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Giudi iudicarie

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iornale delle

MARZO 2017 - pag.

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Mensile di informazione e di approfondimento

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EDITORIALE

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ANNO 15 - MARZO 2017 - N. 3 - MENSILE

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FONDATO NEL 2002 - Distribuito da

Stop a ulteriori prelievi dai fiumi

Parola Gli enti territoriali firmano un documento congiunto contro la riduzione dei rilasci d’ordine: rottamare il Macroregioni rottamatore Biosfera: il territorio a misura di Uomo a Nord e Sud

A pagina 4

di Adelino Amistadi

Lo stucchevole scontro interno al PD ha veramente stufato, non perché ci sia stato lo scontro, ma perché non si sa su cosa. Un tira e molla incomprensibile dove l’unica cosa che ne esce è che dei problemi veri degli italiani non gliene frega niente a nessuno. Le cause del dissidio non sono chiare fino in fondo: Renzi, ex segretario, dice che si tratta di “ricatti”, la minoranza parla di responsabilità. Valli a capire. Una situazione che, per altro, sta andando avanti da anni, da quando Renzi è andato alla guida del PD e poi del governo. Continua a pag. 4

di Paolo Magagnotti

A PAGINA 5

Foto Fabio Parisi

Premiati aGhezzi I NOSTRI VIAGGI 2017 e Ferrari -

04-07 04-18 13-25 02-07 12-24 13-20 05-12

GIUGNO Fatima & Lisbona –Centenario delle apparizioni GIUGNO soggiorno Mare in pullman a Peschici (Puglia) SETTEMBRE Armenia & Georgia OTTOBRE San Vito Lo Capo e isola di Favignana (Sicilia) OTTOBRE California – tour completo con città & parchi A PAGINA 21 OTTOBRE Isola di Porto Santo –(Madeira) NOVEMBRE MSC Meraviglia- la nuovissima nave di MSC

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SALUTE “Dopo di Noi”: la Fondazione Piovanelli guarda al futuro. Pag. 18 CULTURA La lettera: la confortante bellezza della cultura. Pag. 39 ATTUALITÀ Principe di Ragada, la collezione firmata da Rody Mirri. A pag. 23

Il processo di unificazione europea avviato nel Secondo dopoguerra grazie alla lungimiranza e al coraggio di politici con grandi visioni per un futuro di pace e sviluppo, fra cui lo statista trentino Alcide De Gasperi, è stato retto inizialmente in termini praticamente esclusivi dagli Stati nazionali attraverso i loro governi centrali. Altri livelli istituzionali, fra cui Regioni, Province, Comunità autonome, Dipartimenti e Comuni non erano direttamente parte attiva del Progetto.

A pagina 22

Attualità

Alessandro Ceschi guida la Coop A PAGINA 6

Sanità

Tione: il Pronto soccorso raddoppia A PAGINA 29


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Rassegna Stampa

MARZO 2017

A cura della REDAZIONE

RASSEGNA STAMPA FEBBRAIO 2017

DALLE GIUDICARIE DALLAPROVINCIA

Debora Andreolli

Bolbeno - Tomba al III Trofeo La Contea - Il campionissimo Alberto Tomba è stato il testimonial del parallelo alle Coste di Bolbeno che ogni anno dà lustro alla piccola località sciistica trentina. Il campione ha incontrato i giovani sciatori di Bolbeno, ed è rimasto per tutta la gara consegnando infine le medaglie ai vincitori del parallelo Tione - Una vita da vigile urbano. Dopo 43 anni Augusto Gottardi va in pensione - Dopo oltre 43 anni di lavoro, di questi 38 passati alle dipendenze dell’amministrazione comunale di Tione di Trento, per Augusto Gottardi è arrivato il momento della pensione, dopo una lunga carriera nella Polizia Locale. Era il luglio 1979, quando venne assunto come “vigile urbano” di Tione dopo aver vinto il concorso e dopo aver svolto 3 anni di servizio militare nell’arma dei carabinieri. Ha vissuto anni di cambiamento delle istituzioni, delle amministrazioni comunali e del ruolo e della figura del vigile urbano. Nel 2007 con la creazione della Polizia Locale delle Giudicarie ha messo a disposizione la sua esperienza e la sua conoscenza del territorio, in qualità di agente anziano era considerato come un punto di riferimento da tutti i colleghi attualmente in servizio. Esteriori - Bando per Interventi sul Territorio, il Ceis in aiuto di enti no-profit per lo sviluppo di determinate iniziative. Le domande di contributo entro il 31 marzo - Dopo la grande richiesta di sussidi per il 2016, anche quest’anno il CEIS (Consorzio Elettrico Industriale di Stenico, che provvede a irrorare di energia tutto il territorio delle

Giudicarie Esteriori) ha deciso di erogare, tramite il “Bando per Interventi sul Territorio”, un contributo ad enti no-profit per lo sviluppo di determinate iniziative. “I destinatari degli aiuti -si legge nella nota pubblicata dal sito internet del consorzio- saranno Enti, Associazioni, Comitati o altre forme di aggregazione purché non aventi scopo di lucro e, salvo casi particolari, non potranno mai essere persone fisiche.” Con questa scelta, l’organo intende privilegiare le varie realtà associative presenti sul territorio, con la preminenza ovviamente ai Comuni forniti dal CEIS. “Gli interessati -continua la nota- dovranno presentare la domanda compilata in ogni sua parte entro venerdì 31 marzo 2017. Durone - Bar Ristorante Passo Durone, pubblicato il bando di affitto. Si parte da 26 mila euro l’anno - A sei anni dalla sua apertura il Comune di Bleggio Superiore ha indetto una nuova asta pubblica per aggiudicare la gestione del Bar Ristorante Passo Durone. Il bando comunale, firmato dal sindaco Alberto Iori, ricorda che tale affidamento prevede anche lo svolgimento dell’attività di affittacamere di due stanze poste nel medesimo edificio. Il canone annuo a base dell’asta è fissato nella cifra di 26.000 euro; le offerte

dovranno pervenire presso gli uffici comunali entro mezzogiorno del 7 marzo 2017. Lago di Idro: accordo tra Trentino e Lombardia su gestione acque, turismo e viabilità. A Tione la firma Lombardia e Trentino vedono nel lago di Idro un’opportunità turistica e di sviluppo del territorio ed è per questo motivo che è stato sottoscritto l’accordo per la valorizzazione del bacino. La firma è avvenuta a Tione, presso la Comunità di valle delle Giudicarie, ed ha visto la partecipazione dell’assessore all’ambiente Mauro Gilmozzi per la Provincia autonoma di Trento, e del sottosegretario alla presidenza Ugo Parolo (Regione Lombardia) e Provincia di Brescia. “L’intesa .- come spiega l’assessore Mauro Gilmozzi - fissa le nuove regole per l’utilizzo dell’acqua del lago di Idro, la costruzione di opere idrauliche, un percorso ciclopedonale e il collegamento in galleria con Valvestino. Trentino e Lombardia hanno lavorato insieme per risolvere nel suo complesso questioni che riguardavano in prima istanza la qualità della vita della popolazione locale, legate essenzialmente al lago e alla viabilità, ma anche a monte con la produzione dell’energia elettrica e a valle con l’utilizzo delle stesse acque per l’irrigazione delle aree agricole”.

8 marzo, festa della Donna. Auguri!

All’ex Italcementi il polo espositivo di Trento - Il nuovo polo espositivo di Trento, che sostituirà il CTE, sarà realizzato presso l’area ex Italcementi. Lo prevede il programma di attività 2017-2019 di Patrimonio del Trentino. Il costo stimato per l’intervento è di circa 3,6 milioni di euro. Nell’operazione che riguarda il polo espositivo sono coinvolti anche l’Università e il Comune di Trento. In base agli accordi è prevista la cessione, attraverso la società controllata Trento Fiere, dell’ex CTE all’Università, ricevendo in permuta Piazzale Sanseverino, che dovrebbe essere ceduto al Comune in cambio di altre partite immobiliari di interesse di Patrimonio del Trentino. Nello stesso accordo è prevista la realizzazione del nuovo polo espositivo di Trento. L’investimento sarà realizzato con risorse di Patrimonio del Trentino che rientreranno grazie ad un contratto di locazione che sarà pagato con le azioni che il Comune di Trento detiene ad oggi in Trento Fiere. I terreni agricoli incolti? A disposizione nella Banca della Terra - Via libera dalla Giunta provinciale ai criteri e modalità di costituzione della Banca della Terra, l’inventario dei terreni pubblici e privati incolti che i proprietari mettono temporaneamente a disposizione di quanti ne facciano richiesta per rimetterle in produzione. “La finalità di questo strumento, previsto dalla legge 15/2015 sul governo del territorio - spiega l’assessore all’agricoltura Michele Dallapiccola - è quella di contemperare fenomeni di abbandono e mancata coltivazione, maggiormente evidenti nelle aree marginali del territorio e concorrenti alla riduzione delle potenzialità produttive rurali e al degrado paesaggistico, con l’esigenza di facilitare il reperimento sul mercato fondiario di superfici per l’avviamento di nuove imprese agricole, con un conseguente ricambio generazionale, o il consolidamento delle imprese agricole già esistenti. Può essere un’opportunità anche per molti giovani che, anche se non sono figli di agricoltori, intendono dedi-

carsi all’agricoltura o all’allevamento”. La prima cosa da sapere è che per terreno agricolo abbandonato o incolto si intende un terreno, suscettibile di coltivazione (tra questi rientrano anche le aree di neocolonizzazione da parte del bosco sui quali è documentabile un’attività di sfalcio, pascolo o coltivazione negli ultimi dieci anni) che non siano stati destinati a uso produttivo da almeno tre annate agrarie. Chi intende coltivare i terreni inseriti nella Banca della Terra, presa visione degli elenchi pubblicati, contatta direttamente il comune territorialmente competente al fine di avere i dati anagrafici del proprietario delle particelle fondiarie interessate, al fine di un rapporto diretto fra le parti. Turismo in Trentino: il 2016 migliore anno di sempre - Superati i 5,7 milioni di turisti con 914mila pernottamenti in più, dicono le prime stime di gennaio 2017. Una sostanziale stabilità negli arrivi (- 0,1 %) e una crescita delle presenze (+ 1,4 %). Sono le prime indicazioni di massima, in attesa dei dati a consuntivo, del movimento turistico in Trentino relativo al mese di gennaio e al settore alberghiero e complementare elaborate dall’Istituto di Statistica della Provincia di Trento. L’avvio della stagione 2017, caratterizzata per altro da assenza di neve, è all’insegna di una ripresa del mercato italiano, in crescita sia nelle presenze che negli arrivi, mentre per quanto riguarda gli stranieri si registra una flessione (- 5,8 %) negli arrivi, compensata dalla crescita delle presenze (+ 3,4 %). A trainare la crescita delle presenze turistiche nel settore alberghiero sono in particolare gli ambiti di Campiglio, Paganella, Sole e Fiemme, mentre un segno negativo arriva da val di Fassa e San Martino. Nel report dell’Istituto di Statistica anche i dati definitivi del 2016, l’anno migliore di sempre per il turismo trentino. Alpeuregio Summer School: iscrizioni aperte fino al 7 aprile - Dal 3 al 13 luglio 2017 nella Rappresentanza comune

dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino di Bruxelles si svolgerà l’Alpeuregio Summer School. Si tratta di un programma di alta formazione per 30 giovani laureati che si propone di approfondire la conoscenza delle istituzioni e delle politiche europee e permette agli studenti di crearsi dei contatti e avere informazioni sulle possibilità di lavoro nelle istituzioni europee. I relatori sono prevalentemente alti funzionari dell’Ue che terranno, perlopiù in inglese, lezioni su storia dell’integrazione europea, profili istituzionali e procedure decisionali dell’Unione europea, mercato interno e forniranno informazioni generali sull’attività di lobbying nelle istituzioni europee. Il termine per presentare le domande di partecipazione è il 7 aprile. I 30 partecipanti verranno selezionati sulla base dei risultati accademici e del percorso di studi con riferimenti europei. Il corso è gratuito ma i partecipanti dovranno provvedere autonomamente al vitto e all’alloggio. Il bando e il programma dell’Alpeuregio Summer School sono stati pubblicati nella homepage della Rappresentanza comune della Regione europea Tirolo-Alto AdigeTrentino a Bruxelles. Euregio: 1 milione di euro per l’insediamento di nuove imprese - Cooperazione transfrontaliera, marketing territoriale, sinergie per sfruttare al meglio i finanziamenti europei. Questi i temi al centro dell’incontro a Palazzo Widmann fra il presidente della Provincia di Bolzano, nonché assessore all’economia, Arno Kompatscher, e i due assessori all’economia di Tirolo e del Trentino, Patrizia Zoller-Frischauf e Alessandro Olivi. Per perseguire l’obiettivo i Länder Tirolo, Alto Adige e Trentino hanno messo a disposizione un budget di circa un milione di euro per i prossimi due anni e mezzo a favore dei rispettivi servizi alle start-up. Di questi, 752.000 euro ritorneranno nelle casse delle amministrazioni dei tre territori grazie programma Interregionale Austria-Italia dell’UE.

Sfoglia il Giornale delle Giudicarie su www.giornaledellegiudicarie.it Si ricorda che è possibile sfogliare il Giornale delle Giudicarie sul sito www. giornaledellegiudicarie.it aggiornato ogni mese con le notizie più importanti che accadono in Giudicarie.


MARZO 2017 - pag.

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Primo Piano

MARZO 2017

Nel 2009 la Provincia chiese ai grandi derivatori un rilascio di 4,8 litri al secondo per chilometro quadrato, innalzando fortemente la soglia del Dmv che nel resto d’Italia ha un valore che si attesta attorno ai 2 litri per chilometro quadrato. Oggi la giunta provinciale, in ottemperanza ad un’indicazione che era contenuta già nei provvedimenti del 2009, ha siglato un accordo con Hydro Dolomiti Energia per la diminuzione dei rilasci. Questo il contendere che vede su fronti diversi gli amministratori giudicarlesi e quelli provinciali, pur se va detto che la Provincia con l’assessore Gilmozzi si è mostrata, dopo la gaffe iniziale di siglare una delibera senza consultarsi con i territori, aperta al passo indietro e al dialogo mancato, con un mea culpa arrivato a stretto giro di telefonate dopo i primi incontri sui territori. In ogni caso, il “no” giudicariese alla diminuzione dei rilasci di acqua nei fiumi della vallata è stato ribadito in un documento siglato in Comunità delle Giudicarie - ma anche dai due Bim e dal Parco - che, con diplomatica fermezza, chiude la porta ad ulteriori prelievi. La richiesta, alla fine della pagina e mezza del documento, è molto chiara: “Sospendere gli effetti dell’accordo approvato annullando le previsioni di ricalibrazione dei rilasci dei Dmv dai

L’accordo Pat - Hydro Dolomiti Energia prevede meno acqua nei fiumi

Giù le mani dai fiumi

Gli amministratori locali firmano un documento contro la riduzione dei rilasci di acqua di Denise Rocca Dmv sta per Deflussi Minimi Vitali, una sigla che i giudicarlesi hanno imparato a conoscere negli anni, legata all’utilizzo dell’acqua dei fiumi locali, in particolare la Sarca e il Chiese, per la produzione di energia idroelettrica. La questione ruota attorno a questo che indica quel quantitativo di fiumi Sarca, Chiese e Palvico mantenendo gli attuali livelli”. Il territorio – sindaci, Comunità delle Giudicarie, Parco Adamello Brenta, Bim del Chiese e Bim del Sarca - dice no all’accordo fra Provincia e Hydro Dolomiti Energia per un maggiore sfruttamento idroelettrico dei corsi d’acqua giudicariesi. “Un atto responsabile e rispettoso dei rapporti istituzionali che riconosce l’impegno della Provincia autonoma di Trento nel corso dell’ultimo decennio per tutelare l’ambiente naturale e per favorire lo sviluppo sostenibile – scrivono in apertura gli amministratori - ma che afferma nel contempo un chiaro indirizzo delle comunità locali in merito allo sfrut-

tamento idroelettrico dei fiumi”. Ergo, uno spazio per dire qualcosa sulla gestione dei propri fiumi lo vogliono anche gli amministratori locali e l’analisi della situazione attuale è lontana dalle conclusioni provinciali: “I corsi d’acqua del nostro territorio

acqua che deve necessariamente essere rilasciato, a valle di un opera di presa, per garantire ed assicurare la sopravvivenza delle comunità biologiche acquatiche, la salvaguardia del corpo idrico e in generale di tutte quelle attività che riguardano il fiume, dalla pesca all’irrigazione. buito in maniera omogenea, persistendo fattori di criticità lungo alcuni tratti dell’asta principale e degli affluenti. Questo risultato parziale non può essere considerato un traguardo raggiunto, quanto piuttosto un nuovo punto di partenza”. Insomma, dagli attuali livelli si deve partire, non ridurli: si parla di “grave perdita di qualità degli elementi dell’ecosistema fiume in termini di qualità dell’acqua, di mantenimento dei valori naturalistici ed ittici, di capacità autodepurativa oltre che di qualità paesaggistica, con una conseguente perdita di valore in termini di qualità della vita con ricadute negative di carattere socio-economico e turistico”. Anche

hanno raggiunto, ad oggi, un livello di qualità ecologica, ambientale e paesaggistica più elevato rispetto al passato. Si tratta di un risultato positivo, dopo molti decenni di degrado e di depauperamento della risorsa idrica quand’anche non distri-

per il futuro, proseguono gli amministratori: “Si ritiene che i quantitativi degli attuali deflussi debbano rappresentare il livello di base della trattativa in previsione della messa a bando e/o rinnovo delle concessioni sulle grandi derivazioni”. Il documento si chiude con “l’auspicio che la Giunta provinciale vorrà assicurare un migliore coinvolgimento della Comunità, dei Sindaci, dei Presidenti del Consorzio BIM del Sarca e del Chiese e degli amministratori locali sulle tematiche attinenti la gestione delle risorse naturali e del territorio, rimaniamo a completa disposizione per qualsiasi chiarimento”. Come a dire, nei toni pacati propri del dialogo democratico e istituzionale, la prossima volta che si pensa di toccare paesaggio e ambiente conviene prima parlarne con i rappresentanti delle comunità locali per evitare flop come la rimodulazione dei Dmv.

L’EDITORIALE di Adelino Amistadi

Continua dalla Prima Ed è davvero singolare che proprio Bersani, l’agente neanche troppo segreto dell’ “intelligente” D’Alema, abbia continuato a gridare fino all’ultimo: “Fermati Matteo...” dopo tre, quattro anni di vera e propria guerra politica contro l’ex premier ed ex segretario del PD. Una guerra incomprensibile, fatta di continui rimandi, marce avanti e marce indietro, come in questi ultimi giorni: voglio il congresso, no, il congresso no, le elezioni oggi, domani, o mai più, niente gli va bene di quanto fa il Governo, solo e sempre comunque perché lui e i suoi nostalgici compagni non sopportano Renzi, violando le regole e la civile convivenza dentro un partito fatto di minoranze e di maggioranze le cui decisioni vanno sempre rispettate. A ben vedere tutte le iniziative, le scelte, le proposte di quanti avversano Renzi, sono apparse ispirate ad un unico obiettivo: quello di costringere Renzi alla resa, rendendogli la vita impossibile e rispedirlo a casa. L’unico vero obiettivo dei suoi oppositori, parliamoci chiaro, è quello di “rottamare” il “rottamatore. Così, in un momento storico particolarmente difficile sia sul piano nazionale, sia sul piano

Parola d’ordine: rottamare il rottamatore

internazionale, che richiederebbe da parte della politica un grande sforzo di elaborazione di idee, programmi e progettazione per il futuro, si preferisce concentrarsi in una sterile bega di potere, di poltrone e di rivalsa. Intendiamoci, che in un partito ci si affronti con durezza, non è motivo di scandalo, anzi, potrebbe essere un segno di vitalità, purché lo scontro avvenga sulle idee, sulle scelte da prendere per rendere un miglior servizio al Paese. Ma nello scontro che sta per chiudersi drammaticamente nel PD, non ravviso nulla di ciò. Soltanto l’ansia di far fuori un uomo scomodo per loro...s’intende. Ma questa non è politica. E così si è giunti alla scissione, nonostante gli sforzi e i tentativi per mantenere il Partito unito. Bersani, Rossi, e Speranza hanno annunciato l’uscita dal Partito e già pensano

a costituire una nuova forza politica di ex comunisti, forse non del tutto consapevoli che il loro popolo, quello delle bandiere rosse, se n’è andato da tempo e già milita negli sparuti partitini della sinistra estrema. D’Alema, naturalmente, ha ben altro a cui pensare, impegnatissimo com’è a girare il mondo per i suoi impegni culturali e politici: se ne starà fuori a godersi il casino che ha creato al suo odiato ex segretario, ma tutto sommato i fuggitivi, che sembrano calare di giorno in giorno, sono soddisfatti perché sono riusciti a scaricare Michele Emiliano che sembra abbia deciso di non andarsene per restare a creare problemi a Renzi, evitando così di crearne ai compagni che stanno costruendo la nuova casa. Non è la prima volta che avvengono scissioni nella sinistra italiana dopo la scomparsa

del PCI, sia nel PDS, DS, Olivo e PD, ogni tanto qualcuno se n’è andato minacciando sfracelli. Ma nessuna scissione ha portato fortuna ai fuggitivi. Guardando agli ultimi 40 anni di litigi interni alla sinistra, si può tranquillamente tirare una conclusione attestata: tutti i rami staccatisi dal tronco principale si sono gradualmente seccati nel tempo e spariti. E questo per due motivi, almeno credo. Il primo è anagrafico: l’invecchiamento sia dei dirigenti scissionisti, sia dei loro elettori, nostalgici di un mondo che non c’è più. Il secondo motivo, invece, riguarda l’offerta politica: al di fuori della pura demagogia nostalgica, nessuno, ma proprio nessuno dei “scissionisti” ha saputo né proporre alle giovani generazioni qualcosa di diverso dal nostalgico welfare sovietico, né formulare soluzioni ori-

ginali in materia di lavoro, nuova occupazione, di fronte ad una globalizzazione che sta stravolgendo le regole degli ultimi cento anni. Facile predire quindi che ben presto Bersani, D’Alema, a braccetto con Vendola, Pisapia e via dicendo, finiranno nei calderoni delle bolle di sapone. Anche perché di populismo neocomunista nessuno sente ormai un gran bisogno. Di populisti in Italia ce ne sono fin troppo, ultimamente sono sugli altari attori ben più rodati: Grillo, Salvini, la Meloni ecc. ecc. Ce ne sono più che a sufficienza. Così l’Italia, che avrebbe bisogno di stabilità e riforme, affonda, galleggiando pericolosamente da almeno dieci anni. Ritorna alla mente la nave da crociera Concordia che rimane la sua immagine più appropriata. Tutti in bilico, nessuna seria prospettiva, tutti

pronti a colare a picco con morti e feriti. Anche perché gli altri non sono certo più affidabili del PD. A destra litigano Berlusconi e Salvini sulla leadership, primarie e non primarie e via di seguito. Nei Cinque Stelle sembra di essere in un pollaio: espulsioni, fughe, cacciate e sorprese quotidiane. Il resto dei partiti è minutaglia da non prendere in considerazione. Così noi affondiamo mentre i nostri politici ballano. Con il lavoro che manca, i servizi che scarseggiano, i diritti che si perdono in un infinito chiacchiericcio televisivo, tra incompetenze, improvvisazioni e demagogia. Abbiamo ballato tutti i balli del mondo ma, ora che stiamo per affondare, speriamo che arrivi qualcuno a gettarci un canotto di salvataggio. Le speranze sono ormai al lumicino, ma la speranza è sempre l’ultima a morire.


Primo Piano

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Nominati Tavolo di indirizzo e Comitato Esecutivo per il progetto Unesco

Un’opportunità chiamata Biosfera Non vincoli, ma sviluppo economico per il territorio Alpi Ledrensi e Judicaria di Filippo Lenzerini Il 9 Giugno 2015 il territorio denominato “Alpi Ledrensi e Judicaria” è stato riconosciuto dall’UNESCO, (l’agenzia delle Nazioni Unite per la Scienza, la Cultura e l’Educazione) Riserva di Biosfera nell’ambito del programma “Man and Biosphere (MaB) – Uomo e Biosfera”. Di fatto questa porzione di trentino, tra il Garda e le Dolomiti del Brenta, entra a far parte di una rete internazionale di 669 eccellenza mondiali (14 in Italia), territori in cui vivono comunità che si contraddistinguono per aver saputo mantenere nei secoli un rapporto sinergico ed equilibrato con il proprio ambiente ed essere intenzionate a proseguire in tale direzione attuando modelli di sviluppo sostenibile nel presente e nel futuro. La biosfera è, infatti, l’insieme della dimensione naturale e di quella antropica, integrando quindi la tutela della biodiversità di un territorio, con la valorizzazione della cultura e delle tradizioni delle comunità che lo vivono. Non dobbiamo farci ingannare dal nome “Riserva di Biosfera”, questo riconoscimento non apporta nessun vincolo aggiuntivo, ma anzi prende atto e valorizza le politiche di tutela già esistenti. Il termine “riserva” non deve, in questo caso, essere inteso negativamente, ovvero come il “luogo dei divieti”, ma nella sua accezione positiva, ovvero il luogo dove si custodiscono i valori, ciò che ci è più caro: in fin dei conti anche il vino migliore lo chiamiamo riserva. Il programma MaB, ai più meno noto del programma Heritage che individua i “patrimoni mondiali dell’Umanità”, è tenuto molto in considerazione dall’UNESCO che negli ultimi hanno ha posto lo sviluppo sostenibile al centro della propria mission, quale

strumento fondamentale per il perseguimento della pace tra i popoli. Emblematica è la frase di Irina Bukova – segretario generale dell’ONU – all’ultimo congresso MaB tenutosi nel 2016 in Perù: “mentre con il programma Heritage l’UNESCO intente preservare i valori che l’umanità ha saputo esprimere, con il programma MaB sosteniamo i luoghi in cui l’umanità può ancora creare nuovo valore”. Il riconoscimento MaB UNESCO non è quindi da intendersi come un “marchio di qualità territoriale” che certifica le performance di chi se ne fregia, ma anzi, intende premiare l’ambizione di un territorio e di una comunità verso il miglioramento, la crescita, la tensione allo sviluppo sostenibile. Questo riconosci-

Foto Fabio Parisi

mento non genera risultati immediatamente quantificabili, ma apre a significative opportunità, in primis quella dell’internazionalizzazione valorizzando le attrattività specifiche delle Alpi Ledrensi e Judicaria, sottolineando, ad esempio, la valenza strategica della vocazione per le attività outdoor, veicoli preferenziali per la conoscenza e l’approfondimento dei valori della Riserva di Biosfera, e accrescendo il potenziale delle produzioni agroalimentari e della gastronomia, elementi centrali del rapporto uomo-biosfera in questo territorio. Nel fare ciò sarà fondamentale anche sviluppare e valorizzare l’integrazione con gli altri riconoscimenti UNESCO presenti all’interno della Riserva di Biosfera e vicina ad essa, proponen-

dosi come “destinazione UNESCO trentina”. Il riconoscimento del 2015 è quindi da considerarsi un punto di partenza, non un traguardo, la Riserva di Biosfera della Alpi Ledrensi e Judicaria ha ora davanti a sè un percorso ambizioso per poter cogliere a pieno le importanti opportunità offerte dal riconoscimento MaB. Il primo passo è stato recentemente compiuto, con l’istituzione degli organismi che guide-

Filippo Lenzerini

ranno la governance della Riserva di Biosfera (Tavolo di indirizzo e Comitato esecutivo), a breve dovrà essere definito il Piano di gestione che individuerà le strategie di sviluppo sostenibile specifiche di questo territorio e di queste comunità, elencando anche una “banca progetti” a cui tutti i soggetti che operano nella Riserva di Biosfera potranno far riferimento per orientare il proprio operato e per contribuire, ciascuno

secondo le proprie competenze e possibilità. Perché le opportunità offerte dal programma MaB UNESCO si concretizzino sarà fondamentale la capacità di fare rete, a tutti i livelli, non solo connettendo maggiormente i vari territori che compongono la Riserva di Biosfera, ma anche sviluppando progetti che interessano contemporaneamente i diversi ambiti socio-economici che caratterizzano il territorio e le comunità delle Alpi Ledrensi e Judicaria (agricoltura, turismo, cooperazione, volontariato,…). In questo percorso la partecipazione delle comunità e di tutti gli attori locali è infatti fondamentale per il buon esito di una Riserva di Biosfera, non solo in fase decisionale, ma anche e soprattutto, in fase attuativa. Nel programma MaB UNESCO il protagonismo degli enti pubblici, delle imprese, delle associazioni, delle comunità che vivono ed operano nella Riserva è la chiave vincente, perché la riserva di Biosfera non è un’istituzione calata dall’alto, la Riserva di Biosfera siete voi. Filippo Lenzerini, titolare di Punto 3 s.r.l., esperto di marketing territoriale, segue lo sviluppo di diverse Riserve di Biosfera italiane e coordina il corso di formazione “Fare turismo nella Biosfera UNESCO Alpi Ledrensi e Judicaria” promosso dall’associazione “Pro-ecomuseo dalle Dolomiti al Garda”

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Cooperando

MARZO 2017

Alessandro Ceschi direttore della FederazioneTrentina della Cooperazione “Bisogna essere bravi a convincere il socio che a stare con te ne deriva un effettivo vantaggio” Dott. Ceschi, congratulazioni innanzitutto. Quale è stato il percorso che ha portato alla sua nomina? La selezione è partita con l’invio del mio curriculum al selezionatore incaricato dalla Federazione della Cooperazione. Dall’invio di quella email è iniziato un percorso caratterizzato da colloqui telefonici, colloqui in video conferenza, incontri a Milano e qui a Trento, con diverse persone, dai consulenti specializzati nella selezione di personale fino al consiglio di Presidenza di Federcoop. Un processo di selezione, che ho scoperto solo dopo, ha visto 79 persone sia trentine che non, proporre la propria candidatura. La selezione è avvenuta per fasi che hanno visto passare da 79 a 26 gli aspiranti candidati, poi da 26 fino a 3 e infine la scelta che è ricaduta sulla mia persona. La mia percezione è che la profonda conoscenza del territorio che ho avuto la possibilità di maturare durante i 18 anni di direzione del Consorzio dei Comuni Trentini sia stata un elemento importante e per certi versi necessario per tale posizione, vista la capillare presenza sul territorio della cooperazione. Oltre a questo sicuramente le similitudini, le caratte-

I

di Alberto Carli

n un pomeriggio di fine febbraio, qualche giorno dopo la conferma da parte del Consiglio di Amministrazione della Federazione della Cooperazione della nomina di Alessandro Ceschi a Direttore Generale, parliamo della sua nuova nomina e del suo nuovo impegno nel mondo della cooperazione. ristiche comuni tra le due organizzazioni, intendo il Consorzio dei Comuni e la Federazione della Cooperazione che rimandano sia a un ruolo istituzionale, di rappresentanza della compagine sociale da una parte e dall’altra alla capacità di strutturare ed erogare servizi.

no nella fase iniziale del mio mandato, concentrami sul riuscire a convincere i dipendenti e i soci del movimento, che l’aria di insicurezza che soffia in questo peridio possa essere superata e si possa lavorare con ottimismo verso un rilancio della Federazione e del suo ruolo.

La Federazione come azienda dovrà, prevalentemente in virtù della riforma del credito ma non solo, ridefinire l’assetto organizzativo e fare i conti con una diminuzione delle entrate sia relativamente ai servizi che alle quote sociali. Quale è la sua visione e in che modo intende sopperire alla diminuzione delle entrate? Sicuramente, almeno nel primo periodo, mi dedicherò a capire bene come funzione l’azienda Federazione, individuare le potenzialità e le aree di sofferenza per poter avere un quadro preciso e poter prendere le decisioni del caso. Alcuni elementi sono però abbastanza chiari: occorre investire nella erogazione dei servizi a

Lei proviene da una lunga esperienza di direzione di un organo pubblico e dovrà ora confrontarsi con una azienda che tutela e rappresenta un sistema di imprese. Seppur con un’articolazione in termini di rappresentanza simile al Consorzio dei Comuni Trentini da cui lei proviene. Crede che troverà delle difficolta a muoversi in questo terreno? Certamente da una parte mi ha dato un’enorme soddisfazione il fatto che un soggetto privato come la Federazione della Cooperazione abbia scelto come direttore una persona che proviene sì da una società privata (il Consorzio Comuni ha caratteri privativi) ma comunque partecipata dall’ Ente Pubblico.

Alessandro Ceschi

favore dei soci. Del resto, con sempre più difficoltà si aderisce a un organizzazione di tutela e rappresentanza come la Federazione, cosi come ad un Consorzio solo per il fatto di esserci. Oggi bisogna essere bravi a convincere il socio che a stare con te ne deriva un effettivo vantaggio. In passato la funzione di direttore della azienda Federazione e quella di dirigente cooperativo, nel senso di rappresentanza politico-istituzionale,

sono stati spesso convergenti. Ritiene che seguirà anche lei questa impronta? L’impronta che è stata data durante la selezione e i primi contatti avuti con il Presidente Fezzi evidenziano che l’esigenza primaria è di occuparsi dell’azienda Federazione. La parte politico istituzionale la vedo meglio collocata sul Presidente, sul Consiglio di Presidenza o sui Consiglieri di Amministrazione. Io mi ritengo un tecnico e credo fondamentale, alme-

Ritengo che l’aver scelto il direttore del Consorzio dei Comuni Trentini è la conferma che il sistema pubblico o “pubblico allargato” trentino, ha saputo e sappia esprimere professionalità che possono andare oltre quella squisitamente pubblica. Dall’altra la preoccupazione di dare in mano le redini a una persona che viene dal quel percorso può sollevare qualche perplessità. Ma su questo sarà mio compito riuscire a convincere tutti con i risultati. La Cooperazione Trentina ha come elemento distintivo l’aggregazione di tutti i settori (credito, consumo, agricoltura, lavoro, servizi, sociale e abitazione), crede che sia opportuno rafforzare le sinergie? Sicuramente si. De resto anche il Presidente Fezzi nel suo intervento di insediamento ha fatto riferimento all’esigenza di investire sulla capacità del sistema cooperativo di fare rete. In tal senso sono convinto che qualche investimento su questo fronte possa e debba essere fatto, del resto mai come in questo contesto la sinergia crea un valore più grande della somma dei singoli elementi.


Economia

MARZO 2017 - pag. DA GIOVEDÌ 9 A SABATO 18 MARZO 2017

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Attualità

MARZO 2017

La filiera trentina del legno in mostra a Verona Accanto ad Arca, anche un gruppo di studenti dell’Enaip di Tione Conferma la sua natura di scuola professionale con un intenso contatto con il mondo del lavoro locale e lo spirito esplorativo di uscire dai confini regionali il Centro di Formazione Professionale ENAIP di Tione che ha partecipato a febbraio – l’appuntamento si ripete ormai da

qualche anno - alla fiera “Legno&Edilizia” di Verona, evento di grande rilevanza nel settore del legno per costruzione. Assieme all’Enaip tionese sono scesi a Verona anche rappresentanti di Arca, il sistema di certificazione per edifici con struttura portante in legno made in Trentino, che

hanno presentato un articolato progetto scientifico e formativo sulle tematiche del legno e della certificazione. E’ la costruzione di uno stand in legno ad aver occupato studenti e insegnanti del Settore Edile e Carpenteria dell’Enaip tionese: quest’anno gli studenti giudicariesi si sono cimentati nella realizzazione di 250 mq di stand diviso in quattro aree espositivo-tematiche (edilizia, tetti e coperture, pavimenti ed infissi) nell’intento di valorizzare ed esporre al pubblico della fiera i possibili utilizzi del legno in campo edilizio. All’interno dello stand anche un angolo dedicato al riscaldamento a pellet e a legna. Per i

Bikelight al Guetti: pedalando si impara… e si ricaricano le batterie

ragazzi l’occasione della partecipazione all’evento fieristico veronese è stato un momento di prova di un’attività nel “mondo reale” fuori dalle mura, per la scuola locale una vetrina della preparazione e delle abilità degli studenti che si specializzano nella filiera del legno a Tione.

Iscrizioni scolastiche 2017/2018: ecco i dati definitivi L’Ufficio Innovazione e Informatica del Dipartimento della Conoscenza ha reso noti i dati delle iscrizioni alle prime classi delle scuole del primo e del secondo ciclo d’istruzione (scuola primaria, secondaria di I e II grado) e alle istituzioni formative provinciali e paritarie della provincia di Trento, per l’anno scolastico 2017-2018. Si tratta dei dati definitivi relativi alle iscrizioni effettuate dalle famiglie, in modalità cartacea e on line, entro la scadenza del 6 febbraio 2016, rilevati poi tramite l’inserimento nell’Anagrafe unica degli studenti del Dipartimento della Cono-

scenza. Nell’anno scolastico 2017/2018 gli iscritti sono 5.162 al primo anno della primaria, 5.403 alla secondaria di primo grado, 4.282 alla secondaria di secondo grado, 1276 alla formazione professionale. Il totale degli iscritti alle scuole superiori (formazione professionale compresa) sono 5.558, in linea rispetto allo scorso anno. Un significativo calo, di 321 iscritti, si segnala nelle iscrizioni al primo anno della primaria, segno anche del forte calo demografico che il paese sta vivendo ormai da qualche anno. Per quanto riguarda le scel-

te dei ragazzi si registra una leggera diminuzione degli iscritti ai percorsi di istruzione secondaria di secondo grado da 4.311 a 4.282. Per quanto riguarda i licei si registra un aumento degli iscritti al liceo linguistico e al liceo scientifico opzione scienze applicate, un calo invece per il liceo artistico. Stabili le iscrizioni agli istituti tecnici e formazione professionale. In calo le iscrizioni nei settori alberghiero e della ristorazione, mentre si registra un aumento delle iscrizioni nei settori acconciatura ed estetica e delle produzioni, lavorazioni industriali e artigianali.

NUMERO ISCRITTI AL PRIMO ANNO PER ORDINE SCOLASTICO ORDINE PRIMARIA SECONDARIA DI PRIMO GRADO SECONDARIA DI SECONDO GRADO FORMAZIONE PROFESSIONALE TOTALE

2017/2018 5162 5403 4282 1276 16123

2016/2017 5463 5382 4311 1283 16439

2015/2016 5378 5530 4189 1355 16452

DIFFERENZA -301 21 -29 -7 -316

%

2015/2016 696 982 158 333 117 415 598 414 95 0 188 14 56 109 14 4189

DIFFERENZA -14 -31 -13 -15 18 33 -13 58 -1 12 -44 -5 -3 1 -12 -29

%

DIFFERENZA 16 -29 6 8 -26 0 -5 -1 6 -5 -5 28 -7

%

-5,51% 0,39% -0,67% -0,55% -1,92%

DETTAGLIO ISCRITTI SECONDARIA DI II GRADO

Dallo scorso gennaio, all’Istituto Guetti sono comparse delle curiose biciclette montate su rulli, simili a quelle usate in allenamento dai ciclisti, equipaggiate con un piccolo dispositivo che ricorda il caricabatterie di uno smartphone. Il mistero delle singolari apparizioni in un istituto scolastico è presto svelato: si tratta del Progetto Bikelight, ideato e promosso dalla docente di scienze naturali Daniela Cason. La filosofia di questo pro-

getto si fonda sull’educazione all’ambiente e a un uso più consapevole dell’energia, e per farlo si invitano i ragazzi a “pedalare” su queste biciclette che, funzionando come una dinamo, ricaricano tramite un apposito dispositivo il proprio smartphone in modo pulito. E anzi, anche salutare! L’iniziativa è molto giovane, eppure molto ben organizzata: ogni utilizzo delle due biciclette disposte all’interno dell’Istituto Guetti viene mo-

nitorato e i risultati raccolti in un apposito registro, per poter disporre un domani di dati sufficienti a valutare le potenzialità di questo “esperimento”. Intanto, vinta la timidezza iniziale, gli studenti si avvicinano sempre più a questi “caricabatterie”, spinti anche da un po’ di sana competizione: la classe che avrà prodotto più energia in questo modo sarà infatti premiata. Allora, tutti in sella, e che vinca il più…verde! A.G.

CORSO DI STUDI BIENNIO SETTORE ECONOMICO BIENNIO SETTORE TECNOLOGICO LICEO CLASSICO LICEO DELLE SCIENZE UMANE LICEO DELLE SCIENZE UMANE OPZIONE ECONOMICO SOCIALE LICEO LINGUISTICO LICEO SCIENTIFICO LICEO SCIENTIFICO OPZIONE SCIENZE APPLICATE LICEO SCIENTIFICO SEZIONE A INDIRIZZO SPORTIVO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE DELLE SCIENZE APPLICATE BIENNIO LICEO ARTISTICO SEZIONE COREUTICA SEZIONE MUSICALE SERVIZI SOCIO - SANITARI ARTI AUSILIARIE DELLE PROFESSIONI SANITARIE - ODONTOTECNICO TOTALE

2017/2018 696 976 184 366 129 441 560 496 104 12 178 15 42 74 9 4282

2016/2017 710 1007 197 381 111 408 573 438 105 0 222 20 45 73 21 4311

-1,97% -3,08% -6,60% -3,94% 16,22% 8,09% -2,27% 13,24% -0,95%

-19,82% -25,00% -6,67% 1,37% -57,14% -0,67%

DETTAGLIO ISCRITTI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE CORSO DI STUDI ACCONCIATURA ED ESTETICA ALBERGHIERO E DELLA RISTORAZIONE BIENNIO ABBIGLIAMENTO BIENNIO ALLEVAMENTO, COLTIVAZIONI, GESTIONE DEL VERDE BIENNIO AMMINISTRATIVO E COMMERCIALE BIENNIO ANIMAZIONE TURISTICO SPORTIVA BIENNIO GRAFICO BIENNIO LEGNO BIENNIO SANITARIO E SOCIO-ASSISTENZIALE BIENNIO TRASFORMAZIONE AGROALIMENTARE LAVORAZIONI INDUSTRIALI E ARTIGIANALI ARTISTICHE PRODUZIONI, LAVORAZIONI INDUSTRIALI E ARTIGIANALI TOTALE

2017/2018 174 348 59 43 115 25 61 63 15 10 32 331 1276

2016/2017 158 377 53 35 141 25 66 64 9 15 37 303 1283

2015/2016 209 389 53 52 145 24 60 58 21 13 0 331 1355

10,13% -7,69% 11,32% 22,86% -18,44% 0,00% -7,58% -1,56% 66,67% -33,33% -13,51% 9,24% -0,55%


Attualità

MARZO 2017 - pag.

#sindaCHIAMO: un whatsApp al sindaco

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A Pieve di Bono il nuovo servizio di comunicazione diretta coi cittadini Nelle intenzioni del primo cittadino del comune di Pieve di Bono-Prezzo, esplicate sul volantino di presentazione, il nuovo servizio si affianca e non sostituisce il tradizionale e preferibile contatto personale o la comunicazione tramite “e-mail”, ed è a disposizione dei censiti per segnalare e/o ricevere notizie e informazioni utili in tempo reale, interagendo direttamente con il Sindaco e con i suoi collaboratori. #sindaCHIAMO è attivo nelle due direzioni, permettendo da una parte al cittadino di chiedere informazioni sull’attività amministrativa e sui servizi comunali, ricevendo in tempi rapidi risposta diretta o indicazioni per ottenerla, consente di segnalare necessità, guasti (ad esempio all’acquedotto, strade, illuminazione,

P

uò la tecnologia contribuire a ridurre la distanza tra il cittadino e l’amministrazione pubblica? Crede in questo il sindaco Attilio Maestri, che, con l’obiettivo di favorire la comunica-

zione da e con il cittadino, dal 1 febbraio 2017 ha attivato la nuova modalità di contatto #sindaCHIAMO, con l’uso della messaggeria istantanea del popolare “Whatsapp”.

servizi), suggerimenti, notizie che interessano l’amministrazione o di interesse pubblico che si vogliono pubblicizzare tramite il sito o la pagina Facebook del comune. C’è anche la possibilità di aggiungere immagini o altre indicazioni puntuali che possano aiutare a migliorare l’attività degli amministratori e del personale comunale. Dall’altra parte permette al cittadino di ricevere notizie di pubblica utilità oppure sui servizi, iniziative, incontri, manifestazioni organizzate sul territorio comunale. Il tutto sempre e solo tramite messaggio, in quanto il numero non è abilitato

a fare o ricevere chiamate voce. Per registrarsi al servizio, inviando al numero 3293779483 (salvato nella propria rubrica con il nome #sindaCHIAMO) il messaggio “#news SI”, seguito da nome e cognome del richiedente. Non verranno prese in considerazione richieste di iscrizione prive di generalità o segnalazioni anonime. Il servizio è gratuito e non si stratta di un “gruppo” in cui tutti gli aderenti al sevizio possono interagire tra di loro come accade normalmente nell’uso più popolare della messaggeria istantanea, si basa invece sul servizio “broadcast” di Whatsapp, quindi nome e numero rimarranno in contatto solo con quello del servizio e permarrà invisibile agli altri partecipanti.

A Campo Lomaso sopravvive il supermercato Un accordo fra “Brenta - Paganella” e “Fiavè” per salvare il punto vendita della piccola frazione di Comano Terme Dal 1 marzo è iniziata una nuova gestione nel punto vendita, cosiddetto periferico se vogliamo chiamarlo con un gergo che è ormai diventato famigliare, di Campo Lomaso, a Comano Terme: dietro al bancone ad accogliere i clienti c’è ora Franco Bellotti, dipendente della Famiglia Cooperativa di Fiavè. Si tratta infatti di un passaggio di testimone e di gestione fra la Famiglia Cooperativa Brenta Paganella e quella di Fiavè: “Si tratta di mantenere il punto vendita nella frazione – spiega Crescenzio Zambotti, presidente a Fiavè – in uno spirito cooperativistico e per noi, rispetto alla Brenta Paganella, è più semplice anche solo per le distanze”. A metà febbraio l’incontro

fra i soci, le Famiglie e il sindaco di Comano Terme Fabio Zambotti, soddisfatto dell’accordo fra le due cooperative della vallata: “Di solito si presentano da me perché ci sono problemi – commenta il sindaco Fabio Zambotti - stavolta i due presidenti sono venuti da me già con la soluzione in mano e questo mi fa piacere, come vedere che fra consorelle coop si riesca a collaborare con lo spirito giusto. Ringrazio la Brenta Paganella per il valore che hanno portato nella comunità di Campo e auguro alla coop Fiavè di proseguire bene”. Il primo cittadino ha parlato di “ultimo treno per questo piccolo ma importante negozio, ai soci l’invito a sentirlo proprio e sostener-

lo”. Un invito a dare semplici suggerimenti o fare richieste arriva invece da parte del presidente della coop fiavetana Crescenzio Zambotti: “Ho chiesto ai soci che siano al nostro fianco e ci diano una mano con consigli o richieste, sicuramente se sono nelle no-

stre forze cercheremo di soddisfarle. Sicuramente partiamo con tanta buona volontà”. Dal punto di vista economico, per la coop Fiavè la gestione del piccolo punto vendita fornisce un altro sbocco commerciale senza aggravi particolari di spesa: “E’ un negozio che fa circa 170mila euro di

fatturato, in calo come tutte le realtà di questo tipo. Non è un affarone, ma per noi può essere una boccata di ossigeno – ha spiegato Zambotti - perché riusciamo a gestirlo col personale attuale, quindi avere delle vendite in più senza aumentare le nostre spese. Spero che riusciremo

a dare un servizio alla comunità senza aggravare il nostro conto economico”. Lo stabile, come fu anche per la Brenta Paganella, è di proprietà comunale, a disposizione in comodato d’uso gratuito. Per soci e clienti del punto vendita lomasino rimarranno uguali gli orari – aperture mattutine, 6 giorni alla settimana - cambierà soprattutto il volto dietro al bancone: Patrizia, che dall’apertura nel 2000 del punto vendita era il volto amico e sorridente che li accoglieva, andrà in un altro dei punti vendita della coop Brenta Paganella e porterà con sé i tanti apprezzamenti che i suoi clienti e i soci le hanno riservato alla notizia del cambio di gestione. D.R.


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Attualità

MARZO 2017

Rivoluzione amministrativa e strategica nell’ente che guida il turismo in Rendena

L’Apt si fa una e trina Presidente, la notizia è passata in sordina sui quotidiani, ma a gennaio è successo qualcosa di clamoroso. Una novità assoluta. Provi a spiegarci cosa è successo. Appena eletto ho toccato con mano la complessità dell’attività svolta dalla azienda, che si trova coinvolta a gestire, a confrontarsi e a controllare una serie di iniziative, attività e impegni molto importanti e spesso con logiche differenziate. Per me la nostra organizzazione deve saper rispondere in modo operativo, snello, capace, a tutte queste esigenze. Come è nata questa decisione? Ci leggo un rafforzamento notevole della presidenza a fronte del depotenziamento sostanziale della direzione. Quello che mi è venuto spontaneo pensarlo lo ho condiviso con il comitato esecutivo, in cui ho trovato estrema competenza, apertura e capacità di dialogo. Devo ringraziare quindi gli altri membri, il presidente degli albergatori Anna Maturi, quello del consorzio operatori turistici Cecilia Maffei, il direttore delle funivie di Campiglio Fran-

di Enrico Gasperi Adriano Alimonta, cinquant’anni il prossimo 14 marzo, è alla guida della società cardine delle strategie turistiche di una delle zone più vocate a questo settore del Trentino. Una presidenza emersa a sorpresa (lui dice “per caso”), d’equilibrio tra le parti, concretizzata dopo sei mesi di schermaglie a giugno 2016. Un uomo pratico, abituato a divincolarsi tra questioni concrete. Guida alpina, 16 anni alle Funivie di Campiglio come responsabile delle piste, in segui-

to consulente per la preparazione e l’organizzazione del settore tecnico-sportivo della coppa del mondo di sci a Campiglio e in giro per l’Europa, attualmente presidente del soccorso alpino trentino. Di questi giorni la prima novità introdotta nel suo mandato: l’organizzazione dell’Apt subisce una svolta, il direttore perde la sua carica di uomo solo al comando e vengono costituite tre distinte aree di competenza.

Adriano Alimonta

cesco Bosco e il sindaco di Pinzolo Michele Cereghini. Il nostro elaborato è stato presentato e approvato all’unanimità dal Cda e la nuova struttura è operativa dal 9 di gennaio di quest’anno. Non abbiamo fatto altro che svincolare il

direttore dai molti impegni organizzativi e di responsabilità, per dargli in mano la sua area di vocazione esclusiva. Allo stesso tempo vorremo essere virtuosi dal punto di vista amministrativo, impeccabili nella gestione delle risorse,

Denise Rocca nuova coordinatrice redazionale del nostro Giornale Sostituisce Roberto Bertolini

Dopo 11 anni il collega Roberto Bertolini lascia il coordinamento redazionale del nostro Giornale per impegnarsi in altri ambiti. Nel corso di questi anni Roberto oltre a svolgere funzione coordinatrice ha prodotto molti articoli ed ha svolto inchieste di particolare interesse Roberto Bertolini per la nostra comunità. Per quanto ha fatto ratrice che con numerogli siamo tutti grati, au- si articoli caratterizzati gurandogli successi nei da rigore nella ricerca suoi nuovi impegni. e stile nella presentaA sostituirlo è stata zione ha raccontato e chiamata Denise Rocca, interpretato in maniera nostra storica collabo- equilibrata la comunità

Denise Rocca

giudicariese. A Denise un grazie per aver accettato l’incarico e un caro augurio per il nuovo impegno. Paolo Magagnotti

perfettamente trasparenti, efficienti, anche per rispetto nei confronti di chi ci finanzia. Quindi avete creato tre aree distinte e “indipendenti”? Vorrei precisare indipendenti ma anche, ovviamente, interdipendenti. L’esigenza era quella di portare all’interno dell’organizzazione operativa una certa capacità di rispondere alle esigenze di cui parlavo prima. Non un sistema verticistico quindi, con un direttore che si deve occupare di tutto, ma la creazione di un’area amministrativa, sotto la guida di Massimo Collini, di una che si occupa dell’aspetto commerciale e del marketing, guidata da Giancarlo Cescatti, e una che dovrà produrre e coordinare eventi e accoglienza, coordinata da Matteo Bonapace. Questo per permettere a ciascuno di avere compiti specifici, di focalizzarsi soltanto sul proprio obiettivo, per essere più qualificati a rispondere alle rispettive esigenze, certamente senza dimenticare una logica collaborazione tra i comparti, lo sviluppo di sinergie interne per la massima valorizzazione dell’attività. La teoria non fa una grinza, ma credo comporterà

una sua presenza assidua. Un po’ di dati attuali per darci un’idea della dimensione dell’azienda? Senza dubbio il comitato di gestione avrà un impegno maggiore. Per quanto riguarda i numeri, a oggi l’Apt ha 23 dipendenti e ricavi per 5 milioni di euro. Le entrate si originano per circa 1/3 da contributi provinciali, il 15% proviene da risorse di enti locali (comuni e comunità di valle) e circa la metà dalle attività proprie (commerciale, sponsorizzazioni, attività sul territorio).

del futuro prossimo? Importante, visto che chiediamo sacrifici agli operatori turistici, è la determinazione a realizzare servizi turistici che possano comprendere tutto l’ambito, mettere in condizione la bassa valle di migliorare l’ospitalità , cercare una vocazione turistica più estiva e family, alloggi che possano usufruire di mobilità, punti info, estendere i contenuti della card turistica; in pratica collegare meglio le realtà dell’ambito, pur mantenendo le differenze, ma facendolo vivere nella sua interezza, costruire un percorso con all’interno un’offerta per avere una stagionalità più prolungata, aumentando quindi le settimane che portano reddito, migliorare magari anche la qualità del turista invernale, provando a penetrare con decisione i mercati di Germania, Austria, Svizzera, dei paesi scandinavi e americani, per portare clientela con capacità di spesa superiore. La clientela che ha permesso agli altoatesini di avere una stagionalità ampia e di successo Già. Serve una mano importante anche da trentino marketing e dall’assessorato per dare senso alle eccellenze del Trentino, Riva del Garda, Campiglio, Canazei, per fare degli esempi. Sono convinto che i brand importanti siano quelli che portano benessere e indotto a tutte le località.

Obiettivi? Vogliamo che l’ente sia sempre più aperto nei confronti dell’esterno, anche mettendo disposizione consulenze e forme di collaborazione con pro loco e comitati temporanei locali, appoggiandoli con forme di comunicazione, gestione, sostegno anche economico e operativo, coordinando per evitare concorrenza e sovrapposizioni. Un’azienda che vuole dare una mano a 360 gradi, costruire un asse di rapporti, scambi e iniziative che possa dare significato all’ambito, importante dal punto di vista turistico, caratterizzato da forti differenze.

Un esempio? Sull’estate c’è spazio più ampio, non possiamo più accontentarci di lavorare sei mesi all’anno su 12. Stare in cordata con la val di Sole e con il Garda è diventato un obbligo: dobbiamo mettere in collaborazione queste tre apt per creare una sinergia, insistere sulle eccellenze Garda - Dolomiti. A partire da Bikeland, percorsi di mountain bike, downihill, cross, da commercializzare e proporre dalle apt unite di queste zona, per esportare il successo della bike del Garda da noi e per estendere il territorio di successo di questa iniziativa.

In pratica, quali sono le iniziative fondamentali

E non finisce qui… Certo che no.


Attualità

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Il Consigliere Mario Tonina ottiene garanzie per la diffusione sul territorio

La banda ultralarga in tutto ilTrentino “È sempre più necessario” ha sostenuto Tonina “poter garantire a tutti e ovunque la larghezza di banda che l’evoluzione dei servizi sempre di più richiede, anche per non marginalizzare ulteriormente vaste aree del Trentino già svantaggiate a causa della particolare morfologia del nostro territorio”. La richiesta di poter garantire una maggiore velocità di connessione è particolarmente importante se pensiamo anche alla necessità che hanno sia i Comuni che sono nati da processi di fusione negli ultimi anni, sia quelli che, dall’inizio di quest’anno, hanno l’obbligo di gestire tutti i servizi in forma associata. I Comuni nati da processi di fusione e anche quelli

In occasione del Consiglio provinciale di febbraio, il consigliere giudicariese Mario Tonina, ha presentato un’interrogazione per conoscere che sono in gestione associata, hanno infatti previsto l’accentramento della maggior parte dei servizi e quindi l’infrastruttura dedicata alla loro gestione deve essere adeguata. Ma anche per tutte le scuole, le aziende e i privati cittadini è sempre più necessaria una connettività all’altezza delle richieste, visto che ci può far superare i limiti orografici dei nostri territori periferici. Il consigliere Tonina ha anche chiesto informazioni riguardo alla situazione della connessione per le istituzioni scolastiche trentine e quali azioni e interventi sono previsti per superare

lo stato di attuazione del progetto di diffusione della banda ultralarga in Trentino.

Il consigliere provinciale Mario Tonina

le criticità presenti sul territorio provinciale per le istituzioni ed enti pubblici in generale oltre che per i

privati. Secondo il consigliere Tonina sarebbe opportuno organizzare degli incontri informativi nelle

diverse Comunità di Valle sullo stato del progetto di infrastrutturazione telematica del Trentino per illustrare lo stato dell’arte, far presente le criticità che ancora ci sono e stabilire la tempistica degli ulteriori lavori di adeguamento. In risposta, l’assessore Mauro Gilmozzi ha illustrato le azioni che documentano la creazione e l’ammodernamento delle infrastrutture presenti in provincia che hanno l’obiettivo di agevolare l’erogazione di servizi sempre più evoluti nei confronti dei cittadini, delle imprese e della pubblica amministrazione e si

è impegnato a programmare degli incontri. Replicando, Tonina si è detto soddisfatto e ha dichiarato che le azioni elencate dall’assessore sono strategiche e importanti poiché documentano la creazione e l’ammodernamento delle infrastrutture telematiche. Proprio a seguito dell’interrogazione è stato previsto un incontro in Comunità delle Giudicarie che avrà luogo nel mese di marzo, per informare su ciò che è stato realizzato finora e per raccogliere eventuali richieste allo scopo di realizzare, ove possibile, ulteriori interventi per quanto riguarda la diffusione del progetto di infrastrutturazione in banda ultralarga del Trentino.

Prosegue l’attività del Comitato Busa Pulita

Qualità dell’aria nella Busa: i numeri dell’Appa Solleva l’allarme sulla qualità dell’aria il Comitato Busa Pulita, nato per impedire l’arrivo di un biodigestore in valle, e ora impegnato nella sensibilizzazione della popolazione sui temi dello smaltimento rifiuti nella tutela dell’ambiente. La serata informativa del gennaio scorso presso la sala consigliare del Comune di Tre Ville, proposta dal Comitato e tenuta

dal professore Gianni Tamino - docente di biologia generale e di fondamenti di Diritto Ambientale presso l’Università di Padova -, ha messo in evidenza dati allarmanti sugli inquinanti presenti nell’atmosfera della Busa di Tione, con una forte criticità nella frazione di Saone. Dai dati della rilevazione dell’Appa (Agenzia Provinciale Protezione Ambiente) del

mese di febbraio – marzo 2008, Saone è in zona “rossa” con un valore di 272 (con indice di riferimento maggiore di 200 è superato più del doppio il limite per almeno un inquinante) e Tione non è da meno con un valore di 184 in zona “arancione” (con indice di riferimento maggiore di 100 è superato il limite per almeno un inquinante). La direttiva europea

è molto chiara e dice: “l’Unione Europea boccia i cogeneratori a biomassa (solide, liquide, gassose) dove la Direttiva Aria risulta violata, la Commissione europea bacchetta l’Italia e invita le autorità competenti ad imporre tutte le misure di attenuazione nel rispetto della Direttiva Aria 2008/50/CE”. All’interrogazione presentata il 3 aprile 2013

da Andrea Zanoni, eurodeputato veneto, il Commissario Ue all’Ambiente, Janez Potočnik risponde: «Nell’autorizzare nuovi impianti di combustione, le autorità competenti in Italia dovrebbero prendere nella dovuta considerazione l’impatto sulla qualità dell’aria e imporre tutte le opportune misure di attenuazione, in particolar modo se l’in-

stallazione degli impianti è autorizzata in aree che già superano i valori limite fissati per la protezione della salute umana dalla Direttiva 2008/50/ CE». Nel frattempo il comitato prosegue con la sua attività di sensibilizzazione e ha inoltrato ai comuni delle Giudicarie la richiesta per la raccolta firme contro la realizzazione dell’impianto di biodigestione. C.S.


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Economia

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Angela Merkel propone l’Europa a due monete

Il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha subito posto la questione dei problemi economici prioritari rispetto a quelli del quadro politico e della fine prematura della legislatura. Ci si sta rendendo conto che il debito impedisce l’erogazione di ulteriori investimenti a pioggia senza un’analisi attenta del ciclo economico e dei settori che effettivamente sono in espansione e in grado di riportare alla crescita l’economia italiana. Le tensioni al rialzo sui tassi d’interesse, il nuovo modello economico con il ritorno delle industrie nei singoli ambiti nazionali impostato dalla nuova presidenza di Donald Trump, pongono alla politica come prioritario il problema del debito collocato come un masso sul binario della ripresa italiana, oggi con un rapporto del 135% rispetto al Pil. Allungate le scadenze dei titoli di stato, sfruttata l’azione calmiera-

L’euro e il destino del doppio debito di Marco Zulberti

La richiesta di limitare il bilancio italiano di 3.4 mld di Euro da parte della commissione europea e la provocazione di Angela Merkel di pensare ad un euro a due velocità, ha riportato sulle pagine dei quotidiani il tema del debito e della sostenibilità della valuta europea. Sono temi su cui da trice della Banca Centrale Europea diretta da Mario Draghi, passata la stagione dei tassi bassi e del petrolio a 40 $, oggi la politica italiana deve innanzitutto occuparsi di come cambiare drasticamente il modello di spesa, dirottando le risorse verso i settori in espansione e non verso quelli in decadenza, problema che è prioritario rispetto al dominio di questo o quel partito, di questa o quella coalizione. Ma paradossalmente mentre Gentiloni, Calenda e Padoan si tappano come Ulisse le orecchie per non sentire le sirene delle segreterie di partito, consci delle opportunità sprecate e della situazione difficile, dalla Germania arriva la propo-

sta di Angela Merkel di un Europa con due monete. Una proposta totalmente fuori tempo massimo che manifesta l’inadeguatezza dell’attuale classe politica a guidare il processo d’integrazione europea. Come si può dopo sette anni di sacrifici e di norme durissime imposte ai bilanci statali, al fisco, alle pensioni, all’utilizzo del contante, non solo del popolo greco, ma anche del Irlanda, del Portogallo, della Spagna e dell’Italia, senza concedere nulla sul piano di una condivisione del debito, oggi proporre l’adozione di una doppia moneta? Vuol dire aver errato tutta la politica di contenimento dei debiti questi anni e

anni si alternano fasi di seria riflessione a fasi di “fake news” che generano illusioni e fraintendimenti. Indubbiamente oggi il clima e il dibattito, dopo la bocciatura del referendum e il passaggio del Governo a Paolo Gentiloni, si sono fatti più costruttivi. dell’applicazione dei tassi bassi e del piano di acquisto dei titoli di stato. Forse la Merkel non ha colto che queste azioni applicate in modo generale hanno premiato ancora di più le nazioni forti come la Germania. Su queste pagine nel 2011 scrivevamo che l’uscita dall’Euro della Grecia e dell’Italia avrebbe fatto schizzare il cambio da 1.5 a 3. Siamo costretti a dare ragione a Trump che dice che la Germania ha sfruttato l’euro basso? Come rispondono Angela Merkel e i suoi economisti a queste osservazioni? Oltretutto se la Grecia fosse stata espulsa subito dal debito, nel 2010, e l’Italia nel 2012, la situazione di

questi popoli avrebbe subito shock drammatici, ma almeno oggi nel 2017 non avremmo ancora questa situazione di difficoltà strisciante. Paesi come Irlanda e Islanda che hanno effettuato drammatiche ristrutturazioni, immediatamente, del sistema bancario e del debito pubblico oggi sono in crescita. Qualche settimana fa il Financial Times ha intitolato il suo settimanale “A Greek tragedy” (Una tragedia greca) descrivendo un paese incapace di rialzarsi. Ma le responsabilità stanno proprio nel non aver compreso la natura della crisi finanziaria, ritardando di anni il ribasso dei tassi, lasciando agire la speculazio-

MeTe da leggere

ne finanziaria delle stesse banche tedesche, nel non voler condividere piani di risanamento con emissione di debito comune. In una fase in cui il clima politico in Italia appare tornato costruttivo grazie al cambio marcia del governo Gentiloni nei confronti del debito con una rinnovata coscienza di affrontare i problemi, compare questa stonata dichiarazione di Angela Merkel, dettata più dall’agenda populista delle elezioni tedesche a settembre che non dal benessere delle altre nazioni europee. Allora ci si interroga sulla natura dei sentimenti della classe politica europea, e in particolare di quella tedesca che, se da una parte apre correttamente le porte a un milione di profughi del medio oriente, poi le chiude ai suoi stessi inquilini europei mediterranei per un mero calcolo di opportunismo politico.

Rubrica mensile a cura di viale Dante, Tione

Mindfulness, allenare la consapevolezza Non c’è nessun farmaco che possa renderci immuni allo stress e al dolore, che sia in grado di risolvere magicamente i problemi della nostra vita e di ‘guarirci’. Muoversi verso la ‘guarigione’, imparando a lavorare proprio con quello stress e quel dolore di cui ci si vuole liberare, è però possibile, ma richiede uno sforzo cosciente. Anche un alpinista che conosce bene la montagna non parte se le condizioni sono sfavorevoli ma, poiché le condizioni atmosferiche non sono sotto il nostro controllo e non è possibile sfuggirne, se si trova in mezzo alla bufera, l’affronta con le competenze che ha acquisito; l’alpinista, per sviluppare le capacità occorrenti in queste circostanze, ha bisogno di addestramento, pratica e molta esperienza. Sviluppare le capacità per affrontare efficacemente le varie condizioni atmosferiche della nostra vita è precisamente lo scopo dell’addestramento all’arte di vivere consapevolmente. Imparare a fermare tutto il FARE e passare alla modalità dell’ESSERE, imparare a dedicare tempo a se stessi, a rallentare il ritmo e a nutrire in noi calma e autoaccettazione; imparare a

osservare l’attività della nostra mente momento per momento, a osservare i nostri pensieri e a lasciarli scorrere senza esserne coinvolti e dominati; imparare a creare spazio per nuovi modi di vedere vecchi problemi e per cogliere l’interconnessione di tutte le cose. Questi sono alcuni degli insegnamenti della mindfulness. Naturalmente, più si pratica, più la consapevolezza cresce in noi e ci aiuta. Coltivare la consapevolezza è come mangiare. Nessuno può farlo al posto nostro e nemmeno ci sfamiamo sfogliando o leggendo un menù. Perché il cibo ci nutra dobbiamo effettivamente mangiarlo. Analogamente, per trarre beneficio dalla consapevolezza e capire perché è tanto preziosa dobbiamo effettivamente praticarla. Spesso, senza accorgercene, ci ritroviamo con la giornata convolata al suo termine e cosa di quella giornata è rimasto, a volte ci risulta difficile dirlo. Aspettiamo con ansia il momento delle ferie, il giorno di riposo, quando tutto passerà. E così ci perdiamo attimi di pura felicità che si nascondo nelle avversità del tram tram

quotidiano: un saluto gentile che ci è stato rivolto, una telefonata inaspettata, un melodico canto degli uccellini, una risata con un amico... ma ecco che spesso, invece che vivere il momento ‘adesso’, viviamo nel ricordo (il passato) oppure nella programmazione (il futuro), perdendo spesso di vista ‘l’ora’, l’hic et nunc. Ed è subito sera. Ecco che allora, praticando maggiormente la consapevolezza, potremo assaporare meglio ‘momento per momento’. Quando cominciamo a fare attenzione a quel che succede nella nostra mente, scopriamo che sotto la superficie c’è una grande attività mentale ed emotiva. Questo flusso incessante di pensieri ed emozioni può assorbire una grossa parte della nostra energia e può impedirci di vivere anche solo qualche istante di quiete, di pienezza e di gioia. Quando la mente è in preda all’insoddisfazione e all’inconsapevolezza, il che accade molto più spesso di quanto molti di noi non siano disposti a riconoscere, è difficile essere calmi e rilassati. Più facilmente ci sentiamo divisi e irrequieti. I nostri pensieri e desideri sono spesso in conflitto tra loro. Questa condizione può limitare fortemente

la nostra capacità di agire e perfino di vedere con chiarezza le situazioni. Coltivare la consapevolezza è un processo di apprendimento del tutto nuovo. La nostra mente è così abituata a pensare di sapere quali sono i nostri bisogni e i risultati a cui dobbiamo arrivare, che è facile cadere nella trappola di cercare di controllare il processo e dirigerlo a modo nostro. Ma questo atteggiamento è esattamente l’opposto di quello che facilita il lavoro della consapevolezza e di quella ‘guarigione’ a cui abbiamo accennato all’inizio. La pratica della consapevolezza chiede solo che facciamo attenzione e guardiamo le cose così come sono. Non occorre che cambiamo nulla. Dobbiamo solo imparare come fare... ad essere!

di Aglaja Masè

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Associazioni Ogni 2/3 giorni un addetto provvedeva alla raccolta e al trasporto in sede Caritas delle offerte alimentari. Quest’anno, e mutuando la felice esperienza del Centro Caritas di Condino, si è deciso di indire, per ogni Parrocchia, una sola giornata di raccolta del secco, coinvolgendo i giovani cresimandi. Tale innovativa forma di sensibilizzazione ha avuto il suo debutto in occasione della giornata di raccolta alimenti a lunga conservazione organizzata dalla Parrocchia di Tione. Tre i servizi commerciali coinvolti, i supermercati CONAD, EUROSPAR e EUROSPIN. Ad accogliere i clienti un gruppetto di cresimandi: un educato saluto, una sintetica presentazione e motivazione della loro presenza, l’offerta di una borsa vuota e di un volantino con la sintesi dell’iniziativa. A volte, la cortese curiosità del cliente obbligava i giovani sponsor di Caritas ad entrare più nel merito della loro esperienza. All’uscita degli esercizi, ad accogliere l’offerta alimentare dei clienti a fianco di muti contenitori seppure adornati da qualche locandina, due adulti volontari Caritas. Una grande occasione per rispondere alle domande sulla strategia adottata dall’Associazione per garantire che la successiva erogazione degli alimenti vada a soddisfare effettivi bisogni e cioè vada a favore di singoli o famiglie in uno stato di reale difficoltà. L’atteggiamento di molti seriosi interlocutori si addolciva nell’udire che Caritas opera in stretta collaborazione con i Servizi Sociali e che pertanto l’erogazione prolungata degli alimenti a lunga conservazione (borsa della spesa) è subordinata all’attestazione dello stato di bisogno da parte della pubblica struttura. Sovente succede che sia la pubblica struttura a segnalare per prima uno stato di biso-

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Alla raccolta viveri annuale i cresimandi

L’impegno della Caritas Con i Servizi Sociali in aiuto dei bisognosi di Giovanni Bazzoli* I settori di intervento nei quali la Caritas Giudicariese è particolarmente impegnata, sono quattro: distribuzione di alimenti a lunga conservazione, alimenti freschi, indumenti, prestiti alle famiglie per il pagamento di fatture riguardanti forniture gno non intercettato da Caritas. Il desiderio di Caritas sarebbe quello di andare oltre la borsa della spesa, anzi questa dovrebbe essere un tramite per far germogliare relazioni molto più intense con chi è in difficoltà. Purtroppo questa, nella maggior parte delle situazioni, ri-

mane un’aspirazione. Ma anche per i cresimandi la giornata è stata particolarmente importante. Non il semplice ascolto di brave e buone catechiste, ma un concreto impegno per aiutare il prossimo, una catechesi veramente vissuta. Non erano in ambienti protetti, ma sul-

elettrica e idrica, fornitura di arredi, ecc. Fino al 2016 la raccolta del secco veniva organizzata autonomamente da ogni Parrocchia con l’allestimento presso i negozi alimentari di punti di raccolta attivi per circa 2 settimane. la soglia di un negozio. Non era la gente comune ad avvicinarsi a loro, ma erano loro ad avvicinarsi alla gente. Il loro gesto di offrire la borsa nella quale riporre alimenti per i poveri incontrava i sorrisi di madri, nonni, ecc., un segno di gratitudine che in quei piccoli uo-

mini diventava profonda soddisfazione. Il risultato è stato sorprendente. La quantità di prodotti raccolti è stato maggiore di quello delle precedenti raccolte dilazionate su due settimane. Un quantità di alimenti corrispondente a 350 borse della spesa. Non pensiamo che tale successo sia da

ascrivere alla nuova metodologia, né esclusivamente ai volenterosi cresimandi. Ci piace pensare che sia legato al fortunato convergere di più circostanze ma tra queste vorremmo indicare la sensibilità della nostra gente. Alla gente, allora, ai gestori dei punti vendita che con entusiasmo hanno accolto la nostra proposta, ai cresimandi e alle loro catechiste, il nostro fraterno grazie. * membro della Caritas di Tione

Il Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Villa Rendena sceglie la continuità

Giovanni Piolini confermato comandante per la quinta volta

Unanimità da parte dei Vigili del Fuoco volontari di Villa Rendena per la conferma di Giovanni Piolini che ricopre ormai da oltre venti anni l’incarico di Comandante. Venti anni intensi per i dinamici vigili del fuoco del centro rendenese che conta oltre 20 membri ma che soprattutto ha costituito, a partire ancora dall’inizio degli anni 2000, il corpo degli Allievi con oltre 10 ragazzi/e in collaborazione con Preore. Un investimento sui giovani che è stato il segreto del successo, in questi anni gli allievi oltre ad

apprendere le nozioni necessarie per l’attività pompieristica, hanno imparato cosa vuole dire concretamente l’impegno a favore del prossimo, ed inoltre si sono distinti conquistando per ben due volte il campionato provinciale CTIF, un successo frutto di una squadra unita e motivata. I primi allievi sono stati inseriti nel Corpo dei vigili volontari e sono diventati, a loro volta, responsabili dei nuovi allievi, un circolo virtuoso che arricchisce l’intera comunità. Particolarmente soddi-

sfatto il Sindaco di Porte di Rendena, Enrico Pellegrini, che ha voluto ringraziare pubblicamente sia il Comandante Pioli-

ni, sia tutti i vigili, ed in particolare gli allievi, nel corso di un affollata serata alla presenza dei genitori dei ragazzi coinvolti.

Ma le soddisfazioni non sono terminate e i vigili si stanno preparando per festeggiare il 120° anno dalla costituzione del corpo e l’imminente inaugurazione della nuova caserma ottenuta nell’area adiacente all’edificio comunale. Con questa nuova struttura moderna ed efficiente, che potrà accogliere anche la nuova autobotte, i Vigili del fuoco potranno rispondere prontamente a tutte le eventuali emergenze garantendo la sicurezza della popolazione. Enzo Ballardini

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Il Saltaro delle Giudicarie

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IL SALTARO DELLE GIUDICARIE

Mucche e marmitte catalittiche Ma buon dio, non hanno altro di cui discutere i nostri santi Patroni. Ha ragione Papa Francesco, sono ben altri i problemi che affliggono il mondo che non le sfizie dei D’Alema e compagni. Così me ne sono andato schifato da tanta sciatteria e sono tornato nel cenacolo della sapienza antica, all’osteria della Maroca, vecchia ostessa dal profumo di stalla, ma leale e sincera come l’acqua delle nostre fontane, acqua buona, che aggiunta al vino preserva i suoi clienti da sbornie sconsiderate e consente al suo borsellino di riempirsi, senza eccessivi rimorsi. Infatti i miei sodali sono al tavolo come al solito ed ancora stanno commentando quella notizia strampalata dei figli su ordinazione raccontata dal dott. Martinello. Si rendono conto che ormai sono fuori dal mondo, loro insediati all’osteria e, fuori, un mondo che gira a mille, che ne combina di tutti i colori, che non trovi più un angolo di pace se non appunto all’osteria della Maroca. Nella loro gioventù bastava imbucare una strada qualsiasi per sentirsi in pace con se stessi e con il resto dell’umanità. C’era silenzio, serenità e pace, qualità preziose per una vita fatta d’amore per la natura e passione per i fatti propri. Purtroppo da allora molta acqua è passata sotto i ponti, qualche ponte è caduto, l’acqua sembra essere inquinata da mille veleni, e la pace dello spirito è ormai sostituita da rumori

Il vostro Saltaro è depresso e deluso. Lassù nell’empireo stanno discutendo da giorni del PD e della probabile scissione come fosse un problema che riguarda il mondo intero. Ma via!Stanno solo litigando per il potere, per le poltrone e per evitare di essere rottamati. Ma chi se ne frega! I vari D’Alema, Bersani, Emiliano e compagnia, cimeli

di ogni genere: aerei, trattori, motoseghe, falciatrici, motorini e suonerie di cellulari. Se poi leggi certi giornali, siamo davvero alla frutta. Le foreste che stanno andando a farsi benedire, il deserto avanza anche da noi, i liquami filtrano nelle falde acquifere, l’anidride carbonica prodotta in mille modi, intrappolano il globo in una cappa di fuoco. Che tempo! Perfino le mucche non sono più quelle di una volta…Intanto ormai tutti le chiamano mucche, tempi addietro, erano solo

vacche e basta, ma poi, secondo ricercatori americani, sembrano essere le maggiori responsabili dell’effetto serra che sta preoccupando gli scienziati d’ogni parte del globo. C’è poco da scherzare, per i ricercatori americani una mucca inquina quasi come un’auto. “Produrre un chilo di carne col metodo tradizionale macellando i capi allevati nelle stalle o all’aria aperta e nei pascoli, genera biossido di carbonio pari a quello generato da un’auto che viaggia per un cen-

storici di un passato da dimenticare e ricchi sfondati con i soldi nostri, non ne vogliono sapere di lasciare, vogliono tornare al potere. Speriamo di no! Sono storie patetiche, un po’ come quella del nostro Dellai che fa di tutto per tornare a fare il Presidente anche perché a Roma non lo considerano granchè. tinaio di chilometri, fare burro e formaggio altrettante emissione, se poi c’è anche un maiale, le emissioni diventano gigantesche...”. Immaginate le nostre stalle del Bleggio e del Lomaso, con 50, 100 e più vacche, producono più anidride carbonica loro che una centrale a carbone. Bisognerà attrezzare le stalle con ciminiere e filtri vari. Prima o poi arriverà la direttiva. Il guaio è che, come tutti sanno, bovini, ovini e suini hanno l’abitudine di emettere gas. E questo si accumula nell’atmosfera e finisce per allargare a dismisura il buco dell’ozono. E allora? La soluzione è solo una, e gli americani ci stanno già lavorando nei grandiosi pascoli del Texas. Per evitare di allargare il buco dell’ozono, dicono, non c’è che chiudere il buco delle mucche. Stanno infatti sperimentando delle marmitte catalitiche e dei tappi filtro nel sedere. Non vorrei che si arrivasse prima o poi a dotare le mucche di speciali pannoloni, sarebbe esagerare. Più difficile è rimediare alle emissioni dei maiali, altrettanto dannose, perché più inquieti, ma sulle mucche non c’è scampo. Povere mucche, a cui sono particolarmente affezionato per averle accompagna-

di Francesco Brunelli

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te con lo sguardo in mille secoli, libere, altere, tranquille a brucare erba nei nostri pascoli a beneficio dell’ambiente e dei contadini che le allevavano. Povere mucche, finiranno per essere attrezzate di marmitta e poi verranno catalogate in base alle emissioni inquinanti, avremo mucche euro 4, euro 5, e mucche verdi; dovranno fare le verifiche ed il tagliando ogni due anni, come le vecchie auto, e, se non a norma,

verranno macellate. Forse questo spiega perché da qualche tempo la mucca diventa pazza. Certo che sono tempi duri per le amiche affettuose della nostra gioventù, compagne di mattinate fresche e pomeriggi solatii, quando i nostri ragazzi le portavano al pascolo. Certo che saranno tempi duri per le mucche, abituarsi alle nuove tecnologie non sarà facile. Non riesco a crederci. Non potranno più neanche scoreggiare in pace. Il pericolo sta nel fatto che se la cosa funziona, arriverà qualcuno che vorrà imporre tappi e marmitte anche agli uomini. Mah, questo è il progresso! Progresso del ca…!

Giornale delle Giudicarie, distribuito dalla Cooperativa Lavoro Da circa un anno Poste Italiane ha sospeso la distribuzione tramite Postazone, la tariffa per la spedizione di posta non indirizzata con la quale veniva recapitato, fra gli altri, anche il Giornale delle Giudicarie in tutte le utenze del nostro territorio. Si tratta di un provvedimento che ha creato non pochi problemi per una realtà come la nostra, che basa proprio sulla capillarità e sulla copertura delle Giudicarie, uno dei motivi del suo successo, che dura da 12 anni. Questo non significa certo che il Giornale delle Giudicarie abdichi dal proprio ruolo di informazione locale porta a porta. Come avrete avuto già modo di apprezzare, cambiano, invece, le modalità di spedizione, che sono state affidate ad una cooperativa locale e che avranno comunque bisogno di un po’ di tempo per essere completamente rodate. In ogni caso il Giornale delle Giudicarie continuerà ad essere distribuito in 16.500 a tutte le utenze giudicariesi. Da gennaio dello scorso anno il Giornale delle Giudicarie viene distribuito dalla Cooperativa sociale Lavoro, con sede in località Copera a Zuclo. Per segnalare critiche, suggerimenti, disguidi nella spedizione è possibile chiamare il numero della cooperativa: 0465-326420 oppure quello del Giornale delle Giudicarie, 0465322934, oppure via mail all’indirizzo: redazionegdg@yahoo.it.


Attualità

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A “Scuola di territorio” in Valle del Chiese Dalla scuola dell’infanzia sino ai circoli pensionati ce n’è per tutti i gusti (e le età). Incontri e visite guidate per scoprire gli angoli più preziosi della Valle del Chiese Scopo dell’iniziativa? fornire strumenti utili alla conoscenza e alla comprensione del territorio della Valle del Chiese inteso come il risultato della relazione dinamica fra l’uomo e l’ambiente. Una relazione che ha portato alla creazione del paesaggio che oggi conosciamo, in cui elementi antropici convivono con quelli naturali, in una stretta e delicata simbiosi che l’Ecomuseo intende salvaguardare, valorizzare e promuovere. Ma veniamo al dettaglio delle proposte: Ad inaugurare i percorsi formativi c’è “La mappa dei tesori”, l’attività didattica rivolta ai bambini delle scuole materne della Valle del Chiese, nell’anno scolastico 2016/2017 alla sua prima edizione. Un percorso articolato in tre incontri in aula (cui se ne aggiunge uno finale, unico per tutte le scuole aderenti) per far conoscere ai più piccoli la Valle del Chiese, attraverso la creazione di una mappa collettiva dove trovano posto aspetti naturali e rurali caratteristici di ogni paese e che nell’insieme presenta la ricchezza del territorio in cui i bambini vivono. Mediante momenti di lettura e laboratorio, dove sono la fantasia e la creatività a farla da padrone, i bambini imparano a conoscere il patrimonio locale e, soprattutto, riconoscono i luoghi loro familiari attraverso gli occhi di altri bambini. Dopo il positivo test di avvio progetto dello scorso anno scolastico, torna – in una veste ancor più ampia – il progetto “In viaggio nell’Ecomuseo”, nelle declinazioni “Junior” per la scuola primaria, “Senior” per la categoria over e – novità 2016/2017 “Teen” per la scuola secondaria di primo grado. Studiate sulle differenti esigenze formative, le iniziative sono accomunate da un unico obiettivo: appassionare giovani e meno giovani al territorio e alla storia locale, stimolando

É un’offerta didattica molto articolata quella che l’Ecomuseo della Valle del Chiese, a partire dallo scorso autunno, ha proposto alle scuole locali, cosi come alle università del tempo disponibile e ai circoli pensionati, con l’invito a riservare uno spazio all’interno dei

il loro senso di appartenenza. Nell’iniziativa “Junior” i giovanissimi alunni possono scegliere fra tre diversi percorsi didattici: viaggio nella storia (all’epoca dei conti Lodron o dei nostri nonni), uomo e biosfera (incentrato sul prestigioso riconoscimento UNESCO ottenuto dalla riserva della biosfera Alpi Ledrensi e Judicaria, cui rientra anche una piccola parte di territorio chiesano) e mostra energia (il progetto itinerante che racconta ai bambini l’universo dell’energia). In un incontro in aula seguito da una visita sul territorio i più piccoli ascoltano e poi toccano con mano la realtà territoriale. Per accontentare proprio tutti, completa l’offerta la disponibilità di alcune guide per organizzare visite guidate ai cosiddetti “poli ecomuseali”. Nuova la proposta formativa per la categoria “Teen”, ovvero le scuole medie, nata con l’intento di dare risposte ad

propri programmi per conoscere una pagina di storia locale. Quattro progetti per altrettanti target: scuola materna, scuola primaria, scuola secondaria di primo grado e, appunto, università della terza età e del tempo disponibile, circoli anziani e pensionati.

un’esigenza formativa particolare e specifica, collegata alle otto competenze chiave di cittadinanza. Accanto alle più

classiche opportunità di visita dei contesti dell’Ecomuseo e alla mostra energia, vi sono i percorsi formativi che of-

frono ai ragazzi l’opportunità di mettersi in gioco. Attraverso dei veri e propri compiti di realtà, i ragazzi sono chiamati a svolgere la professione dell’agente di viaggio (organizzando, in tutte le sue fasi, un itinerario di visita in Valle del Chiese) oppure quella dell’agricoltore (studiando un prodotto e l’intero ciclo della sua produzione). Chiude il panorama dell’offerta formativa il progetto “Senior”, già molto apprezzato nella passata edizione. Nobile famiglia Lodron, Grande Guerra ed etnografia sono i tre grandi temi attorno ai quali sono state costruire le proposte formative 2016-2017. Tutti questi progetti didattici sono totalmente gratuiti per i target cui sono rivolti, grazie al sostegno garantito dal Consorzio B.I.M. del Chiese. Le varie proposte sono realizzate in collaborazione con numerosi partner, fra cui il gruppo Passpartù, Aps Il Chiese, soc. coop. Iniziative e Sviluppo, ass. Filofior, Aps. La Miniera, Con.Solida, Agenzia per l’energia della Provincia autonoma di Trento, Riserva della Biosfera UNESCO Alpi Ledrensi e Judicaria dalle Dolomiti al Garda, accompagnatori di territorio della Valle del Chiese, gruppo volontari Pieve di Condino, Parco Naturale Adamello Brenta, Aps Filodrammatica La Büsier, Condotta Slow food delle Giudicarie, Rete di Riserve Alpi Ledrensi ed Angel eventi. Queste attività, come detto, sono state progettate dall’Ecomuseo all’inizio dell’anno scolastico 2016/17 e si concluderanno al termine dello stesso. Nel momento in cui si concretizzerà il progetto di unificazione dell’Ecomuseo e del Consorzio Turistico della Valle del Chiese queste iniziative non andranno perse, ma saranno collocate nel Consorzio Turistico stesso, garantendo una maggior efficacia di azione e una migliore e più incisiva presenza sul territorio.

I Comuni della Valle del Chiese, attraverso il Consorzio, mettono in condivisione le giuste risorse per lo sviluppo sociale, economico e culturale del nostro territorio attuato attraverso numerosi progetti: Sovracomunalità, Contributi, Piani di zonizzazione acustica, Certificazioni ambientali, P.R.I.C., P.A.E.S., Progetto Legno, Energie rinnovabili, E.S.C.O. BIM e Comuni del Chiese S.p.A., Centro Studi Judicaria, Consorzio Turistico ed Ecomuseo della Valle del Chiese, Case di riposo, Intervento 19, Fotovoltaici, Agricoltura, Filiera del legno, Piano giovani di zona, Borse di studio, Grest estivi, Sistema bibliotecario di valle, Lavagne LIM, Sport, SGM e Scuole materne.

CONTATTI: Via O. Baratieri, 11 - 38083 Borgo Chiese (TN) - tel. 0465/621048 - fax 0465/621720 segreteria@bimchiese.tn.it - bimchiese@bimchiese.tn.it - www.bimchiese.tn.it


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Speciale Carnevale

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La pioggia non ferma la sfilata delle maschere

Foto Ernesto Buganza

Gran Carnevale bagnato e fortunato Fra i carri allegorici trionfa Roncone, nei gruppi mascherati primeggia il Bleggio

Ha piovuto. Tanto. Proprio tanto, e pure qualche fiocco di neve è sceso da un cielo inclemente. Pazienza: il Gran Carnevale di Tione non si è fermato e con esso le tante mascherine, i gruppi e i carri allegorici che hanno onorato l’appuntamento del carnevale come ogni anno. Polenta ECCO LE CLASSIFICHE FINALI. I gruppi mascherati: 1. Vegano infame per te solo salame, carnivoro di merda per te solo erba - Bleggio 2. Evviva il Carnevale - Tione 3. Spuza Magique - Preore 4. Sconti scontati ai supermercati - Tione 5. E anca al Polo l’è così che a va - Ville del Monte / Tenno

e salam, coriandoli e tante mascherine (e pure ombrelli) non sono mancati al carnevale tionese che pur se bagnato ha festeggiato in grande l’appuntamento, concludendo a notte inoltrata con la grande festa di chiusura di maschere e pubblico al Palatennis della borgata. I carri allegorici: 1. Salvalo per la tua libertà - Roncone 2. Pokemon Go - Val Rendena 3. I minions sal Dosson - Cultura 4. Up - new generation - Tione 5. Il mistero dell’acqua perduta - Bondo 6. Tisca Tusca Trombolino - Daone 7. La mora colpisce, la bionda tradisce e Trump costruisce - Bondo 8. Il monastero - Val Rendena 9. Circa…pu o men encentimetro - Bolbeno

Alberto Tomba in visita all’impianto

Bolbeno chiude un’altra stagione di successo 200mila passaggi stagionali e 550 ragazzini alla gara di fine corso

Chiude la stagione con un bel colpaccio il centro sciistico Le Coste di Bolbeno: ad assistere come ospite d’onore all’ultimo appuntamento di stagione - il parallelo “La Contea” - è arrivato un campionissimo che non ha mai lasciato i cuori degli amanti dello sci e dello sport: è stato Alberto Tomba a fare da ospite d’onore al terzo parallelo “La Contea”, accolto dall’entusiasmo dei suoi tifosi e di tanta gente che non si è fatta sfuggire l’occasione di un incontro ravvicinato con il campione. Tomba - che può vantare nel suo palmares 50 vittorie in coppa del mondo, 5 medaglie olimpiche

(di cui due d’oro), 4 medaglie ai mondiali (di cui due d’oro), 4 coppe del mondo di slalom speciale e 4 coppe del mondo di slalom gigante - è arrivato a Borgo Lares nel pomeriggio ed ha incontrato i giovani atleti, i

genitori e tutti gli appassionati di sci accorsi per stringergli la mano e fare una foto. ce lo ricordiamo tutti scanzonato Alberto Tomba e il carattere è rimasto quello anche quando ha affiancato lo speaker storico

delle Coste, Daniele Franchini, nella telecronaca del III parallelo “La Contea”: a trionfare quest’anno Paolo Pangrazzi, che ha preceduto il vincitore della scorsa edizione Pietro Franceschetti. La serata si è con-

clusa col campione che ha premiato personalmente tutti i 32 partecipanti alla gara e con Daniele Bertolini, gestore del Ristorante La Contea e main sponsor della manifestazione, che ha voluto premiare lo stesso Alberto, con un trofeo celebrativo della serata che rimarrà negli annali del miracoloso Centro Sci. Il parallelo è stato l’ultimo dei dieci della stagione iniziata il 17 dicembre per l’impianto delle Coste che ha fatto registrare quest’anno 200.000 passaggi in sciovia. “Un risultato ottenuto anche grazie alla aperture serali del mercoledì e del venerdì, quest’ultimo dedicato agli allenamenti dei

cosiddetti sciatori “master” - spiega il presidente della Pro loco di Bolbeno Roberto Marchetti - che tanto gradimento hanno riscontrato, soprattutto da parte dei molti sci club locali che hanno trovato a Borgo Lares un ambiente ideale per la loro preparazione sportiva”. L’impianto giudicariese ha chiuso la sua attività principale rivolta ai bambini domenica scorsa con la gara di fine corso Trofeo Giovanissimi alla quale hanno partecipato 550 sciatori in erba. Per tutti, diploma e coppa, indipendentemente dalla posizione in classifica dei giovani partecipanti dell’offerta formativa delle Coste.


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Lago di Roncone: l’abbassamento dell’acqua di oggi e la storia di ieri Un’analisi dell’ingegnere Dario Martinelli di Dario Martinelli Gli autori dei due articoli ritengono di poter attribuire il recente anomalo abbassamento della quota di superficie dell’invaso alle scarse precipitazioni ed alla evaporazione senza, peraltro, fornire alla loro tesi precisi dati giustificativi rilevati da sistematiche misure (livelli, afflussi, deflussi) tali da consentire un attendibile bilancio idrologico. Nel considerare una spiegazione del fenomeno, da subito intendo togliere di mezzo l’evaporazione, in quanto dalle ricerche di emeriti autori risulta che la quantità media annuale dell’acqua evaporata nei laghi alpini è circa pari a quella delle precipitazioni meteoriche, quindi trascurabile nel bilancio idrologico come sempre è stato fatto negli studi dei molti impianti idroelettrici realizzati. Nemmeno il sottoscritto dispone di misure precise, ma solo di valori approssimativi derivati dalla semplice osservazione dei livelli dell’acqua notati passeggiando lungo le sponde del lago, Mi permetto, però, affermare di conoscere quel lago da quasi un secolo, ossia fin dai primi anni trenta del 1900 e, fra l’altro, mi piace ricordare come ogni anno in primavera, a seguito dello scioglimento delle nevi, il livello dell’acqua si alzasse di parecchi centimetri allagando per alcuni giorni i campi coltivati a cavoli situati in prossimità di quella che, allora, era la casa del “Bersaglio”. In quei pochi giorni era facile pescare con una reticella dei pesciolini (aule?), che numerosi circolavano lungo le sponde, solo per metterli in un vaso di vetro: un piccolo acquario. Prima di affrontare il problema, oggetto del presente rapporto, è interessante ricordare che il lago si è formato a seguito della ostruzione dell’antico solco glaciale, che va dalla sella di Bondo al lago d’Idro, ad opera dei depositi di materiali sciolti del torrente Adanà, che hanno creato il conoide all’apice del quale, in tempi storici, si stabilirono le varie con-

Sul numero di ottobre 2016 de “il Giornale delle Giudicarie” sono apparsi articoli sul Lago di Roncone aventi per oggetto il livello dell’acqua che, a partire da circa due anni a questa parte, si è sensibilmente abbassato così da compromettere, o addi-

trade formanti l’abitato di Roncone. Il conoide è una formazione stratiforme derivante alla deposizione di successivi strati di materiali sciolti costituiti da sassi, ghiaie e sabbie fino ai limi, tutti dotati di permeabilità variabile in funzione della loro granulometria. Nella relazione dei geologi è detto che il lago ebbe, in passato, dimensioni almeno doppie delle attuali con ampie zone paludose terminali. La loro estensione, comunque, fu tale da spingere gli abitanti della zona, non si sa bene quando ma pare a partire dal 1300, a scavare un solco (scavo) nella parte bassa del conoide, creando un canale artificiale teso a recuperare terreni utili per l’agricoltura. Pur in mancanza di notizie precise, si può ben dire che, per il tempo in cui venne eseguito l’intervento umano, fu certo un’opera ciclopica come ancora si può constatare visionando il grande scavo che ha consentito la creazione dell’estuario artificiale del lago. Infatti, senza la pretesa di fornire valori esatti, è possibile affermare che il canale ha una lunghezza

di oltre cento metri e che la profondità dello scavo misura almeno di sei/sette metri nel tratto di maggior spessore e, di certo, il lavoro comportò l’asportazione di diverse migliaia di metri cubi di materiale, cosa non facile in quei lontani tempi considerando mezzi e potenzialità della popolazione locale. Sarebbe interessante avere notizie su tale intervento, al quale fece seguito un sistema equilibrato fra afflussi e deflussi del bacino lacustre, che evidentemente durò inalterato per secoli fino ai recenti interventi. Penso che fra le pergamene del Comune qualche notizia più precisa si dovrebbe trovare. L’estuario artificiale del lago, allora ottenuto, ha risposto in modo più che soddisfacente alle attese, sempre percorso da acque limpide tanto da potervi vedere guizzare le trote ed, in corrispondenza del tratto rastremato iniziale dove bassa era la velocità della corrente, indisturbati gamberi d’acqua dolce. La minore superficie lacustre si stabilì inalterata in estensione per secoli e pure inalterato rimase l’aspetto fisico del bacino caratterizzato

rittura annullare, le finalità turistiche attese con i lavori eseguiti negli anni Ottanta del secolo scorso. Detti lavori ebbero, infatti, lo scopo di alzare il livello storico della superficie liquida così da creare una zona balneabile nella parte terminale del lago.

dalla presenza di canne palustri nelle aree iniziali e terminali, mentre quella intermedia, poco profonda così da lasciar vedere il fondo limoso, fu interessata, specie nella stagione estiva, dallo sviluppo di alghe in gran parte della sua superficie. Tale stato di cose, evidentemente, durò fino a quando, verso la fine dell’ ultimo secolo, venne modificato, come detto, per fini di carattere turistici che, ad onor del vero, almeno in parte e per diversi anni, furono raggiunti. I lavori a questo scopo eseguiti consistettero principalmente nella estirpazione totale delle canne nella zona terminale e nella eliminazione delle alghe in quella centrale, operazione eseguita a mezzo di un natante munito di draga. All’imbocco dell’antico canale artificiale fu costruita una traversa a soglia arrotondata avente la funzione di sopraelevare lo specchio dell’acqua per più di un metro (non ho i valori precisi ). Il livello della superficie acquea, evidentemente, si alzò ma, nel corso di miei vagabondaggi estivi, non ho mai visto l’acqua sfiorare dalla soglia della briglia

come sarebbe dovuto accadere, ma potei osservare che il livello a quote più basse di parecchi centimetri rispetto alla soglia della traversa. Segno indubitabile, questo, dell’esistenza di occulte perdite sotterranee con portata pari a quella degli afflussi, senza le quali l’acqua avrebbe dovuto tracimare sopra la traversa. Di certo non sarò passato in concomitanza dei maggiori afflussi dovuti a temporanea elevata piovosità, ma è fuori dubbio che, dopo quell’intervento nell’antico canale artificiale, acqua ne è passata assai poca, per non dire nulla, come dimostra la constatazione che sul suo fondo è cresciuta una fitta vegetazione erbacea e cespugliosa, tale da renderlo non più visibile. Dove finirono gli afflussi, che magari in misura ridotta anche nelle due ultime stagioni, non sono mai mancati? Non certo evaporati come vistosamente, ma erroneamente, affermato in uno degli articoli citati. Per quanto concerne la possibile diminuzione delle portate in arrivo si deve anche tener presente che, se negli anni 2015 e 2016 le precipitazioni furono

di scarsa entità, il 2014 fu decisamente il più piovoso dell’ultima decade, come risulta dalle misure pluviometriche (per Trento vedi internet), per cui si può escludere qualche effetto positivo sugli apporti degli anni seguenti. Il calo del livello constatato nell’ultimo anno si deve, pertanto, attribuire ad un aumento delle perdite idriche filtranti nei terreni del conoide, nella parte terminale del lago. Per alcuni anni dopo il sovralzo, il rapporto livellofiltrazioni di certo aveva trovato uno stato di equilibrio pur livelli di superficie stabilizzati a quota inferiore a quella del ciglio della briglia, ma è chiaro che senza importanti perdite il livello del lago avrebbe dovuto collimare con tale ciglio e l’acqua tornare a scorrere nel vecchio canale. Evidentemente di recente (in particolare nel 2016) le perdite per permeazione sono andate aumentando, a meno che gli afflussi siano stati decisamente minori per aumento della permeabilità dei terreni, cosa possibile quando questi sono percorsi da correnti di acque limpide. L’acqua penetra nei terreni permeabili in misura direttamente proporzionale sia al battente idraulico che al coefficiente di permeabilità dei terreni interessati, vale a dire che quanto più alto è il livello del pelo dell’acqua o maggiore la permeabilità dei terreni, più acqua se ne va. Sia che i terreni terminali sulla loro verticale non presentino strati di diversa granulometria e, di conseguenza, abbiano permeabilità uniforme, o che esista uno strato particolare di più elevata permeabilità, una esperta e ben finalizzata campagna i indagine idrogeognostica, è, a mio avviso, indispensabile per la scelta delle possibili soluzioni del problema (apporto di acque esterne o impermeabilizzazione dei terreni) con particolare attenzione alla salvaguardia del delicato ecosistema locale.


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Attualità

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Il progetto denominato “Rivolto anche al dopo di noi” prevede l’ampliamento dell’attuale immobile con la realizzazione a piano semi-interrato di un garage, locali laboratorio e deposito. A piano terra sarà collocato il laboratorio con annesso nuovo negozio per la vendita degli articoli costruiti dagli ospiti. A primo piano saranno collocate quattro stanze con otto posti letto per i disabili gravi che rimangono privi della famiglia di origine, locali per il personale assistente e infermieristico e refettorio. Al secondo piano vi sarà la possibilità, in un secondo momento, di ricavare altre quattro stanze. Dopo varie peripezie burocratiche con un aiuto importante da parte di tecnici e Funzionari del Comune di Tione e un successivo ridimensionamento dei costi, il progetto viene definito nell’importo di 2,6 milioni di Euro, ed ottiene il finanziamento di 2 milioni da parte della Provincia. La differenza verrà garantita da un contributo della Comunità delle Giudicarie, dei Bim del Sarca e del Chiese e da numerosi Comuni giudicariesi. I lavori sono stati appaltati alla ditta Edilrendena che si è aggiudicata la gara d’appalto, la direzione lavori è seguita dall’Ing. Valter Paoli e sono iniziati nell’estate dello scorso anno, con previsione di completarli entro la fine del 2017. La storia dell’Associazione

Dal 2018 una struttura moderna, ampia, che guarda al futuro dei propri utenti

Il “Dopo di Noi” trova risposta in Giudicarie Già dal 2012 gli amministratori della Fondazione Piovanelli, e in prima persona il Presidente Luigi Battocchi, pensano ad un nuovo ed ambizioso progetto di ampliamento del Centro in considerazione del continuo aumento della neCentro Leonida Piovanelli inizia quasi 35 anni fa per merito di una trentina di soci, la maggior parte genitori o parenti di ragazzi o adulti disabili e persone sensibili, con lo scopo di contribuirne all’assistenza. Inizialmente beneficia dei lasciti della famiglia Piovanelli consistenti in terreni e fabbricati e principalmente l’immobile di Via del Foro a Tione ove ha la sede. Negli anni il centro è stato completato con la realizzazione del nucleo di comunità alloggio di sollievo, la nuova piscina e nuovi spazi per attività ludico-didattica. Nel 2010, in seguito a nuovi lasciti, il centro cambia denominazione in “Centro

Leonida Piovanelli e Maria Roberta Pellegrini”. Dopo la ristrutturazione degli anni ’80 il centro viene ceduto in comodato all’Anfass per lo svolgimento delle attività di accoglienza e del laboratorio sociale con valenza forma-

cessità di assistenza in prospettiva di una crescente aspettativa di vita degli utenti. Così l’idea viene presentata in Provincia e si da avvio alla progettazione seguita dall’arch. Aldo Marzoli e dall’Ing. Ignazio Fusari.

tiva professionale. Questa sede è il primo centro per disabili gravi nato nelle Giudicarie principalmente grazie all’impegno di Frida Rossaro e Paola Zubani, mentre ora il genitore responsabile del Centro è Claudia Mo-

relli di Stenico. La struttura gestita dall’Anfass ospita 13 persone (10 stabilmente e gli altri con progetti temporanei) in Comunità alloggio e segue 23 ragazzi e ragazze nel Centro socio educativo, comprensivo di un progetto ponte in atto con l’Università popolare trentina. Segue inoltre 10 ragazzi nel progetto scuola. In tutto l’Anffas segue 51 giudicariesi, considerato che 5 sono accolti nei servizi Anffas della provincia. I dipendenti sono 28: 25 tra Centro socio educativo e Comunità alloggio, 3 nel servizio di assistenza scolastica, oltre alla pedagogista ed ai consulenti (per la musicoterapia, terapia assi-

stita con animali, infermiera, psichiatra, psicologa ed assistente sociale). 20 i volontari che affiancano gli operatori. Da parte dell’Anfass viene evidenziata la necessità di avvicinare le famiglie che hanno al loro interno un figlio disabile sin dalle scuole dell’infanzia, «per avviare un percorso di conoscenza, informazione, sostegno ed indirizzo anche per l’ambito scolastico». Perché troppo spesso i genitori di bambini disabili vivono in solitudine. E ora si pensa al futuro, la maggiore preoccupazione dei genitori: cosa accadrà “Dopo di noi”? A partire dal 2018 le Giudicarie potranno contare su un centro di accoglienza adeguato a rispondere alle necessità di assistenza alle persone con gravi disabilità e dare sollievo al pensiero delle famiglie per il futuro.

Presentato il nuovo libro di Giusppe Ciaghi sulla Chiesa di San Vigilio di Pinzolo

Dalla Danza macabra a San Vigilio, l’antica chiesa racconta Si è tenuta a Pinzolo presso il PalaDolomiti di Pinzolo la presentazione del libro di Giuseppe Ciaghi “Da San Vigilio alla Danza Macabra, l’antica Chiesa racconta”, un’opera corposa che restituisce un ritratto dell’antico monumento che ha accompagnato la vita del paese di Pinzolo da oltre mille anni. Un libro che ripercorre attraverso documenti storici e le testimonianze che ancora sono presenti nell’antica chiesa di San Vigilio un capitolo importante della storia di Pinzolo. Un libro che descrive accuratamente le manifestazioni artistiche che impreziosiscono la campagna di Sorano. Dalle prime pitture carolinge agli affreschi di Angelo de Averara, dal ciclo della vita di San Vigilio alla Danza Macabra affrescata da Simone Baschenis nel 1539. La Chiesa di San Vigilio appare come uno scrigno che racchiude una miriade di tesori e che si apre a chi è interessato alla bellezza, alla storia e all’arte. Un’opera importante che corona un percorso portato avanti da Ciaghi negli ultimi trent’anni, nato dalla volontà di valorizzare una testimonianza fondamentale del nostro passato e della nostra tradizione ma che è diventata col tempo anche

motore economico in quanto attrazione per migliaia di persone. Negli ultimi anni i dati raccolti delle visite guidate effettuate a San Vigilio parlano di oltre 30 mila visitatori all’anno con punte fino a quasi quarantamila. Numeri eccezionali che fanno invidia a musei strutturati presenti in Trentino se si pensa che ad esempio il castello di Stenico ha circa 20 mila visitatori anno e il Mart ne ha 120 mila... Non è un caso quindi che numerosi gior-

nali nazionali ed esteri abbiano rivolto la loro attenzione a questa piccola e graziosa Chiesa dedicando numerosi approfondimenti. Tra tutti ci piace ricordare come uno dei più importanti quotidiani olandesi abbia dedicato un servizio di due pagine nell’area cultura e viaggi alla chiesa e in particolare alla Danza Macabra, e come Il Corriere della Sera, abbia inserito la chiesa di San Vigilio tra i 10 monumenti “minori” italiani più merite-

voli di essere visitati. Segnali di quanto questo monumento sia già conosciuto e delle straordinarie potenzialità che esso racchiude e che possono essere valorizzate con adeguate iniziative. Per questo probabilmente l’opera di Ciaghi ha trovato il consenso sia dell’amministrazione comunale che ha deciso di contribuire alla buona riuscita del lavoro acquistando delle copie della pubblicazione da omaggiare ai propri censiti sia della Regione Trentino Alto Adige che l’ha inserita nei libri di interesse regionale e ritenuta meritevole del proprio patrocinio. Alla serata di presentazione l’attore Luigi Ottone nei panni di Simone Baschenis e i teatranti del Filò da la Val Rendena in quelli dei disciplini hanno riproposto l’ambiente e le circostanze che portarono alla pittura della Danza macabra mentre Luciano Imperadori e Mario Antolini Musòn hanno presentato l’autore interpellandolo su alcuni temi e sottolineandone gli aspetti più significativi. «Un volume prezioso» dunque in quanto «contiene accurate testimonianze del nostro passato» che ha già incontrato lusinghieri apprezzamenti da parte di autorevoli personalità della cultura.


Porto Franco Vediamo alcuni dati molto chiari e comprensibili, premettendo una precisazione. Se fino agli anni 2000 complessivamente le due province di Trento e Bolzano marciavano un po’ alla pari per tutti gli aspetti economici e sociali è proprio a partire dal 2000 che, regnante Dellai, il Trentino comincia a perder colpi. Quindi che cosa è accaduto negli ultimi quindici anni? Ecco uno schema sintetico: fra il 2007-2014 l’Alto Adige ha aumentato il PIL di oltre otto punti rispetto al Trentino ( più 4,6 a Bolzano, meno 4 a Trento); Il PIL pro capite delle due province evidenzia nel 2014 un divario del 15 per cento ovvero 40 mila euro pro capite a Bolzano contro i 34 mila euro pro capite del Trentino il tasso di attività nel secondo trimestre del 2016 in provincia di Bolzano è di 4 punti superiore a quello Trentino ( detto in altri termini in Alto Adige si lavora e si produce di più), il tasso di disoccupazione è più basso di 3 punti a Bolzano rispetto a Trento, Il tasso di disoccupazione giovanile segnala un divario molto accentuato (27 per cento in Trentino contro il 21 per cento a Bolzano), le esportazioni nel 2015 raggiungono i 4,4 miliardi in Alto Adige rispetto ai 3,4 del Trentino con un divario clamoroso del 25 per cento,

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Una regione a due velocità Il Trentino perde colpi rispetto all’Alto Adige/Suedtirol – Che fare? di Ettore Zampiccoli

Il “sorpasso” non è solo il titolo di un famoso film di Dino Risi, interpretato da Gassman negli anni Settanta. Purtroppo è la realtà documentata della Regione Trentino-Alto Adige all’interno della quale l’Alto Adige, ovvero il Suedtirol, sta sorpassando le presenze turistiche sono 30 milioni in Alto Adige e 24 milioni in Trentino le sofferenze bancarie in Trentino sono 4 volte superiori a quelloe del Suedtirol, il tasso di natalità segna un divario di oltre un punto a favore della provincia di Bolzano, addirittura nel 2015 la provincia di Trento registra un dato negativo ( meno 215 nati rispetto all’anno precedente), il Trentino, nonostante i periodici proclami dell’assessore Alessandro Olivi, è al lumicino nella promozione dell’internazionalizzazione in Trentino e spende un terzo di quanto destina la Provincia di Bolzano, il 30 per cento dei ragazzi trentini iscritti alla scuola secondaria superiore non acquisisce il titolo di studio,

il bilancio della Provincia di Trento è in continua decrescita ( 4,8 miliardi nel 20082013; 4,48 miliardi nel 20142018; 4,150 miliardi a partire dal 2019 ). Fermiamoci qui. I dati riportati sono tratti da una seria ricerca condotta a livello universitario. Sintetizzando al massimo e senza pretendere di dare giudizi definitivi questi parametri sopra citati

alla grande il Trentino. In un recente meeting, promosso a Trento dal senatore Ivo Tarolli, è emersa una fotografia preoccupante, sicuramente nota alla classe politica e burocratica del Trentino, ma ignorata dalla maggioranza della popolazione.

dicono sostanzialmente alcune cose: il Trentino produce meno dell’Alto Adige, ha un livello di benessere più basso, ha un tasso di scolarizzazione inferiore, idem per la natalità. Quindi il Trentino ha meno Pil, meno prospettive ottimistiche per i nostri giovani, fa meno figli con tutto quel che ciò comporta per la crescita. Detto per inciso: se il Pil è inferiore anche le entrate della

Provincia, visto che le tasse sono legate al Pil, saranno destinate a diminuire. E infatti già oggi le disponibilità del bilancio provinciale rispetto al 2013 sono di 500 milioni in meno. In provincia di Bolzano, grazie al Pil, sono di 250 milioni di euro più alte. Il quadro è preoccupante, sempre che vogliamo rapportarci all’Alto Adige. Se invece vogliamo “sederci” e rapportarci ad una regione del Sud, ad esempio la Calabria, allora potremo dire che siamo ancora bravini. Ma sarebbe una presa in giro. E’ un quadro, quello che emerge dalla ricerca del senatore Tarolli, che richiederebbe un’analisi attenta e conseguentemente un progetto di rivitalizzazione serio e incisivo. Non basta dire, per giustificare il divario, che l’Alto Adige è ag-

ganciato alla locomotiva tedesca. A parte che il Trentino, se avesse perseguito politiche economiche diverse, poteva tentare di trovare questo aggancio. Ci pare invece che le ragioni siano più profonde, da scandagliare sia a livello economico che sociale, sia a livello politico che burocratico. Ci vorrebbe una forte task force di pensiero per dire che cosa si è sbagliato negli anni dell’era dellaiana, così prodiga di clientelismo e di moltiplicazione di società partecipate, e che cosa si potrebbe rimettere in pista. Ci vorrebbe un forte progetto di rilancio dell’economia ma anche del modo di gestire l’Autonomia. Chiedendoci, tra l’altro, se il tipo di gestione dell’Autonomia voluto dal modello Dellai, non abbia finito per rendere i trentini un po’ apatici, adagiati sull’assistenzialismo e sul clientelismo, forse un po’ anche meno liberi. Ma nelle nebbie che si addensano attorno a piazza Dante non pare che qualcuno pensi a questo.

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Rubrica Legale

MARZO 2017 L’avvocato risponde

Testamento olografo: obblighi e funzionamento Buongiorno Massimo, in effetti nessuno affronta “volentieri” il discorso delle volontà testamentarie, visto che è legato al momento in cui fisicamente non ci saremo più. Certo è che, come dico sempre agli assistiti che si rivolgono a me per l’assistenza nella redazione del proprio testamento, è sempre meglio pensarci ed evitare inevitabili discussioni e/o liti alle persone care. Venendo alla Sua richiesta le premetto che il testamento olografo è solo una delle possibilità che il Codice Civile, con l’art. 602, prevede per la redazione delle proprie volontà testamentarie. L’aggettivo “olografo” indica che il testamento deve essere scritto interamente a mano dal testatore: le proprie volontà devono essere espresse “di pugno”, con la propria scrittura. Infatti se il testamento fosse scritto a macchina o stampato con il computer, anche se firmato e datato sarebbe nullo ex art. 606 C.C.. Il senso di questa rigida disposizione è la tutela del testatore, infatti, se fosse possibile utilizzare mezzi meccanici, il testamento

Buongiorno Avv. Gottardi, mi sto avvicinando al mio ottantesimo compleanno e sento che, mio malgrado, è giunto il momento di lasciare “qualcosa di scritto” per evitare che i miei nisarebbe molto più facile da modificare o alterare. Ci sono stati casi in giurisprudenza in cui i Giudici si sono dovuti esprimere chiedendosi se un testamento olografo scritto in stampatello e non con la normale grafia del testatore, integrasse il requisito dell’olografia: anche se il testamento è stato in quel caso ritenuto valido, consiglio di utilizzare la propria scrittura abituale, avendo cura ovviamente di scrivere in modo quanto più possibile chiaro e leggibile. Il secondo requisito richiesto per la validità del testamento olografo è la sottoscrizione (la propria firma) alla fine delle disposizioni, possibilmente senza lasciare spazi. Qualora il proprio testamento sia composto da più pagine è possibile anche sottoscrivere ogni pagina al fine di evitare qualsiasi possibilità di censura giudiziale per difetto di sottoscrizione anche di parte delle volontà testamentarie. La giurisprudenza ha ritenuto valida anche la

sottoscrizione con il solo soprannome o pseudonimo, ma è evidente che per sicurezza è meglio sottoscrivere con il proprio nome e cognome anagrafico, in modo da rendere facilmente determinabile l’identità del testatore. Ultimo requisito necessario è che il testamento deve essere datato dal testatore, di suo pugno. Basta infatti che la data venga aggiunta da altri per determinare l’annullabilità del testamento,

poti debbano litigare quando non ci sarò più. Ho sentito parlare in televisione del testamento olografo, che potrei fare da solo. Può spiegarmi cosa significa? Massimo, Val Rendena.

come previsto dallo stesso articolo 606 del codice civile. La data deve essere possibilmente comprensiva di giorno, mese ed anno, anche se la giurisprudenza ha ritenuto valide datazioni cosiddette “per relationem”, come ad esempio “Il

CURIOSITÀ DAL MONDO A Harthahorne City (USA) i cani che volessero riunirsi in gruppi composti da più di tre individui devono esser stati preventivamente autorizzati dal Sindaco che rilascerà loro un documento firmato.

Birrificio Val Rendena

Miglior birra per la Brenta Bräu Special Winter Zeit Il Birrificio Val Rendena aggiunge un altro premio al suo già ricco palmarès. Questa volta alla fiera di Rimini “Beer Attraction”: dal 18 al 21 febbraio scorsi, produttori internazionali di specialità birrarie, birre artigianali, cibo e tecnologie alimentari si sono trovati per sfidarsi a colpi di... boccali. L’evento, organizzato da Italian Exhibition Group in collaborazione con Unionbirrai, ha registrato un numerosissimo pubblico e moltissimi produttori a darsi battaglia.

Una battaglia però tutta in allegria e convivialità, che ha visto alla fine diverse classifiche, divise per varie categorie e specialità di birra e di produzioni. Il tutto valutato da

una Giuria composta da ben 72 giudici, che ha avuto l’arduo compito di valutare 1367 birre provenienti da 257 birrifici. Tra le ventinove categorie

giorno del mio compleanno o Pasqua 2016”. Il principio tutelato è sempre quello di “mettere al sicuro” la volontà testamentaria da possibili manomissioni (nel caso della presenza di più testamenti, ad esempio, la data serve a stabilire

premiate, al primo posto come migliore tra le birre “ambrate e scure, a bassa fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione tedesca” 2017 va alla Brenta Bräu Special Winter Zeit produzione del Birrificio Val Rendena dei fratelli Paolo e Claudio Collini. Solo al quinto anno di produzione, eppure sulla cresta dell’onda come successi e riconoscimenti regionali e nazionali. Non resta che brindare ai traguardi raggiunti e... a quelli a venire! A.G.

quale testamento rappresenti l’ultima volontà del defunto). Dopo aver brevemente trattato dei requisiti di forma del testamento olografo è opportuno ricordare, con un brevissimo cenno, che esistono disposizioni testamentarie che, per chi non è un tecnico del diritto, non è facile conoscere ed applicare. Superato l’ostacolo dei requisiti di forma, disporre validamente ed efficacemente attraverso un testamento, senza temere successive impugnazioni o azioni di riduzione, richiede attenzione per non ledere quote di legittima e quote disponibili. Per questo consiglio sempre di rivolgersi a qualcuno di esperto, come un avvocato o un notaio, per disporre con sicurezza. Per approfondire o per fissare un colloquio su questo o su altri temi l’avv. Mattia Gottardi riceve presso il suo Studio in Tione di Trento, via N. Sauro n. 2, previo appuntamento, chiamando il numero 0465/324667 oppure 349/2213536 o scrivendo all’indirizzo mgottardi1@yahoo.it

Il Giornale delle Giudicarie

mensile di informazione e approfondimento Anno 15 n° 3 marzo 2017 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Caporedattore: Denise Rocca Comitato di redazione: Matteo Ciaghi, Elio Collizzolli, Aldo Gottardi, Denise Rocca Hanno collaborato: Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Francesco Brunelli, Alberto Carli, Umberto Fedrizzi , Enrico Gasperi, Marco Maestri, Alessandro Togni, Alberta Voltolini, Ettore Zampiccoli, Marco Zulberti Per la pubblicità 3356628973 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3335988772) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato il 2 marzo 2017 da Sie Spa - Trento Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129


Giovani

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Le associazioni di volontariato reclutano giovani

“Come On”: leva civica giovanile Alla costruzione dell’iniziativa stanno partecipando attivamente, oltre agli assessori di riferimento dei tre comuni e ad alcuni volontari, anche alcuni giovani (Thomas, Umberto, Giulia, Anna e Lara), che si stanno occupando in particolare della comunicazione dell’evento tramite i social e il cui contributo è certamente di garanzia per un futuro ampio coinvolgimento di altri loro coetanei. Concretamente, attraverso un primo incontro informativo e successive iniziative, i giovani saranno invitati a prendere contatto con le associazioni di volontariato per conoscerne l’attività e, se lo desidereranno, per effettuare concretamente in esse esperienze di volontariato. Il progetto prenderà avvio con una lettera che i Sindaci e gli assessori invieran-

Il progetto “Come On” è nato dalla collaborazione tra il gruppo “Volontari in Rete” coordinato dalla Comunità di valle, il Centro Servizi Volontariato della Provincia e i comuni di Tione, Tre no ai giovani residenti nei tre Comuni, allo scopo di invitarli a un incontro pubblico fissato per venerdì 31 marzo 2017 alle ore 20.00 presso Casa Mondrone a Preore. Durante la serata, condotta da Andreas Fernandez, collaboratore del Centro Servizi Volontariato, sarà presentato il progetto ai ragazzi presenti e si raccoglieranno le prime adesioni. Il programma di massima della serata prevede la partecipazione di Flavio Antolini, formatore esperto in comunicazione e mediazione nell’ambito della cooperazione internazionale, scolastico e familiare. Parteciperanno anche il giova-

ne musicista e cantautore Anansi, che ha partecipato al Festival di Sanremo nel 2011 e Christian Merli, pilota di velocità in montagna, campione italiano nel 2015 e secondo assoluto

Ville e Borgo Lares ed è finalizzato a promuovere la partecipazione dei giovani dai 18 ai 29 anni alle organizzazioni di volontariato che in Giudicarie lavorano in ambito socio-sanitario.

nel Campionato europeo nel 2016. Con loro e con altri ragazzi, che racconteranno la propria esperienza di volontariato, si rifletterà sul senso dell’impegno e del tempo

dedicato alla solidarietà e alla vicinanza all’altro. Allieteranno la serata i ragazzi della Scuola Musicale delle Giudicarie ed a fine serata ci sarà un piccolo rinfresco. Le organizzazioni di volontariato si presenteranno attraverso del materiale informativo e i volontari saranno a disposizione durante l’intera serata per i giovani che desidereranno essere contattati per conoscere meglio le varie realtà. I giovani che vorranno partecipare al progetto potranno scegliere in quale ambito fare esperienza di volontariato e saranno affiancati da volontari esperti ai quali potranno far riferi-

mento per ogni necessità. Il gruppo Volontari in Rete organizzerà anche momenti formativi e di gruppo per accompagnare i giovani volontari. L’auspicio è quello di coinvolgere il maggior numero di giovani in questo percorso, convinti che fare volontariato sia soprattutto creare occasioni di incontro e di crescita per la nostra comunità, e che stare vicini a chi ha bisogno sia non solo dare, ma soprattutto ricevere. I riferimenti per il progetto sono i seguenti: - Ufficio di piano Comunità delle Giudicarie, Elena, tel. 0465/339505 - Karin, associazione Comunità Handicap, tel. 335 6011177 - Gli assessori per le politiche sociali dei tre Comuni Mirella Girardini, Claudia Simoni e Silvia Chemotti.

In Valle del Chiese nascono le prime due consulte a stretto contatto con l’amministrazione comunale

Al via i lavori delle consulte giovanili Nel 2015 l’equipe tecnico–educativa del Piano Giovani, coordinato in questo territorio dalla Comunità Murialdo, in collaborazione con il Tavolo delle Politiche Giovanili della Valle del Chiese, si era impegnata in un percorso che a portato alla creazione di due Consulte Giovanili locali. In un momento storico come quello attuale, in cui la realtà giovanile è in continuo movimento e le problematiche che la riguardano sono molteplici e complesse, il Tavolo e le Amministrazioni comunali hanno ritenuto importante e fondamentale il momento di confronto, istituzionalizzando un luogo specifico dove i giovani possono avere parola sui problemi riguardanti il Comune, assicurando così una formazione alla vita democratica ed alla gestione della vita cittadina. Dall’altra parte i giovani stessi hanno l’obiettivo di dimostrare di avere carattere e spirito propositivo verso la categoria adulta, di essere impegnati sulla strada che porta da ragazzi a diventare adulti e cittadini consapevoli del proprio ruolo nella comunità. L’organo di consulta vuole rappresentare i giovani che vogliono partecipare all’ideazione,

alla realizzazione e alla promozione di iniziative volte al benessere e al progresso sociale dei giovani e quindi di tutta la comunità favorendo il raccordo fra i giovani e le istituzioni. La Consulta, in sintesi, costituisce un canale che permette di conoscere la realtà giovanile, esprime proposte e promuove

progetti e iniziative di vario genere, contribuisce a diffondere dati e informazioni nei settori d’interesse giovanile, promuove incontri con organismi analoghi presenti sul territorio. Il progetto, approvato dall’Ufficio Giovani della Provincia, ha visto la sua realizzazione a partire da giugno 2015, accogliendo

Comuni interessati ad intraprendere il percorso di avvio Consulta Giovanile ed a cui hanno risposto le amministrazioni di Storo e Bondone. Il passo successivo è stato quello di sondare l’interesse di giovani che volevano iniziare ad avvicinarsi a questa nuova opportunità. E da qui parte un percorso formativo

ed informativo il cui risultato è stata la produzione della bozza del regolamento della due Consulte che è stata poi condivisa con il Segretario Comunale ed approvata dal Consiglio Comunale nelle scorse settimane. Con il 2016 è stato avviato un concorso per la realizzazione del logo delle Consulte esteso a tutti i giovani del territorio al termine del quale è stata premiata Elena Zocchi di Storo per la realizzazione dell’elaborato migliore. Sono state premiate inoltre Matilde Armani per la miglior descrizione del logo rappresentato e Nora Badaoui, la più giovane partecipante. «Ci preme ringraziare – affermano i responsabili della Comunità Murialdo – le amministrazioni comunali di Storo e Bondone che hanno creduto fin da subito a questa iniziativa. Inoltre, a nome dei ragazzi delle Consulte Giovanili, vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione dei nuovi loghi, augurandosi infine che anche altri giovani vogliano, in futuro, sperimentare questo modo alternativo e coinvolgente di partecipazione dando vita ad altre Consulte Giovanili in Valle del Chiese». M.M.


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Europa

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Macroregioni per rafforzare la crescita europea Ne sono state costituite quattro: Mar Baltico, Danubio, Adriatico-Ionico – Arco Alpino Primi ad organizzarsi a livello europeo sono stati Comuni e poi le Regioni ed altri enti territoriali sovracomunali. Ben presto amministratori sensibili alla cooperazione fra diversi ambiti territoriali nazionali si sono attivati per creare intese che interessassero realtà delle zone di confine, promuovendo quella che venne ed è oggi chiamata cooperazione tra frontaliere. Per quanto riguarda l’area alpina va segnalata la costituzione della Comunità di lavoro delle Regini alpine centralo ArgeAlp, fondata nel Tirolo il 12 ottobre 1972, con la Provincia autonoma di Trento che vi partecipò l’anno successivo, unendosi alla Provincia di Bolzano, già presente all’atto della fondazione unitamente ad altre realtà subnazionali. Il 20 novembre 1978 venne poi costituita a Venezia AlpeAdria, alle qualche anno dopo aderì la Regione Autonoma Trentino -Alto Adige. Nel 1982 venne costituita la Cotrau nelle Alpi centro occidentali. Va detto che per favorire la cooperazione transfrontaliera nell’intero arco alpino significativa è stata la costituzione e l’opera del “Comitato per la coo-

di Paolo Magagnotti Il processo di unificazione europea avviato nel Secondo dopoguerra grazie alla lungimiranza e al coraggio di politici con grandi visioni per un futuro di pace e sviluppo, fra cui lo statista trentino Alcide De Gasperi, è stato retto inizialmente in termini praticamente esclusivi dagli Stati nazionali attraverso i loro governi centrali. Altri livelli istituzionali, fra perazione fra le regioni dell’arco alpino” istituito a seguito della grande conferenza sul tema “Le Alpi e L’Europa” svoltasi Milano nell’autunno del 1973. Per quanto riguarda la nostra realtà locale e i rapporti con il vicino Tirolo è stata formalizzata nel 2011 la costituzione dell’ Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, con lo scopo di favorire la redazione di progetti di collaborazione interessanti l’area al di qua ed al di là del Brennero. Negli ultimi tempi è stata tuttavia avvertita l’esigenza, soprattutto da parte di realtà subnazionali, ma anche da Stati nazionali, di promuovere una stretta collaborazione interessante aree molto vaste unite da interessi ed obiettivi comuni. Un’esigenza nata anche dai crescenti processi di globalizzazione e interdipendenza. Sono nate così le “Macroregioni”, ossia ambiti territoriali molto estesi all’interno dei quali Stati

nazionali, Regioni, Province, Comunità autonome e Comuni collaborano all’interno di un quadro di coordinamento e supporto dell’Unione Europea. La richiesta di strategie macroregionali sono state volute anche a completamento di tradizionali politiche nazionali di gestione territoriale. Attualmente le strategie macro regionali

cui Regioni, Province, Comunità autonome, Dipartimenti e Comuni non erano direttamente parte attiva del Progetto. Ben presto, tuttavia, Comuni e Regioni hanno evidenziato la necessità di avere una propria voce a livello europeo, chiedendo di poter essere attori nell’esprimere istanze locali ed aver parte in decisioni europee di loro interesse.

interessano 19 Paesi dell’Unione Europea e otto Paesi terzi, comprese loro realtà subnazionali. La prima strategia macroregionale venne approvata dal Consiglio europeo (insieme di capi di Stato o di Governo dell’Unione Europea) nel 2009 ed interessa l’area del Mar Baltico(EUSBSR). In seguito sono nate altre tre Macroregioni: la regio-

ne del Danubio(EUSDR) nel 2011, la strategia per la regione Adriatica Ionica (USAIR) nel 2014, e, ultima nel 2016, la strategia per la Regione alpina, di cui fanno parte anche Trentino e Sdtirolo. I progetti delle macroregioni possono essere realizzati con il concorso di fondi europei l’intervento della realtà nazionali sulla su una interessate. Per quanto riguarda il finanziamento europeo sono disposizione solo strumenti già esistenti, e ci si muove con la regola dei “tre no”: no a nuove regolamentazioni dell’UE, no a nuovi finanziamenti dell’UE, no a nuove istituzioni dell’UE. Tutto ciò in linea con l’esigenza di razionalizzare al massimo le spese e di evitare nuovi e costosi meccanismi formali. Vi sono tuttavia in essere importanti strumenti di finanziamento in grado di sostenere significativi progetti per lo sviluppo di strategie euro regionali. Un partico-

lare sostegno può derivare dai programmi dei fondi strutturali e di investimento europei (SIEL), incluso Intrreg, ossia la Nato per favorire la comprensione tra frontaliere. Il successo delle strategie macroregionali dipende in buona parte dal coinvolgimento della comunità interessate le quali devono avere coscienza di esigenze, possibilità operative e progetti. Serve, insomma, quel “nesso sociale” ritenuto fondamentale per lo sviluppo dei cluster in economia. È inoltre importante che istituzioni ed entità interessate alla dimensione macroregionale non si concentrino su interessi interni ma conservino visione e impegno europeo. Va rilevato purtroppo che l’informazione, analogamente a quanto succede per le tematiche generali del processo di integrazione europea, non riserva la dovuta attenzione al concetto, alle potenzialità e ai programmi euroregionali. Al riguardo è da augurarsi che possa divenire motivante una conferenza sui media e comunicazione nelle quattro Macroregioni che avrà luogo all’inizio di aprile in Slovenia e al quale sarà presente con un intervento.

Borse di studio per chi va lontano La scadenza per le domande è il 17 marzo

Due nuovi bandi sono stati proposti per l’anno accademico 2016-2017 dall’Opera Universitaria. Entrambi prevedono una borsa di studio per gli studenti residenti in provincia di Trento, sia per coloro che studiano in un’altra città italiana, sia per quelli che studiano all’estero. La richiesta per poter entrare in graduatoria dovrà essere consegnata allo Sportello Opera Universitaria in via della Malpensada 140 a Trento entro il 17 marzo 2017. Il primo bando si rivolge a tutti gli studenti residenti nella provincia di Trento iscritti a corsi di laurea o di laurea magistrale in altri atenei italiani, purché non

attivati in provincia di Trento. Al secondo invece potranno presentare domanda gli studenti residenti nella provincia di Trento sotto i 35 anni che frequentano un corso undergraduate (lauree triennali o magistrali a ciclo unico) o master courses (lauree magistrali) in Università estere con sede in paesi comunitari. I requisiti per il conseguimento della borsa di studio verranno valutati in questo caso sia in base al merito accademico che alla condizione economica familiare. Le graduatorie per entrambi i bandi saranno pubblicate entro il 21 aprile 2017. Maggiori informazioni riguardo ai requisiti specifici e i

relativi documenti sono disponibili sul sito www.operauni.tn.it, sotto la sezione Borse di studio (Bandi). L’Opera Universitaria promuove infatti il diritto allo studio tramite servizi e agevolazioni indirizzati agli studenti residenti a Trento o iscritti all’Università degli Studi di Trento. Se si è residenti e si soddisfano le credenziali richieste è possibile usufruire di questi servizi, indipendentemente dal fatto che lo studente si trovi all’estero o in una sede italiana. Questa potrebbe essere un’opportunità per molti che per indecisione o per difficoltà economiche non si arrischiano a spostarsi al di fuori dei confini italiani. La maggior parte del-

le statistiche sembrano essere d’accordo sul fatto che la conoscenza di almeno una lingua straniera, sia che si scelga di lavorare in Italia che all’estero, è ormai diventata un requisito fondamentale per avere maggiori opportunità lavorative. Secondo una statistica dell’Istat del 2014 il primo requisito richiesto dai datori di lavoro ai diplomati in cerca della loro prima occupazione è la conoscenza delle lingue, seguita da quella dell’informatica e l’esperienza lavorativa precedente. Tenendo conto di queste credenziali, questo bando potrebbe essere una buona opportunità anche per i più indecisi. Francesca Cristoforetti


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“Principe di Ragada” è la collezione firmata da Rody Mirri che debutta nel mondo della moda con il Made in Italy

Dalla Val Genova un nuovo marchio sartoriale di lusso

Allora Rody, parlaci di questa nuova linea “Principe di Ragada”. Diciamo che da sempre sono stato affascinato dal mondo della moda, nel quale peraltro ho già lavorato dagli anni ’80, ma che ho imparato ad apprezzare ancora di più grazie all’amicizia con alcuni stilisti tra cui Gianni Versace e Antonio D’Amico. Già negli anni ’90 avevo firmato una linea di orologi e di occhiali, ma lì il mio coinvolgimento era solo marginale: oggi ritorno invece con una linea di vestiti che sto seguendo in prima persona e nella quale c’è molto della mia esperienza.

Un “ritorno” dunque alla moda? Direi di sì, basti pensare che a 20 anni aprii a Pinzolo e Tione, in Brevine, due boutique di jeans, una scelta decisamente all’avanguardia per quei tempi, anche per il genere di prodotti che veniva proposto. Cos’è dunque il marchio “Principe di Ragada”? L’idea è nata in modo quasi casuale, facendo visita ad un artigiano di Poia che produce loden di altissima qualità, a mano, attento a finiture e dettagli. Sono stato affascinato dal grande livello di queste produzioni, così come di altre – dalle camicie ai gioielli – di piccoli laboratori in Italia che ho avuto modo di conoscere nel corso del mio lavoro nello spettacolo. Il progetto è quello di mettere in rete tutte queste eccellenze del “Made in Italy” sotto un marchio comune “Principe di Ragada” con una linea dai tratti molto riconoscibili ed uno stile dal grande fascino.

Una linea di moda, esclusiva e di qualità elevatissima. Ma legata al suo territorio di origine, nell’essenza, nel marchio – Principe di Ragada – che richiama il toponimo di una località della Val Genova. Questo è il nuovo progetto di Rody Mirri, noto manager dei vip e imprenditore originario di Pinzolo, milanese d’adozione che alla Val Rendena è sempre rimasto

legato. Nonostante i quasi 40 anni passati nel mondo dello spettacolo Rody è sempre un giovane pieno di idee e entusiasmo, con quel naturale fascino che gli ha permesso di frequentare alcune fra le più belle donne della tv: quell’entusiasmo che è lo stesso con cui ci parla del suo nuovo progetto, questa volta nel campo della moda. gliori località turistiche italiane, penso a Madonna di Campiglio, Cortina, Forte dei Marmi, Portofino ecc. Lo stile sarà quello della linea di abbigliamento: con una propria identità precisa, esclusivi, con prodotti italiani di altissima qualità.

Quali tipologie di vestiario si troveranno nella collezione? Siamo partiti dai loden, quasi come omaggio al territorio dal quale provengo e alla sua tradizione. Ma poi grazie anche al supporto della nostra art director, Alessia Miceli, abbiamo esteso la produzione a vari tipi di abbigliamento, dalle giacche agli accessori alle camicie. Il tutto con la filosofia dell’alta qualità: ogni articolo è infatti in produzione limitata a 100 esemplari e chi lo acquisterà avrà, all’interno, il numero di serie preceduto dalle iniziali. Chiaramente si tratta di una tipologia di prodotti di livello e di fascia alta, anche in termini

di costo: ci rivolgiamo ad una clientela significativa, così come lo sarà il modo di vendita. A fine marzo presenteremo alla stampa e al mondo della moda a Milano il portale internet dal quale sarà possibile ordinare ed acquistare i nostri prodotti. Due aggettivi per descrivere questa linea di abbigliamento? Esclusiva, di certo. Poi, più che un aggettivo direi “Made in Italy al 100%”, un tratto fortemente distintivo del nostro fare moda. Così come lo sarà della seconda parte del progetto. Quale? “Principe di Ragada” sarà anche un brand di fashion bar, che apriremo nelle mi-

In mezzo a tutti questi progetti Rody Mirri trova ancora spazio per essere il manager dei vip? Naturalmente continua l’attività della mia agenzia nel mondo dello spettacolo e della televisione. Certo, l’ambiente è cambiato molto rispetto agli anni ’80 e ’90, quando c’erano moltissime produzioni inhouse delle tv, mentre oggi si comprano tanti format preconfezionati. Dietro le quinte, però, questo mondo ha sempre le stesse dinamiche, quelle

Rody Mirri

che ho svelato nel mio primo libro “Il triangolo del potere” e che descriverò nel mio settimo libro, che sto scrivendo, sugli ultimi 5-6 anni della tv italiana. Posso anticipare che – accanto al libro – vi sarà un dvd con filmati “rubati” dietro le quinte che faranno di certo scalpore. Inoltre lavoro ad una sceneggiatura per un film tratto da un mio libro “Non volevo finisse così” una storia d’amore nella quale si ritroveranno tante vicende della mia vita e del mio lavoro nel mondo dello spettacolo. Ma com’è, in fondo, visto da dentro questo mondo patinato della Tv e delle sfilate di moda? E’ un mondo complesso, anche molto stimolante per la verità. Io ho avuto la fortuna di viverlo intensamente e sono contento di quello

che ho fatto. E’ anche un contesto pieno di contraddizioni e con alcuni, forse troppi lati oscuri, gli stessi “vip” sono personaggi non sempre facili con cui rapportarsi. Poi ogni tanto ci sono degli aspetti che ti riportano un’umanità che sa darti conforto. Un esempio su tutti; Roma 1979, si tornava da una serata con Franco Califano – allora ero il suo road manager – era molto tardi la notte, praticamente mattino. Arrivammo a casa sua e trovammo il portiere che si stava lamentando, quasi piangendo, del fatto che gli avessero rubato il vespino con il quale di pomeriggio faceva delle consegne per arrotondare. Califano gli intimò di fare poco chiasso, quasi scocciato da quelle lamentele, salì e ce ne andammo a dormire. La mattina dopo, però, verso mezzogiorno, si svegliò e andò diritto in una concessionaria a comprargli una vespa nuova e gliela fece trovare parcheggiata davanti allo stabile. Qui ho visto l’uomo, che va oltre l’artista. R.S.


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Conosci il Trentino? L’associazione “ Piazza Viva” organizza incontri su Europa, Politica, Trentino. Target: giovani L’Associazione ha deciso di incontrare, anzi, di far incontrare le giovani forze con personaggi che possano raccontare, testimoniare, stimolare, riflettere. E metteteci tutti i verbi positivi che conoscete. Perché per interrogare, interrogarsi e riflettere bisogna pensare; e pensare significa guardare lontano. Un incontro al mese, su prenotazione, perché si partecipa solo se ci si crede. L’EUROPA. Il primo tema è stato fornito da questo sistema complesso, stimato e contestato, adorato e odiato. E chi meglio di Herbert Dorfmann, europarlamentare dal 2009, può parlarne? Così in una sera nevosa di febbraio, a Vigo Rendena, alla Casa di Terre Comuni (Cooperativa sociale, altra creazione forgiata dal maglio di Tiziano Salvaterra) un nutrito gruppo formato prevalentemente da giovani ha dato vita ad un dibattito con punte alte assieme a Dorfmann. Cos’è l’Europa? Come funziona? E’ più vicina ai cittadini o è più nelle mani della burocrazia? E non sarà stata allargata da 9 a 28 Paesi troppo in fretta? Cosa fa per le terre periferiche e soprattutto difficili come le regioni di montagna? Europa delle nazioni o delle regioni? Per l’agricoltura si impegna certamente (basti pensare ai

Il Trentino, i giovani, l’Europa, la politica... “Uhm, quanti temi insieme”, si dirà. Vero, ma in realtà sono tutti argomenti che si intrecciano. A dimostrarlo c’è un’iniziativa varata nel febbraio 2017 dall’Associazione di promozione sociale “Piazza viva” (nascita nel 2016, sede a Tione, ma voglia di operare su tutto il territorio giudicariese e magari pure fuori) sotto un titolo

Piani di sviluppo rurale), ma non avrà contadini di serie A e contadini di serie B? Un mare di domande. L’europarlamentare sudtirolese, presentato da Aldo Gottardi come “uomo che sta in Europa nella Commissione Agricoltura, ma per i suoi incarichi guarda dall’Europa al mondo, ed in particolare al mondo asiatico”, ha risposto e riflettuto con aria pacata e idee chiare. Le difficoltà sono innegabili: la burocrazia esiste, le differenze fra Paesi esistono, ma la scelta è irreversibile, nonostante la Brexit, le Marine Le Pen, i nazionalismi...

Si potrebbe dire moderatamente ottimista, anche perché vede nei giovani i nuovi potenziali protagonisti dell’Europa, un’entità diversa dagli Stati Uniti, dove si parla una unica lingua. Qui ci sono lingue, storie, culture diverse, ma ci si può, anzi ci si deve parlare, nella logica della democrazia e della pace. I GIOVANI. Lo ha detto Dorfmann: i giovani, grazie certamente alle tecnologie, grazie alla possibilità di spostarsi, grazie ai progetti europei, devono diventare i protagonisti della vita del continen-

che può essere letto in due modi: Conosci il Trentino. Oppure, Conosci il Trentino?. In fondo è solo questione di una piccola punteggiatura fra l’imperativo, l’educativo e l’interrogativo. “Piazza viva” è un’Associazione giovane di giovani: la parola “giovani” è un mantra che sentiamo ripetere spesso da chi dice di “lavorare per i giovani”, invece che “con i giovani”. te. Una domanda sgorga spontanea, tornando nelle nostre terre: quanto spazio viene lasciato loro dalla generazione degli ultra cinquantenni? Spazio politico, intendiamo, ché nelle Pro Loco o nelle società sportive magari si aprono praterie per sgobboni e volonterosi. Ma sindaci, assessori, presidenti di enti sovracomunali, presidenti di Cooperative... L’impressione è che si sia saltata una generazione (salvo rare eccezioni, che non mancano mai, s’intende): la generazione dei trenta/quarantenni. “Avranno tempo di rifarsi”, si dirà. “A meno che non si scoraggino e non mandino l’impegno pubblico, il senso istituzionale e le possibili cariche a farsi benedire, insieme agli anziani che le manovrano!” No, non è tutto disastro, e soprattutto si deve pensare “positivo”. Per questo “Piazza viva” si è attivata, coinvolgendo un gruppo di giovani nell’iniziativa “Conosci il Trentino”. Sono pochi? Avranno la forza di sgomitare per entrare nelle “stanze dei bottoni”? E

qui si potrebbe aprire una bella parentesi. Ma perché è proprio necessario sgomitare, farsi largo, per conquistare, non diciamo il potere, ma perlomeno il diritto di parola? IL TRENTINO. Questa terra sta vivendo un presente all’altezza del suo passato? Per capirci, nelle vallate fin dal Medioevo è nata la cultura dell’autogoverno, con piccole comunità disperse sulle montagne, povere ma capaci di darsi regole precise per la gestione del territorio e dei rapporti interni alle comunità stesse. Sull’onda di quella storia, prima che della tradizione, sul finire dell’Ottocento, con un altro colpo d’ala, il Trentino si è dato una ulteriore forma di autogoverno: la cooperazione. Infine, dopo la seconda guerra mondiale, ecco una ultima conquista: l’autonomia. Domanda: siamo all’altezza, nel terzo millennio, di tanto passato? I ragazzi di “Piazza viva” lo chiederanno al presidente della Provincia, un autonomista come Ugo Rossi, il quale sarà protagonista del se-

condo incontro della Casa di Vigo Rendena. LA POLITICA. La politica e l’Europa, la politica e il Trentino, la politica e i giovani... Non sono variabili farlocche. Lo si diceva all’inizio: sono temi che si intrecciano e che hanno una costante: il futuro. Perché i giovani sono il futuro, e lo diciamo tenendoci il più lontano possibile dall’odore di retorica. Purché li si lasci crescere e decidere. E l’Europa è il futuro, nonostante Brexit, i nazionalismi, la burocrazia e le paure. Il Trentino è il passato, è il presente, ma deve essere il futuro, nel senso che deve dare una prospettiva a chi ha deciso di continuare a vivere nelle vallate, nei villaggi arrampicati sulla montagna. E chi deve dare questa prospettiva? Senz’altro la politica, ma anche l’economia. Tradotto: le istituzioni provinciali e locali da una parte, le aziende, gli istituti di credito, ed in particolare le Casse Rurali, dall’altra. Ossia chi è diffuso capillarmente nel territorio. Infine, chi dev’essere protagonista del futuro? Senz’altro i giovani, che devono imbracciare l’arma del coraggio ed impugnare la bandiera dell’entusiasmo. Purché nessuno si sogni di tarpare loro le ali.

Giù dallo Spinale in slittino La nuova divertente proposta di Funivie di Campiglio Da questo inverno si comple- stivi della località, proprio di ta l’offerta per gliCOME amanti della splendido scenario SI GUIDA UNO fronte SLITTINOallo – I CONSIGLI DI OTTO BACHMANN neve a Madonna di Campiglio. del Gruppo delle Dolomiti HOW TO STEER A SLED – TIPS FROM OTTO BACHMANN di Da febbraio in coincidenza Brenta, la discesa attraversa le delle prime nevicate ci si1 può distese di neve3 di malga Fevri 4 divertire con la discesa lungo per 2 arrivare alla partenza della nuova pista per slittini che la seggiovia Spinale. La salita partendo dal Monte Spinale avviene comodamente seduti NEI RETTILINEI Assumere una posizione seduta (foto 1) o sdraiata (foto 2) tenendo le gambe tese, prestando FRENATA scende sul versante della Spinale 2. le suoleLa attenzione che i piedi al massimomaltocchino il lato esterno deisulla pattini (non appoggiareseggiovia la gamba Tenendo le ginocchia flesse, premere con i piedi la pista tenendo delle scarpe accanto e/o il piede sul pattino, bensì tenerli in posizione rilassata accanto ai pattini). Con una mano ai pattini. Nel far questo, tenere la corda di guida con una mano e tenersi allo slittino con l’altra. afferrare la corda di guida, con l’altra tenersi al telaio o alla superficie del sedile. Tenendosi con (foto 3). Per frenare in fretta, afferrare molto in avanti la di corda di guida con entrambe le mani e ga Fevri. lunghezza della pista è ciruna mano allo slittino si evita di scivolare troppo in avanti, e ciò aiuta a mantenere una posizione tirare in alto verso di sé. Nel far questo, premere con maggiore energia le piante dei piedi sulla 4). Con la neve frescaben saldaesullo slittino.. i magici ca 3 km dipista. (fotopuro divertimento, GOING STRAIGHT BRAKING Keep your body in a sitting (imagepur1) or laying (image 2) position with your legs straight. Pay da Keep your2.070 knees bent: press your metri feets to the ground by keeping them near the paesaggi invernali, che partendo fino arunner. attention that your feet or legs don't lay on the runner, but keep them in a relaxed position to While doing so, hold on with one hand to the frame, and hold the stearing cord with the other the sides of the runner. Holdhanno the steering cord with one hand, 1.730 with the other hold on to the frame hand (imagecon 3). If you want toun brake quick, dislivello grab the steering cord on the very front with both troppo per quest’anno metri, or the seat surface. Holding on to the frame avoids that your body slides to the front of the sled hands and pull it towards you. At the same time keep pressing firmly your feet to the ground helps you keeping a firm position. (image 4). fatto attendere finotoo much,aand febbraio, di 340. Con una pendenza meCURVA A DESTRA è possibile sfrecciare con lo dia del 12%, e una massima Prima di ogni curva, frenare assolutamente per tempo, per entrare nella curva alla CURVA A SINISTRAdisceslittino lungo splendide del 18%, l’esilarante scivolata giusta velocità. Tenendo la corda di guida Prima di ogni curva, frenare assolutamente per nella mano sinistra, tirare verso di sé il tempo, per entrare nella curva alla giusta velocità. pattino destro – tenendo la mano destra se innevate! Dal Monte sarà a tutta neve! Tenendo la corda di guidaSpinanella mano destra, tirare aperta e tesa all’indietro a destra. Premere verso di sé il pattino sinistro – tenendo la mano contemporaneamente con il piede sinistro aperta e tesa all’isuggendietro a sinistra. Premere le, uno dei luoghisinistra più La Skiarea di Madonna disinistro, mantecontro il pattino esterno contemporaneamente con il piede destro contro il pattino esterno destro, mantenendo il piede sini-

nendo il piede destro in posizione tesa

Bar Ristorante

MONTE SPINALE START

MALGA FEVRI Pista Spinale Direttissima

FINISH Seggiovia Spinale 2

Campiglio si arricchisce quindi di questa avventurosa novità, già presente nelle stazioni sciistiche dell’Alto Adige, che promette divertimento per tutti: dai più piccini che scendono in compagnia di mamma e papà ai più grandi sempre alla ricerca di avventura. La pista è aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 15,30 e presso la partenza della cabinovia dello Spinale è possibile fare un apposito biglietto solo per slittare. E’ previsto anche un servizio di noleggio degli slittini. C.S.


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All’impresa Pretti & Scalfi i lavori finanziati dalla Comunità Regole Spinale Manez

Appaltato il nuovo Chalet Fiat a Madonna di Campiglio Nelle scorse settimane sono state vagliate le sei offerte per la ricostruzione dell’immobile, pervenute da altrettanti raggruppamenti di ditte edili, in buona parte giudicariesi. I lavori sono stati aggiudicati alla Ditta Pretti e Scalfi di Tione. La storica ditta giudicariese ha presentato un’offerta, come previsto dal bando, con miglioramenti significativi al progetto, predisposto dall’Artistudio degli Architetti Giovanni Berti e Monica Fondriest di Fondo, (affiancati dallo Studio Marco Pedretti per l’impianto termoidraulico e dal P.I. Simone Maestri per l’impianto elettrico) prevedendo l’ottenimento della certificazione Arca al livello più elevato il “platinum” che garantisce una ottima sostenibilità dell’intervento e prestazioni energetiche di primo livello, praticando un ribasso del 22,64%, sulla base di gara ammontante a 3.543.175,00 euro. Soddisfazione e fiducia vengono espresse da parte della Comunità delle Regole che si è impegnata con decisione per questo importante progetto. Il Presidente Zeffirino Castellani e il Vicepresidente Enzo Ballardini confermano che il cronoprogramma è pienamente rispettato e quindi sono fiduciosi che si riuscirà ad avviare i lavori, come previsto, in primavera, nonostante le

Alla sede delle Regole di Spinale e Manez stanno proseguendo a ritmi frenetici le complesse procedure burocratiche per la ristrutturazione del-

l’Albergo Ristorante Dosson sul Monte Spinale, meglio conosciuto da migliaia di sciatori come Chalet Fiat.

insidie burocratiche siano sempre in agguato in procedure pubbliche complesse come queste, per terminarli prima della prossima stagione invernale. Lo scorso anno è stato definito il progetto esecutivo dei lavori e sono state ottenute tutte le autorizzazioni previste dalla normativa provinciale. Pro-

cedura complessa che ha interessato molti Servizi provinciali, il Parco Naturale Adamello Dolomiti di Brenta, l’Azienda Sanitaria e il Comune di Tre Ville, trovando collaborazione e condivisione con riferimento alle soluzioni progettuali proposte, che ne hanno garantito un iter spedito. Lo Studio Berti e Fondriest ha evidenziato, nel corso di una presentazione pubblica presso la Casa Mondrone di Preore, la delicatezza dell’approccio a questo tipo di interventi: il progetto si può leggere

in una sorta di “contraddizioni ripetute”, quanto si arriva si può vedere un rifugio massiccio, forte, ben fondato, ancorato alla terra, sicuro, quando si entra la visuale si apre sul paesaggio delle Dolomiti di Brenta e ci si sente proiettati fuori, ovvero la montagna entra con la luce, la materia, l’emozione. Nella logica della sostenibilità si costituisce un edificio interamente in legno che verrà montato sul volume interrato esistente, limitando la cementificazione del luogo. Non si è voluta modificare la morfologia

dello spazio esterno attuale e il volume ligneo verrà rivestito in parte in lamiera tipo zinco-titanio e in parte il legno con doghe in larice. Un’edilizia innovativa basata sull’utilizzo del legno e delle migliori tecnologie per il risparmio energetico, per una struttura che potrà garantire un servizio di alta qualità, come richiede sia la collocazione di prestigio sulle piste di Madonna di Campiglio sia nell’aspettativa dei migliaia di turisti internazionali che lo frequentano. Nella ristrutturazione si punterà alla qualità del servizio e non all’aumento dei posti che rimarranno invariati; 170 posti a sedere nel self-service e una ventina per il bar, mentre il ristorante avrà una quarantina di posti. Confermate anche le attuali sette camere con 18 posti letto ma con un adeguamento qualitativo importante. Verranno ampliati gli spazi destinati a cucina, self-service, bagni a disposizione di tutti gli sciatori, l’ingresso con l’ascensore e verranno realizzate una decina stanze per il personale impegnato nella gestione. A partire dalla prossima stagione invernale lo chalet rinnovato sarà a disposizione degli attuali gestori, la Società Cinque Laghi Gestioni di Roberto Maroni e Valeria Porru, che lo hanno reso famoso per l’ottimo servizio e la squisita ospitalità. In questi ultimi anni i gestori hanno lanciato una nuova proposta, le cene in quota, approfittando dell’apertura serale della cabinovia dello Spinale, ottenendo un grande successo per la qualità del servizio e per l’atmosfera di divertimento che hanno saputo creare. L’auspicio delle Regole è che con questa nuova struttura, particolarmente significativa perché realizzata in un momento di rallentamento degli investimenti nel settore turistico-alberghiero, Madonna di Campiglio si arricchirà di una nuova attrazione che le permetterà di competere al meglio in un settore dove la concorrenza internazionale è sempre più forte. R.G.


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MARZO 2017 Storia di un self-made man

Testimoni del nostro tempo Serafino Marchetti: 94 anni, la Guerra, l’azienda, i figli Serafino Marchetti è uno di questi. Nato nel 1923, quindi oggi va per i 94 anni, ha vissuto quasi un secolo lungo i sentieri di una società che dal periodo fascista è passata per il boom economico, la prosperità degli ultimi decenni del secolo scorso, fino alla crisi attuale che lui intuisce essere prima valoriale che economica. Bolbeno nel ’23 è un paesino spensierato dove si vive in semplicità fra Canzane e la Meda passando per la Madonna del Lares. Serafino nella numerosa famiglia impara la vita che a vent’anni lo chiama alle armi e alla prigionia nei campi di concentramento. Un periodo che ricorda bene, raccontati in un piccolo pamphlet dal titolo “Fatti e ricordi di prigionia” che a leggerlo ti sembra impossibile se non fosse che chi racconta ne è stato protagonista. Quando torna dalla guerra il nostro va a lavorare a Tione, alla Rosa, dove si fabbricano spazzo-

Abbiamo più bisogno di testimoni che di profeti. I testimoni del nostro tempo sono cittadini comuni ma incredibili che hanno passato la loro vita lavorando, impegnandosi per la comunità, valorizzando i prole. Ben presto capisce che quello che sa fare per gli altri lo può fare anche per sè. E cosi inizia, con l’amico Bruno Leonardi, un’esperienza di artigiano nel settore del legno. Ma gli ostacoli alla vita non finiscono nei campi di Germania perché ben presto una malattia lo costringe a lasciare una gamba in ospedale e a utilizzare una protesi al tempo molto approssimata. Questo non lo disarma, anzi lo sprona; si sposa con la Ada conosciuta a Tione, da 60 anni fedele compagna, ed insieme mettono su famiglia e arrivano tre figli, sempre a Bolbeno, perché lì la storia ti ha messo e lì devi dare il tuo contributo. Il lavoro va bene, dallo scantinato si passa in un piccolo capannone, anzi “visto che ci siamo aggiungiamo anche un appartamento per ogni socio, cosi

facciamo casa e bottega”. La democrazia, per chi ha vissuto la dittatura, è un’esperienza sacra e importante, per cui non si tira indietro quando gli chiedono di candidare per le comunali, di andare all’assemblea del comprensorio, convinto assertore dell’autonomia trentina. Non si risparmia il Serafino: lavoro, coro, comune, famiglia, le vacanze in Austria; sì, perché ha

pri carismi, portando avanti una famiglia e nella loro umiltà hanno saputo costruire pezzi di storia profondi che lasciano il segno, che danno speranza, senza tante parole, senza tanti proclami, in silenzio.

fatto la patente e con la sua mitica DAF gira l’Alta Italia ad acquistare legname e l’Austria e la Germania nei pochi giorni di ferie. Carattere forte, deciso, qualche volta “un po’ autoritario” ( cosi si vocifera in famiglia) di chi ha idee in testa e sa che la vita ti riserva sorprese: belle, brutte, previste, improvvise. In un secolo ti devi aspettare di tutto: la fabbrica che brucia

e ti devi mettere con certosina pazienza a ricostruire quanto hai perduto, la passione del figlio per la pittura che ti costringe a portarlo ad Arco perché deve imparare bene a decorare gli oggetti in legno, l’inserimento dei figli in azienda che ne frattempo si trasforma in 3Adecor (3A stà per Amedeo, Armida, Antonella il nome dei tre figli) e si specializza nella decorazione di prodotti artistici in legno. La generosità è il suo forte. Se qualcuno ha un bisogno lui c’è. L’impegno, la costanza, la relazione con l’altro, alla fine pagano in nipoti che danno soddisfazione ( Cesare campione italiano di corsa in montagna, Cecilia che fa il dottorato in fisica, Mariem che si è laureata, i più piccoli che crescono), nell’azienda che va avanti (e speriamo che

almeno un nipote si innamori dell’investimento fatto in tanti decenni,) nel figlio Amedeo affermato pittore naif. Insomma si gode la sua vecchiaia, il Serafino, che trovi ancora a trabascare nello stabilimento e dare utili consigli ai suoi cari. Fra questi ci sono anch’io, preso per mano a 10 anni (quando mio padre ancora giovane venne strappato alla vita) e aiutato con tanto esempio e poche parole a trovare una strada feconda di soddisfazioni. Perché racconto questa storia? Non lo so. Forse per riconoscenza o forse perché credo che se invece di osservare i potenti ( o presunti tali) e/o coloro che ci vengono proposti dai media ( i cosiddetti VIP) avessimo il coraggio di guardare in faccia queste testimonianze di vita reale, concreta - e ce ne sono tante nelle nostre comunità - riusciremmo a capire meglio il senso dell’esperienza umana e a dare speranza e futuro alle nuove generazioni. Tiziano Salvaterra

Il Centro Studi Ana incontra i ragazzi

Ricordare per un futuro di pace TIONE - «Ricordare per non dimenticare». È questo lo spirito con cui, da circa un anno, il Centro Studi Ana di Trento sta incontrando i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Un tour che ha fatto tappa anche all’Istituto Comprensivo di Tione dove i ragazzi di terza media hanno assistito allo spettacolo «Ricordare, capire per un futuro di pace». Diversi gli spunti che hanno scandito la mattinata, creati su misura per il giovane pubblico, tra cui molti dialoghi e letture. Molti anche i simboli su cui i volontari del Centro Studi Ana si sono soffermati come, ad esempio, la parola «alpinità» che racchiude allegria, pace e solidarietà, «il cappello alpino, con la sua penna e non la piuma» e il l’acro-

nimo creato con la parola Alpino: «A come amore, L come lavoro, P come patria, I come ideali, N come natura e O come orgoglio». A queste si sono poi aggiunte le note di brani musicali quali «Era una notte che pioveva», l’inno italiano e l’inno europeo. Una mattinata che ha permesso ai ragazzi di fare un salto nel passato e, allo stesso tempo, un bagno di realtà nel presente. «Non è vero che la guerra non c’è più - ha sottolineato il presentatore Claudio Maccagnan , capogruppo ANA di Bolzano -: è che non c’è più qui. Non dobbiamo dimenticarlo mai. La guerra è fame, malattia, paura, lacrime e sgomento. La pace è speranza, fiducia e amore». Non è mancato infatti un accenno a questioni molto attuali:

«La guerra - ha sottolineato Maccagnan - produce anche profughi. Nel 1914 la popolazione trentina ha visto partire migliaia di profughi. Nel 1915 quasi 70 mila persone sono state allontanate da zone teatro di guerra. L’esodo dei pro-

fughi si ripete ed è oggi attuale. E ai profughi che fuggono dalla guerra si aggiungono le persone che si allontanano dai loro paesi per la fame». A fare da perno in questa giornata è stato quindi il ricordo che, come ha sottolineato il sin-

daco di Tione Mattia Gottardi, può e deve passare anche attraverso il riconoscimento dei monumenti «messi nei paesi dai nostri nonni. Dietro a tantissimi monumenti che voi guardate - ha detto Gottardi rivolgendosi agli studenti -,

magari senza farci troppo caso, ci sono proprio questi motivi. Mi auguro che da oggi li possiate guardare con un altro occhio. Il vostro dovere è quello di capire, di imparare e non dimenticare. Quindi, quando passate vicino a uno di questi monumenti, dedicategli un pensiero e pensate a tutto il dolore che rappresenta, che non è un videogioco. Ringrazio gli alpini perché, grazie a loro, anche a voi rimanga il ricordo di quello che è successo, perché non si ripeta». All’incontr, oltre ai rappresentanti dei comuni di Tione, Sella Giudicarie, Tre Ville e Borgo Lares, hanno partecipato anche la capo NuVolA Adamello, Tiziana Bertini e la dirigente scolastica Chiara Pasquini .


Società

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I trentini contro guerra e annessione all’Italia

La Parabola di Battisti: dalla neutralità alla guerra Così dichiarava Cesare Battisti in un discorso pronunciato alla Dieta di Innsbruck il 12 giugno 1914. Il 12 agosto dello stesso anno, quindi due mesi dopo, Cesare Battisti faceva fagotto e con regolare passaporto riparava in Italia dove cominciava la sua forsennata propaganda allo scopo di portare anche l’Italia in guerra contro l’impero Austroungarico. Quindi dalla neutralità e dall’antimilitarismo alla fervente crociata a favore della guerra: questa l’inspiegabile parabola di Battisti che è raccontata, con accenti nuovi rispetto alla storiografia ufficiale, (quella dei vincitori) da Giuseppe Matuella nel libro “Cesare Battisti: Il Tirolo tradito”. Matuella non è uno storico – è il primo a dirlo –ma è sicuramente un uomo che ama la propria terra (il Trentino ) e proprio in nome di questo amore per la Heimat è andato a leggere molto e a recuperare

“Io sono antimilitarista per convinzione teorica, per ragioni di principio. Io vedo nel militarismo l’impedimento dello sviluppo della civiltà industriale al lavoro documenti storici estremamente interessati sia sulla vicenda di Battisti che sulle tappe dell’italianizzazione forzata che venne introdotta dopo la prima guerra, in particolare dal fascismo, erede o comunque “utilizzatore finale” delle battaglie degli irredentisti. Tra l’altro Matuella rivela e documenta, portando carte inoppugnabili, come Cesare Battisti già dal 1913 facesse parte ufficialmente del Servizio di informazioni militari del Regio Esercito, al quale trasmise abbondante materiale sulle difese austroungariche in Trentino ed altro. Matuella comunque va al di là del facile ritornello “Battisti eroe o traditore” per porre sostanzialmente una domanda di fondo: ma Battisti con le sue battaglie veramente interpretò i sentimenti dei trentini e

le loro aspirazioni? Dalla documentazione raccolta non pare proprio: la stragrande maggioranza dei trentini era non solo contro la guerra ma anche contro l’ipotesi di una annessione all’Italia. Italiani sì per lingua e cultura ma fedeli sudditi dell’imperatore. Che era poi la linea di Alcide Degasperi che in quegli anni si prodigava per tenere il Trentino fuori dalla guerra, purtroppo inutilmente. Che poi Battisti non avesse interpretato bene i sentimenti dei trentini lo si desume anche dalla lettura del resoconto dell’incontro che la vedova di Battisti, signora Ernesta, ebbe a guerra terminata a Roma con Salandra presidente del Consiglio. Questi, congedandola, le disse: “Certo che voi lassù non avevate nessuna voglia di essere re-

fecondo e pacifico. Il militarismo, in origine strumento di difesa, va ognor trasformandosi in strumento di offesa…” denti”. Una frase che offese la Battisti ma che la dice lunga sulla realtà vera di quel periodo. Leggendo il libro di Matuella si capisce questo e molto altro. Si capisce anche che forse tante storie sull’irredentismo,

che ci hanno raccontato a scuola e fuori, in effetti bisognerebbe rileggerle e forse capovolgerle. Una ragione in più per leggere un bel libro finalmente “non allineato”. E.Z.

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Attualità

MARZO 2017

Il cittadino può prenotare online sul sito www.apss. tn.it, alla voce «Prenota i prelievi del sangue» e presentarsi, nel giorno e nell’ora stabiliti, allo sportello accettazione della struttura prescelta con la stampa o con la visualizzazione su smartphone o tablet dell’email di conferma della prenotazione generata dal sistema. Il sistema prevede la possibilità di prenotare dai 30 ai 50 posti al giorno, a seconda del punto prelievo, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 9.30. La prenotazione permette di diminuire drasticamente il tempo di attesa per effettuare il prelievo. A titolo esemplificativo, in una settimana i dati relativi ai tempi di permanenza nel punto prelievo Crosina Sartori di Trento sono circa 39 minuti senza prenotazione e sei minuti se si è in possesso della prenotazione, mentre in quello dell’ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto si attende un’ora e sette minuti senza prenotazione e circa otto minuti con la prenotazione (statistiche dettagliate in: https:// trec.trentinosalute.net/indicatori-uso).

All’ospedale di Tione le file si semplificano con il totem elettronico

UnaApp per prenotare le analisi del sangue di Denise Rocca

È disponibile anche per i punti prelievo di Cles e Tione l’applicazione che permette di prenotare il giorno e l’ora per i prelievi del sangue. La prenotazione online è disponibile anche per Trento (Crosi-

na Sartori e Centro per i servizi sanitari), Rovereto, Pergine Valsugana, Borgo Valsugana, Cles, Tione e, nei prossimi mesi, verrà estesa a tutti i punti prelievo dell’APSS.

All’ospedale di Tione, inoltre, è più agevole accedere al “Punto prelievi”, grazie al totem elettronico installato nell’atrio. Un po’ cme quando si fa la fila al bancone del supermercato, il totem elettronico ilascia i biglietti per l’ordine di accesso al servizio, che sono divisi in base alla prestazione e al tipo di utente. In pratica, l’utente si tro-

va davanti sulla schermata principale diversi grandi quadrati di colore diverso: giallo per i prelievi; rosso con le sigle “Tao - Inr” per la terapia con anticoagulante orale; arancione per i “Prelievi in Gravidanza e Prelievi a bambini con età inferiore di 10 anni”; lilla per la consegna dei campioni; azzurro per gli esami prenotati. Una volta scelta

la propria prestazione e ritirato il numero, si dovrà accedere allo sportello indicato e attendere compaia il proprio numero E’ più facile a farsi che a spiegarsi, ma per i primi giorni di attivazione del servizio i volontari della Sezione Giudicarie e Rendena di Cittadinanzattiva - Tribunale del malato di Tione che sono i proponenti dell’iniziativa accolta dall’Azienda sanitaria per l’ospedale giudicariese, hanno assistito gli utenti all’uso del nuovo sistema.

A partire dal 1° marzo i primi esami su appuntamento nelle dodici sedi dell’Apss

Diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero: si parte con il test molecolare Hpv È stata introdotta in provincia di Trento, tra le prime regioni italiane, la nuova metodica di screening del tumore del collo dell’utero mediante la ricerca del Papillomavirus umano (hpv), che andrà ad affiancare l’attuale metodica di screening mediante pap test che è attivo in Trentino dal 1993. La nuova metodologia di controllo prevede lo screening molecolare per la presenza del Papillomavirus umano (hpv) come test di 1° livello, a partire dal 31° anno di età e fino al compimento del 64° anno. Tutte le donne residenti in Trentino, comprese in questa fascia di età, passeranno gradualmente, nell’arco dei prossimi quattro anni, al nuovo screening, mentre il pap test sarà utilizzato solamente per le donne tra i 25 e i 30 anni di età. La nuova metodica di screening gradualmente coinvolgerà nell’arco di quattro anni, tutte le donne comprese nella fascia di età target. Pertanto, nel 2017, saranno invitate all’hpv test le donne nella fascia di età 50-61 anni e al pap-test le donne 2549 anni e con più di 62 anni, nel 2018 hpv test per le donne 46-61 anni e pap-test per le donne 2545 e con più di 62 anni, nel 2019 hpv test per le donne 41-61 anni

e pap-test per le donne nella fascia di età 25-40 e con più di 62 anni. A regime, partire dal 2020, i test di screening offerti in provincia di Trento saranno il pap test, per le donne di età compresa tra i 25 e i 30 anni e il test hpv, per la ricerca del papillomavirus umano, per le donne di età compresa tra i 31 e i 64 anni. Dati scientifici dimostrano infatti che dopo i trent’anni la metodica che si è dimostrata più efficace per la prevenzione del tumore del collo dell’utero è l’hpv test e per questo motivo è sufficiente la ripetizione del test ogni 5 anni. Il test hpv si esegue con un prelievo come avveniva per il pap test. « Con questo screening – ha spiegato Paolo Bordon, direttore generale dell’Apss – ci siamo posti l’ambizioso obiettivo di intercettare casi di cancro, quando sono ancora in una fase iniziale e quindi quando la percentuale di guarigione, secondo la letteratura scientifica, è più elevata. Coinvolgeremo, a regime, 145 mila donne in tutto il Trentino, di cui 128 mila con la metodica hpv test e, in caso di positività, le donne non saranno mai lasciate sole ma seguite da un’équipe multidisciplinare». A spiegare

come funziona, operativamente lo screening, Marino Migazzi: «Come tutti gli screening – ha evidenziato Migazzi – anche il programma di diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero si rivolge a persone che non manifestano segni della malattia. Mi preme sottolineare la grande organizzazione alla base di questo programma di diagnosi precoce che, assieme ai rigidi controlli e procedure applicati, permetteranno alti standard qualitativi. Mi riferisco all’assistenza territoriale con i consultori e le ostetriche per i prelievi, all’anatomia patologica con la centralizzazione della lettura dei test, al dipartimento di prevenzione per il coordinamento dello screening e la gestione degli inviti e al dipartimento ginecologico, con i tre centri di Trento, Rovereto e Cles per gli esami di secondo livello (colposcopia). Mi preme altresì citare il servizio sistemi informativi, il servizio formazione per gli eventi organizzati al fine di condividere con i professionisti la nuova modalità organizzativa e l’epidemiologia clinica e valutativa». Ogni cinque anni ci sarà l’invio di una lettera con l’appuntamento per recarsi in una delle 12 sedi dell’Apss individuate per

l’esecuzione del prelievo. Questa è una delle novità rispetto allo screening tradizionale, che prevedeva la possibilità per le donne di effettuare il pap test anche dal ginecologo. Ora, con il test molecolare per la ricerca del virus Hpv, come raccomandato dell’Osservatorio nazionale screening, il prelievo sarà effettuato solamente da ostetriche appositamente formate e dedicate in modo da ottimizzare la accuratezza del prelievo e monitorare tutto il percorso dello screening. Sono stati inoltre definiti protocolli per l’invio delle donne agli accertamenti secondo livello (colposcopia) in caso di referto positivo o inadeguato. «È importante investire nei programmi di prevenzione – ha detto Marco Ioppi, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Trento – perché oltre ad evitare le malattie e le conseguenti sofferenze per le persone si possono recuperare risorse da destinare alle terapie e all’assistenza di tutti i pazienti: 1 euro investito in prevenzione rende molto molto di più, anche fino a oltre 5 volte. Le terapie e gli accertamenti diagnostici oggi costano moltissimo e non ci sono risorse sufficienti per tutti per cui è

gioco forza recuperare risorse e lo si fa con l’appropriatezza e, prima di tutto, lo si può e si deve fare col credere e sostenere la prevenzione». Il direttore del dipartimento ginecologico, Saverio Tateo ha esortato le donne «a non trascurare questo importante invito alla prevenzione e alla salvaguardia della loro salute e a rispondere alla chiamata dell’Azienda sanitaria aderendo allo screening al momento della convocazione». A portare un quadro generale degli interventi in trentino è Mattia Barbareschi, direttore dell’unità operativa multizonale di anatomia patologica, che ha sottolineato come: «In Trentino in questo campo abbiamo fatto un percorso di innovazione e ricerca sotto l’egida del ministero della Salute che è partito 12 anni fa e che ha portato ora all’introduzione del test molecolare per la ricerca del virus hpv. Abbiamo introdotto una tecnologia di ultima generazione, con alti livelli di specificità e sensibilità, che permette una diagnosi più precoce e precisa e che ci consente di dare una risposta di qualità alle donne riducendo anche il numero degli esame effettuati nel corso della vita». Denise Rocca


Sanità

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I dati: nel 2016 aumentati gli accessi, i trasferimenti in elicottero stabili

Ospedale di Tione: un’astanteria a ridurre i ricoveri Nuovo pronto soccorso: spazi raddoppiati e a maggio l’apertura

L’osservazione in Obi per 48 ore permette di fare quegli approfondimenti necessari che poi portano a ricoveri più appropriati”. I dati sull’Obi dell’ospedale tionese sono in aumento, e con l’apertura del nuovo pronto soccorso sono destinati ad aumentare ancora: si è passati da 555 obi nel 2013, saliti a 790 nel 2014 per superare quota mille l’anno dopo e infine, nel 2016, sono arrivati a 1303.”Con la nuova astanteria – spiega Egidio Dipede – pensiamo di arrivare a gestire anche 2mila pazienti annui”. Intanto il nuovo corpo annesso al nosocomio giudicariese è nella fase dei collaudi e si punta ad un trasferimento nei nuovi spazi nel mese di maggio: circa 2 milioni e mezzo di euro il costo complessivo del nuovo pronto soccorso che raddoppia gli spazi rispetto all’attuale e mira a risolvere una delle maggiori criticità riscontrate sull’ospedale giudicariese ed era uno dei punti forti dell’accordo siglato fra Comunità di Valle, Azienda sanitaria e Pat in occasione della chiusura del punto nascite. I lavori sono iniziati a fine marzo 2016 e portano ad un pronto soccorso ampliato di 200 mq, nuovi di zecca, per un

di Denise Rocca E’ la nuova astanteria un elemento chiave della nuova organizzazione del pronto soccorso tionese, che sarà operativo da maggio: ospiterà quattro letti contrapposti, monitorizzati tecnologicamente 24ore su 24, che nella visione di Egidio Dipede, primario di Medicina di Tione, permetteranno di migliorare le prestazioni: “Diciamo che l’Apss trentina ha un tasso di ospeda-

lizzazione perfettibile – spiega Dipede – uno dei miglioramenti che si possono fare accanto all’aumento dei servizi offerti sul territorio con i medici di base e a domicilio è aumentare il cosiddetto Obi (osservazione breve intensiva) in modo non da mandare a casa chi ha bisogno di essere ricoverato, ma piuttosto di evitare di ospedalizzare chi non ne ha bisogno.

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tro lato, cosa che ora non accade, per agevolare la viabilità. Guardando ai dati sull’ospedale di Tione, gli accessi al pronto soccorso sono aumentati nel 2016, passando da 11.710 nel 2015 a 11.977, mentre nel 2014 erano sotto gli 11mila. Sorprendentemente bassi sono i dati di accessi da incidente stradale – sono stati 222 nel 2016,

ed erano 238 nel 2013, il dato più alto degli ultimi quattro anni, in particolare invece rispetto agli incidenti sugli sci (742 nel 2016) e quelli sportivi (194 nel 2016) per un numero complessivo di traumi arrivati al pronto soccorso tionese di 3122 persone. Altro dato interessante è quello sui trasferimenti in elicottero: “Nel 2016 si è passati da 92 a 96 – spiega Dipede – solo 4 voli in più, a dimostrazione che i percorsi alternativi organizzati per le donne gravide rispetto alla chiusura del punto nascite di Tione sono appropriati: un mancato incremento significativo del lavoro dell’elicottero significa anche che non sono stati sottratti voli a problematiche, come per esempio gli infarti, perché bisognava supplire alla mancanza del punto nascite, che era uno dei timori della vigilia oggi smentito dai dati”.

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Attualità

MARZO 2017

Ora con il nuovo anno si cambia sede, le attività svolte dal Circolo sono diverse e in aumento, non ultima l’organizzazione del Primo Concorso Fotografico “Sciare a Bolbeno” in collaborazione con La Pro loco di Bolbeno. Quella di Borgo Lares è una sede ampia e accogliente che permetterà all’associazione di predisporre in modo adeguato le attrezzature e vuole diventare punto di riferimento per corsi di fotografia e incontri tra i soci per le attività: dalle serate con l’autore all’approfondimento nel campo fotografico. Anche l’assessore alla cultura del comune di Tione Romina Parolari ha sottolineato l’importanza della collaborazione fra comuni e si è detta molto concorde dichiarando che il Circolo Fotografico Tionese pur trovando sede in un altro comune, si è già reso disponibile per collaborare, non ultimo il prezioso contributo di fotografie che ha messo a disposizione per l’uscita natalizia del notiziario comunale “Tione notizie”. All’inaugurazione era presente anche Renzo Caliari, segretario provinciale e membro del direttivo nazionale U.I.F. (Unione Italiana Fotoamatori), che ha commentato positivamente le 14 fotografie di grande formato

I fotografi amatoriali inaugurano la sede nel municipio di Borgo Lares

Una nuova sede per il Circolo Fotografico Tionese Venerdì 13 gennaio – porta fortuna, secondo la credenza popolare - è stata inaugurata la nuovissima sede sociale (al 2° piano del Municipio di Borgo Lares) che il sindaco Giorgio Marchetti ha messo a disposizione del nuovo sodalizio fotografico. Presenti a questo importante appuntamento alcuni soci e il presidente Marco Gualtieri, che, assieme al vicepresidente Pietro

(stampate su tela) esposte nella mostra allestita nella

sala per questa occasione. Ha arricchito il momento di av-

Perottino ha ringraziato il sindaco Marchetti per la disponibilità avuta nei confronti del neonato Circolo. Il C.F.T. costituito a Tione nel febbraio del 2016, ha avuto fino ad oggi l’opportunità di svolgere la propria attività fotografica in un’aula dell’UPT “Scuola delle Professioni del Terziario”, messa a disposizione dal dirigente Claudio Nicolussi.

ventura anche la presenza di Davide Montanari, esperto

di Orienteering Fotografico che con il Circolo ha già col-

laborato a diverse iniziative. Ha concluso gli interventi il fotografo Udalrico Gottardi che ha portato i saluti e l’augurio di un proficuo lavoro fotografico dei due massimi rappresentanti della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), il delegato regionale Fabrizio Giusti e quello provinciale Renzo Mazzola. Dopo gli interventi di rito si è passati ad un ricco buffet offerto a tutti i presenti, è stata un’occasione per parlare di fotografia ammirando le immagini esposte. Insomma una serata piena e l’occasione per ricordare ai giudicariesi che il tesseramento 2017 per il Circolo è aperto. C.S.

Domenica 19 marzo una festa da ricordare...

Caro Pupà... Caro “pupà”, in questi giorni di freddo e di pigrizia, sono tornato ai bei giorni della mia gioventù, alle tante “marachele” che combinavo ogni giorno, al mio talvolta balzano comportamento, e ho pensato a te che eri sempre al mio fianco, paziente e comprensivo, riportandomi sulla retta via, quand’era necessario, e insegnandomi a vivere coraggiosamente. Mi commuovo ancor oggi pensandoti accanto a me mentre andavamo in montagna con il mulo carico di provviste, io mi attaccavo alla coda del mulo per tenere il passo mentre tu, marciando spedito, mi raccontavi le tue storie di guerra. Così non sentivo la fatica e mi ritrovavo al fienile ancora inebriato da quello che mi avevi raccontato. Eri preoccupato per me, non ritenevi che potessi diventare un bravo contadino, ero gracilino, dicevi, tossivo di frequente, e così mi hai infilato in seminario, una delle poche possibilità, allora, di poter studiare. La mamma mi vedeva già prete, vescovo, cardinale, ma tu sapevi benissimo che avrei fatto tutt’altro, anche se non ti pronunciavi per non deludere la mamma. Infatti, finite le medie, mi avevi già preparato il collegio migliore del Trentino, allora presieduto da Bruno Kessler. “Questo è il tuo posto, fatti onore, non mi deludere...” mi dicesti accompagnandomi la prima volta a S.Michele. Io, a dir il vero, non

ero particolarmente convinto della scelta, in quella scuola non trovavo niente che mi appassionasse. Ma allora erano gli anni ‘50-’60, non si poteva pretendere di poter scegliere. Mi adeguai per un paio d’anni. A scuola avevo buoni risultati, ma continuavo a fantasticare altre avventure, e cercare vie d’uscita che sembravano assai improbabili. Al terzo anno, non so se ti ricordi, ti affrontai piangendo, e ti vidi preoccupato, non era mai successo. “ Pupà, io a San Michele non ci voglio più andare, torno a casa, qualcosa troverò da fare...” te lo dissi con le lacrime che mi scendevano in bocca. “Cosa dici? Ormai sei quasi alla fine...cosa vuoi andare a fare, sappi che se pianti la scuola farai quello che ho fatto io per tutta la vita… “ tribulare”sempre, governare le vacche, mungere, spalare letame e falciare fieno per tutta l’estate, non ci sono alternative, pensaci!” Ci pensai, eccome, e così ripresi gli studi, rassegnato, non vedendo l’ora di terminarli. E quando tornavo a casa ormai convinto, non mancava di dirmi: “Ehi, fai presto a finire, mi costi una vacca ogni tre mesi, fra non molto la stalla sarà vuota...” Così quando mi diplomai eri l’uomo più felice del mondo. Hai invitato gli zii e abbiamo fatto una gran mangiata di “polenta cocia”, e ti vidi per la prima volta piangere di gioia e di orgoglio.

Quando comprai la mia prima “Cinquecento” con una notevole faccia di bronzo, ti chiesi un prestito promettendoti di restituirti tutto, un tanto al mese per tanti anni. Volevo metterlo per iscritto e tanta di firma. “Basta la parola...” mi dicesti, sapendo entrambi che non avrei restituito neanche una lira. Non me ne parlasti mai, ed io ne fui lieto e considerai il debito saldato. Ricordo quando ho avuto il mio primo figlio, sono venuto in camera tua per dirtelo e tu: “Sono contento, adesso posso morire in pace...” Talvolta penso che se non ti avessi sempre avuto a fianco, chissà dove sarei finito, di certo la mia vita sarebbe stata un’altra, sicuramente peggiore. Solo adesso, dopo tanti anni dalla tua dipartita, debbo riconoscere l’importanza del tuo ruolo e della tua vicinanza. Allora non ci facevo caso, mi sembrava ovvio che le cose andassero come andavano, io ero concentrato su me stesso e sulla mia vita che stavo per costruire, e tu eri sempre li che mi guardavi in silenzio quasi avessi paura di disturbarmi. Eri comunque sempre presente, attento che non facessi troppi errori, mi tenevi in riga, senza tante parole, ma con lo sguardo severo di un uomo che mi voleva bene, aveva a cuore la mia serenità, e che sentiva forte la responsabilità dell’aiutarmi a crescere, a vivere. Solo più tardi, quando non c’eri più, ho capito quanto fosse impor-

tante la tua figura. Quanto hai fatto per me, quanti pensieri ti ho dato, quanto ti dovevo, e quanto poco abbia dimostrato riconoscenza nei tuoi confronti. Non ti ho mostrato mai gratitudine, mai un grazie, mi sembrava normale che un padre si comportasse così. Ricordo che ti dissi “grazie pupà” quando ti tenevo per mano e stavi per morire, ma credo che tu neanche mi abbia sentito. Se vi ho raccontato tutto questo è per poter rivolgere un consiglio ai ragazzi d’oggi che vivono tempi difficili: ascoltate sempre vostro padre finché vi è possibile, fidatevi di lui, mettetevi nelle sue robuste mani, non vi tradirà. E’ una trave di larice a cui appoggiarsi quando si è in difficoltà, una casa di granito in cui infilarsi nei momenti belli e brutti della vita. Quel papà che quando si è giovani con le sue parole sembra spesso tediare, contraddire, blandire gli entusiasmi, criticare le vostre iniziative, sarà per voi un insostituibile sostegno fatto d’amore e di saggezza, sempre. Spesso lo si vede come un ostacolo ai pro-

pri progetti e in qualche caso lo si detesta, e si crede perfino di non volergli neanche più bene. Invece la figura di un padre è come una lanterna nel buio, e il suo dire e il suo sapere è una grande biblioteca a vostra disposizione. E se proprio non sarà una biblioteca, di certo ha tutta l’esperienza necessaria per evitarti scivoloni, per impedire di perderti in questo mondo ormai al limite. Ma spesse volte non lo si vuol capire...ma poi….già poi, purtroppo. E qualche volta è tardi. Così si ha solo il tempo di pentirsene, “Ah, se avessi fatto come mi diceva mio padre!” Quante volte è capitato anche a me! Ed oggi, il mio “pupà”, quando lo penso, me lo vedo con i pochi capelli bianchi, con qualche ruga incisa dalle fatiche e dalle tribolazioni, che mi rimbrotta con quel sorriso dolcemente burbero che ha sempre usato, ed io mi sento sempre più in dovere di essergli riconoscente, per tutta la vita che mi resta, per avermi insegnato a vivere. Grazie “pupà”!| Ciao! Adelino A.


Politica

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Il giovane di Lardaro segretario del nuovo movimento politico

Nuovo Trentino – Nuovo Tirolo: alla guida Michele Bella Segretario Bella, come nasce il nuovo partito tirolese? Il Movimento Nuovo Trentino Nuovo Tirolo nasce ufficialmente nel maggio del 2013 come una forza politica nuova e alternativa all’odierno spettro partitico presente in Trentino; la sua collocazione è quella del centrodestra autonomista. Caratteristica unica del Movimento è il profondo legame che abbiamo con i nostri omologhi di Bolzano, i Die Freiheitlichen che in Consiglio regionale dispongono di 6 Consiglieri; con questo partito condividiamo battaglie nonché aspetti più operativi, in un’ottica di reale cooperazione tra le due province. Quale funzione ricopre attualmente sul territorio politico regionale? Negli ultimi anni il Movimento è stato attivo sul territorio sia attraverso prese di posizione sulle tematiche di stretta attualità che con incontri e conferenze in diverse valli del Trentino; ma non solo, grazie ad una stretta sinergia con i

di Marco Maestri

Michele Bella, venticinquenne di Lardaro, da ottobre scorso ricopre la

carica di segretario del nuovo movimento “Nuovo Trentino – Nuovo Tirolo”.

Die Freiheitlichen abbiamo portato avanti alcune nostre proposte in Consiglio Regionale, come ad esempio l’estensione delle frequenze TV della RAS su tutto il territorio provinciale (approvata ad unanimità con uno stanziamento di 1 milione di € da parte della Regione), del resto il trilinguismo non può essere relegato alle sole scuole, ma è al contrario un’opportunità anche per la popolazione adulta, oltre che per i turisti. Che motivazione c’è alla base della Sua adesione al partito? Milito in questo Movimento – che non è un partito, occorre sottolineare – ormai da alcuni anni: l’ho visto crescere, tra diverse sfide e soddisfazioni. La scelta di impegnarmi in questo campo è avvenuta in uno dei massimi momenti che l’antipolitica ha raggiunto dalla fine della Prima Repubblica a questa parte: non volevo rassegnarmi ad una real-

tà così disinteressata alla cosa pubblica, inerme. Del resto credo che tutto sia politico, sta a noi, singoli, interessarsene e dirigerla nella direzione migliore per tutta la comunità. Forse anche per questo, da qualche mese ho deciso di assumere la responsabilità del segretariato politico, una sfida che sono stato felice di

cogliere e che mi vedrà impegnato per i prossimi mesi. Quali sono le principali attività che il partito intende mettere in campo in particolare per le Giudicarie? Una delle parole chiave che hanno accompagnato la creazione e lo sviluppo del nostro Movimento è

libertà. La nostra attività politica, di stampo liberale, vuole diffondere sempre più questi principi nei diversi settori della nostra società. Al centro delle attenzioni deve tornare il cittadino; una classe politica distante e autoreferenziale causa seri problemi sul mediolungo periodo. Per questi motivi siamo a favore dell’implementazione di maggiori meccanismi di democrazia diretta a più livelli così come per l’abolizione dei quorum nei referendum: la partecipazione dei cittadini non deve essere demonizzata ma anzi, al contrario, deve essere valorizzata. Diverse sono quindi le policies che proponiamo che ruotano attorno a questi principi ed ideali: innanzitutto bisogna avviare un processo di graduale sburocratizzazione del settore pubblico specie per quanto riguarda l’attività d’impresa; in tempi di profonda stagnazione come gli attuali il compito del pubblico non

può essere di certo quello di ostacolare il fare impresa. Parallelamente a questa questione, altrettanto urgente è la defiscalizzazione, una necessità che purtroppo dipende ancora in buona parte dal Governo di Roma. È chiaro quindi che per poter agire con maggior efficacia in materia fiscale - ma non solo - occorrerà ottenere in ogni modo le competenze che ci mancano, avvicinandoci sempre più ad una prospettiva di piena autonomia della nostra Regione, del resto siamo dinanzi all’applicazione del principio di sussidiarietà: portiamo il governo più vicino al cittadino. Similmente, pensando alle Giudicarie, è evidente come soluzioni imposte dall’alto abbiano creato diverse complicanze e situazioni non ottimali: basti - su tutte citare la questione sanità. Per quanto riguarda il nostro operato, il Movimento continuerà gli incontri sul territorio - in questi giorni saremo in Tesino - cercando di ascoltare le problematiche della cittadinanza e di avanzare adeguate soluzioni.

Dal noleggio alla strada per la Madonna del Lares

Nuovo accesso alle “Coste” di Bolbeno Confermato il contributo provinciale La pista “Alle Coste” di Bolbeno continua ad incrementare la sua capacità attrattiva e per un piccolo borgo come quello della Busa di Tione il traffico comincia a diventare intenso: da qui, l’esigenza espressa dal comune di Borgo Lares di creare un nuovo accesso a Bolbenolandia. E la richiesta è andata a buon fine: la giunta provinciale nei giorni scorsi ha ammesso a finanziamento, sul fondo di sviluppo locale, il progetto per l’intervento di riqualificazione e potenziamento della viabili-

tà di accesso alla località Coltura e all’area sciistica Coste concedendo al comune di Borgo Lares un contributo in conto capitale del 95% sulla spesa ammessa: del costo complessivo pari a 299.900 euro, la Pat coprirà quindi 284.905 euro. Il progetto prevede la realizzazione ex novo di una porzione di strada che dal noleggio della località corra per un tratto in fondo alle Coste per arrivare infine ad innestarsi nella strada che sale alla Madonna del Lares. “L’Amministrazione comunale di Borgo Lares

richiede il finanziamento per la realizzazione di un intervento di riqualificazione e potenziamento della viabilità di accesso all’area sciistica, denominata “Coste” - si legge nella delibera – come pro-

prietario dell’impianto di risalita e della pista da sci, da sempre punto di ritrovo invernale per un vasto bacino di utenza [...] Negli ultimi anni l’impianto sciistico esistente è stato oggetto di costanti opere

di miglioramento che hanno determinato un utilizzo sempre più intenso dello stesso. Il notevole aumento delle presenze degli ultimi anni ha determinato un inevitabile aumento del traffico veicolare che provoca disagi sia alla popolazione residente sia ai turisti”. Si tratterà di modificare la viabilità in maniera che, by-passando una parte del centro di Bolbeno, si garantisca una regolamentazione più efficace e scorrevole del traffico, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e vivibilità al paese

e a chi frequenta le Coste. “E’ un intervento assolutamente importante di valore anche sovracomunale – spiega il sindaco di Borgo Lares Giorgio Marchetti – e anche la Provincia lo ha capito concedendoci questo contributo, perché la nuova viabilità libera, almeno parzialmente, il centro storico dal traffico in aumento. Inoltre permette di recuperare spazi parcheggio sempre nella zona della Madonna del Lares che anche sono indispensabili all’attività della nostra pista”. D.R.


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info@bimsarca.tn.it - www.bimsarca.tn.it


Attalità Per questo motivo la Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella ha deciso di investire nuove risorse per Casa Londra e Casa Berlino, i due progetti di mutualità innovativa attraverso cui si incentivano esperienze all’estero e lo studio dell’inglese e del tedesco. “Crediamo sia importante continuare a proporre queste iniziative e offrire ai giovani del territorio occasioni per acquisire strumenti che saranno poi utili per la loro crescita umana e professionale”, spiega il presidente, Andrea Armanini. Due le formule previste: il pacchetto studio oppure l’esperienza di tirocinio/lavoro. Il pacchetto studio prevede 14 giorni all’estero con un corso di lingua straniera di due settimane per un totale di 40 ore (che sarà preceduto da un test d’ingresso) presso una struttura accreditata dal BRITISH COUNCIL (per Casa Londra) o dal DAF (per Casa Berlino). Il pacchetto stage/lavoro prevede invece un soggiorno di 4 settimane su Londra e di 6 su Berlino per approfondire la lingua (anche in questo caso è previsto un corso su due settimane di 40 ore) e affrontare un’esperienza di stage o lavoro. Per questo è garantito un supporto per preparare il curriculum vitae e il colloquio di lavoro nella lingua del paese ospitante, nella ricerca delle aziende e nella presentazione presso le stesse. “Casa Londra e Casa Berlino offrono la possibilità di

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Opportunità di studio e lavoro per giovani fino a 32 anni

Casa Londra e Berlino La Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella investe sul futuro Cosa hanno in comune lavoro, formazione, studio, viaggi e amicizie? La conoscenza delle lingue straniere. Parlare una o più lingue è, infatti, un requisito indispen-

conoscere i modi di vita e la cultura di una metropoli europea ma anche di imparare a gestire in modo autonomo la vita quotidiana, ed imparare

le regole della convivenza”, conclude il vicepresidente Luca Martinelli. Entrambe le iniziative si rivolgono a giovani fra i 16

sabile per lavorare, studiare, viaggiare e comunicare e sempre più spesso un titolo di preferenza per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro.

e i 32 anni e prevedono una quota di compartecipazione che varia a seconda della tipologia del pacchetto prescelto; sarà riservata una tariffa

agevolata per i soci e figli di soci della Cassa Rurale. Nella quota di iscrizione sono compresi alloggio, prima colazione, attività organizzate e un

tutor per i ragazzi (accoglienza in aeroporto, accompagnamento all’appartamento e alla scuola nei primi giorni di permanenza, informazioni generali, assistenza per eventuali necessità durante tutta la permanenza), mentre sono a carico dei partecipanti alcune spese, come il trasporto e il vitto. Sono previste partenze scaglionate a giugno, luglio ed agosto. Qualora le richieste di partecipazione fossero superiori ai posti disponibili sarà data priorità ai soci e figli di soci della Cassa Rurale, in seguito a clienti e figli di clienti e infine ai giovani residenti nella zona operativa della Cassa Rurale. Tutte le informazioni sulle due iniziative sono disponibili sul sito www.prendiilvolo.it. Per entrambe le proposte le adesioni dovranno pervenire entro e non oltre il 15/03/2017, compilando l’apposito form sul sito www.prendiilvolo. it. La conferma di partecipazione sarà inviata entro e non oltre il 30/03/2017.

A febbraio l’appuntamento con i campionati regionali baby e cuccioli

Brilla l’anello di Fondo fiavetano Letizia Sartori e Francesca Franchi le stelle di una squadra affiatata

Con la fine dell’inverno, va concludendosi anche la stagione clou dell’attività sciistica. Una realtà storica delle Giudicarie Esteriori che anche quest’anno è stata protagonista tanto nelle gare della Federazione Italiana Sport Invernali, quanto nella predisposizione dell’apprezzato anello della Pineta, è lo Sci Club Fiavé, associazione presieduta da Giansanto Farina e dedita allo sci di fondo. E se nome e sede fanno riferimento al paese dell’Altopiano, c’è da dire che atleti, tecnici e dirigenti provengono anche da Bleggio, Lomaso e Tennese. L’attività dello Sci Club, che vanta una cinquantina di tesserati Fisi, comincia nel mese di maggio con una media di cinque allenamenti settimanali. Uno degli appuntamenti irri-

nunciabili nel periodo di preparazione “a secco” è poi il ritiro, che nell’agosto del 2016 si è svolto ad Imst, in Austria: la settimana, alla quale hanno preparato anche i ragazzi del Gs Marzola di Povo, ha visto la partecipazione di circa 70 persone. Nel mese di novembre, poi, è stata la volta della classica corsa campestre, il cui circuito per la prima volta è stato disegnato nella zona di via San Zeno, in centro paese a Fiavé. Passando all’attività prettamente sciistica, il corso di Natale sull’anello della Pineta è stato frequentato da 50 ragazzini provenienti da tutta la Valle. Domenica 5 febbraio, poi, la pista fiavetana è stata sede dei campionati regionali baby e cuccioli della specialità “gimkana sprint”, appuntamento che ha ri-

TUTTI GLI ATLETI DELLO SCI CLUB FIAVÉ. Aspiranti-junior: Davide Dalbon, Ion Turcan, Francesco Gosetti, Giulia Gosetti, Marta Dalbon, Amedeo Menotti, Matteo Tomasi, Francesca Farina. Allievi: Alessia Andreolli, Sally Dall’Alda, Teresa Menotti, Letizia Rosà. Ragazzi: Martina Festi, Riccardo Franchi, Alessio Furlini, Lorenzo Levri, Sabrina Nicolodi, Letizia Sartori, Aurora Brunelli. Baby-cuccioli: Daniel Andreolli, Elena Baroni, Maria Baroni, Luca Berasi, Elisa Bonora, Pietro Bonora, Alex Bugoloni, Andrea Bugoloni, Laura Dalbon, Sofia Donati, Agata Farina, Anna Farina, Elia Farina, Anna Furlini, Elena Iori, Tommaso Sartori, Eva Turrina, Alex Zanaboni. chiamato oltre 200 persone alla Pineta: per lo staff del presidente Giansanto Farina, la soddisfazione dei sinceri complimenti di tutte le società presenti. Non sono mancati anche i risultati di spicco per gli atleti giudicariesi. Una menzione particolare la merita Francesca Franchi, molvenese con origini fiavetane classe 1997, che

con i colori azzurri ha colto una fantastica medaglia d’argento alla staffetta dei mondiali junior di Park City, per poi centrare il titolo italiano sprint a tecnica libera, alloro guadagnato a fine febbraio al Passo Cereda. Da sottolineare anche i risultati di Letizia Sartori, campionessa trentina a tecnica classica grazie alla maiuscola pro-

va di Lago di Tesero (19 febbraio). Difenderanno poi i colori del Comitato Trentino ai campionati italiani di categoria Letizia Sartori, Sabrina Nicolodi e Alessia Andreolli, mentre nella squadra del Comitato per la stagione 2016/17 sono stati inseriti Marta Dalbon, Ion Turcan e Anna Farina. Tutto ciò è stato reso pos-

sibile dal grande lavoro dell’affiatato staff, che oltre al presidente Farina comprende l’insostituibile skiman Oscar Bellotti, gli allenatori e collaboratori Nicola Fruner, Davide Dalbon, Mattia Berti, Paolo Baroldi, Alessia Brunello e Andrea Titta, oltre a diversi altri preziosi volontari.


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Sport

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Triathlon Cross: tempo di iscriversi Roberto Curti: a Sella Giudicarie otto medaglie in otto gare Giusto? “Verissimo, sono ormai al mio quarto anno di Triathlon Cross (nuoto, MTB e corsa in montagna tutte di seguito) e quello che era iniziato come uno sport imposto dalla necessità di tenersi in buona salute, è diventata una vera e propria passione. La “colpa” è del mio medico di base che, a suo tempo, mi disse che dovevo abbassare il peso, abbassare il colesterolo, abbassare la pressione, abbassare la glicemia… caspita, non restava che la rottamazione! Invece no: mi iscrivo alla 33 Trentini Triathlon e con il supporto del dipartimento tecnico della squadra (a costo praticamente zero!) miglioro il nuoto, imparo ad andare meglio in bici e imparo la giusta tecnica della corsa: è stato fondamentale perché mi ha permesso di allenarmi

S

appiamo tutti quanto sia importante mantenersi in forma con un po’ di attività fisica. Ogni tanto però, non nascondiamocelo, un po’ per pigrizia e un po’ per superficialità, comunque “preferiamo” dimenticarcene o addirittura dubitare che fare sport faccia effettisenza sollecitare il fisico in modo scorretto”.

vamente tutto “il bene” che si dice in giro. Questo, ovviamente, soprattutto con il passare degli anni. Per cercare di chiarire la cosa, abbiamo incontrato Roberto Curti: 62 anni, atleta della 33 Trentini Triathlon che nella stagione agonistica 2016 si è tolto parecchie soddisfazioni. stanza negli allenamenti; io personalmente devo poi ringraziare il Gruppo Sportivo Bondo perchè mi dà la possibilità di allenare i giovanissimi che mi danno un sacco di energia, Scandolari cicli di Tione che mi prepara una bicicletta che non deve necessariamente costare un capitale ma deve assolutamente e sempre funzionare perfettamente, la MotorTech sempre di Tione che mi prepara le sospensioni della bicicletta e soprattutto la 33 Trentini Triathlon, i cui Tecnici Federali preparano gratuitamente, per i propri Atleti, tabelle di allenamento ed uscite collet-

Poi sono arrivate le gare… “Sì, gare che prevedono dai 1.000 ai 1.500 metri di nuoto in acque di lago o mare, seguiti da circa 25 km con la MTB e circa 9 km di corsa fuoristrada. Ogni volta è più che altro una sfida con se stessi in un ambiente sempre bellissimo e sano, sia dal punto di vista naturalistico che umano”. Come si arriva, a 62 anni, a salire otto volte sul podio di categoria in otto gare? “Ci vuole solo un po’ di co-

tive… che si concludono solitamente con una bella spaghettata per tutti”. Lanciamo un messaggio ai giovani su questo sport. “I giovani credo che il Triathlon lo abbiano naturalmente nel sangue… acqua, bicicletta e corsa ce l’hanno da bambini nel proprio carattere; io vorrei invece rivolgermi davvero ai non più giovani: cominciate anche voi ad accostarvi a questa disciplina, non c’è niente di eroico o miracoloso nel praticarla e se correttamente seguiti la salute, com’è successo per me, ne trarrà assolutamente giovamento e anche in tempi brevi: i tecnici della 33 Trentini Triathlon (segreteria@33tren tinitriathlon.com) sono pronti a dimostrarlo”. Beh, non resta davvero che provare.

L’atleta di Bolbeno trionfa alla Ciaspolada, da dieci anni mancava un oro trentino

Parte in quarta Cesare Maestri Ottavo posto nel cross internazionale Già sotto i riflettori da tempo per i suoi brillanti successi agonistici ottenuti nel mondo della corsa, il giovane atleta di Bolbeno inizia bene il 2017: è reduce da una grande vittoria alla Ciaspolada, il 6 gennaio scorso, e da un ottimo 8° posto all’appuntamento di Villa Lagarina del Circuito Cross Internazionale di domenica 15 gennaio. Il ventitreenne giudicariese, felice degli importanti risultati conseguiti, ci parla dei suoi primi

due impegni agonistici del 2017. “Ad essere sincero alla Ciaspolada ci sono andato un po’ per caso – spiega Cesare - nel senso che ho deciso pochi giorni prima di partecipare. Ho provato le ciaspole il mercoledì e le ho rimesse il venerdì, giorno della gara. La partenza è stata velocissima e quindi ho cercato di rimanere vicino ai primi atleti senza esagerare. Dopo circa 2 km il ritmo è calato, io mi sentivo bene ed ho de-

ciso di provarci... è stato un attacco azzardato ma efficace perché in breve tempo ho guadagnato un discreto margine. Quando mi sono voltato a metà gara il vantaggio era aumentato e in quel momento ho capito che potevo farcela! Il momento più emozionante è stato l’arrivo dove c’era tanto pubblico e un forte entusiasmo visto che tornava un trentino alla vittoria dopo quasi 10 anni”. Non nuovo a risultati importanti, questo 2017 Cesare lo

ha iniziato decisamente con il piede giusto, anche a Villa Lagarina. “Sono molto soddisfatto del mio 8° posto assoluto- commenta il giovane atleta - ottenuto in una gara con tanti atleti africani e stranieri, senza dimenticare alcuni dei migliori atleti italiani. La stagione è partita subito alla grande con questi risultati, ma c’è ancora tanto da migliorare per arrivare al meglio ai prossimi appuntamenti.” E soprattutto Maestri, nonostante i successi, va avanti con la “testa” giusta, restando sempre un ragazzo concreto: “Nel mondo della corsa ho trovato un gruppo di persone fantastiche e penso che lo sport possa diventare uno stile di vita in grado di creare persone positive che sappiano trasmettere i loro valori – conclude - perché solo quando ci sono questi presupposti affiancati ai risultati si creano emozioni che niente e nessuno potrà mai sottrarci, emozioni che vanno al di là di un semplice elenco di nomi numerati a fianco a un tempo”. A.G.


Memoria Furono avvistati da molto lontano dai tiratori austriaci, complici soprattutto le loro uniformi grigioverdi sulle quali non era stata applicata nessuna copertura mimetica. Gli alpini quel giorno lasceranno sul campo 52 morti e alcuni feriti. Non sarà purtroppo l’unica dimostrazione nel corso della cosiddetta “guerra bianca” della totale impreparazione dei comandi e degli stessi soldati, sia italiani che imperiali, a questo nuovo ed incredibile tipo di guerra. Nella primavera del 1916 vi furono i primi vittoriosi attacchi italiani alle postazioni austriache d’alta quota che porteranno gli alpini ad occupare l’alta Val Genova per fermarsi allo sbarramento nemico vicino a Fontana Bona, a soli sette chilometri da Carisolo. Solo la difficoltà nei rifornimenti e l’inizio della Strafexpedition sull’Altopiano di Asiago costrinsero le truppe italiane a ritirarsi sulle postazioni di montagna di partenza, abbandonando il terreno appena conquistato. E come allora accadeva, dall’inizio dell’autunno le operazioni militari in ghiacciaio si fermavano, per prepararsi al lungo inverno. Un inverno che quell’anno fu insolitamente nevoso: verrà ricordato come il più nevoso del secolo. Le migliaia di soldati che stazionavano in modo permanente nei loro baraccamenti e postazioni tra i duemila e i tremila metri di

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È stata la stagione più nevosa del secolo

Inverno 1916/1917: la Santa Lucia Nera di Aldo Gottardi Dall’estate del 1915 iniziarono le prime operazioni militari lungo i confini montuosi tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico, presentando ai due eserciti difficoltà mai incontrate prima e a volte mai preventivate: scarsità o inadeguatezza degli equipaggiamenti, dei sistemi logistici e impreparazione nell’affrontare un terreno di questo tipo resero incredibilmente dramma-

tici i primi combattimenti. Un esempio, tra i primi, è l’attacco italiano alle posizioni austriache alla Conca di Presena del 9 giugno 1915: partendo dal Rifugio Garibaldi nell’alta Valle d’Avio gli alpini del battaglione “Morbegno” attraversarono il ghiacciaio restando lungo la cresta delle montagne per poi discendere verso le postazioni nemiche.

altitudine, nell’ottobre del 1916 guardavano probabilmente in modo indifferente i primi fiocchi di neve che cadevano dal cielo. Il 17 ottobre 1917 il primo tenente dei Kaiserjäger Felix Hecht von Eleda, passando da Sarche durante un trasferimento di fronte, annoterà sul suo diario: “Con la neve fresca sulle cime il paesaggio circostante appare ancora più bello”. Nessuno sapeva che da li a pochi mesi si sarebbe guardato ai fiocchi di neve con viva apprensione, se non con paura. Infatti, poco meno di un mese dopo la scanzonata nota di Felix Hecht, il maltempo iniziava a creare grossi problemi anche nel-

Gian Maria Bonaldi, impegnato insieme ad alcuni commilitoni nella notte del 13 dicembre 1916 in un trasporto di vettovaglie e munizioni alla postazione di Lagoscuro, sul fronte del ghiacciaio dell’Adamello: “Fu un istante: dall’alto si udì il boato della neve che si staccava e rotolava per tutta la larghezza del canalone, che soverchiò il grido disperato dei quaranta alpini che si videro piombare addosso quel mare di neve, senza scampo alcuno. I primi e gli ultimi della colonna, addossati ai due contrafforti del canalone, assistettero inorriditi e senza possibilità di aiuto al grosso degli uomini sommersi, travolti e rotolati in pochi minuti fin sul fondovalle, sotto un cumulo enorme di neve e di detriti di ogni genere, smossi dalla forza enorme della valanga. Si buttarono al soccorso, scavando colle mani, dove potevano intravedere qualcuno coperto da poca neve. Ormai la rovina immensa era tutta un tragico viluppo di neve, di oggetti i più disparati... ancora non erano in dotazione e forse nemmeno si sapeva che fossero ed a che servissero le funicelle da valanga, che in questo caso sarebbero state provvidenziali: anche chi era sepolto, sotto un metro o due di neve, morì soffocato, murato nella neve dura

le valli e nei paesi. Scrive il 7 dicembre Monsignor Donato Perli, allora parroco di Tione, nel suo Diario: “Il tempo continua a tribulare con acqua e neve. Le strade sono laghi di fanghiglia rimestata ogni dì dagli auti”. Il tempo, sia in paese che soprattutto sulle postazioni di montagna di entrambi gli schieramenti, si mantenne sempre eccezionalmente nevoso: sulle cime si calcolarono circa 10/12 metri di neve depositatesi fino dai primi di dicembre. Improvvisamente, intorno al 12/13 del mese le temperature si alzarono bruscamente, con conseguenze disastrose. Dalle memorie dell’alpino

lavori di sgombero neve dopo una valanga sul fonte dolomitico

della valanga. Di quaranta uomini, ventitré murati nella neve sul fondovalle, alta almeno quindici metri, tre morti dopo poche ore.” Era quella che passerà poi tristemente alla storia come la “Santa Lucia Nera”: in tutto il fronte di alta quota trentino, quella notte e nei giorni successivi furono decine le valanghe che caddero sui baraccamenti,

sulle postazioni e sulle colonne di militari in marcia, con centinaia e centinaia di morti da entrambi gli schieramenti. Sul settore delle Giudicarie si ricordano ancora oggi le valanghe cadute in quei terribili giorni sui baraccamenti austriaci intorno a Malga Pura e Malga Ringia, che seppellirono decine di soldati e lavoratori militarizzati, alcuni dei quali furono sepolti nel cimitero monumentale di Bondo. Ma si era solo a dicembre e il secondo inverno di guerra, l’inverno più nevoso del secolo, era appena iniziato.


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Centenario Grande Guerra

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Cresce la rabbia contro la Germania. La Camera dei rappresentanti vota la “neutralità armata”: le navi americane avranno la facoltà di difendersi con le armi. / Vienna. Arthur Arz von Straussenburg rimpiazza von Hötzendorf alla guida delle forze austroungariche. 3-8 marzo. Pietrogrado. Sciopero nella principale fabbrica d’armi russa negli stabilimenti Putilov, principale fabbrica di armi e munizioni in Russia. Sono le prime avvisaglie della “rivoluzione di febbraio”. 4 marzo. Washington. L’ostruzionismo di un gruppo di senatori che intendono tenere gli Stati Uniti fuori dal conflitto fa decadere la legge sulla “neutralità armata”. 8 marzo. Berlino. Muore a 78 anni Ferdinand von Zeppelin l’inventore del dirigibile rigido. Militare in pensione con il grado di tenente generale, inventore del dirigibile rigido che porta il suo nome, largamente usato durante la Prima guerra mondiale prima di essere soppiantato dagli aerei. / 9 marzo. Washington. Wilson decide la ”neutralità armata” americana. Il presidente Wilson annuncia la decisione di armare le navi mercantili. Le autorità del Congresso e l’avvocato generale gliene danno la facoltà, in quanto comandante in capo, anche senza l’autorizzazione del Congresso. 10 marzo. Pietrogrado. Proclamato lo sciopero generale; tumulti a Pietrogrado. Da giorni le dimostrazioni crescono in frequenza e in numero di partecipanti. Si susseguono i tumulti per il pane. Oltre 200.000 gli operai in sciopero solo nelle fabbriche d’armi e munizioni. Il governo ha perso il controllo della città. La polizia spara sui manifestanti, ma i soldati sono riluttanti a intervenire. Lo zar Nicola II, lontano dalla capitale (è al quartier generale russo a Mogilev), ordina la legge marziale ed emana il decreto di sospensione della Duma (il parlamento russo). 11 marzo. Pietrogrado. A Pietrogrado la polizia spara sulla folla. La città è presidiata dai militari. Nel pomeriggio la polizia spara sulla folla. Una compagnia del reggimento Pavlovskij si ribella. / Mogilev (attuale Bielorussia). Dal quartier generale russo lo zar Nicola II dà il suo beneplacito all’accordo franco-russo sulle future frontiere d’Eu-

Guerra 1914-18 mese per mese - Marzo 1917

IldrammainRussia; diplomazieallaricercadellaPace Le pagine di storia tacciono le strazianti grida dei morti di Mario Antolini Musón

Il mese di marzo 1917 accentua il presentarsi dell’anno di guerra maggiormente cruciale dell’intero primo conflitto mondiale, sia per quelle che saranno le battaglie determinanti alla soluzione dell’immane tragedia, sia per l’azione delle potenze coinvolte ed obbligate a concludere “l’inutile strage”. La semplice sequenza cronologico degli ropa. Parigi ha concesso alla Russia completa libertà nel fissare le proprie frontiere occidentali. Non ce ne saranno mai le condizioni. Raggiunto dai dispacci allarmanti in arrivo da Pietrogrado, lo zar appare indifferente. Nel diario annota: «Alle dieci sono andato a messa. La sera ho giocato a domino». / Fronte della Mesopotamia. Le truppe britanniche, dopo una marcia di oltre 150 chilometri in quindici giorni, occupano Baghdad. La città era sotto il controllo turco da tre secoli. 12 marzo. Pietrogrado. La guarnigione di Pietrogrado si unisce alla folla. Continuano gli scioperi e le manifestazioni contro lo zar. In mattinata si ammutinano i soldati del reggimento Volynskij, che trascinano nella rivolta altre truppe: presto 17.000 militari della guarnigione di Pietrogrado si uniscono alla folla, che dà alle fiamme il tribunale, una prigione e le stazioni di polizia. Soldati lealisti e polizia cercano di domare la rivolta ma vengono sopraffatti. Si formano due organi che tentano di dare una guida al movimento spontaneo: il comitato della Duma (con ex membri dell’istituzione sciolta dallo zar) e il Soviet di Pietrogrado. 13 marzo. Fronte della Mesopotamia. Inizia l’offensiva di Samarrah, proseguita fino al 23 aprile; i Britannici battono gli Ottomani e si impossessano dei gran parte della Mesopotamia centrale. 14 marzo. Pietrogrado. Il Soviet di Pietrogrado esau-

tora gli ufficiali. Il Soviet di Pietrogrado nomina in tutte le unità militari dei commissari politici, esautorando di fatto il potere degli ufficiali. Compito principale dei commissari, convincere i soldati a non combattere. 15 marzo. Pskov (Russia). Premono anche i generali, Nicola II abdica. Insieme al generale Ruzskij, comandante del fronte settentrionale, lo zar Nicola II è fermo a Pskov sul treno che dovrebbe portarlo a Pietrogrado: le stazioni sulla linea che conduce alla capitale sono bloccate dai rivoluzionari. Nel primo pomeriggio il generale Ruzskij gli consegna i telegrammi con cui i generali russi, sollecitati in mattinata dal comandante in capo Mikhail Alekseev, lo invitano ad abdicare per salvare la monarchia e permettere alla Russia di continuare a combattere. Lo zar poco dopo telegrafa ad Alekseev: «In nome del benessere, della tranquillità e della salvezza della mia amatissima Russia sono

aventi - a cui viene riservato il presente articoli - ne è la lampante riprova. Giovedì 1 marzo 1917. Washington. La Camera americana vota la “neutralità armata”. I giornali americani pubblicano la notizia del telegramma del 16 gennaio del ministro degli Esteri tedesco Zimmermann con le offerte di Berlino al Messico.

pronto a rinunciare al trono in favore di mio figlio. Chiedo a tutti di servirlo sinceramente e lealmente». Poi, dopo un ultimo ripensamento, nel suo vagone privato, alla presenza di due deputati della Duma, Nicola II firma l’atto di abdicazione, a favore non del figlio ma del fratello, il granduca Michele, scrivendo nel diario: «Una penosa sensazione; mi sento un sopravvissuto. Attorno a me tradimento, viltà e inganno». La nascita della “Repubblica russa”. 16 marzo. Pietrogrado. Governo provvisorio a Pietrogrado. – Il comitato temporaneo della Duma annuncia, d’accordo con il Soviet di Pietrogrado, la costituzione di un governo provvisorio guidato dal principe Georgij, che sostiene la necessità di una partecipazione attiva alla guerra. Nel ministero è presente un socialista, Aleksandr Kerenskij, alla Giustizia, per mantenere un rapporto tra il governo e il Soviet. 16 marzo. Pietrogrado. La fine dei Romanov. Il granduca Michele sente l’ostilità della capitale verso la monarchia. Rinuncia alla corona. È la fine della dinastia Romanov, cominciata nel 1613. 17 marzo. Helsinki. Un marinaio russo uccide l’ammiraglio Adrian Ivanovich Ne-

penin, comandante in capo della flotta imperiale russa del Baltico, che ha da poco rassegnato le dimissioni. / Parigi. Si dimette il primo ministro francese Aristide Briand. Gli succede il settantacinquenne Alexandre Ribot, che assume anche il dicastero degli Esteri. Paul Painlevé, che non ha un’alta stima del generale Nivelle, diventa ministro della Guerra. 19 marzo. Fronte occidentale. Ripiegamento tedesco sulla linea Hindenburg. I Tedeschi completano con successo il ripiegamento sulla linea Hindenburg (vedi 4 febbraio 1917). 20 marzo. Pietrogrado. Lo zar e la famiglia agli arresti domiciliari. Su pressione del Soviet di Pietrogrado, il governo provvisorio mette agli arresti domiciliari lo zar e la sua famiglia a Tsarskoye Selo, 20 chilometri a sud della capitale. 21 marzo. Washington. Il presidente americano Wilson convoca il Congresso in una seduta straordinaria per il 2 aprile. 22 marzo. Washington. Il presidente Wilson riconosce ufficialmente il nuovo governo rivoluzionario russo. Lo stesso fanno Italia, Gran Bretagna, Francia e altri il giorno 24. 23 marzo. Vienna. Carlo d’Asburgo vuole la pace (ma non con l’Italia). «È

assolutamente necessario arrivare alla pace, lo voglio ad ogni costo»: l’imperatore Carlo d’Asburgo incontra il fratello della moglie, il principe Sisto di Borbone, al quale ha affidato da alcuni giorni il compito di una mediazione per aprire negoziati con le potenze alleate per una pace separata. Tenendo completamente fuori da questa pace, però, l’Italia: l’imperatore non ha intenzione di concederle territori e vuole discutere un accordo con Roma solo dopo che gli altri tre alleati si siano detti d’accordo sulla pace. 25 marzo. Pietrogrado. Il governo provvisorio russo dichiara il grano monopolio controllato: sarà venduto solo da rappresentanti del governo, a prezzi fissati dal governo. Cresce la rabbia dei contadini. 26 marzo 1917. Fronte del Sinai. Gli Inglesi bloccati dai turchi intorno a Gaza. Gli Inglesi attaccano le posizioni turche intorno a Gaza, non lontano dal confine palestinese. Nonostante una superiorità numerica schiacciante, non riescono a espugnare la città: il comando, che non ha capito la reale situazione in prima linea, ha ordinato un ripiegamento che dà modo ai turchi di organizzare la difesa. / Un tentativo britannico di penetrare in Palestina è respinto. 27 marzo 1917. Pietrogrado. Su pressione degli Alleati, il governo provvisorio russo ha deciso di continuare la guerra. Ma il Soviet di Pietrogrado lancia un “Manifesto ai popoli del mondo” perché chiedano la fine del conflitto senza annessioni né indennità. Quanto e quale impegnativa attenzione accresce i compiti e le responsabilità dei diretti responsabili in tempi di guerra, con conseguenze impensabili su tutta l’umanità. Noi, che ci godiamo i risultati del momentaneo periodo di “pace”, siamo capaci di rendercene conto e di saper valutare come usufruire in bene di questi “benefìci” senza deturparli o peggior ancora massacrandoli con comportamenti antisociali?


Centenario Grande Guerra A Pietroburgo si consuma una prima rivolta, insorta a causa delle misere condizioni di vita della popolazione» / «12-15 marzo 1917. Rivoluzione di “febbraio” a Pietroburgo; abdicazione dello zar e costituzione del Governo provvisorio». Sullo stesso periodo da Breguzzo e Bondo le accorate pagine del Mognaschi: «Per i richiamati continua il doloroso stillicidio dei morti e dei dispersi che contribuisce a deprimere ulteriormente l’animo dei rimasti già provati dagli stenti e dalle privazioni». Le annotazioni quotidiane del Perli continuano ormai sotto il peso di vicende che vanno oltre i tempi previsti o prevedibili, senza quasi più speranze da poter coltivare. 2 Marzo. Oggi abbiamo avuto la visita degli aeroplani italiani. / I rapporti ufficiali riportano che nel gennaio furono affondati 160 piroscafi nemici con un tonnellaggio di 330.000; e nei primi giorni di febbraio 187 navi con 345.000 tonnellaggio. - 3 Marzo. Oggi si tenne qui la “spigolatura “ (la settima) degli appartenenti alla leva in massa 1891-1872. Dei 122 presenti ne tennero abili 26 (ex 20 da Tione, abili 3). - 8 Marzo. Finora ogni dì ci regala della neve. / Oggi partono i fatti abili nella rassegna degli 8 febbraio. In paese non restano che pochi vecchi, i ragazzi e le donne. Ad accompagnare il Viatico agli ammalati, ed i morti al cimitero, a fungere da cantori in chiesa non vi sono che alcuni ragazzi. / I soldati dei monti circostanti ogni due mesi vengono scambiati con altri. Questo e non altro il movimento militare. - 10 Marzo. Su tutti i fronti silenzio. / Nel febbraio i sottomarini affondarono 780.000 tonnellate di navi mercantili nemiche. - 15 Marzo. L’imperial regio Luogotenente per il giorno 12 mese corrente invitò ad Innsbruck 18 decani delle diocesi tirolesi per far loro presente le condizioni criticissime dell’approvvigionamento; disse egli: «E sono tanto gravi quali

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Marzo 1917 - Ripercussioni in Trentino e in Giudicarie

Avversario, il freddo. Che mostruosità in questi paesi! Nelle Giudicarie Interiori la “visita” degli aeroplani italiani

Fra le note di cronache di guerra sui quotidiani trentini in mio possesso solo due eventi nel mese di marzo 1917: «3 marzo. Gli Alpini conquistano la Costabella di Fassa, punto strategico del fronte fassano. / 16 marzo. I Kaiserschützen del battaglione Valentini rioccupano la Costanon furono fin qui, né potrebbero essere peggiori: ci camminiamo sul filo di un coltello e bisogna arrivare fuori in cima senza cadere da una parte né dall’altra». Noi decani, però, ci siamo rifiutati di farci organi del governo nel predicare la tolleranza e la pazienza; anzi, con audacia, abbiamo versato sul tavolo del luogotenente tutte le amarezze e le torture subite dalle popolazioni durante la guerra: non abbiamo tenuto nascosto nulla. La seduta durò sei ore. - 20 Marzo. In Russia scoppiò la rivoluzione; a Pietroburgo furono imprigionati i ministri, e lo Zar si è dimesso. Si dice che lo Zar stava per arrendersi ad una pace separata colle Centrali e che le Alleate, in previsione di ciò, abbiano ordito la cacciata dello Zar e disposto per un altro governo. / Finora nissun messaggio primaverile!!! - 22 Marzo. Ieri a Bondo ed oggi qui si fa la rassegna dei lavoratori militarizzati per scovarne qualcuno abile alle armi. / La Croce Rossa Russa informa che Luigi Battocchi di Giovanni detto Bortolin, prigioniero fino dal 1914, è morto ancora il giorno 13 settembre 1915 a Beresowk, al di là del lago Baikal. Questo è il terzo militare morto della stessa famiglia. - 24 Marzo. Lo Zar è condotto nella fortezza di Pietro Paolo. Po-

vero autocrate! È arrivata l’ora del “redde rationem” anche per lui. / Questa notte neve di nuovo e freddo. Il sole invecchiato non ha più forze da superare il suo avversario, il freddo. Quest’anno la neve sui coperti nello sgelarsi riversa l’acqua nell’interno delle case in quantità straordinaria: l’Asilo infantile ne fu inondato fin al pianoterra. / Che mostruosità in questi paesi! Quest’inverno ti diede il reale aspetto della Siberia. - 28 Marzo. Altra ricerca severa da parte capitanale nelle case dei produttori di generi alimentari,

bella utilizzando lo stesso stratagemma impiegato per la riconquista del Col di Lana: ossia scavando una galleria nella neve e sbucando in faccia al presidio italiano ancora addormentato». Invece su “Finestra sul mondo” la notizia dalla Russia: «8-12 marzo 1917.

e presso negozianti e mugnai per scovare eventuali nascondimenti di farine ecc. ma in tutto il distretto giudiziale non si è scoperta che carestia e fame. I Comuni continuano a macellare bestiami e distribuirne la carne ai più bisognosi. / Avversario, il freddo. Quest’anno la neve sui coperti nello sgelarsi riversa l’acqua nell’interno delle case in quantità straordinaria: l’asilo infantile ne fu inondato fin al pianoterra. Che mostruosità in questi paesi! Quest’inverno ti diede il reale aspetto della Siberia. - 28 Marzo. Altra ricerca

severa da parte capitanale nelle case dei produttori di generi alimentari, e presso negozianti e mugnai per scovare eventuali nascondimenti di farine od altro; ma in tutto il distretto giudiziale non si è scoperta che carestia e fame. / I Comuni continuano a macellare bestiami e distribuirne la carne ai più bisognosi. Continua inarrestabile lo stillicidio dei morti e delle sofferenze. Amare le pagine scritte dagli studenti del Liceo “Don Guetti” di Tione, nel volume ”Giudicariesi in Russia 19141918”: «I diari dei soldati

ci portano ad una ravvicinata osservazione dei corpi brutalizzati dalla violenza, frantumati e polverizzati dalle artiglierie, squarciati dalle granate; le descrizioni si fanno del tutto realistiche, come corpi smembrati, senza nome e senza dignità, cumulo di carne malcescente. Guerrino Botteri, maestro di Strembo, lascia scritte le sue riflessioni: “La guerra moderna ha questo di spaventosamente triste: l’individualità sparisce, si diventa gocce d’una fiumana di lava che lentamente, con moto fatale, si spinge in avanti, s’arresta, retrocede; le gocce non contano nulla: se una si ferma s’agghiaccia, si perde, nessun’altra ci bada; se quella goccia stride e cigola prima di spegnersi, quel grido è sopraffatto dal cigolìo spumoso ed enorme del fiume”. Lo storico Antonio Gibelli ci ricorda: “La morte di massa non è solo questione di numero e di frequenza; c’è un altro elemento che la qualifica, ed è l’anonimato. A partire dalla guerra, anche la morte diventa un evento senza qualità, che inghiotte subito le sue vittime cancellandone in maniera subitanea l’identità”». Non per nulla il più volte citato autore inglese Ferguson ha intitolato il suo volume sulla prima guerra mondiale “Il GRIDO dei MORTI”! Pagine e pagine, testimonianze e scritti che nel terzo Millennio hanno soltanto bisogno di voler seriamente pensàrghe su! Mario Antolini Musón

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Opinioni a confronto

MARZO 2017

BOTTA E RISPOSTA

Il bene di uno deve essere il bene di tutti...

L’anno negli oroscopi

vilgiat@yahoo.it

Nei primi giorni dell’anno nuovo, alla Tv e sui giornali, si rincorrevano astrologi d’ogni genere con i loro oroscopi riguardanti l’intero anno. Mi chiedo come mai la superstizione sia ancora così diffusa, a me sembrano tutte scempiaggini… e tu? Luis

E’ capitato a tutti di dare un’occhiatina agli oroscopi sia in Tv che sui giornali. Secondo me non bisogna mai prenderli troppo sul serio, leggiamoli con un pizzico d’ironia, magari per constatare che tutto quel che dicono, in gran parte non si avvera. A occhio, stelle, astri e corpi celesti, sono talmente lontani che non

credo possano influenzare le azioni umane. L’importante è essere consapevoli che leggere gli oroscopi è più che altro un gioco, un curioso passatempo. Leggiamoli pure, con il giusto equilibrio e con il sorriso sulle labbra. Non c’è niente di male. A proposito di che segno siete? Io sono del Toro… (a.a.)

Francia: fuori legge la sculacciata. E l’Italia? Ciao Adelino, ho letto che in Francia il Parlamento ha approvato una legge che vieta le punizioni corporali, sculacciate e sberle comprese. Altri stati in Europa l’hanno fatto, c’è chi pensa di introdurla anche in Italia. Sarebbe ora… Una mamma

Cara mamma, non t’arrabbiare, ma io non sono d’accordo. Sono convinto che una bella sculacciata abbia ancora una valenza educativa, molto più che altri castighi di moda al giorno d’oggi. Spero che in Italia una legge del genere non venga introdotta. E se lo fosse, mi auguro che i genitori siano più intelligenti di chi

l’ha voluta e continuino come prima. Guardo alla mia esperienza e, pensando al passato, ricordo quante volte le ho prese e debbo dire che mi sono servite tutte. Mio padre non mi ha mai toccato, l’incaricata delle punizioni era mia madre, la “trisa” era sempre a disposizione, una sculacciata data da mia madre

non era certo una carezza, e sono convinto che abbiano non poco contribuito a riportarmi sulla retta via. Un ceffone spesso rafforza la consapevolezza nel ragazzo dell’errore fatto o del divieto violato. Una sgridata non fa un grande effetto, la si dimentica facilmente, una “trisata” un po’ meno. (a.a.)


La posta

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La lettera di una studentessa agli insegnanti dell’Utetd

Università della Terza Età e del tempo Disponibile: la confortante bellezza della cultura E’ stata una esperienza gradevolissima, formativa e sempre arricchente, e sono davvero grata a tutti quelli che l’hanno permessa, sia gli organizzatori dei corsi, che i docenti che li hanno tenuti. Grazie ad Alessandro Anderle per le sue dottissime lezioni sull’ebraismo, e ad Ivan Montagni, che con il suo utopistico punto di vista sulla globalizzazione ed il lavoro mi ha fatto comprendere che forse c’è la possibilità di uno sviluppo diverso dall’attuale. A Giuseppe Zorzi per la

Di solito si scrive ai giornali per segnalare qualche problema, lamentarsi di situazioni incresciose, o sottolineare come non funzioni qualcosa. Io oggi vorrei ringraziare, elogiare e far sapere che c’è qualcosa che funziona molto bene: l’Università della terza età e del tempo disponibile (Utetd), della Fondazione De Marchi. Qualche mese fa, da magistrale lezione su Alcide De Gasperi, un vero gigante se paragonato ai politici di oggi, e a Roberta Rossi, che ha dato preziosi suggerimenti sul benessere, sia fisico che psichico. Grazie ad Ivana Franchini, che mi ha fatto scoprire Dario Fo, geniale guitto, unico

nel suo genere, ed a Ruggero Zecchi, che ci ha illuminato sulle strategie e la politica del mondo globalizzato. A Simona Scalfi per i suoi approfondimenti sul tema del terrorismo, e a Rico Gottardi, con la sua esauriente lezione sulla tecnologia digitale, ed i trucchi per

monfredini

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neopensionata, oltre a dedicarmi a casa e famiglia, ed a quella deliziosa abitudine antisociale che chiamiamo lettura, ho deciso di iscrivermi ai corsi tionesi della Utetd, per curiosità, e perché volevo ampliare i miei orizzonti culturali dato che, come diceva Pascal, è molto più bello sapere qualcosa di tutto che tutto di una cosa. fare buone foto. Grazie a Denise Rocca per le sue interessanti informazioni sui mass media e sulla possibilità di effettuare segnalazioni all’Istituto di autoregolamentazione della pubblicità, e a Carlo Marchiori, il comandante della polizia locale, che ha dato chiari e utili consigli su come difendersi dalle truffe. Ad Alessandro De Bertolini, che ci ha illustrato alcuni dei suoi viaggi in bicicletta (Alpi, Islanda e Patagonia) evidenziando non solo l’aspetto geografico e paesaggistico, ma culturale e storico delle zone visitate. Ha suscitato in me non solo grande interesse, ma anche molta invidia per le sue capacità sportive! All’ingegner Sartori, per la lezione su opportunità e pericoli di Internet. Grazie a Roberta Bonazza, che ha raccontato la incredibile esperienza di villa Idania di Garda, l’atelier di pittura realizzato da Ida

Borletti e Michael Noble, che ha coinvolto i malati dell’ospedale psichiatrico di Verona, vicenda di grande interesse umano, medico, ed artistico, sicuramente all’avanguardia per gli anni ’50. Un grazie tutto speciale a Giacomo Bonazza, che con il suo entusiasmo, la passione e l’amore per l’arte ci ha contagiato tutti, coinvolgendoci nella scoperta di pittori e scultori sia conosciutissimi che sconosciuti, e ci ha fatto trascorrere alcune ore davvero indimenticabili. Fra tutte le cose belle che ho appreso, e le storie di persone importanti, ce ne sono due in particolare che mi hanno colpito, che porterò sempre nel cuore, poiché ritengo mi abbiano fatto diventare una persona migliore. Grazie anche a loro! Sono l’ex presidente dell’Uruguay Pepe Mujica, e Nick Vujicic, il protagonista del cortometraggio “Il circo della farfalla”. Mujica, nel suo discorso all’Onu, ha

Valvestino: perplessità sul tunnel Buongiorno, tempo fa Vi scrissi, e Voi pubblicaste, alcune note esprimenti le mie perplessità sul prospettato tunnel Valvestino/Bondone in Giudicarie. Mi sarei atteso che qualche politico mi rispondesse, spiegandomi opportunità e vantaggi dell’opera in oggetto… Silenzio, e leggo ora che viene confermata l’ esecuzione dell’opera. A questo punto penso che i politici o non leggono, o leggono e fanno un’ alzata di spalle. E poi ci si meraviglia del disinteresse del popolo verso politica e politici!

fatto riflettere tutto il mondo sulla globalizzazione. Ecco alcune sue frasi davvero illuminanti: “…semplicemente non possiamo continuare ad essere governati dal mercato ma dobbiamo governare il mercato.… Perché antichi pensatori come Epicuro, Seneca, gli Aymara definivano povero non colui che ha poco, ma colui che ha bisogno di infinitamente molto e vuole e vuole sempre di più.…La crisi dell’acqua, la crisi dell’aggressione all’ambiente, non è una causa, la causa è il modello della nostra civilizzazione che abbiamo creato, dobbiamo ripensare il nostro modo di vivere.… Nel mio paese i lavoratori ottennero la giornata di 8 ore, ora stanno ottenendo 6 ore; ma alla fine hanno due impieghi e lavorano di più di prima, per pagare le rate della moto o della macchina… ed alla fine l’uomo è un vecchio con i reumatismi e la vita se n’è andata. … E’ questo il destino della vita umana?… Lo sviluppo non può andare contro la felicità. Deve essere a favore della felicità, … della cura dei figli, delle amicizie … perché questo è il tesoro più importante. Quando lottiamo per l’ambiente, il primo elemento dell’ambiente è la felicità umana”. Infine Nick Vujicic, persona straordinaria, la cui forza di volontà, determinazione e coraggio fanno restare senza fiato. Nato senza né gambe, né braccia, a causa della tetramelia, una grave malattia congenita, Nick può camminare e svolgere le varie attività quotidiane solo grazie a un piccolo moncherino sul lato sinistro del busto, che lui chiama affettuosamente “la mia zampa di gallina”. Con questa gravissima disabilità, Nick ha recitato come protagonista del filmato “Il circo della farfalla”, in cui impara a fare della sua tragedia un punto di forza e un esempio per tutti. Cercatelo su You Tube e guardatelo, è veramente incredibile! Ancora grazie alla Utetd, che mi ha fatto condividere il piacere di conoscere e di sapere anche con altre persone che volevano apprendere il nuovo, e che ha trasformato il tempo libero in pomeriggi piacevolissimi, in un’atmosfera del tutto particolare, creata dalla confortante bellezza della cultura. Chiara Garroni


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MARZO 2017

Giornale delle giudicarie marzo 2017  
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