Mirano Magazine Dicembre 2019

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DICEMBRE 2019 - COPIA GRATUITA N. 6

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Distribuz. gratuita - Direttore responsabile: Laura Colognesi Progetto grafico: Studio 2 di Dal Corso Massimiliano • Segretario di redazione: PAOLO TREVISANATO - tel. 041.430036 Associazione ricreativa senza scopo di lucro “Mirano al Pozzo” - Via Giudecca, 26/6 - 30035 Mirano (Ve)

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Auguri di buon Natale, buone feste e felice anno nuovo pag. 5

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Mirano verso la certificazione di “Comune amico della famiglia”

Cinque anni in Consiglio Regionale del Veneto con il pensiero al Miranese

Scelte responsabili o irresponsabili che condizionano la vita dei cittadini

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EDITORIALE

30 ANNI DI MIRANO MAGAZINE

COMUNICARE PER INFORMARE INFORMARE PER FARE COMUNITÀ

A Mirano un “Natale totale”: mercatini,addobbi, pattinaggio sul ghiaccio e capodanno in piazza pag. 35

MM al Pozzo: il futuro è già “presente”

pag. 45

Piazza Aldo Moro: l’obbiettivo di valorizzare la piazza con eventi e incontri socio-culturali pag. 47

Il periodico “Mirano Magazine” compie 30 anni. E’ un traguardo prestigioso, che da tanto orgoglio non solo alla redazione, ma anche a tutto il territorio del Miranese. In questo lungo arco di tempo, “Mirano Magazine” ha

cercato di far conoscere quelli aspetti della vita del territorio, che spesso sfuggono alla stampa nazionale o regionale. E questi aspetti, sovente, sono i più vari, i più significativi e simpatici della storia quotidiana di Mirano.

Il nostro periodico infatti, ha sempre cercato di far conoscere ai Miranesi l’autentica Mirano con le sue 5 frazioni. Si è sempre proposto di creare una adeguata coscienza civica, di informare per conservarci e per stimarci, di

L’artigianato nel Miranese, il settore tiene. Mirano primo Comune per numero di imprese pag. 52

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In questo numero di DICEMBRE 2019

Proprietario Paolo Trevisanato

pag.

Direttore responsabile Laura Colognesi Responsabile di redazione Paolo Trevisanato Tel.041/430036 / 348 3431191 Marketing & Comunicazioni Giorgio Pesce miranoalpozzo@gmail.com Progettazione grafica

Editoriale

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A scuola per andare oltre il muro

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L’AVO festeggia il 25° anniversario di fondazione

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Atlantide a Marghera

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Da Granchio comune a nobile Moleca, metafora della rinascita

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Un assaggio di Corea del Sud in Italia, un pizzico di Mirano nel mondo

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Il calcio A5 è propedeutico al calcio A11 basta praticarlo fin da piccoli

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informare per conservare e per non dimenticare, di informare per essere informati. Ha dato voce non solo a coloro che “contano” per la loro posizione sociale, politica ed amministrativa, ma anche ai desideri e alle proposte delle Associazioni, dei numerosi Gruppi sportivi, culturali, di volontariato di tutti i cittadini di tutte le età che, con il loro prezioso lavoro e la variegata sensibilità, giorno dopo giorno, costruiscono, mattone su mattone, la Mirano di oggi e di domani. La collaborazione ottenuta ha dimostrato l’alto gradimento raggiunto, che è stato ed è di stimolo alla Redazione per continuare con sempre nuove motivazioni. Si desidera esprimere un grazie sincero a tutti coloro che hanno offerte il loro apporto, in particolare all’Amministrazione Comunale, ai tanti sponsor, alle Aziende commerciali, artigianali ed industriali e a tutti coloro che hanno scritto i vari e sempre molto interessanti articoli. Se ci crediamo, se lavoriamo assieme, ci attendono traguardi sempre più ambiziosi. E Mirano sarà sempre più una vera e bella ed invidiata Comunità Paolo Trevisanato


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Care Cittadine e cari Cittadini... Colgo con piacere l’opportunità data da questo numero di dicembre di «Mirano Magazine», per fare a tutti voi i migliori auguri di buon Natale, buone feste e felice anno nuovo, da parte mia e di tutta l’Amministrazione comunale. E, come è consuetudine, gli auguri di fine anno diventano anche l’occasione per voltarsi indietro e guardare ai momenti più significativi dell’anno passato. Come in una piccola rassegna di fotografie, vorrei lasciarvi qualche immagine emblematica del 2019 di Mirano, rapidi riepiloghi di alcune delle novità più importanti che hanno cambiato la nostra Città negli ultimi dodici mesi. Per prima cosa, però, vorrei rivolgere ancora un pensiero a una persona che ha dato moltissimo a Mirano e che, purtroppo, è mancata all’inizio dell’anno, Ivana Cagnin. Assieme a Cav abbiamo dedicato il parco di via Porara alla sua memoria, al grande impegno da lei profuso rispetto al Passante e per la salvaguardia dell’ambiente. La rete di piste ciclabili di Mirano continua a crescere. Dopo l’inaugurazione negli ultimi giorni del 2018 della ciclabi-

le di via Chiesa, si sono aggiunti l’accordo di programma con la Regione per la pista di via Ballò e la realizzazione del percorso ciclopedonale di Scaltenigo, che permette un collegamento sicuro per pedoni e ciclisti tra la parte nord e la parte sud della frazione, consentendo di evitare l’incrocio tra via Scaltenigo e via Caltana. Inoltre abbiamo approvato il progetto preliminare per la ciclabile di via Scaltenigo. Importante ricordare anche i vari interventi fatti per abbattere le barriere architettoniche, come per esempio nelle vie Matteotti, Mariutto, Castellantico e all’ingresso dell’istituto scolastico “8 marzo-Lorenz”. Quest’estate abbiamo potuto dare importanti cure al patrimonio di edilizia scolastica cittadino. Abbiamo realizzato lavori di risistemazione in ben quattro scuole (“Mazzini”, “Pellico”, “Manzoni”, “Alfieri”), per un totale di 1.470.000 euro. A seconda delle necessità abbiamo eseguito ridipinture, lavori su tetti, finestre, pavimenti, impianti elettrici, servizi igienici, palestre, adeguamenti antisismici. A questi si aggiunge la manutenzione alla mensa della “Azzolini”. Un altro importante punto di svolta di quest’anno è stata l’approvazione del pro-

getto esecutivo per il restauro conservativo e funzionale di villa Bianchini, che sarà trasformata in un centro culturale attivo in cui conviveranno attività espositive, sedi di associazioni e altro. Ma sono tantissime le novità, a volte vere e proprie piccole rivoluzioni, che Mirano ha vissuto in questo 2019: in rapida successione, vengono in mente l’approvazione del Piano di Assetto del Territorio (frutto anche della partecipazione dei cittadini), il nuovo padiglione “Gelsomino” del Mariutto, una bellissima mostra come quella dedicata al nostro Giorgio Cavazzano, apprezzata da tante e tante persone. E ancora gli importanti interventi di manutenzione stradale sua via Porara e via Vetrego, il rilancio del pedibus per i nostri bambini, l’intitolazione della piazzatta di Ballò a una donna straordinaria come Tina Anselmi. Mirano, poi, sta intessendo relazioni sempre più forti e stimolanti con altri luoghi del mondo: pensiamo alla partecipazione all’importante progetto “Energy with Africa”, rivolto alla città di Labè in Guinea, o all’amicizia nata con gli allevatori di oche della Varmia Masuria (Polonia), grazie al nostro Zogo de l’Oca. Tanti sviluppi, in tanti campi diver-

si. È questa la miglior testimonianza che Mirano è sempre più una città proiettata verso il futuro, capace di immaginare e progettare il proprio avvenire, tenendo conto dei bisogni di tutti i suoi cittadini, ma attenta anche a tutte le altre persone, da quelle dei territori limitrofi fino al resto del mondo.

Maria Rosa Pavanello Sindaca di Mirano

Mirano città della bicicletta Il programma di interventi dedicati alla sicurezza stradale sta proseguendo con la realizzazione di nuovi percorsi ciclo-pedonali per cui Mirano potrà essere definita “Città della bicicletta”. La rete degli itinerari ciclabili sta diventando sempre più ampia in tutto il territorio comunale. E ciò è positivo anche nell’ottica della tutela dell’ambiente: favorire itinerari ciclabili sicuri vuol dire incentivare la circolazione con mezzi non inquinanti come la bicicletta. Il 26 ottobre scorso abbiamo inaugurato, insieme al Comitato Viabilità Sicura, il nuovo percorso ciclo-pedonale realizzato dal Comune a Scaltenigo. Quest’opera collega via Trevisan alla chiesa di Scaltenigo ed è di grande importanza per la frazione e non solo. Consentendo di evitare l’incrocio tra via Scaltenigo e via Caltana, crea un collegamento sicuro per pedoni e ciclisti tra la parte nord e la parte sud di Scaltenigo. Una funzione, questa, che non poteva essere assolta dal limitato percorso interno all’area scolastica, utilizzabile solo in orario di apertura della scuola

Buone Feste!

stessa. Il tracciato è lungo circa 150 metri e largo 3.5 metri, con una corsia pedonale e due ciclabili. La spesa per realizzare l’opera è stata di 94 mila euro. Questo intervento è stato concepito anche grazie al confronto con i cittadini e in particolare con il Comitato Viabilità Sicura. Il nuovo percorso ha una grande utilità anche in prospettiva futura: con la realizzazione della ciclabile di via Caltana, permetterà di mettere in comunicazione in totale sicurezza questa pista con quella di via Ballò. La pista ciclabile sulla strada provinciale n. 30 “via Caltana” è una priorità perché riguarda un tratto di strada oggettivamente molto pericoloso. Lo scorso anno abbiamo fatto un accordo di programma con la Città Metropolitana di Venezia e il Comune di Santa Maria di Sala per collegare il centro di Scaltenigo e la Noalese, in località Madonna Mora. Il progetto è cofinanziato al 50% tra il nostro Comune (abbiamo già previsto 1 milione e 650 mila euro nel piano delle opere pubbliche) e quello di Santa Maria di Sala.

La Città Metropolitana attuerà l’opera, che è in fase di progettazione. Un’altra opera è in fase di progettazione: la pista ciclabile lungo la strada provinciale n. 26, lungo via Scaltenigo, che collegherà la frazione a Mirano per un costo di 2 milioni e 400 mila euro a carico della Regione Veneto. Il prossimo anno partiranno i lavori per la realizzazione della ciclabile di via Ballò e dei percorsi pedonali complementari (per un costo complessivo di400 mila euro di cui 250 mila euro finanziati con avanzo di amministrazione e 150 mila con contributo ministeriale). Prima di concludere il progetto è stato necessario approvare una variante urbanistica. Infine va ricordato che giusto un anno fa abbiamo inaugurato la pista ciclabile di via Chiesa, che inizia nel centro di Campocroce e termina in via Cavin di Sala. E’ lunga circa un chilometro. La spesa è stata di 863.000 euro. Con questi interventi stiamo costruendo una viabilità sempre più sicura e migliorando la mobilità sostenibile dei cittadini.

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Salviato Giuseppe Vice Sindaco e Assessore alle Opere Pubbliche

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MIRANO VERSO LA CERTIFICAZIONE DI “COMUNE AMICO DELLA FAMIGLIA”: LO SPORTELLO FAMIGLIA Negli ultimi anni il Comune di Mirano ha colto il dibattito che si va sviluppando nel Paese sull’emergenza della denatalità e delle relazioni familiari, mettendo al centro del proprio operato la famiglia come aggregazione sociale naturale a cui rivolgere una serie di servizi e di proposte, anche culturali, in grado di prevenire situazioni di disagio, supportare azioni di integrazione, creare elementi di condivisione con lo scopo di sviluppare quel senso di appartenenza e comunità che fa vivere al meglio la propria città. La nostra amministrazione ha pertanto iniziato un percorso di aggiornamento delle poltiche familiari aderendo prima al “Network nazionale dei Comuni amici della Famiglia” e adesso attivando gradualmente servizi e collaborazioni che consentiranno di acquisire lo standard per la certificazione di “Comune amico sella Famiglia”. E’ stata realizzata una guida ai servizi per le famiglie (sia on-line che da consegnare alle famiglie), tramite la predisposizione di schede aggiornabili velocemente e costruita insieme a tutte le realtà pubbliche, private e dell’associazionismo presenti nel territorio che lavorano con e per le famiglie, con l’obiettivo di permettere alle famiglie stesse di “orientarsi” sui servizi sociali, sanitari, scolastici, sulle agevolazioni, i benefici, le opportunità e gli adempimenti utili alle proprie necessità di famiglia. La giunta comunale ha recentemente approvato il progetto “Sportello Famiglia” con cui il comune di Mirano inten-

de sviluppare ulteriormente il concetto di “prossimità alla famiglia” da parte dell’Amministrazione comunale, dedicando alla famiglia stessa, un nuovo servizio, complementare e non sostitutivo dei servizi e uffici già presenti nel comune e nel territorio, deputati alla tutela dei nuclei familiari. Con la creazione di uno sportello (fisico) si intende promuovere con forza il benessere della famiglia offrendo ai cittadini uno spazio in cui gli stessi possono trovare le prime informazioni e un orientamento rispetto a servizi, benefici e opportunità riservate alle famiglie residenti nella prospettiva di fornire risposte unitarie e personalizzate a ciascuno. Nell’attività di informazione e orientamento si giocano i diritti dei cittadini di accedere al sistema secondo criteri di trasparenza e equità e la capacità e il compito dell’Amministrazione Comunale di riconoscere ed entrare in contatto con i bisogni reali e la domanda espressa dai cittadini. Le funzioni dello sportello rientrano tra quelle previste nella DGR 1367/2019. In particolare: - la diffusione di informazioni relative ai servizi sociali e sanitari, ai diversi bandi, benefici e agevolazioni rivolti alle famiglie; -l’ascolto del bisogno espresso dalle famiglie e il loro orientamento verso i servizi offerti dal territorio, sia pubblici che privati, maggiormente appropriati ed in grado di offrire sostegno ai bisogni espressi dalla famiglia. L’accesso allo sportello sarà libero, riservato ai cittadini residenti a Mirano e

la sede sarà individuata presso gli spazi del Comune di Mirano. Indicativamente si prevede l’apertura dello sportello per tre giorni a settimana (due mattine e un pomeriggio) al fine di garantire una maggiore facilità di accesso ai cittadini. Per poter garantire un buon funzionamento dello sportello, è previsto anche un lavoro di back-office necessario per: -incontri di coordinamento con i servizi comunali, in particolare con il Servizio Interventi Sociali del Comune di Mirano; -attività di ricerca e reperimento dei materiali circa l’organizzazione dei servizi presenti nel territorio, i bandi e le agevolazioni rivolti alle famiglie (mappatura delle risorse a disposizione); -registrazione degli accessi attraverso il software già in uso al Servizio Interventi Sociali e monitoraggio delle tematiche/ problematiche pervenute al servizio al fine di rilevare i bisogni espressi dalle famiglie che accedono allo sportello anche al fine di rilevare elementi utili alla programmazione di servizi ed interventi da parte dell’Amministrazione Comunale; -collaborazione e contatti con i servizi pubblici e privati, le associazioni del territorio per orientare al meglio le famiglie che si rivolgono allo sportello; - supporto alla Commissione interdisciplinare per le politiche familiari di prossima costituzione. -supporto per le azioni previste nel “Piano delle Politiche per la Famiglia” 2020-2022.

-aggiornamento della Guida ai Servizi online già presente all’interno del sito del Comune di Mirano, -predisposizione di materiale informativo relativo alle diverse iniziative. La realizzazione delle attività descritte sarà possibile attraverso la presenza di un operatore qualificato. Il progetto avrà carattere sperimentale e al termine dello stesso sarà possibile per l’Amministrazione Comunale valutarne gli esiti ed individuare eventuali miglioramenti delle modalità organizzative. Il Servizio Interventi Sociali del Comune di Mirano avrà il compito di coordinare il progetto e di gestire tutti gli adempimenti amministrativi necessari alla realizzazione dell’iniziativa.

Assessore Petrolito Gabriele Assessore alle Politiche sociali, Salute e diritti, Rapporti con il volontariato

L’EMERGENZA DENATALITA’ A MIRANO. INDICI ANCORA PIU’ NEGATIVI DI QUELLI NAZIONALI E REGIONALI La situazione in Italia I dati dell’ISTAT per il 2018 hanno rivelato l’ulteriore diminuzione della popolazione italiana. Da 60.795.612 del 2015 a 60.359.546 del 2018, anno in cui il saldo naturale, rapporto tra nascite e decessi, è stato di --193.386. Un trend in continuo lento incremento. Causa principale la riduzione dell’indice di natalità (numero di nuovi nati per 1000 abitanti per anno) che nel 2002 era di 9,4 e nel 2018 è sceso a 7,3 a fronte di un aumento dell’età media e quindi dell’invecchiamento della popolazione. Nel 2002 i soggetti con più di 65 anni rappresentavano il 18,7% dell’intera popolazione. Nel 2018 rappresentano il 22,8%.

La situazione a Mirano è ancora più grave sia rispetto alla media nazionale che regionale. I dati dell’I STAT per il 2018 rivelano che la popolazione residente a Mirano, di 27.169, non ha più avuto significativi incrementi dal 2014 quando era di 27.090. Nel 2008 era di 26.363. L’indice di natalità (numero di nuovi nati per 1000 abitanti per anno) a Mirano è di 7.0 contro 7,3 della media italiana. E’ invece nettamente maggiore l’invecchiamento della popolazione residente. Nel 2002 i soggetti con più di 65 anni rappresentavano il 18,0% ed i giovani con meno di 15 anni il 12,7% dell’intera popolazione. Nel 2018 rappresentano rispettivamente il 25,3%.e l’11,9%. Sono percentuali nettamente peggiori sia della media nazionale (22,8% e 13,2%) che a quella del Veneto (22,9% e.13,3%). ITALIA

paese stanno molte cause, economico-sociali e spirituali. Molti giovani dopo la crisi economica iniziata nel 2008 sperimentano l’incertezza del proprio futuro e, per scelta o per necessità, emigrano, spesso in grandi città estere, dove, presi dal lavoro e dalla vita sociale, smarriscono la voglia di avere figli. Le donne poi giungono alla loro prima gravidanza molto oltre i trent’anni e, dopo il primo figlio, sono scoraggiate dal peso di una nuova gravidanza. Da non sottovalutare l’indebolimento della figura del maschio/ padre e la fragilità dei vincoli di coppia. Un ruolo ha certamente anche lo svantaggio economico che ormai rappresenta l’avere figli. Viene però anche il dubbio che stiamo assistendo passivamente alla nascita di un nuovo umanoide, incapace di relazioni familiari generative. Il nuovo clima culturale ha comunque un ruolo decisivo. Vivere da single o in coppia, avere o non avere figli, averne uno o più di uno, viene sempre più

L’INVERNO DEMOGRAFICO A MIRANO È ANCORA PIÙ FREDDO. Alla base del declino demografico del nostro

considerata una scelta esclusivamente individuale, priva di qualsiasi rilevanza etica pubblica. Così la generatività umana non ha più alcun rilievo valoriale e dedichiamo la

Anche il saldo tra numero di immigrati in Italia ed emigrati dall’Italia negli ultimi anni si sta avvicinando allo zero con numeri equivalenti in entrata ed in uscita. Il numero degli stranieri da qualche anno si è stabilizzato all’ 8,2% dell’intera popolazione..

nostra attenzione più facilmente alle questioni ambientali o alla tutela della biodiversità in campo vegetale, distratti davanti a queste trasformazioni antropologiche nei paesi del primo mondo. Se il numero dei giovani diminuisce e aumenta quello degli anziani, a causa del declino demografico, le politiche di bilancio a tutti i livelli non danno nessun sostegno ai giovani che vogliano mettere su famiglia. Ad esempio quota 100, forse per garantire una rendita elettorale, sottrae risorse ai giovani che vogliano fare figli. I buchi della spesa pubblica improduttiva toccherà alle giovani generazioni di riempire. Questi e altri fattori potrebbero portare il nostro Paese ad un suicidio auto-assistito. Ci avviamo verso una società geriatrica? Ritornare ad impegnarsi. La responsabilità è tutta di noi italiani che di fatto stiamo scegliendo il declino e non vogliano guardare avanti. Tutti gli Italiani no, ma forse la maggioranza. Ci sono anche giovani e non giovani connazionali e concittadini che guardano verso il mondo, verso il futuro e sanno andare contro-corrente. Molti giovani scelgono di restare e fa ben sperate che a Mirano ci siano quasi 200 famiglie con tre o più figli di età compresa da 0 a 18 anni. Dobbiamo augurarci che i concittadini di buona volontà e di qualsiasi età tornino all’impegno personale nella costruzione di un ambiente sociale favorevole e accogliente verso la natalità e le giovani coppie, un ambiente in cui la generatività torni ad essere un valore per tutti. Assessore Petrolito Gabriele


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A SCUOLA PER ANDARE #OLTREILMURO Abbattere il muro della diversità per rendere la nostra città sempre più inclusiva, passa attraverso gesti concreti come l'approvazione del PEBA e l'abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche attraverso azioni di sensibilizzazione e di crescita culturale. Uno dei luoghi dove portare avanti queste progettualità è sicuramente la scuola perché conoscere e guardare le cose da diversi punti di vista è fondamentale per andare oltre alla cultura

dell'indifferenza e della paura del “diverso da noi”. Abbiamo conosciuto Pietro Martire e la sua associazione Oltre il Muro durante La Skarrozzata e quando ci ha raccontato del suo progetto con i bambini delle scuole elementari e medie, abbiamo detto subito SI. Un progetto, partito nel mese di Novembre e rivolto agli studenti delle classi quarte e quinte delle Scuole Primarie e delle Scuole Secondarie di primo grado, attraverso il quale si vuole “promuovere nelle giovani generazioni l’interiorizzazione dei valori su cui si fonda la convivenza civile, contribuendo alla conoscenza delle problematiche legate alla disabilità e sensibilizzando, in particolare, sull’uso dei parcheggi disabili. Intende coinvolgere gli studenti in un percorso che, stimolando la rif lessione sulla diversità, li aiuti a superare la fisiologica paura che si accompagna all’incontro con il diverso e a maturare la consapevolezza che esso non rappresenta una minaccia ma un’opportunità di crescita sia per il singolo sia per la collettività, per la realizzazione di una società basata sul rispetto reciproco e sul valore della solidarietà.” (Oltre il Muro). Pietro racconta la sua storia, il primo ed il secondo tempo (come piace definirlo a lui) e risponde a tutte le domande dei bambini e ragazzi, mostrandogli cosa vuol dire andare “al di là della disabilità e di come si può af-

frontare la vita a “testa alta”. Racconta i valori dello sport, di come questo sia fondamentale quando parliamo di inclusione e di rispetto per l'altro. Successivamente agli studenti verrà chiesto di eseguire un disegno, un fumetto o una breve frase sul tema dei parcheggi disabili e in riferimento allo slogan ‘Vuoi il mio parcheggio? Vuoi anche il mio handicap?’. In primavera verranno selezionati alcuni di questi disegni che verranno poi stampati su pannelli stradali per essere posizionati sotto i cartelli che indicano un parcheggio riservato a disabili presenti nel Comune. I posti riservati ai portatori di Handi-

cap esistono per garantire pari opportunità a tutti e con questa ulteriore azione si vuole contribuire al rispetto di questo diritto. Ringraziamo quindi Pietro Martire per il progetto ma anche le Dirigenti Scolastiche e gli insegnanti per averci creduto, proprio perché per andare #oltreilmuro e rendere la nostra città più inclusiva ci vogliono tante piccole azioni e la collaborazione perché, come abbiamo avuto modo di dire molte volte (mai troppe) "Siamo tutti pezzi dello stesso puzzle...".

Elena Spolaore Consigliera Comunale

Anna Gnata, Assessora alla Scuola e Biblioteca

“72 ORE CON LE MANICHE IN SU” 2019 Anche quest’anno si è svolto l’ormai tradizionale appuntamento con i ragazzi del gruppo “Prove di un mondo nuovo” che da 9 anni chiedono ai ragazzi di tutta la provincia di Venezia di avvicinarsi al mondo del volontariato per 72 ore. Tre giorni che per molti sono la prima esperienza di servizio per la propria comunità. Dal 25 al 27 ottobre scorso abbiamo quindi ospitato 7 ragazzi, come di consueto presso l’oratorio “Pio X” della parrocchia di Mirano, per i tre giorni a disposizione della Città. Accogliendoli, abbiamo provato a trasmettere loro uno spaccato della realtà

quotidiana di un Comune, dalle relazioni con i cittadini, le associazioni e i comitati, ai piccoli grandi problemi quotidiani delle segnalazioni di problemi e piccola manutenzione nei quartieri. Abbiamo quindi provato a definire un programma dei servizi che mettesse insieme questi vari aspetti, condividendo con i ragazzi quali siano stati i suggerimenti ricevuti dai cittadini nell’incontro “Open Space” tenutosi solo qualche settimana prima nel quartiere Aldo Moro, e la progettualità proposta dai volontari del Bel-vedere Lab sul Muson e sul bacino di via Barche. Il primo giorno i ragazzi,hanno quindi

accompagnato il Comitato di quartiere Aldo Moro in una giornata di pulizia e sistemazione del pacchetto di via Paganini, (iniziativa che il comitato di quartiere organizza da anni), riproponendo quest’anno l’invito anche ai partecipanti all’open space ed a tutti i cittadini di buona volontà. Il secondo giorno invece i ragazzi hanno assistito i volontari di Bel-vedere Lab in attività di pulizia del piazzale di via barche e sistemazione delle aiuole circostanti, dopo aver condiviso con essi la storia e la progettualità futura sull’area. Infine, si sono messi in gioco loro stessi come piccoli amministratori, percorrendo con occhio critico l’area del quartiere Aldo Moro per annotare i problemi da risolvere, ma anche le potenzialità da sfruttare, e costruendo insieme un piccolo report fotografico, che è poi stato consegnato al vicesindaco ed assessore al Patrimonio, Giuseppe Salviato. Anche quest’anno si è trattato di un momento di lavoro e condivisione importante, soprattutto perché ai ragazzi è stato chiesto non soltanto di prestare le proprie “braccia” per iniziative loro estranee, ma di condividere il percorso e le ragioni che stanno “dietro” quello che concretamente viene fatto nella quotidianità di un Comune. Va rivolto un grande GRAZIE, allora, non solo a loro ma anche a chi ha condiviso con loro questi tre giorni e che poi continua a lavorare per la Comunità an-

che per tutti gli altri 362 giorni l’anno: la parrocchia che li ha ospitati, il comitato di quartiere “Aldo Moro”, i volontari di “Bel-vedere Lab”, le associazioni del progetto “Mirano Urla”, gli uffici comunali e i membri dell’amministrazione che hanno sostenuto anche quest’anno l’iniziativa, in particolare la collega Elena Spolaore che mi ha aiutato a ideare il programma e ad accompagnare i ragazzi durante i tre giorni. Grazie e al prossimo anno!

Alessio Silvestrini Consigliere delegato alle politiche giovanili alessio.silvestrini@comune.mirano.ve.it


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LA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ CONTRO IL FENOMENO DELLA VIOLENZA SULLE DONNE Nel corso di quest’anno è stata istituita la nuova Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Mirano, sono state apportate alcune modifiche al Regolamento relativo che hanno consentito di nominare tra i commissari, rappresentanti del mondo della scuola e dell’Azienda Ulss 3, figure che fino ad ora mancavano nella composizione della commissione. Le nuove commissarie e commissari nominati sono: Maria Francesca Di Raimondo, Ilaria Brandolisio, Alvise Busetto, Maria Di Franco, Arianna Niero, Valentina Pescatore, Daniela Venier, Chiara Prete, Giulia Rosteghin, e Valentina Zanetti. Grazie alla loro collaborazione, quest’anno in occasione del 25 novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne è stato possibile proporre un ricco e variegato calendario di eventi, che si svolgeranno per tutto il mese di novembre. Nel primo appuntamento il 6 di novembre, Liri Longo Presidente della Coopo Rio Terà dei Pensieri ha presentato un libro di foto di donne che scontano la loro pena all’interno del Carcere Femminile della Giudecca a cura del fotografo Giorgio Bombieri, si è proseguito il 21 novembre con un dialogo sulla violenza tra Martina Longhin autrice del libro ‘Anna,

l’inferno in una bottiglia’ e la psicologa psicoterapeuta Fabiola Pasetti. Il 25 novembre è stato organizzato un presidio in Piazza Martiri dal coordinamento delle donne dello SPI CGIL, un’ esposizione di lavori sul tema della violenza realizzato dagli alunni e alunne delle scuole d’infanzia e primarie e l’inaugurazione della mostra fotografica ‘Noi siamo bellissime’ di Cristina Moreschi e Veronica Vento. Concluderà gli appuntamenti il 27 novembre una conversazione con Marina Piazza autrice del libro ‘La vita lunga delle donne’ a cura del coordinamento delle donne dello SPI CGIL. Quest’anno ricorre il ventesimo anniversario dell’istituzione del 25 novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, in questi venti anni si sono fatti molti passi avanti, oggi è maggiore l’attenzione rivolta al fenomeno strutturale della violenza, la sensibilizzazione è aumentata, si parla infatti di contrasto alla violenza sempre più spesso e in contesti diversi dai media al mondo della scuola e delle associazioni. La legislazione si è evoluta, dalla Legge del 1996 che finalmente considerò la violenza sessuale come un reato contro la persona e non più contro la morale, si è arrivati alla legge contro il fenomeno

dello stalking e recentemente al cosiddetto ‘codice rosso’, inoltre sono state inasprite le pene per i reati di violenza. Oggi le donne vittime di uomini violenti hanno la possibilità di rivolgersi a sportelli e centri antiviolenza, dove possono trovare figure professionali che le accompagnano in un percorso di uscita dalla violenza, sono state istituite case rifugio dove possono trovare accoglienza, il Veneto è una delle Regioni che annovera un maggior numero di queste strutture. Tutto questo purtroppo non è bastato a diminuire il numero di femminicidi, ogni anno solo in Italia vengono uccise più di 100 donne, 142 nel 2018, 95 dall’inizio di quest’ anno, senza contare tutte quelle che hanno subito violenza fisica, psicologica, economica. La violenza contro le donne deriva da una ‘forma mentis’ che affonda le radici in una cultura patriarcale e retrograda, negli atteggiamenti di tutti i giorni che difficilmente riconosciamo come lesivi dei nostri diritti. La violenza nasce dai comportamenti e dalle battute sessiste, alle quali non dobbiamo rimanere indifferenti, è la conseguenza della disparità tra uomini e donne, degli stereotipi e degli atteggiamenti di discriminazione. Il compito quindi che si propone la commissione è quello

di continuare a promuovere un nuovo modello culturale, basato sul rispetto dell’altro, sull’educazione sentimentale, che avrà tempi lunghi di attuazione, ma l’unico in grado di contrastare la violenza e di mettere fine a questo tragico fenomeno.

Erika Niero Consigliera Comunale Delegata alla promozione della cittadinanza delle donne, cultura delle differenze

UNA GIORNATA IN CORTE

Incontro educativo all’interno del progetto “IL DIABETE NELLO ZAINETTO” Il giorno 26/10/2019 dalle ore 15,30 alle ore 18, presso la Sala Consigliare di Villa Errera a Mirano si è svolto un incontro educativo organizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del comune di Mirano e programmato all’interno del progetto “Il diabete nello zainetto” dall’associazione A.DI.MI. Erano presenti sette ragazzi di età compresa fra i 9 ed i 17 anni con i rispettivi genitori, la dott.ssa psicoterapeuta Laura Marinello e le volontarie dell’associazione

Paola Colla, Mariarosa Quintavalle, Adalgisa Serpellon. Lo scopo dell’incontro era di far conoscere i ragazzi fra loro e creare una rete per condividere esperienze e sentimenti. Così, disposti in cerchio, ciascuno di noi si è presentato, passando di mano in mano un gomitolo di lana che, intrecciandosi, alla fine aveva creato una vera e propria rete. A questo punto i genitori si sono ritrovati da soli e, con la guida della dott.ssa

Marinello, si sono scambiati esperienze relative al modo di affrontare il diabete all’interno della famiglia. I ragazzi, invece, dopo aver descritto su un foglio anonimo cosa si aspettavano da questi incontri, sono stati guidati dalle volontarie diabetiche, nonché ex insegnanti, ad inventare una storia fantastica, ricca di metafore relative al diabete. La storia non è stata conclusa, ma siccome l’entusiasmo dei ragazzi era molto forte, ci siamo lasciati con l’impegno di

ritrovarci il primo sabato di ogni mese, partendo dal 07/12/2019 alla stessa ora, per proseguire il racconto e chiarire ogni volta qualche loro dubbio o curiosità legati al diabete. Ci ritroveremo senz’altro in numero maggiore, viste le nuove adesioni pervenute nel frattempo. A.DI.MI. Associazione Diabetici del Miranese


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Il bene comune unisce la politica di Mirano? L’anno scorso è partito un progetto importante per l’ambiente e la salute dei bambini di Mirano: il pedibus. Oggi il progetto, con il sostegno dell’assessorato all’istruzione, i genitori, le maestre e tanti volontari è diventato un progetto centrale per la nostra città. L’aspetto più interessante di questa progettualità è come sia nata dalla condivisione di due liste che appartengono a schieramenti politici differenti. Il merito appartiene prima di tutto al presidente di Legambiente che ha saputo cogliere il mio interesse e quello di Antonio Milan nel promuovere un’idea semplice ma concreta per ridurre il traffico. Da questa condivisione si è poi riusciti a mettere in moto un processo di coinvolgimento che ora ha preso il suo naturale decorso organizzativo. Ritengo che questo sia un esempio importante di come la politica locale debba uscire dai vecchi schemi politici per diventare un segnale di cambiamento che rigeneri fiducia nelle persone. Sicuramente ogni parte politica deve rimanere coerente con quel valore aggiunto per cui è stata votata ma allo stesso tempo deve unire le energie in quei progetti che mettono al centro il bene comune. Francesco Venturini Consigliere Io scelgo Mirano

GINKGO BILOBA DI “MAYORS FOR PEACE” PIANTATI AL PARCO “RABIN” piante coltivate dagli studenti dell’ “8 marzo-lorenz”

Il 5 novembre gli studenti dell’istituto “8 marzo-Lorenz”, accompagnati dai loro docenti, hanno messo a dimora nel parco “Rabin” le piantine di ginkgo biloba che erano coltivate da due anni nell’azienda agricola della scuola (https://bit. ly/32eSJAp). Le piante sono nate da semi provenienti da alberi di ginkgo sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima. L’iniziativa rientra tra quelle che il Comune di Mirano, assieme al Centro per la Pace e la Legalità "Sonja Slavik", intraprende nell’ambito della propria affiliazione a Mayors for Peace, l’associazione con sede a Hiroshima che si occupa di promuovere il disarmo nucleare e la pace nel mondo. Piantare questi ginkgo simboleggia il prevalere della forza vitale della pace che sopravvive a ogni guerra e dà la forza e la convinzione per continuare a battersi per la convivenza pacifica dell’umanità. Ad accompagnare gli studenti nella piantumazione erano presenti il consigliere comunale con delega alla Cultura di pace Francesco Venturini, il coordinatore del Centro “Sonja Slavik” Enzo Guanci e una rappresentanza del Tavolo Intercomunale per la Pace Miranese-Rivera del Brenta.

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I SOCIAL NETWORK A MIRANO I social network generano relazioni o odio? Deresponsabilizzazione e banalizzazione sono le due parole su cui molti pedagogisti stanno mettendo in guardia rispetto all’uso dei social network. Il rischio è quello di non dare la giusta importanza alle nostre “azioni virtuali” e di non accorgerci del peso che hanno le nostre parole in queste “piazze virtuali”. L’incontro del 20 novembre, dove interverrà il docente Don Giovanni Fasoli, ha l’obiettivo di riflettere sul nostro agire e sulle conseguenze che ne possono derivare dall’uso di questi ambienti digitali. Tenuti presenti questi due elementi, i social network svolgono un ruolo importante per la nostra città, sono infatti uno strumento utile per informare e dove confrontarsi su molte questioni. Mirano ha molti gruppi facebook dove le persone possono iscriversi accettando poche regole essenziali. Infatti, fortunatamente, le pagine presenti nel nostro territorio sono gestite quasi tutte da volontari che si preoccupano che la discussione libera sia regolata dal rispetto reciproco. Anche per il Comune i social network svolgono un ruolo rilevante. L’Ente Comunale, tramite l’invio di “newsletter” e la pubblicazione di “post”, riesce a dare notizie ed informazioni alla cittadinanza in tempi brevi. Concludendo, ritengo che questi nuovi strumenti digitali siano una

risorsa che richiede di essere compresa a fondo, mettendo in luce anche la pericolosità di un uso spregiudicato o superficiale, così che il loro utilizzo sia rivolto alla crescita culturale delle nostre città. Perciò, spero che questo evento organizzato con il Centro Pace possa essere l’inizio di un percorso per potenziare le opportunità di questi nuovi canali digitali.

Francesco Venturini Consigliere Io scelgo Mirano

L’AVO FESTEGGIA IL 25° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE “IN CAMMINO VERSO IL FUTURO” Sabato 5 ottobre l’Associazione Volontari Ospedalieri ha festeggiato al teatro di villa Belvedere i 25 anni di fondazione. Ha portato il saluto la Sindaca di Mirano Dott.ssa Pavanello, il rappresentante dell’AULSS Dott. Tessarin, il Parroco di Mirano Don Artemio Favaro, la Presidente regionale AVO Katia Manea. Hanno inviato messaggi di saluto e di partecipazione il Presidente Federavo dott. Silumbra e il fondatore Padre Mariano Steffan. Da tutti è stata sottolineata la bontà e l’importanza di questa associazione di volontariato di servizio ai pazienti in stretta collaborazione con le maestranze e sanitari operanti in Ospedale. Ha tenuto la relazione principale del convegno la dott.ssa Clotilde Camerata, storica fondatrice dell’AVO nazionale e attuale Presidente dell’Associazione Fondatori Cultura Volontariato, sul tema “Il volontariato in cammino”.

Ha fatto seguito la testimonianza della Presidente della Fondazione “Un progetto per Emma”, insieme con il messaggio portato dalla figlia Emma, colpita da una malattia rara invalidante di tipo neurologico: l’atassia di Friederich. E’ stata data conoscenza della patologia, dei molti soggetti colpiti, a fronte della scarsità degli attuali mezzi terapeutici disponibili. La raccolta fondi ha lo scopo di aiutare la ricerca e la sperimentazione, nella speranza di trovare farmaci e presidi allo scopo. Il convegno si è concluso con la premiazione dei fondatori dell’Associazione e dei soci presenti da 15 e 20 anni operanti nell’Associazione. La giornata si è conclusa al Duomo di Mirano per un ricordo dei volontari defunti in questi 25 anni. V.B.

Francesco Venturini Consigliere Io scelgo Mirano

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All’affezionata clientela Lucio e Silvia augurano

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Progetto didattico "A scuola con l'illustratore" La Biblioteca comunale di Mirano sta coordinando un importante lavoro di formazione con le scuole primarie in collaborazione con l'autore e illustratore veneziano Michelangelo Rossato. Attraverso il progetto didattico di promozione alla lettura illustrata "A scuola con l'illustratore", nato nel 2016, centinaia di bambine e bambini hanno potuto conoscere la letteratura d'artista e l'arte dei picturebook, o albi illustrati. Basti pensare che Rossato nella primavera scorsa ha incontrato 428 ragazzi delle classi 4^ e 5^ di tutte le scuole primarie miranesi, ai quali ha raccontato come nascono i libri illustrati, mostrando le diverse "fasi" (bozzetti, maquette, illustrazioni, fogli macchina) e analizzando insieme il rapporto testo-immagine attraverso la lettura animata del libro. Ogni classe ha scelto un testo di riferimento, l’ha letto ed ha analizzato le illustrazioni prima dell’incontro per poi dialogare con l’illustratore rispetto ai libri, al mestiere dell’illustratore/autore, ponendo un’infinità di domande sulla ricerca e il lavoro nascosto dietro ad ogni illustra-

zione che Rossato con grande sapienza e capacità riempie di molteplici dettagli. Ogni sua illustrazione è infatti il frutto di una attenta ricerca storica su testi antichi e presso musei e racconta una storia per gli occhi parallela alla storia di parole, alcune volte arricchita da quel qualcosa in più che il testo non narra. Il 27 settembre scorso Rossato ha coinvolto 270 alunni e alunne delle scuole primarie miranesi nell’iniziativa "La vita infinita degli alberi", organizzata dalla Biblioteca nell’ambito della maratona di lettura "Il Veneto Legge", in collaborazione con l’Associazione Piazza Aldo Moro. I bambini hanno disegnano tanti alberi che hanno riempito la piazza, creando così un “bosco di pianura”, una foresta infinita e meravigliosa, per ricordare e far rinascere le foreste che bruciano in tutto il mondo. I disegni sono stati appesi sotto i portici della piazza e nei negozi e poi esposti nell’atrio della sala consiliare in corte Errera. Infine, il 26 novembre Rossato ha presentato a Mirano il suo ultimo libro, "Il cuore di Giovanna D'Arco”, realizzando anche dediche illustrate sui libri.

LEGA MIRANO: “MIRANO CITTA’ ACCOGLIENTE”, MA DI CHI? A molti cittadini non sarà di sicuro sfuggito come esponenti politici dell’attuale amministrazione comunale di sinistra vadano ripetendo ormai da anni che “Mirano è una città che costruisce ponti e non muri, una città aperta, una città ospitale, insomma una città accogliente”. Naturalmente il significato e il senso è quello di una Mirano che accoglie profughi, immigrati, “migranti climatici” e pone in favore loro tutte le attenzioni del caso. Il Presidente del Consiglio Comunale Renata Cibin, in occasione di eventi sportivi svolti in piazza non ha mancato di ricordare come “Mirano è una città accogliente, che abbatte muri”, magari un giorno riusciremo anche a scoprire la connessione tra politiche di immigrazione e attività sportiva. Incontri, dibattiti, forum, convegni e tanto altro sono stati organizzati a Mirano dal Comune, da alcune associazioni e anche dalla parrocchia su temi dell’accoglienza, del dialogo e dell’immigrazione. Siamo sicuri che Mirano è una città accogliente?! E’ una domanda che ci siamo posti negli ultimi mesi leggendo giornali e passeggiando per il centro. La nostra risposta è No, Mirano non è accogliente. La giunta parla molto di migranti, di persone che arrivano dall’altra parte del mondo ma non si accorge che Mirano non è neanche più in grado di “accogliere” chi viene dal paese vicino. Mirano sta morendo! Non siamo più un importante centro nel mezzo delle provincie di Venezia, Padova e Treviso, ma siamo un paesino qualsiasi, come tanti altri. Abbiamo parchi e

piazze fantastiche ma non siamo più in grado di attirare gente che il sabato, la domenica o durante le serate estive venga a passeggiare e a trascorrere del tempo a Mirano. Eventi pochi, limitati e scaricati sulle spalle delle associazioni di categoria, Notte Bianca cancellata, negozi sfitti, poche attività di valore rimaste, bar non più pieni di giovani come una volta. Ci possiamo consolare con l’annuale sagra che sembrerebbe tenere in vita Mirano e il Zogo dell’Oca. Servizi importanti come Inps, Consorzio Acque Risorgive, Enaip, Antalgik e molti altri sono scappati, Università di infermieristica dimezzata. Avete sentito qualche “levata di scudi da parte dell’amministrazione PD in difesa di tutto questo? Zero, silenti, immobili, invisibili, è più semplice parlare dell’accoglienza e dei muri da abbattere. Tutte le città soffrono della concorrenza dei centri commerciali, ma chi più o chi meno cerca di lottare per resistere. Ecco, l’amministrazione PD rinuncia proprio alla lotta, alza bandiera bianca in partenza. A fine ottobre il Gazzettino titolava “Noale isola felice per i negozi. Sfitti soltanto il 14 per cento”, nei mesi di giungo e luglio tutti i Comuni del Miranese escluso Mirano hanno organizzato almeno una “Notte Bianca”, a maggio Santa Maria di Sala ha ospitato addirittura l’arrivo del Giro D’Italia, mentre nei mesi precedenti sono stati organizzati svariati eventi come la Festa del Vino, Formaggio in villa, la Fiera del Radicchio, alcuni originariamente nati a Mirano, tra l’altro. Il progressivo svuotamento e indebolimento di Mirano porta anche alla minor cura della città: il centro,

che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del Comune, inizia a presentare i primi tratti di abbandono e degrado. Povera Mirano, l’amministrazione attuale continua troppo spesso a recriminare il passato, dimenticando il presente e il futuro. L’accoglienza che chiediamo è quella per i miranesi, per i giovani e per le tante persone che consideravano Mirano città vivibile, bella, viva e attrattiva.

Andrea Tomaello – Matteo Cappelletto andrea.tomaello@comune.mirano.ve.it matteo.cappelletto@comune.mirano.ve.it Consiglieri comunali Lega Mirano

ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA GRUPPO AMICI MICOLOGI MIRANO Iscriviti e partecipa alle attività del Gruppo “AMICI MICOLOGI MIRANO” Se ami la Natura, vieni a conoscerla attraverso la Micologia

INIZIO ATTIVITÀ LUNEDÌ 27 GENNAIO 2020 Apertura Anno Sociale 2019 LUNEDÌ 3 FEBBRAIO 2020 Inizio 39° Corso di Micologia DAL 12 MARZO 2020 Cicli di lezioni su “Le erbe”

Ai nostri Soci e Amici Auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo Sede sociale

Mirano (VE) - Barchessa di Villa Errera Via Bastia Fuori Tel. 041-430036 Cell. 348 3431191


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“Cinque anni in Consiglio Regionale del Veneto con il pensiero al Miranese” Un quinquennio denso ed intenso, dal quale il consigliere, ha appreso molto sia in termini umani che tecnici. Passando per ogni tema, dal sociale, alla politica, ai tecnicismi, ha presentato mozioni e progetti di legge, cercando di facilitare il vivere quotidiano di ogni Veneto. La sua secca richiesta di non applicare la Bolkestein agli operatori turistici del litorale Veneto: «Chioschi e carrettini ambulanti sulle spiagge, fin dal dopoguerra, rappresentano la tradizione del nostro litorale Veneto, conservando un patrimonio economico e culturale. Ecco perché è fondamentale tutelarli e, con questo obiettivo, ha presentato una risoluzione che chiede di non applicare la direttiva per questo tipo di realtà». «Queste attività commerciali tradizionali tutelano le nostre spiagge dalle ben diverse imprese multinazionali ed è bene ricordare che il Consiglio di Stato, con la sentenza 5157 del 3 settembre 2018, ha chiarito che esistono particolari situazioni in cui l’interesse pubblico volto a tutelare il ruolo storico di determinate imprese prevale sul regime di libera concorrenza imposto dalla direttiva europea. È questo il caso: i gestori di questi chioschi custodiscono un patrimonio di conoscenze e professionalità tramandato di generazione in generazione, di padre in figlio. A parer mio l’applicazione di questa direttiva comunitaria rischia di interrompere questa catena ininterrotta di competenze. Per questo ho invitato le istituzioni europee a riconoscere l’esclusione dell’applicazione della direttiva Bolkestein per queste imprese commerciali che rappresentano una tradizione da proteggere e salvaguardare», La proposta venne considerata valida dal governo Conte uno, e messa sui tavoli di lavoro. Considera“Folle l’imposizione dell’ideologia di genere, ancora peggio se la forzatura viene fatta attraverso l’obbligo della lettura nelle scuole”. Su questo tema spinoso, nega la possibilità che i tanto discussi testi arrivino sui banchi di scuola. “La Famiglia formata da uomo e donna è il più piccolo nucleo della società dalla quale essa nasce e si sviluppa”. “L’educazione dei figli spetta alla famiglia e non può certo essere la scuola a sostituirsi in questo importante e delicato ruolo che determina la crescita dei nostri figli e il futuro dell’intera umanità. Questa ideologia modernista, all’interno delle istituzioni, mina alle basi il pilastro della società, cioè la Famiglia fatta da uomo e donna, che procreando danno così origine alla vita”. Un no anche al mantra Jus soli. “Penso che oggi, con le mutate condizioni migratorie e di sicurezza, lo ius soli non debba essere una priorità per l'Italia”. Come primo firmatario della Mozione depositata in Consiglio Regionale, mostra contrarietà rispetto ai contenuti del disegno di legge in discussione presso il Parlamento italiano. “Posto il fatto che la cittadinanza dev’essere prima di tutto un sentimento di partecipazione, condivisione e rispetto delle regole di una comunità e non solo un diritto, è chiaro che non può essere concessa a colpi di legge. Oggi si riconosce già la Cittadinanza ai nati in Italia da almeno un genitore italiano, agli stranieri nati nel nostro Paese al compimento dei 18 anni d'età e, a richiesta, allo straniero dopo 10 anni di residenza e per matrimonio: si applichi pertanto ciò che è già previsto. Sono inaccettabili le idee di un governo strabico ed è folle che si perda ancora tempo su questo, lasciando in attesa provvedimenti indispensabili per i nostri giovani, per i nostri disoccupati e per i nostri anziani con una pensione misera che non permette di vivere dignitosamente”. “La Cittadinanza non dev’essere né un regalo né un gagliardetto di partito per raccogliere voti. A scanso di equivoci e prima di inutili accuse razziste e xenofobe sempre indirizzate a priori al mondo leghista tengo a precisare che la mia Mozione contiene il testo di un identico documento già approvato ad ampia maggioranza dal Consiglio regionale del Trentino - Alto Adige, soprattutto da Consiglieri non certamente leghisti, ma evidentemente di assoluto buon senso e sano pragmatismo.” Forte critica: “Le casette costruite dieci anni fa in via del Granturco a Mestre per ospitare sinti e rom dall’ex sindaco Cacciari erano in degrado totale. Sporcizia e cumuli di rifiuti hanno ridotto le stesse in luoghi invivibili, in stile favelas. Villette nuove che ospitavano inizialmente circa 150 persone, ridotte a baracche. È giunto quindi il momento di riconoscere il flop e creare un’area decorosa dove ospitare gli italiani che versano in stato di bisogno”. Il totale di-

sfacimento di casette che altro non erano se non ricettacolo di immondizia. Il tentativo è stato fatto e i privilegiati che hanno potuto abitare lì l’hanno disprezzato, ho chiesto quindi di rimettere in sesto le case ed usarle per un fine più nobile e giusto. Intanto però ho chiesto a Massimo Cacciari se il conto del fallimento lo avrebbe pagato lui oppure i soliti cittadini. “La situazione non poteva più essere tollerata, gli ospiti non hanno mai voluto adeguarsi allo stile di vita che, per le filosofie buoniste, sarebbe dovuto essere un modello. Niente scolarizzazione per i minori, igiene precaria, case distrutte o modificate senza permessi. Ogni tentativo da parte dei Servizi Sociali di portare i residenti a una condizione di vita ‘dignitosa’ si è rilevato infruttuoso. Trovo giusto che, dopo inutili spese e bei sogni andati, le casette più danneggiate vengano distrutte e le altre sistemate e che, vista la grave crisi sociale, vengano affidate a persone che vivono sulla o ancor peggio sotto la soglia di povertà, permettendo loro di avere una abitazione decorosa”. La vita reale non è paragonabile alla filosofia La perla del Consigliere è però, in tema di sicurezza, la grande proposta: "Videosorveglianza negli asili, via libera anche dal Senato della Repubblica, governo Conte. Sullo stesso argomento anche un suo progetto di legge. Si tuteleranno bambini e persone deboli ma anche operatori" “Un tema, questo, che mi sta molto a cuore, tanto da spingermi a presentare nel 2016 un progetto di legge statale già licenziato dalla Quinta commissione consiliare permanente con 34 voti favorevoli. “Gli episodi di soprusi perpetrati ai danni di anziani e minori in strutture socio assistenziali sono sempre più frequenti. Con questo provvedimento ho voluto prevenire questi episodi e laddove compiuti, individuare con certezza i responsabili”. Come primo firmatario del provvedimento che regolamenta l’utilizzo

della videosorveglianza negli asili nido, nelle scuole d’infanzia e nelle strutture per anziani e disabili, il testo ha ottenuto anche il via libera dal Consiglio Regionale del Veneto. “Negli ultimi tempi la videosorveglianza ha permesso di garantire alla giustizia persone che hanno usato violenza contro bambini e anziani. Il testo uscito ha un duplice obbiettivo: prevenire gli episodi di soprusi e violenza e colpire puntualmente chiunque si renda protagonista di maltrattamento o coercizione. I numerosi fatti di cronaca nera sono la testimonianza dell’aumento esponenziale degli episodi di violenza, è quindi doveroso da parte delle istituzioni intervenire”. Quello che era un ottimo progetto di legge, non diventerà esecutivo a causa del veto della maggioranza del Conte bis. Così “l’approvazione da parte di Palazzo Madama del progetto di legge che avrebbero disciplinato l'installazione di videocamere negli asili, a tutela da abusi e soprusi da parte di insegnanti ed educatori, facendo ‘si che i furbetti non trovassero più spazio, e i delinquenti che fino ad ora hanno usato violenza contro i deboli si sarebbero trovati finalmente spalle al muro. È stato ora inconcepibilmente cassato. Il posizionamento della videosorveglianza sarebbe stato anche un valido deterrente per soggetti terzi che, introducendosi nelle strutture per compiere atti illegali, sarebbero stati così, facilmente identificati, inoltre, avrebbero ricevuto tutela anche tutti quegli insegnanti, quei medici e quegli assistenti che ogni giorno svolgono il loro lavoro con cura e passione. Si trattava quindi di una norma a tutela di ospiti ed operatori, contro ogni forma di illegalità, violenza e soprusi”. “L’emodinamica interventistica presso l’ospedale di Mirano è un’eccellenza e non sarà toccata”. “Onde porre fine all’oramai ben nota polemica, la cardiochirurgia di Mirano chiuderà in maniera progressiva, secondo tempi tali da permettere la piena operatività di quella di Mestre e senza togliere nulla all’assistenza ai

malati. Nessuno invece toccherà l’emodinamica interventistica, che è un’eccellenza e che resta a Mirano. Non ha senso l’allarme rispetto ad un percorso stabilito già nelle schede ospedaliere sin dalla presentazione del nuovo Piano Socio Sanitario, discusso in Commissione, seguito poi dall’approvazione del documento stesso da parte del Consiglio regionale”. “A tal proposito aggiungo che la questione era a conoscenza di comitati e politici dal 2013, e si rifà alla Legge Balduzzi n° 189/2012. La Regione Veneto non intende togliere efficacia ed efficienza a reparti di grandissima importanza come Cardiochirurgia. Trovavo fosse giunto il momento, per chiunque continui a confondere le cose con interpretazioni proprie o con lettere e dichiarazioni di parte che potrebbero confondere l’utenza, di far cessare polemiche sterili. Quanto stabilito dalla Regione Veneto è reso noto da comunicati ufficiali. Ho pregato dunque comitati vari di non avvalersi di notizie proprie o che apparissero sulla stampa e non trovavano fondamento nella realtà”. “I Veneti, in questi anni hanno avuto modo di verificare con mano quanto fatto anche in campo sanitario dal Governo Zaia”. "Sulle schede ospedaliere degli ospedali Veneziani tengo a chiarire che i posti letto non sono andati perduti, ma trasformati in ospedali di comunità. Venezia, Dolo e Mirano, programmazione che punta a qualità e sicurezza". “Alcuni esponenti del Partito Democratico hanno parlato di declassamento dell’Ospedale civile di Venezia, di depotenziamento degli ospedali di Dolo e Mirano, di posti letto eliminati e di strutture “prosciugate”, ma non hanno idea di cosa stavano dicendo. La risposta a questa critica infondata sta tutta nel rispetto del decreto ministeriale 70 del 2015 che impone 14.917 posti letto per acuti e 3.481 per la riabilitazione a livello regionale”. Così, come componente della Quinta commissione consiliare competente in materia di Sanità, ha respinto le critiche alla dotazione ospedaliera disegnata dalla Giunta regionale del Veneto per le strutture di Dolo e Mirano. “C’è stato spazio per qualche piccolo aggiustamento in Commissione, visto che nelle schede ospedaliere approvate dalla Giunta regionale sono stati impegnati 14.888 posti letto per gli acuti e 2.964 per la riabilitazione. Puntualizzo che questi 169 posti letto non sono stati persi, come sostiene l’opposizione, ma erano stati recuperati con 139 posti nelle strutture, dedicate al ricovero temporaneo. Dobbiamo tenere infatti presente che le tecniche chirurgiche ormai sono cambiate, gli interventi sempre meno invasivi e quindi, più che di posti per i casi acuti, c’è bisogno di posti per la riabilitazione e la lungo-degenza. La volontà non è quella di tagliare l’offerta ai Cittadini, ma di potenziarla. Al di là di quello che affermano alcuni comitati locali, gli ospedali in cui si svolgono più interventi sanitari sono quelli in cui i medici hanno più possibilità di “esercitare”, specializzarsi e raggiungere un livello più elevato con meno rischi per l’incolumità del paziente, come dimostrano gli studi e le evidenze scientifiche nazionali e internazionali. Se un Cittadino ha bisogno di cure specializzate, come nel caso di tumori, si rivolgerà all’ospedale più vicino o a quello che ha un reparto di Oncologia migliore? I pazienti non vogliono la struttura sotto casa, ma quella più competente e sicura”. Si è speso per Mirano, trovando l'intesa per i lavori in via Porara, annosa questione per i Miranesi. Una soluzione che si aspettava da tempo. Finalmente una delle principali arterie stradali non solo di Mirano, ma di tutta la zona, sarà resa più funzionale e sicura. “L’accordo trovato al Tavolo Tecnico, coordinato dall’Assessorato regionale ai Lavori pubblici, guidato dall’Assessore Elisa De Berti, con interventi per 1,2 milioni di euro, dopo il sopralluogo da parte dell’Assessore, del sottoscritto, del consigliere delegato della Città Metropolitana di Venezia, Saverio Centenaro, della Presidente di CAV (Concessioni Autostradali Venete), Luisa Serato, e dei tecnici di ANAS”, mi auguro sia un grande sollievo per tutti gli abitanti del Miranese”. “Stiamo parlando di una strada fondamentale, indispensabile per raggiungere l’autostrada. L’intervento renderà l’intero tratto stradale più sicuro per tutti gli automobilisti e i Cittadini che, a piedi, attraverseranno la strada anche per raggiungere il vicino parco. Si farà ricorso a tecnologie moderne come i semafori ‘intelligenti’, che si attiveranno grazie a sensori posti sotto il manto stradale”. “Ringrazio l’Assessore De Berti e i tecnici della Regione del Veneto che hanno lavorato molto bene per risolvere i problemi dell’area”.


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Interrogazione: assenza parcheggi stazione Ferroviaria di Dolo e stato avanzamento progetto nuovo parcheggio stazione di Mira-Mirano Al Presidente del Consiglio Comunale Al Segretario Generale La sensibilità crescente dei cittadini ai temi ambientali e la costante crescita del traffico urbano ed extra urbano, in particolare nelle ore di punta, ha contribuito ad incrementare notevolmente l’uso dei mezzi pubblici per gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola. In particolare negli ultimi tempi, sta crescendo costantemente il numero di utilizzatori della linea ferroviaria Venezia-Padova a seguito soprattutto del potenziamento dei treni circolanti sulla tratta. Questa efficace e conveniente tipologia di mobilità, rispettosa altresì dell’ambiente, si scontra tuttavia con notevoli difficoltà di trovare adeguati parcheggi, in particolare alla stazione ferroviaria di Dolo. Diversamente dal nome, la stazione ferroviaria di Dolo è situata nel territorio

del Comune di Mirano e costituisce un problema enorme per i tantissimi pendolari che usano quotidianamente il treno per recarsi al lavoro o a scuola. Infatti, già a partire dalle 8 del mattino i due parcheggi a sud della stazione risultano completi costringendo i pendolari a cercare parcheggi di fortuna lungo le strade adiacenti. Il sottoscritto, Giorgio Babato, ha già evidenziato in passato questa problematica e risulta che nel PAT adottato dal Consiglio Comunale con delibera del 29 marzo 2019 sia prevista a nord un’area destinata a “Servizi di interesse comune di maggior rilevanza”. Dal momento che una giunta viene valutata per le sue politiche sostenibili attraverso i fatti concreti, con la presente si chiede all’amministrazione comunale di attivarsi per individuare e realizzare quanto prima adeguati parcheggi a servizio della stazione ferroviaria di Dolo. Questo per garantire una sosta in sicu-

rezza ed ordine sia per i pendolari che per i residenti della zona, alla luce altresì del fatto che la zona adiacente alla Stazione di Ballò rappresenta una della porte di accesso al Comune di Mirano e risulta essere una zona fortemente trascurata dall’amministrazione comunale di Mirano oltre che per la questione parcheggi anche dal punto di vista dell’arredo urbano. Si chiede, altresì, di riferire sullo stato di avanzamento del progetto relativo all’accordo fra Ferrovie (Rfi) e i Comuni di Mira e Mirano per la realizzazione del nuovo parcheggio a nord della stazione ferroviaria di Marano di Mira, utilizzata anche da molti pendolari del Miranese, e della nuova viabilità di accesso da via Vetrego Est. Nell’attesa della discussione di quanto richiesto si porgono distinti saluti.

Giorgio Babato Insieme per il bene comune”

INTERROGAZIONE: BOCCIODROMO DI MIRANO A l Presidente del Consiglio Comunale A l Segretario Generale La società contemporanea richiede in modalità crescente l’esigenza di favorire opportunità di socializzazione e di promozione di attiv ità e luoghi di aggregazione. In particolare per le persone anziane, destinate a rappresentare una componente in aumento della popolazione, risulta fondamentale promuovere iniziative e luoghi di socializzazione e di aggregazione per la promozione dell'attiv ità fisica e per combattere la solitudine creando un clima di amicizia e solidarietà.

In questo senso e con queste finalità l’amministrazione di Mirano nel 1989 si è dotata di una struttura comunale da adibire al gioco delle bocce. In particolare si tratta di un edificio di circa 1500 metri quadri con 4 campi coperti e illuminati, dotato di bagni pubblici e per disabili con docce, di una tribuna per 200 persone e con ampio parcheggio. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, attualmente la struttura del bocciodromo di Mirano si trova in una condizione assolutamente precaria, con infiltrazioni dal tetto, con la struttura portante in trav i lamellari compromessa nella staticità dalle infiltrazioni, con i ba-

gni in pessime condizioni, con l’impianto di riscaldamento inefficiente e obsoleto che costringe a riscaldare tutto lo stabile ed i 4 campi da gioco anche quando si gioca solamente a carte ai tavoli. In queste situazioni le spese di gestione corrente risultano notevolmente superiori alle entrate correnti al punto da rendere impossibile proseguire con le attiv ità. Ad aggravare la situazione risulta il fatto che il bocciodromo di Mirano è l’unica realtà nel comune di Mirano ad avere intestate tutte le utenze, mentre per tutte le altre associazioni (ad eccezione delle piscine e degli impianti da tennis) le utenze sono

intestate all’amministrazione comunale e pagate dal Comune per gran parte dell’importo. Tutto ciò premesso si chiede all’attuale amministrazione cosa intende fare per non far cessare una importantissima realtà che in passato ha ospitato regolarmente gare nazionali, mentre ora, a causa dell’abbandono, stenta a rimanere fruibile e a disposizione dei Miranesi. Nell’attesa della discussione di quanto richiesto si porgono distinti saluti. Giorgio Babato Insieme per il bene comune”


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SCELTE RESPONSABILI, O IRRESPONSABILI, CHE CONDIZIONANO LA VITA DEI CITTADINI Il male dell’Italia rispetto agli altri paesi deriva dalla scarsa, se non inesistente, capacità di programmazione strategica del futuro e, di conseguenza, dai tempi enormi di realizzazione delle infrastrutture sul territorio oltre che dal loro costo di esecuzione pari anche al doppio o triplo di opere analoghe fatte all’estero, come emerso dai media in questi giorni. Quest’ultima è una delle cause del debito pubblico italiano purtroppo in continuo aumento che carica un fardello sempre più pesante sulle spalle dei cittadini e delle generazioni future. Un esempio per tutti è il MOSE di Venezia. Ne parlano da tantissimi anni, abbiamo speso fiumi di denaro pubblico, eppure non si intravede ancora la prospettiva dei benefici per il territorio. Anche Mirano purtroppo non sfugge a questo. Porto l’esempio del Comune di Santa Maria di Sala che, in poco tempo e con meno di 20.000 euro, ha installato un ascensore nel suo Municipio storico mentre Mirano, dopo anni di discussioni e lungaggini, ha speso più di 150.000 euro per istallare nel suo Municipio un ascensore. Ulteriore lungaggine a Mirano si assiste con la realizzazione delle opere complementari al Passante di Mestre. È trascorso, infatti, un anno dalla delibera di Giunta Regionale del Veneto che “ordina” al nostro Comune di dare avvio alle prime opere, delle quali però non c’è

ancora traccia, con i fondi della progettazione di cui dispone addirittura dal 2011 e con gli ulteriori trasferimenti compensativi del Passante. Per questo ritengo utile rivolgere un accorato invito all’attuale maggioranza che governa Mirano affinché siano velocizzati i tempi di realizzazione delle opere previste dalla delibera regionale, ossia la pista ciclabile su Via Scaltenigo e l’impianto sportivo della frazione di Vetrego, per poi dare seguito anche alle altre opere per l’equivalente complessivo di 19 milioni di euro che spettano ai cittadini di Mirano e frazioni. Con riferimento alla pista su via Scaltenigo occorre, poi, ribadire la necessità di realizzarla lungo il percorso stradale e non dispersa in mezzo ai campi, come ipotizzato dagli uffici, per evitare che dopo aver atteso tanto tempo e speso somme considerevoli non sia nemmeno utilizzabile. Ugualmente per la frazione di Vetrego, che da sola convive con tre dei sei chilometri del tracciato miranese di autostrada, risulta fondamentale procedere con sollecitudine alla stipula della convenzione con CAV per ottenere i finanziamenti e realizzare i lavori al fine di rivitalizzare la frazione mettendo a disposizione una struttura sportiva di aggregazione sia per i suoi cittadini che per tutti i miranesi. Detto questo, per affrontare e risolvere i problemi attuali e futuri merita ricordare

anche il passato dal quale provengono. Per quanto riguarda il danno maggiore subito da Mirano nella sua storia, ossia il tracciato del nuovo Passante di Mestre, è doveroso fare presente quanto disposto dalla delibera n. 53925 Consiglio Provinciale di Venezia del 28 novembre 1996. Fu questo il momento nel quale “udita la relazione del Presidente e preso atto del documento preposto dallo stesso, il Consiglio Provinciale deliberò che al fine di mitigare l’impatto sul territorio il corridoio regionale doveva prevedere lo spostamento dell’attacco da Marano di Mirano nei pressi di Roncoduro”. Bene, la presidente del Consiglio provinciale di sinistra di allora che propose e votò a favore della delibera era la miranese Luisa Conti, esponente illustre per molti anni della sinistra miranese, mentre tra i banchi della maggioranza miranese di allora sedeva uno schieramento sempre di sinistra con a capo il Sindaco Franco Marchiori ed in giunta l’attuale Presidente del Consiglio comunale Renata Cibin. La tragica conseguenza di quella decisione fu lo squarcio della frazione di Vetrego e del territorio di Mirano, raddoppiando oltretutto i chilometri, e quindi il costo, rispetto al tratto iniziale proposto dalla Regione del tracciato “Mira-Quarto d’Altino”. Ricordato questo, riprendo e rilancio a nome dei cittadini la richiesta a questa maggioran-

za di procedere quanto più velocemente ed in modo determinato alla realizzazione di tutte le opere complementari al Passante, per compensare almeno in parte i disagi che la stessa parte politica ha contribuito in modo determinante a compiere sul nostro territorio.

Giorgio Babato Insieme per il bene comune”


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LA FILARMONICA DI MIRANO IN TRASFERTA A TORINO Il 19 e il 20 ottobre u.s. la Banda cittadina di Mirano si è trasferita per due giornate a Torino, questa volta non per una sfilata o un concerto, ma liberi dal fardello degli strumenti musicali e da impegni pubblici, per una visita di piacere alla città. L’occasione è stata data dalla chiusura del decennale mutuo acceso per la realizzazione della casa della musica, costruita in accordo e con il concorso del Comune. L’opera pubblica, con il suo piazzale antistante (sede delle manifestazioni estive), da allora fa bella mostra di sé, in fondo alla centrale via Gramsci, e accoglie oltre alla Filarmonica con la Banda appunto e la scuola di musica, il coro Croda Rossa e il coro “Allegro con brio”, diventando così il punto di riferimento dei cultori della musica e del canto. La Banda cittadina così da anni ormai si è ritrovata ad aver risolto la precedente precarietà logistica che la vedeva costretta a sistemazioni precarie e provvisorie. Nella nuova sede confortevole e funzionale circa 50 musicisti si ritrovano bisettimanalmente per le prove musicali in programma ed eseguiti nelle varie manifestazioni pubbliche a cui l’associazione viene chiamata. I Bandisti sono rappresentativi di tutte le età e le classi sociali con un solo denominatore comune: la passione per la musica. Il maestro Stefano Corrò, da oltre 25 anni dirige il gruppo che lo segue riconoscendone le indubbie capacità tecnico musicali, e i risultati raggiunti sono di elevata qualità e notevole prestigio. Certo è che assicurare un amalgama dei suoni che porta alla magìa di una bella esecuzione con un’orchestra di fiati (sax, basso tuba, fagotto, clarinetto, trombe, eufonio, corno francese …..) e di percussioni, è un‘impresa ardua. Tenere unita una compagine tanto eterogenea, dal punto di vista umano e sociale, con le problematiche individuali di ciascun componente è altrettanto difficile. Ha dello stra-

ordinario allora vedere insieme i giovani a fianco di quelli di età più matura o avanzata, quelli più professionali vicini e di sostegno agli amatoriali, senza dire della presenza del genere femminile, sempre più qualificato e qualificante… Dietro le quinte di questo complesso ci sono i volontari che si adoperano in occasione delle manifestazioni per la preparazione e la fornitura dei leggìi, delle divise, dei depliants e delle locandine… Sono ex suonatori o famigliari di suonatori o semplici amanti della musica, e tutti si danno un bel da fare. Un encomiabile momento di questa solidarietà avviene allo stand della sagra del paese, quando tanti musicisti e volontari si trovano assieme per preparare il cibo in cucina e a distribuirlo agli avventori, allo scopo di un autofinanziamento. Partendo da queste constatazioni il Presidente Gianni Fardin e il suo vice Primo Peron hanno progettato, insieme al direttivo, questo viaggio culturale nel capoluogo Piemontese al fine di rafforzare i legami e l’aggregazione del sodalizio. Alla gita di Torino hanno partecipato una cinquantina tra suonatori, volontari e famigliari. Il tour con guide particolarmente preparate ha riguardato il centro città, con piazza Castello, il Palazzo Reale, il Duomo, la Cappella Guarini, il Palazzo Carignano. Particolarmente interessante è stata la visita al Museo Egizio, il secondo al mondo per importanza dopo quello del Cairo, dove si sono ammirati i tesori inimmaginabili di quella antichissima civiltà. L’indomani dopo un breve excursus sul monte dei Cappuccini e la relativa Chiesa barocca, da dove si vede una bellissima panoramica della città, una camminata nel parco del Valentino, polmone verde cittadino, il viaggio è proseguito nella vicina Stupinigi per la visita al monumentale Palazzo di caccia dei Savoia, patrimonio dell’Unesco. Al di là del percorso culturale storico e museale della città

di Torino, i partecipanti hanno conseguito l’obiettivo ripropostosi, la convivialità, la familiarità, la solidarietà e la vicinanza in tanti momenti passati assieme. L’atmosfera festosa e di amicizia ha accompagnato tutti, cementando rapporti interpersonali e garantendo una prospettiva di un’ulteriore e più rafforzata aggregazione di tutta la Filarmonica.

LIVIO CASAGRANDE DI MIRANO, PREMIATO AL SANA DI BOLOGNA COME MIGLIOR ERBORISTA DELL’ANNO 2019 L’erborista Livio Casagrande ha vinto il premio alla carriera del prestigioso concorso nazionale “Premio Erboristeria dell’anno 2019”, promosso dalla rivista L’Erborista. La consegna del premio si è svolta nei giorni scorsi all’interno della manifestazione fieristica di settore presso “Il Sana” di Bologna. Un riconoscimento importante, trattandosi di un premio nazionale, che premia un lavoro importante, iniziato da Livio Casagrande, erborista diplomato presso all’Università di Urbino nel 1985 e che all’inizio ha lavorato in un’erboristeria in centro a Mestre. L’erboristeria di Livio Casagrande Nel 1986 il trasferimento a Mirano, in via Mariutto 8, con la “Premiata Erboristeria La Rinascente”, negozio con annesso laboratorio erboristico dove ancora oggi prepara miscele di erbe e tisane, integratori alimentari e un grande assortimento di erbe officinali. «Un’erboristeria datata – spiega lui – ma al passo con i tempi, oggi dedico molta attenzione ai social, al sito internet e alla comunicazione, perché ormai è una realtà di cui non si può più fare a meno». Molta attenzione nel corso degli anni è stata dedicata ai giovani che frequentano il coro di laurea in Scienze farmaceutiche applicate all’Università di Padova: Casagrande mette a loro disposizione l’esperienza imparata sul campo, formandoli con il tirocinio presso la sua erboristeria: ‹‹Loro sono il futuro – aggiunge – arrivano preparatissimi ma non è sufficiente una base scolastica: devono toccare con mano la realtà, fare esperienza nel mondo erboristico››. L’erboristeria di Casagrande, socia di Confcommercio del Miranese, è dunque anche per l’associazione e per il tessuto commerciale di Mirano un esempio di negozio storico, in grado di innovarsi e soprattutto con una grande attenzione ai giovani. IL PREMIO Il premio nazionale alla sua attività conferma l’impegno continuo per far crescere la piccola realtà dell’erboristeria a un pubblico più vasto e sempre più attento a tutto ciò che è naturale. A margine della consegna, Livio Casagrande ha voluto ringraziare i suoi clienti, tutti i cittadini Miranesi,la famiglia e la collaboratrice Michela Durigon.

A un Miranese il “premio erboristeria dell’anno 2019”: “La Rinascente” di Livio Casagrande tra tradizione e futuro


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IL MERCATINO DI NATALE A SIROR

Il paese di Siror, situato nella Valle di Primiero a ridosso delle Pale di San Martino, a 12 km da San Martino di Castrozza, nelle festività che precedono il Natale propone il suo originale Mercatino. L’ambientazione scenografica particolarmente suggestiva, i giochi di colore creati dalle luci e le particolari decorazioni fanno assaporare agli ospiti e alla popolazione quell’atmosfera natalizia tipica dei Christkindlmarkt frequentemente presenti nel mondo mitteleuropeo. Lungo le vie del paese, tra fontane, stalle, fienili e affreschi presenti sulle facciate delle case, sono sparse le tipiche casette espositive in legno, addobbate con cura ed eleganza da artigiani, artisti e commercianti che propongono idee, creazioni e prodotti legati alla tra-

dizione del Natale. Tutto il paese partecipa attivamente alla realizzazione di questo evento, adoperandosi nella preparazione di case, vie, piazze. Luci, ornamenti, coreografie e musica fanno da contorno alle tipiche casette in legno dove commercianti e artigiani espongono la loro mercanzia. Il Mercatino di Natale di Siror nasce nel lontano 1994 ed è cresciuto negli anni non senza difficoltà, trovando positivo riscontro sia da parte dei residenti, sia da parte dei numerosi turisti – principalmente dell’area veneta – che ci raggiungono per una giornata o per trascorrere un tranquillo fine settimana. Quest’anno la 26esima edizione sarà inaugurata domenica 1dicembre. E poi il mercatino sarà aperto il 7-814-15-21 e 22 dicembre con orario dalle 10.30 alle 18.30.

Ad oggi, il Mercatino di Natale di Siror conta una quarantina di espositori che propongono i loro prodotti nelle caratteristiche casette in legno o in tipiche location come fienili o stalle lungo le vie del paese: ciò conferisce al Mercatino un’ambientazione scenografica suggestiva. Non mancano le tentazioni di gola con le numerose specialità gastronomiche salate e dolci. L’offerta spazia dai prodotti tipici locali come i salumi e la “carne fumada de Siror”, il “brazedel” e lo zelten tipici dolci natalizi, il miele, i vini e le grappe trentine, le pantofole e i cappelli in feltro, i cioccolatini artigianali, il vin brulè e le frittelle di mele, alle creazioni prettamente natalizie per l’albero, la tavola, il presepe e la decorazione della casa. Da non perdere il tradizionale concorso che premia l'Albero di Natale più bello, occasione per trovare spunti e idee originali per addobbare il proprio abete. Presente anche quest’anno il Bosco del Mazaròl, il suggestivo percorso tematico che permette di entrare nel magico mondo del Mazaròl, leggendario personaggio di Primiero, amato e temuto da tutti i bambini. Si tratta di un percorso senza barriere, accessibile anche a carrozzine e passeggini, e visitabile per l’intera durata delle festività natalizie. Dedicati alle mamme e ai loro piccoli anche i laboratori creativi natalizi e l’accogliente Punto Bimbo, uno spazio caldo ed accogliente con fasciatoio e divanetti dove allattare con tranquillità. A contorno del Mercatino vengono poi organizzati vari intrattenimenti: con i fisarmonicisti o gli zampognari, con bande musicali, con i balli dei gruppi folkloristici, con i burattinai, i giocolieri, lo sputa fuoco… Di particolare interesse e partecipazione per i più piccoli è l’arrivo di San Nicolò, tradizione molto sentita in valle

che coinvolge i bambini più grandi nel suonare i campanelli per avvisare i più piccoli che è ora di andare a letto perché arriva il vescovo buono con la gerla piena di dolciumi. La tradizione viene ripresa con il corteo dei bambini delle elementari che suonano i campanelli e vanno ad aspettare San Nicolò e lo accompagnano fino al centro del paese. Dopo averlo ringraziato con dei canti San Nicolò dà loro i dolciumi. Non manca neanche Babbo Natale che, nella casetta in legno a lui dedicata, accoglie i bambini raccontando loro storie natalizie ed invitandoli a scrivere i loro desideri. I bambini amano poi fare un giretto con l’immancabile troika trainata dai cavalli o in groppa agli asinelli. Per i più sportivi una visita al Mercatino di Siror sarà un modo originale di concludere la giornata trascorsa sulle piste della skiarea San Martino di Castrozza-Passo Rolle. Gli amanti dello sci e della neve troveranno quest’anno, ai piedi delle Pale di San Martino, una bella novità: la nuovissima cabinovia a 10 posti Colbricon Express, che sostituirà due seggiovie dell’area Ces.

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" APRI LE PORTE AD ARIA FRESCA CREA IL CLIMA IDEALE PER LA TUA CASA " NUOVI OBBLIGHI APPROFONDIAMO I NUOVI OBBLIGHI ENTRATI IN VIGORE QUEST'ANNO! D.P.R. 146 del 16 novembre 2018 sui gas fluorurati ad effetto serra (comunemente nominati FGAS) prevede che, a decorrere dal 25 settembre e dal 25 luglio 2019, l'impresa certificata comunichi per via telematica alla Banca Dati FGAS, la vendita e gli interventi (installazione, ricerca perdite, manutenzione o riparazione e smantellamento) delle apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento e pompe di calore e antincendio, celle frigorifere installate su camion e rimorchi e commutatori elettrici contenenti FGAS. Se l'installazione o vendita non fosse fatta da personale abilitato, oltre che patentato FGAS, il cliente finale rischierebbe la perdita della garanzia del prodotto, la sicurezza dell'impianto e risulterebbe passibile di sanzioni fino a 100 mila euro!

L'impresa dovrà rilasciare al cliente il rapporto di intervento, nella quale sarà presente, oltre ai dati completi, il codice univoco del prodotto. Cos’è il codice univoco dell’apparecchiatura? Il codice univoco dell'apparecchiatura identifica univocamente l’apparecchiatura sulla base di una serie di informazioni quali, a titolo esemplificativo: tipo di apparecchiatura, numero di matricola, numero circuiti, collocazione, destinazione edifici, marca. Il codice univoco dell'apparecchiatura è generato al primo intervento comunicato alla Banca Dati: è importante ricordare che sino a quando la comunicazione non viene effettuata, non vi è l'attribuzione del codice univoco. Il codice è associato all'apparecchiatura; se per un’apparecchiatura vengono inseriti più circuiti, allora ogni circuito sarà contraddistinto dal codice identificativo dell'apparecchiatura più un numero progressivo univoco per il singolo circuito. Giorgio Pesce

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La percezione del rischio Nel precedente numero di questo giornale di settembre 2019, si è verificato un errore di stampa. L’autore della pubblicazione “Annali Maranesi e non solo” non è il Sig. Paolo Menegazzo, ma il SIG. ARCHITETTO PAOLO MENEGUZZO. Ci scusiamo per l’errore e siamo certi che avremo presto l’occasione di presentare una nuova pubblicazione dell’Architetto Paolo Meneguzzo, vista la Sua grande passione per la storia locale. Paolo Trevisanato

La percezione del rischio è un processo cognitivo che guida il comportamento di una persona che si trova a dover prendere decisioni che possono avere dei rischi potenziali. La percezione del rischio coinvolge diverse dimensioni; ad esempio le conseguenze immediate o future, e le loro implicazioni sia sul piano razionale ed oggettivo che su quello emotivo e soggettivo. In molti casi, poi, c’è una differenza tra la percezione soggettiva del rischio e la valutazione oggettiva. In pratica avviene che le persone a volte temono delle attività che non sono effettivamente pericolose mentre non temono attività che potrebbero avere conseguenze molto drammatiche. Esistono diverse ragioni che inducono le persone a percepire alcune attività rischiose ed altre meno, ed esistono differenze individuali, ma ci sono anche dei meccanismi generali sottostanti al modo in cui le persone calcolano le informazioni provenienti dall'ambiente. Questi processi, chiamati euristiche, hanno un ruolo fondamentale nella valutazione del rischio: si tratta di strategie di pensiero che agiscono generalmente a livello non consapevole. Le persone tendono a sovrastimare o sottostimare il rischio a seconda che percepiscano un'attività più o meno pericolosa di quello che affermano le statistiche e

Paolo Meneguzzo è la nostra memoria Il nostro concittadino, Paolo Meneguzzo, ha pubblicato con successo “Annali Maranesi e non solo”. Il libro ci offre notizie e appunti “piccoli e grandi” per una storia di Marano e del territorio veneziano nel contesto triveneto e italiano dalle origini agli anni duemila. La ricerca è molto interessante e viene proposta in forma di “Annale”, perché queste formule sembra facilmente ed immediata alla comprensione di tutti i lettori, a qualsiasi livello culturale appartengono. I fatti, quelli ritenuti dall’autore i più curiosi e significativi, sono elencati anno per anno in modo sintetico, dal IX secolo e fino ai nostri giorni e possono, così, aiutare e stimolare il lettore a fare ulteriore ricerche. La pubblicazione di Paolo Meneguzzo è importante, perché oggi si tende a non ricordare gli avvenimenti, le realtà e le situazioni di ieri. Ed invece, senza la memoria, siamo poco o nulla, perché “senza le radici” l’albero facilmente diventa secco, muore e viene buttato nel fuoco. Purtroppo la storia dei nostri paesi, del nostro territorio tende, oggi, ad essere dimenticata, perché poco ne parliamo tra di noi, perché siamo sempre alla ricerca di cose, di oggetti, di suoni sempre nuovi e il passato sembra solo un accumulo di sofferenze, di cose povere, di fatica, di strade sterrate e sassose. Ed invece ogni periodo della storia è ricco di valori, di sogni, di desideri, di conquiste e di insegnamenti per le generazioni future. E’ necessario, però avere le lenti giuste, la luce necessaria, soprattutto i valori umani, spirituali e sociali

per poter non solo conoscere il passato, ma per desiderare di continuare la nostra storia. Tali stimoli, secondo l’autore, dovrebbero essere già presenti nei ragazzi e negli adolescenti che frequentano i vari Ordini di scuola. L’autore ha omaggiato la Classe V^ della Scuola Elem. di Marano e tutte le Classi della Scuola Media St. di Borbiago di Mira. Grazie Paolo, per il tuo contributo. Che il Tuo esempio sia uno stimolo per tutti noi.

le valutazioni di tipo oggettivo. La ricerca ha mostrato che ci sono alcuni fattori che influenzano in modo particolare la percezione che le persone hanno della pericolosità di un'attività. Tra questi fattori ci sono: quanto controllo è possibile esercitare sugli eventi pericolosi; quanto volontariamente si decide di affrontare una situazione rischiosa; quanto gravi possano essere le conseguenze. Gli studi sulla percezione del rischio hanno messo in evidenza che le persone percepiscono la relazione tra rischi e benefici di un'attività in modo differente da come questa relazione si realizza nella realtà. Se una persona percepisce un'attività come rischiosa allora assocerà ad essa un basso beneficio, mentre se percepisce un'attività come sicura allora assocerà ad essa un beneficio elevato. Per esempio, se una persona non prende l'aereo per paura di un incidente allora potrebbe giudicare questa attività come molto rischiosa e poco utile; diversamente coloro che trovano utile l'aereo perché permette di viaggiare, ne sottovaluteranno il rischio. Questo modo di ragionare dipende in modo determinante dal modo in cui funziona il sistema cognitivo umano ed è dovuto in particolare all'utilizzo del cosiddetto sistema di pensiero intuitivo che agisce principalmente a livello inconsapevole e che influenza le nostre valutazioni coscienti sulla base delle reazioni emotive. Di conseguenza, coloro che hanno paura di prendere l'aereo associano a questa attività un'emozione di tipo negativo che li porta a non riconoscerne i possibili benefici. Al contrario, coloro che vedono i benefici offerti dalla possibilità di viaggiare in aereo assoceranno a questa attività un'emozione positiva che li porterà a sottostimare i possibili rischi.

Paolo Trevisanato

Dott. Marco Boldrin Psicologo - Psicoterapeuta Membro e socio fondatore della Società Italiana di Psicologia Interazionista. e-mail: info@marcoboldrin.it web: www.marcoboldrin.it


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dicembre 2019

LEGATA AD UN GRANELLO DI SABBIA ….

Alla scoperta del Sahara marocchino, di corsa. di

Alessandra Rampazzo

230 km nel deserto. Quando lo si racconta, si fatica a crederci, a capire. Forse, risulterà sempre difficile da metabolizzare e prendere coscienza che una tale impresa che non sia da tutti. Al solo tentativo di spiegare ciò che è successo, tappa dopo tappa, in quei giorni dell’aprile scorso, l’ammirazione lascia spazio allo stupore tipico di chi non riesce a nascondere l’idea che ci debba essere una buona dose di ordinaria follia anche solo per decidere di “imbarcarsi” in un’avventura del genere. Riconosciuto ciò, è bene sottolineare che nonostante le difficoltà, non sia impossibile. Non è presunzione, anzi. A distanza di qualche mese si ha invece la consapevolezza che tale sensazione è frutto di un’adeguata preparazione fisica e mentale. Il viaggio è nato peraltro per dimostrare come una donna, sportiva sì, ma alle prime armi nel mondo della corsa e dell’ultra-distanza, potesse affrontare la gara a tappe nel deserto marocchino. Una sfida che si sviluppa su un duplice binario: nella preparazione, combinando l’intensità degli allenamenti con il ritmo frenetico del quotidiano; in gara, facendo fronte alle insidie delle diverse tappe, da donna, tenendo in considerazione anche aspetti dei quali i runner uomini non devono preoccuparsi. Correre è un divertimento, un hobby, quando la vita professionale di architetto occupa in modo preponderante le tue giornate, a cui già si affiancano numerose attività parallele: la redazione di una rivista del settore, l’insegnamento e la ricerca all’università, le visite guidate, i viaggi legati all’architettura… senza dimenticare la vita privata. La passione per lo sport e la corsa non può che occupare dunque scampoli di giornate racimolati all’alba, durante la settimana prima dell’orario di lavoro e qualche ora in più nel weekend. Seppur faticosa si offre quale occasione di evasione dal quotidiano lavorativo verso un mondo altro, fatto di sacrifici e di obiettivi: veri e proprio sogni, così lontani, eppure sempre più tangibili. L’allenamento è fisico, ma soprattutto mentale. Il limite, per natura, rappresenta un momento del percorso, nel quale si individua una fine e allo stesso tempo si apre un nuovo inizio che nasce per essere superato. Come per la gara a Fuerteventura, ecco a voi il mio diario di bordo. Buona lettura! Che l’avventura abbia inizio. Dopo tanto prepararsi eccomi qui nel bel mezzo del Sahara marocchino. Il viaggio inizia in salita: sveglia alle 4.30, aereo alle 8.20 da Parigi e, una volta atterrata, ben due ore di attesa per il controllo passaporti. Finalmente raggiungo il bus dopo l’immancabile saluto di Patrick Bauer (l’ideatore della corsa). Il viaggio dura ben sei ore, ma non è finita: il bivacco si raggiunge grazie ad una strada che consente il passaggio di un bus alla volta. Risultato: ci sono altri 6 bus in attesa prima del mio e quindi posso raggiungere la mia tenda solo dopo altre due ore! Sono le 21.00 (orario bivacco) e molti già dormono. Cena veloce e via a dormire. Difficile da credere ma la mia prima notte nel deserto è all’insegna del freddo. Il vento penetra ovunque attraverso i lembi alzati della grossa tenda berbera. A nulla serve chiudersi completamente dentro il sacco a pelo. Finalmente il sole sorge e comincia a riscaldare. La prima giornata è dedicata al relax e alla preparazione dei materiali. L’organizzazione verifica il peso dello zaino, i materiali obbligatori ed il certificato medico, poi ricevo il pettorale: 744. Ultima cena servita, l’indomani iniziano le tappe e anche l’autosufficienza alimentare. TAPPA 1 (32.2 KM) Filano veloci. Un po’ di sabbia - poca - e percorso corribile. I check points scandiscono la tappa ogni dieci chilometri, fino all’arrivo. Prendo la mia acqua e riparto: 1 bottiglia al primo, 2 bottiglie al secondo e ben 4 alla fine. Devono bastare fino al primo check point del giorno successivo. 4 ore 21 minuti e sono alla tenda. I primi volano su un altro pianeta: 2.19 il primo uomo Rachid El Morabity e 2.42 la prima donna Ragna Debats. Le prime cose che si guardano quando si arriva al bivacco? In primis, il suolo, se roccioso o sabbioso: ne va del tuo riposo notturno per terra, sopra un semplice tappeto (soprattutto se, come me, per risparmiare spazio e peso nello zaino hai rinunciato al materassino). Da donna, invece, una rapida panoramica sulla posizione dei cespugli: pensate di dover camminare anche chilometri per ottenere una minima privacy, quando agli uomini bastano cinque passi dalla tenda. TAPPA 2 (32.5 KM) Oggi si fa sul serio. La distanza è la medesima della prima tappa, ma questa volta la sabbia è predominante: ben 13 chilometri ininterrotti di dune sabbiose. Il paesaggio è puro spettacolo. Sono proprio queste sinuose ondulazioni a richiamare il deserto del Sahara nell’immaginario comune. Quando parto le aspetto trepidante ma con un po’ di timore: non sono facili da attraversare con 8 kg almeno sulle spalle, il pensiero dell’acqua da gestire ed un sole cocente alto nel cielo. Il vento un po’ mi salva, abbassa la temperatura percepita di qualche grado, ma nello scavallare le dune la sabbia alzata dalle folate arriva diretta in faccia. Con il bel raffreddore che mi sono portata da casa e la bocca come unica possibilità di respirare la situazione non è sempre simpatica. L’ultima collina sabbiosa offre la visione verso il secondo check point. Arrivo senza acqua, finita nell’ultimo chilometro. Ultima parte del percorso è una lunga linea su terreno roccioso, poi il traguardo! Anche questa seconda fatica è finita.

I piedi ancora senza vesciche fanno ben sperare. Lo zaino nel frattempo, dopo colazione - pranzo e cena, si alleggerisce giorno dopo giorno. Giovedì, giorno di riposo. La tappa lunga può durare fino a 31 ore dopo la partenza. L’ultimo runner ancora in gara sta per arrivare e tutto il bivacco si avvicina zoppicante alla zona di arrivo per accoglierlo. TAPPA 3 (37.1 KM) Difficile ritornare con la mente alla terza tappa. Fa parte anch’essa del graduale avvicinamento alla doppia distanza del quarto giorno. Pur sempre 37.1 km da percorrere. I primi 7-8 km posso correre, poi le dune. Non corro, cerco di camminare velocemente. Con passo “veneziano” riesco persino a superare qualcuno. Il suolo si alterna tra roccie scure e terreno più compatto fino all’ultimo CP3 al km 31.7, dove mi dicono che mancano soli 5.4 km al bivacco. È fatta, penso. E lo stesso fa Salvatore, un altro italiano incontrato lungo il percorso, senza considerare che la distanza, seppur esigua, è da percorrere interamente tra le dune sabbiose. Leggere attentamente le istruzioni prima dell’uso, si dice. Vale anche per la Marathon des Sables! Nel roadbook è tutto scritto, eppure riesco sempre a farmi sorprendere! All’arrivo, un sorso di the marocchino disponibile alla fine di ogni tappa e prendo la mia quantità d’acqua prevista. Nota sulle regole del gioco: al termine di ciascuna tappa, così come ai check points intermedi il numero di bottiglie è prestabilito per ogni concorrente. Le bottiglie vengono contrassegnate con il numero di pettorale (se una volta utilizzate si gettano senza comprimerle si assegna una penalità cronometrica... controllo totale, modalità Grande Fratello!). TAPPA 4 (76.3 KM) Come ogni mattina i berberi smontano le tende quando ancora sto finendo di prepararmi. Non può che essere una sveglia convincente. Tutto di nuovo nello zaino, breefing sulla tappa odierna direttamente dal microfono di Patrick e si parte con in sottofondo le note di Highway to hell. Anche questa volta parto correndo ma so - il road book l’ho studiato bene - che di sabbia ce ne sarà molta, talmente tanta da farmi pensare, più tardi, che non ci fosse che quella. Al contrario, seppur per tratti limitati intervallati dalle insidie della sabbia, la tappa offre una varietà incredibile di situazioni: antichi bacini d’acqua oramai arsi, piccoli ruscelli dalle grosse pietre lavate, piccoli villaggi con bimbi che corrono abituati alle elevate temperature e incitano i Runners in cambio di un “bonbon”. Il risultato: cammino, e tanto! Difficilmente riesco a fare più di 5-6 km in un’ora, sicchè tra un CP e l’altro passano almeno due ore e mezza. Il cronometro procede spedito. Le gambe meno, ma la regola di procedere un passo dopo l’altro mentalmente funziona e mi fa andare avanti. La mia unica preoccupazione è limitare il più possibile i chilometri nel buio, che so essere noiosi e, dunque, interminabili. Quando finalmente il terreno diventa solido e piatto ricomincio a correre. Le mie gambe ringraziano. Camminare a lungo può essere perfino più stancante. In lontananza, però, si scorge una coltre bianca: è la sabbia sollevata dal vento; una sorta di tempesta di sabbia a cui stiamo andando incontro. I successivi chilometri controvento sono difficili ma al tempo stesso più freschi dei 40 gradi precedenti. E così, dopo quasi 11 ore dal via, il sole tramonta oltre le alture sabbiose e giunge il momento di utilizzare la lampada frontale. Non vorrei essere da sola, ma come spesso accade non c’è nessuno degli altri runners nelle vicinanze. E allora decido di sfruttare la tecnologia e ascoltare un po’ di musica, o meglio, quello che offre la memoria del cellulare. Risultato: una canzone, bella, in loop dal km 56 al 62. Qui raggiungo il CP5 (il penultimo) e mi accodo ad un gruppo di ragazzi inglesi che mi adottano fino al traguardo. Abbiamo lo stesso passo e ci teniamo compagnia, sanno un po’ di italiano e lei, Emma ha un’amica veneziana che le ha insegnato qualche parola in dialetto. Piccolo il mondo! Il traguardo si intravede ma il contachilometri dice che è ancora lontano, ma arrivati agli ultimi 500 metri decidiamo di sprintare assieme per finire entro le 15 ore. Mission accomplished! E domani maratona secca, 42.195 km. Vesciche permettendo. TAPPA 5 (42.195 KM - MARATHON STAGE) È l’ultima. All’arrivo sarà medaglia. A livello mentale dovrebbe essere la più facile e, invece, la mia testa comincia a ragionare al contrario. In un certo senso si rilassa, solo 42 km, penso. Ed un secondo dopo quel “solo” si tramuta in un pensiero più razionale: una maratona è tutt’altro che uno scherzo e con il mio passo significa almeno 7 ore là fuori. Tra i pensieri altalenanti arrivo alla prima scalata - jebel El Otfal - e in coda, piano piano, raggiungo la cima. Da lassù il panorama sulla distesa di sabbia si apre a 360 gradi e ti ripaga della fatica. La discesa è tecnica, la sabbia lascia spazio a grosse lastre di pietra scura, e guadagno qualche posizione. Raggiunto il piano, un’immensa distesa bianca, mi assale la noia. Un incubo. I piedi cominciano ad essere stanchi e vorrebbero camminare, ma la testa annoiata preferisce correre. Così si accorcia la “pena”. Risultato: corro, piano, molto piano, ma corro. Nonostante le mie difficoltà la tappa è molto bella. Distese sabbiose, più o meno compatte, si alternano a salite su grandi dune da attraversare, per rag-

giungere un altro pianoro di pietrame scuro. Ma la testa oggi non va. Decido di combatterla fermandomi il meno possibile ali check points e continuare la marcia verso l’arrivo. In qualche modo funziona e dalla fine dell’ultima salita si scorge l’ultimo bivacco e la linea d’arrivo. Sento urla di felicità provenire dai runner dietro di me. Manca poco, penso. Gli ultimi 3 km sono una lunga discesa di sabbia, con l’arrivo all’orizzonte. In uno schioccare di dita, la noia sparisce e lascia spazio ad una residua forza di correre. L’ultimo “bip” del chip di controllo è una liberazione e attraversare l’arco gonfiabile, lo stesso attraversato già altre quattro volte (nove se si contano le partenze) sprigiona una grande soddisfazione. Ce l’ho fatta! Mi inchino a Patrick, che tiene in mano la mia medaglia. Lui replica con “voilà, la princesse !” (Ahahah), mi abbraccia e si congratula. Questa gara nulla sarebbe senza Patrick Bauer, lo stesso ragazzotto che nel 1984 si avventurò in completa autonomia in un deserto allora del tutto sconosciuto ma leggendario. Ancora oggi, dopo ben 34 edizioni, è lui in persona che ti accoglie all’uscita dall’aeroporto di Ouarzazate quando raggiungi il Marocco, è sempre lui che ogni mattina, sul tetto della jeep con in mano un microfono, spiega la tappa della giornata, lo stesso che incontri ai vari CP nelle diverse giornate, con un sorriso sempre incoraggiante. È lui infine che al traguardo dell’ultima giornata, pone la medaglia attorno al tuo collo. La temperatura raggiunge i 40 gradi e i quasi 800 concorrenti arrivano alla spicciolata. Eppure è lì, per tutti. Dimostrazione di qualcosa che va oltre una mera operazione di marketing. È lo spirito e la memoria di un’avventura - la sua - che si rinnova ogni anno, mai uguale a se stessa. Chi partecipa è qui anche per questo, per il privilegio di non sentirsi semplicemente un numero - quello del pettorale. Oltre c’è la webcam live della zona dell’arrivo: è il momento dell’ultimo balletto. Il “picoeta” (dal veneziano, piccoletta) che è scritto sul mio braccio e che mi ha accompagnato per tutti questi difficili chilometri è tutto per un meraviglioso gruppo di Runners che alle 6.30 della mattina percorre chilometri tra le calli veneziane per allenarsi (grazie Running Club Venezia!). All’indomani la tappa conclusiva di soli 6 km è la tappa della solidarietà. Si corre/cammina tutti insieme indossando la maglietta ricevuta il giorno precedente. Una grande bolla blu si muove sulla sabbia. Il fruscio dei passi pesanti e, spesso, doloranti che si trascinano sulla sabbia si accompagna al vociare costante. La competizione è davvero finita e si annullano le differenze. Attraverso quell’arco gonfiabile per l’ultima volta e poi diretta sul bus direzione Ouarzazate. La doccia mi aspetta! E ora a bordo piscina, ho il tempo per riflettere sui giorni passati. Anche quando il segno di un’abbronzatura terribile fatta di maglietta, pantaloncini e ghette sarà sparito e le vesciche inevitabilmente spuntate sui miei piedi si saranno riassorbite, di questa incredibile Marathon des Sables rimarrà molto di più. Resterà il ricordo di un’impresa, di una sfida con me stessa, di coloro che con me - vicini e lontani - hanno sofferto per poi gioire di entusiasmo e soddisfazione. Un giorno qualcuno ha detto, il traguardo non è la fine ma piuttosto la spinta verso un nuovo inizio. Alla prossima avventura!


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ATLANTIDE A MARGHERA 28 ottobre 1974. Da quattro giorni pioveva a dirotto su Marghera e Catene. Ma quel pomeriggio sembrava davvero fosse arrivato il diluvio universale per quanta acqua era già caduta e stava ancora cadendo. Alle quindici di quello stesso giorno arrivarono sui diversi posti di lavoro le prime segnalazioni di strade allagate e conseguente difficoltà per il traffico. Alle diciotto la situazione era di paralisi totale. L’allagamento tra via Fratelli Bandiera, al limite della zona industriale di Marghera e via Trieste, fino a Catene, era completo. L’acqua straripata, superava per tutta l’arteria principale del paese il metro di altezza bloccando auto, moto, mezzi di ogni tipo e gente a piedi. Il paese era in ginocchio, non attrezzato per emergenze del genere. L’acqua, subdola, gelida e violenta aveva invaso tutte le abitazioni al piano terra rendendo difficoltose le comunicazioni e i soccorsi. Ricordo l’angoscia di quel giorno quando anch’io fui bloccato in auto e dovetti calarmi con l’acqua fino alla vita, nel gelido acquitrino. Speravo di resistere al freddo e in tempi abbastanza brevi percorrere nell’acqua alta quel chilometro che mi separava da casa. Ma la resistenza del contesto esterno era forte. Uno Stige infernale fatto di acqua fredda, pioggia, buio, ostacoli improvvisi, invocazioni di aiuto lontane e vicine, mi fecero dubitare di potercela fare. D’accordo con un giovane incontrato casualmente tra i vortici dell’acqua, decisi di chiedere aiuto presso qualche abitazione al primo piano fronte strada principale. All’altezza dell’osteria Mostacciona suonammo un campanello qualsiasi. Ci risposero due ragazzi, marito e moglie, molto giovani. Lei attendeva un bambino. Ci diedero aiuto e una squisita ospitalità. Vestiti asciutti, la cena e un ricovero per la notte. Respingendo la nostra idea di riaffrontare lo Stige e il buio della notte con stivaloni da pescatori all’occorrenza disponibili. Così’ passammo la notte al caldo, con pigiami non nostri e tra sconosciuti. L’indomani mattina ci offrirono la colazione e respingendo qualsiasi offerta di denaro, ci salutarono con il dichiarato proposito di consolidare un’ ipotetica amicizia. La strada era diventata di nuovo transitabile. Solo la febbrile attività di pulizia per tante abitazioni al piano terra attestava i danni lasciati dall’uragano appena trascorso. La scarna cronaca di un sinistro ambientale grave per legge naturale e resa drammatico dalla negligenza dell’uomo si potrebbe fermare qui.

Ma in quella notte di freddo e paura il padrone di casa ci aveva parlato anche di lui stesso. Il quale confessò’ candidamente di essere appena uscito dalla prigione, non aver alcun lavoro come la moglie, in arretrato con il pagamento dell’affitto e nessun aiuto da famigliari lontani e residenti in altra città. Nonostante le sue enormi difficoltà esistenziali quest’uomo, ai margini della società, non aveva esitato un istante ad aiutare degli sconosciuti mettendo a loro disposizione tutto quanto possedeva. Non so per quale capriccio della memoria, di questo ragazzo buono e generoso non riesco a ricordare neppure il nome e perché non ci fu mai seguito alla sua domanda di amicizia. Il pregiudizio ebbe su di me il sopravvento. Avevo ricevuto aiuto. Ricambiai con un vergognoso silenzio. E oggi a quarantacinque anni esatti da quella lontana alluvione che evidentemente non insegnò nulla alle successive generazioni di politici e amministratori, ma neanche a me stesso come lezione morale, sento ancora il peso di un personale rimorso. Per essermi immeritatamente autonominato giudice, decretando che quei poveri ragazzi non meritassero la mia amicizia, nonostante l’aiuto ricevuto. Perché avrebbero dovuto scontare anche moralmente quel debito di fatto già pagato alla società. Come dire, amicizia e solidarietà devono essere vissute e sviluppare all’interno del proprio status sociale. Che funzionando a chiusura ermetica non permette di importare da livelli apparentemente inferiori, comprensione, perdono e nuovi sentimenti. Allora chiediamoci tutti oggi, Natale 2019, in che forma, ovviamente diversa, questa mia esperienza si potrebbe ripresentare. E come dovremmo comportarci.

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“DA GRANCHIO COMUNE A NOBILE MOLECA, METAFORA DELLA RINASCITA”

Grazie alla pensione negli ultimi tempi, più di prima, mi ritrovo a seguire in TV dibattiti e Talk Show che nel marasma continuo di polemiche infinite del tutti contro tutti, dove il massimo dell’unità è rappresentato dall’insieme non convinto di tesi politiche frammentate, su decennali discussioni, aggettivate come epocali, di epoche che non finiscono mai, si passa dal MOSE all’ex Ilva, dall’Alitalia al disastro infrastrutturale e geologico del nostro territorio, discutendo, criticando , condannando e dimenticando nel contempo però, la vecchia massima che......” nel mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. Tempo fa leggendo alcuni documenti conservati presso l’Archivio Storico della Città di Chioggia, sono rimasto colpito da alcuni passaggi che sinteticamente riporto:-“.......nelle due Chioggie.......tra il 1027 e il 1208, vi abitavano più di un centinaio di capi famiglia....abituati a gestire in associazione tanto le valli......quanto i boschi e le paludi, a costruire insieme le saline, protette da solide dighe”..... In questa atmosfera, “di guerra delle rane contro i rospi,” come non ritornare con la mente alle poche righe di commento storico che ho testè riportato che testimoniano come in una realta difficile qual’era ed è quella clodiense/lagunare, solo l’unità delle sue genti aveva fatto si che potessero costruire, in totale armonia con la natura circostante, una comunità che si muoveva ed agiva come un solo corpo, che socializzava la difesa dagli elementi, che si impegnava per il proprio ed altrui bene, che di fatto anticipava molti secoli fa quello che oggi sarebbe stato chiamato “mettere in sinergia”, “ fare squadra”, unire le risorse”, “economia di scala”. Tutto questo per consegnare a chi sarebbe venuto dopo, quel che gli era stato donato da Madre Natura, possibilmente migliorato. Siamo gli eredi e godiamo per nostra fortuna ancora, di una realtà territoriale ed urbanistica correlata a conoscenze produttive legate alla natura del nostro contesto biologico che se non ci fossero state tramandate difficilmente oggi, per come ormai ci si confronta e si collabora, vedrebbero la luce. Non penso nel dire questo all’immensità delle opere a mare fatte in passato per difendere la Laguna, che

da sole per entità e numero sviliscono il progetto e soprattutto i tempi del MOSE, ne allo spostamento dalla Laguna medesima, per più volte, di tutti i fiumi e corsi d’acqua che in essa confluivano o ad altre, innumerevoli e colossali opere. Mi vengono, altresì, alla mente dozzine e dozzine di lavorazioni, elaborazioni, arti, mestieri, questioni legate alla terra, al mare, alla laguna, ai fiumi, alle valli, alle paludi, in cui il sapere che giornalmente si acquisiva veniva socializzato e messo al servizio di quanti e di tutti gli abitanti della Città di Chioggia prima e della Serenissima Repubblica poi. In tutto questo “mare magnum”di fermenti legati all’uomo e al suo territorio non posso nascondere che probabilmente una delle attività che più di altre mi ha sempre colpito è la produzione delle “Moléche”. Da prima perchè a differenza di quel che molti pensano questo non è un’allevamento, per cui non ha le controindicazioni di questo tipo di attività. E’ ad impatto zero e non interferisce in alcun modo con i processi naturali. In seconda perchè mi sono sempre chiesto, quale fosse la ragione per cui questo tipo di attività, che potrebbe essere praticata in tutto il mondo stante che la materia prima (crostacei) è presente in ogni parte del globo, venisse invece esercitata solo da noi. Non si conoscono nel dettaglio i tempi ed i modi d’inizio di questo lavoro che per la sua creatività sembra quasi un’arte, ma si sa che i pescatori della Laguna Veneta, fin dalle più remote origini lo praticavano, frutto di un’abilità nell’osservazione dei cicli biologici delle varie specie ittiche qui presenti, in relazione alle condizioni climatiche e geografiche locali. L’attività di produzione delle moléche è stagionale ed è basata sulla necessità che hanno tutti i crostacei per crescere di abbandonare il proprio carapace (esoscheletro) durante la loro vita. Quest’attività che localmente si basa sulla muta che il granchio comune o granchio verde, che è il più diffuso nel Mediterraneo, compie periodicamente per crescere secondo il suo ciclo naturale si concentra nei periodi di Marzo/Maggio e Ottobre/Novembre. Va subito precisato che il granchio comune è sempre commestibile, ma diventa superlativo ed elevato al

rango di leccornia appena compiuta la muta, quando è tenero e tutta polpa, perche spogliato della corazza e può essere apprezzato e preparato in vari modi. La produzione comincia con la pesca dei granchi che in questo periodo, mentre scrivo, “la fraima” (dal latino Infra-Hieme, sotto l’inverno) i “cogolanti” iniziano a fare nei bassi fondali lagunari, dove a fronte di tonnellate di granchi pescati avviene una prima cernita che seleziona e trattiene, sulla base di segni impossibili da riportare sia graficamente che verbalmente, i “gransi boni”, cioè prossimi alla muta e scarta rigettandoli in acqua i “gransi mati”, quelli che nell’immediato prossimo non si avvieranno alla muta. Nella fase successiva i gransi boni pescati vengono raccolti dentro ad un contenitore semi galleggiante chiamato “viero”, un tempo di forma rotonda e costruito con i “venchi” intrecciati (tipo giunchi) ed oggi di legno di forma quadrata, rettangolare o ottagonale, legati e lasciati penzolare alla giusta altezza da delle apposite strutture costruite con dei pali, chiamate vivai e collocate in zone riparate dai venti, con un buon ricambio d’acqua e facili da raggiungere ogni giorno, anche con condizioni climatiche avverse. Questo è reso necessario perchè giornalmente il molecante, anche per più volte, dovrà fare la cernita dentro al viero per selezionare dai gransi boni gli “spiantani” di imminente trasformazione in moleca, per raccoglierli a loro volta in un altro viero da cui si estrarranno, di li a qualche ora, le moléche. Se quest’impegno giornaliero non avvenisse, considerato che i granchi all’occorrenza sono cannibali, succederebbe che i soggetti mutati verrebbero divorati dagli animali ancora da mutare o peggio tutti potrebbero sospendere la muta. Qualcuno a questo punto si chiederà, pur interessato all’argomento “moléche”, perchè dai numerosi argomenti che ho lasciato trasparire nell’esposizione dei debiti che tutti noi abbiamo nei confronti delle antiche genti che hanno popolato le nostre terre ed in particolare quelle lagunari, ho voluto raccontare di un argomento così umile, anche se interessante perchè apprezzato sulle nostre tavole, che attiene alla vita del granchio comune. La risposta è insita in quello che ho esposto, che sempre più mi appare come una metafora dei giorni nostri, dove pur stando tutti assieme non vogliamo o non cerchiamo più il filo che unendoci tutti potrebbe farci raggiungere obbiettivi importanti, limitandoci per pigrizia o perchè più facile a cannibalizzare o vessare chi e più debole o è semplicemente diverso. Come ho già avuto modo di dire in un precedente articolo, sarà per l’età, ma son convinto che indietro non si torna, anche se sarebbe bello che i nostri posteri in un futuro lontano potessero leggere sulle cronache riferite ai giorni nostri che:-“.....dal 2027 al........2208,.... le popolazioni che abitavano l’Italia .......gestivano insieme...........collaborando senza sterili polemiche per il bene comune........

Paolo Ardizzon


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A MIRANO UN “NATALE TOTALE”: UN MESE E MEZZO DI MAGIA MERCATINI, ADDOBBI, PATTINAGGIO SUL GHIACCIO E CAPODANNO IN PIAZZA sarà anche l’appuntamento dell’Epifania, il 6 gennaio, con la Befana che porterà calze e dolci a tutti bambini presenti. Anche quest’anno, per ricordare a tutti i cittadini le tante manifestazioni come il Natale in programma a Mirano, i commercianti riproporranno il calendario con tutti gli appuntamenti del 2020, che verrà dato in omaggio a tutti i clienti che acquisteranno nei negozi della città. Roberto Rossato, capo delegazione Confcommercio Mirano: «Abbiamo messo in campo un programma ricco e continuativo che fa di Mirano una delle piazze più ambite per questo Natale. Dietro c’è un lavoro di squadra faticoso ma premiante, che ha unito l’esperienza degli ultimi anni, come il successo del Capodanno 2019, a novità come la casetta dove Babbo Natale abiterà tutti i giorni fino alla Vigilia e la pista di pattinaggio». Ennio Gallo, presidente Confcommercio del Miranese: «Ormai per il Natale Mirano è presa come riferimento anche fuori dal comprensorio. Manifestazioni come questa sono il veicolo per la riaggregazione e la socialità delle nostre piazze, un obiettivo etico in un momento in cui il piccolo commercio è in crisi per la concorrenza della grande e media distribuzione e, soprattutto, delle vendite online».

TORNANO IL GIARDINO DELLE FESTE E LE CASETTE IN LEGNO, LUMINARIE IN CENTRO E IN VIA GRAMSCI BABBO NATALE TUTTI I GIORNI, MOTOBABBO IL 7 DICEMBRE, IL 6 GENNAIO ARRIVA LA BEFANA Mercatini, una pista di pattinaggio e, a grande richiesta, torna il Capodanno in piazza. È forse il Natale più ricco di sempre quello che accenderà fin dai prossimi giorni il centro storico di Mirano, con una piazza addobbata a festa che farà da contorno a numerose iniziative e appuntamenti, alcuni dei quali quotidiani. Confcommercio del Miranese, che coordina la cabina di regia con i commercianti locali capitanati da Roberto Rossato e il Comune di Mirano, non ha trascurato nulla per questo Natale 2019, trovando risorse ed energie per allestire un programma di intrattenimento per tutti i gusti e le età. A rendere magico il centro storico saranno gli allestimenti e anche quest’anno i commercianti non hanno lasciato nulla al caso: tornano le caratteristiche casette in legno, tipiche dei mercatini tirolesi, dove si potranno trovare prodotti tipici e articoli da regalo proposti dai commercianti locali. Al centro dell’ovale verrà allestito l’ormai tradizionale Giardino delle Feste, con alberi e aiuole per formare un luogo magico dove trovarsi e scambiarsi gli auguri. E a rendere magica l’atmosfera saranno le luminarie, riproposte in tutta la piazza e anche in via Gramsci, il viale commerciale di Mirano e le musiche di Natale che avvolgeranno la piazza grazie al nuovo impianto di filodiffusione. In questo contesto magico, Babbo Natale in carne ed ossa, interpretato da un attore professionista, abiterà in piazza, nella sua casetta, per tutto il periodo delle feste, presente tutti i giorni, nel pomeriggio (nei weekend anche il mattino) per incontrare i bambini, ricevere le loro letterine e scattarsi qualche foto in compagnia. Ma la vera grande novità di quest’anno è una pista di pattinaggio sul ghiaccio, che sarà allestita in Piazzetta Errera, aperta dal 29 novembre in occasione del Black Friday e che funzionerà fino a gennaio, per vivere il Natale nel segno del divertimento. Ricco an-

che il programma degli appuntamenti: si comincia sabato 7 dicembre con l’ormai tradizionale appuntamento con i Motobabbo, il più importante raduno di solidarietà motociclistica della provincia, giunto alla 16a edizione e organizzato dal gruppo motociclistico CBF-Honda Tourist. L’appuntamento è alle 14 in Piazza Martiri. La sera poi, alle 18, ci sarà l’accensione ufficiale delle luminarie con uno spettacolo di danza. Il giorno dopo, domenica 8 dicembre, la piazza si riempirà delle bancarelle del Mercatino della fantasia. Domenica 15 dicembre, oltre all’appuntamento mensile con il Mercatino dell’antiquariato e del collezionismo, ad arricchire l’offerta prenatalizia saranno gli stand di “Shopping italiano”. Infine domenica 22 dicembre farà capolino in centro storico il mercatino “Sapori e tradizioni”, con protagonisti i prodotti tipici regionali. Passato il Natale, dopo il successo dello scorso anno, torna il 31 dicembre il Capodanno in piazza con Radio Company e nell’anno nuovo da non perdere ci

Cristian Zara, assessore alle Attività produttive di Mirano: «Due anni fa partire a organizzare un Natale di questa portata è stata una scommessa che oggi possiamo dire di aver vinto. Non è facile migliorarsi e alzare l’asticella ogni anno, ma a garanzia di un rinnovato successo c’è l’aver sempre saputo unire, cosa che sta avvenendo anche quest’anno, le forze tra commercianti, associazioni, imprenditori e Comune».

Roberto Rossato capo delegazione Confcommercio Mirano


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UN ASSAGGIO DI COREA DEL SUD IN ITALIA, UN PIZZICO DI MIRANO NEL MONDO

Aprire un ristorante coreano a distanza di oltre 9 mila chilometri da Seul facendolo gestire da 3 personaggi televisivi famosi… e vedere (di nascosto) l’effetto che fa! (cit.) Questo è una delle sfide che si sono lanciati, qualche mese fa, autori e produttori di JTBC, uno dei canali televisivi più importanti in Corea del Sud. Hanno individuato in Alberto Mondi, miranese doc e una delle star televisive più amate dal pubblico coreano, uno dei protagonisti di questo format televisivo e, insieme a lui hanno scelto l’Italia e in particolare Mirano come location per il nuovo “esperimento televisivo”. A metà ottobre una numerosa troupe di cameramen, sceneggiatori, autori e operatori ha occupato il centro della nostra città, insediandosi nei dintorni del Ristorante “Oca Bianca”, cominciando a riprendere gli scorci più caratteristici della nostra cittadina e riempiendo decine di quaderni di appunti… Nel frattempo, da qualche settimana era iniziato un tam-tam mediatico che annunciava l’apertura temporanea di un ristorante sudcoreano collegato alla realizzazione di un reality televisivo, suscitando una certa attesa sia da parte dei miranesi, sia dagli amanti del mondo orientale. Dopo una serie di preparativi, all’ora di pranzo del 16 ottobre si sono aperte le porte del ristorante che per l’occasione oltre ad essere ridenominato “la Casa del Gambero Ripieno” aveva subito una trasformazione “Korean-style” con decorazioni, ideogram-

mi, piante e illuminazione installate ad hoc. Del team al lavoro facevano parte oltre ad Alberto, Sam e David, le 3 star coreane, anche i genitori di Mondi, mamma Sandra in cucina e papà Giorgio ai tavoli, il fratello Stefano e alcuni vecchi amici richiamati per l’occasione a dare una mano. Le incombenze da svolgere erano quelle di un normale ristorante: l’approvvigionamento delle materie prime, la gestione delle prenotazioni, la predisposizione dei tavoli, la definizione del menu, la preparazione dei piatti seguendo scrupolosamente le ricette coreane, l’accoglienza della clientela, il servizio ai tavoli, le pulizie finali, la riunione di fine-giornata con bilancio e le decisioni per il giorno successivo… il tutto sotto l’occhio di decine di telecamere piazzate ovunque e sotto l’orecchio di microfoni sempre accesi e sparsi in giro per tutto il locale… E mentre commensali si alternavano ai tavoli in sala e attorno al bancone interno, in una saletta appartata, autori, registi, operatori e interpreti erano impegnati a sorvegliare su alcuni maxi-schermi tutti i dialoghi e le immagini, prendendo nota delle scene più interessanti da inserire nelle puntate che andranno in onda nei primi giorni di dicembre. Da subito i primi avventori hanno potuto assaggiare piatti tipici scelti da Alberto e il suo gruppo per far conoscere le saporita cucina coreana, in versione originale: “kimchiggighe” (zuppa a base di verza fermentata, tofu, pancetta di maiale, peperoncino), “ttokgalbi” (carne di manzo e maiale, tipo svizzera,

con riso macinato, the verde, miele e aglio) “modum jean” (fiori di zucca, carne di manzo, calamari, funghi, merluzzo in pastella) sono alcuni dei piatti che comparivano sul menu e che si potevano degustare accompagnati dal vino di riso coreano, il Makkolli. Nei quattro giorni di apertura le richieste sono via via aumentate tanto che i gestori hanno dovuto istituire due turni per le prenotazioni serali. Diverse le situazioni particolari che si sono venute a creare e spesso sfociate in scene divertenti: dalla lettura dei menu (fortunatamente tradotti), alla spiegazione dei piatti, dal semplice (in teoria) uso delle bacchette per afferrare le pietanze, ai piccoli disguidi con le comande (sempre prontamente risolti dallo staff) per finire all’effettivo assaggio delle specialità in molti casi molto speziate e piccanti. I piatti hanno trovato il gradimento dei palati italiani, in molti casi sorpresi dai sapori e dagli accostamenti inaspettati degli ingredienti. Chi ha avuto modo di assaggiare ha riferito di pietanze ben preparate e curate, dal gusto molto deciso ma piacevole…una gradita sorpresa e un’ottima occasione di sperimentare

e ampliare le conoscenze gastronomiche. Volendo fare un bilancio di questa settimana particolare, tutti gli obiettivi sembrano essere stati centrati. Da parte coreana la scommessa era duplice: far conoscere e provare un po’ della cultura gastronomica sudcoreana in una nazione come l’Italia dove i fornelli e la tavola imbandita sono dei riti quotidiani; mettere alla prova tre personaggi televisivi in un settore, quello della gestione di un ristorante tradizionale, lontano dalle loro esperienze e abitudini. Dal punto di vista “miranese”, abbiamo potuto assistere da vicino alla preparazione di un programma televisivo, addirittura entrandoci a farne parte. Si è potuta capire l’enorme mole di lavoro che sta dietro anche alla realizzazione di un prodotto televisivo seppure di contenuto leggero. Inoltre, la nostra cittadina ha avuto la possibilità di farsi conoscere dall’altra parte del mondo, facendo arrivare alcune immagini delle bellezze paesaggistiche ed artistiche che ci circondano (e che troppo spesso sottovalutiamo o peggio non conosciamo affatto). La speranza è che ci possa essere un ritorno d’immagine positivo che, magari, alimenti la curiosità di qualcuno delle migliaia di turisti coreani che ogni anno approdano in Italia e che, passando dalle parti di Venezia, vogliano approfondire la conoscenza della “Terra dei Tiepolo”. A questo proposito, ricordiamo che Alberto Mondi fu il primo miranese all’estero ad essere arruolato come “Ambasciatore delle Terre dei Tiepolo”, l’iniziativa del circolo Acli di Mirano che riunisce tanti giovani all’estero che mantengono i contatti con la loro terra d’origine impegnandosi a diffonderne l’immagine all’estero. L’appuntamento è per i primi di dicembre quando verrà presentata la prima puntata del reality sul canale JTBC. Le immagini, reperibili sul sito internet del canale televisivo, ovviamente saranno commentate e sottotitolate in coreano, ma resterà la possibilità di vedere volti, scorci e paesaggi a noi familiari, inseriti in un contesto davvero particolare. A.B.


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VIVERE IL LAVORO: LE PROSSIME SCELTE DELLE IMPRESE E DEGLI IMPRENDITORI Sembra impossibile, ma lo stato di salute delle aziende non è così buono come sembra. Il 15% è a rischio di crisi e il 25% presenta segnali di vulnerabilità. (fonte Cerved www.cerved.com ). Facendo un’analogia con le malattie, esistono cure che possono far guarire o esami per prevenirle riconoscendo quei segnali premonitori che possono portare a una crisi d’impresa irreversibile. Ecco che un bravo medico o un’equipe di specialisti ti può salvare. Entriamo in gioco noi di ARTHAGEST, siamo un gruppo di lavoro di collaudati professionisti specializzati nella revisione dei processi aziendali e del controllo di gestione. Quando mi chiedono: “ma realmente che lavoro fate?”, provo a spiegarlo in termini semplici come se dovessi spiegarlo ai miei nipotini: “leggo i numeri e aiuto le persone ad utilizzarli per fare delle scelte, prendere delle decisioni e fare dei ragionamenti, … sempre con i loro numeri, …”. Sicuramente qualcuno sgrana gli occhi e allora aggiungo un altro esempio: “prova ad immaginare di andare in vacanza in un posto dove non sei mai stato, …. il pensiero più logico è quello di raccogliere più informazioni possibili, programmare il viaggio e le eventuali tappe per evitare imprevisti e spiacevoli sorprese, ... perché vuoi essere sereno e godertela, …” Puoi farlo da solo o appoggiarti a dei professionisti. Se voi essere sicuro di fare una bella esperienza devi ben informarti e per non correre troppi rischi, soprattutto economici, oggi più di ieri, servono esperienza, preparazione, strumenti e metodo.

“Non devi improvvisare o correre nervosamente alla cieca, non devi avventurarti in strade che non conosci se non hai un buon navigatore aggiornato, non devi guidare bendato un’automobile scassata, …” questi sono i primi consigli che diamo agli imprenditori. Il controllo della gestione è uno strumento di supporto ad un efficace governo d’azienda. In particolare, dapprima, si considerano le finalità, i soggetti coinvolti e le attività tipiche. Successivamente, si individua un percorso di progettazione al fine di individuare le soluzioni più opportune per operare in condizioni di efficacia e di efficienza. Solo così si può garantire la funzionalità duratura della gestione aziendale sotto il profilo sia economico sia socio-ambientale. La domanda successiva è: “devo capire meglio, ma da dove si inizia? Come procedete nel vostro lavoro?” Nelle le aziende, sia piccole che grandi, i numeri sono ovunque. Si possono ricavare dati dai processi di produzione, dal magazzino, dalle commesse di lavorazione, dalla gestione finanziaria, dai documenti di acquisto e vendita e molto altro ancora. Il nostro lavoro e il controllo di gestione ha lo scopo di ordinare e sintetizzare questi dati per renderli comprensibili alle figure aziendali che ogni giorno sono chiamate a prendere decisioni; i famosi responsabili, titolari o quadri dirigenti. Ogni impresa è diversa e ha le sue caratteristiche specifiche, le sue priorità, le sue abitudini, il suo software gestionale che contiene una moltitudine di dati. Costruire un sistema di Controllo di Gestione non è imme-

diato, serve tempo e affidarsi ad un professionista esperto sicuramente previene le problematiche che conosciamo e soprattutto accelera i tempi della messa a punto, perché i tuoi concorrenti lo stanno già facendo. La tua azienda è in salute? è vulnerabile o a rischio? Noi siamo pronti. Andrea Cester Commercialista Consulente Fiscale ARTHAGEST Maurizio Foffano Coordinamento tecnologico ARTHAGEST www.arthagest.it

FILM: #NICO63. UNA VERA STORIA PER APRIRE GLI OCCHI SULLA SLA. La vera storia di Nicola, ragazzo di Mestre con la SLA, ora è un film dal titolo “#nico63” e il suo messaggio di speranza è stato presentato, ad agosto, alla 76^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Nicola Zinelli è un ragazzo, come tanti, che vive immobilizzato a letto da 13 anni, collegato a un respiratore e a una macchina PEG che lo alimenta attraverso una sonda. Colpito dalla SLA, la sclerosi laterale amiotrofica, gli avevano detto che poteva avere una aspettativa di vita di altri 5 anni. Come si può reagire a una notizia del genere? Nicola l’ha fatto non demordendo. L’ideatore, produttore e il regista Paolo Lirussi di Mirano (VE) ha realizzato la pellicola in un anno di lavoro; “#nico63” è un film drammatico che tocca il delicato tema del fine vita. L’argomento e l’atmosfera creata è molto coinvolgente, che non mette in luce solo il tema della malattia, ma soprattutto su aspetti umani come la convivenza con persone di altri ceti e culture sociali, l’altruismo, l’amicizia; tutto questo ha strappato applausi e lacrime a tutti i presenti alla presentazione. “Questa piccola produzione, che è un onore poter proporre in questo contesto, – ha raccontato Paolo Lirussi, all’esordio come regista con #nico63 – è partita per aiutare un amico, Nicola appunto, a superare i momenti di crisi. Lui aveva il desiderio di scrivere una specie di testamento su libro. Su mia proposta, abbiamo provato a farne un film. Grazie alla sensibilità incredibile delle istitu-

zioni, siamo riusciti a produrre un lungometraggio limitato, ma dai contenuti forti. Un momento per far capire questa malattia a più persone possibili. Con il desiderio di trasmettere un messaggio positivo che possa aiutare altre persone come Nicola e le loro famiglie. A volte, un ammalato chiede solo un sorriso, una carezza: basta poco per essergli vicino”. La sua storia vera è divenuta un film grazie alla professionalità di Paolo Lirussi e, con patrocinio del Comune di Venezia, è stato inserito anche nella programmazione de “Le Città in festa”. “E’ importante – ha spiegato la vicesindaco, Luciana Colle – dare voce a una situazione di cui si parla sempre troppo poco. E’ fondamentale che la gente sappia, conosca e soprattutto si renda conto che non c’è assolutamente niente di facile, per i malati e le loro famiglie. E se si tratta di malattie che non si possono contrastare, si possono comunque circoscriverne le conseguenze attraverso la diffusione della cultura della conoscenza”. All’incontro in occasione della Mostra del Cinema ha partecipato, tra gli altri, Andrea Ranza, presidente SLA di Venezia. “Molto spesso – ha spiegato – questa viene definita come una malattia subdola, perché molto rapidamente colpisce gli organi vitali di una persona. Però, in molti casi, ne lascia intatte le capacità cognitive fino alla fine. Ecco perché molti scrivono libri, poesie o ispirano film. Le nobili arti della cultura

permettono alle persone malate di SLA uno dei loro bisogni principali: esprimersi”. La SLA, ha ricordato Ranza, è una malattia rara che ha varie forme. Secondo le ultime fonti, se ne registrano 6.000 casi, in Italia, 494 dei quali in Veneto. Ma ogni anno sono circa 1.500 le nuove diagnosi. “Lo scopo di Nicola – ha concluso il fratello Federico – era quello di lasciare un messaggio, un segno, un grido rivolto a tutti di quel che è la malattia che lo ha colpito. Se questo film riuscirà a sensibilizzare anche solo un centinaio di persone, sarà un successo. Noi ci crediamo, perché il video ha una forza incredibile. E ci permette di far sapere che c’è un mondo di persone che si occupano di questi malati, che non dovrebbero essere solo un peso per la società. Anche perché non sono casi isolati. Quel che è successo a mio fratello potrebbe succedere a ognuno di noi. E anche solo pensare a tutto ciò ci può far sentire un po’ meno egoisti”. Per la redazione di Mirano Magazine, Giorgio Pesce e Maurizio Foffano

Tratto dall’intervista al regista del film #nico63 Paolo Lirussi www.metropolitano.it Altre informazioni su www.nico63.com www.studiovenicefilm.com


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Il Bonus Facciate è nella Legge di Bilancio 2020: svelati tutti i dettagli Sarà un bonus aggiuntivo rispetto a tutte le altre detrazioni già in vigore e sarà riservato agli interventi che riguardano il decoro architettonico. Nella bozza del disegno di Legge di bilancio è anche confermato che sarà in vigore per il solo anno 2020. Il testo della Legge di Bilancio: “1. All’articolo 16, comma 1 del decreto-legge 4 giugno 2013, n.63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n.90, dopo il comma 1 è inserito il seguente: <1.1 Per le spese documentate, sostenute nell’anno 2020, relative agli interventi edilizi, ivi inclusi quelli di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici la detrazione dall’imposta lorda di cui al comma 1 è incrementata al 90 per cento. Non si applicano i limiti massimi di spesa di cui al comma 1 del presente articolo e dei commi 1 e 3 dell’articolo 16- bis del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni. Restano ferme le ulteriori disposizioni contenute nel suddetto articolo 16-bis>”. Il Bonus facciate riguarderà tutti gli edifici privati, dalla villetta al condominio, gli interventi edilizi, anche di manutenzione ordinaria, il recupero o il restauro della facciata. Bonus facciate, recupero e restauro con maxi detrazione Il testo aggiunge un comma all’articolo 16 del decreto 63/2013 che contiene la proroga delle detrazioni per la casa. A queste si aggiunge, per il prossimo anno, una detrazione del 90 per cento per le spese relative agli interventi edilizi, ivi inclusi quelli di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici. Quindi la detrazione non “cannibalizza” le agevolazioni già previste per chi decide di fare un capotto termico o interventi di risparmio energetico, ma si aggiunge a queste, offrendo così ai condomini un’opportunità di risparmio in più. Bonus facciate, niente massimale di spesa Proprio per questo le stesse norme stabiliscono che per il Bonus Facciate non si applicano i limiti massimi di spesa in vigore per le altre detrazioni. Si potrà quindi aggiungere an-

che questa spesa in più e quindi, anche in caso di altri interventi in corso, non ci sarà il rischio di perdere la detrazione. Sarà infatti possibile suddividere le spese tra i vari interventi in modo da ottenere il massimo dall’agevolazione. Pittura della villetta con il bonus anche se non si cambia colore Il Bonus Facciate potrà essere usufruito anche nel caso di singoli immobili di proprietà privata. Non ci sono, infatti, limiti da questo punto di vista. Sarà quindi possibile anche ridipingere la facciata esterna della propria villetta con la maxi detrazione, anche se non si cambia il colore. Con la normativa attuale, invece, la detrazione per gli esterni degli immobili diversi dai condomini è ammessa solo se si cambiano colori o materiali, perché altrimenti si rientra nella manutenzione ordinaria. Il Bonus Facciate, invece, è riconosciuto anche se non si cambiano colori. Bonus facciate + altre detrazioni: si può fare Il Bonus facciate non sarà in conflitto con ecobonus per

il risparmio energetico e bonus ristrutturazioni. Si potrà tinteggiare la facciata ed eseguire interventi che rientrano nell’ecobonus e usufruire di tutte e due le detrazioni. Solo per il 2020 Il Bonus facciate è limitato al 2020 perchè bisogna valutare come funzionerà, quanti ne usufruiranno e quanto costerà. L’intenzione è dare un impulso immediato all’economia. La copertura è, infatti, calcolata su una determinata percentuale di edifici. Il bonus partirà dal primo gennaio 2020 e sarà immediatamente applicabile. Si può fare solo la tinteggiatura? Una circolare delle Entrate specificherà la tipologia degli interventi che rientreranno nel Bonus facciate. Confermati quindi anche tutti gli altri bonus per la casa (ristrutturazione, Ecobonus, Bonus mobili, e Sismabonus – che era già valido fino al 2021 – ma non il Bonus verde). Flavio Muffatto

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IL COLORE PER I TUOI CAPELLI Modificare il colore naturale dei capelli, coprire i capelli bianchi, schiarire e ri-colorare. Nello stesso tempo, prendersi cura della sua fibra inanimata e vivente. Il fusto non è la struttura vitale del capello sebbene da esso dipenda l’aspetto esteriore della nostra chioma. Le colorazioni per capelli sono cosmetici in grado di colorare la chioma coprendo o modificando il colore naturale, regalando effetti particolari e donando tocchi di luce. Purtroppo, con il passare del tempo, l’esposizione ad agenti atmosferici e i lavaggi frequenti, sbiadiscono il colore facendogli perdere la sua brillantezza. L’utilizzo di sostanze in grado di rimuovere e/o alterare il pigmento naturale dei capelli è responsabile infatti della sensibilizzazione della fibra capillare, dell’aumento della porosità della cuticola e delle difficoltà di districare i capelli. E’ dunque di fondamentale importanza proteggere ed illuminare il proprio colore affinchè duri più a lungo. Inoltre, la salute dei capelli influisce non solo sulla buona riuscita della colorazione, ma anche e soprattutto sulla durata del colore. Prendersi cura dello stelo è fondamentale.

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30 anni e non sentirli … grazie a chi ci segue e ai volontari della redazione Sicuramente è un bel traguardo e quando dall’idea del periodico si è passati ai fatti è iniziata una sfida. Il cosa fare, il come fare, il quanto ci costa non sono mai stati argomento di discussione o di contrasto semplicemente perché non c’è il profitto davanti a tutto. Ecco che il cosa fare è argomento comune, il come fare è una ricerca fra professionisti che condividevano la missione e il quanto ci costa semplicemente una collaborazione con aziende, che in cambio di visibilità, stanno coprendo le spese. Fondato nel 1989 da Paolo Trevisanato, con il primo redazionale “COMUNICARE PER INFORMARE - INFORMARE PER CONCRETIZZARE” ha impegnato tantissimi liberi scrittori dando spazio ad una comunità che informa. Il periodico è nato per dare, non solo maggiore importanza all’informazione, ma anche per sviluppare il senso civico, lo spirito critico e favorire la piena partecipazione della comunità. La redazione del giornale è uno strumento efficace per dar voce alle notizie, pre-

sentando molteplici interessi e attività promuovendo la lettura. Scrivere per un giornale, ha sempre coinvolto pochi, ma la redazione di Mirano Magazine ha dato spazio anche a chi non è giornalista di mestiere. Persone comuni, politici, imprenditori i che si sono impegnati a redigere articoli, portando su carta argomenti attuali della vita sociale o della storia, scrivendo dei problemi del territorio o delle iniziative e novità che possono interessare la nostra comunità. Un lavoro prezioso, quanto impegnativo, per le tre uscite annuali. Oggi siamo più che soddisfatti di quanto proposto perché è una delle poche realtà che presenta le notizie locali su carta che aumenta le richieste di lettori. Stampiamo 10.000 copie e le distribuiamo casa per casa, anche se non riusciamo ad accontentare tutti ecco perché già dalla prossima uscita abbiamo attivato un servizio gratuito di “Consegna Certa”. Sarà sufficiente registrarsi nel sito www.miranomagazine.it, semplicemente come lettore, e si avrà la certezza della copia nella propria buca delle lettere.

www.miranomagazine.it IL GIORNALE CONTINUA LA SUA ATTIVITÀ IN GRANDE FORMA grazie alla rinnovata piattaforma web che si presenta nuova nella grafica, nuova nella struttura e nel team del giornalismo online. Il portale, presente online dal 2011, ci sta sorprendendo per le visite e l’interesse che ci ha spinto ad un restyling a partire dal logo e dall’impaginazione. Ci saranno aggiornamenti precisi e puntuali anche fuori della stampa del periodico. Diventa comodo associare la battuta “stiamo lavorando per voi, ci scusiamo per i disagi…“, abbiamo in cantiere altre bellissime novità, e vi possiamo assicurare che passo dopo passo ci stiamo migliorando grazie all’instancabile ed encomiabile lavoro della redazione tutta che con tenacia, passione e dedizione, sostiene e promuove il giornalismo locale e contribuisce alla cultura. Coordinamento online: Maurizio Foffano, Giorgio Pesce, Elena Favarotto e Marco Masiero

Benvenuti su miranomagazine.it il nuovo portale di informazione dei miranesi “Un portale che ci tiene informati su quali sono le cose da non perdersi a Mirano, e quando le si può vedere. All'interno anche tutte le attività economiche del territorio” Siamo pronti… nuova grafica e nuovo staff Puntiamo alla pubblicazione di tutti gli articoli presenti sul supporto cartaceo anche online grazie al nuovo staff della redazione di www.miranomagazine. it con l’inserimento ciclico. Puntiamo su una comunicazione più moderna e social con contenuti sempre aggiornati. Spazio a tutte le comunicazioni che possono interessare la comunità, notizie ed eventi utili ad ampliare l’informazione e la cultura. Giorgio Pesce


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La Polisportiva ANTARES Campocroce ASD promuove corsi di attività motoria e sportiva da diversi anni e propone i propri corsi principalmente nella palestra comunale di Campocroce di Mirano. Le attività sono indirizzate a diversi targhet d’età grazie all’impegno di numerosi tecnici di federazione e laureati in scienze motorie che si occupano dei molteplici corsi. Partiamo dai bimbi dell’asilo, raggruppati nella GYMDANCE che è un’attività motoria dove si sviluppano le capacità condizionali e coordinative necessarie per gettare le basi di qualsiasi specialità sportiva ( schemi motori, equilibrio, ritmo e coordinazione,ecc.).

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Per l’età evolutiva che spazia dai 6/7 ai 13/14 anni proponiamo la scelta delle seguenti attività sportive: JU JUTSU → arte marziale giapponese di difesa personale che basa i suoi principi sulle radici del detto “il morbido vince il duro” ovvero nel ju jutsu la forza della quale si necessita proviene proprio dall’avversario. DANZA MODERNA → danza libera da regole rigide che si basa molto sulla capacità d’improvvisazione degli insegnanti nel cogliere espressività, accenti e interpretazione della musica attraverso il corpo. Questo permette ai giovani allievi di cimentarsi con la propria creatività. GINNASTICA ARTISTICA → disciplina olimpica che prevede l’allenamento continuo dei principali elementi che la caratterizzano quali la capovolta, la ruota o la verticale, tipici del “corpo libero”: una delle specialità della ginnastica artistica alla quale si affiancano il volteggio (salto oltre un ostacolo) e la trave (attrezzo dove si compiono elementi artistici ed acrobatici). Arriviamo ora all’età adulta in cui, nella nostra associazione, si può spaziare da corsi a basso impatto come la GINNASTICA PER ADULTI per mantenere la forma fisica, a corsi ad alto impatto come BALLA E BRUCIA per scatenarsi a ritmo di musica, passando per la GINNASTICA POSTURALE attività in cui ci si prende cura del proprio corpo togliendo le tensioni nei punti maggiormente colpiti dalla nostra stressante vita quali collo e schiena. Presso la Polisportiva, particolare attenzione viene riservata alla “terza età”: ai nostri arzilli allievi presentiamo la GINNASTICA DOLCE, attività caratterizzata da semplici ma efficaci esercizi che permettono un fisiologico invecchiamento in un ambiente sereno che li mantiene socialmente attivi. Istruttori e volontari si adoperano da anni per portare avanti con serietà e dedizione quello che noi consideriamo una missione: la salute ed il benessere attraverso l’attività motoria per tutte le età.

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La stagione agonistica 2019-2020 è ormai nel vivo e si avvicina il giro di boa dei diversi campionati di calcio a 5, a cui partecipano le varie compagini della società MM AL POZZO. In questa annata sportiva la squadra di riferimento della società miranese, partecipa al campionato di serie C2 di calcio a 5, ma sono le due compagini giovanili che meritano la ribalta e l'attenzione di tutti gli sportivi del futsal. Per il secondo anno è stata iscritta una squadra al campionato regionale Under 21, mentre l'assoluta novità è la nascita di una compagine Under 16, che partecipa al campionato Allievi di calcio a 5 del CSI. La scelta della società, di non partecipare ad una campionato FIGC, nella categoria Under17 o under 15, è stata dettata dalle tempistiche troppo restrittive per costruire una squadra adeguata agli standard federali e per la tardiva approvazione del Comune di Mirano, di spazi aggiuntivi nelle palestre miranesi. Quest'ultimo punto è stato il problema principale nell'allestimento della squadra Under16, infatti, non avendo certezze di spazi ed orari nelle palestre abilitate al Calcio a 5, non potevamo proporre alle famiglie miranesi e ai ragazzi un progetto consolidato e programmato. Ci siamo, quindi, trovati a fine Agosto con un manipolo di genitori contattati per amicizia o tramite i vari volantini pubblicati in Facebook o nel nostro Magazine, e assieme ci siamo ripromessi di iniziare questa avven-

tura, cercando al contempo, di trovare altri ragazzi disposti a scommettere su se stessi e su di noi. Verso metà Ottobre, raggiunta la quota di 8 tesserati, sono stati formalizzati i documenti per il campionato Allievi CSI e nel mese di Novembre, alla terza partita di campionato è arrivata la prima storica vittoria di una compagine under

18 del POZZO. A gestire questo gruppo è stato chiamato Alberto Stefani, nostro ex giocatore, con una annosa esperienza come allenatore e preparatore. La sfida era avvincente e con grande entusiasmo Alberto ci si è buttato a capofitto, riportando già i primi successi dopo poche partite. Collaborano assieme ad Alberto, Paolo Grandi come preparatore dei portieri e i dirigenti Marco Barusco e Giorgio Pesce. Ma è tutta la dirigenza che crede in questo progetto, cercando collaborazioni con altre realtà sportive miranesi e soprattutto con il Liceo Majorana-Corner che utilizza la stessa palestra della nostra società. A rendere possibile questo primo campionato, oltre ai dirigenti, allo staff tecnico, ai ragazzi volenterosi e entusiasti di imparare questa avvincente disciplina, alle loro famiglie, è l'aiuto sostanziale dei nostri sponsor, tra cui Solo Stile parrucchieri di Moniego - Noale e Gieffe Meccanica di San Donà di Piave. Nella foto i nostri giovani protagonisti con i loro allenatori. Per chi volesse avere ulteriori informazioni è possibile scrivere a mmalpozzoc5@gmail.com oppure nella pagina facebook ASD MM AL POZZO C5.

Nella foto la squadra Under 16 al completo, giocatori, staff tecnico e dirigenza

Il Presidente Favaretto Federico

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MACELLERIA FAVARETTO MORENO Anche quest'anno si avvicina il Natale e la vostra tavola sarà sicuramente ricca di piaceri. Un piatto che consiglio è la Tacchinella Nostrana. Presente solo nel periodo natalizio e molto buona arrosta con ripieno di castagne e mela verde, oppure più delicata con carciofi. Non può mancare il Bollito misto e lo Zampone.

Auguri a tutti un sereno Natale e un impegnativo pranzo di Natale!!

I SAPORI DELLA SOLIDARIETA' E I BUTCHERS FOR CHILDREN VI AUGURANO BUONE FESTE! e ringraziano tutti coloro che anche nell'edizione del 2019 hanno partecipato malgrado il tempo avverso. La pioggia che già dal mattino ha accompagnato tutta la giornata, non ha impedito lo svolgere della manifestazione il cui ricavato è andato alla Fondazione Città della Speranza, una onlus che finanzia la ricerca contro le malattie tumorali infantili. E’ dal 2007 che questa manifestazione è legata alla Fondazione e malgrado la pioggia, nell' edizione del 2019 sono stati raccolti e donati € 5.310,00. Grazie di cuore a tutti e vi diamo appuntamento all'edizione di maggio 2020

PIAZZA ALDO MORO

Una semplice Piazza con un nome importante, circondata da tanti negozi i cui titolari immersi quotidianamente nel proprio lavoro, un giorno si resero conto che unendo le idee e le forze di tutti si sarebbe riuscito a dare un’anima a questa Piazza, teatro a volte solo di qualche semplice corsa di bambini. Così nacque la nostra Associazione…. Un gruppo di commercianti desiderosi di rimboccarsi le maniche con l’obbiettivo di valorizzare la Piazza con Eventi e incontri Socio-Culturali per il gusto di stare insieme…. La Piazza offre generosi spazi, assenza di traffico e pericoli, ampia disponibilità di parcheggi e tanti servizi commerciali utili alla cittadinanza. Ringraziamo l’Amministrazione Comunale per la sempre puntuale disponibilità ai fini organizzativi, un sentito ringraziamento a tutti i Sponsor che hanno creduto a credono in noi che ci hanno permesso con il loro contributo la realizzazione degli eventi, tra questi ricordiamo: Rigiochiamo, giornata dedicata al baratto dei giochi e laboratori per bambini, MoroStockFestival 3 giornate all’insegna della musica e buona cucina, MoroStockHalloween che ha visto protagonisti i bambini e genitori con svariate attività e con la premiazione finale della zucca più bella. Ringraziamo la Biblioteca Comunale di Mirano che ha portato nella nostra Piazza centinaia di bambini delle scuole del Miranese con la Maratona di Lettura il Veneto Legge dedicato agli Alberi, disegnando un lungo bosco sotto la guida dell’illustratore Michelangelo Rossato. Ci vediamo per le Festività Natalizie…… sarà tutto Magico come del resto lo siamo noi! Il Presidente Raciti Martina


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COMPAGNIA AL POZZO sioni e contatti. L'alchimia dello stare bene assieme si è da subito ricreata, ed i ricordi hanno ricominciato ad affiorare, riportando a galla la voglia e l'esigenza di ritrovarsi almeno una volta all'anno. il Pozzo è stato anche il punto di partenza dell'avventura del Mirano Al Pozzo, società di calcio a 5 fondata nel 1991 dagli amici del Pozzo, ora fusa in MM AL POZZO, che vede alla presidenza Favaretto Federico e tra i dirigenti Simonato Cesarino, due componenti della Compagnia del Pozzo. Purtroppo all'inizio di quest'anno è venuto a mancare Marcello Munaron, dopo una lunga malattia, persona splendida e generosa, che con il suo fare pacioso era amato da tutti. Questo doloroso fatto ha riunito ancora di più la com-

pagnia ed il ritrovo diventa un modo ricordare e ricordarsi, ma anche per condividere le nuove vite che stiamo percorrendo. La serata alla Lina è stata pensata anche per rivivere un mitico Capodanno di tanti anni fa, e come spesso accade il vero mattatore della serata è stato Roberto Roby Bottaro, che con il suo 'Cura il tuo Look' sta portando sui social la sua attività, ma in parte anche la voglia di giocare e divertirsi che era insito negli amici del Pozzo. Non resta che aspettare il prossimo incontro, per rivedersi e ridere tutti assieme, magari brindando alla memoria di Cello, che ci manca ogni giorno di più. Favaretto Federico

Nella serata di domenica 17 Novembre si è riunito presso la Osteria dalla Lina a Vetrego, la Compagnia del Pozzo, un gruppo di amici che negli anni 80-90, si trovava da giovani nella piazza di Mirano, presso quel Pozzo, situato nella piccola area, ora denominata Piazzetta Donatori di Sangue. Il Pozzo oltre ad essere un luogo di ritrovo, era diventato il fulcro per decidere assieme come passare il tempo e per condividere esperienze, dove potevi sempre trovre qualche amico, senza bisogno di messaggi o di telefonate, dove il passare degli anni ha visto dapprima maturare i ragazzi e ragazze, salvo poi disgregarsi, come tutte le altre varie compagnie della piazza. Ma lo spirito di amicizia e di coesione creatosi in quegli anni non si poteva disunire, tanto che al primo vero richiamo di circa 3 anni fa, via telefonica, di Orietta Minto, vera trascinatrice e punto di riferimento da sempre del Pozzo, ha visto numerose ade-

OFFICINA DELLA SCHERMA L’Officina della Scherma ha iniziato la sua stagione, la 12^, con tre splendide medaglie ai campionati mondiali Master de Il Cairo. Sulle pedane egiziane sono andati a segno Oliver Emmerich e Paolo Busi. Il primo ha fatto doppietta, conquistando il titolo iridato a squadre nella sciabola maschile, mentre nella sua categoria ha vinto il bronzo individuale. Stesso risultato, quest’ultimo, che ha raggiunto anche Paolo Busi, sempre a livello individuale. Peccato invece per Claudia Bandieri, che l’oro a squadre lo aveva conquistato lo scorso anno a Livorno, e che non è riuscita a ripetersi. Pochi giorni dopo è anche iniziata la stagione italiana dei Master, con la prima prova del circuito nazionale disputata a Conegliano. Ancora a segno Paolo Busi nell’individuale di categoria 3, mentre Oliver Emmerich si è dovuto accontentare del quinto posto in categoria 2. Ma la sala di Scaltenigo ha anche molti ragazzi e ragazze che stanno preparando le gare delle rispettive categorie. E nella prima prova interregionale Gpg (Under 14) sono subito arrivate altre soddisfazioni per il Maestro Vittorio Carrara. Ancora una volta a Conegliano, sulle pedane montate alla Zoppas Arena, successo per Filippo Simionato in categoria Ragazzi/Allievi (che poi è risultato primo anche tra i Ragazzi) imponendosi in finale sul compagno di sala Francesco Simionato. Quest’ultimo è stato primo tra gli Allievi. Terzo posto invece Roberto Carlotti tra i Giovanissimi. E, infine, in categoria Maschietti 5° Luca Coi, 6° Luigi Girolamo Fabrello e 8° Manuele Renier. Tre bronzi sono poi arrivati anche dal torneo nazionale Nelle Terre di San Marco disputato a Zevio. Nella sciabola maschile terzi Francesco e Filippo Simionato in categoria Allievi-Ragazzi, con Filippo Simionato comunque primo tra i Ragazzi. Terzo Roberto Carlotti tra i Maschietti-Giovanissimi. La stagione è comunque solo agli inizi e proseguirà fino al giugno 2020. Deve infatti ancora aprirsi il circuito paralimpico,

che vedrà protagonista ancora una volta il forte Nicola D’Ambra, da anni abbonato ai podi della sciabola in carrozzina. Da sottolineare, per l’Officina della Scherma, che le iscrizioni ai corsi per i bambini sono sempre aperte, dando così la possibilità a tutti di scoprire la sciabola anche a stagione in corso. Anche all’Officina della Danza, presso il centro civico di Scaltenigo, sono iniziati con successo i corsi del nuovo anno con gli allievi/e della scuola diretta da Patrizia Savoldi, impegnati a portare avanti con passione il nobile studio. I corsi a tutti i livelli sono sempre aperti.


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“IL CALCIO A5 È PROPEDEUTICO AL CALCIO A 11 BASTA PRATICARLO FIN DA PICCOLI” ASD MM al Pozzo C5 da molti mesi sta cercando di informare le società di calcio dilettanti del comprensorio Miranese per portare avanti un progetto di scuola calcio ma fino ad ora il risultato è una totale disinteresse. Uno dei problemi del calcio in Italia è la scarsa tecnica degli atleti. I ragazzi di 12-18 anni sono scarsi nel compiere questi gesti: dribbling, colpo di testa, tiro, palleggio, utilizzo di entrambi i piedi. Sono convinto che una giusta soluzione sia, nelle scuole calcio delle società dilettanti, proporre il calcio a 5, facendo giocare i bambini in spazi ridotti. Un atleta di calcio a 5 può giocare a calcio a 11, non sempre è vero il contrario: il calcio a 5 e quello a 11 sono due sport che hanno, da piccoli, molti punti in comune, mentre crescendo percorrono strade diverse. Il calcio a 5 è propedeutico al calcio a 11 ed è importante praticarlo fin da piccoli, nel settore giovanile, come avviene in Spagna e Brasile. Come Dirigente Sportivo devi conoscere i benefici del Calcio a 5 per i bambini, che frequentano la scuola calcio della tua società. Tanti e diversi sono i pregi della pratica sportiva del calcio a 5 nel settore giovanile: • migliora la tecnica e la tattica individuale; • migliora il dominio della palla, perché si gioca su distanze minime, che condizionano maggiormente l’esecuzione e obbligano il bambino a pensare e decidere più velocemente, così da adattarsi, molto prima, al gioco; • non obbliga a posizioni fisse, che possono essere un limite per il bambino, ognuno può spostarsi di continuo e provare diversi ruoli; • il bambino tocca di più la palla, ha così modo di migliorare più rapidamente nel gioco individuale e collettivo, migliora le capacità fisiche e coordinative; • in spazi ristretti, si segna molto di più e segnare molte reti procura gioia e soddisfazione, aumenta l’autostima; • nel calcio a 5, di fatto, manca il centrocampo, e allora si imparano più velocemente la fase d’attacco (fare gol) e quella di difesa (non prenderlo). Avviene anche, per gli spazi ristretti e l’esiguo numero di giocatori, che le situazioni importanti accadono più di frequente, così anche l’allievo meno dotato, col tempo, impara; • migliora i tempi di smarcamento; • obbliga i giovani ad apprendere il controllo orientato, controllo e protezione, avere grande velocità di pensiero; La moderna formazione dei tecnici del settore giovanile deve comprendere una solida base di conoscenze interdisciplinari e polisportive. Non si può proporre lo sport a un bambino, come fosse un adulto in miniatura, facendolo giocare molto presto 11 contro 11. I bambini di una scuola calcio (5-12 anni) si sono trovati per molti anni, e si trovano ancora, a giocare in condizioni difficili, in campi troppo grandi e così via, e comunque non adatte alle loro caratteristiche fisiche, mentali, emozionali e di relazione tipiche di queste età. Il calcio a 5 diventa propedeutico per il calcio a 11 e bisogna cominciare a insegnarlo e farlo praticare nel settore giovanile, così come accade in altri Paesi, dove la tecnica nel

calcio la fa da padrona. Ed allora si devono “educare” le società sportive a praticarlo nella scuola calcio, a rendere magari obbligatorio un allenamento alla settimana. E’ proprio guardando le esperienze positive degli altri, che puoi meglio comprendere l’importanza di far praticare, nel settore giovanile, il calcio a 5, utile un domani per il calcio a 11. In Spagna il calcio a 5 è molto importante, è lo sport più praticato a scuola. I tornei scolastici sono altamente competitivi e rappresentano la quasi totalità dell’attività giovanile: Iniesta e Xavi sono due giocatori che, da piccoli, hanno praticato per anni il calcio a 5. In Brasile il futsal è molto popolare ed i campionati giovanili sono molto diffusi, perché sono gestiti anche dalla federazione. Quasi tutte le società professionistiche alternano, nel proprio settore giovanile, il calcio a 5 e quello a 11. Per formare il calciatore di livello, occorre arrivarci per gradi. Si deve partire dal 3 contro 3 e adattare i modelli di prestazione alle caratteristiche psico-fisiche dei bambini in età evolutiva. Il suo motto è: giocare per imparare dai 5 ai 9 anni e imparare a giocare dai 10 ai 14 anni. Questi concetti rappresentano i cardini della sua filosofia, orientata non tanto alla costruzione del talento precoce, bensì offrire ad ognuno la possibilità di esprimere il massimo del proprio potenziale personale, senza fretta, nel rispetto dei tempi di sviluppo individuali. Come dirigente sportivo rifletti se il calcio a 5, per le sue caratteristiche, riesce a colmare queste esigenze. Poi decidi se farlo praticare nell’attività di base della tua società, in quanto propedeutico per il calcio a 11. L’importanza che ha avuto il calcio di strada. L’età giusta per iniziare campionati competitivi è quella dei 12 anni, perché sono i ragazzi a richiederlo. Il tecnico deve facilitare il gioco e non essere l’attore principale, essere innovativo per raggiungere un livello di miglioramento successivo. Non può fare solo quello che ha sempre fatto e deve far suo questo concetto: il miglior allenatore del mondo è il gioco del calcio stesso. I bambini vengono allenati in maniera eccessiva, spesso sono per gli allenatori tele bianche da riempire, invece

occorre capire che i giovani hanno un incredibile potenziale e un’intelligenza da stimolare, dalla quale attingere. L’allenatore deve utilizzare le partite facilitate, tramite le quali i bambini scoprono, da soli, i segreti del gioco e devono creare un ambiente nel quale i giovani crescono in modo naturale. Così facendo, i giovani migliorano l’intelligenza tattica, che diventa la caratteristica più importante di un giocatore di calcio. Senza intelligenza tattica, il giocatore forte o veloce perde molto del suo potenziale. Viceversa con l’intelligenza tattica, il giocatore piccolo può superare ogni avversario. L’intelligenza tattica è la capacità di leggere la partita e prendere le migliori decisioni nei tempi più rapidi possibili. Segreti in pillole: 1 Proporre il calcio a 5 nella scuola calcio migliora la tecnica dei bambini 2 Sviluppare il calcio a 5 in ambito scolastico, sfruttando gli spazi ricreativi 3 Il calcio a 5 è propedeutico al calcio a 11. Migliora l’intelligenza tattica dei bambini, soprattutto se l’istruttore li lascia liberi di giocare e non si impone di continuo. Se sei un dirigente sportivo, rifletti se il calcio a 5, per le sue caratteristiche, riesce a colmare queste esigenze. Poi decidi se farlo praticare nell’attività di base della tua società, ne gioverà il gioco della società e di tutti i giocatori coinvolti.

Giorgio Pesce

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UNIONE CICLISTICA MIRANO Finale di stagione esaltante per l’Unione Ciclistica Mirano che si è resa protagonista nelle ultime due gare stagionali. Maiuscola è stata la prova nella gara di Martellago riservata alla categoria allievi riuscendo a piazzare ben quattro atleti nelle prime quattro posizioni. A centrare l’appuntamento è stato Sebastiano Carraro, atleta al secondo anno della categoria che dopo aver provato vari tentativi di fuga, e riuscito a liberarsi dei compagni ed arrivare solitario sulla linea di arrivo a braccia alzate. Un capolavoro, con la regia del D.S Marino Bettuolo, completato dal secondo posto di Samuele Mion, dal terzo posto di Alessio Delle Vedove e dal quarto posto di Gabriele Toniolo. Altro importante successo cebtrato nella domenica successiva, dove Daniel Zanta si imposto a Milano in una gara di prestigio, che vedeva alla partenza ben duecento atleti provenienti da tutti Italia e con la partecipazione di otto campioni Italiani. Il nostro portacolori è riuscito a spuntarla con una volata travolgente su un drappello di cinque atleti. Sfortunata la prova di Enrico Zenetti e di Gabriele Pasqualato che facevano parte della fuga, ma per coinvolti in una caduta a circa tre chilometri dall’arrivo. Enorme soddisfazione per il presidente Paolo Mario Bustreo che aspettava questo risultato da circa 10 anni, e che si è immediatamente complimentato con i suoi atleti per il grande risultato. Di grande valore e prestigio la stagione della categoria allievi che si è classificata al primo posto a livello regionale e entro le prime cinque a livello nazionale, e questo la dice lunga sul gran numero di vittorie e piazzamenti ottenuti. Risultati che sicuramente rendono orgogliosi dirigenti, il tecnico Marino Bettuolo e il suo collaboratore Otello Pennazzato che sono stati pienamente ripagati del loro’impegno e dei loro sacrifici..

Annata importante anche per la categoria esordienti, dove si è messo in ottima evidenza Eros Sporzon, atleta del primo anno che è riuscito a cogliere importanti risultati, classificandosi tra i primi dieci atleti a livello regionale. Anche per questa categoria vanno i complimenti al D.S. Sandro Bettuolo e agli aiutanti Oscar Gia commelo e Emilio Favaretto che con impegno sono riusciti a creare un gruppo di ragazzi affiatati e sempre combattivi. Un plauso a tutti i ragazzi di questa categoriai che hanno saputo onorare la maglia bianconera con impegno e serietà. Altra categoria che si è messo in evidenza nell’annata e quella dei giovanissimi, seguita Luigi Zampieri e da Marcello Baracco, coadiuvati dal sempre presente e segretario Cazzin Gianfranco e da Francesco Manera che collabora con passione e competenza.

Come sociètà crediamo molto in questa categoria in quanto è sempre stato il vivaio da cui si attinge per ben figurare nella categorie superiori e appunto per questo viene seguita con la massima attenzione. L’annata si chiuderà con il tradizionale pranzo di fine stagione che si terrà domenica 8 dicembre presso il ristorante “Il Burchiello” di Oriago, alla presenza del Sindaco Maria Rosa Pavanello, del Vice Sindaco Giuseppe Salviato, dell’assessore allo Sport Cristian Zara, degli sponsor e di tutti i simpatizzanti e chiaramente dei ragazzi e dei loro familiari. Se riusciamo da anni ad ottenere questi risultati , continua il presidente Paolo Mario Bustreo, devo ringraziare l’amico e vice presidente Giorgio Manera che oltre ad essere il fondatore del sodalizio e sempre presente con i suoi consigli e con la sua esperienzaì, tecnici e accom-

pagnatori per la dedizione e la professionalità con qui seguono i nostri ragazzi, dedicando loro tutto il loro tempo disponibile. Il mio primo grazie lo devo ai Fratelli Sandro e Marino Bettuolo che ritengo siano il motore e l’anima del settore agonistico e ai loro collaboratori Otello Pennazzato, Favaretto Emilio e Oscar Giacomello. Per il settore giovanissimi un grazie a Luigi Zampieri, Marcello Baracco, all’infaticabile accompagnatore e segretario Cazzin Gianfranco e Francesco Manera. Un grazie veramente di cuore lo voglio dedicare anche al gruppo dei cicloturisti, cappeggiati da Fabrizio Salviato sostenuto dal veterani Gianni Gallo, Sandro Schivalocchi e dal sempre presente Sandro Milan, ora anche D.S.. Un gruppo con la grande passione della biciclette e del ciclismo che oltre ad essere di esempio per i nostri giovani e sempre presente e sostenitore del settore agonistico. L’ultimo saluto e un doveroso grazie lo devo sicuramente ai nostri sponsor, che desidero citare: Dynatec, Tecno Trade Srl di Michele Vivian, Studio Associato Bustreo, Linova Impianti di Sandro Chinellato, Werent, Impresa Edile Luigi Zampieri, Edil 2 B di Michele Baracco, Ristorante Il Burchiello di Giuseppe Carraro, Maurizio Simionato, Enn&B Srl, Neptune Srl,Marisub Snc, l'Amico Plinio. Senza di loro non riusciremmo mai a realizzare i nostri sogni e portare avanti una passione che come dicevo oramai dura da oltre 50 anni e vi assicuro non è poco. Un saluto da parte del presidente e un arrivederci alla prossima stagione, con l’augurio di poter ripetere quanto fatto in tutti questi anni. Paolo Bustreo


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Dai Laghi Masuri (Polonia) a Vetrego - puntata Natalizia A conclusione di quest’anno pensiamo si possa affermare che la piccola, e forse dimenticata, frazione di Vetrego abbia risolto o stia attualmente risolvendo qualcuno dei suoi piccoli problemi (pista ciclabile e sistemazione delle strade…). Qualcosa, come ricordato nei numeri precedenti, si sta muovendo…e il giornalino “Evviva Vetrego!, che ci raccomandiamo sempre di sostenere, ha certamente contribuito in maniera importante alla risoluzione di tante (apparentemente) piccole questioni. Per questioni molto più appariscenti forse ci sarà da attendere qualche ritardo “burocratico”, ma l’importante è tenere duro e andare sempre avanti… Anche “Mirano Magazine” ha contribuito a far conoscere Vetrego a tutto il comprensorio miranese, pubblicando, qualche anno fa, in diverse puntate la storia sin dalle sue origini. A dare lo spunto per questa iniziativa contribuì in maniera notevole il caro e non dimenticato don Pietro Mozzato, al quale inviamo per il Santo Natale i nostri più calorosi saluti e auguri di tanta, tanta salute. Passando ad altro argomento, da buon miranese non posso non ricordare il grande evento del “Zogo de l’Oca”, quest’anno vinto dalla frazione di Scaltenigo. La suddetta manifestazione ha avuto un successo strepitoso, ben oltre ogni previsione, tanto che la capienza dell’”arena” (leggi Piazza Martiri) si è dimostrata insufficiente a contenere la numerosa folla convenuta ad assistere allo spettacolo. Fautrice del grande successo è sicuramente la Pro Loco di Mirano, guidata dal presidente Gallorini, a sua volta coadiuvato da un valoroso ed encomiabile staff. Quest’anno poi è giunta dalla nostra cara Polonia una delegazione di amministratori e allevatori per apprendere ed ammirare tutto ciò che concerneva questo grande e rinomato evento. E poiché pocanzi abbiamo citato la Polonia, ecco le “ultime” notizie sul Gornik FC Mirano (squadra di calcio prettamente di stampo amatoriale-polacco). Qualche tempo addietro è venuto a trovarci Samuel Venturini, nostro vecchio giocatore degli anni ’90. Egli ora vive nella Carolina del Sud (USA) dove lavora ed è felicemente sposato dal 2002. Ricordo di lui il grande agonismo ed il suo spirito combattivo che lo faceva assomigliare ad un Chiellini in miniatura (con tutto il rispetto!!!). E a proposito di personaggi e simpatizzanti del nostro team, devo spendere due parole per Guido Tomaello, vetreghese “doc”. Egli si è perfettamente integrato nel nostro gruppo; tutto quello che accade è prontamente filmato, documentato ed assicurato. Tifosissimo della Reyer, buon maratoneta (l’età non conta), abile nelle percentuali, nelle assicurazioni, nelle quote-calcio… e soprattutto eccellente nel “terzo tempo”! Un sentito grazie da parte di tutti noi amatori polacchi! Per il resto il cammino della nostra equipe procede nella consueta normalità con il solito andamento di puro e semplice passatempo esclusivamente amatoriale. Nella speranza che il Santo Natale ed il nuovo anno realizzi ogni Vostro desiderio. Augurissimi! Evviva il Gornik FC Mirano! Silvano Bertoldo Presidente Gornik F.C.

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Mangiare e bere da Gino...dove (non) occorre il palato sopraffino! Ed eccoci al consueto appuntamento culinario con lo “Chef de noantri”! Il nostro buon Gino per il trentesimo anno dalla fondazione di “Mirano Magazine” ci vuole ancora una volta stupire con una sua super ricetta. Per svariati anni egli ha “sfornato” fior fiore di prescrizioni culinarie che a detta dei nostri affezionati lettori erano seguite con particolare accuratezza e scrupolosità. D’ora in poi collaborerà con il ns/giornale saltuariamente ma sempre con la consueta serietà e preparazione. Mi obbliga sempre ricordare che tutte le sue ricette sono esclusivamente di sua personale inventiva, preparate e studiate nel suo “banco di prova”! Un ultimo consiglio di buon Gino vuole suggerire per coloro che amano la buona alimentazione. Non c’è niente di più buono, bello e colorato di un piatto di spaghetti con pomodoro, olio e basilico con sopra del buon parmigiano che è diventato il simbolo della nostra cucina italiana e che oltre a radunare qualità visiva e olfattiva è diventato anche il simbolo della genuinità. Concediamoci dunque ai cibi prettamente nostrani come la pasta, il pesce, l’olio d’oliva e il vino della nostra terra e alle minestre che tanto amavano i nostri nonni e che purtroppo negli ultimi anni abbiamo trascurato in favore di cibi industriali e preconfezionati. Ritornare alle antiche tradizioni culinarie significa recuperare le consuetudini alimentari dei nostri nonni che con questi prodotti “poveri ma sani” hanno imbandito per secoli le loro tavole. Perciò cari lettori di “Mirano Magazine” cercate di seguire questo consiglio totalmente spassionato e che il Santo Natale vi porti un caloroso abbraccio e tanto benessere. Passiamo pertanto a questa sua ricetta creata apposta per il 30° anno di fondazione di questo meraviglioso giornale Prosit (Stolat-Stolat) e tanta salute. CAPESANTE ALLA MARINARA Ingredienti per 4 persone 12 capesante, con la conchiglia 4 porri piccoli 60 g di burro ammorbidito 1 rametto di timo fresco 2 scalogni 5 cl di vino bianco 10 cl di panna 1 cucchiaio di succo di limone Olio EVO - Sale - Pepe bianco Per la guarnizione, sale grosso e aneto fresco o erba cipollina

Sciacquare i porri e affettarli in obliquo a rondelle sottili. Tuffateli in acqua bollente salata e lasciateli per 2 minuti in modo che restino croccanti. Raffreddateli in acqua e ghiaccio e scolateli. Estrarre le capesante dalle loro conchiglie e sciacquatele molto rapidamente sotto l’acqua corrente. Separate il corallo e tenete da parte. Adagiate la capasanta su un vassoio imburrato. Imburratele con un pennello e spolverizzarle di timo, salare e papare. Conservate in frigo. Per la salsa: sbucciate gli scalogni e affettateli. In un pentolino far appassire gli scalogni con 10 g di burro e una presa di sale. Non devono colorire. Versate il vino bianco e fatelo ridurre per 2-3 minuti. Unite la panna e il succo di limone. Lasciate cuocere continuando a mescolare con un frusta fino a che la salsa non si sarà addensata. Incorporate il resto del burro con un frullatore a immersione. Regolate di sale e pepe. Riscaldare i porri nella salsa. Prendete i coralli e frullateli con un paio di cucchiai di acqua bollente e olio a filo, fino a formare una sorta di maionese. Riscaldate le conchiglie in forno e sistematele sui piatti ricoperti di sale grosso. Decorate con 3 rametti di aneto o erba cipollina. Distribuite i porri nelle conchiglie. Grigliate 1 minuto le capesante, disponetele sopra i porri e spolverizzare di sale e pepe. Nappare con il resto della salsa e decorare in 3 punti con la maionese di corallo. Riportare ad ed ebollizione e salare. Cuocere la calamarata nel brodetto allo zafferano. Unire la salicornia durante gli ultimi due minuti di cottura. Scolare ed amalgamare con la salsa di pomodorini e canocchie Prosit (stolat-stolat) e buon appetito. Buone Feste e Tantissimi Auguri da Gino. Arrivederci alla prossima PORTATA!!!

Silvano Bertoldo - Presidente Gornik F.C

Guido Tomaello

ASD DANCE STUDIO: NUOVA SEDE in Via Galileo Galilei, 30 - Mirano Asd DanceStudio, diretta da Germana Scarazzato, da quest'anno ha aperto la nuova sede a Mirano in via Galilei,30. La scuola mantiene origini ancorate alla disciplina ma si integra perfettamente in un contesto innovativo ed in continua evoluzione. Dai primi passi di giocodanza ai concorsi ed esami R.A.D. (Royal Academy of Dance); tutto nel rispetto della crescita ed individualità. La Scuola dà la possibilità di imparare discipline aeree (tessuti, cerchio, trapezio), bungee-fly, sbarra a terra, corsi per mamme con i loro bebè, danza adulti, posturale. Si può affermare che la danza eleva lo spirito ed aiuta a mantenersi in forma ad ogni età.


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L’ARTIGIANATO NEL MIRANESE, IL SETTORE TIENE. MIRANO PRIMO COMUNE PER NUMERO DI IMPRESE L'ASSOCIAZIONE ARTIGIANI DEL MIRANESE: «PER I NOSTRI GIOVANI TANTE POSSIBILITÀ, MA PER GUARDARE AL FUTURO CON OTTIMISMO SERVONO CERTEZZE E MENO BUROCRAZIA» Mirano sul gradino più alto del podio per numero di imprese artigiane presenti nel Miranese. Un posizionamento che ne conferma il ruolo di Comune a vocazione imprenditoriale, centrale per l'economia del Veneziano. A dirlo sono i dati della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, elaborati dall'Associazione Artigiani Piccole imprese e Professioni del Miranese. Secondo lo studio, ha sede a Mirano quasi il 18% delle realtà imprenditoriali attive sul territorio. Medaglia d'argento a Scorzè (16,7%). Segue Martellago, che si ferma a quota 15,3%. Osservando la situazione del Miranese più nel dettaglio, balza all'occhio come a rappresentare la fetta più grande della

torta suddivisa per fasce d'età siano coloro che hanno dai 50 ai 69 anni (il 51%), seguiti da quanti hanno dai 30 ai 49 anni (40%). «Le imprese con una lunga storia alle spalle – il commento di Andrea Dal Corso, responsabile Categorie dell'Associazione Artigiani del Miranese – sono sopravvissute alla crisi e alle conseguenze che ne sono derivate, dimostrando stabilità e vitalità. Segnali positivi arrivano dalla fascia dei 30-49enni che, in lieve aumento rispetto al passato, testimonia come lentamente il settore stia cambiando pelle». «E non potrebbe essere diversamente: nell'artigianato – precisa Guido Codato, presidente dell'Associazione – il ricambio generazionale è il risultato di un complesso processo di trasmissione di competenze e saperi, che passa attraverso l'esperienza quotidiana sul campo». Ed è proprio sul passaggio del testimone tra padri e figli che l'Associazione Artigiani Piccole imprese e Professioni del Miranese concentra l'attenzione: «I nostri interlocutori preferiti sono i ragazzi. Da anni – fa sapere – Elisabetta Bolzonella,

segretario dell'Associazione – promuoviamo il progetto “Conoscere l'Artigianato. Sporchiamoci le mani” con l'obiettivo di coinvolgerli in quel viaggio alla scoperta degli antichi mestieri, pericolosamente a rischio scomparsa, che però possono regalare loro grandi soddisfazioni, anche e soprattutto in prospettiva, viste le opportunità di lavoro che il settore offre. Con i nostri artigiani durante l'anno scolastico giriamo per le classi delle scuole medie del comprensorio del Miranese per trasmettere ai più giovani tutta la nostra passione. Il risultato sono dei manufatti bellissimi, realizzati con le loro mani, al centro di un concorso che culmina in primavera con una cerimonia di premiazione». A proposito di futuro, cosa aiuterebbe a guardare con ottimismo al tempo che verrà? «Viviamo in un'epoca di cambiamenti epocali, in cui l'economia – osserva Dal Corso – stravolge i punti di riferimento e la tecnologia impone ritmi faticosi da reggere, se si vuole stare al passo con la modernità. Per poter vivere in quest'epoca

serenamente servirebbero certezze, quelle che solo la politica può dare, ma che tardano ad arrivare». «Da parte nostra, come Associazione, cerchiamo di non fare mai mancare alle imprese – aggiunge infine Bolzonella – il supporto necessario ad interpretare ed affrontare questi cambiamenti. Cambiamenti accompagnati puntualmente da sempre nuove pratiche burocratiche, vero e proprio fardello per le imprese, di cui faremmo volentieri a meno».

FIDART: COOPERATIVA ARTIGIANA DI GARANZIA PER IL CREDITO E’ una Cooperativa di garanzia mutualistica, senza fini di lucro, che svolge l’attività di garanzia collettiva dei fidi esclusivamente a favore delle imprese socie: - imprese artigiane venete - altre micro e piccole imprese venete Ha lo scopo di offrire alle imprese socie la possibilità di accedere al credito agevolato e convenzionato occorrente alla realizzazione dei fini aziendali, concedere garanzia sulle operazioni bancarie, fornire consulenza tecnica in materia finanziaria e creditizia, nonchè l'assistenza nelle

richieste di contributi verso Enti Pubblici. Con la possibilità quindi di riservare alle imprese socie dei tassi sicuramente inferiori rispetto a quelli che da sola l'impresa riuscirebbe a spuntare. Dai prestiti di tutti i tipi ai problemi di scopertura del conto corrente, Fidart è presente a Mira pur coprendo con la propria attività tutta la provincia di Venezia e le altre province venete. Insomma tutte quelle garanzie fondamentali senza le quali, altrimenti, l'impresa si troverebbe ad affrontare lunghe attese e parecchi rifiuti. Fidart è stata

SCADENZA DELLA REVISIONE AUTO, TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE Revisione auto, quando e come farla. Avete iniziato l’anno e dovete fare revisionare l’auto ? Sappiate che in merito ai controlli, obbligatori per legge, ai quali si deve sottoporre ogni macchina. Il decreto ministeriale del 19 maggio del 2017 ha recepito, infatti, la direttiva europea numero 2014/45/UE. Per capire se siete prossimi alla revisione va ricordato che si deve procedere con la prima dopo 4 anni dall’immatricolazione, in seguito andrà eseguita ogni due anni. In caso di ritardo la tolleranza è fino all’ultimo giorno del mese in cui era stata fatta la revisione. Per i rimorchi superiori a 3,5 tonnellate, e per i veicoli con più di nove posti, il controllo va effettuato ogni anno. Ogni due anni, invece, per i veicoli d’epoca o di interesse storico. Esiste una revisione straordinaria che può essere richiesta, dopo un incidente e con segnalazione della Polizia, dall’Ufficio Dipartimento dei Trasporti Terrestri. La revisione prevede il controllo di freni, sterzo, visibilità, impianto elettrico, usura assi e sospensione, telaio, rumori, gas di scarico ed equipaggiamenti. Le bombole Gpl non vanno revisionate, mentre per le auto a metano ci sono controlli specifici che vanno effettuati in base all’omologazione. Se si circola con un veicolo non revisionato la multa è salata: si parte dai 159 euro fino ai 639 euro. Se si tratta di un mezzo che ha saltato più revisioni il balzello va dai 1842 euro ai 7396 con

la possibilità anche di fermo amministrativo del mezzo per 90 giorni. Se la revisione è falsa: confisca amministrativa e multa tra i 398 e i 1596 euro. Una delle più grosse novità che si avranno è quella che prevede l’introduzione del certificato di revisione, che verrà consegnato dopo le varie verifiche. Al suo interno saranno riportati alcuni dati relativi all’auto, sia di tipo identificativo, che sul risultato del controllo. Fra le vari voci riportate il chilometraggio (al momento della revisione), carenze, il risultato del check, la data della revisione successiva. L’indicazione del numero di chilometri percorsi ha uno scopo ben preciso, quello di evitare la manomissione del numero quando si vendono veicoli usati. Un’altra novità è quella del responsabile tecnico della revisione, figura che dovrà avere caratteristiche specifiche. Dal 2023 verrà introdotto anche un organismo di supervisione che dovrà vigilare sul lavoro dei centri di revisione. Ma se l’auto non supera l’esame? Se le problematiche non vanno a incidere sulla sicurezza ci sono 30 giorni di tempo per sistemare i problemi e tornare per una nuova revisione. Se le problematiche riscontrate sono gravi, allora, non sarà più possibile usare l’auto (escluso il tragitto per arrivare presso un meccanico). Dopo il check in officina si potrà tornare per una nuova revisione

costituita il 09.11.1986 e dopo alcuni anni di minima attività è definitivamente partita il 24.09.1990. Dall'anno 1993 la Cooperativa è iscritta nell'Elenco Intermediari Finanziari presso Banca d'Italia al nº 27257. Nel mese di Aprile 1997 ha trasferito la sede sociale da Mestre a Mira. La Cooperativa, opera con il Fondo Centrale di Garanzia e quindi, anche su richiesta delle imprese socie, può presentare le domande di controgaranzia al Fondo di garanzia per le PMI del Ministero dello Sviluppo Economico (Legge 662/96).

LA NOSTRA SEDE È A MIRA (VE) in via Mion 27/3, (1° piano scala in ferro). SIAMO APERTI DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ DALLE ORE 8.45 ALLE ORE 13.00 E DALLE 14.15 ALLE 17.00. TELEFONO/FAX: 041 5600423 CELLULARE: 348 8430222 EMAIL: INFO@FIDARTVE.IT

CARRELLI E ROULOTTES… OCCHIO ALLA REVISIONE! Ebbene si, dopo 15 anni di limbo normativo, il decreto dirigenziale del MIT nr.211 del 18/05/18 ha riavviato i controlli tecnici sui rimorchi fino a 35q (come, ad esempio, roulottes, trailers e carrelli per uso ricreazionale) determinandone le modalità di verifica e calendarizzando le scadenze su tre scaglioni suddivisi per anno: 2018, 2019,2020. L’obiettivo è quello di recuperare il tempo perduto per arrivare “a regime” nel 2021 con cadenze di revisione analoghe a quelle degli autoveicoli: prima scadenza a 4 anni dall’immatricolazione e poi ogni 2 anni. La road-map che vedeva richiamati a revisione entro il 2018 tutti i rimorchi immatricolati fino al 31/12/2000, prevede nel 2019 le verifiche sui mezzi immatricolati fino al 31/12/2006 che non rientrano nello scaglione precedente e nel 2020 gli immatricolati dopo il 01/01/2007 e quelli per i quali sono trascorsi 4 anni dalla prima immatricolazione (o 2 dall’ultima revisione). Le verifiche effettuate sono simili a quelle svolte sugli autoveicoli: efficienza degli organi di frenatura, pneumatici, indicatori luminosi, stato del telaio

e identificazione del mezzo con particolare attenzione alla presenza degli adesivi indicanti i limiti di velocità. Le prove vengono effettuate presso le sedi provinciali delle motorizzazioni civili o presso le officine abilitate secondo calendari mensili stabiliti dagli stessi uffici della MCTC.

Semenzato Giancarlo


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