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Mensile di informazione e di approfondimento

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ANNO 11- N. 9 SETTEMBRE 2012 - Mensile

EDITORIALE

Degasperi un modello di Paolo Magagnotti* I revival degasperiani di questi ultimi tempi generano in me due diversi sentimenti. Da una parte dovrei essere più che soddisfatto nel vedere che sul piano sia locale sia nazionale si pensa a progettare il futuro della nostra mal messa società sulla base di ideali e principi che ispirarono un campione di valori di democrazia, libertà, moralità e onestà universalmente riconosciuti. Dall’altra parte mi chiedo in che misura, fino ad ora, si siano rifatti ai valori ed agli ideali di Alcide Degasperi tanti leader politici locali e nazionali. In particolare quei leader politici locali e nazionali che in queste settimane promuovono progetti degasperiani per le future generazioni; leader che, agendo di fatto non sempre vicini alla politica degasperiana, hanno portato il Paese sull’orlo del precipizio o cloroformizzato ampie sfere della comunità trentina. Il Ricostruttore dell’Italia messa in ginocchio dalla guerra, Costruttore della Nuova Europa, venne lasciato nell’oblio per decenni dalla politica, con la sua memoria tenuta viva soprattutto dai numerosi scritti e dalle continue conferenze della figlia Maria Romana e rivalorizzato in occasione del cinquantesimo della morte, soprattutto con la monumentale mostra itinerante voluta dalla Fondazione Degasperi di Roma. Va dato atto che dall’anniversario della sua scomparsa ha avuto inizio una serie di importanti iniziative sostenute dalla nostra Provincia Autonoma, anche con significativi apporti finanziari. Continua a pag. 5

L’esperimento ferragostano “traffic free” rilancia questo bisogno per le Terme di Comano

La variante è una necessità S

i tratta di una soluzione “scomoda”, che non può essere certo considerata esaustiva o definitiva. Lo sanno per primi gli amministratori di Comano Terme che si trovano a dover far convivere le (giuste) aspettative di un turismo vitale per questa zona e le (altrettanto giuste) esigenze dei pendolari e degli automobilisti. Deviare il traffico sulla tortuosa tratto Pravert-Ponte dei Servi non è certo una scelta indolore e le critiche sono dietro l’angolo. Alle pagine 4

- Una chiusura simbolica - L’invasione dei pedoni - Lo scenario della variante -Totale o parziale interdizione del traffico nel centro di Ponte Arche? A Tione dal 5 al 7 ottobre l’Ecofiera ATTUALITÀ

Montagna e agricoltura protagoniste Dal 5 al 7 ottobre 2012 si rinnova, a Tione, l’appuntamento con Ecofiera di Montagna, il più importante ed attesissimo evento fieristico giudicariese d’autunno, dedicato all’economia di montagna ed allo sviluppo sostenibile nelle aree alpine. Alle pagine 20 e 21

A Tione incontri per prevenire e curare

Il gioco d’azzardo preoccupa le Giudicarie L’analisi del fenomeno nella serata in Comunità di Valle: “Gratta e perdi... è quasi matematico”. Il fenomeno è alla soglia di attenzione anche nella nostra zona oltre che in tutta Italia. A pagina 10

Discarica 2016... e dopo? Alle pagine 4 e 5

Comunità delle Giudicarie: quali prospettive? A pag.10

Renzi infiamma SPECIALE M. di Campiglio ECOFIERA

A pag. 8

Arriva a Tione la nuova Tac Un servizio importante per l’ospedale

A pagina 12 - di Ettore Zini

Il 22 e 23 settembre Mondo Contadino

La genuinità in mostra a Roncone

Sabato 22 e domenica 23 settembre il paese di Roncone, precisamente la zona Lago, ospiterà la seconda edizione di “Mondo Contadino”, appuntamento ideato dal Consorzio turistico della Valle del Chiese per promuovere e valorizzare il territorio, le tradizioni e le produzioni locali. A pagina 26


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Rassegna Stampa

SETTEMBRE 2012

A cura della REDAZIONE

RASSEGNA STAMPA AGOSTO 2012

DALLE GIUDICARIE DALLAPROVINCIA STORO - Consiglio Comunale: la crisi di Giunta dovuta alle dimissioni di Nicola Lombardi e Stefania Giacometti è stata superata in poco tempo con il subentro di Salvatore Moneghini e Laura Danieli e con la conseguente ridistribuzione delle competenze. Salvatore Moneghin (fin’ora consigliere con particolari deleghe) si occuperà con delega piena di bilancio, istruzione, politiche sociali, asilo nido e seguirà le faccende di Darzo, La Danieli, oltre ad occuparsi di ambiente, ecologia e cantiere comunale, seguirà anche la sanità e la frazione di Riccomassimo. Il giovane Michele Bettazza, già delegato a seguire Darzo, si occuperà di politiche giovanili, mentre il neo entrato Ennio Colò, oltre che capogruppo del PD, si occuperà di comunicazione, trasparenza, rapporti con il Comune di Bondone e problematiche relative al lago d’Idro. Come si vede tutta una querelle all’interno del PD risolta nel migliore dei modi. GIUDICARIE - Educare alla televisione, per una lettura consapevole delle immagini proposte dai mezzi di comunicazione, è l’obiettivo del progetto “Nuovi Occhi” promosso da un gruppo di Casse Rurali trentine coordinato da “Formazione lavoro”. Anche la Cassa Rurale Giudicarie Vallesabbia Paganella è fra i partecipanti all’iniziativa che è rivolta ai ragazzi delle scuole medie e delle superiori ed è quindi alla ricerca di tre giovani, di eta compresa fra i 25-35 anni, interessati a diventare formatori. I candidati seguiranno un corso apposito già a partire da quest’anno per diventare dal 2013 inviati nelle scuole giudicariesi e della Valsabbia come formatori. CALCIO BLEGGIO - La compagine del Calcio Bleggio, retrocessa nella scorsa stagione dalla “promozione” in prima categoria, ha rinnovato il consiglio direttivo nominando quale nuovo presidente Mario Salizzoni. L’obiettivo dell’ormai imminente stagione, 2012-2013, come afferma il neo presidente, sarà quello sostanzialmente di disputare un buon campionato con una rosa valida di giocatori locali agli ordini del nuovo allenatore Nicola Chiappani (vice Erminio Caresani). Ventidue i consiglieri del direttivo: Mario Salizzoni presidente, vice Adriano Dalfior, segreretario Mirco Caldera, poi Fausto Doanti, Mauro Bombarda, Giorgio Brena, Loris Brena, Paolo Caliari, Tania Crosina, Stefano Iori, Christian Malacarne, Diego margonari, Leonardo Parisi, Nicola Parisi, Vigilio Parisi, Andrea Riccadonna, Ivano Riccadonna, Michele Rocca, Walter Serafini, Mattia Tosi e Tommaso Tosi. VIGO RENDENA - Enrico Gasperi con il suo ultimo romanzo “il legno storto”, si è aggiudicato per la terza volta il primo posto assoluto alla settima edizione del Premio Nazionale di Letteratura intitolato ad Alfonso di Benedetto di Cuneo. La scelta della giuria è stata motivata con parole di particolare elogio: “Opera splendida: si tratta di un romanzo storico con le caratteristiche del giallo, denso di personaggi affascinanti e misteriosi, con una trama ed un ritmo avvincenti”. Quello di Cuneo è il quarto riconoscimento ricevuto dall’ultimo romanzo di Enrico Gasperi dopo Salerno, Taranto e Sestri levante. GIUDICARIE - Finalmente buone nuove per quanto riguarda la Vestone-Idro, sulla sponda bresciana della s.s. 237 del Caffaro, una strada di importanza vitale per il turismo giudicariese e per il traffico industriale dell’intero comprensorio. Sembra che la provincia di Brescia abbia raggiunto l’ennesimo accordo con Trento per realizzare l’opera: l’opera costerà complessivamente sui 55 milioni di euro di cui il 50% sarà a carico nostro. La notizia l’ha diffusa la presidenza della provincia di Brescia, lo stesso presidente Daniele Molgora ha precisato: “L’accordo è fatto, si firmerà a settembre, ma l’intesa fra la provincia di Trento e la Regione Lombardia c’è.

In settembre sarà pronto il progetto definitivo e verso novembre l’opera andrà in appalto.” In queste stringate dichiarazioni c’è il succo di una notizia di grande rilievo per la viabilità trentina e giudicariese in particolare. Attualmente la strada che da Brescia porta in Trentino arriva fino a Ponte Re, a sud di Vestone, dove l’arteria si restringe tornado ad attraversare i paesi con forti rallentamenti e pericoli d’ogni sorta. A dir il vero questa notizia non è la prima volta che viene data come definitiva, ad ogni scadenza elettorale trentina, si conclude un accordo “definitivo” per poi sparire finite le elezioni, speriamo che questa volta sia la volta buona. PONTE ARCHE - Nell’ultima riunione del Consiglio comunale si è deciso di acquisire una particella per realizzare una nuova isola ecologica a Vigo Lomaso, così lo spazio attualmente occupato dai bidoni vicino alla piazza principale potrà servire per realizzare alcuni parcheggi delle auto. La nuova isola ecologica verrà posta vicino al ponte sul torrente “Dal” ed il costo complessivo dell’operazione è di circa 57.000 euro. Con un ultima delibera il consiglio ha inoltre deciso una variante urbanistica per l’utilizzo dell’ex caseificio di Bono quale sala mostre e comunque ad uso sociale. CIMEGO – CASTEL CONDINO - Colpo di scena, la fusione fra i due piccoli paesi del Chiese che sembrava già fatta, è saltata definitivamente, anche in maniera grottesca. Mentre il Consiglio Comunale di Cimego aderiva ufficialmente il 30 luglio, due giorni dopo, l’1 agosto, il Consiglio comunale di Castel Condino, rispondeva picche e chiudeva la questione. I due Sindaci si sono rimbalzati le responsabilità dell’accaduto, ma era evidente che nei due Consigli Comunali non c’era per niente convinzione, prevalevano i dubbi e le perplessità. D’altronde dalla fusione dei due paesi ne sarebbe nato un borgo da 700 abitanti, probabilmente ancora troppo piccolo per sostenere i costi di una moderna amministrazione, una fusione più ampia con Brione e Condino porterebbe ad una comunità di 2.500 abitanti, ideale per una gestione economica di un comune. Ma per ora la questione è chiusa. RONCONE - A cento anni dalla nascita e a dieci dalla sua scomparsa il comune di Roncone ha voluto intitolare una strada a Pasquale Pizzini, noto storico e studioso delle vicende locali. Pasquale Pizzini ha trascorso la sua vita nella veste di dirigente di vari istituti scolastici, riconosciuto uomo di cultura, è stato direttore per molti anni direttore della rivista della Società di studi trentini, ricercatore e storico, ha scritto diversi libri sulla storia del suo paese natale con passione confermando un legame profondo con la sua comunità. Alla sua morte ha voluto lasciare al suo paese la collezione di attrezzi da lavoro della civiltà contadina da lui tenacemente raccolti, conservati e catalogati ed oggi in visione presso la casa aperta per gli anziani di Roncone e una raccolta di libri antichi e scritti di vari autori locali depositati presso la biblioteca ronconese. La popolazione ha partecipato con riconoscenza all’avvenimento.

PROVINCIA - La Giunta provinciale di Bolzano ha deciso di non sottoscrivere, per la propria parte, la richiesta di aumento di capitale di 15 milioni di euro avanzata dall’assemblea ordinaria degli azionisti dell’Aeroporto Catullo di Verona, notoriamente oberato da debiti ingenti. Bolzano da così un segnale chiarissimo: non condivide le strategie seguite fin qui dall’aeroporto veronese e lascia ai “cugini” di Trento, impegnati con una quota ben più consistenti, l’onere di ripianare il “buco”. Trento dovrà così sborsare ben 3,5 milioni di euro che Dellai ha già assicurato. Non sono pochi i critici di questa decisione che ci vede come sempre in prima linea a pagare i debiti altrui senza trarne particolari vantaggi. TRENTO - Il consiglio dei ministri ha definitivamente cancellato il Tribunale di Tione assieme ad altri 27 di 33 uffici giudiziari della Regione, con Tione sono stati cancellati anche i Tribunali di Borgo, Cavalese e Cles, più quattro sedi distaccate di Bolzano e 19 dei 22 uffici dei giudici di pace distribuiti sul territorio. La ratio addotta dal governo ha suscitato l’ironia dell’on. Olivieri, fra i più strenui difensori dei tribunali cancellati: “Tutto questo perchè secondo la ministro Severino dovrebbero funzionare gli sportelli informatici: mi chiedo se il ministro viva su Marte o sulla Luna. Abbiamo già problemi con i fax e ogni tanto tagliano risorse. Intanto hanno portato il contributo unificato per intraprendere una causa a mille euro per cittadino ed hanno introdotto l’obbligo della mediazione, un’ altra gabella che porterà ad un ulteriore aumento a carico del cittadino di 700-800 euro. Probabilmente vogliono far diventare le cause un servizio di classe: le meno abbienti non avranno le risorse per ottenere giustizia”.

I cattivi pensieri - di Eta Zeta I nostri Vigili del Fuoco ce li invidiano tutti. Ma soprattutto ci invidiano le caserme. Fuori provincia: catapecchie. Qui: regge miliardarie. Roba da sceicchi dell’antincendio. Quaranta comuni, quaranta caserme. A Tione una cattedrale. A Preore, più piccola, ma un’altra. Una caserma qua, una là. Non c’è giorno che non se faccia una nuova. L’ultima in calendario a Cimego: due milioni di euro. 413 abitanti: 4.842,61 euro pro capite. Di questo passo dovremo fare inserzioni sui giornali. AAA cercasi piromani. Per giustificare gli investimenti. E’ proprio vero. Anche gli incendi sono come le stagioni. Non ci sono più quelli di una volta!

PROVINCIA - “Per il dopo Dellai c’è bisogno di più squadra e meno leader perchè dopo una leadership forte è inutile cercarne il clone, meglio puntare su altro. Tanto più che dalle grandi crisi storiche non si esce grazie ad un grande condottiero, ma servono più intelligenze ed energie possibili. E meglio sarebbe se il Trentino alla ricerca di un nuovo governatore guardasse anche altre la politica e cercasse nomi nella società civile. Per quanto riguarda il dibattito sulla discontinuità, ritengo che una buona politica è sempre un mix di continuità e cambiamento. E’ ingenuo pensare di buttare via tutto, dall’altra una continuità ad ogni costo non si addice ad un mondo che cambia e a una crisi economica del tutto imprevedibile ed imprevista come quella che stiamo vivendo”. Queste sono alcune delle considerazioni del prof. Paolo Pombeni, direttore dell’Istituto storico italo-germanico sul dibattito in atto in vista delle elezioni provinciali 2013 che ha continuato: “C’è stato un leader carismatico come Dellai che ha fatto il suo percorso, oggi non si può cercare un Della-bis. Ora bisogna cercare una politica meno personalistica e più capace di sfruttare i giacimenti culturali del nostro territorio. Non si esce da una grande crisi affidandosi a una o due persone...”. PROVINCIA - Il sindacato UIL non ci sta e va all’attacco dei costi delle società pubbliche, le famose società di scopo costituite dalla provincia per organizzare i servizi, ma che fin’ora sono salite agli onori della cronaca scandalistica per i costi, più di un 1,8 milioni, del loro mantenimento che per la loro produttività. La UIL vuole sapere quanto e cosa producono queste società alla luce dei dati emersi nei giorni scorsi che confermano le cifre esagerate sia per quanto riguarda gli emolumenti per gli amministratori, sia la questione delle consulenze di cui non si capisce la necessità. Quello che fa impressione, secondo la UIL, non è solo la “quantità dei compensi percepiti dagli amministratori, ma il numero delle società e degli stessi amministratori”. Nonostante le ripetute promesse, i tagli nazionali, lo spread, e la difficile situazione della “debole situazione trentina iper assistita ed in gran parte dipendente dal denaro pubblico...nulla cambia e probabilmente ad

un anno dalle elezioni nulla cambierà”. La Uil continua: “Comunque il problema riguarda, rispetto ad una Regione, ad una Provincia, a 16 Comunità di Valle e 217 comuni, la redditività di queste società, cosa producono tutti questi organismi che si sommano a quelli istituzionali? Anche qua la litania narra di miracoli!”. In concreto, però, con la finanza trentina sempre più in affanno, è difficile capire come la Provincia continui a spendere e a spandere come se tutto andasse a gonfie vele. E’ necessario intervenire per eliminare i pesi morti della nostra autonomia anche a costo di scontrarsi con i poteri forti che da anni comprimono la nostra Provincia. PROVINCIA - Animali sbranati e malghe costrette a rinunciare all’alpeggio a causa dei danni provocati dall’orso. A lanciare l’allarme è la Federazione provinciale degli allevatori trentini che si è ritrovata a Malga Poz, in val di Sole, per fare il punto della situazione. Il presidente Silvano Rauzi ha preso posizione in maniera netta: “L’orso sta diventando un grosso problema, ci sono malghe che hanno dovuto smonticare. L’aumento è esponenziale, gli orsi hanno una vita lunga, sono prolifici e non sono soggetti a bracconaggio, se prima erano cinque, ora sono cinquanta, fra non molto saranno duecento.” I problemi degli allevatori sono però anche altri, in particolare si sono lamentati i continui rincari dei cereali, alla base dell’alimentazione animale, inoltre si è fatto appello, ancora una volta, ai ristoratori e agli operatori turistici affinchè promuovano con più convinzione i prodotti del territorio e i luoghi di produzione come caseifici e malghe. TRENTO - Grasso che cola: il 36% dei trentini è in guerra con la bilancia, il 28% è in sovrappeso e l’8% ha problemi seri di obesità. I dati provengono dall’assessorato provinciale alla sanità che segnalano comunque che sono inferiori a quelli nazionali, nel resto d’Italia i grassoni sfondano il 43%. Molto meglio il controllo sui bambini: in Trentino i nostri bimbi hanno un livello di sovrappeso inferiore del 40% rispetto alla media nazionale. Ultimo dato fornito è quello riguardante il numero di interventi per ridurre l’obesità in strutture sanitarie fuori provincia, nel 2011 sono stati 34.


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Primo Piano

SETTEMBRE 2012

L’esperimento chiusura: le Terme di Comano, “voci” di favorevoli e contrari la variante è una necessità La chiusura Ferragostana del centro di Ponte Arche apre nuovi spazi alla comunità ma fa arrabbiare i pendolari, sottolineando il bisogno di una “vera” alternativa di Denise Rocca

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i tratta di una soluzione “scomoda”, che non può essere certo considerata esaustiva o definitiva. Lo sanno per primi gli amministratori di Comano Terme che si trovano a dover far convivere le (giuste) aspettative di un turismo vitale per questa zona e le (altrettanto giuste) esigenze dei pendolari e degli automobilisti. Deviare il traffico sulla tortuosa tratto Pravert-Ponte dei Servi non è certo una scelChe tredici giorni di deviazione del traffico potessero causare un tale strascico di polemiche l’amministrazione di Comano Terme non l’aveva messo in conto, soprattutto dopo l’ampio consenso ricevuto lo scorso anno dalle serate di animazione in strada. E invece la chiusura per due settimane a cavallo di Ferragosto di via Cesare Battisti, il tratto di statale del Caffaro che attraversa Ponte Arche, ha provocato una raccolta firme di una parte dei commercianti locali prima, e una serie di veementi proteste a mezzo stampa di pendolari provenienti dalla Busa e dalla Rendena dopo. La strada che attraverso il comune di Stenico bypassa Ponte Arche è tutta una curva e un po’ stretta, richiede dai 5 agli 8 minuti in media per essere percorsa, anche se va detto che nel periodo incriminato i mezzi pesanti non circolavano e le corriere della Trentino Tra-

sporti nemmeno perché dopo una concertazione con l’amministrazione si era deciso di far circolare i mezzi pubblici come di consueto per la via centrale del paese. I pendolari arrabbiati hanno gridato allo scandalo e allo sperpero di soldi pubblici riferendosi ai lunghi lavori per migliorare la statale dalle Terme di Comano al Ponte dei Servi, i commercianti contrari hanno tuonato contro un’iniziativa che li avrebbe danneggiati proprio nel periodo di maggiore affluenza turistica e per di più in piena crisi economica. L’amministrazione, di concerto con la Comunità di Valle, con l’Apt e gli operatori turistici che hanno invocato il blocco al traffico, hanno risposto rivendicando il diritto di una località votata al turismo a creare un centro pedonale e togliere il traffico da centro paese, desideri che altri centri in Giudicarie hanno visto realizzati.

ta indolore e le critiche sono dietro l’angolo. Denota però il coraggio dell’amministrazione comunale, che – con questa iniziativa che sottolinea una volta in più l’esigenza di minor traffico nel centro termale – ha voluto anche porre a nudo un problema che sussiste ormai da oltre 30 anni: ossia, le Terme di Comano hanno un disperato bisogno della circonvallazione, variante, chiamiamola come si vuole. Insomma le auto sono tornate a scorrere liberamente a partire dal 19 agosto ma i malumori tirati fuori dalla vicenda della strada, sono rimasti. I titolari di attività che vivono anche sul passaggio furono i primi a farsi sentire con una raccolta firme contro il dirottamento di potenziali clienti proprio nel mese più redditizio, firmarono in una quarantina, e a manifestazione finita ribadiscono la posizione: “sono mesi che aspettavo Ferragosto – racconta uno di loro, Mario Bridi, titolare della pasticceria Al Cervo – e invece ho avuto una perdita del 30% perché mancavano i turisti di passaggio verso la Rendena”. Proprio Bridi comprende però anche le ragioni di chi al blocco era favorevole: “come albergatore – prosegue – sono contento che i miei clienti abbiano goduto della calma e delle animazioni serali, ma bisognava saperlo prima, non avrei preso per-

Una chiusura “simbolica”

Tredici giornate nelle intenzioni, 12 nei fatti perché si è chiusa la strada con un giorno di ritardo; interdizione a passare in centro paese solo per il traffico di passaggio e non per quello interno. In concreto: i pendolari hanno allungato di un pezzettino e una manciata di minuti il loro tragitto in direzione di Trento e Ponte Arche non è certo rimasta senza auto. La chiusura è stata più simbolica che altro. Fin dal suo concepimento “Evasione di pedoni”, questo il nome degli eventi di animazione in strada, fu pensata non solo come un’iniziativa di animazione, ma soprattutto come un messaggio diretto a Trento: la Circonvallazione di Ponte Arche non solo serve, a tutta la valle, ma serve farla subito. Lo dissero lo scorso anno a più riprese gli amministratori, l’ha ribadito Iva Berasi, presidente dell’Apt Terme di Comano, la sta considerando come cosa fatta la squadra di architetti impegnata a redigere un progetto di riqualificazione di Ponte Arche nell’ottica di un futuro a traffico ridotto. Per questo le critiche contro la chiusura di Ferragosto hanno fatto infuriare gli amministratori di Comano Terme, prima invitati ad attivarsi per deviare il traffico, poi investiti dalle polemiche: il timore che le voci contrarie all’iniziativa di Ferragosto potes-

sero far cambiare idea alla Provincia e darle modo di dirottare i finanziamenti più volte promessi dall’assessore Pacher verso altri lidi, ha scaldato gli animi. Conseguenza peraltro temuta anche dai commercianti pontearchesi contrari alla chiusura lampo estiva, i quali hanno dichiarato più volte che il loro no era limitato ai tredici giorni di agosto e non certo all’ipotesi della variante in vista della quale hanno sollecitato più volte il rinnovamento dell’arredo urbano per un centro veramente a misura di pedone. d.r.

sonale extra per la pasticceria in agosto avessi saputo che non avrei avuto l’incremento di incasso che mi aspettavo” e prosegue: “ Si è fatta una cosa a metà, solo dannosa, un’area completamente pedonale sarebbe bellissima, dove sono però le idee su come realizzarla concretamente? Le cose vanno programmate in dettaglio e poi fatte in fretta, non fra dieci anni quando siamo già in malora”. Un altro bar ha comunicato al comune di aver riscontrato un calo delle vendite di dolci per colazione recapitando simbolicamente alcuni cornetti in municipio. Il sindaco di Comano Terme, Livio Caldera, tira dritto: “compito dell’amministrazione è compiere scelte lungimiranti -dichiara - non penso sia un ipotetico calo di vendite di cornetti a determinare le scelte sul futuro di Ponte Arche, che avrà la sua circonvallazione e una limitazione del traffico in modalità da decidere, ma certa”. Lo scorso anno “Pedoni in libertà” fu la novità della stagione turistica ed ebbe un successo inaspettato e clamoroso: migliaia le persone scese in strada incuriosite da proposte di animazione alternative, rese ancora più speciali dalla

Il vicepresidente dell’Associazione commercianti Giudicarie Esteriori, Marco Cattoni, ha espresso soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa di animazione, parlando di “risultato positivo sia in termini di pubblico che di operatori commerciali coinvolti nelle aperture serali, una quindicina”. Come titolare dell’omonimo negozio di ottica è contento anche di come sono andati gli affari. Sul gradimento del pubblico nulla da eccepire, ma non tutti i membri dell’associazione concordano sul risvolto commerciale, anche tra chi il blocco delle auto lo ha fortemente voluto, come Lino Scaravonati, titolare del negozio di abbigliamento per giovani Ruffy: “I risultati come attività economica conseguenti alla chiusura sono stati modesti per non dire nulli. Per la strada c’era un traffico veicolare per lo stabilimento che di fatto, rispetto alla mia idea di centro pedonale, ha portato degli svantaggi”. Quindi come vede il futuro, con la circonvallazione? “credo tantissimo nella pedonalizzazione – prosegue Scaravonati - se fossi un amministratore di Ponte Arche vorrei un’area interamente pedonale dal Turiterme fino al Ponte sul Duina, solo così si può pensare ad un arredo urbano diverso e più accogliente”. Le prime ipotesi sugli scenari possibili una volta effettuata la variante sembrano però andare in una direzione diversa. Lo conferma il sindaco di Comano Terme Livio Caldera: “ Non si è ancora deciso nulla, ma si è parlato di interdire al traffico il tratto fra il Ponte dei Servi e le Terme di Comano, mentre la via principale di Ponte Arche rimane a traffico limitato come è stato in queste due settimane di agosto, eliminando di fatto il passaggio ma permettendo a ospiti e abitanti di circolare in paese”. Più possibilista Iva Berasi, presidente dell’Apt Terme di Comano: “la località turistica è degli operatori e degli abitanti, sono loro che dovranno decidere come la vogliono: si vuole bloccare il passaggio? C’è la mobilità alternativa e le soluzioni non mancano. Si preferisce un passaggio limitato, è possibile anche quello se si riesce a lavorare assieme”.

sfida di allestirle, goderne e smantellarle nel giro di tre ore, per tornare a lasciar passare le auto. Fu salutato anche come il primo segnale di una collaborazione fra gli operatori turistici e commerciali della zona che si adoperarono per la riuscita delle serate e una sorta di “prova generale” per quando arriverà la variante. Quest’anno sono rimasti il pubblico numeroso e le proposte di un grande effetto scenico, ma si è incrinata la coesione fra gli ope-

ratori turistici e commerciali, divisi da interessi e necessità diverse e poco conciliabili, sempre più preoccupati per la tenuta del settore a livello locale ed esasperati dai tempi elefanteschi della macchina pubblica: decine gli anni passati dalla prima ipotesi di variante, e ad oggi non c’è ancora la certezza nero su bianco che una circonvallazione in grado di servire tutte le Giudicarie, e non solo Ponte Arche o le Terme di Comano, diventi realtà.

Tanta gente in strada Le polemiche suscitate per la deviazione del traffico hanno rischiato di oscurare il successo di pubblico che gli spettacoli se-

rali hanno saputo raccogliere al pari del lavoro profuso dai tanti volontari, dalla Pro loco di Ponte Arche e dall’Apt Terme di Comano per la riuscita della manifestazione. La gente in strada era tanta, nell’ordine del migliaio abbondante di persone a sera, turisti e locali, e sono state quattro le serate di animazione speciale: martedì 7 agosto si è discusso di mobilità alternativa e del suo potenziale per il futuro con auto, bici e scooter elettrici; venerdì 10 agosto i vigili del fuoco di Lomaso e Bleggio Inferiore hanno organizzato una serie di giochi da scavezzacollo (ma in sicurezza) per i bambini; giovedì 16 agosto il gruppo Antico Rango ha accompagnato per una sera la località nel Medioevo con gli scenografici costumi di Giordana Lucchesa; infinevenerdì 17 agosto, animata dalle acrobazie e dalle evoluzioni di giocoleria degli artisti di strada che lo scorso anno spopolarono fra il pubblico. d.r.


Politica

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Dal centro di Casini al “casino” di Dellai L’idea del “tutti al centro” non è nuova ma in Trentino il bipolarismo ormai è assodato C’è naturalmente il nostro presidente Dellai, che all’improvviso dopo che il suo capogruppo in consiglio provinciale Lunelli aveva dichiarato che non c’è bisogno di un nuovo Centro (perché c’è già l’UPT) lancia, con grande sfarzo di convegni, il centro degasperiano. C’è anche il sen. Molinari, (rieccolo!) che ogni tanto riemerge dai suoi sopori romani. Ovviamente ci sono anche quelli che al Centro ci sono sempre stati, nelle buone e cattive sorti, come i senatori Tarolli e Gubert che naturalmente rivendicano una sorta di diritto di prelazione. Poi ci sono nomi nuovi, sussurrati, lanciati e presentati come possibili nuovi leader, Dalfovo presidente delle Acli in primis, seguito a ruota da Pomini segretario della Cisl. E infine i nomi di chi vuole riposizionarsi non essendo più compatibile con le logi-

di Adelino Amistadi Quanti nomi noti e meno noti in questo torrido Ferragosto ci ha propinato la politica locale e nazionale! Tutti alla ricerca di un Centro, centro politico si intende, tutti pronti a costituire una Cosa nuova, una Cosa bianca. C’è Casini, leader Udc e campione dello strabismo, che non ha ancora deciso con chi fidanzarsi ( Bersani, Alfano, Riccardi ecc. ?), c’è Fini ben scortato che, dimentico dei suoi passati, si è riciclato come il mago Otelma ed ora si professa uomo di Centro. che dellaiane. Ma l’elenco teoricamente non è finito perchè all’appello ne mancano ancora. Ad esempio dove andrà il consigliere Giovanazzi? o dove andrà l’ex consigliere e sindaco di Rovereto Valduga, e dove andranno gli anguilloni delle Compagnie delle opere? E finalmente se ne andranno i classici inutili parassiti? Quindi tutti al centro: i vecchi marpioni della politica, i nuovi aspiranti, gli illusi, i credenti poco praticanti e i praticanti poco credenti. Avanti signori, c’è posto, avanti per tutti. C’è chi vede nel Centro una

occasione nuova per ridare fiato alla politica trentina, chi

come Dellai vede un nuovo approdo sul quale costruire

nuove fortune politiche. La gente legge e probabilmente ci capisce poco. Anzi tutte queste manovre alla fine rischiano solo di alimentare la diffidenza e le riserve che i comuni mortali hanno verso la politica. Se i nostri lettori lo permetteranno, oseremo mettere qui alcune considerazioni. Il sistema trentino, si voglia o no, è sostanzialmente bipolare: da una parte il centro sinistra con Pd, Upt, Patt e Udc (meglio sarebbe dire l’eternamente sorridente assessore Beltrami ) dall’altra il centro destra con quel che rimane del Pdl e la Lega Nord. Abbiamo la sensazione che, fatti salvi stravolgimenti nazionali, lo schema si ripeterà anche alle prossime elezioni provinciali. Lo chiederanno i vari partiti romani ed i partiti omologhi locali ubbidiranno. E poi che senso ha parlare di Centro se poi questo, come

EDITORIALE - Continua dalla Prima

Degasperi un modello. Ma i revival non mi convincono

Tuttavia, che si tratti di Musei, di Premi internazionali o di eventi romani, che penetrazione hanno avuto negli ultimi anni sul piano nazionale le visioni degasperiane nell’agire dei policymakers tradizionalmente più o meno vicini a quel mondo moderato accostabile al fondatore della DC? Ben poco, direi, se si fotografa la realtà e se ora, a circa sessant’anni dalla sua morte, ci si rende conto che per il nostro futuro si deve ricorrere all’insegnamento di Degasperi, parlando magari, con il ricorso ad un ennesimo slogan, di “progetto degasperiano”. I valori degasperiani dovrebbero essere un forte aggregante che unisce politici che si riconoscono in una certa visione della società. Purtroppo anche nel nostro Trentino non mancano esempi di segno diverso. Emblematica è stata la irresponsabile diaspora dei nove eletti democristiani nelle elezioni regionali del

1993 segnate dal tonfo DC. Invece di rimanere uniti, dimostrando di essere assieme in Consiglio perché animati da una visione politica, ognuno ha cercato di sistemarsi dove meglio poteva. Senza nulla togliere al significato scientifico delle lectio magistralis, in questo agosto arriveranno da Roma a Trento personaggi nazionali che si interfacceranno con astri locali per “elaborare idee e proposte che possano essere di spunto per le nuove generazioni, interessate ad impegnarsi in politica”. Un intento nobile, che non si può non condividere. Io stesso, con un gruppo di miei studenti dell’Università statale romena dell’Ovest di Timisoara impegnati nell’ambito del Centro di studi Europei Alcide Degasperi dello stesso ateneo (che dirigo con i modestissimi mezzi che riesco a racimolare), sono impegnato nella produzione di un florilegio di riflessioni, pensieri e messaggi degaspe-

riani per i giovani. Al di là di tutto ciò, confesso che queste kermesse politiche a pochi mesi dalle elezioni nazionali che possono riguardare anche leader locali non più interessati al rinnovo del nostro Consiglio provinciale dell’autunno 2013 mi lasciano molto perplesso. La rievocazione della memoria di Degasperi e dei suoi valori politici e morali meritano comportamenti molto seri, ponderati e volti ad intraprendere con costanza e senza estemporaneità percorsi di riflessione e di caduta nella realtà. Se a Roma come a Trento chi ha responsabilità politiche nel promuovere il bene comune si fosse preso briga di leggere i testi di Degasperi, fra cui l’interessante raccolta di «Discorsi Politici» pubblicati dalle “Edizioni Cinque Lune” nel 1969, avrebbe potuto ricavarne da tempo e non solo oggi utili insegnamenti per un buon agire per il bene del popolo. Studiando poi la vita

privata oltre che pubblica del figlio di un gendarme austriaco, sarebbe stato possibile capire meglio come ci si comporta nel gestire, rispettare e dare dignità alle Istituzioni di uno Stato e l’Italia si sarebbe risparmiata certe immagini poco edificanti nei media internazionali. Ben vengano iniziative e progetti che mirino a progettare il futuro ispirandosi alla visione politica ed alla condotta morale di Alcide Degasperi. Importate è che tutto ciò non avvenga solo in termini di immagine strumentale, ma con la convinzione che la politica è una cosa seria, dalla quale la gente si aspetta servizio, progetti e comportamenti concreti e seri lungo le incerte vie del futuro. Altrimenti è meglio che il Grande trentino lo si lasci riposare in pace nella chiesa di San Lorenzo fuori le Mura a Roma. Paolo Magagnotti cortesia quotidiano “Trentino”

vorrebbero Dellai e altri, si ritroverà comunque alleato del Pd?. Sarebbe un centro di complemento, utile magari per bilanciare gli equilibri interni della coalizione, ma non certo in grado di sconvolgere l’attuale sistema mettendone in discussioni le logiche non sempre lineari e trasparenti. Pensare poi, come vorrebbe qualcuno, ad un Centro che destabilizzi, cambiandola, l’attuale cornice provinciale è azzardato se si pensa alle differenze culturali e politiche di cui sono portatori alcuni personaggi che ora inneggiano al Centro. Ma voi ve lo immaginate un Centro con Dellai e Giovanazzi? E allora che Centro sarà? L’impressione, sgradevole, è che ognuno pensi al Centro come l’isoletta sulla quale salvarsi, ormeggiare la barchetta in attesa eventi futuri. Di un Centro così, che a parole dice di voler cambiare ma che poi non cambierà nulla perché i timonieri saranno sempre gli stessi, il Trentino non ha proprio bisogno. Quello di cui il Trentino ha bisogno è un movimento o un partito nuovo che spazzi via le logiche che in questi anni hanno segnato il Trentino: autoreferenzialità, gestione clientelare del potere, consulenze, Società partecipate a go go, sogni faraonici alla Metroland, sovrastrutture di dispendiosi enti, ecc. ecc. Quindi a tutti i politici, quelli della prima ora e della seconda o terza fila, che si dichiarano immancabilmente moderati e di centro, noi vorremmo raccomandare: non parlate di acrobazie al Centro ma di problemi seri, i problemi veri della gente e dite che avete in testa. Dite dei vostri programmi, dei vostri pensieri. Che poi vi chiamate Centro o altro nome bizzarro non avrà importanza. Intanto però raccontateci il Trentino che avete in testa e come e con chi volete realizzarlo.


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Politica

SETTEMBRE 2012

Andreolli di nuovo in campo, con l’Italia dei Valori “Solo una comunanza di idee con il partito di Di Pietro, non c’è nulla di deciso”. Nel mirino le provinciali del 2013

Come un lampo nel ciel neanche troppo sereno della politica trentina, ecco arrivare ai primi di agosto la notizia dell’adesione dell’ex assessore provinciale Remo Andreolli all’Italia dei Valori. Andreolli, la notizia della sua entrata nell’Idv ha agitato le acque della politica giudicariese. “Si tratta come detto di una semplice adesione valoriale agli ideali di questo partito, oltre che un’amicizia con Bruno Firmani, consigliere provinciale dell’Idv e con il segretario provinciale Salvatore Smeraglia”. Già, ma tutti dicono che lei potrebbe essere il capolista di peso del partito di Di Pietro alle prossime provinciali. “E’ chiaro che in periodi come questi di fine legislatura si tende a dare un significato politico a qualsiasi cosa. Ripeto che per ora non c’è nulla di deciso”. Però...? “Però non posso non nota-

re come in Giudicarie ci sia un grande vuoto di rappresentanza, dopo che invece nelle legislature passate vi era stata una qualificata presenza di giudicariesi nelle stanze della politica trentina. Penso anche agli amministratori comunali: manca oggi un punto di riferimento forte, come negli anni scorsi era stato Adelino Amistadi, specie quando era presidente del Comprensorio. Dunque se ci fosse da dare risposte a queste esigenze, ci potrei pensare”. Che cosa l’ha avvicinata all’Italia dei Valori? “L’attenzione a certe tematiche posta dal gruppo consigliare provinciale in questa legislatura, come la necessità per il Trentino di essere più aperto e meno autore-

“Non c’è ancora niente di deciso – dice – non sono neanche iscritto al partito. Certo c’è una comunanza di idee e di sentire con i responsabili trentini dell’Idv”. ferenziale, non ripiegato su sé stesso. E poi un’etica di maggiore responsabilizzazione degli amministratori per pensare insieme un’idea di futuro che deve per forza mettere in luce punti di svolta e discontinuità rispetto alla logica di sviluppo attuale”. Condivide anche alcune posizioni molto dure del leader Di Pietro in contrasto con il governo Monti e spesso in polemica con il presidente Napolitano? “A livello nazionale non c’è spazio per terze vie. O con Monti o all’opposizione. Penso però che il Presidente del Consiglio stia operando nella giusta direzione in una situazione oggettivamente molto difficile, così come penso che certi toni e cer-

te polemiche siano francamente troppo forti. Ritengo più utile portare il nostro contributo di idee, anche talvolta critiche, senza dividerci in guelfi e ghibellini”. Nel 2008, da segretario Ds e assessore traghettò i Democratici di sinistra nel Partito Democratico. Poi qualcosa si ruppe e lei corse “da solo” con i Democratici per il Trentino. Quali sono ora i rapporti col Pd? “Per quanto riguarda la mia uscita dal Pd si tratta di una vicenda del passato che ha toccato “corde” personali che non voglio riaprire. Lo considero un capitolo chiuso. In questi 5 anni ho continuato a lavorare, e dal mio particolare osservatorio (Andreolli è direttore

Remo Andreolli

della filiale di Tione della Caritro, ndr.) a seguire quotidianamente le vicende economiche di imprese e famiglie per capire come la politica possa fornire risposte più esaustive su queste tematiche.” Ha lavorato 10 anni come assessore fianco a fianco a Dellai. Come giudica la sua esperienza e cosa può capitare nel 2013? “I suoi 15 anni possono certamente essere definiti positivi. E’ riuscito con intelligenza a dare rappresentanza a un blocco sociale e a tradurlo in politica; ha portato il Trentino ad essere all’avanguardia in ricerca e innovazione, tenendolo agganciato alle dinamiche esterne, così come ha saputo “condividere” pezzi di

risorse di autonomia con i territori confinanti, evitando lacerazioni nei rapporti con le regioni limitrofe a statuto ordinario. Forse però poteva – grazie al vasto seguito di cui gode – osare di più su tematiche come la responsabilizzazione dei privati e per fare diventare davvero la provincia motore di sviluppo della nostra economia. La riforma istituzionale, poi, ha creato le Comunità con assemblee molto vaste, che non hanno saputo coinvolgere i cittadini e che - livello decisionale – stanno dando scarsi risultati, malgrado l’impegno di molti amministratori. Ecco, qui ci sarebbe qualcosa da dire.” Remo Andreolli è tornato. Lo aspettiamo nel 2013.


Politica

SETTEMBRE 2012 - pag.

“Il Rottamatore” Renzi infiamma il Pd

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Parte da un auditorium di Madonna di Campiglio davvero pieno la “lunga corsa” del sindaco di Firenze Matteo Renzi, Sindaco di Finito negli ambienti giornalidi Enzo Ballardini renze, già autocandidato alle stico-politici, ha confermato prossime primarie del Partito Democratico, ha riem- in pieno il ruolo di oppositore interno al principale pito l’auditorium del PalaCampiglio con due ore di partito italiano, alla vigilia di un anno che sarà fonvivaci battute e sferzanti ironie sull’attuale situazione damentale per il futuro non solo politico ma anche politica italiana. Il Rottamatore, così come viene defi- economico e istituzionale dell’Italia. Invitato nell’ambito delle manifestazioni “TrePerTre” che animano culturalmente la “Perla” delle Dolomiti, Renzi ha riempito l’auditorium con oltre 600 persone interessate ad ascoltare dal vivo quello che si prospetta come uno dei protagonisti della vita politica italiana. A fare gli onori di casa William Bonomi, Sindaco di Pinzolo e Matteo Leonardi, Sindaco di Ragoli. Trentasette anni, Sindaco di Firenze dal 2009, si è imposto all’attenzione giornalistica per la volontà rinnovare la classe politica italiana, rottamando i vecchi politici che “Ci hanno condotto nella situazione drammatica che possiamo constatare giornalmente”, sostituendoli con giovani capaci, competenti e con la voglia di dare all’Italia un futuro migliore. Intervistato dal Giornalista Antonello Piroso, già direttore del TG di LA 7, Renzi ha inanellato una serie di ragionamenti conditi da battute, a volte non molto dissimili da un altro protagonista della scena politica italiana, Beppe Grillo, mantenendo alta l’attenzione del numeroso pubblico. L’occasione dell’incontro era la presentazione del suo nuovo libro ma della pubblicazione per la verità si è parlato poco, preferendo l’attualità politica e le prospettive future. Chiara la volontà di Renzi di presentarsi alle primarie del Partito Democratico, senza tatticismi e ancor prima che la consultazione sia stata fissata e stabilite le regole. Chiara anche la sua posizione nel caso di vittoria, “Porterà al cambiamento

Matteo Renzi - Foto Matteo Ciaghi

completo della classe politica del Partito Democratico”, e nel caso di sconfitta, “Continuerò a fare il Sindaco di Firenze e ad impegnarmi per il mio partito, non ho nessuna intenzione di fondare l’ennesimo partitino”. Poi le battute che escono dal classico linguaggio politico e lo avvicinano più a quello canzonatorio, come quando alla domanda su Fini alla commemorazione di De Gasperi, sostiene sia più credibile il Mago Otelma suscitando l’ironia dell’auditorium. Ma a parte le battute, sulle prospettive della nuova legge elettorale che ci porterà alle elezioni del prossimo anno, Renzi è stato molto chiaro difendendo il bipolarismo senza aperture al terzo polo, auspicate da molti politici tra i quali Casini e Dellai. “All’Italia non serve un nuovo partito – ha sostenuto- ma due grandi schieramenti che si confrontano, uno dei quali vincerà ed avrà il compito di governare e l’altro farà opposizione, ma sempre

in un confronto politico rispettoso dei rispettivi ruoli”. Questo in contrapposizione al tentativo di Dellai, che lo stesso giorno a Trento metteva intorno ad un tavolo, il Ministro Riccardi, il Presidente delle Acli e il Segretario della CISL per tentare di lanciare un Polo Degasperiano che dovrebbe affiancarsi proprio al Partito Democratico. Altra battuta ironica questa volta su Casini, “Si ispira a De Gasperi, sostiene Monti e alla fine finirà con Vendola”. Rispetto all’attuale legge elettorale, Renzi l’ha definita come la peggiore che ci possa essere ed ha auspicato che alle prossime elezioni l’elettore possa scegliere direttamente i propri rappresentanti in collegi uninominali e non come è avvenuto in questi anni, la decisione sia delegata ai capi dei rispettivi partiti. L’auspicio è che la nuova legge elettorale permetta al popolo di scegliere direttamente sia i propri rappresentanti sia lo schieramento vincente che governerà per

cinque anni l’Italia. In questo modo la classe politica e le istituzioni democratiche, a cominciare dal Parlamento, potranno riacquistare una nuova dignità. E’ qui torna il rottamatore, a tratti populista, quando propone che “In Parlamento si possa stare per un massimo di quindici anni e poi si faccia spazio a facce nuove. Bisogna rottamare gli attuali politici, ha proseguito, che non hanno risolto alcun problema da quelli economici a quelli della giustizia e del debito pubblico”. “Anche Beutiful dopo venti anni ha rottamato Rigde, il suo personaggio più famoso, mentre nel nostro parlamento siedono le stesse facce da moltissimi anni”, è stata l’ennesima battuta di Renzi. E’ qui una promessa forte; “Se vincerò dimezzerò il numero dei parlamentari”. Per la verità una promessa già sentita molte volte in passato, ma che fino ad ora è rimasta lettera morta, vedremo se anche questa volta sarà l’ennesima presa in giro, hanno pensato in molti. Dopo aver elogiato gli imprenditori “Che rischiano creando posti di lavoro e non vanno visti solo come evasori fiscali”, Renzi ha affrontato lo scottante tema della recente riforma previdenziale del Governo Monti, condividendo le scelte fatte ma non sottraendosi all’ennesima battuta; “Va sottolineato che la riforma che richiede grossi sacrifici è stata proposta da chi gode di una lauta pensione e di un vitalizio”, riferimento diretto al Presidente del Consiglio. Non è mancato, in quello

La folta platea del PalaCampiglio

Matteo Renzi e Antonello Piroso - Foto Matteo Ciaghi

che possiamo definire l’inizio della campagna elettorale per le primarie del Partito Democratico, il richiamo all’entusiasmo di fare politica e la fiducia (beato lui) nel futuro, evitando di compatirsi e sostenendo che “Il futuro sia da vivere e sognare”. Ultima battuta per il suo concorrente più diretto, ovvero Bersani segretario del partito, definito come “Sistema Usato Sicuro” che si contrappone alla sua proposta che mira al rinnovo della classe politica italiana. Al termine dell’incontro, infine, l’intervento un po’

fuori luogo di Luca Zeni, il giovane Consigliere provinciale del PD, fischiato dal pubblico per la lunghezza ed il tono un po’ elettorale dell’intervento che ha toccato il tema dei giovani e del loro futuro. Una serata che ha permesso di conoscere meglio uno dei protagonisti della scena politica italiana, ma che ha lasciato qualche perplessità per la mancanza di approfondimento politico lasciando spazio ad una comunicazione più diretta ed efficacie ma a volte superficiale.

Luca Zeni


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Economia

SETTEMBRE 2012

La riscossa dell’euro affidata al cambio delle norme di Marco Zulberti

Il 10 dicembre 1991 venne sottoscritto il trattato di Maastricht in cui veniva tracciato il percorso di avvicinamento a tappe al mercato unico europeo e all’unione monetaria del 2001. I principi cardine erano fissati in cinque punti: altro grado di stabilità dei prezzi, con un inflazione tra paese e paese che non doveva superare il 1.5 della media; un tasso Nel gennaio del 1990 la lira italiana aveva scelto la banda ristretta di oscillazione al 2.25. La stabilità dello Sme durò pochi mesi perché dopo l’esito negativo del referendum danese del 2 giugno 1992, al quale la Banca D’Italia aveva immediatamente risposto con un rialzo dei tassi, ebbe inizio l’attacco speculativo nei confronti delle monete deboli, come lira e sterlina. La cronaca di quei mesi drammatici è riportata in “An Italian Perpspective” del direttore della Banca D’Italia Carlo Santini pubblicato nel 1993. Il 4 luglio venne nominato il governo Amato. Il 6 la Banca D’Italia aumentò nuovamente i tassi mentre ad ogni seduta vendeva valuta pregiata come dollari e marchi per difendere la lira, che invece continuava a indebolirsi. Da parte dell’Ecofin in quei mesi non venne presa mai nessuna decisione impor-

tante per non influenzare l’analogo referendum francese. Le autorità italiane cercarono di convincere più volte i colleghi tedeschi della Bundesbank d’effettuare acquisti in lire, acquisti che furono auspicati anche dall’Ecofin nella settimana tra il 28 agosto e il 5 settembre, acquisti poi mai attuati, perché giudicati incompatibili dal governo tedesco per lo stato dell’economia interna. Nel week end del 12-13 settembre le autorità italiane e tedesche trovarono finalmente un accordo per un ribasso dei tassi tedeschi, ma tutto inutilmente: il 17 settembre la lira si trovo a fluttuare libera travolta dalle onde della speculazione. La storia dell’Italia da quel momento cambiò definitivamente passando alla seconda repubblica con il governo tecnico di Ciampi, la stagione degli attentati e delle privatizzazioni (IRI, TELECOM) e delle tre ban-

d’interesse medio sui titoli a lungo termine che non doveva superare di due punti quello medio degli altri paesi; tasso di cambio tra le vecchie valute che non doveva superare una banda stretta fissata in 2.25 punti e una larga per i paesi più deboli al 6; il rapporto tra disavanzo pubblico e Pil del tre per cento; debito pubblico e Pil non oltre il 60 per cento.

che d’interesse nazionale; Banco di Roma, Credito Italiano e banca Nazionale del Lavoro. E’ una cronaca drammati-

ca che sembra ripetersi. Le tensioni speculative che allora si orientavano alle valute oggi si orientano verso i singoli comparti dei titoli

di stato amplificando gli spread. Non vi sono molte altre strade dove intervenire se non sulle norme che mettono un freno alla spe-

culazione superando quel muro di incomprensioni che anche oggi appare impedire decisioni definitive per uscire dalla crisi.

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Economia

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L’economia “dal bandon dal lat”

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Il mercato è saturo, i consumi ristagnano: da dove ripartire? Dall’economia “reale” di Ettore Zini

mare di meno. Tornare a un’economia e a una vita più semplice, più umana. Meno schiava dei consumi. Senza stress, nevrosi e depressioni. Non drogata dai “mercati”. In poche parole all’economia reale. Ai piedi piantati per terra. A quella basata appunto “sul bandon dal lat”. Una frase dialettale che, molto realisticamente, ci porta a considerazioni sull’economia di casa nostra. Senza addentrarci nei massimi sistemi e dissertare di spread, fiscal drag, di spending review o di altri paroloni che fanno a pugni con il nostro lessico di tutti i giorni, declinati in altra lingua, proprio per non farci

sentire odore di turlupinatura. Basta che ci guardiamo attorno. Che guardiamo con occhio più attento (e più critico) le nostre opere pubbliche, per capire quanto sperpero ci sia anche nei nostri piccoli paesi. Per monetizzare, in soldoni, quanto denaro poteva essere risparmiato dai nostri amministratori, senza nulla togliere, in servizi, alle nostre comunità. Quanto, anche noi, abbiamo contribuito a quella montagna di debito pubblico che assilla tanto i mercati, e ci sta rendendo sempre più difficile la vita di tutti i giorni. sector2011@libero.it

Facciamo un “esempio”

coreografiche che durano l’arco di un baleno? Forse i timori di questi momenti di grande incertezza, dovrebbero indurci alla riflessione. A prendere atto che, “per esempio”, i soldi pubblici, sfilati dalle tasche dei cittadini (vi ricorda qualcosa la sigla IMU?) vanno utilizzati con attenzione. Con l’avvedutezza del bonus pater familias. Perché, anche nel ricco Trentino, i soldi cominciano a diventare merce rara. E, i primi a dover dare il “buon esempio”, dovrebbe essere proprio gli amministratori. Dimostrando che dei “nostri” quattrini sanno farne buon uso. Una dimostrazione pratica dovrebbe cominciare, “per esempio”, dall’accorpamento dei comuni. Non fare l’annuncio oggi. E domani dire: abbiamo scherzato. Ettore Zini sector2011@libero.it

Alcune opere pubbliche dove occorreva forse più parsimonia costa 200 mila euro più altri 24 mila al progettista). Una volta ci si comprava una malga!). Esempio cinque: la muraglia cinese che costeggia la Tione-Breguzzo. Un’esagerazione! Posate lo sguardo sull’unico tratto rimasto del vecchio tracciato: è basso, non si atteggia al maciste che deve reggere la montagna, ed è fatto con sassi locali. Esempio sei: le rotonde di Storo, e Condino. Grandi come aeroporti. Uno spreco di denaro e territorio. Modello di viabilità sovra strutturata. Esempio sette: strade di montagna da nababbi dell’alta quota. Magari per servire due o tre baite da mont. Difficilmente giustificabili in altre regioni d’Italia. Esempio otto: i muri di contenimento o i ponti delle piste ciclabili. Potrebbero reggere un tir, ma sono solo per biciclette. Esempio nove... La lista potrebbe proseguire all’infinito. Esemplificazioni, appunti, che davvero non evidenziano una politica della parsimonia. Della spesa inutile. Dello scialac-

quio facile. Che in passato non ci saremmo nemmeno sognati di notare. E che in futuro potremmo pentirci di aver realizzato, con la leggerezza di chi crede di poter contare su una crescita (e quindi su una capacità di spesa) infinita. Ma, nel carniere dello sperpero non ci sono solo opere pubbliche, che se non altro hanno il merito di soccorrere un’economia edilizia, particolarmente provata dai movimenti recessivi. Ci sono tanti altri piccoli rivoli di spesa. Tanti granelli, che messi uno so-

pra l’altro, contribuiscono a far lievitare in negativo la bilancia dei pagamenti. Avventuriamoci “per esempio” nel campo delle manifestazioni. I famosi panem et circenses dei romani, adattati ai nostri paesotti. Oggi non c’è comune, non c’è sindaco che non faccia a gara per dare di più, per soddisfare le bramosie ludiche dei propri cittadini. Consenso è bello, soprattutto utile in vista del prossimo turno elettorale! Ma, che c’entrano, che so, i fuochi d’artificio in montagna o altre attrazioni

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ro. Roba da cinque stelle, superlusso. In alcuni casi (vedi nuovo Comune di Vigo, tanto per il più recente) cattedrali al servizio di un pugno di abitanti. 517 all’ultimo censimento. Per di più, in odore di accorpamento. Esempio tre: le caserme dei vigili del fuoco. Giù il cappello davanti al servizio! Ma tra poco, ci son più caserme e mezzi che vigili! In ogni buco, in ogni angolo c’è un edificio adibito a caserma. Paesi dove tutti si chiamano per nome, distanti due o trecento metri. Per tutti il box di pronto intervento con scale, manichette e sirene lampeggianti (239 edifici in Trentino, 2.100 automezzi). Se andate a Salò, non a Canicattì, date un occhio dove alloggiano i mezzi di soccorso, per mezza provincia di Brescia! Esempio quattro: certi arredi urbani sproporzionati all’ambiente, all’utilizzo, e in contrasto con la semplicità del passato. Con materiali e forme che nulla hanno a che vedere con luoghi e tradizioni (c’è una nuova fontana a Tavodo, ha il tetto a pannelli solari(?),

COMFORT

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ANTINFORTUNISTICA

PISCINE

pensiero economico è unico. Viaggia in una sola direzione. Anche se li crediamo agli antipodi, e su binari opposti, i nostri due massimi sistemi: liberismo e marxismo viaggiano su uno stesso treno, e sono due facce della stessa medaglia. Entrambi, sia destra che sinistra, credono che la crescita sia irrinunciabile. In modi diversi sponsorizzano e propugnano lo stesso modello di sviluppo (Stakanov non era un eroe della rivoluzione russa?) basato su: produzione, consumo, crescita. Nessuno per ora ipotizza che forse la soluzione si possa basare sul fare un passo indietro. Produrre di meno e consu-

PIETRE NATURALI

Qui sta il punto. Il problema è che, a forza di girare con il paraocchi, abbiamo una visone sbagliata della realtà. Il mercato è saturo. Saturo di tutto. A chi venderemo le nostre produzioni prossime venture? A chi affibbieremo case, automobili, beni di prima necessità e superflui? Il modello cui ci si affida è quello di sempre. Produrre, produrre, e ancora produrre. E’ dalla seconda metà del settecento che stiamo viaggiando in questa direzione. Ma, siamo sicuri che sia quella giusta? Fino a ieri producevamo per consumare. Oggi consumiamo per produrre. Ma, fino a quando? Lo strano è che il

FINITURE PORTE

Ricordate quella trasmissione televisiva anni 70 di Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto:”Bene, bravo, 7+”? Il maestro (Cochi) diceva all’alunno (Renato) “Mi faccia un esempio”! Non vi siete mai esercitati in questo giochino? Proviamo insieme, pensando a una ipotetica mappa giudicariese degli sprechi. Non necessariamente opere faraoniche. Particolarmente costose. Ma, anche cosucce di poco conto. Che con un briciolo di attenzione, e di parsimonia potevano costare molto meno. Nota bene: non una critica malevole, e distruttiva. Ma, annotazioni su quanto avremmo potuto avere ugualmente, tenendo qualche soldo in più nel salvadanaio. “C’è un’aberrante logica – diceva Padoa-Schioppa – per cui il denaro di tutti è il denaro di nessuno”. Esempio uno: il sovrapasso, per la valle di Daone. Una bruttura sulla valle. Che poteva essere evitata. Oltrettutto, risparmiando un “paccata” di soldi. Non bastava una rotonda come quella del lago di Toblino? Piccola, a misura di paesaggio, costata una cicca di tabacco, e transitabile anche da autotreni e bilici? Forse se il costo delle parcelle non fosse direttamente proporzionale al costo dell’opera… Esempio due: gli edifici comunali! Tutti i paesi (alzi la mano chi non ce l’ha) hanno strutture da capogi-

introita che iniziano i guai. Ecco. Noi abbiamo fatto esattamente questo. Per anni, abbiamo speso più di quanto eravamo in grado di mettere nel cassetto (a giugno il nostro debito pubblico è arrivato alla cifra record di 1.972 miliardi di euro). E ora i nodi sono arrivati al pettine. Il guaio è che la maggior parte di noi non si è ancora resa conto di quanto sia grave la situazione. E continuiamo a spendere come se niente fosse. I debiti? Qualcuno li pagherà! E poi: l’abbiamo sfangata più volte. Perché, anche questa volta, non dovremmo riuscire a vedere la luce in fondo al tunnel?

SCALE PER INTERNO

Poco di tutto. E un’unica certezza. Che la vita era dura. Fatta di stenti e di fatiche. In un contesto economico, basato solo su quella che i soloni di oggi, chiamano economia reale. Quella, appunto del “bandon dal lat”. “ Impossibile che duri – mi diceva - l’economia è una sola. Quella di chi produce, e spende solo quanto produce. Il resto è mistificazione. Mondo irreale che non può durare”. Ed ecco l’assioma. Se una famiglia (contadina) produce un bidone di latte e spende il ricavato per il suo mantenimento, tutto va bene. Ma, è quando si vuole spendere più di quanto si

buio. Nella migliore delle ipotesi la nebbia. Una nebbia fitta e limacciosa che ci preclude qualsiasi tipo di previsione. E’ in momenti come questi che mi viene in mente “l’economia del bandon dal lat”: l’economia del bidone del latte. Una dissertazione, che in tempi non sospetti, facevo con un amico. Una persona alla buona. Tirata su, con taglio antico, come un tempo si facevano crescere i figli nelle famiglie contadine.

DESIGN

Quando tutto filava liscio, mai ci saremo sognati di dissertare di economia come facciamo oggi. Di questi tempi il nostro cruccio è l’occupazione che non c’è, la finanza che non va, il commercio che non tira, i governi che non sanno governare. In una parola, crisi. Crisi di consumi. Crisi di lavoro. Crisi d’idee. E, soprattutto, paura per il futuro. Che faranno domani i nostri giovani? Le nuove generazioni? Davanti a noi il

RINGHIERE ARREDO URBANO

FERRAMENTA ARREDO URBANO

CARTONGESSO


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Il dibattito

SETTEMBRE 2012

La Comunità funziona solo se ci si crede davvero Continua il dibattito sul futuro assetto del nuovo ente con questo intervento di Giuseppe Ciaghi Ove da sempre c’è chi guarda avanti con l’ottimismo della volontà verso sogni, aspirazioni ideali per costruire una società migliore, più equa, nella quale tutti si possano sentire cittadini, e chi invece, con estrema prudenza, attraverso il cosiddetto pessimismo della ragione, ne trattiene gli slanci con l’occhio alla concretezza della realtà quotidiana, cercando di limitare i danni prodotti dall’ambizione di individui assetati di ricchezza e di potere, capaci spesso, attraverso una comunicazione servile ed asservita, di far vedere lucciole per lanterne, quando non di stravolgere la morale, valori civili e principi dettati dall’etica e dalla tradizione. Della democrazia non esiste un prototipo, un modello assoluto, concluso e definito; essa rappresenta un ideale a cui si tende, un perpetuo divenire che coinvolge uomini singoli e collettività in cerca di una corretta convivenza. In un ambiente può andare bene, risultare efficiente e congrua se organizzata in un certo modo, altrove se predisposta in maniera diversa. E non è detto che l’una sia migliore dell’altra. Fatta questa premessa, da sostenitore dell’ente intermedio che crede nell’utilità e nella bontà della comunità di valle per le funzioni che dovrebbe svolgere oltre l’angusto angolo di visuale dei singoli comuni - che comunque hanno un’importanza fondamentale nella gestione del territorio dato il rapporto diretto con i cittadini - non considero essa abbia diritto di cittadinanza nell’attuale quadro amministrativo provinciale: per l’iter e l’approccio con cui è sta-

S

di Giuseppe Ciaghi

ono convinto che in un sistema politico democratico un ente o un’istituzione snobbati da più del 50% degli elettori non debbano e non possano esistere. La democrazia non è un prodotto che si contratta o si acquista al mercato, né merce da esportazione, o da imporre, come si è sentito affermare più volte per giustificare interventi bellici. Ha delle regole precise; fra le quali, fondamentale, il rispetto della maggioranza. La democrazia e i suoi organi di governo sono frutto di un processo lungo, sofferto, condiviso dai suoi membri attraverso un cammino fatto insieme, con confronti a volte aspri, lotte, dibattiti, compromessi necessari a comporre le esigenze di portatori di interessi diversi, è una conquista costruita giorno dopo giorno dai suoi protagonisti su un comune tessuto culturale. ta istituita e per il modo ignobile con cui è stato affrontato il referendum per abrogarla. Cui va aggiunta, last but not least, la delegittimazione del corpo elettorale. L’affluenza alle urne di gran lunga inferiore alla metà degli aventi diritto al voto avrebbe dovuto coerentemente impedirne l’istituzione; o procrastinarla in attesa di tempi migliori. Oggi si trova a pagare colpe non sue. E’ nata con un peccato originale da scontare: gli errori dei suoi promotori, più interessati a favorire ambizioni di singoli individui e di fazioni, a riciclare personaggi e portaborse, piuttosto che a perseguire il bene comune promesso e sbandierato, a dar voce alle periferie, tradita proprio nel momento di tradurre in pratica i compiti per cui era stata pensata. Per non parlare del loro comportamento in occasione del referendum promosso per eliminarla in quanto ente inutile, parassita e sprecone, risoltosi nell’invito a non recarsi alle urne, indegno di una politica seria: un’ulteriore mazzata alla credibilità dell’ente. Lì si è perduta un’oppor-

tunità straordinaria per farlo conoscere ed apprezzare, per illustrarne gli obiettivi e la valenza politica, per sostenerne con convinzione il progetto. Si insinua il dubbio che in fondo in fondo non vi credessero nemmeno i suoi promotori. Per l’abolizione della comunità si espresse un numero di cittadini più o meno pari a quello che l’aveva costituita. Il dato fa riflettere. La C.d.V. pare destinata a ripercorrere l’infelice esperienza dei Comprensori. Sorsero con fini nobili, per decentrare nelle valli pianificazione urbanistica, servizi e autogoverno; finirono col mantenere sempre più solido il potere a Trento esautorando i comuni di parte delle loro competenze, creando nuova burocrazia e costi nuovi. E’ pur vero che risolsero alcuni problemi di carattere sovra-comunale come la raccolta delle immondizie ed altro, ma lasciarono un’immagine negativa che ha pesato come un macigno sulla costituzione delle CdV e sul nuovo assetto politico-amministrativo proposto da Dellai & C. Il disincanto e la diffidenza

nei confronti dei politici, o dei politicanti (che sarebbero quanti traggono utili dall’apparato), sembra aver avuto la meglio sulle buone intenzioni del legislatore. Che aveva dichiarato per bocca del suo assessore Gilmozzi: “La struttura burocratica provinciale sta cercando di cambiare portando in periferia competenze più dirette da togliere ad una Provincia troppo centralista e il cui compito dovrebbe essere più politico che direttamente amministrativo”. Sono le stesse parole pronunciate da Bruno Kessler quarant’anni fa alla vigilia dell’istituzione dei Comprensori!. Con una sottile differenza, ammannita agli elettori dall’assessore provinciale fiemmazzo alla vigilia delle elezioni. Kessler aveva promesso a Comprensori “deleghe” cedute dalla Pat in taluni settori operativi; Gilmozzi invece “trasferimenti” di poteri e di finanziamenti da affidare alla CdV: in salto di qualità: un’abile presa in giro. Quanto sia stato fatto è sotto gli occhi di tutti, così come le difficoltà in cui si trova ad operare: senza trasferimenti, senza soldi, senza personale

e con scarsa considerazione. Soprattutto senza la potestà di decidere con la propria testa, in autonomia da Trento. Lavorare in queste condizioni non è facile e, almeno per quanto riguarda la Comunità delle Giudicarie, va riconosciuto ai suoi amministratori buona volontà e impegno nel rendersi disponibili, si tratti di amministrare le scarse competenze ricevute, di promuovere iniziative di interesse generale, di raccogliere le istanze dei cittadini, di sollecitare Trento per risolvere problemi e situazioni diverse, di far crescere una coscienza giudicariese con l’integrazione fra le valli... Tutte belle cose.... Purtroppo non sono abbastanza. Non sono solo questi i compiti per cui la Comunità si è costituita. Anzi, questi sono marginali, propedeutici, sono dei corollari all’attività amministrativa vera e propria. Fondamentali dovrebbero essere la pianificazione urbanistica, la programmazione socio economica, la gestione dei servizi d’intesa con i comuni che la costituiscono....E qui casca

l’asino. Lecito domandarsi: “Cosa succederà dopo le elezioni provinciali del 2013, quale sorte toccherà alla CdV?” Non è prevista dalla Costituzione, dove figurano solo comuni, province e regioni. Avrebbe potuto trovare giustificazione soltanto se sostenuta da un forte consenso, dalla voglia di costruirsi il proprio destino, come accadde nel dopoguerra quando il Trentino si batté per l’autonomia e la legittimò. Ma che qui non è successo. Sperare che la Provincia e chi la gestisce, o che i comuni rinuncino al loro potere e alle loro funzioni a favore della CdV , dopo le esperienze e i comportamenti del passato, mi sa pura utopia, in un momento in cui si accorpano province e comuni per tagliare i costi. Sempre che chi gestisce il potere non pensi di tenerle ancora in vita quale strumento ove parcheggiare colleghi di lista sfortunati, clientele e portaborse per controllare meglio la periferia. O che non succeda un miracolo, una palingenesi rigeneratrice, attraverso la quale la Comunità venga purgata dal suo peccato originale.


Attualità

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L’analisi del fenomeno nella serata in Comunità di Valle : “Gratta e perdi... è quasi matematico”

Il gioco d’azzardo preoccupa le Giudicarie Il fenomeno è alla soglia di attenzione anche nella nostra zona oltre che in tutta Italia

S

i è tenuta presso la sala assembleare della Comunità della Giudicarie una serata per informare la popolazione in merito alla dipendenza da gioco. Oltre agli interventi degli organizzatori Luigi Olivieri, in rappresentanza della Comunità delle Giudicarie, e di Mirella Girardini per il Comune di Tione, «I segnali sul territorio mettono in evidenza che il fenomeno del gioco d’azzardo è diffuso anche in Giudicarie, non è facile fare una mappatura puntuale, soprattutto perché c’è ancora molto sommerso e le famiglie interessate incontrano difficoltà nel chiedere aiuto” ha esordito Luigi Olivieri, assessore alle Politiche sociali e alla Salute della Comunità delle Giudicarie. «In questo contesto la Commissione assembleare per le politiche sociali e sanitarie, asili nido e assistenza scolastica presieduta da Anna Pironi ha fatto emergere un problema difficile da rilevare che comporta effetti socialmente pericolosi». Ad oggi il fenomeno non è quantificabile e nonostante ciò la Comunità delle Giudicarie ha ritenuto opportuno inserire nel Piano sociale, nell’area dell’integrazione socio sanitaria, un azione specifica finalizzata a rispondere a questa istanza proveniente dal territorio con particolare attenzione alla popolazione giovanile. «Si percepisce il problema del gioco d’azzardo anche nel mio comune» ha sottolineato Mirella Girardini, Assessore con competenze

in materia di politiche familiari e sociali del Comune di Tione. «Il problema esiste a Tione e esiste nelle zone limitrofe. Stiamo cercando di porre rimedio per quanto possibile ma non è facile. Quanti giocano?. É toccato a Sandra Venturelli, referente dell’Associazione A.M.A. Onlus, fare un’analisi anche quantitativa del fenomeno: « L’Italia è il paese al mondo che ha la maggior spesa pro capite per il gioco e il trend è in aumento nonostante la crisi: nel 2000 si è spesa una cifra prossima ai 14 miliardi, nel 2011 gli italiani si sono giocati 80 miliardi di euro. Il gioco è la terza industria italiana. Anche la nostra regione è allineata sulle percentuali italiane: lo scorso anno si è giocato oltre 1 miliardo di euro, il che significa che mediamente ciascun adulto residente in Trentino Alto Adige ha speso circa 1500 euro per il gioco». E se è intuibile cosa possa significare avere un giocatore in famiglia bisogna capire cosa significhi il gioco per le casse dello stato. Nel 2004 le entrate dell’erario sono state oltre 4 miliardi di euro, pari a cir-

rci Venite a trova tagna Mon all’Ecofiera di

ca il 29% delle giocate, nel 2011 oltre 8 miliardi, pari all’11% delle giocate”. «Probabilità di vincere? Bassissime». Il dottor Giacomo Ziglio, del Dipartimento di Matematica dell’Università degli Studi di Trento, ha cercato di fornire qualche strumento per comprendere come si calcolano le probabilità di vincita e di rischio nei giochi d’azzardo. «Calcolare la probabilità di un evento della vita reale è piuttosto complesso perché è difficile tenere sotto controllo tutte le variabili possibili, nel gioco d’azzardo è molto più facile perché si può utilizzare la probabilità classica, data dal rapporto tra il numero di casi favorevoli all’evento e il numero dei casi possibili». In questo modo si “scopre” che Winforlife, Gratta e vinci e gli altri giochi hanno delle probabilità bassissime di vincita rispetto al rischio: «Nel Gratta e vinci la probabilità di vincere 1000 euro (1/480.000) è circa la metà (1/250.000) di quella che l’asteroide DA14 colpisca la terra nel 2013...» o ancora «vincere 1000 euro con Winforlife ha la metà di probabilità di

trovare, aprendo le pagine bianche della provincia di Trento e puntando il dito a caso, la persona che volevo chiamare…». Esempi che danno l’idea che non esistono giochi “equi”, cioè che ripagano il rischio, e tantomeno strategie vincenti. A vincere sono sempre i gestori dei giochi. «Nelle Newslot, le macchine si intascano mediamente il 25% di quello che si gioca. Più si gioca e più, per la legge dei grandi numeri, sappiamo con certezza di perdere il 25% di quanto giocato». Bisogna inoltre sapersi difendere dalle azioni subdole che spesso chi gestisce il gioco mette in campo. La tendenza è quella di ammaliare i giocatori dando la sensazione della “vincita facile”, e di incentivare il gioco con pubblicità ingannevoli. «L’unica strategia vincente è quella di non giocare affatto». Le testimonianze. Significativa ed esplicativa la testimonianza di Renato, un giocatore che ha frequentato i gruppi di auto mutuo aiuto: «Non giocate assolutamente: ho giocato alle Slot machine per alcuni anni, in famiglia le cose

dei tecnici Giacomo Ziglio, del Dipartimento di Matematica dell’Università degli Studi di Trento e Sandra Venturelli dell’Associazione A.M.A. Onlus, a impreziosire l’incontro anche le testimonianze di ex-giocatori e familiari. Il messaggio emerso dall’incontro è chiaro: l’unica strategia vincente è non giocare.

peggioravano sempre, giocavo di nascosto, e sono stato costretto a entrare in un circolo vizioso di bugie, per giustificare le uscite di denaro. Dopo aver buttato 6 anni della mia vita, grazie all’aiuto della mia famiglia e dell’associazione sono riuscito a tirarmi fuori pian piano e dopo due ricadute credo di essermi ripreso la vita…E se volete un consiglio, non mettete neanche un euro in quelle macchinette». Di pari intensità le parole di Augustina, figlia di un giocatore d’azzardo: «20 anni fa i miei genitori hanno divorziato perché mio padre giocava e la situazione era diventata insostenibile. Ho lavorato in una sala giochi e ho potuto approfondire la mia conoscenza del fenomeno del gioco d’azzardo e

capire come nelle sale giochi si perda completamente la percezione della realtà». Forte l’invito anche da parte sua a non farsi coinvolgere dal gioco. E mentre si sta cercando di mettere in campo un programma di prevenzione ad ampio raggio, partirà il 6 settembre a Tione presso la Casa delle associazioni un percorso per aiutare le persone che sono cadute in questa dipendenza, in «questo vortice dal quale è difficile uscire». Chi fosse interessato può rivolgersi all’Ufficio di piano della Comunità delle Giudicarie (0465/339505), al Comune di Tione chiedendo dell’assessore alle politiche sociali sig.ra Mirella Girardini o all’associazione A.M.A. Onlus di Trento.


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Sanità

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Il macchinario operativo per la prima metà di settembre

Una nuova Tac multislice per Tione Per l’esattezza 1.905.868 per l’intero lotto: quattro tac a 64 strati multislice, comprensive di programma di manutenzione, da destinare ad altrettanti ospedali di periferia che la ditta Siemens Spa di Milano si è aggiudicata, sbaragliando la concorrenza di Philips, Esaote, Toshiba e Ge Medical Sistem, con un’offerta di circa 700 mila euro in meno. La sola installazione per ogni singolo apparecchio pesa sulla sanità provinciale per circa 70 mila euro (66.000 più il programma di sicurezza). Il nuovo strumento diagnostico – confermano i medici dell’ospedale – è sinonimo di una macchina ad alte prestazioni, utilizzabile anche da “postazione remota”. Di essere in sostanza letta a distanza anche da altre unità ospedaliere. Una comodità, che permette di condividere specialisti di altri nosocomi, capaci di leggere i risultati, pur non essendo fisicamente presenti in loco. Dai primi di agosto la nuova tac è in fase di messa a punto al piano terra del nosocomio, nel reparto di radiologia. E – a quanto hanno rassicurato i tecnici – da settembre i nuovi strumenti diagnostici dovrebbero essere ope-

di Ettore Zini Una nuova tac per l’ospedale di Tione. E’ in fase di istallazione. E già dalla prima quindicina di settembre dovrebbe essere operativa. Sostituisce i vecchi macchinari ormai obsoleti. Si tratta di uno strumento di nuovissima generazione in grado di compiere tomografie assiali computerizzate con

rativi, ed entrare a far parte del circuito del centro di prenotazione ella sanità trentina. E’ ormai notorio, infatti, che le apparecchiature in dotazione non sono solo a disposizione dell’utenza giudicariese. Ma, che ogni singola unità ospedaliera della provincia, fa parte di un unico patrimonio sinergico, al servizio i tutti i pazienti delle Asl della Provincia.

una definizione, almeno quadrupla, degli strumenti in dotazione finora. E’ una Siemens 64 strati, e fa parte i un lotto di altri tre apparecchi che la Sanità Provinciale ha acquistato anche per gli ospedali di Arco, Borgo e Cavalese. Il costo è di quasi 500 mila euro cadauno.

In questo programma, di dotazioni di nuovi macchinari di alta banda su scala provinciale, rientra anche la nuova tac di prossima dotazione al Santa Chiara di Trento che completa, su scala provinciale, la gamma e l’elevazione della qualità diagnostica, con un’apparecchiatura ancor più complessa e dalle prestazioni addirittura doppie di quelle affidate ad Arco,

Borgo, Cavalese e Tione, con una capacità risolutiva dello scanner a ben 128 stati. A livello locale, la nuova tac porta la capacità diagnostica a livelli mai avuti finora. Allargando il campo di utilizzo in oncologia, cardiologia, neurologia e sistemi vascolari. A tal proposito grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore della Comunità di Valle Luigi Olivieri, che ha seguito da vicino l’iter di acquisizione del nuovo apparecchio. Da parte sua c’è apprezzamento per gli sforzi messi in atto dalla Sanità Trentina. “E’ la palese dimostrazione – dice – che l’ospedale di Tione si sta rafforzando. Che il processo di dotazioni, e quindi del servizio in loco all’utenza, va esattamene nella direzione opposta di quella imboccata anni fa”.

Campagna Nastro Rosa... perché prevenire è meglio che curare! La Lilt prosegue le sue campagne di sensibilizzazione alla prevenzione dei tumori

Riguardo all’articolo sull’adunata di Bolzano, leggo in Sabato 20 ottobre 2012 la LILT di Tione organizzerà una serata presso il Teatro delle Scuole Superiori di Tione, in via Durone, ad ore 20,30, per celebrare la XVIIII edizione della “CAMPAGNA NASTRO ROSA”, in collaborazione con l’Associazione “Thinking” di Roncone e con lo stilista Christian Bazzoli. La “CAMPAGNA NASTRO ROSA” che viene organizzata in tutto il mondo durante il mese di ottobre si configura come un appuntamento prioritario per la sensibilizzazione del pubblico femminile alla lotta contro il tumore. La LILT è impegnata in molteplici iniziative per informare tutte le donne sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella. Il messaggio che intende ribadire con questa campagna è che il tumore del seno si combatte anzitutto con la prevenzione, coniugata con sani stili di vita e con la diagnosi precoce, lo screening mammografico in particolare Aldo Gottardi

Ospedale: il volo notturno che ...non c’è Manca ancora la piena operatività di un servizio importantissimo per la Sanità trentina

Per ora di volo notturno non si può davvero parlare. Il servizio è abilitato per procrastinare all’imbrunire o anticipare all’alba gli orari del soccorso. Ma di notte, quando è buio pesto, i mezzi aerei, che siano i più maneggevoli Duphin o i costosissimi Agusta (costo minuto 140 euro) se ne stanno bellamente acquattati negli hangar. I voli sono autorizzati in base ad un complesso calcolo che chiama in causa le effemeridi. Quindi, a seconda delle ore che ci separano dal tramonto o al sorgere del sole, con un’escursione più ampia d’estate, ma con tempi più ridotti d’inverno. E allora, ci si chiederà perché tanto vociare e tanto vanto sull’H24? Che, tradot-

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di Ettore Zini

e l’hanno venduto come certo. Ad eliporto “collaudato”, si scopre che c’è del non vero in quel servizio H24 per i voli notturni, sbandierato dalla Provincia. Il problema non è solo per Tione, e le Giudicarie. Ma di tutti gli eliporti trentini. Costruiti con la funzione di far volare gli elicotteri, e quindi la macchina dei soccorsi, anche di notte. Si sono spesi fior di milioni, per contrabbandare un servizio che non c’è. O che, perlomeno, non è stato ancora affinato, per coprire tutte le ore della notte. Se contattate i piloti del servizio di soccorso della sanità trentina, quegli angeli salvavita che, in pochi minuti sono in grado di atterrare in un fazzoletto di terra, o di prelevarti da un ospedale, per portarti in pochi minuti in un nosocomio più attrezzato, ve lo confermano. to, sarebbe 24 ore su 24. L’unica spiegazione (e scusante) è che il servizio, con i turni di volo, abbia incontrato dei problemi organizzativi. E che, a breve, venga comunicata la piena operatività.

Altrimenti ci troveremo di fronte a una bufala difficile da digerire. Milioni e milioni spesi per qualcosa di là da venire. Il problema ci è stato segnalato dai medici dell’ospedale di Tione. Per noi era assodato, lapa-

lissiano, che una volta ottenute le autorizzazioni dell’Enac per l’abilitazione della pista, i voli fossero la logica conseguenza. Ci dicono però che non è così. Per ora ci sono piste supertecnologiche, in

grado di essere illuminate a giorno da chilometri di distanza, con congegni radiocomandati a bordo dei velivoli. Ci sono elicotteri da milioni di euro (un solo Agusta costa 24 milioni: quasi 50 miliardi delle vecchie lire) capa-

ci di volare tra le nostre montagne, anche ad occhi bendati. Manca solo l’attivazione H24 del servizio. La domanda non può che essere una: che cosa si stà aspettando?


Società

SETTEMBRE 2012 - pag.

di Roberto Bertolini Giusto un anno fa, era il 21 agosto del 2011, il quotidiano l’Adige annunciava come molto probabile la “fusione” tra i comuni di Castel Condino e Cimego, desiderio condiviso da entrambe le amministrazioni e importante passo verso la razionalizzazione degli enti locali. Lo stesso Giornale delle Giudicarie ha dedicato spazio a questa notizia, apparsa come una giusta continuazione di quel processo di aggregazione che ha fatto registrare negli ultimi anni la creazione del comune di Ledro (che accorpa i cinque precedenti) o di Comano Terme (Lomaso e Bleggio Inferiore) e ancor più stringente in tempi di spending review. Aggregazioni volontarie, è bene sottolinearlo, che sono partite dalle amministrazioni ed sono state poi certificate dalle comunità attraverso appositi referendum; i cittadini, che solo 15-20 anni fa si dimostravano piuttosto refrattari a superare alcune logiche di campanile, si sono incaricati di confermare la scelta amministrativa, dimostrandosi più sensibili di un tempo a questa tematica. Cambio di fronte. Così anche a Cimego e a Castel Condino sembravano maturi i tempi per una fusione. Ancor più avanzati rispetto ad altri paesi che hanno iniziato a fare “insieme” e a porre le basi per future aggregazioni, come Praso, Bersone e Daone, oppure i paesi delle Esteriori. Lo stesso sindaco di Cimego Carlo Bertini, in un’intervista al Giornale delle Giudicarie di pochi mesi fa, confermava questa volontà spiegando come i tempi fossero maturi per aggregare, in un’ottica di risparmio e miglioramento dei servizi al cittadino. Una volontà che si presumeva radicata e condivisa anche in seno all’amministrazione di Castel Condino, dato che un matrimonio non si può fare da soli, ma necessita

sempre della controparte. Sul più bello, però qualcosa deve essersi inceppato. Il Consiglio comunale di Castel Condino, nella seduta di mercoledì primo agosto, ha infatti bocciato la proposta di fusione “rispedendola” al mittente, con i voti contrari del sindaco Maurizio Tarolli, e dei consiglieri Renato Bagozzi, Lara Sgaravatto, Annalisa Lonati, Maria Rosella Bagozzi, Stefano Bagozzi, Ivan Pozzi e Maddalena Ghezzi. Il comune di Cimego, ovviamente, non l’ha presa bene. Soprattutto per averlo appreso dai giornali, dopo aver dato per fatta l’adesione di Castel Condino, dopo mesi di incontri e trattative. Un’occasione perduta. “Un progetto finito male”

Cimego e Castel Condino, addio “fusione”

Il consiglio comunale di Castello boccia il documento. Un’occasione perduta e segnale sconfortante per altre realtà impegnate in un percorso analogo così l’ha definito giorni dopo sulle colonne de “l’Adige” il sindaco di Cimego Bertini, visibilimente contrariato per quella che giudica “un’occasione perduta”. L’idea delle due amministrazioni era quella di accelerare i tempi sulla fusione, bypassando l’iter normale che può durare anche dieci anni e arrivando a contrarre i tempi così da indire il referendum confermativo per l’autunno del 2014, come richiesto peraltro dalla Regione (l’ente di riferimento per quanto riguarda la normativa degli enti locali). Ad accompagnare i due comuni verso questa data erano in previsione dibattiti e incontri per sensibilizzare la popolazione, “saltando” la costituzione dell’”unione”, strumen-

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to ibrido che impone tempi lunghi e gravami organizzativi. Il tutto con la consulenza di Alessandro Ceschi, direttore del Consorzio dei Comuni trentini ed esperto in materia, che ha predisposto un documento operativo che i due consigli comunali avrebbero dovuto ratificare, dopo che gli stessi comuni, in un documento di intenti del settembre 2011, avevano già manifestato l’intenzione di dare vita alla fusione. Gli intoppi. Qualcosa però si è incagliato in questo percorso, reso più impegnativo dai tempi compressi. A inizio estate i due consigli comuna-

li si sono trovati a discutere congiuntamente del progetto, riunione nella quale sono emerse perplessità da parte di alcuni consiglieri, che sembravano comunque superabili. Colpisce il voto contrario da parte del sindaco Tarolli di Castel Condino che – dopo aver portato avanti il progetto da due anni a questa parte – ha fatto dietrofront convinto, si dice, da una larga maggioranza di abitanti e da molti consiglieri comunali, molto perplessi sulla fusione. Salvo poi rilanciare, dalla colonne del “Trentino” ad una eventuale futura fusione che coinvolga anche Condino e Brione, e che risulterebbe secondo Ta-

rolli più incisiva. Un segnale negativo. Certo è un occasione perduta – come sottolineava Bertini – ma si tratta anche di un segnale sconfortante per altre realtà che, più o meno alacremente, stanno incamminandosi sulla strada della aggregazione di comuni. Il tutto tenendo sempre conto della realtà degli enti locali nel resto d’Italia, dove si stanno operando degli accorpamenti forzosi e dei tagli di finanziamenti draconiani e del fatto che la continua contrazione di risorse chiama tutti a una visione più sinergica e meno campanilistica. A partire proprio dai piccoli comuni.


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Il personaggio

SETTEMBRE 2012 L’INTERVISTA

Una vita per la musica L’esperienza di Claudio Luchini, ex-presidente del movimento bandistico trentino Come e quando è nata in te la passione per la musica? Durante i miei studi superiori ho avuto la fortuna di frequentare un corso per pianoforte che si teneva direttamente all’interno della scuola e questo è stato il mio primo approccio all’esperienza musicale; successivamente, ho potuto seguire delle lezioni di fisarmonica, tenute dal maestro e zio, Celestino Dapreda. Negli anni Settanta, coadiuvato da un gruppo di giovani di Cimego, ho riorganizzato in qualità di presidente il gruppo musicale bandistico del paese e ho approfondito lo studio di uno strumento a fiato (la tromba). Attraverso queste esperienze è cresciuto e si è rafforzato in me l’interesse per la musica ed il suo mondo e l’esperienza successiva, quale Presidente dentro la Federazione dei Corpi Bandistici trentini, mondo così ricco di valori e cultura, ha rappresentato il coronamento di un percorso di passione. Come e quando è iniziata la tua carriera nella Federazione? Già negli anni Settanta, dopo aver riorganizzato la banda sociale di Cimego, grazie alla valida collaborazione di giovani locali e di alcuni Presidenti di gruppi bandistici delle Giudicarie (fra cui il geom. Di Camillo già rappresentante di zona in Federazione) è stato possibile pubblicare la prima storia in unico volume delle

bande delle Giudicarie. Qualche anno più tardi, sono stato scelto a far parte del Direttivo della Federazione trentina come rappresentante delle Valli Giudicarie e questa è stata un’esperienza che mi ha ulteriormente avvicinato al contesto del mondo bandistico. Nella seconda parte degli anni Novanta un

rapida ed efficace soluzione. Il punto cruciale è che le soluzioni in un movimento di volontariato devono essere assunte assieme e dopo un dibattito adeguato e ciò richiede, talvolta, tempo e un’ indubbia capacità di coordinamento. La formazione degli allievi bandisti è stato l’elemento

Claudio Luchini

gruppo di Presidenti, in occasione del rinnovo del Direttivo della Federazione, mi chiese di mettermi a disposizione per dirigere la Federazione dei Corpi bandistici; in quell’occasione sono stato eletto e il mio incarico è stato rinnovato per altre tre volte, come da statuto. Quali e quanti problemi hai incontrato durante il tuo impegnativo incarico? Ricoprire un incarico come quello di Presidente della Federazione richiede molta disponibilità, perché i problemi sono molti e di varia natura ed è, ogni volta, indispensabile giungere ad una

fondamentale a cui ho dedicato gran parte del mio impegno. Oggi il sistema formativo della Federazione ha creato un comparto di giovani i quali hanno scelto di entrare a far parte del Corpo bandistico del proprio paese o della propria comunità perché ne condividono l’idealità e la qualità dell’insegnamento. Il progetto di identità culturale attraverso la musica, aspetto a cui ho anche dedicato parte del mio impegno, ha avuto inizio due anni fa, ed è una proposta che rafforza, all’interno dei vari gruppi, una migliore conoscenza della

propria realtà e lo spirito di appartenenza ad essa. Grazie ai contributi provinciali numerose bande e gruppi musicali hanno potuto rinnovare le loro divise; pensi che anche un adeguato abbigliamento, oltre ad una buona preparazione musicale, siano determinanti per una maggiore visibilità, specialmente nei confronti dei turisti come succede in alto Adige? È importante premettere che l’elemento principale di un movimento bandistico è la preparazione e la competenza musicale dei propri componenti. Solo una buona preparazione, infatti, può far crescere un corpo bandistico e portarlo a livelli prestigiosi. Sulla base di tale considerazione, in tutti questi anni la Federazione ha perseguito quale priorità il miglioramento della preparazione musicale dei propri bandisti. Tutto ciò premesso tuttavia, occorre osservare che anche come un corpo bandistico sa presentarsi in pubblico, l’immagine che esso sa dare di sé, ha sicuramente un ruolo importante. La disponibilità dell’Assessorato alla Cultura nel finanziare l’acquisto degli strumenti e l’adozione di nuove divise e costumi ha, infatti, rafforzato ulteriormente lo spirito di appartenenza dei componenti dei diversi gruppi musicali, valorizzato la cultura amatoriale locale ma dato, nel contempo, una nuova

immagine della realtà trentina, apprezzata dal turista la cui presenza incentivata crea ricadute economiche su tutto il territorio. Quante sono le bande musicali in Trentino e quanti sono i giovani che si avvicinano alla musica? Oggi il movimento bandistico conta 86 bande affiliate alla Federazione, circa 5000 bandisti e 2500 allievi. L’aspetto significativo è che l’80% dei bandisti ha meno di 30 anni, dato in costante crescita nell’ultimo decennio. Ciò è un chiaro segno della vitalità del movimento. Quali sono le più significative trasferte nel mondo a cui hai preso parte? Direi presso l’Università Musicale di Rochester (USA), in occasione della registrazione del DVD Bravo Maestro e, con la banda di Roncone, a Nova Trento e Timbò in Brasile, su invito della comunità trentina e tedesca presente nello stato di Santa Catarina. La prima visita è stata davvero importante in quanto ci si è avvicinati ad una realtà scolastica del mondo della musica di altissimo valore, sia dal punto di vista della didattica che dell’organizzazione, che ci ha permesso di riportare in Trentino esperienze formative d’eccellenza. La seconda trasferta ha permesso a tutti i partecipanti di venire a contatto con comunità provenienti dall’Europa ( Pomerania, Baviera) e

dal nostro Trentino che non hanno mai dimenticato le proprie origini, sia in termini linguistici che di tradizioni. Cosa si prova a vedere i volti inumiditi dalla commozione dei nostri emigranti durante i concerti delle varie bande nei punti più disparati del nostro pianeta, e hai dei ricordi che ti sono rimasti particolarmente impressi? Ogni volta che un gruppo musicale trentino tiene qualche concerto all’estero ed esegue brani musicali che sono nella tradizione musicale trentina, gli emigranti della nostra provincia si avvicinano con tanto affetto ricordando con orgoglio le proprie origini. Queste manifestazioni ci fanno capire quanto affetto ci sia ancora nei confronti del Trentino. Ora che farai il pensionato, sarai sempre vicino al mondo della musica oppure chiuderai definitivamente un capitolo molto importante della tua vita? Quando si ama la musica è impossibile “chiudere definitivamente”; ho accettato l’incarico di Revisore dei conti della Federazione e l’ho accettato ancora con grande piacere. Spero di avere della competenza da mettere a disposizione e, soprattutto, disponibilità a collaborare, pur convinto che chi mi ha sostituito sia più che mai all’altezza del suo compito. Silvano Capella

Il Giornale delle Giudicarie

mensile di informazione e approfondimento Anno 11 n° 9 - settembre 2012 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Caporedattore: Roberto Bertolini Comitato di redazione: Elio Collizzolli, Matteo Ciaghi, Aldo Gottardi, Denise Rocca Hanno collaborato: Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Massimo Caldera, Silvano Capella, Marco Delugan, Alessandro Togni, Andrea Tomasini, Ettore Zampiccoli, Ettore Zini, Marco Zulberti Per la pubblicità 3356628973 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3335988772) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampa: Sie S.r.l. - Trento Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129


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Mons. Dalponte, religioso e storico L’eminente figura ricordata in un convegno a Dasindo nell’ambito della Festa dell’agricoltura La neonata associazione delle Esteriori, che ha celebrato il primo anno dalla propria nascita qualche mese fa, grazie a questo evento, è riuscita a condividere con un pubblico nutrito la grande esperienza umana di una delle più grandi personalità legate panorama giudicariese: mons. Lorenzo Dalponte, appunto. Il sacerdote, oriundo di Vigo Lomaso, è stato un personaggio caratterizzato da una vasta gamma di ambiti nei quali ha operato, eppure ha sempre dimostrato un unico volto, quello dell’umiltà e della fedeltà alla sua terra. Questi due aspetti sono stati il filo conduttore che ha dettato la trama dei vari interventi, i quali hanno saputo trasmettere quel grande bagaglio di umanità e di conoscenza che don Renzo (così come lo chiamavano parenti, amici e compaesani) ci ha lasciato come grande eredità, non da custodire gelosamente, ma da condividere e tramandare. Sin dai saluti iniziali, portati dal vicesindaco di Comano Terme Mauro Donati, dall’assessore provinciale alla cultura Franco Panizza e dai presidenti del comitato festa dell’Agricoltura Fabio Zambotti e dell’associazione “Tre Piéf – Judicaria” Ruben Bellotti, si è delineato subito il profilo di questa grande figura come uomo per la gente e tra la gente, sempre pronto ad educare direttamente o meno coloro che gli stavano attorno, anche nelle occasioni più informali. I ricordi più toccanti e più emotivi sono stati sicuramente quelli della sorella e del già arciprete di Vigo Lomaso don Mario Sartori, grande amico e collaboratore di don Renzo. Essi con parole semplici hanno raccontato il rapporto fortissimo che intercorreva rispettivamente con il fratello e con l’amico e punto di riferimento. Se da un lato la sorella ne ha tratteggiato la personalità in famiglia, dall’altra don Mario ne ha esaltato l’austerità, ma allo stesso tempo l’impegno per la propria gente a cui concedeva sempre di buon grado la sua presenza, specialmente nei momenti di ritrovo della comunità (in particolare le varie festività religiose). L’ex parlamentare Luca Carli ha portato poi la testimonianza della comunità di Vigo, l’amato paese natio a cui mons. Dalponte faceva ritorno ogni volta che ne aveva l’opportuni-

Nella mattinata di sabato 11 agosto si è svolto presso il piazzale Co.P.A.G, a Dasindo, nell’ambito della festa dell’Agricoltura, il convegno commemorativo dal titolo: “Come il chicco di grano che si trasforma e dona. L’eredità do mons. Lorenzo Dalponte nel decennale dalla morte”, organizzato dall’associazione storico culturale “Tre Piéf – Judicaria”. tà, non solo per celebrare i Sacri Uffici ma anche per incontrare la sua gente e ritrovare quell’umiltà (di cui si è già parlato) che poteva ritrovare solo qui nella sua valle, lontana dall’ambiente “asettico” della città. Una parola, un aneddoto, una storiella e soprattutto l’ironia, queste erano le carte che giocava don Renzo per fornire un piccolo insegnamento a chiunque, e nell’omelia domenicale e durante gli incontri per le vie del paese o sulle mulattiere di campagna. Per quanto riguarda il suo grande impegno nell’ambito dell’educazione scolastica e della formazione, forse il maggiore della sua vita, hanno portato la loro testimonianza mons. Umberto Giacometti, già rettore dell’Arcivescovile di Trento, il rappresentante dei suoi primi alunni Antonio a Beccara e il rappresentante della

fondazione Dalponte Luca Moser. Don Renzo amava profondamente il suo ruolo di professore, un ruolo di guida, simile se non parallelo a quello di sacerdote. Valorizzatore delle singole capacità individuali, apprezzava in particolare gli alunni assetati di sapere, eppure li aveva a cuore tutti e sosteneva che i ragazzi sono “come le peratole”, ossia hanno tempi di maturazione diversi e tutti sanno esprimere il loro talento. Daniele Calza, invece, oltre ad esserne stato un alunno ebbe modo di operare con lui quando era presidente del C.D.A delle Terme di Comano. In questo ambito ha sottolineato anche come mons. Dalponte sapesse operare in frangenti scomodi per un religioso, come per esempio la politica o appunto l’attività amministrativa, discernendo il proprio compito specifico e

mantenendo saldo il timone di quei principi a cui sempre fu fedele. Per finire e chiudere questo ciclo della fedeltà alla terra e dell’amore per la propria identità si sono succeduti due interventi che hanno ripercorso una delle più grandi passioni di don Renzo, quella della storia locale, vista come chiave di lettura per il presente e come bussola da seguire per garantirsi un futuro prospero nel segno dell’insegnamento dei padri. Ecco dunque che il prof. Claudio Tessaro de Weth, capitano della compagnia Schützen di Trento ne ha tracciato le memorie come cappellano degli Schützen trentini, ricordando l’impegno che mons. Dalponte poneva per coltivare non solo una memoria storica e identitaria ma anche un senso di fratellanza e di comune sentire fra le popolazioni del Tirolo sto-

rico (Tirolo del nord, Alto Adige/Südtirol e Trentino). Successivamente è stato letto il contributo dello storico locale e presidente del Centro Studi Judicaria Graziano Riccadonna (assente per motivi personali) che ne ha ricordato nel dettaglio le opere e i temi a lui più cari, sottolineando come la sua figura di storico sia stata atipica proprio perché la storia non era la sua professione ma il suo modo di trasmettere alla gente l’amore per la sua valle. Per concludere il moderatore Franco Brunelli ha annunciato le proposte e le possibili iniziative da ope-

rare in futuro nel segno di mons. Lorenzo Dalponte fra cui: la raccolta di tutti i suoi scritti su libri, riviste e quotidiani in uno spazio apposito nella biblioteca di Ponte Arche, la raccolta dei suoi scritti inediti in possesso della famiglia (progetto già accennato dall’Ecomuseo) e soprattutto l’intitolazione della piazza del paese nativo di Vigo Lomaso alla sua figura, iniziativa per la quale l’amministrazione comunale ha già espresso ufficiosamente un parere favorevole all’associazione “Tre Piéf – Judicaria”. Simone Marchiori

Tra le opere di mons. Lorenzo Dalponte si ricordano: - Uomini e genti trentine durante le invasioni napoleoniche, 1796 - 1810, Trento,1984; - Storia socio - economica delle Giudicare Esteriori in Le Giudicarie Esteriori - Cultura e Storia, Stenico, 1987; - Giovanni Battista Mattei, 1754-1826, Terme di Comano, 1988; - I Bersaglieri tirolesi nel Trentino, 1915 - 1918, Trento, 1994; - Un coraggioso tirolese italiano Bernardino Dalponte (1772 - 1860), Trento, 1995: - Il clero dei profughi trentini, 1915 - 1918, Trento, 1996; - Chicchi di grano - Fraternità, Eroismo, Testimonianza, Vita, Morte, Trento, 1999.

La nuova associazione, denominata Compagnia «Judicarien - Tre Piéf “Bernardino Dalponte”» conta già parecchi aderenti in maggioranza giovani

I Bersaglieri Tirolesi rinascono nelle Esteriori L’annuncio è arrivato al termine del convegno dedicato a mons. Dalponte che aveva rivolto molti dei suoi studi proprio alla riscoperta degli schűtzen trentini e giudicariesi Anche in Giudicarie Esteriori è rinata una compagnia di Schűtzen o, come ci tengono a rimarcare i fondatori, di Bersaglieri Tirolesi, perché questa era la definizione usata in Trentino assieme a quella dialettale di “sizzeri”. L’occasione per l’annuncio non poteva essere migliore: il convegno commemorativo su monsignor Lorenzo Dalponte a dieci anni dalla scomparsa. Il religioso di Vigo Lomaso, infatti, personalità poliedrica e dalle mille sfaccettature, come è stato ben evidenziato dal convegno, era anche uno storico competente e un ricercatore minuzioso sempre attento alla storia della sua valle e del Trentino in generale. Del resto, tornando alla nuova Compagnia, si può dire che sia nata proprio grazie a Monsignor Dalponte: i fondatori, infatti, tutti appassionati di storia ma anche del futuro della loro valle sono rimasti affascinati a tal punto dagli studi del religioso che hanno deciso di portarne avanti il ricor-

do e l’opera riportando in vita quella tradizione di autodifesa e salvaguardia del territorio cessata con l’annessione del Trentino al Regno d’Italia e con il tragico avvento del Regime fascista. In Giudicarie questa forma di sistema difensivo su base volontaria era presente già da prima del 1500 e portò gli abitanti di queste vallate ad essere sempre protagonisti nella difesa non solo dei loro villaggi, ma anche di tutto il Tirolo storico (del quale il Trentino faceva parte) (vedi scheda storica). Ed è proprio durante le più famose di queste invasioni, quelle napoleoniche di inizio ‘800, che si distinse, al fianco di Andreas Hofer (anch’egli fortemente legato a questa terra), Bernardino Dalponte (antenato di monsignor Lorenzo) alla quale la compagnia è intitolata. Fin qui si è parlato della storia ma, come si accennava prima, i fondatori della Compagnia affermano di essere interessati soprattutto al futuro della loro terra.

Come possono, quindi, convivere tradizione e progresso? Storia e sviluppo? Passato e futuro? La domanda è di quelle complesse, ma i membri della Compagnia «Judicarien - Tre Piéf “Bernardino Dalponte”» sembrano avere le idee chiare e citano a tal proposito un passo dell’introduzione di Paolo Magagnotti al libro di monsignor Dalponte intitolato “I bersaglieri tirolesi nel Trentino”: “il ricordo di questo triste passato e la riflessione sui valori che anche dalle vicende narrate si possono ricavare, devono alimentare in tutti noi la determinata volontà di guardare avanti con rinnovato impegno per favorire la crescita di una società più giusta; una società basata sulla comprensione, sul rispetto dei diritti e della dignità dell’uomo, sulla solidarietà e non su quei sentimenti di odio e di contrapposizione che producono il solo effetto di impoverirci sotto ogni punto di vista.” Nessuna rivendicazione nostalgica, quindi, nessuna volontà di

riproporre un passato ormai tramontato ma, semmai, la consapevolezza di poter trovare in questo passato dei valori ancora attuali in grado di poter sostenere le nostre comunità. Tradotto in fatti concreti i bersaglieri tirolesi delle Esteriori vogliono tenere lontane le sterili polemiche che appaiono periodicamente sui giornali ed impegnarsi a proporre iniziative volte alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente, alla riproposizione di tradizioni perdute, alla partecipazione alle principali cerimonie religiose così da ampliare l’offerta culturale, sociale e associazionistica delle Esteriori collaborando il più possibile con le realtà già esistenti. Per tutti coloro che volessero avere informazioni o che intendessero aderire alla Compagnia i responsabili invitano a mettersi in contatto scrivendo all’indirizzo mail skjudicarien@gmail.com oppure telefonando al numero 349-4171010.


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E’ da sempre in atto un grande dibattito sui giovani e in questo ultimo periodo in particolare sui giovani e il lavoro. Un dibattito reso particolarmente intenso dalla disoccupazione che in Trentino si attesta al 6,9% ( contro il 9,2% nazionale) e al 15% per quanto attiene quella giovanile (contro il 31,1% nazionale) e che ha spronato molte imprese, in particolare quelle del movimento cooperativo ad attivare strumenti di sostegno e incentivazione allo studio e al lavoro. E’ stata attivata la possibilità di aprire conti correnti a costo zero per gli studenti universitari, di partecipare a percorsi di formazione pratica presso aziende e casse rurali; sono in atto importanti eventi di promozione culturale per incentivare partecipazione, conoscenza e confronto.E proprio dal confronto e dalla partecipazione, anche quando i toni sono un po’ più aspri, quando i solchi sono un po’ più profondi che si gettano le basi per una buona semina. Il confronto deve pero’ servire da stimolo alla ricerca di soluzioni, di buone

La cooperazione: modello di impresa da “SERIE A”

Cooperando

Il modello trentino alla prova della crisi economica soluzioni, che consentano di andare avanti e saper evolvere. Ogni organizzazione, impresa, anche famiglia, lavora con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni, di restituire a chi verrà dopo qualche cosa di più di quello che ha trovato, nella consapevolezza che solo creando le condizioni favorevoli allo sviluppo, la sfida potrà essere vinta.E proprio di sfida oggi giorno stiamo parlando. Abbiamo da una parte stimoli e opportunità che mai si sono presentate nella storia: tecnologia diffusa e a basso costo, facilità negli spostamenti, investimenti importanti nella ricerca e

incentivi all’innovazione; dall’altra un sistema economico in crisi che impone di ripensare ai modelli di gestione dei servizi, di ridisegnare anche i rapporti fra le imprese in una logica di rete, di riorganizzare le istituzioni pubbliche.Dinamiche di cambiamento e opportunità che vanno sfruttate a patto di riuscire a credere nei giovani, nella loro forza vitale, nella capacità di superare gli ostacoli anche con un pizzico di incoscienza. Nel libro “futuro fragile” scritto da Marco Reggio si trovano una serie di interviste fatte ad esperti e testimoni diretti della realtà giovanile con

obiettivo di aiutarci a capire meglio la loro condizione. Fra questi l’intervento del prof. Bruni docente di economia all’università Bicocca di Milano riporta: “ La grande forza dei giovani è quella di non prendere il mondo come un dato, ma come una realtà che si puo’ cambiare”. Un cambiamento e un’opportunità di innovare, che puo’ avvenire mettendo a fattor comune idee, conoscenze ed esperienze unite dalla condivisione di valori come il reciproco aiuto, la responsabilità, l’onestà. Non si tratta di vendere illusioni ma di sottolineare che raramente la vita fa regali e che

tutto va conquistato giorno dopo giorno. Qualità, ricadute territoriali e riduzione dei costi possono essere garantiti anche grazie alle cosiddette “filiere corte”, attraverso un rapporto più diretto tra produttore e consumatore, favorendo l’avvio di nuove attività come l’agricoltura biologica, la produzione di beni eco-compatibili, il commercio equo e solidale, il consumo critico, la finanza etica, il risparmio energetico, le energie rinnovabili, il software libero, il turismo responsabile e come già si stà facendo, avviando virtuosi esempi di trasversalità che fanno convivere

agricoltura, industria e turismo… quest’ultimo petrolio del Trentino (per usare un’espressione del Prof. Andreaus dell’università di Trento).Quale modello di impresa puo’ quindi generare valore diffuso e rappresentare una opportunità di lavoro e di crescita individuale oltre che collettiva? Il risultato di una ricerca condotta da Euricse ( L’Istituto di ricerca Europeo sulla cooperazione e le imprese sociali) su un campione di 222 cooperative e 191 spa del Trentino mostra come le prime, anche in momenti congiunturali sfavorevoli, tendano a mantenere stabilità dei redditi a differenza delle spa che sono soggette ad andamenti ciclici. Le Cooperative viaggiano a una marcia 3 volte più sostenuta dalle Spa, il loro orientamento alla soddisfazione di un bisogno più che alla distribuzione di utili garantisce loro una capacità di resistenza e di reazione maggiore.Cogliamo la sfida allora, mettiamoci in gioco… cooperare significa giocare la partita vincente. Alberto Carli

A Saone l’arte dei buoni salumi artigianali La macelleria con il suo prelibato salame all’aglio è il punto di forza della cooperativa di Saone Dietro i locali della Famiglia cooperativa di Saone, nella piccola macelleria di proprietà della coop lavorano Vittore Failoni e Johnny Comai, e lo fanno praticamente senza macchinari da industria, con la sicurezza di oggi e la genuinità di una volta. Sono loro le mani d’oro dietro ai prodotti marchiati Antica Bontà di Saone. In due se ne occupano dall’ottobre del 2010 quando la macelleria aprì i battenti come conseguenza a lungo termine della nascita avvenuta sei anni prima della Famiglia Cooperativa Giudicarie sorta dalla fusione dei punti vendita della cooperativa di Saone, del magazzino sociale e del supermercato. La macelleria, dove si riceve esclusivamente carne di maiale, non fa volumi industriali, lavora fra i 7 e gli 8 quintali di carne alla settimana, ma punta a qualificarsi in una nicchia di prodotti di qualità e naturali. Carne di provenienza esclusivamente italiana e lavorazione

esclusivamente trentina sono le basi sulle quali la macelleria coop sta costruendo le candidature per il riconoscimento dei propri prodotti, completamente privi di coloranti e derivati del latte, come adatti anche alle persone affette da intolleranze alimentari significative, ad esempio la celiachia, e il conseguimento del marchio slow food che certifica un prodotto di elevata qualità ottenuto da procedimenti di lavorazione e ingredienti naturali. Fra le leccornie prodotte dalla coppia Failoni - Comai spicca il salame all’aglio, diventato una specialità della macelleria coop giudicariese, ma fra gli insaccati stagionati che sostano nella cella di asciugatura almeno quattro settimane, distribuiti attraverso il Sait in tutte le Famiglie cooperative trentine, ci sono anche salami senza aglio e lucaniche; fra i prodotti freschi, distribuiti dopo i canonici tre giorni di asciugatura, ci sono salsicce e salamelle. In

occasione dell’Ecofiera di Montagna di Tione e della manifestazione Mondo Rurale di Roncone i due macellai locali stanno ultimando la “ricetta” di un paio di nuovi prodotti che distribuiranno per la prima volta proprio durante gli eventi di spicco dell’autunno giudicariese: la lucanica con i funghi e la soppressa nostrana. La Famiglia Cooperativa delle Giudicarie propone anche la carne salada, lavorata direttamente in loco nella salumeria del punto vendita di Tione e anche questa sarà fra le golosità che il pubblico potrà gustare agli stand della Famiglia all’Ecofiera e a Mondo Rurale. d.r.


Cultura

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Un gioiellino da scoprire

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A spasso nella Valle del Chiese. Appunti turistici, un viaggio a Casa Marascalchi a Cimego

aramente mi entusiasmo visitando luoghi, mostre, musei, ambienti vari; posso apprezzare particolarmente, essere molto soddisfatta di esser stata partecipe di questa o quella iniziativa culturale, ma riportarne un’emozione che tocca corLa Casa-museo Marascalchi è un piccolo gioiello di testimonianza del nostro passato, ancora misconosciuto e sottovalutato. Chi si aspettasse una corposa architettura storica, come il nostro grandioso patrimonio artistico ci ha abituato a trovare un po’ ovunque in quest’Italia delle meraviglie, potrebbe restare deluso; la dimensione di questa struttura è infatti legata non ai fasti del potere e della ricchezza, o alle imprese dei condottieri militari, ma alla quotidianità della vita reale delle genti della Valle del Chiese. Casa Marascalchi è infatti una dimora storica, una casa abitata fino ad anni recenti che ha mantenuto intatto il suo patrimonio di mobili, suppellettili, attrezzi, arredi e corredi vari che restano oggi la viva testimonianza del vissuto autentico dei suoi abitanti nel corso del Novecento. E’ un esempio di architettura tipica dell’area valligiana trentina, situata nella contrada di Quartinago, unica zona di Cimego scampata alla distruzione della prima guerra mondiale, quando il resto del paese fu raso al suolo nel corso del conflitto. Ed è un sorprendente esempio di civiltà montana, o contadina più in generale dato che molti tra i reperti qui esposti si ritrovano simili, se non identici, in molte comunità contadine della montagna alpina e anche della pianura. Si entra in una casa dunque e già nell’androne, che immette subito nella cucina, ci si aspetterebbe di trovarvi gli inquilini intenti alle occupazioni abituali. Pur se disabitata la casa è gravida ancora della presenza delle persone che lì hanno consumato i giorni della loro esistenza, vi si respira il fluire del tempo nella quotidianità della vita, che non è quella lontana, un po’estranea, di antiche e diverse genti, ma una vita ancora molto vicina a noi, conosciuta, sperimentata direttamente o attraverso la mediazione della memoria di nonni o genitori. Si scopre così che quello è il luogo della nostra storia, e allora si desidera vedere, rivedere tutto, come in una rappresentazione virtuale al contrario, perché qui si sta immersi nella concretezza

dell’esistenza e il film della propria vita scaturisce dalla materialità delle cose. E allora, la visita. Entri nella cucina e ti ritrovi in quella dei tuoi nonni; stessi mobili, stessi utensili, posate, pentole, stoviglie dai decori in uso a quei tempi, Bevevo il latte da una scodella uguale, questo piatto è sbeccato come quelli che si mettevano in tavola da noi, i commenti erompono spontanei ad ogni ritrovamento. Stessi colori, stessa atmosfera di concretezza, oserei dire stessi odori che esalano dai pavimenti in graniglia, dal sottile sentore di muffino che proviene da sotto il lavandino, dove la tendina a fiorami nasconde bottiglie, saponi, ciarpame vario, o addirittura dalla stufa a piastre che ancora diffonde nella mia mente il profumo del ròst negàt di cui mia nonna era preparatrice sopraffina, insuperata da tutte le sue figlie, pur abili cuoche. L’atmosfera ti prende e il ricordo travolge il presente trasportandoti nella dimensione del passato ancora vivo e tangibile di questa casa; sono sopraffatta dalle presenze che sopravvivono qui, oltre ogni evidenza oggettiva: non ci abita nessuno e la casa è un museo; già, ma mia nonna sta ancora preparando l’arrosto, perché ne sento insistentemenete il profumo. La visita è lunga e particolareggiata, Oggi siete gli unici visitatori, posso dedicarvi

de profonde dell’animo - sentimenti, ricordi, affetti, dolori, passioni – béh, questo mi capita poche volte e non necessariamente in occasione di grandi eventi. La visita a Casa Marascalchi di Cimego è stata una di queste rare opportunità.

tutto il tempo che volete, ci dice la simpatica signora Alessandra che ci guida attraverso i numerosi locali, e io sono ben lieta che l’orologio o la folla non ci

incalzino e si possa osservare tutto con calma, commentare, ritornare a guardare, soffermarsi a riflettere su di sé e sui ricordi, che sono esposti lì, come segni tan-

gibili e inequivocabili della propria vita. La casa è ampia e molto razionale per i suoi tempi; dalle cantine, alle stallette, alle camere, al solaio, comprende tutti gli spazi necessari per ospitare una famiglia numerosa e per consentire lo svolgimento delle molteplici attività quotidiane dei suoi membri, straordinariamente documentate dalla meticolosa raccolta di oggetti legati alle funzioni specifiche degli ambienti, dei lavori e ai bisogni delle persone che vi abitavano. Si tratta di cose che singolarmente non hanno particolare valore venale, ma che nell’insieme costituiscono un patrimonio di notevole pregio culturale, assemblato con rara sensibilità e sobrietà molto apprezzabile dai curatori di questa struttura. Come già detto Casa Marascalchi è un museo, ed è stata la prima volta che un museo mi abbia commossa; visite esaltanti, entusia-

smanti, sorprendenti, sì, ne ho fatte, ma commoventi mai. Questa casa-museo infatti ha qualcosa in più, ha un’anima; un’anima che ispira una sensazione di appartenenza a questa storia, che non è la Grande Storia che ti sfiora anche quando ti travolge, ma è la piccola, grande storia della gente che vive, che opera, che alimenta la Grande Storia senza per altro quasi mai controllarla; e potrebbe, se capisse il potere immenso della sua forza e della sua determinazione, se solo si facesse interprete del proprio destino. Come la riservata gente di montagna, Casa Marascalchi difficilmente godrà degli sfavillii della scena e i clamori dello spettacolo; sarà invece destinata ad un’attenzione più preziosa, quella di chi apprezzerà il valore etico e sociale del suo patrimonio storico e si sentirà parte della Piccola, Grande Storia che vuole raccontare.

A Storo, nel tradizionale Palio dell’Assunta

Scontrade, vince il rione “Pelà” Stavolta a Storo ad assicurarsi il “Palio dell’Assunta” è stata la contrada di Pelà che già nel 1987 si era presa la medesima soddisfazione. I tutto bianchi hanno totalizzato complessivamente 62 punti e così si sono meritatamente portati a casa il prestigioso mega tagliere, logo e simbolo della manifestazione. Dietro di loro i verdi di Prael, quartiere a ridosso di via San Floriano, che molti quest’anno davano per favorito. Al terzo posto le furie di Cà Rossa (collina, area Poli e Agri ‘90). Poi nell’ordine Spenigol (portale verso la val d’Ampola), i vincitori dell’edizione 2011 di Mezzavilla (centro paese) e poi la contrada Palas all’imbocco della via per Baitoni. “Un’edizione non solo baciata dal sole e da una infinità di presenze (almeno 800- 900 persone assiepate alle Piane, ndr.) ma che con i suoi giochi e partecipazione ha finito per coinvol-

gere l’intero paese” spiegava a fine giornata Giusy Tonini, che di Storo è la vice sindaco. La Scontrada 2012, giunta alla ottava edizione, ha rispettato il suo tradizionale copione. Ogni rione, già da giorni, risultava addobbato dei suoi tradizionali colori alimentando anche un certo campanilismo prima, dopo e durante i giochi, ma sem-

pre in maniera misurata. Mai nessun riferimento polemico ma solo quell’ansia e voglia di confrontarsi. Sotto l’aspetto organizzativo nulla da eccepire. Bravi Pro loco & Mati Quadrati che nel giorno dell’Assunta sono riusciti a trattenere in paese anche intere famiglie che nel giorno di Ferragosto sono solite preferire montagna o lago. Nicola e

Alessandro Zontini riferimenti della manifestazione: “Siamo soddisfatti. Tante presenze, molta partecipazione e un grazie anche a coloro che assieme a noi hanno lavorato e collaborato affinchè il prestigioso Palio dell’Assunta dovesse riuscire bene. E così è stato”. Elisa Pasquazzo


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Pro Loco Bolbeno: un’estate da protagonista Il bilancio 2012 parla di feste riuscite e tanta gente che ha partecipato. Sugli scudi la Notte di Note

S

i è conclusa ufficialmente giovedì 16 agosto con i festeggiamenti in occasione della Sagra di San Rocco presso il Santuario Madonna del Lares l’estate di feste organizzate dalla Pro Loco di Bolbeno. Una stagione davvero ricca di soddisfazioni per Si è partiti con la tradizionale Sagra paesana del 7 e 8 luglio caratterizzata da oramai qualche anno da un avvincente torneo di calcetto, con ben 12 squadre presenti che nell’arco di sole 48 ore hanno disputato ben 38 partite sullo splendido campo sintetico in località Camp de La Cort. Davvero tantissimi gli spettatori presenti, attratti anche da altre iniziative come la gara regionale di biciclette per giovanissimi, svoltasi domenica pomeriggio, con oltre

200 partecipanti e dal gioco “indovina il peso del Porcel”, con un impeccabile servizio bar e cucina a far da contorno. Sabato 11 agosto si è invece svolta l’imperdibile Notte di Note, giunta quest’anno alla sedicesima edizione . A partire dalle 15 la piccola Bolbeno è stata letteralmente invasa da centinaia e centinaia di persone che, fra le altre cose, hanno potuto gustare buona musica, ottima cucina, vecchi mestieri, opere d’arte e, soprattutto,

il piccolo sodalizio che mai come quest’anno, anche grazie a condizioni meteo particolarmente favorevoli, ha sbancato il lunario, con 5 giorni di festeggiamenti tra luglio e agosto che hanno visto una presenza di pubblico davvero straordinaria. gli inimitabili Capùs da Bolben. Ben 2.500 i pezzi preparati in settimana da decine e decine di signore di Bolbeno, andati letteralmente a ruba nel giro di poche ore, con persone in fila fin dal primo mattino per il timore di non potersi accaparrare la gustosa “polpetta”. Il concerto della sera, preceduto dalla tradizionale cena a base di polenta, con il bis del gruppo internazionale dei Lou Dalfin è stata la classica ciliegina sulla torta con una Piazza Marchetti che conteneva a stento le oltre 1.500 persone accorse. Arriviamo così ai festeggiamenti presso il Santuario Madonna del Lares del 15 e 16 agosto: la formula consolidata prevedeva in entrambi i giorni il pranzo con polenta e prodotti tipici trentini, preceduti dalla Santa messa. Novità di quest’anno è stato il concerto del neocostituito Coro Cima Tosa Bolbeno il giorno 15 che ad ore 14.30 si è esibito all’interno della chiesetta ricevendo gli applausi dei

tanti presenti. Il giorno 16 si è invece concluso con la classica Cors podistica non competitiva con la presenza di oltre 100 atleti che si sono sfidati sul circuito che si snoda nei dintorni del Santuario. Un’estate memorabile dunque per l’ormai celebre Pro Loco di Bolbeno che dà ai tanti volontari impegnati - cui

va il più sentito ringraziamento da parte dei vertici della Pro Loco di Bolbeno - ancora maggiore entusiasmo anche in vista della prossima stagio-

ne invernale presso l’impianto sciistico di Bolbeno gestito come saprete da oltre 50 anni dalla stessa attivissima Pro Loco di Bolbeno.

Il “sì” blindato di Skin, la cantante di Skunk Anansie

Il matrimonioVip a Castel Campo Il Ferragosto ha portato una lunga serie di vip al Castello di Campo: la storica dimora lomasina, di proprietà della famiglia Rasini fin dagli anni ‘20, ha ospitato l’11 agosto scorso, nel tardo pomeriggio, il matrimonio fra la cantante inglese del gruppo rock Skunk Anansie, Skin, all’anagrafe Debora Anne Dye, e la sua compagna Christine, la bionda americana dagli oc-

chi chiari con la quale condivide anche gli impegni lavorativi. La coppia ha voluto una cerimonia riservatissima con poco più di un centinaio di invitati fra i quali il regista James Cameron (vincitore di premi Oscar con film come Titanic e Avatar) e la coppia di attori italiani Valeria Golino - Riccardo Scamarcio, tutti ospitati in gran segreto al Lido Palace

di Riva del Garda in occasione del matrimonio. Un matrimonio all’americana, con quattro damigelle d’onore fra le quali l’artista Mia Maestro e Sofia Rasini, figlia della contessa e amica di Skin dai tempi in cui frequentarono assieme un college svizzero. Proprio questa amicizia ha portato la rockstar britannica nella piana del Lomaso, nel Castello che circondato qua-

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si interamente dal bosco e accessibile solo da una stradina è diventato il luogo ideale, ricco di fascino e blindato all’esterno, per celebrare l’unione della coppia. A truccare e pettinare le damigelle d’onore due professioniste giudicariesi: Barbara Contrini e Riccarda Calza, che hanno lavorato a fianco dei make up artist personali delle celebri spose. Dalla vocalist calva degli Skunk Anansie, non ce lo si aspettava, ma la cerimonia è stata romantica: quattro violiniste in bianco ad accogliere le spose all’entrata del castello e sette bambine vestite con i colori dell’arcobaleno i pochi particolari trapelati di un matrimonio di stampo angloamericano. Skin ha abbandonato il suo celebre look a testa rasata da qualche anno, poco dopo lo scioglimento della band che proprio di recente è ritornata a suonare assieme, e al matrimonio sfoggiava una pettinatura morbida e

femminile. Le due spose non si sono viste fino al momento dello scambio degli anelli nel tardo pomeriggio di sabato, preparandosi in due ali diverse del maniero lomasino, mentre i festeg-

giamenti sono andati avanti per tutta la notte, protetti dalle guardie del corpo piazzate all’ingresso principale di Castel Campo. Denise Rocca


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Il Premio internazionale solidarietà alpina 2012 a Silvia Kathrein Per la prima volta premiata una donna del soccorso. Medaglia d’oro a Massimiliano Puntar I valori della solidarietà e della fratellanza non conoscono barriere, vanno oltre i limiti imposti da mentalità, culture e società diverse, stanno dentro le persone, uomini e donne, senza differenza o preconcetti, Partendo da questo assunto, dall’eguaglianza tra uomo e donna, pur in presenza di una serie di proposte meritevoli della più alta considerazione, il Comitato del Premio Internazionale di Solidarietà Alpina presieduto dal cav. Angiolino Binelli, ha deciso all’unanimità di assegnare la Targa d’Argento 2012, pervenuta alla sua 41ª edizione, alla signora Silvia Kathrein, indicata dal Corpo del Soccorso Alpino Austriaco “protagonista eroica di una serie di salvataggi col cane da valanga nella gigantesca slavina di Galtür in Tirolo”. Il suo nome, segnalato al Comitato alcuni anni fa, purtroppo in ritardo rispetto a scelte già effettuate, venne conservato in quella straordinaria lista di aspiranti al Premio - che si ingrossa di anno in anno e che rende sempre più difficile e sofferto indicare una persona piuttosto che un’altra in quanto tutte degne del riconoscimento - e richiamato nella presente circostanza, prima donna nella lunga e prestigiosa storia della Targa d’Argento a ricevere l’onori-

radicati nel profondo dell’anima, pronti ad emergere nelle difficoltà e nei momenti del bisogno con atti spontanei, generosi, capaci di grandi sacrifici nell’affrontare rischi estremi per salvare una vita.

Massimiliano Puntar

Silvia Kathrein

ficenza. Le verrà consegnata nella tradizionale solenne cerimonia che si terrà a Pinzolo sabato 22 settembre a mezzogiorno alle presenza di Autorità civili, militari e religiose e a delegazioni provenienti dall’Europa e dall’America. Seguirà il pranzo in onore dei partecipanti. Il Premio Internazionale di Solidarietà

Alpina prevede anche la consegna di una “medaglia d’oro alla memoria” ai famigliari di chi abbia perso la vita nel soccorrere quanti si trovavano in difficoltà. Quest’anno vuol ricordare la figura di Massimiliano Puntar, Heidi per gli amici, appassionato speleologo, che ha sacrificato i suoi ventidue anni nel por-

tar assistenza ad un compagno ferito nell’abisso Veliko Strego sul versante sloveno del monte Canin. Durante tale operazione venne colpito da un sasso instabile che gli provocava serie lesioni interne e stato di incoscienza. Si trovava a quota – 1040 lontano 4,5 km dall’imboccatura della grotta, a poca distanza

dall’infortunato che attendeva a – 1080. Dopo 35 ore di sofferenza il comunicato del medico: “Per Sabo nulla da fare, mandi”. Mancavano pochi minuti alle 13 del giorno 18 gennaio 1990. Sono passati più di vent’anni da quel tragico incidente, ma i suoi amici del Soccorso alpino friulano, che non han-

no mai dimenticato quel suo atto generoso, hanno voluto segnalarcelo per un giusto riconoscimento.. Come di consueto alla consegna del Premio si accompagneranno i tradizionali appuntamenti e manifestazioni che nei giorni precedenti coinvolgeranno le scuole, la popolazione e il mondo dell’alpinismo.

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Speciale Ecofiera

SETTEMBRE 2012

Montagna e agricoltura protagoniste Dal 5 al 7 ottobre a Tione l’Ecofiera di Montagna che punta a confermare il record di partecipanti

Dal 5 al 7 ottobre 2012 si rinnova, a Tione, l’appuntamento con Ecofiera di Montagna, il più importante ed attesissimo evento fieristico giudicariese d’autunno, dedicato all’economia di montagna ed allo sviluppo sostenibile nelle aree alpine. Oltre 30.500 i visitatori che hanno animato l’ultima edizione, diL’altra area, invece, si rivolge ai visitatori, e conterrà il programma dettagliato della manifestazione e le attività collaterali che si susseguiranno nei tre giorni dell’evento. Completa il sito una nutrita fotogallery, che mostra come la fiera sia cresciuta negli anni ed una press area, dove si potranno trovare tutte le notizie e le curiosità. Da quest’anno quindi, Ecofiera diventa ancora più ECO, infatti, limitando l’uso della carta l’evento viaggia quasi esclusi-

vamente sul web, rispettando così l’ambiente e favorendo, nel contempo, una maggiore efficienza e immediatezza della comunicazione. Importante e di grande impatto anche i promotional video presenti su YouTube, della durata di uno, cinque e quindici minuti, con i quali Ecofiera viene presentata al pubblico e dove si potranno trovare le prime curiosità sull’evento. Fin dalla messa on line del nuovo sito, gli spazi, soprattutto quelli interni,

sono stati presi d’assalto e quindi, con due mesi d’anticipo sulla chiusura delle iscrizioni, gli stand ancora disponibili sono davvero pochissimi. Infatti alla segreteria della Fiera giungono, quotidianamente, richieste di partecipazione sia dagli espositori che hanno partecipato alle precedenti edizioni, sia da nuove ditte interessate, che hanno sentito parlare dell’evento in termini davvero positivi nelle fiere tematiche tenutesi nel nord Italia. La macchina organizzativa sta lavorando a pieno regime per presentare un programma innovativo e che proponga una crescita qualitativa, sempre più in linea con l’idea di Ecofiera, che anche quest’anno sarà divisa in settori tematici: · Agricoltura di montagna · Sviluppo sostenibile · Fonti alternative · Risparmio energetico · Bioedilizia

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· Eco-Arredamento e design · Artigianato · Prodotti tipici · Produzioni biologiche ·Ristorazione giudicariese · Agriturismo · Attività tradizionali della montagna · SportNatura · Salute e Benessere 14 i settori tematici, quindi, distribuiti in 4 padiglio-

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mostrando così il grande interesse per questa particolare rassegna. Grande novità per il 2012 è il nuovo sito www.ecofiera.net, suddiviso in due macro aree: nella sezione dedicata agli espositori si potranno trovare i moduli d’iscrizione, il regolamento, i modelli di servizio utili per la partecipazione alla fiera.

ni coperti, per un totale di circa 3.000 mq, e in 8.000 mq di aree esterne, disposti lungo il viale principale della borgata di Tione, che permettono ad ogni visitatore di trovare il suo settore, le sue passioni , le curiosità e le novità per la sua professione ed il suo tempo libero. Mille spunti utili ed inte-

ressanti, un contenitore di idee originali, accattivanti, per tutti i gusti. Nuove iniziative, mostre collaterali, convegni, incontri culturali e musicali, spettacoli per bambini, laboratori, animazioni ed esibizioni dal vivo. TANTE FIERE IN UNA, dunque, con un ricco programma di intrattenimento per un lungo week-end.

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Speciale Ecofiera

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PROGRAMMA UFFICIALE ECOFIERA 2012

RISTRUTTURAZIONE

EDILIZIA

ARREDO BAGNO

FERRAMENTA

DESIGN

PAVIMENTI IN LEGNO

ECOSOSTENIBILITÀ

RISCALDAMENTO

PIETRE NATURALI

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LEGNO

ABBIGLIAMENTO

COMFORT

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via Stenico, 11 - Tione di Trento . Telefax 0465 324239

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cura, ferratura, pulizia e bardatura del cavallo Avelignese. (Parco Saletti - zona malga) Ore 16.00/18.00 - “Arrampicata che emozione”. Scalata su parete artificiale per bambini e ragazzi, con l’assistenza delle Guide Alpine di Pinzolo, degli Accompagnatori di Territorio del Trentino e di Speed Rock Committee di Daone (Parco Ville - zone Climbing Park) Ore 19.00 - La strada del Gusto: la ristorazione giudicariese in Ecofiera. Cucina locale e prodotti tipici a chilometri zero (prenotazione obbligatoria) (Padiglione ristorante - Via Presanella) Ore 20.00 – Chiusura DOMENICA 7 OTTOBRE Ore 9.00 - Riapertura degli stand Ore 10.00/12.00 - “Arrampicata che emozione”. Scalata su parete artificiale per bambini e ragazzi, con l’assistenza delle Guide Alpine di Pinzolo, degli Accompagnatori del Territorio del Trentino e di Speed Rock Committee di Daone (Parco Ville - zona Climbing Park) Ore 10.00/18.00 - “Il Trenino dell’Ecofiera”. Giro turistico della borgata di Tione. (Partenza de ingresso principale Ecofiera) Ore 10.00 - “A tu per tu con il biondo cavallo Haflinger”: dimostrazione della cura, ferratura, pulizia e bardatura del cavallo Avelignese. (Parco Saletti - zona malga) Ore 10.30 - Incontro con l’esperto micologo: (Piazza C. Battisti - tendone micologia) Ore 10.30/11.30 - “Salta in sella”: cavalcata nel parco per tutti i bambini e ragazzi (Parco Ville - Ranch Ecofiera) Ore 11.00 - Sfilata e concerto della Banda Sociale di Tione (Viale Dante e Parco Saletti) Ore 12.00 - La strada del Gusto: la ristorazione giudicariese in Ecofiera. Cucina locale e prodotti tipici a chilometri zero (prenotazione obbligatoria) (Padiglione ristorante - Via Presanella) Ore 12.30 - “La Polenta Carbonera”: protagonista della tavola la tipica polenta carbonera di Ecofiera Ore 14.30/17.30 - Musica e animazione in fiera (Parco Saletti - Viale Dante) Ore 15.00/17.00 - “Caserada”: dimostrazione delle tecniche tradizionali di lavorazione del formaggio (Parco Saletti - zona malga) Ore 15.00/19.00 - Annullo Filatelico in occasione di “Ecofiera 2012” - 13 anni di Ecofiera. A cura di Poste Italiane (Padiglione A Fiera) Ore 15.00/18.00 - Animazione e laboratori per bambini e ragazzi Ore 15.00/16.00 - “Salta in sella”: cavalcata nel parco per tutti i bambini e ragazzi. (Parco Ville - Ranch Ecofiera) Ore 15.00/16.00 - “Cerca il fungo...” gioco micologico per bambini e ragazzi (Piazza C. Battisti) Dalle ore 15.00 – “Dolce come il miele” laboratorio e giochi per bambini e ragazzi sull’universo del miele. A cura dell’Associazione Apicoltori Trentini (sala mostre Centro Studi Judicaria) Ore 15.30 – Laboratorio del gusto a cura di Slow Food Ore 16.00/18.00 - “Arrampicata che emozione”. Scalata su parete artificiale per bambini e ragazzi, con l’assistenza delle Guide Alpine di Pinzolo, - degli Accompagnatori del Territorio del Trentino e di Speed Rock Committee di Daone (Parco Ville - zona Climbing Park) Ore 16.00 - “A tu per tu con il biondo cavallo Haflinger”: dimostrazione della cura, ferratura, pulizia e bardatura del cavallo Avelignese. (Parco Saletti - zona malga) Ore 17.00 – Laboratorio del gusto a cura di Slow Food Ore 20.00 - Chiusura Ecofiera Montagna 2012 (Il programma potrà subire variazioni per esigenze tecniche e/o organizzative) Maggiori informazioni http://www.ecofiera.net/

COMPLEMENTI D’ARREDO

FINITURE PORTE

LAMINATO

SCALE PER INTERNO

VENERDÌ 5 OTTOBRE Ore 14.00 - Apertura Ecofiera di Montagna 13a edizione Ore 14.30 - Apertura Mostra Micologica a cura del Gruppo don Giovanni Corradi di Daone. La rassegna rimane per tutti i 3 giorni della fiera (Piazza C. Battisti - tendone micologia) Ore 15.00 - Apertura rassegna dell’editoria giudicariese a cura del Centro Studi Judicaria. Esposizione e vendita di libri di interesse giudicariese. La rassegna rimane per tutti i 3 giorni della fiera e prosegue fino al 14 ottobre (sala mostre Centro Studi Judicaria) Ore 15.00 - Apertura mostra Scuola del Legno di Praso (Sala mostre municipio) Ore 15.00/18.00 - “Energy Transformer” percorso didattico e sperimentale sulle trasformazioni dell’energia a cura dell’Agenzia Provinciale per l’Energia. Indicato per bambini e ragazzi 6/14 anni (Padiglione B - Stand PAT APE) Ore 17.00 - INAUGURAZIONE Ufficiale dell’Ecofiera di Montagna 2012 alla presenza delle autorità locali e provinciali. Sfilata della Banca Sociale di Tione (Ingresso principale fiera) Ore 18.00 – Presentazione Seminario Esperienziale “Alimentazione energetica e cosmopratica” Docente: Lucia Valandro esperta in alimentazione energetica e insegnate di cosmopratica” (Padiglione A Fiera) (il corso si terrà il giorno seguente alle ore 20.30 c/o sala riunioni Centro Studi Judicaria) Ore 19.30 - La strada del Gusto: la ristorazione giudicariese in Ecofiera. Cucina locale e prodotti tipici a chilometri zero (prenotazione obbligatoria) Ore 20.00 - Chiusura SABATO 6 OTTOBRE Ore 9.00 - Riapertura degli stand Ore 9.00/12.00 – Convegno: “Lo sviluppo sostenibile” Ore 10.00/12.00 - “Energi Transformer” percorso didattico e sperimentale sulle trasformazioni dell’energia a cura dell’Agenzia Provinciale per l’Energia. Indicato per bambini e ragazzi 6/14 anni (Padiglione B - Stand PAT APE) Ore 10.00/12.00 - Annullo filatelico in occasione di “Ecofiera 2012” - 13 anni di Ecofiera. A cura di Poste Italiane (Padiglione A Fiera) Ore 10.00 /12.00 - “Arrampicata che emozione”. Scalata su parete artificiale per bambini e ragazzi, con l’assistenza delle Guide Alpine di Pinzolo, degli Accompagnatori del Territorio del Trentino e di Speed Rock Committee di Daone (Parco Ville - zona Climbing Park) Ore10.00/12.00 - “Caserada”: dimostrazione delle tecniche tradizionali di lavorazione del formaggio (Parco Saletti - zona malga) Ore 10.30/11.30 - “Salta in sella”: cavalcata nel parco per tutti i bambini e ragazzi (Parco Ville - Ranch Ecofiera) Ore 12.00 - La strada del Gusto: la ristorazione giudicariese in Ecofiera. Cucina locale e prodotti tipici a chilometri zero (prenotazione obbligatoria) (Padiglione ristorante - Via Presanella) Ore 14.00/19.00 – “Conoscere il linguaggio del corpo” Corso esperienziale di cosmopratica e di alimentazione energetica. A cura dell’Associazione Anima Ore 15.00/19.00 - Annullo Filatelico in occasione di “Ecofiera 2012” - 13 anni di Ecofiera. A cura di Poste Italiane (Padiglione A Fiera) Ore 15.00/16.00 - “Salta in sella”: cavalcata nel parco per tutti i bambini e ragazzi. (Parco Ville - Ranch Ecofiera) Ore 15.00/18.00 - Animazione e laboratori per bambini e ragazzi Ore 15.00/16.00 - “Cerca il fungo...” gioco micologico per bambini e ragazzi (Piazza C. Battisti) Dalle ore 15.00 – “Dolce come il miele”: degustazioni, mostre esposizioni didattiche. A cura dell’Associazione Apicolturi Trentini. (sala mostre Centro Studi Judicaria) Ore 15.30 – Laboratorio del gusto a cura di Slow Food Ore 16.00 - “A tu per tu con il biondo cavallo Haflinger”: dimostrazione della

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Il Saltaro delle Giudicarie

SETTEMBRE 2012

Che vuole costui, che da un po’ di tempo imperversa sui giornali e giornalini del suo feudo, con una sfrontatezza allarmante? Non c’è quasi giorno che non appaia in prima pagina con titoloni cubitali, con fotografie patetiche, con dichiarazioni incomprensibili? Che sia già in campagna elettorale? Che sia uscito di senno? Un giorno è sul pero e uno sul melo, un giorno dice una cosa e l’altro ne dice un’altra, ormai sembra avviata sulla strada della santità in barba a chi lo vorrebbe fuori dai piedi. Uomo dalla mille virtù, bello, bravo, buono, capace, e soprattutto illuminato, così come sono belli, bravi, capaci ed illuminati quelli che sono con lui, mentre tutti gli altri son povera gente da perdonare perché non sanno quello che fanno. Ormai è quello che dicono i giornali mettendo in crisi chi comunque vorrebbe essere qualcuno anche senza Dellai, magari la gente normale che lavora con impegno e onestà, che non ha tempo di seguirlo nelle sue piroette. Povera gente, fare politica è un’arte che è poi quella d’abbindolare il popolo, e chi non ci sta, cavoli suoi! Oibò! In cielo non sanno che pesci pigliare, san Pietro, l’unico pescatore di mestiere, si rifiuta di perdere tempo in simile facezie e allora? C’è la massima comprensione per l’uomo che sta per andarsene, a causa di una iniqua legge, dal suo padronato, e che quindi deve preoccuparsi di rafforzare e compattare le sue schiere di votanti per lanciarlo verso Roma, dicono, perché è un bene prezioso per l’intera comunità nazionale ed il perderlo sarebbe una iattura per tutti noi. Anzi per tutti “loro”, quelli che gli stanno accanto, che, orfani del loro patrono, non saprebbero a che nuovo santo votarsi. Nel Palazzo attingono tutti, trentini e non trentini; anzi, si ha l’impressione che la sua predilezione sia per pro-

IL SALTARO DELLE GIUDICARIE

Il Principe protagonista dei giornali T

uoni, fulmini e saette e qualche imprecazione sorprendente, lassù nel cielo, oasi di pace, meditazione e scrupolosa osservazione delle cose di questo mondo. Il vostro Saltaro, ospite indegno, assiste allibito ai sacri furori dell’empireo e ne trasmette doverosamente la cronaca a memoria imfessori dalle robuste consulenze, molti venuti da fuori, perché la voce s’è sparsa, come consultiamo noi, non consulta nessuno. Che faremo senza di lui? Sull’uomo sospira da tempo anche il PD che lo considera uno dei loro, sempre lì, sul punto di entrare nel partito nobile dalle nobili virtù, e sempre sulla soglia per poter cogliere consensi a destra e a manca com’è nel suo costume, ma il cuore è con loro, è risaputo e se lo coccolano con amore. Il PD con Dellai sarebbe la fine del mondo, un partito di grandi idee, grandi progetti, grande potere, un partito finalmente consacrato a custodia dei trentini, nei secoli dei secoli, amen. Checché ne dica il Patt che della ghenga sarà sempre un utile gregario, ma di un’altra classe, di altro rango, tutto preso com’è a confezionare divise agli Schützen e gironzolare con la valigia dei ricordi austroungarici. Vuoi mettere, con il PD e con Dellai ci sta il fior fiore della politica trentina, Cogo compresa, ci stanno le “milizie specializzate” della Chiesa, ci sta la beata Lia Beltrami Giovanazzi in attesa di santificazione quando

Lorenzo Dellai

avrà convertito gran parte dei suoi seguaci extracomunitari, trattati così male dai nostri conterranei, che quasi quasi andrebbe con loro a farsi massacrare in Kenia o in Nigeria, dove invece gli occidentali vengono trattati con i guanti, compresi i nostri missionari e le nostre suore e ci sta perfino la Curia, che farebbe meglio ad occuparsi della Chiesa e dei suoi fedeli qualunque sia il loro colore. Mah! Così è il tempo moderno! Il vostro

Lo spettacolo di Alice Valentini nella notte bianca del 24 agosto

Terapia d’urto... aTione Uno spettacolo nello spettacolo! Una esplosione di energia, rappresentata dalla giovane creativa tionese Alice Valentini con la sua performance artistica “Terapia d’urto” nella serata del 24 agosto, ha coinvolto i numerosi passanti che animavano le vie di Tione (in occasione del la doppia manifestazione “Negozi Aperti” e dello spettacolo di Braida). Un nome che è tutto un programma: l’artista, che già si era esibita in passato con alcune sue opere su tela e con materiali misti, stavolta si è data alla live performance, cercando di rappresentare lo stress e la rabbia che la società di oggi trasmette all’individuo, con la sua violenza e la sua velocità (e c’è riuscita benissimo!). L’azione si svolgeva in via Presanella, già colorata dalla presenza di altri artisti che hanno colto l’occasione per mettere in mostra le loro creazioni (principalmente pittura, ma anche ricami, sculture in legno, ecc.) tra le quali anche alcune della stessa Alice, che ad un certo momento ha dato il via

peritura. Ormai il livello ha raggiunto il colmo, già l’Italia con la sua sgangherata politica preoccupa e non poco le sante menti, ora ci si mette anche Dellai, piccolo principe padrone di un piccolo territorio che neanche appare nitido sulle carte universali di chi governa il mondo.

a “Terapia d’Urto”. In un perimetro delimitato, Alice, vestita con un “ toni” ha accatastato dei bancali di legno fino a fare due pile. Una volta completate l’artista, al suono di musica Rock ed Heavy Metal ed armata con pesanti mazze, ha iniziato a spaccarle tutte. Una “Fontana” armata di mazze, che rendeva simbolicamente attraverso la distruzione dei bancali lo stress e la rabbia dell’uomo moderno, sempre più portato a “spaccare tutto” dal nervoso. La performance, seguita con curiosità dai molti passanti che si sono fermati ad osservare, era aperta anche al pubblico che ha avuto la possibilità di “spaccare” qualcosa (fuori dal perimetro dell’artista) così da coinvolgerli e renderli partecipi all’opera. Un’ arte “diversa” ma molto incisiva, che ha divertito ma che ha fatto anche riflettere! Alice è soddisfatta della sua opera, ed ha già in mente altre installazioni per l’immediato futuro. Aldo Gottardi

Saltaro è basito, mai sarebbe giunto da solo a tante sagge considerazioni, vivendo con il popolo e fra il popolo aveva tutt’altra visione delle cose. Aveva raccolto in ogni parte delle Giudicarie ben altri giudizi, la crisi è ormai all’apice, la gente soffre, i giovani non trovano lavoro, le imprese, piccole e grandi, chiudono, i disoccupati aumentano, le banche hanno stretto il cordone, gli anziani non arrivano alla fine del mese, mentre i nostri poli-

tici continuano a vivere nel grasso della loro arroganza, ci hanno messo un anno per abbassarsi lo stipendio di 500 euro, loro che ne prendono 6.000 al mese, la burocrazia fa impazzire la gente, i servizi stanno man mano calando, e non è ancora finita. Povera gente! Per loro quello che fa Dellai è l’ultimo dei pensieri, faccia quel che vuole, vada a Roma, a Brusselles, alle Hawai o in malora! La gente, la maggioranza, ha ben altro a cui

pensare e vorrebbe leggere cosa si sta facendo a Trento per rimediare alla tragica situazione, quali i provvedimenti, quali gli impegni, altro che quotidiane fotografie di un presidente gaudente a braccetto dei suoi amici importanti di tutto il mondo, che vengono a corte per vivere felici. L’abbiamo visto quanto contino le sue amicizie, l’abbiamo visto con il Governo Monti formato da gente “amica”, che cacchio di amici sono che appena al potere ci hanno stangato mettendo a repentaglio persino l’autonomia, nostra da secoli! Basta, finiamola con la commedia, fateci rivedere il nostro Dellai, quello dei primi tempi, quello che si preoccupava di far sognare i trentini, quello che voleva un Trentino diverso, quello che bene o male ci ha portato fin qui. Del nuovo Dellai, statista, degasperiano (sic!), distratto dalle grandi strategie romane, montiane, montezemoliane, cacciariane, e chi più ne ha più ne metta, incasinato nel ritagliarsi un ruolo per il suo futuro, alla gente non piace più, non serve più a nessuno se non a se stesso e che s’arrangi! Noi siamo pronti a votarlo tutti purché si rassereni, dorma la notte, ed ogni tanto si occupi anche dei nostri guai che sono di certo più seri e più drammatici dei suoi. Voce del Saltaro è voce del popolo, voce del popolo è quasi sempre voce di Dio.

A Forte Corno, per la rassegna “I Suoni delle Dolomiti”

In 800 perDobet Gnahoré Un folletto. Salta di qua e di là con agilità e potenza da ginnasta, canta, parla e gioca col pubblico, abbozza frasi in italiano suscitando simpatia immediata, riprende i presenti perché non cantano abbastanza forte o non si lasciano catturare dai ritmi lanciandosi nella danza. «The life is too short», la vita è troppo breve, dice, per rinunciare a tutto questo, nonostante il sole sia tanto caldo. È Dobet Gnahoré, protagonista Giovedì 2 agosto a Forte Corno di Praso nella Valle del Chiese del primo appuntamento di Dolomiti di Pace all’interno de “I Suoni delle Dolomiti” Ad assistere un folto pubblico di curiosi e appassionati (oltre 800 persone) che hanno camminato chi per un’ora e mezza chi per due ore per ascoltare l’artista della Costa d’Avorio e concedersi, prima della fine, un lungo ballo nei ritmi avvolgenti che Gnahoré e compagni hanno proposto. Un’atmosfera

così coinvolgente che a lungo, a musica finita, tutti sono rimasti insieme per firmare cd o scambiare opinioni su quanto appena proposto e ascoltato. Durante tutta la giornata è stato possibile visitare l’imponente e fortezza di Forte Corno con gli Accompagnatori di Territorio. Iniziativa realizzata grazie alla Trentino Marketing spa con la collaborazione del Comune di Praso e del Consorzio Turistico della Valle del Chiese.


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La “casta” dei dirigenti provinciali che diventano manager

Porto franco

Finalmente anche esponenti del Pd ed i giornali si accorgono di questo sistema feudale

Si trattava di un elementare regola di buon senso e di trasparenza. In questo modo si evitava che un dirigente in pensione, attraverso la solita consulenza, continuasse a mettere il becco nell’assessorato che era stato di sua competenza fino a poco tempo prima e si favoriva la crescita dei quadri provinciali e l’assunzione di responsabilità dirigenziali da parte di altri e validi funzionari. Il tutto partendo dall’ovvio ma non tanto scontato principio che nessuno è insostituibile per bravo che sia. Poi è arrivato il Principe, le regole sono cambiate. E il motivo di questo cambiamento è presto detto. Seguendo un suo disegno via via il presidente Dellai ha creato in Trentino una serie rilevante di Società partecipate dalla Provincia (la Trentino Marketing, la Trentino Riscossioni, la Trentino Sviluppo ecc.). Ab-

di Ettore Zampiccoli Una volta, tanto tempo fa, prima dell’era Dellai, i dirigenti della Provincia che andavano in pensione non potevano per un periobiamo sempre sostenuto che una parte di queste Società possono esser utili e quindi necessarie. Ma con altrettante franchezza occorre dire che alcune di queste società costituite ad hoc sono discutibili e invadono campi e settori che potrebbero essere tranquillamente coperti e gestiti da società e imprenditori privati. Di questo si è accorto di recente anche il presidente Dellai che ha preannunciato una riorganizzazione dell’intero settore che dovrebbe portare all’incorporamento di alcune Società in altre (vedi ad esempio la Trentino Marketing che finirà in Trentino Sviluppo). Ma non è questo il tema della nostra divagazione.

do di almeno cinque anni – se ricordo bene – avere né consulenze, né incarichi dalla casa madre, ovvero dalla Provincia.

Create le Società giocoforza è stato necessario provvedere a nominare presidenti, direttori, consiglieri più o meno delegati. E chi ci mette la Provincia, ovvero il presidente Dellai, al quale spetta l’ultima parola? Spesso e volentieri dirigenti provinciali in servizio, ma con notevole frequenza anche dirigenti della Provincia pensionati. Indipendentemente dalla bravura di questo o quel dirigente pensionato questa prassi introdotta dal presidente Dellai, che ricorda quella dei valvassini e valvassori di epoca feudale, appare molto discutibile per una serie di ovvi motivi, laddove talune nomine sembrano esser motivate

dalla fedeltà o dall’appartenenza politica. Ora di questa stortura se ne accorgono finalmente anche esponenti di primo piano del Pd ed i giornali, per la verità finora solo il Trentino che ha proprio di recente dedicato una paginata a questo lungo elenco di dirigenti in pensione messi da Dellai in questa o quella società con incarichi vari che vanno dal consiglio di amministrazione, alla direzione o più semplicemente con contratti di consulenza. Rinaldo Caldera, esponente autorevole del Pd, ha scritto a questo proposito che con questo giochetto la Provincia “ ha creato la più grande casta politica mai vista…in tutti i gangli dell’economia ci sono persone che hanno

solo il merito di essere dellaiane”. Luca Zeni, capogruppo del Pd in consiglio provinciale, una delle poche voci che osano ogni tanto contraddire il Principe, ha messo in evidenza i problemi di trasparenza che questo metodo pone, senza contare che utilizzare dirigenti in pensione significa sbarrare la strada alla crescita e all’esperienza di professionisti e giovani preparati almeno quanto questi dirigenti unti dal Principe. Si parla molto di spaccatura tra la politica e la gente comune. Anche questi sistemi contribuiscono a scavare un solco. Non c’è da meravigliarsi se poi avanza

l’antipolitica ed avanzano il grillini. C’è solo da augurarsi che qualche partito, nel programma per le prossime elezioni provinciali sia chiaro e prometta di dare un taglio a queste brutte abitudini, lasciando a casa i dirigenti provinciali pensionati, impedendo che dirigenti provinciali in servizio attivo siano nominati nelle varie Società a partecipazione provinciale (riteniamo che un dirigente serio abbia abbastanza da lavorare con l’incarico ricoperto in Provincia senza rincorrere od occuparsi dl altri enti) ed aprendo le porte a tanti professionisti preparati, capaci, indipendenti. Come del resto vorrebbe la legge sulla trasparenza.


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Attualità

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La genuinità del “Mondo contadino” in mostra a Roncone Sabato 22 e domenica 23 settembre un appuntamento che sposa agricoltura, allevamento, prodotti tipici e genuini Sabato 22 e domenica 23 settembre il paese di Roncone, precisamente la zona Lago, ospiterà la seconda edizione di “Mondo Contadino”, appuntamento ideato dal Consorzio turistico della Valle del Chiese per promuovere e valorizzare il territorio, le tradizioni e le produzioni locali in un momento di incontro e di confronto fra agricoltori, allevatori (la manifestazione si affianca alla storica moLaboratori didattici esperienziali saranno rivolti ad adulti e bambini, permettendo loro di conoscere da vicino i segreti dell’antica tecnica di lavorazione del feltro, le proprietà terapeutiche di erbe officinali millenarie, i processi di trasformazione del latte in prodotti latticini. Non mancherà la possibilità di assistere a lavorazioni artistiche del legno con le varie tecniche della scultura, del bassorilievo e dell’intaglio. Inoltre sarà allestito uno spazio dedicato ai bambini che potranno divertirsi con giochi e passatempi in legno. Nel corso delle due giornate vi sarà la possibilità di degustare menù a base di prodotti tipici. Sabato 22 settembre il programma di Mondo Contadino prevede al mattino l’apertura del villaggio espositivo – alle ore 10 – e la mostra

bovina di Roncone, uno spazio dedicato agli allevatori all’interno del quale verranno esposti i capi di bestiame più belli e caratteristici della zona, con una classifica finale stilata a fine giornata e la premiazione del migliore esemplare. Nel pomeriggio - dalle 14.30 alle 18.00 - sarà possibile partecipare ai laboratori “L’antica arte del feltro”,“L’erborista” e assistere alla Caserada. Inoltre è in programma la gara organizzata dagli allevatori “Competizione Junior”, dove a sfilare con i capi saranno i più piccoli. Alle 18.00 il programma prevede la degustazione guidata di formaggi di malga, organizzata in collaborazione con la condotta Slow Food Valle del Chiese e Ledro. In serata sarà proposta musica da ballo per concludere in allegria la giornata. Laboratori e di-

stra bovina di Roncone), artigiani e visitatori. Mondo Contadino è una vetrina delle eccellenze del territorio, che si inserisce nel progetto di offerta turistica “Ritrova il tuo tempo in Valle del Chiese” , avviato nel 2009 dal Consorzio Valle del Chiese, che mira a promuovere uno sviluppo turistico ed economico sostenibile attraverso la valorizzazione del patrimonio rurale.

mostrazioni artistiche saranno riproposte anche la domenica. Domenica 23 settembre apertura dell’esposizione e laboratori didattici a partire dalle 10.30 del mattino, mentre alle 11.00 sarà possibile degustare la Spressa DOP

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grazie alla collaborazione con il Consorzio di Tutela della Spressa. Nel pomeriggio degustazione guidata “Gusto Trentino”, per offrire ai visitatori una panoramica completa delle specialità gastronomiche tipiche locali in abbinamento alle eccellenze dell’enologia trentina. Numerosi gli assaggi che verranno presentati a partire dalle ore 15, con l’accostamento di vini proposti da esperti sommelier in un appuntamento che intende proiettare il visitatore alla scoperta dei profumi e dei sapori locali: salmerino in carpione su misticanza di insalata e caramelle di trota affumicata con salsa piccante di pachino, per poi proseguire alle ore 16.00 con gli spiedini di speck e caciotta nostrana con fonduta di Spressa DOP e polentina storese e alle 17.00 con una degustazione di dolci ‘piccoli ma buoni’ con tartellette di

pasta frolla ai mirtilli, tortino di carote e noci del Bleggio per poi concludersi con la mousse di yogurt e lamponi della Valle del Chiese. Per concludere, un concerto di musica folk popolare del gruppo Alì’Nghiastre. L’organizzazione dell’even-

to Mondo Contadino è frutto della collaborazione di numerosi soggetti attivi sul territorio; partner del progetto sono la Provincia Autonoma di Trento, Il Consorzio BIM del Chiese, il Comune di Roncone, la Pro loco di Roncone e di Lardaro, l’Associazione Allevatori della Valle del Chiese, Trentino Marketing, La Strada del Vino e dei Sapori dal lago di Garda alle Dolomiti di Brenta, l’Appa, il Consorzio di Tutela della Spressa DOP e la Condotta Slow Food Valle del Chiese e Ledro. Si tratta di enti e soggetti uniti in rete con lo scopo di promuovere e valorizzare le risorse del territorio della Valle del Chiese, attraverso un evento che rappresenta il fiore all’occhiello della proposta turistica sostenibile “Ritrova il tuo tempo in Valle del Chiese”. (r.b.)


Società

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L’azienda sanitaria informa

Cani: Leihsmaniosi, malattia rara, ma non impossibile L’

articolo che segue vuole esser il primo di una serie di contributi che il Servizio Veterinario di Tione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari intende proporre ai lettori del Giornale delle Giudicarie su argomenti inerenti la relazione uomo/ Il Servizio Veterinario del Distretto Sanitario delle Giudicarie ha avviato a partire dal mese di luglio un’indagine per verificare se nella popolazione canina sia presente la leishmaniosi, una malattia trasmessa da cane a cane attraverso la puntura di insetti, i flebotomi comunemente conosciuti come pappataci, simili a piccole zanzare, attivi di notte, nel periodo estivo. Questa malattia è da tempo segnalata nel bacino del Mediterraneo e in Italia lungo tutta la fascia costiera. Recentemente però, complici le variazioni climatiche, tali insetti sono stati rilevati anche nelle Valli Giudicarie, in particolare nella zona di Tione e nella bassa Valle del Chiese, per questo si è ritenuto opportuno analizzare se oltre all’insetto vettore sia presente anche: Leishmania infantum, il protozoo responsabile della malattia, in particolare nei cani considerati “a rischio” in quanto provenienti da regioni dove la patologia è presente o vi abbiano soggiornato per un certo periodo di tempo con i proprietari, solitamente per le vacanze o la caccia. La Leishmaniosi si manifesta

nel cane, prevalentemente con lesioni cutanee tendenti all’ulcerazione, inappetenza e dimagramento progressivo, sintomi comuni ad altre malattie e che proprio per questo consigliano, qualora presenti, un approfondimento diagnostico da parte di un veterinario, considerato che la possibilità di contrarre tale malattia, non e’ del tutto remota, anche in alcune località del Trentino meridionale. Una diagnosi e terapie tempestive sono infatti fondamentali per garantire, nella maggior parte dei casi, la guarigione. Seppur poco frequentemente, (nel nostro Paese si riscontrano mediamente 200 casi all’anno) la Leishmania può trasmettersi all’uomo attraverso la puntura degli stessi flebotomi infettatisi su di un cane malato. Anche nell’uomo la malattia è caratterizzata da lesioni cutanee, dimagramento, ingrossamento di fegato e milza e calo delle cellule del sangue. Diagnosticata e trattata con farmaci specifici evolve verso una completa guarigione. Le misure di prevenzione della Leishmaniosi, rivolte in particolare ai cani rite-

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nuti a rischio di infezione, si realizzano proteggendo l’animale dalle punture degli insetti con l’applicazione topica di prodotti insetticidi a lunga persistenza, in particolare nelle ore serali e notturne, quando l’insetto è attivo. Per questo custodire il cane in luoghi chiusi durante la notte rappresenta un’ulteriore efficace metodo di protezione.Da pochi mesi è inoltre disponibile un vaccino.

La lotta ai flebotomi si è dimostrata invece di scarsa efficacia, essendo tali insetti refrattari ai trattamenti larvicidi, inoltre gli interventi di applicazione massiva di pesticidi nell’ambiente naturale risultano impraticabili poiché provocherebbero gravi danni di tipo ecologico. Il piano di controllo predisposto dal Servizio Veterinario delle Giudicarie ha lo scopo di monitorare la poten-

animale/ambiente, grazie alla disponibilità della redazione. Vorremmo, in primis, informare i lettori ed i proprietari di cani, su di una malattia nuova per il Nostro contesto ambientale, ma che e’ necessario conoscere. ziale presenza della malattia attraverso la collocazione di trappole per la cattura e conta dei flebotomi e il prelievo di sangue su cani che abbiano soggiornato in zone dove la Leishmania è presente, o che possano manifestare sintomi a questa riferibili. Ciò con la stretta collaborazione dei Veterinari liberi professionisti che operano negli ambulatori della zona cui e’ affidata anche una più puntuale

informazione dei proprietari. Le informazioni contenute in questo articolo non devono ne’ vogliono creare allarme rispetto ad una malattia, che in Trentino avrà comunque “vita dura” ma esser utilizzate per comportamenti consapevoli nei confronti, soprattutto dei nostri amici a quattro zampe, che sempre più frequentemente ci accompagnano in ogni nostra occupazione.

Successo per “Giovenche di Rendena” Durante la manifestazione eletta la “reginetta 2012”, Remì Tosca, dell’allevatore Luca Collini

Con la corsa in montagna, aperta a tutti, tra malghe (Brént da l’ors, Valàgola e Ciòca) e giovenche di razza Rendéna e con la passeggiata per famiglie nei dintorni di Prà Rodónt si è conclusa la tre giorni di Pinzòlo dedicata all’agricoltura e agli allevatori delle tipiche vacche dal manto scuro, animali autoctoni, vanto della zootecnia locale, ricercati sia per la bontà del latte sia per la qualità della carne. Sono mucche dall’agile struttura e dalla corporatura snella che ben si adattano ai terreni accidentati, al clima e ai pascoli di alta quota. L’edizione di quest’anno, ridotta rispetto alle precedenti, forse eccessivamente sfarzose e sovrabbondanti di iniziative, si è ispirata alla sobrietà che la congiuntura suggerisce e, pur condizionata da un meteo poco favorevole, ha raggiunto gli obiettivi peculiari alla manifestazione, privilegiando l’atmosfera calda e familiare dell’ambiente contadino col metterne in evidenza la fatica quotidiana, il contributo dato alla collettività, l’importanza del ruolo nella gestione del territorio, i valori cui si ispira e i sacrifici per mantenersi coerenti con essi. Dalla giornata del venerdì, che ha introdotto al clou del sabato, mediante laboratori creativi e la cena con polenta carbonèra preparata dal team della Bocciofila, si è passati alla mostra delle giovenche del giorno seguente. Ben 140 esemplari di “Rendene”, calate dalle malghe e sistemate nel prato a lato della Chiesa di san Vigilio, sono sfilati in passerella dalle 8 del mattino fino a mezzogiorno tra una cornice di pubblico entusiasta - molti i turisti e tanti i bambini, che rare volte si erano trovati a vedere da vicino tante bestie - davanti alla Giuria presieduta dal padovano Dario Tonietto.

Dalla selezione si salveranno venti miss, approdate alla finale in programma la sera nel tendone, affollatissimo, a partire delle 20 e 30. In passerella con loro anche il sindaco di Pinzolo William Bonomi, i suoi assessori Luciano Caola e Anita Binelli, il presidente dell’Anare Gianbattista Polla, Mario Tonina della Federazione allevatori del Trentino e l’assessore provinciale Tiziano Mellarini. Ma è stato quello delle 16 e 30 l’appuntamento più affascinante della manifestazione: la sfilata, annunciata dalla fanfara, delle mucche in corteo, addobbate con fiori e festoni, accompagnate da carri, calessi e carrozze del bel tempo andato, per le vie del centro di Pinzòlo tra due ali ininterrotte di folla plaudente, inseguite da stormi da ragazzi e dai pompieri a pulire subito la strada dalle “medaglie” lasciate dagli animali in cammino. Il concorso per il titolo di “Reginetta” ha visto la vittoria di

Remì Tosca di Luca Collini da Sant’Antonio di Mavignòla tra le giovenche dai 30 ai 36 mesi (vice reginetta Polifemo Tosca di Mauro Polla di Caderzone); tra le manze da 22 a 30 mesi: primo posto a Remì Torta, anch’essa di Luca Collini (un giovane allevatore che privilegia la qualità) e secondo a Rizzo Uva, ancora di Mauro Polla. (n.d.r.: i nomi Remì, Polifemo, Rizzo anteposti a quello della manza appartengono ai tori che hanno generato le giovenche). Abbinata alla festa si è organizzata un lotteria con in palio una trentina di premi di notevole valore, Questi i numeri estratti: 7684, 6187, 7355, 5279, 4598, 7572, 1939, 8500, 7183, 0071, 2921, 4911, 9905, 2275, 6767, 2239, 6218, 1944, 5772, 7271, 1588, 7605, 8446, 1280, 9522, 6786, 0682, 9987, 2533, 7688. Per informazioni telefonare a Battista Polla tel. 3339809446 g.c.


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Rubrica legale

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Rispondo con piacere al quesito propostomi risultando la questione di particolare interesse, non essendo infrequente che il lavoratore, nello svolgimento delle proprie mansioni, arrechi danni ai beni aziendali concessigli in custodia. Sul punto è intervenuta più volte la Suprema Corte di Cassazione la quale ha stabilito in linea di principio che il lavoratore che per l’espletamento delle proprie mansioni abbia ricevuto in custodia dei beni di proprietà del datore di lavoro è tenuto al loro risarcimento in caso di danneggiamento. Tutto ciò a titolo di responsabilità contrattuale, qualora sia ravvisabile un inadempimento all’obbligo di diligenza richiesto per l’esecuzione della prestazione di lavoro (art. 2104 c.c.). Peraltro, ai fini probatori è necessario che il datore di lavoro dimostri la sussistenza di una condotta quantomeno colposa del lavoratore – per violazione della suddetta diligenza - che ha determinato, in connessione causale, l’evento dannoso. Le parti possono (sia individualmente che collettivamente) disciplinare in modo diverso la ripartizione di tale onere probatorio. L’obbligo di compiere le proprie mansioni con diligenza è limitato unicamente nella misura in cui la diligenza richiesta si estenda oltre al novero delle mansioni previste dal contratto di lavoro. Al lavoratore spetterà, quindi, l’onere di dimostrare di avere adempiuto alla propria prestazione secondo la diligenza richiesta nel caso di specie, ovvero di essere privo delle capacità, della preparazione e dell’espeI sintomi psicosomatici, anche se non si trasformano in vere e proprie malattie, si esprimono attraverso il corpo, coinvolgendo il sistema nervoso e forniscono una risposta vegetativa a situazioni di disagio psichico o di stress. La psicosomatica è una scienza che pone in relazione la mente con il corpo, ossia il mondo emozionale ed affettivo con il soma, cercando di capire l’influenza che l’emozione esercita sul corpo e sulle sue affezioni. Quindi, se il disturbo è psicosomatico è spesso collegato a conflitti ideo-affettivi profondi, a volte arcaici. In molti casi la persona affetta da patologie psicosomatiche ha un pensiero ricco, ma una vita emozionale povera e in alcuni casi è alessitimico (cioè ha difficoltà a pensare ed esprimere le proprie emozioni). Pelle ed emozioni La pelle è un organo di confine tra noi e il mondo ed ha un ruolo significativo nelle

LEGGE/ L’esperto risponde

Danni ai beni aziendali da parte del lavoratore: chi ne risponde? a cura dell’ Avv. Francesca Zanoni - Fiavè

Buongiorno. A seguito di una svista ho danneggiato l’autocarro che uso in azienda per le consegne di acque e vini. L’incidente involontario non ha causato danni ad alcuno se non all’autocarro. Il datore di lavoro mi fa richiamo scritto (art.7 l.300 del 20/05/70) e mi impone il pagamento dei danni. Con il lavoro in questione è prorienza necessarie per la mansione affidatagli, oppure che l’evento si è verificato a seguito di caso fortuito o forza maggiore (esimenti della responsabilità contestata relativi a fatti imprevedibili e non evitabili). Nel caso in cui l’incidente fosse avvenuto a seguito di malore del conducente di un veicolo aziendale, la giurisprudenza ha previsto la possibilità di applicare l’esimente del caso fortuito qualora il malessere risulti improvviso, imprevedibile e dovuto a insorte cause patologiche. Tale status non deve essere ricollegabile ad una preesistente situazione morbosa o a segni premonitori; ovviamente, si esclude l’esimente del caso fortuito ogni qualvolta il responsabile fosse a conoscenza delle proprie condizioni menomate. Diversamente e, in definitiva, in caso di danneggiamento di un bene aziendale da parte del dipendente, qualora sia ravvisabile una condotta quantomeno colposa di quest’ultimo, egli

è tenuto a risarcire i danni causati all’azienda. Il datore di lavoro può compensare l’entità del danno trattenendone l’importo dal netto della retribuzione, con il limite prescrizionale decennale, e sempreché il danno sia stato previamente contestato al lavoratore. Alcuni contratti collettivi stabiliscono anche le modalità con le quali deve avvenire la trattenuta, questo affinché il lavoratore non subisca una

babile che accadano tali danni, mi dicono che l’assicurazione non risponde. Mi chiedo e se avessi avuto un incidente in seguito a malore? Chi rispondeva di me e come? chiedo se possibile delucidazioni e a chi mi posso rivolgere. Ringraziando porgo cordiali saluti. Lettera firmata

riduzione superiore ad una determinata percentuale di quanto percepito. A quanto viene riferito nella lettera pervenuta in Redazione al lavoratore è stata inviata per iscritto la contestazione formale di quanto imputatogli; peraltro, sotto tale profilo è importante svolgere alcune precisazioni. La legge richiamata dal lettore disciplina il c.d. Statuto dei Lavoratori al cui

articolo 7 prevede la possibilità, oltre che le modalità, di irrogare una sanzione disciplinare al lavoratore che risultasse inadempiente rispetto agli obblighi assunti con il contratto di lavoro. Sanzione che può sostanziarsi, come nel caso di specie, nella richiesta di risarcimento danni per danneggiamento di un bene aziendale. In primo luogo, affinché la sanzione sia valida è necessario che il codice disciplinare (ossia l’estratto del contratto collettivo e l’eventuale regolamento aziendale relativi alle sanzioni disciplinari) sia affisso in luogo accessibile ai lavoratori; se il codice disciplinare non è affisso la sanzione è radicalmente nulla senza possibilità di convalida. La contestazione va fatta per iscritto mediante lettera raccomandata, ivi concedendo al lavoratore un termine non inferiore di 5 giorni dal suo ricevimento per esplicitare le proprie giustificazioni. Il datore di lavoro avrà poi termine di

Si invitano i lettori ad inoltrare le più svariate domande sull’applicazione del diritto a casi concreti al seguente indirizzo redazionegdg@yahoo.it. Le risposte ai quesiti di maggiore interesse verranno pubblicate sui successivi numeri del Giornale delle Giudicarie. 10 giorni dal ricevimento delle giustificazioni, ovvero dalla scadenza dei suddetti 5 giorni in caso in cui il lavoratore non esprima alcuna difesa, per irrogare la sanzione. Qualora il datore di lavoro ometta di applicare la sanzione nel suddetto termine, si intenderà che abbia accettato, implicitamente, le giustificazioni addotte dal lavoratore. Un eventuale esercizio tardivo del potere disciplinare sarebbe soggetto alla declaratoria di nullità, per intervenuta decadenza. Nei venti giorni successivi all’irrogazione della sanzione il lavoratore può impugnarla chiedendo la convocazione di un Collegio di conciliazione, inducendo quindi il datore di lavoro a scegliere entro il termine di legge (10 giorni) se nominare un proprio arbitro ovvero adire l’autorità giudiziaria; trascorso detto termine senza che il datore di lavoro esplichi una propria scelta la sanzione si riterrà decaduta ad ogni effetto. Mi rivolgo infine al lettore consigliandogli, in ogni caso ed in considerazione dei molteplici scenari che potrebbero prospettarsi in relazione ad una circostanza quale quella da lui rappresenta, di rivolgersi ai propri rappresentanti sindacali o ad un consulente legale di propria fiducia che lo possano consigliare al meglio sul da farsi.

La pelle ci parla Psicosomatica e malattie della pelle a cura della dottoressa Paola M. Taufer

Cos’è la psicosomatica? Quando parliamo di disturbi psicosomatici, possiamo trovarci di fronte problematiche anche molto diverse tra loro: una patologia può insorgere come nostre relazioni: può essere esibita come elemento di seduzione ed è il primo luogo dei gesti di affetto e di cura come ad es. il contatto della madre con il neonato, che è fondamentale per una sana crescita del bambino. In effetti, molte malattie d’interesse dermatologico derivano da carenza di esperienze vitali di contatto proprio nella prima infanzia. La pelle è uno straordinario strumento di comunicazione: arrossire, impallidire, sudare, provare prurito...

nessun altro organo nel corpo reagisce tanto rapidamente allo stress emotivo quanto la pelle! La pelle che si ammala Tra i principali problemi dermatologici abbiamo la psoriasi, che colpisce più di 80 milioni di persone nel mondo ed è in continuo aumento. Sorge generalmente in adolescenza ed è caratteristica di persone che non lasciano spazio alla propria aggressività, stressate o ansiose e non si trovano a loro

conseguenza di una difficoltà relazionale, come ad es. un’ulcera o in una situazione di conflitto e/o cambiamento, come ad es. difficoltà digestive.

agio con gli altri. Tendono a negare o evitare i conflitti e hanno paura di essere giudicate negativamente dagli altri. La dermatite atopica, che colpisce soprattutto i bambini, viene attivata dall’acaro della polvere, ma il substrato emotivo che favorisce e sostiene il sintomo di trova quasi sempre in un funzionamento psicoaffettivo primitivo, in cui la rabbia viene repressa e rivolta verso il sé. Sono bambini che stabiliscono rapidamente relazioni,

con molti amici, ma con pochissimi rapporti profondi, i cui genitori sono iperprotettivi, e questo fatto tende a cronicizzare la patologia. Per finire un cenno sul problema che affligge tantissime persone: l’acne. Le cause possono essere diverse e sono psichiche e dietetiche. Durante la pubertà l’acne è quasi fisiologica, legata a picchi ormonali accompagnati da conflitti emotivi e difficoltà ad accettare la propria immagine o a entrare in relazione con gli altri. In

età adulta la sua comparsa è legata a periodi di affaticamento e di forte stress (spesso in associazione ad una disregolazione dell’alimentazione, carica di zuccheri e di grassi) ed è caratteristica di individui che tendono a rimuginare e provano in quel particolare periodo della vita un senso di incertezza e di insicurezza. In ogni caso dobbiamo tenere sempre presente che le malattie dermatologiche sono un importante indicatore di un disagio nascosto che va affrontato, spesso anche attraverso percorsi psicologici brevi. paolataufer@sipaa.it


Società

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Viaggiare con gli amici della montagna L’Associazione Guide alpine e accompagnatori Pinzolo-Valrendena accompagna turisti e locali alla scoperta del territorio E’ nel lontano 1886 che viene emanato dalla SAT il “Regolamento di turno pelle Guide di Rendena”. Da qui ha inizio la lunga storia delle Guide di Pinzolo, una storia di oltre 125 anni. Siamo nel 1903 quando si tiene la prima riunione del Gruppo Guide e portatori di Pinzolo, e si comincia a pensare di strutturare un gruppo organizzato, che riunisca le professionalità della monA fianco del Gruppo, da alcuni anni, opera l’Associazione Guide alpine e Accompagnatori Pinzolo Val Rendena - Mountain Friends -, evoluzione nel tempo delle precedenti Scuole di alpinismo che si sono susseguite e che riunisce Guide alpine e Accompagnatori di territorio, le sole figure in Trentino abilitate all’accompagnamento di persone in escursioni in ambiente montano. L’Associazione è diventata un esempio, a livello provinciale, di come possa essere proficua una stretta collaborazione fra le due figure professionali, che insieme possono soddisfare ogni esigenza di frequentazione della montagna, partendo dalle tradizioni e dalle bellezze del fondo valle fino a salire sulle vette più ardite. La montagna, infatti, non è solo fatta di roccia e ghiaccio, ma anche di arte, cultura ed eno-gastronomia, è storia di alberi e di uomini, di acque e di leggende. Il team dell’Associazione, che in questi anni si è progressivamente allargato di pari passo all’aumento delle attività proposte, oggi è composto da: le Guide alpine Demis Lorenzi ed Ezio Chesi, le Aspiranti Guide Gianni Canale, Giovanni Ghezzi e Fabio Salvadei, gli Accompagnatori di territorio Marta Bonomi, Chiara Maestri, Barbara Borghi, Nicola Cozzio, Alice Gasperi e Giuseppe Alberti. Organizzano attività prevalentemente in tutte le Valli Giudicarie, da

Madonna di Campiglio alla Valle di Ledro passando per la Val del Chiese, Val Rendena, Giudicarie Centrali, Terme di Comano. Sono esperti conoscitori delle falesie della Valle del Sarca, e delle arrampicate classiche del Trentino, sulle Dolomiti e in Ghiacciaio, sull’Adamello e la Presanella. Grazie alla passione personale e dedizione di ciascuno, propongono, inoltre, molteplici attività anche fuori dalla nostra zona d’ambito. Si programmano uscite sia sul territorio nazionale che europeo ed extraeuropeo, sempre disponibili ad assecondare le richieste della clientela e a essere promotori e suggeritori di nuove avventure alpinistiche. Insomma, un gruppo di professionisti della montagna per far vivere emozioni e avventure nella natura, forti d’anni d’esperienza e percorsi formativi specifici, sempre attenti alle nuove tendenze dell’alpinismo e dell’outdoor, ogni giorno alla scoperta di nuovi stimoli e proposte. Ma, sopra ogni cosa, un gruppo affiatato di amici che amano il loro lavoro, che aggiungono alla preparazione professionale la massima conoscenza delle zone in cui operano e una buona dose d’affabilità, simpatia e allegria. Durante la stagione estiva, numerose sono state le attività e gli eventi che li hanno visti protagonisti: dai

trekking organizzati in collaborazione con il Parco Naturale Adamello Brenta agli appuntamenti con i Suoni delle Dolomiti; dalle uscite sul territorio del Consorzio per il Turismo Giudicarie Centrali alle escursioni proposte dall’ApT Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, ... Senza dimenticare “Vacanzaviva”, il progetto realizzato su misura per gli ospiti delle strutture ricettive della zona Giudicarie/Rendena. La Cooperativa Guide alpine del Trentino si è avvalsa, inoltre, della collaborazione di alcune Guide Pinzolo Val Rendena socie per la rimessa in sicurezza delle vie di accesso alla Cima Presanella dal Monte Nero e al Passo

tagna locali. Da allora molte cose sono cambiate: dagli alpinisti che frequentano la montagna, all’ambiente e le vie d’accesso, alle attrezzature utilizzate. Oggi il Gruppo Guide Pinzolo e Rendena racchiude tutte le Guide alpine operative e quelle che, per diversi motivi, non lo sono più. Immutata è la passione che le lega ai monti come “la corda al loro cliente”.

di Cavento. Per la prossima estate saranno attive anche in Val di Breguzzo per il nuovo Canyoning Rio Roldone, lavorando in stretta sinergia con il BregAdventure Park e ad ottobre non mancheranno all’annuale appuntamento autunnale con l’Ecofiera di Montagna di Tione, pronti a proporvi tutte le novità per la stagione invernale ormai alle porte. m.b. INFO E CONTATTI: Tel: 0465 502111 Cell: 345 3858648 E-mail: info@mountainfriends.it web: www.mountainfriends.it e sulla pagina face book dedicata

Il “Centrale” di Storo festeggia un secolo di vita Un locale storico per la Valle del Chiese punto di riferimento di varie generazioni A Storo il bar caffè Centrale, un tempo pure locanda, sino a tre anni fa si riconosceva nel casato Baratella. Adesso quello storico esercizio di anni ne ha 100. A sono ora Mattia Beltrami, Karen Cominotti e Claudio Bazzani, una triade che in attività come queste ci sa fare. Ebbene sono stati loro lo scorso 25 agosto a gestire il grande anniversario. Alla festa non solo aperitivi, assaggi e polente ma anche un “Cantando ballando” con Rosanna Tomasi . L’esercizio Centrale era un tempo era dislocato lungo via Andrùna Dè Baratèle poi i coniugi Danilo e Tullia lo

avevano trasferito nella zona più centrale di Storo dove più tardi si erano aggregati ufficio postale e Cassa rurale ora banca Valsabbina e dopo ancora spaccio formaggi. Il bar caffè Centrale, più volte rinnovato e sede di diverse associazioni come la Settaurense calcio e la corale Cima Tombea e Vecia Storo, era ed è considerata una tappa fissa per storesi e non. Già verso gli anni 50 la gente si radunava alla sera per guardare la prima tv in bianco e nero comperata a rate, erano i tempi che il giovedì sera il compianto Mike Bongiorno

ed Eddy Campagnolli conducevano Lascia o Raddoppia mentre di sabato tutti lì a vedere il Musichiere condotto da Mario Riva. Poi c’erano gli incalliti giocatori di carte, davanti a quel solito quartino, a fare tardi. Un locale che aggregava Totocalcio, telefonia pubblica (in un momento in cui di apparecchi telefonici ce n’erano ben pochi) nonché tappa delle auto corriere di linea. Poi a “fare la differenza” i gelati della casa. Il tratto che unisce quella storia oggi. Elisa Pasquazzo


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Arte

SETTEMBRE 2012

I novelli “Michelangelo” del legno La scuola di scultura di Praso ha messo in mostra a Tione tanti significativi talenti di Alessandro Togni Ancora una volta Judicaria Arte ha aperto alle esperienze di approfondimento culturale che si trovano sul territorio, organizzando ed ospitando nel mese di giugno la mostra di scultura della Scuola del Legno di Praso, la sezione dedicata alla ricerca e alla promozione dell’attività artigianale ed artistica in essere già dagli Anni ’90, segmento specifico della Filodrammatica “La Büsier”. Numerose sono state negli anni le proposte di studio della Scuola: i corsi solitamente molto partecipati che hanno aperto alla conoscenza del legno, un materiale fondamentale e profondamente insito nella cultura della gente di montagna; i numerosi interventi espositivi che hanno avvalorato le realizzazioni degli autori e restituito maggiore significato alle varie feste, sagre e manifestazioni dove sono stati presentati; i simposi capaci di accogliere artisti locali, nazionali ed internazionali che hanno concorso a divulgare non solamente il nome della Scuola, ma anche hanno qualificato il paese di Praso e l’intera Valle del Chiese. Il Centro Studi Judicaria, proprio per i tanti e riconosciuti meriti “acquisiti sul campo” dalla Scuola del Legno di Praso, ha voluto indicare questa istituzione culturale e sociale come esempio importante della didattica artistica, forte e capace di espandere semi di conoscenza e sensibilità, predisponendo una mostra collettiva che accogliesse una “selezione di opere” di diciotto autori, tutti a vario titolo uniti nell’esperienza scolastica di

Bruno Manzoni - Gorgone

Praso. Fra i vari nomi anche quelli dei compianti DIEGO PEDRETTI di Tione e ISIDORO ZONTINI di Storo, per i quali la direzione de “La Büsier” ha voluto esprimere un ricordo affettuoso e riconoscente, accogliendo in forma di omaggio fra le opere esposte anche le loro. Per Diego Pedretti si tratta di un bassorilievo dedicato ad una figura femminile, sorta di vivandiera, di sapore rinascimentale; per Isidoro Zontini la figura in tuttotondo di un maestro di musica dietro un decorato leggio in atto di direzione. Partecipano inoltre gli autori: ABELE FLOCCHINI con “Cavallo dormiente” dove a dominare è la vorticosa sembianza della criniera posta in contrasto con la massa liscia del muso dell’animale, in una sorta di battaglia formale fra fissità classica ed evoluzione romantica; ANTONELLA GRAZZI, presenta la fascinosa e totemica “Anna”, nudo femminile dalla conformazione solenne, realizzato in soluzione priva di scarti e sottolineature segniche per una superficie completamente liscia e quasi trasparente; BRUNO MANZONI propone sopra

uno stelo metallico la testa di gorgone, mostro della mitologia greca tuttavia risolto nella spontaneità semplice di una visione naif; GIANFRANCO CAPELLI disvela il suo “maestro di musica” nella maniera più disciplinata e statica, con forma schematica e geometrizzante di estrazione novecentesca, nel momento concentrato e precedente all’avvio della musica. Così come GIOVANNI LEONARDI che della sua “Alice” propone la acerba e fanciullesca eleganza frammistata a sentimenti di timidezza espressi attraverso policromie acquerellate e nella posizione rigida e completamente frontale. GIULIO PELLIZZARI, memore dell’epica storia contadina di una volta propone le “Cose vissute” poste in essere nel dialogo fra legno antico e nuovo, restituendo importanza e dignità agli oggetti semplici della quotidianità passata; LUCA PELLIZZARI dentro la sua scheggia lignea di estrazione realista ma con sottolineature quasi crepuscolari elabora la figura di un capriolo seminascosto fra le radure boschive; MARCO FRANCO risolve con la gentilezza di una tessitura e gusto primaverile un ovale decorato con fiori di campo multicolori; MARIATERESA COSI pone a contrasto con sottile leziosità e in maniera “Pop”, le calzature indossate dalle ragazze di oggi suggerendo diversità psicologiche e comportamentali; MARIO BRUGNONI nella sua installazione concettuale e policroma dai tratti surreali sembra indicare le inquietudini del contemporaneo attraverso presenze ed assenze; MARIO CHEMOTTI rivolge uno sguardo nostalgico alle azioni del tempo passato aprendo varchi nella memoria e risolvendo bassorilievi di estrazione popolare; MAURO BERTOLINI con abilità tecnica e percezione della geometria propone un “tavolo” dove vengono posizionate anche decoratività di origine Jugendstil. MIRCA FRANZOI sollecita la nostra curiosità attraverso una sinuosa figura femminile, forte di turbamento ancestrale e magnetismo esotico; NICOLA PIZZINI rievoca le immagini di caccia promuovendo la tensione del suo “Cane in ferma”

realizzato in forma plastica al limite dell’astrazione; PAOLO MAZZOTTI con gusto austero e severità quasi ascetica dispone per una figura di provenienza mitologica ma le attribuisce tutte le potenzialità di derivazione contemporanea; ROMEDIO LEONARDI, in dedica ad un personaggio “De Andrèiano” materializza una figura, sorta di “bad girl” in tuttotondo policromo la cui postura sembra porsi in antitesi alla concezione dell’ordine classico.

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Attualità Persona schiva e tutta protesa alla sua professione di medico impegnato, se ne è andato in silenzio, senza chiasso e senza che di lui si rendessero pubblici i suoi indubbi meriti. Ma non si può lasciar passare sotto silenzio l’attività preziosissima di chi, nel più raccolto e nascosto silenzio e con un coscienziosità incredibile, si è unicamente prodigato alla salute di quanti hanno ricevuto dalle sue mani il dono di tanti rinnovati anni di vita. Era nato nel 1922 a Solbad Hall, in Austria, dove suo padre, un emigrante rendenese da Fisto, si era portato a fare l’arrotino. Dal 1941 al 1947 aveva frequentato l’Università di Innsbruck laureandosi in medicina; seguiranno poi le specializzazioni in cardiologia a Padova nel 1954, e quindi in anestesia nel 1956 e in chirurgia nel 1957 a Bologna. Nel novembre 1960 viene assunto come chirurgo all’Ospedale di Tione, dopo aver ottenuto la convalida del titolo accademico presso l’Università di Siena «preceduto - come dice il quotidiano “Alto Adige” dell’11 novembre

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Ricordo di Olimpio Chesi Primario di chirurgia a Tione per 30 anni ha contribuito a “costruire” l’ospedale

D

di Mario Antolini

a qualche mese, ormai, è avvenuta la scomparsa del dott. Olimpio Chesi, primario di chirurgia presso l’Ospedale di Tione dal novembre 1960 fino al 1989, ossia al momento della pensione. Un personaggio - diventato giudicariese sia perché “oriundo” e poi per libera scelta profes1960 - dalla fama che si che si è accattivato quale aiuto primario presso l’Ospedale civile di Merano». Siamo nel 1960: a trent’anni dall’inizio dell’attività del nosocomio tionese, che, costruito dal 1925 al 1930, aveva iniziato la sua preziosa presenza nel 1931, e già - oltre 50 anni fa - si parla di riassetto della struttura. Infatti nella citata cronaca troviamo scritto: «La creazione del reparto di medicina rientra nel piano di po-

tenziamento dell’ospedale costretto, anche a costo di notevoli sacrifici, ad adeguarsi ai tempi per sopravvivere al giorno d’oggi con la sempre crescente rapidità di collegamenti con i grossi centri e con l’evolversi della scienza medica ormai suddivisa in varie specialità; si è giunti, pertanto, alla naturale conseguenza di assistere ad una sempre maggiore tendenza di ricoveri negli ospedali di città provvisti di reparti specializzati». In-

sionale - che merita di non essere dimenticato per il gran bene che, silenziosamente, ha saputo trasmettere alle nostre popolazioni, e non solo, presso un Ospedale che è al servizio anche della numerosa schiera degli “ospiti” stagionali e dei tanti “turisti” che transitano nelle nostre valli. teressante leggere agli inizi del lavoro del dott. Chesi osservazioni che ancor oggi calzano con quanto si sta scrivendo proprio in questi mesi sui quotidiani provinciali del 2012. Riportando il discorso al primario defunto, ricordiamo la sua figura attraverso il saluto che gli è stato dato durante le sue esequie a Spiazzo: «Con Olimpio Chesi è scomparsa una delle più eminenti personalità delle Giudicarie, di elevata

capacità professionale medica, ma anche di alto profilo culturale. Di animo mite ha dato tutto se stesso per l’ammalato svolgendo la sua attività come una missione con grande attenzione etica e dedizione, accostandosi al letto dell’infermo con grande disponibilità, sensibilità ed umanità (...). Con oggi le Giudicarie sono certamente più povere e tristi per la perdita di una figura centrale dell’attività sanitaria per circa un

trentennio, espletata con lungimiranza e capacità di coordinamento nei vari settori, ed unico ed insostituibile referente dell’attività chiururgico-ortopedica ed ostretico-ginecologica. Pur non avendo avuto una sua famiglia privata, egli è stato “padre” di una generazione di persone che, in questo momento, gli sono riconoscenti per essere state assistite anche nella nascita o guarite nelle loro infermità». Anche da queste colonne possa giungerGli nel regno dei cieli quel “Grazie dott. Chesi!” che nessuno di noi è mai riuscito a dirgli durante gli anni che è stato con noi facendoci solo del bene. m.a.m.

La scuola riparte cercando certezze Dopo il pasticcio del Tfa si cerca maggiore stabilità per gli insegnanti. Ecco intanto i nuovi presidi

Quest’anno c’è stato il pasticcio Tfa – Tirocinio Formativo Attivo – l’ennesimo tentativo di mitigare la situazione di migliaia di insegnanti precari e, lo dicono sempre tutti salvo poi non farlo mai, aiutare i giovani: in sostanza si tratta di un tirocinio speciale, e piuttosto costoso, che se intrapreso con profitto permette di accedere alle graduatorie e quindi, nel caso fosse indetto un nuovo concorso, di parteciparvi. Nessun posto in vista quindi a fronte di un anno di studio e lavoro a pagamento, ma esasperati da una situazione che appare senza uscita in molti ci hanno provato. E davanti alle prove sono cadute loro le braccia: quesiti che parevano fatti apposta per testare la buona sorte invece della preparazione, per non par-

di Denise Rocca

La scuola riparte, fra l’ormai consueto turn over dei professori, i precari che già da qualche giorno sperano nella telefonata che galare dei numerosissimi errori nella compilazione dei test che hanno dato il via ad una catena di ricorsi e ad una confusione pazzesca non ancora risolta. Insegnanti nel caos a un mese dall’avvio delle scuole, nulla di nuovo, purtroppo. Intanto in Giudicarie le novità riguardano soprattutto i dirigenti: con il nuovo anno scolastico arriveranno due nuove dirigenti, all’istituto Comprensivo e al Liceo Guetti di Tione, a sostituire rispettivamente Dario Gelmini e Severino Papaleoni. Al posto di Gelmini, alla guida di scuole elementari e medie di Tione dal 2001, e Papaleoni, giunto al Guetti nel 2006,

rantirà per un nuovo anno di lavorare, gli esami di recupero e gli studenti che più o meno a malincuore concludono le vacanze.

Severino Papaleoni

sono arrivate pochi giorni fa a vedere le rispettive scuole e incontrare i loro predecessori Tiziana Chemotti, che dirigerà l’Istituto comprensivo, e Tiziana Gulli, che si occuperà del Guetti, in attesa di dare il via ufficialmente all’incarico a partire dal 1 settembre, data di inizio dell’anno scolastico. Chemotti viene da Peri (Verona) mentre Gulli prima della recente nomina era all’Itc di Mezzolombardo. Nel resto degli istituti giudicariesi sono stati riconfermati ai loro posti Alberto Paris, dirigente dell’istituto Comprensivo del Chiese; Fabrizio Pizzini all’istituto Comprensivo della Val Rendena e Daniela Bellabarba, giunta lo scorso anno all’Istituto Comprensivo delle Giudicarie Esteriori.


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Cultura

SETTEMBRE 2012 Dialogo sulle rive del Sarca e del Chiese/Parte ottava

Un “sogno” sull’assetto amministrativo trentino Appena terminate le due settimane ferragostane “él bòcia”, tra il caldo di Lucifero e i temporali che preannunciano l’autunno scatenati da Beatrice, torna a solcare la sella di Bondo per scendere nel capitanato di Tione al luogo di servizio. Non aveva molta nostalgia, ma il pensiero di rivedere gli amati colleghi e dell’appuntamento “cól vècio maestro” lo avevano sostenuél Bòcia - La scorsa settimana ho fatto un sogno, probabilmente influenzato da tutte le nostre chiacchierate. Ho sognato che la Comunità di Valle “la ghe ’nvegnìva fò”! Era arrivato un principe a cavallo sulla piazza di Tione con un mantello e tutti gli correvano dietro. Arrivato in cima a Brévine ha estratto una carta e uno della banda ha estratto la cornetta ed ha dato tre squilli. él Vècio - Lo sapevo che anche tu eri un po’ sognatore come me, ma non avrei pensato che proprio tu abbandonassi la tua la tua vecchia convinzione “dé stàr cói pé ’n tèra”!. Ma, a proposito: cosa c’entra “él tó sognàr” con la Comunità? él Bòcia - “Spèta, che vègno!”. Ti dicevo che, dopo che la tromba aveva suonato - il musicista era uno con i baffi che si chiamava Sandro - il principe ha cominciato a leggere la pergamena. él Vècio - Ma... “ghé ’nvègnt fò, o...”: ti sono rimaste sullo stomaco crauti e salcicce? él Bòcia - “Vègno!”. Dopo che la tromba aveva suonato, il principe ha cominciato a leggere la pergamena: «Le terre giudicariesi sono state scelte per le loro caratteristiche geografiche per un nuovo modello di autogoverno della montagna. Per questo dalle prossime elezioni cambieranno le istituzioni e il loro modo di essere elette e di governare». él Vècio - Stai ancora sognando? Ma la cosa mi pare che si faccia interessante: mi ricorda gli anni Cinquanta quando parlavamo di “Repubblica delle Giudicarie”. Conta, su, che comincia a piacermi… él Bòcia - Il Principe continuò: «Da oggi i Comuni dovranno essere le fondamenta della nostra regione. Sono abolite le elezioni provinciali e regionali per risparmiare i soldi e dare benessere a tutti».

él Vècio -“Ma questa l’è pròpi na roba sol da sognàr!”. él Bòcia - Aspetta che viene il bello del discorso: «I Comuni non potranno avere meno di millecinquecento abitanti». él Vècio - Beh, “questa l’è roba vècia”; ho trovato un documento pubblicato sulla Gazzetta di Trento del 1859 che già allora parlava di “Concentrazione dei Comuni”. él Bòcia - ”Ma ghé n’è amó”: «Si eleggeranno consiglieri e rappresentanti per ogni singola frazione. I consiglieri in proporzione agli abitanti e due rappresentanti di ogni singola frazione, qualora il Comune fosse composto da diversi paesi». él Vècio - Anche questa è una buona idea, specialmente in Giudicarie. Pensa che l’ultimo Comune di Comano Terme conta 21 “frazioni”, senza pensare a Spiazzo ed a Pieve di Bono. él Bòcia - Ma pensa che inoltre il proclama diceva ancora: «Il sindaco sarà eletto dal consiglio comunale. Basta dividere i paesi in bianchi e neri, guelfi e ghibellini, wighs e tory, fascisti e comunisti». él Vècio - Però, anche questo non sarebbe che un ritorno al passato. él Bòcia - “Ma ghé n’è amó”: «Saranno accentrati i segretari comunali, gli uffici tecnici, possibilmente ridotti a quattro che andranno a lavorare tutti nella Comunità di Valle. Ne basteranno quattro invece che gli attuali ventisette». él Vècio - Ho l’impressione che il tuo Povero Principe sia ben “illuminato” ma che rischi di farsi molti nemici. él Bòcia - Secondo me un Principe così avrebbe un bel coraggio giusto, perché farebbe quello che c’è da fare, per poi ritirarsi. él Vècio - È vero che il coraggio arriva quando non si ha più nulla da perdere. Ma questo che il Principe decida qualcosa di buono

to ancora una volta a fare il passo che dal bacino del fiume Chiese porta a quello del Sarca. La luna piena era ormai passata da qualche giorno e la festa dell’Assunta festeggiata, ancora una volta, nelle antiche Sette Pievi. Aveva fatto un sogno premonitore che lo aveva un poco turbato e doveva subito parlarne con il maestro: è soltanto uno di quei bei sogni, che faccio spesso anch’io. Tuttavia, continua che mi interessa. él Bòcia - Il proclama continuava: «Le case comunali rimarranno aperte in tutte le singole frazioni per fornire servizi agli abitanti. Così tutte le antiche “ville” rimarranno vive grazie alla vita delle singole frazioni, come era normale nelle antiche Pievi». Infatti tu mi hai sempre insegnato che la Pieve era il luogo della Chiesa in cui i cittadini (detti “vicini”) si riunivano, mentre la vita vera, quella produttiva si svolgeva nei centri abitati che costituivano le frazioni o meglio “ville”. él Vècio - Certo, era proprio così, e le Giudicarie erano suddivide in Sette Pievi, con sette pievani che oltre a provvedere agli aspetti religiosi dovevano anche amministrare le cose materiali, ossia “il bene comune”. Si potrebbe dire che in Giudicarie a cavallo del Mille si è vissuto attorno all’assetto della Pieve; poi, dopo il 1200 circa i vari centri abitati confinanti fra loro si sono riuniti nelle prime “Communità” con le Carte di Regola che segnano una prima forma di “amministrazione autonoma locale”. él Bòcia - Il Principe continuò: «Una volta formati i Comuni e votati i Sindaci , questi ultimi eleggeranno tra loro i consiglieri provinciali». él Vècio - Piano: spiegati meglio. Vorresti dire che non vi sarebbero più elezioni provinciali? E che i consiglieri provinciali uscirebbero dai consiglieri comunali? Sarebbe la volta che ci si libererebbe una volta per tutte dei partiti e dei politici di professione. Quelli che - secondo molti di noi hanno affossato l’Italia e…le Giudicarie. él Bòcia - Sì, esatto. I consiglieri che andrebbero a Trento, non dovrebbero essere più di 15 ed

entreranno nel consiglio provinciale eletti con un solo voto per Comune, per cui il voto del Comune di Tione vale come quello del Comune di Trento. Pertanto i consiglieri provinciali - o meglio regionali secondo il progetto di Mario Monti - che andranno a Trento saranno votati direttamente soltanto dai 227 Sindaci trentini. él Vècio - Beh! Mi pare che quanto il Principe ha sognato lo avevamo sognato anche chissà quanti altri! él Bòcia - Ma il mio Principe del sogno riteneva che fosse necessario che i consiglieri siano una emanazione dei Sindaci, per evitare i famosi veti a ritroso che oggi paralizzano la politica amministrativa e i mille viaggi dei Sindaci nei confessionali di Trento. Ti ricordi l’altra volta che li avevamo contati? Erano 214 tra consiglieri e amministratori che si bloccano uno con l’altro. Una situazione che fa perdere proprio la pazienza ai santi. él Vècio - Ma, senti un po’ tu e le tue fantasticherie; in una situazione del genere pensi che i Sindaci ubbidiranno poi ai loro consiglieri provinciali? el Bòcia – Ma ti pare che, adesso, ubbidiscono in barba alle norme che utilizzano nei loro progetti, fra le mille deroghe alle delibere provinciali? él Vècio - Mah, mi dai da

pensare. Certamente, a quel punto vi sarebbero i Sindaci eletti territorialmente che poi a loro volta eleggono un ente legislativo che identifichiamo nella provincia; ma poi, giustamente, rimane da amministrare il territorio! el Bòcia - Ricordati che il Principe non si è dimenticato niente. Il fine del sogno è proprio questo. A sua volta la Provincia identifica un amministratore, che invia come Presidente delle varie Comunità di Valle. La Comunità, a quel punto, sarà composta solo dal Presidente e dai suoi consiglieri che saranno “nominati” dal consiglio provinciale e non “votati” come rappresentanti di serie B. I Comuni rappresentano sono il riconoscimento territoriale, demandano alla Provincia gli incarichi legislativi e di programmazione economica (domani regionale) e le Comunità amministreranno le opere più importanti delle valli. Per quanto riguarda le città sopra i 15.000 abitanti la Comunità s’identificherà con la stessa città. él Vècio - Me pàr che le ròbe le se còmplica! Questo sogno mi sembra un’illusione. Vi saranno molti meno politici in giro; sì, e anche amministratori più responsabili, che saranno facilmente identificabili nel caso di errori o sbagli. Adesso in Comune ti dicono: « È colpa della

Provincia!»; e in Provincia: «È colpa della Comunità»; e in Comunità: «È colpa dei sindaci!». él Bòcia - Il mio Principe vedrebbe sia la Provincia che la Comunità come emanazione diretta dei singoli Comuni. Nessuno potrebbe campare più scuse e le competenze rimarrebbero molto più chiare e precise: i Comuni eleggono i propri rappresentanti, la Provincia legifera e la Comunità di Valle amministra il territorio, competenza per competenza. Dalla “piramide” dei veti incrociati alla linea delle “responsabilità” identificabili. él Vècio - Mi sembra una faccenda che rimarrà soltanto nei tuoi sogni! el Bòcia – Hai ragione. Infatti sul più bello è arrivato un tuono e mi sono svegliato in un bagno di sudore. Era un incubo o era un sogno? Questo ti volevo chiedere. Era un sogno irrealizzabile? él Vècio - Ho idea, “caro él mé bòcia, che stavòlta té à pròpi sol sognà...”. Ma, magari, forse i sogni, che non sono che desideri, non si realizzano... ma, a volte… E mentre él Bòcia scende le scale... sulle piante cominciano a ingiallire le prime foglie. A cura di Marco Zulberti e Mario Antolini


BUON RITORNO A SCUOLA!

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Famiglia Cooperativa

Le Famiglie Cooperative si impegnano nell’informazione ai consumatori, nella promozione di prodotti sicuri e buoni e nella valorizzazione dei prodotti locali di qualità. Nei nostri negozi le famiglie possono trovare un’offerta completa, con proposte attente anche alla salute e al benessere dei più piccoli. Con queste premesse, auguriamo ai nostri ragazzi un buon rientro a scuola, con la speranza di poterli accogliere, tra qualche anno, nei negozi della Cooperazione di Consumo come nuovi giovani Soci.

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SETTEMBRE 2012

Non solo minivolley ma anche Under 13, ovvero il primo livello di squadra giovanile (maschile e femminile) a cui possono partecipare i ragazzi e le ragazze nate negli anni 2000 e 2001. E qui grande importanza riveste per l’Associazione riuscire ad ampliare significativamente il gruppo maschile con il reclutamento di nuovi atleti per poter costruire un gruppo numerosoe dunque riuscire ad allestire squadre competitive e che sappiano creare quell’aggregazione e quella partecipazione indispensabili nello sport giovanile.

Al via una nuova stagione del volley giudicariese ASD Brenta Volley: minivolley e under 13, si espandono in Val Rendena

Con la conclusione del periodo estivo, riparte l’attività sportiva dell’ASD Brenta Volley, quest’anno ancora

Ecco di seguito la sintesi dettagliata dell’attività prevista: Attività di minivolley: (inizio verso fine settembre, per bambini/bambine di 3^, 4^ e 5^ elementare): · A Tione, il mercoledì dalle 17.00 alle 18.30, per Tione e paesi limitrofi; · A Spiazzo, in via di definizione, per i residenti della Val Rendena; · A Carisolo, il martedì dalle 17.30 alle 19.00, per bambini e bambine di Carisolo, Giustino, Massimeno e Pinzolo. · A prescindere dalla resi-

più impegnata data l’intenzione del Direttivo di ampliare l’attività del minivolley a tutto il territorio della Val Rendena (oltre naturalmente a Tione e paesi limitrofi). Ecco quindi l’invito a “fare pallavolo…dai gioca con noi!”, lo slogan con cui l’ASD Brenta Volley si propone ai futuri giocatori/trici di pallavolo, cercando di intercettare realtà territoriali sinora rimaste ai margini della proprio attività societarie e sportiva. denza, ciascuno potrà iscriversi al corso preferito sulla base anche di altri impegni (ciò per favorire la massima partecipazione). Attività Under 13 maschile: (rivolta a bambini nati ne-

XVII^ Edizione

Torneo Nazionale di Tennis Allianz-RAS a Storo Appuntamento ormai consueto dell’estate storese quello che si svolge presso i campi da tennis in località Piane con la disputa della XVII^ edizione del torneo nazionaOttima la partecipazione dei tennisti iscritti provenienti dalla Val del Chiese, da Trento, dalla Val Rendena, dalla vicina Valsabbia, dalla Val di Ledro e dalle sponde del Lago di Garda, per quello che oramai è considerato uno dei maggior appuntamenti tennistici delle Giudicarie. Dopo due settimane d’incontri intensi e combattuti, alle semifinali sono giunti, Luca Foresti (T.C.Ledro) class. 4.1 che ha sconfitto Fabio Fedrizzi (T.C.Tione) class. 4.2 con il punteggio di 6/2 6/3 Damiano Bertanzetti (T.C.Vobarno) class. 4.4 che ha sconfitto Gianfranco Ferrari (T.C.Nave-Brescia) class. 4.2 con il punteggio

le di tennis Allianz-RAS organizzata dal Tennis Club Storo e dall’agente di zona Luciano Tobaldi, riservato ai tennisti di quarta categoria e ai non classificati. di 6/4 7/6. Di fronte ad un folto pubblico attento e competente in una serata calda si affrontano sul manto in erba sintetica dei campi il Località Piane i due finalisti, il bresciano di nascita ma storese di adozione Damiano Bertanzetti e il ledrense Luca Foresti. Grande la soddisfazione per l’ottima riuscita del torneo, sia come partecipanti, qualità di gioco e di organizzazione, è stata espressa durante la cerimonia di premiazione dal presidente del Tennis Club Storo Vigilio Giovanelli (Tonela), da Luciano Tobaldi agente Alliaz-RAS Assicurazioni e dall’assessore allo sport del comune di Storo Dario Luzzani.

Sport gli anni 2000 e 2001, con avvio martedì 11 settembre): · A Tione, il Martedì dalle ore 18.30 alle 20.30 presso la Palestra Scuole Superiori; · A Tione, il Giovedì dalle ore 18.30 alle 20.30 presso la Palestra Scuole Superiori; Attività Under 13 femminile: (rivolta a bambine nate negli anni 2000 e 2001): · A Tione, giorni e orari in via di definizione (seguirà comunicazione a Scuola nei primi giorni). L’attività proposta sarà poi completata dalle squadre già avviate e porterà a partecipare ai seguenti campionati: · Under 14 femminile; · Under 16 femminile · 1^ Divisione femminile; · Under 15 maschile; · Serie D maschile; · Coppa Trentino Alto Adige (torneo precampionato). Per maggiori informazioni e iscrizioni potrete visionare nei prossimi giorni il sito internet www.brentavolley. it (seguirà comunicazione a Scuola nei primi giorni).

Guzzi, Lambrette e “vecchie glorie” in Piazza Battisti a Tione per il partecipato raduno

Un “rombo” d’epoca Tione si è svegliata un sabato mattina di agosto con un distinto rombo di motori che provenivano da piazza Battisti. Tutto merito dell’associazione “Non solo L’associazione “Non solo Guzzi” è nata da un gruppo di amici con la passione per le moto d’epoca, stessa matrice, amicizia e passione, per il Motoclub di Roncone, così i centauri trentini hanno collaborato per portare a Tione per il secondo anno consecutivo un raduno, dopo la buona riuscita della manifestazione dello scorso anno alla quale accorsero una cinquantina di centauri con i loro gioiellini. In occasione di questa seconda edizione sono arrivate a Tione una settantina di moto da strada risalenti agli anni ‘30, scooter storici e moto da cross d’epoca risalenti agli anni ‘60 e ‘70. C’è stato posto per tutte le diverse filosofie che animano questo mondo: i puristi dell’originale senza compromessi, al cento per cento, e coloro che invece amano vedere i bolidi storici sistemati e tirati a lucido. “Lo spirito della manifestazione - spiega Fabio Passardi, uno degli organizzatori - è quello di rievocare un po’

Guzzi” e del Motoclub Roncone, che hanno organizzato nel centro giudicariese un raduno di moto d’epoca, l’unico in regione.

la storia dell’industria italiana che in campo motociclistico è stata un’eccellenza”. Colorati e posseduti dallo spirito goliardico che anima tutti i motociclisti fin dalle origini, i centauri in sella a Guzzi, Vespe e Lambrette si sono ritrovati in piazza Battisti a Tione alle 9 del mattino di un sabato d’agosto per far ammirare i loro bolidi ai giudicariesi; verso le 10.30 una quarantina di piloti hanno iniziato un giro fra i comuni della Busa per

poi fare una puntatina a Lardaro, fermarsi per una pausa e una visita al forte, e ritrovarsi nuovamente in piazza Battisti, dove è stata distribuita una generosa porzione di polenta carbonera, verso l’una del pomeriggio. La giornata dei centauri è proseguita fin nel tardo pomeriggio, a scambiarsi trucchi e segreti su motori e cilindrate, fra una chiacchiera con i curiosi e una lustratina alla carrozzeria. Denise Rocca


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Sport

SETTEMBRE 2012

SporTione fa centro e il pieno di pubblico

La manifestazione si conferma grande festa di sport e aggregazione. Vince Pleù-Sivrè, secondo posto a Zuclo-Bolbeno L’edizione 2012 di SporTione, la seconda, fa il pieno di partecipanti e di pubblico e offre una cartolina di grande aggregazione davvero significativa, confermando il Centro di Sesena come polo sportivo di buon livello. La sfida, alla fine di nove giorni di competizione (dal 17 al 25 agosto) davvero “tirata”, se la aggiudica il Rione tionese di PelùSivrè, che stacca di 130 punti (1450 a 1320) la squadra di Zuclo-Bolbeno. A completare il podio la compagine di VilleCantes-Saline. La formula ha confermato la propria validità: otto squadre da 60-65 partecipanti (Ragoli, Preore e Montagne; ZucloBolbeno; Bondo-Breguzzo; Villa Rendena, Javrè e Verdesina; Saone; Brevine-Polin; Cantes Saline e Ville; Sivrè e Pleù) che si sfidano in tante discipline, le più diverse, dal calcetto all’atletica, fino alle new-entry bocce, briscola, tiro col fucile e beach tennis. In tutto oltre 500 partecipanti, di età comprese tra i 5 e gli 80 anni. Ottima la partecipazione di giovani, con tanti bambini che si sono divertiti nelle discipline a loro dedicate, come la gimcana, il calcetto e il minivolley e naturalmente i giochi di squadra a sorpresa finali, nei quali i veri protagonisti sono stati proprio i più piccoli: corsa coi sacchi, giochi d’acqua, momenti di gara sul tipo “giochi senza frontiere” i momenti più seguiti dai giovani. Tra gli episodi clou – senza che nessuno sport ce ne voglia - la grande serata di venerdì 24 agosto dedicata all’atletica, che ha riempito le tribune nonostante la concomitanza sempre a Tione dell’altrettanto affollata serata “bianca” con i negozi aperti e Beppe Braida in Piazza Battisti. Sulla pista del campo di Sesena si sono sfidati tanti atleti “nostrani”; nessun professionista, ma tan-

Davide Marchetti e il “suo” 11.66 nei 100

te abilità e preparazione che hanno messo in mostra prove combattute, come i 3.000 metri vinti da un ottimo Enos Salvadori di Pleù-Sivrè, che si è imposto su Roberto Buselli di Zuclo-Bolbeno (squadra che ha vinto la prova, grazie al quarto posto di Marco Zoanetti) e Kalemou Krippa. O, ancora, la bella finale dei cento metri con il davvero ottimo tempo di 11.66 del giovane Davide Marchetti (ZucloBolbeno). Ma anche i ragazzi del pentathlon non scherzavano, con una gara di grande impegno con 100mt, 1.500, lancio del peso, salto in alto e bicicletta, tutto in una serata. E ancora, nell’alto la bella vittoria di Carlo Ballardini di Pleù-Sivrè, con 1,70 mt.E, in-

La squadra vincitrice di Pleù-Sivrè - Foto Carlo Boni – Ponte Arche

di Tione, che – premiando assieme al sindaco Mattia Gottadi Alessadro Capella, capitano di Pleù-Sivrè - ha voluto ringraziare tutti i volontari che hanno contribuito alla riuscita di questi 9 giorni di festa, compresi Vigili del Fuoco e Atletica Tione, dando appuntamento a tutti per l’edizione 2013.

CLASSIFICA FINALE: 1-Pleù-Sivrè (1450 punti); 2- Zuclo-Bolbeno (1320); 3-Ville-Cantes-Saline (1160); 4-Villa-Iavrè-Verdesina (1090); 5-Brevine-Polin (1040); 6- Ragoli-Preore-Montagne (1030); 7- Bondo-Breguzzo (940); 8- Saone (720).

La gara di bicicletta a eliminazione - Foto Carlo Boni – Ponte Arche

fine, nell’ultima serata la suggestiva prova ad eliminazione in bicicletta che ha tenuto incollati sulle tribune tantissime persone: non è mancato un momento di suspance per una brutta caduta di Piergiorgio Parolari, portacolori di PleùSivrè, fortunatamente senza conseguenze gravi, ma anche per una gara davvero tirata che ha visto trionfare come lo scorso anni il forte Andrea Sini, di Villa-Javrè-Verdesina che ha battuto i due ottimi

portacolori della squadra di Saone nella volata finale. “Una manifestazione riuscita – ha detto durante la premiazione Roberto Zamboni, assessore allo sport del comune di Tione – che ha coinvolto e appassionato tante persone e ci dà molta soddisfazione”. Concetto espresso anche da Carlo Antolini, presidente dell’Us Tione e organizzatore della manifestazione assieme all’amministrazione comunale

GIORNALE DELLE GIUDICARIE (140x78) Lo sprint Finale - Foto Carlo Boni – Ponte Arche Settembre /2012

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Foto Carlo Boni – Ponte Arche

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Sport

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Tione, nuovi spogliatoi e una squadra da “Promozione”

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di Silvano Capella

I campionati di calcio sono iniziati domenica 2 settembre e presso il centro Sportivo Sesena, stanno per essere ultimati i lavori di costruzione dei nuovi spogliatoi, per

Dopo tanti piazzamenti c’è molta attesa attorno alla Prima squadra. Infatti. Negli ultimi 5 anni si è sempre piazzata nelle prime posizioni e quest’anno è pronta a tentare il salto di categoria in Promozione, grazie all’innesto di Foued, centravanti e goleador di esperienza acquistato dal Calciochiese e di Molinari proveniente dall’Alta Giudicarie, al ritorno dei nostri giovani promettenti Sauda

e Vultaggio che si son fatti le ossa lo scorso anno nel Comano e nella Condinese, e inseriti in una formazione già forte e collaudata affidata al trainer Diego Armanini subentrato lo scorso anno dopo un inizio stentato a Nicola Chiappani. Sono ormai troppi anni che a Tione si aspetta di avere una squadra forte all’altezza di un capoluogo di vallata e di uno stadio che è un vero gioiello con la moderna pista di atletica ed i nuovi spogliatoi. Ma la nostra politica è di coinvolgere soprattutto i giovani fin dalla più tenera età e di affidarli ad allenatori capaci e di esperienza come Giovanni Ghezzi, Tommaso Oss, Luca Nicolussi, Graziano Zoanetti, Beppe Defranceschi, Valter Melzani ed il sopracitato Diego Armanini della squadra maggiore. che li preparano non solo atleticamente ma soprattutto a comportarsi bene, ad essere corretti e leali sia con i compagni che con gli avversari.

sponsor che ringraziamo di cuore. Ai ragazzi che amano il calcio diamo la possibilità di cominciare con i primi calci a 6 anni e continuare fino ai 18-20 anni divertendosi, poi i migliori

e più dotati calcisticamente trovano nella prima squadra soddisfazioni personali dando a noi dirigenti la volontà di continuare vedendo che il lavoro serio è capace di dare un senso anche a

I nuovi spogliatoi a Sesena

noi. Il nostro motto è sempre stato poche chiacchere e tanti fatti. Faccio appello ai tifosi di seguire di più le squadre anche in trasferta, ed ai genitori di stare vicini

ai loro ragazzi accompagnandoli al campo, di portali in macchina durante le trasferte e di aiutare la nostra società in questa delicata fase della loro vita.

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Presidente Antolini, ci può parlare dell’attività della sua società in vista dei prossimi campionati? Volentieri. Come si può vedere i lavori dei nuovi spogliatoi sono praticamente ultimati e pronti ad accogliere gli atleti, è stato un grosso impegno finanziario interamente coperto dal nostro comune, che ha sempre un occhio di riguardo per lo sport, grazie anche all’assessore allo sport Roberto Zamboni, grande portiere e bandiera dell’US Tione degli anni 90. Uno sforzo che valorizza l’impegno della nostra società, che conta oltre 200 tesserati e ben 7 squadre:1° categoria, juniores, allievi, giovanissimi, esordienti, pulcini e primi calci, coinvolgendo oltre un centinaio di ragazzi seguiti da un gruppo dirigenziale preparato e competente che è stato appena rieletto per altri 4 anni.

fare una chiacchierata a 180 gradi sulle squadre di calcio del capoluogo giudicariese con il presidente dell’Us. Tione Carlo Antolini

Un impegno notevole, pensando agli oltre 200 tesserati da gestire? Tutto il movimento calcistico richiede un notevole impegno di volontariato ed economico che da anni viene affrontato sia dal comune di Tione, sia dalla Cassa Rurale Adamello Brenta, sia da un nutrito gruppo di

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La Posta

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LA POSTA

Ma è giusto che i “fuori corso” paghino di più?

Università: ci sono anche tanti casi di studenti lavoratori che non meritano di essere penalizzati Ho 23 anni, studio lingue all’Università di Trento e a settembre entrerò nel mio secondo e spero ultimo anno fuoricorso. Con grandi sacrifici mi pago da sola l’Università. Adesso leggo con disappunto che dovrei pagare di più perchè fuori corso, ma io, le assicuro, non sono né una bambocciona né una pigra, faccio quello che posso, e non sempre riesco a tenermi aggiornata come vorrei. Lavorare e studiare non è facile e la mia situazione, che non è solo mia, dovrebbe essere compresa e sostenuta, se non si vuole che alla fine riescano a laurearsi solo chi ne ha i mezzi economici, il diritto allo studio riguarda tutti. Gianna

Cara Gianna, tu poni un problema reale di non facile soluzione. Ma non c’è dubbio che se il governo aumenterà le tasse universitarie per gli studenti fuori corso e non per tutti, sarà un’ingiustizia, perché ci sono fuori corso e fuori corso e una diversificazione, comunque, la si deve fare. Pensiamo ai nostri ragazzi che sono distanti dalla sede universitaria: per uno di Trento frequentare l’Università è un po’ come continuare gli studi liceali, per un Giudicariese frequentare l’ateneo non è altrettanto semplice, i costi sono superiori e la possibilità di andare fuori corso è molto

maggiore, è giusto punirlo ulteriormente aumentandogli le tasse? Ma se il problema esiste, ed esiste, allora si studino sistemi perequativi che garantiscano a tutti lo stesso diritto allo studio limitandone i tempi di iscrizione. L’università non può essere l’ospizio dei giovani in attesa di lavoro o di altre scelte di vita, ma deve continuare ad essere la fucina delle nostre eccellenze. E allora che fare? Io punterei, per esempio, sui tempi: più si allungano senza giustificazione, più le tasse dovrebbero aumentare. Poi sul merito: uno che mantiene un’alta votazione, seppur lento nel procedere, non è certo un

Quei medici che non ti visitano nemmeno Alcuni professionisti hanno scordato il rapporto umano

Egr. sig. Amistadi, sono stato ricoverato in un ospedale di Trento per una brutta contusione alla testa. Un medico mi ha visitato con estrema freddezza, senza nemmeno guardarmi in faccia e parlando con i suoi collaboratori con monosillabi disinteressati. Sono rimasto amareggiato dalla scarsa considerazione dei medici verso i pazienti, credevo che almeno in Trentino, le cose fossero diverse. Paolo del Banale Da ex-presidente dell’USL di Tione, sono

sempre stato attento a come l’infermo veniva accolto ed assistito in un ospedale e debbo garantire che per quello di Tione, era ed è un orgoglio diffuso accogliere il paziente ed assisterlo nel migliore dei modi. Anche perché io sono dell’idea che i pazienti, come i clienti di un negozio, hanno sempre ragione. E’ una battuta, ma serve per sottolineare che da come si accoglie un paziente, soprattutto quelli occasionali, a volte vale metà della cura. Chi si sente male si aggrappa al medico come uno che sta per

annegare si aggrappa al salvagente. Una parola di conforto, un sorriso, il mettere a proprio agio chi soffre non sono nel mansionario del medico, ma sono preziosi quanto la migliore delle cure. Un medico che tratta i pazienti con distacco, può essere anche il numero uno, ma si squalifica da solo. Per fortuna non credo sia giusto fare di ogni erba un fascio, in Trentino ci sono ottimi medici che oltre alla preparazione ci mettono anche il cuore e questo è importante. (a.a).

fannullone e va premiato, o come in Francia, quattro anni fuori corso ed avvie-

ne l’espulsione. I modi per rimediar alla questione ci sono, basta saperci metter

mano con raziocinio ed equità, non sarebbe giusto che a subirne i contraccolpi fossero, come al solito, i più svantaggiati ed i meno abbienti. E’ però vero che in Italia il numero dei fuori corso è eccessivo e allora qualcosa bisogna pur metter in campo per spingere i nostri ragazzi a studiare di più. Con tutto il rispetto, questo dovrebbe valere anche per chi lavora. Io sono convinto che chi ha voglia di laurearsi può impiegare anche il doppio degli anni, ma non di più. Altrimenti vuol dire che il problema è un altro: la “poca voglia”. Adelino Amistadi

Diffidare dai professionisti della politica Nei primi giorni di agosto è apparsa sul giornale l’Adige un’intervista di Fravezzi, ex segretario UPT, che si è dilettato, come è suo costume, a fare il predicatore politico mettendo, di fatto, già le mani avanti demonizzando qualsiasi iniziativa politica che possa in qualche modo intralciare le sue aspettative future. In tale occasione se l’è presa, tanto per cambiare, con Grisenti reo, secondo lui, di lavorare “contro” e non per qualcosa e quindi ritenendo quello che sta facendo l’ex Assessore un qualcosa di negativo da accantonare senza esitazione. Detto ciò, mi sono convinto ulteriormente del “perchè” la politica è sempre più lontana dalla gente. Di come questi “dirigenti” del partito, o presunti tali, siano ancora convinti che basta una nuova formula politica per convincere gli elettori a credere che il loro è il progetto vincente. Rievocare nomi altisonanti (il polo degasperiano!!!) per riempire progetti politici ormai triti e ritriti e per dare una parvenza di cambiamento che in realtà non è altro che la riproposizione del vecchio del vecchio degli ultimi 15 anni. Ecco che allora l’importante per questi professionisti della politica è evitare che avanzino proposte diverse dalle loro in quanto rappresentano un ostacolo alla propria visibilità o ad una ipotetica propria elezione alle provinciali del prossimo anno. Questi signori non hanno ancora capito che qui non si tratta di fare un qualcosa “contro” o “per” qualcuno ma Progetto Trentino è un’iniziativa che è “per” il Trentino e “contro” chi ha allontanato la gente dalla politica portandola ai livelli odierni.

E’ necessario vivere la propria comunità quotidianamente e non “usarla” solo in prossimità delle scadenze elettorali inventandosi formule magiche senza senso, parlare con la gente, capire i problemi e soprattutto RISOLVERLI! Basta con le chiacchiere, è necessario rimboccarsi le maniche ed unire le forze per superare questa palude dentro la quale il Trentino sembra quasi essersi assuefatto. Basta con i professionisti della politica che pur di mantenere le proprie posizioni sono disposti a qualsiasi compromesso al ribasso....voltiamo pagina e costruiamo dal basso un progetto aperto a chi vuole bene veramente alla nostra bellissima terra! Massimo Caldera


Spazio aperto/lettere

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La risposta di Ettore Zini alla mail di un lettore sui costi di progettazione

Da alcuni mesi ormai, il Giornale delle Giudicarie viene distribuito in 15.450 copie a tutte le famiglie e le aziende delle Giudicarie con il servizio Postazone. Qualora non vi arrivasse, segnalatelo al postino della vostra zona.

Elisoccorso: il compenso del progettista

“Ho letto con molto interesse i suoi articoli sulla piazzola del soccorso dell’ospedale. Sia sul Trentino che sul Giornale delle Giudicarie. Raramente sui nostri giornali si leggono cose di questo genere. Mi devo complimentare con lei, anche se nei suoi pezzi non fa il minimo accenno agli scandalosi compensi che vengono dati ai progettisti. Una voce che incide moltissimo nei costi delle opere. Compresa questa, che a differenza di altre, non aveva problemi tecnici particolari. Mi piacerebbe vedere pubblicato qualcosa in merito e conoscere il suo parere. Non solo nel caso specifico. Ci sono persone che i soldi di un solo progetto non li vedono in tutta la vita. Le sembra giusto?” Gianmarco B.

Negli articoli sull’elisuperficie dell’ospedale di Tione, sono stato tacciato (potenza delle mail) di “aver tralasciato di dare – scrive Gianmarco B.( la prossima volta caro Gianmarco B. un po’ più di coraggio anche per il cognome) – ragguagli, anche per gli scandalosi compensi del progettista”. Da parte mia nessuna intenzione di sottacere un dettaglio importante dei costi di questa struttura. Per cui, fortunatamente dopo 6 anni si è arrivati ad utilizzare. Anche perché dati di questo genere, grazie a internet e alle leggi sulla trasparenza, sono un po’ dei segreti di Pulcinella. Eccoti quindi accontentato. I dati sono pubblici, consultabili sul sito della Provincia. E meritano di essere divulgati, soprattutto, perché aggiungono

un tassello di rilievo a una storia davvero emblematica sulla gestione della cosa pubblica. Accelerata nei tempi, solo dopo pressioni fatte dalla stampa. Tra cui questo giornale. Finora l’ingegner Massimo Dalbon, il progettista, ha percepito 305.153,53 euro, più altri 3.619,20 per la parcella relativa alla 4a variante. Quindi, circa 310.000 euro. Ma credo che le sue spettanze non finiscono qui. In quanto gli emolumenti finora percepiti, e deliberati dalla sanità trentina sono relativi a 1.489.877,93. Mentre il costo complessivo dell’opera, supera abbondantemente il milione e ottocentomila euro. Quindi per l’ingegnere progettista mancano, a spanne, compensi su altri 300 mila euro di lavori. I dati evidenziati finora sono relati-

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vi alla delibera dell’Azienda Provinciale Servizi Sanitari n. 764/2011 del 26.05.2011. Dove si evince anche l’iter esecutivo della struttura. Il progetto è stato commissionato dall’azienda Sanitaria Provinciale in data 1.01.2006. Costo presunto dell’opera: 866.288,11. Compenso pattuito per il progetto, al netto di oneri previdenziali: 151.322,06, in percentuale circa il 17,50 %. Il 3.01.2008 c’è una prima variante. Il costo dei lavori lievita a 1.055.347,57. E il compenso rideterminato in 203.484,36. A seguito dell’acquisto da parte della Provincia dei nuovi elicotteri Agusta (delibera Giunta Provinciale n. 588 del 16.03.2007) c’è la necessità di ampliare la superficie di atterraggio. Quindi di rivedere il progetto. Che, in due succes-

Questo spazio è aperto a tutti. Per richiedere la pubblicazione delle lettere scrivere a redazionegdg@yahoo.it. sive varianti, porta i costi dell’elisoccorso prima a 1.203.500,00. E poi a quasi un milione e mezzo. Con la parcella del progettista e direttore dei lavori che arriva ai 305 mila euro (21.11.2008). Gli ultimi sono spiccioli: 3.600 euro per la variante (la n. 4) relativa ad una rete di protezione a sbalzo, applicata dopo il sopraluogo dell’Aeroporto Caproni. Questo è quanto. Che cosa penso di questi compensi? Alla stregua del nostro lettore, penso che siano decisamente sopra le righe. Ma, perfettamente in linea, con il mercato e le tariffe dell’ordine degli ingegneri. Che, com’è noto,

impongono ai loro iscritti dei minimi. Calcolati percentualmente al costo dell’opera. Lei, carissimo Gianmarco B., o chi per lei, mi dice che ci sono delle persone che quei soldi non riescono a guadagnarli in tutta la vita. Le do perfettamente ragione. Ma purtroppo, fintanto che in Italia non ci sarà una vera liberalizzazione (questo è il vero nocciolo del problema), anche degli Ordini Professionali (ingegneri, architetti, geometri, avvocati, giornalisti ecc.) non dovremo meravigliarci di queste cose. Ettore Zini sector2011@libero.it

Un altro grande successo per l’edizione 2012 del “Defilè di una notte d’estate” Il tutto nasce da un’ idea di Meri Pollini nel 2008, in occasione dell’ Ecofiera a Tione (quell’anno aveva uno stand di prodotti biologici). Parlando con il responsabile del Consorzio Turistico maturò e propose qualcosa di diverso dalle solite manifestazioni: una sfilata. L’idea gli piacque molto e fin da subito si dimostrò disponibile alla realizzazione di questo nuovo progetto. Si decise quindi di proporre questa sfilata proprio in occasione dell’ Ecofiera, nel palazzetto del Tennis.

In quella prima edizione parteciparono una decina tra commercianti e artigiani...qualcuno supportò subito l’idea, altri si dimostrarono sulle prime un po’ scettici. Alla fine la sfilata ebbe comunque un successo enorme: sicuramente molte persone si trovarono letteralmente li per puro caso, volendo visitare l’ Ecofiera, vennero attirate dallo spettacolo che si era creato. Ad ogni modo tutti posti a sedere furono presto occupati e tutti rimasero entusiasti di questa nuova ini-

ziativa. Visto il grande successo, nel 2009 ci si ritrovò nuovamente, con la voglia di creare una manifestazione indipendente dall’ Ecofiera, e si decise di farla il primo giovedì di agosto (data che è stata poi mantenuta invariata negli anni a seguire) con il supporto del Comune e della ProLoco. Scopo della manifestazione è cercare di rilanciare turisticamente Tione, da sempre paese di botteghe artigiane e negozi. Anche in quell’occasione la manifestazione ebbe mol-

to successo e anno dopo anno il numero di richieste per la partecipazione di commercianti e artigiani aumentò. Ci si è resi conto dell’importanza dell’evento, come “vetrina” per mostrarsi, farsi conoscere, per mettersi in gioco di fronte ad un pubblico che negli ultimi due anni ha contato ben oltre 1000 presenze. Quest’anno, poi, nella riuscitissima serata, sono state premiate anche tre attività economiche, insignite del riconoscimento “Bottega Storica Trentina”: Cartoleria Antolini, Oreficeria

Gottardi e Macelleria Ballardini. Nel 2011 per volere del Comune nasce “Tione Attività Economiche” associazione che riunisce i Commercianti e gli Artigiani di Tione, con la volontà di realizzare iniziative promozionali ed eventi a Tione. Sono state realizzate per esempio lotterie premi a Natale e Pasqua (con biglietti distribuiti gratuitamente su ogni acquisto), la sfilata, quest’anno più riuscita che mai e la nuovissima iniziativa “Notti d’estate” con intratteni-

mento in piazza e la chiusura posticipata dei negozi alle ore 23.00; serate quest’ultime che hanno riscosso un enorme consenso tra le centinaia di persone che hanno potuto godere degli spettacoli e intrattenimenti che Tione ha saputo offrire in vari punti del lungo viale. Arrivederci dunque all’anno prossimo, dove nuove sorprese sono già in cantiere per arricchire le proposte dei Commercianti Tionesi. Aldo Gottardi

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Giornale delle giudicarie settembre 2012