Mirano Magazine Settembre 2019

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SETTEMBRE 2019 - COPIA GRATUITA N. 5

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Distribuz. gratuita - Direttore responsabile: Laura Colognesi Progetto grafico: Studio 2 di Dal Corso Massimiliano • Segretario di redazione: PAOLO TREVISANATO - tel. 041.430036 Associazione ricreativa senza scopo di lucro “Mirano al Pozzo” - Via Giudecca, 26/6 - 30035 Mirano (Ve)

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Skarrozzando per Mirano, a che punto siamo?

Commissione controllo e garanzia

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Per fortuna che non la voleva più quasi nessuno questa Europa matrigna, che - urne in vista - torna in auge con passerelle di intenti. Invisa e usata: cara Europa, non sono i tuoi giorni migliori quelli che ti stiamo regalando. Abbiamo studiato - e dovevamo farlo di più – la dedizione e la devozione dei padri fondatori all’impresa della tua nascita. Ne ricordiamo i nomi e poco altro: Adenauer, Churchill, Schuman e il nostro De Gasperi. Il loro sogno di unità di popoli volava alto sopra le macerie di due guerre mondiali combattute nazione contro nazione: un’Europa a baluardo di pace, democrazia e libertà. Pilastri irrinunciabili ma non infrangibili. L’Europa oggi va stretta ma tanto vale servirsene. Tra accuse e silenzi è giusto chiedersi: quale sogno o idea di Europa ha un Paese che

non sa andare oltre la lite quotidiana, che galleggia sui marosi dei commenti sociali? Un Paese cicala con un’economia altalena che sale per debito e spread, scende per tasso di crescita, minaccia aumenti d’iva e tifa flax tax. Quale sogno o idea di Europa ha un Paese che si comporta come lo scolaro che non fa i compiti e, consapevole della reprimenda made in Bruxelles non pensa a rimettersi in carreggiata ma a cambiare professore? Quale sogno o idea di Europa ha un Paese - anche i media hanno una responsabilità – che ha narrato più la disunione che l’Unione Europea. Chi sa cosa succede nella vita economica, scolastica, culturale e politica degli altri Paesi e quale peso avremo stritolati tra i colossi di Cina e Russia e con gli Usa attenti a se stessi? E sui temi caldi del lavoro, migranti e denatalità cosa significa per il futuro dell’Europa - quindi nostro - scegliere una strada politica piuttosto che un’altra? Quanta informazione e quante autoreferenziali cronache che hanno animato le scorse settimane? Cara Europa:

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Opere antisismiche sugli edifici scolastici

EDITORIALE EUROPA: LA NOSTRA GENERAZIONE MIOPE

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meteo mirano

Immobilismo e immobili comunali

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noi non guardiamo a te. Siamo miopi. Ti sentiamo vecchia, senza ricordare la tua età. Hai poco più di sessant’anni, se guardiamo alla Comunità economica nata dal trattato di Roma del 1957; neanche trenta, se consideriamo il trattato di Maastricht del 1992; neppure venti, se pensiamo all’euro che condividiamo dal 2002. Ma più grave è che non ricordiamo un aspetto fondante e straordinario: sei molto più di una istituzione. Sei in noi, noi ti formiamo e da te siamo stati formati. Ci unisce una cultura ricca di mescolanze, nata da Zeus che rapì Europa (una ragazza fenicia) e la portò in Grecia. Da italiani abbiamo preso l’orgoglio per come ci ha narrati Goethe, per quanto Shakespeare ha innalzato Verona e Venezia, per l’amore di joyce per la nostra Trieste. Da europei abbiamo scordato che il nostro inno esalta la gioia di stare insieme come un’armonia: lo ha firmato Beethoven. Così, cara Europa, invece di innalzare lo sguardo a te e alla tua bandiera di cielo e di stelle, lo abbiamo tenuto chino sul nostro ombelico. continua a pag 3

Filarmonica di Mirano: dieci anni di attività nella Casa della Musica pag. 22

“Sepoline” d’oro

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Rinnovamento: “Il nuovo corso dell’ASD MM al Pozzo” pag. 47

Bushidò Titolo per Titolo: il limite è la linea di fondo…? pag. 52

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EDITORE Studio 2 di dal Corso Massimiliano Registrazione al Tribunale di Venezia N. 5/2018 / ROC 30594

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In questo numero di SETTEMBRE 2019 pag.

Proprietario

Editoriale

Paolo Trevisanato Direttore responsabile Laura Colognesi Responsabile di redazione

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Paolo Trevisanato Tel.041/430036 / 348 3431191 Marketing & Comunicazioni Giorgio Pesce miranoalpozzo@gmail.com Progettazione grafica Studio 2 di Massimiliano dal Corso www.studio2web.it Stampa

La consulenza è un’abitudine

Centro Stampa delle Venezie Padova

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Attivare i nuovi servizi sanitari extra ospedalieri prima di disattivare quelli esistenti

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Adottato il piao di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.)

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Parchi Parchi e ancora Parchi, stiamo facendo le scelte giuste?

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L’Istituto Agrario 8 Marzo K.Lorenz ha compiuto 50 anni di Vita

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Vittorio Simeoni, il portalettere Giorgio Cavazzano L’amicizia, mai fuori moda

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Associazione Micologica “Bresadola” Gruppo amici micologici Mirano

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Pallacanestro Mirano “Il sapore della felicità… GOLD

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1919-2019 Centenario U.S. Miranese Calcio 50 Periodico Mirano Magazine Free Press - Distribuzione Gratuita

Dai Laghi Masuri (Polonia) a Vetrego

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E se ti tirano in ballo, sbottiamo con fastidio; metti il naso nei nostri affari e non ti prendi i migranti. In questa bruma, però, una luce c’è, bella e potente. Viene dai giovani che, girovaghi delll’Erasmus e con compagni di banco che vengono da mezzo mondo, nel mondo si sentono a casa. In essi confidiamo. Sono già europei: Io sono nei viaggi di studio di tanti che non conosciamo e di alcuni che invece non dimenticheremo più: Valeria Soresin, Giuseppe Regeni, Antonio Megalizi. Speriamo che tocchi solo a questa nostra generazione di mezzo - stretta tra l’imponenza dei padri fondatori e l’apertura dei nipoti - il ruolo infruttuoso di pecora nera. Noi, così italici per sentirci europei. Simonetta Venturin

40' MOSTRA MICOLOGICA A MIRANO GRUPPO AMICI MICOLOGI MIRANO L’organizzazione di una Mostra Micologica comporta sempre uno sforzo economico e organizzativo per il Gruppo “Amici Micologi Mirano”, ma il successo di pubblico, l’affetto dei visitatori, l’interesse scientifico, i complimenti, ci ripagano delle fatiche, delle tensioni e delle spese. Coloro che ci aiutano da anni a concretizzare tutto questo, a volte, giungono da lontano (come gli amici Cadorini) o da luoghi vicini e noi, a tutti quanti, dobbiamo riconoscenza per la loro amicizia e la loro collaborazione. Non dimentichiamo, le collaborazioni interne, come l’Amministrazione Comunale di Mirano, che ha patrocinato da sempre le rassegne micologiche, e tutti coloro che contribuiscono fattivamente ad arricchire la nostra manifestazione culturale-naturalistica. Grazie a tutti

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12-13 OTTOBRE 2019 QUEST’ANNO SARANNO ASSEGNATI DEI PREMI SPECIALI QUALI: IL “FUNGO PIÙ GROSSO” IL “FUNGO PIÙ RARO” PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA A CHI FORNIRÀ VARIETÀ, ORDINE E QUALITÀ PER LA MOSTRA. IL PRESIDENTE Paolo Trevisanato

L'edizione 2019 dell’Antica Fiera di San Matteo si svolgerà a Mirano da venerdì 20 a martedì 24 settembre. In base allo statuto comunale la tradizionale manifestazione viene indetta il terzo sabato di settembre ma, come avviene da qualche anno, l’apertura è anticipata alle ore 18.00 del venerdì. La Fiera, che animerà per cinque giorni il cuore della città, è organizzata come sempre dal Comune di Mirano, attraverso l’Assessorato alle Attività produttive e commerciali e la Polizia Locale dell’Unione dei Comuni del Miranese. Saranno presenti attrazioni di giostre e spettacoli viaggianti, stand gastronomici, bancarelle ed espositori. Si rinnova così ancora una volta la più antica tradizione miranese: la prima edizione della Fiera fu infatti autorizzata dal Senato Veneto con decreto del 6 settembre 1477 e da allora, tranne le sospensioni in tempo di guerra, si è sempre svolta con regolarità, attirando annualmente nel centro di Mirano migliaia di visitatori.

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Nuovo anno scolastico

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L’inizio di quest’anno scolastico consegna agli studenti miranesi quattro scuole profondamente rinnovate. Durante l’estate son stati eseguiti numerosi lavori sugli edifici della “Alfieri” di Zianigo, della “Manzoni” di Ballò, della “Pellico” di Campocroce e della “Mazzini” di Mirano, per una spesa totale di 1.470.000 euro. I primi tre cantieri sono già conclusi, mentre solo i lavori sulla “Mazzini”, come da cronoprogramma, sono ancora in corso, data la portata delle opere previste. Ma l’attività scolastica non subirà alcun ritardo o disagio: le parti di cantiere ancora in opera non riguardano le aule o altre aree che possano inficiare il normale svolgimento delle lezioni, che inizieranno regolarmente. La chiusura definitiva del cantiere è poi prevista per l’autunno. L’intervento più importante in ognuna delle scuole riguarda l’adeguamento e il miglioramento sismico oltre che funzionale. Le opere antisismiche comuni a tutte le quattro scuole comprendono il rinforzo di murature e solai mediante scuci-cuci, fibre di vetro, resine termoindurenti, elementi in acciaio, nuove opere in cemento armato e la realizzazione di controsoffitti antisfondellamento. Oltre alle opere antisismiche, nelle scuole “Alfieri” di Zianigo (lavori per 340.000 euro) e “Manzoni” di Ballò (230.000

euro) sono in corso: il rifacimento della copertura in coppi (comprese impermeabilizzazioni e lattonerie), dei servizi igienici (compresi impianti, lampade e sanitari) e di intonaci e dipinture esterni; la dipintura completa dei locali interni e nuove porte interne; l’installazione di nuove veneziane. Inoltre nella “Manzoni” si stanno rifacendo anche le pavimentazioni, si sta rinnovando l’impianto di riscaldamento e saranno installate nuove porte interne. Nell’edificio della “Pellico” di Campocroce (220.000 euro) si stanno eseguendo: rinforzi e irrigidimenti dei giunti tra il corpo originario e l’ampliamento; rinforzi dei solai del corpo originario; rinforzo pareti murarie dell’ampliamento; rinforzo della canna fumaria; opere in cartongesso; rifacimento intonaci e tinteggiature interne ed esterne. Altri lavori riguardano la sistemazione dei pavimenti e dei servizi igienici e manutenzioni di varia natura. Ancor più articolati gli interventi che interessano la scuola “Mazzini” (680.000 euro) del capoluogo, dove sono in corso interventi vari sulle pavimentazioni (impermeabilizzazione e rifacimento piastrelle), la ristrutturazione dei servizi igienici, l’adeguamento degli impianti elettrici e meccanici e della rete di smaltimento, il rifacimento degli intonaci e dipinture interne ed esterne, la manutenzione delle finestre, il rinnovamento dell’accesso degli alunni e di quello carrabile.

Alla risistemazione di aule, laboratori, archivi e palestra, si aggiungono i lavori necessari allo spostamento, negli spazi amministrativi dell’ex presidenza e nell’ex segreteria, degli uffici di direzione e segreteria dell’Istituto Comprensivo “Mirano 2” dall’edificio della scuola “Petrarca” (che così avrà maggiori spazi a disposizione). Inoltre nella scuola “Mazzini” sono in corso lavori di sostituzione delle caldaie e manutenzione straordinaria della centrale termica (66.000 euro), che si concluderanno prima della stagione fredda. A queste quattro scuole si aggiungerà presto la “da Vinci”. Mirano, infatti, risulta tra i comuni vincitori del bando per il Piano 2019-2020 degli interventi straordinari per l'edilizia scolastica promosso dalla Regione Veneto (con finanziamenti statali, via MIUR). Il progetto presentato dagli uffici tecnici comunali ha permesso di posizionarsi al 12° posto (su 164) in graduatoria. È prevista una copertura di 1.050.000 euro su una spesa complessiva di 1.200.000 (cofinanziamento comunale di 150.000 euro), per adeguamenti funzionali e antisismici. I lavori inizieranno in apertura di 2020. Questo importante ciclo di lavori dimostra che, ancora una volta, stiamo mantenendo gli impegni presi e che la nostra Amministrazione sa sfruttare al meglio le opportunità di intercettare e utilizzare fondi – anche somme ingenti – che oggi

sono a disposizione dei comuni, attraverso bandi europei o regionali, spazi finanziari, ecc. Ad esempio, per la progettazione esecutiva dell’adeguamento sismico e funzionale, è stata impiegata parte dei 290.000 euro concessi nel 2018 a seguito della nostra richiesta di spazi finanziari aggiuntivi relativi all’avanzo di amministrazione del 2017.

Maria Rosa Pavanello Presidente dell’Unione dei Comuni del Miranese e Sindaca di Mirano

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Non so se ci avete fatto caso, la bellezza di Mirano deriva anche dalla diffusa presenza di aree verdi, di parchi, di alberature, piccole o enormi, sia in contesti pubblici che privati. E’ facile notare che anche i quartieri residenziali relativamente nuovi quando vengono “conditi” abbondantemente con alberi, piante, fiori, acquistano un evidente valore aggiunto. Per non parlare della meraviglia dei grandi parchi storici annessi alle varie ville Venete, presenti non solo nel centro storico del capoluogo ma diffusi in tutto il territorio comunale. Sono pochi i Comuni limitrofi che possono

fregiarsi di tale pregio, dobbiamo esserne orgogliosi e dobbiamo salvaguardare questo aspetto di Mirano, sia per la sua valenza storica, sia perché é un aspetto tradizionale del paese, sia perché è uno degli elementi che senz’ altro concorrono a migliorare la vivibilità del paese. Ricordiamoci che il verde è un patrimonio di tutti, indipendentemente dal fatto che sia pubblico o privato. Segnaliamo a tale proposito l’iniziativa spontanea messa in atto a fine inverno scorso da alcuni cittadini: il consigliere comunale Lorenzo Perale, assieme ad alcuni volontari, hanno liberato dall’e-

dera, rigogliosa ma infestante, i tronchi degli ippocastani e dei carpini che fiancheggiano il viale di ingresso alla villa I Maggio (ex Bianchini) a Zianigo. L’intervento è stato preventivamente autorizzato dall’arch. Tamai dell’ufficio comunale competente. Un piccolo esempio di “volontariato” senz’altro da imitare, visto che le disponibilità economiche dell’Amministrazione Comunale non riescono a garantire delle manutenzioni del verde come meriterebbe. Lorenzo Perale Consigliere Comunale

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La promozione e la valorizzazione dell’invecchiamento attivo: l’assessore alle politiche sociali incontra le associazioni. Condizioni di favore per i Miranesi iscritti all’APSAM. Il Comune DI Mirano è impegnato a promuovere e valorizzare le attività per un cosiddetto “invecchiamento attivo” con progetti che prevedono il coinvolgimento attivo delle associazioni cittadine. Esigenze e bisogni individuati e rilevati a livello della realtà territoriale di Mirano. L’Organizzazione Mondiale della Sanità da tempo pone al centro dei propri interventi tutte le attività utili a promuovere un invecchiamento attivo, in salute e in grado di contribuire allo sviluppo della società nel suo complesso. Il supporto che può derivare dal mantenimento delle relazioni sociali sia all’interno che all’esterno della famiglia, risulta essere un importante fattore che influenza la qualità della vita degli anziani. Spesso l'assenza o la scarsità di relazioni o di contatto sociale e la mancanza di risorse materiali favoriscono uno stato di salute precario nell'anziano. I bisogni essenziali della popolazione anziana includono il mantenimento dell’autonomia, la possibilità di esprimere la propria opinione e la percezione di rivestire ancora un ruolo all'interno della comunità. Una delle strategie più promettenti per promuovere la salute e il benessere in questa fascia d'età è dunque la prevenzione dell'isolamento e della solitudine, aspetti in cui il supporto della famiglia, dei pari e della comunità rivestono un ruolo preminente. Il declino delle capacità funzionali fisiche e cognitive nella popolazione anziana è potenzialmente prevenibile e contrastabile e può essere affrontato attraverso interventi individuali e di popolazione. Gli anziani hanno bisogno di essere incoraggiati e messi nella condizione di adottare stili di vita salutari, promuovendo e avendo cura dei fattori che sostengono le

comunità resilienti e creano ambienti favorevoli (vedi OMS, ambito prioritario 4 di Salute 2020). Tale obiettivo può essere raggiunto ad esempio mettendo a disposizione opportunità per mantenersi attivi, riconoscendo oltretutto agli anziani stessi un ruolo ancora attivo all’interno della comunità nella quale vivono. Il Comune, pertanto, si rivolge alle persone di 65 anni o più ed intende contribuire a promuovere l’invecchiamento attivo degli anziani che vivono a Mirano e nelle frazioni e, attraverso la partecipazione pro-attiva degli anziani stessi in attività diversificate, a valorizzare le loro competenze. Obiettivi: L'obiettivo generale è promuovere l'invecchiamento attivo degli anziani residenti nel Comune attraverso azioni volte a contrastare l'isolamento e l'esclusione sociale, a rafforzare e rivitalizzare le reti di vicinato in un'ottica solidale, a favorire il senso di appartenenza alla comunità e, anche, “sicurezza urbana”. Obiettivi più specifici possono essere considerati la riduzione dell'isolamento e dell'esclusione sociale e la promozione di occasioni di incontro, socializzazione, scambio e confronto nel territorio. Allo scopo di verificare lo stato di attuazione dei progetti avviati, per migliorarne l’attuazione e per sviluppare nuove opportunità, non si può fare a meno delle Associazioni esistenti nel territorio, incentivandone l’integrazione nel mondo del volontariato che sta nascendo con la cosiddetta “riforma del terzo settore”. Il primo incontro dell’assessore alle Politiche Sociali è stato dedicato ai rappresentanti della nuova dirigenza dell’Associazione di Promozione Sociale Anziani di Mirano (APSAM). Vi hanno partecipato Il Presidente dell’A.P.S.A.M di Mirano Giuseppe Bonifacio, il Vice-presidente Gianfranco

Attivare i nuovi servizi sanitari extra ospedalieri prima di disattivare quelli esistenti Le AULSS del Veneto stanno predisponendo i Piani aziendali per l’attuazione di quanto previsto dal nuovo Piano Socio Sanitario Regionale (PSSR), con ulteriori “riorganizzazioni” e tagli di posti letto e di servizi negli ospedali periferici della nostra AULSS ed in particolare con la soppressione delle Lungodegenze di Dolo e Noale. Sono stati riprogrammati i servizi territoriali già previsti dal vecchio Piano del 2012 e mai realizzati, servizi extraospedalieri per gli ammalati post-acuti, i disabili, i non autosufficienti, gli ammalati terminali etc.. Brucia ancora sulla pelle di ammalati e loro famiglie che mentre le disattivazioni e il taglio di posti letto ospedalieri è stato attuato puntualmente, nulla è stato ancora realizzato per quanto riguarda Ospedali si Comunità, Unità Riabilitative Territoriali, Hospice etc. I Sindaci del miranese e delle riviera del Brenta quindi sono giustamente preoccupati e attenti che non si ripetano le disattivazioni di servizi, già oggi insufficienti, senza che siano stati prima attivati i nuovi che, almeno in parte, dovrebbero sostituirli. Preoccupazione molto seria in quanto per le attivazioni non sono, al momento, previsti

finanziamenti aggiuntivi alla AULSS 3 che quindi dovrebbe farvi fronte con il proprio bilancio che ha un deficit da guinness dei primati. Deficit beninteso causato dal sottofinanziamento e da una struttura dei costi particolare non riconosciuta per l’area metropolitana di Venezia. Vero è che il deficit a fine anno viene ripianato dall’Azienda “Zero” con la quota accentrata del Fondo sanitario, ma si tratta di un meccanismo che ingessa l’AULSS di Venezia, rendendola “a sovranità limitata”. C’è il rischio serio che ancora una volta si proceda con le disattivazioni mentre si rimandano le attivazioni di servizi carenti. Il primo impegno della Conferenza dei Sindaci della “Serenissima”, che dovrebbe costituirsi a breve, sarà certamente quello di chiedere alla Regione le risorse necessarie per gli adeguamenti strutturali indispensabili per tutti i nuovi servizi, e di attivare un attento monitoraggio delle attivazioni e delle disattivazioni. Gabriele Petrolito Assessore alle politiche sociali, Salute e diritti, Rapporti con il volontariato

Gaspari, il Revisore dei Conti Domenico Zanoni, Il Segretario Lino Bertoldo, il Commercialista dell’Associazione Giampietro Saccon. E’ stata anche l’occasione per chiarire alcune problematiche emerse dopo il rinnovo delle cariche associative, in merito alle attività che vengono svolte e in programma per il futuro, all’utilizzo dei locali assegnati all’associazione con una “Convenzione per la concessione in uso di locali di proprietà comunale”, che dovrà essere rinnovata a breve: Sono state fornite le informazioni sullo spazio orario dedicato alle diverse tipologie di attività, sulla gratuità dell’attività svolta dai dirigenti e dai volontari nell’associazione, sul numero dei soci residenti a Mirano, sui nuovi programmi che verranno proposti ai soci. Sono stati ricordati alcuni limiti nell’utilizzo dei locali. E’ stato confermato l’interesse del Comune di Mirano per programmi di invecchiamento attivo con attività ricreative-culturali-sportive-solidaristiche a disposizione dei propri cittadini e l’impegno finanziario diretto e indiretto per sostenere le associazioni non-profit che si impegnano nella realizzazione di questi programmi. E’ stata richiamata la scelta preferenziale per gli Enti del Terzo Settore (ETS) cioè le associazioni che si adeguano alle nuove norme previste dalla riforma del Terzo Settore. L’incontro si è svolto in un clima di collaborazione che continuerà alla ripresa autunnale per migliorare il coinvolgimento dell’Associazione nei progetti di invecchiamento attivo, in preparazione di una nuova convenzione con l’Associazione: E’ stato confermato che la parte più importante delle attività deve essere comprese nella quota associativa. Per le attività che prevedono un contributo supplementare, come ad esempio il ballo, verrà applicato uno sconto del 50% per i soci residenti a Mirano e l’esonero totale per i soci che

si muovono in carrozzina. Senza nulla togliere ai soci non miranesi che rappresentano ormai il 70% circa degli iscritti, il Comune di Mirano ha richiesto, sin da adesso, per i propri cittadini, queste condizioni più favorevoli nella fruizione dei servizi per i quali sia prevista una compartecipazione alla spesa. NUOVA DIRIGENZA DELL’ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE ANZIANI DI MIRANO (APSAM). Presidente: Giuseppe Bonifacio Vice-presidente: Gianfranco Gaspari Consiglio direttivo: Daniela Bertan, Michela Coletto, Carletta Favaro, Carla Nardozzi, Carmela Niero, Teresa Zanetti. Revisori dei Conti: Domenico Zanoni, Bruno Bragotto, Liliana Semenzato Segratario: Lino Bertoldo

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Adottato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.), All’inizio di luglio la Giunta comunale ha adottato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.), che mappa i punti della città che hanno bisogno di interventi per favorire la mobilità dei disabili e che propone gli interventi necessari. E’ uno strumento pluridisciplinare, in primis di tipo conoscitivo, degli impedimenti originati da cause naturali o antropiche allo svolgimento di una vita sociale di qualità per le persone colpite da disabilità. Esso si concretizza in un documento che individua tutte quelle situazioni interne agli edifici ospitanti servizi collettivi, e che caratterizzano spazi pubblici esterni, in cui vi siano degli impedimenti ad una vita di relazione ordinaria per le persone che hanno difficoltà motorie, visive o sensoriali, ma anche per una più estesa compagine sociale. Al segmento delle persone affette da disabilità si deve infatti aggiungere anche quella porzione di cittadini che si può trovare, dal punto di vista psico-fisico, in condizioni di fragilità temporanee: tra questi, le donne in stato di gravidanza, i cardiopatici, la popolazione anziana, le persone con compromissione di una funzione fisica temporanea ed altri ancora. Il Piano si articola in tre fasi principali: l’analisi dello stato di fatto, la progettazione e la programmazione degli interventi. Nella fase di analisi sono stati individuati e mappati 43 edifici pubblici e 77 spazi urbani (e relativi percorsi pubblici), dislocati tra il centro storico e le varie frazioni, di primario interesse per la collettività. I risultati delle varie “indagini” hanno permesso di stabilire le criticità ed i possibili interventi da attuare per eliminare le barriere architettoniche, con la stima dei costi necessari. La maggior parte dei luoghi della città rientra nella categoria degli “accessibili” (compreso il municipio, in cui presto sarà ultimato l’ascensore). Nella seconda fase del Piano sono stati definiti gli interventi

progettuali per ogni edificio e spazio pubblico risultato “mediamente accessibile” o “non accessibile”. Tra questi ultimi ci sono il cimitero di Zianigo, villa Bianchini per cui c’è già il progetto, l’ex scuola elementare di via Luneo e la connessione tra il cimitero di Vetrego e la scuola materna “Immacolata Concezione”. Tra gli interventi previsti per gli edifici ci sono: l’eliminazione dei dislivelli installando rampe di accesso e piattaforme elevatrici, l’adeguamento dei servizi igienici, l’indicazione con simboli di accessibilità; per gli spazi pubblici: il rifacimento o allargamento di determinati marciapiedi per eliminare le discontinuità di altezza, la realizzazione di scivoli in corrispondenza di passaggi pedonali, la realizzazione o adeguamento di parcheggi riservati, la creazione di percorsi tattili e semafori con avvertimento sonoro per i non vedenti. I costi complessivi per l'attuazione degli interventi proposti ammontano a € 971.111,50 (€362.007,50 per edifici e € 609.104,00 per gli spazi). La terza ed ultima fase definisce la priorità degli interventi e la programmazione temporale degli stessi in base all’interesse per la comunità, al livello di frequentazione, alla necessità ‘intervento, alla fattibilità e alla disponibilità economica dell’Amministrazione comunale. Il programma prevede per il primo anno interventi presso: scuola materna “Asilo della Pace" e scuola elementare “Silvio Pellico” di Campocroce, sede Vigili del Fuoco di via Petrarca, ambito Istituto G. Costantino di via Miranese, ambito Villa Patriarca di via Miranese, connessione Cimitero di Vetrego-scuola materna “Immacolata Concezione”, stazione ferroviaria Ballò, Centro diurno anziani di Vetrego, ex scuola G. Carducci di Ballò, ex scuola elementare di Luneo, Villa Bianchini, sede della protezione civile in via Caorliega. Altri interventi sono previsti nei successivi quattro anni. L’elaborazione del P.E.B.A. è stata affidata ad un

tecnico specializzato per un importo di 20.000 mila euro, che per metà sono coperti da un cofinanziamento regionale ottenuto dal Comune. Ma è stato un lavoro svolto a più livelli perché il piano ha accolto molteplici indicazioni, tra cui quelle dei tecnici comunali ed ha valorizzato l’esperienza della “Skarrozzata”. Per predisporre questo documento con una dimensione comunitaria anche la cittadinanza è stata invitata a fornire il proprio contributo attraverso un questionario. Ora che il P.E.B.A. è stato adottato, i cittadini possono esprimere osservazioni o suggerimenti sugli elaborati progettuali (disponibili nel sito internet comunale e presso il Servizio Pianificazione e Gestione Opere Stradali) fino al 10 settembre.

Giuseppe Salviato Vice Sindaco e Assessore alle Opere Pubbliche

Skarrozzando per Mirano, a che punto siamo? Gabriele Petrolito Assessore alle politiche sociali, Salute e diritti, Rapporti con il volontariato

RINGRAZIAMENTO DEL MINISTRO PER L’ATTIVITÀ SOCIALE DI FIORENZO ROSTEGHIN Soddisfazione per il consigliere comunale Fiorenzo Rosteghin che il 9 luglio scorso ha ritirato a Roma, dalle mani del ministro per la famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana, una lettera di ringraziamento per il suo impegno nelle attività sociali e nel volontariato con l’associazione AVID I fiorellini onlus di Mirano. L’onorevole Fontana, in seguito trasferito al ministero per gli affari europei, ha scritto: “Caro Fiorenzo, ti ringrazio per questi 15 anni nel mondo del Volontariato, per aver contribuito allo sviluppo e al mantenimento delle associazioni nel territorio, per aver donato ai ragazzi disabili e agli anziani il sorriso durante i quotidiani viaggi ricchi di gentilezza, umanità, pazienza, buonumore, e conforto alle famiglie. Grazie, per essere diventato portavoce dei problemi sociali nella propria città, instancabile ascoltatore dei problemi dei cittadini”. Nella foto, assieme a Rosteghin, sono ritratti gli altri volontari che donano il loro tempo alle persone diversamente abili attraverso l’associazione AVID I fiorellini, presieduta da Cristina Alessandri.

GRAZIE! È con questa semplice ma potente parola che voglio cominciare questo breve articolo attraverso il quale faremo il punto, a più di un anno da La Skarrozzata, sull’abbattimento delle barriere architettoniche ed il rendere la nostra città una città per tutti. GRAZIE a tutte le persone e alle associazioni che si spendono ogni giorno per realizzare tutto questo e far conoscere queste tematiche, perché, come ho già scritto in passato, per rendere la città inclusiva ci vuole l’impegno di tutti (cittadini, proprietari degli immobili, politici e uffici tecnici) e la definizione di progetti, interventi ed azioni diverse tra loro ma che, come piccoli pezzi di un puzzle, messe insieme contribuiranno a completare il processo di inclusione iniziato. Attraverso la manifestazione La Skarrozzata, oltre a fare un’azione di sensibilizzazione, siamo venuti a conoscenza di ulteriori punti problematici per la nostra città e insieme agli uffici abbiamo cominciato a lavorare “sul come risolverli”. Alcuni possono essere superabili attraverso piccoli interventi come quelli che sono stati realizzati negli scorsi mesi estivi, mentre altri hanno bisogno di una maggiore

programmazione e richiedono uno stanziamento maggiore di fondi. Durante i mesi di giugno e luglio sono stati infatti eseguiti alcuni interventi di moderazione del traffico in via Castellantico / via Belvedere che hanno risolto anche alcuni problemi di attraversamento pedonale problematici per l’utenza diversamente abile (in foto gli interventi) e contemporaneamente l’amministrazione e gli uffici tecnici hanno iniziato il percorso per aggiornare il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.). Il 9 luglio la Giunta ha adottato il Piano al cui interno sono stati anche inseriti alcuni punti rilevati durante La Skarrozzata dell’anno precedente e altri segnalati dai cittadini. Il Piano dovrà poi essere approvato in Consiglio Comunale dopo la fase di pubblicazione e il tempo previsto per l’invio di osservazioni da parte dei cittadini (gli elaborati progettuali e l’iter di approvazione possono essere visionati nell’apposita sezione del sito comunale). Il P.E.B.A., come leggiamo nella Relazione Preliminare, è uno di quei passi "invisibili" ma preliminari e fondamentali per realizzare quelli più concreti per andare #oltreilmuro e garantire un

aumento della qualità della vita: “ ...si configura come uno strumento per far sì che gli spazi pubblici vengano sempre progettati con l'attenzione alle utenze deboli, infatti, dev’essere predisposto un quadro omogeneo di azioni tra loro integrate che consenta non solo di creare degli spazi accessibili, bensì di collegare spazi e contesti razionalizzando le risorse e perseguendo l'ideale di praticabilità, intesa come comfort ambientale”. Per rendere la nostra città sempre più inclusiva ci vogliono quindi tante piccole azioni e la collaborazione di tutti proprio perché "Siamo tutti pezzi dello stesso puzzle...". È un messaggio semplice, a volte scontato ma che dovremmo ricordare ogni giorno. Un messaggio che i bambini e le maestre della Scuola Dante ci hanno lasciato la mattina del 2 Aprile, durante la Giornata della Consapevolezza sull'Autismo. Conoscere e ascoltare è il primo passo per una comunità inclusiva ove ognuno, con le proprie diversità, possa trovare il proprio posto. GRAZIE quindi alle Maestre che lavorano ogni giorno con i bambini per renderli adulti consapevoli delle diversità. GRAZIE agli uffici tecnici e agli Assessori che ogni giorno si spendono per risolvere concretamente i problemi e realizzare i progetti, e GRAZIE a tutti coloro che nei prossimi mesi si spenderanno per co-costruire nuove azioni di inclusione sociale.

Elena Spolaore Consigliera Comunale, Capogruppo Partito Democratico


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Non uso il termine territorio che ha a che fare col verbo latino TERRĒRE: incutere timore e quindi si riferisce a campi ben delimitati e resi inaccessibili, tramite gli spaventapasseri, da consolidati confini. Sembrano storie di altri tempi. Invece sono ancora storie attuali perché nel nostro comune l’agricoltura continua a costituire una fonte importante economica e culturale e ne è testimonianza il successo di cui gode la Festa dell’agricoltura che si svolge ogni anno tra agosto e settembre. Il termine terra mi ricorda costantemente che non è solo il suolo che calpestiamo, con l’imperativo categorico di non consumarne più, ma la madre terra, come la chiamavano gli antichi, che ci nutre, ci sostenta, ci procura benessere con la bellezza dei suoi paesaggi. Abbiamo il dovere di lasciarla in eredità, assieme all’aria, ai nostri nipoti nelle migliori condizioni possibili. Il movimento giovanile globale suscitato da Greta Thunberg ci richiama alle nostre responsabilità. Ci sono, nel nostro comune, associazioni che questa cura la dimostrano con continue attività volontarie di prevenzione e difesa dell’ambiente. Ma qui vorrei soffermarmi, come camminatrice, sulle varie iniziative che nei molti centri di cui Mirano è costituita, annualmente portano sempre più persone a scoprire angoli bellissimi, scorci quasi incontaminati e ad incontrarsi, parlare, conoscersi. Accanto alla tradizionale Marcia verde in ottobre che annovera molti anni di esperienza e che, in virtù di una sana competizione sportiva, invita tutti ad una bella

camminata, ci sono, da anni, l’Andar per erbe a Zianigo in maggio, la corse sportiva Lusore Running a Scaltenigo in mezzo alla natura circostante a settembre, le camminate sul Muson, sia colle modalità del Nordic walking, sia con la partecipazione al Progetto Belvedere che tende a riscoprire e congiungere tutti i comuni che lungo questo fiume si dispiegano. Concludo col ricordare la più recente Passeggiata dei sapori che a metà luglio ha interessato le terre di Ballò, rivelatesi ricche di vegetazione, di campi coltivati e di imprese agro-alimentari pregevoli e ospitali. Agli organizzatori di tutti gli eventi, che ho succintamente nominato rimandando ai calendari mensili prodotti dall’URP per un elenco puntuale, vanno il plauso e la riconoscenza di noi fortunati cittadini.

Renata Cibin Presidente del Consiglio Comunale e Delegata alla cultura

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ITALIA NOSTRA

CENTRO STORICO DI MIRANO: UN “BENE PAESAGGISTICO” TRASCURATO Il Centro storico di Mirano è stato riconosciuto come Bene Paesaggistico con decreto ministeriale del 29 ottobre 1965 perché: “costituito da una continuità di caratteristiche architetture venete con tradizionali porticati in fregio alle vie principali; dalla morbida tortuosità del fiume Muson sulle rive del quale si alternano , fra strade e rustici edifici, monumentali, suggestivi complessi di ville patrizie con attraenti e vasti parchi,ed infine da altri punti di belvedere accessibili al pubblico, rappresenta nella sua realtà un insieme panoramico di caratteristico aspetto esteticamente tradizionale, manifestando una evidente spontanea concordanza e fusione fra l’espressione della natura e quella del lavoro umano”. Con questo decreto è stato riconosciuto il valore, la bellezza, del Centro Storico di Mirano e l’importanza di tutelarlo e preservarlo, con le sue caratteristiche, nell’interesse collettivo dei suoi abitanti di oggi e di domani. Le caratteristiche descritte nella motivazione del 1965 con la quale è stato riconosciuto il “notevole interesse pubblico” del centro storico di Mirano sono sostanzialmente ancora presenti nella nostra città, anche grazie a questo decreto di tutela, ma dobbiamo constatare che purtroppo rischiano di essere compromesse e irrimediabilmente perse. Alcune importanti porzioni di quest’area versano infatti in un grave stato di degrado ed inoltre l’invasiva e fastidiosa presenza di automezzi parcheggiati in ogni spazio utile del Centro Storico mortifica e impedisce la vista delle sue caratteristiche forme.

I MOLINI DI SOTTO: Fra le parti più degradate particolarmente grave è lo stato in cui versano i ”Molini di Sotto” ed il loro bacino. La loro vista contribuisce ad ingenerare una impressione di decadenza e sciatteria che condiziona pesantemente l’immagine di tutto il centro storico. Oltre all’aspetto paesaggistico non va dimenticato il valore storico ed economico che questo luogo ha rappresentato per Mirano ed i suoi abitanti. I Molini di Sotto sono stati per lungo tempo una delle principali attività economiche della città. Risalgono al 1409 le prime notizie che documentano la loro esistenza. Si è trattato di un opificio con grande capacità molitoria dotato di ben 6 ruote , di proprietà fino al secolo XIX delle famiglie veneziane Giustinian, Barbarigo e Lippomano, rimasto operativo fino a metà del novecento. Vi venivano lavorate granaglie provenienti dal circondario di Mirano o trasportate lungo il canale Taglio. L’ampio bacino a valle del molino, oltre ad assolvere alla funzione di ricevere l’acqua del Muson che ne azionava le ruote, fungeva anche da porto di arrivo delle imbarcazioni utilizzate per il trasporto. Numerose sono le fotografie di fine ottocento e del novecento che riprendono i Molini, le imbarcazioni ed i barcaioli attraccati sulla banchina del bacino. Se si confrontano le immagini di allora con ciò che appare oggi a chi si affaccia sul bacino si vede come il pregevole e distintivo complesso denominato “Molini di Sotto”, esempio di archeologia industriale che caratterizzava e qualificava l’area orientale del centro storico di Mirano, sia ridotto ormai ad un insieme di rovine che hanno perso l’identità originale formando un angolo degradato dietro la solita fila di autovetture parcheggiate sulla storica riva del bacino. Se si è arrivati a questa situazione non

è solo per la mancanza di interventi della proprietà ma anche, a nostro avviso, per il disinteresse delle Amministrazioni che si sono succedute nel governo di Mirano. Italia Nostra più volte si è rivolta formalmente al Sindaco sottolineando l’importanza del recupero di questi edifici ( lettera del 09/06/1993, lettera del 10/05/2007, lettera del 15/12/2013) invitandolo ad attivarsi con gli strumenti di cui disponeva per il loro recupero. L’accordo sottoscritto nel 2003 dal Comune con la proprietà per l’acquisto di un piano restaurato da adibire a funzioni pubbliche ( cinema, teatro, sala convegni) è stato abbandonato preferendo realizzare un nuovo teatro di discutibile qualità invece di riqualificare quest’area e dare dignità al suo valore storico come previsto dal provvedimento di tutela. Quando poi la proprietà ha presentato in Comune nell’ottobre del 2006 il progetto di recupero dei Molini si è dovuto arrivare al Maggio del 2012 per la sua definitiva approvazione da parte del Commissario Straordinario. Ben 6 anni sono stati necessari per approvare questo importante progetto di recupero. Non va inoltre trascurato il fatto che quello che resta del Molino rappresenta anche un evidente rischio per la sicurezza idraulica come segnalato anche dalle autorità responsabili per il canale Taglio. Se anche oggi non ci sono, come si afferma, concreti rischi di crollo delle restanti strutture è logico aspettarsi che, non essendo protette, sotto l’azione degli eventi atmosferici si degradino e quindi cedano strutturalmente come è stato per la copertura. E’ solo questione di tempo.

RECINZIONE DI VILLA ERRERA: Come nel caso dei Molini di Sotto anche la storica recinzione di villa Errera che si affaccia in via Barche all’altezza di piazzale Garibaldi versa in un grave stato di degrado. La parte muraria si sta sgretolando e quello che resta della parte metallica, asportata durante la seconda guerra mondiale, è aggredita dalla corrosione. Di fronte alla trascuratezza della proprietà non si può dire che ci sia stata attenzione da parte delle Amministrazioni comunali per questo bene che è stato considerato come una delle vedute più belle della Mirano novecentesca. Per lungo tempo la recinzione è stata ornata dai cassonetti delle immondizie mentre ora è coperta dal parcheggio di autovetture. Anche in questo caso se non si provvede alla sua manutenzione appare chiaro che il degrado arriverà ad un punto che non potrà più essere recuperata. LA PIAZZA TRASFORMATA IN PARCHEGGIO: Se nel caso dei Molini e della recinzione di villa Errera siamo di fronte alla criticità di due specifici punti, tutto il centro storico subisce la quotidiana mortificazione di essere utilizzato come un banale parcheggio. Le “caratteristiche architetture venete con tradizionali porticati in fregio alle vie principali, quell’ insieme panoramico di caratteristico aspetto esteticamente tradizionale, che manifesta una evidente spontanea concordanza e fusione fra l’espressione della natura e quella del lavoro umano” che hanno contribuito a determinare il riconoscimento del “notevole interesse pubblico” del centro storico di Mirano e quindi del provvedimento di tutela sono nascosti dalla fila di autovetture in sosta. Invece di valorizzare le qualità urbanistiche del centro storico si preferisce svilirle. Vengono cancellate le sue enormi potenziali attrattive e si assiste all’assurdo che, mentre vengono realizzati Centri Commerciali con piazze artificiali solo pedonli, Mirano, che dispone di una bella

Piazza naturale e ricca di storia, sicuramente la più bella ed accogliente di tutti i comuni della zona, non la valorizza ma anzi la mortifica. La giustificazione è che non ci sarebbero parcheggi sufficienti. La questione in realtà non è la mancanza di parcheggi ma bensì come questi sono utilizzati e quale deve essere la loro funzione al servizio della mobilità cittadina. Noi siamo convinti che la maggior parte dei parcheggi presenti nel centro potrebbero essere eliminati. Per poter disporre di un numero di posti auto sicuramente idoneo a soddisfare le necessità di chi intende accedere al centro cittadino sarebbe sufficiente regolamentare l’uso dei parcheggi esterni oggi quasi sempre occupati perché utilizzati per periodi di sosta lunga o da chi abita vicino.

LE NOSTRE PROPOSTE Di fronte a queste situazioni che si ripercuotono negativamente sul paesaggio del Centro Storico, deprezzando un bene immateriale che appartiene a tutta la collettività, Italia Nostra ritiene che si possa e si debba intervenire. Se i proprietari di villa Errera e dei Molini di Sotto non ritengono opportuno intervenire va ricordato che, in attuazione dell’articolo 9 della nostra Costituzione, il Codice dei Beni Culturali (art.1 punti 2,3,5 e art.2 punto1) prevede che i proprietari di beni appartenenti al patrimonio culturale come i beni paesaggistici (quindi anche tutti gli edifici del centro storico) sono tenuti a garantirne la conservazione. La vigilanza è stata delegata dalla Regione ai Comuni. Noi siamo convinti che “la qualità del paesaggio e dell’ambiente non è un lusso, è una necessità, è il migliore investimento sul nostro futuro.” Riteniamo pertanto che l’Amministrazione comunale non possa continuare a restare indifferente ma debba reagire per difendere coerentemente i valori del Centro Storico di Mirano riconosciuti nel provvedimento di tutela. Riteniamo pertanto necessario: - Intervenire sulla proprietà dei Molini di Sotto per la messa in sicurezza di tutte le strutture residue (non solo come è stato fatto per la parte prospiciente la pubblica via). Inoltre devono essere predisposte protezioni contro gli eventi atmosferici (se non protette dalla pioggia le strutture residue in breve tempo degraderanno crollando definitivamente). - Richiedere con determinazione al Genio civile della Regione Veneto un intervento urgente di dragaggio dei detriti depositati nel bacino dei molini. - Eliminare il parcheggio delle autovetture sulla riva del bacino ripristinandone la pavimentazione. - Intervenire con la proprietà di villa Errera chiedendo la manutenzione della recinzione in via Barche. - Eliminare il prospiciente parcheggio delle autovetture ridando dignità alla storica recinzione . - Regolamentare l’uso dei parcheggi esterni procedendo nel contempo alla progressiva eliminazione di quelli attorno alla piazza ed alle adiacenti vie porticate.

Adriano Marchini Rappresentante Soci di Italia Nostra di Mirano


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“SOSTENIBILITA’, PARTECIPAZIONE E FUTURO: A MIRANO SERVE UN APPROCCIO AMMINISTRATIVO DIVERSO” E' ben chiaro a noi consiglieri Marco Lazzarini ed Antonio Milan ed al nostro gruppo di attivisti, che una gran parte dei nostri cittadini, delle associazioni, ha come priorità ambiente e territorio: lo dimostrano la richiesta di monitoraggio qualità dell'aria, le proposte di ampliamento del Bosco del Parauro, di regolamento per i Parchi storici, di sistemazione del Bacino dei Molini di Sotto: un impegno civico di qualità che si scontra con la lentezza dell'amministrazione anche solo ad ascoltare le istanze. Fino al 2018 l'assessore Vianello ci rispondeva che non valeva nemmeno la pena di rilevare l'inquinamento dell'aria: dal 2019 non abbiamo più un assessore alle politiche ambientali a cui chiedere qualcosa. Contiamo di arrivare a settembre al voto per il regolamento Parchi, avendo dovuto intervenire più volte in un anno per agevolare la discussione che si era arenata sul nascere. E' laborioso avere risposte ufficiali: persino per una petizione firmata da oltre 700 cittadini che ha il diritto di essere discussa in Consiglio Comunale: siamo passati per la commissione di garanzia.La cittadinanza chiede la cura e valorizzazione dell'esistente, l'amministrazione nel PAT offre un nuovo Parco Agro Urbano con possibili nuove percentuali edificabili. Vorremmo una strategia complessiva per la mobilità sostenibile: abbiamo partecipato attivamente alla ripresa del Pedibus nelle elementari, sapendo però che i progetti di educazione stradale sono meno efficaci se gli studenti escono poi in

una strada dove“vale tutto”. Dalle materne alle superiori, le scuole hanno i nostri futuri cittadini adulti. Gli interventi vanno integrati in una dinamica complessiva per avere nel tempo un vero cambiamento verso sostenibilità, sicurezza, rispetto delle regole. Con interventi spot avremo sempre auto sotto portoni scolastici, bambini fuori dalle strisce pedonali alla Festa dello Sport in slalom fra i mezzi delle superiori, piste ciclabili occupate da chi acquista angurie, camioncini in sosta in mezzo all'ovale della piazza, auto sopra aiuole e marciapiedi nel corso di fiere e festival. Ci viene ripetuto che la viabilità di Mirano è legata al traffico di attraversamento e senza margini di intervento.

E' però vero che il trasporto pubblico è carente e pressoché fermo a 20 anni fa, abbiamo un capolinea autobus poco presidiato, privo di servizi anche per le biciclette in sosta. Nella discussione sul PAT ci è stato detto di voler promuovere una linea di collegamento tranviario e prevedere circuitazione con minibus a metano per collegare frazioni,ospedale e stazione: ci chiediamo se sia mai stato fatto un monitoraggio su utilizzo effettivo dell'Omnibus, su tratte, orari, costi e informazione dei cittadini per un servizio che già esiste, allo scopo di migliorarlo. Nel nuovo Infopoint Vela che fa aprire finalmente il gazebo in Piazza, i biglietti di trasporto pubblico non sono in vendita. Ci prospettano un tram a Mirano, nelle nostre strade strette, sapendo cosa è costato a Mestre e quali criticità abbia tuttora.

Marco Lazzarin

Antonio Milan

L’IMMOBILISMO PORTA ALL’ISOLAMENTO Purtroppo lo ripetiamo ormai da due anni, sembrano sempre le stesse parole, ma anche queste non servono a smuovere la coscienza di una amministrazione più chè disastrosa definiremo immobile, che a nostro avviso è anche peggio. L’ultima “perdita” in ordine di tempo è la Notte Bianca. Siamo concordi nel lasciare libera scelta ai commercianti di parteciparvi o meno e non entriamo nel merito delle questioni che hanno indotto a non aderire alla manifestazione (non ci compete e non abbiamo neanche gli strumenti per giudicare), ma riteniamo davvero inopportuno il silenzio di questa giunta dopo la notizia della cancellazione. “Notti nel Miranese 2019” è il programma eventi della Confcommercio per l’estate miranese: Salzano, Scorzè, Noale, Spinea e Martellago con addirittura le frazioni Maerne e Olmo. Tutti i comuni miranesi presenti tranne uno: Mirano. È chiaro che la Notte Bianca non sia un veicolo ottimale per le attività dei negozi, ma per una amministrazione comunale che vuole un centro vivo e attrattivo, lo deve essere. Solo per fare un esempio, la vicina Santa Maria di Sala oltre a diverse manifestazioni in villa Farsetti, tra cui alcune “strappate a Mirano”, quest’anno è riuscita ad ospitare un arrivo di tappa del Giro D’Ita-

lia. Non ultimo poi il trasferimento di un rinomato locale della nostra piazza che ha deciso di aprire nel comune salese. Purtroppo siamo negli anni in cui un comune deve scegliere se “vivere” o “morire”. Un centro storico come Mirano, con quasi 30 mila abitanti e al perfetto centro tra le tre provincie limitrofe, deve vivere, deve essere punto di riferimento per molti ma soprattutto per i propri cittadini, dando quella popolarità e quella ricchezza di attività che possa in qualche modo fare da contraltare alla predominanza di centri commerciali. Dobbiamo essere in grado di attrarre servizi e nuove attività, solo così possiamo garantire un buon livello di vita ai miranesi. Abbiamo più volte criticato il fatto che questa amministrazione si è lasciata sfuggire importanti enti e servizi da Mirano: le scuole Enaip, gli uffici Inps, il centro Antalgik, il Consorzio Acque Risorgive, l’Università di infermieristica, tutti persi negli ultimi due anni. Se ora iniziano a mancare anche gli eventi di richiamo del territorio il rischio è che il centro di Mirano e tutto il comune di Mirano perda definitivamente centralità verso un abbandono progressivo. Camminando per la piazza e le vie vicine è facile trovare

vetrine e uffici con il cartello “affittasi”, cosa quasi improbabile solo qualche anno fa. Un centro attrattivo porta più sicurezza, più lavoro, più cura delle proprie piazze e vie, al contrario un centro abbandonato porta chiusura dei negozi, poca cura degli spazi comuni e pochi investimenti. Questa amministrazione, che non è intervenuta su niente neanche con semplici dichiarazioni pubbliche, o si sveglia dal profondo sonno che sembra essere ricaduta o lascia la guida della città, il tempo è prezioso, non possiamo permetterci di perdere Mirano!

Andrea Tomaello – Matteo Cappelletto andrea.tomaello@comune.mirano.ve.it matteo.cappelletto@comune.mirano.ve.it Consiglieri comunali Lega Mirano

PARCHI PARCHI E ANCORA PARCHI, STIAMO FACENDO LE SCELTE GIUSTE? È notizia di qualche mese fa che all’interno del PAT (piano assetto del territorio) il documento che andrà a disciplinare Mirano per i prossimi anni, è prevista la costruzione di un nuovo “parco agrourbano” tra le vie Villafranca e Miranese. Non si è ancora capito con che soldi anche se è abbastanza facile da ipotizzare dal momento che sono previste delle costruzioni abitative in questi spazi, e non si è capito neanche come si esproprieranno (se lo si farà) i privati che attualmente detengono i terreni. Chiariamo fin da subito che l’intenzione di costruire un parco è sempre una buona anzi ottima cosa, soprattutto in questi anni di cementificazione pressante. Mirano è uno dei comuni con più verde della provincia, ma molti di noi, quando capita di avere una calda domenica libera, scelgono di andare a Mestre piuttosto che a Martellago o Stra. È un segnale a nostro avviso della incapacità di sfruttare a pieno le nostre potenzialità. Sfruttare potrebbe sembrare un termine negativo abbinato alla natura, ma invece può diventare positivo se lo si accosta alla possibilità per i cittadini miranesi di rimanere nel territorio e passare

il pomeriggio nei parchi, boschi o giardini di Mirano. È recente la proposta di alcune associazioni ambientaliste affiancate da numerosi cittadini per “allargare” l’attuale bosco del Parauro tramite l’acquisto da parte del Comune dei terreni vicini ora in capo al Mariutto. La cosa sembrava subito destinata a rimanere un fantasioso sogno a causa del spaventoso costo, invece con il continuo sollecito di cittadini, associazioni e forze politiche, l’amministrazione comunale ha deciso di chiedere una proroga del blocco alla vendita dei terreni; richiesta accolta dal Mariutto che inizialmente li aveva bloccati fino al 2 settembre. Ora che si fa? Dal canto nostro siamo consapevoli che non è una partita facile, ma cerchiamo anche di formulare ipotesi rimanendo sempre con i piedi ben saldi per terra. Bisogna prima di tutto capire cosa fare degli attuali spazi verdi, quali destinati al gioco, quali al calpestio, quali invece da tutelare; in un secondo momento renderli attrattivi con attività sportive, culturali, di svago e poterli fruire in totale serenità. Solo sistemati gli esistenti possiamo

iniziare a ipotizzare nuovi spazi verdi. L’ampliamento del Parauro è un’ottima idea, rappresenterebbe un nuovo polmone verde di vitale importanza ai giorni d’oggi. Come anticipato inizialmente siamo diffidenti alla costruzione del parco agrourbano ma allora ci domandiamo: perché se ci sono risorse per questo parco, non ci dovrebbero essere per l’ampliamento del Parauro? Sono domande che ci siamo posti e una volta completato il Pat con il piano degli interventi vorremmo porre all’amministrazione. Il nostro obbiettivo è dare la possibilità ai cittadini di Mirano di usare nel miglior modo possibile quelle strutture e quei servizi che abbiamo e che rischiano il totale abbandono se non ce ne facciamo carico in tempi brevi. Andrea Tomaello (andrea.tomaello@comune.mirano.ve.it) Matteo Cappelletto (matteo.cappelletto@comune.mirano.ve.it)

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La Gastronomia GALLO Grande avvenimento domenica 16 giugno u.s. a Mirano, in via Cavin di Sala, fronte impianti sportivi. E’ stata ampliata e inaugurata la “Gastronomia Gallo”, alla presenza della Sindaca Maria Rosa Pavanello e di altre autorità, molto apprezzata è stata la presenza al completo della Sezione Bersaglieri, di cui Antonio fa parte. A fare gli onori di casa, tutta la famiglia guidata da Gallo Antonio, fondatore della Macelleria – Gastronomia. Molto commovente la cerimonia di apertura con l’alza bandiera e il silenzio fuori Ordinanza, con i Bersaglieri e tutti i presenti sull’attenti, a fare da cornice a questo avvenimento. Commovente è stato il momento rappresentato dall’Inno Nazionale “Fratelli d’Italia” la bandiera italiana veniva issata dai due nipoti di Antonio; Giovanni e Nicolas. Al termine dell’Inno Nazionale, la sez. Bersaglieri di Mirano consegnava, ad Antonio Gallo, una targa a ricordo di questo avvenimento. Subito dopo la cerimonia, Antonio Gallo, sempre accompagnato dalla consorte e dai figli Gilberto e Loris con le rispettive mogli, ha illustrato a tutti la nuova realtà, realizzata nel retro della Gastronomia; un grande parco con tappeto di erba verde, con tavoli in legno, panche e sedie, ombrelloni, giochi per bambini, dove le Associazioni, i Gruppi, possono organizzare incontri, feste di compleanno, eventi vari con la possibilità di pranzare o cenare all’aperto. Una bella realtà, che non si trova nelle vicinanze e questo grazie proprio alla famiglia Gallo, che da 50^ anni opera nella macelleria e Gastronomia. Ha fatto e farà assaporare aromi invitanti, ai molti clienti, vecchi e nuovi, che potranno godere come sempre non solo della carne ma soprattutto della bontà della stessa. Dopo la presentazione dell’opera, i presenti hanno effettuato una visita guidata con l’illustrazione delle varie stanze e dei reparti, e di tutte le nuove attrezzature, atte a migliorare la qualità della cucina. Al termine della visita, Antonio ha rivolto ai presenti un grazie per la loro presenza ed in particolare per tutti i collaboratori, che per giorni hanno dedicato tempo e ore, per la buona riuscita della manifestazione. La “GASTRONOMIA” Gallo Vi invita a visitare ed assaggiare ed acquistare le loro specialità, in un ambiente nuovo e accogliente, e potrai così trascorrere in tranquillità, dei momenti felici con la famiglia e gli amici. Paolo Trevisanato

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“COMMISIONE CONTROLLO E GARANZIA”

Lo Statuto Comunale prevede che per l’esercizio delle proprie attribuzioni il Consiglio si avvalga del lavoro fondamentale delle Commissioni consiliari. Il Regolamento del Consiglio Comunale, al quale viene demandato il compito di prevederne il numero, le funzioni e l’organizzazione, individua cinque commissioni permanenti formate ciascuna da cinque consiglieri. La quinta commissione permanente è denominata Controllo e garanzia ed ha il compito di “favorire e vigilare l’applicazione del principio di buon andamento per ciò che concerne l’attività del Consiglio comunale”. Lunedì 15 luglio 2019 alle ore 18.30, nel pieno rispetto dei tempi e modi previsti dal Regolamento, il sottoscritto in qualità di Presidente ha convocato la Commissione Controllo e garanzia per la discussione del seguente O.d.G.: 1 - verifica dell’applicazione del regolamento dei controlli interni (D.C.C. 4/13); 2 - parere Collegio revisori del conto su D.C.C. 53/17; 3 - Statuto comunale, art. 66 – Diritto di petizione; 4 - Regolamento del Consiglio comunale, art 24 – interrogazioni (tempi di discussione); 5 - D.C.C. 85/2014 – Convenzione fra il Comune di Mirano e l’Unione dei Comuni del Miranese; 6 - varie ed eventuali.

Alla seduta hanno partecipato i componenti di minoranza Giorgio Babato (Presidente) e Antonio Milan e per la maggioranza Federica Pavanello. Erano presenti la Presidente del Consiglio Renata Cibin, i capi gruppo di minoranza Lazzarini Marco e Maria Giovanna Boldrin e come uditore l’ex vice sindaco Annamaria Tomaello. Come da regolamento la convocazione è stata indirizzata, oltre ai componenti, anche al Segretario Comunale, al Sindaco e a tutti i capigruppo delle forze politiche presenti in consiglio indicando i punti all’ordine del giorno che richiedevano alla maggioranza risposte precise e puntuali sul ripetersi da tempo di inadempimenti da parte di questa amministrazione di importanti norme e regolamenti comunali in vigore. Così come funziona da sempre per tutte le commissioni consiliari, a fronte delle assenze delle due componenti del Partito Democratico, il PD stesso che governa Mirano non ha inviato nessun sostituto, come accade invece generalmente nelle altre commissioni ogniqualvolta un suo componente abbia un impedimento a partecipare. Il fatto costituisce in sé una grave violazione dell’art. 28 che prevede tra i “doveri ed obblighi” dei consiglieri, in particolare quelli di maggioranza, il “dovere di partecipazione” alle sedute delle Commissioni consiliari. Pur avendo ricevuto la convocazione, in quanto in indirizzo, erano assenti anche il Sindaco, il Segretario comunale e gli altri dirigenti comunali. L’assenza dei rappresentanti della maggioranza e dei vertici amministrativi, pur consapevoli della necessità di dover affrontare questioni di carattere amministrativo regolamentare ben precise e con risvolti politici di indubbia rilevanza, ha impedito di approfondire 4 dei 5 punti all’ordine del giorno. Infatti, al Presidente Babato, che ha illustrato i punti posti all’ordine del giorno, non sono state fornite da parte dei rappresentanti presenti della maggioranza le spiegazioni

richieste. In particolare, con riferimento al primo punto all'ordine del giorno, nonostante dal 2013 sia in vigore il “Regolamento dei controlli interni” che prevede appunto lo svolgimento di controlli preventivi di regolarità amministrativa e contabile, controlli sugli equilibri finanziari, controlli strategici e controlli sulla qualità dei servizi con comunicazioni obbligatorie semestrali degli esiti anche al consiglio comunale, è emerso che queste comunicazioni ad oggi non sono mai avvenute. Il punto 2 è stato rinviato perché i presenti della maggioranza non sono stati in grado di dare alcuna informazione sulla richiesta di spiegazioni da parte di Babato dell’assenza del parere dei revisori del conto su una delibera portata in approvazione in consiglio comunale nel 2017 dalla maggioranza. Il punto3 aveva l’obiettivo di chiarire l’applicazione dell’art. 66 dello Statuto comunale che prevede precisi adempimenti con riferimento alle petizioni ed in particolare a quella presentata per l’ampliamento del bosco del Parauro. Dalla scarsa discussione emersa non è risultata alcuna convocazione della competente commissione, come stabilito invece dallo Statuto comunale. Anche per il punto 5 i rappresentanti della maggioranza presenti non sono stati in grado di dare alcuna spiegazione ed informazione sulla ripetuta mancanza, dal 2015 da parte del Sindaco, di “assicurare costantemente le informazioni al Consiglio sull’attività dell’Unione dei Comuni” come espressamente previsto dall’art. 15 della relativa convenzione approvata in consiglio comunale. Anche in questo caso risulta che il Sindaco non ha mai riferito nulla di sua iniziativa al consiglio pur sapendo quanto sia travagliato il percorso dell’Unione dei comuni che ha registrato l’uscita del Comune di Santa Maria di Sala e continue difficoltà gestionali che dal 2015 si apprendono esclusivamente dalla stampa. Solo rispetto al punto 4, è stato appurato che durante la discussione di un punto all’ordine del

giorno di un consiglio comunale, al consigliere Babato non è stato concesso il tempo previsto da Regolamento art. 24 comma 4 per fare il proprio intervento. Constatare questo fatto estremamente grave di negazione dei tempi previsti per la discussione di istanze e di argomenti in nome e per conto dei cittadini, sommati all’incapacità di dare risposte sul corretto funzionamento dell’amministrazione comunale, emerge una situazione estremamente imbarazzante di difficoltà della maggioranza ad adempiere ai propri doveri. Ulteriore aggravante è data dal fatto che queste carenze erano già state più volte segnalate dal sottoscritto in passato. E’ evidente che spetta alla maggioranza che amministra il Comune organizzarsi per dare una risposta alle importanti questioni poste all’ordine del giorno della Commissione, a garanzia prima di tutto dei cittadini, tuttavia questo non è avvenuto. Gestire l’amministrazione senza avere rispetto dei regolamenti comunali vigenti e degli organi istituzionali previsti dall’ordinamento normativo, in particolare della Commissione Controllo e garanzia, previsti proprio a tutela dei cittadini, dimostra chiaramente le fortissime lacune dell’attuale amministrazione nel governare Mirano.

Giorgio Babato Consigliere Comunale - Presidente Commissione Controllo e garanzia

La Città Metropolitana di Venezia prenderà in carico Via Porara

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A Mirano l’aria sta cambiando! Via Porara, che negli ultimi quindici anni è stata una strada praticamente abbandonata, verrà presa in carico dalla Città Metropolitana di Venezia. Anni di problemi irrisolti e di immobilismo della maggioranza di sinistra sul fronte delle opere complementari al Passante di Mestre interrotto solamente dalla scelta della “strada del contenzioso, rinunciando al metodo collaborativo” con gli altri organi sovracomunali (parole contenute nella lettera inviata dall’ Avvocatura regionale al Comune di Mirano ad agosto del 2017) avevano portato Mirano a perdere il ricorso e ad avere il triste primato di unico Comune a non aver realizzato alcuna opera complementare, pur subendone il tracciato più lungo e risultando pertanto il comune maggiormente penalizzato rispetto agli altri. Ora infatti, grazie alla Regione Veneto, alla Città Metropolitana e alla CAV S.p.a inizia una nuova stagione per Mirano: Anas finanzierà la sistemazione di Via Porara con 1,2 milioni di euro, CAV eseguirà i lavori e la Città Metropolitana di Venezia prenderà in carico la strada.

Il progetto prevede la riconfigurazione della carreggiata, il rifacimento della pavimentazione e della segnaletica orizzontale, un nuovo impianto di illuminazione e la ridefinizione e messa in sicurezza della pista ciclabile. Verranno inoltre realizzati due impianti semaforici in corrispondenza dell’incrocio con via Jacopo Da Bassano e con la laterale ovest di via Vetrego (a sud dello scolo Sezenego), per consentire l’immissione in sicurezza su via Porara e via Vetrego e, contestualmente, l’attraversamento dei pedoni. Infine verranno riconfigurate e messe in sicurezza le rotatorie presenti: quella di viale Venezia e soprattutto quella tra via Porara, via Vetrego e via Caltana, teatro di ripetuti gravi incidenti stradali. La Regione Veneto, sempre nella stessa Delibera della Giunta Regionale del Veneto n. 2054 del 28 dicembre 2018, chiede al Comune di Mirano di utilizzare i “387.000,00 euro già stanziati ed impegnati con decreto regionale n. 152 del 17.06.2011 per la progettazione della pista ciclabile fra Mirano e Scaltenigo” e si impegna “a finanziarla nel corso del 2019, a fronte della presen-

tazione della progettazione definitiva che verrà redatta dal Comune, per un importo massimo pari ad € 2.400.000,00”. Inoltre, si impegna “a promuovere l'intervento di CAV S.p.a., di cui la Regione è socia al 50%, affinché entro il 2019 CAV stessa destini alla realizzazione di un impianto sportivo - a Vetrego - in Comune di Mirano la somma complessiva di € 1.000.000,00, quale opera compensativa alla realizzazione del Passante di Mestre”. A proposito della pista ciclabile di Scaltenigo, ad inizio 2018 l’amministrazione comunale aveva perfino bocciato l’emendamento al Bilancio presentato dal sottoscritto in consiglio comunale di Mirano che prevedeva di utilizzare proprio i 387.000 euro a disposizione dell’amministrazione di Mirano addirittura dal 2011. Ora è la stessa delibera regionale a chiedere che questi soldi siano spesi. A completare il quadro delle opere nel territorio miranese è l’inserimento nei piani finanziari della Città Metropolitana di Venezia della pista ciclabile di via Caltana. Una pista ciclabile che dal centro di Scaltenigo arriverà alla località Madonna Mora sulla Noalese rendendo più sicura

una strada che negli anni è stata teatro di numerosi incidenti. Il costo dell’opera, circa 6 milioni di euro, sarà diviso tra Città Metropolitana, che erogherà la somma più consistente, Comune di Mirano e Comune di Santa Maria di Sala. Per quanto riguarda Mirano, lo stanziamento previsto è di circa 1,5 milioni. Pur rappresentando da anni una priorità per il territorio, solo il mio impegno e determinazione hanno permesso nel 2018 di inserire l’opera tra le prime ad essere realizzate nella terraferma quando, tra l’altro, nessuno (nemmeno l’amministrazione comunale di Mirano!) in quel momento ha appoggiato la mia richiesta, fatta eccezione per una petizione dei genitori degli alunni delle scuole di Scaltenigo. Questi sono i frutti dell’impegno del sottoscritto che, dopo i primi due anni di fase costituente della neonata Città Metropolitana di Venezia, ha fatto sì che tra i primi provvedimenti riguardanti opere infrastrutturali per il territorio fosse messo ai primi posti proprio il Comune di Mirano. Giorgio Babato Consigliere Città Metropolitana di Venezia


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MANCATI PROVVEDIMENTI SULL'INQUINAMENTO ACUSTICO-AMBIENTALE E SULLA SICUREZZA STRADALE DI VIA VITTORIA MIRANO Il comitato Via Vittoria denuncia, agli Enti Pubblici, la grave situazione del traffico veicolare in Via Vittoria con il conseguente inquinamento acustico, ambientale e la mancata esecuzione delle misure correttive già definite in innumerevoli programmi e accordi, IN PRIMIS nell'Accordo di Programma del Passante, ai sensi dell'art.34 del Lgs 267/2000, del 32 della L.R.n.35/2001, redatto l'anno 2008. Il punto 8 di tale accordo dichiara chiaramente che “Riconoscendo che il territorio di Mirano risulta fortemente segnato dalla realizzazione del passante e che ciò determinerà un ulteriore peggioramento della viabilità nel territorio di Mirano con particolare riguardo al “quandrante nord” e quadrante ovest in cui è compresa Via Vittoria, la regione Veneto e la Provincia confermano l'inserimento nella programmazione regionale (Area di inservibilità del Piano triennale della Viabilità regionale redatto ex.Art.95 della LR n.11/2001) delle previsioni di spesa non inferiori a 19 milioni di Euro, destinati alla RIDUZIONE DEL TRAFFICO di ATTRAVERSAMENTO E AL CONTRASTO DEI SUOI EFFETTI NEGATIVI SULLA QUALITÀ URBANA DEL TERRITORIO DI MIRANO. LA REGIONE VENETO, LA PROVINCIA DI VENEZIA, IL COMUNE DI MIRANO ED IL COMMISSARIO DELEGATO CONCORDANO SULLA NECESSITA' DI DOTARSI PER L'AREA DI UN PIANO DELLA VIABILITA', predisposto ad opera della provincia di Venezia in coordinamento con i comuni interessati ed in coerenza delle indicazioni del progetto adottato del PTCP....” Si allega documento. Dal 2008 ad oggi, nessuna somma dei 19 milioni di Euro è stata destinata ad attuare i sopracitati interventi in Via Vittoria. Perché? Considerando inoltre che: - Mirano è collocato nel Triangolo Padova –Treviso - Venezia - Via Vittoria è una STRADA URBANA di QUARTIERE di tipo E che paradossalmente conta: centinaia di abitazioni fronte strada e in strade in immissione, 180 passi carrai, 28 intersezioni a raso, rotatoria con inserzione 6 strade, esercizi pubblici (tra cui una scuola elementare) e privati, cimitero, patronato, teatro, studi medici, farmacia ecc...

- Il TRAFFICO è aumentato in modo esponenziale, insostenibile e incontrollato - La sicurezza ciclo-pedonale è precaria per svariati aspetti, vedi 6 strade in immissione in rotatoria, attraversamenti pedonali non protetti lungo tutta Via Vittoria, segnaletica carente, transito ciclo pedonale non sicuro - L'Alta Velocità, transito di mezzi pesanti e corriere fuori servizio sono incontrollati - Il manto stradale è consunto e dissestato da far tremare le abitazioni al passaggio dei veicoli. Alla luce di tutto ciò il comitato Via Vittoria ha avanzato una battaglia che dura decenni atta ad ottenere la tutela della salute e della sicurezza dei cittadini residenti che sembra essere stata ignorata dalle amministrazioni responsabili e competenti e continua ad essere ignorata nonostante la gravità dell'aumento del traffico. Considerato che il Sindaco è responsabile della salute e della sicurezza dei cittadini e considerati i seguenti articoli di legge: - ART.36 del nuovo codice della stradale del 10/09/93 - LEGGE REGIONALE del 20/03/98 N°12 disposizioni in materia di inquinamento acustico - LEGGE 349/86 relativa alla determinazione dei limiti massimi di accertabilità delle concentrazioni e dei limiti massimi di esposizioni agli inquinanti - LEGGE 413/97 relativa ai criteri ambientali e sanitari per l'adozione di misure per la limitazione della circolazione ai fini della prevenzione dall'inquinamento atmosferico - DIRETTIVA EUROPEA 96/92 CEE per la tutela della qualità dell'aria - DECRETO 23/10/98 relativo all'individuazione dei criteri ambientali e sanitari in base ai quali i sindaci devono adottare misure di limitazione della circolazione - DECRETO 20/05/91 in merito al controllo dell'inquinamento atmosferico ed alla realizzazione dei piani di risanamento della qualità dell'aria, si denuncia il fatto che sono state IGNORATE LE ISTANZE E LE RICHIESTE DI RILEVAMENTI DI INQUINAMENTO ACUSTICO E ATMOSFERICO di cui si allega documento. E soprattutto si denuncia la NON REALIZZAZIONE del logico COMPLETAMENTO della PROVINCIALE 81, pro-

getto del fu sindaco Giancarlo Tonolo e Masaro Argeo, la cui realizzazione è iniziata negli anni 70 e mai completata dalle amministrazioni successive. E' grazie soprattutto alla loro amministrazione, durata due mandati, che Mirano si è distinta in bellezza e qualità che alcune delle successive amministrazioni non hanno saputo mantenere. PERCHE'non è mai stato completato il loro progetto, considerato che è stata messa anche una targa in onore della memoria di questi 2 insigni amministratori? La lungimirante opera lasciataci in eredità è la soluzione più semplice e oltretutto già pronta per sgravare il traffico di attraversamento di cui Via Vittoria è direttamente e maggiormente colpita, portando anche beneficio, indirettamente, a tutte le strade connesse. Ci si chiede “a cosa siano serviti tutti i soldi spesi per i vari piani del traffico” (vedi Vido, Vittadini, Doria, Pacchiani, Trevisan , Manchiaro) dal momento che la situazione è rimasta invariata rispetto all'anno 1993 in cui il piano Vido conclama “L'analisi dei flussi di attraversamento ha evidenziato la forte attrattività che Mirano esercita in tutte le direzioni, soprattutto ad est in direzione di Spinea e Mestre e viceversa, ove supera il 60% dei transiti con una forte componente pendolare.... Il sistema tangenziale Sud (Provinciale 81) invece assolve in modo ottimale la duplice funzione di circonvalazione e di asse di distribuzione indirizzando nelle diverse direzioni sia traffici provenienti da sud (via Scaltenigo e Taglio) che quelli in attraversamento lungo la direttrice est-ovest”. Ci si chiede se l'attuale piano Pacchiani Bortolato “abbia la volontà di assolvere il dovere” e di applicare le su citate leggi sulla tutela della salute e sicurezza del cittadino indi sui provvedimenti atti a diminuire l'inquinamento acustico/ambientale ed il traffico urbano di quartiere, evitando soluzioni sbrigative e peggiorative (vedi rotatorie che non farebbero altro che aumentare il flusso del traffico e arrecare ulteriori danni ai residenti già fortemente penalizzati). Via Vittoria completamente abbandonata a se stessa non vuole restare “LA STRADA DELL'OBLIO”. Maria Luisa Bortoletti

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L’immobilismo a Mirano e’ ormai una costante: non ci sono opere pubbliche e non migliorano i servizi alla collettività (no strade, no illuminazione, no eliminazione barriere architettoniche, ecc. , l’unica opera costruita in un anno e mezzo, e costata circa 180.000 Euro, è l’ascensore in Municipio, che è piccolo, e se un disabile ha una carrozzina un po’ più larga non riesce neppure ad entrarci!). Nonostante siano finiti i tempi delle vacche magre e il Comune abbia buone capacità di spesa, ci guardiamo intorno e vediamo degrado e decadenza, non solo d’immobili di privati (vedi Molini di sotto) ma anche di molti immobili comunali, da tempo chiusi ed inutilizzati, che dovrebbero invece essere stati riadattati e riportati a nuove funzioni pubbliche. Gli esempi che saltano agli occhi sono, tra gli altri, per citarne alcuni, la ex-sede della Polizia Municipale in via Macello, il Centro Civico di Scaltenigo, l’ex-Liceo Classico in via della Vittoria, ecc., (presto dovrebbe esserci anche la ex-Scuola Petrarca, oggi sede di Scienze Infermieristiche, ma in via di dismissione). Quali sono le progettualità per queste strutture? Il Centro Civico di Scaltenigo e l’ex-Liceo versano ormai da tantissimi anni nel degrado e sono inagibili per infiltrazioni d’acqua e mancanza di manutenzione e qui si è chiuso il discorso. La ex-sede dei Vigili in via Macello, centralissima, di pregio e in buonissimo stato ( manca solo il piano anti-incendio), resta chiusa, dopo che non si è utilizzata per i Carabinieri della vicina caserma e non è neppure stata concessa alle associazioni, che lamentano sempre mancanza di spazi. Riteniamo molto grave e colpevole che si continui a rinviare un progetto di sistemazione e utilizzo di questi preziosi spazi comunali! Perché per esempio, non si pensa di utilizzare l’immobile di via Macello come archivio comunale? Perché continuiamo a pagare affitti a società e strutture private, quando potremmo avere un archivio funzionale (specie quello storico) proprio in via Macello, con possibilità di accesso al pubblico e senza barriere architettoniche visto che è situato al solo piano terra. In passato se ne era discusso, ma

ora tutto tace e niente è dato di sapere, se non che si ritorna a parlare di sistemare l’archivio in viale delle Rimembranze, nella ex-sede SIP......, ma questa è un’altra storia di cui merita parlare a parte! Quando pensiamo ai luoghi di Mirano in forte degrado, il pensiero va ai Mulini di Sotto perché danno una brutta immagine del centro, essendo da via Barche una delle porte d’accesso alla piazza. Subito si punta il dito sui privati che non provvedono al recupero, ma ci sono anche altre situazioni che potrebbero e dovrebbero essere risanate! Mi riferisco ai Giardini di viale delle Rimembranze e alla struttura della ex-SIP, di recente acquistata da un privato. Da qualche tempo si vocifera che il Comune abbia messo una cifra a bilancio, perché intende riacquistare questo immobile per adibirlo ad archivio comunale. Ricordiamo che, qualche anno fa la Telecom (ex-SIP), ne aveva proposto l’acquisizione al Comune, ma non se ne fece nulla perché allora non c’era alcuna disponibilità economica; dopo qualche tempo venimmo a conoscenza che era stata acquistata da un privato! Agli inizi degli anni ‘60, quando ancora non c’era molta attenzione al recupero del patrimonio storico, il Comune di Mirano concesse all’allora SIP (Società dei telefoni che, con il boom economico, era in piena espansione) autorizzazione a costruire una sede in viale delle Rimembranze, perché era di particolare interesse per il paese avere la centrale telefonica a Mirano. Il diritto di superficie prevedeva che la SIP la costruisse, con un vincolo all’utilizzo della struttura a fini sociali. Cosa sia avvenuto negli anni non è ben chiaro! È certo che una legge del 1926 (n.559 del 21 marzo 1926), stabilisce che tutti i viali, i parchi e i luoghi delle Rimembranze siano pubblici monumenti! E, come tali, ci dovrebbe essere l’inedificabilità! Se ora l’immobile è stato venduto ad un privato, significa che tutti i passaggi erano stati fatti e l’acquisizione è un diritto sacrosanto. Ciò che noi contestiamo al Comune è la poca attenzione a questo luogo e la scarsa volontà, per il passato, di abbattere una sede che si è sempre presentata come un “pugno sull’oc-

chio” per i giardini della Villa Tessier e per il retro del Municipio. Più volte il nostro gruppo e varie associazioni ambientaliste hanno auspicato l’unificazione dei giardini con il parco di Villa Tessier (pure di proprietà pubblica) e di dare nuovo decoro al luogo che conserva il bell’ingresso monumentale, il viale di querce con statue antiche, e soprattutto il Monumento ai Caduti (solamente negli ultimi anni per volontà e merito delle associazioni Combattenti e Reduci e Bersaglieri, ecc., il Monumento è stato ripulito ed i nostri caduti sono tornati ad essere simbolo della libertà; per il passato, il Monumento era stato troppo dimenticato). Ora ci spiace dover sentire che l’Amministrazione pensa di utilizzare la casetta SIP per adibirla ad archivio comunale! L’unica cosa seria da fare è abbattere quella struttura e concedere al privato, che ha pieno diritto della proprietà, un giusto risarcimento con l’assegnazione di un volume da costruire in altra località e/o da vendere sul libero mercato! Ricordiamo nuovamente al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio tutto, che le leggi regionali prevedono per i Comuni di eliminare le opere edilizie incongrue! Con l’utilizzo della casetta ex-SIP, si perpetuerebbe l’uso improprio del sito e di una struttura che deve essere demolita. Errare è umano, perseverare è diabolico!

Annamaria Tomaello coordinatrice Coordinatrice “INSIEME PER IL BENE COMUNE”


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FILARMONICA DI MIRANO dieci anni di attività nella Casa della Musica Sono passati 10 anni da quel piovoso sabato 27 giugno 2009, giorno dell’inaugurazione della Casa della Musica, sede della Filarmonica di Mirano. La storica associazione miranese, la cui attività si articola principalmente in tre settori, banda cittadina, scuola di musica e junior band, da allora ha mantenuto costante il proprio impegno musicale, in un crescendo di qualità e apprezzamento. A distanza di un decennio, la Casa della Musica si può definire un positivo esempio di investimento sulla cultura e sull’immagine della città i cui buoni frutti si sono potuti via via apprezzare in modo concreto nel corso degli anni. UN PO’ DI NUMERI. In questi ultimi 10 anni sono stati effettuati quasi 100 concerti (all’aperto e al chiuso, a Mirano, fuori Mirano e all’estero), oltre 130 sfilate (cerimonie civili, religiose e Carnevale) e oltre 800 prove serali; l’organico della banda è costituito mediamente da 50/55 elementi mentre gli iscritti all’associazione si sono ormai attestati intorno alle 200 unità tra musicisti, insegnanti, allievi dei corsi musicali, collaboratori e sostenitori. LA BANDA. In questi 10 anni la direzione musicale non è variata (dal 1992 è diretta con grande impegno e passione dal M° Ste-

fano Corrò) mentre il repertorio musicale si è arricchito comprendendo più di mille titoli (brani originali per banda, opere liriche e sinfoniche, colonne sonore di film, jazz/ swing/blues/soul, rock, latino-americano, pop/leggera). Ormai le "compagini musicali di paese che andavano ad allietare le manifestazioni civili e religiose" si sono trasformate in vere e proprie orchestre di fiati e percussioni che permettono una diffusione capillare della cultura musicale; la variegata tipologia di musica proposta dalle bande va un po' a compensare quella fruizione musicale odierna, spesso superficiale e troppo legata a logiche commerciali e di immediato consumo. Lo si può definire come un vero e proprio canale di comunicazione alternativo a radio e tv, con la prerogativa però di offrire un ascolto (dal vivo) su un orizzonte musicale molto più ampio. Le prossime esibizioni in programma sono le sfilate del 3 novembre a Mirano (celebrazione "4 Novembre"), e del 10 novembre (Gioco Dell'Oca a Mirano) e i tradizionali concerti di fine anno (21 novembre Concerto di Santa Cecilia e 19 dicembre Concerto di Natale, entrambi presso il Teatro Comunale Mirano; il 22 dicembre Concerto dell’Immacolata presso la sala polivalente di S. Leopoldo Mandic Mirano). Ulteriori informazioni e aggiornamenti nel sito: www.filarmonicadimirano.com

SCUOLA DI MUSICA. La scuola di musica "Allegro con brio" è nata per formare nuovi allievi che possano poi proseguire la propria attività musicale nella banda; proprio in occasione del concerto per la “Festa della musica”, tenutosi il 29 giugno presso la Casa della Musica, si sono esibiti per la prima volta 5 giovani allievi. I corsi proposti sono i seguenti: propedeutica musicale, teoria e solfeggio, flauto traverso, bassotuba, tromba, trombone, corno francese, sax, clarinetto, percussioni, chitarra, pianoforte, canto moderno e lirico, laboratori musica d’insieme. Tutti i corsi musicali sono a carattere teorico-pratico con saggio pubblico e prove d’esame a fine anno scolastico; alla conclusione positiva del primo triennio verrà rilasciato, mediante esame, un diploma di frequenza e di qualifica; viene inoltre incoraggiata e facilitata la scelta di alcuni strumenti musicali mettendoli gratuitamente a disposizione dell’allievo. Le iscrizioni per l’anno scolastico 2019/2020 si apriranno a settembre (informazioni presso la segreteria della Filarmonica, il martedì e giovedì dalle ore 9.00 alle ore 12.00, Casa della Musica di Mirano in Via Gramsci, 106 tel. e fax 041.432596 e-mail: filarmonica.mirano@gmail.com). Giovanni Bertoldo

L’Istituto Agrario “8 Marzo K. Lorenz” ha compiuto 50 anni di Vita L’Istituto Agrario “8 Marzo K. Lorenz” è conosciuto e affermato non solo nel territorio del Miranese. Le sue iniziative e i suoi programmi ed eventi didattici sono conosciuti ed apprezzati, anche a livello Nazionale. Importante e significativa nel curriculum scolastico è l’alternanza Scuola lavoro, per la quale nell’arco dell’anno scolastico sono previste 400 ore. Tale attività permette agli alunni i seguenti obiettivi didattici: - Conoscenza del proprio territorio; - Acquisizione di competenze professionali; - Acquisizione di competenze traversali, come le capacità di relazionarsi con altri soggetti e di cooperare; - Opportunità di svolgere attività pratico operativo anche in ambiti non presenti nell’Istituto, come per esempio nei settori Zootecnici e agroindustriale;

- Miglioramento dell’autostima; - Possibilità di trovare un benessere generale nell’ambito dell’esperienze scolastiche; - Inoltre offre: Appartenenze per gli stessi docenti di aggiornarsi, stabilire contatti con altri soggetti; - Opportunità per l’Istituto stesso, per consolidare le relazioni con altri soggetti ed Enti nel Territorio e con le Aziende e le cooperative agricole e agroalimentari che vengono coinvolte. Il territorio la Regione Veneto dovrebbero essere riconoscenti e sostenere le qualificate proposte didattiche dell’Istituto “8 Marzo K. Lorenz”, perché esse sono fondamentali in questo periodo storico, in cui l’Agricoltura incontra e soffre evidenti difficoltà di vario ordine. Paolo Trevisanato

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IL CORO “CRODA ROSSA”, UN PROTAGONISTA STORICO DELLA CULTURA MIRANESE Continua intensa anche nel 2019 l’attività del coro “Croda Rossa”, diretto con passione da Gianni Ancilotto. Alla tradizionale “Rassegna primaverile”, che, ospitata quest’anno, il 25 maggio, nel Duomo di Mirano, con la presenza del “Coro Cadore”, diretto da Gian Victor Ruoso, e del “Coro di Celje”, diretto dal Maestro Primož Leskovec, ha consentito, come avviene ormai da decenni, di incontrare cori provenienti da realtà territorialmente diverse, ha fatto seguito il 28 luglio la significativa partecipazione all’evento “Canti in campo”, organizzato a Cima Campo di Arsiè, nella suggestiva cornice di Forte Leone. Il 4 ottobre, alle ore 20.00, il coro, nel chiostro della chiesa di San Leopoldo a Mirano, sarà protagonista di un concerto sul tema dell’Ambiente, toccando temi che si collegano allo spirito del testo di Papa Francesco Laudato si’, recentemente edito. Il 6 ottobre, negli spazi del Patronato Pio X, all’interno dell’evento “Solo per amicizia”, organizzato dalla comunità di Mirano, con il protagonismo degli alunni delle scuole materne ed elementari che presenteranno i loro lavori e con la collaborazione dei gruppi socialmente attivi nel territorio, vedrà ancora una volta la presenza del coro “Croda Rossa”, in una giornata dedicata alla conoscenza ed alla valorizzazione delle presenze culturali di diversa origine, che interagiscono ormai stabilmente nel nostro territorio, a cominciare dal mondo della scuola. Seguirà, il 12 ottobre alle ore 20.30 a Bria-

na, la riproposta di una rappresentazione che fa parte, con gran successo, del repertorio del coro: “La nostra casa è il mondo”, canti ed immagini dell’emigrazione veneta del primo ‘900 in Brasile. La ricerca storico-fotografica sulla cui cornice si innestano le voci del coro è del prof. Aldo Celeghin. Il 9 novembre alle ore 20.30 a Stigliano verrà riproposto l’evento “La grande guerra sull’Altopiano di Asiago”, col protagonismo vocale del coro, su uno sfondo di immagini e di testi che sono ancora una volta il risultato della ricerca di Aldo Celeghin. L’8 dicembre il coro “Croda Rossa” sarà presente a Malcontenta per un Concerto di Natale. E, in fine, avrà luogo il 14 dicembre alle ore 20.30 nel Duomo di Mirano la 28° Rassegna di canti di Natale, assolutamente da non perdere! In vista dei festeggiamenti per il 50° anniversario della nascita del coro si sta inoltre lavorando alla costruzione di uno spettacolo multimediale che ribadisca il radicamento del coro Croda Rossa in quella realtà in cui si è da sempre identificato, e che ha a lungo rappresentato. L’obiettivo è quello di raccontare in “C’era una volta Mirano” la storia sociale del paese della prima metà del ‘900, basandosi su testi dei protagonisti di quella storia raccolti dalla viva voce dei parlanti da Gianna Marcato, sottolineandone l’efficacia narrativa con canti scelti da Gianni Ancilotto, che, allargando l’orizzonte, mostrino come la storia di un punto coincida con la storia sociale di un’e-

poca. Forse non è inutile sottolineare ancora una volta la valenza culturale di canti e melodie che si innestano fortemente nella cultura popolare, collegandosi ad eventi la cui incisività ha segnato a fondo intere comunità. Non a caso, in una recente intervista riportata dal Gazzettino, la giovane cantautrice Erica Boschiero, il cui repertorio folk sta riscuotendo gran successo, afferma che i nostri blues sono i cori degli alpini. L’osservazione è interessante se si pensa che noi oggi tenderemmo a sottovalutare e a guardare come cose che non hanno più molto da dirci i canti di montagna, di lavoro, di preghiera e di immersione nella natura che caratterizzano il repertorio dei nostri cori tradizionali, mentre siamo propensi a lasciarci andare al fascino di canti gospel e spiritual. E non riflettiamo abbastanza sul fatto che anche noi, in Veneto, in Italia, abbiamo i nostri blues, canti nati, come quelli di cui la tradizione afroamericana va molto orgogliosa, in un periodo difficile, che parlano spesso di guerra, ma senza inneggiarla mai. Sono canti di uomini che vivevano nelle trincee pensando alle loro donne, canti di donne che aspettavano il ritorno dei padri, dei mariti, dei figli, che raccontano l’accettazione del proprio destino, glorioso o sfortunato che sia. I repertori dei nostri cori, come tutta la musica popolare italiana che conobbe un momento di grande valorizzazione soprattutto negli anni ’60- ’70 del Novecento, si radicano in una tradizione orale che, col canto, ha sublimato e condiviso la tragicità e le gioie della vita. Sono canti rituali, canti narrativi, canti sociali, canti di compagnia, sono canti di montagna, perché la montagna si fa emblema del bisogno di immensità, di spiritualità, ma è anche lo scenario dei tremendi fatti di guerra, la “grande guerra”, che, travolgendo giovani vite di ogni provenienza, ha impresso un marchio profondo nella cultura popolare, sono canti in cui sentiamo riecheggiare oggi fatti apparentemente lontani, di amore, di sofferenza, di morte, di lavoro, o ridanciani sberleffi per momenti di gioia, che, al di là delle parole forse datate,

interpretano le nostre riflessioni sul presente, danno corpo a sensazioni universali, grazie alla magica coralità delle voci che danno musicalmente vita ai testi. Per questo non possiamo che dire grazie a quanti con generosità e bravura mantengono viva una tradizione di cui non possiamo trascurare l’importanza artistica e umana. Come non ricordare allora con compiacimento e soddisfazione che il coro “Croda Rossa”, così chiamato dal nome di una delle splendide vette dolomitiche, ha fin dall’inizio della sua attività, nel 1971, sviluppato un repertorio fatto di canti popolari e di montagna che si radicano con la loro armonia in quelle nicchie profonde e in quelle sensazioni, gioiose o drammatiche che l’umanità condivide da sempre? Da subito entrato nella storia di Mirano, grazie anche alla presenza di una figura quasi mitica per il paese, quella di Giancarlo Pellay, maestro e direttore didattico, fondatore del gruppo degli Scout, all’apporto di Gilberto Peguri, alla presenza di Vittorino Lazzari, ora organista del Duomo, al contributo di Giorgio Cavazzano, artista di fama internazionale, con la passione, la tenacia e l’impegno dei suoi protagonisti il coro Croda Rossa tiene viva una tradizione che è doveroso supportare. Se si decide di partecipare, anche solo come uditori, alle prove serali del martedì e del venerdì nella “Casa della musica” a Mirano si scopre la ricchezza vocale ed umana del gruppo. Diretto da Gianni Ancilotto, che con abile tenacia guida l’armonizzazione delle voci, il protagonismo di tenori primi, tenori secondi, baritoni e bassi, si fa musica, dà corpo a sensazioni e riflessioni avvolgenti. Perché non provare? Anche solo per capire ed ascoltare…o magari per decidere di voler diventare protagonisti del coro, aiutati dal maestro, con la semplicità, la passione e la competenza che lo caratterizzano, a scoprire e potenziare le proprie capacità. Il clima umano all’interno del coro è di assoluta accoglienza e simpatia. L’invito è rivolto a tutti. Perché non provare, per passare magari da simpatizzanti a protagonisti?

A.V.I.D. I FIORELLINI - UNICO OBIETTIVO SOLIDARIETÀ

L’A.V.I.D. e I Fiorellini sono due Associazioni di volontariato, che presentano due percorsi con un unico obiettivo: la solidarietà e il riscatto. Le due Associazioni sono sorte negli anni ’80 e ’90, e ancora operano, con notevoli risultati positivi, nel territorio del Miranese, per dare risposte a problematiche, presentate dalle persone in difficoltà. Nei primi anni, hanno cercato d’essere di supporto alle famiglie con persone “diversamente abili”. Poi, resosi consapevoli che la “diversità” non doveva giustificare l’esclusione del contesto sociale, hanno cercato, con iniziative appropriate, di inserire le persone in difficoltà nel vissuto comune del territorio, cercando di sviluppare e di far emergere tutte le loro abili-

tà. Attraverso le attività dei laboratori, le hanno aiutate a sentirsi capaci “di costruire e di fare”. E questo è avvenuto con i corsi, quali: formazione al computer, disegno e pittura, recitazione, canto ed educazione alla coralità, giochi finalizzati, ballo e musica ritmica, ecc.. Le due Associazioni hanno aiutato le persone in difficoltà e senza mezzi appropriati, mediante un servizio di trasporti, ed essere presenti e a collaborare nelle manifestazioni del territorio, come la partecipazione ad eventi, quali concerti, mostre, feste, gite, escursioni e ai soggiorni montani estivi e invernali. Con queste opportunità, sono stati stimolati a far proprio un percorso di socializzazione e di integrazione all’interno della comunità. Le due Associazioni sono riuscite, pure, in tali eventi a stimolare “gli altri”, ed accettare, a conoscere e ad aiutare le persone in difficoltà.

Tutti questi bellissimi e importanti risultati si sono ottenuti, per merito dei numerosi volontari delle due Associazioni. Il loro lavoro è stato ed è ancora prezioso per le persone in difficoltà, ma anche per loro stessi, perché nel volontariato spesso si riceve molto di più di quello che si dà. Una sola persona non può risolvere tutti i

problemi del mondo, ma può migliorare il piccolo angolo di mondo, in cui vive. Questo sia un invito a chi legge, per valorizzare se stesso, esprimendosi ed aiutando gli altri. Paolo Trevisanato


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SONO APERTE LE ISCRIZIONI La scuola di musica per tutti gli strumenti, per tutte le età e per tutte le esigenze una istituzione con oltre sessant’anni di affermazioni nazionali ed internazionali. La scuola che ha formato innumerevoli artisti di fama internazionale Una scuola pedagogicamente all’avanguardia, con programmi allineati a quelli conservatoriali, e in cui viene praticato ogni genere musicale: classico, jazz, rock, pop, con esami annuali per il rilascio di diplomi di autentico valore didattico.

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GLI ECCELLENTI RISULTATI DELL’ Anno Scolastico 2018/2019 L’Istituto Musicale Fancelli Boschello, fondato a Mirano nel 1951 dal Maestro Elio Boschello, rappresenta una realtà di assoluto rilievo nell’ambito della didattica musicale locale, regionale e senza dubbio nazionale. Migliaia di studenti, dalla sua fondazione ad oggi, si sono avvicinati alla musica suo tramite , e, grazie alla qualità dell’insegnamento in esso praticato, molti di essi sono oggi a loro volta didatti e musicisti di valore. Innumerevoli le manifestazioni, i concorsi e i concerti nazionali ed internazionali in cui, nella sua lunga storia, formazioni e singoli allievi della nostra Scuola hanno primeggiato. L’Istituto, oggi condotto dai figli del fondatore, anch’essi valenti musicisti e didatti, si caratterizza per la preparazione del selezionato corpo docente, costituito da professionisti di pluriennale esperienza, e per l’adozione di metodologie esclusive continuamente aggiornate, aspetti questi che ci mettono in grado di offrire qualunque grado di studio desiderato: dall’istruzione musicale di base, all’iniziazione amatoriale; dal dilettantismo meno esigente, pur tuttavia sempre supportato da un solido percorso formativo, al professionismo, fino al virtuosismo più evoluto. Viene naturalmente assecondata la scelta dell’allievo, sia per lo strumento, sia per la vocalità, e per il genere di musica, che può essere classica, pop, rock, jazz, latino americana, offrendo professionalità d’insegnamento per ciascun stile e per ogni esigenza.

Andrea Trevisan M° Somovigo CHITARRA CLASSICA

Matilde De Lorenzi M° Somovigo CHITARRA CLASSICA

Alessia Bettrone M° Mantegazzini PIANOFORTE

• 19° Concorso Internazionale di Occhiobello con un punteggio di 98/100 I Classificato

• 25° Concorso Nazionale “Giulio Rospigliosi” con un punteggio di 97/100 I Assoluta • Rassegna Piccoli Talenti Città di Belluno con un punteggio di 95/100 I Classificata • 12° Concorso Nazionale “Città di Piove di Sacco” con un punteggio di 95/100 I Classificata • 13° Concorso Nazionale “Città di Bardolino” con un punteggio di 98/100 I Classificata

• Festival Internazionale per Piccoli e Giovani Pianisti “Premio Remo Vinciguerra” III Classificata

Marco Perniola M° Somovigo CHITARRA CLASSICA

Eleonora Cavagnis M° Moro VIOLINO

• Rassegna Piccoli Talenti Città di Belluno con un punteggio di 95/100 I Classificato • 4° Concorso Musicale di Villorba con un punteggio di 97/100 I Classificato • XIII Concorso Internazionale “Musica Insieme” con un punteggio di 99/100 I Assoluto

• 5° Concorso Internazionale “Diapason d’Oro” con un punteggio di 92/100 II Classificata

Natalye Barrera M° Munaron PIANOFORTE

Matteo Dolcetti M° Basso PIANOFORTE E CANTO

• Al suo primo Concorso Pianistico a Piazzola Sul Brenta “Piccoli Interpreti per Grandi Note - Sala delle Muse” con un punteggio di 95/100 I Classificata

• Concorso Nazionale Città di Belluno sez. Cantautori con un punteggio di 94/100 e con una menzione artistica speciale II Classificato

Vittoria Artuso M° De Leonardis PIANOFORTE E CANTO

ALCUNI QUESITI CHE SPESSO CI VENGONO POSTI I corsi della scuola sono accessibili a tutti? Certamente, ai corsi di musica possono iscriversi persone di qualsiasi età e formazione culturale. E’ necessario possedere delle doti particolari per frequentare un corso? Se hai deciso di avvicinarti alla musica in modo amatoriale, è sufficiente che tu abbia solamente passione ed entusiasmo. Quando iniziano i corsi della Scuola? La Scuola inizia l’anno scolastico il 1 settembre e lo termina il 30 giugno; essendo però la maggior parte dei corsi individuali, si può iniziare in qualsiasi momento dell’anno, compatibilmente con i posti rimasti liberi. Cosa devo fare per iniziare a frequentare un corso di musica della Scuola? E’ sufficiente contattare la segreteria allo 041-5701568 o inviare una mail all’indirizzo info@scuoladimusicaboschello.it Come sono impostate le lezioni della Scuola: Possono essere individuali (per i corsi di strumento o di vocalità) o collettive (per la musica d’assieme o la propedeutica musicale).

La loro durata può variare dai 40 ai 60 minuti per le lezioni individuali, da una a due ore per quelle di musica d’assieme. La frequenza è di una lezione settimanale; alcuni corsi di musica d’assieme hanno frequenza quindicinale. I corsi hanno un indirizzo musicale particolare? Sulla base delle tue esigenze avrai la possibilità di scegliere tra corsi ad indirizzo classico e corsi ad indirizzo moderno.

Chi sono i docenti della Scuola? Sono tutti professionisti diplomati in Conservatorio o in una Scuola riconosciuta, con un’esperienza didattica pluriennale. C’è la possibilità di conoscere l’Insegnante prima di iniziare il corso? Certamente. L’Istituto Musicale Boschello-Fancelli ti dà la possibilità di conoscere il Maestro/a prima di decidere di iniziare qualsiasi corso di musica.

C’è un programma del corso? Certamente! Per l’indirizzo classico i programmi vengono continuamente aggiornati in base agli indirizzi ministeriali, i corsi moderni altresì vengono sviluppati seguendo costantemente le tendenze della miglior didattica sia europea che americana. Quanto dura un corso della Scuola? E’ impossibile stabilirlo a priori, senza conoscere le capacità dell’allievo e il tipo di impegno applicato. Tutto dipende dall’obiettivo musicale che ci si prefigge di raggiungere. Quali sono gli orari della Scuola? La Scuola è aperta dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 20; il sabato dalle 8,30 alle 18,00.

ISTITUTO MUSICALE FANCELLI - BOSCHELLO MIRANO - VE - Piazzale Garibaldi, 15 - Tel 0415701568 (dalle 14.00 alle 20.00) info@scuoladimusicaboschello.it - www.scuoladimusicaboschello.it

• Rassegna Piccoli Talenti Città di Belluno con un punteggio di 86/100 III Classificata • Concorso Nazionale Città di Belluno con un punteggio di 92/100 con menzione speciale per la musicalità espressa II Classificata • Concorso Pianistico a Piazzola Sul Brenta “Piccoli Interpreti per Grandi Note - Sala delle Muse” con un punteggio di 90/100 II Classificata • Festival Internazionale per Piccoli e Giovani Pianisti “Premio Remo Vinciguerra” III Classificata

Pietro Gioso M° Somovigo CHITARRA CLASSICA • 12° Concorso Nazionale “Città di Piove di Sacco” con un punteggio di 86/100 III Classificato • 4° Concorso Musicale di Villorba con un punteggio di 90/100 II Classificato • Concorso Nazionale Città di Belluno con un punteggio di 94/100 II Classificato

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VITTORIO SIMEONI, IL PORTALETTERE Via Bastia Entro, 12 Mirano Tel. 041 431466 chiuso domenica e lunedì EL BACARO La ristorazione nel segno dell’ospitalità e della tradizione Veneta. A Mirano, dietro la Chiesa, in via Bastia Entro, si trova “l’Osteria Al Bacaro”, uno dei più conosciuti e apprezzati locali dell’entroterra Veneziano. Ogni sera è frequentato da numerosi clienti, provenienti da tutta l’entroterra Veneziano. Specialmente nel periodo estivo, i tavolini all’aperto con le tavolate di “coppiette”, di amici e di amiche sanno creare tanta allegria. L’atmosfera è quella tipica di una gestione famigliare, perché il locale è gestito da oltre 25 anni dai coniugi Silvia e Lucio che, con la loro cordialità, cercano di far sentire gli ospiti come fossero a casa propria. I piatti, stuzzicanti e raffinati, ti offrono soprattutto i profumi appetitosi della cucina Veneta. Vengono preparati primi e secondi piatti sia con pesce “povero”, che con pesce più ricercato. Puoi gustare gli spaghetti alle vongole, le linguine all’Astice, la polenta con il baccalà, e tanto altro, senza dimenticare i cicchetti vari cucinati in modo semplice alla casalinga. La cantina è fornitissima con vini bianchi e rossi, provenienti da rinomate località nazionali ed estere. La lettera di queste righe, carissimi lettori, stimolerà la Tua Curiosità ad entrare dentro al “El Bacaro” uscito, affermerai che è vero quanto viene detto a Mirano “A tavola da Silvia e Lucio, ti senti più che un Re.”

Vittorio Simeoni, il portalettere del quartiere Marghera – Catene – Chirignago, poi di Mirano, era una figura straordinaria. Sembrava quasi che il mestiere di postino fosse stato inventato apposta per lui, tanto nel lavoro metteva serietà e partecipazione umana. Eravamo sul finire degli anni cinquanta, poco prima che iniziasse il miracolo economico. La televisione non era ancora un fenomeno di massa e il telefono era appannaggio esclusivo di poche e benestanti famiglie. Anche il viaggiare per necessità era fortemente condizionato dall’efficienza dei mezzi pubblici di allora. I giornali erano poco seguiti. Di conseguenza le comunicazioni tra famiglie, i saluti, gli approfondimenti politici, sociali e sentimentali si esprimevano esclusivamente a mezzo lettera o cartolina postale. Contrariamente a oggi dove lo smartphone, istagram, follower internet, facebook rappresentano diversi sistemi di dialogo in tempo reale, allora si comunicava moltissimo con la lettera in busta chiusa o cartolina postale dal testo più sbrigativo ed essenziale, ma leggibile da tutti. Un ruolo altrettanto importante era assegnato alla cartolina illustrata, quasi sempre in bianco e nero, più, raramente a colori, che pubblicizzava la città dove si lavorava o la località di villeggiatura del mittente. Ma era la lettera il veicolo di comunicazione più importante di allora. Da millenni consacrata come opera d’arte in letteratura, arbitro dei destini di popoli e nazioni quando assumeva le caratteristiche del dispaccio militare, gradito dono familiare durante la naja, prova di affetto tra innamorati. La parola scritta, vergata di pugno dalla persona cara aveva il potere magico di conservare e ingigantire i valori morali più autentici. Contava il sentimento di affetto che il destinatario della lettera capitalizzava nel proprio cuore a tutto favore del suo caro e lontano congiunto. Vittorio Simeoni, il portalettere che abbiamo presentato in apertura di questa nota, era in quegli anni un atletico giovanotto di circa trent’anni. La sua zona operativa era l’area Marghera – Chirignago – Spinea

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Foto Vittorio Simeoni

e l’ufficio di base gli assegnava la distribuzione di 25 – 30 kg. di posta da destinarsi a circa 3.500 persone. Da evadere obbligatoriamente in due consegne giornaliere. Lo stipendio mensile non superava le 16.000 lire (222 euro/2019.) Si muoveva con una vecchia bicicletta sulla quale aveva apportato una modifica meccanica attraverso la quale, ruotando il pedale in senso inverso a quello di marcia, lo stesso fungeva da freno consentendo al nostro portalettere la possibilità di avere entrambe le mani libere per la consegna della posta. A tutto vantaggio per la celerità del servizio. Anche i minuti erano preziosissimi. Vestito con un pesante giubbotto di pelle nera d’inverno e con il trincy, leggerissimo impermeabile blu da usarsi nei giorni di pioggia, segnalava il suo arrivo con un vibrante “Vianello, posta!” Allora nelle abitazioni non c’erano cancelli né citofoni e in alcuni casi mancavano addirittura i campanelli. Spesso l’ospite o il parente o il titolare di un servizio pubblico entravano direttamente nella cucina di casa del padrone e tra i gradevoli profumi di cose buone messe a cucinare si faceva precedere da un vibrante “Con permesso?” Le porte delle abitazioni non erano mai ermeticamente chiuse, segno di una vita collettiva che non temeva la criminalità che oggi conosciamo. Mentre massima attenzione veniva riservata al pollaio e all’orto le vere gioiellerie da rapinare per chi era disperato e aveva comunque fame. Vittorio Simeoni distribuiva la corrispondenza con una invidiabile serietà professionale. Ma al tempo stesso era coinvolto moralmente negli avvenimenti della famiglia destinataria la posta, belli o brutti, determinati dalle lettere o cartoline postali o telegrammi che lui stesso recapitava. Per tutti aveva una parola di conforto, di congratulazioni, di speranza. O di spiegazioni per il mancato arrivo dell’importante e attesa notizia che tardava ad arrivare. Senza sconfinare nella privacy era destinatario delle problematiche di tanti paesani. E delle nascenti storie d’amore tra giovani di diverse città che attraverso le lettere superavano le

difficoltà nel frequentarsi e recuperavano l’audacia dialettica che l’educazione del tempo impediva o censurava. La gente ricambiava l’affetto di Vittorio per questa sua evidente sensibilità che andava ben oltre il suo dovere professionale. Tutti lo volevano invitare dentro casa quando già non lo era per offrirgli un bicchiere di acqua fresca o un calice di vino della nuova stagione o un assaggio di pane e soppressa. O semplicemente per consentirgli dieci minuti di fresco refrigerio nei torridi pomeriggi estivi o un momento di calore davanti alla stufa quando d’inverno il freddo era particolarmente pungente. Piccole pause dal lavoro che mai Vittorio si sarebbe concesso tanto il senso del suo dovere lo obbligava a non fermarsi mai, pena un ritardo nel servizio o accumulo di posta inevasa. Ogni sera la corrispondenza era regolarmente consegnata e la bolgetta, capiente contenitore di cuoio nuovamente riempita e pronta per la distribuzione del giorno dopo. Pubblicità e comunicazioni bancarie incidevano ben poco sul totale del distribuito di Vittorio e questo non faceva che aumentare in lui la soddisfazione propria di chi sa di aver fatto un importante servizio alla collettività. Ma Vittorio era anche un valente pittore e alla sua arte dedicava le prime ore della notte. Ma come dicevano i latini, l’arte non dà il pane e per Vittorio bicicletta e bolgetta erano la sua vera fonte di reddito. Quell’inverno 1956 era particolarmente duro per la borgata di Catene quanto a freddo e ghiaccio ovunque ben stratificato sulle strade sterrate e piene di buche. E in quella gelida mattina del 4 febbraio 1956 una subdola buca tradì Vittorio. Non la vide e la ruota anteriore si infilò nella voragine facendo volare per aria bicicletta, postino, bolgetta e lettere. Ma, fatto ancora più drammatico, tutta la corrispondenza finì nel vicino fossato colmo di acqua torrentizia. La corrente, in quel punto non particolarmente forte raccolse il centinaio di lettere e cartoline e iniziò a spedirle con sadica cattiveria per via fluviale verso destinazioni ignote. Il povero Vittorio assistette inorridito alla scena. Ma lo smarrimento, la rabbia, l’impotenza durarono lo spazio di un attimo. Senza pensare alle conseguenze, il portalettere si infilò nelle gelide acque del fiumiciattolo fino alle caviglie solo in parte protette dagli stivalini in gomma e iniziò la metodica raccolta di lettere e cartoline. In guerra con il tempo, il freddo e la corrente d’acqua che quasi per fare un dispetto a Vittorio sembrava avesse aumentato la velocità rifiutandosi di dare al portalettere quanto gli aveva indebitamente sottratto. M alla fine del confronto, il postino vinse la partita ingaggiata con la crudele natura. Vittorio recuperò tutta la fradicia corrispondenza e la riportò in ufficio usando la capiente stufa come ferro da stiro circoscrivendo il tubo del camino con le fradice lettere e cartoline postali. Vittorio, pur al limite dell’assideramento, non si buscò neanche un raffreddore. Tanta corrispondenza venne recuperata ed altra dovette essere macerata in quanto non identificabile né come mittente né come destinatario. Di questo il povero portalettere ne soffrì moltissimo ritenendosi responsabile del fatto di non aver saputo evitare la buca galeotta. Ma come per una legge del contrappasso, ci corre l’obbligo di ricordare un altro e certamente meno drammatico fatto accaduto al nostro Vittorio. Certamente molto più gradevole. Accadde che nella farmacia della dott.ssa Mirci tra Marghera e Chirignago,

dove si esercitava anche vendita di profumeria, la bella e prosperosa commessa avesse messo gli occhi addosso all’aitante e simpatico Vittorio. Non si trattava certo di una relazione adulterina che avrebbe scatenato i fulmini dell’onnipotente parroco don Giuseppe. Molto semplicemente la maggiorata Maria usava il nostro postino come cavia per testare i nuovi profumi che periodicamente le arrivavano. Chi meglio del portalettere, con il suo servizio di casa in casa, poteva verificare il gradimento e consenso che il mercato poteva riservare a un nuovo prodotto? Un buon profumo portato da un uomo affascinante. Binomio perfetto. A nulla servivano le innocenti proteste del povero Vittorio che giustamente richiamava l’attenzione sul fatto che lavorando all’aperto l’effetto profumo sarebbe evaporato in poche ore. La Maria non intendeva ragioni: Vittorio era ormai diventato un testimonial del Pino Silvestre Vidal pensionando la vecchia e stanca pubblicità del cavallo bianco che corre libero e selvaggio sulla spiaggia. Così con cadenza settimanale il nostro portalettere veniva profumato con il preciso intento di portare in ogni casa oltre che la posta anche i migliori prodotti di profumeria anni sessanta. Alla fine, e per poco più di un anno, farmacia e profumeria fecero un ottimo fatturato. Forse per merito di Vittorio o per la cagionevole salute degli abitanti di Chirignago. O molto più verosimilmente per le belle tette della commessa profumiera. Vittorio Simeoni andò in pensione nel 1985 dopo aver deposto bolgetta e bicicletta nel 1969 per un più confortevole lavoro di ufficio compreso l’ultimo come direttore dell’ufficio postale di Caltana. Ma gli ultimi anni sono stati per lui i meni gratificanti. Perché lui, Vittorio era nato per la gente e doveva lavorare tra la gente. Lo stakhanovista che ruggiva dentro di lui non poteva accettare l’idea di non sentire mai più, nel meritato crepuscolo della sua vita professionale, il caro umano e dolcissimo invito. “Vittorio, vuole un caffè? E’ ancora caldo”. Vittorio Simeoni morì a Mirano il 14 febbraio 2013 all’età di 85 anni. I suoi dipinti gli sono sopravvissuti in gallerie e moltissime collezioni private. Ha tenuto esposizioni pittoriche in tutto il mondo, ottenendo significativi premi. Addio amato portalettere! Nessun smartphone, nessun messaggio wothzap, nessuna mail potrà mai offrire l’emozione che provavo quando sentivo la tua bellissima voce ruggire Oscar,una lettera per te! Nel prossimo numero: Atlantide a Marghera

Oscar De Gaspari


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FOTOGRAFARE PER COMUNICARE

GIORGIO CAVAZZANO In questi giorni di settembre la Città di Mirano celebra Giorgio Cavazzano, il suo celebre fumettista, con una mostra antologica dal titolo “The art of Giorgio Cavazzano. Topi, paperi ed eroi”. Curata da Francesco Verni e organizzata dal Comune di Mirano, la mostra raccoglie una vasta ed eterogenea selezione dei lavori di Cavazzano: le tavole originali tanto dei suoi lavori per Disney e «Topolino» quanto dei molti altri fumetti da lui disegnati e dei personaggi da lui creati, come ad esempio Capitan Rogers, i francobolli realizzati per i 90 anni di Topolino per le poste italiane, i suoi quadri. La mostra è allestita presso villa Giustinian Morosini “XXV aprile” e la sua barchessa. Proprio questa villa, assieme al ponte che collega il parco Belvedere al Castelletto, è stata immortalata da Cavazzano in una storia apparsa l’anno scorso sul numero 3255 di «Topolino», Topolino e il tesoro dell’isola. Aperta dal 1 al 22 settembre e a ingresso gratuito, la mostra sarà visitabile tutti i giorni, con il seguente orario: da lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

Si fotografa sempre di più e la nostra giornata si completata con immagini digitali. Ci affacciamo tutti i giorni sul web e sui social network, inconsciamente prendiamo atto dell’importanza che riveste la fotografia nella comunicazione, ossia nel far passare il messaggio. La tecnologia, ma soprattutto gli smartphone hanno amplificato questo fenomeno. I numeri di quante fotografie vengono pubblicate e condivise sono impressionanti, ma a guardarle bene poco hanno a che fare con la cultura fotografica e con la vera espressione artistica. È sempre legittimo il detto che un’immagine vale più di mille parole. Tutti noi conosciamo l’enorme potere delle immagini; sono momenti incancellabili nella nostra mente capaci di suscitare ricordi ed emozioni di qualsiasi genere. Proprio per questo motivo ormai la nostra società tende a vivere una vita per immagini, la nostra storia sarà costruita su sequenze di esse, dove le parole usate diventano davvero poche e lasciano lo spazio alle fotografie con il loro messaggio ed il loro immenso potere di suggestione. I fotografi rendono immortali eventi storici, paesaggi, oggetti, situazioni e ogni persona dotata di una macchina fotografica digitale o del proprio smartphone può diventare messaggera di realtà locali d’interesse per tutti. Questo perché la fotografia è un potente mezzo che, oltre a rappresentare la realità, è capace di in-

«Giorgio Cavazzano – sottolinea la sindaca Maria Rosa Pavanello – è un grande orgoglio per Mirano. Questa mostra è un omaggio che la Città e l’amministrazione comunale gli dedicano con affetto e riconoscenza. Ci tenevamo molto a realizzarla, per celebrare Giorgio e per donare ai cittadini un evento di straordinario valore artistico e culturale».

COME VA IL MERCATO IMMOBILIARE A MIRANO? “Mirano è sempre stata un’isola felice per i proprietari di casa”. Questo il pensiero comune che si può raccogliere ancora oggi tra molti degli abitanti di uno dei paesi più belli della provincia. Ma i numeri non sempre sono d’accordo. A Mirano il mercato immobiliare va più o meno come per tutta la provincia di Venezia. Resta costante l’aumento del numero delle compravendite, mentre continua il calo dei prezzi delle case. Nella terraferma della provincia, gli ultimi dati di Agenzia delle Entrate parlano di un aumento delle vendite del 2,61% ma di un ribasso dell’1,7% dei prezzi. E pensare che in Europa nel corso degli ultimi 4 anni i prezzi hanno continuato a salire a ritmi sostenuti, mentre l’Italia è l’unico Paese in cui si registra un calo dei prezzi per l’ottavo anno consecutivo. Tornando a parlare di Mirano, la proposta di immobili nuovi comincia a scarseggiare, e trova nella zona dell’8 marzo un nuovo polmone, con interventi che sono partiti o che a breve partiranno. I prezzi del nuovo anche per questo restano proibitivi, e difficilmente tenderanno a scendere. Per l’usato invece la storia cambia, perché tutti i prezzi sono scesi, in linea con quello che succede nel resto della provincia. A risentirne maggiormente però sono alcune tipologie, che sembrano essere meno richieste delle altre dai potenziali acquirenti. I miniappartamenti sono quelli maggiormente penalizzati, con single e coppie giovani che si sono quasi definitivamente orientate sull’appartamento con 2 camere come primo acquisto. Le case singole poi sono la seconda tipologia di questa classifica di ribasso, vista la consapevolezza sempre maggiore di chi si avvicina a dover affrontare un restauro. Altre case con caratteristiche difficili da digerire sono quelle con riscaldamento centralizzato (parliamo di immobili anni 70 e non dei nuovi riscaldamenti), appartamenti a piani superiori al secondo senza ascensore, appartamenti su condomini di numerose unità abitative.

durre sensazioni, illustrare simboli e valori e di evocarli invitando alla riflessione e, magari nel più felice dei casi, all’azione solidale. Fotografare è come scrivere, con le immagini al posto delle parole. La fotografia è la scrittura con la luce, lo strumento più importante a disposizione del fotografo, oltre alla sua attrezzatura. La fotografia è un 'media' e come tale trasporta ‘informazioni proprie ed esclusive', non riproducibili con altri sistemi. Sono queste informazioni 'proprie ed esclusive' non riproducibili, gli elementi da saper cogliere e valorizzare. La fotografia è un modo di rappresentare o evocare aspetti della vita, uno stile di pensiero, una disciplina tra arte e partecipazione adatta per interpretare il mondo che ti circonda, pieno di verità e falsità, come la fotografia stessa. Il punto essenziale è essere 'coscienti' di cosa si vuole fotografare, ma più importante è sapere perché si vuole fissare quell’immagine, quel momento o quell’oggetto trasferendola dal reale al digitale. Può capitare anche al dilettante di fare una buona foto, però anche nel caso di una apparente buona foto, ad un occhio preparato che la vede non sfugge di capire se è frutto di casualità e fortuna o se invece l'autore voleva trasmettere qualcosa. Ed è proprio questo che fa la differenza con il professionista. Fra i diversi modi di fare il fotografo, il nostro impegno è realizzare fotografie

naturali che trasmettono un messaggio, una emozione, quella sottile sensazione di ‘bello’, cercando di limitare al massimo le attività di elaborazione successive. Lavoriamo esclusivamente per le aziende e nel fotografare dobbiamo concentrarsi su cosa vogliamo ‘dire’ (esprimere) con quella foto e se le esigenze tecniche pongono dei limiti, è sempre meglio vedere dei limiti tecnici che delle carenze comunicative. Un bravo comunicatore con la fotografia è colui che sa sfruttare a proprio vantaggio carenze o impossibilità tecniche legate magari al contesto in cui

sta operando. L’attenzione la spostiamo sempre e comunque sul tema di come utilizzare la fotografia, un uso dell’immagine in modo diverso dai tradizionali stili, deve essere nei pensieri e nella pratica di chi cerca nuovi modi di indurre sensazioni, nuovi modi di trasmettere informazioni importanti, soprattutto che lascino il segno, a supporto delle attività professionali delle aziende. Ivan Bertoldo & Catia Livieri GetaLook

LA NUOVA SFIDA TECNOLOGICA; DATA QUALITY LA QUALITÀ DEI DATI

Le porzioni di casa con giardino restano sempre le più gettonate, e qui i prezzi sembrano tenere botta, sempre tenendo conto della posizione dell’immobile. Più ci si avvicina al centro, meno i prezzi risentono delle dinamiche di mercato. Il consiglio, per chi vende, è sempre quello di calcolare il massimo valore realizzabile dal mercato con uno studio professionale, che non tenga contro dei prezzi al metro quadrato ma delle reali vendite già avvenute nel territorio per immobili simili. Essendo i valori al metro quadrato calcolati con una forbice molto ampia, è impossibile con questo metodo calcolare il valore esatto dell’immobile da vendere. Solo individuando i valori delle vendite già avvenute per immobili simili a quello da vendere, confrontandone le caratteristiche principali, si ottiene il massimo valore realizzabile. Individua nel tuo mercato un professionista specializzato in vendite di immobili residenziali e saprà indicarti la strada giusta. P.S.: non dimenticare, prima di partire con la vendita, di far controllare che l’immobile sia conforme sia catastalmente che urbanisticamente. E non commettere l’errore di credere che la casa non abbia problemi di carte. 8 immobili su 10 hanno questo tipo di problemi. Se trovi un professionista come quello descritto prima, questo sarà un servizio incluso nel suo metodo di lavoro.

La rivoluzione digitale pone alle persone la nuova sfida della gestione dei dati e delle informazioni, dallo scaffale fisico allo scaffale digitale. Nelle aziende vengono accumulati numerosi dati, spesso senza che siano sfruttati in maniera strategica e nei diversi archivi sono nascoste informazioni che dovrebbero essere aggiornate e valorizzate attraverso una corretta strategia di investimento. Se l’informazione oggi è un elemento fondamentale per le imprese, il data quality, ossia la qualità dei dati è il suo braccio operativo per presentarsi più moderne, efficaci ed efficienti. Aderire con convinzione ai temi dell’identificazione, dello scambio elettronico delle informazioni e del data management, indubbiamente migliora e semplifica la gestione aziendale. Il percorso innovativo compiuto dagli standard con il codice a barre che si è imposto, prima come strumento di gestione del magazzino e negozio, poi come efficiente strumento per lo scambio e la condivisione delle informazioni tra le imprese della filiera del consumo, ha segnato l’inizio della gestione automatizzata dei dati. Con la rivoluzione digitale e l’avvento dell’e-commerce, come link tra il prodotto fisico e tutte le informazioni che lo riguardano, si è consolidata l’esigenza della correttezza e della qualità dei dati trattati. Ma dettagliatamente, cosa implica il trattamento dei

Spolaore Andrea Fondatore di Gruppo Garanzia Immobiliare

dai e cosa riguarda il data quality? Sicuramente il trattamento deve essere lecito e trasparente mentre la loro correttezza, l’accuratezza e la completezza riduce l’errore di interpretazione e di interscambio. Naturalmente, gli stessi, devono rispondere ai criteri di appropriatezza, cioè adatti agli scopi previsti e capaci di rispondere alle richieste organizzative e di mercato. Il data quality non è solo una questione di regolamentazione, ma mette alla luce il legame esplicito tra i dati e le funzioni per i quali sono stati raccolti. L’allineamento delle anagrafiche è alla base della relazione commerciali cliente/fornitore. Essere pronti con il proprio catalogo elettronico, con il proprio listino rispondente alle specifiche standard generali è un processo da seguire per garantire informazioni di qualità. Ogni anno alle aziende italiane gli errori indotti dalla cattiva gestione delle informazioni costano migliaia di euro. Ogni azienda è sommersa di dati, ma ciò che cambia oggi è la capacità di poterli leggere con una nuova ottica, una nuova modalità di logica comunitaria. In questo passaggio dal prodotto al mondo di relazioni, la vera sfida è la selezione e la gestione delle informazioni prodotte per collegarle e risalire a tutta la filiera. Con la fatturazione elettronica le aziende si stanno concentrando sui vantaggi ottenibili dall’interscambio di

enormi quantità di dati, ma non possono perdere di vista le complessità associate alla loro acquisizione, alla loro preparazione e alla loro qualità, poiché la bontà delle informazioni è indispensabile per prendere decisioni precise, sicure ed efficaci; propedeutiche per la salute delle aziende.

Maurizio Foffano IT Manager Tecnosoft.it


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AGRICOLTURA E APICOLTURA, POSSIBILE COESISTERE Possono coesistere agricoltura e apicoltura? Si, partendo da basi comuni di sostenibilità della natura: di questo si è discusso a Casarsa, in uno degli ultimi appuntamenti della Sagra del Vino, in un convegno che ha riunito gli esperti per discutere su “Vigneto, biodiversità e insetti utili. Sviluppi e progetti sui regolamenti di polizia rurale” organizzato dall’Associazione Nazionale Città del Vino (coordinamento regionale del Fvg), Coldirettti Pordenone, Confcooperative Fvg. FedAgripesca Fvg. Ersa e Università degli studi di Udine.

Il prof. Francesco Marangon dell’ateneo friulano ha analizzato i fattori della sostenibilità, che prevede il confronto tra esigenze economiche, sociali, e ambientali. Maurizio d’Osvaldo, vicesindaco di Corno di Rosazzo e membro del coordinamento regionale Città del Vino, ha invece esposto il progetto di polizia rurale legato proprio alla promozione della sostenibilità sui territori. Dal professor Pietro Zandigiacomo, sempre dell’Università di Udine, è giunta un’utile panoramica sulle specie di insetti che aiutano a contrastare biologi-

camente i parassiti che danneggiamo l’agricoltura locale, dando anche la positiva notizia, soprattutto per i frutticultori, dell’arrivo in regione della specie antagonista in natura, originaria anch’essa dall’Asia, della ormai tristemente famosa cimice marmorata. E, come detto, è stata anche presentata l’esperienza “Adotta un alveare” da parte di Pierbruno Mutton (Presidente Consorzio Apicoltori Pordenone) con la quale gli agricoltori di Casarza e zone limitrofe già da qualche anno hanno stretto una sinergia con gli apicoltori, tutelando in-

sieme quel bene prezioso che sono le api: alcuni alveari sono stati posizionati anche nell’azienda agricola di Pantianicco dei Viticoltori Friulani la Delizia, cantina casarsese che insieme a quella limitrofa di Ramuscello, ha dato il via al più grande progetto regionale di lotta biologica, tramite ormoni, al parassita della tignola e tignoletta, che colpisce la vite: Questo genere di azioni, è stato sottolineato nel convegno, permettono proprio di creare un ambiente favorevole per le api e la biodiversità. (d.f.)

MUTITU – L’ACQUEDOTTO DELLA FORESTA Questa è una bella storia. Racconta della tenacia e lungimiranza di un formidabile missionario italiano, del lavoro e dei sacrifici del popolo kenyota e della sua capacità di gestire bene una struttura del valore di 3,5 milioni di Euro. Ed è anche una storia di grande successo che il governo del Kenya ha preso a modello per iniziative analoghe di acquedotti a gravità nel paese. Stiamo parlando dell’acquedotto del Mutitu, che in lingua Kikuyo, l’etnia presente in quella regione del Kenya, significa “foresta”. Questo perché la sua presa d’acqua, situata a 2.632 m s.l.m., è sul fiume Makirwaki, un aff luente del N’gobit, nel tratto che attraversa il Parco nazionale Aberdare, una vasta area forestata a poca distanza dal Monte Kenya,. Come nasce Il progetto dell’ Acquedotto della Foresta è stato lanciato nel 1996 dalla comunità locale per combattere i gravi problemi sanitari, fra cui le ricorrenti epidemie di febbre tifoide, causati dal consumo della poca acqua contaminata disponibile nella zona del progetto, classificata come semi-arida con precipitazioni inferiori ai 600 mm annui. Animatore della comunità e promotore dell’iniziativa era, e tuttora è, il sacerdote Don Romano Filippi della locale parrocchia di Mugunda, nell’Arcidiocesi di Nyeri, missionario in Kenya da 49 anni. La prima fase di costruzione, terminata nel marzo del 2002, è stata realizzata grazie a un progetto dell’ONG italiana Ce.Svi.Te.M. di Mirano (VE) co-finanziato dall’Unione Europea, dal Ce.Svi. Te.M. stesso e da donazioni di privati italiani amici di Don Romano. Da parte sua la popolazione ha contribuito con migliaia di giornate di lavoro gratuito per realizzare le trincee dove posare le tubazioni e con fondi propri, raccolti come quote sociali dell'associazione comunitaria locale Mutitu Water Project Self Help Group. Questa ha gestito il progetto fino al 31 dicembre 2010, quando è stata sostituita da una società non profit, il Mutitu Water and Sanitation Company Ltd (MWASCO), che continua tuttora. Negli anni successivi la rete idrica ha continuato ad allargarsi grazie ad altri contributi forniti da Rotary Club italiani e kenyoti, da donatori privati italiani e dal CDTF (Community Development Trust Found della UE).

Hanno inoltre contribuito in maniera sostanziale gli utenti disposti ad avere la connessione individuale a pagamento, i proventi della vendita dell’acqua e comunque sempre il lavoro volontario e gratuito delle comunità locali interessate ad essere raggiunte dalla rete del Mutitu. Il 23 maggio 2019 è stato ufficialmente inaugurato l’ultimo tratto di 28,6 km dell’acquedotto in località Lamuria e Ngaring’iro, nella contea di Laikipia, con un investimento complessivo di 80.000 €. Di questi, 30.600 € sono stati donati daI Rotary di S.Vito al Tagluamento e di Nakuru, 22.500 € è l’investimento dello stesso MWASCO, mentre il resto proviene dalla comunità locale. L’acquedotto in cifre La rete idrica si compone di circa 700 km di tubi di vario diametro, tutti sotto traccia, che portano acqua a circa 35.000 residenti e ai loro 27.000 capi di bestiame. Questa popolazione è distribuita su di un’area di 280 km2 nelle tre contee di Nyeri, Laikipia e Nyandarua. Sono stati realizzati 3.699 connessioni individuali private e 155 a istituzioni (scuole, istituti religiosi, ambulatori, uffici governativi, ecc.), 57 punti di distribuzione comunitari e 334 commerciali (dati al 30 aprile 2019). Ben 54 cisterne in muratura di varie cubature assolvono funzioni di stoccaggio, di compensazione e di aerazione. La portata dell’acquedotto varia da un minimo di 928 m3/giorno durante i mesi piovosi ad un massimo di 2.172 m3/ giorno nei periodi senza precipitazioni (valori medi nel periodo gennaio 2018 aprile 2019). Le perdite sono contenute nel 27-28% e in costante miglioramento, anche grazie alle immediate segnalazioni di guasti o vandalismi, questi ultimi sempre più rari, da parte dei residenti stessi. Questo conferma il fatto che la comunità ha fatto proprio l’acquedotto, considerandolo un bene comune prezioso e quindi meritevole della massima protezione e cura. Lo scorso maggio il Ce.Svi.Te.M. è ritornato in Kenya a visitare Don Romano e a conoscere la situazione dell’acquedotto a distanza di 17 anni dall’ultimo intervento, trovando la bella realtà descritta sopra. Ora si prospetta la necessità d’incre-

mentarne la portata per vari motivi, in primis il bisogno di garantire il fabbisogno idrico per i prossimi 20 anni dovuto all’incremento della popolazione. Vi è inoltre il problema della siccità che si è presentata negli ultimi anni con sempre maggiore frequenza e intensità, compromettendo i raccolti. Una quota del futuro Mutitu “potenziato” sarà infatti riservata all’irrigazione. Attualmente è ammesso l’utilizzo della sua acqua per coltivare un orto di 500 m2 al massimo. In futuro si potrà estendere l’area irrigua, a patto d’utilizzare sistemi d’irrigazione a goccia per ottimizzare il consumo idrico e annullare gli sprechi. Infine, ad appena 10 km dall’ultima propaggine dell’acquedotto, nella contea di Laikipia, s’incontra una comunità di 14.000 profughi interni, cacciati dai loro villaggi per motivi etnici in seguito alle penultime elezioni politiche, che si trova in una situazione di grave carenza idrica. La maggiore portata dell’acquedotto permettebbe di alimentare vari punti di distribuzione comunitari all’interno della comunità per alleviarne i disagi. Attualmente il Ce.Svi.Te.M. sta lavorando assieme a Don Romano e a Pe-

ter Muturi, direttore di MWASCO, a un secondo progetto che prevede la realizzazione di una nuova presa d’acqua sul Makirwaki, a monte di quella esistente. La struttura si compone di una diga molto più grande dell’attuale per realizzare un invaso di 500.000 m3. Dallo studio di prefattibilità già effettuato, questo permetterebbe di incrementare significativamente la portata dell’acquedotto, mantenendola anche durante i periodi di siccità. In questa prima fase hanno già espresso parere favorevole vari enti nazionali preposti alla regolamentazione delle acque di superficie, dell’ambiente e della fauna selvatica, come pure il governo locale della contea di Nyeri. Il prossimo passo è la stesura del progetto esecutivo e a seguire la stesura del progetto e la sua presentazione a vari potenziali donatori per il finanziamento. Non sarà facile data l’attuale congiuntura economica, ma visti i risultati conseguiti sinora e la provata sostenibilità dell’iniziativa, ci sembra meritevole di un pieno supporto. L’iniziativa rientra inoltre perfettamente nell’attuale politica dell’ “aiutarli a casa loro”.

"SEPOLINE" D'ORO 4 luglio 2019, l’asta del Mercato Ittico all’ingrosso di Chioggia si conclude, tra le altre, con le seppioline vendute a 192 € al chilo, il tutto riferito ad un’offerta di ca 2 kg, in quello che è il mercato ittico alla produzione più importante d’Italia. Solo qualche anno fa sarebbe stato inimmaginabile supporre che per quantità e prezzo si sarebbe arrivati a questo, ma tant’è… e il piangere o denunciare le cause, tra l’altro ben note, che hanno portato a tale -status quo- non serve a niente. La pesca indiscriminata, feroce, miope di cui è stata ed è oggetto tutt’ora questa specie è sotto gli occhi di tutti, tanto più agli organi istituzionali addetti al controllo, ma nulla cambia, anzi i sistemi di pesca si perfezionano ed acuiscono, occupando sempre più gli spazi un tempo lasciati agli animali. Se un tempo, durante la stagione invernale, quando le seppie migrano in zone di mare più profonde, venivano lasciate tranquille aspettando la Primavera per pescarle con l’avvicinarsi alla costa, oggi non è più così e la caccia invernale alla specie ha raggiunto livelli da record per catture e prezzi. Se la cosiddetta campagna primaverile delle seppie un tempo si praticava soprattutto con i “re” a mano (tramagli) negli ultimi anni tutta la costa, fin quasi a Trieste, è stata “armata” con le reti da posta fisse “cogoloni” e disseminata con migliaia di nasse che pescano 24 ore al giorno per alcuni mesi, lasciando poco spazio, non solo all’entrata in laguna di questi cefalopodi, ma anche all’immaginazione che non sa spiegarsi come facciano a sopravvivere. La stragrande maggioranza di questi molluschi, infatti,

depone le uova ancorandole alle strutture fisse che le catturano, sistematicamente pulite dai pescatori che le eliminano, uccidendo così, con sistemi alquanto discutibili, milioni di esemplari. Le foto storiche che testimoniano di filari di seppie enormi messe ad essiccare, al pari dei merluzzi Norvegesi, quale sistema di conservazione per commerciarle con l’Istria e la Dalmazia in apposite casse che ne contenevano fino a mille, le lamentazioni di nonno Felice quand’ero bambino, che raccontava di reti tirate su e rese inservibili perché messe ad essiccare per le tante uova ancorate in poche ore di notte o ancora le notizie riportate di bocca in bocca su scarichi civili sfocianti in passato in Laguna intasati da migliaia di grappoli di “uva di mare” (uova di seppie, appunto) rimarranno notizie e curiosità storiche, ma il cercare di salvare una risorsa rendendola compatibile con sistemi di pesca sostenibili credo sia un dovere di tutti. A tutto ciò va poi aggiunto il cambio culturale gastronomico indotto, che sacrifica il gusto in cambio dell’ostentazione del costo quale “status simbol”, per cui la cosa che ha valore è il solo dire:- ho mangiato seppioline al ristorante x”-, piuttosto che l’apprezzare quello che era un piatto povero, spesso frutto della pesca di ragazzini sulle rive dei canali prospicienti casa, accompagnato dalla peperonata fredda di stagione, con l’immancabile polenta bianca, costantemente presente sulle tavole chioggiotte e per i più grandi del vino bianco fresco. Se così non fosse non ci sarebbe la rincorsa a chi le mangia per primo e più piccole possibili, trasformando quello

che con le misure giuste diventa un piatto spettacolare, in una porzione “de stissi friti’’, croccanti ed indefiniti, dove la farina fritta si amalgama con l’olio e diventa un qualcosa che solo lontanamente ricorda le vere “sepoline frite alla ciosota” nel senso sopra descritto. Alla fine potrei chiudere invitando chi legge e le istituzioni tutte ad una riflessione abbastanza banale sul da farsi, al pari di quello che ogni giorno ci diciamo e ci dicono sul momento di non ritorno per la salvezza di molti degli aspetti che attengono alla vita su questo nostro martoriato pianeta, ma sono convinto che sarebbe ed è inutile, per cui mi limito a queste poche considerazioni, notizie e curiosità storiche nella consapevolezza, a meno di un miracolo, che indietro non si torna.

Paolo Ardizzon

L'AMICIZIA, MAI FUORI MODA È praticamente come un vestito che tieni per sempre nell'armadio: passano gli anni ma non si scolorisce, ti rassicura, sai che quando è il momento del bisogno è sempre lì. L'amicizia è un sentimento che non passa mai di moda, a volte spesso in questi tempi usa e getta anche più dell'amore: non si sgualcisce se la sai conservare. E non ne hai tanti di quegli abiti nell'armadio, perché sai che l'amicizia è un sentimento unico. Una fortuna. L'amicizia però è qualcosa di fondamentale, qualcosa di cui non possiamo svestirci se davvero sappiamo indossarla con tutti i particolari al loro posto: la complicità, la fedeltà, la discrezione, il mutuo scambio, il disinteresse reciproco di avere un secondo fine, l'intesa. L'amicizia è quella inossidabile tra un gruppo di amici “pensionati” che quasi tutti i giorni a metà mattinata si ritrovano in un bar nel centro storico di Chioggia solo per fare una chiacchierata senza dimenticare di fare una bicchierata accompagnata da “cicchetti” a base di pesce e altro…..

Ci sono solo loro, le loro storie, la loro amicizia: tutto il resto è fuori da quel bar. Momenti così dovremmo ritagliarceli di più nella nostra vita quotidiana. Non dobbiamo pensare all’ozio come qualcosa di negativo, ma ogni tanto vederlo come un nostro diritto. Un’occasione per tenere coltivate quelle amicizie che ci stanno più a cuore, recuperare quelle che rischiamo altrimenti di perdere per sempre. Sono particolarmente felice ed onorato di aver conosciuto quest’estate questo gruppo di amici che ho battezzato “bradipi”, stare con loro anche per un caffè mi ha fatto riscoprire e godere momenti positivi. Un piccolo lusso che ogni tanto possiamo e dobbiamo concederci in mezzo alla nostra vita sempre più frenetica. “Paolo, Mirco, Ignazio, Mimmì, Giorgio “Cana”, Nenei, Giulio, Enrico, Mario, Storchi, Alberto, Zerlino”, un vero toccasana per cuore, fisico ed anima, ma questo era risaputo, anche prima che ci arrivasse la scienza, ma forse molti di noi ora avranno un motivo in più per farlo.

L'amicizia è quella cosa che sai sempre che c'è, anche se a volte resta sotto traccia per poi riaccendersi senza preavviso. L'amicizia, diciamolo, è proprio come quel vestito nell'armadio: eternamente chic. E non costa nulla.

Giorgio Pesce - Jeff


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Associazione Micologica “Bresadola” GRUPPO AMICI MICOLOGI MIRANO

Ci stiamo addentrando nella stagione Micologica: “Attenti ai funghi che raccogliete” Ogni anno, nella sola Italia, si registrano circa 40.000 casi di intossicazione da funghi ed almeno una decina di decessi dovuti ad eccessiva fiducia in se stessi, leggerezza e una buona dose di incoscienza. PREVENZIONE DEGLI AVVELENAMENTI DA FUNGHI • Evitare la raccolta indiscriminata di tutti i funghi rinvenuti, poiché solo alcune specie risultano essere eduli, cioè provoca un danno all’ecosistema; • I funghi vanno raccolti interi e non in stato l’alterazione (ammuffiti, e fradici, ecc.) • I funghi raccolti si trasportano in contenitori rigidi ed aerati (es. cestini di vimini) che consentono l’ulteriore disseminazione delle spore, inoltre si evitano fenomeni di compressione e di fermentazione dei funghi; • Non raccogliere i funghi in aree sospette d’inquinamento (come es. discariche, lungo arterie stradali, ecc.)

CONSIGLI PER IL CONSUMO • Non esistono metodi empirici (quali le prove con l’aglio, monete d’argento) per verificare se un fungo sia edule o velenoso; • La cottura, l’essiccazione o altri sistemi non servono a svelenare i funghi mortali (Amanite Phalloides, A. Verna, A. Virosa, Lepiote specie e Cortinarius orellanus e altri) le tossine sono termostabili e quindi non perdono la loro tossicità; • Tutti i funghi vanno mangiati ben cotti, da crudi essi sono scarsamente digeribili, se non addirittura velenosi (il comune “chiodino” Armillaria mellea è tossico se non è effettuata una pre-bollitura di almeno una 15^ di minuti prima della cottura definitiva) perché contiene tossine termolabili le quali si degradano alla cottura; • Non si devono somministrare i funghi ai bambini, a donne in stato di gravidanza o persone che presentano intolleranza a particolari farmaci o disturbi allo stomaco, al fegato, ed al pancreas senza il consenso del medico.

PER CHI ACQUISTA FUNGHI FRESCHI SPONTANEI PRESSO UN ESERCIZIO DI VENDITA • Prima dell’acquisto verificare che la cassetta o l’involucro contenente i funghi siano muniti di un’etichetta attestante l’avvenuto controllo da parte degli Ispettori Micologi Asl, deputati per legge al controllo;

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GRANDE FESTA ALLA NOVELLO ARREDO BAGNI PER GLI 80 ANNI DEL CAVALIER GIANFRANCESCO NOVELLO

• Nel caso non sia presente il cartellino di controllo si consiglia di non acquistare il prodotto e di segnalare il fatto agli organi preposti al controllo (Als, N.a.s., ecc.) CHE COSA FARE IN CASO D’AVVELENAMENTO DA FUNGHI • Se, dopo aver consumato dei funghi, insorgono disturbi, recarsi immediatamente al più vicino Pronto Soccorso. • Portare tutti gli avanzi dei funghi disponibili, compresi quelli gettati in pattumiera, utili ai fini del riconoscimento: non tentare “terapie” autonome. IL PRESIDENTE Paolo Trevisanato

• Assolutamente non fidarsi di presunti “esperti”, far controllare tutti i funghi raccolti dagli Ispettori Micologi dell’Asl o presso il Gruppo “Amici Micologi Mirano”.

Paolo Menegazzo è la nostra memoria Il nostro concittadino, Paolo Menegazzo, ha pubblicato con successo “annuali Maranesi e non solo”. Il libro ci offre notizie e appunti “piccoli e grandi” per una storia di Marano e del territorio veneziano nel contesto triveneto e italiano dalle origini agli anni duemila. La ricerca è molto interessante e viene proposta in forma di “Annale”, perché queste formule sembra facilmente ed immediata alla comprensione di tutti i lettori, a qualsiasi livello culturale appartengono. I fatti, quelli ritenuti dall’autore i più curiosi e significativi, sono elencati anno per anno in modo sintetico, dal IX secolo e fino ai nostri giorni e possono, così, aiutare e stimolare il lettore a fare ulteriore ricerche. La pubblicazione di Paolo Menegazzo è importante, perché oggi si tende a non ricordare gli avvenimenti, le realtà e le situazioni di ieri. Ed invece, senza la memoria, siamo poco o nulla, perché “senza le radici” l’albero facilmente diventa secco, muore e viene buttato nel fuoco. Purtroppo la storia dei nostri paesi, del nostro territorio tende, oggi, ad essere dimenticata, perché poco ne parliamo tra di noi, perché siamo sempre alla ricerca di cose, di oggetti, di suoni sempre nuovi e il passato sembra solo un accumulo di sofferenze, di cose povere, di fatica, di strade sterrate e sassose. Ed invece ogni periodo della storia è ricco di valori, di sogni, di desideri, di conquiste e di insegnamenti per le generazioni future. E’ necessario, però avere le lenti giuste, la luce

necessaria, soprattutto i valori umani, spirituali e sociali per poter non solo conoscere il passato, ma per desiderare di continuare la nostra storia. Tali stimoli, secondo l’autore, dovrebbero essere già presenti nei ragazzi e negli adolescenti che frequentano i vari Ordini di scuola. L’autore ha omaggiato la Classe V^ della Scuola Elem. di Marano e tutte le Classi della Scuola Media St. di Borbiago di Mira. Grazie Paolo, per il tuo contributo. Che il Tuo esempio sia uno stimolo per tutti noi. Paolo Trevisanato

Sergio Milan si è spento lo scorso 3 Luglio 2019.

Malato da qualche anno, Sergio ha dovuto lasciare il suo lavoro di ristoratore da diversi anni, ma ha saputo mantenere sempre vivo il suo interesse professionale. La Redazione di Mirano Magazine porge alla famiglia Milan le più sentite condoglianze per la perdita del caro Sergio

Via Viasana: “Un brano di storia sull’origine del nome” La più attendibile ipotesi per l’attribuzione del nome “Via Viasana”, prende origine dalla nobile famiglia Viazzani che possedeva molti terreni e probabilmente la villa seicentesca già Mocenigo ed ora Ribon. Molte volte nel nostro territorio, in particolare ai margini del Graticolato Romano, le piccole strade prendevano il nome della famiglia più nota. Anche nelle mappe antiche le strade venivano identificate in tale modo. Vedi la strada vicinale Bortolozzo a Campocroce, Marini e Volpato a Zianigo e molte altre nei Comuni della zona. Nel caso “Viasana” la definizione nasce con l’uso del nostro dialetto che trasforma e modifica l’originaria parola per facilitarne la pronuncia togliendo la “ Z “ per sostituirla con la “ S “. La Viasana consiste in una stradina Comunale che unisce la via Don Orione, ultimo lembo del Graticolato Romano, ad Est, con la via Cavin di Sala, mediante un percorso alternato da tratti rettilinei uniti da curve più o meno ampie. In origine attraversava molti terreni

razionalmente coltivati con pochi fabbricati per la residenza e per le strutture rurale annessi ai fondi. Ora confina a Nord con una zona a carattere industriale e Commerciale di notevole dimensione. In parte, a partire da via Don Orione, appartiene alla Parrocchia di Campocroce e il tratto verso il Cavin di sala appartiene alla Parrocchia di Mirano. Questa appartenenza Parrocchiale fornisce alla storia, con la solita attendibilità, la nota che una consistente area con fabbricati, è stata staccata dalla Parrocchia di Mirano e assegnata dal Vescovo di Treviso alla Parrocchia di Campocroce quale premio perché ha provveduto alla sepoltura dei morti colpiti dalla peste intorno al 1600, in sostituzione dei parrocchiani del Capoluogo ai quali spettava il pericoloso compito. Il nuovo confine coincide con la stradina interpoderale che unisce la detta via Sana con la via Canaceo. Ma la cosa più curiosa è che per informare gli addetti alla sepoltura il Parroco di Campocroce faceva 3 brevi

suonate di campane se il morto era uomo e 2 se il morto era femmina, per una disposizione legata al dramma della peste. Evidentemente era l’unico mezzo per comunicare. Oggi a Campocroce la tradizione continua per avvertire la popolazione che è morto un parrocchiano, la campana trasmette 3 suonate per l’uomo e 2 suonate per la femmina. Convinto che la storia, anche con la voce popolare, ci aiuta a conoscere il nostro passato, porgo il mio deferente saluto. Giuseppe Muneratti

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COPERTURE IN LEGNO LAMELLARE E BILAMA – SEGHERIA E COMMERCIO LEGNAMI

GIARDINI, TECNOLOGIA E ROBOT. Non c’è dubbio che il giardinaggio sia una delle attività più antiche praticate dall’uomo: iniziato come un mezzo di produzione di cibo, si è evoluto in un hobby per milioni di persone. Purtroppo, in una società in cui il tempo sembra quasi restringersi, non sempre esiste la possibilità – o la voglia - di passare ore a prendersi cura dello spazio verde. D’altro canto però siamo coscienti che, proprio per i ritmi frenetici della vita di oggi, una vita a contatto con la natura è fondamentale per assicurarci un benessere non solo fisico ma anche mentale. Proprio per queste ragioni, sono numerose le soluzioni create per agevolare la vita degli amanti del verde: la casa non è più l’unica ad essere smart (la casa intelligente, ossia tecnologica) ma anche il giardino lo diventa. Grazie alla tecnologia facilita la vita e, spesso, favorisce un giardinaggio più sostenibile. Ma di cosa si tratta in pratica? Un giardino intelligente include sensori per l’impianto di irrigazione, monitor meteorologici, sistemi di irrigazione automatici e persino rasaerba robot. Chi vivrebbe oggi senza impianto di irrigazione? Probabilmente ancora poche persone che, per motivi diversi, optano per una soluzione diversa.

Però, ormai sempre più persone stanno scegliendo soluzioni automatizzate, soprattutto per il taglio del prato perchè, in questo modo, possono recuperare tempo da destinare ad altre attività. I robot moderni sono efficienti dal punto di vista energetico, sono programmabili e rispetto ai normali rasaerba non hanno emissioni di CO2. Sono caratterizzati da una grande facilità d’uso, sono capaci di prendersi cura di ogni tipologia di prato in completa autonomia e totale sicurezza, da piccoli giardini residenziali, semplici e complessi, fino a grandi aree verdi. Inoltre, con il taglio mulching il prato diventa sano, folto e meno affamato di concimi. La protezione lame impedisce il contatto accidentale con il sistema di taglio mentre i sensori di sicurezza arrestano la lama in caso di sollevamento. Utilizzando l'App si possono impostare i profili degli orari di lavoro del proprio robot, verificarne la geolocalizzazione, isolare e/o lavorare in specifiche zone del giardino e ricevere alert quando il robot esce dal giardino grazie ad un evoluto sistema di antifurto. Questo consente una facilità di utilizzo in completa autonomia nella gestione del prato. Non c’è dubbio che anche il futuro del verde sarà sempre più tecnologico vista l’impellente necessità che abbiamo di alleggerire le nostre vite.

Il Divino Amore Scocca l’ora della “Prima Comunione” Noemi, col vestito bianco e un fascio di rose bianche sei l’emblema della purezza scortata da un mugolo di colombe andrai verso il sentiero che porta, alla mensa del “Divino Amore” ma va non esitare saziati alla mensa del suo Amore sarà felice abbracciandoti ti rilascerà il suo sigillo. Rosa Lepore, 25 maggio 2019

Dal 1930 Bozza Cav. Rainieri & C. è un partner a cui puoi affidare i tuoi progetti, le lavorazioni, le installazioni e manutenzioni di coperture in legno. La nostra è una passione di famiglia, trasformata negli anni in un’impresa che ne tramanda l’esperienza di generazione in generazione. Abbiamo l’obiettivo di dare forma ad ogni copertura in legno certificata, sicura e curata per essere all’altezza dello stile architettonico ricercato. Ci impegniamo ad essere i migliori partner per imprese edili. Conosciamo le dinamiche a cui sono esposti e li supportiamo con un servizio dedicato e con referenti diretti operativi al fianco dell’azienda dove hanno il cantiere. Siamo veri e propri consulenti, capaci di supportare da un punto di vista tecnico ed esecutivo ogni singola fase. Tetti tradizionali o ventilati, con sistemi d’isolamento e coibentazione, in legno bilama, lamellare o al grezzo con una selezione di fornitori certificati, vengono così firmati a regola d’arte da un nostro esperto. È dall’esperienza e dalle relazioni intrecciate con le imprese edili che possiamo dare un servizio di livello ad aziende e privati che cercano diverse coperture in legno come box auto, garage, gazebo, casette da giardino progettate e realizzate anche su misura con lo stemmo metodo progettuale e i processi di verifica adottati per le grandi strutture in legno come tetti e palazzetti da noi eseguiti. Se cerchi invece una selezione di prodotti per il fai-da-te siamo pronti comunque a supportarti nello sviluppo del tuo personale progetto fornendoti legname da carpenteria come tavole in legno massiccio, pannelli, perline o travi di piccole e grandi dimensioni, per dare forma alla tua immaginazione. Siamo nati come una segheria e la nostra esperienza ruota intorno al legno e alle tecniche di progettazione ad esso connesse offrendovi i migliori prodotti per completare al meglio la soluzione offerta. La partnership storica con il più importante produttore di lucernai da tetto Velux ne è un esempio. Lo stesso dicasi per i nostri fornitori diretti di materiali e macchinari per la progettazione e la lavorazione del legno. Siamo in continuo aggiornamento e sviluppo. Questo spazio vuole raccontare in breve quella che è la nostra azienda. Ti invitiamo a passare da noi e conoscere direttamente le persone che portano avanti questa impresa lunga quasi 90 anni. Se hai già una struttura in legno e pensi sia il caso di ristrutturarla, non ti preoccupare, ce ne occupiamo noi. Scopri come farlo in modo semplice ed economico passando da noi in ufficio. Se invece non hai ancora pensato all’inverno, affrettati, la nostra selezione di legna e pellet delle migliori qualità è pronta per essere consegnata a casa tua in modo semplice e ancora per poco con i prezzi pre-stagionali. Puoi venirci a trovare nella nostra sede di Spinea, saremo lieti di accoglierti nei ns. uffici per sviluppare le tue idee in legno. Sapremo trasmetterti da subito l’amore per questo materiale fantastico che la natura ci ha donato. Stefania, Cristina e Alberto Bozza Terza generazione della famiglia Bozza Cav Rainieri & C.

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FUTSAL A MIRANO: QUALE FUTURO CI ASPETTA?

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La prossima stagione agonistica di calcio a 5, o come viene denominato a livello internazionale FUTSAL, vedrà ai nastri di partenza le compagini della squadra del MM AL POZZO, per il 28^ anno consecutivo, prima come Mirano Al Pozzo, poi, dopo la fusione con il Martellago C5, con la nuova denominazione che abbina tradizione e innovazione. La tradizione ci vede protagonisti nel mondo del Futsal Veneto da quasi tre decenni, cercando di lavorare sempre con entusiasmo e determinazione, con rispetto e franchezza, magari a volte fraintese in questo mondo frenetico, ma ai quali valori cerchiamo di attenerci. L’innovazione ci vede proiettati in una dimensione più ampia, un passo intrapreso già nella scorsa annata, con l’iscrizione ai campionati FIGC di una compagine Under 21 e con l’obiettivo di schierare da quest’anno anche una compagine di Under 17. Innovazione, perché si abbina alla novità del Futsal agonistico giovanile a Mirano, anche l’apertura di una nuova sede dove ci si possa identificare e confrontare su questo splendido sport, gettando le basi per un futuro impegnativo ma costruttivo. Questi passaggi risultano fondamentali per offrire ai ragazzi e alle loro famiglie un progetto ed un luogo dove potersi identificare, dove poter insegnare uno sport aggregante e coinvolgente, in un ambiente professionale, ma al contempo molto familiare. Certamente gli obiettivi sono pretenziosi e di ampio respiro, ma non bisogna porsi dei limiti, anzi, si deve alzare sempre di più l’asticella, perché il traguardo è ben lonta-

no. Purtroppo al momento siamo frenati da burocrazia o da storicità, che non ci permettono un utilizzo continuativo nella palestra ‘Corner’, unico impianto nel Comune di Mirano, ad avere le misure necessarie e la struttura architettonica per poter agevolmente svolgere la nostra attività. Ci adeguiamo, come altre società sportive, ad utilizzare più

strutture, non adeguate o addirittura impraticabili a volte, sprecando risorse economiche per dover raddoppiare o triplicare il materiale sportivo, oltre ad uno spreco temporale di allenatori e dirigenti che si devono dividere in più spazi. Abbiamo chiesto, come è nostro uso, di poter usufruire in maniera diversa di questi spazi, in maniera formale e senza calpestare le esigenze altrui, ma l’amministrazione comunale, ancora per quest’anno non ha voluto assecondare quanto chiedevamo e ha pensato bene di rinnovare le ore di utilizzo delle varie palestre, come gli scorsi anni. Rimaniamo molto amareggiati da tale atteggiamento, visto le rassicurazioni che ci erano state fornite, dopo aver esposto il nostro progetto. Siamo consapevoli che altre realtà sportive hanno molti più tesserati e hanno una storicità comunale più longeva, ma se non si vuole provare a cambiare qualcosa, rimarremo sempre fermi nel quotidiano. Altri sport possono essere praticati in strutture più piccole e adeguate, mentre il Futsal ha la sua casa a Mirano nella palestra ’Corner’. A Mirano c’è voglia di calcio a 5, c’è voglia di crescere, ma bisogna compiere un atto di coraggio e destinare i vari impianti a chi meglio competono. Noi non ci lasciamo spaventare e porteremo avanti il nostro progetto, sperando di essere degli apripista per altre società di calcio a 5, perché il futuro è già adesso e si chiama MM AL POZZO.

Foto gruppo dirigenti

Federico Favaretto

Le lezioni condotte da istruttori federali si svolgeranno presso:

Palestra Scuola Elementare “A. Azzolini” - Via Villafranca, 20 Palestra Istituto Tecnico Statale “P. Levi” Via Rosselli, 35

dal 2 Settembre 2019 a Maggio 2020

Via Fante d’Italia ,92 Tel.0422/774165 Giavera del Montello (TV)

Per informazioni e modalità di iscrizione rivolgersi presso:

Segreteria Palestra “A. Azzolini” Lunedì 18.00-19.30 - Giovedì 19.30-21.00 Tel. 041.2685610 a partire da Lunedì 26/08/2019 o telefonando alla istruttrice:

Marialuisa Vanin 338.8648926 oppure scrivici:

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La Polisportiva ANTARES Campocroce ASD promuove corsi di attività motoria e sportiva da diversi anni e propone i propri corsi principalmente nella palestra comunale di Campocroce di Mirano. Le attività sono indirizzate a diversi targhet d’età grazie all’impegno di numerosi tecnici di federazione e laureati in scienze motorie che si occupano dei molteplici corsi. Partiamo dai bimbi dell’asilo, raggruppati nella GYMDANCE che è un’attività motoria dove si sviluppano le capacità condizionali e coordinative necessarie per gettare le basi di qualsiasi specialità sportiva ( schemi motori, equilibrio, ritmo e coordinazione,ecc.).

Per l’età evolutiva che spazia dai 6/7 ai 13/14 anni proponiamo la scelta delle seguenti attività sportive: JU JUTSU → arte marziale giapponese di difesa personale che basa i suoi principi sulle radici del detto “il morbido vince il duro” ovvero nel ju jutsu la forza della quale si necessita proviene proprio dall’avversario. DANZA MODERNA → danza libera da regole rigide che si basa molto sulla capacità d’improvvisazione degli insegnanti nel cogliere espressività, accenti e interpretazione della musica attraverso il corpo. Questo permette ai giovani allievi di cimentarsi con la propria creatività. GINNASTICA ARTISTICA → disciplina olimpica che prevede l’allenamento continuo dei principali elementi che la caratterizzano quali la capovolta, la ruota o la verticale, tipici del “corpo libero”: una delle specialità della ginnastica artistica alla quale si affiancano il volteggio (salto oltre un ostacolo) e la trave (attrezzo dove si compiono elementi artistici ed acrobatici). Arriviamo ora all’età adulta in cui, nella nostra associazione, si può spaziare da corsi a basso impatto come la GINNASTICA PER ADULTI per mantenere la forma fisica, a corsi ad alto impatto come BALLA E BRUCIA per scatenarsi a ritmo di musica, passando per la GINNASTICA POSTURALE attività in cui ci si prende cura del proprio corpo togliendo le tensioni nei punti maggiormente colpiti dalla nostra stressante vita quali collo e schiena. Presso la Polisportiva, particolare attenzione viene riservata alla “terza età”: ai nostri arzilli allievi presentiamo la GINNASTICA DOLCE, attività caratterizzata da semplici ma efficaci esercizi che permettono un fisiologico invecchiamento in un ambiente sereno che li mantiene socialmente attivi. Istruttori e volontari si adoperano da anni per portare avanti con serietà e dedizione quello che noi consideriamo una missione: la salute ed il benessere attraverso l’attività motoria per tutte le età.

BALLA E BRUCIA Adulti

MARTEDÌ - GIOVEDÌ 20.00 / 21.00 333 3063479 (info corso Sonia)

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FEDERICO FAVARETTO: “STIAMO PER INIZIARE UNA NUOVA STAGIONE DI FUTSAL” “Stiamo per iniziare una nuova stagione di futsal. Ogni anno si comincia con grande entusiasmo e con forti aspettative, ma in particolare quest’anno si respira un’aria nuova, frizzante, carica di buoni propositi – spiega il presidente Favaretto Abbiamo voluto cambiare e rivolgerci di più verso i giovani, magari senza esperienza, ma con una carica agonistica senza pari. Certo cambiare è difficile e rischioso, ma dovevamo dare una svolta definitiva per impostare la strada concordata tra tutti i dirigenti. Il Pozzo è da anni una realtà consolidata nel panorama del futsal veneto, ma vogliamo essere un punto di riferimento anche per i giovani del miranese che si stanno sempre più appassionando a questo splendido sport. Stiamo consolidando le basi per costruire un grande futuro, che ci vedrà sicuri protagonisti nel Calcio a 5 regionale”. Sulla stessa linea mister De Santis: “Veniamo da una stagione decisamente complicata, ma sicuramente costruttiva si è cercato di far tesoro degli errori passati e si è convenuto sulla necessità di un cambio di mentalità a 360 gradi.

L'inserimento del preparatore atletico si deve leggere in quest'ottica, stiamo parlando di ex giocatore professionista che andrà a svolgere un lavoro specifico con una seduta settimanale appositamente dedicata alla tecnica di base ed al lavoro atletico. Si respira un aria di rinnovamento, in tutti noi c'è grandissima voglia di riscatto, siamo consapevoli che la squadra è molto giovane, probabilmente la più giovane della categoria e che quindi potrà concedere qualcosa in termini di esperienza e malizia, ma siamo altrettanto convinti che la freschezza, la fame, la determinazione ed il senso di appartenenza dei ns giovani ci permetteranno di raggiungere gli obiettivi prefissati”. LA ROSA: ZAMBONIN RICCARDO; SANTINON BRAYAN; CAPUZZO FEDERICO; RONCHIN SIMONE; PIPIA GABRIELE; BOTOSSO ENRICO; GAGGIATO MARCO; RIOS ACOSTA; MANENTE LEONARDO; ROCCO COSMO; DEL BIANCO NICOLO’; BELLIO SASHA; GARBIN NICOLA; FERRO GIUSEPPE; TORRISI MATTEO Giorgio Pesce

RINNOVAMENTO: “IL NUOVO CORSO DELL’ASD MM AL POZZO” Rinnovamento. E’ questa la parola che simboleggia alla perfezione il nuovo corso dell’MM al Pozzo, società nata due anni fa dalla fusione tra il Mirano Al Pozzo e il Martellago Calcio a 5. Rinnovamento della rosa, dei progetti, dei metodi d’allenamento. Dopo l’ultima stagione di serie C2, condita da una salvezza ottenuta all’ultima giornata e da tante partite sofferte, l’MM si presenta ai nastri di partenza con un abito completamente nuovo. Restano, però, delle certezze e dei punti fermi. La prima: il presidente Federico Favaretto, anima e fondatore della società, ancora in prima linea per far avvicinare questo meraviglioso sport ai ragazzi del comprensorio miranese. La seconda: mister Mario De Santis, allenatore conosciuto in tutto il Veneziano, confermato alla guida della squadra. Ma c’è un punto fermo ancor più grande delle singole persone che fanno parte della famiglia “Pozzo”: quel punto fermo si chiama "passione". La passione che ci stanno mettendo i ragazzi in questi primi giorni di preparazione, la passione che ci sta mettendo lo staff tecnico curando ogni minimo dettaglio e la passione che ci mettono, ogni sera, i tanti dirigenti e accompagnatori che vivono questa società come fosse una sorta di seconda casa. La stagione 2019-2010 è iniziata ufficialmente con una bicchierata di buon augurio

alla macelleria di Moreno Favaretto in piazzetta Aldo Moro, a Mirano, ed è proseguita con i primi allenamenti allo stadio comunale di Mirano. Da una parte i ragazzi della Miranese Calcio impegnati nel campionato di Promozione, dall’altra i giovani dell’MM Al Pozzo pronti alla nuova C2 di calcio a 5. Due sport diversi, lo stesso spirito. La rosa della prima squadra vede la conferma di uno “zoccolo duro” ed è stata integrata con diversi innesti, soprattutto giovani. Già, i giovani: è questa la grande scommessa della società, perché la media-età è forse la più bassa dell’intero campionato. Un’altra importante novità è l’introduzione di una nuova figura all’interno dello staff: il preparatore atletico che seguirà sia la prima squadra che l’under 21. Gli allenamenti si svolgono nelle palestre del liceo Majorana e dell’istituto 8 Marzo, le partite sempre al Majorana (l’Under 21 il sabato pomeriggio, la prima squadra il venerdì sera). La stagione è già scattata, ma la famiglia dell’MM al Pozzo continua a guardarsi attorno, alla ricerca di nuovi giovani che vogliano abbracciare con entusiasmo questo sport. L’obiettivo è ottenere risultati, ma anche e soprattutto stare insieme: colpi di tacco, giocate di suola e tiri in porta, quindi, ma anche pizze in compagnia, scherzi e risate. Giorgio Pesce


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vede l’associazione La Colonna onlus – Lesioni spinali al fianco dell’Officina. Prima donando due preziose carrozzine ai due ragazzi che si sono avvicinati a questa disciplina, poi regalando divise e attrezzature complete ai tre sciabolatori al lavoro nella sala di Scaltenigo. Ma il lavoro del maestro Carrara si è visto anche nel settore Gpg, dove gli Under 14 miranesi si sono fatti valere portando a casa titoli regionali, interregionali e ben figurando anche alle finali nazionali di Riccione. Su tutti Filippo Simionato, che sta crescendo moltissimo, punta di diamante di un gruppo che può dare tante altre soddisfazioni nei prossimi anni. Quindi va segnalato il bronzo in Coppa Italia di Filip Verzea tra i Cadetti, e poi la lunga sequenza di vittorie dei master. In primis Claudia Bandieri, professoressa instancabile, che ha vinto l’oro a squadre ai Mondiali, mentre i bronzi individuali sono arrivati agli Europei con Paolo Busi e Oliver Emmerich. Tutti e tre sono stati grandi protagonisti anche della stagione italiana, conquistando vittorie in più tappe del Circuito nazionale master e medaglie tricolori alle finali, con il ritorno sul podio anche della squadra maschile. La riorganizzazione degli spazi di lavoro della sala, con la posa di due nuove pedane, permette ora una situazione ottimale per gli sciabolatori miranesi. L’estate servirà a sistemare gli ultimi tasselli, con l’Officina pronta a ripartire in vista della nuova stagione, la 12^ della sua storia, sugli stessi fronti di quella conclusa in giugno. L’obiettivo sarà

sempre quello di riconfermarsi e di migliorare. A questo si aggiunge l’attività del gruppo “OFFICINA DELLA DANZA” che opera dal 2003 nell’adiacente sala del centro civico di Scaltenigo. Anche in questo nuovo anno vengono proposti corsi di danza classica, contemporanea, modern e hip hop, la scuola è diretta da Patrizia Savoldi, diplomata alla Royal Academy di Londra. La Royal Academy of Dance (RAD) è una accademia di danza fondata nel 1920 e diffusa a livello internazionale. Sede centrale a Londra, nasce il 31 dicembre 1920 con il nome Association of Operatic Dancing in Great Britain, dalla riunione dei rappresentanti dei cinque maggiori metodi di insegnamento, con il preciso intento di contribuire all'elevazione degli standard di insegnamento.

IL SAPORE DELLA FELICITÀ… GOLD Come tutte le storie romantiche (e noi siamo molto romantici e poco calcolatori) abbiamo scritto un lieto fine a questa stagione sportiva. E chi l’avrebbe pensato dopo una partenza ad handicap come quella di questa annata? Consapevoli delle qualità tecniche e umane di questo gruppo di “pazzi” (come simpaticamente si autodefiniscono), la Società ha voluto scommettere sulla sete di riscatto degli esperti storici, reduci da una traumatica 10^ posizione dell’anno precedente, inserendo l’abilità balistica di Luca. Le cose hanno faticato a decollare, e per alcune alchimie iniziali, ci siamo ritrovati nel fondo della classifica, finché la decisione di coach Girotto (ringraziandolo per il testimone qualitativo lasciato in eredità) ha aperto l’opportunità ad un “primizio” Cibin. Una scommessa vinta dal presidente, per un ragazzo entrato in punta di piedi, ma subito considerato dallo spogliatoio. Umiltà, serenità e competenze tecniche che hanno trasmesso alla squadra quell’energia necessaria per la risalita ai livelli più tranquilli e consoni al gruppo. L’esperienza di Federico, Alberto, Riccardo e Pippo ha favorito la coesione di una squadra che non si è mai persa, e con un lavoro serio e costante negli allenamenti, ha costruito delle certezze che un po' alla volta hanno consentito di recuperare la situazione iniziale. Dal fortino della Villafranca (una sola sconfitta interna) si è partiti per poi cominciare anche con scorribande in casa altrui. Questa stagione ha anche permesso di recuperare due giocatori, sui quali la Società ha sempre creduto: Paolo, pienamente recuperato fisicamente, aveva bisogno di ritrovare la costanza di gioco, e soprattutto Mattia, che con un lunghissimo percorso ha visto il suo rientro solo per qualche gara nel finale, ma che ha partecipato con immutato entusiasmo a tutte le emozioni dalla panchina! Gli “affezionati” Giulio, Alvise e Ricky hanno contribuito con apporti differenti, ma sempre fondamentali a consolidare la

solidità di un gruppo che aveva bisogno dei “falegnami” della qualità! La freschezza e la curiosità giovanile portate da Rubens, Francesco Thomas e Samuele, oltre a naturalmente quegli spazi in partita che sono riusciti a “rubare” durante il Campionato. Tutto lo staff tecnico, dalla “solidità” fisica, mentale ed emotiva di Charlie, che ha subito per tutto l’anno impropri che la squadra ha risparmiato alle reali “giacchette grigie”, alla metabolicità mentale”di Simone, che attraverso una lungimirante azione “conservatrice” ha permesso a tutti,di durare fino alla fine di maggio! E’ stato un percorso duro, affascinante ma molto emozionante: un gruppo che non si è mai abbattuto, ma ha dimostrato sul parquet, di quale caratura sono fatte queste PERSONE! Un messaggio che è arrivato a moltissimi supporters ( quelli con la S maiuscola): se è vero che la vittoria richiama facil-

mente il tifoso, vogliamo sottolineare non solo la quantità dell’appoggio, nelle singole partite (secondo gli organizzatori almeno 150 persone a Carrè!)ma la qualità del sostegno apportato! Nella serie di play-off, in tutte le palestre, abbiamo potuto notare una presenza di mini atleti a dar lustro all’evento, e soprattutto di un sanissimo calore, che ha reso ogni sfida uno spettacolo sportivo come tutti noi crediamo debba essere! Un ringraziamento a questi ragazzi, per un’impresa che ha emozionato, molta gente legata a questi colori: è un traguardo storico, un livello finora mai raggiunto, e questo ci renderà sempre grati alla diffusione di un immagine positiva nel panorama cestistico del territorio. Adesso godiamoci la Festa, per pensare al futuro aspettiamo qualche giorno! Grazie ragazzi! F.B.

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UNIONE CICLISTICA MIRANO

“OFFICINA DELLA SCHERMA MIRANO E OFFICINA DELLA DANZA” Undici, come il numero delle stagioni concluse fin qui dall’Officina della Scherma Mirano, e 52 le medaglie conquistate nell’annata 2018/19 dagli allievi del maestro Vittorio Carrara. Nella sala di Scaltenigo il lavoro prosegue e con ottimi frutti. Piazzamenti arrivati in tutte le categorie, a partire dai bambini più piccoli all’esordio in pedana, fino ai master che si sono fatti valere nelle gare veterani in Italia e nel mondo. La sciabola in provincia di Venezia fa rima con Officina della Scherma, ma pure l’attività paralimpica. E’ infatti bene ricordare che la sala del maestro Carrara è la sola nel Veneziano impegnata con quest’arma. E partendo proprio da tale aspetto, vale oro la medaglia di bronzo vinta ai campionati italiani paralimpici di Palermo da Nicola D’Ambra, al rientro alle gare dopo quasi un anno. Una realtà per la scherma in carrozzina, e da anni ai vertici nazionali. Un settore, quello paralimpico, che da due anni

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Era il 28 ottobre 1968 quando un gruppo di illuminati miranesi amanti della bicicletta fondarono “L’Unione Ciclistica Mirano”, e come logica conseguenza la società è entrata nel ristretto novero delle società sportive cinquantennarie. Ciò che lega i fondatori di allora al Consiglio Direttivo di oggi, ci confida il presidente Paolo Mario Bustreo, sono la passione e l’amore per questo magico sport che è il ciclismo. In questi cinquanta anni l’U.C. Mirano è divenuta uno dei più gloriosi sodalizi a livello nazionale; con i suoi ragazzi è riuscita a vincere maglie tricolori, titoli regionali e provinciali sia su strada che su pista. La vecchia signora, come spesso viene sopranominata, continua con successo ed entusiasmo la sua attività da sempre dedicata al settore giovanile sapendo svolgere con assoluta competenza sia attività ludica, agonistica e organizzativa per consentire a ragazze e ragazzi del territorio di provare l’esperienza del ciclismo agonistico in sicurezza. Nel 2019 vestono i colori della società bianco nero 40 tesserati tra i 7 e i 16 anni: 15 Allievi, 5 Esordienti e 20 Giovanissimi, seguiti da tecnici riconosciuti dalla Federazione Ciclistica Italiana e da tanti altri volontari che gravitano attorno al team, oltre ad una quarantina di cicloturisti guidati dal capogruppo Fabrizio Salviato. “Per noi il ciclismo è un’esperienza di crescita attraverso la pratica di uno sport che insegna i valori dell’impegno, della costanza e dell’attitudine al lavoro di squadra, ma allo stesso tempo anche al confronto con se stessi - riassume Paolo Mario Bustreo. Un’esperienza di crescita che riguarda sia i ragazzi e le ragazze che aiutiamo ad avvicinarsi all’uso della bicicletta, sia i nostri volontari che dedicano il proprio tempo e le proprie competenze al progetto. I direttori sportivi e gli atleti sono già al lavoro per organizzare l’attività 2020, insieme alle famiglie, continuando a portare

avanti la nostra idea di ciclismo, che vede la crescita personale come obiettivo primario”. I valori come impegno, costanza e sacrificio, sono centrali nel progetto di ciclismo dell’U.C. Mirano, in quanto ritenuti fondamentali per la crescita personale, in una società che vuole formare uomini, non campioni, tutto questo uniti ad una accurata attenzione ai risultati scolastici che rimangono di primaria importanza. L’attività di avviamento al ciclismo prevede allenamenti e gare, partecipando agli appuntamenti del calendario ciclistico regionale e nazionale con i propri tesserati; non mancano occasioni in cui anche bambini e bambine non tesserati possono provare l’emozione di salire su una vera bicicletta da corsa in sicurezza. L’U.C. Mirano porta la propria esperienza anche nelle scuole, raccontando ai ragazzi la storia della bicicletta, dalla sua nascita alla sua evoluzione fino ad arrivare ai modelli del giorno d’oggi. Oltre a questo nel programma viene inserito anche la parte di sicurezza stradale. In parallelo alla sua gloriosa storia agonistico/sportiva l’U.C. Mirano mantiene tutt’ora un ruolo di club organizzatore sia di gare per giovanissimi che per le categorie esordienti e allievi. Ma il fiore all’occhiello rimane sempre la manifestazione intitolata “Notturna Città di Mirano” organizzata nella centralissima Piazza Martiri che viene organizzata da oltre trent’anni e che anche quest’’anno si svolgerà in data 12 luglio, gara riservata alla categoria giovanissimi G5 e G6, esordienti primo e secondo anno e allievi Una gara tipo pista che raccoglie un gran pubblico, le manifestazione precedenti hanno sempre visto circa un migliaio di spettatori a riempire la piazza.. Di tutto questo, continua il presidente Paolo Mario Bustreo, devo ringraziare l’amico e vice presidente Giorgio Manera, ì tecnici e accompagnatori per la dedizione e la professionalità con

qui seguono i nostri ragazzi, dedicando loro tutto il loro tempo disponibile. Il mio primo grazie lo devo ai Fratelli Sandro e Marino Bettuolo che ritengo siano il motore e l’anima del settore agonistico e ai loro collaboratori Otello Pennazzato, Favaretto Emilio e Oscar Giacomello. Per il settore giovanissimi un grazie a Luigi Zampieri, Marcello Baracco, all’infaticabile accompagnatore e segretario Cazzin Gianfranco e Francesco Manera. Un grazie veramente di cuore lo voglio dedicare anche al gruppo dei cicloturisti, cappeggiati da Fabrizio Salviato sostenuto dal veterani Gianni Gallo, Sandro Schivalocchi e dal sempre presente Sandro Milan, ora anche D.S.. Un gruppo con la grande passione della biciclette e del ciclismo che oltre ad essere di esempio per i nostri giovani e sempre presente e sostenitore del settore agonistico.

L’ultimo saluto e un doveroso grazie lo devo sicuramente ai nostri sponsor, che desidero citare: Dynatec, Tecno Trade Srl di Michele Vivian, Studio Associato Bustreo, Linova Impianti di Sandro Chinellato, Werent, Impresa Edile Luigi Zampieri, Edil 2 B di Michele Baracco, Ristorante Il Burchiello di Giuseppe Carraro, Maurizio Simionato, Enn&B Srl , Neptune Srl,Marisub Snc, l'Amico Plinio. Senza di loro non riusciremmo mai a realizzare i nostri sogni e portare avanti una passione che come dicevo oramai dura da oltre 50 anni e vi assicuro non è poco. Grazie Francesco. Paolo Trevisanato

BORA BORA POLINESIA Ha meno di 9000 abitanti ma è famosa in tutto il mondo. Ha una circonferenza di meno di 30 km ma per molti è qui che si trova il paradiso. Bora Bora perla tra le perle della Polinesia francese, per qualcuno l’isola più bella del sud del Pacifico. Per altri, la più bella al mondo. Una esagerazione? Probabilmente si. Ma resta il fatto che qui pittori, artisti e amanti del bello hanno da sempre trovato ispirazione. E che ognuno di noi resta rapito di fronte alle spiagge di sabbia bianca affacciate su lagune piene di vita e di colori. E non a caso, ormai da decenni, chi può si sceglie per il viaggio di nozze questa meta con i suoi bungalow sospesi sull’acqua. Se arrivano anche vip come Keith Urban e Nicole Kidmanf , un motivo ci sarà. Sfogliare una guida di Bora Bora è decisamente semplice: l’isola sorge al centro di una laguna, circondata a nord e a est da due lunghi motu – ovvero rilievi sabbioso che sporgono di poco dall’acqua al margine delle barriere coralline : sono Motu Mute (dove si trova l’aeroporto) e Motu Piti Aau. A nord-est la barriera corallina affiora con piccoli lembi sabbiosi, mentre a sud-ovest sorge un altro motu chiamato Toopua. C’è anche un isolotto chiamato Teavanui che segnala il punto in cui la barriera corallina si interrompe. E’ da qui che la laguna e il mare aperto dialogano e attraverso cui passano le navi e i pesci. Per il resto la barriera corallina cinge Bora Bora come una diga. O se preferite con una boa di

coralli e colori. Bora Bora è un’isola piccola ma resa speciale dall’improvviso innalzarsi del monte Otemanu, che raggiunge i 720 metri. Partendo dallo zero del mare si staglia come una guglia e lo si vede quindi da molto lontano. Per visitare l’interno si possono usare delle auto a noleggio – meglio 4×4 – con cui esplorare le strade che si infilano nella vegetazione fino ai punti panoramici. Ma sono strade strette e spesso maltenute. E una sola è asfaltata. Per i più sportivi degli scarponcini da trekking permettono di seguire la trama dei sentieri nel verde. Per arrivare alla spiaggia più grande dell’isola principale, Matira, si deve andare verso la punta più a sud dove oltre alla spiaggia si trovano anche vari hotel e ristoranti. A differenza di Tahiti e Moorea, la maggior parte dei resort turistici di Bora Bora non si trova sull’isola vera e propria, ma piuttosto sul bordo dei piccoli motu che la circondano. Per questo motivo, molto probabilmente viaggerete dall’aeroporto al vostro resort via barca e una barca sarà il mezzo di trasporto con cui vi muoverete più frequente. Per le località situate sull’isola principale, c’è la possibilità di prendere il traghetto per il villaggio portuale di Vaitape, dove il trasporto via terra è disponibile per le singole località. Bora Bora non ha una vera città ma il suo più grande villaggio e porto principale è Vaitape, che ospita alcune dozzine di negozi e diversi ristoranti e bar sul lungomare.

Questo è il luogo giusto per fare spesa e scoprire l’artigianato che propone, ovviamente, souvenir esclusivi come le perle nere di Tahiti, gioielli di conchiglie, pareo dai mille colori, sculture in legno e oli profumati. Per scoprire Vaitape è piacevole e sufficiente una breve passeggiata anche perché è generalmente molto tranquilla soprattutto durante la lunga pausa dei negozi del mezzogiorno. Tranne quando le navi da crociera sono in porto. Arrivare a Bora Bora è di per sé uno spettacolo visto che il volo permette di vedere all’orizzonte il monte Otemanu che sorge all’improvviso come un picco verde circondato da acqua azzurra. Avvicinandosi poi si cominciano a scorgere i resort di lusso, con i bungalow dai tetti di paglia e le lunghe passerelle stese sul mare. L’aeroporto sorge su un motu ed è stato costruito durante la seconda guerra mondiale dalle truppe americane. Qui arrivano diversi voli giornalieri di Air Tahiti con aerei turboelica dall’aeroporto internazionale di Faa’a a Papeete e dall’aeroporto più piccolo di Moorea, oltre ai collegamenti da diverse altre isole della Polinesia francese. Quando sbarcherete verrete accolti dalle dolci note della musica polinesiana e dalla fragranza dei fiori di tiare. Per il resto la differenza la farà il mare: snorkeling, immersioni ma anche semplici nuotate vi porteranno verso un paradiso di acqua

calda e pesci colorati. In molti punti della laguna si può nuotare tra gli squali e le razze anche mescolandosi a loro. In ogni punto la trasparenza dell’acqua è straordinaria e anche chi non ha dimestichezza coi fondali vivrà esperienze uniche. Il clima a Bora Bora e nelle isole circostanti è tropicale con una stagione umida e una secca. La stagione umida (l’estate) va da novembre fino ad aprile e cadono tre quarti delle piogge dell’anno con un alto tasso di umidità e la temperatura di 30 °C. La stagione secca va da maggio ad ottobre e in questo periodo il turismo è al suo picco nell’isola. Durante questi mesi le temperature di abbassano di pochi gradi e la pioggia è rara, la temperatura dell’acqua è calda. Ma in compenso i prezzi schizzano verso l’alto.

Rudy De Pol


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1919 – 2019 – CENTENARIO U.S. MIRANESE CALCIO Domenica 9 giugno scorso, una splendida giornata di sole ha fatto da cornice ai festeggiamenti per il Centenario dell’U.S. Miranese Calcio. Al grande happening che è durato quasi l’intera giornata, hanno partecipato tantissimi ex. giocatori, allenatori, presidenti, dirigenti, collaboratori e sostenitori che si sono avvicendati nei vari anni, e tantissimi tifosi che da sempre hanno dimostrato l’attaccamento ai gloriosi colori bianconeri. La giornata ha avuto inizio alle nove con la Santa Messa celebrata da Mons. Artemio Favaro, alla quale hanno partecipato veramente in parecchi. Dopo il benvenuto a tutti i presenti, da parte dello speaker Paolo Morlotti, ha preso la parola il Coordinatore del Centenario Paolo Antigo, che ha citato gli esordi della Miranese, avvenuti in un momento storico particolare come la fine della Prima Guerra mondiale e la grande voglia di ricostruire l’Italia anche attraverso lo sport, come poteva essere il gioco del calcio. A ricordare tutti gli altri decenni della Miranese, fino ai giorni nostri, sono intervenuti sul palco due dirigenti che hanno dato e continuano a dare il loro importante contributo e quotidiano impegno al sodalizio Bianconero, Giampaolo Bottacin e Vittorio Carraro. I due dirigenti, Bottacin per la Società e Carraro quale esperto conoscitore del Settore Giovanile Bianconero, hanno intrattenuto i presenti, fornendo dati e ricordi che hanno descritto molto bene i cento anni di attività sportiva calcistica a Mirano. Al termine dell’interessante ed avvincente storia della Miranese, è intervenuta la Sindaca del Comune di Mirano, la Dott.ssa Maria Rosa Pavanello, che ha ancora una volta sottolineato l’importanza di fare calcio e sport in genere a Mirano e nel contempo essere orgogliosa di poter fare i complimenti alla Miranese Calcio per i suoi Cento anni, rappresentando forse l’unica società sportiva Miranese e quasi certamente di un ben più ampio territorio, che possa fregiarsi di una così longeva attività sportiva. Dopo la prima cittadina di Mirano sono intervenuti il Presidente della FIGC Provinciale Giuseppe Ruzza e del Dirigente sempre della FIGC, Dino Brusafero, i quali hanno manifestato tutto il proprio

orgoglio di poter annoverare una Società come la Miranese Calcio fra la ristretta Elitè delle Società Centenarie. A questo punto delle celebrazioni, un momento molto particolare e ricco di significato e patos, la presentazione dell’Inno ufficiale della Miranese, fortemente voluto e lasciatoci quasi in una ideale eredità, dal compianto ed indimenticabile Dirigente della Miranese Piero Stella, rappresentato nell’occasione dalla moglie Annalisa Granata e dalla figlia Samuela.

L’inno è stato scritto dal Maestro Francesco Signor e cantato dal figlio Andrea a lungo applauditi. Dopo l’Inno sono stati chiamati sul palco due giocatori che si sono particolarmente distinti sia in ambito nazionale che internazionale, Luciano Favero e Michele Centenaro. Il primo lo ricordiamo tutti come importante giocatore Miranese e della Juventus, presente nell’infausta serata di Finale della Coppa dei Campioni, il 29 maggio 1985 allo Stadio Heysel in Belgio, dove i bianconeri della Juve si imposero sul Liverpool aggiudicandosi una Coppa dei Campioni molto particolare. Il secondo è Michele Centenaro, giocatore Miranese di ottimo livello, che a fine carriera ha saputo dimostrare le proprie capacità manageriali come Delegato UEFA, più volte chiamato dall’allora Presidente Michel Platini. Centenaro, tuttora vive ed opera in Svizzera, sempre in ambito calcistico, ma quando ha saputo del Centenario della

Miranese vi ha aderito immediatamente con interesse. Dopo la parentesi internazionale, è stata la volta dei Presidenti che in Cento anni si sono avvicendati, ne citiamo tre su tutti, Gianni Carraro, il più anziano presente alle celebrazioni, Gianni Pagotto che per molti anni ha sostenuto le sorti di Miranese sia economicamente che con la propria presenza, ottenendo ottimi risultati calcistici ed alcune promozioni. Il compianto Roberto Cappelletto, che con entusiasmo

e capacità ha condotto egregiamente le sorti dei Bianconeri ed è stato inoltre Sindaco di Mirano. Altro momento particolare, la presenza sul palco di quasi tutta la squadra che nel 1974 ottenne il massimo risultato calcistico della Miranese, ovvero la vittoria della Coppa Italia, con l’allora Presidente Ennio Frasson. A tutti i “ragazzi” della allora squadra della Coppa Italia è stata consegnata e subito indossata, la maglia commemorativa, creata appositamente per il centenario. Di giocatori che hanno vestito i gloriosi colori della Miranese ve ne sono certamente moltissimi e citarli tutti sarebbe impossibile e citarne solo alcuni si rischierebbe di mancare di rispetto a tutti gli altri, tuttavia nel libro del Centenario troviamo moltissimi di loro. Per far scendere in campo tutti i giocatori della Miranese, in tutti questi cento anni di calcio, c’è stato bisogno di altrettante persone che si sono date da fare in vari modi; da-

gli allenatori, ai dirigenti, ai segretari, ai collaboratori, agli sponsor e naturalmente i tifosi. Anche in questo caso impossibile citarli tutti, ma tutti questi sanno di aver in qualche modo contribuito a dare una parte del proprio impegno e di tempo libero alla Miranese, e con orgoglio possono affermare “io c’ero”. La giornata commemorativa del Centenario, si è conclusa con la “Partita della Solidarietà” fra la Miranese Team e la Tv Pressing, terminata per la cronaca 2 a 2, dove i fondi raccolti, circa 500 Euro, sono stati destinati all’Anffas Riviera del Brenta che si occupa dell’assistenza ai disabili. I festeggiamenti del Centenario, hanno coinciso con l’ultima uscita pubblica del Presidente Marino Toniolo, il quale a causa di motivati e inderogabili impegni personali e di lavoro, nei giorni successivi ha dato le dimissioni. Il 12 luglio scorso, si è riunito così il Consiglio Direttivo dell’US. Miranese che ha doverosamente ringraziato Marino Toniolo, per l’impegno personale e per quanto ha saputo dare in questi quasi cinque anni di presidenza. Toniolo rimarrà comunque sia nel Consiglio Direttivo, con l’incarico di Vice Presidente che fra gli Sponsor. Ad avvicendare il Presidente uscente Toniolo, unanimemente è stato eletto nel medesimo Direttivo, Paolo Antigo, dirigente della Trivengas, per anni vicino al mondo del calcio, come corrispondente de la Nuova Venezia ed in particolare della Miranese, descrivendone per quasi un decennio le sorti calcistiche sul campo, accanto all’amico e collega del Gazzettino Pino Moggian. Al neo Presidente Paolo Antigo il compito di entrare immediatamente nei vari settori della Miranese, dalla prima squadra a quello giovanile, ed essere così il più vicino possibile a tutti coloro che quotidianamente portano avanti con serietà ed impegno il proprio compito, ovvero tutte quelle persone che fanno si che a Mirano si giochi al calcio da cento anni e lo si continui a fare per altrettanti anni.

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Dai Laghi Masuri (Polonia) a Vetrego - puntata Feriale -

Mangiare e bere da Gino...dove (non) occorre il palato sopraffino!

Leggendo l’ultimo numero del giornalino “Evviva Vetrego” balza subito all’occhio il problema delle discariche abusive ed immondizie varie. Un elogio ai “segnalatori” di tali irregolarità. Purtroppo non sono solo i vetreghesi, ma sembra (la maggior parte) che altri paesi approfittano di questa situazione e come dice il responsabile di “Evviva Vetrego”, rendete noto con foto segnaletiche questi incivili disservizi. Vogliamo forse che la piccola Vetrego, facendo le dovute proporzioni, diventi come Roma-Capitale, come la televisione quotidianamente ci fa vedere! Sul lato sportivo si parla e “straparla” del futuro campo di calcio (addirittura di un palazetto per lo sport?!), una come disse il noto filosofo “l’avventura si ricaricherà e “ chi vivrà … vedrà! Poco empo fa si sono festeggiati i cento (100) anni della Miranese Calcio. A questa gradita ricorrenza hanno partecipato alcune “vecchie glorie” di allora e anche attuali. Citarle tutte è un elenco troppo lungo; a partire dal primo Presidente, ai giocatori d addetti alla gloriosa società. Oltre un centinaio sono state le premiazioni ed i riconoscimenti. Qualcuno però era tristemente mancato: Pietro Stella, Giuseppe Cazzin (Bepi Nossolo) e l’indimenticabile Pino Maggiore. Quest’ultimo, nel suo noto ufficio “da Plinio” sapeva tutto della Miranese Calcio. Le sue cronache nelle pagine sportive del Gazzettino erano lette da tutto il popolo miranese. Per concludere una ben riuscita “rentree bianconera”! Ma torniamo alle cose nostre polacche. Anche quest’anno “l’Olindo’s Camp “ del Gaffarello ci ha ospitato per l’attività estiva, esplicitamente voluta dal nostro “cursore” Fernando Bozza. A proposito, proprio in questi giorni ricorre il suo compleanno. Auguri vivissimi dall’Ambasciata Polacca che lo cita come persona altamente meritevole non solo dal lato sportivo. Il gruppo amatoriale Gornik F.C. Mirano è orgoglioso di averlo come Super Socio. Ultima nota molto importante! Si è aggregato alla nostra equipe amatoriale il preparatore atletico-fitness Ranzato Davide: chi è costui? E’ stato per anni al seguito dell’attuale allenatore della Juventus Sarri sin dai tempi dell’Empoli, poi a Napoli, poi al Chelsea di Londra ed ora è approdato alla Juventus. Egli ha dimostrato molta simpatia per il ns. gruppo e, tempo permettendo, si unirà affabilmente alle nostre partitelle (!!!). Infine, come ogni anno è doveroso ricordare che sono aperte le iscrizioni per l’anno 2019-2020, con le modalità e procedimenti delle altre annate. Questo è quanto accaduto in questi due mesi. Per chi ha già usufruito delle ferie, un sereno ritorno al lavoro quotidiano e per noi pensionati tanta salute e benessere.

Ed eccoci al consueto appuntamento culinario con lo “chef de cuisine” Presentare le ricette del nostro buon chef amatoriale - polacco non è sempre facile. Egli nel suo banco di prova segue il suo estro. Queste sue ricette sono di pura sua invenzione e pertanto, come alludevo precedentemente “l’istinto” la fa da padrone. L’esimio ed illustre Arrigo Cipriani (Harrys Bar) ed il giornalista del Gazzettino di Venezia ci ricordano che i veri chef devono stare in cucina e non fare bella presenza su tutti gli schemi televisivi!!! Questa ultima ricetta è un po’ particolare ed è dedicata ad un compleanno speciale come in altre parti ho citato (dott. Fernando Bozza). Augurissimi CALAMARATA Ingredienti per 4 persone 400 gr. di calamarata di gragnano 500 gr. di calamari 300 gr. pomodorini ciliegini rossi e gialla 3 spicchi d’aglio Peperoncino Prezzemolo tritato 2 bicchieri di prosecco

PROCEDIMENTO: Pulire i calamari e tagliarli a rondelle. In una padella con un filo d’olio dorare l’aglio schiacciato e il peperoncino, aggiungere i calamari e scottarli per un paio di minuti, sfumare con un bicchiere di prosecco, (l’altro è per chi cucina), aggiungere i pomodorini tagliati a metà e ultimare la cottura per alcuni minuti, regolare di sale. Nel frattempo avremmo messo a cuocere la pasta in acqua salata, due minuti prima di finire la cottura, scolarla e conservare due mestoli d’acqua. Versare nella padella la pasta e i due mestoli d’acqua ultimando la cottura, saltare in padella e aggiungere il prezzemolo tritato. Prosit (Stolat-Stolat) e tanta salute. Arrivederci alla prossima PORTATA!

Evviva il Gornik F.C. Mirano

Paolo Antigo

Silvano Bertoldo Presidente Gornik F.C.

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BUSHIDŌ Titolo per Titolo: Il limite è la linea di fondo…?

Ho sempre parlato della nostra rinomata squadra amatoriale polacca (Görnik FC- Mirano) dissertando brevemente su questo o quest’altro componente. Qualche accenno è stato fatto sul nostro gioco, sul nostro “mister” e sul prelibato “terzo tempo”. Questa volta è il turno del capostipite: il nostro “guru” per eccellenza. Si parla, naturalmente, del nostro inestimabile Gianni Titolo del quale, in poche righe, è un po’ difficile descrivere caratteristiche e qualità. È l’origine e da questa origine nascono tutte le novità ed iniziative. La nascita stessa della compagine dei Görnik FC- Mirano è opera sua e di qualche altro. L’invenzione stessa dello stemma, che appare sulle nostre divise: l’aquila polacca è fra le più eclatanti delle sue “invenzioni”. Questa creatività esplosiva gli vale il titolo di Gianni “Tritolo”. A lui si deve la nascita del teatro surreale ed a questi spettacoli si sono letteralmente “scompisciate” intere famiglie e tanti miranesi e non. Sicuramente l’acme è stato raggiunto con l’inno della nostra squadra (parole di Titolo e musica del grande maestro Gambato). Si può andare anche oltre la linea di fondo e, dopo aver passato la ferrovia (la Vene-

zia-Milano, che passa per Vetrego, naturalmente!), proseguire finché lo sguardo vede l’orizzonte. Ci sarà sempre un punto dove lo sguardo vede l’orizzonte e più ci spostiamo verso di esso più continuerà a tentare di raggiungerlo. Il “Bushidō dei samurai” da sempre persegue gli obiettivi che ha sempre creato e realizzato e che, quasi per miracolo, si rigenerano come in una meravigliosa macchina dal moto perpetuo. Perché ciò che è importante non è l’arrivo ma la via che si percorre! È come se l’imperatore (Hiroito) lo avesse incaricato di ricreare quel senso del dovere e quella abnegazione che è parte del patrimonio genetico del guerriero. È all’imperatore che si innalza l’inno, nel giorno del suo genetliaco, e non solo, è nell’alchimia dei testi delle canzoni che, nella metamorfosi del cambio, stringono tutti i Görnik a coorte anche se son pronti più alla cena piuttosto che alla … Un vero druido che, da più di 5 lustri, raduna i suoi adepti attorno ad un “non obiettivo” dato che, come detto in precedenza la via, il Bushidō, è più importante di un qualsiasi obiettivo finale. La fine non c’è! Un “Gandalf il grigio” che ha creato e dato vita ad innumerevoli sabba dove, tuttavia, l’unico vero spirito che aleggia è quello “di ...vino”. È il suo piede fatato che distribuisce illuminanti suggerimenti e, sebbene lo scatto non sia più quello del felino, il suggerimento che ne sgorga (proprio come Idraulico Liquido) libera le

vie del goal per i più giovani virgulti che danzano e sudano e sbraitano attorno alla fonte di ispirazione. L’aspetto sportivo il nostro predilige le corsie esterne ed incita sempre i suoi compagni anche quando si verificano alcuni (???!!!) tocchi di palla errati. Ha scritto decine e decine di motivetti e canzoni che noi tutti conosciamo, tant’è che il Presidente l’ha consacrato come il “Mogol universale” della nostra musica leggera. Motivi, ovviamente, di una certa epoca (anni ‘40/’60) rivisitati in maniera superba ed inimitabile del nostro Gianni. È degno di nota menzionare che tutti i suoi spartiti sono tradotti in una moltitudine di lingue: russo, cinese, polacco, tedesco e perfino giapponese! Nasce bravo chitarrista, ed il suo inimitabile stile viene affinato dalle scuole che hanno “sfornato” noti strumentisti quali Alberto Lazzari e Carlo Tonolo e qualche altro. È la sua graffiante voce, roca come quella del grido dei samurai ed armonica come “gatto che fa le fusa”, che richiama tutti ad innalzare i canti che uniscono le forze e come un fiume scorrono. In una strofa di uno dei suoi canti, quale perla di saggezza, si racchiude tutto il vero spirito sportivo della squadra che ha fondato e si condensano il suo pensiero e la sua filosofia : Sentirai di lontano cantare una vacca Canterà di una squadra di calcio polacca Canterà di una squadra che gioca col

cuore e se non vince o non perde chissà, forse pareggerà. Aleggia lo spirito di de Coubertin? Per caso si canta che, remissivamente, l’importante è partecipare? No. L’importante è dare tutto ciò che si ha, disinteressatamente. Dopotutto, si vinca o si perda o si pareggi…tanto “se magna!”. πάντα ρεϊ(tutto scorre) fino a quando si mettono i piedi sotto al tavolo. Ho trascorso parecchi anni assieme a lui nel comune luogo di lavoro “bancario”, quando gli istituti di credito erano “vere banche” in cui si privilegiava prima il lato umano e proprio in questo il nostro Titolo era un vero maestro. Parlo ovviamente di tanti anni fa, quando l’attuale “guazzabuglio finanziario” non era ancora esploso. Per ultimo mi preme ricordare una delle sue ultime scoperte: il pollo con una coscia solo! Questo capita ogni lunedì quando torna dal mercato di Mirano. “Un uomo appartiene all’epoca, ma la sua fama è eterna” così dice Yamamoto Tsunetomo in HAGACURE – il codice del samurai. E per dirla con le parole di Gianni: 特徴的な旅館 [Tokuchō-tekina ryokan (locanda caratteristica)

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