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Quindicinale di Sesto San Giovanni fondato nel 1966

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nuovasesto Venerdì 22 gennaio 2010

www.nuovasesto.net

GIORNATA DELLA MEMORIA: Sesto fa delle sue iniziative un impegno per il presente. La storia si racconta soprattutto attraverso i suoi simboli

Il ricordo diventa legge

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Camagni-Olmini Cooperativa Sestese di Abitazione Piazza Repubblica 8 - Sesto San Giovanni www.coopcsa.it - tel. 02 26264115

30.000 copie Distribuzione gratuita

SPECIALE MEMORIA Al via le celebrazioni dedicate al 27 gennaio Con l’inaugurazione della targa commemorativa presso l’hotel Regina prendono il via le iniziative dedicate al ricordo delle atrocità commesse dall’esercito nazifascista verso i milioni di donne, bambini e uomini deportati nei campi di concentramento e sterminio durante la Seconda guerra mondiale. pagina 10 - 11

PRIMO PIANO Il Pd ricandida Valmaggi al consiglio regionale Dopo la presentazione di Filippo Penati come candidato unico alla presidenza della Regione Lombardia per Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, Verdi, il Pd locale ricandida Sara Valmaggi come consigliera alle prossime elezioni regionali previste a fine marzo. pagina 3

ECONOMIA Sesto, città preferita dal mondo delle imprese

Haiti: dopo il disastro coordiniamo gli aiuti aiti è in ginocchio oggi ancora più di prima, da quando un sisma - il più devastante degli ultimi 200 anni in quell’area - ha provocato centinaia di migliaia di vittime. Il sindaco della nostra città ha proposto ai Comuni dell’Anci di coordinarsi per appoggiare una raccolta fondi mirata. Per le donazioni: CRI: via Toscana 12- 00187 Roma: C/C bancario n. 218020 Banca Nazionale del Lavoro filiale di Roma Bissolati-tesoreria-via San Nicola da Tolentino 67, Roma.

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Cod. Iban IT66 C010 0503 3820 0000 02 18020, causale Pro emergenza Haiti. C/C postale intestato Cri via Toscana 12 - 00187 Roma, n. 300004 Cod. Iban: IT24 X076 0103 2000 0000 0300 004, causale Pro emergenza Haiti. Caritas italiana: C/C postale n° 347013 - causale Emergenza terremoti Haiti. Bonifico bancario: Intesa San Paolo, via Aurelia 796 Roma: Iban IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012; Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113. Donazione di 2 euro con l’onlus Agire inviando un sms al 48541 da cellulari Tim, Vodafone o da rete fissa Telecom. Donazione di 2 euro alla CRI “Pro emergenza Haiti” inviando un sms da cellulari Wind e “3” al 48540.

Da un’analisi dei dati presentati dalla Camera di Commercio di Milano, il territorio sestese si piazza al secondo posto per numero di imprese dopo il capoluogo lombardo. Siamo andati a sentire alcuni protagonisti di queste realtà. pagina 8

SPORT Si festeggia al Palasesto per i 10 anni di attività Un sorprendente spettacolo di pattinaggio aprirà i festeggiamenti per i dieci anni di sport ed eventi organizzati dalla società Diavoli Rossoneri che gestisce dal 2000 il palazzo del ghiaccio cittadino. In attesa dei giochi olimpici canadesi, un piccolo antipasto per gustarsi la ricca stagione degli sport invernali. pagina 29

APPUNTAMENTO Mercoledì 27 gennaio al Quartiere dei Parchi, Cascina Gatti, alle 16.30 si terrà l’assemblea precongressuale dello Spi CGIL.


2 22 gennaio 2010 n.1

politica PANORAMA SESTESE di Giorgio Oldrini

Dai copti all’Islam per un futuro condiviso di rispetto e convivenza Nei giorni scorsi insieme all’assessore Claudio Zucchi, ho portato la solidarietà della città, oltre che mia personale, alla comunità cristiana copta che ha subito un attacco criminale nell’alto Egitto, ove alcuni ragazzi sono stati falciati a colpi di mitra da fanatici musulmani, frutto di una tensione pesante che in quella parte del mondo si alimenta di conflitti religiosi. Prima di tutto è stata per me la sco-

perta di una presenza nella nostra città e nella vicina Cinisello Balsamo, dove i copti hanno la loro sede principale del nord Italia. Naturalmente sapevo bene che in un capannone all’interno di un cortile di via Picardi c’è da tempo la chiesa copta. E so bene che questa comunità sta cercando una nuova sede, più consona al numero dei fedeli e alle attività che organizzano. Il loro modello è Cinisello Balsa-

L’AFORISMA... Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo. George Santayana, La vita della ragione, 1905/06

mo, il quartierino che era una fabbrica dismessa e che oggi è stato trasformato con i soldi e col lavoro dei fedeli in una grande chiesa, in una sorta di oratorio per il ritrovo di grandi e di bambini. Anche a Sesto in via Picardi il tempio da un’idea di una comunità numerosa e ordinata. Negli stessi giorni ho incontrato il prevosto di Sesto don Brigatti e i frati della città, e poi i nuovi dirigenti della società che è proprietaria delle aree Falck per confermare l’impegno di realizzare un monastero dove sorgevano le acciaierie. Un luogo bello, sereno, dove sia possibile a tutti coloro che lo desiderano di incontrarsi, di meditare, di cercare le ragioni profonde della vita, al di fuori del rumore e dell’agitarsi della vita di tutti i giorni. Abbiamo ribadito questa convinzione

che sia necessario cercare, al di là delle differenze, un dialogo tra le persone che vivono ormai qui, venendo da tante parti del mondo, e le loro convinzioni, i loro costumi. Ovviamente nel rispetto delle leggi e delle norme del nostro Paese. Anche di questo ho parlato nei giorni scorsi con i dirigenti del Centro islamico di Sesto che cercano a loro volta una sede nuova. C’è nella nostra città, almeno tra coloro che rappresentano le diverse comunità la coscienza che si può, tutti insieme, costruire un futuro condiviso di rispetto e di convivenza.


3 22 gennaio 2010 n.1

primo piano SGOMBERI, bilancio positivo per Amato CAMPI: 80% in meno rispetto al 2008

Baracche: nuovi fondi arrivano dal Governo ALESSIO GIAQUINTO dati sugli sgomberi dell’ultimo anno parlano chiaro, la politica della reiterazione degli sgomberi attuata dal Comune sembra aver avuto successo: l’anno scorso le baracche presenti nella zona di via Trento-via Luini erano circa 100, mentre nelle ultime settimane del 2009 si sono ridotte a meno di una ventina. L’assessore Amato che segue la vicenda personalmente, commentando il risultato ottenuto parla di un lavoro di squadra che ha coinvolto (oltre il Comune) la polizia locale e del Core, la prima impegnata nel monitoraggio quotidiano della zona, nonché nella messa in sicurezza delle operazioni di sgombero e la seconda nella demolizione delle capanne abusive e successivamente nella pulizia della zona. Le forze dell’ordine, assicura l’assessore, continueranno a controllare la zona, per prevenire un eccessivo proliferare delle baracche, ma nell’eventualità saranno previsti ulteriori sgomberi per riportare la situazione sotto controllo. Nel frattempo è stata confermata la notizia che il Comune si è aggiudicato il bando con l’attribuzione di un finanziamento, stanziato dal ministero degli Interni, per la bonifica di zone degradate. Il finanziamento ammonta a 192.000 euro, soldi che arriveranno nelle casse del Comune solo a progetto ultimato. Il progetto prevede la costruzione di una recinzione intorno all’area in questione, quindi lungo via Trento fino a via Luini, in modo tale da garantire ancora più sicurezza agli abitanti. Il Comune intende discutere del progetto anche con il comitato del quartiere 3 e Amato conferma che settimana prossima si terrà un’assemblea con i rappresentanti per va-

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lutare l’accoglienza del piano da parte dei cittadini, diretti interessati, ed eventuali proposte alternative. Purtroppo il fondo stanziato dallo stato prevede alcuni vincoli da rispettare cosicché il progetto per ottenere la garanzia dell’incasso del contributo dovrà prevedere unicamente lavori di bonifica, messa in sicurezza e pulizia della zona. In questo caso i lavori di costruzione delle recinzioni sono sicuramente dentro i confini delimitati dai vincoli, ma la zona Restellone richiederebbe anche un progetto in chiave sociale che abbia come obiettivo l’integrazione delle popolazioni nomadi. L’entità del fondo garantito non permette sicuramente l’inizio di un progetto in tale direzione, per il Comune sarebbero troppe le spese e in ogni caso andrebbe oltre vincoli imposti per l’emissione dello stanziamento. Certo gli abitanti del quartiere sono ormai esasperati e i recenti episodi di violenza con protagonisti alcuni Rom non hanno fatto altro che allargare il solco sempre più profondo tra la cittadinanza e la comunità Rom. Sicuramente la politica della reiterazione degli sgomberi ha sortito i sui effetti, come ha ricordato l’assessore Amato, ma, anche per gli elevati costi di ogni sgombero questa politica non può essere l’unica possibile e diventa quindi fondamentale cercare un dialogo tra le parti finalizzato all’integrazione e alla convivenza civile.

I numeri degli sgomberi Numero sgomberi effettuati: Baracche presenti al primo sgombero: Baracche presenti a fine 2009: Numero sgomberi effettuati nel 2009: Costo singolo sgombero: Finanziamento per bonifica aree:

40 100 20 40 2.500 euro 192.000 euro

Il Partito democratico di Sesto ha avanzato la ricandidatura di Sara Valmaggi al Consiglio regionale. È questo l’ultimo atto compiuto dall’attuale segreteria, che, entro la prima metà di febbraio, completerà la fase congressuale cittadina rinnovando il gruppo dirigente nel suo insieme. Nel sostenere Sara Valmaggi, di fatto è stato sottolineato il suo ruolo istituzionale, riconosciuta la competenza, e il suo forte legame con la città di cui è stata anche assessore. In Regione la consigliera uscente, in questa legislatura, si è occupata di sanità e assistenza, cultura, formazione professionale, sport e informazione.


4 22 gennaio 2010 n.1

politica ELETTI i coordinamenti dei circoli locali, ora è la volta del segretario cittadino A FEBBRAIO si terrà la conferenza programmatica dedicata al futuro della città

Congresso locale Pd, ecco i nuovi coordinatori un mix di gioventù, esperienza e politica del fare CLARA MELZI, MAILA SGOBBA, YURI MADERLONI Lo scorso fine settimana si sono svolti i congressi nei cinque circoli cittadini del Pd, ultimo atto della fase congressuale, e con essi sono stati rinnovati i coordinamenti territoriali. Il fatto politico che ha caratterizzato questo appuntamento ha riguardato la presentazione nei circoli di una lista unitaria in cui erano rappresentate tutte le

Dario Avellis Coordinatore Circolo Rondò-Torretta Sicuramente la campagna elettorale per le elezioni regionali sarà un appuntamento importante. Ma dobbiamo anche riuscire a coinvolgere gli iscritti nelle attività del circolo, serve tanto impegno da parte nostra per renderli sempre partecipi, le loro

Gianni Pietra Coordinatore Circolo Picardi Le elezioni regionali saranno un grosso impegno per tutti e al tempo stesso dobbiamo rigenerare il nostro intervento sul territorio partendo dagli iscritti e dagli elettori delle primarie. Vogliamo coinvolgere gli attenti al nostro partito, diventando

Carlo Rapetti Coordinatore Circolo Jotti Nel corso della discussione congressuale sono emersi molti temi che affronteremo nel primo direttivo del circolo fissato per il 28 gennaio. Esiste una priorità assoluta per i prossimi due mesi: la campagna elettorale per le regionali che vedrà tutto il Pd sestese impegnato sia per Penati che

Franca Di Stefano Coordinatore Circolo Berlinguer Se penso che è composta da persone che hanno e fanno politica nella quotidianità tenendo ben presente le esigenze del quartiere e cercando di ascoltare che si avvicina al nostro circolo, credo che siamo sulla buona strada, dovremmo avere più tempo per ascoltare tutti quelli che ce lo

Mario Trezzi Coordinatore circolo Turoldo Le priorità del circolo su cui ci concentreremo da subito saranno quelle di ripristinare un buon clima interno e favorire la partecipazione del più alto numero possibile di iscritti e cittadini. Per quanto riguarda il quartiere pen-

sensibilità emerse in questi mesi di grande confronto sul futuro politico del Pd. Un’unità di intenti e di condivisione intorno al progetto di sviluppo del Pd che è stato supportato da due dati che fanno guardare al futuro con un po’ di ottimismo: il gran numero di persone impegnate a partecipare alla vita dei circoli, in crescita rispetto a due anni fa e l’eterogeneità delle capacità e competenze delle persone che compongono il Pd se-

stese. Questa miscela di vecchi militanti e nuovi iscritti possono rappresentate il giusto mix che serve per far continuare a far crescere il Pd in città. Per questo abbiamo chiesto ai coordinatori, appena eletti, alcune informazioni sui loro prossimi passi: 1) Quali sono le priorità del circolo? 2) Quali iniziative avete in programma per il quartiere? 3) Che cosa si aspettano dal Pd gli iscritti?

energie e il loro entusiasmo sono fondamentali per il nostro lavoro. Per questo vogliamo creare un blog di circolo aperto a tutti dove si animi la nostra discussione. Organizzeremo volantinaggi e gazebo non solo per le elezioni ma anche per informare il quartiere del nostro operato e delle attività in programma.

Ci impegneremo a organizzare a breve tre iniziative su altrettanti temi che consideriamo ad ora prioritari: immigrazione, lavoro e sanità. Speriamo che non soltanto gli iscritti ma anche i semplici cittadini del quartiere partecipino. Servono quattro concetti forti: UNITA’, VISIBILITA’, CHIAREZZA E

CONCRETEZZA. Basta discussioni interne alle mozioni congressuali, impariamo a comunicare alla cittadinanza quanto fatto e quanto vogliamo attuare, impariamo ad avere il coraggio di schierarci anche sulle questioni più critiche e traduciamo in fatti quello che ci proponiamo di fare. Questo ci chiedono gli elettori.

una valvola di sfogo per i cittadini del nostro territorio ma proponendo loro anche delle soluzioni. Organizzeremo un’iniziativa per informare i nostri cittadini sul bilancio del comune e sui danni causati dai tagli di questo governo agli enti locali. Il nostro Comune è uno dei più virtuosi d’Italia, dobbiamo informare la gente su quello che è stato fatto

e condividere con loro quello che ancora c’è da fare e si può fare. Un’altro momento sarà legato ai servizi sociali che offre il nostro territorio, coinvolgendo anche i Salesiani e le nuove case di riposo. Infine è fondamentale un’incontro sul mondo del lavoro anche per informare su tutti i servizi che la nostra città offre in tal senso.

Gli iscritti ci chiedono di colmare il vuoto di politica che si è creato e ha fatto proliferare i comitati cittadini. Noi dobbiamo convogliare le richieste del territorio e creare un ponte tra i problemi della gente e l’amministrazione. Gli iscritti ci chiedono anche di essere uniti perché i dibattiti interni se trascinati creano solo confusione all’esterno.

per la Valmaggi. Dovendo dare delle priorità spero che particolare importanza verrà messa nei rapporti con l’Università che si trova sul nostro territorio. Nel corso del 2009 abbiamo già sviluppato insieme all’Università un’iniziativa dedicata alla comunicazione, a Facebook in particolare. E’ nostra intenzione continuare a fare iniziative insieme e stabilire con stu-

denti e professori una sinergia maggiore. Altre questioni su cui abbiamo già lavorato e che pensiamo di riprendere sono l’immigrazione, l’integrazione e la sicurezza. Esiste in questo territorio una forte presenza di immigrati. Da qualche mese presso di noi si riunisce il comitato genitori-insegnanti per cui attiveremo con loro una collaborazione per fare della scuola un altro momento di

confronto. Sarà a partire dalla riunione del 28 che decideremo le priorità tenendo conto delle competenze dei membri del direttivo. Credo che si aspettino: un Pd attento ai temi del lavoro e dell’occupazione, della sicurezza. Per quanto riguarda poi le aspettative “locali” gli iscritti si richiedono attenzione ai problemi del quartiere: pulizia, sicurezza, vivibilità del territorio.

chiedono, cercheremo di farlo. Le iniziative su cui vorrei lavorasse il direttivo riguardano le tematiche del lavoro, ricordando che cosa era la Sesto industriale, che oggi non c’è più perché è cambiato il lavoro e il suo approccio, i sistemi contrattuali si sono modificati e lo stesso lavoratore si trova solo e con maggiori difficoltà di socializzare come accadeva nelle grandi

fabbriche non trova tempo e spazio. Il nostro circolo ha la presunzione di poter ospitare al suo interno tutte le tipologie del quartiere e le varie sensibilità. L’altra questione ha cui tengo è il tema della violenza in ogni sua forma, vorrei proporre di parlare con tutte le persone, comprese le associazioni presenti in città, e per quanto possibile, farci raccontare le esperienze dirette o indi-

rette, organizzando con loro delle iniziative di sensibilizzazione. La speranza è che questo partito ingrani la marcia giusta e che esaudisca non i sogni, ma semplicemente renda possibile riuscire a vivere in modo dignitoso e con equità nel rispetto della nostra costituzione alla quale tutti i giorni lo stesso partito democratico fa appello.

siamo di poter fare nel prossimo futuro un laboratorio di discussione politica che parta dalle specificità del nostro territorio (bisogni, opportunità, servizi presenti) che poi si possano estendere anche al resto della città fino alla ideale costruzione di uno strumento politico per il futuro.

Prioritariamente vogliamo riprendere il discorso su ASL e futuro dell’ospedale ma anche dei servizi correlati che avevamo interrotto da un anno a questa parte. Molti iscritti, simpatizzanti, semplici cittadini sia al  momento delle primarie del segretario sia in alcuni in-

terventi fatti al circolo vorrebbero che il Partito democratico tornasse a parlare dei problemi reali che nella quotidianità le persone affrontano a cui la politica dovrebbe dare risposte. Invece molti lamentano che vengono chiamati a votare solo per questioni organizzative.


5 22 gennaio 2010 n.1

politica L’INCONTRO a Villa Puricelli Guerra sulla Finanziaria 2010 organizzato dal PD L’ANALISI di Morando, Rosati e Oldrini sugli interventi dell’esecutivo contro la crisi

L’insostenibile leggerezza del Governo dal taglio dell’Ici allo scudo fiscale DAVIDE CACCIA ’incontro “Finanziaria 2010, un salto nel buio” ha avuto come leitmotiv la denuncia dell’incapacità del governo di intervenire per arginare i gravissimi effetti della crisi, effetti che soprattutto a livello occupazionale si faranno sempre più evidenti nel 2010. Alla riunione di lunedì 11 sono intervenuti il senatore del Pd Enrico Morando, ex presidente della Commissione Bilancio del Senato, Onorio

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L’incontro. Tutte le novità fiscali spiegate dall’esperto Ritorna il più importante appuntamento de “L’Esperto risponde”. Il 27 gennaio, infatti, avrà inizio la 19esima edizione di Telefisco, l’incontro con i tecnici dell’Agenzia delle entrate e gli esperti del Sole 24Ore che spiegheranno la nuova legge finanziaria e le sue novità in videoconferenza. L’incontro si terrà presso l’Auditorium della Banca di Credito Cooperativo, dalle ore 9 alle ore 13.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17 ed è rivolto a tutti i professionisti e alle imprese. La partecipazione è gratuita.

Rosati, segretario della Camera del Lavoro di Milano e il sindaco Giorgio Oldrini, che ha aperto le danze. Nel suo breve intervento il sindaco ha esaminato la dimensione locale della crisi e sottolineato che “la maggior parte degli investimenti in Italia sono attuati a livello comunale” e che le politiche del governo non solo non hanno messo in campo alcun incentivo o aiuto alle iniziative imprenditoriali locali, ma hanno persino inibito l’azione delle amministrazioni comunali. “Questo - ha spiegato Oldrini - è il risultato del taglio dell’Ici, unica imposta territoriale, i cui proventi potevano essere utilizzati per finanziare opere pubbliche, che nei comuni spesso hanno condizioni d’avvio più semplici”. In gergo, sono più facilmente “cantierizzabili”. L’intervento di Morando è stato di più ampio respiro e non si è sottratto ad un’analisi del contesto globale entro cui la crisi si è originata. Ha fatto seguito un breve esame delle contromisure adottate da tutte le democrazie: un fiorire di politiche espansive che il nostro Paese non ha conosciuto. Morando – che sa bene che le condizioni economiche dell’Italia erano pessime già prima dell’esplodere della crisi- ha ricordato che il Pd, quasi un anno fa, propose al governo una manovra della portata di un punto percentuale del Pil, al fine di fornire liquidità alle fasce di reddito medio-basse e aiutare così i consumi a ripartire. Di fronte a una crisi di dimensioni mai viste dopo il famigerato ’29, una manovra da un punto di Pil sembrava più che accettabile a Morando e al Pd tutto,

pur considerando il debito record che pende sul Paese. Ma il governo non accettò. Come anche per la proposta di aumentare le tutele per lavoratori precari e atipici: cassata. Stessa sorte per la proposta di ridurre il prelievo fiscale sui redditi delle donne che lavorano fuori casa (provvedimento volto a far emergere potenzialità sopite del mercato del lavoro, soprattutto al sud) e per la proposta di porre un freno al problema del ritardo nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Si suggerì in proposito che, dopo 90 giorni di ritardo, l’azienda creditrice potesse fare riferimento alla cassa Depositi e Prestiti (senza problemi di liquidità) e farsi rimborsare il credito da questa, che poi a sua volta si sarebbe rivolta alla pubblica amministrazione. Molte medie e piccole imprese avrebbero beneficiato di questa riforma, per altro dovuta, traendo una boccata d’ossigeno che in parecchi casi avrebbe potuto salvare affari e posti di lavoro. Ma anche qui il governo si rifiutò di agire. E questa è storia. Rosati non è stato meno tenero nei confronti dell’esecutivo. E’ lui a chiudere il giro d’interventi e lo fa cominciando da una dura critica a un provvedimento, questo sì, effettuato dal governo: lo scudo fiscale. Ha sottolineato poi come la maggioranza abbia deliberatamente disatteso il memorandum del 2006 tra governo e parti sociali che prevedeva la destinazione dei fondi Tfr all’Inps. Tali fondi sono infatti stati dirottati dal Berlusconi IV all’interno del fondo Grandi eventi in seguito all’emer-

Enrico Morando genza Abruzzo. E qui Rosati ha ammesso molto chiaramente che la reazione dei sindacati è stata troppo debole. Il senso profondo di tutto l’intervento di Rosati è comunque sintetizzabile affermando che si sta affrontando il problema crisi con vecchi schemi e prospettive sorpassate. Ha chiesto profonde riforme, a partire da quella fiscale, che dovrebbe garantire una maggiore progressività a sostegno di pensionati e lavoratori. Ha lamentato l’assenza perdurante di vere politiche industriali. Ha denunciato l’ormai prossimo esaurimento degli ammortizzatori sociali, anch’essi da riformare e ha concluso ricordando che il lavoratore dipendente italiano è quello che paga proporzionalmente più tasse tra quelli di tutto il resto d’Europa. Peccato che nessuno abbia menzionato uno dei successi di questo governo: la social card.

IL VERNACOLIERE - COSE DELL’ALTRASESTO

Mozione trasversale per dedicare una via a Lupin ladrogentiluomo na via cittadina intitolata ad Arsenio Lupin: questa la proposta, trasversale agli schieramenti, che ha movimentato negli ultimi giorni il dibattito politico nella nostra città. Il famoso ladro, nato nel 1905 dalla fantasia di Maurice Leblanc e reso noto ai più giovani grazie a un divertente carto-

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ne animato di successo, sebbene non sia mai esistito era così garbato nei modi, arguto nelle tattiche e nelle strategie, seducente con le signore e abile nel fornire tesseramenti al partito e nella riscossione di tangenti, che ha convinto alcuni esponenti politici della città a dichiarare a giornali e siti internet che sarebbe giusto dedicargli una via.

Uno di questi esponenti, che ci ha pregato di poter rimanere anonimo (“meglio non rischiare, un giorno qualcuno potrebbe volermi dedicare una via”), ci racconta: “Avevamo pensato anche alla Banda Bassotti, a Bonny & Clyde, a Diabolik e a Paperinik, ma alla fine della riunione abbiamo votato con l’alzata dei passamontagna ed è uscito vincito-

re Lupin, anche se ci sono sospetti su qualcuno che avrebbe alzato due passamontagna”. Non sarà una battaglia facile, per il gruppo dei sostenitori del simpatico Arsenio, anche perché, incomprensibilmente, altri politici si ostinano a non considerarlo poi questo grande statista.


7 22 gennaio 2010 n.1

politica LA PARTIGIANA Ceda, da oltre vent’anni è alla guida dell’Anpi cittadina È NECESSARIO sensibilizzare i giovani, nelle loro mani il futuro da costruire

La Memoria è impegno sociale e morale da trasmettere alle nuove generazioni GIULIO FRANCESCHI

traverso il concorso li invitiamo ogni anno a riflettere e a riproporre i valori della Resistenza anche oggi. “C’è una vocazione pedagogica irresistibile, connaturata nell’anima dei vecchi che hanno visto e degli adulti che hanno saputo: lacerare il silenzio – dice citando l’introduzione di Ivan Castellano al volume “Dai bocca e parole” che raccoglieva gli elaborati presentati alla X edizione del concorso Sesto e i suoi studenti - e il bisogno di raccontare ai giovani, ai bambini, una storia che non fu una fiaba truce, ma una verità insopportabile; di avvezzare i giovani alla storia, anche quando fa male e fa soffrire”.

nnunziata Cesani ci aspetta con l’immancabile sigaretta accesa alla sua scrivania. Mentre risponde alle nostre domande graffia con la penna nera il foglio che ha di fronte, quasi a sottolineare, con il segno dell’inchiostro, l’importanza e l’incancellabilità di ciò che accadde.

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Qual è il senso del giorno della Memoria? Per molto tempo non si è parlato della deportazione. Anche nelle scuole si riteneva che ricordare queste pagine della nostra storia più recente fosse ideologizzante o scomodo. Solo successivamente ci si è resi conto della vitale importanza di fare memoria e di rendere omaggio ai milioni di esseri umani che hanno pagato con la vita una politica imperialista e di conquista.

Quale ricordo racconta con più emozione? La Liberazione. Eravamo in tanti che vivevamo in rifugi coperti di balle di fieno. Un giorno ricordo di quando alcuni di noi uscirono gridando “arrivano gli Alleati!”. Per noi voleva dire vedere finalmente la fine di una guerra. Ricordo tanto fuoco per le strade. Se ripenso poi a come mi sono salvata io personalmente. Devo tutto a un semplice errore. Sulle liste fasciste il mio cognome (Cesani) non risultava, ero infatti riconosciuta come Ceda.

A questo proposito Sesto sembra essere un terreno fertile... Qui c’è stata una maggiore lucidità nel ricordare in virtù del grosso sacrificio umano pagato dalla città. Nonostante questo è inevitabile che il ricordo vada affievolendosi. I testimoni diretti, a oltre 65 anni da quei fatti, sono sempre meno. Anche per questo è importante continuare a celebrare una ricorrenza ufficiale come monito a fare memoria. C’è un modo per ricordare senza cadere nella retorica? Non si possono ignorare, o peggio negare, dati e fatti oggettivi della storia. Ma questo non basta: per evitare che il ricordo non porti frutto il conoscere deve tradursi nell’impegno concreto per la pace e il rispetto della dignità umana. Siamo sempre esposti al rischio che certe pagine della storia si ripetano, anche se non nelle stesse forme, ma nella sostanza. Concretamente in cosa si traduce questo impegno? L’Anpi lavora costantemente perché i ragazzi e i giovani vengano sensibilizzati su questi temi. Il concorso Sesto e i suoi studenti, giunto quest’anno alla XXIII edizione, è una traccia concreta del lavoro di riflessione che abbiamo portato avanti. I ragazzi sono molto attenti quando si parla di questa parte della nostra storia. At-

Annunziata Cesani

Cesani Story Nasce a Imola. Inizia la sua attività di propaganda antifascista e in seguito di staffetta partigiana. Matura con questa esperienza quella volontà sociale e politica che la porterà a essere un’attivista di spicco nella realtà italiana del dopoguerra. 1946 La Presidenza del Consiglio dei Ministri le riconosce la qualifica di “Partigiano combattente col grado di sottotenente”. 1960 Si trasferisce a Sesto San Giovanni dove ricopre diverse cariche pubbliche. Dal 1971 al 1981 È Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale di Sesto. Dal 1982 È Presidente della sezione cittadina dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi). 1927 1943

COS’È L’ANPI L’associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) è stata costituita a Roma nel 1944, quando ancora il Nord Italia era sotto l’occupazione nazifascista. È una realtà voluta fortemente dai volontari che avevano partecipato alla guerra partigiana nelle regioni del centro. Dopo la liberazione di tutto il territorio nazionale essa si estese in tutto il Paese: anche al sud, dove gli episodi di resistenza erano stati meno massicci, ma dalle cui regioni provenivano molti dei partigiani che avevano fatto parte delle formazioni del centro-nord e all’estero (Jugoslavia, Albania, Grecia, Francia). L’Associazione, tutt’oggi attiva, è organizzata in Comitati provinciali e regionali, Sezioni comunali e Circoli. (da www.anpi.it)


8 22 gennaio 2010 n.1

economia COMMERCIO al dettaglio e costruzioni: questi i settori presenti con più forza I SINDACATI però non illudono: ancora tante le pratiche di cassa integrazione

Sesto primeggia per numero di imprese: oltre 5 mila attività registrate sul territorio SARA NIEDDU ’imprenditoria sestese è alla ribalta. Sono sempre più i commercianti e gli imprenditori che scelgono la città di Sesto San Giovanni come sede per la loro attività. Da una ricerca svolta dalla Camera di commercio di Milano – i dati fanno riferimento al III trimestre 2009 - è emerso che Sesto, con le sue 5.246 imprese, si colloca al secondo posto per numero di attività presenti sul territorio dopo il capoluogo lombardo. Come ci spiega Massimo Milos, presidente dell’Associazione Imprenditori Nord Milano, “i dati mostrano una torta diversificata nella quale le attività di commercio e costruzione sono quelle più gettonate. Ricoprendo oltre il 25% del totale, questi settori andrebbero controllati e su di essi andrebbero concentrati gli sforzi per fare in modo di preservarli dalla scomparsa”. Ma cosa spinge i lavoratori a intraprendere attività nella nostra cittadina? “A Sesto i costi fissi - quali affitto dei locali o spese generali e salari - sono più bassi che non a Milano e fortunatamente clienti ce ne sono anche qui” afferma il gestore di un bar-tabacchi di Sesto Marelli. Anche l’amministrazione comunale, con i suoi incentivi in favore dello sviluppo del settore, ha contribuito attivamente alla causa. “Queste piccole e medie imprese svolgono le loro attività da molti anni in alcuni casi, ma anche quelle di nuova creazione, inseritesi da poco nel mercato, ricevono e hanno ricevuto sostegni economici da parte del Comune” ci spiega l’assessore al commercio Claudio Zucchi. Non soltanto. Ulteriore strumento di ausilio per i lavoratori autonomi del territorio è il Gruppo di Lavoro di artigiani e commercianti istituitosi da ormai un anno. A questo tavolo si riuniscono i rappresentanti delle associazioni di categoria per discutere delle problematiche relative al mondo del lavoro e per diventare un organo di intermediazione tra le istituzioni e le aziende. Purtroppo, però, la situazione non è così rosea. Molte aziende hanno chiuso e altre sono state costrette a delocalizzare alcuni comparti, specialmente nell’ambito produttivo. “Le innumerevoli casse integrazione volgo-

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no al termine per fortuna - . ci informa Claudio Mazzarrini, responsabile della Camera del Lavoro di Sesto San Giovanni -. Ciò è segno che la crisi sta

rientrando. Questo non toglie che sono ancora tante le realtà che faticano a far quadrare i conti”. E ascoltando le impressioni di chi vive la situazio-

MILANO: qui si concentra il 58% delle imprese di tutta la Provincia Sesto San Giovanni (5.246 imprese) Legnano (4.655) - Cinisello Balsamo (4.584) - Rho (3.513)

ne sulla sua pelle quotidianamente, sono in tanti a sperare in ulteriori aiuti per sopravvivere a questi primi mesi del 2010. Comune di Sesto San Giovanni

Agricoltura, silvicoltura pesca Estrazione di minerali da cave e miniere Attività manifatturiere Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento Costruzioni Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli Trasporto e magazzinaggio Attività dei servizi alloggio e ristorazione Servizi di informazione e comunicazione Attività finanziarie e assicurative Attività immobiliari Attività professionali, scientifiche e tecniche Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria Istruzione Sanità e assistenza sociale Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento Altre attività di servizi Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico; produzione di beni e servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze Imprese non classificate TOTALE IMPRESE

% sul totale imprese a Sesto S.G.

19 1 549 2 6 938 1418 325 341 186 133 281 270 301 0 21 50 53 284

0,4% 0,0% 10,5% 0,0% 0,1% 17,9% 27,0% 6,2% 6,5% 3,5% 2,5% 5,4% 5,1% 5,7% 0,0% 0,4% 1,0% 1,0% 5,4%

0 68 5.246

0,0% 1,3% 100,0%

Elaborazione Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al III trim. 2009

L’INCONTRO a Roma non ha portato soluzioni in via Breda 298 licenziamenti su 750 lavoratori e gli stipendi non arrivano

Omnia in assemblea permanente settimana prossima previsti due sit in SUSANNA DE GUIO i è tenuto nei giorni scorsi l’ultimo di una serie di incontri tra l’azienda Omnia service center e il ministero del Lavoro che avrebbe dovuto portare soluzioni a una situazione ormai insostenibile per i lavoratori: “gli stipendi non arrivano da ottobre e dal 15 dicembre siamo in assemblea permanente, ma alcuni cominciano a non avere più i soldi nemmeno per prendere i mezzi e venire in sede” spiega Silvana Tranquilli, Rsu per la Cub. Dall’incontro a Roma sono emersi invece nuovi preoccupanti numeri:

S

per l’azienda di servizi in outsourcing si prospettano 200 tagli in tutta Italia e la chiusura di quattro sedi tra cui quella di via Breda. Dei 750 lavoratori rimasti, 298 rischiano di perdere il posto, mentre gli altri andrebbero ricollocati a Corsico. “Non accettiamo questa discriminazione su una parte dei dipendenti e faremo fronte comune” afferma Tranquilli. I lavoratori del call center sono però ancora in attesa di informazioni più precise relative alla previsione sui pagamenti e sul futuro dell’azienda. Pare infatti che altre due società di outsourcing siano interessante ad affittare alcuni rami di Omnia. Eppure i

soldi non ci sono nemmeno per l’affitto dello stabile in cui si lavora, gli incassi vengono pignorati, l’azienda ha diverse ingiunzioni di pagamento e la situazione è simile in tutte le otto sedi italiane. “Ci stiamo coordinando con i lavoratori di altre aziende nella nostra stessa situazione, come ad esempio l’Eutelia, continuiamo a dialogare con le istituzioni ma non escludiamo di arrivare a riscuotere i pagamenti arretrati presso i committenti, come prevede l’articolo 29 della legge Biagi” conclude la rappresentante Cub. Gli appuntamenti di settimana prossima sono due sit in a Palazzo Marino e in Regione.


9 22 gennaio 2010 n.1

economia EX-FALCK, nuvole rapide si muovono sui cieli dell’area dismessa. Che prospettive? DOPO IL RITIRO di Dubai Ltd, le trattative si fanno con gruppi indiani e coreani

Avanzano i fondi di investimento stranieri, con essi l’ipotesi di una cordata italiana MARCO DAMIAN ome regalo di Natale il nuovo amministratore delegato di Risanamento, Claudio Calabi, ha comunicato ai membri del consiglio di amministrazione l’arrivo di due attestati di interessamento per l’ex-area Falck. Ovviamente la stampa locale e nazionale ha dato grande rilevanza al fatto e come conseguenza diretta si è registrato un salto a due cifre percentuali del titolo in borsa. Ma cosa sono gli attestati di interessamento, chi li ha inviati e quali prospettive si aprono nessuno lo ha detto, a parte i nomi dei proponenti. Con gli attestatati si comunica al venditore, in questo caso Risanamento, il proprio interesse all’acquisto delle aree. Il venditore, deve approntare tutta la documentazione, comprensiva di progetti, permessi, vincoli, valutazioni, stime e perizie e inviarla entro una data prefissata. Nessuno, a parte Risanamento, conosce le date, né se l’interesse manifestato è per l’intera area, o parziale e neppure se l’interesse è solo per il terreno, o per le superfici più il progetto di Renzo Piano. Vediamo ora chi sono gli interessati. La prima è Zoom Enterprises, una colosso indiano attivo nel settore real estate, siderurgico (acciaio e alluminio), automobilistico, telecomunicazioni, delle energie, biotecnologie, fertilizzanti e delle infrastrutture. Sta costruendo milioni di metri cubi di edifici in India, Filippine, Sri Lanka, Cina. I vertici conoscono già l’Italia in quanto stanno edificando su un lotto di 7.2 ettari nell’area ex-Fiera di Roma. L’altro attestato proviene da Honia Group, fondo di investimento costituito da due gruppi industriali coreani con un asset di 11.6 bilioni di dollari e attività che spaziano in tutti i settori industriali, dal siderurgico al petrolifero, dall’assicurativo al real estate, quest’ultimo vanta importanti commesse in tutto il mondo tra cui la partecipazione al progetto di riqualificazione di Grand Avenue a Los Angeles di cui gestisce importanti lotti. Quindi due potenze economiche che sicuramente hanno sia mezzi che le capacità organizzative per portare a termine la riconversione delle aree ex-Falk.

C

Quali sono quindi gli scenari futuri? Come già anticipato, uno dei compratori potrebbe fare un’offerta solo per il terreno, o per il terreno e i progetti, oppure esiste un terzo scenario, che visto il paese in cui viviamo non è del tutto campato in aria. Questi grandi gruppi finanziari sono abituati a operare senza grandi vincoli o limitazioni, potrebbero quindi chiederne di minori, o di voler ridiscutere l’intero piano di riqualificazione.

Incassato il diniego delle autorità si ritirerebbero dalla trattativa e davanti a questa eventualità cadrebbero molti degli attuali vincoli, la scusa potrebbe essere “una boccata d’ossigeno per il settore edilizio nel nord Italia”, o altra a piacere. Fatto sta che si materializzerebbe subito una cordata di imprenditori italiani - vedi caso Alitalia - disposti a sacrificarsi per il bene comune. Ma nessuno avrebbe le capacità finanziarie pari al

gruppo indiano e a quello coreano e quindi il risultato sarebbe la lottizzazione selvaggia di tutta l’ex-Falck. La partita che Risanamento e le banche che siedono nel consiglio di amministrazione hanno aperto con le amministrazioni pubbliche locali è iniziata ed è dovere morale di ognuna di esse, non importa il colore politico, vigilare affinché si trovi una soluzione che non giovi solo ai soliti noti, ma a tutta la collettività.

Vogliamo l’acqua, ma del rubinetto!

no residuo fisso, non è trattata, è di pura fonte e si conserva pura”. Sembrano parole da adulti, in realtà è semplicemente l’estratto di una lettera giunta in Comune lo scorso maggio: mittenti i ragazzi della scuola primaria Marzabotto. Un appello che ha colpito per sensibilità e maturità e, come ha dichiarato l’assessore all’educazione Monica Chittò: “è stata l’occasione per iniziare

un percorso insieme agli studenti e per fare con loro un patto: i risparmi nell’acquisto di acqua minerale in bottiglia sarebbero stati ridati dal Comune alle scuole in materiale”. Nella mensa della Marzabotto sono arrivate così le brocche, riempite con acqua del rubinetto. L’iniziativa coinvolge ora anche l’istituto comprensivo Martiri, il Dante a partire da quest’anno. (C.C.)

Noi abbiamo pensato che, in mensa, potremmo usare l’acqua del rubinetto. (...) Sappiamo che l’acqua di Sesto è, infatti, addirittura migliore di quella in bottiglia, inoltre costa meno, ha me-


10 22 gennaio 2010 n.1

memoria A 10 ANNI dall’istituzione della Giornata della memoria, la città si prepara a ricordare. A partire dalle donne nei lager

Letture, visioni, testimonianze ricordano la morte della ragione ERICA GUERINI gni anno, quando ricorre il Giorno della Memoria, il comune dedica le proprie energie e i propri sforzi per cercare di comunicare ai cittadini che Sesto non dimentica. Quest’anno, con un percorso dal titolo “Le rose spezzate”, Sesto concentra la sua attenzione sulla condizione delle donne. In realtà questo programma era già iniziato a novembre con l’incontro con la scrittrice Helga Schneider e proseguirà fino ad aprile con lo spettacolo “È bello vivere liberi!”. In occasione del Giorno della Memoria vi sarà la viva e diretta testimonianza di una sopravissuta all’orrore dei lager, Goti Bauer, che il 18 gennaio al Cinema Teatro Rondinella porterà agli studenti delle scuole medie superiori la propria terribile esperienza, raccontando “l’ossessione di quei ricordi, che hanno segnato la nostre

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vite. Ma raccontare questa storia è l’unico modo per ridare voce ai milioni di uomini, donne e bambini annientati dalla lucida, criminale determinazione nazista. Nella speranza che possa contribuire, oggi e in futuro, a far sì che quelle atrocità non abbiano più a ripetersi”. Nominata Cavaliere della Gran Croce dal presidente Ciampi nel 2003, nel 1938 insieme ai suoi cari fu catturata e fu infine trasferita nel 1944 da Fossoli a Birkenau, il lager di Auschwitz. Fu liberata a Theresienstadt nel maggio ’45. Sempre al femminile, “Di filo rosso – le donne di Ravenbruck”, performance di Paola Zoppi con Paola Zoppi (voce recitante) e Anna Paraschiv (violino) prevista il 30 gennaio allo Spazio Contemporaneo Carlo Talamucci. Le iniziative in calendario, oltre alle donne, ricorderanno i milioni di uomini, anziani e bambini inghiottiti

dalle mostruose macchine della guerra, della deportazione, del sistema dello sterminio organizzato, in cui trovarono morte e sofferenze anche molti nostri concittadini. Inoltre, il Giorno della Memoria sestese allarga il proprio sguardo oltre il contesto strettamente legato alla ricorrenza, concentrandosi, sulla nascita del fascismo in Italia, attraverso la matita del disegnatore satirico dell’epoca Giuseppe Scalarini, ben presto messo a tacere dalla censura del regime, in mostra allo Spazio Contemporaneo dal 21 al 31 gennaio. O ancora sui gulag staliniani con “Parliamo del Gulag”, il 2 febbraio sempre allo Spazio Contemporaneo, a testimoniare come una visione distorta dell’uomo e della politica possa produrre progetti di prigionia, sofferenza e morte. Tra gli altri eventi, il 26 gennaio nella sala consiliare del Comune “Audioweg. Il campo invisibile”, un percorso audio all’in-

REGIONE. Approvata la normativa in difesa della memoria STANZIATE risorse, ce ne parla la relatrice Sara Valmaggi

La legge a tutela del Novecento e dei valori della Costituzione FRANCA ANDREONI l consiglio Regionale ha appena approvato una legge per difendere e trasmettere la memoria dei fatti del Novecento. Sara Valmaggi, consigliera del PD e relatrice della legge, alla vigilia della Giornata della Memoria, sottolinea l’importanza e il valore civico.

I

Perché una legge sulla tutela della “memoria”? Una legge sancisce un impegno preciso da parte dell’istituzione, in questi anni sia la giunta regionale che il consiglio hanno sostenuto iniziative promosse da enti locali, associazioni, scuole e istituti di ricerca, ma in maniera sporadica e su richiesta. Ora si stabilisce il principio che la regione si impegna e riconosce la necessità di

trasmettere la memoria di fatti che hanno segnato il nostro territorio e il paese, dando continuità agli interventi e prevedendo un particolare impegno di spesa. È una legge che da subito ha avuto un consenso ampio, un iter breve, c’è stata anche richiesta di revisionismo storico? La legge ha avuto parere favorevole da tutto il consiglio, è un fatto eccezionale la cui positività è da sottolineare. C’è da dire che ci siamo richiamati ad altre leggi regionali che si rifanno alla storia del Novecento (come quella di promozione e valorizzazione del patrimonio storico della prima guerra mondiale e per l’affermazione dei valori del ricordo dell’esodo giulianodalmata-istriano). Il dibattito si è soffermato sui fatti e sulla necessità isti-

tuzionale di trasmettere i valori civici della nostra Costituzione, per una volta si sono abbattute le barriere degli ideologismi contrapposti. C’è stata una forte pressione sollecitata dalla associazioni (Anpi, Aned, associazioni dei famigliari delle vittime) e ha permesso a noi firmatari di far accelerare l’ approvazione prima della chiusura della legislatura. Quali sono i punti qualificanti della legge in questione? Per memoria, si intende, il ricordo di fatti e avvenimenti che hanno contrassegnato fortemente il Novecento: la dittatura fascista, la Resistenza e la Liberazione, la deportazione e il programma di sterminio nei campi di concentramento, la discussione e approvazione della Costituzione, fino ai fatti più recenti legati alla strategia

terno del campo di concentramento di Gusen; dal 22 al 28 gennaio lo spettacolo “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti al cinema Rondinella. “Obiettivo particolare di quest’anno - sottolinea Monica Chittò, assessore all’educazione - è trovare una grande partecipazione specialmente tra i più giovani, per formarli e sensibilizzarli verso una storia che, per loro fortuna, non hanno vissuto direttamente, ma solo nei racconti dei genitori o dei nonni”.

della tensione e al terrorismo. Per preservare la memoria e i luoghi, la legge sostiene tutte le iniziative di studio e valorizzazione realizzate da parte di enti locali, scuole, associazioni, istituti di ricerca tramite un finanziamento iniziale spendibile sia per spesa corrente sia per investimento, dato significativo, poiché permette il sostegno concreto anche ai “luoghi” della memoria e punta al sostegno dei Musei della Resistenza e delle case della memoria. Che contributo può dare la sua città, Sesto medaglia d’oro al valor militare? Penso ad un contributo straordinario e fondamentale considerando che l’amministrazione comunale, le associazioni, in particolare Anpi e Aned, l’istituto di storia dell’età contemporanea, gli altri istituti di ricerca presenti sul territorio, hanno da anni con le loro iniziative anticipato lo spirito della legge. La nostra città ha nel suo dna i valori di libertà e democrazia nati con la Resistenza e sanciti dalla Costituzione e ha dimostrato, anche, negli anni tragici del terrorismo di saper reagire compattando tutte le forze democratiche: questo patrimonio storico può e deve, ancor di più, essere valorizzato anche con i contributi previsti dalla nuova legge.


11 22 gennaio 2010 n.1

memoria INTERVISTA al presidente dell’Aned, sui luoghi e i monumenti della memoria nella nostra città. Partendo dal furto della scritta all’ingresso di Auschwitz

Giuseppe Valota: ricordare è importante per vivere degnamente il nostro tempo AURELIA DELFINO

Il monumento dell’Aned da Auschwitz a Fossoli

l giorno della memoria è fatto anche di luoghi. Di visite collettive a monumenti, targhe, edifici che hanno un significato forte per quello che hanno visto negli anni della dittatura nazi-fascista. Il 2010 si apre col ricordo dell’assurdo furto della scritta all’ingresso del campo di sterminio di  Auschwitz. Colpiti dal quel fatto, ci siamo interrogati sul valore vivo dei monumenti della nostra città. Abbiamo girato le domande a Giuseppe Valota, presidente dell’Aned di Sesto.

I

Che cosa ha pensato quando ha saputo del furto della scritta ad Auschwitz? Non ho mai creduto all’idea della ragazzata. Anche se si tratta di vandalismo è un vandalismo mirato. Pen-

Una lapide a ricordo delle tante atrocità dell’ex Albergo Regina L’ex Albergo Regina, vicino a piazza della Scala, dal settembre 1943 all’aprile del 1945, è stato la sede del quartiere generale nazista di Milano. Lì operava il colonnello Walter Rauff, capo del supercomando interregionale della polizia e servizio di sicurezza, e da qui le vittime, dopo essere state torturate, erano condotte al carcere di san Vittore e in alcuni casi ai convogli che partivano dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano. Dopo anni di oblio che avrebbero definitivamente cancellato la memoria di quel luogo, è stata promossa da Aned e Anpi una petizione al Comune di Milano per porre una lapide a ricordo di quelle atrocità. Il 22 gennaio, alle 14.30, si terrà la cerimonia per scoprire la lapide davanti a quello che era l’ingresso dell’hotel, in via Pellico, angolo via Santa Margherita. Sarà presente alla cerimonia anche il gonfalone di Sesto San Giovanni.

Monumento dell’Aned satori come Theodor W. Adorno o Bruno Bettelheim hanno detto giustamente che dopo la realtà dei campi di sterminio nulla può essere più come prima. In quel furto vedo invece il tentativo di normalizzare Auschwitz, di renderlo un fatto della storia come altri. Ma non potrà mai essere così. L’Aned lavora molto coi ragazzi. I giovani riescono a farsi coinvolgere dai monumenti? Da alcuni in particolare. La Stele della memoria al Parco nord colpisce perché ci sono i nomi di tutti gli operai deportati a Mauthausen e Gusen, anche di chi è tornato. A volte i ragazzi riconoscono l’amico del nonno

o il signore di cui hanno sentito parlare. I giovani riescono a calarsi molto bene nelle storie raccontate a partire dai fatti vicini, della vita. Nelle vicende sentono sulla loro pelle le ingiustizie del nazi-fascismo. Poi bisogna farli uscire da questa emozione e ragionare con loro. Torniamo ai luoghi, voi andate ogni anno a Mauthausen in quello che viene chiamato un pellegrinaggio? Andiamo anche a mettere delle corone ai monumenti per ricordare i bambini, gli zingari, gli omosessuali deportati. Lo facciamo con modestia, semplicemente perché è giusto. Ricordare è importante per vivere degnamente oggi, anche se la storia non

A proposito di monumenti, il 2010 è  l’anno fissato per la rimozione del monumento dell’Aned ad Auschwitz. Posta nel blocco 21 l’opera è stata ideata da Primo Levi e realizzata da artisti come Luigi Nono, Lodovico Barbiana di Belgiojoso, Pupino Samonà. Si tratta di una spirale nella quale lo spettatore può camminare, vedendosi sfilare intorno i volti dei fratelli Rosselli, di Antonio Gramsci e di altre vittime del fascismo. Da più parti ritenuta “troppo politica”, l’opera verrà rimossa e portata al museo dell’Aned di Fossoli. Il governo italiano si è impegnato a farsi carico delle spese di spostamento. si ripete quasi mai. Al massimo diventa farsa, come oggi con le ronde. E questo passaggio all’oggi lo fate coi ragazzi? È la parte più importante, ma anche la più complessa. Spesso si sentono ripetere degli stereotipi xenofobi che i ragazzi subiscono dagli adulti. La verità è che il lavoro della memoria deve continuare ogni giorno dell’anno. Il 27 gennaio dovrebbe servire anche per ricordarci di ricordare sempre.  

A ricordo del giornalista Paolo Vittone l giornalista sestese Paolo Vittone, firma storica di Radio Popolare e inviato nei più drammatici conflitti, dalla Bosnia al Kosovo, all’Iraq, passando per il Nepal, si è spento la notte del 23 agosto del 2009. Per alcuni anni ha recitato e scritto testi teatrali con l’associazione Laboratorio Giovani della città. Ha raccontato i luoghi e le genti studiandole, vivendole e partecipando. “La lumaca e il tamburo”, titolo del suo ultimo libro, racconta la storia del suo viaggio a piedi da Trieste alla Bosnia, una sto-

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ria di malattia e di vita, di passi e pensieri, di ricordi e guerra. Paolo Vittone aveva chiesto all’Amministrazione comunale di patrocinare il suo libro, che uscirà a febbraio, di contribuire a garantirne la realizzazione acquistando un certo numero di copie e di poterne organizzare la presentazione in città. Il Comune ha confermato di accogliere la richiesta, patrocinando la pubblicazione del libro e impegnandosi ad acquistare cento copie per una spesa complessiva di mille euro.


Il Dialogo

nuovo

Pagina a cura della Cooperativa Edificatrice “nuOva TOrrETTa”

Cari soci da quest’anno il nostro periodico di informazione Il Dialogo Nuovo cambia veste e modalità di distribuzione. Fino ad oggi la sua distribuzione è stata curata direttamente da un comitato di redazione composto da soci della Torretta, comitato che si occupava della sua elaborazione, per poi mandarlo in stampa e spedirlo per posta a tutti i soci. Dal numero di gennaio 2010, la realizzazione de Il Dialogo sarà curata ancora dal comitato di redazione che deciderà gli argomenti che dovranno essere trattati e si avvarrà per la sua realizzazione della collaborazione qualificata di un redattore di Nuovasesto. Il Dialogo verrà distribuito unitamente a Nuovasesto, con cadenza mensile, e apparirà al lettore con una pagina inserita nel giornale con la sua testata consueta. I motivi che ci hanno fatto scegliere questa strada sono da ricercare nella maggiore puntualità dell’informazione ai soci sull’attività della Cooperativa, coniugata con l’esigenza di far conoscere anche a chi socio non è le nostre attività sociali, culturali e i nostri progetti. Il presidente della Cooperativa Edificatrice “Nuova Torretta” Sergio Pignatelli

22/01/2010 MUSICA ALL’ FOURTHIES JAZZ T.RICCI sax - L.CACUCCIOLO pianoforte - S.SCOPECE contrabasso R.PAGLIERI batteria 28/01/2010 CINEMA IL PIANISTA regia ROMAN POLANSKI 29/01/2010 MUSICA DONATELLA LORENZINI QUARTET D.LORENZINI voce - M.ILARI chitarra S.SCOPECE contrabasso - L.LOMBARDO batteria 04/02/2010 CINEMA SETTIMO CIELO regia di ANDREAS DRESEN 05/02/2010 MUSICA MARIELLA AZZALI QUINTET M.AZZALI voce - R.FANCINI chitarra - S.RICCI chitarra D.PETROSILLO contrabasso - L.CALDERARO percussioni armonica 11/02/2010 CINEMA CHE L’ARGENTINO regia di STEVEN SODERBERGH 12/02/2010 MUSICA CINZIA RONCELLI QUARTET C.RONCELLI voce - N.CATTANEO piano R.PICCOLO contrabbasso - M.PINTORI batteria 18/02/2010 CINEMA CHE GUERRIGLIA regia di STEVEN SODERBERGH 19/02/2010 MUSICA SABRINA SPARTI S.MARCO DETTO DUO S.SPARTI voce - M.DETTO pianoforte 25/02/2010 CINEMA FRANKENSTEIN JUNIOR regia di MEL BROOKS 26/02/2010 MUSICA RAFFAELLA COSSU QUARTET B.COSSU voce - D.PERINI pianoforte

1/2010

La storia della Torretta Oltre mezzo secolo d’impegno per la città La Società Cooperativa Edificatrice Nuova Torretta nasce nel 1954 per iniziativa di un gruppo di soci all’interno della comunità della Cascina Torretta. Questa comunità già durante il periodo fascista aveva sperimentato forme di associazionismo in maniera del tutto autonoma e originale, fondando un circolo familiare e acquistando terreni. Oggi la Nuova Torretta è probabilmente la più antica delle cooperative edificatrici che operano sul territorio di Sesto, conta circa 1300 soci e nella sua più che cinquantennale attività ha realizzato cinque edifici, destinati in prevalenza a proprietà indivisa. Il patrimonio della Nuova Torretta è costituito da 260 alloggi sociali assegnati in godimento ad altrettante famiglie sestesi. Attualmente la Cooperativa ha in progetto la costruzione di un nuovo edificio in via Masaniello (zona Rondinella), gli alloggi saranno assegnati in parte a proprietà divisa e in parte a proprietà indivisa. Ma l’attività della Cooperativa non si limita unicamente alla costruzione di alloggi, le attività sociali e culturali hanno sempre avuto grande importanza nella sua storia e anche in quella di Sesto. Parte integrante della Nuova Torretta sono il Circolo Ricreativo Nuova Torretta e Il Centro Culturale Sergio Valmaggi. Il Circolo Ricreativo Nuova Torretta trova le sue origini nel 1948 e dal 1966, nei locali di via Saint Denis 102, svolge la propria attività rivolta ai soci e alla realtà cittadina. Il Centro Culturale Sergio Valmaggi ha sede dall’altra parte di Sesto, a Cascina Gatti. L’anno scorso ha compiuto vent’anni di attività e anche per quest’anno prevede un intenso calendario che comprende cinema, mostre d’arte, cabaret, teatro, musica jazz e classica.

Circolo ARCI Nuova Torretta Via Saint Denis 102 Sesto San Giovanni

Martedì 26 gennaio 2010 ore 21 Incontro con la poesia

L’infinito Vita e poesia di Giacomo Leopardi Raccontate dallo scrittore Adamo Calabrese Interverrà l’attrice Itala Cosmo Seguirà un assaggio della cucina di Porto Recanati


13 22 gennaio 2010 n.1

vita cittadina VIOLENZA alla Parpagliona: le indagini proseguono, spunta un mandante

Solidarietà e non paura, l’intera città si mobilita PAOLO ADANI e GIONA SALVATI ono passate quasi due settimane dal grave episodio di violenza sessuale avvenuto nel quartiere Parpagliona. È lì, poco distante dal cimitero, che due uomini hanno abusato di una 34enne, ragazza madre, che tornava a casa dopo una serata passata con gli amici. Le indagini delle Forze dell’ordine proseguono e per il momento vige il massimo riserbo. Pochi giorni dopo lo stupro, la madre della giovane aveva dichiarato alla stampa i suoi sospetti su una possibile violenza “su commissione”. Ipotesi che fino ad ora non ha avuto un riscontro ufficiale. Le forze politiche hanno unanimemente condannato l’atto, esprimen-

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do la propria solidarietà verso la vittima degli abusi. Ma parallelamente si è scatenata una polemica tra gli schieramenti, innescata dall’opposizione, che è tornata alla carica sulla possibilità dell’invio in città dei militari da affiancare alle Forze dell’ordine. Un atteggiamento fortemente contestato dal sindaco Giorgio Oldrini, che così ha replicato: “Utilizzare casi drammatici per speculazioni politiche è una scorrettezza nei confronti della vittima”. La violenza resta comunque una ferita aperta nel quartiere che si è mobilitato attraverso una manifestazione pacifica: “Non è stato necessario organizzare quasi nulla – racconta Stefano C. -, è stata un’iniziativa in cui la gente si è quasi autoconvocata,

perché questo episodio ha scosso un po’ tutti e adesso siamo qui a camminare per la strada ribadendo a tutti che noi non ci stiamo, che siamo contro la violenza”. Per le strade il megafono scandiva slogan contro l’indifferenza, quasi a voler svegliare la gente per farla uscire dalle case. “Non conoscevo la vittima dell’abuso – prosegue Alessandra che cammina mentre regge lo striscione dell’associazione “Da donna a donna” – ma sono di Sesto e il solo fatto che questo episodio sia successo proprio nella mia città mi ha colpito molto e mi ha spinto a essere qui, per testimoniare tutta la mia solida-

rietà a questa ragazza”. “In questo quartiere – sottolinea con forza il parroco della Resurrezione, don Gianfranco Zuffada – c’è una grande attenzione per ciò che avviene nel quotidiano, c’è tanta sensibilità. Il vero volto del rione Parpagliona non è quello che si legge sui giornali, è quello che sta dimostrando questa gente attorno a me”. Gli fa eco Albino: “La paura non serve, non vogliamo che la gente si chiuda in casa perché non si sente sicura. Quello che conta è la vicinanza alle persone, e questo gesto di oggi rappresenta la risposta concreta alla violenza che è avvenuta”.


14 22 gennaio 2010 n.1

vita cittadina L’ANNO nuovo porta vento di grandi cambiamento MA COSA ne pensano i cittadini? Glielo abbiamo chiesto.

Tanti desideri per questo 2010: stabilità al lavoro e in famiglia ANTONELLA ZAMBELLONI nno nuovo vita nuova: e questa volta non deve essere solo un detto popolare. Che il 2009 non sia stato un anno straordinario per l’Italia, oramai è noto; che il 2010 possa essere l’anno della svolta, ce lo auguriamo tutti. Ecco perché siamo andati a chiedere ad alcuni di voi quali sono le aspettative per questo nuovo anno. Chi va ancora a scuola, come la giovanissima Sophie Colasuonno, 19 anni, si augura di iniziare nel migliore dei modi il suo primo anno di università: “Sono iscritta al corso di laurea in giurisprudenza alla Bicocca e spero che il 2010 sia ricco di soddisfazioni accademiche. Mi voglio concentra-

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Daniela Capuano re solo sugli studi e sul rapporto col mio ragazzo”. Chi invece sta terminando la scuola, aspira a entrare nel mondo del lavoro. “A me manca solo la tesi magistrale in Scienze del Turismo – spiega Cinzia Scandaliato, 25 anni – e spero di finirla per giugno. Oltre a questo, voglio lavorare: nel

Luca Ducceschi pieno della crisi economica non riesco a trovare un posto, nonostante le mie esperienze come commessa, segretaria e tutor”. Chi si augura che la crisi economica passi in fretta è inoltre l’intraprendente imprenditore Fabio Zucchetti, 38 anni, titolare di un gruppo di agenzie immobiliari nell’-

hinterland milanese: “Spero che con l’anno nuovo si possa aprire un periodo migliore per questo settore, anche se, personalmente, non mi posso lamentare. È difficile per le persone comprare casa a causa del credit crunch delle banche e del lavoro precario: questa situazione deve cambiare”. E questo se lo augura anche Daniela Capuano, 27 anni: “Io lavoro come impiegata e sono fortunata ad avere un posto fisso che mi gratifica. Anche se convivo col mio ragazzo, desidero avere una casa che sia tutta mia, ma non avendo un garante è difficilissimo”. E per un padre di famiglia infine il sogno per l’anno nuovo è un mondo diverso: “Escludendo le utopie come un cervello nuovo per molti italiani e la pace nel mondo, vorrei tranquillità lavorativa per me, una fine positiva per le due cause intentate da mia moglie (due licenziamenti illegittimi dovuti al suo status di madre), sviluppi positivi per i miei progetti letterari – ci ha detto Luca Ducceschi, 33 anni, educatore nel campo sociale e scrittore talentuoso della microeditoria, con due figli piccoli e sposato da 5 anni –. Inoltre, vorrei lasciare a fine anno un mondo di cui non dovremo vergognarci troppo nei confronti dei nostri figli”.


19 22 gennaio 2010 n.1

vita cittadina IL TETTO DEL 30% di presenza di bimbi non italiani per classe previsto dal Ministero non favorisce l’integrazione. Ma a Sesto le percentuali sono al di sotto della soglia

Alunni stranieri, a scuola arrivano le “quote” Provvedimento inattuabile secondo i presidi CLARA AMODEO ’8 gennaio 2010 la Circolare ministeriale n. 2 è stata trasmessa a tutte le scuole d’Italia: in essa, quattro punti fermi decretano che il numero degli alunni di cittadinanza non italiana (quindi per legge stranieri) presenti in ciascuna classe non potrà superare il 30% del totale degli iscritti. Ma per gettare un po’ di scompiglio, o forse solo per ritrattare un numero che anche al Ministero è sembrato troppo rigido, il 10 gennaio il ministro Gelmini ha aggiunto a voce che dal limite stabilito saranno esclusi i nati in Italia. Sesto lo sa bene: non si tratta di una questione ideologica ma prettamente didattica; ma fino a che punto il provvedimento ministeriale risulta applicabile? E quali ulteriori implicazioni creerebbe? “Attenendoci agli atti, nell’istituto Rovani il provvedimento è inattuabile. – spiega Renato Rovetta, dirigente scolastico del comprensorio Rovani –. Ci sono infatti 11 classi con più del 30% di stranieri, 4 delle quali sfiorano il 45%.” La stessa cosa vale per le scuole Oriani e Monte San Michele, dove su 11 classi 3 raggiungono il 40%. Ma il Ministro Gelmini ha assicurato che per gli istituti che superano il limite stabilito sarà possibile trasferire gli alunni da un comprensorio a un altro. “E’ impensabile – tuona Gabriella Forgiarini, dirigente scolastico del Primo Circolo – spostare dei bambini stranieri: siamo di fronte a una classe debole, che spesso non conosce la nostra lingua e nemmeno la nostra città.” Le fa eco Domenico Brisci, dirigente scolastico della scuola Anna Frank: “E’ una decisione che va applicata con cautela: sono persone, non merce di scambio”. Eppure il problema rimane: far studiare alunni che non conoscono l’italiano è fonte di rallentamento nello svolgimento della didattica. “La nostra scuola è preparata: disponiamo infatti di un “facilitatore di apprendimento” – continua Rovetta - ovvero di un insegnante che, parallelamente all’orario scolastico, svolge attività di laboratorio con gli alunni stranieri di alfabetizzazione di base.” Forgiarini invece lancia una proposta, supportata anche da

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Brisci: “Il deterrente nello svolgimento della didattica è che in Italia riceviamo studenti in ogni momento dell’anno; bisognerebbe invece regolamentare i flussi, stabilendo così ingressi bimestrali: dal momento di entrata in Italia a quello dell’entrata

nella classe il bambino potrà partecipare a laboratori ludici in cui cominciare ad approcciarsi alla lingua tramite il gioco”. Insomma, le proposte dei dirigenti non mancano e nemmeno il riscontro da parte della giunta. Monica

Chittò, assessore all’Educazione, mette in chiaro che “il Comune ascolterà di buon grado tutti i dirigenti scolastici sestesi: penso infatti che ogni proposta che va a favorire il gruppo classe sia da accogliere e sostenere”.

Popolazione scolastica - a.s. 2009/010 Denominazione Istituto 1° Circolo 5° Circolo Rovani Dante Martiri Frank Pascoli Marzabotto Totale Generale Ordine di Scuola

Iscritti 2009/010 828 861 563 807 927 958 725 653 6.322

Sezioni/classi 2009/010 37 38 27 39 44 43 35 34 297

Stranieri 2009/010 235 137 161 179 223 159 102 71 1.267

tot iscritti 2009/010

tot. stranier. 2009/010

%

1.724 2.914 1.684 6.322

370 589 308 1.267

21,46 20,21 18,29 20,04

Scuola Infanzia Scuola Primaria Scuola second.di 1°grado TOTALE

SLITTANO le preiscrizioni, iniziative da riprogrammare VALENTINO: una riforma che sembra fatta per risparmiare

Più tempo per scegliere gli studi: difficoltà per i prof e il personale VALENTINA BERTUCCIO D’ANGELO litta di un mese il termine per le preiscrizioni alla scuola secondaria superiore. Trenta in giorni in più, dal 26 febbraio al 26 marzo (l’anno scorso sono terminate a febbraio), che secondo il ministero dovranno servire a consentire un’adeguata informazione alle famiglie sulla riforma delle superiori. Trenta giorni in più che però rischiano di mettere in forte difficoltà dirigenti e docenti. “Tutti i nostri piani, le iniziative, gli open day, erano calibrati sul 26 febbraio - spiega il preside dello Spinelli Antonio Valentino -, ora dobbiamo riprogettare

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tutto. Anche perché il mese di marzo diventa fondamentale”. Non solo problemi organizzativi, ovviamente. A preoccupare sono in generale tempi e modi di una riforma che, se poteva introdurre dei miglioramenti nel pianeta scuola, in realtà “sembra solamente fatta per risparmiare”, lamenta il dirigente. Sul versante tempi, il Consiglio dei Ministri non ha ancora approvato i regolamenti della riforma, dopo il sì del Consiglio di Stato. Con la conseguenza che i termini concreti di questa “rivoluzione” del sistema d’istruzione superiore nessuno li sa. Ne hanno una vaga idea i docenti, brancolano nel buio i genitori. Sul versante mo-

dalità, invece, “l’aspetto più preoccupante è un altro – prosegue Valentino: stiamo andando avanti senza un piano della formazione dei docenti. Ci muoviamo in ordine sparso, a seconda dell’iniziativa e dell’intraprendenza di ciascuno. Per esempio, noi abbiamo fatto alcuni incontri sull’approccio per competenze, ma non basta”. Difficoltà tali da “pregiudicare una motivazione adeguata da parte del personale”, spiega, sconfortato, il dirigente. Anche perché, mancando i regolamenti, ancora non si sa come saranno costituite le cattedre, se ci saranno o meno accorpamenti di discipline: “Dovremmo organizzarci, come faremo?”.


20 22 gennaio 2010 n.1

vita cittadina CANTIERI. Interventi per 4 milioni di euro. A breve l’anagrafe cimiteriale

RITARDO. Lo stanziamento è del 2007 IL VICESINDACO: “Due anni di calvario”

Partono i lavori Casa, si sbloccano nei cimiteri cittadini i fondi del ministero LAURA RISCHITELLI l via il restyling dei cimiteri cittadini per un importo di 4 milioni di euro. Questa è la cifra stanziata dall’amministrazione per i lavori del cimitero nuovo di piazza Hiroshima e Nagasaki e di quelle monumentale di viale Rimembranze. “Questi interventi – ha spiegato l’assessore Pasqualino Di Leva – prevedono investimenti economicamente molto importanti, ma necessari. I due cimiteri sono un luogo di ricordo e memoria che merita il massimo dell’impegno”. I primi lavori interesseranno il cimitero nuovo, costruito nel 1971 e successivamente ampliato. Conclusi quelli di ristrutturazione delle vecchie gallerie, i pros-

A

simi interventi riguarderanno l’impermeabilizzazione di altre gallerie. A questi si aggiungono i lavori per sostituire la copertura in rame sottratte dai ladri. Sino ad oggi i lavori che hanno interessato il cimitero nuovo hanno richiesto la chiusura al pubblico delle gallerie, con l’allestimento di un’apposita sala sostituiva, mentre i nuovi interventi non lo richiedono. Il secondo lotto riguarda invece il cimitero monumentale di via Rimembranze, costruito nel 1926. In questo caso si tratta di opere di consolidamento ed è previsto il divieto d’accesso ai cittadini per salvaguardarne l’incolumità. Novità per l’anagrafe cimiteriale: completata quella del cimitero nuovo, per quella del vecchio si deve attendere il 2010.

PAOLO ADANI alla fine sono arrivati. Dopo oltre due anni di attesa, il ministero delle Infrastrutture ha infatti confermato lo stanziamento di 504 mila euro il “Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica”. Risorse attese fin dal 2007, anno in cui il Comune aveva presentato al ministero il progetto per il reperimento di 15 appartamenti, da affittare per poi metterli a disposizione delle famiglie in emergenza abitativa. Sempre lo stesso anno, il progetto aveva ottenuto il via libera da Roma, che aveva destinato al comune sestese 504 mila e all’Aler 791 mila euro, spalmati su cinque anni. Da allora il Comune, che nel 2008 ha prov-

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veduto ad affittare 12 dei 15 appartamenti, non ha più avuto notizie di quei fondi, nonostante i solleciti non fossero mancati. Poi, poco prima di Natale, il vicesindaco Demetrio Morabito ha annunciato la conferma delle risorse stanziate. “Ottenere i fondi che ci spettavano di diritto – ha commentato Morabito – è stato un vero e proprio calvario. In questi due anni e mezzo abbiamo ripetutamente sollecitato il Ministero affinché li sbloccasse, ma di fronte ai continui rinvii abbiamo deciso di attingere alle nostre risorse di bilancio. Prendo comunque atto con soddisfazione che ora i soldi sono finalmente arrivati e che dunque saremo in grado di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati”.


21 22 gennaio 2010 n.1

vita cittadina RIVIVE lo storico circolo di viale Italia, dopo la lunga chiusura IL RISTORANTE aderisce all’international day of italian cuisine

Cucina doc e sconti ai residenti: la nuova ricetta del San Giorgio a New York a Stoccarda passando per il ristorante Circolo San Giorgio a Sesto. Questo è il viaggio che ha fatto la tagliatella al ragù durante l’International Day of Italian Cuisine. Questa rassegna, nata per far conoscere l’eccellenza della cucina italiana nel mondo, è stata protagonista del nuovo ristorante che ha sostituito lo storico circolo San Giorgio sorto all’inizio del ‘900 con l’arrivo della Falck in città. Se allora gli avventori erano essenzialmente i lavoratori della fabbrica siderurgica e gli abitanti del villaggio operaio, oggi questo ristorante serve il meglio della cucina italiana al più “tipico” lavoratore del ventunesimo secolo, ovvero sempre connesso con il mondo, spesso di un altro continente, ma che come in passato apprezza i servizi di qualità, la cura dei dettagli e il buon cibo. Infatti con l’apertura di questa nuova struttura alberghiera, in funzione da settembre, questa zona della città si è subito riaccesa grazie ad alcuni aspetti positivi: la riqualificazione del circolo san Giorgio, che ha permesso e permetterà nei prossimi mesi - appena saranno terminati i lavori - di offrire agli ospiti dell’hotel e agli abitanti del villaggio Falck nuovi spazi di socialità; la creazione di

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nuovi posti di lavoro anche per i sestesi. Ancora, i residenti del quartiere hanno la possibilità di gustare ricette italiane con prodotti tipici a prezzi scontati. Proprio su questo ultimo punto abbiamo chiesto a Piero Di Caterina, a capo del Best Western Falck Village Hotel, quali sono i progetti per avvicinare la struttura ricettiva al territorio: “il dialogo con il quartiere è co-

stante grazie all’aiuto del parroco, inoltre il nostro ristorante è sempre aperto per chi abita nel quartiere e può avere sconti del 20% sul menù. Inoltre a primavera ultimeremo i lavori del giardino e creeremo uno spazio dedicato ai più piccoli, questo permetterà ai loro genitori di mangiare con tranquillità e ai bambini di divertirsi, seguiti da personale specializzato”.

Il Tar dà ragione al primo cittadino: il circolo Adams disturba la zona a battaglia dell’amministrazione comunale contro l’ex circolo Adams, durata oltre due anni, è arrivata a una soluzione importante. Il Tribunale amministrativo ha respinto la richiesta, presentata dai gestori, di sospensiva dell’ordinanza del 31 luglio del 2009, con la quale il sindaco disponeva la chiusura per motivi di ordine pubblico. Questo, comunque, non è stato l’unico provvedimento: il primo risale addirittura a settembre 2008 quando il sindaco si avvalse dei poteri straordinari che il ministro Maroni concedeva ai primi cittadini con un decreto appositamente approvato, tanto è vero che Oldrini per primo ha utilizzato questo strumento. “Sono molto soddisfatto della decisione del Tar - dichiara il sindaco perché non si limita a respingere la richiesta dei gestori in attesa della decisione finale, ma entra nel merito sottolineando come l’ordinanza di chiusura si fonda su basi concrete”. Nessun “fumus persecutionis”, il Tar afferma che il presupposto su cui si fonda l’ordinanza parte da problemi di ordine pubblico e di sicurezza dei cittadini, come sottolineano anche le Forze dell’ordine. Certo non siamo ancora alla sentenza definitiva, ma il sindaco Oldrini dice di essere fiducioso sulla chiusura del locale che, negli anni passati, ha creato forti problemi di vivibilità e di sicurezza nella zona. (f.a.)

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NUOVI SESTESI a cura del CESPI

Fiaccolata mano nella mano con Ahmed Un pò di luce” è stata portata dalle fiaccole che hanno sfilato dal Rondò a Piazza della Resistenza la sera del 18 dicembre. Organizzata dal Coordinamento per la difesa e la qualità della scuola pubblica, la manifestazione ha visto alcune centinaia di partecipanti che credono fortemente nell’accoglienza dei nuovi cittadini e nella convivenza civile. Una gioiosa alternativa al razzismo esploso pochi giorni fa a Rosarno. Ecco alcuni commenti raccolti quella sera. Ilaria P. “Nevica, non verrà

nessuno, saremo in pochi.” Preparandoci ci diciamo queste parole. Invece siamo tanti al Rondò, raccogliamo anche qualche venditore di colore, infreddolito. Hanno sorrisi dimezzati, quasi timidi. Cammino sempre vicino ad Ahmed, tre anni e mezzo, un ometto serio che batte i denti e ha il moccolo ghiacciato, ma sta aggrappato alla mano della mamma senza mai lamentarsi. P.M. Mi chiamo Samir ho 18 anni, alla fiaccolata con mio fratello Hamed.Guardando mio fratellino mi sono detto’’meno male che non capisce perché siamo

qua, di notte al freddo’’.Ora ghiacciato dalla neve il mio spirito si riscalda grazie a ognuna di queste fiaccole”. Shady. H. Se dovessi spiegare il significato di questa fiaccolata alla persona che in Consiglio comunale gridava: “Sono merda, sterminiamoli!“, come potrei fare? Come reagirebbe nel sapere che italiani e migranti si sono dati appuntamento per dimostrare che sono a favore di una società multietnica? L’esperimento sarebbe un confronto, a tutto campo, fra due modi diametralmente opposti di intendere l’immigrazione nel nostro Pae-

se. Non è un compito privo di rischi: tanti tentativi si risolveranno in arrabbiature e insulti; però abbiamo il dovere di provarci, a maggior ragione considerando le linee guida dell’informazione e della politica italiane. È questa una proposta difficile, però anche la neve su cui abbiamo camminato durante la fiaccolata avrebbe potuto farci scivolare, invece ci siamo divertiti...eccome! Matteo P..dal nostro inviato. Si è tenuta oggi a Sesto San Giovanni una fiaccolata contro, secondo gli organizzatori, la crescente ondata di razzismo che sta attraversando il nostro

paese. I facinorosi hanno seguito un percorso lungo le vie più malfamate della casbah sestese. Quartieri dove la legge contro gli affitti ai clandestini non è ancora giunta. Le camionette dei carabinieri hanno seguito il corteo eversivo, difendendo gli onesti cittadini che, di fronte alla richiesta di più pulizia (etnica), si sono sentiti accusare di razzismo. Le provocazioni durante la mobilitazione sono state molte e, in mezzo ai manifestanti si sono viste facce di immigrati clandestini. Per Studio Chiuso M.P., da Sesto è tutto, vi do la linea.


22 22 gennaio 2010 n.1

vita cittadina L’INCONTRO tra il sindaco e il vescovo Anba Kirolos per parlare di libertà d’espressione. Duemila i fedeli in città

La preghiera della comunità copta negli spazi dell’ex Fornace Mariani LAURA RISCHITELLI na nuova sede per la chiesa copta di Sesto San Giovanni. Anche di questo hanno parlato in un recente incontro il sindaco Giorgio Oldrini, l’assessore Claudio Zucchi e la comunità cristiana copta, rappresentata da Anba Kirolos, vescovo per l’Italia settentrionale, padre Arsanios, parroco della comunità locale e padre Giovanni. L’incontro è nato dopo la visita del sindaco a padre Arsanios per esprimere solidarietà e cordoglio per le 8 vittime di Nag Hammadi in Egitto, dove tre uomini hanno sparato sulla folla di fedeli che usciva dalla messa del Natale ortodosso, che si celebra il 7 gennaio.

U

In entrambe le occasioni si è discusso di fede e di libertà di espressione, ma anche della possibilità per i copti di avere un luogo più ampio dove poter pregare. Come ha spiegato padre Arsanios, la comunità copta è sempre stata presente in città, ma negli ultimi anni è cresciuta. Da qui il desiderio di poter trovare una sede più grande per i circa 2mila fedeli che frequentano l’attuale chiesa di via Picardi. È iniziato quindi un confronto con l’amministrazione ed è stato individuato nell’ex Fornace Mariani di via Milano un luogo adatto alle richieste presentate. Si tratta di un spazio, di circa 800 mq, inserito nei beni comunali che si possono concedere in comodato d’uso ad associazioni di

promozione sociale in cambio del recupero e della messa in sicurezza dell’immobile, oltre che della manutenzione ordinaria e straordinaria. “L’iter – ha spiegato l’assessore Zucchi con delega al demanio - potrebbe concludersi in estate, anche se occorre attendere il parere della Sovrintendenza dei beni culturali, perchè il bene è vincolato”. La soluzione di adibire la ex Fornace a luogo di ritrovo per la preghiera è stata accolta favorevolmente anche dagli abitanti del quartiere, che vedrebbero rinascere un luogo storico, bisognoso di numerosi interventi di sistemazione. L’incontro è stata anche l’occasione per conoscere più a fondo la comunità copta. Come ha raccontato padre Arsanios, la chiesa è frequentata

da 200 famiglie, da altrettanti giovani e da una cinquantina di nuclei familiari provenienti da Cinisello Balsamo e da Cologno Monzese. Una cifra significativa se si pensa che il numero complessivo di fedeli in Lombardia è di 10mila persone. Oltre a essere un luogo di culto, la sede di via Picardi è anche un punto di riferimento per gli immigrati di fede copta provenienti soprattutto dall’Egitto, che qui trovano la possibilità di mantenere le proprie radici e al tempo stesso di integrarsi, grazie a servizi come la biblioteca e le lezioni di lingua.

SARÀ PRESENTATO al San Giuseppe il calendario di incontri del decanato

I giovani delle parrocchie: un seme che germoglia ROSY MATRANGOLO E parte dei semi cadde sul terreno buono”. A novembre erano oltre un centinaio i “buoni seminatori” che per le strade della città hanno lanciato il “seme”. Erano i frati francescani da tutta Italia accorsi a Sesto in occasione della Missione Cittadina. Uno spunto, una curiosità, una domanda su Gesù e sulla sua Parola. Ecco cosa hanno “gettato” i francescani per le strade e gli auditorium sestesi. Oggi questo seme germoglia e si apre ai giovani sotto forma di proposta decanale. Anzi, ormai è tempo di dire cittadina. L’alto numero di presenze e la sentita curiosità scatenata dagli incontri con i giovani ha fatto sì che le parrocchie del territorio ripensassero a un percorso condiviso. Ed ecco che, al contrario di quanto il tempo della Natura impone, è arrivato il momento di dare acqua al terreno fertile. Giovedì 28 gennaio all’auditorium della parrocchia San Giuseppe in via XX settembre alle ore 20.45 tutti i giovani della città sono invitati ad ascoltare quali percorsi il decanato ha pen-

sato per loro. Si tratta di formare gruppi che si incontrino con regolarità per confrontarsi e discutere insieme intorno a tre filoni tra cui scegliere. Il primo cammino è di tipo “spirituale” e risponde alla domanda “Come posso coltivare lo spirito?”. Ancora, per chi vuole concentrarsi sulle Scritture può affidarsi al percorso “biblico”. Infine, i coadiutori hanno pensato a quali sono le domande fondamentali del giovane e il terzo percorso risponde agli interrogativi più profondi e personali. A presentare questa proposta e il calendario degli incontri sarà Don Maurizio Tremolada, della Pastorale giovanile della diocesi di Milano. A lui il compito di spiegare perchè è importante lavorare insieme secondo un concetto di “progetto cittadino”. “Durante i giorni di Missione sono state fatte tante provocazioni che hanno interessato e incuriosito i giovani – fa sapere don Antonio Corvi della parrocchia San Giuseppe -. Con questo invito speriamo di raccogliere coloro che hanno lasciato i propri contatti a novembre perchè interessati a proseguire un cammino di crescita”


23 22 gennaio 2010 n.1

vita cittadina L’INTERVISTA a don Angelo Cairati, sul rapporto tra religioni nell’incontro promosso dalla Banca di credito cooperativo

Il dialogo tra cristiani e Islam a partire da una laicità positiva ANDREA POLIANI ngelo Cairati, parroco di Sesto, dottorato in Teologia Morale, durante una conferenza che ha tenuto presso l’auditorium BCC, risponde ad alcune nostre domande.

A

E’ possibile oggi in Italia un dialogo tra cristiani e Islam? Sì, perché in gioco c’è il futuro della società civile. Occorre far perno su una laicità condivisa che è la capacità di dare uno ‘sguardo simpatico’ al mondo, rispettoso di tutte le presenze, alla ricerca di ciò che ci accomuna e facendo di questa condivisione

la base su cui erigere leggi giuste. Un bel esempio di laicità positiva è la Costituzione Italiana del 1948, scritta e condivisa tra comunisti, socialisti, liberali e cattolici. Benedetto XVI ci esorta alla riscoperta delle radici cristiane dell’Europa, quasi a baluardo di possibili pericoli in questa forte compagine interreligiosa. Come essere tolleranti nei confronti di una religione che sembra non conoscere reciprocità? Il vangelo non parla di reciprocità. Non posso dire ad un musulmano ‘Se tu non mi fai la chiesa io non ti faccio la moschea’ perché come cristiano sono chiamato a donare me

stesso senza nessuna reciprocità. Come cittadino è diverso. Chiunque vive sul territorio nazionale è tenuto a muoversi all’interno delle leggi del nostro paese. Dunque anche la pratica e l’istruzione religiosa islamica dovranno conformarsi ai nostri codici. Per questo è importante che chi amministra le nostre città, approfondisca l’impianto teologico e pratico dell’Islam, che non conosce distinzione tra religione, stato e società. Ogni ingenuità, in tal senso, potrà solo arrecare intolleranza o peggio. Ad esempio: l’Islam non ha clero e l’Imam è un laico stipendiato dal proprio gruppo religioso o dallo stato islamico da cui proviene. Sarebbe

dunque bene conoscere queste persone, l’orientamento teologico più o meno integrista, e chiedere che il Khutbah (discorso in moschea) sia in italiano. Molti sono gli islamici già integrati, ma spesso ancora fermi su posizioni estreme, soprattutto sulle donne. Costoro vengono da società semplici, in cui i valori della famiglia sono molto sentiti e dove la verginità della donna è protetta all’estremo. La nostra superficialità e il consumismo li spaventano. Ci vedono incapaci di reggere una famiglia e dunque una società. E i nostri stessi giovani, con i quali i loro dovrebbero integrarsi, fra cellulari, canne e sessualità disinibita, offrono loro uno scenario inquietante. Non capiscono che ciò che hanno di fronte non è il cristianesimo, ma una società occidentale nella quale gli stessi cristiani non si riconoscono più. È molto importante comprendere che se i rapporti di vertice con i musulmani non sono semplici, è sempre invece possibile il rapporto tra persone, che parte da gesti quotidiani di accoglienza e solidarietà.

IL CONSIGLIO DELL’ULIVO a cura del Gruppo Consiliare dell’Ulivo

Auguri per un anno all’insegna della responsabilità il primo numero del nuovo anno e quindi è d’obbligo, da parte mia, fare a tutti voi i migliori auguri per un sereno 2010. Auguri, per cominciare, a tutti coloro che, come me, credono possibile eliminare la guerra dal nostro vocabolario; persone più autorevoli del sottoscritto hanno già espresso questa volontà nell’articolo 11 della nostra Costituzione: “l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti…”. Auguri quindi a tutti coloro che lavorano perché la pace sia l’unica regola del nostro stare insieme: pace intesa come appassionata ricerca di uguaglianza sociale (a ognuno secondo il proprio bisogno) e pratica, continua e determinata, del dialogo là dove, per vari motivi, esplodono i conflitti. Auguri poi a tutti i cittadini di Sesto ai “sestesi fin dalla nascita”- perché il 2010 sia l’anno della responsabilità verso la propria comunità: al di là delle singole storie personali ognuno di noi si faccia guidare dalla ragione e dal cuore nelle relazioni con i propri vicini. Auguri anche a tutti i “nuovi” cittadini di Sesto perché il 2010 riservi loro

È

una vita migliore per sé e per i propri familiari, rispetto alle condizioni di vita dei paesi di origine: la conoscenza e il rispetto delle regole renderanno più facile l’accoglienza che meritano. Auguri speciali a tutti coloro che sono in età da lavoro: che il 2010 garantisca loro tutte le opportunità occupazionali e le gratificazioni professionali che desiderano. Stiamo attraversando un periodo difficile e delicato ed è proprio vero che “il lavoro nobilita”; purtroppo ce ne accorgiamo quando il lavoro lo si perde o non lo si trova: nel primo caso si vive la propria vita come un fallimento e nel secondo si perde ogni speranza verso tutto e verso tutti. Auguri a tutti coloro che non sono più in età da lavoro perché hanno già “dato” come si dice: perché continuino a partecipare in modo attivo alla vita della città, fa bene a loro e a tutti noi. Hanno competenze, professionalità, energie importanti da mettere a disposizione dei più giovani. La nobiltà della storia di Sesto San Giovanni è un merito tutto vostro e di chi vi ha preceduto. Auguri ancora a tutti gli studenti piccoli e grandi: innanzitutto perché il

2010 possa essere un anno ricco di successi scolastici, ma soprattutto perché possano capire e apprezzare l’importanza dello studio per la formazione della propria personalità. E’ la conoscenza e il sapere che rende ciascuno di noi protagonisti del proprio futuro. Auguri particolarmente sentiti a tutti coloro che, a titolo gratuito, dedicano tempo ed energie nelle tante e diverse associazioni impegnate nel sociale, nella sanità, nello sport: innanzitutto grazie a nome di tutta la città, svolgete un servizio fondamentale. La qualità della vita di una comunità è data dalla rete dei volontari che operano sul territorio e la gratuità dei Vostri gesti è segno di speranza in un mondo migliore. Auguri sinceri infine a tutti noi che abbiamo ricevuto il mandato dagli elettori a governare la città e che siamo ormai a metà del nostro cammino: perché, al di là delle diverse posizioni politiche e delle inevitabili polemiche, sia il bene comune dei nostri cittadini l’unico obiettivo delle nostre faticose dispute, sapendo che esso non è la semplice somma degli interessi di parte ma il superamento degli stessi

alla ricerca di nuovi equilibri; e che la passione e l’impegno nell’esercitare il nostro mandato siano “governati” da quello spirito di servizio che deve essere la caratteristica fondante della buona politica. Buon 2010 ancora a tutti. Felice Cagliani presidente consiglio comunale


24 22 gennaio 2010 n.1

vita cittadina INTERVISTA Giulio Cavalli, autore teatrale che vive sotto scorta

Con le mie parole sfido la mafia silenziosa MATTEO DEL FABBRO a sempre porta in scena teatro civile e di denuncia, da due anni si è concentrato sull’antimafia, e da nove mesi vive per questo sotto scorta. Le minacce sono arrivate dopo lo spettacolo “Do ut des”. Giulio Cavalli, 32 anni, autore teatrale prima che attore, è l’animatore di quello che sta diventando un punto di riferimento per il dibattito e l’informazione antimafia. È il Teatro Nebiolo, a Tavazzano con Villavesco (Lo), di cui Cavalli è direttore artistico e dove opera con la sua compagnia, la Bottega dei mestieri teatrali. E dove si svolgono incontri e presentazioni: magistrati di rilevanza nazionale come Giancarlo Caselli, Alberto Nobili e Antonio Ingroia e protagonisti in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata come I.M.D. (agente del reparto Catturandi della polizia di Palermo). Questi gli ospiti solo delle ultime due settimane. Lo scorso 11 gennaio Cavalli ha annunciato la sua candidatura come indipendente nella lista dell’Italia dei valori per le elezioni regionali: “Ho quelle due caratteristiche che nella politica italiana probabilmente ti tutelano più di tutto: non essere ricattabile e non essere a disposizione” dice. Tra le proposte, un’agenzia regionale per i beni confiscati e una commissione antimafia che prenda atto di quello che il prefetto aveva consigliato al sindaco Moratti. “Oppure – aggiunge – estendere, almeno nel periodo dell’Expo, i controlli sulle attività a maggiore rischio d’infiltrazione, come la movimentazione terra e il nolo a freddo”.

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Lo scorso 5 gennaio hai ricevuto il premio “Pippo Fava” [giornalista catanese ucciso dalla mafia nel 1984, ndr] per la categoria giovani. Cosa ha significato per te? È particolarmente significativo perché Fava era un teatrante, così com’era un giornalista, un pittore, un drammaturgo, uno scrittore, e così come fondamentalmente era Pippo Fava, qualsiasi cosa facesse. E allora rispetto a essere paragonato al Paolini, al Celestini, al Fo di turno – che comunque fa sempre piacere –, se c’è un personaggio particolarmente vi-

“La mafia si sconfigge con la solidarietà, perché è l’espressione dell’interesse di pochi a scapito della comunità” cino alla non identificabilità, alla non etichettabilità era lui. Ricevere quel premio dai suoi figli è abbastanza una soddisfazione. Com’è vivere sotto scorta? Normalissimo. In Italia sono 660 le persone sotto scorta, c’è gente che lo fa da quaranta anni. Siamo il paese in cui gente come Caselli, Chinnici ha vissuto con i sacchi di sabbia davanti alla porta. Forse il cambiamento più grosso è di sapere che ci sono delle istituzioni che credono che tu abbia il diritto di continuare a fare quello che fai. Non la vedo la notizia sinceramente. A chi e perché dai fastidio con i tuoi

L’APPUNTAMENTO “A cento passi dal Duomo”, monologo sulla presenza delle mafie a Milano e Lombardia. Di Gianni Barbacetto e Giulio Cavalli, con Giulio Cavalli QUANDO Sabato 23 gennaio, ore 21 DOVE Teatro Nebiolo, Tavazzano con Villavesco (Lo), via IV Novembre c/o Centro Civico Mascherpa COSTO 12 € intero, 8 € ridotto COME ARRIVARE Tangenziale est uscita Melegnano, poi indicazioni per Melegnano e Lodi INFO 331.9287538 (prenotazione consigliata)

spettacoli, qui al Nord? Tutte le mafie sono anche al Nord, loro qui hanno bisogno di essere carsici, del silenzio e nel momento in cui qualcuno alza la voce e soprattutto viene ascoltato allora è inevitabile. Sul campo della cultura, dell’arte, della bellezza, della parola che vive nella relazione – come il teatro – non sanno rispondere, sono dei sub-culturati, e allora reagiscono in questi modi. Questo dimostra la forza dell’antimafia culturale. La sconfitta della criminalità organizzata sta nella solidarietà, e quindi è un lavoro culturale. Perché la mafia è l’espressione del non essere solidali, quindi dell’interesse per pochi a scapito della comunità. Quello che è incredibile è che siamo un paese che considera eroi gente come me o Roberto [Saviano, ndr] ma poi considera un vizio desueto la solidarietà. Non è un caso che il portatore sano dell’antimafia in Italia sia don Luigi Ciotti. Com’è nato l’interesse sulle mafie al Nord? In realtà abbiamo cominciato a parlare di mafie. Nel momento in cui cominci a parlarne succede quello che è successo a me e sembra quasi che qui al Nord tu debba giustificarti. Allora fai uno spettacolo in cui dici: attenzione, “cosa nostra” non è “cosa loro”, a Milano sono 60 anni che esiste. Ambrosoli è stato ammazzato a Milano, Calvi è di Milano, Sindona è di Milano, Raul Gardini è Milano, quindi c’è una storia che ogni tanto è bene ricordare. Sembra che una consapevolezza rispetto a questo fatto manchi ancora nell’opinione pubblica. Come la pensi a riguardo? Il problema fondamentale è che tutti i consapevoli non si auto-ghettizzino, e invece è una cosa che si è portati a fare. Borsellino diceva: parlatene ovunque, l’importante è che se ne parli. La Lombardia probabilmente non è pronta a una commissione o un movimento antimafia, nel senso largo della sua popolazione, semplicemente perché non ha alfabetizzazione sulla mafia. La mia domanda è: un processo di alfabetizzazione è l’obbligo culturale della politica.

Giulio Cavalli

Case, appalti, finanza Nell’economia legale gli affari della piovra sotto la Madonnina a mafia silenziosa. Così viene chiamata quella che opera a Milano, e in tutto il Nord Italia. È una presenza diversa da quella meridionale: non mira al controllo diretto del territorio ma all’infiltrazione nell’economia legale. Per ripulire le enormi quantità di denaro ottenute dalle attività illecite (in primis il traffico di droga) e ottenere così nuovi guadagni. “La penetrazione delle organizzazioni mafiose [in Lombardia, ndr] non si arresta, ed anzi sembra accentuarsi, favorita da una maggiore predisposizione degli ambienti amministrativi, economici e finanziari ad avvalersi dei rapporti che si instaurano con l’ambiente criminale. Soprattutto nei settori delle opere pubbliche, della edilizia, dei mercati e della circolazione del denaro”. Così si legge nella relazione della Direzione distrettuale antimafia milanese del 2007, ripresa anche l’anno successivo. Attività privilegiate, tutte quelle che – per il ridotto valore economico dei subappalti – spesso non richiedono una certificazione antimafia alle ditte che le svolgono: una vera e propria falla nella normativa anti-infiltrazioni. Nell’ultimo anno, sono state 24 le imprese allontanate dai cantieri milanesi per contiguità con la criminalità organizzata. Proprio questo dovrebbe stimolare i controlli anche per la situazione sestese, dove ci sono enormi aree edificabili e di conseguenza numerose attività edilizie. mdf

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25 22 gennaio 2010 n.1

lettere LETTERE ALLA REDAZIONE

Case Aler Buongiorno, Abito in uno degli appartamenti di nuova costruzione (anno 2007) a canone moderato dell’Aler, in via Bergomi 8. Purtroppo dopo soli 2 anni incominciano i primi problemi: chi ha ogni giorno un forte odore di fogna in casa, chi scarafaggi e animaletti di ogni genere, il portone non si chiude più perché ormai vecchio, quindi entrano indisturbati i malviventi, il locale immondizia é fatiscente e antigienico, questione più volte segnalata all’Ufficio Igiene ma senza nessun risultato, le cantine sempre allagate e quando chiami l’Aler per un intervento ti dicono che vengono ma poi passano i mesi e nessuno interviene...poi li richiami, loro ti ripromettono di intervenire ma poi come al solito non lo fanno. Quando poi finalmente arriva l’impresa fa più danni che altro e il problema rimane. Ora a noi nuovi inquilini, che paghiamo un canone moderato, MOLTO PIÙ ALTO DEL CANONE SOCIALE, viene riservato lo stesso trattamento che l’Aler ha avuto finora per gli altri: cioé non ha mai fatto niente!! Lo stesso Sindaco di Sesto ha inaugurato questi appartamenti, ma non ha visto che il palazzo sotto di noi cade a pezzi , perché l’Aler é più di sessant’anni che non fa manutenzione!!! Con che coraggio ci hanno affidato nelle mani di un Ente pubblico che fa acqua da tutte le parti: Perché non fa manutenzione dicendo di non avere soldi, e intanto costruisce nuove case!!

Hanno affidato la costruzione delle nostre case a delle persone che sono finite agli arresti per aver intascato i soldi destinati alla costruzione, e a noi ora tocca risolvere i problemi, causati da questi personaggi, e che l’Aler non ha nessuna intenzione di risolvere!! Grazie P.L.

Strisce Blu Buongiorno a tutti, mi chiamo Emanuela e da 38 anni abito a Sesto; i miei genitori, sestesi dalla nascita, hanno lavorato alla Ercole Marelli per più di 40 anni e mi hanno sempre detto che il Comune di Sesto è dalla parte del cittadino.....ma sarà vero! Se pensi di prendere la metropolitana a Sesto Marelli ti devi chiedere dove riuscirai a parcheggiare l’auto! E’ si perchè oltre ad esserci un parcheggio a pagamento (non custodito, dove non viene spalata la neve e gestito da...meglio lasciar perdere) all’esterno hanno pensato bene di mettere le strisce blu in Viale Edison, quindi ancora a pagamento! Il risultato è che sei costretto a parcheggiare molto più lontano e se passi alle 10 della mattina ti accorgi che all’interno delle strisce blu non c’è parcheggiata nemmeno un auto! A questo punto viene proprio da chiedersi chi è dalla parte del cittadino! Emanuela

Presepe C’era una volta un bellissimo presepe. Il suo papà preparandolo ogni anno, iniziava a giocarci dall’inizio di dicembre. Viveva in quel villaggio, nei movimenti del fabbro, nelle pale del mugnaio, collocando il finto e realissimo fuocherello, le statuette con le credenzine e le tavole apparecchiate. Le collinette, i prati, le pecore, i pastori. Ti affacciavi al presepe e davanti avevi vicino la capanna con la bella mucca e l’asinello subito dietro al bambino e ai suoi papà e mamma, e le tre magnifiche figure dei re Magi. All’altra apertura potevi ammirare da vicino tutto il villaggio nella sua vita quotidiana. E subito ti sentivi un bambino felice. Da qualche anno questo “papà” del presepe non c’è più, o meglio c’è in un’altra dimensione. Il presepe è sempre bello ma ne manca l’anima. Le bellissime statuette, la capanna e il villaggio si vedono lontani dall’unica apertura con tanto prato. E ti senti lontano dall’incanto dalla magia. Fino al giorno di Natale, chi vuole vederlo con i propri bambini, o il proprio bambino dentro di sé, si trova davanti in chiesa un telo viola che lo copre (sembra un po’ triste) e il sacerdote di questa chiesa (solo di questa, non con molto amore) ti spiega che prima di Natale il presepe non si apre. Allora porti i tuoi bambini al presepe del Centro Sarca per raccontare loro la storia del Bambino Gesù. Raffaella


26 22 gennaio 2010 n.1

cultura IN USCITA l’album “Like no season”, nato in pochi mesi grazie all’incontro tra il giovane compositore e una coppia di cacciatori di talenti mitteleuropei

Il nuovo asse Sesto – Berlino è stato siglato nel nome della musica di Gabriel Sternberg d ascoltare una sua canzone senti l’insidia di un vento caldo. Così, tra il piano e la chitarra è quella voce un po’ discreta, quel suono arrotondato che anticipano i colori dell’autunno. Ma guai a contestualizzare queste note, perchè Gabriel Sternberg scrive musica senza tempo, per innamorati senza età e per un pubblico senza fissa dimora. Giovane, poco più che trent’enne, sestese di nascita e d’ispirazione Gabriel è ormai un musicista affermato. Oggi torna sul palcoscenico con il suo terzo album “Like no season”, una raccolta di ballate dai testi introspettivi che omaggiano il gusto musicale mitteleuropeo. Ed è proprio la Germania, di cui le idee e i testi del compositore si nutrono, a regalare una storia d’altri tempi. “Like no season” nasce infatti in una sera qualunque, in un appartamento qualunque nella zona di Oberbayern. Ad ascoltare un concerto intimo organizzato da Gabriel a casa di amici la scorsa estate c’erano anche i produttori di un’etichetta indipen-

A

dente, la Klang:haus. Da qui il colpo di fulmine e in pochi mesi di registrazioni tra Milano e Berlino l’album è pronto. Si tratta del primo del gruppo tedesco pubblicato per il mercato italiano: in uscita il prossimo 25 gennaio con 10 tracce che gli affezionati riconosceranno essere più oniriche e dal retrogusto a volte malinconico. Per Gabriel è una svolta, legato alla casa discografica italiana Cane Bagnato Records, nota per la costante ricerca di artisti “non convenzionali”, oggi esordisce con questa nuova collaborazione internazionale. “In questo modo – racconta Gabriel – il 2010 sarà all’insegna di minitour tra l’Italia e l’estero”. Le grandi città già lo conoscono, le serate a Milano sono il pane quotidiano, ma cosa può fare un artista di nicchia a Sesto San Giovanni? “La mia intenzione – risponde l’artista sestese – è di implementare i miei rapporti col territorio. Quest’anno presenterò il disco nei circoli culturali e nei locali della città perché gli spazi non mancano”.

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LE BIZZARRIE dell’arte allo Spazio San Clemente con “Brush and Case”

La ricercata disarmonia nelle opere di Lidia Bortolini

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CLARA AMODEO na mostra sui generis quella che sarà inaugurata il 23 gennaio allo Spazio Culturale San Clemente di via Volta a Sesto: quadri appesi storti, assemblaggio di più opere in una, colori cupi e sgargianti che si fondono in una voluta disarmonia. È il frutto del lavoro di Lidia Bortolini, giovane donna di Gessate, che nella sua monografica “Brush and Case” esporrà il frutto della formazione informale nata durante gli anni dell’Accademia di Brera: una scelta consapevole, espressione del rifiuto di qualsiasi forma costruita secondo canoni razionali. “Le mie opere, le mie mostre, e i titoli che voglio dare a esse mi giungono alla mente sempre in modo naturale – racconta Lidia -. Cerco di non premeditare mai nulla: io sono quello che espongo”. La schiettezza, spesso, è difficile da mandare giù. “In effetti è faticoso capire e apprezzare l’informale per noi che siamo così legati al figurativo di tradizione moderna – spiega Livio Magni, direttore della Spazio Culturale e curatore della mostra – ma devo ammettere che il pubblico sestese si è mostrato molto interessato alla giovane artista: 3 anni fa, infatti, Lidia espose da noi e il riscontro dei fruitori fu ottimo”. La mostra rimarrà aperta fino a domenica 31 gennaio, da martedì a sabato dalle 15 alle 19, domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.

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27 22 gennaio 2010 n.1

cultura PROSPETTIVE, economia e politica del vecchio continente UN’ANALISI a tutto campo nel libro del presidente del Cespi

Bianchi: l’Europa gioca in difesa, persa nella ricerca di leadership GIUSEPPE CATOZZELLA L’Europa gioca col catenaccio, ma dovrebbe giocare in attacco”. Questo il fulcro del nuovo libro di Giovanni Bianchi (già parlamentare, oggi presidente del Cespi e dei Circoli Dossetti) “L’Europa che verrà. Ritorno alle nazioni o tappa di un governo mondiale?” (Monti, 16 euro). “L’Europa deve ‘svegliarsi’- continua Bianchi. E proprio di fronte alla crisi. Bisogna capire che c’è una strada che si deve imboccare, quella di intervenire nei giochi geopolitici del mondo. Oggi l’Europa sembra ridotta soltanto a moneta, e l’economia è mossa

da schemi nazionali: la Merkel per conto suo, Sarkozy che costringe le fabbriche automobilistiche a investire in Francia, gli inglesi che continuano a credere più nella Sterlina che nell’Europa”. Peraltro, dico io, i numeri sarebbero dalla nostra parte. “L’Europa resta la più grande economia del mondo, ma con un problema interno costituito dai nuovi paesi membri: hanno aumentato il Pil del solo 5%, a fronte di un aumento del 30% della popolazione. Dopo la caduta del muro, l’Europa ha abbandonato il Mediterraneo, la sua culla: non c’è una politica mediterranea. Pare dunque proprio che l’Europa,

PARTITI i corsi del cinema Rondinella per conoscere i tanti segreti delle pellicole

per varie ragioni, non voglia o non sia in grado di prendersi le responsabilità di una politica in grande. “L’Europa sta dormendo. In una recente intervista al ‘Sole’, Tremonti dice che un tempo i Paesi compivano i boom interni grazie all’automobile, che trainava le borse. Oggi, invece, il vettore della ricrescita reale è costituito da Energia ed Ecologia. E questo pone un problema nuovo: il problema della Russia. Fino a 5 anni fa consideravo la Russia un ‘dirimpettaio’, oggi credo che ci sia da pensare seriamente alla vocazione europea della Russia. Gorbaciov nella Perestroika diceva: ‘Noi siamo europei’. Tremonti, nel suo ultimo libro, si

chiede perché non è più l’Europa a cambiare il mondo, ma è il mondo a cambiare l’Europa. Manca una classe politica e una visione d’insieme. Dopo i padri fondatori, sono stati gli uomini di Chiesa a pensare in modo europeo: penso a Papa Wojtyla, ai cardinali Martini e Tettamanzi. Altiero Spinelli, molto prima, diceva che gli Stati andavano tolti, e che i popoli dovevano mischiarsi tra loro”. Non posso non chiedergli infine di quello che rappresentano gli eventi di Rosarno, in questo senso. “Noi italiani non abbiamo il senso della comunità: Prezzolini scriveva che quando gli italiani vanno all’estero diventano piemontesi, abruzzesi, veneti, siciliani, eccetera. Abbiamo un ritardo fondamentale, che è quello del fare gli italiani. Un ritardo di coscienza nazionale che genera debolezze”. Ma non si tornerà al problema dell’identità dell’Europa? “Il problema in questo caso assomiglia molto a quello del PD di questi tempi. La domanda vera è questa: le differenze sono un ostacolo o una risorsa? Dovrebbero essere la seconda cosa: una ricchezza”.

GLI INCONTRI con Emanuele Ferrari sulle note del compositore dei film di Fellini

Per cinefili e non solo A lezione dei preludi tutto sul pianeta cinema del celebre Nino Rota ANTONLUIGI PECCHIA a differenza tra vedere un film e capirlo in tutto il suo complesso non è sicuramente sottile. Proprio per questo presso il cinema Rondinella nei prossimi giorni potrete capirne di più su questa forma d’arte, prendendo parte alla seconda stagione dei corsi “Il pianeta cinema” organizzati dall’associazione culturale Cgs Rondinella in collaborazione con “Fuorischermocinema&dintorni”. Durante le lezioni saranno visionate e analizzate diverse pellicole che hanno fatto la storia della cinematografia in compagnia di esperti del settore, un appuntamento interessante per i cinefili e aspiranti registi di zona, sempre in cerca di nuove conoscenze e idee da sviluppare. Le tematiche dei corsi spaziano sui vari generi, unendo parole e visioni, e quindi sono adatti a una grossa fetta di pubblico. “Il tempo del racconto cinematografico”, tenuto da Massimo Zanichelli, è tutt’ora in via di svolgimento e durante gli incontri si analizza il tempo in tutte le sue forme, attraverso la visione di alcuni tra i film più rappresentativi. Sono

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studiate e poste sotto la lente d’ingrandimento alcune scelte stilistiche riguardanti i tempi di narrazione, un aspetto molto importante del racconto su pellicola. Seguirà a febbraio un’analisi del film cult “Easy Rider” di Dannis Hooper, a cura di Matteo Mazza, che richiederà un solo pomeriggio, e le lezioni del “Il cinema noir contemporaneo”, sempre a cura di Zanichelli, che tenterà di far luce su uno dei generi più enigmatici del maxischermo. In questo caso il corso propone un percorso all’interno della produzione, sia statunitense che europea, del ventunesimo secolo. Per concludere in rosa la stagione del progetto, tra marzo e aprile si svolgerà “Dell’attrazione, della negazione, della metamorfosi: viaggio tra le strade dell’amore”, a cura di Francesca Sassoli. Il tema trattato? L’amore in pellicola. In sostanza i corsi proposti offrono tanti spunti. D’altronde il cinema è un’arte più complicata di ciò che si pensa e un film viene apprezzato del tutto solo se viene studiato accuratamente. Per iscrizioni e per maggiori informazioni si può telefonare allo 02.22.47.81.83 oppure visitare il sito www.cinemarondinella.it.

ANTONELLA ZAMBELLONI n incontro per conoscere sotto un’altra prospettiva il celebre compositore Nino Rota. Non solo grande musicista per le colonne sonore dei film di Fellini, ma anche artista a tutto tondo, dotato di una sensibilità particolare. È questo l’obiettivo della serata “Lezioni – concerto sui preludi di Nino Rota” del prossimo 21 gennaio alle ore 21 a Villa Visconti d’Aragona, in via Dante 6. Il professore e musicista Emanuele Ferrari, noto ai sestesi per le sue innumerevoli presentazioni musicali, torna a deliziare le nostre orecchie con i suoi concerti per pianoforte, attraverso i quali, nota per nota, spiega al sempre vasto e attento pubblico la melodia e i motivi che si celano dietro a ogni composizione. Questa volta saranno mostrati i quindici preludi di Rota. “In questa melodia – spiega il professore – c’è una vera e propria assimilizzazione di stili diversi, ripresi e rinnovati dell’artista. Si evocano atmosfere di Ravel, Rachmaninov, passando per Chopin a Prokof’ev. C’è un senso di sobrietà nella sua poetica, una raffinatezza di

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esecuzione in cui si mescolano tratti lirici, grotteschi o circensi filtrati da una musica elegante, che fa ritrovare una sintesi”. La serata fa parte del ciclo “Note al Cinema” patrocinato dall’assessorato della cultura del Comune e dal cinema Rondinella che si chiude il prossimo 1 febbraio con il cine-concerto dei Supershok accompagnato dalla proiezione del film Metropolis presso il Cinema-Teatro Rondinella. Per incontrare di nuovo il professore bisognerà poi attendere la prossima primavera con il famoso “Canto delle muse”, le lezioni concerto coi grandi autori della musica, in cui questa arte è la vera e indiscussa protagonista.


28 22 gennaio 2010 n.1

cultura LA MOSTRA “Immagini di Immagini” APRE la nuova stagione della fototeca

La visione del teatro negli scatti di Rognoni ANTONELLA ZAMBELLONI inalmente riapre la civica fototeca Tranquillo Casiraghi con il nuovo ciclo di incontri coi grandi fotografi italiani. Patrocinata dall’assessorato per la cultura del Comune, dalla Fiaf e dall’attivissimo Gruppo Fotoamatori Sestese, sarà inaugurata il prossimo 23 gennaio la personale di Roberto Rognoni dal titolo “Immagini di immagini”. L’appuntamento è in via Dante 6 alle ore 18. Rognoni è nato a Cittiglio e vive e lavora a San Donato Milanese. Si avvicina alla fotografia nel 1965 e da allora non l’ha mai abbandonata: dal teatro ai paesaggi, dal reportage documentaristico-sociale fino agli au-

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diovisivi e alla fotografia digitale. Un autore poliedrico, insignito dell’onorificenza di Bfi (Benemerito della fotografia italiana) e Afi (Artista fotografo italiano). Collabora con varie riviste, è il fotografo ufficiale della compagnia “Quelli di Grock” di Milano ed è impegnato attivamente nella diffusione della cultura fotografica sul territorio. Le venti foto in bianco e nero esposte sono rappresentative della sua personale visione sul teatro: l’uomo colto nella sua fisicità vibrante, il palcoscenico visto nella sua essenza, l’arte che si nutre di se stessa. L’artista ha una sensibilità estetica profonda, in grado di cogliere gli aspetti più peculiari. “Rognoni reinterpreta il teatro, la sua non è una fotografia solo

IL PROGRAMMA del Centro Valmaggi

Il gene della cultura dal jazz al cabaret LUCIA RANUCCI ’anno nuovo è incominciato e il centro culturale Valmaggi dà il via alla sua ventunesima stagione di appuntamenti. “Il gene della cultura”, questo il titolo della rassegna, è dedicata alle diverse forme d’arte, per promuovere e diffondere la cultura in tutte le sue sfaccettature, dalla musica al teatro. Come ha raccontato Domenico Palmiotto, coordinatore della rassegna, “le serate nascono dal lavoro di squadra dei soci della cooperativa Nuova Torretta. Ognuno dà il proprio contributo in base all’esperienza che possiede”. Ampio spazio è dedicato alla musica, soprattutto al jazz, da sempre protagonista delle serate del centro. Tra i prossimi appuntamenti, l’esibizione il 29 gennaio del complesso “Donatella Lorenzini quartet”. Come ogni anno ci sarà il cinema di qualità. Il primo appuntamento è il 28 gennaio con “Il pianista” di Roman Polanski, a cui seguiranno molte altre proiezioni in programma nei prossimi mesi. Diverse sono le pelli-

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cole di impegno, ad argomento storico o politico, come i film sulla rivoluzione latino-americana “Che Guerrilla” e “Che l’argentino” di Steven Soderbergh (11 e 18 febbraio), o il film d’animazione “Persepolis” dell’iraniana Marjanne Satrapi (18 marzo). Non mancheranno però le commedie divertenti e di intrattenimento, come “Frenkenstein junior” di Mel Brooks (25 febbraio). Anche in questa edizione il centro Valmaggi accoglierà il contributo degli allievi della scuola d’arte Faruffini, le cui opere saranno esposte il 9 maggio. Ancora, sono previsti spettacoli teatrali, mostre e cabaret. Un cartellone ricco pensato per venire incontro ad un pubblico di ogni età. “Organizzare le serate richiede un certo impegno – prosegue Palmiotto – ma è uno sforzo che facciamo volentieri. Parte delle spese sono sostenute dalla cooperativa, il resto è coperto dagli sponsor e dal Comune e questo ci consente di offrire spettacoli gratuiti”. La rassegna proseguirà fino al mese di maggio e le informazioni sulle date sono disponibili sul sito www.valmaggi.interfree.it

realistica - commenta il direttore artistico della fototeca Antonio Grassi -. È una sorta di arte concettuale, un filtrato e una sintesi di immagini. Da qui il titolo: non solo reportage, ma un vero e proprio excursus personale sull’arte. La mostra apre un semestre particolarmente ricco per la fototeca, che quest’anno ha come filo conduttore la ricerca, l’interrogazione sull’arte e sulle tecniche fotografiche. Offriamo al pubblico autori validi e la qualità che contraddistingue il nostro team si fa sempre più alta. E ne siamo orgogliosi”. Dopo Rognoni e la sua straordinaria capacità visiva, seguirà Raffaele Bonuomo, che utilizza una tecnica particolare per le sue immagini: traspor-

ta la gelatina impressionata su un supporto al cartoncino, ottenendo risultati straordinari. Poi sarà la volta di Fabio Giacuzzo, un minimalista che interroga la natura con acutezza e peculiare trasporto, immergendo lo spettatore nel suo meraviglioso divenire. Beppe Bolchi e Gabriele Croppi invece ci porteranno nella metropoli dei nostri giorni, in un contesto moderno dove ci si interroga sulla figura dell’uomo e il suo rapporto con l’attualità. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al 13 febbraio da martedì a venerdì dalle 10.30 alle 18, mentre il sabato dalle 9.30 alle 12. Resterà invece chiusa il lunedì e i giorni festivi.

I laboratori per bambini di Pane, libri e marmellata ue appuntamenti per i bambini all’insegna della creatività per la rassegna di Pane, libri e marmellata: domenica 31 gennaio e domenica 21 marzo Graziella Cadore e Alessandra Fraccon daranno vita a delle animazioni teatrali durante le quali i più piccoli saranno coinvolti attivamente. Entrambe hanno alle spalle una lunga esperienza come animatrici. Alessandra lavora come educatrice in un asilo nido cittadino, di recente ha pubblicato il suo primo libro “Sgra-

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nocchio e la strega contadina”, Graziella è un’esperta di televisione per ragazzi, ha lavorato per trasmissioni come Solletico o ancora l’Albero azzurro. I due appuntamenti saranno un’occasione per scoprire questi due talenti. Per partecipare è necessaria una prenotazione. Il primo evento si terrà presso la biblioteca Karl Marx in via Curie 17 dalle 15.30 mentre il secondo presso la biblioteca dei ragazzi Virgilio Canzi in piazza Abramo Oldrini in orario ancora da definire. (a.g.)

A DJ tv la band pop rock sestese Becky’s Diary Becky’s Diary, gruppo pop rock sestese, sono saliti sul palco di Dj tv giovedì 21 gennaio alle ore 23.30: una tappa importante per questa giovane band che continua a crescere e conquistare sempre più spazio nella scena musicale. La voce di Dex, le chitarre di Dome e Wiz accompagnate dal basso di Tommy e dalla batteria di Dave, uniti alla passione e alla bravura dei giovani mu-

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sicisti sono gli elementi vincenti della band. Reduce da numerose esperienze live nell’hinterland milanese, come la partecipazione al City of rock festival cittadino, la band vanta anche la stesura della colonna sonora del film “Diari” di Attilio Azzola, vincitore a Cannes per la sezione giovani nel 2008. E se va avanti così, ci sono da attendersi altri successi. (a.z.)


29 22 gennaio 2010 n.1

sport 30 GENNAIO 2000: il palazzetto cittadino diventa tempio degli sport invernali PATTINATORI professionisti si esibiranno nell’anniversario in un Coktail Show

Uno spettacolo “dissetante” per celebrare I primi dieci anni di ghiaccio al Palasesto VERA SURRICCHIO iù di 30 mila biglietti staccati in una stagione, 13 società sportive, eventi, concerti, mostre fanno del Palasesto una delle strutture polifunzionali più importanti nel panorama sportivo e ricreativo della Lombardia. Oggi l’impianto festeggia i suoi primi 10 anni di attività. Era il 30 gennaio del 2000, infatti, quando il Palasesto di piazza Primo Maggio tramutava la sua identità in palazzo del ghiaccio, rispondendo alla necessità di dare una nuova sede, ampia e tecnologicamente avanzata, agli sport su ghiaccio. La metamorfosi fu fortemente voluta dalla società Hockey Club Diavoli Rossoneri. “Nel 1996 - afferma Fabio

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Punzo, presidente dei Diavoli - la nostra società, dopo i successi ottenuti in campo nazionale e internazionale con il nome Devils, era in cerca di una nuova pista dove poter continuare l’attività. L’attenzione si concentrò sull’impianto sestese. Quando la trasformazione si concretizzò noi tutti mangiammo finalmente il ghiaccio della pista: il sogno si era materializzato”. La struttura è ora un centro multivalente, su due piani, dotata di spazi versatili e collocata in un punto strategico della città e del Nord Milano. Solo negli ultimi quattro mesi del 2009 si sono registrate ben 13.388 presenze tra bambini e adulti. Il Palazzo rappresenta anche un importante punto di riferimento e di aggregazione sociale per la comunità e

per il territorio. “Questo è il Palasesto – spiega Punzo –: un’organizzazione di persone che, con dedizione e lavoro volontario, porta avanti un impianto che permette agli anziani di fare attività motoria, ai giovani di stare insieme e di praticare lo sport che più amano e ai cittadini di venire a pattinare e seguire numerose attività sportive”. Per festeggiare questo importante traguardo il 30 gennaio alle 21 andrà in scena, sul ghiaccio del Palasesto, “Cocktail Show”. Uno spettacolo davvero innovativo, creato ad hoc dalla società “Ghiaccio spettacolo”, una realtà di recente formazione costituita da un gruppo di ex pattinatori agonisti, con esperienza pluriennale e soprattutto tanta passione per questo sport. Grande pattinaggio, strabilianti acrobazie e musica dal vivo sono gli ingredienti principali del Cocktail che verrà servito sul ghiaccio del PalaSesto. “Se vi aspettate di assistere al classico galà on ice – dice Moreno Lafiosca, pattinatore e membro di ‘Ghiaccio Spettacolo’ – siete fuori

strada: la nostra esibizione va decisamente fuori dagli schemi. Vogliamo trasmettere qualcosa e lo faremo attraverso la nostra creatività e l’innovazione che saranno in grado di stupire il pubblico”. Da Michael Bublè ai Guns n’ Roses, dai Black Eyed Peas ai Pink Floyd, sulle note della Rockestra si esibiranno ben 18 pattinatori, tutti provenienti da gare internazionali e spettacoli come ‘Notti sul Ghiaccio’ e ‘Winx on ice’. A loro, in una scenografia fatta di tavolini, drink e luci soffuse, si affiancheranno due giocolieri, un acrobata e un areal che si calerà dal soffitto del Palazzo danzando tra lunghi nastri colorati. “Per noi pattinatori - afferma Lafiosca - si è realizzato un sogno: con la fiducia della direzione del Palasesto, che per prima ha creduto in noi, siamo riusciti a realizzare uno spettacolo tutto nostro, che ha come forza il buon pattinaggio e il divertimento”. Sarà possibile acquistare i biglietti sul circuito Ticketone.it oppure presso la segreteria del Palasesto, al prezzo di 18 euro (interi) e 12 i ridotti.

E i prossimi dieci anni? Così risponde il direttore del Palasesto, Rino Fosso: “Il Palasesto avrebbe bisogno di una grossa operazione di maquillage. L’immobile risale agli inizi degli anni ’90 e incominciano a rendersi necessari continui interventi di manutenzione. Dal 2000 abbiamo cercato di trovare soluzioni che potessero migliorare e qualificare la struttura. Dopo la rinuncia al progetto “nuovo Palasesto”, presentato dall’architetto Renzo Piano, negli ultimi tempi abbiamo rilevato una concreta apertura da parte dell’amministrazione comunale a valutare proposte di riqualificazione dell’impianto sportivo. Da parte nostra ci impegniamo a far sì che il Palasesto rimanga una struttura di primaria importanza sia per il ghiaccio sia per altri eventi internazionali. Il vero futuro del Palasesto, però, non dipende direttamente da noi, ma dalle scelte che il Comune deve fare per continuare, nei prossimi 10 anni, ad avere un impianto che sia punto di riferimento per tutto il Nord Milano”.


30 22 gennaio 2010 n.1

sport LE ATLETE di pattinaggio sincronizzato hanno un volo prenotato per aprile 2010

Destinazione Colorado Hot Shivers ai mondiali RENATO LA CARA e campionesse d’Italia di pattinaggio sincronizzato su ghiaccio, di ritorno da una difficile “Berlin Cup” sono pronte per affrontare al meglio i prossimi appuntamenti internazionali e i mondiali d’aprile in Colorado. “Le Hot Shivers - che questa estate avevano cambiato strategia d’allenamento, concentrandosi con attenzione sulla tecnica a scapito della coreografia generale - sono arrivate a metà classifica nella competizione berlinese, risultato non positivo ma ampiamente previsto (sia per la categoria Senior che per la Junior). “Non eravamo al massimo delle nostre potenzialità - spiega Arianna Di Marco

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della società di pattinaggio artistico su ghiaccio che si allena al PalaSesto -, anche perché ci stiamo allenando in vista dei prossimi mondiali”. Le sfide sportive per le giovani atlete non finiscono mai, perché è alle porte la storica “Spring Cup”, patrocinata da regione Lombardia, provincia di Milano e comune di Sesto San Giovanni. Si tratta dell’unica competizione internazionale della disciplina nel calendario ufficiale dell’ISU (International Skating Union), che permetterà alle Hot Shivers di cimentarsi contro avversarie provenienti da tutto il mondo e con la voglia di conquistare qualche medaglia. La XVI edizione della “Spring Cup” si terrà sabato 13 e domenica 14 febbraio al PalaSesto, con ben 24

squadre iscritte e quasi 500 atleti. Sarà un importante banco di prova per le Hot Shivers, in vista del mondiale americano di pattinaggio sincronizzato che si terrà a Colorado Spring, in Arizona, ad aprile. Lì le nostre ragazze dovranno dare prova della loro forza e capacità tecnica a livello mondiale, cosa che hanno già ampiamente mostrato da anni con ottimi risultati in Italia. Sarà l’occasione

per fare quel salto di qualità a livello internazionale e raggiungere le migliori nazionali del mondo in questa disciplina come il Canada, la Finlandia e gli Usa (nazione ospitante). Ci riusciranno? Questo dipenderà soltanto da loro stesse, dalla loro determinazione, dalla grinta che ci metteranno in questi mesi di allenamento e gare di preparazione per i mondiali. Auguri Hot Shivers.


31 22 gennaio 2010 n.1

sport TRIS di sconfitte e la classifica della Pro si fa sempre più nera IL GIOCO espresso in campo però lascia sperare per il futuro

Campionato brutto e sfortunato A caccia di punti per restare Pro MARCO MONGUZZI essuna squadra professionistica del calcio italiano ha così pochi punti (8) in classifica come la Pro Sesto: questa è la realtà desolante di una rosa che, a discapito delle buone intenzioni, continua a collezionare sconfitte, e che ormai vede allontanarsi anche la speranza di agganciare il penultimo posto e giocarsi la salvezza ai play-out. Infatti, la Pro Belvedere di Gianfranco Motta sta cominciando a ingranare, e oggi sono sei i punti che i biancocelesti devono recuperare ai piemontesi. Il girone di ritorno è iniziato, a cavallo delle feste natalizie, così come era terminata l’andata, e cioè all’insegna

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L’ultima sconfitta del 2009 contro lo Spezia della delusione: superata due a uno dallo Spezia in un “Breda” ghiacciato e nonostante l’illusorio vantaggio

iniziale, la Pro ha successivamente perso sia a Noceto (0-1) che a Bolzano contro il Sud Tirol (1-2), dunque

senza mai riuscire a muovere la propria più che deficitaria classifica. I rinforzi (i difensori Ronchetti e Ungari e la punta Porcu) e gli innesti (Bombardieri) hanno rivoluzionato due reparti su tre (intatto solo il centrocampo), il gioco è migliorato (chiedere al Sud Tirol che ha vinto tirando tre volte in porta e subendo dieci calci d’angolo contro uno), il gruppo ha aumentato il proprio livello tecnico e lotta per onorare una maglia che sta disputando il peggior campionato della sua storia: pure, i risultati ci vedono costretti a commentare questa classifica misera, e le giornate al termine del torneo, anche se siamo a metà gennaio, sono oramai solamente quattordici. L’unica speranza è che la squadra vista a Bolzano, che è parsa a tutti non meritare la povera classifica che ha, riesca a risollevarsi inanellando 5-6 risultati utili consecutivi, altrimenti tra breve saremo costretti a raccontare di un ambiente che dopo più di vent’anni, e col centenario in vista, si vedrà costretto a tornare tra i dilettanti. Sabato a Sesto arriva la Canavese (14.30) per la prima gara casalinga dell’anno nuovo, poi si andrà ad Alghero. Servono solo punti, in un modo o nell’altro.

Il Bracco fa acqua a Venezia ma si riprende “Iaia” Zanoni SAMUELE TRAMONTANO volte ritornano. Ilaria “Iaia” Zanoni, ala classe ‘86, da martedì si allena con il Geas. Zanoni è uno dei migliori prodotti del vivaio rossonero e l’ha già dimostrato, nonostante la giovane età, girando e giocando in mezza A1: Napoli, Ribera, Parma (stagioni meravigliose che la portano ad assaggiare anche la nazionale) e, quest’anno, Schio. Tutte stagioni in prestito, perché il Geas non ha mai voluto privarsi del cartellino della forte ala cresciuta a Sesto. Nella Famila Wüber Schio, Zanoni ha recuperato dai fastidi al ginocchio che l’hanno condizionata durante l’ultimo anno in Emilia, riuscendo a tornare in forma seppur non giocando con continuità. Per questo la decisione di tornare a casa, con la speranza e la voglia di ripartire proprio con la maglia che l’ha lanciata nel grande basket femminile. “Iaia” è l’altro grande colpo di mercato che la società di viale Marelli ha messo a segno nelle contrattazioni di gennaio. Il primo è stato Abiola Wabara, ala classe ‘81. L’italiana di origini nigeriane ha già esordito nell’ulti-

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ma trasferta del Bracco a Venezia (sconfitta per 70 a 56). Abiola Wabara, partita nel quintetto base, è stata una delle poche note positive rossonere sul parquet veneziano, con i suoi 8 punti e 4 rimbalzi in 23 minuti effettivi. L’altra notizia positiva che arriva dal Veneto è il ritorno in regular season di Zanoni che, partita dalla panchina, ha messo a segno 4 pun-

ti e recuperato 3 palloni in 18 minuti. L’azzurra, dopo un inizio di stagione fuori per colpa di un ginocchio infortunato, sta ritrovando la forma e potrebbe essere il terzo colpo (interno) del mercato per la squadra sestese. Rischia invece di rimanere fuori dalla lista delle convocate Beatrice Mosby. La guardia statunitense è uscita nel primo tempo del match contro l’Umana Reyer (segnando solo 2 punti) per colpa di un problema alla gamba destra e ora bisogna valutare i tempi di recupero del suo infortunio, che comunque non desta particolari preoccupazioni. Coach Montini non può quindi fare altro che sperare di avere tutto il suo roaster a completa disposizione per la prossima gara che sarà, per uno scherzo del destino nei confronti di “Iaia” Zanoni, proprio contro Schio (domenica 24 alle ore 18). Una trasferta difficile per il Geas in casa di una delle squadre più forti del torneo che, al momento, ha 14 punti in più in classifica rispetto al gruppo di Montini. Per rivedere le sestesi al PalaAllende bisognerà invece aspettare sabato 6 febbraio (alle 20.30), quando ospiti a Cinisello saranno le emiliane della Lavezzini Parma.

Trofeo d’Inverno: i ’97 della Stella vincono ai rigori rima soddisfazione del 2010 in casa Stella Sestese. Gli Esordienti classe 1997 hanno vinto il Terzo Trofeo d’Inverno, svoltosi sabato 16 e domenica 17 gennaio presso il centro sportivo Manin di Sesto. La manifestazione ha visto la partecipazione di squadre provenienti da Milano e provincia, tra cui l’altra squadra di casa il Città di Sesto e il Cimiano. I ragazzi, guidati in panchina da mister Bonomi, hanno superato nell’ordine, la Cinisellese, la Pioltellese e, in semifinale, il Cimiano, la squadra più temibile del torneo. In finale se la sono dovuta invece vedere con la Serenissima Cinisellese, sconfitta solo ai calci di rigore con il risultato finale di 4 a 1, dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sullo 0 a 0.

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Nuovasesto n. 1/2010