Giornale delle Giudicarie Settembre 2022

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Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella

Le buone azioni...

Giudi iudicarie

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SETTEMBRE 2022

...per la crescita del nostro territorio

Mensile di informazione e di approfondimento

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L’EDITORIALE di Adelino Amistadi

25 settembre 2022: programmi per l’Italia futura Le nostre elezioni hanno a volte più un carattere folkloristico con siparietti esagerati per attirare l’attenzione mediatica. Da noi i numeri e le percentuali sembrano annoiare. Si guarda più a ciò che sorprende, alle comparsate, alla politica intesa come divertimento, che nel nostro Paese di solito vuol dire improvvisazioni, colpi di scena con qualche colpo di genio creativo, e poco altro. Purtroppo anche in questa insolita campagna elettorale di fine estate non si risparmiano gli slogan, i colpi bassi, i calci negli stinchi e la solita solfa di dichiarazioni demagogiche, per non parlare delle interferenze da parte della Russia, come quelle di Putin e di Mendvedev. Però. Per fortuna, ed era ora, si comincia a parlare di programmi. Tv e giornali ogni giorno riportano brani programmatici dei vari partiti anche se non sempre definiti, in qualche partito cambiano un giorno si ed uno no. Si sono presentati 101 partiti e partitini per le prossime elezioni del 25 settembre. A questo punto, i leader politici hanno capito che puntare tutta la campagna elettorale sulla solita storia, da una parte il pericolo fascista e dall’altra quello comunista, non ottenevano grande attenzione, così si sono concentrati sulle proposte programmatiche che sono poi le cose che più interessano i cittadini anche per riuscire a convincere quel 40% di italiani assenteisti, per lo più smarriti e nauseati, a tornare a votare. Anche il loro voto è prezioso per tentare di risollevare questo benedetto Paese. A pag, 22

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ANNO 20 - SETTEMBRE 2022- N. 9 - MENSILE

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Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella

FONDATO NEL 2002 - Distribuito da

Italia al voto il prossimo 25 settembre

A pagina 4

EUROPA di Paolo Magagnotti

L’Ucraina e l’Unione europea

Scuola, si riparte senza mascherine e con ottimismo

Focus alle pagine 8 e 9

Attualità

Don Ivan Maffeis vescovo a Perugia

A PAG. 10

Territorio

In Val Algone torna l’elettricità

A PAGINA 25

TRUFFE Una mano arriva dall’arbitro bancario Centro A pag.Specializzato 10

Quando un Paese chiede di entrare a far parte dell’Unione europea, le competenti istituzioni dell’Unione avviano un procedimento di verifica di una serie di elementi allo scopo accertare se vi siano le condizioni per accettare la richiesta. Dopo che viene accolto lo status di Paese candidato, la Commissione europea svolge un lavoro particolarmente impegnativo e meticoloso sotto vari profili. A pagina 15

Riforme

mB mobili BONENTI Le Comunità di Valle in

ATTUALITÀ I bambini ...eintumarcia per come la pace A pag. 14 dormi?

mano ai sindaci

Materassi e Reti

A PAGINA 6

Attualità

Presentato il nuovo Piano provinciale dei rifiuti PROMOZIONE

SETTEMBRE !!! RUBRICA PREZZI SCONTATI Come eravamo TUTTO IL MESE A pag. 31 A PAG. 8 SELLA GIUDICARIE (BONDO) - Tel. 0465.901919 - 339.1388960

ESTATE Le proposte culturali della Valle del Chiese A pag 34 PORTO FRANCO Orsi sì, orsi no A pag. 8 GIOVANI InPrendi, sei giovani per sei idee d’azienda A pag 17 Artigiani Dipendenti Familiari

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A cura della REDAZIONE

SETTEMBRE 2022

Rassegna Stampa

RASSEGNA STAMPA AGOSTO 2022

DALLE GIUDICARIE DALLA PROVINCIA Fenomenale Crippa, oro nei 10.000. Italia da record a Monaco di Baviera Yeman lo aveva promesso ai microfoni Rai: “sui 10.000 ci divertiremo”. E il campione giudicariese ha messo su un bellissimo spettacolo, andando a vincere la prova dei 10.000 metri agli Europei di atletica di Mo-

Rubano ad un malgaro ottantenne del Chiese 30 campanacci e tre motoseghe, indagini in corso Dopo oltre 50 anni dedicati ad accudire animali, sfalciare fieno e andare in alpeggi a Donato Galante erano rimasti solo i campanacci. Ora non ha più nemmeno quelli. Negli scorsi giorni dei ladri si sono impadroniti di una trentina di campanacci e tre motoseghe che molto gelosamente custodiva all’interno della sua cascina a Mon il cui stabile risale al 1787. A Donato, alla soglia degli 80 anni, non è rimasto altro che sporgere denuncia alla stazione carabinieri di Condino. Un fascicolo per ora intestato ad ignoti: indagini in corso. La vittima del furto è pronto a dare una ricompensa a coloro che forniranno informazioni utili per far ritrovare gli oggetti che gli sono stati rubati. Pinzolo, via la seggiovia, arriva una nuova telecabina Prà Rodont – Doss del Sabion Cabine a 10 posti contro seggiole a 4 posti, per una portata che passerà da 1.800 a 2.800 passeggeri all’ora. Sono i dati salienti del progetto preliminare di sostituzione dell’attuale seggiovia quadriposto Prà Rodont - Doss del Sabion con una nuova telecabina decaposto ad ammorsamento automatico: depositato da Funivie Pinzolo spa negli uffici dell’Unità operativa per le valutazioni ambientali, il progetto sarà sottoposto ora a verifica di assoggettabilità alla procedura di Via. La relazione firmata dallo studio ProAlpe sul progetto dello studio Montecno di Bolzano prevede lo spostamento di sedime dell’impianto esistente, andando a occupare un’area interamente ricoperta da bosco. La nuova stazione di valle sarà spostata in di-

naco con una rimonta che ha entusiasmato anche gli spettatori più distratti. Fenomenale Yeman Crippa ha conquistato la medaglia che ancora gli mancava e che di certo meritava, dopo aver conquistato i record italiani in quasi tutte le specialità del mezzofondo.

rezione sud-est, e collocata tra la stazione di monte della cabinovia Pinzolo-Prà Rodont e il rifugio Prà Rodont, mentre si prevede il mantenimento del medesimo sito per la stazione di monte. Due bar sanzionati per le slot machine in luoghi sensibili Due locali delle Giudicarie (uno a Tione e uno nelle Giudicarie esteriori) sono stati sanzionati dalla polizia locale per violazione della normativa provinciale per la prevenzione e la cura della dipendenza da gioco che vieta la collocazione di slot machine nelle cosiddette aree sensibili. Le sanzioni sono pesanti con l’importo che va da 1.000 a 5.000 euro per ogni apparecchio attivo con un’ulteriore sanzione accessoria che obbliga alla rimozione della slot. La polizia locale precisa che prima dell’entrata in vigore della norma, tutti gli esercenti erano stati adeguatamente informati. “Abbiamo parlato con ciascun esercente prima della scadenza informando del termine ultimo per la rimozione, peccato che nonostante la nostra attività preventiva non si siano adeguati e abbiano preferito incorrere scientemente nelle sanzioni, questa condotta sembra voler preannunciare un contezioso con le amministrazioni comunali”, commenta il comandante Carlo Marchiori. A Castel Condino la tradizionale commemorazione delle vittime della peste Alla quarta domenica d’agosto, al 28 del mese, la comunità di Castel Condino è tornata a ricompattarsi in occasione della tradizionale messa alla chiesetta dei Morti. “Sono oltre 175 anni che in concomitanza di tale concentrazione castellani e non intendono ricordare i quaranta appestati vittime

del terribile morbo della peste di manzoniana memoria. Gente onesta e laboriosa emigrata a Venezia in cerca di lavoro che, una volta colpita dal male, dovette far rientro al paese di origine e qui attendere in isolamento l’inevitabile epilogo”. E’ quanto ha rievocato il sindaco Stefano Bagozzi nel tradizionale appuntamento annuale. Acqua, bene sempre più prezioso: il convegno “Siamo Acqua” a Comano Terme Si è tenuto a Comano Terme il convegno “siAMO acqua”, organizzato nell’ambito della trentesima edizione della Festa dell’Agricoltura Palio dei 7 Comuni di Dasindo - Comano Terme, un momento di riflessione sul tema “acqua” dopo un’estate drammatica dal punto di vista di questa risorsa. Dopo il saluto istituzionale del sindaco di Comano Terme, sono intervenuti il direttore di APRIE (Agenzia Provinciale Risorse Idriche e Energia), che ha posto l’accento sull’importanza dell’acqua nella vita e di come viene gestita nei vari sistemi che utilizziamo ogni giorno e il presidente di GEAS spa (Giudicarie Energia Acqua Servizi), che ha presentato la gestione delle infrastrutture dell’acqua sul territorio. Sull’uso dell’acqua in agricoltura, ha parlato il direttore della Federazione provinciale dei Consorzi Irrigui, mentre rappresentanti di APPA e della Fondazione Edmund Mach hanno incentrato i loro interventi sulla qualità dell’acqua per le attività produttive e sulle buone pratiche in agricoltura. In chiusura è intervenuto il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione.

Scuola, stop all’obbligo di indossare le mascherine per personale e alunni In vista dell’inizio del nuovo anno scolastico, Provincia autonoma di Trento e Azienda provinciale per i servizi sanitari in questi giorni stanno fornendo ai dirigenti scolastici le prime indicazioni per l’avvio in sicurezza delle lezioni. Sulla base dell’attuale quadro epidemiologico e delle conseguenti misure di prevenzione e contrasto per mitigare la diffusione del Covid-19, è stato infatti redatto un documento congiunto tra Istituto Superiore di Sanità, Ministero dell’istruzione, Ministero della Sanità e Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, che delinea un preciso quadro di riferimento. Come spiega l’assessore provinciale all’istruzione, che ha da tempo sottolineato con convinzione la sicurezza dell’ambiente scolastico grazie alle misure di prevenzione e contenimento del virus, tra le novità riconosciute a livello nazionale vi è il venir meno dell’obbligo per il personale e per gli alunni, in un contesto epidemiologico stabile, di indossare la mascherina chirurgica o di maggiore efficacia protettiva. Fanno eccezione i casi di sintomatologia lieve e le esigenze di tutela di soggetti a rischio di sviluppare forme severe di Covid-19. Le misure da applicare all’interno delle scuole sono per il resto sostanzialmente omogenee rispetto a quelle della vita sociale, ma il documento rimarca soprattutto la finalità di garantire una continuità della didattica in presenza. Recupero dell’architettura e del paesaggio rurale, domande fino al 30 settembre Fino alle ore 12.00 del 30 settembre 2022 è possibile fare richiesta per i contributi riservati alle proposte di intervento rivolte al recupero, restauro e valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale. L’Avviso pubblico per la presentazione delle domande era stato approvato nell’aprile scorso dalla Giunta provinciale, su proposta dell’assessore all’agricoltura e dell’assessore alla cultura. Successivamente i termini sono stati prorogati fino all’attuale scadenza di fine settembre. Le risorse, che per il territorio trentino ammontano a 4.783.914,16 euro, arrivano dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Alle proposte progettuali può essere riconosciuto un finanziamento fino a 150.000 euro (fino all’80% delle spese ammissibili, elevabile fino al 100% delle spese ammissibili se il bene è oggetto di dichiarazione di interesse culturale con corrispondente decreto ministeriale ai sensi del D.lgs. n. 42/2004). Per la presentazione delle domande deve essere utilizzato esclusivamente il portale di Cassa Depositi e Prestiti al seguente indirizzo: https://portale-paesaggirurali.cdp.it Festival dello Sport, la quinta edizione dal 22 al 25 settembre Saranno oltre 150 gli eventi previsti dal programma e più di 200 gli ospiti nazionali e internazionali pronti a raccontare la magia dello sport attraverso le proprie

storie personali, le vittorie, le sconfitte, i traguardi raggiunti e gli obiettivi da inseguire. Le piazze della città saranno dedicate allo sport praticato, con campi di gioco e palestre per divertirsi e allenarsi affiancati da coach professionisti e atleti di grande livello. I camp di arrampicata, atletica, basket, padel, pesca sportiva e volley e di allenamenti funzionali saranno realizzati in collaborazione con le federazioni, le associazioni locali dei vari sport e i partner del Festival. Tutti gli appuntamenti sono a libero accesso fino ad esaurimento posti. Quanto si legge in Trentino? I dati 2021 del Sistema Bibliotecario In Trentino si legge molto, lo confermano i dati raccolti dal Sistema Bibliotecario. Nel 2021 infatti, per quanto riguarda il SBT, tra libri su carta ed ebook sono stati effettuati 971.289 prestiti, per una media di 11,97 prestiti annuali a utente; si sono registrati 876.395 prestiti di libri e 94.894 prestiti di ebook. Gli utenti che hanno ritirato libri su carta sono stati 72.804 mentre quelli che hanno utilizzato la piattaforma online 8.321. La media quindi è di 12,04 prestiti a utente per i libri cartacei a disposizione del Sistema Bibliotecario Trentino e di 11,4 per quanto riguarda gli ebook presenti sulla piattaforma MediaLibraryOnLine. Nuove opere strategiche da affidare ai commissari straordinari, inclusa la variante di Ponte Arche La Giunta provinciale ha aggiornato l’elenco delle opere ritenute prioritarie che possono essere affidate ai commissari straordinari allo scopo di abbreviare la loro esecuzione. La delibera approvata in pre-adozione. Nell’elenco l’Oval di Piné, la variante di Ponte Arche, lo svincolo di Borgo est sulla SS47, il Palacongressi di Riva del Garda. Una volta completato il passaggio nella commissione consiliare competente la Giunta potrà procedere all’adozione definitiva della delibera ed alla successiva nomina dei commissari. Per individuare i nuovi responsabili è stata indetta una manifestazione di interesse. È in corso la valutazione dei profili da parte di un’apposita commissione tecnica. Ucraina, non si ferma la solidarietà del Trentino: oltre 2.400 le persone accolte Non si ferma la solidarietà del Trentino al popolo ucraino che sta vivendo il dramma della guerra. In base ai dati aggiornati del Cinformi, sono ora 2.410 le persone accolte in provincia di Trento provenienti dal Paese interessato dal conflitto, un numero in crescita rispetto alle 2.287 di meno di un mese fa. Oltre 350 gli sfollati che risultano essere rientrati in patria per motivi diversi; 549 le persone inserite nell’accoglienza provinciale, mentre le rimanenti 1.861 sono in una sistemazione autonoma. E risultano 882 le persone che sono state ospitate nell’ambito del protocollo tra commissariato del governo e Provincia autonoma per l’accoglienza straordinaria.

Giornale delle Giudicarie, distribuito dalla Cooperativa Lavoro Il Giornale delle Giudicarie viene distribuito dalla Cooperativa sociale Lavoro, con sede in località Copera a Zuclo. Per segnalare critiche, suggerimenti, disguidi nella spedizione è possibile chiamare il numero della cooperativa: 0465-326420 oppure quello del Giornale delle Giudicarie, 0465322934, oppure via mail all’indirizzo: redazionegdg@yahoo.it.


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Elezioni

SETTEMBRE 2022

Italiani al voto senza la riforma elettorale e con meno parlamentari da eleggere Le date I simboli al Viminale sono stati presentati tra il 12 e il 14 agosto; le liste, le firme e i candidati per i collegi uninominali nelle Corti d’Appello tra il 21 e il 22 agosto. Il 26 agosto è stata la data d’inizio ufficiale della ‘propaganda elettorale’, il mese di campagna elettorale prima del voto, con l’affissione dei manifesti elettorali. Il 15 ottobre, invece, è la data entro la quale deve tenersi la prima seduta del nuovo Parlamento. A stabilirlo è l’articolo 61 della Costituzione, in base al quale “la prima riunione” delle Camere “ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni”. Finché non sono riunite le nuove camere, prosegue l’articolo, “sono prorogati i poteri delle precedenti”. Legge elettorale: c’è ancora il brutto Rosatellum Dopo quattro anni abbondanti a parlare di riforma elettorale- a cui non credevano in molti nonostante il Rosatellum sia largamente

di Denise Rocca

Le elezioni politiche per scegliere le Camere della 19ª legislatura si terranno domenica 25 settembre 2022 in una sola giornata, dalle 7 alle 23. considerato una pessima legge elettorale- la crisi di governo ha messo la parola fine al dibattito per buttarsi tutti a capofitto in campagna elettorale. Si voterà quindi una legge elettorale che implica un sistema misto proporzionale e maggioritario. Inoltre i posti da assegnare alla Camera saranno 400 (e non più 630) e al Senato saranno 200 (e non più 315), numeri frutto della riduzione dei parlamentari cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle avvallata dal referendum e poi trasformata in legge. L’attuale legge elettorale (legge n.165 del 3 novembre 2017) è nota come legge Rosato o Rosatellum dal nome di Ettore

Rosato (ora in Italia Viva), uno dei principali sostenitori del testo e capogruppo del Partito democratico alla Camera quando il testo era stato approvato nel 2018. La legge prevede un sistema elettorale misto, in parte proporzionale e in parte maggioritario. Nello specifico, un terzo dei seggi tra Camera e Senato sarà eletto in collegi uninominali (quindi tramite un sistema maggioritario), mentre i restanti due terzi saranno divisi tra i partiti rispettando i risultati percentuali ottenuti alle elezioni (quindi tramite un sistema proporzionale). Che succede alla Camera Alla Camera saranno asse-

gnati 148 collegi uninominali, usando quindi il sistema maggioritario, dove i partiti e le coalizioni presenteranno un solo candidato. A essere eletta è la persona che prende almeno un voto in più degli altri. Per gli altri 244 seggi è usato il metodo proporzionale. Il territorio italiano è suddiviso in collegi plurinominali: qui ogni partito o coalizione presenta una lista di can-

didati e riceve un numero di seggi in proporzione al numero di voti ricevuti. In questa circostanza gli elettori non possono indicare preferenze sui nomi dei candidati che sono invece eletti seguendo l’ordine dei nomi sulle liste. Che succede al Senato Anche in Senato si segue la combinazione di metodo proporzionale e maggiori-

tario. Sono 74 i collegi uninominali, sono 122 i collegi del proporzionale mentre i seggi degli eletti all’estero sono 4. Non si può scegliere il voto disgiunto ma indicare una sola preferenza. I partiti ottengono i seggi solo se ottengono almeno il 3% dei voti su base nazionale. Per potere eleggere un rappresentante, le coalizioni devono invece raggiungere la soglia del 10%.


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SETTEMBRE 2022

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Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella


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Il Saltaro

SETTEMBRE 2022

Tempo d’elezioni in terra e in cielo. In terra, si sa, solo gli italiani saranno chiamati a votare il 25 settembre e già i partiti sono in piena campagna elettorale. Sta succedendo di tutto, sembra d’essere alla festa della polenta di Storo, ognuno la “mena” come vuole, tutti presi dal raggiungere la vittoria. In cielo le cose non sono per niente tranquille, già ci sono problemi con il popolo dei fedeli incazzati più che mai per l’arsura dell’intera estate, caldo e solo caldo, fontane chiuse o semichiuse, docce risparmiose, piogge dimenticate. A nulla sono valse le sante messe per implorare qualche giornata di pioggia, le messe son cose serie, ma per qualcuno sono manifestazioni in cui far bella figura, e così nulla ha funzionato, giustamente, anche perché la maggior parte dei partecipanti a messa ci va si e no una volta all’anno. Poi, più di tutto sono preoccupati per l’esito delle elezioni. Il cielo, si sa, ci tiene a non essere di parte, cancellati i comunisti che per anni hanno messo in pericolo i sacri dogmi, oggi come oggi, le cose sono del tutto cambiate. Più o meno sono rientrate nell’apprezzamento dei valori della nostra atavica civiltà, i pericoli sono scomparsi e il cielo si sarebbe augurato qualche decennio di pace serena. Magari! In ogni parte d’Italia è scoppiata una

Preoccupazioni in cielo e burattini in terra baraonda elettorale confusa e per niente promettente. Compreso il Trentino dove la confusione è totale. È un po’ questo l’argomento che ha riunito i sodali all’osteria della Maroca per chiarirsi le idee in modo da poter votare con consapevolezza. Al solito tavolo si sbracciano da più di mezzora: l’Abele il fedifrago, il Lorenzo a suo modo filosofo popolare, l’Archimede il saggio, l’Osvaldo caccola e il sindaco (ex) Filippo. Alla Maroca di politica non gliene frega niente, recapitati i due fiaschi richiesti, s’è ritirata indifferente ai lodevoli ragionamenti dei suoi più assidui clienti. Il sindaco Filippo è tutto preso dal raccontare come stanno andando le cose in quel di Trento: “Amici miei, anche da noi la campagna elettorale s’è fatta dura come un po’ dappertutto. Destra, sinistra, centro, si stanno sbracciando per raccontarcela il meglio possibile. Non che dicano cose serie, dicono soprattutto le cose che la pancia della gente s’aspetta... qualche cosa di vero, in gran parte cose fasulle, inventate

per fare colpo, come a teatro, bisogna fare colpo se si vuole abbindolare la gente, e allora giù a chi le spara più grosse...”. “Hai ragione sindaco, se guardi la tv, ad ogni ora, c’è qualcuno che te la racconta, tu magari ci credi, ma il giorno dopo lo stesso politicante te la racconta in un altro modo...” interviene l’Archimede il saggio, che sa quel che dice. “E allora?” chiede preoccupato l’Osvaldo caccola, convinto che tutto sommato la sua pancia non si aspetti niente di più di quello che ha. “Alla fine credo che vincerà il centrodestra...il PD brancola nel buio, con la sua consueta puzza sotto il naso, non s’accorda con nessuno. È destinato a vivere una pessima stagione. Men che meno possono dire qualcosa Renzi e Calenda, del Centro, avrebbero mille cose buone da progettare e da fare, ma finiranno per rischiare la nullità. Quella Meloni lì, invece, è una tipa da non trascurare, non è particolarmente bella, d’altronde le donne in politica non sono niente di specia-

le, loro sono tutto cervello, la bellezza in politica conta poco...” sentenzia con ragione Lorenzo il filosofo. E continua il sindaco Filippo: “Credo anch’io, la Meloni è furba, intelligente, secchiona...sta già mettendo insieme il suo governo e i suoi futuri ministri, convinta com’è di vincere alla grande. Nella scelta dicono che li passi un po’ tutti ai raggi x, poi l’analisi del sangue, poi la prostata, vuol essere sicura di scegliere al meglio, convinta com’è che la mente è sana in un corpo sano, come si diceva una volta. Il suo problema più evidente è quello di riuscire a convivere con Salvini alleato. Con Berlusconi le cose sono più facili, mica sempre è presente: una volta a Roma, una volta in Sardegna, una volta all’ospedale, per lui ormai fa tutto la bella Marta Fascina, la sua compagna con trenta-quarant’anni meno di lui, fossi al posto del Berlusca me ne starei a letto giorno e notte a giocherellare con la Marta, altro che politica ove ormai è commiserato un po’ da tutti...” Giusto, vuoi mettere, giocherellare con la Marta è tutta un’altra politica” dice la sua l’Abele. E il sindaco Filippo riprende la parola: “Il problema rimane Salvini, e la Meloni lo sorveglia come una cagna da guardia per evitare che combini pasticci. E lui, il Salvini, il compulsi-

vo che tra un comizio e l’altro, in spiaggia, in bicicletta, col gelato o il lecca lecca in mano fa capire (in pubblico) e conferma (in privato) di voler assolutamente tornare a fare il ministro dell’interno perché è da lì che ha portato la Lega dal 17% al 35%, e se l’ha fatto una volta riuscirà a farlo di nuovo. Lui vuole il Viminale per continuare la campagna elettorale anche quando sarà finita. Per fare il Meloni della Meloni. La destra della destra. Ma la Meloni neanche ci pensa: quello dove lo metti, non ci sta, e dove lo metti ti pianta una grana. Al governo Salvini non ci andrebbe mica per governare. La Meloni è convinta che governare Matteo Salvini potrà risultare più difficile che governare l’Italia. La Meloni ormai sta tenendo in pugno ogni fase della campagna elettorale. Comprese le cose del Trentino. Pd ormai inesistente rimpiange i tempi della Cogo (è il colmo!) e di Pinter. La destra con FdI-Lega-FI con la baldanza tipica dei padroni di casa sta mettendo in lista per rappresentare il popolo trentino facce toste come Vittorio Sgarbi(saltato!) e la Michela Biancofiore, cosa cavolo centrino con il Trentino questi raffermi personaggi qualcuno ce lo dovrà spiegare...e poi questi sarebbero i rappresentanti del popolo trentino, gente che

con noi non ha mai avuto a che fare. Bei rappresentanti! Un po’ meglio la Lega che ripropone Binelli di Pinzolo, giudicariese, tutti gli altri sono sconosciuti e il nostro compito, dicono vergognosamente, è quello di votarli fidandosi...fidandosi di chi? Di chi è peggio di loro? Mah!! Al centro non c’è nessuno, a dir il vero un nostro rappresentante sembrava esserci, s’erano messi d’accordo Patt-Svp- e Progetto Trentino per candidare al di fuori degli schemi il vice presidente della Giunta provinciale Mario Tonina, ottimo elemento, giudicariese, legato alla sua terra, ma da Roma è arrivato il veto. La Meloni ha detto no, comando io! Questa è la politica che dovrebbe essere rispettosa della volontà della persone chiamate a votare. Un elettore ha il diritto di andare in cabina e scegliere il candidato in cui più ha fiducia, in cui crede, e invece siamo ormai dei semplici burattini della politica, dall’alto ci danno gli ordini e noi, per fortuna sempre meno, dobbiamo ubbidire”. E così il sindaco Filippo ha concluso la sua filippica (è il caso di dirlo!), i suoi sodali basiti stanno ancora rimuginando su quanto è stato detto e su quanto capito. Il vostro Saltaro concorda...meditate gente! Meditate!


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Il nuovo anno scolastico è alle porte, quali novità ci sono nella scuola che dirige? Siamo ai blocchi di partenza per l’inizio del nuovo anno scolastico e le attese da parte di tutti gli attori della scuola e delle famiglie degli alunni sono numerose, nonostante le incertezze e le preoccupazioni segnate da un’interminabile pandemia e dalle crudeltà della guerra in Ucraina. Per il nostro Istituto le principali novità sul piano didattico riguardano l’implementazione delle ore del curricolo opzionale alla scuola primaria con l’introduzione di un pomeriggio settimanale ulteriore di attività laboratoriali per il potenziamento dell’area artistico-espressiva, pratico-manuale e motoria. Nel segmento di scuola secondaria di primo grado, invece, dopo uno stop durato due anni a causa degli stringenti protocolli anticontagio e dei diversi problemi logistici, saranno reintrodotte le attività facoltative del venerdì pomeriggio, nello specifico i corsi di preparazione alle certificazioni linguistiche di tedesco e inglese e laboratori di robotica per le classi seconde e terze. La robotica educativa verrà implementata e adattata a percorsi e progetti trasversali e interdisciplinari anche alla scuola primaria, in quanto si rivela uno strumento di apprendimento innovativo, coinvolgente e di inclusione. Con il finanziamento ottenuto a fine maggio per la realizzazione di spazi laboratoriali e per la dotazione di strumenti digitali, nell’ambito del Piano Provinciale Scuola Digitale, ogni plesso del nostro Isti-

Il nuovo anno scolastico è alle porte, quali novità ci sono nella scuola che dirige? Il 12 settembre riapriranno le porte del Cfp Enaip di Tione con i percorsi di qualifica di operatore Elettromeccanico, operatore di Carpenteria edile in Legno, Operatore di Cucina e di Sala bar. Anche per quest’anno sono stati attivati i percorsi del quarto anno di Automazione industriale, Carpenteria edile in legno, Cucina e Servizi di Sala e Bar. La filiera formativa del settore Alberghiero si completerà ovviamente con il V anno e con il percorso biennale di alta Formazione Professionale di Tecnico Superiore per la ristorazione di cui attualmente stiamo raccogliendo le iscrizioni per la selezione di ingresso. L’offerta formativa del Centro per quest’anno formativo si amplia con l’attivazione di un percorso annuale IFTS, ossia un percorso di specializzazione che risponde a specifici fabbisogni formativi espressi dal tessuto economico del territorio delle Giudicarie. In particolare il nuovo percorso annuale, nato dalla collaborazione tra scuola e aziende, sarà centrato sulla

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Certificazioni linguistiche e laboratori di robotica nel Chiese Romeo Collini, dirigente dell’Istituto Comprensivo del Chiese “don Lorenzo Milani”: “Rispetto allo scorso anno, i dati mettono in luce un interesse sempre più vivo per l’istruzione e la formazione professionale”. tuto sarà dotato di attrezzature di base per l’insegnamento del coding e della robotica educativa e di un dispositivo per la creazione e stampa in 3D. In tema di accoglienza e inclusività, si proporrà uno specifico percorso laboratoriale di avvicinamento alla lingua italiana per facilitare l’integrazione scolastica degli alunni arrivati negli ultimi mesi del precedente anno scolastico. Le novità più importanti relative alla logistica interessano i lavori di realizzazione di un locale mensa ad uso della scuola primaria di Condino, situato all’interno del piano mansardato di Palazzo Belli, in modo da poter costituire un ambiente educativo idoneo che possa soddisfare le esigenze degli alunni e del personale scolastico. Infine, in accordo con gli altri Istituti comprensivi della rete

Scuole delle Giudicarie, adotteremo un nuovo applicativo per la gestione di assenze, presenze, valutazioni, prenotazioni, colloqui e comunicazioni con la famiglia: il Registro elettronico provinciale ISI REL. Parliamo di trend nelle scelte scolastiche delle famiglie: su cosa si orientano i giovani? Ci sono differenze rispetto agli anni scorsi? L’orientamento non si limita più a delineare solo la direzione di un percorso professionale ma diventa un processo di concezione e costruzione del proprio progetto di vita, questo già a partire dalle proposte orientative che offre il primo ciclo di istruzione. L’obiettivo è quello di aiutare l’alunno a scoprire la propria vocazione e di accompagnarlo e guidarlo nella scelta

della scuola superiore. Le statistiche ci possono aiutare a comprendere più da vicino quali sono stati gli orientamenti degli studenti delle classi terze, in modo da scattare una fotografia più precisa del nostro Istituto. Su 131 alunni che hanno conseguito il diploma, il 41% ha optato per l’istruzione e formazione professionale, il 30% per l’istruzione liceale, il 29% per l’istruzione tecnica. Rispetto allo scorso anno, i dati mettono in luce un interesse sempre più vivo per l’istruzione e formazione professionale, probabilmente perché, soprattutto in questo momento, sembrano garantire più sicurezza lavorativa, mentre non rispecchia il

trend generale e si attesta sotto la media provinciale il numero di studenti che hanno scelto un indirizzo tecnico o liceale.

scuola sicura, aperta al territorio, che educhi ai valori della pace, della legalità, libertà e dell’interculturalità.

Se dovesse spiegarci quali sono gli obiettivi primari che la scuola che dirige persegue per i propri studenti, cosa ci direbbe? Al centro della nostra scuola ci sono gli alunni e quindi tutto il nostro lavoro, le risorse, gli ambienti e le dotazioni tecnologiche sono destinati a promuovere la formazione ai valori e a favorire il processo di apprendimento, al fine di garantire il successo formativo degli studenti. Questo è un obiettivo irrinunciabile per noi e per ogni altro Istituto. Altro obiettivo primario che oggi rappresenta sempre più una grande sfida è quello di offrire una didattica inclusiva, capace di valorizzare le differenze e i punti di forza individuali, cercando di creare occasioni e opportunità di crescita continua, attraverso lo scambio e il confronto. Non ultimi per il nostro Istituto rimangono gli interventi e le progettualità in grado di creare le condizioni per una

Non si può archiviare la pratica Covid: con che spirito iniziate questo anno scolastico in merito alla pandemia e come hanno inciso questi ultimi anni rispetto al modo di fare scuola? Ho assunto il mio incarico come Dirigente scolastico nel settembre 2020 alle prese con le mille difficoltà legate ai distanziamenti, alle misure di prevenzione e sanificazione che il Covid ha imposto. Oggi mi appresto ad iniziare l’anno scolastico che ormai è alle porte con più fiducia e speranza e soprattutto con la convinzione che si possa andare verso una nuova normalità. Nuova, perché non dobbiamo dimenticare che durante la pandemia la scuola si è dovuta velocemente riorganizzare tramite la ri-progettazione dei percorsi e l’utilizzo di innovazioni didattico-metodologiche che hanno lasciato un segno profondo nella pratica didattica, contribuendo a rendere gli alunni soggetti più attivi del loro apprendimento.

“Competenze ma anche responsabilità civile e di cittadinanza attiva” Francesca Rinaldi, direttrice dell’Enaip di Tione: “Un nuovo percorso annuale centrato sulla robotica industriale che si articolerà in circa 500 ore di formazione in aula e 500 di tirocinio in azienda”. robotica industriale e si articolerà in circa 500 ore di formazione in aula e 500 di tirocinio in azienda. Al percorso potranno accedere gli studenti in possesso del titolo di studio di diploma di Istruzione secondaria di secondo grado e di diploma professionale di Istruzione e formazione professionale, previo il superamento della selezione in ingresso. Per quanto concerne l’attività didattica e formativa, il Cfp Enaip di Tione proseguirà con le attività legate alla prevenzione dei fenomeni di bullismo, cyberbullismo e uso distorto della rete.

Enaip Trentino infatti è impegnata da tempo nella realizzazione di azioni di sistema per la sensibilizzazione, informazione e formazione di docenti, studenti e famiglie con l’obiettivo di far riflettere sulle conseguenze delle prepotenze sulle vittime. In questa cornice la novità per l’anno formativo 20222023 è l’ottenimento della certificazione Scuola Bullismo Free. Parliamo di trend nelle scelte scolastiche delle famiglie: su cosa si orientano i giovani? Ci sono dif-

ferenze rispetto agli anni scorsi? Le iscrizioni al Cfp Enaip di Tione hanno mantenuto gli stessi numeri dell’anno formativo passato. E’ da registrare un lieve incremento nelle classi prime del setto-

re Alberghiero. Per quanto concerne il settore delle costruzioni si registra l’attivazione di una classe prima e si mantiene pressoché invariato il settore dell’elettromeccanica.

Se dovesse spiegarci quali sono gli obiettivi primari che la scuola che dirige persegue per i propri studenti, cosa ci direbbe? Crediamo che il compito primario e generale della scuola sia quello di fornire gli strumenti necessari per una crescita culturale, psicologica e sociale di ogni individuo. Per fare ciò quindi è necessario lavorare non solo sulle competenze e conoscenze di ambito culturale, scientifico e professionale ma anche su tutte quelle capacità trasversali che contribuiscono a valorizzare il senso di responsabilità civile e di cittadinanza attiva, valori imprescindibili oggi più che mai. Questo obiettivo sarà perseguibile anche grazie al coinvolgimento di tutti gli attori del contesto educativo: la famiglia, la scuola, le istituzioni e le aziende.


Focus: Scuola Il nuovo anno scolastico è alle porte, quali novità ci sono nella scuola che dirige? La più grossa novità rispetto agli ultimi due anni è certamente la possibilità di programmare l’attività didattica e la logistica scolastica senza doversi preoccupare troppo di misure di contenimento della diffusione del COVID-19, tematica che ha influenzato come tutti sappiamo la vita delle scuole a partire dal marzo del 2020. Per il Guetti una novità significativa è inoltre rappresentata dal rinnovo di alcuni ambienti laboratoriali. Abbiamo messo in agenda un ripensamento degli spazi dedicati ai laboratori scientifici e di informatica, con l’obiettivo di avere locali più confortevoli e adatti alle metodologie didattiche moderne. Si tratta di lavori che probabilmente andranno avanti anche oltre l’inizio delle attività didattiche e che in parte saranno ultimati nel corso dell’estate 2023. Potremo inoltre finalmente utilizzare senza restrizioni la rinnovata zona ristoro che è stata ultimata lo scorso anno. Dal punto di vista progettuale abbiamo tante idee e molta voglia di metterci in gioco per essere una scuola che sappia rispondere al meglio alle aspettative non solo degli studenti e delle loro famiglie, ma anche più in generale del territorio di cui facciamo parte. Quin-

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Al Guetti si riparte con ottimismo

lavora e che è quotidianamente sotto gli occhi di studenti e famiglie. Se dovesse spiegarci quali sono gli obiettivi primari che la scuola che dirige persegue per i propri studenti, cosa ci direbbe? Abbiamo un bel documento che si chiama Progetto di istituto in cui gli organi scolastici condividono le idee di fondo che guidano l’azione didattica ed educativa. Poi nella pratica quotidiana quello che spero e per cui lavoro è che tutti gli insegnanti adottino come obiettivo di fondo lo stimolo alla conoscenza, alla

curiosità verso i diversi saperi. È da queste passioni che possiamo sperare di avere domani dei cittadini soddisfatti di quello che fanno. È arcinoto che gli adolescenti oggi sono sovrastimolati dalle esperienze dei social media, spesso passive e a fortissimo rischio dipendenza e dunque totalizzanti. Gli studenti vivono dunque frequentemente con antipatia le esperienze che comportano una messa in gioco del proprio tempo e delle proprie energie. Qui sta, oltre che la necessità di supporto delle famiglie, la bravura degli insegnanti: non accontentarsi di offrire un panorama di conoscenze anche di alto livello, ma sapere smuovere interessi e passioni per superare l’energia di attivazione dell’impegno delle ragazze e dei ragazzi. La ricompensa per chi ci riesce, docente o studente che sia, ripaga di tutti gli sforzi. Non si può archiviare la pratica Covid: con che spirito iniziate questo anno scolastico in merito alla pandemia e come hanno inciso questi ultimi anni rispetto al modo di fare scuola?

Siamo molto contenti che le raccomandazioni in tema sanitario siano minimali, frutto certamente di un’analisi seria delle autorità sanitarie e scolastiche nazionali e provinciali. Questo ci permette di pensare alle attività a scuola, alle uscite e ai viaggi con fiducia, senza restrizioni. Con le prime linee guida che abbiamo ricevuto si fa tuttavia riferimento alla possibile necessità futura di adottare soluzioni organizzative più stringenti qualora il quadro lo richiedesse. È inevitabile quindi che ci sia un po’ di paura che lo scenario, tutto sommato confortante, di questa fine estate debba cambiare radicalmente nel corso dell’autunno o dell’inverno. Ma, fino a prova contraria, rimaniamo fiduciosi. Abbiamo speso tante parole sulla scuola ai tempi della pandemia, penso che in futuro rimarrà come acquisita una grande competenza e flessibilità in tema di tecnologie didattiche e di comunicazione, basti pensare ai colloqui scuola famiglia on line che in molte realtà sarà comodo ed efficace per tutti mantenere.

pre da un progetto educativo il più condiviso possibile. Come scuola siamo assolutamente consapevoli che mai come in questo periodo sia necessario rinsaldare quel patto educativo fra scuola e famiglia, lavorando per il bene di nostri ragazzi nella stessa direzione, attraverso un gioco di squadra che possa vedere protagonista attiva anche la famiglia. Ritengo fondamentale un costante dialogo e confronto fra docenti e genitori. La scuola ha il compito, in particolare in un’epoca storica di forte disorientamento, di mettere l’allievo nelle condizioni di far propri gli stimoli dell’ambiente, di selezionarli, di ordinarli, di verificarli e di supportare e accompagnare anche le famiglie nella gestione di questi nuovi scenari. Fatti nostri i presupposti sopra elencati, è chiaro che si opererà per individuare l’obiettivo

formativo e professionale di ogni allievo e allieva in maniera chiara e realizzabile, in modo da avere studenti motivati e pronti ad affrontare una vita da adulti, all’università o nel mondo del lavoro, in modo consapevole. Tutto questo viene supportato anche dai periodi di formazione in azienda che i nostri studenti hanno la possibilità di vivere in classe terza e quarta, oltre alle esperienze formative delle aziende virtuali, la cosiddetta “Simulimpresa”, già dal primo anno di studi. Non si può archiviare la pratica Covid: con che spirito iniziate questo anno scolastico in merito alla pandemia e come hanno inciso questi ultimi anni rispetto al modo di fare scuola? Abbiamo vissuto un anno scolastico fra i più difficili della storia, forse il più drammatico del dopoguerra, che ha causato preoccupazioni, inquietudini. Un anno in cui tutti siamo stati chiamati a fare delle scelte, spesso drammatiche, comunque impegnative ed impattanti; possiamo però affermare che la scuola si è ripresa molto bene e già gli ultimi quattro mesi dello scorso anno scolastico anno scolastico sono stati, personalmente, un periodo molto bello e appagante professionalmente e personalmente: raramente mi è capitato di ricevere così tanti messaggi, telefonate e mail da famiglie che ringraziavano per

il lavoro svolto; naturalmente il merito va condiviso con il Collegio Docenti. Oltre a ciò credo che l’unica certezza che abbiamo è che abbiamo vissuto un periodo storico eccezionale e che la scuola per fare fronte a questo tempo in maniera altrettanto eccezionale deve partire da una revisione dell’approccio didattico. Ritengo che sia finita per sempre una certa “routine” nel fare scuola e ne dobbiamo fare tesoro, la certezza che ho è che tutti noi operatori della scuola dobbiamo rivedere, ripensare in profondità le ragioni del nostro quotidiano fare scuola e di conseguenza le nostre prassi didattiche e soprattutto educative. Memori dell’esperienza della cosiddetta didattica a distanza, credo che andrà rivista la relazione in presenza, guardarla e viverla con occhi nuovi, a vivere la relazione stessa fra allievi e docenti e fra pari diversamente, con grande intensità. Ci si prospetta una straordinaria sfida educativa e confido nella capacità di rinascita della scuola perché quasi tutti noi abbiamo avuto modo di comprendere quanto il rapporto quotidiano docenti-alunni sia fondamentale per la crescita umana, culturale e professionale di questi ultimi, nulla potrà più essere dato per scontato. Senza dubbio è questo il tempo opportuno per gettare le basi per un nuovo cantiere pedagogico.

Alessandro Fabris, dirigente dell’Istituto Guetti di Tione. Lingue, educazione civica, inclusione e collegamento con il mondo del lavoro e con le università i focus dell’anno scolastico in partenza. di dedicheremo grandi energie al potenziamento delle lingue, all’educazione civica e alla cittadinanza, all’inclusione delle diversità e di tutte le fragilità, al collegamento con il mondo del lavoro e con le università. Un ultimo aspetto interessante è che, grazie ai recenti concorsi, avremo un bel numero di nuovi docenti che entrano di ruolo al Guetti e che sapranno certamente portare stimoli e competenze nel nostro istituto. Parliamo di trend nelle scelte scolastiche delle famiglie: su cosa si orientano i giovani? Ci sono differenze rispetto agli anni scorsi? Se devo guardare l’istituto Guetti, negli ultimi anni abbiamo avuto in termini di iscrizioni un aumento continuo, segno che accanto alla facilità di frui-

zione di una scuola vicina alla propria residenza, vi è anche un apprezzamento dell’offerta formativa. Credo che negli anni a venire, in particolare tra 4 o 5 anni, comincerà a farsi sentire un considerevole calo demografico per le classi d’età che frequentano gli istituti superiori di cui dovremo tenere conto. Negli ultimi anni ho comunque visto certamente crescere molti indirizzi di studio, in particolare l’indirizzo tecnico economico e il liceo linguistico, segnale probabilmente di un’attenzione alle competenze linguistiche da parte dell’utenza. Per quanto riguarda il nostro grado scolastico, per una scuola territoriale come il Guetti devo riconoscere che spesso la carta vincente dell’orientamento è l’autorevolezza e la credibilità con cui si

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La rivalutazione della scuola in presenza come opportunità per un nuovo cantiere pedagogico

Il nuovo anno scolastico è alle porte, quali novità ci sono nella scuola che dirige? In primo luogo la novità maggiore che andremo ad implementare nell’anno scolastico alle porte è la nuova struttura organizzativa dei corsi presenti in UPT Tione, con relativa nuova denominazione e rivisitazione delle ore di studio. Rispetto al passato, i percorsi di studi di indirizzo iniziano già in classe seconda, un anno prima rispetto al passato: questo significa che i nostri studenti avranno l’opportunità di seguire un corso secondo le proprie predisposizioni, i propri interessi, un anno in più rispetto a prima. Dopo un primo anno che, naturalmente, introduce l’allievo nel mondo della scuola superiore e durante il quale viene messo in contatto con la realtà, affascinante e complessa, delle professioni per il terziario, lo studente sceglie in maniera consapevole i due percorsi di studi che caratterizzano la nostra sede: il corso di studi “Amministrativo e contabile” e quello “Commerciale e logistica”. Una nuova denominazione dei percorsi di studi che hanno comportato anche una conseguente rivisitazione dei contenuti per proporre al territorio una nuova offerta formativa al passo con l’evoluzione continua del mondo delle imprese, locali e nazionali e, nell’intento di UPT, anche internazionali. Parliamo di trend nelle scelte

Paolo Zanlucchi, direttore dell’Università Popolare Trentina di Tione: “ Ritengo che sia finita per sempre una certa “routine” nel fare scuola e ne dobbiamo fare tesoro”. scolastiche delle famiglie: su cosa si orientano i giovani? Ci sono differenze rispetto agli anni scorsi? Partiamo dal presupposto che l’orientamento è un tema fondamentale per trasmettere agli studenti quanto necessario per affrontare il mondo che li aspetta. La scuola è, sostanzialmente, un percorso di conoscenza di sé, delle proprie caratteristiche e attitudini e vivere quotidianamente la scuola in modo efficace, da attore e non da spettatore passivo, significa acquisire la capacità di compiere le scelte giuste, quelle che valorizzano e gratificano ogni studente. Investendo molto sul tema “orientamento” pensiamo che le scelte delle famiglie e degli studenti siano oggi sempre più consapevoli, assistiamo con maggiore frequenza a iscrizioni di ragazzi e ragazze che sono pienamente informati dell’indirizzo che vogliono intraprendere ed è sempre più raro sentirsi dire “intanto mi iscrivo e poi si vedrà…”. Naturalmente le famiglie chiedono competenza, laboratori tematici, attrezzatu-

re informatiche, tecnologiche, adeguate e apprezzano anche il sempre maggiore scambio con realtà aziendali e imprenditoriali non solo locali, gradiscono sempre più l’opportunità, che la nostra scuola offre, di scambi con il mondo di lingua tedesca e inglese. Un altro elemento importante - per me - è che i nostri allievi apprendano non soltanto da libri di testo in cui vengono date delle risposte a priori, ma che imparino partendo anche da una loro ricerca, da una loro esplorazione delle cose, della realtà. Per questo riteniamo importante implementare i rapporti con il mondo esterno. Un’altra novità importante da segnalare, ritengo, è che sempre più famiglie chiedono maggiori informazioni rispetto al V anno – presente presso UPT Tione – e l’accesso quindi ai percorsi universitari. Se dovesse spiegarci quali sono gli obiettivi primari che la scuola che dirige persegue per i propri studenti, cosa ci direbbe? Tutti gli obiettivi didattici devono, a nostro avviso, partire sem-


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Attualità

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Nato a Tione il 18 novembre 1963 don Ivan Maffeis ha ricoperto diversi incarichi all’interno della chiesa: lasciò Trento nel 2009 per diventare Vicedirettore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Cei che passò poi a dirigere nel maggio 2015 (fino a settembre 2019) anche con il ruolo di Portavoce dei vescovi. A ottobre dello stesso anno venne nominato Sottosegretario della Cei, stretto collaboratore dei cardinali presidenti Angelo Bagnasco e Gualtiero Bassetti e dei Segretari Generali: prima il vescovo Nunzio Galantino e poi Stefano Russo. Dal 2017 don Ivan è anche consultore del Dicastero per la Comunicazione. Prima di approdare a Roma, don Ivan, prete-giornalista, aveva diretto per dieci anni il settimanale Vita Trentina, Radio Trentino inBlu e l’Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi trentina. Per sei anni è stato anche Segretario nazionale della Fisc, la Federazione dei settimanali diocesani. Alla cattedra episcopale perugina, succede al cardinale e arcivescovo Gualtiero Bassetti, ex presidente della Cei. Si aspettava questa nomina e di lasciare Rovereto così presto dopo il suo rientro da Roma? Quando Bassetti mi ha chiesto perché vuoi tornare in parrocchia: io ho detto vengo da una famiglia semplice di un paese di montagna che mi ha dato la possibilità di studiare; la mia chiesa mi ha dato tante opportunità e mentre parlavo disegnavo una casa con dei piani che salivano: da Vita Trentina alle tante esperienze belle che ho vissuto. Disegnavo un piano sopra l’atro e poi gli ho detto che sentivo l’esigenza di scendere in cantina. Ecco voglio andare in cantina per vedere se la mia vita ha delle fondamenta: non mi interessa un piano in

Giudicarie, terra di vescovi: don Ivan Maffeis a Perugia di Denise Rocca

Dopo Lauro Tisi, di Giustino, arcivescovo di Trento, dall’11 settembre don Ivan Maffeis, originario della Val Rendena, sarà il nuovo arcivescovo di Perugia. più, voglio capire se la mia vita ha fondamento, ha senso,fare un cammino di condivisione della vita cristiana con la gente, restituire tutto quello che ho ricevuto. Sentivo un bisogno enorme di andare all’essenzialità di quel vita cristiana che il vangelo ti consegna e rimane per me la ricetta per una vita buona. Sono tornato a Rovereto con grande voglia di stare con la gente, vado a Perugia con molta umiltà. Quello di arcivescovo è un ruolo molto diverso da quello di parroco, cosa le mancherà e quali porte nuove, invece, le apre nel professare la fede questo suo nuovo ruolo? Il parroco è la figura più vicina alla gente, che ne condivide le gioie – le nascite, i matrimoni - ma anche la sofferenza dei malati, il lutto. La figura del parroco mi ha sempre affascinato per lo spirito di condivisione: parli la lingue della gente pur con tutti i limiti di un prete. Laddove un prete si espone per la sua comunità, la comunità lo ricambia cento volte. Penso a quanto la gen-

te ci perdona, è paziente con noi. Il prete dà un contributo importante, ma è la comunità che tiene in piedi il prete, in questa reciprocità io vedo la figura del parroco. Quello che mi mancherà di più credo che sarà questo orizzonte di condivisione. In positivo, credo che in questa nuova responsabilità che per me è davvero tutta da scoprire, penso di trovare il rapporto con i preti: la figura di vescovo è anzitutto rivolta a loro e io mi auguro di riuscire a costruire con i sacerdoti della diocesi un rapporto di fraternità e di spendermi per questo proprio perché sono loro che hanno il rapporto diretto e continuativo con le persone e la comunità che io credo profondamente non vive di eventi singoli – quand’anche fosse la visita del proprio vescovo - ma vive del quotidiano di cui ill proprio parroco è il principale attore. Se riuscissi anche solo a costruire un rapporto di comunione, stima e motivazione con i preti credo che avrei fatto una buona cosa.

Ai fedeli, che in questi ultimi anni hanno vissuto una pandemia e una guerra sulle porte di casa, la Chiesa che risposte può dare? Io credo che siamo chiamati a dare un contributo più che una risposta. Un contributo di speranza: questi due anni ci hanno fatto toccare con mano un dolore enorme e prima sconosciuto: penso a chi ha perso i propri cari senza poter stare loro accanto, c’è un dolore enorme che si aggiunge alla perdita. E questo dolore è ancora presente e fa molta fatica ad essere espresso, le persone non sanno a chi consegnarlo in qualche modo. Credo che la Chiesa può dare speranza in una situazione che ci ha spogliato di sicurezze e messo davanti a qualcosa di inedito. Penso alla fatica che tante realtà sociali stanno facendo a ripartire: ma la strada è questa, cerchiamo di uscire insieme da questa tempesta, il Papa

ha detto più volte che “siamo nella tessa barca”, significa che ognuno può dare il proprio contributo e la Chiesa ha il suo contributo nel credere davvero che l’incontro con l’altro è la realtà più preziosa. Credo che lavorare per ritessere le relazioni sia a beneficio di tutti, di credenti e non credenti. Molti sembrano oggi i cristiani che vivono la propria fede fuori dai riti, il primo la Messa domenicale che è sempre meno frequentata: è una esperienza di fede diversa, magari legata anche a tempi famigliari e lavorativi che sono molto cambiati rispetto al passato o un’espressione di stanchezza e superficialità? Credo che nella nostra gente ci sia un profonda domanda di spiritualità e interiorità, una domanda che può essere nutrita di valori. Le domande sul perché ci alziamo al mattino,

perché affrontare una giornata di lavoro o i piccoli problemi della quotidianità sono presenti, c’è una disponibilità delle persone a porsi questi dilemmi. Il ritmo di vita moderno fa a pugni con queste domande e con questa spiritualità, è vero, ma laddove le persone trovano accoglienza e gratuità si fanno avanti. L’Eucaristia resta un momento centrale, un vertice e anche l’origine allo stesso tempo della fede. C’è il rischio che tanti segni della via cristiana, come la Messa, non riescano più a parlare perché abbiamo perso quella lingua comune che, fino a ieri, credenti e non avevano come riferimento. Oggi la conoscenza stessa della Bibbia è superficiale, ma rimango convinto che ci sia spazio per lavorare su alcuni punti che possono agganciare le persone: con l’accoglienza cordiale, la disponibilità ad ascoltare, l’abbattere il più possibile muri e costruire ponti credo che la ricerca della fede possa trovare nuova linfa e con essa la partecipazione all’Eucaristia e alla preghiera. Non è solo una strategia per parlare alle persone, per me è davvero la bellezza di essere cristiani che con semplicità vanno all’essenziale della fede, e cercano di viverla con atteggiamenti concreti. Rimango fiducioso che ci sia una grande possibilità di annuncio del Vangelo se questo passa dal linguaggio quotidiano della gente e da una disponibilità concreta.


Roberta Bergamo

Stefano Bresciani

Patrizia Pace

Lorenzo Ossanna

SETTEMBRE 2022 Elena Mauro Albertini

Agosti

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E L E Z I O N I P E R I L PA R LA M E N TO

IL VOTO UTILE PER L’AUTONOMIA ��������������������������������������������� �����������������������������������������������������������

��� ��� ���������� ����� �������� ����� ��� ������������ votando per i candidati della STELLA ALPINA sei sicuro di scegliere partiti e persone vicini alla gente, che conoscono i problemi dei nostri territori e che a Roma porteranno avanti le istanze del Trentino e della nostra Regione senza condizionamenti ideologici. Voterai anche per una politica seria, moderata e lungimirante. NOI CI CREDIAMO E LI SOSTENIAMO! �����������������������

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(Vicepresidente della Giunta provinciale di Trento)

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PUBBLICITÀ ELETTORALE. COMMITTENTE RESPONSABILE: PATT

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Politica

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Comunità, elezione del presidente nel segno della continuità

Nel mese di giugno il Consiglio provinciale ha approvato quasi all’unanimità la legge di riforma delle Comunità proposta dall’assessore provinciale Mattia Gottardi e dopo quasi due anni di commissariamento, si torna ad eleggere democraticamente gli organi dell’Ente intermedio. In seguito alle elezioni comunali dell’ottobre 2020, la Giunta provinciale aveva preferito sospendere la procedura per l’elezione dei nuovi organi delle Comunità e nominare i Commissari (per le Giudicarie, Giorgio Butterini), in attesa di approvare la riforma delle Comunità di Valle. L’attesa si è protratta per quasi due anni ed in questi giorni si sono avviate le procedure per l’elezione del presidente e Comitato esecutivo che resteranno in carica per i prossimi tre anni, ovvero fino al rinnovo delle amministrazioni comunali. Proprio l’aspetto della governance delle Comunità è stato il principale oggetto della riforma con l’individuazione del Consiglio dei Sindaci come organo di indirizzo e controllo, con il compito di eleggere il Presidente. Il Presidente potrà essere un Sindaco oppure un semplice cittadino, ma in quest’ultimo caso sarà necessario raggiungere la maggioranza qualificata dei 4/5 dei consensi dei Sindaci, e potrà nominare un co-

Le AVULSS di Tione e Spiazzo organizzano e promuovono un Corso Base per il Volontariato che partirà l’8 ottobre prossimo e si concluderà il 26 novembre all’Oratorio di Tione. In tutto saranno 7 incontri dove si alterneranno esperti del settore del volontariato e le tematiche saranno soprattutto rivolte alle patologie dell’anziano e a situazioni di bisogno. Si tratta di una proposta interessante che mira a raccogliere persone motivate che operano nel volontariato e amano dedicare del tempo a persone anziane che sempre di più necessitano di aiuti. La formazione per il volontario si pone come un fondamentale requisito per poter praticare in sicurezza e sinergia con le istituzioni locali. Il Corso Base per il Volontariato è aperto a tutti ed è gratuito. Ha lo scopo

Dopo la riforma si ritorna ad eleggere gli organi della Comunità di Valle. mitato esecutivo composto da 3 membri con compiti consultivi che lo affiancherà nello svolgimento dei propri compiti. La legge provinciale prevede anche la costituzione di un’Assemblea per la pianificazione urbanistica e lo sviluppo, con competenze nel settore urbanistico. Sarà composta dai Sindaci e da un consigliere per ogni Comune scelto dalle minoranze. Per i Comuni con più di 3.000 abitanti i rappresentanti saranno tre. Le elezioni Il Sindaco del Comune più popoloso, ovvero Storo, ha il compito di convocare per la prima volta i Sindaci per l’elezione del Presidente ed ha fissato la data per il 6 settembre. Sono già partite le consultazioni tra i primi cittadini giudicariesi per trovare gli accordi sovracomunali e dalle prime indicazioni sembra che a prevalere sia il principio di continuità, con la conferma di Giorgio Butterini, Sindaco di Condino, già Presidente della Comunità dal 2015 al 2020 ed attuale Commissario. I

Sindaci hanno espresso anche le indicazioni sul nominativo degli Assessori che affiancheranno il Presidente. Si tratta di Flavio Riccadonna, Sindaco di Bleggio Superiore, commercialista e che ha già ricoperto la carica di Assessore della Comunità dal 2010 ala 2015. Per la Rendena l’indicazione è di Marcello Mosca, Sindaco di Caderzone di professione imprenditore, mentre per la Busa di Tione sarà Romina Parolari, Consigliere del Comune di Tione, di professione medico condotto, e che ha già ricoperto l’incarico di Assessore comunale nella precedente legislatura. Le competenze: Spazio argento, rifiuti, mense scolastiche, Fondo territoriale Consiglio dei Sindaci, Presidente e Assessori si dovranno confrontare con le competenze della Comunità che la riforma non ha modificato. Il settore dell’Assistenza sociale che in questi anni è stato interessato pesantemente dalla pandemia ed in particolare il consolidamento di Spazio Argento, un

luogo dedicato quale punto unico di riferimento per tutte le esigenze degli anziani e loro familiari, garantendo ascolto, informazioni, orientamento, attivazione dei servizi e prestazioni con l’obiettivo di favorire la qualità di vita dell’anziano. Spazio Argento si rivolge anche alla comunità promuovendo in primo luogo l’invecchiamento attivo. Complesse anche le questioni relative alla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani con la necessità di riorganizzare il servizio per aumentare e migliorare la raccolta differenziata e contribuire a definire a livello provinciale un piano pluriennale che preveda anche la realizzazione di un impianto di termovaloriz-

zazione per completare sul territorio provinciale il ciclo completo del recupero dei rifiuti. Altro settore da seguire sarà relativo al diritto allo studio, con l’organizzazione del servizio di ristorazione scolastica e la concessione degli assegni di studio per gli studenti giudicariesi. Non meno importante sarà la gestione delle risorse del Fondo strategico territoriale e degli investimenti previsti dal protocollo per la viabilità delle Giudicarie ed il completamento della rete delle piste ciclabili. Voi sono infine le delicate tematiche riguardanti la Sanità, dove la Comunità non ha una vera competenza ma che a livello politico e istituzionale ha sempre seguito fin dalla stipulazione del protocollo per

il rilancio e consolidamento dell’ospedale di Tione, sottoscritto nel lontano 2016 e per molte parti ancora inattuato. Un aspetto importante da sottolineare è che le funzioni della Comunità potranno essere ulteriormente integrate, in accordo con i Sindaci, per supportare i Comuni su specifiche funzioni e servizi per i quali i piccoli Comuni non sono in grado di fornire una risposta adeguata ai cittadini. Le Comunità di Valle si identificano quindi come un ente intermedio formato dai Comuni e che potrà essere rilanciato con ulteriori competenze a loro supporto nelle tematiche sempre più complesse di una società in continua evoluzione. (R.G.)

Corso Base per il Volontariato AVULSS

di consentire a quanti lo desiderano la possibilità di acquisire l’indispensabile preparazione di base per: offrire una qualificata presenza accanto alle persone che si trovano in situazioni di bisogno e difficoltà; offrire alla comunità un Volontariato socio-sanitario gratuito, continuativo, organizzato e riconosciuto; l’Attestato di frequenza e di idoneità al servizio verrà rilasciato a chi avrà frequentato almeno i 3/4 delle lezioni; il Volontario AVULSS è protetto da polizza assicurativa (responsabilità civile e infortuni).

AVULSS - sede 1° piano Autostazione - Tione di Trento - Apertura il mercoledì dalle ore 9.00 alle ore 11.00 - Informazioni e iscrizioni telefono: 334.7332495 email: avulss. tione.2020@gmail.com email: Aldina aldicielo@yahoo.it Contatti telefonici: Aldina (Spiazzo): 349.2856210 - Barbara: 338.4284581 Gabriella (Tione): 347.0684859 Programma del Corso Oratorio di Tione 1a GIORNATA sabato ore 14.30 - 8 ottobre

“Ambiti di interventi. Metodi e finalità Testimonianza dei Responsabili AVULSS” Relatore: Massimo De Perzio, consigliere nazionale Federazione AVULSS 2a GIORNATA sabato ore 14.30 - 15 ottobre “Di luce ha bisogno l’uomo… ma dove trovarla e come dornarla?” Relatore: don Paul Renner, filosofo, membro della Associazione Europea di Teologia Cattolica. 3a GIORNATA sabato ore 14.30 - 29 ottobre “Patologia dell’anziano”

Relatore: dott. Flavio Appoloni

4a GIORNATA sabato ore 14.30 - 5 novembre “Situazioni di bisogno e attuali risposte dei servizi sanitari e dei servizi socio-assistenziali nelle Giudicarie” Relatrice: dott.ssa Carmen Scozzafava 5a GIORNATA sabato ore 14.30 - 12 novembre “Incontri che curano: l’accompagnamento terapeutico” Relatrice: dott.ssa Nedda Kinzer (psicologa, psicoterapeuta, analista della conversazione)

6a GIORNATA sabato ore 14.30 - 19 novembre “Analisi di casi pratici: diritti, doveri e responsabilità del Volontario”. Relatore: dott. Fabio Cembrani 7a GIORNATA sabato ore 14.30 - 26 novembre Ore 14.30 S. Messa Ore 15.15 “Intuire e affrontare l’emarginazione e la sofferenza” Relatore: don Cristiano Bettega Successivamente colloquio di fine corso con eventuale richiesta di ammissione all’Associazione AVULSS di Tione o Spiazzo


Riflessioni Omne agens agendo perficitur Sistematici “rapporti diretti” dei Comuni con la Provincia per progetti locali, senza una incisiva strategia territoriale di valle, può potare a una dipendenza che limita lo sviluppo e nuoce alla democrazia.

di Paolo Magagnotti Chi viene eletto nelle istituzioni pubbliche a qualsiasi livello di responsabilità è chiamato a operare esclusivamente per il bene comune, utilizzando nel miglior modo possibile le risorse di cui l’ente rappresentato dispone a vario titolo. Bene comune non significa evidentemente elargire ai cittadini sovvenzioni utilizzando i mezzi finanziari presenti nel bilancio. Nel perseguire il bene comune le istituzioni pubbliche debbono impegnarsi in primo luogo per realizzare tutte quelle condizioni utili affinché i cittadini - individualmente e nelle aggregazioni sociali nelle quali decidono volontariamente di unirsi - possono esprimere le loro potenzialità, impegnandosi per soddisfare i propri bisogni. Qualora, peraltro, fosse accertato che, nonostante l’impegno e la buona volontà le persone non riescono a soddisfare le loro legittime esigenze, è chiaro che un sano

principio di solidarietà suggerisce – diciamo pure impone –l’intervento sussidiario della società nelle sue articolazioni sociali ed istituzionali. Per quanto riguarda il ruolo degli enti territoriali – pensiamo ad esempio ai Comuni, sempre più impegnati in compiti che richiedono disponibilità di tempo degli amministratori e di mezzi finanziari – è bene che questi attivino ogni tipo di collaborazione possibile per valorizzare al meglio le risorse di varia natura presenti in aree territoriali che vadano al di là della realtà territoriale di diretta competenza. Per quanto riguarda il Trentino, ad esempio, tale ambito può identificarsi con le valli, ed in merito non mancano certamente esempi significativi. Il senso di comunità, oltre a rappresentare indubbiamente un valore sul piano umano e sociale, dovrebbe costituire sprone per operare assieme

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Evitare la politica del “cappello in mano”

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possono soddisfare anche un’esigenza particolare. Una significativa unità territoriale fra più soggetti si può pure porre con più forza nei confronti del livello istituzionale superiore. Diversamente, potrebbero realizzarsi situazioni in cui, un po’ alla volta, si crea una dipendenza raffigurabile con la metafora della “politica del cappello in mano”, che anche per il Trentino è bene lasciare nell’album di certi limitati ricordi.

allo scopo di far fronte in termini unitari alla realizzazione delle condizioni favorire al meglio lo sviluppo socioeconomico della comunità interessata. È chiaro che non sempre esistono le risorse sufficienti per realizzare progetti utili per il bene comunitario, il che suggerisce evidentemente di rivolgersi

ad un’identità superiore che possa – in base al principio di sussidiarietà – intervenire in aiuto alle amministrazioni locali. Tuttavia, prima di rivolgersi ad un’entità superiore, che nel caso del Trentino può essere la Provincia autonoma, una singola amministrazione locale non dovrebbe sempre pensare

solo al limitato progetto del proprio ambito territoriale – che certamente può esistere e come tale va affrontato. Come approccio generale, è bene ricercare, unitamente ad altre amministrazioni del territorio, la possibilità di dar vita a progetti di ampio respiro i quali, nel realizzare un interesse comune,

Buoni rapporti fra amministrazioni locali e istituzioni a livello superiore della nostra autonomia sono certamente raccomandabile e necessarie; è tuttavia bene evitare il ricorso sistematico a quei “rapporti diretti”, che oltre a non aiutare un adeguato sviluppo strategico territoriale, determinano una dipendenza che non fa bene alla stessa democrazia. Una dipendenza che anche il livello provin-

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Prendiamola alla larga: due futurologi, uno americano di origine russa Eugeny Morozov e l’altro israeliano Yuval Noah Harari, hanno scritto di recente che nel 2050, quindi nemmeno molto lontano, Google potrà di fatto sostituire i medici di base. Con tutti i dati biologici e biochimici, che ogni giorno Google ci sottrae ed accumula, gli algoritmi saranno in grado di elaborare l’anamnesi di un qualsiasi cittadino, di qualsiasi latitudine e lingua, e prescrivergli anche le prime cure, fatto salvo poi mandarlo da uno specialista per gli approfondimenti del caso. Ne guadagneranno i servizi sanitari nazionali. Del resto già ora, stando ad una ricerca italiana, oltre il 60 per cento dei cittadini per avere risposte rapide alle proprie esigenze e paure consultano la rete, si fanno una auto diagnosi e poi pretendono pure di imporla anche al proprio medico di base. Ma intanto, in attesa di un servizio sanitario mondiale gestito da algoritmi, i cittadini comuni devono servirsi della medicina offerta dallo Stato e dalle Regioni. E qui cominciano i dolori perché la sanità italiana è un castello che da anni ormai sta perdendo pezzi di mura. In Italia – si legge – mancano 5 mila medici, mancano posti letto (l’Italia ha 3,1 posti letto ogni mille abitanti, la Germania 8 posti letto ogni mille abitanti), da anni i governi si sono distinti tagliando finanziamenti alla sanità. Ma se Atene piange, Sparta non ride: se in Italia non va bene, in Trentino la situazione non è certo rosea. Fino a qualche anno fa il Trentino, per quanto riguarda la qualità dei servizi sanitari, era al primo posto in Italia. Lo scorso anno è sciTrasferta ricca di soddisfazioni nel primo week end d’agosto per il Coro Brenta in terra siciliana. Si è svolta, infatti, nei giorni 5-6-7 agosto la secima edizione del Festival Corale di Musica Popolare denominato “Etna Cori Estate”. Un festival di musica corale con visibilità a livello nazionale organizzato dall’Associazione Maris Stella di Ragalna in provincia di Catania, un’opportunità per il coro Brenta di confrontarsi con realtà diverse. L’attesissimo evento musicale etneo che mira alla riscoperta della cultura popolare del nostro Paese ha, in questa sua edizione, introdotto una novità assoluta, la rassegna-concorso dedicata ai cori popolari a cappella che ha visto, oltre al Coro Brenta, anche la partecipazione di altri 2 cori rappresentanti la coralità trentina: il Coro Lago Rosso di Tuenno, il Coro

Porto Franco

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Questo nuovo ospedale proprio non s’ha da fare di Ettore Zampiccoli

Il Not incagliato da anni e le valutazioni sulla sanità trentina sono in calo. volato al quinto. Che ci sia qualcosa che non funziona lo si fa presto a verificare e di persona. Telefonate al Centro unico di prenotazione ( CUP ) e ne avrete le prove. Se chiamate per chiedere un appuntamento istituzionale, ovvero con impegnativa del medico di base, innanzitutto dovete prepararvi ad avere i nervi saldi. Quando una voce automatica vi risponderà il più delle volte vi informerà che siete in lista di attesa al numero x o y, generalmente attorno al cento. Aspettare che cento utenti prima di voi siano esauditi significa stare oltre un’ora al telefono. Poi finalmente arriva una gentile signora che vi chiede cosa volete. “Devo eseguire una colonscopia”: i tempi medi di attesa oggi sono circa 240 giorni. “Vorrei una visita endocrinologica”, il tempo di attesa è di 194 giorni ecc. Se però voi chiudete il telefono, rifate il numero del Cup e chiedete una visita a pagamento la musica cambia: nel giro di due settimane o poco più potete accedere. Questa situazione, tra l’altro, provo-

ca un travaso dalla medicina pubblica a quella privata. Il privato avanza, eccome: nel 2018 per le convenzioni con strutture private la Provincia ha speso poco meno di 60 milioni, nel primo semestre di quest’anno la cifra è salita a 72 milioni con un aumento del 20 per cento. Poi, al di là dei tempi di attesa, ci sono altri problemi che rimbalzano pressoché tutti i giorni sui giornali: difficoltà nei Pronto soccorsi, dimissioni di medici che vanno a lavorare nel privato, difficoltà nel trovare muovi medici disponibili a venire a lavorare negli ospedali del Trentino. Partendo da questi ed altri dati due consiglieri provinciali del Pd, Luca Zeni e Sara Ferrari, hanno chiesto una svolta radicale nelle politiche sanitarie della Provincia ed il Commissariamento del settore. Va peraltro detto, senza entrare nel merito, che Zeni è stato a suo tempo assessore alla sanità e quindi, forse, una qualche responsabilità nello smantellamento del servizio anche lui ce l’ha. Come ce l’ha l’ex presidente Ros-

si, che pure fu assessore alla sanità. Forse qualche peccato c’è stato anche da parte loro. Lo stesso discorso vale per la telenovela del nuovo ospedale di Trento ( NOT), del quale si parla da almeno dieci anni. In tutti questi anni la politica, ma anche l’alta dirigenza provinciale, non sono riusciti a portare a termine un bando di gara decente. Esemplare è quanto è successo nel 2021 e quest’anno col nuovo bando voluto da Fugatti. Alla gara partecipavano due grosse ditte di calibro nazionale. In un primo momento la commissione di gara approva il progetto presentato dalla ditta Guerrato. Poi però la Conferenza provinciale dei servizi analizza il progetto, dice che è deficitario rispetto a quanto richiesto nel bando. La ditta, che sulla carta aveva vinto, presenta una serie di modifiche che però non vengono accettate e l’assegnazione

alla Guerrato viene annullata. Anche in questo caso non stiamo ad entrare nel merito, però una domanda viene spontanea: come si fa ad approvare un progetto e poi accorgersi che lo stesso presenta un sacco di lacune? Tenendo, tra l’altro presente, che l’approvazione era stata accompagnata in Provincia da valutazioni entusiastiche: “L’offerta risponde in termini molto buoni alle richieste formulate nei documenti di gara e agli obiettivi dell’amministrazione committente sotto i profili dell’organizzazione e della distribuzione funzionale …la proposta progettuale si presenta molto buona ecc. ecc.”. Ribadendo quanto detto sopra, ovvero che nella telenovela del nuovo ospedale ci possono essere anche responsabilità sia di Zeni e Rossi, ex assessori alla sanità, occorre dire, senza pregiudizi, che in questo

ta si è conclusa lunedì 8 agosto con la visita del borgo di Taormina, un’intera giornata per visitare

le bellezze del borgo per poi riprendere la via del ritorno. E’ stata una trasferta indimenticabile,

giorni ricchi di incontri e di scambi con cori di altre regioni, di visite nei luoghi più belli e suggestivi

ultimo passaggio la politica e la burocrazia provinciale non ci fanno proprio una bella figura. Forse Fugatti, perché è lui il vero assessore e non certo Stefania Segnana, qualche valutazione sui suoi dirigenti di fiducia dovrebbe farla e magari per il prossimo bando – perché un nuovo bando comunque ci dovrà essere – appoggiarsi a qualche struttura statale. Così tanto per evitare ancora nuove brutte figure. Peraltro è anche vero che magari ad indire il nuovo bando sarà un altro presidente, perché Fugatti tra un anno è in scadenza e non è proprio sicuro che venga rieletto. Comunque in questo mezzo disastro l’unica cosa certa è che per vedere il nuovo ospedale del Trentini dovremo aspettare almeno una decina di anni. Evviva l’Autonomia!

Trasferta siciliana per il Coro Brenta

Just Melody di Centa San Nicolò, oltre ai rappresentanti di altre regioni italiane quali la Sardegna, la Toscana, la Basilicata e naturalmente la Sicilia. Nella rassegna-concorso che si è svolta nella serata di venerdì 5 agosto, presso il Teatro del Palmento Arena, il Coro Brenta ha ricevuto un Diploma di Merito quale Coro con la migliore Coesione Vocale. Il Festival si è concluso domenica 7 agosto con l’esibizione di tutti i cori partecipanti nella meravigliosa cornice dei Giardini del Palmento Arena davanti ad un pubblico molto numeroso. La trasferta del Coro Bren-

della provincia di Catania tra cui il monte Etna con i suoi 3357 mt di altitudine.


Europa

di Paolo Magagnotti

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L’Ucraina e l’Unione europea

Quando un Paese chieL’entrata dell’Ucraina nell’Unione de di entrare a far parte dell’Unione europea, le europea porterebbe con sé anche competenti istituzioni delun grande patrimonio culturale, con l’Unione avviano un procedimento di verifica di una eccezionali opere di arte e letteratura serie di elementi allo scoapprezzate in tutto il mondo. La po accertare se vi siano le condizioni per accettare la conoscenza di tale patrimonio richiesta. Dopo che viene culturale a livello di opinione pubblica accolto lo status di Paese candidato, la Commissione consentirebbe di meglio comprendere europea svolge un lavoro il significato dell’adesione al di là particolarmente impegnativo e meticoloso sotto vari dell’importante valutazioni di carattere profili. politico e strategico. Deve innanzitutto essere accertata la sussistenza di tre criteri fondamentali così di considerazioni generali. riassumibili: il Paese deve È stato il caso, ad esempio, avere uno stabile sistema della Grecia, la quale, dopo democratico, un’economia il periodo dittatoriale dei di mercato funzionante colonnelli aveva un’ecoed accettare il cosiddetto nomia povera e una demo“Acquis communautaire”, crazia fragile che non sodossia l’intero patrimonio disfavano tutti gli elementi comunitario costituito dal- richiesti per un’adesione. le norme prodotte nel corso Politicamente è stato ritenudel processo di integrazio- to tuttavia che l’inserimenne europea. È inoltre neces- to del Paese nella Comunità sario che l’Unione stessa sia nelle condizioni di poter Maria Prymachenko accogliere al suo interno un e sua opera “La bestia”. nuovo Stato membro. Sono stabiliti dei capitoli relativi ai vari comparti economici, politici e sociali del Paese interessato che poi vengono esaminati uno ad uno. Normalmente sono gli addetti ai lavori dell’Unione europea che si occupano di tali verifiche e che riportano a livello politico quanto accertato, con relative valutazioni. Talvolta vi sono state situazioni in cui la Commissione europea ha espresso europea avrebbe fra l’altro sempre attenti nel fornire le pareri non del tutto positi- contribuito ad accelerare un relative informazioni. Il più vi, ritenendo che non fosse processo di stabilizzazione delle volte la gente conosce maturo il tempo per portare democratica. Nel corso del storia e situazioni socioecoa buon fine la candidatura. processo di adesione l’opi- nomiche del Paese per ciò A livello politico, peraltro, nione pubblica non è sem- che ha appreso a scuola. è stato tuttavia deciso di pre a conoscenza di tutti gli Per quanto riguarda l’adeaccettare ugualmente l’ade- elementi della reale condi- sione all’Unione europea sione del Paese che ne ha zione del Paese interessato. dei Paesi dell’Europa cenfatto richiesta per una serie Anche i media non sono tro-orientale dopo la cadu-

La dama, di Taras Shevchenko ta del Muro di Berlino non c’è dubbio che nel “favore” dell’opinione pubblica vi era anche una componente emotiva. Ora, al di là dei Paesi la cui candidatura è già stata posta da tempo e i cui negoziati sono in corso o in via di conclusione, si pone all’attenzione delle istituzioni europee e dell’intera opinione pubblica europea, e non solo, la richiesta di adesione all’Unione da parte dell’Ucraina. La guerra in corso nel Paese invaso dalla Russia di Putin lascia evidentemente una pesante incertezza sulle condizioni in cui si verrà a trovare l’Ucraina. È chiaro che le valutazioni

di carattere politico e strategico avranno un significato del tutto eccezionale nelle valutazioni che saranno fatte dalle istituzioni europee. Lo stesso opinione pubblica non sarà insensibile al destino di questo martoriato popolo, nella speranza che a conclusione del conflitto possa conservare la sua indipendenza e non finire sotto il giogo del Cremlino, il che evidentemente toglierebbe a molti ucraini la speranza di unirsi alla comune casa europea. Va peraltro detto che, qualora l’Ucraina entrasse nell’Unione europea, non porterà con sé solo “relitti sovietici”. Non sarà per noi solo il “Granaio d’Europa”.

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L’Ucraina porterà con sé anche un grande patrimonio culturale, di arte e tecnologia che potrà arricchire l’Unione sotto vari aspetti. Ed è bene che questi aspetti, questi valori, siano conosciuti a livello di opinione pubblica generale. Pensiamo, ad esempio, al notevole patrimonio ucraino di arte e letteratura. Basti citare solo alla grande pittrice Maria Prymachenko, e a Taras Shevchenko, poeta, scrittore e pittore nazionale. Due giganti dell’arte e della letteratura ucraina che da soli, con le loro straordinarie opere, costituirebbero un’eccezionale arricchimento culturale dell’intera Unione Europea.


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Dire che il prezzo del gas ha preso l’ascensore è riduttivo. Rende meglio l’idea se si dice che è spinto dal razzo che manda le navicelle nello spazio. A metà agosto ha superato quota 250 euro al megawattora. Il 25 agosto è schizzato a 321 euro. Il dato in sé potrebbe non dire molto, se non fosse che un anno fa era pari ad un sesto e forse meno. E non ha l’intenzione di fermarsi, nonostante il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi stia chiedendo a gran voce (ma inascoltato) di mettere un tetto al prezzo. Come non bastasse, ci si è messa di mezzo pure la siccità a complicare le cose. Per non parlare della guerra. Così anche il prezzo dell’energia elettrica è schizzato verso le stelle. Allora le parole chiave di quest’estate son poche, ma come mazzate ben assestate al buonumore: recessione, stagnazione, inflazione. Possono apparire termini lontani, pressoché incomprensibili. E allora per renderli comprensibili da tutti si possono tradurre in aumento dei prezzi del carrello della spesa, diminuzione del potere d’acquisto. Ce n’è abbastanza per essere preoccupati? A dire il vero il popolo italiano è ben strano. Bastava mettersi al bordo delle strade statali che percorrono le Giudicarie nel mese di agosto per immaginare che la crisi fosse sotto altri paralleli: colonne continue di automobili sfrecciavano da sud a nord e da nord a sud. E c’era subito chi borbottava: “Il prezzo della benzina? Dieci euro al litro ci vorrebbero!”. In verità ci sarebbe da interrogarsi sulle speculazioni in atto. Non si capisce, per Dagli anni ‘90 la mortalità per tumore è in graduale diminuzione; anzi, come dice il professore Alberto Mantovani “La sopravvivenza media per tumore in Italia è la più alta tra i paesi europei e simile o anche migliore dei paesi più ricchi del mondo, pur spendendo molto meno”. Tra tutte le terapie disponibili per i tumori (chirurgia, radioterapia, chemioterapia tradizionale e target), quella su base immunitaria è la più recente, quella che vede grandi ricercatori in campo e quella che alimenta più speranze. Si tratta, in pratica, di sfruttare i sistemi naturali di difesa del nostro corpo, potenziandoli quando necessario, cercando di sbloccarli quando intorpiditi, identificando i markers delle cellule tumorali e indirizzando poi contro di esse in maniera selettiva le nostre difese immunitarie, cellulari, umorali e anticorpali. Uno dei ricercatori più attivi e più citati al mondo in questo settore è sicuramente l’immunologo ed oncologo prof. Alberto Mantovani, Direttore Scientifico e Presidente della Fondazione Humanitas per la ricerca di Milano; per le sue

Economia

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Prezzi alle stelle, uno sguardo al carrello della spesa di Giuliano Beltrami

Fabio Armanini, direttore della Famiglia Cooperativa di Comano “Il prezzo del gas è triplicato, quello che pagavamo in un anno, nei primi tre mesi è già stato bruciato”. La metà dell’aumento lo “sopporta” il consorzio Sait, il resto va sui clienti. esempio, perché il prezzo del petrolio dieci anni fa si aggirasse attorno ai 150 dollari al barile, mentre la benzina non superava quota 1,30 euro al litro. Oggi (dati di fine agosto) il prezzo si aggira attorno ai cento dollari al barile (quindi cinquanta meno di dieci anni fa), mentre la benzina, se non ci fosse la presa in carico delle accise da parte dello Stato, supererebbe i due euro al litro. Come si chiama questa? Speculazione, appunto. E la domanda è sempre la solita: possibile che nessuno abbia la capacità di bloccarla? Questo in estate. Ci avviamo a grandi passi verso l’autunno, e poi entreremo nell’inverno senza sapere se il gas ci consentirà di scaldare le case. E’ vero, ci sono le parole rassicuranti di Draghi e del ministro della transizione ecologica, secondo cui le

scorte sono sufficienti. L’Italia dovrebbe rimanere senza rifornimenti di metano per cinquanta giorni prima che i riscaldamenti si spengano. Intanto i Consorzi Bim hanno lanciato il grande progetto dell’energia rinnovabile: finanziamento per i pannelli fotovoltaici, per le batterie d’accumulo e per le colonnine di carica delle automobili. Ce la faremo a liberarci di una parte del peso del petrolio e del gas russi? Come pesa quel carrello e com’è leggero il portafoglio... “Hai idea che il prezzo del gas è triplicato?”, chiede Fabio Armanini, che ha il polso di due situazioni sotto mano, essendo direttore sia della Famiglia Cooperativa di Comano, sia della consorella della valle del Chiese. “Per

capirci, quello che pagavamo in un anno, nei primi tre mesi è già stato bruciato”. Allora c’è una domanda inevitabile: come si comportano le aziende di consumo? Perché se si dovessero aumentare i prezzi in base all’aumento dei costi, una bibita che costa due euro dovrebbe salire a sei, a sette o anche a otto. Impensabile. “Diciamo – risponde Armanini – che aziende come il nostro Consorzio di riferimento (Sait, ndr) si tengono in pancia metà dell’aumento. Se l’aumento è dieci, cinque se lo tengono loro e cinque devono per forza uscire dalle tasche del cliente”. In una situazione così pesante, a correre sono i prodotti dei discount, notoriamente a prezzi più contenuti. “Certo, i discount godono. Per la verità – è ancora il direttore

a parlare – non possiamo lamentarci per la situazione dei negozi più grossi. A soffrire veramente sono i negozi piccoli”. Sarà che i grandi tengono. Ma è vera gloria? Spiegandoci meglio, le entrate tengono, quindi al distratto viene una conclusione: se le entrate del negozio non diminuiscono vuol dire che la gente compera. Non per fare gli elefanti nella cristalleria, ma ci tocca dire che non è proprio così. L’aumento dei prezzi offre l’illusione che i consumi tengano. In realtà diminuiscono, pur tenendo alto il fatturato dei negozi. Una conferma viene anche dal settore agricolo. Vigilio Giovanelli (presidente di Agri 90, la Cooperativa della farina gialla) parla di un aumento (a partire dall’1 ottobre prossimo) di dieci centesimi al chilo, dopo due anni.

“Però – avverte – solo la farina gialla. La farina bianca non subirà aumenti”. Rimanendo in agricoltura, fulminanti i dati forniti da Ezio Valenti di Bondo, vicepresidente di Latte Trento. “Prendi il caseificio di Pinzolo: nel mese di luglio 2022 ha pagato 26.575 euro di energia rispetto ai poco più di 5.000 dello stesso periodo dell’anno prima. E il mais delle stalle? L’anno scorso 6 euro al quintale, quest’anno 12. Se va avanti così c’è un grande rischio: che chiudano parecchie stalle e che chiuda perfino il caseificio di Latte Trento”. Passando sul versante dei lavoratori, non cambia il clima, rovente come l’estate che sta finendo. Venko Trpeski è impegnato nel settore edile per la Cgil. “Abbiamo appena strappato – racconta – un aumento contrattuale di cento euro. Diresti che è un’ottima cosa, e non c’è dubbio che si tratti di un fatto positivo. Però, c’è un però. Il potere d’acquisto è finito fra le ortiche. Quei cento euro sono come trenta euro di qualche anno fa”. Allora dal positivo si passa al negativo, che (ci scusiamo per l’infelice paragone) è l’esatto contrario del Covid.

L’oncologo Alberto Mantovani a Tione, per la Lilt Il luminare: “La sopravvivenza media per tumore in Italia è la più alta tra i paesi europei e simile o anche migliore dei paesi più ricchi del mondo, pur spendendo molto meno”. L’appuntamento è il 23 settembre, all’Auditorium del Guetti. ricerche ha vinto, primo tra i ricercatori italiani che lavora in Italia, il premio Pezcoller 2019, patrocinato dalla Fondazione Caritro di Trento: un premio prestigioso, perché tra i vari vincitori (25 finora dal 1998) sono usciti ben quattro premi Nobel per la Medicina. Alberto Mantovani è stato premiato per aver identificato i macrofagi associati al tumore

come mediatori della progressione del cancro ed aver chiarito il ruolo dell’infiammazione e del sistema immunitario nella cancerogenesi: ha scoperto che i macrofagi possono diventare come dei poliziotti corrotti, che passano al nemico e producono freni per il nostro sistema immunitario. Ha così dato il via alla ricerca di questi freni, alla possibilità di “arrestare i

poliziotti corrotti” e rimodulare le difese immunitarie. Si è scoperto così che queste terapie funzionano meglio con i tumori più aggressivi, che sono instabili dal punto di vista genetico. Ma c’è ancora tanta strada da percorrere e ci aspettano risultati entusiasmanti: una di queste strade è la CAR-T (Chimeric Antigen Receptor), ovvero la possibilità di prelevare dal paziente i linfociti T, i soldati del nostro sistema immunitario, i quali vengono ”rieducati” ovvero ingegnerizzati facendo loro esprimere un recettore specifico per gli antigeni tumorali, ne viene stimolata la proliferazione e vengono poi reinfusi nel paziente con una “trasfusione”; pratica utile in certi casi di leucemia e linfoma.

Il professor Mantovani, oltre ai lavori sulle riviste scientifiche del settore, ha pubblicato numerosi libri sulle recenti scoperte del suo gruppo nel campo immunologico e oncologico e sulle prospettive future, tra cui citiamo “Bersaglio Mobile” del 2018, “Il fuoco interiore. Il sistema immunitario e l’origine delle malattie” del 2020, “L’orchestra segreta. Come funziona il sistema immunitario, dai tumori al Covid” del 2021, “Immunità e vaccini. Perché è giusto proteggere la nostra salute e quella dei nostri figli” del 2021, “I guardiani della vita. Come funziona il sistema immunitario e il suo ruolo nella medicina del futuro” del 2011. Invitato dalla LILT Delegazione Valli Giudicarie, abbiamo il grande privilegio di averlo in Giudicarie nella serata del

23 settembre 2022 all’Auditorium dell’Istituto Guetti di Tione, alle 20.30. Amante delle nostre montagne, è anche un divulgatore scientifico e considera “un piacere, ma anche un dovere ”spiegare i risultati delle sue ricerche al pubblico, rendere conto di quello che gli scienziati fanno, nel modo più semplice, più comprensibile e più modesto possibile al fine di combattere la disinformazione, le fake-news e l’ignoranza scientifica”. Il suo intervento si intitolerà “Immunità e tumori: speranza per il presente e per il futuro”. Mantovani sarà intervistato dal dottor Enzo Galligioni, oncologo e Presidente della Fondazione Pezcoller oltre che Vicepresidente LILT. Luigi Battaia – Delegato LILT Valli Giudicarie


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COMUNE DI TIONE DI TRENTO

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TIONE DI TRENTO PIAZZA CESARE BATTISTI SABATO 24 E DOMENICA 25 SETTEMBRE 2022 DALLE ORE 09.00 ESPERIENZE, INCONTRI

All’interno dell’area potrai visitare: La PIAZZA DEI SAPORI con degustazione e vendita dei prodotti tipici di montagna La PIAZZA DEGLI ORTI con il mercato contadino La PIAZZA DEI GIOCHI con l’animazione, bouldering, slackline, Pompierissima ed escursione con Pony La PIAZZA DEL GUSTO per assaporare polenta carbonera, hamburger e altre sfiziosità del territorio

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DOMENICA 25 SETTEMBRE ORE 18.00 La montagna e il ben-essere diffuso, sostenibile, da riscrivere con le nostre mani Con EMILIO CASALINI autore e conduttore di Generazione Bellezza - RAI 3

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Rubrica Salute

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La longevità, questione di cibo “... Il pesce meno nutriente della carne, più succulento dei vegetali, è un “mezzo termine” che va bene per quasi tutti i temperamenti e che può concedersi persino ai convalescenti. I Romani lo tenevano in gran conto ed erano così raffinati da indovinare, sentendone il sapore, dove era stato pescato”. Così scriveva, nel 1825, JeanAnthelme Brillat-Savarin il padre della moderna gastronomia che pubblicò a sue spese un libro che ne ha consacrato la fama di gourmet: “Filosofia del Gusto o meditazioni di gastronomia trascendente”. È stato il primo a distinguere fra il mangiare e il piacere della tavola, fra l’appetito e il gusto. Questa volta racconteremo del cibo che nel corso del tempo da bisogno quotidiano dell’uomo è diventato la sua “medicina” in ogni senso del termine. E come la qualità del cibo possa influire sulla longevità delle persone. Non lontano dall’Opéra Comique, la sede dove nel 1989 Carlin Petrini ha fondato Slow Food, in rue des Filles Saint-Thomas a Parigi c’è la casa dove è vissuto Brillat-Savarin. Dalla scienza gastronomica di Brillat-Savarin alla qualità del cibo promossa da Slow Food - cibo “buono, pulito e giusto” - il passo è molto breve. Si promuove la bontà organolettica del cibo (buono), la sostenibilità ecologica (pulito) e il rispetto e la giustizia sociale di chi produce il cibo (giusto). C’è un collegamento ideale fra Petrini e Brillat-Savarin il quale, uomo molto colto, considerava che cucinare e mangiare fossero il punto di incontro dei cinque sensi a cui aggiungeva la sensualità che si sprigiona da un buon pranzo. Il percorso del cibo mi suggerisce anche il nome di Pellegrino Artusi l’autore de: “La scienza

di Gianni Ambrosini

L’OMS segnala che vi sono circa 2,5 miliardi di persone in sovrappeso o obese e che 350 milioni sono bambini. Tre persone su cinque muoiono nel mondo per malattie collegate a cattiva alimentazione.

in cucina e l’arte del mangiar bene”, 790 ricette di cucina nazionale, scritte in un italiano fluente che unì generazioni. Pubblicato a sue spese nel 1891 è la consacrazione della cucina regionale italiana. Ma ancora il “concetto di salute” non faceva parte dei dettami della moderna medicina nella concezione del cibo quotidiano. Ancora nutrirsi non faceva riferimento alle proprietà salutistiche del cibo. È il fisiologo americano Angel Keis il quale, dopo uno studio che aveva coinvolto la popolazione di sette nazioni, documenta e pubblica i risultati del suo lavoro e conia il termine di “Dieta Mediterranea”. Ne fanno parte, come è noto : pane, cereali, legumi, patate, vegetali, frutta, pesce, vino e olio d’oliva. Ne è scaturita anche la costruzione della piramide alimentare e il vantaggio sula salute è ormai accettato da tutta la comunità scientifica internazionale. Nel novembre 2010 l’Unesco ha iscritto la Dieta mediterranea nella lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Cosa intendiamo, quindi, per longevità? È la capacità degli organi viventi di sopravvivere per un certo periodo di tempo. La definizione è semplice ma le domande successive sono molteplici. Cos’è che contribuisce al mantenimento

della longevità? Perché l’affermazione conseguente è che purtroppo si invecchia! Si sa che dopo i 65 anni la maggior parte delle persone è in cura per almeno una malattia cronica. Si sa che contribuisce in maniera sostanziale alla longevità lo stile di vita. Si sa che l’alimentazione può contribuire in maniera sostanziale all’insorgere di alcune malattie. Torna di attualità l’aforisma di Ippocrate: “ Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. Come pure il movimento dovrebbe far parte dello stile di vita. La Longevità dipende per il 20/25% dall’eredità genetica, per il 35/40% dall’alimentazione e per il restante 35/40% dallo stile di vita. La novità, ormai accettata da tutti, è che l’età non è assolutamente anagrafica ma è biologica. Cosa vuol dire? Che i moderni orientamenti della scienza riescono a definire l’età biologica di una persona e che con alcuni comportamenti virtuosi possiamo rallentare l’invecchiamento. Che equivale a vivere meglio e con un carico di malattie meno gravoso. La scienza afferma che diventiamo vecchi perché le nostre cellule perdono la capacità di “informazione della giovinezza”. Man mano che il tempo passa le nostre cellule (il loro contenuto

genetico) fa più fatica a riparare i danni prodotti per esempio da una dieta scorretta, da uno stile di vita sedentario, da un ambiente inquinato. Nel nostro corredo biologico ci sono moltissimi composti che sono deputati al controllo del nostro ambiente cellulare. Ci viene da chiedere perché gli individui invecchiano in maniera diversa? Negli ultimi secoli vi è stata una crescita demografica importante e questo è dovuto al progresso medico che ha consentito di curare malattie spesso mortali, al miglioramento della qualità dell’alimentazione, alle condizioni igienico-sanitarie e al progresso economico. La malattie che colpiscono le persone in età avanzata sono le malattie croniche dell’invecchiamento : cardiovascolari, osteoporosi, diabete di tipo 2, patologie neurovegetative come le demenze o l’Alzheimer. In Italia vi sono circa 24 milioni con malattie croniche dell’invecchiamento. Ci viene da chiedere se possiamo pro-

lungare il periodo di longevità sana e minimizzare così il periodo del declino. L’”infiammazione cronica” indotta dalla dieta sta emergendo come uno dei fattori che più contribuisce all’insorgenza di malattie come il diabete, le malattie cardiovascolari, neuro-degenerative, tumorali e autoimmuni. Quali sono i fattori che possono portare a questa situazione ? L’”infiammazione cronica” è una reazione silente e progressiva nel tempo e l’unico modo di intervenire e quello della prevenzione. La dieta che riduce di sicuro l’infiammazione è quella che privilegia gli Omega-3 limitando gli Omega -6 che favoriscono l’infiammazione. Il rapporto ottimale sarebbe 1,5 a 3. Sono acidi grassi che non produciamo nel nostro organismo, ma che sono presenti in natura; gli Omega3 favoriscono il controllo dell’infiammazione mentre gli Omega-6 favoriscono lo stato infiammatorio. L’alimentazione, è ormai accertato, è la causa prin-

cipale dell’infiammazione cellulare. L’OMS segnala che vi sono circa 2,5 miliardi di persone in sovrappeso o obese e che 350 milioni sono bambini. Tre persone su cinque muoiono nel mondo per malattie collegate a cattiva alimentazione. Le nostre cellule preposte alla riparazione dei tessuti chiamate di continuo ad intervenire per colpa dell’infiammazione “cronica silente” si esauriscono e non sono più efficienti. Elementi nutrizionali negativi che possono causare i danni peggiori : l’aumento del consumo di carne rossa e di oli vegetali raffinati ricchi di Omega-6, il consumo di carboidrati raffinati, il non consumare cibi ricchi di Omega-3. Il prolungamento della Longevità in buona salute potrebbe portare a risparmi importanti per il sistema sanitario e la Medicina preventiva personalizzata di precisione dovrebbe essere una chiara scelta di politica sanitaria.


PAGINA A CURA DEL CENTRO STUDI JUDICARIA SETTEMBRE 2022 Cari lettori, nel primo numero di questa rubrica, ormai sei mesi fa, scrivevamo che ogni mese avremmo trattato un tema a sorpresa. Ebbene, la sorpresa di settembre (mese delle desmalgade) di “Come eravamo?” è la malga, questo microcosmo che ha permesso di mantenere per secoli la montagna viva e pulita. Perché la transumanza verso la malga (quando il primo sole di primavera scacciava la neve) e verso il fondovalle (quando le prime brume dell’autunno dichiaravano la fine dell’estate) manteneva puliti i sentieri e le

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mulattiere. Il pascolo, poi, teneva lontano il bosco. Questo per secoli. E c’erano i riti come gli accordi tutti interni alla comunità, in vista della primavera, con l’affido della malga alla compagnia fatta dal malgaro, dal casaro, dagli aiutanti fino al “bocia” o “caciacùa, a seconda dei paesi e dei vernacoli. Un altro rito era la “pesa” del formaggio che veniva assegnato in base al numero di capi che l’allevatore affidava ai malgari. Quei tempi (non diremo purtroppo, perché è la storia che cammina) sono andati.

Malga Giuggia - Roncone anni 60’

Alpeggio, Roncone

Malga Spinale - Madonna di Campiglio 1939

Malga di Praso

Malga Aurina, Roncone 1977

Malga Serolo, 1950

Malga Valagola, Pinzolo

Malga Giuggia, Roncone

IL PASCOLO INQUINATO

Malga Lodranega, 1956

No, non ci sono perdite di gasolio. L’inquinamento dei pascoli ormai è morale, politico, sociale, economico. Se un tempo (quando il numero di vacche nei nostri paesi superava spesso quello degli abitanti, ma era distribuito in tutte le famiglie) la malga veniva gestita dai paesani, l’evoluzione della zootecnia ha portato alla fine dei pochi capi per famiglia ed alla nascita di stalle più o meno grandi. Poi è arrivata l’Unione Europea, che per agevolare gli allevatori ha istituito i premi, su cui non ci intratterremo oggi. Risultato: le malghe sono state assalite negli anni recenti da grandi aziende che potevano permettersi di pagare prezzi elevati alle gare d’appalto predisposte dai Comuni e dalle Asuc. Tanto incassavano premi milionari dall’Europa. Il fenomeno è stato classificato, magari con il semplicismo del giornalismo, come la “mafia dei pascoli”. Sono partite (non in Trentino) inchieste giudiziarie che hanno investito allevatori rei di portare bestiame malato in malga, affidato non di rado a pastori improvvisati e quindi incapaci di seguire gli animali. Negli ultimi anni, per la verità, i “foresti” almeno in Giudicarie si sono defilati, ma non sono scomparsi i problemi. Anzi, le diffidenze e gli scontri fra allevatori (in particolare in Rendena) si sono fatti duri, con dispetti e dispettucci: foto fatte girare ai media, sgarbi reciproci. Alla base, d’altronde, non ci sono sempre comportamenti corretti: non per niente Forestali e veterinari dell’Azienda sanitaria si sono fatti sempre più guardinghi. Che dire guardando le nostre immagini? Che tutto sommato viene la nostalgia per quel “piccolo mondo antico” fatto di riti secolari. Certo, non erano tutti santi nemmeno allora, ma la comunità teneva al suo patrimonio silvo-pastorale, e vegliava sul suo mantenimento.


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Con i primi freschi di stagione settembre riporta alla mente l’immagine di camini accesi a intiepidire gli ambienti di casa. Con il rialzo dei prezzi di gas e petrolio che si profila per quest’inverno camini e stufe di fatto saranno il sistema di riscaldamento maggiormente utilizzato in molte case. Nei mesi di luglio e agosto quando come da tradizione ci si rifornisce di legna da ardere per la brutta stagione si è riusciti a recuperare la quantità desiderata con una certa difficoltà. Ci siamo quindi chiesti: come stanno i nostri boschi? Abbiamo recuperato i danni della tempesta Vaia? Riusciamo a combattere l’altro pericolo costituito dal bostrico? Il riscaldamento a legna può inquinare?Abbiamo posto queste domande a Andrea Bagattini, dottore forestale laureato in Scienze Forestali e Ambientali e libero professionista attualmente incaricato della gestione e del recupero del legname schiantato dalla tempesta Vaia per il BIM del Chiese. C’è abbastanza materiale per coprire la domanda di legna da ardere? La domanda di legna è in crescita e crescerà ancora, accompagnata da un rialzo del prezzo. Le realtà di valle non hanno grandi difficoltà nel “garantire” ai propri censiti la disponibilità di legna da ardere. Sono più in difficoltà le comunità site a quote maggiori dove la classica legna di latifoglia, da faggio e carpino, si trova meno facilmente a causa della predominanza di abete e larice (questi ultimi vengono comunque utilizzati per il riscaldamento domestico). Tuttavia con la pianificazione forestale in atto oggi per le nostre comunità non vedo grandi problemi di approvvigionamento. Si ha intenzione di ampliare i margini di taglio del legname? Ogni amministrazione è in grado nel breve-medio periodo di modulare l’offerta di legna ai propri

Ambiente

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Boschi sotto stress, dopo Vaia l’attacco del bostrico di Mariachiara Rizzonelli

Andrea Bagattini, dottore forestale, spiega: “Questo scolitide in alcune zone sta facendo più danni di Vaia”.

censiti, quindi a seconda delle richieste si dovrebbe aumentare l’offerta senza grandi difficoltà. Cosa diversa è pensare che le amministrazioni mettano in vendita lotti boschivi di legna da ardere: non sono molti i Comuni che hanno questa possibilità proprio perché nella pianificazione forestale si tiene conto in primis di soddisfare le esigenze della comunità e poi in caso aprire al “mercato esterno”. Le risulta che i prezzi siano rincarati? Si tratta di concorrenza dall’estero o solo una forte domanda di mercato? I prezzi tendono al rialzo ed in alcuni casi c’è stato l’incremento di circa il 50%. Grande concorrenza dall’esterno per ora non c’è in quanto di materiale legnoso ne entra pochissimo; il rincaro è dovuto proprio all’aumento della domanda che talvolta non trova una risposta adeguata nell’offerta. Inoltre nelle nostre comunità sono sempre meno le persone in grado di arrangiarsi nell’approvvigionamento della legna e quindi ci si trova molto più condizionati dal prezzo di mercato. Come stanno i nostri boschi? È vero che il bostri-

co con il caldo si espande ancora di più? Con la tempesta Vaia molti dei nostri boschi hanno subito dei duri colpi (in alcune amministrazioni Vaia ha abbattuto il legname che solitamente si tagliava in circa 20 anni) creando non pochi problemi alla pianificazione dei tagli anche in prospettiva. L’arrivo del bostrico era previsto ma non l’entità. Questo scolitide riesce a fare tranquillamente tre cicli in un anno (vediamo le piante dissecarsi in tre periodi dell’anno). In alcune aree sta facendo più danni di Vaia, il che è preoccupante. La siccità ne ha agevolato la diffusione in quanto le piante in sofferenza sono più soggette ad essere attaccate da questo insetto. Ci vorrà ancora qualche anno prima di tornare ad una situazione “normale”. Sono da raccomandare interventi di riforestazione per combattere i danni da cambiamento climatico? In alcune aree colpite fortemente da Vaia il Servizio Foreste e Fauna della PAT ha già elaborato e aggiornato un piano di riforestazione per tutelare i versanti, agevolare la crescita del capitale legno-

so, ripristinare il contesto paesaggistico (in termini ambientali, aumentare l’immagazzinamento di carbonio e quindi ridurre l’anidride carbonica). Ovviamente sono interventi costosi che richiedono cura delle nuove piante nei primi anni e quindi vanno pianificati con attenzione. È da consigliare o meno il riscaldamento a legna? Personalmente penso sia un buon sistema di riscaldamento, quando accompagnato da un buon sviluppo tecnologico della combustione. Non si ha la comodità di gas, gasolio o pellet, però si può avere un buon risparmio economico, se l’intera filiera si riesce a gestire a livello “famigliare”. Non un passaggio così semplice, però, per chi magari ha ristrutturato casa e ha impianti sanitari o di riscaldamento non studiati per funzionare con caldaie a legna (la conversione è onerosa). È vero che la legna inquina? Durante la combustione la legna inquina sicuramente di più di altri combustibili come ad esempio il gas, dove abbiamo il rilascio di meno anidride carbonica e polveri. Ma se bruciata correttamente può inquinare molto meno; qui viene in aiuto la tecnologia che negli ultimi anni ha messo a disposizione soluzioni tecniche in grado di garantire una combustione corretta e a gestire meglio le emissioni in atmosfera. Vanno messi sul piatto della bilancia anche altri aspetti: trasportare gas o gasolio da luoghi lontani sino a noi quanto inquinamento produce? La legna a Km 0

sicuramente inquina complessivamente meno; è un combustibile “verde”, da alberi che si creano naturalmente assimilando carbonio dall’atmosfera e rilasciando ossigeno. Occorre utilizzare filtri antiparticolato sui camini? Dipende dal tipo di centrale termica o caldaia o altro sistema di combustione. Se la combustione avviene correttamente, con legna adeguatamente stagionata le emissioni di polveri si riducono fortemente. Innegabile che in contesti urbani con concentrazioni elevate di stufe a legna o altro i filtri anti-particolato possono dare una mano.

Con un maggiore utilizzo della biomassa per riscaldamento si prevedono maggiori rischi di incendio? Sicuramente un utilizzo maggiore di legna in proporzione porterà a qualche incendio in più. Come sempre si raccomanda la pulizia dei camini almeno una volta all’anno e dopo il consumo di circa 40 q.li di legna. Anche in questo caso si ribadisce che bruciare la legna adeguatamente essiccata e nei modi corretti riduce di molto il pericolo d’incendi, il tutto accompagnato da canne fumarie realizzate correttamente e periodicamente sottoposte a manutenzione.

Il Giornale delle Giudicarie mensile di informazione e approfondimento

Anno 20 Settembre 2022 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Tel: 0465 349020 Presidente: Oreste Bottaro Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Coordinatore di Redazione: Denise Rocca Comitato di redazione: Elio Collizzolli, Matteo Ciaghi, Denise Rocca Hanno collaborato: Gianni Ambrosini, Achille Amistadi, Adelino Amistadi, Virginio Amistadi, Mario Antolini Musòn, Matilde Armani, Enzo Ballardini, Giuliano Beltrami, Dario Beltramolli, Giacomo Bonazza, Alberto Carli, Massimo Ceccherini Podio, Chiara Garroni, Marco Maestri, Mariachiara Rizzonelli, Tiziano Salvaterra, Martina Sebastiani, Alessandro Togni, Ettore Zampiccoli, gli studenti dell’Istituto Guetti Per la pubblicità 3356628973 - 338 9357093 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3286821545) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato il 30 Agosto 2022 da Athesia - Bolzano Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129


Ambiente

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Il fiume di Giuliano Beltrami

La siccità, l’uso smodato di acqua da parte di agricoltura e

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Cooperando

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Cassa Centrale Banca, presentato il piano strategico 2022-2025 Cassa Centrale Banca - Credito Cooperativo Italiano S.p.A. è la capogruppo del Gruppo Cassa Centrale con sede a Trento, al quale aderiscono 69 Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Raiffeisenkassen e 1.483 sportelli in tutta Italia, quasi 11.500 collaboratori e oltre 450 mila Soci Cooperatori. Con un attivo di bilancio di 91,150 miliardi si posiziona tra i primi dieci Gruppi bancari italiani. La riforma del credito cooperativo in Italia, diventata legge con la conversione da parte de Parlamento del decreto-legge del 14 febbraio 2016, ha imposto a ogni banca di credito cooperativo di aderire a un Gruppo bancario (parimenti a vocazione cooperativa) come condizione necessaria per avere l’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria. La riforma ha previsto che tutte le banche aderenti al Gruppo rimangano titolari del proprio patrimonio e che mantengano gradi di autonomia gestionale in funzione del livello di rischio/solidità, nell’ambito di indirizzi strategici precisi e nel perimetro

L’EDITORIALE di Adelino Amistadi

Continua dalla Prima Dunque passiamo a discutere e parlare di progetti, di investimenti, a confrontare le proposte sul tappeto con i nostri desideri, i nostri valori, anche se si tratta pur sempre di intenti e di promesse. Ma questa è la politica. Il materiale in campo non è male, è di tutto rispetto. Cominciamo con il centro destra (FdI-Lega e Forza Italia) che ripropone vecchi cavalli di battaglia come la flat tax e la revisione del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, con 750 miliardi concessi dall’Ue in risposta alla pandemia). Il Centrosinistra di Enrico Letta e altri partitini, vuole porsi in continuità con l’Agenda Draghi mentre il M5S insiste su salario minimo e reddito di cittadinanza. Tutti gli schieramenti dichiarano di aderire con convinzione all’Unione Europea e alla Nato, e questo è molto importante

di Alberto Carli

Il Gruppo ha un obiettivo di crescita del 13% dei crediti a famiglie e piccole-medie imprese. Prevede un utile netto atteso superiore ai 300 milioni di euro. degli accordi operativi concordati con la Capogruppo, della quale detengono la maggioranza del capitale. La riforma ha avuto come obiettivo quello di modernizzare l’articolazione del credito cooperativo italiano, preservandone le caratteristiche di partecipazione e autonomia. Il Consiglio di Amministrazione di Cassa Centrale Banca, Capogruppo dell’omonimo Gruppo Bancario Cooperativo ha approvato il nuovo Piano Strategico sviluppato sull’orizzonte 2022-2025. Nel prossimo triennio si prevedono importanti investimenti in tecnologia e l’evoluzione del modello distributivo, per migliorare ulteriormente il servizio ai clienti e alle comunità. Il Gruppo ha un obiettivo di crescita

del 13% dei crediti a famiglie e PMI, prevede un utile netto atteso superiore ai 300 milioni di euro in ogni anno di piano e una soglia inferiore al 2% per quanto attiene i crediti deteriorati, quei crediti cioè per cui la riscossione non è certa per scadenza. Le principali direttrici di intervento del Piano vanno nella direzione di favorire e incentivare una maggiore adozione degli strumenti di gestione, accelerare gli investimenti in tecnologia, per proseguire il percorso di trasformazione digitale già intrapreso ed evolvere il sistema informativo per un migliore supporto a tutte le attività di banca, in particolare quelle direttamente rivolte alla clientela e centralità delle Persone, con incremento

degli investimenti e delle iniziative per la crescita e la valorizzazione delle competenze distintive del Gruppo, per migliorare la qualità del servizio ai Soci e ai clienti grazie anche al rafforzamento del sistema d’offerta. Una particolare attenzione sarà data anche alla gestione dei rischi, con l’obiettivo di garantire ai Soci e ai clienti una sicurezza e una solidità date da livelli di accantonamento a fronte del rischio di credito e patrimonializzazione con il mantenimento di un indice di solidità ( Cet1 Ratio) in area 22%., e alla sostenibilità, con l’obiettivo di preservare e valorizzare ulteriormente

l’azione delle BCC sui territori e nelle comunità locali di riferimento, in coerenza con i principi della cooperazione mutualistica che caratterizzano il Gruppo. “I prossimi tre anni rappresentano una sfida importante per tutto il Gruppo” ha sottolineato Giorgio Fracalossi, Presidente di Cassa Centrale Banca, “coniugando le economie di scala e il miglioramento dei processi con la messa a disposizione di un’ampia gamma di prodotti e servizi che garantiscano competitività sul mercato alle BCC - CR - Raika affiliate, permetteremo lo sviluppo di relazioni sempre più forti con i

Soci e i clienti”. “Il Piano Strategico 2022-2025 approvato dal Consiglio di Amministrazione” ha commentato Sandro Bolognesi, Amministratore Delegato di Cassa Centrale Banca “rappresenta una nuova fase della nostra evoluzione: la sfida dei prossimi tre anni sarà, come Gruppo, identificare e implementare un modello di servizio per tutte le nostre Banche che sia distintivo e coerente con i valori peculiari del Credito Cooperativo. Vogliamo continuare a creare valore e redistribuirlo sul territorio in modo sostenibile, investendo con convinzione su due fattori abilitanti e fondamentali per garantirci la competitività: le nostre Persone e la tecnologia. Proprio le Persone saranno al centro della nostra azione di sviluppo: mi riferisco sia ai nostri clienti che ai nostri collaboratori, grazie infatti alle opportunità offerte dalla tecnologia – senza snaturare il valore della relazione – confidiamo di raggiungere gli ambiziosi obiettivi di crescita e reddituali del Piano appena approvato”.

25 settembre 2022: programmi per l’Italia futura visti i dubbi e le dichiarazioni del passato da parte di Salvini e Co., anche se rimangono delle perplessità fra i 5S. Il centrodestra punta inoltre sui capitoli sicurezza, il calo delle tasse e la lotta all’immigrazione clandestina e fa una proposta shock: abolizione, senza se e senza ma, del reddito di cittadinanza. Muro contro muro con il M5S. Sul piano istituzionale, sempre il centrodestra, propone una riforma istituzionale con l’elezione diretta del capo dello Stato, mentre Berlusconi vuole cancellare l’appello per chi è stato giudicato innocente. Nel centrosinistra le cose più importanti riguardano la transizione ecologica, il lavoro giovanile, la riduzione delle bollette per famiglie e imprese e l’estensione dello smart working (lavoro da casa).

Parlando di diritti si punta sullo ius scholae, che prevede la cittadinanza con un numero minimo di anni di scuola, per i giovani assegno annuo a chi è a basso Isee ed è in affitto. Quanto al programma del centro, ovvero della coppia Renzi-Calenda, si insiste sull’Agenda Draghi (con la riforma del fisco, della concorrenza e della giustizia) fatta di investimenti e misure di sostegno alla crescita. Anche

in questo caso il reddito di cittadinanza viene visto come fumo negli occhi. I 5 Stelle hanno messo in campo un programma di 22 punti che prevede, tra l’altro, il salario minimo a 9 euro all’ora, la riduzione dell’orario di lavoro, la rateazione delle cartelle esattoriali, la cancellazione dell’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) e la statalizzazione della sanità, inoltre si propone la cittadinan-

za agli studenti di origine straniera. Tutto chiaro? Mah! Si tratta sempre di promesse che devono interessare la maggior parte degli elettori. A leggere i programmi, il consulente che mi ha aiutato ad inoltrarmi nella programmazione elettorale, mi ha fatto presente alcuni dubbi e interrogativi che lasciano perplessi in tutti gli schieramenti. La defiscalizzazione, ad esempio, farebbe un gran bene a famiglie ed imprese, ma dove si trovano i denari per sostenerla, con un debito pubblico che è arrivato a 2.776 miliardi di euro toccando ogni record? Anche la patrimoniale non sarebbe male, perché sarebbe ora che i ricchi contribuiscano con generosità in momenti di difficoltà. Già, ma chi sono i ricchi, in Italia quando c’è da pagare le tasse si

dichiarano tutti poveri. Potremmo continuare con i dubbi che la programmazione elettorale un po’ di tutti i partiti lasciano sul tavolo. Forse è nei dettagli che bisognerebbe leggere i programmi. Altrimenti sono solo promesse che lasciano il tempo che trovano, spesso dimenticate dopo il 26 settembre. In quanto ai candidati, non fateci caso, valgono come il due di coppe, conta il partito ed il suo programma, tutto il resto è contorno. Così è. A voi tocca votare, spero che il mio riassunto programmatico vi possa aiutare nelle scelta. L’importante è andare a votare, è un dovere civico, non mancate e date il vostro voto con responsabilità e consapevolezza, ne va di mezzo il futuro nostro e dei nostri figli.


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STØNE La pompa di calore che non devi più nascondere

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Avanti coi lavori sulla strada tra San Lorenzo e Molveno, l’ormai nota Statale 421. Nota sì, perché da una ventina d’anni torna abitualmente a far parlare di sé tra pericolosi crolli di massi e chiusure temporanee. Un lungo iter quello per la messa in sicurezza dell’intera area dove la prima carta messa in campo è stata quella della realizzazione della galleria naturale e strutture connesse che tutti conosciamo. Oggi prosegue con i lavori tra i chilometri 27 e 28, dove si effettuano operazioni di disgaggio a monte della sede stradale e si posizionano una serie di barriere paramassi, di tre differenti energie di contenimento e di varie altezze. Lavori per un costo che si aggira attorno ai 2 milioni, appaltati all’impresa Grandi Lavori Scarl – Consorzio Stabile di Trento. Se da una parte la Provincia ha scelto l’opzione delle barriere paramassi come miglior soluzione e “naturale prosecuzione dei lavori di messa in sicurezza dell’area”, non sembra del tutto soddisfatta la Sindaca di San Lorenzo Dorsino, Ilaria Rigotti. Buongiorno Sindaca, un aggiornamento sulla situazione della SS421? L’intervento procede nei tempi previsti, come da contratto. In programma

Attualità

SETTEMBRE 2022

Sicurezza stradale, nuovi lavori fra San Lorenzo e Molveno di Martina Sebastiani

Nuove barriere paramassi per mettere in sicurezza la strada fra San Lorenzo e Molveno. Due milioni di euro di lavori che lasciano però con l’amaro in bocca. ora c’è anche l’opera di allargamento della sede stradale per cui sono stati stanziati circa 4 milioni, si è in fase di progettazione, questi lavori non sono ancora stati appaltati. Nel frattempo, di recente - erano gli ultimi del mese di giugno - si è verificata una nuova scarica di massi che ha portato nuovamente alla chiusura temporanea del tratto stradale. Sono Sindaca da un anno e mezzo e questa è la quarta volta che succede. Il traffico viene di solito deviato lungo la secondaria Nembia-Deggia-Moline, con aperture a fasce orarie e transito a senso unico alternato.

Siete soddisfatti dei lavori in corso? Quale è la percezione dei cittadini? Quello che penso sia il sentimento comune è di diffidenza verso l’efficacia dell’intervento. Le reti sono ritenute una soluzione solo temporanea per una problematica che si ripete da anni e destinata a riprensentarsi. L’allungamento della galleria, a cui guardano i più, sarebbe un provvedimento definitivo riguardo la questione, ma richiede costi ben superiori. L’intervento in atto è comunque ben accolto dalla popolazione di fronte a una necessità, quella della

sicurezza, che non può attendere. Quale il valore degli interventi sulla strada? La sicurezza del transito è il punto centrale della questione, nel 2022 deve essere considerata una priorità. Continuare a dirsi che sono caduti massi e fortunatamente non hanno colpito nessuno, non garantisce che non possa accadere domani con danni ben peggiori. Poi ovvio,

ma solo in secondo piano, la ricaduta è anche su un’agevolazione della viabilità, tanto per i turisti che per la comunità locale. Sì, perché la statale è un collegamento importante... La strada è fondamentale tanto per le comunità di San Lorenzo-Dorsino, il Banale e il resto delle Esteriori, che per Andalo e Molveno. In inverno e in estate gli alberghi sono

fortunatamente pieni, il turismo richiede che un grande numero di lavoratori giudicariesi si muova verso la Paganella. Si parla di un indotto importante anche considerando la statale come una trasversale storica che collega la Val di Non a Riva del Garda. Eravamo tutti uniti ad agosto di un anno fa quando, come rappresentanti delle Amministrazioni comunali coinvolte nei territori della Statale dei Laghi di Molveno-Tenno, siamo andati a Trento a chiedere provvedimenti urgenti per quella che era stata l’ultima clamorosa caduta di un masso sulla strada. Quindi i propositi ora? Continuiamo e continueremo a spingere in Provincia, dove l’appoggio c’è ma si può fare di più. Auspico che vengano prese in considerazione tutte le alternative possibili, anche meno costose dell’allungamento della galleria ma più efficaci e risolutive che il posizionamento delle reti.

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Attualità

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È tornata l’elettricità in Val Algone Dopo molti anni, la val Algone, uno dei gioielli “nascosti” delle Giudicarie e del Parco Naturale Adamello Brenta, torna ad essere elettrificata. Il 26 agosto, alla presenza delle autorità locali, si è tenuta la cerimonia d’inaugurazione, al termine dei lavori co-finanziati dalla Provincia autonoma di Trento, a valere sul Fondo di sviluppo locale, e dai comuni di Comano Terme, soggetto capofila che ha avviato a suo tempo l’iter amministrativo - e di Stenico. L’intervento, oltre ad allacciare alla rete elettrica le strutture presenti sul posto, fra cui alcune malghe e strutture ricettive, puntava anche all’eliminazione dell’inquinamento ambientale e acustico all’interno di un’area naturale di particolare pregio, derivante dai generatori a cui i residenti dovevano necessariamente ricorrere per supplire alla mancanza di elettrificazione. “Siamo felici di avere restituito l’elettricità ad una

L’intervento di elettrificazione ha comportato una spesa di circa 1,2 milioni di euro, coperti al 95% con un contributo provinciale e completati da un investimento dei Comuni di Comano Terme e Stenico. valle che conserva ancora i suoi principali caratteri naturalistici” hanno sottolineato i presenti, fra cui i sindaci dei comuni interessati, Fabio Zambotti e Monica Mattevi, nonché il presidente e il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti e Mario Tonina, richiamando anche il passato “industriale” della valle, con la presenza di una vetreria e di alcune attività estrattive. Proprio la chiusura di queste attività aveva determinato il venir meno del collegamento della valle, priva di insediamenti consistenti, con la

rete elettrica provinciale e nazionale. “Non esiste posto più bello” così aveva scritto della val Algone l’esploratore inglese Douglas William Freshfield, che fu anche il primo, come noto, a scalare la Presanella. Valle ancora selvaggia, accessibile dal ponte del Lisan, sulla strada che da Stenico porta verso Ragoli, la val Algone offre paesaggi unici e luoghi, come malga Movlina, che sono una perfetta meta per escursioni nella natura. La ricca fauna comprende fra le altre specie caprioli, cervi e camosci, ma anche aquile reali nella parte

più elevata. L’intervento di elettrificazione ha comportato una spesa di circa 1,2 milioni di euro, coperti al 95% con un contributo provinciale concesso direttamente al Comune di Comano Terme, a seguito anche di un accordo amministrativo fra i due Comuni, che hanno contribuito per la restante quota.

Dalle autorità comunali è stato rivolto un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno creduto a quest’opera e hanno contribuito alla sua realizzazione: la Giunta provinciale, in primo luogo, ma anche i tecnici che ne hanno reso possibile l’esecuzione, il comune di Tre Ville (anch’esso in parte interessato al transito dell’elettrificazione),

la Set, la ditta incaricata dei lavori, e i cittadini della valle come le sorelle Ghedina, storiche gestrici dell’omonimo rifugio. La Provincia a sua volta ha sottolineato come questo intervento testimoni l’attenzione rivolta ai territori di montagna, quell’attenzione manifestata ad inizio legislatura dagli Stati generali della montagna.


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Giudicarie in numeri

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I numeri: l’uso dell’acqua per settori e territori

di Virginio Amistadi

IMPIANTI DI DEPURAZIONE DEGLI SCARICHI CIVILI IN GIUDICARIE

I depuratori giudicariesi nel 2021 hanno trattato 6.813.050 mc di liquami con un consumo complessivo di energia di 4.659.846 kWh. Per rimanere in tema con l’uso virtuoso dell’acqua e dell’energia, in questo numero diamo uno sguardo ai dati forniti dalla Agenzia per la Depurazione relativi agli impianti di depurazione degli scarichi civili in Giudicarie riportanti la quantità di liquami trattati e il consumo di energia utilizzato per il trattamento. I dati sono disponibili a partire dall’indirizzo https://adep.provincia. tn.it/Impianti-di-depurazione-biologica L’analisi è limitata ai depuratori in Giudicarie in quanto non tutte le informazioni riportate sul sito dell’Agenzia sono disponibili nel formato Open Data e il recupero dei dati completi sarebbe risultato piuttosto gravoso. Per un approfondimento della lettura rinviamo quindi alla consultazione diretta del sito. I depuratori giudicariesi nel 2021 hanno trattato 6.813.050 mc di liquami con un consumo complessivo di energia di 4.659.846 kWh . L’impianto di Ragoli ha smaltito da solo il 21,7% del totale dei liquami seguito da Madon-

Impianto di depurazione Dorsino Giustino Madonna Di Campiglio Pieve Di Bono Ragoli

Comuni serviti Dorsino - San Lorenzo In Banale - Stenico Carisolo - Giustino - Massimeno - Pinzolo Pinzolo - Ragoli Bersone - Daone - Pieve Di Bono - Praso - Prezzo - Sella Giudicarie Bolbeno - Dare’ - Montagne - Pelugo - Preore - Ragoli - Sella Giudicarie - Tione Di Trento - Vigo Rendena - Villa Rendena - Zuclo Spiazzo Bocenago - Caderzone - Spiazzo - Strembo Stenico Comano Terme - Fiave’ Storo Bersone - Bondone - Brione Tn - Castel Condino - Cimego - Condino - Prezzo - Storo Fonte: Provincia Autonoma di Trento - Agenzia per la depurazione | http://adep.heidix.net/map.html

fiume Sarca fiume Sarca rio Lora

Quantità di liquami trattati, consumi di energia, efficienza energetica smaltimento per impianto (Anno 2021) Liquami trattati mc % su totale 207.123 3,0% 1.245.047 18,3% 1.349.120 19,8% 363.458 5,3% 1.481.181 21,7% 435.590 6,4% 1.107.535 16,3% 623.996 9,2% 6.813.050 100,0%

Impianto di depurazione Dorsino Giustino Madonna Di Campiglio Pieve Di Bono Ragoli Spiazzo Stenico Storo Totale

Consumo energia kWh 156.071 889.087 753.120 714.472 671.586 305.960 563.211 606.339 4.659.846

% su totale 3,3% 19,1% 16,2% 15,3% 14,4% 6,6% 12,1% 13,0% 100,0%

Efficienza energetica smaltimento kWh/mc 0,75 0,71 0,56 1,97 0,45 0,70 0,51 0,97 0,68

Fonte: Provincia Autonoma di Trento - Agenzia per la depurazione | http://adep.heidix.net/map.html QUANTITÀ DI LIQUAMI TRATTATI E CONSUMI DI ENERGIA PERIODO 2013 - 2021 LIQUAMI TRATTATI (MC) 2012 2013 2014 5.718.560 6.370.571 7.826.065 CONSUMO ENERGIA (KWH)

2015 5.686.475

2016 5.890.105

2017 5.955.238

2018 6.297.424

2019 6.887.881

2020 6.586.823

2021 6.813.050

2012 4.031.764

2015 4.224.329

2016 4.385.133

2017 4.472.811

2018 4.398.214

2019 4.526.435

2020 4.347.888

2021 4.659.846

2013 4.182.450

2014 4.291.987

Fonte: Provincia Autonoma di Trento - Agenzia per la depurazione | http://adep.heidix.net/map.html na di Campiglio (19,8%) e Giustino (18,3%). Sempre l’impianto di Ragoli è risultato il più efficiente con 0,45 KWh per metro cubo smaltito seguito da Stenico con 0,51 KWh per metro cubo. Giustino pur trattando una quantità di materiale leggermente inferiore a Madonna di Campiglio ha utilizzato una quantità di energia significati-

vamente superiore (0,71 KWh/mc contro 0,56 KWh/mc). L’impianto meno efficiente è risultato essere quello di Pieve di Bono che ha utilizzato 1,97 KWh per metro cubo di smaltimento seguito da quello di Storo con 0,97 KWh/mc . Chiaramente in questo contesto le considerazioni relative all’efficienza hanno un significato pu-

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Corpo recettore torrente Ambiez fiume Sarca rio Colarin fiume Chiese fiume Sarca

ramente statistico e non qualitativo; le quantità di energia utilizzate nei diversi impianti sono sicuramente determinate da questioni tecniche che esulano dal nostro ambito di competenza. I dati numerici non dicono nulla sulla qualità dei materiali trattati nei diversi impianti e sulle caratteristiche dei corpi recettori di destinazione del prodotto

depurato. Sul sito della Agenzia per la Depurazione è disponibile lo storico dei dati a partire dal 2001 fatta eccezione per l’impianto di Stenico che ha iniziato a produrre dati dal 2012 in poi. Le variazioni percentuali tra i dati delle diverse annualità, sempre a livello puramente numerico, risultano piuttosto altalenanti e non sembra-

no evidenziare elementi di variazione significativi nel tempo. Anche su questo però ci fermiamo non avendo sufficienti elementi conoscitivi relativi alla evoluzione della qualità del materiale trattato e alla composizione delle fonti energetiche utilizzate per il suo trattamento.


Arte

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Cinema d’autore: Pasolini e Olmi in Giudicarie di Giacomo Bonazza

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Un giovane Ermanno Olmi girò un corto in val di Fumo sui lavori per le centrali idroelettriche. La sceneggiatura fu di Pasolini e la voce narrante di Arnoldo Foà.

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foto 1: fotogramma “Manon finestra 2” foto 2 :fotogramma “Manon finestra 2” foto 3: Ermanno Olmi (1931-2018) foto 4: Pier Paolo Pasolini (1922-1975)

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Si voleva onorare anche da noi due anniversari importanti: il centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini (19222022) ed i cinquant’anni dalla morte di Dino Buzzati (19722022). Il Gruppo Culturale Bondo-Breguzzo-RonconeLardaro lo ha fatto attraverso il linguaggio filmico, proiettando nel cuore dell’estate di Sella Giudicarie “Il Vangelo secondo Matteo”(1964), tra i capolavori del regista-poeta bolognese/friulano ed “Il segreto del Bosco Vecchio”(1993), con la regia di Ermanno Olmi, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo del geniale scrittore bellunese edito nel lontano 1935: un omaggio dovuto a due grandi del Novecento che hanno saputo segnare con immagini potenti, universali e fantastiche il nostro modo di guardare al mondo e all’uomo. Rovistando tra il materiale preparatorio alle rispettive proiezioni, una fortuita scoperta, non direttamente collegata ai due titoli programmati, comunque di estremo interesse per le attinenze all’ambito giudicariese: il Pasolini autore dello splendido testo a commento del cortometraggio “Manon finestra 2” (1956) girato dal venticinquenne Olmi tra la Val di Fumo e la centrale di Cimego, al tempo dei grandi lavori idroelettrici in Val del Chiese. Si sapeva dei documentari industriali ‘chiesani’ del regista bergamasco all’inizio della sua carriera, per conto della Edisonvolta, meno della sua collaborazione con Pier Paolo Pasolini, allora scrittore emergente e ‘scandaloso’ dopo il suo “Ragazzi di vita” del 1955. Proprio verso la metà degli anni Cinquanta l’incontro fra i due artisti a Roma, mossi entrambi dalla medesima tensione etica ed estetica, alla ricerca di una verità narrativa ancora indigesta all’ambiente culturale

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4 di quegli anni, seppure in piena stagione neorealista. Sarà lo stesso Roberto Rossellini, padre indiscusso del neorealismo italiano, ad incoraggiare Ermanno Olmi, dopo aver assistito ad una proiezione di “Manon finestra 2”: “Ho visto il documentario di un giovane che lavora presso una società, che mi ha colpito molto”: i fotogrammi della Val di Daone che impressionano uno dei maestri del cinema mondiale! Probabilmente è a Roma che Olmi chiede a Pasolini il testo/sceneggiatura per i tredici minuti del suo corto giudicariese, un piccolo gioiello di documentaristica industriale, che racconta, accompagnato dalla voce narrante fuori campo (la voce fascinosa di Arnoldo Foà!), degli operai minatori che aprono nei fianchi della montagna i fori, chiamati nel loro gergo “finestre”, per scaricare il materiale scavato nelle gallerie dove passerà la condotta forzata. “Manon” è appunto il nome gentile di una di queste finestre, una variante francese del nome Maria, di lontane reminiscenze letterarie, felicemente accostato ad un toponimo locale, tutto daonese, dallo stesso etimo. Attorno ad un’esile trama, di stampo minimalista, dove l’obiettivo aziendale è quello di riprendere asetticamente la nascita

di un impianto idroelettrico, ecco spuntare e fondersi le sensibilità dal profondo tratto umanistico di Olmi e Pasolini: non solo le immagini del maestoso contesto alpino nel quale il grande cantiere è incastonato ed articolato nelle sue strabilianti diramazioni tecnologiche, ma soprattutto lo scrutare rispettoso, partecipe, del volto degli operai, dei loro gesti, dei loro silenzi, della loro fatica. È ancora documentario, ma un documentario sulla soglia della poesia; poesia come riconquista della realtà. Non occorre colonna sonora, bastano i rumori veri del cantiere, i frammenti di dialogo in dialetto fra gli operai, i silenzi tesi prima degli scoppi delle mine, a ritmare i magnifici quadri-sequenza di “Manon finestra 2”; lo scritto di Pasolini, nella sua icasticità, recitato fuori campo, completa armonicamente il pezzo filmico di Olmi. “... Ogni finestra ha le sue squadre di operai che in turni di otto ore si danno il cambio giorno e notte a scavare il proprio tratto di galleria. Gli operai arrivano silenziosi e silenziosi aspettano intorno alla baracchetta dove il caposquadra va a ricevere le disposizioni per il nuovo turno. Sono operai venuti su dalle valli intorno o dalle pianure lombarde e venete, o addirittura dal meri-

dione. E sono qui soli in questa specie di esilio così vicino al cielo e dal cielo così lontano, nelle viscere della montagna... Della fatica quotidiana tra gli uomini non si parla; ma la stessa gentilezza del cuore che ha dato a questa finestra il nome di Manon, procura che il quadro di Santa Barbara non manchi mai di fiori: genziane e margherite raccolte in fondo alla frana dei macigni che la finestra scarica ogni giorno giù per il pendio... Si prendono i martelli perforatori, lasciati dalla squadra precedente, si riallacciano i tubi dell’aria compressa e si ricomincia... Per tutta la notte continuerà così: fornelli, dinamite, scoppi. Della loro ansia e della loro gratitudine l’unico segno esterno sembrava essere quei po’ di fiori che l’uno o

l’altro con la sua grossa mano di operaio va a raccogliere in fondo alla discarica per mettere davanti a Santa Barbara... Senza dir nulla ognuno ritorna alla sua perforatrice... E fuori il sole, il buon odore dei fiori, del fieno, cose che sembrano all’improvviso nuove, come non si avessero mai viste, fortune anch’esse, gioie domenicali”. Nel compendio della filmografia olmiana dedicata ai cortometraggi, circa una ventina, riferiti alla prima fase della sua avventura artistica a servizio del documentarismo industriale, oltre a “Manon”, il paesaggio del Chiese ritorna altre quattro volte, sempre legato all’epopea dei grandi lavori idroelettrici in Giudicarie. Del 1955 è “Cantiere d’inverno” (min.10’25’’) che

racconta della sospensione dei lavori causa il sopraggiungere della neve e della loro ripresa primaverile: nel silenzio innevato, in “una atmosfera di fiaba”, i pochi uomini rimasti di guardia alla costruenda diga si inchinano ai dettami di una natura grandiosa ed avvolgente, aspettando che il cantiere riparta “conscio dell’importanza e della missione di civiltà e progresso”. In “Costruzione meccaniche Riva” (1957 - min.17’) le protagoniste assolute sono le turbine Pelton progettate ed assemblate all’interno della famosa fabbrica milanese. Il filmato segue il trasporto della ruota Pelton fino alla centrale di Cimego: “Per ore ed ore l’enorme traino scivolerà come un bruco gigantesco sull’asfalto delle strade di pianura e sulla polverosa massicciata della strada di montagna...”. Nel 1958 Olmi realizza “Tre fili fino a Milano” (min.17’), tra i suoi corti più conosciuti, ambientato in Val Daone, dove una squadra di operai lavora alla tesatura di una linea elettrica ad alta tensione, sotto lo sguardo stupito dei valligiani: due mondi a confronto! “Le grand barrage”/ La grande diga (1961 - min.16’) vede protagonista, tra le altre, la diga di Boazzo, visitata da due simpatici fotografi della Sezione Cinema della Edison, in pellegrinaggio tra le dighe alpine.


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Slow Food si sta preparando ad affrontare l’esperienza sempre affascinante di Terra madre, la rassegna internazionale dei produttori e dei prodotti provenienti da ogni angolo del mondo. Uno degli angoli è anche il Trentino. E in un angolino ci stanno pure le Giudicarie. Chi volesse verificarlo può recarsi a Torino nell’ultimo fine settimana di settembre. Fra l’altro, sabato 24 settembre partirà dalla valle del Chiese un pullman con ritorno alla sera. Per informazioni ed iscrizioni la mail cui rivolgersi è la seguente: slowfoodgiudicarie@gmail. com. Il solito scettico chiederà: “Cos’hanno le Giudicarie di tanto interessante da offrire?”. Prima va spiegato cosa non si nasconde dietro a Slow Food, associazione nata all’inizio degli anni Ottanta in Piemonte, per l’esattezza a Bra. Nacque con un’idea: promuovere un rapporto armonico con il cibo. Pensiamo a quarant’anni fa ed alla moda imperante del fast food, del mangiare rapido. Non che oggi sia diverso, però la cultura è cambiata. Guarda caso, Slow Food significa esattamente il contrario: mangiare lento. Negli ultimi decenni il mondo si è involuto: basti pensare ai cambiamenti climatici, al riscaldamento (surriscaldamento) del pianeta. Una delle conseguenze più catastrofiche sta nella crisi idrica. Quando anni fa qualcuno parlava della possibilità nefasta che scoppiassero guerre

Territorio

SETTEMBRE 2022

Slow food, un pezzo di vallata a “Terra madre” di Giuliano Beltrami

La manifestazione è a Torino, a fine settembre. Le Giudicarie sono il territorio trentino più ricco di Presìdi ce ne sono ben tre: la Ciuìga, la razza Rendena e la noce del Bleggio per l’acqua lo guardavi con il sorrisino di commiserazione e l’aria di dire: “Ma questo cosa immagina? E’ fuori dalla realtà!”. Quella realtà oggi ci è venuta addosso ed è lì a preoccuparci tutti. Ecco quindi l’evoluzione di Slow Food, che parla sempre di cibo, ma lo ha ancorato inevitabilmente all’ambiente: la tropicalizzazione porta eventi estremi (Vaia docet); l’aumento della temperatura porterà ad un cambio delle colture (l’uva, per dirne una, verrà coltivata sempre più in alto). A questo si aggiungano l’inquinamento e l’eccesso di fitofarmaci e fertilizzanti chimici in campagna, per non parlare degli

antibiotici iniettati agli animali. Insomma, tutto congiura contro il cibo “buono, pulito e giusto” teorizzato dagli amanti del mangiar lento. Ecco dunque l’evoluzione: parlare di cibo significa parlare di ambiente. Perché se vuoi un cibo sano devi contare su un ambiente sano. Per questo si batte Slow Food. L’associazione si articola in Condotte. In Trentino ce ne sono cinque, una delle quali è nella nostra Comunità. Ha avuto fino a cento soci, sparsi su tutto il territorio. E “possiede” tre Presìdi. Cos’è un Presidio? Possiamo definirlo (forse impropriamente) un giacimento prezioso da salvaguarda-

re e quindi da promuovere. L’esempio pratico spiegherà meglio di che si tratta. Le Giudicarie sono il territorio trentino più ricco di Presìdi: ne abbiamo ben tre. Partiamo dalla “Ciuìga”, Presidio storico di San Lorenzo in Banale, il salame con le rape da sempre gestito dalla Famiglia Cooperativa Brenta Paganella. Salame povero, al tempo della civiltà contadina e dell’emigrazione, quando si usava la carne di scarto del maiale. Oggi la musica è cambiata, e si usa carne buona. In compenso la produzione delle

rape desta qualche preoccupazione. Più recentemente è nato il Presidio della razza Rendena (razza bovina autoctona, con una importante storia alle spalle ed un ancora più importante ruolo per il mantenimento del territorio. E’ una razza resistente, abituata all’alpeggio sui pascoli di montagna. Per ora il Presidio riguarda più il formaggio che la carne. Terzo ed ultimo presidio: la noce del Bleggio, impegno comunitario per la promozione di una coltura tradizionale. La coltura della noce ha una

storia molto lunga, ma (come accade spesso) l’energia della produzione si è andata spegnendo con il passare del tempo. E’ degli ultimi sei anni un recupero della produzione e soprattutto della qualità. A sovrintendere allo sviluppo c’è la Confraternita, e c’è uno studio finanziato dalla Fondazione Caritro che ha portato alla convinzione che la Franquette (una varietà che si riteneva francese) in realtà sia autoctona. Così l’hanno chiamata Blegette. All’orizzonte si profilano delle novità. La prima e più significativa è la trasformazione dei Presìdi in Comunità di produttori, con una logica: i prodotti vanno difesi, ma vanno anche promossi e fatti diventare patrimonio collettivo. Per la promozione oggi si lancia l’etichetta narrante, definita dai dirigenti dell’associazione “strumento di trasparenza per fornire a chi acquista i Presìdi molte più informazioni rispetto a prima”.

Un tema inedito nell’analisi di Luca Filosi L’AUTORE Luca Filosi (1993) ritorna sulla sua tesi di laurea approfondendo un tema inedito. Luca vive a Trento ma è di salde radici giudicariesi. Con il saggio “Tullio Marchetti, un alpino in Libia tra 1913 e 1914” ha vinto nel 2015 il Premio Gino Onestinghel. Nel 2018 si è laureato in Scienze storiche con una tesi sull’amministrazione di Trento durante la Prima guerra mondiale e oggi lavora presso la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, dove si occupa di formazione e didattica per le scuole. Ha collaborato con il Museo storico italiano della Guerra per le attività museali e con lo stesso è impegnato attualmente in un progetto di ricerca interregionale dedicato al “biennio rosso” tra Trentino, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Per il canale televisivo History Lab (Fondazione Museo Storico )

Luca Filosi, Tullio Marchetti, diartio dalla guerra di Libia (1913-1914), Coed. JudicariaMuseo della Guerra Rovereto, 208 p., Arco 2022, 15 euro. Uno studio inedito e importante, quello di Luca Filosi per il centro Studi Judicaria e il Museo della Guerra di Rovereto. Uno studio che mancava dalle nostre biblioteche, perché se era parzialmente nota la partecipazione del gen. Tullio Marchetti alla guerra di Libia, “Campagna d’Africa” o guerra italo-turca per il possesso della Libia, era del tutto ignoto il suo ruolo in questa campagna, che anticipa di un quarto di secolo ma con ben altri orizzonti l’avventura africana del

fascismo in terra etiope. Bisogna ammettere che la storiografia italiana ha a lungo sottovalutato la

campagna italiana per la Libia. In realtà non è bastato il centesimo anniversario

nel 2011 a procurare un risveglio nell’interesse per la guerra italo-turca, eclissata sotto le celebrazioni del 15o° dell’unità nazionale. Se qualcosa è trapelato nei mass-media ciò è dovuto alla coincidenza (casuale) della guerra civile esplosa in Libia nel 2011, fra il regime di Muammar Gheddafi e una fetta consistente di stato libico. I media nel ricostruire gli eventi

dell’ultimo secolo in Libia, giocoforza hanno dovuto fare riferimento alla campagna italiana in Tripolitania e in Cirenaica, attraverso le affrettate ricostruzioni del dominio coloniale italico tra il 1911 e il 1943. Si tratta di uno studio completo sulla partecipazione del Marchetti alla campagna d’Africa negli anni 1913 e 1914, grazie ai diari conservato

al Museo della Guerra di Rovereto. Tra le migliaia di italiani chiamati a combattere in Libia nella Guerra italo-turca (19111912) e poi nel successivo lungo e lacerante scontro con le formazioni della resistenza turco-araba, troviamo anche l’allora capitano degli alpini Tullio Marchetti che operò nella “quarta sponda” tra il marzo 1913 e il febbraio 1914. Il Marchetti, romano di nascita ma originario del Trentino e di Bolbeno in particolare, è conosciuto oggi dagli studiosi e dagli appassionati di storia locale soprattutto per aver ricoperto il ruolo di comandante dell’Ufficio Informazioni della 1° Armata durante la Prima guerra mondiale e per l’ingente materiale scritto e fotografico dedicato al fronte trentino prodotto nel corso del conflitto. Presenza di cartine geografiche e di fotografie di documenti d’archivio.


Attualità Il 16 agosto scorso - giorno di San Rocco - nella antica Pieve di Condino dedicata a Maria Assunta si è svolta la prima in assoluto della nuova messa “Missa Clisiensis” composta dal Maestro Giorgio Bagozzi di Castel Condino. Chiesa gremita e alla fine della celebrazione ampi i consensi per l’esecuzione del coro misto accompagnato dai fiati, secondo le indicazioni dell’autore. Presente per la straordinaria ricorrenza il vescovo Carlo Mazza, legato da decenni da fraterna amicizia con Giorgio Bagozzi e a cui l’autore ha dedicato questa prima esecuzione della sua composizione, in occasione degli ottant’anni di Sua Eminenza. Il vescovo Carlo Mazza ha rivolto ringraziamenti vivi e sentiti all’amico Maestro e nella sua omelia molto incisiva e profonda, il prelato ha definito l’antica Pieve di Condino, scelta per questa prima, “una prestigiosissima cornice, custode di arte, cultura e tradizione”. La Messa è stata concelebrata dal parroco don Luigi Mezzi, dall’indonesiano padre Apollinare e da don Antonio Sebastiani, a suo tempo decano in valle, presenti anche il diacono Giuseppe Mazzocchi e il ministro e salmista Fiorino Bagozzi. Applausi meritati e sentiti per l’esecuzione, estesi come ringraziamento al coro misto e ai solisti dei fiati, che Giorgio Bagozzi ha coinvolto scegliendoli nei paesi della val

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Una ”Missa Clisiensis” per coro e banda di Gianpaolo Capelli

Composta da Giorgio Bagozzi, è stata eseguita per la prima volta il giorno a San Rocco nella Pieve di Condino. del Chiese a dimostrazione che la sua “Missa Clisiensis” vuole essere senza barriere e confini, rivolta a tutti. Giorgio Bagozzi nasce a Trento il 30 novembre 1959. Si diploma in ragioneria e a venti anni approda alla Banca Nazionale del Lavoro. Da qui la sua vita professionale è un crescendo di incarichi sempre più prestigiosi e importanti in varie banche e in diverse località. Nel 2002 ancora giovane e al culmine della sua carriera, diventa v/ direttore generale della Cassa Centrale e, nel 2014, direttore generale della Cassa Rurale di Trento, arrivando ad avere alle sue dipendenze circa 500 impiegati. Dal marzo 2022 è in pensione. La sua passione musicale inizia ancora da giovane e sotto la guida del Cav. Leone Tarolli, allora maestro della banda San Giorgio di Castel Condino; frequenta i corsi di orientamento musicale, quindi si perfeziona in tromba e direzione bandistica con il professor Emidio Carulli e - dulcis in

fundo - diventa organista grazie agli insegnamenti del Maestro Cipriano Bertini. A 20 anni diventa il più giovane maestro di banda del Trentino, dirigendo la banda San Giorgio di Castel Condino. È sposato con Monica e hanno due figli, Paolo e Carlo. Come è nata la passione e come si è sviluppato il tuo percorso musicale? La passione per la musica l’ ho ereditata dalle famiglie di provenienza dei miei genitori; grande importanza ha avuto la figura di mio padre che fin da quando avevo 4 anni mi aggiustò una piccola pianola (con un manticino che si attivava a mano) per poi spingermi a frequentare corsi e lezioni sia di strumento (clarinetto e poi tromba), che di direzione di banda, che di organo. A 20 anni sono diventato maestro della banda San Giorgio di Castel Condino - paese di mio padre - ed a 25 anni (in contemporanea) della Banda San Giorgio

di Vigolo Vattaro - paese di mia madre. Curiosa coincidenza, vero? Poi il lavoro mi ha assorbito molto, ma è sempre rimasta la musica nel profondo del mio animo e sono sempre stato legato alla Banda ed al coro di Castello, dando tutto ciò che mi era possibile. Come ti sei avvicinato alla composizione e quale è stata la tua prima composizione? Il mio avvicinamento è stato soprattutto nel campo della musica per banda, anche se a 22 anni composi una prima messa in memoria di padre Maurizio Bagozzi di Castello, martire della resistenza e del segreto confessionale. I vari pezzi, più o meno riusciti, non li ho mai contati. Forse qualche decina? Come è nato il desiderio di comporre la “Missa Clisiensis” e dove hai trovato l’ispirazione? In tutta sincerità, non lo so! Non so definire un inizio, so che gradualmente la originale ispirazione ha preso forma, prima nell’intimo, poi nel cuore, poi nella mente, poi sulla carta. E man mano che mi venivano le ispirazioni, le elaboravo, le intimizzavo e le scrivevo. Una storia strana. Forse il mio grande amico e vescovo Carlo Mazza,

nella sua omelia, è l’unico che è riuscito a trovare una chiave di lettura profonda, suggestiva ma realistica. Non a caso la messa è intitolala alla mia valle e dedicata al Vescovo Carlo. Da quello che si è visto hai voluto riunire tutta la Val del Chiese presente con le sue espressioni musicali migliori di cori e bande. Come avete preparato banda e coristi all’evento? Devo molto alla grande disponibilità e supporto di don Luigi Mezzi e don Andrea Fava. Credo che loro abbiano compreso, condiviso e fatta propria la prima intenzione: riunire voci e suoni della “Valle del Chiese” in una unica armonia. Già: voci e suoni, perché la Missa non prevede una sola nota d’organo, ma il canto è interamente accompagnato da cinque ottoni (due trombe, un corno, un trombone ed un basso tuba), con sessanta coristi e cinque strumentisti. Quali sono le tue impressioni e sensazioni sull’esecuzione della tua messa il 16 agosto nella antica Pieve di Condino? Che dire: coinvolgente, intensa, sentita. Poi non sta a me giudicare. Va detto sicuramente che la “Missa Clisiensis”

non è proprio semplice e che in meno di tre mesi l’abbiamo imparata ed “assemblata” è un bel risultato. Non uso a caso questo termine, perché si è trattato (ripeto: in meno di tre mesi) di mettere insieme 5 strumenti, cosa a cui i cori non sono abituati, con oltre 60 coristi di diversa provenienza, estrazione, esperienza. Ti ritieni soddisfatto della esecuzione? Direi proprio di sì: proprio perché, innanzitutto, è stato raggiunto ed abbondantemente superato il primo obiettivo che era quello di unire e condividere voci, suoni e “campanili” della mia Valle di origine. Il risultato finale (cioè: ciò che conta!) è stato molto bello e gratificante. Chiudendo l’intervista è da lodare l’impegno di tutti gli esecutori, grazie alla “forte” scelta comunitaria del compositore. Per la seconda esecuzione della “Missa” bandisti e coro saranno tutti a Bagolino in occasione della S. Messa Solenne celebrata dall’Arcivescovo di Trento Lauro Tisi, in occasione dei festeggiamenti della Madonna di San Luca, il 20 settembre alle 20.30, anche questa volta diretta dall’autore.

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Territorio

SETTEMBRE 2022

Il Bim incontra il proprio territorio In queste settimane il Consorzio Bim ha organizzato una serie di incontri sull’intero territorio consortile durante i quali sono stati illustrati i bandi attivi a sostegno di iniziative in ambito energetico, agricolo/ambientale e a sostegno dei percorsi di studi universitari. Si tratta di un modo per instaurare un dialogo tra Bim e territorio, con la convinzione che attraverso questi momenti di incontro oltre a raggiungere capillarmente le persone è anche possibile confrontarsi su temi importanti e di attualità, oltre a raccogliere spunti interessanti che permetteranno in futuro di migliorare sempre più i bandi attraverso i quali il Bim interviene da anni concretamente a sostegno di temi ed iniziative. Gli incontri, organizzati con il sostengo dei Sindaci locali, sono stati aperti da un momento iniziale di confronto con l’Amministrazione comunale, seguito da un inquadramento provinciale possibile grazie alla presenza del Vicepresidente ed assessore provinciale all’urbanistica, ambiente e cooperazione Mario Tonina, che ha sottolineato, in particolare per il bando energia sostenibile, da un lato la coerenza con le direttrici provinciali in ambino energetico, dall’altro il positivo percorso di condivisione che ha visto per la prima volta in assoluto i presidenti dei quattro consorzi Bim provinciali (Sarca, Adige, Brenta e Chiese) proporre all’intero territorio provinciale uno strumento a sostegno

In alcuni incontri sono stati illustrati i bandi attivi a sostegno di iniziative in ambito energetico, agricolo/ ambientale e dei percorsi di studi universitari. concreto delle iniziative dei privati per la realizzazione di impianti fotovoltaici e di accumulo. Grazie alla presenza dell’ingegnere Silvia Debiasi e l’architetto Massimo Plazzer, funzionari della Provincia Autonoma di Trento, è stato possibile affrontare in modo chiaro ed esaustivo un tema di cui si sente spesso parlare, ma troppe volte in maniera generica e superficiale: le Comunità Energetiche rinnovabili, le CER, e soprattutto la strategia concreta che la Provincia sta mettendo in atto a sostegno della nascita e dello sviluppo di queste interessanti e preziose iniziative in tutto il territorio provinciale. Un esempio valido e virtuoso nel nostro territorio è la Comunità Energetica di Riccomassimo, costituita un anno fa (prima in trentino e tra le prime in tutta Italia) grazie al sostegno del CEdiS - Consorzio elettrico di Storo, attraverso la quale i residenti della frazione di Storo possono condividere l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici. Dopo questo inquadramento iniziale, il Presidente del Bim del Chiese Claudio Cortella ha illustrato il bando energia rinnovabile, che è rivolto ai residenti nel bacino

L'UNICA TROTA IGP D'ITALIA

del consorzio del BIM del Chiese (persone fisiche) titolari di un diritto reale o di godimento di un’unità immobiliare -residenza privata- utilizzata come prima casa sulla quale non siano stati concessi altri contributi analoghi dal BIM del Chiese negli ultimi 5 anni. Attraverso il bando si contribuisce alle spese per fotovoltaico, accumulatori (batterie) e stazioni domestiche di ricarica di veicoli elettrici, in attuazione del protocollo di intesa firmato per la prima volta da tutti e quattro i BIM provinciali, ma anche collettori solari termici, caldaie a condensazione, generatori a biomassa, pompe di calore e sistemi di ventilazione meccanica controllata, nell’ottica di una riqualificazione energetica degli edifici esistenti completa. Il contributo elargito ha un tetto massimo di 7000 euro o il 90% della spesa ammissibile, e le domande vanno consegnate entro le ore 12 del 14 ottobre attraverso il sito internet www.bimchiese.tn.it, via PEC o a mano presso gli uffici. Il Vicepresidente, Michele Poletti, ha poi esposto il bando agricoltura e paesaggio, rivolto ai residenti nel bacino del Consorzio BIM (persone fisiche con o senza partita IVA), associazioni senza scopo

di lucro e aziende di II categoria, e sostiene le iniziative volte al recupero / bonifica di terreni, valorizzazione ambientale, progetti integrati ad attività agronomiche e impianti di coltivazione. A questo bando, presente da anni, si affianca per la prima volta la possibilità di presentare domanda anche per i Consorzi di Miglioramento Fondiario per la bonifica e il recupero di appezzamenti di almeno 7.000 mq (in versante) o 10.000 mq (in fondovalle): azioni che oltre a valorizzare l’ambiente del nostro territorio, garantire sostegno alle realtà che si occupano di agricoltura, possono offrire prospettive per i giovani che sempre più di frequente trovano nell’agricoltura un’opportunità di lavoro concreta e sostenibile. Le richieste di contributo vanno presentate entro il 30 settembre di ogni anno. Ai giovani è rivolto anche l’ultimo bando attivo descritto dal Consigliere Andrea Amistadi durante le serate aperte alla po-

polazione: il bando borse di studio e premi di laurea, altro bando storico che ha superato i venti anni di esistenza, rivolto ai residenti nel bacino del Consorzio BIM del Chiese iscritti ad un corso di laurea che devono aver conseguito un numero di crediti legato all’anno di corso. In base all’indice ISEE viene stanziato un contributo da 300 a 2.000 Euro. Al termine del percorso di studio (anche triennale, se non è previsto il quinquennio), a fronte di una votazione minima di 106/110, vi è poi la possibilità di richiedere un premio di laurea che va dagli 800 al 1200 euro a seconda della durata. Le domande vanno presentate entro il 31 agosto di ogni anno. Lo scorso anno il momento di consegna di tali riconoscimenti, avvenuto presso il centro di aggregazione giovanile di Pieve di Bono, si è rivelato un interessante momento di confronto e dialogo con i laureandi e i laureati, dalla quale sono nati stimolanti spunti sul futuro della valle.

I bandi sono in continuità col passato, ma anche quest’anno sono stati aggiornati grazie al lavoro delle commissioni assembleari e all’impegno dei delegati di tutti i comuni, oltre all’impegno dei collaboratori e dei funzionari del Consorzio BIM che da quest’anno assumono anche il ruolo di RUP dei singoli bandi e con senso di responsabilità e disponibilità verso gli utenti per chiarimenti consentono di fare un ulteriore passo in avanti al rapporto tra BIM e territorio. Futuro, ambiente ed energia: tre temi ai quali da sempre il Consorzio del BIM del Chiese guarda con attenzione e concretezza, con la condivisione e il sostegno dell’Assemblea consortile, che per quest’anno ha stanziato a favore dei bandi poco meno di seicentomila euro. Il ringraziamento per questi incontri va ai Sindaci e alle amministrazioni comunali che hanno ospitato le serate e alle persone che con la loro presenza hanno dato valore fondamentale a questi momenti.

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STORO

FESTIVAL DELLA POLENTA

SAPERI E SAPORI NOSTRANI COOPERATIVA AGRI ‘90 E CENTRO STORICO DI STORO SABATO 1 E DOMENICA 2 OTTOBRE 2022 ORE 10.00

SABATO 1 OTTOBRE (Presso cooperativa Agri ‘90) Ore 10.00

Apertura degustazione e acquisto miele e formaggio di malga Presentazione libro “Cercatori d’erba. Malghe da formaggio in Trentino”

Ore 12.00

Polenta e spiedo su prenotazione con accompagnamento musicale (tel. 0465 686614)

Ore 16.00

Chiusura degustazione e acquisto

Ore 18.30

Convegno organizzato da Agri ‘90 DALLE SFIDE ALLE OPPORTUNITÀ: I NUOVI ORIZZONTI DELLA CEREAGRICOLTURA Presentazione libro sui grani antichi

DOMENICA 2 OTTOBRE (Centro storico di Storo)

DUE GIORNI DI GRANDE GASTRONOMIA

tel. +39 0465 901217 INFO/BOOKING manifestazioni@campigliodolomiti.it Madonna di Campiglio Azienda per il Turismo Spa campigliodolomiti.it

Ore 10.00

Inizio preparazione polente nelle varie piazze. Vendita prodotti tipici direttamente dagli operatori. Spaventapasseri in sagra. Saluto autorità e presentazione giuria tecnica.

Ore 12.00

Degustazione e votazione popolare delle polente in gara. Intrattenimento musicale di gruppi locali

Ore 14.00

Assaggio caldarroste

Ore 16.00

Premiazioni polente e chiusura manifestazione

COMUNE DI STORO


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Comunità delle Giudicarie

SETTEMBRE 2022

Riprenderanno lunedì 12 settembre, le lezioni scolastiche per gli oltre 4.000 studenti iscritti agli Istituti giudicariesi. Un nuovo anno scolastico che inizia con la speranza di un ritorno alla normalità dopo tre stagioni difficili a causa del Covid19. Si tornerà in classe senza mascherina e con le normali regole applicate prima dell’emergenza sanitaria, nell’auspicio di aver ormai superato la fase più critica della pandemia. Come sempre, gli alunni e gli studenti frequentanti le attività pomeridiane potranno accedere alle mense organizzate dalla Comunità; si tratta di un servizio delicato, per garantire un’alimentazione equilibrata dei ragazzi ed anche per i numeri di rilievo che caratterizzano le Giudicarie: oltre 300.000 pasti all’anno, forniti nelle 25 mense gestite dalla Comunità, per dare risposta a più di 2.900 famiglie. La novità di quest’anno è rappresentata dalla riaggiudicazione alla società cooperativa Risto 3 di Trento (gestore già da diversi anni) del servizio di ristorazione scolastica in Giudicarie per i prossimi 4 anni scolastici, prorogabili di ulteriori 2. L’Azienda ha vinto l’appalto europeo bandito dalla Comunità delle Giudicarie per un importo complessivo di € 10.824.000,00 più IVA 4%, con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che, notoriamente, attribuisce un notevole peso alla qualità del servizio proposto. Con il nuovo appalto si è cercato di migliorare ulteriormente gli standard, che comunque erano già elevati, sia per quanto riguarda la scelta dei prodotti che per le modalità di erogazione. La percentuale di alimenti biologici verrà aumentata dal 35% al 67% relativamente all’utilizzo di frutta, verdura, pasta, riso, patate, formaggio, latte, uova, pane, olio extravergine, ecc., mentre saranno oltre il 50% i prodotti IGP e DOP e il 70% quelli a basso impatto ambientale, ovvero provenienti da una distanza inferiore a 70 km (Trentino). Per quanto riguarda le carni bovine, proverranno tutte da allevamenti insediati in Trentino e saranno biologiche per il 50%, mentre per la carne di maiale il 70% dovrà provenire dal Trentino e i prodotti avicoli saranno per l’80% biologici. Il pesce sarà per il 60% di produzione trentina (trote) ed il pesce di mare proverrà per il 50% da pesca sostenibile. Con il nuovo appalto verranno inoltre implementate le azioni previste dal progetto di educazione alimentare, che si pone l’obiettivo di sostenere e promuovere stili di vita corretti mediante una sana alimentazione. La Cooperativa Risto3 si impegna a realizzare tutta le seguenti iniziative:

Mense scolastiche, nuovo appalto alla Risto 3

• organizzazione da parte di dietologi ed esperti di eventi a carattere informativo, divulgativo, educazione alimentare e alla salute, promozione della conoscenza dei prodotti alimentari locali, destinati ai ragazzi e alle loro famiglie e produzione di materiale divulgativo; • promozione dei prodotti provenienti da agricoltura sociale; • gestione ottimale degli approvvigionamenti, del ciclo rifiuti e riduzione degli sprechi alimentari; • ottimizzazione della gestione delle diete speciali; • miglioramento dell’utilizzo del personale e formazione continua; • predisposizione di un piano per l’aggiornamento delle attrezzature delle mense scolastiche. Fondamentale per riuscire a fornire un servizio di alta qualità sarà il lavoro richiesto alle 70 operatrici, tra cuoche, aiuto cuoche e inservienti della Risto 3 che da anni garantiscono impegno e massima professionalità. Il costo del pasto a carico della Comunità è fissato in Euro 4,92 + IVA per gli alunni delle Scuole elementari e medie e di Euro 6,17 + IVA per gli studenti della Formazione professionali (Enaip e Upt ). Il costo massimo per il singolo pasto a carico delle famiglie è rimasto inalterato in

4,10 euro, ridotto a seconda del calcolo dell’Icef e del numero dei figli frequentanti la mensa. A differenza degli anni scorsi, si comunica che la validità della Domanda Unica 2021 (già presentata lo scorso anno) viene prorogata fino al 31 dicembre 2022, senza bisogno di alcun adempimento per il calcolo della tariffa relativa al servizio di mensa scolastica. Devono invece recarsi presso gli enti accreditati per modificare la domanda o presentarne una nuova coloro che: - si iscrivono per la prima volta ad uno dei servizi di mensa scolastica; - passano da un Istituto Comprensivo ad una Scuola di secondo grado (“Guetti”, Upt o Enaip); - cambiano ente gestore (es. da una Comunità di Valle ad un’altra).

sione Serena di Breguzzo per gli studenti dell’Istituto Guetti che frequentano il Liceo della Montagna e sono ospitati presso quel convitto e l’Albergo Condino per gli studenti della sezione staccata di Condino dell’Enaip. Per quanto riguarda le modalità di pagamento da parte delle famiglie, dall’anno scorso l’unica modalità è rappresentata dall’utilizzo del nuovo sistema PAGOPA, che amplia le possibilità anche attraverso sistemi di pagamento digitali. Purtroppo non si potrà più utilizzare il sistema del Bancomat, ma si dovrà accedere al sito “Mensa online” o all’apposita App. Le possibilità sono due: generare un avviso di

A partire dal 1° settembre 2022, con la presentazione della dichiarazione Icef 2022 (redditi 2021) si potrà presentare la nuova Domanda Unica 2022 che avrà validità dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023. Oltre all’appalto principale gestito dalla ditta Risto 3, la Comunità affida il servizio ad altri soggetti: all’Associazione Amici dell’Asilo di Campiglio per i pasti per gli studenti del Centro scolastico di Campiglio, alla Pen-

pagamento che consente di pagare presso le banche, tabaccherie, posta e altri sportelli autorizzati, oppure pagare direttamente on-line con carte di credito o prepagate. La Comunità di Valle delle Giudicarie rimarca con convinzione la prerogativa di offrire ai ragazzi e alle famiglie una risposta di qualità, subordinata anche al rispetto di principi etici imprescindibili. La provenienza e la “tracciatura” dei prodotti finalizzata a garantirne la genuinità, e un’organizzazione performante costituiscono la base fondamentale per un servizio in linea con le esigenze della società moderna, sempre più attenta anche agli aspetti nu-

trizionali e alla conduzione di sani stili di vita. Sul sito web dell’Ente – www.comunitadellegiudicarie.it – si può accedere allo sportello “Mensa online” che permette di verificare i propri dati e di interagire con la Comunità in modo veloce ed efficiente. Sul proprio cellulare è possibile inoltre scaricare l’app “ComunicApp” e gestire tutte le operazioni di pagamento. Per ogni informazione si rendesse necessaria, l’Ufficio Istruzione della Comunità delle Giudicarie è a disposizione degli utenti ai seguenti recapiti: tel. 0465/33950912, e-mail istruzione@comu nitadellegiudicarie.it.

In collaborazione con le Apsp delle Giudicarie

Loredana Cont "VAGO OLTRE: TI RICORDI DI ME?" Venerdì 30 settembre 2022 Ore 20:30 Presso l'Auditorium Istituto di Istruzione Lorenzo Guetti via Durone, 53 - 38079 Tione di Trento Entrata libera

In collaborazione con le Apsp delle Giudicarie

Ginnastica mentale CORSO DI STIMOLAZIONE COGNITIVA

Spazio Argento e Cooperativa Assistenza propongono un CORSO DI 10 LEZIONI sia teoriche (principali patologie età anziana, la relazione con l'anziano, ecc.) che pratiche (procedure di movimentazione, laboratorio di cucina, ecc.).

CORSO ASSISTENTI FAMILIARI (BADANTI)

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Modalità:

online

Orario:

14:00-16:00

Date:

- 12, 14, 19, 21, 26, 28 settembre - 3, 5, 10, 12 ottobre

Attestato: frequenza ad almeno 80% del corso

INFORMAZIONI: Spazio Argento Giudicarie tel.: 0465 339570 email: spazioargento@comunitadellegiudicarie.it

Dott.ssa Arina Zirjakova ORE 15:00-16:30 CALENDARIO 12 LEZIONI - settembre 15 e 29; - ottobre 6, 13, 20 e 27; - novembre 3, 10, 17 e 24 ; - dicembre 1 e 15. LUOGO: Sala Sette Pievi, Comunità delle Giudicarie, Via Padre Gnesotti, 2, Tione di Trento TN

Per maggiori informazioni e iscrizioni: Spazio Argento Giudicarie tel.: 0465 339570 email: spazioargento@comunitadellegiudicarie.it Gli incontri sono riservati a persone di età uguale o superiore ai 50 anni. Si prevede un numero minimo di 6 iscritti fino ad un massimo di 12.


Territorio

SETTEMBRE 2022

È tempo di Prendiilvolo Day, l’iniziativa che La Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella riserva ogni anno ai giovani tra i 18 e i 32 anni residenti nel proprio territorio di competenza. L’evento di quest’anno si intitola “NAVIGANDO SULL’ONDA DEL SUCCESSO” e si terrà sabato 1 ottobre 2022 a Gargnano, sulla sponda bresciana del Lago di Garda. “Prendiilvolo è il nome con il quale vengono promosse le numerose iniziative che la nostra Cassa Rurale mette a disposizione dei giovani per accompagnarli nella loro crescita formativa e verso il successo lavorativo. – interviene la Presidente Monia Bonenti – Questa giornata vuole essere sicuramente un momento per conoscere i ragazzi partecipanti e per avvicinarli a La Cassa Rurale, ma soprattutto un’occasione per fornire loro spunti utili per ottenere risultati efficaci sia nella vita privata che in quella professionale.”

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Prendiilvolo day 2022 sul tema dello sviluppo personale. Obiettivo della proposta formativa è quello di supportare i giovani nel definire la loro “rotta”, o eventualmente, a tracciarne una nuova. Per partecipare è necessario iscriversi entro il 26/09/2022 compilan-

do il form disponibile sul sito www. prendiilvolo.it. I posti disponibili sono 100 e la partecipazione è gratuita: in caso di richieste superiori ai posti disponibili sarà data priorità ai soci e ai clienti de La Cassa Rurale.

Per maggiori informazioni o chiarimenti è possibile contattare l’Ufficio Relazioni de La Cassa Rurale all’indirizzo relazioni@lacassarurale. it oppure ai numeri 0465 896510 – 0465 896511.

In programma per il Prendiilvolo Day 2022 un’uscita in barca a vela a piccoli gruppi grazie alla quale i partecipanti avranno l’opportunità di navigare sulle acque lacustri imparando a condurre, con la supervisione di uno skipper professionista, un’imbarcazione di 9 metri. L’attività velica in team richiede l’impegno di tutti i presenti a bordo per destreggiarsi tra le correnti d’acqua e domare il vento, fronteggiando tempistiche stringenti e difficoltà impreviste, ed è una palestra ideale per sviluppare e migliorare le competenze personali ed organizzative dei partecipanti. I giovani saranno infatti parallelamente coinvolti in un’attività di orientamento e sviluppo della leadership ispirata alle “7 habits of highly effective people” di Frankley Covey, il più conosciuto formatore

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MARTINELLI Un patrimonio famigliare di legno


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Arte

SETTEMBRE 2022

La neo figurazione organica di Willy Verginer

Dopo aver suscitato particolare interesse estetico, emozionale ed intellettuale, si è conclusa (domenica 28 agosto) la personale di scultura contemporanea “Il Giardino perduto” di Willy Verginer, la ‘site-specific installation’ ideata, curata e voluta con indiscutibile qualità dalla critica d’arte Roberta Bonazza, originaria di Breguzzo, ed alla quale ha restituito un significativo contributo di pensiero e di azione l’artista Vigilio Bonenti di Bondo. L’Amministrazione Comunale di Sella Giudicarie, ospitando la prestigiosa e inedita collezione di Verginer, (di Ortisei) ancora una volta ha reso esplicita la precisa volontà di attribuire importanza ad un luogo come la Chiesa di S. Barnaba (già inserita nella Galassia MART) e lodevolmente valorizzato il tema dei linguaggi internazionali dell’arte sul territorio delle Valli Giudicarie. Manifestamente estatica, ancora prima che estetica, l’opera di Willy Verginer si pone come materia della mutazione, considerando la Natura non più come forma data ma, semmai, esclusiva sorgente di stimoli alla quale si attribuiscono vibrazioni materiali e immateriali che l’artista interpreta, definisce, comunica. Una Natura percepita con i sensi, codificata con l’intelletto, mutata con l’agire, dove l’orientamento artistico intenzionale e predeterminato pare accompagnarsi a contenuti storici, etici e ideologici, nella consapevolezza che ad assistere questa arte di invenzione, sia necessaria una attribuzione educativa capace di elevare la coscienza dell’umano. Si tratta di un dovere assoluto, nella rivalutazione di un’estasi del “Neoclassico interpretato” che dispone certamente per una specifica singolarità e solitudine dell’artista, ma che tuttavia attraverso la traduzione dei messaggi, sì affranca nel tentativo di raggiungere gli occhi e la mente di ogni osservatore attrezzato di istinti di curiosità. Troviamo una lucente densità ossea nella “historia romanza” di Verginer, dove la Natura incombente istruisce non solamente

di Alessandro Togni

La mostra “Il Giardino perduto” nella Chiesa di S. Barnaba a Bondo. sugli accadimenti già verificatisi, ma teorizza per soluzioni alle quali si affidano attuali e futuri ideali morali, in aggiunta a persistenti pensieri che, come messaggeri, approntano visioni e suggestioni logiche attraverso i codici dell’inferenza. Tutto, nel silenzio assorto oltre le dissonanze di un tempo presente costellato di distorsioni percettive della realtà. È una scultura nella quale si condensano le stilistiche raffinate e precise del realismo, ma dove anche si definiscono modellazioni scheggiate di vaga estrazione espressionista, dove alla fissità delle pose in ordine ad una qualifica

le si mescolano brividi di trasfigurazione, in virtù della versione soggettiva e connotativa che l’autore imprime alle personalissime scelte di sublimazione tecnica. La prassi diviene quindi attualizzazione di un atto poetico individuale dove l’artista si afferma come visionario per eccellenza, nel tentativo riuscito di un distacco dalla serialità dell’oggi, per una pratica che assorba manualità e desiderio di espressione, per il ritrovamento dell’Essere disposto a dialogare dentro i campi associativi dell’intuizione e per definirsi all’interno di un sistema di relazioni plurali. Sì, an-

Fotografia di Egon Dejori

Fotografia di Vigilio Bonenti come di statuaria nordica, si contrappongono le psichedeliche misure mentali in esplorazione di territori dell’immaginazione, quasi si trattasse di dare forma e rappresentazione ad un presente pervaso di alte dimensioni posto dentro scenari di paesaggi superiori. Una pratica manuale sorvegliata quella di Verginer, una pragmatica del visibile in assenza di sentimenti di melodramma, nella qua-

che attraverso ipotetiche condizioni di equilibrio di animali sospesi e rialzati da candelabri del rituale, in una struggente quanto fantastica rivoluzione delle leggi della fisica. Si presuppone e si riconosce quindi, in origine del concetto strutturale di Willy Verginer e prima della effettiva realizzazione materiale dell’opera, quale sia l’intento nemmeno troppo velato di rendere discipli-

na ad una manifestazione comunicativa dove emerge il carattere epistemologico e dove la Natura terrena viene istituita in rappresentazione di sintesi, in vece dell’intero universo osservabile. I racconti brevi, le istantanee di figure animali, il loro divenire morfologico e teatrale, sono “lifeforms”, scritture tattili di una “neo figurazione organica” alla quale vengono at-

tribuiti caratteri di retorica illuminista. Ad aggiungersi, le collimanti fantasie Pop Art, che mediante vistose colorazioni giustapposte nella pulsione quasi fluorescente in stile “Postmodern”, diventano finestre di rapporto per le applicazioni astratte della geometria descrittiva inventata da Gaspard Monge. Il colore definisce i confini del luogo della tridimen-

sione: le sezioni verticali favoriscono immaginarie presenze di trasparenti piani, membrane a margine di frontiere del tempo e della fantasia; le cromie orizzontali sollecitano impressioni di una misteriosa materia liquida che, pure sedimentata soltanto nella memoria, rilascia traccia evidente sui corpi, come dopo una immersione. La forma organica quindi si rivela non dentro uno spazio plausibile di contingenza materiale, ma in momenti di transito internamente al quadriedro delle proiezioni, al pari di una trasposizione scenografica di origine scientifica. L’arte in questo caso, pure nella tensione creativa certamente rivendicata dall’artista, diviene “analogo della ragione” per una compiutezza dialettica dove, informazione e significazione muovono per una formalistica dai tratti ultra sensazionali. Tutto diventa verifica dello spazio e la materia del legno trasformata dalle sovrapposizioni argentee d’astronave, fucsia di rosa deposta, verde della primavera nascente, o nero nell’assenza di luce, pare disporsi in relazioni atipiche, attorniandosi di un vuoto cosmico, reso metafisicamente ancora più sorprendente per l’incidenza aurata dell’unica navata della Chiesa di S. Barnaba. Un linguaggio che lascia emergere le facoltà della “mimesis” classico-rinascimentale anche se le descrizioni sono primariamente dedicate alla realtà del tempo presente, in parte anche alla barbarie della modernità. L’Uomo appare quindi come entità psicofisica invasa dagli strumenti della tecnologia, macchine in grado di trasferire artificialmente e ordinatamente messaggi istantanei ma, purtroppo, anche di elevare smarrimento, alienazione e disordine. Willy Verginer, “di rigori armato”, allontanandosi dal fervore panico di una quotidianità ormai ribollente di cellule del caos, sembra indirizzare la sua ricerca verso gli approdi del ritorno, elaborando la materia al fine di produrre oggetti unici, trascurando la virtualità e comunicando l’amore per tutte le forme di vita.


Attualità

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Alberto Simoni analizza le divisioni dell’Europa

Un interessante confronto organizzato in una serata d’estate dalle associazioni “TananaiT” e “Le Ombrie” di Montagne per parlare dell’ultimo libro di Alberto Simoni, inviato de “La Stampa” a Washington, originario del piccolo centro giudicariese. A presentare l’autore ed animare la serata, molto partecipata, il giornalista Paolo Ghezzi, già direttore dell’Adige, che frequenta Montagne nel periodo estivo. Un tema, quello dell’unità dell’Europa, sempre più delicato, nel momento in cui il nostro continente si confronta con le altre potenze mondiali e le tensioni con la Russia raggiungono punti estremamente pericolosi. Lo spunto dal quale è nato il libro “I ribelli d’Europa - Viaggio nelle democrazie illiberali da Visegrád all’Ucraina” pubblicato da Paesi Edizioni, è l’intervista a Viktor Orbàn, Primo Ministro ungherese, che Alberto Simoni ha avuto l’opportunità di fare per il suo giornale. Un’intervista preceduta da un lungo incontro nel quale Simoni è riuscito ad instaurare un rapporto cordiale con Orbàn che gli ha consentito di percepire le profonde ragioni del suo atteggiamento nei confronti delle politiche europee, una “spina nel fianco” per le istituzioni di Bruxelles. C’è un posto nel cuore della Mitteleuropa che negli ultimi anni si è trovato al centro delle vicende politiche del Vecchio Continente, un luogo simbolico dove la storia si intreccia oggi più che mai con l’attualità. Si chiama Visegrád. Da qui è partita la linea dura di Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia contro Bruxelles. Temi: i migranti, il braccio di ferro sulla giustizia e lo stato di diritto, sino allo scontro sul budget e i fondi europei del piano di ripresa dal Covid. E oggi la guerra tra Russia e Ucraina e le sanzioni contro Putin. Il premier ungherese Viktor Orbán guida il fronte di questi quattro Paesi che vogliono cambiare l’Ue, limitandone il raggio d’azione per custodire la sacralità della sovranità nazionale. La loro politica «ribelle» contagia e infiamma già minoranze rumorose nel resto d’Europa, che al tribuno ungherese e alla fierezza

ALBERTO SIMONI - CHI È

di Enzo Ballardini

L’ultimo libro dell’inviato de La Stampa, di origini montagnole, si intitola: “I ribelli d’Europa - Viaggio nelle democrazie illiberali da Visegrád all’Ucraina”. identitaria polacca guardano con ammirazione. L’attualità di questo libro si intreccia con la politica italiana, alla vigilia delle elezioni del 25 settembre, per le quali parte con il favore dei sondaggi Giorgia Meloni leader di Fratelli d’Italia che per molti aspetti si richiama a queste tematiche, a partire dagli slogan “Dio, patria, famiglia”. Simoni invita l’Europa a cercare di capire le posizioni di questi Stati e non limitarsi semplicemente a combatterle e denigrarle, perché altrimenti il rischio è quello di una frattura sempre più profonda dell’Europa. Secondo Orbàn spingere con forza su politiche di apertura all’immigrazione incontrollata e di ultra garanzie per le libertà civili da parte di Bruxelles avrà come conseguenza una maggiore divisione in Europa con prospettive incerte per tutto il continente. Qui l’invito di Simoni a tutta la politica europea a trovare quei compromessi e quelle mediazioni indispensabili per tenere uniti gli Stati europei in un futuro dove la contrapposizione tra le superpotenze sarà sempre più forte e l’esigenza di unità vitale per i nostri destini. La serata con Alberto Simoni si è arricchita dal confronto con il pubblico e l’attenzione si è allargata all’attuale incarico di corrispondente dagli USA. Da come viene valutata la situazione politica italiana da parte americana, alle prospettive del voto americano di medio termine e delle volontà di rivincita di Trump alle prossime elezioni, alla guerra tra Russia e Ucraina. Tematiche di strettissima attualità che Alberto Simoni ha illustrato dalla sua posizione privilegiata di corrispondente a stretto contatto con politici ed imprenditori americani. “Stabile instabilità” questo gioco di parole per Simoni sarà la prospettiva per i prossimi anni a livello internazionale, un’instabilità gestibile dove prevarranno le ragioni economiche

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del commercio internazionale che limiteranno le guerre dirette tra le superpotenze. Ed infine una constatazione: l’Europa non è, e lo sarà sempre di meno in futuro, al centro del mondo con un prodotto interno loro che è attualmente meno del 30% di quello del G7 e del 20% di quello mondiale.

Alberto Simoni è nato a Tione (TN) nel 1973. Laureato in filosofia, è giornalista professionista dal 2002. Dal 2000 al 2010 ha lavorato alla redazione esteri del quotidiano cattolico Avvenire per il quale ha seguito principalmente la politica americana, estera e interna. Dal 2010 ha assunto il ruolo di Caporedattore esteri del giornale “La Stampa” e dal 2021 è corrispondente per lo stesso giornale da Washington. Ha scritto numerosi libri, fra l’altro “George W. Bush e i falchi della democrazia” (Falzea, 2004) un libro sul pensiero dei neoconservatori, e “Cambio di Rotta” (Lindau, 2007), un resoconto sulla dottrina Bush e la crisi della supremazia Usa. Nel settembre 2008 ha pubblicato con John Samples, “La corsa più lunga” (Lindau), una guida ragionata delle presidenziali Usa.

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Parlando giudicariese

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Giudicarie inceppate.Una carenza di capillare informazione di Mario Antolini Musón

“La periferia è ancora abbandonata dalla comunicazione. Le Giudicarie in campo informativo risultano dimenticate e non debitamente servite”. Durante i miei 70 anni di “corrispondente” dalle Giudicarie per numerose testate informative mi sono trovato spesso a dover lottare a fondo per reclamare una maggiore organizzazione locale in favore di una “tempestiva, capillare e adeguata informazione”. Ormai giunto ai già compiuti 102 anni, cioè alla fine dei miei giorni, devo amaramente constatare che è stata una battaglia persa. Infatti, a tutt’oggi - settembre del 2022 - non esistono tuttora dei corrispondenti organizzati e capillarmente distribuiti su tutto il territorio, ed ai pochissimi che ci sono (da puri volontari temporanei) non è loro concesso un apparato organizzativo che assicuri il dovuto rispetto e spazio in sede redazionale nonché una adeguata e sicura remunerazione. Rimangono dei “liberi battitori” e non sempre debitamente ascoltati e soddisfatti nelle loro richieste. La “periferia” è ancora terra abbandonata a se stessa e non presa nella debita considerazione. Mi sono battuto, inoltre, perché fossero inviati, almeno saltuariamente, dei giornalisti qualificati per stendere e far pubblicare dei servizi appropriati sulle problematiche giudicariesi di stretta attualità e importanza, ma non sono mai stato accontentato. Cosicché le Giudicarie, in campo informativo, risultano dimenticate e non debitamente servite. Ma anche da parte giudicariese non ci si è mai interessati a fondo nel prevedere strutture idonee all’informazione moderna e per avere dei qualificati “addetti stampa” cui affidare i delicati settori dell’informazione comprensoriale. Ci si è curati, saltuariamente e limitatamente, ad avere del personale responsabile dell’informazione a livello settoriale (Apt Campì-

glio-Pinzòlo, Parco Adamello-Brenta e Terme di Comàno) ma non in maniera razionale, capillare approfondita e continua. I vari enti pubblici e privati, e le stesse associazioni di attivo volontariato, non sanno fare il debito uso delle “veline”: ossia di quegli scritti da passare ai corrispondenti o alle testate spiegando adeguatamente ciò che si sta facendo, o ciò che ci sarebbe da fare, o che è stato fatto. I corrispondenti e le testate non sono delle enciclopedie e non possono conoscere tutto; quindi vanno debitamente e tempestivamente informate dalla base; ma in Giudicarie è proprio questo un settore che è sempre venuto a mancare e manca tuttora, e se ne paga l’assenza. Io stesso, dal 1947 ad oggi, ho dovuto fare molta fatica a rimanere debitamente informato, poiché in nessun campo, pubblico e privato e perfino in quello ecclesiastico, soltanto raramente ho travato la debita collaborazione informativa. Ovviamente non posso incolpare nessuno di questa evidente “lacuna”; non posso che constatarne e sottolinearne l’assenza che si ripercuote negativamente sull’impostazione della debita informazione sia a livello sociale, pubblico e privato e nel volontariato, che lavorativo a livello delle singole comunità. L’evidente isolamento e la pochissima conoscenza che si ha delle Giudicarie all’esterno sono motivati, appunto, dalla mancanza di una debita struttura informativa per riuscire a far conoscere la nostra presenza e il nostro operato con tutte le problematiche tuttora aperte nei settori essenziali. Lascio l’argomento aperto e in mano a chi ne volesse, per caso, interessarsene, augurandomi che se ne prenda conoscenza

e coscienza e, magari, anche provvedendo in merito. Di più non mi è dato di fare; quello che mi sentivo di dover testimoniare l’ho scritto e riscritto e qui lo stendo per l’ultima volta. Fino ad oggi, né dalle Giudicarie e né dalle sedi delle Redazioni mi è giunta risposta; nessuno ha mai preso in considerazione l’argomento. Secondo me occorrerebbe provvedere, ma non sta a me decidere in merito; sentivo solo il dovere di testimoniare in serenità e non in spirito critico e polemico. Soltanto una semplice constatazione di una situazione che, ne sono convinto, debba e possa essere presa nella debita considerazione. * Mi permetto aggiungere, che uno dei settori più trascurati è certamente l’aggiornamento della cronaca locale; ossia viene a mancare la capillare segnalazione, in maniera tempestiva ed adeguata, di tutti gli eventi e di tutte le manifestazioni che in Giudicarie risultano numerose e di notevole importanza; se ne viene a conoscenza o in ritardo o addirittura non se ne viene a conoscenza di tutte, anche delle più importanti. Concretamente, per esempio, faccio cenno a due specifici fatti del mese scorso che sono passati quasi inosservati, mentre avrebbero meritato ben altro risalto nel settore informativo perché del tutto dovuto.

Specificatamente, mi riferisco all’inattesa scomparsa a Pinzolo di Luciano Imperadori: una suggestiva personalità che ha dato al Trentino, e pure alle Giudicarie, il suo valido contributo organizzativo e culturale. Giunto dalla Lombardia per offrire il suo apporto organizzativo in campo sindacale e cooperativo, aveva saputo dedicarsi con capacità ed entusiasmo nei compiti a lui affidati, ottenendo risultati ottimali e lasciando pure testimonianze editoriali di alto rilievo. Di quanto da lui operato in tanti anni nelle sedi di Bolzano e di Trento, se ne è succintamente parlato in un solo articolo sul quotidiano di Trento, mentre mi sarebbe piaciuto ricordarne la sua presenza in Giudicarie per avendo Egli scelto la Rendena come sede di residenza nei suoi anni da pensionato, facendo sentire la sua presenza e il suo impegno sociale soprattutto dedicandosi alla conoscenza ed alla valorizzazione delle tracce dei Carolingi lasciate a Santo Stefano di Carisolo e in tutta la Rendena. Persona generosa e disponibile ha offerto la sua disponibilità in molteplici occasioni, mettendo a disposizione la sua cultura, la sua capacità di parola, quel suo saper fare le cose come vanno fatte. Un uomo venuto da fuori, ma che si è immedesimato nel nostro territorio giudicariese come fosse il suo e rendendosi capace anche di farlo conoscere attra-

verso ciò che di storico e di bello viene conservato nelle nostre vallate. Personalmente lo ho avuto come un carissimo amico, ma soprattutto ho avuto modo di collaborare con lui nel settore della cooperazione e dell’editoria potendo ricevere aiuto sostanziale e quel sostegno/ incoraggiamento di cui tutti si ha estremo bisogno, specie nei momenti dell’impegno e delle sempre presenti difficoltà. Certamente il ricordo di Lui e del suo operato continueranno a lasciare tracce e orme nel nostro procedere anche secondo i tracciati che lui intravedeva pure per le nostre popolazioni valligiane e per il nostro territorio. Sapeva vedere il domani ed era impegnato per il domani collaborando con la nostra gente e per la nostra gente. Mi auguro che lo si sappia sentire con noi e per noi ancora per molto. * Altro evento non debitamente fatto conoscere attraverso le cronache è stato l’eccezionale e fuori dal comune appuntamento culturale in San Barnaba a Bondo: un punto focale di riferimento rimasto a disposizione del pubblico dal 15 luglio al 28 agosto senza un debito e vasto richiamo informativo. Si è trattato della seconda parte della trilogia dedicata a Dante che ha visto l’anno scorso trattare il tema dell’”Inferno”, mentre quest’anno ci si è dedicati al tema del “Purgatorio” e l’anno prossimo lo si farà per quello del “Paradiso”. L’eccezionalità di quella che si è definita “mostra” era insita nel fatto che, per la prima volta, non si era dovuti ricorrere a portare in San Barnaba qualcosa di già predisposto e soltanto da mostrare temporaneamente al pubblico, ma tutto ciò che i visitatori si sono trovati dinanzi agli occhi estasiati e meravigliati è stato appositamente creato ed eseguito in brevissimi mesi dall’affermato artista e scultore altoatesino Willy Verginer, il quale ha interpretato l’idea di “Paradiso perduto” attra-

verso sculture eterogenee ed inusuali di animali e di simbologie che interpretano un Creato in affanno e in via del pericolo di estinzione. Una simbologia del tutto inattesa ed impensabile, che ha lasciato attoniti e perplessi i visitatori, non certo abituati a strutture artistiche del tutto nuove ed impensabili, ma quanto mai eloquenti e suggestive. Una mostra che non è stata, anche se suggestiva, una normale e semplice esposizione di materiale qui trasportato da altre sedi e da gustare visivamente, ma che trova in una denominazione inglese la sua essenzialità: site specific, ossia qualcosa di specificatamente voluto e deliberatamente ed appositivamente creato. Si può e si deve dire che si è trattato di un percorso del tutto inusuale attraverso l’ideazione di un “paradiso momentaneamente perduto” rappresentato alla sommità di sette balze che rappresentano il Purgatorio dantesco, e che sembra attuarsi e sciogliersi nel “giardino dell’eden”, ossia il paradiso terrestre da cui le anime purganti usciranno con certezza per definitivamente trovarsi nel Paradiso dell’eternità. Un’idea di un “percorso” che i visitatori sono stati invitati a fare, trovando segnati i tratti di avvicinamento e scoprendo proprio sugli altari, in particolare sull’altare maggiore, la centralità del messaggio che ha il sapore della modernità ma con chiaro richiamo all’uomo portato a rinserrarsi in se stesso ed a riflettere sulla Natura che va salvaguarda nella sua essenzialità perché ormai in balìa di un’umanità distratta e distruttiva. Una mostra che è diventata raccoglimento e riflessione. L’ideatrice dell’iniziativa e la curatrice dell’allestimento è stata Roberta Bonazza, che ha trovato un valido collaboratore in Vigilio Bonenti. Evidente e immancabile il successo dell’iniziativa ed, ancora una volta, gli spazi dell’antica chiesa di San Barnaba di Bondo sono diventati un punto centrale di riferimento culturale a livello universale.


Azienda sanitaria

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Rimborsi visite specialistiche: misura prorogata fino a fine anno È stata prorogata fino al 31 dicembre 2022 la possibilità, per i residenti in Trentino e iscritti al Servizio sanitario provinciale, di richiedere all’Azienda provinciale per i servizi sanitari un concorso spese per le visite specialistiche effettuate in regime privatistico. Vengono rimborsate solo le prestazioni specialistiche di professionisti o strutture private con i maggiori volumi di liste di attesa: dermatologia, cardiologia, otorinolaringoiatria, oculistica, pneumologia e neurologia. Per richiedere il rimborso – entro

90 giorni dalla fruizione della prestazione – è necessaria la prescrizione del Servizio sanitario nazionale. Sono escluse le visite fruite in libera professione nelle strutture del Servizio sanitario nazionale. Il modulo per fare la domanda e l’elenco dettagliato delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per le quali è possibile chiedere una compartecipazione alla spesa (con la misura massima di rimborso) sono disponibili sul sito di Apss a questo link: https://bit. ly/3xfbVBu.

La domanda deve essere presentata da chi ha fruito della prestazione e a cui deve essere intestato il documento fiscale; fanno eccezione i casi di rappresentanza legale (minori, interdetti, inabilitati, soggetti con amministratore di sostegno) previsti dall’ordinamento giuridico. La domanda di rimborso va presentata entro 90 giorni dalla data di fruizione della prestazione al Servizio amministrazione territoriale all’indirizzo mail: rimborsosp ecialistica@apss.tn.it Nell’oggetto della mail devono essere indicati

cognome, nome e data di nascita del fruitore della prestazione e allegati in formato digitale (scansione o immagine): • modello di domanda compilato e sottoscritto dal richiedente • documento di identità del richiedente • promemoria della prescrizione dematerializzata o ricetta SSN del fruitore della prestazione • documentazione fiscale intestata al fruitore indicante la prestazione e la data di fruizione • quietanza di pagamento

Vaccinazioni Covid-19: le aperture di settembre Per accedere alla vaccinazione Covid-19, come sempre, è consigliata la prenotazione al CUP online per evitare attese e agevolare il lavoro del centro vaccinale. Sarà comunque sempre possibile presentarsi senza appuntamento. Gli orari di apertura possono subire variazioni in base alle prenotazioni. Vaccinazioni adulti 01/09

9:00 - 12:00 /13:00 - 15:30

08/09

09:00 - 12:00

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09:00 - 12:00

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09:00 - 12:00

Laurea magistrale in scienze Incontinenza urinaria maschile: infermieristiche e ostetriche: arriva lo sfi ntere artifi ciale iscrizioni fino al 16 settembre C’è tempo fino al 16 settembre per iscriversi al nuovo corso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche che sarà attivato a Trento per l’anno accademico 2022-2023 in collaborazione con l’Università degli studi di Verona. Il test di ammissione si terrà a Trento il 28 settembre. Il nuovo corso biennale post lauream, con indirizzo in cure primarie infermieristica e ostetricia di famiglia, è rivolto a chi è già in possesso della laurea o del diploma universitario abilitante alle professioni di infermiere, infermiere pediatrico, ostetrica o di altro titolo equipollente. Il corso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche è un percorso formativo innovativo che guarda al futuro sulla traccia di quanto previsto dal PNRR, ponendo l’accento sulla ricostituzione e implementazione della medicina territoriale. Home care, case di comunità, ospedali di comunità e servizi di coordinamento diventano assi su cui poggia la nuova medicina territoriale; obiettivi di presa in carico in-

terprofessionale e trasversale tra ospedale e territorio. Infermieri e ostetriche sono garanti della continuità assistenziale tra ospedale e territorio e tra i servizi e le strutture territoriali, in risposta ai bisogni assistenziali, sanitari e socio-sanitari delle persone, famiglie e comunità assistite. Il percorso di studi prevede lo sviluppo di competenze clinico-assistenziali, di ricerca, formative e di management. Rispetto alle competenze clinico-assistenziali l’obiettivo del corso di laurea è formare professionisti sanitari in grado di svolgere attività d’eccellenza in ambito clinico e assistenziale con competenze di tipo preventivo, educativo, clinico, riabilitativo e palliativo. Il corso mira inoltre a sviluppare competenze per la gestione di problemi di salute complessi, per riconoscere e cercare di mobilitare risorse per la promozione della salute e del selfmanagement delle malattie croniche, oltre a quelle per il governo di percorsi di presa in carico della persona, della famiglia e della comunità.

Nel percorso formativo si approfondiranno inoltre i temi legati all’innovazione tecnologica al servizio dei pazienti e gli strumenti in grado di permettere un contatto continuo di valutazione e gestione degli assistiti. Verranno sviluppate competenze di lettura e analisi dei contesti organizzativi territoriali, leadership professionale e sviluppo nei team, elaborazione di strumenti di integrazione organizzativa e valutazione della qualità delle prestazioni. I laureati magistrali in Scienze infermieristiche e ostetriche a indirizzo in cure primarie infermieristica e ostetricia di famiglia saranno figure strategiche come leader e consulenti nei team, con elevata autonomia operativa e responsabilità. Questi laureati potranno assumere incarichi di coordinamento e dirigenziali gestionali o di alta specializzazione all’interno di team e servizi. Il bando con tutte le informazioni e i requisiti per la partecipazione è disponibile sul sito dell’Università di Verona: https://bit. ly/3QuzwnM.

Un nuovo meccanismo capace di ridare dignità al paziente e incidere in maniera importante anche sul fronte del contenimento della spesa sanitaria. All’ospedale di Rovereto si è sperimentata per la prima volta in Trentino un nuova tecnica chirurgica per l’incontinenza urinaria maschile: il posizionamento di uno sfintere artificiale – un meccanismo che consente al paziente di gestire la propria minzione – permette di risolvere il problema dell’incontinenza. L’apparecchio è composto da un sistema idraulico che prevede un «rubinetto» inserito intorno all’uretra, che viene «comandato» da un meccanismo inserito nello scroto. Il ricovero ospedaliero è molto breve, una notte ed un giorno dopo l’intervento, e la convalescenza non è molto lunga. Dopo l’intervento chirurgico il paziente viene addestrato alla gestione del nuovo dispositivo ed è in grado di gestire autonomamente il meccanismo e non avere più perdite di urina. L’incontinenza urinaria rappresenta oggi un importante problema sia in termini sociali (riduzione della socialità e delle relazioni interpersonali) sia economico-sanitari. Si calcola che la spesa globale del Sistema sanitario nazionale per la gestione di tale problematica si aggiri intorno ai tre miliardi di euro all’anno. Oltre alle spese dirette per gli ausili (pannolini) e le visite mediche si deve considerare l’elevato impatto che l’incontinenza ha sui pazienti: senso di vergogna, difficoltà nelle relazioni sociali con conseguente isolamento. Sebbene tale problematica sia molto più frequente nel sesso

femminile, l’impatto nell’uomo è davvero invalidante. Nell’uomo l’incontinenza urinaria rappresenta una complicanza della chirurgia demolitiva per problematiche oncologiche della prostata, anche se le nuove tecnologie e i nuovi approcci riabilitativi hanno ridotto notevolmente questa complicanza. La frequenza dell’incontinenza urinaria nel maschio può essere calcolata intorno al 5%. Si può calcolare, quindi, che circa 12.500 maschi Trentini ne soffrano, a vari livelli di gravità. Sono molti i farmaci a disposizione per cercare di ridurre l’incontinenza e migliorare la qualità di vita, ma in alcuni casi bisogna ricorrere alla chirurgia. «Questa nuova frontiera della chirurgia urologica – spiega il direttore f.f. dell’Unità operativa multizonale di Urologia Tommaso Cai – va ad ampliare l’offerta terapeutica per i nostri pazienti, collocando la nostra azienda sanitaria tra le più all’avanguardia nel panorama nazionale per la gestione di tali patologie». «Questa nuova attività chirurgica – afferma il direttore dell’U.o. di Chirurgia generale di Cavalese Luigi Pellecchia – si inserisce in un progetto aziendale su cui stiamo lavorando per la creazione di un Centro di coordinamento di riferimento per la gestione dell’incontinenza urinaria e fecale». «Infatti – riprende Cai – la gestione di questi pazienti, come della maggior parte dei pazienti affetti da patologie urologiche, deve essere multidisciplinare (il paziente viene valutato da più specialisti che discutono insieme sulla migliore strategia terapeutica), se vogliamo offrire al paziente una qualità di cura eccellente».


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Tutti giù per terra

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Tutti giù per terra

Venghino elettori venghino! La propaganda elettorale è tornata a riempirsi delle stesse promesse incompiute sbandierate lustri e lustri fa. Cari politici politicanti, se il vostro vocabolario ignora termini come capacità e coerenza, almeno un po’ di fantasia sù… Un breve inventario dei proclami sentiti finora: pensione minima a mille euro, reddito alle casalinghe, abolizione della Fornero (ancora tu?), stop agli immigrati, ius soli, ius scholae, flat tax. Mancano giusto le dentiere gratis e il ponte sullo Stretto. Quest’ultimo è stato rimpiazzato (si mormora) dall’impegno berlusconiano di voler dotare il Paese di un’altra imprescindibile infrastruttura capace di generare sviluppo e occupazione: il nuovo stadio del Monza. I professionisti della politica conoscono bene il Primo Comandamento Acchiappavoti: se vuoi parlare alla pancia del paese assicurati che sia vuota. E le pance degli italiani lo sono eccome, naturale conseguenza di salvadanai prosciugati e di portafogli rinsecchiti da cotanta inflazione come non si vedeva da trent’anni. Visto il caro carburanti, Ryanair ha annunciato la fine dell’era dei voli a 10 euro. Pazienza, viaggeremo in monopattino,

evitando turbolenze e vendite di Gratta e Vinci in tre lingue diverse. La famosa ‘arte d’arrangiarci’, un tempo prerogativa tutta meridionale, ha risalito lo Stivale e varcato la Padania, diventando fitness quotidiano per la stragrande maggioranza degli italiani. A Venezia, per eliminare la spesa del vaporetto, qualcuno ha pensato bene di spostarsi da un sestiere all’altro facendo surf sul Canal Grande. Se le pance sono vuote, le palle sono piene. E piene anche le teste degli italiani, pensanti e performanti in fatto di giudizio e memoria. Le giravolte politiche, per esempio, proprio non le sopportiamo. Fanno uscir di matto e di matti in giro francamente se ne vedono già tanti, in ogni angolo della città, al parco giochi e al supermercato, negli uffici pubblici e nel parcheggio sotto casa. Ecco spiegato il perché del bonus psicologo. Della purezza primigenia del Movimento 5Stelle, dei loro proponimenti e dello spirito rivoluzionario è rimasto ben poco. ‘Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno!’, tuonavano rima di occupare gli scranni del potere. Ma nella scatoletta ci sono finiti anche loro scoprendo che il tonno, invero, è cosa molto molto buona.

Ne è seguita una lunga scia di contraddizioni, scissioni interne e roboanti dietrofront su principi all’origine branditi come inderogabili. Basti pensare alle triple capriole carpiate su vari temi: dalle dimissioni in caso di avviso di garanzia al divieto di alleanze, dalle dirette streaming (poi abolite) alla questione Euro, dall’Ilva alla Tap, per citarne solo alcune. Anche la piattaforma Rousseau col tempo si è sgasata come Coca Cola.

di Massimo Ceccherini Podio

Oggi più che altro viene confusa con il nome di un cocktail: ‘per me un Rousseau per favore, senza ghiaccio e con poche fragole’. Non solo giravolte ideologiche ma anche cambi di casacca. Durante la XVIII legislatura, quella in corso, ammontano a 415. Un numero molto alto che si avvicina a quello record della legislatura precedente (circa 600). Da Destra a Sinistra e viceversa, il ‘trasformismo’ in politica ha

storia pluricentenaria che risale al Regno d’Italia (il precursore fu l’allora Capo del Governo Depretis, nell’Anno Domini 1882). Quindi perché sorprenderci e indignarci? Anzi, la pratica disinvolta del cambiare opinione e schieramento per esigenze tipicamente opportunistiche è cosa sempre esistita, anche al di fuori della sfera politica. Ci si ‘trasforma’ ovunque e con chiunque, in campo sociale e relazionale. Oltre l’asticella delle gi-

ravolte ci sono le vere e proprie metamorfosi, talmente fantastiche da far indivia a quelle letterarie di Ovidio e Kafka. Cosa dire degli ultimi Gregor Samsa di Montecitorio e Palazzo Madama? Il dinamico duo Renzi – Calenda, entrambi in piena transizione mediatica-esistenziale, dopo anni passati a insultarsi come manco nelle peggiori battaglie freestyle tra rapper, pare abbiano finalmente trovato il loro Centro di Gravità Demente. “La politica di quello mi fa orrore!”, “Non farò mai un’alleanza con quell’altro, l’ho ripetuto seimila volte!‘’. Appunto. Oggi condividono programma, simbolo, lista, faccia di bronzo. E la stessa voglia di sopravvivenza. Liste minori, che poi sono il lato divertente di ogni tornata elettorale. C’è Il partito di Adriano Panzironi, il guru capellone della dieta della longevità, con simbolo una ghigliottina francese. E ci sono la nostalgia storica del ‘Sacro Romano Impero’, il romantico ‘Movimento dei Poeti d’Azione’ e il creativo ‘Partito della Follia’. Poca cosa rispetto agli anni ruggenti della politica trash. Quella delle onorevoli Cicciolina e Moana Pozzi, del dito medio di Bossi e delle esuberanze cafonesche di Antonio Razzi. Il bunga bunga invece resta sempre maledettamente dietro l’angolo.

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Opinioni a confronto BOTTA E RISPOSTA

vilgiat@yahoo.it

Che confusione la campagna elettorale!

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Estate vacanziera, ma un inverno carico di problemi

Siamo in piena campagna elettorale, la confusione è tanta, con i partiti che non sembrano per niente preoccupati dalla difficile situazione reale, anzi, come sempre si limitano a sbandierare ricette rispolverate dal passato e al solo scopo di colpire la pancia degli elettori, il resto non conta. Sono depresso, a questo punto non so chi votare. Aldo Ehi, amico mio, non scherziamo, andare a votare è un gesto doveroso e di grande responsabilità. Anche turandosi il naso, votare è un diritto a cui non dobbiamo assolutamente rinunciare. Non votare e poi magari lamentarsi che il Parlamento non è all’altezza, e che la politica italiana fa schifo, è ridicolo. Anche un solo voto, assieme a tanti altri, può fare la differenza. In un sistema elettorale moderno e razionale la sfida elettorale si dovrebbe giocare tra un partito conservatore e uno progressista seppur

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con alleati di secondo piano, Purtroppo in Italia non è così: la moltiplicazione dei partiti, l’ondata populista che ha scombinato ogni campo politico, gli interessi di bottega che coinvolgono partiti e partitini per arrivare all’elezione non permetteranno anche stavolta una chiara scelta politica e di governo. Anche perché quasi sempre le alleanze servono solo per contrastare gli avversari. Sarebbe ora e tempo che ogni forza politica abbandonasse l’accozzaglia di promesse a vanvera per gran parte

irrealizzabili, e invece finalmente dichiarasse pubblicamente quali sono i programmi, gli strumenti e i finanziamenti per realizzarli, quali passi vogliono fare per garantire la crescita del Paese e con quale classe dirigente. Credo che tutti, cittadini, associazioni, mezzi d’informazione debbano utilizzare questo mese che manca al voto per costringere partiti e politici a misurarsi su questo terreno. È l’unico modo che ci può permettere un scelta consapevole e responsabile. (a.a.)

Stanno finendo le vacanze e cominciano a fare i conti. A quanto sembra la stagione turistica non è stata niente male, milioni e milioni di italiani dopo il Covid sono tornati in vacanza cosi come è stato considerevole l’afflusso di turisti stranieri. Bene così, viva l’Italia. Ma adesso viene il bello, anzi il brutto: sarà un autunno e l’intero inverno carico di problemi, l’Italia rischia d’andare a rotoli e saremo noi cittadini a pagarne le conseguenze. Alessandro Per gli Italiani le vacanze sono irrinunciabili e se gli alberghi, le case, i ristoranti hanno fatto il pieno significa che tutto sommato i soldi ci sono. Ok, chi può andare in vacanza ci va e fa bene. Purtroppo però dobbiamo essere consapevoli che abbiamo davanti un autunno ed un inverno durante i quali dovremo mettere in conto non pochi sacrifici. Niente di drammatico, ma le

Berlusconi presidente della Repubblica... Grande Berlusconi, ogni giorno ne spara una sempre più grossa, ormai è nel pieno della bagarre elettorale e talvolta sembra perdere il filo. Che ne dici della sparata contro Mattarella, che voglia fregargli il posto di Presidente? Un presidente della Repubblica a novant’anni non sarebbe male. Raffaele Caro amico, credo che tu ti riferisca alle sue dichiarazioni sulla modifica del sistema elettorale. “Io spero che la riforma costituzionale sul presidenzialismo si farà. È dal ‘95 che ho proposto un sistema presidenziale per l’Italia... un sistema perfettamente democratico che la democrazia la esalta consentendo al popolo di scegliere direttamente da chi essere governato...” Questo è quello che ha detto il leader di FI, Silvio Berlusconi, in una dichiarazione alla radio aggiungendo il fiore all’occhiello: “Se la riforma entrasse in vigore sarebbero necessarie le dimissioni di Mattarella per andare all’ elezione diretta del capo dello Stato che, guarda caso, magari potrebbe essere ancora lui...” Non so che dire a commento. Ho

l’impressione che il Berlusca sia in una fase di decadimento cognitivo, seppur giustamente nascosto dal suo cerchio magico. Berlusconi che vuole cambiare le regole costituzionali? Cosa c’è sotto? Io a Berlusconi, che tutto sommato mi è anche simpatico, vista l’età, gli auguro di vivere a lungo, ma che voglia prendere il posto del presidente Mattarella? Credo di si, riflettiamoci sopra! Povero Berlusca, nonostante tutti i suoi soldi è arrivato ad una età nella quale una persona matura dovrebbe saper convivere con la serenità che mai ha conosciuto nella sua lunga vita fatta di successi economici, un po’ meno politici, e scandali d’ogni sorta. E invece è ancora succube dell’infinità vanità che lo ha sempre accompagnato, con la voglia di successo, di potere affettivo, politico e relazionale, del continuo apparire piuttosto che dell’essere. Ho l’impressione che la vita non gli abbia insegnato niente di vero, di bello, di giusto. Se non altro nei libri di Storia economica sarà ricordato come una delle sette piaghe d’Egitto: con la sua azione politica è riuscito a tenere il Pil e il reddito pro capite fermo per un quarto di secolo, quando il Mondo cresceva del 50% e i paesi dell’UE del 30%. (a.a.)

cose non saranno più come prima. La Provincia è in difficoltà economica e di conseguenza anche i Comuni e se lo Stato non riuscirà ad essere d’aiuto, bisognerà tagliare alcuni servizi. Speriamo di no. La gestione del calore, costi energetici, i costi dell’illuminazione pubblica stanno facendo sballare i conti. I bilanci delle famiglie non vanno meglio: la benzina è ancora un lusso nonostante il Governo abbia rinunciato ad alcune accise, il costo dell’energia si prevede che si raddoppierà nelle prossime settimane, il tasso dei mutui è stato ritoccato non di poco, abiti e scarpe costano il 4,7% in più, cibo e bevande oltre il 10%. Cosi dicono i giornali economici. In attesa che il mondo torni a stabilizzarsi e le crisi internazionali rientrino, dobbiamo abituarci ad una vita più risparmiosa. Non c’è niente da fare. Ma non perdiamoci il sonno, calma e gesso per affrontare un pò di austerity senza farci prendere dal panico. (a.a.)

Politica, mancano i giovani Ho assistito in questi giorni ad un confronto fra le forze politiche impegnate in Consiglio Provinciale. Una serata interessante, con una buona affluenza di pubblico. La cosa che mi ha sorpreso, e poi neanche tanto, è stata la quasi assenza di giovani. Eravamo un po’ tutti over 60, tutti ormai con molti ricordi e con poche cose da proporre, quasi tutti rassegnati, ma anche quasi tutti delusi del cambio generazionale, che, a quanto pare, stenta a farsi notare...che ne dici? Mario È un tema questo che mi perseguita, forse perché ormai anziano stento a capire le giovani generazioni, ma ho l’impressione che parlare di politica con i giovani sia sempre più difficile.

Sono pochi i giovani che si informano della politica sia nazionale che provinciale, la maggior parte non si informa affatto come se le decisioni prese nei palazzi del potere non li riguardassero. Ho l’impressione che i giovani non abbiano più fiducia nella politica e nelle istituzioni probabilmente perché hanno ricevuto da chi ci ha governato negli ultimi anni solo chiacchiere, molte incertezze e poca condivisione. Hanno rinunciato a credere negli ideali che ci hanno accompagnato per il passato, infatti per molti giovani la politica è qualcosa di estraneo, che non ha nessun senso vivere attivamente. Questo non vuol dire che i giovani non sappiano giudicare i difetti e le anomalie della società in cui siamo chiamati a vivere,

ed è così che chiedono una visione nella quale credere, un modello nel quale riconoscersi, risposte fatte di trasparenza, lungimiranza e soprattutto concretezza. È importante che i giovani ritrovino spazi di discussione dove sentirsi protagonisti e quindi anche partecipi della politica. Non più solo contatti virtuali, ma ritrovarsi “de visu”, parlarsi, scambiarsi opinioni a voce alta. Un modo di relazionare e dialogare per entrare nella politica quotidiana e permettere così ai giovani di avvicinarsi, anche i più lontani. La politica deve avere il compito di dare il buon esempio. La politica è fatta di partiti ed allora avanti giovani con partiti nuovi. È il solo modo di garantire ill cambio generazionale della nostra vita.(a.a.)


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SETTEMBRE 2022

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