Mirano magazine Dicembre 2018

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DICEMBRE 2018 - COPIA GRATUITA N. 3

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Il cibo trova sempre coloro che amano cucinare!

Distribuz. gratuita - Direttore responsabile: Laura Colognesi Progetto grafico: Studio 2 di Dal Corso Massimiliano • Segretario di redazione: PAOLO TREVISANATO - tel. 041.430036 Associazione ricreativa senza scopo di lucro “Mirano al Pozzo” - Via Giudecca, 26/6 - 30035 Mirano (Ve)

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“Facciamo crescere Mirano assieme” Auguri di buon Natale e felice anno nuovo

“Collaborando si lavora meglio”

Approvato il progetto della pista ciclabile di Via Caltana

Sanità: “mancanza di medici ospedalieri e di famiglia e liste di attesa”

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EDITORIALE AUGURI PER UN NATALE E UN 2019 RICCHI DI BELLE SORPRESE. Il 2018 sta per salutarci e tutti sentiamo il bisogno di ripensare ai tanti giorni trascorsi, alle vicende vissute, agli amici incontrati. Soprattutto desideriamo rivederci e trovarci assieme per farci i complimenti, perché anche quest’anno “ce l’abbiamo fatta”, per congratularci per i risultati, ma soprattutto per farci gli auguri che il nuovo anno il 2019, sia ricco di belle sorprese e di tanti e calorosi affetti. È vero che non dobbiamo chiudere gli occhi e far finita di non vedere le difficoltà, che abbiamo vissuto a livello personale, familiare e nazionale. Sognare, però, non costa nulla. L’alba di un nuovo giorno ci porta un po’ di luce e con la luce si possono intravedere nuovi orizzonti. Le strade si animano, le piazze si affollano, e noi troviamo, così, sempre qualcontinua a pag. 03

Mercatini, Casette in legno, Luminarie. Tutta le magia del Natale a Mirano pag. 36

Torna il capodanno in piazza a Mirano: Confcommercio, Associazione Volare e Radio Company pag. 37

Prima “giornata del cuore” evento calcistico di beneficienza per Telethon ed Avis pag. 50

Buone Feste! Giorgio Pesce e Paolo Trevisanato

Polisportiva San Pio X, che emozione! pag. 52

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EDITORE Studio 2 di dal Corso Massimiliano Registrazione al Tribunale di Venezia N. 5/2018 / ROC 30594

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In questo numero di DICEMBRE 2018 pag.

Proprietario

Editoriale

Paolo Trevisanato

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Diabete: Attivato il punto di ascolto Direttore responsabile Laura Colognesi Responsabile di redazione Paolo Trevisanato Tel.041/430036 / 348 3431191 Marketing & Comunicazioni Giorgio Pesce miranoalpozzo@gmail.com Progettazione grafica Studio 2 di Massimiliano dal Corso www.studio2web.it Stampa Centro Stampa delle Venezie Padova Periodico Mirano Magazine Free Press - Distribuzione Gratuita

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Teatro di Mirano: la nuova stagione 2018/2019 09 Perché a Mirano non si parla di viabilità

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Associazione Volontari Ospedalieri

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Gruppo Comunale Volontari Protezione civile di Mirano

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Coro Croda Rossa: Cantare la magia del Natale

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Ricordo di Mario Muneratti

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cuno che ci saluta, ci sorride e si incamminano con noi. Il giornale “Mirano Magazine”, che dal lontano 1989 esce con cadenza quadrimestrale, durante tutto il 2018 ci è stato vicino e ci ha regalato un’adeguata informazione. Ci ha fatto conoscere ed apprezzare gli aspetti e gli avvenimenti più significativi della storia vissuta, giorno dopo giorno, nel territorio di Mirano e delle sue cinque frazioni. Ha dato voce agli Amministratori locali, alle varie forze politiche e partitiche e a tutti i cittadini, che con il loro lavoro, giorno dopo giorno, mattone su mattone, cercano di preparare Mirano alle esigenze del domani. Il giornale ci ha aiutato a conoscerci, a stimarci, a collaborare gli uni con gli altri, ad essere parte attiva e a sentirci a nostro agio in una bella e simpatica Mirano. E nell’avvicinarsi delle prossime festività, la Redazione del Giornale desidera esprimere a tutti i cittadini gli auguri di feste veramente calorose. Un grazie e un augurio particolare all’Amministrazione Comunale, alle organizzazioni politiche, agli inserzionisti e alle Imprese economiche del territorio per il loro contributo per il finanziamento del giornale, per poter continuare la sua pubblicazione e per renderlo sempre più il Giornale di Mirano. Che la Stella di Natale porti nelle nostre realtà e nelle nostre famiglie i doni dei Rè-Magi, perché possiamo realizzare tutti i nostri desideri di amore, di felicità, di fraternità e di benessere fisico e spirituale.

Buone feste a tutti! Paolo Trevisanato

Confcommercio di Mirano 33 Quando è festa a Mirano? Te lo dice il calendario

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“El Bacaro”, l’osteria di Mirano attraverso un secolo di storia.

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Piero Stella ci ha lasciato

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Unione Ciclistica Mirano: 50°anni di attività

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Barizza Giuliano: fondista di qualità

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VIGO DI CADORE il presepio animato di Laggio L’importanza del Comune, testimoniata dagli edifici storici, dalle opere d’arte e dai documenti antichi conservati nella Biblioteca Storica Cadorina, fanno del paese il cuore culturale dell’Oltrepiave. Nel paese si trovano due straordinari cicli pittorici d’arte medievali, il più antico conservato nella chiesa di Santa Margherita di Salagona, (fine XIII sec.), mentre il più conosciuto si conserva nella chiesa di Sant’Orsola di Vigo (metà XIV sec.) Altre opere d’arte, testimonianza dell’importanza dell’attività artistica del territorio nel corso dei Secoli, si conservano nella chiesa di Sant’Antonio Abate di Laggio, nella chiesa della Difesa, nella parrocchiale di Vigo e nella vicina chiesetta di San Bernardino di Pelos.

Rilevante sotto il profilo culturale è la Biblioteca Storica Cadorina, fondata nel 1892 dal prof. Antonio Ronzon studioso di storia locale, la quale conserva pergamene e manoscritti fondamentali per la storia locale. Testimonianza della Prima Guerra Mondiale è il Forte di Monte Tudaio e le postazioni militari della Grande Guerra il Col Cianpon, recentemente recuperate, per gli amanti della natura l’altopiano di Razzo offre la possibilità di un tuffo in un territorio incontaminato, ricco di sorgenti e di verdi pascoli. Questa Località inoltre è particolarmente amata dagli astrofili in quanto non contaminata dall’inquinamento luminoso.

Allestito nuovamente presso le ex scuole elementari di Laggio di Cadore, dal 1981 è stato meta e punto di incontro di migliaia di visitatori, arricchito ed abbellito anno dopo anno con nuove scene, nuove luci e nuovi particolari. Oltre 80 movimenti.


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Care miranesi e cari miranesi... Il 2018 volge al termine e questo numero di dicembre di Mirano Magazine è l’occasione per indirizzarvi i migliori auguri di buon Natale e felice anno nuovo. L’approssimarsi della fine dell’anno è generalmente anche un momento di bilanci e buoni propositi, di progetti per l’anno entrante. Questo spazio, allora, diventa anche una gradita occasione per ripercorrere assieme alcuni dei cambiamenti più importanti che ha vissuto Mirano negli ultimi mesi e anticipare quelli che vedremo nel 2019. Quest’anno una delle parole chiave è stata sicurezza, nelle sue diverse declinazioni. Da una parte quella stradale, dall’altra intesa come prevenzione delle attività illegali. Per la prima siamo intervenuti in alcuni punti critici della rete stradale cittadina, mettendoli in sicurezza. Per esempio, in via Caltana, nel centro di Scaltenigo, abbiamo dotato di semaforo a chiamata (con segnalazione acustica per i non vedenti) l’attraversamento pedonale di fronte alla chiesa e quello di fronte alla scuola materna. L’incrocio tra via Accoppè Fratte e via Caorliega è stato dotato di impianti semaforici, sia per il traffico automobilistico sia per l’attraversamento dei pedoni. Per quanto riguarda il capitolo piste ciclabili abbiamo completato quella di via Chiesa a Campocroce e abbiamo finanziato quella di via Ballò (250.000 euro con avanzo di amministrazione, 150.000 con fondi regionali). Molti passi avanti anche sul percorso per garantire maggiore sicurezza sul territorio. L’attività di Controllo del Vi-

cinato (alla quale continua a essere possibile aderire) copre ormai molte del nostro comune: sono certa che avrete notato i cartelli gialli e neri che avvisano della presenza del servizio in una certa zona. Entro fine anno vedremo installato il primo lotto di sei nuove telecamere di videosorveglianza. Di recente abbiamo anche determinato la spesa per altre 22, per le quali metà del costo, 100.000 euro, sarà coperto da fondi ottenuti grazie alla vittoria di un bando del Ministero dell’Interno (il nostro progetto è stato tra i 428 vincitori, a fronte di 2426 richieste). Posti sulle vie di accesso al territorio comunale, gli apparecchi identificheranno le targhe dei veicoli in transito, dando un concreto aiuto alle forze dell’ordine nel ricercare veicoli rubati, non assicurati, sospetti. E dalle forze dell’ordine, a loro volta, arriverà un grande sostegno: nelle prossime settimane le caserme dei carabinieri di Mirano, Spinea e Mira potranno contare su quattordici uomini in più. Inoltre a novembre è iniziato il turno serale degli agenti di Polizia locale dell’Unione, con quattro pattuglie che percorreranno il territorio dalle 16.00 alle 19.00. Un’importante mini-rivoluzione ha interessato i parcheggi blu nel centro di Mirano: da ottobre, infatti, è in funzione la piattaforma digitale MyCicero, che permette di pagare la sosta via cellulare. Elimina il problema di non avere abbastanza monete con sé, permette di prolungare la sosta senza dover tornare al parcometro e di pagare i soli minuti effettivi di utilizzo del parcheggio. In questo 2018 è iniziata l’opera di rifacimento dei campetti sportivi delle

aree verdi della città: le strutture di via Paganini e di via Treviso sono state perfettamente riammodernate. Inoltre abbiamo rinnovato i giochi nei giardini di tutte le scuole materne comunali. Il blocco loculi monumentale del cimitero di Mirano verrà riaperto. Grazie ai soldi ricavati (365.000 euro) dalla vendita all’asta di un immobile comunale in via Perale, infatti, sarà possibile procedere al restauro della struttura funeraria. Altra novità è l’installazione dell’ascensore in municipio, i cui lavori, iniziati quest’estate, saranno completati a inizio 2019. Un’opera che aumenterà l’accessibilità della casa comunale. Grazie a un finanziamento regionale (15.000), inoltre, potrà essere redatto un piano generale per l’abbattimento delle barriere architettoniche a Mirano, da approvare entro settembre 2019. Grazie alla liberalizzazione dell’avanzo di amministrazione, nei prossimi mesi potremo realizzare molte altre opere. Alcune sono già state finanziate, come l’adeguamento dello stadio da rugby e l’adeguamento antisismico delle scuole “Mazzini”, “Alfieri” e “Manzoni” (in seguito le altre) e l’adeguamento antisismico di villa Belvedere. Altre opere saranno finanziate il prossimo anno, ma sono già a livello di progettazione esecutiva: il primo stralcio dei restauri di villa Bianchini, gli spogliatoi per il campo di calcio di via Scortegara a Zianigo, l’ammodernamento del pattinodromo di Scaltenigo con la costruzione delle tribune. Non solo: il 2019 sarà anche l’anno del finanziamento del primo stralcio della ciclabile di via Caltana (500.000 euro). Insom-

ma, nel 2019 Mirano crescerà ancora. Perché ciò avvenga al meglio, sappiamo che è fondamentale il dialogo con i cittadini, il loro sostegno. Per questo puntiamo molto su un nuovo strumento di partecipazione, i Forum Cittadini, lanciati proprio in questo 2018. Gli obiettivi principali sono: possibilità di partecipazione per tutti i cittadini e le categorie che vivono la città, oltre che per le sole Associazioni come storicamente era avvenuto con le Consulte, valorizzazione delle frazioni, cercando di dare spazio e voce diretta anche ai cittadini dei vari quartieri della nostra città policentrica. Facciamo crescere Mirano assieme

Maria Rosa Pavanello Presidente dell’Unione dei Comuni del Miranese e Sindaca di Mirano

Workshop “Sinergie vincenti di economia collaborativa nel mondo del lavoro” Venerdì 28 settembre e Mercoledì 21 novembre nel teatro di Villa Belvedere, il Comune di Mirano con l’Assessorato alle politiche per il lavoro ha organizzato gli eventi “Sinergie vincenti di economia collaborativa nel mondo del lavoro”. Sono stati due workshop sulle nuove forme di lavoro ed impresa cui sono stati tutti invitati a partecipare, donne e uomini, giovani e meno giovani. Sono stati analizzati i dati delle recenti indagini sulla propensione dei giovani a sviluppare nuove imprese, e misurare l’impatto sociale che i

Buone Feste!

giovani potrebbero avere nel contesto attuale. Nella serie di incontri sono state presentate idee e progetti professionali al passo con le richieste dell’individuo ed anche per l’imprenditore. Sono intervenuti Alessandro Setten titolare d’azienda che ha esposto i dati del percepito giovanile sul mondo del lavoro e sulla propensione allo sviluppo di impresa e Franco Scopel, co-fondatore della piattaforma Sinergie Vincenti, che ha illustrato le molteplici possibilità professionali e d’impresa che sono il motore della piattaforma. Il secon-

do incontro ha visto la partecipazione di diversi imprenditori del Miranese, che c’hanno illustrato le opportunità che il territorio offre e le nuove professioni che la rete offre. "Il momento socio economico attuale, caratterizzato da carenza di lavoro, con conseguente crisi di valori comuni, quali famiglia, rapporti con le istituzioni e visione del futuro sotto tutti gli aspetti, ci pone innanzi ad una domanda retorica: Quali soluzioni possiamo adottare? Ecco, questi Workshop hanno cercato di dare delle possibili soluzioni".

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Anche a Mirano “You Pol” l’app della Polizia di Stato per combattere bullismo e spaccio di droga L’omertà davanti al dilagare di questi fenomeni non ha più scusanti. Tutti i cittadini ed i giovani in particolare, sono invitati a collaborare. La Polizia di Stato ha realizzato una “app” facilissima da scaricare, che consentirà a chiunque di denunciare in tempo reale con foto, messaggi scritti, link, siti web o video, episodi di bullismo e spaccio di droga. Ciò permetterà alle Forze, sono invitati a collaborare. La dell’Ordine di intervenire velocemente, proprio mentre i fatti sono ancora in svolgimento ed è ancora possibile accertare una flagranza di reato. Si tratta di uno strumento digitale messo a disposizione in particolare dei giovani, da parte della Polizia, per favorire al massimo la collaborazione da parte di tutti nel segnalare episodi di bullismo o spaccio di droga. Le nostre Scuole sono già impegnate nella promozione della cultura della legalità tra gli studenti e, con la collaborazione della Questura, si organizzeranno incontri per spiegare quanto sia importante cominciare ad utilizzare questa nuova facilissima app. scaricata sul “telefonino”, l’inseparabile amico di ciascuno. L'app non ha lo scopo di creare

ragazzi “spioni” ma cittadini consapevoli e attivi protagonisti nella realizzazione della sicurezza nelle città, quartieri, scuole etc, dove la violenza non deve essere tollerata da nessuno e prevenuta con la collaborazione di tutti. “Giovani non voltatevi dall’altra parte”. In occasione della presentazione della app il ministro dell’Interno Marco Minniti rivolse questo messaggio agli studenti: "Voi siete l'Italia e il Paese, siete i cittadini di oggi e sarete quelli di domani. Non esiste una società libera quando a prevalere è la violenza. Abbiamo cercato di creare uno strumento facile e amichevole per cercare di coinvolgervi il più possibile”. ”Si tratta di un'app amica che può aiutare i giovani nei momenti di difficoltà. E' uno strumento, consono alle nuove generazione, che permetterà di lanciare il segnale in caso ci si trovi di fronte ad episodi di bullismo o di spaccio di droga”. "L' importante è non voltarsi dall'altra parte, questa è l'unica cosa che voi giovani non dovete fare. Non abbiamo bisogno di ragazzi eroi, ma di giovani consapevoli che con questo gesto possono

Il diabete: attivato il punto di ascolto dell’associazione diabetici del miranese (a.Di.Mi.) Il PUNTO DI ASCOLTO dell’Associazione Diabetici presso la Barchessa di Villa Errera. a disposizione dei cittadini di Mirano. iil 5,5 % della popolazione veneta è affetta da diabete e il 2,5% è a rischio di contrarre il diabete o è già diabetico senza esserne ancora a conoscenza. Per questi ultimi sarebbe sufficiente adottare una corretta alimentazione e svolgere una attività motoria costante per prevenire o ritardare molto la comparsa della malattia. Il diabete può essere curato ma non guarito. Per imparare a convivere con la malattia e per migliorare la propria qualità di vita occorre rivedere abitudini e comportamenti con un aiuto che gli specialisti del Punto di ascolto possono darci anche con l’aiuto di vecchi ammalati. • Terapia educazionale, per un buon autocontrollo domiciliare della glicemia, per l’uso corretto dei presidi diagnostici (misuratori della glicemia, penne, siringhe, etc) , per un’attività motoria regolare e uno stile di vita positivo. • Terapia di gruppo: per una supervisione della situazione di ciascuno, in piccoli gruppi, e per chiarire dubbi che insorgono nel prosieguo della cura del diabete e discutere sulle paure, le ansie ed i problemi legati alla malattia stessa. Il confronto fra pazienti con diabete di nuova insorgenza favorisce il raggiungimento del compenso metabolico grazie ad una corretta gestione della malattia.

Gli incontri educativi di gruppo vengono svolti in orario pomeridiano/ serale, nella sede messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale e su argomenti di interesse generale, trattati da esperti del settore. Tutte le attività educative svolte sono integrative e non sostitutive rispetto a quelle dei medici di base e dei diabetologici. Gli incontri individuali e di gruppo sono gratuiti. Per motivi organizzativi è necessario prenotare telefonicamente gli appuntamenti. Attività del punto di ascolto: TUTTI I VENERDI’ DALLE 9 ALLE 12 - prenotazione telefonica durante l’orario di apertura al n° 348 593 8688 (ref. ADIMI).

Assessore Petrolito Gabriele Assessore alle Politiche sociali, Salute e diritti, Rapporti con il volontariato

aiutare non solo chi subisce violenza, ma anche chi è parte attiva dell'episodio di violenza. Per questo ci tengo a sottolineare che il cuore della questione è l'aiuto: trasmettere ai giovani il messaggio che in condizioni di difficoltà ci si deve aiutare reciprocamente”. Come funziona l’app “You Pol”? Si possono inviare immagini, video, segnalazioni scritte, link, siti web, alle sale operative della Polizia di Stato per denunciare episodi di bullismo o di spaccio, mentre avvengono, o anche conosciuti indirettamente. L’applicazione consente anche una chiamata di emergenza mediante un pulsante di colore rosso con la scritta 'chiamata di emergenza' per contattare direttamente la sala operativa della Questura, che, mediante la 'georeferenziazione' immediata del dispositivo segnalante, sarà in grado di conoscere esattamente il luogo da cui viene fatta la chiamata. Si possono utilizzare tutti i dispositivi, smartphone e tablet, accedendo alle piattaforme Apple Store e Play Store e al sistema operativo Android. La segnalazione arriverà direttamente alla sala operativa della Questura

che subito dopo prenderà in carico il caso. Le segnalazioni, verificate immediatamente, daranno l’avvio, a seconda dei casi, ad interventi repressivi, ovvero di tipo preventivo. Chi può usarla? YouPol è a disposizione di tutti i cittadini, giovani in primis. L’applicazione consente di fare segnalazioni anche in forma anonima, per evitare che l’iniziale diffidenza scoraggi qualcuno dal fare quello che deve diventare un dovere di cittadino.. Naturalmente si auspica che la registrazione in chiaro venga sempre più preferita, con il vantaggio: da una parte di certificare la comunicazione e dall'altra di introdurre un meccanismo di consapevolezza e assunzione della responsabilità che nel nostro Paese deve essere coltivato da tutti e dai giovani in particolare, perché il futuro di un paese libero, governato da regole rispettate Assessore Petrolito Gabriele Assessore alle Politiche sociali, Salute e diritti, Rapporti con il volontariato

“Casa Mia Santa Bertilla” Un’associazione di volontari per famiglie e persone in difficolta’

Attivato a Mirano lo “SPAZIO NEUTRO” un servizio per le situazioni conflittuali in famiglia. Una prima collaborazione con il nostro Comune. Da un anno l’Associazione Casa Mia Santa Bertilla svolge la sua attività nel territorio comunale di Mirano. Apartitica e aconfessionale si fonda sull’impegno dei soci volontari. Il suo scopo è di Accogliere, Ascoltare, Orientare, Accompagnare le famiglie e le persone in difficoltà. Gli operatori volontari, sono stati preparati con un lungo percorso didattico-formativo, in maniera da potere rispondere alle esigenze dell’ascolto e dell’accoglienza. Alle persone che si trovano in difficoltà viene anche fornito gratuitamente il supporto personalizzato caso per caso: psicologo, psicoterapeutico, pedagogico, di un Mediatore famigliare, di un Consulente legale etc.. Discrezione, rispetto della privacy, anonimato e garanzia di riservatezza sono a fondamento del programma di accoglienza tutti gli opratori vi si attengono scrupolosamente. L’Associazione ha inoltre attivato un importante servizio per la famiglia: la realizzazione di uno Spazio neutro e di uno Spazio protetto. Il Servizio Spazio Neutro e Spazio Protetto dedicato al sostegno del diritto di visita e di relazione, permette l'osservazione delle relazioni tra genitori e figli interrotte o compromesse da precedenti eventi traumatici. Il servizio ha la funzione di rendere possibile e sostenere il mantenimento della relazione tra il bambino e i suoi genitori a seguito di provvedimenti come l'affido, la separazione conflittuale e altre vicende di profonda crisi familiare, per i quali è stato disposto l’allontanamento del minore dalla propria famiglia d’origine. È dotato di un impianto di audio e video registrazione, che attraverso uno specchio unidireziona-

le e un impianto di interfono mette in comunicazione due stanze sufficientemente ampie. Il retrospecchio offre un importante punto di osservazione per gli operatori che possono valutare in modo puntuale e neutro la relazione tra genitore e bambino. Attraverso la videoregistrazione esiste l’educatore o lo psicologo ha la possibilità di rivedere lo svolgimento degli incontri. Lo spazio rispetta quanto richiesto dall’autorità giudiziaria e grazie alle tecnologie di cui è dotato è in grado di assolvere a varie funzioni: • la semplice disponibilità di un luogo di incontro; • la facilitazione di relazioni tra genitori e figli interrotte o compromesse da precedenti eventi traumatici; • l’osservazione delle relazioni genitori-figli in vista della valutazione delle competenze genitoriali; • la protezione di bambini esposti alla fatica di sostenere un incontro con un genitore del quale ricordano comportamenti violenti; • la gestione di situazioni relazionali complesse, stabilita con decreto dagli organi giudiziari (Tribunale per i minorenni, Tribunale ordinario); • la garanzia di uno spazio protetto e attrezzato per gli incontri probatori, oltre che per l'assistenza al bambino, per la raccolta delle prime informazioni fornite da minore che denunci di aver subito atti o di aver assistito a fatti che possano configurarsi come reato o comunque traumatizzanti, su richesta dell'autorità giudiziaria. • Hanno diritto all’uso della stanza le Forze dell’Ordine, il Tribunale Ordinario, il Tribunale per i Minorenni, l’Università, i Servizi Sociali dei Comuni, i Legali, le Cooperative sociali, etc..


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COLLABORANDO SI LAVORA BENE E MEGLIO! Collaborare assieme sono convinta sia il modo migliore per affrontare molte tematiche, soprattutto quelle relative all’inclusione sociale e all’abbattimento delle barriere, architettoniche e non. E’ con questo spirito che insieme ai Consiglieri Alessio Silvestrini e Francesco Venturini, alle Associazioni Oltre il Muro e Famiglia & Abilità, il 12 maggio scorso abbiamo organizzato La Skarrozzata. Abbiamo invitato amministratori, tecnici e cittadini a mettersi nei panni di “chi è seduto”, provare cosa significa non poter entrare in un negozio perchè vi è un gradino di pochi centimetri che la nostra sedia a rotelle non riesce a superare, provare a trovare il posto auto riservato ai disabili occupato da qualcuno che “è sceso per fare un bancomat”. Il tema dell’accessibilità va ben oltre a quello dell’abbattimento delle barriere architettoniche e va inserito all’interno di un contesto più ampio: quello della rigenerazione urbana ed innovazione sociale. Parlare di accessibilità significa infatti affrontare i temi dell’educazione civica rispetto alle persone con fragilità, ai soggetti più deboli con elevato rischio di emarginazione sociale, all’inclusione di queste persone nella comunità e nei luoghi dove essa agisce (scuole, piazze, esercizi commerciali…), creando una collaborazione costruttiva e sinergica tra coloro che vivono gli spazi e chi li amministra (pubblico o privato che sia). A qualcuno l’iniziativa non è piaciuta e pensa che per fare inclusione basti “metterci i soldi” e che questo sia il solo compito dell’amministrazione. Mi permetto di ag-

giungere che bisogna anche comprendere come investire al meglio i finanziamenti e, per farlo, è necessario conoscere con precisione le problematiche da risolvere: sopralluoghi e confronti con i fruitori dei luoghi sono fondamentali per progettare al meglio gli stessi. I tecnici comunali che progettano e realizzano poi gli interventi per abbattere le barriere architettoniche, devono essere consapevoli di quali sono i problemi e come risolverli e non sempre le persone “in piedi”, seppur molto sensibili e preparate tecnicamente, riescono a vedere precisamente tutte le problematiche che una carrozzina, un anziano e qualsiasi persona con difficoltà motorie, deve affrontare quotidianamente. E’ per questo motivo che io ed i miei colleghi abbiamo fortemente voluto che alla manifestazione fossero presenti tutti gli attori che amministrano e vivono la nostra città: per creare un contesto inclusivo non servono solo i soldi, soprattutto non solo quelli pubblici. Le disabilità sono molteplici e molte famiglie vi convivono, come molteplici sono i luoghi pubblici, come esercizi commerciali e portici, di proprietà di privati cittadini, che a volte semplicemente non conoscono quali possano essere le piccole accortezze da mettere in atto nel proprio locale per renderlo più accogliente per un bambino autistico ed il proprio genitore, o che ignorano che un dislivello di 2 centimetri per una carrozzina può essere un problema e che lo stesso può essere risolto con piccoli accorgimenti tecnici poco onerosi. Ecco il

motivo di un’azione di sensibilizzazione: dare ai tecnici tutti gli strumenti necessari per agire nel migliore dei modi, sensibilizzare i singoli cittadini che occupare “5 minuti” un posto riservato ai disabili crea un problema ad un altro cittadino con i suoi stessi diritti e doveri, creare una sinergia pubblico-privato sensibilizzando e dialogando con le associazioni dei commercianti affinché anche loro ci aiutino a rendere il nostro territorio a misura di tutti. A che punto siamo? Gli uffici stanno aggiornando i piani e realizzando lavori di abbattimento delle barriere architettoniche anche in base a quello che hanno visto il 12 maggio e alle segnalazioni che arrivano dai cittadini (a titolo esemplificativo e non esaustivo vi è la determina n.815 del 23/10/2018); insieme agli uffici comunali siamo alla costante ricerca di bandi di finanziamento per investimenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per processi di inclusione sociale; dialoghiamo con associazioni per creare progetti che portino il tema della disabilità tra i più giovani per favorire quindi l’inclusione rispetto a tutte le fasce d’età; vogliamo costruire percorsi che facilitino l’accesso a diverse discipline sportive del territorio da parte di ragazzi affetti da disabilità (fisiche e non); favoriamo e promuoviamo processi di confronto tra associazioni di categoria quali associazioni a tutela delle persone fragili e commercianti creando così processi pubblico-privato virtuosi. La Skarrozzata non è quindi stato solo una “passerella” ma un modo per affrontare

con ulteriori strumenti problematiche di cui il Comune e l’Amministrazione si occupano da tempo. Per cui grazie ancora agli uffici comunali e alla maggioranza tutta che hanno saputo cogliere l'utilità di questa manifestazione "guardando la nostra città da un punto di vista diverso" e migliorando ancor di più il grosso lavoro già in essere. Grazie a Pietro Martire e all’associazione Oltre il Muro per aver co-organizzato la manifestazione, a Confcommercio per esser stata presente e per continuare a sostenere il progetto e grazie a tutte le persone e associazioni (Famiglia e Abilità onlus, l’Officina della Scherma, l’Associazione Paratetraplegici Nord-Est, l’Associazione La Colonna, Aclicoop, Acli, Centro per la Pace e la legalità Sonja Slavik, la Consulta Assistenza e Sanità) che ci hanno dato una mano il 12 maggio e che continuano a supportarci e a creare insieme a noi nuovi percorsi di inclusione sociale.

Elena Spolaore Consigliera Comunale gruppo Partito Democratico

“SCORCI E VOLTI DI MIRANO” mostra di Marco Tagliaro al Caffè Re d’Italia Marco Tagliaro, di ritorno dall’interessante esperienza di Molfetta, ha deciso di fare omaggio a quella che considera sempre la sua città narrandone una piccola storia, fatta di volti e di piccoli suggestivi scorci colti al volo nella luce dell’autunno. “Scorci e volti di Mirano” è appunto il titolo della mostra che si inaugurerà il 15 dicembre alle ore 18 a Mirano, al Caffè Re d’Italia, per lunghissimi anni gestito dalla famiglia Cavallari, ora da Gianluca Campigotto, che da lungo tempo segue con interesse l’attività artistica di Marco, e dalla moglie Cristina Biancon. Appostato in un angolo luminoso

dello storico caffè con i suoi magici pennelli e il cavalletto, Marco ha per settimane lavorato, fissando giorno dopo giorno, con la tecnica luminosa dell’acquarello, i volti di persone che ci evocano presenze consuete, incontri abituali in una Mirano in cui è ancora facile intessere relazioni. Non poteva esserci luogo più adatto dello storico caffè, aperto sulla piazza da più di 150 anni, e che tante di storie paesane ne ha da raccontare, per fare da sfondo a questa ultima fatica di Marco. Ormai sembrano lontani gli anni in cui vi sostavano i “signori delle ville” e vi si raccoglieva l’élite

paesana, sembrano lontani i racconti di coloro che, venendo dalla campagna, narravano di non osare nemmeno passarci davanti, per paura di essere scherniti. Quello che resta è il fascino di un locale dalla lunga storia, tuttora pulsante di vita, grazie alla sobria eleganza del suo arredo, alla cordialità degli habitués che vi sostano, ai quotidiani fissati ad un’asta, richiamo di un tempo che fu…e all’aroma del Caffè Gambato che da tanti tanti anni costituisce una piacevole caratteristica del locale. In questo luogo Marco Tagliaro si è sentito accolto, in profonda sinergia con

ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA GRUPPO AMICI MICOLOGI MIRANO Iscriviti e partecipa alle attività del Gruppo “AMICI MICOLOGI MIRANO” Se ami la Natura, vieni a conoscerla attraverso la Micologia

INIZIO ATTIVITÀ LUNEDÌ 28 GENNAIO 2019 Apertura Anno Sociale 2019 LUNEDÌ 4 FEBBRAIO 2019 Inizio 39° Corso di Micologia DAL 22 FEBBRAIO Cicli di lezioni su “Le erbe”

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la sua arte e la sua filosofia di pittore en plein air, che non può rinunciare al via vai della gente attorno a sé. Nei suoi ritratti si coglie la preziosità delle linee tracciate nei volti dalla vita, per Marco espressione di bellezza, come lo sono i muri sbrecciati e i riflessi della luce nell’acqua. Nel catalogo che accompagna la mostra, introdotto da una nota illustrativa di Gianna Marcato su “Marco Tagliaro ritrattista a Mirano”, lo sfilare dei ritratti, volutamente tutti della stessa dimensione, ci dice soprattutto che quei volti non potrebbero essere stati ricreati che dai pennelli di Marco.


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Partiamo dai banchi di scuola per formare “Buoni Cittadini” Presso il servizio Multisportello del Comune di Mirano fino al 5 gennaio 2019 sono disponibili i modelli per la raccolta firme per presentazione al Parlamento della proposta di legge di iniziativa popolare “Insegnamento di educazione alla cittadinanza” come materia autonoma con voto, nei curricula scolastici di ogni ordine e grado. Obiettivo: formare cittadini competenti e consapevoli della loro appartenenza alla comunità. L’educazione alla cittadinanza, come indicato nella locandina affissa presso il servizio Multisportello, si articola in sette punti: • • • • • • •

studio della Costituzione; studio del principio di uguaglianza; educazione alla legalità; educazione al rispetto dell’altro; educazione ambientale; educazione digitale; educazione alimentare.

Si parte dalla nostra carta costituzionale, in particolare dai principi fondamentali, tra cui emerge l’articolo degli articoli, segnatamente l’articolo 3 dedicato al principio di uguaglianza con le sue declinazioni quali il contrasto alla disparità di genere, di etnia, di religione. Di conseguenza educazione al rispetto dell’altro, ed educazione alla legalità che implica la conoscenza degli elementi fondamentali di diritto dall’ambito pubblico, quale l’approfondimento del funzionamento delle istituzioni nazionali ed europee all’ambito privato, in particolare il diritto del lavoro. Educazione ambientale come rispetto di sé, degli altri e della comunità in cui si vive. In tema la nostra Costituzione all’articolo 9 garantisce i diritti della bellezza con la difesa del patrimonio e l’ambiente ed è “un unicum” nel panorama costituzionale contemporaneo in quanto le altre nazioni non hanno previsto tale disposizione. Educazione digitale: la condivisione di spazi virtuali che è nel Dna delle nuove generazioni, i così detti “millennians” o “get generation” richiede l’apprendimento di nuove possibilità, ma anche di regole

nell’approccio con la tecnologia digitale. Educazione alimentare per un sano stile di vita, lotta allo spreco con attenzione al consumo di beni fondamentali come acqua, terra, aria. No prediche, ma pillole di valore. No lezioni accademiche, ma coinvolgimento nel vissuto per un vivere consociato responsabile ed attento. La proposta di legge è collegata ad un compleanno importante: la nostra Costituzione, fonte primaria del diritto, entrata in vigore il 1 gennaio1948, ha compiuto 70 anni, ma nei valori e principi fondamentale ha una “smagliante freschezza”: a noi il compito di preservarla ed una firma può contribuirvi. “La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere questa promessa, la propria responsabilità (Pietro Calamandrei)”

Amelia Rita Damato Consigliera Comunale Gruppo PD e Presidente Commissione comunale Affari Generali ed Istituzionali, Attività Produttive e Turismo

La risposta dei ragazzi al degrado? Tirarsi “su le maniche” Giovani al lavoro per 3 giorni per ripulire gli spazi pubblici miranesi Giovani in controtendenza. A dimostrare che l’immagine del giovanotto incivile e menefreghista è solo un pregiudizio, ci hanno pensato loro stessi. La storia è doppiamente bella, perché a dar prova di impegno non sono dei ragazzi “convinti” più o meno a forza ad aderire ad un’attività di qualche istituzione o della scuola, ma ragazzi che liberamente scelgono di darsi a disposizione per 3 giorni per adoperarsi in un servizio di volontariato, qualunque esso sia. E il progetto è ideato e organizzato da un gruppetto di altri giovani ragazzi, del gruppo “Prove di un mondo nuovo” di Mestre, che annualmente mette in piedi l’iniziativa “72 ore con le maniche in su” formando i giovani referenti e proponendo ai propri coetanei l’esperienza. I ragazzi -spesso alla prima esperienza assoluta di volontariato- aderiscono “a scatola chiusa”, ed il servizio che faranno viene loro rivelato solo allo scattare dell’ora zero, il momento iniziale del fine settimana di volontariato. Gli enti che hanno dato la propria disponibilità ad accogliere i ragazzi chiedono loro di aiutarli nelle attività più varie: dalla mensa dei poveri, al servizio agli anziani o ai disabili, alla pulizia di spazi pubblici e parchi, alla raccolta di indumenti e coperte per i senza fissa dimora, al volontariato presso centri per tossicodipendenti o di prevenzione del disagio giovanile. Da anni come amministrazione comunale di Mirano aderiamo al progetto, chiedendo al gruppetto di ragazzi che ci raggiunge di prendersi cura degli spazi pubblici frequentati di loro coetanei. Quest’anno, ho accompagnato i ragazzi e lavorato con loro dal 2 al 4 novembre, in tre aree: il parchetto e campo da basket di via Treviso, quello di via Paganini accanto al Centro Civico Masenello, e l’area lastricata del bacino di via Barche, di fronte ai vecchi Molini di Sotto. I ragazzi, senza risparmiarsi, si sono dati da fare per ripulire da rifiuti, foglie e terra i vialetti, i campetti, i tombini e gli scoli dell’acqua piovana. Ci hanno raggiunto anche l’Assessore Federico Vianello, che ha lavorato con noi

al campetto di via Treviso, e le operatrici del Bel-Vedere Lab, che hanno arricchito l’esperienza di pulizia della area di via Barche con un approfondimento storico e culturale sul passato di quell’area, e sui possibili sviluppi futuri di rigenerazione urbana con attività sportive, turistiche e commerciali per far rinascere l’ambiente delle rive del Muson, non solo per l’area del centro di Mirano. Ringrazio molto i ragazzi per aver dato alla Città questo esempio di dono gratuito del proprio tempo e delle proprie energie: è sempre un simbolo ed un’esperienza molto apprezzata anche dai vicini residenti, molti dei quali si sono fermati chi a ringraziare, chi ad offrire una merenda o un po’ d’acqua. Ringrazio inoltre il Patronato San Pio X che li ha accolti per la notte, le operatrici del Bel-Vedere Lab per aver partecipato dando anche una prospettiva storica e culturale al volontariato, e l’Ufficio Cultura, Sport e Giovani del nostro Comune di Mirano, che insieme all’Assessore Cristian Zara mi hanno aiutato a co-organizzare l’iniziativa.

Alessio Silvestrini Consigliere comunale delegato alle politiche giovanili alessio.silvestrini@comune.mirano.ve.it


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Rigenerare gli spazi urbani sensibilizzando il territorio

Maggior ordine a Mirano con la solidarieta’ e l’impegno civico

Durante quest’ultima estate ho promosso ed organizzato, insieme a diverse associazioni, eventi quali il “Cinema all’aperto” ed i “Violini nel bosco” del Parauro. Di fondamentale importanza, a mio avviso, è la promozione di iniziative capaci di favorire l’incontro tra le persone nei luoghi del nostro territorio. Il successo non sta tanto “nei numeri” bensì nella capacità di valorizzare gli spazi pubblici creando iniziative compatibili con il territorio ed il suo ambiente. Con queste iniziative, gratuite grazie alla sensibilità di aziende locali, siamo riusciti a coinvolgere diverse persone trattando temi sociali importanti. Per la prossima stagione estiva, insieme ad altri consiglieri, l’idea è quella di realizzare un “cinema itinerante”. Un cinema capace di spostarsi nelle frazioni con lo scopo di creare rete, sensibilizzando il territorio a promuovere nuove relazioni sociali. Il progetto non è semplice ma a volte è necessario “lanciare la palla” per poi essere motivati nel raggiungerla. Per questo spero nell’aiuto dei cittadini, delle aziende, delle associazioni… e per chi fosse interessato ad essere coinvolto nell’organizzazione concreta può scrivermi a francesco.venturini@comune. mirano.ve.it.

Durante la Festa dell’Oca ho voluto sperimentare la gestione dei parcheggi con l’aiuto delle associazioni comunali. Nei giorni 10-11 Novembre l’associazione Scout si è presa cura del parcheggio di via Colombo con gli obiettivi di offrire maggior ordine durante una manifestazione che richiama un gran numero di persone, favorire la mobilità sostenibile attraverso la creazione di un’area riservata alle biciclette e promuovere il senso civico dei giovani impegnati nell’attività stessa. Infatti, circa 40 giovani si sono impegnati con grande dedizione nella gestione di questo spazio pubblico. L’associazione Scout in questo modo ha raccolto offerte che finanzieranno delle attività socio-educative. Il feedback ricevuto è stato più che positivo con richieste da parte di cittadini di riproporre il progetto anche per altre manifestazioni miranesi. Per questo, ringrazio sentitamente il gruppo Scout Mirano 12! Le associazioni interessate possono scrivermi a francesco.venturini@comune.mirano.ve.it

Prima serata al Bosco del Parauro con Napea e Legambiente

Francesco Venturini Consigliere capogruppo lista Io scelgo Mirano

Francesco Venturini Consigliere Io scelgo Mirano

TEATRO DI MIRANO: la nuova stagione 2018/2019 Concluse tutte le rassegne, la prosa, il teatro per le famiglie e quello per le scuole, il bilancio per la Stagione 2017/2018 del Teatro di Mirano è stato più che soddisfacente: 6.364 le presenze in platea totalizzate dai tre cartelloni proposti. La rassegna di prosa “La Città a Teatro” ha registrato 2.764 presenze in sala nel corso dei sette appuntamenti proposti, con un tasso di occupazione medio del 98,7%; praticamente una stagione da tutto esaurito, grazie anche ad una campagna abbonamenti chiusa a 351 tessere su 400 posti disponibili, (come nel 2016/2017) a cui è seguito lo stop agli abbonamenti: un limite deciso per poter garantire il posto in sala anche agli spettatori a biglietto. Bilancio positivo anche per “Domeniche a Teatro”, la rassegna dedicata ai bambini e alle loro famiglie, che non si limita a confermare i risultati della scorsa stagione, ma li supera: i quattro appuntamenti domenicali chiudono con 120 presenze in più rispetto al 2016/2017, con una crescita dell’11,8%, per un totale di 1.135 presenze. “La Scuola va a Teatro”, infine, ha coinvolto gli studenti delle scuole miranesi di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia fino agli istituti superiori: sette i titoli proposti, per un totale di 2.465 presenze, un tasso di occupazione medio dell’80%. La campagna abbonamenti per la nuova stagione 2018/2019 ha confermato il felice esito della precedente. Sarà la danza di “Carmen/Bolero”, il 20 novembre, ad aprire il nuovo

cartellone. A seguire Simone Cristicchi con il Teatro Stabile d’Abruzzo e il Centro Teatrale Bresciano il 13 dicembre porta a Mirano “Manuale di volo per uomo”, una favola metropolitana ricca di emozioni, musica e poesia che disegna la mappa geografica dell’anima di Raffaello, il protagonista dello spettacolo. Il 31 gennaio Ambra Angiolini e Matteo Cremon con “La guerra dei Roses”, la durissima storia della separazione tra i coniugi Rose resa celeberrima dall’interpretazione di Michael Douglas e Kathleen Turner diretti da Danny De Vito. Il 14 febbraio, festa di San Valentino, il palcoscenico investiga le “Questioni di cuore” con Lella Costa: i tradimenti, le trasgressioni, le paure, i pregiudizi raccolti nelle “Lettere del Cuore” che gli italiani hanno scritto a Natalia Aspesi su Il Venerdì di Repubblica. Un grande classico shakespeariano arriva il 28 febbraio: l’artista messinese Tindaro Granata sarà protagonista de “La bisbetica domata” diretto da Andrea Chiodi. Ancora grandi classici per “La Città a Teatro”: questa volta il testo risale all’antica Grecia di Plauto, con un “Anfitrione” scritto più di duemila anni fa, riscritto e diretto da Teresa Ludovico per i Teatri di Bari. In scena sei attori e un musicista investigheranno i temi del doppio, la costruzione di un’identità fittizia, il furto dell’identità. La stagione chiude il 28 marzo con la nuova drammaturgia dei Fratelli Dalla Via in “Walter. I boschi a nord del futuro”, produzione

La Piccionaia/Fratelli dalla Via: in un paesaggio naturale che nasconde i segni di un’apocalisse antropocentrica. La Stagione è promossa dal Comune di Mirano, in collaborazione con La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale, Circuito Teatrale Regionale Arteven, Regione del Veneto, Città Metropolitana di Venezia, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Commissione Pari Opportunità del Comune di Mirano. La stagione aderisce alla “Campagna 365 giorni NO" alla violenza contro le donne, e il cartellone dedicato alle famiglie aderisce a “Mirano città delle bambine e dei bambini”.

Renata Cibin Delegata alla Cultura

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PERCHÉ A MIRANO NON SI PARLA DI VIABILITÀ? Come è ben noto a molti, l’amministrazione comunale a guida PD tende ormai da anni ad evitare i problemi e, laddove possibile, tenta di eseguire qualche intervento-spot giusto per calmare le acque qualche mese. Mirano, bisogna ammetterlo, a differenza di altre cittadine, anche limitrofe, non presenta storicamente situazioni insostenibili e di particolare gravità, ma con lo sviluppo dei quartieri residenziali e delle zone industriali incontra una serie di problemi che meriterebbero maggiore attenzione onde evitare spiacevoli peggioramenti nei prossimi anni. Come abbiamo già più volte scritto, l’esempio lampante di questo primo anno di nuova amministrazione Pavanello è stata la perdita di servizi; proprio in questi giorni sono uscite alcune notizie sulla stampa locale che spiegavano come il Comune di Noale si stia adoperando per avere nuove strutture e servizi a disposizione per la cittadinanza in seguito al trasferimento da Mirano del consorzio Acque Risorgive. La situazione del capolinea Actv è sotto gli occhi di tutti, se da una parte Dolo può vantare un punto “Vela” di vendita biglietti e altri prodotti, Mirano non solo non ha più una biglietteria, ma ha una “stazione” completamente abbandonata a sé stessa: chiuso il bar, chiusa la biglietteria, poche informazioni e molto sporco. Una città di quasi 30 mila abitanti non meriterebbe qualcosa di più?! Il punto peggiore (al momento) Pavanello & co. lo hanno raggiunto però questa estate-autunno con le loro folli ordinanze sulla viabilità: via Dante, via Varotara (via Marini) e via Scortegara. Se nel caso di quest’ultima la chiusura si è resa necessaria per il rifacimento totale del ponte (si doveva proprio aspettare il periodo del Natale con la confusione dei centri commerciali in via Cavin?! Alternative alla viabilità non c’erano?!), per gli altri due tratti di strada non si capisce proprio la volontà del Comune e perché sia stato spinto a fare questa scelta. Il tratto di via Varotara era così trafficato e pericoloso da rendersi necessaria una totale chiusura? Credo che ogni cittadino sulla base di questi presupposti possa chiedere in Comune la chiusura del tratto di strada dove abita, così giusto per non avere il noioso rumore del traffico e ridurre l’inquinamento fronte la propria casa. Per quanto riguarda via Dante, durante un incontro pubblico del 13 ottobre, abbiamo sorprendentemente capito come il Sindaco Pavanello, a dispetto di quanto si possa pensare, non solo ha scontentato i numerosi cittadini di Mirano, ma ha fatto arrabbiare negli anni anche i molti residenti della via. Da un marciapiede inesistente, ad una pista ciclabile vergognosa fino ad un problema di velocità delle auto che mai è stato risolto se non con una improbabile ZTL serale che nessun effetto ha portato. Lecito è quindi domandarsi perché il Sindaco presta così tanta attenzione al tratto di via Dante nord (il tratto a sud continua a soffrire di moltissimi problemi). Ha prestato così tanto interesse che sta finendo per scontentare tutti: residenti di via Dante che non gli vengono risolti i

problemi che hanno e tutti gli altri cittadini del comune che si sentono trattati come cittadini di Serie B. L’ultima, in ordine di apparizione delle follie PD, è la totale eliminazione degli stalli parcheggio presenti sempre nel breve tratto di via Dante nord, così da rendere ancora più difficile il lavoro di quelle 7 – 8 attività commerciali che tengono vivo il quartiere e che sono ormai insediate lì da anni. In termini di parcheggi sbagliati poi basta ricordare i sensi unici di via Wolf Ferrari e via Mascagni dove è stata predisposta una viabilità quanto meno fantasiosa (i parcheggi sono fatti nel senso sbagliato, a sinistra al posto che a destra) e contraria alla volontà degli abitanti del quartiere. Noi non abbiamo di certo la soluzione ottimale in tasca per risolvere tutti i problemi di viabilità, dovremmo essere dei maghi per accontentare tutti e non scontentare nessuno però è da 6 anni che ci mettiamo a disposizione della Giunta per risolvere i problemi e portare le nostre idee in una possibile tavola rotonda dove si possa discutere del traffico di Mirano. La gestione della viabilità si sa, comporta molte liti e molti malumori, ma il dato che in questi mesi risalta all’interno del Consiglio Comunale, è che nonostante le molte sollecitazioni di cittadini, associazioni e comitati, nessuno, ripetiamo nessuno della giunta comunale ha mai pensato di interessarsi al problema e di, perlomeno, tentare di discuterne. Il PUM, Piano Urbano Mobilità (o PUMS se sostenibile), è un piano che nelle intenzioni dovrebbe regolare e prevedere gli scenari del traffico per un periodo di riferimento di 10 anni, con la Giunta Pavanello Mirano non ce l’ha e non lo vuole! Le idee e i progetti ci sono e si possono sviluppare, serve però una amministrazione e un Sindaco coraggiosi e determinati nel volere rendere Mirano ancora più vivibile. Per ora, purtroppo, da Pavanello solo silenzio.

Andrea Tomaello – Matteo Cappelletto andrea.tomaello@comune.mirano.ve.it matteo.cappelletto@comune.mirano.ve.it Consiglieri comunali Lega Mirano

Informazione, comunicazione, confronto. Aspetti fondamentali verso una comunita’. Per le sere di Venerdì 23 e lunedì 26 novembre veniva convocato Consiglio Comunale. La motivazione per cui ne sono stati indetti due riguarda il fatto che il numero delle mozioni, interrogazioni e gli argomenti di cui l’attuale amministrazione deve rispondere alla comunità, sono troppi e non sarebbe stato possibile espletarli in un’unica sessione. Tenendo presente che, senza alcun motivo apparente, è da quasi due mesi che non veniva convocato un Consiglio Comunale a Mirano, punto saliente di questi incontri sarà sicuramente la circolare a firma del Ministero Economia e Finanze (MEF) del 3 ottobre, nella quale si concede la possibilità alle città metropolitane, province e comuni di utilizzare entro il 31/12/2018 gli avanzi di amministrazione. La circolare è chiara: l’utilizzo dell’avanzo può essere solo per gli “investimenti” e il Comune di Mirano ha a disposizione 9 milioni di Euro. Dal 3 ottobre, giorno in cui è uscita la circolare, abbiamo dovuto attendere il 26 novembre, perchè l’attuale amministrazione si decidesse a spiegare alla comunità miranese come intende impiegare questi soldi. Nonostante le sollecitazioni da parte dell’opposizione, non gradite dalla nostra Signora Sindaco, attraverso una mozione depositata e una richiesta delle opposizioni di Consiglio per formare un gruppo di lavoro e affrontare la progettazione delle opere prioritarie da realizzare, abbiamo dovuto attendere quasi due mesi. Rispetto ad una discussione su possibili progetti prioritari che Mirano attende da anni, la risposta dell’attuale amministrazione è semplicemente elencare, come dato di fatto, le decisioni di investimento. Sembra proprio che la maggioranza che oggi conduce l’amministrazione comunale di Mirano non sia interessata al confronto, al dialogo aperto. Non comunica, passo passo, quali siano le scelte da adottare e i progetti su cui investire. La prassi scelta dall’attuale amministrazione è quella di decidere in totalte autonomia e a camere chiuse. Scelte amministrative mi si potrebbe ribattere. E certamente non voglio criticarle nel merito. Il mio sdegno arriva dalle modalità in cui tutto questo accade. Se richiedere un tavolo di lavoro, se voler essere proattivi nell’interesse pubblico, se voler essere presenti come opposizione nella cosa pubblica si semplifica in un ”l’opposizione fa perdere tempo all’amministrazione…”allora la mia idea di politica come servizio è sicuramente molto lontana da quella della maggioranza di questa amministrazione. Il servizio ai cittadini, il lavoro di chi riveste incarichi pubblici, è una responsabilità ardua e senza sosta. Un lavoro costante che deve essere svolto insieme alla cittadinanza. È mia ferma convinzione che i cittadini debbano sempre essere informati dell’operato della pubblica amministrazione, con puntualità e in dialogo costante con le istituzioni. Un diritto che va alimentato anche attraverso un continuo e aperto confronto con i miranesi, volto ad informare, ad approfondire o anche a chiarire il proprio operato.

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Maria Giovanna Boldrin Consigliere comunale di opposizione (Lista evoluzione Mirano; Lista Mirano 5.0; Forza Italia)


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Buone Feste!

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Alessandra Rampazzo, miranese, classe 1986, dottore di ricerca e architetto titolare dello studio A+M2A vive e lavora a Venezia. HALF MARATHON DES SABLES FUERTEVENTURA Diario di bordo Negli anni ho imparato che la caparbietà costituisce il vero segreto per raggiungere gli obiettivi prefissati. Un approccio talvolta anche un po’ testardo caratterizza quello che sono oggi: architetto titolare dello studio A+M2A a Venezia, dottore di ricerca, collaboratore alla didattica all’Università e membro della redazione di una rivista di architettura. Il tempo che mi resta per gli allenamenti è davvero poco, eppure lo spirito con il quale affronto le sfide di ogni giorno mi ha permesso di raggiungere interessanti obiettivi anche nella corsa. Sono una runner a livello amatoriale -fino a due anni fa non correvo neppure- ma da sempre una sportiva appassionata. La motivazione, inoltre, rende realizzabili obiettivi anche apparentemente molto distanti. Per di più, nel vedere il mio fidanzato (un po’ pazzo!) affrontare gare estreme e assistere da vicino alla loro preparazione, ho realizzato di volermi mettere nuovamente alla prova con obiettivi sempre più difficili, una sfida da affrontare su un duplice binario: nella preparazione nel combinare l’intensità degli allenamenti con il ritmo già frenetico delle mie giornate da architetto e durante la gara, quale donna, tenendo in considerazione anche aspetti per i quali i runners uomini non devono preoccuparsi. Il vero traguardo sarà la Marathon des Sables, la corsa a tappe nel deserto marocchino con i suoi 250 km che si terrà l’aprile prossimo. Nel frattempo a settembre ho avuto il primo approccio con la corsa sulla sabbia nella Half Marathon des Sables a Fuerteventura. Tre tappe per 120 km complessivi in autosufficienza che hanno previsto un allenamento del tutto particolare: una pedicure che rende i piedi gialli, correre con uno zaino sempre più pesante, vesciche, una montagna di vesciche … Ecco a voi il mio diario di bordo. Giorno 1

Atterro sull’isola di Fuerteventura e all’uscita dall’aeroporto un bus accompagna gli atleti al resort. E’ qui che trascorreremo l’ultima notte prima che la corsa abbia davvero inizio. Raggiungo la mia camera, deposito i bagagli e con lo zaino riempito come previsto dalle regole dell’evento (minimo 5 kg di peso) mi reco laddove sono in corso le operazioni di registrazione, di controllo tecnico dei materiali e della documentazione medica. Al termine della procedura ho finalmente il mio numero di pettorale (da attaccare sia sulla t-shirt sia sullo zaino) e due bottiglie di acqua: comincia l’autosufficienza! Per cena il buffet offre carboidrati a volontà, necessari per accumulare energia per i giorni successivi. E’ dura, però, essere italiani di fronte ad una pastasciutta spagnola. Giorno 2 - Tappa 1

La colazione anticipa l’alba, poi zaino in spalla e tutti ad aspettare il bus che ci porterà alla partenza. Una volta raggruppati vicino all’arco gonfiabile accendiamo il trasmettitore GPS fornito per registrare il tracciato ma soprattutto utile a dare l’allarme in caso di necessità. Dopo alcune informazioni organizzative da parte del race director scatta il via! La partenza è sulla spiaggia e dopo un chilometro siamo già nel deserto. Quando il gruppo di runners comincia ad allungarsi, è possibile più facilmente godere dello splendido paesaggio. Chilometro dopo chilometro il suolo cambia la sua natura sotto ai nostri piedi: sabbia scura, roccia compatta, pietrame e finissima sabbia bianca. E’ meraviglioso a tal punto che la fatica sembra sparire non appena si alzano gli occhi e si scorge la natura tutt’intorno! Al traguardo si raggiunge il bivacco: un’interessante composizione di piccole tende disposte a gruppi circolari di sei. Ciascuna di esse ha un numero, che corrisponde al tuo pettorale. Con l’assegnazione arriva anche una tanica da 5 litri di acqua, che dovrà bastare fino al giorno successivo. Raggiungo la mia tenda n. 257 e conosco i miei compagni di avventura. La prima tappa non è che l’inizio, i primi 24 chilometri. All’indomani inizia la gara, quella vera: la tappa più lunga, 66 chilometri! Giorni 3-4 - Tappa 2

Il percorso conta 66 km. Poiché non ho mai raggiunto una tale distanza, decido di ricavare un tempo di riferimento facendo una proporzione rispetto al giorno precedente: saranno necessarie almeno 14 ore. Una lunga giornata, dunque. Alle 6.30 il bivacco si sveglia, tutti si preparano. L’umidità della notte ha bagnato tutto. Per fortuna ho portato le scarpe dentro

la tenda, penso. Il giorno prima il vicino di tenda aveva provato a mettermi in guardia sull’elevata umidità che avremmo dovuto combattere durante la notte, ma il mio primo pensiero è stato “peggio di Venezia non può essere”. Il gocciolare continuo sulla faccia all’interno della tenda è servito immediatamente a farmi ricredere. Colazione “in busta” e via, pronti per partire. La tenda resta al bivacco ad aspettare, ma la si deve lasciare vuota. Tutto ritorna dentro lo zaino: materassino, sacco a pelo, il cibo dei prossimi giorni e il materiale di primo soccorso. Ore 9.30: si parte. Qualche chilometro di dune sabbiose ci introduce alla spiaggia, dove cominciano interminabili 13 km di sabbia, morbida per lo più, leggermente più compatta sul bagnasciuga. Provo a correre per qualche chilometro poi mi arrendo e comincio a camminare. Come me, molti altri. Percorsi i primi 20 chilometri guardo l’orologio e mi accorgo che sono già passate più di 4 ore. Dopo la spiaggia il percorso comincia a salire, non più sabbia ma roccia e pietrame. Meglio, ma il dislivello e il caldo cominciano a farsi sentire. Si sale e si scende di continuo, tra sterrato, pietrisco e ghiaia. Si sale fino ad un passaggio dove si può ammirare l’oceano da entrambi i lati dell’isola. Bellissimo! Anche perché da questo punto comincia la discesa e si può finalmente correre di nuovo. Ma non è finita. Spiaggia ancora e stavolta all’imbrunire. Preparo la mia lampada frontale. Quando è il momento di accenderla, la foschia che viene dal mare mi obbliga a tenerla in mano per riuscire a vedere qualcosa. La rimetto sulla fronte quando comincia di nuovo la salita. È buio e non c’è nessuno con me: in alcuni momenti è affascinante, in altri mette un po’ di paura. La cosa più difficile è seguire le bandierine che segnalano il percorso. Non tutte sono riflettenti e con il vento molte si attorcigliano su loro stesse e diventano ancor meno visibili. In cima decido che ho bisogno di sedermi e chiedo ai medici di prendersi cura dei miei piedi. Due vescichette, nulla di che, ma che bello star seduti su una sedia dopo 55 km! Dopo l’ultimo posto di controllo continuo a essere sola. Dune sabbiose mi aspettano fino all’arrivo. A qualche chilometro dalla fine la lampada esaurisce le batterie e si spegne. Quelle di riserva le ho (sono obbligatorie) ma decido che non ho voglia di fermarmi e rovistare nello zaino. Prendo l’iPhone e procedo con quello. Ah, questa tecnologia!!! Dopo 14 ore e 5 minuti taglio il traguardo. Sono le 23.35. Il bivacco è mezzo vuoto e chi già c’è cerca di riposare. Prendo i miei 10 litri d’acqua e procedo verso la mia tenda. Raggiungo il mio “cerchio” n.47 del bivacco e mi guardo intorno: ci siamo quasi tutti. Bravi! All’indomani inizia la pacchia! L’intera giornata è a disposizione per riposarsi e stare in compagnia. Non è importante che lingua si parli, lo sport e il sacrificio fatto tiene tutti uniti. Ci si sente come in un grande team, dove aiutarsi è la parola d’ordine. È decisamente una bella sensazione, che rende così diversa e così speciale questa gara. Giorno 5 - Stage 3

Restano appena 22 km per poter tagliare il traguardo, quello che mette fine a quest’avventura. Lo zaino si è decisamente alleggerito: il cibo, che costituisce il peso maggiore è stato consumato e non restano che poche cose. Comprimere il sacco a pelo fino all’ultimo centimetro per risparmiare spazio non è più importante. La stessa “leggerezza” è anche nella testa: 22 km sembrano ormai nulla. Il terreno sarà per lo più compatto, il che costituisce un grosso vantaggio, ad eccezione di alcuni chilometri sulle rocce vulcaniche, su cui bisogna prestare invece la massima attenzione. Ma ciò significa che si può correre, se le gambe lo accettano. La linea di partenza è distante dal bivacco. Partiamo tutti a piedi per una camminata di quasi 3 km e raggiungiamo il bus per il

trasferimento alla partenza vera e propria. Il via è previsto alle 10.00. Le gambe incredibilmente non sono stanche: il giorno di riposo è servito. Se confrontata con le tappe precedenti, quest’ultima non offre scenari strepitosi ma presenta un’insidia in particolare: il caldo. Il tracciato attraversa distese rocciose scure, non c’è ombra e il mezzogiorno con il sole a picco è vicino. Le piccole rocce vulcaniche scure meritano un’attenzione particolare ad ogni passo, ma nonostante questa difficoltà il contachilometri procede veloce, il che è un sollievo. Il percorso all’ultima salita si apre verso una vista magnifica: l’oceano con i 2 chilometri che restano per raggiungere il traguardo. Si mette il turbo: la discesa è presto fatta e riesco a correre (non so ancora come) anche le ultime centinaia di metri sulla spiaggia! All’arrivo ci sono tutti i compagni di avventura! Che bello riabbracciarli! Alcune foto di rito e un tuffo nell’oceano, anticipano la tanto agognata doccia ed il ritorno al cibo normale. Questa prima parte della mia storia verso la Marathon Des Sables del prossimo anno è terminata, ma restano indelebili straordinari momenti di condivisione. E’ un’esperienza alla quale non si può e non si deve certamente arrivare impreparati, ma la bellezza di questa gara sta nel fatto che, seppur nella sua difficoltà, permette a tutti, uomini o donne, di sedici o settant’anni, magri oppure più robusti, in modi diversi e con esperienze altrettanto differenti, di affrontare la sfida e di portarla a termine. E con ciò portare con sé non solo il significato del risultato ottenuto ma ancor più il ricordo delle persone che si sono incontrate, le più incredibili, che diventano subito amici, aperti alla condivisione, sorridenti e pronti ad aiutarti in ogni momento. Sono proprio i rapporti tra le persone, nelle loro più ampie sfaccettature, che legate nello sport e nella fatica costituiscono le mie memorie più importanti. Credits fotografici: Ph. Diego De La Iglesia – TRAILCYL Ph. Francesca Vinci


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Approvato il progetto pista ciclabile di Via Caltana Lo scorso 13 novembre è stato approvato dalla Città Metropolitana il primo atto ufficiale di approvazione della pista ciclabile di Via Caltana. Con soddisfazione, infatti, ho approvato assieme agli altri consiglieri metropolitani la variazione al bilancio 2018 della Città Metropolitana che prevede il finanziamento della progettazione della pista ciclabile di Via Caltana entro la fine dell’anno in corso e la previsione della sua realizzazione nel Documento Unico di Programmazione 2019 – 2021. Questo importante risultato rappresenta uno dei frutti del lavoro che ho fatto in questi due anni da consigliere metropolitano, prevedendo l’inserimento dell’opera tra quelle realizzabili già nel 2019. È oltretutto comprensibile la mia soddisfazione nell’approvare la pista ciclabile se si considera che nella fase di programmazione ho gestito il tutto senza nessun supporto da parte degli altri rappresentanti del nostro territorio, con il solo sostegno dei genitori e cittadini di Scaltenigo che hanno organizzato in primavera una importante petizione di firme. Rileggendo alcuni commenti dello scorso marzo, per molti la proposta sembrava irrealizzabile mentre oggi è diventata realtà. Come consigliere metropolitano, unico per tutti i comuni del miranese, posso testimoniare ai nostri cittadini che, anziché fare promesse per poi non mantenerle, l’ente provinciale di cui faccio parte ha dimostrato con i fatti il proprio impegno verso il nostro territorio. Questo si pone in netta contrapposizione con l’attuale amministrazione comunale di Mirano che ha promesso

innumerevoli opere e non ne ha realizzato neanche una. In campagna elettorale era stato sbandierato, ad esempio, l’avvio dei lavori di ampliamento della Caserma dei Carabinieri di Mirano o l’installazione di video sorveglianza ma nulla ancora è stato fatto. L’attuale amministrazione Pd, guidata dalla Pavanello, ha affermato più volte - a parole - la priorità della realizzazione della pista ciclabile di Via Scaltenigo di competenza del nostro comune, ma quando il sottoscritto ad inizio anno ha presentato un emendamento al Bilancio comunale per far partire la sua progettazione, seguendo tra l’altro le stesse modalità utilizzate per la pista ciclabile di Campocroce ora in fase di realizzazione, la maggioranza ha votato contro impedendo la realizzazione dell’opera. Anche sul fronte delle opere complementari al passante, che il sottoscritto tra l’altro ha fatto inserire tra le “Linee di programma” del piano strategico della Città Metropolitana di Venezia 2019-2021 in fase di approvazione, la maggioranza del Comune di Mirano risulta ancora latitante. Per anni, infatti, la maggioranza a guida Pavanello non ha affrontato adeguatamente la questione. L’unica mossa prodotta, rivelatasi poi fallimentare, è stato presentare un ricorso al TAR con l’esito di ottenere una sonora bocciatura. Tra i rilievi contenuti nella sentenza contro il nostro Comune, spicca certamente l’assenza di progettazione che la maggioranza di sinistra non ha mai voluto iniziare. Per la progettazione delle opere complementari al Passante, infatti, pur avendo a disposizione

uno stanziamento di 380.000 dalla Regione, l’attuale maggioranza nel consiglio di fine novembre scorso ha deciso ancora una volta di rinviarne al futuro la spesa. Questo dimostra la non volontà di procedere con la progettazione delle opere, anche dopo che i giudici del TAR ne avevano richiamato la necessità di farlo. Questo comportamento penalizza oltre modo i cittadini di Mirano alla luce della recente circolare n. 25 del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Quest’ultima circolare, infatti, consente “l’utilizzo degli avanzi di amministrazione per investimenti da parte degli enti locali per l’anno 2018”, che per Mirano si aggirano sui 10 milioni

ne di casa. Altra azione estremamente efficacie è rappresentata dal recente e consistente incremento dell’organico delle forze dell’ordine destinato al nostro territorio. Se questo è ciò sta portando avanti l’attuale governo nazionale, pur se insediato da poco, altrettanto non si può certamente dire per l’amministrazione comunale di Mirano. Infatti, pur avendo fatto ripetuti proclami e comunicati stampa, la situazione del nostro comune è praticamente invariata da anni. I ladri certamente aumentano il loro daffare mentre l’amministrazione sta a guardare. Cito solamente uno degli innumerevoli interventi fatti dal Sindaco Mariarosa Pavanello e riportato dalla stampa ancora durante la scorsa campagna elettorale: “ufficializzato l’avvio dei lavori per l’ampliamento della caserma dei carabinieri” e ancora “l’istallazione delle telecamere nelle principali strade d’accesso alla città è ormai prossima”. In realtà, pur a distanza di più di un anno, tutti possiamo notare che non è stato avviato nessun ampliamento della nostra caserma dei carabinieri in quanto le procedure prevedono un iter burocratico che sarà ancora molto lungo. Peggio ancora è la questione videosorveglianza che, diversamente dalla caserma, dipende praticamente solo dalla nostra amministrazione. Infatti, già dal 2015 il nostro comune disponeva di un finanziamento regionale sui “distretti del commercio” per 65.000 euro da spendere per la videosorveglianza, ma la nostra

Giorgio Babato

foto del Consiglio Metropolitano del 13 novembre scorso durante l’approvazione della DUP che contiene la pista ciclabile di Via Caltana

Emergenza furti nel Miranese L’emergenza furti nel miranese è una triste realtà ormai da molti anni. Le pagine di cronaca riportano tristemente, con frequenza quotidiana, furti e violazioni continue delle proprietà private a tutte le ore del giorno e con modalità sempre più sfidanti per i residenti. La triste conseguenza è il crescente timore e senso di insicurezza anche all’interno delle proprie abitazioni, in particolare con riferimento alle persone più deboli come i figli e gli anziani. I cittadini, al riguardo, hanno accolto con favore la recente riforma sulla legittima difesa dal momento che la parte lesa risultava generalmente sfavorita rispetto ai rapinatori, tra l’altro spesso impuniti. La riforma, infatti, si propone di ampliare l’ambito di applicazione della legittima difesa ed introduce una sorta di presunzione di legittima difesa “domestica” in caso di violazione di domicilio - e al domicilio viene espressamente equiparato ogni luogo ove si esercita attività commerciale, professionale o imprenditoriale. All’interno delle mura domestiche e nei luoghi di lavoro quindi, chi respinge l’intrusione da parte di una o più persone “posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica”, si considera sempre in condizione di legittima difesa in quanto quest’ultima si presume “sempre” proporzionata all’offesa. Tale previsione mira ad eliminare ogni residuo spazio di discrezionalità da parte del giudice nella valutazione della proporzionalità tra la difesa e offesa che spesso tutelava più l’intruso che il padro-

di euro, a condizione che l’amministrazione disponga dei progetti delle opere da realizzare. Se ad inizio anno, la Pavanello e la sua maggioranza avessero accettato la precisa e circonstanziata proposta del sottoscritto di progettare la pista ciclabile di Via Scaltenigo, ora sarebbe stato possibile realizzarla. Non disponendo l’amministrazione comunale delle necessarie progettazioni, i cittadini di Mirano purtroppo non potranno vedere realizzate opere sul proprio territorio per un valore pari ai fondi per investimento di cui Mirano dispone e che potrebbero arrivare fino a circa 10 milioni di euro.

amministrazione non è stata in grado di utilizzarlo per la sicurezza entro la scadenza del 2017. Altra questione è la scelta promossa dai sindaci dell’Unione di dotare la polizia municipale della pistola per organizzare dei turni serali a difesa dei cittadini. Ad oggi però non sono state né acquistate le pistole né sono stati organizzati i turni serali. È necessario precisare che l’obiettivo del sottoscritto non è certo quello di fare una sterile polemica ma stimolare una azione concreta ed in tempi rapidi perché fuori della porta dei cittadini di Mirano il pericolo purtroppo è sempre in agguato.

Giorgio Babato

LA SCUOLA: PUNTO DI AGGREGAZIONE PER IL TERRITORIO La scuola rappresenta il luogo dove i nostri figli apprendono le nozioni e le competenze che contribuiscono a formare la loro personalità e contribuisce a sviluppare le attitudini che eserciteranno da grandi nel mondo del lavoro, nella società. La scuola costituisce un punto di aggregazione per il territorio e un punto di incontro tra le famiglie. Proprio la relazione tra la scuola e la famiglia sta assumendo oggi una valenza sempre più importante. La domanda crescente dei genitori consiste nel poter disporre di tempi che siano in sintonia con le necessità familiari e lavorative. In particolare per la scuola primaria, è sempre più frequente la richiesta di potenziare i servizi di apertura anticipata al mattino e la disponibilità del tempo pieno pomeridiano. Anche sulla base di questi parametri, oltre all’offerta formativa, le famiglie scelgono dove iscrivere i figli. Nel nostro territorio la carenza di flessibilità di orario e di tempo pieno è la causa della scelta di molti genitori di iscrivere i propri figli su plessi scolastici dei comuni vicini. Indubbiamente questo comporta una frattura per gli alunni e per le loro famiglie con il proprio territorio di residenza. Le istituzioni hanno il compito di cogliere queste necessità e attivarsi per dare una risposta ai propri cittadini. Come segnalato, l’aspettativa è che sia possibile attivare forme di flessibilità all’entrata al mattino e ulteriori classi a tempo pieno. Un esempio per tutti è il plesso di Scaltenigo, dotato di una sala mensa molto spaziosa, di una palestra, di parcheggi e di un parco invidiabili. L’attivazione in questo plesso di classi a tempo pieno già dal prossimo anno scolastico 2019/2020 eviterebbe la fuga di molti alunni delle frazioni verso le scuole di Cazzago e di Marano. Giorgio Babato


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I nervi scoperti della sanità veneta: mancanza di medici ospedalieri e di famiglia e liste d'attesa Negli ospedali si sente e si tocca con mano la carenza di medici specialisti e già da qualche estate assistiamo alla chiusura temporanea di reparti ospedalieri per l'impossibilità di garantire gli standard quantitativi con personale ridotto (ferie). Ma è allarme anche sul fronte medici di famiglia ! Si stima che nei prossimi anni, in Italia, andranno in pensione 45.000 medici ( 30.000 ospedalieri e 15.000 di famiglia .Solo nel Veneto perderemo 1135 medici di famiglia fino al 2020, e diventeranno 2300 negli anni successivi ) I numeri sono inquietanti se si considera che nei prossimi 5/7 anni ben 14 milioni di Italiani potrebbero rimanere senza medico di famiglia ! Intanto salgono le criticità anche per gli infermieri, gli OSS, e gli amministrativi (si calcola la mancanza di 70.000 infermieri nei prossimi 5 anni ). Da più parti si afferma che bisogna valorizzare le professioni mediche e sanitarie, integrare medici di base, pediatri di libera scelta e medici ospedalieri, ma non si tiene conto che il drammatico problema degli organici e i massacranti orari di lavoro negli ospedali, stanno mettendo a rischio la tenuta del sistema sanitario nel suo complesso .Di questo passo, nonostante il ns Presidente Zaia continui a dichiarare che la sanità veneta è un'eccellenza, la situazione è sempre più critica e presto sarà vera emergenza sanitaria ! In Veneto mancano i medici specialisti ( siamo già in carenza di oltre cento medici di medicina d'emergenza, mancano cardiologi, radiologi, anestesisti, biologi ecc e in tutti i settori, i numeri non sono sufficienti a coprire il fabbisogno. Prima di parlare ,Zaia dovrebbe fare un giretto nei nostri ospedali, ascoltare il personale,capire che l'eccellenza è fatta sulla pelle dei pochi medici, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari che, col loro lavoro riescono a mandare avanti i loro reparti, nonostante i pensionamenti e i concorsi andati a vuoto, nonostante le attrezzature obsolete e spesso mancanti !

L' assessore Coletto della Regione Veneto, ha ribadito la necessità di aumentare le borse di studio perchè in Italia oggi si laureano circa 10.000 medici all'anno e se ne specializzano 6/7 mila. I medici che non si specializzano, non possono esercitare, così i giovani vanno all'estero, e negli ospedali si hanno medici sempre più anziani, senza un ricambio che possa garantire una copertura dei turni. Le guardie mediche notturne coprono più reparti e specializzazioni diverse, si usano medici con contratti di collaborazione, medici in pensione,o nei casi più fortunati, si fa ricorso ad appalti con cooperative esterne. E pensare che un tempo, guardie e notti non si facevano più dopo i 50 anni, i turni più pesanti venivano coperti dai medici appena assunti, ora invece si inizia la professione con guardie e notti e si termina la carriera allo stesso modo, con orario di lavoro che arriva alle 50 ore settimanali, andando in pensione a 67 anni e 7 mesi di età, visto che la professione del medico non è stata riconosciuta lavoro usurante! Questi carichi di lavoro così pesanti, la mancanza di medici specialisti, il turn over non sostituito, non permettono di avere un servizio efficiente e sono causa di grande stress a chi deve garantire l'assistenza sanitaria. Per questi motivi ci sono medici che lasciano il lavoro prima dei raggiunti limiti di età e scelgono di andare nelle cliniche e negli ambulatori privati. ( Nei primi sei mesi di quest'anno, in Veneto sono stati 50 i medici ospedalieri che sono passati dal pubblico al privato) E' stato rilevato che un medico su tre lascia l'ospedale per motivi diversi ( paura dell'innovazione tecnologica, peggioramento delle regole pensionistiche, dimezzamento dei posti da primario con demotivazione per la carriera ecc) ma al primo posto c'è sempre forte stress e difficoltà di offrire un servizio efficiente e di qualità. La sanità veneta è un'eccellenza ma si continua a lasciare che gli ospedali pubblici si svuotino a favore delle strutture private, di cui subiscono la

concorrenza! In questi giorni in Commissione Sanità del Veneto si è aperto il dibattito sull'idea di creare equipes itineranti, mantenendo aperti gli ospedali, ma senza assumere personale( che è invece il vero nocciolo della questione) Non si tiene in conto che quando un bravo medico lascia l'ospedale e va nel privato, i pazienti tendono sempre a seguirlo, specie se la struttura privata garantisce professionalità, parità di costi (a volte il ticket è inferiore di quello ospedaliero ), celerità e tempi certi delle prestazioni! E qui entriamo nell'altro grave e annoso problema dei nostri ospedali: le liste d'attesa. L'allungamento dei tempi d'attesa per visite specialistiche è una delle grandi piaghe della sanità; molti direttori generali e lo stesso Presidente Zaia hanno cercato di contenerle e di ridurle, ma fino ad oggi con scarsi risultati. Si era deciso che tutte le richieste devono riportare la classe di priorità, cioè il tempo massimo entro il quale la prestazione deve essere erogata (10,30,60,90,180 giorni) e l'Azienda indica anche la struttura nella quale garantisce il rispetto dei tempi .Lo specialista deve assicurare la presa in carico del paziente e prescrive e prenota gli accertamenti successivi. Lungi dal voler parlare delle liste” taroccate” nella nostra Ulss, ( perchè ci sono gli organi preposti a fare chiarezza e giustizia se ci sono stati degli sbagli), ricordiamo che già dal 2010 il Piano nazionale di governo delle liste d'attesa definisce 58 prestazioni tra visite specialistiche, esami diagnostici ed interventi chirurgici per le quali le ASL e gli ospedali devono indicare i tempi massimi di attesa, con precise rendicontazioni. La Regione Veneto, presentando un report da gennaio 2017 ad aprile 2018, ha dato una visione parziale del problema e la consigliera reg.le Cristina Guarda ha rilevato la poca trasparenza della Regione Veneto nella compilazione. Centinaia e centinaia sono le segnalazioni di cittadini al Cup, all'Urp, ai medici di base, ai Tribunali del malato,in cui si lamentano prestazioni non

eseguite entro i tempi o ancor peggio mai eseguite magari in attesa della chiamata con la lista di galleggiamento (altra bella invenzione). Quest'ultima si ha quando il Cup, non riuscendo a rispettare le date contenute nella prescrizione del medico, in sede di prenotazione, comunica al paziente che sarà ricontattato il prima possibile, e magari egli non riceve alcuna chiamata. In questo modo si nega il diritto alle prestazioni sanitarie e i livelli essenziali non vengono garantiti, anzi la sanità pubblica viene vista con sfiducia e chi può, ricorre alle prestazioni del privato! Ma la cosa più grave è che chi non può permettersi la struttura o lo specialista privati per motivi economici, finisce per rinviare l'esame e spesso rinuncia a curarsi! Anche se da più parti si tende a minimizzare, il problema delle liste d'attesa c'è ed è veramente grave per certe categorie di pazienti. Bene fanno i Tribunali del malato a sollevare la questione, citando le migliaia di segnalazioni di non rispetto dei tempi d'attesa ed invitando i cittadini a denunciare sempre! La sanità pubblica non può essere ostacolo per l'accesso alle cure, meno che mai per le categorie più deboli.

Annamaria Tomaello Coordinatrice “Insieme per il bene comune”

L’associazione Volontari Ospedalieri Avo di Mirano in cammino Si sta per chiudere il 2018 e viene spontaneo il desiderio di fare un primo bilancio dell’anno trascorso. E’ stato un anno impegnativo che ha visto l’Associazione, presente con i suoi 80 iscritti, in tutte le manifestazioni ufficiali organizzate in questi mesi: • Giornata del malato, l’11 febbraio, con dono-ricordo a tutti i degenti; • Giornata del volontariato, in piazza Martiri, alla terza domenica di maggio; • Giornata degli sguardi, presso gli istituti superiori, al termine dell’anno scolastico; • Concerto di cori il 14 ottobre al teatro di Villa Belvedere: • XXIV Corso di formazione e ag-

giornamento, per volontari e futuri volontari, nei mesi di novembre e dicembre; • Mercatino di Natale in Ospedale, nella prima settimana di dicembre; • Mercato di Natale del volontariato comunale, terza domenica di dicembre.

Il fiore all’occhiello resta l’organizzazione del Convegno triveneto AVO, il 22 settembre, presso il teatro di Villa Belvedere, alla presenza di 160 avosini provenienti dalle tre Venezie: una giornata di studio per approfondire il valore del volontariato ospedaliero, con la guida del prof. Padre Pangrazzi, Camilliano, esperto del settore, di valore internazionale. Ai congressisti è stato assicurato il pranzo ai Mulini e la visita al Castelletto del parco di Mirano (vedi foto di gruppo). Sul piano operativo va sottolineato il dono di 20 televisori, che l’AVO intende fare

in chiusura di bilancio 2018, ai reparti ospedalieri di Mirano e di Noale, ancora sprovvisti. Continua da parte dell’AVO la fornitura di biancheria intima per pazienti particolarmente indigenti. L’AVO spera che i buoni risultati conseguiti nel 2018 possano ripetersi anche dopo la ristrutturazione totale dell’ULSS3 Serenissima, con

l’accorpamento di Mirano-Dolo, Chioggia, Venezia-Mestre in un’unica grande realtà territoriale. Resta, infine, il desiderio che la ventata di novità, preannunciate dal nuovo governo, non porti all’abolizione del benemerito 5 per mille, beneficio che tiene in vita tante realtà del piccolo volontariato, compresa l’Associazione AVO di Mirano.


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Ecco chi è Maurizio Stevanato, il signore armato di foglio e matita sempre a caccia di siti storici ed ameni di Mirano da immortalare su un foglio da disegno. Da molto tempo il territorio di Mirano è “tavolozza privilegiata” per Maurizio Stevanato, cittadino miranese. È facile incontrarlo seduto vicino alla sua fida Ape (da Lui magnificamente ristrutturata!!), intento ad osservare uno scorcio paesaggistico od un contesto prospettico di ville storiche miranesi, armato di foglio da disegno, matite e colori. È il classico "urban painter", fenomeno che si sta espandendo a macchia d’olio sul territorio nazionale e consente agli artisti di “raccontare un luogo in modo originale”, così come sta. È basilare disegnare sul posto, all’aperto, per catturare ciò che si osserva in maniera diretta. I disegni devono avere una componente “fotografica”, ossia devono “fotografare all’istante” la storia dei luoghi in cui si vive ed opera nella quotidianità; i disegni devono essere, inoltre, fedeli al contesto scenico osservato, poiché sono una “registrazione dell’essere nel tempo e nello spazio”. È necessario mantenere sempre un proprio stile, nonostante sia permesso utilizzare in corso d'opera ogni genere di strumento e metodologia pittorica ed espressiva. Maurizio Stevanato interpreta in maniera mirata tutto questo ed i suoi disegni, seppur Lui semplice autodidatta, sono meraviglie d’arte riproduttiva intrise di squisita manifattura e personalità. I luoghi e soggetti prendono forma e vita nel suo operare: la matita scorre agile e veloce sul foglio bianco ed è subito sintonia tra soggetto, composizione ed autore. La sua grafica è asciutta, semplice, essenziale, ma connotata da indubbia maestria espressiva, tanto da poter affermare che ogni sua produzione è la quintessenza del suo essere quotidiano e l’ego della sua personalità. Bravo Maurizio Stevanato, un “artista di strada" fai da te ed ai più sconosciuto, le cui opere andrebbero sicuramente valorizzate in ambito cittadino per apprezzare la sue capacità grafiche e pittoriche non comuni, che Lui mette altruisticamente a disposizione per valorizzare i luoghi più caratteristici e storici di Mirano. Massimo Masetto

Chiesetta Dissegna Mirano

ASSOCIAZIONE CULTURALE CORO CRODA ROSSA: CANTARE LA MAGIA DEL NATALE Grande successo ha riscosso la 42^ Rassegna di “Cori a Mirano” svoltasi in Duomo il 20 ottobre. Ufficialmente ha dato inizio alle attività concertistiche per l’anno sociale 2018/19. Ospiti della serata due complessi: il coro Bassano, di Bassano del Grappa (Vi) diretto dal maestro Antonio Bordignon e il coro Vanoi di Canale San Bovo (Tn) diretto dal maestro Paolo Scalet. Il pubblico, numerosissimo, ha saputo apprezzare la varietà dei repertori e la buona esecuzione, in un ambiente particolarmente significativo, il Duomo, che ci ha ospitato per la prima volta nella storia della rassegna. La rassegna, come sempre, è legata non solo ai tradizionali canti popolari, di montagna, di guerra, ma anche a composizioni di autori moderni (spesso sono gli stessi direttori del coro) che si richiamano per lo più a temi di attualità. Nell’ambito della serata abbiamo voluto premiare otto ex-coristi che, per svariati motivi legati soprattutto all’età, si sono ritirati dall’attività nel corso degli ultimi anni, consegnando loro una targa; un particolare segno di amicizia è stato riservato al nostro direttore, Gianni Ancilotto che con passione, competenza, e costanza dirige il coro da 40 anni. Commozione poi ha suscitato il ricordo dell’amico corista Attilio Zorzetto, tesoriere dell’Associazione e membro del direttivo, deceduto improvvisamente qualche giorno prima della rassegna prevista per maggio e rinviata, in segno di lutto, a ottobre. Intensa l’attività del coro in questo periodo: si è esibito con la Grande Guerra sull’Altopiano di Asiago a Padova, su invito

dell’Università Popolare, il 30 0ttobre e in Duomo a Mirano il 3 novembre, ricorrenza della firma dell’Armistizio nel 1918. La serata ha aperto le manifestazioni del 4 novembre e della chiusura del centenario, organizzate dal Comune. Il 17 novembre una trasferta a Mestre, per un concerto per gli ospiti della casa di riposo e ancora il 24 novembre a Salzano con La Grande Guerra su invito dell’Associazionje culturale “Tempo e Memoria”. Dicembre segna il periodo delle rassegne di Natale: il giorno 7 saremo a Zugliano (Vi) ospiti del Gruppo Amici della Montagna (G.A.M.) dove canteremo con il coro Melodama Gospel & Jazz di Costalissara (Vi) diretto da Lorella Miotello e il 22 in Duomo a Mirano per la tradizionale rassegna dei Canti del Natale. Il coro parteciperà alla iniziativa, proposta dall’ASAC (Associazione Sviluppo Attività Corali) chiamata “Nativitas” che si propone di informare e diffondere sul territorio i concerti che saranno eseguiti in occasione delle feste natalizie. Il canto è espressione di gioia, di serenità e nessun strumento musicale, per quanto perfetto, è in grado di imitare la voce umana. Il Natale, una festa che si impernia attorno ad una culla che parla di amore, di fraternità di pace, è un’occasione importante per tutti i complessi corali, che con i loro canti contribuiscono a creare la giusta atmosfera che caratterizza questo periodo. Con tale spirito, anche il nostro coro dà il suo contributo per la secolare celebrazione della nascita di un Bimbo destinato a cambiare la vita a milioni di persone. Il canto si inserisce perfetta-

mente nel magico clima che si crea in tutte le persone che sono alla ricerca di serenità e di momenti da dedicare agli affetti più cari, alla famiglia, agli amici, alle cose belle che la frenesia del quotidiano spesso non ci permette di vivere. Una festa capace di riportarci all’ingenuità della nostra infanzia e ci ricorda che le cose semplici sono le più preziose e, in molti casi, meriterebbero di essere ricuperate. Il Natale ha ispirato molti musicisti. Mi piace ricordarne uno, Bepi De Marzi, compositore di testi e musiche di molti canti, oltre 150, che fanno riflettere perché raccontano la realtà che ci circonda, a volte con una vena di polemica e di disgusto per quanto avviene nella nostra società: il razzismo, lo scempio dell’ambiente, l’abbandono della montagna, l’emigrazione. Il musicista vicentino rappresenta in modo emblematico la vitalità e la bellezza del canto corale. Nei testi, semplici e poetici, usa spesso la lingua veneta o meglio vicentina. Una decina delle sue composizioni sono dedicate al Natale. Ne ricordo alcune: “Te canto nina nana; Marì Betlemme; Notte Santa, Nina nana del Bambinelo”. A riconoscenza del valore che esprime nel campo musicale, nella stesura dei testi, nella direzione del coro, ha avuto l’onore di essere ricevuto recentemente, con i suoi Crodaioli, dal Presidente della Repubblica. “Dove la parola manca, là comincia la musica; dove le parole si arrestano, l’uomo non può che cantare”. (Vladimir Jankélévitch). Aldo Celeghin

Pubblicato il volume “contesti paesaggistici delle ville di Andrea Palladio” La Regione del Veneto sta elaborando il proprio Piano Paesaggistico, e tra le diverse attività è stata prevista la redazione di una pubblicazione per documentare e valorizzare dal punto di vista scientifico-culturale sui contesti territoriali delle ville di Andrea Palladio. E’ stato recentemente pubblicato il volume “Contesti paesaggistici delle Ville di Andrea Palladio – Atlante cartografico”, ove sono stati raccolti preziosi documenti storico-iconografici e realizzate originali immagini fotografiche di tutte le 24 ville realizzate da Palladio, riconosciute dall’UNESCO quali Patrimonio dell’Umanità. Tale atlante cartografico e fotografico, frutto di un importante e minuzioso lavoro di ricerca da parte dell’architetto miranese Sandro Baldan, costituisce uno strumento di conoscenza che mira a dare identità e valore al nostro territorio, preservando le peculiarità e l’eccezionale valore storico- artistico, nonché fondamentale contributo di analisi territoriale per definire opportunamente strategie di tutela e valorizzazione dei contesti paesaggistici delle ville palladiane. L’architetto Sandro Baldan, funzionario presso la Direzione Pianificazione Territoriale della Regione del Veneto, utilizzando come fonti di ricerca le mappe degli archivi statali e privati, degli archivi storici civici e le mappe delle magistrature veneziane, ha avanzato delle proposte di tutela e valorizzazione. Il lavoro effettuato è una base di partenza, che dovrà prevedere auspica-

bili integrazioni e miglioramenti da parte degli studiosi, allo scopo di fornire utili strumenti di conoscenza, valorizzazione e tutela dei contesti delle ville di Andrea Palladio. Tutto il materiale documentario raccolto dai vari enti pubblici e privati, per ogni singola villa, potrà costituire a livello regionale, e non solo, un utile fonte di archivio e banca dati cartografica storica, consultabile da tutti gli interessati. Grazie alla mappe raccolte in questo studio, potrà essere ricostruita la sequenza delle trasformazioni storiche e strutturali riguardo alla villa palladiana e al suo contesto più prossimo. Ciò permetterà di individuare e aggiornare o ampliare i vincoli monumentali e paesaggistici, in modo che vi sia corrispondenza tra l’individuazione catastale del bene culturale e la sua consistenza storico figurativa. Grazie a tale studio territoriale i Comuni in cui ricadono le ville potranno meglio definire all’interno della pianificazione urbanistica comunale, ulteriori specifici contesti di tutela delle ville palladiane. A livello comunale potranno essere revisionati gli strumenti urbanistici estendendo le tutele non solo agli edifici e alle aree notificate con vincolo ministeriale, ma anche ricomprendendo gli ampi contesti palladiani. Vanno recuperati tutti i vantaggi territoriali ereditati dalla secolare tradizione palladiana, per farne uno strumento innovativo di progettazione strategica del contesto paesaggistico delle ville.

Fare ciò permette di conservare un patrimonio mondiale culturale e paesaggistico identitario della nostra storia regionale e locale. Il volume è consultabile, oltre che nelle Università, Archivi di Stato, Soprintendenze del Veneto, anche presso la biblioteca comunale di Mirano. Per le Scuole, le Biblioteche civiche e le Associazioni Culturali il volume è disponibile gratuitamente previa richiesta al seguente indirizzo mail: pianificazioneterritoriale@ regione.veneto.it Giorgio Pesce

Architetto miranese Sandro Baldan


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Parchi inclusivi e innovazione sociale Mettere in sinergia enti e associazioni per promuovere vera inclusione sociale. Tema affrontato nel Consiglio Comunale del 23 novembre con un ordine del giorno sui Parchi Inclusivi proposto dalla consigliera di opposizione Maria Giovanna Boldrin. Il tema dell'inclusione è nei programmi anche della maggioranza che accogliendo l'idea ha proposto di affrontare la discussione nelle sedi opportune, in modo da coinvolgere tutti gli attori protagonisti, quali amministrazione, uffici tecnici e associazioni del territorio che lavorano quotidianamente sull’inclusione sociale. La realizzazione di parchi inclusivi dev’essere un’ulteriore occasione per discutere e riflettere in merito all’inclusione, attivando così processi generativi di inclusione sociale. Ecco quindi che l’Ordine del Giorno è stato modificato nelle richieste in modo tale che i nodi tecnici del progetto vengano affrontati nelle Commissioni Urbanistica e Sociale ed insieme ai soggetti coinvolti. Fare inclusione sociale non è infatti solamente una questione di “raccolta fondi” per comprare giochi e strutture adeguate. Si tratta anche di promulgare e sostenere politiche e processi decisionali che aiutino le persone con fragilità e le loro famiglie a sentirsi parte della comunità e ben venga quindi l’istituzione proposta dal collega del Movimento 5 Stelle Antonio Milan di istituire una Commissione

Speciale che lavori sui temi dell’inclusione delle persone con fragilità. Sono azioni che aiutano il processo, partito con l’evento “La Skarrozzata”, che insieme ai colleghi Alessio Silvestrini, Francesco Venturini e all’Assessore Cristian Zara, stiamo strutturando e promuovendo e che riunisce attorno allo stesso tavolo Confcommercio, Amministrazione Comunale e Associazioni. Fare innovazione ed inclusione sociale non ha colore politico e sicuramente passa dalla cultura: significa mettere insieme attori e luoghi promuovendo il dialogo e lo scambio di conoscenze, il “fare assieme” per rendere i nostri luoghi e la nostra comunità “a misura di tutti”.

Elena Spolaore Consigliera Comunale Partito Democratico Federico Vianello Assessore alle Politiche ambientali

Gruppo comunale volontari protezione civile di Mirano Il Gruppo Comunale Volontari Protezione Civile di Mirano è presente nel territorio dal 2004, quasi 15 anni durante i quali il gruppo si è formato a livello teorico e pratico e dato il proprio contributo in numerose situazioni di emergenza locali, ma anche provinciali e nazionali. Il volontario non è una figura presente solo nell’emergenza, ma svolge un’attività fondamentale anche in tempo di “pace”. Le attività che svolgono sono varie. Si alternano momenti di formazione nei vari campi, ad esempio utilizzo motosega, motopompe, utilizzo radio, blsd, a momenti di addestramento pratico, come utilizzo motopompe, lavori in quota su fune, montaggio tende. I volontari sono molto attenti anche a tenere in ordine la propria sede, il materiale e i mezzi a disposizione perché siano pronti e funzionanti al momento del bisogno. Una delle attività dei volontari è anche cercare di diffondere la cultura di Protezione Civile, in particolare del Volontariato, ai bambini, gli adulti di domani. Da ormai numerosi anni svolgiamo, nelle scuole elementari l’attività “A Scuola con la Protezione Civile”. Durante queste giornate incontriamo i bambini delle classi quarte di tutto il Comune di Mirano, raccontando chi siamo e cosa facciamo e soprattutto spiegando cosa significa essere volontari. Quest’autunno ci ha visto coinvolti già in un paio di situazioni di emergenza. Nel mese di ottobre abbiamo collaborato con i vigili del fuoco alla ricerca della signora dispersa nelle zone tra Mirano, Vetrego e Mira. Il gruppo ha dato il proprio contributo in tutte le giornate cercando di fare il possibile per la ricerca, emergenza conclusasi fortunatamente bene con il ritrovamento della dispersa. Nel mese di Novembre abbiamo

dato il nostro supporto alle popolazioni colpite dall’alluvione nella zona del Bellunese. Alcune squadre si sono alternate per svolgere attività di supporto alla popolazione, svuotando acqua da alcuni locali, mettendo saccate di sabbia per fermare esondazioni e attività di taglio alberi nei boschi colpiti dal vento forte. Nei giorni di forte maltempo è stata tenuta monitorata anche la situazione del nostro comune, controllando in più episodi il livello del Muson,soprattutto nella nottata in cui si attendeva il passaggio della piena. La nostra esperienza ci permette di dire che fare il volontario è una bellissima esperienza. Non nascondiamo che alla fine di una giornata di lavoro si senta anche la stanchezza, ma abbiamo il cuore pieno per aver aiutato qualcuno che aveva bisogno. Spesso raccontiamo ai bambini che il “grazie” è la moneta che ripaga il nostro impegno. Se volete tenervi informati sulle attività del gruppo potete visitare la pagina Facebook “Gruppo comunale volontari protezione civile di mirano”. Se con queste poche parole vi abbiamo un po’ incuriosito vi invitiamo a venirci a trovare nella nostra sede presso l’ex scuola elementare Duca d’Aosta in via Caorliega. Diventare volontario è semplicissimo. Potete contattarci nella pagina face book e ai numeri (Coordinatore 3351655003 - Vice Coordinatore 3204354657). Saremo lieti di darvi tutte le informazioni necessarie. Non serve avere particolari competenze, basta buona volontà, voglia di stare in gruppo e di aiutare gli altri e essere maggiorenni. Con l’occasione il Gruppo Comunale Volontari Protezione Civile di Mirano augura un Felice Natale a tutti i cittadini e vi aspetta in piazza il 16 Dicembre in occasione del Mercatino di Natale.


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Ricordo di MARIO MUNERATTI (1875–1952) Valoroso bersagliere, reduce dalla battaglia di Adua in Eritrea nel 1896 Dalla casa natale il figlio Giuseppe Muneratti La casa natale definita Villa Pomai-Muneratti è più propriamente un Palazzo che vive con la sua mole nella storia come testimone di fatti vissuti nei secoli. Alcuni esaltanti, altri nella normalità. Nel periodo attuale il Palazzo rappresenta una entità tale da suscitare attenzione e rispetto. Non è più protetto tutt’intorno dal verde alberato con le originarie strutture, ma aggredito da imponenti tende che alterano il paesaggio. Pur nella nuova dimensione conserva il suo profilo dell’antica epoca sorto sui resti di una Chiesa benedettina data alle fiamme da Ezzelino III° da Romano. Il Palazzo è anche casa dove si vive con il ritmo delle stagioni e delle giornate, dall’alba al tramonto, da cui ricavare emozioni e speranze. La dimensione dei locali è assai grande, dove le cose assumono un ruolo razionale di ornamento, data l’attenta e severa custodia. Un elemento che appare a tutti di notevole interesse, sono gli affreschi sulle pareti della biblioteca al piano terra, pareti della grande sala al piano superiore e delle stanze contigue. L’immobile nel suo insieme è in buone condizioni di manutenzione e conservazione. Le varie famiglie che si sono succedute a partire dai Contarini, dai Rota e poi dai Pomai i quali hanno trasferito alla famiglia Muneratti l’immobile in cui ha mantenuto un vivere civile, sociale, politico, e patriottico. Il papà Mario nella sua vita, dopo le esperienze della guerra d’Africa e della grande guerra 1915-1918, ha interpretato lo stile di vita di un corretto amministratore dei beni di famiglia, di molte altre entità e dei beni Comunali in veste di assessore nei primi anni del 1900. Il nonno Gaetano Muneratti, erede universale è stato la mente di una radicale sistemazione idraulica – agraria nei paesi della riviera del Brenta con alti riconoscimenti da parte della autorità costituita. Fu primo Sindaco di Fossò dopo l’unità d’Italia e padre di 9 figli, di cui 3 valorosi combattenti nella riscossa della Patria durante l’occupazione Austriaca. Legati da fraterna amicizia con Nino Bixio e Pier Fortunato Calvi. Da non dimenticare la figura del medico Alessandro Pomai e quella del fratello Francesco, botanico direttore delle serre di Villa Farsetti; nati nel Palazzo, rispettivamente nel 1805 e 1807. Dopo queste note, quale proprietario e custode del palazzo, giunto alla fine del mio percorso, auguro che questo autentico patrimonio, catalogato fra le Ville Venete, ubicato nel geometrico e millenario graticolato Romano, venga protetto da stridenti cambiamenti o modifiche. Campocroce di Mirano li 04 Novembre 2018

Ricordi di mio padre Mio padre, classe 1914, ha vissuto un’esistenza materiale difficile. Essa sarebbe migliorata solo verso il finire degli anni sessanta quando le condizioni socio – economiche del nostro paese ( e quindi a cascata anche quelle del retroterra veneziano), avrebbero apportato un certo benessere materiale alla classe operaia cui apparteneva. Riconoscimento tardivo. Gli anni del fascismo prima e della guerra poi, hanno scippato a mio padre la giovinezza già di per sé difficile. Perché apparteneva ad una famiglia di estrazione contadina, quindi non certamente depositaria di quella cultura scolastica riservata a pochi eletti del paese. Mario De Gaspari venne avviato al lavoro già a dieci anni prima come garzone di macelleria poi operaio edile. Sacrificò così una brillante intelligenza che avrebbe dato ottimi risultati se adeguatamente stimolata dalla scuola superiore. Dopo il rientro dalla guerra, nell’anno 1946, venne assunto in fabbrica a Porto Marghera. Ne sarebbe uscito nel 1972, dopo 25 anni di lavoro, minato nel fisico per l’eccessiva esposizione a inquinamento interno ed esterno prodotto dallo stabilimento Sava. La fabbrica produceva alluminio bruciando la bauxite, materia prima altamente inquinante. Una qualità di vita professionale probabilmente standard per la generazione di mio padre e per tutta la classe operaia, che però lui stesso aveva sempre accettato serenamente e senza alcuna rabbia interiore. Esprimeva una protesta solo collegialmente nell’ambito del sindacato che allora si stava formando e consolidando. Uomo all’antica mio padre. Non disponeva né di cultura accademica ne di professionalità borghese, né di tradizioni cattoliche. Ma ha saputo dare ai suoi tre figli valori di educazione e saggezza concreti e di buon senso che oggi, già due generazioni dopo la mia, hanno abbondantemente sottovalutato se non dimenticato. Amo ricordarlo non come depositario di pedante cultura superata dai tempi, piuttosto quale vero accademico della vita. I suoi consigli su educazione, rapporti con gli adulti, valutazioni e decisioni patrimoniali, coerenza politica e sindacale mi sono tuttora modello. Probabilmente non per le motivazioni razionali allora generate a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta, piuttosto per la forza di persuasione e coerenza che sempre manifestava in un’ottica di autorevolezza maschile di cui mai volle abusare. Principi e osservazioni validi ancora oggi, anno di grazia 2018. Comunista convinto, ha sempre creduto nella forza della classe operaia e mi ha trasmesso questo valore non con la coercizione della verità assoluta tipica della cultura marxista, ma sempre aperto al confronto anche se questo gli arrivava dal figlio giovinetto che più che alla tuta pensava al camice bianco sopra giacca e cravatta. Eppure mio padre non era un impegnato operaio di sinistra in prima linea nei picchetti a tutela della buona riuscita dei tanti scioperi di allora

o mangiapreti o feroce avversario della classe borghese per assurda definizione, avversaria di quella operaia. Rispettava le opinioni di tutti. Ma nella sua vita privata sapeva essere genitore dolcissimo. Certo non con le stesse manifestazioni di affetto che io oggi riservo a mia figlia Irene, ma con gestualità e comportamenti altrettanto carichi di fiera tenerezza. Ancora oggi mi torna alla mente un episodio della mia remota infanzia che non vuole conoscere il dolce oblio, tanto è carico di dolcissime emozioni. Correva l’anno 1965. Ero alla vigilia degli esami per l’ammissione al secondo anno all’Itis A. Pacinotti di Mestre e quel giorno salutai mio padre che faceva il turno pomeridiano (14 – 22) precisandogli che se al suo ritorno dal lavoro avesse notato tutte le luci accesa della nostra abitazione, ebbene quello doveva essere il messaggio attraverso il quale gli anticipavo la mia promozione. Fui promosso. L’intera abitazione luci del civico 10 di via 24 maggio a Chirignago era illuminata a giorno e per la prima volta vidi lacrime di gioia rigare il volto scavato dalla fatica di mio padre, allora appena cinquantenne. Bravo uomo, mi disse. Non una parola di più. Ma io sapevo che quelle due parole esprimevano tutta la stima e l’ammirazione per il suo terzogenito chiamato a studiare per affrancarsi dalla dura vita di operaio. Avevo 16 anni. Quel bravo è stata l’unica attestazione di merito che abbia mai registrato nei successivi 53 anni di vita professionale. Ed anche il complimento più autentico perché vero e non falsato dall’ipocrisia adulatoria. Un’ipocrisia che negli anni successivi avrebbe trionfato su di me senza alcuna pietà, convinta di agire senza mai essere scoperta. Per questo il ricordo di mio padre, definito uomo buono e giusto è scolpito sul marmo della sua tomba e nel mio cuore. Morì a Mirano il 31 dicembre 1979 dopo una breve malattia. (continua) Nel prossimo numero Busato Antonio, detto Tonirocco

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SONO ANCORA APERTE LE ISCRIZIONI AS 2018/2019 La scuola di musica per tutti gli strumenti, per tutte le età e per tutte le esigenze una istituzione con oltre sessant’anni di affermazioni nazionali ed internazionali. La scuola che ha formato innumerevoli artisti di fama internazionale Una scuola pedagogicamente all’avanguardia, con programmi allineati a quelli conservatoriali, e in cui viene praticato ogni genere musicale: classico, jazz, rock, pop, con esami annuali per il rilascio di diplomi di autentico valore didattico.

Buone Feste! L’Istituto Musicale Fancelli Boschello, fondato a Mirano nel 1951 dal Maestro Elio Boschello, rappresenta una realtà di assoluto rilievo nell’ambito della didattica musicale locale, regionale e senza dubbio nazionale. Migliaia di studenti, dalla sua fondazione ad oggi, si sono avvicinati alla musica suo tramite , e, grazie alla qualità dell’insegnamento in esso praticato, molti di essi sono oggi a loro volta didatti e musicisti di valore. Innumerevoli le manifestazioni, i concorsi e i concerti nazionali ed internazionali in cui, nella sua lunga storia, formazioni e singoli allievi della nostra Scuola hanno primeggiato. L’Istituto, oggi condotto dai figli del fondatore, anch’essi valenti musicisti e didatti, si caratterizza per la preparazione del selezionato corpo docente, costituito da professionisti di pluriennale esperienza, e per l’adozione di metodologie esclusive continuamente aggiornate, aspetti questi che ci mettono in grado di offrire qualunque grado di studio desiderato: dall’istruzione musicale di base, all’iniziazione amatoriale; dal dilettantismo meno esigente, pur tuttavia sempre supportato da un solido percorso formativo, al professionismo, fino al virtuosismo più evoluto. Viene naturalmente assecondata la scelta dell’allievo, sia per lo strumento, sia per la vocalità, e per il genere di musica, che può essere classica, pop, rock, jazz, latino americana, offrendo professionalità d’insegnamento per ciascun stile e per ogni esigenza.

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FATTURAZIONE ELETTRONICA LA NOVITÀ DAL 1 GENNAIO 2019 L´impegno di Confcommercio del Miranese per non farsi trovare impreparati Con il nuovo anno scatta l’obbligo della fatturazione elettronica, ovvero non sarà più possibile lo scambio di fatture su carta (per alcune attività tale obbligo è introdotto dal 1 luglio 2018). Da tale data la fatture saranno dunque solamente digitali e la loro trasmissione dovrà avvenire per via telematica. A fronte di questa rivoluzione prevista dal 1° Gennaio 2019, Confcommercio del Miranese ha organizzato ben 5 convegni nell’arco dell’anno che sta per concludersi: il primo incontro si è tenuto presso la sede Confcommercio di Mirano, in via Firenze 12, il 21 febbraio 2018, per poi proseguire il 26 marzo, il 26 aprile , il 13 giugno e il 18 settembre. Tali incontri si sono sempre posti l’obiettivo di informare tutte le imprese su cosa vuole dire fatturazione elettronica e quali sono le possibili soluzioni da adottare per affrontare questo cambiamento.

Il tutto per fare in modo che le imprese non si facciano trovare impreparate all’arrivo della novità. In questo momento sono partiti anche dei corsi gratuiti per imparare a utilizzare uno strumento che permette la visualizzazione delle fatture passive, l’emissione delle fatture in formato xml e la loro trasmissione allo SDI (Sistema di Interscambio) oltre alla conservazione digitale a norma e per i tempi previsti per legge. I corsi sulla fatturazione elettronica, iniziati il 21 novembre, proseguiranno mercoledì 28 novembre alle ore 15.00, mercoledì 28 novembre alle ore 20.00 e lunedì 3 dicembre alle ore 9.00. I corsi si terranno sempre presso la sede: Confcommercio di Mirano, in via Firenze 12. Per informazioni Tel. 041.5785511, int. 4.

Presidente Ennio Gallo

Direttore Tiziana Molinari

APERTI IN CONFCOMMERCIO I PUNTI IMPRESA DIGITALE “P.I.D.”

Al servizio delle imprese sportelli decentrati della Camera di Commercio Venezia Rovigo Fatturazione elettronica, firma digitale, voucher per imprenditori. Sono solo alcuni dei temi per i quali le imprese della provincia di Venezia e Rovigo potranno rivolgersi alle sedi Confcommercio per avere informazioni e consulenza. Grazie infatti alla collaborazione con la Camera di Commercio Venezia Rovigo, sono stati attivati presso le nove Ascom del territorio gli sportelli camerali decentrati PID, ovvero Punti Impresa Digitale. In ognuna delle sedi Confcommercio di Portogruaro, San Donà di Piave, Mestre, Marghera, Venezia, Mirano, Chioggia, Cavarzere e Rovigo, verrà data assistenza e supporto alle ditte sui temi dell'E-GOV e del Piano Impresa 4.0. "SUAP, SPID, MEPA non sono solo sigle che le nostre Imprese - afferma Massimo Zanon, Presidente della Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia - hanno dovuto imparare a conoscere in questi anni, ma sono anche strumenti e opportunità offerti dalla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione che vanno approfonditi per innovare i nostri modelli di business."

Per quanto riguarda il Miranese, lo sportello, aperto dal 17 settembre 2018, opera in raccordo con il programma attività PID nazionale (www.puntoimpresadigitale.camcom.it) offrendo assistenza e consulenza alle imprese sui temi dell’E-GOV e del Piano Impresa 4.0. Presso l'ufficio di Mirano, in particolare, le imprese possono ottenere informazioni e consulenza su: • FATTURAZIONE ELETTRONICA • FIRMA DIGITALE • M.E.P.A. Mercato Elettronico Pubblico Amministrazione • SUAP Sportello Unico Attività produttive • SPID Sistema Pubblico di Identità Digitale • PIANO IMPRESA 4.0 Agevolazioni e tecnologie • POR FESR VENETO 2014 - 2020 • VOUCHER DIGITALI FORMAZIONE E CONSULENZA • RASL Registro Alternanza Scuola Lavoro

INNOVARE NELLA TRADIZIONE

percorsi formativi di Confcommercio a Mirano Nell’ambito del progetto finanziato dal POR FSE 2014-2020 REGIONEDEL VENETO si inserisce il percorso formativo che tocca tematiche quali “Il Visual Merchandising - L’Arte di esporre nell’Era Digitale”, “I nuovi modelli di Business nel Commercio”, “L’immagine del Punto vendita: come costruirla e comunicarla” e che si svolge presso la sede Confcommercio di Mirano, in Via Firenze 12, nelle giornate di mercoledì 21 novembre, mercoledì 28 novembre, giovedì 4 dicembre dalle ore 19.00 alle ore 23.00.

Tale intervento formativo rivolto alle imprese si pone l’obiettivo di fornire strumenti e soluzioni da adottare per affrontare una vendita che è diventata sempre più complessa, in un mondo caratterizzato da un veloce e costante cambiamento con l’avvento del digitale. Come arrivare al consumatore finale di oggi e di domani? Quali tecniche utilizzare? Quali modelli di business adottare? Queste e altre le domande alle quali si proverà a dare una risposta.

OFFRIAMO CONSULENZA ASSISTENZA E COMUNICAZIONE SERVIZI ASSOCIATIVI Scopri le nostre iniziative di marketing territoriale.

CONVENZIONI facilitare e migliorare le imprese associate

CONVEGNI

SICUREZZA AMBIENTE E IGIENE

Resta sempre aggiornato su tutti i convegni organizzati

START-UP D'IMPRESA Consulenza gratuita per avvio di nuova impresa

FORMAZIONE

Sicurezza dei lavoratori e degli ambienti di lavoro.

CIRCOLARI Le ultime circolari dell'associazione

PATRONATO 50 ENASCO Previdenza e assistenza, dalla disoccupazione alla pensione.

Formazione aziendale aggiornamento e specializzazione professionale.

EVENTI Martellago, Mirano, Noale, Spinea, Salzano, Santa Maria di Sala e Scorzè.


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LA POTENZA DELLE “COSE TECNOLOGICHE” a cosa serve il 5G e cos’è. Siamo pronti ad affrontare la quinta generazione della connettività? La quinta generazione di reti aumenterà enormemente la velocità di connessione mobile, la quale consentirà un abbattimento a pochi secondi del tempo necessario per le comunicazioni. La pubblicità o comunque i massmedia ci stanno informando che a breve sarà disponibile una nuova tecnologia più potente e rivoluzionaria. Oltre a cambiare le abitudini degli utenti che saranno connessi, con i loro apparati, a una rete ultra-performante, sarà fondamentale il passaggio all’Internet delle cose (IOT), ovvero convivere con lo sviluppo di applicazioni e servizi per la Smart City o per la Smart House basati su sensori e apparati (ad esempio per il controllo del traffico, della raccolta rifiuti, dell’illuminazione urbana, ecc.) per rendere le città più sicure attraverso sistemi distribuiti di sorveglianza ad alta definizione, per lo sviluppo e diffusione di applicazioni per la domotica, la sicurezza, l’intrattenimento e la climatizzazione domestica, senza contare le innumerevoli opportunità dell’utilizzo di droni. Il mondo produttivo sarà fortemente cambiato attraverso la robotica e la digitalizzazione piena degli impianti, la cosiddetta Industria 4.0, lo sviluppo dell’agricoltura di precisione, i servizi alle persone e molto altro. Il vero “nuovo” mercato supportato dal 5G, più che di dispositivi mobili utilizzati dagli utenti, sarà dunque fatto principalmente di “cose intelligenti”, sempre collegate ad una rete affidabile e veloce, con applicazioni nei settori più diversi, rappresentando un elemento importantissimo di sviluppo economico e di produttività nei contesti urbani, pubblici e privati. Ma a cosa servirà il 5G? Oltre alla velocità, le reti 5G si caratterizzano per la latenza bassissima per poter supportare applicazioni che hanno bisogno di una comunicazione “real time” garantita (tempo reale), ad esempio per consentire il controllo a distanza di oggetti e veicoli; le automobili che viaggiano da sole. Capacità della rete di supportare un numero molto elevato di SIM nella stessa

area a differenza delle attuali che hanno una capacità limitata, le reti 5G potranno consentire la comunicazione contemporanea di un numero elevatissimo di utenti, caratteristica fondamentale nel settore dell’Internet of Thing (IOT), in cui gli oggetti connessi aumenteranno in modo esponenziale. Capacità della rete di adattarsi alle diverse esigenze e urgenze dei dispositivi collegati, grazie allo sviluppo di tecnologie già esistenti. Le reti 5G avranno potenzialmente un effetto dirompente anche nel mondo dei servizi di telecomunicazione fissi. Le frequenze 5G, infatti, oltre che per realizzare reti mobili possono essere contestualmente utilizzate anche in modalità cosiddetta “fixed wireless access”: in quel caso il segnale viene diretto verso l’abitazione del cliente che lo riceve attraverso un’antenna. I test messi a punto indicano velocità paragonabili in tutto alle prestazioni della fibra ottica. “Ogni tanto arriva un prodotto che cambia tutto…”, disse Steve Jobs presentando l’iPhone nel 2007. Siamo veramente pronti a questi cambiamenti? Sicuramente li subiamo e ci dovremmo convivere nel nome del progresso.

Maurizio Foffano IT manager - www.tecnosoft.it

MIRANOFOTOGRAFIA Associazione Culturale A Mirano, dalla pluriennale esperienza di MIRANOFOTOGRAFIA, che negli ultimi quattro anni ha presentato, in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale, un ampio ventaglio di autori e aperto spazi di confronto con critici e storici della fotografia, è nata, come esigenza sentita da amici e collaboratori, l’Associazione Culturale “MIRANOFOTOGRAFIA”, che si propone di contribuire a stimolare una particolare attenzione nei confronti della fotografia d’autore e più in generale verso i molteplici fenomeni mediatici che interessano la comunicazione visiva. Il coinvolgimento attivo dei giovani autori è uno dei punti fermi del programma. Il Direttivo è composto dai sei soci fondatori oltre a Manfredo Manfroi, già coordinatore del Comitato Tecnico Scien-

tifico. Pier Paolo Fassetta presidente, Sandro Bonaldo, vice presidente, Paolo Busolin segretario tesoriere, Mario Favaretto, logistica, rapporti con circoli e associazioni, Riccardo Gabbana, responsabile del sito e comunicazione, Enrico Sisti, referente per la fotografia emergente. A sottolineare la nascita di questa realtà, nei giorni 13/14/15 ottobre in villa Giustinian Morosini a Mirano, si è svolta una tre giorni che comprendeva una mostra collettiva degli autori invitati alle quattro edizioni di MIRANOFOTOGRAFIA e una tavola rotonda a cui hanno partecipato critici e gli storici, membri del Comitato Tecnico Scientifico, chiamati ad affrontare il tema del “Kitsch in fotografia”.

Coraggio 4.0 per mantenere al top la propria azienda Il piano governativo “Industria 4.0” ha dato una scossa agli investimenti nel settore delle PMI. Il progetto del Ministero dello sviluppo economico prevede diverse misure nel campo degli investimenti, fra tutte il super-ammortamento e l’iper-ammortamento, nelle modalità di accesso al credito e nei processi riorganizzativi aziendali. Oggi esiste un pensiero comune, essere pronti per guadagnare in competitività, giocare bene le proprie carte e la propria professionalità per rispondere al veloce cambiamento commerciale. Le aziende non possono più adagiarsi, devono convivere, anzi abbracciare l’innovazione anche se può stravolgere tutto. Mantenere al top la propria azienda ci vuole una buona dose di “Coraggio 4.0”, ma le risposte non tarderanno ad arrivare. Una sfida fra piccoli e grandi, fra industria, artigianato e commercio. Sebbene sia difficile cambiare e cercare di non incappare in pericolosi passi falsi, oggi è un percorso irrinunciabile e mettere le mani nei processi consolidati con cognizione di causa e spirito di iniziativa non è da tutti. Come titolare di Sikura ci sono riuscito. Ci sono riuscito soprattutto per un rapporto di partnership con i miei clienti e fornitori che hanno partecipato ad una strategia collettiva di business. L’azienda “smart” è più di un’azienda. Mi sono guardato attorno e ho pensato velocemente. Innovazione e sostenibilità; unire l’esperienza, la tradizione, la consulenza di realtà locali ha fatto si che il mio progetto si realizzasse in tempi brevissimi. Oggi siamo leader per soluzioni e forniture di abbigliamento, calzature e dispositivi di protezione individuale e collettiva per la sicurezza sul lavoro. Voglio condividere la mia esperienza e con “Sikura Academy” metto a disposizione strumenti formativi e di supporto per questo nuovo periodo che chiamerei di rinascimento industriale. Abbiamo scelto di non limitarci alla consueta vendita, ma di essere soggetti attivi nel settore dell’antinfortunistica. Cooperiamo nel progetto di realizzazione di soluzioni che tutelano la vita delle persone e come ultimo incontro abbiamo presentato un modello di defibrillatore ormai obbligatorio per diversi settori, professionali, sportivi medici, ecc. diffondendo cultura. Vogliamo essere un riferimento per le aziende per accelerare lo sviluppo, il territorio non come fattore competitivo ma come risorsa. Mantenere la propria identità e unicità nella transizione verso la smart-factory e cercare di conoscere meglio il nostro vicino senza cercare soluzioni lontane. Comunicare e far conoscere professionalità e prodotti con una azione di marketing referenziale diventa sempre più strategico e vantaggioso per tutti. Essere attori di una trasformazione sociale in grado di garantire il progresso, la sicurezza e il benessere offrendo nuovi prodotti e servizi, ridefinendo la relazione tra commercio e territorio per generare nuove e migliori opportunità lavorative e condizioni di vita è il nostro coraggioso obiettivo. Roberto Pistolato presidente di sikura srl www.sikura.it


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NATALE IN MUSICA A MIRANO GRAZIE ALLA NUOVA FILODIFFUSIONE I commercianti completano l’impianto comunale, pronto il sottofondo giusto per ogni occasione Note di Natale, a Mirano quest’anno i commercianti hanno pensato non solo alle iniziative e agli addobbi, ma anche alla colonna sonora. La novità, che già piace alla gente in queste prime giornate “on air”, è un impianto di filodiffusione che accompagnerà i cittadini nelle loro passeggiate in centro storico per tutto il periodo delle feste e anche oltre. I commercianti hanno ripreso in mano un vecchio sogno, quello di completare il centro commerciale naturale di Mirano con un impianto audio che permetta di trasmettere messaggi e soprattutto musica di sottofondo, creando un’atmosfera particolare per ogni situazione. A tema natalizio sarà ovviamente la musica trasmessa in questo periodo dell’anno, che accompagnerà tutte le iniziative di Natale e Capodanno, gli addobbi e i mercatini allestiti in piazza.

QUAND’È FESTA A MIRANO? te lo dice il calendario almanacco dei commercianti con le manifestazioni del 2019 L’idea del gruppo di Confcommercio per “portare” i negozi a casa dei cittadini. Tutte le iniziative in programma e, ogni mese, le immagini che rendono viva la città Per l’anno nuovo, ecco il calendario che ogni miranese non può non tenere in casa, con tutte le decine di manifestazioni e iniziative che animano la bella piazza di Mirano in tutte le stagioni. Confcommercio del Miranese entra ancor più nelle case e nelle abitudini dei cittadini, questa volta grazie a un’iniziativa della vulcanica delegazione di commercianti di Mirano, da sempre in prima linea nel promuovere iniziative in centro, dalla Notte Bianca ad “A piedi in centro”, dall’imminente Black Friday al prossimo Natale, che si preannuncia già ricco di novità e sorprese. L’ultima trovata è un calendario che riporta tutte le manifestazioni di spicco organizzate a Mirano, non solo quelle di Confcommercio

L’impianto è stato possibile grazie a una predisposizione già realizzata a suo tempo dal Comune di Mirano e portata a termine nelle scorse settimane grazie all’impegno, non solo economico, dei commercianti e a un contributo dell’Amministrazione comunale: ha previsto il completamento dei collegamenti via cavo in piazza, via Barche e via XX Settembre, l’installazione di casse per la diffusione sonora e l’impianto di gestione della filodiffusione, che verrà utilizzata anche dopo le feste, in occasione di iniziative e manifestazioni in centro e, in caso di necessità, anche per messaggi di emergenza. Un servizio alla città a tutto tondo, dunque. In questo periodo di Natale l’impianto sarà in funzione tutti i giorni, in particolare nei fine settimana e in occasione di iniziative come mercatini e manifestazioni. Sarà musica di sottofondo, trasmessa quindi con volume tenue, per non disturbare e costituire, anzi, una forma elegante e raffinata di intrattenimento, creando l’atmosfera giusta per ogni occasione. A intervalli regolari servirà anche a trasmettere uno spot pubblicitario gratuito per tutte quelle attività che hanno contribuito all’iniziativa, diventando così anche un modo per promuovere il commercio in città e le manifestazioni previste nel calendario dell’Avvento. “E’ una cosa che pensavamo da anni – ammette il capodelegazione di Confcommercio a Mirano Roberto Rossato - poi finita nel cassetto, sia per motivi economici che per altre priorità. Quest’anno ho insistito per portarla a termine e finalmente ce l’abbiamo fatta, in un anno già ricco di novità prima e dopo Natale, per cui siamo molto soddisfatti di questo risultato. Credo che la cosa possa piacere alla gente: abbiamo pensato al paese, offrendo qualcosa in più ai cittadini”.

e dei commercianti locali, ma anche del Comune, della Pro Loco, di altre associazioni del territorio. Per tutto il 2019 il tempo sarà scandito da uno speciale almanacco con evidenziata, anche fotograficamente, la principale manifestazione di ogni mese. Per citarne solo alcune (oltre a quelle già nominate): la Fiera e il Zogo de l’Oca, la Fiera di San Matteo, il Mirano Summer Festival, la Festa dell’Agricoltura e tanto altro ancora. Una volta realizzato, il calendario verrà distribuito tra i commercianti stessi della città, che a loro volta lo regaleranno ai clienti, così da premiare una volta di più la fedeltà e la fiducia che da sempre lega i cittadini ai negozi di vicinato. In regia, come detto, il dinamico gruppo di commercianti miranesi di Confcommercio, che sta realizzando l’iniziativa in collaborazione con il Comune, che coordina tutte le manifestazioni in città. «L’idea – spiega il capo delegazione di Confcommercio a Mirano, Roberto Rossato – è nata proprio all’interno del nostro gruppo di lavoro, che in questo modo punta a legare le principali iniziative del paese alle attività economiche, che contribuiscono, attraverso queste manifestazioni, a tenere viva la città. Inoltre il calendario, che ha già annotati tutti i principali appuntamenti, sarà un incentivo all’incontro tra i commercianti, che avranno in carico la distribuzione e i nostri clienti».


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MERCATINI, CASETTE IN LEGNO, LUMINARIE TUTTA LA MAGIA DEL NATALE A MIRANO Confcommercio e commercianti locali quest’anno hanno pensato le cose in grande acquisti di Natale come in un mercatino tirolese, Motobabbi, Giardino delle feste Quindici casette in legno, luminarie lungo le strade e un magico “Giardino delle feste”. Addobbi e allestimenti fanno bello il Natale a Mirano, che quest’anno ripropone, grazie ai suoi commercianti, il meglio dell’atmosfera e della magia del Natale. Tornano le luminarie lungo le vie del centro storico, torna anche il “Giardino delle feste”, che negli ultimi anni ha caratterizzato la scenografia dell’ovale al centro della piazza, luogo tradizionale di ritrovo dove scambiarsi auguri e regali. La novità, invece, sono 15 casette in legno, come nella miglior tradizione dei mercatini altoatesini, che accoglieranno altrettante attività commerciali per la vendita di prodotti e regali per le feste. Resteranno in piazza per tutto il periodo di Natale, dall’8 dicembre al 6 gennaio, festa dell’Epifania, aperte ogni giorno e soprattutto nelle giornate dedicate ai mercatini e alle iniziative che precedono il Natale. Un colpo d’occhio notevole, che rappresenta la cornice ideale del Natale in una piazza già bella, viva e accogliente come quella di Mirano, resa sempre più vivace dal lavoro e dalle iniziative dei suoi commercianti, sempre più “custodi” della vivacità del centro storico, oggi più che mai centro commerciale naturale a due passi da casa.

In questa speciale e magica atmosfera, tornano i mercatini e le iniziative organizzate da Confcommercio del Miranese e dai commercianti locali: sabato 8 dicembre piazza aperta e appuntamento tradizionale con i Motobabbo, gli originali Babbo Natale in motocicletta, con il loro tour beneficio giunto ormai alla 15esima edizione. In regia Club CBF – HondaTourist, con l’obiettivo di regalare un sorriso ai bimbi ospiti nella casa famiglia “Casa Nazareth”: ritrovo alle 13 in Piazzale Garibaldi, subito dopo estrazione della lotteria e, alle 15, partenza della scenografica sfilata dei Motobabbi per le vie cittadine e consegna dei doni ai bambini della casa famiglia. Infine, alle 17, buffet con i bambini e il personale volontario di Casa Nazareth.

Il giorno successivo, domenica 9 dicembre, porte aperte al Mercatino della Fantasia, con la presenza di Prezzemolo, la mascotte di Gardaland e tante animazioni per i più piccoli, con la possibilità di fare giri a cavallo e in calesse, grazie al centro ippico MESH. Altra giornata di mercatini e bancarelle per gli ultimi acquisti di Natale sarà domenica 16 dicembre, con la speciale concomitanza del Mercatino dell’antiquariato e del collezionismo, dall’anno scorso riportati agli antichi fasti grazie proprio alla gestione di Confcommercio, e insieme ci saranno anche le bancarelle di Shopping Italiano, con i ristoratori che per l’occasione proporranno menù speciali per le feste. La piazza di Mirano resterà poi aperta per gli acquisti, sospendendo la Ztl festiva e con tutti i parcheggi gratuiti, l’antivigilia di Natale, domenica 23 dicembre e il giorno dell’Epifania, 6 gennaio.

Il calendario di iniziative per il Natale completa un anno d’oro per il gruppo di lavoro di Confcommercio a Mirano: “Siamo arrivati a fine 2018 – spiega il capo delegazione Roberto Rossato – chiudendo un programma di eventi fitto e impegnativo, che ci ha visti portare a casa risultati molto soddisfacenti, penso solo alla Notte Bianca o alla Giornata della mobilità sostenibile. Questo grazie soprattutto alla collaborazione nata tra Confcommercio, Amministrazione comunale e associazioni del territorio, che speriamo nel 2019 di ampliare ancor più, allargando le collaborazioni ad altre associazioni e realtà cittadine”.


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TORNA IL CAPODANNO IN PIAZZA A MIRANO VEGLIONE CON CONFCOMMERCIO E ASSOCIAZIONE VOLARE San Silvestro nel salotto buono di Mirano con palco, vin brulé e brindisi di mezzanotte, Dj-set con Radio Company, musica live e sorprese dal grande palco sotto il municipio

Comune di Mirano

Gli auguri in piazza, come non accadeva da anni, come nelle grandi città. La ciliegina sulla torta di questo Natale è una chicca che mancava da troppi anni a Mirano: Piazza Martiri è pronta ad accogliere la grande festa di San Silvestro, con musica, bancarelle e brindisi di mezzanotte per salutare l’arrivo del 2019 come nella migliore tradizione, ovvero in piazza, scambiandosi gli auguri come avviene tante piazze d’Italia e del mondo. Un’opportunità straordinaria, possibile grazie alla collaborazione tra Confcommercio del Miranese, l’Associazione Volare (che organizza il Mirano Summer Festival), il Comune di Mirano e tante aziende del territorio, unite nel voler regalare alla città un Capodanno con i fiocchi, come non accadeva da tempo. L’animazione sarà garantita da Radio Company e alcune band che suoneranno dalle 22 circa di lunedì 31 dicembre fino alle prime ore del nuovo anno: ci saranno dj-set con Max Morgani e Victor Voice, musica dal vivo, animazione e naturalmente il fatidico “countdown” seguito dal brindisi di mezzanotte. Il tutto su un grande palco allestito davanti al municipio, con intrattenimento no-stop e collegamenti con le altre piazze d’Italia e del Nordest in particolare. E gran finale, anche qui inedito a Mirano, un grande spettacolo pirotecnico sul cielo di Mirano per salutare con i miglior auspici l’arrivo del 2019. Il tutto, ovviamente, a ingresso gratuito. Non mancheranno le sorprese, come garantisce anche Paolo Favaretto, patron del Mirano Summer Festival, che ha in mano le redini della serata insieme a Confcommercio del Miranese e alla delegazione dei commercianti di Mirano, che ha fortemente voluto questo appuntamento a conclusione delle iniziative natalizie di quest’anno. Il contorno di questa straordinaria festa sotto le stelle sarà quella classica del Capodanno in piazza: panini, panettone, vin brulé e cioccolata calda per tutti, bancarelle e luminarie di Natale, il tutto nel salotto buono di Mirano, che non poteva, in questo straordinario dicembre ricco di iniziative e nuovi allestimenti, rimanere vuoto nella notte più lunga dell’anno.

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Lo Psicologo e i cartelli “VOI SIETE QUI”… la psicologia ambientale Le persone elaborano le informazioni fornite dalle mappe “Voi Siete Qui” (in seguito VSQ) e le mettono in relazione con il territorio da esse rappresentato. Marvin Levine, uno psicologo sperimentale statunitense, ha studiato gli aspetti relativi alla costruzione e posizionamento delle mappe VSQ, volgendo l’attenzione alle modalità utilizzate dalle persone nel loro utilizzo con lo scopo di individuare quali fossero i processi psicologici e le caratteristiche ambientali e tecniche che rendono il loro utilizzo più o meno facile. Il lavoro ha portato l’autore a proporre 5 suggerimenti di cui tenere conto quando si devono progettare e realizzare le mappe VSQ. Infatti, al giorno d’oggi si realizzano strutture sempre più grandi e complesse ed i fruitori di tali luoghi necessitano di informazioni utili per i loro spostamenti. Può sembrare ovvio che un individuo utilizzi una mappa per orientarsi, tuttavia, come l’autore ha documentato, intervistando i progettisti di queste mappe, spesso non si tengono in considerazione gli scopi per i quali tale mappe sono realizzate ed ecco che per la loro realizzazione e posizionamento spesso ci si affida al caso o a semplici intuizioni che non tengono conto dei processi psicologici dell’utilizzatore: il risultato spesso porta al disorientamento o, peggio, allo smarrimento delle persone. Per realizzare i cartelli “Voi Siete Qui” si devono osservare due principi fondamentali: 1) il principio del riconoscimento dello schema, 2) il principio dell’orientamento, 3) l’equivalenza “davanti/alto”. 1) Il principio del riconoscimento dello schema afferma che è fondamentale che l’osservatore possa individuare una corrispondenza tra il territorio e ciò che è rappresentato sulla mappa. Per fare ciò è necessario fornire dei punti di riferimento. Il teorema dei due punti ci dice che per poter mettere in relazione due figure geometriche sono necessarie almeno due coppie di punti (fig.1): dati tali riferimenti siamo in grado di riconoscere un territorio rappresentato da una mappa. Ecco perché, se su una mappa troviamo solo la scritta VSQ senza altri riferimenti non saremo in grado di capire dove siamo (fig.2) Poiché le due figure geometriche possono essere paragonate alla mappa e al territorio, possiamo applicare il principio indicato.

Per ottenere l’obiettivo di fornire due riferimenti possiamo agire in vari modi: a) aggiungere una indicazione: ad esempio posizionare/identificare un secondo riferimento sul terreno e riportarne l’indicazione sulla mappa, oltre al simbolo VSQ. b) usare uno schema asimmetrico: ad esempio posizionando la mappa accanto ad un edificio in modo da rendere chiaro il riferimento rispetto al simbolo VSQ c) migliorare il simbolo VSQ: ad esempio aggiungendo una

freccia che indichi il lato o la direzione in cui si trova l’osservatore d) utilizzare le ridondanze: i metodi indicati ai punti a) b) e c) sono utili e sufficienti per fornire le informazioni minime per relazionare la mappa al territorio, tuttavia nulla vieta che possano essere utilizzati tutti assieme migliorando l’usabilità della mappa stessa. 2) Il principio dell’orientamento afferma che la mappa deve essere allineata rispetto alla posizione del terreno, altrimenti si possono determinare degli effetti drammatici. Infatti, spesso questa variabile è trascurata da chi realizza o posiziona le mappe VSQ rendendole, di fatto, poco utili o disorientanti. Su molti manuali o istruzioni per l’uso di una mappa, sia raccomandato che essa sia aperta del tutto, posizionata orizzontalmente e allineata al territorio. Così facendo si stabilisce una corrispondenza riducendo al minimo la necessità di altre elaborazioni cognitive per identificare la localizzazione dei punti rispetto al territorio, determinando una maggior facilità di utilizzo della mappa. Questo è dovuto ad un effetto psicologico, infatti una mappa non allineata contiene le stesse informazioni di una allineata: tuttavia quest’ultima è più facile da usare. 3) L’equivalenza “davanti/alto”. Quanto detto sull’orientamento vale per le mappe orizzontali; cosa accade se le mappe sono messe in posizione verticale? L’orientamento di una mappa verticale è psicologicamente uguale a quello di una mappa orizzontale che venga ruotata verso di 90° verso l’osservatore. Se una mappa orizzontale indica il nord davanti a noi, l’est a Dx e l’ovest a Sx , una volta messa in verticale indicherà il nord in alto, l’est a Dx e l’ovest a Sx. Si stabilirà una corrispondenza tra ciò che nel terreno sta davanti a noi e ciò che sulla mappa sta in alto. In tal caso possiamo dire che la mappa è egualmente “allineata” al terreno e sarà facile da usare. Se, al contrario, la mappa fosse invertita e riportasse il nord in basso sarebbe più difficile da interpretare, anche perché le corrispondenze dei punti a Dx e a Sx sarebbero anch’esse invertite. Questo ci fa capire quanto sia importante che le mappe VSQ osservino una corrispondenza davanti/alto, infatti noi potremmo anche realizzare una mappa che indichi correttamente la posizione dell’osservatore e rispetti la corrispondenza con il territorio ma che abbia un allineamento invertito rispetto a quanto esposto finora: le indicazioni sarebbero corrette, ma è stato osservato che con tale configurazione le persone impiegano più tempo a capire dove sono e commettono più errori di percorso. Questo non è mai accaduto con le mappe che rispettavano la relazione “davanti/alto” (fig.3 e 4)

Allineamento invertito

Infine, se posizioniamo sulla carta una freccia che indichi un punto cardinale e orientiamo la mappa con una bussola nella stessa direzione, otteniamo nuovamente una relazione che ci consente di identificare una relazione certa tra mappa e territorio: possiamo estendere il teorema dei due punti ad un nuovo teorema dei due item. Significa che è sufficiente che nelle mappe posizioniamo vicino all’etichetta “VSQ” una freccia che indichi la posizione dell’osservatore rispetto alla mappa e che questa direzione possa essere identificata sul territorio: l’osservatore sarà nuovamente in grado di mettersi in relazione con lo spazio circostante. Va rimarcato il concetto che se il simbolo VSQ e l’orientamento sono gli unici indicatori che vengono forniti all’osservatore, quest’ultimo deve necessariamente essere informato che la mappa è correttamente allineata. In conclusione per costruire una mappa precisa che riporti in modo corretto il simbolo VSQ è necessario seguire queste 5 di raccomandazioni: 1. fornire segni ed etichette coordinati sul terreno e sulla mappa 2. posizionare la mappa vicino ad una parte asimmetrica del terreno 3. usare una doppia corrispondenza del simbolo VSQ per indicare la corrispondenza mappa-terreno 4. tenere a mente l’equivalenza davanti/alto, assicurarsi che la mappa sia allineata con il terreno 5. essere ridondanti, cioè fare un uso simultaneo dei segni e della struttura asimmetrica, insieme al simbolo bi-funzionale VSQ e l’allineamento. Una mappa che osservi questi criteri sarà certamente utile e facile da usare. Un aneddoto curioso. In un ospedale venne posizionata una mappa sul muro, di fronte all’uscita di un ascensore che riportava la planimetria e le indicazioni corrette, ma che non rispettava la relazione davanti/alto. Ebbene, la Direzione dell’ospedale si accorse dell’errore di impostazione della mappa per il fatto che le donne gravide, anziché andare verso il reparto maternità, andavano verso l’odontoiatria.

Allineamento davanti/alto Dott. Marco Boldrin, Psicologo - Psicoterapeuta Membro e socio fondatore della Società Italiana di Psicologia Interazionista. e-mail: info@marcoboldrin.it - web: www.marcoboldrin.it

Auguri Buon Natale e Felice Anno Nuovo!


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STILE UOMO | Dante e Mirco Via Villa Belvedere, Mirano Tel. 041 5700811

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Pranzo di Natale 2018 Il benvenuto della cucina con analcoolico alla frutta Cestino croccante con insalatina alle arance, fior di Treviso, noci e spaghetti di finocchio Fagottini alla Zucca e Zenzero Sushi di Zucchine con mousse al parmigiano reggiano e mortadella SlowFood

Girelle di Pane Carasau alla Pancetta, Mozzarella e semi di Chia Classico Risotto Fior di Treviso, Taleggio e Noci Cannelloni al ragĂš di cortile e Carciofi alla romana Sorbetto agli Agrumi

Tortina salata ai Porri e Brie

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Porchetta Trevigiana SlowFood e radicchio marinato

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Involtino di Melanzane con pomodorini e pistacchi di Bronte

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Pizzeria e Ristorante

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NOI SVENDIAMO, VOI SVENDETE, ESSI SVENDONO Cioè, se un’agenzia immobiliare tradizionale vuole svendere un immobile, può scegliere 2 strade: 1. Accettare ad occhi chiusi il valore che dice il venditore di casa e non avere nulla da dire a riguardo 2. Se gli viene chiesta una stima, fare una stima ad occhio o una stima su parametri sbagliati. Ti spieghiamo subito perché. Nel primo caso, utilizzando quel metodo, l’agenzia cosa fa? Pianifica e segna sul calendario i giorni che mancano alla tua svendita. Perché riconoscendo l’immobile fuori mercato e fuori prezzo, non volendo fare fatica a dirti come stanno le cose per paura di farti arrabbiare e perdere la gestione della casa, ti dicono “VA BENE!”. Ma è il “Va bene” più brutto che può dirti un professionista. Eh sì, come vedi non si capisce bene chi svende in questo pazzo mercato immobiliare. Ho inserito NOI, cioè noi come agenzia. VOI, inteso come proprietari. ESSI, inteso come gli agenti immobiliari primitivi, quelli che non applicano metodi evoluti ma metodi anni ‘70 per vendere. Ma il punto su cui vogliamo soffermarci con attenzione è il NOI. Perché parlando con le persone e con i clienti, la loro prima impressione è che NOI riusciamo a dare la nostra Garanzia perché, sempre secondo loro, svendiamo gli immobili. Ovviamente non conoscono bene il nostro metodo, ma capiamo che può essere un pensiero che viene in mente appena si legge un messaggio come il nostro “Vendiamo in 150 giorni oppure ti paghiamo una penale”. E soprattutto perché il nostro mestiere, se così vogliamo chiamarlo, si è completamente screditato nel corso degli anni. Gli agenti immobiliari ormai nella testa delle persone non sono visti come professionisti qualificati e nemmeno come indispensabili per la conclusione di una vendita immobiliare. Sicuramente un assicuratore, un notaio, un avvocato, un architetto ha molta più credibilità professionale rispetto alla nostra. Quindi sappiamo che il cliente pensa sempre che ci sia qualcosa sotto, soprattutto in Italia dove questo “qualcosa sotto” c’è praticamente dietro ad ogni angolo. Quindi vogliamo spiegarci una volta per tutte e togliere ogni dubbio. Ma partiamo da un presupposto prima di andare nei dettagli. Se pensi a prescindere che vogliamo truffare o raggirare qualcuno in qualche modo, perché sei sicuro che noi siamo tutti così e che nessuno si salva, bene, allora non continuare a leggere e dedicati ad altro. D’altronde se hai questa opinione generale e assoluta del nostro ruolo non vediamo perché tu sia qui a leggere. Invece, se credi che come in tutte le professioni e i lavori, ci siano tante mele marce ma anche chi si impegna e chi si comporta bene, allora possiamo spiegarti perché per NOI non vale assolutamente la politica della svendita. Tutto il nostro percorso di vendita di un immobile parte dallo Studio professionale di mercato, che applichiamo a tutti gli immobili che entrano nella nostra gestione. Se il nostro scopo fosse svendere, perché romperci le scatole a realizzare uno studio di questo tipo e investire ore di tempo per un valore che non ci serve?

E sanno già che da lì in poi partirà il lento declino sul mercato della tua casa, perché cercherai di adattare il prezzo al mercato, ma essendo troppo alto e perdendo di credibilità giorno dopo giorno, i tuoi ribassi non raggiungeranno mai il livello del mercato. Noi lo chiamiamo “Vortice della Svendita”. E nel frattempo loro useranno casa tua come specchietto per le allodole per vendere altre case al prezzo giusto: “Vede questa casa signora, costa 200.000 euro, ma a 180.000 posso mostrarle quest’altra che è molto meglio!”. E tu resti lì, impantanato, senza possibilità di venirne fuori se non quella di svendere. Mentre, nel secondo caso, se si trovano davanti alla strada di dover fare una stima, sia perché hanno sempre utilizzato questo metodo, sia perché realizzare uno Studio completo di mercato comporta molto tempo, fanno una stima approssimativa e non reale. Ma che vantaggio ha un agente immobiliare a fare così? Si comportano così perché hanno dalla loro parte i vecchi metodi di ribasso degli immobili, quindi sperano che, in caso di trattativa o di proposta d’acquisto a ribasso, il proprietario accetti. Solitamente queste strategie di ribasso sono: 1. La chiamata di aggiornamento, dove l’agente dice che il mercato è duro, che non c’è movimento e conclude sempre con la stessa domanda: ma se arrivasse una proposta, a quanto accetterebbe? E lì il proprietario, con la speranza che questa proposta magari un giorno arrivi, si sbilancia e dice una cifra. Così un’ora dopo si trova su tutti i portali internet gli annunci con la casa a prezzo ribassato. E pensi che sia un bel segnale per chi magari sta tenendo d’occhio proprio la tua casa? Sicuramente se quel cliente non aveva già chiamato era perché non ha la disponibilità per comprarla, ma ora gli si dà una speranza. Fino a quando un giorno il prezzo della casa non arriverà ad una cifra vicina alla sua disponibilità. Ma a quel punto il cliente avrà un dato dalla sua parte che prima non aveva: questo cliente ha abbassato il prezzo di 15.000 euro in 5 mesi, figurati se faccio una proposta alla cifra che chiede! Minimo gli offro altri 10.000 euro in meno! Ecco, la svendita è compiuta! 2. Seconda strategia di ribasso è la telefonata di finta proposta. In questa telefonata l’agente primitivo, dopo aver portato l’ennesima visita e aver ricevuto un “no”, dice invece al proprietario che i clienti sono interessati, ma lui non ha ritirato la proposta perché la cifra gli sembra troppo bassa.

Il proprietario, che vede così uno spiraglio di luce in fondo al tunnel, anche qui si sbilancia e chiede “Ma a quanto arriverebbero?”. L’agente spara una cifra a ribasso e il proprietario tante volte ci casca, e dice che per quella cifra ci si potrebbe pensare. Poi l’agente si inventa la scusa che ormai i clienti sono persi perché hanno visto altro, perché un genitore non era d’accordo o altro, ma in compenso ha ottenuto il suo tanto amato ribasso. Ed il giorno dopo butterà fuori in pubblicità la casa a quella cifra, spesso senza neanche chiedere conferma al proprietario. Problema: secondo te chi vede la nuova cifra offrirà proprio quella o tratterà ancora?? Ecco, la svendita è di nuovo compiuta. Bene, ma allora, comprese queste strategie, perché il nostro Metodo Vendita Sicura non ha nulla a che fare con questo? Perché innanzitutto parte da uno Studio di mercato che mette a confronto, oltre alle caratteristiche della casa come metri, piano, zona, anche tutto quello che è stato venduto e che è in vendita in quel momento. E non a parole ma dati alla mano! Quindi non è uno studio soggettivo, dove la cifra la facciamo noi, ma la fa davvero il mercato! Quindi la garanzia che noi diamo si basa sulla conoscenza del mercato in cui verrà inserito il tuo immobile e non sui dati generici al metro quadro. Inoltre, dal momento in cui il proprietario ci affida il suo immobile in vendita e viene pattuito quindi il prezzo, questo non varia mai per tutta la durata dell’incarico. Quindi se lo Studio Professionale di Mercato dà come risultato 200.000 euro, il prezzo esposto di quell’appartamento sarà di 200.000 euro per tutta la durata dell’incarico. E questo incarico dura solo 5 mesi e non si rinnova, a differenza di tutte le altre agenzie che partono da un minimo di 6 fino a 12 mesi e comunque rinnovabile. Bene, speriamo di averti dato delle informazioni utili per la vendita della tua casa. Ci vediamo presto nel mercato immobiliare! Alex e Andrea, fondatori Gruppo Garanzia Immobiliare

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Nuovi obiettivi per MM AL POZZO Tempo di bilancio di inizio stagione al MM Al Pozzo, e obiettivi da rivedere per tutta la società. Questa stagione ha visto ai nastri di partenza una prima squadra in serie C2 ed una nuova compagine militante nel campionato Under 21 Regionale. In estate l’inserimento di giocatori esperti e dalle indubbie qualità, avevano fatto ben sperare, convincendo tutta la dirigenza ad ambire ad un posto nei play off di serie C2, per la prima squadra del sodalizio miranese, ma dopo 7 giornate è arrivata una sola vittoria e ben 3 pareggi, relegando la squadra appena sopra i play out, e ben lontana dalla quota minima per centrare quanto preventivato ad inizio anno. Anche per la squadra Under 21 l’inizio del campionato non è stato entusiasmante, ma dopo le 4 sconfitte consecutive di misura, sono arrivati due pareggi contro due formazioni dei piani alti della classifica, instillando nei nostri giovani la consapevolezza che la strada intrapresa è quella giusta e la prima vittoria è ormai alle porte. Proprio per questi motivi assieme ai due mr, De Santis e Lazzarini, si è deciso di forzare l’inserimento di giovani della squadra Under, nel campionato di C2, creando un numeroso gruppo di giocatori che possa ambire a calcare il ‘terreno’ del Pala Majorana, vera casa della società di calcio a 5, che rappresenta un bacino importante come quello di Mirano e di Martellago. Le qualità di numerosi giocatori senior serviranno per portarci

fuori da queste ‘sabbie mobili’ e daranno il giusto contributo alla crescita dei ragazzi dell’under, dai quali, invece, chiediamo di portare quell’entusiasmo e quell’incoscienza, tipiche dei giovani. Lo sport deve innanzitutto essere un punto di aggregazione e, soprattutto negli sport di squadra, è la forza del

gruppo ad essere il vero fattore trainante. Nei momenti di difficoltà è assai arduo e difficile trovare le giuste motivazioni o soluzioni da soli, cosa che un gruppo unito riesce a trovare con facilità, perché ci si regge a vicenda e si condividono gli obiettivi. Mirano e Martellago nel calcio a 5 erano due realtà solide e conosciute come ambienti dai valori sani e coerenti, non da meno l’MM AL POZZO, sorta dalle loro unioni, porta come basi questi fondamentali valori e cercheremo di raggiungere i nostri sogni, senza disattendere quanto sempre sbandierato. A volte le scelte effettuate si rivelano negative o non in sintonia con quanto preventivato, ma sarebbe diabolico perseverare su queste ‘strade’ sconnesse, e a malincuore si devono rivedere concetti ed obiettivi, lasciando partire chi non sia nella stessa lunghezza d’onda e veda una società dilettantistica e di promozione sportiva e culturale come la nostra, come un semplice luogo per praticare uno sport. A modesto avviso, siamo molto di più di tutto ciò e siamo convinti che a piccoli passi riusciremo a portare la nostra filosofia al successo. Ci sono molte altre realtà sportive dedite ad insegnare questi concetti, ma Al Pozzo lo facciamo da quasi 30 anni e ne siamo molto fieri.

Nella foto la squadra Under 21 al completo, giocatori, staff tecnico e dirigenza

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Conversazione con Gianni Montagli Giornalista Si scrive legno, si legge natura, lavoro, vita, famiglia e tante altre cose. Perché la vita di un falegname non è fatta solo di trucioli e di superfici calde e levigate, di profumi naturali. C'è una bottega, ci sono i committenti, ci sono i progetti e i problemi di tutti i giorni. Ne parlo con Roberto Mion di Zianigo di Mirano, artigiano del legno creativo di natura, pronto a svelarsi senza remore quando si affronta il tema vasto dell'arte cui ha legato la sua esistenza. Vero artigiano del legno con più di trenta passati in bottega, nonostante gli studi avviati di Architettura a Venezia, vuole parlare di falegnami, ma non solo, e del legno che definisce "una delle più belle occasioni da vivere". Lui questa occasione l'ha colta al volo e ora ne parliamo con un suo pizzico di orgoglio: - Da dove cominciamo, raccontati…? ”Sono un falegname, e oggi, ad un certo punto della vita, né troppo presto né troppo tardi, sento il bisogno di raccontare questa esperienza, anche per far conoscere ciò che abbiamo costruito, in situazioni semplici e in situazioni complesse, ma sempre con i nostri

soli mezzi…”. - Vuoi dirmi che sei un artigiano e anche che hai un rapporto tutto particolare col legno? “Questo e quello. La nostra è una bottega, non è un'industria e non lo sarà mai, anche se siamo in grado di lavorare su una media di cinque progetti alla volta. Facciamo arredamenti e tutto ruota attorno al legno, che è stato per me il primo amore e tuttora la materia prima che prediligo. Perché il legno è natura e forma..”. - Ne parli come se lo sentissi già tuo quel legno. “Il legno ogni falegname ce l'ha nel nome stesso, fa-legname, come ci ricorda il dizionario della lingua italiana, con quel verbo fare che sta per lavorare. E lavorare è vivere ...”. -Antico il nome, antico il mestiere, ma non ti sembra che sia un pò superato oggi che tecnologie, industrializzazione e vendita nei centri commerciali sembrano relegarvi in un luogo d’èlite che può diventare anche un po’ scomodo? “È tutto relativo, perché le tecnologie devi saperle dominare, l’industria-

lizzazione è un processo ritenuto da molti inevitabile, che però finisce quasi a contrasto, per valorizzare il ruolo dell’artigiano e della qualità che quest’ultimo garantisce. Paradossalmente i centri commerciali di per sé possono offrire nuovo mercato a tutto, talvolta perfino anche al prodotto di eccellenza. Anche se a noi non interessa, perché lavoriamo per una committenza che ci chiede arredi su misura e idee originali, e arredi per qualunque funzione …“. -Un’attività decisamente impegnativa, tutt’altro che ordinaria. “Certo, avere committenti è una fortuna, perché lavorando con persone talentuose cresci anche tu. E io considero una fortuna anche l’aver avuto sempre clienti molto esigenti…” -Ma qual è il segreto per mantenere i clienti? “Non lo so. Forse non c’è un segreto, lavoriamo con persone fantastiche, che ci arricchiscono con le loro stesse esperienze. Molti ci dicono che lavoriamo bene, ma è la nostra quotidianità ci spinge a rispondere a sfide continue, e il risultato ci appaga…” Roberto Mion, dunque emargina d’un colpo

solo tutta la filosofia dello sviluppo e dello standard che domina la nostra società del benessere e si dichiara soddisfatto del suo lavoro a committenza, degli arredamenti personalizzati, del dialogo serrato con gli architetti e stilisti, del prevalere assoluto della creazione artistica sulla produzione di serie. Roberto Mion Gianni Montagni

El Bacaro, l ,osteria di Mirano attraverso un secolo di storia Mirano è conosciuta per i suoi abitanti operosi ed ingegnosi, per le nobili tradizioni sorte nelle sue Ville patrizie e per la sua storia ricca di folclore e di valore. Nobili, belle dame e noti personaggi di diversi paesi l'hanno visitata, apprezzata e abitata. Gli splendidi edifici dei secoli scorsi recano il segno della loro presenza di un tempo. Ma una grande parte della storia del popolo Miranese è stata vissuta all'interno di locali tipici, quali le osterie. E una di queste sopravvive tutt'oggi, conservando le stesse caratteristiche nelle linee architettoniche e nell'arredo. È il locale che si trova nella piazza di Mirano, dietro la Chiesa arcipretale, in via Bastia Entro. Dal 1902 al 1954 è stata gestita dai signori Cosmai, prima Carlo e poi Pietro, che l'avevano acquistata da un farmacista, proprietario di diversi immobili a Mirano, un certo Giuseppe Girardi, nativo di Scorzé ma domiciliato a Rossano Veneto. Il signor Cosmai Pietro e la sua signora Amalia attiravano i concittadini con i vini che, in capienti botti, provenivano dal Sud Italia. All'esterno dell'osteria c'era un'insegna, dove si leggeva "Vini Meridionali". Era usanza, la domenica, usciti dalla Chiesa arcipretale dopo la Santa Messa, entrare nell'osteria dal sig. Cosmai per assaggiare il vino dolce meridionale denominato "Aleatico", che ben si sposava con i biscotti savoiardi. Naturalmente in altri momenti della giornata o della domenica cambiavano le esigenze, le richieste e i gusti dei clienti ed allora venivano offerti i "musetti" con la polenta, i "nervetti" di carne di manzo, qualche "sepioina" e gli immancabili "vovi". Tali assaggi stuzzicavano, oltre l'appetito, anche la sete e ai vini meridionali si aggiungevano quelli veneti. L'atmosfera diventava più familiare e calda, specialmente se si sor-

seggiava il “vin santo" o se si prendeva un bicchiere di "Zibibo": si dimenticavano, allora, le fatiche, la povertà, i dolori e i guai, i debiti, le bocche da sfamare, la tempesta e la siccità; si cominciava a sognare... oltre i fumi degli odorosi sigari o delle sigarette fatte in casa con tabacco "tranciato". I più anziani tabaccavano felicemente fiutando da una scatola vecchia, anzi antica e un po’ sporca. L'osteria era il luogo che, dopo la chiesa, aiutava a sperare, a sopravvivere, a ritornare ad amare la vita, o almeno certi momenti della vita. Nell'osteria nascevano, poi, le storie del paese, che si arricchivano di mese in mese di nuovi protagonisti e di episodi inimmaginabili; si concludevano affari, si annodavano nuove amicizie o si scompaginavano quelle vecchie. Il tutto con estrema facilità. Nell'osteria e nella piazzetta antistante, insomma, era bello, doveroso, importante esserci. Dal 1954 a oggi nella nostra osteria di Mirano si sono succeduti vari gestori, i signori Visonà, Vicariotto Ermenegildo, Vicariotto Baldovino e Marcolan Giuseppe. Oggi, se entri, incontri due volti giovani e simpatici, cordiali e preparati, Lucio e Silvia, marito e moglie. Essi hanno cercato di conservare le caratteristiche tipiche dell'osteria, senza lasciarsi sedurre dalle mode delle paninoteche, dei pub, dei locali Karaoke. Hanno così rispettato l'ambiente e la storia della stupenda Piazza di Mirano. Se passi accanto, i sapori ti invitano a fermarti e ad entrare: non mancano le "sepioine”, i "musetti", la "trippa", i "vovi”, ecc.; trovi pure il risotto, la pastasciutta, il vino veneto o di altre località tipiche, non più quello meridionale (l'insegna esterna del Cosmai è stata tolta da vari anni). Nella nostra osteria continuano, ancora, a svilupparsi le

"ciacoe", ma vengono solo sussurrate. Per i grandi avvenimenti si leggono i quotidiani. Per sognare si guarda la televisione, ma per ricordare ci sono i muri intrisi di antichi sapori lasciati in questo locale da tante generazioni. Per divertirsi … è sufficiente dimenticare il presente prendendo un buon “cicchetto” e osservando la “busia” negli occhi del tuo vicino (talvolta denominato “bae”). Paolo Trevisanato


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Francesco Volpato, la poesia nel vetro Spesso nelle nostre comunità conviviamo con belle e importanti personalità, dai concittadini del tutto o parzialmente ignorate, ma che sono conosciute e apprezzate nel territorio o nei paesi stranieri. Nel Miranese ciò avviene per Francesco Volpato, nato nel 1956 a Mirano ed ivi ancora residente. Francesco è pittore, scultore e maestro vetraio. Soprattutto è un artista. Il vetro, tra le sue mani, prende vita e ci illustra tante storie e tante belle realtà. All’età di 15 anni, nel 1971, lo incontriamo apprendista in una delle più conosciute vetrerie di Murano, alla Scuola del grande maestro Giancarlo Moretti. Consegue il diploma di maestro soffiatore e di maestro della filigrana ed avrà compiti di dirigente nella conosciuta azienda “La Mariana”. Ha appreso tutti i segreti per la fusione e la fusione e la lavorazione del vetro, che lo hanno aiutato per la composizione di sculture con il vetro e di raffigurazioni pittoriche sul vetro. È riuscito, così, ad unire le due arti scultura e pittura, realizzando un unico prodotto artistico, che rivela, oltre la bellezza anche notevoli capacità poetiche. Nel suo percorso artistico, ha realizzato una propria linea di sculture e di quadri, che ha esposto in mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Dal critico d’arte Lino Brumelli, ultimo allievo di Picasso, ha battezzato le soluzioni “Volpatiane”. I suoi prodotti artistici rivelano una creatività unica, che non conosce confini e che attira l’attenzione e il favore anche a livello internazionale. In questi mesi è stato chiamato a far parte della Commissione per la valutazione dei partecipanti al Concorso Internazionale di pittura e scultura, che si svolge a Mostar (Bosnia). Sicuramente tutti noi Miranesi, Veneti, Italiani siamo orgogliosi di avere tra noi e di convivere con Francesco Volpato, artista poliedrico del vetro. Paolo Trevisanato

QUARTIERE ALDO MORO: ATTESA DEL SANTO NATALE L’attesa del Santo Natale con la festa della Ciara Stea è ormai un tradizionale appuntamento atteso con piacere dai cittadini e non solo del quartiere Aldo Moro di Mirano . Anche quest’anno grazie all’aiuto volontario dei componenti il quartiere Aldo Moro il 24 DICEMBRE alle ore 18,30 in piazza Aldo Moro si celebra la Ciara Stea in attesa della nascita del nostro Signore . Ci saranno per tenerci in allegria dei musicanti che suoneranno musiche e canti Natalizi,il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vin brule con un piatto caldo di fagioli, cotechino ed altro . Sara un serata di attesa vissuta in letizia , amicizia e solidarietà per noi per la nostra comunità e per la pace e fratellanza in tutto il mondo. VI ASPETTIAMO NUMEROSI E SIN D’ORA BUON NATALE Gilberto Bellò Presidente del Quartiere Aldo Moro per la Ciara Stea

PERCHE’ L’OTTIMISMO CONVIENE Essere ottimista non significa “vedere il mondo tutto rosa”. Un ottimista riconosce i problemi e le difficoltà, ma mantiene un atteggiamento efficace. Un pessimista invece quando si trova davanti a un problema: > Personalizza l’evento. Ossia pensa che sia solo colpa sua e che quindi non potrà mai cambiare nulla. > Rende permanente un evento: quando accade qualcosa di negativo, il pessimista lo estende nel tempo, rendendolo un destino. Se un progetto aziendale non viene accettato si dice: “Non riuscirò mai a combinare niente di buono”. Rende pervasivo un evento, che viene esteso anche nello spazio, toccando altre aree della sua vita. Per esempio, una persona che non riesce a dimagrire, dice: “ Sono pigro, è inutile provarci!”. Insomma il dialogo interno pessimista non ci permette di raggiungere traguardi che in realtà sono alla nostra portata. Questo porta a delusioni che alimentano il pessimismo, creando un circolo vizioso. Ecco come svoltare. - Delimita la tua visione dei problemi. Quando accade qualcosa di negativo o non riesci a raggiungere un traguardo, fai attenzione al dialogo interno. Se presenti un progetto per una startup e non ti danno i finanziamenti, non pensare: “Sono un fallito!” o “Non ci riuscirò mai!”, ma “Il progetto ha qualche pecca. Ci lavorerò per renderlo interessante!”. - Ascolta il tuo dialogo interno. Anziché dire: “Sono uno stupido!” analizza la situazione e cambia la tua frase con: “Questa

volta ho sbagliato. La prossima volta mi impegnerò di più”. - Contraddici i pensieri automatici negativi. Se ti dici: “Non è possibile farlo!”, concentrati sulle prove: quante volte hai superato sfide nella vita? Quali risorse hai? Cosa ti manca esattamente per riuscire? - Concentrati sulla soluzione, non sul problema. Una volta analizzato il problema, pensa a come agire, chiedendoti: “Qual è la soluzione migliore? Quali sono le alternative? Cosa posso fare?. - Impara dai tuoi errori. Convinzioni radicate in noi aumentano lo stress e il pessimismo, rendendo le mete della nostra vita irraggiungibili. Per esempio, possiamo pensare: “Se non piaccio a tutti, c’è qualcosa che non va in me.” Ragiona a mente fredda, ricordandoti che nessuno è perfetto e che sbagliare è umano: semplicemente, bisogna imparare dai propri errori.

Giorgio Pesce

Marzo 1994 - Marzo 2019 il comitato viabilita’ sicura compie 25 anni Il comitato viabilita’ sicura di scaltenigo in questo periodo tira le somme di quanto e’ riuscito ad ottenere per la sua frazione. Come sempre nei numerosi colloqui con l’amministrazione sono state valutate, discusse e risolte molte problematichePurtroppo negli ultimi mesi dell’ anno scorso, un luttuoso incidente ha funestato il nostro paese. Il papa’ della titolare della gastronomia da “mirka” e’ stato investito nell’attraversamento pedonale in prossimita’ della chiesa. Il comitato ha prontamente organizzato un assemblea pubblica con la signora sindaca e gli assessori ai lavori pubblici e ambiente. Nella affolata e vivace assemblea molti cittadini hanno cercato di aiutare portando validi suggerimenti. Il pericolo negli attraversamenti pedonali vicino alla chiesa e alla scuola materna (anche se si era cercato di renderli ben visibili) sussisteva, e da qui la decisione condivisa di mettere per ognuno dei due attraversamenti due semafori a chiamata , e da mesi i cittadini ne stanno gia’ usufruendo. Quest’anno il comitato ha avuto la soddisfazione di vedere approvata definitivamente una sua richiesta che sollecitava da anni : l’attraversamento ciclo pedonale fra il parcheggio a nord delle scuole e a sud il parcheggio del pattinodromo. Questo attraversamento permette di unire senza pericolo e senza attraversare il centro, via caltana ovest e a via ballo’, rendendo piu’ sicuro il percorso degli studenti e dei parocchiani di ballo’ e scaltenigo, che per l’unione delle due parocchie hanno frequentazioni continue. Che dire poi dell’iniziativa di un membro del nostro comitato, claudio griffoni, che preoccupato per il disagio e la pericolosita’ che grosse buche e dissesti del manto stradale producevano nella strada dove abita ed ha la sua attivita’, “la pescheria da claudio” mettendo a rischio l’incolumita’ degli utenti e dei suoi clienti, claudio ha telefonato agli uffici competenti della citta’ metropolitana, gli ha risposto un cortese funzionario che nel giro di pochi giorni ha mandato dei tecnici a verificare, facendo seguire velocemente una asfaltatura completa di via ballo’ Anche altre, medie e piccole difficolta’,sono state risolte, come le pulizie dei tombini, la potatura degli alberi in particolare lungo la pista ciclabile di via ballo’, taglio di siepi che impedivano la visibilita’ e una buona illuminazione dell’attraversamento davanti al centro civico, sede non solo del comitato ma anche del ceod e di molte altre associazioni. Tutte queste criticita’ sono state portate a conoscenza a chi di dovere dal comitato per l’attenzione che i nostri membri portano a tutela del territorio. Ma la notizia che piu’ ci ha dato gioia e’ stata portata dalla sindaca nella assemblea del 10 ottobre, presso la nostra sede, con la presenza inoltre degli assessori salviato, vianello, petrolito, alcuni consiglieri e impreziosita dalla disponibilita’ dell’ ing. Lumine. E’ stata comunicata in anteprima la realizzazione della messa in sicurezza di via caltana ovest, la gioa degli abitanti presenti ,che abitano lungo questa strada e’ esplosa con un applauso.

Da sempre( fin dal 2006) il comitato viabilita’ sicura chiedeva la realizzazione di questo importante intervento al comune, alla provincia prima e poi alla citta’ metropolitana giungendo quest’anno a scrivere una lettera al sindaco brugnaro mensilmente segnalando i problemi di sicurezza, di gran traffico e di degrado di questa strada, nominata proprio per il gran traffico austrada senza pedaggio. Le lettere sono sempre state inviate per conoscenza alla maggioranza e alle minoranze tutte del nostro consiglio. Un problema annoso che ha avuto soluzione per l’operato della sindaca, del comitato e per una fruttuosa raccolta di firme proposta dal consigliere babato che e’ consigliere anche in citta’ metropolitana. Raccolta di firme che i membri del comitato quando ne sono venuti casualmente a conoscenza si sono affrettati a sottoscrivere. Una nota dolorosa per il comitato viabilita’ sicura, e ‘ stata la perdita della causa intentata dalla nostra amministrrazione contro la regione per il mancato rispetto degli accordi di programma per i danni causati sul nostro territorio dal passante. Con i 19.000.000 Di euro che ci erano dovuti una delle prime opere dovevava essere la pista ciclabile per unire il centro di scaltenigo al suo capoluogo , pista che richiediamo da circa 20 anni e’ incredibile a credersi che una pista giudicata indispensabile da ogni amministrazione non abbia avuto ancora realizzazione. Il nostro giudizio e’ impietoso Nella conferenza tenutasi a venezia il 22 c.M. A titolo “ stati generali del verde pubblico “ con il presidente comitato verde pubblico del ministero dell’ambiente e molte altre personalita’ di enti istituzionali ed altri , era presente anche il comitato nella persona della sua presidente invitata dalla presidente della cav dr.Ssa serato. La presidente della cav ha spiegato il suo grande impegno a far diventare il passante un’ opera verde. Il suo intento e’ di coinvolgere i coltivatori che possiedono i loro terreni confinanti con il passante mettendo a dimora su questi terreni le piante a creare un bosco lineare. Ai coltivatori sara’ corrisposto un giusto compenso per i mancati raccolti ed inoltre sara’ degli stessi coltivatori il legname prodotto dalle piante . Secondo noi una opportunita’ da non perdere. Per questo la do.Ssa serato ha chiesto la collaborazione degli enti per l’agricoltura. Altri impegni attendono il comitato nel prossimo anno, anzitutto si risolva il problema della progettazione della pista ciclabile su via scaltenigo, ci sia per lo meno questo segnale e in piu’ l’abbattimento delle barriere archittettoniche che insistono per accedere all’ ufficio postale. Il comitato non demorde e chiede ai cittadini di essere sostenuto. A tutti i piu’ vivi auguri per il prossimo anno, che sia un anno sereno che veda risolti i gravi problemi della nostra nazione portando un po’ di benessere e riportando a tutti la gioia di vivere. Per il comitato viabilita’ sicura Ivana cagnin


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IL PRANIC HEALING E’ LA DISCIPLINA DELLA GUARIGIONE PRANICA O ENERGETICA Il Pranic Healing ha le sue radici in un’antica terapia cinese che ha le stesse origini della Digitopressione, del Massaggio Chi, dell’Agopuntura, e dell’antichissimo Yoga cinese chiamato Chi Kong. Il Pranic Healing è dunque una scienza antichissima, ma nella sua veste moderna, evoluta e aggiornata è opera del Maestro Filippino CHOA KOK SUI che ha il grande merito di avere voluto diffondere nel mondo le antiche arti cinesi di guarigione con mani, rendendole semplici e facilmente trasferibili. Questa tecnica si basa sulla constatazione che abbiamo un corpo energetico oltre che fisico e che ogni disturbo fisico, emozionale o mentale si manifesta come alterazione di questa energia. Il Pranic Healing può correggere questi squilibri applicando tecniche adeguate in modo da ripristinare salute e armonia. Può essere praticato su se stessi o su altre persone senza contatto fisico. Il Pranic Healing è una terapia semplice ed efficace che chiunque può apprendere. Nelle nostre mani è racchiuso un potere straordinario, se qualcuno ci insegna a risvegliarlo e a potenziarlo, questo potere si manifesta in forma di energia.

La parola prana, secondo la tradizione indiana, significa energia vitale. Infatti, il Pranic Healing è la guarigione e auto guarigione attraverso l’uso di questa energia, presente ovunque e che ognuno di noi possiede. Per questo il motto del Pranic Healing è “Anche tu sei guaritore”. Il Pranic Healing funziona, s’impara in modo rapidissimo e trasforma chiunque in un guaritore pranico con grande utilità per la famiglia e gli amici e chiunque abbia bisogno di cure. Il Pranic Healing non intende sostituirsi alla medicina e alle ordinarie terapie mediche, deve essere considerato piuttosto una tecnica naturale, priva di pericoli, ecologica ed economica d’integrazione, riequilibrio e disintossicazione delle energie vitali. Frequentando i nostri seminari la gente si sorprende per la semplicità ed efficacia del metodo e quando scopre il naturale potere della guarigione si rende conto di poter esercitare un cambiamento nella propria vita, imparando l’uso dell’energia personale e di quella ambientale. Gli insegnamenti del Maestro Choa Kok Sui sono diffusi in seminari della durata di due giorni. Ogni partecipan-

te riceverà un certificato originale dall’Institute for Inner Studies. Presso il Centro di Spinea Vengono organizzati periodicamente corsi e serate di meditazione. Per info potete scrivere a phvenezia@libero.it, visitare il sito www.pranic.com oppure telefonare a Carolina 3355704480.

Carolina Orlandini

DUBAI di Rudy De Pol Dubai è la perla degli Emirati Arabi, una meta insolita, ideale per chi desidera vacanze rilassanti, coccolati da ogni comfort in splendidi ed attrezzatissimi alberghi. Ubicata in una posizione strategica, tra il Golfo Arabico e l’Oceano Indiano, Dubai è ricca di fascino e di incredibili suggestioni. Racchiude l’intrigante atmosfera araba in un mix di moderno e di storia. L’affascinante territorio circostante è un continuo alternarsi di seducenti contrasti: dalle desolate e roventi montagne dell’interno desertico alle lussureggianti oasi naturali, dalla tranquillità dei verdi campi da golf alla rumorosità dei suoni ancestrali dei tornei beduini, dalle vecchie botteghe dei souk agli ultra sofisticati negozi per nababbi. Un miraggio al quale si stenta a credere e pensare che fino a pochi decenni fa Dubai non era altro che un piccolo villaggio di pescatori. Oggi è una metropoli con hotels di lusso, dotati dei migliori servizi per dare ai loro ospiti il meglio di ciò che si possa desiderare. L’ospitalità è davvero sontuosa e il primo albergo a 7 stelle esistente al mondo non a caso sorge qui. Si chiama Burj Al Arab, la Vela del Golfo,il più costoso del mondo, meta esclusiva degli uomini più ricchi del Pianeta. Tutto ciò che luccica è in argento e oro 22 carati. Ha la forma di un’immensa spada sguainata verso l’alto. Fin dal tramonto una coreografia di colori danza lungo lo scheletro della “Torre degli Arabi” insieme agli ascensori, velocissimi puntini fosforescenti che percorrono il corpo del gigante in pochi secondi. Il primo impatto visivo non si dimentica più. Dall’alto dei suoi 324 metri sovrasta Jumeirah Beach, la lunga spiaggia di sabbia bianca di Dubai, erosa sempre più dalla speculazione edilizia. Di giorno riflette i colori del cielo e del mare, al pomeriggio le nuances dell’arcobaleno, di sera il gioco cromatico di luci e ombre. Il Burj Al Arab si trova a 300 metri dalla costa in un isolotto artificiale che regge le 9 mila tonnellate di acciaio usate per l’architettura. Il tutto poggia sui 250 pilastri delle fondamenta che scendono nel mare alla profondità di 40 metri. Entrando si percepisce immediatamente la filosofia architettonica che ha ispirato l’intero progetto. Terra, acqua, fuoco ed aria sono i quattro elementi che si combinano ogni volta in maniera diversa, secondo l’antica arte cinese del Feng Shui e ripartiti in modo preciso, mettendo cioè ciascun elemento in ambiente diverso. Una grande cascata occupa la parte centrale dalla hall con spruzzi d’acqua che cambiano di colore al variare delle luci. Ai piedi dell’albergo domina Vulcano, una fontana che ha dentro un braciere con una fiamma alta perennemente accesa. Al piano superiore è ancora l’acqua l’elemento dominante con una vasca zampillante da cui periodicamente scatta un getto che supera i 30 metri. Gli arredi interni riportano agli elementi della Terra: metalli preziosi come l’argento, per gli Arabi simbolo assoluto di ospitalità, mentre tutto quello che luccica è oro. Duemila metri quadrati di foglia a 22 carati su muri e pilastri. Nella lobby la maestosità e sfarzosità degli arredi e della tappezzeria lascia esterrefatti: fastosi sofà dai

colori sgargianti, tappeti e rivestimenti fondono l’arancione al giallo, il bianco al rosso e al blu. Immensi acquari fanno da muri, riproducono l’ambiente naturale della barriera corallina e ospitano centinaia di pesci (70 specie diverse) inclusi gli squali. Un flusso d’acqua chiuso in un blocco di cristallo accompagna la salita in ascensore a vista fino al piano della reception, fatto di colorati mosaici e dorate colonne. Ad ogni piano è assegnato un colore diverso, fino alle due “Gran Suite”, le più spaziose dell’intero relais, poiché di sole suites è composto l’albergo. 202 in totale, la più piccola di 169 mq. la più grande di 709, ognuna disposta su due livelli con gli interni pensati come sale di un museo di arte moderna. I materiali impiegati per le rifiniture sono preziosi manufatti provenienti da tutto il mondo. Il granito Azul Bahia del Brasile, marmi di Carrara, tra cui lo Stycharario, lo stesso elemento che Michelangelo impiegò per i suoi capolavori, e mosaici artistici fatti con rari pezzi di vetri della Sicis di Ravenna. Il top dei top è la Royal Suite al 25esimo piano. Lusso e cortesia ovunque e per chiunque al fine di offrire il massimo della qualità per un servizio mai avuto prima. Dal momento dell’arrivo (si è accompagnati in hotel esclusivamente in Roll Royce Silver Seraph guidata da uno degli 8 autisti in livrea o atterrando in elicottero su una piattaforma sospesa nel vuoto al 28esimo piano) fino alla partenza del cliente, un calore genuino, tipico delle tradizioni più antiche del popolo arabo accompagna il soggiorno. “Quando gli sceicchi e i principi ci lasciano, dice il direttore dell’albergo, la loro visita deve essere stata qualcosa di unico ed eccezionale. Vogliamo che il Burj Al Arab sia ricordato come si ricordano le piramidi di Giza, la Tour Eiffel, il Colosseo di Roma…”. Anche la servitù è altamente qualificata. Tutti i maggiordomi, una grossa parte dei 1070 dipendenti, sono stati formati nella scuola più prestigiosa della Gran Bretagna e assicurano un servizio a misura di sceicchi e sultani. La scommessa negli Emirati Arabi è proprio questa: puntare sul turismo d’elite e allontanarsi sempre più dall’unica enorme fonte di reddito, l’oro nero. Ed è stato questo, anche, il diktat seguito da Khuan Chew, decoratrice d’interni: “che la sontuosità sia tale da attirare la clientela più danarosa, esclusiva ed eccentrica dell’intero globo”. Per conoscere l’anima più mediorientale di Dubai , bisogna necessariamente andare nello storico quartiere di Bur Dubai che costeggia il creek, e visitare i tanti, colorati e profumati souk cittadini. Dallo scintillante Gold Souk (souk dell’oro) con le sue gioiellerie dalle vetrine sfavillanti al caratteristico e inebriante souk delle spezie fino al coloratissimo souk dei tessuti con le sue sete e i suoi drappi dai colori accesi. Se volete conoscere la storia straordinaria di questa città, diversa da qualsiasi altra città del mondo, potete dedicare qualche ora al Museo della città di Dubai o visitare la splendida Moschea di Jumeirah, con la sua facciata interamente in pietra bianca.

Dubai, lo spettacolo indimenticabile del tramonto tra le dune del deserto, la meraviglia dell’ultimissimo grattacielo della city , il sogno proibito delle eleganti boutique dei faraonici Mall.

Rudy De Pol

PIERO STELLA CI HA LASCIATO Il nostro Piero ci ha lasciato. Martedì 13 Novembre 2018 a 76 anni, Piero Stella è mancato all’affetto dei suoi cari, dei tantissimi amici e di tutti i bianconeri, di chiunque abbia giocato per la Miranese o semplicemente ne abbia frequentato l’ambiente negli ultimi decenni. Fin dagli anni ’70 per tutti noi Piero ha rappresentato un punto di riferimento. Una persona intelligente, educata, amabile e di carisma. E’ stato una figura di grande importanza per la nostra società, all’interno della quale si è posto sempre con grande semplicità ed eleganza. E con grande competenza, che gli veniva da una profonda esperienza del mondo del calcio e dello sport. Negli anni ’80, infatti, era stato anche assessore allo sport per il Comune di Mirano. Sotto il suo assessorato la città ha avuto la piscina, la copertura dello stadio, il pattinodromo di Scaltenigo. Con lui nella dirigenza arrivarono la Coppa Italia dilettanti e la Stella d’Argento. Piero ha trascorso quasi cinquant’anni alla Miranese, riversando sulla società un amore smisurato e incondizionato. In questo triste momento a tutta la sua famiglia va un abbraccio sincero, di cuore. Grazie, Piero. Ci mancherai, ci mancherai tantissimo


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CAMPETTO DI VIA BELLUNO COMPLETATO IL RIFACIMENTO

Ulteriore passo nel percorso di rifacimento delle piastre polivalenti del comune Prosegue l’opera di sistemazione delle piastre-gioco polivalenti del territorio comunale. Dopo la riqualificazione dell’impianto di via Paganini, nel mese di agosto è stata la volta del rifacimento del campetto di via Belluno, la struttura, tra quelle ancora da sistemare, che necessitava degli interventi più urgenti e profondi. I lavori sono stati affidati a una ditta specializzata in impianti sportivi (la Sartori srl), che ha provveduto a rifare completamente la pavimentazione del campo, stendendo un massetto di cemento armato portland 325 tipo Mac Sport, completo di appositi giunti di dilatazione e trattamento superficiale antisdrucciolo e antiriflesso. La superficie è stata colorata in rosso e verde e completata con la segnatura finale. Inoltre i sostegni per i canestri sono stati sottoposti a dipintura e manutenzione. Il costo per l’intero intervento è stato di 25.000 euro. «Stiamo mantenendo l’impegno preso e nel prossimo futuro procederemo con i restanti campetti, per renderli sempre più fruibili e nel modo migliore, per la cittadinanza». Cristian Zara

Assessore alla valorizzazione e promozione attività produttive e attività commerciali, Promozione e valorizzazione attività sportive, Politiche abitative, Politiche per il lavoro

UC MIRANO: 50 ANNI DI ATTIVITÀ L’Unione Ciclistica Mirano è nata il 28 ottobre del 1968, grazie ad un gruppo di amici con la passione del ciclismo quest’anno ha compiuto i 50 anni di attività. Mezzo secolo di vita dedicato al settore giovanile con grande passione e competenza; durante questo lungo periodo sono stati tantissimi gli atleti che hanno difeso e indossato con onore quella invidiabile maglia bianconera a strisce verticali che ricorda la Juventus, la "Signora del calcio italiano". Cinquant'anni accompagnati dalla conquista di 40 titoli italiani e da oltre 1500 vittorie centrate nei settori strada, cronometro, pista e ciclocross. L'altra sera al "Burchiello” di Oriago di Mira (Venezia) oltre 250 invitati hanno partecipato all'evento per il cinquantenario e tra loro ex atleti, giunti anche dall'estero, che non hanno voluto mancare per dire grazie al team e ai suoi dirigenti per gli esempi di vita ricevuti. "Raccontare 50 anni di storia, significa ripercorrere un tratto importante della vita - ha precisato il presidente Paolo Mario Bustreo che da molti anni guida il club di Mirano - rivivere i momenti belli, dimenticare le delusioni, ricordare le persone e gli eventi che hanno contribuito a fare la storia della nostra società è qualcosa di speciale". Un club che è diventato punto di riferimento, grazie anche al gruppo cicloturistico che lo affianca (definito degli "Angeli Custodi" dei ragazzi), e che rispecchia quelli che sono i veri valori dello sport. Ricordi rievocati con gli occhi lucidi e commozione da Bustreo e dedicati con passione ai presidenti che si sono avvicendati nel tempo come il fondatore Ottavio Bressan, Federico Minto (con il mitico direttore sportivo Bruno Niero), Angelo Favaretto, Gianni Bertoldo (con il vulcanico Paolo Santello) e quindi i fratelli

Lucio e Paolo Bustreo (con i padri di famiglia Sandro e Marino Bettuolo), tutti accomunati dall'amore per lo sport del pedale e soprattutto fermamente intenzionati a far crescere in serenità quei giovani campioni alcuni dei quali hanno indossato la maglia azzurra e raggiunto il professionismo. Un ricordo speciale è stato dedicato all'ex professionista campione italiano degli stayer e fondatore Attilio Benfatto, scomparso lo scorso anno e con il quale tutti, è stato detto, "noi avremmo desiderato condividere con lui questo importante traguardo”. Al loro fianco dal 1968 un altro dei soci fondatori dell'Uc Mirano, Giorgio Manera che ha ricoperto tutte le cariche ed è attualmente vicepresidente. Una cerimonia significativa accompagnate dalle testimonianze e da i ringraziamenti del sindaco e dell'assessore allo sport di Mirano, Rosa Pavanello e Cristian Zara ma anche dall'ex presidente della Fci Raffaele Carlesso e del responsabile della Fci di Venezia, Gianpietro Bonato. "Essere con voi questa sera - ha ricordato Carlesso - mi regala una grande gioia perche nel 1968 in qualità di responsabile del Settore Tecnico Federale partecipai insieme a tanti amici alla realizzazione dell’atto costitutivo del club con la convinzione che avrebbe fatto tanta strada ed avrebbe regalato tante soddisfazioni al ciclismo italiano". "Una società - ha ricordato dal canto suo il sindaco Pavanello - che ogni anno si rinnova ed è vincente ed è per la città motivo d'orgoglio". A concludere la serie degli interventi il presidente della Federciclismo di Venezia, Gianpietro Bonato: "Grazie di cuore all'Unione Ciclistica Mirano - ha detto - per tutto quello che fa per i nostri ragazzi. Lei rappresenta la continuità, la grande tra-

dizione ed è il fiore all’occhiello del nostro ciclismo". Ad affiancare Bonato il consigliere Paolo Bassanello responsabile della Commissione Direttori di Corsa e Sicurezza del Veneto e l'ex consigliere benemerito del Comitato Regionale e socio del sodalizio veneziano, Italo Bevilacqua. Per l'occasione è stato festeggiato il socio più longevo, Felice Bergamo di 89 anni, che continua ad andare in bici. Subito dopo è iniziata la lunga parata dei campioni, dei tecnici e dei dirigenti che, soprattutto tra le emozioni dei più anziani e gli sguardi piani di attenzioni da parte dei più giovani ciclisti, si è conclusa con le premiazioni.

PRIMA “GIORNATA DEL CUORE”

evento calcistico di beneficienza per Telethon ed Avis Si è svolta il 5 Maggio 2018 la prima “Giornata del Cuore”, manifestazione di raccolta fondi per Telethon e di celebrazione del cinquantesimo anniversario dell’Avis regionale Veneto, organizzata da Comune di Mirano, Usd Miranese, Avis comunale Mirano, Avis regionale Veneto e Telethon. L’evento, che si è svolto presso lo stadio di Mirano, ha visto nella prima parte l’esibizione delle squadre Primi calci (anni 2011-2012) di Miranese, Polisportiva S. Pio X Mirano e Polisportiva Città di Mirano. Dalle ore 15.30, invece, ha presso avvio il triangolare tra Nazionale Italiana Artisti TV, Giornalisti TV Pressing e Mirano Dream Team (una selezione di allenatori e vecchie glorie della Miranese). Tanti, di rilievo, i personaggi che presenti o che sono scesi in campo. Per gli Artisti TV, tra gli altri, Ugo Conti, Gigi Sammarchi, il mimo di Zelig Simone Barbato: poi cantanti, doppiatori, protagonisti di trasmissioni come “Grande Fratello” e “Uomini e Donne”. Inoltre, ex-calciatori come Vinicio Verza e Dino Galparoli nonché illustri bianconeri del passato, come Luciano Favero. Cinquant’anni di Avis regionale, ma non solo: il 2018 ha rappresentato anche il trentennale di attività per la Nazionale Italiana Artisti TV ed inoltre, l’anno prossimo, a fare cinquant’anni sarà l’Avis di Mirano. La Giornata del Cuore, infine, ha rappre-

sentato anche il prologo ai festeggiamenti per il centenario della Miranese, fondata nel 1919. L’ingresso è stato libero: durante tutta la giornata è stato possibile fare la propria offerta a Telethon. Considerata la finalità sociale della manifestazione, l’ Aia - Figc ha messo a disposizione gratuitamente la terna ufficiale di arbitri. Si ringraziano per la fattiva e preziosa collaborazione Stefano Tigani (Telethon), Giorgio Gobbo (Avis regionale Veneto), Giuliano Casotto e Laura Zanardo (Avis comunale Mirano), Mattia Milan e tutta la Società Usd Miranese e Tiziano Graziottin (capo redattore del Gazzettino e rappresentante della selezione Giornalisti TV Pressing).

STUDIO OTTICO

s.r.l.

Francesco e Matteo Chinellato Ottica - Optometria - Contattologia P.zza Martiri della Libertà, 10 - MIRANO (VE) Tel. e Fax 041 5702124 - Cell. 366 9567789 E-Mail: fmc@soafmc.it


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Dai Laghi Masuri (Polonia) a Vetrego - puntata Natalizia Ricordiamo il Natale come il periodo più felice della nostra vita. Ed ecco giunti anche quest'anno il “Presepe”, la “Stella cometa”, i Re Magi, la Befana… Questo dovrebbe essere il periodo in cui tutte le persone appaiono più comprensive e più buone. E finalmente (ogni tanto) arriva per Vetrego una buona notizia. Anche quest'anno (ed è la quinta volta) i baldi giovanotti vetreghesi hanno primeggiato nel recente “Gioco dell'Oca” di Mirano. Da sottolineare che il premio in denaro (ben 1500 euro) è stato devoluto interamente all'asilo, tanto caro anche all'indimenticato Don Pietro Mozzato. Anche nel calcio l’Asd Vetrego sta conseguendo risultati più che apprezzabili, ma il campionato è ancora tanto lungo… Come sempre un promemoria per tutti i vetreghesi: “Cerchiamo di aiutare un po' di più economicamente il vostro “Evviva Vetrego”… sarebbe davvero un peccato che questa “voce” si dovesse spegnere tra poco tempo. Anche perché spesso rappresenta l'unico appiglio al quale appoggiare e possibilmente risolvere i vostri piccoli e grandi problemi. Capitolo Gornik FC. Nonostante qualche acciacco fisico o corso ad alcuni dei nostri atleti (!!!), superato in modo positivo, tutto prosegue nella maniera più ideale. Esiste ancora tanta voglia di sudare e cimentarsi nelle partitelle settimanali. C'è sempre, in ogni caso, il famoso “terzo tempo” a tamponare tutte le botte e le magagne fisiche ed a ripristinare le energie consumate. Mi piace ricordare in questa occasione alcuni dei nostri affiliati soci straordinari. In primis i nostri tre campioni d'Italia dilettanti anno 1973-1974: Mario Gasparini, Abramo Mion e Paolo Marengo. Per l'appunto quest'anno ricorre il quarantacinquesimo anniversario di quella sonante vittoria in quel di Montecatini Terme. E a proposito di calcio anche Mister Bepi Pillon fa parte dei nostri beneamati soci. Egli, per inciso, è l'attuale allenatore del Pescara (serie B italiana) che si sta comportando più che bene in questo campionato. Tra i soci straordinari è d'uopo ricordare anche un ex capitano reggente della Repubblica di San Marino (Augusto G.). Pure Cristian Zara, attuale assessore alla “Promozione e valorizzazione delle attività sportive” del comune di Mirano fa parte del nostro team Gornik. Anche il nostro sacerdote don Lucasz ospite della parrocchia di Mirano è stato nominato socio straordinario. E, d'altronde chi più di lui essendo nativo proprio della nostra beneamata Polonia? Dulcis in fundo annoveriamo tra i nostri soci privilegiati anche Alberto Mondi (vedi foto), illustre miranese che si è affermato con successo nell’ Estremo Oriente (Corea del Sud e Cina…). Egli oltre ad essere una superstar televisiva, ricopre anche la carica di vicepresidente della Camera di Commercio italiana a Seul. Onore e vanto per la città di Mirano. Per concludere a tutti nostri soci ed appassionati lettori un augurio di cuore per il Santo Natale e per il Nuovo Anno. Evviva il Gornik FC Mirano. Silvano Bertoldo Presidente Gornik F.C.

Alberto Mondi

Mangiare e bere da Gino...dove (non) occorre il palato sopraffino! Ed eccoci al consueto appuntamento culinario con lo “chef de noantri”. L’estate: un ricordo lontano. Le vacanze un sogno da coltivare per il prossimo anno. Con i primi freddi e la nebbia, ritorna la voglia di incontrarsi intorno ad una tavola ben imbandita per gustare qualcosa di buono. Anche questa volta il nostro chef ci propone una sua invenzione adatta a questo periodo festaiolo. Cerchiamo, se possibile, di non dare ascolto alle innumerevoli proposte del piccolo schermo (tv). Basta con la dittatura del “Cuoco-Vate”. Di solito questi chef sono anche proprietari di ristoranti dai costi astronomici, gonfiati proprio da questa forma di popolarità. Questi ultimi parlano di eccellenti sapori e profumi, ma come diceva il noto filosofo miranese Romeo B. “con i profumi e i sapori non ci si riempie la pancia”. Ma veniamo alla nostra ricetta che il buon Gino ha escogitato col proprio ingegno. Possiamo ben dire che questa volta il nostro cuoco-amatore-polacco si è veramente superato. Complimenti!!! Calamarata di Gragnano allo zafferano con canocchie, pomodorini piccadilly e salicornia INGREDIENTI PER 4 PERSONE 300 g. di calamarata di Gragnano 60 g di salicornia Per la salsa: 800 g. di canocchie 40 g. di olio EVO 4 g. di aglio tritato 250 g. di pomodorini piccadilly 4 g. di prezzemolo tritato Sale e pepe Per il brodetto di zafferano: mezzo grammo di pistilli di zafferano 80 g. di olio EVO Sale 10 g. di gambi di prezzemolo 5 g. di pepe in grani 4 g. di aglio in camicia 4 litri di acqua

PROCEDIMENTO Per la salsa: separare le code dalle teste delle canocchie. Tagliare le code in medaglioni con il carapace. Arrostire i medaglioni in padella con pochissimo olio EVO. Togliere la polpa delle canocchie dal carapace e mantenere al caldo. Nella stessa padella aggiungere altro olio e l’aglio tritato. Appena rosolato, aggiungere i pomodorini tagliati a metà. Cuocere il pomodoro qualche minuto mantenendolo abbastanza sodo. Condire con sale, pepe nero macinato e il prezzemolo tritato. Per il brodetto allo zafferano: tagliare le teste delle canocchie in grossi pezzi e rosolarle nell’olio EVO. Aggiungere l’aglio schiacciato, i gambi di prezzemolo e il pepe in grani. Bagnare con acqua fredda e aggiungere lo zafferano. Sobbollire per 15 minuti e filtrare. Riportare ad ed ebollizione e salare. Cuocere la calamarata nel brodetto allo zafferano. Unire la salicornia durante gli ultimi due minuti di cottura. Scolare ed amalgamare con la salsa di pomodorini e canocchie Prosit (stolat-stolat) e buon appetito. Buone Feste e Tantissimi Auguri da Gino. Arrivederci alla prossima PORTATA!!!

Silvano Bertoldo - Presidente Gornik F.C

Auguri speciali per speciali lettori e simpatizzanti di Mirano Magazine Oltre i nostri abituali ed affezionati lettori del Comprensorio Miranese, mi preme ricordare anche alcuni nostri lettori al di fuori del nostro comune. Vado a memoria nel ricordare i miei amici Rosetta ed Alessandro di Marghera; Maria Carla indimenticabile e simpatica nostra lettrice della provincia di Novara che vuole sapere tutto della nostra città di Mirano che ha visitato più volte rimanendone sempre estasiata e piena di ammirazione. Le nostre Ville Venete immerse nel verde, i parchi lussureggianti ed ospitali, il nostro “intercalare” veneto e soprattutto la conoscenza della famosa “Terra del Tiepolo” sono da lei ampiamente divulgate nel suo Piemonte. Una citazione particolare meritano Valentina e Giamba titolari del hotel Konrad Fenice di Rimini Marebello. Nella sala lettura del loro hotel insieme ad altri quotidiani spicca sempre il nostro “Mirano Maga-

zine” ad uso e consumo dei numerosi clienti italiani e stranieri. Vorrei inoltre ricordare i titolari del rinomato bagno 105/a Augusto e Gilberto assieme a tutto il loro staff. La gentilezza e le premurose cure, oltre al buon vinarello, ti fanno sentire sempre a tuo agio. Anche loro sanno tutto della città di Mirano e si tengono aggiornati grazie al nostro giornalino. Altri lettori, soprattutto lavoratori e pensionati all'estero (tedeschi, belgi, polacchi…) sono curiosi di apprendere conoscenze e cognizioni sulla nostra bella città di Mirano. A tutte queste persone e a tante altre che hanno a cuore e si interessano alla storia e vita di Mirano giungano i più sinceri auguri di Buone Feste Silvano Bertoldo

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BARIZZA GIULIANO FONDISTA DI QUALITA’ Barizza Giuliano classe 1948 pur avendo svolto una carriera lavorativa da bancario , che associa stress e sedentarietà ,è riuscito a lasciare calcolatrici e computers e dimostrare che lo stress lavorativo si vince scaricandolo. Definito dalla stampa sportiva “Fondista di qualità”, vanta nel suo palmares un dignitoso 1.11,00 nella mezza maratona di Siena e un “Finishcer” nella “Venice Marathon” di 2,45,00, dal 1986 ha corso tutte le edizioni vestendo anche quest’anno la maglia di “Senatore”, sfidando la classica acqua alta di fine ottobre che ha allungato i tempi di percorrenza negli ultimi tre chilometri. Il suo palmares si è arricchito negli anni con parecchi titoli iridati nel settore nazionale bancari dal Cross delle Capannelle di Roma 7 Km. in 23’40’’09, alla mezza di Siena, come pure un dignitoso 15.58,00 nei 5000 metri a Sportilia. Senatore oltre che in “Venice Marathon” anche nella Drei Zinnen Alpin Marathon percorso di

17Km. che si snoda da Sesto Pusteria attraverso la Val Fiscalina, rifugio di Fondo Valle ,Comici ,Piani di Cengia e arrivo al Rifugio Locatelli sulle Tre Cime di Lavaredo, per un dislivello di 1200 metri. A livello regionale ha centrato numerosi titoli dalla corsa in montagna al cross, quest’anno giunto alla categoria federale mm.70 ha già conquistato la medaglia d’oro nel giro del Lago di Resia a Curon in Val Venosta, nel giro delle mura di Feltre , nel cross di Murano e medaglia d’argento nella Drei Zinnen Alpin Marathon. Barizza è stato uno dei padri fondatori assieme al “figlio d’arte” Filippo della corsa con le ciaspole che ha un connubio con la corsa e gli sport invernali, ha stappato lo spumante di categoria a Thones in Francia nel Campionato Europeo di specialità e posizione tra i primi dieci nel Campionato del mondo in Austria. Ora gestisce un negozio sportivo tecnico nel Centro della Vittoria a Mirano assie-

POLISPORTIVA, CHE EMOZIONE! Un giorno con alcuni amici decidiamo di andare in patronato per sistemare campo e spogliatoi in vista della nuova stagione sportiva che si appresta ad iniziare a settembre. Era l’estate scorsa. Nel caos che regna in tutti i magazzini di qualsiasi associazione, ritroviamo dietro gli armadi dei foto-calendari della Acli Mirano stagione sportiva 94-95, 96-97. All’epoca si contavano numerose formazioni, dai primi calci alla prima squadra. Abbiamo perso un’ora a guardare queste foto e riconoscere alcuni nostri coetanei. “Guarda qua chi c’è anche!”, “Ma davvero questo ha giocato in patronato??!”, “Oddio, c’è anche un mio cugino”, “Ma questo non giocava a rugby?!”. Aria di stupore nel notare quanti ragazzi e quanti miranesi sono passati per la Polisportiva, generazioni intere che molte volte si rincorrevano, di padre in figlio. È inutile nasconderlo, il “patronato”, inteso come formazione sportiva, accoglieva tutti, non si facevano differenze e non si diceva mai No a nessuno, tutti giocavano, tutti si divertivano, l’importante era stare assieme ed avere dei palloni da calciare (un pallone a testa è sempre stato un miraggio). La mia personale esperienza alla Polisportiva è iniziata a 8 anni circa: mi arriva a casa un volantino, qualche giorno dopo sono in campo con alcuni compagni di scuola per provare, ci rimango fino agli 11 anni. Poi continuo a giocare (con scarsi risultati) fino a trovarmi all’età di 22 anni ad allenare una squadra di pulcini del San Pio X. Il Presidente è sempre lo stesso, l’intramontabile Andrea Falasco, gli spogliatoi uguali, il campo “piccolo” con qualche ciuffo di erba e il capo di terra è sempre di terra. Anima della società Riccardo Bellò. A giugno 2015 a seguito di un ricambio interno mi trovo

Presidente con al mio fianco Piero, compagno di squadra dei pulcini nel 1998, Macho, allenatore negli anni ‘90 e attuale genitore di Pietro, ovviamente tesserato San Pio X, Massimiliano, storico e infaticabile accompagnatore e padre di ben due tesserati, Lucio prima genitore e poi ottimo arbitro. Tra gli allenatori ritrovo Luca, Niccolò, Leonardo, Lorenzo e Dario, tutti ex giocatori giallo-verdi. Completano la squadra altri amici, che chi più o chi meno ha sempre frequentato il patronato, o perlomeno ha giocato (e perso) contro il San Pio X. Ora siamo ad un nuovo inizio che deve far ben sperare, soprattutto per quello che io e molti altri amici, collaboratori e spero genitori e tesserati abbiamo imparato dalla Polisportiva. Amicizia, rispetto, lealtà, divertimento, volontariato: queste sono le parole che riassumono anni di storia. Il calcio, l’insegnamento della disciplina sportiva è sempre stato fondamentale, ma al centro dei nostri obbiettivi c’è sempre stato il ragazzo e il suo divertimento. Abbiamo cercato di dare a tutti le stesse possibilità e abbiamo cercato di dare a loro e alle loro famiglie momenti di convivialità calcistici ed extra calcistici, che aiutano a cresce e conoscere sia i ragazzi che i genitori stessi. La Polisportiva, con il suo spirito più sociale-cristiano che sportivo è stato un punto fermo di Mirano. L’insegnamento che ha dato a tutti noi che l’abbiamo vissuta è stato importante e speriamo continui a darlo ancora per molti e molti anni a chi il patronato continuamente lo frequenta; sport è divertimento, per tutti! Grazie S. Pio X! Andrea Tomaello (Presidente Pol. San Pio X)

me al figlio Filippo , il motto che fa da cappello al negozio e alla ASD fondata a Mirano è “Lo Sport migliora la vita”, monito alle nuove generazioni per una vita sana e al contatto della natura. Prossimo appun-

tamento di prestigio il 5 Gennaio 2019 a Fondo in Val di Non, valida quale Campionato del mondo di corsa con le ciaspole, Barizza tenterà il “Colpaccio” di conquistare il titolo mondiale di categoria.

POLISPORTIVA SAN PIO X: UN NUOVO INIZIO PER LA STORICA SOCIETÀ MIRANESE Se c’è un luogo significativo nell’infanzia di molte generazioni di bambini miranesi, quello è sicuramente il campetto della Polisportiva San Pio X, un luogo protetto nel cuore del centro storico di Mirano dove centinaia di giovani calciatori hanno mosso i loro primi passi con un pallone tra i piedi seguendo il principio di “crescere giocando”. La storica società miranese, fondata quarant’anni fa sotto il nome ACLI e poi rinata sotto la veste di Polisportiva San Pio X, ha fatto proprio del “crescere giocando” il suo caposaldo, perseguendo l’obiettivo di anteporre al risultato, valori come educazione, crescita e valorizzazione di ogni atleta. Un fine raggiunto senz’altro grazie al lavoro di numerosi volontari e del direttivo che hanno tradotto in una serie di iniziative le linee guida di uno statuto societario che ha da sempre messo i valori sociali al centro dei propri dettami: la consueta cena natalizia vissuta come un momento di condivisione nella palestra del patronato, le gite agli stadi di Serie A e di Serie B con centinaia di partecipanti e lo svolgimento dell’attività di pallacanestro per atleti con disabilità. Difatti, nonostante la Polisportiva San Pio X sia conosciuta principalmente per lo sport del calcio, disciplina che nella stagione 2017/2018 ha contato ben 94 tesserati, la società conta anche di una squadra di pallacanestro allenata da Tiziano Baggio, ex Presidente della società miranese, un team composto da atleti con disabilità mentali che da qualche stagione a questa parte è stata coinvolta in partite “contro” alcune associazioni sportive e non del territorio (Polisportiva Città di Mirano, Scout, Rugby Mirano, NOI Mirano…). Quanto di buono costruito in tutti questi anni è da settembre 2018 confluito in un progetto unico dal nome Unione Sportiva Miranese, una nuova collaborazione sportiva che ha visto la fusione della società giallo-verde con le realtà sportive del Vetrego, Città di Mirano e Miranese. L’idea è nata davanti a delle idee condivise su alcuni progetti, oltre alla necessità di unire le forze

per gestire al meglio tutti i tesserati. La Polisportiva San Pio X quindi continuerà ad esistere sotto nuovi colori, sposando un nuovo progetto che possa garantire un percorso completo di crescita agli atleti che avranno a disposizione una scuola calcio e un settore giovanile in grado di coprire dalla categoria piccoli amici alla juniores. Lo stesso campo del patronato e gli spoglia toi adiacenti hanno subito opere di manutenzione, questo per garantire la continuazione degli allenamenti dei giovani calciatori tra le mura amiche della Polisportiva, garantendo così un ruolo centrale allo storico campo giallo-verde. I prossimi passi per far sì che lo spirito del “crescere giocando” sia portato sempre avanti e messo come obiettivo centrale del nuovo settore giovanile dell’USD Miranese è quello di proporre una “carta dei valori” che venga condivisa dalla società dove i valori sociali e della crescita personale dell’atleta vadano di pari passo con quella sportiva.

Andrea Tomaello (Presidente Pol. San Pio X)


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