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Tariffa R.0.C.: “Poste Italiane S.p.A. - Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1 comma DCB Rimini valida dal 01/06/98” - e 1,00

notiziario

r i v i s ta d e l l a f o n da z i o n e m e e t i n g p e r l’a m i c i z i a t r a i p o p o l i

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anno XXXIV

marzo 2014


editoriale

Verso le periferie del mondo Quella del prossimo Meeting sarà l’esperienza di un viaggio verso le periferie del mondo e

dell’esistenza, in cui paragonarsi con le sfide che la realtà pone. Il periodo storico in cui ci troviamo è estremamente complesso; problemi irrisolti e nuove sfide riempiono l’orizzonte di

ogni uomo: la crisi della cultura occidentale e l’evidente incapacità degli adulti di assumersi

responsabilità e di educare, lo smarrimento del senso della vita e l’inquietante solitudine di

tanti, l’insicurezza dell’economia globalizzata e lo spettro di nuove speculazioni finanziarie, la migrazione di interi popoli alla ricerca di un’ultima speranza, il futuro lavorativo incerto di milioni di giovani e meno giovani, il dramma di Paesi

C’è qualcosa che permette di vivere in queste periferie? Le grandi domande di felicità, di giustizia, di amore e di bellezza fanno vibrare il cuore di ogni uomo.

alla ricerca della libertà, la violenza sofferta sempre più tragicamente dalle comunità cristiane nel mondo. C’è qualcosa che permette di vivere in queste periferie? Le

grandi domande di felicità, di giustizia, di amore e di bellezza fanno vibrare il cuore dell’uomo a qualsiasi

latitudine geografica o in qualsiasi condizione o peri-

feria esistenziale egli si trovi. Questa può essere la risorsa. Desideriamo incontrare persone per cui la realtà

è innanzitutto qualcosa da abbracciare e non da com-

battere, un misterioso “dato” da cui lasciarsi provocare,

consapevoli che “le cose e gli altri” rappresentano un bene, l’occasione attraverso cui il destino

si fa presente. Nella storia cristiana questo destino si è rivelato diventando una compagnia concreta che genera uomini capaci di valorizzare ogni sincero tentativo di ricerca e desiderosi di costruire con tutti il bene comune.

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Industria, agricoltura, arte, architettura, ingegneria, scienza. Non esiste disciplina nella quale l’Italia non sia stata grande. Non esiste settore nel quale non abbiamo brillato. Siamo stati un faro per qualunque civiltà, ora è tornato il momento di fare luce. E allora

#guardiamoavanti Costruiamo, inventiamo, produciamo, scriviamo. Facciamo qualcosa di cui essere di nuovo fieri. Perché per essere grandi come il nostro passato non serve la nostalgia. Serve l’energia.

insieme con

enel.com


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Tariffa R.0.C.: “Poste Italiane S.p.A. - Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1 comma DCB Rimini valida dal 01/06/98” - e 1,00

SOMMARIO

w w w . m e e t i n g r i m i n i . o r g

«LA REALTÀ SI CAPISCE MEGLIO NON DAL CENTRO, MA DALLE PERIFERIE». [PAPA FRANCESCO]

notiziario NOTIZIARIO

R I V I S TA D E L L A F O N DA Z I O N E M E E T I N G P E R L’A M I C I Z I A T R A I P O P O L I

rivista della fondazione meeting per l’amicizia tra i popoli

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ANNO XXXIV

anno XXXIV MARZO marzo 2014

2014

editoriale

Verso le periferie del mondo in-mostra 2014

Lo spazio, l’ultima periferia di Stefano Pichi Sermolli

in-mostra 2014

In copertina: il manifesto dell’edizione 2014 Grafica di: Bruno Monaco

Mondo piccolo Roba minima di Giorgio Vittadini

focus on

di Emilia Guarnieri

spettacoli 2014 di Otello Cenci

sito

Il sito del Meeting cambia volto

m o s t r e

di Daniela Schettini

M O S T R E

Anno XXXIV - N. 1, Marzo 2014 Questo numero è stato chiuso il 31/03/2014 Proprietario/Editore: Fondazione Meeting per l’amicizia tra i popoli Autorizzazione del Tribunale di Rimini n. 2008 del 2/11/82

sto r i a

arte

Un giro di walzer con le mostre di Erika Elleri

in-mostra 2014 Dona alsonoMeeting L e mostre in tour... P il tuo 5x1000 Questa è la mia mostre itineranti

PUBBLICITÀ: Evidentia Communication (società a direzione e coordinamento di Fondazione Meeting) Tel 0541/18.32.501 Fax 0541/78.64.22

sito

meeting mostre

m o s t r e

DIRETTORE RESPONSABILE: Alver Metalli COORDINAMENTO REDAZIONALE: Stefano Pichi Sermolli REDAZIONE: Vanni Casadei, Erika Elleri, Piergiorgio Gattei, Walter Gatti, Rosanna Menghi, Daniela Schettini FOTO: Roberto Masi, Angelo Tosi PROGETTO GRAFICO: Davide Cestari, Lucia Crimi VIDEOIMPAGINAZIONE: R&S&C - Modena STAMPA: Pazzini - Villa Verucchio - Rimini REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: Via Flaminia, 18-20 - C.P. 1106 - 47900 Rimini Tel 0541/78.31.00 Telefax 0541/78.64.22. email - meeting@meetingrimini.org www.meetingrimini.org

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I T I N E R A N T I

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di Erika Elleri

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Sogni al cinema

Lette r atu r a

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Una febbre di vita

notiziario

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casa

International Exhibition Service srl - Via Flaminia, 18/20 - 47923 Rimini (RN)

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Il tuo 5x1000 al Meeting di Stefano Pichi Sermolli I da tutto VOLONTAR Ogni anno America, (Albania, il mondo Canada, Camerun, Argentina, da, Italia, Irlan Francia, , Colombia, , Messico n, Lituania Kazakhista Portogallo, nia, ù, Polo Olanda, Per Romania, a, Cec ) Repubblica , Svizzera gna Spa Russia, ting! ONO il Mee COSTRUISC

curiosità e anticipazioni

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www.meetingrimini.org/5x1000 Per maggiori informazioni contatta il Meeting di Rimini allo 0541 783100 o visita il sito www.meetingrimini.org Anche quest’anno la Finanziaria prevede la possibilità di destinare il 5 x 1000 del tuo reddito al Meeting di Rimini. In fase di dichiarazione dei redditi, nei modelli CUD, 730 e UNICO, firma nella prima sezione ‘sostegno del volontariato delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni’ e indica il codice fiscale del Meeting 01254380403.

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in-mostra 2014

Lo spazio, l’ultima periferia Una delle mostre centrali del Meeting di quest’anno sarà quella dedicata all’esplorazione del nostro Sistema Solare, la frontiera più lontana finora direttamente visitata da sonde costruite dall’uomo. La mostra, realizzata da Euresis, ci condurrà in un “viaggio” interplanetario, attraverso i vari corpi del Sistema Solare, ripercorrendo la straordinaria avventura della missione Voyager. Ma cos’è questo desiderio di esplorare il mondo, proprio dell’uomo? Quale sarà il percorso della mostra? Quali le curiosità? Abbiamo posto queste ed altre domande al prof. Marco Bersanelli, Docente di Astrofisica all’Università degli Studi di Milano. di Stefano Pichi Sermolli

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na mostra sull’esplorazione al Meeting dedicato alle periferie. Nella storia l’uomo ha sempre cercato di spingersi oltre il proprio territorio, anche lo spazio è dunque una periferia? Lo spazio è l’ultima periferia, dal punto di vista dell’ambiente fisico. L’uomo cerca di andare sempre più lontano, verso nuovi territori, poi ad un certo punto si accorge che oltre al nostro pianeta c’è uno spazio, una periferia molto più vasta, che è l’intero Universo. Questa è una consapevolezza che ci accompagna nell’epoca moderna e spinge all’estremo ciò che già gli antichi esploratori concepivano. L’uomo sente il bisogno della vastità e della novità. L’uomo è attirato verso ciò che è grande e verso ciò che è nuovo. Anche in senso fisico, di spazio e di situazione. Da una cinquantina d’anni a questa parte, la periferia spaziale che circonda la Terra è stata visitata in modo continuo e crescente grazie allo sviluppo

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della tecnologia spaziale. Gli astronauti si sono spinti fino alla Luna e orbitano ordinariamente sulla Stazione Spaziale Internazionale. Le sonde spaziali senza equipaggio umano si sono spinte ben oltre, in modo continuo e predominante, fino a raggiungere i confini del nostro Sistema Solare. È questa la periferia più lontana, a cui sia fisicamente arrivato un oggetto costruito dalle mani dell’uomo. Ma anche questo è confine molto piccolo, infinitesimo rispetto allo spazio nel suo insieme, all’Universo nel suo insieme! Il titolo del Meeting dice che il destino non ha lasciato solo l’uomo. Cosa significa questo per un ricercatore, per un esploratore? Significa che questa innata tendenza dell’uomo ad esporsi a ciò che sta oltre se stesso, oltre il già noto, questa tensione a ciò che lo supera, lo ricompensa. Questo è un segno del fatto che “il destino

non ci lascia soli”, cioè che questa natura che l’uomo ha in sé, che lo spinge ad andare “oltre”, non è contro di lui, non lo tradisce. Quello che incontriamo nella realtà, non solo ci dà un vantaggio di sopravvivenza e di possibile utilità, ma è occasione per aggiungere qualcosa alla


in-mostra 2014 rendersi conto di come è fatto l’Universo intorno a noi, è un “dono che non comprendiamo né meritiamo”, come diceva Wigner. È un fatto per niente scontato, ci mostra una misteriosa alleanza che riguarda l’uomo nei confronti di tutto quel che esiste. In questo non ci sentiamo abbandonati.

Un’immagine del Voyager 2 mentre si avvicina a Saturno. nostra autocoscienza. Fin dalla preistoria l’uomo si è mosso alla ricerca di nuove terre e nuovi ambienti, anche a costo di gravi rischi e perdite, e questa capacità di “uscire dalla propria terra” e di andare verso ciò che sta “oltre” ha permesso all’uomo di conoscere se stesso più pro-

fondamente. L’altro aspetto è che nella possibilità stessa della conoscenza della natura, di cui l’esplorazione è un aspetto particolare, avvertiamo il segno del fatto che “il destino non ci ha abbandonati”. Infatti, la possibilità di comprendere le leggi della natura, la capacità umana di

Qual è dunque il cuore del percorso di questa esposizione? L’intento della mostra è quello di condurre il visitatore fin alle estreme periferie dello spazio esplorato dall’uomo. “Esplorato” significa “indagato direttamente”. È una mostra sull’esplorazione, non sull’osservazione dell’Universo. L’osservazione ci permette di vedere spazi ben più profondi di quelli che possiamo indagare direttamente. È la stessa differenza che c’è tra osservare da lontano una catena montuosa e scalare una vetta. Con i nostri telescopi vediamo galassie che si trovano a miliardi di anni luce distanti da noi. Sono dimensioni completamente inarrivabili ad un’esplorazione diretta. Invece, la mostra ci farà vedere quel piccolo pezzo di spazio, eppur così immensamente più grande del nostro piccolo pianeta, che è lo spazio del nostro Sistema Solare, l’unico pezzetto di mare cosmico finora solcato dall’uomo. E ci faremo condurre attraverso i vari pianeti del Sistema Solare, da Marte (con tutta la sua ricchezza di ambiente ancora colmo di diversità dal punto di vista planetologico), ai pianeti giganti: Giove, Saturno, Uranio e Nettuno, coi loro ambienti esotici e le loro lune, fino al confine del Sistema Solare. Quest’ultima soglia è stata varcata per la prima volta solo l’estate scorsa dalla sonda della NASA Voyager I, che dopo un viaggio di 36 anni, attraversando 18 miliardi di km, è riuscita ad uscire dal nostro Sistema Solare, entrando nello spazio interstellare. La mostra ci condurrà dunque in questo affascinante scenario extra-terrestre… >

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in-mostra 2014

Un’immagine del Voyager. Si dice che il desiderio di esplorare, di conoscere ciò che non si conosce, porta sempre con sé, in fondo, il desiderio di conoscere se stessi, di conoscersi meglio. È così? Certamente è così. Lo accennavamo anche prima. In fondo è un’esperienza comune a tutti, non è solo dell’esploratore cosmico, dello scienziato. Accade ogni qualvolta si incontra qualcosa di nuovo, che ci colpisce (può essere una persona, o un luogo prima sconosciuto), qualcosa che non si riduce a quello che già si sapeva, ma che nello stesso tempo ha in sé qualcosa che cattura la nostra attenzione. Può succedere di rendersi conto di questo contraccolpo, e di cogliere il valore di quella novità, di giudicarne l’importanza per noi. Quando si fa un’esperienza tale, nel conoscere questa realtà nuova, si torna a casa che ci si sente più se stessi, ci si sente cresciuti. Penso

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che, in fondo, la ricerca e l’esplorazione spaziale abbiano un po’ la stessa dinamica. Rendendoci conto sempre di più della bellezza, della vastità e della diversità della creazione che ci circonda, ci rendiamo conto ancora di più della struttura del nostro io, della nostra natura umana. Si può dire che l’uomo rispetto alla Terra, e ancor più rispetto all’intero Universo, è una piccola periferia, ma che senza di lui l’intero Universo non abbia significato? È un punto molto profondo questo… perché l’uomo è questa “particella di autocoscienza”, se così si può dire, è una particella cosmica la cui proprietà strutturale è l’autocoscienza: la possibilità di entrare in un rapporto con il significato delle cose, con il senso di tutto. Ed è evidente come in un Universo, in un ambiente, in cui non esista questa

“particella”, che è l’essere libero e autocosciente, manca qualcosa di essenziale. Cioè manca l’abbraccio al significato. Un Universo deserto di umanità, o diciamo, mancante di questa particella autocosciente, mancherebbe di qualcosa di essenziale a se stesso. Può darci qualche anticipazione, svelarci qualche curiosità sull’allestimento della mostra? In particolare, come verranno coinvolti gli spettatori in questi viaggi spaziali? L’idea è ancora in corso di definizione, ma vorremmo condurre i visitatori in questo viaggio ideale nel nostro Sistema Solare a bordo del Voyager I. Al momento del lancio, 36 anni fa, i tecnici della NASA sfruttarono un fortunato e raro allineamento dei pianeti, che ha consentito di generare una specie di “autostrada gravitazionale” che ha condotto la sonda verso l’esterno. Nel suo viaggio il Voyager ha avvicinato e studiato da vicino tutti i pianeti esterni. Al


in-mostra 2014 Meeting, a bordo di questa sonda virtuale, rivisiteremo quindi le varie tappe del Voyager nel Sistema Solare, fino ad arrivare all’ultima periferia raggiunta dall’uomo. Naturalmente, avremo anche modelli di altre missioni, che sono state poi realizzate grazie alle scoperte e alle anticipazioni che il Voyager ha prodotto. Missioni che hanno esplorato, in modo più mirato, obiettivi più specifici, singoli pianeti e satelliti del Sistema Solare. Avremo anche una proiezione nel futuro, perché l’esplorazione spaziale naturalmente continua. E devo dire, anzi, che in questo momento l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, in particolare, sta investendo moltissimo nel futuro dell’esplorazione del Sistema Solare, tanto che ci sono ben tre missioni, tre satelliti che sono oggetto di attenzione della cronaca. La prima è la missione JUICE, che andrà ad esplorare i quattro grandi satel-

liti di Giove, proprio quelli che Galileo osservò per la prima volta nel 1609, e che oggi sono diventati un target molto interessante per la ricerca di eventuali forme di vita - seppure per certo molto elementari -, che potrebbero esistere in qualcuno di questi satelliti, in particolare nel satellite Europa. Questa missione è stata dunque selezionata e verrà sviluppata nel corso dei prossimi 15-20 anni. L’altra missione si chiama Rosetta (già lanciata nel 2004), che arriverà nientemeno che su una cometa, cioè su un corpo minore del Sistema Solare. Nel maggio 2014, dopo un lunghissimo viaggio, Rosetta si avvicinerà ad una cometa, detta 67P/Churyumov-Gerasimenko, e vi atterrerà con un “lander” detto “lander Philae”, uno strumento che ci darà in anteprima dati sulla natura della superficie cometaria, dati per la prima volta registrati in situ, seguendo il suo moto di avvicinamento al Sole.

Vi è poi una terza missione, Plato, recentemente selezionata dall’ESA, che si rivolge allo studio di pianeti extrasolari, pianeti che ruotano intorno ad altre stelle. Questa in realtà non è una missione di “esplorazione”, ma di “osservazione” (i pianeti extrasolari li possiamo solo vedere da lontano, sono inaccessibili all’esplorazione diretta), ma è legata al nostro tema perché si rivolge allo studio dei pianeti e ne amplia la prospettiva. Infatti, per la prima volta in questi anni abbiamo l’evidenza dell’esistenza di moltissimi sistemi planetari intorno ad altre stelle, e questo ci aiuterà a capire anche la natura e la storia del nostro Sistema Solare. Insomma, c’è parecchia carne al fuoco! Domenica 24 agosto - sabato 30 agosto 2014

EXPLORERS A cura di: Associazione Euresis

Sonda spaziale Voyager.

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Mondo piccolo Roba minima Le periferie esistenziali in Giovanni Guareschi ed Enzo Jannacci. di Giorgio Vittadini*

C

osa hanno in comune il “Mondo piccolo”, l’universo della Bassa lombarda, raccontato da Giovannino Guareschi e la “Roba minima”, “roba de barbun” dei personaggi di Jannacci, il geniale e poetico medico-cantante (e molto di

più)? Cosa rende i personaggi di autori così apparentemente diversi molto più universali dei rispettivi piccoli e minimi mondi di appartenenza? Camillo e Peppone, ma anche alla maestra Cristina, la vedova con dieci figli, il vecchietto che non vuole smettere

di lavorare, il fittavolo che trasforma un terreno marginale in un campo fertile, la ragazza che torna a cercare la siepe dove giocava da bambina, la figlia dei ricchi borghesi che diventa la miss della festa dell’Unità… E i personaggi jannacciani: Vincenzina, il “barbun che portava i scarp del tenis”, il soldato Nencini, quello in fila in Comune, il prete Liprando, il contadino che deve ridere per far contenti i potenti, l’ex bersagliere che va a cercare un vecchio amico, il disoccupato che viene chiamato a riconoscere la salma della sua compagna prostituta, l’operaio innamorato che prende il treno “per non essere da meno”… Il fatto è che più che semplici personaggi usciti dalla mente e dal cuore dei due grandi autori, non sono “eroi” o bandiere di una qualche ideologia, >

Una foto di Giovannino Guareschi.

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in-mostra 2014

Enzo Jannacci al ­Meeting. sono persone nella realtà, in qualche modo da loro incontrate, guardate e viste. Jannacci e Guareschi, diversi, ma profondamente simili per un’autenticità umana luminosa, non parlano sui loro personaggi, non fanno la predica, ma leggono il mondo attraverso i loro sguardi. Unici e profondamente complici di ogni piega dell’umano Mondo piccolo e Roba minima: sono la periferia dell’umano, uomini che non nascondono il loro essere poveri sotto il borghesismo della riuscita e del riconoscimento sociale. Così sembrano marginali, in realtà sono il centro dell’umano, sono la chiave - di bisogno e desiderio - per aprire la conoscenza di tutto, per vedere l’uomo e il mondo. Un umano che non grida, non cerca le masse, ma sta. Sono “Io” che di fronte a chi li vuole omologare e ridurre stanno con autenticità e ironia. Come in “Ho visto un re”, il poveret-

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to che deve mostrarsi allegro per non turbare il potere, che ultimamente vuole la sua anima, vuole ridurre il suo desiderio. Come nel “Canalaccio” di Guareschi, dove il protagonista, rovinato in modo profondamente ingiusto da un grande possidente, invitato a maledirlo, dice invece: «Sento pietà per la sua carne maledetta». Guardare alle periferie esistenziali di questi personaggi significa imparare a scoprire il vero centro dell’esistenza, quello per cui tutto il potere del mondo non vale la propria dignità, libertà vera, desiderio non ridotto del cuore. La mostra si propone di rendere omaggio ai due grandi uomini, utilizzando filmati, foto, disegni, fumetti e molto di più. In una dimensione piccola e con enfasi minima, ovviamente. *Presidente Fondazione per la Sussidiarietà

Domenica 24 agosto - sabato 30 agosto 2014

Mondo piccolo Roba minima. Le periferie esistenziali in Guareschi e Jannacci. A cura di: Giorgio Vittadini, Silvia Becciu, Massimo Bernardini, Eugenio Bollani, Paolo Gulisano, Maurizio Milani e Maurizio Vitali.


FOCUS ON

Una febbre di vita Qual è tuttora il fascino del Meeting? Da dove si origina? Un’avventura nata trentacinque anni fa da un piccolo gruppo di riminesi che avevano incontrato il carisma di don Giussani. Proprio l’esperienza umana condivisa con lui, quella sua paternità, è l’origine di tutto, di quella passione al mondo che si genera continuamente dentro una compagnia. di Emilia Guarnieri

«

Uno è veramente padre se crea una persona che si può incontrare come luogo di un messaggio, quando crea una persona che ha un messaggio dentro». Lo aveva detto don Giussani, pochi mesi dopo il primo Meeting, riferendosi a quel piccolo gruppo di riminesi che avevano dato inizio all’avventura. E veramente possiamo dire che in tutti questi anni abbiamo fatto esperienza di quella sua paternità e del nostro appassionato, quanto goffo, tentativo di essergli figli. Il tessuto del Meeting Infatti, al di là della fragile coscienza che in quel momento potevamo averne, oggi siamo certi che il Meeting, con la sua originalità, è l’espressione di persone generate ed educate dal carisma di don Giussani. Ma altrettanto siamo certi che questa natura originale non è un patrimonio acquisito di forme e di idee, ma una vita, “una febbre di vita”, che dura se

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continua ad essere viva. La passione al mondo, l’apertura e il desiderio di incontro con tutti, il gusto di conoscere e di lasciarsi sfidare dalla realtà, il fascino delle cose belle, la voglia di spendersi gratuitamente per l’ideale, tutto questo, che costituisce il tessuto del Meeting, ha come unica origine l’esperienza umana condivisa con don Giussani, dapprima nel rapporto con la sua persona e oggi nella compagnia storica che dalla sua persona si è generata. L’origine Abbiamo cominciato, infatti, per un impeto, quasi naturale, che ci trovavamo addosso, e abbiamo da subito provato a chiamare a Rimini tutte le persone e i frammenti di storia che sentivamo animati da una passione di verità, da una autentica domanda di bellezza, di senso, di positività. Sono nate così le Mostre d’arte e di archeologia, l’incontro con Ionesco, con i dissidenti

russi, con Martha Graham, con Carreras, con i grandi scienziati, con i monaci Buddisti del monte Koya, con gli ortodossi, gli ebrei, i musulmani, gli anglicani. Da Giussani avevamo imparato «un amore alla verità che è presente, fosse anche per un frammento, in chiunque». Eravamo stati educati «a vivere per l’universo, per l’uma-


FOCUS ON

sono certa che, così come fino ad ora “fare” il Meeting è stata l’occasione per fare esperienza dell’umanità che don Giussani ci ha trasmesso, altrettanto potrà accadere quest’anno, dall’avere tentato, con entusiasmo, di accogliere la provocazione di Papa Francesco ad aprirsi per andare verso le periferie. Il Meeting fino ad oggi ha continuato ad esistere solo perché, almeno tentativamente, non si è mai sottratto alle sfide con le quali il Mistero ci ha accompagnato, anzi forse proprio queste sfide sono state il volto con il quale si è manifestato quel “favore di Dio”, di cui Giussani parlava riferendosi al Meeting in un’intervista dell’agosto ‘99.

Giovanni Paolo II e don Giussani in occasione della storica visita nel 1982 al Meeting. nità intera». Non credo di esagerare dicendo che quei pochi spiccioli che, ai tempi del liceo, sottraendoli a qualche merenda del mattino, ogni sabato davo per le “decime”, per sostenere gli amici che erano in Brasile, sono stati il primo gesto da cui ho imparato che il mondo c’entra con me. Quando oggi invitiamo al Meeting gente da ogni

continente, quel piccolo gesto mi si fa presente ogni anno più limpido nel suo valore. La provocazione di quest’anno Sto aspettando con grande curiosità il Meeting di quest’anno “Verso le periferie del mondo e dell’esistenza. Il destino non ha lasciato solo l’uomo”, perché

Giussani al Meeting Don Giussani al Meeting è venuto quattro volte, e come relatore soltanto due, veramente poche! Eppure noi abbiamo sempre imparato da lui a riconoscere quello che ci stava accadendo, il valore degli incontri e dell’esperienza che venivamo facendo. Così è stato in occasione della storica visita di Giovanni Paolo II, quando per mesi è stato lui a riproporci le parole del Papa «dobbiamo impararle, parola dopo parola… perché ne sia segnato il cammino… tutte le risorse della nostra esperienza di fede devono prendere forma in una costruzione, la costruzione di una “civiltà che nasca dalla verità e dall’amore”». L’85 fu l’anno in cui Giussani venne per la seconda volta al Meeting come relatore, sul tema “Dio ha bisogno degli uomini”, l’intervento che concluse con quell’invito che mai abbiamo potuto dimenticare «Io auguro a me a voi di non stare mai tranquilli, mai più tranquilli». Qualche giorno dopo la conferenza don Giussani ritornò, era domenica, il Meeting si era chiuso la sera prima, stavamo smontando e lui arrivò > solo per celebrare la Messa con i

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MEETING RIMINI 18路24 AGOSTO 2014 RIMINI FIERA PAD. A3


focus on volontari, perché, come disse nell’omelia, «la meraviglia più grande del Meeting siete voi» perché la gratuità «è l’unico modo con cui l’uomo imita Dio». Anche questa volta avevamo imparato da un suo gesto, ancor prima che dalle sue parole, il valore di quello che stavamo facendo. Abbiamo capito in quel momento che il lavoro volontario, prima che essere la risposta ad un bisogno organizzativo, è

l’anima stessa del Meeting, il punto vivo attraverso il quale una umanità diversa si comunica. Una diversità umana Perché, in fondo, che cosa rende, dopo 35 anni, ancora attraente per tanti una manifestazione come il Meeting di Rimini? La possibilità di incontrare, attraverso degli uomini, una esperienza di vita interessante, un luogo dove essere

accolti, dove incontrare ed incontrarsi, dove conoscere, giudicare, costruire. Difficile, quasi impossibile, pensare che questa diversità umana sia ultimamente il prodotto delle nostre capacità, genialità, sforzi. Più realistico riconoscere che, come ebbe a dire un grande amico del Meeting, è il carisma di Giussani che “aleggia” nei Padiglioni della Fiera.

Don Giussani con i volontari del Meeting.

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spettacoli

Sogni al cinema Fino al 9 maggio è possibile partecipare alla VII edizione del concorso per filmakers Meeting Rimini Film Festival, in cui sono messi a tema la ricerca sulla vita e l’esperienza dell’uomo impegnato con i propri bisogni originali. di Otello Cenci

«

È molto facile e molto difficile mostrare dei sogni al cinema. Credo che, se uno decide di filmare un sogno, e si dice: “Voglio rappresentare un sogno, voglio crearlo con la cinepresa e tutti gli altri mezzi tecnici disponibili”, non ci riuscirà mai. Ma se invece racconta semplicemente la sua storia, questa può rivelarsi un sogno meraviglioso». Ingmar Bergman L’ obiettivo sulla vita quotidiana Sul contenuto di questa frase è nato il Meeting Rimini Film Festival. Forse un po’ inconsciamente, come succede con alcune fulminee illuminazioni che si chiariscono con il tempo ed il lavoro. Il primo titolo della manifestazione è stato ‘What’s in your City? Tell me a story’, scelto proprio per il comune desiderio di focalizzare l’obiettivo sulla vita quotidiana e condividere i fatti ritenuti di maggior interesse. Recentemente l’eroe degli action movies Silvester Stallone ha rilasciato un’intervista, nella quale ha detto, tra le altre cose, che Rocky «non è un film che parla di pugilato, ma del sogno di felicità di un uomo». E ancora, il regista francese Jean Renoir diceva: «L’arte del cinema consiste nell’approcciarsi alla verità degli uomini, non di raccontare delle storie > sempre più sorprendenti».

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spettacoli Il contenuto dei grandi racconti Ecco questo è da sempre il contenuto dei grandi racconti. Il desiderio di felicità di un uomo e gli sforzi, più o meno epici, per raggiungere il suo obiettivo. Nelle conseguenti difficoltà, inciampi, incontri, ci sta il gusto e la sofferenza della scoperta e del cambiamento del protagonista, in quel lento, o a volte improvviso, avvicinamento alla verità delle cose e di se stessi tanto sospirato. Per questo l’happy ending cinematografico è qualcosa di radicalmente strutturato nell’animo umano: non è razionale, né umano, continuare a impegnarsi, giorno dopo giorno, pensando che non vi sia risposta all’originaria domanda di felicità. Infatti, il finale tragico, tipo quello tagliato dalla versione originale di Blade Runner, è qualcosa di frustrante, che in linea di massima nessuna persona in salute ricerca come finale di una storia. Il concorso Oggi, dopo sette edizioni, e oltre 600 filmati ricevuti da decine di Paesi differenti, tra cui Italia, Spagna, Inghilterra, Polonia, Francia, Argentina, India, Russia, Grecia, Cina, Africa, Stati Uniti, Macedonia, Canada e Australia, il concorso di corti ha cambiato nome, ma mette ancora a tema questa ricerca sulla vita e l’esperienza dell’uomo impegnato con i propri bisogni originali. In questi anni il MRFF è diventato un’opportunità matura per tanti giovani filmakers di tutto il mondo di condividere la loro storia, verificare il loro linguaggio formale e imparare. Un ringraziamento particolare Per questo percorso un ringraziamento commosso va all’amico Gene Stavis, insegnante di Cinema presso la School of Visual Arts di New York, con cui il progetto è nato in un dopocena newyorkese e che lo scorso dicembre ci ha lasciato dalla sua casa traboccante di film, sul fiume Hudson, a NY.

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A sinistra Otello Cenci e a destra il presidente di giuria della scorsa edizione del concorso Tim Reckart.

I compagni di viaggio Tanti sono i compagni di viaggio che hanno accettato con noi questa sfida e che hanno contribuito alla nascita del progetto o hanno condiviso con noi una

parte del percorso: School of Visual Arts di NY, Made Officina Creativa, Best Movies, il mensile di cinema, Encounter Madrid, Polonia Culture Carousel, Sky Cinema, la Scuola Civica di Cinema di Milano, la


spettacoli confronto e crescita ad artisti in erba. Premi Con questa particolare attenzione, ogni anno una giuria di esperti del MRFF seleziona le dieci migliori opere e offre ai vincitori l’eccezionale occasione di un soggiorno studio di dieci settimane presso la School of Visual Arts di New York, la frequentazione di uno stage presso la Scuola di Cinema di Roma e un premio in denaro di 1.500,00 euro. Oltre a questo, durante la settimana del Meeting di Rimini, che quest’anno sarà dal 24 al 29 agosto, tutti i partecipanti possono prendere parte ad incontri pubblici e a momenti di confronto con i giurati e altri professionisti del settore, per scoprire insieme qual è il segreto che si nasconde dietro un bel film. Un lavoro di squadra A ciascuno di questi amici, storici e appena incontrati, dobbiamo dire sinceramente grazie per il contributo appassionato che hanno offerto e che offrono al MRFF. È un lavoro di squadra non solo organizzativo ma di confronto e affinamento del giudizio sul valore di ogni singolo corto e parallelamente dell’opera filmica in generale. È un percorso educativo a tutti gli effetti: per chi vi partecipa in veste di concorrente, per i giurati e perfino per i grandi maestri che ogni anno intervengono molto generosamente in qualità di presidenti di giuria. Con questo gusto del percorso fatto fin’ora e un’aumentata coscienza dello scopo dell’iniziativa, invito tutti gli appassionati alla settima arte a partecipare al concorso e a coinvolgersi con gli organizzatori per rendere le prossime edizioni ancora più belle ed interessanti.

Scuola di Cinema di Roma, Radio Cinema e Sentieri del Cinema. Il Manhattan Film Festival, promosso dalla World Alliance Foundation, è il più recente partner, con cui si è definita

una collaborazione e una dichiarazione di intenti, grazie alla direttrice del Cultural Programs: Alexis Kende. Il punto di incontro è la passione per il cinema e la decisione di offrire un’opportunità di

Ai giovani filmakers auguro buon lavoro e in bocca al lupo!

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sito

Il sito del Meeting cambia volto Da maggio sarà on line il nuovo sito del Meeting, con una veste grafica completamente rinnovata, più dinamica ed emozionale, e tante homepage per tre diversi periodi dell’anno. di Daniela Schettini

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a qualche mese stiamo lavorando per rendere i contenuti del Meeting fruibili ed immediatamente disponibili da parte di tutti i navigatori. Tutte le notizie inerenti la nuova edizione del Meeting, anticipazioni e spunti di lavoro, nonché tutti i contenuti delle passate edizioni in un unico grande archivio a portata di click. Per aiutarvi nella lettura della nuova veste grafica, vi raccontiamo a grandi linee tutte le novità. Una homepage dinamica ed emozionale, ricca di contenuti, pulita e graficamente accattivante, che cambierà aspetto in tre

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periodi di riferimento, tre momenti fondamentali durante l’anno “lavorativo” del Meeting: Pre-Meeting (periodo che va da marzo/aprile fino a luglio) In questo arco temporale metteremo in risalto il tema e il manifesto della prossima edizione del Meeting, non mancherà la sezione work in progress, tutta dedicata a quel che accade nei mesi precedenti alla manifestazione di agosto, con anticipazioni sulle mostre, gli spettacoli, i convegni, video- interviste

in pillole e tanto altro. Si troveranno anche l’anteprima del programma, le prenotazioni alberghiere, ma anche la sezione “Promuovi il Meeting” e una finestra sempre aperta a tutti i canali social. Meeting (tutto il mese di agosto e la prima settimana di settembre) È il momento giusto per lanciare il programma con tutti i convegni, le mostre, gli spettacoli, le attività per i ragazzi nel padiglione dello sport e nel villaggio ragazzi. In questa sezione si


sito

#meeting14, vivilo con noi! Per restare connessi al Meeting durante tutto l’anno, seguire e condividere gli avvenimenti più importanti e tutti i contenuti multimediali, basta entrare nel network dei canali social: Facebook, Twitter, Youtube, Flickr e Instagram. E scaricando l’App MeetingRimini, visualizzabile da tutti gli smartphone e tablet, sarà possibile avere tutti i contenuti a portata di mano. Basta un solo click, inserisci l’hashtag #meeting14 e Vivilo con noi! Anche quest’anno durante il Meeting tornerà il Social Media Team, un gruppo di volontari curiosi della rete, che racconterà in diretta e con un linguaggio “giovane” tutto quello che succede in quella settimana. Dalle loro postazioni lanceranno principalmente su Twitter e Facebook foto di vita Meeting, estratti di incontri, notizie in chiave social, video interviste e tanto altro.

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI I CONTENUTI DEL MEETING: NEWS, FOTO E VIDEO SEMPRE DISPONIBILI.

troveranno anche tutte le informazioni di servizio, come prenotare una mostra, come acquistare i biglietti degli spettacoli, come arrivare e la mappa interattiva per pianificare tutti gli spostamenti. Ampio spazio sarà inoltre dedicato al live di alcuni incontri, alle photogallery e video vari, che racconteranno il Meeting anche a chi non avrà la possibilità di viverlo in prima persona.

Post-Meeting (periodo che va da settembre a marzo) Per chi vuole riguardare quello che è successo al Meeting, in questa homepage sono messi a disposizione tutti i video, le foto, gli interventi e le testimonianze che hanno caratterizzato l’edizione appena trascorsa. L’archivio diventerà una grande fonte di contenuti disponibili a tutti. Seguici su: www.meetingrimini.org

Disponibile

da App Store e Google Play

website

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facebook

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youtube

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flickr

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instagram

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meeting mostre

Un giro di walzer con le mostre

Genetica e natura umana nello sguardo di Jerome Lejeune”, che è stata particolarmente richiesta, percorrendo nel 2013 circa 41 tappe italiane e nel 2014 si contano già 5 tappe: Torino, Firenze, Roma, Mariano Comense e Chiavari.

Ogni anno più di duecento mostre del Meeting vengono richieste sia in Italia che all’estero, grazie a rapporti nati durante la manifestazione, al lavoro assiduo di Meeting Mostre e a realtà come Rivela. di Erika Elleri

P

erché vale la pena portare le mostre del Meeting nella propria città? Come nasce la proposta? Tante sono le risposte a queste domande, che abbiamo incominciato a porre in maniera sistematica a partire da quest’anno, per non perderci di vista quello che accade, per raccogliere le testimonianze di chi decide di coinvolgersi personalmente con un tema che sente più che mai attuale nella realtà in cui vive. Sono per lo più storie di persone che, colpite dalla spiegazione della mostra durante il Meeting, da una frase di un pannello o semplicemente da un volto, hanno deciso di portare la mostra nella propria città, scuola, parrocchia o istituzione. Nella sezione news del sito www.meetingmostre. com continuiamo a pubblicare questi racconti, che percorrono tutta la nostra Penisola e non solo. Mostre per il mondo Infatti, le mostre del Meeting, spaziando dall’arte alla storia, dalla letteratura alla scienza, curate da professionisti ed esperti del settore, sono fatte per il mondo. Specialmente in questi ultimi anni, sin dalla loro ideazione sono pronte a spostarsi nelle diverse piazze, dalle scuole alle associazioni culturali, dalle parrocchie alle sale comunali, fino a contesti prestigiosi quali la Cripta della Basilica di Santa Croce a Firenze o la

Pontificia Accademia per la Vita a Roma.

L’esperienza di Rivela Inoltre, continua l’esperienza di Rivela, associazione culturale di Verona, che dal 2002 propone per lo più le mostre del Meeting alle realtà locali, quali sagre, fiere, comuni e associazioni culturali, coinvolgendo un grande numero di volontari del posto. Più di una trentina i paesi che decidono di noleggiare le mostre proposte e di realizzare eventi culturali. Per l’anno 2014 Rivela ha in programma le mostre “Cor Magis. Il cuore, l’opera, il bene di tutti. Gli affreschi del Buon Governo (1337-1339) di Lorenzetti”, “La gloria di Colui che tutto move. La felicità nel Paradiso di Dante” e “Danzica 1980. Solidarnosc”.

Meeting Mostre Da ormai 14 anni Meeting Mostre è a disposizione non solo per noleggiare le mostre, ma anche per l’allestimento, la formazione delle guide, l’organizzazione di incontri ed eventi culturali che accompagnano l’esposizione delle mostre, la Tieniti aggiornato grafica e la consulenza personalizzata per Visita il sito www.meetingmostre.com per ogni cliente. Ogni anno si contano oltre guardare il calendario delle mostre, per leg200 esposizioni, alcune anche per periodi gere tutte le news, per tutti gli aggiornamenconsiderevoli, in tutta Italia e sempre più ti sulle proposte culturali e le promozioni frequentemente anche all’estero. Per fare in corso. Visita la pagina Facebook: https:// qualche esempio ricordiamo la mostra O Sperché T RteEne ricordi? I T I N www.facebook.com/MeetingMostre E R A N T I “Che cos’èMl’uomo

m o s t r e

Lette r atu r a

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mostre itineranti m o s t r e

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V I A S P E T T I A M O A L N O S T R O S TA N D I N H A L L S U D

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in-mostra 2014

Questa è la mia casa Al Villaggio Ragazzi del Meeting sarà esposta la mostra su san Giovanni Bosco, il sacerdote torinese fondatore della congregazione dei salesiani, nonché grande amico dei giovani. Proprio ad agosto iniziano le celebrazioni per i duecento anni dalla nascita del santo. Come è nata l’idea di questa mostra e come emergerà la sua vita e la sua opera? Lo abbiamo chiesto a Davide Cestari, uno dei principali curatori. di Erika Elleri

A

duecento anni dalla nascita di don Bosco, quest’anno una mostra sulla sua vita. Come è nata l’idea di portare questa figura al Meeting e come la sua vita e la sua opera si inseriscono nella tematica delle periferie? «Questa è la mia casa» è l’iscrizione che campeggia sulla porta della povera casa di san Giovanni Bosco ai Becchi in Piemonte, a una ventina di chilometri da Torino. Può sembrare una frase banale, per indicare le quattro mura dove è nato - duecento anni fa, il 16 agosto 1815 e vissuto per i primi anni. In realtà quella frase dice tutta la semplicità con cui si sono svolti i fatti miracolosi di una vita toccata dal Mistero in modo straordinario. Ed è proprio qui il miracolo: nella quotidianità di rapporti familiari è nata la storia del “saltimbanco” che diventò sacerdote e abbracciò migliaia di

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giovani in tutto il mondo. Tutto cominciò da una collina sperduta, poche case, una cascina dove si lavorava duro tra i campi e il bestiame. Don Bosco è nato alla periferia dell’esistenza, dove ogni giorno non era mai dato per scontato e si doveva sudare per vivere. Suo padre Francesco Bosco lo sapeva bene: al ritorno da una dura giornata di lavoro, fradicio di sudore, va nella cantina del padrone. Qui viene colpito da una violenta febbre che non gli lascerà scampo. «Eccoti senza padre!» dice la madre al piccolo Giovanni, che ha solo due anni. «È il primo ricordo della mia vita di cui tengo memoria» dirà da grande. La miseria delle campagne è la periferia da cui proviene san Giovanni Bosco. E poi conosce la Torino pre-industriale, in cui si presentivano venti di cam-

La casa natale di don Bosco. biamento culturale e sociale... Il piccolo Giuanìn, che aveva perso il papà così presto, diventerà padre per i tanti ragazzi orfani o abbandonati che raccoglierà intorno a sé. Torino era una città in rapida evoluzione. Quando giungerà nel capoluogo piemontese da giovane prete, dopo aver conosciuto la povertà delle campagne, si troverà di fronte all’estrema povertà della periferia cittadina: incontrerà giovani vagabondi, disoccupati, affamati, tristi e pronti a fare risse e a rubare. La Rivoluzione industriale stava cambiando la faccia della società e i giovani erano i primi a pagar-


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ne il prezzo più alto. Accompagnando don Cafasso nelle carceri, rimarrà sconvolto e addolorato: «Vedere un numero grande di giovinetti, dai 12 ai 18 anni, tutti sani e d’ingegno… vederli lì inoperosi, rosicchiati dagli insetti, stentare il pane spirituale e materiale, fu una cosa che mi fece inorridire». E piangendo diceva: «Questi ragazzi dovrebbero trovare fuori un amico che si prende cura di loro, che li assiste, li istruisce, li conduce in chiesa nei giorni festivi. Allora non tornerebbero più in prigione». Così iniziò la sua missione, facendosi qualche amico e iniziando delle vere «lezio-

ni di catechismo dietro le sbarre». «Man mano che facevo loro sentire la dignità dell’uomo, provavano un piacere nel cuore, risolvevano di farsi più buoni». Nasce da questo incontro il primo oratorio dove accoglierà i ragazzi orfani, in cerca di lavoro, sfruttati, ladri o ex galeotti. Compiendo così il sogno che aveva fatto all’età di nove anni... Il carisma di don Bosco, vivere insieme ai giovani… Questo sarà il cuore dell’esposizione. Come è nata l’idea della mostra? Già a Chieri, dove era andato a studia-

re, don Bosco aveva iniziato quello che sarebbe diventato il futuro movimento salesiano: la “Società dell’allegria”. Si era imbattuto in tanti suoi coetanei che frequentavano brutte compagnie. Con alcuni studenti del seminario decise di fondare questa società: «Formammo una specie di gruppo, e lo battezzammo “Società dell’allegria”. Il nome fu indovinato, perché ognuno aveva l’impegno di organizzare i giochi, tenere conversazioni, leggere libri che contribuissero all’allegria di tutti. Era vietato tutto ciò che produceva malinconia, specialmente la disobbedienza alla legge del Signore». In occasione delle celebrazioni dei 200 anni dalla nascita, abbiamo immaginato di portare don Bosco e la “Società dell’allegria” al Meeting. Dove, se non al Villaggio dei ragazzi? Faremo conoscere la sua storia attraverso gli episodi significativi che mostrano come sia sempre stato guidato dalla semplice e radicale affezione a Cristo. Si potrà vivere e respirare l’esperienza stessa del suo primo oratorio, riproducendo gli ambienti e le situazioni attraverso cui educava e faceva compagnia “vivendo insieme” ai suoi ragazzi: la “chiesetta” per la preghiera; il teatro per canti, animazione e proiezione di film; il campetto da calcio; i laboratori. I bambini e i ragazzi saranno accompagnati dai volontari, protagonisti attivi della vita dell’oratorio, in una “baraonda” allegra che riempie di gioia vera. Più che una mostra, sarà una vita! Il Mistero non ha mai abbondato i giovani, si è fatto compagno nello sguardo di carità che animava il sacerdote piemontese: don Bosco ha dato loro un posto dove ognuno potesse dire: «Questa è la mia casa!». Cosa possiamo desiderare di più, se non che questo sguardo riaccada ora, nella vita del Meeting?

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brevi

Il tuo 5x1000 al Meeting C’è un modo di sostenere il Meeting che non ti costa nulla: devolvere il 5 per mille della tua dichiarazione dei redditi alla Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli. di Stefano Pichi Sermolli

«

Generare una civiltà che nasca dalla verità e dall’amore». Questo il compito che Papa Giovanni Paolo II ha lasciato al Meeting nel 1982, durante la sua storica visita. Dopo oltre 30 anni, continuiamo a lavorare per questo, interessati a documentare, testimoniare e raccontare questa civiltà, impegnati a costruire, come ha richiamato tante volte anche Papa Francesco, «una cultura

dell’incontro, una cultura dell’amicizia, dove possiamo parlare con quelli che non la pensano come noi, anche con quelli che hanno un’altra fede, che non hanno la stessa fede». Aiutaci a costruire e custodire questo luogo donandoci il tuo 5x1000. Un piccolo gesto per continuare una grande storia nata 35 anni fa.

COME FARLO Se presenti il Modello 730 o Unico 1. Compila la scheda sul modello 730 o Unico; 2. firma nel riquadro indicato come “Sostegno del volontariato...”; 3. indica nel riquadro il codice fiscale del Meeting: 01254380403. Se non sei tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi Anche se non devi presentare la dichiarazione dei redditi puoi devolvere al Meeting il tuo 5 per mille: 1. Compila la scheda fornita insieme al CUD dal tuo datore di lavoro o dall’ente erogatore della pensione, firmando nel riquadro indicato come “Sostegno del volontariato...” e indicando il codice fiscale del Meeting: 01254380403; 2. inserisci la scheda in una busta chiusa; 3. scrivi sulla busta “DESTINAZIONE CINQUE PER MILLE IRPEF” e indica il tuo cognome, nome e codice fiscale; 4. consegnala a un ufficio postale (che la riceverà gratuitamente) o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti...).

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curiosità Ee ANTICIPAZIONI anticipazioni CURIOSITÀ

Uno spettacolo di arena Un nuovo spazio tutto dedicato agli spettacoli e a un coinvolgimento diretto tra pubblico e artisti.

U U

n’arena al Meeting? Ebbene di Erika Elleri sì, all’interno della Fiera, nel n’arena al Meeting? Ebbene sì, padiglione D7, verrà allestito nel tutto puntodedicato centrale agli dellaspettaFiera uno spazio verrà diallestito uno spazio tutto coli, un cuore incontri internazionali. dedicato agli spettacoli. Una location particolare, dal sapore anLa cosiddetta del Meeting, tico, che si rifà “rotonda” a quello spazio libero situata nell’entrata principale dei padi-

glioni fieristici, quella della HalloSud, si situato al centro di anfiteatri stadi, trasforma in un’arena. Infatti,dilaincontro location nell’antichità classica, luogo quello spazio libero situaericorda teatroproprio di eventi pubblici. to al centro anfiteatri o stadi,che nell’antiUna vera e dipropria rotonda, verrà chità classica, di incontro e teatro delimitata da luogo tribune e arricchita da di eventi pubblici. La rotonda verrà dun-e tendaggi, che serviranno a custodire delimitataalda tribunele ecreazioni arricchitaarda aque presentare meglio tendaggi, che serviranno a custodire e a

Vi anticipiamo che… Non perdetevi il prossimo numero del Notiziario di giugno, tante le curiosità e le informazioni sul prossimo Meeting.

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on perdetevi il prossimo numero del Notiziario di giugno, tante le curiosità e le informazioni sul prossimo Meeting. Troverete un approfondimento sulle otto mostre, attraverso testi scritti in prima persona dai

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curatori o interviste, nonché informazioni sulle quattro mostre degli Uomini all’Opera, esposizioni proposte da diverse realtà, che, partendo da luoghi, esperienze e storie differenti, hanno in comune la grande passione per l’uomo e per il suo destino.

tistiche provenienti dacreazioni ogni parte del presentare al meglio le artistimondo. che provenienti da ogni parte del mondo. Un’imponente arena, dunque, dove Danze africane, musiche orientali, canti porteranno il loro contributo dall’Est Europeo, teatro di figuraartistico italiano, eche umano ospiti dall’Africa, dal lontano testimoniano attraverso l’arte, il rapOriente, dall’Est di e dalle periferie della porto dell’uomo, qualsiasi latitudine, nostra Italia. Danze, da con il Mistero della vitateatro, e il suomusica significatutto mondo per mostrare, con l’eto. Unilformat particolare che alternerà il spressione la ricerca signimomento diartistica, dialogo tra artisti e di pubblico ficato, il bisogno di libertà, grido di a performance di diversi gruppiilall’interno felicità cheserata. alimenta il vivere di ogni della stessa uomo e testimoniare comeapprofondire la risposta Una vera novità che vuole ail tutto questo sia spesso svelata da un tema del Meeting attraverso l’incontro semplice con artistiincontro. internazionali.

Vi parleremo della rassegna di cinema e degli spettacoli internazionali quest’anno protagonisti della rotonda centrale della fiera. In particolare avremo un approfondimento e un’intervista, dedicata all’evento inaugurale che sarà dedicato a Fellini, nel 20° 20° anniversario anniversariodalla dallasua suamorte mortee ale filmfilm “La Strada” (1954) (1954) vincitorevincitore dell’Oal “La Strada” scar come miglior film straniero nel 1957. dell’Oscar come miglior film straniero nel Non mancheranno ancheanche anticipazioni 1957. Non mancheranno anticipasui personaggi, con interviste e testimozioni sui personaggi, con interviste e testinianze. E tanto altro… monianze. E tanto altro…


Entra nel divertente mondo del

Sisal Fun Village Ti aspettiamo per creare insieme grandi graffiti, sculture di palloncini e costruire tanti giocattoli! Vieni al Meeting di Rimini dal 24 al 30 agosto, saremo presenti con il nostro stand al padiglione C5. In omaggio divertenti foto ricordo e premi per tutti!


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Notiziario Meeting marzo 2014  
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