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Ospitalità d’alta quota Firmato dallo studio di Bolzano noa*, incastonato fra le montagne dell’Alpe di Siusi, Zallinger è un hotel-rifugio che mixa tradizione, innovazione e approccio eco. All’insegna della sostenibilità testo di Laura Ragazzola — foto di Alex Filz

Circondato dallo scenario naturale dell’Alpe di Siusi, il Rifugio Zallinger, ridisegnato dallo studio noa*, comprende 7 chalet, due in primo piano, che circondano l’edificio principale adibito a reception, lounge e ristorante.

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“Abbiamo cercato di far riemergere il rapporto tra architettura e contesto, proponendo nuovi modelli di vita e di ospitalità” noa* (network of architecture)

Accanto, nel corpo principale del complesso, totalmente rinnovato, l’area lounge è caratterizzata da arredi su disegno, come il lungo divano perimetrale in velluto. Il legno di larice che riveste i pavimenti prosegue nella struttura del sofà e continua su pareti e soffitti definiti da un sistema di doghe. Le geometrie orizzontali e verticali dei tagli conferiscono allo spazio un disegno contemporaneo che si ispira alle stube della tradizione. Sopra, uno scorcio della zona relax connotata dal calore del legno e dall’utilizzo di materiali naturali come il feltro e la maglia per daybed e accessori.

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Immerso nella neve, uno degli chalet che ospitano le camere connotate dall’innovativo sistema di aperture disegnate da noa*. Giocate sull’alternanza di pannelli in legno di larice, le porte-finestre che delimitano il perimetro della costruzione hanno la funzione di schermare la luce, modulandola. Sotto, l’interno di una delle stanze a stretto contatto con lo strepitoso scenario naturale.

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Uno degli chalet adibito a sauna. Legno, grès e metallo dialogano tra loro generando uno spazio su disegno altamente suggestivo. Pavimento Marazzi, essenza di larice e ferro zincato delimitano, come una cornice, il panorama.

Migliorare la qualità architettonica e funzionale di un’antica struttura alberghiera, senza alterare il delicato equilibrio paesaggistico, all’insegna di un ideale eco. Questo l’obiettivo auspicato dalla committenza e messo in pratica da noa* (network of architecture) nella trasformazione del Rifugio Zallinger nel cuore dell’Alpe di Siusi. “L’ambiente alpino è un sistema complesso e affascinante, che va capito e rispettato. Così abbiamo cercato di far riemergere il rapporto tra architettura e contesto, proponendo nuovi modelli di vita e di ospitalità. Da un lato con il recupero di forme e materiali della tradizione, dall’altro concentrandoci sulla qualità del design, alti livelli di comfort e sostenibilità”, spiega Stefan Rier, che con Lukas Rungger ha fondato lo studio noa*, con basi a Bolzano e Berlino. L’intervento ha realizzato nuovi spazi, senza alterare i volumi esistenti, e ha restituito allo storico insediamento la caratteristica di piccolo villaggio che aveva alle origini. Aperto a metà del XIX secolo a 2.200 metri sotto il Sassopiatto, la montagna che domina il luogo, il rifugio era anticamente circondato da sette fienili e da una piccola chiesa. L’ampliamento è stato l’occasione per far rivivere l’assetto originario con la ristrutturazione del corpo centrale dell’albergo, l’abbattimento di una porzione e la costruzione di sette nuovi chalet disposti rispettando la pianta originale. Tutto con un approccio innovativo, sia formale sia tecnologico. Il perimetro esterno degli 104

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chalet è stato realizzato con blocchi di legno massello disposti in modo da creare un’alternanza di pieni e di vuoti, motivo formale che caratterizza il nuovo complesso. Gli elementi sono stati studiati per potersi aprire, come battenti, in corrispondenza delle ampie finestre vetrate, consentendo la vista dello scenario alpino, e chiudere creando suggestivi effetti di luce nelle stanze. I materiali sono stati selezionati con cura e l’intero complesso, riscaldato a pellet, ha ottenuto la certificazione Klima Hotel. Si è addirittura scelto di non illuminare i percorsi pedonali esterni tra chalet e rifugio, per evitare l’inquinamento luminoso, dotando gli ospiti di torce Usb. Il progetto ha aggiunto 24 camere, in 7 nuovi mini chalet, stanze che si aggiungono alle 13 già esistenti ubicate nel corpo centrale del rifugio. La sfida del Rifugio Zallinger è offrire una ricettività di alto livello attraverso la qualità degli spazi e dei servizi. L’edificio esistente è stato conservato ma ridisegnato completamente: dalla reception alla lobby, dalla lounge al ristorante, pensati per accogliere anche gli ospiti esterni che, a fine pandemia, potranno nuovamente riunirsi intorno al grande camino. Gli arredi su disegno e le pareti di legno ricreano l’atmosfera di una stube, il locale alpino dove la famiglia si raccoglieva intorno alla stufa. In una versione totalmente reinterpretata da maxi listelli in massello che dalle pareti sconfinano nel soffitto senza soluzione di continuità. Perché la tradizione ha senso solo se guarda al domani. — ­­


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