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Giudi iudicarie

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Mensile di informazione e di approfondimento

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Alla ricerca del Natale di Marcello Farina Sono (siamo) in cerca del Natale. Non è così a portata di mano, come si pensa. Paradossalmente non è così scontato che sia anche nelle chiese e nemmeno dei simboli religiosi, e non è in tutti i presepi. Sono (siamo) in cerca del Natale. Devono averlo seppellito sotto cumuli, tonnellate di cose inutili. E dunque, d’ora in poi, bisogna essere della razza dei minatori e scavare. Scovare nei camminamenti oscuri della terra l’oro che riluce. O essere della razza dei cani da caccia e augurarci che, per grazia, ci appartenga il loro fiuto. Occorre fiutare l’invisibile. A pagina 25

Ridatemi il mio Natale di Adelino Amistadi Con l’inizio di dicembre comincio a preoccuparmi per il freddo che mi costringerà ad imbaccuccarmi fino a diventare ridicolo, così esploro giacche a vento, pantaloni di velluto, maglioni che neanche mi ricordavo di avere e mi preparo al peggio. Da giovane, dicembre era tutt’altra cosa, non era un mese come gli altri, era il mese del Natale e fin dai primi giorni progettavo il Presepe e l’albero come ci volesse il mese intero per metterli insieme. Continua a pagina 8

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Auguri di Buon Natale!

ANNO 15 - DICEMBRE 2017 - N. 12- MENSILE

EDITORIALE

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FONDATO NEL 2002 - Distribuito da

Approvato in Comunità il piano per realizzare 33 interventi

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EUROPA

APinzolo, una clinica privata

I pigri non fermeranno i volonterosi di Paolo Magagnotti La recente affermazione in Austria nelle elezioni per il rinnovo del “Nationalrat”, il ramo d Germania dei nazionalisti estremisti lo scorso settembre, nuove, pesanti, preoccupazioni per il futuro dell’unificazione europea.

A pagina 11 Arte

Un architetto di Dasindo a Praga A PAGINA 14

Economia

I numeri del bilancio provinciale A PAGINA 4

SELLA GIUDICARIE (Bondo) - Tel. 0465.901919 - 901060

SALUTE Sole, amico nemico Pag. 24 SOCIETÀ Le vacanze dei giudicariesi Pag. 12 ARTE Romaniche Giudicarie A Pag. 22

A pagina 20

Cultu

Ch A PAGINA 14

Ciclismo - Lego

Italian

Augura alla Spettabile clientela Buon Natale e un Felice Anno Nuovo ...

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Augura alla Spettabile clientela Buon Natale e un Felice Anno Nuovo ...

PER LA VOSTRA PUBBLICITÀ SUL GIORNALE DELLE GIUDICARIE sponsorgdg@yahoo.it - 3356628973 - 338 9357093


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Rassegna Stampa

DICEMBRE 2017

A cura della REDAZIONE

RASSEGNA STAMPA NOVEMBRE 2017

DALLE GIUDICARIE DALLAPROVINCIA

Debora Andreolli

Apsp Padre Odone Nicolini di Strada. Ecco l’opera d’arte firmata da Antonio De Paoli - Pomeriggio di festa quello andato in scena domenica 5 novembre presso l’A.P.S.P. “Padre Odone Nicolini” di Strada, frazione del Comune di Pieve di Bono-Prezzo. È stata infatti presentata l’attesa opera d’arte recentemente realizzata lnella zona antistante l’ingresso della struttura residenziale. La realizzazione dell’opera è stata affidata all’artista pavese Antonio De Paoli che si è aggiudicato l’incarico mediante la partecipazione al bando di gara a cui hanno partecipato altri cinque artisti. L’importo complessivo dell’opera ammonta ad € 15’000,00. Nasce il Corpo della Polizia Locale di Pinzolo. Sarà istituito dal 1 gennaio 2018 - A partire dal 1° gennaio 2018 sarà istituito con provvedimento del Consiglio Comunale il nuovo Corpo della Polizia Locale di Pinzolo. Con delibera n. 192 di data 14 novembre 2017, infatti, la Giunta comunale ha approvato l’atto di riorganizzazione di quello che ora è il Servizio di Polizia Locale. Un riordino che nasce dalla necessità di realizzare il massimo coordinamento delle attività e dei compiti istituzionali, puntando al miglioramento del servizio di fronte alla complessità di un Comune turistico come è Pinzolo, distribuito su tre centri abitati, di cui Madonna di Campiglio è il perno. Il fabbisogno di ordine pubblico di questa località presenta sbalzi notevoli, dettati dai flussi turistici, specie in settori fondamentali, quali la sicurez-

za pubblica, la prevenzione e repressione dei reati, il traffico ed il contrasto di tutte le forme di abusivismo e degrado.

ha portato anche Cecilia ad un passo dai prossimi Giochi Olimpici invernali. Per lei sarebbe la quarta partecipazione.

Maffei & Maffei: Alberto e Cecilia, da Campiglio e Pinzolo all’Olimpo dello sport mondiale - Alberto Maffei e Cecilia Maffei. Il primo, 22 anni di Madonna di Campiglio, campione di snowbard, la seconda, 32 anni di Pinzolo, campionessa di short track. Entrambi, nel weekend appena concluso, straordinari protagonisti della Coppa del Mondo nelle rispettive discipline. Sabato, a Milano, lo spettacolare settimo posto nel big air è valso ad Alberto l’ingresso nei 40 migliori atleti di snowboard al mondo, traguardo necessario per la qualificazione alle Olimpiadi di Pyeongchang 2018. Domenica, a Shanghai, la medaglia di bronzo conquistata nella staffetta di short track,

Comunità delle Regole di Spinale e Manez, cambio ai vertici - Cambio ai vertici della Comunità delle Regole Spinale e Manez. Netto il verdetto del voto che ha portato alla esclusione dai giochi del Presidente uscente Zeffirino Castellani e alla penalizzazione di chi lo appoggiava. Il più votato è risultato Luca Cerana con 130 voti che l’assemblea ha poi nominato presidente. Vicepresidente è stato eletto Onorio Bertolini, di Montagne; completano il Comitato di Gestione eletto a scrutinio segreto dai 25 membri dell’assemblea Daniele Bolza, Daniela Pretti (entrambi per Ragoli), Cristian Simoni e Giovanella Alberto (per Preore).

E’ scomparso a Parigi, all’età di 86 anni, l’artista Paolo Vallorz ”Un uomo, un artista, un esempio di come l’amore per la propria terra possa essere la chiave per aprire una porta sul mondo - così lo ha ricordato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi - La sua esperienza, frutto di un percorso intenso e ricco di incontri con molti fra i protagonisti dell’arte contemporanea, i suoi lavori, la sua ricerca, le esposizioni, tutto ciò che ha contribuito a ritagliare per lui un ruolo tanto autorevole meritano la nostra ammirazione e la nostra riconoscenza. Il suo sincero attaccamento alla Val di Sole, dove è nato, e al Trentino tutto lo hanno reso un vero ambasciatore della nostra terra che, grazie alla sua mano, potrà vivere del fascino e dell’immortalità che solo l’arte autentica sanno dare”. L’amico e allievo Albino Rossi chiede la salvaguardia della sua eredità artistica, con la creazione di una fondazione. E’ l’assessore provinciale alla cultura Tiziano Mellarini ad aprire all’idea della salvaguardia di un’eredità artistica fortemente legata al Trentino: “Paolo Vallorz è stato un insigne persona e artista trentino, credo sia un atto dovuto quello di creare qualcosa che consolidi il suo legame con il territorio trentino. Ha portato il Trentino nel mondo e con esso anche la cultura del vivere in montagna. Un uomo di grandi valori, con un legame con la sua terra di origine che ha sempre voluto evidenziare anche nelle sue opere. Credo che porti grande tristezza nel mondo dell’arte e della cultura la notizia della sua scomparsa”. Dal 1° gennaio 2018 diventa pienamente operativo l’Assegno Unico Provinciale L’obiettivo perseguito dalla Provincia è quello di di rendere più universale, inclusivo ed equo il sistema del welfare trentino. Secondo le stime la misura interesserà circa 40.000 nuclei familiari e circa 180.000 persone fisiche. Agricoltura: oltre un milione per irrigazione e zootecnia Oltre 770.000 euro andranno a finanziare ulteriormente il

Sfoglia il Giornale delle Giudicarie su www.giornaledellegiudicarie.it Si ricorda che è possibile sfogliare il Giornale delle Giudicarie sul sito www. giornaledellegiudicarie.it aggiornato ogni mese con le notizie più importanti che accadono in Giudicarie.

bando 2017 relativo all’irrigazione e si aggiungono ai 10 milioni di euro in conto capitale e a circa 7,8 milioni di euro complessivi in rate decennali, già messi a disposizione dalla Giunta. 360.000 euro andranno invece a favore del bando 2017 relativo al cosiddetto “premio benessere” per il bestiame portato in alpeggio. Si aggiungono ad 1 milione in conto capitale già stanziato dalla Giunta. Con queste nuove risorse sarà aumentato il premio previsto per ogni capo di bestiame. Corridoio del Brennero, si farà l’Infopoint Grazie alla collaborazione con il consorzio Osservatorio ambientale e per la sicurezza del lavoro di Fortezza, sarà attivato l’Infopoint dell’Osservatorio per lo sviluppo del corridoio del Brennero e delle connesse infrastrutture provinciali di Trento. Lo prevede la convenzione che è stata approvata dalla Giunta provinciale. L’Infopoint dovrà svolgere attività di front office per la risposta alle richieste di informazione da parte di chiunque sia interessato a come il “Corridoio del Brennero” sta procedendo; farà anche attività e specifiche iniziative di comunicazione per diffondere la conoscenza del progetto. La convenzione ha durata di un anno ed è rinnovabile fino a tre. Per l’esercizio finanziario 2018 l’esecutivo ha prenotato 24.400 euro (compresi gli oneri fiscali) per dare corso a questa iniziativa. On line il nuovo sito dedicato alla storia dei castelli trentini Il nuovo sito www.castellideltrentino.it è un nuovo strumento che racconta, attraverso testi ed immagini, la storia di tutti i castelli del territorio trentino, anche quelli scomparsi nei secoli passati: Nel sito sono schedati oltre 130 castelli conservati in alzato e 60 castelli scomparsi con testi che ne descrivono la storia e l’evoluzione architettonica e con quasi mille immagini, tra iconografia storica e foto attuali, queste ultime realizzate da Chiara Tomasoni, Matteo Rapanà e Augusto Laghi. Il Festival dell’Economia 2018 dedicato al tema: “Lavoro e tecnologia” “Lavoro e tecnologia”, ovvero

il rapporto fra l’occupazione e le nuove tecnologie. E’ questo il tema attorno al quale economisti, scienziati ed esperti, provenienti da ogni parte del mondo, discuteranno nel corso della 13^ edizione del Festival dell’Economia di Trento, in programma dal 31 maggio al 3 giugno 2018. Un team trentino svela i possibili meccanismi alla base dell’atrofia muscolare L’atrofia muscolare spinale è una malattia genetica neuromuscolare che colpisce prevalentemente i bambini. Un gruppo di ricerca ha svelato il meccanismo attraverso il quale insorge e si sviluppa. La scoperta scientifica è frutto di una collaborazione locale dell’Istituto di Biofisica del CNR e del CIBIO dell’Università di Trento e risultato del progetto Axonomix. I progetti sperimentali delle “Aree montane” La Giunta provinciale ha approvato i criteri per l’individuazione delle cosiddette “aree montane in cui realizzare progetti sperimentali” e le modalità di finanziamento dei progetti presentati dai Comuni. Possono accedere a finanziamento i comuni che presentano progetti riguardanti aree del territorio comunale poste ad una altitudine superiore ai 600 metri nelle quali siano presenti insediamenti abitativi. “I progetti - spiega l’assessore Carlo Daldoss devono riguardare interventi per sostenere la presenza dei cittadini sul territorio, favorendone le condizioni di benessere e creando prospettive di sviluppo locale. In tale ottica gli interventi saranno riferibili ad azioni che incrementano il senso di appartenenza alla comunità, valorizzano l’identità del paesaggio e ogni altra attività veicolo di sviluppo delle zone di intervento con particolare attenzione al coinvolgimento dell’associazionismo locale e alla valorizzazione delle competenze dei cittadini”. Sono ammissibili a finanziamento le spese strettamente funzionali e necessarie per la realizzazione del progetto; ai fini dell’ammissione a finanziamento si terrà conto anche della capacità di autofinanziamento del Comune richiedente. Il contributo massimo è pari a 30.000 euro.

Giornale delle Giudicarie, distribuito dalla Cooperativa Lavoro Da gennaio dello scorso anno il Giornale delle Giudicarie viene distribuito dalla Cooperativa sociale Lavoro, con sede in località Copera a Zuclo. Per segnalare critiche, suggerimenti, disguidi nella spedizione è possibile chiamare il numero della cooperativa: 0465-326420 oppure quello del Giornale delle Giudicarie, 0465322934, oppure via mail all’indirizzo: redazionegdg@yahoo.it.


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Economia

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“Il vero imprenditore in Trentino è la spesa pubblica”

I numeri del bilancio provinciale 2018 L’aggiornamento deliberato il 10 novembre consta di 35 articoli, divisi in sette capitoli e integra il precedente DEFP approvato nel luglio del 2017 il cui fine è riassumibile in una serie di nuove disposizioni che riguardano sei aree strategiche identificate dal Programma di Sviluppo Provinciale (PSP) e che si possono riassumere nella gestione delle tasse e dei tributi, nella gestione dei dipendenti pubblici, del personale docente, delle politiche sociali d’assistenza, nello sviluppo economico, nella gestione del territorio e della finanza. Ma per comprendere più a fondo la filosofia che sta dietro il bilancio cerchiamo di orientarci tra i numeri contenuti nei testi che compongono il DEFP perché tra la Delibera di novembre, il collegato alla delibera, la relazione illustrativa, il documento tecnico e le tabelle A, B e C,

la possibilità di perdere la visione d’insieme e incorrere in errori di valutazione è molto forte. Scorrendo i numerosi articoli emergono subito gli interventi a favore delle detrazioni per i figli a carico, l’abbattimento dell’imposta sugli immobili (IMIS) a carico d’esercizi commerciali, produttivi e alberghi che produrrà un risparmio di 4,5 mln di Euro (art.3) e il varo di aiuti per compensare del 20% le imposte per le imprese che intraprendono percorsi di sviluppo (art. 27). Un altro articolo riguarda la soppressione del fondo forestale provinciale (art.31), nuove regole nella gestione della fauna selvatica, e la possibilità di riconvertire ad agricolo dei terreni inferiori ai 5000 mq. mediante una semplice richiesta scritta. Sul fronte dell’occupazione è previsto un rafforza-

di Marco Zulberti La recente approvazione della Nota d’aggiornamento del Documento d’Economia e Finanza Provinciale (DEFP) da parte della giunta provinciale presieduta da Ugo Rossi, offre ai cittadini trentini e giudicariesi la possibilità di riflettere sugli investimenti che l’attuale governo provinciale sta attuando nella gestione delle risorse, che sono ricordiamolo, prelevate per i nove decimi all’economia trentina con l’imposizione fiscale. L’intento di quest’analisi è quella d’offrire

mento nelle assunzioni del personale pubblico dopo i lunghi anni di blocco con un particolare sguardo ai custodi forestali (art.5) per quei consorzi che hanno applicato gli obblighi di scioglimento in nuovi enti locali, e nel caso dei dipendenti pubblici con assunzioni aggiuntive pari all’1.7% in più rispetto a quelle consentite con una sensibilità particolare per i giovani, vista la crescita esponenziale dell’età media ormai superiore ai 55 anni. Disposizioni anche per il personale docente che verrà chiamato per quote del 50% dalle liste dei concorsi e per un 50% a chiamata, con la riduzione a tre anni dai cinque dell’obbligo di permanenza in Provincia sia per il personale ATA, che docente, proveniente da altre regioni, in modo da favorire un inserimento anche degli

occupati locali. Nel campo degli aiuti assistenziali vi sarà la cancellazione del prestito d’onore, istituto varato nel 2007 ma pochissimo utilizzato e con scarso successo, la revisione dei fondi indirizzati al prestito finanziario alle famiglie, il ricalcolo annuale dell’ICEF per l’assegnazione delle residenze abitative per controllare il mantenimento dei requisiti. Interventi sono previsti anche nel contenimento delle

un visione oggettiva per comprendere se i luoghi comuni che si sentono per strada siano effettivamente veri, con lo scopo di rendere le comunità trentine che vivono in montagna lontane dai centri amministrativi, consapevoli di come agisce il governo provinciale nel distribuire le risorse e gli investimenti alle proprie istituzioni locali, a partire dai 180 comuni amministrativi, alle quindici Comunità di Valle e ai numerosi enti locali.

spese della polizia locale, nella gestione del patrimonio idrico e nuove disposizioni nella concessione degli appalti pubblici. E’ spulciando tra i numeri raccolti dal Documento Tecnico che si comprende l’ampiezza del bilancio provinciale tenendo presente anche i numeri della regione Trentino Alto Adige che dopo gli 11898 Euro della Lombardia, è la regione che versa più tributi pro capite 11000 Euro

all’erario. Se valutiamo come le persone residenti in Provincia sono circa 530.000 possiamo subito valutare come il gettito fiscale, tra tasse, imposte e accise, corrisponda a ben 5270 Mln di Euro (tab.5 documento tecnico). Spulciando tra le voci si scoprono alcune curiosità come la contestata imposta di soggiorno, è ferma a 12 Mln di Euro una frazione dell’intero gettito, o l’ammontare del bollo auto pari a 112 Mln di Euro. A fronte di queste entrate nel Documento Tecnico sono riportate le uscite previste pari a 6230 Mln di Euro (tab. 24) valori che poi negli esercizi si riduce negli anni 2017, 2018, 2019. Il rapporto tra le spese correnti improduttive pari a 3200 Mln e investimenti in opere e in conto capitale a 1179 Mln, è quindi del 30%. La stessa proporzione si riscontra se confrontiamo il dato del PIL provinciale valutato nel 2016 a 19 Mld (www. statweb.provincia.tn.it/annuario), dato che indica come il peso della finanza pubblica sull’intera economia privata sia troppo elevato. Il vero imprenditore in Trentino oggi è rappresentato dalla spesa pubblica. Un corposo capitolo è dedicato all’assistenza con lo scopo di rendere più efficaci le politiche del lavoro delle categorie più deboli, qualificare il sistema di welfare, rafforzare la coesione sociale l’attivazione dell’assegno unico, la riforma dell’assistenza agli anziani, il potenziamento degli interventi a favore dei disabili, l’avvio del Progetto “risparmio casa”. Ulteriori obiettivi sono la salvaguardia delle risorse ambientali garantendo la messa in sicurezza del territorio, il rafforzamento delle reti di comunicazioni interne e le interconnessioni con l’esterno (Trentino Network) e infine valorizzare il patrimonio immo-

biliare pubblico attraverso interventi di riqualificazione energetica. Un ulteriore obiettivo è quello di rafforzare il capitale umano riqualificando il sistema d’istruzione impegnandosi nell’alta formazione professionale l’ambito della ricerca agroalimentare e tecnologica, rafforzare le competenze linguistiche degli studenti trentini, dei docenti e della popolazione favorendo il collegamento tra la scuola–lavoro sulla scia del modello duale tedesco; Proprio il fatto che il governo provinciale del Trentino dichiari il suo impegno a impostare politiche d’intervento al fine di sostenere le dinamiche dell’economia locale in più settori a partire dalla competitività delle imprese, al miglioramento delle infrastrutture nel settore agricolo, la promozione dei marchi di qualità e la dimensione internazionale del Trentino, la diversificazione dell’offerta turistica per rendere attrattivo il territorio per tutto l’arco dell’anno, il supporto a eventi sportivi di carattere internazionale, apre la discussione intorno ad una manovra che poi appare orientata più verso l’assistenza che verso la crescita economica della nostra regione montana. In particolare colpisce il ritardo nello sviluppo di politiche rivolte alla famiglia come in Alto Adige, un fattore troppo trascurato rispetto alle categorie “protette”. La delibera della Nota alla legge di stabilità dell’economia locale offre quindi una prima analisi sui numeri che compongono la gestione amministrativa trentina, sulla quale riflettere per valutare poi le effettive ricadute sulle quindici Comunità di Valle. Per ora limitiamoci ad osservare la tabella e il grafico estrapolati dal Documento tecnico per poter poi nei prossimi mesi aggiungere ulteriori osservazioni avviando un dibattito sulla effettiva necessità di destinare in un periodo di crisi così complesso tutte queste risorse verso l’assistenza invece che verso gli investimenti in conti capitale e la de-tassazione delle libere attività imprenditoriali che sono il vero motore della storia.


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Società

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Intervista all’assessore alle politiche sociali della Comunità delle Giudicarie Michela Simoni

Spazio argento: le novità in arrivo peri servizi alle persone anziane L’assessore della Comunità delle Giudicarie Michela Simoni è stata rappresentante delle Comunità di valle all’interno del tavolo di discussone per la riforma del welfare aperto dall’assessorato provinciale. A lei abbiamo fatto qualche domanda per capire cosa cambierà. Quali sono i punti fondamentali che tocca la riforma del welfare approvata dalla giunta provinciale? La riforma del sistema delle politiche e dei servizi per le persone anziane nasce da un dato incontrovertibile che vede un tendenza molto forte all’ invecchiamento della popolazione. Di fronte a questi numeri è necessario chiedersi se l’attuale sistema può reggere e se le risorse che abbiamo oggi saranno sufficienti a rispondere a bisogni socio-assistenziali e socio-sanitari crescenti. Il nucleo della riforma prevede l’istituzione dello Spazio Argento (SA): una nuova funzione e allo stesso tempo una struttura/ufficio, che verrà istituita da ogni Comunità di Valle. Al suo interno lavoreranno insieme figure e professionalità diverse: il responsabile della Comunità di SA, un assistente sociale, un infermiere, un operatore socio sanitario, un educatore, oltre naturalmente al personale amministrativo. Questa struttura interistituzionale dovrebbe rispondere a uno degli obbiettivi più importanti della riforma: trovare modalità organizzative che consentano una “presa in carico” unitaria delle persone tra ambito socio assistenziale e ambito socio sanitario. Questa integrazione consentirà di coordinare gli interventi e ottimizzare l’uso delle risorse economiche attraverso la redazione di piani individuali di assistenza per dare ad ogni singola persona le risposte più adeguate ai suoi bisogni. SA sarà inoltre un luogo fisico che diventa punto di riferimento sul territo-

Il territorio delle Giudicarie è stato uno dei più critici rispetto alla prima bozza della riforma, soprattutto per la parte che prevedeva la fusione delle case di riposo. La riforma è stata poi modificata rispetto all’inizio, in particolare sul punto delle fusioni, ed è stata di recente approvata dal

Consiglio provinciale. Rimane il dato sul forte invecchiamento della popolazione che è preoccupante e, con esso, l’aumento dei bisogni e la necessità di risorse nonostante la riforma cerchi di razionalizzare la gestione dei servizi, migliorare la prevenzione e puntare sull’innovazione.

rio per le persone anziane e per le loro famiglie. Si parla di riforma da parecchio tempo; rispetto alla prima proposta dell’assessorato provinciale, che aveva sollevato parecchie proteste, cosa è cambiato? Nella prima versione della riforma sembrava che l’obbiettivo prioritario fosse quello di portare alla fusione le Case di Riposo, in modo da creare un’unica Azienda per i Servizi alla persona (APSP) in ogni Comunità. Rispetto a questa prospettiva, la Comunità delle Giudicarie fin da subito si è attivata attraverso incontri con gli amministratori delle case di riposo e i Comuni che hanno portato a condividere una posizione unitaria e critica sulla fusione; questo dissenso delle Giudicarie è stato poi portato anche sul Tavolo provinciale istituito dall’assessore Zeni. A seguito del lavoro fatto sul Tavolo provinciale e anche grazie alle posizioni prese da alcuni soggetti come ad esempio Upipa (Unione Provinciale Istituzioni per l’Assistenza), l’assessorato ha riconosciuto che la priorità è avviare la riforma lasciando che la fusione delle case di riposo sia eventualmente una scelta dal basso che matura sul territorio. Il welfare è un campo molto vasto, quali situazioni e soggetti tocca esattamente questa riforma? L’attività di Spazio Argento sarà rivolta alle persone over 65 anni e alle loro famiglie. Varie sono le funzioni attribuite a SA dalla nuova legge: da quella di informazione, orientamento e presa in carico delle persone attraverso l’attivazione di servizi mirati, a quella di regia e governo integrato di tutto il sistema degli interventi

la questione delle risorse: sarà sufficiente cambiare il modello organizzativo o comunque l’aumento dei bisogni delle persone anziane richiederà maggiori investimenti per mantenere l’attuale qualità ed efficacia delle risposte?

socioassistenziali e sociosanitari senza dimenticare la gestione di un budget unitario di spesa. Importanti anche le funzioni legate alla prevenzione e alla promozione di nuovi servizi e risposte per favorire il mantenimento dell’anziano nel suo contesto di vita. Tra i servizi che Spazio Argento potrà erogare troviamo: servizi a domicilio ( pasti, igiene personale e ambientale, telesoccorso, accompagnamento e attività di socializzazione), servizi di cura e igiene presso i Centri di servizio ( bagno, parrucchiere, podologo…), centri diurni per anziani…Nel caso di bisogni socio sanitari più complessi (es. ingresso in Casa di riposo), lo Spazio Argento attiva l’Unità Valutativa Multidisciplinare (UVM) dell’Azienda Sanitaria, che valuta il bisogno della persona e trasmette il proprio verbale; le liste di attesa per l’inserimento saranno gestite dallo Spazio Argento. Quali sono le criticità della riforma? Sicuramente la complessità dal punto di vista organizzativo. E’ però una sfida che i territori devono saper affrontare per quanto difficile.

Sarà necessario un grande sforzo e dialogo per omogeneizzare gli strumenti organizzativi tra Comunità di Valle e Azienda Sanitaria. Un altro limite, sottolineato da più parti, riguarda il fatto che rimangano in capo all’Azienda Sanitaria i servizi strettamente sanitari e per questo sarà necessario che Comunità di Valle e Azienda Sanitaria si raccordino per poter fare di SA l’interlocutore unico per le famiglie; confidiamo che i regolamenti di attuazione della legge definiranno nel dettaglio gli aspetti della riforma che ad oggi rimangono meno chiari. Non va dimenticata poi

I territori, con la comunità di valle e con le singole case di riposo, quali responsabilità e poteri hanno e cosa cambia rispetto al passato? Il sistema odierno è decisamente frammentato, e in capo a soggetti diversi: Comunità di Valle, Azienda Sanitaria, APSP, Terzo settore… con tutte le difficoltà che da ciò derivano per gli anziani e per le loro famiglie. E’ abbastanza intuitivo da capire come passare ad una regìa unica da parte di un soggetto istituzionale, e quindi ad un unico interlocutore, possa essere un passo in avanti importante sia per garantire la massima vicinanza e accessibiltà ai servizi, sia per poter utilizzare al meglio le risorse disponibili. Le Case di riposo continueranno ad essere un soggetto fondamentale nella filiera dei servizi che riesce a dare risposte altamente qualificate alle situazioni di maggior necessità assistenziale. Avranno inoltre un ruolo importante anche nella

governance di Spazio Argento: è infatti previsto un Comitato di Direzione con funzioni di indirizzo che sarà formato da un Responsabile di SA della Comunità, dal Responsabile dell’Unità Operativa Cure primarie dell’ Azienda Sanitaria e dal Direttore di una delle Case di riposo delle Giudicarie. Quale sarà a suo parere la modifica più vistosa e impattante per gli utenti? Spazio Argento dovrebbe diventare, come già detto, il riferimento e interlocutore unico per gli anziani e le loro famiglie in grado di accompagnarli nei percorsi di assistenza di cui dovessero avere bisogno. Sarà, inoltre, il servizio cui rivolgersi per ottenere informazioni, orientamento e aiuto per tutti i bisogni socio assistenziali e socio sanitari che si manifestassero in questa fase della vita caratterizzata da maggiore fragilità. Si ritiene soddisfatta dalla riforma? La proposta finale ha recepito alcune delle istanze pervenute anche dalla nostra Comunità, ma è evidente che arrivare ad una fase operativa e concreta richiederà ancora molto lavoro. Ritengo che la legge recentemente approvata non sia un punto di arrivo, ma di partenza. Noi continueremo a seguirne gli sviluppi con un atteggiamento costruttivo, ma molto rigoroso.


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Attualità

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Il 18 novembre inaugurata la stagione dello sci a Campiglio, all’inizio di dicembre a Pinzolo

Al via un inverno coi fiocchi Le prime nevicate e le prenotazioni già in essere fanno ben sperare in una stagione positiva Grazie alla neve caduta ancora nelle prime due settimane di novembre, un bianco e suggestivo paesaggio ha salutato l’inaugurazione stagionale mentre il lavoro degli snowmakers di Funivie, favorito dalle basse temperature, ha permesso di produrre neve garantendo un’ottima sciabilità su oltre 11 km di piste nei primi due weekend di apertura. Dal 2 dicembre si scia tutti i giorni a Madonna di Campiglio e a Folgarida Marilleva, dal 5 anche a Pinzolo con l’auspicio di avere al più presto disponibile una Skiarea al completo. L’inizio della stagione Il “bianco candore” è la nota dominante di questo avvio di stagione sciistica a Madonna di Campiglio che anche quest’anno è stata tra le primissime stazioni sciistiche di tutta Italia ad aprire. I 60 centimetri di neve caduti nelle ultime settimane, con il rinforzo della neve programmata, hanno permesso di innevare al meglio le piste da sci. Il 18 e 19 novembre

Grande soddisfazione, a Madonna di Campiglio, per il primo weekend di apertura della stagione sciistica 2017/’18 che, sabato 18 e domenica 19 novembre, ha portato sulle piste del Grostè quasi 3.500 entusiasti

sono arrivati a Madonna di Campiglio oltre 3.000 sciatori da tutto il centro-nord d’Italia per un primo assaggio di inverno; molto positivi i giudizi e i commenti rilasciati dagli sciatori e anche dagli snowboarder che hanno potuto contare

sull’apertura della parte alta dell’Ursus Snow Park con l’allestimento delle prime strutture per i salti. “L’inizio della stagione – ha commentato Adriano Alimonta, presidente di Apt Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena

sciatori: 1.435 primi ingressi e 14.867 passaggi sabato, 2.055 primi ingressi e 21.890 passaggi domenica (per un totale di 3.490 primi ingressi e 36.757 passaggi), come ha comunicato Funivie Madonna di Campiglio. – è stato molto positivo. La località è pronta a rispondere non solo alle esigenze degli sciatori, ma anche di coloro che cercano proposte outdoor oltre lo sci”. “Siamo soddisfatti – ha aggiunto Francesco Bosco, direttore generale di Funivie Madonna di Campiglio – l’avvio di stagione è stato ottimo e la sciabilità delle piste, garantita da neve naturale più neve programmata, è stata molto buona”. Una bella novità per gli alpinisti Nelle settimane di inizio stagione, le Funivie Madonna di Campiglio hanno introdotto una importante novità a favore degli sci alpinisti. Sul versante ovest dell’area sci è stata battuta e fresata per gli scialpinisti la pista Pradalago Facile (3.740 metri di lunghezza e 500 metri di dislivello), che sarà a completa dispo-

sizione degli appassionati di questa disciplina outdoor per alcune settimane. Nella prima parte della stagione lo skipass giornaliero sarà promozionale: 30 euro per gli adulti, 25 euro per i ragazzi (junior) e 15 euro per i bambini fino a 8 anni. Madonna di Campiglio e anche Pinzolo al top delle destinazioni montane Madonna di Campiglio ha debuttato sul palcoscenico dell’inverno 2017/’18 con al collo la “medaglia” di destinazione preferita dagli italiani. Nella classifica generale stilata dal dossier di Skipass Panorama Turismo (JFC - Modena Fiere), a conclusione di una serie di rilevazioni dirette e indirette effettuate nel mese di ottobre, la località turistica è risultata in vetta alla graduatoria delle destinazioni montane d’Italia. Nella classifica generale, che

considera tutti gli aspetti valutati dal dossier in modo complessivo, la destinazione montana maggiormente apprezzata dagli italiani è stata proprio Madonna di Campiglio, che registrato una votazione pari a 7,92, seguita da Livigno (7,82) e Ortisei (7,45). Ottimi i risultati raggiunti anche nelle classifiche che considerano aspetti specifici. Ad esempio, Madonna di Campiglio insieme a Pinzolo, con un punteggio di 7,48, è salita sul terzo gradino del podio nella classifica dei comprensori sciistici, alle spalle della Val Gardena (prima con 7,59) e di Plan del Corones (seconda con 7,57). 22 dicembre: tutti al Canalone Miramonti Dopo le favolose edizioni del 2012, 2014, 2015 e 2016 la 3Tre, storica gara del “Circo bianco”, torna a Madonna di Campiglio il 22 dicembre per ospitare, in notturna, la 64a edizione della gara maschile di slalom speciale. Prima manche alle 17.45, seconda alle 20.45.

L’EDITORIALE di Adelino Amistadi

Continua dalla Prima Adesso è molto più semplice, l’albero è di plastica, le bocce se ne possono comprare a chili per pochi soldi, le statuine del Presepe non sono un problema. Non così allora. Bisognava procurarsi l’albero d’abete per tempo nel bosco del comune stando attento di non essere beccato dalla guardia forestale, a dir il vero molto comprensivo in quel periodo. E verso la metà del mese si iniziava il cantiere. Toccava a me farlo, ero il più giovane della famiglia, ma il parere di mio padre era per me sacrosanto e mi aiutava a superare anche le lagne di mia madre occupata a metter ordine al casino che combinavo in cucina, già ingombra di altre mille cose. Bocce ne avevo due o tre, non di più, ma mi arrangiavo sostituendole con piccole mele disponibili in casa, noci e carrube legate con lo spago, mandarini infilzati con il fil di ferro, la cima dell’albero l’avvolgevo con carta argentata, cospargevo il tutto con candeline mezze consunte e alla fine ne risultava un albero sontuoso. Sotto l’albero stendevo del muschio fresco, umido di un verde stupendo. Ci facevo il ruscello con la solita carta argentata che confluiva in un laghetto fatto da un pezzo di vetro recuperato nella spazzatura. Pochi pastori di gesso, che conservo ancora, una decina di pecore smunte e barcollanti, capanna in legni di nocciolo messa insieme da mio padre che lasciavo vuota fino alla notte di Natale, una cometa di cartone che facevo a scuola, nel tempo libero. Niente male, ne ero ogni anno orgoglioso e chiamavo

Ridatemi il mio Natale amici e parenti per sentirmi gratificato, erano altri tempi. Avvicinandosi il gran giorno, era tutto un darsi da fare per portare miglioramenti o abbellimenti inventati lì per lì, con la mamma sempre a lamentarsi per i primi aghi dell’albero che cominciavano a cadere. L’avevamo tagliato troppo presto, diceva lei, non sarebbe arrivato all’Epifania. Poi, la Notte Santa, era per me un qualcosa di speciale. Era l’unica notte che mi era permesso di non andare a dormire con le galline. Aspettavo mezzanotte consultando l’orologio di mio padre, e allo scoccare della mezzanotte portavo con trepidazione Gesù bambino con Maria e san Giuseppe nella capanna vuota, mettevo loro vicini il bue e l’asinello, convinto che fossero necessari per garantire tepore al piccolo Gesù. Poi andavo a letto trasognato e per tutta la notte sognavo il paradiso, ero il bambino più santo al mondo, quella notte! La festa che seguiva era una festa serena, vissuta con dignità, ci si vestiva bene, si andava a Messa e si mangiava il pollo ripieno, si dimenticavano le rogne della vita, e si stava vicini al focolare a chiacchierare. Io mi godevo la scena, non capitava tante volte di stare tutti assieme a raccontar-

ci le nostre cose, ogni tanto intervenivo facendo osservare qualche particolare del mio Presepio, ma non ero preso in gran considerazione, solo mio padre mi sorrideva ed io ne ero pienamente soddisfatto. Più tardi mio padre con i miei fratelli se ne andava nella stalla a governare le vacche e la mamma armeggiava attorno alla “conomica” per preparare il minestrone per la cena E la festa era finita. Stupenda per me, per tutti, se poi nevicava, come talvolta allora accadeva, il Natale diventava magico. Oggi, che sono un giovane anziano, ricordo quei momenti con nostalgia, ma anche con molta tristezza, vedendo cosa è diventato il Natale. Una serie di cose che non hanno nulla di magico, di unico, di irripetibile. “Bisogna” fare il Presepio, “bisogna” fare l’albero, “bisogna addobbare la casa, “bisogna” comprare i regali”, sotto le feste “bisogna” essere buoni e caritatevoli, come se per il resto dell’anno non fosse necessario esserlo. Si discute su quale paese abbia l’albero più bello in piazza, o sulle luminarie che adornano le strade, poi le donne, che sembrano felici, che entrano nei negozi, con merce in saldo, magari con il marito fuori in attesa, preoccupato che la

moglie non spenda troppo. D’altronde “bisogna” comprare almeno un vestito nuovo, per la “facciata”, più che per necessità. Non più giornate magiche, ma l’”obbligo” di essere quelli che non siamo, almeno durante le feste di Natale. Vai in città per vedere qualcosa di diverso, e più a buon mercato, e ti imbatti in una sfilza di gente che è alla ricerca di sconti e occasioni da cogliere, le borse della spesa non sono più i borsoni di qualche anno fa, quel poco che si compra viene controllato con oculatezza per non sforare il budget. Ci sono mendicanti, veri e falsi, che ti tallonano per carpirti la bontà del momento, nonni che comprano le caramelle per i nipotini con parsimonia. Tanto per non fare la figura degli sfigati. Ci sono anche i ricchi, i garantiti dai nostri soldi, che non mancano di sfoggiare i loro pacchettoni d’ogni sorta, senza pudore, loro non hanno problemi, e Natale o non Natale, chi se ne frega di chi sta peggio. Tutto sommato l’aria che si respira non è più quella di una volta, sono pochi i sorrisi, poche le belle risate che segnavano le giornate natalizie. Il giorno di Natale rientra nella normalità, tutta una formalità, un pranzo normale senza particolare magia, il “dovere” di

stare assieme a persone che vedi una volta all’anno e magari malvolentieri, nessuna voglia di scambiarsi confidenze, nessuna voglia di condividere le proprie magagne. Anche il Natale si è “globalizzato”, il tuo smartphone è il tuo presepio e il tuo Pc è il tuo albero, con regali virtuali e amicizie fasulle, senza calore, senza affetto, senza magia. Tutto il resto è noia, compresa la festa di Natale. Pur di fronte e consapevole di come si sono messe le cose, anche se respiro il Natale in un’atmosfera completamente diversa, m’avvicino ancor più ai ricordi, alla mia gioventù, e da giovane anziano mi reimmergo nello spirito con cui affrontavo il Natale da bambino: abbracciare con gioia nel ricordo i genitori che non ci sono più, gli amici che mi hanno aiutato nella vita, lasciarmi affascinare dai colori, dalle luci, dagli odori natalizi, il lasciarmi emozionare, in silenzio, felice e grato d’aver vissuto come una favola il Natale d’altri tempi….e per un po’ lasciatemi sognare, fantasticare, da solo, con le mie poche cose che mi fanno compagnia...Vi prego… Ridatemi il mio Natale… solo per poco vorrei tornare bambino! Buon Natale a tutti !


Società

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Una ripresa economica poco percepita: il Pil migliora, ma il benessere? Geremia Gios: “Sobrietà e coerenza per aumentare il benessere di tutti”

Secondo Lei chi ha ragione? Se consideriamo gli indicatori classici come il P.I.L. (prodotto interno lordo) siamo in una fase di lieve ripresa, ma non per questo le persone stanno meglio. Infatti quelli indicatori non misurano il benessere, ma la quantità di merci e servizi che passano attraverso il mercato. Ad esempio se aumenta questa quantità e contemporaneamente aumenta la concentrazione della ricchezza si ha crescita ma le persone stanno peggio. E nella nostra Provincia come vanno le cose? E’ noto che da noi l’economia va un po’ meglio che in Italia e meno bene che a Bolzano. In particolare negli ultimi anni in provincia di Bolzano la crisi si è sentita meno, il livello di disoccupazione è più basso e l’occupazione, anche dei giovani, più elevata. Da cosa dipende? E’ anche una conseguenza delle diverse politiche delle due provincie? La differenza nell’evoluzione economica delle due provincie dipende in parte da una diversa struttura economica e da una maggior vicinanza fisica e culturale di Bolzano al mondo tedesco che è il motore economico dell’Europa. In parte tale differenza dipende anche dalle diverse politiche economiche attuate nelle due provincie con un più elevato volumi di investimenti destinato alle infrastrutture ed al mondo produttivo a Bolzano. E allora cosa dovrebbe fare il governo provinciale tenendo anche conto della riduzione delle risorse? Ritengo che sia necessario un ripensamento complessivo dell’azione della provincia. Ripensamento che deve partire dalla ridefinizione degli obiettivi, passare attraverso un’operazione di trasparenza e semplificazione, recuperare efficienza.

Geremia Gios, già sindaco di Vallarsa, docente universitario dal 1979 all’Università di Trento, di cui è stato anche direttore del Dipartimento di Economia, autore di oltre 120 pubblicazioni di carattere scientifico su temi di economia agraria, economia forestale ed economia ambientale, dal 1994 al 2003 coordinatore del corso di dottorato in Economia Montana e Forestale, già presidente dell’IstiPorti pazienza troppi paroloni. In pratica cosa significa? Partiamo dal primi aspetto, gli obiettivi E’ necessario mettere in atto interventi per riequilibrare lo sviluppo delle diverse zone. Con la crisi alcune zone hanno patito più di altre e poco è stato fatto per riequilibrare. Inoltre la provincia deve rilanciare l’autonomia. L’autonomia cresce se a sua volta genera autonomia non se, come negli ultimi tempi, si chiede autonomia verso lo stato e si è centralisti all’interno. E’ necessario pensare al benessere delle persone che in Trentino vivono, ma questo non significa occuparsi di tutto, ma vuol dire saper individuare le cose prioritarie sulle quali intervenire e lasciare perdere il resto. Trasparenza e semplificazione? Trasparenza significa in primo luogo rendere noto in maniera semplice e comprensibile a tutti lo stato delle finanze provinciali. Quanti sono i debiti? Perché diverse spese sono state fatte impegnando le entrate degli anni futuri? Quali risorse ci saranno i prossimi anni? Quanti sono i debiti delle società collegate? Perché le assunzioni in Provincia, tramite concorso pubblico, sono state bloccate, mentre le società collegate alla Provincia continuavano ad assumere senza concorso? Semplificazione significa ridurre concretamente il carico burocratico, rendere semplici e comprensibili le norme, ridurre tutti gli adempimenti non necessari. Semplificazione e trasparenza sono la strada per far riacquistare ai cittadini il gusto della partecipazione. Non si può partecipare se non si comprende e non si com-

prende se le cose non sono spiegate in maniera semplice. Un esempio per tutti per chi crede, per “parlare” con il Padre Eterno basta la preghiera del padre nostro. Poche righe di scritto. Perché mai per “parlare” con il comune o la provincia servono pagine e pagine piene di citazioni di leggi, norme e sigle incomprensibili ai più?

tuto Agrario di San Michele direttore del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento. A lui abbiamo chiesto un parere sui tempi economici e politici che stiamo vivendo. Alcuni osservatori sostengono che la crisi economica è acqua passata, ma molte persone non sono d’accordo perché ritengono che la loro condizione non sia migliorata.

Come mai se è tutto così semplice non si fa subito?

Perché sono necessarie due condizioni che sono difficili da avere e man-

tenere. Sobrietà e coerenza. Senza comportamenti sobri e coerenti non ci può essere, nell’attuale momento storico, alcuna credibilità. Senza persone credibili non ci può essere alcuna riforma duratura. E’ molto facile proclamare slogan accattivanti molto più difficile avere comportamenti coerenti con i valori che si sostiene di perseguire. Inoltre senza sobrietà diventa difficile se non impossibile distinguere l’essenziale dal superfluo. Per questo ognuno di noi dovrebbe dare il proprio contributo per recuperare questi valori che sono quelli sui quali, in un recente passato, le nostre comunità hanno fondato un periodo di sviluppo che ha aumentato il benessere di tutti noi.

Ed il recupero dell’efficienza? Il recupero dell’efficienza deriva dalla definizione puntuale degli obiettivi e dalla semplificazione amministrativa.

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Cinema

DICEMBRE 2017 di Enrico Gasperi

Giudicarie e produzioni cinematografiche. Non è un’associazione di idee che emerge in automatico, se non di rimando ai filmati turistico/promozionali di Apt, Funivie e Parco per i quali l’ambiente, inteso come persone e soprattutto paesaggio, si è concesso con generosità... Mi tocca fare un piccolo sforzo e scandagliare i ricordi: navigo tra il 1958 e il 2013, dall’indimenticabile Ermanno Olmi de “Il tempo si è fermato” a Claudio Noce e “La foresta di ghiaccio” senza dimenticare di annotare anche “Funne” di Katia Bernardi del 2016. Contattando gli addetti ai lavori scopro invece, con estremo piacere e interesse, che c’è fermento di buone teste. Nel panorama dei registi emergenti spiccano infatti tre giudicariesi dalle idee innovative e dalla vena artistica interessante e originale. Sono Emanuele Bonomi, Patrick Grassi e Riccardo Tamburini. Tre giovani, tre esperienze diverse che confluiscono nel medesimo alveo delle produzioni di qualità. Non è facile incontrarli perché in costante navigazione tra la terra d’origine e città importanti per le occasioni professionali che sono in grado di offrire. Proviamo a conoscerli, in rigoroso ordine alfabetico

PATRICK GRASSI

EMANUELE BONOMI Pseudonimo o soprannome: Lele Data di nascita: 28 aprile 1990 Studi: liceo Socio-Psico-Pedagogico; diploma in montaggio con menzione speciale alla NUCT; master of Arts in Filmmaking alla London Film School Esperienze: montatore, regista, aiuto regia, direttore della fotografia Produzione: “Croste di Polenta”, “Oi, Nathan”, “3 centimeters”, “Three Days”, “Requiem for a Puppet”, “Circe and the Boy”, “Something Good” (feature film di Luca Barbareschi), “Beato Chi Riceve la Grazia”, “Body Pieces” Miglior pregio e peggiore difetto: non prendersi troppo sul serio; prendere tutto troppo sul serio Hobby: burattini, pittura, vino Musica: Ludovico Van Piatto preferito: polenta e spressa Vacanze: in tenda per l’Italia Motto: memento mori Sogno nel cassetto: …non si può dire se no non si avvera, (ma penso che sia abbastanza intuibile) Presentati in 15 righe Cresciuto a Pinzolo, all’asilo imparo l’arte dei burattini con un primo spettacolo in cui impersono il lupo cattivo, il mio primo passo nel fantastico mondo del raccontare storie. Insieme a “Nightmare Before Christmas”, visto a quell’età, mi affascino sempre di più a questa finta realtà dove l’inanimato prende vita, sia nei burattini che con i primi esperimenti di Stop Motion. Per imparare le basi del linguaggio cinematografico prendo quindi un diploma in montaggio filmico alla NUCT di Cinecittà, con professori del calibro di Consuelo Catucci e Walter Fasano. In questa piccola accademia incontro tanti ragazzi come me, ancora alle prime armi, ma appassionati e determinati nel creare film. Dopo una pausa da macellaio in Australia, arrivo a Londra dove tutto quanto appreso viene plasmato e indirizzato verso la professione del Filmmaker alla London Film School. In questa fantastica realtà si incontrano e scontrano moltissime culture, dal Libano al Cile, dal Kazakistan agli Stati Uniti. Vivere in questo ambiente stimolante mi porta a realizzare il primo corto all’interno della scuola: “Requiem for a Puppet”, dove riesco a mischiare il cinema con i burattini, girandolo su pellicola 35mm in bianco e nero. Ho appena finito di girare lo scorso Ottobre il mio corto di master: “Croste di Polenta”. Attualmente sono di base a Londra. Cosa ti ha spinto a scegliere questa professione? Da piccolo recitavo nella Filodrammatica, volevo fare l’attore. Però mi ricordo che c’era sempre qualcuno che mi diceva cosa dovevo fare. Un giorno vado a casa e chiedo a mia mamma: ”Chi è quello che mi continua a dare ordini?”, e mia mamma spiega: “Quello è il Regista”. Quel giorno ho deciso di voler diventare regista anch’ io. Quali sono le tue produzioni principali? “Croste di Polenta” è il film a cui ora sono più appassionato, perché lo abbiamo appena girato ed è il culmine del mio periodo londinese. Sono stato molto contento e fiero di aver portato una troupe internazionale nei posti dove sono cresciuto e di aver potuto far apprezzare le nostre location mozzafiato. Non entro nei dettagli della storia ora, la si potrà vedere presto, però voglio dire che sono contento di aver dato voce ad una realtà nascosta all’esterno, quella della nostra gente, dei nostri monti nei

Giudicariesi

primi del ‘900. Gente semplice e povera, ma con un’immensa saggezza e spiritualità. Vedremo cosa ne verrà fuori… Premi e riconoscimenti? -“Requiem for a Puppet”: Official Selection al Troomadance Film Festival di New York -“Circe and the Boy” (di cui ho fatto il Direttore della Fotografia”): Official Selection al FILMQUEST e al Newport Beach Film Festival. Hai un regista di riferimento? Quali sono i tuoi personaggi preferiti? È difficile così su due piedi, ce ne sono molti e per diversi motivi. Di sicuro posso nominare Fellini per l’arte che ha creato; vien da ridere perché una volta proprio non lo sopportavo, poi un giorno ebbi l’incarico di creare un montage dei suoi film e nello smontarlo, inquadratura per inquadratura, mi resi conto che invece, effettivamente, meritava la fama che aveva. Però lo dico perché ci sono passato, non tanto per dire. Anche Spielberg e Tim Burton per come sono riusciti a farmi sognare da bambino e non solo, e ad avermi fatto intraprendere questa strada. Personaggi: Jack Skeletron da bambino, idolo assoluto, insieme alla fata turchina della Lollobrigida. Poi si cresce passando per il Padrino di Marlon Brando, il Capitano Uncino di Dustin Hoffman, Jack Torrance di Jack Nicholson, il Colonello Kurtz di Marlon Brando (probabilmente ho scoperto che mi piace Marlon Brando). Critiche ricevute? Essenzialmente ai miei primi corti la critica più frequente era: bello, ma non c’ho capito un’acca. Mi sto sforzando da allora a semplificare le trame, a lasciare il sottotesto tale, ma a dare comunque una storia di superficie usufruibile da un pubblico più vasto. Credo che non abbia senso fare un film per se stessi… at the end of the day il cinema è sì un’arte, ma è anche un business che dà da lavorare a tantissime persone. E se vuoi fare di arte virtù, ritengo che sia necessario trovare un punto di incontro fra l’Artista e il Pubblico. Se te lo proponessero, gireresti un cinepanettone? Non si dice mai di no a niente a priori, chissà… C’è da dire che la commedia, quella vera, è secondo me il genere più difficile da realizzare con successo.

Data di nascita: 23 settembre 1982 Studi: Perito elettrotecnico presso ITIS Buonarroti di Trento, dopodiché ho cambiato completamente ambito e mi sono laureato in Lettere con indirizzo Linguaggi e tecniche di scrittura presso l’Università di Padova. Esperienze:dopo anni di lavori stagionali, tra i più svariati offerti dalla nostra valle (caddy, idraulico, banconiere, magazziniere, cameriere, animatore), sono andato in Inghilterra per un anno sabbatico; al mio rientro mi sono iscritto all’università e ho cominciato con delle esperienze professionali nel mondo della produzione culturale, per capire quale poteva essere l’ambito più adatto a me. Sono partito dal mondo radiofonico, come autore presso Radio Venezia e in seguito sono stato responsabile culturale della radio dell’Università di Padova, per poi arrivare al mondo dell’audiovisivo con esperienze come organizzatore e operatore di camera, fino ad oggi dove sono diventato autore e regista di documentari di stampo sociale. Parallelamente all’impegno artistico sono socio di una cooperativa sociale di Padova che opera nell’ambito delle politiche giovanili e della produzione di manifestazioni culturali come festival, spettacoli e laboratori per giovani creativi. Produzione: “L’educazione Naturale. Il rito del Pino di Grauno” (64’, Italia, 2012), “La regola” (17’, Italia, 2014), “Europe” (5’, Italia, 2015), “Il grande viaggio nelle nostre radici” (Progetto multimediale, 7’x12, 2016), “Sharp Families. Tagliati per gli affari” (54’, Italia/Uk, 2017) Miglior pregio e peggiore difetto: caparbietà; umorale Hobby: andare in montagna, leggere e, da poco, giardinaggio Musica: cantautori italiani, punk italiano e inglese, drum and bass, musica classica e jazz Piatto preferito: risotto ai funghi, spezzatino Vacanze: mare/montagna, furgoncino, viaggi, tenda Motto: non ne ho Sogno nel cassetto: costruirmi una casa da mont con le mie mani Ultimo libro letto: Le mille luci di New York Presentati in 15 righe Sono nato a Madonna di Campiglio e mi sono laureato in Linguaggi e tecniche di scrittura presso l’Università di Padova. Quindi una positiva esperienza nel mondo radiofonico, con l’ ideazione e produzione per due anni del format Radio Didattica che vale anche il secondo premio al concorso nazionale FRU (Festival Radio Universitarie). Dal 2008 inizio a lavorare nel settore audiovisivo come autore e regista tra il Veneto e il Trentino concentrando la ricerca sui rapporti tra uomo e ambiente, comunità e territori. Nel 2013 seguo il seminario annuale “Il racconto del reale” che segna l’inizio della collaborazione cinematografica con Zalab (casa di produzione di Andrea Segre) con la quale dirigo cortometraggi e lungometraggi documentari. Nello stesso anno vengo selezionato per ”International seminar for videomaker Regard du Balieu” finanziato dall’EU e comincio a lavorare sul tema dell’emigrazione e delle comunità italiane all’estero in collaborazione con Enti e Associazioni tra Italia, Inghilterra e Stati Uniti. Filmografia, premi e riconoscimenti - “L’educazione Naturale. Il rito del Pino di Grauno” (64’, Italia, 2012), selezionato al 58° Trento Film Festival. - “La regola” (17’, Italia, 2014), produzione Zalab, selezionato al 20° Lessinia Film Festival. - “Europe” (5’, Italia, 2015), produzione Zalab, selezionato al Meet European Filmfestival. - “Sharp Families. Tagliati per gli affari” (54’, Italia/Uk, 2017), prodotto da Zalab (RM) in co-produzione con Jumpcut (TN), in collaborazione con Trentino Film Commision, distribuito da Aquatic Films (UK) Cosa ti ha spinto a scegliere questa professione? Mi è sempre piaciuto ascoltare e raccontare storie: storie di persone, di luoghi, di fatti passati e presenti. Penso, e forse mi illudo, che le storie raccontate nella giusta maniera, con la giusta distanza (per fare proprio una citazione cinematografica) possano essere fattore di cambiamento nelle comunità che vengono raccontate. Attraverso un personaggio o un luogo si può descrivere l’essenza di un qualcosa e questo “saper arrivare all’essenza delle cose” mi ha sempre attratto. Quali sono le tue produzioni principali? “L’educazione Naturale. Il rito del Pino di Grauno “. ll film racconta la pratica secolare del taglio, travestimento, addobbo e rogo del pino cimbro, che si svolge ogni anno a Grauno, in Trentino, in occasione del Martedì grasso. Protagonista assoluto del rito, e del documentario, è l’albero. Per le genti di montagna l’albero è sempre stato universo mentale prima che dimensione fisica: il “Pin de carneval” è la testimonianza di come una comunità montana riesca a mantenere vivo un rito, la cui origine lega indissolubilmente gli abitanti di Grauno alla loro terra. “La regola”. Una comunità tenta di riappropriarsi dei propri beni indivisibili: i boschi, i prati e l’acqua. Succede a Gallio, sull’Altopiano di Asiago,


Cinema

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Emanuele Bonomi, Patrick Grassi e Riccardo Tamburini. Quattro chiacchiere con i registi emergenti giudicariesi

dietro la macchina da presa RICCARDO TAMBURINI Data di nascita: 5 febbraio 1986 Miglior pregio e peggiore difetto: la pazienza, ce ne vuole tanta per fare questo lavoro; non amo essere insistente, non sono bravo a rompere le palle alla gente. Hobby: un po’ di tutto Musica: indie, elettronica Piatto preferito: tanti, ma la polenta macafana dell’Hotel Aurora ha un posto speciale... (consentiamo eccezionalmente la pubblicità… indiretta NDA) Vacanze: vacanze? Motto: “good is better than perfect” (buono è meglio di perfetto) Sogno nel cassetto: un film in concorso alla Mostra del cinema di Venezia Ultimo libro letto: Menzogna e Sortilegio di Elsa Morante dove il 3 marzo 2013 si vota per eleggere la prima Regola. Nel passato dell’arco Alpino, la Regola era l’organo eletto dai capi famiglia per sovraintendere al patrimonio naturale in forma collettiva. Dopo un percorso di avvicinamento fatto di riunioni, assemblee pubbliche e discussioni tra paesani ogni famiglia vota un candidato per la prima commissione amministratrice della Regola di Gallio. Hai un regista di riferimento? Quali sono i tuoi personaggi preferiti? Un vero regista di riferimento non ce l’ho. Nel campo dei documentari si guarda in tante direzioni e si cerca di prendere il meglio da chi è più bravo di te. Posso citare un maestro in questo campo come Herzog oppure un regista che mi piace molto per i lavori fatti (anche di fiction) come Giorgio Diritti Critiche ricevute? Per fortuna non ho mai avuto vere critiche ai miei documentari perché nascono sempre a stretto contatto con le persone e le comunità coinvolte; inoltre con i protagonisti costruisco dei rapporti di fiducia reciproca. Ho avuto invece diverse osservazioni da persone che alcuni aspetti li avrebbero raccontati diversamente; oppure persone che non si sono sentite coinvolte, ma fa parte del lavoro di un regista il ricevere molte informazioni, dovendo poi scegliere e, a volte, escludere delle persone, delle scene, delle situazioni. Se te lo proponessero, gireresti un cinepanettone? No, sono molto più legato al documentario perché spesso la realtà supera l’immaginazione. Comunque se ci fosse l’opportunità di dirigere un film di fiction non farei un cinepanettone; in quei film la libertà creativa del regista è pari a zero, bisogna soprattutto saper gestire gli umori di attori e prime donne e non penso che ne sarei in grado, sul lavoro non scendo molto a compromessi.

Presentati in 15 righe Sono di Cimego, attualmente risiedo a Barcellona. Terminati gli studi di regia e sceneggiatura a Roma mi sono dedicato alla produzione di documentari e video. Sono il fondatore di BCNITA, la prima open directory per lavoratori italiani dell’audiovisivo a Barcellona. Nel 2011 ho realizzato il mio primo documentario “I Nemici del Silenzio” opera d’apertura della sezione orizzonti vicini del 59° Trento Film Festival e trasmesso da RTTR. Nel 2013 è stata la volta di “Sacrificio”, in collaborazione con Stradanova Slow Theatre, presentato anch’esso al Trento Film Festival. Nel 2015 ho prodotto e diretto “Le Storie della Centrale” Nel 2017 ho prodotto e diretto il cortometraggio di fantascienza “Stelle e Ossa”. Attualmente sono al lavoro su numerosi nuovi progetti e offro la mia competenza per documentari, spot, videoclip e tutte le iniziative connesse con l’audio-visivo. Cosa ti ha spinto a scegliere questa professione? È un lavoro appassionante, che spinge ad approfondire la realtà in cui viviamo e ad aprirsi agli stimoli più disparati, per tradurre il tutto in un racconto fatto di immagini e suoni. Quali sono le tue principali produzioni? Diciamo che mi divido tra i documentari, che amo molto per come mi permettono di conoscere storie inaspettate ed emozionanti, e i progetti di finzione (cortometraggi, video, eccetera) dove invece si può dare sfogo alla fantasia. Quando posso, amo moltissimo mischiare le due cose e sperimentare, come ho fatto ad esempio in Sacrificio. Sacrificio è il lavoro a cui

sono più affezionato, l’abbiamo girato con pochissimi soldi, la notte dormivamo in tre nel soggiorno di una delle attrici... mi piace come il documentario racconti il lato oscuro delle nostre valli, atmosfere dark, temi forti, musica rock ed elettronica... una versione moderna della tragedia greca, che ti sbatte in faccia quello che si vuol far finta di non vedere. In futuro mi piacerebbe provare a fare qualcosa anche con la realtà virtuale, anche se la tecnologia attuale è ancora molto costosa. Hai un regista di riferimento? Quali sono i tuoi personaggi preferiti? Sono moltissimi, perché da ogni film può nascere una piccola o grande ispirazione. Tra i contemporanei direi Peter Greenaway, Wong Kar-wai e David Lynch. Tra i mostri sacri del passato ho un debole per Michelangelo Antonioni.

Critiche ricevute? La mia preferita è “Non l’ho capito”. Nell’accezione negativa è uno stimolo nei miei confronti ad essere più chiaro nell’esporre il mio messaggio, in quella positiva è un invito al pubblico ad una visione meno distratta e ad una riflessione sui significati meno immediati. Se te lo proponessero, gireresti un cinepanettone? Se avessi totale controllo creativo, sì. Sarebbe molto divertente reinventare completamente il genere. Vuoi o non vuoi, i cinepanettoni offrono uno spaccato della nostra società. Mi dicevi delle difficoltà di avere finanziamenti nel tuo settore. Fare il regista non è una professione facile (anzi, per molti purtroppo non è considerata nemmeno una professione, ma un hobby!).

Un documentario o un film richiedono anni di lavoro per essere realizzati e, di conseguenza, risorse economiche notevoli per maestranze, attrezzature, promozione, etc. Per chi lo fa in modo indipendente, senza alle spalle un grosso canale televisivo, è molto complesso trovare il budget necessario. Si va verso un futuro dove l’elemento video sarà sempre più dominante e mi piacerebbe far capire a più persone possibile che il cinema, oltre a produrre e diffondere cultura, porta anche un ritorno economico! Le troupe vengono a dormire negli hotel, mangiano nei ristoranti, comprano nei negozi locali. Il film va a festival in giro per il mondo, su internet o sulla vecchia tv: migliaia di persone vedono le immagini e pensano “ah, però, magari una vacanza nelle Giudicarie me la farei!” Credo che gli enti e gli spon-

sor locali potrebbero finanziare maggiormente progetti di documentari e video, per conservare e promuovere il patrimonio storico-naturalistico e per creare occupazione. Parlo per esperienza: non sai quanta gente della valle non è mai entrata nella centrale idroelettrica di Cimego (di cui parlo ne “Le Storie della Centrale”) o in quanti, dopo aver visto il mio cortometraggio “Stelle e Ossa”, mi hanno confessato che non conoscevano la bellissima Val di Breguzzo e che non vedevano l’ora di andarci. Raccontaci un aneddoto della tua vita cinematografica. Uno divertente mi capitò quando stavo girando il mio documentario sulla centrale di Cimego. Preparavo una scena dove uno dei protagonisti doveva fingere di pescare nel lago. Non facciamo in tempo a girare nemmeno un’inquadratura che arriva una guardia forestale, allertata da qualcuno che ci aveva visto passando in macchina lì vicino. Il signore era arrabbiatissimo e non voleva lasciarci continuare, perché non era stagione di pesca... ma noi facevamo solo finta, alla canna da pesca avevamo attaccato un pezzo di legno!! Dopo una lunga e surreale discussione, alla fine per fortuna abbiamo avuto il via libera...


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Arte

DICEMBRE 2017

Stefania Riccadonna artista dell’anno per il Centro Studi Judicaria La nuova mostra apre il 9 dicembre, al centro studi

Acquerello e poesia nel libro “Fantasie”

Stefania Riccadonna, artista dell’anno del Centro Studi Judicaria, un bel riconoscimento. Quando ha saputo della notizia e come la fa sentire? Sono stata davvero felice di ricevere la notizia. È sicuramente un bel riconoscimento e ne sono davvero grata. È certamente un titolo che ha aggiunto valore sia alla mia carriera artistica che a livello personale. Ha seguito una formazione artistica accademica in passato? No, io sono autodidatta. Ho incominciato ancora da piccola a disegnare. Il disegno era proprio dentro di me. È stata una scelta mia e con il tempo ho potuto mettere a frutto questo talento. Come mai la scelta dell’acquerello? L’acquarello dicono sia una delle tecniche più difficili. E’ una cosa speciale, intanto è semplicissimo da trasportare, te lo puoi mettere in tasca. Con l’olio non è possibile. Una scatola d’acquarello è magica, la apri e con acqua, colore e pigmento si crea una magia: l’acqua entra nel colore, il colore entra nell’acqua, i colori si uniscono e sei tu che devi dare loro una direzione fino ad un certo punto, ma ad un certo punto è l’acqua che scorre, e ad un certo punto ancora è il foglio che assorbe. Quali sono le sue influenze e fonti di ispirazione per le sue opere pittoriche? Le mie vere fonti di ispirazione sono state la na-

di Francesca Cristoforetti

L’ultimo titolo attribuito a Stefania Riccadonna è quello ricevuto dal Centro Studi Judicaria che l’ha nominata artista dell’anno. Riccadonna preferisce definirsi più una “creativa”. Autodidatta e piena di energia, a partire dal 2001 ha avuto i primi veri riconoscimenti sia livello locale che nazionale. Dall’acquerello al disegno, dalla fotografia

tura e l’uomo, ma anche la curiosità che mi spinge ogni giorno a pormi delle domande sui “perché” della vita. La mia ispirazione deriva più dall’ambiente naturale, da ciò che mi circonda, appunto dalla natura in primis. E per natura intendo anche la forma umana, quindi il corpo umano. La mia ispirazione ruota intorno all’attenzione all’uomo e alla vita. Lei ha anche un’altra passione, ovvero la fotografia. È una cosa che forse viene ancora prima della pittura. Sono sempre stata amante della fotografia. La bellezza di poter fermare un attimo e poi nel riguardare quella

fotografia poter ritornare in quell’emozione, in quell’attimo, per me è una cosa magica. Cosa predilige fotografare? Quasi tutto: paesaggio, persone, la forma, dal micro al macro. Un po’ tutta la natura, da un sasso alla luna. Ciò che può esprimere un senso di bellezza, di gioia, un sorriso, un “nutrimento” dell’anima, anche se il bello è soggettivo: è il potersi fermare anche solo per un secondo, il chiedersi cosa si senta di fronte ad una determinata cosa. Che definizione darebbe di arte secondo il suo punto di vista? Per me arte vuol dire bel-

alle poesie, Riccadonna è riuscita a crearsi da sé il suo percorso artistico, non senza fatica e dolore, facendosi spazio nel mondo dell’arte. Il prossimo appuntamento con lei sarà l’inaugurazione della sua mostra e la presentazione del suo nuovo libro “Fantasie” il 9 dicembre, organizzata dal Centro Studi Judicaria a Tione.

lezza, ma anche emozione. Di fronte all’arte, qualsiasi forma d’arte, che uno sia a conoscenza dell’arte o no, se ci si emoziona, allora la si può definire tale. È l’emozione che l’artista ha messo nella sua opera e l’opera poi parla al pubblico. Se il pubblico si emoziona, significa che l’artista ha fatto la sua parte, ha potuto donare il suo valore, la sua esperienza, il suo talento. Per me dovrebbe essere una cosa che fa stare bene la persona. In questo momento storico per me ha un valore la bellezza, cioè il poter donare una gioia, donare stupore, un “respiro di sollievo” alla persona. Parliamo della sua ultima pubblicazione “Fantasie”. È il secondo libro che pubblico. È un libro “artistico”,

nel senso che non è un libro di scrittura o un romanzo. È un libro di pittura, cioè ad acquarello, e di scritti, quindi dei miei pensieri, delle mie emozioni. Il titolo “Fantasie” nasce invece dall’anagramma di Stefania. Quindi è sia scrittrice che pittrice? Diciamo che io sono più pittrice che scrittrice. Ma ho sempre scritto sin da piccola, quaderni, diari, piccole poesie. E’ andato tutto un po’ di pari passo con il disegno. In questo libro ha voluto unire le due cose. In questo libro ho cercato di mettere tutte e due le cose, di farlo in maniera che possa sorprendere la persona. Vorrei che una persona che apre il libro potesse almeno aver la curiosità di girare

pagina. Ogni pagina è una piccola opera d’arte perché l’una è diversa dall’altra. Non c’è una pagina uguale in tutto il libro e sono 160 in tutto. Tornando alle Sue pubblicazioni, la prima qual è stata? La mia prima pubblicazione si intitola “donnaRICCA...” per cui ho giocato sul nome Riccadonna: ho sempre avuto a che fare con le donne, ne ho conosciute tante con un sacco di talenti, a volte veramente chiusi dentro in una scatola; dedico appunto la prima pagina di “donnaRICCA...” a queste donne e al loro poter esser se stesse, auguro loro di poter riuscire a tirar fuori questo talento nonostante la fatica e il dolore di mettersi in gioco. Ho dedicato il primo libro a loro.


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Dall’emigr di Chiara Garroni

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Arte

DICEMBRE 2017

Quanti di noi, turisti inconsapevoli, abbiamo attraversato la monumentale Porta di Mattia, dalle fattezze barocche, per entrare nell’area del Castello di Praga, senza immaginare che il suo autore fosse un giudicariese? Così come lo è stato della chiesa luterana della Santissima Trinità nel Piccolo Quartiere (Mala Strana), poi divenuta la cattolica Santa Maria della Vittoria, dove viene conservata la statua del Bambino Gesù di Praga e di altre numerose commesse edilizie imperiali. La Praga che vede all’opera il Filippi, tra il 1602 e il 1616, prima che il nostro se ne allontani per una storia poco chiara legata ad una frode di materiale edilizio ed andare a morire a Brno nel 1630, è la stessa che vede convenire alla munifica corte di Rodolfo II, personaggio stravagante, appassionato di esoterismo e strenuo protettore delle arti, scienziati del calibro di Keplero e Tyco Brahe, pittori come il milanese Arcimboldo, che comporrà un ritratto dell’imperatore assemblando frutta, fiori e vegetali vari, e Joseph Heinz il Vecchio, padre di quell’ Heinz il Giovane - interessante coincidenza! - che conosciamo per essere l’ autore delle due tele “veneziane” conservate nella Parrocchiale di Breguzzo raffiguranti l’“Adorazione dei Magi” e una “Sacra Conversazione”. Prima dell’esperienza boema, è documentato pure il Giovanni Maria Filippi “trentino”: è proprio da Dasindo che parte la sua avventura artistica nel 1596 con l’ampliamento della chiesa - santuario di Santa Maria Assunta, contenente gli splendidi affreschi di Simone II Baschenis riportati recentemente alla luce; l’altro intervento riguarda l’ambizioso progetto per la nuova Collegiata di Arco che, grazie agli uffici del conte Giovanni Vincenzo d’Arco, gran coppiere alla corte imperiale di Praga, vedrà il nostro architetto, al culmine della sua parabola artistica, ritornare protagonista nella sua terra subito dopo il primo decennio del Seicento. Della ristrutturazione dasinda rimane il portale l’elemento più innovativo

Fra le sue opere anche e la porta di Mattia nel Castello di Praga

Giovanni Maria Filippi: l’avventura di un grande architetto giudicariese di Giacomo Bonazza Quando si dice Dasindo si dice Giovanni Prati, e questo è già motivo di vanto per gli abitanti del piccolo paese lomasino! Se poi al nome del famoso poeta si accosta quello, non meno prestigioso, dell’architetto Giovanni Maria Filippi, nato pure lui in quella contrada verso il 1565, il vanto diventa doppio, da muovere ad invidia realtà molto più grandi e titolate. Certamente il secondo è meno conosciuto dalla maggioranza della gente, a causa di quegli strani e complessi fattori che spesso relegano nel dimendal punto di vista stilistico: un bellissimo esempio di architettura tardorinascimentale che soppianta un gotico ormai esausto e ripetitivo, pur rimanendo un caso del tutto isolato nel territorio tridentino. Il giovane, talentuoso architetto, del cui apprendistato si sa poco o niente, guarda alle novità che vengono da Venezia, dove in quel tempo è in auge un altro straordinario artista trentino, lo scultore Alessandro

Vittoria, costruttore di monumenti funebri e di altari di classica bellezza. Non è fuori luogo scomodare l’altare dei Merciai del Vittoria, nella chiesa veneziana di San Zulian, come possibile modello per il portale della chiesa di Dasindo. L’adesione a quei modelli però sarà abbandonata dal Filippi dopo un breve soggiorno romano, verso il 1600, a contatto con le poetiche manieriste e barocche che stanno affermandosi in tutta Europa. La partenza

La Colleggiata di Arco

La chiesa di Santa Maria Assunta a Dasindo

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ticatoio anche personalità di assoluto valore artistico. Eppure l’architetto di Dasindo si configura come un’artista di primo piano nell’Europa Centrale dei primi decenni del Seicento, fino a divenire il costruttore più importante di Boemia e Moravia, al servizio nientepopodimeno di due imperatori del Sacro romano impero, Rodolfo II ed il fratello Mattia, negli anni in cui i sovrani asburgici trasferiscono la capitale del loro dominio da Vienna a Praga.

in collaborazione con

La porta di Mattia a Praga

per Praga nel 1602 rientra in quel fenomeno migratorio che obbliga i maggiori artisti trentini dell’epoca a cercare commesse e fortuna fuori dal territorio regionale, in quanto i pochi cantieri di edilizia sacra e civile di una certa rilevanza a livello locale, come la fabbrica dell’Inviolata a Riva o Palazzo Fugger Galasso, il Palazzo del Diavolo, a Trento, sono appannaggio di maestranze esterne al principato vescovile. Partiranno da Trento con destinazione Venezia Mattia Carneri, autore dell’altare maggiore della basilica di San Giovanni e Paolo, la chiesa dei dogi, e Ippolito Guarinoni verso Innsbruck, nelle cui vicinanze, presso Volders, il medico-architetto costruirà la spettacolare chiesa di San Carlo Borromeo, che si vede passando dall’autostrada dopo Hall in Tirolo. Giovanni Maria Filippi, avrà l’onore di erigere per i funerali di Rodolfo II, il primo ottobre 1612, dentro la Cattedrale di San Vito a Praga, l’architettura effimera di un “castrum doloris”, una specie di cenotafio a baldacchino di grande efficacia teatrale, dove viene posata la bara dell’imperatore duranti le solenni esequie. Davanti a quella struttura sfileranno le teste coronate di mezza Europa. La porta di Mattia, dal nome del sovrano che la fa innalzare, è datata 1614 e viene considerata il monumento barocco più antico della Repubblica Ceca. Quando ritorneremo a Praga, questa volta, e passeremo sotto quell’arco trionfale, ci sovverrà di sicuro la figura del grande architetto di Dasindo.


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GIUDICARIE A T E AT R O

Si parte il 10 novembre con “Meraviglia” di Francesco Vidotto

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2017 2018

Libri e chiacchiere con “Pagine d’Autunno”dellabibliotecadiTione Spettacoli in programma da dicembre 2017 a marzo 2018 TEATRO COMUNALE DI GIUSTINO

9 DICEMBRE 2017 ore 17.30

di Francesca Cristoforetti Teatro LA FRECCIA AZZURRA Racconto di Natale Ragazzi Fondazione Aida

di Gianni Rodari con Marina Fresolone, Rossella Terragnoli e Sabrina Carletti regia di Catia Pongiluppi

9 DICEMBRE 2017 ore 21.00

domenica

Teatro Stabile di Bolzano – Coordinamento Teatrale Trentino – Centro Servizi Culturali Santa Chiara

IL SENSO DELLA VITA DI EMMA

Prosa

di Fausto Paravidino - regia di Fausto Paravidino scene di Laura Benzi - costumi di Sandra Cardini - musiche di Enrico Melozzi maschere di Stefano Ciammitti con Fausto Paravidino, Iris Fusetti, Barbara Ronchi, Angelica Leo, Jacopo Bicocchi e con Gianluca Bazzoli, Giuliano Comin, Marianna Folli, Emilia Piz, Sara Rosa Losilla, Maria Giulia Scarcella, Giacomo Dossi, Veronika Lochmann

26 DICEMBRE 2017

11 FEBBRAIO 2018

24 FEBBRAIO 2018

I Burattini di Luciano Gottardi

L’AMORE DELLE TRE MELARANCE

Teatro Ragazzi

di e con Luciano Gottardi

ore 20.30

domenica

CINEMA TEATRO PALADOLOMITI DI PINZOLO

29 DICEMBRE 2017 ore 17.30

Fondazione Aida – Ricola – Assessorato all’Istruzione del Comune di Verona

BABBO NATALE E LA POZIONE DELLE 13 ERBE

Teatro Ragazzi

con Carlo Alberto Montorio, Marco Gabrielli, Danny Bignotti, Agnese Fallongo partecipazione straordinaria di Luca Condello ed Elisa Cipriani drammaturgia Pino Costalunga e Raffaele Latagliata regia di Raffaele Latagliata

20 GENNAIO 2018 ore 21.00 domenica

Tangram Teatro

BANCHE - UN LADRO IN CASA

Prosa

di Fabrizio Coniglio con la collaborazione drammaturgica di Bebo Storti e Stefano Masciarelli - diretto e interpretato da Bebo Storti, Stefano Masciarelli e Fabrizio Coniglio

I Burattini di Luciano Gottardi

PENTOLINA, PENTOLETTA, PENTOLACCIA di e con Luciano Gottardi

24 GENNAIO 2018 ore 21.00

Produzione Teatro de Gli Incamminati e Teatro di Roma - Teatro Nazionale in collaborazione con Overlord Teatro e col patrocinio della Fondazione Giorgio Perlasca

PERLASCA - IL CORAGGIO DI DIRE NO

26 GENNAIO 2018 ore 21.00

MARGHERITA HACK - una stella infinita

Prosa

!ABBONAMENTO LIBERO 4 SPETTACOLI DI PROSA! Ingresso unico € 25,00 !ABBONAMENTO LIBERO 4 SPETTACOLI TEATRO RAGAZZI! Ingresso unico € 12,00

Comune di Borgo Chiese

Comune di Bleggio Superiore

Comune di Carisolo

Comune di Castel Condino

Comune di Fiavé

Comune di Giustino

Comune di Massimeno

riduzione e adattamento Pino Costalunga e Pino Loperfido con Andrea Dellai, Silvia Rizzi e Jacopo Zera - musiche interpretate dalla Scuola Musicale SMAG di Trento - regia di Pino Costalunga

Gianna Coletti

MAMMA A CARICO - MIA FIGLIA HA NOVANT’ANNI

LA RETE PROVINCIALE DELLO SPETTACOLO

Teatro Ragazzi

Prosa

reading de l’Inferno tratto dalla Divina Commedia di Ciro Alighieri con Giobbe Covatta

CENTRO SOCIO CULTURALE DI CIMEGO - BORGO CHIESE Giulia Pont

TI LASCIO PERCHÉ HO FINITO L’OSSITOCINA

ore 21.00

Prosa

di e con Giulia Pont regia di Francesca Lo Bue - disegno luci Luca Carbone

TEATRO COMUNALE DI BERSONE - VALDAONE

18 MARZO 2018

Fondazione Aida

CAMILLA GIORGIO E IL DRAGO

Teatro Ragazzi

Una leggenda per chi ama e rispetta la natura

con Gioele Peccenini e Stefania Carlesso musiche originali di Ugo Moro - drammaturgia e regia di Pino Costalunga

!INGRESSO BIGLIETTI PROSA! Intero € 8,00 - Ridotto per i giovani fino ai 14 anni € 6,00 !INGRESSO BIGLIETTI TEATRO RAGAZZI! Ingresso unico € 4,00

Comune di Pieve di Bono - Prezzo

Comune di Pinzolo

Comune di San Lorenzo Dorsino

CIRCUITO TEATRALE TRENTINO

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Prosa

LA DIVINA COMMEDIOLA

Assessorati alla promozione culturale COMUNITÀ DELLE GIUDICARIE

Teatro Ragazzi

Papero srl

ore 17.30

scritto e diretto da Ivana Ferri con Laura Curino - montaggio immagini di Gianni De Matteis

GIAN BURRASCA

drammaturgia e regia di Monica Mattioli e Monica Parmagnani con Alice Bossi e Monica Mattioli

ore 21.00

domenica

Tangram Teatro

Fondazione Aida

UN AMICO ACCANTO

scritto e interpretato da Alessandro Albertin a cura di Michela Ottolini

TEATRO COMUNALE DI SAN LORENZO DORSINO

venerdì

di Danilo Conti e Antonella Piroli con Danilo Conti

Compagnia Teatrale Mattioli

10 MARZO 2018 Prosa

Teatro Ragazzi

CINEMA TEATRO PALADOLOMITI DI PINZOLO

sabato

CENTRO POLIVALENTE DI CONDINO - BORGO CHIESE

LA GALLINELLA ROSSA

TEATRO ORATORIO PARROCCHIALE DI STORO

9 MARZO 2018 Teatro Ragazzi

Accademia Perduta Romagna Teatri

di e con Gianna Coletti regia di Gabriele Scotti

ore 17.30 venerdì

ore 17.30 mercoledì

ore 18.00

4 MARZO 2018

SALA COMUNALE DI MASSIMENO

21 GENNAIO 2018

Prosa

di e con Andrea Castelli

PALESTRA CENTRO SCOLASTICO DI PIEVE DI BONO - PREZZO

25 FEBBRAIO 2018

domenica

TEATRO ORATORIO PARROCCHIALE DI STORO

sabato

LA MIA ILIADE

CASA MONDRONE DI PREORE - TRE VILLE

sabato

ore 17.30 venerdì

Trento Spettacoli srl

AUDITORIUM - PALAZZETTO DELLO SPORT DI CARISOLO

ore 17.30

SALONE DELLE FESTE DI CASTEL CONDINO

martedì

2 FEBBRAIO 2018 ore 21.00

CINEMA TEATRO COMUNALE DI TIONE DI TRENTO

sabato

TEATRO DI LARIDO - BLEGGIO SUPERIORE

venerdì

Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo

Comune di Sella Giudicarie

Comune di Storo

Comune di Tione di Trento

Comune di Tre Ville

Comune di Valdaone

Publistampa Arti grafiche / Pergine Valsugana

sabato


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Economia

DICEMBRE 2017

Parla Gigi Olivieri, nuovo presidente di Autobrennero: “Lavoriamo alla concessione e a nuovi investimenti”

“A22, motore di sviluppo per il territorio” Come mai Olivieri la troviamo presidente di Autobrennero? Diciamo che si tratta un po’ della chiusura di un cerchio. Proprio 20 anni fa, era il 27 novembre del 1997, da deputato presentavo assieme ai colleghi trentini e altoatesini (Boato, Detomas, Schmid, Zeller, Bressa, Brugger) quell’emendamento alla Finanziaria 1997 che consentiva ad Autobrennero di accantonare, in esenzione di imposta, parte del proprio utile di esercizio per creare quel “tesoretto” finalizzato alla realizzazione del tunnel ferroviario del Brennero. Un’idea lungimirante, che alcuni allora non compresero pienamente. Già, allora sembrava strano che l’autostrada finanziasse lo sviluppo della ferrovia, potenziale concorrente. Già, in realtà però già all’epoca si capiva quanto fosse strategico pensare al futuro dell’autostrada del Brennero e ad un carico di traffico crescente che – senza idee e investimenti sulla rotaia per deviare parte del

Con la nomina ufficiale giunta nel pomeriggio del 16 novembre, Gigi Olivieri è il nuovo presidente di Autobrennero. L’ex-deputato di Pinzolo – dopo un anno e mezzo di permanenza nel Cda – ha avuto disco verde dall’assemblea dei soci di A22 e sarà dunque alla guida della società che gestisce l’autostrada del Brennero fino al maggio 2019. Una società importantissima per tutto il Nord Italia (370 milioni di fatturato, quasi 1.000 dipendenti),

dal punto di vista logistico e per l’indotto che crea sul nostro territorio. Olivieri lo sa bene e proprio su questo aspetto punta forte: “Autobrennero rappresenta un’arteria strategica di collegamento con il mondo germanico e con l’Europa e dunque un link di collegamento fondamentale per la nostra economia, non solo di esportazione manifatturiera, ma anche sotto il profilo turistico”.

traffico merci – avrebbe portato in futuro al collasso dell’A22. Il prossimo snodo ferroviario del Brennero, 64 km da Innsbruck a Fortezza rappresenterà dunque un ulteriore vettore di sviluppo per il territorio e per l’economia italiana: per la realizzazione del Tunnel di base del Brennero, noi concorreremo con ben 1 miliardo e 600 milioni di euro. La sua nomina è coincisa anche con una buona notizia giunta da Roma, il via libera al Senato del decreto fiscale che contiene i termini del rinnovo trentennale della concessione di A22. Un’ottima notizia di certo, anche se il percorso per arrivare alla concessione definitiva è lungo e prevede diversi step, tra i quali il pronunciamento di diverse istituzioni, dal Ministero del Trasporti e del Bilancio con un decreto interministeriale al Cipe, passando poi dall’autorità garante dei Trasporti al decreto finale della Corte dei Conti. La nostra attenzione su questa tematica è dunque massima. Quali sono gli obiettivi che si pone con la sua presidenza? Il primo è proprio concludere al meglio il delicato iter della concessione. Un passaggio non scontato, anche perché il prossimo anno vi saranno le elezioni politiche. Ritengo però che una politica responsabile debba analizzare questa questione senza pregiudizi e valutarla unicamente nella sua dimensione economica. E’

importante trattenere sul territorio la gestione di un’arteria come l’A22, è strategico che i territori da essa attraversati possano gestirla direttamente e goderne i frutti. Per questo la concessione è fondamentale. Pensare di andare ad una gara europea su una questione così strategica aprirebbe scenari preoccupanti nei quali tanti giganti esteri, penso ai fondi speculativi di investimenti, si tufferebbero di certo su un’opportunità del genere. Dunque concessione primo obiettivo. Sì ci stiamo impegnando con tutte le nostre forze, il nostro know-how e la nostra capacità di relazione per sostenere le ragioni del prolungamento della concessione. Il piano di sviluppo economico-finanziario e quello del traffico, che guardano ai prossimi 30 anni, sono già stati depositati al Ministero dei Trasporti. Da una positiva conclusione di questa vicenda derivano ovviamente tutti gli altri obiettivi, che tradotto significa opere ed investimenti: penso alla terza corsia nel tratto Verona-Campogalliano, la terza corsia dinamica tra Verona e Bolzano, tutte le infrastrutture di collegamento e raccordo. Parliamo tra spese dirette, indotto e diritti, di circa 6 miliardi di investimenti che la concessione sbloccherebbe. Infrastrutture che significano crescita, sviluppo e occupazione. Anche la Valdastico potrebbe avere questi significati?

A mio parere sì anche se ormai è chiaro che non sarà sul territorio Trentino un’autostrada. Da sempre sono convinto che le infrastrutture viabilistiche portino sviluppo. Anche all’epoca della costruzione dell’A22 negli anni ’60 in molti non volevano questa autostrada: nel tempo si sono tutti ricreduti. Sulla Valdastico è giusto che la Provincia faccia tutte le valutazioni del caso per un progetto che sia nell’interesse del territorio trentino e dei trentini. Come vede l’A22 dei prossimi 30 anni? Un’autostrada “intelligente” e sicura, dove gli investimenti in nuove tecnologie che già oggi stiamo portando avanti consentiranno di aumentare la fruibilità e la sicurezza di questa fondamentale arteria. Accanto alla programmazione di lungo periodo continua infatti l’attività di implementazione costante dell’A22, con attività di miglioramento delle tratte, investimenti in sicurezza, sviluppo del monitoraggio in tempo reale dell’autostrada. Poi l’attenzione agli aspetti informativi, anche grazie alla nuova app, che rappresenta il futuro. Importante anche l’investimento sulla sostenibilità ambientale dell’A22, con il monitoraggio della qualità dell’aria e le iniziative di contenimento delle emissioni favorite nei prossimi anni anche dalle innovazioni nel campo dei motori.


Attualità

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Club di ecologia familiare, farsi un regalo che dura nel tempo di Mariachiara Rizzonelli

Se ci guardiamo attorno sembra che in realtà la necessità più sentita sia quella di poter avere serenità nell’animo e relazioni distese con chi vive attorno a noi. Questo è ciò che hanno notato anche alcune persone che operano nel profondo dei bisogni della società, come la responsabile del Servizio di Alcologia e degli Stili di Vita Cristina Dal Lago e l’ex infermiere e operatore dei centri di Ecologia Famigliare delle Giudicarie Carlo Ducoli, che si sono chiesti cosa si può fare davvero di più. “Nelle nostre comunità ci sono tante sofferenze e fragilità che coinvolgono praticamente tutti – spiega Carlo Ducoli - siamo ogni giorno alla ricerca di un equilibrio e benessere che ci faccia star bene, perché se succede questo riesci a far stare bene innanzitutto le persone che vivono con te e poi anche la tua comunità”. Ducoli, dopo aver frequentato un corso di

“A Natale si può fare di più…!” risuonava negli anni scorsi un jingle pubblicitario dalla televisione di casa nostra nel periodo pre-natalizio. In realtà più che un invito ad essere generosi nei confronti degli altri si trattava di un modo di venderci qualcosa in più sotto Natale, qualcosa che, ci dicevano, sensibilizzazione sul tema proposto dal Servizio provinciale per gli stili di vita e problemi alcol correlati, legato al famoso Metodo di Hudolin, ha sentito che poteva essere la strada giusta per aiutare tante persone. “Ritrovarsi in gruppo a parlare delle proprie difficoltà, di tutte le problematiche legate alle proprie fragilità, di depressione, autostima, fumo, cibo, malattie e tanto altro ancora - spiega infatti Ducoli - diventa un aiuto per condividere, stare meglio e sostenersi a vicenda”. Diffondere questa metodologia è fare quindi “un investimento sul benessere” proprio e altrui perché “da soli non si fa niente, si va solo in difficoltà”. Non si tratta in realtà

di qualcosa di nettamente nuovo, ché di fatto esistono già vari gruppi Auto Mutuo Aiuto legati alle dipendenze da alcol, droghe e gioco o al lutto. Di diverso questa volta c’è soprattutto la prospettiva abbracciata: non si formano gruppi monotematici, ai quali ci si sente chiamati a farne parte o meno a seconda della propria difficoltà, ma si tratta di gruppi ai quali può aderire chiunque si trovi in qualsiasi genere di difficoltà. “Certamente – prosegue Ducoli – è un posto per tutti coloro che sentono di avere una qualsiasi debolezza, ma anche tutte le persone che non sanno dare una causa al proprio malessere, che in realtà non sanno di non stare bene e devono essere aiutate

riempisse di gioia la persona alla quale fosse stato regalato. Pur confermando il pensiero che un buon prodotto alimentare può rendere più gioiosa una festa, viene però da chiedersi se sia proprio solo questa la cosa di cui la gente oggi ha bisogno per sentirsi bene a Natale.

a trovare la propria serenità”. Questi “Club di Ecologia Famigliare”, come ufficialmente si chiamano, sono presenti in tutto il Trentino: a Tione si chiama

“SOS. Sempre col Sorriso” ed è ubicato sopra la stazione delle corriere. L’obbiettivo che Carlo Ducoli e Cristina Dal Lago ora si prefiggono è quello di far

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nascere una realtà simile anche a Borgo Chiese che possa servire tutta la vallata. Per questo, lo scorso 23 novembre assieme al comune di Borgo Chiese, all’Azienda per i Servizi Sanitari, all’Acat Giudicarie e Rendena, e a tutte le associazioni, realtà e parrocchie del territorio, Ducoli e Dal Lago hanno tenuto una bella serata in cui hanno spiegato ai cittadini intenzioni e obbiettivi del progetto. Chi intendesse saperne di più può contattare il Servizio Alcologia e Stili di Vita presso la APSS in Via Ospedale, 10 a Tione o telefonare al numero 0465.331521 (lun-ven 9.00-10.30). “Il benessere proprio e altrui - conclude Ducoli - parte dalla decisione di guardarsi dentro e voler virare rotta”. A Natale per stare bene facciamoci questo dono. Durerà per molto tempo ancora.


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Salute

DICEMBRE 2017

Peso e cibo le chiavi del controllo della malattia

Diabete:zuccheroesaledell’industriaalimentare modernapreoccupanoimedici Mio cugino Ferdinando il “punto di beatitudine” lo aveva scoperto da solo! Impazziva per lo zucchero e le sue incursioni nella cucina di mia zia erano sempre motivo di litigio, ma la spuntava sempre; si sa le mamme a saperle prendere alla fine cedono. Il suo massimo era la “ruscella” della merenda: una fetta di pane tipo Altamura, leggermente unta di olio evo, spalmata di zucchero con alla fine della fetta una piccola montagnola di zucchero, che lui chiamava il “boccone saporito”. Ma mio cugino era sempre in sovrappeso e questo gli avrebbe creato problemi anche gravi. Questo preambolo per dire che lo zucchero insieme ai grassi e al sale è motivo di grossa preoccupazione in campo sanitario per il rischio di obesità e quindi della Sindrome Metabolica che porta invariabilmente all’insorgenza di diabete, di ipertensione e tumori. Istituita nel 1991, il 14 novembre è stata la giornata mondiale del diabete. I numeri di incidenza per l’Italia sono importanti : oltre 3 milioni di persone sono in cura per diabete di tipo 2 ( il diabete dell’adulto), si stimano 1 milione di persone che lo hanno ma non sono diagnosticate ( la malattia inizialmente non dà sintomi ) e quindi non sono in cura, 2,6 milioni di persone hanno difficoltà a mantenere la glicemia nei valori consigliati ( questa è una condizione che prelude al diabete). Nel

di Gianni Ambrosini - oncologo

Joseph L. Balintfy era un professore dell’Università del Massachusetts e nel 1972 analizzò i dati di Howard Moskowits, uno scienziato di Harvard, sulla degustazione del cibo. I grafici mostravano che il gradimento era proporzionale all’aggiunta di zucchero ma fino ad un certo punto oltre il quale era inutile aggiungerne altro. Il cibo 2030 si prevede che vi saranno 5 milioni di persone con diagnosi di diabete di tipo 2. Nel mondo: in USA il 10% della popolazione, in Asia il 7,6%; nel 2010 c’erano 285 milioni di persone con diagnosi di diabete di tipo 2, se ne prevedono 438 milioni nel 2030 : circa 21 casi al giorno. Si mangia di più e peggio con minor dispendio di energia. Per il diabete di tipo 1 in Italia vi sono 84 casi ogni milione di persone. Cerchiamo di dare una definizione di diabete: è una malattia causata da un aumento dei livelli di glucosio nel sangue (comunemente chiamata glicemia) dovuta all’inefficienza biologica di un ormone chiamato Insulina. Questo ormone ne controlla i valori nel sangue e viene prodotto dal pancreas, un organo situato dietro allo stomaco. Non è una malattia contagiosa o ereditaria; ci può essere invece, per il diabete di tipo 2, una predisposizione familiare. La diagnosi viene fatta quando alcuni dati di laboratorio, quali la glicemia e l’emoglobina glicata, superano certi valori. Sono molto importanti e vanno definite alcune situazioni borderline (ovvero al limite) che non indicano un diabete

franco ma che durando nel tempo sfociano invariabilmente in un diabete franco. E qui subentra lo stile di vita di cui parleremo in seguito. Abbiamo citato fin’ora il diabete di tipo 1 che per meglio specificare è quello che si manifesta nei bambini, nei giovani, quasi mai negli adulti, quando vengono distrutte le cellule del pancreas che producono insulina, per un attacco diretto del sistema immunitario in seguito ad una infezione virale o a tossici ambientali. Il pancreas non produce più

perdeva il suo fascino. L’esclamazione : “Ma questo è il bliss point, il punto di beatitudine, il gradimento sensoriale ottimale” avrebbe condizionato e indirizzato in futuro le scelte dell’Industria alimentare. Ma avrebbe anche generato buona parte dei problemi legati all’obesità e alle malattie ad essa correlate.

insulina e quindi non c’è più il controllo della glicemia, il glucosio non entra più nelle cellule; la soluzione è una sola : fare le iniezioni di insulina per tutta la vita. Il diabete di tipo 2 non compare in maniera quasi improvvisa come il tipo 1; si sviluppa invece nel corso di molti anni e alla base della malattia c’è un deficit di produzione dell’insulina che può essere di varia entità. Oltre al deficit di produzione c’è quasi sempre anche una situazione particolare che si chiama insulino-resistenza; c’è una carenza relativa e una sensibilità ridotta. Per capirci, l’insulina prodotta non riesce ad espletare la

sua azione di distribuzione del glucosio per anomalie funzionali che si generano a tutti i livelli nei muscoli, nel fegato, nel cervello, nel tessuto adiposo. E queste anomalie funzionali sono molto variabili da soggetto a soggetto: ogni ammalato ha la sua malattia! Immaginate un capo-uomini di un cantiere edile che non riesce a rifornire in tempo utile i suoi muratori perché gli operai hanno da smaltire troppi materiali di scarto o sono troppo pochi per poter espletare tutte le richieste e magari arrivano anche dei rifornimenti di materiali in tempi sbagliati. E’ quello che succede quando c’è il probelma dell’insulino-resistenza. Bisogna aggiungere che la maggior parte dei soggetti con diabete di tipo 2 sono in sovrappeso od obesi. Esistono altre forme di diabete come quello che può insorgere in gravidanza o in seguito a terapie particolari, a interventi chirurgici o tumori o per difetti genetici, ma sono in numero abbastanza limitato. Il diabete di tipo 1 purtroppo non può essere prevenuto con farmaci o altro. Non così invece per il diabete di tipo 2 la cui causa più frequente è la sedentarietà: gli obesi hanno un rischio 10 volte superiore, specie se si mangiano cibi ricchi di zuccheri o di grassi animali saturi, al contrario

di chi consuma in quantità cibi vegetali, ricchi di fibra, fa una dieta ipocalorica e associa il movimento quotidiano al suo stile di vita. Vi sono studi ormai datati che dimostrano che un cambio radicale dello stile di vita a qualsiasi età può prevenire il diabete di tipo 2: il paradigma è mangiare di meno e meglio e muoversi quotidianamente per combattere il sovrappeso e l’obesità. Bisogna anche specificare che il diabete è una malattia molto complessa che non riguarda solo l’alterazione della glicemia ma coinvolge anche i livelli del colesterolo e dei trigliceridi, che porta all’insorgenza dell’ipertensione, che causa modifiche della coagulabilità e che essendo un’infiammazione cronica porta a disfunzione in vari organi. Questo per dire che non bisogna fare il medico di se stessi ma è necessario affidarsi agli specialisti del caso che con le moderne terapie disponibili rendono la vita del soggetto diabetico quasi normale. E’ ancora più importante quanto ribadito se si pensa alle complicanze del diabete che possono essere molteplici: complicanze acute molto gravi e croniche invalidanti, un esempio per tutte il piede diabetico. Per concludere, l’educazione terapeutica del paziente diabetico è alla base della qualità della sua vita perché i farmaci per la cura ci sono, la malattia si conosce dal punto di vista scientifico, gli specialisti sono esperti, ma alla base di tutto c’è la necessità di una cooperazione spaziale fra tutti gli attori interessati al problema.


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Mont

I Buoni verranno distribuiti presso i punti vendita Conad di Tione di Trento e Cimego a partire dall’8 dicembre 2017 a fronte di una spesa di qualsiasi importo. Il buono non è frazionabile, non dà diritto a resto e non è valido per l’acquisto delle seguenti merceologie: prodotti già in offerta, combustibili, libri, libri di testo, latte infanzia tipo 1 (non promozionabile per legge).


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Europa

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Più politica estera e difesa comune di Paolo Magagnotti Si è dovuti giungere tuttavia al trattato di Amsterdam del 1997 a prevedere la figura dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, coincidente con quella del segretario generale del Consiglio dell’Unione europea. L’ex segretario generale della Nato, lo spagnolo Javier Solana, è stato il primo Alto rappresentante. Pur essendo egli persona di grande capacità ed esperienza la sua incisività nella realtà è stata più formale che altro, in quanto le diplomazie nazionali si sono ben guardate dal consentirgli molto spazio. Il trattato che prevedeva una Costituzione per l’Europa aveva introdotto la figura del ministro degli Esteri dell’Unione europea, ma purtroppo lo stesso fallì per la mancata ratifica da parte di Francia e Paesi Bassi. Per introdurre nel sistema dell’Unione europea una piattaforma di politica estera e di sicurezza con una certa sostanza si è dovuti giungere al trattato di Lisbona, approvato nel 2007 ed entrato in vigore

Dar vita ad una politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea rappresenta da tempo un’esigenza avvertita ma che di fatto non ha trovato ancora una sua completa realizzazione. Già nel 1952 venne approvato un trattato che prevedeva l’istituzione della Comunità europea di difesa. Un’idea e un progetto fortemente voluto sostenuto da Alcide De Gasperi. Egli vedeva nell’unione degli eserciti degli allora sei paesi che formavanel 2009. La norma prevede l’istituzione dell’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché il Servizio europeo per l’azione esterna. Mentre in base al trattato di Amsterdam le responsabilità in materia di politiche esterne dell’Alto rappresentante erano condivise con il commissario europeo per le Relazioni esterne, il trattato di Lisbona ha esteso le responsabilità e ha reso il titolare della carica un vicepresidente della Commissione, in modo tale da consentire all’Alto rappresentante di lavorare in vece dell’UE al meglio e perseguire i suoi obiettivi di politica estera. Attuale titolare dell’incarico è l’ex ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini L’Alto rappresentante ha il

compito di coordinare e attuare la politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell’Unione europea, oltre alla politica di sicurezza e di difesa comune. Il Servizio europeo per l’azione

no la Comunità europea non solo il sistema di sicurezza ma anche un importante presupposto per unire le diplomazie degli Stati membri e consentire alla Comunità di divenire una vera entità politica con la possibilità di esprimersi sull’esterno con una sola voce. Purtroppo nell’agosto del 1954 il trattato fallì per il voto contrario dell’Assemblea nazionale francese. Nei trattati che seguirono vi sono stati timidi riferimenti a tale tema.

esterna assiste l’Alto rappresentante nella gestione della politica estera e di sicurezza e si occupa delle relazioni diplomatiche e i partenariati strategici con i paesi extra UE; collabora

Venticinque anni di attività per Estetica Mara

25 anni di attività per l’Estetica Mara a Tione di Trento. La titolare Mara Maffei festeggia proprio quest’anno le nozze d’argento del suo centro di estetica, che offre ogni giorno servizi di cura e bellezza su misura per ogni cliente. Aperta nel novembre 1992 con sede inizialmente nella zona antica di Brevine, l’attività di Mara si è spostata definitivamente nel 2011 in via Durone 43 a Tione. Il centro estetico è stato inaugurato dalla titolare all’età di diciannove anni, dopo aver terminato brillantemente la sua formazione professionale presso l’istituto “Armida Barelli” di Ro-

vereto. Una sfida con se stessa, così la definisce Mara, che ha portato avanti con cura e professionalità la sua attività in questi lunghi venticinque anni, dando vita ad un ambiente in cui la bellezza di ciascuno viene esaltata. Estetica Mara offre alla sua clientela trattamenti personalizzati per viso e corpo, solarium, massaggi, trucco, depilazione, manicure e pedicure, sempre in linea con le ultime novità del mondo del benessere. Mara svolge il suo lavoro con passione e dedizione avendo a cuore il benessere fisico ed estetico delle sue numerose e affezionate clienti. Estetica Mara desidera ringraziare, per il traguardo professionale ottenuto, le clienti che con affetto e stima ne hanno permesso la crescita e la realizzazione. Estetica Mara, aperto ogni giorno da martedì a sabato con orario continuato dalle ore 9:00 alle ore 16:00, vi aspetta numerose e vi augura Buone Feste.

inoltre con i servizi diplomatici nazionali dei paesi dell’UE, l’ONU e altre potenze mondiali. L’Unione europea non dispone di un proprio esercito permanente ma nell’esercizio della sua politica estera e di difesa utilizza invece contingenti che vengono messi a disposizione dai Paesi membri dell’Unione. Gli interventi riguardano, fra l’altro, operazioni comuni di disarmo, missioni umanitarie e di soccorso, azioni di consulenza e assistenza militare, prevenzione dei conflitti e mantenimento della pace. Fa parte del Servizio, che ha sede a Bruxelles, personale esperto trasferito dal Consiglio dell’UE, dalla Commissione europea e dai servizi diplomatici dei Paesi dell’UE. Negli ultimi tempi particolarmente incisivo è stato il ruolo dell’Alto rappresentante

e dell’intero Servizio per l’azione esterna per giungere ad un accordo con l’Iran sull’energia nucleare; accordo che purtroppo ora vede il pericoloso defilarsi degli Stati Uniti del presidente Donald Trump. L’intero “apparato” attivo ora nell’Unione Europea per lo sviluppo di una politica estera e di sicurezza comune rappresenta certamente un fatto importante. È possibile che l’Unione europea si presenti verso l’esterno con una sola voce; è possibile ma purtroppo nella realtà si tratta di una voce ancora troppo debole. Una debolezza che non è interna al sistema di Bruxelles, ma dovuta alla gelosia con cui i governi nazionali dell’Unione vogliono gestire e controllare le proprie diplomazie nazionali. Gelosie che non mancano nemmeno negli eserciti nazionali, allo stesso modo con cui i servizi segreti dei vari Paesi UE frenano le situazione di un unico servizio di inteligence europeo. Negli ultimi tempi il terrorismo e l’insicurezza generale che sta segnando l’Europa ha portato a riflessioni più attente e sensibili in merito alla realizzazione di una difesa comune dell’Unione europea. In questo ambito, come in tante altre realtà che interessano il processo di integrazione europea, va detto che le limitazioni nel realizzare ciò che serve nell’interesse comune non si annidano a Bruxelles ma nei governi nazionali, che con poca lungimiranza non vedono, o non vogliono rendersi conto, che i “capricci” nel difendere forme di sovranità nazionale incompatibile con i tempi che stiamo vivendo minano il futuro delle giovani generazioni.


Politica

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Tracciato tortuoso, rocce sporgenti, rischio caduta massi le criticità

San Lorenzo Dorsino – Molveno: serve una strada più sicura Una question time di Tonina chiede la manutenzione straordinaria già il prossimo anno Partendo da questi presupposti, il consigliere provinciale dell’Unione per il Trentino Mario Tonina, nel corso del consiglio provinciale di novembre, ha presentato in Aula un’interrogazione a risposta immediata per sapere dalla Giunta provinciale, e in particolare dall’Assessore Mauro Gilmozzi, se vi siano allo studio soluzioni o progetti già programmati di miglioramento dell’arteria. Tonina ha anche specificato che «in caso di chiusura della SS 421, la strada alternativa è quella che passa da Moline che presenta numerose criticità, come sa chi conosce bene la zona». Tonina ha anche voluto ribadire nell’Aula consiliare che la strada tra le Giudicarie esteriori e l’Altopiano della Paganel-

Da tempo, almeno una decina di amministrazioni comunali del Trentino occidentale hanno ripetutamente segnalato la pericolosità della strada statale 421 nel tratto tra San Lorenzo Dorsino e Molveno, in particolare nel passaggio tra l’uscita della galleria e la località Nembia, dove la viabilità è soggetta a frequenti episodi di caduta massi e la parla ha una valenza turistica primaria, di passaggio verso il Garda e la Val Rendena per chi proviene dalle località turistiche di Fai, Andalo e Molveno. Importanza turistica accresciuta dal recente riconoscimento al Lago di Molveno delle 5 Vele di Legambiente per le acque e la spiaggia. Nel corso di quest’anno, per il quarto anno consecutivo, Molveno ha anche ricevuto il titolo di «Lago più bello d’Italia» e il Comune è anche Bandiera Arancione per la qualità dell’accoglienza e dei servizi turistici. Allo

stesso tempo, la strada è utilizzata anche da un’utenza pendolare tutt’altro che

ticolare conformazione morfologica costringe il tracciato a un percorso piuttosto tortuoso anche nel tratto stradale che costeggia il lago di Molveno. In alcuni punti la roccia sporgente sulla carreggiata rende difficoltoso l’incrocio dei veicoli, soprattutto autobus, camion, camper e roulotte. La larghezza della carreggiata, poi, è piuttosto limitata.

trascurabile. L’assessore ha risposto al consigliere giudicariese precisando come

la Provincia sia consapevole delle criticità presentate dal tratto di SS 421 tra San Lorenzo Dorsino e Molveno ei ha aggiunto che, oltre all’azione di monitoraggio e di manutenzione svolta costantemente, la Provincia aveva avviato, nella precedente legislatura, un progetto per la sistemazione e la mitigazione del rischio di caduta massi tra gli abitati di San Lorenzo in Banale e Molveno. La progettazione non ha però avuto corso a seguito della riduzione delle risorse destinate agli investimenti e

dalla conseguente riorganizzazione delle priorità della programmazione in materia di viabilità. «Sono comunque in fase di studio alcuni interventi puntuali di manutenzione straordinaria al fine di migliorare la scorrevolezza stradale e ridurre la pericolosità in fase di incrocio dei veicoli ingombranti». I lavori saranno realizzati già nel 2018 attraverso risorse che si troveranno nel prossimo bilancio. Il consigliere Tonina si è detto parzialmente soddisfatto della risposta, ribadendo l’importanza di mettere in campo provvedimenti urgenti per migliorare il tratto tra l’uscita della galleria e la località Nembia per renderlo più sicuro già dalla prossima stagione turistica estiva.

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Il Saltaro delle Giudicarie

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IL SALTARO DELLE GIUDICARIE

Dopo due calci il Calcio spera Gli amici più fidati, gli abitudinari di sempre, l’Abele, un po’ “petera”, l’Archimede, lo “studiato” alle Commerciali, l’Osvaldo Caccola, l’uomo con le palle, l’Arcadio, lavativo e perditempo e l’ex Sindaco Filippo, sono gli unici rimasti a tavolino con tanto di fiasco di quello buono, per fare finalmente un po’ di chiarezza, su quanto è accaduto con gli svedesi, che ci hanno fregato come pollastri, anzi come pollastrelle avvizzite, smunte, e senza balìa. “ Era da prevedere...era una nazionale fatta di ometti di poco conto, con un condottiero fiacco e malvoluto...piccoli uomini, bolsi, senza carattere, cosa si poteva pretendere...” apre le danze l’Abele con sufficienza. “Ma si, ce la mettevano tutta, ma era una squadra improvvisata, strampalata...e il c.t. Ventura, perso, fuori di testa...” interviene l’Archimede, il saggio. “ Io ho visto una squadra di “giuppini” che correvano su e giù senza sapere cosa fare...l’unica cosa che mi ha colpito di tutti loro erano le pettinature, mezzi rasati mi sembravano soldatini spompati reduci dalla naia...niente fuoriclasse, niente campioni, eppure è tutta gente che guadagna come minimo 1.500 euro al minuto, con i loro ingaggi favolosi, roba che un muratore che si rompe la schiena guadagna in un mese... porca vacca...bisognerebbe prenderli tutti a calci in c...” l’Osvaldo Caccola, quando parte finisce sempre per esagerare. “Ma non è tutta colpa dei giocatori...ormai il calcio italiano, rispetto al resto d’Europa, è indietro di cento anni... abbiamo dirigenti incapaci...bisognerebbe mandarli

“M

adonna santa, che fortuna che l’Italia ha perso...mai avuto l’osteria così piena...magari perdesse una volta al mese!” Questa è la convinzione della Maroca, ostessa d’altri tempi che ha confidato sottovoce alla sua amica Orsolina, la pettegola conosciuta in tutto il mondo, chiamata per l’occasione a darle una mano. Da quel maledetto (benedetto) lunedì che ha segnato la catastrofe calcistica della nostra nazionale, i patiti del calcio si sono dati appuntamento all’osteria più vecchia del paese per ragionare in modo serio e razionale su quanto era successo al nostro calcio. Oddio, non che i ragionamenti fossero sempre seri e razionali, ci sono state serate sfrenate, fatte di insulti, improperi, imprecazioni d’ogni sorta, ma poi, man mano che il tempo passava, le cose si sono rimesse in carreggiata. tutti a casa...quel Tavecchio, poi...il presidente della Federazione Calcio, che ha voluto Ventura come allenatore, è l’immagine dei suoi giocatori: piccolo, goffo e confuso, cosa vuoi che ne venga fuori...” conferma l’inesorabile Arcadio che gli piace talvolta apparire saggio. “E..e..e... a casa!!! Quelli col cavolo che abbandonano le poltrone...hanno licenziato il Ventura e loro sono rimasti al loro posto...” conferma l’Abele che continua “ ...il bello è che tutta Italia li voleva dimissionari...niente, autentiche facce toste, il Ventura s’è fatto licenziare così può incassare un sacco di soldi...e forse ha fatto bene, con tutte quelle che gli hanno urlato contro Tv e giornali, lui s’è chiuso nella sua villa in Puglia e aspetta con serenità l’assegno di circa 800 mila euro dal suo ex amico Tavecchio e per il resto che vadano tutti a quel paese, tanto, se avesse rinunciato ai soldi, non è che gli avrebbero risparmiato tutte le orrende porcherie che ha dovute subire da mezza Italia... bene ha fatto a pretendere i suoi soldi e mandare tutti “in mona”, che detto in pugliese è tutta un’altra cosa. Invece il Tavecchio Carlo, il maggiore responsabile, è rimasto al suo posto, imperterrito, gran faccia tosta. “ Giusto il commento

di Feltri “la cosa si è conclusa così: Ventura se ne va coperto di soldi e Tavecchio rimane coperto di ridicolo! Non so se avete notato, ma il migliore, lunedì, è stato un mezzo brasiliano, ho l’impressione che abbiamo bisogno dello “Ius soli” e subito, cari miei, perché abbiamo urgente bisogno di uomini grandi e grossi, con classe e testa, con i nostri nanetti di catastrofi ne subiremo ancora...” è l’amara conclusione dell’ex sindaco Filippo che un po’ di politica ce la mette sempre. “ Ehi, sindaco, non buttarla sempre in politica... lo Ius soli, l’hanno appena bocciato anche in Regione, i giocatori dobbiamo farceli in casa...” taglia corto l’Osvaldo caccola. “ Certo, peccato che non ci siano più gli oratori...io i primi calci li ho dati nel cortile dell’oratorio e son diventa-

to un bel calciatore...guarda che ho giocato anche nel Revegler...” dice l’Abele. “ Ah! Davvero? Il Revegler che squadra era...una squadra inglese? Russa?” dice l’Arcadio, ironico. “ Il Revegler era la squadra di Praso...ma ci giocavano fior di giocatori...” replica l’Abele, sull’incazzato. Silenzio. C’è voglia di dimenticare e andare avanti. Ma l’Orsolina che non ha capito un cacchio di tutti i loro discorsi vuol dire la sua “ Con tutti i casini che combinano i nostri politici, è possibile che non abbiate nient’altro da dire?” “ Guarda che parlavamo di calcio...è sempre così, chissà dove ha la testa l’Orsolina, è malata di Salvini, uno così, grande e grosso, se lo mangerebbe per un mese intero...” dice l’Archimede che prosegue “...a proposito, in primavera avremo

le elezioni nazionali, sono proprio curioso di sapere come andrà a finire...” “ Io voto Berlusconi, ha promesso che darà mille euro di pensione a tutti, dentiere gratis a chi non se le può permettere, un assegno alle zitelle...” dice l’Osvaldo Caccola che vorrebbe continuare. Ma lo interrompe l’Osvaldo “… meglio i Cinque Stelle, quelli hanno promesso 790 euro a tutti i disoccupati cosi almeno lavoreranno tutti in nero...” “ Io voto Renzi che ha promesso mille euro all’anno ai ragazzi sotto i vent’anni, una specie di mini vitalizio per i giovani...io ho quattro ragazzi...non male 4.000 euro al mese...” confida l’Arcadio. “ Oh che bello! Chiunque vinca siamo in una botte di ferro!” conclude l’Abele. La vita è meravigliosa. Soprattutto quella dei politici. Fino all’altro giorno il ministro Padoan, quello dei soldi, ha detto che “ le risorse sono pochissime”, adesso a sentire i leader (mi sembra che li chiamino così) pare che l’Italia navighi nell’oro. “Già, interviene l’ex sindaco Filippo, son tutte balle... con quali soldi finanzieranno tutte ‘ste promesse?... quelli ci prendono in giro, è sempre così prima delle elezioni!”. “ Ma come, questi vogliono dare soldi ai disoccupati, dentiere agli sdentati, la paghetta ai nostri ragazzi e noi ci mettiamo a rompere le palle...crediamoci una volta tanto...” conclude l’Archimede. “ No...attenti...sono tutte balle, nelle casse non c’è una lira,….ma io avrei la soluzione...di soldi ce ne sono a iosa se utilizzati in modo onesto… se venissero aboliti i vitalizi ai parlamentari che li prendono anche dopo una sola legi-

la Spettabile clientela Buon Natale e un Felice Anno Nuovo ...

slatura, se eliminassimo i super stipendi, se prendessimo a calci gli evasori, mettessimo in prigione chi porta capitali all’estero, combattessimo col mitra mafia, camorra e compagnia bella...anzi brutta… e magari tassassimo puttane e puttanieri come fanno in tanti Stati d’Europa e poi riducessimo il numero dei parlamentari per gran parte inutili, avremo soldi a non finire...” Già, sono d’accordo, ma con i politici che abbiamo non riusciremo mai a combinare qualcosa di buono...bisognerebbe cambiarli tutti!” dice sconsolato l’Abele. “Hai ragione, sono omuncoli come quelli del calcio, gente dalla faccia di bronzo, gente da perdere, con questi politici e con questi giocatori, le catastrofi saranno all’ordine del giorno...” conclude l’Archimede il saggio. L’Orsolina si da da fare...riempie i bicchieri di vino rosso, buono, sperando nel sorriso di qualche suo amico. Buio assoluto! Il buio a cui andrà incontro la nostra povera Italia. E’ d’accordo anche il vostro Saltaro che se ne va senza avere nulla da aggiungere, di saggezza antica i suoi sodali ne hanno sparsa a quintali. Ah, fossero tutti così i nostri politici.… P.S: Solo ora è giunta in cielo la notizia delle dimissioni di Carlo Tavecchio, presidente della Federazione Gioco Calcio, abbandonato da tutti, evviva, meglio tardi che mai...solo lui... ora sarà con Ventura fra le cose da dimenticare quanto prima, suonano a festa le campane d’ogni parte della terra...finalmente. E adesso ? Ricominciamo daccapo e che Dio ce la mandi buona!


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Società

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Le macchinette che si trovano in tabaccai e appositi centri gioco ridistribuiscono per questo solo il 75% di quello che viene versato, per cui anche se qualcuno fosse l’unico giocatore della macchinetta, e continuasse a giocare, potrebbe riottenere solo il 75% di quello che hai versato. È impossibile non andare in perdita. Almeno un 25%, sempre che non ci siano altri giocatori ed è questo il caso naturalmente in tutte lo slot che sono apparecchi pubblici, andrà perso. Quindi non solo non si può vincere, ma non si può neanche andare in pari. Nonostante ciò sia cosa ben nota, purtroppo la ludopatia sta diventando un problema, ed anche in Trentino ed in Giudicarie tante persone si stanno rovinando. Miriam Vanzetta dell’Associazione onlus A.M.A. (auto mutuo aiuto), tutte le settimane riunisce gruppi di persone che condividono il disagio del gioco patologico e cercano di guarirne: “Il gioco d’azzardo – spiega - è un fenomeno ormai molto diffuso su tutto il nostro territorio provinciale. Giocano giovani, adulti e anziani, più uomini, ma anche donne, circa il 30%”. Di quale volume d’affari si parla? “In Trentino parliamo di un volume di gioco che si aggira su 1 miliardo e 18 milioni di euro in un anno tra slot, video lottery, lotterie istantanee, scommesse sportive ecc. I dati Ipsad mostrano che il Trentino Alto Adige ha una problematicità minore rispetto al resto d’Italia, ma è comunque importante non sottovalutare i rischi che la diffusione dell’azzardo può avere sulle nostre famiglie”. Prosegue Miriam: “ Un dato particolarmente allarmante è rappresentato dal 43% di giovani e giovanissimi tra i 15 e i 34 anni che si avvicinano al gioco d’azzardo. I fattori di rischio che avvicinano i giovani al gioco sono in particolare l’utilizzo di alcol, droghe e sostanze il-

L’azzardodelgioco:ilbancovincesempre A rischio pensionati, turnisti, disoccupati e giovani. Gruppi di auto mutuo aiuto anche a Tione di Chiara Garroni Un minimo di matematica è necessaria per rendersi conto di quanto elevata sia la probabilità di vincere al gioco. Vincere il jackpot del Superenalotto, indovinando tutti i numeri, è un fatto che ha 1 probabilità su 600milioni di accadere. Nel 2068 passerà vicino alla terra un asteroide che si chiama Apophis 9942: la probabilità calcolata dalla Nasa che colpisca la terra è di legali, mentre i comportamenti identificati come protettivi sono un controllo dei genitori rispetto alla spesa della paghetta, la soddisfazione nel rapporto con i propri amici e un rendimento scolastico medio alto”. L’associazione A.M.A. ha attivato gruppi di auto mutuo aiuto per il gioco d’azzardo a Trento, Rovereto, Riva del Garda, Cles, Predazzo e a Tione. Il gruppo di Tione è attivo da circa 5 anni, non è molto numeroso, e chi partecipa generalmente sono più uomini, ma il problema tocca anche le donne. Pure le fasce d’età sono varie, le persone che decidono di fare un percorso tendenzialmente sono adulti, di mezza età. “E’ difficile fare degli identikit – prosegue - ma sicuramente elementi di solitudine e soprattutto di una certa disponibilità di tempo libero facilitano l’avvicinamento all’azzardo. In particolare persone disoccupate, casse integrate, turnisti o pensionati sono categorie più a rischio”. C’è poi ora anche la disponibilità dell’azzardo online, che ha permesso una diffusione 24 ore su 24 del fenomeno, e in qualsiasi luogo, sviluppando un problema anche tra i più giovani. Nel metodo dei gruppi

di auto mutuo aiuto è molto importante anche la presenza di almeno un familiare, o comunque una persona significativa per il giocatore, e infatti viene sempre consigliata, perché aiuta sia la frequenza sia la possibilità di ristabilire un rapporto di fiducia in famiglia. Non è però una condizione sine qua non. Generalmente la richiesta di aiuto viene da un familiare, ma può anche avvenire direttamente dal giocatore. E’ importante che quando il familiare si rende conto del problema chieda aiuto per capire come approcciare il giocatore. Può anche succedere che partecipi il familiare senza il diretto interessato, almeno in una prima fase del gruppo.

1 su 400mila. Ed è talmente remota come possibilità che nessuno se ne preoccupa. Lo stesso vale per il Win for Life: la probabilità di vincere 4mila euro al mese per 20 anni è 1 su 3 milioni. La sostanza è che vincere è pressoché impossibile. E le slot machine? Per ogni euro introdotto in una slot machine una parte di quel denaro viene trasferito all’erario e ai gestori.

Negli ultimi anni c’è una maggior sensibilizzazione e attenzione diffusa al problema, e anche alcuni bar hanno deciso di togliere le famigerate “macchinette”. “Le leggi e i regolamenti sono certamente utili - aggiunge Miriam - ma non possono da soli modificare la situazione; sono tuttavia indice di un’attenzione politica al problema. Se davvero togliessero le slot dalle zone sensibili certamente questo aiuterebbe molte persone. Può essere utile anche spegnere le slot in alcune fasce orarie, in modo da evitare, per esempio, che si fermino i ragazzi andando a scuola. Per l’online queste misure chiaramente non sono efficaci. La minor diffusione

delle occasioni di gioco sarebbe una misura molto utile, assieme alla crescita culturale e attenzione rispetto al fenomeno”. I giocatori e i familiari che desiderano fare un percorso assieme di cambiamento e di fuoriuscita dall’azzardo possono essere sostenuti dal gruppo di auto mutuo aiuto, che è un’occasione di confronto e sostegno aperto a giocatori d’azzardo e familiari che si riunisce settimanalmente il martedì, alle 20,30, presso la Casa delle Associazioni in via Roma 5 a Tione. Le persone o le famiglie che condividono il disagio del gioco patologico si uniscono attorno a un obiettivo comune: fermare il comportamento patologico del gioco d’azzardo, ristabilire relazioni di fiducia e ricostruire i legami. I partecipanti si impegnano per il loro cambiamento attivandosi in prima persona, attraverso il reciproco sostegno e il confronto delle esperienze vissute. Nel gruppo la persona impara a conoscersi meglio, a scoprire i propri limiti, ad aumentare la propria autostima e le proprie potenzialità, a creare o rafforzare una rete di rapporti per sostenere il cambiamento. Ci sono alcuni sintomi che rivelano se il

gioco è diventato un problema: non hai più stima di te stesso, i tuoi affetti familiari e le tue amicizie vacillano, giochi tutti i soldi che hai, pensi in continuazione al gioco e a come recuperare denaro per poter giocare, la scuola o il lavoro ne risentono, sei in crisi e non sei in grado di uscirne da solo. Giocatori o familiari che intendono partecipare al gruppo possono contattare la Sede A.M.A. di Trento, Via Taramelli 17, tel. 0461 239640 – 342 8210353 o rivolgersi al Servizio Alcologia - Stili di vita di Tione, Via Ospedale 10, tel. 0465 331521. C’è anche un sito Internet cui collegarsi per informarsi: noazzardo.betawebs.com. La Comunità delle Giudicarie nel 2012 approvò all’unanimità una mozione su “Iniziative finalizzate a fronteggiare l’emergenza e azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno della ludopatia”, e se ne parlò in un pubblico incontro tenuto nell’agosto di quell’anno. Qualche mese dopo si tenne una serata a Roncone sull’argomento. La Provincia di Trento nel 2015 ha approvato all’unanimità una legge su “prevenzione e cura della dipendenza da gioco” per la quale le slot machine dovranno essere eliminate non solo dai piccoli esercizi ma anche dalle sale giochi situate entro un raggio di 300 metri dai “luoghi sensibili”. Dunque entro il 2020 i gestori avranno l’obbligo di adeguarsi.


La riflessione

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Alla ricerca del Natale Si sa che il vangelo è scarno di notizie e forse per questo ci fa sognare. Di sicuro, nel vangelo della nascita, la notte, la non-casa, la mangiatoia, le fasce, le poche cose, rivelano. Lasciano spiragli. Le molte cose (come oggi) coprono, pesano, nascondono per sempre. “Per noi uomini” sta scritto nel Credo: consegnato alla nostra umanità, vincolato per sempre. Ma per amore, solo per amore! Dietrich Bonhoeffer, il grande teologo protestante morto in campo di concentramento a Flossenburg il 9 aprile 1945, commenta mirabilmente: “Si parla della nascita di un bambino, non dell’azione rivoluzionaria di un uomo forte, non dell’audace scoperta di un sapiente, non dell’opera pia di un santo. […] Come a confondere gli sforzi e le imprese dei potenti, al cuore della storia universale

Sono (siamo) in cerca del Natale. Non è così a portata di mano, come si pensa. Paradossalmente non è così scontato che sia anche nelle chiese e nemmeno dei simboli religiosi, e non è in tutti i presepi. Sono (siamo) in cerca del Natale. Devono averlo seppellito sotto cumuli, tonnellate di cose inutili. E dunque, d’ora in poi, bisogna essere della razza

dei minatori e scavare. Scovare nei camminamenti oscuri della terra l’oro che riluce. O essere della razza dei cani da caccia e augurarci che, per grazia, ci appartenga il loro fiuto. Occorre fiutare l’invisibile. Come lo fu certamente all’inizio: non così sbandierato, non alla luce del sole, non esibito, ma nascosto nella notte.

viene posto un bambino. Un bambino nato dagli uomini, un Figlio dato da Dio. Che sia nato per noi questo bambino, che ci sia stato dato questo figlio: da questo ormai dipende la nostra vita!”. La “carne” con la sua fisicità, la sua opacità, il suo peso, è dimora di Dio; egli abita se stesso solo nella tenda dei corpi che siamo. Il Dio cristiano non entra nel mondo imponendosi alla storia, quanto piuttosto consegnandosi ad essa; non si impadronisce rapacemente del corpo di una donna, ma chiede di essere accolto, una volta “fatto carne”, così come accade per tante donne e per tanti uomini anche oggi, che invocano quella dignità che il corpo comune esprime e manifesta inequivocabilmente. Marcello Farina

Mazzacchi Gomme CONDINO - BORGO CHIESE

Angelo

Roberto

Roberto e Daniela Dennis Franco Tony

Paolo

Diego


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Lavoro

DICEMBRE 2017 Olivi: “Un risultato che premia la nostra capacità di fare assieme”

Positivi i dati sul lavoro nel 2017 Uscito il 32esimo rapporto sull’occupazione in provincia di Trento

L’andamento dell’economia Le indicazioni che si ricavano dai dati del primo semestre del 2017 sono positive, con quasi tutti i parametri in ripresa e un giudizio degli imprenditori trentini in miglioramento. Secondo l’indagine congiunturale curata dalla CCIAA, il fatturato delle imprese esaminate cresce del 2,5%, sostenuto soprattutto dalla domanda nazionale. I risultati migliori si registrano nel commercio all’ingrosso, nel manifatturiero e nei trasporti. Ancora problematica appare invece la condizione delle costruzioni e dell’estrattivo. Rispetto a un anno fa il differenziale del valore della produzione è in crescita del 4,2% su base semestrale. Il dato semestrale degli ordinativi attesta, invece, un incremento dell’1,1%. Il mercato del lavoro nel 2017 Tra il gennaio e settembre del 2017, le assunzioni del-

Nei primi nove mesi del 2017 le assunzioni in Trentino crescono di quasi 7.000 unità, pari a un + 7% circa. Positivi anche i saldi occupazionali: le assunzioni delle imprese prevalgono sulle cessazioni lavorative per circa 1.800 unità. I dati dell’ISTAT riferiti al primo semestre dell’anno evidenziano a loro volta un aumento dell’ocle imprese trentine sono cresciute di 6.879 unità e del +6,9% rispetto ai primi nove mesi del 2016. Un aumento che sarebbe stato ben più consistente senza il forte calo delle assunzioni in agricoltura, dovuto alle cattive condizioni atmosferiche (gelate in primavera e grandinate e siccità nei mesi estivi). In sintesi in agricoltura le assunzioni sono calate di 7.562 unità, mentre sono cresciute di 2.907 nel secondario e di 11.534 nel terziario. Tra i comparti più positivi in questa parte dell’anno, certamente il manifatturiero (+2.256 assunzioni) e il turismo (+6.340). La dinamica è migliore per le donne (+5.708 e +1.171 per i maschi) e positiva solo per gli italiani (+11.850, mentre le assunzioni degli stranieri

pagano il cattivo andamento dell’agricoltura e scendono di quasi 5.000 unità). Dopo essere stati i più colpiti dalla crisi, è soprattutto la domanda di lavoro dei giovani a crescere nei nove mesi dell’anno: + 4.764 assunzioni tra i 15-29enni; + 727 tra i 30-54enni e di 1.388 tra i lavoratori più anziani. Il tempo indeterminato nei primi nove mesi del 2017 torna a crescere e di 333 unità, aumentano di 855 anche le assunzioni con apprendistato, mentre flette di 857 il tempo determinato molto utilizzato per il lavoro stagionale in agricoltura. Tra le altre forme d’inserimento al lavoro, importante è la crescita superiore alle 2.800 unità del lavoro somministrato, perché spesso utilizzato per

cupazione (+900) e un contemporaneo e forte calo della disoccupazione (-1.700 persone in cerca di lavoro). E’ in estrema sintesi il quadro che emerge dal 32° Rapporto sull’occupazione in provincia di Trento, che fornisce una fotografia ragionata del mercato del lavoro in provincia di Trento aggiornata a oggi. i picchi di produzione nelle imprese e specchio dell’attuale fase positiva. La stessa positività è confermata anche dalle trasformazioni all’interno delle stesse imprese dei contratti a termine in lavoro a tempo indeterminato: dalle 1.637 dei primi nove mesi del 2016 alle 2.021 del 2017 (384 in più). Una novità del 2017 è anche il ritorno alla crescita del lavoro a chiamata, un aumento per parte collegato ai cambiamenti che hanno disciplinato in maniera più rigida il ricorso al lavoro accessorio (voucher); così che tra questi e il lavoro a chiamata si è determinato un effetto di sostituzione. Anche i dati degli iscritti ai Centri per l’Impiego migliorano: i disoccupati iscritti a fine settembre

2017 (37.727) sono 771 in meno rispetto a settembre 2016. Un altro dato positivo è che rispetto ai nove mesi del 2016, ben 1.211 persone in più si sono cancellate dalle liste perché hanno trovato un lavoro. Della maggior domanda di lavoro delle imprese trentine hanno dunque beneficiato anche gli iscritti ai Cpi. Anche i dati dell’ISTAT, sui primi sei mesi dell’anno, confermano la svolta positiva del mercato del lavoro trentino. Nel primo semestre del 2017, si registra, infatti, una decisa diminuzione delle persone in cerca di lavoro ( 9,9%) e una crescita dei soggetti occupati (+0,4%) rispetto al primo semestre 2016. In valori assoluti si contano 1.700 disoccupati in meno e 900 occupati in

più. Il tasso di occupazione (calcolato come media dei due trimestri) cresce di 0,3 punti, portandosi al 66,3%, mentre il tasso della disoccupazione scende di 0,7 punti, dal 7,1% al 6,4%. Le donne mostrano risultati migliori degli uomini, soprattutto sul fronte dell’occupazione: a fronte di una crescita di 3.700 occupate (+3,6%) si contano, infatti, 2.800 occupati maschi in meno (-2,1%) rispetto a un anno prima. Sul versante delle persone in cerca di lavoro, la diminuzione interessa ambedue i sessi: -1.200 donne ( 14,7%) e 500 uomini (-5,7%). Sul fronte degli ammortizzatori sociali, tra gennaio e settembre del 2017 le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni sono diminuite di 214.090 unità e del -18% (dalle 1.210.99 dei nove mesi del 2016 alle 996.909 dell’anno in corso). In termini di lavoratori equivalenti si passa dai 615 agli attuali 506.


Attualità

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Terzo appuntamento del percorso “Conosci il Trentino”

Le Giudicarie viste da fuori Un punto di vista privilegiato il suo grazie anche alla visione d’insieme richiesta dalla sua professione, soprattutto dovendo collocare la nostra realtà di valle in un’ottica comparativa con altre realtà trentine. Faustini ha messo a nudo alcuni importanti punti deboli, fornendo interessanti spunti di riflessione. “Anzitutto – ha esordito Faustini - gran parte dei giudicariesi hanno un elevato senso identitario, che fa del legame con la propria comunità un vero e proprio cordone ombelicale. E questo può essere sia un pro che un contro: ad esempio questo legame può restringere drammaticamente l’apertura verso l’esterno (economica, politica, ecc..) per privilegiare l’azione sul territorio (positiva si, ma limitante). Altro grande problema è la rappresentanza politica giudicariese in seno alla Provincia: anche questa soffre di un “eterno ritorno” alla valle, un non volersi im-

Quale immagine danno di sé le Giudicarie dal punto di vista della stampa? Cosa rappresentano le nostre valli all’interno della cronaca trentina? Realtà importante ed influente o una “hic sunt leones”? A sollevare questi interrogativi e a cercare di darne una coerente risposta ha provato l’Associazione di promozione sociale Piazza Viva durante il terzo appuntamento del percorso “Conosci il Trentino?” nella

Casa Terre Comuni di Vigo Rendena. A dibattere l’argomento proposto da Piazza Viva per questo suo terzo incontro, ovvero la percezione della stampa del rapporto centro-periferia, è stato chiamato come ospite Alberto Faustini, direttore dei quotidiani Trentino e Alto Adige, laureato in sociologia, giornalista ed opinionista affermato e docente universitario in tecniche della comunicazione.

pegnare a fondo per portare le Giudicarie stabilmente all’ordine del giorno sui tavoli politici della Provincia: è come se si fosse fatta ormai abitudine al concetto stesso di essere periferia. Anche nel campo dell’informazione, tolte notizie relative agli impianti sciistici o ad episodi di cronaca nera, le Giudicarie sono sostanzialmente marginali”. Faustini ha parlato delle Giudicarie come un unicum sia dal punto di vista dell’estensione (è la Comunità più ampia geograficamente), sia per la vicinanza con la Lombardia dal punto di vista linguistico-dialettale e di vicinanza e facilità di collegamento geografico (per la quale non

si riesce ad essere “trentini” fino in fondo) e anche per il fatto, da parte dei giudicariesi, di non concepire le proprie valli come una comunità unitaria, ma animata da importanti diversità e divisioni (reali o solo psicologiche) in diversi ambiti, dalle squadre di calcio alle economie. Faustini ha posto l’accento sul problema della rappresentanza politica giudicariese, probabilmente proprio questa la causa del “cono d’ombra” depositatosi sulla vallata. Un trend figlio del nostro tempo, dominato da disinteresse verso la politica, poco rispetto verso le istituzioni e una politica forse più preoccupata di perpetuarsi che di creare un rinnovamento nelle sue fila, coinvolgendo più attivamente nuove leve. Tanti spunti di riflessione dunque durante questo interessante incontro, non una tirata d’orecchi ma uno sprone a mettersi in gioco per migliorare. (A.G.)

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Società

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Le donne che si rivolgono ai servizi non residenziali sono adulte, economicamente autonome, istruite, italiane

I numeri della violenza di genere Analisi delle denunce Nella ricerca relativa ai dati del 2016 promossa dall’Osservatorio provinciale sulla violenza di genere sono stati rilevati 532 denunce e 232 procedimenti di ammonimento per un totale di 764 eventi associati a violenza di genere. Rispetto all’anno precedente, si nota un calo delle denunce (654 nel 2015) compensate da un sostanziale aumento dei procedimenti di ammonimento (nel 2015 erano stati 149). Se si considerano tutte le denunce e i procedimenti di ammonimento nell’anno solare 2016, risulta chiaro come in media si verifichino 2 di questi eventi ogni giorno. Raggruppando i reati per tipologia di violenza, la violenza fisica e domestica è la tipologia più frequente, seguita dalla violenza psicologica e dallo stalking. Si conferma, ancora una volta, un fatto noto: ila familiarità della violenza di genere. Il 75% delle denunce e dei procedimenti di ammonimento raccolti

La raccolta dei dati sulla violenza di genere in Trentino è iniziata nel 2012 ed è giunta alla sesta edizione. Le denunce sono selezionate in funzione delle presenza di un reato assimilabile a violenza vedono come presunto autore un uomo che proviene dall’ambito familiare. Partner ed ex-partner sono infatti in quasi i due terzi dei casi indicati come presunti autori delle violenze, seguiti dagli altri famigliari (9%). Per quanto riguarda la violenza di genere che si verifica nell’ambito lavorativo, dove il presunto autore è il datore di lavoro o un collega della vittima, nel 2016 sono stati rilevati 12 casi. I dati relativi alle denunce offrono anche uno spaccato sulla provenienza di vittime e presunti autori che sono principalmente di nazionalità italiana (75% delle vittime e 66% dei presunti autori). Analisi dei dati dei servizi antiviolenza Dal 2014 vengono raccolti i dati relativi alle donne che chiedono supporto ai

servizi antiviolenza presenti sul territorio della provincia. Grazie ad un sistema di criptazione che rende anonimi i dati sensibili delle donne, i singoli enti della rete antiviolenza registrano gli accessi ai servizi. La rilevazione del 2016 evidenzia che: il numero di donne che ha avuto accesso ai servizi residenziali rimane sostanzialmente invariato,

di genere, le cui vittime sono donne e i cui presunti autori sono uomini. Dal 2016 sono raccolte anche le informazioni che riguardano i procedimenti di ammonimento.

mentre sono aumentate le donne che si sono rivolte ai servizi non residenziali; le donne che si rivolgono ai servizi residenziali sono molto diverse dalle utenti dei servizi non residenziali: le prime sono più giovani, economicamente vulnerabili, straniere e con un’istruzione medio bassa; le altre sono più adulte, economicamente autonome,

istruite, italiane. Queste differenze corrispondo alla ridotta possibilità per le donne straniere e/o economicamente vulnerabili di provvedere autonomamente, o con l’aiuto di parenti e amici, a trovare un alloggio alternativo a quello in cui convivono con il partner maltrattante, nel momento in cui decidono di separarsi. Le donne che accedono ai servizi antiviolenza sono prevalentemente coniugate o conviventi. Questi alcuni numeri: nel 2016 le donne costrette ad abbandonare la propria casa a causa della violenza subita e che sono state accolte in un servizio residenziale sono state 44; altre 57 donne erano già in carico ai servizi, per un totale di 101 donne presenti nelle strutture provinciali, nel 2015 erano 103; è confer-

mato come nella maggioranza dei casi il soggetto maltrattante è l’uomo con cui la vittima ha una relazione stabile (63%), si registra un aumento tra le donne che dichiarano di aver già vissuto un’esperienza violenta che passano dal 15% del 2015 al 19% del 2016, quasi sempre all’interno della famiglia di origine. Anche il numero dei minori presenti in struttura con la madre è aumentato: nel 2015 erano 93, nel 2016 100. Sempre nel 2016 le donne che si sono rivolte ai due servizi non residenziali con richieste di sostegno, orientamento e consulenza psicosociale e legale sono complessivamente 352 (329 nel 2015); di queste 243 si sono rivolte per la prima volta mentre 109 erano già in carico; i figli delle donne che si sono rivolte ai servizi non residenziali sono complessivamente 454.

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giovedì 21 dicembre 18.00 Piazza Sissi

Music & Fun 19.00 Piazza Sissi

Estrazione dei pettorali (Top 15 al Mondo)

venerdì 22 dicembre 15.30 Piazza Sissi

Warm-up

16.30 Canalone Miramonti

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Musica, Fan TV e intrattenimento pre-gara 17.45 Canalone Miramonti a

1 Manche Slalom Maschile di Coppa del Mondo 19.00 Piazza Sissi

3Tre Hour

20.45 Canalone Miramonti a

2 Manche Slalom Maschile di Coppa del Mondo dalle 21.30 Piazza Sissi

3Tre Party Night

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Musica

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Migliore corale trentina al blasonato concorso di Arco

Il Coro Brenta brilla al Pigarelli Il coro, diretto da Leone Pellegrini, ha proposto alla giuria del concorso quattro brani: “Su la più alta Cima” di L. Pigarelli, “La bela Giardiniera” di A. Mascagni, “Fiori de cristal” di R. Gianotti e “Se la te domanda” di A. Franceschini, aggiudicandosi il settimo posto ed il premio speciale quale coro trentino miglior classificato fra le dieci corali trentine in competizione. Una premiazione che ha dato adito a qualche polemica in quanto la giuria, i cui componenti sono variati rispetto alla prima edizione, ha classificato ai primi posti sei cori provenienti da fuori provincia e solo al settimo posto un coro trentino. Nella prima edizione aveva vinto il Coro Cima Tosa di Fiavè e tra i primi sette, quattro erano cori trentini. Un importante risultato che conferma le buone capacità canore del Coro Brenta che porta avanti con orgoglio una tradizione tutta trentina nel rappresentare il canto po-

di Enzo Ballardini Si è conclusa positivamente, per il Coro Brenta la 2° edizione del Concorso Nazionale per Cori Maschili “Luigi Pigarelli”, promosso dalla Federazione Cori

polare e d’autore. Il presidente Flavio Salvaterra, entusiasta del risultato, ha ringraziato il

maestro e i coristi per “aver affrontato il concorso con impegno e serietà: il coro ha

del Trentino, che ha visto partecipare 24 cori provenienti da tutta Italia che si sono esibiti nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 ottobre al Casinò di Arco.

saputo cantare con bravura i brani proposti confermando il buon livello del coro che or-

mai lo contraddistingue da più di settant’anni”. Il coro Brenta nasce nel 1946, raccoglie e cu-

stodisce un ricco patrimonio di tradizione folcloristica di tutto rispetto. Nella sua lunga storia la produzione musicale esprime dinamismo e creatività, confermate con le quattro incisioni discografiche e le pubblicazioni effettuate in occasione del 40°, 50° e 70° di fondazione. Tra i momenti più importanti per la storia del Coro si ricordano l’incontro in Vaticano con Papa Giovanni Paolo II, le centinaia di concerti tenuti in molte regioni italiane e le tournée all’estero; Austria, Germania, Belgio, Repubblica Ceca, Spagna, Ungheria, Inghilterra, Bulgaria, Francia, Croazia, Stati Uniti e Canada. “In questo momento ci sentiamo non solo soddisfatti ma anche orgogliosi - ci tiene a precisare il presidente Salvaterra - in quanto il coro rappresenterà la Federazione Cori del Trentino al concerto di Natale che si terrà l’8 dicembre a Stainz, in Austria”.

La storia di Iron in un canto Le parole di Ennio Lappi e l’arrangiamento di Michele Cont per l’inedito del Coro Monte Iron Sarà il prossimo sabato 23 dicembre ad ore 20.30 presso la Chiesa parrocchiale, il tradizionale concerto di Natale organizzato a Ragoli con la partecipazione del Coro Monte Iron, del Coro Le Sorgenti e della Banda Sociale di Ragoli. Questa volta il concerto sarà l’occasione per presentare una nuova canzone, e non una qualunque: già dal titolo si capisce che diventerà la bandiera del Coro. Infatti, la nuova canzone è dedicata a Iron, piccolo villaggio isolato e frazione di Ragoli, dal quale il Coro ha preso il nome, proprio per il suo radicamento nella storia e nella cultura della comunità. Iron ha mantenuto fino ad ora l’antica connotazione urbanistica ed architettonica di origine medievale, che si può avvertire passeggiando tra le sue strette stradine, pavimentate di tradizionali ciotoli. Ma Iron è diventato il simbolo dell’abbandono quando, in seguito alla peste del 1630, rimase quasi completamente spopolato: per moltissimi anni è stato un villaggio fantasma che simboleggiava, sofferenza, abbandono e morte, in netto contrasto con la bellezza del luogo.

Il Giornale delle Giudicarie mensile di informazione e approfondimento

Anno 15 n° 12 dicembre 2017 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Caporedattore: Denise Rocca Comitato di redazione: Elio Collizzolli, Aldo Gottardi, Matteo Ciaghi, Denise Rocca

Iron, come è già stato scritto, “è un isola, un non-posto talmente bello da sembrare finto, un sogno di quiete e di silenzio, di armonia e di natura. Ma oltre a questo c’è la cultura, cioè la serie di segni che l’uomo ha lasciato nel tempo, ed il segno più importante oltre al pozzo è la chiesetta di San Giacomo, posta proprio di fronte all’abitato”. Dal 2012 è stato incluso dell’elenco delle “meraviglie Italiane” nell’ambito del progetto del Forum Nazionale dei Giovani. Per ricordare la storia particolare ed unica di questo

villaggio, il Coro ha chiesto ad Ennio Lappi, appassionato di storia locale e autore di numerosi libri e articoli, di realizzare un testo che la sintetizzasse e ne riportasse l’emozione, il vissuto e la poesia. Per farne il brano di un coro serviva armonizzare il testo: Oscar Grassi, maestro del Coro Monte Iron, si è rivolto al maestro Michele Cont, docente di clarinetto presso la Scuola di Musica “I Minipolifonici” di Trento e direttore del Corpo Musicale Città di Trento. Così è nato “Iron”: un canto struggente,

malinconico ma dal finale gioioso che ricorda proprio questa storia, ancora così viva nella comunità locale. Con la presentazione di questa nuova canzone, il Coro Monte Iron vuole lanciare un appello a tutti coloro che amano cantare ed in particolare ai giovani: “Cantare in un coro è un’esperienza bella, forte, coinvolgente e divertente che vale la pena di essere considerata – spiegano - non perdetevi l’occasione”.

Hanno collaborato: Gianni Ambrosini, Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Giuliano Beltrami, Giacomo Bonazza, Alberto Carli, Francesca Cristoforetti, Umberto Fedrizzi, Chiara Garroni, Enrico Gasperi, Marco Maestri, Mariachiara Rizzonelli, Alessandro Togni, Alberta Voltolini, Marco Zulberti Per la pubblicità 3356628973 - 338 9357093 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3286821545) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato il 30 novembre 2017 da Sie Spa - Trento Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129


Memoria

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Una testimonianza dalla Russia comunista

Un anno dalla scomparsa di padre Romano Scalfi E’ un inno che ben si presta a raccontare un’esperienza di vita straordinaria, orientata in ogni passo alla conoscenza di Cristo e al servizio verso i fratelli. Padre Romano Scalfi nasce a Tione (Trento) nel 1923 e viene ordinato sacerdote nel 1948. Durante il seminario, a Trento, incontra la liturgia bizantina, con i suoi simbolismi, i canti, il tempo che sembra fermarsi e la ricerca di armonia in ogni gesto: una folgorazione, che lo conquista. Divenuto un profondo conoscitore della cultura est-europea, approfondisce i suoi studi al Pontificio Istituto Orientale di Roma tra il 1951 e il 1956. Arrivano i primi viaggi nella Russia comunista, a rischio della vita, per difendere i diritti religiosi e umani. Durante quelle spedizioni il sacerdote porta con sé testi proibiti (Bibbie,

di Giuliana Molinari La sua dipartita, nel giorno in cui la Chiesa fa festa celebrando la nascita del Signore, ha colpito come un segno. Il giorno di Natale dello scorso anno è morto a Seriate (Bergamo) padre Romano Scalfi, fondatore del centro studi Russia Cristiana. La sua testimonianza di fede, tenace quanto silenziosa, in un Paese che aveva messo al bando Dio e ogni libri religiosi) e si spende per la diffusione del samizdat, l’editoria clandestina che viene fatta circolare su fogli ciclostilati e che raccoglie le testimonianze invise al regime (più di 900 testi arrivano in Italia anche grazie al suo impegno). E’ proprio per dar voce a una cultura oppressa che, nel 1957, padre Scalfi, insieme ad alcuni confratelli, fonda a Milano il centro “Russia Cristiana” e l’omonima rivista (successivamente ribattezzata “La nuova Europa”, diffusa anche in lingua russa). Quei viaggi epici, tra libri nascosti, preghiere

impossibili e profonde amicizie, diventano sempre più frequenti, fino a quando, nel 1970, il religioso viene ufficialmente dichiarato persona non gradita dal regime sovietico, che già da

afflato spirituale dell’uomo, ci interroga più che mai oggi, di fronte a forti contrasti e identità negate. «Esultiamo nel Signore nostro Dio, perché il muro di separazione è stato distrutto per sempre e io prendo parte al banchetto preparato nel Paradiso». Così cantano, nella liturgia del 25 dicembre, le chiese orientali.

anni segue e controlla ogni suo spostamento. Ricordo con profonda nostalgia gli incontri con padre Romano. Quando arrivava a Tione era mio desiderio prima da bambina poi da adole-

scente andarlo a trovare e rimanevo incantata quando mi raccontava le sue esperienze in terra russa che conoscevo solamente dalla letteratura di Tolstoj e di Pasternak. In una sua intervista apparsa sul quotidiano Avvenire Marina Corradi chiedeva a padre Romano se dobbiamo avere paura della Russia. Ecco quanto lui rispondeva: «Secondo me, sì. I soli che vedo salvi dal nazionalismo sono i nostri amici del movimento del samizdat. Fedeli all’idea che al centro della società c’è la persona, non lo Stato. Ora si vede ciò che

MeTe da leggere Green School: una scuola sotto il cielo I bambini e i giovani di oggi vivono tendenzialmente in un mondo confezionato: dentro le mura della scuola, dentro i centri ludici, dentro le palestre e così via. Il “fuori”, cioè la natura, la montagna, la flora e la fauna del loro territorio sono spesso solo elementi decorativi, aspetti estetici del paesaggio popolato da piante, animali, produzioni agroalimentari che non conoscono e che tendenzialmente non costituiscono oggetto di interesse. Lo sapete che, come sostiene Paul Hawken (1994) in The ecology of commerce, bambini, ragazzi - ma anche adulti - sono in grado di identificare un migliaio di marchi aziendali, ma conoscono il nome di meno di dieci piante del luogo in cui vivono? Ciò è la testimonianza che si è prodotta una frattura con il mondo naturale, una distanza psicologica e sociale con il sistema ambiente e la dimensione ecologica. Questo distanziamento progressivo dal rapporto con la natura e l’ambiente esterno si registra anche nella scuola: si studia prevalentemente sui libri e raramente si apprende attraverso esperienze concrete a contatto diretto con il territorio circostante; si privilegia la dimensione intellettuale rispetto a

quella corporea; si sta “dentro”, protetti in ambienti asettici e grigi e non si va “fuori”, in giardino, in un bosco, in un campo, per imparare a diretto contatto con la realtà naturale. La frattura tra i bambini e il mondo della natura è stata fortemente denunciata anche da Richard Louv, pedagogista e psicoterapeuta americano, nel suo libro L’ultimo bambino nei boschi. Louv analizza i comportamenti e i disagi delle nuove generazioni e individua un crescente “disturbo da deficit di natura”. Non si tratta per l’autore di una malattia, ma di un disagio esistenziale che si manifesta con sintomi come depressione, ansia, obesità, scarsa attenzione ecc. Per l’autore tutti questi disagi sono riconducibili a un’educazione che privilegia attività al chiuso rispetto ad esperienze a contatto con l’ambiente naturale. Va aggiunto, però, che anche le attenzioni dei genitori, a volte eccessive, per la salute e la sicurezza dei bambini costituiscono spesso un ulteriore freno ad esperienze educative all’aperto. La paura che il bambino si ammali prendendo la pioggia, che possa sporcarsi o che possa farsi male sono preoccupazioni

quel movimento ha seminato. Non si combatteva tanto contro il comunismo, quanto per l’uomo, nella sua interezza e bellezza. Era una resistenza nel nome di una bellezza più grande. E nella memoria di Dostoevskij: ogni uomo è responsabile di tutto e di tutti. Perché prima di chiederci contro chi combattere dobbiamo chiederci per cosa lottiamo noi. L’Anticristo viene anche per colpa nostra, perché manchiamo noi». Padre Romano ha pubblicato diversi libri che ci ha lasciato come testamento. Mi auguro che venga ricordato nel primo anniversario della sua nascita al cielo da tutti i Tionesi non attraverso grandi convegni o incontri, ma con una semplice preghiera in ringraziamento di quanto ha fatto per la Nostra Chiesa.

Rubrica mensile a cura di viale Dante, Tione che stanno aumentando e limitano la possibilità dei più piccoli di vivere a pieno la sensorialità e di sperimentare esperienze utili per il loro sviluppo, cognitivo, affettivo e sociale. Cosa produrrà un’educazione che non fa sperimentare, toccare, annusare, conoscere il territorio e l’ambiente naturale in cui i bambini vivono? La Green School vuole essere una proposta per il futuro che rimette al centro la valenza pedagogica, educativa e didattica dell’imparare all’aperto. È un modo di fare scuola che integra attività realizzate in aula con buona parte di lavoro didattico effettuato all’aperto, a stretto contatto con l’ambiente naturale e rurale del territorio. La Green School è una scuola “nell’ambiente”, in cui il bambino viene coinvolto in esperienze di osservazione, di sperimentazione e dove “impara facendo” le discipline scolastiche. È inoltre una scuola “sull’ambiente” che avvicina il bambino alla conoscenza del mondo della natura e del territorio in cui vive; è infine una scuola “per l’ambiente” finalizzata a sviluppare una sensibilità ecologica, cioè il rispetto della natura come bene comune. Le Giudicarie possono vantare l’avvio della sperimentazione di una

Green School: l’Istituto Comprensivo delle Giudicarie Esteriori in collaborazione con gli esperti del MeTe di Tione, dell’Istituto Guetti e del Parco Adamello Brenta stanno infatti lavorando da più di un anno alla progettazione di questo nuovo modello di scuola che verrà attivato concretamente a partire da febbraio 2018. Una sperimentazione pilota, decisamente unica e innovativa; nel panorama italiano si contano infatti diverse esperienze di nidi e scuole per l’infanzia all’aperto ma non si ha conoscenza di scuole pubbliche primarie coinvolte in un’esperienza come questa. Tutte le prime, seconde e terze dell’Istituto, accompagnate dalle loro insegnanti, fortemente motivate rispetto alla didattica green, vivranno e sperimenteranno settimanalmente 2-3 giorni di scuola all’aperto nei prati e nei boschi del territorio. Questo progetto verrà monitorato e verranno valutati gli esiti sia rispetto al coinvolgimento e al benessere prodotto nei bambini sia rispetto agli apprendimenti scolastici e alle competenze sviluppate. La scuola si tinge quindi di verde e si sposta sotto il cielo. di Cristina Bertazzoni

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Associazioni

DICEMBRE 2017

Per la prima edizione il tema sono le opere teatrali del letterato di Stenico

Un premio letterario dedicato a G.B.Sicheri “Mentre sul controverso importante personaggio e la sua storia, si è scritto e commentato abbastanza e non sempre in modo univoco e concorde – hanno spiegato dal Circolo Sicheri - al riguardo delle sue opere poetico-letterarie, si è detto poco o niente. Da qui nasce l’idea di un nuovo progetto culturale: l’istituzione di un premio letterario a lui intitolato, che darà conto dello spessore culturale del protagonista, contribuendo in maniera professionale e convinta, alla collocazione reale in termini di validità artistico-letteraria, di Giovanni Battista Sicheri”. Nel premio a lui dedicato si parte con l’analisi delle commedie poi, a seguire nelle edizioni successive, si affronteranno le altre opere letterarie. L’iniziativa è stata presentata ufficialmente ieri pomeriggio nella sala consiliare del comune di

Continua l’opera di valorizzazione dei letterati, pensatori e personaggi storici locali da parte del Centro Studi Judicaria e delle varie associazioni e circoli impegnati a non far cadere nell’oblio le radici culturali delle Giudicarie. Recentemente è stato presentato un nuovo premio letterario che origina dalle Giudicarie Esteriori ma è aperto a candidature nazionali. Il CirStenico, avrà cadenza biennale e portata nazionale. Ad introdurre la presentazione del premio, parlando dell’autore, l’entusiasmo di Giacomo Bonazza, poi è entrata nel merito storicolinguistico delle commedie la professoressa Anna Riccadonna, mentre Graziano Riccadonna, presidente del Centro Studi Judicaria, ha ricordato le tappe della riscoperta di Sicheri, caduto sostanzialmente nell’oblio per molti anni. “Come amministrazione abbiamo accolto volentieri questa iniziativa – ha detto la sindaca Monica Mattevi – e mi congratulo personalmente

con il circolo per questa iniziativa culturale: sono da sempre convinta che non

colo Culturale Giovanni Battista di Stenico, impegnato nella valorizzazione del personaggio storico e letterato stenicense Giovanni Battista Sicheri, ha indetto infatti un premio letterario alla sua memoria: si tratta di un concorso biennale a livello nazionale per lo studio della figura e delle opere del poeta giudicariese nato a Stenico il 27 marzo 1825.

ci dobbiamo occupare solo di opere pubbliche, ma che si debba garantire la giusta

attenzione ai temi culturali. L’auspicio è che ci siano numerosi partecipanti e

che le opere di Sicheri siano sempre più valorizzate”. In questa prima edizione il Circolo ha deciso di concentrarsi sulle opere teatrali anche in seguito al successo ottenuto dalla rappresentazione di due commedie di Sicheri che hanno portato al 1° premio al concorso regionale Sipario d’oro nel 1993 e nel 2017), con l’ambizione di conoscere e definire la valenza artistica e letteraria dello scrittore stenicense. E’ possibile partecipare individualmente o anche come classe scolastica presentando, entro il 31 maggio 2018, un saggio che verta su una delle tre opere conosciute di Giovanni Battista Sicheri: la Garibaldina, Tribunali Giudicariesi e l’Usuraio. I primi tre classificati otterranno un premio rispettivamente di 800 euro, 450 euro e 250 euro. (D.R.)

Auser ha effettuato 1.200 interventi nel 2016

Un’auto nuova peril trasporto anziani Un bel regalo si è fatta l’Associazione Auser delle Giudicarie per il sesto compleanno, scoccato a settembre: un’auto attrezzata per trasporto carrozzine da usare per il proprio intenso servizio sul territorio delle Giudicarie. Ed era comprensibilmente commossa la presidente dell’Auser delle Giudicarie Mirella Carella quando, nel cortile davanti alla sede dell’associazione a Tione, il nuovo automezzo è stato benedetto dal parroco e accolto con un brindisi da volontari e amministratori. Il regalo è dal

territorio – per essere precisi reso possibile dai contributi del Bim del Chiese e del Bim del Sarca, oltre a fondi propri dell’Auser – per un’associazione che è cresciuta nel tempo e ha risposto ad un bisogno crescente sia delle case di riposo locali che dei singoli cittadini: per dare qualche numero sono stati 1200 gli interventi nel 2016, per 78.000 km percorsi dai 26 volontari impegnati ad accompagnare gli anziani a visite e controlli, con un incremento rispetto al 2015 del 25%. I soci sono 250 e anche in questo caso

sono in crescita, del 10%. Sono intervenuti ad inaugurare l’arrivo del nuovo mezzo il presidente del Bim del Sarca Gianfranco Pederzolli e il vicepresidente del Bim del Chiese

Luca Mezzi le cui istituzioni a testa hanno messo 10mila euro per l’acquisto del mezzo, mentre i restanti 7.500 euro sono stati sostenuti dall’associazione stessa.

“Ringraziamo voi volontari e la presidente – ha detto Pederzolli salutando i presenti – per il grande lavoro che svolgete per le persone che abitano le Giudicarie e vi saremo senza dubbio vicini per sostenere il territorio e rispondere ai suoi bisogni”. A Mirella Carella è scesa una lacrima di commozione nel ringraziare i volontari e i finanziatori, che testimonia anche l’impegno e la tenacia quotidiane che una piccola, tutto sommato, associazione richiede per rispondere alle esigenze degli anziani

locali. Mirella in sede c’è praticamente tutte le mattine, la si trova impegnata al telefono e a far di conto per far quadrare i bilanci, sempre quando non è lei stessa a fare da autista per supplire alle richieste che crescono e alla mancanza di qualche volontario, soprattutto in alcune zone delle Giudicarie che rimangono scoperte in termini di “autisti” locali che riescano a prendersi l’impegno e il tempo di partecipare alle attività associative. Un brindisi ha completato il momento di festa. (D.R.)


Il personaggio Laura è una ragazza speciale, che dedica tutta se stessa agli ultimi degli ultimi, i carcerati di Coatzacoalcos nello stato di Veracruz in Messico. A metà novembre la abbiamo incontrata a casa della sorella, a Preore, in occasione della sua visita a casa, che dura poco più di un mese, e che fa circa ogni due anni, per ricaricarsi e per stare con famiglia e amici. E’ magrissima, ha lunghi capelli rasta, è simpatica e si direbbe l’immagine della felicità. Ha appena compiuto 40 anni, ma il suo sorriso contagioso e l’entusiasmo che la sorregge nella sua scelta di vita la fanno sembrare una ragazzina. La sua avventura ebbe inizio nel 2003, quando fece un viaggio in Centro America e Messico con una amica, zaino in spalla, e dove restò oltre un anno incontrando gente molto amichevole con cui continuò a restare in contatto. Tornata in Trentino fece alcuni lavoretti precari, e nel 2006 realizzò un altro dei suoi progetti: un lungo pellegrinaggio dal santuario de La Verna, in Toscana, fino a Fatima, in Portogallo. Da sola, a piedi, dormendo in conventi e ostelli dove possibile, nel bosco se non trovava ospitalità. Nel 2007 andò a trovare in Messico uno degli amici conosciuti nel suo primo viaggio in Centro America, Lalo, che era stato arrestato per futili motivi, e l’impatto col carcere messicano la segnò nel profondo. Tornò a casa e per qualche tempo lavorò come educatrice professionale presso l’Anffas di Tione. Nel 2009 riandò in Messico, e iniziò ad occuparsi non solo dell’amico, ma anche degli altri carcerati. Si dedicò allo yoga, e proprio le lezioni di yoga alle carcerate furono l’occasione per essere accettata e sostenuta dalla criminologa, dalla psichiatra, e dalla direzione del carcere. Con lo yoga si abbassava l’aggressività dei detenuti, che poi si aprivano e raccontavano a Laura tante cose della propria vita. Oltre alle donne Laura iniziò ad occuparsi degli anziani, degli ammalati, e dei bambini. Sì, ci sono anche dei bambini in carcere, i figli delle detenute (qualcuna ne ha anche due o tre lì in prigione con lei). Le guardie sono meno di cinquanta per 1900 detenuti, di cui un centinaio donne, e dunque fanno un lavoro stressante, con orari pesantissimi, senza mai un giorno libero. Rispettano Laura, ma non la capiscono, non si spiegano perché una italiana senza alcun rapporto di parentela con nessuno dei detenuti passi la sua vita lì, in un carcere dove regna la violenza, la sopraffazione, dove circola droga, dove le donne si prostituiscono per qualche spicciolo, e dove

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Laura Scalfi: il sogno di una casa di accoglienza per ex detenuti rimasti soli Nel 2007 il primo impatto con il carcere messicano, da allora si dedica ai prigionieri e alle loro famiglie di Chiara Garroni

“Mi sento così fortunata, così benedetta – aveva detto Laura Scalfi nel 2013, appena insignita del Premio della Bontà 2013 intitolato a Fiorenzo e Sofia Clauser - e ringrazio Dio che mi guida, che mi chiama giorno dopo giorno ad accogliere nel mio cuore i miei fratelli del carcere, senza sapere che delitto hanno commesso. L’importante per me è

la commissione nazionale dei diritti umani entra e chiude gli occhi, e dove le ispezioni non sono mai fatte di sorpresa, ma sono sempre annunciate prima. Ci sono anche alcuni gruppi religiosi che entrano in quel carcere, come i testimoni di Geova, ma i volontari dopo qualche rito o riunione collettiva se ne vanno, e non tengono incontri personali con i singoli detenuti. Solo Laura riesce ad averli. Ma come è la vita di Laura fuori dal carcere, come si svolge una sua giornata tipo? Ci dice che ora, dopo anni di stanze in affitto, ha una casetta tutta per lei, anche se piccola, a 20 minuti dal carcere. Appena sveglia si dedica alla meditazione, e fa le pulizie. E’ vegetariana, dunque un po’ di verdure e riso sono i suoi pasti. Poi quasi sempre c’è da sbrigare qualche pratica, far qualche piccola spesa, sentire gli avvocati, aver contatto con i familiari di tanti detenuti, che essendo di paesi lontani non hanno parenti che li seguono di persona. Verso le 11 va in carcere, e 4 volte a settimana tiene lezioni di yoga, in un salone che recentemente la direzione le ha fatto allestire. Non solo donne ed anziani frequentano i corsi, ma un po’ tutti. Ci dice di non aver mai avuto paura, e lei non chiede mai i motivi della detenzione. Si va da

chi ha rubato una mucca al pedofilo, dal piccolo spacciatore all’assassino, ma lei parla a tutti di valori, di compassione. Fa capire che ognuno deve partire dal cambiare se stesso se vuole davvero modificare la sua vita. Spesso i detenuti si sfogano con lei, e questa disponibilità all’ascolto riesce a far migliorare gli atteggiamenti di molti. C’è anche qualche laboratorio per imparare a fare i saldatori, i fornai, i cuochi, e per fare lavori in legno od in taglio e cucito. Qualcuno una volta fuori ce la

poter dare loro un abbraccio incondizionato, un sorriso sincero, una dolce carezza per l’anima, trasmettendo un messaggio di speranza attraverso le piccole azioni quotidiane che condivido con loro e il regalo più grande che posso ricevere ogni giorno è l’opportunità di poter stare in mezzo a loro e servire loro senza riserve”.

fa ad inserirsi in una vita normale, purtroppo molti ricadono nell’illegalità, e non sempre per volontà, ma per la solitudine e la miseria estrema. Tornando alla sua giornata tipo, quando a metà pomeriggio Laura esce dal carcere va a trovare i bambini di una casa famiglia, dove ci sono o orfani, o i figli delle detenute con più di 5 anni, perché da quell’età non possono restare in carcere con la mamma. Poi c’è anche da visitare la casa del migrante, e la “casa de amor”, in cui si trovano bambini che fanno la chemioterapia. Insomma, non si riposa mai, sembra si vada a cercare col lanter-

nino tutti i disgraziati del mondo. Ma lei ribadisce che è la soddisfazione della sua vita stare con chi ha bisogno. Le abbiamo chiesto di ricordare il momento più bello e quello più brutto. Per il primo risponde subito, con convinzione: non c’è un momento bello, è bella la vicinanza di tutti i giorni coi carcerati che, grazie allo yoga e alla disponibilità ad ascoltare trattengono la aggressività, ed in molti di loro si risveglia la voglia di aiutare gli altri. Per il momento brutto deve pensarci, e poi ci dice che sono stati i suicidi di alcuni detenuti, ma anche l’abbandono delle famiglie. E proprio questo è

il cruccio di Laura: vedere persone abbandonate non solo nel carcere, ma anche quando escono. Il suo sogno è aprire una casa di accoglienza per chi, una volta uscito, non trova nulla. Questo è un progetto ancora nel pensiero di Laura, è molto impegnativo e dovrà cercare dei collaboratori fidati e disponibili a lavorare duramente. Ma le esigenze economiche sono tante anche ora, per tutte le attività che già svolge, e proprio per facilitare chi vuole aiutarla ha creato la associazione Satya Seva, che in sanscrito significa verità e servizio, e sul cui conto chi vuole può effettuare donazioni. Questo il codice Iban: IT50 O 08024 05624 000007130676 (precisiamo che fra IT50 e 080… c’è la lettera O, e non la cifra zero). I genitori all’inizio erano preoccupatissimi, poi nel 2011 la mamma Agostina è andata a trovarla in Messico con due amiche. Ora sono un po’ più tranquilli, Laura ormai ha tanti amici che la aiutano, ed in ogni caso è felice così. Dice ancora: “C’è cosi tanto da poter fare in questo mondo, e la vita è cosi corta che non vale la pena lasciarla andare senza averla arricchita anche solo con un sorriso donato con gioia a qualcuno”. Questo fa ogni giorno Laura. Almeno a Natale potremmo farlo anche noi.

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Attualità

DICEMBRE 2017

Dopo la scelta autonomista di Esco, la società con sede a Tione procede per la sua strada

Geas approva il passaggio a “in house” Nominata una commissione per parlare di fusione fra le due società Esco, Geas, società “in house”. Termini per addetti ai lavori. Rapido vocabolarietto riepilogativo per distratti. Geas: nasce nel 2002 e ha come soci i Comuni delle Giudicarie, i due soggetti elettrici privati (Consorzi Elettrici di Stenico e Storo) ed Asm di Tione, i Bim del Sarca e del Chiese, nonché l’allora Comprensorio. Esco Bim del Chiese (prima due, poi una): nasce nel 2009 e comprende il Bim del Chiese insieme ai Comuni della valle. Società “in house”, letteralmente in casa (ahi, gli inglesismi!): società che consente ai Comuni di gestire i servizi in casa, essendo una società a completa partecipazione pubblica. La cronaca Mentre la Esco nasce di fatto come società “in house”, essendo a completa partecipazione pubblica, la Geas, avendo fra i suoi azionisti i due Consorzi Elettrici (Cooperative, quindi soggetti privati), non può indossare il vestito di società a completa partecipazione pubblica. Nell’estate 2017 la svolta: ai Consorzi viene chiesto di uscire. Ricordiamo che ognuno deteneva il 9% delle quote di Geas. Piccola parentesi: Geas (Giudicarie energia acqua e servizi) nasce con lo scopo di gestire servizi ed in particolare energia (ecco perché entrano i Consorzi Elettrici), ma di fatto di energia non se n’è mai occupata, anche perché (con ambizione, che si è trasformata in frustrazione) puntava alle grandi concessioni degli impianti idroelettrici, finite altrove, ma questa è tutt’altra storia da raccontare.“Le ambizioni - ricorda Walter Paoli, che della Geas da due anni è presidente - non erano solo nostre: basti pensare che la Geas girò lo statuto alle valli di Non e Sole, che costituirono la Nes, costretta però in tempi rapidi alla chiusura”.

E

di Giuliano Beltrami

sco e Geas: quale futuro? Non è il titolo di un convegno. E’ la tematica dibattuta fra gli amministratori delle Giudicarie da qualche mese. E, se vogliamo, da questo interrogativo ne discende un altro, politico: se abbiamo deciso (quantomeno qualcuno ha deciso per noi) che le Giudicarie siano state, siano e debbano essere unite, ha senso che i 25 Comuni (un tempo 40, in futuro destinati a diminuire ancora) si diano due società distinte per la gestione dei servizi pubblici? C’è chi pone un’altra domanda: devono i Comuni per forza darsi società “in house” per gestire servizi, saltando ogni forma di appalto? Ma questa è fuori dal nostro mirino di oggi. Fallita l’opportunità energia, Geas di fatto si è dedicata principalmente, nei suoi 15 anni di vita, alla gestione dell’acqua: ha fatto un portale (adottato dalla Provincia per tutti i Comuni del Trentino); controlla la qualità degli acquedotti e via dicendo. Riprendendo la cronaca, i due Consorzi sono usciti. Il loro 18% (18% meno 2) di quote azionarie è passato nelle mani direttamente di Geas: infatti nessun altro socio ha esercitato il diritto di prelazione, tranne Asm Tione, che ha acquisito il 2%, aggiungendolo al suo 9%. Liberata dei privati, la società ha iniziato il percorso per diventare “in house”, come prescrive la legge Madia. “Ci siamo fatti aiutare da un professore dell’Università Cattolica di Milano, molto preparato”, assicura Paoli. Nel frattempo stava maturando nella valle del Chiese la scelta autonoma. “In luglio - racconta Paoli - sono stato chiamato dalla Esco e dal Bim del Chiese, i quali mi hanno riportato il parere dei loro consulenti: i Comuni del Chiese non possono stare contemporaneamente in Esco e in Geas, perché le due società hanno statuti analoghi”. Il 26 luglio, riunione generale (dirigenti di Esco e di Geas, consulenti, amministratori comunali) per capire il da farsi. Ma c’è una sorpresa, raccon-

SCHEDA GEAS Il capitale sociale è posseduto al 17,53% dalla Comunità di Valle, al 13% dall’Asm di Tione, all’8% ciascuno dai 2 Bim del Sarca e del Chiese, al 14% da quote proprie della società; il resto è nelle mani dei Comuni. Il Consiglio di Amministrazione presieduto da Walter Paoli rimarrà in carica fino alla primavera prossima, quando verrà eletto il nuovo organo di governo, di cui faranno parte tre o cinque membri, in base al numero dei dipendenti, come sancito dalla legge. Attualmente la società di dipendenti ne ha quattro. L’attività (fino a poco tempo fa esclusiva) oggi prevalente è la gestione dell’acqua. Da poco è cominciata la diversificazione. Per due Comuni fa la gestione calore; per San Lorenzo-Dorsino gestisce i parchimetri; sta decidendo se far entrare o meno nella base sociale Comuni esterni alle Giudicarie: altopiano della Paganella e valle dei Laghi, per i quali sta già svolgendo servizio di gestione della qualità dell’acqua. tata da Walter Paoli: “Scopro che il giorno prima la Esco ha fatto Assemblea straordinaria per il passaggio ‘in house’. Non ho voluto (e sia chiaro, non voglio) far polemiche. Abbiamo cercato una soluzione, che non abbiamo trovato. O meglio, una soluzione è stata auspicata: la fusione fra le due società. La rottura Auspicio fusione. In realtà le due società hanno marciato ognuna sulla sua strada. Se la Esco era diventata “in house”, la Geas per farlo avrebbe dovuto cambiare lo statuto. Per farlo serve l’Assemblea straordinaria con la presenza dei due terzi (66,66%) delle azioni. Senza i Comuni del Chiese la percentuale è irraggiungibile, anche perché la

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Geas non può utilizzare (ci si risparmi di entrare nei meccanismi normativi) le quote proprie. Senza i Comuni del Chiese e le quote in mano alla Geas si arriva al 65,81%. Meno di un punto, un’inezia, ma fondamentale. Che fare? A quel punto la Geas si rivolge addirittura ad una delle più grosse società di consulenza, la Pricewaterhousecoopers, la quale scandisce: i Comuni possono stare nelle due società; ad ogni buon conto meglio la fusione. La variabile Bazzoli Sul finire dell’estate accadono due episodi. Primo: la Geas chiede all’Asm di Tione se sia interessata ad acquisire un altro 2% di quote azionarie. La risposta è affermativa, così la municipalizzata tionese sale

al 13%. Secondo: il Comune di Sella Giudicarie decide, su spinta perentoria del sindaco Franco Bazzoli, di non uscire dalla Geas, a differenza dei suoi colleghi di valle. “Io affiderò a Geas la gestione dell’acqua ed eventualmente la gestione calore”, sostiene Bazzoli, “mentre rimarrò con la Esco per l’efficientamento energetico, perché la Esco ha la certificazione 11352, che Geas non ha”. Geas diventa “in house” Giovedì 23 novembre 2017: la Geas, riunita in Assemblea straordinaria, cambia lo statuto e diventa “in house”. Può farlo grazie alla presenza dell’Asm di Tione, con il suo 13% di quote, e del Comune di Sella Giudicarie, che ha rotto il fronte del Chiese. Così le quote presenti in Assemblea assommano al 68,68% del capitale, superando, sia pur di poco, il fatidico quorum dei due terzi. In realtà il percorso non è ancora finito: infatti per essere “in house” occorre pure l’iscrizione all’Autorità anticorruzione. Diciamo che il più è fatto. Nella stessa sera l’Assemblea ordinaria ha nominato il Comitato di controllo analogo. Infine ha sostituito nel Consiglio di Amministrazione Ketty Pellizzari (sindaca di Valdaone, che in ossequio alle scelte del Chiese si era di-

messa) con Emanuela Ferrari di Tione. Ballo di coppia A breve le Giudicarie avranno due società “in house”. Qual è il rischio? Di avere due debolezze. Perché non crearne una sola? Fondamentalmente perché la Esco del Chiese ha paura di perdere le entrate della centrale della Maffei di Darzo, mentre la Geas di entrate non ne ha, o quantomeno non ha le certezze milionarie della concessione di una centrale. “Noi - osserva Walter Paoli alla società unica crediamo”. Così dicendo, ricorda di aver detto ai sindaci nella prima riunione da presidente, due anni fa, che avrebbe lavorato per una società unica. Poi è esplosa tutta la partita “in house”, perciò le cose si sono complicate. Nell’Assemblea del 23 novembre la Geas ha nominato una Commissione per andare ad affrontare il tema fusione con Esco. E’ stato chiesto al presidente della Comunità di Valle, Giorgio Butterini, di farne parte, secondo le parole di Paoli, “in qualità di garante”. Lo affiancheranno Giorgio Marchetti (oggi sindaco di Borgo Lares, ma ex presidente di Geas), Gianfranco Pederzolli del Bim del Sarca ed il rappresentante dell’Asm di Tione. “A questo punto - conclude il presidente della Geas - chiederemo alla Esco di nominare a sua volta tre persone per costituire il gruppo di lavoro che vogliamo porti alla fusione”. E le differenze? “Sono consapevole che la Esco del Chiese è patrimonializzata, ha degli introiti”, risponde Paoli. “Se i sindaci vorranno mantenerli in valle hanno ragione. Nessuno vuol portar via niente a nessuno. Sono convinto che una unità si possa trovare. La si troverà”, chiude con uno slancio di ottimismo.

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Cooperando Basti ricordare che nel 1890, sull’Almanacco agrario, Guetti scriveva “Dunque tenete in buon conto la vostra scuola rurale, non vi rincrescano quelle spese modeste, che dovete incontrare pel salario de’ maestri, è anzi questo un capitale che vi frutta mille per uno”. La Fondazione Guetti ha iniziato un dialogo con il mondo della scuola, finalizzato a far conoscere e riscoprire la figura di don Guetti e la sua eredità. Sone 3 le iniziative messe in campo: la partecipazione all’alternanza scuola-lavoro, le cooperative scolastiche e un’offerta formativa specifica. L’alternanza scuola–lavoro è un modello di apprendimento introdotto dalla riforma governativa della “Buona Scuola” che permette ai ragazzi delle superiori tra i 15 e i 18 anni, di svolgere una parte della formazione presso un’impresa o un ente del territorio. Attraverso questo strumento, già nell’anno scolastico 2016-2017 la fondazione ha stipulato convenzioni con il liceo Giovanni Prati di Trento e con l’istituto Lorenzo Guetti di Tione ospitando sei ragazzi. A questi giovani è stato proposto di misurarsi con l’attività di ricerca d’archivio, all’interno del progetto “I frutti del cooperare”, entrando negli archivi parrocchiali delle

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La fondazione dedicata al padre della cooperazione trentina aderisce all’alternanza scuola-lavoro

Don Guetti torna a scuola di Alberto Carli La Fondazione Don Lorenzo Guetti con sede a Larido nel comune di Bleggio Superiore, nell’ottica di favorire lo sviluppo della capacità imprenditoriale partendo dalla conoscenza della storia e dei valori della cooperazione trentina, ha avviato una serie di percorsi in collaborazione con il mondo della scuola. Il fondatore della Giudicarie, dell’APSP di Santa Croce, all’Archivio Diocesano e non solo, con importanti ritrovamenti di documenti inediti proprio da parte dei ragazzi. Ancora all’interno di questa esperienza è stato proposto loro di lavorare alla trascrizione degli inediti rinvenuti, di collaborare alla redazione dell’inventario dell’archivio federale e di partecipare come testimoni alla giornata conclusiva dedicata ai risultati della fase di censimento del progetto. L’esperienza ha consentito di dare agli studenti un assaggio del lavoro quotidiano degli archivisti e ricer-

catori della Fondazione, ma anche far loro toccare con mano l’eredità di Guetti e il suo valore. Le cooperati-

cooperazione trentina Don Lorenzo Guetti, ha sempre avuto una grande attenzione per l’insegnamento scolastico, nella più che mai attuale consapevolezza che è attraverso la formazione che possono essere veicolati alle nuove generazioni, i valori e l’etica che garantiscono ad una comunità la forza di far fronte alle difficoltà.

ve scolastiche sono portate avanti dalla Federazione della Cooperazione e permettono di organizzare in

forma cooperativa l’attività didattica all’interno della classe. I protagonisti sono alunni e studenti che vengono accompagnati dagli insegnanti referenti e dagli esperti della Federazione nella progettazione, costituzione e gestione della propria cooperativa. A partire dall’anno scolastico 20172018 sarà la Fondazione Guetti ad occuparsi del modulo dedicato alla Storia della Cooperazione. Infine, la Fondazione Guetti ha messo a punto un’offerta di formazione specifica scuole, enti o associazioni interessate, volta a promuovere i valori della cooperazione

attraverso un lavoro legato allo “spirito d’iniziativa e imprenditorialità” che l’Unione Europea definisce come una competenza necessaria per lo sviluppo personale e sociale dell’umanità. Attraverso questo si intende riprende e rivisitare la visione di Guetti che ha voluto la nascita delle cooperative non come strumento esclusivamente di emancipazione materiale, economica e finanziaria bensì anche e prima di tutto, umana e sociale. I percorsi immaginati hanno quindi l’obiettivo di favorire lo sviluppo della capacità imprenditoriale partendo dalla conoscenza della storia e dei valori della cooperazione trentina, per arrivare ad una maggiore consapevolezza delle alternative storiche e contemporanee al modello economico e produttivo di oggi.

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Attualità

DICEMBRE 2017 Forte interesse dalla prima giornata di confronto con associazioni e cittadini

Biosfera Unesco: ci sono già una quarantina di progetti 840mila euro per il primo triennio, 369mila disponibili già sul prossimo anno Oltre al tavolo è stato formato anche un Comitato esecutivo, l’organo che si occupa delle funzioni di conservazione, sviluppo sostenibile e supporto logistico: insomma è chiamato a concretizzare il prestigioso riconoscimento. L’altro passaggio importante è stato invece autunnale: in ottobre c’è stata un’intera, intensa giornata di confronto e conoscenza, aperta a cittadini e associazioni, che ha

Prosegue il percorso di sviluppo di iniziative e progetti nell’ambito del riconoscimento a Biosfera Unesco. Due gli appuntamenti chiave del 2017: in febbraio la partenza ufficiale del tavolo di indirizzo di Mab Unesco, vale a dire quell’organismo che approverà il piano di gestione della Riserva della portato a definire una quarantina di progetti diversi che aspirano a diventare la concretizzazione del riconoscimento di Biosfera Unesco dato nel giugno 2015 al ter-

ritorio della Judicaria e Alpi ledrensi. Erano in 170 nella sala delle Terme, impegnati a proporre e dibattere idee e progetti che concorrono alla creazione della Banca Pro-

Biosfera Alpi Ledrensi e Judicaria: sono 24 i membri del tavolo che oltre agli enti locali e provinciali ha rappresentative degli Allevatori, dei Cacciatori, delle Associazioni di protezione ambientale, dell’Associazione Pro Ecomuseo “dalle Dolomiti al Garda” e degli enti di promozione turistica. getti del Piano di Gestione della Riserva di Biosfera delle Alpi Ledrensi e Judicaria, articolato sulla base delle tre principali funzioni che il programma MaB Unesco attri-

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buisce alle Riserve di Biosfera, ovvero la Conservazione, lo Sviluppo Sostenibile e la Logistica. Ed è solo l’inizio: nei prossimi mesi ci saranno altri momenti simili che raccoglieranno le proposte del territorio, ne faranno sintesi e le faranno convergere, dove ci sono idee simili, in progetti complessi finanziabili dai fondi della Biosfera. L’obiettivo è quello di arrivare entro maggio 2018 all’approvazione del Piano di Gestione e della Banca Progetti 2018-2024. La base per tutto questo è l’accordo di programma del 2016 tra la Provincia, i Consorzi dei Bacini Imbriferi Sarca Mincio Garda e Chiese, le Comunità di Valle delle Giudicarie e Alto Garda e Ledro, il Parco Adamello Brenta e i 10 comuni coinvolti (Bleggio Superiore, Bondone, Comano Terme, Fiavè, Ledro, Riva del Garda, San Lorenzo Dorsino, Stenico, Storo, Tenno). Per il primo triennio sono stati già stanziati 840.000 euro, di cui 369.000 euro sono disponibili per progetti da avviare a partire già dal 2018. Quello di sabato è stato un primo incontro collettivo del quale verrà proposta una sintesi nei prossimi giorni ai partecipanti e alla quale seguirà la presentazione di tutti i progetti raccolti al Tavolo di Indirizzo, organo formale della governance della Riserva di Biosfera, che

avrà il compito di valutarne la coerenza con gli obiettivi della Biosfera e l’eventuale quota di finanziamento da parte della Riserva, con priorità ai progetti attivabili a partire dal prossimo anno. I progetti saranno attivabili secondo due diverse modalità: da una parte quelli che consentono al territorio della Riserva di Biosfera di corrispondere alla dimensione internazionale del programma MaB UNESCO contribuendo a perseguirne i principali obiettivi e che riguardano tutta la Riserva di Biosfera, potranno essere finanziati integralmente; dall’altra i progetti che riguardano parzialmente il territorio della Riserva e contribuiscono ad assolvere almeno uno degli obiettivi del Piano di Gestione, proposti da soggetti pubblici o privati (Enti, associazioni, imprese, ecc.) che ne sostengono prevalentemente i costi di realizzazione con proprie risorse, potranno chiedere un co-finanziamento da parte della Riserva della Biosfera. Fra le idee proposte ci sono progetti di monitoraggio della biodiversità, lavori sugli elementi naturali caratterizzanti il paesaggio legno e acqua in primis ma anche i grandi carnivori, le zone lacustri - poi la mobilità sostenibile, progetti culinari e di stampo culturale e storico, altri più improntati al turismo e allo sviluppo economico, oltre all’organizzazione di eventi di vario tipo – formativi e di intrattenimento - di respiro internazionale che creino legami con le altre Biosfere nel mondo.


Una ricetta al mese La Scuola alberghiera e della ristorazione dell’Istituto Paritario CFP ENAIP di Tione di Trento inaugura a partire da questo numero l’avvio di una felice collaborazione con Il Giornale delle Giudicarie, proponendo periodicamente tra le sue pagine una nuova ricetta. Nella realizzazione della proposta sono coinvolti gli studenti del quarto anno di diploma in Gastronomia e arte bianca e gli allievi dell’Alta formazione di Cucina e della ristorazione guidati dallo chef e pastry chef Christian Castorani. In questo numero si propone la ricetta della Torta di Linz, gustosa crostata che prende le origini dall’omonima città austriaca.

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La Linzer, la torta più antica del mondo TORTA LINZ Costo delle materie prime 10,47 /Kg Ingredienti per una tortiera da 22 cm 300 g Zucchero a velo 250 g Burro 2,5 g Sale 1 g Cannella 250 mg Scorza di limone (1 o mezzo limone) 5 g Lievito chimico 120 g Uova intere (2 uova) 500 g Farina 00 - frolla 200 g Nocciole in granella ‘tostate’

La Linzer Torte è considerata la torta più antica del mondo, essendo nominata per la prima volta già nel 1653. Anche se abbiamo una data che la colloca nel tempo, sono rimasti un segreto sia l’inventore o l’inventrice della ricetta, sia chi le diede il nome che è legato, evidentemente, alla città austriaca di Linz. La differenza rispetto alle versioni più recenti della torta

è che in passato la torta si impastava con il burro fuso, in più la torta veniva fatta “in scodella”, cioè messa in forno in un recipiente d’argento molto simile alle terrine odierne. Di ricette con l’aggiunta di spezie se ne trova una sola nelle testimonianze scritte del passato, mentre le mandorle fanno parte di tutte le ricette storiche di questo dolce.

PROCEDIMENTO Lavorare in planetaria zucchero, burro, sale e aromi, quando la massa è omogenea incorporare le uova. Aggiungere la farina con il lievito ed infine la farina di nocciola. Fare riposare l’impasto per 1 notte prima di utilizzarla. Prendere 2/3 dell’impasto e stendere la pasta allo spessore di 8 mm. Foderare bene il fondo della tortiera e farcire con 125 g. di confettura di mirtillo rosso o di ribes. Realizzare il bordo esterno della torta facendolo aderire bene con le dita. chiudere perfettamente la crostata. Formare poi una griglia di frolla fatta con rotolini di circa 2 cm di spessore. Spennellare con uovo sbattuto. Cuocere in forno a 180°c per 25 minuti.

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L’Istituzione Formativa Paritaria - C.F.P. ENAIP di Tione di Trento contribuisce da più di cinquant’anni alla formazione dei giovani giudicariesi: prepara professionalmente gli studenti per diventare operatori e tecnici specializzati, artigiani e imprenditori nei settori dell’Industria e Artigianato; oltre che operatori, tecnici, ed imprenditori Valori nutrizionali per 100g del settore Alberghiero e Energia kj 3784 della Ristorazione. Energia kcal 904 I nostri percorsi formatiProteine g 8,7 vi permettono di conseGrassi g 69,26 guire il Diploma di Stato Carboidrati g 65,70 (maturità professionale) Acidi grassi saturi g 26,8 e quindi di proseguire gli Sale g 0,1 studi nell’ Alta FormaZuccheri g 64,9 zione Professionale o alLa Linzer Torte è considerata la torta più antica del mondo, essendo nominata per la prima volta già nel l’Università. 1653. Comunque è rimasto un segreto sia l’inventore (o inventrice) sia chi le diede il nome e comunque Allergene Oltre alla formazione iniprende il nome dalla città Austriaca di Linz. Cereale contenente ziale il Centro si occupa di La differenza alle ricette più recenti è che la torta s’impastò sempre con burro fuso, aggiungendo del al forno inrivolti un recipiente burro proprio più tardi. In più la torta venne fatta in scodella, glutine corsicioèe messa progetti alla d’argento in modo simile alla terrine odierne. Delle spezie se ne parla una sola volta, le mandorle invece formazione degli adulti. fanno parte di tutte le ricette storiche.


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Rubrica Legale

DICEMBRE 2017 L’avvocato risponde

Divorzio? Per i nipoti pagano i nonni Buongiorno Massimo, l’art. 316 bis del Codice Civile disciplina l’obbligo per gli ascendenti (nella fattispecie concreta i nonni) di contribuire al mantenimento dei nipoti. È una norma assolutamente recente e che ha stabilito questo nuovo onere in capo agli ascendenti, andando a rispondere alle sempre più frequenti separazioni ed alla tutela della prole in caso di separazione. In particolare, l’articolo in questione così recita: “I genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano

Buongiorno Avv. Gottardi, una curiosità: è vero che se mio figlio in caso di separazione dalla moglie non fosse in grado di mantenere i miei nipotini, io, quale adempiere i loro doveri nei confronti dei figli”. Secondo la Corte di Cassazione tale obbligo sorge in capo ai nonni in particolari casi: 1) quando è oggettiva l’impossibilità di provvedere al mantenimento dei figli da parte dei genitori; 2) quando vi è omissione volontaria da parte di entrambi i genitori; 3) quando vi è omissione volontaria di uno solo dei genitori nel caso in cui l’altro non abbia la disponibilità di provvedere al mantenimento dei propri figli. Tale obbligo in capo ai nonni si attua soltanto in via sussidiaria (cioè quanto sia oggettivo l’inadempimento dei genitori) e si concretizza nell’obbligo dei nonni di fornire ai genitori i mezzi necessari per adempiere ai loro

doveri nei confronti dei nipoti. In sostanza i nonni, in tale caso, si troverebbero nella necessità di consegnare i mezzi di sostentamento al genitore affidatario dei minori e non ai minori direttamente. In forza dell’art. 148 del Codice Civile è

nonno, sarei tenuto a contribuire economicamente? Quando e come scatta tale obbligo? Grazie mille, Massimo

possibile ottenere un decreto giudiziale, emesso

da un Giudice a seguito di una specifica procedura, che si svolge dinanzi al Presidente del Tribunale del luogo di residenza del genitore o dei nonni inadempienti. Il decreto dovrà prevedere il versamento di una quota dei redditi dell’obbligato direttamente al genitore o a chi sopporta le spese di mantenimento dei figli/nipoti. È una norma, come detto, introdotta recentemente ed anche poco conosciuta che raramente trova applicazione nella pratica, posto che le condizioni previste

CURIOSITÀ DAL MONDO In Texas (USA) per essere autorizzati a camminare a piedi nudi per strada si devono prima pagare 5 dollari al Comune, che rilascerà una speciale licenza. Sempre in Texas è illegale bere più di tre sorsi consecutivi di birra mentre si sta in piedi.

per la sua efficacia sono molto stringenti. Possono chiedere al Giudice l’emissione di tale provvedimento il genitore, il figlio che ha raggiunto la maggiore età, gli istituti di assistenza ed i parenti che ne abbiano interesse. Le parti ed il terzo debitore possono sempre chiedere, con le forme del processo ordinario, la modifica e la revoca del provvedimento per circostanze e motivi sopravvenuti. Per approfondire o per fissare un colloquio su questo o su altri temi l’avv. Mattia Gottardi riceve presso il suo Studio in Tione di Trento, via N. Sauro n. 2, previo appuntamento, chiamando il numero 0465/324667 oppure 349/2213536 o scrivendo all’indirizzo mgottardi1@yahoo.it

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Mercatini di Natale

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Il luogo perfetto dove respirare e farsi trasportare dalla magia del Natale Il Mercatino di Natale di Tione 2017

I sapori tipici, protagonisti del mercatino, saranno rivisitati e presentati in diversi appuntamenti gastronomici dal carattere autenticamente Trentino. Tra questi ultimi numerosi e caratterizzanti saranno quelli che verranno proposti quotidianamente, quali: i canederli, la polenta carbonera, il gulasch, la raclette, la pizza di Natale…ma anche vin brùlè, cioccolata calda, brùlè di mela, the caldo, frittelle di mele, straùben, torte di carote, strudel. Completa l’evento un ricco programma di iniziative collaterali per tutti i gusti e l’età: musica itinerante, cori natalizi, live show, giochi, fiabe animate, laboratori creativi, il tutto per rendere speciale il vostro Natale. Caratteristiche quest’anno saranno le nuove location dove verranno proposte

A Tione di Trento, nella cornice del suggestivo Parco Ville, recentemente rinnovato, in una magica atmosfera di luci, colori, sapori e musica dal vivo, vi attende il Mercatino di Natale di Tione. Il parco si riempirà con 30 casette in legno, addob-

le attività: il nuovo palcoscenico, dove si terranno gli appuntamenti musicali, l’igloo riscaldato che ospiterà i laboratori, le attività e i giochi per i più piccini

e una suggestiva casetta in legno di oltre 30 mq, che sarà il cuore pulsante dei momenti gastronomici, in cui degustare i sapori del Natale.

bate come da tradizione natalizia che proporranno oggetti artigianali, tanti dei quali realizzati a mano, dolciumi tipici, formaggi e salumi locali, oltre ad un ventaglio di prodotti in legno, cera e stoffe, riccamente adornate.

Un programma che piace molto. Infatti sono già numerosi i gruppi organizzati con pullman, provenienti dalle province di Milano, Bergamo, Verona e Vicen-

za che hanno confermato la loro partecipazione al Mercatino di Natale di Tione. L’atmosfera delle feste è quindi nell’aria. Tra lumi-

narie e mercatini di Natale, Tione offrirà un vasto carnet di iniziative dedicate a grandi e piccini. Novità della stagione 2017 sarà anche la pista di pattinaggio su ghiaccio, che sarà disponibili dall’8 dicembre al 7 gennaio, nei pressi del Mercatino di Natale. Vi aspettiamo dunque a Tione di Trento nei weekend dal 2 al 26 dicembre. Il Mercatino di Natale si svolgerà con il seguente calendario: 02-03-07-08-09-10-16-1722-23-24-26 dicembre: dalle 10.00 alle 19.00 24 dicembre chiusura anticipata ore 18.00 Sito Ufficiale: www.mercatinodinataletione.com Infoline: Consorzio per il Turismo Giudicarie Centrali Telefono 0465.324140 – info@visitgiudicarie.it


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Comunità delle Giudicarie

Piccole modifiche alle isole ecologiche: dopo la sperimentazione si passerà a tutto il territorio A Porte di Rendena è in fase di sperimentazione la riduzione delle aperture per il conferimento dei rifiuti nei cassonetti e contenitori seminterrati delle isole ecologiche pubbliche. I primi risultati mostrano che la qualità del materiale è migliorata genere. Ci sono piccoli errori poco significativi, ma ci sono molti errori gravi che sono evidentemente frutto di negligenza premeditata o meno, che pesano molto sulla collettività. L’invito è quello di prestare la massima attenzione nei gesti quotidiani per evitare almeno gli errori di conferimento più grossolani. È importante inoltre che ciascun utente utilizzi correttamente le isole ecologiche, evitando di abbandonare rifiuti fuori dai contenitori. Un materiale particolarmente oneroso e complesso da gestire è la sostanza organica. In questo caso è importante sottolineare che nelle isole ecologiche stradali non è consentito conferire rifiuti prodotti dalla manutenzione di parchi e giardini (erba, legno, rami e potature in genere), ma solo scarti di cucina. I rifiuti “verdi” devono essere invece conferiti al Centro di Raccolta. Questo non solo per un aspetto di decoro delle isole ecologiche (basta

rifiuti non conformi nelle Il Servizio Igiene Ambientale della Comunità delle che ne inficia anche il valore economico (con una isole ecologiche. Si tratGiudicarieemonitora costantemente la qualità dei complesso ri- evidente ripercussione sulla tariffa Ledianasemplicemente della per il Servizio Igiene Ambientale, ma nel si ritiene che l’allargamento a tuttorifiuti). il territorio queste ta piccole fiuti raccolti. Da tempo i materiali sono compromessi lisi svolte sui materiali raccolti mostrano come gli sostituzione dei contenimodifiche ai contenitori possa giovare all’intero servizio quindi alladagli collettività. da una elevata presenza di materiale non conforme errori ecommessi utenti siano molti e di vario tori della sostanza organica, attualmente della infatti che solo un utente capacità di 660 litri, con Analisi qualitativa organico depositi nel cassonetto i contenitori più piccoli da propri sfalci per saturare 240 litri, dotati di una luglio-novembre 2017 i contenitori dell’organisola apertura delle dico), ma per un aspetto mensioni di circa 20 x 20 Conforme Non conforme economico. La sostancentimetri, per consentiza organica deve essere re il conferimento esclutrasportata ad impianti sivo degli scarti di cucina fuori dalla nostra provinin sacchi compostabili cia con elevati costi di di piccole dimensioni. trasporto e smaltimento, Analogamente anche le il verde invece è avviato aperture dei contenitocon costi inferiori verso ri dedicati alla raccolta AltriComuni impianti locali. Vi è quindifferenziata della carta Non conforme di tutta la convenienza a e del multimateriale leg13% portare il verde al Centro gero sono state ridotte di PorteDiRendena di Raccolta. dimensioni. Conforme Delle criticità importanti Per quanto riguarda la 96% AltriComuni ci sono anche per quanto sostanza organica, la PorteDiRendena Conforme Non conforme riguarda il multimateriasperimentazione ha per87% 4% le leggero (imballaggi in messo una leggera riduplastica e metallo). Inzione del quantitativo di nanzitutto non è facile rifiuto con una minore per i cittadini capire la presenza di rifiuti non corretta modalità di racconformi. Analogamente colta di una grande vaanche il multimateriale rietà di materiali e come ha mostrato una leggeconseguenza finiscono in ra tendenza al miglioraquesta raccolta prodotti differenziata, porre la costituiti i nostri rifiuti, no dei materiali in pla- mento. Ovviamente ogni che non sono imballag- massima attenzione non ma anche se essi sono o stica o metallo che non cambiamento porta con gi. È quindi importan- solo nell’identificazione meno degli imballaggi. sono imballaggi, questi se anche disagi sia per gli te duranteDall’anno la raccolta del materiale di cui sono Nello specifico, se si hantrovano collocazione utenti Non sia per il Comune prossimo quindi, verranno progressivamente apportate queste modifiche in tutti i Comuni delle Giudicarie. esclusivamente al Cen- e per il Servizio Igiene sarà possibile conferire erba, sfalci e potature all’isola ecologica, ma questi dovranno essere portati al Centro di tro di Raccolta e non Ambientale, ma nel comdella carta e del multimateriale Raccolta, come già dovrebbe essere. Nei contenitori dedicati alla raccolta differenziata all’isola ecologica. Queplesso si ritiene che l’aldistinzione, come largamento a tutto il terleggero le aperture avranno la dimensione approssimativa di 20 x 30 centimetri, sta si dovrà quindi evitare di conferire detto, non è certo una ritorio di queste piccole materiale di grandi dimensioni o in grossi sacchi chiusi. In alternativa è stato attivato presso i Centri di Raccolta una semplificazione per gli modifiche ai contenitori raccolta per i soli imballaggi di plastica, in quanto componente più voluminosa del multimateriale. utenti, ma è una neces- possa giovare all’intero Per quanto riguarda la raccolta sità imposta dai consorzi servizio e quindi alla coldell’abbigliamento ci si è trovati Raccolta abbigliamento di recupero degli imbal- lettività. costretti a rimuovere dalle isole laggi che hanno seve- Dall’anno prossimo quindalle isole ecologiche le campane Per quanto riguarda la raccolta dell’abbigliamento ci si è trovati costretti a rimuovere ecologiche le campane dedicate ri parametri di qualità di, verranno progressivanell’ambito delle per concentrarle all’interno dei dedicate per concentrarle all’interno dei Centri di Raccolta. Anche questa modifica perrientra l’accettazione deliniziative mentevolte apportate queste Centri di Raccolta. Anche que- al miglioramento della qualità dei materiali raccolti. In questo caso specifico tra l’altro materiale ed procedere essendo con modifiche urgenza in tutti i Cosi è dovuto sta modifica rientra nell’ambito il multimateriale un ri- muni delle Giudicarie. una profonda trasformazione negli per non incorrere in controversie. Il mercato degli indumenti usati ha infatti subitofiuto delle iniziative volte al migliorapiuttosto leggero, Non sarà possibile confeoperatori accetteranno solo sfalci e potatumento della qualità dei materiali ultimi anni diventando molto selettivo dal punto di vista qualitativo. Al Centro di Raccolta bastanogli poche impurità rire erba, raccolti. In questo caso specifico indumenti riutilizzabili, in buono stato e preferibilmente puliti, comprese scarpe, cappelli, per compromettere per Non re all’isola ecologica, ma biancheria e tende. tra l’altro si è dovuto procedere mesi il valore economi- questi dovranno essere saranno invece accettati stracci, abbigliamento da lavoro e abbigliamento co nondella riutilizzabile. In caso fosse con urgenza per non incorrere raccolta. Senza portati al Centro di Racdi consegna in controversie. Il mercato degli necessario gli operatori dei Centri di Raccolta fornirà le indicazioni per la correttalemodalità entrate economiche colta, come già dovrebbe indumenti usati ha infatti subito dell’abbigliamento. corrisposte dai consorzi essere. Nei contenitori una profonda trasformazione nedi recupero, che con- dedicati alla raccolta difSi ribadiscono infine alcune semplici regole di civiltà: gli ultimi anni diventando molto sentirebbero di conte- ferenziata della carta e selettivo dal punto di vista quanere i costi del servizio, del multimateriale legge il divieto di abbandono di rifiuti fuori dai contenitori, soprattutto per rifiutigliquali ingombranti, batterie, litativo. Al Centro di Raccolta oneri rimangono ne- inerte, ro le aperture avranno la gli operatori accetteranno solo cessariamente a carico dimensione approssimaapparecchiatura elettrica ed elettronica; indumenti riutilizzabili, in buodegli utenti. tiva di 20 x 30 centime il divieto di conferire erba, sfalci, potature, terra e pietre all’isola ecologica; no stato e preferibilmente puPer contrastare questi tri, si dovrà quindi evita per il conferimento scartil’isola di cucina utilizzare solo sacchi di carta oproblemi in materiale compostabile; liti, comprese scarpe, cappelli, Si ribadiscono infine alcunedegli semecologica; il Servizio Igie- re di conferire materiale biancheria e tende. Non saranno plici regole di civiltà: • per il conferimento degli scarti ne Ambientale sta ragiodi grandi dimensioni o in  schiacciare il cartone prima di metterlo negli appositi contenitori invece accettati stracci, abbiglia- • il divieto di abbandono di rifiuti di cucina utilizzare solo sacchi di nando su alcune contro- grossi sacchi chiusi. In almento da lavoro e abbigliamento fuori dai contenitori, soprattut- carta o in materiale compostabimisure. Alcuni di questi ternativa è stato attivato non riutilizzabile. In caso fosse to per rifiuti quali ingombranti, le; interventi sono stati in- presso i Centri di Raccolnecessario gli operatori dei Cen- batterie, inerte, apparecchiatura • schiacciare il cartone prima di trodotti sperimental- ta una raccolta per i soli tri di Raccolta fornirà le indica- elettrica ed elettronica; metterlo negli appositi contenimente a Porte di Ren- imballaggi di plastica, in zioni per la corretta modalità di • il divieto di conferire erba, tori dena dal luglio scorso e quanto componente più consegna dell’abbigliamento. sfalci, potature, terra e pietre alsono volti a disincenti- voluminosa del multimavare il conferimento di teriale.

Raccolta abbigliamento


Attualità

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Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella:

Superato 1 miliardo di 1 miliardo raccolta da soci e clienti di grazie

Nel mese di novembre 2017 il risparmio dei nostri soci e clienti ha superato 1.000.000.000 €

7.233 SOCI grazie ai nostri 27.476 CLIENTI

grazie ai nostri

che ogni giorno condividono con noi i principi cooperativi della mutualità e della reciprocità

che ogni giorno scelgono la nostra Cassa Rurale per investire i propri risparmi e per costruire la propria casa

grazie alle nostre

3.102 IMPRESE

che ogni giorno scelgono la nostra Cassa Rurale per investire nella propria attività contribuendo allo sviluppo economico ed occupazionale del nostro territorio

grazie ai nostri

7.224 GIOVANI

che ogni giorno costruiscono il proprio futuro professionale scegliendo di partecipare ai progetti di mutualità innovativa promossi dalla nostra Cassa Rurale

grazie alle nostre

435 ASSOCIAZIONI

che ogni giorno mantengono vivo il tessuto sociale delle nostre comunità anche grazie al sostegno della nostra Cassa Rurale

grazie ai nostri

71 G.O.L.

che dal 2010 ogni giorno hanno aiutato volontariamente la nostra Cassa Rurale favorendo e agevolando la relazione con i soci e le associazioni delle nostre comunità

grazie ai nostri

128 COLLABORATORI

che ogni giorno si impegnano a servizio dei nostri soci, dei nostri clienti, delle nostre imprese, dei nostri giovani e delle nostre associazioni

grazie a tutti!

Nel mese di novembre la Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella ha raggiunto un importante traguardo: la raccolta complessiva dei soci e clienti della Cassa ha superato la soglia di 1 miliardo di euro con una crescita, solo nel 2017, di oltre 50 milioni. Con soddisfazione il Presidente Andrea Armanini fa osservare che in meno di 5 anni (da fine 2012) i risparmi dei clienti della Cassa sono cresciuti del 23%, con una crescita di oltre 150 milioni di euro. “In questi anni abbiamo messo molta attenzione sulla gestione dei risparmi dei nostri clienti – afferma il Direttore Davide Donati – supportandoli con la consulenza nelle scelte in uno scenario di tassi a zero”. La raccolta complessiva è variata molto anche nella composizione: oggi la raccolta diretta ammonta a 670 milioni di euro mentre quella indiretta a 332 milioni. La raccolta indiretta vede una crescita molto importante delle gestioni patrimoniali sottoscritte da 2944 clienti con un controvalore di 199 milioni di euro; i fondi comuni vedono 9.580 piani

di accumulo sottoscritti per un totale di 46 milioni di euro, mentre sono 2.662 i clienti che hanno sottoscritto un fondo pensione tramite la Cassa Rurale, per un totale di 22,6 milioni di euro. Infine completano il comparto del risparmio gestito le polizze finanziarie per 24 milioni di euro. “Questi numeri dimostrano da soli la soddisfazione riconosciuta dai nostri clienti per il servizio prestato ai nostri soci e clienti – sostengono i vertici della Cassa – ma anche l’impegno e la competenza dei nostri collaboratori nello svolgere quotidianamente un’ attività di consulenza attiva verso la clientela”. La Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella si accinge alla fusione con la Cassa Rurale di Saone che consentirà di ampliare la zona di operatività a tutto il comprensorio delle Giudicarie.


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Sport

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Trovato immediatamente il pieno appoggio dell’Amministrazione comunale di Fiavé, si è cominciato con due momenti di propaganda in piazza in occasione della Cena a Lume di Candela di Fiavé e della Festa delle Associazioni di Rango. È seguita la presentazione ufficiale dei corsi per ragazzi dai 6 ai 14 anni, iniziativa che ha subito trovato l’entusiastica risposta di decine di famiglie, con ben 32 iscritti agli appuntamenti bisettimanali iniziati il 19 settembre e previsti nei pomeriggi di martedì e giovedì in palestra a Fiavé e seguiti da un già affiatato staff comprendente, oltre a Modena, Adrijan Asani, Marco Fappani e altri dirigenti: un numero non certo trascurabile, se si pensa che in zona non è mai esistito un vero movimento cestistico e che il bacino d’utenza è giocoforza ridotto. I più grandi tra i ragazzini, nelle prossime settimane avranno poi l’occasione di confrontarsi con altre realtà regionali in tornei giovanili, con l’attività che sarà ulteriormente ampliata nei prossimi anni. Poche ore dopo l’inizio dei corsi, si è sparso in ogni angolo delle

Giudicarie Basket: un sogno a forma di palla a spicchi

Dai corsi per ragazzi e ragazze dai 6 ai 14 anni ad una squadra senior che ha vinto all’esordio «Nati per far sognare giovani... di tutte le età», questo lo slogan della Giudicarie Basket, realtà che ha mosso i primi passi nei mesi estivi partendo da Fiavé ma che sta già trovando importanti soddisfazioni in tutGiudicarie un giro vorticoso di messaggi tra appassionati che magari si trovavano periodicamente a fare qualche tiro a canestro in compagnia. «Avete visto che a Fiavé è nata una società di basket? Che dite se proviamo a fare una squadra senior?», questo più o meno il tono dei vari messaggi che hanno riunito una ventina di sportivi dai 16 ai 50

anni, che in pochi minuti hanno deciso di cominciare ad allenarsi con più serietà e soprattutto di iscriversi al campionato regionale di Promozione Silver, dove i giudicariesi si confronteranno con realtà di Trento, Lavis, Merano, Bressanone, Bolzano, Val di Fiemme, Val di Sole. Il sogno si è quindi trasformato in realtà, con la formazione maggiore che

ta la Valle. Facciamo un passo indietro, ovvero all’inizio di luglio, quando Andrea Modena, rivano da sempre nel mondo della palla a spicchi, ha avuto l’idea di provare a creare una Scuola Basket nelle Giudicarie Esteriori. ha giocato una manciata di partite ritagliandosi anche la inattesa soddisfazione di una vittoria all’esordio. I match casalinghi si tengono di giovedì a Fiavé, anche se in febbraio e marzo non mancheranno le partite anche a Carisolo e Bondo. Per rinsaldare il gruppo di ragazzini, genitori, dirigenti e squadra maggiore, nonché per ammirare da vicino

il basket di Serie A1, sabato 14 ottobre una foltissima delegazione giudicariese si è recata al PalaTrento per seguire il match tra Aquila Basket Trento e Germani Brescia. Merito della Dolomiti Energia Basketball Academy, strumento collegato ad Aquila Basket che coordina quanto di meglio la pallacanestro regionale e non solo sa esprimere, realtà

a cui si è immediatamente affiliata la Giudicarie Basket: grazie a questa sinergia che potrà aprire molte porte a giocatori e istruttori, i ragazzini della neonata società hanno accompagnato i giocatori di Trento e Brescia nell’entrata in campo, poi all’intervallo l’intera società è stata presentata alle 3mila e più persone presenti sugli spalti, con tanto di foto di gruppo sul parquet con la mascotte aquilotta. Una giornata che rimarrà nei ricordi più belli dei ragazzi a cui è seguito anche l’«in bocca al lupo» del presidente dei vicecampioni d’Italia Luigi Longhi, che ha preannunciato una visita della società trentina alla nuova realtà giudicariese. Martedì 5 dicembre, un altro importante appuntamento: presso il municipio di Fiavé si terrà la prima assemblea sociale della storia della Giudicarie Basket, una serata aperta a tutti nel quale sarà possibile diventare soci (gratuitamente) della nuova realtà, conoscere percorsi e progetti, proporsi o votare il nascente consiglio direttivo.


Sport

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Stagione alle porte per il centro sciistico di Borgo Lares

A “Bolbenolandia” più spazio per gli sciatori in erba “Nessuna stazione sciistica ormai può prescindere da un efficiente impianto di innevamento programmato – spiega Roberto Marchetti, presidente della Pro loco – e, anno dopo anno, a Borgo Lares si è riusciti a costruire un modello unico che ha davvero pochi eguali anche a livello nazionale”. Perseguendo la politica intrapresa da diversi anni ormai dal centro di Bolbeno, anche il Centro di noleggio sci si rinnova grazie all’acquisto di circa 200 nuovi paia di sci e scarponi marchiati Volkl, una delle firme più gloriose e vincenti all’interno del panorama sciistico mondiale. “La volontà, in questo caso – prosegue Marchetti - è quella di of-

Al Centro Sci Borgo Lares fervono i preparativi per la stagione invernale ormai alle porte. Molte le novità per l’impianto sciistico più basso d’Italia, gestito da oltre cinquant’anni dalla Pro Loco di Bolbeno. Si parte dall’introduzione di due nuovi generatori di neve di ultima generazione che confrire all’utente materiali di qualità a prezzi contenuti e, a testimonianza della bontà di questa strategia, basti citare gli oltre 600 noleggi stagionali staccati nell’ultima stagione invernale”. Il Centro noleggio è uno dei fiori all’occhiello della stazione sciistica, che contribuisce in maniera importante all’economia e alla qualità della ski area. Un altro miglioramento introdotto per la stagione alle porte riguarda l’area campo primi passi “Bolbeno-

landia”, regno dei bambini e, come tutto il complesso sciistico votata ai piccoli

tribuiranno a garantire il perfetto innevamento del centro sci anche con temperature marginali, un aspetto fondamentale per un impianto di sci che riesce, nonostante gli appena 600 m sopra il livello del mare, a portare a termine una stagione sciistica.

che trovano un ambiente sicuro e adatto alla propria età dove cimentarsi con

neve, sci, bastoncini e porte strette. “Bolbenolandia” riservata ai piccolissimi quest’anno, grazie alla collaborazione del Ristorante “La Contea” a bordo pista, che ha provveduto allo spostamento della scala di accesso al pub, avrà una superficie più ampia nella parte finale e anche una parte iniziale più funzionale ed esteticamente migliore. Un aspetto che invece non ha nulla di nuovo ma è parte integrante e fondamentale della formula vin-

cente del piccolo impianto di Bolbeno è lo straordinario lavoro dei tanti volontari della Pro loco di Bolbeno, dello Sci Club e delle tante altre associazioni che collaborano per la riuscita delle varie manifestazioni e per il lavoro quotidiano sulla pista: “E’ solo grazie a loro – conclude un comprensibilmente orgoglioso Roberto Marchetti - se questo vero e proprio miracolo che non ha eguali in tutta Italia, continua a rinnovarsi di anno in anno, migliorandosi sempre più e contribuendo a creare quello spirito di comunità che anche in futuro rappresenterà sicuramente l’arma vincente di questa piccola grande stazione sciistica”.

A Spiazzo il Raduno collegiale della giovanile di triathlon

Il Triathlon è uno sport relativamente giovane ma già seguito da moltissimi atleti che vedono, nelle tre frazioni che lo compongono, un modo per tenersi davvero in forma facendo nuoto, bicicletta e corsa. Per i ragazzi poi è davvero un modo di non specializzarsi già da giovani in una singola disciplina ma di mantenersi sani e atletici, con quella forma fisica che i tre sport per eccellenza garantiscono…e del resto l’acqua, la biciclet-

ta e lo sgambettare sono cose insite nel carattere di ogni bambino. Perseguendo questa filosofia la 33 Trentini Triathlon ASD (www.33trentinitriathlon. com), storica Società trentina con un buon vivaio di giovani atleti, segue i suoi ragazzi con allenamenti mirati in base ad età e competenza durante la preparazione settimanale e nei diversi Campus ed incontri Collegiali che organizza. L’ultimo è di metà novembre: teatro primo la piscina

di Spiazzo (dove si possono sempre reperire informazioni sulla Società), quindi la ciclabile ed i prati circostanti dove si sono svolti rispettivamente gli allenamenti di nuoto, bicicletta e corsa. A seguire il gruppo tre Tecnici Federali dei 33TT (così è conosciuta la 33 Trentini Triathlon) sempre a disposizione di chi vuole avvicinarsi a questa disciplina secondo le proprie mire sportive e la propria disponibilità di tempo. “Chiunque voglia

essere seguito nella propria preparazione fisica – spiega Roberto Curti, Tecnico Federale e referente per la

zona Giudicarie Rendena – può contattarci ed iniziare con noi un percorso che può essere mirato alla

semplice preparazione fisica generale o mirata ad obiettivi più ambiziosi: basta una semplice mail a segreteria@33trentinitriat hlon.com e chiunque sarà ricontattato per organizzare un incontro dove valuteremo insieme la possibilità di accostarsi a questa divertentissima e sportivamente completa disciplina; l’invito vale naturalmente per tutti e per qualsiasi età: lo possono confermare i nostri Atleti che vanno dai sette anni ai più di sessanta”.

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Centenario Grande Guerra

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Guerra 1914-18 mese per mese - Dicembre 1917

Nel 1917 l’orrendo macello era sotto gli occhi di tutti Sul fronte italiano le sofferte ripercussioni della disfatta di Caporetto 1 dicembre. Russia. Creato il comitato militare rivoluzionario del Fronte Sudoccidentale, il generale Kutepov scioglie il reggimento e dalla Bessarabia si dirige sul Don, dove si unisce ai contro-rivoluzionari di Alekseev. - 2 dicembre. Lettonia. Organizzazioni nazionali lettoni formano il Consiglio Nazionale Temporaneo, adottando l’autodeterminazione della Lettonia. - Russia. Durante il Congresso dei musulmani di Russia e Siberia il Kuriltai del territorio dei popoli tartari del Volga e degli Urali dichiara l’autonomia dalla Russia come Repubblica. - 3 dicembre. Russia. Il Kuriltai del territorio del popolo tartaro di Crimea dichiara l’autonomia dalla Russia come Repubblica Popolare di Crimea. In seguito alla ceduta dell’esercito russo, le armate austro-tedesche sono state riversate ad ovest mettendo in difficoltà i paesi dell’Intesa anti-tedesca. Si ha una conferenza nella quale si instaurano contatti con gli organismi difensisti anti-bolscevichi. - 4 dicembre. Russia. Stipulato un accordo di prearmistizio tra Russia e Imperi centrali, decretando la sospensione dei combattimenti sul fronte orientale. / Romania. A Chișinău viene creato l’organo di autogoverno dei Romeni di Moldavia. - 5 dicembre. Fronte ottomano. Inizia la sospensione delle ostilità sul fronte del Caucaso con l’Armistizio di Erzincan tra Impero ottomano e Russia. I Britannici, in Persia ad in Mesopotamia prendono il posto dei Russi nel nord della Persia. Dal gennaio successivo le truppe russe iniziano lo sgombero anche dai territori ottomani occupati nella regione armena. - 6 dicembre. Finlandia. La Finlandia dichiara l’indipendenza dalla Russia da parte di Pehr Evind Svinhufvud: universalmente è considerata la data di indipendenza della Finlandia. - 7 dicembre. Russia. Durante il II congresso pancosacco del partito Alash, il Baškortostan aderisce alla

di Mario Antolini Musón In queste ricerche mensili di guerra ho trovato scritto: «Nel 1917 l’orrendo macello era ormai sotto gli occhi di Repubblica dell’Idel-Ural, della quale Orenburg diviene la capitale. - 8 dicembre. Russia. Si svolgono le elezioni per la Costituente, con un risultato deludente per i bolscevichi. - 9 dicembre. Romania. Il Regno di Romania deve firmare l’Armistizio con gli Imperi centrali, che pone termine alla campagna di Romania. - 11 dicembre. Lituania. Risveglio nazionale lituano: il Governatorato di Vilna dichiara l’indipendenza della Lituania dalla Russia. - 13 dicembre. Russia. Mentre i Bolscevichi stanno deportando in Siberia i Cosacchi, nella Cosacchia e altri popoli si uniscono e proclamano l’indipendenza come Autonomia di Alash; la sua indipendenza viene a determinare la separazione fisica tra il Turkestan e il resto dei territori bolscevichi dell’ex Impero. - 14 dicembre. Russia. Il governo russo bolscevico autorizza le contee lettoni a separarsi dal Governatorato di Vitebsk ed unirsi alla parte di provincia lettone di Livonia. - 15 dicembre. Russia. I Cosacchi del Don prendono Rostov e Taganrog e si congiungono con le forze contro-rivoluzionarie di Kornilov e Krasnov poi raggiunti anche da Kutepov. / Europa. Gli Imperi centrali accettano l’armistizio chiesto dai bolscevichi e avviano trattative di pace. / Moldavia. Viene fondata la Repubblica Democratica Moldava che rifiuta l’armistizio e ripudia i Bolscevichi. - 16 dicembre. Ucraina. La Russia bolscevica riconosce il diritto all’indipendenza dell’Ucraina chiedendo in cambio il supporto ucraino alla repressione dei Cosacchi del Don. - 20 dicembre. Cecoslovacchia. Nasce la Čeka per la soppressione della controrivoluzione nel fronte interno, che si mette subito al lavoro. - 21 dicembre. Caucaso. La Repubblica delle Montagne del Caucaso Set-

tentrionale di Abdulmajid Thapa Chermoyev dichiara l’indipendenza dalla Russia bolscevica. - 23 dicembre. Siberia. A Omsk il congresso regionale dei soviet proclama l’instaurazione del potere bolscevico in tutta la Siberia occidentale. - 24 dicembre. Ucraina. Dopo settimane di fermento nella Repubblica Popolare Ucraina, ora attaccata da nord dalle guardie rosse inviate dal governo di Pietrogrado, i Bolscevichi ucraini vengono espulsi da Rada e lasciano Kiev per rifugiarsi a Charkiv dove fondano la Repubblica Popolare Ucraina dei Soviet. - 25 dicembre. Ucraina. L’avanzata delle guardie rosse del “Fronte rivoluzionario del Sud è temporaneamente fermata dall’esercito ucraino ad Aleksandrovsk. / Russia. Alcuni Russi bolscevichi oltranzisti si ritirano su un’isola del golfo di Finlandia fondandovi la Repubblica Sovietica di Naissaar, allo scopo di crearvi una “società ideale”. - 27 dicembre. Russia. A Chabarovsk il congresso dei soviet dell’Estremo Oriente annuncia il passaggio di tutto il potere ai soviet nelle regioni dell’Amur e del Territorio Marittimo. - 29 dicembre. Russia. Irkutsk aderisce al bolscevismo. - Sebastopoli bolscevica. - 31 dicembre. Finlandia. Il governo di Lenin riconosce l’indipendenza della Finlandia come Repubblica bolscevica.

tutti e non si vedevano sbocchi». Ne sono conferma gli avvenimenti di seguito elencati.

Questi gli avvenimenti socio-politici. La cronaca dai fronti di guerra riporta ben altre indicazioni. Da evidenziare le annotazioni riportate sotto la successiva data del 16 dicembre. 1 dicembre 1017. - Fronte italiano. Nella mattinata tiri di interdizione. I giornali dicono che gli Imperi stanno per rovesciare sull’Italia molta artiglieria e fanteria; imminente una grande offensiva austro-germanica. I cannoni cominciano a tuonare sul Grappa. 2 dicembre. - Fronte italiano. Passano reggimenti inglesi con cavalli, carri e cannoni. Si dice che le truppe sul fronte del Piave vengano tutte sostituite con soldati inglesi. Quale umiliazione per l’Italia essere costretta a mendicare l’aiuto di soldati stranieri, mercenari e protestanti. 3 dicembre. - Fronte italiano. Al mattino aeroplani nemici. I cannoni tuonano lungo la linea del Grappa fino all’una del pomeriggio. Gli Inglesi passano e si fermano: han preso posto alla Villa Nova. Gli Italiani se ne sono andati tutti: quale umiliazione per l’Italia. 4 dicembre. - Fronte italiano. Si odono tiri di artiglieria. Una squadriglia di aeroplani inglesi vola su Montebelluna. Il paese è pieno di Inglesi. Da Caselle a Riese avanza una lunghissima fila di carri e cavalli francesi. Verso le undici una detonazione: è scoppiata una polveriera a Salvarosa. 6 dicembre. – Finlandia. Dichiarazione d’indipen-

denza dall’Impero russo. 7 dicembre. - Usa. Gli Stati Uniti dichiarano guerra all’Austria-Ungheria. 9 dicembre. - Romania. Armistizio di Focsani tra la Romania e gli Imperi centrali; fine della campagna di Romania. 10 dicembre. - Panama. Panama dichiara guerra all’AustriaUngheria. 11 dicembre. - Fronte ottomano. I Britannici conquistano Gerusalemme. - Fronte italiano. Le truppe austrogermaniche si riorganizzano e riprendono con forza l’attacco: vengono conquistati il Col della Beretta, il Col dell’Orso e il Monte Asolone arrivando molto vicini a Bassano. Ancora una volta un nuovo contrattacco riesce a respingere l’iniziativa asburgica ed a bloccare definitivamente, il 21 dicembre, la loro avanzata. 12 dicembre. - Fronte italiano. Con riferimento al generale Cadorna: «Presi dal panico i battaglioni si sciolsero, si dispersero qua e là disordinatamente cercarono salvezza nella fuga. Il Comando supremo ha poi valutato giustamente l’animo delle truppe? No, i generali nemici si sono accorti più presto di lui della crisi che covava nel suo fronte, sono stati migliori psicologi di lui. Basta ricordare il suo comunicato del 22 ottobre: “Noi aspettiamo a pie’ fermo e ben agguerriti l’assalto”. Quattro giorni dopo egli rinfacciò a riparti del secondo esercito la loro vigliaccheria, ma in tal modo giudicava se stesso». Dal “Lavoratore” di Trieste dei

12-XII-917, N° 726. 15 dicembre. - Russia. La Russia comunista sigla l’armistizio di Brest-Litowsk con gli Imperi centrali e avvia trattative di pace, decretando una sospensione dei combattimenti sul fronte orientale.. 16 dicembre. - Cuba. Cuba dichiara guerra all’AustriaUngheria. - Trattative di pace. I Commissari del popolo in Pietroburgo pubblicarono i trattati o meglio i contratti segreti dell’Intesa. Rispetto all’Italia bisogna notare che l’Intesa, per trascinarla nel vortice della guerra, dovette lottare contro grosse difficoltà. L’Italia pretendeva troppo. La Francia non era d’accordo colle aspirazioni italiane sulla costa sud-est del Mediterraneo, e la Russia colle aspirazioni italiane sulle coste nord-est dell’Adriatico, perché la Serbia, prediletta della Russia, voleva il suo sbocco al mare. Quando l’Italia si è decisa a delle concessioni alla Serbia, il patto coll’Intesa ebbe la sua sanzione, e l’Italia sguainò la spada contro le Centrali. Come compenso all’Italia fu garantito il Trentino e il Tirolo meridionale fino al Brennero. Trieste e dintorni, Gorizia, Gradisca e l’Istria fino al Quarnero colle isole istriane; tutta la Dalmazia con l’aggiunta di Lassirico e Trebinia nel Nord e nel Sud tutto il territorio sino alla linea che unisce la spiaggia del Punto di Ploncata collo spartiacque di levante, di modo che l’Italia doveva arrivare al possesso di tutte le valli dei fiumi che sboccano nel Sebenico; e tutte le isole della costa dalmata; il pieno possesso di Vallona, l’isola di Sasamo e dintorni. Tutte le isole del Dodecaneso che tiene adesso occupate; poi una contribuzione di guerra proporzionata ai suoi sacrifici. Qualora poi i possedimenti coloniali della Germania fossero rimasti all’Inghilterra e Francia, una parte sarebbe stata ceduta all’Italia. Fra gli altri patti stipulati coll’Intesa resterà celebre l’articolo 15 che dice: «La Francia, l’Inghilterra e la Russia si obbligano ad aiutare l’Italia nell’impedire alla Santa Sede l’intrapresa di ogni “demarche” diplomatica per accelerare la conclusione della pace o per il regolamento di qualche questione attuale connessa con la guerra».


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Dicembre 1917 - Ripercussioni in Trentino e in Giudicarie

Dalla Russia divenuta socialista un caldo appello alla pace Prigionieri di guerra italiani dal fronte del Chiese portati a Tione

«2 dicembre. 1917. - I Bolsceviki della Russia, capitanati da Lenin e Troski, con un radiotelegramma fecero pervenire a tutti i popoli delle nazioni belligeranti un caldo appello per la pace. «Se non ci ascoltarono i diplomatici dirigenti gli Stati dissero - ascoltateci voi, o popoli martirizzati dalla guerra, uniamoci e facciamo da noi contro di essi». Lenin e Troski agiscono come commissari del popolo russo. Austria e Germania risposero tosto che le proposte generiche dei Bolsceviki sono discutibili. Staremo a vedere ciò che risponderà l’Intesa. La provvisoria dittatura di Lenin dà, poi, le necessarie garanzie per la stabile efficacia di eventuali patti internazionali? / Intanto i Socialisti si presentano ai popoli come i loro unici tutori e benefattori, e fanno affaroni! L’Europa vomitò il suo vero salvatore Gesù Cristo; ora si adagia fra le braccia del socialismo per star meglio. Chissà che la divina Giustizia non adoperi il Socialismo come boia per strozzare i grassi strozzini, che da troppi decenni strozzarono operai e popoli. 6 dicembre. - Gl’Inglesi occuparono Giaffa ed ora dirigono le loro forze verso Gerusalemme, coll’intenzione di giungere per di là a Costantinopoli. / Anche nelle Fiandre si moltiplicano gli assalti contro i Tedeschi per controbilanciare la pressione dei Tedeschi sul Piave. / Ieri passarono per Tione, alcuni prigionieri italiani pigliati dai nostri presso Daone; erano contenti d’aver messo al sicuro la pelle. Dicono che i nostri (austroungarici) sfondarono l’Isonzo e arrivarono in pochi giorni al Piave: fu perché interi battaglioni d’Italiani, arcistufi d’una guerra ingiusta e insulsa, gettarono le armi alle ortiche. Raccontano che migliaia di Italiani, per lo più figli di signori, per sfuggire al campo si resero irreperibili nascondendosi nei boschi e sui monti, dove anche scoperti si difendono colle mitragliatrici; riconoscono che l’Italia fu comperata dall’Inghilterra, e fece male i suoi conti coll’abbandonare, anzi peggio, coll’assalire le Centrali. Nelle ultime settimane, dissero che ricevevano anch’essi le

di Mario Antolini Musón

Fra le pagine a mia disposizione, per il mese di dicembre 1917 non trovo annotazioni di sorta, anche se so che ve sarebbero a bizzeffe, specie per il fronte dell’Adamello. Nel diario del Perli intensissime pagine pagnocche fatte con farina di granoturco e di riso. / Questa sera arrivarono da Trento a Tione circa 800 prigionieri russi che saranno adibiti per tener sgombrate le strade dalle nevi e per sollecitare opere di difesa militari al fronte. / Il tempo perseverò fin qui bellissimo con temperatura mite: questa mattina, però, il termometro segnava 7 gradi sotto zero. I contadini sfruttarono tutto il lungo autunno nel raccogliere legna, fogliami, erbe e altro. Il bel tempo protrattosi fin qui fu una vera provvidenza, perché le pochissime forze della mano d’opera riuscirono a compiere quanto, prima della guerra, si faceva da molti. / Il locale Municipio per approntare la legna per le scuole, e quest’anno anche l’imperial regio capitanato, nonostante le sue più larghe proposte condizioni di pagamento, fu costretto a chiedere la mano d’opera militare, perché il paese non poteva dargli braccia sufficienti; ogni famiglia è costretta ad impiegare le sue poche e deboli forze per se stessa. Qualche sacerdote andò egli stesso nel bosco a tagliare e condursi la legna. Gli operai, più che denaro, domandano pane o polenta, altrimenti... 10 dicembre. - Questa notte, alle ore 10,45 furono avvertite due forti scosse di terremoto. / Quei di Roncone e Lardaro devono ripartire dal paese e dalle cascine del monte per lasciar posto a venturi militari, e trasferirsi nel Banale e altrove. Altrettanto devono fare i profughi attualmente dimoranti a Tione, Bolbeno e Zuclo. Povera gente! In questa stagione, senza mezzi di trasporto e in fretta! / Fra la Russia e le Centrali si è stipulato una tregua d’armi fino al 17 dicembre. Con ciò le Centrali si cavano da un molestissimo impiccio sul fronte orientale per aver le mani più libere e più forti in occidente e al mezzodì. 13 dicembre. - Gerusalemme è passata in mano dell’Inglesi. / Quest’anno metto qui di registrare il quantitativo di gra-

naglie prodotte in ogni singolo paese del distretto, perché il Capitanato riuscì a mettere insieme cifre ridicolmente esigue. Per esempio Tione nel prospetto capitanale comparisce con una produzione totale di grano turco in quintali 20, invece dovrebbero essere 150. / Gli Stati Uniti dichiararono la guerra all’Austria. 15 dicembre. - Quest’ultima notte, nella valle del Chiese, vi fu uno straordinario fracasso di artiglieria; non si tratta che di qualche assalto parziale. / Finora sempre tempo splendido con temperatura mite: il termometro la mattina segna 3-4 gradi di freddo. / Il militare costruì sulla piazza della Chiesa un baraccone in cui vi si ospitano 12 automobili. Inoltre continua a preparare quartieri per l’arrivo di nuovi soldati, che dovranno riempire tutti i nostri paesi e le nostre case. / In forza dei decreti innsbrukesi i tenitori di vacche devono vendere il latte a centesimi 44 al litro, mentre a loro costa corone 1,20. La tedesca Luogotenenza ordinò che si paghi a centesimi 40! 16 dicembre. - I Commissari del popolo in Pietroburgo pubblicarono i trattati o meglio i contratti segreti dell’Intesa. [Riportati nelle pagine generali alla stessa data. Il Perli commenta:] Ed ora “inte lligite”(comprendete), signori cattolici liberali e liberali reverendi: “erudimini” (istruitevi) se i vostri ardenti voti s’accordino con quelli di Dio. 17 dicembre. - Popolazione e soldati ora non parlano che della pace colla Russia. Ma siccome tutti conoscono

che, purtroppo e malvolentieri e per sole ragioni di spazio, il cronista è obbligato a “tagliare”. Di seguito solo parte di quanto in quel mese di dicembre scriveva il decano di Tione.

la confusione attuale caotica della Russia, dilaniata da cento partiti l’un contro l’altro armati, non vi prestano molta fede; la Russia, dicono, non è capace di fare né la guerra né la pace. / Intanto i nostri soldati (austroungarici) al fronte russo si divertono con quelli Russi. L’armistizio fu prolungato per un mese. / Questa sera, qui a Tione, incominciò a fioccare meticolosamente e proseguì fino al mattino, indi pioggia. / Il Curato da campo, Don Benedetto Novomèstsky, ci partecipa con cartolina postale, che ai 10 dicembre 1917, a Feldpost 296, è morto per tetano causato da ferita Giacomo Parolari Mistrantoni da Tione, nato nel 1876, muratore, ammogliato; fu sepolto l’11 del mese nel cimitero militare di Portule (Asiago). Lasciò la moglie con un figlio. Era un ottimo cristiano. Requiescat. 18 dicembre. - L’occupazio-

ne di Gerusalemme da parte degl’Inglesi; è di uno straordinario valore per il prestigio inglese nell’Asia anteriore: hanno raggiunto il loro principale obbiettivo contro la Turchia. / L’Inghilterra voleva impossessarsi di una gran parte della Mesopotamia, della Siria e dell’Arabia occidentale per completare il suo predominio nell’Asia minore e assicurarsi il canale di Suez, e se ne impossessò di fatto finora. / Anche nell’Africa orientale l’Inghilterra realizzò il suo piano ambizioso di costituire un immenso impero coloniale abbracciante i paesi bagnati dall’Oceano indiano, colla caduta dell’Africa orientale tedesca in mano loro, avvenuta di questi giorni. E ciò costituirà delle serie difficoltà nella futura conclusione della pace colla Germania. / Il socialista Lenin in Russia abolì la proprietà privata per dividerla fra i contadini e operai. E ciò sarà il pie’ in fallo che domani lo farà cader nel fosso. I giornali ci dicono che la Russia col 1° gennaio 1918 non pagherà più gl’interessi dei suoi debiti all’estero. Questo vuol dire la bancarotta della Russia che travolgerà nell’abisso miliardi francesi, inglesi e americani. [Tagliata una pagina sui “profughi”]. / / In Novembre furono affondate dalle Centrali 607.000 tonnellate di registro lordo. Con ciò dall’inizio della guerra

Augura alla Spettabile clientela Buon Natale e un Felice Anno Nuovo ...

ad oltranza dei sommergibili furono affondate 8.256.000 tonnellate di registro lordo di navi mercantili. / Parlando coi prigionieri italiani ci raccontano gli accordi convenuti fra i soldati italiani al fronte per darsi prigionieri agli austriaci: patti segreti sanzionati con giuramenti sull’onore di non far fuoco sul nemico al momento del segnale d’attacco, ma di gettare le armi a terra e alzare le braccia, pena una fucilata a chi osasse rompere il patto, e tennero e tengono la parola; e ciò fu la porta aperta dello sfondamento tedesco all’Isonzo, e poi altrove cosicché all’incontro di poi di prigionieri italiani nei concentramenti austriaci, i prigionieri italiani arresisi pigliarono del vigliacco dai prigionieri italiani coatti tanto che ne nacque delle serie baruffe da dover intervenire la truppa. Ora sul fronte italiano immediato si trovano francesi e inglesi. [Segue una riga cancellata]. / Il governo italiano lascia alla Camera italiana e alla stampa troppa libertà e a tutti di dire e stampare qualsiasi invettiva contro il buon ordine: ora raccolgono quindi ciò che hanno seminato. Giorni fa l’onorevole Orlando, contro i deputati antibellici, dichiarò di voler sostenere la guerra quand’anche i tedeschi arrivassero pur fin in Sicilia! Allegri popoli che la pace è imminente! 26 dicembre. - Iniziate le trattative fra la Quadruplice alleanza e la Russia nella città di Brest-Litovslcy, lasciando ancora dieci gironi di tempo all’Intesa per aderire alle trattative per una pace generale».


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Leonardi, dalle stampanti all’informatica: l’evoluzione dell’assistenza

Leonardi Informatica e Servizi nasce nel 1991 su iniziativa del titolare ed è presente nel settore informatico da oltre 20 anni La nostra storia inizia con la vendita e l’asA quei tempi una buona fetta del lavoro era assorbita dalla vendita e riparazione delle macchine per scrivere sia manuali, elettriche ed elettroniche e delle calcolatrici. In seguito, quei prodotti sono praticamente spariti dal mercato e abbiamo colmato lo spazio che si era creato spostando lo sguardo al settore che più, in quel momento, stava crescendo, ovvero l’informatica che oggi p una delle attività principali. Per questo, negli anni ci siamo spostati in una nuova struttura in via Durone, vicino alle scuole superiori di Tione, dove offriamo notebook, pc, stampanti, multifunzione, toner, inchiostri e uno spazioso laboratorio

dove eseguiamo l’assistena hardware e software. Da anni siamo partner Hp, distribuiamo prodotti hardware delle migliori marche, sistemi operativi, applicativi, realizziamo reti aziendali e siamo diventati per i nostri clienti un punto di riferimento per i servizi, avviamento, formazione, consulenza e assistenza, lavorando per le aziende, il pubblico e il privato. Il desiderio è mettere a disposizione la nostra esperienza per risolvere tutti quei problemi che necessitano di una veloce risposta e di persone esperte e disponibili non trascurando chi necessita di assistenza per l’acquisto e il supporto post-vendita. Cosa

sistenza di fotocopiatori Sharp, uno dei più rappresentativi marchi presenti sul mercato, in un piccolo negozio in via Pinzolo a Tione.

che normalmente non si ottiene nei grossi centri com-

merciali o comperando sui siti web.

La lettera di Anita Binelli

Attualità

Un caloroso benvenuto all’Appuntato scelto GianAttilio Rossetti Apprendiamo dalla stampa locale la notizia dell’avvenuto trasferimento di detto sottoufficiale da Storo a Tione di Trento. Nel sottoscrivere, senza riserve, le peculiarità professionali ini riportate, esprimiamo una nota di osservanza e di plauso all’amministrazione comunale di Storo per la significativa cerimonia di commiato attribuitagli. Essendo Roncone compreso nel territorio di competenza della sua nuova Sede di Servizio, auspichiamo di vero cuore di poter formulare analogo giudizio nel momento del suo trasferimento (che speriamo assai remoto) ad altra destinazione. Possiamo però affermare, con orgoglio, che questi è a tutti gli effetti, Ronconese d’adozione: la sorte benigna gli ha consentito la scelta “locale” di una moglie devota, che gli ha dato tre splendidi figli; la maggiore già in adolescenza ha ricevuto un ambito encomio per l’elaborazione di un saggio a mano libera, ora frequenta, con profitto, un istituto superiore ad indirizzo tecnico-artistico a Trento. Ha edificato un “nido famigliare” in stile alpino mirabilmente inserito nell’ambiente locale. Altro dato degno di menzione: la sua posizione gerarchica, nella sua nuova sede, è in dipendenza al luogotenente Lino Girardi, “vecchia” conoscenza di Roncone, quale ultimo comandante della locale stazione dei carabinieri, prima delle definitiva chiusura, il quale ha lasciato di sé un bel ricordo. Ora, sia pur indirettamente, quest’ultimo è ancora presente in lodo: le sue pattuglie motorizzate (e alle volte anche di “persona”) a qualsiasi ora del giorno/notte, con qualsiasi tempo vegliano con attenta discrezione sulla zona loro assegnata, garantendo per quanto possibile l’ordine e la sicurezza, a salvaguardia delle nostre comunità, elementi vitali per una serena esistenza. Al caso, giova anche ricordare la vocata disponibilità dell’Arma per ogni imprevisto / necessità, con umana comprensione, nella massima segretezza, senza alcun compenso, fattori che impongono di attribuire a questi nostri protettori dell’ordine pubblico la massima riconoscenza, il pieno rispetto. Gli amici di Roncone, lettera firmata


Opinioni a confronto BOTTA E RISPOSTA

vilgiat@yahoo.it

Caro Adelino, se c’è una cosa che non sopporto è l’ipocrisia dei nostri politici compresi quelli di Trento. Ad ogni occasione parlano della necessità di coinvolgere i cittadini, di partire dalle periferie, di confrontarsi sui bisogni della gente, ma poi, nell’agire quotidiano, neanche più li vedi per poi venirci a dire quello che hanno deciso nei loro cerchi magici fatto di poche persone con tutt’altri interessi. Poi, all’approssimarsi delle elezioni, ecco che ricompaiono pieni di fervore per le comunità e per i cittadini. Salvo dimenticarsene il giorno dopo che sono stati (ri)eletti. Pensano che

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La politica lontana dalla gente comune

una volta eletti possono fare quello che vogliono e si confrontano solo per dimostrare di avere ragione. Se le cose stanno così, a cosa serve andare a votare? Luciano

Purtroppo l’autoreferenzialità della classe politica è diventato un problema non da poco. E’ la principale causa del distacco dei cittadini per tutto quanto riguarda il mondo della politica. Di fronte ad una sconfitta, i partiti non considerano mai l’insuccesso come una sentenza negativa da parte dei cittadini. Macchè! Di solito

Sig. Amistadi, non so come la pensi lei, ma io non ne posso più delle intemperanze di Grillo, quello crede di essere il padrone del mondo, ne dice di tutti colori, offende, ce l’ha con i giornalisti che lo criticano, vorrebbe chiudere i giornali che non la pensano come lui, ci racconta un sacco di balle, cambia opinione ogni due giorni, e quello che non capisco è come ci siano milioni di italiani che lo seguono e votino i Cinque Stelle...lei che ne dice? Mario Grillo è fatto così. Dentro o fuori il suo movimento, concepisce un solo punto di vista: il suo. E su questo presupposto ha fondato e guida con indiscussa efficacia il suo partito, chi osa criticarlo o non s’adegua, viene espulso al volo e poi lo si riempie di insulti. In effetti Grillo vuole apparire, vuol essere percepito dagli italiani, non tanto come un leader politico, ma come un profeta, in cui credere ciecamente, in

la giustificazione è un’altra: abbiamo perso perché gli elettori non hanno capito. Sotto, sotto, perché gli elettori non capiscono un c… per dirla alla Feltri! La sconfitta o la vittoria dell’avversario, insomma, è colpa degli elettori, non dei partiti e dei loro candidati non sempre scelti con criteri di capacita e serietà. E’ rimasto, soprattutto nella sinistra e nei suoi dintorni, quel maledetto complesso di superiorità etica che tanti danni ha causato anche nella politica trentina. Pensiamo al Dellai padre, padrone, ed alla Cogo, la cui etica era piena di pause, o al Panizza

tutto teso ad arruolare cani e …, totalmente indifferente dell’opinione della gente, dei cittadini. Ci sono sempre delle eccezioni, ma non molte a dir il vero. E’ così. Molti partiti ed esponenti politici,

Il grillo profetico cui avere fede incrollabile. E’ depositario del verbo e delle regole del gioco e come tale non può essere messo in discussione. Nessuno può farlo. Lui non si confronta con nessuno, non accetta contraddittori, né scambio d’idee, il suo ruolo di pontefice maximo non lo prevede, non c’è nessuno che sia legittimato a farlo, almeno in pubblico. Bisogna riconoscere che nella costruzione del personaggio Grillo, profeta e leader, il suo mentore Casaleggio sia stato un fenomeno. La sua presenza sulla scena politica italiana ha dell’incredibile: c’è e non c’è, decide se esserci o sparire. Non ha mai partecipato ad un confronto te-

Spiedini di cavallette gourmet Adelino senti questa. Ho letto da qualche parte che con gennaio entrerà in vigore una normativa europea che riconosce gli insetti come nuovi alimenti, approvandone la produzione e la vendita anche in Italia. Ma non capisco, con tutta la ricchezza del nostro territorio e della nostra tradizione gastronomica, abbiamo davvero bisogno di cucinare vermi fritti e spiedini di cavallette? Oltretutto in Europa non abbiamo problemi di alimentazione, ma piuttosto dello spreco di cibo. Che mondo...dove andremo a finire? Sono anch’io perplesso. Non so che dire. In effetti il regolamento europeo permette la produzione e la vendita di insetti ad uso alimentare su tutto il terri-

quelli più arroganti e cinici, pensano di essere i detentori della verità e depositari del bene, giudici implacabili di quel che è giusto e di quello che è sbagliato. E poco importa se magari non pochi

dei loro iscritti la pensano diversamente. Imperterriti, restano convinti che la ragione sia sempre dalla loro parte. Naturalmente, ognuno può fare quello che vuole, ci mancherebbe! Ma chi vuole governare un Paese, una Provincia, o lo stesso Comune, non può vivere in torre d’avorio o essere schiavo delle proprie certezze, della propria infallibilità. Deve ascoltare i cittadini. Ed è farisaico da parte loro stupirsi dell’assenteismo sempre in aumento anche nella nostra provincia. Chi è causa del suo mal… (a.a.)

torio dell’Unione. La richiesta è arrivata da molti Paesi membri che già ne fanno uso. Insetti commestibili si trovano ormai in quasi tutti i super mercati del Belgio, dell’Olanda, ma anche di Francia e d’Inghilterra. Molti grandi chef già oggi in ristoranti più che stellati, non in Italia ovviamente, cucinano piatti a base d’insetti commestibili a prezzi molto elevati. Hai ragione quando dici che l’eccellenza gastronomica italiana è riconosciuta in tutto il mondo, ma così come negli altri paesi vengono apprezzati gli spaghetti, anche noi potremmo scoprire ed apprezzare usanze alimentari di altre parti del mondo. La maggioranza degli italiani sembra contraria agli insetti in tavola, ma non c’è da meravigliar-

si, in altri paesi è inconcepibile mangiare coniglio, o le rane o le lumache, che fanno parte della tradizione italiana. Ho letto che già due miliardi di persone mangiano comunemente insetti commestibili e per gli esperti gli insetti rappresenteranno una fonte risolutiva per sfamare una popolazione mondiale che cresce a vista d’occhio. L’importante che la produzione e la vendita sia rigorosamente controllata e sia garantita la sicurezza alimentare, poi ognuno farà ciò che crede. Anche se di fronte ad un bel piatto di polenta e “usei” o ad un piatto raffinato di cavallette o larve di imenotteri, io sceglierò sempre la mia polenta, il dilemma rimane per chi verrà dopo di noi...Auguri! (a.a)

SEGNALAZIONI. Diventa giornalista per quindici giorni. Segnala anche tu una notizia, raccontaci una storia, mandaci una vignetta su un fatto a te accaduto

levisivo, lui vuol far capire ai suoi che non c’è nessuno degno o in grado di discutere con lui. Lui arringa la folla con destrezza utilizzando il suo mestiere, ma soprattutto usando con maestria internet ed altre diavolerie iper tecniche. Sulla crisi economica e sul malcontento rabbioso di molti italiani, ha saputo creare un’efficacissima macchina del consenso. Ma governare un Paese o una città è pero una cosa molto più difficile. Le profezie e gli insulti non bastano. Gli italiani prima o poi lo capiranno. Adelino Amistadi

Italia fuori dai mondiali, ma le tragedie sono altre Sono esterrefatto da come l’Italia calcistica, e non, ha reagito alla sconfitta della nostra nazionale lunedì 13. Crisi economica, disoccupazione, povertà? Poca roba rispetto alla partita che ha sconvolto l’intera nazione, e per cosa? Per un maledetto pallone che non entrava nella porta degli svedesi. Una tragedia a sentire intellettuali, giornalisti, manager, economisti ed esperti vari. Mah, a me sembra una sciocchezza, una gran palla, una enorme palla in tutti i sensi. Vittorio Caro Vittorio, faccio anch’io riferimento ad una battuta di Wiston Churchill sentita e risentita dai vari commentatori: “ Gli Italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come fossero partite di calcio”. E’ così, ci capita talvolta di esagerare, soprattutto quando si parla di calcio. Parliamoci chiaro: l’esclusione dai campionati del mondo della nostra nazionale non è una tragedia, né la fine del mondo. Il Paese Italia ha ben altre rogne, altre emergenze da risolvere, molto più preoccupanti e pericolose. Tutto vero. Però, capisco, la vita non è fatta solo di tasse, Pil, terremoti ed alluvioni. Ci sono anche le passioni. Prendere in giro o disprezzare la delusione e la rabbia di tanti italiani per la miserevole “debacle” dei nostri azzurri non è bello e neanche giusto, mi creda. E’ sbagliato. Perché le passioni meritano rispetto, anche quando non le condividiamo o non ci appartengono. (a.a.)


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DICEMBRE 2017

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