«La Gazzetta dell'Aula» - A.S. 2017-2018

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Istituto Comprensivo “Malaspina-Staffetti”

La Gazzetta dell’aula Numero unico

Anno scolastico 2017/2018

Orgogliosi dei successi dei ragazzi La Gazzetta dell’aula quest’anno scende in campo con due vittorie. La prima a Cesena dove il giornalino della nostra scuola è stato premiato dall’Ordine nazionale dei giornalisti all’interno del concorso “Fare il giornale nelle scuole”. Un riconoscimento che ci rende orgogliosi perché è un bis, arrivando per la seconda volta nell’arco di tre anni. Bravi gli alunni cronisti che lo scorso anno hanno frequentato il laboratorio di giornalismo ma bravi anche quelli di quest’anno che hanno vinto, con un ex aequo, il premio messo in palio dall’Aci all'interno del campionato di giornalismo fra scuole medie della provincia apuana organizzato dal quotidiano «La Nazione».

PREMIATI Interviste a Michelangelo e al Re Sole

Seer vvizi a pagiinna 200

Gli alunni, immersi nella cultura, vanno alla scoperta della famiglia dei Malaspina, del conte

Staffetti e, attraverso interviste al di là del tempo, di Michelangelo e del Re Sole.

Alle pagine 14, 15, 16, 17, 18 e 19

Una lezione ai bulli col karate

Un veleno affascina i giovani

I trucchi dei film in classe

Viaggio fra i social e i libri

Un maestro di karate insegna ai ragazzi come difendersi quando sono presi di mira e una psicologa dà consigli ai genitori per capire i segnali di allarme e aiutare prepotenti e vittime.

Molti i giovani affascinati dalla cannabis, l’erba che li avvelena. Un medico spiega che sono mille gli apuani schiavi della droga e come si può curare la dipendenza. È emerso che spesso alla base di cattive scelte da parte dei ragazzi ci sono lo stress, il rifiuto di un gruppo e problemi scolastici.

Un cineamatore spiega come nasce un film e rivela i trucchi del mestiere mentre gli alunni raccontano il magico mondo di Cinecittà dove hanno scoperto i teatri che erano il regno del regista Federico Fellini.

Viaggio fra i social network, gli strumenti che vengono usati durante l’attività di classe e i dizionari. Da un’inchiesta emerge che Whatsapp è il social più diffuso fra i ragazzi e i prof. E da un confronto fra ieri e oggi vengono alla luce i cambiamenti nel mondo della didattica.

Alle pagine 2 e 3

Alle pagine 4 e 5

Alle pagine 10 e 11

Alle pagine 6, 7, 8 e 9

Il futuro insieme ai robot Pagina 1

Il futuro è già dietro l’angolo con la mano robotica e l’intelligenza artificiale. Alle pagine 12 e 13

Pioggia d’oro e d’argento nel nuoto

Pioggia d’oro e d’argento nel nuoto, affermazioni degli alunni della scuola nella pallavolo e in altri sport. Alle pagine 22, 23 e 24

La Gazzetta dell’aula


SCUOLA & BULLISMO

«I ragazzi imparano a difendersi con le tecniche del karate per tenere a bada i prepotenti» Il maestro De Simone: «Possono così avere il tempo per chiedere aiuto»

Abbiamo incontrato in classe il maestro di karate Alessandro De Simone, cintura nera 6° Dan e presidente e direttore tecnico della Asd Yamabushi Shotokan Karate di Massa, per parlare del suo progetto antibullismo attivato nel nostro Istituto con la collaborazione dei docenti di scienze motorie. Perché ha ideato un progetto antibullismo destinato alle scuole? «Abbiamo proposto un corso di autodifesa personale, con percorsi psicomotori per il benessere psicofisico dei giovani allievi, per far aumentare l’autostima, per scardinare l’individualismo e infondere un grande senso sociale e collaborativo». Quali tecniche di difesa insegna ai ragazzi? «Ci sono diverse tecniche per potersi difendere, ma l’importante è saper creare uno spazio per chiedere aiuto. Lo scopo è quello di saper affrontare una situazione imprevista, mantenendo il controllo». È molto difficile imparare a difendersi? L’Asd Yamabushi Shotokan Karate di Massa ha promosso un corso di difesa personale per bambini, ragazzi e adolescenti delle scuole del nostro Comune. Il nostro istituto ha aderito al progetto antibullismo promosso dalla Yamabushi con la collaborazione degli insegnanti di scienze motorie della scuola. Lo scopo del progetto era quello di aiutare sia il bullo, che in genere fa fatica a rispettare le regole, è spesso aggressi-

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Gl i al u n n i d e l l a s e c o n d a C c o n A l e s s an d r o D e S i m o n e , m ae s t r o d i k a r at e

«Ci vogliono anni di esperienza, ma è possibile, anche in poche lezioni, imparare le regole di base». Quanto tempo ci vuole per essere in grado di tenere testa ad un bullo? «Non c’è bisogno di tenergli testa o fargli del male; occorre solo difendersi. Il tempo per apprendere è soggettivo». È diverso imparare tecniche in palestra e metterle in pratica in strada? «In palestra insegniamo la tecnica di base che può servire in qualsiasi situazione di pericolo». Quanto può stare tranquillo chi partecipa al suo corso?

«Circa il 70% in più rispetto a chi non lo pratica». Ha avuto testimonianze di qualche alunno sull’efficacia di quanto insegnato? «Una mia alunna mi ha raccontato che, mentre passeggiava in bicicletta era stata molestata, ma, grazie alla tecnica appresa in palestra, era riuscita a reagire, a scappare e chiedere aiuto». Ha mai aiutato qualche ragazzo vittima di bullismo? «Sì, diverse volte, ma ho aiutato anche un bullo. Il ragazzo manifestava atteggiamenti aggressivi a scuola verso i compagni e in palestra era provocatorio e irrispettoso delle regole. I genitori mi avevano chiesto aiu-

Un progetto aiuta i bulli e le vittime vo e ha scarsa consapevolezza delle proprie azioni, sia la vittima, ovvero chi subisce prepotenze passivamente ed è spesso incapace di comportamenti decisi. La nostra classe ha partecipato a tale progetto, con risultati molto positivi, in termine sia di conoscenze che di competenze. Le le-

zioni, della durata di un’ora ciascuna, gestite dal maestro di karate Alessandro De Simone e dal nostro professore Alessandro Vitaloni, sono state effettuate in palestra e si sono articolate in una serie di percorsi psico-motori mirati al controllo della respirazione, alla concentrazione, al si-

to. Avendo capito che le punizioni con lui non servivano, decisi di affidargli l’incarico di collaborare con me. È diventato ufficialmente il mio “vice”, un ruolo che lo ha responsabilizzato e fatto maturare. Pian piano è cambiato anche a scuola. E ora, in palestra, mi aiuta con i ragazzi più piccoli». Quale consiglio si sente di dare a un ragazzo che ha paura? «È difficile non avere paura. In situazioni di pericolo anche gli adulti ce l’hanno. Dobbiamo imparare a gestirla e a chiedere aiuto. Confidarsi con gli adulti di riferimento (genitori, nonni, fratelli più grandi, insegnanti) è fondamentale. Non dimenticatelo mai!». Classe II C Malaspina lenzio e alla gestione delle emozioni attraverso tecniche particolari. Fondamentali sono stati il rispetto degli altri e la valorizzazione di se stessi per trovare libertà e armonia nella vita quotidiana. Lo slogan dell’Associazione, che è diventato anche il nostro, è il seguente: “Bullo? No grazie! Vogliamoci bene, imparando a rispettare noi stessi e soprattutto gli altri”. Classe II C Malaspina

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SCUOLA & BULLISMO

«Inappetenza, insonnia, svogliatezza Così i ragazzi lanciano l’allarme E i genitori devono scendere in campo»

La psicologa Moisè: «È possibile dare una mano sia alle vittime che agli aggressori» La nostra classe ha intervistato la psicologa della scuola, dottoressa Sara Moisè, per capire meglio il fenomeno del bullismo. Cosa si intende per bullismo? «Il bullismo si verifica quando un bambino o un ragazzo viene esposto ripetutamente ad azioni offensive o prevaricazioni da parte dei suoi coetanei. Queste azioni negative possono essere di tipo verbale, fisico o psicologico e portano inevitabilmente all'isolamento della vittima. Nel fenomeno del bullismo deve essere presente un bullo, o un gruppo di bulli, e una vittima, che generalmente è più debole, ansiosa, insicura e ha un’opinione negativa di se stessa». Come possiamo aiutare un coetaneo vittima del bullismo? «Per aiutare un compagno vittima di bullismo bisogna creare un gruppo a svantaggio del bullo, per denunciare e far emergere queste prepotenze,

Gli alunni in classe con la psicologa Sara Moisè

parlandone con adulti e amici fidati». Come possiamo invece aiutare il bullo? «Possiamo aiutare l’aggressore facendogli capire che gli atti da lui compiuti sono sbagliati, quindi non sostenendolo mai e mettendosi dalla parte della vittima. Allo stesso tempo però, dobbiamo aiutarlo a cambiare, in modo da far terminare questi suoi atteggiamenti di supremazia». Cosa si intende per cyberbullismo? Come ci si può difendere? «Il cyberbullismo nasce a partire dagli anni Duemila. Questo nuovo fenomeno, più pericoloso rispetto al bullismo, implica l’uso di informazioni e comunica-

zioni tecnologiche a sostegno di un comportamento intenzionalmente ripetitivo e ostile da parte di un individuo che intende danneggiare uno o più soggetti incapaci di difendersi. Sicuramente il modo migliore per porre fine a questi soprusi è denunciare alla polizia postale questi fatti». Quali sono i segnali che possono far capire ad un genitore che i propri figli hanno bisogno di aiuto? E come possono aiutarli? «I segnali che i genitori possono percepire sono diversi e comprendono atteggiamenti inconsueti come una maggiore introversione, disturbi del sonno o dell'appetito, calo

nel rendimento scolastico e soprattutto problemi di socializzazione. Il genitore può capire cosa sta succedendo e quindi aiutare il figlio, parlando con lui, con gli insegnanti e con gli amici». Cosa può fare la scuola per aiutare sia le vittime che i bulli? «La scuola ha il compito di aiutare le vittime, che dovranno però necessariamente denunciare i fatti accaduti agli insegnanti, i quali troveranno strategie per frenare il dilagare delle prepotenze e inviteranno i bulli e coloro che subiscono le violenze a parlarne con i propri genitori e con uno psicologo, come quello presente a scuola». Classe II C Malaspina

Quando il lupo si trova online bisogna stare attenti al web

D i s e g n o d i M at t e o S p ad o n i

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Il cyberbullismo (ossia «bullismo online») indica un tipo di attacco continuo, ripetuto, offensivo e sistematico con gli strumenti della rete da parte di ragazzi aggressivi contro altri ritenuti più deboli. Questa violenza provoca ferite difficili da rimarginare. I bulli nascondono la loro identità e spaventano, mortificano e umiliano le loro vittime di fronte a coetanei connessi alla rete. Spesso i genitori non sanno come i figli trascorrono il tempo e come utilizzano la rete. Sono ragazzi privi di regole, non controllati, che approfittano della loro

solitudine, e del loro disagio, per sfogarsi contro i più deboli. I ragazzi devono imparare a usare consapevolmente e in modo sicuro la rete, sia per la loro incolumità sia per avere la consapevolezza che il web non può sostituire la vita reale. Come disse un celebre supereroe, “Da un grande potere, derivano grandi responsabilità”: è per questo che è necessario promuovere un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie soprattutto tra i giovani. Classe II C Malaspina

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SCUO LA & SALUT E

Disegno di Tommaso Pucci e Rebecca Mattia

Il dottor Maurizio Varese

«Mille apuani, schiavi della droga, curano al Sert la loro dipendenza per ritrovare una vita autonoma»

Il dottor Varese: «Altri 500 cercano di smettere con l’alcol e il gioco d’azzardo» Abbiamo rivolto alcune domande al dottor Maurizio Varese, responsabile dell’Area delle Dipendenze per tutta l’Azienda Usl Toscana nord ovest, ospite per una mattina della classe II F, per capire la differenza tra droghe leggere e pesanti e tra quelle legali e illegali. Ci ha spiegato anche i pericoli legati alle forme di dipendenza, come il gioco d'azzardo o l’alcol. Ma che cosa è esattamente una dipendenza? «È una malattia cronica recidivante del cervello che si verifica quando una persona non può fare a meno della sostanza che utilizza, di cui mano a mano aumenta le dosi. Quando non ha la droga, va in crisi d’astinenza. Il suo scopo è quello di trovare la droga e farne uso isolandosi da tutto e tutti». Che cosa fate per aiutare i tossicodipendenti? «Si usano dei farmaci specifici per i diversi tipi di droghe, ma non sempre le persone escono alla dipendenza».

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Perché secondo lei gli adolescenti sono molto attratti dalla droga? «Perché il cervello emotivo, che è la parte del cervello che ci fa agire di istinto, si sviluppa prima quando il resto non è ancora maturo, però ci fa fare anche tante azioni rischiose, come provare la droga». Quali sono gli utenti che si rivolgono al Sert, il centro per il recupero dei tossicodipendenti? «Sono per il 75% maschi e per il 25% femmine; l’età media degli utenti è dai 36 anni ai

40». Ha mai incontrato ragazzi molto giovani che facevano uso di droghe pesanti? «Ho incontrato molti ragazzi giovani che le utilizzavano. Purtroppo ho conosciuto ragazzi che sono morti per overdose, anche se negli ultimi anni non ci sono stati casi nella nostra zona». Quanti sono i tossicodipendenti a Massa-Carrara? «Tra Massa e Carrara vi sono all’incirca 1000 tossicodipendenti da droghe che vengono curati dal Sert; considerando anche i diIl dottor Varese nella classe seconda F

pendenti da alcol e gioco d’azzardo arriviamo a 1500 persone in cura da noi. Ma vi sono moltissime altre persone in giro che purtroppo non si curano». Quanto tempo occorre per disintossicarsi? «Da un punto di vista meramente fisico un mese circa. Però, anche se una persona smette di assumere sostanze stupefacenti, resta in cura tutta la vita. Acquista una vita autonoma, ma non tornerà mai la stessa di prima. In molti, comunque, riescono a disintossicarsi». Qual è la parte più difficile del suo lavoro? «Far capire alle famiglie e ai ragazzi che la dipendenza è una malattia, non un vizio, e quindi che va curata come tale». Che cosa l’ha spinta a fare questo lavoro? «Forse mi ha spinto a farlo il rapporto che avevo con mio nonno, che era un alcolista e ora non c’è più». Classe II F Malaspina

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SCUO LA & SALUT E

L’oscuro fascino della cannabis incanta e avvelena gli adolescenti L’eroina li uccide senza pietà Secondo l’Oms molte malattie sono causate dall’uso di stupefacenti

Secondo l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) sono da considerare stupefacenti tutte quelle sostanze di origine vegetale o sintetica che agendo sul sistema nervoso centrale provocano stati di dipendenza fisica o psichica. I paesi che producono droga sono molti, ma principalmente ricordiamo: i paesi del Sud America per la cocaina, l’Afghanistan per l’oppio e i suoi derivati come l’eroina, l’Olanda, la Nuova Zelanda e l’Australia per l’ecstasy. Dal rapporto annuale del 2015 dell’Osservatorio europeo delle droghe risulta che il 19% dei ragazzi italiani dichiara di aver fatto uso di cannabis e derivati negli ultimi 12 mesi. Il 31,9% della popolazione adulta in Italia e il 27% di ragazzi tra i 15 e i 16 anni afferma di aver provato almeno una volta nella vita la cannabis. Per

quanto riguarda il consumo di cocaina l’Italia registra una percentuale dell’1,8%, del 3,1% di ecstasy e del 2,8% di anfetamine. Gli oppioidi vengono consumati dal 5,2% degli italiani. Secondo il Dipartimento delle politiche antidroga della Presidenza del consiglio dei ministri, i morti per droga sono diminuiti

dal 1999 in modo considerevole: dai 1002 del 1999 ai 344 del 2013. Più nel dettaglio vi è stato un calo nei primi anni del millennio seguito poi da una piccola ricrescita nel 2004. Negli ultimi anni, invece, la situazione è rimasta abbastanza stabile. La maggior parte dei decessi, il 42% dei casi, è causato da eroina. L’uso di

droghe comporta molti problemi alla salute delle persone: malattie cardiovascolari, come ad esempio ictus e infarto, Hiv/Aids, epatite B e C, problemi polmonari, effetti neurologici e disturbi mentali. Il consumo di droghe può comportare la perdita delle relazioni con amici e familiari, la perdita della propria buona reputazione e credibilità fino ad arrivare alla perdita del lavoro. Inoltre ha conseguenze di tipo legale: essere trovati in possesso di sostanze stupefacenti, anche se in piccole quantità, è considerato illecito amministrativo e può comportare una sanzione che consiste nella sospensione o nel divieto di ottenere la patente di guida, il porto d’armi, il passaporto o la carta d’identità per andare all’estero o il permesso di soggiorno per gli stranieri. Classe II F Malaspina

Lo stress, il rifiuto di un gruppo e la moda trascinano i giovani in un drammatico tunnel Perché la droga è diffusa proprio tra i giovani? Per vari motivi come lo stress o la non accettazione in un gruppo o ancora per moda. La droga però è una specie di tunnel dal quale, una volta entrati, è difficile uscire. Un motivo per cui le persone sono spinte ad assumerla è cercare di essere popolari tra i propri coetanei. In altri casi vi si ricorre per depressione che può essere dovuta a gravi problemi

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I problemi scolastici alla base di cattive scelte

familiari o anche scolastici. Si tratta di problemi che bisognerebbe imparare a risolvere senza l’intervento degli stupefacenti o dell’alcol. Drogandosi si entra in un giro nel quale si è portati a rubare o spacciare e, siccome le droghe qui in Italia non sono legali, sono diventati luoghi di

scambio i parchi di notte, le strade abbandonate, i bagni e i piazzali delle scuole, i parcheggi delle spiagge e i giardini abbandonati. La vendita delle droghe dovrebbe diminuire invece di aumentare come sta progressivamente accadendo. Se qualcuno vuole riuscire a

disintossicarsi si può rivolgere a un centro di recupero della tossicodipendenza. È importante tenere sempre alta l’attenzione su questo tema, anche perché, come ha detto il dottor Varese, i giovani sono attratti dalle cose pericolose e seguono la moda senza riflettere sulle conseguenze. Ma c’è sempre un’alternativa ad una scelta che si può rivelare fatale. Classe II F Malaspina

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SCUO LA & SO CI AL

I ragazzi a “caccia” di notizie Ingannati dalle trappole in rete diventano vittime delle fake news

In un sondaggio si scoprono le preferenze degli alunni e i pericoli telematici

Nell’ambito del progetto giornalistico della nostra scuola, ci siamo adoperati per scoprire le preferenze multimediali di noi alunni. Abbiamo proposto un questionario ai ragazzi delle classi seconde della Staffetti e abbiamo inserito i dati ricavati in tabelle per analizzarli. I risultati ottenuti hanno evidenziato che ogni ragazzo che ha partecipato al sondaggio, svolto prima del 25 maggio, data in cui è entrato in vigore il requisito minimo dei 16 anni per usare Whatsapp, usa regolarmente per due ore al giorno Whatsapp, Instagram o YouTube, anche per ricavare informazioni scolastiche. È stato evidenziato che YouTube viene usato principalmente per seguire “youtubers” famosi e abbiamo scoperto che “iPantellas” sono quelli più seguiti. Gli alunni hanno dichiarato inoltre di usare i social per comunicare e in questo caso il podio spetta agli amici, seguiti dai parenti e infi-

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ne dai gruppi sportivi. Alla domanda se condividessero il proprio account, la maggioranza ha risposto di no. Sembriamo tutti d’accordo sulla grande utilità di questi nuovi sistemi di comunicazione, ma purtroppo sempre dal sondaggio si capisce che la maggioranza degli alunni non verifica le informazioni ricavate dai

D i s e g n i d i S am u e l e B i g i

social e questo è un grandissimo errore perchè internet è una fonte di informazioni non sempre affidabili.

Un like per Instagram Alla Staffetti, noi della classe II A a febbraio abbiamo svolto un’indagine sui social dalla quale è emerso che per le classi seconde Instagram è il terzo social più usato. Ogni ragazzo ha un proprio account che spesso non condivide con altri. Instagram è nato nel 2010 e permette di condividere foto ed inviare messaggi. Negli anni questa applicazione ha subito moltissimi cambiamenti come, ad esempio, la possibilità di condividere foto con proprie didascalie e ritocchi. Per ottenere “like” ed aumentare i “followers” si utilizzano degli “hashtag” e la condivisione di molti post. Oggi purtroppo molti ragazzi usano il cellulare in classe durante le ore di lezione e fanno video e foto ad insegnanti e compagni di classe pubblicando “stories” su Instagram. Questo è un uso improprio del social e, anche se dopo un breve tempo queste immagini non dovrebbero essere più visibili, in realtà possono essere rintracciate in rete da esperti e dalla polizia postale. Classe II A Staffetti

Chiunque può pubblicare qualsiasi cosa per qualsiasi scopo. Non esiste purtroppo alcun controllo sicuro su quello che viene reso pubblico e, anche se scoperte, le notizie false non vengono rimosse. Internet è il luogo perfetto dove molte persone cercano di attirarne altre per i più svariati scopi, tanto è vero che la polizia postale ci mette in guardia ogni anno su questi pericoli. Siamo connessi con tutto il mondo, ma non vediamo più quello che ci circonda, preferendo vivere una vita virtuale rispetto a una vita fatta di incontri, sguardi e sensazioni. Internet è uno strumento estremamente utile, ma dobbiamo stare attenti a non abusarne, diventando sempre più dipendenti e perdendo la capacità di pensare con la propria testa. Classe II A Staffetti

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SCUO LA & SO CI AL

Whatsapp è il social più amato Lo usano gli adolescenti e i prof per comunicare più velocemente

È questo quanto emerge da un’indagine svolta fra le classi seconde della Staffetti Il social più usato è WhatsApp. Questo è emerso da un’indagine sull’uso dei social esteso a tutte le seconde del plesso Staffetti durante il progetto giornalismo seguito dalla nostra classe. Dal sondaggio emerge che la maggior parte degli alunni usa WhatsApp da più di 4 anni e appartiene a più di 10 gruppi. Whatsapp è un social utilizzato per la comunicazione veloce: i messaggi. In questi anni però si è sviluppato: non solo “si messaggia”, ma si possono postare anche foto, video, “stories”, si possono effettuare anche chiamate vocali e videochiamate gratuite e illimitate. Tutta la II A è nel gruppo della classe e tutti sono amministratori per avere, così,

classe, un altro riservato ai rappresentanti ed un terzo al comitato dei genitori. Quest’ultimo comprende tutti i rappresentanti dei genitori dell’istituto Malaspina-Staffetti ed è usato per organizzare le feste d’istituto. Con questa indagine abbiamo capito come usano WhatsApp i genitori, i professori e i ragazzi. Tuttavia molti di noi si ritrovano dentro gruppi senza la propria volontà e subiscono una vera e propria invasione di messaggi che occupano gran parte di memoria. Spesso siamo costretti per questo motivo ad uscire dal gruppo, mentre i professori non aderiscono ai gruppi per motivi di privacy. Classe II A Staffetti

D i s e g n o d i S am u e l e B i g i

tutti lo stesso potere; in generale gran parte dei ragazzi appartiene a gruppi sportivi o usa Whatsapp per “chattare” con parenti e amici per i giochi online. Da un’ulteriore inchiesta, fatta dalla nostra classe tra i professori, è risultato che quasi tutti gli insegnanti usano

WhatsApp ed hanno un unico gruppo formato da tutti i docenti della scuola Staffetti con lo scopo di scambiare comunicazioni scolastiche. Questo social è usato anche dai rappresentanti dei genitori con 3 gruppi dedicati alla scuola: uno che raccoglie i genitori della

Video divertenti e lezioni su YouTube I tredicenni lo premiano con l’argento YouTube è il secondo social network più usato a scuola stando al nostro sondaggio. YouTube è utilizzato per vedere video divertenti, tutorial, video musicali, lezioni scolastiche e offre la possibilità di avere informazioni su qualsiasi curiosità grazie alle risposte immediate che fornisce. Su questo social gli “youtubers” pubblicano i loro video su canali personali visibili al pubblico. Ormai questo è diventato un lavoro, perché guadagnano bene grazie alle visualizzazioni, agli iscritti e ai “like”. Gli youtubers italiani più famosi come

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D i s e g n o d i S am u e l e B i g i

St3pny, Favij, iPantellas e Cicciogamer89 che non vengono seguiti dai ragazzi della nostra scuola. In ambito scolastico questo social non viene

usato solo dai ragazzi per sentire la musica, ma anche dagli insegnanti durante le lezioni per vedere film, documentari, video tutorial come quelli con il flauto per l’ora di musica. Maschi e femmine usano YouTube per ricerche differenti e nella nostra scuola risulta che i ragazzi siano iscritti a più canali YouTube rispetto alle ragazze che viceversa si iscrivono ad altri social come Instagram o Snapchat. Anche se questo social network non ha molte funzioni, per tutti quanti è utile ed interessante. Classe II A Staffetti

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MONDI A CONFRONTO

Dalla lavagna con cancellino alla Lim “Viaggio” nel mondo della scuola tra giradischi, tv e nuove tecnologie E per gli analfabeti negli anni Sessanta c’era “Non è mai troppo tardi”

A volte non ci pensiamo, ma anche nel passato per studiare si adoperavano gli strumenti forniti dalla tecnologia. In fondo anche il libro è stata una grande innovazione tecnologica che ha modificato il modo di studiare. Ora, a differenza di quanto accadeva in passato, esiste internet e le lezioni vengono svolte con lavagne elettroniche e computer. Ma cosa succedeva quando studiavano i nostri nonni e i nostri genitori? Al posto delle Lim, oltre alle lavagne di ardesia su cui si scriveva con i gessetti, potevano esserci le lavagne luminose che permettevano di proiettare appunti e fotografie su una parete bianca. Nelle scuole a volte il prof di arte disponeva di un proiettore di diapositive: erano piccole immagini che venivano proiettate sul

I l m ae s t r o A l b e r t o M a n z i nell’elaborazione grafica di Maria Virginia Nicodemi

muro. Oltre alla tecnologia che si usava a scuola, c’era la televisione. Per esempio ebbe uno straordinario successo di pubblico la trasmissione del maestro Alberto Manzi che veniva seguita anche da alcuni dei nostri nonni. In quella trasmissione, che si intitolava “Non è mai troppo tardi”

si dava un’opportunità di apprendimento ai numerosi analfabeti che ancora negli anni Sessanta erano presenti in Italia. Più tardi gli studenti poterono registrare le lezioni dei loro insegnanti e risentirle a casa grazie ai registratori portatili, come ci hanno detto che facevano le no-

stre mamme. In classe l’insegnante di musica poteva usare il giradischi per far ascoltare le sinfonie dei grandi artisti del passato. A casa, per rinforzare la conoscenza della lingua straniera, i nostri genitori ascoltavano le canzoni in inglese alla radio. Classe II E Malaspina

I dizionari raccontano la storia dei nonni Sostituiti da internet oggi vivono in soffitta Mettendo a confronto la scuola di adesso con quella dei nostri genitori, abbiamo trovato molte differenze: per fare una ricerca loro dovevano andare a cercare notizie sui libri, invece adesso, grazie ad internet, molti siti come wikipedia.org o treccani.it forniscono numerose informazioni in pochi secondi. Una volta nelle aule c’era solamente la lavgna di ardesia con gessetto e cancellino, mentre noi adesso abbiamo anche la Lim che

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Alunni de lla s e c o nda E n e l l a l o r o au l a davanti alla Lim e alla lavagna di ardesia

permette di vedere film e documentari o di navigare su internet. Grazie alla tecnologia anche imparare una lingua

è più veloce perché basta digitare una parola su translate.google.it e subito compare il suo significato. Una volta, invece, si dove-

vano comprare dei dizionari enormi per conoscere il significato delle parole. Adesso se noi siamo assenti a scuola possiamo vedere i compiti assegnati sul registro elettronico oppure mandare un messaggio ad un nostro amico tramite un servizio di messaggistica. Un tempo, invece, bisognava chiamare qualcuno telefonicamente oppure andare a casa sua per farsi dare i compiti. Classe II E Malaspina

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MONDI A CONFRONTO

«Se in aula infrangevamo le regole ci bacchettavano sulle mani Ed era facile essere bocciati» I genitori degli alunni confessano come era la loro vita in classe

Abbiamo cercato di scoprire come funzionasse la scuola di una volta e per questo abbiamo fatto delle interviste ai nostri genitori, ai nostri nonni e pure a qualche bisnonno. Abbiamo così scoperto che la scuola di oggi per certi aspetti è molto simile a quella del passato, per altri diversa. Basti pensare all’informatica: con le nuove tecnologie a scuola sono entrati moltissimi dispositivi che hanno cambiato il modo di fare lezione. Un’altra cosa molto diversa è il modo in cui si facevano rispettare le regole: ai tempi dei nostri nonni – come racconta nonna Astolfa – se infrangevi le regole ti bacchettavano sulle mani oppure ti facevano mettere con le ginocchia sul sale. E tutti ricordano come in generale fosse più facile essere bocciati alla fine dell’anno scolastico. Per quanto riguarda la struttura delle aule non è cambiato molto, se non per la preLe copertine dei libri di una volta erano di colore abbastanza scuro o neutro, per lo più nero, marrone o grigio. I libri erano di tutte le dimensioni, però, per la maggior parte, erano abbastanza corposi: abbiamo trovato manuali di nemmeno cento pagine, ma anche libri di testo di più di mille pagine. In generale, poi, abbiamo notato che questi libri erano quasi completamente privi di immagini: migliaia di pagine e tutte fitte di solo testo!

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Disegni di Francesca Bacci e Daniele Ricci

senza delle Lim, cioè le lavagne interattive multimediali. Per il resto, ieri come oggi, c’erano i banchi e le sedie degli alunni, una lavagna, la cattedra dell’insegnante, delle carte geografiche appese alle pareti e un armadio. E se oggi ci sono nelle aule dei radiatori, nonna Dina e nonna Maura ci ricordano

che negli anni ’40 e ’50, invece, c’erano le stufe a legna. Anche il materiale didattico è cambiato molto: di solito c’era un solo manuale per materia, per musica si usava il quaderno pentagrammato, mentre per alcune discipline nemmeno c’erano libri di testo. Negli anni sono stati aggiunti i manuali di musica,

tecnologia, arte e anche di scienze motorie. Alle elementari si usava il sussidiario, ovvero un unico libro per tutte le materie e, al posto dello zaino, c’era una cartella di cuoio, di pelle oppure di cartone. A scuola si entrava alle otto e si usciva all’una dal lunedì al sabato. Le verifiche erano orali e scritte, ma ai tempi dei nonni erano soprattutto orali, perché quelle scritte venivano svolte solo per italiano, matematica e lingue straniere. Anziché i voti, c’erano i giudizi: insufficiente, sufficiente, buono, distinto e ottimo. La scuola oggi inizia il 15 settembre e finisce il 10 giugno, più o meno come quella dei nostri genitori. I nostri nonni, invece, andavano a scuola dal primo ottobre. Una volta i nostri nonni e i nostri genitori studiavano, oltre all’italiano, una sola lingua straniera: francese o inglese. Classe II E Malaspina

«I nostri manuali? Senza immagini»

naia di pagine. Oggi le immagini sono molto più utilizzate rispetto al passato: si può dire che non ci sia una pagina senza almeno una figura o una Analizzando i rosa, l’azzurro fotografia. Molto prelibri pubblicati o il verde. senti anche le cornici di in anni più reAnche le loro testo che contengono centi e quelli dimensioni va- approfondimenti o riche adoperiariano come nei chiami ad altre disciplimo oggi a lelibri di scuola ne: sono un po’ come zione, abbiamo dei nostri geni- dei collegamenti ad altri visto notevoli tori e dei nostri argomenti che sembrano cambiamenti: nonni, però fatti apposta per chi, cola copertina, prevalgono me i ragazzi e le ragazze per esempio, è manuali di della nostra generazione, molto più colorata e pre- piccole o medie diè abituato ai “link” delle valgono colori vivaci co- mensioni: di solito non pagine web. me il giallo, il rosso, il superano le poche centiClasse II E Malaspina

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RIFLETTORI SUL CINEMA

«Il film nasce se c’è l’idea buona Si realizza grazie ai finanziamenti e alle capacità organizzative»

Lorenzo Caravello, dei “Cineamatori delle Apuane”, spiega i trucchi del mestiere Abbiamo scoperto che anche nella nostra città c’è un grande interesse per il cinema. Infatti dal 1999 a Massa tre amici, Laura Biggi, Lorenzo Caravello (nella foto) e Angelo Iannattone hanno fondato il gruppo “Cineamatori delle Apuane”. Abbiamo approfondito l’argomento con Caravello, che collabora con la nostra scuola nel progetto “Una storia per un film”. La scuola propone una storia che poi i Cineamatori delle Apuane trasformano in un cortometraggio di cui alunni e insegnanti sono i protagonisti. Quanto tempo si impiega per produrre un film? «Oggi le riprese di un film possono essere molto veloci (non più di un mese) grazie alle innovazioni tecnologiche e ad una sempre più razionale organizzazione del lavoro». Come si sviluppa l’idea iniziale? «La storia viene messa su carta con la presentazione del soggetto da parte del regista e degli sceneggiatori al produttore. È l’idea preliminare quella che deve fare scattare la volontà, da parte del produttore, di investire denaro in un film. Se il produttore si convince della validità del soggetto, il regista e gli sceneggiatori iniziano a sviluppare la sceneggiatura. Nel frattempo, altri addetti ai lavori iniziano a reperire i capitali presso le banche per affrontare i costi di produzione. Questa fase – stesura della sceneggiatura e reperimento dei capitali – può durare da pochi mesi ad

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alcuni anni. Tutto dipende, in sostanza, dalla volontà e dalle capacità organizzative delle persone preposte. Poi c’è la parte più visibile, ossia quella delle riprese. Questa fase non è mai molto lunga. Forse un mese, magari due. Spesso i responsabili della produzione mettono fretta al regista proprio per rimanere nei limiti delle spese previste». È mai capitato che un regista si ribellasse a queste restrizioni?

«Sì. Il più famoso è Terrence Malick, un regista americano politicamente impegnato, che impiegava anni per completare i suoi film. Più volte ha dovuto interrompere le riprese perché i suoi attori dovevano andare a interpretare altri film». Cosa accade dopo le riprese? «C’è la fase del montaggio. Ogni film non viene mai girato in sequenza cronologica ma secondo le esigenze

Cineclub, che passione Con il termine “cineclub” si intende un’associazione culturale che ha lo scopo di approfondire e diffondere la conoscenza dell’arte cinematografica. Le iniziative che i cineclub possono realizzare sono di vario tipo e tra queste di solito non manca la proiezione di film. Tra i tanti cineclub che esistono sul territorio nazionale, c’è anche il gruppo dei “Cineamatori della Apuane” che ha sede nella nostra provincia. I cineclub sono generalmente federati a livello nazionale. In tutta Italia ci sono 9 associazioni nazionali di cineclub. Dall’anno 2001, vista l’esigenza di evolversi e di confrontarsi con altre realtà italiane, il gruppo dei “Cineamatori delle Apuane” si è iscritto alla Fedic, Federazione Italiana Cineclub. Il gruppo possiede anche un sito web, http://www.cineamatoriapuani.com, che può andare a visitare chi desideri approfondire l’argomento. Classe II B Malaspina

della produzione. Spesso, le riprese iniziano dalla scena finale perché, per motivi logistici, il regista non dispone di uno degli attori oppure la troupe si trova in una città piuttosto che in un’altra. Il montaggio ha lo scopo di dare un ordine narrativo alle riprese che sono state effettuate in modo disordinato. Questo lavoro può durare, in media, circa un mese. A volte di più». Solitamente a quanto ammontano i costi? «Dipende da cosa vogliono ottenere sia il regista sia il produttore. I costi più alti sono quelli del cinema di intrattenimento, per la creazione degli effetti speciali. Le attrezzature tecnologiche, infatti, pesano moltissimo sul budget. Poi c’è il cinema indipendente fatto da registi che affrontano da soli i costi di produzione che sono più bassi e rifiutano i criteri industriali. Spesso accade che un film a basso costo sia un capolavoro, ma purtroppo il sistema cinematografico non incoraggia i registi indipendenti». È meglio Il film a basso costo o la megaproduzione costosissima? «Quello che conta è la bontà dell’idea e del messaggio. Non fatevi incantare dagli effetti speciali, ma cercate sempre di trovare un messaggio nel film che scegliete di vedere. Il cinema, così come la letteratura, l’arte, la musica, il teatro, è un veicolo per imparare a capire la natura umana e a stimolare un dialogo costruttivo tra le persone». Classe II B Malaspina

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RIFLETTORI SUL CINEMA

Le classi II B e II A della Malaspina con le loro docenti in gita a Cinecittà. Sotto, due immagini scattate dagli alunni durante la visita agli studi cinematografici: a sinistra un manifesto con l’immagine di Alber to Sordi, a destra l’entrata del teatro 5

Immersi nella magia di Cinecittà fra i teatri cari al maestro Fellini dove la fantasia diventava realtà

Alunni del plesso Malaspina in gita fra i set delle pellicole più famose Il 19 febbraio, noi della classe II B della Malaspina abbiamo visitato Cinecittà, che è una vera città dentro la città di Roma. Cinecittà è stata costruita nel 1937 da Mussolini allo scopo di dare importanza al cinema come mezzo di comunicazione di massa. Il cinema di propaganda fascista fu uno strumento per diffondere tra le masse i principi del fascismo. In alcuni casi riuscì a produrre opere cinematografiche di alto livello tecnico. Le caratteristiche principali dei film di propaganda fascista sono la raffigurazione dei cambiamenti avvenuti col regime, la celebrazione dei valori di quest’ultimo, della grandezza dell’Italia e della dedizione alla patria. A Cinecittà sono stati girati

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più di tremila film, molti dei quali hanno vinto l’Oscar. Inoltre vi hanno lavorato famosi registi come Federico Fellini e Sergio Leone nonché i registi e attori Alberto Sordi e Roberto Benigni. Gli studi di Cinecittà sono aperti al pubblico dal 2011 grazie al progetto “Cinecittà si mostra”, un’iniziativa culturale che ne valorizza il patrimonio storico e architettonico e che consente di visitare set cinematografici e percorsi espositivi. All’interno di Cinecittà abbiamo potuto visitare il teatro 5, il più importante dei 20 presenti all’interno di essa. Fellini girò molti dei suoi film in questo teatro, tra i quali “Casanova” e “La dolce vita”. Per

girare “La dolce vita”, le maestranze del film ricostruirono via Vittorio Veneto al suo interno. Il teatro 5 di Cinecittà, che misura circa tremila metri quadrati di ampiezza per 14 metri di altezza, è il teatro di posa più grande d’Europa e può ospitare più di 2000 persone. Fellini passava molto tempo nel teatro, tanto che alcuni camerini diventarono il suo appartamento. La guida ci ha spiegato che i teatri in verità vanno da 1 a 21, ma, per motivi scaramantici, non esiste nessun teatro 17! Ai visitatori di Cinecittà sono proposte anche delle attività, come ad esempio il green screen, uno schermo verde dove si possono proiettare vari sfondi, oppure il

doppiaggio di film famosi o ancora la visita dei set utilizzati per i film o di una mostra dei costumi indossati dagli attori. Noi siamo stati colpiti dalla grandezza di Cinecittà: quasi 59 ettari di territorio. Toccando le pareti delle case, delle chiese e perfino i pavimenti abbiamo potuto capire che non erano fatti di mattoni o pietre, ma di vetroresina. Un’altra curiosità è che, essendo finti, i sassi delle strade si ripetevano continuamente uguali a se stessi. Per noi è stata una visita molto educativa che ci ha fatto scoprire in modo approfondito come funzioni un set cinematografico e quanto occorra per la produzione di un film. Classe II B Malaspina

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SCUO LA & SCI E N Z A

«La mano robotica col motore sperimentata da venti persone può dare anche una carezza»

Il professor Antonio Bicchi annuncia che è in fase di ideazione il piede bionico «L’uomo è il più intelligente degli animali perché ha la mano». Questa citazione del filosofo greco Anassagora ha ispirato Antonio Bicchi, ricercatore di bionica e professore all’università di Pisa, nella creazione della mano robotica. I ragazzi della scuola media Malaspina hanno ascoltato con interesse le parole del professor Bicchi in un incontro che l’importante scienziato, docente di robotica a capo del dipartimento del centro di ricerca “Enrico Piaggio” a Pisa, ha tenuto il 7 Aprile a scuola. Quando è nata la sua passione per la robotica? «Già da piccolo mi divertivo a montare e smontare oggetti e nell’età del liceo sono stato incuriosito dal mondo della robotica, ma non credevo di farne una professione. Ero infatti indeciso tra gli studi umanistici e quelli scientifici. Dopo la laurea in ingegneria ho iniziato a concretizzare le mie idee, ma negli anni 2000 pensavo di dover rinunciare al mio progetto perché non era possibile dare un’applicazione pratica alla ricerca: i prototipi erano allora molto sofisticati, costosi e fragili. Solo in seguito, grazie all’incontro con le neuroscienze, abbiamo compreso che il funzionamento della mano è quasi autonomo rispetto al pensiero e la sfida per i miei ricercatori – perché la ricerca è un lavoro di gruppo – è stata quella di realizzare modelli così semplici da poterli usare senza pensarci». Quale reputa il suo progetto più importante? «È di certo la mano robotica, una protesi costruita in materiale plastico con alcune parti

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I l p r o f e s s o r A n t o n i o B i c c h i i n c l as s e

metalliche che funziona come una mano vera, capace di quei movimenti che servono alle esigenze dei pazienti. La mano è dotata di un solo motore che può essere comandato direttamente dal muscolo del braccio attraverso degli elettrodi. Viene definita soft hand in quanto è in grado di

adattarsi all’ambiente esterno, e di distinguere prese energiche e più delicate come una carezza. Alle persone piace sentire la mano adattarsi al corpo. Rispetto al passato è molto più semplice ed essenziale ma non più facile da realizzare; al momento solo a 20 persone nel mondo è

L’immaginazione racconta il domani Da sempre l’immaginazione dell’uomo è riuscita ad anticipare la storia descrivendo oggetti e strumenti che in futuro sarebbero entrati a far parte della quotidianità. Gernsback, il padre della fantascienza, nel romanzo a puntate “Ralph 124 41+”, uscito sulla rivista “Modern Electric” nel 1911 aveva parlato di radar, videotelefono, energia solare, televisione, video sonori, registratore a nastro, tessuti e cibi sintetici. John Brunner può essere considerato un vero veggente quando nel romanzo fantascientifico distopico “Tutti a Zanzibar”(1968) anticipa la scoperta dell’auto elettrica, della stampante 3D e della trasmissione satellitare. E, se l’uomo continua a sognare di raggiungere nuovi pianeti, Jules Verne l’aveva già ipotizzato nel suo romanzo ”Dalla Terra alla Luna” (1865) circa un secolo prima della partenza dell’Apollo 11. Passando al cinema, nella famosa saga “Star Trek” del 1966 i protagonisti comunicavano a distanza tramite piccoli dispositivi portatili attivati dall’apertura di uno sportellino: veri e propri antenati dei cellulari di trent’anni dopo. Più recentemente (1972) Martin Caidin anticipa lo sviluppo degli arti bionici. Classe II A Malaspina

consentito di sperimentarla». La mano artificiale può avere le stesse caratteristiche di una mano umana? Se tocca uno spillo sente dolore? «No, al momento no, stiamo ancora lavorando alla possibilità di ottenere sensazioni tattili che, nella mano robotica, sono restituite grazie a degli accelerometri posti sulla punta delle dita» State pensando di costruire anche il piede robotico? «Sì. È in fase di ideazione. Ma è molto difficile da progettare, perché il piede deve sostenere e distribuire il peso del corpo sul terreno. Ci vogliono idee ed è importante conoscere come funziona il moto dell’uomo. A questo provvedono le neuroscienze, poi la matematica ci permette di estrarre i principi dalla natura e di trasferirli nell’ingegneria. Per questo è molto importante che studiate la matematica». Dobbiamo temere una possibile invasione robot? «Non condivido questa ipotesi catastrofica. Date le tecnologie odierne, per molti anni saremo al sicuro dal rischio che prendano il sopravvento. Ma una scelta intelligente può essere utilizzarli al posto degli uomini in lavori pericolosi. Per questo abbiamo creato AlterEgo, un avatar che esegue i movimenti che compie un pilota ad esso collegato. Il pilota è anche in grado di vedere ciò che vede il robot. Questo tipo di applicazione ha trovato uso in situazioni di pericolo per l’uomo, come ad esempio l’ispezione di immobili nel territorio di Amatrice dopo il terremoto». Classe II A Malaspina

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SCUO LA & SCI E N Z A

Il futuro non fa paura L’intelligenza artificiale sarà amica dell’uomo

Sondaggio degli alunni all’insegna dell’ottimismo Come sarà il futuro? Quante volte ci siamo posti questa domanda e, cosa più importante, che risposta ci siamo dati? Immaginiamo un futuro dove l’uomo prosciugherà tutte le risorse del pianeta, rendendolo un luogo inospitale, come in alcuni film di fantascienza, o vediamo la rinascita di un mondo nuovo, migliore che porti finalmente pace e fratellanza tra gli uomini? Anche ai ragazzi della Malaspina è stata posta la domanda e i risultati hanno dimostrato che i nostri giovani vedono il futuro come una grande occasione da sfruttare al meglio, piuttosto che qualcosa di cui aver paura. Questo quadro emerge dai risultati del sondaggio proposto dagli alunni della II A alle classi I E, II E, III E, I B, II B, II C, II F e II D del plesso Malaspina. Gli studenti sono ottimisti soprattutto in campo scientifico; il 55% del campione dimostra fiducia nell’ingegneria robotica e non considera negativo l’impiego dei robot nei lavori manuali attualmente destinati all’uomo. La speranza che in futuro le intelligenze artificiali non si sostituiranno all’uomo è confermata dal 94% degli studenti secondo i quali l’uomo continuerà a provare sentimenti e emozioni e ad avere relazioni sociali invece che chiudersi in se stesso impaurito dal

mondo esterno. Tuttavia i ragazzi sono pessimisti sulla possibile unificazione dei paesi sotto un’unica bandiera e sulla pace nel mondo, avvenimento ipotizzato solo dal 14% degli intervistati, forse a causa dei recenti avvenimenti in Siria e in Medio Oriente. Secondo le aspettative di alcuni studenti, l’uomo arriverà a colonizzare altri pianeti dell’universo e scoprirà l’esistenza di altri esseri viventi. Per quanto riguarda il sistema educativo, oltre la metà degli studenti immagina scuole “virtuali” dove i libri e la carta stampata saranno sostituiti da sistemi digitali, magari anche con videolezioni e schermi interattivi. Solo una minima parte di speranzosi, il 23%, immagina l’uomo immortale. Maggiore ottimismo riguarda le innovazioni in campo medico e ospedaliero con nuove tecniche e cure contro malattie molto

«Scopriremo nuovi esseri in altri pianeti»

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diffuse come il cancro e l’alzhaimer. Anche le città e le strade nel futuro, secondo i nostri giovani, saranno modificate completamente sia

Dis e g no di P ie t r o

Fr uzzetti da invenzioni tecnologiche come le macchine volanti sia da nuove regole stradali e metodi per muoversi in città evitando il traffico e gli incidenti. Con questo articolo affermiamo felicemente che gli studenti delle classi a cui è stato rivolto il questionario immaginano un futuro migliore nonostante non sottovalutino i rischi ambientali dovuti all’inquinamento e le emergenze umanitarie portate dai molti conflitti che ancora affliggono il mondo. Classe II A Malaspina

Vicende fantastiche con alieni e viaggi nel tempo La fantascienza racconta vicende fantastiche fondate su elementi scientifici. Il linguaggio è scientifico e tecnologico, i fatti sono rappresentati in luoghi lontani, oscuri, sconosciuti, interplanetari oppure sulla Terra in un tempo futuro. I personaggi sono extraterrestri, robot, androidi, mutanti, esseri umani che fanno viaggi nel tempo o esplorazioni nello spazio, vivono in realtà virtuali o combattono invasioni spaziali. La fantascienza inizia in Europa nel XIX secolo; inizialmente il genere ha una forte base avventurosa ed è caratterizzato dalla “meraviglia” per i progressi della scienza, ma dagli anni Quaranta comincia a occuparsi più delle ripercussioni del progresso scientifico che non delle ipotetiche conquiste della tecnologia. La nascita di questo genere apocalittico risale al 1926. Nel corso del Novecento la fantascienza conquista il cinema, i fumetti e i videogiochi. Alcuni libri hanno anticipato il genere, come il famoso Frankenstein (1818). Il primo film di fantascienza risale al 1902 ed è “Viaggio sulla luna”, in seguito sono diventati cult del genere film quali “Metropolis”, “2001 odissea nello spazio” e “Alien”. Attualmente scrittori e registi che si avvicinano al genere, dovendo fare i conti con teorie scientifiche sempre più complesse, hanno maggiori difficoltà nel renderle accessibili al grande pubblico, come nel caso del film “Interstellar” basato sulle teorie dei wormholes (ponti nello spazio) del fisico Kip Thorne. Classe II A Malaspina

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LA STORIA LOCALE

Braccio di ferro tra Ricciarda e Giulio per il titolo di marchese di Massa Uno scontro finito nel sangue La madre accusata di non aver fatto nulla per salvare il figlio

In un viaggio nella storia di Massa abbiamo incontrato Ricciarda Malaspina, la secondogenita di Antonio Alberico II Malaspina e di Lucrezia d’Este. Il padre era divenuto nel 1481 marchese di Massa e signore di Carrara. Non avendo figli maschi, Antonio Alberico nominò erede la figlia primogenita, Eleonora, poi la secondogenita Ricciarda, che gli successe nel 1519, dopo aver sposato Lorenzo Cybo (1500-1549), conte di Ferentillo, nipote del papa Leone X Medici. Il testamento del marchese prevedeva che non fosse Ricciarda a subentrargli direttamente, ma il primogenito maschio, Giulio, nato a Roma nel 1525 . Ricciarda si schierò apertamente con l’imperatore Carlo V, e questo ebbe come effetto l’investitura del marchesato e la facoltà scegliere il proprio successore. La marchesa, che visse so-

prattutto a Roma e a Firenze, e si separò dal marito Lorenzo, cercò con tutte le sue forze e con appoggi autorevoli di impedire al primogenito Giulio di assumere il titolo di marchese di Massa. Al raggiungimento della maggiore età, quest’ultimo, dopo aver tentato di impossessarsi del marchesato per via diplomatica, decise di ricorrere alla forza, prima con una fallita occupazione del castello di Carrara nel 1545, poi, nel 1546, con la conquista di Massa e della rocca. Il suo amministratore, Andrea Venturini detto il Moretto, un famoso bandito, uccise

brutalmente il castellano e i suoi due figli. Dopo varie vicissitudini, Giulio fu costretto a fare un accordo con Ricciarda in base al quale gli sarebbe stato concesso il governo del marchesato dopo un versamento alla madre di 40 mila ducati. Non essendo riuscito a raggiungere la somma pattuita, abbandonato da tutti gli antichi alleati, Giulio aderì a un complotto filofrancese contro l’imperatore Carlo V. Scoperto, il ventitreenne ex marchese fu decapitato, a Milano, il 18 maggio 1548. La salma fu tumulata nella

tomba del padre, all’interno della cripta del duomo massese 25 anni dopo per decisione del fratello minore Alberico I, il successore scelto e voluto da Ricciarda. Nelle cronache del periodo si accusò la marchesa di non aver fatto nulla per salvare il figlio, che riprese il trono mantenendolo saldo fino alla morte, avvenuta all’età di 56 anni, il 15 giugno 1553. La salma fu composta nel sarcofago del marito nella cappella dei principi della cattedrale di Massa. Di Ricciarda rimane un’unica immagine, del 1517, attribuito allo scultore Pietro Aprile. Si tratta di un mezzobusto in marmo ad altorilievo (nella foto), vicino a quello della madre Lucrezia d’Este, nella veste di penitente, posto sui lati minori del sarcofago della sorella maggiore Eleonora, nel sepolcreto Cybo-Malaspina del duomo di Massa. Classe II E Staffetti

I Cybo-Malaspina sotto i riflettori del conte Staffetti Le vicende della famiglia nelle opere dello studioso

R i t r at t o d i L u i g i S t af f e t t i

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Il conte Luigi Staffetti, a cui la nostra scuola è dedicata, e che fu uno dei più illustri studiosi della storia di Ricciarda e Lorenzo Cybo Malaspina, nacque a Massa nel 1869. Tra le sue opere vanno ricordate “Giulio Cybo-Malaspina, marchese di Massa” (1892), “Il cardinale Innocenzo Cybo” (1894), “Ricordi Cybo”. Alcuni di questi volumi sono conservati nella biblioteca del plesso Staffetti.

Luigi Staffetti, dopo gli studi classici, frequentò l’istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento di Firenze. Tornato a Massa per insegnare storia al Liceo classico, divenne amico di Giovanni Pascoli e delle sue sorelle, e di Giovanni Sforza, direttore del locale Archivio di Stato. In questo periodo incominciò gli studi sui Cybo-Malaspina, signori di Massa. Trasferitosi a Genova, ottenne la libera

docenza universitaria e venne incaricato – insieme a Guido Bigoni – di compilare la Storia dell’Europa dalla pace di Cateau Cambresis a quella di Westfalia. La nomina a provveditore agli studi lo obbligò a continui trasferimenti, finché il ritorno a Genova come preside del liceo D’Oria gli permise di riprendere gli studi interrotti. Morì nell’agosto 1929. Classe II E Staffetti

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LA STORIA LOCALE Gl i al u n n i d e l l a c l as s e s e c o n d a E

Fornace romana in piazza Mercurio E sul Candia un tempio a Bacco Tanti i tesori del territorio apuano

Molti i reperti storici conservati nei locali della Deputazione di Storia Patria Il 28 marzo la classe II E ha visitato la Deputazione di Storia Patria di Massa, grazie alla guida dell’architetto Nicola Gallo e della professoressa Lietta Del Giudice. Nel Museo della Deputazione sono conservati diversi reperti legati alla storia della città, come i frammenti del tempio dedicato a Bacco, sul monte Libero, presso le colline del Candia che, nel periodo cristiano, fu sostituito dalla Pieve di San Lorenzo. Altre importanti testimonianze provengono dalla scomparsa chiesa di San Remigio, a Montepepe, e dalla fornace per i vasi di ceramica per il vino, ritrovata in Piazza Mercurio. Vicino alla stessa Piazza Mercurio si trovava il ghetto ebraico. I Malaspina divennero i dominatori di Massa intorno alla metà del ’400; il Marchesato si stendeva dalle colline del Candia fino a Montepepe. Dopo le nozze tra Ricciarda Malaspina e Lorenzo Cybo, i

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Malaspina divennero Cybo-Malaspina, marchesi nel ’400, nel ’500 principi e nel ’700 duchi. Nel 1741, Maria Teresa Ciyo-Malaspina sposò un estense. Nel 1829 diventò duca di Modena Francesco IV e anche Massa entrò fra le province modenesi insieme a Modena e Reggio Emilia. La Deputazione si trova nel palazzo di Santa Elisabetta, costruito nel 1714 da Teresa Pamphili, un’aristocratica romana, moglie di Carlo II Cybo-Malaspina. Il palazzo ospitò le terziarie francescane, che si dedicavano alle opere di carità. Le monache in passato avevano vissuto in una casa alla Rocca. Per mantenersi insegnavano a leggere e a scrivere alle ragazze. Nel 1796, quando i francesi conquistarono Massa, le terziarie furono mandate via. Nel 1815 il congresso di

Vienna restaurò a Massa i Cybo-Malaspina d’Este, e sotto Francesco IV il palazzo di Santa Elisabetta divenne una residenza militare. Nel 1961, mentre era sindaco Alberto Del Nero, il palazzo fu affidato alla Deputazione di Storia Patria. La Deputazione di Storia Patria di Massa, nata nel

1860, è formata da un presidente, 13 soci effettivi, 30 soci corrispondenti e alcuni aggregati. Fra le opere pubblicate, gli “Atti e Memorie”, nei quali nel 1892 Luigi Staffetti trattò la storia di Giulio Cybo Malaspina marchese di Massa. Classe II E Staffetti

La Rocca assediata L’immagine proposta qui a fianco è un’ampia veduta panoramica della città di Massa e della Rocca nella prima metà del secolo XVII, di autore sconosciuto. La Rocca è ancora priva delle cannoniere coperte che saranno edificate da Alberico II nel 1663, grazie alle quali la fortezza assunse l’aspetto che conserva ancora oggi. Sulla destra, è chiaramente visibile il torrione (maschio) abbattuto nel 1780 perché pericolante. Ai piedi del castello, Massa Vecchia con la cerchia delle mura, di cui oggi restano solo alcune tracce, e la Porta Quaranta con il ponte Levatoio, che insieme a quella di S. Giacomo era uno degli accessi principali alla città medievale. L’immagine è stata tratta da un’altra pubblicazione presente nella biblioteca del plesso Staffetti, “Il Palazzo Malaspina-Cybo” di Umberto Giampaoli. Quest’immagine può darci l’idea di come fosse la Rocca nel 1546, quando Giulio la assediò e la conquistò. Classe II E Staffetti

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SCUOLA & CULTURA

Dalla sede del festival cinematografico alle stanze del Palazzo dei Papi guidati passo dopo passo da un tablet Gita culturale in Francia per i ragazzi di quattro classi del plesso Staffetti

All’alba del 15 novembre i ragazzi della II D, accompagnati dalle classi II A, II B e II E del plesso Staffetti, sono partiti con il pullman verso il sud della Francia, guidati dalle professoresse Federica Bigarani e Paola Barattini. La prima tappa è stata all’insegna del “profumo” nella profumeria Fragonard a Grasse: i ragazzi hanno potuto scoprire come vengono prodotti i profumi procedendo poi all’acquisto degli stessi. La gita è proseguita sul bellissimo lungomare di Nizza sotto un tiepido sole autunnale, dove i ragazzi hanno raggiunto il famoso “Hard Rock Cafè”. Dopo aver pernottato a Cannes, la mattina seguente gli studenti hanno potuto ammirare il “Palais des Festivals et des Congrès” nel quale ogni anno si svolge il festival cinematografico a cui partecipano molte celebrità del cinema che si mostrano sulla passerella sul caratteristico tappeto rosso. Nell’ora di pranzo hanno mangiato sulla spiaggia in compagnia dei gabbiani approfittando del bel tempo. Per raggiungere la tappa successiva, Avignone, il pullman ha dovuto percorrere diversi chilometri portando gli studenti stanchi al nuovo albergo. La mattina seguente hanno potuto ammirare lo storico Palazzo dei Papi, uno dei più grandi e importanti edifici gotici in Europa. Al Castello sono stati consegnati dei tablet ad ogni alunno come guida. I tablet riportavano le varie stanze sullo schermo per dare l’idea di com’erano fatte e dando la spiegazione di ognuna di esse e facendone

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Tre momenti de lla g it a in Francia

capire l’utilità. E facevano altresì partecipare ogni alunno a una caccia al tesoro digitale con l’obiettivo di trovare una moneta in ogni stanza. Il palazzo venne costruito sul naturale affioramento roccioso, all’estremità nord-orientale della città dominante il fiume Rodano. Nonostante il forte freddo i ragazzi hanno partecipato a una vera caccia al tesoro anche in città: la guida turi-

stica li ha portati a vedere i monumenti e gli edifici più importanti facendoli ricercare con degli indovinelli. Il pomeriggio è proseguito tra le antiche case del comune di San Paul De Vence, dove gli studenti hanno camminato liberamente non essendo il comune aperto al traffico. Al tramontare del sole si è già potuto vedere sui volti dei ragazzi la classica tristezza della fine gita. Le professoresse però,

Al castello un’avvincente caccia al tesoro

per togliere quel velo di tristezza, hanno organizzato il rientro all’insegna della musica: nel pullman si sono sentite canzoni di ogni genere per tutto il viaggio. All’arrivo a Massa, la vasta folla dei genitori ha aspettato con entusiasmo e curiosità: per la maggior parte degli studenti era la prima volta che una gita durava diversi giorni. Scesi dal pullman i ragazzi hanno espresso la loro gioia soffocata solo in parte dalla stanchezza: sono stati tre giorni intensi, ma ne è valsa la pena! Classe II D Staffetti

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SCUOLA & CULTURA

«Accentro tutti i poteri su di me attraverso la monarchia assoluta Sono la stella che dà vita a tutto» Luigi XIV, il Re Sole, si confessa in un’intervista al di là del tempo

Abbiamo immaginato di intervistare a Versailles, utilizzando le nostre conoscenze unite alla fantasia, uno dei più importanti re della storia: re Luigi XIV, conosciuto anche come Re Sole. Quando e dove è nato? «Sono nato il 1° settembre del 1638 in Francia». Chi sono i suoi genitori? «Anna d’Austria e Luigi XIII». Quando sono morti i suoi genitori? «Mio padre è morto il 14 maggio 1643, mentre mia madre è morta il 20 gennaio 1666». Ha dei fratelli o sorelle? «Sì, ho un fratello, ma fingo che sia una sorella». A quale età è salito al trono? «Ero molto piccolo, infatti governavo con il mio tutore Mazzarino. Quando è morto avevo 23 anni e ho iniziato a

Dis e g no di N ic o le M us t o ne

governare da solo». Perché tutti la chiamano “Re Sole”? «Perché alle feste indosso sempre la maschera di un so-

re i poteri agli altri membri del governo e di accentrarli tutti su di me attraverso la monarchia assoluta». Perché ha costruito la Reggia di Versailles? «L’ho costruita per spostare il centro della politica da Parigi a Versailles e per controllare meglio i nobili». Qual è la particolarità di questo edificio? «La particolarità è che le sue stanze sono costruite seguendo il movimento del sole: dalle finestre si può vedere il sole per tutto il giorno». Qual è la sua giornata tipo? «Inizio alle 8 con una preghiera, mi vesto aiutato dalla corte e poi mi rilasso. A pranzo mi assistono i nobili e le e poi perché il sole rappre- a cena partecipa la famiglia senta la stella che dà vita a reale. Le serate terminano tutto, come me!» con balletti, feste, concerti e In che modo governa? gioco d’azzardo». «Ho sempre cercato di toglieClasse II D Staffetti

Una storia d’amore nel segno di Figaro

Gl i al u n n i d u r a n t e l a v i s i t a a S ar z an a

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Venerdì 23 marzo, la classe II D della scuola Staffetti, accompagnata dalle professoresse Maria Rosaria Ferri, Paola Barattini e Daniela Polini si è recata a Sarzana per assistere all’opera “Il Barbiere di Siviglia” presso il Teatro degli Impavidi, che risale ai primi anni dell’Ottocento. Nonostante l’opera sia un genere musicale considerato un po’ antico, la rappresentazione è stata molto apprezzata dai ragazzi, grazie soprattutto alla comicità del narratore che in modo molto divertente spiegava ciò che dicevano i cantanti e che cosa accadeva sul

palcoscenico. Le diverse voci dell’opera: i tenori, i bassi e i baritoni hanno immerso l’intero teatro in questa storia d’amore. Queste voci hanno portato allegre arie dell’opera come “Sono il factotum della città” o “La calunnia è un venticello”. Il teatro con queste arie si è trasformato nella città spagnola di Siviglia, dove Don Bartolo vuole sposare Rosina, ma lei ama il conte D’Almaviva, che con l’aiuto del barbiere Figaro riuscirà a sposare. Dopo l’opera, prima di tornare a casa, i ragazzi hanno visitato il centro di Sarzana. Classe II D Staffetti

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SCUOLA & CULTURA

«Vengo qui dal Principe Alberico E sulle Apuane scelgo il marmo per realizzare le mie sculture»

Michelangelo Buonarroti, grande artista rinascimentale, si racconta agli alunni Abbiamo immaginato di incontrare Michelangelo, grande artista rinascimentale, mentre stava scegliendo in una cava delle Apuane un blocco di marmo bianco per una sua scultura. Quando è nato? «Il sei marzo del 1477 intorno all’ottava ora della notte. Mio padre, Ludovico di Lionardo Buonarroti Simoni era all’epoca podestà di Chiusi e di Caprese». Quali delle sue opere hanno avuto maggior successo? «Di sicuro l’affesco della Cappella Sistina e la Madonna della Scala, ma soprattutto le sculture, come il David, la Pietà Vaticana e il Mosè. Sono bravo anche con l’archi-

«Ho progettato la cupola di San Pietro a Roma» tettura: ho fatto costruire le Cappelle Medicee a Firenze e progettato la Cupola di San Pietro a Roma». Lei è contemporaneo di Leonardo da Vinci. Lo ha conosciuto? «Lui è molto più vecchio di me e non siamo mai andati troppo d’accordo. Voleva mettere il David sopra un contrafforte della chiesa di Santa Maria del Fiore, così non l'avrebbe mai visto nessuno. Era geloso perché

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Dis e g no di S af i r i a B u r al l i

il David mi era riuscito proprio bene. Un’altra volta avremmo dovuto gareggiare per affrescare le pareti del Salone dei Cinquecento in Palazzo della Signoria, ma poi ci siamo fermati al cartone. Troppo diversi di carattere, Leonardo ed io.

E diversi anche nell’idea dell’arte: lui così preciso e tecnico, alla ricerca della perfezione matematica. Io sono più ribelle: non mi preoccupano le proporzioni, perché l’uomo è così irregolare e le sue passioni sono travolgenti

Un lavoro dei ragazzi al Ducale

e scandalose». È la prima volta che visita Massa? «No, sono venuto spesso da queste parti, dal Principe Alberico Cybo Malaspina. Sono andato a Carrara a prendere i marmi per le mie sculture. Ma poi i miei committenti, i Medici, hanno voluto che prendessi il marmo in Pietrasanta. Non vi dico quanto ho dovuto penare per tirar giù i marmi da lì. E poi non erano certo migliori! Là c’è ancora una cava che prende il mio nome: e sì, le fatiche alla fine premiano». Vuol dire qualcosa ai giovani del XXI secolo? «I ragazzi della Staffetti

« I rapporti con Leonardo? Era geloso del mio David» hanno fatto molte ricerche su di me e copiato qualche mio dipinto. Mi piace molto come hanno usato i colori. Di certo Leonardo li avrebbe criticati perché lui diceva che la realtà doveva essere riprodotta in modo scientifico. Ora voi invece liberate la fantasia e le passioni. Chissà che cosa mi sarebbe venuto in mente di fare, se fossi nato in questo secolo!». Classe II F Staffetti

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SCUOLA & CULTURA Gl i al u n n i p r o t a g o n i s t i dell’Officina Letteraria d u r an t e t r e m o m e n t i dell’attività

Gli angeli presenti nell’Apocalisse rappresentati da Michelangelo rivivono nelle tele a Palazzo Ducale Alunni del nostro istituto e dei licei danno vita all’Officina Letteraria

Anche quest’anno la Malaspina-Staffetti partecipa al progetto “Officina Letteraria” che prevede la condivisione di un argomento sul quale lavorano, nell’esercizio della ricerca storica e della scrittura, i ragazzi della nostra scuola e i ragazzi dei licei classico e scientifico di Massa. Quest’anno l’argomento è l’Apocalisse, parola greca che significa “rivelazione”. Il libro dell’Apocalisse è l’ultimo della Bibbia e fu scritto nel I secolo d.C. Il suo contenuto fece molta impressione sugli uomini dell’epoca, che lo interpretarono come l’annuncio della fine del mondo, e la parola è diventata sinonimo di catastrofe cosmica. Nel libro ci sono stelle che cadono, fuoco che brucia la Terra, acqua che inonda ed uccide un terzo degli uomini, grandi epidemie.

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Insomma tutto quello che ancora oggi fa paura ai terresti che non hanno mai smesso di annunciare che il mondo è sul punto del collasso. Leggiucchiando qua e là nella storia abbiamo incontrato Tertulliano e Sant’Agostino che già nei primi secoli dell’Alto Medioevo erano preoccupati per le guerre e la sovrappopolazione e prevedevano l’avvicinarsi della fine del Mondo. Intorno all’Anno Mille la profezia sembrava avverarsi. Nel XIX secolo Thomas Malthus

osservava che la diffusione della povertà e della fame nel mondo erano legate alla troppa popolazione: nell’Ottocento eravamo in troppi e pareva che il mondo non avesse risorse per sfamare tutti i suoi abitanti. Il Millennium Bug doveva distruggere il globo: alla mezzanotte del primo gennaio 2000 i computer avrebbero dovuto andare in tilt tutti contemporaneamente! Il più recente annuncio della fine del mondo è stato il 12 dicembre 2012. E le

“Cassandre” ancora nel terzo millennio avvisano che non ci saranno risorse per tutti e che il mondo sarà presto coperto dall’innalzamento delle acque dell’Oceano per il riscaldamento terrestre. Quale sarà la verità? Di certo il mondo è in continua trasformazione e per un mondo che finisce ce n’è un altro che comincia. Noi? Ci siamo divertiti a leggere il testo e illustrarlo sulle orme di Michelangelo Buonarroti ripercorrendo con un pennello e con la fantasia i tratti con cui aveva immaginato gli angeli che avvertono gli uomini della loro prossima fine. I quadri sono stati messi in mostra al Palazzo Ducale il 26 maggio e c’è stata anche una breve performance teatrale di presentazione. Classe II F Staffetti

La Gazzetta dell’aula


SCUO LA & I N F O R M AZ I O N E

La “Gazzetta” fa il bis a Cesena Incassa un’altra promozione dall’Ordine nazionale dei giornalisti

Il riconoscimento ai piccoli redattori dal concorso “Fare il giornale nelle scuole” Nuovo riconoscimento per «La Gazzetta dell’Aula», il giornalino della nostra scuola. Anche il numero dello scorso anno scolastico, infatti, è stato selezionato, nella categoria “Scuola secondaria di I grado”, tra i giornalini scolastici più meritevoli dall’Ordine dei Giornalisti. L’occasione è stata la XV edizione del concorso “Fare il giornale nelle scuole”, un’iniziativa che vuol segnalare il lavoro che tanti studenti svolgono insieme con i loro docenti nelle scuole di tutta Italia. E si tratta di un bis, visto che anche l’edizione 2014-2015 del nostro giornalino aveva ottenuto il medesimo premio, un riconoscimento per il lavoro svolto dalle ragazze e dai ragazzi delle classi seconde della Malaspina e della Staffetti che avevano aderito

Da sinistra in alto: Carlo Ver na, Elena Battolla, Paolo Pirovano, Nina Russo Fiorillo, Sofia D’Agostino, Alber to Sacchetti e Federico Guidotti In basso: Iacopo Forcieri, Thomas Calderone e Desirée Nesti

al progetto del “Quotidiano in classe”. Ed è anche il riconoscimento del lavoro svolto dalle studentesse e dagli studenti del laboratorio di giornalismo, che, sotto la guida del professor Federico Guidotti e del giornalista Alberto Sacchetti, hanno curato alcune pagine e l’impagi-

nazione di tutto il giornalino. Il giornalino premiato è quindi un lavoro collettivo degli studenti delle classi II B, II C e II E della Malaspina, delle classi II A, II B, II D, II E e II F della Staffetti e del laboratorio di giornalismo (formato da alunni delle classi I A, II A e III A del plesso

Malaspina), coordinati dai docenti Angelica Arrighi, Federico Guidotti, Maria Riccarda Panighini, Gabriella Desiderio, Giusi Benedetti, Giovanna Ballerini ed Elisabetta Tonini, con la collaborazione dei docenti Lorenza Corsetti, Donatella Parodi, Francesca Tonelli e Alessandro Vitaloni. La cerimonia di premiazione, alla quale ha preso parte una delegazione dell’Istituto (nella foto), si è svolta il 5 aprile al Teatro Bonci a Cesena gremito da centinaia di studenti provenienti da tutta Italia. Sono intervenuti il presidente e il segretario nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna e Paolo Pirovano, il sindaco di Cesena Paolo Lucchi e il giornalista sportivo Roberto Cucchi. La redazione

Alunni premiati dall’Aci e da «La Nazione» per un lavoro sulla sicurezza stradale I nostri studenti del Laboratorio di Giornalismo il 4 maggio nel Palazzo Comunale sono stati premiati dall’Aci di Massa-Carrara per il lavoro sul rapporto tra nuove tecnologie e sicurezza sulla strada. Il riconoscimento lo hanno guadagnato partecipando al campionato di giornalismo “Cronisti in classe”, organizzato anche quest’anno dal quotidiano «La Nazione». Gli alunni della classe II A della Malaspina, accompagnati dalla professoressa Lorenza Corsetti, hanno ritirato il

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D a s i n i s t r a: L o r e n z a C o r s e t t i , l a c l as s e I I A d e l l a Malaspina e Mirca Pollina durante la premiazione

premio in rappresentanza degli studenti e delle studentesse del Laboratorio che quest’anno avevano elabo-

rato le due pagine pubblicate sul quotidiano di Firenze. A sottolineare l’importanza della manifestazione sono

intervenuti alla giornata di premiazione l’ispettore del Miur Luigi Sebastiani, il socio Conad Andrea Musso, il direttore e la vicepresidente dell’Aci, rispettivamente Umberto Rossi e Mirca Pollina, Fabrizio Pucci del Rotary Club, il presidente del consiglio comunale Domenico Ceccotti, l’assessore Elena Mosti, il caposervizio de «La Nazione» Marzio Pelù e Andrea Luparia, il giornalista che cura la manifestazione. La redazione

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SCUOLA & TEATRO

Un bimbo alla ricerca della felicità racconta il suo dramma familiare sul palco del Teatro dei Servi

Spettacolo degli attori in erba della Staffetti ispirato a un libro di Kuijer Anche quest’anno il plesso Staffetti ha attivato il laboratorio teatrale e si è inserito nella rassegna “La classe va in scena”, programmazione teatrale di spettacoli e saggi scolastici patrocinata dal Comune di Massa, settore istruzione e cultura. Il progetto è stato realizzato dalle insegnanti Giusi Benedetti e Aldalisa Nardini e ha visto la collaborazione di Alessandra Roselli, che, con grande professionalità e passione, è stata una delle protagoniste di questa bellissima iniziativa. Lo spettacolo è stato messo in calendario per il primo giugno (9.30, 11 e 21,15) al Teatro dei Servi. Ecco gli alunni-attori: Gaia Genovesi, Giulia Arrighi, Aurora Peschi, Lorenzo Caruso, Sara Vanelli, Samuele Rappelli, Fabio Bertelloni, Matteo Massa, Giulia Seni,

L’immagine d e l l a l o c an d i n a

Tommaso Nervi, Tommaso Quasso, Francesco Alvino, Beatrice Campochiaro, Alessandro Perna, Noemi Ragaglini, Melissa Alibani, Gabriele Petragnani, Fatima Zahara, Gaia Zoe Galli, Nicole Mustone, Fabio Bertocchi, Federico Boni, Martina Balloni, Carlotta

Sferrazzo, Nicole Pintus, Giorgia Francini, Elena Torre, Tall Asshane, Asia Ricci, Rebecca Jacques, Giulia Vecchione, Simone Venturi, Andrea Marcuccetti, Giacomo Petragnani. Lo spettacolo si intitola “Da grande diventerò felice” ed è liberamente

ispirato dall’opera “Il libro di tutte le cose” di Guus Kuijer. Il protagonista della storia è Thomas, un bambino di nove anni che vive in Olanda negli anni ’50 in una famiglia dove il padre decide come ciascuno debba vivere. Thomas non ha mai potuto leggere libri in casa se non la Bibbia, non ha mai invitato amici, vede il padre picchiare la madre, conosce il dolore delle percosse, ma, soprattutto, sente il peso di una vita che non è quella che vorrebbe. Thomas, però, non perderà mai la speranza, l’audacia e la curiosità. Questa storia è un inno alla speranza, all’amore e al futuro, uno slancio in avanti nonostante le brutture della vita. Lo spettacolo è dedicato a tutti quelli che vogliono smettere di avere paura. La redazione

Personaggi della letteratura impegnati a ritrovare una nuova identità “Cercando l’alba dentro l’imbrunire” è lo spettacolo teatrale degli alunni del plesso Malaspina curato delle docenti Bianca Maria Ferrari e Paola Biagioni. La regia è di Alberto Nicolai, dell’associazione “La fabbrica delle Farfalle”. La rappresentazione, in calendario per il 29 maggio al Teatro dei Servi (9.30, 11 e 21.15) si inserisce nella rassegna “La classe va in scena”, programmazione teatrale di spettacoli e saggi scolastici patrocinata dal comune di Massa, settore istruzione e

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cultura. Nella sinossi si sottolinea che in una ipotetica “Apocalisse letteraria”, i personaggi della letteratura si trovino privi del loro contesto narrativo. A questo punto si incontrano tutti, involontariamente, nel medesimo posto per ritrovare se stessi, per ritrovare

le proprie pagine e per cercare di cambiare la propria identità e concedersi così una nuova esistenza. L’unica costante è la voce narrante, che rimarrà sempre un elemento da dover eliminare, perché impedisce loro una nuova vita, cercando così l’alba dentro U n p ar t i c o l ar e d e l l a l o c an d i n a

l’imbrunire. Questi gli alunni-attori: Laura Benedini, Giulia Bertuccelli, Giulia Bignotti, Sofia Bondielli, Sofia Emma Ciuffi, Tommaso Della Bona, Cosimo Di Filippo, Anna Fruzzetti, Martina Iacopetti, Sofia Ingegneri, Riccardo Loffredo, Gabriele Massa, Gaia Meccheri, Anna Chiara Niccoli, Sara Pardini, Anna Laura Parenti, Anna Regina, Virginia Sancin, Pietro Tabbì, Alice Tarantola, Lorenzo Tognetti e Samuele Tommasiello. La redazione

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LE N O ST R E AT T I V I T À

Puzzle e giochi al pc senza segreti per i team di “Andorra” e “Lettonia” ai campionati nazionali di geografia Affermazione degli alunni della Malaspina-Staffetti alla terza edizione dei Campionati Nazionali della Geografia organizzati dall’istituto “Zaccagna” di Carrara in collaborazione con l’“Associazione Italiana Insegnanti di Geografia” e “SOS Geografia”. Le sfide si sono svolte a marzo nei locali dello Zaccagna. Trentatré squadre provenienti da varie province della Toscana, della Liguria, della Lombardia, del Trentino, della Campania e della Calabria si sono date battaglia a suon di puzzle geografici, cartine mute, giochi geografici al pc e coordinate geografiche di località da individuare tramite fotografie.

L e s q u ad r e d e l l a M a l as p i n a- S t af f e t t i i m p e g n at e n e i Campionati della Geografia

Dopo il sesto e l’ottavo posto guadagnati dalle nostre due compagini nei campionati interregionali di gennaio, la MalaspinaStaffetti ha sfiorato il podio: “Andorra”, la squadra della Malaspina, ha ottenuto la quarta posizione mentre la “Lettonia”, la squadra della Staffetti, si è piazzata al quinto posto, a soli 4 punti di distanza dai gemelli della Malaspina.

Disegni sul Natale: alunni premiati Anche quest’anno gli alunni delle classi prime e seconde del plesso Malaspina hanno fatto centro al “Concorso internazionale di disegno”, organizzato dai Carmelitani Scalzi del Santuario di Gesù Bambino di Praga ad Arenzano in provincia di Genova, arrivato alla sua cinquantunesima edizione. Con disegni sul tema del “Santo Natale”, Pietro Tabbì (nella foto) della classe I C ha ottenuto il secondo premio nella categoria delle scuole secondarie di I grado per la

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tecnica di esecuzione, mentre Alessia Abbinante della classe II B ha ottenuto il terzo premio nella categoria messaggio e contenuto. Dei 1200 disegni scelti per l’esposizione, 25 erano stati eseguiti dagli allievi della nostra scuola. A tutti i partecipanti è stato consegnato il diploma di partecipazione, mentre un diploma speciale è stato consegnato per i disegni selezionati per l’esposizione. La premiazione si è svolta ad Arenzano a gennaio. La redazione

La squadra della Malaspina era composta da Nicola Fruzzetti, Gabriele Massa, Jacopo Navari e Lorenzo Tognetti (III A) e accompagnata dal professor Federico Guidotti; la squadra della Staffetti era composta da Giacomo Alvino, Iacopo Biagi, Camilla Vigliar e Andrea Zoppi (III A) e accompagnata dalla professoressa Gabriella Desiderio. Una

citazione anche per le quattro riserve delle due squadre, Gabriele Alberti, Marta Dell’Amico, Maria Teresa Lenzoni e Alexandr Pak, che hanno condiviso la preparazione degli studenti titolari, e per la professoressa Maria Lucia Cancellara, insegnante di geografia dei quattro alunni della Malaspina. La redazione

Campioni Presepi ai Giochi in mostra Alla Malaspina, il 3 maggio, il vicepreside Giovanni Vullo e le prof di matematica Alice Bertoncini e Laura Gianfranceschi hanno premiato i vincitori dei “Giochi d’Autunno”, disputati il 14 novembre scorso. Le gare, organizzate dalla Bocconi di Milano, consistevano in giochi matematici da risolvere individualmente in 90 minuti. Ecco i campioni della Malaspina: per le terze, primo Lorenzo Sartini, seguito da Maria Chiara Perlamagna e Francesco Fialdini; per le prime e seconde primo Davide Guidotti, seconda Emma Mencarelli e terza Valentina Tardelli. La redazione

Il plesso Malaspina alla fine di dicembre 2017 ha vinto il secondo premio nella sezione “Presepi tradizionali” della XXVI edizione della “Rassegna dei Presepi”, una mostra-concorso organizzata dal Comune di Pontremoli. Gli alunni hanno ottenuto cento euro che sono stati in seguito utilizzati per un’esperienza di laboratorio didattico presso il Castello del Piagnaro. I presepi in concorso a Pontremoli, realizzati con conchiglie, pasta, sassi, carta, polistirolo e stoffa, erano stati elaborati dagli alunni per la mostra “Presepi fantasia”, ideata e organizzata dall’insegnante Donatella Parodi e svoltasi presso la scuola Malaspina nel periodo natalizio. La redazione

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SCUOLA & SPORT

Gran successo dei “piccoli delfini” Conquistano oro, argento e bronzo ai campionati interprovinciali di nuoto Pioggia di oro e argento sugli alunni della MalaspinaStaffetti che il 14 marzo scorso hanno dato battaglia alle finali dei Campionati interprovinciali di nuoto svoltesi presso la piscina comunale di Massa. Nella categoria cadette primo posto assoluto per Rebecca Gabrielli nei 50 metri stile libero, secondo posto nei 50 metri rana per Elisabetta Conti e terzo posto nei 50 metri dorso per Nicole Celi. Passando ai cadetti, primo posto assoluto per Matteo Abba nei 50 metri stile libero e secondo posto di Davide Sartori. Luca Lucchini ha guadagnato il primo posto nei 50 metri dorso, Nicola Sartori il secondo posto nei 50 metri rana e Marco Galvani un sorprendente primo

I pr o t a g o nis t i de lle gare di nuoto

posto assoluto nei 50 metri farfalla. Nella categoria ragazze Rebecca Sciortino ha ottenuto il secondo posto nei 50 metri stile libero e nella categoria ragazzi Gabriele Passaro ha conquistato meri-

Pallavolo, cadette per la finalissima Le squadre di pallavolo della Malaspina-Staffetti fanno centro alla semifinale dei campionati studenteschi di pallavolo che ha visto in campo team di Massa, Carrara e Montignoso. Le gare si sono svolte il 7 maggio presso la palestra della scuola media Don Milani di Marina di Massa e il nostro istituto è sceso in campo con ben 4 squadre, due femminili e due maschili, ognuna di esse concentrata,

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determinata e motivata al punto giusto, tanto da riuscire a vincere ogni singola partita, sia nella categoria “cadette” che nella categoria “cadetti”. Primo posto quindi per la MalaspinaStaffetti che ha conquistato il diritto alla finalissima sia nel campionato femminile che in quello maschile con le squadre vincitrici delle sfide della Lunigiana. La redazione

tatamente il primo posto nei 50 metri dorso. Primo posto assoluto per Matteo Casotti nei 50 metri farfalla. Ha sfiorato il bronzo Giorgio Frandi nei 50 metri stile libero. Medaglia d’oro nella staffetta

4x50 stile libero per Marco Galvani, Davide Sartori, Nicola Sartori e Matteo Abba che sono saliti sul gradino più alto del podio aggiudicandosi anche la vittoria provinciale nella categoria cadetti. Un’immensa soddisfazione per i risultati sportivi raggiunti dalla squadra dell’istituto MalaspinaStaffetti messa insieme dalla professoressa Francesca Tonelli che ha seguito i ragazzi durante la manifestazione e le lezioni svolte in piscina, dedicate a coloro che si sono approcciati al nuoto proprio grazie al servizio offerto dalla scuola e che hanno dimostrato con i fatti, durante questo campionato, che l’impegno alla fine paga sempre. La redazione

Basket, la Staffetti sale sul podio

Il 28 Febbraio, all’Istituto Meucci di Massa, si sono svolti i Campionati Studenteschi di Pallacanestro. La squadra della Staffetti, composta da Jacopo Forcieri, Gabriele Gatta, Stefano Manfredi e Andrea Zoppi ha rappresentato il nostro Istituto. Gli studenti, accompagnati dalla professoressa di scienze motorie e sportive Francesca Tonelli, hanno dimostrato serietà ed impegno, gareggiando con grande spirito di fair play e consapevolezza nell’esecuzione dei fondamentali tecnici, aggiudicandosi così il secondo posto provinciale. La redazione

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SCUOLA & SPORT

Vince la grinta nel calcio a cinque Il titolo di campione provinciale conquistato dal team dell’istituto La squadra della MalaspinaStaffetti ha conquistato il titolo di campione provinciale di calcio a 5 nella categoria cadetti. La finale si è svolta il 27 aprile all’Istituto Comprensivo Leopardi di Avenza. I ragazzi, guidati dai docenti Alessandro Vitaloni e Francesca Tonelli, hanno mostrato grande grinta ed abilità in partite molto ritmate e ben giocate. Ecco i protagonisti: Carlo Biancardi, Filippo Ceccarelli, Matteo Del Mancino, Antonio Di Maria, Gabriele Massa, Manuel Mustone, Leonardo Nicolini, Stefano Ratti, Lorenzo Tognetti e Alessandro Venuti. Nella categoria “ragazzi” si sono distinti gli alunni-atleti di pri-

ma della Malaspina, che hanno conquistato il bronzo. Si tratta di Andrea Antompaoli, Emanuele

Babboni, Matteo Baldini, Lu- Francesco Marchi, Edoardo ca Barducci, Edoardo Bellè, Marchini, Tommaso Passani Eduard Alin Carutasu, Luca e Matteo Tongiani. Casolare, Francesco Etna, La redazione

Campestre, vittoria agli Studenteschi La squadra “cadetti” della MalaspinaStaffetti, dopo avvincenti gare che l’hanno vista protagonista, si è laureata campione provinciale di corsa campestre ai Giochi Studenteschi che si sono svolti a febbraio presso il parco Ugo Pisa di Marina di Massa. Ottimi i risultati che hanno meritata-

mente ottenuto anche i più piccoli. In particolare vanno segnalati il quarto posto nel cross ragazzi di Matteo Nani e il decimo posto nel cross ragazze di Gaia Barotti. Nel cross 2Km, si è ben comportato Matteo

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Del Mancino, che ha guadagnato il bronzo. Ha ottenuto il quinto posto Anna Tognarelli e il settimo Lorenzo Tognetti. Gli alunni protagonisti della competizione sono stati preparati dai docenti Alessandro Vitaloni e Francesca Tonelli. Nella foto: un gruppo di atleti con gli insegnanti. La redazione

IN REDAZIONE Coordinatore del progetto Federico Guidotti Coordinamento e grafica Alberto Sacchetti, giornalista Hanno lavorato al progetto gli alunni delle classi II A, II B, II C, II E e II F del plesso Malaspina e delle classi II A, II D, II E e II F del plesso Staffetti coordinati dai docenti Lorenza Corsetti, Angelica Arrighi, Paola Biagioni Federico Guidotti, Carmen Menchini, Elisabetta Parlatore Paola Barattini, Elena Belligi e Elisabetta Tonini Hanno collaborato i docenti Giusi Benedetti, Bianca Maria Ferrari, Donatella Parodi Francesca Tonelli e Alessandro Vitaloni Redattori Lucrezia Biamino, Carlo Biancardi, Jacopo Bisio, Penelope Brignole Alice Buscemi, Thomas Calderone, Federico Chicchi, Gaia De Angeli Desirée Evangelista, Emma Fruzzetti, Nicola Fruzzetti, Flavia Gallo Valentina Giusti, Silvia Lazzeri, Gabriele Massa, Juliana Memaj Allegra Metta, Jacopo Navari, Lucia Pianini, Aurora Pucci Lorenzo Tognetti, Giulia Vergellito e Francesco Vivian del laboratorio di giornalismo del plesso Malaspina Dirigente scolastico Marilena Conti

Se non diversamente indicato, il materiale pubblicato su questo giornalino è disponibile sotto licenza Creative Common AttribuzioneNon commerciale-Non Opere Derivate 2.5, cioè può essere riprodotto a patto di citare la scuola Malaspina-Staffetti, di non usarlo per fini commerciali, di non modificarlo né usarlo per creare un’altra opera. Per l’elaborazione del giornalino è stato utilizzato il software free e open source Scribus (http://www.scribus.net) La foto grande della prima pagina è stata gentilmente concessa da Paola Nizza

Info

https://www.malaspinastaffetti.gov.it

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