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Giudi iudicarie

il

iornale delle

SETTEMBRE 2015 - pag.

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Mensile di informazione e di approfondimento

ANNO 13- SETTEMBRE 2015- N. 9 - MENSILE

di Paolo Magagnotti Gli eventi epocali e le crisi regionali che stiamo vivendo in questi drammatici tempi impongono a chi è chiamato a guidare i popoli e le comunità a qualsiasi livello e a tutti noi cittadini un forte supplemento di responsabilità rispetto ai tempi “normali”. È certamente difficile per tutti rassegnarsi ad uscire da situazioni di sicurezza che si ritenevano consolidate per affrontare, immergersi ed abituarsi a nuovi e meno privilegiati contesti nei quali gli eventi, volenti o nolenti, ci trascinano. A pagina 15

Stanziati oltre 16 milioni per completare la rete

Comunità, maxi-piano perle ciclabili A pagina 8

A

lle pagine 20 e 21

I nuovi sindaci-2/ Fabio Zambotti

«Lavoriamo insieme per le Terme» A PAGINA 11

Nella nuova normativa urbanistica

Risparmio del territorio nella riforma Daldoss A PAGINA 13

MONTAGNA Il fascino della montagna d’autunno A pag. 35 SPORT A Comano gli Europei di pesca A pag. 36 ARTE Age: Azioni D’arte in Giudicarie Apag 30

Scuola al via

Nuovi dirigenti negli istituti giudicariesi A PAG. 6

Trentiner, nuovo portale di e-commerce

Le specialità viaggiano online A PAGINA 15

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Continua a pag. 8

Ecofiera di Montagna protagonista a Tione

Coraggio e lungimiranza per un futuro più sicuro

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Il giorno della festa dei nonni ricorre il 2 ottobre, il giorno in cui la Chiesa festeggia i Ss. Angeli Custodi. E’ bellissimo questo accostamento perché i nonni sono tuttora i “secondi genitori” per tantissimi bambini, sono gli angeli custodi che come compenso chiedono solo la gioia di trascorrere un po’ di tempo con i nipoti. Dal 2005 è una celebrazione ufficiale, voluta dal Parlamento, per ringraziare coloro che ancor oggi ricoprono un ruolo importantissimo nelle nostre famiglie. Custodi di ricordi e storie del passato che non devono andar perdute, testimoni di generazioni che hanno vissuto tutto un altro mondo rispetto al nostro e, ancor più, rispetto a quello dei bimbi d’oggi. Venerdì 2 ottobre trovate con i vostri figli un modo speciale per dire loro “ti voglio bene”. Li farete felici Ma accanto a nonni felici e coccolati, non dimentichiamoci dei nonni troppo spesso lasciati soli, dimenticati, allontanati da casa quasi fossero un peso fastidioso. Ne conosco parecchi per frequentazione, o per vicinanza d’età, e spesso ne raccolgo le loro lamentazioni, le loro delusioni, le loro amarezze, la loro mestizia. Li vedo scarni, emaciati, che non sanno più cosa sia un sorriso, una battuta simpatica, un aneddoto piacevole, che rinunciano a ricordare e aspettano rassegnati la fine.

Il primi dati segnalano una crescita di arrivi e presenze. Intanto a Pinzolo c’è dibattito sul futuro del settore

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2

Rassegna Stampa

SETTEMBRE 2015

A cura della REDAZIONE

RASSEGNA STAMPA AGOSTO 2015

DALLE GIUDICARIE DALLAPROVINCIA

Sibilla Cumana in fiamme

Non è stata sicuramente una serata tranquilla, quella di mercoledì 5 agosto per gli abitanti ed i villeggianti di Ponte Arche. Durante la sedicesima “Lucciolata”, gara non competitiva nel parco delle Terme di Comano, i partecipanti hanno visto lingue di fuoco alzarsi minacciose sopra l’edificio che avrebbe dovuto ospitare l’hotel Sibilla Cumana, intorno alle ore 21. Celere l’intervento dei Vigili del Fuoco di Bleggio Inferiore, Lomaso e Tione, che hanno domato l’incendio dopo circa due ore. Le fiamme, che hanno intaccato il sottotetto, sono di probabile origine dolosa, restano da capire le motivazioni del gesto; la struttura non gode infatti di buona fama nelle Esteriori, essendo un fabbricato inutilizzato che si trova proprio all’ingresso dello stabilimento delle Terme di Comano, sebbene dall’altra parte della strada. Per gran parte della popolazione locale non si tratta di un bel biglietto da visita, ma nessuno si sarebbe aspettato un tale gesto dimostrativo. Sono ancora in corso, al momento di andare in stampa, le perizie sul luogo dell’incendio, ma l’intenzionalità appare scontata, anche perché l’edificio non è dotato di energia elettrica dalla quale sarebbe potuto scaturire un corto circuito. Sconforto e amarezza trapelano dalla proprietà delle Terme di Comano, che si era impegnata per riqualificare l’”ecomostro” (costruito negli anni Novanta), ma anche i sindaci dei cinque comuni delle Giudicarie Esteriori esprimono preoccupazione, essendo impegnati nel progetto di riqualificazione delle Terme, per il quale la Provincia Autonoma di Trento ha stanziato 24 milioni di euro. (f.b.) Val Rendena - Grande successo per Giovenche di Razza Rendena - Si è tenuta a Pinzolo nell’ultima settimana di agosto la manifestazione Giovenche di Razza Rendena, un appuntamento diventato ormai imperdibile per il mondo agricolo valligiano e un momento di festa e di attrazione per chi si trova a soggiornare nella verde valle. Soddisfazione per il Presidente del C.O. Andrea Collini per lo straordinario successo ottenuto anche quest’anno. Tione - Asm, cambio al vertice. Nominato presidente Daniele Bertaso - Via il vecchio. Dentro il nuovo. Anche il Cda dell’Asm di Tione non è sfuggito alle logiche del dopo voto. L’amministrazione ha fatto tabula rasa del vecchio direttivo, sostituendolo con uno nuovo di zecca presieduto dall’ingegner Daniele Bertaso, consigliere comunale eletto nella lista “Punto su Tione”. L’Asm di Tione, azienda di proprietà del Comune depositaria di progetti molto ambiziosi, tra cui la nuova centrale a biomassa e il teleriscaldamento dei principali edifici pubblici della borgata, per cui sono a bilancio non meno di 10 milioni di euro è una municipalizzata molto importante per il comune, fornitrice di elettricità di propria produzione in tutte le abitazioni locali, oltreché di servizi idrici e di metano. Specializzata, tra l’altro, nella posa di fibre ottiche in sinergia con Trentino Network con cui ha già provveduto a cablare gli edifici pubblici e le zone produttive di Tione, Saone, Bolbeno, Breguzzo, Bondo, Roncone e Zuclo. Una realtà aziendale d’eccellenza che occupa 15 dipendenti a tempo pieno, più un collaboratore part time al 50% e che, grazie alle sue centrali idroelettriche “Bersaglio” e “Canzane”, riesce a produrre qualcosa come 7.875.113 KWh l’anno.

Storo - Palermo, un ritiro da protagonista. Ottimi riscontri mediatici per la preparazione dei rosanero in Valle del Chiese - Un gesto di amicizia portafortuna voluto dal Consorzio VisitChiese per dire grazie al Mister Iachini, ormai legato da anni in chiave calcistica a questo piccolo angolo di paradiso del Trentino, e riproposto dai media di tutt’Italia ha chiuso in bellezza il ritiro del Palermo a Storo. Sono una cinquantina gli articoli usciti su carta stampata e siti web, tra i quali anche Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e Tuttosport oltre a l’Adige, Trentino e delle realtà locali, e da varie televisioni. Una bella pubblicità per il Chiese che nell’operazione Palermo ha visto unite in maniera sinergica varie realtà della valle: con il capofila VisitChiese e il suo presidente Massimo Valenti, il Comune di Storo, la Comunità di valle, il Calcio Chiese e il Bim del Chiese. Daone - “Le Funne” grazie alla raccolta fondi sono riuscite ad andare in Croazia - Il loro sogno era quello di vedere il mare e, grazie alla propria tenacia e passione, sono riuscite ad esaudire il sogno. È questa l’avventura delle ormai famose dodici donne nate del dopoguerra, di età compresa tra i settanta e i novant’anni di Daone che sognavano di vedere il mare. Sono le “funne”, che in dialetto significa semplicemente donne, del circolo pensionati “Il Rododendro” di Daone, frazione del neonato comune di Valdaone ai piedi dell’omonima e spettacolare Valle che attraverso il crowdfunding, una colletta sul web con la quale in pochi giorni hanno recuperato circa 5’800,00 €, hanno potuto esaudire il proprio sogno. Agli inizi di agosto infatti il sogno è diventato realtà. Domenica 2 agosto le “funne” sono partite per qualche giorno alla volta di un’isola della Croazia, dove si celebra, proprio come accade ogni anno a Daone, la liturgia dedicata alla Madonna della Neve. (m.m)

I cattivi pensieri

di Eta Zeta

Potevano trasformare in oro l‛acqua dell‛Arnò. Ci hanno rinunciato. E‛ un attimo essere accusati di stregoneria!

Rovereto – Progetto manifatture, appalto da 36,4 milioni assegnato a 4 aziende trentine Potranno partire già nel prossimo mese di novembre la progettazione esecutiva e i primi lavori per la realizzazione dei nuovi spazi produttivi in Progetto Manifattura, l’incubatore green di Trentino Sviluppo nato dal recupero dello storico opificio tabacchi di Rovereto. La Commissione di gara, riunitasi a fine agosto, ha infatti concluso il complesso iter amministrativo che ha portato all’assegnazione definitiva dell’appalto al raggruppamento di imprese, tutte trentine, guidato da Collini Lavori e composto da Premetal, Ediltione e Consorzio Lavoro Ambiente. Grazie al ribasso offerto, pari al 18% sull’importo a base di gara, l’opera costerà 36,4 milioni di euro, dovrà essere terminata entro il 2018 e consentirà di quintuplicare gli spazi oggi a disposizione dentro Progetto Manifattura, rendendo possibile l’insediamento di imprese di dimensioni importanti, provenienti anche da fuori provincia, che già hanno manifestato interesse per trasferirsi in Trentino.La cordata di imprese trentine che fa capo a Collini Lavori, subentrata all’azienda BTD del Primiero, si è aggiudicata l’opera con la migliore offerta tecnica ed un ribasso economico pari al 18.1% su un importo a base d’asta di 44.459.863,64 euro, ottenendo una valutazione complessiva pari a 972,7 su un massimo di 1.000 punti. L’associazione temporanea di impresa è stata pertanto scelta tra i 9 raggruppamenti

concorrenti che avevano presentato regolare offerta rispondendo al bando di gara pubblicato da Trentino Sviluppo il 30 ottobre 2013. Provincia – Lavori socialmente utili, cresce l’adesione dei comuni - I Comuni e gli altri enti trentini dimostrano di apprezzare i benefici della nuova disciplina dei Lavori socialmente utili- Lsu nazionali, che coinvolge lavoratori cassaintegrati e in lista di mobilità. Rispetto allo scorso anno, le amministrazioni locali che hanno utilizzato della manodopera grazie alle nuove modalità introdotte dalla Giunta lo scorso febbraio, che hanno reso non più facoltativo ma obbligatorio, ai fini del mantenimento del sussidio statale, accettare il lavoro offerto, sono passate infatti da 3 a 18, per un totale di 19 progetti. E questo solamente nei primi 7 mesi del 2015. Le persone coinvolte sono attualmente una cinquantina. Provincia – 30 milioni per rinnovare i trasporti pubblici - A inizio 2015 sono state impegnate, con una decisione della Giunta provinciale, risorse per quasi 30 milioni di euro per garantire il mantenimento dell’età media dei circa 700 bus, urbani ed extraurbani, sui livelli attuali, ovvero circa 10 anni. Fra l’altro già ad inizio 2016, appena terminate le procedure di gara necessarie per la fornitura, arriveranno in esercizio i previsti nuovi autobus a metano. Provincia – Trentino e Friuli alleati per l’agricoltura - La col-

laborazione tra Trentino e Friuli Venezia Giulia ha trovato oggi a Trento motivo di nuovo vigore e spunti di lavoro. L’assessore all’agricoltura della Regione Friuli Venezia Giulia Cristiano Shaurli ha recentemente fatto visita all’assessore Michele Dallapiccola con lo scopo di rafforzare un percorso di condivisione su alcune tematiche agricole di particolare interesse ed attualità, che accomunano i due territori di montagna e che anche rispetto ad un percorso di revisione dei Coordinamenti regionali proposti dalla conferenza Stato Regione, necessitano di analisi, confronto e condivisione di intenti. L’incontro di oggi ha gettato le basi per future iniziative condivise dai rispettivi assessorati. Molta attenzione è stata posta all’analisi sull’evoluzione delle strategie per la definizione della Doc interregionale del Pinot grigio con particolare riferimento agli aspetti di governance. Sull’argomento, l’assessore Dallapiccola ha proposto di adottare una road map per fissare la cadenza temporale dei diversi interventi comuni e ha indicato la necessità di istituire un tavolo di lavoro, che dovrà coinvolgere anche la Regione Veneto, concordando con i competenti uffici del Ministero le proposte di governance. L’assessore Shaurli ha inoltre affrontato il tema degli organismi pagatori, per approfondire la conoscenza dei processi di funzionamento che vigono in Trentino al fine di valutare possibili collaborazioni con l’Agenzia Provinciale per i pagamenti(Appag).

Trentino – Estate da record negli arrivi - Arrivi e presenze turistiche in crescita, nel mese di luglio e primi dieci giorni di agosto, in Trentino. Il report dell’Istituto di statistica provinciale sul movimento turistico estivo mostra risultati decisamente positivi: + 16,5 % gli arrivi, + 7,8% le presenze nei circa 1500 alberghi (oltre 91 mila posti letto) considerati nella stima di luglio-agosto. Castello di Arco Il periodo cumulato dei primi due mesi della stagione estiva conferma risultati positivi con un +9,9% per gli arrivi e +5,4% per le presenze. Per quanto riguarda in particolare gli arrivi, che fanno segnare il livello più elevato di sempre. Anche sul fronte delle presenze, l’ottima performance del mese di luglio si traduce in un deciso incremento dei pernottamenti, che sfiorano quota un milione e ottocentomila, poco al di sotto dei livelli record dell’estate 2011. Numeri in crescita anche per il settore extralberghiero (+ 16,3% gli arrivi, + 5,8% le presenze). In termini complessivi, l’andamento dei settori alberghiero ed extralberghiero nel periodo giugno-luglio produce risultati in forte crescita. Gli arrivi evidenziano infatti una variazione stimata del +16,4% e le presenze del +7,1%.


Attualità

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L’iniziativa degli Schützen delle Croci nere di ricordo ai caduti suscita dibattito. Capiamola più in profondità

“An derFront”, fra ricordo e polemiche Gli uomini in età di leva erano stati spediti in Galizia, sul Fronte Orientale. E, allo scoppio del 1° Conflitto mondiale, in attesa dei rinforzi, a presidiare le linee nemiche furono mandati ragazzini e vecchi, inesperti di armi e combattimenti. Il fronte Austroungarico partiva dalla Cresta sud del Carè Alto e passava per Cima di Vigo, Cima Cop di Casa, Cima di Breguzzo, Cima di Danerba, Cima di Valbona, la Uzza, Passo del Frate, Monte Corona, Corno Vecchio, Dosso dei Morti. Qui scendeva passando per la località Peschiera (presso il quale si trovava un forte completamente scavato nella roccia) fino alla zona dei forti, fra Lardaro e Agrone. Arrivato in fondo alla valle, risaliva passando per il forte Cariola fino al monte Cadria, al Nozzolo grande e al Nozzolo piccolo per poi passare in Val di Ledro. Quello italiano partiva da Monte Bruffione, passava per Monte Remà, Cingolo Rosso, Cima Clevet, Cima Maresse, Cima Pissola, Cima Narone e per il Monte Melino, che era la postazione più avanzata degli italiani. Da qui scendeva sul fondovalle

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di Ettore Zini

uando il 23 maggio 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria, a Roncone gli Standschützen erano 326. L’8 agosto di quest’anno, al forte di Lardaro, erano in 42 a onorare - con le loro divise adornate di fra gli abitati di Pieve di Bono e Cimego per poi risalire sul Monte Palone, toccare il confine austriaco sul Nozzolo e proseguire in Val di Ledro. Tra le due linee, una sorta di terra di nessuno, in cui le granate dell’uno o dell’altro esercito cadevano senza tregua. Fu proprio a ridosso di questo cuscinetto che furono spediti gli Standschutzen di Roncone, Lardaro, Bondo e Breguzzo. “Vi terremo in seconda linea, al riparo, dietro muri di cemento armato”. Gli era stato detto dai comandi austriaci. Non fu così. Contrariamente alle promesse furono mandati nei punti più esposti e tatticamente importanti del fronte d’alta quota, ove difesero con valore quella che allora era la loro Patria. E’ rispolverando questo capitolo poco conosciuto della Grande Guerra in val del Chiese che, quattro anni or sono, è stata rifondata la Schutzenkompanie di Roncone: un gruppo di bersaglieri

piume di gallo cedrone e i fucili caricati a salve - il sacrificio dei loro avi che, durante i primi mesi di guerra, furono i primissimi a difendere i confini della Patria. Erano o giovanissimi, dai 16 ai 21 anni, o anziani dai 43 fino ai 70.

volontari tirolesi che, fino all’annessione del Trentino all’Italia, costituivano la milizia volontaria asburgica adibita alla difesa del territorio. Dal 23 giugno 1511 (il Landlibell, primo ordinamento con cui, a seconda della gravità del pericolo, ogni Circoscrizione doveva fornire un certo numero di uomini a difesa del Tirolo) con-

tadini, falegnami, boscaioli o persone che esercitavano i mestieri più umili, dovevano imbracciare il fucile per proteggere il proprio territorio. Gente pacifica. Che di tanto in tanto, però, doveva allenarsi nei famosi “bersagli”, fatti per imparare a tenere un’arma in mano. Roncone, allora territorio dell’impero austro-ungarico, non

faceva eccezione su altri paesi. Con Lardaro, Bondo e Breguzzo disponeva di una compagnia, pronta a ogni evenienza. Nel 2011, un gruppo di persone hanno rifondato l’antica Compagnia che abbraccia i comuni dell’Alta valle del Chiese, con le sorelle “Judicarien Tre Pief” e “Val Rendena”, uno dei tre gruppi di schutzen presenti in Giudicarie, oggi con meri compiti di folclore e rappresentanza. “Alla base della ricostituzione del nostro gruppo, non c’è nostalgia d’altri tempi – precisa Mattia Bonapace – ma la volontà di ricordare il sacrificio e lo spirito di servizio dei nostri avi, già citati in documenti del 1700 per essere accorsi a difendere le proprie terre dall’esercito francese”. “Il 9 luglio 2011, dopo una minuziosa ricerca storica, abbiamo ricostituito la compagnia. Ai primi di agosto, in occasione di “An der front” - quando sono state posate

contemporaneamente le 74 croci lungo tutta la linea del Fronte dell’Adamello - a ricordo di tutti i caduti, abbiamo reso omaggio alla loro storia e al loro amor di patria”. Consultando gli archivi di Innsbruck e quelli locali, siamo risaliti ai nomi e agli scotum degli “ultimi” standschutzen della zona, spiegano gli eredi di quella tradizione. Ai loro parenti, abbiamo inviato delle lettere di invito perché presenziassero alla cerimonia che ha preceduto la posa della croce di ferro a Forte Larino”. “E’ stato un momento emozionante – assicurano i novelli bersaglieri volontari di Roncone – un’occasione per ricordare una pagina di storia, di cui s’è persa memoria”. Tra gli scotum trovati: i ziza, i grigoi, i manacia, i zocol, i bazec, i gonelle, i segot, i fasoi e molti altri. Sono i soprannomi dei primi aderenti della “milizia contadina” dell’impero di Franz Josef. Che, dal 1879 – anno di costituzione degli Standschutzen di Roncone - in caso di necessità erano pronti ad abbandonare la zappa e il rastrello, per difendere casa, stalla e famiglia.

La durezza e la bellezza della solidarietà Daniela Salvaterra gestisce da 12 anni un centro in Perù che aiuta i bisognosi La storia di Daniela, che ha fatto una capatina a Tione a fine agosto per vedere famiglia e amici e ci ha aggiornato sulla sua avventura, è di quelle che ispirano e fanno capire che davvero poche cose sono impossibili quando c’è la volontà. La sua opera in Perù è iniziata nel 2003, quando Daniela arriva in Perù al seguito di Oratori delle Ande”, un ramo dell’associazione Operazione Mato Grosso: ad Encañada, villaggio appoggiato a 3mila metri sulle Ande, la giovane infermiera si occupa di assistere i contadini poveri, e per lo più analfabeti, curandoli ma anche aiutandoli ad orientarsi in un sistema sanitario, quello peruviano, dove il costo delle cure grava pesantemente sulle spalle dei cittadini. In questo periodo Daniela incontra Blanca, 11 anni, affetta da artrite reumatoide giovanile: più degli altri la bambina e molti altri

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di Denise Rocca

ontinua il sogno di Daniela Salvaterra, infermiera di Tione che in Perù gestisce la Casa per ammalati Madre Teresa: a distanza di due anni dal desiderio di aprire un’altra struttura nella quale ospitare e aiutare i bisognosi, quella casa ora è realtà. Si chiama Casa San Giuseppe Cotto-

come lei senza scolarizzazione e con malattie croniche soffrivano la povertà del paese. Con la piccola Blanca,

che Daniela prese a vivere con sé con il presentimento di stare iniziando qualcosa di molto più grande, la giovane

lengo, ha aperto i battenti nell’ottobre del 2014 e accoglie la parte maschile dei bisognosi che arrivano al centro. Ragazzi e adulti con diverse disabilità, vengono coinvolti in attività manuali e piccoli lavori agricoli per valorizzare le capacità di ognuno. A gestirla, Stefania, un’altra infermiera italiana.

trovò la sua missione e oltre a Blanca decise di dare ospitalità, cura e amore a tanti altri fondando la Casa per Amma-

lati Madre Teresa. E’ il 5 settembre 2008 quando la casa, grazie anche alle donazioni di tanti giudicariesi che risposero all’appello di Daniela, apre le sue porte ai bisognosi e presto cominciarono ad arrivare altri malati, qualcuno di tumore in fase terminale, e poi tantissimi bambini da tutto il paese. Attualmente ospita donne e bambini con difficoltà di varia natura, fisica o psichica, nel tempo si è modellata intorno ai loro bisogni assistenziali, riabilitativi ed educativi, ci sono anche tre aule di lavoro che impegnano piccoli e grandi in attività di cucito, scolastiche e riabilitative. I

racconti di queste vite difficili sono tanti: si può incontrare Yulissa che visse in un pollaio spartendo il cibo con i maiali, quando arrivò a Casa Madre Teresa aveva scabbia e pidocchi, era incapace di parlare o camminare. Alla casa ha trovato cibo, un letto comodo, serenità, un trattamento che l’ha fatta diventare la ragazzina sorridente che è oggi, con i suoi piccoli progressi che sono la gioia di infermiere e operatrici. Ma ognuno è a sé, e Daniela che oggi dirige la casa, dando anche lavoro ai locali, offre sostegno a tutti i sessanta ospiti della struttura, qualunque sia la loro storia e provenienza. “L’insegnamento più bello – spiega - è che nonostante le diversità e le varie difficoltà di ogni giorno, ogni singolo ospite della casa contribuisce a formare una grande famiglia pronta ad accogliere chiunque voglia farne parte”.


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Turismo

SETTEMBRE 2015

Turismo: il sole di luglio fa germogliare una florida estate di Enrico Gasperi

Ma i dati diffusi in questi giorni a livello locale parlano una lingua più ottimista. Dopo il meteo disastroso di un anno fa la clemenza del tempo (e il caldo ai limiti del sopportabile nelle grandi città) pare abbiano fatto maturare una stagione estiva dai dati confortanti. In dettaglio, il settore alberghiero rendenese ha fatto registrare un +18,2% di presenze rispetto al 2014 e +11,5% rispetto al 2013, con Campiglio a fare la parte del leone segnando aumenti superiori al 20%. Dati di tutto rispetto, che allo stesso tempo confermano però il ruolo decisivo e trainante della “Perla delle Dolomiti”. Qualche sofferenza l’ha invece evidenziata il settore delle seconde case, mentre il commercio si è mosso in modo positivo, anche se a macchia di leopardo. Questi ultimi dati sono frutto di sensazioni di operatori ed esperti, anche perché non sono al momento disponibili numeri definitivi. Un risultato, quello di quest’anno, da ascrivere in gran parte al meteo favorevole, oppure ci sono altre ragioni? Abbiamo girato la domanda a Giancarlo Cescatti, direttore dell’Apt

Un recente articolo del Sole24ore ha stimato in 2,1 miliardi di euro il valore complessivo del turismo estivo in montagna in Italia. Una cifra solo apparentemente importante (per dare un’idea, in parallelo il comparto balneare vale, secondo una recente ricerca JFC, circa 27,5 miliardi) che, secondo l’au-

torevole quotidiano, conferma quanto la montagna faccia sempre più fatica a “tirare” nella bella stagione. Sempre nello stesso articolo si magnifica il Sud Tirolo come meta preferita, relegando il Trentino a un posto di rincalzo dopo Veneto, Lombardia e Valle d’Aosta.

Giancarlo Cescatti

Dolomiti di Brenta

Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, che ben volentieri accetta la provocazione. “Non si può negare, il bel tempo è importante. È risaputo che il turista è attento, controlla e, in caso di previsioni incerte, speso rinuncia alla vacanza, magari prevista di pochi giorni. Ma questo non basta a spiegare questo

ottimo risultato. Il 2013 e il 2012 erano stati simili quanto a giornate di sole, ma i risultati di quest’anno sono decisamente migliori. Sta pian piano dando i suoi frutti il buon lavoro d’assieme degli ultimi anni, fatto anche in collaborazione con Trentino Marketing. Abbiamo lavorato sia sull’inverno che sull’estate, e in quest’ultima stagione le

presenze ci hanno premiato: molti gli italiani, ma in forte aumento i tedeschi, gli inglesi, belgi e olandesi, obiettivi su cui ci eravamo concentrati con convinzione da qualche tempo…” Dal punto di vista pratico, cosa ha portato i migliori frutti? “Il Giro d’Italia ci ha dato un ritorno comunicativo di grande effetto. Perfetto per il periodo, proprio a ridosso del momento in cui molti decidono cosa fare e dove andare. Altro strumento molto importante è quello legato ai ritiri calcistici, la pubblicità continuativa che durante l’anno segue le squadre che ci hanno visitato, nei loro stadi e nelle loro attività.”

Afferma che il mercato inglese è interessante. Perché allora non portare un Chelsea o un Manchester United? Considerando che richiamerebbe appassionati di calcio a 360 gradi… “Un buon suggerimento. Un’ipotesi che si può valutare!” (Già. Peccato che agli spagnoli non piaccia la montagna italiana, vuoi mettere il Barcellona o il Real a Pinzolo?). Al di là di questi aspetti puramente commerciali non è poi che, in fondo, il turista premia chi sa valorizzare l’ambiente, coniugarlo alla cultura, alle tradizioni enogastronomiche e all’artigianato? E chi, forte di queste specificità, riesce a promuoverle, a farle conoscere? “Le Dolomiti sono un prodotto formidabile, il nostro messaggio è finalizzato a valorizzare questa unicità, il messaggio di una montagna

fruita da tutti e che associamo a un’offerta di primo livello come accoglienza alberghiera, strutture commerciali, rifugi, facilitazione nei trasporti. Ci piace parlare di montagna fruibile. Uso questo termine perché la vacanza balneare è facile, accessibile e fruibile. Con un paio di ciabatte e un costume costruiamo un vacanziero marittimo. L’italiano storicamente va al mare. Lo straniero che viene in Italia, molto spesso segue la stessa filosofia. Quindi bisogna avvicinare il turista alla montagna aiutandolo, favorendolo, ma senza trasformare l’ambiente in un parco dei divertimenti. Uno strumento azzeccato è la Dolomeetcard, spesso venduta in abbinamento con la Trentino Guest Card provinciale. Quest’anno arriveremo a 10.000 card vendute o omaggiate dagli alberghi agli ospiti. Tantissime sono le opportunità che comprende: escursioni con le guide alpine, uscite in mtb con istruttori, attività specifiche per la famiglia e i bambini, la mobilità pubblica, quella integrata proposta dal Parco naturale Adamello Brenta, accesso a tutti gli impianti di risalita di Pinzolo e Madonna di Campiglio, le iniziative di interpretazione ambientale del Parco, i musei della Val Rendena e quelli provinciali…” Sembra convincente e allettante. Grazie di tutto, ci vediamo presto. Magari alla conferenza stampa con Mourinho? “Magari…”


Turismo Se, come ritengo fosse nelle intenzioni di Marzoli, l’interesse si deve focalizzare sul ruolo del Parco nel settore turistico, indubbiamente trainante e prioritario nella nostra economia, credo che vadano ben distinti ruoli e competenze tra i vari Enti ed istituzioni interessate, fermo restando che la strategia debba essere elaborata in seno al CdA dell’Azienda per il Turismo - stranamente nemmeno citata da Marzoli – organo di indirizzo per la nostra realtà turistica composto da tutti i rappresentanti delle amministrazioni comunali, del Parco, degli albergatori, dei commercianti, degli affittuari di seconde case, del Consorzio delle proloco, dei maestri di sci, e delle Funivie. Come Presidente del Parco non posso che vedere positivamente l’aver individuato da parte di Marzoli il ruolo, più o meno espresso a seconda delle opinioni, del Parco nella promozione del nostro territorio. In linea generale, però, la lettura di Marzoli mi sembra eccessivamente approssimativa e tesa a non considerare, come viceversa sarebbe necessario, la complessità del momento storico e soprattutto risulta poco incline a riconoscere la diversità di ruoli, di competenze e di mission dei vari Enti interessati nella promozione e i non pochi sforzi già portati avanti congiuntamente per innovare l’offerta, come, per fare un esempio su tutti, il lancio delle Card elettroniche per le quali il Parco ha messo a disposizione il proprio know-how decennale. Certo è che il Parco conduce la propria vita politica ed amministrativa nel solco dei concetti e dei valori dettati dalla propria legge istitutiva che parlano di “uso sociale dei beni ambientali”. Per dirla brevemente, il Parco nulla interferisce con le scelte, rilevanti anche dal punto di vista degli investimenti, di strategia della promozione turistica stretta. Il Parco, viceversa, si sforza, con risultati in continua crescita, di garantire al turista, una rete sentieristica ben curata, un territorio quanto più integro nei suoi aspetti tradizionali, paesaggistici e colturali ed alcune offerte innovative legate alla frequentazione, quali la mobilità sostenibile o le visite accompagnate da esperti. Dette attività rappresentano i primi, anche se non esclusivi, segni distintivi di essere un Parco attivo e non un territorio sotto

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Turismo/Il dibattito

I valori del Parco in campo perché l’ambiente sia il motore del turismo H

di Antonio Caola*

o avuto modo di leggere sui quotidiani la lettera di Aldo Marzoli, indirizzata al Sindaco di Pinzolo, e la relativa risposta di Michele Cereghini. Non posso che compiacermi del fatto che, quantomeno, ci si interroghi sul futuro, non solo turi-

stico, della nostra terra rendenera, tuttavia, chiamato in causa, vorrei portare a conoscenza di Marzoli, e di tutti gli interessati a questo dibattito ferragostano, alcune mie considerazioni per lo più riguardanti il Parco Naturale Adamello Brenta. una campana di vetro.

Il Presidente Antonio Caola

Crediamo, in disaccordo con Marzoli, di essere molto più di un Parco che vive e si crogiola in regole che possono apparire come inutili ed antipatiche. Il recente nuovo Piano del Parco per il quale, non credo sia un delitto, abbiamo utilizzato le professionalità interne, sentendo e coinvolgendo tutte le Amministrazioni ed associazioni interessate secondo le logiche di partecipazione e concertazione, accennate anche da Marzoli, contiene sì un plafond di norme ma costituiscono, a mio avviso, un nuovo patrimonio culturale e un’opportunità di sviluppo, orientate in una determinata direzione.

Riferendomi al passaggio di Marzoli sulla necessità al Parco di individuare “consulenti seri”, posso senza tema di smentita evidenziare che sotto la mia Presidenza gli incarichi di consulenza esterna siano stati sostanzialmente aboliti, se si escludono le ricerche di tipo specialistico, privilegiando sempre la professionalità del personale dipendente. D tutto abbiamo bisogno all’infuori di “consulenti portatori di verità”. Certo non viviamo isolati e tanto meno ci nutriamo di autoreferenzialità, ma ritengo che i confronti continui con i portatori di interessi, la valorizzazione del personale interno e lo scambio di esperienze con altre realtà siano strumenti

molto più utili che i pareri di “consulenti seri”. I riconoscimenti internazionali ottenuti dal Parco quali, Geopark e Carta europea del turismo sostenibile, che sono a tutti gli effetti riconoscimenti di Enti terzi, indipendenti ed autorevoli, sulla bontà della nostra gestione, li abbiamo saputi valorizzare diventando noi stessi consulenti verso altre realtà (Comuni, Parco Fluviale della Sarca, altre aree protette in tutto il mondo). Margini di miglioramento ne abbiamo molti e vogliamo fortemente continuare a lavorare con tutti ma rifuggiamo decisamente da alcuni luoghi comuni ed atteggiamenti gratuitamente critici, anche sul Parco, rintracciabili in più passaggi della disanima di Marzoli. * Presidente Parco Naturale Adamello Brenta

Il nostro limite è non mettersi in discussione

Cambia il Sindaco e subito vorremmo che affrontasse e risolvesse tutte le problematiche della Comunità , anche quelle ormai croniche, di sua diretta competenza o meno. Il turismo per esempio. Focalizzare il prodotto, individuare i mercati, interpretare le varie posizioni e le diverse esigenze, fare da catalizzatore, valutare ritiri ed eventi, creare un tavolo di confronto... Per questo esiste già un tavolo specifico, attorno al quale sono già seduti tutti i soggetti interessati, Comune, albergatori, commercianti, funivie, guide alpine e chi più ne ha più ne metta: l’APT. E’ scontato che i soggetti al tavolo devono innanzitutto essere in grado di rappresentare l’intera propria categoria; essere quindi in essa catalizzatori di un sereno confronto che evidenzi posizioni largamente condivise, da riportare poi con convinzione al tavolo comune. Se manca sincerità , se ci sono personalismi inopportuni, se sono sbagliati i soggetti presenti, insomma se su quel tavolo qualcosa non funziona, la so-

luzione non è certamente crearne un altro. Il toro va preso per le corna! Il problema principe è la poca disponibilità , diciamo propensione, di ognuno di noi a mettersi in discussione, ad ascoltare l’altro, a prestare la necessaria attenzione alle esigenze non proprie. Confrontarsi per cercare la soluzione che tenga conto in modo soddisfacente delle varie esigenze significa essere disposti a sacrificare qualcosa di proprio. Campiglio Pinzolo Val Rendena possiedono un’offerta potenzialmente spaventosa per qualità , ricchezza, varietà delle sue componenti. Ci manca forse solo l’umiltà di riconoscere qualche ragione all’altro e la sincera convinzione che insieme riusciamo a fare meglio. Anche dal punto di vista economico personale. Non scomodiamo il Sindaco per fare ciò che dovremmo aver già fatto noi. Ha già anche troppo a cui pensare.

Riccardo Maturi

Riccardo Maturi Carpè l a


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Dei 75 dirigenti che si occupano delle istituzioni scolastiche trentine, 27 si recheranno in nuovi istituti: sono infatti 48 le conferme dirigenziali nelle scuole della provincia di Trento, ma 18 i nuovi affidamenti di incarico per rotazioni di sede e 9 i nuovi dirigenti in ingresso per mobilità da fuori regione. Questi ultimi interessano in particolare le Valli Giudicarie dove questa tornata di incarichi ha portato parecchie novità: sono infatti cambiati i vertici dell’Istituto Comprensivo di Tione, dell’Istituto Comprensivo Giudicarie Esteriori e dell’Istituto di Istruzione Lorenzo Guetti. Per l’anno scolastico alle porte, in assenza di graduatorie provinciali in vigore e per rispondere a pensionamenti e cessazioni, la Provincia è ricorsa alla mobilità interregionale accogliendo 9 delle 14 richieste di ex docenti della scuola trentina che, superati i concorsi provinciali per la dirigenza erano stati assunti però come dirigenti scolastici fuori provincia. Sulla base di curriculum e di colloquio individuale, proprio da questi nove arrivano i tre nuovi dirigenti, tutte donne, che si occuperanno delle scuole giudicariesi: Francesca Lasaracina andrà alle Giudicarie Esteriori, Tiziana Chiara Pasquini si occuperà dell’ I.C. Tione, mentre Viviana Sbardella sarà la

Istituti scolastici giudicariesi, ecco i nuovi dirigenti dell’a.s. 2015/16 Francesca Lasaracina andrà alle Giudicarie Esteriori, Tiziana Chiara Pasquini si occuperà dell’ I.C. Tione, mentre Viviana Sbardella sarà la nuova dirigente dell’Istituto Lorenzo Guetti

di Denise Rocca È di martedì 28 luglio la to di un’attenta valudelibera della giunta provinciale che stabilisce gli tazione di esigenze di carattere organizzativo delincarichi dirigenziali della scuola trentina per l’an- l’amministrazione provinciale, tenuto conto anche no scolastico 2015-2016, e riguarda ampiamente le delle preferenze formulate dagli stessi dirigenti, se Giudicarie. “Le scelte operate - spiega il comunicato compatibili con il disegno gestionale del comparto e stampa provinciale sull’argomento - sono il risulta- dell’offerta scolastica proposta dai territori”. nuova dirigente dell’Istituto Lorenzo Guetti. Tutte e tre, nell’anno di avvio nelle scuole della sperimentazione del Clil – il protocollo trilingue trentino – hanno una specializzazione universitaria in lingue straniere. La dirigente Sbardella viene dalla dirigenza all’Istituto Tecnico e Tecnologico Andrea Mantegna di Mantova, dove era arrivata nel 2012: laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne presso l’Università “La Sapienza” di Roma, abilitata all’insegnamento dal 1990

e asssitente dirigente dal 2011, è stata referente Clil dal 2003 al 2012, docente di inglese al Rosmini di Trento fino al 2012, responsabile tra l’altro delle certificazioni linguistiche e dei progetti di gemellaggio extra-europei. Francesca Lasaracina, proviene dalla dirigenza all’IC di Pegognaga dopo essere diventata nel 2006 collaboratrice del dirigente scolastico, si è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne nel 1989, subito dopo ha insegnato Lingua e Cultura Italiana presso l’Ufficio

Scuola della Circoscrizione Consolare di Stoccarda fino al 1996, poi fra le altre esperienze una collaborazione con il Cial di Trento e la docenza in tedesco. Tiziana Chiara Pasquini, anche lei con una laurea in lingue e letterature straniere moderne dell’Università “La Sapienza” di Roma conseguita nel 1992, un master in Business Administration, docenze come insegnante di inglese e il coordinamento del progetto Comenius per la mobilità degli insegnanti in Europa in diversi istituti, proviene da

un’esperienza dirigenziale presso l’Istituto Comprensivo di Bagno di Romagna e presso il IV Circolo di Forlì Ai Comprensivi di Tione e delle Esteriori, Maurizio Caproni e Paola Bortolotti, i due dirigenti uscenti, erano arrivati da appena un anno e se ne vanno ora rispettivamente all’IC di Arco e all’IC Riva 2. Un valzer dirigenziale che non favorisce continuità, sicurezza e programmazione e il malcontento in valle per i repentini cambi, che compromettono il lavoro di im-

plementazione negli istituti delle visioni e prospettive che ogni dirigente porta con sé impattando in maniera significativa sulla scuola e sul lavoro di rete fra gli istituti locali, è stato sottolineato da diversi insegnanti. Invano. Di fronte alla legge che, pur prevedendo una continuità dirigenziale di tre anni nello stesso istituto, tiene “a disposizione” i dirigenti per le esigenze organizzative dell’amministrazione provinciale - detto in parole povere significa che alla garanzia di continuità si può sempre derogare – la permanenza dei dirigenti per diversi anni nello stesso istituto è di fatto solo in teoria una garanzia di continuità lavorativa, pur fatte salve consegne e passaggi di ruolo che i dirigenti compiono ai cambi.


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Comunità

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La questione ospedale di Tione è certamente la più calda di tutte. Il Presidente Butterini ha recentemente incontrato sia l’ex assessore provinciale alla salute Donata Borgonovo Re (proprio nei giorni della bufera che ne hanno poi segnato il sollevamento dall’incarico) sia il nuovo assessore Luca Zeni per fare presente le preoccupazioni della comunità giudicariese in merito all’incertezza che circonda il futuro del nosocomio tionese. A questo proposito per il 18 settembre è in programma un sopralluogo dell’assessore Zeni presso l’ospedale e un susseguente incontro con la conferenza dei sindaci. La richiesta della Comunità è netta: al di là della questione punto-nascite, fare finalmente chiarezza sul futuro dell’ospedale delineando quali reparti saranno potenziati (particolare attenzione sulla ristrutturazione del pronto soccorso), quali avranno un ruolo di eccellenza e quale ruolo avrà nella “rete” della sanità trentina. Viabilità. Un altro punto caldo sul quale la Comunità sarà chiamata ad essere protagonista è certamente quello della viabilità, uno dei nodi che da sempre caratterizza le Giudicarie, con il collegamento verso Trento e verso Brescia che richiedono da anni di essere affrontati e risolti ed oggi rappresentano una priorità. Varianti di Pinzolo, di Ponte Arche e realizzazione di

Ospedale, viabilità e gestioni associate: i prossimi impegni dell’esecutivo Butterini

Comunità, tre priorità per la Giunta Settembre, finisce l’estate e si ritorna sui banchi di scuola. Anche in Comunità di valle, fatte le elezioni, costituita la giunta (Comitato esecutivo) ed insediate ufficialmente le nuove cariche, inizia l’attività vera e propria del nuovo corso dell’ente che fu il Comprensorio. Un nuovo corso che si sostanzia su un ruolo di sempre maggiore raccordo fra provincia e comuni e di supporto di quest’ultimi per quanto riguarda le gestioni associate. La giunta torna dunque al lavoro, anche se, va detto, che interventi nel tratto Ponte Caffaro-Ponte Re sono tematiche di cui si parla da anni e la crisi economica ha avuto l’effetto di rinviare alle calende greche la programmazione di questi interventi. Ora la Comunità torna alla carica con l’obiettivo di incidere e convincere Trento a destinare risorse su 2-3 progetti strategici, coagulando anche i sindaci su interventi sovracomunali. Inoltre, entro ottobre i comuni dovranno presentare eventuali osservazioni al Piano stralcio, ma anche e soprattutto con l’obiettivo di ragionare sinergicamente sulla concretizzazione degli interventi più urgenti, che verranno condivisi appunto

in questi due mesi di luglio ed agosto i 3 assessori ed il presidente Butterini sono stati occupati a prendere possesso delle rispettive competenze, attraverso una serie di incontri con il personale, i responsabili delle varie aree di azione, gli operatori economici e sociali del territorio giudicariese, gli interlocutori provinciali. Quali tematiche e problematiche troveranno dunque sul tavolo alla ripresa dell’attività del Consiglio della comunità, convocato per giovedì 17 settembre?

Il Consiglio della Comunità

con la Conferenza dei sindaci. Gestioni associate. L’altro grande tema è quello delle gestioni associate, che

– secondo la nuova legge provinciale sugli enti locali - dovranno essere attivate a brevissimo poiché dovranno partire dal primo gennaio 2016. Mancano 4

mesi, ma si tratta di operazioni che vanno preparate e discusse con attenzione e in quest’ottica la Comunità si pone quale ente “facilitatore” dei processi di associa-

zione, specie per quanto riguarda determinati servizi. La Giunta della Comunità sta peraltro attualmente ragionando con la struttura ed i tecnici del Consorzio dei comuni su come offrire risposte concrete ai bisogni delle municipalità, tenendo conto anche del fatto che si tratta di fatto di un’esperienza amministrativa in gran parte nuova e che dunque va costruita attraverso il confronto fra le parti. Questo per quanto riguarda gli impegni di maggiore attualità. Per quanto riguarda il medio periodo, la Giunta ha intenzione di far divenire la Comunità un soggetto di coordinamento tra le istituzioni deputate alla valorizzazione turistica delle Giudicarie nell’ottica dello sfruttamento delle potenzialità di questa terra, che dovrebbero essere maggiormente sfruttate. L’anno scolastico è partito, presto ci saranno i primi esami per la Giunta Butterini. (r.s.)

L’EDITORIALE di Adelino Amistadi

Continua dalla Prima Eppure sanno d’aver avuto una famiglia, d’aver fatto mille sacrifici per allevarla, d’aver sudato sette camicie per il loro benessere, non cercano gratitudine, cercano vicinanza. Sentirsi dimenticati e soli li traumatizza, li fa soffrire, li fa sentire inutili oggetti affidati alla pietà di estranei. La festa del 2 ottobre è anche la loro festa, soprattutto la loro festa. E con molta umiltà ho cercato di riassumere in una improbabile lettera di un anziano nonno al figlio le loro speranze, le loro aspettative per essere

2 ottobre, Festa dei nonni accompagnati con dignità e serenità alla fine della loro avventura. Caro figliolo, so che mi vedi vecchio: se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi, non ti schifare... abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo. Se le poche volte in cui parlo con te ripeto sempre le stesse cose... non mi interrompere...

ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finchè non ti addormentavi. Quando non voglio lavarmi, non sgridarmi e non farmi vergognare... ricordati quante volte ti ho rincorso per poter fare il bagno nella tinozza. Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico, ricordati la pazienza che ho avuto io per insegnarti l’abc. Quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso...dammi il tempo di recuperare e se non ci riesco non ti innervosire...la cosa più importante non è quello che dico, ma il bisogno di averti vicino ad ascoltarmi. Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo, non trattarmi

come fossi un peso, dammi una mano con le tue forti braccia come io ho fatto con te quando muovevi i primi passi. Quando dico che vorrei essere morto... non arrabbiarti, un giorno capirai cosa mi spinge a farlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, ma si soprav-

vive. Un giorno scoprirai che, nonostante i miei errori, ho sempre voluto il meglio per te e ho sempre cercato di spianarti la strada. Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un po’ della tua pazienza, dammi una spalla su cui appoggiare la testa allo stesso modo in cui l’ho fatto per

te. Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza, in cambio ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho avuto per te. Ti amo figlio mio. Auguri nonni, sorridiamo insieme!! Adelino Amistadi


Attualità

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Caccia, che passione! Non solo maschile

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Il 6 settembre ha preso il via la stagione venatoria. Ne parliamo con Vanessa Masè, cacciatrice

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Vanessa, quando è nata questa tua passione e da quando vai a caccia? La mia prima licenza è stata per la stagione venatoria 2006/2007, ma ho sempre vissuto questo mondo attraverso i miei nonni e i miei genitori, ascoltando i racconti delle loro uscite e condividendo i momenti di emozione. La scelta di fare l’esame però è maturata un po’ alla volta, con naturalezza e non perché ci si aspettava che io la facessi.

in più con i propri compaesani di tutte le età) e secondariamente la caccia non è una questione di genere, è passione. Un esempio su tutti è la riconferma di mia mamma alla presidenza del Gruppo Esperti Cacciatori Val Rendena.

È stato difficile per una giovane ragazza entrare e farsi “accettare” in un mondo che è prevalentemente maschile? La mia sensazione è che si pensi che sia difficile farsi accettare in un mondo prevalentemente maschile, ma in realtà non è così. Innanzitutto perché abbiamo la fortuna che da noi l’ambiente venatorio si sovrappone a quello della comunità paesana (pertanto è semplicemente un legame

Che cosa significa per te andare a caccia? Per me andare a caccia è in primo luogo emozione. Una bella giornata di caccia non significa necessariamente abbattere il capo. Bella giornata a caccia per me è anche buona compagnia, bei panorami, colori dell’autunno, aver osservato tanti animali magari in qualche atteggiamento inconsueto, fare festa perché all’interno della sezione qualcuno ha preso un capo particolare o da tanto

a caccia è da sempre vista come una passione prevalentemente maschile, e in effetti i numeri confermano questa affermazione. Da tempo, però, sempre più donne si affacciano alla pratica venatoria, portando in questa disciplina la sensibilità e un modo

particolare di vivere questo mondo e l’ambiente della montagna. Domenica 6 settembre è partita ufficialmente la stagione venatoria 2015/16, ne parliamo con Vanessa Masè, cacciatrice di Strembo, figlia e nipote di cacciatori e grande appassionata di questa disciplina.

Vanessa Masè

atteso… poi ovviamente festeggiare in prima persona dà ancor più soddisfazione! Io poi sono davvero fortunata perché posso condividere questi momenti sia con mio papà e mia mamma che

con il mio fidanzato, anche lui molto appassionato, e i ricordi di queste giornate insieme sono davvero bellissimi. Descrivici il mondo della

caccia, del quale spesso si parla per stereotipi e frasi fatte Il mondo venatorio è assai articolato, essendo composto da persone, quindi le etichette e i luoghi comuni ci sono come in tutti gli altri ambienti che compongono la società. I furbi o le cattive persone ci sono dappertutto, ma come non è giusto pensare che tutti i politici pensino solo al proprio tornaconto, così non è giusto pensare che ai cacciatori importi solo sparare a quel che passa. Il momento della gestione è fondamentale, soprattutto in una fase delicata come questa in cui gli interrogativi sulle popolazioni delle varie specie presenti in Trentino sono davvero molti. Credo che la nuova compagine

dell’Associazione Cacciatori trentini possa fare bene, sempre che, anche al suo interno, venga messa nelle condizioni di poter lavorare, visto che gli interessi che porta avanti sono quelli di tutti i cacciatori, indipendentemente dal resto. La caccia è un’arte antica. Oggi non rappresenta più una necessità alimentare, ma una passione. E’ ancora attuale? Quali sono i suoi significati? La risposta dipende dal senso che diamo alla parola attuale. Se per attuale intendiamo coerente con il mondo che leggiamo sul giornale o vediamo alla tv per me allora la risposta è no. La caccia è silenzio, fatica, attesa. La caccia è albe, tramonti, conoscenza dei segni e dei tempi della natura. La caccia è selezione e rispetto. Questi per me sono i significati della caccia per come mi è stata insegnata e per come la vivo. (r.s.)

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Attualità

SETTEMBRE 2015

La corrispondente Rai Giovanna Botteri da New York a Madonna di Campiglio:

“Nel giornalismo ci vogliono più forza, meno paura, più rigore” L’edizione appena conclusa del “Mistero dei monti” è stata molto apprezzata e seguita “La storia dell’emigrazione dalla Val Rendena non riguarda Giovanna – ha spiegato Guido Botteri – ma tre generazioni prima quando, a metà ‘800, la gente va altrove per trovare sostentamento e lavoro, conoscendo solo due cose: la “mola” (per affilare lame e coltelli) e i “purcei” (i maiali, quindi la produzione di salumi di insaccati). Questi erano gli unici due mestieri che si sapevano e che segnarono l’emigrazione nei territori italofoni dell’Austria-Ungheria: prima verso Trento, poi in direzione Trieste, quindi a Pola e in Dalmazia. C’è stata anche una micro emigrazione all’interno della Val Rendena, con gli “strembi” che trovavano una sposa altrove e più benestante di loro e un’emigrazione, riferita solo a questi mestieri, anche in zona germanica, partendo senza conoscere la lingua. Il turismo, allora, non era ancora nato, ma il creatore e animatore delle prospettive turistiche di Madonna di Campiglio fu proprio un Righi (Giovanni Battista) di Strembo. Poi, come mia figlia da Trieste sia arrivata a New York ve lo dirà lei”. Di seguito i principali argomenti affrontati da Giovanna Botteri e le risposte date alle numerose domande postele. So da dove vengo. “Papà mi ha fatto fare una gran ricerca sugli emigrati trentini e di Strembo in America e su questa emigrazione che è stata sempre povera e difficile. Ho realizzato, su sua richiesta, un incredibile lavoro di archivio sui Masè, i Fantoma, i Botteri…. Ho trovato una Giovanna Botteri che, a inizio secolo, arriva in America, con otto figli, vedova e senza conoscere una parola di inglese, dimostrando coraggio e determinazione. La cosa più incredibile è che non

Il 4 agosto scorso, a Madonna di Campiglio, nell’ambito del festival culturale “Mistero dei monti” dedicato, nell’edizione 2015, al tema “MontagnaCittà” e proposto dall’Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, è intervenuta, al Salone Hofer, la giornalista, corrispondente

è mai tornata indietro. Ce l’ha fatta. Il coraggio di questa donna è uno straordinario omaggio a questa terra. Molti sono tornati indietro, quelli che sono rimasti, e ho incontrato, sono oggi grandi imprenditori del New Jersey. Fino alla quarta generazione parlano ancora l’italiano, o meglio il dialetto, e questo è raro tra gli emigranti italiani che generalmente perdono la lingua madre alla seconda generazione”. Il giornalismo. L’inizio. “Il giornalismo era l’ultimo lavoro che avrei pensato di fare, perché non volevo essere indicata come “la figlia di…” (Guido Botteri, giornalista, è stato direttore della sede Rai di Trieste, ndr). Ho iniziato con altre cose, occupandomi di cinema e storia del cinema, continuando a studiare. Ero

a Parigi e volevo conoscere lo scrittore Danilo Kis, che consideravo straordinario, e mi sono presentata. Poi ho buttato giù un’intervista e me l’hanno pubblicata. Ho cominciato così, poi un piccolo programma alla radio e avanti. L’emozione, il batticuore di quando fai una richiesta ad una persona, per un incontro o un’intervista, ce l’ho ancora oggi. Avvicinarsi, capire, raccontare le storie delle persone è il lavoro di noi giornalisti”. Il giornalismo in Italia oggi. “Stando fuori sono fuori dalle beghe, mi lasciano fare. Non credo che il giornalismo sia morto, finito. La crisi economica e finanziaria ha colpito tutti, anche l’informazione. Si ha paura di non vendere, ma la prima cosa è non avere paura e dare voce a chi non ce

Rai da New York, Giovanna Botteri, originaria di Strembo per via del padre Guido, che ha introdotto l’atteso e seguitissimo incontro ritrovando la trama di una storia personale nel fluire della vicenda collettiva dei migranti di Rendena e del Trentino.

l’ha in un momento in cui il Pase soffre. C’è crisi e c’è ricattabilità. Penso a straordinari giovani colleghi precari, che stiamo perdendo mentre seguono un sogno. Non si sta raccontando più l’Italia, come sta vivendo la gente, cosa sta accadendo, rispondendo al bisogno di sentire storie che c’è da sempre. Il giornalismo avrà un futuro se avrà più forza, meno paura, più rigore”. Il viaggio. “Ogni viaggio ha una sua partenza e un suo arrivo con incontri sempre diversi, è un’avventura meravigliosa e oggi è talmente facile, il mondo è a portata di mano. Il viaggio ti porta ciò che meriti, è avventura, è scoperta. Siamo cittadini del mondo e ad esso apparteniamo; il viaggio è il modo per cogliere questa appartenenza”. Donne reporter al fronte.

“La presenza delle donne tra i reporter di guerra ha cambiato il modo di raccontare la guerra ponendo attenzione a chi la subisce, come le madri in cerca di cibo e medicine per i loro figli. Abbiamo osservato con un occhio diverso, raccontando le guerre da civili, con gli occhi dei profughi. Distruzione, morte, devastazione, questa è la guerra. Qualsiasi accordo, per negativo che sia, qualsiasi pace, per quanti compromessi debba accettare, è sempre meglio della guerra”. Donne curde soldato. “È una storia incredibile, in una regione dove la tentazione integralista è fortissima. Le donne hanno parità con l’uomo e le uniche vittorie sul campo contro lo jihadismo sono state ottenute da loro con i loro uomini”. L’america e il medio oriente. “Esistono due Americhe: una è convinta che la guerra all’Iraq e l’invasione siano state sacrosante, che con la guerra si risolva tutto, che Obama non sia nato in America, etc. La pancia del paese ha paura di cambiare, di non essere più bianca, di perdere i privilegi; l’altra, quella del confronto e che

oggi è alla Casa Bianca, pensa che la guerra sia stata devastante e abbia provocato la crisi economica nazionale e un grande odio verso gli Usa. Su quale America sia prevalente, un’indicazione importante la vedremo il prossimo anno da chi governerà per il prossimo quadriennio”. Obama e l’inquinamento. “La California si sta desertificando, è senza acqua e gli incendi stanno bruciando gli ultimi boschi rimasti. La sfida di Obama è tutta in salita, ma è una sfida necessaria, di sopravvivenza”. Obama e le armi. “In America le armi si comperano ovunque e Obama ha perso la sua battaglia, anche se l’80% del Paese è favorevole a una legge che ne limiti l’accesso. La lobby delle armi è talmente forte che si compera deputati e senatori, controlla voti ed elezioni”. Papa Francesco. “Papa Francesco arriverà in Usa a settembre e la sua sarà una visita molto importante per tutto il mondo. La fine dell’embargo americano nei confronti di Cuba e l’apertura verso il Sud America sono targati Bergoglio. L’appuntamento di settembre sarà un momento fondante per un Paese che in dieci anni avrà lo spagnolo parlato da tante persone quante quelle che parlano l’inglese. Non guardiamo ai cambiamenti con la paura, non portano necessariamente male, portano a ciò che vogliamo, possono portare benessere, forza e miglioramento come avvenuto in tanti casi”. Ilary Clinton. “Ha davanti a sé una strada tutta in salita. La campagna elettorale americana è combattuta a suona di milioni. Chi li ha controlla i media e quindi i voti. Gli Usa sono pronti per un presidente donna, ma è difficile che sia lei”. Riforma Rai. “Ho imparato la lezione” (silenzio stampa, ndr). Futuro. “Quando chiudo gli occhi penso all’Europa, all’Italia, alle mie radici, non puoi stare sempre in trincea. Spero in un futuro più facile per le donne, con più tolleranza e comprensione”. (r.s.)


Politica Primi mesi da sindaco, come è andata? Fossi stato alla prima esperienza sarebbe stato più difficile, l’impegno è gravoso in termini di tempo ma non è che le cose sono arrivate sconosciute. È un momento cruciale per il cambiamento nel amministrazione pubblica e un momento particolare per le Giudicarie Esteriori. Dalle elezioni sono usciti nelle Giudicarie Esteriori tre nuovi sindaci e due al secondo mandato. Si parla spesso di “nuovo clima” fra i sindaci. Un commento? Non c’ero prima quindi difficile dire come si stesse nelle passate legislature, lo leggevo dai giornali e sentivo nelle chiacchiere di paese. Però ho percepito che ora c’è un bel clima, posso dire che si lavora bene e si affrontano i problemi e le questioni concrete. C’è un’unità di intenti che io penso solo positiva, per esempio ci troviamo un paio di volte alla settimana con gli altri sindaci per discutere le questioni sovracomunali e primi cittadini che si parlano evitano.. giunte che litigano.

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Il nuovi sindaci/2 – Fabio Zambotti

«Concretezza e sinergie per il futuro delle Terme» S

di Denise Rocca

econda puntata della rubrica che ci porta a conoscere i nuovi primi cittadini giudicariesi, usciti dalla tornata elettorale del 10 maggio scorso. Questa volta tocca a Fabio Zambotti, sindaco di ComaLe Giudicarie Esteriori hanno due grandi temi, uno comune a tutto il Trentino, le gestioni associate, un altro invece peculiare della vallata, cioè le Terme di Comano. Partiamo dalle gestioni associate, cosa c’è di concreto al momento? Il tema è già attuale: abbiamo chiesto come sindaci delle Esteriori alla Provin-

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no Terme, già assessore comunale nel comune di Lomaso e personaggio conosciuto del mondo agricolo delle Esteriori, oltre che già presidente della Cassa Rurale Don Guetti.

cia di essere progetto pilota viste le peculiarità della valle, per essere seguiti e dare servizi migliori ai cittadini. Più di così nella concretezza non posso dire perché ancora devono arrivare le indicazioni provinciali su come muoversi e i protocolli da seguire. Terme di Comano, facciamo una scansione temporale dei prossimi 12 mesi, cosa succederà? Il ritardo ė innegabile, e non stiamo a nasconderlo. Non mi sarei aspettato un tale ritardo nell’avanzamento dei lavori e dei progetti, quindi non prendiamoci in giro perchè lo sappiamo che ci sono delle difficoltà. Fatta questa premessa, stiamo correndo, e lo dico certo di non raccontare una bugia o stare prendendo tempo: le tappe che abbiamo davanti sono parecchie, ma chiare. Nominiamone qualcuna Ora dobbiamo rendicontare quello che è stato fatto dagli amministratori precedenti, sembra una sciocchezza burocratica ma senza conti certi e basi di partenza non si può proseguire. Poi completare il piano investimenti. Questo abbiamo ereditato, da qui si va avanti. Seconda tappa, fra pochi mesi, la progettazione in appalto per lo stabilimento termale; terza tappa il nuovo statuto, in autunno, e immediatamente la nomina del nuovo Cda che porti avanti concretamente la visione della proprietà; quarta tappa per i nostri primi dodici mesi di amministrazione, una destinazione definitiva per la Sibilla Cumana. Master plan di Ponte Arche: un solo bel sogno o il futuro prossimo? E’ uno strumento di programmazione su diversi anni che non ha valenza definitiva o esecutiva, questo è chiaro per restare sul pratico. E’ una grande intuizione di chi ci ha preceduto, non è affatto un miraggio, però va realizzato nei prossimi anni seguendo gli iter dei lavori pubblici che non

Il sindaco Fabio Zambotti

sono brevi. L’arredo urbano della piazza davanti al comune è la prima opera che prenderà forma, il secondo stralcio del ponte sul Duina è l’altro progetto nell’immediato futuro, per poi proseguire con la riqualificazione del tratto fino alla stazione delle corriere. I parcheggi e il riordino dei posti auto per Ponte Arche, dai quali dipende anche l’estetica e fruibilità oltre alla concretezza dell’utilizzabilità dei posti auto sono il nodo maggiore. La tanto rimpianta circonvallazione è una buona parte della riuscita complessiva del Masterplan, dopo l’illusione del cantiere nel 2015 è ormai un miraggio? Cosa state facendo con la Provincia? Sappiamo che la circonvallazione è stata sospesa sicuramente fino al 2020. Ma il mondo non finisce qui e non si può certo aspettare e vedere. Non ci arrendiamo. Lavoreremo comunque per la riqualifica di Ponte Arche con altri modi per ridurre il traffico e portare avanti quell’idea di località di benessere e termalismo che Ponte Arche e la valle vogliono diventare appieno. Ci siamo lasciati con l’assessore, i tecnici e il comune di Stenico per af-

frontare concretamente in autunno il discorso di una riduzione significativa di traffico più celere rispetto al 2020, quando di circonvallazione si ricomincerà a parlare. La prima opera fatta nel mandato e una previsione su quale sarà l’ultima, fra

cinque anni, a fine legislatura? Per dirne una sola sulla quale abbiamo lavorato da subito citerei l’area camper, ma le cose si portano avanti in parallelo. Quindi ne cito una seconda, il fatto di portare avanti all’interno di tutti i paesi del comune una cura e manutenzione diffusa e molto immediata, si tratta di una miriade di piccole cose che i cittadini ci hanno chiesto. Fra cinque anni, con i miei colleghi sindaci delle Esteriori, di firmare l’atto di riqualifica e il conseguente spostamento della scuola media da Ponte Arche al polo scolastico di Campo Lomaso con la riqualificazione contingente anche del Convento. Una battuta a testa su Turismo, Agricoltura e Lavoro? Una per tutti e tre: sinergia: più opportunità per tutti se ci si trascina a vicenda. Ma per davvero, non solo a chiacchiere. Tutti maggiormente convinti di questo concetto e la mia ricetta per andare oltre le belle intenzioni a parole è che non si aspetti gli altri per fare il primo passo, dicendo sempre “se loro facessero, se il comune pensasse, se i vicini ...” ma lo si faccia per primi quel passo.


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Società

SETTEMBRE 2015

Immigrazione: catastrofe o risorsa ? di Oreste Bottaro* A chi è terrorizzato dalla discesa (o per meglio dire, salita) delle orde barbariche, occorre ricordare che negli Stati Uniti sino a pochi decenni fa arrivavano milioni di persone ogni anno (Ispanici, tedeschi, Polacchi, Italiani, Cinesi ecc.)! Ed è soprattutto grazie a loro che gli USA sono diventati la più grande potenza economica e politica del mondo. Tra le più importanti figure di quel paese ci sono stati molti immigrati o figli di immigrati. Per rammentare un nome trai i tanti, Steve Jobs, fondatore di Apple era figlio di un Siriano clandestino come tanti di quelli che sbarcano ora in Sicilia, ma poi Einstein, Enrico Fermi arrivando sino all’attuale presidente, figlio di un immigrato nero Keniano, non molto diverso da qui “negri” che ora terrorizzano i “benpensanti”. Di recente anche se in minori proporzioni, la stessa cosa è avvenuta in Francia, Germania e Regno Unito. Tutte nazioni con economie fortissime. Quel’è stata la formula per rendere una risorsa tutta questa immigrazione ? la risposta è chiara e semplice: il lavoro operoso. Le nazioni che ho citato (con in testa gli Stati Uniti) hanno governato i flussi migratori dando in primo luogo compiti e responsabilità di lavoro nei vari settori dell’economia a chi entrava nel loro paese (industria, attività estrattive e minerarie, costruzioni ed infrastrutturale, agricoltura ecc.). La prima obbiezione che può arrivare dopo questa introduzione è di chi sostiene

A chi avesse la memoria un po’ corta (mi riferisco soprattutto a chi vuole affondare i barconi), occorre ricordare che il flusso migratorio dall’Italia verso gli altri paesi (principalmente America sia del sud che del nord) raggiunse un numero superiore ai 23 milioni di persone tra la fine ottocento e l’inizio novecento. Un vero e proprio esodo biblico. L’intera popolazione Italiana in quel periodo non raggiungeva questi numeri! Tutte o quasi le nostre famiglie hanno tra i propri avi, uno o più emigranti. Se gli americani avessero “affonche non c’è lavoro neppure per gli Italiani e quindi come faremmo a darne agli immigrati ? Chi vede le cose con l’occhio del progresso coglie invece che abbiamo una intera nazione da “ristrutturare” ed in parte ancora da costruire. Partiamo ad esempio dalla devastante situazione di gran parte del nostro ambiente e di molte delle nostre aree urbane: fiumi invasi da detriti che ad ogni pioggia un po’ abbondante creano alluvioni, campagne e boschi incolti che si sono trasformati in vere e proprie giungle, periferie di città (ed a volte anche centri storici) assolutamente impresentabili per la sporcizia e la trascuratezza , viabilità disastrata, un patrimonio immobiliare storico lasciato in abbandono per costruire nuove invasive aree urbane, e poi spiagge colme di immondizia e detriti ecc.). Il nostro paese e le nostre città potrebbero sicuramente non avere confronti al mondo se solo ne avessimo la cura necessaria. Quale migliore occasione della disponibilità di tanta manodopera per eseguire queste attività che pochi Italiani accettano di fare ? Quanti dei nostri ragazzi, per fare un esempio calzante con la nostra realtà locale, sarebbero disposti al lavoro

dato le navi” alcuni scalmanati della “morte all’invasore” non sarebbero qui con noi per la semplice ragione che non sarebbero nati. Vorrei anche sottolineare che nel 2014, 63.000 Italiani hanno fatto fagotto e sono emigrati nella sola Gran Bretagna a trovar lavoro. Sommando quelli che se ne sono andati anche in altri paesi è molto probabile che il bilancio tra partenze ed arrivi sia ancora in positivo (sono più gli italiani emigrati che gli stranieri immigrati da altri paesi)

Immigrazione negli Stati Uniti dei primi del ‘900

nella pastorizia o nella pulizia dei boschi? e tutti sappiamo molto bene quanto siano esse fondamentali per la conservazione delle nostre montagne (sempre più infrequentabili per lo stato di abbandono in cui molte aree versano). Certamente la gran parte del lavoro disponibile per gli immigrati è umile e poco remunerativo (e quindi a maggior ragione rifiutato dai nostri concittadini, soprattutto se giovani figli del “benessere”). Ma cosa pensate che facessero i nostri nonni negli Stati Uniti ? forse i dirigenti d’azienda o gli impiegati di banca ? La dignità del lavoro per umile che sia è sempre assai

migliore che un becero assistenzialismo che comunque comporta costi alla comunità senza creare alcun patrimonio. Paradossalmente agli immigrati non viene nemmeno chiesto di dedicarsi al restauro degli edifici adibiti alla loro prima accoglienza . Pura follia avere tanti uomini forti (in tale caratteristica fisica molti africani ci battono 10 a 0) e non consentigli di prendere nelle mani né un badile né una carriola! Gli immigrati sono in gran parte persone che stanno cercando riscatto. Offrigli un’opportunità, oltre che umano è anche utile per la comunità. I costi per modesti - ma dignitosi – salari, si tradurranno in patrimonio

ambientale e di infrastrutture a disposizione della collettività, con il ritorno economico e di qualità della vita che ciò comporta. Coloro tra migranti che non accettasse questa logica di impegno ed integrazione si emarginerà da solo e probabilmente ripartirà per altri luoghi per non subire le conseguenze della propria esclusione dalla società. Sicuramente dobbiamo lavorare anche sul fronte del progresso e della pacificazione delle nazioni d’origine dei flussi migratori, con quelle azioni di ingerenza umanitaria indispensabili alla soluzione di questi enormi problemi. Non è pensabile infatti che popoli senza cultura sociale e politica, riescano a governarsi da soli senza inciampare in tragedie o vere e proprie catastrofi. Non ci siamo riusciti noi stessi, pur avendo una cultura millenaria. La seconda guerra mondiale lo ha messo in drammatica evidenza. Chi si chiude al “calduccio” delle proprie case pensando che quanto succede dall’atra parte del mondo non lo coinvolga, non comprende che le onde degli tsunami umanitari arrivano molto lontano e non bastano quattro urli scomposti a fermarle.

Non possiamo pensare di risolvere questi problemi senza correre qualche inevitabile rischio e sacrificio per stabilizzare le aree critiche del mondo (come avvenne in ex Jugoslavia, nel Libano e in Afganistan). Se gli americani durante la seconda guerra mondiale si fossero tenuti fuori dalla mischia, saremmo ancora qui a scannarci tra europei (e tra razze diverse). Occorre investire nel potenziare l’autorità economica, politica e purtroppo quando necessario, anche militare, delle organizzazioni internazionali che intervengono nelle varie aree critiche del mondo, ONU in primis. Facile, ma non basta, appellarsi al solo “dialogo” e chiudere gli occhi di fronte a milioni di morti e di persone che fuggono dalla propria terra. Comunque per veloci che siano questi interventi richiederanno anni, nel frattempo molte altre persone arriveranno da noi e quindi dobbiamo fare di “necessità virtù”. Qualcuno comincia ad intuire di dare la possibilità agli immigrati di lavorare ma la perdita, da parte di molti, del concetto “lavoro – progresso” fa contorcere la politica attorno a mille fumose ed a volte inumane formule, senza concretizzarne la prima è la più risolutiva di questo problema: operosità per tutti, partendo dagli immigrati. *imprenditore e presidente del Giornale delle Giudicarie

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Attualità

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Ne parliamo con l’assessore provinciale Carlo Daldoss

Stopalconsumodisuolo,sipuntaariqualificarel’esistente Tante novità nella nuova legge urbanistica provinciale. Bonus volumetrici per chi recupera immobili nei centri storici Ma chiediamo direttamente all’Assessore quali sono i principi ispiratori della nuova legge. Il principio cardine cui è ispirata la nuova legge è il risparmio di territorio orientato al “consumo zero” di suolo (entro il 2020): la riforma sposta, infatti, la prospettiva delle politiche di governo del territorio sul recupero e la riqualificazione dell’esistente. A questo si correlano anche gli altri principi ispiratori di qualità della progettazione, centralità e valorizzazione del paesaggio nonché di responsabilità di tutti i soggetti (pubblici e privati) coinvolti, a vario titolo, nelle scelte afferenti il governo del territorio. Infatti, frenare il consumo di suolo significa compiere una scelta importante, una scelta responsabile verso il territorio, che costituisce lo spazio in cui viviamo e in cui vivranno le generazioni future e che, come tale, va preservato, costantemente migliorato e reso attrattivo. In tale prospettiva di incentivazione del recupero e della riqualificazione, si inseriscono anche i principi di semplificazione normativa e sburocratizzazione delle procedure, che si armonizzano con il principio di partecipazione, quale strumento di apporto significativo e anche di condivisione delle scelte di governo del territorio. Molti lamentano che l’urbanistica sia diventata una giungla di leggi e norme che rendono difficile districarsi e scoraggia chi vuole avviare nuovi interventi, cosa prevede la nuova legge in materia di semplificazione? Il tema della riduzione del consumo di suolo trova diretta applicazione negli strumenti di pianificazione territoriale (PTC, PRG e piani attuativi) che sono stati rivisti nei contenuti e nelle procedure

di Enzo Ballardini La nuova legge urbanistica è entrata in vigore da poche settimane, dopo l’approvazione da parte del Consiglio provinciale con una votazione largamente favorevole. La proposta avanzata dall’Assessore Carlo Daldoss, frutto di un ampio confronto con le forze politiche, economiche e sindacali, ha avuto il consenso ampio da parte

secondo il principio guida di un’ulteriore semplificazione. In particolare, è stata prevista l’efficacia diretta delle previsioni del PTC (Piano territoriale di Comunità) che non richiederanno quindi ulteriori procedure di conseguente adeguamento dei piani regolatori generali; inoltre, è stata semplificata la procedura di approvazione del PTC, in modo da assicurare la certezza dei tempi della programmazione territoriale; è stata rivista l’articolazione dei piani attuativi, prevedendo in particolare i piani di riqualificazione urbana, nell’ottica di assicurare uno strumento coerente per l’approfondimento della pianificazione urbanistica relativa al patrimonio edilizio esistente. Anche sotto il profilo edilizio, con la riforma è stata attuata la semplificazione delle fonti normative (la legge unifica in aree tematiche le disposizioni urbanistiche ed edilizie riguardanti specifici settori quali quello agricolo, produttivo, turistico) ed è previsto un regolamento urbanistico-edilizio provinciale quale strumento unico di attuazione della legge, di immediata efficacia e senza necessità di adeguamenti da parte di comunità

del Consiglio provinciale che l’ha sostenuta e approvata. Un percorso difficile che ha visto l’Assessore impegnato a cercare tra i consiglieri anche di opposizione una condivisione rispetto alla sua proposta. Una riforma che si fonda su partecipazione, responsabilità e semplificazione come ha precisato Daldoss.

e comuni. Semplificate anche le categorie d’intervento, i titoli edilizi e i procedimenti per il loro rilascio. Provincia, Comunità di Valle e Comuni quali saranno le rispettive competenze e funzioni? La legge punta ad una razionalizzazione dei ruoli e dei compiti dei soggetti coinvolti anche mediante meccanismi di coordinamento tra funzioni dei diversi livelli, ad esempio, come si è detto, tra gli strumenti di pianificazione, ed anche tra CPC (Commissione Paesaggistica di Comunità) /CEC (Commissione Edilizia Comunale) e tra servizi provinciali (ad es. nell’ambito della valutazione di impatto ambientale, dell’autorizzazione unica territoriale e delle autorizzazioni in materia di paesaggio/beni culturali). Nelle gestioni associate di funzioni è prevista l’istituzione di un’unica CEC e quando la CPC rilascia l’autorizzazione paesaggistica ed esprime pareri sulla qualità architettonica, il Sindaco del comune interessato partecipa alla CPC con diritto di voto e la CEC non si esprime su quel progetto.

L’assessore Carlo Daldoss

Sono previste agevolazioni e semplificazioni per il recupero degli immobili nei centri storici? La legge prevede meccanismi premiali per chi recupera l’esistente, come i bonus volumetrici o l’attribuzione di veri crediti edilizi, che consentono di ricostruire gli immobili demoliti anche in aree diverse da quella originaria e che possono essere commercializzati. Tali crediti sono riconosciuti anche a chi demolisce immobili incongrui. La legge favorisce la riqualificazione anche attraverso il concetto di ristrutturazione che viene ampliato fino a ricomprendervi anche interventi di demolizione e ricostruzione. Agli interventi di recupero viene applicata una significativa riduzione del contributo di costruzione (5% del costo medio di costruzione) che viene invece aumentato (nella misura del 20%) per le nuove costruzioni.

Sono previsti strumenti per rilanciare il settore dell’edilizia che sta attraversando una gravissima crisi con pesanti ripercussioni sull’occupazione? Ci siamo interrogati su come intervenire senza penalizzare chi cerca di fare impresa sul territorio e per questo abbiamo introdotto notevoli semplificazioni a partire da un quadro normativo unitario, che favorisce la certezza delle regole applicabili, consentendo agli interessati di intervenire senza dover ricostruire una disciplina frammentata in più fonti. Nel contempo, con la riforma si è cercato di creare nuove opportunità di sviluppo, orientando gli investimenti dal nuovo ai volumi esistenti, al fine di indirizzare le risorse verso la riqualificazione del costruito, a cominciare dai centri storici, e verso le demolizioni dei volumi abbandonati, in modo da aiutare il mercato dell’edilizia ad uscire dalla crisi nell’ambito di un processo complessivo di

miglioramento architettonico dell’esistente. Quali saranno le conseguenze che si aspetta nei prossimi anni in conseguenza dell’applicazione della nuova legge? Ci aspettiamo una maggiore responsabilizzazione di tutte le categorie interessate in vista di un progressivo miglioramento del paesaggio trentino e di una crescente attrattività dello stesso. Gli obiettivi sui quali poggia la riforma - risparmio dell’uso di suolo, riqualificazione dell’esistente, maggiore qualità della progettazione, centralità e qualità del paesaggio, sburocratizzazione delle procedure, responsabilità e partecipazione - rappresentano il riferimento a partire dal quale lavorare tutti insieme per il Trentino di domani. Dopo l’approvazione delle recenti leggi di riforma istituzionale che ha favorito la fusione di numerosi comuni e dopo l’approvazione della nuova legge urbanistica, quale sarà il Trentino dei prossimi decenni? Sarà un Trentino necessariamente più efficace, maggiormente capace di fare sistema e di perseguire obiettivi comuni attraverso un’azione sinergica di tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati e più “accessibile” per tutti, in virtù di un quadro normativo che offre regole certe e nel quale si innestano esercizio coordinato delle competenze e procedimenti semplificati Un Trentino con un’elevata qualità del paesaggio e della vita, in grado di continuare ad essere riferimento per altri territori e ad esercitare un’importante capacità attrattiva. Un Trentino che sia in grado di valorizzare al meglio l’Autonomia intesa sempre più come opportunità e capacità di autogoverno sostenibile ed equilibrato delle risorse naturali e di quelle umane.


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Il Saltaro delle Giudicarie

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IL SALTARO DELLE GIUDICARIE

Flop di Salvini a Roncone

Tanto chiasso per nulla... il leader della Lega arriva in piazza, trova poche persone ad ascoltarlo, fa il suo comizio e se ne va Arrivano i migranti, arrivano quelli dell’Africa ,ormai è deciso, cominciando da Roncone, nobile paese della val del Chiese. Saranno 10, o venti, o cento, ancora non si sa, ma saranno l’avanguardia di una “invasione” a tutto campo. Fra qualche anno anche nelle nostre valli ci saranno africani che bianchi. Allarme, per bacco! Movimentiamo pompieri, cacciatori, Schützen, alpini, squadra omicidi d’ogni comune, con le armi di cui sono dotati difendano il territorio degli avi, porca vacca, diamoci da fare. Lassù nell’empireo sono scettici, ma l’ordine è quello di partire, capire e riferire quel che sta succedendo. Ormai stanco dalle continue vicissitudine della nostra terra, e preoccupato dal clima che aleggia sgradevole in ogni dove, il vostro Saltaro chiama a raccolta i suoi amici fidati, per troppo tempo trascurati, tastare il polso della situazione, con prudenza, nonchalance, ma con caparbietà e convinzione. Tutti a Roncone a prendere possesso degli animi, dei pregiudizi e delle paure della gente, conosciuta in tutto il mondo per la sua forza, la sua franchezza e la sua sfrontatezza, intrepida da sempre, mai nella storia ha subito abusi senza reagire con l’intelligenza dei giusti. L’Abele, strabico, luce dei miei occhi, ha lasciato i campi per servire la patria, l’Osvaldo Caccola, ha abbandonato i suoi maiali per accodarsi ai suoi mentori, l’Arcadio, s’è messo il fazzoletto al collo, non si sa mai, può sempre far comodo se fosse necessario strozzare qualcuno, l’Orsolina non aspettava altro, da tempo voleva tornare alla ribalta e la maestra Camilla si sentì chiamata alle crociate, rosario in mano e croce sul petto, ha risposto come si deve: “Dio, lo vuole!”. Tutti a Roncone. Appuntamento al lago, cosi esige l’Abele, per godersi la visione libidinosa delle ultime befane mezze svestite, e lo splendore delle nuove generazioni, belle, vivaci e disinvolte. Ma la goduria dura poco, sono arrivate le prime informazioni, tutti all’opera. Ormai è fatta, la decisione è stata presa dal Consiglio Pastorale (?), arriveranno quanto prima, una quindicina di migranti fuggiti dalle stragi di casa loro, laggiù,

Urla che invadono il cielo. Suvvia Saltaro rimbambito, ormai, delle Giudicarie, all’erta! Non hai letto i giornali (e come faccio mezzo cieco come sono!), non segui le vicissitudini delle tue valli con l’accortezza d’altri tempi? Non senti rumoreggiare i torrenti, nitrire cavalli, muli e asini, belare capre e pecore, becchi e montoni, e nelle lontana Africa francese. C’è stata un’assemblea con la comunità di Roncone, dove è stato dato per certo l’arrivo. Finalmente. Ma dove sono accadute cose inenarrabili. L’Orsolina rabbrividisce al sol pensiero di quanto ha raccolto dalle chiacchiere in cooperativa. Roba da matti, roba mai vista e sentita, roba che griderà vendetta al cielo per i prossimi anni, una macchia al decoro di Roncone che passerà alla storia. L’Osvaldo Caccola rincara, all’osteria si stanno raccogliendo adesioni, vogliono abbattere la casa dei Sordomuti che li dovrà ospitare, altri minacciano stragi, i più sparlano e dicono le cose più disparate, finalmente protagonisti. Poi da Trento sono arrivati aiuti non richiesti, è intervenuta la Lega, quella di Bossi, del Trota e adesso del Salvini ghignoso e pericoloso. “Arriviamo noi e risolviamo la situazione...” sembra abbiano detto. Orpo, in poco tempo, coadiuvati da qualche buontempone, sono riusciti a raccoglier 500 firme contro l’’arrivo dei migranti. Gran risultato, sui giornali poi aumentavano giorno dopo giorno, no, erano seicento, no settecento...mezzo paese insomma contro. La Lega trionfante come sempre, noi difenderemo Roncone dall’invasione, noi faremo da diga all’arrivo, noi proteggeremo Roncone dall’infezione dei “negri”, noi... noi...noi chiameremo in aiuto il nostro capo, il Matteo Salvini, che verrà a Roncone e dove passa lui le cose cambiano da un attimo all’altro, niente paura Ronconesi, dimenticate gli africani, Salvini , in quattro e quattr’otto chiuderà la questione. E allora tutti ad aspettare l’arrivo del Salvini, il protettore dei poveri ronconesi, vessati ed angariati dalla matrigna Provincia con la complicità dei Preti, dei Vescovi e della Chiesa tutta, che per il leghista dovrebbero pensare ad altro e così sarebbe meglio. Parole del Salvini che non tollera più Vescovi e Cardinali. Poveri noi! L’Archimede, che mica è scemo, s’è recato in comune a controllare le firme che

bestemmiare gli incalliti bevitori delle nostree osterie? Vecchio Saltaro, antico e spompato, non riesci più a stare al passo col mondo che vola. Rimani avvolto nel tuo mantello, lassù, sui massi violati della Val Genova, ad aspettare che piova, mentre in ogni parte delle Giudicarie c’è movimentazione come non mai. contro l’invasione dei migranti. Roncone (che qualche giornalista distratto ha addirittura assegnato alla Valsugana) sta ribollendo dentro e fuori aspettando Salvini. Roncone in piena sollevazione, a mezzogiorno tutti in Piazza, arriva il Salvini. Roncone contro ogni intrusione, viva Salvini. Oibò! Al vostro Saltaro e a i suoi, non sembrava che le cose andassero proprio in quel modo, ma se lo dicono i giornali...mah!

Salvini a Roncone foto www.Trentotoday.it

gli sembravano un po’ troppe. Verificate con l’aiuto di probi paesani, non sono più di 250 quelle dei ronconesi, poi ce ne sono di quelle indecifrabili, gente da fuori, gente che con Roncone non ha niente a che fare. Poca roba insomma...ma i giornali, fedeli depositari della loro verità, son rimasti sui loro numeri, così tanto per imbrogliare la gente. E allora non c’è rimasto che aspettare l’arrivo del Salvini Matteo, gran redentore delle genti alpine. Così ho convocato gli amici fedeli in un’oasi accanto al laghetto per decidere il da farsi. “Ma chi è sto Salvini che l’ho sentito nominare da mio nipote, non sarà mica il salumaio delle Sarche che ogni tanto viene in Rendena?” Sbotta l’Orsolina, curiosa di sapere. “Ma cosa dici? Orsolina sei ignorante come Taco, Salvini? Quello della Lega, quello che ogni giorno è in Tv come fosse il nuovo messia, che ne dice di tutti i colori, ma non dice niente di giusto...” spiega con pazienza la maestra Camilla. “Ah, quello grande e grosso, che ha un ghigno feroce e che urla sempre spropositi.... quando lo vedo in Tv io spengo o cambio canale, ne ho avute piene le scatole di mio marito, buon anima, che era più animale che uomo, e che diceva un sacco di stupidaggini e per punirlo il buon Dio se l’è portato via, e m’ha ridato la vita...” si rifà l’Orsolina. “Io lo ricordo, giovane, qualche anno fa, accanto al vecchio Bossi, sparlare dei “taliani”, lui era padano, con l’Italia allora non aveva niente a che fare, quasi come un africano

d’oggi. Allora auspicava che l’Etna, il vulcano, esondasse seppellendo nella lava tutti i siciliani, mafiosi e criminali, tutti, nessuno escluso. Simpatico! Coi napoletani, poi, ce l’aveva a morte, puzzolenti e cenciosi. Infine via da Roma, Roma ladrona, piena di corruzione e di furfanti. Nel frattempo a Milano scoprivano che proprio i suoi sodali della Lega ne facevano quante Bertoldo. E lui, il Salvini dov’era? “Io? Non c’ero, e se c’ero dormivo”. A quei tempi aveva il sonno facile, dormiva e non vedeva e non sentiva... bravo così si fa!” precisa l’Archimede, il dotto. “E’ proprio un bel tipo, ‘sto Salvini, pensa che in vita sua non ha mai lavorato. É entrato a diciassette anni nella Lega e da allora ha vissuto alle nostre spalle e si è già assicurato privilegi milionari, e poi ce la spiega con una faccia di bronzo che non finisce più...” racconta l’Abele, sicuro d’aver centrato bene il soggetto in questione. Delineato nei tratti più significativi e interessanti, soddisfatto dei miei collaboratori, siamo rimasti sul posto a continuare le ricerche. Cosi, lavorando, abbiamo aspettato il gran giorno della venuta del Salvini a Roncone. Il clima d’attesa s’era arroventato. “Adesso arriva, sistema ogni guaio dei Preti e dei loro sacristi. Vedrai quanta gente ci sarà ad aspettarlo. Finalmente c’è chi ci difende, con lui a fianco, addio agli africani. Così sparlavano i giornali e le Tv locali: Salvini a Roncone, accolto con grande clamore. Salvini, show a Roncone. Roncone simbolo nazionale

Finalmente in un venerdì di fine agosto (il 21), è arrivato il gran giorno. La piazza dell’incontro è del tutto normale, i soliti passanti, qualche cane randagio e poco altro. Verso mezzogiorno, arriva gente da fuori paese, qualche ceffo noto per le sue intemperanze proveniente da paesi vicini, e lo staff del Salvini per preparare l’avvento. La gente stenta ad arrivare. Arrivano le televisioni con i loro operatori, arrivano sei sette carabinieri, con la rivoluzione che si preannuncia, meglio qualche caramba in più! Il campanile, anch’esso sorpreso, annuncia il mezzogiorno. Salvini sta per arrivare, annunciano i suoi portaborse. E arriva con un macchinone blu scuro, nero (?), con un autista “gorilloso”, aspetta a scendere, è preso dal telefonino, poi scende...Ehi...dove sono i rivoltosi? Qui, cavolo, non c’è nessuno! I soliti ceffi che mi accompagnano ovunque, ma i Ronconesi? Non c’è un cane! Per consolarlo viene circondato da Tv e giornalisti, interviste, parole illuminanti, qualche abbraccio, qualche stretta di mano e nient’altro. Finalmente, arriva qualcuno. Soprattutto villeggianti, curiosi di vedere dal vivo la star della politica boccaccesca. Poi qualche curioso del paese che se la ride, infine, timidamente, quasi impacciati, per niente guerrieri, arrivano i fan ronconesi, una quindicina, non di più. Il passa parola porta in piazza qualche altro villeggiante e qualche paesano in più, e Salvini, desolato, decide di parlare e chiudere in fretta. Non sa dove mettersi, è un po’ basso e rischia di non essere visto, alla fine

sale su di una panca della Pro-Loco e inizia la sua solita tiritera. No ai Rom, non ai “gender”, che nessuno capisce a chi faccia riferimento, no ai migranti con una novità brillante, perché non li aspettiamo sulle piattaforme abbandonate nel Mediterraneo, gli africani li ospitiamo sulle piattaforme petrolifere. Qualche applauso per dovere, qualche foto, qualche risata, qualche gesto di compassione. Comunque, che vi sia poca tanta gente non importa, il vento provvederà a diffondere gli storici messaggi del Leghista verso orizzonti lontani giungendo fino all’Empireo ed entreranno nelle più eccelse pagine della storia mondiale. E piano piano la gente se n’è tornata al desinare. Niente rivolte, niente tumulti, niente ovazioni, niente grida di guerra, niente proteste. Il Salvini concede ulteriori interviste nell’indifferenza di quasi tutti, poi se ne va, non senza essersi fatto fotografare davanti alla casa Sordomuti, la casa del contendere. Il giorno dopo tornano i giornali, c’è chi spara: grande successo a Roncone, Salvini accolto da oltre 200 persone, solo cento dice qualche altro notiziario un po’ più serio, a conti fatti, il vostro Saltaro ne ha contati una novantina di cui una cinquantina di villeggianti, una ventina di curiosi di Roncone, e una ventina di fan salviniani più o meno convinti. Un flop grande come una casa. Viva Roncone! E sulla giornata del “messia”, del padano spavaldo, è calato da allora un velo di pietosa indifferenza. Sereni per le assicurazioni del Salvini, i ronconesi hanno visto arrivare i migranti cinque giorni dopo. Birba di un Salvini, quante balle hai raccontato! Una dozzina di uomini e una donna, dignitosi, hanno iniziato a girare il paese senza problemi, la gente comincia a guardarli con simpatia. Buona gente in fondo, pensavano peggio. Il Salvini è entrato nel dimenticatoio. E la comunità di Roncone, fedele ai suoi sani principi cristiani, è rientrata nella normalità, continuando nella sua quotidianità e riflettendo sul proprio futuro in un mondo fuori controllo che richiederà per tutti adeguamenti imposti da eventi epocali che nemmeno nell’Empireo si riesce più a capire e controllare.


Attualità

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Il nuovo portale di e-commerce fondato da tre giudicariesi

Trentiner: la tradizione alimentare trentina sul web Ha detto Hermann Pizzini, con Luca Pernisi e Dennis Rosa di Condino e Claudio Morelli di Stenico, tra gli ideatori dell’iniziativa. Un progetto ambizioso. Che, per la prima volta, unisce su un unico canale informatico aziende di grande appeal, desiderose di ampliare volumi e fatturato. L’iniziativa è stata tenuta a battesimo alle Terme di Comano, nelle sale del Grand Hotel Terme e il sito è attivo dal 30 luglio. Al meeting inaugurale - culminato con la degustazione di alcune delle specialità messe in rete - hanno partecipato tutti i produttori. Lo slogan “Go live!”: ha accompagnato l’avvio della nuova avventura. Sullo “scaffale”, nomi più o meno conosciuti del variegato mondo dei sapori enogastronomici della Provincia: dalla Trentino Erbe di Lavis, alla Valsugana Sapori di Scurelle. Ma anche aziende titolate. Da anni simbolo del Trenino da bere, come le Cantine di Toblino, la distilleria Pisoni di Pergolese o maestri di alambicco, quale Giovanni Poli di Santa Massenza. Senza dimenticare

di Ettore Zini Si fa presto a dire e-commerce. Molte aziende ci provano. Ma, senza un’adeguata struttura commerciale alle spalle, i risultati latitano. Da alcuni giorni, un cucchiaio, un coltello e una forchetta sono il logo di Trentiner: una piattaforma per la vendita di prodotti alimentari on-line, cui hanno aderito quasi quaranta aziende trentine. Marchi di qualità. In alcuni casi vere eccellenze. Che abbracciano piccoli e grandi produttori della provincia di

specialisti come Bontadi Caffè di Rovereto e il più famoso Trentingrana di Trento. Oppure, per rimanere in val del Chiese, la troticoltura Armanini

di Storo, apprezzata per i suoi salmerini. Per non parlare di reliquie aziendali come Primitivizia di Borzago. O Agrilife di Vigo Lomaso: piccoli

Trento, per la prima volta sbarcati collettivamente sul web, per aprirsi a un mercato ancora tutto da scoprire. Che – dicono i sondaggi - ha grandi prospettive di crescita. Anche su smarthphone, i cui ordini sono in aumento del 7,6%”. “In Italia le vendite via internet nel comparto dell’alimentazione pesano per il 2,7%, con un controvalore di circa 230 milioni l’anno. Si è solo agli inizi. Dal momento che gli acquisti on-line tra gli utenti internet hanno raggiunto il 53,7%”.

brand che commercializzano rarità ed essenze di montagna, capaci di sorprendere anche palati sopraffini.

Un campionario completo della tradizione alimentare nostrana, pronta a veicolare le sue specialità fuori dai confini regionali e nazionali, grazie alla vendita via etere. Prodotti di qualità. Dove accanto a vini e distillati di pregio vengono proposte marmellate naturali di mela cotogna, specialità dal gusto unico come il radicchio dell’orso o il crescione selvatico, a fianco di creme cosmetiche ed essenze naturali al latte d’asina. “L’intento – hanno spiegato i responsabili del marketing – è realizzare una proposta omogenea di prodotti enogastronomici nostrani che ne valorizzi le eccellenze sui mercati nazionali ed esteri”. Vendita diretta al consumatore, quindi, gestendo la filiera senza intermediari; possibilità di creare un dialogo diretto con gli acquirenti attra-

verso un proprio brand di riferimento; sincronizzazione della vendita con i flussi turistici. E’ quanto rientra nelle strategie commerciali della nuova e-commerce, in un settore, che altrimenti avrebbe difficoltà a uscire dall’ambito locale. “Un test – ha spiegato l’amministratore Luca Pernisi – forte dell’esperienza maturata con Kiamami Valentina: un canale commerciale di articoli di arredo bagno con cui, tra vendite nazionali ed europee, gestiamo un pacchetto di 60 mila clienti con 1,5 milioni di fatturato”. Il primo passo, dunque, è far conoscere la qualità del food trentino. Il secondo mettere in contatto i flussi turistici e le manifestazioni sul territorio con la piattaforma commerciale, per offrire al turista la possibilità di poter riacquistare da casa, quanto ha gustato durante le vacanze. “Chi produce – spiega Hermann Pizzini – non può curare tutto. La piattaforma porta visibilità. Permette un tuffo in un mercato che dal 4% del 2012 è salito all’odierno 15%.”

L’EDITORIALE di Paolo Magagnotti Continua dalla Prima Il grande economista inglese John Maynard Keynes (1883-1946) scrisse nella sua prefazione alla Teoria generale “La difficoltà non sta nelle idee nuove, ma nell’evadere dalle idee vecchie, le quali, per coloro che sono stati educati come lo è stata la maggioranza di noi, si ramificano in tutti gli angoli della mente”. Tolto dall’economia ed utilizzato per le trasformazioni di più ampio spettro, tale pensiero keynesiano deve aiutarci a riflettere su grandi imperativi che si impongono nei nostri giorni. Purtroppo assistiamo troppo spesso a comportamenti politici e anche sociali improntati ad un conservatorismo delle situazioni acquisite o di interesse di parte non più compatibili nei nostri tempi. Le reazioni di fronte all’epocale fenomeno migratorio e le chiusure nazionali nel considerare ed affrontare ulteriori processi integrativi dell’unità europea sono segnali preoccupanti. In merito al fenomeno migratorio è necessario rendersi conto che in molte parti d’Europa e del mondo, compreso il nostro bel Trentino, la futura struttura delle società non sarà più quella di ieri o di oggi. Resistere all’immigrazione e non voler confrontarsi con essa significa perdere in partenza una causa che altri vinceranno nostro

Coraggio e lungimiranza per un futuro più sicuro John Maynard Keynes

malgrado. Solo attrezzandoci per gestire al meglio i processi di integrazione potremo pensare ad avere anche nelle nostre comunità locali una convivenza migliore rispetto a processi che sconfiggeranno ogni volontà di respingimento di ciò che inesorabilmente

avanza e avanzerà. Non è certamente sempre facile accettare le differenze e convivere con esse, soprattutto quando si ci si trova di fronte a di divergenze profonde. Tuttavia, agire sul fronte culturale e formativo, pensando che nuovi arrivi saranno un domani

parte della nostra società, anche in ruoli istituzionali, sembra cosa saggia. Sul fronte europeo avvertiamo purtroppo con grande amarezza che tropi governi degli Stati membri dell’Unione di fronte alle difficoltà generali, coinvolgenti di riflesso anche il loro Paesi, si rinchiudono troppo spesso in un riccio per difendere pur legittimi interessi nazionali, ma senza avere il coraggio e la lungimiranza di quell’unità d’intenti e di azione per un generale bene comune che nel secondo dopoguerra animò i coraggiosi pionieri del processo di unificazione del Vecchio continente, fra cui il nostro Alcide De Gasperi. Si deve con amarezza costatare che sono disattesi e spesso calpestati principi fondamentali che come la solidarietà debbono essere basi fondamentali per una sana società.

Come abbiamo denunciato con scritti precedenti in questo nostro Giornale, parlando della “Bugia su Bruxelles”, i governi nazionali, dai quali dipendono in ampia misura tempi e modi del processo di integrazione europea, trasferiscono con troppa superficialità e irresponsabilità su Bruxelles responsabilità e carenze che sono esclusivamente loro, esercitando così anche un influsso ingiustamente negativo nella popolazione per rapporto al Progetto europeo nel suo insieme. Solo un’Europa forte con poteri condivisi fra le Stati membri potrà garantire maggiore sicurezza a tutti noi, soprattutto per il nostro futuro. L’Europa tutto il mondo hanno bisogno di leader illuminati e capaci di agire con coraggio e lungimiranza, prima che eventi europei e planetari facciano cadere addosso, su di noi tutti, pesi insopportabili.


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Europa

SETTEMBRE 2015

La richiesta di doppia cittadinanza per i Sudtirolesi non ha nulla a che fare con il progetto europeo

L’ultima è stata proposta dal “Südtiroler Heimatbund”, movimento politico che verso metà agosto a Bolzano ha presentato il nuovo manifesto per il riconoscimento dei sudtirolesi come cittadini austriaci. I partecipanti a questa iniziativa sono stati gli esponenti della SVP, Bürger Union-Ladins, Die Freiheitlichen e Süd-tiroler Freiheit, che hanno portato le loro motivazioni, tutte di diversa natura. Pur non essendo il primo punto nella lista delle priorità della SVP, il partito rimane comunque unito alle altre forze indipendentiste su questo tema. Secondo i loro motivi, la cittadinanza austriaca, oltre al valore puramente giuridico, diventerebbe anche un riconoscimento simbolico e politico, e vorrebbe dire confermare (o creare) alla minoranza tedesca e ladina presente in Italia, l’appartenenza al territorio germanofono, in modo tale da riuscire a tutelare meglio anche la propria autonomia e la propria identità. Inoltre sarebbe possibile costruire una maggior rete di corrispondenze e scambi con lo stato austriaco. Qualcun altro aggiunge anche una maggior presa di consapevolezza dei giovani sulla propria storia e sul proprio passato. Dal punto di vista giuridico poi, questo sarebbe ritenuto l’unico mezzo per riconoscere i cittadini austriaci rimasti in Italia, territorio che ancora non viene considerato spesso come propria patria. Secondo Pius Leitner, esponente dei “Freiheitlichen”, basterebbero delle semplici modifiche di alcune leggi per permettere la doppia cittadinanza: ciò che manca, tuttavia, sono le premesse per realizzare tale obiettivo. In ambienti sudtirolesi non è peraltro ancora venuta meno l’aspirazione al “Los von Rom” (via da Roma), da realizzarsi con l’indipendenza del Sudtirolo o la sua riunione al Tirolo: una istan-

A

di Francesca Cristoforetti

nche se accentuato in quest’ultimo periodo, il tema della doppia cittadinanza, che molti sudtirolesi da sempre chiedono per ricongiungersi all’amata patria austriaca, za che non vuole presentarsi assolutamente come una sostituzione al vero scopo, ma vista come un primo passo per poterlo raggiungere. Dall’altra parte del confine però, il Parlamento austriaco non sembra aver intenzione di voler accettare la richiesta: nel “Nationalrat” soltanto l’ÖVP (Partito Popolare Austriaco) è diviso su questo tema, mentre socialdemocratici (SPÖ), verdi (Grüne) e liberali (NEOS) sono contrari. Questa richiesta sembrerebbe trovarsi davanti un muro, e forse gli unici interlocutori sono (e rimarranno) solo gli stessi sudtirolesi. Chi nel Su-

dtirolo si sente “minacciato” da un’Italia che tende sempre più al centralismo, vuole tenersi stretta la propria autonomia, non solo per una questione di identità, quanto

viene ormai discusso ininterrottamente da anni. I maggiori promotori sono i partiti indipendentisti altoatesini, che organizzano ormai da tempo campagne per promuovere i loro obiettivi.

anche per una questione economica. Più volte durante la conferenza gli indipendentisti hanno sottolineato la coerenza di questa proposta, rite-

nuta in linea con il pensiero europeo. Ma siamo sicuri che questa sia una richiesta accettabile per l’Europa? Sarebbe costruttiva davvero? In questo caso non credo che rivendicare l’appartenenza ad uno Stato piuttosto che ad un altro significhi seguire il progetto europeo, ma piuttosto andare nella direzione opposta. Senza nulla togliere alla storia del Sudtirolo, rispettando e comprendendo il loro passato, è difficile capire questo continuo accanimento da parte di alcuni partiti odierni nel voler difendere la propria identità chiedendo l’autodeterminazione. Questa terra di confine è infatti

affascinante proprio perché un’identità è riuscita a crearsela nel corso del tempo: le nuove generazioni parlano dialetto altoatesino, spesso incompreso anche dagli austriaci stessi, con esclamazioni o termini puramente italiani. I giovani di Bolzano ormai girano insieme a cittadini di lingua italiana, tedesca e ladina, la separazione non è più così netta. Molti di loro non rivendicano nessuna appartenenza, perché in qualche modo sono riusciti a costruirsela su questo territorio e non necessitano riconoscimenti: sono sudtirolesi. Le rivendicazioni dei padri devono essere portate avanti anche dai figli? Questa identità che tanto viene cercata, tra i giovani della mia età è già stata trovata. E senza aver cercato una cittadinanza in più.

PENSIERI SENZA TEMPO - A cura di PAOLO MAGAGNOTTI

Alcide De Gasperi disse: “Non ci sono uomini straordinari. Vi dirò di più: non ci sono uomini entro il partito o fuori, pari alla grandezza dei problemi che ci stanno di fronte. Bisogna presentarsi innanzi a questi avvenimenti esteri e interni con l’umiltà di riconoscere che essi superano la nostra misura. Non c’è nessuno che possegga il talismano per poter risolvere un problema quando questo si presenta in tutta la sua complessità. Per risolvere questi problemi vi sono vari metodi: quello della forza, quello dell’intrigo, quello dell’onestà, quello della fermezza in una fede sicura. Se io sono qualche cosa, in questa categoria, mi reputo di appartenere alla terza. (Dal discorso pronunciato in occasione del secondo congresso provinciale della DC di Roma il 13 giugno 1945.)

Gasperi” lo traduco “Viva l’uomo di buona volontà che cerca la verità”. (Dal discorso pronunciato in occasione del secondo congresso provinciale della DC di Roma il 13 giugno 1945.)

“Sono un uomo che ha l’ambizione di essere onesto. Quel poco di intelligenza che ho la metto al servizio della verità, la quale si trova sepolta molte volte sotto strati difficilmente penetrabilei, ma esiste. Io mi sento un cercatore, un uomo che va a scovare e cercare il filone della verità della quale abbiamo bisogno come l’acqua sorgente e viva delle fonti. Non voglio essere altro. Quindi il grido di “Viva De

“Impegnarsi a fondo. Mai impegnarsi a metà: quando si ha una convinzione e si è chiamati a una certa responsabilità, allora non ci sono limiti, tutta la persona, tutte le fatiche, tutto lo spirito deve essere dedicato a quel lavoro”. Dal discorso pronunciato a Trento il 26 luglio 1947, in occasione del congresso provinciale della DC).

“Non dimentichiamo che è anzitutto lo spirito che dà la forza, e lo spirito è la nostra tradizione. Non ditemi conservatore, perché io vi rispondo: sì, sono conservatore, quando si tratta di conservare le principali libertà della vita pubblica e soprattutto le libertà religiose; sono conservatore, perché perderle vorrebbe dire perdere le ragioni stesse dell’esistenza”. (Dal discorso pronunciato a Milano in occasione del convegno per l’Alta Italia della DC il primo luglio 1945).

“La democrazia non è semplicemente uno statuto; la Repubblica non è semplicemente una bandiera: è soprattutto una convinzione è un costume, costume di popolo. È necessario che ci persuadiamo che il regime democratico è un regime molto duro, un regime che esige un addestramento una vigilanza continua. Bisogna creare con lo sforzo quotidiano la democrazia nell’abitudine, nel Parlamento, nel governo, nei partiti e nelle associazioni. Ogni giorno è necessario riconquistare la democrazia, dentro di noi contro ogni senso di violenza, fuori di noi con l’esperienza della libertà”. (Dal discorso pronunciato al secondo congresso nazionale della DC celebrato a Napoli dal 15 al 19 novembre 1947 al teatro San Carlo). “Un partito vince non per il numero dei suoi iscritti o non soltanto per questo; vince per la forza di interpretazione della volontà del Paese). ((Dal discorso pronunciato al secondo congresso nazionale della DC celebrato a Napoli dal 15 al 19 novembre 1947 al teatro San Carlo).

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ALLA SCOPERTA DEI NUOVI SINDACI – 1/ Tre mesi da primo cittadino a Pinzolo

Michele Cereghini, il volto del cambiamento di Enrico Gasperi

Michele Cereghini Sindaco di Pinzolo

MICHELE CEREGHINI - LA SCHEDA


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Attualità

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Precisazioni dopo l’intervento del sindaco Erminio Rizzonelli su migranti e informazione

Migranti a Roncone: un tema difficile e contrastato

Le tragedie di migranti cui assistiamo ogni giorno in diretta TV toccano, che in verso e chi nell’altro la sensibilità di ognuno e tutti si pongono l’interrogativo sulle prospettive di vita futura interessanti pure le nostre piccole comunità; comunità che fino ad ora hanno potuto vivere in tranquillità ed in un contesto di buona intesa e coesione sociale nonostante difficoltà insite nel normale scorrere della vita anche in una terra che, come il Trentino, si trova vari aspetti in condizioni più favorevoli rispetto ad altre realtà del Paese. Di fronte a tale epocale tragedia assistiamo a posizioni che possono essere di segno diverso, il che può accendere tensioni che portano ad esasperazione anche nel valutare fatti, situazioni ed elementi che richiederebbero pacatezza. Tutto, peraltro, si svolge in un contesto umano, fra uomini

Nel precedente numero del “Giornale delle Giudicarie” è stato riportato un ampio testo del sindaco di Roncone, Erminio Rizzonelli, riferito al discusso accoglimento nel comune di Roncone di migranti provenienti da regioni dove stano imperversando guerre e conflitti civili che stanno segnando un epocale e tragica fase della storia dell’umanità

che desta preoccupazioni sullo stesso futuro degli equilibri mondiali. Nella sua esposizione il Sindaco ha fatto riferimento in particolare a dibattiti e prese di posizione in Consiglio comunale, anche in riferimento al modo con cui era stata prese decisioni in merito alla sistemazione di migranti nel suo comune.

pubblicato sul “Trentino”, ritenendo che vi siano passaggi non corrispondente alla realtà. Di seguito riportiamo ben volentieri le precisazioni di Aldo Pasquazzo e di Ettore Zini conseguenti all’articolo del Sindaco. (p.m.)

Le precisazioni di Pasquazzo

La casa ex-sordomuti che ospita i migranti a Roncone

Le precisazioni di Zini Egregio signor Sindaco Rizzonelli, sì certo: sulla vicenda immigrati le intemperanze - e i toni inqualificabili di alcune persone sono certamente da attribuire all’informazione. Ma, non a quella della carta stampata. Bensì, all’informazione “mancata”. Quella che Consiglio pastorale e Comune hanno preferito non dare, per timore di esagitare gli animi. I risultati li conosciamo. Peccato: sarebbe stata una grande lezione di democrazia. Oltreché un modo corretto per spiegare ai suoi concittadini ciò che la sua comunità - pur in un non distinguo e prevaricazione di ruoli - si accingeva a fare. Anche perché, non è detto che quello che va bene alla Chiesa vada bene al Paese. A tal proposito il mio articolo da lei citato nella reprimenda fatta agli organi di stampa nel Gdg di agosto - checché ne dica - non fa una grinza. Ha fatto unicamente quanto compete alla Stampa. Anticipava, per filo e per segno, ciò che – guarda caso - poi è stato puntualmente confermato dai fatti. Con ossequio. Ettore Zini

e donne con caratteri, visini, sensibilità e approcci diversi. Importante è che, pur nel rispetto delle singole opinioni e convinzioni, anche di fronte a momenti di drammaticità, si trovino vie di compatibili convergenze nel solco delle migliori tradizioni delle nostre comunità di montagna. Nel suo testo, il sindaco Erminio Rizzonelli ha espresso amarezza in merito a servizi sull’argomento riferiti a Ettore Zini e Aldo Pasquazzo. In particolare, ha “suscitato” nel Sindaco “un’incredulità intrisa di rabbia e delusione “il modo in cui Aldo Pasquazzo ha confezionato un pezzo

In riferimento all’articolo apparso a piena pagina sul “Giornale delle Giudicarie” del mese di agosto scorso a firma del sindaco di Roncone, si impongono da parte mia alcune precisazioni utili a fare chiarezza all’intera questione“ Profughi – Clandestini “. Il pezzo è costellato di accuse, talvolta molto pesanti, tese a evidenziare che io averi riportato in maniera distorta fatti e circostanze che proprio non corrispondono al vero. Su questa vicenda comunque già si era espresso ancor prima un più onorevole collega che aveva riportato notizie e approfondimenti centrati sia nel merito che nella sostanza e che Voi avete accettato in toto. Ritengo fuori luogo poi l’affermazione del Sindaco secondo il quale “Il corrispondente locale del “Trentino” (ossia io) ha semplificato la drammaticità di questo Consiglio in una grottesca cronaca di battute ad effetto” aggiungendo che “anche il titolo stesso “Caso profughi, le opposizioni chiedono la testa del Sindaco” non rispecchia affatto i fatti. Premesso che i titoli degli articoli di giornale vengono formulati non dal cronista ma dalla redazione, la quale, con la titolazione, cerca soprattutto di cogliere aspetti del contenuto che richiamino l’attenzione del lettore. Vengo inoltre accusato di aver ignorato “La ricostruzione dei fatti” operata dal Sindaco con “infedele esposizione su quanto effettivamente accaduto ”, ritenendo addirittura de aver “fatto un danno a tutti cittadini . . .nonché un’offesa al Consiglio comunale di Roncone. Il che, certamente, non corrisponde al vero. Qui debbo dire semplicemente che le mie interpretazioni dei fatti sono ovviamente diverse da quelle del Sindaco, il quale, interrogandosi se è accettabile “oltraggiare la verità”, più che a me dovrebbe rivolgere tale interrogativo ad altri. Voglio pure precisare che non sono stato io a dire Sindaco di dire la verità ed andarsene, ma la sua minoranza consiliare, cui si sono uniti molti dei presenti all’affollata assemblea della assessora Donata Borgnovo Re. Comunque, con il suo esteso articolo il sindaco di Roncone ha avuto la possibilità di fornire ai lettori del giornale la sua verità. Da parte mia ai cittadini di Roncone demando ogni valutazione e interpretazione anche per quanto da me più volte riportato. Cordialmente Aldo Pasquazzo


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Festa delle Regole Spinale Manez presso il bacino artificiale che ha “salvato” la stagione invernale scorsa

Il Laghetto Montagnoli al primo giro di boa di Denise Rocca

Il lago dei Montagnoli

L’inaugurazione del lago dei Montagnoli


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Speciale Ecofiera

Un ambiente da conoscere

Dal 2 al 4 ottobre è in programma a Tione l’Ecofiera di montagna, XVI edizione. Sviluppo sostenibile, risparmio energetico e green saranno ancora i protagonisti

LE NOVITÀ 2015

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L’evento, presenterà ancora diverse novità, sempre con un occhio attento al settore dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile con il “Salone della Bio-Edilizia, del Risparmio Energetico e dello Sviluppo Sostenibile” che rappresenta uno dei settori più interes-

santi del momento e con grandi novità. Una particolare attenzione sarà quindi rivolta a tutte le nuove opportunità nel risparmio energetico, con espositori specializzati nella realizzazione di edifici a basso consumo, della produzione di energia elettrica con gli impianti fotovoltaici; le caldaie ad alto rendimento, la cogenerazione, nonché tutti gli aspetti legati alle nuove fonti di energia alternativa. Ecofiera propone, quindi, da sempre mille spunti utili ed interessanti, un contenitore di idee originali, accattivanti, per tutti i gusti. Nuove iniziative, mostre collaterali, convegni, incontri culturali e musicali, spettacoli per bambini, laboratori, animazioni ed esibizioni dal vivo. TANTE FIERE IN UNA, dunque, con un ricco programma di intrattenimento per un lungo week-end

CORNICI SU MISURA

Anche per questa nuova edizione, le richieste di partecipazione sono fino alle ultime settimane costantemente in aumento e continuano ad arrivare numerose, motivo per il quale il Comitato Organizzatore ha dovuto istituire una “waiting list”. L’evento fieristico tionese è diventato, anche in un periodo di crisi, un importante punto d’incontro tra un’offerta sempre più qualificata e una domanda sempre più attenta ed esigente, che ha portato necessariamente ad una selezione qualitativa degli espositori.

FINITURE

Il viale di Tione affollato per l’Ecofiera

Ritorna per tre giorni, dal 2 al 4 ottobre 2015, l’appuntamento con Ecofiera di Montagna, giunta ormai alla sua 16ª edizione, il più importante evento fieristico giudicariese d’autunno, dedicato all’economia di montagna ed allo sviluppo sostenibile nelle aree alpine. La manifestazione, nel corso degli anni si è

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sempre evoluta, sia nelle dimensioni fisiche, che di qualità e varietà della proposta e ormai rappresenta un appuntamento irrinunciabile sia per gli espositori sempre in crescita, che per i numerosi visitatori che nell’ultima edizione erano oltre 33.000, provenienti da tutto il nord Italia e non solo.

GASTRONOMIA TIPICA E PRODUZIONI BIOLOGICHE Anche per la 16° edizione , ci sarà un importante sviluppo del tema dell’alimentazione e della gastronomia tipica, sia per la partecipazione di espositori con prodotti tipici delle varie regioni italiane, sia per la presenza di alcuni produttori locali che presenteranno i loro prodotti a km 0, proponendo assaggi e presentando piatti fatti con questi prodotti tipicamente giudicariesi. BON TOUR: sapori e momenti in piazza (NOVITA’ 2015) Saranno presenti le eccellenze del territorio (enogastronomiche) (Giudicariese e Trentino) che conservano e tramandano antiche tradizioni.Le eccellenze saranno presentate in tipiche casette di legno posizionate nella piazza principale di Ecofiera – Piazza C. Battisti. UFFICIO PRODUZIONI BIOLOGICHE DELLA PAT Info pubblicazioni realizzate dalla PAT per il settore agricolo ed altro materiale informativo sulla tematica delle produzioni biologiche e le piante officinali coltivate e spontanee.


Speciale Ecofiera

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Green energy, uno sguardo verso il futuro In Ecofiera saranno presenti alcuni, sempre più innovativi, prodotti per il riscaldamento termico degli ambienti, produzione di acqua calda, produzione di energia elettrica , nonché di isolamento termico:

I pannelli fotovoltaici dei dispositivi che mediante le celle fotovoltaiche , hanno la capacità di convertire l’energia elettromagnetica (la luce) in energia elettrica, mediante effetto fotovoltaico.

Sistemi di riscaldamento a biomassa Gli impianti a biomassa con combustibili di origine biologica sono un’alternativa attuale e allo stesso tempo sicura e sostenibile. Caldaie a pellet, Caldaie a legna e Caldaie a cippato per la produzione di acqua calda per uso sanitario e riscaldamento, che assicurano un alto risparmio economico rispetto alle caldaie tradizionali grazie all’utilizzo di combustibili (biomasse) ad altissima efficienza energetica ma a bassissimo impatto ambientale.

Serramenti ad alta efficienza energetica Serramenti ad alta efficienza energetica utilizzati nell’edilizia sostenibile. Sono prodotti con eccellente isolamento termico, con tecnologia avanzata e anche con i canoni dell’architettura contemporanea.

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14 SETTORI TEMATICI • Agricoltura di montagna • Sviluppo sostenibile • Fonti alternative • Risparmio energetico • Bioedilizia • Eco-arredo e design • Artigianato • Prodotti tipici • Produzioni biologiche • Ristorazione giudicariese • Agriturismo • Attività tradizionali della montagna • SportNatura • Salute e benessere

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Terme

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Verso l’autunno, i consigli per la salute Terme, opportunità per il benessere a portata di mano Una buona abitudine per vivere meglio l’inverno, soprattutto per chi soffre di disturbi cronici all’apparato respiratorio e vive nella stagione fredda una recrudescenza della problematica, è quella di prepararsi al meglio prima dell’arrivo del grande freddo

I centri termali possono essere una valida proposta. Acque dalle proprietà particolari che aiutano a prendersi cura di se stessi in maniera dolce, evitando quel largo uso di farmaci per fermare starnuti persistenti e tornare a respirare e riposare bene che ai quali i fastidiosi problemi alle vie aeree costringono nei momenti di infiammazione peggiore: i centri termali locali, e le Giudicarie ne vantano due, propongono un ventaglio di cure inalatorie per un aiuto naturale a ridurre raffreddamenti e mal di gola. Il 26 e 27 settembre prossimi, Terme di

Comano e Terme Val Rendena ripropongono infatti la felice iniziativa dalla Giornata Terme Aperte: ai giudicariesi la possibilità di effettuare check up gratuiti per la valutazione della glicemia e la diagnosi precoce del diabete oltre a visitare i centri termali e partecipare alle iniziative in tema di alimentazione sana organizzate dai due centri termali locali. “Acqua da... respirare” è il pacchetto offerto con l’occasione ai residenti ad un costo agevolato grazie al contributo della Comunità delle Giudicarie per un ciclo di cure inalatorie.

“Sono efficaci in particolare per tutte le forme croniche che interessano le alte vie respiratorie – spiega la dottoressa Belli, diret-

Le Terme di Comano e le Terme Val Rendena presentano... Incontro di avvicinamento alla cucina naturale La cucina naturale propone piatti che utilizzano prodotti stagionali con ricette semplici e gustose. Un’occasione per ampliare i propri gusti riscoprendo alimenti della tradizione locale. Durante l’incontro verrà illustrato e degustato un menù tipico: • Tris di crostini integrali con salse arancione, rossa e verde • Insalata di riso integrale e orzo con verdure saltate su hummus di cannellini al profumo di curcuma • Crostata di carruba con riduzione di frutti rossi Ai partecipanti a fine dell’incontro verrà consegnato un ricettario di cucina naturale. Domenica 27 settembre presso il Grand Hotel Terme di Comano. Costo di partecipazione € 20,00 a persona. Informazioni e prenotazioni al numero 0465 701277

trice sanitaria delle Terme di Comano – si opera una prevenzione delle recidive che permette di passre un migliore inverno”. In par-

grazie ad acque termali e cure naturali. Coccole, the, tisane e infusi sono dolci palliativi che scaldano e fanno compagnia nelle fredde sere invernali, ma una cura dolce ed efficace si può iniziare prima che i raffreddori facciano capolino.

ticolare, le proprietà delle acque termali giudicariesi sono di tipo antinfiammatorio e hanno la capacità di aumentare i livello di

anticorpi e diminuire quella fastidiosa sensazione di ostruzione nasale. Sono i bambini, fino all’adolescenza, e gli anziani le due fasce di popolazione che più giovano di una cura inalatoria, proprio per la loro efficacia su quelle patologie come riniti allergiche, sinusiti e faringiti croniche: da una parte per i più giovani possono evitare la cronicizzazione delle patologie, dall’altra possono alleviare i sintomi in quelle persone più adulte nelle quali i disturbi respiratori hanno già assunto forme croniche.

IL 26 E 27 SETTEMBRE 2015 LE TERME DI COMANO E LE TERME VAL RENDENA ACCOLGONO I RESIDENTI DELLE GIUDICARIE Le GIORNATE DELLE TERME APERTE si propongono come momenti per incoraggiare la salute ed il ben-essere Il 26 SETTEMBRE 2015 presso le TERME VAL RENDENA Il 27 SETTEMBRE 2015 presso le TERME DI COMANO

CHECK UP

dalle ore 7.30 alle ore 9.30 check up gratuiti di valutazione della glicemia: i residenti nei Comuni ricompresi nei territori della Comunità di Valle delle Giudicarie potranno effettuare un consulto gratuito che consisterà nella rilevazione dei parametri antropometrici (peso, altezza) e nella misurazione della glicemia a digiuno. Al termine del consulto verrà rilasciato una cartella personale e, se necessario, sarà possibile prenotare un colloquio di approfondimento che verrà effettuato il mercoledì successivo. Prenotazione obbligatoria fino a raggiungimento del numero massimo dei posti disponibili.

COLAZIONE SALUTARE dalle ore 7.30 alle ore 10.00 per chi effettuerà il check-up sarà possibile, presso i centri termali, effettuare la colazione sana in base ai principi della corretta alimentazione. Saranno presenti alimenti salutari e a km zero.

SEMINARIO

ore 10.30 presso la sala Congressi si terrà il Seminario “Colazione da re, pranzo da principe, cena da povero” - La sana e saggia verità di un detto popolare” tenuto dal dott. Michele Pizzinini - Specialista in Scienza dell’alimentazione e specialista in Diabetologia e malattie del ricambio.

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VISITE GUIDATE

Nel corso delle due giornate del 26 e 27 settembre si potrà effettuare una visita guidata presso i due Centri Termali, conoscere i servizi offerti dagli stessi e le modalità di accesso alle cure. Prenotazione obbligatoria. Visita ore 10.00. PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

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L’Ecomuseo della Valle del Chiese propone questo suggestivo festival storico – “La voce di chi non si arrende”

L’8 e 9 agosto torna Altrotempo Dal 1635

L’attrice Roberta Biagiarelli

UN CORRETTO STILE DI VITA INIZIA CON UNA BUONA COLAZIONE GIORNATE DELLE TERME SETTEMBRE 2015 APERTE

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Cooperando

SETTEMBRE 2015

Il “workers buyout” è un esempio di innovazione sociale intrapresa dai lavoratori nel tentativo di “recuperare” le aziende costrette a chiudere

I lavoratori si comprano l’impresa

Dobbiamo però stare attenti quando si parla di innovazione sociale e di economia sociale, a non degradare tutto al rango di mero riposizionamento dell’economia capitalistica su tematiche alla moda, utili a sostenere politiche di comunicazione. Sarebbe un errore madornale perché in ballo ci sono questioni molto complesse che chiamano in causa la ristrutturazione profonda delle catene di produzione del valore, sempre più chiamate, per essere competitive, a incorporare fattori di socialità e sostenibilità ambientale. Non questioni da trattare come mere “esternalità positive”, ma come componenti strutturali di nuovi modelli di business. Messa in questi termini, l’innovazione sociale assume una rilevanza centrale nel discorso sui processi di cambiamento e, nello specifico, sulle forme di organizzazione del lavoro e sul ruolo che può assumere

di Alberto Carli Il tema dell’innovazione sociale è una formula che viene procome brand che qualifica il busiposta sempre più spesso tanness non di una impresa dell’economia sociale ma di un player to da non riuscire quasi più a distinguere o meglio a capire, la globale dell’industria meccanica o della grande distribuzione differenza tra imprese non profit e imprese for profit.

l’economia sociale e solidale. In parole povere: produrre impatto sociale non solo con le risorse redistribuite dalla Provincia o dallo Stato ma anche attraverso economie autenticamente sociali. Qualche esempio? Utilizzare l’agricoltura per innovare le politiche sociali, oppure produrre cultura per innovare le politiche del comparto delle costruzioni, rigenerando spazi e beni immobili come asset comunitari (il tema dei beni comuni…); e ancora ripensare le politiche di sicurezza investendo su progetti di coesione che puntano sullo sviluppo di socialità e non sul “controllo del territorio”. Trovare nuove modalità, nuovi canali di collegamento per mettere in rete e avviare processi innovativi nei sistemi economici rap-

presenta oggi la grande sfida soprattutto per le organizzazioni di economia sociale e solidale e quindi anche per la cooperazione. Il fenomeno dei workers buyout, inteso come l’acquisizione da parte dei lavoratori della proprietà e del controllo dell’azienda, è un esempio di innovazione sociale che può essere intrapresa dai lavoratori nel tentativo di “recuperare” le aziende costrette a chiudere, mantenere il loro posto di lavoro e non disperdere le competenze acquisite durante gli anni di attività lavorativa. Una innovazione che ha radici antiche; si parla della ex legge Marcora voluta proprio per sostenere progetti di questo tipo e che sono già stati sperimentati anche nelle nostre Giudicarie, in particolare nella Valle del

Chiese. Non stiamo parlando infatti di fenomeni nuovi, anche se la crisi ha amplificato tutto. Le difficoltà aziendali che portano alla chiusura di aziende non sono purtroppo una novità ma la trasformazione da impresa ordinaria a impresa cooperativa è sempre più attuale e il suo monitoraggio permette di studiare anche le più recenti evoluzioni e i nuovi sviluppi della cooperazione di produzione e lavoro. Alla luce dell’interesse per la tematica, una ricerca è stata portata avanti da CFI (Cooperazione Finanza Impresa), ente compartecipato dal Ministero dello Sviluppo Economico, che si occupa del sostegno e del finanziamento finalizzato a piani di investimento delle cooperative di produzione e lavoro. Da questa ricerca è

emerso come negli ultimi anni siano numerosi gli esempi di nuove cooperative di lavoro che rispondono alla crisi e alla chiusura di molte aziende, con percentuali di sopravvivenza di lungo periodo prossimi al 50%. Un fenomeno quello dei workers buyout, che si sta diffondendo in tutta Italia e in numerosi settori di attività e in alcuni casi dovuto al problema del ricambio generazionale e quindi non solo per risolvere problemi legati alla crisi. Tante infatti sono le storie di successo che, anche con l’aiuto del Credito Cooperativo, hanno consentito ai dipendenti di società in difficoltà di organizzarsi e rilevarne la proprietà. Alcuni esempi sono la cooperativa Arbizzi di Reggio Emilia, nata il primo luglio 2014 quando 16

lavoratori si sono trasformati da dipendenti a soci e hanno rilevato dal proprietario e fondatore l’azienda che opera nel campo della commercializzazione di prodotti e materiali per l’imballaggio industriale. La Pansac di Ravenna che produce imballaggi plastici o la Bulleri Brevetti di Pisa attiva nella produzione di macchinari per la lavorazione del legno, della plastica e dell’acciaio. Attenzione al territorio senza perdere di vista l’internazionalizzazione, il tutto condito da formazione, rete di sistema e nuove modelli di sviluppo. E’ questa la ricetta della cooperazione fatta di realtà da sempre protagoniste del mondo imprenditoriale; motore delle comunità locali, le cooperative non puntano a delocalizzarsi ma non per questo si chiudono all’innovazione e in tempo di crisi sanno trasformarsi e creare nuovi posti di lavoro.


Attualità

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La ditta di elettrotecnica di Cimego protagonista di una significativa azione di beneficenza per un ospedale in Congo

La BM (e le Giudicarie) in campo perl’Africa

E’ Suor Rose a raccontare ad Alex Bottini, uno dei tre titolari della BM, la condizione dell’ospedale: si tratta di una serie di baracche in legno rimaste dai tempi della dominazione belga, dove medici e personale operano in condizioni estremamente difficili, senza luce elettrica e dove perfino sterilizzare gli strumenti è un’impresa complessa. Eppure salvano vite. Le vite dei più poveri fra i poveri, coloro che nella miseria africana non possono permettersi null’altro che l’impegno di medici che si occupano di tutto, dalle operazioni chirurgiche alla nascita dei bambini, in strutture inadeguate. Poco bastava a quel pezzo di mondo per migliorare enormemente le condizioni sanitarie: per esempio, avere la corrente elettrica, visto che

È partito lo scorso inverno da Cimego il container diretto all’ospedale di Kash-e-Matadi in Congo: dentro c’era un impianto completo di pannelli fotovoltaici per fornire di energia il centro ospedaliero, oltre a molti oggetti e capi di vestiario che possono tornare utili ad una struttura ospedaliera e ai suoi pazienti. A donare pannelli e impianto la BM Group di Cimego, mentre tutto il resto è arrivato dai giudicariesi che hanno voluto regalare qualcosa per ottimizzare il trasporto. Si era vicini al Natale e la ditta di Cimego, interpellata da Marco Antolini, semplice giudicariese impegnato nel volontariato, ha accolto la richiesta di

aiuto di suor Rose e padre Costantino per l’ospedale africano decidendo di devolvere i 15mila euro normalmente destinati ai regali natalizi per fornitori e clienti a quest’opera di bene. La prima è una suora congolese, medico direttore dell’ospedale generale di Kingoma, arrivata all’ospedale di Tione per un periodo di formazione nell’estate del 2013. Padre Costantino invece è un carmelitano da parecchi anni in aiuto presso la parrocchia di Tione e assistente spirituale all’ospedale giudicariese. La struttura ospedaliera di Kash-e-Matadi assiste una zona poverissima anche per gli standard congolesi.

i medici congolesi operano alla luce delle candele. Così il passo dai panettoni ai pannelli fotovoltaici è stato breve: la BM, che esporta dal 1993 impianti elettrici industriali in tutto il mondo, ha una settantina di dipendenti ed esporta all’estero l’80% dei suoi prodotti, ha detto sì e l’operazione elettrificazione dell’ospedale è iniziata. Pannelli, batterie e generatori ce li ha messi la

ditta, ma il container aveva ancora spazio libero, quindi a riempire i vuoti ci ha pensato Antolini: un tam tam fra amici e associazioni del territorio è partito in Giudicarie e c’è chi ha donato materassi, coperte, frigoriferi per i medicinali, lampade, fasciatoi e carrozzine. La burocrazia, micidiale, ha fatto partire il container con molto ritardo rispetto ai tempi auspicati, ci sono

voluti mesi di lavoro, poi finalmente il materiale è arrivato nel porto di Kinshasa, dove ha atteso che passasse la stagione delle piogge e la strada fra la capitale e l’ospedale tornasse praticabile. Il materiale è arrivato in questi giorni alla sua destinazione, ma si pensa già ad una nuova spedizione per un altro ospedale africano in attesa di elettricità per svolgere il suo lavoro al meglio. Sempre Antolini, rilevata la disponibilità della ditta a ripetere la donazione, sta raccogliendo materiale utile (biciclette, vestiti, scarpe, materassi, biancheria da letto) per il nuovo container in partenza fra qualche settimana. Per donazioni, Marco: cell.3476457479. Denise Rocca

Contesa Monte Melino, lectio magistralis con Fazio, Ebner e Fracalossi su Europa 2.0 Il 13 settembre a Castel Condino raduno interregionale fanti per la brigata dei Lupi di Toscana L’ex Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio sarà tra i protagonisti, con il presidente della Federazione Trentina della Casse Rurali Giorgio Fracalossi e il presidente della Camera di Commercio di Bolzano Michael Ebner, della Lectio Magistralis: Europa 2.0 prevista il prossimo 11 settembre al Teatro Sociale a Trento nell’ambito dell’evento 100 anni Dalla Grande Guerra – La Contesa del Monte Melino, che prevede varie manifestazioni nel capoluogo del Trentino e nella valle del Chiese. La manifestazione è stata presentata presso la Federazione Trentina delle Cooperative dal presidente del C.O. sen. Ivo Tarolli, dal sindaco di Castel Condino Stefano Bagozzi, dal prof.

Giuseppe Ferrandi (direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino), da Carlo Dallasega (direttore Ftc) e dal cav. Enzo Libardi (presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Fanti). E proprio i Fanti (realtà militare che raggruppa Bersaglieri, Granatieri, lagunari, Paracadutisti e anche il Corpo degli Alpini) saranno i protagonisti il prossimo 13 settembre a Castel Condino del Raduno Interregionale del Fanti dedicati alla Brigata dei Lupi di Toscana con la presenza tra gli altri, del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, del presidente nazionale Anf Antonio Beretta, del medagliere (il più decorato d’Italia) con 650 medaglie d’oro al valor militare. Sono attese le rappresentanze Anf di Trentino, Veneto, Friuli Venezia Giulia e di altre regioni del Nord Italia, per un totale

di oltre 1.500 persone. Aperto lo scorso due agosto dal Pellegrinaggio della valle del Chiese alla Sella di Bondolo e culminato dalla Santa Messa celebrata dall’arcivescovo di Trento, mons. Luigi Bressan, il calendario dei 100 anni Dalla Grande

Guerra – La Contesa del Monte Melino prevede una ricca serie di appuntamenti con relatori internazionali. A Castel Condino (12 settembre) il direttore del Dolomiten Toni Ebner, il direttore del Museo storico del Trentino Giuseppe Ferrandi e il ricercatore

storico Vittorino Tarolli parleranno su Le ragioni del Conflitto e la ricaduta sulla Valle del Chiese. A chiudere il calendario sarà la Conferenza Condizioni e strumenti per una cultura di Pace prevista nuovamente a Castel Condino (30 ottobre) con Mons. Luis Romera, studioso spagnolo e Rettore delle 12 Università Pontificie. «L’intento di questa articolata iniziativa che lega l’Italia all’Austria (cento anni fa contendenti nella prima Guerra Mondiale), la Valle del Chiese e le sue montagne a Trento e al Trentino, è di fornire una nuova dettagliata lettura in una terra il cui destino cambiò proprio con la guerra» - spiega il sen Tarolli, protagonista di questa iniziativa capace di riunire l’intera valle del Chiese che cento anni fa vide la presenza di diecimila soldati e la totale distruzione di tutte le costruzioni.


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Attualità

SETTEMBRE 2015

Il 19 e 20 settembre sarà di scena sul Lago di Roncone “Mondo Contadino”, fra tradizioni agricole, allevamento di eccellenza e delle produzioni alimentari di qualità

Agricoltura, tradizioni e prodotti tipici in mostra

Mondo Contadino prevede due giornate scandite da un ricco calendario di appuntamenti tra degustazioni guidate, laboratori, mostra bovina e la mostra - mercato. I produttori locali ospitate nelle classiche casette di legno allestite nei pressi del lago di Roncone, proporranno al pubblico la propria offerta di prodotti tipici, offrendo assaggi, descrizioni, svelando alla gente i modi e i tempi di produzione. Oltre alle degustazioni guidate ci sarà poi la possibilità di acquistare direttamente formaggi, miele, confetture, salumi, funghi, pesce e numerose altre specialità locali. Fra i momenti di maggiore interesse, si segnalano al sabato i laboratori per bambini “disegna e crea gli amici

Mondo Contadino fa cinque edizioni. Nel weekend del 19 e 20 settembre il lago di Roncone sarà ancora una volta teatro dell’evento che mette al centro la vocazione rurale della Valle del Chiese, una due giorni che si propone di far conoscere al pubblico le tradizioni e gli aspetti più caratteristici e dell’attività agricola e di allevamento del bestia-

me, con – fra l’altro - la storica mostra bovina. Prodotti tipici, buon cibo, degustazioni guidate saranno ancora una volta l’asse portante di un evento che fin dalla prima edizione ha saputo catalizzare l’attenzione di un vasto pubblico, non solo locale, ma anche proveniente dalla vicina provincia di Brescia.

animali”, i momenti legati alla tradizione come sabato alle 17.30 “Come si fa il formaggio? La caserada: la lavorazione del latte” e, a chiusura della prima giornata alle 19 la cena con prodotti tipici a cura dell’Unione Allevatori Valle del Chiese. La sera alle 20.30 è in programma la finale e l’elezione delle campionesse della razza Bruna e la razza Frisona della mostra bovina che avrà luogo dalle 9 al pomeriggio. Domenica invece si parte con lo showcooking, alle

10.30, con il pasticcere Marco Salvotelli che insegnerà a tutti i segreti di dolcezze e delizie della Valle del Chiese. Alle 11.30 un momento legato al rurale, con la sfilata dei trattori storici. Poi, alle ore 13 il pranzo proporrà il piatto “principe” della Valle del Chiese, la polenta carbonera. Alle 14.30 sarà riproposta di nuovo la “Caserada”, mentre alle 16 va in scena l’atteso showcooking con lo chef della locanda Margon Alfio Ghezzi. Nelle due giornate il pubblico potrà assaggiare e quindi votare il formaggio di malga preferito mentre nella giornata di domenica allieterà la mostra mercato la musica degli Avanti ‘n dre, oltre alla possibilità di poter ammirare la Valle del Chiese da... una mongolfiera! (r.s.)

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Attualità

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Le cicatrici della recessione, gli inciampi della ripresa

Insomma, un crogiuolo di fattori che sembra rendere difficilissima la lettura del presente e quindi sempre più incerto lo scenario futuro. Peraltro sono numerosi gli uffici studi che si occupano di previsioni economiche ed il loro lavoro ha l’obiettivo di comprendere, almeno nelle macro aree tematiche, che cosa ci possiamo aspettare nel futuro, senL’economia è una scienza che studiando i fenomeni molti di più e dal punto di vista economico appare za per questo che nessuno del passato cerca di prevedere il futuro comporta- ormai definita l’interdipendenza fra le economie di si possa illudere di avere mento dei protagonisti del mercato: i produttori e i tutto il mondo, il prezzo delle materie prime, le polila bacchetta magica. consumatori in primo luogo. tiche fiscali dei governi, le politiche monetarie delle In questo contesto vogliaDi fatto i protagonisti dell’economia mondiale sono banche centrali. mo fare una sintesi delle previsioni per l’economia tro un dato medio del 1,4% atteso in ulteriore aumen- nei prossimi due. A questo problemi specifici legati dima Ettore italiana, anche a medio della media europea; to per il 2015, in mi-Zampiccoli contribuirebbe la politica all’invecchiamento della termine, tracciate recenLa disoccupazione nel sura modesta, e in leggedi rafforzando bilancio, negli soprattutto edlaalla bassa A Roma come a Trento ci sono Luigi Pintor, già direttore del Manifesto una quindicina di sta osservatoripopolazione e nei politologi convinziotemente dai principali uf2015 dovrebbe stabilizzarra riduzione a partire dal nel 2015, attraverso le micrescita della produttivistriscianti, ma non troppo, fenoanni fa scriveva con una certa soddisfazione “non moriremo ne che “moriremo democristiani”. Non che, tutto sommato, studi economici. si al 12,7% con un aumenprossimodorato anno,eportandosi sure di sostegno al reddito tà. il perché. menifici e processi evolutivi che democristiani”. Invece in questo autunno incerto si mi dispiaccia ma vediamo di capire portano a direèche tra qualche - L’Italia uscita dalla fase to del tasso di occupa- al 132,1% di fine 2014 al delle famiglie. Lo scenario generale delun giovane promettente scenari si apriranno. Zeni mesedii recessione democristiani, quelli di comunista doc, vetero tanto Mosna,mondiale, il candidato anpresicon dei didatiquello zione dello 0,4%: questo quali 130,7% a finuovi ne 2017; Complessivamente questi l’economia dimostratosembrerebdi sopporta- che non potranno ribattezzaseconda o terza del generazione, che ca sia.che Anzisiil affacciano suo modo Certo dente delle liste civiche di cendi crescita PIL per ilo neo signifi - L’attenuazione dell’one- che datiha parziali a medio termine, premalamente le liturgie della senta il PD Cristiana re avranno in mano le carte argomentare, la rere tro, macondizioni non pensiamo sia un no2015 previsti per buone lo 0,7%di proporsi, al mondodidel lavoro anche delDemocrazia debito pubblico, bero tracciare una uscita generali Alessandro sicuramente metteranno e potranno partitachesuapersone spavalderia il ma stalgico pensiero globale unico e di (graziegiocare anche una ad Expo chericorda primapiù erano che per trevianni sareb- sinistra, dal tunnel ed unaAndreatinver- per unadelcrescita impensabile fino a poco tempo berlusconismo che il bersani- dentro contenuti, modi di fare, ta di sicura fede cattolico/de- sinistra, del partito della spesa vale lo 0,2% del PIL); senza lavoro e non lo ri- be di 1,3% di PIL minore di sione di tendenza dopo 7 solida, favorita da bassi fa. Il tutto deriva dal lento logo- smo a perdere. E non a caso lo atteggiamenti e ragionamen- mocristiana, senza parlare del pubblica, dell’idea che la ProSi tratta di una crescita cercavano; nel 2012, pur parlamentare anni di crisi.Tonini, tanto per prezzi del petrolio e delleed che con era la vecchia e ormai ramento della Premiata Ditta, stesso Renzi ha detto che Ber- ti quanto vincia deve essere ovunque tenue, che sconta il livelLe imprese dovrebbero in presenza di un debito di In realtà le previsioni ecomaterie prime, politiche ovvero il PD del dopo Bersa- sani è ormai “spompo”. Ebbene spompata sinistra avranno ben fare qualche nome. E’ una ge- insinuarsi dappertutto togliendo lo del benefi ciare di un positi- poco 10 punti di PIL più alto, fa- nerazione nomichechecosì tracciatela monetarie delle al banche sta cambiando a che fare. ni che – siaprecedente ben chiaro –periodo non questi nuovi e giovani protagospazio al cittadino, privato, di recessione continuativa vo effetto derivante dalciliterà il raggiungimento evidenziano due fondacentrali accomodanti sta chiudendo ma sicuramente nisti stanno mettendo alle corde A ben guardare questo proces- pelle di quel che po’ che resta al professionista. Grisenti è(idi perdurante 2012di (inchi l’abolizione dell’IRAP di finanza pub- del mentali elementi: riferimentoe delPd. Ma le situazioni più in- tassi in atto, silenziosamente, sta cambiando gli dal azionisti bene o male ha tentato di in- e sodièobiettivi scuoladidemocristiana lo disi ritrovano al centro, Trento. Vediamo un maggioranza e forse anche lasu-terpretare questi anni la Premostra,Euro tra l’altro, la caparbieprecedenza avevamo dalla in decontribuzione sul anche blicaache consentiranno al teressanti - Una crescita così lenta l’area non dovrebbecome ro di situazioni. Pd della quell’ampio ragione BasterebbeDitta: Bersani sta facendo tà superare con la quale risortodel dalle bito sociale. una profonda reces-miata costo del lavoro, con una paio nostro paese diNel rispettare sarà insuffibacino cienteche a –recul’1%èprima vecchia e cara perdite mamma 2020), guardia - non rife- una ro tresione nominel per2008 far capire cosa la ficonseguente ne che farà, Barca si è perso sue difficon coltà.un Viola pure con e 2009); riduzione del vecchia il vincolo del 3% e diciavere perare le enormi pressione è sempre pronto ad accoglie- sull’euro al dato anagrafi co -echi sta succedendo nel Pd: dovrebbe Enrico nelle nebbie dell’ideologismo riamo l’aggravanteche di essere fervido - La crescita cuneo fiscale; un disavanzo effettivo un –subite; dovrebbe tutti. E in questa area per che ilsi restare Pinter ormai appare di re Letta, Franceschini Renzi. 2vuoto un po’ snob, degli altrila resta? seguace relativamente della Compagniadedelle aumentare nei eprossimi - eComplessivamente debito su PIL leggermente - La crescita prevista I primi due vengono di fatto di sicura matrice e pensiero co- fatto archiviato, il buon Pacher giocheranno i destini futuri del Opere. E Rossi? Ma vi pare che anni (+1,6% nel 2016 e + pressione fiscale si do- decrescenti nel tempo; nostro Paese rimane pre- bole. dal vecchio Partito popolare di munista o post comunista non con stile e tempismo ha deciso Trentino e che potrebbero riser- il Patt sia di sinistra. Ai tempi di 1,4% nel 2017); vrebbe ridurre di circa lo La crescita della spesa vistainattesi a livelli inferiori della L’economia italiana avrebscenari. Martinazzoli ed il dna della si parla nemmeno più. C’è da di abbandonare la barca, Nico- varci quell’indomito combattente che Nel 2018-2022 la nostra 0,8% di PIL passando dal per consumi dovrebbe acmedia europea. be quindi davanti a cir-era democristrianità ce l’hanno nel giurarci ma, dopo il congresso, letti si è già perso nelle nebbie Infatti dicano i lettori che diffe- era Enrico Pruner ilse Patt economia dovrebbe man-il trio 43,5Letta-Franceschini-Rendel 2014 al 42,8 nel romane. celerare me- renza In questo contesto un decennio opporfa tra un Grisenti el’ecoViola ca Poi all’1% ci sononella i giovani sangue e nel linguaggio. Renzi, capace di battagliedimemorabili tenere una crescita con2017. dia dell’anno in corso e nomia italiana rischia di tunità durante il quale pur essendo nato in terre rosse, zi prenderà definitivamente in rampanti. Olivi, più vicino a da una parte e un Rossi dal- sia contro la sinistra, in nome tenuta pari al 1,2%, conIl rapporto debito/Pil è mantenersi su questi ritmi dover fronteggiare i suoi perseguire l’obiettivo ha tanti risvolti ma non certo mano il partito e allora chissà Marangoni che a Marx, Luca l’altra. Non conosciamo più di di Dio Heimat e Famiglia,disia

Porto franco

Lo scenario economico italiano, 21 quali le prospettive prossime? OTTOBRE 2013 - pag.

Il vecchio detto torna puntualmente di moda

Moriremo democristiani

contro la Democrazia Cristiana. Ora ha assorbito i toni, le forme, il linguaggio di un partito moderato che con garbo e furbizia mette un po’ in penombra i cappelli piumati e si inserisce delicatamente nelle pieghe di quell’intellighenzia democristiana, ricavare le finanze pubche dietro le quinte consiglia e bliche senza aumentare suggerisce. fiscale e nell’imposizione sappiamo, come oggi, loNon stesso tempooggi intraprense vincerà o Mosna, dere quelleRossi riforme strut- ma vinca uno o l’altro una cosa è turali atte a garantire una certa: la leadership politica e crescita strutturata anche culturale del Pd anche in Trena tino lungo termine. è ormai agli sgoccioli. ParCiliamo riuscirà l’Italia? del Pd di naturalmente Forse dipenderà tanti una volta, non di da quella Cosa fattori, anche esogeni, mapenche verrà dopo l’innesto di siero dei nuovi rampolli. sicuramente sarà necessanella prossima rioMagari uno sforzo di tuttimaggioper ranza ci la potrà essere anche superare resistenza al il Pd, peraltro con la generazione cambiamento e una nuova nuova,per ma non pesare più visione una potrà economia, di tanto, né tantomeno seccare anche locale, che sappia più di tanto il manovratore percogliere le occasioni che la ché altrimenti ci sarà sempre l’economia globalizzata riserva del centro campo, quella offre in tuttie compagni. i settori. di Grisenti Non dimentichiamoci Democristiani si nasce,che non si l’Italia dei non Paesi diventa.èE’uno quel che ha capitobelli il Pdalnel momento in cui più mondo, dove persosettori le radiciabbiamo inseguendo inhatanti battaglie di retroguardia e perrisorse (come il turismo) vent’anni a combattere e dendo prodotti di eccellenza Berlusconi, anziché pensare mondiale. a rinnovarsi. E così mentre Bersani combatteva il CavalieA re cura de democristiani, zitti i giovani Lazitti, direzione de come La Caspiano piano, novelli sacuculi, Rurale Giudicarie volavano nel nido del Pd Valsabbia deponendoPaganella le loro uova, che ora si sono schiuse.

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LA FORZA DELLA CONCRETEZZA

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Attualità

SETTEMBRE 2015

Entusiasmo per il nuovo Centro acquatico che si propone di diventare un punto di riferimento per il Trentino sud occidentale

Tantagentealla“prima”dellapiscinadiCondino

Da parte propria il sindaco Giorgio Butterini assieme al consigliere provinciale Mario Tonina hanno sottolineato il vantaggio di avere in una valle lontana dai centri più grandi della provincia un servizio simile in grado di fornire non solo maggiori chances di socializzazione ma anche possibilità di cura per chi necessita di riabilitazione fisica. La strada per realizzare un simile impianto è stata piuttosto lunga ma si è conclusa con grande soddisfazione. L’idea di realizzare a Condino una piscina risale ai tempi del patto territoriale della Valle del Chiese, quando nei primi anni 2000 il Tavolo della Concertazione stabilì il finanziamento dell’opera, con un intervento della Provincia inferiore ai due milioni di euro. Nel 2005 l’Amministrazione comunale guidata da Giorgio Butterini decise tuttavia di modificare il progetto originario, rinunciando all’ipotesi di realizzare una struttura deputata principalmente all’attività sportiva per optare verso un centro improntato alla polifunzionalità, ispirato agli impianti

Sabato 15 agosto, alla presenza di numerose autorità e davvero un folto pubblico, ha aperto “Aquaclub”, la nuova piscina comunale coperta di Condino. Il nuovo centro acquatico ubicato a nord dell’abitato di Condino e costituito da un complesso di varie vasche e confortevoli spazi relax (quattro spazi acqua, suddivisi in una piscina sportiva per il nuoto da venticinque metri, affiancata da uno comparto

riservato allo spinning e alla ginnastica, una vasca riservata ai bambini in tenerissima età, un imponente idromassaggio e un settore ludico con scivolo, river, e spruzzi d’acqua), è stato inaugurato al suono del locale Corpo Musicale “Giuseppe Verdi”, la tradizionale benedizione da parte del parroco don Vincenzo Lupoli e le spiegazioni dei tecnici che vi hanno lavorato.

Il taglio del nastro con Mario Tonina e Giorgio Butterini

termali altoatesini, che sapesse rispondere ai più svariati tipi di utenza. Ad oggi, a termine lavori i costi di costruzione del complesso, realizzati in poco

più di un anno dalla ditta edile EdilTione, ammontano a circa quattro milioni di euro, con un investimento da parte del Comune superiore al cinquanta per cento

della spesa totale, più circa tre milioni per la realizzazione della rete di teleriscaldamento, che consentirà di utilizzare l’energia termica messa gratuitamente a di-

sposizione della Cartiera di Carmignano. Per la gestione dell’impianto è stato inoltre definito un modello per certi aspetti inedito, che valorizza la ESCO BIM e che contempla un intervento finanziario dello stesso Ente sovracomunale per il sostegno delle spese di funzionamento dello stesso. Ora gli obbiettivi che l’amministrazione comunale di Condino si era posta sono stati finalmente centrati, con comprensibile soddisfazione del primo cittadino di Condino: “Ritengo che, per svariati motivi, la realizzazione del Centro “Aquaclub” rappresenti uno straordinario risultato per la Comunità di Condino e per la Valle del Chiese: innanzitutto può elevare sensibilmente la qualità della vita dei residenti e migliorare la nostra proposta turistica, offrendo servizi,

opportunità e spazi inediti a quanti vorranno fruirne; ne interpreto le potenzialità per favorire lo stare insieme per le famiglie, i giovani, gli anziani; “Aquaclub” rappresenta anche un volano per l’economia: penso a partnership con le strutture ricettive e commerciali e in generale alla definizione di pacchetti improntati alla ricettività turistica; infine, ricordo che la gestione della struttura impone l’impiego di molta forza lavoro, motivo per cui si offriranno opportunità professionali ad una dozzina di persone, cosa non trascurabile, visto il periodo”. Dalle prime settimane di apertura provengano notizie positive: il centro in queste settimane è molto frequentato e ha mediamente raggiunto circa duemila euro di fatturato al giorno. “Siamo molto contenti” – afferma Sara, una delle giovani bagnine assunte per l’occasione – “Sta andando proprio bene”. Forse la fortuna, assieme a molto lavoro impiegato per assecondarla, sta cominciando a ripercorrere le strade della Valle del Chiese. Mariachiara Rizzonelli


Sport

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Pinzolo ospitaComune l’Asdi Condino Roma dal 6 all’11 luglio, l’Uc Sampdoria dal 14 al 28 luglio

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A settembre grandi novità al Centro Acquatico della Valle del Chiese

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Arte

SETTEMBRE 2015

Esposizioni dell’Associazione Artisti Giudicarie Esteriori

Age: Azioni d’arte in Giudicarie Il trio di artisti figurativi con Flavia Orlandi, Mariagrazia Conzatti e Lorenzo Valer ha quindi aperto la stagione dell’Associazione Artisti Giudicarie Esteriori con una collettiva piuttosto singolare, almeno se osservata nella sua diversificazione stilistica dove si potevano ritrovare qualità principalmente dedicate al canone della paesaggistica di origine “romantica” ma anche indagini di lontana natura “classica”. Mentre Flavia Orlandi affascinata da una tecnica spesso vicina al realismo più autentico, compendio all’iperrealismo americano (ma da lei ritrattato) indugia prevalentemente su immagini attraversate da intrecci simbolici e sentimentali, riversando brani di sensibilità e di natura allegorica con pensieri di una modernità in atto di raggiungerci (ad esempio la “natura immobile” con le calzature interpretata come una suite progressiva d’anni ‘70 che traduce ed informa sull’essenza delle quattro stagioni), Mariagrazia Conzatti si rifà alla lezione dei crepuscolari d’Ottocento attraverso una pittura di macchia dove tensioni cromatiche ed estasi naturalistiche sembrano abbracciarsi mentre rilasciano un percepibile stato di quiete, a volte anche di solitudine. Tratti di pittura talvolta privi di dettaglio dove peraltro ritroviamo squarci di particolare accuratezza quando incontriamo zone trattate con i riflessi. Due ricerche passionali ascrivibili al Romanticismo ed alle sue inquietudini, due “romanze” dove si scoprono intenzioni per una pittura emozionale e sincera, a volte vicina a scuole italiane del passato, altre volte con inflessioni da iconografia inglese. Poi il giovane Lorenzo Valer, da poco terminato il quinquennio presso l’Istituto d’arte A.Vittoria di Trento propone invece, per rimarcare una sorta di antitesi “storico-religiosa”, la magniloquenza delle immagini classiche di Giovanni Francesco Barbieri detto “il Guercino” (1591 – 1666). La sua è pittura di maniera, il luogo dove si concentrano le energie di una mente passatista che si sofferma sul significato delle logiche austere dei fondali oscurati, dei fasci taglienti della luce in primo piano, delle regole di una forma in “bella arte”

di Alessandro Togni Sarà pure parziale ma una verifica delle ricerche artistiche presenti sul territorio giudicariese viene qui approntata “da sempre”, almeno per riaffermare l’importanza di questa pragmatica educativa capace non solo di aprire “le porte della percezione” agli autori, ma anche di promuovere capacità sensibili, percettive, intuitive, interpretative, a chiunque si approssimi all’osservazione dei manu-

fatti estetici realizzati nella loro forma tradizionale, spesso pittorica, altre volte scultorea. Proseguendo dopo le mostre di Vigilio Viviani, Nadia Valentini, Lucia Bortolotti e Fausto Iori, presentate ad agosto, ci soffermiamo sulle mostre collettive dell’Associazione Artisti Giudicarie Esteriori presso la sala esposizioni gentilmente concessa dalla Macelleria Parisi a Ponte Arche.

che nella sua inattualità riesce a stabilire persino contatti surreali. Una mostra che, dal 27 giugno al 3 luglio, ci ha aiutati ad apprendere di dialoghi in contrasto, dentro inclinazioni antiche e moderne, di razionale ed emozionale. A seguire la superba collezione degli artisti Modesto Marchiori, Gianfranco Donati, Giorgio Trentini, Luigi Grossi, Giuseppe Serafini, tutti iscritti all’A.G.E. ma principalmente amici ed appassionati d’arte figurativa che spesso si ritrovano anche in occasioni meno impegnate. Modesto Marchiori da tempo persegue una sua originale ricerca che riafferma le intenzioni decostruttive delle avanguardie storiche del ‘900, aggiungendovi specifiche personalizzazioni posizionate fra espressionismo e sollecitazioni in ordine cubista. In particolare, quasi a voler sfuggire i dettati accademici, rinuncia persino alle attrezzature ed ai supporti della pittura per una declinazione pittorica più incline alle soluzioni di confine fra installazione di materiali attraversati dalla pittura e collage di natura picassiana. La ricchezza dei contenuti geometrici, le evoluzioni giocose delle cromie dai timbri puri, sembrano confrontarsi con la povertà delle superfici lignee lasciate neutralmente spoglie, quasi austere, in un rimando futurista che sa di “Metropolis”. Gianfranco Donati scultore del legno dalle forti

re. Sono rappresentati in paesaggi disinvoltamente figurativi alcuni scorci dei nostri paesi, ritratte persone care non più fra noi, ambientazioni dove le suggestioni atmosferiche e la delicatezza di un gusto di provincia diventano l’anima di tutto. E poi talune lontananze animate con una pittura descrittiva ma dove ad espandersi troviamo anche il respiro dell’Impressionismo più morbido e disarmante.

volumetrie ribadisce con le sue opere a tuttotondo una sorta di esigenza fantastica, un ritorno alle memorie dell’immaginario che talvolta assumono i tratti di una storia dal profumo di fiaba. La sua è tecnica evoluta dove decisamente prende il sopravvento la luce morbidamente adagiata sopra le superfici lavorate e lisciate con cura per una definizione di “ultra finito verniciato”. Le sue ideazioni sono solitamente portate a realizzazione con perizia “ellenistica”, quasi a voler indicare il luogo dei pensieri e le volontà in elaborazione per

raggiungere quella che anticamente veniva indicata come “mimesis”. Il tutto con scarti prospettici e proporzionali tali da lasciare sorpresi. Ecco quindi il secchio dal quale fuoriescono gigantesche genzianelle in assoluta versione surrealista, proprio perché i fiori si presentano in scala centuplicata. Ed ancora Luigi Grossi, pittore realista che indugia dentro una pittura dai tratti tradizionali ma dove si aggiungono prevalentemente indirizzi a carattere personale, soluzioni crepuscolari intrise di sentimentalismo familia-

Infine la traccia razionale e solida in alcune trascrizioni visive in appartenenza alle proiezioni geometriche ortogonali, alla teoria delle ombre, alla prospettiva, tutte materie che naturalmente l’autore conosce profondamente in qualità di architetto. Giorgio Trentini si riappropria della cultura contadina, del sentimento agreste, reinventando luoghi e momenti di vita passata infondendo alle sue opere il più profondo ed autentico spirito del “genius loci”. La pittura deve rispettare il luogo e riassumere i suoi contenuti, porsi come medium

in grado di far ascoltare tutte le sue entità parlanti e determinarsi come condizione fenomenologica per “tradurre le emozioni”. Ecco dunque aprirsi il sipario che disvela un palcoscenico naturale gonfio di bellezza ed antichità, ecco la forza delle immagini policromate e contornate di un alone leggermente oscurato come fossero fotografie provenienti dalla storia. La sua è una pittura dalle masse robuste, una potenza tridimensionale che a tratti elabora tonalità contrastate ed espressionistiche, mentre in altri casi lascia evaporare colorazioni quasi inconsistenti di estrazione ‘chiarista’. Il quintetto presenta infine le evoluzioni favolistiche di Giuseppe Serafini, autentico narratore naif capace di restituire grazia quasi soprannaturale a tutte le sue opere, siano queste realizzate con acrilico su tela, su vetro, o in alto/basso rilievo ligneo. Incanta la leggiadria compositiva di questo autore autodidatta che lascia vivere i suoi personaggi spensierati dentro paesaggi liberi da inquietudini di ogni tipo. Tutto avviene nella più completa sincerità mentre ogni regola e disciplina sembrano superate da questo plasma emozionale carico soltanto di beatitudine. I colori si presentano vivissimi quasi golosi, mentre riempiono i nostri occhi di un profumo di giostra ed incanto di meraviglia. Qui non esistono necessità progettuali e la volontà di una pittura spontanea sembra proprio il contenuto primordiale capace di scatenare le nostre voglie di ritorno alla fanciullezza. Questa è la vera pittura della naturalità! La collettiva si è tenuta dall’11 al 24 luglio. L’Associazione degli Artisti delle Giudicarie Esteriori durante questa estate ormai in uscita naturalmente ha realizzato anche altre manifestazioni, partecipando alla IV edizione di “Esteriorarte”, presentando una collettiva con tutti i suoi artisti alle Terme di Comano e significativamente collaborando con una mostra per la Festa dell’Agricoltura di Vigo Lomaso – Dasindo – Comano Terme. Avremo modo di riparlarne. Un saluto e buon futuro nell’arte.


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Centenario Grande Guerra

SETTEMBRE 2015

Fra le annotazioni che mi trovo sulla scrivania relative alla ricostruzione di questo specifico mese, mi sono imbattuto in questa dolorosa annotazione datata proprio 20 settembre 1915: «La tenacia della immane e funestissima lotta presente fra le nazioni d’Europa è sostenuta dall’odio implacabile e dalla livida invidia delle une contro le altre. I giornali soffiano sul fuoco passionalmente. E per questa via quanto mai deplorevole ,la pagana civiltà moderna andrà a seppellirsi sotto un cumulo di crudeltà di sangue, di lagrime, di debiti. E la popolazione, ormai scettica di tutto e di tutti, presagisce un futuro peggiore del passato». Parole che sembrano scritte anche per i nostri giorni, che non ci trovano in guerra, ma in una situazione che non è certo piacevole e confortante se un Papa ed un Presidente della Repubblica del nostro tempo evocano il pericolo della “III Guerra Mondiale”. Nel contempo mi trovo i giornali del giorno – agosto 2015 – con titoli e contenuti che credo non possiamo non tenere in seria considerazione, per cui ne cito solo alcuni. “Una mostra sulla Grande Guerra: ne ignora il contesto e la rende incomprensibile. Denuncia l’orrore del conflitto senza spiegare che cosa significò per i contemporanei. Rappresenta un esempio difficilmente eguagliabile di disprezzo per la storia” (Corriere della Sera). Sembra davvero un articolo contro le “Commemorazioni di facciata” che nulla hanno a che fare col saper e dover trasmettere alle nuove generazioni la presenza stessa della guerrra nella storia, in quanto sempre voluta da ben individuabili personaggi soprattutto per comprensibili interessi di ordine od economico o di dominio territoriale. Eccone un altro titolo altrettanti indicativo: “Wu Ming 1 – in «Cent’anni a Nordest:

Guerra 1914-18 mese per mese -- Settembre 1915

Ormai la guerra è in cammino e non si ferma più Rimangono solo le amare e giornaliere cronache delle “inutili stragi”

Quale triste pellegrinaggio vittorie e sconfitte. Sento di Mario Antolini Muson stiamo compiendo, anche su il dovere di richiamare queste colonne, per rievocare un troppo lungo per- la nostra attenzione a considerare che è doverocorso di cent’anni fa che è durato per ben quattro so e necessario tener continuamente presente che anni - per cui il “centenario si fa quadruplice” - non stiamo “commemorando” la guerra, ma unipercorrendo un periodo durato 52 mesi, per cui, camente raccogliendo qualche frammento e qualcon il mese di settembre 1915 non siamo che al solo che testimonianza che ci porti a riflettere su quella 15° mese di guerra. Mi spiace che questi troppo che è stata una incalcolabile tragedia umana, una limitati spazi ci impediscano di non poter andare vera e reale “inutile strage” non solo definita come oltre alla generale cronologia ed al limitato elenco tale. di avvenimenti e di battaglia, con le conseguenti viaggio tra i fantasmi della ‘guera granda’» (Rizzoli) rielabora materiale raccolto nel Nordest; la riflessione sul primo conflitto mondiale si proietta sulla contemporaneità. Una guida alla manutenzione dei miti con elogio alla diserzione (ma da cosa?)” (“La Lettura”/Corriere della Sera). A questo interrogativo sembra fargli eco un altro articolo: “Contrari alla guerra. Un giusto ricordo per tutti. Anziché onorare solamente i propri Caduti, sarebbe il momento di riabilitare migliaia di condannati a morte per diserzione o per insubordinazione. Non contravventori delle leggi marziali, bensì persone desiderose di sfuggire le assurdità e le atrocità che hanno dolorosamente segnato la Grande Guerra. Un monumento (non una croce) a questi “disobbedienti” potrebbe costituire un giusto ricordo di chi ha pagato con la vita la propria contrarietà all’inutile strage. Come i maggiori Stati europei han-

Il Giornale delle Giudicarie

mensile di informazione e approfondimento Anno 13 n° 9 settembre 2015 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Caporedattore: Roberto Bertolini Comitato di redazione: Matteo Ciaghi, Elio Collizzolli, Aldo Gottardi, Denise Rocca Hanno collaborato: Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Francesco Brunelli, Alberto Carli, Umberto Fedrizzi , Enrico Gasperi, Marco Maestri, Elisa Pasquazzo, Alessandro Togni, Alberta Voltolini, Ettore Zampiccoli, Ettore Zini, Marco Zulberti Per la pubblicità 3356628973 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3335988772) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato il 4 settembre 2015 da Sie Spa - Trento Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129

no già fatto; ma non l’Italia» (Corriere del Trentino). Ma cent’anni fa, nel 1915, proprio in questo stesso mese

di settembre i vari Stati coinvolti nel conflitto, stavano procedendo nella loro partecipazione diretta ed indiretta alla guerra, mentre su tutti i

fronti continuava ininterrottamente il progressivo succedersi del massacro di vittime inocenti: eccone i dati storici essenziali. 5 settembre 1915. Si apre a Zimmerwald (Svizzera) una conferenza internazionale socialista che s’impegna a propagandare la «pace senza indennità e senza annessioni». Nel corso dei lavori Lenin propone di trasformare la guerra imperialista in guerra civile rivoluzionaria. 6 settembre. Il Regno di Bulgaria sigla un trattato di alleanza con la Germania. 8 settembre. Lo zar Nicola II di Russia rimuove dal comando in capo delle forze russe il granduca Nikolaj Nikolaevič Romanov, assumendo egli stesso l’incarico. 15 settembre. Inizia la terza battaglia dell’Artois, proseguita poi fino al 4 novembre seguente: serie di attacchi degli anglo-francesi contro il fronte tedesco a occidente, conclusasi con scarsi guadagni territoriali. 19 settembre. I Tedeschi occupano Vilnius; si conclude l’offensiva di Gorlice-Tarnów sul fronte orientale: i Russi subiscono una pesante disfatta. 22 settembre. Truppe anglofrancesi, poi raggiunte anche da contingenti italiani e russi, sbarcano a Salonicco, nella Grecia ancora neutrale, nel tentativo di muovere in aiuto dei Serbi; inizia la campagna di Macedonia. 25 settembre. Battaglia di Loos, primo impiego dei gas tossici da parte dei britannici sul fronte occidentale: viene conquistato del terreno ma il fronte tedesco regge. Seconda battaglia della Champagne: offensiva francese contro le linee tedesche, conclusasi il 6 novembre con uno stallo. Indubbiamente significativa la descrizione dello svolgersi delle operazioni belliche su uno specifico fronte in un solo mese, come il seguente relativo proprio al mese di settembre 1915, sul fronte italo-austriaco e rimasto nelle cronache. 1 settembre. Loc. “Popera”: una pattuglia italiana sul Sasso Fuoco. 2 settem-

bre. “Val Fiscalina”: tentativo italiano contro Forcella Undici. Loc. “Popera”: attacco italiano notturno al Passo della Sentinella. 3 settembre. Loc. “Popera”: sospesa l’azione italiana contro il Passo della Sentinella. 4 settembre. “Tre Cime”: Tiri del 305 austriaco contro il Sasso di Sesto, ma senza esito. 5 settembre. “Tre Cime”: i landesschützen sono sostituiti dal X/59 Rainer. 6 settembre. “Monte Croce”: bombardato Moso. Azione italiana contro Roteck (Monte Rosso), Seikofel (Monte Covolo) e Burgstall (Castelliere). 7 settembre. “Val Fiscalina”: tentativo italiano contro Forcella Undici. 8 settembre. “Val Fiscalina”: altro tentativo italiano contro Forcella Undici. 9 settembre. “Tre Cime”: i bersaglieri dell’8° di presidio sul Sasso di Sesto. “Val Fiscalina”: altro tentativo italiano contro Forcella Undici. 10 settembre. “Val Fiscalina”: altro tentativo italiano contro Forcella Undici. 11 settembre. “Cristallo”: gli Italiani si impadroniscono della cima. Azione di alpini e fanteria contro il Forame. 12 settembre. “Cristallo”: gli Italiani si ritirano dalla cima Monte Piana. Tentativo italiano fermato dall’artiglieria. 15 settembre. “Monte Piana”: gli Italiani arrivano alla Forcelletta. 16 settembre.“Monte Piana”: respinto un attacco italiano. 17 settembre. “Cristallo”: i bersaglieri presidiano la cima. 18 settembre. “Tofane”: i Volontari Feltrini occupano la cima della Tofana I (di Rozes). 20 settembre. “Tofane”: una pattuglia del 3° Jäger cerca di riprendere la cima della Tofana I. 21 settembre. “Cristallo”: azioni italiane lungo tutto il fronte. “Monte Piana”: violento bombardamento italiano. 22 settembre. “Monte Piana”: tentativo italiano arrestato dall’artiglieria austriaca. 24 settembre. “Col di Lana”: il X Jäger prussiano sostituisce il II Jäger bavarese. “Tofane”: gli Italiani occupano lo Scudo. 25 settembre. “Tofane”: gli Italiani avanzano verso il Masarè ed occupano l’Osservatorio. 26 settembre. “Cristallo”: sospensione di tutti gli attacchi. “ Monte Piana”: respinti due assalti italiani. 28 settembre. “Tofane”: attacco della Val Chisone contro Forcella Col dei Bos.


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Settembre 1915 – Ripercussioni in Trentino e nelle Giudicarie

Siparlasolodiguerrasiaperl’Austriacheperl’Italia Riempie le cronache anche trentine l’avventuroso volo di D’Annunzio su Trento Nelle Giudicarie continua l’allestimento dei vari fronti, gli Italiani a sud e gli Austroungarici a nord, mentre le popolazioni del Chiese devono sottostare al loro doloroso abbandono dei rispettivi paesi, campi e boschi, mentre i militari di ambedue gli eserciti si impossessano dei territori delle Giudicarie, impegnati nell’allestimento delle frontiere di guerra, sia nelle Interiori un po’ dappertutto, sia nelle Esteriori con l’allestimento di una campo di aviazione nel Lomaso. Dalle ormai arcinote cronache lasciateci di quei giorni, mesi ed anni da don Perli continuiamo a riportare l’eco di quel mese orami lontano cent’anni, che lascia questa indelebile testimonianza: «4 Settembre. Nel piazzale di quest’Asilo Infantile giacciono 22 campane asportate dai campanili di Daone, Praso, Strada, Creto eccetera. Ti danno l’aspetto rattristante della voce di Dio, che si ritira indispettita dai nostri paesi e se ne va a trasformarsi in strumenti di morte sui campi di battaglia. / I reverendi sacerdoti-curatori d’anime fuggiti dal Condinese si collocarono in questo decanato e precisamente: Don Silvio Bertolasi parroco di Creto a Strembo, Don Federico Taffelli curato di Castello e Don Luigi Moggioli curato di Prèz a Tione, Don

Nelle cronache trentine di quel settembre 1915 si trova annotato: «20 settembre. Nell’anniversario della conquista di Roma Gabriele d’Annunzio, decollato dall’altopiano di Asiago, sorvola Trento a bordo di

un Maurin Farman pilotato dal capitano Ermanno Beltramo e lancia sulla città alcuni sacchetti di stoffa tricolore con un messaggio d’incoraggiamento ai Trentini».

D’Annunzio si prepara al volo sprezzante del pericolo

Alessandro Bertolasi di Cìmego a Javrè, Don Emilio Bonenti di Por a Caderzone, Don Angelo Ferrari di Praso a Caderzone, Don Alberto Pace pensionato a Strada si accasò a Ràgoli. Da Crosano arrivò a Bolbeno Don Giovanni Marchetti, e a Pinzolo Don Donato Maturi. 9 Settembre. Oggi a Lardaro si diede sepoltura al signor Giovanni Zontini, colui che da 7 anni in qua introdusse le automobili nelle Giudicarie in sostituzione delle vecchie e noiose messaggerie a cavalli. Uomo di grandi iniziative, onesto e caritatevole. / Le armate tedesco-austriache stendono il loro fronte

dell’Europa orientale dal [Prul], a Termòpoli, Luck, Grodno, Vilna, Riga; quindi, per una lunghezza di oltre mille chilometri, continuando a perseguitare e far retrocedere le masse russe. / Come e dove si vorrà andar a finire? / L’Italia, invece, è sempre ferma ai nostri confini che va spiando un buco d’entrata in Austria. / Dal Distretto Giudiziale di Tione venivano scondotti circa 2.000 capi di bestiame grosso ogni anno: quest’anno, invece, furono requisiti dal militare, il quale per evitare un’ecatombe ne ritirò in questi giorni dall’estero. Invece requisisce straordinarie quantità di fie-

no, che da 18 soldi al peso (misura vecchia) salì a 70. Il militare ne dà quotidianamente 10 chilogrammi ad ogni bue aggiogato, e meno ad ogni vacca, cosicché e buoi e vacche dimagriscono miseramente. Bei guadagni di latte, carne e lavoro! 15 Settembre. In Rendena furono raccolti 80 quintali di rame, ed altri 70 quintali dai paesi evacuati. Vi si trovavano anche magnifici oggetti antichi e artistici... andati poi a finire nelle mani ladre degli ufficiali tedeschi. / I Russi oppongono una insuperabile resistenza nella Galizia orientale; sul resto del fronte cedono. 23 Set-

tembre. Cazzolli Romano mi scrive dalla Galizia, in data 10 corrente mese, che al suo fianco cadde � Luigi Malpocher di Silvio colpito da una palla alla testa alle ore 3 pomeridiane del 3 corrente mese. Poveretto, era un ottimo cristiano e bravo sarto. Requiescat in pace. / In questi giorni Austria e Germania iniziarono la loro offensiva contro la Serbia. Ecco giunta l’ora del “redde rationem” anche per essa. / Or, oramai, anche la Bulgheria è contro chi? / In mancanza di brascato d’uva si fan servire i grisoni (mirtillo nero) e le frutta, che danno un vinarello da pasto sufficiente. Il vino fin qui conservato nelle cantine dei negozianti, venuto dalla vite e per lo più dall’acqua, fu consumato dal militare. Quest’anno per la mancata coltura della vite il raccolto dell’uva è scarsissimo, e perciò il vino lo si paga 120-130 corone l’ettolitro e il brascato fino dalle 80 alle 100. / Oggi mandai 50 litri di conserve alla Croce Rossa di Innsbruck ed altri 30 li consegnai all’Ospitale militare di Tione. / Il “Risveglio Tridentino” s’è proposto di radicare nei Trentini una buona dose di odio contro l’Italia e s’è messo

all’opera. / La tenacia della immane e funestissima lotta presente fra le nazioni d’Europa è appunto sostenuta dall’odio implacabile e dalla livida invidia delle une contro le altre. I giornali soffiano nel fuoco passionalmente. E per questa via quanto mai deplorevole la pagana civiltà moderna andrà a seppellirsi sotto un cumulo di crudeltà di sangue, di lacrime, di debiti. E la popolazione ormai scettica di tutto e di tutti presagisce un futuro peggiore del passato. / Dal primo maggio prossimo passato, a tutto agosto i Tedeschi e gli Austriaci fecero già 1 milione e 69 prigionieri russi con 2.658 cannoni. Non si seppe mai il numero dei prigionieri nostri (Trentini) in Russia. / 26 Settembre. Le autorità politiche invitano i profughi di Riva e Avio che mancassero del proprio sostentamento per 4 mesi a sgombrare il Distretto politico di Tione per essere trasferiti altrove. / I mezzi di trasporto-generi da Trento a qui (in Giudicarie) si fanno sempre più scarsi, per la chiamata alle armi dei carrettieri e per la requisizione dei cavalli, e quindi difficoltato l’approvvigionamento. / Francia e Inghilterra tentarono in questi giorni una generale offensiva su tutto il loro fronte, ma ebbero la peggio». Mario Antolini Muson

La storia rivive in Valle del Chiese

A Lodrone e Bondone di scena i Lanzi Lodron, fra costumi medievali “nelle terre dei Lodron” Nelle “terre dei Lodron” rivive l’epopea dei Lanzi Lodron, il gruppo di rievocazione storica promosso dall’associazione Lebrac di Storo. Tre i giorni di appuntamenti, tra Lodrone e Bondone, nel fine settimana dal 25 al 27 settembre, in una manifestazione che comprende momenti di sfilata e di rievocazione storica con 170 figuranti, esibizioni di falconeria, manovre militari del 1500, animazione, mercatini e rappresentazioni a tema. Infine, la domenica, Santa Messa con musica da organo. In particolare, l’evento di sabato per la varietà di colori dei costumi, le atmosfere create e l’importanza a carattere europeo (scendono circa 120 figuranti in costume da Mindelheim in Germania più altri gruppi provenienti da Mantova e Pavia) sarà anche il focus di un concorso fotografico organizzato dalla UIF e porterà almeno 30 fotoamatori da tutto il trentino. Una manifestazione organizzata dall’Associazione Lebrac in collaborazione con le associazioni di Lodrone e sostenuta dalla Regione, dal coordinamento gruppi storici Trentini, dai comuni di Storo, Bondone,

dal Bim del Chiese e consorzio elettrico di Storo. Il gruppo Lebrac nasce ufficialmente nell’anno 2009 da un gruppo di circa 30 amici che già da 15 anni partecipano a importanti manifestazioni del comune di Storo come spettacoli live, feste di capodanno, Via Crucis animate e soprattutto il Gran carnevale di Storo. L’esperienza pluriennale su spettacoli, realizzazione costumi, gestione di tempi, musiche e manifestazioni di pubblico ha portato di anno in anno la compagnia a crescere un forte spirito di gruppo nonché un’organizzazione capace di realizzare spettacoli a livello professionale. La voglia di valorizzare la storia e la tradizione della Valle del Chiese, soprattutto quella relativa alla dominazione dei Conti Lodron caratterizza da sempre l’attività di questo gruppo e diventa filo conduttore di un’attività di divulgazione storica davvero importante, che trova il suo simbolo nei costumi e nelle armi del gruppo Lanzi Lodron, ma che, ovviamente, conosce tanti altri ambiti di attività.


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Attualità

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La società di Preore raggiunge lo storico traguardo dei 50 anni

1965-2015: mezzo secolo di storia e di sport per la Virtus giudicariese di Umberto Fedrizzi L’Unione Sportiva Virtus Giudicariese spegne le sue prime cinquanta candeline; traguardo storico per la piccola società di Preore, oggi guidata da Emilio Fedrizzi. Era il 5 dicembre 1965 quando un gruppo di appassionati, rappresentanti i paesi di Preore, Ragoli, Montagne, Bolbeno e Saone, approvò lo statuto che di fatto sancì la nascita del sodalizio giudicariese. La presidenza venne fin da subito affidata a Probo Simoni, al quale è intitolato il campo sportivo situato in località Isolo, costruito su iniziativa di don Enzo Biasioni sempre nel 1965. Qualche anno più tardi, la compagine rossoblù fece il proprio debutto nel campionato giudicariese estivo promosso dalla Figc, conquistando il successo nel 1968 e soprattutto nel 1972, quando, classificatasi prima nel proprio girone ai danni del GS Darzo, si impose anche in finale, battendo il GS Javrè. Da allora, la Virtus si è dedicata ininterrottamente all’attività calcistica, prendendo parte, spesso e volentieri nel ruolo di protagonista, ai campionati di Seconda Categoria (di cui è stata vincitrice nel 2001 e nel 2007) e di Prima Categoria, in cui milita da ormai tre anni. Da segnalare inoltre le vittorie del premio disciplina nel 2007, 2012, 2013 e 2014, dimostrazione

tangibile di come correttezza e rispetto per gli avversari siano valori fondamentali per questa società. Sicuramente quindi tanto calcio, ma non solo. Nata come polisportiva, la Virtus si è impegnata lungamente nel sostenere e promuovere la pratica di numerose discipline: sport invernali, atletica leggera, pallavolo, pallacanestro, ciclismo. Già nel 1966, anche grazie

Aperto fino al 4 ottobre

al contributo della Comunità delle Regole di Spinale e Manez, la Virtus supportò con forza la nascita, a Madonna di Campiglio, di corsi di avvicinamento allo sci, pensati per i giovani regolieri, tutt’ora esistenti. Durante gli anni Settanta ed Ottanta, la società giu-

dicariese si dedicò alla promozione dello sci di fondo, dell’orienteering e soprattutto del ciclismo, con l’organizzazione della Coppa Regole Spinale e Manez. Ma quello che può essere considerato il vero vanto di questo mezzo secolo di attività è senza alcun dubbio il “Progetto Virtus”, nato nel lontano 1999 e ribattezzato poi “Virtuosamente insieme” a partire dal 2007, anno che ha visto nascere in questo senso una proficua collaborazione con la cooperativa sociale L’Ancora. L’iniziativa, rivolta ai bambini e a i ragazzi della Busa e della Val Rendena (attualmente sono ben 15 i comuni convenzionati), consente ai più giovani di trascorrere l’estate tra sport, attività ludico-educative ed uscite sul territorio, in un ambiente protetto ed estraneo agli eccessi della pratica agonistica. Il successo di quest’ attività si può riscontrare tanto nei numeri (300 gli

iscritti all’ultima edizione), quanto nell’apprezzamento dei partecipanti e delle loro famiglie. I festeggiamenti per il raggiungimento di questo storico traguardo si sono tenuti lo scorso 29 agosto, in occasione della festa che ogni anno chiude ufficialmente l’attività estiva del “Probo Simoni”. La giornata si è aperta alle 11.30 con la celebrazione della Santa Messa da parte di don Emanuele Cozzi, cui ha fatto seguito la rievocazione di alcune tappe

fondamentali della storia della società giudicariese, affidata ad Alessandro Togni. A seguire la presentazione delle nuove maglie della squadra (finanziate direttamente dai giocatori) e la consegna delle targhe celebrative a tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito, più o meno direttamente, al successo della Virtus. Troppi i nomi da ricordare a questo proposito, ma una menzione particolare spetta di diritto a Pino Scalfi, che ormai da decenni, prima nei panni di giocatore e poi in quelli di dirigente, dedica gran parte del suo tempo libero a questa società, dimostrando sempre grande entusiasmo e dedizione alla causa. Dopo il pranzo, organizzato in collaborazione con la Pro Loco di Preore, alcuni ex giocatori hanno avuto l’occasione di indossare nuovamente la casacca rossoblù, allietando i presenti con una serie di giocate degne di nota, a dimostrazione del fatto che gli anni passano, ma la classe rimane pur sempre quella di un tempo. Non resta che augurare a questa società cento e più di questi giorni: buon compleanno Virtus!

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Società

SETTEMBRE 2015

Educazione, scuola, gestione dei figli: uno spazio di ascolto e confronto sulle tematiche sociali più rilevanti

MeTe da leggere. La nuova rubrica

Essere genitori, trovare lavoro, avere una vita serena, sostenere i propri figli, migliorare il proprio benessere. Situazioni che, in questo tempo di cambiamenti, di instabilità economica e rapido progresso tecnologico diventano sfide decisive, criticità da affrontare e da trasformare in opportunità per crescere e porsi nuove mete. Le istituzioni educative e scolastiche, gli ambiti formativi, il mondo del lavoro e la famiglia sono oggi oggetto di una sfida decisiva da cui passano il futuro e la qualità della società di domani. Come affrontare questo tempo spesso segnato da smarrimento e incertezza? Dove trovare sostegno per

fare fronte alle fragilità e ripartire sulla strada della consapevolezza? È in questo contesto che nasce la rubrica “MeTe da leggere” che proporrà ai lettori degli approfondimenti su temi che toccano trasversalmente diversi ambiti: dalla psicologia all’orientamento, dal sostegno allo studio alla pedagogia. Al timone il gruppo di lavoro del MeTe, il Centro per la crescita personale e il supporto alla famiglia composto da un’equipe multidisciplinare di professionisti: psicologi, formatori, pedagogisti, orientatori ed educatori. Mese dopo mese la rubrica affronterà temi specifici legati al mondo delle sfide della genitorialità,

dell’orientamento scolastico e professionale, del benessere psicologico, dei giovani e della cultura; proverà ad essere punto di riferimento nel difficile mondo della crescita e dell’educazione. Un appuntamento stimolante per i lettori ma anche un’occasione di confronto e dibattito: sarà possibile infatti inviare suggerimenti e domande, da parte dei lettori, scrivendo direttamente alla redazione del giornale (redazionegdg@yahoo.it). L’equipe del MeTe valuterà le richieste pervenute e cercherà di rispondere, attraverso questo spazio, ai temi sentiti più urgenti dalla comunità. La rubrica sarà frutto di un metodo di lavoro – che guida il Cen-

tro – fatto di confronto costante, condivisione di competenze e saperi e progettazione condivisa; una pluralità di sguardi culturali in dialogo tra loro. Inaugurato nel novembre 2014, MeTe offre servizi a bambini, ragazzi, giovani e adulti che possono trovare al Centro uno spazio di ascolto, condivisione e sostegno. Tutti i servizi sono caratterizzati dalla centralità della relazione, dell’accoglienza e dal supporto nel raggiungimento di nuove mete personali. Diventare padre, crescere un figlio da solo, superare una separazione ma anche affrontare dei cambiamenti come il matrimonio o il passag-

gio al ruolo di nonni, rappresentano dei momenti delicati della crescita di una persona che spesso possono richiedere occasioni di confronto in gruppo o con il supporto di un professionista. Gli esperti dell’area educativa e formativa del Centro propongono, per questo, percorsi di sostegno e riflessione per affrontare con consapevolezza e anche coraggio momenti di cambiamento della vita, che non conoscono età. L’attenzione alla crescita dell’individuo come soggetto in grado di prendere coscienza di sé e di progredire con i suoi studi e la sua professione in relazione alle mutevoli esigenze della vita è tra

gli obiettivi primari del servizio d’orientamento: un supporto per ragazzi, adulti e famiglie grazie allo sportello di consulenza ma anche la possibilità concreta di fare un bilancio delle competenze per mettere a punto un progetto professionale attraverso l’analisi delle caratteristiche personali condotta con test o schede di autoanalisi. L’orientamento, personale e professionale, sarà uno dei tanti temi affrontati da questa rubrica. Si parlerà anche di Disturbi Specifici di Apprendimento, di strategie di sostegno ai bambini ma anche di questioni culturali e di opportunità formative e professionali per giovani e ragazzi.

Terme di Comano capitale europea della pesca Dal 21 al 27 settembre in programma sul Sarca il XXI° Campionato Europeo di Pesca con la Mosca Fervono i preparativi, alle Terme di Comano, in vista del XXI° Campionato Europeo di Pesca con la Mosca in programma dal 21 al 27 settembre. Maurizio Natucci, Presidente Nazionale del Settore Acque Interne della Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee con i vertici del Comitato Trentino, il presidente Stefano Trenti con Fortunato Altomonte e il referente tecnico Roberto Lanza hanno recentemente avuto modo di vedere dal vivo il “campo di gara” mettendo a punto gli ultimi dettagli. Da parte di Natucci i complimenti per la qualità riscontrata nell’organizzazione ,che vede il Trentino, destinazione di eventi sportivi internazionali organizzati con competenza e cura del particolare, in grado di ospitare numerose nazioni: quattordici infatti quelle accreditate anche in questa manifestazione. Un campionato europeo che vede la partecipazione di due squadre femminili, della Norvegia e della Svezia accanto a quelle maschili. Sono numeri consistenti quelli delle donne pescatrici nel Nord Europa; in Trentino solo un centinaio su oltre 13.000 licenze. Hanno confermato la presenza le squadre dell’Italia,

Inghilterra, Francia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Irlanda, Polonia, Olanda, Finlandia, Romania per un totale di 12 nazioni. Alcune nazionali hanno già provato durante l’estate le acque della Sarca e del laghetto di Nembia consapevoli che la competizione è ad alto livello. Da alcuni anni l’Apt di Terme di Comano, guidata da Iva Berasi, promuove con successo la pesca come motivazione di vacanza ed ha ospitato sulle acque della Sarca più edizioni di

Campionati Italiani e nel 2003 i mondiali di spinning. L’investimento,la costanza e la straordinaria location ambientale ha premiato la località con l’assegnazione di questi Europei di Pesca con la Mosca. Saranno quattro i campi di gara lungo il torrente Sarca, alle Terme di Comano, a Tione, a Pinzolo , in Val di Genova e uno al laghetto alpino di Nembia ai piedi del Brenta. Un riconoscimento importante anche per l’associazione pescatori delle Giudicarie, guidata da Emilio Fedrizzi, da tempo impegnata nella promozione di uno sport che vede sempre più appassionati e che ha visto il sostegno finanziario della Comunità di valle con un progetto di interventi lungo il torrente reso accessibile anche ai pescatori disabili. In occasione del Campionato Europeo alla presenza dei Presidenti della Federazione Nazionale e Internazionale di pesca sarà inaugurata presso le Terme di Comano una mostra culturale e didattica sulla storia della pesca sui torrenti Sarca e Chiese a cura dei pescatori della valle. Per approfondimenti: www.trentinofishing.it

MeTe book point

Il nuovo spazio del centro MeTe con oltre 100 tra libri, cd rom e kit didattici 10.30 DSA: come gestirli | con la neuropsicologa Monja Tait 12.00 Brindisi di inaugurazione 15.00 Raccontami una storia | con la scrittrice Lorenza Cingoli, autrice de La Melevisione e l’Albero Azzurro

INAUGURAZIONE SABATO 26 SETTEMBRE 10.30 - 17.00

Centro MeTe viale Dante, Tione

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Scuola

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La Pro Loco Bolbeno ripropone un festeggiamento ormai entrato nei cuori delle persone

Festa alla Madonna del Lares Sabato 15 e domenica 16 agosto la tradizionale due giorni di festa

La Not(t)e di note compie 20 anni


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Opinioni a confronto

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BOTTA E RISPOSTA

vilgiat@yahoo.it

Egr. Amistadi, in questi giorni sono stato sorpreso non del tutto positivamente dall’ingerenza della Chiesa e dei Vescovi, in particolare, nella politica italiana. Il loro tono è fortemente critico, ma a me sembra che talvolta esca-

Giusto che i Vescovi esprimano le proprie opinioni, ma poi devono sapere accettare le (urbane) critiche

Chiesa, fra libertà di pensiero e accuse di “ingerenza” no dalle loro competenze, non dovrebbero occuparsi di cose ben più importanti riguardanti l’anima, più che il corpo... Fausto

Io penso, caro amico, che la Chiesa sia una realtà molto importante della nostra società, e penso che abbia tutto il diritto di intervenire sulle questioni che riguardano il sociale, la politica e la morale, che sono poi il cuore della quotidianità dei cittadini.

Non è ingerenza, è libertà d’espressione ed è normale in una dialettica democratica moderna ed aperta. Detto questo, quando Vescovi e Chiesa esprimono giudizi severi con immancabili risvolti politici, come nel caso recente sugli immigrati, non

possono ritenersi “intoccabili”, ma devono, com’è giusto in democrazia, accettare repliche e critiche altrettanto pepate. Anche perchè sono anche convinto che, su alcuni temi come quello citato, molti cattolici hanno spesso sensibilità diverse da quelle

delle Gerarchie ecclesiatiche, forse perchè più vissuti, più sofferti. Ecco forse dai Vescovi sarebbero auspicabili toni diversi, più pacati, meditati. Di gente che urla ce n’è fin troppa. Non c’è bisogno che s’aggiungano anche i preti. Per amor di Dio! (a.a.)

I nuovi amministratori, oltre a padroneggiare la tecnologia (ipad ecc..) devono dimostrare di saperci fare nel gestire un momento difficile

Comunità, bene il nuovo corso “giovane”, ma... Caro Adelino, siamo i tuoi soliti amici del Bar che non potendo godere del sole in testa (agli anziani dicono che non fa bene!), rimangono al fresco, al tavolo delle carte, una briscola aiuta a mantenere allenato il cervello, almeno quel poco che c’è rimasto. Fra una partita e l’altra abbiamo commentato le considerazioni a voce alta di un cliente non appartenente al nostro clan che discutendo con un amico di Comunità di Valle, recentemente rinnovata nei suoi organi, si dichiarava soddisfatto perchè finalmente si era fatta

piazza pulita dei vecchi marpioni della politica, “tutta roba da rottamare, basta con il passato!”, finalmente, secondo lui, s’è dato spazio ai giovani. Noi non siamo per niente d’accordo, senza l’esperienza del passato, non c’è futuro che tenga... tu, che ne dici? Gli amici del Bar A dir il vero non c’è stata una gran rottamazione, si è recuperato un personaggio fra i più arrugginiti, della vecchia

politica, ma, guardando la nuova Assemblea e la nuova Giunta, credo che si sia fatto davvero un ringiovanimento salutare. Ma rinnovare non significa rinnegare il passato. Anzi. Nè il ricambio di cui la politica anche locale ha urgente bisogno, può riguardare solo banalmente l’anagrafe. Che contano sono innanzi tutto le idee, i progetti e i comportamenti. Sono questi i temi da affrontare sottoponendoli ad un profondo confronto partecipativo. E questi con l’età

Ok i cani, ma stiano al guinzaglio Spett. GdG, sono in villeggiatura in uno dei vostri stupendi paesi. Mi piace molto quel che offrite, serenità, passeggiate, aria buona e gentilezza, credo proprio che tornerò anche il prossimo anno. Un’unica pecca. Ho assistito ad una scena che non mi è piaciuta fra un possessore di un grosso cane ed un passante che, impaurito, s’è messo a litigare con il proprietario del cane accusandolo di portare a spasso una bestia pericolosa, proibita dalla legge. Era un rottweiler. Un bellissimo cane che considero fra i più miti delle varie razze canine, l’ho avuto per 5 anni ed è stato il mio migliore amico. L’uomo dovrebbe aver paura più dei suoi simili che dei cani. Spero che si ravveda. Una villeggiante del Chiese Gentile ospite, sono lieto che si sia trovata bene da noi, e spero proprio che torni il prossimo anno anche se non possiamo garantirle, fin d’ora, che la stagione sarà altrettanto straordinaria. Comunque sia, sono sicuro che si troverà bene. In quanto al tema della sua denuncia, sono convinto che uomini ed animali possano essere pericolosi entrambi, dipende dalle situazioni. In quanto ai cani, debbo dire che in questi ultimi anni è nata una vera e propria mania cinofila, non c’è signora che passeggi

senza il suo cagnolino sfizioso, o uomo che sfoderi la sua mascolinità portando a spasso, mattina e sera, bestioni che al sol vederli fanno rizzare i capelli. Tenere un cane in casa richiede sacrificio e passione, non c’è dubbio, ma portarli in giro, non è una cosa da prendere sottogamba. Devono essere al guinzaglio, come prescrive la legge, e comunque controllati, sia per rispetto della persone che puoi incontrare, non obbligatoriamente amanti dei cani, sia per evitare i pericoli di cui spesso i giornali ci raccontano nella cronaca nera. Cara signora, lei lo saprà meglio di me, non tutti i cani sono uguali. Le razze esprimonio atteggiamenti istintivi molto diversi fra loro. Possedere un cocker o un setter, non è come possedere un rottweiler o un pastore maremmano. I primi hanno un carattere docile e affabile, i secondi sono dotati di forte personalità e di una aggressività con cui bisogna fare i conti. Poi, certi cani non sono per tutti. Il proprietario deve saperli guidare, educare, con pazienza e competenza, proprio per evitare guai, e mai affidarli a ragazzi giovanissimi non in grado di gestirli. Certi lupi in mano a ragazzine di quattordici, quindici anni, non sono il massimo della sicurezza. Poche cose da rispettare per garantire ai cani il diritto di convivere pacificamente con l’uomo. Anche se talvolta dovremmo diffidare anche di certi umani che spesso sono peggio dei cani. Non c’è dubbio! (a.a.)

non hanno niente a che vedere. Cari amici, bisogna però prendere atto che l’età è una buona base di partenza, perché i giovani sono molto più disponibili a mettersi in discussione, a raccogliere sfide e percorrere strade nuove. Non c’è dubbio. Hanno, rispetto a noi, meno paura di cambiare, di osare, senza pensare di rinnegare qualcosa che non li appartiene. E’ così un po’ in tutta Europa, l’età media della classe politica è di molto inferiore della nostra. Ci sarà un perché. Quindi adesso non

ci sono più alibi, i nostri amministratori della Comunità sono giovani, mezzi laureati, baldanzosi, impegnati, armati di iPad, Iphone, Twitter, Facebook, e quant’altro, hanno tutto per procedere bene... e noi continuiamo a giocare a briscola, un gioco che richiede acume, furbizia, che gran parte dei nuovi politici neanche sanno cosa sia...ecco perché non hanno sempre, nonostante l’età, il cervello brillante che si richiede a dei “rottamatori” intelligenti. (a.a.)

Qual’è il valore aggiunto di una laurea? Caro Adelino, nei prossimi giorni mio figlio si dovrà iscrivere all’università, affrontando anche i test. Io sono preoccupata, ho l’impressione che fra quattro cinque anni, se va bene, dopo tante spese e sacrifici da parte della famiglia, si troverà con in tasca un pezzo di carta che non gli servirà a niente... Elena Gentile signora, quanto la capisco...oggi come oggi è difficile darle un consiglio. In America ci sono famiglie che fanno mutui per garantire l’università ai propri figli. Una buona laurea può garantire un ottimo stipendio che ti permette di pagare in poco tempo il mutuo. Da noi non è più cosi. Le cose vanno male, l’industria non tira, la disoccupazione dei

laureati pareggia quella degli operai. Spesso e volentieri le assunzioni non vengono fatte in base al merito, ma con tutt’altre motivazioni, quindi è difficile fare scelte in questo momento. Io comunque sono ottimista, qualcosa sta cambiando. Nel mondo del lavoro sembra si stia riscoprendo la meritocrazia ed è già una gran cosa. Forse fra cinque anni il mondo potrebbe essere diverso e potrebbero aprirsi nuovi spiragli per chi si è impegnato così a lungo negli studi. Così come succede in tutto il mondo, prima o poi succederà anche da noi. Lo faccia studiare suo figlio, mi creda, non rimpiangerà i sacrifici, né le preoccupazioni, comunque vada, suo figlio gliene sarà grato per tutta la vita. Adelino Amistadi


Attualità

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Il giornalista Franco De Battaglia nella redazione del Giornale delle Giudicarie

«Giornali locali baricentro delle comunità» Un giornale di valle? “Sempre più strumento creatore di identità” secondo Franco De Battaglia. Il giornalista trentino, oggi opinionista de L’Adige, storico direttore dell’Alto Adige, è venuto a trovarci nella nostra sede di Tione. Ci ha fatto un sacco di complimenti. Non ve li elenchiamo tutti ma quello che più ci è piaciuto lo condividiamo con voi: “mi piace questo vostro stare sulla strada – ha commentato De Battaglia arrivato in sede – qui, con le vetrate a guardare fuori e la porta aperta nel paese c’è il senso di una redazione attenta a quello che succede, sul posto e fra la gente”. In redazione con Franco De Battaglia si è discusso anche di informazione: locale soprattutto, in un un mondo che sta disattendendo il motto “think global, stay local” focalizzando invece sempre più l’attenzione sui percepiti centri del mondo, geografici e argomentativi,a scapito

Franco De Battaglia al centro della riunione con la redazione del gdg

delle periferie e delle piccole, grandi, storie. Dalle capitali mondiali alla politica, l’arrivo massiccio di internet a portata di telefonino ha am-

pliato i confini della capacità informativa delle persone, ma rischia di far diventare puntini sfocati le periferie e le storie minute, quegli

argomenti come volontariato e associazionismo, i gesti e i traguardi raggiunti dai cittadini comuni rischiano di sparire dal racconto del

mondo. Chi racconterebbe delle piccole comunità, senza i media locali? “Nell’arcipelago complesso e difficilissimo da navigare

dell’informazione di oggi – ha detto De Battaglia - i giornali locali sono un baricentro che forma l’idea di comunità. Una volta a tenere assieme i paesi c’erano il parroco, il maestro, oggi lo fanno i giornali locali che riescono ancora a raccontare e dibattere le vicende di una comunità e sono anche strumento di scuola, per una comunità di imparare e discutere senza abbandonarsi all’orecchiato politico e culturale”. Con noi De Battaglia ha condiviso un piccolo ricordo, che prendiamo come spunto per il futuro: “Quando mi hanno assunto – ricorda con un sorriso Franco De Battaglia - mi hanno detto ti assumiamo perché sai l’inglese e sei stato in America, adesso farai cronaca nera e sport. Però poi nelle cronache locali si parlava dei problemi che ci sono delle grandi questioni, la presenza dei cronisti e di un giornale è grande”. (d.r.)


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SETTEMBRE 2015

Giornale delle giudicarie settembre  

Giornale delle giudicarie settembre 2015

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