Giornale delle Giudicarie novembre 2022

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Nuovo governo

attese nel Paese

e

Finalmente s’è conclusa la commedia semiseria della formazione del nuovo governo. In pochi minuti si è conclusa la consultazione della coalizione di destra con il Presidente Mattarella. Si è battuto ogni record, Giorgia Meloni, armata di sobrietà e di chiarezza come non mai, con un gruppo di alleati s’è recata da Mattarella con la lista dei ministri completata all’ultimo minuto. Una cosa mai accaduta, storica per certi versi: per la prima volta una donna e come parte politica la destra, con il silenzio preoccupante di tutti gli altri che pur rappresentando parti politiche governative, non hanno dato segno di presenza. Anche Mattarella nonostante il tempo dato ad ogni delegazione ne è rimasto stupito e nel contempo soddisfatto. Per la prima volta nella storia della repubblica un’erede di Alleanza nazionale e della fiamma di Giorgio Almirante è entrata a Palazzo Chigi dalla porta principale: una giovane donna che ha sfidato i suoi supponenti alleati con un coraggio inaspettato. A pag. 4

Le preoccupazioni, la paura e le incertezze che angosciano noi tutti mentre in Ucraina continuano carneficina e distruzione in seguito all’invasione del Paese da parte della Russia non lasciano purtroppo grandi fili di speranza per la fine di questo terribile conflitto. Le riflessioni e le analisi di carattere geopolitico non possono purtroppo limitarsi - questo penso che tutti lo abbiamo capitoall’interno di una circonferenza che vede solo un aggressore e un aggredito.

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cinquant’anni portati bene, quelli dell’autonomia speciale trentina. Non era affatto scontato che il nuovo assetto istituzionale impostato dal Secondo Statuto nel 1972 riuscisse per un arco di tempo così importante ad assicurare al nostro territorio le fondamenta necessarie per sostenere saldamente lo sviluppo economico, sociale, culturale. A pagina 19

PAG . 1NOVEMBRE 2022
L’EDITORIALE di Adelino Amistadi
Caro energia, chiudono stalle e caseifici Economia A PAGINA 18 Ponte Pià e Pinzolo, lavori nel 2023 Viabilità ALLE PAGG. 12 E 13 Ucraina, Russia ed equilibri mondiali PER LA VOSTRA PUBBLICITÀ SUL GIORNALE DELLE GIUDICARIE sponsorgdg@yahoo.it - 3356628973 - 338 9357093 EUROPA di Paolo Magagnotti Alle pagine 8 e 9 L’Italia svolta a destra con la prima donna presidente del Consiglio A PAGINA 6 Le Comunità di Valle in mano ai sindaci RiformeTRUFFE Una mano arriva dall’arbitro bancario A pag. 10 ATTUALITÀ I bambini in marcia per la pace A pag. RUBRICA Come eravamo A pag. 31 Presentato il nuovo Piano provinciale dei rifiuti A PAG. 8 Attualità ANNO 20 - NOVEMBRE 2022- N 11 - MENSILE FONDATO NEL 2002 - Distribuito da www.giornaledellegiudicarie.it il iornale delle iudicarie Mensile di informazione e di approfondimento iudiG www.lacassarurale.it www.prendiilvolo.it Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella Le buone azioni... www.lacassarurale.it www.prendiilvolo.it Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella ...per la crescita del nostro territorio Governo, Meloni alle prese con alleati difficili e la crisi energetica mB BONENTImobili Centro Specializzato Materassi e Reti SELLA GIUDICARIE (BONDO) - Tel. 0465.901919 - 339.1388960 ...e tu come dormi? NOVEMBRE mese del guanciale A pagina 4
Sono
Mezzo secolo di autonomia
di Walter Kaswalder

DALLE GIUDICARIE RASSEGNA STAMPA OTTOBRE 2022 DALLA PROVINCIA

Cooperativa, addio a tre negozi. Decisa la chiusura di Bolbeno, Coltura e Campo Lomaso.

Una brutta sorpresa sta per piombare fra capo e collo ai consumatori dei tre paesi di Bolbeno, Coltura e Campo Lomaso. La conferma arriva dal Presidente della Famiglia Cooperativa Giudicarie don Guetti Mattia Pederzolli che ha informato i sindaci di Borgo Lares, Tre Ville e Comano Terme della sofferta decisione.

A cuasa dei costi troppo elevati per l’energia elettrica più che raddoppiati da gennaio e della difficoltà di reperire personale i tre negozi, uniche attività commerciali dei tre paesi, verranno chiusi.

Cure intermedie, ortopedia, direttore ospedaliero: le soluzioni per il polo sanitario di Tione proposte nell’incontro tra i sindaci delle Giudicarie, Giunta Pat e Apss.

La Residenza sanitaria ospedaliera (RsaO) di Tione mantiene la sua funzione di presidio sanitario sul territorio, passando ad una gestione “interna” dell’Apss che la destinerà dal 2023 (esaurita a fine anno l’esperienza come struttura Covid) quale sede per le cure intermedie. Mettendo quindi a disposizione circa 15 posti, con 2 posti per le cure palliative (hospice), un servizio in più alle valli interessate. Per quanto riguarda l’ospedale di Tione, sarà valorizzata l’unità operativa di ortopedia, che vedrà un riassetto organizzativo con l’obiettivo di garantire efficienza e stabilità, anche alla luce della risposta traumatologica dovuta al turismo invernale. Si apre inoltre un bando di concorso per individuare un direttore ospedaliero della struttura.

Sono le soluzioni individuate per il polo sanitario di Tione dall’Azienda sanitaria, illustrate nell’incontro, nella Sala Belli del palazzo della Provincia, alla presenza in gran completo degli amministrato-

ri locali delle Giudicarie, sindaci e presidente della Comunità di valle.

Festa della Patata del Lomaso, inaugurata la nuova macchina con selezione ottica: “Una novità per l’Italia”.

A Dasindo, la sede della Copag – Cooperativa Produttori Agricoli Giudicariesi ha ospitato la presentazione di un’attrezzatura innovativa per chi opera nel settore della pataticoltura, particolarmente viva e attiva nel territorio del Lomaso da sempre una delle culle per la coltivazione di questo tubero.

In buona sostanza si tratta di una “macchina con linea di selezione ottica”. Le caratteristiche sono state presentate da Bruno Mattei, presidente di Copag. “E’ un piccolo gioiello della tecnologia agroalimentare – ha spiegato –. Sostanzialmente le patate vengono collocate su un nastro singolatore, una dietro l’altra. Nel percorso di selezione, ogni singola patata, viene esaminata da una fotocamera ad altissima definizione e da tre specchi a cui si aggiungono sensori infrarosso. Ultimato il percorso e in base ai parametri di valutazione immessi nella memoria di un elaboratore elettronico, le patate vengono selezionate e dirottate, tramite soffi d’aria, in sei canali differenti per dimensione e qualità”.

Se le patate sono di pezzatura media, in sessanta minuti ne vengono lavorati 80 quintali pari a 16-18 patate al secondo. Se, invece, la patata è di calibro piccolo (“le patate da forno per intenderci” precisano gli esperti) si possono lavorare 50 quintali all’ora (37-40 patate al secondo).

Bando di gara per i lavori alla piscina di Campiglio: 5,5 milioni di euro.

Madonna di Campiglio avrà una piscina pubblica completamente rifatta, con un intervento da oltre 5,5 milioni di euro.

L’Agenzia provinciale per gli

appalti e i contratti (Apac) ha pubblicato il bando di gara telematica per l’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria per la messa a norma della piscina 3/tre a Madonna di Campiglio. La procedura è svolta su delega del Comune di Pinzolo.

Il bando prevede una procedura aperta sopra soglia comunitaria con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa per un importo complessivo a base di gara di 5.599.659,84 euro.

La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata al 22 novembre 2022. Il tempo di esecuzione dei lavori è stabilito in 810 giorni naturali consecutivi.

“E per un uomo, la terra, Lorenzo Guetti curato di campagna”, presentato a Larido il libro di don Marcello Farina

“E per un uomo la terra - Lorenzo Guetti curato di campagna”, è il titolo dell’opera a firma di don Marcello Farina, presentato al teatro di Larido a Bleggio Superiore e organizzata nell’ambito dell’evento “Coopera. Giornate di cultura cooperativa”, promosso per celebrare il decennale della Fondazione don Guetti. Ventidue eventi in quattro giorni, articolati in 4 percorsi dedicati agli istituti scolastici di primo e secondo grado, al mondo della cooperazione, agli amministratori pubblici e alla comunità, incentrati sulla figura straordinaria di don Lorenzo Guetti.

L’opera, aggiornata alla luce di nuovi documenti recentemente emersi, edita da ViTrenD, si colloca nel progetto, più ampio, della costituzione di una biblioteca “guettiana” per colmare quelle lacune che caratterizzavano l’insieme delle moltissime pubblicazioni del Guetti stesso e di quelle altrettanto numerose che lo riguardano, verso un’”Opera Omnia”.

Bypass ferroviario, il progetto inserito nel Piano urbanistico provinciale Il progetto di potenziamento della linea ferroviaria Fortezza–Verona, con la circonvallazione di Trento e le opere di adduzione, è stato inserito nel Piano urbanistico provinciale. L’aggiornamento del Pup con il nuovo tracciato ferroviario avviene a conclusione di una serie di passaggi obbligati: è stato sentito il comune di Trento, territorialmente competente sul tracciato; acquisiti il parere del Consiglio delle autonomie locali e della Commissione urbanistica provinciale. Un atto necessario per recepire il nuovo tracciato del progetto nella Tavola del sistema insediativo e reti infrastrutturali. “Il Piano urbanistico racconta il Trentino del futuro, guardando al suo sviluppo - osserva l’assessore Tonina -. Per la crescita della nostra terra di Autonomiua, crediamo fortemente nel passaggio da gomma a rotaia del trasporto merci. Il bypass ferroviario di Trento è un’opera statale finanziata attraverso il Pnrr: gli obiettivi che ci si prefigge attraverso la sua realizzazione sono stati condivisi su più livelli amministrativi”.

Aperte le candidature per lavorare nella stagione invernale 2022/2023 La stagione invernale 2022/2023 è alle porte e Agenzia del Lavoro ne asseconda l’avvio con la nuova campagna “Il turismo trentino cerca te”, per agevolare l’incontro di persone interessate a lavorare nel settore con gli operatori turistici che cercano personale. Da questa stagione il lavoratore interessato a candidarsi potrà inviare la propria disponibilità al lavoro tramite il nuovo servizio “Grandi reclutamenti” del portale Trentino Lavoro. L’accesso al servizio avviene esclusivamente tramite autenticazione al portale Trentino Lavoro con identità digitale SPID, CPS o CIE. Gli operatori turistici possono richiedere i nominativi dei lavoratori disponibili a lavorare nel settore attraverso il proprio Centro per l’Impiego di riferimento e/o le Associazioni di categoria.

Meccanica, alimentari e bevande guidano l’export trentino Meccanica, alimentari e bevande. Sono questi i maggiori settori di export delle imprese trentine, che commerciano principalmente con i Paesi europei. Fanno eccezione gli Stati Uniti, che rappresentano l’11% delle esportazioni delle aziende del territorio, e la Cina, con un mercato in continua crescita. A dirlo è il report “Processi di internazionalizzazione: tendenze, prospettive e scenari post-Covid” preparato dall’ente di ricerca e consulenza Prometeia in occasione del workshop promosso dalla Provincia.

Ad Arco, presso il centro medico Le Palme un’unità di crisi per adolescenti

Un’unità di crisi per adolescenti, con complessivi 6 posti letto, una struttura residenziale per la presa in carico multidisciplinare rivolta a giovani che soffrono di gravi sintomi psicologici, per

i quali l’assistenza ambulatoriale non è sufficiente. Sta nascendo ad Arco, al terzo piano dell’edificio Le Palme.

Diploma dopo 4 anni di scuola, sfida vinta per l’Istituto Sacro Cuore Ha fatto da apripista nell’istituzione del primo percorso quadriennale di istruzione secondaria in Trentino, con il liceo delle Scienze umane internazionale. Una scommessa vinta, per l’Istituto Figlie del Sacro Cuore di Trento, che ieri ha ospitato la cerimonia di consegna dei diplomi e delle spille alle ragazze e ai ragazzi che quest’estate hanno affrontato l’esame di maturità. Sessantaquattro diplomati in tre distinti percorsi scolastici (grafico e liceo delle Scienze umane internazionale nella forma tradizionale e quadriennale), di cui 9 con voto 100, oltre a tre lodi. Dei 12 diplomati con il massimo dei voti, in 7 hanno frequentato proprio il percorso scolastico su quattro anni.

Autorizzati in Trentino 5 ulteriori percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado

Sono 5 i percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado approvati dal Ministero dell’Istruzione per l’anno scolastico 2023/2024 nella provincia di Trento, che si aggiungono ad un sesto, già partito quest’anno, presso l’Istituto Tecnico Tecnologico “F. Fontana” di Rovereto. Gli istituti coinvolti nella sperimentazione saranno in tutto: l’Istituto Tecnico Tecnologico “Marconi” di Rovereto, l’Istituto Tecnico “Ivo de Carneri” di Civezzano, il Liceo delle Arti “Vittoria Bonporti Depero” di Trento e Rovereto, il Centro di Istruzione e Formazione “Fondazione Edmund Mach” Istituto Agrario di San Michele all’Adige, l’Istituto Tecnico Economico”A. Tambosi” di Trento.

PNRR, al via i bandi per piccole imprese, enti e organizzazioni dei settori culturali e creativi

La Direzione generale creatività contemporanea del Ministero della Cultura ha pubblicato l’avviso, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Progetto NGEU - Next Generation EU attraverso i fondi destinati al PNRR, per l’erogazione di contributi a fondo perduto in favore di micro e piccole imprese, enti del terzo settore e organizzazioni profit e no profit, operanti nei settori culturali e creativi per favorire l’innovazione e la transizione digitale. Disponibili 115 milioni di euro per l’innovazione e la transizione digitale di questo settore. Gli ambiti di attività riguardano musica, audiovisivo e radio inclusi film e cinema, televisione, videogiochi, software e multimedia), moda, architettura e design, arti visive (inclusa fotografia), spettacolo dal vivo e festival, moda, architettura e design, arti visive (inclusa fotografia), spettacolo dal vivo e festival, patrimonio culturale materiale e immateriale (archivi, biblioteche e musei), artigianato artistico; editoria, libri e letteratura.

PAG. 2 NOVEMBRE 2022 A cura della REDAZIONE
Rassegna Stampa
Il Giornale delle Giudicarie viene distribuito dalla Cooperativa sociale Lavoro, con sede in località Copera a Zuclo. Per segnalare critiche, suggerimenti, disguidi nella spedizione è possibile chiamare il numero della cooperativa: 0465-326420 oppure quello del Giornale delle Giudicarie, 0465322934, oppure via mail all’indirizzo: redazionegdg@yahoo.it. Giornale delle Giudicarie, distribuito dalla Cooperativa Lavoro

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Sfide per la presidente Meloni e il suo governo

A meno di un mese dalle elezioni politiche del 25 settembre scorso, l’Italia ha un nuovo governo nel pieno dei suoi poteri e con la novità, per la prima volta nella storia, di una donna come capo del governo.

Una legge elettorale criticata da molti in quanto non ha permesso la scelta dei parlamentari da parte degli elettori, con liste bloccate confezionate dai partiti, ma che alla fine ha espresso un orientamento chiaro.

Dopo una decina di anni di governi con coalizioni di vario colore, nate dal dibattito parlamentare e dal trasformismo di numerosi parlamentari, la novità è rappresentata da un governo politico di centro-destra, o di solo destra secondo altre opinioni, che vanta una maggioranza parlamentare conseguenza delle elezioni del 25 settembre.

Un governo che parte in una situazione di eccezionale crisi dovuta alla guerra in Ucraina con conseguenze dirette (con bollette che sono triplicate in un anno), per la maggior parte delle famiglie italiane e con riflessi pesanti che si stanno già riscontrando sull’economia.

Bisognerà vedere adesso quali saranno le politiche che il governo attuerà in concreto, dopo le numerose promesse del periodo elettorale e soprattutto sarà importante constatare quali saranno i rapporti con

di Enzo Ballardini

Per la leader di destra la diffi cile gestione degli alleati e un governo chiamato subito ad affrontare la crisi energetica

Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni

Ministeri con portafoglio Affari Esteri e Cooperazione inter. Antonio Tajani Interno

Matteo Piantedosi Giustizia

Difesa

Economia e Finanze

Carlo Nordio

Guido Crosetto

Giancarlo Giorgetti

Continua dalla Prima

Ora che con Draghi si è scambiata la campanella si chiude un tempo iniziato con un certo benessere ma che durante la legislatura ha visto gli italiani sempre più in difficoltà con una guerra che sembra non finire mai, una pandemia che continua a imperversare e che solo i vaccini stanno frenando, la disoccupazione giovanile che cresce, la povertà in aumento in tutto il Paese.

Dopo il governo guidato da un tecnico quindi si sta riportando il tutto nell’ambito politico, grazie soprattutto alla forza caratteriale della Meloni, che ha ascoltato se stessa, la sua cultura politica, il suo buon senso, la fede incrollabile in quelle ragioni che in pochi anni hanno por-

Le posizioni all’interno della maggioranza di centro-destra non sono uniformi e le dichiarazioni di Berlusconi e Salvini, ancor prima che il governo si insediasse, non sono un buon viatico per il futuro della coalizione. In particolare sulla guerra in Ucraina dietro posizioni ufficiali di sostegno alla NATO, più volte emergono distinguo e pareri divergenti sulla figura di Putin.

Il compito della presidente Giorgia Meloni non sarà sicuramente facile e la durata

della maggioranza si potrà vedere tra un paio d’anni, quando i cittadini avranno verificato i risultati concreti dell’azione governativa e la compattezza della coalizione. La presenza di tre partiti al governo e di altrettanti per la minoranza non esclude che in futuro possano verificarsi i trasformismi e cambi di maggioranza come abbiamo constatato negli scorsi anni, soprattutto se i sondaggi dell’opinione pubblica dovessero modificarsi significativamente.

Il nuovo governo dovrà affrontare numerose e complesse questioni. Primo obiettivo fronteggiare la crisi energetica che rischia di lasciare senza gas l’intero paese nella prossima sta-

Sviluppo economico

Adolfo Urso Politiche agricole alimentari, forestali Francesco Lollobrigida Transizione ecologica Gilberto Pichetto Fratin Infrastrutture e mobilità sostenibili Matteo Salvini Lavoro e politiche sociali Marina Elvira Calderone Istruzione Giuseppe Valditara Università e ricerca Anna Maria Bernini Cultura Gennaro Sangiuliano Salute Orazio Schillaci Turismo Daniela Garnero Santanché

Ministeri senza portafoglio Rapporti con il Parlamento

Luca Ciriani Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo Affari Regionali e Autonomie Roberto Calderoli Sud e Coesione Territoriale Sebastiano Musumeci Affari europei, per le politiche Raffaele Fitto di Coesione e per il PNRR Sport e giovani

Andrea Abodi Famiglia, Natalità, Pari Opportunità Eugenia Maria Roccella Disabilità Alessandra Locatelli Riforme istituzionali Elisabetta Alberti Casellati

gione invernale, e ridurre il prezzo dell’energia e dei principali beni di consumo per non mettere in crisi la maggior parte delle famiglie e delle aziende. La riforma del reddito di cittadinanza e delle pensioni sono altri due argomenti, in prima linea nella campagna elettorale, che dovranno essere affrontati a breve.

Poi i rapporti con l’Unione Europea e le tematiche collegate relative all’attuazione del PRNN, con investimenti rilevanti, quasi 250 miliardi

di euro nei prossimi anni.

Inoltre il rispetto del patto di stabilità ed il divieto di finanziare gli interventi con ulteriore debito ed infine le politiche dell’immigrazione che nel passato hanno creato tensioni con l’Europa.

Altro argomento riguarderà la riforma istituzionale con la previsione del presidenzialismo e contemporaneamente un maggior federalismo richiesto dalle regioni del nord, principi che non sono facilmente coniugabili.

L’elenco delle questioni da affrontare sarebbe ancora molto lungo, i prossimi anni saranno il banco di prova, non solo per la maggioranza ma anche per l’opposizione, per recuperare la fiducia dell’opinione pubblica, considerando che quasi il 40% degli elettori per indifferenza, sfiducia o protesta nei confronti della politica non si è recato alle urne nelle elezioni del 25 settembre scorso.

Nuovo governo e attesenel Paese

tato il suo partito dal 2,6% al quasi 30% di voti in suo favore.

Ma la soddisfazione non è di tutti. All’incontro definivo con il Presidente Mattarella il fondatore del cento-destra, Silvio Berlusconi, lo si è visto impacciato e silenziato, accanto a Giorgia Meloni, era l’ombra di se stesso. La mimica della faccia e del corpo di Silvio e i sorrisi forzati su di un volto incartapecorito tradivano la tristezza e l’umiliazione del re che ha dovuto passare lo scettro, obtorto collo. Quello scambio di sguardi con l’incredulo Salvini, anche lui ridotto a

cavalier servente, alle spalle della Meloni, dimostrano perplessità per niente celate. Due maschi da secoli in politica si ritrovavano sull’attenti come carabinieri in servizio, ad ascoltare il Capo che parlava in mezzo a loro e quel Capo era una donna. Mah! Proprio a loro doveva capitare. E’ difficile immaginare che i due maschi del centro-destra se ne staranno buoni accucciati per tutta la legislatura, e che dovranno dire signorsì tutte la volte che il Presidente del Consiglio vorrà finanziare Zelensky e opporrà i suoi “no” ad ogni sforata di bilancio. Al di

là delle cose dette in questo periodo e dell’impronta conservatrice che sta alla base del credo meloniano, Giorgia Meloni si dovrà presentare in Europa e a Washington con parole rassicuranti, dovrà chiudere quanto prima le sue velleità sovraniste per acquisire credibilità a livello europeo e mondiale. Dovrà prendere le distanze dall’ungherese Orban e scegliere che ruolo riservare all’Italia nel cerchio magico europeo. Per fortuna di Giorgia, anche le opposizioni sono in difficoltà, non sembrano né reattive, né pronte, tra l’altro non avendo nemmeno

uno straccio di programma comune e nemmeno un minimo di convergenza sui problemi più seri del Paese. Pd, 5S, Azione con Calenda e Italia viva di Renzi sembrano non sapere che pesci pigliare. Si ha l’impressione che, soprattutto il Pd abbia esaurito la spinta propulsiva che l’aveva caratterizzato nella sua storia decennale. Noi, ormai avanti negli anni, se qualcuno in passato avesse pronosticato un futuro come quello che stiamo vivendo, non avremmo creduto. Se ci avessero detto che una donna sarebbe salita a Palazzo Chigi avremmo sorriso, e se

ci avessero detto che l’uomo più conosciuto ed uno dei più ricchi d’Italia, Berlusconi, sarebbe stato preso a pesci in faccia avremmo detto che si dovevano aprire i manicomi per rinchiudervi quanti avessero provato a farlo. Oggi ciò è accaduto. Ed è una realtà che ci lascia stupefatti, allibiti.

Nel suo ultimo discorso al Consiglio Europeo Draghi ha ottenuto un lungo applauso di ringraziamento e di saluto, ora tocca a lei, a Giorgia, non disperdere questa eredità di competenza e di serietà.

PAG. 4 NOVEMBRE 2022 Elezioni
l’Unione Europea e con gli altri Paesi europei, dopo le posizioni critiche del passato dei due partiti che sostengono la coalizione, Fratelli d’Italia e Lega. L’EDITORIALE di Adelino Amistadi
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Le parol(acc)e del nuovo governo

Il vostro Saltaro è da sempre indaffarato. I suoi compiti atavici di controllo e di vigilanza sulle valli giudicariesi lo impegnano giorno e notte, più il giorno che la notte, essendo la notte impegnato a sogni d’altro tipo. Proprio in questi giorni sono stato chiamato a rapporto nell’alto dei cieli, lassù sono preoccupati di come vanno le cose in Italia: nuovo presidente del Consiglio, nuovi politici, nuova politica, beati i tempi democristiani, allora potevano cambiare gli uomini anche tre volte all’anno ma la politica era sempre quella: seria, attenta, proficua, che ci fosse Fanfani, Andreotti o Moro, la politica faceva il suo lavoro nel migliore dei modi. Oggi le cose sono cambiate. Non ci si capisce più niente, lo stesso San Francesco, santo protettore del nostro Paese, appare perplesso: “Che sta succedendo laggiù, nel nostro Paese preferito, bisogna subito aprire un’indagine conoscitiva per capirne la situazione...chiamatemi il Saltaro delle Giudicarie, esperto di politica e gran lavoratore...” E così il vostro Saltaro s’è messo al servizio del santo d’Assisi: “Agli ordini, santo Protettore, sarà mio dovere darvi notizia con che persone abbiamo a che fare...” Va, figliolo, ed acquisterai meriti presso Dio e presso tutti Santi del Paradiso...” “Orpo, questo è un incarico di quelli tosti...Prepariamoci...”. Al vostro Saltaro non restava che darsi da fare, come scovare i politici del momento, come pesarli,

come conoscerli. Ovvio, che per conoscere un politico, bisogna vedere cosa dice, come si comporta, come agisce. Sarà importante ascoltare tutte le loro parole in questo periodo di preparazione del nuovo governo. Il vostro Saltaro ne potrà trarre ritratti veritieri e realistici. Dovrà sfogliare centinaia di giornali, leggere migliaia di dichiarazioni, e alla fine stringere il meglio di quanto detto dai vari politici e portare il tutto al nostro Santo Protettore. All’opera. Sarà interessante occuparci delle sciocchezze “istituzionali” di Silvio Berlusconi, degli svarioni dei Lorenzo Fontana, nuovo presidente della Camera, “la cancel culture” mussoliniana di Ignazio La Russa, neo presidente del Senato, le cose “sagge” di Matteo Salvini e cosi via, da quanto detto dai nostri politici ne potremmo trarre il valore della nuova politica che si appresta a governare l’Italia. Pronti via. Incominciamo da Lorenzo Fontana, che con tre lauree neanche sa scrivere impiegato, per due volte scrive INPIEGATO, su un suo atto di presenza. Forse in Veneto lo scrive così, ma nel resto d’Italia IMPIEGATO va scritto così. E dato che Fontana ha già tre lauree e si accinge ad ottenere la quarta, speriamo che forse per allora sappia scrivere correttamente l’italiano. Berlusconi la nomina della Meloni quale leader del centro-destra non l’ha digerita bene, l’ha spiegato a male parole, battendo i pugni sul tavolo, a Ignazio La

Russa, incazzato nero per il veto al governo su Licia Ronzulli, sua fedelissima. E così il Berlusca sempre più incazzato se la prende con la Meloni definendo il suo comportamento per iscritto su di un foglietto: “1 supponente, 2 prepotente, 3 arrogante, 4 offensivo, 5 ridicola. Nessuna disponibilità ai cambiamenti. E’ una con cui non si può andare d’accordo”

E la Meloni che gli risponde. “Berlusconi? Gli mancava un punto: non sono ricattabile”

Ignazio La Russa tende a calmare le acque, per il “vaffanculo” di Berlusconi si consola dicendo. “Non era rivolto a me...”, poi invita il Berlusca a dire che l’elenco dei cattivi comportamenti della Meloni era un falso

E così Berlusconi si giustifica: “Il foglio su Meloni? Sono appunti fatti da me mentre tutti i senatori parlavano. Il mio giudizio

sulla Meloni è su un altro foglio ed era assolutamente positivo” Ah...Ah..

Intanto anche i capelli della Meloni cominciano a piacere, lo dice il suo parrucchiere Antonio Pruno: “Sono già venute quasi cinquanta donne nel mio salone che mi hanno chiesto il taglio alla Giorgia, le mie clienti mi telefonano e mi chiedono il taglio bob lungo, il taglio alla Meloni, ed il suo stesso colore, un biondo mielato” E per il giuramento crede di dover cambiare look? “No, magari cambierò la piega, vediamo come ci si sentirà quella mattina. ..” E ancora Berlusconi: “Per il mio compleanno Putin mi ha mandato 20 bottiglie di vodka e una lettera dolcissima. Io gli ho risposto con bottiglie di lambrusco e con una lettera altrettanto dolce. Io l’ho conosciuto come una persona di pace...” Ignazio La Russa parla

come un libro stampato: “Cercherò di essere il presidente di tutti. Anche la nascita del Regno d’Italia sia festa nazionale.” E poi confessa: “Mi hanno detto, ma allora ti dimetti da presidente dell’Interclub? Ed io risposto che se c’è una incompatibilità, mi dimetto da presidente del Senato...”

E ancora Ignazio La Russa che scopre gli altarini: “Storie di ragazze comuniste? Tantissime. Mai avuto preclusioni politiche. Vallo a dire a quella ragazza che si accorse che ero di destra sul più bello. Avevo vent’anni. Lei si chiamava Nema e sul più bello mi disse: non posso, mio padre era partigiano...”

E Sgarbi che voleva fare il ministro ai Beni Culturali: “Ho fatto riferire a Berlusconi che io da candidato ai Beni culturali avrei voluto il suo placet, non me lo ha dato, neanche gli passa per l’anticamera del cer-

vello, lui ha in mente solo la Ronzulli...”

Ma chi è questa Ronzulli, tanto cara a Berlusconi?

La Ronzulli faceva l’infermiera, conosce Berlusconi durante la riabilitazione da uno dei suoi lifting. Gli faceva i massaggi al viso dopo gli interventi.

E Salvini non avendo niente da dire e niente da fare ha detto alla Meloni che il fine settimana lo passava a Roma e voleva andare a castagne: e la Meloni gli ha scelto la location migliore Cave. “Questo fine settimana Salvini andrà a Cave a raccogliere castagne” Meglio così!

Anche Pier Luigi Bersani infine vuol dire la sua su twitter: “Mi giunge notizia che al Mise sarebbero state esposte le fotografie di tutti i Ministri, Mussolini compreso,. In caso di conferma, chiedo cortesemente di essere esentato e che la mia foto sia rimossa.”

E Ignazio La Russa che gli risponde: “La foto rimossa dal Mise? C’è anche al ministero della Difesa, c’è scritto anche all’obelisco al Foro Italico...che facciamo cancel culture anche noi?“

Il vostro Saltaro tutto ha scritto e tutto ha inoltrato a san Francesco, protettore del nostro Paese, lassù ci sono eccellenti psicologi che sanno leggere la qualità e lo stampo delle persone anche dalle sole sillabe che pronunciano nel loro cianciare. Ho dato loro un sacco di materiale, ci diranno prima o poi con chi abbiamo a che fare...

Il vostro Saltato nella sua modestia e con il suo buon senso, sulla qualità dei politici di oggi ha ben chiara la situazione...aspettiamo cosa ne dicono nell’alto dei cieli e cosa pensano di fare per non farci cadere nell’orrido dell’insipienza umana.

PAG. 6 NOVEMBRE 2022
Il Saltaro

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S iamo alla vigilia di una nuova stagione invernale che si avvia con grosse preoccupazioni dovute all’enorme aumento dei costi dell’energia. Quanto inciderà il caro bolletta e quali potranno essere le ripercussioni sui bilanci delle vostre società e sul settore del turismo invernale più in generale?

Prima di approfondire il tema “scottante” dell’aumento dei costi dell’energia, ci fa piacere comunicare gli investimenti che Funivie Pinzolo ha effettuato in vista della prossima stagione invernale. L’ammodernamento del sistema di innevamento programmato con la sostituzione dei 47 generatori di neve sulla Tulot (di fatto tutta la pista) con altri più moderni e performanti. L’acq uisto di altri 20 generatori di neve per la pista Brenta e Rododendo; l’acquisto di due mezzi battipista e due motoslitte. L’impianto d’innevamento programmato è pronto, supportato dal bacino d’accumulo “Lago Grual” di recente realizzazione, ed in caso di mancanza di neve naturale entrerà in funzione (con le temperature idonee) per garantire l’apertura della stagione ad inizio dicembre con un ponte di Sant’Ambrogio/ Immaccolata già ricco di prenotazioni.

Per quanto riguarda il “caro bolletta”, è innegabile che l’aumento del costo dell’energia inciderà in modo significativo sui bilanci delle società impiantistiche, fortemente energivore. Ci aspettiamo un incidenza del 20% circa sui nostri ricavi, con costi più che raddoppiati rispetto alle stagioni pre-covid. Le ripercussioni dell’aumento di questi costi le viviamo anche personalmente, come cittadini, e sicuramente colpirà l’intera filiera del turismo invernale, dalle strutture ricettive, ai noleggi, ai rifugi, etc.

Quali sono le differenze tra la crisi dovuta al Covid? A distanza di tre anni le difficoltà dovute alla pandemia sono state superate o si stanno

Costi più che raddoppiati rispetto alle stagioni precedenti

sull’utente finale l’effettivo aumento dei costi che stanno ormai aumentando su tutta la filiera.

ancora riflettendo negativamente sul comparto dello sci?

La crisi causata dal Covid ha riguardato aspetti sanitari ed economici senza precedenti. Le società impianti ed il mondo della montagna sono state colpite duramente a partire da marzo 2020, con la chiusura anticipata degli impianti, e soprattutto durante la stagione invernale 2020/2021 che non è mai iniziata. Funivie Pinzolo ha garantito l’apertura esclusivamente in alcuni giorni a supporto dell’attività agonistica degli atleti di interesse Nazionale. La chiusura per decreto degli impianti è stata supportata dagli aiuti che lo Stato ha riconosciuto alle società impianti e che ci hanno permesso di superare il momento difficile della stagione della chiusura.

La stagione 2021/2022, quella della ripartenza, ci ha visto convivere con la pandemia, e ci ha dimostrato che la voglia di tornare a trascorrere le vacanze sulla neve non manca.

La pandemia è ancora presente, non dobbiamo dimenticarlo, e non dobbiamo abbassare la guardia.

Questa nuova crisi invece colpisce indistintamente cittadini e aziende: questo nuovo scenario obbligherà a fare delle scelte precise e ad delle assunzioni di responsabilità. Mai come in questo periodo pensare, programmare e agire in forma consapevole sono

concetti estremamente importanti.

Siamo consci che mettere in moto e garantire il funzionamento dei nostri impianti, preparare ogni giorno piste perfette, e se necessario integrare la neve naturale con la messa

in funzione dell’impianto di innevamento programmato, sarà molto oneroso nella stagione 2022/2023 ma tutti i nostri sforzi sono dettati proprio dal senso di responsabilità che vede le società impiantistiche capofila dell’intera filiera legata al mondo dello sci.

Quali azioni avete programmato per cercare di limitare i consumi ed i costi dell’energia?

Funivie Pinzolo ha iniziato nel 2004, quando ha ottenuto la certificazione ambientale ISO 14001, un percorso che nell’agosto

ha visto la società ottenere la sua prima certificazione di sostenibilità integrata “SI Rating” di ARB SBpA. Questo attestato riconosce l’attenzione e l’impegno delle Funivie per migliorare l’impatto ambientale, sociale e di buona governance.

Forti delle “buone pratiche” adottate in questi anni, il margine di efficientamento energetico di Funivie Pinzolo è già molto alto, e questi ultimi mesi ci hanno visto approfondire ancora di più i comportamenti necessari a ridurre i consumi energetici ove

possibile. Vogliamo però sottolineare come tutte le nostre decisioni saranno prese mantenendo il cliente al centro e pertanto si cercherà di ridurre al minimo l’impatto percepito dal turista che deciderà di trascorrere qualche giorno di vacanza sulle nostre piste.

Quali ripercussioni ci saranno sui costi dei biglietti a carico degli sciatori?

Motivati da scelte dettate dalla responsabilità, a fronte di un aumento medio tra il 6 e 8% sul giornaliero, non andremmo a scaricare

Ci piace ricordare come la digitalizzazione dei processi di vendita, che ha visto la Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta essere pioniera in questo ambito, consente all’utente la possibilità di acquistare on line lo skipass con un prezzo dinamico e pertanto, anticipando l’acquisto e scegliendo i periodi di bassa stagione, il prezzo dello skipass risente meno dell’aumento dettato dal caro energia

Quali azioni può intraprendere l’ente pubblico per mitigare le conseguenze negative di questa ennesima crisi?

Come già ricordato, la pandemia ha causato la chiusura degli impianti per decreto e quindi lo Stato è intervenuto con ristori ad hoc per il settore della montagna. L’attuale crisi non ha invece “confini” e non ci aspettiamo sicuramente la stessa risposta. A livello Provinciale e Nazionale si stanno attuando provvedimenti sul breve periodo legati soprattutto a crediti d’imposta e bonus, che nel lungo periodo si dovranno invece tradurre in azioni più decise e strutturali affinché il prezzo dell’energia non subisca la speculazione che abbiamo visto negli ultimi mesi.

In conclusione, sarà con il sorriso che cercheremo di affrontare questo ennesimo inverno “difficile” e sempre con il sorriso accoglieremo durante tutta la stagione invernale, da inizio dicembre, i tantissimi turisti Italiani e Stranieri che verranno a sciare sulle piste di Pinzolo e della Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta.

PAG. 8 NOVEMBRE 2022 Focus: funivie
“Non andremo
sull’utente finale
su
filiera”.
Il presidente di Funivie Pinzolo Spa Roberto Serafini:
a scaricare
l’effettivo aumento dei costi che stanno ormai aumentando
tutta la

Siamo alla vigilia di una nuova stagione invernale che si avvia con grosse preoccupazioni dovute all’enorme aumento dei costi dell’energia. Quanto inciderà il caro bolletta e quali potranno essere le ripercussioni sui bilanci delle vostre società e sul settore del turismo invernale più in generale?

Il forte incremento dei costi dell’energia ha creato non pochi grattacapi a tutte le società Impiantistiche in tutta Italia. Come Funivie Madonna di Campiglio aderiamo ad un Consorzio di Acquisto Provinciale Assoenergia che gi garantisce per il 50% dei consumi un prezzo fissato tre anni fa. Questo contratto che scadrà il 31/12/2022 ci ha permesso di contenere del 50% gli incrementi di questi mesi di emergenza. Purtroppo, dal primo gennaio 2023 saremo obbligati ad acquistare l’energia sul libero mercato con proiezioni di incremento di 8 volte il prezzo medio del 2019. Le nostre simulazioni sui costi danno il risultato che il costo dell’energia passerà dai 2,5 milioni di Euro del 2021/22 ai 5 milioni di Euro del 2022/23 con un incidenza sui costi che passerà dal 8% al 15% per la sola energia, a questi vanno aggiunti altri rincari indotti dalla crisi come

il gasolio per i gatti delle nevi, i pezzi di ricambio e altri materiali vari che mediamente hanno avuto un incremento dal 30 al 50%.

E’ difficile ad oggi valutare gli effetti che tali costi avranno sul settore del turismo perché il tutto dipenderà da quanto diminuirà la capacità di spesa dei nostri clienti. Quello che in parte ci può salvare è che dopo due anni di emergenza COVID, la voglia di vacanza e di praticare sport all’aria aperta è ancora molto alta e quindi speriamo che la vacanza possa essere mantenuta

fra le priorità dei nostri clienti sia in Italia che all’estero.

Quali sono le differenze tra la crisi dovuta al Covid? A distanza di tre anni le difficoltà dovute alla pandemia sono state superate o si stanno ancora riflettendo negativamente sul comparto dello sci?

Speriamo di averci lasciato alle spalle tutta la problematica dell’emergenza COVID, è vero che i contagi sono in aumento ma la gravità delle conseguenze dell’infezione sembrano al momento molto lonta-

ne dagli altri anni. In ogni caso noi siamo pronti in qualsiasi momento ad attivare i protocolli di protezione per rallentare la diffusione del virus per chi frequenterà le nostre piste (mascherine, distanziamento delle code, riduzione delle portate ecc.).

Quali azioni avete programmato per cercare di limitare i consumi ed i costi dell’energia?

Siamo impegnati quotidianamente per ridurre al minimo sprechi e consumi di energia non necessari; tuttavia, mettiamo sempre al primo posto la qualità

dei servizi che non subirà alcuna riduzione per lo sciatore.

Quali ripercussioni ci saranno sui costi dei biglietti a carico degli sciatori?

Quest’anno abbiamo previsto un incremento base del 6% rispetto all’anno scorso, meno del tasso di inflazione previsto. Da due anni noi proponiamo dei prezzi con modalità dinamica come avviene sui voli aerei secondo il principio chi prima acquista meno spende.

E’ chiaro che un prezzo può aumentare nel tempo

in funzione della richiesta per cui potrebbe succedere che sotto data il prezzo di Altissima Stagione ha un incremento maggiore rispetto alle altre stagioni, Per questo invitiamo i nostri sciatori ad acquistare con largo anticipo online o a scegliere la nostra Starpass, il primo stagionale pay-per-use che offre ulteriori sconti e opportunità che potrete vedere sul nostro sito www.ski.it.

Quali azioni può intraprendere l’ente pubblico per mitigare le conseguenze negative di questa ennesima crisi?

Penso che l’emergenza abbia una dimensione Internazionale e quindi spetta al governo nazionale agire nelle sedi opportune per ridurre gli effetti speculativi e gli incrementi ingiustificati del costo del gas e dell’energia in generale, anche garantendo detrazioni d’imposta per ridurre l’impatto sui costi di produzione.

PAG . 9NOVEMBRE 2022
Campiglio, chi
meno
Focus: funivie Bruno Felicetti, direttore generale di Funivie Madonna di Campiglio: “Il costo dell’energia passerà dai 2,5 milioni di euro del 2021/22 ai 5 milioni di euro del 2022/23 quindi l’incidenza dei soli incrementi in energia sui costi passerà dall’8 al 15%” AMBULATORIO ECOGRAFICO • RIABILITAZIONE RESPIRATORIA E LONG COVID MEDICINA ESTETICA E LASERTERAPIA FISIOTERAPIA TERME DI COMANO · LOC. TERME DI COMANO, 6 - 38070 STENICO (TN) COMANOMED.IT PRENOTA ORA IL TUO APPUNTAMENTO CON TEMPI MINIMI DI ATTESA: TEL 0465 763300 · EMAIL COMANOMED@TERMECOMANO.IT DERMATOLOGIA PNEUMOLOGIA PSICOLOGIA CARDIOLOGIA • FLEBOLOGIA • GINECOLOGIA • UROLOGIA REUMATOLOGIA NUTRIZIONE PEDIATRIA E ALLERGOLOGIA OTORINOLARINGOIATRIA VISITE SPECIALISTICHE ALTRI SERVIZI COMANO MED. GLI SPECIALISTI DELLA SALUTE.
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Dal 1° gennaio 2023 in vigore il nuovo “piano fotovoltaico” semplificato del consorzio B.I.M. Sarca Mincio Garda

Risultato al di sopra di ogni aspettativa per il “Piano Fotovoltaico 2022” del B.I.M. Sarca Mincio Garda: le domande hanno superato le 700 per un impegno finanziario presunto di questo Ente di più di 2 milioni di Euro (erano 65 nel 2021) e in maniera inequivocabile attestano la volontà delle famiglie dei nostri Comuni consorziati (tra Vallata Alto Sarca e Basso Sarca e Ledro sono 31) di ‘organizzarsi’ al fine di autoprodursi energia elettrica da fonti rinnovabili, in particolare con il sistema fotovoltaico.

Questo significa anche affrontare il problema del “caro energia” non con interventi spot ma con investimenti a carattere permanente che contribuiscono alla produzione locale di energia.

Gli incentivi sono infatti finalizzati a sostenere i residenti nella spesa per l’installazione di pannelli fotovoltaici e batterie di accumulo.

Alla scadenza del “Piano Fotovoltaico 2022” (30 settembre 2022), considerato il numero eccezionale di domande pervenute, si è ritenuto di procedere ad una semplificazione dell’iter per

All’insegna della concretezza. È questo il mandato del Parco Fluviale Sarca, nato per essere laboratorio di idee, progetti e realizzazioni in un unico, vasto territorio inteso come sistema di preziosi ambienti naturali da preservare e trasmettere alle future generazioni. Le idee e i progetti che vengono finanziati danno un contributo operativo allo sviluppo sostenibile delle nostre valli e dei nostri comuni. In questo quadro nel corso del 2022 è stato varato un piano di finanziamenti, che si aggiunge alle attività già in essere (come quelle, numerose, di conservazione nel Basso Sarca), di oltre 360.000 euro per opere da compiersi entro l’anno. Ne hanno usufruito l’Asuc di Fisto e i comuni di Pinzolo, Stenico, Tre Ville, Spiazzo e San Lorenzo Dorsino (per lavori di sistemazione sentieristica, alcuni dei quali legati al cammino San Vili, un progetto del Parco per lo sviluppo dell’economia dei cammini) e altri lavori sono in corso per i comuni di Sella Giudicarie, Tione e Borgo Lares.

Altra importante realizzazione sono i 9 percorsi tematici di recente installati nell’Alto

la presentazione e liquidazione delle domande.

Con deliberazione dell’Assemblea Generale n. 15 dd. 29.09.2022 è stato pertanto approvato il nuovo Regolamento “Piano Fotovoltaico 2023” che entrerà in vigore dal 01.01.2023 e che conferma la volontà, condivisa con apposito accordo del giugno 2022 con gli altri Consorzi BIM Trentini, la Provincia Autonoma di Trento, la Federazione Trentina della Cooperazione e l’Associazione Artigiani del Trentino, di sostenere l’implementazione del fotovoltaico ed in particolare agevolare le famiglie che intendono installare pannelli e batterie di accumulo al fine di risparmiare sulla bolletta energetica e contestualmente aumentare la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili.

I requisiti per beneficiare dei finanziamenti previsti nel nuovo Regolamento, tra cui la residenza in uno dei Comuni di questo Consorzio BIM Sarca Mincio Garda, sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al precedente Regolamento così come gli importi previsti ossia €. 1.500,00 per installazione pannelli, €. 2.500,00

per batterie di accumulo (per complessivi €. 4.000,00) ed €. 750,00 per impianti ‘ad isola’ non collegati alla rete elettrica (es. case da mont). Il nuovo Regolamento prevede invece una procedura semplificata rispetto al precedente, con possibilità di presentare domanda di contributo ‘a consuntivo’ (anzichè prima di effettuare l’installazione) entro dodici mesi dalla data della fattura di saldo dell’intervento oggetto di contributo ovvero dalla data della convenzione/comunicazione con il GSE se successiva. Per il primo anno (decor-

renza 01.01.2023), le domande dovranno riguardare interventi effettuati dal 01.10.2022 (ossia successivi alla scadenza del precedente Piano Fotovoltaico 2022).

A tal riguardo è stata infatti prevista nel suddetto nuovo Regolamento, scaricabile dal sito www.bimsarca. tn.it/it/eventi/nuovo regolamentofotovoltaico, apposita norma transitoria (art. 16), cui si rinvia.

Sulla base della domanda e della ulteriore documentazione comprovante l’avvenuta installazione, nonchè il possesso degli ulteriori requisiti richiesti, sarà dispo-

sta con cadenza quadrimestrale, con provvedimento del Consiglio Direttivo, la liquidazione delle pratiche ammesse.

E’ sempre possibile beneficiare dei “bonus fiscali” per tali interventi entro il limite massimo di detrazione del 70%.

La modulistica necessaria per la presentazione della domanda per il nuovo “Piano Fotovoltaico 2023”, con gli ulteriori documenti richiesti, sarà pubblicata entro fine anno nell’apposita sezione di questo sito www.bimsarca.tn.it (modulistica/Piano Fotovoltaico).

La concretezza del Parco Fluviale per l’Alto Sarca

termale di Comano.

L’azione del Parco si è anche rivolta all’organizzazione di 26 escursioni alla scoperta delle tante riserve naturali e dei percorsi di visita. A condurle, guide professioniste che hanno fatto da ambasciatori del Parco, svelandone i segreti e illustrandone le particolarità.

Sarca. Un grande e accurato progetto di comunicazione e divulgazione, che nel complesso conta oltre 150 pannelli, che si aggiungono alle 8 Porte Parco dell’Alto Sarca e a tutta la pannellistica già collocata nel Basso Sarca.

Un’immagine nuova e coordinata, che valorizza le riserve naturali del Parco Fluviale Sarca, dai luoghi di nascita del fiume alla foce.

Non meno concreto è stato il sostegno alle associazioni del

territorio per dare vita a ManiFLU, uno straordinario programma di attività sul territorio del Parco che ha raccolto decine di proposte culturali e formative realizzate in rete da primavera all’autunno a favore del pubblico locale e dei turisti. ManiFLU si è concluso il 9 ottobre a maso Limarò con una festa della Sarca che tra le altre cose ha dato spazio a un’installazione fotografica che rende conto del prezioso impegno

dei volontari che una volta all’anno puliscono le sponde del fiume dalle immondizie con il coordinamento dell’associazione “Rotte inverse”.

Di concretezza è pieno anche il progetto Trame di Natura, che ha attivato per il secondo anno consecutivo un ricco e partecipato programma di confronti aperti e laboratori con le aziende zootecniche locali su tematiche che contribuiscono alla valorizzazione e all’utilizzo efficiente delle

risorse

(gestione

letame, marketing territoriale dei prodotti zootecnici, produttività foraggera e autonomia proteica).

Un accordo strategico con il Parco Naturale Adamello Brenta ha permesso al Parco Fluviale di portare l’educazione ambientale nelle scuole primarie, coinvolgendo 54 classi del territorio lungo l’asta, e di organizzare una mostra decisamente attuale sul tema dell’acqua al parco

Per proseguire su questa strada di lavoro al fianco della comunità, il Parco Fluviale Sarca ha promosso in luglio una fase di ascolto della cittadinanza con tre serate pubbliche, ponendo così le premesse operative al rinnovo per i prossimi 9 anni della Convenzione tra tutti i partner del Parco, previsto entro la primavera 2023.

Gianfranco Pederzolli, Presidente del Parco Fluviale Sarca

PAG. 10 NOVEMBRE 2022 Messaggio promozionale
milioni di euro per dare risposta alle circa 700 domande di contributo per l’installazione
Due
di pannelli fotovoltaici e batterie di accumulo. Le famiglie si stanno organizzando per autoprodursi energia elettrica da fonti trinnovabili
territoriali del Sotto il Presidente Giorgio Marchetti

Il 30.09.2022 sì è concluso il termine per la presentazione delle domande di contributo sul Piano Fotovoltaico 2022.

Eccezionali i risultati: 703 domande di contributi con una spesa presunta di circa Euro 2.130.000,00= per kw. 2.700,00 di p.n. per impianti fotovoltaici e 4.600,00 kw di p.n. per batterie di accumulo

SINGOLO IMPIANTO IMPI ANTO FOTOVOLTAICO ‘IN

ISOLA’

con potenza nominale ≥ a 250 W, W , comprensivo di regolatore e batterie non collegati alla rete di distribuzione dell’energia elettrica (es (es: ca da mont edifici isolati)

11NOVEM
VALLATA ALTO SARCA: Andalo Bleggio Superiore Bocenago Borgo Lares Caderzone Terme Carisolo Comano Terme Fiavè Giustino Massimeno Molveno Pelugo Pinzolo Porte di Rendena Sella Giudicarie San Lorenzo Dorsino Spiazzo Stenico Strembo Tione di Trento Tre Ville Vallelaghi
VALLATA BASSO SARCA E LEDRO: Arco Cavedine Drena Dro Ledro Madruzzo Nago Torbole Riva del Garda Tenno € 1.500,00 SINGOLO IMPIANTO FOTOVOLTAICO con potenza nominale ≥ 1,5 kw e fino a 20 Kw collegato alla rete di distribuzione dell’energia € 2.500,00
BATTERIE DI ACCUMULO con potenza nominale minima di 1,5 kw € 750,00
Sul sito istituzionale www.bimsarca.tn.it è pubblicato il Nuovo Regolamento Piano Fotovoltaico 2023 ed a breve sarà disponibile anche la modulistica per la richiesta di contributo con entrata in vigore dal 01 gennaio 2023 SCADENZE DOMANDE: DAL 01 01 2023 - ENTRO 12 MESI DALLA FATTURA DI SALDO O DA CONVENZIONE GSE SE SUCCESSIVA; INTERVENTI REALIZZATI DAL 01 10 2022 REQUISITI: RESIDENZA E IMMOBILE IN UNO DEI COMUNI CONSORZIATI; NON AVER BENEFICIATO DI CONTRIBUTI SU PIANO FOTOVOLTAICO B.I.M. NEGLI ULTIMI 10 ANNI CUMULABILITA’: CUMULABILE CON BONUS FISCALI STATALI CON DETRAZIONE NON SUPERIORE AL 70%

Avanza il progetto della circonvallazione stradale di Pinzolo, una delle opere strategiche per le Giudicarie che la giunta provinciale ha affidato alla figura del commissario straordinario con l’obiettivo di accelerarne la realizzazione.

Con una procedura svolta su richiesta, appunto, del responsabile incaricato per l’intervento, l’ingegnere Massimo Bonenti, l’Agenzia provinciale per gli appalti e i contratti (Apac) ha pubblicato pochi giorni fa il bando di gara telematica per l’affidamento, con appalto integrato, della progettazione esecutiva e realizzazione dell’unità funzionale 1 della variante sulla strada statale 239 di Campiglio, ovvero il tratto più ampio della variante che va dal depuratore in località Martalac fino a monte dell’abitato di Carisolo in prossimità dell’attuale CRZ.

L’importo complessivo a base di gara sfiora i 90 milioni di euro. Il bando prevede una procedura aperta sopra soglia comunitaria con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa - significa, nonostante k nome sia ingannevole, che a prevalere è il punteggio per l qualità della proposta - per un importo a base di gara di 89.775.188,50 euro così suddivisi: circa 1 milione e 100 mila euro per la progettazione esecutiva e i restanti 89 milioni per l’esecuzione dei lavori. Alla luce dei rincari degli ultimi mesi, gli importi sono stati adeguati ameno in parte: “Ad un certo

punto bisognava tirare una riga per riuscire ad andare avanti con l’opera - spiega il commissario Bonentiquindi è stato adeguato ciò che lo doveva essere e poi si è proceduto con la gara”. La scadenza per la presentazione delle offerte da parte delle imprese è fissata il 29 novembre 2022 e i tempi fissati per la redazione del progetto esecutivo sono 120 giorni naturali che partono dalla data di sottoscrizione del contratto, ai quali si aggiungono i tempi di esecuzione dei lavori stabiliti in 1.037 giorni naturali consecutivi. Tutto questo salvo ricorsi, che sono la vera spada di Damocle dei avori pubblici (accanto alle lungaggini della burocrazia, che però in questo caso con l’istituzione della figura del commissario è stata nei tempi in cui doveva) e rischiano di affossare anche i migliori proposti della politica. Inutile dire che vedere avanzare un lavoro atteso così a lungo, richiesto con forza da residenti e operatori economici e così costoso, non poteva che essere salutato come un momento importante dagli

amministratori. L’assessore provinciale all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo, il pinzolero Roberto Failoni ha commentato positivamente l’arrivo della gara e il rispetto dei tempi che l’introduzione della figura del commissario aveva come obiettivo. “La circonvallazione è un’opera

strategica - ha detto - e un intervento che la comunità della Val Rendena attende da oltre 40 anni. È utile non solo per Pinzolo e la sua valle, ma anche per tutto il Trentino. Permetterà infatti di migliorare sensibilmente la viabilità

in direzione Madonna di Campiglio, soprattutto nei periodi di grande afflusso turistico. Ricordiamo che quest’area è una delle aree più importanti per il turismo e l’economia trentina. Rendere più sicuri ed efficienti i collegamenti

è una priorità sulla quale l’amministrazione provinciale ha dimostrato la massima attenzione e così continuerà a fare”. Stessi punti chiave - l’importanza generale dell’opera e il valore strategico del turismo e dell’economia per la vallata – quelli toccati da Fugatti: “La circonvallazione di Pinzolo è un intervento determinante per la val Rendena e in generale per l’intero Trentino - afferma il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti che porta anche il pensiero del vice Mario Tonina e del’assessore Mattia Gottardi -. Consentirà di migliorare la mobilità in tutta la valle e non solo, un’area di primaria importanza a livello economico e turistico”.

PAG. 12 NOVEMBRE 2022 Viabilità
Variante di Pinzolo, pubblicata la gara da 90 milioni Il bando riguarda il tratto più lungo della circonvallazione dal depuratore di Martalac fino a monte dell’abitato di Carisolo nei pressi del Crz. A fine novembre la scadenza per le offerte.
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Denise Rocca

Galleria di Ponte Pià, avviate procedure di gara per 34,5 milioni

L’amministrazione provinciale ha approvato lo scorso 20 settembre il progetto esecutivo per i “Lavori di rettifica e adeguamento della galleria “Ponte Pià” nel tratto compreso tra il chilometro 94,576 e il chilometro 96,577 della statale 237 del Caffaro”. Il progetto porta la firma dell’ingegner Paolo Nicolussi Paolaz del Servizio Opere Stradali e Ferroviarie della Provincia ed è suddiviso in due lotti la cui realizzazione è previsa per il 2023, con la consegna del secondo lotto (sostanzialmente, le opere di mess in sicurezza della vecchia strada dove il traffico verrà deviato durante la rettifica della galleria) entro giugno 2023 e il resto dei lavori entro fine anno. Nelle scorse settimane sono state avviate le procedure di gara che prevede la consegna dei lavori e l’inizio delle attività nel corso del 2023 quando il traffico verrà deviato sulla sede stradale dismessa adiacente al bacino idrico della diga. “La Provincia Autonoma di Trento - sottolinea il vicepresidente e assessore all’urbanistica e ambiente della Provincia Mario Tonina - consapevole dell’importanza strategica di questo asse viario per il Trentino occidentale, e delle forti aspettative delle comunità interessate, ha avviato l’iter per la realizzazione dei lavori e a bilancio figurano ben 47 milioni di euro, ad agosto la giunta ha infatti stanziato, in aggiunta ai 25 milioni originari altri 22 milioni per far fronte agli aggiornamenti progettuali dovuti ad adeguamenti normativi e all’aumento del costo dei materiali. Ciò dimostra, crediamo, la grande attenzione posta alle esigenze del territorio, che da tempo attendeva questo intervento per rendere più sicura e fluida la viabilità in questa parte della provincia, interessata anche da flussi turistici estremamente significativi. È anche una grande soddisfazione aver trovato tutte le risorse necessarie per poter finalmente realizzare un’opera che si aspettava da tanto tempo”.

La soddisfazione per un lavoro ampiamente atteso dalla vallata c’è anche per l’assessore provinciale tionese Mattia Gottardi: “Un’opera attesa da decenni e non più rinviabile, un investimento utile per rendere più sicuro, agevole e rapido, il collegamento dal-

La consegna dei lavori e l’inizio delle attività sono previsti nel corso del 2023, per il progetto che complessivamente, considerando anche il secondo lotto, costerà 47 milioni di euro.

le Giudicarie verso Trento. Una promessa mantenuta. Un lavoro di tutta la Giunta provinciale cui è stata data priorità dopo tanti anni di disinteresse verso il nostro Territorio. Si inserisce nel piano più ampio di interventi programmati che prevedono anche l’avvio della tangenziale di Comano Terme e di Pinzolo. Attendiamo la presentazione delle offerte entro il mese di novembre per partire

della galleria esistente di sviluppo pari a circa 571 metri; e infine la realizzazione lungo la carreggiata di 6 piazzole di emergenza e di 3 vie di fuga collegate con l’esterno. Nel restante tratto di galleria esistente, con uno sviluppo di 256 metri circa, compreso tra il portale sul lato di Tione e la progressiva chilometrica 94,576, verranno sostituiti gli impianti tecnologici in coerenza con quanto realiz-

con il cantiere nel 2023”.

L’opera L’intervento alla galleria di Ponte Pià interessa un tratto stradale che ha uno sviluppo complessivo di circa 1.730 metri che, procedendo in direzione di Tione, comprende: un primo tratto di rettifica stradale all’aperto, con uno sviluppo di 56,80 metri, prima di raggiungere il nuovo portale della galleria sul lato di Ponte Arche; e inoltre la realizzazione di una nuova galleria stradale con uno sviluppo di 1.102,30 metri, fino all’intersezione con la galleria esistente; e ancora l’allargamento ed il rivestimento di un tratto

zato nella nuova galleria. Principali dati tecnicoamministrativi Il progetto prevede la suddivisione in due lotti denominati rispettivamente:

Lotto 1: opera S-174 - Lavori di rettifica e adeguamento della galleria “Ponte Pià” nel tratto compreso tra le Progr. Kilom. 94,576 - 96,577 della S.S. n. 237 del Caffaro; Lotto 2: opera S-174 - Lavori di rettifica e adeguamento della galleria “Ponte Pià” nel tratto compreso tra le Progr. Kilom. 94,576 - 96,577 della S.S. n. 237 del Caffaro - Opere di difesa - Lotto 2

Procedure amministrative e tempi

Immediatamente dopo l’approvazione del progetto, APAC, per il lotto 2, ha avviato la procedura negoziata senza previa pubblicazione di bando; gli inviti sono stati inoltrati in data 23/09/2022. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato per il giorno 27 ottobre 2022.

L’affidamento del lotto 1 avverrà tramite procedura aperta, il cui bando è stato pubblicato da APAC il 28/09/2022. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato per il giorno 15 novembre 2022.

I costi L’importo dei lavori del lotto 1 ammonta a 34.414.482,49 euro, dei quali 808.000 per oneri della sicurezza.

L’importo dei lavori del lotto 2 – Opere di difesa ammonta a 999.723,15 euro, dei quali euro 42.000 per oneri della sicurezza.

Le somme a disposizione dell’Amministrazione ammontano a 11.585.794,36 euro.

L’importo totale del quadro economico prevede una spesa di 47.000.000 di euro.

Viabilità alternativa Per la realizzazione delle opere sarà necessaria la deviazione provvisoria del traffico sulla sede stradale dismessa adiacente al bacino idrico della diga di Ponte Pià; durante il corso dei lavori tale sede stradale sarà temporaneamente ripristinata e aperta al traffico per la durata complessiva di circa 500 giorni. Per l’utilizzo di tale viabilità provvisoria verranno realizzate preventivamente delle opere di protezione dalla caduta massi progettate con il lotto 2: si prevede un disgaggio delle pareti rocciose, l’utilizzo di reti in aderenza alle pareti rocciose e la realizzazione di barriere paramassi.

PAG . 13NOVEMBRE 2022Viabilità

Omne agens agendo perficitur

La società nelle sue varie articolazioni istituzionali deve creare i presupposti e le condizioni affinché i cittadini possano sviluppare al meglio le proprie potenzialità e capacità.

La promozione del benessere delle persone in un quadro di tutela dei diritti umani e di garanzia dei diritti civili in condizioni di sicurezza per tutti i cittadini costituisce impegno e responsabilità di base delle pubbliche istituzioni. Nell’ambito di uno Stato nazionale, ad esempio, le responsabilità sono articolate a vari livelli, dal governo centrale alle amministrazioni comunali. Questo deve essere garantito allo scopo di creare le condizioni affinché i cittadini, individualmente o nelle aggregazioni sociali nelle quali decidono liberamente di unirsi, possano sviluppare, con proprie forze e disponibilità, le loro potenzialità e capacità per soddisfare i propri bisogni.

Si tratta certamente di una rilevante responsabilità, per la quale gli organi istituzionali debbono definire programmi e iniziative conoscendo situazioni e condizioni della società in cui sono

chiamate ad operare utilizzando anche tutti gli strumenti e le opportunità che la scienza e la tecnologia mettono a disposizione. La realizzazione di infrastrutture materiali e immateriali sono certamente fra le buone realizzazioni che consentono ai cittadini di meglio mettere a frutto energie e creatività. Un collegamento stradale veloce e sicuro fra Trento e le Giudicarie realizzato dalla Provincia autonoma, ad esempio, creerebbe migliori condizioni per l’economia giudicariese, rendendo più veloce e sicuro, fra l’altro, il collegamento di cittadini delle rispettive valli con istituzioni formative e centri di ricerca del capoluogo trentino. Diffusione capillare della fibra ottica che si sta realizzando in Trentino rappresenta un’ulteriore importante presupposto per favorire lo sviluppo socioeconomico. Garantire un efficiente servizio sanitario è altrettanto fondamen-

Il bene comune condizione di sviluppo e giustizia sociale

gnifica somma di beni particolari di ogni soggetto del corpo sociale, quanto piuttosto di un bene di tutti e di ciascuno. Evidentemente non tutte le persone nascono con capacità, talento e condizioni di salute che consentono l’utilizzo nel miglior modo possibile di ciò che il bene comune mette a disposizione. Quando una persona non ce la fa con le proprie risorse a soddisfare i propri bisogni, è chiaro che la società in termini generali attraverso le istituzioni in cui si articola deve intervenire, in termini sussidiari, per aiutare chi da solo non può soddisfare i propri bisogni.

tale come condizione per favorire lo sviluppo in una comunità. Creare per una persona buone condizioni di istruzione e di salute significa avere per la stessa presupposti importanti per agire autonomamente per soddisfare le proprie esigenze di vita. Avere

un sistema burocratico che, pur nella doverosa osservanza di norme fondamentali, richiede ai cittadini l’impiego di tempo e il dispendio di mezzi in termini minimali deve essere un imperativo dell’ente pubblico. In sintesi, le pubbliche istituzioni debbono

orientare e concentrare il proprio operato per porre i cittadini nelle migliori condizioni possibili per seguire le proprie legittime aspirazioni di vita nella cornice della legalità. Tutto ciò fa riferimento al principio noto come “bene comune”, il che non si-

La realizzazione del bene comune, nella garanzia del primato della persona e con l’affermazione dei principi di sussidiarietà è solidarietà può realizzare le migliori condizioni possibili per uno sviluppo equilibrato della società nel rispetto di criteri di giustizia sociale.

PAG. 14 NOVEMBRE 2022 Riflessioni

Ucraina, Russia ed equilibri mondiali

Le preoccupazioni, la paura e le incertezze che angosciano noi tutti mentre in Ucraina continuano carneficina e distruzione in seguito all’invasione del Paese da parte della Russia non lasciano purtroppo grandi fili di speranza per la fine di questo terribile conflitto.

Le riflessioni e le analisi di carattere geopolitico non possono purtroppo limitarsi - questo penso che tutti lo abbiamo capito - all’interno di una circonferenza che vede solo un aggressore e un aggredito.

È palese a tutti che si tratta di una questione che riguarda sia l’intera Europa sia un più ampio ordine a livello mondiale, in particolare l’intero sistema democratico. Dopo la Seconda guerra mondiale, con l’istituzione delle Nazioni Unite s’era venuto a formare un nuovo ordine planetario al quale la pace doveva in modo particolare essere garantita e sostenuta al Consiglio di sicurezza Onu; un Consiglio di sicurezza che si era preso in carico il ruolo di garante mondiale. L’invasione di un Paese indipendente e sovrano da parte di un membro del Consiglio di sicurezza il quale, oltretutto, ha potere di veto al suo interno, significa lo scardinamento di un ordine mondiale che aveva dato motivo di speranza per una pace duratura. Solamente chi è in malafede o affetto da miopia politica può ritenere che la scellerata azione di Putin abbia come obiettivo quello di prendersi una nuova striscia di Ucraina dopo aver preso con la forza

la Crimea. Come è stato sottolineato più volte nel corso di questa guerra da varie voci autorevoli alla base delle aspirazioni alimentate dalla follia del Cremlino vi è la determinazione per una riappropriazione territoriale riferita in parte all’era sovietica e in parte dei domini di Pietro il Grande. Al di là dell’aspetto territoriale vi è un’ideologia - anche questo ha fatto e fa parte di analisi - che non ha solo obiettivi territoriali ma l’imposizione a livello mondiale di un nuovo sistema di “valori” che nulla hanno a che fare con la democrazia dei sistemi liberali da noi conosciuti e riconosciuti che sono garanti del rispetto della dignità umana e della libertà. Certamente non si tratta solo di obiettivi e aspirazioni che vengono alimentate in Russia. Vi sono indubbiamente altre realtà del mondo dove simili aspirazioni vengono cullate e fra queste evidentemente la Cina. Se per ora si presentano ai nostri occhi incertezze nel consolidarsi di alleanze fra chi condivide queste scellerate aspirazioni, è anche perché vi sono determinati equilibri degli interessi

economici che frenano le ambizioni.

A livello di opinione pubblica internazionale, dopo che, salvo eccezioni, vi è stato un grande coro di sostegno incondizionato al popolo ucraino con una condanna senza riserve contro l’invasore, ora si avverte talvolta un clima diverso; date anche le gravissime conseguenze della crisi energetica, viene percepito il formarsi di un sentimento che in maniera più o meno espressa vorrebbe la conclusione del conflitto chiedendo agli ucraini di lasciar perdere Crimea e Donbass, pensando che Putin sarebbe accontentato le armi verrebbero silenziate. Si tratta di pura illusione. Vi è un aspetto di carattere psicologico che dobbiamo considerare per comprendere anche la resistenza degli ucraini e la forte preoccupazione di altri popoli vicini alla federazione russa per non fidarsi nella maniera più assoluta di eventuali promesse che potessero venire dalla Russia. L’esperienza di popoli vissuti sotto la cappa comunista sovietica dopo un lungo dominio zarista ha prodotto nelle menti delle persone la convinzione

della determinata volontà della Russia di non rassegnarsi a riconoscere il fatto che una lunga dominazione russa e sovietica abbia concluso un suo ciclo storico lasciando che Paesi indipendenti e sovrani possano sviluppare autonomamente un loro modello di vita e di valori. Significativo ad esempio è il caso di decine di migliaia di russi rifugiatisi in Georgia dopo l’inizio della guerra i quali

pretendono che i georgiani parlino solo russo con loro in quanto si trovano in una terra nella quale devono considerarsi solo ospiti della madre patria russa.

Ritengo che li ucraini non si fideranno mai di una pace basata sulle promesse fatte dalla Russia in un eventuale negoziato di pace; se queste fossero le condizioni per terminare il conflitto, questa guerra si concluderà solamente

in seguito alla sconfitta di una o dell’altra parte. Ma dobbiamo tutti rendersi conto che in gioco non c’è solo l’Ucraina, ed anche non solo l’Europa, bensì un più vasto preoccupante scenario mondiale. Questo dobbiamo pensare quando si discute di dare o non dare aiuti militari in Ucraina per rafforzare difese di sistemi internazionali democratici come l’Alleanza atlantica. Questa è, purtroppo, la realtà.

PAG . 15NOVEMBRE 2022Europa
di Paolo Magagnotti

Senectus, ovvero la vecchiaia

Terenzio Afro (160 a.C.) nella commedia Phormio afferma : “senectus ipsa est morbus” (la vecchiaia stessa è una malattia) e Cicerone nel De Senectude (44 a.C.) aggiunge : “senectus stat in fundamentis positis iuvenis” (la vecchiaia poggia sui fondamenti della giovinezza). Nel tempo della vita la vecchiaia è quella fase del vivere in cui compaiono i primi segni della decadenza fisica e a volte anche intellettuale. Ma dopo duemila anni siamo ancora a chiederci come possiamo definire i concetti molte volte dissimili che hanno interessato e interessano tuttora le fasi della vita? Quando si è vecchi ? Il dato anagrafico di vecchiaia non è più accettato dalla scienza moderna; prevale ed è documentato il dato biologico dell’età. Ma cosa succede nel tempo e come è stata vista la vecchiaia alla luce dei vari fattori culturali e ambientali nel corso dei secoli? Se ci limitiamo al dato della debilitazione progressiva del fisico, la vecchiaia ci appare come un ineluttabile fine di una progressione inarrestabile della nostra costruzione biologica. Le nostre cellule invecchiano e noi seguiamo il nostro destino di esseri destinati a morire. Ma il tempo vissuto ci arricchisce di esperienze, di valori, di affetti, di socialità, di cultura che determina il lascito che noi mettiamo a disposizione delle generazioni future. Nella cultura più antica che ci riguarda, quella greca, la vecchiaia era espressione di saggezza. I grandi anziani, rappresentati quasi sempre con delle grandi barbe, erano saggi e depositari di valori riservati a quei pochi che vivevano

a lungo. Era sviluppato il rispetto dei figli per i padri e le leggi li obbligavano al loro mantenimento. Con la società romana acquista valore il pater familias, è lui il depositario del potere della società e la stessa istituzione giuridica più importante della società romana, il senato, deriva dalla parola senex (vecchio). Anche quando la repubblica perde il suo potere originario, perché la carica dominate diventa quella dell’imperatore, il senato continua ad essere rappresentato come la tutela più alta a difesa delle leggi. Gli anziani continuano ad essere depositari della moralità e ad occupare le cariche più alte, si continua ad associare la vecchiaia con la saggezza filosofica, salvo a beffeggiare quelli che si ostinano a non accettare il decadimento fisico e a cercare una giovinezza non più possibile con atteggiamenti viziati. Con l’avvento del cristianesimo la vecchiaia acquista un valore ascetico. Sono gli anziani che fanno da guida e sono sempre loro che sono a capo della carriera ecclesiastica. Tutto cambia con l’avvento del medioevo. L’anziano è visto come un peso, come un disvalore perché non è più abile alle armi, viene accolto negli ospizi e gli autori cristiani associano le deformità della vecchiaia a quelle dei peccati : il vecchio non ha speranza perché la durata della sua vita è affidata all’incertezza. Deve solo sperare nella benevolenza

che deriva dalla speranza di salvare la sua anima. Anche le età più vicine a noi non riservano buona accoglienza alla vecchiaia. Nel Rinascimento con la riscoperta della bellezza classica la giovinezza prevale su tutto, la vecchiaia significa solo morte, anche se la cultura è sempre fonte di potere e nelle corti europee numerosi sono i consulenti anziani dei vari regnanti. Lo sviluppo industriale e lo spostamento conseguente di grandi masse verso agglomerati urbani sempre più numerosi porta ad un miglioramento considerevole della qualità della vita; migliora l’alimentazione e l’igiene e i primi a guadagnarne sono gli anziani. Nel secolo scorso la questione sociale esplode. La famiglia patriarcale legata alla cultura contadina viene messa in crisi dall’esplosione dell’urbanizzazione. Le campagne si spopolano e i valori della civiltà contadina diventano obsoleti. Gli anziani sono sfiduciati ed è solo grazie alla protezione sociale che viene loro garantita dalla pensione e dalla organizzazione sanitaria, che riacquistano una dignità che diviene sostegno importante per la famiglia. Arrivando ai nostri giorni, la rappresentazione fiduciaria della persona anziana, il suo valore è cambiato con la Pandemia. La perdita per malattia acuta esacerbata dall’impossibilità dell’assistenza e della presenza affettiva, ha sviluppato un plus valore dei nostri

cari, facendo emergere l’esigenza di volerli sempre più protetti e guaribili nelle loro infermità, dalla potenza della medicina moderna. Le patologie più frequenti (cardiovascolari, diabetiche, tumorali ) non spaventano più come una volta perché sono gestibili, guaribili, cronicizzabili e spesso compatibili con una qualità della vita molto accettabile. Ma c’è un limite oltre il quale non riusciamo a progredire. Prima del funerale grandioso e nazionale che ha coinvolto tutta l’Inghilterra, tutti si aspettavano con la speranza e con la compassione più profonda di condividere le pene della regina Elisabetta II, perché si sapeva che stava male. Tutti i suoi sudditi avrebbero voluto, come è successo con altri grandi della terra, partecipare alle sue sofferenze e aspettarne la fine accompagnandola con la poten-

za delle preghiere. Invece il certificato di morte, con pragmatismo assolutamente inglese, non riportava le patologie che avevano accompagnato e causato la fine della loro regina, non una complicanza cardiaca, renale o altra patologia grave ma solo: “old age”! Semplicemente “vecchiaia”. La regina è morta perché era anziana, le sue funzioni vitali avevano ceduto perché era avanti con gli anni. Si é spenta, avremmo potuto anche scrivere, per Senectus! E questo ci lascia attoniti e disarmati di fronte alla complessità del nostro corpo. C’è un limite oltre il quale ancora non sappiamo e non possiamo andare: “old age”, senectus! La nostra fine stabilisce il limite al potere della vita. La vita è come l’amore , si espande e diventa intensità del vivere, ma c’è un limite oltre il quale siamo im-

possibilitati a procedere. Il nostro progetto biologico, figlio dell’amore, ha dei limiti strutturali finiti. I disturbi degli anziani li chiamiamo anche “sindromi geriatriche” e sono dovute al normale processo di invecchiamento del nostro organismo. I sintomi sono assolutamente diversi se colpiscono un soggetto giovane e bisogna ricordarsi che gli anziani hanno spesso più di un disturbo alla volta e che ogni disturbo può aggravare e influenzare un altro disturbo. Ma bisogna anche sapere che le malattie e i disturbi conseguenti non hanno al giorno d’oggi gli effetti devastanti di una volta e che molte malattie gravi con i progressi attuali della scienza, trattate con competenza possono permettere a molti, anche grandi anziani, di avere una vita attiva e indipendente.

Caro Musón, ti aspettiamo!

Questo mese la nostra firma storica - Mario Antolini Musón - non ha potuto mandarci la sua riflessione sulle Giudicarie perché vittima di un infortunio che lo ha co-

stretto a letto. È stato per noi della redazione, che ogni mese leggiamo tutti gli articoli in anteprima, assai strano non avere le parole di Mario a farci compagnia e ad aprire

uno squarcio sulle Giudicarie che furono e quelle che potranno essere. Ci sei mancato, Mario, sappiamo che sei impegnato a riprenderti e ti arrivino i nostri migliori auguri di

pronta guarigione. Noi qui, e tutti i lettori giudicariesi, aspettiamo il tuo ritorno alla tastiera. Un abbraccio.

La redazione

PAG. 16 NOVEMBRE 2022
La morte della regina Elisabetta e una riflessione sui limiti umani.
Rubrica Salute

La Fondazione don Lorenzo Guetti - Centro Studi sulla Cooperazione con sede a Larido (Bleggio Superiore) ha celebrato il decennale della sua fondazione con l’organizzazione di quattro giornate di cultura cooperativa concluse con la pubblicazione e presentazione del volume La Comunità che vorrei. 40 sguardi carismatici sulle Giudicarie. Nell’esprimere il mio pensiero sul tema proposto sono partito dalla storia delle Giudicarie, perché - come ha scritto recentemente nel libro Rinnovamento a partire dall’origine il cardinale Walter Kasper, frequentatore in gioventù delle montagne di Adamello e Brenta - «chi non sa da dove viene, non sa dove andare; chi perde la memoria della propria storia cade nella demenza». L’affermazione è uno sviluppo di quella icastica del più grande filosofo del Novecento, Martin Heidegger: «L’origine è futuro». È, questa, una convinzione radicata nella filosofia minuta dei paesi, dove ci conosciamo quasi tutti e davanti a un giovane non noto chiediamo: «Chi è il suo papà?».

Dopo una riflessione sulla storia giudicariese, io ho proposto alcune convinzioni che potrebbero aiutare a costruire un avvenire di serenità e benessere della Comunità che vorrei.

Esistono i presupposti per prefigurare un futuro comune da Fiavè a Pinzolo, da Tione a Storo, ma perché l’unione politica e amministrativa riesca devono funzionare due cose, e funzionare durevolmente: a) gestione efficace ed efficiente di servizi moderni per l’intero territorio, b) ideazione di diversificati programmi di sviluppo che tengano conto delle specificità delle quattro aree giudicariesi (Rendena, Busa di Tione, Valle del Chiese

Che Cimego fosse un paese di fabbri è risaputo. Questo antico mestiere è anche stato rappresentato con l’immagine di un maglio sullo stemma dell’ex Comune di Cimego, ora Borgo Chiese. Girardini Gelsomino, ultimo fabbro di Cimego in una intervista ancora oggi visibile su youtube, riporta alcune notizie in merito. Prima della prima guerra mondiale a Cimego vi erano dieci fucine, quattro site sul rio Caino, tre lungo il fiume Chiese a Cimego e tre sul rio Giulis a Condino tutte di cimeghesi. I fabbri a Cimego negli anni 1914- 15 erano ben sessantacinque. Una di queste fucine

Giudicarie, la Comunità che vorrei

Fondazione Guetti ha proposto a 40 persone della società giudicariese di scrivere un saggio su come vedono la vallata e soprattutto il suo futuro. Ne è nata una pubblicazione, spunto di riflessione per Gianni Poletti che qui racconta le sue, di riflessioni: dall’originalità locale alla subalternità, soprattuto culturale, con il capoluogo.

ed Esteriori).

Tuttavia, i progetti di sviluppo approderanno a risultati duraturi solo se dappertutto faremo diminuire alcune debolezze. Le Giudicarie infatti sono un territorio economicamente subalterno perché sono culturalmente deboli. Per superare questa subalternità non basta fare ponti d’oro alle aziende che arrivano da fuori o promuovere il turismo e l’agricoltura con denaro pubblico. La subalternità economica va superatao quanto meno diminuita - lavorando soprattutto in tre direzioni.

1. Va creato un maggiore senso di appropriazione del territorio intensificando la mentalità da ecomuseo. Tutte le Giudicarie devono diventare “museo”, per i residenti e per i turisti: tutto il territorio deve mantenere e valorizzare il suo genius loci, acquistare identità e visibilità per i residenti e per uno sviluppo turistico non legato a mode esterne. In questa maniera, ad

esempio, anche il paesaggio umano della Valle del Chiese, un’area che non presenta oggi aspetti turistici esaltanti, ma è caratterizzata dall’interessante insieme di numerosi e minuti segni di cultura materiale tradizionale, può aprire nuove potenzialità economiche se queste caratteristiche sono collocate e custodite in un paesaggio non ancora deturpato da sviluppi laceranti e unidirezionali.

2. Va alleggerita la dipendenza dalla città, restringendola a ciò che è indispensabile: la salute (tuttavia conservando e garantendo un servizio di prossimità per le esigenze di base) e la scuola (fatte salve la scuola dell’obbligo e le branche più richieste delle superiori). Quello che si può fare in valle si faccia in valle. Va bene tenere aperto il castello di Bondone per tutta l’estate in modo che chi lo desidera lo possa visitare, ma non credo che l’unico modo per farlo - e neanche il modo più

efficace ed efficiente - sia affidare tale incombenza al MUSE. La mentalità Trento-centrica è radicata nei politici e nei dirigenti provinciali, perché è via comoda, ma spesso è sostenuta - involontariamente e in modo superficialmente rinunciatario - dagli amministratori e dalla popolazione locali. Ne è esempio l’affidamento, come sta avvenendo a Storo, dei corsi della terza età a un istituto di Trento dopo che un’associazione locale li ha promossi e gestiti per 33 anni con ottimi riscontri positivi.

3. È necessario lavorare maggiormente sulla formazione scolastica dei giovani. In questa direzione devono investire le pubbliche amministrazioni giudicariesi. È vero che negli ultimi trent’anni il tasso di scolarità superiore è notevolmente aumentato, ma il problema della subalternità culturale rimane. Molti giovani, una volta conseguita la laurea o la specializzazione, vanno in città, quando non all’estero. Così oggi parecchie aziende giudicariesi sono spesso costrette a cercare fuori il personale direttivo e spe-

cializzato. Vent’anni fa accompagnai un pullman di turisti della Basilicata a visitare la Valle del Chiese. La cosa che più li impressionò era che ai margini di ogni paese c’era un’area industriale o artigianale. Sono ritornato con la mente a quelle aree: alcune aziende hanno chiuso definitivamente, altre si sono trasferite, qualcuna vivacchia, altre prosperano ancora. Che cosa ha fatto la differenza? Non le commesse. Non i contributi di Mamma Provincia. Qualche volta il ricambio generazionale. Sempre la debolezza culturale dei figli, incapaci di sostenere un credibile progetto imprenditoriale, di stare sul mercato, di relazionarsi con i dipendenti e con il territorio, di aggiornarsi continuamente.

Diminuire la subalternità culturale è un processo complesso. In un panorama sostanzialmente vivace e ricco di iniziative sociali come quello giudicariese, è importante chiarire il concetto di cultura: non deve limitarsi alla trasmissione di conoscenze, processi e protocolli, ma deve essere formazione della persona,

di tutta la persona, quindi esige una dimensione dialogica e sociale, implica protagonismo ma anche capacità di coinvolgimento. Molte nostre iniziative “culturali” sono funzionali prima di tutto a chi le promuove e si contano i partecipanti per giudicarne la riuscita.

È necessario andare oltre la creazione di professionalità. Occorre fare promozione culturale per tutti, creare emozioni culturali per tutti, anche per gli adulti, perché la riuscita scolastica dei giovani dipende dalla stima per la cultura che respirano nel loro ambiente.

È diffuso un brutto difetto nelle nostre iniziative “culturali”: quello delle mode, della scopiazzatura, del voler scimmiottare la città, trascurando lo specifico che distingue il nostro territorio e la sua storia. Occorre allora abbandonare il sistema del “taglia e incolla” che si vede in manifestazioni che sono spesso trapiantate nei paesi senza alcun adeguamento al contesto. Siamo gente caparbia, ricca di fantasia e creatività, ma non sempre lo dimostriamo.

Pubblicato su L’Adige, 18 ottobre 2022

A scuola di forgiatura con la Fusina

sul rio Caino è stata ricostruita dal Comune di Cimego negli anni Novanta nell’ambito del progetto di realizzazione del sentiero etnografico, ma il maglio ha smesso di battere da alcuni anni

stante le difficoltà di reperire persone capaci di far rivivere questo antico mestiere. Per questo motivo l’associazione “La Fusina” di Cimego, dopo un mini corso svoltosi nel 2021, quest’anno ha

organizzato un corso di forgiatura più articolato. L’obiettivo era quello di trasformare un ambiente pieno di fascino come una fucina medioevale dove è demandato alla fantasia di ognuno immaginare il fuoco della forgia, il maglio che batte, il martello che picchia sull’incudine, in un ambiente vivo e reale dove si vedono fabbri all’opera come nella notte dei tempi, a beneficio dei visitatori. Fino all’ultima settimana prima dell’inizio del corso, il 4 settembre scorso, gli iscritti erano solo quattro e sembrava proprio che

l’esercizio di questa attività fosse relegato ai pochi che già possedevano un interesse. Invece, non si sa per quale alchimia, improvvisamente il numero di iscritti si è elevato a dieci. Un numero ideale per la capienza della fucina. Così è iniziato tutto. Il maestro Pedretti Carlo di Bienno (Bs) ed i suoi collaboratori, grandi esperti in materia, dopo una parte dedicata alla teoria hanno illustrato il funzionamento della fucina, degli attrezzi ed insegnato le tecniche della forgiatura. Per sei fine settima-

na i partecipanti si sono messi alla prova. Pian piano il ferro rovente è stato trasformato in rose, stelle alpine, candelabri, crocifissi, vassoi centrotavola, tenaglie. Ed il fuoco della passione si è impadronito dell’anima di questi uomini che non avrebbero più smesso tale era il trasporto. Qualche neofita ci ha anche detto che è un mestiere “che prende” intendendo che coinvolge fortemente la sfera emotiva. Ci crediamo visti i risultati.

cura dell’Associazione “la Fusina”

PAG . 17NOVEMBRE 2022
Attualità
A

Zootecnia, quale futuro? No, non è il titolo di un convegno. Peraltro ne sono già stati fatti in abbondanza in un mondo che non sa bene come comportarsi nei confronti del settore. Non è il titolo di un convegno, ma è la domanda che primi fra tutti si pongono gli addetti ai lavori: allevatori, trasformatori (leggi caseifici), commercianti e (perché no?) consumatori. Ognuno ha la sua da dire. Gli allevatori. Sono alle prese con costi sempre più elevati, ma anche con problemi dipendenti dal loro rapporto con il territorio. Basti pensare alla Rendena, ed in particolare all’alta valle, la regina del turismo, dove il numero di stalle è elevato, ma è elevato soprattutto il numero di capi: sproporzionato rispetto alla superficie possibile. E qui ci scusiamo se scendiamo con il pensiero a terra: le vacche fanno il loro mestiere, che è vivere; per vivere mangiano; dopo aver mangiato ruminano; e nel contempo espellono. Problema: dove si buttano le deiezioni? Nei campi. Ma non ci sono sufficienti campi. Allora c’è chi lancia idee e progetti concreti. Uno di questi è stato lanciato a Porte di Rendena, comune meridionale della valle, frutto della fusione fra Villa, Vigo e Darè: un mini biodigestore tarato su 300 capi per produrre digestato e nel contempo energia. Apriti cielo! Hai visto mai che insieme alla “emme” vera (ci scusiamo per la crudezza) ci vada anche “emme” pericolosa (che so? Rifiuti speciali?).

Non c’è discussione: viviamo nella società delle diffidenze e delle paure. Nessuno si fida della capacità dell’ente pubblico di controllare, così semplicemente si dice no. E l’ente pubblico abbocca. E dice no a sua volta. In realtà c’è anche chi contesta l’uso del biodigestato, colpevole di ammazzare la biodiversità, ma qui ci incammineremmo su una strada complicata. Natu-

Zootecnia in crisi. Caseifici e stalle sull’orlo della chiusura

ralmente non è l’unico problema questo per gli allevatori. Non a caso c’è chi ha cominciato a rinunciare alla stalla e a vendere i capi. Negli ultimi mesi i costi sono balzati verso traguardi impossibili. E allora che si fa? La tentazione di gettare la spugna è fortissima. Intendiamoci, c’è anche chi fa investimenti forti per migliorare le proprie strutture, ma è merce rara. Veniamo ai trasformatori. Se gli allevatori sono in difficoltà, non da meno lo sono i caseifici. E su tutti Latte Trento, che raccoglie il latte degli allevatori trentini e si può definire un’azienda energivora: grande mangiatrice di energia. Il grido di dolore del direttore Sergio Paoli, uno che non le manda a dire, è echeggiato sui mass media. Quanto ascoltato? La minaccia è semplice e pesante: “Se non ci saranno interventi di aiuto c’è il concreto pericolo di chiusura della Cooperativa”. Credibile o semplicemente minaccioso? Di certo dà il senso delle difficoltà vissute. Così accade che alla fine dell’estate sia stato chiuso il caseificio di Pinzolo,

perché i costi da affrontare sono troppo alti. C’è chi si è fatto una domanda: costa di più mantenere il caseificio aperto o portare ogni giorno che Dio manda in terra il latte a Trento?

I consumatori che dicono? Pagano, come accade da che mondo è mondo.

La storia

C’era una volta la civiltà contadina. E c’erano riti secolari. Nei paesi funzionavano i caseifici turnari, partecipati da tutti i proprietari di una stalla, ossia praticamente da tutta la comunità. Perché nella stalla in cui alla sera si faceva filò una vacca, due o tre i paesani l’avevano tutti. Poi, con l’arrivo della civiltà industriale, la maggior parte preferì vendere le vacche per andare a lavorare in fabbrica: otto ore ed è finita; meno complicazioni.

Negli ultimi trent’anni sono cresciute le grandi stalle, con decine di capi. Alcune hanno perfino esagerato: c’è chi dalle decine è passato alle centinaia. Ed è peggiorata la situazione, perché è iniziata la guerra delle malghe. All’inizio furono gli esterni a venire a conqui-

starsi una malga a suon di bigliettoni. Poi hanno capito l’antifona i nostri, che hanno partecipato alle gare d’appalto di Comuni, Asum e Regole, i quali hanno capito l’antifona: se tu allevatore prendi soldi dall’Unione europea, dallo Stato e dalla Provincia, beh, dalli a me, così ti affitto la malga.

Poi, siccome l’appetito vien mangiando, si è andati oltre, portando nelle malghe di alta quota bestie incapaci di reggere allo sbalzo di altitudine, di pressione e di temperatura (generalmente capi malati o vecchi, comperati alla bisogna dai macelli per dare l’idea che il pascolo veniva utilizzato). Così abbiamo registrato morie di pecore e manze, delle quali si è accusato il lupo o l’orso.

E il futuro?

Parlare del futuro della zootecnia è come consultare la sfera di cristallo senza avere la patente di mago. Ci sono solo domande, quasi sempre senza risposte. Si troverà una soluzione per lo smaltimento delle deiezioni? Troveranno i Comuni (finora che risulti a noi solo tre lo hanno fatto, Sella Giudicarie, Caderzone Terme e Strembo) la capacità di affidare le malghe ai loro censiti, evitando di dare ossigeno agli speculatori? Riuscirà l’ente pubblico ad aiutare gli allevatori nell’abbattimento dei costi?

Una piccola iniezione di fiducia Di certo il formaggio e la carne sono diventati veicoli di promozione turistica giudicariese, nel segno della genuinità, del folclore e della tradizione. Basti pensare ad alcuni eventi che fra gli ultimi scampoli d’estate e le prime brume dell’autunno vengono organizzati fra Rendena e Chiese. Parliamo della Sfilata delle giovenche di Pinzolo, della

Desmalgada di Boniprati, di Mondo contadino di Roncone e della Sagra del formaggio di malga di Storo, annessa al Festival della polenta. Sono eventi capaci di raccogliere un pubblico numeroso, fatto di residenti, ma anche di villeggianti, con un comune denominatore: la volontà di valorizzare un prodotto locale che ha una profonda tradizione ed un futuro incerto.

Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Coordinatore di Redazione: Denise Rocca

Comitato di redazione: Elio Collizzolli, Matteo Ciaghi, Denise Rocca

Hanno collaborato: Gianni Ambrosini, Achille Amistadi, Adelino Amistadi, Virginio Amistadi, Mario Antolini Musòn, Matilde Armani, Enzo Ballardini, Giuliano Beltrami, Dario Beltramolli, Giacomo Bonazza, Alberto Carli, Massimo Ceccherini Podio, Chiara Garroni, Marco Maestri, Mariachiara Rizzonelli, Tiziano Salvaterra, Martina Sebastiani, Alessandro Togni, Ettore Zampiccoli, gli studenti dell’Istituto Guetti

Per la pubblicità 3356628973 - 338 9357093 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it

Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3286821545) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it

Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato il 3 novembre 2022 da Athesia - Bolzano Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129

PAG. 18 NOVEMBRE 2022 Economia
Potrebbe essere la fine di un pezzo di economia e di storia delle vallate trentine. Il settore subisce i costi in impennata, la difficoltà a rapportarsi con un mondo attorno che è cambiato.
Il
mensile di informazione e approfondimento Anno 20 novembre 2022
Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Tel:
di Giuliano Beltrami
Giornale delle Giudicarie
Editore:
0465 349020
Presidente: Oreste Bottaro

Mezzo secolo di autonomia

Sono cinquant’anni portati bene, quelli dell’autonomia speciale trentina. Non era affatto scontato che il nuovo assetto istituzionale impostato dal Secondo Statuto nel 1972 riuscisse per un arco di tempo così importante ad assicurare al nostro territorio le fondamenta necessarie per sostenere saldamente lo sviluppo economico, sociale, culturale. È invece accaduto proprio questo. Il Trentino in mezzo secolo si è fatto più forte, ha sviluppato eccellenze imprenditoriali, ha offerto un sistema di welfare davvero inclusivo, ha dimostrato nei fatti di aver fatto teso-

Sono nate due nuove creature giornalistiche nello spazio di poche settimane sul nostro territorio: uno è il redivivo Trentino, in formato mignon con 12 pagine invece di 40, edito da Athesia (che lo aveva chiuso ad inizio 2021) come il fratello maggiore l’Adige, con l’obiettivo di proporre inchieste e storie al di fuori della cronaca spiccia. L’altro è Il T Quotidiano, giornale da 40 pagine con l’ambizione di inserire la cronaca locale in visioni, contesti e chiavi di lettura più ampi, che dopo un tour di direttore - Simone Casalini, dal Corriere - e Redazione ad incontrare i territori (per le Giudicarie, a Pinzolo e Tione) è uscito in edicola il 3 novembre scorso. Concepito dalla neonata Fondazione Synthesis, dove siedono uno a fianco all’altro Confindustria e Cooperazione, il T rivendica di aver riportato un pluralità dove c’era un sostanziale monopolio e di proporre un modo moderno e contemporaneo di fare informazione locale con grande spazio a interviste e approfondimenti, alla fotografia come linguaggio e una pagina quotidiana dedicata al cambiamento climatico.

E il Giornale delle Giudicarie che c’entra? C’entra, perché da vent’anni entra gratuitamente in tutte (o

ro del monito di Alcide De Gasperi. Che, com’è noto, aveva espresso un chiaro vaticinio: le autonomie speciali sopravviveranno e si evolveranno solo se sapranno governare in modo migliore e meno costoso rispetto a quanto farebbe l’apparato statale. Ha fatto tesoro, il Trentino, anche delle parole altrettanto profetiche di Bruno Kessler. Il grande presidente della Provincia Autonoma avvertì del pericolo di un Trentino “piccolo e solo” e per questo impostò politiche orientate all’innovazione e all’apertura degli orizzonti (l’Università, il piano urbanistico, l’auto-

strada). Il Trentino non è rimasto solo, in questi 50 anni, e oggi si muove dentro la cornice Euregio e il perimetro Eusalp, consapevole di come l’autonomia deve essere sì difesa delle radici, ma anche im-

pegno costante a costruire politiche di vasto respiro, capaci di agganciare le nostre terre alte alle migliori pratiche disponibili attorno a sé. Con questa edizione di Consiglio Provinciale Cronache, curata

Su quanto sia preziosa l’autonomia di cui godiamo, su come sia

un oggetto delicato e sensibile ai cambiamenti, su come non sia un traguardo raggiunto una volta per tutte, su quanto sia necessario coltivarne il continuo aggiornamento alle mutate situazioni giuridica, politica, economica, storica. Dobbiamo essere all’altezza di questa sfida. E nella legislatura provinciale che si aprirà dopo il voto 2023, si dovrà addivenire finalmente anche a una terza stesura dello Statuto, in grado di allinearlo ai tempi e anzitutto al dettato costituzionale, mutato fin dalla riforma del 2001. Con l’obiettivo di dare vita a un’Euroregione forte, condivisa da Trento, Bolzano e Innsbruck, nel quadro di un’Europa fondata sulle Regioni e sui loro popoli.

* Presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento

Tratto dall’edizione speciale di “Cronache del Consiglio Provinciale n. 280.

quasi) le case giudicariesi approfondendo mensilmente questioni che i quotidiani trattano in spazi forzatamente più ridotti e, soprattutto, occupandosi delle Giudicarie, della loro rappresentanza, racconto e punto di vista. Non è cosa da poco - per nulla - per una vallata quella di avere una copertura mediatica co-

stante. È un modo per vere l’informazione a portata di mano, certamente, ma il GdG fa moto di più: crea identità condivisa e dibattito, offre uno spazio dove anche i giovani possono descriversi di proprio pugno e sperimentarsi come futuri giornalisti e comunicatori di questo pezzo di terra alla periferia del Tren-

tino. Offre spunti, editoriali, provocazioni e perfino uno sguardo sull’Europa e le questioni internazionali grazie al suo direttore, Paolo Magagnotti, presidente dell’associazione

giornalisti europei. È una piccola impresa quella di sopravvivere per vent’anni in un contesto così piccolo e con forze che sono per lo più amatoriali. Una piccola impresa che offre però, pur nei suoi ovvi limiti, un servizio mensile a tutte le famiglie giudicariesi e alla comunità nel suo essere più dell’insieme dei singoli cittadini e ritrovarsi rappresentata e raccontata.

I sui primi vent’anni il Giornale delle Giudicarie li ha festeggiati in famiglia, accogliendo le nuove

firme di giovanissimi che si affacciano al mondo dell’informazione. Uno sguardo al presente e una proiezione verso il futuro in un pomeriggio di analisi di questi vent’anni che si è concluso con un momento di svago a cena. Noi ci divertiamo e impegniamo ogni mese. Speriamo, cari lettori, che anche per voi la lettura sia un momento piacevole e al contempo di riflessione: fatecelo sapere, la redazione è sempre pronta ad accogliere i vostri spunti all’email redazionegdg@yahoo.it.

PAG . 19NOVEMBRE 2022
dal direttore Luca Zanin – che ringrazio – l’Ufficio di Presidenza vuole offrire uno strumento di larga diffusione per diffondere consapevolezza.
Attualità
Guardando ai prossimi cinquant’anni: “L’obiettivo è dare vita a un’Euroregione forte, condivisa da Trento, Bolzano e Innsbruck, nel quadro di un’Europa fondata sulle Regioni e sui loro popoli”.
Giornale delle Giudicarie, 20 anni nelle vostre case Il GdG ha festeggiato il ventennale con soci e collaboratori rinnovando l’impegno a raccontare la vallata in un contesto informativo trentino in grande fermento.

Il disegno di legge di riforma del “Progettone” è stato approvato in Consiglio Provinciale lo scorso 25 ottobre. Il Progettone, cioè l’ intervento a sostegno dell’occupazione, finalizzato ad accompagnare le persone che hanno perso il lavoro in età avanzata, al raggiungimento dei requisiti pensionistici. È gestito dal Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale (SOVA) della Provincia di Trento insieme con il Dipartimento di Sviluppo Economico e prevede l’inserimento delle persone coinvolte in lavori di pubblica utilità quali la cura del verde, i servizi culturali e i servizi alla persona.

Il “Progettone” continuerà ad essere uno strumento chiave per la nostra Provincia Autonoma. Il disegno di legge approvato dal Consiglio Provinciale prevede una riforma che si caratterizza per inserire il Progettone tra le misure di politica attiva del lavoro: si passa quindi da strumento che accompagna il lavoratore disoccupato sino alla pensione, a una misura finalizzata al reinserimento nel mercato del lavoro del lavoratore maturo disoccupato. Altri cardini della nuova riforma sono da ricondurre ad una nuova connotazione del Progettone, declinato come servizio composito di interesse generale che punta a promuovere l’occupazione di determinate categorie di lavoratori attraverso attività formativa, di accompagnamento e di inclusione lavorativa in servizi di pubblica

Completato l’iter di riforma del “Progettone”

utilità, proprio per le sue specifiche caratteristiche. Attività che è classificata come “servizio di interesse generale” perché ritenuta necessaria per assicurare la soddisfazione dei bisogni della comunità. In tal senso essa viene subordinata a specifici obblighi di servizio pubblico e ad adempimenti che mirano ad assicurare diritti fondamentali; I soggetti impiegati nei servizi di pubblica utilità saranno individuati dall’amministrazione provinciale fra le persone appartenenti alle fasce deboli ed iscritte ad apposite liste; la Provincia avrà facoltà di coinvolgere, mediante conferimento di atti di incarico a seguito di procedura ad evidenza pubblica, organizzazioni priva-

Sabato primo ottobre, dopo un’interruzione di quasi 3 anni a causa del Covid, il Coro Monte Iron finalmente si è esibito a Ragoli con un concerto per festeggiare i suoi 40 anni di attività. Un concerto presentato con passione da Silvio Maier che ha ripercorso le tappe principali della storia del Coro. La serata è iniziata con l’esibizione delle ragazze e ragazzi del Coro “Le Sorgenti” diretto da Monica Castellani, molto applaudito da parte del numeroso pubblico presente.

A seguire il concerto degli amici del Coro “Cima D’Ambiez” di San Lorenzo in Banale con un esibizione che ha ottenuto un generale apprezzamento.

Infine il Coro Monte Iron a presentare le canzoni preparate per questa occasione. 40 anni, un lungo periodo nel quale il Coro prima è nato sulla volontà di alcuni giovani che cantavano nel coro parrocchiale, coordinati dal primo maestro Celso Floriani, e poi ha coinvolto altri giovani, che nel tempo sono diventati meno giovani, una ottantina di coristi che si sono succeduti in questo periodo.

te che si rendano disponibili a realizzare le attività e che perseguano una missione coerente con l’incarico, reinvestano i profitti, e dotate di strutture societarie basate sul principio di azionariato dei dipendenti. La nuova legge va quindi a riformare dopo oltre 20 anni la normativa che disciplinava questo servizio adeguando e ridefinendo alcuni aspetti sostanziali e procedurali per armonizzare lo strumento alla normativa europea e nazionale sopravvenuta nel tempo. Con la nuova legge verrà garantito l’accompagnamento (come fino ad oggi) delle persone in età matura fino al pensionamento, offrendo opportunità occupazionali a chi non trova alternative

sul mercato del lavoro ordinario, con la novità di un nuovo inquadramento dello stesso, quello di rientrare tra le misure di politica attiva del lavoro. La riforma va ricordato ha avuto un lungo percorso, partito da uno studio dell’Università e di Euricse, effettuato in collaborazione con la Federazione della Cooperazione, che ha visto il coinvolgimento della Commissione Provinciale per l’Impiego e i sindacati. La nuova legge conferma il ruolo del “Progettone” come strumento di politica attiva del lavoro

per il reinserimento lavorativo di persone appartenenti a particolari fasce deboli, attraverso la realizzazione di servizi di pubblica utilità. Si tratta di un intervento a natura composita, dove al servizio di reinserimento lavorativo nel mercato del lavoro di particolari categorie di soggetti (servizio di interesse economico generale ai sensi della Disciplina europea) viene associato lo svolgimento di interventi di pubblica utilità (servizi di interesse generale privi di interesse economico). Una riforma che guarda lontano

e per certi versi amplia la visione e le competenze del Progettone, con l’agenzia del lavoro che avrà un ruolo attivo all’interno del settore per indirizzare le persone che ne hanno la possibilità verso il privato. La riforma mette inoltre in sicurezza la gestione e l’affidamento del servizio rispetto agli affidamenti e alle norme che ruotano intorno a questo settore e conferma il Trentino quale punto di riferimento per le politiche di accompagnamento lavorativo alla pensione dei lavoratori “più deboli”.

Coro Monte Iron in festa per il 40° compleanno

Giovani che si sono trovati per stare insieme e cantare in allegria, secondo la tradizione del canto corale trentino ispirato dal Coro della Sat.

Negli ultimi anni sono entrati nel coro ben cinque giovani, Luca Cimarolli, Gabriele Bertelli, Angelo Paoli, Matteo Catturani e Nicola Fantoma, che ringraziamo di cuore perché sono la speranza e il futuro per il nostro Coro.

Alla serata sono intervenuti il Sindaco di Tre Ville, Matteo Leonardi, il Presidente delle Regole di Spinale e Manez, Luca Cerana, il rappresentante della Federazione dei Cori Trentini e Presidente del Coro Brenta di Tione, Flavio Salvaterra e la Consigliera provinciale Vanessa Masè che si sono

complimentati con il Coro per il traguardo raggiunto e per l’attività di animazione delle nostre Comunità.

Particolarmente significativa è stata la cerimonia di premiazione dei corsiti che hanno concluso la loro attività in questi ultimi anni.

Sono Oreste Castellani (classe 1937, uno dei fondatori del Coro) e Mario Faccini (classe 1952, Presidente del Coro nel 2007) che per molti anni sono stati in prima linea e hanno dato un contributo straordinario al nostro Coro sia come impe-

gno sia come generosità nei rapporti con gli altri coristi.

Un riconoscimento è stato consegnato agli eredi di Celso Floriani, Maestro e Fondatore del Coro Monte Iron e Nino Fedrizzi, Presidente del Coro dal 1991 al 2001.

Riconoscimenti anche per

Gianluigi Bolza, primo Presidente del Coro.

Tra i corsisti ancora attivi premiati Candido Giacomini e Faustino Paoli, fondatori con oltre 40 anni di impegno.

Con 30 anni di attività corale premiati Luigi Fedrizzi, Luigi Bertelli, Giuseppe Cimarolli, Paolo Cimarolli e Enzo Apolloni.

Un riconoscimento da parte dei Coristi al Maestro Oscar Grassi per tutto quello che ha fatto per il coro e per l’impegno professionale.

Una bella serata dove i ricordi e le emozioni di questi 40 anni sono state rievocate lasciando una bella sensazione di aver percorso insieme a molti amici un tratto importante della vita della nostra Comunità.

Coro Monte Iron

PAG. 20 NOVEMBRE 2022 Cooperando
Si passa da strumento che accompagna il lavoratore disoccupato sino alla pensione a una misura finalizzata al reinserimento nel mercato del lavoro del lavoratore maturo.

Attualità

A Cavrasto di Bleggio Superiore ci si prepara per la Festa della Noce, in programma sabato 5 e domenica 6 novembre. Si tratta di un mercato contadino tra i volti del centro storico per vendere la Noce del Bleggio – Presidio Slow Food dal 2016 – e altri prodotti enogastronomici. Un mercato che mette in vetrina anche cultura e tradizione. Ad organizzare il tutto la Pro Loco Cavrasto, la Confraternita delle Noci del Bleggio, l’Ecomuseo della Judicaria. Prospettive future limitate o possibilità di espansione anche oltre il contesto locale? Ci si ragiona con Guido Donati, ex Presidente dell’Ecomuseo locale e Magnifico Console della Confraternita

Buongiorno Donati, ci parla della Noce?

La noce bleggiana si riconosce per il sapore dolce, speziato e molto aromatico. Medie dimensioni e guscio sottile, la si rompe facilmente: ha una resa del gheriglio maggiore -circa del 10% - rispetto ad altre qualità di noce. Servono in pratica meno noci bleggiane per arrivare al chilo, un vantaggio per chi consuma tanto nel gusto che nel prezzo.

Cosa ci dice invece a proposito della sua storia? Negli anni Sessanta la produzione era elevata, ricordo che l’altopiano del Bleggio e i dintorni contavano numerosi noceti. La produzione locale era un patrimonio familiare diffuso e il prodotto veniva esportato soprattutto a Napoli per la pasticceria, o da lì trasformato e inviato anche negli Stati Uniti. Un articolo de L’Adige del 19 ottobre del 1966 parlava di “2.000 quintali”, produzione che raggiungeva i 2.500 contando anche la Rendena. Da allora c’è stato un vero e proprio calo verticale della produzione, dovuto all’abbandono della campagna, alla meccanizzazione, al valore del tronco di grande pregio per l’arredamento. Oggi, pur considerando la recente ripresa, si contano meno di 100 quintali di varietà bleggiana, carenza compensata soprattutto dalla francese. Capiamoci infatti, in zona sono state introdotte e sono nate nuove qualità di noce.

E il ruolo della Confraternita è quello di promuovere la salvaguardia della Noce del Bleggio, giusto? Sì, la Confraternita nasce in un momento in cui la noce bleggiana rischiava l’estinzione. Valorizziamo tutte le noci del Bleggio, come fonte di reddito economico e patrimonio culturale e paesaggistico. Punto di forza per la noce del Bleggio è il metodo di propagazione, cioè per innesto. In breve, dal seme di noce messo a

La “Blegette”, una nuova noce sull’altopiano

terra cresce una pianta selvatica: per mantenere le sue caratteristiche, la pianta deve essere innestata con le gemme di piante madri. Abbiamo quindi iniziato a coltivare nuove piante in serra e a sostenerne il valore culturale. Nel 2016, dopo un dossier piuttosto lungo, abbiamo ottenuto il Presidio Slow Food, primo in Italia per la noce. Oggi siamo più di una cinquantina di confratelli tra appassionati e produttori.

Arriviamo quindi alla Festa della Noce 2022

La Festa della Noce è un momento annuale per la condivisione col territorio, sia locale che provinciale.

Con Pro Loco ed Ecomuseo lavoriamo per creare momenti comunitari nella frazione di Cavrasto. Il vasto programma ha previsto

quest’anno anche una passeggiata lungo il Sentiero della Noce fino alla chiesetta di San Faustino dove avrà luogo lo spettacolo teatrale con il Coro Sant’Ilario “L’Uomo che piantava gli alberi”. E poi ancora, momenti conviviali e di intrattenimento per grandi e bambini, dalla mostra degli Artisti giudicariesi a “Casa Marani” al concorso “Addobba ‘na sgranèra”.

E pure momenti di riflessione. Alla Tavola Rotonda sui Presidi Slow Food in Provincia – Ciuiga del Banale, la Rapa di Bondo, il Broccolo di Torbole per citarne alcuni – si rifletterà sulla promozione del prodotto Presidio che non è il solo obiettivo ma è un veicolo per portare avanti un progetto di territorio, coinvolgendo la comunità.

Parlando di Presidio Slow Food, quali pensa siano le prospettive future?

Abbiamo gioito per il Presidio e vorremmo che la coltivazione si allargasse anche a livello provinciale. Da quest’anno abbiamo individuato un vivaio nella zona di Riva del Garda che ci permetterà di aumentare la produzione di noci e in particolare di qualità autoctone. Nell’ultimo periodo ci stiamo espandendo con confratelli e produttori di bleggiana in Val di Gresta e Val del Chiese.

Vogliamo parlare di numeri?

La produzione di noci del Bleggio si aggira sui 250 quintali, di cui circa 60 quintali di bleggiana. C’è tanta richiesta di frutta secca, ce ne siamo resi conto con delusione lo scorso

anno quando, a metà manifestazione, le bleggiane erano finite. Per quest’anno, il problema non sussiste. Al mercatino il venditore chiede per il prezzo che può soddisfare la sua fatica, il prezzo si aggira attorno ai 10euro/kg.

Ma parliamo dell’ultima sorpresa, la Blegette. Come dicevo abbiamo diverse qualità di noci oltre alla bleggiana storica, introdotte nel momento in cui questa rischiava l’estinzione. Gli impianti di noci di qualità francese – la franquette - nel tempo hanno acquisito caratteristiche del territorio dando vita a una nuova qualità nostrana, la cosiddetta Blegette. Le sue proprietà sono state recentemente selezionate e certificate dalla Fondazione Edmund Mach. La Blegette

si presenta come una noce di grandi dimensioni decisamente interessante anche per la vendita sul mercato.

Appezzamenti in crescita, c’è da temere per la biodiversità locale?

Ritengo il tema della biodiversità di fondamentale importanza soprattutto in relazione ai cambiamenti climatici. Viviamo in un territorio ricchissimo in biodiversità, che in soli 30 km in linea d’aria, dalle Dolomiti al Garda, riunisce paesaggi alpini e mediterranei. Il territorio dell’Ecomuseo della Judicaria insieme alle zone di Ledro costituiscono del resto la Riserva di Biosfera Alpi Ledrensi e Judicaria a cui è stato conferito il riconoscimento Unesco. Siamo orgogliosi e consapevoli di quello che è un bene da mantenere, quindi siamo attenti alle varie criticità del territorio, un esempio le coltivazioni intensive. Non è però il caso delle noci.

Infine, argomento atteso, quale è il peso dei contributi provinciali?

La Provincia ci ha aiutato nelle fasi iniziali nel 2016, con i costi della serra specializzata a Larido vicino all’edificio di Incontra con cui collaboriamo. Da allora però siamo in stallo. La coltivazione della noce rientra – con castagno, nocciolo e piante aromatiche – in un progetto di valorizzazione delle coltivazioni minori, ma per ora in stand-by. Speriamo che l’Ente pubblico comprenda il valore delle noci e della Noce bleggiana, unica qualità ad interesse provinciale e tra le migliori a livello italiano.

PAG . 21NOVEMBRE 2022
Accanto alla storica Noce del Bleggio, anche le qualità francesi diffuse fra i produttori locali hanno sviluppato caratteristiche originali legate al territorio.
di Martina Sebastiani

Venerdì 15 ottobre era programmata all’istituto Lorenzo Guetti l’assemblea di istituto, intitolata “Un ragazzo in fuga dall’Afghanistan”, che avrebbe ricevuto Alidad Shiri come ospite. Entriamo nella sala e divisi per classe ci sistemiamo nelle varie file, finché dopo qualche minuto d’attesa le luci si spengono e i rappresentanti sul palco cominciano il discorso di ringraziamento rivolto alla fondazione Don Lorenzo Guetti, organizzatrice dell’evento, e all’invitato.

Successivamente Alidad, ospite d’onore della giornata, comincia a raccontare la sua storia come se fosse accaduta ieri.

Tutto cominciò una ventina di anni fa circa, Alidad aveva solo 9 anni e già una situazione spiacevole affliggeva il suo paese, ma nonostante tutto lui viveva comunque felice per merito della vicinanza della sua famiglia e dei suoi amici che, come lui, avevano la fortuna di poter frequentare una scuola. Oltretutto suo padre era una persona importante per il paese e quindi aveva la possibilità di dare al figlio

Se cercaste su internet il nome “Andrea Franzoso”, le prime informazioni a spuntare sul vostro schermo sarebbero che vive a Milano e che ha avuto una carriera piena di esperienze differenti. Da cadetto dell’Accademia Militare di Modena (e per otto anni ufficiale dei carabinieri) al suo congedo col grado di capitano, ma non si è fermato qui.

Successivamente ha vissuto quattro anni in un convento di gesuiti, per poi lavorare in un’azienda e infine diventare scrittore. Ma Franzoso è molto più di ciò e in questo articolo ci focalizzeremo su quella che a primo impatto potrebbe risultare come l’occupazione più tranquilla che ha svolto tra quelle appena dette.

L’ultima assemblea d’istituto, organizzata dalla Fondazione Don Guetti lo ha visto come protagonista, dandogli così l’occasione di raccontarci la sua esperienza.

Partiamo col dire che la verità celata dietro alla decisione di scrivere il suo primo libro, “Il disobbediente” è infatti ben diversa da quel che ci si potrebbe aspettare, ma per arrivare fino in fondo al racconto dobbiamo partire dal principio.

Un tempo Andrea Fran-

Al Guetti Alidad Shiri, in fuga dall’Afghanistan

tutto ciò che desiderava. Un giorno la famiglia di Alidad ricevette un messaggio, il padre era morto a causa di una mina mentre era in macchina e, come se non bastasse, l’anno dopo furono uccise la madre, la nonna e la sorella minore. Il ragazzo andò perciò a vivere in Pakistan presso una zia con suo fratello e sua sorella e fu proprio così che all’età di soli 12 anni iniziò il suo lungo viaggio. Passò un anno chiuso in casa, incatenato dalla tristezza degli avvenimenti che gli chiudevano la mente, finché, a causa della guerra e delle continue tensioni, la zia gli disse di andare via, scappare lontano e raggiungere un futuro migliore; così Alidad fu mandato di stato in stato attraverso l’aiuto di contrabbandieri. Per due anni

si fermò in Iran e cominciò a lavorare da un conoscente della sua famiglia, ma solo di notte per non farsi scoprire, poi fu nuovamente convinto ad andare avanti ed affidandosi ad altri contrabbandieri, raggiunse con fatica la Turchia insieme ad altre persone con cui strinse un legame d’amicizia. Arrivati a quel punto dovettero tentare di arrivare in Grecia, ma purtroppo non tutti riuscirono ad andare avanti, tanti furono costretti a fermarsi, perché il viaggio era troppo lungo e faticoso. Alidad fu uno dei pochi a proseguire arrivando così in Grecia decidendo poi di partire per l’Italia, ma l’unico modo era prendere il rischio di viaggiare sotto un tir.

La sua determinazione e la sua speranza di avere un futuro migliore, di tornare un

giorno nel suo stato d’origine, di poter essere in grado di dare una mano alle persone rimaste lì lo convinse ad andare avanti.

Venne imbarcato per l’Italia, arrivò a Venezia e lì fu legato sotto l’asse delle ruote di un tir con delle cinture, e proseguì il viaggio fino a Bressanone dove, appena il tir si fermò e l’autista scese, Alidad scappò ritrovandosi in un Paese di cui non sapeva nulla, nemmeno la lingua.

Cominciò a vagare per l’au-

tostrada finché non venne trovato dagli uomini del servizio autostradale che gli fecero numerose domande alle quali Alidad non sapeva rispondere; perciò lo portarono alla polizia, dove invano cercarono le risposte alle stesse domande.

Poco dopo fu affidato ad una famiglia altoatesina che si prese cura di lui e, attraverso la scuola e il lavoro, riuscì ad imparare sia l’italiano che il tedesco.

Adesso Alidad Shiri ha 31 anni, si è laureato in Filo-

sofia presso l’università di Trento, lavora nel settore giornalistico, ha scritto un libro intitolato “Via dalla Pazza Guerra” e soprattutto è riuscito a ricontattare la sua famiglia rimasta in Pakistan e i suoi amici che si erano fermati in Turchia. Ormai Alidad ha quasi raggiunto il suo obiettivo, infatti io voglio credere che lui riuscirà a realizzare, dopo tanto dolore, il suo sogno di porgere la mano e aiutare il suo Paese.

Il coraggio di Andrea Franzoso,

zoso era un funzionario addetto al controllo del bilancio presso l’azienda di Ferrovie Nord Milano; la sua vicenda ha inizio nel momento in cui scoprì una serie di ammanchi di cassa (successivamente battezzati come “spese pazze”), commessi dal presidente della società per cui lavorava.

Andrea decise così di denunciare il malaffare ai carabinieri, fornendo loro le prove inconfutabili che confermavano le cifre da capogiro spese per qualsiasi cosa, da ristoranti di lusso e abbigliamento, a multe prese con i veicoli dell’azienda e spese telefoniche riferite ai telefoni cellulari aziendali dati ingiustamente in uso a moglie e figli.

Quando gli venne data la possibilità di scegliere se rendere il proprio nome pubblico o meno, lui non ci pensò due volte e accettò di svelare la sua denuncia.

Quello che successe in seguito riflette tuttora l’as-

surdità del comportamento di coloro che, invece che supportare il gesto volto al bene della compagnia, lo condannarono ingiustamente, prima supportandolo di nascosto per paura di dover affrontare la sua stessa fine e poi affidandogli degli incarichi sempre meno importanti all’interno dell’azienda, che di fatto lo costrinsero ad andarsene.

Dopo numerose difficoltà incontrate per trovare un nuovo impiego, alla fine gli venne proposto di scrivere un libro per raccontare la sua storia che lui stesso non definisce più tale, in quanto ora storia di tutti e necessaria a far nascere la consapevolezza in coloro che la leggono.

“Sì, se potessi tornare indietro, lo rifarei ancora”, dice rispondendo alla domanda di una ragazza posta verso la fine dell’assemblea. E noi cosa ne pensiamo? Certamente, come già detto in precedenza, questa storia ci ha fatto riflettere sulle effettive conseguenze di un qualcosa su cui non ci eravamo mai soffermate a pensare.

Abbiamo trovato incredibile il suo coraggio nell’affrontare questi problemi con così tanta determinazione, nonostante le difficoltà è sempre andato avanti, riscuotendo, alla fine della vicenda, un traguardo ancora migliore delle aspettative.

PAG. 22 NOVEMBRE 2022
Il giovane invitato all’assemblea d’istituto per raccontare il suo viaggio verso la speranza di una vita nuova.
Scuola Le voci dei nostri studenti questo numero il “Giornale delle Giudicarie” riserva ogni mese una sua intera pagina al contributo degli studenti dell’Istituto “Lorenzo Guetti”, dando loro spazio e voce La direzione e tutta la redazione del Giornale attribuiscono molta importanza all’apporto di informazioni, conoscenze, riflessioni e proposte che essi potranno offrire. Vi è nell’Istituto
un’eccezionale ricchezza di giovani menti che, contando su uno str aordinario corpo docenti, può esprimere, con conoscenza e creatività, importanti riflessioni e idee utili per tutta la comunità giudicariese, e oltre. gli studenti che lasceremo riposare nel periodo estivo potrà essere un utile esercizio per sentirsi maggiormente partecipi e protagonisti della vita culturale e socioeconomica della loro terra, sulla quale sapranno pure far riflettere raggi di quegli orizzonti europei e internazionali più ampi verso i quali desiderano proiettare il proprio futuro. L’iniziativa potrà pure contribuire a realizzare un ulteriore raccordo fra la stessa
denunciò
Da funzionario addetto al controllo del bilancio di Ferrovie Nord Milano denunciò gli ammanchi di cassa commessi dall’allora presidente della società. È l’inizio di un isolamento professionale e personale durissimo.
che
il malaffare
di Eloisa Tisi e Sofia Surci

In viaggio con David Bellatalla

La quinta è sempre stata un anno critico, i ragazzi iniziano ad avviarsi nel mondo degli adulti, varie opzioni vengono analizzate dagli studenti grazie ad insegnanti ed esterni. Tra università, lavori e viaggi la scuola offre sempre numerose testimonianze e in questo articolo vorremmo parlare di una di queste. “O vi mettete in gioco o non giocate più” Nella mattinata del tredici ottobre l’antropologo prof. David Bellatalla, docente presso l’università di Ulan Bator e ambasciatore della cultura mongola in Italia, ha parlato alle classi quinte della sua esperienza, dei suoi due anni in Asia, ripercorrendo con un lungo viaggio le antiche carovaniere e seguendo la via della seta.

Questo incontro non è stato una semplice descrizione di un viaggio, ma il professore l’ha arricchita parlando del concetto di viaggio e della sua importanza per l’umanità, anche con l’aiuto del suo libro intitolato “Il grande viaggio”, edito da Montura, azienda da sempre attenta

alle tematiche della cultura, della sostenibilità e della solidarietà. L’incontro al Guetti, infatti, è stato possibile grazie all’intervento del dott. Roberto Bombarda, responsabile di Montura Editing.

“Il viaggio rappresenta qualcosa di fondamentale per l’umanità: solo quando torni indietro conosci te stesso come non avresti mai fatto se fossi rimasto nello stesso posto”

Il relatore ha esposto il suo punto di vista riguardo al viaggio, dalle radici dell’umanità, a partire dal primo dell’umanità: l’“Epopea di Gilgamesh”, il racconto di un viaggio per l’appunto. Il viaggio,

inteso come modalità di conoscenza del mondo e di noi stessi, è sempre stata una componente essenziale dell’uomo, il sogno di trovare un posto migliore ha accomunato tutta l’umanità fin dall’homo sapiens. “Tutti pensano di essere nati nel posto giusto: solo confrontandosi con gli altri, scopriamo chi siamo” Spesso siamo portati a confrontare le altre culture con la nostra, come se quella a cui apparteniamo fosse il punto di partenza, quando invece tutte le culture hanno avuto un’evoluzione propria e Il professor Bellatalla, dopo essere entrato in contatto con diverse culture, ha avuto l’opportuni-

tà di imparare a conoscere sé stesso e il suo ambiente culturale da una nuova prospettiva.

È innegabile che qualunque viaggio corrisponda a un racconto unico nel suo genere, e il libro del professore Bellatalla ne è la prova esemplare.

La vastissima documentazione raccolta per la crea-

zione de “il grande viaggio” mette in evidenza la stretta correlazione che lega viaggio e racconto. Sfogliando le pagine del libro, leggendole e osservandone le immagini, è possibile cogliere vite e culture completamente diverse dalla nostra, come lo stesso professore ha fatto durante la sua esperienza.

Nonostante sia impossibile replicare perfettamente tutti gli aspetti di quei due lunghi anni, il piccolo squarcio di quel mondo sul quale il libro ci permette di sporgerci, è solo una delle tante dimostrazioni dell’importanza che questo genere di progetti cela dentro di sé.

PAG . 23NOVEMBRE 2022Scuola
Docente presso l’università di Ulan Bator, l’antropologo ha presentato il suo ultimo libro agli studenti di quinta. Metafora e stimolo per le scelte che li aspettano in questa fase della vita.
di Anna Floriani, Susanna Vaia, Alba Pellizzari

Laboratorio di collaborazione e cooperazione transnazionale che unisce tre territori di due stati diversi (Tirolo, Alto Adige e Trentino) con una storia comune e molte altre affinità, è pressoché sconosciuto alla popolazione.

In questo numero proponiamo una tematica parzialmente fuori tema rispetto alla consueta reportistica di dati puntuali relativi al nostro territorio che potrebbe risultare comunque di interesse. Nel corso di una cena tra amici, parlando delle appartenenze culturali e geografiche presenti all’interno dell’Unione Europea e del superamento del concetto di stato nazione è uscito il tema dell’Euregio. Si tratta in effetti di un’interessante laboratorio di collaborazione e cooperazione transnazionale, non sufficientemente conosciuto, che unisce tre territori di due stati diversi (Tirolo, Alto Adige e Trentino) situati nel cuore dell’Europa e caratterizzati non solo da una storia comune ma anche da molti altri aspetti geografici, economici e culturali affini. Riportiamo di seguito una cartina semplificata del territorio in quanto la parte relativa al Tirolo può non essere ben chiara essendo una regione separata nelle due parti Nord-Tirol e OstTirol.

Sul sito di ISPAT è solitamente disponibile una sezione statistica dedicata ai dati comparativi su tutta una serie di aspetti socio economici delle tre regioni che purtroppo non è oggi raggiungibile. Per approfondimenti segnaliamo una interessante pubblicazione di TSM (Trentino School of Management) dal titolo “Il senso statistico dell’Euregio. Una lettura comparata delle situazioni socio economiche del Trentino dell’alto Adige e del Tirolo”. Sul portale https://www. europaregion.info sono comunque disponibili una serie di infografiche relative ad alcuni aspetti che caratterizzano l’area delle quali riportiamo i dati in tabella. Sono pochi dati che nella loro semplicità ci permettono di intuire come i territori, ciascuno con le proprie peculiarità, siano comparabili non solo dimensionalmente ed economicamente ma anche dal punto di vista sociale e culturale.

Sul portale https://www.europaregion.info/ si possono trovare oltre alle informazioni istituzionali, tutta una serie di proposte formative ed esperienziali rivolte ad ogni fascia della popolazione con particolare attenzione ai giovani e alle famiglie. Per le famiglie è disponibile l’EuregioFamilyPass della Provincia autonoma di Trento, carta gratuita e valida per tutte le famiglie con almeno un figlio minorenne, a prescindere dal reddito, che permette di usufruire di sconti e tariffe speciali presso numerosi enti convenzionati, sia pubblici che privati, in Trentino, Alto Adige e Tirolo. La tessera si può ottenere a partire dal portale https://fcard.trentinofamiglia.it Alcune iniziative non incluse nell’elenco delle convenzioni vengono attivate in occasione di ricorrenze speciali pubblicizzate a mezzo

L’Euroregione, questa sconosciuta

In questo numero proponiamo una tematica parzialmente fuori tema rispetto alla consueta reportistica di dati puntuali relativi al nostro territorio che potrebbe risultare comunque di interesse. Nel corso di una cena tra amici, parlando delle appartenenze culturali e geografiche presenti all’interno dell’Unione Europea e del superamento del concetto di stato nazione è uscito il tema dell’Euregio. Si tratta in effetti di un’interessante laboratorio di collaborazione e cooperazione transnazionale, non sufficientemente conosciuto, che unisce tre territori di due stati diversi ( Tirolo, Alto Adige e Trentino) situati nel cuore dell’Europa e caratterizzati non solo da una storia comune ma anche da molti altri aspetti geografici, economici e culturali affini. Riportiamo di seguito una cartina semplificata del territorio in quanto la parte relativa al Tirolo può non essere ben chiara essendo una regione separata nelle due parti Nord Tirol e Ost Tirol.

stampa o sul sito https:// www.europaregion.info/. Ad esempio il 17 settembre

scorso, nella Giornata della mobilità Euregio, i possessori dell’EuregioFamilyPass

hanno potuto viaggiare gratuitamente in tutta l’Euregio su autobus e treni visitando

sempre gratuitamente i principali musei di Tirolo, Alto Adige e Trentino

PAG. 24 NOVEMBRE 2022 Giudicarie in numeri
di Virginio Amistadi
Trentino Alto Adige Tirolo Superficie 6.207 km2 7.400
Abitanti 545.425 533.597
Comuni
Distretti/Comunità di valle 16
Città 7
Sentieri 5.843
Piste ciclabili 431 Km 500
Bande Musicali 82 210
Corpi Vigili del Fuoco 239 306
Bovini 44.438
Superficie vitata
Anno
km2 12.648 km2
763.581
166 116 279
8 9
8 11
Km 16.000 Km 24.000 Km
Km 1.100 Km
303
358
124.537 169.188
101.870.210 m2 35.361.000 m2 111.700 m2
2020
Fonte: https://www.europaregion.info/it/euregio/chi-siamo/lo-sapevi-che/

Arte

Venerdì 30 settembre scorso, da Tione è partito un pullman con destinazione Orzinuovi, cittadina della bassa bresciana, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Vincenzo Foppa - Lo stendardo di Orzinuovi”(30 settembre 2022 - 31 marzo 2023), presso la Rocca di San Giorgio, che saluta il ritorno a casa dopo 113 anni del prestigioso gonfalone, prelevato temporaneamente dalla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, opera estrema del padre riconosciuto della nuova pittura lombarda del Rinascimento, Vincenzo Foppa (1427ca.1515ca.). Il pittore bresciano, quasi novantenne, nel 1514 riceve l’incarico dai rappresentanti del borgo di dipingere quell’ex voto processionale contro il flagello della peste che in otto mesi, tra il 1512 e il 1513, dopo il terribile Sacco di Brescia, devasta Orzinuovi provocando tremilacinquecento vittime su tremilanovecento abitanti: una tragedia inenarrabile! A far da degna cornice a questa preziosissimo reperto così caro alla comunità orceana, più per la sua valenza simbolico-taumaturgica che strettamente artistica, sono state scomodate una trentina di opere coeve, tra le quali altri quattro gioielli foppeschi, un disegno di Andrea Mantegna e, non ultime per qualità e fattura, tre meravigliose sculture lignee, il San Sebastiano, il San Rocco e la Madonna col Bambino (1515), provenienti dall’altare di San Rocco della chiesa arcipretale di Tione, prime opere documentate del passaggio ‘trentino’ dei fratelli scultori bresciani Maffeo ed Andrea Olivieri, al tempo della bottega di Modrone/ Preore, opportunamente messe a disposizione per una iniziativa di alto profilo culturale. Ecco il senso della spedizione giudicariese in terra bresciana, promossa dal Territorio Pastorale di Tione, con in testa il parroco don Celestino Riz, dal Comune di Tione, con l’assessora alla cultura Maria Rita Alterio, entrambi ricompresi tra i patrocinatori dell’evento espositivo; della partita pure il sindaco di Borgo Chiese Claudio Pucci a rappresentare la comunità di Condino, secolare custode della magnifica ancona dell’Assunta (1538), ultimo esito ‘trentino’ degli Olivieri. L’organizzazione della trasferta, con il contributo de La Cassa Rurale, aperta agli appassionati d’arte locali, è stata curata magistralmente da Severino Papaleoni, scandita nei tempi del viaggio dagli interventi di Serena Bugna, Silvia Invernizzi, Luigi Bianchi e del sottoscritto, utili a fornire alcune coordinate di carattere storico-artistico necessarie

Da Tione a Orzinuovi tre statue per amiche

per addentrarsi nello spirito e nella lettura della mostra: una piccola ma significativa esperienza di condivisione umana e culturale nel nome dell’arte e della bellezza, da potersi replicare, nelle sue modalità, per altre escursioni di questo tipo. Dopo il momento inaugurativo vero e proprio, con le autorità bresciane a spiegare come questo appuntamento rappresentasse un importante tassello anticipatore dei progetti espositivi previsti per Bergamo Brescia Capitale della cultura italiana 2023, la grande sfida che vedrà unite le due città duramente colpite dal Covid, e la prolusione dello storico dell’arte Roberto Consolandi ideatore e ispiratore della mostra, è seguita la salita alle stanze dell’antica rocca orceana che per noi giudicariesi ha assunto le sembianze di un incontro riconciliatore con un pezzo della nostra storia, amabilmente testimoniata

Rocco effigiati sul retro dello stendardo del Foppa: stessa mestizia contadina, mai disperante, ma profonda consapevolezza del loro ruolo di intercessori in quei tempi funesti, disegnata e scolpita sui volti severi eppure pacificati, intrisi di malinconica tenerezza. La peste di Orzinuovi è la stessa che raggiungerà le nostre vallate, dando vita ad una iconografia subito riconoscibile dai ceti

di Gia como Bonazza

Tre sculture lignee - il San Sebastiano, il San Rocco e la Madonna col Bambino (1515)provenienti dall’altare di San Rocco della chiesa arcipretale di Tione ad accompagnare la mostra di Vincenzo Foppa.

foto 1: Il gruppo dei giudicariesi alla mostra di Orzinuovi. Foto di Marco Gualtieri

foto 2: Vincenzo Foppa - Verso Stendardo di Orzinuovi (1514)

foto 3: Maffeo ed Andrea Olivieri - San Sebastiano (1515) - Chiesa arcipretale di Tione - Foto di Marco Gualtieri

foto 4: Maffeo ed Andrea Olivieri - San Rocco (1515) - Chiesa arcipretale di Tione -Foto di Marco Gualtieri

almeno fino all’approdo milanese di Leonardo da Vinci; nella sua Brescia, quando vi tornerà a fine carriera, diventa mentore di una strepitosa generazione di artisti del calibro del Savoldo, del Romanino e del Moretto; in questo clima si formano pure Maffeo ed Andrea Olivieri e Stefano Lamberti che con i loro lasciti giudicariesi contribuiranno a ricollegare anche il nostro territorio ai circuiti più prestigiosi della storia dell’arte.

dalle tre “figure a rilievo, e così al vivo” dei fratelli Olivieri. Sembrava che le statue tionesi ci aspettassero, orgogliose e fiere del nostro arrivo; da parte nostra lo stupore di vederle, forse per la prima volta, nel loro candore espressivo e capirne, grazie a quella salutare decontestualizzazione, la loro vera funzione inestricabilmente legata alla pietà ed alla devozione popolari.

Davvero commovente assistere al muto dialogo fra il San Sebastiano ed il San Rocco di Tione con i dirimpettai Sebastiano e

sociali più umili che non disdegnano di affidare anche ad artisti di un certo spessore le immagini della loro venerazione. È il caso, appunto, della committenza tionese agli Olivieri, provenienti da Brescia, in quei decenni formidabile laboratorio di sperimentazioni artistiche in senso rinascimentale, che introdurranno insieme al collega Stefano Lamberti, pure lui bresciano, il nuovo verbo stilistico in terra giudicariese. Vincenzo Foppa è l’iniziatore ed il massimo divulgatore di questo rinnovamento in Lombardia,

Il dialogo silente di Orzinuovi fra le ‘nostre’ sculture e l’ultimo capolavoro di Vincenzo Foppa, prima ancora che confronto stilistico ed estetico, diventa umanissimo scambio di sguardi che solo la magia dell’arte può restituirci e rendere vivi. Non dimenticheremo tanto in fretta il volto contadino del San Sebastiano dello stendardo foppesco, il cui martirio viene descritto da Roberto Longhi come “il martirio di un zappaterra”, di un realismo che prefigura quello più crudo caravaggesco di quasi un secolo dopo. Anche lo scrittore milanese Giovanni Testori, negli anni ‘50, definisce il palio di Orzinuovi come “La più solenne affermazione realista dell’intera pittura europea avanti il genio di Caravaggio […] Questa vera e propria bandiera d’una rivolta fatta a furia di miserie, indigenze, stracci e dolori”; “un vessillo di miseria che diventa la vera incarnazione del senso dell’arte” chiosa Davide Scorsini, storico dell’arte di Fondazione Brescia Musei. Di nostro, accanto all’emozione di una scoperta che ci ha riavvicinati ad un “ tesoro nascosto”, una maggiore consapevolezza del valore inestimabile del nostro patrimonio storico-artistico.

PAG . 25NOVEMBRE 2022
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Venerdì 7 ottobre, nella Caffetteria Incontra di Tione, alla presenza di un folto pubblico, è stata inaugurata la mostra fotografica “Incontriamoci”. La mostra è l’esito finale di un progetto che ha visto collaborare il Centro Studi Judicaria e la Cooperativa Incontra e che ha prodotto anche una piccola pubblicazione. L’idea che le risorse di cui il CSJ dispone possano contribuire alla formazione dei vari gruppi di cui Incontra è composta, è stata da subito colta come una novità arricchente per entrambi gli enti. Ma la realtà ha davvero superato le aspettative mostrando come la condivisione di competenze ed energie diverse, volte allo svolgimento di un percorso carico di significato, porti allo sviluppo di un surplus di valore.

Questo progetto, sviluppato durante l’inverno e la primavera del 2022, si è strutturato in alcuni laboratori di approccio alla fotografia rivolti agli utenti di Incontra. Questa tecnica è stata scelta perché la fotografia è testimonianza immediata di una visione del mondo, riproduzione assolutamente oggettiva di uno sguardo assolutamente soggettivo. Le fotografie mostrano dunque la vita attraverso gli occhi di chi le ha realizzate, aiutandoci a comprenderne le

Fotografie per conoscere e capire

aspirazioni, i desideri, le prospettive ma anche i disagi e le fragilità e lasciando intuire talvolta aspetti troppo complessi da verbalizzare o anche solo da razionalizzare. Fotografando si impara a guardare in modo diverso la realtà attraverso i procedimenti di analisi e sintesi, si possono estrapolare dettagli significativi o al contrario si apprende come sintetizzare, si ragiona sugli aspetti legati alla condivisione delle immagini in un mondo sempre più digitalmente connesso.

Il CSJ desidera complimentarsi con gli utenti di Incontra, piccoli e grandi fotografi, per l’impegno e le capacità messe a frutto nei laboratori e testimoniate dalle immagini riprodotte in queste pagine. All’inaugurazione hanno presenziato Danilo Mussi Presidente del Centro Studi Judicaria, Mariano Failoni Direttore responsabile Area Adulti e Area Lavoro, Nadia Bortoli responsabile dell’Area Disabilità,

entrambi della Cooperativa Incontra, e Monia Bonenti Presidente della stessa. Ultima a ringraziare per questa oppurtunità offertagli Alessandra Martina, curatrice del progetto, che con grande slancio ha colto questa inusuale proposta mettendosi in gioco professionalmente e soprattutto umanamente.

Il progetto non si sarebbe potuto realizzare senza il fondamentale contributo dei referenti, degli educatori e dei volontari di Incontra, a cui va la nostra riconoscenza più sentita. Inoltre sono stati fondamentali per l’ideazione e la gestione burocratica del progetto, l’entusiasmo e la determinazione di Daniela Mosca del CSJ. Un ultimo doveroso ringraziamento va alle istituzioni che, comprendendo le finalità di questa iniziativa, l’hanno sostenuta: grazie dunque ai Consorzi Bim del Chiese e del Sarca, alla La Cassa Rurale ed alla Regione Trentino Alto-Adige.

PAG. 26 NOVEMBRE 2022 Attualità
Un coinvolgentre lavoro dove la creatività fotografica testimonia passato e presente e fa immaginare il futuro
di Marianna Raffaelli

Care

scomparso poche settimane fa a 91 anni dopo una vita (quasi settant’anni sono una vita) passata all’ombra della diga di malga Bissina.

La scelta di riprendere immagini della costruzione dei grandi impianti non è ca suale, in un momento in cui stiamo vivendo due emergenze: quella del costo dell’e nergia, arrivato alle stelle, e quella (provata in particolare quest’estate) della mancanza d’acqua. Sono emergenze di oggi, ma destinate certamente a lasciare strascichi anche domani e dopodomani, che tradotto significa ai nostri figli ed ai nostri nipoti. 1953

Secoli di immutabilità, con ritmi scanditi dal passare delle stagioni: in primavera si saliva in malga, in autunno si scendeva; d’estate i pascoli risuonavano dei campanacci e del muggito delle vacche. Poi? Poi c’è una rottura. Anni Cinquanta del Ventesimo secolo. La seconda guerra mondiale, con il suo fardello di tragedie e di catastrofi, è finita da pochi anni, e il mondo è diviso in due: da una parte il “socialismo reale” del Patto di Varsavia e del Comecom, dall’altra il capitalismo dei Paesi occidentali, alleati degli Stati Uniti. Questi ultimi ricostruiscono strade, ponti, fabbriche, case, dopo le devastazioni belliche. E sentono il bisogno di energia. E dove si cerca? Nelle montagne. Tecnici vengono sguinzagliati sulle Alpi alla ricerca di luoghi in cui costruire dighe e centrali. Per esempio, la Valle di Daone, quel solco scavato in milioni di anni dal lavoro instancabile del Chiese, viene individuata subito. Partono i progetti delle società private: l’energia elettrica verrà nazionalizzata solo sessant’anni fa. Si chiedono autorizzazioni e concessioni, poi si parte. C’è fame di energia in Italia, ma c’è anche e soprattutto fame di lavoro. E’ così che migliaia di operai arrivano ai 1.900 metri del pascolo di Bissina per costruire la diga, alta ottanta metri e larga mezzo chilometro, capace di chiudere in un grande catino di sessanta milioni di metri cubi d’acqua lo stallone, la casina ed un edificio nel quale si produce va lo sciroppo di mugo. Nasce il “sistema del Chiese”: bacino di Bissina; condotta forzata verso Boazzo, 700 metri più in basso, dove un bacino più piccolo (12,8 milioni di metri cubi) raccoglie l’acqua per spedirla, con un altro tuffo di 700 metri, verso la centrale di Cimego. A Boazzo viene costruita pure una centrale in roccia. La centrale di Cimego raccoglie anche l’acqua che scende da Morandin. Dal lago di Cimego parte un’ultima condotta che porta l’acqua (dopo un salto di 95 metri) alla centrale di Storo, prima di proseguire verso il lago d’Idro.

“Grandi lavori”, lo abbiamo detto, che hanno interessato altre montagne ed altre valli. Rimanendo nelle Giu dicarie, si pensi alla condotta che porta al lago di Molveno e quella che conduce a Santa Massenza. Sono le vene che portano il sangue della nostra economia, si potrebbe dire con un pizzico di retorica. Il grande re gista Ermanno Olmi, a proposito dei fili della corrente, diceva che “la ricchezza viaggia su tre fili lucenti”.

COM’ERANO SELVAGGE LE
VALLI!
����������������������������������������� Diga Bissina - Carè Alto
PAGINA A CURA DEL CENTRO STUDI JUDICARIA
1953
23.11.1957
1953 Lavori a Diga Bissina, (foto ENEL) 1957, Val Daone, baracche operai (foto A.Oliana)
NOSTRE
1955,
Diga di Boazzo, (foto ENEL) Val Daone, anni ‘50, lavori idroelettrici (foto ENEL)
(Foto A. Oliana)
1953 Cimego, sala turbine (foto ENEL)
Cimego, condotta forzata (foto ENEL)
Inaug. funivia Boazzo-Bissina(fotoENEL)
Giuliano Beltrami lettrici, cari lettori, oggi ci immergiamo in un pezzo di storia delle nostre valli: la storia degli impianti idroelettrici. Lo facciamo anche come piccolo tributo a Pierino Mantovani, l’ultimo testimone dei “grandi lavori” della Valle di Daone,

Caffaro, dopo quello sbagliato arriva un terzo ponte

“Put del Cafer”. Così trovi scritto, in perfetto stile paleo padano, all’ingresso del paese che si trova al confine fra le province di Trento e di Brescia. D’ora in poi bisognerà correggere la scritta con “Pucc del Cafer”. Traducendola dall’idioma bagosso all’italiano, da Ponte Caffaro a Ponti di Caffaro. E probabilmente per almeno un paio d’anni si potrebbe arrivare addirittura ad emulare il nome di un paese vicino alla città di Brescia: Virle Tre Ponti. Già, perché anche Ponte Caffaro avrà tre ponti.

Così continua la storia infinita del ponte del 1906, che se si dovesse raccogliere la serie di articoli apparsi sulla stampa si potrebbe tranquillamente mettere insieme un libro. Ora pare che finalmente si sia trovata una soluzione, dopo anni di discussioni. E la si è trovata (tanto per avere un’idea di cosa bolle in pentola) durante la quarantaduesima riunione fra Province di Trento e di Brescia, Comuni di Bagolino e Storo, Regione Lombardia, progettisti, soprintendente ai Beni culturali ed architettonici della provincia di Brescia.

Cos’è uscito? Che il ponte sul torrente Caffaro sulla statale 237 che porta pure il suo nome verrà tolto, restaurato e rimesso al suo posto, magari allargato agli ingressi in modo che possa permettere agli autotreni ed alle corriere di girare per attraversare il ponte nuovo.

Mentre il ponte sarà nei cantieri, verrà messo un ponte provvisorio (la Provincia di Trento ha già stanziato più di 900.000 euro all’occorrenza) in modo da garantire il transito sulla statale. Si chiederà: perché non utilizzare il ponte nuovo, costato un paio di milioncini, finito nel 2017 e mai aperto? Perché, come tengono a sottolineare tutte le autorità, contiene errori progettuali tali da non permettere di essere utilizzato. In pratica, venendo da sud, per arrivare al ponte nuovo, che dista una ventina di metri o poco più dal vecchio, bisogna fare una curva a 90 gradi sulla destra, e poi una di 90 gradi a sinistra per infilare il ponte. Per non parlare dell’uscita sulla strada che da Lodrone. Ma dalle simulazioni fatte gli autotreni non ce la fanno.

Immaginate la situazione. Si costruisce un ponte (con i fondi dei Comuni confinanti, voluti, fortemente voluti, dall’allora sindaco di Bagolino Marco Scalvini e messi nella finanziaria del 2009 dal Governo Berlusconi) perché il ponte vecchio è talmente malconcio che non può sopportare pesi superiori alle 40 tonnellate. Il bello (diciamo così, ma bisognerebbe dire il brutto) è che dopo cinque anni gli autotreni continuano a passare sul ponte vecchio, mentre il ponte nuovo è desolatamente vuoto. In compenso per far passare le macchine che non passano è stato costruito un muraglione davanti alle finestre di una casa, che da quella parte non vede più il sole. Insomma, un disastro dietro l’altro.

C’è una domanda: perché

non hanno pensato a mettere un ponte provvisorio in attesa di restaurare il ponte, senza spendere i soldi per il ponte nuovo? Splendida domanda: perché la Soprintendenza ai beni culturali della Provincia di Brescia si è rifiutata di togliere il ponte storico, essendo dichiarato monumento. Oggi (quando si dice il potere personale) è cambiato il soprintendente, e quello nuovo ha dato l’autorizzazione a togliere il ponte. Ma ormai la frittata è fatta. Nella riunione di ottobre di cui abbiamo parlato prima il prefetto di Brescia, d’accordo con il vicepresidente della Provincia, ha dichiarato che si è arrivati al progetto esecutivo del ponte provvisorio, che verrà installato il prima possibile. Questione di pochi mesi. In una situazione tanto in-

garbugliata da far venire i brividi si è inserita una vicenda per nulla edificante. Il ponte provvisorio sorgerà pochi metri a valle dal ponte vecchio, fra questo e il ponte nuovo. C’è un problema: per salire sul ponte provvisorio occorre passare sul plateatico dell’ex bar Palazzini, che sta proprio a pochi metri dal fiume. Però il plateatico non reggerebbe il tonnellaggio dei camion. Allora? Nessun problema: si rinforza il plateatico. Come? Espropriando per la classica cicca di tabacco (poche centinaia di euro al mese) i locali sottostanti al plateatico, che però vanno riempiti di terra e puntellati, con la speranza che reggano. Il titolare del locale è giustamente (ma inutilmente) arrabbiato perché senza plateatico e con i veicoli che passeranno sulla porta

non riuscirà ad affittare il bar.

Ce n’è a sufficienza per pensare male? Anche perché bisogna dire che per un simile disastro nessuno pagherà. O perlomeno nessuno ha pagato. La Corte dei Conti è bravissima a chiedere ai sindaci qualche centinaio o migliaio di euro per aver pagato con i soldi pubblici pranzi di rappresentanza, regali a base di gagliardetti o piatti d’argento, ma quando ci sono cose grosse tutto si blocca. E pensare che il progetto del ponte nuovo di Caffaro è stato visto e validato da un esercito di uffici, perciò tutto sommato se si chiedesse un rimborso a tutti coloro che hanno messo il loro timbro... se la caverebbero con poco. Ma si sa come vanno le cose in Italia...

Dopo lo stop dovuto al Covid nel marzo 2020, con la collaborazione fondamentale di tanti Comuni e il sostegno finanziario della Provincia e dei due Consorzi BIM del Chiese e del Sarca, la Comunità delle Giudicarie ripropone una stagione teatrale unica e coordinata per tutte le Giudicarie.

La formula della rassegna con spettacoli diffusi su tutto il territorio, oltre a qualificare la proposta culturale nelle nostre valli, ha il vantaggio di favorire l’accessibilità dell’offerta per tutta la popolazione. Sulla scorta del successo delle prime tre edizioni, si

è ampliato il numero dei Comuni che hanno scelto di sostenere e promuovere l’iniziativa nella prospettiva di dare continuità ad una proposta teatrale strutturata e di qualità che, solo nel tempo, può costruire un pubblico sempre più ampio e “affezionato”.

Grazie al supporto professionale del Coordinamento

Teatrale Trentino presieduto da Loreta Failoni e con il supporto della neo direttrice Michela Simoni, è stato elaborato un programma molto ricco e interessante che si compone di 22 spettacoli, 10 per il teatro-ragazzi e 12 per il teatro di prosa. Le proposte sono molto varie, sia nei linguaggi che nei con-

tenuti; spaziano dal teatro di narrazione, alla pièce comica, ai classici senza dimenticare le tematiche di impegno sociale. Numerose le Amministra-

Giudicarie Esteriori, senza dimenticare Porte di Rendena, Spiazzo, Caderzone Terme, Massimeno, Giustino e Carisolo in Rendena, Tre Ville e, in valle del Chiese, Sella Giudicarie, Pieve di Bono-Prezzo, Valdaone, Borgo Chiese, Storo e Bondone.

Grazie alla collaborazione dell’Università popolare trentina e dei loro studenti, che si ringraziano, verrà creata una pagina sui social network per pubblicizzare gli eventi durante tutto il periodo della rassegna.

L’inizio è previsto per sabato 12 novembre a Pieve di Bono e la chiusura il 29 marzo a Tione.

PAG. 28 NOVEMBRE 2022 Attualità
Il ponte sul torrente Caffaro verrà tolto, restaurato e rimesso al suo posto probabilmente allargato agli ingressi,
nel frattempo verrà messo un attraversamento provvisorio. La nuova struttura, da 2 milioni di euro, che non permette il passaggio degli autotreni, invece, rimarrà inutilizzata.
“Giudicarie a teatro”, stagione 2022/2023 Dopo lo stop dovuto al Covid al via la nuova edizione dell’iniziativa promossa dalla Comunità e dai Comuni giudicariesi.

Sono stati recentemente approvati i bandi per la presentazione delle domande di contributo al fine di sostenere economicamente le famiglie con figli iscritti a scuole superiori lontani dalle Giudicarie, che frequentano indirizzi di studio non presenti sul nostro territorio e quindi costretti a dimorare presso convitti o appartamenti privati.

“In un momento di difficoltà e di incertezza come quello che stiamo attraversando, anche questi interventi possono diventare indispensabili per sostenere i bilanci familiari”, precisa l’Assessore Flavio Riccadonna, che aggiunte: “Un investimento importante dal punto di vista finanziario per la Comunità delle Giudicarie, tenuto conto che oggi sono oltre 500 gli studenti della nostra Comunità che frequentano corsi che non sono attivi in Giudicarie e sono iscritti ad istituti di Trento, Rovereto, Riva del Garda, S. Michele all’Adige o fuori provincia, ma anche e soprattutto perché ci consente di differenziare la formazione e con questa le professionalità e le competenze presenti sul nostro territorio, contribuendone quindi alla sua crescita”.

Lo scorso anno la Comunità delle Giudicarie ha accolto 116 domande per un importo complessivo di contributo di Euro 285.000,00.

Gli assegni di studio

Si tratta di contributi in denaro che la Comunità eroga agli studenti, che devono allontanarsi dalle Giudicarie per frequentare l’indirizzo di studi prescelto, in quanto non presente sul territorio. Tra i requisiti richiesti, gli studenti devono essere stati promossi al termine dell’anno scolastico precedente e appartenere ad un nucleo familiare la cui situazione reddituale e patrimoniale, sulla base dell’indicatore ICEF, non superi determinati limiti. L’assegno può arrivare fino ad un importo di 3.500,00 €, e viene concesso a sostegno delle spese, con un minimo di 50,00 €, relative a tasse di iscrizione e frequenza, libri di testo, tra-

sporti, mensa, convitto e alloggio.

Al fine del riconoscimento delle spese di convitto ed alloggio, deve essere valutata la distanza della scuola dal luogo di residenza, tenuto conto delle obiettive difficoltà di trasporto. Per quanto riguarda invece le spese relative a libri di testo, trasporti e mensa, esse sono riconosciute solamente per la frequenza di percorsi di istruzione non attivati sul territorio provinciale, in quanto esse godono già di importanti agevolazioni nella nostra Provincia. L’assegno è concesso presentando agli uffici della Comunità la dichiarazione ICEF e la documentazione delle spese

sostenute ed è determinato tenendo conto, in pari misura, della condizione economica familiare e del merito scolastico.

Le facilitazioni di viaggio

Le facilitazioni di viaggio sono contributi destinati agli studenti delle superiori e della formazione professionale, nei casi di impossibilità di fruizione del servizio di trasporto pubblico. La facilitazione è ammessa se il percorso non coperto da servizio

pubblico è superiore a 2 chilometri e viene concessa sia che il trasporto venga effettuato con i mezzi del genitore, sia a mezzo vettore.

I bandi per la concessione dei benefici ed i relativi moduli sono disponibili presso i Comuni delle Giudicarie e il Servizio Istruzione della Comunità delle Giudicarie a Tione, oppure sono scaricabili dal sito web della Comunità https://www.comunitadellegiudicarie.it/Tematiche/

Servizi-per-studenti/Assegni-di-studio.

Per fruire di queste opportunità, gli interessati, muniti della “domanda unica 2022” (ICEF), devono completare il modulo raccolta dati, richiedendo un appuntamento telefonico al n. 0465-339512 entro il giorno 21 novembre 2022, al quale seguirà la presentazione e sottoscrizione della domanda. Le domande dovranno essere presentate entro le ore 17.00 di mercoledì 7 dicembre 2022.

PAG . 29NOVEMBRE 2022
Assegni di Studio, al via le domande di contributo INFOEPREVENDITA www.trentinospettacoli.it GIUDICARIE A TEATRO 2022|2023 Comunità Anche per l’anno scolastico 20222023 la Comunità delle Giudicarie ha aperto i termini per la presentazione delle domande per gli aiuti alle famiglie.

Doppia inaugurazione sabato 15 ottobre a Tione: biblioteca comunale e palestra dell’Istituto Comprensivo. È stata l’inaugurazione ufficiale, con autorità, banda, taglio del nastro e benedizione. In realtà le due strutture sono fruibili già da un anno, ma nel 2021 le restrizioni Covid resero impossibile l’evento pubblico.

E’ stato un momento bello, finalmente due strutture funzionali, moderne, utili ed apprezzate dai cittadini sono pronte, utilizzabili da tutti.

Numerose le autorità presenti, fra cui gli assessori provinciali Failoni, Gottardi e Tonina, la consigliera Masè, vari sindaci della Busa, gli ex sindaci Cogo e Zubani, la bibliotecaria Teresa Radoani, la professoressa Isabella Antolini per la Scuola Media.

Tangibile l’emozione e la soddisfazione nelle parole del sindaco di Tione Eugenio Antolini, dell’assessore provinciale Mattia Gottardi, di Maria Rita Alterio e Roberto Zamboni, assessori alla cultura e allo sport del Comune.

La banda tionese ha introdotto la cerimonia, prima in biblioteca e poi presso la palestra, e don Michele ha benedetto le strutture, subito prima del taglio del nastro.

La biblioteca, vero centro culturale di valle, non è solo punto di prestito libri, ma fucina di attività culturali per tutte le fasce di età, in particolare per gli studenti di ogni ordine di scuola, e disponibile per associazioni e gruppi che lo richiedano. Il sindaco Antolini ha brevemente ripercorso le tappe della costruzione, dall’abbattimento della barchessa di casa Covi nel 2016 al nuovo edificio arredato del 2021, e non ha nascosto le lungaggini avute per l’appalto dei mobili e gli intoppi del Covid che hanno rallentato l’ultimazione della struttura.

2200 metri quadrati su 4 piani, costo di 3,2 milioni complessivi, progetto dell’ingegner Luca Mezzi, realizzazione della ditta Ediltione.

L’assessore Gottardi,

Palestra e biblioteca, doppia inaugurazione a Tione

tionese, con 20 foto di grande formato a testimonianza dell’abbattimento prima, e della costruzione poi della struttura: una interessante testimonianza realizzata in un arco di 5 anni.

Dopo quella della biblioteca ha avuto luogo l’inaugurazione della palestra dell’Istituto Comprensivo. Stesse autorità, stesso schema: musica della banda tionese, benedizione, taglio del nastro, discorsi, ed in più il buffet allestito nella adiacente palestrina delle Elementari.

mento nella parte superiore, che secondo i progettisti riflette i colori del cielo in ogni ora del giorno. Purtroppo al momento dell’inaugurazione il cielo era grigio, dunque non è stata colta alcuna colorazione.

La professoressa Isabella Antolini ha detto che la nuova palestra piace tanto ai ragazzi, è funzionale, ed è stata costruita nei tempi previsti.

frequentano, ha evidenziato come le sue dimensioni soddisfino gli standard richiesti dal Coni, e dunque sia accreditata anche per i campionati e le qualificazioni.

Si sta pensando di effettuare un ulteriore intervento che soddisfi gli appassionati di arrampicata, aggiungendo un “boulder” nell’angolo interno a sud ovest.

che era sindaco di Tione quando fu deciso di fare la nuova biblioteca, ha ricordato quando la biblioteca era una stanza nell’edificio municipale, poi il trasferimento a casa Covi, infine la necessità di ampliamento e la realizzazione del progetto attuale. Sono quasi 60 mila i libri in possesso, e ciò pone Tione al quarto posto fra tutte le biblioteche provinciali.

Solo il 30% dei fruitori sono tionesi, dunque si può considerare patrimonio di tutta la valle, nonché dei turisti che pure ne usufruiscono. In que-

st’ottica i Comuni vicini hanno rinunciato ad alcune sovvenzioni in favore della biblioteca Tione, e Gottardi ha ringraziato i sindaci per questo.

Maria Rita Alterio, che con passione ha seguito da vicino l’allestimento degli arredi ed ha collaborato con le bibliotecarie per la miglior fruibilità degli spazi, ha citato una frase di Rodari nella quale lo scrittore definiva la biblioteca come centro di vita, da cui passa la strada per un mondo nuovo.

All’ultimo piano era stata allestita una mostra curata dal Circolo fotografico

La vecchia palestra, ormai fatiscente, è stata abbattuta nel 2019 e in due anni è stata pronta la nuova. Il costo sfiora i 2 milioni, il progetto è stato dello Studio Nexus di Storo, la realizzazione dell’impresa Caliari.

Un grande blocco di ce-

L’assessore Zamboni ha evidenziato come sia a disposizione non solo della scuola, ma di tutte le associazioni ed i gruppi sportivi che la richiedano. Infatti è occupata praticamente dalle 8 di mattina alle 22 di sera, e in questo modo soddisfa la finalità sociale che la amministrazione ha voluto darle.

Mattia Gottardi, oltre alla soddisfazione di sapere che piace ai ragazzi che la

Col buffet si è conclusa l’intensa giornata. A pensarci, è stato un bel momento per Tione. Finalmente due validi progetti portati a termine, utilizzabili da tutta la popolazione, che fan bene alla mente ed al corpo. Per un giorno non si è parlato di cose da fare, forse, chissà, ma di qualcosa di fatto, e bene: una boccata d’aria fresca.

PAG. 30 NOVEMBRE 2022 Cultura
Un sabato di festa per due strutture attese e ultimate in tempo di pandemia. La celebrazione per due luoghi di aggregazione e crescita è arrivata poche settimane fa
di Chiara Garroni

Stanno arrivando i primi segni di un autunno anticipato. Tra questi affascinano le chiome dorate dell’acero e del faggio. Le foglie di queste piante hanno resistito per mesi elaborando linfa e attingendo, anche dagli anfratti dei terreni più arsi, acqua e sali. Le bizzarrie di questa estate, tra le quali eccelle la persistente siccità, non hanno risparmiato nemmeno i secolari maggenghi. Sembra incrinata quell’armonia che nel passato consentiva l’alternarsi regolare delle stagioni. Oggi le precipitazioni sono assai più imprevedibili. Una nuova terminologia arricchisce il prontuario delle scienze meteorologiche. Si parla di nubifragi, trombe d’aria e bombe d’acqua. In particolare si parla di “bombe d’acqua” che si riversano sovente e in alcuni siti, con velocità, portata e furie spaventose. Bombe d’acqua e nubifragi, chi sono costoro? Si tratta di precipitazioni concentrate nel tempo e nello spazio. Per il nubifragio e la bomba d’acqua si tratta di due tipi

di piogge con un rilascio sul suolo di quantitativi non inferiori ai 33 mm ora. Anche l’attività pascoliva, colpita da questi fenomeni, subisce sorprendenti trasforma-

zioni. La difficoltà negli approvvigionamenti idrici, obbliga a modificare, anche in modo significativo, l’organizzazione dei pascoli. A fronte di tali problemati-

che, non c’è assolutamente spazio per fastidiose e improduttive controversie tra i diversi operatori economici. Pascolare oggi, come per altro ieri, è un processo molto complesso. Significa conoscere lo stato dell’erbatico, tenere sotto controllo la salute delle mandrie, l’accessibilità e la presenza di acqua sulle malghe, infine conoscere caratteristiche ed esigenze degli abitanti presenti in un certo territo-

rio. I pascoli alpini infatti sono biocenosi piuttosto sensibili e dall’equilibrio labile. Questo concetto è dimostrato dai rapidi cambiamenti di composizione del cotico erboso. In pochi anni, un ottimo pascolo, con un carico ricco di specie può trasformarsi in una copertura infeltrita e tendenzialmente monofita. L’alpeggio, e in particolare quello dei bovini da latte, ha avuto per secoli un ruolo

di primaria importanza per plasmare e salvaguardare l’ambiente alpino.

Siamo entrati in una fase inedita di rapporti fra uomini e contesti naturali.

Certamente deve venir meno specie nelle aree di alta quota, la pretesa espressa da molti, di una capacità previsionale dell’andamento climatico rigorosa, attendibile e pertanto la possibilità di prevenire eventi catastrofici.

PAG . 31NOVEMBRE 2022Ambiente
Bizze del clima e attività pastorali PROMO CERAMICHE CERAMICHE SCONTATE SCONTATE DEL D50% EL 50% SUI PREZZI DI LISTINO DEI MIGLIORI MARCHI SHOWROOM Tione di Trento Riva del Garda via Pinzolo, 72 loc. Ceole 7/B 0465 321021 0464 521072 www.steldo.it FINO AL 31/12/22
di Giovanni Bazzoli

Fuori dalle scuole, si impara all’aperto

Da alcuni anni le nuove esigenze della didattica contemporanea richiedono la creazione di spazi di apprendimento nuovi, alternativi al classico – e monotono - edificio scolastico; luoghi cioè che siano valore aggiunto alla pratica dell’insegnamento, capaci di stimolare maggiormente l’attenzione e il coinvolgimento degli alunni attraverso un approccio inusuale, fresco, colorato, e per questo percepito come più “vivo”. Seguendo tale tendenza, venerdì 14 ottobre presso il sentiero BoscoArteStenico sono state presentati ed installati all’aperto alcuni modelli di aule outdoor realizzati dagli alunni delle classi 2C e 2D della scuola secondaria di primo grado di Comano Terme. L’esposizione ha rappresentato la giusta chiusura di un interessante percorso progettuale denominato ’Green School’, una sperimentazione avviata già durante l’anno scolastico 2021/2022 con l’obiettivo di stimolare i ragazzi ad interrogarsi sulle modalità di fruizione degli spazi esterni. Gli alunni delle due classi, con la supervisione della coordinatrice del progetto Ida Scaia, si sono focalizzati sull’utilizzo dello spazio esterno alla scuola, immaginando un’aula all’aperto da sfruttare per le attività didattiche. “I ragazzi, suddivisi in piccoli gruppi da tre, hanno dato vita in modo del tutto libero alla loro visione di aula all’aperto - spiega Scaia - prevedendo l’utilizzo di materiali naturali, come legno e corda. I ragazzi hanno così sperimentato un’idea progettuale verde che fosse sostenibile e coerente con il contesto per cui è stata pensata. La fase iniziale del percorso ha previsto

un’uscita sul territorio presso il BoscoArteStenico, dove alcuni esperti hanno guidato gli alunni alla scoperta delle tante belle sculture artistiche esposte e spiegando loro come esse siano ben armonizzate con il contesto naturale boschivo che

Il progetto “Green School” avviato dall’Istituto comprensivo delle Esteriori ha invitato gli alunni a interrogarsi sulla loro idea di aula all’aperto.

le accoglie. Successivamente sono stati mostrati loro degli esempi di aule e spazi della socialità già realizzati in altri ambiti territoriali, e sono stati forniti input teorici sulla valenza formativa del ‘fare lezione all’aperto’. La storia della pedagogia annovera infatti alcune teorie basate su principi innovativi ancora oggi attuali: l’architettura a misura di bambino, la natura che arricchisce la formazione fuori dall’aula, solo per citarne un paio. Indubbi sono gli effetti benefici scaturiti dal rapporto con la natura, quali

l’aumento della concentrazione e la diminuzione dello stress, sia per alunni che per insegnanti. Al termine delle due fasi preliminari i ragazzi, accompagnati dalla docente di arte Sarah Bertasio, hanno cominciato a mettere su carta la loro idea di aula outdoor, dando libero sfogo all’estro architettonico in un vero e proprio turbine di schizzi e disegni. Aule sospese su alberi, banchi e sedute fatte di tronchi, piattaforme polifunzionali. E ancora amache, fontane, alberi da utilizzare come tane per piccoli animali

e perfino dondoli per riposare, tra una lezione e l’altra, nelle giornate più faticose. Il progetto si è concluso con la materica realizzazione, da parte degli stessi progettisti, di modelli che hanno sintetizzato al meglio le idee, tenendo ben presente l’esigenza di coniugare creatività e funzionalità. “L’obiettivo era proporre un concetto di scuola che vada a coltivare anche altre competenze, come la manualità e la creatività, in un’ottica inclusiva, partecipata, dialoganteevidenzia la professoressa Scaia -. I ragazzi hanno condiviso il piacere di lavorare in gruppo, capendone il valore aggiunto. Inoltre hanno apprezzato molto il collegamento tra scuola e territorio, ambienti integrati e non più separati da muri”. Tutti i modelli di aule all’aperto sono visitabili lungo il sentiero naturalistico BAS e rappresentano un interessante percorso di scoperta, creazione e sensibilizzazione verso i due temi della didattica e dell’ambiente, di rilevanza cruciale per lo sviluppo virtuoso delle nuove generazioni.

PAG. 32 NOVEMBRE 2022 Attualità
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di Massimo Ceccherini Podio

#iomivaccino, novembre è tempo di vaccinarsi contro l’influenza stagionale

Autunno è tempo di vaccinarsi e proteggersi contro l’influenza stagionale. Come tutti gli anni è possibile effettuare la vaccinazione negli ambulatori dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari o dal proprio medico o pediatra di famiglia. Possono ricevere il vaccino gratuitamente tutte le persone a rischio di avere complicanze a seguito dell’infezione e tutte le categorie maggiormente esposte al virus. Il vaccino è raccomandato, alle persone anziane, ma anche a tutti coloro che vogliono evitare di ammalarsi di influenza. Le persone fragili, per le quali l’influenza potrebbe costituire un problema di salute serio, possono vaccinarsi in qualsiasi momento della stagione

influenzale. I bambini con patologie croniche ricevono una lettera d’invito per la vaccinazione. Per effettuare la vaccinazione nei centri vaccinali dell’azienda sanitaria è necessario prenotare attraverso il Cup online.

L’influenza è una malattia infettiva causata da diversi tipi di virus che si trasmettono, per via aerea, attraverso le goccioline emesse con la tosse o gli starnuti, ma anche attraverso le mani che hanno avuto contatto con secrezioni respiratorie. I virus influenzali circolano soprattutto nella stagione fredda, causando molti casi di malattia, di ricovero e anche di morte. La vaccinazione è, al momento attuale, lo strumento di preven-

zione della malattia influenzale più semplice ed efficace, in grado di difendere l’organismo da un virus che, di anno in anno, può modificare le proprie caratteristiche. Il vaccino è sicuro, ben tollerato e solo raramente provoca effetti collaterali severi. Anche quest’anno il Ministero della salute raccomanda di effettuare la vaccinazione antinfluenzale a partire da ottobre, e comunque prima possibile, vista la circolazione contemporanea del virus Sars-Cov-2. In Trentino le somministrazioni dell’antinfluenzale sono iniziate lo scorso 17 ottobre, ma bisogna considerare che il vaccino diventa efficace dopo circa due settimane dalla inoculazione. Solitamente i picchi

influenzali si verificano tra la seconda metà di gennaio e l’inizio febbraio. La vaccinazione è raccomandata e quindi offerta gratuitamente dal Servizio sanitario provinciale a:

• popolazione a rischio (malati cronici, familiari di soggetti ad alto rischio, caregiver etc.)

• persone con più di 60 anni

• donne in gravidanza e nel post partum

• bambini dai sei mesi ai sei anni

• medici e personale sanitario di assistenza

• addetti ai servizi pubblici (forze di polizia e vigili del fuoco)

• persone che per motivi di lavoro entrano in contatto con animali (allevatori, addetti al trasporto di animali vivi, macellatori, veterinari pubblici e privati

etc.)

• donatori di sangue

• personale dei servizi socio-educativi, dell’infanzia e della scuola

• lavoratori al dettaglio di generi alimentari e della grande distribuzione

Quando e dove vaccinarsi

Per avere informazioni sulla vaccinazione e per la somministrazione del vaccino è possibile prenotare la vaccinazione al Cup online per eseguirla nei centri vaccinali di Apss (https:// cup.apss.tn.it/ > prenotazione senza ricetta > vaccinazione antinfluenzale > spuntare la categoria di appartenenza > selezionare sede e orario) oppure rivolgersi al proprio medico o pediatra di famiglia (l’elenco dei

pediatri che aderiscono alla campagna antinfluenzale 2022 è disponibile sul sito di Apss, al link https://www.apss. tn.it/Servizi-e-Prestazioni/Vaccinazioneantinfluenzale-2022).

Nelle valli Giudicarie le vaccinazioni antinfluenzali vengono effettuate nel Centro vaccinale di Tione, in viale Dante 25 (condominio Plazze, nei pressi del piazzale dei pullman).

Per il mese di novembre sono in programma anche sedute vaccinali pediatriche, alle quali si accede, oltre che su invito, sempre tramite prenotazione al Cup online. Al momento della vaccinazione è consigliato indossare una maglia a maniche corte per poter scoprire agevolmente il braccio.

PAG . 33NOVEMBRE 2022Azienda sanitaria
cup.apss.tn.it PRENOTA IL TUO VACCINO INFLUENZA? #IOMIVACCINO La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata dal Servizio sanitario provinciale e offerta gratuitamente a determinate categorie di persone. Per informazioni o per vaccinarsi basta rivolgersi al proprio medico o pediatra di famiglia oppure agli ambulatori vaccinali dell’Azienda sanitaria.

Prima di iniziare una dieta, cosa dobbiamo sapere sugli zuccheri

Molte sono le false credenze sull’utilizzo degli zuccheri nell’alimentazione quotidiana. Esistono 2 tipi di carboidrati (così vengono meglio definiti gli zuccheri): quelli semplici (il fruttosio della frutta o del miele o ad esempio il saccarosio che è lo zucchero bianco da cucina, o il lattosio dei latticini) che hanno un assorbimento rapidissimo e producono un picco della glicemia immediato; e quelli complessi contenuti nella pasta, nel riso, nei legumi. Chi consuma molti zuccheri semplici sottoforma di bevande o succhi di frutta (ma anche vino…) ha tipicamente molta fame perché il continuo saliscendi della glicemia stimola i centri della fame e attiva i centri che danno una vera e propria dipendenza per alimenti dolci, dai quali non si riesce a fare a meno. Nella pratica clinica ho trovato facilmente questa situazione nei bambini ma non raramente anche negli adulti con diabete che bevevano tranquillamente un litro di aranciata o coca cola al giorno. Un consumo im-

di Dario Beltramolli *

Zuccheri semplici, come il fruttosio della frutta, hanno un assorbimento rapidissimo. L’esercizio fisico si accosta a tutte le diete.

portante di queste bevande crea un certo benessere perché gli zuccheri stimolano la produzione della dopamina e della serotonina, i due neurotrasmettitori fondamentali per il mantenimento del buonumore. Allo stesso modo anche gli zuccheri complessi (un piatto di pasta) favoriscono il buonumore, senza però creare dipendenze. Il nostro corpo non necessita infatti di zuccheri semplici se non in piccolissime quantità. I carboidrati della pasta o del riso infatti sono la principale fonte energetica di cui l’uomo ha bisogno e dovrebbero rappresentare il 50-60% delle calorie dell’alimentazione quotidiana. Studi su vasta scala hanno infatti dimostrato che se il consumo di carboidrati era inferiore al 30% o superiore al 70%

delle calorie introdotte ogni giorno si verificava un netto aumento della mortalità per malattie cardiache e diabete. Molto sommariamente possiamo dire che le diete che prevedono l’esclusione dei carboidrati provocano: 1. Rapida perdita di liquidi (la persona si sente “asciutta”). 2. Un calo progressivo del tono dell’umore. 3. Una maggior fatica nelle attività quotidiane e in particolare nel camminare e in ogni sport di movimento. 4. Un aumento della stitichezza. 4. Un peggioramento del sonno. Perché allora molte diete propongono l’eliminazione dei carboidrati? Nelle strategie per la perdita del peso dobbiamo tener conto che se proponiamo a qualunque persona semplicemente di ridurre le porzioni che sta

assumendo o di frazionarle con un paio di spuntini in più al giorno, i risultati sono assai modesti e di breve durata. La spiegazione è molto semplice: se riduco i carboidrati inizio ad avere molta fame e quindi sono costretto presto a tornare alle abitudini precedenti. L’efficacia di un piano dietetico viene misurata in particolare su due punti: 1. Durante i primi mesi la persona ha fame? Se sì, allo-

ra la probabilità che funzioni sono scarse. 2. Com’è la persona che ho seguito, un anno dopo aver iniziato il trattamento dietetico? Se ha recuperato il peso, magari con gli interessi, non possiamo dire che sia andato a buon fine.

Chi vuole perdere peso deve terminare il percorso sapendo come mangiare, cosa permettersi nelle eccezioni che ognuno ha il diritto di avere, come fare la spesa e soprat-

tutto che senso ha sulla salute tutto questo. Un aspetto importantissimo e motivante è l’impatto che il calo di peso ha sulle persone che ci osservano e ci gratificano dicendo semplicemente “cosa è successo? ... stai davvero bene complimenti sembri un’altra persona!”.

Una valutazione a parte va fatta per le persone affette da diabete. In questo caso specifico l’assunzione di zuccheri deve essere valutata attentamente e in generale limitata. In molti casi seguire un piano alimentare corretto permette di ridurre drasticamente i farmaci antidiabetici e in alcuni casi persino di sospenderli. Naturalmente bisogna affidarsi a personale qualificato. I messaggi sull’alimentazione che i media ci offrono nei programmi di cucina e di salute finiscono spesso per creare molta confusione. L’unico consiglio che nessuno contesta è fare sport all’aria aperta, a qualunque età e secondo le proprie possibilità.

*Medico specialista in Nutrizione Clinica

Porte di Rendena, un divano di pietra celebra l’imprenditoria dei salotti

Gyform

Un monolite di pietra rinvenuto sul territorio, a cui la natura ha dato una forma straordinariamente simile a quella di un divano, sarà posizionato a metà strada tra le due aziende che, storicamente, producono salotti a Vigo: Gyform salotti e Loran salotti. Assieme a queste, il Comune di Porte di Rendena vuole celebrare anche un’altra storica azienda: quella di Antonio Bertini che ha prodotto stufe per una vita intera e che, nell’andare in pensione, ha mantenuto intatto il proprio laboratorio, divenuto un

vero e proprio museo.

La due giorni di celebrazioni è stata intitolata “L’avventura dell’impresa. Storie di comunità”.

Alle 20.30 di venerdì 14 ottobre l’appuntamento è a Casa Cüs a Daré, dove si discuterà di “Il lavoro patrimonio di una comunità”; ci sarà l’introduzione delle autorità con il sindaco del Comune di Porte di Renden Enrico Pellegrini e Achille Spinelli, assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro. Le “storie di comunità” raccontate saranno quelle di Fabrizio Gasperi di

Gyform e Andrea Loranzi di Loran; per le stufe sarà presente Antonio Bertini. Domenica ci si trova al piazzale della Protezione civile a Vigo, per l’inau-

gurazione del simbolo di riconoscenza agli imprenditori - da tempo scomparsi - Guido Gasperi e Angelo Loranzi, fondatori delle due aziende di

salotti.

L’assessora comunale Paola Chiappani spiega: «Al convegno avremo le testimonianze degli imprenditori che portano

avanti l’attività dei loro genitori - per le due ditte di salotti - e quella di chi, per due generazioni, ha fornito cucine economiche a tutte le case da Vigo a Villa. Abbiamo recentemente realizzato una mostra sulle case e, idealmente, proseguiamo con un evento sulle “cose delle case”; il tutto collegato all’economia del nostro territorio. Per quanto riguarda i salotti, la tradizione nacque con la Fimit che, dopo due soli anni di attività, lasciò la zona. Ma due delle persone che lavoravano lì misero a frutto le competenze apprese e fondarono ditte che, nate come piccole e artigianali, crebbero molto e, tutt’oggi, sono attive e hanno clienti anche internazionali. Anche per le stufe parliamo di una ditta che è passata di padre in figlio».

PAG. 34 NOVEMBRE 2022 Alimentazione
e Loran, ma anche Antonio Bertini e il suo laboratorio di stufe hanno segnato la storia del territorio. Il Comune ne omaggia l’ingegno e il valore collettivo.

Dopo parecchio tempo, il Tennis Club di Borgo Chiese ha potuto inaugurare lo scorso otto ottobre il nuovo Palatennis a Condino. Per l’associazione condinese, guidata dal giovanissimo presidente Riccardo Spada, si tratta di un sogno divenuto realtà, che permetterà di incentivare ulteriormente uno sport ancora poco praticato nelle nostre zone. Al centro sportivo intitolato a Padre Cristoforo Bettega sorgono ora due campi in erba sintetica, uno indoor e l’altro dotato della nuovissima copertura permanente. Il cantiere ha preso il via a settembre 2020, mentre si è concluso ad aprile 2021. L’inaugurazione, però, non era stata possibile date le restrizioni in vigore a causa dell’emergenza sanitaria. Per quanto concerne l’aspetto economico sono stati fondamentali per la realizzazione dell’intervento i contributi comunali e provinciali. La cifra per i lavori di copertura ammonta a 287 mila euro. Il 75% (215.250 euro) della spesa è stato stanziato dal Servizio Turismo e Sport della Provincia mentre il restante 25% (pari a 71.750 euro) è stato finanziato dal comune di Borgo Chiese. «Era un intervento nella quale abbiamo creduto molto- ha affermato soddisfatto il presidente- vediamolo come un inizio piuttosto che un traguardo. Abbiamo già potuto testare come la struttura dopo i lavori abbia migliorato notevolmente l’attività della nostra associazione. Finalmente non ci sono più interruzioni stagionali, la nostra attività si svolge regolarmente nel corso di tutto l’anno solare e con qualsiasi condizione meteorologica.». Alla cerimonia

Domenica 9 ottobre 2022, nella palestra di Fiavè, si è svolta la presentazione della nuova stagione della Polisportiva Castel Stenico, realtà di riferimento delle Giudicarie Esteriori per quanto riguarda la pallavolo provinciale. Una decorrenza particolare, in quanto quest’anno si celebrano i 35 anni dalla fondazione della società. Una stagione ricca di aspettative per la polisportiva che in questo momento conta più di 100 iscritti, dai 6 anni in su. Saranno ben cinque le squadre giovanili iscritte ai rispettivi campionati: due Under 12 (la squadra Junior, con le sue 13 piccole atlete e la squadra Senior, formata da 15 atleti/e); una Under 13 e una Under 14 (che vedono iscritte 20 atlete dell’età di 12 e 13 anni); una Under 16, squadra nata dalla collaborazione con la ASD Brenta Volley di Tione. Punta di diamante nel campionato di prima divisione, la nostra prima squadra allenata da Matteo Failoni, con l’aiuto di Amedeo

Inaugurato il palatennis di Borgo Chiese

di inaugurazione hanno presenziato l’attuale sindaco e presidente della Comunità di Valle Giorgio Butterini insieme a Silvia Poletti, assessore alla cultura e all’associazionismo di Borgo Chiese oltre a Roberto Failoni, assessore provinciale allo sport. Il programma del giorno prevedeva nel primo pomeriggio la disputa delle

finali maschili e femminili di quarta categoria e quelle maschili di terza categoria del Torneo Galante Wood Technology. A contese concluse, sono stati premiati i vincitori: Guatteri Jonathan (3° cat. masc.), Trentini Dario (4° cat. masc.) e Bontempi Elisa (4° cat. fem.). A seguire si è svolta un’esibizione tennistica alla

quale hanno preso parte Nicola Grassi di Storo, Daniele Faustini di Condino, Stefano D’Agostino di Arco e Gabriel Moroder di Ortisei, poi la serata si è conclusa con la cena in compagnia. «Bella, anzi bellissima giornata - ha aggiunto raggiante Spada - l’intero direttivo ha dato molto per organizzare al meglio sia il torneo che il pomeriggio e gli sforzi sono stati sicuramente ripagati. È stata l’occasione giusta per ringraziare quanti hanno collaborato e reso possibile la realizzazione di quest’opera. La partecipazione è stata parecchia sia alla cena finale sia al torneo che ha registrato ben settan-

taquattro iscritti, una quota record non solo per il nostro Tennis Club ma anche di Valle.». Per il resto, l’attività dell’ente procede sempre a gonfie vele: «Trentacinque ragazzi hanno iniziato qualche settimana fa i corsi e a novembre inizieranno per la prima volta anche quelli per adulti, al fine di dare la possibilità a tutti di imparare a giocare seguiti da un maestro. Inoltre, anche quest’anno parteciperemo al campionato provinciale con tre squadre, iniziando come da consuetudine la disputa delle prime gare verso il mese di aprile».

Mazzocchi, con ambizioni di alta classifica e con uno sponsor nuovo di zecca. Davanti ad un folto pubblico di oltre 300 persone, tra familiari, atleti e allenatori, sono state presentate le squadre che, a breve, saranno impegnate a disputare le partite di campionato. Ben dieci gli allenatori e gli aiutanti coinvolti nel progetto: Matteo Failoni, Cinzia Parisi, Erica Serafini, Nancy Parisi, Elisa Litterini, Cecilia Andreolli, Irene Bellotti, Silvia Brochetti, Marilena Luchesa, Stefania Serafini, Amedeo Mazzocchi, coordinati dal nuovo responsabile tecnico Nicola Zambelli. Proprio quest’ultimo, durante il suo intervento, ha voluto sottolineare lo sforzo che la so-

cietà sta facendo per alzare il livello tecnico sportivo dei gruppi. Il presidente, Fabiano Bailo, durante il suo discorso iniziale, ha voluto ringraziare, sponsor, amministrazioni, ma soprattutto i membri del

direttivo - Romina Falagiarda, Leonardo Luchesa, Sergio Malacarne, Cristina Marzari, Franco Morelli, Silvano Pederzolli, Roberto Scossiroli, Karin Scalfi e Paolo Volcan - che, grazie al loro prezioso lavoro, contribuiscono in maniera fondamentale alla crescita della pallavolo in valle. Molto nutrito il gruppo dei più piccoli (trentaquattro), che si sono avvicinati a questo sport, iscrivendosi all’ attività promozionale S3, e che ben fanno sperare per il futuro della società.

La festa si è conclusa con un tutti in campo, una partita spensierata arbitrata con verve e simpatia da Fausto Stefani e con un ricco buffet e brindisi finale assieme a tutti i partecipanti.

PAG . 35NOVEMBRE 2022Sport
Al centro sportivo intitolato a Padre Cristoforo Bettega sorgono ora due campi in erba sintetica, uno indoor e l’altro dotato della nuova copertura permanente di Matilde Armani
I 35 anni del Castel Stenico Oltre 100 iscritti dai 6 anni in su, la polisportiva delle Esteriori inizia il campionatocon cinque squadre giovanili e la prima squadra punta in alto.

Giudicarie Esteriori, Terme per il “Mese della Dermatologia”

È terminata con successo la terza edizione della speciale iniziativa dedicata alla salute della pelle organizzata dal centro termale trentino, che ha riservato agli ospiti un ricco programma di incontri formativi, servizi gratuiti e cure a prezzo scontato. Con la parentesi di apertura invernale, prevista per le festività natalizie, si chiuderà una stagione che, nonostante le importanti difficoltà legate a crisi pandemica ed energetica, registrerà risultati economici record per l’Azienda Consorziale Terme di Comano. Comano e dermatologia è un binomio ormai indissolubile nel panorama termale europeo. Il centro trentino, da sempre riconosciuto come il più qualificato punto di riferimento per il trattamento naturale delle problematiche della pelle come psoriasi, dermatite ed eczema ha voluto certificare anche quest’anno la sua leadership con il “Mese della Dermatologia”. L’iniziativa, giunta alla terza edizione, ha riservato speciali vantag-

La casa di Riposo Padre Oddone Nicolini (una delle tre operanti in valle del Chiese) ha una nuova direttrice.

Le tre aziende pubbliche di servizio alla persona da sempre svolgono un’importante attività nei confronti delle proprie comunità, accogliendo persone adulte e anziane per erogare servizi come l’assistenza sanitaria e il soggiorno.

Negli anni è stata grande la riconoscenza ricevuta da queste strutture sociosanitarie, a dimostrazione di quanto fondamentale sia il servizio da queste erogato, il quale permette a numerosi anziani di vivere dentro una struttura in cui sono seguiti da professionisti, vivendo quindi in sicurezza ma anche all’interno di un clima di collettività e socializzazione. Tali meriti sono ov-

gi a tutti gli ospiti, tra cui un nutrito calendario di appuntamenti formativi gratuiti con gli specialisti del centro che hanno registrato un’altissima affluenza, oltre a cure e servizi a prezzo scontato, omaggi e test gratuiti. Il successo del “Metodo Comano” nella cura della pelle di adulti e bambini è testimoniato dalle moltissime persone che ogni anno utilizzano l’acqua termale per migliorare il proprio stato di salute, ma soprattutto è confermato dalla scienza. Nessun altro centro termale in Italia è infatti in grado di validare i suoi percorsi terapeutici con un numero così elevato di studi sulle proprietà dell’acqua e del suo microbiota, condotti in collaborazione con importanti università italiane. Le Terme di Comano, prime per investimenti in ricerca nel comparto termale nazionale, si affidano alle competenze di un’equipe specialistica composta da dermatologi, nutrizionisti, psicologi e medici termali con decine di migliaia di casi

affrontati nel corso degli anni. La forte specializzazione dermatologica di Comano è stata confermata anche di recente da due importanti eventi che hanno visto la partecipazione del dottor Mario Cristofolini, presidente dell’Istituto di ricerca GB Mattei, al settimo Congresso della Scuola della Psoriasi di Genova (16 al 17 settembre) e del dottor Emanuele Clo’, direttore sanitario delle Terme di Comano, al Master in medicina termale a Casciana Terme (23 e 24 settembre).

La stagione 2022 Ottobre è anche periodo di bilanci. Dopo il “Mese della Dermatologia” e il successo di

viamente frutto del grande lavoro e della passione che i numerosi operatori socio-sanitari, assieme a tutto il personale, svolgono ogni giorno prendendosi cura al meglio di tutti i loro ospiti.

Partendo da sud abbiamo a Storo, l’A.P.S.P. Villa San Lorenzo, in via Sette Pievi, la quale ospita circa sessanta persone ed è presieduta Davide Zanetti. Giovanni Antolini è stato il direttore negli ultimi anni. A Condino è presente l’A. P.S.P. La Rosa dei Venti il cui attuale presidente

(prorogato per legge fino alla nomina del prossimo) è Daniele Pizzini, mentre il direttore è Matteo Radoani; la casa ospita circa settanta persone. Per finire, troviamo la casa di riposo Padre Oddone Nicolini, situata a Strada, frazione di Pieve di BonoPrezzo (presidente Michele Bazzoli), che ospita ben ottanta persone. Il mese di ottobre ha rappresentato un momento di importante cambiamento per questa struttura, in quanto è stata assunta Beatrice Vaglia per ricoprire il ruolo di

un’altra iniziativa organizzata in estate e legata al mondo femminile come “Salute Donna”, la già confermata apertura invernale in concomitanza delle festività natalizie chiuderà una stagione su cui hanno inciso pesantemente i rincari dei costi energetici e una crisi pandemica mai di fatto conclusa. “Nonostante ciò” afferma il Consigliere Delegato delle Terme di Comano Elena Andreolli, “gli ottimi traguardi soprattutto del settore alberghiero, della linea cosmetica Terme di Comano Skincare, del benessere termale e del poliambulatorio specialistico Comano Med porteranno risultati economici record per l’Azienda, in alcuni comparti quasi raddoppiati nell’ultimo quinquennio”.

direttrice. Ruolo delicato perché riguarda sia la casa di riposo di Pieve di Bono che quella di Storo, com’è accaduto con il direttore precedente. Laureata in giurisprudenza presso l’Università di Trento nel 2014, negli ultimi tre anni ha ricoperto il ruolo di responsabile delle risorse umane presso il rinomato Lefay Resort & Spa Dolomiti di Pinzolo. Secondo le clausole del concorso, l’incarico di Beatrice Vaglia ha avuto ufficialmente inizio il primo novembre.

Gaia Pelanda

PAG. 36 NOVEMBRE 2022 Attualità
Elena Andreolli, consigliera delegata dell’azienda anticipa un bilancio con “risultati economici record, in alcuni comparti quasi raddoppiati nell’ultimo quinquennio”.
Valle del Chiese, una nuova direttrice all’Apsp Beatrice Vaglia si occuperà anche, come il suo predecessore, della casa di riposo di Storo.

Anche per l’anno scolastico 2022/23, La Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella e la Comunità delle Giudicarie insieme confermano e rilanciano quello che ormai dal 2015 viene denominato “Progetto Orientamento”.

Un’iniziativa rivolta gli Istituti Comprensivi e alle Scuole Secondarie di Secondo grado di tutto il territorio delle Giudicarie, nella convinzione che fornire ai giovani ed alle loro famiglie strumenti conoscitivi utili per effettuare con consapevolezza le scelte scolastiche e professionali sia strategico per favorire un percorso di crescita sano e positivo che li porti realizzarsi sia come persone che come cittadini.

Il progetto, sostenuto finanziariamente dalla Cassa Rurale e dalla Comunità delle Giudicarie, è oggi coordinato dal Centro Me.te di Tione e dalla dott.ssa Ambra Richiedei in collaborazione con lo staff dell’Ufficio Relazioni de La Cassa Rurale, che affianca gli esperti in tutte le fasi di pianificazione e di realizzazione delle attività. Un progetto molto articolato che si è evoluto in questi anni grazie al lavoro svolto in sinergia con i dirigenti e con i docenti referenti dell’orientamento delle scuole del Territorio

riuniti nel Tavolo per l’Orientamento delle Giudicarie, con il quale di anno in anno è stato possibile co-progettare le attività. Il progetto coinvolge i giovani e i giovanissimi del nostro territorio, dai 9 ai 19 anni. L’obiettivo, nel caso degli studenti più grandi che frequentano le classi quarte e quinte dei centri di formazione professionale, degli istituti tecnici e dei licei, è quello di stimolare la riflessione su se stessi per individuare con chiarezza le possibili strade da intraprendere, approfondire la conoscenza delle opportunità post diploma e acquisire strumenti per la ricerca attiva del lavoro. Immancabile l’appuntamento con gli imprenditori del territorio che offre ai ragazzi l’opportunità di entrare in contatto diretto con il mondo del lavoro scoprendo o approfondendo alcune richieste del mercato che oggi sono imprescindibili sia in piccole realtà locali che in quelle nazionali. Inoltre tutti gli studenti hanno la possibilità di usufruire di un colloquio individuale con gli esperti in orientamento per approfondire le questioni emerse nel corso degli incontri di gruppo e avere uno spazio solo per sé in cui ragionare sul proprio futuro. Il percorso che viene

proposto alle scuole secondarie di primo grado (scuola media) si rivolge sia ai genitori che agli alunni delle classi seconde e terze. Durante gli incontri con gli studenti si intendono stimolare forme di autoconsapevolezza rispetto alla propria identità e ai propri obiettivi, mente con i genitori si condividono strategie per un dialogo costruttivo e si individuano criteri significativi per affiancare in modo efficace i figli nel percorso orientativo. Sono inoltre previsti momenti di approfondimento sia sul mondo delle professioni che rispetto all’offerta formativa. Questo percorso è stato presentato lo scorso 14 gennaio a Padova al Congresso Nazionale della SIO - Società Italiana Orientamento - che opera a livello nazionale e riunisce docenti, ricercatori universitari e professionisti operanti nel campo dell’orientamento.

Lo scorso anno è stato inoltre avviato sperimentalmente un ciclo di incontri di orientamento precoce dedicato agli alunni della Scuola Primaria che, visti i buoni risultati ed il riconoscimento ricevuto, prosegue anche per l’anno scolastico in corso. Il percorso coinvolge gli alunni delle classi quarte e quinte ed ha l’obiettivo di far riflettere i

Al lavoro senza pregiudizi

Il progetto proposto dallo scorso anno alla Scuola Primaria, porta il titolo “AL LAVORO SENZA PREGIUDIZI”: ad esso hanno aderito in via sperimentale 4 classi degli Istituti Comprensivi della ReTe C8 che, alla luce dell’esito positivo, quest’anno hanno richiesto di estendere a tutte le classi quarte la possibilità di aderire al percorso e di integrare lo stesso con attività rivolte alle classi quinte per riprendere ed approfondire le tematiche affrontate. La validità della proposta è stata confermata anche a livello istitu-

della Comunità di Valle �������������������������������������������������������diploma di scuola superiore������������������������������������������ carriera lavorativa e patrimonio culturale������������ ��������partecipazione attiva e consapevole alla vita civile e sociale��������������������������������������������

zionale e scientifico: gli esperti che l’hanno progettata e che hanno affiancato i docenti nella realizzazione sono stati infatti invitati a presentare il percorso sia ad EDUCA l - il festival dell’educazione di Rovereto - che si è tenuto lo scorso maggio, sia a Biella in occasione di un importante Convegno a chiusura del Progetto Skilland, che ha avuto luogo il 12 e 13 ottobre, per mettere a confronto le esperienze di orientamento precoce ritenute più valide a livello nazionale.

tale che gli insegnanti acquisiscano un bagaglio di competenze utili per poter replicare in modo autonomo le attività in classe senza la presenza degli esperti. Le iscrizioni sono aperte tutto l’anno scolastico! Inquadra il QR Code������������������ ������������������������������������������������ �����������������������������

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bambini sul concetto di lavoro, esplorare le caratteristiche delle varie professioni e scardinare preventivamente stereotipi professionali e di genere. La peculiarità delTerritorio Riparte il progetto orientamento nelle scuole delle Giudicarie grazie al sostegno de La Cassa rurale e
l’intervento è l’adozione dell’approccio «Train the Trainer», che prevede l’affiancamento dei docenti ai professionisti nella fase di progettazione delle attività, in modo VUOI COMPLETARE IL TUO PERCORSO DI STUDI? ISCRIVITI ai CORSI SERALI dell’istituto Guetti! Istituto L. Guetti · Via Durone, 53 38079 - Tione di TrentoTELEFONO 0465 321735 MAIL ilaria.guidotti@guetti.tn.it PER INFORMAZIONI

Metaversi e metà persi

Il 12 ottobre scorso ricorreva il 530esimo anniversario della scoperta dell’America. Negli stessi giorni a Torino si è tenuto il primo Festival del Metaverso. Il sincrono sovrapporsi di questi eventi può essere interpretato come una planetaria presa di coscienza: siamo DENTRO l’inizio di una nuova Era.

Il concetto di transizione dal Vecchio al Nuovo Mondo, oggi come 530 anni fa, assume i caratteri della rivoluzione. Con la rapida espansione dei tanti metaversi, tanti ambiti dell’esistenza – economico, antropologico, sociale, culturale – riceveranno nell’immediato un upgrade darwiniano irreversibile. Oggi, all’alba del Terzo Millennio, il Metaverso sta ad Internet come nel XV secolo l’America stava alla vecchia Europa.

Unico comune denominatore: oggi (il Metaverso) come ieri (l’America), il ‘Nuovo Mondo’ rappresenta una miniera d’oro per gli investitori. All’epoca furono conquistadores, mercanti e teste coronate spagnole e portoghesi, oggi smart company e start up del trading in criptovalute.

Attingo qua e là dalla Rete: ‘Il Metaverso è un ambiente digitale generato da un computer e condiviso tramite internet. Una realtà virtuale in cui si è rappresentati e si agisce tramite un avatar’; ‘Il ‘Metaverse’ deriva dalla cultura cyberpunk, termine coniato nel 1992 da Neal Stephenson nel romanzo di fantascienza

‘Snow Crash’’.

Parentesi tonda (didascalica): a beneficio dei pochi che non bazzicano web e social network, l’avatar è il nostro alter ego virtuale, un pupazzetto colorato formato videogioco che riproduce le nostre fattezze fisiche e attraverso il quale interagiamo nel digitale mondo. Un po’ come quello che inoltriamo agli amici con i messaggi WhatsApp.

Parentesi quadrata (autoreferenziale): combattuto tra l’adorazione del cinema di fantascienza anni 50 (quello de ‘L’invasione degli Ultracorpi’ per intenderci) e l’indugio di fronte al genere quando narrato su carta (unica folgorante eccezione ‘Le Cronache Marziane’ di Bradbury), ho deciso di bypassare la lettura del datato ‘Snow Crash’ preferendogli il più attuale ‘Io sono Giorgia’. Che poi sempre balle spaziali sono.

Chiudo a doppia mandata le parentesi. Riacchiappo il filo del discorso.

La curiosità intorno al Metaverso è nata all’indomani dell’annuncio di Mark Zuckerberg, patron di Facebook, Instagram e Whatsapp, nonchè depositario del 110% (senza sconto in fattura) dei nostri dati personali, di cambiare nome e mission all’azienda, passando da Facebook a ‘Meta.’

Nella realtà virtuale di metaversi ne esistono tanti, ad oggi oltre 40, in cui (secondo stime) vivono 350 milioni di persone. Accedere a uno di essi non è difficile: bastano una connessione internet, un account

su una delle piattaforme nate per creare una realtà aumentata e un visore 3D, aggeggio fondamentale se si vuole un’esperienza totalmente immersiva nel mondo alternativo.

Gli utenti così equipaggiati possono vivere in modalità virtuale le più svariate esperienze: da quelle ordinarie, come incontrare gli avatar di amici e altre persone, viaggiare per il mondo, andare al cinema e a teatro, a concerti e a conferenze, visitare musei e andare in palestra, a quelle straordinarie o impossibili, come viaggiare nello spazio o essere inseguiti da un dinosauro.

Tutto portafogli alla mano ovvio, perché anche nel Metaverso esistono (eccome!) moneta e classi sociali.

Nel Metaverso è possibile fare shopping nei negozi, acquistare beni di ogni tipo, persino auto, case, parchi. E’ possibile invitare a casa altri utenti e far pagare loro la visita.

Nel Metaverso puoi iniziare un’attività d’impresa, investire denaro. Puoi acquistare terreni e costruirvi case, che puoi abitare o affittare, oppure edifici per attività commerciali, artigianali, agricole.

Riassumendo: all’interno del Metaverso ciascuno di

Tutti giù per terra

Il Metaverso come ‘vita alternativa’ in cui è possibile far di tutto e di più, ma dove nulla è tangibile e materico.

Il Metaverso è un luogo dove non esistono malattie, rapine, omicidi, dove non ci sono casse integrazioni né licenziamenti, bombe e crisi energetiche. Nel Metaverso non esistono strade coperte da immondizia, i parchi sono puliti e sicuri, sulle spiagge non ci sono vucumprà.

Nel Metaverso i negozianti fanno lo scontrino e il nostro avatar non ha cellulite e doppie punte.

Nel Metaverso non esistono testimoni di Geova e rappresentanti della Folletto. Non si ricevono telefonate moleste dai call center di Tim e Vodafone. Le auto non inquinano, le commesse dei negozi non se la tirano, e perfino gli statali sono gentili e produttivi. Insomma un vero Eden.

noi può costruirsi una vera e propria vita parallela digitale, rimanendo beatamente seduti sul divano. Il rischio che si corre è quello di diventare tappezzeria domestica, perdere qualsiasi motivazione di uscir di casa e di tessere relazioni reali. Non bastavano Facebook, Instagram, TikTok a rimbecillire fiumane di boomer e millenial!

Ma è il Progresso bellezza, e ci tocca accettare che il Metaverso sta ad Internet come Homo Sapiens sta a Neanderthal. E’ il passo successivo della scala evolutiva, che lo affianca senza sostituirlo. Per ora.

Ci si potrebbe chiedere se il Metaverso segnerà la fine dell’Umanità. D’altronde chi non vorrebbe vivere in un posto simile?

Un posto in cui non si viene giudicati per il proprio aspetto fisico, sviliti per le proprie idee, in cui non si viene bullizzati, una ‘seconda vita’ dove trovare riscatto per i fallimenti terreni, sollievo per i malesseri, svago, divertimento, adrenalina. Un grembo sicuro in cui all’occorrenza rinascere, in cui nulla è precluso. E una volta provato, perché abbandonarlo?

Che sia questo il Paradiso in terra? Un Paradiso virtuale?

Il “Coro Fiaschi” festeggia il 10° compleanno

Nei primi di novembre del 2012 da una manciata di giovani con la passione per il canto, accomunati dal legame con il territorio in cui sono nati e le tradizioni oralmente

tramandate, nasce ufficialmente in Giudicarie il Coro Fiaschi.

In 10 anni di attività il coro ha partecipato a più di cento eventi tra concerti e manifestazioni a

favore di associazioni ed enti, a eventi culturali e spettacoli teatrali, in rassegne corali nel territorio giudicariese o con importanti trasferte in tutta Italia.

Con lo spirito che lo caratterizza vuole festeggiare insieme all’intera comunità giudicariese ed invita tutti gli appassionati e curiosi della musica tradizionale al

concerto di canto popolare che si terrà sabato 26/11/2022 alle ore 21.00 presso la chiesa di San Martino di Zuclo - Borgo Lares (TN). L’evento sarà occasione

per la presentazione del CD del decennale del coro, registrato in Val Giudicarie tra i mesi di giugno e settembre del 2022.

PAG. 38 NOVEMBRE 2022 Tutti giù per terra

Serve una trattativa o finiamo alla guerra nucleare

Berlusconi e la dignitàdi uscire di scena

Nonostante tutto Berlusconi mi è simpatico. Non l’ho mai votato, e oggi mi fa pena vederlo farfugliare sciocchezze una dietro l’altra. Non sarebbe meglio evitargli certe figuracce, non ultima la storiella dell’amicizia rinnovata con Putin e il ridicolo scambio di vodka e lambrusco accompagnato da lettere carinissime?

quasi tutti i cittadini non solo italiani, ma anche europei. Chi non sarebbe d’accordo nel veder seduti allo stesso tavolo russi ed ucraini a trattare la pace? Ma la cosa non è semplice. Perchè una trattativa si apra è necessario che ci siano le condizioni che la rendano possibile. Purtroppo servono a poco gli appelli, le petizioni, le marce della pace che si stanno svolgendo un po’ in ogni parte d’Europa. Perso-

nalmente sono convinto che Putin non parteciperà mai a nessuna trattativa che lo costringa a cedere, anche solo di poco, alle ragioni degli ucraini. Non accetterà mai di liberare anche solo uno dei territori che ha annesso alla Federazione Russa con un referendum-farsa delle scorse settimane. Potrò anche sbagliarmi, ma c’è un’unica possibilità perché Putin si sieda con intenzioni

serie ad un tavolo della pace mettendo la parola fine alla guerra che lui ha scatenato: che sia militarmente così indebolito da non poter fare altro. Raggiungere questo obiettivo non sarà facile, ma dobbiamo aver chiaro che la pace passa solo e unicamente attraverso la sconfitta politica e militare di Putin. Secondo me non esistono alternative, né altre vie. Purtroppo. (a.a.)

La crisi nera di Pd e Lega

Le ultime elezioni hanno lasciato il segno in molti partiti, ma due in particolare mi sembrano segnati in negativo: la Lega e il Pd. Per entrambi i partiti ci sarà da lavorare molto per risalire la china?

Renzo

Credo anch’io che per Pd e Lega non si tratta solo di rimettersi in sesto dopo un flop elettorale non da poco, ma sono difronte ad una crisi che non sarà facile da superare senza un ripensamento del loro modo d’essere e di porsi di fronte all’elettorato. Non a caso nel Pd e nella Lega sono stati messi in discussione anche i simboli e la stessa identità del partito. Ovvio che un peso decisivo l’abbiano i due segretari Matteo Salvini ed Enrico Letta. Due personaggi molto diversi fra di loro così come diversa è la loro posizione all’interno del partito. Letta è la classica espressione di un partito elitario, che ha perso il contatto con il popolo, che ha dimenticato la povertà ed il lavoro, grandi cavalli di battaglia del loro glorioso passato. Un partito che si preoccupa più delle istanze di pochi intellettualoidi che niente hanno a che fare con le necessità e ed i problemi economi-

ci e sociali che stanno dilaniando la quotidianità degli italiani. Ma Letta non è il problema del Pd. Il Problema del Pd è il Pd stesso, così com’è diventato.

La questione della Lega è diversa. Il legame tra Partito e leader è estremamente forte, difficilmente scindibile. A poco valgono le iniziative del vecchio Bossi per tornare alla Lega Nord delle origini, comunque prima ci sarebbe da capire come fare a condizionare in qualche modo Salvini. Salvini è stato il trascinatore del vecchio Carroccio riuscendo a raccogliere voti un po’ in tutta Italia, ma dopo l’esito fallimentare delle elezioni del 25 settembre, le cose sono davvero cambiate. La stagione dei trionfi della Lega sembra definitivamente finita. Oggi Salvini è al centro della crisi della Lega. Ma non lo da a vedere, sembra non esserne consapevole, né ha intenzione di cambiate modalità d’approccio: il modo di muoversi sulla scena politica, il suo linguaggio, le sue parole d’ordine, sono sempre le stesse, e gli italiani sembrano non farci più caso. Magari è convinto che tornando a fare il ministro nel governo con la Meloni possa ritornare in auge come ai vecchi tempi. Mah, potrebbe essere una delle sue ultime illusioni.(a.a.)

Ci provano in tanti, ma non ottengono grandi risultati. Nel bene come nel male, il Berlusca è sempre stato cosi, un po’ fuori dal solco. Chi non lo ricorda spavaldo patron del Milan, tracotante leader di Forza Italia, e borioso e tronfio Presidente del Consiglio. E tutto sommato continua ad essere altezzoso e spocchioso anche ad una età più volta verso il tramonto che verso nuove avventure. In questi ultimi giorni Berlusconi s’è reso protagonista di dichiarazioni al limite del buon senso. I più attribuiscono le

recenti esternazioni alla sua età avanzata e alla sua probabile perdita del controllo. Ma io credo che ci sia, invece, ben altro. Berlusconi non sa rassegnarsi a non essere comunque e sempre protagonista della scena politica. Non accetta che qualcuno gli occupi il palcoscenico che considera ancora suo. Peggio ancora se a fregargli il palcoscenico sia una donna. Ma a ben guardare nelle dichiarazioni su Putin, sulle bottiglie di vodka, sul Lambrusco spedito a Mosca, sui suoi dicktat alla Meloni nello scegliere i ministri, in particolare, chissà perché?, quello della giustizia, Berlusconi è sempre lui. Usa ogni mezzo per essere al centro del dibattito e gode nel mettere in ombra alleati o avversari, poco importa. Lo ha sempre fatto. Solo che in passato sapeva sorprendere amici e nemici. Oggi fa soprattutto mestizia, tristezza. Tocca ai suoi famigliari e alle sue indomite badanti riportarlo sul divano. Con l’attenzione dovuta a uno che sul divano ne ha combinato di tutti i colori.(a.a.)

L’Ucraina è la vittima, i dubbi sono incomprensibili

Caro Adelino, la guerra contro l’Ucraina mi sta confondendo non poco. Fermamente convinto che l’Ucraina sia dalla parte della ragione, non riesco a capire i neo-putiniani, non tanto Berlusconi che alla sua età è solo da compatire, ma anche altri eminenti personaggi confondono le carte, alla fine, quasi, quasi, danno ragione a Putin… Io rimango fermamente dalla parte dell’Ucraina e tu?

Franco

Io sono con te. Come gran parte della comunità internazionale, ritengo anch’io, che sia doveroso sostenere l’Ucraina per difendersi dall’aggressione perpetrata dalla Russia di Putin, unico responsabile per aver aggredito ed invaso uno stato sovrano e indipendente. Sono, innanzi tutto, gli ucraini che vogliono con tutti i mezzi combattere fino alla fine per scacciare i russi dalle loro terre e noi non possiamo negare loro ogni aiuto possibile per permettere loro ai difendersi efficacemente, compreso il rifornimento di armi moderne ed efficaci. Se non l’avessero ottenute

un po’ da tutta Europa, avrebbero dovuto combattere a mani nude, e l’avrebbero fatto, e alla fine sarebbero dovuti soccombere, sottomettersi alla pretese territoriali degli invasori russi, e subire ingentissime perdite umane. La forte resistenza ucraina, che già è considerata una difesa eroica e da tutti ammirata, rappresenta un valore protettivo anche per la nostra quotidianità, per il rispetto della sovranità dello stato e della libertà del popolo. Gli ucraini stanno combattendo anche per noi europei, per cui sentiamo l’obbligo di aiutare questo Paese a difendersi con l’eroismo che gli è proprio. Chi lo nega è in malafede, o per partito preso, o magari condividendo, seppur in parte, le motivazioni dell’aggressore. Un popolo ha tutto il diritto di difendere la propria storia e i propri valori di riferimento e di indipendenza, specie se aggrediti con tanta ferocia. Dobbiamo capire che il non inviare armi non corrisponde a “pace” o a “tregua”, bensì a “resa incondizionata” e lesiva della nostra civiltà. Gloria all’Ucraina ed al suo Presidente, il cui eroismo e carisma sono espressione dell’anima dell’intero Paese!(a.a.)

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il progetto orientamento nelle scuole delle Giudicarie grazie al sostegno de La Cassa rurale e della Comunità di Valle Suppondo sia della Cassa… Pag. 39.
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