Mirano Magazine Dicembre 2014

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DICEMBRE 2014

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Suppl. a «Guida Casa» - Autorizzazione Tribunale di Venezia N. 1219 del 13/03/1996 - Distribuz. gratuita Direttore responsabile: Laura Colognesi - Coordinatore redazionale: Paolo Leandri - Segretario di redazione: PAOLO TREVISANATO - tel. 041.430036 Associazione ricreativa senza scopo di lucro “Mirano al Pozzo” - Via Giudecca, 26/6 - 30035 Mirano (Ve)

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Parliamo di affido

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Nasce Meteo Mirano pag. 08

Storia di Mirano Seconda Parte pag. 19

EDITORIALE

COMUNICARE PER INFORMARE INFORMARE PER COSTRUIRE LA COMUNITÀ DI MIRANO Spesso, pur leggendo gli organi di stampa regionale, ci sembra di non avere un'adeguata conoscenza e informazione di quanto avviene o viene vissuto nel nostro territorio. Soprattutto non vengono conosciuti o apprezzati gli aspetti, gli avvenimenti più veri, più significativi e simpatici della storia vissuta, giorno dopo giorno, nel territorio di Mirano. Il presente periodico, che dal lontano 1989 esce con cadenza quadrimestrale, ha sempre desiderato far conoscere ai suoi concittadini l’autentica Mirano con le sue cinque frazioni, mettendone in evidenza le tradizioni e le iniziative culturali ed economiche, che rendono la nostra cittadina un interessante punto di riferimento nella provincia di Venezia. Nelle pagine di questo giornale gli Amministratori locali hanno sempre avuto l'opportunità di far conoscere alla cittadinanza gli atti, le proposte e le difficoltà dell'amministrare, del "governare" un territorio così complesso a volte, anzi spesso, in situazioni economico-sociali a livello nazionale piuttosto difficili, come l'attuale. Hanno, pure, sempre trovato spazio le voci dei vari partiti che, nella loro diversità, rispecchiano la nostra variopinta cittadinanza. Soprattutto si è cercato di dare voce a tutti coloro che, con il loro serio e prezioso contributo e lavoro, giorno dopo giorno, costruiscono, mattone su mattone, la Mirano di oggi, per renderla sempre più rispondente e preparata alle esigenze del domani. Il nostro giornale non ha voluto, quindi, soltanto far incuriosire o divertire qualcuno, ma ha sempre cercato di proporre, di far sorgere e conoscere nuovi progetti e suggerire adeguate soluzioni alle situazioni che si presentavano nei vari periodi

della nostra storia recente. Il suo scopo è, ed è sempre stato, quello di informare per conoscerci e per stimarci, informare per conservare e per non dimenticare, informare per essere informati, informare per sentirsi a proprio agio nella propria cittadina. Il giornale ricerca, e ha sempre ricercato, la collaborazione di tutti coloro che non hanno paura di sporcarsi le mani e sono disponibili ad offrire parte del loro tempo e delle loro capacità, per essere parte attiva nella costruzione di una Mirano vivibile e a misura d'uomo. Per questo motivo, il giornale ha sempre trovato accoglienza, simpatia, fiducia e considerazione nel territorio. Essendo inviato gratuitamente a tutte le famiglie del Comune, è riuscito a creare una fattiva coscienza civica. In occasione delle prossime Festività, attraverso le sue pagine la Direzione e i collaboratori desiderano esprimere a tutti i cittadini gli auguri di Feste calorose nelle famiglie, nelle Associazioni, nelle Scuole e nelle piazze: che la Stella del Natale porti nelle nostre case i preziosi doni dei Re Magi; che nel nuovo anno si possano realizzare tutti i nostri desideri di amore, di felicità e di benessere fisico e spirituale. Prima di porgere a tutti un caloroso saluto, permettetemi di chiedere a coloro che "possono", all'Amministrazione Comunale, alle Organizzazioni partitiche e politiche e alle imprese economiche presenti nel territorio, un contributo per il finanziamento del giornale, per poter continuare la sua pubblicazione e per renderlo sempre più il giornale di Mirano "Promosso" dai cittadini di Mirano. Paolo Trevisanato

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VOCI DALLE FRAZIONI pag. 50-51


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Editore: Supplemento a “Guida Casa” Registrazione al Tribunale di Venezia N.1219 del 13/03/1996 Direttore responsabile: Laura Colognesi Coordinatore redazionale: Paolo Leandri Segretario di redazione: Paolo Trevisanato Tel.041/430036 miranomagazineweb@gmail.com

In questo numero di dicembre 2014 Editoriale

pag. 1

Il volontariato miranese

pag. 3

Reti di città

pag. 5

Emergenza abitativa

pag. 8

EQuiLibri

pag. 9

Intervista al pianista Stregapede

pag. 10

In&Out

pag. 23

Marketing & Comunicazioni: Giorgio Pesce miranoalpozzo@gmail.com

Il sogno di Angela

pag. 32

Lungo gli argini del Lusore

pag. 34

Direzione e Amministrazione: ASD Mirano al Pozzo miranoalpozzo@gmail.com

I giochi dell’adolescenza

pag. 35

Amici della biblioteca

pag. 36

Donne d’arte in barchessa

pag. 37

#Spritzando idee

pag. 38

Tennis di Mirano

pag. 42

Mirano Al Pozzo

pag. 45

AVIS

pag. 47

Stampa: Centro Servizi Editoriali S.r.l. Grisignano – Vicenza

72h con le maniche in su

pag. 48

Fiera de l’Oca

pag. 49

Periodico Mirano Magazine: Distribuzione Gratuita

Comitato Scaltenigo

pag. 50

Dai Laghi Masuri… a Vetrego

pag. 51

Daniel Niero Campione del Mondo

pag. 52

Officina della Scherma

pag. 52

Pubblicità Mirano Magazine: Giorgio Pesce miranomagazineweb@gmail.com Paolo Trevisanato redazione@miranomagazine.it

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La ricchezza del Volontariato miranese Che il comune di Mirano sia ricco di operosità e di iniziative da parte dei suoi cittadini non è una novità: lo dimostrano le tante attività che le numerose Associazioni presenti nel territorio da tempo stanno realizzando con l’impegno di chi è convinto di lavorare per il bene della collettività. Così abbiamo gruppi di volontariato che si adoperano gratuitamente nell’assistere le persone disabili, nell’aiutare gli anziani, nel provvedere alle esigenze delle famiglie e dei minori in difficoltà o che collaborano con le strutture sanitarie: si tratta di persone che dedicano il loro tempo libero il più delle volte senza farsi notare, ma da cui dipende spesso la qualità di vita di tantissime persone, per un totale di 44 Enti (secondo il bollettino comunale del dicembre 2012). Accanto a questi non vanno dimenticati i gruppi parrocchiali, anch’essi impegnati in attività a carattere sociale e religioso. Ora, proprio in questo periodo di festività natalizie e di fine anno è doveroso ricordare il loro prezioso contributo e ringraziarli per la loro generosità verso l’intera popolazione miranese. Tra i tanti esempi che si potreb-

bero citare, tre, riportati nelle pagine interne del giornale, sono particolarmente significativi nel rappresentare la preziosa realtà del Volontariato: l’operosità degli abitanti della frazione di Vetrego, l’opera assistenziale dell’Associazione “AVO” che da tempo offre il suo servizio nelle strutture ospedaliere e la straordinaria vitalità di un nostro concittadino. Nell’articolo intitolato “Gli abitanti di Vetrego meritano il Premio Nobel” viene descritta la situazione di incuria in cui cui erano abbandonate le aiole del paese. «Cosa ha fatto dunque il Comitato di fronte ad un Comune senza soldi? Ha chiesto agli Amministratori di dare tutte le aiuole in gestione agli abitanti di Vetrego» e quando i residenti lo hanno saputo, hanno dato inizio ad una gara di solidarietà: «il 75 % dei paesani si sono messi a pulire le aiuole piene di erbacce e a potare i cespugli del tutto incolti», con il risultato di creare un ambiente di vita più dignitosa e dimostrando che i vetreghesi «è un popolo che ha dentro al cuore il proprio paesetto». Ogni commento è superfluo! L’altra bella realtà è rappresentata dall’Associazione Volontari

Ospedalieri (A.V.O.), che festeggia i vent’anni di attività a Mirano: un contributo prezioso, quello degli “Avosini”, per la loro presenza e disponibilità nell’assistere gli ammalati. Non è facile infatti saper avvicinarsi con delicatezza e rispetto a chi soffre, ma questi volontari lo fanno con professionalità, preparandosi attraverso approfonditi corsi di aggiornamento come quello dell’ottobre scorso. Il terzo esempio, quello del sig. Dainese, dovrebbe costituire motivo di riflessione per tutti, in quanto “nonno” Gino dimostra come non ci siano limiti, né di età, né di tempo, per dedicarsi agli altri con generosità ed entusiasmo. Un grazie di cuore, dunque, attraverso il nostro giornale, a tutti i Volontari da parte dell’intera comunità miranese, con l’augurio che il loro esempio coinvolga sempre di più le nuove generazioni, come dimostra il progetto realizzato dall’Assessorato alle politiche per i giovani “72h con le maniche in su … Prove di un mondo nuovo”, in modo da rendere il Miranese un comprensorio in cui si vive sempre più a misura d’uomo. Paolo Leandri

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Reti di città: Cittadinanza 20-20-20 Mirano è sempre più inserita in reti di città in grado di garantirle di svilupparsi e progredire al meglio, affrontando il futuro con lungimiranza e la necessaria capacità di pianificazione e organizzazione. Infatti, dopo l’Unione dei Comuni, che proprio in questi mesi sta muovendo i primi storici passi, la nostra Città si è resa promotrice e protagonista di un’altra importante iniziativa che punta alla collaborazione tra più enti, dando vita con i comuni di Este e San Donà di Piave alla Rete “Cittadinanza 20-20-20”. Si tratta di una rete che vuole unire quei comuni che stanno perseguendo una crescita inclusiva intelligente, attraverso la riduzione degli sprechi, la partecipazione dal basso, una crescita condivisa, rafforzando un’alleanza per la sostenibilità che parta dai Sindaci e che costituisca anche innovazione civica. Mirano, Este e San Donà, infatti, sono uniti dal fatto di essersi dotati di un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, strumento con cui nei prossimi anni contribuiranno a centrare gli obiettivi

previsti dal “Pacchetto ClimaEnergia 20 20 20” (riduzione del 20% delle emissioni di CO2, l’aumento del 20% dell’efficienza energetica e l’incremento dell’uso di energia proveniente da fonti rinnovabili del 20%). La Rete “Cittadinanza 20-20-20” vuole essere un contenitore in grado di unire i comuni sensibili a queste tematiche e, allo stesso tempo, una cassa di risonanza per diffondere conoscenze, informazioni, buone pratiche amministrative e gestionali, per favorire ricerca e studio. L’obiettivo dell’alleanza è configurare delle smart city, riuscendo anche ad andare oltre, fino a costruire una vera e propria smart land (terra intelligente) ovvero quella comunità di territorio ampio che vive mettendo in pratica nel quotidiano criteri di sostenibilità e partecipazione. Lo sviluppo di queste tematiche può anche contribuire a creare lavoro nel nostro territorio. Mirano ha di recente fatto anche un altro passo lungo questo percorso. Il Consiglio comunale del 28 novembre ha sancito l’ade-

sione della nostra Città agli Aalborg Commitments, il nucleo di impegni in materia di sostenibilità ambientale rivolti alle amministrazioni locali europee che discendono dagli assunti di Agenda 21, il programma delle Nazioni Unite su questo tema. Sviluppo lungimirante, partecipazione, apertura e inclusione sono già scritti nella storia di Mirano. Vogliamo che siano anche il futuro di questa Città. In questa direzione, vanno anche alcuni recenti interventi: pensiamo alla ristrutturazione su alcuni edifici scolastici e ai lavori per l’eliminazione di alcune delle barriere architettoniche che ancora affliggevano gli spazi cittadini. O anche ai lavori di ristrutturazione e manutenzione in diversi impianti sportivi, come lo stadio di Campocroce, il bocciodromo e il pattinodromo di Scaltenigo. Coi lavori su quest’ultima struttura finalmente si assicura una pista in perfette condizioni a una delle società più blasonate del panorama sportivo miranese, la quale, tra i numerosi atleti vincenti cresciuti,

ha formato anche Daniel Niero, laureatosi campione mondiale sui 10.000 metri ai recenti mondiali argentini. Con queste buone notizie, con questi interventi che migliorano la Città e rafforzano il senso stesso di città e della storia della nostra comunità, vi saluto, cari concittadini, e colgo l’occasione per farvi i miei migliori auguri di buon Natale e felice anno nuovo. Che queste festività possano essere per tutti un momento lieto e di condivisione con gli affetti più cari.

Maria Rosa Pavanello Sindaca di Mirano

L’unione dei Comuni del Miranese: Razionalizzare la spesa per liberare energie e progettualità Il 17 luglio 2014 è stato firmato l’atto costitutivo dell’Unione dei Comuni del Miranese da parte dei sindaci di Martellago, Mirano Noale, Salzano, Santa Maria di Sala e Spinea, dando così il via ad un progetto di cui ormai da tempo si parlava. Nel concreto, si tratterà di condividere e gestire in forma associata con gli enti coinvolti alcune

funzioni (polizia locale, amministrazione del personale e messi comunali). Si tratta di un passaggio molto importante sia per le potenzialità che per le responsabilità a cui richiama gli amministratori comunali. L’esigenza principale è quella di razionalizzare i costi per garantire l’efficienza dei servizi e riuscire a

liberare risorse che consentano al territorio di pianificare nel medio e lungo periodo e quindi di mirare a degli obiettivi che i singoli comuni in questa fase non potrebbero raggiungere da soli. È anche grazie a progetti come questi che il concetto a noi caro di “smart cities”, lascia il posto a quello di “smart land”: superare l’idea di città intelligente per ragionare in un’ottica di territorio che punti alla collaborazione tra comuni, anche non della nostra provincia (l’amministrazione ha già promosso insieme ai comuni di Este e San Donà di Piave il progetto “Cittadinanza 20-20-20 per una terra intelligente”). Le potenzialità dell’Unione dei comuni sono molteplici, non solo, come già anticipato, in termini economici. Darà, infatti, anche maggiori opportunità e maggior peso politico al nostro territorio, in chiave locale, nazionale ed europea. Si è costituita una realtà che sarà in grado di relazionarsi meglio con l’Europa e potrà aspirare a riceverne più agevolmente fondi e finanziamenti. Anche su scala nazionale l’Unione garantirà significativi vantaggi: basti pensare che le ormai scarse risorse disponibili, in futuro, verranno distribuite dallo Stato privilegiando sempre più i comuni che lavorano in sinergia. L’Unione porterà vantaggi anche all’interno dell’apparato di gestione dei singoli comuni: ad esempio, i dipendenti dei sei enti potranno confrontarsi con una realtà molto

più ampia, con conseguenti opportunità di formazione e specializzazione e, quindi, di crescita professionale. Infine, l’Unione sarà inevitabilmente una delle componenti principali della città metropolitana, con un ruolo che i sei comuni, presi singolarmente, non sarebbero stati in grado di avere. L'Unione fa la forza e in questo momento di difficoltà per la finanza locale dà la possibilità oltre che di risparmiare nell’erogazione dei servizi, di condividere battaglie parallele che nascono in realtà da un comune disagio ed hanno obiettivi affini. Vale a dire la possibilità di valutare la capacità di rispondere velocemente alle richieste della cittadinanza, operare per razionalizzare al meglio le spese e progettare il territorio nel rispetto delle comunità e delle loro caratteristiche. Questo percorso viene intrapreso senza costi politici e istituzionali aggiuntivi (le cariche politiche dell’Unione non riceveranno alcun compenso) e permette di guardare concretamente avanti, prediligendo lo sviluppo sostenibile, il miglioramento e l'incremento dei servizi offerti, nonché il rilancio del territorio del Miranese. È una sfida, una scommessa per affrontare insieme le difficoltà e condividere le buone pratiche. Un nuovo modo di amministrare, che va al di là del colore politico, che guarda al futuro e vive il presente con obiettivi e progetti comuni. Gruppo consiliare PD


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DALLA COSTA (PDL): BASTA CON LE CONFLITTUALITÀ POLITICHE FINE A SE STESSE Siamo arrivati alla fine di questo 2014 e non tutte le nostre speranze inizialmente auspicate per la soluzione di molteplici problematiche hanno trovato piena soddisfazione soprattutto a causa di sempre più incisivi tagli alla spesa pubblica e per le crescenti difficoltà di prevedere l’esatto importo delle entrate degli Enti Locali dettate dall’attuale precarietà del lavoro. Proprio per questi motivi, chi riveste un ruolo di responsabilità politica nella propria Città, sia esso appartenente alle forze di “minoranza” che di “maggioranza”, deve farsi carico con maggior interesse e accortezza delle problematiche comuni analizzando con particolare obiettività e con una giusta dose di passione per la cosa pubblica, il progetto amministrativo comunale. In questo contesto si inseriscono gli interventi fatti durante l’anno 2014 dall’Amministrazione Comunale pur dibattendosi con le innumerevoli difficoltà burocratiche ed economiche sopra menzionate, ma non per questo il livello di attenzione su alcune interventi diventa

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ormai improcrastinabile, anzi il sottoscritto ormai da tempo ne segue alcuni con particolare attenzione, dettata dai cittadini stessi, tra cui: - risoluzione delle problematiche viarie e di sicurezza di Via A. Fratte; - costruzione nuovi loculi nel cimitero di Scaltenigo; - campo da calcio per la Frazione di Zianigo; - illuminazione di tratti nella Frazione di Vetrego; - sistemazione attraversamenti pedonali in zone critiche; - interventi di sviluppo e vivibilità a Vetrego; - pista ciclabile a Campocroce; - controllo e sicurezza nel territorio. Queste sono solo alcune delle problematiche aperte che devono ancora trovare risposte concrete, ma che sicuramente saranno costantemente poste dal sottoscritto all’attenzione dell’Amministrazione Comunale. Altre opere invece, sono state realizzate o sono in corso di realizzazione come ad esempio l’illuminazione del tratto di Via

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Caltana che va dal centro di Scaltenigo alla rotonda per l’autostrada, l’ammodernamento del bocciodromo di Scaltenigo, il finanziamento per la sistemazione della pista di pattinaggio nonché la messa in sicurezza degli attraversamenti davanti alle scuole e nel centro delle Frazioni di Ballò e Scaltenigo. L’impegno richiestomi da tanti concittadini è quello di creare i presupposti per una sana e fruttuosa collaborazione con l’Amministrazione Comunale al fine di soddisfare le sempre più numerose problematiche della nostra gente. Ritengo che fino ad oggi questo tipo di rapporto sia stato condotto in modo corretto e con estrema attenzione al rispetto generale, auspicando che ci possano essere i presupposti per un futuro altrettanto collaborativo perché la conflittualità politica fine a se stessa, spesso porta a una drammatica separazione tra ideologie e reali bisogni dei cittadini, cose di cui non abbiamo bisogno soprattutto in questo particolare mo-

SANTA MARIA DI SALA: Veternigo; proponiamo in vendita recentissimo appartamento su palazzina di sole nove unità. Interamente travato a vista si compone di: luminoso soggiorno con angolo cottura, disimpegno, camera matrimoniale, bagno, ampio poggiolo e garage. Ottima opportunità come primo acquisto. Cl. C Euro 119000 Rif 847 NOALE: centralissimo, proponiamo in affitto raffinato appartamento completamente travato a vista al primo ed ultimo piano; cosi composto; ingresso, ampia zona giorno con angolo cottura, disimpegno, due camere, due bagni, suggestivo soppalco che da sulla zona giorno. Completamente arredato. NESSUNA SPESA CONDOMINIALE, NO GARAGE. Cl.E Euro 800 Rif A312 SALZANO: proponiamo in affitto grazioso appartamento al piano primo rialzato: ingresso, soggiorno con angolo cottura, disimpegno, camera matrimoniale, bagno e garage. Completamente arredato. Cl F. Euro 400. Rif A 176 SANTA MARIA DI SALA: Veternigo, vendesi porzione di villetta a schiera, composta da soggiorno, cucina abitabile, due camere, un bagno, garage singolo e bel giardino privato di 80 mq. Possibilità di ricavare un secondo bagno. Cl D. Euro 159.000. Rif 611. SALZANO: centralissimo, a pochi passi da tutti i prin cipali servizi, proponia mo in vendita apparta mento posto al terzo ed ultimo piano in palaz zina di nove unità. L'immobile si compone di: ingresso, soggiorno con angolo cottura, disimpegno, un bagno con vasca finestrato, ulteriore bagno-lavanderia con doccia, ampia camera matrimoniale, camera singola, due terrazze, garage e posto auto di proprietà. Lo stesso viene venduto completo di arredamento. Ottima occasione. Cl. D Euro 129000 Rif 745

mento della storia del paese. Colgo quindi l’occasione che mi viene concessa da questo periodico per augurare a tutti di passare con serenità le imminenti festività e per un 2015 di salute e di prosperità. Auguri a tutti. Lucio Dalla Costa Capogruppo PDL Consiglio Comunale di Mirano

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VUOI AFFITTARE UNA CASA? 10 domande da fare prima di firmare il contratto

Affittare casa non è sempre facile ed avere un buon rapporto con il proprietario è fondamentale per entrambe le parti. Pagare in modo puntuale l'affitto è la prima premessa, ma non l'unica, perché anche l'inquilino si deve tutelare. Ecco quindi alcuni consigli per avere un ottimo rapporto d'affitto, l'agente immobiliare ALBERTO SCANTAMBURLO ce li elenca: 1. CHIAREZZA: che casa cerco? Prima di cominciare la ricerca, devi sapere cosa vuoi: non presentarti a vedere un appartamento senza sapere quanto vuoi spendere e cosa pensi sia indispensabile per te in una casa. 2. PRESENTAZIONE DEI DOCUMENTI: se hai trovato la casa che ti piace, presenta tutti i documenti che specificano la tua situazione lavorativa ed il tuo reddito. Non mentire a riguardo, è preferibile un garante di fiducia, un genitore o un amico, che una menzogna sulla tua situazione economica. 3. PREPARA DELLE DOMANDE: è importante avere una scaletta delle domande da fare, per capire se davvero è la casa che fa per te. Non vergognarti di chiedere qualsiasi cosa: Sono amessi Animali, quali sono le

disposizioni condominiali sulle biciclette, quali sono i costi di riscaldamento sulle spese dell'alloggio, richiedi di visionare delle bollette. 4. METTI PER ISCRITTO GLI ACCORDI VERBALI: se il proprietario promette di comprare un elettromedestico mancante, riparare la caldaia o qualsiasi altra cosa, metti tutto per iscritto e firmato da entrambe le parti: è assolutamente lecito. 5. LEGGI IL CONTRATTO: sembra incredibile, ma succede. Al momento della firma in molti non leggono attentamente il contratto e poi scoprono col tempo delle clausole impreviste. Un giorno prima della firma, chiedi se è possibile ricevere il contratto via mail, in modo da poterlo leggere con calma prima e porre delle eventuali domande ed obiezioni prima della stipula. 6. VISITA ACCORATAMENTE L'ALLOGGIO: non lesinare il tempo all'inizio, potresti pentirtene. Chiedi al proprietario di visionare insieme tutte le installazioni, accendere la caldaia, verificare lo stato dei termosifoni, mettere in moto la lavatrice. E' meglio per entrambi, non c'è niente di peggio che trovare e segnalare i problemi le prime settimane di affitto 7. CONOSCI TUTTI I DETTAGLI DELLA CASA?: come si chiude l'acqua in caso di perdite? dove si trova il contatore della luce? funziona la chiave della buca delle lettere? ci sono delle norme condominiali particolari? chiarisci tutti questi dettagli, per non dover chiamare troppo spesso il proprietario.

8. CHIEDI I RECAPITI: un altro classico è quello in cui una volta firmato il contratto l'inquilino scopre di non sapere come mettersi in contatto con il proprietario. Scrivi in una rubrica telefonica il numero di telefono, indirizzo e-mail se ne sono in possesso, ed accertati di qual' è il modo migliore per farti sentire durante il periodo di locazione. 9. PAGA IN MODO PUNTUALE: ovviamente è la formula magica per un buon rapporto. Ma se una volta ti capitano dei problemi economici, avvisa subito, non rimanere in silenzio. Se hai sempre pagato con regolarità il proprietario può essere paziente e venirti incontro. L'importante è sempre essere onesti 10. SII RAGIONEVOLE: ci sono inquilini che una volta entrati chiedono cose impossibili, persino che gli si cambi una lampadina fulminata. Altri poi, pur sapendo che non sono ammessi animali, si fanno trovare con due cani e un gatto. Se hai definito all'inizio i doveri di entrambi, saprai comportarti di conseguenza e non ci saranno problemi. Prima di firmare un contratto di locazione è importante negoziare con il proprietario alcune condizioni essenziali che riguardano il canone di locazione: i servizi inclusi nello stesso o la caparra. Vi forniamo quindi ulteriori motivazioni che è necessario chiarire prima di sottoscrivere un contratto di locazione: 1) Il prezzo: non sempre è possibile, ma alcune volte si può raggiungere un accordo

anche sul canone mensile. Elementi a favore dell'inquilino possono essere il fatto che il prorietario abbia fretta di affittare l'appartametno, che non ci sia molta gente interessata allo stesso o che il canone richiesto sia superiore a quello di altri appartamenti nella zona. 2) Le spese incluse nel canone mensile: per evitare spiacevoli sorprese è sempre meglio ricordare fin dall'inizio che il canone non comprende anche spese quali: acqua, luce, gas, condominio o riscaldamento, manutenzione caldaia. E' inoltre bene ricordare che la legge prevede che l'imu è a carico del proprietario, mentre la tassa sui rifiuti è a carico di chi occupa l'appartamento. L'imposta sulla registrazione del contratto d' affitto e sul suo rinnovo grava per il 50% sul proprietario e per l'altro 50% sull'inquilino con la cedolare secca se il proprietario sceglie questa opzione, allora l'inquilino non dovrà pagare ne imposta di registro e ne avrà l'adeguamento istat del canone. 3) Durata del contratto: la legge prevede l'esistenza di diversi tipi di contratto con una durata diversa: il cosiddetto 4+4 (durata quattro anni, più quattro anni di rinnovo) alla scandenza dei primi 4 anni se il proprietario non ha esigenza dell'apartamento si rinnova per altri 4 anni. 4) La Cauzione: l'articolo 11 della legge sull'equo canone, ancora in vigore perché non abrogato dalla riforma delle locazioni, prevede che a titolo di deposito cauzionale possa essere corrisposta una somma pari a tre

Amministrare in momenti di crisi Nessun amministratore possiederà mai tutte le competenze per gestire in modo ottimale le incombenze normative e le richieste della cittadinanza, quindi la scelta di persone illuminate è quanto mai indispensabile. Di questi tempi le amministrazioni locali, per quanto possano essere attente alle necessità della popolazione, non riescono totalmente a garantire l’ordinaria manutenzione e gli interventi di emergenza e soddisfare chi ha più bisogno è diventato un’utopia. Sono divenuti irrealizzabili molti progetti che un tempo erano considerati irrinunciabili e il consenso fondato sulla spesa creativa e sulle promesse è finito. La crisi economica e la conseguente recessione hanno determinato il crollo del potere di acquisto degli Enti Locali, i quali sono costretti al ridimensionamento dei capitoli di bilancio e ad agire con molta prudenza. Ai Sindaci è conferito un incarico e conseguentemente lo svolgimento di precisi doveri. Ci sono Sindaci che per rimpinguare le casse fermano il traffico, multano le auto, chiudono i circoli per anziani, esternalizzano la fornitura di servizi, au-

mentano le tasse e via dicendo. E’ compito della Politica rispondere alle nuove esigenze, adeguando le normative in modo che il Sindaco possa assumere connotati imprenditoriali e i dirigenti garantire la gestione dei servizi con efficacia. Il vuoto lasciato dai partiti ha prodotto la crisi di rappresentanza. Si vedono liste elettorali buone una stagione, incentrate sulla personalità, con politici dalla parlata forbita e bella presenza, il resto è tenuto a bada come il gregge. Né sussulti né grida perché la leadership istituzionale è del Sindaco governatore, ragioniere, responsabile organizzativo, addetto stampa, tuttofare. Amministrare è quotidiano e difficile. La macchina organizzativa deve essere sottoposta a continui collaudi. Bisogna rideterminare la pianta organica, rivedere al ribasso i compensi delle posizioni organizzative, stabilizzare i lavoratori. Quotidianamente si devono valorizzare le professionalità, valorizzare le professionalità, rendere efficienti e funzionali i servizi sociali, intercettare i finanziamenti, pagare i fornitori e i lavori nei tempi stabiliti. Bi-

sogna tenere sotto controllo gli inventari, gli affidamenti, il contenzioso, le locazioni e le scadenze dei contratti, l’elenco dei debiti fuori bilancio e non riscuotibili, attivare azioni di recupero crediti, ridefinire le posizioni assicurative e l’adesione alle Società partecipate, controllare i mezzi, ridurre al minimo le tasse, monitorare edifici pubblici, abitazioni e territorio, fare interventi di pulizia, manutenzione e messa in sicurezza. Tenere sotto controllo i reclami e potenziare gli strumenti a disposizione per la gestione comune dei servizi. Alla domanda se siano adeguati gli strumenti di verifica e controllo e se qualcuno sia in grado di renderli efficaci, la risposta sembra essere semplice: - servono nuove leggi. Ma il controllo dell’esercizio del potere non si esercita leggendo gli atti pubblicati sul sito del Comune. Da quando sono saltati i meccanismi della mediazione dei partiti, chi amministra comunica direttamente con proprio elettorato via web, non è detto che la cittadinanza conosca le delibere che la riguardano. Comitati e gruppi di pressione negoziano i loro particolarismi, mentre la po-

Scantamburlo Alberto

Errata Corrige

polazione è nuovamente esclusa dai meccanismi di valutazione dei processi decisionali, conseguentemente è importante non cosa si fa, ma come si ottiene. L’assunto che si deve intendere la politica come servizio alla società e non si deve avere la visione della carica pubblica come conseguimento del prestigio personale ed esercizio del potere, è nobile ma insufficiente, perché non si avranno passi in avanti nella società e continuerà il rifiuto della politica se ci sarà il perpetuarsi delle oligarchie. Si dovrà agire per modificare i comportamenti per amministrare in momenti di crisi.

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mesi di canone. Su questa somma il proprietario dovrebbe corrispondere gli interessi legali, anche se nella pratica, alcuni proprietari preferiscono scalare la somma dal canone di affitto. Il deposito cauzionale deve essere restitutito all'inquilino solo se questo ha adempiuto a tutte le sue obbligazioni, come il pagamento del canone mensile, la riconsegna dell'immobile non danneggiato e tutto quello previsto dal contratto. 5) Attivazione delle utenze: quando un appartamento è nuovo è importante stabilire chi dovrà farsi carico dell'attivazione delle utenze, quali luce, gas o acqua, è anche utile capire chi avvierà le pratiche per il subbentro nei contatori informarsi sui costi e sugli orari degli uffici preposti, ed importante anche se può sembrare banale effetuare assieme al propietario la lettura dei contatori.

Giovanni Boldrin

Con la presente desidero fare una precisazione: nell'ultimo numero del giornale " Mirano" del mese di sett-c/a è apparso un articolo che riguarda i capitelli di sant'Antonio di Mirano; l'articolo riporta anche una poesia dedicata al Santo, poesia che mi è stata attribuita. Per correttezza devo precisare che tale poesia non l'ho scritta io. Questa precisazione desidero sia pubblicata nel vostro prossimo numero. Ho scritto sì, in un libro "Omaggio a Mirano" una poesia che riguarda i capitelli di Mirano e che trascrivo nel caso voleste pubblicarla: "I CAPITELI DE MIRAN" Costrussion del passato ormai demodè, certi tacà a ‘na villa de nobil casato altri da soli, del viandante a la mercè in alcuni sant'Antonio sta' de casa, in qualche altro la Madona ze parona... Ma... la maravegia ze che ancora piasa Co’ ‘sta pressa general e busarona, vedar su l'altar la tovagieta inamidà, i fiori in fresca e i lumini impissà... Cordiali saluti Wally Cera Pellegrini

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Parliamo di affido “Foster care” è oggi il termine inglese per parlare delle diverse forme di affido (tempo pieno, alcune ore alla settimana, sollievo, week end, ecc…). Io non sono anglofona, anzi in generale trovo sbagliato ricorrere ai termini stranieri per indicare una questione (lasciamolo fare al Governo, con i vari spending review, jobs act, ecc…); noi abbiamo una parola tanto bella e completa, “affido”, che significa “fidarsi e affidarsi” nel senso più letterale del termine, come dicono Canali e Vecchiato di Fond. Zancan, cioè la capacità di accogliere, di saper interpretare i bisogni da una parte e di affidarsi dall’altra, alla ricerca dei benefici e delle forme più appropriate per prendersi cura dei bambini e ragazzi che vengono tolti dalla famiglia naturale. Il 30 Ottobre scorso, in collaborazione con la Direzione dei servizi sociali dell’Ulss 13 (dott. M. Maglio) abbiamo tenuto al teatro Belvedere un bel convegno sul tema dell’AFFIDO FAMILIARE, partendo dall’occasione di presentare il libro “Mi affido, ti affidi, affidiamoci” a cura della dott.ssa P. Sartori, che ben affronta questo argomento sotto varie sfaccettature. Ritengo che l’affido sia un valore per l’Amministrazione comunale e un importante strumento di aiuto e sostegno alla famiglia. Disciplinato dalla legge 149/2001 che ne prevede la gestione tramite le assistenti sociali del Comune, l’Affido familiare ha come riferimento il Casf (Centro per l’affido e la solidarietà familiare) che ha sede presso il distretto socio-sanitario di Mirano ed è un servizio sovracomunale che si occupa principalmente di accompagnare, preparare

e sostenere le persone e le famiglie che decidono di accogliere temporaneamente nella propria casa e nella propria famiglia, un minore in difficoltà. Premesso che la famiglia costituisce il centro del mondo per il bambino e anche crescendo essa resta sempre il suo punto di riferimento e, dato per scontato che ogni bambino ha diritto di avere dei genitori che si prendano cura di lui e lo aiutino a crescere in modo sereno ed equilibrato, può succedere che una famiglia si trovi per qualsiasi motivo in una situazione di difficoltà e che non sia in grado di occuparsi dell’educazione e delle necessità materiali ed affettive dei propri figli. Ecco che in questi casi i servizi sociali e gli organi giudiziari, preposti alla protezione e cura dei minori, mettono in atto l’affido familiare, che ricordiamo è ben diverso dall’adozione; l’affido è un “trapianto” temporaneo e prevede sempre il rientro del minore nel proprio nucleo familiare, col quale mantiene i rapporti, mentre con l’adozione vengono interrotti i rapporti con la famiglia d’origine (se c’è) e il bambino è a tutti gli effetti figlio degli adottanti. Con l’affido si presume e si lavora perché la famiglia d’origine possa recuperare totalmente o parzialmente le proprie competenze educative genitoriali. La famiglia affidataria accoglie il bambino/a, ragazzo/a ed accetta ciò che appartiene al suo mondo, alla sua storia e alla sua famiglia, senza tuttavia rinunciare al proprio stile educativo, ma adattandolo al vissuto del bambino che ha in affidamento. Nel convegno è stato ribadito che tutti possono essere affidatari: coppie con o

senza figli, sposate o conviventi, ma anche persone singole. Non sono richiesti requisiti di reddito, non servono titoli di studio o conoscenze specifiche, non ci sono limitazioni di età, per diventare affidatari bisogna prima di tutto essere disposti all’accoglienza e avere disponibilità costante nel tempo perché il progetto possa funzionare. La legge 184/83 che lo istituì ormai più di trent’anni fa, vide nell’affido una risposta sicuramente più umana e più positiva rispetto agli istituti (che per legge dovevano essere chiusi entro il 2006) e così si è data sempre più importanza a questa forma di deistituzionalizzazione e si è cercato attraverso le famiglie affidatarie di ricreare le condizioni familiari, necessarie a tanti ragazzi costretti a vivere distanti dai genitori. Proprio perché l’affido è temporaneo, è spesso più difficile da praticare a da gestire e necessita del supporto di tanti. Su una cosa questo convegno e la presentazione del libro ci hanno dato occasione di riflessione: che lo scopo dell’affido sia sì quello di garantire accoglienza e assistenza al bambino, al di fuori della sua famiglia di origine, ma la questione deve essere sempre osservata sia dal punto di vista degli adulti sia da quello dei bambini. I primi vedono l’affido come una “buona sistemazione” per il bambino e una soluzione al problema (anche dal punto di vista economico l’Ente pubblico spende meno rispetto all’istituto), per i secondi (i bambini) l’affido è sempre visto come separazione, in certi casi anche traumatica, e può produrre, specie inizialmente, momenti di difficoltà e disorientamento. Ecco che l’ascolto del minore e il farlo partecipe delle scelte che lo riguardano, gli permette-

“Emergenza Abitativa” Sempre più persone non riescono più a permettersi di pagare l'affitto o il mutuo, e se anni fa era una difficoltà che vivevano soprattutto gli immigrati, ora tocca anche a molti miranesi: famiglie dignitosissime che mai avrebbero pensato di dover chiedere aiuto. Si tratta di coppie disoccupate o in cassa integrazione, senza la possibilità di farsi aiutare dai genitori che riescono a malapena a coprire le proprie spese. Questo è il quadro nel quale ci troviamo ad af-

frontare questa “emergenza abitativa”. Nel 2013 sono state 43 le famiglie che si sono rivolte al Comune dopo essersi trovate alle prese con uno sfratto, quest'anno il numero è aumentato a dismisura, e come Comune non abbiamo più abitazioni, in quanto tra Mirano, Scaltenigo e Vetrego abbiamo una decina di alloggi per l'emergenza abitativa ma la richiesta è oltre cinque volte superiore, e se fino ad ora l'unica cosa che abbiamo potuto fare, assieme all’assegna-

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zione di queste abitazioni, è stato quello di offrire dei contributi a chi si trovava in difficoltà, nella misura 60 mila euro all'anno circa, a cui si sommano circa 37mila euro di fondo-affitti regionale, ora non ci stiamo più: da un paio di mesi abbiamo intrapreso con ATER una trattativa, visto che senza nuovi alloggi disponibili sarà sempre più dura. Questa consiste nell’aver già richiesto la disponibilità di alloggi ATER sfitti presenti sul territorio comunale

ranno di avere un atteggiamento benevolo sia verso la nuova famiglia sia verso i suoi genitori. Diventa vero affido e vera accoglienza quando non c’è alcuna pretesa di cambiare il bambino o il ragazzo, ma lo si aiuta a sviluppare e a valorizzare le sue risorse e le sue potenzialità. Ciò su cui dobbiamo riflettere come amministratori, come servizi sociali, come Ulss e come Casf nello specifico, è che dobbiamo concentrarci sempre di più nella valutazione dei bisogni e sugli esiti delle accoglienze. Quando avremo fatto questo, potremo dire che l’affido è efficace ed appropriato e rappresenta una vera risorsa e un’esperienza arricchente per tutti. Se volete informazioni sull’affido telefonate ai servizi sociali del comune di Mirano: 041 5798364, oppure al Casf: 041 5795630, mail: affidi.mirano@ulss13mirano.ven.it.

sia per dare risposte a quelle 132 famiglie che aspettano, come da graduatoria bando ERP, ancora un’abitazione, sia per far fronte all’emergenza abitativa. Tutte le azioni possibili sono state messe in campo, compresa la richiesta ad ATER di reinvestire il ricavato di eventuali vendite di alloggi su Mirano per l’acquisto di nuove abitazioni nel nostro Comune, ora attendiamo la loro risposta. Stiamo facendo tutto il possibile per poter dar risposte concrete ai nostri cittadini e siamo convinti che riusciremo nell’intento.

Dott.ssa Annamaria Tomaello Vicesindaco Assessore politiche sociali e attività economiche produttive

Cristian Zara Assessore alle politiche per i giovani, lo sport, la casa ed il lavoro

Trattoria al TiroaSegno Via Belvedere, 27 - MIRANO (VE) - Tel. 041.5791080 - Cell. 333.5284114

NATALE 2014 In tutti i Paesi del mondo nel mese di dicembre si festeggia il Natale, ciascuno secondo la propria cultura e tradizione come segno di pace, amicizia e fratellanza. È augurio di serenità, felicità e bontà. Vi aspettiamo per condividere e gustare i nostri patti della tradizione natalizia.


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Associazione malati reumatici del Veneto P.le San Lorenzo Giustiniani 6 - 30174 MESTRE VE - C.F. 94017350276 - Tel 3403770688 - silvia.tonolo@libero.it

L’A.Ma.R.V.Onlus associazione malati reumatici del Veneto nasce a Venezia nel 1991. Conta ad oggi circa 1600 soci in tutto il Veneto. È presente in tutte le province del Veneto, comprese Rovigo ed Alto Vicentino nate da poco. Le nostre finalità sono la tutela del malato reumatico, sensibilizzare l'opinione pubblica sulle patologie reumatiche, inoltre, abbiamo il ruolo di intermediario fra le istituzioni e la popolazione. Dal 2012 sono presidente regionale di questa associazione e dal 2013 e dopo il mio incontro con l’Assessore Coletto, abbiamo ottenuto un tavolo permanente sulle patologie reumatiche, in cui A.Ma.R.V. può dar voce ai malumori dei pazienti, può confrontarsi con medici reumatologi e propone eventi per poter abbattere le famose liste di attesa. Tanto è vero che da un progetto nel 2013 è nato FATTI DARE UNA MANO, evento di giornate di screening gratuito della mano, ove i medici e A.Ma.R.V. Onlus si mettono a disposizione della popolazione per consulti gratuiti. Abbiamo scelto la “mano” perché? Questi numerosi e complessi ruoli fisiologici che la mano esercita si fondano su un sofisticato sistema anatomico. La mano contiene molte piccole ossa, articolate fra di loro da numerosi tendini e legamenti, che ne permettono stabilità e movimento. Per questo essa necessita anche di un supporto vascolare e nervoso adeguato a tali funzioni, che abbiamo già definito piuttosto sofisticate. Ovviamente, come ogni sistema complesso, la possibilità di una disfunzione è piuttosto frequente. Inoltre, l’essere in prima linea ed allo scoperto in numerose attività quotidiane, la rende più vulnerabile, rispetto ad altre parti del corpo, agli insulti di diverso tipo, traumatici, fisici (caldo, freddo…), batterici, ecc. Si calcola che almeno 50 tipi diversi di malattie reumatiche possono colpire la mano, alcune banali, altre estremamente gravi e potenzialmente pericolose per la vita stessa. Sta nelle competenze del medico riconoscerle precocemente per offrire una diagnosi rapida ed una terapia tempestiva, che possono essere risolutive per la qualità di vita e la stessa sopravvivenza del soggetto affetto. Per questo bisogna far spesso ricorso ad uno specialista di queste malattie, che è generalmente un reumatologo.

Le malattie reumatiche che colpiscono la mano possono essere causa di due fra le maggiori evenienze patologiche che possono colpire l’organismo: il dolore e la disabilità. E’ quindi quasi superfluo sottolineare come tutte quelle numerose ed importanti funzioni attribuite alla mano, possano essere gravemente compromesse da una malattia reumatica, con rilevante alterazione della sua qualità di vita. Solo nei due eventi di Padova e Verona nel 2013 abbiamo visitato circa 1100 persone. L’evento “FATTI DARE UNA MANO” del 12 aprile a Mirano in Piazzetta Errera, grazie al sostegno del CSV, Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Venezia, e nella fattispecie della Sig.ra Luisella Conti, e con l’aiuto del Tribunale del Malato Sede della Riviera del Brenta, ha avuto un successo oltre ogni previsione. I medici del territorio del miranese, ed in particolare il Dr. Massimo Rizzi (reumatologo c/o l’U.O.C. di Medicina Interna dell’Ospedale di Dolo) con il supporto dell’equide del Prof. Leonardo Punzi dell’U.O.C. di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, hanno dato consulti gratuiti a 345 persone, ma ne avremmo aiutate altre 100. A.Ma.R.V. è un supporto, non solo per i malati reumatici che in Veneto sono il 19% della popolazione, ma anche per i familiari che vivono indirettamente la malattia, e vuole riuscire nell’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni. Una nota dolente, per una miranese come me, è l’assenza pressoché totale nella nostra ULSS 13 della parola REUMATOLOGIA, anche nelle previsioni di budget aziendale. Il paziente reumatico dev’essere considerato un investimento, non un peso per la società. La presidente A.Ma.R.V. Silvia Tonolo

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Nasce il gruppo di lettura EQuiLibri “Per risvegliare l’appetito di un lettore non c’è modo migliore che dargli da fiutare un’orgia di lettura” Daniel Pennac (Come un romanzo)

Dalla collaborazione tra la Comunità solidale “Il Grappolo” e la Biblioteca comunale di Mirano nasce “EQuiLibri”, un nuovo gruppo di lettura a Mirano. Un gruppo di lettura è un gruppo di persone che si incontra regolarmente in un luogo per parlare di libri. Ognuno è libero di esprimere la propria opinione riguardo alla lettura che ha fatto. La partecipazione è libera e gratuita. La scelta dei libri potrà ricadere su un autore, su un genere letterario o su un tema e si potranno leggere anche libri molto diversi tra loro. In questo modo ognuno potrà trovare le letture che incontrano il proprio gusto e scoprirne sempre di nuove grazie agli altri. La Comunità Solidale “il Grappolo” fa parte dell'associazione di promozione sociale “Mondo di Comunità e Famiglia” (MCF) nata con l’intento di avvicinare tra loro tutte le esperienze di vita che sono scaturite dalla comunità di Villapizzone (MI) avviata nel 1978. Il motore e l'essenza di questa associazione è la convinzione che le persone e le famiglie, valorizzando la loro diversità e in un contesto di vita comunitaria, abbiano la possibilità di camminare verso la realizzazione della propria vocazione. Le parole chiave di questa esperienza sono: condivisione, sobrietà, accoglienza, solidarietà. Quelle in gioco sono famiglie e single che ricercano uno stile di vita sobrio, essenziale nei consumi ma anche nelle idee, non inseguono l’accumulo e lo sperpero dei beni, cercano di investire sulle relazioni con le persone

IL PROGRAMMA NATALIZIO DI GEMERINO Si avvicina il Natale 2014 e Gemerino si prepara per animare il periodo natalizio a Mirano presentandosi prima vestito da Babbo Natale e poi vestito da Befana.

Durante la settimana sarà negli asili e nelle scuole che faranno richiesta. Lunedi 22 dicembre Ore 10,30 sarà in Piazza Martiri e verrà ripreso da diverse televisioni.

Ecco il suo programma Domenica 14 Dicembre e lunedì 15 dicembre Babbo Natale sarà a Mirano in Piazza Martiri per ricevere le letterine dei bambini con la richiesta dei doni preferiti per il Natale che poi ritroveranno sotto l'albero la notte di Natale. Babbo Natale gradisce trovare una tazzina di brulé per scaldarsi. Dal giorno 14 Dicembre la via Varotara a Zianigo sarà illuminata con l'albero di Natale alto 15 metri addobbato di 10.000 lampadine colorate e con il fusto attorcigliato da cordoni di luci arcobaleno. Da molte parti vengono a vederlo e fotografarlo. Sabato 20 Dicembre Ore 15,30 Babbo Natale sarà in palestra di Zianigo per far divertire i fiorellini.

Assessore alla Sanità della Regione Veneto Luca Coletto, Sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, Presidente CSV Luisella Conti, Assessore alle Politiche per i giovani, per lo sport, per la casa e per il lavoro, e Dr. Franco Schiavon della Divisione di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova.

nel rispetto dell’ambiente. “Mondo Comunità e Famiglia” è uno strumento per l’auto promozione della famiglia. Aiuta le famiglie a costruire relazioni solidali e cerca di dare le ali ai sogni delle persone. Le Comunità di Famiglie si configurano come una comunità di comunità, nel senso che la prima comunità considerata e oggetto specifico dell’associazione è la famiglia, o una persona con il suo desiderio di famiglia che, riconoscendo di non bastare a se stessa, decide, per realizzarsi a pieno, di vivere accanto ad altri in modo solidale. La Comunità di Famiglie non si costituisce sulla fusione, ma sul vicinato solidale, non sulle norme, ma sulla fiducia reciproca. L’esperienza ventennale dei condomini solidali insegna che una famiglia aperta nei confronti di altre famiglie, capace di costruire relazioni solidali, diventa una risorsa per sé e per le altre, rivelandosi così un capitale umano usufruibile dalla società. Pensiamo al valore aggiunto che portano delle famiglie solidali confinanti con minori, anziani, svantaggiati, presi in carico dallo stato sociale ai quali viene offerto un terreno di comunicazione dove è presente il calore dell’affettività. Un’ulteriore ricaduta sociale è il messaggio di speranza che la visibilità di una Comunità Solidale fa trasparire: mostrare che sono possibili un altro modo di vita, fraternità e fiducia. Riteniamo che possa essere un grande dono sociale. Alla base dell'esperienza di vita comunitaria c'è la condivisione. Si tratta di uno strumento di auto promozione e di accompagnamento tra persone e famiglie che conduce alla conoscenza dei bisogni di ciascuno ed aiuta ad individuare le scelte che portano alla realizzazione di sé e dei propri sogni. Attualmente al “Villaggio Solidale” si incontrano due gruppi di condivisione. Iscrizioni e informazioni: Biblioteca di Mirano: 041 5798490 Coordinatrice: Elena Fido 333 2586292 comunitailgrappolo@gmail.com

Domenica 21 dicembre Ore 15 sarà in Piazza Martiri e al ritorno per le vie di Zianigo.

Mercoledì 24 dicembre Ore 23 sarà in Piazza a Zianigo per allietare la nascita del Bambino Gesù Dal giorno 3 Gennaio 2015 Gemerino indosserà la veste della Befana ripercorrendo le stesse vie di Babbo Natale. Il giorno 6 gennaio parteciperà al concorso delle miss befane all'Istituto Berna di via Bissuola a Mestre Gemerino è il terzo Babbo Natale riconosciuto nel mondo: - Il primo Babbo Natale è San Nicola nato nel 300 e morto nel 384 - Il secondo è Santa Claus nato nel 1900 - Il terzo Gemerino nato nel 1937e ancora vivo. È colui che gira ancora in bicicletta tutta illuminata con luci colorate e che sulle spalle porta una gerla con albero di natale illuminato e davanti le zampogne con cui suona le pastorelle natalizie. Babbo Natale è colui che dona senza ricevere.


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C.M.C.COLORIFICIO CASTALDELLO INFORMA: La certificazione energetica degli edifici C.M.C.Colorificio Castaldello S.r.l. centro di distribuzione professionale per imprese di dipintura vuole sollevare un’argomentazione di notevole contenuto: la certificazione energetica degli edifici. Il protocollo di Kyoto, sottoscritto nel 2006 e frutto della Conferenza programmatica delle Nazioni Unite relativa ai cambiamenti climatici del Pianeta, esprime la volontà comune di 160 Paesi di prendere coscienza ed affrontare le problematiche derivanti dal riscaldamento globale della Terra. L’accordo prevede l’obbligo dei Paesi industrializzati ad operare una progressiva riduzione delle emissioni di elementi inquinanti in misura non inferiore al 5% nel periodo 2008-2012. In adempimento alla Direttiva 2002/92 U.E. anche in Italia vengono definiti i criteri,condizioni e modalità per migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio. Il sistema di isolamento termico a cappotto è la soluzione più vantaggiosa per ridurre sprechi energetici, migliorare la qualità del comfort abitativo con evidenti risparmi economici,contribuire al contenimento delle emissioni inquinanti.

Sia in estate che in inverno un edificio non isolato è costantemente sottoposto a flussi termici in entrata come in uscita. Durante il periodo invernale di riscaldamento in regime di funzionamento stazionario, l’edificio subisce perdite di energia termica per trasmissione del calore attraverso le strutture opache (muri, solai e pavimenti) e trasparenti (finestre e vetrate) che lo delimitano. Una scadente prestazione di isolamento termico porta ad un incremento delle perdite di calore e può provocare la diminuzione di temperatura della superficie interna dell’edificio tale da causare rischi di condensazione superficiale. Il sistema di isolamento termico a cappotto è una soluzione efficiente ed economicamente vantaggiosa per ridurre sprechi energetici,contribuendo in modo determinante a soddisfare gli standard richiesti per il rilascio della certificazione energetica. La certificazione riassume le prestazioni energetiche degli edifici,classificandoli in una scala variabile da A+ (EDIFICIO PASSIVO A BASSISSIMI CONSUMI) a G (EDIFICIO AD ALTO CONSUMO ENERGETICO).

PRESENTATO IL LIBRO DI ENRICO GUSELLA “SULLA FOTOGRAFIA E OLTRE”: UNA FOTOGRAFIA DELLA FOTOGRAFIA Il Laboratorio di Ricerca D’Arte Contemporanea PaRDeS di Mirano ha organizzato domenica 22 giugno scorso la presentazione del libro di Enrico Gusella "Sulla fotografia e oltre", Allemandi Editore, Collana “I Testimoni dell'Arte”. Sono intervenuti Riccardo Caldura, docente di Fenomenologia delle arti contemporanee all'Accademia di Belle Arti di Venezia ed Enrico Gusella, autore del libro. Enrico Gusella è considerato uno dei più acuti studiosi della fotografia ma, anche, come ricorda Michele Smargiassi (da Repubblica.it), “curatore, critico e storico del medium”. E “Testimone dell'arte“, Gusella lo è davvero, visto che in meno di tre mesi dall'uscita del suo libro, ben quindici sono state le presentazioni che si sono svolte nei luoghi deputati dell'arte e della cultura del nostro Paese: dall'anteprima di Venezia (Casa dei Tre Oci) a Ferrara (Complesso Monumentale di San Paolo), da Verona (Sala Farinati della Biblioteca Civica) a Merano (Kunst Merano Arte), passando per Bassano del Grappa (Libreria di Palazzo Roberti), Portogruaro, Brescia (Libreria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore), Treviso (Ca' dei Ricchi), Mestre (Centro Culturale Candiani), Vicenza (Libreria Galla), Rovigo (Accademia dei Concordi), Milano (Armani Libri ), MIA Fair, Roma (s.t. Foto libreria galleria), Piacenza (Galleria Ricci Oddi), al MART di Rovereto, per approdare ora a PaRDeS a Mirano in provincia di Venezia. Gusella in questo suo suggestivo volume, che lo stesso Smargiassi ha definito «un mosaico di saggi su autori, tendenze, mostre, collezioni, eventi; la mappa di un percorso di lungo passo sulla scena della fotografia italiana e transitata in Italia, ovvero una fotografia della fotografia in un album di “istantanee” professionali», esplora la vita e l'opera di alcuni tra i fotografi che più hanno contribuito a rendere interessante e compiuta l'arte fotografica nel nostro tempo. Attento interprete dell'opera degli artisti selezionati, Gusella scandaglia nella sua analisi discipline e generi a cui questi creativi sono legati, fornendoci una panoramica approfondita sia della loro poetica che del loro modo di intendere il mezzo fotografico. L'intento è quello di delineare una sorta di geografia della narrazione fotografica e approfondire le visioni più interessanti di quegli interpreti del reale che hanno scelto di mettere in campo visioni proprie e singolari pur servendosi di un medium mimetico e appartenente all'epoca della riproducibilità tecnica come la fotografia. L'ampia analisi dell'autore si articola in otto capitoli, ognuno dei quali ricomprende una serie di saggi dedicati a fotografi di fama internazionale. A conclusione dell'ampio excursus due capitoli affrontano le ricerche specifiche su Diego Valeri, e il tema del collezionismo attraverso la Fondazione di Venezia con il famoso Archivio Italo Zannier, e la collezione Mario Trevisan. Enrico Gusella, critico e storico delle arti, è curatore e ideatore di mostre. È stato professore a contratto per l’insegnamento di Storia della Fotografia e delle Arti Visive all’Università Ca’ Foscari di Venezia; cultore della materia per l’insegnamento di Storia dell’Arte moderna all’Università di Verona, ed è membro del «LISaV» - Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia. Ha curato oltre 250 mostre ed è ideatore del Centro nazionale di fotografia del Comune di Padova, e di convegni sulle arti visive. Si occupa di semiotiche, culture della Pubblica Amministrazione, storia dell’architettura e poetiche del paesaggio. Giornalista-pubblicista, già collaboratore dei quotidiani «Il Sole 24 Ore», «La Repubblica» (redazione di Napoli), «Il mattino di Padova», «L’Adige». Collabora alle pagine culturali de «Il Giornale di Vicenza».

Con il sistema di isolamento termico a cappotto si ottengono i seguenti vantaggi: VANTAGGI TECNICI in quanto mantiene l’involucro esterno dell’edificio in condizioni termo igrometriche stazionarie evitando la comparsa di crepe e infiltrazioni d’acqua con conseguente de coesione degli intonaci e delle finiture; VANTAGGI ABITATIVI quale miglior comfort abitativo all’interno dell’edificio. Le temperature costanti sia d’inverno che d’estate migliorano la qualità della vita; VANTAGGI ECONOMICI in termini di riduzione delle spese di riscaldamento e di condizionamento e di incremento del valore dell’immobile con riduzione dei costi di gestione e delle spese di manutenzione delle facciate. Per ulteriori informazioni circa i sistemi di isolamento termico a cappotto distribuiti dalla nostra struttura visita la nostra sede operativa a Mirano in Via Meucci,2 dove potrai ricevere una consulenza gratuita sull’argomento ritirando lo speciale manuale tecnico operativo sui sistemi termici. Info 0415701991 C.M.C.COLORIFICIO CASTALDELLO S.r.l.

INTERVISTA AL PIANISTA MICHELANGELO STREGAPEDE di Paolo Trevisanato

Mi pregio in questa breve, di porre alcune domande al Maestro Michelangelo Stregapede per conoscere sue opinioni riguardo l'arte, la musica, gli sviluppi e i progetti di una carriera, credo, assai difficile. Di recente ti sei esibito qui a Mirano, per l'esattezza il 26 Ottobre scorso, com'è andata? Grazie Paolo di questo spazio che gentilmente mi concedi nel “Mirano Magazine”. Il concerto qui a Mirano è stato una prova generale di un sodalizio artistico, stretto con la violista Valentina Giovannoli di Spinea, violista appunto nell'orchestra del Teatro La Fenice. Devo dire, come affluenza di gente, meglio di così non poteva andare, i posti a sedere erano praticamente tutti occupati. Noi abbiamo suonato con molta serenità presentando un programma romantico per il duo (viola e pianoforte), mentre la seconda parte del concerto è stata dedicata ad alcune pagine famose del compositore Polacco Fryderyk Chopin. Come mai questo sodalizio, ne hai anche altri? In passato ho avuto diverse collaborazioni, alcune visibili nel mio sito web (www.pianistmichelangelo.com) e sui filmati presenti su You Tube. Sono preziose esperienze che aiutano a maturare e a crescere, artisticamente parlando. Questa con Valentina è la prima, spero di una lunga e felice diversità che possa abbracciare vari generi. Ho suonato molto come solista negli anni precedenti il 2007. Ora vorrei collaborare con cantanti e altri musicisti, prediligendo liederistica e repertorio di musica da camera. Suonare insieme mi motiva di più e sento meno “responsabilità”, piuttosto dell'esibirmi come solista. Come ti pare stia procedendo la riforma nelle scuole? A mio avviso ci sono cose molto positive, altre meno. Finalmente non si deride più la musica riducendola ad una farsa con il flauto dolce; molti bambini e ragazzi hanno oggi la possibilità di studiare seriamente un vero e proprio strumento: era ora! Questo è sicuramente un passo in avanti epocale nella nostra cultura e

nella scuola italiana. Hai altri progetti, concerti? Ho ripreso quest'anno l'attività artistica dopo un periodo di fermo. Il concerto di Mirano mi è servito per “rodare” il programma, presentato poi il 6 Novembre a Sarzana (SP). Il 21 Novembre, in associazione con MusicoTeatro, mi sono esibito assieme ad altri musicisti (cantanti, ballerini) presso villa Barbarigo a Fiesso d'Artico. Con MusicoTeatro ho avviato una collaborazione e spero presto poter rendere pubblica la relativa attività artistica. In sostanza, tu quindi vivi di soli concerti? In sostanza, un musicista può vendere la propria arte in due sole maniere, non sono possibili alternative: o suona e si rende interprete della musica, oppure insegna nel proprio ambito. Io le faccio entrambe. Tu insegni anche? Certo, per ora solo privatamente, ma spero presto trovare un contenitore adeguato all'insegnamento, non so.., magari entrare in qualche scuola o formarla. Farai altri concerti qui a Mirano? Il sodalizio con l'amministrazione attuale è iniziato quest'anno, per il prossimo ho già progetti più ampi, spero si possano realizzare nonostante la crisi attuale ci colpisca tutti, sicuramente l'arte e la cultura maggiormente rispetto altri settori. Bene, ti auguro un futuro prospero e spero di sentirti presto nuovamente qui, nella tua città di residenza. Grazie Paolo, spero anch'io di poter esibirmi ancora e allietare il pubblico con la mia musica. Colgo l'occasione per salutare e ringraziare la cittadinanza di Mirano per l'affetto ricevuto, auguro a tutti un Buon Natale e un felice 2015, di pace, serenità e gioia.


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e inoltre ... Lasagne alla bolognese Lasagne con radicchio e speck Crepes radicchio, brie e speck Cannelloni con ricotta e spinaci Cannelloni alla bolognese Cappone ripieno Rotolo di tacchinella farcito al radicchio Faraona ripiena Rotolo di vitello farcito al radicchio Stinco di maiale Quagliette ripieno Anatra ripiena

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Genitori e figli, introduzione al digitale della rete Fare i genitori, il lavoro più difficile al mondo, si evolve. I genitori moderni hanno ancora molta paura di internet e della tecnologia in generale usandola il minino indispensabile; per le difficoltà che incontrano si affidano molto ai loro figli più grandi o a qualche amico, ma con molta parsimonia. Per i genitori si tratta di abbandonare le paure e di cercare di approfondire la materia e educare all’uso del digitale con serenità. L’argomento è complicato anche dalla “tecnofobia”, spesso alimentata dai mass media, sui pericoli della rete. Frequentemente accade che i figli siano lasciati soli di fronte agli schermi interattivi, perché non c’è tempo, perché si è troppo occupati, stressati dal lavoro o semplicemente perché non si ha cultura informatica adeguata. Ricordiamoci che la tecnologia non è una babysitter e neanche un moderno giocattolo; come non è “cattiva maestra” la televisione. Se, però, si abusa non ci si può poi lamentare, come fanno alcuni

genitori, perché i loro figli stanno spesso su Internet, usano troppo il telefonino, o perché fanno un uso eccessivo dei videogiochi. La tecnologia è una comodità, un indice di benessere, e a tal proposito dobbiamo imparare a “nutrire” i nostri figli con una dieta digitale equilibrata alla stessa stregua di quella alimentare nelle varie fasi della vita. La strada ottimale è quella ludica del divertimento, perciò i videogame fanno benissimo, sarà la maturità digitale a indurli chiedere applicazioni diverse. I bambini che si avvicinano all'utilizzo del computer dovrebbero avere almeno tre anni, infatti quelli di questa età, o sicuramente più grandi, hanno maggiori probabilità di afferrare e capire i concetti informatici di base, mentre i bimbi più piccoli lottano con questo tipo di apprendimento, soprattutto perché stanno ancora sviluppando le competenze visive e collegate alla comprensione e al linguaggio. Insegnare ai bambini a usare il computer può prepararli alle

numerose innovazioni tecnologiche che ormai sono parte integrante della società odierna. Oltre a intrattenerli, i computer possono essere una buona fonte per lo studio, approfondimenti scolastici o saggi di ricerca e non solo. E’ noto che le attività cognitive e di ragionamento sull’astratto maturano verso i 12 anni nelle femminucce e verso i 15 anni nei maschietti, ecco perché la fisica e la matematica sono difficili da apprendere. Strumenti didattici opportuni e sicuramente il computer accelera l’astrazione funzionale (faccio questo in funzione di…) nei più piccoli. Utilizzare strumenti interattivi per gioco e a scuola esercita sia il pensiero intuitivo sia il ragionamento ipotetico deduttivo, un nuovo punto di osservazione della realtà predisponendo all’atteggiamento “tecnico/scientifico” verso il mondo. Purtroppo, le nuove generazioni imparano a usare questi strumenti e a “navigare” in Internet e

NASCE IL GRUPPO DI ACQUISTO SOLARE A Mirano, da quest’anno, è attivo lo Sportello Energia, un punto informativo gratuito presso il quale i cittadini miranesi possono recarsi per reperire informazioni riguardo alle energie rinnovabili e agli incentivi ad esse collegati, in particolare quelli legati alle detrazioni del 50% per il solare fotovoltaico e del 65% per gli interventi di efficienza energetica nelle abitazioni. Lo sportello Energia del Comune di Mirano, gestito da un operatore di Legambiente, è aperto tutti i giovedì dalle 16:30 alle 18:30 e si trova al primo piano della sede del Comune in Piazza Martiri 1. Da questo settembre, lo Sportello Energia darà vita al Gruppo di Acquisto solare. Dopo la chiusura estiva, infatti, l’attività dello Sportello è entrata in una fase molto importante. Nel corso di una apposita riunione i cittadini che in primavera avevano deciso di aderire ai gruppi di acquisto hanno potuto scegliere l'azienda migliore per la realizzazione dei lavori. In una serata successiva l’azienda selezionata si è presentata agli aderenti ai gruppi, illustrando le proprie caratteristiche e il servizio che garantirà. Il Gruppo di Acquisto è un modo di acquistare in gruppo per avere un risparmio che arriva fino al 20% senza dover rinunciare alla qualità dei prodotti. Aderire al Gruppo d’acquisto è gratuito e non comporta vincoli: gli aderenti ricevono un preventivo

dall’azienda prescelta in base al quale decidono se procedere oppure fermarsi. Il gruppo di acquisto prevede che le aziende presentino offerte per impianti solari termici, fotovoltaici, boiler a pompa di calore e condizionatori ad alta efficienza è un’iniziativa intrapresa in molti altri comuni del Veneto. Il gruppo di acquisto dello Sportello Energia darà una mano a rendere ancora più verde il Comune di Mirano, nel quale ad oggi sono installati 376 impianti fotovoltaici (considerando solo i piccoli impianti) ovvero un impianto circa ogni 70 persone, per un totale di 1.900 kWp. La taglia media di questi impianti è di 5.05 kWp. Il solare fotovoltaico permette di risparmiare anche il 50% sulla bolletta dell’energia elettrica; oltre che usufruire di una detrazione fiscale del 50% sul costo dell’impianto, il proprietario riceverà un contributo denominato “Scambio sul posto” per l’energia non consumata istantaneamente. Il solare termico permette di riscaldare l’acqua per uso sanitario grazie al sole, mentre il boiler a pompa di calore è uno scaldacqua ad altissima efficienza, incentivato fino al 65% in caso di sostituzione del vecchio boiler (50% negli altri casi). Per informazioni si può contattare lo Sportello energia, scrivendo all'indirizzo mail sportello.energia.mirano@gmail.com o telefonando al 348 9877630.

nei social network con i compagni di classe o con i fratelli e le sorelle maggiori, ma non con i genitori, che, nella stragrande maggioranza dei casi, fanno molta fatica a educare al digitale i loro figli. Il linguaggio digitale è ancora difficile e non fa ancora parte del “lessico familiare”, e così spesso genitori e figli usano gli strumenti di comunicazione digitale in maniera parallela, senza condividere le esperienze fatte, senza aiutarsi e senza ragionare insieme sulle opportunità o sui problemi che si sono presentati alla loro “vita sullo schermo” grande o piccolo che sia. Il computer, il cellulare, il tablet non sono una “brutta bestia”, più li conosci e più si apre una finestra sugli orizzonti del mondo e sulla cultura. Con l’educazione all’uso e la giusta attenzione ai “pericoli”, optando per un impiego coscienzioso, coinvolgente e divertente, saremo capaci di migliorare significativamente questa esperienza istruttiva aumentando il desiderio di impa-

rare in noi e nei nostri figli. La voce unanime nei confronti dei genitori è perciò quella di abbandonare le paure e il dubbio del “non so come fare” che spegne ogni approccio e di sforzarsi di capire le logiche di funzionamento e di stare con i figli piccoli o gradi che siano anche davanti agli schermi interattivi, per educarli a un loro uso significativo e consapevole. Viviamo in un mondo che fonde reale e digitale dove entrambe le dimensioni si intersecano di continuo ed è con questa realtà che dobbiamo misurarci anche nell’educazione dei nostri figli oggi e nel prossimo futuro. Maurizio Foffano IT Manager Tecnosoft

METEO MIRANO.IT Nasce MeteoMirano.it allo scopo di dotare il nostro territorio di un servizio in grado di soddisfare le curiosità e le esigenze di informazione in campo meteorologico espresse dai cittadini per diversi settori. MeteoMirano.it è il frutto della collaborazione tra volontari che si occupano a diverso titolo del settore ambiente e qualità della vita. Tra le ragioni che hanno spinto alla sua realizzazione c’è l’interesse per l’ambiente in generale alimentato da una grande community di utenti che, partecipando al suo aggiornamento, condividono immagini, video, commenti personali e, naturalmente, la passione per la meteorologia e la natura. Una sessione sarà dedicata ad articoli divulgativi sulla meteorologia e a iniziative di formazione in campo meteorologico per creare cultura, sensibilità e affrontare l’argomento preparati. La struttura è in fase di completamento ed è dotata, oltre che di una centralina professionale per la rilevazione dei dati meteorologici, di una serie di webcam per dare

una vista in tempo reale dello stato del tempo nelle 24 ore del territorio. La Webcam principale è posizionata sul Centro della Vittoria come anche la centralina, le altre sono in fase di trattativa per accordarsi su modalità e tipologia di inquadratura nel rispetto della privacy dei cittadini. Il coordinamento delle attività di MeteoMirano.it è affidato alla redazione della Privilege Card di Mirano associata alla collaborazione di altre strutture e gestori di reti di monitoraggio del clima sia locali che nazionali. Oltre al sito dedicato www.meteomirano.it altre informazioni sono reperibili da www.miranomagazine.it e sul famoso social network facebook www.facebook.com/miranomagazine Si aggiunge così un altro tassello al progetto Privilege Card Città di Mirano che passo passo e con notevoli sforzi anche economici sta mettendo a disposizione strumenti e soluzioni al servizio della comunità miranese con una attività completamente gratuita per essere vicina al cittadino. Giorgio Pesce

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ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA Gruppo "AMICI MICOLOGI MIRANO" “Se ami la Natura vieni a conoscerla attraverso la Micologia”

Chi siamo?

Cosa facciamo?

Vieni a trovarci tutti i lunedì sera - in sede - dalle ore 20.30 in poi. La nostra attività avrà inizio il 26 gennaio p.v., con il 36° Corso di Micologia.

Ti aspettiamo

Buon Natale e Felice 2015 da Paolo Trevisanato e dal Consiglio Direttivo FUNGHI, PASSIONE E SCIENZA Da interesse per "specialisti" a oggetto di ricerca L'Associazione Micologica Bresadola di Trento non ha bisogno di molte presentazioni: è la più rappresentativa e qualificata a livello nazionale, non solo per le migliaia di iscritti che rappresenta, ma altresì per l'attività scientifica e divulgativa che svolge e che si è esplicata negli anni con una serie di iniziative, quali la pubblicazione di studi, di riviste e l'organizzazione di manifestazioni di elevato livello. Infatti il Comitato Scientifico Nazionale ha assunto ormai dimensioni e rilevanza internazionali per la costante partecipazione di studiosi ed esperti stranieri qualificati. Se l'interesse per il mondo di funghi sta uscendo dall’ambito del vasto, ma poco qualificante, mondo dei raccoglitori-consumatori (i cosiddetti micofagi) per diventare impegno di studio e di ricerca scientifica nel senso più ampio e completo del termine, questo è merito, in gran parte, dal sodalizio intestato a quel grande studioso di Micologia Italiana che risponde al nome dell’abate Giacomo Bresadola. La 35ª Mostra che il Comune di Mirano ha anche quest'anno l'onore di ospitare nella sede "Auditorium" municipale, costituisce una tappa importante in questo lavoro di ricerca e studio per i conseguimento di quelle finalità che il Gruppo "Amici Micologi Mirano" si è statutariamente impegnato a perseguire e che, in concreto, si prefigge l'adeguamento della

Come tutti gli anni, molteplici sono state le attività che il Gruppo ha svolto o che ha contribuito ad essere attivi, dando modo di essere sempre presenti nel nostro territorio. Possiamo ben dire che il nostro Gruppo è ormai segno di riferimento, oltre che garanzia, e che ci vengono riconosciute le capacità di far conoscere i nostri Studi e comportamenti. Affinché ciò continui a proseguire, bisogna essere sempre in prima linea. Ecco perché i nostri componenti il Comitato di Studio par-

micologia italiana a quei più elevati livelli che la micologia internazionale ha da tempo raggiunto. E’ all'interno di questa prospettiva e di questo ambizioso traguardo che si inserisce questo primo contributo di ricerca su alcune specie di funghi non tra i più comuni e quindi anche per questo più interessanti, frutto di un più vasto lavoro che è in corso e che verrà integrato in seguito con altri analoghi contributi. L'iniziativa vede non casualmente la luce in questa 35ª Mostra Micologica che si svolge nell'entroterra veneziano, in quanto nasce dalla precisa volontà di noi organizzatori e promotori di dare, a questo ormai tradizionale appuntamento di studio, un carattere più qualificato e, al tempo stesso, innovativo e vigoroso rispetto alle edizioni precedenti. La realizzazione di questa 35ª Mostra sarà possibile grazie all'Amministrazione comunale, al Consiglio direttivo, dei Soci e dei molti simpatizzanti i quali, attraverso personali ricerche e raccolte, potranno dare il via ad una metodologia che si auspica possa essere di stimolo e di incentivo per tutti coloro che intendono affrontare questo affascinante mondo dei funghi in termini non semplicemente utilitaristi e dilettantistici, bensì in termini sempre più rispondenti alle nuove esigenze che la moderna metodologia scientifica impone. Paolo Trevisanato

Pista ciclabile di via Scaltenigo Egr. Dottoressa Sindaca del Comune di Mirano Maria Rosa Pavanello Ai signori assessori del Comune di Mirano A tutti i consiglieri del consiglio comunale di Mirano E' da tanti anni che gli abitanti di Scaltenigo, Ballò e Vetrego chiedono a gran voce la costruzione della “pista ciclabile” lungo la via Scaltenigo. Le amministrazioni comunali che in tutti questi anni si sono avvicendate, compresa quella attuale, ne hanno sempre confermata l’assoluta utilità e fattibilità. Chiunque cerchi di negare l’evidenza fa solo ciance. Le vicende che tutti conoscono hanno purtroppo allungato a dismisura i tempi di realizzazione di quest’opera. Nel frattempo la nostra situazione peggiora di mese in mese e va di pari passo alla crisi economica e alla crisi della qualità della vita. Le persone invecchiano e il cambio generazionale è pressoché inesistente. Il traffico e il conseguente inquinamento a tutti i livelli sono aumentati a dismisura a causa dell’apertura del “passante di Mestre”, del nuovo casello di Dolo-Mirano e l’aumento indiscriminato del pedaggio autostradale. Questo ha portato grossi disagi esistenziali ai residenti come un peggioramento della qualità della vita, incidenti stradali a volte anche mortali, un deterioramento della salute in particolare nei soggetti più deboli e un degrado ambientale che peggiora di anno in anno. A questo va ad aggiungersi la crisi economica. Tutti questi fattori hanno determinato la chiusura di innumerevoli attività commerciali. La situazione si è ulteriormente aggravata con la chiusura dell'Ufficio Postale. Le frazioni a meridione del comune si sono trovate depauperate di tutti i servizi pubblici di base e di gran parte delle attività commerciali. Le persone sono state costrette a fare riferimento al “centro storico” portando ulteriore traffico

35 ANNI DI FONDAZIONE

tecipano ai Comitati Scientifici nazionale dell’A.M.B., e quelli della Federazione Gruppi Veneti, della Società Veneziana di Storia Naturale, e di altre iniziative con altri Gruppi. Anche quest'anno le nostre attività hanno inizio con Corsi di Micologia Generale, sensibilizzando così molti partecipanti. Diverse lezioni su "Erbe", nella Medicina, Cosmesi e Cucina, che hanno interessato molti appassionati. Diversi incontri con gli "Agriturismo" del ter-

ritorio, in collaborazione con la Provincia di Venezia, con tema "Il Fungo in tavola". Diverse escursioni Micologiche-Naturalistiche come a Cà Roman (Laguna di Venezia), Alano di Piave - Auronzo - Borca e S. Stefano di Cadore (BL), Segusino (TV), nei Parchi, non solo del Miranese e diverse località limitrofe. Anche quet'anno, come ormai da molto tempo, è stato istituito il Premio "Il Fungo d'oro", che verrà assegnato a chi opera nel

caotico e inquinamento al Capoluogo. Pertanto, in mancanza del servizio di trasporto pubblico - che negli anni fra l'altro è andato molto a peggiorare - l' unico riferimento è la pista ciclabile di via Scaltenigo, la quale dà opportunità di raggiungere il Capoluogo con tutti i benefici che l' uso della bicicletta da ai cittadini, all' economia e al minor inquinamento. La pista ciclabile deve essere costruita in adiacenza alla via Scaltenigo per svariati motivi: A) L'illuminazione presente sulla strada servirebbe anche per la pista ciclabile. B) La pista ciclabile servirebbe già gli abitanti delle case poste lungo la via Scaltenigo e strade limitrofe. C) I ciclisti si muoverebbero in sicurezza effettuando il loro percorso attraverso zone abitate. A tutto questo contesto si devono aggiungere altre importantissime valenze. La valenza della ciclabile di via Scaltenigo non va solo vista in un’ottica strettamente locale, ma in una vera e complessa globalità di situazioni. Detta pista permetterebbe il collegamento con le piste ciclabili della Riviera del Brenta e di fatto il collegamento fra gli ospedali di Mirano e di Dolo e fra le stazioni ferroviarie di Dolo e di Mira/Mirano con Mirano. Incentiverebbe l’uso della bicicletta in un comune come il nostro che si definisce “città verde”. Favorirebbe il cicloturismo nazionale ed internazionale. Ad esempio, non a caso, nel 2015 ci sarà l' EXPO di Milano. Una parte di questa manifestazione si svolgerà a Venezia/Porto Marghera con l' EXPO MARE 2015. Sono previsti milioni di visitatori e tanti cicloturisti. Peccato che Mirano perda questa occasione essendo impreparata ad accogliere l'esposizione, i viaggiatori e l’indotto conseguente. Per il COMITATO VIABILITA' SICURA Gian Paolo TALAMINI

ramo della Micologia, indicato da un'apposita Commissione; quest'anno è stato scelto il Segretario Nazionale ddll'A.M.B. Gianfranco Visentin, a cui è stato riconosciuto il Prezioso contributo all’A.M.B. Nazionale e locale, e al nostro socio e componente il C.D., Luigi Scaggiante, per tutte le attività e momenti di festa, dimostrando attenzione e soliderietà al nostro Gruppo. IL PRESIDENTE Paolo Trevisanato

All’affezzionata clientela

Lucio e Silvia augurano BUON NATALE


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MIRANO E LA SUA STORIA CRONISTORIA ECCLESIASTICA E' pieve antica e matrice (madre), sorta sulla via Decumana, oggi Desman. Il parroco si chiamava pievano-priore. Fin dal secolo X Mirano ecclesiasticamente appartiene alla sede vescovile di Treviso. Nel 997: il Vescovo Rozzone dona a Mogliano un mulino in Mirane sul fiume Melegone. Nel 1152: nella Bolla di Papa Eugenio LII0, datata da Signa 110 maggio diretta al Vescovo di Treviso Bonifacio, la Pieve di Mirano con le sue pertinenze passa sotto la giurisdizione del Vescovo di Treviso. Nel 1199: il pievano-priore di Mirano interviene alla elezione del Vescovo, rappresentando l'arcipretato di Mestrina. Nel 1330: un documento dell'epoca fa sapere che alla chiesa parrocchiale erano annesse altre chiese: quella di S. Benedetto di Vigodezzo (un borghetto sulla Via Desman colonizzato dai Benedettini Nonantolani istituto ri di Vetrego), quella di S. Martino del Molino, quella di S. Maria Maddalena del Serragli•, e più tardi (nel 1400) si aggiunge anche quella di S. Pietro in Vincoli di Scortegara, contrastata da Zianigo. Nel 1457: vi si aggiunge il priorato annesso all'ospedale dei Battuti in Mirano, Istituito da Bonifacio Moreti nel 1446 con dote di 60 campi e un locale di 8 stanze e chiesa interna. Nel 1462: la Piove di Mirano passa ai monaci agostiniani. Nel 1477: con Bolla del Papa Sisto IV (14 maggio) in seguito a richiesta del Priore P. Antonio Lanzi, Parroco di S. Marino di Venezia, il priorato di S. Michele di Mirano viene incorporato al Convento della Madonna dell'Orto, Congregazione di S. Giorgio in Alga. Nel 1490: tutte le cappelle sono rase al suolo. Nel 1496: l’ospedale è in rovina, senza letti per i troppi amministratori e perché la rendita è in balia dei coloni. Ma, nel 1506 è rifatto con 6 letti e un capezzale. Nel 1501: durante la costruzione della cappella attigua alla chiesa parrocchiale (tuttora esistente e chiamata scoletta) in onore di S. Mattia, ne sono rubati i mattoni. Nel 1532: la chiesa di S. Michele di Mirano viene consacrata da Mons. Nicolò Ormaneto, Vescovo di Padova. Nel 1542: Il vescovo di Treviso investe gli Oddo (Ottolini) poi i Tagliapietra del suo antico feudo decimale in Marcuriago (Mercurii lacus). Nel 1565: si deplora la povertà dell'ospedale, ma più tardi è risollevato dai lasciti dei Vendramini e Ambrosini. Nel 1551: è istituita la scuola dei Santi Maria e Michele che faceva l'agape (pranzo) il giorno di S. Orsola con distribuzione di pane ai poveri del paese. Nel 1554: è vietata la visita al Vescovo, nonostante la presentazione delle Bolle che gli davano facoltà. Nel 1578: si costruisce un altare a S. Gerolamo con il dipinto attribuito al Tintoretto, da O. Ridolfi, ma dato a Paolo Fiammingo dalla critica attuale. Nel 1585: c'è un solo sacerdote incaricato dai canonici alla cura delle anime. Nel 1588: esistono 7 capitelli. Nel 1635: il vescovo di Treviso fa la visita pastorale, accolto per la strada festosamente dai soldati del vicario o pretore che sparano a gara mortaretti e fanno squillare le grosse e sonore campane. Ma il vescovo fa le sue lamentele perché nell'elezione dei massari (il 4 ottobre) di 200 eletti, erano ridotti a 21 per le fazioni che portavano ad odi e risse accanite. Nel 1668: soppressa con bolla Apostolica (7 dicembre) dal Papa Clemente IX la Congregazione di S. Giorgio in Alga e, di conseguenza, il Monastero di Madonna dell'Orto e tutti i beni, compreso il beneficio parrocchiale di Mirano, vengono messi all'incanto dalla Repubblica Veneta. Acquista ogni cosa con atto 22 luglio 1669 il Guardiano del Convento di S. Nicolò della Lattuga di Venezia, P. Pietro Ferrati. Così quella comunità religiosa nel giro

di un secolo, inviava a reggere la parrocchia i seguenti: PARROCI REGOLARI DAL 1669 AL 1769 1669 - Padre Lodovico Lippi 1670 - Padre Carlo Armanno di Civitella 1677 - Padre Giobatta Bonanone 1678 - Padre Nicolò Monti 1712 - Padre Ant. Maria Piazzola 1713 - Padre Giov. Francesco Bertinati 1714 - Padre Giov. Maria Quirini 1719 - Padre Giobatta Gallipoli 1727 - Padre Domenico Grolli 1735 - Padre Antonio Bianchi 1736 - Padre Francesco Andrioli 1752 - Padre Francesco Ponte 1755 - Padre Angelo M. Borioni 1764 - Padre Giuseppe M. Cesta Nel 1669: è costruita l'attuale canonica dal Gurdiano P. Pietro Ferrari dei Frati Minori, per merito del procuratore Angelo Maurocene e il 2 maggio è inaugurata, come lo ricorda una lapide latina tuttora posta sopra la porta. Nel 1683: s'inizia la costruzione della chiesa parrocchiale attuale completa che viene consacrata nel 1696. Nel 1747: esistono 16 oratori; nel 1791 assommano a 22. Nel 1769: con atto del 26 aprile il Convento di S. Nicolò della Lattuga lascia la parrocchia di Mirano riservandosi però tra gli altri, anche il diritto di nomina del parrocco. Da questa epoca incominciano così a reggere la parrocchia questi sacerdoti secolari: PARROCI SECOLARI DAL 1769 Dal 1769 al 1807 don Giovanni De Medici + a Mirano 2 giugno 1807. Dal 1807 al 1817 don Pietro Pancrazio + a Mirano 25 marzo 1817. Dal 1817 al 1824 don Francesco Barbaro + a Mirano nel 1828, dopo aver rinunciato alla parrocchia il 1° marzo 1824. Dal 1825 al 1829 don Francesco Alberti + a Mirano 12 agosto 1829. Dal 1830 al 1847 don Antonio Gardin + a Mirano 1 settembre 1847. Dal 1848 al 1885 don Antonio Renier + a Mirano 25 giugno 1885, eletto Canonico della Cattedrale di Treviso nel 1876. Dal 1886 al 1900 don Luigi Bistacco: trasferito a Treviso, Canonico della Cattedrale ove morì il 10 aprile 1905. Dal 1901 al 1920 don Luigi Semenzin: trasferito a Treviso, Canonico della cattedrale, morto ad Arcade il 20 marzo 1942. Dal 1920 al 1924 don Luigi Brusatin: trasferito a Treviso. Canonico della Cattedrale, morto a Treviso il 15 novembre 1934. Dal 1925 al 1957 don Francesco Muriago: Canonico della Cattedrale dal 1942, morto a Mirano il 31 ottobre 1962. Dal 1957 17 novembre don Marcello Conte: Canonico On. della Cattedrale dal 1960. Nel 1771 - ottobre la Chiesa venne dichiarata Arcipretale dal Vescovo di Treviso Paolo Franco Giustinian. Nel 1797: i beni ecclesiastici sono soppressi. CHIESA PARROCCHIALE (Descrizione artistica del Prof. G. B. Tiozzo) L’edificio ha caratteristiche nettamente seicentesche (la lapide posta nel fornice dell'arco trionfale, recante la data 1691, indica la massima trasformazione dell'edificio), salvo qualche leggero rimaneggiamento ottocentesco. Dalla analisi di alcuni particolari, si può dedurre con chiarezza che l'attuale fabbrica deriva da una precedente costruzione rinascimentale. L'interno è formato da un'unica navata che sfonda, oltre l'arco trionfale, in un imponente e fastoso presbiterio. Gran parte delle superfici interne sono occupate da figurazioni ad affresco, che svolgono due importantissimi temi liturgici: la "Fede" ed il "Giudizio Universale". Il primo tema, di primaria importanza ai fini del nostro credo cattolico, si sviluppa in una decorazione che fa da corona alla mensa dell'altar maggiore, chiarendo l'essenza del credo cristiano. Nel soffitto la decorazione ha inizio con la figurazione allegorica della "fede", fa seguito sulle vele la rappresentazione della Chiesa,

simboleggiata dagli apostoli Pietro e Paolo e da due maestri o dottori. Chiude il ciclo la rappresentazione, ai lati dell'altare, dei due maggiori sacrifici dell'antico testamento, simboli dell'alleanza con Dio, ricordati durante il sacrificio della Messa (e non a caso) subito dopo la consacrazione: sulla destra il sacrificio di Abramo e sulla sinistra il sacrificio di Melchisedech. L'intero ciclo, dalle tinte chiare e piatte, ripete uno schema decorativo tiepolesco; salvo a manifestare un'aria ottocentesca nelle più libere scene laterali. L'autore, quasi certamente, è l'ultimo tiepolesco Costantino Cedini (Padova 1741, Venezia 1811); la probabile data di esecuzione degli affreschi del Cedini può essere compresa nella prima decade dell'ottocento, intorno al 1807, anno in cui il pittore ha dipinto nella chiesa di Dolo. A chiudere il ciclo della "Fiede" si porta l'imponente opera marmorea dell'altare maggiore che, con i due arcangeli, superbi per forma e movimento, pone dinanzi a noi la certezza del risveglio per l'eternità e la selezione secondo giustizia. Al centro, sopra una mensa, preziosa per ornati ad altorilievi, troneggia maestoso il tempio di Dio: il tabernacolo, mentre dei putti recano ai lati il simbolo della apparenza divina: la particola dell'Eucarestia. L'importante opera scultorea data da Camillo Semenzato (la scultura veneta del sei e settecento, Venezia, 1966), a Giuseppe Torretto (Pagnano 1661, Venezia 1743), venne eseguita attorno al 1720, nell'epoca in cui ha lavorato per la chiesa dei Carmini e dei Gesuiti a Venezia, scolpendo le sue opere più significative. Nel gran soffitto della navata è svolto il secondo tema liturgico "Il Giudizio Universale". L'affresco che si sviluppa occupando quasi interamente la superficie disponibile descrive con dovizia di particolari, fantastici ed immaginari, l'incubo della fine del mondo e la separazione fra buoni e cattivi, nonché il trionfo di Cristo sul male raffigurato da Lucifero trainato dai vizi capitali. La grande composizione pecca di un eccessivo "tirar via" di maniera, senza una ispirazione sorretta da un rapporto col vero, colla natura; la parte più bella e più sentita è il gruppo dei vizi capitali, dove un colore fresco e squillante si accompagna ad una precisa indagine formale e psicologica delle figure, dipinte con scioltezza e pregne di verità e spontaneità. Il grande affresco del Giudizio Universale venne eseguito dal pittore neoclassico bellunese Giovanni Demin (Belluno 1786, Tarzo di Treviso 1859) dal 1947 al 1848, il quale ha ripetuto con qualche variante, una precedente fatica sostenuta nella chiesa di Pove di Bassano. Alcuni studi di particolari, condotti ad affresco, si trovano al Museo di Belluno (due teste per il Cristo e una per l’Arcangelo S. Michele); il bronzetto a penna è conservato al Museo di Serravalle di Vittorio Veneto. Oltre ai vasti cicli decorativi, a carattere anche educativo, la parrocchia di Mirano conserva importanti opere d'arte sistemate sugli altari laterali. Del Torretto è anche la statua di S. Francesco di Paola, in marmo bianco, del primo altare a destra, e così pure la mensa, col bassorilievo della Madonna, del secondo altare a sinistra, nonché il Tabernacolo, in origine scolpito per questo altare, ora sistemato sopra quello delle Anime. La tela di S. Girolamo, collocata sul secondo altare di destra, è un bel dipinto della seconda metà del '600. Accanto alla maestosa figura del Santo penitente, in basso, è ritratto l'offerente, mentre in alto, oltre la roccia, campeggia un luminoso paesaggio. L'opera, data per il passato con certezza ad Jacopo Tintoretto (Ridolfi C. "Le meraviglie dell'arte", Venezia 1646, 2ª ED. pag. 66, Vita di Tintoretto: “... in Mirano terra del padovano nella parrocchia vi è una tavola entrovi S. Girolamo Ignudo in una boscaglia in atto di contemplazione nel cui sembiante si scorgono effetti divini...") viene attri-

Seconda parte (di Paolo Trevisanato)

Provincia di Venezia Abitanti 26.000 - Superficie Kmq 45,66 - Altitudine m. 9 Comuni limitrofi: Spinea, Mira, Pianiga, S. Maria Di Sala, Noale, Salzano, Martellago, Scorzè.

buita a Paolo Fiammingo (P. Del Franceschi detto P. F. Anversa 1540, Venezia 1596), pittore d'oltralpe formatosi alla scuola del Tintoretto. Nel terzo altare a destra è collocata la perla della chiesa di Mirano, la magnifica pala di "Sant'Antonio", importante opera di Gian Battista Tiepolo (Venezia 1696, Madrid 1770), dipinta attorno al 1750 (probabilmente nella villetta acquistata a Zianigo), prima della sua partenza per la Spagna, nel periodo più felice della sua arte. La tela con la "Crocifissione e le anime sante del purgatorio imploranti" è da attribuirsi a Giovanni Battista Cromer (1667-1750), pittore padovano ma educato alla scuola bolognese. Infine, la tela con "s. Giuseppe che presenta Gesù Bambino e tre Santi” è probabile opera di Nicolò Scabari, pittore vicentino (1735-1802) operoso anche nel padovano. CAMPANILE E CAMPANE Il campanile fu iniziato nel 1736 (un'iscrizione marmorea sopra il portale reca la data del 1737) e portato a termine 20 anni dopo, con una spesa complessiva di L. 48.700 (80 milioni circa). Fu colpito più volte dal fulmine, nel 1786 e nel 1817. Nel 1859 venne restaurato col concorso dell'Amministrazione Comunale. Le campane: nel 1763 la Ditta De Poli di Ceneda (Vittorio Veneto) fondeva la campana più grande. Nel 1822, il 14 settembre, furono benedette e consacrate dal Patriarca di Venezia Mons. Ladislao Piccher le cinque campane in Re bemolle Nel 1867 la terza campana si ruppe e fu rifusa dalla Ditta De Poli. Il 14 ottobre 1959 la 5ª campana si ruppe e furono quindi rifuse tutte cinque. Nel Natale 1959 si ebbe il nuovo concerto (l'attuale) di cinque campane, perfettamente intonato in Do maggiore. ORGANO E CANTORIA Le prime notizie sull'organo di Mirano risalgono alla fine del 1700. L'organo di quell'epoca era opera dell'Ab. Francesco Merlini, allievo di Pietro Nacchini fondatore della Scuola organaria veneziana settecentesca, continuata poi dal celebre allievo Gaetano Callido. Era di ottima costruzione, specie per le canne metalliche, e constava di 8 piedi armonici a due tastiere di 50 tasti con 28 registri reali e un totale di 798 canne. Nel 1811 e 1812 la ditta Giacomo Bazzani di Venezia, dietro suggerimento del prof. Antonio Callido (figlio di Gaetano) lo rifaceva ex novo usando alcuni registri del precedente organo. Nel 1857 il 14 ottobre veniva firmato un contratto con Pietro Bazzani (figlio di Giacomo) per rifare un nuovo organo secondo le nuove esigenze dell'epoca e fu collaudato il 24 aprile 1859. I collaudatori furono il Maestro Eugenio Furlanetto di Mogliano, il maestro Federico Pieresca di S. Donà di Piave, Paolo Michieli Maestro della Banda di Mirano e Don Jacopo Belcavallo di Mirano. Risultava di 8 piedi armonici, 19 pedali, due manuali di 58 tasti, 4 matrici con 34 registri reali e un totale di 1086 canne. Costava L. 7.200. Nel 1864 l'organo veniva restaurato dallo stesso Bazzani. Quest'organo, più volte restaurato, durò fino al 1932 quando la celebre

ditta V. Mascioni di Cuvio (Varese) ne ricostruì uno-più moderno con azione trasmissiva prettamente elettrica. L'attuale organo, che è il secondo collaudato dalla ditta nella regione veneta, consta di 27 registri reali, due tastiere da 61 note e pedaliera a raggiera da 32. Al primo manuale ci sono 13 registri con 952 canne; all'espressivo 9 registri con 676 canne e 5 registri al pedale con 120 canne. Il totale delle canne ammonta a 1748 di cui 1023 conservate dal vecchio organo e 745 nuove. Enumera poi 8 registri meccanici per unioni, 9 pistoncini per combinazioni aggiustibili, 9 pedaletti reversibili per unioni e combinazioni fisse e 2 staffe. Il 9 ottobre 1932 il nuovo organo veniva collaudato con un concerto del Maestro Ireneo Fuser. La spesa di questo strumento fu di L. 55.000. Nel 1960 l'organo veniva restaurato dalla stessa ditta Mascioni e nel 1967 è stato inserito ol Tremolo. La primitiva Cantoria (detta anche Orchestra) era stata restaurata per la prima volta nel 1730 da P. Antonio Polazzo. Ma nel 1857, prima d'installare il nuovo organo, la Cantoria fu rifatta. E' l'attuale, opera dell'architetto Giuseppe Segusini di Belluno e venne a costare L. 6.670. VILLA ERIZZO PAOLO, ORA VILLA COMUNALE “BELVEDERE” Costruzione in parte del 1600,modificata e ampliata nel 1849 su disegno dell'Architetto Sorzani. Ambita residenza estiva del patrizio Erizzo Paolo durante la Repubblica Veneta. Si accede alla villa attraverso un imponente cancello del 16001700 originale. Parco all'inglese con grotta artificiale. All'estinguersi della nobile famiglia Erizzo verso il 1810, la villa passò al patrizio Paolo Barzizza che sposò successivamente la nobile Elena Vendramin, proprietaria di altre ville in Mirano. Il co. Barzizza fu mecenate verso artisti e uomini di cultura. E' noto che protesse il pittore Demin che esegui il soffitto della Chiesa Arcipretale di Mirano e lo mantenne alcuni anni nel suo palazzo soprattutto all'epoca della rivoluzione del 1848/49. Detto gentiluomo intraprese giganteschi lavori di rinnovo nel giardino che, come si è detto, lo fece fare all'inglese. Oggi, nonostante il tempo, conserva l'aspetto di bosco o di foresta. Dopo i lavori suddetti, questa villa e parco furono meta continua di visitatori. Si ricorda che un mattino del febbraio 1857 l'Arciduca Massimiliano d'Austria, viceré del regno Lombardo Veneto, venne a visitare questo parco soffermandosi a lungo col Conte Barzizza. Nel 1873 villa e parco passarono di proprietà dei signori Testa. Alcuni anni addietro nell'interno di questa villa venne girato il film "Lohengrin". L'ultimo proprietario piantò uno stabilimento di compensati che fece perdere la bellezza e il respiro di tutto l'ambiente. Da una quindicina di anni, la villa e il

parco sono stati acquistati dal comune di Mirano per essere adibiti a Scuole e parco pubblico.-


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IL GIORNALE DI TUTTI E PER TUTTI

Speciale Natale

Periodico di attualità, informazioni e appuntamenti.

In occasione della collaborazione con Mirano Magazine, “In & Out”, il giornale di tutti e per tutti, ha deciso di proporvi alcuni dei suoi articoli prossimi all'uscita di Dicembre. “In & Out” è un occhio attento a ciò che accade in Italia e nel Mondo in materia di moda, gossip, viaggi, sport, cucina, cinema, musica e cultura, tutto condito con argomenti e informazioni “leggere” mai troppo impegnative, ma nemmeno banali. Racconteremo i vostri pensieri, le vostre storie, cu-

riosità e tante notizie stimolanti. Nel contempo vi parleremo della città, del lavoro e dei prodotti dei nostri commercianti locali, tutto ciò che serve, insomma, per offrirvi un’informazione facile, frizzante e allo stesso tempo utile e interessante. Buona lettura Massimilano Dal Corso

IL NATALE NEL MONDO Quali sono le tradizioni e le leggende legate al Natale nel mondo? FRANCIA In Francia i bambini dispongono le loro scarpe ordinatamente, poiché Gesù Bambino passerà la notte del 24 a riporre i suoi doni dentro di esse. Addobberà anche l’albero con frutta e dolci. E’ tradizione accendere un ceppo di legna per scaldare il Bambino che gira nella notte fredda. Da questa usanza, deriva anche uno dei dolci natalizi più diffusi, ovvero la bùche de Noêl. Il presepio in Francia è molto curato; sono particolarmente famosi i presepi della Provenza, composti da statuine d’argilla vestite con costumi realizzati a mano, molto precisi nei dettagli e realistici, chiamati Santons. GERMANIA In Germania i festeggiamenti di Natale iniziano presto, ovvero l’11 novembre, giorno di San Martino. E’ tradizione costruire delle lanterne, che i bambini porteranno in processione, e che servono ad illuminare la strada al santo. Durante il periodo dell’Avvento i bambini hanno nelle loro camerette dei calendari con 24 finestrelle. Ogni giorno aprono una finestrella e promettono di compiere una buona azione nel corso della giornata. Il 6 dicembre poi arriva San Nicola a portare caramelle, cioccolato e dolci speziati come i Lebkuchen o i Christollen. La notte del 24 infine arriva Gesù Bambino (o Babbo Natale) a portare i tanto attesi doni. Le case sono addobbate a festa con ghirlande e candele, è usanza

fare pasti ricchi e bere vino speziato. A Rothenburg ob der Tauber, un piccolo paesino tedesco c’è un museo dedicato al Natale, molto caratteristico e curato, che resta aperto tutto l’anno. INGHILTERRA In Inghilterra l’albero di Natale è la più usata tra le varie decorazioni: anche a Londra è tradizione addobbare un altissimo albero allestito all’aperto con luci, nastri e ghirlande. La notte del 24 Babbo Natale porta i doni ai bambini, lasciandoli in un grosso sacco sotto l’albero. I bimbi, per ringraziarlo, lasciano sul tavolo della cucina un bicchiere di latte e un pezzo di dolce per lui e una carota per la sua renna e la mattina del 25 aprono i doni. Proprio quel giorno l’atmosfera è festosa ed è usanza riunirsi con le persone care e cucinare un

buon pranzo con dolci tipici quale per esempio il Christmas Pudding. Sono usati per i festeggiamenti anche fuochi d’artificio o mortaretti. SPAGNA In Spagna il giorno più festeggiato nel periodo natalizio è il 28 dicembre, giorno in cui arrivano i los Reyes, i Re Magi. A cavallo o su carri sfilano per le città e distribuiscono dolci e caramelle. La figura di Babbo Natale è meno sentita. Nei presepi spagnoli alle classiche statuine si affiancano quelle di Tio, un tronchetto d’albero che, se scosso, sprigiona dolcetti e quella di Caganer, un porta fortuna natalizio. POLONIA In Polonia, la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella, e la tradizione vuole che, sino a quando non compare in cielo la prima stella, non si debba iniziare la cena. La tradizione vuole che le famiglie polacche celebrino il Natale con un pasto di 12 portate. Si lascia sempre un po’ di spazio in tavola, in caso arrivi un ospite inatteso. In molte case ancora oggi si mettono dei covoni di grano nei quattro angoli di una stanza, in memoria della stalla dove nacque Gesù Bambino. GRECIA In Grecia la vigilia di Natale viene vissuta tra canti e musiche di tamburelli e triangoli. Ci si scambiano doni, così come al 25 e al 1 gennaio, i quali vengono anche portati come omaggio alle persone più povere. Tutti insieme si mangiano fichi secchi, dolci, noci e il Chrisopsomo, un tipico pane speziato greco.

INVERNO A SAN CANDIDO

giochi di correnti, cascata, whirlpool e vasca per bambini. Immancabile il palazzo del ghiaccio per divertenti pattinate. Il borgo, sviluppatosi intorno a un monastero benedettino fondato nel 769, è rimasto a lungo un centro religioso gravitante attorno alla Collegiata, una chiesa-convento per secoli meta di pellegrinaggi e uno fra i più significativi monumenti romanici del Sudtirolo. L’elegante e pittoresco centro storico di San Candido, caratterizzato quindi da edifici religiosi e case signorili del XVIII e XIX sec., rappresenta un punto d’incontro vivace ed elegante, con una zona pedonale molto frequentata e ricca di boutique e negozi di prodotti artigianali tipici, come i cappelli in feltro realizzati dalla famiglia di cappellai Zacher.Per immergersi completamente nell’atmosfera autentica dell’Alta Pusteria, è possibile assaporare, nelle trattorie tipiche di San Candido, i sapori genuini della tradizione gastronomica locale, dai gustosi canederli (Knödel) ai ravioli ripieni (Schlutzkrapfen), dall’energetica zuppa d’orzo ai golosi dolci tipici come Strauben (frittelle dolci tirolesi), Buchteln (focaccine dolci ripiene di marmellata) e le immancabili frittelle di mele (Apfelküchlein). Novità inverno 2014 il mercatino di Natale all’insegna della tradizione e delle usanze di un tempo. Passeggiando tra le bancarelle , dove sono esposte mercanzie di ogni genere dagli addobbi natalizi agli articoli di artigianato locale, dalle specialità gastronomiche alle essenze per la casa, si possono ammirare case, chiese

e monumenti adornati di luci e decori natalizi. Un’ atmosfera fiabesca, una gioia per gli occhi e un’esperienza indimenticabile! Il mercatino inizia il 29 novembre e prosegue fino al 6 gennaio 2015. Info: su www.sancandido.info e www.altapusteria.info

di Rudy De Pol

Nello splendido scenario del Parco Naturale delle Dolomiti di Sesto si trova San Candido, rinomata località dellíAlta Pusteria dove, emblematiche, si stagliano le famose Tre Cime di Lavaredo. Paradiso degli sport invernali, l’incantevole borgo unisce le tradizioni e il fascino del suo centro storico alla possibilità di trascorrere momenti indimenticabili nel vasto comprensorio sciistico dell’Alta Pusteria, tra il monte Baranci, Croda Rossa e il monte Elmo. Lo Ski-Carosello Sextner Dolomiten – Alta Pusteria vanta infatti 31 impianti di risalita e oltre 77 km di piste per sci da discesa e snowboard, di diversa difficoltà, a cui si aggiungono 70 km di sentieri escursionistici per passeggiate con le racchette da neve, suggestivi itinerari per sci d’alpinismo, 200 km di anelli per lo sci di fondo e tracciati per slittino, alcuni percorribili anche in notturna. Per la stagione invernale 2014-2015 ci sono alcune novità come il collegamento Monte Elmo-Croda Rossa e Stazione ferroviaria Versciaco/ M.Elmo con treno SKI PUSTERTAL EXPRESS. Meta ideale anche per le vacanze in famiglia, San Candido offre, in particolare, tre piste per slittini, tra cui, facile, la pista Baranci lunga 3 km, oltre alla piscina divertimento Acquafun con scivolo gigante,


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IL GIORNALE DI TUTTI E PER TUTTI Le icone della musica

RAMONES di Pietro Bortolozzo

Una manciata di nomi tra i gloriosi alfieri del CBGB’s, il piccolo locale di New York diventato in breve tempo il celebre e pittoresco tempio della new wave, frequentato da intellettuali ed esponenti di spicco dell’underground newyorkese. Insieme a Television, Patti Smith, Blondie e Talking Heads c’erano i Ramones. Il nome, preso in prestito da quello che usava Paul McCartney ai tempi dei Silver Beatles, venne sostituito da ognuno dei quattro componenti al proprio vero cognome, tanto per dimostrare quell’unità d’intenti e di fratellanza. L’ambientazione. Forest Hill, quartiere residenziale middle-class nel Queens, a venti minuti di metro da Manhattan, ma lontano anni luce, dove i giovani non hanno molto da fare se non accumulare noia e rabbia e farsi di qualsiasi droga, dallo speed a sniffare colla. Il r’n’r è un diversivo rispetto al ruolo di delinquenti o di giovani sbandati. E da potenziale gang criminale si trasformano in una rock’n’roll band. Anzi, in uno tra i gruppi più rivoluzionari della storia del rock, riconosciuti come i primi e maggiori responsabili del fenomeno “punk. La quintessenza della musica punk. Un rock’n’roll minimalista ed essenziale e un look inconfondibile e originale, fatto di pettinature a caschetto o a scodella, giubbotti di pelle, t-shirt aderenti, jeans strappati e scarpe da ginnastica. Caricatura e burla al tempo stesso. Sembravano un cartoon. Decisamente e volutamente stupidi. Demenziali perché antitetici alla cultura tradizionale. Una band di culto che non ha mai conosciuto il successo nel circuito main-stream. Quattro ragazzi, tre accordi, canzoni che raramente superavano i due minuti e mezzo. Dissociazione musicale, ribellione giovanile, immediatezza comunicativa, voglia di divertirsi. E di divertire. Testi naif al limite del delirio, paroleslogan, nevrosi e insanità mentali, frustrazione e alienazione e il desiderio di cambiare il mondo, sole californiano e amori adolescenziali. Loro grido di battaglia, “Hey, ho, let’s go !”. Loro slogan, Loro parola d’ordine, “Fun”. Quando nella primavera del 1976 arrivò lo storico album del loro debutto discografico la vita di migliaia di teenagers americani non fu più la stessa. “Ramones”, inciso con poco più di 6000 dollari, appena mezz’ora di durata, un esordio fenomenale che rase al suolo il rock’n’roll. Lascia senza parole pubblico e critica. “Anno zero” del rock per l’es-

Speciale Natale

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senzialità e la semplicità. Quattro adolescenti della periferia newyorkese alla conquista del mondo. Dentro tutta la loro infanzia: rabbia e vuoto esistenziale, mazze da baseball come armi improprie, scantinati e marciapiedi, prostituzione, alcol e droga. Specchio di vita caotica e frammentata, di una società che va di fretta, di una quotidianità impazzita e metropolitana. Un ritmo pulsante, frenetico e coinvolgente. Istinto, sberleffo, ribellione e demenza splendidamente riassunti nella foto di copertina con i quattro ragazzotti, ex delinquenti di strada, presi e sbattuti al muro di un vicolo dietro al CBGB’s senta tanti convenevoli. Fotografa a meraviglia un’attitudine sospesa tra ribellione senza causa e propensione al fun. Iggy Pop, Brian Jones e il Marlon Brando ribelle di “Fronte del Porto” tutti insieme. Consolidamento del loro sound e a completare una simbolica trilogia si aggiungono i successivi “Leave Home” e “Rocket to Russia” solo l’anno seguente. I Ramones sono già nella leggenda. È nel biennio ’76-’77 che avviene l’esplosione su larga scala del fenomeno punk ed è il loro entusiasmo che fa espandere anche a Londra il movimento e la rivoluzione musicale che ne consegue. Il 4 luglio ’76 vengono accolti come superstar da quei ragazzi inglesi cui avevano indicato la nuova via da s e guire. In loro non c’erano spazio per l’autodistruzione dei Sex Pistols, per l’impegno sociale dei Clash o per l’alienazione dei Siouxsse. La loro carriera non si esaurisce con lo stesso movimento punk ma va ben oltre, anche se non scalarono mai le classifiche. Nel corso degli ’80 alternano momenti di ripetitività e mancanza di inventiva ad improvvisi e brillanti lampi compositivi. Agli inizi dei Novanta appaiono quasi ringiovaniti e sembrano aver recuperato la loro forma migliore, nonostante i contrasti interni, con “Mondo Bizzarro”. “Adios Amigos” (’95) annuncia lo scioglimento. Gettano la spugna. L’ultima volta insieme è il 6 agosto ’96 a Los Angeles per porre fine ad una lunga carriera di successi, delusioni commerciali e grande passione. Dopo 2223 concerti staccheranno per sempre la spina. La ripetizione all’infinito della stessa formula, tre accordi e via,canzoni tutte un po’ uguali, alla fine si è esaurita da sola. Problemi di alcol e droga ne hanno segnato il percorso fino ai titoli di coda. Gli anni seguenti alla separazione saranno un susseguirsi di eventi luttuosi, una autentica ecatombe da rendere impossibile qualsiasi ipotesi di reunion. Ormai sono scomparsi tutti e quattro. Con le loro canzoni nevrotiche e irriverenti, di pochi minuti e semplici accordi, hanno aperto la strada alla punk generation, rivelandosi una delle band più influenti della storia del rock. Una delle icone musicali. Inconfondibile. Concentrato di freschezza, energia, divertimento e buone vibrazioni.

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Nando e Nicola


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IL SOGNO DI ANGELA Angela era una ragazza che a 17 anni ha salutato la vita dopo aver lottato da quando era piccolina con una malattia molto più grande di lei. Da quando era bambina il reparto di oncoematologia pediatrica di Padova è stato come una seconda famiglia e scopo della sua vita era diventato mettere a disposizione la sua abilità manuale e la sua creatività per raccogliere fondi per rendere l'ospedalizzazione più accogliente e meno invalidante possibile per lei e per i suoi amici. Dopo la sua morte prematuramente avvenuta, la sua famiglia e gli amici più cari hanno voluto continuare questo sogno; da

qui nasce "Il Sogno di Angela", un insieme di iniziative varie, volte alla raccolta fondi per l'associazione C.A.S.O.P.: mercatini dell'artigianato, confezionamento bomboniere e piccoli allestimenti per case, eventi e matrimoni. Oltre a questo, una volta l'anno in corrispondenza del compleanno di Angela, viene organizzato un memorial-concerto di beneficenza. L'intero ricavato delle iniziative viene versato all'associazione C.A.S.O.P. e utilizzato per acquistare piccole e grandi cose che rendono il ricovero dei piccoli pazienti del reparto di oncoematologia pediatrica di Padova più confortevole e

l'assistenza delle famiglie meno complicata. Angela dedicava molto del suo tempo libero a realizzare piccoli lavori di artigianato che poi esponeva e vendeva anche al personale del reparto di oncoematologia pediatrica di Padova... abbiamo pensato di continuare a coltivare il suo sogno partecipando ad alcuni mercatini della zona. Sono state delle bellissime esperienze che ci hanno permesso di far conoscere l'associazione C.A.S.O.P. a diversi comuni, grazie soprattutto agli organizzatori che ci hanno accolte a braccia aperte, mostrandosi molto sensibili ed attenti alla nostra causa.

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Alla Mostra Internazionale del Gelato a Longarone Campione Internazionale il Miranese MAURO CRIVELLARO della "Bottega del Gelato" Si è svolta a Longarone la rassegna Internazionale "Mostra del Gelato". Nelle giornate della manifestazione, sono giunte oltre cento delegazioni provenienti da tutto il mondo e rappresentata soprattutto da Germania e Olanda.

Mauro Crivellaro, della "Bottega del Gelato" a Mirano, in via Bastia Fuori, è stato il vincitore della "Coppa d'oro" dell’Oscar Mondiale del gelato artigianale, inoltre ha vinto il Premio "Gusto dell’anno 2015", promosso dall’Associazione dei Gela-

tieri, conquistando la Giuria proponendo un gelato con amaretto e zucca. Mauro Crivellaro aveva già vinto il Premio nel 2006, con lo zabaione, ed è stato l’unico ad aver vinto per 2 volte l’ambizioso Trofeo. Paolo Trevisanato

A settant’anni dall’8 settembre 1943, una mostra ha ricordato la storia degli Internati Militari Italiani nei lager del Terzo Reich. Si è tenuta sabato 31 maggio 2014, nella barchessa della villa Morosini ora XXV Aprile, l’inaugurazione della mostra storico/documentaria “Resistere senz’armi. Storie di Internati Militari Italiani nel Terzo Reich (1943-1945)” realizzata dall’Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della società contemporanea (IVESER). All’inaugurazione, oltre all’assessore regionale al Bilancio e agli Enti Locali Roberto Ciambetti, hanno presenziato la sindaca Maria Rosa Pavanello, la delegata alla cultura Renata Cibin, gli assessori comunali Lauro Simeoni, Federico Vianello e Cristiano Zara, nonché il direttore dell’IVESER Marco Borghi. La mostra ha fatto conoscere la vicenda storica dei circa 650.000 militari italiani che vennero catturati dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 e deportati nei lager del Nord Europa. I nazisti li classificarono come Internati Militari Italiani (IMI), pri-

vandoli così delle tutele previste dalle convenzioni internazionali per i prigionieri di guerra. La mostra – attraverso un originale allestimento, con la riproduzione di un cospicuo e inedito materiale documentario e fotografico (conservato prevalentemente nell’archivio dell’Istituto) – ha ripercorso tutta la vicenda degli IMI: la cattura, il terribile viaggio nei carri bestiame, la dura vita nei campi, il rifiuto di collaborare con la Repubblica sociale italiana e la Germania nazista, la liberazione, il ritorno a casa e il difficile reinserimento. Di forte impatto la sezione con alcuni totem con le immagini fotografiche e i documenti di alcuni internati militari e che ne ha proposto i loro percorsi biografici. Tra questi soldati vi era anche il miranese, motorista della Regia Marina Militare, ora novantasettenne, Luigi Baldan, già conosciuto per il suo libro di

memorie “Lotta per sopravvivere – la mia Resistenza non armata contro il nazifascismo”, edito nel 2007, relativo al periodo da internato militare italiano nei lager nazisti ed alle sue opere di solidarietà nei confronti delle ragazze ebree del campo di Sackisch Kudowa in Polonia. Luigi Baldan era presente all’inaugurazione della mostra ed ha narrato ad alcuni ragazzi e adulti le sofferte vicende da prigionieri vissute dalla sua generazione. E’ stata un’esposizione in cui parole, immagini e documenti hanno ricostruito i contorni di storie singole e si sono fusi in una storia collettiva che fatica ancora a trovare un posto e un giusto riconoscimento nella memoria degli Italiani. La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Mirano, Centro Pace, Auser Mirano, ANPI Miranese, Associazione Nazionale Combattenti e Reduci

I PRIMI 10 ANNI DEL MYOSOTIS E’ già trascorso un decennio infatti da quando Nando e Nicola hanno iniziato a costruire ed avviare la loro attività nel Miranese, più precisamente in Via Cavin di Sala 82. Laddove un tempo esisteva una stazione di servizio ed un bar hanno deciso di far nascere nel 2004 la propria attività, un locale completamente nuovo ed ideato sin

dal progetto di costruzione dai proprietari che lo hanno arredato secondo il loro gusto con un mix tra arte locale e ceramiche della Costiera Amalfitana. Ne hanno fatta di strada, infatti, Nando e Nicola con le rispettive famiglie dal momento che la loro esperienza inizia nel lontano 1982 quando da un piccolo Paese affacciato sulla costiera amalfitana (Agerola – NA) decisero di trasferirsi nel Miranese per realizzarsi lavorativamente nel mondo della ristorazione. Da allora sono passati oltre 30 anni, durante i quali hanno lavorato, e tutt’ora lavorano intensamente, per offrire alla

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propria clientela prodotti di ottima qualità affinchè possano essere apprezzate tutte le varie pietanze del menu, dalla pizza ai dolci. La ricerca continua di gusti e sapori che possano soddisfare al meglio il palato della clientela, unita alla velocità nel servizio e ad un ottimo rapporto qualità/prezzo, fanno del Myosotis uno dei locali tra i più conosciuti in zona grazie anche alla varietà del menu. Oltre alla classica pizza e la cucina tradizionale è possibile infatti ordinare qualche piatto tipico della cultura napoletana, il panuozzo e la cosiddetta “pizza a metro”.

ORARIO: martedì e giovedì 9.00-13.00 15.00-19.30 mercoledì e venerdì 8.30-19.30 sabato 8.00-17.00

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sez. di Mirano, Associazione Bersaglieri sez. Mirano, grazie ad un contributo della Regione del Veneto, con il patrocinio della Provincia di Venezia. E’ da augurarsi che questa mostra venga inserita nell’ambito delle manifestazioni scolastiche del comprensorio miranese per far conoscere alle nuove generazioni i sacrifici dei loro nonni.

Dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, potrete addolcirvi il palato con una variegata offerta di dolci realizzati in casa da Rina, la pasticciera del Myosotis. 10 anni di Myosotis quindi, ma ben 32 di attività nel Miranese passando da Pizzeria da Remo (Mirano) a Pizzeria A’ Farsora (Spinea). Da Remo, in piazza a Mirano, hanno trascorso gran parte della loro esperienza lavorativa, ben 15 anni…molti ancora ricordano la loro specialità, i tramezzini fatti in casa. Nel 1996/1997 poi si sono spostati a Spinea, zona via Rossignago, dove tutt’ora c’è la Pizzeria A’ Farsora. Anche questo locale fu ristrutturato in base alle proprie esigenze e ricostruito sulla base di una vecchia Trattoria. Dopo 7 anni alla Farsora hanno deciso di tornare a Mirano dove entrambe le famiglie hanno sempre avuto residenza ed è per

questo che nel 2004 nasce il Myosotis. Nando e Nicola e le rispettive famiglie ringraziano come sempre la clientela miranese per aver contribuito negli anni a raggiungere questi importanti traguardi, e siamo certi che ne verranno raggiunti molti altri. Buon 10° Anniversario !! P.S. cosa vuol dire Myosotis? E’ il nome greco di un tipico fiorellino più comunemente conosciuto in italiano come “non ti scordar di me”…..quindi, “non scordatevi mai“ della Pizzeria-Trattoria Myosotis.

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L’IMPEGNO DELL’ASSOCIAZIONE DIABETICI PER LA QUALITÀ DELLA VITA L’Associazione diabetici del Miranese nel febbraio 2014 è riuscita finalmente ad ottenere il rinnovo della Convenzione con l’ASL 13 con un finanziamento per le attività educative a favore dei soggetti diabetici ridotto del 50 % rispetto al passato. L’amministrazione Sanitaria Locale ha di fatto distribuito alle due Associazioni Diabetici del territorio lo stesso finanziamento attribuito nel triennio precedente alla sola ADIMI, che ha preso atto della decisione nella maniera più responsabile possibile: ha collaborato con l’Associazione Diabetici della Riviera del Brenta per la realizzazione di un programma comune all’interno delle rispettive aree di competenza territoriale (per chi volesse approfondire visiti il sito www.adimi.it ). Era corretto distribuire in maniera più uniforme i finanziamenti dell’ASL 13 fra due realtà di volontariato aventi medesimi fini statutari, ma si sperava che entrambe avessero un finanzia-

mento dello stesso importo del triennio precedente! Di seguito un elenco delle principali attività svolte sul territorio: Attività educative per i diabetici presso i punti di riferimento territoriali di: - Caselle di S.M. di Sala presso i locali messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale. - Noale nei locali situati presso l’UTAP del presidio ospedaliero a Largo San Giorgio. - Martellago nei locali presso il Centro Medici Riuniti in V. Fapanni. Obiettivi dei punti di riferimento - Aiutare i cittadini del territorio (diabetici e non) a comprendere che un sano stile di vita (corretta alimentazione ed attività motoria costante) è in grado di prevenire l’insorgenza della malattia diabetica o di procrastinare le sue complicanze invalidanti. - Aiutare i soggetti diabetici a saper gestire giornalmente la malattia. - Aiutare i diabetici ed i loro familiari

ad affrontare le problematiche inerenti l’accettazione della malattia, con l’aiuto di personale specializzato e di diabetici volontari che hanno già superato la fase di accettazione della malattia. Attività educative nei Campi Scuola Le Associazioni hanno aderito per il 2014 (fine Agosto) ad un Campo Scuola in Folgaria dal 29 al 31 agosto su tema della “Conta dei carboidrati”. Si ritiene auspicabile che tali interventi educativi vadano preferenzialmente rivolti ai soggetti diabetici giovani e ai soggetti con diabete di nuova insorgenza. Incontri educativi di gruppo La responsabile delegata all’organizzazione del Centro Diabetologico dell’Azienda U.L.S.S. 13 ha previsto lo svolgimento dei seguenti incontri rivolti a pazienti diabetici: - Il 10.10.2014 sul tema: “ Il diabete mellito: cos’è, come lo curo, come lo evito”. - Il 25.10.2014 sul tema: “Il rischio cardiovascolare: epidemiologia delle complicanze cardiovascolari, fattori di rischio

cardiovascolare e loro trattamento, prevenzione di eventi cardiovascolari, la cardiopatia ischemica e la sua diagnosi, le vasculopatie (carotidea e degli arti inferiori), la terapia, la riabilitazione del paziente dopo un evento cardiovascolare.” - Il 14.11.2014 sul tema: “La terapia del diabete mellito: dieta, terapia orale e insulina”. - Il 12.12.2014 sul tema: “Ruolo dell’attività fisica nella terapia del diabete mellito” Attività educative nelle scuole per: - Aiutare i giovani in età scolare a comprendere che le abitudini alimentari errate e la sedentarietà creano i presupposti per il mantenimento di uno stile di vita inadeguato e le premesse per lo sviluppo di obesità e diabete. Le Associazioni hanno assunto per quest’anno l’impegno minimo di prendere contatti diretti coi responsabili del Dipartimento di prevenzione e del Servizio di Educazione e Promozione alla Salute dell’ASL 13.

LUNGO GLI ARGINI DEL LUSORE… CON TANTA ALLEGRIA Gran bella mattinata di allegria, sport e amicizia domenica 14 settembre a Scaltenigo! Grazie all’ottima organizzazione del gruppo GPS Iniziative della Scuola dell’Infanzia e Nido Integrato “S. Bernardetta” e con la Parrocchia di Scaltenigo, oltre trecento persone hanno partecipato alla prima edizione della “Lusore Running”. Accolti da una bellissima giornata di sole (non così scontato visto il clima dell’estate appena trascorsa) numerosi runner, podisti della domenica, ma soprattutto molte famiglie (mamme, papà, figli, nonni, zii…) si sono dati appuntamento di prima mattina al campo sportivo adiacente alla scuola per mettersi in movimento. Lo start dato dall’assessore Cristian Zara, avvenuto con qualche trascurabile minuto di ritardo

dovuto proprio al grande afflusso delle iscrizioni dell’ultimo momento, ha dato il via alla manifestazione. Chi galoppando di gran carriera con l’obiettivo di arrivare ai primi posti, chi passeggiando e facendo due chiacchiere in amicizia, altri corricchiando per tenersi in forma, qualcuno con l’unica speranza di arrivare al ristoro finale … in 324 hanno affrontato i 3 percorsi di 1, 5 e 10 km che si sono snodati lungo le strade del paese e lungo gli argini del Lusore. Tra i partecipanti il gruppo più numeroso è stato quello della Bancarella di Mirano, mentre si sono segnalati partecipanti da fuori regione e fuori provincia… L’organizzazione, perfetta sotto ogni punto di vista, aveva previsto anche apripista per ogni percorso, segnaletica ben visibile, strade e incroci ben presidiati da vo-

lontari e con l’aiuto della Polizia Municipale (che ha fatto i complimenti per la sicurezza della manifestazione), ottimi ristori lungo il percorso, premi per quasi tutti i partecipanti, animazione e gonfiabili per i bambini, spritz e cicchetti per gli adulti e gran buffet per tutti gli atleti di giornata. I commenti dei presenti sono stati tutti favorevoli e, anche se alla prima esperienza del genere, la manifestazione si è rivelata organizzata e preparata nel miglior modo in ogni dettaglio. L’intero ricavato della giornata è andato in favore della Scuola dell’Infanzia e Nido Integrato “Santa Bernardetta” che da oltre 50 anni accoglie i bambini di Scaltenigo e dei paesi vicini. Ormai la strada è tracciata… a tutti un arrivederci all’anno prossimo!

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Continua il nostro viaggio negli anni sessanta

I giochi dell’adolescenza Quali erano gli svaghi e i passatempi di un ragazzino dodicenne all’inizio degli anni sessanta, prima che scoprisse il calcio ed i divertimenti derivati? Necessariamente devo esprimere personali esperienze. Ma senza peccare di presunzione credo che tanti miei coetanei potranno riconoscersi nei giochi che andrò a descrivere. Allora non c’era la ricchezza di oggi. Si potevano adottare solo divertimenti basati sulla manualità, forza, precisione. I giochi fisici più violenti erano quelli di gruppo per la cui riuscita era fondamentale la resistenza muscolare dei partecipanti. Il mussa vegna era uno di questi: un ragazzo in piedi appoggiato contro un palo; altri, di numero variabile da quattro a sei, accovacciati a novanta gradi, uno dietro l’altro; più indietro, altrettanti ragazzi, previa chiamata e risposta di consenso si accingono a saltarci sopra con la speranza che la struttura sotto regga. “Mussa” si chiedeva da una parte. “Vegna” si rispondeva dall’altra. “Che a me tegna” era l’augurio finale che sigillava l’avvio di questi pericolosissimi (per la schiena) salti. Ovvio che se la struttura portante del salto cedeva, la stessa era obbligata a sostenere una nuova prova. Il saltimbanco era un gioco assimilabile: si formava una catasta iniziale di persone (di solito 4 o 5) perfettamente abbracciata in cerchio, che doveva ospitare il lancio e conseguente assestamento di una seconda catasta, che a sua volta doveva predisporsi per reggere il terzo lancio (che non arrivava mai, in quanto tutto crollava). Merito e obiettivo finale era quello di creare una pila umana di due o tre strati. Fatica, lividi e contusioni chiudevano il gioco. A distanza di oltre 50 anni non ho mai capito in cosa consistesse il divertimento. Ma forse il bello non era proprio il gioco per il gioco, quanto la possibilità di vivere il gruppo, il branco, la compagnia, che per questo tipo di passatempi muoveva anche dieci, quindici ragazzi. La partecipazione al “saltimbanco” presupponeva forza, coraggio e vigore fisico, doti che rappresentavano il viatico per successivi giochi di gruppo. Come lo strano passatempo che impie-

gava di solito tre o quattro ragazzi. Consisteva nello scavalcare il compagno accovacciato davanti dandogli un gran calcio nel sedere al momento del salto e recitando al contempo una formula alfanumerica rimata, (una la luna, due il bue, tre il re ecc.) per poi accovacciarsi a sua volta, posizionandosi come il precedente compagno inchinato. Ovvio che il calcione più o meno violento rappresentava la giustizia postuma verso preesistenti sgarbi fatti o subiti. Tra i giochi con attrezzi figurava il pito, o masse e pindolo. Di questo passatempo ben più autorevoli commentatori di costume infantile hanno parlato, ma in questa sede, anch’io intendo offrire la mia testimonianza genuina, che trova legittimazione e confronto con altre analoghe esperienze. Il pito era un gioco complesso e pericoloso. Tracciato un cerchio sul terreno battuto, un giocatore posizionato all’interno di quest’area lanciava in aria un pezzetto di legno lungo 15 – 20 centimetri, appuntito su due lati e con una mazza gli vibrava un tremendo colpo, cercando di scagliarlo il più lontano possibile. L’avversario doveva riprendere il pito dal punto esatto in cui era arrivato e con un lancio manuale cercare di farlo cadere nel cerchio di partenza, vincendo l’attenta reazione del compagno. Se il pito riusciva ad arrivare nel cerchio, avveniva uno scambio di ruoli nel tiro e raccolta. Se il pito mancava il cerchio scattava una stima quantitativa di passi, poi rapportati a punti, che alla fine decretavano il vincitore. Salvo infortuni anticipati. Sottolineo la pericolosità del gioco sia per la faccia dei ragazzi come per i vetri delle abitazioni limitrofe. Altro gioco, molto ricercato, soprattutto dalle ragazzine, era quello del campanon. Tracciato un preventivo grafico sul cemento di un cortile interno, fatto di 10 caselle, individuali e a coppia, le ragazze lanciavano un sasso appiattito che doveva sostare in ogni riquadro, lo dovevano poi raccogliere e spostarlo al casello successivo alternativamente con una o due gambe. Il percorso ammetteva una pausa di sosta. Era un gioco promiscuo destinato tanto ai maschi quanto alle femmine. Divertente ed esempio di una competizione dove non vinceva tanto la forza fisica quanto l’agilità, il fiato, l’equilibrio: in questo le ragazze di allora, che non frequentavano palestre o praticavano sport, erano vere campioncine. Anche il sercion è un gioco che merita di essere salvato dall’oblio del tempo. Gioco antichissimo, consisteva nel far correre un cerchione metallico di bicicletta con l’ausilio di un bastone. Merito, vanto e vittoria consistevano nel far fare

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alla ruota più strada di altri concorrenti, imprimendo un giusto indirizzo di corsa e ovviamente, senza farla cadere. Un gioco che necessitava non certo del praticello interno alla casa, ma di intere strade non eccessivamente frequentate da automobili. Altri giochi? Il fazzoletto (squadre contrapposte che si contendono il fazzoletto in possesso dell’arbitro che lo mette in competizione), mosca cieca, palla avvelenata, sassetti (da lanciare in alto e raccogliere nello stesso istante quelli a terra con un’unica mano), scioco e spana con le biglie di terracotta o vetro. Oggetti di gioco altrettanto pericolosi erano anche la fionda che non necessita di commenti, la cerbottana (tubetti di plastica dove si infilavano arrotolate ed appuntite striscioline di carta che, se raggiungevano gli occhi potevano trovare seri problemi), i fucili ad elastici (bastoni di legno a forma di parallelepipedo allungato in 4 facciate dove in ogni lato venivano inchiodate mollette di biancheria che trattenevano elastici ricavati da camere d’aria, opportunamente predisposti in tensione). Quando si alzava la molletta, si liberava l’elastico che aveva quindi una forza d’impatto notevole con il bersaglio. Arma ideale nelle guerre tra adolescenti. Non poteva mancare l’arco, sempre in versione pericolosa. La freccia perfettamente bilanciata portava spesso in testa il fiammifero controvento, utilizzato per appiccare fuochi a distanza o per creare un semplice spettacolo pirotecnico notturno. Più spesso la freccia finiva con un appuntito chiodo destinato a conficcarsi in un preciso bersaglio o ad uccidere animali fastidiosi. Nel più pericoloso dei casi, la freccia era ricavata dai tendini degli ombrelli. Giochi duri, violenti e pericolosi, ma che non causavano quasi mai tragici incidenti. Se è vero, come è vero, che in ogni bambino veglia un angelo custode, ebbene, noi ragazzi di cinquant’anni fa ne siamo testimonianza. Fatti gli opportuni distinguo, forse il ragazzo d’oggi corre più rischi esposto alla violenza psicologica della Tv e dei giochi elettronici, alla violenza sessuale degli adulti, al rischio droga, alla violenza generata da indifferenza affettiva. Ma il flash back dell’adolescenza deve anche includere giochi competitivi più tranquilli, come la raccolta delle figurine e la loro commercializzazione. Ne esistevano di tutti i tipi e per tutti gli interessi. Potevano trattare l’epopea garibaldina e il risorgimento italiano, le grandi scoperte scientifiche, le esplorazioni geografiche, il mondo degli animali, l’epopea degli indiani, la raccolta dei calciatori, gli Stati del mondo. Ogni raccolta aveva una sua funzione didattica e il ragazzo poteva assimilarne i contenuti positivi in modo del tutto naturale. Certo anche allora come oggi, prevaleva il senso del possesso materiale della figurina inteso come valore più che acquisizione per il suo sintetico sapere

incorporato. Ma in tutti i casi si realizzava quel giusto interesse che pungolava la curiosità di noi ragazzi degli anni sessanta. Poi, ogni raccolta di figurine aveva la sua immagine rarissima. Intelligente scelta della casa editrice che in tal modo incrementava le vendite delle bustine, dal costo variabile da 10 a 100 lire. Per la raccolta Stati del Mondo, anno 1960 la figurina chiave erano gli Stati Uniti. Non ultimo, e propedeutico alla decisione di iniziare la raccolta di “stampine” era il piacere dello scambio e del gioco d’azzardo che acceleravano o decretavano l’anticipata fine di queste grandi raccolte. L’azzardo consisteva nel lasciar cadere da una facciata murale più figurine. Quella che andava a sormontarsi sulle altre, già a terra, vinceva tutto il piatto. In tal modo interi album sono passati di proprietario. Importantissime erano anche le trattative nello scambio di figurine. Spesso da vicoli, androni, porticati e strade aperte si sentiva immancabilmente il ritornello “ go, go, go, go, ... manca”. Allora, risuonando entusiasticamente quel manca, si apriva il tavolo delle trattative con un’emotività unica da entrambe le parti. Il cedente voleva altre cose in cambio. Chi desiderava ardentemente quella figurina avrebbe dato qualsiasi cosa avesse in tasca. Era un meraviglioso baratto. Ed ora mi congedo da te giocoso ragazzo degli anni sessanta. E se la mia voce grida forte l’invito a giocare per Giorgio, Piero, Dino, Rudy, solo il silenzio della fredda e tarda maturità mi risponde. Ho saputo con queste note riconvocarvi qui tutti, amici miei?

Oscar de Gaspari (continua) Nel prossimo numero: “La scuola”

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ENGIM VENETO - Istituto Don Giulio Costantino: SEI BUONI MOTIVI PER ISCRIVERSI 1. Una garanzia di qualità certificata dalla storia. I Giuseppini del Murialdo da 140 anni sono al servizio dei giovani per lo sviluppo della loro professionalità e per la loro promozione personale e sociale. Fu San Leonardo Murialdo, nel lontano 1873, a fondare la Congregazione di S. Giuseppe che aveva come finalità la formazione al lavoro dei giovani, quale risposta adeguata per la preparazione alla vita. Finalità, vale la pena sottolineare, quanto mai attuale. L’Istituto Don Giulio Costantino di Mirano è uno degli Istituti dell’ENGIM VENETO-NAZIONALE che continua nel solco della tradizione della Congrega-

zione fondata tanti anni fa. 2. Una struttura razionale e moderna. L’Istituto è costruito intorno alla chiesa dei Padri Giuseppini e si articola in tre grandi edifici: un'area dove sono collocati ben 11 laboratori meccanici ed elettrici al passo con le nuove tecnologie e la falegnameria; l'edificio centrale dove si trovano le aule, le segreterie e gli uffici; l'area ricreativa che comprende il bar, l'aula magna, la palestra e la mensa. L’edificio si affaccia su un ampio cortile interno con 2 campi da calcetto, uno da pallavolo ed uno da basket, a disposizione degli studenti. 3. Un’offerta formativa ricchissima. L’Istituto garantisce ai nostri 400

studenti una ricchissima offerta formativa basata su una vasta gamma di corsi: operatore meccanico, operatore elettrico, operatore alla riparazione dei veicoli a motore, operatore ai servizi di vendita, operatore del benessereindirizzo acconciatura, operatore del legno rivolto a fasce deboli di allievi e, ultimo nato in ordine di tempo, il corso per operatore socio-sanitario che è stato attivato in quest’anno formativo riscuotendo un tale successo da rendere necessaria una pre-selezione degli studenti prima dell’iscrizione definitiva. 4. Il contatto con il mondo del lavoro. L’istituto collabora con più di 500 aziende presso le quali tutti gli studenti frequentano gli

Amici della Biblioteca L'iniziativa è stata proposta alle insegnanti delle scuole medie che hanno invitato i loro alunni a rendersi disponibili, durante il periodo delle vacanze estive, a svolgere alcune attività di supporto alla Biblioteca. E' stato un grande successo che riproporremo l'anno prossimo, rivedendo un po' gli aspetti organizzativi, considerato l'alto numero di partecipanti. Del resto il progetto si inserisce all'interno delle diverse attività estive proposte ogni anno dalla Sezione Ragazzi della Biblioteca (Bibliovacanze): letture, animazioni, giochi, superlettori.... L’avvio dell’esperienza è stato preceduto

da una riunione informativa, organizzata in Biblioteca con i genitori dei ragazzi interessati, che ha visto la presenza di più di sessanta genitori, con ragazzi assolutamente determinati a partecipare. Rispetto ai 20 presenti lo scorso anno, quest’anno si è registrata la partecipazione di circa 60 ragazze e ragazzi. Nel corso dei tre mesi estivi, sono stati formati turni di quattro persone e della durata di due ore, dal lunedì al venerdì mattina e pomeriggio. Tutti hanno ricevuto una formazione “biblioteconomica”, con la spiegazione della suddivisione dei libri nella sezione di narrativa e saggistica e la loro colloca-

stage previsti dal curricolo del loro corso acquisendo competenze spendibili nel mercato del lavoro. 5. Il riconoscimento delle qualifiche. La qualifica professionale alla fine di ogni corso triennale è rilasciata dalla Regione del Veneto dopo il superamento di un esame ed è riconosciuta dai Paesi della Comunità europea. Tale qualifica è coerente con i fabbisogni e le esigenze delle aziende, individuate a livello provinciale e territoriale. 6. Supporto costante garantito agli studenti. I nostri studenti sono supportati, durante tutta la loro permanenza nell’Istituto, da un servizio di orientamento scolastico e professionale che li aiuta

zione a scaffale secondo i generi, per quanto riguarda la narrativa, e in base alla Classificazione Decimale Dewey per ciò che concerne la saggistica, suddivisione che per loro non dovrebbe avere più segreti. La narrativa è particolarmente complicata nella sezione prescolare, essendoci un’ulteriore suddivisione per argomenti e progetti, e nella sala ragazzi vi è una recente collocazione per i giovani adulti. Hanno inoltre appreso l’utilizzo del catalogo del Polo regionale del Veneto, di cui ora la Biblioteca fa parte, al fine di produrre tre bibliografie per la sala prescolare: su scuola, bullismo e famiglie speciali, con la formazione di relativi segnalibri. Un lavoro di riordino ha coin-

ad affrontare il percorso formativo attraverso corsi di recupero e rimotivazione, moduli sul metodo di studio, moduli di orientamento scolastico e professionale. Importante è la figura del tutor formativo che funge da punto di riferimento per l’allievo e la sua famiglia. Massimiliano Cacco Direttore dell’Istituto Per saperne di più, visita il sito dell’Istituto: www.engimve.it o telefona allo 041-430800

volto un gruppo di loro in archivio per una migliore organizzazione del materiale. Tutte e tutti sono stati coinvolti nel lavoro giornaliero di sistemazione dei libri rientrati dal prestito e un gruppo di loro si è dedicato al mensile “iter dei quotidiani”, dall’emeroteca all’archivio. L’impegno di seguire dagli 8 ai 12 o più ragazzi giornalmente per il periodo estivo è stato notevole ma sostenuto dal personale della biblioteca e in particolare da chi cura la sezione ragazzi, con la profonda consapevolezza che l’avvio alla lettura, quanto più è precoce, tanto più concorre alla formazione della personalità adulta, strutturata come soggetto critico, responsabile e partecipe.

Le iniziative del Circolo ACLI di Mirano per rivitalizzare la Cultura della Politica Il Circolo ACLI di Mirano ha organizzato presso la Sala parrocchiale “Santa Bertilla” e il Patronato “S. Pio X” un corso di formazione socio-politica 2014-15. Il perché di questa iniziativa, come si legge nel depliant illustrativo, è dato dalla considerazione che «la percezione della politica negli ultimi due decenni è sembrata oscillare tra l'attesa di un pagano messia, cui affidare la radicale soluzione degli annosi problemi dell'Italia, e il rifiuto della dimensione della rappresentanza, accusata di nascondere troppo spesso solo ricerca di privilegi e facili carriere. La Politica invece, al di là della retorica, è lo strumento fondamentale su cui si tesse la trama della coesione e della convivenza civile

di una Comunità, a livello locale e universale, e non vi è dubbio che questa trama appare sempre più sfilacciata e bisognosa di essere ricostruita e ridisegnata (…). Noi del Circolo Acli di Mirano crediamo allora sia necessario rivitalizzare in primo luogo la Cultura della Politica, e abbiamo deciso di farlo mettendo in cantiere una Scuola di Formazione Socio-Politica locale». Il corso, dopo la pausa natalizia, riprenderà con i seguenti incontri. Giovedì 15/01/2015 ore 20.45 nella sala Santa Bertilla l’argomento verterà su “Il ruolo del governo locale come motore di sviluppo del territorio e per la produzione di beni immateriali”, con gli interventi della Prof.ssa Patri-

zia Messina, Univ. di Padova, docente di Scienza della Politica direttrice del Centro interdipartimentale di Ricerca sul Nord Est "Giorgio Lago" e del Master di I livello "Governo delle Reti di Sviluppo Locale". Giovedì 22/01/2015 ore 20.45 presso il Patronato San Pio X la riflessione riguarderà i “Dialoghi con i protagonisti del territorio tra pensiero e azione. Le leve dello sviluppo per il bene con-diviso. La leva dell'animazione turistica locale”. Ne discuteranno: Roberto Gallorini, Presidente delle Pro Loco del Decumano e della Pro Loco di Venezia e Jan Van der Borg, docente di Economia e Politica del Turismo, Univ. di Venezia. Giovedì 29/01/2015 ore 20.45,

sempre presso il Patronato San Pio X, si parlerà di “La leva dell'energia rinnovabile nei trasporti e nelle costruzioni, tra formazione e innovazione” con gli interventi di Stefano Boldrin, Amm. Del. "Boldrin Auto Spa"; Matteo Civiero, docente di "Analisi della Concorrenza" e al Master in "Logistica dei Trasporti", Univ. di Venezia Ca' Foscari, già ricercatore presso la Univ. di Berkeley, California, USA e Franco Favaro, architetto. Giovedì 05/02/2015 ore 20.45 (Patronato San Pio X) verrà affrontato l’argomento “La leva della sostenibilità ambientale: green economy e impresa, binomio possibile?”. Interverranno Alberto Bovo, Production Manager e Managing Director "BovoBags Spa", e Valentina De

Marchi, Ricercatrice alla Facoltà di Economia, Univ. di Padova, già ricercatrice presso la Duke University, Durham, South Carolina, USA Giovedì 12/02/2015 ore 20.45 (Patronato San Pio X) Luciano Gallo e Patrizia Messina concluderanno gli incontri con il tema “La leva della solidarietà: welfare generativo”. Il corso è rivolto a giovani adulti (indicativamente dai 18 ai 40 anni) che siano interessati ad un percorso di approfondimento culturale sui temi oggi importanti per la gestione del bene comune e del territorio in cui viviamo. La partecipazione è gratuita previa iscrizione. Per informazioni rivolgersi a Luca Minto, e-mail: lucmint@hotmail.it – cell. 328 9524057

BAR

AL CAMPANILE di FAVARON TOMMASO & C.

Tommaso e Stefania augurano Buone Feste a tutta la clientela Piazzale Pio XII, 2 - 30035 MIRANO (VE)


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Donne d’arte in Barchessa La memoria del fare arte delle donne si è consolidata nella Barchessa della Villa Comunale di Mirano dove, dalla metà di settembre a fine ottobre, si sono svolte due mostre: nella prima si è festeggiata la donazione alla Casa delle Muse delle opere del ciclo “Amore e Psiche” di Riccarda Pagnozzato; nella seconda, dal titolo “Gabriella e le altre”, si son potute ammirare ben 70 opere realizzate da quattro artiste che operavano a Venezia nella prima metà del ‘900: si tratta di Gabriella Oreffice, Maria Vinca, Ernesta Oltremonti, Giole Gandini. Di Gabriella Oreffice si erano già viste a Mirano alcune opere, mentre le altre tre pittrici sono delle riscoperte, infatti non vi erano più state loro mostre dal 1940, ep-

pure erano pittrici molto apprezzate, invitate più volte alle Biennali d’Arte di Venezia, alle mostre di Cà Pesaro e della Bevilacqua La Masa. Non è la prima volta che a Mirano si propongono opere di grandi artiste. I molti visitatori hanno accolto con grande entusiasmo le quattro pittrici e hanno apprezzato la loro pittura. Lo si può cogliere anche nelle frasi lasciate nel libro delle firme: ”Opere intense”, “Queste donne sono sconvolgenti”, “alcune opere rivelano la malinconia dell’artista”, “Bellissimi autoritratti, alcuni completamente moderni”, ecc. Nell’evento del 17 ottobre, che ha visto un numerosissimo pubblico nonostante fosse di pomeriggio e di giorno feriale, Patrizia

Castagnoli, curatrice della mostra, ha parlato di due pittrici del ‘600 (Sofonisba Anguissola e Fede Galizia) coadiuvata dalla Compagnia delle Smirne che ne ha letto una parte del carteggio intercorso tra le due pittrici, mentre il Trio Rossini ha eseguito magistralmente musiche di Mozart. Anche in questo caso

i commenti nel libro sono più che lusinghieri: “Un contesto d’arte totale, letteratura, pittura e musica per donne importanti”, “l’arte ti riempie sempre d’immenso”, mentre Camilla di 3° scrive: “Oggi ho visitato questa mostra finalmente dedicata alle donne e io, un giorno, sarò tra loro”. Commovente la visita dei 50 bambini, curiosissimi, dell’Asilo Meneghetti che passavano per il parco per andare a liberare un ranocchio che portavano in un vaso, ma entrati alla mostra hanno imparato che cos’è l’autoritratto. Tante altre cose hanno appreso i ragazzi delle tre classi di seconda media della scuola Leonardo Da Vinci: i loro commenti sia davanti alle opere esposte che nei compiti di casa sarebbero da pubblicare. Così

come andrebbe documentato l’incontro “Amore e Psiche” e gli ospiti di Anni Azzurri venuti da Favaro Veneto con i loro bravissimi assistenti. Le due mostre, organizzate in collaborazione con l’Amministrazione comunale, hanno potuto giovarsi della custodia, prestata a titolo volontario, dell’Associazione AUSER che ringraziamo. Per concludere, l’impressione è che se “l’arte aprisse le porte” la gente scoprirebbe che è più divertente andare in Barchessa, vedere bei quadri e ascoltare buona musica piuttosto che trascorrere il tempo nei centri commerciali. Forse è solo questione di abitudine. Vittoria Surian Associazione Riviere

L’Associazione Volontari Ospedalieri (A.V.O.) di Mirano celebra il ventennale della sua fondazione (1994-2014) La bella piantina del volontariato Avo è diventata maggiorenne, un albero, e festeggia il ventesimo anno. È cresciuta in qualità e quantità e continua ad essere particolarmente apprezzata dall’Istituzione Ospedaliera per il servizio che svolge all’interno dell’ospedale a favore dei malati. È molto amata dai volontari che trovano la possibilità di regalare qualche ora alle persone bisognose, ricevendo una grande gratificazione sul piano umano e sul piano psicologico. Il ventennale è un momento di festa, di riflessione ed un invito alle migliori forze giovani ed anziane di entrare nel mondo del volontariato che è destinato a diventare una ricchezza sociale, insostituibile, nel terzo millennio. Il ventennale prevede tre momenti significativi: 1) convegno sul volontariato che è tenuto a Noale il 30 ottobre 2014; 2) la pubblicazione di una memoria sui primi venti anni di attività dell’Avo; 3) il concerto natalizio, presso il teatro comunale, a dicembre, in collaborazione con la Scuola Media Statale ‘L. Da Vinci’ e con il coro del Cral dell’ospedale. Il convegno ha avuto come tema di riflessione "Io e gli altri". Dopo i saluti e i ringraziamenti, il presidente dell'AVO di Mirano, Vittorio Boesso, ha illustrato il significato della ricorrenza del venten-

nale dell'associazione: una festa per la raggiunta maturità e per i risultati ottenuti, pur fra mille difficoltà, ma anche momento di riflessione e di ripensamento sul valore, sul significato del volontariato nel 2014 e, soprattutto, un invito a non perdere un'occasione così importante per arricchire la propria personalità e dare significato al tempo libero, offrendo amicizia, solidarietà al prossimo più debole e bisognoso. Sono seguiti brevi cenni di saluto e di partecipazione al Convengo da parte del dott. Livio Dalla Barba, direttore medico dell'ULSS 13, e della dott.ssa Annamaria Tomaello, vice sindaco ed assessore alle politiche sociali del comune di Mirano. Per quanto riguarda le relazioni, l'avvocato Ivone Cacciavillani ha svolto l’argomento "Io e gli altri": aspetti giuridici, facendo riferimento alla Costituzione Italiana e a quanto previsto dai "Padri Costituenti" per il grande e complesso settore del volontariato: ha sottolineato quindi come la nostra Costituzione sia la più bella e completa e di questo va dato merito e ringraziamento a due personalità politiche del passato: gli on. Giuseppe Dossetti e Giuseppe La Pira. Da parte sua la dott.ssa Luisa Conti, presidente del C.S.V. di Venezia, ha portato la propria esperienza sul mondo del volontariato e sul prossimo cambio della

legislazione in materia. I Centri di Servizio hanno sostenuto, sostengono e aiutano le associazioni di volontariato, usufruendo dei fondi regionali e dei contributi messi a disposizione dalle Fondazioni bancarie. Nell'ultimo anno sono state aiutate più di mille associazioni con la messa a disposizione di oltre due milioni di € di contributi. Mons. Giuseppe Rizzo ha sottolineato che se le persone nel lavoro e nelle varie attività si attenessero a quanto previsto dal mansionario, dal contratto, dalla fredda delimitazione prevista dalle leggi, non ci sarebbero il progresso e lo sviluppo che invece arricchiscono la società. Per questo il volontario fa una scelta controcorrente: regala gratuitamente parte del suo tempo ai più bisognosi, agli ultimi, scegliendo di mettersi in gioco, al di sopra del mansionario. Anche il dott. Claudio Lodoli, presidente nazionale di Federavo, ha posto l'attenzione sul capitale umano presente nei volontari avosini. Il presidente Lodoli ha terminato il suo intervento ricordando quanto il prof. Erminio Longhini, fondatore e pietra miliare dell'AVO, ha scritto sulla natura vera della nostra associazione: la reciprocità. La reciprocità è la forza dell'AVO, è il dono assoluto senza attesa di ritorno. Padre Mariano Steffan, cofondatore del-

l'AVO di Mirano, ha portato il suo saluto compiacendosi per il fatto che la piccola piantina, dopo vent'anni, è diventata un grande e radicato albero: è l'albero dell'amore gratuito, senza egoismi e secondi fini, che cerca solo il bene ed il benessere dell'altro. Dopo il convegno è stato organizzato il ventesimo corso di formazione e aggiornamento "La comunicazione tra volontario e malato" per i nuovi e vecchi avosini, con in programma questi argomenti: 06.11.14 - "Il mondo della salute fra richieste, costi, disponibilità - Relatore: Dott. Gino Gumirato, Direttore Generale ULSS 13. 13.11.14 - "Il volontario accanto al malato acuto", Relatrice: Lucia Nicolao, Associazione ADVAR Treviso - "Comunicazione A.V.O. e comitato etico", Relatrice: Cinzia Marella, Componente Comitato Etico. 20.11.14 - "Comunicare senza parole: importanza del contatto corporeo, dello sguardo, del volto, dei movimenti", Relatore: Dr. Salvatore Porcelluzzi, psicologo e pedagogista. 27.11.14 - "Come l'età modifica umore e atteggiamento dell'anziano: difficoltà comunicativa", Relatore: D.ssa Monica Miatto, resp. socio-san. Casa di Riposo. 04.12.14 - "Il bisogno di spiritualità nell'uomo d'oggi", Relatore: don Antonio Genovese, parroco Diocesi di Treviso.


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#SPRITZANDO IDEE: I GIOVANI DI CONFCOMMERCIO AIUTANO GENOVA Il Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio Unione Venezia giunge a Mirano, al Cafè Le Clan in pieno centro storico – cuore dello spritz hour - per dedicare la quinta tappa del suo aperitour alla raccolta fondi per i colleghi alluvionati di Genova. "Ancora una volta, non c'è fango che tenga" è il nome dell'iniziativa di solidarietà, promossa dalla Confcommercio di Genova in favore della Parrocchia Santa Margherita di Marassi, che ha avviato questa raccolta fondi (iban IT 06V0617501405000003132380 – Banca Carige, conto intestato a “Non c’è fango che tenga”) per i commercianti colpiti dal devastante alluvione dello scorso 10 ottobre, una tragica ricorrenza dopo quanto già accaduto nel 2011. Ed è a questa causa che i giovani della Confcommercio Provinciale di Venezia hanno voluto dedicare la tappa miranese di #SpritzandoIdee, occasione d'incontro tra imprenditori di ultima generazione e giovani che progettano di aprire un'impresa. Molti si chiedono cosa significhi fare impresa oggi, quali siano le possibilità di credito agevolato, come selezionare il proprio target di clientela, o ancora come qualificare la propria professionalità, che corsi fare, ecc. #SpritzandoIdee è l’occasione giusta per rispondere a queste domande, un momento in cui ascoltare idee diverse, magari di successo, di imprenditori locali che condividono le loro esperienze in un atmosfera informale e gradevole. "Abbiamo deciso - dichiara ELENA BORDIN, Presidente Provinciale del Gruppo - di dedicare questa serata alla città di Genova, per dare il nostro contributo e la nostra solidarietà concreta ai colleghi in difficoltà.

Ci fa molto piacere che nel frattempo anche altre provincie italiane, a partire da Taranto il mese prossimo, ripropongano questo nostro evento – diventato non solo un format consolidato e conosciuto, ma anche un marchio registrato - perchè si è riscontrato che questa modalità così contemporanea ed innovativa di far incontrare i giovani in maniera informale è molto più efficace di un convegno statico o di una riunione seduti attorno ad un tavolo. Confrontarsi in questo modo, scambiarsi contatti ed esperienze, fare rete, fa nascere idee e soluzioni innovative, che in questo momento storico sono la cosa più preziosa". Il Delegato del Miranese del Gruppo Giovani Imprenditori ALBERTO SCANTAMBURLO afferma: " I giovani richiedono più opportunità e meno burocrazia, per aprire un'attività la burocrazia ormai è davvero troppa, noi chiediamo più semplicità ed aver più libertà nella gestione dell'attività; non vogliamo i vincoli delle ZTL, non vogliamo gli orari di limite locali, vogliamo poter lavorare liberamente. Siamo stati di recente alla presentazione di un libro di Luigi De Gobbi nel quale spiega come le aperture dei centri commerciali abbiano creato diminuzione ed impoverimento del territorio, noi non siamo per questo, vogliamo le attività commerciali sotto casa". "Tutto il mondo del commercio oggi è in sofferenza per la crisi economica – sottolinea il Presidente della Confcommercio del Miranese ENNIO GALLO - ma in particolar modo i centri città (storici o meno) soffrono per una cattiva interpretazione che le Amministrazioni Comunali danno della qualità della vita, con una serie di vincoli (ZTL, parcheggi a paga-

mento, domeniche ecologiche, etc.) che ci mettono in grande difficoltà, soprattutto nei confronti dei centri commerciali dove non vi sono tutti questi vincoli, i quali anzi cercano di attrarre clienti facendo manifestazioni e eventi che scimmiottano i centri città.” Come nei precedenti appuntamenti di #SpritzandoIdee, anche a Mirano i giovani hanno potuto ascoltare la testimonianza di giovane imprenditore del territorio – DIEGO BUSATO - che è riuscito ad emergere, inventandosi in questo caso un nuovo servizio web per la creazione di loghi e video dedicati alle aziende: youcrea.com, un vero e proprio portale che mette in gara i grafici e i videomaker nella creazione di un’immagine studiata su misura per il cliente che accede al sito.

STOP ALLE INFILTRAZIONI D’ACQUA! Lo specialista del settore ti spiega come Quando senti parlare di infiltrazioni d’acqua, la prima cosa che ti viene in mente sono le infinite seccature che dovrai affrontare e l’altissima probabilità che, anche dopo un intervento, il problema tornerà presto a ripresentarsi. Grazie a sistemi e tecnologie innovative di recente acquisizione, invece, le infiltrazioni vengono bloccate immediatamente e definitivamente. Le infiltrazioni d’acqua sono una delle principali cause di danno edilizio in tutta la penisola italiana. Che derivino da guasti e malfunzionamenti accidentali o da difetti intrinseci all’edificio, o ancora da condizioni ambientali, la condizione ideale in cui bisogna porsi è quella di un intervento che risulti assolutamente non invasivo: senza scavi esterni, senza demolizioni, eppure definitivo! Specialista e leader nazionale nel settore è la STEVANATO PRODOTTI E LAVORI SPECIALI. Nata dalla tradizione dell’attività familiare e dall’utilizzo di moderne tecniche innovative nel campo edilizio, la STEVANATO PRODOTTI E LAVORI SPECIALI è un’azienda che offre qualità lavorativa e le garanzie nel saper affrontare molteplici problematicità. Fondata nel 1979, ha iniziato la sua attività occupandosi del risanamento e del consolidamento delle murature, acquisendo i suoi primi clienti nel centro storico di Venezia. Dopo anni di esperienza nel settore dei risanamenti e consolidamenti, ha fatto propri nuovi know

how, e ha pertanto ampliato il suo campo. Oggi la STEVANATO PRODOTTI E LAVORI SPECIALI vanta una posizione di assoluta leadership nel settore, e può affermare di aver seguito in fase di ricerca e successivamente fatto proprie tutte le più moderne tecniche per il risanamento. Alla guida dell’azienda c’è un giovane imprenditore, Elia Stevanato, il quale, dopo aver assimilato l’esperienza di suo padre, oggi guida la STEVANATO PRODOTTI E LAVORI SPECIALI con grande successo e mantenendo la massima professionalità che la ha sempre contraddistinta. Con gli anni, la STEVANATO PRODOTTI E LAVORI SPECIALI ha trovato la sua naturale specializzazione nell’arresto immediato delle infiltrazioni d’acqua. Il metodo Stevanato garantisce l’arresto immediato di tutte le infiltrazioni d’acqua, mediante la sigillatura riempitiva dei vuoti e delle cavità con iniezione a pressione. Ovviamente questa specializzazione non ha comportato che la STEVANATO PRODOTTI E LAVORI SPECIALI tralasciasse l’ammodernamento in tutti gli altri settori della sua attività: l’azienda occupa una posizione di leadeship anche per gli altri servizi che fornisce ai clienti: Interruzione umidità di risalita, Impermeabilizzazioni, Consolidamenti edili, Demolizioni controllate, Formazione giunti, Taglio e carotaggio del cemento armato, Lavori archeologici, Sabbiature,

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TENNIS DI MIRANO: TRADIZIONE E MODERNITÀ Sono poi state ulteriormente sviluppate le azioni rivolte alle scuole per avviare i ragazzi allo sport del tennis sia ospitando gli studenti nel Circolo, sia fornendo i maestri per le iniziative organizzate nelle palestre delle scuole stesse. Sotto questo aspetto la presenza di maestri qualificatissimi gui-

La 49ª edizione del Torneo nazionale FIT città di MIRANO si è concluso fra la soddisfazione generale. Successo tecnico e di pubblico. 136 gli iscritti con la presenza degli atleti più importanti della categoria e pubblico sempre numeroso per tutta la durata del torneo. Per i maschi ha vinto il vicentino Giovanni Dal Zotto che ha battuto l’altro vicentino Alberto Boraso. Per le ragazze si è affermata Michelle Zanatta che ha battuto in finale Alice Bertazzoni. L’importanza di questo torneo è confermata dall’incremento degli sponsor che quest’anno sono stati più numerosi del solito. La presenza alla cerimonia di premiazione del Sindaco, Maria Rosa Pavanello, e dell’assessore allo sport, Cristian Zara, è stato un importante segnale di attenzione che il circolo attendeva. E’ ormai noto che le strutture del club hanno bisogno di essere ammodernate e che in questa ottica il ruolo del Comune è fondamentale. L’adeguamento deve riguardare sia lo stabile che ospita la sede sia la parte impiantistica per perseguire un robusto risparmio energetico. E’ questa infatti la voce più rilevante del bilancio annuale che crea difficoltà di gestione non sottovalutabili. L’impegno del nuovo Direttivo è quello di garantire una gestione improntata a criteri di economicità e correttezza per perseguire quella solidità economica messa a repentaglio da gestioni disinvolte. Il Circolo è una struttura comunale che il nuovo Direttivo, insediatosi in aprile, vuole rilanciare con azioni orientate al sociale. I primi atti sono stati infatti quelli della riduzione della quota di iscrizione per incrementare il numero dei soci ed utilizzare appieno i campi. A fronte dei 95 soci iniziali c’è stato già un massiccio incremento che ha portato il numero a 140. L’atmosfera nel circolo è completamente cambiata. I soci non si limitano più a giocare la loro ora e poi scappare via, ma si vedono gli embrioni di una vita associativa che costituisce la vera ricchezza di un club. In questa ottica si sta promuovendo con tariffe agevolate l’utilizzo dei campi anche il sabato e la domenica pomeriggio. Grandissimo successo hanno avuto i centri estivi che sono diventati un vero servizio per i genitori che hanno bisogno di affidare ad una struttura qualificata i ragazzi durante il periodo di chiusura delle scuole. Gli accordi stipulati con la piscina e con altre società sportive hanno permesso di offrire ai ragazzi oltre al tennis altre attività accattivanti e coinvolgenti.

dati da Andrea Mantegazza ha certo fornito un valore aggiunto all’immagine del Club. L’ambizione del Direttivo è quello di far rientrare tutti i soci che in questi ultimi anni hanno abbandonato il circolo e di attirare i giovani per promuovere il ricambio generazionale.

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UN FUTURO GIOVANE PER IL POZZO

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a compagine del Mirano Al Pozzo continua il suo bel campionato, attestandosi in zona play off in serie C2 di Calcio a 5 veneto, ma con l’obiettivo di raggiungere la salvezza prima possibile per inseguire traguardi più gloriosi, senza grossi patemi. Sotto la guida attenta di Mister Vio Giuliano e del suo vice e preparatore dei portieri Lazzarini Filippo, la squadra ha preso coscienza delle proprie forze e del proprio valore, vincendo anche i primi turni di Coppa Veneto e della nuova Futsal Cup, competizione tra tutte le squadre di calcio a 5 del veneto, dalla C1 alla serie D, con gare di sola andata in casa della compagine di minor valore federale. Mister Vio ha dovuto amalgamare la squadra in poco tempo, visti i molti volti nuovi e la perdita per infortunio di Masiero, all’inizio del campionato, affidandosi nei primi tempi al blocco dello scorso anno, inserendo man mano i vari componenti della rosa. Tra questi due giovani di sicuro valore si stanno distinguendo per impegno e costanza negli allenamenti ed in campo e proprio da loro vogliamo mettere le basi per un futuro più roseo e frizzante, così da incentivare anche l’arrivo di altri giovani atleti, già formati o daformare nel mondo del calcio a 5. Stiamo parlando di Busatto Claudio e Pasqualetto Lorenzo,

entrambe del 1994, il primo già con alle spalle un anno a Moniego, sotto le cure di Lazzarini sta dimostrando che lavoro ed

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impegno sono fondamentali per raggiungere certi livelli, il secondo proveniente dal calcio, dopo un avvio difficile,

ha saputo trovare dagli insegnamenti di mister Vio la giusta posizione in campo ed il coraggio che mancava ad inizio avventura. Oltre alle performance in campo Lorenzo ha coinvolto gran parte dei suoi amici, portando alle partite un ‘gruppo ultras’, che sono risultati l’uomo in più in molte partite. Questo impegno e questo entusiasmo ha ben giovato alla squadra, e da ciò dobbiamo mettere delle basi solide, per migliorarci e costruire un futuro più roseo. Oltre a questi due pedine importanti, c’è da sottolineare la continuità di Romano Sebastiano classe ’95, che al suo secondo anno a Mirano è una realtà consolidata e la freschezza di Beggiora Jody, classe ’97, dato in prestito al Perarolo per maturare e trovare un po’ di minuti in porta che a Mirano quest’anno sarebbero stati difficili. Si dovrà comunque procedere con altri interventi nel territorio, cercando collaborazioni con il plesso scolastico dove giochiamo o accordi con le società di calcio del miranese per dare l’opportunità ai molti giovani di Mirano e dintorni di giocare un campionato competitivo e tecnico quale quello di C2 Veneto, in una società gloriosa e tra le più longeve del Veneto nel Calcio a 5. Il Presidente Federico Favaretto


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DETRAZIONI E AGEVOLAZIONI FISCALI SULL'ACQUISTO DI MATERASSI, RETI, DISPOSITIVI MEDICI E AUSILI SANITARI: CHI, E COME, PUÒ USUFRUIRNE Marco Piccoli, socio titolare del Centro del Materasso, risponde ai quesiti più comuni in materia. Buongiorno Sig. Piccoli, di che cosa di si occupa? Buongiorno. Insieme a mio padre e a mia madre, conduco un'attività specializzata nella produzione e vendita di materassi, reti, letti e, novità nel settore, anche di presidi, ausili e dispositivi medici. Quando un materasso o una rete sono dispositivi medici? Sono tali quando le materie prime utilizzate sono state sottoposte a test e quindi certificate al fine di ottenere la marcatura CE e la classificazione di materasso ortopedico antidecubito. A quali benefici sono soggetti tali dispositivi medici?

Alla detrazione del 19% nella dichiarazione dei redditi purché: - il cliente sia in possesso di una prescrizione medica attestante la necessità dell'utilizzo di tale prodotto; - il rivenditore rilasci fattura al cliente cui si riferisce la spesa. Esistono altre detrazione nel suo settore? Certamente. Fino al 31 dicembre 2014 infatti, chi sostiene spese per lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione di imposta Irpef pari al 50% comprendente anche le ulteriori spese sostenute, quali l'acquisto di mobili e, in questo caso, di materasso e letto. Anche i suoi prodotti sono soggetti a IVA AGEVOLATA al 4% per disabili? Sì, ma solo se il soggetto ha un’invali-

GINO DAINESE: UN VOLONTARIO “DOC” CHE FA ONORE A TUTTA MIRANO Quasi mezzo secolo di volontariato. Io nonno vigile Gino Dainese sono andato in pensione da nonno vigile, dopo 14 anni, così piano piano vista anche l'età di 76 anni lascio parzialmente il volontariato fatto anche in altre associazioni. Con questo volevo segnalare alcuni dei passaggi della mia vita da volontario in vari settori, sperando che qualcuno leggendo questo articolo si renda conto di quanto ci sia bisogno di volontari in varie associazioni. Alcune esperienze sono terminate bene e con bei ricordi altre un po' meno, ma ne sono uscito sempre a testa alta sapendo che ho lavorato con impegno, onestà e passione, dando il meglio di me. Ecco, dunque, di seguito alcune delle mie principali esperienze di volontariato. Per il comune di Mirano, educatore ambientale da sempre operando con la Veritas e le precedenti società della raccolta rifiuti, con i tecnici della Veritas all'interno delle scuole non solo a Mirano ma anche in altri comuni. Ho collaborato, inoltre, alla nascita del Parco Yitzhak Rabin (premio Nobel 1994 per la pace) vicino alla chiesa San Leopoldo Mandic piantumando degli alberi. Mi sono occupato anche della pulizia di vari parchi e fossati nel comune di Mirano. Ho collaborato con tutti gli Assessori all'ecologia nei ultimi 25 anni. Ho promosso nelle scuole dal 1969 (scuola materna, elementari e medie in particolare Scaltenigo) manifestazioni di ogni genere, fra cui due manifestazioni sportive coinvolgendo anche Ballò, Vetrego e Scaltenigo (anni 1979/80). Sono stato promotore e fondatore delle società di bocce e pattinaggio a Scaltenigo Anni '74 e '89, contribuendo anche economicamente, con apertura del Patronato Pio X a Scaltenigo anni 2000. Ho organizzato anche un torneo di calcio balilla. Ho collaborato alla sagra di Scaltenigo negli anni `70/'80 ed anche negli anni 2000/2005. Nel 1979 ho organizzato corsi di nuoto per i bambini di Scaltenigo. Ho svolto volontariato presso la Casa di riposo Mirano per oltre 10 anni organizzando tornei di bocce per gli ospiti, sistemazione prima dei campi da bocce del Mariutto, e piccoli lavori di manutenzione all'interno della struttura, portato gli ospiti anche al bocciodromo di Mirano e alla sagra di

Mirano al martedì a mangiare il pesce dal 1995 al 2005. Sono stato volontario C.R.I. per oltre 10 anni e ho collaborato anche con la C.R. Femminile per qualche anno. Ho organizzato piccole manifestazioni per il Centro Arcobaleno di Vetrego nei primi anni di apertura e svolto piccoli lavori di manutenzione. Ho collaborato con A.V.I.D.I. Fiorellini di Mirano per vari anni. Ho organizzato nel 2000 anche una grande manifestazione che ha riscosso molto successo di bocce con cena a seguire a cui hanno partecipato oltre ai ragazzi dell'associazione anche sindaco e assessori (80 persone hanno giocato a bocce e 100 hanno partecipato alla cena). Sono istruttore di bocce dal 1992: ho incominciato a insegnare la disciplina sportiva del gioco bocce all'interno delle scuole con l'aiuto delle rispettive insegnanti in orario di educazione motoria in circa 20 classi all'anno. L'insegnamento, sempre coadiuvato dalle docenti, proseguiva nei bocciodromi comunali da 4 a 8 lezioni per classe circa. Ho insegnato nel comune di Mirano (tranne Ballò), nonché in diversi comuni delle province di Venezia, Treviso e Padova. Attualmente proseguo con il comune di Mira. Nel progetto sono stati coinvolti circa 2000 ragazzi, 60 insegnanti e 60 collaboratori (genitori, nonni ed esperti). Colgo l'occasione per ringraziare tutti. Da 10 anni collaboro con I' Associazione Anziani di Spinea di via Cici. Nel 2013/14 ho collaborato allo svolgimento dei corsi di informatica a Scaltenigo. Io credo di aver dato la mia parte al volontariato. Gino Dainese

dità permanente e presenta: - un documento d'identità e codice fiscale; - la prescrizione del medico dell'ASL per l'acquisto dell'oggetto; - il certificato rilasciato dall'ASL attestante l'invalidità. Inoltre, se acquista un prodotto con dispositivo medico, può beneficiare oltre all'IVA al 4%, della detrazione del 19% come spesa medica descritta prima. Grazie della sua disponibilità. Per qualsiasi dubbio o ulteriori spiegazioni, mi trovate presso il Centro del Materasso, nella sede di Mirano. Vi aspettano tanti prodotti e un’ampia gamma di dispositivi medici e ausili sanitari oltre a letti, materassi, poltrone alzapersona, letti e accessori vari.

AVIS PER UN FUTURO MIGLIORE C'è la crisi, non ci sono soldi, non c'è tempo e spesso la via più semplice è quella di pensare a se stessi... ma nonostante tutto ci sono molte persone che fanno del bene, che si prestano ad aiutare il prossimo per costruire un futuro migliore. Ci piace pensare che i donatori di sangue, di cui siamo orgogliosi, facciano parte di questa fetta del mondo che dà speranza, giorno dopo giorno, ad altri che ne hanno bisogno. La donazione di sangue è questo: un dono al prossimo, completamente gratuito e volontario. In Italia ci sono circa due donatori su cento abitanti ma i numeri sono in costante decremento. I dati degli ultimi anni sono allarmanti e la situazione si sta facendo sempre più critica, soprattutto per due gruppi sanguigni, A+ e 0+. Continua a ridursi, per motivi demografici, il numero dei giovani che potenzialmente possono donare, mentre resta costante, se non in aumento, il numero di coloro che per vari motivi smettono; non è da sottovalutare, purtroppo, lo stile di vita di alcune fasce di popolazione, che porta ad escludere dalla possibilità di donare un numero sempre maggiore di persone. Abbiamo bisogno di nuovi donatori ed è soprattutto ai giovani che ci si rivolge perché da loro dipende il futuro delle donazioni e

della nostra Associazione, che da molti anni si propone di fare propaganda di sensibilizzazione nelle scuole, nelle città, negli eventi sportivi e che, d'altro canto, non dimentica di essere vicina ai propri soci con atti concreti per la tutela della loro salute, come stabilito dal nostro statuto. Per essere donatore è necessario avere tra i 18 e i 65 anni e godere di buona salute; è sufficiente recarsi nel centro trasfusionale più vicino per eseguire un prelievo di sangue e la visita medica per l'idoneità, se tutto regolare, sarete contattati per fare la vostra prima donazione. L'AVIS Mirano opera nei comuni di Mirano e Santa Maria di Sala; negli anni, per avere un maggior radicamento nel territorio, sono stati fondati dei gruppi locali Mirano, Caltana (Santa Maria di Sala, Caltana, Caselle), Campocroce, Graticolato Romano (S. Angelo, Stigliano, Veternigo), Lusore (Ballò, Scaltenigo, Vetrego) e Zianigo. C'E' BISOGNO DI SANGUE, DONARE IL SANGUE È DONARE VITA Un enorme grazie a tutti coloro che già lo fanno e a chi lo farà. AVIS Mirano e S.M. di Sala Per info: mirano@venezia.avisveneto.it Tel. 041 5795708 - www.avisveneto.it/mirano aceboo AVIS MIRANO

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PACE, UN VALORE DA COLTIVARE Da due anni sono riprese le attività del Centro per la Pace e la Legalità di Mirano, intitolato a Sonja Slavik. Un’esperienza che, visti gli attuali venti di guerra, assume un valore ancora più profondo. Un punto di incontro, per associazioni ma anche per singoli cittadini. Un motore di iniziative ed eventi pubblici. Uno stimolo per aiutare la città a riflettere su un valore tanto importante quanto spesso dimenticato come la pace. Tutto questo e molto di più è il Centro per la Pace e la Legalità “Sonja Slavik”, attivo a Mirano dal 2012. Un’esperienza che, visti gli attuali venti di guerra che spirano nel mondo, dal Medioriente all’Ucraina, assume se possibile un significato ancora più profondo. Ne parliamo con Vincenzo Guanci, coordinatore del Centro. Come nasce il Centro Pace? Le prime attività del Centro risalgono in realtà agli anni Novanta, quando un gruppo di volontari diede vita ad un primo coordinamento di diverse associazioni del territorio impegnate sulle tematiche pacifiste. Nel 2003, grazie all’amminstrazione Fardin, si arrivò all’istituzione ufficiale del Centro Pace comunale, con la concessione di una sede per le attività del coordinamento. Erano i mesi della seconda guerra del Golfo, scatenata dall’accusa all’Iraq, poi rivelatasi infondata, di possedere armi di distruzioni di massa. La bella esperienza di quel primo Centro si interruppe nel 2008 sotto l’amministrazione Cappelletto, per poi rinascere nel 2012 grazie all’impegno della sindaca Maria Rosa Pavanello. La ricostituzione è stata caratterizzata da alcuni significativi passaggi, innanzitutto nel nome: da un lato l’intitolazione a Sonja Slavik, che con passione e intelligenza aveva coordinato il Centro nei suoi primi anni di vita; dall’altro l’aggiunta del termine “legalità”, a sottolineare come non possa esserci davvero pace senza un cultura della legalità. Inoltre il col-

legamento con il Comune è stato rafforzato con l’istituzione del Consigliere delegato alla promozione di una cultura di pace e dei diritti umani, carica attualmente ricoperta dalla Consigliera comunale Erica Brandolino. Chi fa parte del Centro? In primo luogo le associazione che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa tra loro e con il Comune, nel quale si impegnano “ad attivare e coordinare iniziative finalizzate allo sviluppo di politiche inerenti la promozione di una cultura di pace e legalità” sostenute dall’amministrazione comunale e promosse dalle stesse associazioni. In particolare, si impegnano nella raccolta e diffusione di informazioni relative ad attività riguardanti le tematiche della pace e della legalità, nella cura dei contenuti di un sito web, nella segnalazione di libri e siti web, nella promozione di eventi, nel coinvolgimento delle istituzioni educative. Attualmente fanno parte del Centro undici associazioni del territorio: Acli, Amnesty International, Anpi, Arcam, Auser, Bandera Florida, Beati i costruttori di pace, Cesvitem, Emergency, Esodo, Libera. In generale però il Centro è aperto a tutti i cittadini che vogliono impegnarsi concretamente su queste tematiche, fedele alla sua vocazione di moltiplicatore di una cultura di pace che non sia un tema per soli addetti ai lavori, ma si concretizzi nelle scelte quotidiane sia delle istituzioni che delle singole persone. Le associazioni aderenti lavorano in ambiti diversi tra loro, quasi a voler suggerire che la pace stessa sia un tema molto più complesso e ricco di significati di quanto non appaia in un primo momento. Certo. La pace non è solo “l’assenza di

LA COLONNA ONLUS E DANIELE FURLAN Daniele Furlan, socio attivo de La Colonna – Associazione Lesioni Spinali Onlus (www.lesionispinali.org), ha pubblicato due libri molto interessanti: "IL MIO PODERE" In questo libro l'autore parla della sua vita divisa in due parti da un terribile incidente stradale che lo rende tetraplegico, ovvero completamente paralizzato dal collo in giù. La prima vita è la storia di un giovane di famiglia operaia che, grazie alle sue capacità e alla sua ostinazione, riesce a diventare un piccolo imprenditore, mantenendo i rapporti con una serie di goliardici amici e tentando di districarsi in situazioni familiari e sentimentali non sempre edificanti. La seconda vita invece è la storia del ritorno a una quotidianità almeno accettabile, che comporta lunghi periodi di degenza ospedaliera nei quali il dolore è una costante e la perdita della ragione sempre dietro l'angolo. Una nuova vita nella quale la scala delle

priorità viene del tutto ribaltata e il rapporto con gli altri si svolge in un contesto completamente diverso. "DISABILAMANDO" A distanza di 12 anni dall'incidente che lo ha reso tetraplegico e di 5 anni dall'uscita del suo primo libro, con questo nuovo racconto l'autore decide di porre all'attenzione dei lettori, uno degli aspetti più intimi e sconosciuti della vita di un portatore di handicap: la sessualità. Emozioni e sensazioni di un mondo che sembrava perduto vengono trasferite al lettore in maniera viva e comprensibile ma soprattutto veritiera, con l'intento di ridare fiducia a tante persone che si trovano in una situazione di stand-by. I proventi di entrambi i libri vengono devoluti all'Associazione Lesioni Spinali La Colonna Onlus e si possono ordinare dal sito www.lesionispinali.org sia in formato cartaceo che digitale. Uno dei progetti de La Colonna Onlus realizzato

grazie a questi fondi è sostenere la ricerca scientifica con le cellule staminali e le nanotecnologie per la cura delle lesioni spinali croniche dei Proff. A. Vescovi e F. Gelain. Altri importanti obiettivi raggiunti sono: donare strumenti diagnostici e abbattere le barriere architettoniche nel nostro territorio. Nel 2014 con il progetto “Mirano barrier free” La Colonna Onlus ha reso gli impianti spostivi (piscina comunale e stadio di rugby) più accessibili alle persone con disabilità, agli anziani e a tutti quelli che hanno ridotte capacità motorie. L’associazione si impegna ad eliminare, anno dopo anno con interventi mirati, le barriere architettoniche che limitano l’autonomia.

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guerra”, di combattimenti cruenti, di bombardamenti sui civili, di morti, feriti, profughi e distruzioni. Sicuramente il superamento di queste tragedie è il primo passo. Ma pace è anche una vita sociale nella quale i rapporti interpersonali e la gestione dei conflitti quotidiani sono fondati sul profondo rispetto degli altri, “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, come indica la nostra Costituzione. Ciò è possibile solo in un contesto di regole condivise e rispettate, che mettono al centro la dignità di tutti gli esseri umani. Per questo, quando parliamo di pace, dobbiamo per forza parlare di diritti umani, di interculturalità, di legalità, di rapporti tra il Nord e il Sud del mondo. E da questo punto di vista le associazioni aderenti al Centro rappresentano un significativo ventaglio di impegni, allo stesso tempo diversi e legati tra loro. Chi finanzia il Centro? Le attività sono quasi completamente autofinanziate. L’anno scorso il Comune aveva messo a disposizione, oltre alla sede nella Barchessa di Villa Errera, un contributo di 500 euro. Contributo che nel bilancio 2014 non è stato confermato. Per questo il Centro vive del lavoro e dell’impegno gratuito di cittadini e associazioni. Nessuno degli esperti invitati alle conferenze-dibattito o agli eventi organizzati percepisce un compenso, salvo le eventuali spese di viaggio e soggiorno che sono coperte con contributi volontari di cittadini, in particolare le donazioni che amiche e amici di Sonja Slavik continuano a versare in sua memoria. Quali attività ha svolto il Centro dalla sua

ricostituzione nel 2012? In generale abbiamo organizzato numerose iniziative per fornire alla cittadinanza di Mirano informazioni articolate e occasioni di discussione che vadano oltre la stretta attualità seguita da giornali e tv, per comprendere meglio e di più le questioni complesse della pace nel mondo e della crisi della legalità in Italia. Per questo abbiamo promosso convegni e dibattiti pubblici con personalità del mondo della cultura, del giornalismo, delle istituzioni, ma anche spettacoli teatrali e mostre fotografiche. Ma, almeno dal punto di vista simbolico, l’evento a cui teniamo di più è la Festa della Pace e della Legalità, che negli ultimi due anni abbiamo promosso a cavallo tra maggio e giugno. Una giornata di festa nel cuore della città, con i banchetti di tutte le associazioni riuniti significativamente attorno alla Fontana della Pace, in piazzetta Errera. È il momento in cui davvero incontriamo i miranesi, concretizzando quella promozione della cultura di pace che è il principio cardine su cui si fonda il Centro. Il Centro ha sede presso la Barchessa di Villa Errera, in via Bastia Fuori 54, a fianco della sala consiliare. Per maggiori informazioni visitare il sito www.centropacemirano.it o scrivere a info@centropacemirano.it.

Mirano ha aderito al progetto “72h con le maniche in su… Prove di un mondo nuovo” Come Comune di Mirano abbiamo aderito e co-organizzato il progetto “72h con le maniche in su 2014… Prove di un mondo nuovo”, diretto ad avvicinare i giovani al volontariato, a portarli a conoscere realtà vicine ma poco conosciute, senza la necessità di un impegno continuativo. Il progetto, ideato dalle Caritas di Trento e Bolzano, giunto alla quarta edizione con la collaborazione di Enti e strutture del territorio tra cui Caritas Veneziana, Provincia di Venezia, Protezione Civile della Provincia di Venezia e numerosi comuni. Potevano partecipare giovani dai 16 ai 30 anni, con la voglia di mettersi in gioco, di testare le proprie capacità, di provare nuove esperienze oltre la vita quotidiana. L'iniziativa è durata 72 ore, dalle 17.00 di giovedì 30 ottobre alle 17.00 di domenica 2 novembre 2014, in cui i giovani dovevano realizzare un progetto a carattere sociale o ecologico con dei risvolti positivi concreti per la comunità. Scoperto cosa dovevano fare solo all'inizio del progetto sono stati seguiti da un responsabile per tutte le successive 72 ore dove, rimboccate le maniche ed organizzandosi, hanno lavorato assieme, con impegno e spirito di avventura. Cinque ragazze che grazie, a Monsignor Don Lino Ragazzo e con la pre-

ziosa collaborazione di Simone Naletto sono state ospitate nel Patronato S. Pio X, si sono quindi prodigate per iniziare la ridipintura della recinzione della nostra Scuola Media Statale “Giuseppe Mazzini” seguite da un tecnico comunale, e dal sottoscritto che le ha accompagnate in tutte le fasi del progetto. Mi sento di ringraziare tutte le ragazze che anche a Mirano hanno partecipato al progetto "72H CON LE MANICHE IN SU", in quanto sono un grande esempio di come i giovani sono molto più umili, attivi e responsabili di quello che ci vogliono far credere...Come Assessore alle politiche giovanili l'ho sempre saputo ed è per questo che poniamo grande attenzione a tutti loro, il nostro futuro. Cristian Zara Assessore alle politiche per i giovani, lo sport, la casa ed il lavoro


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FIERA DE L’OCA e 16ª EDIZIONE DEL ZOGO DE L’OCA IN PIAZZA Si sono svolti a Mirano sabato 8 e domenica 9 novembre 2014 gli ormai tradizionali appuntamenti della “Fiera de l’Oca” e il “Zogo de l’Oca in Piazza”, giunto quest’anno alla 16ª edizione: manifestazioni promosse dalla Pro Loco con il patrocinio della Regione e del Comune di Mirano. Così, per due giorni il centro storico ha rivissuto un’antica tradizione che risale all’inizio del secolo scorso, in un’atmosfera ricreata per far rivivere le vecchie feste paesane ricche di attrazioni e di divertimenti per bambini e adulti. Dopo l’apertura della manifestazione sabato pomeriggio nel centro storico, alle 10,19 in punto di domenica mattina in via Luneo si è disputato il “Palio dell’oca”, in cui si è imposta, tra le 14 concorrenti, “Viacolvento” guidata dal suo

manager Enrico Lucato, dopo un testa a testa con la rivale “Palmira” di Claudio Marzaro. Poi risotto e vino offerti dal ristorante “19 al Paradiso”. Quindi appuntamento alle 15 la festa in piazza, con il “Zogo de l’Oca” a squadre tra Ballò, Campocroce, Mirano, Scaltenigo, Vetrego e Zianigo. È stata una competizione ricca di colpi di scena e caratterizzata dalla sfortuna che ha perseguitato alcune squadre quasi arrivate con il lancio dei dadi all’ultima casella, la n. 63, ma incappate nella n. 58, la morte, che riporta al punto di partenza. La strada era così aperta alla vittoria, dopo 12 anni di tentativi, del team di Zianigo, a cui sono andati i 1.500 euro in palio, devoluti, come da regolamento, in beneficenza. A incrementare la presenza

delle migliaia di persone provenienti anche dall’estero, nonostante l’incertezza del tempo, ha contribuito certamente la novità di quest’anno messa in atto dagli organizzatori, cioè la possibilità di assistere liberamente al “zogo” attorno alle transenne che circondavano l’ovale della gara. In contemporanea era visitabile la mostra dedicata a “Il Gioco dell’oca. Da Venezia… nel mondo”, allestita presso la Barchessa di Villa “XXV Aprile”, con esposte 46 riproduzioni di giochi dell’oca pubblicati in Europa dal XVII secolo fino ai nostri giorni. Partendo dalla tavola veneziana raffigurante il primo gioco datato conosciuto, “Il dilettevole gioco di loca” edito a Venezia nel 1640 da Carlo Coriolani, si poteva ammirare l’evoluzione di questo passatempo che nei

secoli è diventato uno dei divertimenti più conosciuti e praticati, pur diversificandosi a seconda delle varianti messe in atto nei vari Paesi europei. Il visitatore poteva così apprezzarne i diversi aspetti, da quelli coloristici a quelli prettamente “tecnici”, da quelli storici ed economici a quelli culturali, caratteristici di ogni epoca e di ogni società europea: nell'arco di quattro secoli sono state moltissime infatti le varianti della struttura classica del gioco, formata da 63 caselle da percorrere con i dadi. Ora, dopo la soddisfazione per i risultati ottenuti, bisogna pensare all’edizione del 2016, dato che l’appuntamento del “Zogo” è diventato biennale; ma prima, per Mirano, incombe un impegno assolutamente inderogabile: il 2015 è infatti l’anno dell’“Expo”, per

cui la nostra città dovrà trovare il modo, date le sue non poche attrattive artistico-culturali, di attirare i visitatori che da Milano si sposteranno a Venezia e nell’entroterra del miranese. Paolo Leandri

TERZA RASSEGNA ORGANISTICA – CORALE A ZIANIGO La Parrocchia di Zianigo ha organizzato nel novembre-dicembre 2014 la “III Rassegna organistica. Omaggio a San Pio X nel centenario della morte”. Questi gli appuntamenti: - Sabato 29 Novembre 2014, ore 20,45, Concerto per Soprano e Organo. Organista: Giovanni Campello. Soprano: Sonia Battilana. Giovanni Campello, dopo i corsi all’IDMS di Treviso ha proseguito gli studi al Conservatorio st. di Castefranco V.to col Prof. U. Zalunardo, con il Prof. R. Micconi, e con il M° G. S. Vanzin. Perfezionamento all’Accademia d’Organo di Pistoia; successivamente Seminari e Corsi d'interpretazione, Fondazione Cini di Venezia, Merano e al Conservatorio di Adria e Verona. Svolge attività didattica presso numerosi Istituti. Opera nel campo concertistico con numerose prestazioni

sia come solista che in varie formazioni musicali. Sonia Battilana svolge attività concertistica in Italia e anche all’estero con diverse formazioni corali e strumentali attraversando la musica sacra e da camera, l’opera, l’operetta e qualche esecuzione di musica barocca e contemporanea. - Sabato 6 Dicembre 2014 ore 20,45, Concerto d’Organo. Organista: Sandro Carnelos. Sandro Carnelos ha studiato presso il Conservatorio "B. Marcello" di Venezia, diplomandosi con il massimo dei voti e la lode in Organo e Composizione Organistica, Prepolifonia Gregoriana. In seguito ha conseguito i diplomi di: Clavicembalo, Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro. Ha effettuato oltre 1200 concerti, suonando in Italia e all’estero, partecipando ad importanti Festival Organistici

FILARMONICA DI MIRANO: TRE IMPORTANTI CONCERTI CONCLUDERANNO UN INTENSO ANNO MUSICALE La Filarmonica di Mirano conclude il 2014 con tre importanti eventi musicali della Banda Cittadina. Il primo appuntamento, il tradizionale “Concerto di santa Cecilia” patrona della musica e del canto, si è svolto giovedì 20 novembre presso il Teatro comunale di Mirano. Un appuntamento che si ripete ormai da molti anni e che ha sempre rappresentato uno dei momenti più coinvolgenti e soddisfacenti all’interno del già fitto calendario musicale dell’associazione miranese. Lunedì 8 dicembre, invece, in occasione della ricorrenza della festa della Immacolata Concezione il gruppo musicale si è esibito, sempre a Mirano, presso la Chiesa di San Leopoldo; grande attesa per questo annuale appuntamento che come da tradizione propone un programma musicale vario, composto anche da celebri brani di melodie natalizie. Per il terzo e ultimo impegno, in piena atmosfera natalizia, si ritornerà al Teatro di Mirano, giovedì 18 dicembre, con i tradizionali auguri in musica nel “Concerto di fine anno”: si concluderà così un anno denso di impegni ed esibizioni musicali che hanno consolidato il bagaglio di esperienza e confermato la crescita dell’associazione nel suo complesso.

Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito a mantenere alto il livello qualitativo, sia sul piano organizzativo che musicale, a partire dal presidente, dott. Gianni Fardin, al vicepresidente Primo Peron, al Consiglio Direttivo, agli sponsor e simpatizzanti per passare poi al settore musicale Banda Cittadina con il direttore M° Stefano Corrò, i musicisti e gli indispensabili accompagnatori e tecnici di supporto, senza dimenticare la scuola di musica con tutto il corpo insegnanti. Una menzione a parte, inoltre, va al nostro affezionato pubblico che, con il sostegno e l’entusiasmo dimostrato durante le esibizioni, ci sprona a dare sempre il massimo e a migliorare sempre più. E a conclusione del proficuo anno di attività l’intero gruppo si ritroverà domenica 14 dicembre per il pranzo sociale annuale; un’occasione per passare una giornata assieme ad amici e familiari in allegria e per ricaricare le batterie in vista del traguardo che si realizzerà nel 2015, quando l’associazione festeggerà i 160 anni dalla sua fondazione, con relative esibizioni speciali e adeguati festeggiamenti. Ulteriori informazioni nel sito internet: www.filarmonicadimirano.com

Internazionali. È membro della commissione per la tutela degli organi storici della diocesi di V. Veneto. - Sabato 13 Dicembre 2014 ore 20,45, Concerto d’Organo. Organista: Angelo Bortolozzo. Coro “Santa Cecilia” Zianigo. Angelo Bortolozzo. Nato a Veternigo di S. Maria di Sala (Ve), inizia gli studi con il padre Giovanni Battista e successivamente a Padova presso la Scuola Diocesana di Musica Sacra con Giovanni Argenti, a Venezia poi con Ugo Amendola, Aldo Casati e Pellegrino Ernetti. Si diploma in Pianoforte, Organo e Composizione Organistica e Musica Liturgica Prepolifonica nei Conservatori di Venezia e Brescia. Ha seguito corsi presso l'Accademia d'organo di Pistoia e lezioni d'Improvvisazione organistica con Gaston Litaize. Ha tenuto concerti per importanti Festival organistici in Italia e all'estero.

Il coro "S. CECILIA" di Zianigo svolge attività musico-liturgico di ricerca e di perfezionamento nell'ambito della musica sacra. Nel corso degli anni numerose sono le esecuzioni, talune di un certo rilievo, come Roma (Basilica di S. Pietro), Assisi, Loreto, Padova (Basilica del Santo). Tra le attività di promozione corale si ricorda "La rassegna di canto sacro" e la partecipazione agli "Itinerari musicospirituali" tenuti in diversie località della Diocesi di Treviso. Attualmente il coro presta servizio liturgico nella Parrocchia della Natività della Beata Vergine Maria di Zianigo. - Venerdì 26 dicembre 2014 ore 16,00, organizzato dalla Società Operaia “S. Giuseppe”, Coro “S. Marco” di Camposampiero (dir. Andrea Basso) e Coro “Giovanni Gabrielli”, Ist. Compr.vo Mirano (dir. Franco Zanetta).


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Un comitato che cresce ma non invecchia Il Comitato Viabilità Sicura di Scaltenigo e Ballò è attivo da oltre un ventennio nel territorio a Sud di Mirano, è formato da cittadini volenterosi e orgogliosi del loro contributo che danno al benessere collettivo. È nato per salvare il paese da una devastante strada sopraelevata la quale partendo dall’autostrada Venezia-Padova doveva innestarsi in via Scaltenigo all’altezza di via Porara Gidoni. Questa sopraelevata avrebbe isolato le frazioni di Vetrego e Ballò, Scaltenigo sarebbe stata attraversata e spaccata in due, grave il danno e il degrado per i nostri paesi. Il grande impegno del Comitato che ha organizzato assemblee, incontri con Comune, Provincia e Regione e grandi manifestazioni seguite da stampa e TV locali e il canale nazionale Rai 1, è riuscito a eliminare questo pericolo. Chi non ricorda le nostre vie tappezzate da scritte su lenzuola e le trecento e più autovetture portate al centro di Mirano scandendo slogan? Dopo questa vittoria il Comitato si è preoccupato del traffico pesante che invadeva le nostre strade non adatte a sopportarlo e che portava inquinamento atmosferico, grande pericolo per gli abitanti e danni per le case che sorgevano lungo i bordi delle strade a causa delle continue e forti vibrazioni. Cogliendo la necessità dalle ferrovie di eliminare i passaggi a livello,

il Comitato ha esercitato forti pressioni alla direzione FF.SS. per limitare l’altezza del sottopasso in via Ballò, rendendolo non transitabile ai TIR. Questo, unito alla ristrutturazione del ponte sul Lusore in via Scaltenigo nelle sue originarie dimensioni, ha impedito il passaggio sulle nostre strade, e centro, di oltre 3500 mezzi pesanti che vi transitavano giornalmente (dati forniti dalla Provincia). Altra opera caldamente richiesta, e ottenuta, dal Comitato al Comune è l’ampio parcheggio adiacente al cimitero di Scaltenigo. Il Comitato è stato particolarmente attivo per osteggiare il tracciato del Passante nel territorio a Sud-Est di Mirano, battendosi perché venisse realizzato ai confini con Mira, perché il tratto Vetrego-Scaltenigo venisse realizzato in trincea, perché fosse realizzata da subito la fascia di piantumazione larga 30 metri per tutta la lunghezza del Passante, perché fossero installate in modo continuativo le barriere anti rumore e anti inquinamento. Purtroppo l’attenzione dell’amministrazione del nostro Comune era tutta rivolta a come doveva essere realizzato l’attraversamento del Passante sul fiume Taglio per proteggere al meglio Mirano. Nonostante il nostro grande impegno gli enti preposti non hanno accettato nessuna nostra richiesta, lasciandoci grandi danni e amarezza. Tuttora il Comitato sta

lottando, in unione con altre associazioni e comitati del miranese, per ottenere le opere di mitigazione ambientale e i 19 milioni promessi per le opere di compensazione dei gravi danni permanenti subiti dal nostro territorio. Il Comitato Viabilità Sicura continua a prestare attenzione alla sicurezza delle strade. L’anno scorso il Comitato ha ottenuto la messa in sicurezza dei due passaggi pedonali prima e dopo del ponte sul Lusore. Nell’ultima assemblea tenutasi a Scaltenigo con gli assessori Giuseppe Salviato e Federico Vianello ci era stato promesso un sopralluogo nei punti di attraversamento più pericolosi segnalati. Promessa puntualmente mantenuta. Sono stati messi al bilancio tre attraversamenti da realizzarsi nei punti più sensibili delle strade provinciali lungo le quali sorge Scaltenigo. Ora attendiamo la realizzazione, sembra verso Settembre, dell’attraversamento in sicurezza in via Caltana Est (in prossimità del supermercato Maxì) da costruire anche con l’ausilio della Provincia, anch’essa presente al sopralluogo effettuato; gli attraversamenti di fronte al centro civico sede del Ceod e centro di numerose associazioni e necessario in special modo ai ragazzi del quartiere N. Tommaseo che devono accedere alle scuole; da ultimo, ma non meno importante, l’attraversamento per la scuola materna, sito in

Impianto sportivo gioco bocce di Scaltenigo Con la delibera di Giunta Comunale n. 5 del 18/01/2013 ad oggetto “Affidamento in concessione del servizio di gestione e conduzione dell’impianto sportivo gioco bocce di Scaltenigo, con oneri di manutenzione straordinaria della copertura a carico del concessionario - Approvazione del progetto preliminare dei lavori nonché della bozza di convenzione per la conduzione e gestione dell’impianto stesso”, l’Amministrazione Comunale ha voluto dare un forte segnale alla realtà sportiva e sociale di Scaltenigo, garantendo 50000 euro di co-finanziamento per l’adeguamento della struttura sportiva comunale, la cui parte rimanente del finanziamento e dell’intervento, come da progetto degli uffici tecnici comunali, è spettata alla società aggiudicatrice l’affidamento in concessione. Così è stato, tanto che nel corso di quest’estate 2014 non solo abbiamo una società che lo gestisce, che ha investito molto per l’adeguamento della struttura, e questa è il Circolo Bocce Scaltenigo con il Presidente Baldan Paolo e tutto il Direttivo, che ringrazio, ma addirittura ci siamo già trovati ad

inaugurarla. Riteniamo che questo grande risultato raggiunto, insperato fino a poco tempo fa, sia frutto dell’ottima collaborazione tra Ente Locale e Società Sportiva e stia a dimostrare che con la collaborazione tra cittadini e Amministrazione si possono far fronte a mille difficoltà; Permettetemi poi di affermare che come Amministrazione Comunale abbiamo avviato con il Bocciodromo di Scaltenigo il primo affidamento in concessione di una struttura sportiva pubblica, unica strada affinchè il Comune di Mirano possa preservare in ottimo stato, alla luce di tutti i tagli che hanno subito e stanno tutt’ora subendo gl’Enti Locali, le proprie strutture sportive, e questo per tutti noi è una grande soddisfazione in quanto è la prima volta che avviene nel Comune di Mirano, ma sicuramente, come già anticipato, non si tratterrà di un punto di arrivo ma di partenza, in quanto già nei prossimi mesi valuteremo altre azioni da fare su altri impianti sportivi. Cristian Zara Assessore alle politiche per i giovani, lo sport, la casa ed il lavoro

prossimità di una pericolosa doppia curva di via Caltana Ovest. Ricordiamo inoltre che la Provincia si è impegnata da molto tempo, e stiamo attendendo sempre con meno pazienza, l’illuminazione della pista ciclabile su via Caltana Est attualmente pericolosamente buia. Anche nella frazione di Ballò si richiedono interventi, come ad esempio la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali in via Ballò: in prossimità della chiesa, della scuola elementare e del piccolo parco giochi appena oltre il centro del paese. I nuovi attraversamenti a Scaltenigo sono piaciuti e ci si augura si possa replicarne la costruzione anche negli altri posti che ne necessitano. Si fanno notare anche la pericolosità dell’incrocio attorno al capitello tra via Ballò e via Stazione (situazione risolvibile magari trasformandolo in una rotonda) e il coraggio che serve per arrivare in centro da via Volpino, dove la strada è stretta e pericolosa per i pedoni. Nel prossimo numero di Mirano Magazine speriamo di poter riportare positivi aggiornamenti. Il Comitato continuerà a battersi per le frazioni a Sud di Mirano, servizi negozi e attività varie, trasporti pubblici, sicurezza stradale, ecc. Purtroppo si paventa la minacciata chiusura a Scaltenigo anche degli uffici poste business, per evitare

questo pericolo chiediamo alla Sindaca di continuare a perorare la nostra causa. È sempre più irrinunciabile il principale obiettivo della pista ciclabile di via Scaltenigo che ci deve consentire di raggiungere in sicurezza i pubblici servizi e quant’altro di primaria necessità che ormai troviamo solo al capoluogo. Tale pista sicuramente ridarebbe la vitalità che nel tempo i nostri paesi hanno perso, poiché questa creerebbe un congiungimento tra Mirano e il territorio della Riviera del Brenta e oltre (vedi ferrovia, metropolitana, ospedali, ecc.) e congiungendosi alle piste ciclabili già esistenti nei comuni limitrofi porterebbe anche economicamente un benefico flusso per il rilancio turistico ambientale di Mirano tutta, che non deve essere solo un comune di attraversamento. I benefici sarebbero numerosi: salute con il movimento, meno autovetture e quindi meno inquinamento, indotto per le attività locali, più gente lungo le strade che vive il paese portando quindi più sicurezza alle persone. Il comitato sostiene: “l’unione fa la forza!”. Per questo bisogna conoscersi, confrontarsi, collaborare sia con altri cittadini che con altre associazioni. A questo riguardo lasciamo l’indirizzo mail del nostro comitato comitatoviabilitasicura@gmail.com per qualsiasi informazione e segnalazioni.

Riapertura urgente Ufficio postale di Scaltenigo di Mirano Considerati i pesantissimi disagi causati ai cittadini di Mirano, ed in particolare ai cittadini di Scaltenigo, Ballò, Campocroce e Vetrego, dai crescenti disservizi dei servizi postali attualmente presenti sul territorio; Vista l’ulteriore penalizzazione derivante dalla chiusura dell’Ufficio postale di Marano di Mira; Rilevato che dalla comparazione degli uffici postali presenti nei territori dei 38 comuni simili (dei 44) della provincia di Venezia emerge una grossa disparità del servizio postale offerto: dal rapporto tra residenti ed uffici postali il Comune di Mirano risulta all’ultimo posto nella graduatoria dei comuni veneziani; Ritenuto di dover garantire un

servizio postale pubblico adeguato alle esigenze del complesso territorio del Comune di Mirano, in particolare ai cittadini di Scaltenigo, Ballò, Campocroce e Vetrego, nonché di salvaguardare le esigenze di ordine pubblico assolte dal servizio postale stesso; SI CHIEDE alle SS.LL. di attivarsi per adibire quanto prima l’Ufficio di Scaltenigo ad Ufficio Postale oltre che Ufficio Posteimpresa. Fiducioso nell’accoglimento della richiesta e nell’attesa di un cortese sollecito riscontro, colgo l’occasione per porgere distinti saluti. Giorgio Babato Capo gruppo UDC Consiglio Comunale di Mirano

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Dai Laghi Masuri (Polonia)… a Vetrego Puntata natalizia

Dott. Fernando Bozza e Graziano Salviato

Eccoci dunque arrivati al Santo Natale, la festa più bella e sentita dell’anno. In questo periodo siamo un po’ confusi dai mille artifici che ci propone la società moderna. Gli auguri si sprecano e si è un po’ tutti indaffarati: chi a preparare l’albero, chi le luminarie e soprattutto il presepio. Personalmente tra le cose da fare io aggiungerei anche una visitina alla Chiesa Parrocchiale di Vetrego, di cui don Pietro Mozzato e tutti i vetreghesi vanno orgogliosamente fieri. Qui si possono ammirare interessanti opere, anche di un certo pregio artistico: l’altare e la Gloria di San Silvestro (scuola Giandomenico Tiepolo), la statua di legno di Val Gardena che rappresenta il Papa con la croce di Lorena in mano. Anche il presbiterio e il soffitto del Coro, l’abside con Cristo Re meritano una citazione. Senz’altro di enorme pregio è la splendida pala che rappresenta “San Michele Arcangelo e le anime purganti”, opera di un grande maestro del 1600, come anche un bassorilievo del Pizzolo (della bottega di Donatello), della Madonna col Bambino e San Giovannino. Come sempre, e più volte ribadito, queste nozioni e conoscenze nascono dalla grande passione e calore di don Pietro Mozzato a cui tutti noi del Gornik F. C. auguriamo un caldo Natale nel segno della salute e della serenità. Poco sopra ho citato il Gornik F. C… ma due parole a parte, dopo l’enorme successo riscosso, le merita il nostro chef che chiameremo Gino per via della privacy. Riportiamo testualmente le sue dichiarazioni: «Cucinare è un mestiere (passatempo) bellissimo. Ci vuole vera passione, non bisogna dare niente per scontato e ci si deve ricordare che l’importante è sempre mettere al primo posto la qualità di quello che si mangia. Da ricordare inoltre che è importante usare quello che la stagione permette di avere, così si risparmia e si gode di sapori autenticamente buoni. Poi bisogna dimenticare le scatolette per le cene di emergenza: la buona cucina si fa anche con due o tre semplici ingredienti». Parole sacrosante a cui il nostro caro Gino (…Vissani chi?) si attiene scrupolosamente. Tornando poi alle vicende calcistiche che riguardano specificatamente i nostri atleti, c’è da ricordarsi di alcune cosette elementari, finché si vuole, ma molto importanti. E in tale ambito ci sono da maestri i due mister Renzo e Mario (sempre per la privacy…). L’azione offensiva ha per obiettivo il goal e si può suddividere in costru-

zione, rifinitura e conclusione. D’ora in avanti citeremo qualche nome di pura fantasia per non violare la “benedetta” legge sulla privacy… Per la costruzione possiamo citare Fabio, Carlo T., Luciano, Paolo, Federico, Antonio e qualche altro; per la rifinitura “in primis” Ros, Fernando, Alberto, Leo, Claudio; per le conclusioni zio Mario, Mirco, Lillo e il buon Ennio. A proposito di quest’ultimo, le cronache narrano del suo “fiuto del goal”, facendosi lui trovare al momento giusto nella posizione più opportuna per concludere a rete (quasi sempre…sigh!). Volutamente non ho parlato del reparto difensivo che merita un capitolo a parte. Considerando che anche le grandi società calcistiche durante l’annata devono fare i conti con parecchi infortunati, anche la nostra potente squadra non sfugge a questa legge. Distorsioni, caviglie gonfie, ernie di tutti i tipi, ginocchia sempre in pericolo, spalle e gomiti sempre a rischio… si ha un bel dire… ma la vera calamità è la carta d’identità! Non si è più giovani come una volta; l’allenamento è un po’ blando e qualche volta non si rispettano le più elementari regole ginniche. Un sano e scrupoloso riscaldamento aiuterebbe senz’altro ad evitare certi guai fisici… In ogni caso una bella e vivace partitella ci renderà più frizzanti e più vitali durante l’inevitabile ed ormai famoso “terzo tempo”, di cui siamo indiscussi campioni. E veniamo agli auguri di Natale: tante cose belle a tutti i nostri lettori, a tutto lo staff dell’ASD Vetrego che ci ospita, in particolare alla Barbara e Marco (bentornati!), a tutti i soci, al Presidente, a Vlady col suo tappeto verde. A tutti i minatori polacchi del Gornik F.C. e ai loro cari… sinceri auguri di salute e benessere. Arrivederci e grazie. Silvano Bertoldo Presidente Gornik F.C.

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IL POPOLO DI VETREGO MERITA IL “PREMIO NOBEL”? Il paese di Vetrego, che è la più piccola e la più disastrata frazione del comune di Mirano, sta RINASCENDO e RIFIORENDO, nonostante la devastante costruzione del Passante autostradale che ha sventrato la zona Ovest del paese, ha abbattuto 15 case e distrutto ettari ed ettari di floridi campi agricoli, per non parlare dell’inquinamento acustico e soprattutto di quello micidiale delle cosiddette “polveri sottili” che fuoriescono dai tubi di scappamento di migliaia e migliaia di camion e auto che vi transitano giornalmente. La RINASCITA la sta facendo il Popolo insieme al fortissimo Comitato che da anni sta risolvendo un problema dietro l’altro, riportando così una “nuova gioia di vivere” in questo paese che, fino a qualche anno fa, era considerato il “Calimero piccolo e nero e bistrattato” della famosa pubblicità di un tempo della Mira Lanza. Ma c’è una cosa che pochi sanno, e cioè che gli abitanti di Vetrego hanno nel loro Dna la “forza di reagire”, e lo hanno dimostrato anche recentemente partecipando alla “protesta” (durata un’intera settimana) per eliminare il famoso “tornello autostradale”. E ci sono riusciti! Infatti da gennaio 2014 NON ci sono più le code chilometriche sulla Rotonda di Vetrego est. Ma cosa hanno fatto inoltre i vetreghesi, che gli altri abitanti del comune di Mirano e di altre Frazioni non sono per ora riusciti a fare? Ecco, guardate le prime due foto! Vedete in quale

modo il comune di Mirano faceva la manutenzione delle Aiuole di questa Frazione. Un vero disastro! Potete vedere con i vostri occhi i cespugli non potati e le erbacce alte 3 metri le quali, oltre ad essere indecorose in un paese civile, limitavano la visuale stradale a coloro che si immettevano nella Via principale dai passi carrai. Cosa ha fatto il Comitato? Si è recato in Comune a chiedere la manutenzione delle Aiuole. Il Comune ha risposto: “Abbiamo i soldi per fare solo DUE potature all’anno”. Di fronte a tale risposta, il Comitato Rinascita Vetrego NON ha protestato contro gli Amministratori, dato che i soldi non li ha né lo Stato, né la Regione, né la Provincia. E questo perché è il mondo intero ad essere in crisi. Si parla di Crisi nazionale, europea e mondiale (gli unici a non essere in crisi sono i Politicanti “magna-magna” come quelli del Mose di Venezia. Che razza ingorda!). Cosa ha fatto dunque il Comitato di fronte ad un Comune senza soldi? Ha chiesto agli Amministratori di dare TUTTE le aiuole in gestione agli abitanti di Vetrego. Diversi Amministratori comunali sono rimasti sorpresi e addirittura increduli di fronte a tale proposta, poiché avevano sì ricevuto precedenti richieste da parte di qualche cittadino a gestire UNA aiuola, ma non quella di gestire TUTTE le aiuole di un intero paese! La faccio breve, altrimenti ci vorrebbe un’intera pagina di questo generoso giornale MIRANO-MAGAZINE per descrivere i “prodigi” che ha fatto il Comitato in questa vicenda. Ma il “prodigio dei prodigi” lo ha fatto il Popolo di Vetrego, ed è proprio questo “prodigio” che merita di essere descritto. Ebbene, quando gli abitanti di Vetrego hanno saputo che potevano adottare un’aiuola,

50° di matrimonio FARDIN ITALO CACCIN GIANNA Grande festa per i 50 anni di matrimonio di FARDIN ITALO e CACCIN GIANNA presso il ristorante da “Renzo e Lola” con famigliari e amici. Auguri e felicitazioni dalla redazione di Mirano Magazine

hanno dato inizio ad una gara di solidarietà il cui risultato è stato un successo: ben 26 aiuole sono state adottate! (qualche esempio in queste altre tre foto)

Non solo, ma lo stesso giorno che i vetreghesi hanno letto l’Appello nel Giornalino – che ricevono mensilmente – di tenere pulite le aiuole dinanzi alle proprie case, ben il 75 % dei paesani si sono messi a pulire le aiuole piene di erbacce e a potare i cespugli del tutto incolti. Ecco, questo è il “prodigio” che desidero comunicare a TUTTI, e questo per elogiare il popolo di Vetrego che ha origine da una stirpe pulita e decorosa, e che è pronto a darsi da fare per vivere sempre meglio e dignitosamente nel proprio paese, poiché – alla fin fine – è un popolo che ha dentro al cuore il proprio paesetto. Ditemi: “Dove lo trovate un Paese che è amato dai propri abitanti?” Ditemi:«Meriterebbe il popolo di Vetrego il “Premio Nobel” del Decoro e dell’Amore?». In attesa della Vostra risposta tramite il Sito www.comitatorinascitavetrego.it Vi saluto e Vi ringrazio. (Questo articolo è stato scritto dal Segretario del Comitato, Giuseppe Vesco, che se ne assume ogni responsabilità in caso di denunce da parte dei Politicanti “magna-magna”)


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IL GSS SCALTENIGO MANDA IN ARCHIVIO IL 2014, UN ANNO DI SUCCESSI Daniel Niero campione del mondo di pattinaggio Il Gruppo Sportivo Scaltenigo è composto da 50 atleti e da 60 giovani promesse “primi passi”, destinati a continuare l’epopea sportiva dell’Associazione sportiva. Meritano la prima pagina due atleti, affermati campioni a livello europeo e mondiale: Daniel Niero e Nicolò Greguoldo, mentre sembrano destinati a una futura splendida carriera i giovani Yineth Rodriguez Guerrero ed Elia Fasolo. In particolare, Daniel Niero si è distinto per aver conquistato l’oro ai mondiali di pattinaggio corsa, aggiungendo un altro successo di prestigio ai già tanti conseguiti negli anni dalle società sportive della provincia di Venezia. Niero, portacolori dello Scaltenigo, è salito sul podio vincendo il titolo iridato nei 10.000 metri punti/eliminazione junior, nella gara di pattinaggio disputata nel novembre scorso a Rosario, in Argentina: un traguardo raggiunto grazie all’ottimo lavoro di squadra con l’altro azzurro Stefano Mareschi e che ha gratificato in pieno il commissario tecnico

Massimiliano Presti, soddisfatto del lavoro di preparazione svolto. Daniel vive con la famiglia a Scaltenigo e frequenta l’ultimo anno di scuola superiore al liceo Ettore Majorana Corner di Mirano. Commosso, dopo il risultato ha ringraziato quanti gli hanno dato fiducia e hanno contribuito ala sua vittoria, in modo particolare l’amico Stefano, con cui ha condiviso le fatiche della dura preparazione.

1 medaglia di bronzo 5° posto classifica generale per società Campionati italiani strada a Cassano d’Adda 2 medaglie d’oro 1 medaglia d’argento 3 medaglie di bronzo 2° posto classifica generale per società Campionato italiano maratona 1 medaglia d’argento (Niero)

In dettaglio questi i successi ottenuti: Campionati regionali Campionati mondiali 2 medaglie d’oro 2 medaglie d’argento 1 medaglia di bronzo Titoli che Daniel Niero ha vinto ai campionati del mondo di Rosario in Argentina nel mese di novembre 2014 Campionati europei 5 titoli assoluti ( Niero 4, Greguoldo 1) 3 medaglie di Bronzo (Niero2, Greguoldo1) Campionati italiani indoor a Pescara 1 medaglia d’argento 2 medaglie di bronzo 8° posto classifica generale per società Campionati italiani pista a Pollenza 1 medaglia d’oro 1 medaglia d’argento

12 medaglie d’oro 8 medaglie d’argento 5 medaglie di bronzo 1° posto classifica generale per società Campionati provinciali 20 medaglie d’oro 19 medaglie d’argento 12 medaglie di bronzo 1° posto classifica generale per società Merita una menzione particolare il comportamento delle squadre che hanno gareggiato nelle “americane” e che si sono fatte apprezzare a livello provinciale, regionale e nazionale. Molti atleti hanno gareggiato nei circuiti internazionali-europei ed hanno ottenuto grandi risultati. Va ricordato infine il 3° posto assoluto otte-

nuto dai nostri atleti nel Grand Prix Giovani. L’ottimo 2014 permette di ipotizzare un 2015 ancora più vittorioso, grazie all’alta qualità dei nostri atleti e all’impegno quotidiano dello staff tecnico, guidato dal preparatore prof. Francesco Dal Corso. Il 2015 registrerà, inoltre, due eventi straordinari per la nostra Associazione: il rifacimento della pista, grazie alle disponibilità del Comune di Mirano e l’organizzazione dei Campionati italiani assoluti su pista, nel mese di settembre. V. B.

I MERITATI SUCCESSI DELL’“OFFICINA DELLA SCHERMA” DI SCALTENIGO CON CLAUDIA BANDIERI SUL PODIO PIÙ ALTO DEL MONDO Claudia Bandieri in trionfo ai campionati mondiali master che si sono svolti a Debrecen (Ungheria). Nella prova di sciabola individuale non ha avuto avversarie, sconfiggendo nettamente in finale per 10-4 la statunitense Mazorol. Una gara in crescendo, quella dell’atleta che difende i nostri colori, e che ha avuto il giusto epilogo coronando in questo modo con l’oro, atteso a lungo in questa categoria, una splendida carriera. Nata a Modena il 7 marzo 1957 e trasferitasi con la famiglia a Mestre, si è laureata a Padova in Scienze Biologiche. Nel 1991, dopo il matrimonio, si è trasferita a Peseggia ed insegna presso la scuola media Matteotti di Maerne.

A livello sportivo ha iniziato con il fioretto nel 1996 presso il Circolo Scherma Mestre, per passare dopo qualche anno alla sciabola. Nel 2002 vince i suoi primi Europei e nel 2007 è a Scaltenigo con il maestro Vittorio Carrara che apre l'Officina della Scherma. A livello italiano master Claudia ha ottenuto dodici titoli, più uno nel fioretto. A livello europeo ha portato a casa tre ori. Quest'anno il clou della carriera: il primo titolo mondiale, dopo aver ottenuto in precedenza tre bronzi. Una passione, quella della scherma, nata in lei quasi per caso, sulla scia del marito, e coltivata con passione fino a farla diventare, come precisa lei stessa, «di fatto la sola donna master in Italia in questa prima fascia di età a vincere tutti e tre i titoli tra italiani, europei e mondiali individuali». Non nasconde la sua emozione nel dedicare questa sua vittoria innanzitutto al padre, che purtroppo è mancato l’anno scorso, ai suoi alunni e a tutto il personale scolastico che la segue con affetto nella sua atti-

vità sportiva. Meno bene è andata nell’individuale maschile, con il campione in carica Vittorio Carrara che è uscito in maniera inaspettata già nel tabellone dei 32. Puntava alla riconferma e invece, dopo il titolo iridato maestri di agosto, non è riuscito a bissare l’iride anche tra i master. Negli otto è invece arrivato Paolo Busi, altro esponente dell’Officina miranese, sconfitto nei quarti di finale dall’altro azzurro, Carlucci, che poi ha conquistato con merito il titolo. Per Carrara è comunque arrivata lo stesso una medaglia, ma nella prova a squadre che da questa edizione della manifestazione è stata resa ufficiale. Percorso netto per gli azzurri della sciabola fino alla semifinale, dove sono stati sconfitti 30-26 dagli Stati Uniti, poi vittoriosi in finale sulla Russia. Per il bronzo l’Italia si è confrontata con la Germania, battendola 30-27, con Carrara grande protagonista in pedana. Inoltre sulle pedane di Salsomaggiore nella prima prova nazionale cadetti ot-

timo terzo posto per Beatrice Dalla Vecchia nella prova di sciabola. Per la 15enne di Noale, la più giovane tra quelle salite sul podio, un ottimo inizio di stagione in vista del prossimo impegno nel fine settimana con la nazionale Under 20 in Coppa del Mondo in Polonia. Nono posto, invece, per la compagna di sala Aurora Callegaro.

Officina della Scherma asd via Ballò 1 (sede sala) via Pirandello 29 (sede legale) 30035 Mirano-Scaltenigo tel. +39 349 3355749

A VOLTE.....RITORNANO! Qualcuno non ci credeva a vedere quel “signore” così in forma correre per il prato dello stadio comunale di Mirano con il pallone in mano, altri confessano di averlo già visto in qualche occasione, di sicuro non è nuovo dell'ambiente e non passa inosservato! Senza nulla togliere ai bravissimi e “atletici” giocatori della “Armata Brancaleon”, la formazione Old del rugby Mirano, ma quel giocatore con la magliettina numero 15 sulle spalle e una grande capacità di gioco al piede e alla mano aveva qualcosa in più di loro. Certo, anche lui porta qualche capello bianco segno dell'età che passa, ma la passione e la voglia con cui affronta le gare del nuovissimo “Scampionato Old” sono le stesse che negli anni '90 gli hanno permesso di vestire la maglia bianconera della prima squadra del Mirano in serie A2. Anthony Merlo, australiano di Brisbane (il padre era originario di Tirano, Sondrio) giocò a Mirano due stagioni sportive, 199091 e 1991-92, riuscendo ad entrare tra i migliori marcatori di tutti i tempi nella storia bianconera. Oggi, a quasi 22 anni di distanza, torna a vestire i colori bianconeri sotto un'altro profilo.

Vicino al traguardo dei 50 anni, ha deciso insieme alla famiglia di trascorrere un'anno in Italia, per permettere ai suoi due figli di acquisire un'esperienza importante all'estero: “con mia moglie abbiamo scelto Mirano perché la conoscevo bene ed è una cittadina perfetta per vivere in tranquillità”. Qui ha trovato la solita ospitalità che già conosceva, e grazie all'aiuto dell'amico Filippo Rampazzo, non ha avuto difficoltà ad insediarsi velocemente: “Filippo è un grande amico, a lui e alla sua famiglia devo molto, sono felice di essere sempre stato in contatto con loro durante questi anni”. Sistemati quindi i figli di 13 e 15 anni in una vicina scuola di Inglese, Anthony non ha perso tempo ed ha subito indossato gli scarpini da rugby presentandosi al comunale di Via Matteotti pronto ad aiutare la società e la crescita giovanile in qualsiasi momento. Ad accoglierlo molti amici di vecchia data, in primis il suo ex compagno di squadra Enrico Nali, attuale presidente del Mirano: “sono sorpreso dalla quantità di tesserati e dal numero di volontari che con grande passione ogni giorno cercano di fare crescere questa società; nel 1990 quando sono arrivato la cultura del rugby nella

piazza di Mirano si stava espandendo ed ora è ad un ottimo livello, tutti conoscono o parlano di rugby a Mirano”. Anthony è andato subito ad assistere in Prima Squadra Nicola Volpato e Daniele Frasson con il compito di Fitness Coach, non rinunciando però a dare preziosi consigli ai giovani emergenti. Il livello del rugby oggi è molto diverso rispetto agli anni in cui Anthony giocava, c'è un gioco più aperto di maggior livello ma allo stesso tempo molto duro, fisico: “ho trovato una Prima Squadra ben strutturata e molto allenata, per me è un piacere dare un aiuto a Mirano, la sento come una seconda casa, e sono in dovere con tutta la società per quello che hanno fatto per me quando a 22 anni sono arrivato qua dall'Australia; ringrazierò sempre la Famiglia Rampazzo e tutti i dirigenti di quei magnifici anni”. La storia e l'esperienza di Anthony non lasciano dubbi sulle sue conoscenze sportive e rugbystiche: dopo il biennio a Mirano dal 1990 al 1992, ritorna in patria al Queensland alcuni anni, per poi ritentare l'esperienza italiana con gli amici Marcello e Massimo Cut-

tita prima alla Lottomatica Roma, e poi all'Alghero. Lo sport è sempre stata la sua vera passione, ancora oggi si tiene sempre in allenamento e la sua forma fisica non lascia dubbi: “mi piace correre alla mattina, vado spesso lungo il canale Taglio, posto ideale per correre; in Australia ho partecipato a diversi Triathlon e appena arrivato in Italia non ho esitato ad iscrivermi alla Venice Marathon, conclusa in circa 4 ore e 20”. Con l'imminente arrivo dell'inverno ci confida che sarà più difficile andare a correre ogni mattina, anche se si sente in dovere di farlo visto il suo debole culinario: “mi ricordo molto bene della speciale carbonara dell'amico Claudio “Caioschi” della Trattoria Tiro a Segno, favolosa e so già che spesso passerò a riprovarla in questi 12 mesi di mia permanenza a Mirano”. Svelati anche i peccati di gola di Anthony, auspichiamo di vederlo smaltire pancetta e uova nel campo da rugby tra qualche corsetta con la Prima Squadra e qualche partita con gli Old; non ci resta quindi che augurargli buona fortuna per la nuova esperienza miranese! Andrea Tomaello


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- la promozione dell’autonomia e del-

l’identità dei bambini e delle bambine in tutte le loro componenti: fisiche, affettive, emotive, cognitive e sociali. Nella stessa struttura è ospitata anche la Scuola dell’Infanzia, dato che principio fondamentale e caratterizzante dell’intera struttura è la proposta al bambino e alla famiglia di un percorso educativo unitario, organico e continuo che li accompagna dai 12 mesi ai 6 anni. Infatti, pur mantenendo ognuno la propria identità, Nido Integrato e Scuola dell’Infanzia partecipano dell’unica gestione, ma soprattutto dell’unico progetto educativo generale.

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