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Spagine n°0 - Poesia 02 Lecce, ottobre 2013 - anno I

spagine poesia

E l’alba?

In uscita da Manni la nuova raccolta di versi di Marcello Buttazzo di Vito Antonio Conte Ad illustrare “Acqua”, scansione realizzata da Santa Scioscio


spagine

S

e la poesia è l’arte di dire il più col meno, se la poesia è la capacità di accordare parole sì da comporre versi dotati di ritmo e di musica, se la poesia è il dono che nasce dalla fragilità e dalla forza dei giorni diventando potenza imperitura, se la poesia è trovare l’unica parola possibile per evocare anche l’impossibile e coniugare realtà e fantasia nell’unico accapo possibile, se la poesia è quella che si può esclusivamente sentire (ché capirla è altro…), se la poesia è quella che la leggi e avvampi dentro e fuori, se la poesia è mistero disvelato che diventa essa stessa mistero, se la poesia è quel che sale violentemente dalle viscere & C. e si fa inchino alla bestia che morde, se la poesia è quella pura magia bambina che spazza via tant’altra asserita poesia, se la poesia è inventare una gemmazione naturale (fuor d’ossimoro), se la poesia è una necessità presente e l’unico mezzo per trasmetterla (quella necessità), se la poesia è non dimenticare chi di poesia s’è nutrito nutrendosene, se la poesia è vedere il domani e dipingerlo, se la poesia è viverla scriverla e dirla come nessuno mai; e se la poesia non è congerie di lemmi che come vagoni stazione dopo stazione si fermano e ripartono, e se la poesia non è adesso scrivo una poesia e qualunque cosa sia la stampo, e se la poesia non è partecipare a un cazzo di concorso e farne vessillo, e se la poesia non è tutto quel che si dice poesia, e se la poesia non è sentirsi unto da una qualche dea… Be’, se tutto questo è e non è, e se altro ancora è e non è, se la poesia è (e basta), allora quella che leggerete in questa raccolta di versi è la poesia. Non poesia. Non una poesia. Ma la poesia. Cinquantacinque componimenti sgorgati dall’anima di Marcello Buttazzo. Partoriti da tutto quel che il suo corpo contiene. Marcello

Se la poesia è (e basta)... Se sapete di poesia, leggete questo libro! Se non sapete di poesia, leggete questo libro!

Buttazzo è poeta purissimo, uno dei rari facitori di versi (che io conosca) destinato (io credo) a esser letto (…) da chi verrà dopo di noi (non scongiurate! Ci aggiungo un molto: molto dopo di noi, va bene?). Marcello Buttazzo scrive da sempre. Da sempre compone versi. Numerose e sempre ricche di spunti le sue pubblicazioni. Ma questa silloge poetica s’eleva oltre ogni sua precedente opera. Per l’estrema pulizia e densità della scrittura: ogni singola lirica, ogni verso, ogni canto, ogni parola è depurata dall’eccedente, dall’inutile, dal superfluo. Qui la parola poetica è diventata essenza, succo di un andare, sostanza di uno stare, sintesi di una storia, cuore d’un dolore, principio d’ogni principio. Nessuna ridondanza. Qui l’interpunzione è presente ma ridotta al minimo. È altro a dar respiro al verso: una maiuscola, una rima alternata, un’allitterazione… Qui non servono titoli, ché le parole sono un flumen senza ostacoli e senza interruzioni… Qui la bellezza colma ogni contenuto: ché non esiste un tema bello e uno brutto: c’è, invece, una bellezza in ogni cosa e Marcello Buttazzo, in quest’ultima sua esperienza letteraria, è lì ch’è giunto: ha toccato e fermato con le sue parole (a volte sue e di nessun altro… e, comunque, armonizzate come nessun altro-) quella bellezza. Qui c’è tutt’un’esistenza metabolizzata e sublimata nella bellezza. Dietro il nuovo poeta c’è un uomo nuovo. Un uomo che non ha rinnegato niente del suo passato. Un poeta che non ha dimenticato nulla della poesia. Un uomo che guarda all’oggi intuendone il futuro. Un poeta che guarda alla poesia vedendone la potenza. Un uomo che sta qui adesso e sa cos’è. Un poeta che della poesia-malattia ne ha fatto poesia-cura. Un uomopoeta che sa che “Solo la poesia ispira poesia” (Ralph Waldo Emerson). Marcello Buttazzo non dimentica Cesare Pa-

di Vito Antonio Conte

vese (verrà la vita e avrà il tuo fiato), Federico García Lorca (la parola non è spenta), Dino Campana (non è vano il sogno se torni desto dal sonno), poeti che certamente conosce e che hanno ispirato la sua scrittura, ma – come la vita, anche le letture sono state metabolizzate – i suoi versi contengono (ormai) la sua cifra, posseggono il suo stile, appartengono al suo essere, sono dotati di precipua personalità. Marcello Buttazzo (uomo e poeta) ha fermato il Tempo in una riflessione benevola della sua vita nel corso naturale dell’universale divenire rendendoci questa paràbola d’incanto armonia e grazia. Il titolo di questa raccolta è emblematico: c’è la certezza che sul buio che a lungo ha avvolto le strade del suo vagare s’è schiusa la luce. È un lucore. Quel barbaglio tenue che anticipa l’aurora. Ma, finalmente, sta lucisce. E c’è l’incertezza. Quell’interrogativo che un po’ fa ancora paura, ma è necessario. Ché se conoscessimo già quel che di noi (…) sarà non sarebbe scoperta, non sarebbe conoscenza, non sarebbe vita… C’è la sicurezza di vedere l’alba e l’indeterminatezza di quel balenio… Cosa sarà!?! Risparmio facili e scontate battute e azzardo una risposta che, più che altro, è un invito: prima dei versi di Marcello Buttazzo, leggete quelli di Saturnino Primavera: quelli con cui Marcello Buttazzo ha omaggiato un grande poeta misconosciuto di questa Terra. Poi, approfondite la conoscenza di Saturnino Primavera, la cui vita e le cui opere meritano d’essere ricordate. Auspico che questo libro possa avere tanta fortuna, tutta quella che merita. Auspico che questo libro sia letto da tutti quelli che amano la poesia e la scrittura fatta di sangue di gioia e d’amore. Auspico che il mondo conosca Marcello Buttazzo e Saturnino Primavera. Ché sarebbe un mondo migliore.

Buttazzo


Spagine n°0 - Poesia 02 Lecce, ottobre 2013 - anno I

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Marcello Buttazzo è nato a Lecce, vive ed opera a Lequile, nel cuore della Valle della Cupa salentina. Ha al suo attivo numerose raccolte poetiche. Con Manni, nel 2010 “Serenangelo” e nel 2012 “E ancora vieni dal mare”. Ad illustrare “Acqua”, scansione realizzata da Santa Scioscio


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