA alla specifica Organizzazione Comune di Mercato. L’innalzamento della soglia permetterebbe infatti agli operatori del comparto ortofrutticolo di poter ricorrere per i loro investimenti alle risorse stanziate dai programmi operativi previsti dalla OCM, che possono finanziare solo operazioni di importo inferiore alla soglia indicata dalla Misura 123 presente nel PSR e che al momento è di 200mila euro.

Sette mesi in più per completare i nuovi impianti arborei finanziati dal PSR Veneto. È stata spostata al 31 dicembre 2013 la data ultima per la realizzazione dei nuovi impianti arborei di fasce tampone, siepi e boschetti. Si tratta di interventi con finalità ambientali in fase di realizzazione nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale. Lo ha deciso la Giunta Regionale con la deliberazione n. 709 del 14 maggio scorso. Secondo il testo del bando della Misura 216 (Investimenti non produttivi - azione 5), approvato con la deliberazione n. 2470 del 2011, la data per la realizzazione degli interventi era stata fissata per il 15 maggio 2013. Le condizioni climatiche degli ultimi mesi, caratterizzati da estrema piovosità, hanno impedito la messa a dimora delle piante. Lo spostamento di data è stato esteso anche alle domande presentate in riferimento al bando del 2012 (dgr 2492/2012). Con lo stesso provvedimento è stato corretto anche un refuso relativo alla Misura 214 “Pagamenti agroambientali”. Nel provvedimento che aveva aperto i termini per la presentazione delle domande di conferma relative al sesto anno di impegno, non era presente la sottomisura 214/f azione 2 (“Coltivatori custodi”). A questo scopo è stata rettificata la tabella di riferimento con l’aggiunta anche di questa sottomisura.

DOMANDA UNICA:

LIQUIDATO IL SALDO 2012 E ANTICIPATI 20 MILIONI PER IL 2013 Immessi oltre 20.000.000 di euro nel sistema agricolo veneto con l’anticipazione della domanda unica 2013. E’ questo l’importante risultato del protocollo d’intesa (IPA) siglato tra l’AVEPA e le principali banche operanti nel territorio regionale. Al 30 giugno 2013, invece, entro la scadenza prevista, si è conclusa la liquidazione del saldo degli aiuti richiesti con la domanda unica 2012 che hanno raggiunto un importo complessivo pari a 392.841.229,15 euro. E’ terminata così la campagna di pagamento della domanda unica 2012 che ha rispettato le scadenze previste nell’erogazione di questi rilevanti

aiuti connessi a 91.922 domande, mantenendo una performance di liquidazione superiore al 99% dell’importo richiesto in quasi tutte le province. Una minima percentuale di domande ha avuto pagamenti parziali, a causa dell’applicazione di riduzioni e sanzioni per mancato rispetto dei requisiti di accesso agli aiuti; le ditte interessate, entro il 30 agosto 2013, potranno presentare una richiesta di revisione istruttoria al fine della risoluzione, ove possibile, di situazioni che hanno impedito la liquidazione delle domande, che si dovrà concludere entro il 15 ottobre 2013.

DU 2012 - Importi liquidati per provincia Provincia BELLUNO

Domande

Importo liquidato netto

1.003

3.297.041,74

PADOVA

29.794

84.321.219,88

ROVIGO

6.740

53.392.475,97

TREVISO

19.257

54.819.850,77

VENEZIA

13.656

54.983.784,51

VERONA

10.444

101.258.025,31

VICENZA

11.028

40.768.830,97

TOTALE

91.922

392.841.229,15


agricoltura veneta

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Numero 1 - Agosto 2013

Forum Giovani Agricoltori Veneti

UNA NUOVA POLITICA AGRICOLA COMUNE 2014-2020 I giovani sono stati coinvolti nella creazione di una lista delle priorità dell’agricoltura veneta: obiettivo, sanare l’agricoltura. I giovani sanno leggere il presente dell’agricoltura e ne vedono meglio il futuro. Il settore primario, l’unico che continua a “tirare” nonostante la crisi, creando lavoro e valore, deve partire da loro per non arenarsi e trovare nuovi percorsi di sviluppo; da loro e dalle loro idee: precise, avventurose, nuove, slegate da schematismi ingessati, entusiaste, disincantate che da oggi si fanno proposte politiche, nel senso vero e concreto del termine. Per fare questo, negli ultimi mesi la Regione ha creato un Forum tematico “Giovani PAC 2020” all’interno del por-

tale regionale PIAVe www.piave.veneto.it, nel quale i giovani imprenditori possono inserire le loro opinioni e suggerimenti, anche ai fini del nuovo Programma di Sviluppo Rurale. L'insediamento di giovani nell’attività agricola è strategico per dare un futuro più solido all’agricoltura del Veneto, che si confronta a testa alta con sfide mondiali sempre più difficili. Per questo è stato avviato nelle scorse settimane il Forum giovani, strumento per attivare un dialogo diretto tra e con i giovani agricoltori. I giovani che hanno fatto domanda di

• Sostegno finanziario allo start up di nuove aziende. • Cancellazione o alleggerimento della burocrazia, con particolare riferimento ai primi anni di attività imprenditoriale. • Affitti dei terreni con Avepa come garante ed ente autenticatore nel contratto. • Social network nel diffondere le possibilità presenti in agricoltura, potenziando le applicazioni e comunque intensificando la comunicazione online, anche attraverso il portale PIAVe.

Giovani riuniti per discutere del futuro dell’agricoltura veneta ad Agripolis – Università di Padova

contributo PSR e che quindi intendono insediarsi come titolari di azienda nel corso di quest’anno, sono oltre 450. Questo dato si riferisce all’attuazione della Misura 112 “Insediamento di giovani agricoltori” del PSR del Veneto 2007 – 2013. Si prevede di arrivare ad oltre 2 mila giovani neo-insediati in poco più di tre anni: un record, che testimonia anche l’entusiasmo e la voglia di mettersi alla prova da parte dei nostri ragazzi e ragazze, che continuano a credere nell’agricoltura, investono le loro idee, le loro energie e anche i loro beni nel settore primario. Diventare titolari di

un’azienda agricola significa quasi sempre darsi ad una attività nella quale si parte facendo debiti: lavorando la terra c’è molto da faticare e ben poco da speculare, anche di fronte al sostegno pubblico. Con il “Pacchetto Giovani”, il PSR del Veneto prevede l’attivazione contemporanea di più misure, coordinate e rese coerenti nel Piano aziendale presentato dagli under 40. L’obiettivo è di sostenere la fase di avvio della nuova impresa favorendone l’assestamento strutturale iniziale, incrementando così il numero delle imprese condotte da giovani e, così facendo, migliorando l’efficienza del sistema e l’integrazione nel territorio e nella società. Tra i problemi che assediano soprattutto le piccole imprese agricole, troviamo: il loro difficile rapporto con le banche e le relative difficoltà di avere liquidità, l'innovazione, le sfide del futuro nei mercati internazionali e la necessità di fare sistema. Si tratta di questioni essenziali per il settore primario e il suo sviluppo che ha in Veneto potenzialità enormi e una nuova classe imprenditoriale che non ha paura né del nuovo né delle difficoltà di ogni genere, ma ha bisogno di una pubblica amministrazione che la affianchi con rapidità e intelligenza e non con formalismo pachidermico.

www.piave.veneto.it

Luca Giacomazzi dei Los Massadores. Testimonial del Forum Giovani Agricoltori veneti. Allevatore e musicista per passione, “prende ispirazione dai campi” e in agricoltura ha avviato anche un’esperienza di fattoria sociale con ragazzi autistici, che a contatto con la natura e i suoi ritmi traggono significativo giovamento.

PER INFORMAZIONI SU BANDI, CONTRIBUTI O PER SUGGERIRE NUOVE IDEE: Facebook: Giovani agricoltori Veneto Assessorato Regionale Agricoltura: 041.2793334 - www.regione.veneto.it Direzione Piani e Programmi Settore Primario: 041.2795452 www.piave.veneto.it


agricoltura veneta

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Numero 1 - Agosto 2013

Congiuntura agraria veneta

L’annata 2012 e previsioni 2013 Diminuisce la quantità ma aumenta il valore. Questa, in estrema sintesi, potrebbe essere la formula per descrivere l’annata agraria 2012 in Veneto, caratterizzata da un prolungato periodo di siccità estiva che ha messo a dura prova le colture ma che ha spinto le quotazioni al rialzo nel secondo semestre, determinando un valore della produzione del comparto agricolo stimata in 5,34 miliardi di euro, in aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente. Le coltivazioni agricole hanno complessivamente subìto una diminuzione quantitativa dell’11,6%, dovuta in particolare alla contrazione produttiva dei cereali primaverili-estivi (mais -35% e riso -10%), della soia (-43%), delle principali frutticole (melo -21%, pero 16% e pesco -12,5%) e dei prodotti vitivinicoli (uva 4,6% e vino -7,1%), ma il corrispondente aumento dei prezzi ha consentito di contenere la perdita di valore al 4,3% rispetto all’anno precedente.Hanno invece tenuto le produzioni zootecniche (+0,3%), e in particolare gli allevamenti da carne che hanno potuto beneficiare di significativi rialzi dei listini risultanti in un aumento del valore complessivo pari al 7,4%. Tuttavia l’aumento dei costi di produzione, soprattutto per l’alimentazione del bestiame, ha penalizzato la redditività degli alleva-

menti. Nel 2012 si è osservato un ulteriore calo del numero di imprese agricole attive iscritte alle Camere di Commercio del Veneto, sceso a 72.400 aziende (-1,9% rispetto all’anno precedente), mentre per il terzo anno consecutivo è aumentato il numero degli occupati in agricoltura (+7,5%) che hanno raggiunto le 75.000 unità. Il deficit della bilancia commerciale dei prodotti agroalimentari è diminuito del 32% rispetto al 2011 a causa della stabilità delle importazioni, ferme a 5,7 miliardi di euro, e dell’aumento delle esportazioni, salite a 4,82 miliardi di euro (+7,9%). Il saldo negativo è pertanto sceso a 750 milioni di euro rispetto a circa 1,1 miliardi di euro registrati nell’anno precedente. Va sottolineato in particolare il risultato delle esportazioni di vino dal Veneto, diminuite in quantità (-7,5%) ma aumentate in valore (+8,4%), che hanno raggiunto nel 2012 il fatturato record di 1,44 miliardi di euro. La produzione agricola 2013 appare ancora una volta condizionata da un andamento meteorologico anomalo: nel periodo marzo-maggio è caduta nel Veneto una quantità di pioggia più che doppia rispetto alla media degli ultimi 20 anni. Il perdurare di una situazione meteorologica perturbata ha determi-

nato problemi di ristagno idrico nei terreni e lo sviluppo di malattie fungine (in particolare la peronospora della vite), creando anche notevoli difficoltà alle operazioni colturali e impedendo, in alcuni casi, la semina di mais, soia e barbabietola da zucchero. Pertanto si stima che una significativa quota dei terreni resterà incolta. Le abbondanti piogge hanno fortemente penalizzato anche le colture ortofrutticole primaverili, in particolare la produzione di asparagi, fragole e ciliegie, per le quali si stima mediamente un calo di circa il 30%. Per quanto riguarda l’andamento dei mercati, nei primi mesi del 2013 si è osservato un tendenziale aumento dei prezzi di frumento tenero (+16%), mais (+15%) e soia (+25%) rispetto allo stesso periodo del 2012. Quotazioni al rialzo anche per frutta fresca (+21%), ortaggi (+23%) e vino (+30%). Per quanto riguarda i prodotti zootecnici, la contrazione dell’offerta continua a sostenere le quotazioni dei bovini da carne (+4,6%) e resta elevata la domanda dei suini determinando un incremento del 10% dei prezzi all’origine. Tendenza invece al ribasso per i prodotti lattiero-caseari nazionali dovuta al calo dei prezzi dei formaggi duri (-6,6%), mentre sembra tenere il prezzo del latte crudo alla stalla.

Sportello ISMEA in AVEPA

FEDERALISMO DEI SERVIZI

Lo sportello decentrato di ISMEA, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare ha trovato sede presso gli uffici della sede centrale di AVEPA, a Padova. In che cosa consiste il servizio? Ascoltare le esigenze delle aziende, orientandole e informandole, sui vari prodotti ISMEA a loro disposizione, azzerando così le distanze fisiche tra chi richiede e chi eroga. Questi prodotti sono fondamentalmente rivolti allo sviluppo delle imprese, in particolare a favore di agricoltori “under 40”, e hanno l’obiettivo di favorire la nuova imprenditorialità e il ricambio generazionale in agricoltura, quali: • il subentro in agricoltura: si tratta di un contributo a fondo perduto e un mutuo a tasso agevolato a copertura delle spese per investimenti, per subentrare nella conduzione di un'azienda agricola in cui avvenga un ricambio generazionale;

• l’agevolazione per l'insediamento di giovani in agricoltura, che riguarda il sostegno all’acquisto dei terreni nella fase di primo insediamento; ovvero interventi di politica creditizia a favore delle imprese agricole finalizzati alla riduzione del costo dei finanziamenti bancari come: • i prodotti di garanzia sul credito agrario. In questo periodo, sono stati registrati un centinaio di contatti (tra telefonate, mail e colloqui diretti) con imprese agricole, professionisti e tecnici che hanno usufruito del nuovo servizio. Motivo di soddisfazione per AVEPA è il fatto di riuscire a far conoscere, direttamente in ambito regionale, tutta una serie di servizi erogabili da ISMEA che potenzialmente incrementano il volume delle risorse e strumenti finanziari disponibili per le aziende agricole del Veneto.

PER INFORMAZIONI: Telefono: 049 770.8731 Fax: 049 770.8712 Posta elettronica: polo.unico@avepa.it

MANDACI LA TUA EMAIL A rivista@venetoagricoltura.org, TI VERRA’ SPEDITA LA RIVISTA IN VERSIONE DIGITALE


agricoltura veneta

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Numero 1 - Agosto 2013

Obblighi e sanzioni

CONTROLLI AZIENDE VITIVINICOLE La qualità e la salubrità dei prodotti vitivinicoli veneti vengono garantiti attraverso specifici controlli ispettivi ed analitici. Questo avviene grazie all’intervento di tre organismi specializzati quali il Corpo Forestale dello Stato, i Nuclei Anti Sofisticazione e l’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari. Per la verifica dei vini a denominazione di origine operano

gli Organismi di Certificazione. La Regione ha istituito un tavolo per la creazione di un Data Base degli accessi aziendali dei singoli organismi deputati ai controlli, affinché siano ridotte le sovrapposizioni nelle attività di vigilanza. Le aziende agricole impegnate nella produzione vitivinicola sono soggette a molte regole tra le quali ve ne sono alcune di essenziali che qui richiamiamo:

TIPOLOGIE CONTROLLI

Controllo Made in Italy

Verifica che effettivamente la produzione (in tutte le sue parti) avvenga su suolo italiano.

Controllo registri - Giacenze

I registri devono essere fisicamente presenti all’interno della struttura di produzione ed aggiornati secondo le diverse prescrizioni normative. Le registrazioni contabili devono essere allineate con la giacenza di cantina. Registri distinti per categorie vitivinicole.

Controllo indicazioni prodotto Il prodotto sfuso deve essere fisicamente diviso secondo le sfuso ripartizioni riportate nei registri, garantendo la massima tracciabilità. Devono essere presenti cartelli sulle vasche che identificano obbligatoriamente: varietà, descrizione completa categoria, riferimento geografico, annata, ed altre menzioni che si intendono riportare in etichetta (riserva). Detenzione prodotto imbottigliato, ma non confezionato

Nei cartelli posti sui “cestoni” dovranno essere indicate: prodotto non in vendita + designazione + numero di lotto.

Controllo etichettatura

In etichetta devono essere riportate tutte le informazioni obbligatorie, quali: la denominazione del vino, il nome e la sede dell’imbottigliatore/spumantista, il contenuto in alcool effettivo, eventuali allergeni utilizzati (SO2).

Controllo Documenti di accompagnamento

Obbligatorio compilare il documento senza correzioni dei dati che si trascrivono. In caso contrario viene sanzionato sia il mittente che il destinatario. Le informazioni devono essere coerenti con il carico sui registri.

Attenzione damigiane < 20 l.

È severamente vietato utilizzare dischetti di paraffina impregnati di isotiaocianato di allile in damigiane con volume inferiori ai 20 litri.

Controllo sui vini a DO e IGT

Dal 1 agosto 2009 è in vigore un nuovo Piano dei controlli sui vini a Denominazione di Origine. Il nuovo sistema, applicativo delle norme comunitarie ha lo scopo di verificare il rispetto dei Disciplinari di produzione da parte di tutti gli operatori della filiera: i controlli infatti sono sistematici su tutte le fasi produttive (produzione uva, trasformazione e imbottigliamento) e svolti da organismi di certificazione terzi.

Controllo vini varietali

“Multe da 1.000 a 50.000 euro” Alberto Piccin - Corpo Forestale dello Stato

“La “battaglia” del buon vino veneto si gioca sulla verifica puntuale del rispetto delle regole, note a tutti” Gianluca Fregolent ICQRF - Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari

L’ICQRF (Istituto Centrale tutela Qualità e Repressione Frodi) è organo Tecnico di controllo del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali sulle produzioni agroalimentari. Svolge: • Prevenzione e repressione delle frodi nel comparto agroalimentare e nel settore dei mezzi tecnici per l’agricoltura attraverso controlli ispettivi e analitici • Vigilanza sugli organismi di controllo che operano nell’ambito delle produzioni di qualità regolamentata • Irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie in materia agricola e agroalimentare di competenza statale L’ICQRF dispone di laboratori propri per le analisi dei prodotti agroalimentari e dei mezzi tecnici di produzione, prelevati dagli ispettori durante le attività di controllo.

Nel corso del 2012 sono stati sequestrati circa 10.000 hl di vino dall’ICQRF

Il D.M. 19 marzo 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 10 aprile 2010 "Istituzione di un sistema di controllo per i vini designati con le indicazioni facoltative", istituisce un sistema di certificazione e controllo che consente l’utilizzo in etichetta dell’annata e del nome di una o più varietà di vite anche per i vini (compresi i vini spumanti) che non hanno una Denominazione di Origine o una Indicazione Geografica, alla condizione di sottoporre le partite interessate ad una certificazione.

Si ricorda a tutti i viticoltori di verificare i parametri qualitativi previsti dai disciplinari per la corretta rivendicazione delle uve. SANZIONI Le sanzioni variano in base alla categoria del vino e alla tipologia della violazione, qui ne richiamiamo le più frequenti: • In caso di superamento in cantina di vini che non trovano riscontro nella dichiarazione vendemmiale: • Per irregolarità nella tenuta della documentazione contabile, da € 619,00 ad € 1.238,00.

TIPOLOGIA VINO

SANZIONE (euro/hl)

Vino da tavola

25

IGT

50

DOC

100

DOCG

250

• Per vendita di uve e vini con nomi geografici protetti (IGT/DOC/DOCG) di cui non si possono fregiare da € 4.000,00 a € 8.000,00. • Per errori nell’etichettatura € 1.032,00.

Attività di controllo del Triveneto in tutti i settori agroalimentari, eseguita da parte dell ICQRF su un totale di 2986 giornate ispettive. Nel Veneto ricadono circa il 70% dei controlli.

INFO ICQRF - Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari

Tel. 043861655 - Fax 043860649 PEC aoo.icqrf.su@pec.politicheagricole.gov.it e-mail icqrf.conegliano@mpaaf.gov.it Corpo Forestale dello Stato NAS – Nuclei Anti Sofisticazione AVEPA Tel. 049.7708789


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Numero 1 - Agosto 2013

Biodiversità viticola del Veneto

La banca dei vitigni antichi Il lavoro di recupero e di identificazione dei vecchi vitigni necessita di una profonda conoscenza del territorio e dei documenti che, negli anni, hanno descritto le varietà coltivate in Veneto. Il diffondersi della Flavescenza Dorata, che ha determinato l’estirpo di numerosi vigneti, ha reso ancora più attuale il problema dell'erosione genetica a livello regionale e la necessità di intervenire recuperando quanto ancora possibile. Nella seconda metà del 1970

l’allora Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano (ora C.R.A.Vit) ha iniziato un lavoro di recupero dei vecchi vitigni veneti. Tale attività si è avviata, principalmente, a partire da aree “marginali” dove gli agricoltori avevano (e hanno tuttora) mantenuto i vecchi vitigni come “memoria della tradizione”. Il lavoro è continuato poi presso l’Azienda Agraria dell’Istituto sita a Spresiano (TV) e ha permesso di iscrivere al “Registro Nazionale delle

Tab. 1 - Vitigni veneti e DOC di cui fanno parte

VARIETÀ Corvina

DOC DOC Bardolino, DOC Valpolicella, Amarone

Corvinone

DOC Bardolino, DOC Valpolicella, Amarone

Molinara

DOC Bardolino, DOC Valpolicella, Amarone

Rondinella

DOC Bardolino, DOC Valpolicella, Amarone

Garganega

DOC Soave, DOC Costoza, DOC Colli Euganei

Prosecco

DOC Conegliano-Valdobbiadene, DOC Montello e Colli Asolani, DOC Colli Euganei

Verdiso

DOC Colli di Conegliano-Torchiato di Fregona

Boschera

DOC Colli di Conegliano-Torchiato di Fregona

Marzemino

DOC Colli di Conegliano-Refrontolo passito

Raboso Piave

DOC Piave, DOC Bagnoli

Raboso Veronese

DOC Piave, DOC Bagnoli

Trebbiano di Soave

DOC Soave, DOC Lugana

Verduzzo trevigiano

DOC Piave

Vespaiola

DOC Breganze

Varietà di Vite” alcune interessanti cultivar quali l’Oseleta, la Boschera, il Prosecco lungo, la Marzemina bianca, la Pedevenda. A partire dal 1997 la Regione Veneto ha poi finanziato, affidandone l’esecuzione a Veneto Agricoltura, uno specifico programma di intervento pluriennale per la moltiplicazione di materiale vegetativo non contaminato dalla Flavescenza Dorata. In un primo momento sono state moltiplicate le viti già presenti nel campo collezione di Spresiano (TV). Poi, nei vari anni, sono stati ancora reperiti nuovi/antichi vitigni e messi a dimora dei campi collezione presso il CRA-Vit e presso Veneto Agricoltura (Az. “Sasse Rami” Ceregnano, RO, e “Diana” - Mogliano Veneto, TV): al momento sono circa 360. Da una prima valutazione delle caratteristiche viticolo-enologiche delle piante in collezione, e di quelle ancora presenti nel territorio si è giunti a concentrare il lavoro su alcuni vitigni come riportato nella Tabella 1. I risultati del lavoro affidato dalla Regione Veneto e svolto in stretta collaborazione tra Veneto Agricoltura e il citato CRA-Vit, ha permesso di presentare la domanda di iscrizione al Registro Nazionale delle Varietà di Vite di 5 vecchi vitigni a bacca nera (Corbine, Recantina, Turchetta, Marzemina grossa, Cavrara) e uno a bacca bianca (Grapariol). Con Decreto del Ministero per le Politiche Agrarie e Forestali del 19 settembre 2007 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2007 questi vitigni sono stati iscritti al Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Nel 2010 il lavoro è continuato con l’iscrizione delle varietà Gruaja (n) e Dorona (b). Alcune delle accessioni conservate nei campi catalogo sono considerate a rischio di erosione genetica, e sono state inserite nell’allegato n. 5 del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) per il Veneto 2007-2013. Con Dgr n. 1604 del 31/07/2012 è stato promosso un nuovo importante bando nel PSR (Misura 214H – Rete Regionale delle Biodiversità) che permetterà, specialmente per la viticoltura, di uniformare il sistema di conservazione regionale alle raccomandazioni europee del programma AEGIS, che ha l’obiettivo di creare un sistema europeo integrato di genebank per le risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura allo scopo di conservare, secondo standard comuni e condivisi, accessioni geneticamente uniche e importanti per l’Europa e renderle disponibili per il miglioramento genetico e la ricerca.

Si completerà anche la documentazione per le varietà comprese nell'elenco, non ancora iscritte al RNVV (Pattaresca, Recantine, Cabrusina, Dall’Occhio), per preparare il dossier necessario alla domanda di iscrizione.

CONTATTI Assessorato Reg.le Agricoltura 041.2793334 www.regione.veneto.it Direzione Piani Programmi Settore Primario 041.2795452 www.piave.veneto.it AVEPA 049.7708711 www.avepa.it Veneto Agricoltura 049.8293711 www.venetoagricoltura.org

www.piave.veneto.it

“AGRICOLTURA VENETA” Anno XIV n. 1 Direttore: Giuseppe Nezzo Direttore Responsabile: Mimmo Vita rivista@venetoagricoltura.org Comitato di Redazione: Edda Battistella Sebastiano Carron Ilenia Cescon Andrea Comacchio Mara Cecchinato Renzo Michieletto Claudia Rizzi Alessandro Tomasutti Direzione, Redazione e Amministrazione: v.le dell’Università n. 14, 35020 Legnaro (PD) Aut. Tribunale di Padova n. 1641 del 26.03.1999 Tel. 049.8283753 Fax. 049.8293754 rivista@venetoagricoltura.org Grafica e stampa: Centro Servizi Editoriali 30173 Mestre (Ve) Tel. 041.2517410 Chiuso in tipografia l’08.08.2013


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Numero 1 - Agosto 2013

“Trittico” vitivinicolo

Vendemmia, al via nella prima decade di settembre

Primavera difficile con giallumi e peronospora, ma il tempo si è poi stabilizzato. I dati del settore.

La primavera 2013 ha messo a dura prova il vigneto veneto con insistenti precipitazioni che hanno costretto il viticoltore a compiere continui interventi per la salvaguardia del prodotto. Fortunatamente, lo stabilizzarsi delle condizioni meteo che hanno caratterizzato il mese di giugno, e poi l’estate, hanno favorito il diffondersi di un clima più sereno tra i viticoltori. Il sole e le alte temperature hanno infatti cambiato il volto di un vigneto caratterizzato, fino a quel momento, dalla presenza di giallumi, in particolare nei vigneti localizzati nei fondovalle. L’attività fotosintetica della pianta si è così via via ripristinata e le malattie fungine, che

ad un certo momento della stagione avevano creato fortissime preoccupazioni tra gli addetti ai lavori, sono state poste sotto controllo. Ciò nonostante, gli attacchi massicci di peronospora dei mesi di aprile e maggio potrebbero sensibilmente incidere, sotto il profilo quantitativo, la prossima produzione. Le temperature registrate nelle diverse aree viticole del Veneto non sono state particolarmente elevate, con esclusione del periodo a cavallo tra luglio e agosto, favorendo così il normale sviluppo vegetativo e fenologico della vite. Come accaduto per la fioritura, la pianta continua nel suo ritardo di sviluppo calcolato in circa 10 giorni rispetto

alla passata stagione, con una vendemmia presunta per le varietà precoci (Pinot grigio, Chardonnay, Pinot bianco, ecc.) nella prima decade di settembre. Un “trittico” a sostegno del settore vitivinicolo veneto. Ormai da diversi anni il settore vitivinicolo veneto segna cifre da capogiro che fanno di questo territorio una delle principali regioni viticole d’Italia. Basti pensare che nel 2012 sono stati ben 76.350 gli ettari coltivati a vigneto, con le province di Verona e Treviso a fare la parte del leone, e che oltre 36.000 aziende hanno prodotto uva e vino. Sempre nel 2012, sono stati raccolti 10,8 milioni di quintali di uva e tra-

sformati oltre 8 milioni di ettolitri di vino, di cui il 52,7% DOP, il 40,7% IGP e appena il 6,6% varietale. Anche le esportazioni di vino hanno toccato cifre da record raggiungendo quasi il miliardo e mezzo di euro (+8,4% rispetto al 2011), valore che rappresenta il 30% del totale dell’export agroalimentare veneto e il 31% del totale delle esportazioni di vino italiano. Un settore così strategico per l’economia veneta richiede giustamente un’attenzione particolare a 360 gradi da parte di tutte le autorità competenti. E’ in questo ambito che si inserisce il “trittico vitivinicolo” che da quattro anni Veneto Agricoltura, Regione

Veneto , Avepa ed Ente CRAVit di Conegliano promuovono a sostegno delle imprese vitivinicole venete. Si tratta di tre incontri, organizzati nei mesi di giugno, settembre e gennaio, aventi ciascuno un obiettivo diverso ma un comune denominatore: appunto quello di contribuire al rafforzamento del settore vitivinicolo veneto. Di cosa si tratta? Nel mese di giugno, il primo incontro del “trittico” viene organizzato per fare il punto sullo stato fitosanitario del vigneto regionale alla vigilia dell’estate. In questa occasione vengono infatti fornite agli operatori indicazioni di carattere tecnicooperativo sulla gestione del vigneto. Nei primi giorni di settembre, con il secondo incontro, vengono invece forniti i primi dati previsionali sulla vendemmia, suddivisi per provincia e tipologia di uva. Merita evidenziare che questo appuntamento rappresenta un evento unico nel suo genere in Italia. I dati forniti, praticamente in tempo reale, non fotografano solo le diverse aree produttive del Veneto, ma dell’intero nord-est, e da un paio d’anni anche del resto d’Italia e di due importanti Paesi produttori di vino quali la Francia e la Spagna. Infine, con il terzo appuntamento, in programma a gennaio, vengono forniti i dati consuntivi della vendemmia proiettati sulle possibili strategie di marketing.

4 SETTEMBRE 2013, A LEGNARO (PD) LE TRADIZIONALI PREVISIONI VENDEMMIALI Il prossimo appuntamento del “trittico vitivinicolo” si terrà il 4 settembre (ore 10,00) a Legnaro (Pd), presso la sede centrale di Veneto Agricoltura (Viale dell’Università 14). Nell’occasione, saranno illustrati i primi dati previsionali della vendemmia 2013 nel Triveneto forniti dagli uffici competenti delle Regioni e delle Province Autonome. Relativamente al Veneto, i dati raccolti come sempre da Avepa, suddivisi per provincia e tipologia di uva, saranno incrociati con quelli ottenuti dalla Rete di rilevamento (costituita da Consorzi e Cantine Sociali) creata ad hoc dagli Enti organizzatori e coordinata dal CRA-Vit di Conegliano. Il quadro previsionale della vendemmia, che prenderà il via proprio in quei giorni, risulterà così assolutamente completo ed esaustivo in quanto i dati forniti riguarderanno sia gli aspetti qualitativi che quantitativi. Di sicuro interesse saranno, infine, i collegamenti in videoconferenza con esperti delle Regioni Piemonte, Toscana, Puglia, Sicilia, Francia e Spagna che faranno il punto sulla vendemmia in quelle importanti aree viticole.


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Numero 1 - Agosto 2013

Chioggia (VE) - Un esempio per la Rete Natura 2000

BOSCO NORDIO: COME FARE MOLTO CON POCO

La Riserva Naturale Integrale di Bosco Nordio (Chioggia, VE) è una lecceta insediata su un antico cordone dunale litoraneo, risalente a circa un migliaio di anni fa. Dal 1998 quest’area viene gestita da Veneto Agricoltura. L’Azienda si è quindi fin da subito presa carico, oltre che delle attività più o meno strettamente collegate alla gestione ordinaria dell’area (quali, ad esempio, la manutenzione della recinzione di confine e gli interventi di prevenzione degli incendi), anche di interventi destinati alla riqualificazione morfologica, floristica e faunistica di un’area che, nel corso degli anni, aveva subito notevoli pressioni di origine antropica (come ad esempio il taglio pressoché totale du-

rante la seconda guerra mondiale). Nel contempo, nell’area è stato ristrutturato un edificio adibendolo a Centro Visitatori, iniziando un’intensa attività di didattica naturalistica in collaborazione con una Cooperativa locale, e sono stati adottati i primi strumenti gestionali, quali un Piano di Riassetto Forestale ed un Piano Ambientale. L’elevata biodiversità dell’area, che offre già solo da un punto di vista vegetazionale una ricchezza in specie rilevante, ha giustificato il suo inserimento nella Rete Natura 2000, la rete di aree naturali istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE "Habitat" su tutto il territorio dell'Unione Europea, al fine di garantire la conservazione degli habi-

IL PIANO DI GESTIONE Il Piano di Gestione è uno strumento di analisi e pianificazione, destinato ad assicurare la conservazione della biodiversità dell’area, tenendo conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali, del contesto in cui l’area stessa è collocata. In pratica vengono identificate una serie di azioni, inserite in una strategia più ampia destinata a contrastare le minacce ed a valorizzare il sito oggetto del Piano. Per l’area di Bosco Nordio le azioni identificate, da mettere in opera in un orizzonte temporale di dieci anni (2011-2020), sono state suddivise in: azioni dirette su habitat e specie, azioni di monitoraggio floro faunistico, e azioni destinate alla fruizione e didattica. E’ evidente che queste azioni prevedono attività, non strettamente legate alla gestione ordinaria, che presentano un costo, a volte anche notevole. Nel Piano di Gestione tali costi sono stimati in circa 2,4 milioni di Euro.

tat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari. In tale contesto, Bosco Nordio è stato classificato sia come Sito di Importanza Comunitaria (SIC), ai sensi della medesima Direttiva, sia come Zona di Protezione Speciale (ZPS), ai sensi della Direttiva 79/43/CEE “Uccelli”, che riguarda la presenza di determinate specie ornitologiche di particolare pregio. Nel contesto delle misure necessarie per la conservazione della biodiversità nelle ZPS, la Regione ha previsto la redazione e la successiva applicazione di specifici Piani di Gestione (previsti dalla Direttiva Habitat) per una serie di queste aree, tra cui Bosco Nordio, identificando Veneto Agricoltura come soggetto competente per tale incarico. Considerata la situazione economica attuale, questi costi aggiuntivi per la gestione del sito non sono sostenibili basandosi esclusivamente sulle disponibilità economiche dell’Azienda e quindi, ipoteticamente, il Piano di Gestione poteva dimostrarsi impossibile da mettere in pratica. In realtà, al terzo anno di applicazione, le indicazioni del Piano sono state regolarmente seguite: già attivate circa il 70% delle azioni previste, senza alcun costo aggiuntivo per il

budget assegnato alla Riserva, attraverso l’utilizzo di risorse economiche messe a disposizione da strumenti di finanziamento da fondi Comunitari quali LIFE ed INTERREG, oppure dalle misure ambientali del Programma di Sviluppo Rurale (PSR). Ad esempio, il Progetto LIFE “Natura 2000 in the Po Delta” ha consentito di realizzare interventi previsti nelle azioni su habitat e specie, ma anche indagini sulla presenza e distribuzione di specie di anfibi e rettili, nonché la realizzazione di strutture destinate alla didattica naturalistica. Sempre come esempio, il Progetto INTERREG “Adriawet 2000”, integrandosi col precedente, offre la possibilità di sviluppare un’economia legata alla biodiversità presente nell’area, valorizzando alcune presenze faunistiche di pregio. Alcuni progetti finanziati dal PSR hanno invece consentito interventi sulla sentieristica, anch’essi previsti dal Piano di Gestione, con ricadute positive sulle attività di didattica naturalistica, nonché interventi destinati alla conservazione e valorizzazione di elementi di pregio vegetazionale, quali ad esempio le querce e gli altri alberi di maggiori dimensioni presenti nel bosco, segnalati dal Piano tra le azioni dirette sugli habitat e sulle specie. Ed il futuro? Per raccogliere domani bisogna seminare oggi: un nuovo Progetto finanziato dal PSR partirà già quest’anno, un altro LIFE è stato presentato in questi giorni e ci sono sempre nuove idee in cantiere che attendono solo di individuare il canale giusto per essere finanziate ed attuate. La congruenza di strategie tra gli strumenti di finanziamento utilizzati ed il Piano di Gestione, unita alla capacità di entrare in reti di collaborazione con altre realtà, pubbliche o private, regionali, nazionali od estere, ci offrono la possibilità di gestire queste aree, rispondendo al meglio ai requisiti posti dall’Unione Europea. Alcuni dati sono significativi: a fronte di un costo, in tre anni, di circa 98.000 Euro, impegnato da Veneto Agricoltura per pagare la manodopera degli operai a tempo indeterminato, attraverso i progetti a finanziamento esterno sono state realizzate azioni per altri 352.000 Euro. In pratica un rapporto di 1:3,6; ciò significa che ogni euro speso da Veneto Agricoltura ha consentito di spenderne altri 3,6 euro di finanziamenti comunitari.


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Numero 1 - Agosto 2013

400 alveari nella Faggetta dell’Alpago (BL-TV)

MIELE CERTIFICATO “CANSIGLIO”

E’ la prima esperienza al mondo. I prodotti del bosco. La collaborazione con APAT.

tivo di miele limitato e commercializzabile che godrà della certificazione di Catena di Custodia PEFC attestante la tracciabilità del prodotto ottenuto nella Foresta del Cansiglio, certificata con il codice PEFC 18-22-01-02. In tal modo, proponendo il “MIELE DEL CANSIGLIO PEFC”, oltre alla valorizzazione di questo prodotto unico, la Ditta Rigoni di Asiago, intende ripercorrere un percorso storico, ricor-

Facilmente alla domanda quali prodotti e servizi si possono ritrarre da una foresta vengono elencati: legno, funghi, fauna selvatica, ricreazione, regimazione delle acque, difesa del territorio, paesaggio. Meno prontamente si risponde miele, pappa reale ed ogni altro prodotto dell’alveare. Nella foresta e ai suoi margini infatti vegeta un grande numero di piante, sia erbacee che legnose, dalle quali le api possono ricavare il prezioso nettare. Ancora 25 anni fa, da parte dell’Azienda Regionale delle Foreste, allora responsabile della gestione della Foresta del Cansiglio venne avviata nella stessa Foresta la prima esperienza di razionalizzazione dell’apicoltura nomade. Nel rispetto delle norme sanitarie, alcune Associazioni Apistiche delle province di Belluno e Treviso all’epoca collocarono circa 200 alveari sulle piazzole appositamente predisposte. Vennero intrapresi anche studi e ricerche per valutare il potenziale mellifero dell’intera Foresta, per conoscere la distribuzione delle varie specie di piante di inte-

resse mellifero, per determinare l’influenza del clima e del succedersi delle fioriture sulla produzione del miele. Obiettivo finale dell’iniziativa era caratterizzare e valorizzare la produzione mellifera del Cansiglio, istituendo d’intesa con le Associazioni degli apicoltori un marchio di qualità ed altre iniziative di sostegno e promozione. Da quell’anno l’esperienza è andata consolidandosi e nelle ultime stagioni è stato avviato, a seguito di un bando pubblico, un interessante rapporto tra Veneto Agricoltura, subentrata alla gestione della Foresta del Cansiglio, e APAT Apicoltori in Veneto, basato su una convenzione che permette di portare in Cansiglio circa 400 alveari. A distanza di anni in un quadro generale socioeconomico mutato che valorizza le produzioni agroalimentari locali e ricerca da parte dei vari operatori economici una diversificazione dell’offerta dei prodotti, ricercando qualità e garanzie di salubrità, il Miele del Cansiglio si pone come un alimento di pregio.

La Foresta dal punto di vista vegetazionale ha continuato ad accrescersi e sotto la guida di sapienti orientamenti selvicolturali dei tecnici dell’Azienda Regionale, ha assunto maggiormente caratteri di naturalità e complessità dal punto di vista ecologico e strutturale, riconosciuti nell’essere classificata come Zona di Protezione Speciale facente parte della Rete Natura 2000, la più grande rete al mondo di aree protette ai sensi di diverse Direttive Comunitarie. Inoltre, sulla base degli standard di Gestione Forestale Sostenibile definiti dal PEFC, la Foresta è insignita della Certificazione PEFC che attesta la piena ecosostenibilità dei criteri gestionali adottati. Allo scopo di caratterizzare e promuovere alcune produzioni ed iniziative collegate al territorio del Cansiglio ed in particolare a quanto proveniente dalla risorsa ambientale costituita dalla Foresta omonima, è stato approntato un Marchio Comunitario, di proprietà di Veneto

Agricoltura, denominato Foresta del Cansiglio registrato secondo le regole dell’OAMI ( Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno) dell’Unione Europea. Il suo utilizzo è stato concesso ad APAT Apicoltori in Veneto quale strumento di promozione per il miele ottenuto dall’ attività di apicoltura condotta nella Foresta del Cansiglio, nei limiti delle competenze territoriali di Veneto Agricoltura e sulla base delle indicazioni impartite per la collocazione degli alveari nelle piazzole appositamente predisposte. A seguito di un complesso iter di certificazione in via di imminente ultimazione, promosso dalla Ditta Rigoni di Asiago, sarà disponibile un quantita-

dando che intere famiglie di Cimbri dell’Altopiano di Asiago, emigrarono sull’Altopiano del Cansiglio, nel 18° secolo. La loro attività, quella di “scatoleri”, cioè di produttori di contenitori di legno, rivive nel cofanetto di legno di faggio del Cansiglio, nel quale verrà racchiuso il miele. Questa è la prima esperienza al mondo di certificazione del miele, quale prodotto forestale non legnoso, proveniente da un territorio gestito in maniera forestale sostenibile, sulla base di standard universalmente riconosciuti. Il miele del Cansiglio potrà quindi fregiarsi del marchio “Bosco da reme di San Marco” e portare in calce la sigla del PEFC, a garanzia per il consumatore della provenienza del prodotto.

BOSCO E MIELE

L’APICOLTURA NOMADE

Con i suoi mutevoli tipi caratterizzanti le varie aree geografiche e le varie fasce altitudinali, il bosco riveste nel nostro Paese un grande interesse apistico. Oltre al nettare, la foresta fornisce altri prodotti ricercati dalle api, quali il polline, indispensabile per il nutrimento sia delle larve che degli adulti, le resine che costituiscono la base da cui viene elaborata la propoli; di grande rilevanza apistica è la melata , costituita da secrezioni zuccherine che alcune specie di afidi producono quando si nutrono attivamente della linfa delle loro piante ospiti. Le api come molte altre specie di insetti , raccolgono avidamente queste secrezioni e le lavorano come se fosse nettare dei fiori, con ciò producendo dei mieli appunto di melata. Negli ambienti montani della regione del Veneto è rinomata la melata di abete bianco, dovuta ad afidi lacnidi.

Spesso le foreste, dove si manifestano importanti fioriture sfruttabili dalle api si trovano in zone in cui non sono presenti apiari, talvolta per assenza di tradizioni di allevamento, oppure per il fatto che le stesse sono troppo lontane dai luoghi in cui abitualmente vengono tenute le api ( le api hanno un raggio di azione di 2-4 km), oppure per ragioni climatiche essendo interessate da temperature troppo fredde per permettere la vita delle api. Per sfruttare le risorse mellifere di queste zone, da tempo si è sviluppata l’apicoltura nomade che consiste nel traslocare gli apiari dalle zone di normale dimora a quelle in cui si manifestano brevi ma intense disponibilità di “pascolo “. Il termine pascolo ricorda l’analogia che esiste tra questa forma di apicoltura e l’alpeggio del bestiame che consiste appunto nel trasferire gli animali in montagna nella buona stagione per sfruttare i pregiati pascoli d’alta quota.


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Numero 1 - Agosto 2013

Agricoltura e turismo

NUOVE OPPORTUNITÀ DI LAVORO NEL VENETO La ruralità turistica e i prodotti tipici, eccellenze da valorizzare attraverso una “messa a sistema”. Se non si faranno interventi adeguati di rilancio, nel 2030 l’Italia scenderà all’ottavo posto in termini di arrivi tra le destinazioni internazionali, preceduta da Cina, Stati Uniti, Francia, Turchia, Spagna, Malesia e Regno Unito. Ma l’Italia è un paese che piace ancora? Recenti indagini riportate nel “Piano strategico per lo sviluppo del Turismo in Italia” che porta un titolo importante “Turismo Italia2020. Leadership lavoro, Sud”, presentato a Roma il 18 gennaio 2013, mostrano che rispetto anche alla stessa Francia e Spagna l’Italia è ancora oggi nell’immaginario collettivo il paese dell’eccellenza per l’arte, la storia, il buon cibo e più in generale l’enogastronomia, le valenze ambientali, e non ultimo il “made in Italy” e lo shopping collegato. I turisti scelgono meno l’Italia rispetto alla Francia e Spagna perché preoccupati per gli aspetti organizzativi, delle infrastrutture, dei trasporti, del decoro dei siti turistici, della gestione e tutela ambientale, del rapporto qualità prezzo, e per la non sempre ottimale connettività aerea in particolare dei voli low cost. A questo si aggiungono le difficoltà di una governance turistica nazionale che deve saper competere in modo più efficace con realtà internazionali sempre più accreditate e aggressive veicolando sul nostro paese i flussi che ora si stanno orientando verso altre realtà emergenti. Quale contributo dall’agricoltura veneta? Nel Veneto il Turismo impegna 164.000 unità solo nella recettività e ristorazione e 54.000 nell’agroalimentare, attività strettamente connesse al comparto agricolo. La nostra Regione è prima in Italia come numero di DOP (Fig.1), oltre Fig. 1

che di altri prodotti tipici (IGP, DOCG, ecc.), mentre in questo campo l’Italia è nettamente in prima posizione mondiale rispetto a tutti gli altri paesi, Francia compresa (Fig. 2).

l’ormai superato “turismo di massa”. Cosa c’è infatti di più radicato nel territorio delle radici produttive agricole, delle eccellenze agroalimentari, degli opifici rurali che si tramandano da se-

Fig. 2

Grande successo stanno raccogliendo in tutto il mondo anche i nostri vini più pregiati di cui è veramente ricca la nostra regione, come per fare un solo esempio il Prosecco, che sta avendo una crescente affermazione internazionale veicolando a livello mondiale una immagine molto positiva della storia e tradizione del nostro territorio. Ma proprio la storia e la tradizione di un territorio, la scoperta di valori locali preservati nel tempo, la conoscenza delle abitudini alimentari, la degustazione delle specialità tipiche, la visita alle eccellenze artigianali locali sono gli obiettivi dei nuovi turisti che sempre più puntano ad una vacanza vera, di esperienze autentiche, al di fuori del-

coli i segreti delle loro produzioni? I Tour Operator attivi nel Veneto confermano l’interesse crescente dei turisti per le degustazioni di vini, l’assaggio di formaggi, la degustazione dell’olio, e per pranzi e cene tipiche in agriturismo e per tutto ciò che il territorio offre. Affiancata alle visite alle Città d’arte, l’enogastronomia rappresenta oggi un mix perfetto e molto richiesto. Le attuali oltre 60 milioni di presenze potrebbero trovare nell’agricoltura e nell’agroalimentare veneto una ulteriore motivazione di visita, di degustazione e anche di acquisto di prodotti tipici, diventando inoltre fonte di pubblicità internazionale gratuita per i nostri numerosi marchi di qualità agroalimentare. Aggiungere per gruppi di turisti che si spostano in autobus una mattinata o un pomeriggio di visita ai nostri caseifici per vedere dove nasce il Grana Padano, la Casatella Trevigiana o

l’Asiago DOP, alle nostre cantine dove sono presenti i vini tra i più famosi al mondo, ai frantoi per assaggiare l’olio DOP del Veneto appena spremuto dalle olive mature e ai vari altri opifici per conoscerne le fasi produttive e degustarne i prodotti, oltre che una esperienza molto richiesta potrebbe rappresentare un motivo di alleggerimento alla crescente pressione turistica cui è soggetta quotidianamente ad esempio una città come Venezia. Oggi in Veneto abbiamo tutte le potenzialità e disponiamo di tutti i contenuti e le infrastrutture operative necessarie, ma manca la “messa a sistema” di una indispensabile collaborazione tra gli operatori sia pubblici che privati del turismo e dell’agricoltura. Attraverso i futuri finanziamenti regionali del PSR 2014-2020 i Consorzi di Tutela potrebbero ad esempio rendere turisticamente fruibili gli importanti siti produttivi che ora, orientati solo alla pur primaria attività di produzione agroalimentare tradizionale, non intercettano i milioni di turisti che transitano nelle nostre strade. E in questo senso l’EXPO 2015, grande manifestazione internazionale sull’agroalimentare che vedrà Milano come vetrina internazionale, rappresenta una ulteriore grande opportunità per fare sì che i milioni di operatori internazionali che si prevede parteciperanno all’evento possano poi visitare ad esempio Venezia ed il Veneto attraverso dei tour di visita ai principali insediamenti di produzione ed eccellenza agroalimentare della nostra Regione. Secondo alcune stime conservative, le azioni sopra indicate, contenute nel “Piano strategico per lo sviluppo del Turismo in Italia” potrebbero tradursi in circa 30 miliardi di Euro di incremento del PIL nazionale e in 500.000 nuovi posti di lavoro in Italia entro il 2020, molti dei quali nel Veneto. Si tratta di un’opportunità che il Paese non può non cogliere e di una responsabilità inderogabile verso le nuove generazioni.

VENETO LEADER Il Veneto è in Italia di gran lunga la prima regione (16.3% del totale nazionale) per importanza turistica con 15.818.525 di arrivi nel 2012 (oltre 10.000.000 di turisti stranieri, in crescita, e 5 milioni e mezzo di turisti italiani, in calo) e con 62.351.657 di presenze (di cui 40 milioni di stranieri e quasi 22 milioni di italiani, in leggero calo rispetto al 2011). Il turismo veneto produce il 5.5% del PIL regionale, con 416.000 unità di lavoro e 23.000 imprese del comparto, di cui 3.275 alberghi, 2.200 bed and breakfast, circa 770 agriturismi, 187 campeggi e villaggi, 139 rifugi alpini ed escursionistici, per un totale regionale di oltre 655.000 posti letto. La maggioranza di questi turisti (70%) visita prima di tutto le città d’arte (Venezia in testa) e poi il mare, mentre il restante 30% è interessato alle altre principali e più importanti destinazioni turistiche regionali (Lago di Garda, Terme, Dolomiti, ecc.), ma con una media di pernottamenti in lenta ma costante flessione che è passata dalle 4.4 notti del 2006 alle 3.9 notti del 2012. A livello internazionale l’Italia è stato il primo Paese al mondo più visitato fino alla metà degli anni 90, mentre oggi siamo stati purtroppo largamente superati sia dalla Francia che dalla Spagna.


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Materiale di propagazione specie agrarie

Pradon: cosa fa chi opera in silenzio?

Un lavoro preziosissimo per i risultati produttivi degli agricoltori. I temi legati alla selezione genetico-sanitaria del materiale di propagazione di alcune specie agrarie è un “lavoro da specialisti”. Nasce dall’esigenza di prevenire alcune malattie delle piante che sono incurabili o difficilmente eradicabili in coltivazione e che si trasmettono anche attraverso il materiale di propagazione (es. gemme, marze, portinnesti, bulbilli, semi, talee, ecc.). L’altra esigenza, non meno importante, è quella di selezionare, all’interno delle cultivar, gli individui migliori da cui far partire i processi di propagazione che daranno origine alle piante che verranno coltivate dagli agricoltori. La selezione genetico-sanitaria è la base di partenza di tutti i processi di certificazione del materiale di propagazione delle piante da frutto e della vite. Per la sua utilità pratica viene poi applicata anche a molte altre specie coltivate per le quali non è nemmeno previsto un sistema di certificazione. Pradon, sito nel Delta del Po (Rovigo), è il centro di Veneto Agricoltura dedicato alla selezione genetico-sanitaria delle specie da frutto (particolarmente le pomacee) che da una serie di anni si sta specializzando anche su altre specie quali l’aglio, il fagiolo, il carciofo, il crisantemo e, non da ultima, la vite). Il lavoro è sempre stato svolto con la collaborazione di diverse istituzioni scientifiche e assieme a altre realtà di Veneto Agricoltura. Importanti le collaborazioni con i CRA nazionali di frutticoltura e di viticoltura come anche di alcune università quali quella di Udine. La particolare posizione isolata del centro Pradon nonché le specifiche attrezzature

di isolamento di cui è dotato (screenhouse) lo fanno diventare il luogo ideale per la conservazione in purezza delle piante madri selezionate e del materiale di propagazione iniziale da cui far partire i vari processi di moltiplicazione controllata delle piante. Lo schema essenziale del lavoro di selezione genetico-sanitaria è unico per le diverse specie a cui si applica. Le varianti sono caratterizzate dai diversi metodi che devono essere utilizzati per effettuare le analisi e la selezione delle piante. Questi ultimi determinano i tempi del lavoro che possono comportare anche parecchi anni. In Figura 1 vi è esemplificato lo schema di flusso della selezione geneticosanitaria applicata a Pradon. Sostanzialmente si tratta di un lavoro preparatorio per costituire il materiale di propagazione iniziale da cui far partire vari processi di propagazione e conservazione. È un lavoro da effettuare in “team” e la squadra di Veneto Agricoltura, in questo campo, comprende, oltre a Pradon, il laboratorio di micropropagazione del centro sperimentale “Po di Tramontana” a Rosolina (RO) (per crisantemo, aglio, carciofo, patata dolce, melo, pero, vite) i frutteti delle aziende pilota e dimostrative “Sasse Rami” (Ceregnano, RO) e “Villiago” (Sedico, BL) nonché i vigneti dell’azienda “Diana” a Mogliano (TV). Importantissimo è poi il coordinamento del Centro Regionale per la Viticoltura, l’Enologia e la Grappa (CeRVEG) di Conegliano (TV) per quello che riguarda il lavoro svolto sulla vite. Il fatto di essere un’attività propedeutica a molti altri lavori di caratterizzazione e va-

Fig. 1 (schema generale della selezione genetico-sanitaria)

Scelta dei presunti capostipiti

Risanamento

Selezione genetica o clonale

Selezione sanitaria

Materiale esente da patologie??

Corrispondenza con la varietà di origine??

Scarto

Materiale selezionato o iniziale

CONSERVAZIONE

PROPAGAZIONE

Una screenhouse di Pradon

Piastra usata per saggi sanitari

lorizzazione porta al rischio di considerare che il ruolo del centro sperimentale Pradon sia silenzioso e quasi evitabile. Al pari della formazione nelle materie “propedeutiche” a quelle di una professione, si

tratta invece di un preziosissimo lavoro utile a migliorare la qualità del materiale di propagazione vegetale di molte specie e, conseguentemente, anche risultati produttivi degli agricoltori.

Genetica, BIONET 2013 - 2014, rete “antierosione” BIONET è un Programma in Rete che ha come obiettivi la conservazione e la caratterizzazione della biodiversità di interesse agrario. Il Programma, previsto dalla Misura 214/H del PSR vede la collaborazione tra sette Enti che il 27 novembre scorso hanno costituito un’Associazione temporanea di scopo al fine di avviare azioni mirate e concertate (caratterizzazione, raccolta), nonché di accompagnamento (informazione, diffusione) finalizzate al recupero e alla conservazione di razze in via di estinzione e di specie vegetali a rischio di erosione genetica. Gli Enti che hanno dato vita alla Rete regionale sono: Veneto Agricoltura, Amministrazione provinciale di Vicenza, Università di Padova; Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Centro di ricerca per la viticoltura (CRA-VIT) di Conegliano (Treviso) e gli Istituto Superiore di Istruzione Agraria di Feltre (Belluno), Padova e Castelfranco Veneto

(Treviso). Il Programma in rete, coordinato da Veneto Agricoltura, prevede sette Gruppi di lavoro, 34 sottoprogrammi e, a livello scientifico, il coinvolgimento di un team di oltre 30 persone tra Docenti/Ricercatori e Dottori di Ricerca. È volontà unica di tutti i partner la necessità di conservare e caratterizzate la biodiversità regionale di interesse agrario al fine di utilizzarla quale fattore di sviluppo sostenibile locale. Non da ultimo comunque il valore storico, di quel che rimane oggi della biodiversità agraria veneta, ricordandolo con un aforisma del filosofo Bertrand Russell: “Ho gustato le pesche e le albicocche molto più di quanto le gustassi prima, da quando ho saputo che si cominciò a coltivarle in Cina agli inizi della dinastia Han; e che i cinesi presi in ostaggio dal grande re Kaniska le introdussero in India, da dove si diffusero in Persia giungendo all’impero romano nel primo secolo della nostra era. Tutto ciò mi rese questi frutti più dolci.”

Le attività dei Gruppi di lavoro sono: • Gruppo di lavoro bovini che prevede attività di conservazione e caratterizzazione della razza Burlina; • Gruppo di lavoro ovini che prevede attività di conservazione e caratterizzazione delle razze Lamon, Brogna, Alpagota e Foza o Vicentina; • Gruppo di lavoro avicoli che prevede attività di conservazione e caratterizzazione di ben 15 razze appartenenti a 5 specie e precisamente: - Anatra: Mignon, Germanata Veneta; - Faraona: Camosciata; - Polli: Millefiori di Lonigo, Pepoi, Robusta Lionata, Robusta Maculata, Ermellinata di Rovigo, Padovana Camosciata, Padovana Dorata, Polverara Bianca e Polverara Nera; - Oca: Padovana; - Tacchino: Ermellinato di Rovigo, Comune Bronzato; • Gruppo di lavoro cerealicolo che prevede attività di conservazione e caratterizzazione di frumenti (Piave e Canove) orzo Agordino, Triticum monococcum, Mais (Marano, Bianco perla e Sponcio);

• Gruppo di lavoro orticolo che prevede attività di conservazione e caratterizzazione delle varietà/biotipo di pomodoro “Nasone” e della varietà/biotipo di asparago amaro “Montine” (= “Montina”), Broccolo filaro di Creazzo, Broccolo di Bassano e fagiolo Righetta d’oro di Posina. Inoltre verrà avviata un’azione di selezione sanitaria di alcuni biotipi bellunesi del Fagiolo varietà Gialet. • Gruppo di lavoro viticolo che prevede di mantenere la conservazione dei campi catalogo di Veneto Agricoltura (Bonisiolo di Mogliano Veneto – Treviso e Sasse-Rami a Ceregnano - Rovigo), Centro di ricerca per la viticoltura (CRA-VIT) di Conegliano (Treviso)‚ dellAzienda Sperimentale della Provincia di Vicenza di Montecchio Precalcino e dell’Istituto Superiore di Istruzione Agraria di Feltre (Belluno); • Gruppo di lavoro foraggere che prevede l’identificazione e catalogazione delle praterie seminaturali presente in regione e alla loro catalogazione al fine di renderle disponibili come fonte di seme da utilizzare per il loro mantenimento.


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Qualità e salubrità dei prodotti alimentari

Come ridurre gli additivi nei formaggi

A Thiene messe a punto tecnologie per limitare lo sviluppo dei microorganismi indesiderati Veneto Agricoltura attraverso il suo Istituto per la Qualità e le Tecnologie Agroalimentari di Thiene, è da sempre impegnata in attività di ricerca finalizzate al miglioramento della qualità e della salubrità dei prodotti alimentari. In questo ambito è stata recentemente conclusa un’attività progettuale il cui obiettivo era quello di mettere a punto tecnologie produttive capaci di limitare lo sviluppo di microrganismi indesiderati nei formaggi senza ricorrere all’impiego di additivi chimici. Nel progetto POR FESR 2007-2013 Azione 1.1.2 BIOLAT “Strategie biotecnologiche sostenibili per il miglioramento dei prodotti lattiero caseari” Veneto Agricoltura in collaborazione con Lattebusche, Latteria della Vallata Feltrina, ha messo a punto e sperimentato una tecnologia innovativa di controllo delle fermentazioni tardive dovute ai batteri propionici e ai clostridi nei formaggi a medio-lunga stagionatura. Tra i mezzi attualmente a disposizione per controllare le fermentazioni anomale operate da germi anticaseari vi è l’impiego del lisozima, un polipeptide che si ottiene dall’albume d’uovo, il cui impiego è legalmente autorizzato per diversi formaggi per la sua azione anticlostridica. L'uso di additivi tuttavia, anche quando si tratti di sostanze di origine naturale come il lisozima, non contribuisce in modo positivo al-

l'immagine e alla valorizzazione commerciale di un formaggio, soprattutto se si considera che il lisozima è comunque un allergene dell’uovo. E’ noto dalla letteratura scientifica che i clostridi sono sensibili al cloruro di sodio e che la loro tolleranza al sale diminuisce con l'abbassamento del pH. E’ inoltre necessaria una temperatura maggiore o uguale a 9 °C sia per la germinazione delle spore sia per lo sviluppo delle forme vegetative. Da quanto esposto risulta chiaro che per inibire lo sviluppo dei clostridi butirrici senza dover ricorrere al lisozima è necessario mettere a punto una strategia di controllo dei clostridi basata sulla gestione della salatura e sulle temperature di stagionatura. Le prove di caseificazione effettuate nell’ambito del progetto sono state impostate sulla base di uno schema sperimentale in cui sono stati combinati diversi tempi di frescura, fase in cui avviene l’asciugatura della forma dopo l’estrazione della cagliata, salatura e prematurazione a basse temperature. La valutazione dell’efficacia dei diversi trattamenti tecnologici è stata condotta mediante il confronto tra le diverse tesi basato su parametri prevalentemente chimici e su parametri strutturali della pasta del formaggio (presenza di gonfiori, occhiature, sfoglie) esaminati visivamente. I risultati ottenuti hanno por-

tato alla definizione di tecnologie differenziate per diverse tipologie di formaggi a medio-lunga stagionatura, dimostrando in ogni caso che con opportuni accorgimenti tecnologici è possibile la prevenzione del gonfiore tardivo rinunciando all’impiego del lisozima. In Figura 1, sono riportati alcuni esempi di formaggi derivati da diverse combinazioni di tempi di frescura, salatura e prematurazione; dal confronto, in particolare dall’entità e dalla distribuzione dell’occhiatura, si può rilevare il ruolo svolto dai parametri studiati nel condizionare lo sviluppo di microrganismi gasogeni.

PROGETTO WSTORE2 CONTINUARE A FARE AGRICOLTURA (MULTIFUNZIONALE) NELLE AREE COSTIERE

Il PSR finanzia tecniche con potenzialità di contrasto del cambiamento climatico che, secondo gli scenari ad oggi più accreditati, potrebbe causare un sensibile impatto sull’ambiente e sull’agricoltura, fino a renderla impraticabile lungo le fasce costiere. Uno degli obiettivi fondamentali delle sperimentazioni in corso presso l’azienda pilota e dimostrativa di Vallevecchia di Caorle è verificare le potenzialità delle nuove tecniche e soluzioni sostenute dal PSR per contrastare il cambiamento climatico (ad esempio le sperimentazioni sull’agricoltura conservativa sottomisura 214i azioni 1 e 2). Tuttavia senza la possibilità di avere acqua dolce a disposizione tali soluzioni non potrebbero dare risultati soddisfacenti. Il progetto WSTORE2, redatto nell’ambito del LIFE+ Governance, cerca di individuare una soluzione innovativa per avere acqua dolce a disposizione in un contesto di cambiamento climatico e riguarda

appunto l’azienda pilota e dimostrativa Vallevecchia. Ha come obiettivo finale la messa a punto di un sistema di gestione delle acque meteoriche che, in modo affidabile ed automatizzato, consenta, a seconda dei periodi, di accumulare in un bacino di circa 160.000 m3 acqua di buona – discreta qualità (bassa salinità) e la successiva distribuzione dell’acqua accumulata, nei periodi asciutti, nella rete di scolo ed irrigua. Ciò per permettere, anche in presenza di bassi livelli di piovosità, una agricoltura avanzata, il contrasto dell’intrusione di acque salse e il mantenimento di una falda dolce superficiale, una adeguata qualità delle acque nella rete di scolo dell’azienda, il mantenimento delle zone naturali (Natura 2000) e delle attività turisticoricreazionali. Il successo del progetto rappresenterebbe un esempio molto importante a livello europeo di contrasto del cambiamento climatico.


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Una ricerca dei GAL del Veneto

PROGRAMMAZIONE 2014-2020 CONSULTATI GLI OPERATORI LOCALI Recentemente si è tenuto a Padova un importante incontro, organizzato dal Coordinamento dei GAL del Veneto sulla Programmazione 2014-2020 prevista dall’Unione Europea, che ha avuto un ottimo riscontro in termini di presenze. Dal confronto, in vista della prossima Programmazione 2014-2020, è emersa la necessità, sentita da tutte le rappresentanze presenti, di riconoscere in modo più significativo il ruolo dei GAL, visti come lo strumento più adatto ad “animare” il territorio ed inoltre di rendere meno burocratizzato l’iter per “far arrivare” ai beneficiari finali le risorse messe a disposizione dagli stessi GAL. Nei grafici sottostanti sono indicate le principali priorità indicate dagli intervistati.

IL CONVEGNO

Quali priorità e obiettivi per il periodo 2014 - 2020 Considerando le prime 3 priorità selezionate, le scelte degli operatori locali si concentrano attorno al binomio “impresa e innovazione”, da un lato, e alla “valorizzazione delle risorse naturali e culturali esistenti”, dall’altro.

OT 3 Sostegno alla competitività delle piccole e medie imprese di tutti i settori. OT 6 Tutela dell’ambiente e uso efficiente delle risorse naturali e culturali. OT 1 Ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e innovazione (nuovi prodotti, servizi, processi e tecnologie). Ampliando la visuale dell’analisi alle prime 5 priorità selezionate, oltre a risultare confermato il binomio “impresa e innovazione”, emerge il tema della creazione di nuova occupazione, e vengono ben individuati due volani dello sviluppo locale: le risorse naturali e culturali e le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

OT 3. Sostegno alla competitività delle piccole e medie imprese di tutti i settori OT 1. Ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e innovazione (nuovi prodotti, servizi, processi e tecnologie) OT 8. Creazione di nuova occupazione e mobilità dei lavoratori OT 6. Tutela dell’ambiente e uso efficiente delle risorse naturali e culturali OT 2. Sviluppo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (agenda digitale locale)

La prima parte del convegno, che ha visto gli interventi di Loredana Margutti, coordinatrice dei GAL dei Veneto, e di Mauro Varotto di EURIS, si è incentrata sulla presentazione dei GAL, delle loro attività e dei risultati raggiunti nel corso dell’attuale Programmazione 2007 - 2013, nonché sull’illustrazione delle indicazioni espresse dai circa 280 operatori locali consultati dai GAL tra ottobre 2012 e gennaio 2013. La seconda parte invece ha visto un confronto tra gli ospiti seduti alla tavola rotonda, coordinata da Mimmo Vita di Veneto Agricoltura, che ha consentito di approfondire, attraverso un interessante scambio di idee e punti di vista sul ruolo dei GAL e sui loro compiti per la prossima programmazione, i temi emersi durante il dibattito. Alla tavola rotonda hanno partecipato, oltre a Eugenio Zaggia, presidente pro tempore del Coordinamento dei 14 GAL del Veneto, Clodovaldo Ruffato, Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Marino Zorzato, Vicepresidente della Regione Veneto e Assessore al Territorio, Leonardo Muraro, presidente UPI del Veneto, Diego Marchioro, ANCI del Veneto, Gian Angelo Bellati, Segretario generale Unioncamere del Veneto, Walter Signora, Direzione Piani e Programmi Settore Primario della Regione Veneto, e i rappresentanti regionali delle organizzazioni Agricole e del Commercio del Veneto.

GLI OBIETTIVI TEMATICI DELLA STRATEGIA DELL’UNIONE EUROPEA “EUROPA 2020” OT 1. Ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e innovazione (nuovi prodotti, servizi, processi e tecnologie). OT 2. Sviluppo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (agenda digitale locale). OT 3. Sostegno alla competitività

delle piccole e medie imprese di tutti i settori. OT 4. Riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. OT 5. Prevenzione e gestione dei rischi che derivano dai cambiamenti climatici. OT 6. Tutela dell’ambiente e uso ef-

ficiente delle risorse naturali e culturali. OT 7. Sistemi di trasporto sostenibili e infrastrutture viarie e di trasporto. OT 8. Creazione di nuova occupazione e mobilità dei lavoratori. OT 9. Inclusione sociale, lotta con-

tro la povertà e sviluppo dei servizi di base. OT 10. Miglioramento dell’istruzione e dei sistemi di apprendimento permanente. OT 11. Rafforzamento delle capacità e dell’efficienza della pubblica amministrazione locale.

Per ulteriori approfondimenti: http://www.gal.veneto.it/news/96convegno-di-presentazione-deirisultati-raccolti-dai-gal-del-veneto


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Il punto sull’avanzamento finanziario

PSR VENETO: IMPEGNATO IL 90% DELLA SPESA «Con oltre 900 milioni di euro in quasi 7 anni, pari al 90 per cento della spesa programmata, l’andamento degli impegni dei fondi comunitari destinati all'agricoltura attraverso il Programma di Sviluppo Rurale del Veneto può dichiararsi ottimizzato». È il commento dell’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato rispetto all’ultimo aggiornamento dei dati in materia di finanziamenti nello sviluppo rurale, i quali sono stati finora gestiti con massima efficienza. «La programmazione 2007-2013 si concluderà quindi in modo proficuo, senza rischio di disimpegno», ha continuato l’assessore, sottolineando come l’avanzamento della spesa dell’Asse 1 “Competitività del settore agricolo e forestale raggiunga addirittura il 95 per cento dei fondi impegnati, il 63 per cento dei quali già liquidati. Allo

stesso modo l’Asse 2 “Miglioramento dell’ambiente” segna un impegno del 94 per cento dei fondi disponibili a livello comunitario, con una liquidazione eseguita ad oggi pari al 68 per cento. «Risultati pienamente nella media nazionale, in linea con l’efficienza di spesa, che conferiscono al Veneto una eccellente posizione rispetto alle altre regioni su scala

italiana – ha commentato Manzato – risultato reso possibile grazie all’impegno coordinato di numerosi tecnici regionali, dell’ente pagatore Avepa e della filiera produttiva, che rende dinamico il settore agricolo con investimenti continui». Finora, il PSR veneto ha erogato finanziamenti per 578 milioni di euro a fronte di una dotazione per

il periodo 2007-2013 di oltre 1 miliardo di euro. La spesa impegnata appare uniformemente distribuita tra i 4 Assi del Programma. Oltre agli Assi 1 e 2, prima menzionati in qualità di strumenti finanziari maggiormente utilizzati, anche l’Asse 3 “Qualità della vita e diversificazione” e l’Asse 4 “approccio Leader” risultano ampiamente sfruttati. La voce “assistenza tecnica” è invece sfruttata al 52 per cento delle proprie potenzialità. «Attualmente sono in corso bandi per 115 milioni di euro per gli Assi 1, 2 e 3 - ha specificato a conclusione Manzato – e contiamo di monitorare costantemente il plafond dell’attuale programmazione, in modo da garantire una riuscita tempestiva dei pagamenti e poter sfruttare pienamente le risorse del futuro PSR per le nuove azioni previste per il periodo 2014-2020".

Riforma PAC 2014-2020 trovato l’accordo C’è l’accordo politico sulla riforma della Politica Agricola Comune (PAC) per il periodo di programmazione 2014-2020. Come viene rilevato da più parti, la riforma premia il lavoro e l’impresa, senz’altro più “verde”, equa e flessibile, orientata ai giovani e in grado di offrire risorse ai soli agricoltori professionali per renderli più competitivi sul mercato. Si va dal blocco della liberalizzazione “selvaggia” dei diritti di impianto dei vigneti che tutela le produzioni di qualità e introduce un nuovo sistema di autoriz-

zazioni a partire dal 2016, all’esenzione dal greening (misure ambientali) per le colture mediterranee (oliveti, agrumeti, ecc.) e per le colture sommerse (riso); dalla rivisitazione del regime di aiuti per il settore dell’olio in un'ottica più efficace e funzionale, al reinserimento del grano duro tra i prodotti beneficiari dell’intervento pubblico; dalla programmazione produttiva estesa ai prosciutti DOP e IGP, all’incremento degli aiuti ai giovani agricoltori, solo per citarne alcuni. Questo traguardo ora attende un altro accordo, ancora più importante, ovvero il prossimo bilancio pluriennale dell’UE, dentro il quale si colloca il ca-

UE, Rischio inquinamento, ecco GuardEn

Bulgaria, Croazia, Grecia, Italia, Ungheria, Romania, Serbia e Slovenia unite per 24

mesi da un denominatore comune: il progetto GuardEn. La salvaguardia dell’am-

Il nuovo numero di “Agricoltura Veneta”, come il lettore avrà certamente colto, ha cambiato formato. Ci è sembrata una scelta necessaria per migliorare la leggibilità e rendere ancora più utile questo foglio di collegamento tra imprenditore agricolo e le realtà istituzionali regionali, a cominciare dalla Regione, che mettono continuamente a loro disposizione strumenti economici e tecnici per migliorare la loro competitività. Temi ben presenti in questo numero estivo, che propone anche alcune riflessioni sulla spesa e sul futuro PSR. Spazio anche all’ambiente ed alle previsioni sulla vendemmia 2013, in qualche modo annunciata dal tradizionale appuntamento di Veneto Agricoltura il prossimo 4 Settembre (vedi pag.9). Spazio anche al bosco ed alla attività dei GAL, sempre attivi. Buona lettura. Mimmo Vita

1 MLD PER LE AZIENDE AGRICOLE VENETE

pitolo della PAC. Una serie di altre questioni vengono in questi giorni trattate separatamente nell’ambito dei negoziati sul Quadro Finanziario Pluriennale 2014-2020. Esse interessano il trasferimento di fondi tra Pagamenti diretti (1° pilastro) e Sviluppo rurale (2° pilastro), l’assegnazione delle dotazioni nazionali per i Pagamenti diretti e lo Sviluppo rurale, le percentuali nazionali di cofinanziamento, la questione del livellamento delle dotazioni e della loro riduzione per gradi. Info: Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto renzo.michieletto@venetoagricoltura.org

biente, la prevenzione e la gestione dei fattori di rischio di inquinamento di suolo e acqua costituiscono l’obiettivo prevalente di questo progetto, che avviato lo scorso ottobre, vede coinvolte strutture pubbliche e private dell’Europa sud-orientale. Attraverso lo sviluppo di casi studio specifici esso intende proporre buone pratiche nel settore agro-industriale anche tramite azioni di sensibilizzazione locale e la creazione di un modello per la realizzazione di cluster di aziende volontarie interessate alla protezione dell’ambiente e alla responsabilità

SOTTOLINEATO

sociale d’impresa. La parte veneta vede coinvolte l’ARPAV, Agenzia per la Prevenzione e la protezione ambientale, l’Irecoop per il coinvolgimento delle cooperative agro-alimentari, Veneto Agricoltura per proporre buone pratiche a livello regionale.

(continua dalla prima pagina) un summit conclusivo e una consultazione online aperta non solo agli operatori del settore ma anche a tutti i cittadini. Con questo metodo è stata prodotta l’agenda delle priorità strategiche regionali. Su questa base sono stati attivati il Forum PAC 2020, che ha approfondito i temi “Pagamenti diretti”, “OCM” e “Sviluppo Rurale”; il Forum Giovani PAC 2014-2020 attivato un paio di settimane fa e attivo all’interno del portale regionale per l’agricoltura www.piave.veneto.it; Rete SR2020, strumento di informazione, comunicazione, coordinamento e condivisione nell’ambito delle strutture dell’area del primario della Giunta regionale direttamente interessate; attività e indagini preliminari per le valutazioni e la definizione dei nuovi strumenti e documenti di programmazione. Ora è la volta del partenariato FEASR/Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, la cui consultazione proseguirà fino a dicembre 2013. Sono previsti incontri per presentare i risultati dell’analisi per priorità, che termineranno con la presentazione della bozza pressoché definitiva del Programma di Sviluppo Rurale.

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