Libro: Sistemi dell acqua. Venezia. Serie Sistema.

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IUAV / UDP. Workshop “Sistemi dell’ Acqua. Venezia, Italia. Luglio 2013

WATERSCAPES VENICE - VENEZIA


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Workshop Water Venice Docenti: Enrico Fontanari Claudio Magrini Vincenza Santangelo Direzione Generale: Claudio Magrini Editori Generali: Paulina Reidenbach Kamila Rocha Realizzato: Workshop Water Venice IUAV, Venezia Luglio 2013 Editato: Universidad Diego Portales, FAAD Magister Territorio y Paisaje Novembre - Dicembre 2013 Font Utilizzati: Helvetica LT Std Black, Black Condensed, Black Condensed Oblique, Roman, Light, Light Condensed. Softwares Utilizzati: Adobe InDesign CS5, Adobe Illustrator CS5, Adobe Photoshop CS5, AutoCad, ArchiCad, Sktetchup. Sistema de impresión: Interior: Tiro y retiro en impresora Portada y portadillas: Plotter Papel Vegetal 90 grs, Papel portada: Couché opaco 120 grs.

Magíster Territorio y Paisaje


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Indice Water Venice....................................................4-7 -Dispositivi Idrici 4-5 -Resistenze Veneziane 6 1. Masterplan Idrico............................................8-25 -Introduzione 10-13 -Acqua 14-19 -Masterplan Idrico 20-24 -Conclusioni 25 2. Campanile Agricolo.........................................26-39 -Introduzione 28-29 -Dati 30 -Sant’Erasmo 31 -Progetto 32-39 3. Greenwater...................................................40-61 -Introduzione 42-43 -Giardini Pubblici 44-51 -Sedi IUAV Santa Marta 52-59 -Conclusioni 60-61 4. Gasometro Idrico............................................62-79 -Introduzione 64-65 -Dati 66-68 -Progetto 69-74 -Immagini 75-79 5. Ri - Ciclo......................................................80-97 -Introduzione 82 -Dati 83-87 -Progetto 88-95 -Conclusioni 96

6. Well.Venice..................................................... 98-115 -Introduzione -Dati -Progetto -Campo San Polo -Campo San Giacomo dell’Orio -Campo San Barnaba -Conclusioni

100-101 102-105 106-107 108-109 110-111 112-113 114-115

7. H2O Flor...........................................................116-131 -Introduzione 118 -Dati 119 -Concept 120-122 -Progetto 123-127 -Campo S. Stefano 128-129 -Riva 7 Martiri 130-131 8. Venice Water Contest.........................................132-145 -Dati 134-135 -Bando di Concorso 136-139 -Campo Santa Margherita 140-141 -Immagini 142-145 9. Re-Cycling Pozzi................................................146-163 -Introduzione 148 -Dati 149-151 -Progetto 152-157 -Campo Santa Margherita 158-161 -Conclusioni 162


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INTRODUZIONE

Dispositivi Idrici Dopo il libro sull’energia, questo sull’acqua è il secondo workshop congiunto tra lo IUAV e la UDP dedicato alle risorse necessarie alla vita umana. Risorse che in un prossimo futuro saranno sempre più scarse e preziose. Rifletterne dal punto di vista progettuale diventa obbligatorio, se non vogliamo che l’architettura resti del tutto marginale alla vita quotidiana. Un altro antecedente di questo workshop è stato un lavoro professionale svolto dal Magíster Territorio y Paisaje per il Comune di Valparaíso in Cile (uno studio paesaggistico del suo territorio), da cui abbiamo ripreso un paradigma urbano e l’idea del dispositivo idrico. Secondo il paradigma (“non più intendere le condizioni naturali come supporto della città, bensì la città come supporto delle condizioni naturali”) la città potrebbe e dovrebbe essere concepita dal di fuori di essa, a partire dal paesaggio e dal territorio.Coerente a questa concezione sarebbero gli spazi pubblici di Valparaíso – secondo l’ipotesi del geografo Luis Álvarez – per cui questi sono localizzati alla fine delle quebradas. È curioso che non esista una traduzione in italiano di questo elemento geografico, come a sottolineare che le quebradas sono degli elementi caratteristici del Cile. Forse la figura visuale a noi più prossima è immaginarsi un insieme di solchi d’impluvio delle colline circostanti, sistema montuoso su cui è posata Valparaíso. Non sono dei corsi d’acqua costanti, anzi la maggior parte del tempo sono secchi, ma le poche volte che piove questi si trasformano in canali d’evacuazione di acque torrentizie. Compito primario degli spazi pubblici citati è garantire l’evacuazione sicura e spedita delle acque per evitare inondazioni e danni alla città. In primis sono dispositivi funzionali e solo in seconda istanza dispositivi estetici di fruizione pubblica. Anche se ad essere sinceri sarebbe più giusto parlare di un dispositivo complesso, frutto della simbiosi tra ingegneria, architettura e paesaggio.

Non diverso è il caso delle vere da pozzo veneziane. Un sistema idrico complesso, composto da pozzi e cisterne sotterranee, che raccoglievano e purificavano (mediante un sistema di stratificazioni arenose) le acque piovane per usi potabili. Un sistema che nel Medioevo garantiva l’autonomia idrica alla capitale lacustre e che purtroppo ha dovuto essere clausurato con la peste nera. Di nuovo, la funzionalità ha determinato la fruizione estetica e sociale del paesaggio urbano. Secondo il Prof. Giorgio Gianighian - massimo esperto in materia che gentilmente ha tenuto una conferenza interna al workshop – la grande quantità di vere da pozzo (all’incirca 7.000 tra private e pubbliche) è la ragione per cui Venezia è molto generosa con i suoi spazi pubblici, al contrario di altre città medievali molto più compatte. Gianighian ha paragonato Venezia a una grande spugna. Mi attrae molto questa visione, immaginare Venezia come una grande macchina idrica. Un dispositivo funzionaleestetico generato dalle variabili territoriali a favore della vita urbana.


INTRODUZIONE

Rispetto ai criteri operativi, l’approccio al problema è stato simile a quello sull’energia dell’anno precedente, documentando il nostro interesse e l’intenso sforzo di un pensiero di ricerca e sviluppo progettuale consequenziale nel tempo. Scartata l’ipotesi iniziale della possibilità di una completa autonomia in termini di risorse (energia e acqua), il lavoro è stato orientato verso l’ideazione di sistema misti, capaci di integrare i nuovi concetti e le nuove tecnologie alle infrastrutture esistenti, in funzione di una autonomia parziale, un uso efficiente delle risorse disponibili e un consumo responsabile. Un problema comune all’energia e all’acqua è legato alla trasmissione, dal luogo di prelievo al luogo di consumo. Nel caso dell’energia la media si aggira attorno al 6,5 %, una perdita che con un certo permissivismo si potrebbe definire ancora accettabile, ma nel caso idrico diventa preoccupante.

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L’acquedotto nel suo tragitto di 30 km, tra Trebaseleghe e Venezia, registra una perdita del 37%, che è una enormità. Benvenuto allora lo sviluppo del concetto del km zero, una strategia applicabile per moltissimi ambiti e risorse urbane. Il gruppo che lo ha sviluppato ha addirittura “osato” proporre il riciclaggio delle acque piovane a scopo potabile. In generale, le strategie si sono focalizzate nel riciclo medesimo del dispositivo o nella riutilizzazione del concetto originale delle vere da pozzo. Credo che ciò sia dovuto al fatto che Venezia per la sua condizione di isola artificiale è carente degli acquiferi sotterranei, tipico della terra ferma, il che limita molto il ventaglio delle strategie idriche a disposizione. Ma questo handicap lo abbiamo sostituito con la volontà di aggiungere al dato tecnico l’idea di un nuovo paesaggio urbano che rendesse conto delle sue origini idriche. L’ideazione di nuovi paesaggi urbani potrebbe rappresentare l’ultima arma a nostra disposizione per adeguare le nostre città alle necessità della vita contemporanea.

Claudio Magrini


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INTRODUZIONE

Resistenze Veneziane Venezia è una città fondata sull’acqua, ma a cui manca l’acqua. Intorno all’anno Mille, nuclei sociali di diverse provenienze costituirono sulle terre emergenti della laguna i primi insediamenti di quella che un giorno sarebbe diventata la Repubblica Veneziana. Nel corso dei secoli Venezia si è strutturata come una pervasivae articolata macchina idrica in grado di raccogliere e ritenere l’acqua piovana per soddisfare la crescente esigenza di acqua potabile dei suoi abitanti. I campi e le corti ospitavano più di 6.000 cisterne, che con diversi strati di sabbia filtravano l’acqua piovana, mettendola poi a disposizione per gli abitanti dell’arcipelago delle isole veneziane. Una macchina idrica che ha iniziato un lento processo di dismissione a partire dalla fine dell’800, quando si è reso possibile l’approvvigionamento idrico attraverso la realizzazione dell’acquedotto, ma che per secoli è stata cartina al tornasole di una resistenza alla dipendenza dalla terraferma. Venezia è una città fondata sull’acqua, ma che dall’acqua deve difendersi. L’acqua alta è un fenomeno che Venezia e altri centri abitati della laguna subiscono sin dall’antichità e che negli ultimi decenni si è particolarmente aggravato, tanto che alcune previsioni dicono che nel 2100 Venezia potrebbe scomparire a causa dell’innalzamento dei mari. Il progetto di salvaguardia MOSE (Modulo Sperimentale Elettromeccanico) prova a prevenire questo scenario catastrofico, ma purtroppo quanto mai realistico. Complessa macchina idrica costituita da schiere di paratoie mobili a scomparsa poste alle bocche di porto (i varchi che collegano la laguna con il mare e attraverso i quali si svolge il flusso e riflusso della marea) di Lido, di Malamocco e di Chioggia, in grado di isolare temporaneamente la laguna di Venezia dal Mare Adriatico durante gli eventi di alta marea.

Il MOSE, insieme ad altri interventi come il rinforzo dei litorali, il rialzo di rive e pavimentazioni e la riqualificazione della laguna, garantisce la difesa di Venezia e della laguna da tutte le acque alte, compresi gli eventi estremi .Draghe, betoniere, gru oggi costruiscono un immenso cantiere che sta trasformando la morfologia della Laguna, disegnando un nuovo paesaggio,una nuova macchina per resistere all’acqua che ne segnerebbe l’inevitabile scomparsa. Venezia è una città fondata sull’acqua, ma che dall’acqua potrebbe trovare nuove risorse.º Nell’attuale condizione di crisi e di particolare attenzione alle risorse e all’energia, l’acqua potrebbe diventare l’occasione per mettere in atto delle inedite sperimentazioni all’interno di un ambiente complesso e denso di condizionamenti costruttivi e burocratici come l’arcipelago veneziano: strategie per ripristinare la complessa rete delle antiche cisterne per nuovi usi, dispositivi che riducano e allo stesso tempo ottimizzino il consumo dell’acqua, strutture in grado di produrre energia in maniera autonoma a partire dall’acqua, meccanismi per immagazzinare l’acqua necessaria per il verde della città, sistemi per supportare l’irrigazione dei campi agricoli dell’Isola di Sant’Erasmo. Innovative macchine idriche che, a cavallo fra le varie scale del progetto, possano condurre ad un ripensamento della città di Venezia e a nuove tattiche di resistenza nell’era della crisi della modernità.

Vincenza Santangelo


INTRODUZIONE

Studenti Masterplan Idrico Christian Araya Dante Bisutti

Campanile Agricolo Alberto D’Incà Elena Di Pietro Denisse Ide Alain Poblete

Greenwater

Alice Amaolo Carlo Lissa Alessandro Pinali

Gasometro Idrico Mattia Bergamo Deborah Schatz Tullio Sommavilla Stephanie Staig

Ri - Ciclo

Matteo Girotto Endrit Miftari Paulina Reidenbach Kamila Rocha

Well.Venice

Enrico Marchetto Andrea Maso Nicola Russolo

H20 Flor

Benedetta Cariola Alessandro Chiodin Marco dal Fabbro Matteo Tomasi

Venice Water Contest Francesca Boscarato Giulia Sinigaglia Irene Zancanaro

Re-Cycling Pozzi

Claudia Gianni Francesca Gramegna Gaia Parpajola Silvia Righetto

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MASTERPLAN IDRICO

MASTERPLAN IDRICO Studenti - Christian Araya (UDP Chile) - Dante Bisutti (IUAV Italia)

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MASTERPLAN IDRICO

Introduzione Costruire un’esperienza progettuale a partire da un elemento energetico presuppone stabilire un dialogo a scale diverse tra sistemi artificiali e processi naturali, che stabilisce una relazione tra produzione, consumo e risparmio. Produzione intesa come l’insieme di processi per portare a termine un’opera: i materiali, le risorse e il tempo sono gli indicatori globali che caratterizzano concetti come il consumo di energia e il risparmio. Riflettere sul modo in cui ognuno di questi processi possano essere resi più efficienti all’interno di progetti di paesaggio e di pianificazione urbana, costituisce materia di ricerca nel momento in cui si affronta il tema “Acqua” e si ha come caso di studio una città fra le più famose e turistiche d’Europa, Venezia. La laguna veneziana, come il pianeta terra rispetto agli oceani, ha nell’acqua il 60% del suo paesaggio. La città di Venezia, nel nord-est dell’Italia con una popolazione di 60 mila abitanti è conosciuta nel mondo per le sue attrattive turistiche percorribili a piedi o in gondola ma l’esperienza a scala pedonale non rende conto di un sistema di circa 120 isole collegate da più di 400 ponti dove l’acqua è più di un elemento di definizione del paesaggio.

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MASTERPLAN IDRICO

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Già dalle sue origini Venezia era una minuziosa e autosufficiente “macchina idrica”, poiché dotata di un sistema che raccoglieva e filtrava le acque bianche. Anche muovendoci per le calli riconosciamo le vestigia di quella opera di ingegneria e architettura che faceva dei campi i grandi serbatoi che rifornivano di acqua la città. L’abbandono di questa tecnica ha reso indispensabile un altro sistema di approvvigionamento che porta nel centro storico di Venezia 30 mila metri cubi di acqua al giorno, superando le peculiarità di un arcipelago. Quale altro e diverso territorio fornisce questa risorsa? Come questa attraversa 30 Km? Come si accumula e si distribuisce? Queste premesse sono il punto di partenza del presente studio. Tre scale di analisi costituiscono la metodologia di investigazione, Territorio, Transito e Distribuzione, definite rispetto al “movimento dell’acqua nel paesaggio”. A queste variabili guardiamo dalla scala appropriata, per ricomporre il paesaggio del bacino della laguna veneta. Quali modi di migliorare il consumo d’acqua possono essere sviluppati a partire dal caso di Venezia?

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MASTERPLAN IDRICO

Idrogeologia Carta geomorfologica della Pianura Padana

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MASTERPLAN IDRICO

Sistema multifalda in pressione Sezione N-S dei pozzi a Sant’Ambrogio - Trebaseleghe

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MASTERPLAN IDRICO

ACQUA: Territorio - Transito - Distribuzione

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MASTERPLAN IDRICO

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MASTERPLAN IDRICO

ACQUA: Territorio - Transito - Distribuzione

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MASTERPLAN IDRICO

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MASTERPLAN IDRICO

ACQUA: Territorio - Transito - Distribuzione Rete acquedottistica attuale / cisterne dei pozzi, come localizzate nel 1857-58

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MASTERPLAN IDRICO

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MASTERPLAN IDRICO

Master Plan Idrico

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MASTERPLAN IDRICO

Master Plan Idrico

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MASTERPLAN IDRICO

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MASTERPLAN IDRICO

Master Plan Idrico

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MASTERPLAN IDRICO

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Conclusioni Il riutilizzo delle vecchie cisterne sotteranee, nella misura del 50% di quelle presenti in un’isola, dà la possibilità di avere a disposizione un enorme volume d’acqua: esso è superiore alla quantità che, sostituendo l’acqua dell’acquedotto nei consumi di case e alberghi, permette un risparmio d’acque potabile del 40%. Si ipotizza che l’eccedenza copra anche il consumo negli esercizi commerciali e per la pulizia degli spazi pubblici. Il riciclo delle acque grigie è sufficiente a riempire le cisterne, pertanto l’integrazione con acqua piovana è un’ulteriore assicurazione sulla disponibilità di acqua.

Bibliografia

- p.10.
01.Mappa della città di Venezia, sintesi di autore.
02.Abbozzare

- p.18.
14. Rete di acquedotti. Cartina sintetica autori di riferimento: Pi-

IUAV, Christian Araya.

ano d’Ambito, AATO “Laguna di Venezia”, 2007.

- p.11.
03. Immagine di intervento, http://www.insula.it.

- p.19.
15. Foto scattata da Christian Araya.
16.Immagine web, segnan-

- p.12.
04. Carta geomorfologica. Metodologia della ricerca territoriale, pagina 06. Enrico Fontanari contributo.

- p.13.
05. Cambruzzi, T. e altri, Risorse idriche e bilancio idrogeologico nell’Ambito Territoriale Ottimale “Laguna di Venezia”, Venezia 2010.

- p.14.
06. Viganò, P.; Fabian, L. Extreme City, Università Iuav di Venezia 2010.

- p.15.
07/08. Immagini web, tema: “salire l’acqua naturale pozzi”.
09. Piano d’Ambito, AATO “Laguna di Venezia”, 2007. http://www.atolagunadi- venezia.it/.

- p.16.10. Cartina sintetica autori di riferimento: Piano d’Ambito, AATO

do acqua venezia.
17.Piano d’Ambito, AATO “Laguna di Venezia”, 2007. http://www.atolagunadi- venezia.it/.

- p.20.
18. Sintesi concettuale, venezia isole mappa.
 - p.21.
19. Elaborazione su dati Comune di Venezia – Servizio Ecografico e Territorio.

- p.22.
20. Schema concettuale proposto. Christian Araya.
21.Elabo-

razione su dati da “Venezia: nuova vita per le vecchie cisterne”, a cura di Gianighian, G. Venezia 2004. http://leggespeciale.comune.venezia.it. 22.Piano d’Ambito, AATO “Laguna di Venezia”, 2007. http://www.atolagunadi- venezia.it/.

- p.23.
23.Taglio schema, proposta concettuale suolo attivo. Christian

“Laguna di Venezia”, 2007.

Araya.
24.Piano d’Ambito, AATO “Laguna di Venezia”, 2007. http://www. atolagunadi- venezia.it/.

- p.17.
11/12. Web Immagini pozzi nei villaggi e laghetti di accumulo

- p.24.
25. Piano di sviluppo proposto dagli autori, facendo riferimento a:

Treviso/Ve- nezia.
13. Piano d’Ambito, AATO “Laguna di Venezia”, 2007. http://www.atolagunadi- venezia.it/.

Servizio Ecografico e Territorio.



CAMPANILE AGRICOLO

CAMPANILE AGRICOLO Studenti - Alberto D’Incà (IUAV Italia) - Elena Di Pietro (IUAV Italia) - Denisse Ide (UDP Chile) - Alain Poblete (UDP Chile)

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CAMPANILE AGRICOLO

Introduzione

Una volta scesi dal vaporetto alla fermata Sant’Erasmo Capannone è più facile pensare di essere sbarcati sulla luna piuttosto che credere di essere a Venezia. D’improvviso ci si trova in un’altra dimensione dove a dominare non sono le calli e i campi ma la natura, da quella più selvaggia a quella plasmata dall’uomo. Da sempre, infatti, Sant’Erasmo è considerata l’orto di Venezia, qua si coltivano frutta e verdura che arriva fresca in città; ora a fare questo antico mestiere sono rimasti in pochi, ma portano avanti questa tradizione fieri di sporcarsi le mani con la terra di quest’isola. Io sono qui per aiutare queste persone e questo territorio, sono un campanile agrario, raccolgo l’acqua piovana e l’umidità per trasformarle in acqua utilizzabile per l’irrigazione dei campi. Ma non sono solo, siamo in tanti in quest’isola, nati sulla terra incolta di campi ormai abbandonati facciamo parte di un nuovo ciclo dell’acqua dove l’ambizioso obbiettivo è quello di ridurre lo spreco. Pensando che in Italia il 60% dell’acqua consumata ha come scopo quello di irrigare, allora ci rendiamo conto di quanto sia importante il nostro ruolo in questo territorio, poi chissà, magari se le coscienze delle persone si aprono di fronte a questo problema possiamo anche essere costruiti al di fuori da Sant’Erasmo, in tutto il territorio veneto, siamo stati progettati apposta per avere un rapporto con il territorio agricolo che circonda Venezia. Se un giorno passerai da queste parti mi riconoscerai, sono quello che brilla al sole, il sale di cui sono rivestito è appositamente pensato per raccogliere l’umidità, ma è impossibile non notarmi, sono altro 26 metri e grazie a tutto questo posso accumulare 1.065.600 litri d’acqua. Se passeggi per Sant’Erasmo ne incontrerai molti come me, e tutti insieme ridisegnamo un nuovo paesaggio che si rapporta con la città di Venezia imitando l’altezza dei suoi campanili.

Bibliografia: - Recycling City, Lifecycles, emboded energy, inclusion. Lorenzo Fabian, Emanuel Giannotti, Paola Viganò. - Piano Regolatore Generale, variante per le isole di Sant’Erasmo e le Vignole.


CAMPANILE AGRICOLO

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CAMPANILE AGRICOLO

Dati giorni di pioggia

precipitazione annua a Venezia

giorni di nebbia

umiditĂ relativa

800 mm

79

61

75 %

56 miliardi di mc 60% 4.500.000 1 posto

acqua consumata in un anno in Italia percentuale usata per irrigare ettari agricoli in Italia in Europa per estensione agricola


CAMPANILE AGRICOLO

Sant’Erasmo Localizzazione area

Y

X

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CAMPANILE AGRICOLO

Progetto Obbiettivi del progetto

rapporto tre l’agricolura di Sant’Erasmo e il terrirorio agricolo Veneto

volontà di disegnare un nuovo paesaggio per l’isola


CAMPANILE AGRICOLO

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Concept del progetto Campanile Agricolo

campanile veneziano

torre

struttura in acciaio

rivestimento a nastro

campanile agrario


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CAMPANILE AGRICOLO

Progetto Planimetria di Sant’Erasmo

canali aree verdi coltivate serre edifici strade campi incolti campanili agricoli


CAMPANILE AGRICOLO

Schema distributivo e funzionale dell’acqua del campanile agricolo

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CAMPANILE AGRICOLO

Progetto Sezione trasversale e pianta piano terra

scala 1:100


CAMPANILE AGRICOLO

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Prospetto e pianta piano tipo

scala 1:200


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CAMPANILE AGRICOLO

Progetto Schema distributivo e funzionale dell’acqua della serra

800 mm all’anno

cisterna

irrigazione a goccia


CAMPANILE AGRICOLO

Spaccato assonometrico del sistema serra

irrigazione a goccia

copertura serra

struttura serra cisterna

coltivazioni

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GREENWATER

GREENWATER Studenti - Alice Amaolo (IUAV Italia) - Carlo Lissa (IUAV Italia) - Alessandro Pinali (IUAV Italia)

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GREENWATER

Introduzione Il progetto sviluppato cerca di ottenere il massimo riutilizzo dell’acqua in due diverse aree della città, al fine di ottimizzare l’impiego di questo bene di primaria necessità ormai sempre più carente, attraverso l’introduzione di elementi che permettono sia di costruire un nuovo carattere della città, privilegiando la sua dimensione pubblica, sia di rispettare l’ambiente. Le due aree prese in considerazione sono i giardini della Biennale assieme al parco di Sant’Elena e il polo universitario dello Iuav a Santa Marta, due aree caratterizzate da grandi spazi pubblici ed edificati di grande importanza, in cui vi sono notevoli sprechi di acqua. La nostra strategia progettuale per i giardini di Sant’Elena e quelli della Biennale gioca su due fronti: da una parte il desiderio di riutilizzare le acque grigie delle zone residenziali limitrofe per l’irrigazione dei parchi, acque che altrimenti verrebbero disperse nei canali, e dall’altra l’utilizzo dello spazio pubblico, non solo come mero luogo di passaggio per gli innumerevoli turisti che visitano la città, ma anche come spazio di sosta, di gioco e di riposo. L’elemento costruttivo che il progetto propone per risolvere ambientalmente e figurativamente lo spazio pubblico è una cisterna-verde, un contenitore delle acque sia piovane che grigie degli spazi limitrofi, profonda 2 mt e sopraelevata da terra di soli 50 cm, consentendo a turisti e cittadini di potersi sedere ed avere un momento di sosta prima o dopo le visite dei grandi spazi espositivi della Biennale, con inoltre una copertura erbosa, che mantiene la continuità con il giardino sempre verde e non più a rischio di siccità. Mentre per la sede universitaria di Santa Marta, avendo una scarsa produzione di acque grigie e un grande consumo di acqua per il wc, prevediamo delle cisterne-verdi, in continuità compositiva con quelle di Sant’Elena, ma con un funzionamento completamente diverso, in quanto in questo caso le cisterne fungono da accumulo di acqua piovana poi reimpiegabile per gli scarichi dei bagni, con l’aiuto di un

sistema ausiliario che prevede la raccolta delle acque piovane delle coperture e delle pavimentazioni.

Bibiografia -AA.VV., Acqua. Sistemi e dispositivi per il risparmio e il riuso, Monfalcone Edicom, 2002 -AA.VV., Acqua & aria: approvogionamento, depurazione, inquinamento, condizionamento, dissalazione, smaltimento, Milano, 1974 -Stefano Parancola e Erich R. Trevisol, L’acqua salvata: utilizzo integrato in una prospettiva di biofitodepurazione, DAEST, 1996 www.comune.venezia.it www.arpa.veneto.it www.istat.it www.gruppoveritas.it


GREENWATER

Aree di intervento Giardini pubblici giardino della Biennale giardino di Sant’Elena

UniversitĂ IUAV di Venezia sede Cotonificio di Santa Marta e magazzini Ligabue

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Giardini della Biennale + Sant’ Elena Riutilizzo acque grigie per l’irrigazione

La vegetazione prevalente è composta da prato pini marittimi piante floreali


184.000

sono i litri prodotti di acque grigie al giorno nelle abitazioni vicine al Giardino della Biennale e ai Giardini di Sant’Elena

85.630 m2

è la superficie dei giardini pubblici della Biennale e di Sant’Elena


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GREENWATER

Concept

RAIN

SHOWER

CLEANING

Superficie Giardini della Biennale e Sant’Elena 85.630,00 m2 valutando la vegetazione presente consideriamo un ‘irrigazione giornaliera di 2 lt/m2 ci risultano per l’irrigazione all’anno 62.509.900,00 lt Gli abitanti residenti nelle zone limitrofe sono 2000 che producono all’anno 67.014.000,00 lt di acque grigie

TANK

Il consumo pro-capite di acqua per uso domestico è stimato in 180 l/giorno. Nel nostro caso il valore è 92 l/giorno sommando: lavare i piatti, igene personale, doccia bagno lavaggio biancheria

IRRIGATION

4% lavare piatti 4% igiene personale 29% scarico wc 28% doccia bagno

15% lavaggio biancheria 3% lavaggio auto

acque grigie provenienti dalle case vicine

acque usate per l’irrigazione dei giardini

3% cucinare bere 8% altri usi 6%innaffiamento giardino


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GREENWATER

Sezione Tipo delle vasche per la raccolta d’acqua

0,75

1,5

3


AREA DI INTERESSE UTENZE PARCO DA IRRIGARE SISTEMA IRRIGAZIONE VASCHE

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50

100

200


GREENWATER

Immagini

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25

50

100

200


GREENWATER

Immagini

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Sedi IUAV Santa Marta WATERGREENPURPLE

Riutilizzo acque piovane per gli scarichi del wc

30.000

sono i litri usati per lo scarico del wc dall’università IUAV nelle sede di Santa Marta e Magazzini Ligabue

14.724 m2

è la superficie di copertura dall’università IUAV nelle sede di Santa Marta e Magazzini Ligabue



GREENWATER

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Concept

RAIN

TANK

TANK

Superficie copertura della sede IUAV del Cotonificio di Santa Marta e Magazzini Ligabue 14.724,00 m2 considerato che piove 800 mm a m2 anno si riesce ad avere 11.700.000 lt

WC

acqua usata per wc

acqua usata per wc

acqua usata per wc

acqua piovana

Le utenze giornaliere all’università sono 2500 che consumano all’anno 5.475.000,00 lt per lo scarico del wc


GREENWATER

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Sezione Tipo della vasca per la raccolta d’acqua

0,75

1,5

3


Magazzini Ligabue

25

50

100

200


GREENWATER

Immagini

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Cotonificio

25

50

100

200


GREENWATER

Immagini

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GREENWATER

Conclusioni Giardini pubblici

CAPACITÀ RICHIESTA: 62.510 mc CAPACITÀ RICICLATA 67.014 mc Sedi IUAV

CAPACITÀ RICHIESTA: 5.475 mc CAPACITÀ RICICLATA 11.779 mc


GREENWATER

15.085 mc Fabbisogno

Risorse

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GASOMETRO IDRICO

GASOMETRO IDRICO Studenti - Mattia Bergamo (IUAV Italia) - Deborah Schatz (UDP Chile) - Tullio Sommavilla (IUAV Italia) - Stephanie Staig (UDP Chile)

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GASOMETRO IDRICO

Introduzione Area: Ex gasometri di San Francesco della Vigna L’area degli ex-gasometri di san Francesco della Vigna a Venezia è uno spazio poco costruito e come tale in una città compatta ha un alto valore come spazio pubblico. Il complesso industriale dei due gasometri è rimasto in funzione fino agli anni venti del novecento ed era necessario per lo stoccaggio del gas che andava ad alimentare la rete pubblica di illuminazione. Con l’avvento del metano in città questo sito è andato in disuso e si è conformato come una archeologia industriale veneziana. L’area vanta una discreta concentrazione di edifici scolastici,spesso privi di adeguate strutture per le attività ricreative, oltre ai conventi di Santa Giustina e San Francesco della Vigna. L’area residenziale della Celestia è sviluppata nella parte nord est dell’insula e conta una popolazione residente di circa seicento persone. Anche su questi presupposti si basa l’ipotesi progettuale di poter realizzare un nuovo spazio pubblico affacciato sulla laguna nord, che possa valorizzare anche questo bordo verso il cimitero di San Michele e Murano da sempre sottovalutato e usato per fini industriali. La costituzione di un rivisitato water front fornirà un collegamento pedonale con le Fondamenta Nove e con il vicino complesso dell’Arsenale. I due gasometri verrano riutilizzati come serbatoi per la raccolta dell’acqua piovana oltre a diventare dei veri e propri centri di aggregazione. L’acqua raccolta andrà a sopperire agli usi domestici degli istituti scolastici e quelli religiosi.La pavimentazione dell’area andrà a ricostituire il concetto di pozzo-cisterna della Venezia antica: l’acqua verrà convogliata nelle due cisterne poste sotto i gasometrici idrici e dirottata verso le abitazioni dell’isola e verso gli undici pozzi già presenti in sito. La pelle dei gasometri capterà l’umidità e la nebbia lagunare, implementando il sistema di recupero idrico di San Francesco della Vigna.


GASOMETRO IDRICO

Immagini

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GASOMETRO IDRICO

Dati Venezia GIORNI PIOVOSI

PRECIPITAZIONI

mm

GENNAIO

6

GENNAIO

58

FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO

6 9 10 11 10

FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO

54 57 64 69 76

LUGLIO AGOSTO

7 6

LUGLIO AGOSTO

63 86

SETTEMBRE OTTOBRE

7 10

SETTEMBRE OTTOBRE

66 69

NOVEMBRE

9

NOVEMBRE

87

DICEMBRE

8

DICEMBRE

54

TOTALE

110

TOTALE

803 mm/anno

UMIDITA’ RELATIVA % GENNAIO

81

FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO

77 75 75 73 74

LUGLIO AGOSTO

71 72

SETTEMBRE OTTOBRE

75 77

NOVEMBRE

79

DICEMBRE

81

MEDIA

76 %

Dati precipitazioni - piovosità - umidità - uso acqua

3% 3%

8%

6%

4% 4%

29% 15%

28%

4% lavare piatti 4% igiene personale 4% igiene personale 29% scarico wc 29% scarico wc 28% doccia bagno 28% doccia bagno 15% lavaggio biancheria 3% pulizia domestica 3% lavaggio auto 3% cucinare bere 3% cucinare bere 8% altri usi 8% altri usi 6% irrigazione verde 6%innaffiamento giardino


GASOMETRO IDRICO

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Isola San Francesco della Vigna Il progetto prende in esame il fabbisogno idrico dell’isola. I consumi giornalieri per tipologia di occupanti sono i seguenti: - 180 l/giorno RESIDENTI - 40 l/giorno STUDENTI - 280 l/giorno RELIGIOSI (personale+irrigazione) Considerando solamente il consumo delle acque grige si hanno invece: - 24 l/giorno RESIDENTI - 6 l/giorno STUDENTI - 6 l/giorno RELIGIOSI Nei calcoli a seguire sono stati considerati periodi di 12 mesi per residenti e religiosi e di 10 mesi per gli studenti

123.120 l/g

50.000 l/g

25.760 l/g

Istituti Scolastici Conventi Quartiere n°

abitazioni

n° persone

l/g pro capite

l/g isola

l/mese isola

l/anno isola

342

648

180

123.120

3.693.600

44.323.200

scuole

2

1.250

40

50.000

1.500.000

15.000.000

ed.religiosi

2

92

280

TOTALE

2026

25.760

772.800

9.273.600

198.880

19.466.400

68.596.800

Consumo acqua


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GASOMETRO IDRICO

Dati 30

30

27

27

7

G 1 = ( 13,5 x 13,5 x π x 7 ) / 3 = 1335 mc

7

Portata gasometri

G 2 = ( 12 x 12 x π x 7 ) / 3 = 1055 mc

Venezia = 800 mm / mq = 0,8 m / mq

30

30

Captazione acqua piovana gasometri

Volume captato G 1 = 0,8 m / mq x 707 mq = 566 mc = 566.000 l / anno Volume captato G 2 = 0,8 m / mq x 572 mq = 458 mc = 458.000 l / anno TOTALE = 1.024.000 l / anno

Consumo idrico giornaliero isola

Captazione acqua piovana pavimentazione

C = 123.120 + 50.000 + 25.760 = 198.880 l / g

Volume captato P = 0,8 m / mq x 4340 mq = 3472 mc = 3.472.000 l / anno TOTALE = 3.472.000 l / anno

Consumo giornaliero acque grige Cag = ( 648 x 24 ) + ( 1250 x 6 ) + ( 92 x 6 ) = 23.788 l / g

Captazione umiditÀ maglia per nebbia Si suppone che i captatori della maglia riescano a raccogliere 5 l / mq al tgiorno Superficie laterale G 1 = 420 mq Volume Captato = 420 x 2,5 l / mq = 1050 l Superficie laterale G 2 = 300 mq Volume Captato = 300 x 2,5 l / mq = 750 l TOTALE = 1800 l x 365 = 657.000 l / anno

TOTALE SISTEMI DI CAPTAZIONE = 5.153.000 l / anno

Consumo annuo acque grige Cag = 23.788 l / g x 365 = 8.682.620

CONCLUSIONI

Dal raffronto dei dati siamo giunti alla conclusione che l’integrazione dei nostri tre sistemi copre per più della metà le reali necessità idriche dell’isola di San Francesco della Vigna Risulta quindi essere un sistema integrativo all’acquedotto comunale veneziano.

RISPARMIO 60 % Calcoli di progetto

l / anno


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Concept

N Scuole

Convento

Arsenale


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GASOMETRO IDRICO

Progetto Sistemi di raccolta dell’acqua

Sistema di captazione dell’acqua piovana trammite cisterne a imbuto

RACCOLTA ACQUA PIOVANA

Sistema di captazione dell’acqua piovana

Per pressione e forza di gravita l’acqua filtrata tramite cisterne a imbuto arriva diretta all’interno delle utenze

Per pressione e forza di gravita arriva diretta all’interno delle utenze l’acqua filtrata

Scuola/ Scuola/ Convento Convento


GASOMETRO IDRICO

Sistemi di raccolta dell’acqua RACCOLTA UMIDITÀ

Sistema innovativo e di sperimentazione di captazione della ‘nebbia’ tramite semplici reti monofilamenti che catturano le gocce d’acqua L’acqua raccolta scola nella cisterna sotterranea

Casa Tipo

RACCOLTA ACQUA PIOVANA

L’acqua caduta sulla pavimentazione viene anch’essa raccolta nelle cisterne

Casa Tipo

Sistema Catturanebbia

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Progetto Planimetria Generale N

Scala 1:3500


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Planimetria - Piante N

Piano Terra

Piano Primo

Piattaforma Piano Secondo

Scala 1:1000

Piattaforma Piano Terzo


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Progetto Prospetto - Sezioni

Scala 1:1000


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Bibliografia - Dati precipitazioni e piovosità: http://www.comune.venezia.it - Dati umidità: http://www.eurometeo.com - Consumo acqua: http://www.tonix.it/consumi.htm - Usi acqua negli edifici: http://www.nowo.it/wp-content/uploads/2010/09/grafico_acqua.jpg - Formule per calcoli: dispense Prof. Peron - Università IUAV Venezia - Foto: bing maps - Sistema Catturanebbia: http://es.wikipedia.org/wiki/Atrapanieblas

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RI-CICLO

RI-CICLO Studenti - Matteo Girotto (IUAV Italia) - Endrit Miftari (IUAV Italia) - Paulina Reidenbach (UDP Chile) - Kamila Rocha (UDP Chile)

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RI-CICLO

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RI-CICLO | ANALISI SULL’USO DELL’ACQUA Introduzione RI-CICLO | ANALISI SULL’USO DELL’ACQUA Venezia è inserita al centro di una laguna d’acqua salata. Il sistema dei pozzi copre circa il 90% del centro storico di Veneziagenera è inserita centro di una laguna d’acqua salata. Il sistema dei pozzi circaraccogliere il 90% dell’acqua centro storico di Questo unaalforte contraddizione, è una città con Questo una Venezia. Questi pozzi eranocopre usati per Venezia è inserita al centro di una laguna è d’acqua salata. Questo Il sistema dei pozzi coprepozzi circa erano il 90% usati del centro storico di genera una forte contraddizione, una città con una carenza Venezia. Questi per raccogliere l’acqua carenza totale di questo bene, la quale peròuna si ècarenza comunque Venezia. piovana Questi e crearepozzi così erano delle fonti idriche per gli abitanti genera una diforte contraddizione, è unaperò cittàsicon usatifonti peridriche raccogliere l’acqua della città. totale questo bene, la quale è comuque inserita in piovana e creare così delle per gli abitanti in questo senza far fronte a questo della città. Il pozzo era costituito daper una totaleinserita di questo bene, laluogo quale far però sipoter èacomuque inserita inVenezia piovana creare cosìcostituito delle fonti idriche gligrande abitanti cisterna, della città.con diversi questo luogo senza poter fronte questo problema. Ile pozzo era dasabbia una grande cisterna, lanaturali quale problema. Venezia necessita di una soluzione a lungo terla quale con diversi strati di e altri elementi questo luogo senza poter far fronte a questo problema. Venezia Il pozzo era costituito da una grande cisterna, la quale con diversi necessita di una a lungo termine, che si basi sullefiltravano strati di sabbia e altri elementi naturali filtravano l’acqua piovana. mine, basisoluzione sulle caratteristiche proprie luogo. l’acqua Questi filtravano pozzi servivano singoli necessita diche unasisoluzione a lungo termine, che si basidel sulle strati di sabbia e altri piovana. elementi naturali l’acqua piovana. caratteristiche proprie del luogo. Questi pozzi servivano singoli edifici, quando erano posti sotto di edifici, quando erano postiedifici, sotto quando di essi, erano o la popolazione caratteristiche proprie del luogo. Questi pozzi servivano singoli posti sotto di essi, o la popolazione povera, quando erano posti nei campi. Calcolando l’acqua piovana che cade sui tetti di essi, povera, quando erano postiquando nei campi. o la popolazione povera, erano posti nei campi. Calcolando l’acqua piovana che cade sui tetti di Venezia piovana che che cadeabbiamo sui tetti una di Venezia Calcolando Venezial’acqua possiamo vedere perdita di Con l’arrivocicli possiamo vedere che abbiamo una perdita circa 20.000 in l’arrivo di vari cicli di peste bubbonica anche a Venezia, possiamo circadi20.000 litri in litri anche a Venezia, circa vedere 20.000che litriabbiamo in mediauna perperdita ogni di edficio. Quest’acqua si Con Con l’arrivodidivari vari ciclididipeste pestebubbonica bubbonica anche a media per ogni edficio. Quest’acqua si potrebbe riutilizzare, questi pozzi vennero chiusi per evitare un ulteriore media per ogniriutilizzare, edficio. Quest’acqua si così potrebbe riutilizzare, pozziquesti vennero chiusi per evitare un ulteriore contagio. contagio. potrebbe abbassando il fabbisogno idrico questi Venezia, pozzi vennero chiusi per evitare un abbassando il fabbisogno idricoedifici degli eedifici e la dipendeza Potrebbe essere unasoluzione buona soluzione riutilizzare ildei sistema dei abbassando così ilecosì fabbisogno idricodalla degli la dipendeza essere una buona il sistema degli edifici la dipendeza rete dell’acqua potabile. Potrebbe ulteriore contagio. Potrebbe essere riutilizzare unaammodernati. buona soluzione dalla rete dell’acqua potabile. pozzi esistenti, opportuanamente Essi dalla rete dell’acqua potabile. pozzi esistenti, opportuanamente ammodernati. Essi erano uno erano uno riutilizzare il sistema dei pozzi esistenti, come strumento utilizzato nell’antichità un manufatto che strumento utilizzato nell’antichità come un manufatto che opportuanamente ammodernati. Essi erano uno estrumento raccoglieva e depurava l’acqua piovana, sono un’elemento raccoglieva e depurava l’acqua piovana, e sono un’elemento utilizzato nell’antichità come un manufatto che raccoglieva caratteristico caratteristico del luogo.del luogo. e depurava l’acqua piovana, e sono un’elemento caratteristico del luogo. 101 1 Situazione possibile possibile Fabbisogno d’acqua al giorno per persona Situazione Fabbisogno d’acqua al giorno per persona Situazione attualeattuale Situazione

ACQUA ACQUA POTABILE POTABILE 10 LT10 LT

60 LT 60 LT

20 LT20 LT

80 LT 80 LT

8 LT. X 8 LT. X SCARICATI SCARICATI

30 Lt. ca. 30 Lt. ca.

148 Lt. ca. 148 Lt. ca.

Consumo umano umano Consumo

Consumo Consumo domestico domestico

ACQUA POTABILE ACQUA POTABILE

Consumo Consumo umano umano

ACQUA RIUTILIZZATA ACQUA RIUTILIZZATA Consumo domestico Consumo domestico


RI-CICLO | ANALISI SULL’USO DELL’ACQUA

RI-CICLO

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RI-CICLO | ANALISI SULL’USO DELL’ACQUA Dati Per risolvere il problema della carenza d’acqua, prendiamo le 3 Per risolvere il problema variabili esposte prima: della carenza d’acqua, prendiamo le risolvere il problema della carenza d’acqua, prendiamo le 3 3Per variabili esposte prima: esposte prima: •variabili Precipitazioni • Precipitazioni • Pozzzi Precipitazioni •• Uso dell’acqua • Pozzi • Pozzzi • • Uso Uso dell’acqua dell’acqua Progetto Progetto Progetto

3 differenti soluzioni idriche nella città.nella La Sono state stateidentificate identificate 3 differenti soluzioni idriche prima, cheprima, contempla pozzo con unapozzo cisterna, databili dal 500 Sono La state identificate 3 differenti soluzioni idriche nella La città. che un contempla un con unacittà. cisterna, prima, che contempla pozzo con cisterna, databili dal dalla 500 d.c. in poi. seconda comprende gli edificiche realizzati databili dalLa 500 d.c.unche in poi. Launa seconda comprende d.c. in poi. La seconda che comprende gli edifici realizzati dalla fine del XIX secolo in poi, dove non abbiamo il sistema dei pozzi, gli edifici realizzati dalla fine del XIX secolo in poi, dove finegli deledifici XIX secolo in poi, abbiamo sistema pozzi, ma venivano giàdove allacciati all’acquedotto. E dei infine una non abbiamo il sistema deinon pozzi, ma ilgli edifici venivano ma gliche edifici venivanogli giàedifici allacciati all’acquedotto. E infine una terza, considera di nuova costruzione, in quelle già allacciati all’acquedotto. Enuova infinecostruzione, una terza, inche conterza,dove che considera gli oedifici di avvenire quelle zone è in corso dovrà una riqualificazione sidera gli edifici di nuova costruzione, in quelle zone dove zone dove è in corso o dovrà avvenire una riqualificazione èurbana. in corso o dovrà avvenire una riqualificazione urbana. urbana.

Grafico Potabile-Piovana22 Grafico dell’uso dell’uso dell’acqua | Potabile-Piovana

Pozzi-cisterna Si propone il restauro dei pozzi, per creare un progetto di Pozzi-cisterna riutilizzazione dell’acqua, creando una “lavatrice” dell’acqua SiPozzi-cisterna propone il restauro dei pozzi, per creare un progetto di riutiSigrigia propone il ilrestauro dei pozzi,edper creare un progetto di dentro pozzo creando (cisterna), alimentato anche dall’acqua lizzazione dell’acqua, una “lavatrice” dell’acqua gririutilizzazione dell’acqua, creando una “lavatrice” dell’acqua piovana. gia dentro il pozzo (cisterna), ed alimentato anche dall’acqua grigia dentro il pozzo (cisterna), ed alimentato anche dall’acqua piovana. piovana. Edifici senza pozzi-cisterna In questo caso si pensava ad una soluzione più architettonica per Edifici senza pozzi-cisterna Edifici senza pozzi-cisterna risolvere il problema del ad deficit d’acqua. Usando elemento questo caso pensava soluzione più architettonica per InIn questo casosi si pensa aduna una soluzione più come architettonica raccoglitore e contenitore dell’acqua piovana, l’altana(elemento risolvere il problema del deficit d’acqua. Usando come elemento per risolvere il problema del deficit d’acqua. Usando come architettonico di Venezia) modifcata in chiave contemporanea raccoglitore e contenitore piovana, l’altana(elemento elemento raccoglitore edell’acqua contenitore dell’acqua piovana,e astraendo la forma di una coppa d’ acqua. architettonico di Venezia) modifcata in chiave contemporanea e l’altana(elemento architettonico di Venezia) modifcata in chiave astraendo la forma di una coppa d’ acqua.

contemporanea e astraendo la forma di una coppa d’ acqua. Edifici nuovi Edifici nuovi la captazione e la raccolta dell’acqua sul tetto, Si progetta Edifici nuovi la captazione e la raccolta dell’acqua sul tetto, Sigenerando progetta così un’unica rete d’acqua. La quale essendo in Sigenerando progettacosì la un’unica captazione la raccolta dell’acqua rete e d’acqua. La macchina quale essendo insul constante movimento, funziona come una depuratrice tetto, generando così un’unica rete macchina d’acqua. La quale constante movimento, funziona come una depuratrice e raccoglitrice d’acqua. e raccoglitrice essendo in d’acqua. constante movimento, funziona come una macchina depuratrice e raccoglitrice d’acqua.

2 202 Graficodell’uso dell’usodell’acqua dell’acqua| Potabile-Riciclata | Potabile-Riciclata Grafico

ACQUA RiCICLATA 89% ACQUA RiCICLATA 89%

ACQUAPOTABILE POTABILE ACQUA Bagnoee doccia doccia 28% 28% Bagno

WC WC 29% 29%

Bagno Bagnoe edoccia doccia28% 28%

WC 29% WC 29%

Lavaggio Lavaggio stoviglie 4%

Lavaggio

Lavaggio stoviglie 4% stoviglie 4%

Igiene personale 4% Igiene personaleAltro 4%4%

AltroBere 4% e cucinare Bere e 3% cucinare 3%

Altro 4% Altro 4% Innaffiamento giadino 6% Innaffiamento Bucato 15% LavaggioBucato 15% giadino 6% auto 3% Lavaggio ACQUA PIOVANA auto 3%

ACQUA PIOVANA

stoviglie 4%

Igiene personale Igiene 4%

Altro 4%

Altro 4% Innaffiamento giadino 6% Innaffiamento Bucato 15% personale 4% Altro 4% Lavaggio Bucato 15% giadino 6% Altro 4%Bere e 3% cucinare Lavaggio Bere e auto 3% cucinare auto 3% ACQUA POTABILE 3% 11% ACQUA POTABILE 11%


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RI-CICLO | ANALISI PRECIPITAZIONI

Dati

Precipitazioni medie mensili 3 03 Precipitazioni medie mensili 3 100 90 80 70 60 50 40 Millimetri

30 20 10 0

io

o

i na

en

G

Fe

b

a br

M

ar

zo

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r

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M

ag

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G

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e br

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em

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No

e

br

c

Di

Precipitazioni massime mensili: ca. 80 mm Superficie tetto: ca. 250 m2 Litri raccolti annualmente: 250 x 800 = 200000 litri Litri raccolti mensilmente: 250 x 80 = 20000 litri 1 l = 0,001 m3 Dimensione minima cisterna d’acqua per la raccolta dell’acqua piovana: 20000 x 0,001 = 20 m3

em

80 litri/m2


RI-CICLO | ANALISI TESSUTO URBANO

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6 404 Mappa costruzioni Mappadelle delletipologie tipologiedelle delle costruzioni

Legenda Tessuto antico Tessuto costruito dopo il 1850 Posibili nuove construzioni


RI-CICLO | ANALISI POZZI 86

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Dati Localizzazione pozzi 4 Localizzazione pozzi

Detaglio pozzi

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RI-CICLO | ANALISI POZZI Analisi pozzi

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Legenda Cisterne localizzate Localizzazione incerta Superficie totale pozzi 5 : 93 ettari 10% della città

Manomesse


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Progetto Ipotesi: Riciclaggio dell’acqua piovana e grigia RI-CICLO | IPOTESI: RICICLAGGIO DELL’ACQUA PIOVANA E GRIGIA Riclaggio dell’acqua come una macchina Funzionamento cisterna antica7

07

Funzionamento cisterna nuova

Acque piovane

Acque piovane

Acque bianche filtrate

Acque bianche filtrate Acque grigie recuperate

ACQUA NERA Scaricata

ACQUA NERA Scaricata


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RI-CICLO | IPOTESI: RICICLAGGIO DELL’ACQUA PIOVANA E GRIGIA Riclaggio dell’acqua come una macchina

Cisterna esistente inutilizzata 707 Cassoni

Acqua depurata

Depurazione acqua piovana con strati di sabbia

Cisterna proposta

Filtro di sabbia

Acqua depurata

Cassoni

Strati per la depurazione dell’acqua


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Progetto

RI-CICLO | IPOTESI: RICICLAGGIO DELL’ACQUA PIOVANA E GRIGIA

Ipotesi: Riciclaggio dell’acqua piovana e grigia Riclaggio dell’acqua come una macchina Edifici senza cisterna

Nuovi edifici

Depuratore

Depuratore

Acqua nera

Acqua nera


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RI-CICLO | IPOTESI: RICICLAGGIO DELL’ACQUA PIOVANA E GRIGIA Riciclaggio dell’acqua come una macchina: RIFORMULAZIONE DELLA CISTERNA Riciclaggio dell’acqua come una macchina : RIFORMULAZIONE DELLA CISTERNA

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Progetto Ipotesi: Riciclaggio dell’acqua piovana e grigia Riciclaggio dell’acqua come una macchina : RIFORMULAZIONE DELLA ALTANA Riciclaggio dell’acqua come una macchina: RIFORMULAZIONE DELLA ALTANA


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RI-CICLO | IPOTESI: RICICLAGGIO DELL’ACQUA PIOVANA E GRIGIA

Progetto Ipotesi: Riciclaggio dell’acqua piovana e grigia Riciclaggio dell’acqua come una macchina: NUOVA COSTRUZIONE

Riciclaggio dell’acqua come una macchina : NUOVA COSTRUZIONE


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Immagini

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RI-CICLO | IPOTESI: RICICLAGGIO DELL’ACQUA PIOVANA E GRIGIA Fotomontaggio 9

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RI-CICLO | IPOTESI: RICICLAGGIO DELL’ACQUA PIOVANA E GRIGIA Conclusioni Schema di Risparmio di acqua

Schema di Risparmio di acqua

Legenda


RI-CICLO

Bibliografia - 01. Consumo acqua: http://www.tonix.it/consumi.htm - 02. Usi acqua negli edifici: http://www.nowo.it/wp-content/uploads/2010/09/grafico_acqua.jpg - 03.Precipitazioni: Servizio Meteorologico dell’ Aeronautica militare, http://it.wikipedia.org/wiki/stazione_meteorologica_di_venezia_tessera - 04. Localizzazione pozzi: Comune di Venezia, autore Arch. Giorgio Gianighian - 05. Mappatura delle cisterne secondo i rilievi dell’ing. Giuseppe Bianco - 06. Mappa tessuto urbano: Pianta topografica della R.A. citta di Venezia con XIX de suoi principali prospetti, autore Giovanni Antonio Sasso. - 07. Disegni pozzi. Autore Matteo Alemanno, http://f-urbe.blogspot.it/2011/04/venezia-dietro-le-quinte.html - 08. Foto: Google maps - 09. Foto: bING MAPS

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WELL.VENICE

WELL. VENICE Studenti - Enrico Marchetto (IUAV Italia) - Andrea Maso (IUAV Italia) - Nicola Russolo (IUAV Italia)

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WELL.VENICE

Introduzione Acqua potabile dai campi di Venezia Venezia, priva di acqua dolce, fu costruita come una macchina per raccogliere e ritenere l’acqua piovana. I suoi spazi pubblici contengono cisterne filtranti e vere da pozzo, che dal Medioevo al XIX secolo l’hanno resa autosufficiente per l’approvvigionamento di acqua potabile. Questa prerogativa dei campi li colorava di un peculiare paesaggio dell’acqua – termine che tiene insieme sia il sistema idrico che l’aggregazione sociale da esso generata. Oggi questo paesaggio è scomparso, e la macchina idrica ha perso il suo carattere sia funzionale che sociale. Questo è accaduto a fine Ottocento, grazie all’introduzione dell’acquedotto. Noi proponiamo, attraverso il restauro di queste preesistenze, di ridare vita ai campi veneziani, generando un nuovo paesaggio dell’acqua, contemporaneo, caratterizzato sia dalla originaria funzione di raccolta dell’acqua potabile, che dall’aggregazione dovuta ad essa. I problemi di trasporto dell’acqua da bere a Venezia, insieme alla scarsa efficienza e qualità dei sistemi adottati oggi, ci hanno mossi a considerare l’opportunità di potabilizzare l’acqua piovana, ridandole l’importanza vitale che ha avuto storicamente. La disponibilità ed il bacino di raccolta ci permettono di coprire il fabbisogno di acqua potabile sia della popolazione residente e pendolare, che del flusso turistico della città. La creazione di un servizio puntuale a km0 è virtualmente applicabile a tutti i campi, e si estenderebbe dunque all’intero centro storico di Venezia con un sistema di raccolta e di water bars corrispondente alle più di 100 cisterne pubbliche presenti nella città. A simbolo dell’intervento Well. Venice è un oggetto-icona che pone l’attenzione al centro del campo, sulla vera da pozzo; questo ha un carattere pratico in quanto attraverso un gioco provvede all’energia necessaria a muovere e filtrare l’acqua raccolta, e viene reiterato in tutti i campi.

Bibliografia Legge Speciale per Venezia “Venezia: nuova vita per le vecchie cisterne” a cura del Prof. Arch. Giorgio Gianighian. http://leggespeciale.comune.venezia.it/ Perché no alle bottiglie di plastica (dati tratti da “ Paul Mc Rande, The green guide, in State of the world 2004, Milano ”) http://blog.iorispetto.it/ Il Sole 24 Ore “Il sistema idrico fa acqua - Sprecati 2,6 mld di m³ all’anno” di Vittorio Carlini http://www.ilsole24ore.com/ Water Management challenges in the Loreto region a cura di Sherwood Design Engineers http://icfexchange.org/loretofuture/ Trattamento acque e potabilizzazione (Water Treatment Engineering & Construction) http://www.wtec.it/ Vetreria Borgonovo (Bottiglia Indro 355) http://vetreria.mosaicweb.it


WELL.VENICE

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Paesaggio dell’ acqua Dal Medioevo Venezia ha risolto il problema dell’acqua potabile con un sistema di pozzi e cisterne per la raccolta di acqua piovana. I campi erano i luoghi in cui questa veniva filtrata, conservata, ripescata. La forma urbana di Venezia è quella di una macchina idrica, ed i suoi spazi pubblici erano densi di un paesaggio dell’acqua.

Nel 1884 venne deciso di portare l’acqua a Venezia attraverso un moderno acquedotto il quale, partendo da Trebaseleghe, ancora serve tutta l’area metropolitana veneziana. A questo intervento si è affiancata la chiusura delle vere da pozzo, e l’abbandono delle cisterne ad esse collegate.

La nostra proposta prevede un recupero dell’antico sistema, riportando agli spazi pubblici veneziani questa loro originaria funzione. Un sistema di rigenerazione urbana che porti alla creazione di un nuovo paesaggio dell’acqua nei campi di Venezia.


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WELL.VENICE

Dati Raccolta dell’acqua piovana a Venezia

Sopra: Elaborazione dati dalla “Programmazione Legge speciale e Monitoraggio Interventi, Comune di Venezia�. Cisterne presenti a Venezia: 6046 cisterne sono private e 180 pubbliche. A sinistra: Funzionamento della macchina idrica veneziana, recuperata nel nostro progetto. Superficie di raccolta complessiva: 93 ettari, di cui ne stimiamo 60 utilizzabili per le cisterne pubbliche dopo un restauro.


WELL.VENICE

Acqua potabile BOTTIGLIE DI PLASTICA (PET)

1kg PET (25 bottiglie) = 2 kg petrolio + 17.5 l d’acqua + 2,3 kg di CO2 emessa

tot. energia incamerata

= 2,5 kWh / litro

ACQUA DALLA RETE IDRICA (ACQUEDOTTO) perdite: media italiana = 30 % Venezia = 37 % prima di arrivare a Mestre

PROPOSTA well.venice -

a km0 senza problema della manutenzione della rete senza pompaggio a cisterne in quota per la distribuzione sistema capillare, presente in tutti i campi veneziani utilizzo di energia pulita

1 litro = 7,2 secondi di gioco 1 kWh / 2 h

1kWh = 1000 litri

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Sistema proposto nei campi pubblici

Sopra: Individuazione degli spazi pubblici veneziani di possibile intervento Piovosità media di Venezia: 800 mm/anno - in modo regolare durante l’anno Possibile raccolta nelle cisterne pubbliche: 800 mm/anno * 60 ettari = 480’000’000 litri/anno

Sotto: Sezione tipo dell’intervento

Necessità annuale di acqua potabile: ( Residenti + Pendolari + Tusristi ) * 365 gg * 2 litri/gg ( 60’000 + 60’000 + 55000 ) * 730 = 127’750’000


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Funzionamento della pompa Una dinamo è posizionata alla cerniera, e trasforma il moto in energia elettrica.

Le due maniglie a diverse altezze, rendono il gioco utilizzabile anche dai bambini.

La bottiglia gigante ha funzione didattica, spiegando il significato dell’azione svolta. Lo sapevi che il nostro corpo perde circa 2,5 litri d’acqua al giorno?! Per fare 1 litro d’acqua in bottiglia di plastica ci voglio 2,5 KW/h?! Per imbottigliamento e trasporto su gomma di 100l d’acqua per 100Km, si producono emissioni almeno pari a 10 Kg di anidride carbonica. In Italia il 30% dell’acqua degli acquedotti viene persa durante la distribuzione.

Sistema di pompaggio dell’acqua, dal pozzo al locale di distribuzione.

Il gioco prevede che si misuri la ‘bravura’ a partire dalla quantità d’acqua che si riesce ad introdurre nella bottiglia.


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Progetto Procedimento

1_ raccolta dell’acqua l’acqua piovana viene raccolta dalle superfici di campi e tetti ripristinando l’antico sistema della raccolta in cisterne.

2_ primo filtraggio il primo filtraggio avviene tramite il tradizionale filtro a sabbia delle cisterne sotterranee; questo ripulisce l’acqua da rifiuti solidi e materia organica, rendendone facile il pompaggio.

3_ pompaggio l’acqua, estratta dalle cisterne, viene indirizzata ai locali per il successivo trattamento; la pompa, citando i pozzi petroliferi, fa riflettere sui temi di riciclo e risparmio di risorse naturali e combustibili fossili


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6_ commercializzazione la vendita avviene con un sistema di vuoti a rendere in vetro su cauzione, regolata attraverso la tessera well.venice prepagata, su modello dell’imob; l’acqua di ogni campo sarà un servizio capillare per cittadini e turisti di Venezia (questi ultimi dotati della tessera usa e getta).

water bar

5_ imbottigliamento e distribuzione

4_ depurazione e sterilizzazione un secondo filtraggio (filtro ad osmosi inversa) ed una sterilizzazione a raggi UV rende l’acqua potabile; il tutto avviene.

l’acqua viene imbottigliata (previa dolcificazione, se necessaria), e preparata alla vendita nei water bars installati nei campi; la depurazione e sterilizzazione avvengono in questi stessi edifici, in un locale tecnico.


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Campo San Polo Caratteristiche della cisterna di Campo San Polo volume totale cisterna: 6700 m3 capacità cisterna (41%): 2’747’000 litri dimensioni superficie di raccolta: superficie campo 5620 m2 superficie tetti 7000 m2 disponibilità acqua piovana: 12620 m2 * 800mm/anno = 10’096’000 litri/anno


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Campo San Giacomo dell’ Orio Caratteristiche della cisterna di Campo San Giacomo dell’ Orio volume totale cisterna: 2500 m3 capacità cisterna (41%): 1’025’000 litri dimensioni superficie di raccolta: superficie campo 3500 m2 superficie tetti 4200 m2 disponibilità acqua piovana: 7700 m2 * 800mm/anno = 6’160’000 litri/anno


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Immagini

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Campo San Barnaba Caratteristiche della cisterna di Campo San Barnaba volume totale cisterna: 1030 m3 capacità cisterna (41%): 422’300 litri dimensioni superficie di raccolta: superficie campo 1280 m2 superficie tetti 2700 m2 disponibilità acqua piovana: 3980 m2 * 800 mm/anno = 3’184’000 litri/anno


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Immagini

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Conclusioni

Prevediamo si possa verificare un “effetto domino” per la diffusione di well.venice - con apertura del servizio nei diversi campi uno dopo l’altro. Consideriamo che l’acqua si possa vendere ad un prezzo più basso di quella minerale in bottiglia, mentre la maggior parte degli introiti verrebbero dalla vendita delle bottiglie (normalmente vuoti a rendere) come souvenirs ai turisti. Pensando che un visitatore su 4 ne acquisti una per ricordo, ed un prezzo di vendita di 5€, ( *5 milioni/anno ) si possono prevedere dei guadagni elevati se comparati con il costo contenuto di opera e manutenzione (25 milioni di euro / anno). Se si prende ad esempio che in Italia ogni anno vengono persi 2’610 miliardi di litri d’acqua dalla rete idrica nazionale, corrispondenti a circa 226 milioni di euro, si capisce quanto preziosa sia la risorsa dell’acqua piovana. Prevedendo di imbottigliare circa 400 milioni di litri all’anno con questo sistema, si può ipotizzare un risparmio di circa 1 miliardo di kWh (2,5 kWh / litro * 400 milioni) anche grazie all’impiego di energia pulita - rispetto al consumo di acqua in bottiglie di plastica, come comunemente avviene a Venezia.


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H2O FLOR Studenti - Benedetta Cariolaro (IUAV Italia) - Alessandro Chiodin (IUAV Italia) - Marco Dal Fabbro (IUAV Italia) - Matteo Tomasi (IUAV Italia)

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Introduzione

L’acqua è l’elemento che sta alla base della nostra esistenza e allo stesso tempo non è una risorsa illimitata, per tal motivo deve essere considerato un bene prezioso che va preservato; è un bene quantitativamente stabile, la sua quantità resta invariata: circa 1400 milioni di Km3, il 96,5% dei quali è salata, mentre il 3,5% è dolce. La quantità d’acqua disponibile per i nostri consumi quindi è particolarmente esigua; noi però possiamo ridurre i consumi e tali sprechi. Nasce da questo la nostra idea progettuale, che come scopo si prefigge di sensibilizzare l’utilizzo di tale risorsa. Nel mondo moderno infatti, la disponibilità apparentemente illimitata della risorsa porta a grandissimi sprechi che con la semplice informazione possono diminuire. A tal fine è stato progettato un elemento architettonico che si identifica come gesto di denuncia, staccandosi da un contesto urbano conservativo come quello di Venezia e facendo comprendere la possibilità di utilizzo di una risorsa dimenticata quale l’acqua piovana. Le aree di intervento selezionate sono Campo Santo Stefano e Riva dei Sette Martiri; queste rappresentano le aree da cui far partire il messaggio che in futuro potrebbe propagarsi in tutta la città come un virus. Questi luoghi sono stati selezionati per la loro posizione centrale all’interno di itinerari altamente frequentati e per il loro forte soleggiamento. L’intervento consiste in elementi modulari aventi due componenti fondamentali: un captatore pluviale ed una cisterna d’acqua. La forma della superficie captatrice, nasce dall’idea di ombrello capovolto unita a quella di un fiore: questo elemento infatti produce ombra, raccoglie acqua e può essere richiuso per evitare la dispersione dell’acqua raccolta nella cisterna sotto forma di vapore acqueo nelle ore notturne del periodo estivo. Ulteriore pregio è la sua completa autosufficienza dal punto di vista energetico, essendo dotato di un pannello fotovoltaico

applicato su una delle parti mobili della superficie di captazione. Grazie a questo accorgimento, riesce ad accumulare l’energia elettrica necessaria per l’apertura e la chiusura della sua parte superiore e, come un girasole, a seguire l’andamento del sole per poter aumentare al massimo il suo rendimento. Al di sotto di questa superficie vi è un elemento verticale di supporto della struttura, contenente all’interno un filtro per la purificazione dell’acqua piovana raccolta. Infine, la base dove questo elemento verticale si innesta, funge da bacino di stoccaggio dell’acqua e nella parte esterna da superfice calpestabile al di sopra della quale è possibile passeggiare. L’acqua stoccata all’interno di questo modulo viene infine utilizzata per due scopi: una parte viene trasportata nella parte superiore dell’elemento e nebulizzata, per poter dare una sensazione di freschezza ai passanti; l’altra parte può essere utilizzata da chiunque attraverso un rubinetto posto nell’elemento verticale. Un ulteriore posizionamento al quale si è pensato è lungo la riva esterna della Riva dei Sette Martiri. La ragioni di questa scelta ricadono come prima sulla problematica del forte soleggiamento dell’area e della totale mancanza di elementi ombreggianti; inoltre si può osservare come ogni giorno numerose imbarcazioni utilizzano questa riva come luogo di approdo. L’oggetto quindi ha la duplice funzione di riconfigurare l’area e renderla interessante anche durante le giornate di grande calura, e come approdo per le imbarcazioni, utilizzando il modulo della cisterna come galleggiante al quale ormeggiare. In questo modo l’acqua stivata nelle cisterne può essere usata anche dalle imbarcazioni per la pulizia ed il riempimento delle cisterne d’acqua interne. Questo oggetto si impone quindi come elemento predominante di modifica del paesaggio e di denuncia di un problema di interesse comune come lo spreco dell’acqua.


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Dati

Fonti: Disinformazione.it

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Concept

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Progetto

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Recupero H2O ed energia


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Riutilizzo H2O

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Luoghi turistici


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Luoghi designati

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Campo S.Stefano


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Immagini

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Riva 7 Martiri


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Immagini

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VENICE WATER CONTEST

VENICE WATER CONTEST Studenti - Francesca Boscarato (IUAV Italia) - Giulia Sinigaglia (IUAV Italia) - Irene Zancanaro (IUAV Italia)

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Dati Risorsa: L’acqua piovana


VENICE WATER CONTEST

I mercati veneziani

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VENICE WATER CONTEST


VENICE WATER CONTEST

Il bando di concorso

FINALITA’ DEL CONCORSO: Il concorso vuole stimolare i partecipanti all’ideazione e alla creazione di un oggetto di arredo urbano da collocare all’interno di Venezia, nello specifico di Campo S. Margherita, ma che possa essere ripetuto nel contesto veneziano. Il progetto deve rispondere ai seguenti requisiti: - deve rispettare il progetto de “la macchina dell’acqua”, successivamente descritta, realizzando un elemento che funga da fontana per l’acqua non potabile, Questa deve dare la possibilita’ ai commercianti che animano il mercato veneziano di poter prelevare l’acqua per la pulizia del campo a fine giornata. - deve essere accessibile a tutti e deve essere concepito come punto di aggregazione per la collettivita’ - deve rispettare l’ambiente e deve essere realizzato possibilmente con materiali di riciclo PROCEDURA: A partecipazione aperta REQUISITI DI PARTECIPAZIONE : Designer, architetti, artisti e creativi di tutte le eta’

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VENICE WATER CONTEST

La macchina dell’ aqua


VENICE WATER CONTEST

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Campo Santa Margherita Il luogo


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I dati

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U tree

VENICE WATER CONTEST


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Solar tree

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Mallee Trees


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Edo

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RECYCLING POZZI

RE-CYCLING POZZI Studenti - Claudia Gianni (IUAV Italia) - Francesca Gramegna (IUAV Italia) - Gaia Parpajola (IUAV Italia) - Silvia Righetto (IUAV Italia)

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RECYCLING POZZI

Introduzione Cisterne a Venezia

Riflettere sull’ottimizzazione della risorsa acqua è un tema interessante soprattutto se lo si riferisce ad una città come Venezia che come già notava il poeta Marin Sanudo “è in acqua ma senza acqua”. Venezia è attraversata ogni giorno da un rilevante flusso di residenti, pendolari e turisti il cui considerevole fabbisogno e conseguente consumo dell’acqua deve essere preso in considerazione nel momento in cui si inizia a riflettere sullo spreco dell’acqua. A fronte di queste considerazioni il nostro interesse si è focalizzato sui piani terra degli edifici intorno ai campi veneziani che ospitano bar e ristoranti. Al loro interno, infatti, ogni giorno c’è un grande spreco di acqua potabile per diversi usi, quali servizi igienici e lavaggio stoviglie, per cui, invece, potrebbe essere impiegata l’acqua piovana appositamente depurata o le acque grigie riciclate degli stessi bar e ristoranti.

L’idea è quella di un oggetto funzionale, la cisterna, che possa diventare anche un’opportunità di nuove relazioni sociali e spaziali che ridisegnino completamente l’immagine del campo veneziano.

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Di qui l’ipotesi di riportare in vita gli antichi pozzi veneziani che con le loro vere scultoree dominano i campi, per la raccolta e successivo filtraggio di tutte le acque piovane raccolte dalla pavimentazione del campo e dai tetti degli edifici intorno al campo. La nostra idea di recycling-pozzi però si estende anche all’introduzione di nuove cisterne per la raccolta e il filtraggio delle acque grigie prodotte dai bar e ristoranti annessi. Le nuove cisterne costituiranno una sorta di pozzi contemporanei che allo stesso tempo possano fungere in superficie da “pedane” che a seconda delle differenti esigenze di ciascun campo, con delle piccole varianti, si offrano ora come aree-tavolini, ora come piccole piscine per bambini, ora come punti relax.

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RECYCLING POZZI

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Dati Precipitazioni

12 giorni

giorni piovosi

10 giorni 8 giorni 6 giorni 4 giorni 2 giorni 0 giorni Gen

Feb

Mar

Apr

Mag

Giu

Lug

Ago

Set

Ott

Nov

Dic

100 mm

precipitazioni

80 mm 60 mm 40 mm 20 mm 0 mm Gen

Feb

Mar

Apr

Mag

Giu

Lug

Ago

Set

Ott

Nov

Dic


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RECYCLING POZZI

Dati Fabbisogno di acqua AFFLUSSO GIORNALIERO 60.000 residenti

RICHIESTA ACQUA POTABILE GIORNALIERA A PERSONA

ALTERNATIVA precipitazioni annuali 800 mm

41.600 pendolari

5/20 l

Acqua piovana

17.500 turisti

30/40 l

Acqua grigia

600 vere da pozzo

A Venezia ogni giorno si contano 119.100 persone: la maggior parte sono costituite da pendolari e turisti. Per questo motivo il maggior consumo d’acqua è ad opera dei servizi commerciali quali bar e ristoranti. Il nostro obiettivo è cercare di fornire acqua non potabile per diversi usi, quali servizi igienici, lavaggio stoviglie e pulizia, tramite il recupero dell’acqua piovana dai pozzi e il riciclo delle acque grigie utilizzate dagli stessi esercizi pubblici.


RECYCLING POZZI

Il vecchio pozzo veneziano

6046 cisterne private 180 cisterne pubbliche 217 pozzi nei campi di Venezia superficie di raccolta delle cisterne = 93 ettari profondità media 3.5 m superficie a terra 100/2500 m2 Vera da pozzo di Campo San Giovanni e Paolo

suolo occupato dalle cisterne

10%

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DEPURAZIONE DELLE ACQUE

DEPURAZIONE DELLE ACQUE

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RECYCLING POZZI

Progetto Concept

Acque grigie

Acqua piovana

Pozzo vecchio

Pozzo nuovo

Riciclo

Pulizie

Lavastoviglie

Servizi igienici

Pulizie

Servizi igienici


RECYCLING POZZI

Il nuovo ciclo dell’acqua

Filtraggio acqua grigia

Filtraggio acqua piovana

Cisterna acqua piovana

Cisterna acqua grigia

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RECYCLING POZZI

Progetto Pozzo antico vs pozzo nuovo Canalina

Depurazione acque grigie

Pozzo nuovo

Serbatoio/accumulatore

Pozzo antico

Depurazione acque piovane

Pozzo antico

Verticalità

Attuale geometria del campo

Orizzontalità

Ridisegno della geometria del campo

Cisterne d’acqua piovana

Pozzo nuovo

Cisterne d’acqua grigia


RECYCLING POZZI

Caratteristiche e obiettivi

CARATTERISTICHE Diverse tipologie di pedane esterne Diversi tipi di illuminazioni Zona delimitata Pulibile Cisterna di acqua Le dimensioni delle pedane cambiano in funzione della grandezza dello spazio esterno destinato ad ogni locale

RECUPERO

Acqua piovana

Acque grigie

OBIETTIVI RAGGIUNTI Recupero delle acque Ridisegno del suolo

RIDISEGNO DEL SUOLO

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RECYCLING POZZI

Varianti Cisterna utilizzabile come pedana per piscina per i bambini

Cisterna utilizzabile come pedana prendisole

Cisterna utilizzabile come pedana per gli spazi esterni di bar e ristoranti


RECYCLING POZZI

Sezione e assonometria costruttiva

Schema di riferimento

1. Calcestruzzo impermeabilizzante 2. Pavimentazione in assi di legno 3. Travi IPE in acciaio 4. Faretti illuminanti a LED 5. Tubo di distribuzione delle acque grigie depurate

Assonometria sezionata cisterna

2

3

1

Dettaglio costruttivo | scala 1:50

4

5

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RECYCLING POZZI

Caso studio: Campo Santa Margherita Acqua e energia Sarà presente una pavimentazione energetica nei ponti di accesso all’insula, in modo da accumulare l’energia necessaria per far funzionare le pompe del ponte contemporaneo, e saranno disposte diverse pedane esterne

Accessi all’insula Canali Edifici Pozzi nuovi _pedane locali Pozzi nuovi _pedane piscina Pozzi nuovi _pedane prendisole Pozzi antichi 0 10 20

40


RECYCLING POZZI

I pozzi nuovi

I nuovi pozzi costituiranno nuove pedane di pertinenza dei bar e ristoranti ridisegnando la pavimentazione e la spazialitĂ del campo

Canali EdiďŹ ci Pozzi antichi Pozzi nuovi _pedane in legno 0

10

20

40

Vetro

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RECYCLING POZZI

Immagini Il nuovo campo - Di giorno


RECYCLING POZZI

Il nuovo campo -Di notte

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RECYCLING POZZI

Conclusioni Volume acque grigie: V=nDA n= numero utenti D= consumo idrico giornaliero per utente A= percentuale del consumo idrico giornaliero che va in acque grigie, stimabile attorno al 40% V=400 x 30 x (40/100) =4 800 l/d

Volume acqua piovana: V=ef x cd x P x S e= efficienza del filtro c= coefficiente di deflusso P= precipitazioni S= superficie captante V=0,9x0,9x800x1150=745.200 l/d

Volume minimo cisterna: V=l x l x h l= lato di base cisterna h= altezza cisterna V=4x6x1,5=36 m3


RECYCLING POZZI

Bibliografia - Dati afflusso giornaliero: “Coses Informazioni”, n. 32-33, 1988, pp. 21-26, <http://www.italianostra-venezia.org> “Coses”, Turismo sostenibile a Venezia, rapporto 141,0, marzo 2009, p.23, <http://www.italianostra-venezia.org> - Dati precipitazioni: http://www.weather-and-climate.com/average-monthly-Rainfall-Temperature-Sunshine,Venice,Italy - Siti consultati: Sito Camera del Commercio <http://www.ve.camcom.gov.it> Sito del Comune di Venezia <http://www.comune.venezia.it

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