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Cardioclub Periodico del Cardioclub di Monfalcone Numero 27 del 5 dicembre 2012 Poste Italiane spa Sped. A.P. 70% CNS/GO 04/2007

Il Ca rdioc lu i soc i e a b augura un S lle loro f a tutti un B anto Na amiglie tale uon e A In questo numero ... nno Nuov o L’elettrocardiogramma in ambulanza Tra area vasta e azienda unica Fotocronaca della gita sociale Al congresso di cardiologia riabilitativa con il Cardioclub Il Sintrom, il Coumadin e... San Gennaro Si dice “Peismecher” Elargizioni


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n. 27/2012

Avviso Nuovi orari Dal 1 gennaio 2013 lo sportello del Cardioclub sarà aperto: Lunedì da Martedì a Venerdì

Cardioclub Monfalcone n. 27 del 5 dicembre 2012 Periodico dell’Associazione Cardioclub di Monfalcone via Galvani, 1 — 34074 Monfalcone (GO) cardioclub.monfalcone@hotmail.it www.cardioclubmonfalcone.it Presidente: Giuseppe Decio Direttore responsabile: Marco Gani ganimarco@gmail.com Autorizzazione Tribunale di Gorizia n. 246/1996 Stampa in proprio Poste Italiane SPA SPED. A.P. 70% CNS/GO 04/2007 Foto di copertina: il presepio galleggiante di Grado 2

ore 15-17 ore 10-17


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L’ e l e t t r o c a r d i o g r a m m a in ambulanza [DALLA CONFERENZA STAMPA DEL 7 AGOSTO 2012]

Il Presidente del Cardioclub di Monfalcone, Giuseppe Decio, nel corso della conferenza stampa di consegna degli elettrocardiografi

L’elettrocardiografo Eli 10

Il Cardioclub di Monfalcone - onlus - organizzazione di volontariato, nato nel 1986 ha festeggiato lo scorso anno i 25 anni di attività, durante i quali ha contribuito, con circa 800 milioni di vecchie lire, pari a circa 400.000 euro, ad acquistare strumentazioni destinate all’ospedale di Monfalcone - Polo cardiologico. Tenendo fede a questa missione, il direttivo, con delibera del 12/4/2012, ha accolto la richiesta pervenuta dal Direttore del Dipartimento di emergenza, dott. Alfredo Barillari, per l’acquisto di 3 elettrocardiografi palmari denominati Eli 10, progettati per l’uso in condizioni difficili di emergenza, da collocare a bordo delle 2 ambulanze in servizio a Monfalcone e su quella in servizio a Grado. Con questo acquisto il Cardioclub è certo di aiutare una struttura che offre assistenza anche cardiologica ad un elevato numero di pazienti, tra i quali molti soci del sodalizio. Per far fronte alla spesa è stato chiesto un contributo alla Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia (29/04/2012). Espletate tutte le pratiche, in data 31/07/2012, l’azienda per i servizi Sanitari n. 2 “Isontina” ha determinato di accettare la donazione effettuata dal Cardioclub e destinata al suddetto dipartimento di emergenza (Pronto soccorso). Il Presidente Giuseppe Decio

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[articolo tratto da “Il Piccolo” - ed. di Monfalcone, 8/8/2012, pag. 21]

L’ospedale di San Polo si attrezza per l’emergenza di Tiziana Carpinelli L’ospedale di San Polo potrà disporre a breve di una nuova area di osservazione intensiva postoperatoria dotata di 10 posti-letto e, subito, di un sistema informatico di trasmissione dati per dimezzare i tempi di soccorso agli infartuati. Due novità importanti proprio nel momento in cui dai sindaci del Monfalconese parte un appello alla Regione affinchè la funzionalità e gli organici dell’ospedale di San Polo non vengano ridimensionati sull’onda delle razionalizzazioni previste dalla bozza di riforma sanitaria regionale. Funziona come un palmare, ma anziché trasmettere informazioni o comandi vocali, invia dati sull’attività cardiaca di un paziente appena colpito da infarto, consentendo una diagnosi in tempo reale e il conseguente dimezzamento dei tempi di intervento: da 40 a soli 25’. Grazie ai tre modelli “Eli 10”, gli elettrocardiografi palmari donati all’Ass 2 dalla onlus Cardioclub di Monfalcone, i malati di cuore hanno ora una chance in più di sopravvivenza: le ambulanze dell’ospedale di San Polo e quella del presidio medico gradese saranno infatti dotate di questi nuovi strumenti progettati per l’uso in condizioni difficili di emergenza. Ma non si tratta dell’unica novità. Al Pronto soccorso decolla anche la “diagnostica di frontiera”, per usare le parole del direttore del Dipartimento di emergenza, Alfredo Barillari, sistema che «consentirà un risparmio di tempi e risorse economiche con il potenziamento dell’Osservazione breve intensiva», un’area attrezzata con 10 posti-letto dove i pazienti saranno monitorati attraverso dispositivi multiparametrici per alcune ore prima di essere dimessi o smistati in reparto. Pure sul lungo termine, comunque, vi sono dei progetti da coronare al San Polo: in primis quello della Recovery room, i cui lavori inizieranno a gennaio 2013. Insomma, stando al direttore sanitario Marco Bertoli, si respira aria di innovazione per l’ospedale cittadino. Anche con l’aiuto del volontariato, cui pure i vertici dell’Ass 2 si sono appellati in tempi di tagli, vedi quello fornito dal Cardioclub con la dona-

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zione dei tre elettrocardiografi palmari. La scelta dei dispositivi è stata suggerita dal primario Barillari, sulla base delle esigenze emerse. Lo scopo è di salvare il cuore, agendo tempestivamente e indirizzando il paziente colpito da malori di natura cardiaca all’Unità operativa più adeguata. Un sistema di cardiologia avanzata in rete, dunque, capace di coprire un territorio ampio (fino a Grado), per quanto attiene la diagnosi di malattie cardiovascolari. Quando una persona è colta da infarto il primo intervento è quello del 118: con l’“Eli 10” il personale potrà inviare, direttamente dalle ambulanze e attraverso lo speciale “palmare”, i dati relativi allo stato del paziente. I dati arriveranno al cardiologo della struttura sanitaria che effettuerà la diagnosi in base all’elettrocardiogramma e darà indicazioni all’operatore del 118 sul tipo di terapia da attuare e su dove portare la persona infartuata, indirizzandola, in base alle esigenze del caso, o all’Unità di emodinamica o a quella di terapia intensiva coronarica. «La cultura dell’emergenza – così Enzo Barducci, dirigente di Cardiologia – deve fondarsi su una collaborazione condivisa tra Pronto soccorso, Rianimazione e Cardiologia. La trasmissione di dati in un’ottica di Area Vasta permette di accorciare i tempi di intervento, accelerando l’arrivo sul letto emodinamico per la rivascolarizzazione meccanica dell’arteria. Su 600 ricoveri avvenuti nel 2011, ben 140 hanno riguardato infarti al miocardio acuti: di questi soggetti una trentina sono stati trasferiti a Trieste in un lasso di 40 minuti su un tempo massimo di 90 minuti per svolgere un intervento efficace. L’adozione della nuova attrezzatura consentirà di abbattere i tempi di ulteriori 10-15 minuti». Quanto all’ampliamento dell’Osservazione breve nel dipartimento Emergenze, Barillari ha così chiosato: «Il Pronto soccorso è diventato un luogo dove si fa molta diagnostica: in ciò la nostra regione è stata pioniera e ora tutte le Ass si stanno attrezzando. Fornire spazi e competenze specifiche ci fa risparmiare tempo e rispondere adeguatamente alle esigenze dei pazienti».


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Tra “Area vasta” e ... ... “Azienda unica”: le prospettive del Polo Cardiologico di Monfalcone [intervista* al dott. Enzo Barducci]

* L’intervista è stata effettuata in novembre 2012

Il dott. Enzo Barducci

D. Dott. Barducci, molti lettori la conoscono molto bene perché da anni lei opera presso l'ospedale di Monfalcone. Può presentarsi un po' meglio descrivendo i suoi studi, le sue specializzazioni e le sue esperienze professionali? R. All’Università il mio primo interesse fu la Pediatria, al quinto anno frequentando le lezioni del prof Camerini, rimasi colpito dalla sua personalità e dal suo sapere e mi appassionai alla Cardiologia. Mi laureai nel 1981 all’Università di Trieste con una tesi sperimentale sulla biopsia en-

domiocardica nelle aritmie ventricolari. Ho lavorato presso la Cardiologia di Gorizia fino al 1990 quando mi sono trasferito qui a Monfalcone. Sono specialista in Cardiologia e in Medicina dello Sport. Nell’ambito della cardiologia mi occupo soprattutto di aritmologia ed elettrostimolazione. Ho eseguito come primo operatore oltre mille interventi di impianti di pace maker e defibrillatori. I miei interessi riguardano anche la cardiologia clinica, lo scompenso cardiaco e l’organizzazione sanitaria. D. Il dott. Palmieri può essere considerato il "padre" della cardiologia dell'ospedale di Monfalcone. E' lui che a metà degli anni '70 ha dato avvio all'Unità coronarica. Da allora sono stati fatti passi da gigante. Può descrivere per sommi capi gli eventi principali che hanno caratterizzato l'evoluzione del polo cardiologico, fino a farlo diventare una struttura così qualificata? R. Il dott. Palmieri è stato il mio Primario quando sono arrivato a Monfalcone. Ho sempre ammirato la sua tenacia e l’entusiasmo che dedicava al lavoro. Tutti dobbiamo essergli grati per aver avuto il coraggio, con i pochi mezzi a disposizione allora, di fondare 5


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dal dott. Morgera, proveniente dalla scuola triestina del prof Camerini, che ha ulteriormente sviluppato il reparto fino al recente pensionamento. D. Quali sono i "numeri" attuali della Cardiologia?

Il dott. Enzo Barducci in un intervento in occasione dell’Assemblea dei Soci del Cardioclub. Sullo sfondo il Sindaco del Comune di Monfalcone, Silvia Altran

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l’Unità coronarica nel 1975. Mi risulta che per un anno lui e altri tre colleghi (dott. Ruggeri, dott. Paguni e dott. Cavallaro tutti siciliani e tutti diventati successivamente primari cardiologi in altri ospedali italiani) hanno garantito i turni 24 ore su 24 prima che la pianta organica venisse ampliata con l’assunzione dei giovani cardiologi Moratti, Zilio e Magris a cui seguì il dott Borgioni che vinse il concorso di Aiuto. Nel 1980 Palmieri eseguì il primo impianto di pace maker, fece partecipare la nostra Cardiologia a studi epidemiologici internazionali come il progetto MONICA sulla cardiopatia ischemica e allo studio policentrico italiano GISSI che dimostrando l’utilità delle fibrinolisi sistemica con streptokinasi ha rivoluzionato il trattamento dell’infarto miocardico acuto. Come molti sanno il dott Palmieri scomparve tragicamente nel gennaio 1996 per un incidente d’auto occorsogli mentre ritornava da Padova dove aveva partecipato ad un convegno di Cardiologia. Dal 1996 la Cardiologia è stata diretta

R. La nostra pianta organica attuale: un direttore facente funzioni, sette medici cardiologi, una caposala, ventiquattro infermieri e tre ausiliarie. Assistenza 24 ore su 24. Il nostro Reparto consta di un’Unità di Terapia Intensiva Coronarica di quattro posti letto e di sei di terapia semi intensiva dove vengono ricoverati 650-700 pazienti all’anno. Le patologie più frequenti sono lo scompenso cardiaco, le aritmie e la cardiopatia ischemica tra cui oltre centoventi infarti miocardici acuti. Per alcuni di questi pazienti, circa 30 l’anno passato, è stato attivato un protocollo di Area vasta con la Cardiologia di Trieste, diretta dal prof. Sinagra, per garantire il miglior trattamento attualmente disponibile dell’infarto miocardico acuto STEMI (dovuto a occlusione completa di un’arteria coronaria) consistente in una coronarografia urgente con rivascolarizzaizone primaria (riapertura con palloncino e stent)) della coronaria occlusa. Il servizio è attivo 24 ore su 24 ed attualmente un paziente che arriva in Pronto Soccorso a Monfalcone con infarto miocardico STEMI, dopo aver ricevuto le prime cure, viene trasferito immediatamente in Cardiologia a Trieste con l’ambulanza 118. L’ottimizzazione dei tempi delle procedure ci permette ora di far arrivare il paziente entro 40’ in sala di emodinamica dove è atteso dall’equipe operatoria per l’intervento. Altri numeri ? 3200 visite cardiologiche


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ambulatoriali, 1900 ecocardiogrammi transtoracici e transesofagei, 120 pazienti riabilitati post infarto miocardico o interventi di cardiochirurgia. Esami speciali come test ergometrici, tilt test, ECG ad alta risoluzione, monitoraggi continui dell’ecg da 24 ore a un mese. 120 interventi di posizionamento di pace maker e defibrillatori impiantabili. D. Negli ultimi anni si sono però inseriti degli elementi di incertezza. Si è sentito parlare di "azienda unica", di "area vasta", ..... Cosa significano queste parole? Quali sarà il futuro per la nostra cardiologia e per l’ospedale? R. Area vasta è un concetto soprattutto organizzativo funzionale, come spiegavo sopra per il trattamento dell’infarto acuto, è una ottimizzazione e condivisione delle risorse per raggiungere determinati obiettivi. Azienda Unica è un concetto amministrativo che porterebbe alla riunione delle due attuali aziende territoriali Isontina con gli ospedali di Gorizia e Monfalcone e Triestina territoriale, mentre l’Ospedale Universitario di Cattinara resterebbe autonomo. In realtà tutto è ancora fluido e le incertezze ancora molte sia a livello nazionale con il decreto spending review che ha ridotto i posti letto e le risorse e in attesa del definitivo decreto Balduzzi che riorganizzerà ulteriormente la Sanità italiana come è stata finora. Anche a livello regionale c’è molta incertezza. Si parla da tempo di Riforma sanitaria con l’istituzione di 1 o 3 aziende sanitarie al posto delle attuali 6 ed il mantenimento di 3 aziende ospedaliere a Trieste Udine e Pordenone, ma siamo ancora in attesa di una programmazione definitiva.

Il dott. Enzo Barducci assieme al Presidente del Cardioclub di Monfalcone, Giuseppe Decio

La nostra Cardiologia che ha dei numeri che a mio parere fotografano un reparto efficiente, probabilmente dovrà riorganizzarsi con una maggior collaborazione con Gorizia e Trieste e bilanciare l’attività ospedaliera attualmente prevalente con una maggior proiezione sul territorio. Da ultimo il nostro Ospedale, credo che con i tempi difficili che ci aspettano dipenderà molto dal sostegno dei politici locali, dei cittadini e dalle motivazioni di noi medici. Finora vista la realtà di un territorio ad alta concentrazione di industrie e di traffici commerciali la realtà di un ospedale che “produce molto e costa poco” è un tesoro di cui forse non ci rendiamo pienamente conto.

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Fotocronaca della gita sociale Venezia vista dal mare e le isole della laguna con la Motonave “IL DOGE” Il gruppo dei partecipanti del Cardioclub di Monfalcone

Isola Lazzareto Vecchio (presso S. Erasmo) pozzo all’interno del giardino

Un artista del vetro nel suo laboratorio a Murano 8


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Murano - esposizione di oggetti artistici “Fiori” in vetro a Murano

Altri scorci di Murano

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Al Congresso di cardiologia riabilitativa con il Cardioclub Dal 18 al 20 ottobre c.a, si è svolto presso il Porto Antico di Genova l’11° Congresso della Società Italiana di Cardiologia Riabilitativa e Preventiva. Questo evento, di grande rilievo, ha fornito l’occasione per un incontro di aggiornamento e discussione tra tutti i professionisti che operano non solo nel campo della riabilitazione e della Prevenzione cardiovascolare ma, più in generale, nell’assistenza ai cardiopatico cronico. I temi portanti del Congresso, articolati in una serie di simposi, sono stati sviluppati da un lato attraverso un’analisi approfondita dei percorsi riabilitativi con la ridefinizione degli obiettivi, delle indagini strumentali e delle metodologie di intervento, dall’altro lato attraverso la discussione e la ricerca di modalità assistenziali che rendano stabili nel tempo i risultati dell’intervento in termini di aderenza alla terapia e di modificazioni dello stile di vita. E’ stata riservata particolare attenzione a tutte le figure professionali che partecipano al progetto riabilitativo, non solo con un momento specifico di incontro per categoria, ma anche attraverso un coinvolgimento in alcuni seminari. A queste giornate congressuali hanno partecipato due figure professionali del nostro ospedale ed il Cardioclub ha coperto i costi di tale partecipazione. Alla sezione dedicata alle figure professionali che sono coinvolte nella riabilitazione cardiovascolare ha partecipato come relatrice la dietista Raimonda Muraro, dietista della diabetologia di Monfalcone, che collabora da di-

versi anni con il servizio cardiologico. La relazione con il titolo “Nutraceutica e fitonutrienti: quali evidenze nella prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari”, era centrata sulle proprietà dimostrate o meno sull’uso di alimenti o sostanze benefiche presenti negli alimenti. Nutraceutica è un termine coniato nel 1989 dal Dr. S. De Felice unendo i termini “nutrizione” e “farmaceutica”; è quindi una disciplina che studia “i componenti alimentari o i principi attivi presenti negli alimenti che hanno effetti positivi per il benessere e la salute”. Un esempio di sostanze nutraceutice sono gli acidi grassi omega 3, le proteine della soia, il riso rosso fermentato, le fibre solubili, ecc. Gli alimenti funzionali sono invece cibi arricchiti in principi attivi che ne amplificano l’azione da semplici nutrienti a prodotti dietetici con indicazioni specifiche (ad esempio yogurt o latte arricchito in fitosteroli). La dietista Muraro ha, inoltre, partecipato alla stesura di un articolo scientifico sull’uso delle bevade dietetiche e a rischio cardiologico (“Bevande “diet” e rischio cardiometabolico nei giovani: è lo stile alimentare a fare la differenza”). Nell’articolo si evidenzia che sia il consumo di bevande dietetiche, sia lo stile alimentare condiziona in vario grado il rischio metabolico. E lo stile mediterraneo con la nostra “dieta Mediterranea” si conferma il più sostenibile dal punto di vista cardiometabolico.

Programma Preliminare

www.aristea.com/gicr2012

CARDIOLOGIA RIABILITATIVA 2012 11° CONGRESSO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI CARDIOLOGIA RIABILITATIVA E PREVENTIVA

Porto Antico di Genova Centro Congressi - 18/20 Ottobre 2012

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MEDICINA E SALUTE

Il Sintrom, il Coumadin e ... San Gennaro tratto da “Il Corriere del Cuore” Periodico dell’associazione Amici del Cuore della Val d’Aosta Articolo del dott. Alessandro Comella

Alcune malattie del cuore ed alcune particolari condizioni cardio-circolatorie possono predisporre al rischio di formazioni di trombi, cioè di veri e propri coaguli che, venendosi a formare all'interno del sistema cuore-vasi dell'organismo, sono costantemente esposti al rischio di venire trasportati dalla circolazione sanguigna (prendendo il nome di emboli) verso altri organi, fermandosi solo quando si trovino a cercare di oltrepassare un vaso sanguigno più piccolo della loro dimensione: in questo modo funzionano come un ''tappo" che impedisce il passaggio del sangue attraverso quel particolare vaso sanguigno che hanno occluso. Gli effetti a volte sono molto seri: infatti se un trombo può subdolamente passare inosservato clinicamente, anche se di discrete dimensioni (perchè si forma all'interno di grossi vasi venosi o del cuore stesso, dove è raro che produca ostruzioni complete), un embolo anche piccolo in genere dà notevoli manifestazioni cliniche, potendo occludere piccole arterie cerebrali, oppure renali, o di braccia o gambe, o del circolo polmonare. Le situazioni più a rischio, per la formazione di trombi da un punto di vista strettamente cardiologico, sono: la severa dilatazione delle camere cardiache (atrio e ventricolo) con ridotta capacità del cuore a pompare sangue, alcune aritmie come la fibrillazione atriale cronica, alcune malattie delle valvole cardiache come la stenosi della mitrale, l'essere andato incontro alla sostituzione di una valvola cardiaca per mezzo di una Protesi valvolare. In queste condizioni si pone la necessità di prevenire la formazione di trombi, evitando che il sangue formi dei coaguli; e se fino a pochi decenni fa al cardiologo non restava che raccomandarsi a san Gennaro, che in tema di scioglimento di sangue raggrumato è un'autorità indiscussa, adesso le cose sono cambiate, in quanto alcuni farmaci si sono dimostrati utilissimi al riguardo, determinando uno stato di "scoagulazione" del sangue molto efficace e controllabile. I nomi commerciali di questi farmaci sono SINTROM e COUMADIN; entrambi ugualmente efficaci.

Ovviamente chi li assume deve usare particolari accortezze, per lo più legate al fatto che è esposto ad un rischio di sanguinamenti (...facendosi la barba al mattino, ferendosi con un coltello da cucina...) maggiori; inoltre va periodicamente e frequentemente controllato mediante un prelievo di sangue l'effetto che questi farmaci producono sulla coagulazione, per poter determinare con ragionevole sicurezza la giusta dose di farmaco da assumere. A chi viene consigliata la terapia con SINTROM e COUMADIN, viene anche insegnato ad aver dimestichezza, con due “misteriosi" indicatori dello stato di coagulazione del proprio sangue, cioè il PT e l'INR; questi indicatori forniscono un’uguale informazione, e cioè quanto "scoagulato" è il sangue, ed i valori da ritenere soddisfacenti vengono fissati dallo specialista caso per caso (per sommi capi si può ricordare che esistono fondamentalmente due livelli di scoagulazione clinicamente accettabili: un livello di scoagulazione completa per cui sono accettabili valori di PT tra 15 e 30% e di INR tra 2.5 e 3.5, ed un livello più “soft" con valori di PT intorno a 30-40% e di INR tra 2.0 e 3.0). In conclusione al giorno d'oggi possediamo un'arma efficacissima per contrastare la catastrofica sequela di una trombo-embolia, e adoperarla può risultare decisivo per particolari e selezionate categorie di pazienti. Con questi presupposti continuare ad affidarsi a san Gennaro mi sembrerebbe alquanto fuori luogo.

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MEDICINA E SALUTE

Si dice PACEMECHER tratto da “Il Corriere del Cuore” Periodico dell’associazione Amici del Cuore della Val d’Aosta Articolo del dott. Roberto Giornetti

Essere sottoposti all'impianto di un pacemaker, anche se l'intervento è relativamente semplice, comporta sovente una reazione psicologica, spesso sottovalutata dal Cardiologo o dal Medico curante. Improvvisamente si è perso conoscenza, oppure ci si è sentiti stanchissimi; in Ospedale una rapida diagnosi con l'elettrocardiogramma, quindi la sala operatoria e quell'aggeggio metallico sotto la pelle con i suoi tubicini che arrivano dentro il cuore: e il Cardiologo? "non si preoccupi, due o tre giorni e potrà tornarsene a casa". Eh, sì, ma a casa, cosa succede? Proviamo a rispondere ad alcune domande che più frequentemente si pongono le persone che hanno subito l'impianto di uno stimolatore cardiaco artificiale. D: Che attività fisica posso fare? R: Se il problema che ha reso necessaria l'inserzione del pacemaker è puramente elettrico, si può tornare a fare esattamente la stessa vita di prima; solo nella prima settimana bisogna muovere con una certa delicatezza il braccio dal lato della ferita chirurgica. Se, invece, l'aritmia che ha reso necessario il pacemaker dipende, a sua volta, da un'altra malattia cardiaca (ad esempio un infarto di cuore) l'attività fisica che si può effettuare è condizionata. dalla gravità della malattia iniziale. D: Come faccio ad usare le cinture di sicurezza in automobile? R: Non vi è nessun motivo per non usare le cintura di sicurezza se si è portatori di un pacemaker; il generatore è estremamente robusto e non viene danneggiato dalla cintura; non bisogna dimenticare quante vite vengono salvate dall'uso costante delle cinture di sicurezza, anche quando si usa l'automobile in città. D: Gli elettrodomestici causano problemi al pace maker? R: No, gli elettrodomestici di uso comune, compresi i forni a microonde, i televisori, i computer non influiscono sul funzionamento dei pacemaker.

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D: E i telefoni cellulari? R: In effetti esistono segnalazioni di possibili interferenze tra telefoni cellulari e pacemaker, ma solo se il cellulare viene tenuto in stretto contatto con la scatola del generatore; basta quindi evitare di conservare il telefono in una tasca della giacca subito sopra il pacemaker; non vi è invece alcun problema mentre si parla con il telefonino all'orecchio (da entrambi i lati). D: Non bisogna quindi preoccuparsi di niente? R: No, questo non è vero; innanzi tutto il portatore di pacemaker deve presentarsi periodicamente al controllo (il pacemaker al suo interno ha una pila che prima o poi si scarica); deve riferire al suo Medico se ricompaiono disturbi simili a quelli per cui è stato impiantato lo stimolatore cardiaco; se ha bisogno di un intervento chirurgico, deve avvertire l'anestesista di essere portatore di pacemaker (vi sono delle precauzioni che si devono seguire nell'uso dell'elettrobisturi); in linea di massima, non può essere sottoposto a magnetoterapia o a risonanza magnetica nucleare; in caso di viaggi aerei, deve avvertire gli addetti ai controlli, che non lo sottoporranno al "metal detector". In caso di dubbi sul corretto funzionamento del pacemaker, bisogna rivolgersi ad un centro di impianto che potrà facilmente controllare il sistema. D: A proposito, dopo quanto tempo si scarica la pila del pacemaker? E cosa succede quando la pila è scarica? R: La durata di un pacemaker dipende da molti fattori; le pile dei generatori possono durare, orientativamente, dai sei ai dodici anni. Quando la pila è scarica, il pacemaker smette di stimolare il cuore. Controlli periodici vengono effettuati appunto per evitare questo evento. Il pacemaker è in grado di segnalare, attraverso appositi strumenti, quando la pila inizia a scaricarsi; in questo momento, quando ancora funziona perfettamente, il generatore viene sostituito.


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Elargizioni Pe r i o d o 1 / 6 / 2 0 1 2 — 3 0 / 1 1 / 2 0 1 2 Al Cardioclub Signori Virgilio Noemi e Amici Signor Sergio FORTUNA Signora Grazia PUNTILLO Signor Primo LORENZON Signor Vittorio D'ONOFRIO Signora Wanda DE FAVARI Signora Elda MININEL CONTE Signor Arturo FONTANA Signora Noemi BROLLO Signora Luciana MERLO Signor Antonio CESCON Signora Antonietta SPERA Signor Luigi GOBBO Signor Ermanno LORENZON Signor Claudio CHICCO Signor Aldo SALCIOLI Signori LAFFRANCHINI VASCOTTO Signora Nelda TROVO' Signor Sergio FABBI Signora Erma GON Per le nozze d’oro di Almerina e Giuseppe BIASIOL

da Famiglia Rita e Diego DEIURI

In memoria di Cesare BLASEOTTO Lucia PIZZOLATO CUCUT Fede COLAUTTI ved. BURLINI Armando BAVCAR Eledis SEL ved. BEACCO Natale Mario BOTTOS Firmino TOFFOLO Dora SREDNICH Bruno SGORBISSA Luciano CORBATTO

I Colleghi O.M.I. Fogliano Redipuglia Mario TUNIZ e Anita VISINTIN Ivana e Fede FASAN, Famiglie Valentino, Claudio e Giorgio TOSSUT Cinzia BAVCAR a nome delle Colleghe Orietta COSOLO Aurelia LUCA ved. BOTTOS Elvia LENARDON Famiglie PUNTIN e CICCIARIELLA Ester PETRONIO Clara AGOSTINI segue > 13


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> segue Luciano SRIGNANI

Alfredo MAURO

Dino COMAR Giorgio BOATO Lorenzo GIOIA Duilio JARC Salvatore QUINTO In memoria dei GENITORI Antonio Rudi AIZZO Ennio SCARAMUZZA Graziella COSTANTINI in PINAZZA

Elvira SIMONELLI

Vinicio GRAFITTI Noemi BUTTIGNON ved. CALLIGARIS In memoria dei Genitori Stefano SANTAGATI Ilario BENFATTO Annie HUTMANN Ugo PIRONI Armando DEIURI Gabriele CUMINI Graziano CETTUL Fiorina TRANI Luisa MASSARUTTO Ernesta BENNATI

Fam. BEAN, COMAR, CORSI, PADOAN, PADOVAN, MARINI e BRUCKBAUER Egle MAURO, Edy MAURO, Licio, Giorgio, Piero, Bruno, Adriano, Gianni CROCI, Giusto, Luisa, Silvia e Albano Gualtiero PIAN La moglie Fedora DIEUDONNE' Luciana SEFFIN GIOIA Signora Maria Pia TOMASIN Maria LAURENCIC Bruna CAOLIZZA VIOLIN Signor Paolo BARDUCA Laura DREOS COETANEI DEL 1937 GRADO; Augusto e Guido MONFERA' Gianfranco CARACCIOLO, Anna MAGRIS, Nino PONTEL e GIACOMETTI Elisabetta PIN e Famiglie SANTANGELO, PALMIERI, ZIA, TARLAO, DAMORE, NAPOLI, SO PELSA, D'AMORE, e TONCICH Giorgio VENTURINI Mariucci BUTTIGNON, Lelia, Velia, Vilma, Rina e Nerea Nilda SORANZIO NARDON Roberto SANTAGATI Alida DEOTTO Famiglia PELOSI Famiglia PELOSI Famiglia CONTE MININEL Elda Giulia MAZZOCCOLI CUMINI, Igor DE GRASSI e Claudia Paolo PINAT Lidia PERIN Sergio ZORZI Il marito Ido DI CHIARA segue >

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> segue Giuseppe NERI

dott. Armando SPANGHERO

Italo DRIUSSI Onorino CEPPI Mirella SORANZIO Livia VITTORIO dei Genitori Adalgisa e Egidio CALLIGARIS Umberta COLUSSI Paolo BROGGIAN Renato PAPAIS

Armanda FERESIN Ciso e Aurora Anna Maria Maria ZAMPAR

Luca BOSCAROL Gilberto FURLAN Maria MINIUSSI, Eliana PIROVI e Luca BOSCAROL Pierina FERLETIC

Famiglie SRECKO – SEDMAN e COSSUTTA Marta, Famiglie GASPARINI e BRAIDA Fulvia e Livia IONCHE, Giuliana ROCCO, Anna Maria ALTAMURA e Massimo MAGRIN Lina e Alessandro PISCHEDDA Maria NERI MONFERDIN Aurora Silvano Sergio NARDON Aurelia JILAVEANU e Luciana GALOVICS Orietta CALLIGARIS Franca PITTANO CONDOMINI Via Giacomo Del Ben e Fam. Comellato Annita VISINTIN, Fam. Enrico VALENTINI e Rosina e Laura VISINTIN Loretta SELL Ettore TROIAN Salvatore CATAPANO Luigi ZAMPAR e Rosina, Teresa, Bruna, Meri, Loredana, Doretta, Luisa, Cristina e famiglia Il papà Roberto BOSCAROL Nives e Giovanni APOLLONIO

Marcello MANIA'

Roberto BOSCAROL Famiglia Bruna FRANDOLIC, Silvano e Berta Famiglia Ferruccio BATTISTELLA, Gabriella, Franca e Silvana FONDO ASSISTENZA LAVORATORI (Fincantieri Monfalcone) La moglie Evira TREVISAN

Totale elargizioni

€ 3.345,00

Paolo CELIN

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IL CARDIOCLUB RINGRAZIA

E INVITA I SOCI A RINNOVARE L’ISCRIZIONE

PER ELARGIZIONI E RINNOVO ISCRIZIONI CONTO CORRENTE POSTALE c/c 16541682 IBAN IT92 I076 0112 4000 0001 6541 682 CASSA DI RISPARMIO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA c/c 2001977/2 IBAN IT04 S063 4064 6120 7402 0019 77L BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI STARANZANO e VILLESSE IBAN IT22 O088 7764 6600 0000 0079 853


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