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Giudi iudicarie

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iornale delle

DICEMBRE 2014 - pag.

Mensile di informazione e di approfondimento

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ANNO 13- DICEMBRE 2014 - N. 12 - Mensile

EDITORIALE

Buon Natale 2014 di Adelino Amistadi Buon Natale, Buon anno. Il periodo natalizio è uno dei pochi periodi che ancora mi coinvolgono, nonostante l’età. Mi piace ricordare i tempi della mia fanciullezza. Il solito nostalgico, lo so. Sarà anche la solita tiritera di tutti gli anni, ma io la trovo sempre emozionante e vorrei che il Natale non passasse mai. Il presepe è sempre il presepe. Ma il presepe fatto dai poveri è tutta un’altra cosa. Lo si faceva con il cuore, con l’eccitazione di far qualcosa d’importante e di doveroso. Si strappava il muschio alla natura, pieno d’aromi di bosco, la capanna era di legno di nocciolo costruita a mano dal nonno durante le lunghe serate autunnali, laghi e laghetti consistevano in pezzi di specchio rotto debitamente sistemati. Alla costruzione del presepio partecipavano un po’ tutti: genitori, bambini, suoceri e anche qualche intruso. La povertà dei mezzi arricchiva la fantasia e ognuno metteva in atto il proprio talento, così scattavano idee che lasciavano a bocca aperta, segno di intelligenza e di passione. Continua a pagina 4

Tanti auguri di Buone Feste Comu Tanti i movimenti in

Pronto (socA pag. 6

Alle Pagine 4 e 5

In Trentino possibilità remotissima

Virus E

Al 120° Congresso Sat di Spiazzo

Stanziati oltre 16 milioni per completare la rete

Impe a

Comunità, maxi-piano perle ciclabili A pagina 8

A pagina 15

SANITÀ Pronto soccorso di Tione, una soluzione “indigesta” A pag. 6

Pat

PRIMO PIANO Niente fondi, viabilità incompiuta A pag. 10

Risorse in calo per il 2015

POLITICA Comunità, un bilancio intenso e un futuro da decifrare. A pag. 12

A PAGINA 20

Il messaggio di Mons. Bressan

«Carità e coesione sociale, valori da cui ripartire» A PAGINA 4

Fusioni, l’ora della verità

Il 14 i referendum in Valle del Chiese A PAGINA 18

Augura alla Spettabile clientela Buon Natale e un Felice Anno Nuovo ...

- Lego


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A cura della REDAZIONE

Rassegna Stampa

DICEMBRE 2014

RASSEGNA STAMPA NOVEMBRE 2014

DALLE GIUDICARIE DALLAPROVINCIA Giudicarie Esteriori - A Lundo, mucca uccisa e macellata sul posto - L’hanno ammazzata e spolpata a bordo strada, in barba alle più elementari norme igieniche e, soprattutto, del padrone che, credendo fosse opera dell’orso è corso dalla guardia forestale a denunciare il fatto. Grande è stato lo stupore, quando proprio gli uomini del servizio foreste gli hanno fatto notare che a compiere quello scempio era stato, sì, un animale. Ma a due, e non a quattro gambe. La storia ha persino dell’incredibile. E’ accaduta a un allevatore di Lundo. Alessandro Bottesi. Tione - Laboratori virtuosi per affrontare la vulnerabilità. Inaugurata la nuova sede de La Bottega dei mestieri - Si è tenuto presso la Casa della Comunità delle Giudicarie, “Laboratori virtuosi per affrontare la vulnerabilità”, un seminario di approfondimento sul connubio disagio giovanile e lavoro, un momento di riflessione arricchito dagli interventi qualificati di Mariano Failoni, Anna Lisa Zambotti, Orazio Zenorini, Stefano Kirchner, Silvia Maschio e Alberto Garniga.L’incontro si inserisce in una giornata dedicata all’inaugurazione de “La Bottega dei mestieri”, il Centro di socializzazione al lavoro della Cooperativa Sociale L’Ancora che rappresenta un importante servizio di orientamento e di accompagnamento al lavoro per i giovani delle Giudicarie che vivono situazioni di disagio sia personale che familiare.

Val Rendena - Fusioni, anche l’alta Rendena ci prova. Carisolo, Giustino e Massimeno si incontrano... senza Pinzolo - «Le dimensioni e gli assetti organizzativi dei nostri municipi, così come la necessità di tenere equilibri politici e amministrativi in alta Rendena che evitino il predominio di un paese a discapito di altri, impone una attenta riflessione e condivisione delle scelte future». Questo il messaggio lanciato dal sindaco di Carisolo Arturo Povinelli, dal Sindaco di Giustino Luigi Tisi e dal Sindaco di Massimeno Enrico Beltrami. Dopo i recenti incontri in bassa Valle per cercare una fusione tra Villa Rendena, Darè e Vigo Rendena anche l’alta valle prova a muoversi. Condino - Stasera mi butto, fa il tutto esaurito. Dopo 16 anni è tornato a Condino lo spettacolo di cabaret - Uno spettacolo che ha visto l’alternarsi sul palco di numerosi artisti locali, di tutte le età, che hanno saputo intrattenere il pubblico presente in sala con divertenti sketch di ogni genere: balletti, canti, barzellette, brevi commedie, poesie e persino attrezzi ginnici umani per il benessere quotidiano e nuoto sincronizzato in piscina. Il tutto abilmente presentato da Poletti Cinzia e Gualdi Gianfranco. Due ore e trenta di sano divertimento intervallate da parodie di pubblicità rigorosamente interpretate da persone del paese che, per l’occasione, hanno collaborato con il massimo entusiasmo.

Commozione per la scomparsa di Diego Moltrer Una folla commossa è giunta mercoledì 19 novembre a Fierozzo per dare l’ultimo saluto a Diego Moltrer, presidente del Consiglio regionale, morto improvvisamente due giorni prima per un malore durante una battuta di caccia. Tante le autorità presenti, i compagni di partito del Patt e rappresentanti di altri schieramenti, personalità del mondo del volontariato e dell’associazionismo. Il presidente della Provincia Ugo Rossi ha letto un ricordo di Moltrer, in forma di lettera indirizzata all’amico scomparso. «Tu, caro Diego, eri “un mòcheno per i mòcheni che aveva preso a cuore, nel tuo grande cuore, tutti i trentini» - ha detto Ugo Rossi, sottolineando la grande umanità del presidente del Consiglio Regionale. Una caratteristica che in molti gli riconoscevano, assieme a quella di essere uomo “del popolo”. Già sindaco di Fierozzo e figlio a sua volta di un sindaco, nell’ottobre 2013 aveva colto un’ottima affermazione personale nell’ambito delle elezioni provinciali, sfiorando le 5.000 preferenze. Risultato che lo aveva portato sulla sedia di presidente del Consiglio Regionale, ruolo nel quale si era battuto strenuamente contro i privilegi degli ex-consiglieri, portando avanti quella battaglia per la restituzione dei vitalizi che ancora oggi continua e che – a detta di molti – è stata per lui fonte di tensione. Diego – raccontano gli amici e i consiglieri del Patt – non riusciva a capacitarsi di quanto gli ex-consiglieri fossero “fuori dal mondo” ed egoisti non accettando di restituire i vitalizi a fronte di una situazione in cui molti italiani vanno avanti con una pensione di 400 euro. La sua battaglia rimane.

Provincia – Sperimentazione per il rafforzamento linguistico - Per il rafforzamento linguistico, le scuole superiori del Trentino e del Tirolo inizieranno una nuova forma di collaborazione: sono previsti scambi tra studenti con soggiorno in famiglia, scambi tra classi o gruppi di classe, scambi tra docenti. Lo prevede la deliberazione, proposta dal presidente Ugo Rossi, con cui la Giunta provinciale ha approvato uno schema di accordo. Nel biennio oggetto di questa sperimentazione saranno coinvolte queste scuole: l’ITTM Buonarroti di Trento, l’Istituto di Istruzione M. Martini di Mezzolombardo, l’ITETCA Pilati di Cles, il Liceo Linguistico S. Scholl di Trento e il Liceo classico G. Prati di Trento. Da anni esiste una collaborazione tra la Provincia autonoma di Trento e il Land Tirolo nell’ambito della scuola dell’obbligo. Oggi la si vuole estendere alle scuole superiori. Trento – Fondo alberghi E’ in questi giorni al vaglio della Giunta Provinciale una misura straordinaria a favore degli albergatori che, a causa della difficile congiuntura economica, si trovano in difficoltà nei pagamenti delle rate dei mutui accesi per investimenti strutturali, effettuati nel corso degli ultimi dieci anni. In particolare l’intervento interesserà gli albergatori che presentano un bilancio sano e in equi-

librio (con ricavi maggiori dei costi) ma non riescono a far quadrare i conti a causa degli interessi da pagare per i finanziamenti ricevuti per detti investimenti. Proprio per venire incontro a tali situazioni di difficoltà la P.A.T. si accinge a varare un fondo rischi, con lo stanziamento di risorse per 1,5 milioni di euro per il 2014 (e la previsione di ulteriori risorse nei due anni successivi). L’utilizzo di tale fondo consentirà ai soggetti richiedenti, previa verifica del possesso dei requisiti, di ottenere dalle banche l’allungamento della durata dei mutui con un conseguente alleggerimento delle rate, che saranno pagate in base alla capacità di rimborso delle singole aziende. L’operazione sarà resa possibile grazie a degli appositi accordi stipulati tra la P.A.T., Casse Rurali, altre banche del territorio ed il Confidi, che dovrebbe prestare le relative garanzie. Liguria – Protezione civile trentina all’opera – Protezione civile trentina ancora una volta impegnata in importanti azioni di solidarietà alle popolazioni vittime di catastrofi ambientali. Nei giorni scorsi un contingente trento - 38 persone attrezzate di quanto è necessario per affrontare eventi alluvionali- è stato particolarmente impegnato nella pulizia di scantinati a Chiavari ed a Lavagna, oltre che nella sistemazione degli alvei dei fiumi e nella rimozione di detriti a San

I buoni pensieri

Colombano. Il nostro Servizio geologico è stato occupato anche ad esaminare alcune frane, sempre nella zona di San Colombano. Oltre ai vigili del fuoco permanenti e ai Nuvola, in Liguria opera anche personale del Servizio Bacini Montani, del Servizio Prevenzione Rischi, della Croce Rossa Italiana e delll’Agenzia per la depurazione. Per testimoniare la vicinanza del Trentino alla popolazione alluvionata e alle istituzioni locali nonché la gratitudine della Giunta per gli uomini della nostra Protezione civile al lavoro da alcuni giorni, l’assessore provinciale Tiziano Mellarini si è recato in Liguria accompagnato dal dirigente del Servizio Prevenzione Rischi Gianfranco Cesarini Sforza. Roma – Rossi difende l’autonomia - In occasione dell’audizione di fronte alla Commissione Affari Costituzionali - impegnata a Roma nell’indagine conoscitiva sull’esame dei progetti di legge costituzionale - il presidente Ugo Rossi ha ribadito le ragioni della specialità della Provincia autonoma di Trento. Ai componenti la Commissione, il presidente della Provincia autonoma di Trento ha ricordato i settori che, senza gravare in alcun modo sul bilancio dello Stato, la Provincia autonoma finanzia da sé contando esclusivamente sulle proprie risorse.

di Eta Zeta

Ho visto cose… che noi umani… Ho visto con quanta disponibilità e dedizione il personale infermieristico dell’ospedale di Tione si prende cura degli anziani. Ho visto cose… Ho visto con quale professionalità e abnegazione le operatrici sanitarie sul territorio sono disponibili verso vecchi e persone bisognose di assistenza. Perle rare. Che onorano la nostra società. Grazie di cuore a nome di tutta la comunità.

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Primo Piano

DICEMBRE 2014

Intervista a Mons. Bressan, neo-presidente della Caritas italiana

«Carità e coesione sociale, valori da cui ripartire» di Roberto Bertolini

Monsignor Luigi Bressan, arcivescovo di Trento, è stato eletto a metà novembre presidente della Caritas Italiana. La scelta è avvenuta ad Assisi, da parte dei Vescovi riuniti nella città di San Francesco per la terza giornata dell’Assemblea generale. Incarico, quello di presidente della Caritas, che Nato a Sarche il 9 febbraio 1940, Mons. Bressan è stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1964. Eletto arcivescovo titolare di Severiana e nominato pro-nunzio apostolico in Pakistan il 3 aprile 1989, è stato ordinato Vescovo il 18 giugno 1989, nunzio apostolico in Thailandia il 26 luglio 1993 e arcivescovo di Trento il 25 marzo 1999. È vicepresidente della Conferenza episcopale triveneta.

Monsignor Bressan, con quale spirito si accosta a questo nuovo importante impegno? Con la consapevolezza della gravosità di questa reggenza, un lavoro che e comporta un triplice compito, poiché come è prassi, la presidenza della Caritas si assomma a quella della Commissione episcopale per la carità e la salute e della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali in tutte le Diocesi.

mons. Bressan svolgeva già “ad interim” dopo che monsignor Merisi aveva dovuto lasciare per raggiunti limiti di età. Il suo mandato, come quello degli altri presidenti delle Commissioni episcopali, scadrà a maggio, quando in occasione dell’assemblea della Cei verranno rinnovati tutti tali incarichi. In ogni caso, seguirò con attenzione la Caritas nazionale con il grosso impegno di assistenza e solidarietà che è già in atto e che sarà oggetto, a dicembre, di una tre giorni di impegno e riflessione. Quali sono le priorità? La Caritas ha una sua natura ben specifica e continua da anni il proprio impegno di animazione e carità sul territorio in coordinamento con Vescovi e Sacerdoti, e organizza interventi di emergenza,

in Italia e all’estero, ponendosi come importante punto di riferimento per la solidarietà. Nel contesto attuale, le priorità sono secondo me quelle di educarci alla comprensione e a vivere nella pluralità delle culture e delle presenze religiose in coesione e incontrandosi. Una presenza che deve arricchirci reciprocamente, secondo le regole del rispetto reciproco e del dialogo. Tematiche importanti ed attuali, specie dopo i fatti delle

Monsignor Bressan

periferie di Roma dei giorni scorsi. Certamente, quei fatti non fanno altro che sottolineare l’esigenza di maggiore dialogo. Nei giorni scorsi abbiamo visto a Roma il volto delle periferie del degrado, una situazione che non ha certo un solo colpevole e di certo non si possono accusare solo gli immigrati. Serve invece voglia di costruire, di percorrere un cammino anche difficile di integrazione. La Caritas,

L’EDITORIALE DI ADELINO AMISTADI

BUON NATALE 2014 (L’albero e gli occhiali da sole...)

Continua dalla Prima Alla fine il presepe risultava come un pianoro verde, tutto rivolto verso la capanna, disseminato di pecorelle mezze scassate e pastori impegnati in mille attività, ce n’era uno che suonava la fisarmonica, uno che suonava la zampogna, uno che tagliava la legna, lavori improbabili per quei tempi, ma a me piacevano così e con loro sognavo d’essere coinvolto, magari come cane pastore. In un canto ci mettevamo anche un alberello d’abete, di solito malandato e rubato in qualche bosco del comune, dove brillavano quattro bocce, qualche candela agganciata ai rami, due bamboccini fatti dalla nonna, e quattro mele legate dallo spago. “A Natale si festeggia Gesù Bambino...l’albero centra poco o niente!” Così si giustificava la mamma quando le facevamo notare la pochezza dell’albero rispetto alla solennità del presepe. Di regali non se ne parlava, ci aveva già pensato santa Lucia qualche settimana prima a portarci in dono le solite calze di lana, quattro mandarini, carrube e qualche caramella. Eppure era quello il tempo della serenità, le bestie erano in stalla asciutte e provvedevano al riscaldamento dei filò, il paese era di solito imbiancato dalla neve, il silenzio regnava nelle vie e nelle piazze, si respirava un’aria eterea che ti portava a viaggiare fra le nuvole, i rintocchi delle campane che segnavano le ore erano gli unici suoni che ci riportavano sulla terra.

no. Al freddo non si faceva gran caso, con le mutande di lana che grattavano, flanelle e maglioni, sopportavamo ogni intemperia, sempre rigorosamente con le “braghe” corte. Gli amici si andavano a chiamare a casa e a volte ci si fermava lì ad aspettare che finissero di mangiare o fare i compiti, prima di precipitarsi fuori a giocare. In strada non c’erano pericoli e ci sentivamo padroni del mondo. I genitori ci vedevano arrivare alla sera senza averci mai dovuto chiamare con il cellulare che allora non esisteva, erano tranquilli perché sapevano di poter contare sul nostro senso di responsabilità e su quello dei ragazzi più grandi. Erano altri tempi, era un altro Natale. E poi tutti a Messa. Il giorno di Natale ci vestivamo con quel poco di bello che avevamo e tutti insieme, tutta la famiglia, ci recavamo alla S. Messa compunti e devoti ad attendere la nascita del Signore, e quando a fine Messa, il sacrestano metteva in bella mostra sull’altare un bambinello cicciotello e sorridente, ci si riempiva il cuore di soddisfazione, ci sembrava davvero di aver partecipato al parto di Maria, ne eravamo tutti emozionati ed eravamo disponibili per i migliori propositi. In quel periodo eravamo tutti più buoni. Anche mio zio evitava di darmi le solite “bargnocole” che lo divertivano tanto, ma che a me facevano un male cane. Quello era il nostro Natale, fatto di povertà, ma anche di amore e sentimenti che ti segnavano per tutto l’anno.

A quel tempo avevo tanti amici. Al mio paese ogni famiglia aveva almeno tre figli. A volte anche sei o sette. Partitelle di calcio nel prato del parroco, palla prigioniera, punto mio, erano i giochi di tutti giorni, estate ed inver-

Adesso le cose sono cambiate, il Natale, un po’ alla volta, ha perso il senso mistico e religioso che tanto ci affascinava, a causa del diffuso benessere e dell’esasperato consumismo che hanno cambiato il mondo. Ho l’impressione

che la magia del Natale, oggi, resti, seppur per poco, solo nel cuore dei bambini. Le tradizioni stanno affievolendosi anche nei nostri piccoli paesi, e non è raro che il giorno di Natale la gente vada ad un centro commerciale o a fare un giro, cose che fino a qualche tempo fa erano impensabili. Ormai il Natale è diventato un monumento al consumismo. S’è persino persa la tradizione del presepio. Oggi, nelle nostre case, si sfoggiano alberi di Natale, si fa per dire, giganti. Illuminati giorno e notte da mille luci colorate che sembra di essere a Hollywood, lampadine che sembrano meloni, che quasi danno fastidio. Per guardarlo occorrono gli occhiali da sole. L’albero non perde un ago, è fatto di misera plastica e costa anche parecchio. Ormai il mondo è mezzo di plastica, ci puoi comprare di tutto. Ma il presepe di solito non c’è. E quando c’è, è raggomitolato laggiù, accanto al tronco dell’albero, con una capannina schizzata, con dentro striminzite statuine, un bambino Gesù che neanche si vede, e nient’altro, un piccolo contentino alla nonna, vecchia come il cucco, che ogni anno insiste con quel benedetto presepio. I bambini più emancipati il presepio l’hanno dimenticato in fretta. Ormai è stato spiazzato da quel pupazzo bianco e rosso che chiamano Babbo Natale, ma che con il Natale non c’entra nulla. Dicono che porti i regali, i doni di Natale (?), ma a me sembra tutta un’invenzione di commercianti di poco scrupolo, che hanno subordinato ai propri interessi una antica e bella leggenda della Lapponia. Ormai abbiamo perso la poesia e il gusto del Natale, la fede è stata sostituita dai beni di consumo, con l’illusione che si possa comprare anche la felicità.

Cerchiamo nei centri commerciali la gioia effimera, passeggera, riempiendo il carrello di cose inutili. Ci piace tutto del Natale, ma abbiamo sloggiato Gesù Bambino, non pensiamo più al senso vero della natività. Nonostante l’amarezza, rimango comunque dell’idea che il tempo migliore non è quello passato, caso mai dobbiamo usare il passato per vivere meglio il presente e migliorare il futuro. D’altronde il Natale può riprendere valore, per laici e cattolici, se segna un momento di riflessione per una rinascita personale e complessiva dell’intera comunità. Per aiutarci ad abbandonare vecchie scorie del passato e cercare una vita di maggiore sostanza e sobrietà negli stili e negli affetti. Non lasciamo quindi che la sfiducia e lo sconforto uccidano i nostri sogni, le nostre speranze, proteggiamo il nostro piccolo mondo da ogni falsa intromissione, torneremo ad aspettare il Natale con ansia e col trasporto dei sensi quale momento rassicurante della nostra vita. Diceva in uno scritto Madre Teresa di Calcutta: “E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi una mano. E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro. E’ Natale ogni volta che non accetti i principi che relegano gli oppressi ai margini della società. E’ Natale ogni volta che speri in quelli che disperano nella povertà. E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri”. Dopo queste parole c’è solo da meditare, e per non disturbare aggiungo sottovoce gli auguri più cari a tutta la nostra gente, a chi soffre, a chi è solo, a chi è lontano e a tutti i nostri lettori, Buon Natale!

in questo senso, è il luogo per incontrarci, capirci e dove costruire il dialogo, che è sempre più difficile in una società individualista. Parlando delle motivazioni addotte dai cittadini contro gli immigrati, posso dire che neanche i nostri emigrati in passato erano un modello di disciplina e ordine. Eppure hanno trovato un loro spazio nella società. Due sono i punti di partenza per il dialogo: rispettare la dignità della persona e tenere a mente il fatto che i Cristiani sono sempre invitati ad accogliere. Immigrazione dunque come perno dell’attività della Caritas. Nel mondo ci sono purtroppo tante situazioni di miseria e di oppressione che spingono le persone a fuggire, ricercando un luogo più sereno: quella dei rifugiati e degli immigrati è un’emergenza, è inutile negarlo. Ci sono diverse fasi da affrontare con serietà e regole: prima la salvezza di chi arriva via mare, poi l’assistenza, quindi la convivenza, la coesione, la socializzazione. In questi campi realtà come la Caritas e il volontariato sono molto importanti. Senza dimenticare che in questi anni di crisi la Caritas sta facendo molto anche a favore dei nostri concittadini italiani e anche molti trentini con un impegno quotidiano reso crescente proprio dalla congiuntura economica. Un dovere verso il quale ci sentiamo molto responsabilizzati. Un pensiero Natalizio in questa epoca di crisi e di difficoltà Sicuramente va in primis alle persone che stanno soffrendo, proprio a causa della congiuntura economica, a tutti coloro che hanno perduto il lavoro e che sono ai margini proprio per questa condizione. Penso che proprio la situazione difficoltà generale dovrebbe essere lo sprone ad apprezzare e coltivare maggiormente i rapporti umani e rafforzare quella coesione sociale che talvolta si perde anche nelle nostre comunità, ma che rappresenta in ultima istanza uno dei valori principali del nostro essere umani e fulcro del messaggio di Cristo.


«Un nuovo assetto per gli enti locali trentini»

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A Condino un comitato contesta..... il nome!

In fase di arrivo la riforma istituzionale. L’assessore Daldoss:«La legge mira ad avere comuni più strutturati, più efficienza, contenimento delle spese e qualità nei servizi» di Roberto Bertolini La riforma istituzionale, il cui iter sta giungendo alle battute finali, ci consegnerà un Trentino con meno comuni, Comunità “leggere” e funzionali al dialogo tra gli enti locali, servizi locali meno costosi e più organizzati. Questa la visione dell’assessore provinciale Carlo

Daldoss, che nel primo anno di legislatura ha preso “di petto” la questione e attraverso il confronto e la condivisione con sindaci e Consiglio delle autonomie, sta per portare a casa una riforma importantissima, che delinea l’assetto del Trentino per i prossimi anni.

Giorgio Butterini Carlo Daldoss


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Primo Piano

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Verrà ampliato e ristrutturato quello attualmente in uso, disattendendo i progetti iniziali

Pronto soccorso di Tione, una soluzione “indigesta” di Ettore Zini E’ mettendo insieme i locali della precedente struttura, con quelli inaugurati l’estate scorsa che si sta tentando di mettere una toppa al pasticcio del pronto soccorso provvisorio di Tione, che diventerà definitivo in virtù di una ristrutturazione da 2.000.000 di euro. Ed è così che ci si può permettere di rimetter mano per pura negligenza a una struttura appena inaugurata. Di cui ci si è resi conto dell’inadeguatezza, a trasloco avvenuto. Il progetto dovrebbe essere realizzato entro il 2015. Sempreché, come spesso capita nelle ristrutturazioni ospedaliere, non subentrino le lungaggini, cui

CVD. Come Volevasi Dimostrare. Era questa la sigla con cui, a scuola, si concludeva la dimostrazione di un teorema. E, come volevasi dimostrare, lo possiamo scrivere a ragione anche al termine della- è il caso di dirlo -poco edificante vicenda del pronto soccorso di Tione, di cui finalmente sono state rese note le decisio-

troppo spesso (l’ospedale giudicariese ne sa qualcosa) ci hanno abituato.

La decisione è stata annunciata nell’ultimo Tavolo di concertazione del Consiglio della salute di

ni definitive. Non se ne costruirà uno ex novo da 3,4 milioni, come era stato annunciato e ribadito più volte. Anche perché i soldi non ci sono. Anzi, non ci sono mai stati. Semplicemente, si ristrutturerà il “provvisorio” appena inaugurato - aggiungendogli anche ambulatori e spazi della prima accoglienza dismessa. Tione, martedì 11 novembre. Dove c’erano: il direttore dell’APSS provinciale dott. Luciano Flor e l’ingegner Giuseppe Comoreto. E dove c’era pure “miss mani di forbice”, alias l’assessore alla sanità Donata Borgo novo Re. L’argomento principale, ovviamente, i locali del pronto soccorso, di cui ci siamo già occupati copiosamente nelle edizioni precedenti. Com’è noto, quelli inaugurati in via provvisoria, avrebbero dovuto sopperire temporaneamente alla ristruttu-

razione del vecchio, ormai inadatto. Per farla corta, il direttore Flor ha spiegato che il pronto soccorso non era previsto nella ristrutturazione complessiva dell’ospedale. Quindi, che, per salvare capra e cavoli, ci si dovrà accontentare della messa a norma degli spazi inaugurati a luglio, a cui verranno aggiunte delle stanze ricavate nel vecchio reparto. Più, ovviamente, la realizzazione di una via di accesso separata delle lettighe e del personale di soccorso dall’utenza. La

Il bilancio del comparto a 1 miliardo e 79 milioni

Nuove sforbiciate alla sanità In tema di ospedale, motivi di preoccupazione non sono solo strutturali. I tagli annunciati sul budget sanitario anche per il prossimo triennio si faranno sentire anche per il nosocomio tionese, il cui personale è già ridotto all’osso. E in questi giorni più in difficoltà del solito, in quanto, per motivi di vario genere, sono venuti a mancare tre figure importanti nel reparto di medicina, per cui in attesa dell’espletamento di tre nuovi concorsi, gli otto medici rimasti, compreso il primario Dipede, si stanno sottoponendo a turni estenuanti. C’è da sperare che i sostituti arrivino al più presto. Perché, è inimmaginabile pensare al pronto soccorso con le carenze di personale di questi giorni, con la stagione invernale alle porte, e quindi gli incidenti sugli sci del bacino turistico di Pinzolo e Ma-

donna di Campiglio. Un medico in più lo sta richiedendo, a piè sospinto, anche il primario di radiologia dott. Marsilli. Purtroppo finora senza esito. A maggior ragione non ci sarà trippa per gatti negli anni a venire. Quando ai 45 milioni decurtati nel triennio 2012-2014, si aggiungeranno gli altri 27 preventivati nel bilancio 2015-2017. Un altro pesante giro di vite che fa scendere il fondo provinciale per la sanità, a 1.079.046.000 euro. Era di 1.151.772.000 solo due anni or sono. E arriverà a poco meno di 1,08 miliardi nel 2017. Quando ci saranno esattamente 72 milioni in meno, rispetto al 2012. Appare dunque evidente che con questi tagli e aggiustamenti al ribasso non sarà possibile mantenere gli stessi standard di due anni fa. Ma, sarà necessa-

ria una rigorosa politica di risparmio che andrà ad attingere un po’ in tutti gli ambiti. Non escluso quello delle risorse umane del personale (447,78 milioni). Che incidono per più di un terzo del totale. Pesanti tagli erano già in vigore dal 2012 sul costo del personale, con il blocco totale delle assunzioni per i ruoli professionali, tecnici e amministrativi, con qualche possibilità di deroga motivata del direttore generale, all’assessorato provinciale competente. Allora per medici, infermieri e altro personale sanitario era concesso di effettuare un’assunzione ogni 2,5 pensionamenti. Oggi, con l’inasprimento delle misure annunciate alla metà di novembre dall’assessore provinciale alla salute Donata Borgonovo Re, l’ampliamento del blocco totale del turnover è esteso anche tutto il personale sanitario, dal

2015. Ciò significa che potrà essere sostituito solo un medico o un infermiere, su cinque andati in pensione. Senza tener conto che i tagli maggiori deriveranno dalla riorganizzazione dei servizi periferici sul territorio. Come per esempio i punti nascita. Dove, seppur non sia ancora stata formalizzata nessuna decisione in merito da parte del presidente della Giunta provinciale, l’ospedale di Tione è in pole position. Tra tante notizie negative, una è degna di nota. Ricordate quando vi abbiamo annunciato che

il terzo piano dell’ala C del nosocomio di Tione era stata occupata dagli uffici dei primari? Beh, in questo caso, i responsabili dell’azienda hanno annunciato che, dal primo di gennaio, quelle stanze saranno destinate agli utilizzi originari. Vale a dire a camere di continuità assistenziale. Vogliamo credere che non sia stato il nostro intervento a far cambiare idee alla direzione. Siccome è Natale, ci fa piacere pensare che la dirigenza abbia assunto autonomamente questa decisione, senza aver subito nessun condizionamento esterno. (e.z.)

novità più importante, di cui si sta studiando la soluzione meno impattante, è la creazione di un padiglione coperto, con funzione di camera calda, per autoambulanze e utenti, proprio sopra il piazzale d’accesso alla struttura ospedaliera. Ecco dunque, in sintesi, il progetto tampone, con cui si provano a risolvere le attuali carenze dell’area destinata alla prima accoglienza. Di cui difettano spazi e una logistica di accesso non conforme alla normativa. E’ la classica toppa che si sta mettendo a un’organizzazione ospedaliera malaccorta, che dopo essersi reso conto che non poteva mantenere quanto promesso, cerca di rimediare con palliativi estemporanei, che costano però all’utenza 4 miliardi delle vecchie lire. “Ci hanno preso in giro” ha detto l’assessore alla sanità Luigi Olivieri, durante l’ultima assemblea della Comunità, commentando la vicenda del pronto soccorso. Ed è la sintesi appropriata di come sono andate realmente le cose. E, ancor più, il succo di come i vertici di Trento sono abituati a comportarsi con la periferia. Per fortuna, il personale medico, già scarso di suo, sta facendo del proprio meglio per sopperire alle carenze di un pronto soccorso che deve farsi carico anche dei bacini turistici di Madonna di Campiglio e Comano Terme. Ma, in questo Trentino ancora troppo avvezzo agli sprechi, sarebbe opportuno che si avesse un occhio di riguardo per strutture sanitarie che per la gente di montagna sono dei presidi indispensabili per chi, a diversità di chi abita in città, dispone di tre o quattro ospedali nel raggio di venti chilometri.


Primo Piano

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Il Presidente Rossi traccia per il Giornale delle Giudicarie un bilancio del suo primo anno alla guida della Provincia. Tra le difficoltà della congiuntura e uno slancio sul futuro di questa terra

Ugo Rossi

Presidente, primo anno di legislatura molto impegnativo. Quali aspetti ricorda in modo positivo e quali in modo negativo? Gli aspetti positivi sono stati molti. Innanzitutto, sul versante dell’Autonomia, siamo riusciti a raggiungere un accordo con Roma in cui abbiamo chiesto - e continueremo a vigilare perché questo si realizzi - delle certezze per il futuro, anche se da qui al 2018 impone al Trentino ancora importanti sacrifici. E poi, ricordo con particolare piacere gli incontri che hanno riguardato la scuola, gli studenti. Lì ci sono energie nuove, positive, che non hanno nulla a che spartire con il cinismo e la disillusione che troppo spesso purtroppo si respirano, anche a livello nazionale. L’avvio del Piano straordinario del trilinguismo, subito dopo la firma di un importante protocollo d’intesa con il ministro all’istruzione, rappresenta un passaggio di cui vado particolarmente orgoglioso. Fra gli aspetti negativi, innanzitutto, naturalmente, la

«Mi aspetto unTrentino fiducioso nei suoi mezzi»

Primo anno di legislatura per gli intoppi inattesi, come il di Roberto Bertolini l’amministrazione provinciale caso-Daniza. Comunque il in carica e per il presidente Rossi. Non è stato un anno presidente Rossi tira dritto e affronta con decisione le facile e questo Rossi se lo immaginava. La congiuntu- nuove sfide, dalla finanziaria (in esame in Consiglio ra economica, i tagli crescenti da Roma, la necessità provinciale nei prossimi giorni), alla riforma degli enti di far ripartire la politica trentina su nuove basi dopo locali, al piano straordinario del trilinguismo, alle mile tre legislature dellaiane erano tutti ostacoli previsti, sure per far ripartire l’economia. «Mi aspetto – dice anche se, forse, non con questa intensità. Poi ci si sono – un Trentino fiducioso nei suoi mezzi» scomparsa di Diego Moltrer, che ha lasciato attoniti tanti trentini. E poi le polemiche assurde che si sono scatenate attorno alla morte dell’orsa Daniza, di cui pure tutti ci siamo dispiaciuti. Che una parte dell’opinione pubblica non abbia creduto alla buona fede del Trentino, una terra che ospita, oltre a 50 esemplari di orsi, un enorme patrimonio in termini di fauna selvatica, mi sembra un segno dei tempi particolarmente negativo; ma non bisogna rassegnarsi, anzi continueremo ad offrire elementi per dare la giusta rappresentazione del nostro territorio.

va tutte queste difficoltà? Certo, me le attendevo perché la crisi dura dal 2009. Purtroppo, mi lasci dire una battuta, non si può scegliere quando assumere delle responsabilità di Governo. Bisogna impegnarsi a far bene ciò che va fatto, senza scoraggiarsi, cercando, al contrario, di alimentare la fiducia nelle persone, nelle imprese, in tutto il corpo sociale. In Trentino possiamo contare su una società unita, coesa, che coltiva la partecipazione, il senso della comunità. Sono valori importanti, che ci stanno aiutando molto in questa fase non facile.

Il momento di crisi economica ha acuito situazioni e problematiche. Si attende-

Bilancio 2015, quali sono gli aspetti qualificanti della manovra?

Perito Ottico

L’aspetto positivo è essere riusciti a destinare risorse per la crescita, quadruplicando gli sgravi fiscali Irpef previsti dal Governo, che qui in Trentino impatteranno per circa 160 milioni. Tutto questo senza sacrificare il welfare e gli ammortizzatori sociali, anzi, creando anche lì nuovi strumenti come il reddito di attivazione, in favore dei disoccupati, in particolare dei giovani soggetti al precariato e dei lavoratori più anziani. In generale, il nostro impegno va nella direzione di potenziare tutti i fattori che possono favorire l’avvio di un nuovo ciclo di sviluppo: infrastrutture strategiche, a Trento così come nelle valli, innovazione, capitale umano, rapporto scuola-università-la-

voro. Ma abbiamo anche realizzato risparmi importanti, sul versante della spesa corrente: abbiamo ulteriormente tagliato le spese discrezionali, le consulenze e quant’altro. Il tutto tenendo sempre presente che la crescita passa anche attraverso l’efficienza della pubblica amministrazione, la velocizzazione dei tempi di risposta al cittadino, la sburocratizzazione. Uno sguardo al prossimo anno: cosa attende il Trentino e che cosa si aspetta il presidente Rossi dal Trentino? Mi aspetto un Trentino che lentamente torni a crescere, ma soprattutto mi aspetto un Trentino fiducioso nei suoi mezzi. Abbiamo impegni im-

portanti davanti a noi, come il completamento della riforma delle Comunità di Valle, il processo di fusione di alcune realtà comunali, ma anche il potenziamento delle collaborazioni lungo l’asse dell’Euregio. Si tratta di sfide che richiedono il contributo di tutti. Non posso dimenticare inoltre che ho aperto il mio discorso il giorno dell’investitura in Consiglio provinciale parlando di giovani: sempre più mi convinco che è lì che dobbiamo investire di più. Di scuola ho già parlato: l’altra sfida importante è il lavoro, perché anche in Trentino la disoccupazione sta “mordendo”. E poi, le politiche familiari, con particolare riferimento al riequilibrio fra popolazione maschile e femminile, in termini di nuovo di opportunità occupazionali, ma anche di redditi, di conciliazione fra tempi di lavoro e di vita. Un augurio ai lettori del Giornale delle Giudicarie per il 2015. Che sia un anno sereno ma anche “pieno”, intenso. Un anno da assaporare.

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Vitalizi. Cinquantuno i ricorsi presentati finora

Gli ex-consiglieri non mollano le prebende e si rivolgono al Tribunale

V

di Ettore Zini

italizi. Sono 66 gli ex consiglieri provinciali e regionali che finora hanno deciso di non restituire nei termini fissati in seguito ad una legge regionale di quest’anno la parte di anticipi dei vitalizi Su 127 (ma il numero esatto si saprà solo dopo il 4 dicembre), più di uno su due, ha deciso di ingaggiare una battaglia legale per non restituire quanto richiesto loro dall’apposita legge regionale varata, in fretta e furia, nei mesi scorsi. Il primo è stato Alois Kofler che ha presentato un ricorso solitario al Tar. Ma, il 12 novembre, al Presidente del Consiglio regionale sono stati consegnati due ricorsi collettivi (uno da 22 e uno da tre), più altri 25 singoli. Tutti intenzionati a non restituire quanto richiesto, poiché “quelli” - a loro avviso - nella più consolidata tradizione nazionale, erano diritti acquisiti. Quindi, intoccabili.

Quand’era scoppiato il bubbone vitalizi, i due presidenti della provincia di Trento e Bolzano Ugo Rossi e Arno Kompatscher erano andati sulle reti nazionali Rai, per dire che il Trentino e l’Alto Adige avevano un dna diverso dalle altre regioni italiane. E che avrebbero rimediato, “per legge”, a quelle “ scandalose prerogative”. Oggi si scopre che anche i nostri consiglieri, quanto a privilegi, sono perfettamente in linea con la tradizione nazionale. Anche qui, la classe politica stenta a rinunciare ai privilegi. Anche quando, come in questo caso, è stato accertato che queste buonuscite d’oro, sono state determinate in modo non coretto. Nella lista dei ricorrenti, troviamo nomi di spicco

Nella “speciale” classifica dei vitalizi

I dati. La nostra regione è sesta

Mal comune mezzo gaudio. Dice un proverbio. Ma nella vicenda vitalizi c’è poco da stare allegri. Anche se scorrendo la cronaca nazionale si scopre che non sono solo i nostri politici a invocare il “dogma” del diritto acquisito. Anche in altre regioni, come in Lazio e Lombardia, nessuno vuol rinunciare ai loro privilegi, e al grido “I diritti acquisiti non si toccano” stanno piovendo ricorsi a catena. E’ così in Lombardia, dove sono scattati i ricorsi al Tar contro il taglio del 10% degli assegni. Ed è così nel Lazio, dove i consiglieri regionali hanno preannunciato una rivolta contro il cambiamento delle vecchie norme in base alle quali potevano riscuotere il vitalizio a cinquant’anni, e dopo il versamento di appena cinque anni di contributi. Di arroccamenti sui vecchi privilegi si parla però in tutte le regioni d’Italia. Dove nessuno vuol toccare o ridimensionare quelle posizioni di lusso dove in molti casi il vitalizio arriva a restituire più di 40 volte i contributi previdenziali versati, alla faccia della gente comune che i contributi deve versarli tutti e fino all’ultimo. Ma quanto incidono i vitalizi sulle casse dello Stato? La risposta è contenuta in un rapporto del Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla “spending review”. Ed è riferita al 2012. La spesa totale a livello nazionale ammonta a 177,4 milioni di euro. Con l’incidenza massima nelle regioni del centro e del sud. Ma dove anche noi trentini abbiamo guadagnato un posto di tutto rispetto. Al primo posto c’è la Regione Lazio con 20,5 milioni. Subito dopo arriva la Sicilia con 20,2 milioni, seguita dalla Sardegna con 16,7, dalla Puglia con 14,4 e dalla Campania con 12,9. Al sesto posto, ancor prima di Veneto (10,5) e Lombardia (10,4) c’è il Trentino-Alto Adige con ben 12,5 milioni. La cenerentola è la Valle d’Aosta (1,6). Ma ci sono anche regioni virtuose come la Toscana (5,1) e l’Emilia Romagna (4,7). La nostra regione dunque è nel gruppo di testa. (e.z.)

concessi sulla base di una legge del 2012. Di questi, 51 hanno già presentato ricorso al Tribunale ordinario. E li hanno notificati al presidente del Consiglio Regionale.

come Mario Malossini, Carlo Andreotti, Pino Morandini, Mauro Delladio, Claudia Piccoli, Eugenio Binelli, Gianni Bazzanella, Mauro Magnani, Caterina Dominici ed anche la nostra Margherita Cogo. La storia della vicenda è nota. Già l’abbiamo raccontata. Ma, visto le novità, ne offriamo un sunto. Nell’estate 2012, il Consiglio Regionale fa sapere di aver deciso di abolire i vitalizi per le legislature a venire, e di ridurre quelli già in essere. In base alla legge particolarmente munifica, i consiglieri avrebbero ricevuto del denaro in eccedenza. E’, quindi, giusto che quei soldi rientrino nelle casse della Regione. La scelta è imposta dal governo Monti. Viene contrabbandata, però, come una conquista della classe politica locale. “Dal 2013 – è stato spiegato i consiglieri Regionali e Provinciali del Trentino-Alto Adige avranno le indennità più contenute, rispetto a ogni altra regione d’Italia. In più, saranno i primi ad abolire i vitalizi”. In verità, la pensione viene ridotta a un massimo di 2.750 euro netti mensili. E, ai consiglieri, viene fatta un’offerta a nostro avviso difficile da rifiutare. Gli sono offerti “cash”, cioè subito, i soldi che avrebbero avuto nel corso degli anni: parte accantonati in un fondo così detto “Family” e parte versati direttamente agli interessati. L’entità delle cifre è significativa. Ma, lo si capirà meglio poi, quando si vene a conoscenza che i calcoli si fondavano su valutazioni a dir poco generose. Il “calcolo dell’interesse prevedibile”, era da consi-

derarsi vantaggioso per gli interessati. In aggiunta, la vita media dei consiglieri uomini era calcolata a 85 anni. Contro i 79 della media nazionale. Per capirci, quando si tratta di conteggiare somme anticipate su pagamenti futuri, va tolto ciò che una persona può ricavare negli anni, investendo a un tasso normale di interesse. Qui, tanto per non sbagliare, i tassi erano calcolati in difetto e l’età media in eccesso. In merito, tuttavia, sarà un’inchiesta in corso a chiarire il tutto. Il risultato è stato sorprendente: solo due consiglieri hanno preferito continuare a ricevere il vitalizio mensile. Tutti gli altri hanno optato per la liquidazione. Mauro Delladio, per esempio, il primo della lista, ha ricevuto 1.322.948,29. Dovrebbe restituire 462.684,21. Pino Morandini ha ricevuto 1.112.665,16. Di questi 319.955,77 sono di troppo e dovrebbe rifonderli alle casse della Regione. La lista è lunga. Margherita Cogo che in base ai calcoli originari ha maturato 743.712,24 euro, ne dovrebbe rendere 242.073,23. Vi è stata una selva di polemiche ed anche i giudici si sono mossi. Il Consiglio Regionale è intervenuto per rivedere i conti, e in seguito a nuova legge ha chiesto chiedere ai privilegiati di restituire il denaro che in base a nuovi calcoli era stato assegnato in eccedenza. In Italia, i diritti acquisiti sono intoccabili. A maggior ragione quando i beneficiari sono i politici. Intanto, pensionati che con la minima riescono a malapena a sbarcare il lunario ed esodati possono aspettare.

Attualità Una vicenda che lascia l’amaro in bocca ai cittadini

Il nocciolo della questione In uno degli atti dell’Otello, la penultima opera di Giuseppe Verdi, c’è un passaggio illuminante. Eccolo: se ti rubano un portafoglio, i denari che prima erano tuoi, diventano di altri. Tu diventi più povero e altri più ricchi. Se ti rubano, o butti via la dignità, nessuno si arricchisce. Ma tu diventi un poveraccio, nel senso più letterale della parola. Questa perla di saggezza, vorremmo dedicarla a tutti gli ex consiglieri provinciali e regionali che hanno presentato ricorso contro la restituzione dei vitalizi. Un’azione collettiva che sta facendo indignare tanta brava gente, cui pare impossibile che quelle persone che hanno contribuito a eleggere con i loro voti, non siano disposte a cedere un sol centesimo dei loro privilegi. “Privilegi che – come ha ricordato loro, l’ex consigliere Vincenzo Passerini – sono frutto della correzione di un privilegio che ne ha creato uno, ancor più grande. Cui, il legislatore, ha ritenuto opportuno rimediare chiedendo la restituzione di quanto non dovuto”. Questo per quanto riguarda l’aspetto legislativo. Che non è, però, il nocciolo della questione. Il nocciolo sta nel fatto che, in questo frangente di grande difficoltà economica, politici abituati a chiedere sacrifici al popolo, non siano in grado di rinunciare nemmeno alle briciole delle loro ricche, e in molti casi, immeritate prebende, votate nel consesso di cui hanno fatto parte. Il nocciolo sta nel fatto che i nostri consiglieri regionali e provinciali, alla stregua di quelli di altre regioni, racchiusi nel loro guscio dorato, non riescono a capire l’umiliazione morale che vivono i giovani all’affannosa ricerca di un lavoro che non c’è. E che, anche quando va loro bene, e arrivano a portare a casa uno stipendio di 800 euro al mese, in tutta la vita ,non riusciranno mai a guadagnare neanche la metà di ciò che loro non vogliono restituire. Il nocciolo della questione sono i nostri politici che non vogliono prendere atto della realtà che li circonda, e rifiutano di accettare i modesti tagli che gli sono imposti. Ed è qui che entra in gioco la dignità. Quella dignità, mista all’etica, che in periodi come questi, ogni cittadino vorrebbe poter riconoscere in quei rappresentanti del popolo che lui stesso ha contribuito a eleggere. Nessun cedimento a facili moralismi, dunque. Ma, in un bruttissimo momento economico, dove i giovani non trovano lavoro. Dove moltissime famiglie arrivano a stento a fine mese , e devono combattere ogni giorno, con le unghie e con i denti, contro il nodo scorsoio di una crisi difficile da superare, è scandaloso e intollerabile che delle persone che non vivono nell’indigenza, siano incapaci di rinunciare neppure agli accessori di “quelle auto blu”, che li ha scorrazzati in un mare di agevolazioni, durante la loro permanenza nelle istituzioni. Da cui si sentono, arrogantemente autorizzati, a non scendere mai. Neppure quando, un loro piccolo gesto: una piccola rinuncia, potrebbe servire a non amplificare quella distanza siderale che già esiste tra cittadini e classe politica. Ettore Zini


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Politica

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Anche allora, gli amministratori locali hanno battuto i pugni con Brescia e Trento, perché si facessero carico dello spinoso problema. Un problema all’attenzione della politica locale e provinciale da decenni. Ma, pure nei giorni scorsi, ha registrato il solito rinvio. Con la promessa che i fondi per la Vestone-Idro, saranno comunque trovati. Bravo, anzi bravissimo l’assessore Mauro Gilmozzi, che ancora una volta è riuscito a fermare sul nascere le legittime proteste degli amministratori locali, che preso atto che anche la Vestone-Idro, tratto importantissimo dell’asse viario Brescia-Madonna di Campiglio, veniva stralciata dal bilancio provinciale per mancanza di fondi, sono scesi in massa in quel di Trento, per chiedere spiegazioni. L’assessore Gilmozzi, che solo un anno fa, nel palazzo comunale di Storo era stato protagonista dell’accordo tra le due Province, con presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora, con tanto di strette di mano e sorrisi a favore dei fotografi. Per siglare, in modo definitivo, l’accordo bilaterale per la realizzazione di quel progetto da 55 milioni di euro: da ripartire “fifty-fifty” tra le due amministrazioni, ha garantito la piena disponibilità della Provincia di Trento a reperire i denari sufficienti per tenere fede all’impegno. Tant’è vero che sindaci e responsabili della Comunità di Valle, sono usciti dal Palazzo della provincia visibilmente soddisfatti. “Gilmozzi – hanno raccontato i sindaci di Storo, Condino, Pieve di Bono, Pinzolo e Comano Terme e i responsabili della Comunità delle Giudicarie – ci ha garantito che in qualche modo le risorse per la Vestone-Lago d’Idro si troveranno”. Dunque, tra

Cancellate le circonvallazioni di Ponte Arche e Pinzolo. “Resiste” il collegamento con Brescia

Niente fondi, viabilità incompiuta “D

di Ettore Zini

i rinvio in rinvio. Tra cinquant’anni, saremo ancora qui a parlare di collegamenti con Brescia ancora incompiuti”. Il giudizio severo viene da uno dei vecchi amministratori protagonisti nel 1987 del convegno

di Tione: “Viabilità Giudicariese verso il 2000”: tre giorni di dibattiti con rappresentanti e politici della sponda bresciana, per ribadire la necessità di un collegamento agevole tra le due sponde. Sia al servizio del turismo, che dell’industria.

tante notizie cattive, gli amministratori giudicariesi una buona l’hanno rimediata. Non si farà la circonvallazione di Pinzolo (se ne potrà parlare sono nel triennio 2019-2021), per ora non è prevista nemmeno la variante di Comano, ma per la Vestone-Idro i soldi ci saranno. La cosa strana però è che a quel summit chiarificatore non abbia fatto seguito uno straccio di comunicato. Cosa che la Provincia è solita diramare dopo accordi o decisioni, più o meno, importanti. A tarda sera, nei flash inviati a tutti gli organi di comunicazione dall’ufficio stampa della Provincia, non c’era nessuna menzione a quell’incontro. Né si faceva alcun accenno ad accordi che mettevano nero su bianco le dichiarazioni del responsabile della Provincia. Ora, nessuno vuol mettere in dubbio le parole dell’assessore. Né si vuol dubitare della capacità degli amministratori giudicariesi di subodorare possibili bufale che vengono loro propinate. E’ alquanto strano, però, che sull’argomento non ci sia una riga di riscontro. Anche solo per ricordarne la data. Ora, non si

pretende che una notizia così importante sia vergata su pergamena con tanto di sigillo in cera lacca di Piazza Dante, né che sia scolpita su pietra come le tavole dei Comandamenti. Ma, due righe scritte dall’assessore, o dai suoi funzionari a conferma dell’impegno preso, quello sì. Altrimenti, com’è già accaduto, quelle pronunciate potrebbero essere parole al vento, dette solo per tacitare le proteste di chi attende lo snellimento di quell’arteria determinante per lo sviluppo turistico del bacino di Pinzolo e Madonna di Campiglio. Senza dimenticare i collegamenti con le aree

artigianali e industriali della Valle del Chiese che, con la Provincia di Brescia hanno sempre avuto uno sbocco preferenziale. Quanto sia vitale il raccordo tra le due province, lo dimostrano anche i comitati con tanto di raccolta fondi per unire il Trentino alla Lombardia con una linea a rotaie già cento anni or sono. Era l’alba del 1889, quando in val del chiese si spingeva per un allacciamento filo tranviario con Brescia e i comuni della Valsabbia. Già allora, la celerità delle comunicazioni e dei trasporti erano una priorità, tant’è vero che una linea su rotaia era arrivata fino a

Idro. Per anni, ci si illuse che la tratta potesse costeggiare il lago d’Idro fin sulla sponda trentina. Poi non se ne fece più nulla. Proprio come oggi, dove ogni scusa è buona per rinviare alle calende greche, uno spezzone di strada che sarebbe un altro passo importante, per una rete stradale ferma ai primi del Novecento. Si progettano impianti capaci di trasportare in quota migliaia di persone. Ma non si pone la necessaria attenzione ad una viabilità che, stando alle promesse, dovrebbe essere lastricata d’oro. Per la Vestone-

Idro, dunque, l’assessore Gilmozzi ha assicurato, a parole, che quei quasi 30 milioni la Provincia di Trento, comunque li troverà. Sul documento della manovra finanziari della Pat, alla voce opere pubbliche, a pagina 33, sono descritte a caratteri cubitali le opere che sono messe in forse. “E che – è scritto - stante il perdurare della crisi economica, dovranno attendere giorni migliori”. Il testo dice testualmente: “ Tra le opere rinviate si segnalano: lo svincolo di Campotrentino, la variante di Cles, il collegamento Loppio-Busa, la variante di Pinzolo, la variante di Strigno. E l’Accordo con la Provincia di Brescia”. “Trattandosi di opere importanti per il territorio sono confermate nella programmazione provinciale, garantendo alle stesse priorità in presenza di nuove risorse, in particolare in conseguenza della ripresa economica del territorio”. Come dire: le opere sono importanti. E’ vero. Ma, potranno essere fatte solo in presenza di un miglioramento delle condizioni economiche. Visto il perdurare della crisi, c’è davvero da augurarsi che i tempi siano più corti del previsto. “Verba volant, scripta manent”. Recita uno dei detti latini. Nessuno vuol mettere in dubbio la buona fede dell’assessore. Due misere righe, però, anche su un pezzo di carta del formaggio, avrebbero fornito maggior garanzie.

In un emendamento Tonina impegna l’Euregio per promuovere queste particolari prestazioni sanitarie

Termalismo, più mobilità peri pazienti

L’undicesima Seduta Congiunta dei Consigli della provincia di Bolzano, di Trento e del Tirolo, tenutasi in Tirolo il 28 ottobre, ha avuto la progettualità condivisa come tema trainante. Molti i temi trattati riguardanti le possibili sinergie nell’ambito, per esempio, della ricerca e dello scambio culturale, tuttavia sanità, turismo e trasporti, sono stati i temi su cui i consiglieri si sono soffermati con maggiore attenzione. Anche l’assistenza sanitaria quindi è stata posta all’attenzione dell’Euroregione che, nell’ultima Seduta, ha approvato anche un emendamento del consigliere giudicariese Mario Tonina, che promuove la valorizzazione del settore termale. “L’emendamento – spiega To-

Mario Tonina

nina - impegna i tre esecutivi a promuovere e valorizzare le risorse termali e curative dei rispettivi territori, per la salute e il benessere psicofisico delle persone, quale componente strategica dell’offerta turistica e territoriale. Inoltre si vogliono valorizzare le risorse termali dando attuazione al Protocollo

d’Intesa, sottoscritto a Comano nel 2013, al fine di favorire la libera fruizione da parte dei cittadini dell’Euroregione per le prestazioni termali erogate negli stabilimenti insediati sul territorio della medesima, in attuazione della direttiva dell’Unione Europea sulla mobilità sanitaria transfrontaliera del paziente”. L’emendamento ha lo scopo di fare in modo che l’auspicata mobilità dei cittadini nell’Euregio per le cure termali, possa concretizzarsi in tempi brevi. Ciò non può che essere positivo per l’intero territorio, infatti potranno essere garantite da una parte le prestazioni sanitarie, legate al termalismo terapeutico di eccellenza, a tutti i residenti del Tirolo, Alto Adige e Trentino con ricadute

economiche positive legate sia al turismo che alla cultura e all’occupazione. “Ma soprattutto” conclude il Consigliere

Tonina “verrebbe riconosciuta l’importanza e la valenza sanitaria delle cure termali anche quali prestazioni di prevenzio-

ne e riabilitazione che potrebbero rappresentare un importante risparmio per le spese sanitarie”.

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Attualità «Si tratta – spiega il sindaco Mattia Gottardi – di un importante progetto che mette al centro la necessità di dare risposte al bisogno di inclusione sociale di tanti ragazzi tra i 15 e i 25 anni che hanno difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro e hanno bisogno di un percorso di supporto formativo ed esperienza pratica. Ora questa struttura diventa un punto di riferimento per tutti loro, ma molto importante sarà anche la professionalità dei formatori che sono chiamati a dare contenuti alla Bottega dei Mestieri» E’ il tempo della crisi economica che sottolinea l’esigenza di maggiore attenzione sociale? Queste problematiche di inserimento sociale in realtà vi sono da sempre ed è compito della politica farsi carico di trovare soluzioni concrete. Certo, l’attuale periodo di congiuntura negativa genera ulteriori incertezze e dunque le problematiche sociali tendono ad accrescersi, così come l’attenzione della pubblica amministrazione ad esse. Sempre nel campo del sociale, sta giungendo al termine la progettazione esecutiva della nuova biblioteca di Tione. Una struttura che interessa tutte le Giudicarie. Certamente sì, poiché i dati

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Sociale, lavoro ambiente nell’agenda di Tione Il sindaco Gottardi illustra progetti e realizzazioni del capoluogo giudicariese. E sull’ospedale.. Sociale, lavoro e ambiente. Su queste direttrici si caratterizza il lavoro dell’amministrazione comunale di Tione di questi ultimi mesi, che hanno portato in dote la messa in cantiere di importanti progetti e l’inaugurazione della “Bottega dei mestieri”. Partendo da quest’ultima, nella giornata del 14 dell’utenza sottolineano quanto la biblioteca di Tione sia soprattutto una biblioteca giudicariese, utilizzata dai cittadini di tanti comuni. L’idea dell’amministrazione di Tione è di creare, con la nuova biblioteca, un polo di fruizione più moderno, efficiente e funzionale. Un vero e proprio servizio per i cittadini, poiché la cultura è un mezzo di crescita civile irrinunciabile e la gratuità dell’accesso ad essa è un valore in cui noi crediamo

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fortemente. Nelle prossime settimane sarà terminato ed approvato il progetto esecutivo per poi procedere subito alla formalizzazione del bando di gara, in modo da poter iniziare i lavori nella prossima primavera. Si tratta di un’opera strategica, finanziata dalla Provincia sul Fondo unico di sviluppo territoriale. Allo stesso modo, sempre parlando di cultura e, in questo caso più propriamente di formazione, è giunta alla fase finale l’opera di restyling delle scuole medie. Capitolo ambiente, recentemente il consiglio comunale di Tione ha approvato il preliminare di una nuova strada di montagna. Delibera che ha veduto le polemiche dell’opposizione. Sì, si tratta di un significativo progetto di recupero ambientale che si inserisce nella logica, coltivata in questi 4 anni e mezzo di legislatura, di valorizzare il “mont” di Tione quale spazio vitale, attraverso la dotazione di servizi che – pur senza essere invasivi e nel rispetto delle peculiarità ambientali – permettessero una migliore fruizione di questo importante patri-

novembre ha preso vita, davanti alle autorità il nuovo Centro di socializzazione al lavoro della Cooperativa Sociale L’Ancora che rappresenta un importante servizio di orientamento e di accompagnamento al lavoro per i giovani delle Giudicarie che vivono situazioni di disagio sia personale che familiare.

Mattia Gottardi

monio naturalistico. In quest’ottica abbiamo promosso la ristrutturazione di Malga Lanciada e Malga Cengledino, realizzato l’acquedotto sul monte, importante per valorizzare il grande patrimonio edilizio esistente e per la cura dell’ambiente. Tutti interventi finanziati accedendo ai contribuiti dell’Unione europea presenti sul fondo Psr dedicato ai lavori rurali ed ambientali. Così come pensiamo possa accedere al Psr la strada forestale di cui abbiamo approvato il preliminare: essa servirà molte

località del “mont” di Tione realizzando un anello a servizio delle località Pissiniga e Scraniga, consentendo una migliore fruizione di quelle zone, la possibilità di curare il patrimonio forestale, di avere a disposizione nuove vie taglia-fuoco ecc. Il costo dei lavori è di 155.000 euro che diventano 250.000 comprensivi delle somme a disposizione. Ci tengo a dire, per rispondere alle polemiche delle opposizioni, che si tratta di somme che ci arrivano dal Psr e, come tali, si possono utilizzare esclu-

sivamente per lavori rurali, agricoli o montani e non possono essere destinati ad altri interventi. Avere accesso al Psr e questo è un bene per Tione, così come quest’opera che è un valore aggiunto per il territorio e per la comunità: territorio che – lo voglio ricordare – non è solo tessuto urbano, ma anche ambiente, una risorsa imprescindibile. Ultimo capitolo, Prg. Siamo in dirittura d’arrivo? Nelle scorse settimane abbiamo affrontato con l’assessore provinciale all’urbanistica Carlo Daldoss alcune questioni maggiormente problematiche, trovando la sua adesione ed una soluzione che, penso, vada nella direzione auspicata dalle richieste dei privati. Infine, vorrei ricordare l’impegno costante dell’amministrazione di Tione sul fronte ospedale. E’ chiaro che il comune non ha la competenza in materia sanitaria, le cui strategie sono in capo a Provincia e Apss, però stiamo lavorando con tutta la determinazione del caso per far sì che il nostro ospedale non sia depotenziato, ma anzi, continui ad essere punto di riferimento per tutti i giudicariesi che in esso debbono trovare professionalità, garanzie e sicurezza. Va restituita la fiducia verso questa vera e propria istituzione locale, e continueremo con responsabilità a fare pressioni nelle sedi opportune – e non solo con le polemiche sui giornali – perché questa struttura abbia un futuro».

auguri buon Natale


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Attualità

DICEMBRE 2014 Intervista alla Presidente della Comunità delle Giudicarie

Comunità,unbilanciointenso e un futuro da decifrare Ballardini parla dell’ente alla luce della riforma che lo modifica drasticamente Patrizia Ballardini

Dopo 4 anni da Presidente della Comunità delle Giudicarie quali sono i principali obiettivi che la sua Amministrazione ha raggiunto? Sono stati quattro anni intensi.Abbiamo costruito ed in buona parte completato il percorso di pianificazione territoriale,sia in ambito economico ed urbanistico che sociale,coinvolgendo i Comuni ed in generale il Territorio su decisioni importanti in passato gestite dalla Provincia(Piano territoriale e Piano sociale, insieme a Piano per la famiglia e Piano viabilità).Abbiamo realizzato iniziative concrete volte a sostenere l’economia locale e la creazione di posti di lavoro,con particolare riferimento al supporto delle famiglie e dei giovani,attraverso progettualità generate coinvolgendo gli altri attori territoriali:Comuni ed altri enti pubblici,forze economiche e sociali,scuole,volontaria to e associazionismo (vedi box pagina a fianco). In parallelo,abbiamo portato avanti,con una riorganizzazione mirata,le competenze nei settori tradizionali: servizi sociali (circa 2.500 famiglie beneficiarie, ogni anno),assistenza scolastica e mense (beneficiarie ca.3.000 famiglie/anno),edilizia abitativa (beneficiarie ca.1.000 famiglie),servizio igiene ambientale,con la raccolta differenziata che ha superato l’80%, ponendoci all’avanguardia anche in ambito nazionale ed europeo. La Comunità,insieme ai Sindaci,si è poi impegnata

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opo la riforma Daldoss le Comunità cambieranno faccia. Quella delle Giudicarie subirà un ridimensionamento dell’assemblea da 99 a 16 membri, cambieranno pure le modalità di gestione ed il rapporto con i comua fondo,al fine di garantire servizi sanitari di qualità e sicuri sul territorio,a partire dalla valorizzazione dell’Ospedale di Tione,ritenuto un patrimonio costruito con fatica dai giudicariesi che non può andare perduto. La raccolta firme della scorsa estate,che ha visto l’adesione di 23mila persone per il mantenimento del punto nascite è solo un atto simbolico nell’ambito di un percorso molto articolato per garantire anche in prospettiva servizi sanitari adeguati. Infine,“Insieme. Una scuola per Cavezzo” è l’iniziativa che ha portato alla costruzione a tempo record di una scuola “made in Giudicarie” per i ragazzi colpiti dal terremoto della primavera 2012:è stato realizzato un investimento complessivo di circa 1milione di euro,finanziato in buona parte da Comuni e Comunità delle Giudicarie,insieme a molti nostri Cittadini,con un ritorno positivo anche per le aziende locali che hanno lavorato al progetto,e nel novembre 2102 è stata inaugurata la nuova scuola. L’attività della Comunità è stata intensa anche nell’ambito del Consiglio delle Autonomie Locali (ndr. Patrizia Ballardini è anche vice presidente del CAL),dove abbiamo sempre partecipato attivamente al confronto rispetto alle proposte

normative formulate dalla Provincia,con l’obiettivo di dare voce alle istanze specifiche delle Giudicarie ed al tempo stesso favorire la valorizzazione dell’autonomia dei territori. Sintetizzare quattro anni di attività in poche righe è un’impresa ardua.Per chi volesse conoscerle nel dettaglio è possibile consultare il sito comunitadellegiudicarie.it. E le maggiori difficoltà che ha incontrato? Parlerei piuttosto di complessità gestionali,che vanno ricondotte da un lato alla dimensione ed alla articolazione del contesto giudicariese,ma in misura maggiore alla fragilità di un contesto istituzionale nel quale è emersa anche la poca convinzione da parte della Provincia nel trasferire competenze effettive ai Territori. Al tempo stesso,la nostra Comunità,spesso pioniere in ambito provinciale nella attivazione delle competenze,si è confrontata con percorsi burocratici complessi, a fronte di norme spesso non lineari. L’assenza di reale convinzione rispetto al disegno originario della Riforma anche da parte dei Sindaci,unitamente alla poca attitudine al confronto allargato a tutte le Giudicarie per la concertazione di decisioni strategiche a livello comunitario,non

ni. Lasciando l’esperienza delle Comunità elettive come un’esperienza a sé, una parentesi che è durata 4 anni e, probabilmente, sarà irripetibile anche in futuro. Ne parliamo con l’attuale presidente, Patrizia Ballardini. ha agevolato il percorso. Infine,la costante azione di delegittimazione delle Comunità,anche a livello mediatico,con frequenti mistificazioni della realtà e passaggi pesanti quali il referendum per la abrogazione del 2012,non ha certo favorito un clima di lavoro positivo. Il tutto in un contesto critico dal punto di vista economico,finanziario e sociale.Condivido appieno la riflessione pubblicata su un quotidiano locale ad inizio agosto,che metaforicamente indicava “l’esperienza delle Comunità di Valle,da molti valutate come il toro valuta un drappo rosso nell’arena”. L’attuazione della Riforma Istituzionale del 2006 ha presentato fin dall’inizio aspetti problematici,quali sono stati secondo Lei? La LP3, 2006 partiva da una visione di fondo volta a dare progressiva autonomia ai territori,trasferendo a livello locale decisioni rilevanti. Come ha ben sintetizzato il suo ideatore,prevedeva “la riforma della Provincia,che doveva privarsi di molte incombenze;la riorganizzazione non violenta della rete dei municipi,che avrebbero trovato nelle Comunità un ambito di supporto alla gestione delle loro attività per ridurre i costi e migliorare l’efficienza;la costruzione di una soggettività istituzio-

nale delle valli,che avrebbero avuto una loro precisa responsabilità nel fissare linee di sviluppo locale, al di là della pura sommatoria dei singoli interessi municipali”. Gli obiettivi positivi sono stati affiancati però da norme e meccanismi attuativi talvolta davvero farraginosi,dal mancato trasferimento di risorse (umane e finanziarie) connesse alle nuove funzioni,dalla presenza di organi di governo molto numerosi (l’Assemblea,seppure quasi dimezzata rispetto al Comprensorio,tutt’oggi include 99 membri) ed il trasferimento di competenze reali da parte della Provincia è stato solo parziale.Il tutto in assenza di una reale e condivisa motivazione a riformare l’intero sistema delle Autonomie,a partire dalla Provincia. La nuova legge recentemente approvata che rivede la Riforma Istituzionale potrà essere utile per risolvere i problemi che si sono evidenziati? La revisione della riforma presenta luci ed ombre,non cogliendo appieno le esigenze del sistema delle Autonomie evidenziate anche nella mozione approvata dall’Assemblea delle Giudicarie nel marzo 2013.Le luci:sicuramente risolve il problema della numerosità dell’Assemblea (in Giudi-

carie, si passerà da 99 consiglieri a 16) e semplifica alcuni iter burocratici. Le ombre:traspare uno stop al percorso di progressivo trasferimento di competenze e autonomia.Sono infatti confermate in capo ai Territori solo le deleghe storiche dei Comprensori, insieme all’Urbanistica,ma,di fatto,verranno definite da parte della Provincia le modalità di esercizio.Viene introdotta l’imposizione per i Comuni di associarsi per esercitare praticamente tutte le funzioni:la Provincia assegnerà risorse,standard da rispettare e obiettivi da conseguire. E’stato dichiarato che si ribalterà il rapporto tra finanziamenti ai Comuni e finanziamenti alle Comunità: se oggi la Provincia trasferisce 70 ai Comuni e 30 alle Comunità,dal 2016 potrebbe essere ribaltata la situazione. Ma gli Amministratori che siederanno qui avranno poi il non facile compito di decidere come allocare le risorse,scegliendo l’ordine di priorità tra le istanze dei Comuni (con un totale di finanziamenti disponibili sostanzialmente inferiore rispetto al passato e con 16 componenti del Consiglio di Comunità in rappresentanza di tutti i comuni giudicariesi).Se dovessero prevalere le ombre,la nuova riforma si tradurrà in una sconfitta dei territori,rispetto alla richiesta di maggiore autonomia. La nuova legge ridimensiona anche il ruolo del Consiglio delle Autonomie,indebolendo di fatto il ruolo dell’intero sistema degli Enti locali.


Attualità

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Famiglie e territorio: antiche e nuove alleanze

È stato presentato a Tione “Famiglie e territorio – Nuove Alleanze”, un progetto ambizioso, predisposto dalla Comunità delle Giudicarie in collaborazione con i Distretti famiglia e gli Istituti Scolastici della Val Rendena e delle Giudicarie Esteriori, assieme ai comuni delle Giudicarie e finanziato dalla Comunità insieme alla Provincia Autonoma di Trento. Presenti all’incontro: la presidente della Comunità delle Giudicarie, Patrizia Ballardini; le referenti dei Distretti Family, Luisa Masè per la Rendena e Silvia Ricca per le Esteriori; Rosella Pretti e Carmen Turri in rappresentanza dei Comuni; il Professore Pizzini e la Professoressa Tasin in rappresentanza degli Istituti Scolastici; Sonia Capponi per la Consulta dei Genitori e Mariano Failoni, presidente della Cooperativa l’Ancora. «La Comunità delle Giudicarie ha sviluppato un’attenzione particolare al mondo della famiglia e alla sua promozione e benessere – ha introdotto la Presidente della Comunità Patrizia Ballardini. «Sin dalle linee programmatiche del 2011 la Comunità ha individuato

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Presentato presso la Casa della Comunità il progetto a favore delle famiglie

come obiettivo primario quello di porre al centro la persona puntando sul rafforzamento delle politiche familiari in quanto intervengono sulla dimensione del benessere sociale e consentono di ridurre la disaggregazione e aiutano a prevenire potenziali situazioni di

disagio, rafforzando il tessuto, la coesione e la sicurezza sociale della comunità». Allo stesso tempo «le politiche familiari non sono politiche improduttive, ma “investimenti sociali” strategici che creano una rete di servizi tra le diverse realtà presenti sul territorio e sosten-

gono lo sviluppo del sistema economico locale. Con questo progetto si intende potenziare ulteriormente sia le alleanze territoriali sia quelle tra scuola e famiglia, per concorrere ad un migliore progetto educativo e dunque al benessere della popolazione». Ha quindi precisato: «Per la prima volta, presentiamo un progetto che riguarda l’intero territorio delle Giudicarie, nato grazie soprattutto all’impegno delle Persone che credono profondamente nella famiglia e quindi nel progetto a loro dedicato, tanto da investire tempo e passione in modo costante e costruttivo, nell’ambito delle Amministrazioni, dei Distretti, della

Scuola. Un progetto al quale abbiamo dato un titolo impegnativo quanto ambizioso, che conferma come il concetto di rete tra soggetti territoriali sia imprescindibile per costruire iniziative a supporto di tutte le famiglie ed in risposta a precise istanze legate anche all’orientamento ed all’accompagnamento positivo e comunitario in tutte le fasi della vita”. Un progetto, che per la prima volta si rivolge a tutte le Giudicarie, nato grazie ad un percorso di ascolto e concertazione con le amministrazioni comunali, con i distretti famiglia e con le varie realtà territoriali, che ha messo in evidenza, grazie ad una serie fitta di incontri,

le esigenze dei giovani e delle famiglie. Il progetto, coordinato operativamente dalla Cooperativa sociale L’Ancora, prevede percorsi formativi accomunati dal tema dell’alleanza tra comunità, territorio, scuola e famiglia. Un percorso di formazione degli insegnanti e degli alunni sul tema della cittadinanza digitale e sulle opportunità offerte dai new media per favorire la didattica e l’apprendimento degli studenti, nonché la condivisione di tale percorso con i genitori. Per il programma completo delle iniziative per le famiglie sull’intero territorio giudicariese: www.comunitadellegiudicarie.it.

Comunità. Quattro anni di attività in pillole A pochi mesi dalla fine del mandato, la Presidente Ballardini traccia un primo bilancio, evidenziando attività, progetti e risultati raggiunti. “Quattro anni molto intensi” li definisce “nei quali abbiamo agito, partendo dagli indirizzi delle linee programmatiche condivise dall’Assemblea ad inizio mandato, con progetti concreti che hanno visto al centro alcuni temi chiave: Economia, Lavoro, Famiglia, Sviluppo Sostenibile”. Difficile sintetizzare in poche righe tanti progetti complessi ed articolati. Ecco una sintesi,rinviando al sito della Comunità per qualche info in più. Con riferimento alle ‘nuove competenze’, è stato intenso il lavoro di progettazione partecipata che ha portato alla costruzione degli atti pianificatori che la Provincia ha trasferito alle Comunità. Obiettivo: dare risposte puntuali ed in tempi brevi alle istanze economiche e sociali del territorio. Il Piano Territoriale, dopo una fase di analisi e di confronto,ha portato alla sottoscrizione dell’Accordo quadro tra Comunità,Comuni,Provincia e Parco Naturale,nel gennaio 2014 (per primi a livello provinciale) e poi alla adozione di quattro stralci:documenti di pianificazione che definiscono criteri urbanistici con riferimento in particolare ad Aree industriali,Aree agricole e Reti ecologiche,unitamente ai manuali tipologici dell’Architettura contemporanea e dell’Architettura tradizionale. In questi giorni il confronto è aperto sul tema delle Aree Commerciali. Il Piano sociale, approvato da pionieri nel marzo 2012,traccia un quadro dei bisogni sociali del territorio,delineando le priorità strategiche e di intervento. Il Piano per la famiglia individua alcuni obiettivi per supportare e far crescere il nucleo base della società,attraverso iniziative legate alla prevenzione ed al benessere. Infine, per la prima volta nella storia

recente,l e Giudicarie hanno costruito ed approvato un Piano per la mobilità e la viabilità,coordinato dalla Comunità, sottoscritto da tutti i Comuni e divenuto oggetto di un protocollo di intesa con la Provincia nel settembre 2013, con la condivisione degli interventi necessari con un preciso ordine di priorità. La Comunità ha poi realizzato alcuni progetti rilevanti, sempre coinvolgendo altri attori territoriali, mettendo al centro l’economia, il lavoro ed i connessi impatti sociali. E’ stata attivata una iniziativa straordinaria per favorire l’occupazione, investendo 1milione di euro per “Intervento 19 EXTRA”, che ha portato 35 nuovi posti di lavoro/anno su un arco di tre anni,in collaborazione con i Comuni. Per dare impulso al settore turistico,in una logica di sistema che coinvolga tutte le Giudicarie, la Comunità ha finanziato il progetto “Giudicarie Turismo 2020”,costruito di concerto tra e con ApT e Consorzi Turistici,per lo sviluppo di un’offerta integrata di iniziative legate allo sviluppo sostenibile: 600mila euro sono stati investiti in progetti dedicati a cicloturismo, trekking e mountain-bike,pesca sportiva,bouldering. Sempre in quest’ambito,è stato avviato un progetto per il “Completamento Piste Ciclopedonali Giudicarie”. La Comunità ha messo sul piatto oltre 7milioni di

euro (canoni ambientali,con forti vincoli di destinazione),ai quali si sono aggiunti 2,5 milioni del BIM del Sarca e 1,5 del BIM del Chiese. Obiettivo: aumentare i flussi turistici generando indotto sul territorio e dar lavoro alle imprese locali in fase realizzativa. La Comunità ha promosso inoltre in questi anni politiche ed iniziative “amiche della famiglia”. Nel 2014 sono stati messi a disposizione dei Comuni 1milione di euro per la sistemazione e la nuova realizzazione di parchi giochi, con un indotto positivo anche per le imprese locali.E’ stato attivato nell’aprile 2014 lo “Sportello Famiglia Giudicarie”,nato dalla collaborazione di oltre venti soggetti territoriali,con l’obiettivo di fornire informazioni capillari,accessibili,agg iornate e coerenti, sulle tematiche di interesse per le famiglie:si tratta della prima sperimentazione nelle valli del Trentino ed il numero di accessi ad oggi è paragonabile a quello dell’omologo sportello nella città di Trento.Tra le tante iniziative,che sono valse alla Comunità anche il riconoscimento da parte del Ministero del certificato “Family Audit”, l’ultima è stata avviata solo pochi giorni fa:“Famiglie e territorio – Nuove Alleanze”. Per quanto riguarda i giovani, la Comunità ha dapprima realizzato un percorso di “progettazione partecipata”, al fine di dar loro voce anche rispetto

a tematiche inerenti lo sviluppo del territorio,quindi concentrato l’attenzione sul tema dell’orientamento e dell’inserimento nel mondo del lavoro. Con l’Iniziativa “Training for Job” sono stati coinvolti oltre 200 giovani con tirocini estivi presso aziende giudicariesi (in collaborazione con i Piani Giovani delle Giudicarie,l’Agenzia del Lavoro e gli Istituti scolastici). L’iniziativa “Progetto Orientamento”,con seminari,incontri personalizzati e campus (in collaborazione con le Cassa Rurali delle Giudicarie) ha visto altresì la partecipazione di molti altri giovani,con riscontri molto positivi. Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema dell’identità e della cultura delle Giudicarie,con approfondimenti e confronti nell’ambito del progetto “Le Giudicarie si incontrano e si raccontano”.Grazie anche alla preziosa collaborazione degli storici locali,sono stati organizzati incontri dedicati e sono stati realizzati un libro (Le Giudicarie, di M.Antolini e B.Parisi),un video (Giudicarie. Volti, voci, valli. di R.Bonazza e L.Stoffella) ed una mostra itinerante (Giudicarie. Paesaggi, volti, valli.). Quale tassello doloroso della nostra storia, anche “La Grande Guerra” ha visto la Comunità in prima linea nel costruire, insieme agli altri attori territoriali,iniziative volte a rafforzare un messaggio di pace in occasione del centenario del primo

conflitto mondiale. In parallelo, la Comunità ha portato avanti con sempre maggiore attenzione alle esigenze dei Cittadini le competenze nei settori “tradizionali”, ereditati dal Comprensorio: servizi sociali (circa 2.500 famiglie beneficiarie, ogni anno,per un totale investito di oltre 20milioni di euro), assistenza scolastica e gestione mense (ca 3.000 famiglie/ anno,tre nuove mense attivate,per un totale di oltre 1,2 milioni di pasti erogati),assegni di studio (circa 100 famiglie/anno),edilizia abitativa privata (con i contributi per il risanamento, acquisto e nuova costruzione, per giovani coppie e per gli anziani) ed edilizia abitativa pubblica (con l’assegnazione degli alloggi ITEA),con interventi dei quali hanno beneficiato circa 1.000 famiglie.Infine,il servizio rifiuti (compresa la gestione della relativa tariffa), con la gestione di circa 850 isole ecologiche,16 CRM e 2 CRZ,e l’adozione di un unico regolamento ed una unica tariffa dal 2012 (prima vi erano 39 regolamenti e 40 tariffe, in Giudicarie), con una raccolta differenziata che è cresciuta ed ha superato l’80%. Tutto questo senza dimenticare due iniziative che hanno coinvolto e unito tutte le Giudicarie:il percorso per la valorizzazione dell’Ospedale di Tione e quello denominato “Insieme. Una scuola per Cavezzo”.


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Il Saltaro delle Giudicarie

DICEMBRE 2014

Non credere che il mondo che tuo Padre ha creato sia tutto crema e zucchero, ha impiegato solo una settimana a metterlo insieme, ma non è che sia riuscito bene. Anzi. In alcune parti, l’ha proprio fatto male. Anche il Natale, la tua festa, ha preso una brutta piega, e persino tu, caro Gesù Bambino, passi in seconda fila. E non sai quanto mi dispiace. E’ necessario fare qualcosa. Tu non puoi subire e tacere, lo so che sei fin da piccolo infinitamente misericordioso, ma non esageriamo, altrimenti fai la figura del codardo. E sai quanti sono quelli che ci ridono! Scusami, Signore, Gesù, ma è ora di prendere in mano la situazione. Provaci. Occorre una giornata di umore nero come quando sei andato a Gerusalemme ed hai scacciato i mercanti, gli affaristi, i farabutti dal Tempio. Con la tua onnipotenza puoi risolvere tutto in poco tempo. Ormai il futuro è in mano ai giovani, quindi tocca a te, appena torni a casa, procedi con grinta e tenacia e in poco tempo, prima che sia troppo tardi, rimetti in sesto questo mondo che sta facendo acqua da tutte le parti. A cominciare da quello che sta succedendo dalla tue parti. Ai tuoi tempi erano i suoni angelici a deliziare la tua venuta, adesso ci sono le cannonate che fanno strage di tutti quelli che capitano a tiro. Bruciano, ammazzano, distruggono con una violenza inaudita, sono quelli dell’Isis, i mussulmani del Califfato, laggiù in Iraq, ce l’hanno soprattutto con i cristiani, sì, proprio con i tuoi seguaci, con i tuoi discepoli, bruciano chiese, dissacrano i tuoi tabernacoli, scannano i tuoi credenti come maiali, violentano le donne a te devote, suore comprese, quelli vorrebbero mettere il “burqua” anche alla Madonna. E nessuno su questa terra che riesca a fermarli, il Califfo ha persino detto che vuole conquistare Roma, ohibò! A Roma c’è il Papa, te le immagini le guardie svizzere che difendono il Santo Padre, quelle scappano ancor prima che il Califfo arrivi. Buon Dio...Gesù fai qualcosa, chiedi un appuntamento al profeta Maometto, era un buon uomo, lassù nell’alto dei cieli, parla con lui e

IL SALTARO DELLE GIUDICARIE

Caro Gesù Bambino Ti scrivo...

C

aro Gesù Bambino, ti scrivo con un po’ d’anticipo perché ormai delle Poste Italiane non mi fido. La posta non corre più come una volta. Ne approfitto della tua Venuta per raccontarti un po’ di questo mondo che da quando sei nato ad oggi non è migliorato per niente. Nei frequenti viaggi, lassù nell’empireo, avrei potuto parlarne con i tuoi Divini Genitori,

ma, devo ammetterlo, mi fanno soggezione, proprio così e non solo. Con te è diverso, intanto perchè sei appena venuto dalle nostre parti ed hai bisogno di consigli e di capire le cose che ti aspettano. Poi perché piccolo come sei, non mi fai per niente soggezione, potrei tirarti le orecchie se non mi ascoltassi con attenzione. E tua madre, ne sono sicuro, sarebbe d’accordo.

mettetevi d’accordo, in fondo siete quasi compaesani, e poi s’è messo d’accordo anche Renzi, il nostro premier, con Berlusconi, puoi farlo anche tu con Maometto. Togliete di mezzo quel Califfo e tutti i suoi seguaci, ridate pace a quelle terre che sono sante e sono vostre. E non avere pietà, quelli se ne fregano della tua pietà, quelli vogliono sovvertire mezzo mondo e far scomparire i cristiani dalla faccia della terra, nella totale indifferenza del mondo. Caro Gesù Bambino, non dimenticarti dell’Italia, che già s’è abbandonata da sola, e che è sempre più nei guai. Capisco che rimediare alle nostre sventure, non sarà facile. Bisognerebbe ricominciare daccapo. Ci vorrebbe un immenso maremoto, dal Tirreno all’Adriatico, compreso l’Ionio e il Mediterraneo che sommerga tutta l’Italia. Non sarebbe la prima volta che lo fai, già, a suo tempo, disperato ed impotente, hai caricato capra e cavoli sull’arca e con il diluvio universale, hai rimediato alle storture d’allora. Oggi sarebbe sufficiente un diluvio italico, isole comprese. Ti prendi una nave da crociera, novella arca del duemila, ci carichi il Papa e pochi altri, e, dopo, fai disinfestazione, come si conviene. Basta mafie, malavita, basta privilegi, basta corruzioni, basta porcherie, ogni giorno ce ne sono di nuove, basta con politici del cacchio (par-

don!), basta con i truffatori, i disonesti, i malandrini, gli arroganti e i prepotenti. Ma con un po’ di giudizio, ti raccomando, non essere troppo severo, fai in modo che il diluvio salvi almeno le Alpi, le vallate alpine, che sono ancora quel poco di buono che è rimasto in quest’Italia bislacca. Saremo noi a calare nelle pianure e rimettere insieme un’Italia rifatta negli uomini e nei comportamenti. Tutto il resto che sparisca, via tutti, tutti a mare...sprofondati e dilaniati dai più cruenti cetacei marini. Sono troppo cattivo, troppo crudo? Non credo, caro Gesù Bambino, lo so che non farai niente di quello che ti ho chiesto, ma quando crescerai, allora mi darai ragione, ma sarà troppo tardi, allora non sarà sufficiente un diluvio, allora dovrai distruggere il mondo intero per ricrearlo di nuovo.

Caro Gesù, se proprio non vuoi comprometterti, ( ti sei ramollito vero col passare dei secoli?) fai qualcosa d’altro, ma non ci abbandonare. Nel nostro Paese c’è gente che non arriva a fine mese, gente disoccupata, tutti che urlano, che bestemmiano, che fanno fracasso per farsi sentire. Ma non ce n’è piu per nessuno. Siamo in un pantano. Gesù, ti prego lancia almeno una cordicella di salvataggio, aiuta quel povero Renzi, un giovanotto dei tuoi, boy scout, che ce la mette tutta e combina poco. Ma, sai, ha contro mezzo mondo, tutti quelli che vogliono che le cose rimangano così come sono, tanto loro sono pieni di soldi e di privilegi. Compresa quella Camusso, la capa della Cgil, rossa dentro e rossa fuori, isterica e frustrata, che vuol buttare tutto all’aria, muoia Sansone con tutti i filistei, sembra dire ai suoi, che per fortuna sono sempre meno. Se puoi, caro Gesù, cerca di frenare la malavita, la delinquenza, la criminalità che stanno dilaniando la nostra penisola. Da nord a sud. Gli organi dello Stato non ce la fanno più, e i giudici vanno in tilt. Giudici d’ogni colore, che dovrebbero essere super partes, talvolta applicano le leggi a loro piacimento, interpretandole secondo colore e convenienza. Non tutti s’intende, ma aumentano gli inaffidabili. Questo è quello che si legge tutti i giorni sui giornali. Questo è quello che ti raccontano alla TV. Che a dir il vero, ha stufato anche l’Abele, che la guarda per me, quasi cieco.

Dalla mattina alla sera: scioperi, suicidi, omicidi, droghe, pestaggi, barconi ribaltati in mare, guerre di mafie, l’Isis che sgozza giornalisti, Assad che lancia gas venefici, e ultimamente alluvioni in giro per l’Italia come fossimo in un gigantesco vaso di terracotta sbeccato, poi ci sono gli indignati che fanno indignare mezza Italia, i forconi, per non dire del putridume della politica, che, dopo dopo aver letto di tutto, c’è sempre qualcosa di nuovo e di peggio. Basta TV! Quanto era bella la Tv del Berlusca, allora tutto era ok, tutto andava a meraviglia, ogni giorno il Berlusca ci confortava con notizie di grande ottimismo, circondato dalla belle donne e sodali di poco conto, ma quando se ne andava, le sue donnette, tutto culo, gambe e tette ci rallegravano per tutta la giornata. Quelli erano tempi , anche se poi ci ha condotto agli inferi, ma almeno ci siamo andati cantando e ballando. E dato che ci siamo, dai un’occhiata anche al Trentino, la nostra piccola provincia. Abbiamo dalla nostra S.S. illustri, San Vigliio, i Santo Martiri Anauniensi, San Romedio e la Madonna del Lares, fai in modo che le nostre cose funzionino meglio che nel resto d’Italia, che la smettano i partiti trentini di litigare per spocchia e pensino al bene della Provincia e delle sue valli. Siamo brava gente, ma l’alterigia e l’inanità sta prendendo piede anche da noi.. Porta pazienza, lo so che non è facile sopportare la presunzione e l’insolenza della Borgonovo Re, l’ammazza-ospedali, piena di sé e di poco altro, dacci la forza di tenere le mani in tasca ogni volta che la incontriamo, non vorremmo cadere nel peggiore dei tuoi peccati, l’ira, che ti fa perdere il senno e non si sa mai quel che può succedere. Guarda con simpatia a quegli ex consiglieri, probi, cha hanno accettato di restituire alla Provincia parte dei loro privilegi, brava gente, alcuni di loro mi hanno stupito, e guarda con severa misericordia coloro, invece, che i soldi proprio non li vogliono

restituire. Erano sui giornali in questi giorni, sembravano galeotti nelle prigioni della Cayenna, eppure erano loro, i nostri politici, quelli duri e puri, quelli che i soldi non li mollano neanche a morire. C’era persino la Margherita Cogo, sempre in prima linea a difesa dell’etica della politica, della morale, dell’onestà intellettuale richiesta in ogni campo, e con lei il beato Pino Morandini, anch’egli pieno di catechismo da insegnare urbi et orbi. Metti, o Signore, i loro cuori in ammollo perché si possano ravvedere in modo che quello che han sempre predicato, almeno una volta, lo mettano in pratica. Caro Gesù Bambino, dai una mano alle novità che stanno risistemando le nostre cose. Hanno fatto una nuova legge per modificare, correggere e per far meglio funzionare le Comunità di Valle che agli esperti sembra una “legge requiem”, fatta apposta per chiuderle quanto prima definitivamente, quanta ipocrisia, Signore pietà. Più seria ed avveduta la nuova legge sulla unione (fusione) dei comuni, non c’è scampo, il mondo è cambiato e per farvi fronte bisogna essere forti ed organizzati. Insieme si può. D’altronde, o Signore, si sono unite anche le tue parrocchie, uniamo i comuni nel segno dell’amicizia e della collaborazione e del risparmio. E a chi non gli va giù, di solito lo è per ignoranza, protervia od invidia, se ne faccia una ragione e non faccia figuracce da cavernicolo. Ed infine, caro Gesù Bambino, ti affido il mio territorio, le mie Giudicarie, la terra affidatami nei secoli da custodire, difendere e controllare. Dalle un minimo di serenità, che torni il bel tempo nelle famiglie, nelle fabbriche, nelle stalle, nelle officine, nell’Ospedale, e nei nostri cuori. Facci crescere, facci diventare meno pusillanimi e più coraggiosi, più orgogliosi, consci dei nostri diritti, più solidali, facci tornare a vivere come ci hai insegnato, con qualche deroga, s’intende, sei stato troppo severo con i tuoi Comandamenti, ma fedeli ai nostri valori e alle nostre tradizioni, con il cuore e lo sguardo in avanti per contribuire, tutti insieme, a cambiare le cose. Auguri di Buon Natale, di cuore!


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Attualità

DICEMBRE 2014

La Samantha delle stelle

Nell’esempio della Cristoforetti è da cogliere, accanto a un legittimo orgoglio italiano un messaggio per i giovani d’oggi chiamati ad affrontare un futuro irto di ostacoli E’ la prima donna italiana e la terza europea nello spazio. Nata 38 anni fa a Milano da genitori entrambi di Malé, dove crebbe e frequentò le scuole elementari per poi studiare a Bolzano e Trento ed all’estero in Europa ed America, è stata scelta fra 8.500 aspiranti. Fin da bambina, quando osservava il cielo stellato della Val di Sole e “bom-

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di Paolo Magagnotti

omenica 23 novembre una donna della Val di Sole ha lasciato la terra per un viaggio di sei mesi nello spazio. Samantha Cristoforetti è partita dal Kazakhistan a bordo del veicolo Soyuz bardava” il suo maestro elementare Marco Valenti con domande sulla luna e gli astri celesti sognava il viaggio lontano. Oltre ad evidenti capacità personali, determinazione e tenacia in un faticoso percorso

di studio e sacrificio sono fattori che l’hanno portata alla realizzazione del suo sogno giovanile. Nell’esempio e nel successo di Samantha Cristoforetti sono da cogliere, accanto a un legittimo or-

ed ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale. Unitamente ad altri due astronauti partiti con lei, uno russo e l’altro statunitense, compirà studi di carattere scientifico. goglio solandro, trentino, italiano ed anche europeo, un messaggio per i giovani d’oggi chiamati ad affrontare un futuro irto di ostacoli. Non tutti potranno diventare astronauti, anche se non è utopistico pensare

che in un domani non molto lontano potrebbe forse essere possibile prenotare un viaggio spaziale via Internet come si fa oggi per gli aerei. Non tutti nascono con doti e talenti eccezionali. Tutti, comunque, certamente i più, possono, sull’esempio di Samantha, decidere di impegnarsi a fondo nello studio - oggi le possibilità non mancano - ed essere determinati nell’affrontare le curve della vita. Curve che indubbiamente non sono state risparmiate nemmeno alla giovane solandra, la cui straordinaria affermazione può certamente generare in molti giovani un sano spirito di emulazione. Porsi un obiettivo e utilizzare tutte le proprie capacità per raggiungerlo, non cedendo, per quanto possibile, di fronte alle difficoltà, dovrebbe essere un imperativo dei giovani per costruire il loro futuro. Tutto non può certamente esser fatto da soli. I pubblici poteri, chiamati a promuovere il bene comune, debbono fare di tutto per creare le migliori condizioni che consentano ai giovani, e non solo loro, di sviluppare le proprie potenzialità. Rimane tuttavia sempre attuale l’adagio latino

“omne agens agendo perficitur”. Il perdurare della crisi che attanaglia pure molte energie giovanili pone indubbiamente dei limiti anche ai migliori propositi. Non è tuttavia dei giovani la rassegnazione, i quali debbono attrezzarsi nel miglior modo possibile di una solida “general knowledge”, una conoscenza generale che consenta loro di adeguarsi al sempre più accelerato cambiamento delle situazioni. Un’accelerazione dei cambiamenti che in queste ore ci è apparsa più evidente che mai vedendo Samantha parlare con sua madre poco dopo l’arrivo della stazione spaziale. Senza andare lontani con la memoria ai tempi in cui lettere dei nostri emigranti, per bene che andasse, giungevano alle case dei genitori in Trentino diversi mesi dopo il loro sbarco in America a conclusione di un lungo viaggio in bastimento lungo l’oceano, pensiamo all’evoluzione tecnologica degli ultimi anni. Siamo di fronte a situazioni ed interrogativi che certamente accompagnano la nostra vita quotidiana ma ai quali in questi giorni ci invita a riflettere più che mai l’avventura della Samantha delle stelle.


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Politica

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Fusioni: l’ora della verità Domenica 14 dicembre il referendum per le aggregazioni dei comuni di Condino, Castel Condino, Brione, Cimego e di Prezzo e Pieve di Bono di Roberto Bertolini

Giorgio Butterini

Buono il livello di coinvolgimento della popolazione, in tutte e quattro le serate. Per essere valido, ogni referendum dovrà raggiungere il 50% dei votanti in ciascun comune e la maggioranza di questi dovrà avere espresso parere positivo. Inutile dire che si tratta di un passaggio importantissimo non solo per questi comuni, ma anche per le prossime fusioni che si stanno organizzando sul territorio, quelle di Villa-Darè-Vigo, di Bocenago-Strembo-Caderzone, di Giustino-Carisolo-Massi-

meno e di Bondo-BreguzzoRoncone-Lardaro, per le quali, se tutto andrà per il verso giusto, se ne riparlerà a marzo del 2015. Lo stesso discorso si può fare a livello provinciale e regionale. Nella giornata del 14 dicembre oltre ai giudicariesi saranno chiamati alle urne gli elettori altri 7 comuni: Cavareno, Malosco, Romeno, Ronzone e Sarnonico dovranno dare il proprio parere sulla nascita del nuovo comune di Altanaunia, mentre Dimaro e Monclassico per la nascita del nuovo comune di Dimaro Folgarida.

Fra pochi giorni va in scena un passaggio importantissimo per il futuro delle fusioni in Giudicarie. Domenica 14 dicembre è in programma il referendum consultivo per la conferma delle fusioni tra i comuni di Condino, Castel Condino, Brione, Cimego e di Pieve di Bone e Prezzo e dalle ore 8 alle 21 i cittadini di questi comuni saranno chiamati alle urne per dire sì o no al progetto di aggregazione portato avanti dalle

amministrazioni comunali. Nelle settimane scorse si sono svolti nei vari comuni degli incontri con la popolazione, nei quali i sindaci, accompagnati dall’assessore provinciale agli enti locali Carlo Daldoss e al consigliere Mario Tonina, hanno illustrato i vantaggi di una riorganizzazione amministrativa che possa assicurare una gestione più efficace delle risorse a disposizione e dei servizi sul territorio.

Dai sindaci un deciso appello al voto

«Un passaggio importante, serve la partecipazione dei cittadini» Un appello, univoco, alla partecipazione al referendum del 14 dicembre arriva dai sindaci dei comuni coinvolti. Inizia Giorgio Butterini, sindaco di Condino, il comune più grande: «È importante che vi sia una partecipazione convinta dei cittadini, bene sapendo che si tratta di un momento storico e che, comunque, qualche cambiamento Per Carlo Bertini, sindaco di Cimego «se abbiamo portato avanti questo processo è perché crediamo possa dare migliori servizi per i cittadini disegnando un assetto più sostenibile degli enti locali. Per questo abbiamo accelerato, perché riteniamo sia importante prendere questo treno in questo particolare momento storico». Gianni Bagozzi, vicesindaco di Castel Condino:«E’ importante che la gente arrivi informata al referendum e poi partecipi secondo coscienza. I consigli comunali hanno fatto la loro proposta, ora sta ai cittadini scegliere quale strada prendere per il futuro” Per Brione, il più piccolo comune della fusione, il primo cittadino Cristina Faccini dice:«Il consiglio comunale si è espresso in maniera netta a favore della fusione, segnale della condivisione di questo progetto. Spero che

sarà inevitabile. Se vince la voglia di fusione avremo una tutela del territorio, una gestione dei servizi più efficiente e moderna oltre a risorse aggiuntive, se passa il no in ogni caso le cose non potranno rimanere come ora e si dovrà ricorrere a gestioni associate con la Comunità, con difficoltà logistiche e meno risorse a disposizione».

Carlo Bertini

Celestino Boldrini

il referendum dia un risultato positivo perché ritengo che sia giusto perseguire questa aggregazione, specie per Brione un comune di poco più di 100 abitanti. Chiaro che col cuore siamo legati al nostro comune, ma la realtà ci chiama a scelte importanti».

amministratori hanno fatto la propria parte in questo cammino, ora sta ai cittadini trarne le conseguenze, sapendo che votando sì alla fusione si coglie un’opportunità importante, non tanto per i prossimi mesi, ma per i prossimi anni». Celestino Boldrini, sindaco di Prezzo: “penso che quello della fusione sia un approdo logico nell’attuale panorama di contrazione delle risorse che già impone ristrettezze di bilancio in un comune piccolo come Prezzo. Del resto da anni

Sul fronte della fusione tra Pieve di Bono e Prezzo il sindaco del primo comune Attilio Maestri spiega: «le difficoltà del momento economico e storico rendono tutti più responsabili. Gli

120 anni di storia VIENI A TROVARCI NEI NOSTRI SPORTELLI

Attilio Maestri

Cristina Faccini

stiamo attuando importanti collaborazioni con Pieve nella gestione dei servizi, dunque ora occorre fare un passo in più e creare un unico comune”.


Politica

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La riforma istituzionale è realtà I punti salienti: Comunità più snelle, giunte e assemblee ridimensionate, più protagonismo dei sindaci di Roberto Bertolini Il 7 novembre è stato dunque il giorno epocale per le Comunità di Valle e gli assetti amministrativi locali del Trentino. Il Consiglio provinciale ha infatti approvato con con 21 sì, 6 no (Borga, Civettini, Fasanelli, Fugatti, Degasperi, Bezzi) e 5 astenuti (Giovanazzi, Simoni, Viola, Zanon, Bottamedi) il disegno di legge Daldoss sulquando si parla di regole del gioco. Una riforma che realizza un obiettivo di legislatura”. E lo fa nel verso della concretezza,

cioè dei bisogni dei cittadini e di una visione dell’Autonomia che non rappresenti uno stato in miniatura ma una comunità.

la riforma istituzionale, oggi diventato la L.p.12/2014 “Modificazioni della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino), della legge provinciale 15 giugno 2005, n. 7 (legge provinciale sul Consiglio delle autonomie locali 2005), e di disposizioni connesse”. Per questo le comunità sono un ruolo politico e istituzionale che questa riforma rende più snelle e al tempo stesso recupera un

maggior protagonismo dei comuni. «Nel programma avevamo detto che le avremo snellite e semplificate per farle funzionare

Bondone, Cimarolli di nuovo sindaco Con il 100% dei voti validi (300 su 300), ma su una percentuale di votanti appena superiore alla metà, 53,79% (319 votanti su 593 aventi diritto), Gianni Cimarolli è stato eletto nella tornata elettorale di domenica 16 novembre nuovo sindaco di Bondone. Un’elezione resasi necessaria dopo la scomparsa del compianto sindaco Graziano Scalmazzini che ha di fatto lasciato aperta la questione sulla successione. Ora la legislatura, salvo fusioni o imprevisti, durerà fino al maggio 2020. Si

tratta, per il quarantasettenne architetto Cimarolli, di un ritorno nel municipio di via Giusti, essendo già stato primo cittadino nelle legislature dal 2000 al 2010. Vicesindaco sarà ancora una volta Giacomo Valerio che lo ha affiancato nelle sue esperienze precedente e terzo più votato con 56 preferenze. In giunta anche Rosanna Cimarolli, la più votata con 79 preferenze e moglie dello scomparso sindaco Scalmazzini. Ricordiamo, infatti, che la composizione di giunta e con-

siglio anticipa gli assetti comunali che vi saranno nella prossima legislatura, ossia giunta a 3 e consiglio a 12 componenti nei comuni con meno di 3.000 abitanti, a differenza dei 5 e 15 nelle legislature precedenti. Preoccupazioni c’erano sul fronte dell’affluenza alle urne. La presenza di una sola lista è notoriamente un fattore che abbassa la percentuale dei votanti, senza dimenticare che vi è stato qualcuno che ha incitato apertamente all’astensione. Il risultato finale del 53,79%

Gianni Cimarolli

(ben l’80% a Bondone, solo il 40% nella frazione di Baitoni) premia il sindaco Cimarolli e scongiura il commissariamento che avviene quando la percentuale non supera il 50% più uno dei votanti.

meglio ed essere capite dai cittadini. Parlare di fusioni fino a 4 – 5 anni fa – ha aggiunto - era un tabù, oggi è un tema che va al di là delle mode. L’autonomia deve essere più semplice e più snella ma sempre su una base democratica». In Giudicarie, così come in Val di Non, in Valsugana, nella Vallagarina, nelle comunità con più comuni e più popolose, insomma, la riforma porterà un primo effetto, da sempre auspicato e ritenuto positivo. Lo sfoltimento dell’assemblea. Sin dai tempi del Comprensorio, all’epoca della reggenza di Fiorindo Malfer, quello del numero legale è sempre stato un problema in Giudicarie, a fronte di un’assemblea con un centinaio di componenti. Negli ultimi mesi questo problema si è palesato con forza anche nell’attuale assemblea, nella quale per due volte non è stato raggiunto il numero legale. La nuova assemblea conterà 16 consiglieri, a fronte degli attuali 99 (59 eletti direttamente nelle votazioni del 24 ottobre 2010 più i 39 delegati dei comuni), gli assessori saranno 4 al posto degli attuali 7, più il presidente che sarà l’unico a percepire l’indennità.

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Forse non è una vera e propria rivoluzione, ma di certo la nuova normativa cambia eccome il volto alle Comunità di valle, specie a quelle più numerose. La riduzione significativa del numero dei componenti l’assemblea, infatti, è il dato che salta subito all’occhio. In Giudicarie passeranno da 99 a 16. Poi via il suffragio diretto, con gli assessori che saranno nominati dai consigli comunali ed il presidente che sarà un sindaco e percepirà indennità di carica. Di fatto le Comunità diventano degli enti istituzionali di secondo livello, dei consorzi dei comuni locali nei quali discutere e gestire competenze sovracomunali, come istruzione, sanità locale, raccolta dei rifiuti, urbanistica. Evidentemente nel testo normativo trova grande spazio la questione degli assetti futuri dei comuni e delle fusioni, con l’obiettivo della giunta provinciale di favorire il dimezzamento degli attuali municipi, da 210 a 100. “Non so – ha detto il presidente della Provincia Ugo Rossi intervenendo nel dibattito - se questa è una riforma epocale, ma sono certo che questa è una vera riforma che si realizza anche con mediazioni, giuste

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GENNAIO

“Questione Serodoli” a Pnab

Il 2014 si apre in piena “questione Serodoli”, con il Parco naturale AdamelloBrenta che deve emettere un parere sull’allargamento delle piste a Madonna di Campiglio che si preannuncia molto delicato. Da una parte la Comunità di Valle e la società Funivie Campiglio che puntano alla realizzazione dei nuovi impianti, dall’altra gli ambientalisti che con picchetti e manifestazioni si dicono contrari all’intervento. L’altra notizia del mese è quella del dato dei nuovi nati nell’ospedale di Tione nelll’anno 2013, che ha contato solo 178 parti. Mai prima d’ora, il numero di nati nel reparto di ostetricia del nosocomio tionese era sceso a livelli così bassi. Esattamente il 10% in meno dell’anno precedente, quanto i bebè registrati erano stati 198. Ma, soprattutto, un trend negativo che non accenna a dare segni di inversione. E che mette a rischio il mantenimento della struttura, aprendo di fatto la questione punto-nascite, che caratterizzerà tutto il 2014.

FEBBRAIO

Comunità, approvato il Ptc Il 20 gennaio 2014, è stato sottoscritto l’Accordo Quadro di Programma per il Piano territoriale della Comunità delle Giudicarie. Giunge dopo quasi 3 anni di lavoro, iniziato nella primavera del 2011 con una fase di ascolto del territorio e di analisi socio-economica. Nel dicembre 2012 si è arrivati alla bozza di Documento Preliminare alla quale è seguita l’istituzione del “Tavolo di confronto e consultazione” (costituito da 40 rappresentanti portatori di interessi sociali, economici, culturali ed ambientali delle Giudicarie, oltre che da una rappresentanza dei Sindaci) e infine all’approvazione del Documento Preliminare da parte dell’Assemblea della Comunità il 9 luglio 201 Sul piano turistico, bene i mesi clou per la stagione invernale in Val Rendena che, grazie alle abbondanti nevicate, fanno segnare positivi dati relativi al mese di dicembre con una sostanziale tenuta degli arrivi ed un aumento nelle presenze (+4,82%).

APRILE

Edilizia in crisi in Giudicarie Edilizia in seria difficoltà anche nelle Giudicarie. Le nostre valli sono al quarto posto in Trentino, per numero di aziende artigiane: 1.239, di cui ben 559 edilizia-dipendenti. Un settore che, di questi tempi, sta patendo le pene dell’inferno. Gli ultimi dati a livello Nazionale, perfettamente in linea con i nostri, parlano di un calo delle compravendite di case del 9,2%, nel 2013. Per l’intero business immobiliare, il dato scende al -8,9% (– 25,8% era quello registrato nel 2012), il più basso dal 1985. Quest’anno gli iscritti alla cassa edile in Trentino, cioè i lavoratori delle costruzioni per i quali sono stati versati i contributi, sono 12.800. Nel 2012 erano 14.136. Nel 2008: 17.725. In un anno sono stati persi oltre 1.330 posti di lavoro: il 9,8% in meno. Nel quinquennio: 4.925. Se poi, la lente di ingrandimento si focalizza sulle ore di lavoro, si scopre che il calo è addirittura del 14%: 12 milioni e mezzo dell’anno scorso, 10 milioni 800 mila del 2013.

2014, un anno difficile Tagli, spending review, economia che stenta, punto nascite. E pure Daniza. Dodici mesi con il Gdg

Nel dire addio al 2014 ricordiamo alcune tappe di questo anno, non certo facile, come accade ormai dall’inizio della congiuntura economica. Questo è l’anno della spending review, dei tagli. Tagli da Roma a Trento, sempre maggiori e, di conseguenza, da Trento nella valli, con gli enti locali che sono chiamati ad una profonda riorganizzazione, con fusioni (per i comuni) e ridimensionamenti (comunità di valle). Una tematica che attraversa tutto il 2014, così come quella – pa-

rallela – dei tagli nella sanità che toccano il punto nascite di Tione, con conseguente raccolta di firme e alzata di scudi delle Giudicarie. Problematiche non da poco, eppure si trova il tempo di dedicare settimane di discussioni e polemiche alla vicenda dell’orsa Daniza, divenuta un caso a livello nazionale... Tutte questioni trattate dal Giornale delle Giudicarie. Rivediamo questo 2014 attraverso le 11 copertine, mese per mese, del nostro giornale.

MARZO

SS247, la slavina rilancia il problema-viabilità Continua il dibattito sulla viabilità, dopo la slavina che ha bloccato la SS 247 del Caffaro in località Ponte Pià. La viabilità principale che porta a Trento non ha alternative. D’inverno la Provinciale del Lisano (quella che passa da Stenico) è sistematicamente bloccata da frane e slavine, mentre la Provinciale 222 del Passo Durone, deve fare ancora i conti con la strozzatura all’interno dell’abitato di Zuclo. La Comunità di Valle propone alla Provincia una partnership mettendo sul piatto 2 milioni euro per risolvere il problema. I dirigenti dell’Apss, intanto, promettono l’apertura della nuova ala dell’ospedale di Tione per la fine di maggio. Nel frattempo, però, si fanno i conti sul punto nascita, scoprendo che uno dei problemi è l’”esterofilia” delle mamme giudicariesi: sono quasi duecento le neo mamme che, ogni anno, prediligono strutture extraterritoriali, a scapito di quanto disponibile sul posto.

MAGGIO

Comuni, sì ai referendum sulle fusioni

È stata una domenica a suo modo storica per le Giudicarie quella del 13 aprile, giorno che ha consacrato la volontà dei cittadini dei comuni di Praso, Daone, Bersone da una parte, San Lorenzo e Dorsino dall’altra, di fondersi in due entità comunali uniche, Valdaone e San Lorenzo-Dorsino. Un risultato significativo che, forte di affluenze ovunque sopra il 60%, segna la strada per future aggregazioni, in Giudicarie ma in generale in tutto il Trentino, sottolineando come ormai i cittadini, siano disponibili a discutere e votare processi di aggregazione. Dorsino ha addirittura raggiunto il 73,44% con 260 schede immesse nell’urna su 354. Meno brillanti, ma positivi, i risultati di San Lorenzo con il 61,82%: 557 votanti, di cui 281 maschi e 276 femmine. Allo stesso modo gli elettori dei comuni di Bersone, Daone e Praso si sono espressi sulla nascita del nuovo comune di Valdaone. I Si alla fusione hanno raggiunto a Bersone l’84,34%, a Daone l’87,60% e a Praso il 76,44%.


Speciale 2014

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GIUGNO

LUGLIO

Il 28 giugno cade il Centenario dell’assassinio dell’attentato di Sarajevo con l’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando che diventò il casus belli del Primo Conflitto Mondiale. Da qui partono le celebrazioni del Centenario che dureranno fino al 2018, con l’obiettivo di lanciare un messaggio di pace internazionale. Anche il Trentino partecipa alle celebrazioni, in anticipo di un anno rispetto alle altre regioni italiane, per la sua peculiare storia geopolitica. Le Giudicarie faranno altrettanto, con tante iniziative che si ricollegano ai tanti luoghi, fra forti, trincee, camminamenti, teatri della Guerra bianca adamellina che sono testimonianze vitali sparse sul territorio. A livello provinciale arriva invece la riforma dell’assessore Carlo Daldoss sull’urbanistica. Punto saliente i tempi di approvazione dei Piani regolatori generali, che diventano molto più veloci, tagliando i tempi a un anno a fronte dei tre-quattro attuali.

Trent’anni fa – esattamente il 16 e 17 luglio – Papa Giovanni Paolo II, che il 27 aprile è stato proclamato Santo, assieme a Papa Roncalli, atterrava sul nevaio del rifugio delle Lobbie, sull’Adamello. L’evento è stato raccontato nel Film Tv “Non avere paura”, girato in Trentino, sull’Adamello e nell’abitato di Zuclo, andato in onda su RaiUno domenica 27 aprile. Il 26 e 27 luglio gli alpini ricordano questo straordinario evento con un grande Pellegrinaggio in Adamello che coinvolge oltre 3.000 penne nere. Base dell’evento è Tione, attraverso un alto momento di riflessione, con l’occhio anche ai cento anni della prima Guerra mondiale.

AGOSTO

SETTEMBRE

Guerra Mondiale, il Centenario

Doccia fredda sul punto nascite Una doccia fredda sul punto nascite di Tione. E’ quella che ha lanciato l’assessore provinciale alla sanità Borgonovo Re nel corso di una riunione con gli amministratori giudicariesi, annunciando la chiusura del reparto di ostetricia a fine 2014. In questi giorni c’è il fondato timore, diventato quasi certezza, che d’ora in poi le donne della valle dovranno partorire i loro bambini fuori dai confini comprensoriali. Il quadro non è ancora ben definito, visto che in pochi giorni il Comitato della Salute di Tione, i vertici della Comunità e i sindaci della valle hanno dovuto ascoltare messaggi contrastanti. Prima è arrivata la responsabile della sanità trentina a dire che il punto nascite del capoluogo giudicariese non avrebbe avuto futuro. La motivazione: poca sicurezza, dovuta all’esiguo numero dei parti. Capeggiata dall’assessore Olivieri la risposta della Comunità giudicariese e dei sindaci non si è fatta attendere. Parte la raccolta delle firme.

OTTOBRE

Punto nascite, piccolo spiraglio

La notizia è di quelle significative. D’ora in poi tutti i punti nascita del Trentino potranno essere chiusi solo per ragioni economiche e non più di sicurezza. È il risultato dell’ordine di servizio firmato il 30 settembre dal direttore generale dell’azienda sanitaria Luciano Flor, con cui obbliga tutti i reparti della maternità della Provincia a disporre durante il travaglio obbligatoriamente di un ginecologo e di un anestesista. Figure che prima d’ora avevano solo l’obbligo della reperibilità al momento del parto. La news è uscita al termine del summit, tenutosi appunto nel pomeriggio di martedì 30 settembre a Tione, dov’erano presenti oltre ai vertici della sanità locale, il direttore generale Flor, e il primario di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Santa Chiara di Trento dott. Saverio Tateo. Uno spiraglio che si apre nella delicata partita del punto nascite di Tione, anche se chiaramente non risolutiva della ingarbugliata questione.

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Pellegrinaggio in nome di Woytjila

Solidarietà in Giudicarie, Avis sugli scudi. Mentre a livello provinciale quasi tutte le altre sezioni hanno denunciato nel 2013 un calo anche vistoso di donazioni, la “falange” dei donatori di sangue giudicariese “tiene”. 2000 persone che perpetuano nel tempo un gesto di generosità davvero encomiabile.

22.000 firme per ostetricia

Arriva la risposta delle Giudicarie alla proposta di chiusura del punto nascite: oltre 22.000. Tante sono le firme riportate in calce alla petizione pro punto nascite. Poteva rivelarsi un boomerang. Invece i giudicariesi, e con loro tantissimi turisti che frequentano le nostre valli, hanno testimoniato quanto sia importante poter avere una struttura ospedaliera in loco. Che, all’occorrenza, possa far fronte alle esigenze di valligiani e ospiti che periodicamente frequentano le nostre località di montagna. Le oltre ventiduemila firme raccolte sono la risposta gagliarda a Borgonovo Re, che testimonia una volontà popolare univoca. Il secondo caso che tiene banco è quello dell’aggressione dell’orsa Daniza al pinzolero Daniele Maturi, avvenuta a metà agosto che con i suoi strascichi di polemiche sta diventando un caso nazionale. Da una parte polemiche sul progetto Life Ursus, dall’altra l’assalto degli animalisti alla Val Rendena in una situazione che diventa sempre più paradossale.

NOVEMBRE

Comuni, la corsa alle fusioni

Corsa alle fusioni fra i comuni, anche in Giudicarie. Dopo che la provincia ha fatto prefigurare tagli draconiani ai comuni che non si “uniranno” è scattata una caccia alle fusioni, impensabile solo due anni fa. È vero, il panorama è cambiato e la situazione economica generale e di finanza locale impone razionalizzazioni ed un ripensamento in profondità del sistema attuale (vedi intervista a fianco); una tesi che non da oggi sostiene anche il Giornale delle Giudicarie. Prima sono arrivate le unioni, confermate dai referendum, di tre comuni della Val del Chiese e di due delle Esteriori, che hanno dato vita rispettivamente ai nuovi comuni di Valdaone e di San Lorenzo-Dorsino. Negli ultimi due mesi, poi, la situazione ha subito una accelerata incredibile, portando prima al coronamento del percorso di fusione tra Condino-Castel Condino-Cimego e Brione, poi di Pieve di Bono-Prezzo, entrambe da confermare e verificare nel sentiment della gente con il referendum del 14 dicembre.


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Cooperando

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Perché proprio di questo, più che della persona in sé si tratta di indicare, di fare emergere. Quali caratteristiche dovrà avere il nuovo Presidente della Cooperazione? Dovrà essere un uomo della cooperazione o un esterno? Un aziendalista o un filosofo? Certo dobbiamo esserne consapevoli, oggi più che mai serve la competenza, la responsabilità e anche l’autorevolezza per gestire il complesso mondo di organizzazioni imprenditoriali cooperative, il cui obiettivo è tanto alto e lodevole, quanto delicato. Perché la cooperativa è a tutti gli effetti un’impresa, ma una impresa al servizio della comunità. Ed ogni errore o strappo che si crea in cooperativa ha una ripercussione nella sua comunità di appartenenza. Oggi il sistema cooperativo è uno dei baluardi a difesa dei territori e nella valorizzazione delle risorse locali. Il grande sforzo da compiere per il nuovo presidente e il gruppo di lavoro del consiglio dovrà essere anche quello di aiutare il contesto sociale

Al cancelletto di partenza la scelta del nuovo Presidente della CooperazioneTrentina Si è tenuto Lunedi 1 Dicembre a Tione, presso la sede della Famiglia Cooperativa Giudicarie l’incontro territoriale con i responsabili delle cooperative per discutere sui futuri e necessari indirizzi strategici della cooperazione trentina e sulla figura del prossimo presidente della Cooperazione Trentina

L

di Alberto Carli

a data in calendario è ancora lontana essendo le elezioni del nuovo Presidente della Cooperazione Trentina previste per Giungo 2015 e tutto si può dire ma non di avere avuto poco tempo per ragionare, portare proposte, dare indirizzi, discutere magari anche animatamente, circa la scelta del successore di Diego e politico nella costruzione di una visione di futuro, impostare un indirizzo strategico, una strada maestra da perseguire anche di lungo termine, cui tendere attraverso azioni concertate tra le imprese cooperative

ma non solo, anche assieme a tutto il mondo fatto di associazionismo e impegno civile che restituisce al territorio sviluppo economico, coesione sociale e riduce molto moltissimo il rischio di vedere nei nostri paesi

Alla Coop, uno spazio dedicato a mamme e bambini

Non capita tutti i giorni di imbattersi all’interno di un supermercato in un angolo dedicato alle mamme e ai loro bambini. Nel nuovo supermercato Coop di Tione, in via Fabio Filzi, è stato allestito uno spazio a disposizione delle mamme che si recano a far compere con i loro bambini. “Negozio amico delle mamme” è il logo sormontato da un coloratissimo arcobaleno. Al suo interno, tutto ciò che serve per cambiare il piccolo, scaldargli il latte, la pappa, e prestargli tutte le cure. Gli arredi sono curati nei minimi dettagli. C’è il fasciatoio su cui è possibile cambiare i pargoletti. C’è pure un forno a microonde per scaldare appunto omogeneizzati e gli alimenti da dare ai bambini. Elena Chesi, la responsabile del punto vendita della Coop, è particolarmente soddisfatta di questo servizio aggiuntivo offerto a chi si reca nel supermercato a fare la spesa. “Molte mamme che non possono lasciare a casa i figli durante la spesa giornaliera – dice – qui trovano all’evenienza ambiente e gli strumenti necessari per prendersi cura dei neonati”. Con l’apertura del nuovo supermercato, si sono volute agevolare le mamme. Qui, all’interno dei 1.000 metri quadri destinati alla vendita, è stato dedicato

Schelfi. In Giudicarie, la culla della Cooperazione, il tema è particolarmente sentito e la sala della Famiglia Cooperativa Giudicarie gremita di cooperatori si interroga sul futuro della cooperazione, sulla figura che dovrà prendere il timone della Federazione nel complesso e intrigato ruolo di faro del movimento cooperativo trentino. il riemergere della povertà. Dai molti interventi dei cooperatori giudicariesi emerge che l’impegno della nuova squadra dovrà essere profuso nella definizione di una strategia di territorio inclusiva, che tiri dentro tutti

e non lasci indietro nessuno, partendo dai giovani, facendo lo sforzo di parlare anche linguaggi nuovi, meno prosaici e più diretti, semplici a cui seguano azioni coordinate, coerenti. Un Presidente che dovrà esse-

re sempre più un allenatore per puntare sul lavoro collaborativo di molti, valorizzando le singole riserve di competenza, di talento e perché no, anche di creatività. Il semaforo è verde… sentiamoci tutti partecipi di questo percorso, portiamo avanti le idee, gli stimoli, gli spunti, mettiamo da parte la nostra timidezza, che dà buoni trentini e giudicariesi ci portiamo dentro e diventiamo partecipi. La cooperazione è di tutti.

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di poter offrire un angolo destinato a mamme e bimbi, l’iniziativa sta incontrando i favori della nostra clientela femminile, spiega ancora la responsabile del punto vendita, che è anche motivo di fidelizzazione della clientela. (zi.pu.)

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Cogliamo l’occasione per ricordare a tutti i nostri soci assicurati che a partire dal 1° dicembre sono variati gli orari di apertura dei nostri uffici. I nuovi orari sono: AGENZIA DI TIONE: UFFICI DI MADONNA DI CAMPIGLIO: UFFICI DI PINZOLO: UFFICI DI PIEVE DI BONO: UFFICI DI PONTE ARCHE: UFFICI DI STORO:

da lunedì a giovedì 8.30-13.00 e 14.00-16.30; venerdì 8.30-13.00 da lunedì a venerdì 9.00-12.00 martedì e giovedì 8.30-12.30 lunedì, mercoledì e venerdì 8.30-12.30 lunedì, mercoledì e venerdì 8.30-12.30 martedì e giovedì 8.30-12.30

Al di fuori di questi orari si riceve su appuntamento.

AGENZIA DI TIONE Agenti Paolo Cereghini, Alberto Milanesi e Ferruccio Salvaterra Via Circonvallazione, 14 - Tel.0465 321156 agenzia.tione@gruppoitas.it gruppoitas.it


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Attualità

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La prova del nove l’11 dicembre in Assemblea della Cdv

PD alla resa dei conti con la capogruppo Pedrini di Ettore Zini Quali i provvedimenti non Pedrini, hanno dato forfait ai sono stati resi noti. Quella defezione che ha messo in lavori assembleari della Comunità delle Giudicarie crisi l’assemblea della Comunità di Valle e, ancor di per il palese dissenso alla mozione presentata da tutti i più, la maggioranza consiliare del PD, non sarà indolo- gruppi a sostegno dell’ospedale di Tione, i rappresenre. All’indomani di quella seduta dove cinque delegati tanti del PD giudicariese hanno riunito un summit per del Partito Democratico, tra cui la capogruppo Ilaria decidere il da farsi.

Luigi Olivieri

Già il tono della convocazione era da notte dei lunghi coltelli. “Ci rivolgiamo a voi tutti, in particolare alla Capogruppo, affinché sia urgentemente convocato il gruppo dei consiglieri del Pd della Comunità delle Giudicarie al fine di verificare se sussistono ancora le condizioni per finire degnamente il nostro impegno nell’assembla della Comunità delle Giudicarie”. A quell’incontro si sono presentati quasi tutti i ventitrè rappresentanti del partito in assemblea. Eccetto i “dissidenti” Ilaria Pedrini, Nicola Masè, Anna Pironi e Vincenzo Zubani. Coloro che, a detta dell’assessore Luigi Olivieri, hanno fatto, non solo un grave sgarro all’assemblea. E aperto di fatto una questione politica all’interno del partito di maggioranza che deve rispondere a Patt e Upt, su un tema importante come la tenuta della coalizione. “Il comportamento, non solo dalla capogruppo, ma anche degli altri quattro mem-

bri – ha spiegato Olivieri – è di una gravità inaudita, che riversa sul nostro partito la responsabilità di quanto accaduto. Quindi, ci obbliga a prendere dei provvedimenti”. Quali, Olivieri non vuole spiegarli. “Anche perché – dice – stiamo ancora facendo dei ragionamenti”. È certo però che a giorni ci saranno delle novità all’interno del PD. Il Partito Democratico a Tione ha delle grosse responsabilità. Suoi sono tre dei sei assessori in seno all’esecutivo. Ovvio, quindi, che dopo il “fattaccio”, la giunta sia andata in fibrillazione. “Far venir meno il numero legale, comporta una sfiducia non solo al partito, ma anche nei confronti della maggioranza” ha spiegato uno dei presenti. “Verificare se ci sono ancora le condizioni per rappresentare in Giunta il PD, era il minimo che potessimo fare”. Del resto, la vicenda ospedale (tutti i capigruppo anche di minoranza hanno sottoscritto la mozione, tranne quello del PD) ha pro-

fondamente diviso il gruppo. Al punto che alcuni l’hanno già lasciato per aderire al gruppo Civico. Ed è alla capogruppo Perdrini che sono addebitate le maggiori responsabilità. “Sulla vicenda ospedale – spiegano gli assessori Gianpaolo Vaia e Paolo Pasi - non ha mai rappresentato la volontà della nostra maggioranza. E se proprio non ne condivideva i contenuti, avrebbe potuto proporre degli emendamenti. Non dissociarsi e poi far mancare il numero legale, quando già i numeri erano risicati e l’assemblea stava in piedi solo grazie alla disponibilità delle minoranze”. La disapprovazione al suo comportamento è totale. Anche perché, viene spiegato, far mancare il numero legale significa comportasi da minoranza. E collocare il gruppo all’opposizione. Qualche provvedimento è quindi nell’aria. Che cosa, bolla in pentola in casa PD, per ora non si sa. Una risposta concreta si avrà l’11 dicembre nella

Ilaria Pedrini

prossima assemblea, quando la stessa mozione sull’ospedale e sul punto nascite, sarà riproposta. La capogruppo Ilaria Pedrini difende la sua posizione, ripetendo che è stata esclusa da ogni forma di dialogo. Accusa il gruppo dominante di scarsa democrazia e si dice disposta a esaminare eventuali modifiche al testo della mozione. Ma, da “Borgonoviana” di ferro, è difficile che non s’irrigidisca di fronte ad argomenti che sconfesserebbero la linea dell’assessore alla sanità Donata Borgonovo Re, fermamente decisa a dare un taglio netto al reparto di maternità di Tione. “Se fosse per Pedrini e compagni – attacca violentemente l’avvocato Luigi Olivieri, uomo forte dei democratici in val Rendena – l’ospedale sarebbe chiuso già da trent’anni”. Le reciproche accuse, ormai, non lasciano più spazio al dialogo. E palesano un PD, molto diviso. Con una linea politica adottata dalla maggioranza che non lascia margini a fraintendimenti: nessuna concessione alla città, intesa come potere centrale, e all’ambiente. Che si traduce in una strenua difesa dei servizi sul territorio. Il discorso avviato in difesa dell’ospedale, vale anche per l’am-

pliamento delle piste da sci di Madonna di Campiglio. Anche in questo settore, la capogruppo Pedrini e altri pochi rappresentanti, hanno dimostrato di non condividere l’opzione “Olivieri”, assolutamente

convinto che, nell’interesse del futuro della valle, si debba essere disposti a sacrificare in parte, anche emblemi ambientali come Serodoli. Da quanto palesato, quindi, lo scontro all’interno del PD giudicariese è totale. A risentirne sono le sezioni come quella della val del Chiese, dove si parlano linguaggi talmente diversi, da aver indotto il segretario Brunello a dare le dimissioni. Riusciranno le due anime del partito a ricomporre i cocci di un vaso andato in mille frantumi? Giovedì 11 dicembre ci sarà la prova del nove. Si saprà se ci sono stati dei chiarimenti. O se la frattura assumerà contorni definitivi.

Il Giornale delle Giudicarie

mensile di informazione e approfondimento Anno 12 n° 12 dicembre 2014 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Caporedattore: Roberto Bertolini Comitato di redazione: Elio Collizzolli, Matteo Ciaghi, Aldo Gottardi, Denise Rocca Hanno collaborato: Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Claudia Brunelli, Francesco Brunelli, Alberto Carli, Arianna Foglio, Elisa Pasquazzo, Alessandro Togni, Alberta Voltolini, Ettore Zampiccoli, Ettore Zini, Marco Zulberti Per la pubblicità 3356628973 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3335988772) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato il 27 novembre 2014 da Sie Spa - Trento Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129

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Attualità

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Presentato il primo album della rock band giudicariese

“Brownie Chocolate Explosion” Dodici tracce, con musica e parole tutte loro, frutto del lavoro di un anno, portato avanti con massima attenzione per i dettagli e la qualità. Dagli arrangiamenti alla registrazione, dal master alla cover del cd, nulla è stato lasciato al caso. La musica, i ragazzi di “Brownie Chocolate Explosion” ce l’hanno dentro, fin da quando erano ragazzini. A 14 anni cominciano a suonare nelle prime band e anno dopo anno si susseguono i progetti e le esperienze con varie formazioni. Suonano e si divertono. A suonare insieme

di Aldo Gottardi

S

ono Jacopo Salvaterra (chitarra, 25 anni di Tione), Nicola Pedretti (basso, 24 anni pure di Tione), Maurizio Viviani (batteria, 24 anni di Villa Rendena) ed Enrico De Bertolini (voce, 29 anni di Trento). Insieme fanno la band dall’anima per primi sono Jacopo e Maurizio, poi arriva Nicola. La svolta, poco più di due anni fa. È il mese di luglio 2012 quando si aggiunge la possente e calda voce di Enrico De Bertolini. Quasi per caso, senza conoscersi, senza prove alle spalle, la band si esibisce in concerto dal vivo a Carisolo. Il gruppo funziona, tra i ragazzi c’è sintonia e il progetto “Brownie Cho-

colate Explosion” prende corpo, prima esibendosi nell’interpretazione di cover, ma poi con musica e canzoni proprie. “Abbiamo voluto realizzare qualcosa di nostro da mostrare – afferma la band – qualcosa che dicesse chi siamo e cosa sappiamo fare”. Come si è sviluppato il processo creativo dell’album? “Ognuno di noi – spiega

rock “Brownie Chocolate Explosion” che, lo scorso 7 novembre, presso l’Absolute Disco & Restaurant di Tione, davanti ad un numerosissimo pubblico, ha presentato il suo primo album, che si chiama come il gruppo. Jacopo – ha proposto liberamente un’idea che poi abbiamo trasformato e assemblato insieme”. “Il gruppo – aggiunge Maurizio – esce nell’arrangiamento, non nel momento compositivo”. Un lavoro piuttosto impegnativo. “Infatti – osserva Nicola – prima siamo partiti dall’idea di un Ep con cinque tracce, ma poi ci siamo spostati sull’album che ha comportato uno sforzo maggiore”. Il risultato? Un album decisamente interessante e decisamente rock, con influenze funk, blues, fino all’hard rock. “Personalmente – interviene Enrico – io sono per il rock, quello “tamarro”, per intenderci il rock dei Led Zeppelin”. Totalmente autofinanziato e autoprodotto, l’album è stato registrato a Verona, presso “Sotto il Mare Recording Studios” di Luca Tacconi, mentre il master è stato rea-

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Don Guetti, nasce la fondazione

Istituita dalla Provincia di Trento su modello della “Alcide De Gasperi” la fondazione dedicata a Don Lorenzo Guetti ha per obiettivo la valorizzazione dell’opera del religioso nativo del Bleggio e il territorio trentino dove l’idea ed i principi guettiani si sono diffusi e radicati. Fra i suoi compiti ci sono anche l’istituzione e la gestione del Centro Studi sulla cooperazione nelle Giudicarie Esteriori, e del tavolo intercooperativo permanente tra le cooperative e i consorzi di secondo grado che aderiscono alla Fondazione, oltre a più in generale valorizzare e promuovere lo sviluppo delle Giudicarie Esteriori. Con un fondo statutario di 122mila euro e 60mila euro per le attività ordinarie già stanziati dalla Provincia per il triennio che partirà nel 2015, la Fondazione Don Lorenzo Guetti è oggi finalmente pronta a partire. E ha deciso di farlo chiedendo ai cooperatori di proporre idee per il futuro in una domenica di novembre. Ne è uscita una lunga lista di parole chiave che saranno una prima guida per gli amministratori. Al teatro di Larido, la presentazione pubblica della Fondazione è stata sobria: lavagna e gessetti colorati, relatori giù dal palco e vicini al pubblico, e soprattutto A completare la giornata dedicata al lancio pubblico della Fondazione don Lorenzo Guetti è stato scoperto un nuovo murale dedicato al religioso giudicariese, inserito nelle tappe del Viaggio dell’emozione che raffigura su altri murales la nascita della prima cooperativa a Vigo Lomaso, della prima famiglia cooperativa a Villa di Bleggio, della prima cassa rurale a Larido di Quadra, e quest’ultimo a Fiavé dove don Guetti ha trascorso gli ultimi anni della sua vita. Lì è raffigurato insieme ai primi soci con cui ha condiviso l’idea cooperativa. Autori della nuova opera sono gli stessi che hanno realizzato tutti gli altri murales, gli artisti Loretta Tomasi di Fiavé e Roberto Piazza. L’opera è stata resa possibile dal Museo della Judicaria, con il contributo anche della Cassa Rurale, del Ceis e della Federazione Trentina delle Cooperative.

Associazioni Fra gli scopi istituzionali, promuovere i valori della cooperazione e lo studio sulla figura del religioso delle Esteriori

di Denise Rocca

Prevista dalla legge nel 2006, istituita nel novembre del 2012 dalla giunta provinciale, dotata di consiglio di amministrazione nel luglio 2013, dopo diver-

se peripezie burocratiche che ne hanno ritardato la partenza, ha tenuto il primo evento pubblico la Fondazione Don Lorenzo Guetti. Terme. “La cooperazione è nata con delle motivazioni di tipo economico – ha detto Caldera - ma che nascevano in una società molto diversa dall’attuale, basata su principi solidali ben radicati e diffusi che sono certamente quelli di don Guetti, ma di tutta la società di allora.

Il presidente Schelfi alla cerimonia

un atteggiamento sui generis: niente presentazioni roboanti, niente programmi precostituiti, ma una richiesta al pubblico dei cooperatori, fossero essi istituzionali o semplici cittadini soci, per individuare delle parole chiave che segnino le tappe del futuro cammino della Fondazione. Così “Museo” ha proposto Rosy Parisi, cooperatrice e già presidente dell’Associazione “Don Lorenzo Guetti, ieri oggi e domani”, per fornire un approfondimento strutturato alla conoscenza della figura di don Guetti. “Comunicazione” chiede Crescenzio

Zambotti, presidente della Famiglia cooperativa di Fiavè e Cavrasto: ai ragazzi, partendo già dalle scuole elementari, perché crescano conoscendo i valori della cooperazione, ma anche comunicazione nel mondo digitale e dei social media per entrare nei meccanismi contemporanei della comunicazione. “Diffusione dei valori cooperativi” ha suggerito Paolo Bronzini, della Cassa rurale Adamello Brenta, e similmente ha suggerito “Sapere cooperativo” come patrimonio storico da conservare e trasmettere, Guido Donati, per l’Ecomuseo del-

la Judicaria che ha dato il là alla nascita della Fondazione. “Patrimonio nella sua accezione etimologica di dono dei padri - ha evidenziato il moderatore della giornata, Roberto Bombarda - quindi è un dovere della Fondazione quello di portare avanti il patrimonio che don Guetti ha lasciato alle generazioni future”. “Territorio” è la parola di Nicoletta Aloisi, sindaca di Fiavé, “Coinvolgimento” propone Monica Mattevi prima cittadina di Stenico e “ Formazione” è la via da sviluppare per il futuro della Fondazione secondo Livio Caldera, sindaco di Comano

L’aspetto economico torna oggi, in questa crisi, ma in una società diversa che ha bisogno di una scuola per approfondire quei valori originari e al tempo diffusi”. Sulla stessa falsariga, ha proposto “Formazione” Fabio Zambotti, presidente della cassa rurale Don Lorenzo Guetti, “perché i soci siano consapevoli di quale è il loro ruolo all’interno delle cooperative e lo assumano in pieno”. Proprio la cassa rurale don Guetti ha firmato ieri con la Fondazione un comodato gratuito per la sede del nuovo ente, che sarà al primo piano dell’edificio che ospita la filiale della banca a Larido. “Rispetto” propone Paolo Serafini, consigliere della Fondazione, pensando a quell’essere galantuomini che don Marcello Farina ha elegantemente spiegato interpretando il pensiero di Don Guetti. E ancora “Giu-

Nuovo murale dedicato al Guetti

stizia”, “Unione”, “Confronto”, “Azione”, “Partecipazione”, “Solidarietà”, “Equità”, infine “Povertà” la parola proposta dal presidente della Federazione Trentina della Cooperazione Diego Schelfi, intervenuto all’evento. Non solo cooperazione fra l’opera di un personaggio eclettico come il Guetti: compito della Fondazione sarà anche quella di far conoscere il Lorenzo Guetti giornalista, ricercatore e studioso del fenomeno migratorio, innovatore in ambito agricolo e zootecnico, unico rappresentante ad un certo punto del Trentino al parlamento di Vienna: tutti aspetti che hanno reso Guetti un personaggio dalla levatura notevole e che la Fondazione a lui dedicata ha per missione di valorizzare e portare nel presente. Una Fondazione che promette di essere concreta e all’altezza di un compito che è politicamente significativo. “L’articolo di legge che ne sancisce la nascita – spiega infatti l’ex consigliere provinciale Roberto Bombarda, primo firmatario della legge che autorizzava la Pat alla costituzione della Fondazione - è contenuto nella legge 3/2006, quella che governa l’Autonomia trentina, posto immediatamento dopo l’articolo istitutivo della Fondazione Alcide Degasperi. E’ di straordinario valore politico che la Provincia abbia inteso immaginare nella propria architettura dell’autonomia queste due fondazioni dedicate a due personaggi evidentemente in questo modo riconosciuti come padri fondatori dell’autonomia trentina”. Obiettivo nell’animo di chi la ideò quello di dotare la valle di uno strumento in grado di dialogare con istituzioni simili che all’estero si occupano di cooperazione. “Due anni fa – ricorda Bombarda – c’è stato l’anno della Cooperazione, promosso dalle Nazioni Unite: avere una Fondazione, che non è una semplice associazione di volontari ma un organismo con una struttura e un patrimonio, può consentire alla valle di partecipare a queste occasioni che sono tante e diffuse, creare partenariati a livello europeo, accedere a fonti e progetti. E’ davvero un’occasione straordinaria per il territorio che può portare innovazioni per il futuro e nell’immediato una fonte di occupazione”.


Attualità

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Nel 2010 i primi diplomati, e sono ad oggi 84 i “maturi” del Liceo della Montagna; da qui sono usciti 57 maestri di sci, 48 accompagnatori di territorio, un aspirante guida alpina fino ad ora. Dal punto di vista didattico è un liceo, ma nel concreto ha una spiccata anima tecnicopratica. I coordinatori del corso spiegano che i questo modo lo studente ha accesso ad una conoscenza “ampia, armonicamente articolata ed integrata del territorio, che non si risolve solo nelle tecniche per affrontarlo, ma ne illustra anche la storia, gli aspetti naturali, antropologici e sociali capaci di dare conto dell’effettiva particolarità delle comunità alpine”. Impegnativo per ragazzi e famiglie, sia per il carico didattico che al liceo aggiunge la specializzazione nelle discipline sportive di montagna, che per il contributo economico richiesto ai genitori necessario a sostenere le uscite degli studenti per la parte pratica delle lezioni. Elementi che non scoraggiano i candidati, ogni anno più numerosi dei venti posti disponibili. Un’appetibilità che si basa anche su una professionalizzazione che, rispetto ad altre scuole superiori, nel Liceo della Montagna è più spiccata: per esempio lo studente che pratica le attività alpinistiche fino all’ultimo anno e ottiene una certificazione positiva di competenza può accedere direttamente, senza selezione quindi, al corso provinciale per Aspirante Guida Alpina, e i diplomati hanno accesso diretto anche all’esame culturale abilitante per accompagnatore di media montagna. Inoltre i diplomati possono accedere senza selezione e corso di formazione all’esame per allievo maestro (di sci, di snowboard o di fondo, a seconda della disciplina in cui ci si è specializzati nel corso del

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Sci e neve al centro dell’offerta didattica

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Al liceo della Montagna di Tione è già tempo di selezioni per il prossimo anno scolastico

A

di Denise Rocca

fine gennaio – sabato 24 per la precisione sarà di nuovo tempo di selezioni per il Liceo Scientifico per le Professioni del Turismo di Montagna. Proposta innovativa e unica nel suo genere che le Giudicarie offrono da dieci anni all’istituto Guetti di Tione, richiama studenti anche da fuori Provincia ed un esempio di offerta formativa speci-

fica sulle esigenze di un territorio come quello montano trentino che mantiene le caratteristiche di un liceo scientifico – il programma scolastico è lo stesso dello scientifico – ma aggiunge un altro curricolo tecnico-pratico specifico sulle professioni legate alla montagna, dagli istruttori di sci agli accompagnatori di media montagna e le attività alpinistiche. biare le carte in tavola quando le modifiche alla disciplina furono paventate e si temeva che il percorso degli studenti del liceo della Montagna fosse allungato di due stagioni. “Rispetto al percorso precedente alla legge attuale – specificano oggi al Guetti - quello cioè iniziato prima della legge 2012, si

triennio), come previsto dalla Legge Provinciale n° 22 del 31 ottobre 2012. Legge che aveva suscitato polemiche e proteste lo scorso anno da parte dei genitori che avevano iscritto i propri figli al liceo con aspettative e un impiego di risorse maggiori e si erano visti cam-

posticipa l’esame finale solamente di 5 mesi, e non di due stagioni, valorizzando così il tirocinio e la figura professionale dell’allievo maestro che rappresenta una tappa fondamentale nella formazione del maestro di sci”. La nuova legge provinciale prevede infatti l’obbligo di un tirocinio retribuito per accedere all’esame finale tecnico-didattico per il conseguimento del titolo di maestro: si tratta di una ventina di giornate per gli allievi maestri di sci alpino, quindici per gli allievi maestri di snowboard e dieci per gli allievi maestri di fondo.

Nel nuovo progetto d’istituto, appena approvato, mette al centro i bisogni delle famiglie

Partecipazione e comunicazione perl’Istituto Comprensivo del Chiese Via libera dall’Istituto Comprensivo del Chiese al nuovo Progetto d’Istituto, che prende il posto del documento approvato ormai nove anni fa. Viene completamente confermata la parte progettuale e didattica, a cui ora si aggiungono gli importanti tasselli individuati per dare concrete risposte ai nuovi bisogni emersi, in particolare per quanto concerne il rapporto tra la scuola e le famiglie. Progetto alla mano si scopre che nei prossimi anni gli sforzi verranno profusi lungo quattro direzioni: la dimensione della comunicazione, quella della relazione, quella della partecipazione e quella del comportamento. L’ente diretto da Paris si impegnerà a promuovere una reciproca conoscenza tra scuola e famiglia, a promuovere il confronto e a favorire scambi culturali fra le varie etnie (il 9% degli scolari sono di origine straniera), proponendo inoltre la sottoscrizione di una sorta di “contratto formativo” tra la scuola, gli alunni e le famiglie. Grande attenzione verrà riservata anche alla partecipazione, così da favorire

Dall’antica tradizione della Famiglia Cooperativa Giudicarie nascono i salumi artigianali prodotti con pochi semplici ingredienti e carni provenienti esclusivamente dal Trentino. Li abbiamo chiamati Antiche Bontà di Saone per ricordarne l’antica tradizione nata nel 1893.

Il Dirigente prof. Alberto Paris assieme al Presidente del Consiglio dell’Istituzione Davide Donati, ha voluto spiegare le grandi novità che caratterizzano il nuovo Piano. “Abbiamo un gruppo di lavoro, formato da quattro insegnanti e quattro rappresentanti dei genitori, così da poter analizzare i bisogni delle famiglie, della scuola e del contesto e individuare al tempo stesso quattro marco-aree su cui intervenire”.

sia corsi sulla genitorialità, sia la partecipazione delle famiglie al cosiddetto “tempo scolastico”. Infine attenzione alla dimensione del comportamento, al fine di voler migliorare l’educazione civica, la conoscenza delle regole, delle istituzioni, del bene pubblico, dell’ambiente sociale e del territorio. “Questo primo anno lavoreremo soprattutto sulla comunicazione”, ha poi spiegato il dirigente Paris, che ha ricordato la recente pubblicazione del nuovo sito web e la futura adozione per tutti gli insegnanti dei registri on-line, così come la recente pubblicazione del rinnovato sito web.

Davide Donati

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TIONE


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Sport

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Da metà novembre è infatti aperto il Noleggio - Laboratorio Sci, collocato ormai da qualche anno nella struttura alle spalle del Ristorante la Contea, che anche quest’anno vede decisamente rinnovato il proprio “parco mezzi”: quasi 200 paia di nuovi sci e scarponi marchiati Nordica che rendono l’idea della politica perseguita dalla Pro Loco Bolbeno che intende mantenere altissimo lo standard qualitativo con materiali aventi al massimo tre stagioni alle spalle. La volontà è sempre quella di offrire all’utente materiali di qualità a prezzi contenuti (basti pensare che con soli 85 € chi è in possesso di skipass stagionale dell’impianto, può portare a casa sci, scarponi, bastoncini e casco) e, a testimonianza della bontà di questa strategia si citino gli oltre cinquecento noleggi stagionali della scorsa ultima stagione invernale. Inoltre, per la prima volta nella propria storia, lo Ski Center disporrà anche di Snowboards in modo da esaudire le tante richieste pervenute

Illuminazione notturna e potenziamento dell’innevamento programmato per servizio sempre più orientato alla qualità

Centro sci Bolbeno: una stagione ricca di novità I

n attesa del freddo e della neve è già iniziata l’ennesima stagione per l’impianto sciistico più “miracoloso” d’Italia - che lo

dagli amanti della “tavola”. La stagione 2014 - 2015 si preannuncia ricchissima di novità per il Centro Sci di Bolbeno che grazie al sostegno delle Provincia Autonoma di Trento e dell’Amministrazione Comunale ha visto finalmente concretizzarsi il sogno dell’illuminazione notturna. L’impianto sarà aperto al pubblico per due

sere alla settimana, il mercoledì e il venerdì dalle 18.30 alle 21.00, così da offrire un’opportunità in più per chi studia o lavora, ma anche per gli atleti dei vari Sci club, che sempre più faticano a conciliare l’allenamento con la scuola. L’altra grande novità di questa stagione sciistica è rappresentata del potenziamento dell’im-

scorso anno ha raggiunto il mezzo secolo di vita - gestito dalla Pro Loco locale, l’ormai celebre Pro Loco di Bolbeno. pianto di innevamento: era ormai improrogabile l’esigenza di creare un bacino di accumulo per garantire l’acqua essenziale al funzionamento contemporaneo dei venti cannoni “sparaneve” risultati decisivi per la sopravvivenza del centro Sci Bolbeno, unica stazione a bassa quota rimasta in Trentino. Tante “bocche da fuoco”, di cui

undici totalmente automatizzate, che sapranno sfruttare ogni momento in cui la colonnina di mercurio scenderà sotto lo zero, garantendo così un innevamento perfetto anche in assenza di precipitazioni nevose. Anche quest’anno, grazie agli sforzi dello Sci Club Bolbeno, a partire dalla seconda settimana di gennaio sarà riproposto il famoso corso di avviamento allo sci che per il tredicesimo anno consecutivo avrà il prezzo ancora bloccato a soli 60 €! Un vero e proprio miracolo reso possibile dal sostegno di numerosi sponsor privati ed enti pubblici che trovano spazio e visibilità sia sul rinnovato sito internet dell’associazione (www.prolocobolbeno. it), sia sull’annuale giornalino di presentazione della stagione invernale 2014 – 2015 che avete trovato allegato a questo numero del Giornale delle Giudicarie. La Pro Loco di Bolbeno offrirà inoltre, per il sesto anno consecutivo, una straordinaria opportunità a tutte le scuole materne avente sede in uno dei 54 Comuni convenzionati, ossia la possibilità di poter usufruire gratuitamente, per un’intera giornata, del campo primi passi “Bolbenolandia” e delle relative attrezzature. Se aggiungiamo che il costo del trasporto con pullman è a carico della Pro loco di Bolbeno, è facile intuire la bontà di un’iniziativa che lo scorso anno ha visto le partecipazione di oltre 2.000 bambini.

A dimostrazione del gradimento che continua a riscuotere il piccolo-grande Centro Sci, l’Amministrazione Comunale di Bolbeno ha ulteriormente esteso la famosa Convenzione Intercomunale con l’Impianto sciistico di Bolbeno grazie all’ingresso di altri quattro Comuni: due trentini (Nago-Torbole e Padegnone) e due lombardi (Sabbio Chiese e Vallio Terme). Sono così saliti a 54 i Comuni aderenti, per una popolazione coinvolta che si aggira sulle 100.000 unità: non male se pensiamo che il Comune di Bolbeno conta poco più di trecento abitanti! E’ bene ricordare che la convenzione prevede una compartecipazione alle spese di gestione dell’impianto da parte dei Comuni aderenti direttamente proporzionale alla popolazione e inversamente proporzionale alla distanza da Bolbeno, ottenendo in cambio tariffe super scontate per i propri residenti. Una non-novità, ma che, come sempre, vale sempre la pena sottolineare, sarà infine lo straordinario lavoro dei tanti volontari della Pro loco di Bolbeno, dello Sci Club Bolbeno e delle altre associazioni che collaborano, sia per l’organizzazione “logistica” della ski area, sia per la riuscita delle numerose manifestazioni: è solo grazie a loro se questo vero e proprio “miracolo” che non ha eguali lungo tutto l’arco alpino continua a rinnovarsi di anno in anno, migliorandosi sempre più e contribuendo a creare lo spirito di comunità che in futuro rappresenterà sicuramente un’arma vincente.


La Val del Chiese ricorda la Grande Guerra CIMEGO

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Attualità

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Un Natale magico in Valle del Chiese

Nei borghi tante iniziative tra mercatini, Presepi, cultura ed enogastronomia L’organizzazione curata dall’Associazione Belle époque, guidata da Graziano Tamburini e da Daiana Cominotti, con il supporto del Comune di Cimego e la collaborazione del Consorzio Turistico, ha pensato di offrire giornate speciali condite di magia. Da mattino a sera, mentre ci si concede una passeggiata romantica tra strette contrade ricche di corti trecentesche, sottoportici, mura in pietra e leggere strutture lignee che sfidano la gravità e il tempo, si può curiosare e fare acquisti tra i prodotti dell’artigianato in un tripudio di sculture, pitture, ceramiche, decorazioni, ricami, bigiotteria, maglieria, gioielli, borse e intrecci di cesti, che hobbisti, professionisti e artisti creano da generazioni con immutata passione. D’obbligo, la degustazione delle specialità enogastronomiche della zona che vedono il diadema della polenta della Valle, cucinata in diverse modalità con la farina gialla di Storo, impreziosito da contorni di pesce salmerino, formaggi, salumi, burri delle

La Valle del Chiese si prepara a vivere la magica atmosfera del Natale e tutti i suoi borghi allestiscono un ricco programma di iniziative per accogliere visitatori e turisti con la consueta familiarità. A Quartinago di Cimego e a Condino è possibile ritrovare il gusto di sapori dimenticati e rivivere tradizioni che si perdono nella notte dei tempi. Il piccolo borgo medioemalghe, rape di Bondo, infusi, liquori, erbe officinali, pasticceria, mieli, marmellate e sciroppi, Il ricco programma non trascura i più piccoli che in una struttura riscaldata possono trascorrere ore serene tra laboratori, giochi e spettacoli nella magica attesa di Santa Lucia e Babbo Natale. A diffondere note e melodie che scaldano l’atmosfera giungono cori, gruppi musicali e zampognari. D’intorno, danzano, attese ma impreviste e sempre un po’ temute, le streghe, che qui, ben oltre le leggende, si sa, eran di casa. L’organizzazione ha predisposto speciali pacchetti per i gruppi organizzati, che desiderano trascorrere nella magica valle una giornata indimenticabile. Nella vicina Condino, il fil

L’ISTITUTO GUETTI DI TIONE ANIMA IL MERCATINO DI NATALE DEL BORGO DI QUARTINAGO L’Istituto di Istruzione Lorenzo Guetti di Tione animerà con un interessante programma culturale il mercatino di Natale di Quartinago. Protagonisti un gruppo di studenti del triennio del Liceo Linguistico e dell’Indirizzo Tecnico per il Turismo che, con la collaborazione delle docenti Cristina Maturi e M.Carla Girardini, effettuano un’esperienza nell’ambito del progetto d’Istituto Scuola/ Formazione/Lavoro. Così gli studenti potranno cogliere l’opportunità di conoscere meglio il territorio in cui vivono arricchendo con un’attività di simul-lavoro il loro curriculum personale. Il mercatino del Borgo potrà avvalersi della competenza in formazione di questi studenti che gestiranno un info-point, faranno attività di accompagnamento e animazione visitatori, condurranno un’indagine di mercato tra il pubblico. L’esperienza sarà per gli studenti del Guetti la possibilità di misurarsi con un’esperienza professionale/ turistica.

vale di Quartinago, così raccolto e per questo ancor più ricco di fascino, per cinque weekend - da domenica 30 novembre e i successivi 6 e 7, 13 e 14, 20 e 21, 27 e 28 dicembre – è palcoscenico naturale ai suggestivi “Mercatini di Natale”, che prendono vita e forma non nelle classiche casette, ma direttamente in angoli caratteristici, androni e sottopassi, cortili e cantine.

DA NON PERDERE BONDO | INTERNI Antica chiesa di San Barnaba, dal 20 dicembre 2014 al 1 febbraio 2015 Due Artisti due Isole: un bresciano Paolo Petrò e un trentino Bruno Lucchi. Mostra evento culturale a cura di Mario Zanetti BERSONE | IL PRESEPE DEI BAMBINI dall’8 dicembre al 6 gennaio Dall’abilità e creatività di piccole mani prende vita IL PRESEPE DEI BAMBINI dove il profumo acre del muschio ci proietta velocemente nel periodo dell’infanzia. CASTEL CONDINO | IN FESTA! 26 dicembre dalle ore 16 Suggestive atmosfere natalizie con musiche itineranti tra i presepi dei quattro tipici rioni. A far da contorno il dolce panettone e il profumo speziato del vin brulè. DAONE | DAONE IN PRESEPIO dal 20 dicembre al 6 gennaio

con le sue viuzze, le fontane e i tanti scorci caratteristici DAONE IN PRESEPIO si anima di emozionanti Natività, autentiche espressioni di tradizioni e arte popolare. STORO | PRESEPI IN MOSTRA dal 13 Dicembre all’ 8 gennaio Storo e le sue frazioni, nella scenografica cornice dei ‘formantass sui spergoi’, si trasforma con i PRESEPI IN MOSTRA da ammirare negli angoli più suggestivi. Piccole e grandi opere artigianali costruite con materiali naturali dalle famiglie del paese. Un evento festoso che si vivificherà con momenti di incontro e aggregazione. PIEVE DI BONO (frazione Strada) | NATALE IN…STRADA 23 Dicembre dalle ore 15 NATALE IN…STRADA il tradizionale momento di festa tra prodotti di artigianato, produzioni locali, gastronomia, musica e concerti immersi nella magica cornice del borgo di Strada in un’atmosfera che diffonde i colori e i profumi del Natale.

rouge degli appuntamenti si dipana intorno all’antica tradizione del presepio. Suggestivi ed unici, sono gli allestimenti dei Presepi sulle fontane, particolari perché realizzati tra le fontane delle sette contrade del paese, che, dal giorno dell’inaugurazione, in programma il 14 dicembre alle 16, rimarranno visitabili in loco fino all’Epifania. Decine di volontari, con estrema cura e dovizia di particolari, forgiano autentici capolavori artistici che proiettano la Sacra Famiglia e le scene della Natività in antichi borghi, grotte marine e vecchi manieri. L’evento clou, Condino lo regala domenica 28 dicembre, con l’atteso allestimento scenografico del presepe vivente tra le contrade: manifestazione che, tra le 15 e le 19, nel cuore del suo centro, porta in scena oltre 200 figuranti, tra angoli, volti e scorci di rara bellezza. In spazi suggestivi che raccontano di antichi mestieri, che ospitano la dimora nobiliare e l’arena, con regnanti, cortigiani, musici, legionari e gladiatori.


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In tv ci si indigna per gli animali maltrattati, non abbastanza, invece per gli eccidi di religiosi che quotidianamente avvengono nel mondo

Oche spennate e Cristiani “cotti al forno” C’è stato un sollevamento generale della pubblica opinione tanto da mettere in crisi l’azienda stessa con una grave perdita in Borsa. Poi è stato chiarito che l’azienda in questione segue scrupolosamente tutte le direttive europee, ma le oche spennate dell’Europa se ne fregano, e la rabbia degli Italiani s’è fatta sentire più forte che mai. A dir il vero neanch’io, al riparo dal freddo, sotto un caldo piumino, mi sono posto la domanda da dove potessero venire tutte quelle piume così utili alla serenità delle mie nottate. Che le spennassero vive non lo sapevo, ma personalmente non è che me la sia presa più di tanto, ai vitelli e ai maiali, ad esempio, fanno di peggio, così mi è sembrato eccessivo il clamore suscitato dalla trasmissione. Ma si sa, non tutti hanno la stessa sensibilità. Sempre nel mese di novembre abbiamo anche letto la notizia che in Pakistan marito e moglie, dopo essere stati torturati e seviziati da fanatici mussulmani, sono stati arsi vivi in una fornace perché infedeli, perché cristiani. Ma questa notizia sembra non abbia indignano nessuno, è passata ai limiti della normalità. Cose che succedono da quelle parti. Non c’è stata una sola voce di che sia alzata a protestare. Perché la vicenda si è svolta in Pakistan lontano dai

di Adelino Amistadi Di solito non mi agito più, mi ritengo scafato a sufficienza. Ne ho passate e sentite tante nella mia vita piuttosto movimentata, che ormai son diventato indifferente alle tante cose storte che ci perseguitano. Ma nel mese di novembre mi è tornato a ribollire il

nostri occhi e dal nostro cuore, o perché si trattava di cristiani? Alle oche spennate, le piume crescono. Dei due poveretti, morti a causa della loro fede, non rimane che cenere. C’è da chiedersi che tipo di scala di valori usiamo nel esprimere la nostra rabbia. Che ci sia di mezzo la solita ottusità ideologica? Sarebbe la peggiore delle cose. Ma non ci sarebbe da meravigliarsi viste le intemperanze volgari contro la Chiesa e contro il Papa apparse in Tv recentemente. Stando sul buono, credo che alla fine prevalga la superficialità che contraddistingue gli italiani. Spesso

dietro le facili discese in piazza di contestatori e indignati sorrette a parole da nobili sentimenti (Daniza, oche, ecc.ecc.), si nasconde il semplicismo, l’ignoranza e una spessa coltre d’ipocrisia. Senza contare la stupidità pura e semplice che è una molla potente nei comportamenti personali e collettivi. Questa storia dei Cristiani che vengono perseguitati a milioni in tutto il mondo nell’indifferenza dell’opinione pubblica e degli organismi internazionali, è una di quelle su cui, prima o poi, qualcuno dovrà pur pronunciarsi. Le ci-

sangue come da tempo non succedeva. Durante la trasmissione televisiva “Report” della Gabanelli abbiamo visto con una certa irritazione come una nota azienda del lusso italiana maltratti le oche nel prelevare le loro piume. fre sono pazzesche, sono 150 milioni nel mondo le persone che subiscono violenze ed uccisioni a causa della loro professione religiosa. Quello che disturba è che proprio nei Paesi cristiani d’Occidente quato fenomeno, non solo lascia indifferenti, ma addirittura sembra suscitare imbarazzo, quasi che la colpa sia di quei poveri perseguitati. Nessun governante europeo ha saputo alzare la voce per denunciare pubblicamente che esistono Paesi, per la maggior parte appartenenti all’area islamica, dove non c’è alcun rispetto per il pluralismo religioso, dove anzi si pratica l’eliminazione fisica dei così detti “infedeli”, pratica considerata meritevole e doverosa. In Europa, presi da scrupolo, si giunge all’assurdo di voler eliminare i crocefissi da scuole ed ospedali per non disturbare la sensibilità di chi professa altre religioni, si aboliscono i presepi, le manifestazioni religiose, il Natale viene chiamato in Inghilterra “Festa d’inverno”, il tutto in rispetto, si fa per dire, dell’islamismo sempre più diffuso nel nostro continente. Mi chiedo, perché non si preten-

de lo stesso rispetto in tutto il mondo, oltre che pretenderlo in casa propria? Ma quello che più mi fa male è rilevare che anche nel mondo Cattolico non si muove una foglia. Anzi. Quasi fossimo una massa di fedeli alla deriva. Eppure in Italia sono ancora il 90% quelli che si dicono cattolici, metti pure che i praticanti siano un terzo, son pur sempre una ventina di milioni, che non ci sia nessuno di questi venti milioni di Italiani che osi alzare la voce per denunciare questi orrori contro la libertà religiosa, la distruzione di Chiese e la profanazione dei Tabernacoli, per concludersi con l’eliminazione fisica dei nostri compagni di fede? Ne parlano con scrupolo anche i nostri preti, quasi fosse un argomento che scotta. E dove sono tutte quelle truppe specializzate della Chiesa che tanto si danno da fare per occupare posti di potere, a Trento come a Roma, pronte ad aggregarsi alla rivendicazione dei diritti dei “diversi”, e dimentiche di segnalare con forza i massacri che si stanno perpetuando in ogni parte del Medio-Oriente.

Tornare a vedere liberi senza lenti La miopia è una condizione refrattiva in cui gli oggetti osservati a lunga distanza tendono ad apparire sfuocati. L’ortocheratologia è una tecnica non chirurgica con cui è possibile correggere un difetto di vista attraverso l’applicazione programmata di lenti a contatto. Questa tecnica consiste nell’applicazione di lenti rigide gas permeabili (RGP) con una conformazione particolare, detta a geometria inversa, per modificare la forma della cornea a scopo ottico. Le lenti per ortocheratologia notturna sono fatte con materiali estremamente permeabili all’ossigeno e si portano solo mentre si dorme: in questo modo producono una riduzione temporanea del difetto di vista cambiando la forma della superficie della cornea, che possiede un certo grado di plasticità. Quando la lente è sull’occhio si vede bene come con una lente convenzionale; quando al mattino la lente viene rimossa, la cornea mantiene la sua forma modificata e si continua a vedere bene ad occhio nudo per tutto il giorno, senza occhiali e senza lenti a contatto. Dopo un primo periodo di adatta-

mento, la visione nitida ad occhio nudo dura fino a sera. Rimettendo le lenti ogni notte si mantiene un effetto stabile nel tempo. Questo trattamento è completamente reversibile: se si desidera interrompere l’uso di queste lenti, è sufficiente un breve periodo di sospensione perché la cornea ritorni alla sua forma originaria. Se si sceglie di sottoporsi a un trattamento ortocheratologico, è necessario eseguire alcuni test preliminari. Prima di tutto si deve verificare lo stato di salute dell’occhio. Poi è necessario eseguire una mappa della cornea. Per questo esame viene utilizzato uno strumento chiamato topografo corneale. Così come una carta topografica della superficie terrestre è in grado di mostrare pianure, valli e colline di una partico-

lare area geografica, allo stesso modo la mappa topografica della cornea è in grado di rappresentare nel dettaglio la forma e le caratteristiche ottiche della cornea. I dati di curvatura e dimensione della cornea, uniti a quelli del difetto refrattivo saranno poi utilizzati per scegliere la lente a contatto da ortocheratologia più adatta per modellare in modo preciso la cornea. Nel momento in cui vengono consegnate le lenti a contatto, sarà spiegato anche come metterle, toglierle, pulirle e conservarle. Verrà quindi fissato un appuntamento di controllo per valutare l’applicazione dopo la prima notte di uso. Il giorno dopo la prima notte il contattologo valuterà l’applicazione delle lenti, controllerà la vista ed eseguirà una nuova topo-

grafia corneale. Nel primo periodo sarà controllato lo stato della cornea e l’efficacia del trattamento. In alcuni casi è necessario aggiustare le lenti per migliorare i risultati. L’ortocheratologia può produrre risultati in un tempo sorprendentemente breve. I tempi per ottenere il risultato finale sono però individuali e variano da persona a persona. I fattori che possono influire sulla rapidità con cui si ottiene il risultato sono: • il difetto refrattivo da correggere • la rigidità della cornea • la qualità e la quantità del film lacrimale • le esigenze personali e le aspettative. È da sottolineare che per mantenere la stabilità dei risultati è necessario portare le lenti tutte le notti, anche se in alcuni casi si può arrivare a portare le lenti solo una volta ogni due o tre notti. Questa variabilità è dovuta alla diversa flessibilità di ciascuna cornea. Articolo tratto dal sito www.eurok.eu. Per maggiori informazioni www.otticaoliana.it

Non ho visto una mozione in proposito né in Comunità dove la presenza dei Focolarini è significativa, né in Consiglio Provinciale dove li stessi sono maggioranza, per non dire di Cl, Comunione e Liberazione, troppo intenti nei loro affari per preoccuparsi dei nosrtri fratelli in mezzo ai guai. Ancor meno si è sentito muoversi il Parlamento fatto per lo più da ex democristiani, poco cristiani e men che meno democratici. Ho l’impressione che ormai siamo un popolo di Dio pusillanime, chiuso nel proprio egoismo, a pensare agli affari propri, ai propri guai che sono tanti, un gregge di pecoroni timorosi, complici i nostri pastori che non sanno attrezzarci per recuperare orgoglio e fierezza del nostro credo, e se non altro, delle nostre tradizioni e del nostro passato. Per fortuna, che c’è papa Francesco che tenta di richiamare l’attenzione universale su questo drammatico problema, anche se la fonte è piuttosto interessata. La denuncia della Chiesa ufficiale è ovviamente fondamentale, se non altro perchè è solo attraverso le sue agenzie informative che veniamo a conoscenza di episodi (rapimenti, stupri, rapine, uccisioni, fughe di massa...) che fosse per la stampa cosiddetta libera non troverebbero, in molti casi nemmeno lo spazio di una partita di calcio della seconda categoria. A muoversi perchè cambi qualcosa devono essere le istituzioni cattoliche d’ogni ordine e grado, le loro articolazioni, il popolo che si ribella, che alza la voce, che scende in piazza se necessario, d’altronde oggi vanno in piazza per molto meno, il gregge deve recuperare orgoglio e convinzione, pronti a battersi, certi d’essere nel giusto, indignati e solidali con chi soffre, vogliosi di recuperare appartenenza, attaccamento al nostro credo, e totale disponibilità alla condivisione ed alla solidarietà. Rifuggiamo la codardia, riprendiamo a camminare con coraggio per difendere i nostri valori, la nostra fede, che poi sono la nostra vita. Dobbiamo tutti impegnarsi al massimo, Enti, Stati, Organizzazioni internazionali, credenti, indifferenti, laici d’ogni sorta affinché la libertà religiosa venga riconosciuta ovunque, il rispetto delle minoranze etniche e religiose costituisce uno dei capisaldi della democrazia. Noi, in Italia, facciamo la nostra parte, la si faccia altrettanto nel resto del mondo. Si tratta alla fine, di salvare vite umane innocenti, a meno che non si consideri una fede come quella cristiana sia di per sé una colpa. Poi, quando quest’eccidio sarà terminato, o perlomeno frenato, penseremo anche alle oche.....


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Centenario Grande Guerra

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Così, per anni e forse per sempre, della sorte dei “dispersi” non si sa più nulla. Tuttavia può capitare che più o meno casualmente, a volte si riescano a trovare informazioni di questi dispersi, quasi come tessere di un mosaico così da poter illuminare, nel bene e nel male, un buio durato anche parecchi anni. E’ successo alla comunità di Lardaro, piccolo comune della Valle del Chiese, dove grazie al ritrovamento in Russia della piastrina di riconoscimento da parte di Antonio Respighi (appartenente all’ANA di Abbiategrasso) che da anni si occupa del recuperare informazioni sui soldati italiani dispersi, si è riuscito a ritrovare un compaesano disperso in territorio sovietico nel 1943. Non è una storia a lieto fine, se non per l’aver messo la parola “fine” dopo anni di dubbi e di speranze tra i suoi congiunti. Si chiamava Stefano Salvadori ed aveva 26 anni. Era Caporal Maggiore degli Alpini del Genio Artieri, ed aveva già combattuto sul fronte francese e in Albania. Il 19 luglio 1942 partì per la Russia, dove prestò servizio in prima linea fino al 13 gennaio 1943, quando fu dichiarato disperso. E da allora non si ebbero più sue notizie. Finché, qualche anno fa,

A Lardaro

Salvadori, il soldato ritrovato La storia di un soldato scomparso 100 anni fa nel Primo Conflitto Mondiale. Ora una lapide lo ricorda

È

di Aldo Gottardi

purtroppo una costante della Storia che durante i grandi e terribili avvenimenti quali sono le guerre, le popolazioni e le famiglie siano investite, divise e perdute dal violento impeto degli eventi come granelli di sabbia durante una burrasca. Una volta tornata la quiete,

Antonio Respighi, che si trovava in Russia per la sua attività di ricerca dei militari italiani dispersi, si im-

batté in un gruppo di “recuperanti” che esponevano vari cimeli bellici ritrovati nei dintorni. E tra questi,

arriva il difficile e spesso doloroso momento del “ritorno” alla normalità: un ritorno che a volte può significare il ricongiungimento delle famiglie e delle comunità, ma a volte anche il contrario. E c’è anche il triste caso in cui il ricongiungimento non avvenga affatto. una piastrina. La piastrina di Stefano Salvadori. Il ritrovamento rappresenta per un certo senso la lapide per il giovane Stefano, che probabilmente morì durante quello stesso inverno nel campo di prigionia russo di Miciurinsk, tristemente noto per le inumane condizioni alle quali erano sottoposti i detenuti (tanto che nell’aprile 1943 il campo fu chiuso, dopo aver registrato una mortalità tra i prigionieri dell’80%) e dove è stata recuperata la piastrina. La testimonianza è stata restituita, dopo una attenta ricerca, ai parenti più pros-

simi di Stefano, che vivono attualmente in città diverse, ma che in occasione della Cerimonia di Commemorazione dei Caduti di Guerra tenutasi a Lardaro domenica 2 Novembre si sono ritrovati, assieme a tutta la Comunità per un ricordo non solo rivolto a Stefano, ma anche a tutti gli altri compaesani che le Guerre hanno preso senza mai restituire. Una cerimonia intima, quasi familiare, gestita ed organizzata in modo perfetto da Emanuela Sartori, nella quale la gente di Lardaro si è riconosciuta nel ricordo , che seppur rivolto a un passato sempre

più lontano, evoca sempre grandi ed intense emozioni. Alla presenza del parroco Don Celestino, di Paolo Dal Prà Capitano Provinciale del Welschtiroler Schuetzen Bund, di Domenico Ferrari in rappresentanza dell’ANA provinciale, di Antonio Respighi lo scopritore della piastrina, dei gruppi ANA di Bondo e Roncone, della Compagnia Schuetzen di Roncone, della Banda Sociale di Roncone, del Coro Parrocchiale di Lardaro e di tutti i volontari coordinati dalla Pro Loco si è inaugurata la lapide in ricordo dei caduti di Lardaro, accompagnata da un discorso di Felice Sordo, un parente del soldato Stefano Salvadori e dalla lettura di una poesia da parte di una bambina. Affinché i loro nomi siano ricordati, per non esser mai più ancora “dispersi”.


Centenario Grande Guerra

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La prima guerra mondiale mese per mese

Nelsanguinosodicembre1914 Su numerosi fronti si susseguono cruenti “battaglie” mentre per il “Natale 1914” si cerca una “tregua”

O

rmai le terribili previsioni del 1890 di Helmuth von Moltke, ex capo dello stato maggiore prussiano, si stanno avverando: «Se questa guerra scoppierà veramente non sarà possibile prevederne la durata e la fine. Le maggiori potenze europee, armate come non lo sono mai state Potrà essere una guerra di sette anni o di trent’anni e guai a colui che darà fuoco all’Europa, che per primo accenderà la miccia sotto il barile della polvere da sparo». Mai voce profetica fu più reale. Infatti, nel dicembre del 1914, a soli pochi mesi dallo scoppio delle ostilità, già su vari fronti europei si combatteva a tutto spiano. Il 2 dicembre gli Austroungarici catturano la capitale serba Belgrado. Il successivo 6 dicembre segue la batta-

glia di Lódz (in Polonia), sul fronte orientale; termina con uno stallo, ma l’offensiva russa in direzione della Slesia è interrotta. Il 7 dicembre si ha la prima battaglia dell’Artois: l’attacco francese alle posizioni tedesche nell’Artois bloccato poi, dopo scarsi guadagni territoriali, il 4 gennaio 1915 a causa delle pessime condizioni meteo e della dura resistenza nemica. E l’8 dicembre si ha la terribile battaglia delle Falkland (gruppo insulare dell’Oceano Atlantico sud-

prima, entreranno in battaglia l’una contro l’altra. Nessuna di esse può esse colpita in una o due campagne in modo così decisivo da ammettere la propria sconfitta, o essere costretta a concludere la pace nelle condizioni più dure, e non tornare, appena un anno più tardi, a riprendere la lotta. occidentale): al largo delle isole Falkland una squadra di incrociatori da battaglia britannici annienta la divisione navale dell’ammiraglio Maximiliam von Spee, vendicando la sconfitta di Coronèl (nel Cile). Il 13 dicembre viene segnalata la vittoria austroungarica nella battaglia di Limanowa (Polonia) che blocca l’offensiva russa lanciata in direzione di Cracovia. Il giorno successivo, il 14 dicembre, inizia la campagna di Persia: truppe russe

e ottomane si scontrano sul suolo persiano. Invece il 15 dicembre si ha una pesante sconfitta austroungarica nella battaglia di Kolubara sul fronte serbo; i Serbi riconquistano Belgrado e riportano la linea del fronte ai confini prebellici. Il 16 dicembre una squadra di incrociatori tedeschi bombardano le cittadine Scarborough, Hartlepool e Whitby sulla costa inglese. Segue, il 20 dicembre, un’offensiva anglo-francese sul fronte occidentale che porta alla

Helmuth von Moltke

prima battaglia della Champagne, proseguita fino al 17 marzo 1915: gli Alleati strappano solo poco terreno ai tedeschi trincerati. Ed il 22 dicembre si ha l’offensiva ottomana sul fronte del Caucaso: inizia con la battaglia di Sarıkamış. Accade che 25 dicembre, ma solo in pochi luoghi, si cerca una “tregua di Natale”: in alcune zone del fronte delle Fiandre soldati tedeschi e britannici si incontrano spontaneamente nella “terra di nessuno” per

fraternizzare e celebrare insieme il Natale. Una iniziativa che in numerose pubblicazioni viene evidenziata a dimostrazione che i soldati, in quanto tali, non si sentivano “vicendevolmente nemici” ma soltanto tutti uomini in armi, uno contro l’altro, per solo volere di altri: quindi un sentimento universale di fratellanza che i “signori della guerra” hanno troppo spesso disconosciuto per scopi di puro potere nazionale o addirittura personale.

Le ripercussioni nel Trentino e nelle Giudicarie

In ansia peri soldati in armi sui Monti Carpazi

Una situazione che davvero stava diventando sempre più difficile e tragica. Se na fa portavoce mons. Perli che nel suo “Diario”, al 17 dicembre, scrive: «Il Pontefice tentò invano un armistizio pel Natale fra i belligeranti. Dai campi di battaglia furono rimandati a migliaia i feriti, che per lo più vengono ospitati e curati nelle maggiori città, dove si tramutarono in ospitali anche gli Hötel e molti edifici pubblici. Anche qui, però, arrivò l’ordine di tener preparato un ospitale, pel quale fu scelta la casa Malpocher in Brévine adiacente all’albergo “Cavallo Bianco” del Simonini. / I nostri liberali sospirano l’arrivo in guerra, e fra noi, dell’Italia, dalla quale sperano l’epoca d’oro! In Trento si è costituito un apposito comitato per raccogliere da tutto il Trentino vestiti caldi pei soldati al campo. Tione spedì tantosto 560 corone raccolte in paese oltre molti oggetti di lana. / Le battaglie ardono tutt’ora nelle vicinanze di Cracovia e nel Marmaros. Sui Carpazi tanto i Russi come i nostri lavorano a

preparare trincee di difesa e di riparo dai nemici e dal freddo. / Mesi fa ognuno s’attendeva per il prossimo Natale il termine della guerra, invece la guerra si ostina, e noi, attorno ai nostri deserti focolari del Natale, ci sentiamo pesare sull’animo un incubo, e mesti e scoraggiati preghiamo per noi e pei nostri poveri soldati al campo martoriati dalla guerra e dal freddo. / L’Inghilterra ci ha chiusi in un cerchio di ferro. Ha disteso le sue navi nell’Atlantico per modo da impedire il passaggio di navi germaniche e austroungariche. Con ciò intende di farci morire di fame. È una vergognosa violazione del diritto delle genti. Gli Stati Uniti protestarono». La situazione si fa difficile anche nel Trentino, tanto che il tionese Domenico Boni, presidente del Consorzio Agrario, sente il bisogno, in quei giorni di fine dicembre 1914, di scrivere: «L’ora angosciosa che attraversiamo e la mancanza delle migliori forze per il lavoro della campagna, potrebbero compromettere la

raccolta delle derrate, con danno irreparabile per il nostro distretto. I signori delegati, sparsi in tutti i luoghi della valle, sono più d’ogni altro chiamati ad organizzare un’azione di soccorso a mezzo della cooperazione del lavoro per soccorrere le famiglie più bisognose, private dell’aiuto dei richiamati. Smessi, quindi, eventuali rancori e diffidenze, procuriamo di essere oggi tutti affratellati ed uniti per lenire le conseguenze della generale mobilitazione. A forze unite potremo, se non del tutto certamente in buona parte, riparare ai danni che ci sovrastano, coll’intensificare la raccolta e l’utilizzazione dei prodotti del suolo, doppiamente preziosi in questi momenti di difficile approvvigionamento». Questo appello trova un’eco realistica nelle pagine di Alberto Mognaschi (“Bondo e Breguzzo nella Grande Guerra”) che scrive: «L’anno 1914 volge al termine. La situazione creatasi con lo stato di guerra viene descritta a chiare lettere dal Capitanato di Tione: “Il rincaro dei viveri subentrato in

seguito alla mobilitazione, la diminuita possibilità d’approvvigionamento per la sottrazione di buona parte di animali e mezzi di trasporto, malgrado che da parte dello Stato vengano assegnati abbondanti sussidi per le famiglie dei richiamati e venga provveduto dalla carità privata e pubblica in singoli casi eccezionali, possono cagionare disagio economico; che alla sua volta, essendo assente dal paese una parte considerevole della popolazione più vigorosa, influisce sulla perpetrazione di reati contro la sicurezza della proprietà”. Tutto

vero – prosegue l’Autore – eccettuato, per noi, il rischio dei furti allontanato più che dalla Gendarmeria, dalla coscienza e dalla rettitudine della nostra gente. A Santa Lucia i ragazzi riescono ancora a racimolare qualche piccolo dono, mentre si raccolgono fondi per il “Natale sul campo”, destinati ai soldati al fronte, con l’intervento anche di Sacerdoti e di Uffici postali. Tra Bondo e Breguzzo si raccolgono poche corone visto che ognuno ha già cercato di provvedere per i parenti in guerra in modo diretto. Lontano il tremendo conflitto segue

il suo corso. I Francesi, aiutati dagli Inglesi, bloccano l’avanzata tedesca sulla Marna dando luogo ad una estenuante guerra di trincea. Sul fronte russo gli eserciti austroungarici combattono cruentamente con alterna fortuna». Così si chiude quel tragico 1914: con un “Natale… in forse”, mentre noi nella commemorazione del suo primo centenario abbiamo la grazia e la fortuna di avere un “Natale di Pace”. Che almeno ci rendiamo capaci di rendercene conto! Mario Antolini Musón


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Sport

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Il 22 dicembre 2014 sarà slalom by night per la Coppa del Mondo di sci alpino

Madonna di Campiglio: lo sci è mondiale Tra 1a e 2a manche musica e spettacolo di freestyle e video mapping curato da Audi

Ha superato i sessant’anni, ma è più giovane e frizzante che mai. Il riferimento è alla 3Tre, la più antica gara italiana della Coppa del Mondo di sci che, dopo essere tornata nel circuito Audi Fis Ski World Cup nel 2012 ed essere stata libera di Coppa Europa nel 2013, lunedì 22 dicembre 2014 si ripresenterà sul palcoscenico Lo slalom si disputerà by night con prima manche alle 17.45 e seconda alle 20.45. Sarà uno spettacolo sotto le stelle, al cospetto delle Dolomiti di Brenta e in una straordinaria cornice di festa e divertimento. Due anni fa, il duello sportivo ha visto protagonisti indiscussi il fortissimo austriaco Marcel Hirscher che, con due prove perfette, è salito sul gradino più alto del podio ipotecando già a inizio stagione la vittoria finale di specialità e della World Cup del 2012. Subito dietro il tedesco Felix Neureuther, che a marzo concluderà al quarto posto della classifica generale di Coppa del Mondo. Terzo, dal Giappone, Naoki Yuasa, partito con il numero 21, in 25ª posizione di classifica al termine della prima manche, sul podio dopo una seconda prova da fuoriclasse. Sarà, il 22 dicembre prossimo, l’anno del ritorno italiano sul podio campigliano?

Nella lunga storia della 3Tre, il più vittorioso di tutti è stato l’atleta scandinavo Ingemar Stenmark, con 8 ori conquistati tra slalom speciale e slalom gigante, seguito da Alberto Tomba, il migliore tra gli italiani, con 3 vittorie. Insieme a questi due inarrivabili atleti, altri grandi nomi dello sci hanno dato lustro alla gara: da Zeno Colò a Karl Schranz, da Gustav Thoeni a Bode Miller fino a Giorgio Rocca, l’ultimo italiano a vincere sul Canalone Miramonti nel 2005. L’appuntamento di Madonna

di Madonna di Campiglio nuovamente come appuntamento mondiale di slalom. Lungo i pali stretti del Canalone Miramonti, la storica pista della “Regina delle nevi”, la classica per eccellenza, una tra le più tecniche e impegnative del circo bianco, la sfida tra i migliori slalomisti del mondo sta per rinnovarsi.

di Campiglio concluderà un intenso weekend di Coppa del Mondo sulle nevi italiane, che prevede un SuperG e una discesa libera in Val Gardena, rispettivamente venerdì 19 e sabato 20 dicembre, quindi uno slalom gigante domenica 21 in Val Badia e, infine, il 22, slalom a Madonna di Campiglio. Per la stagione 2014/2015 le 4 su 5 prove italiane della Coppa del Mondo maschile di sci, rappresentative delle quattro specialità principi di questo sport, si disputeranno tutte in Trentino Alto Adige, che

si conferma così regione d’Italia al top dello sci. La quinta tappa nazionale, a fine anno, il 28 dicembre, sarà a Santa Caterina Valfurva con la discesa libera “ereditata” da Bormio. Piste aperte dal 22 novembre scorso, il giorno della 3Tre sarà una bella occasione per una

INFO UTILI - BUONO D’INGRESSO: il buono che avete trovato nel Giornale delle Giudicarie è valido per un biglietto omaggio. - COME RICEVERE IL TUO BIGLIETTO: vai sul sito 3trecampiglio.it, clicca converti il tuo buono dal menù 3TRE 2014; oppure chiama il numero 848 002 008 (dal lunedì al sabato, 9.00-18.00). Il buono non è convertibile presso le biglietterie a Madonna di Campiglio. - PREVENDITA BIGLIETTI: unicamente sul sito www.3trecampiglio.it (il biglietto per un posto nell’area nord e nell’area sud costa 12 euro: 10 euro + 2 euro di diritti di prevendita on-line). - BIGLIETTERIE: dall’8 dicembre al giorno della gara presso le biglietterie Grostè, Pradalago e 5 Laghi delle Funivie di Madonna di Campiglio. - PARCHEGGI: lasciate pure l’automobile al parcheggio del Grostè. Un servizio di navette vi porterà comodamente agli ingressi nord e sud e quindi nuovamente al parcheggio.

giornata sugli sci da concludere assistendo alla gara. In più, per chi sarà tra il pubblico della 3Tre Fis Ski World Cup, si sta preparando una grande festa, con musica e dj set proposti da Radio Italia, degna delle occasioni più importanti. Audi, la Casa automobilistica tedesca

con la quale Madonna di Campiglio collabora da un anno, curerà invece lo spettacolo, tra la prima e la seconda manche sulla pista del Belvedere, che prevede un’esibizione di freestyle accompagnata da un coinvolgente video mapping. E festa sia.

“Design in alta quota” Al Rifugio Malga Montagnoli appena ristrutturato dalla Comunità delle Regole Spinale Manez

Il Concept, in fase di progettazione è stato ispirato dalla storia e dalla vita nelle malghe di alta montagna. Per questo si è pensato di ricreare l’ambientazione tipica della Malga, gli arredi in legno antico, gli intonaci rustici e grossolani, gli attrezzi ed utensili messi in evidenza con il caminetto al centro del locale. Vi sono anche delle decorazioni a parete che rimandano alla produzione del formaggio I corpi illuminanti riproducono le “fasere” utilizzate per dare forma al formaggio mentre le singole sedute in legno di cedro, dal design esclusivo ed originale, sono state ispirate dalle forme di formaggio impilate, prodotte da RIVA 1920, grande marchio del Design made in Italy nel Mondo. Si è pen-

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a Comunità delle Regole di Spinale e Manez proprietaria dello storico Ristorante Malga Montagnoli, adiacente all’omonima malga poco sopra Madonna di Campiglio, proprio a fianco della pista Nube d’Oro che dallo Spinale scende verso Campo Carlo Magno, ha voluto realizzare per la imminente stagione

invernale un intervento di valorizzazione per rendere ancora più funzionale e caratteristica la struttura. Il Restyling affidato all’ interior designer Ascanio Zocchi nasce con l’obiettivo di una ristrutturazione radicale degli interni di Bar e sala, mantenendone le caratteristiche storiche che li contraddistingue.

sato, anche in vista di Expo 2015, di focalizzare il concept della progettazione sul tema del cibo principe delle

redo, una sorta cioè di piccolo museo dove poter fare e trasmettere la cultura del posto. I lavori hanno visto

nostre montagne, il formaggio, trovandogli il giusto spazio; dalle decorazioni a parete ai complementi di ar-

impegnate numerose aziende locali: Tardivo & Poli per gli arredamenti, Monfredini per gli impianti elettrici, Steldo

per i pavimenti e caminetto, Masè Temoimpianti per gli impianti termoidraulici, la Color Casa per glki intonaci, Bertelli Faustino per i serramenti, Cozzio Massimo per opere edili, Matrix studio grafico per i dipinti, Martinelli confezioni per le tende. Il Ristorante è affidato a Marisa Mora che da 18 anni gestisce il Ristorante Bar, una delle prime e caratteristiche strutture a fianco delle piste di sci e meta degli sciatori di Madonna di Campiglio sia durante la giornata, sia per l’organizzazione di cene serali con salita con il gatto delle nevi. Per la Comunità delle Regole un ulteriore intervento di valorizzazione del proprio patrimonio con un’attenzione particolare al legame con il territorio, la cultura e la storia.


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Le Terme di Comano Vi augurano Buone Feste!

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Arte

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Nel 1980 tiene a Trento la sua prima mostra personale, successivamente alterna periodi in solitudine per seguire una rigorosa ricerca nel campo del disegno, a momenti in cui prosegue l’attività espositiva: Milano, Bolzano, Bonn, Venezia, Roma, Bologna, Torino.Nel 1999 è invitato alla XIII Quadriennale d’Arte di Roma. Nel 2002 è stato protagonista del film “Il Guardiano dei segni” di Renato Morelli, opera premiata al 50° Filmfestival della Montagna di Trento con menzione speciale della giuria. E’ anche autore di “L’Uomo di nuvole e lana”, una monumentale monografia dedicata alla pastorizia. Ma Gianluigi Rocca è decisamente affermato nel mondo dell’arte, anche a livello internazionale, per la sua figurazione e per la sua poetica incline a restituire realismo ed affetto alle “nature immobili” rappresentate come fossero simulacri magnetici di una memoria che per tutti noi, abitanti delle Alpi, appaiono completamente riconoscibili. Oggetti umili di un passato non troppo lontano, della tradizione di montagna, utensili domestici che assurgono a simboli nobili della cultura contadina, diventano frammenti silenziosi di una realtà pervasa di sentimenti assorti e di dignità. Una pittura morale quella di Rocca, iniziata nel solco dell’iperrealismo per giungere ad un realismo neoclassico dove l’azione appare sempre lontana da ciò che vediamo, come se qualcosa d’altro fos-

La mostra al Centro Studi Judicaria di Tione dal 13 dicembre al 6 gennaio 2015

La pittura morale di Gianluigi Rocca J

di Alessandro Togni

udicaria Arte, la specifica sezione voluta dal Centro Studi al fine di rendere conosciute le ricerche e le opere delle più rappresentative personalità artistiche del territorio, realizza presso la sede di Viale Dante, 46 a Tione di Trento e nei giorni compresi fra sabato 13 dicembre 2014 e martedì 6 gennaio 2015, la

mostra dell’artista contemporaneo Gianluigi Rocca. Nato a Larido nel 1957, ha frequentato l’Istituto d’Arte Alessandro Vittoria di Trento. Attualmente vive e dipinge nella frazione di Deggia di S. Lorenzo in Banale e a Milano dove è titolare della cattedra di disegno all’Accademia di Belle Arti di Brera.

PH NICOLA ECCHER - TRENTO

se già accaduto: rimangono solamente “deposizioni”. L’oggetto e il suo fondale, da soli, sono il tema dell’opera d’arte, lo schermo silenzioso ed inerte dove le cose svelate nella loro nudità, non solo fisica, sembrano porsi come limite fra astrazione e figurazione. La scena solitamente si presenta in ripresa frontale, ma non di rado talune fuggevolezze si verificano attraverso disposizioni accidentali, rilasciando dialoghi fra luci e ombre di oggetti posti in primissimo piano. Una pittura del ‘Realismo’ che si impone per intenti fieramente magniloquenti, mentre attua strategie e sintesi estetiche prossime alla rappresentazione di una atmosfera carica di austerità sublime. L’esposizione che comprende numerose opere fra le quali “Fragili solitudini”; “Le spoglie”; “Il fagotto del dolore”; “Ombre”; “Sul davanzale di Dora”, viene presentata al pubblico alle ore 17.30 di sabato 13 dicembre 2014 con gli interventi del presidente del Centro Studi Judicaria prof. Graziano Riccadonna e del critico d’arte Alessandro Togni.


Attualità

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Grande successo perla Fera de San Martin A Stenico un momento di coinvolgimento per il Santo Patrono di Francesco Brunelli

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rande successo per la “Fera de San Martin” (Festa di San Martino in italiano) 2014, tenutasi a Stenico nel secondo weekend di novembre. La rassegna ha avuto poi un’appendice nella giornata dell’11 novembre, Gran partecipazione di pubblico, alla storica manifestazione che si tiene a Stenico sin dai primi anni dell’Ottocento, per celebrare la fine della stagione del raccolto e l’inizio di quella invernale, dopo il permesso ottenuto da Napoleone. Le tradizioni legate alla kermesse sono ovviamente mutate nel corso degli anni, ma la festa si è tenuta costantemente per tutti gli anni, tornando però agli antichi fasti nel 1998, quando venne valorizzata dall’Amministrazione Comunale del paese delle Giudicarie Esteriori, assieme ad enti e associazioni della zone, oltre a

molti esercenti e cooperative. Il programma dell’edizione 2014 era molto vasto e ha visto la presenza di numerosi visitatori giudicariesi ma anche di parecchi forestieri. Nella giornata di sabato, dopo il festival della costata alla griglia, il piatto forte della giornata è stato rappresentato dalla presenza di Roberto Satti, in arte Bobby Solo, celebre cantautore romano, vincitore di due Festival della Canzone di Sanremo, nel 1965 con “Se piangi se ridi” e nel 1969 con “Zingara”. Dopo il concerto di uno dei più grandi esponenti del rock and roll italiano, la serata è stata anima-

ovvero il giorno in cui ricorre la memoria del Santo di Tours, soldato romano poi convertitosi al cristianesimo (diventando Vescovo), celebre per aver tagliato e donato il suo mantello ad un povero infreddolito. ta dai dj. Nella giornata di domenica, ha destato parecchia curiosità ed ilarità la rassegna dei giullari di strada, con parecchi artisti divertenti ad aggirarsi per Prà dela Fera (la “location” della manifestazione, dove era allestito un tendone riscaldato) per tutto il pomeriggio. All’ora di pranzo si sono svolte invece le Polentiadi, abbinate ad una rassegna enogastronomica di prodotti consumabili assieme alla polenta. Per minare la linea e a far nascondere la bilancia agli avvenenti, in serata si è svolta pure la festa della pizza, servita al metro. In serata, grasse risate con un’edizione “ca-

sereccia” della Corrida, basata sul fortunato omonimo programma televisivo. Dopo la pausa di lunedì, nella giornata di martedì 11 è stato possibile girare il pittoresco borgo della zona del Banale, alternando una visita alle bancarelle ed una nelle “caneve”, con degustazioni enogastronomiche, tra cui quelle di una squisita trippa. Il grande successo di pubblico è stata la ricompensa al grande lavoro degli organizzatori e di chi si è adoperato per la buona, anzi ottima, riuscita dell’evento, a partire dal Comune di Trento e dalla Pro Loco.

La musica che supera le disabilità A ciascuno di noi, checché se ne dica, piacerebbe dedicarsi alla studio di uno strumento musicale, ma spesso, per impedimenti o per semplice pigrizia, si abbandona lo studio della musica. Magari ci dimentichiamo di chi, pur avendo questa grande passione, è costretto a lasciare perdere l’apprendimento di tale affascinante materia per qualche sfortunata disabilità. Proprio per ovviare alla condizione di chi è portatore di handicap, in Finlandia, diciotto anni orsono, è stato ideato, dal musicoterapeuta Kaarlo Uusitalo, il metodo Figurenotes, che permette di suonare uno strumento senza leggere il pentagramma, ma semplicemente associando una nota ad un simbolo geometricamente e cromaticamente univoco. Nel primo weekend di novembre la Scuola Musicale delle Giudicarie ha partecipato ad un seminario a Berchidda, in Sardegna, sul metodo di insegnamento Figurenotes. In rappresentanza erano presenti le insegnanti Gabriella Ferrari e Annely Zeni, su invito dell’ associazione “L’Orchestra spensierata”. Tale associazione, che si occupa appunto dell’insegnamento musicale verso ragazzi affetti da disabilità, è stata fondata nel 1998, è basata totalmente sull’attività e sul lavoro costante e generoso dei genitori e di molti volontari e l’orchestra ha all’attivo molti concerti nel territorio isolano. Lo scopo del seminario, oltre a quello di testare la reale efficacia del Figurenotes applicato ad un contesto particolare, era quello di creare una solida rete a livello nazionale di operatori ed insegnati legati a tale modalità didattica. La stessa insegnante Gabriella Ferrari fu la apripista del progetto in Italia, nel lontano 2002. L’interesse verso la modalità di apprendimento sopracitata si sta espandendo su tutto il territorio italiano, quindi è necessario che lodevoli iniziative come questa vengano supportate localmente da una fitta rete di collaboratori, intesi non solamente come musicisti ma anche “semplici” volontari. Il progetto copre infatti non solo ragazzi con disabilità, ma anche bambini di verdissima età o anziani. Francesco Brunelli

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La posta

DICEMBRE 2014 Lo strano caso dell’invasione dei roditori nel cimitero del capoluogo

I conigli e il comune di Trento

LA POSTA

vilgiat@yahoo.it

Caro Adelino, a me piace la storiella che vede Trento città sia invasa dai conigli, han trovato l’ambiente adatto per crescere e moltiplicarsi come comanda il buon Dio. Ho letto ieri che li hanno quasi tutti ingabbiati e che finalmente i trentini (di città) se ne sono liberati...ma ho qualche dubbio i conigli sanno sopravvivere, crescono come conigli e credo che continueranno a vivere felici e contenti in barba a tutti e a tutto... forza conigli! G.Luigi Caro amico, la penso più o meno come te. E ti racconto anch’io una storiella da prendere col sorriso. L’ultima ingabbiata non ha risolto di certo il problema. Ne sono scampati un centinaio, mimetizzati nei posti più sva-

riati, e sono pronti alla riscossa. Sembra abbiano deciso di cambiare ubicazione, non più il cimitero, riconoscendone la sacralità e il pericolo per la propria soppravvivenza, si trasferiranno in parte nel nuovo quartiere delle Albere, se non altro per animarlo un po’ e toglierlo dalla tristezza che lo affligge, per loro non sarà un problema il costo degli affitti, tanto sono abusivi e chi se ne frega, ma di certo le Albere acquisteranno in vivacità e in movimentazione, non sarà il cimitero a cui erano abituati, ma lì vicino. Gli altri punteranno sul Palazzo comunale e dintorni, perspicaci e svelti come sono, potrebbero combinarsi con animali d’altro genere e contribuire al buon funzionamento dell’andazzo comunale, rosicchiando carte e faldoni da tempo immemore

inevasi sulle scrivanie di certi burocrati. Una prima tappa per poi passare a prendere possesso del palazzo di Piazza Dante. Non male, potremo finalmente essere governati da conigli intelligenti. Il presidente Rossi ne sarebbe contento, potrebbe contare su una compagine capace, svelta di testa e fedele. Ma a parte le battute, il problema c’è e non credo sia facile porvi rimedio conoscendo la voglia di vivere e di amoreggiare dei conigli. Bisogna fare qualcosa. Urgentemente. Va bene la cattura, ma non sarà sufficiente. L’importante è che non arrivi il solito esperto provinciale, aperto al mondo, a consigliare di far ricorso a specialisti americani, sembra che Obama abbia un migliaio di marines addetti alla cattura di conigli e di altri animali simi-

lari. Quelli, ve l’assicuro, costano un occhio della testa. Ma neanche gli esperti cinesi, come vorrebbero altri. I cinesi costerebbero meno, ma ne approfitterebbero per ricavarne braciolette prelibate per i loro ristoranti. Quello che si può fare, lo si faccia comunque in fretta perchè c’è nell’aria un grosso rischio: Trento che è stata nella storia la città del Concilio, la città dei Clesio, la città di Cesare Battisti, la città del vino, la città del Muse, potrebbe diventare la città dei conigli, conosciuta in tutto il mondo. Sarebbe uno smacco micidiale per Trento (e i suoi abitanti), che da tempo aspira a diventare una metropoli a nostre spese, doversi rassegnare al ruolo di “parco giochi” di quei simpatici, ma inafferrabili conigli. (a.a.)

Era meglio fare il delinquente... Egr. Amistadi, premetto, non sono un santo, ma pago le tasse regolarmente, ho la fedina penale pulita, pago le multe, ogni tanto aiuto i poveri senza fare chiasso, insomma credo di essere un italiano onesto come tanti altri. Poi leggo che il Governo ha deciso, con una legge, di svuotare le carceri, strapiene di piccoli e grandi farabutti. Qualcuno in Parlamento vorrebbe addirittura una amnistia. In pratica un premio. Ma allora io sto sbagliando tutto, era meglio che facessi il delinquente.... Bruno Ci mancherebbe che le molte persone come lei cambiassero “me-

stiere”, sarebbe davvero la fine per il nostro tribolato Paese. Le do ragione, essere onesti e mantenersi tali non è per niente facile, è faticoso e spesse volte non viene riconosciuto. Si fa una gran fatica a rispettare leggi, leggine, regole incasinate e spesse volte ingiuste. Trovarsi fra quelli che non evadono le tasse di fronte ad una evasione ciclopica in tutta Italia, si rischia di far la figura dell’imbranato. L’essere coscienziosi, scrupolosi, irreprensibili non sono oggi virtù particolarmente apprezzate. Poi ti capita lo Stato che libera migliaia di delinquenti. Anch’io condivido le sue perplessità, caro Bruno, ma dobbiamo ammettere

RETTIFICA

Grazie alla dott. ssa Giordano Sul mensile Giornale delle Giudicarie del mese di ottobre, ho chiesto lo spazio per la pubblicazione di una lettera, contenente i ringraziamenti per il personale del reparto Ostetricia Ginecologia Maternità dell’ ospedale di Tione. In quella lettera, in modo involontario è stato fatto un errore, nominando

la Dott.Gottardi e non la Dott. Giordano, alla quale va il mio ringraziamento e totale stima, essendo stata lei la persona che mi ha seguito e curato sin dal primo momento. Rinnovo le mie scuse per aver come ripeto involontariamente invertito i nomi.grazie A.N.

che le carceri in italia sono tutto fuorché rieducative, la condizione dei carcerati è talvolta bestiale, ma hanno pur sempre una pena da scontare. In Italia purtroppo abbiamo spesso una bruttissima abitudine, quella di preoccuparsi più dei colpevoli che delle loro vittime. In effetti è vero che il carcerato vive situazioni disumane, ma i derubati, i rapinati, i parenti di chi è stato ucciso per rapina o altro, non è che se la passano meglio. Ecco allora che credo sia doveroso rendere umana la vita dei carcerati, costruendo nuove carceri, non svuotando quelle vecchie. Il rispetto va anche a loro, ma molto di più alle loro vittime. (a.a.)

Halloween festa di plastica Caro Amistadi, ho discusso con amici sulla festa di Halloween, c’è chi dice che ha a che fare con il satanismo e con l’occulto...ma è una festa per bambini, non mi sembra che ci sia niente di male.... Lucia Forse ha ragione lei, sono fuori tempo, magari un po’ stufo di continue americanate, ma proprio Halloween non riesco a digerirla. Perché mi sembra una festa artificiosa, che non sarà mai nostra. Non ci appartiene, è estranea alla nostra cultura, punto! Con lo stesso spirito potremmo festeggiare la decapitazione di Maria Antonietta o l’ascesa al trono dello zar Nicola secondo. Ma che senso ha? Sappiamo benissimo che Halloween è una festa commerciale, che fa vendere migliaia di cose inutili, che piace ai bambini, ma anche ai giovani: il travestimento rende tutti brutti allo stesso modo, i ragazzi tornano a fare scherzi suonando i campanelli, tirando sassi, opportunamente mascherati, la zucca costa poco o niente e fa ridere, le ragazze possono usare creme e trucchi colorati che altrimenti non avrebbero mai usato, e per qualche serata si sentono un po’ tutti americani. Le feste sono sempre belle se lo spirito con il quale vengono vissute è quello del divertimento e dell’allegria, ma le nostre tradizioni hanno ben altra sostanza e altri valori. Prendiamo Halloween per quello che è’, la solita smargiassata americana propinataci dai media, e lasciamo stare satanismi, occultismi e porcherie varie che per fortuna non sono ancora atterrate in Giudicarie, lasciamole dove sono. Non scherziamo. Adelino Amistadi

Gdg, nuovo vertice perl’associazione Da novembre l’imprenditore Oreste Bottaro è il nuovo presidente dell’associazione editrice del mensile Da imprenditore a... imprenditore. L’associazione Il Giornale delle Giudicarie, editrice dell’omonimo mensile, ha da pochi giorni provveduto al rinnovo delle cariche interne, con l’avvicendamento alla presidenza del sodalizio del presidente Lino Pelanda, in carica da 7 anni, con Oreste Bottaro. Bottaro, imprenditore (come il suo predecessore), è di origini lombarde ma vive da sempre in Valle del Chiese, dove ha sede la sua azienda Innova Srl, che produce

tecnologie per la climatizzazione. Da parte del comitato di redazione e dei collaboratori del Giornale delle Giudicarie va a lui il benvenuto e gli auguri di un proficuo lavoro. A Lino Pelanda, che per sette anni ha ricoperto la carica supportando al meglio il lavoro di questo mensile, vanno i ringraziamenti da parte di tutti per la responsabilità con la quale ha garantito questo impegno.


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Giornale delle giudicarie dicembre 2014  

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