Lungarno n. 100

Page 1

Novembre 2021


Grazie a ogni persona che con il suo contributo, professionalità e impegno ha reso possibile l’esistenza di Lungarno. •••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••• Ariella Abolaffio, Isabella Ahmazzadeh, Giulia Alfano, Silvia Amerighi, Carlotta Antichi, Francesca Arfilli, Aimee Arpagorn, Lìa Ateca, Nicoletta Baconi, Costanza Baldini, Ginevra Ballati, Mariana Barbosa, Chiara Barbucci, Maira Bartoloni, Silvia Basso, Natalia Bavar, Serena Becagli, Claudia Bessi, Lucia Biancalana, Sara Boddi, Ginevra Boni, Giulia Brachi, Melania Branca, Veronica Brandi, Sara Buselli, Beatrice Campani, Francesca Campigli, Laura Campiglio, Noumeda Carbone, Ilaria Castellino, Eleonora Ceccarelli, Laura Ceccherini, Clemence Chatel, Irene Chellini, Costanza Ciattini, Alba Clementi, Francesca Corpaci, Alice Cozzi, Francesca D’Alfonso, Giovanna Daddi, Michelle Davis, Giulia De Giorgio, Chiara Degl’Innocenti, Paula Del Mas, Caterina Delli Carri, Daria Derakhshan, Valentina Ermini, Maria Chiara Fantini, Lavinia Ferrone, Aura Fico, Sofia Figliè, Giulia Focardi, Miriam Frescura, Ilaria Gadenz, Raffaella Galamini, Concetta Gentile, Erika Gherardotti, Gioia Ghezzo, Francesca Gianassi, Ginevra Giovannoni, Arianna Giullori, Costanza Guerrini, Camilla Guidi, Carola Haupt, Bianca Ingino, Elena Jannello, Virginia Landi, Laura Lavorini, Miriam Lepore, Caterina Liverani, Sara Loddo, Martina Maccianti, Elena Magini, Veronica Malatesta, Alessandra Marianelli, Alessia Marini, Caterina Mendolicchio, Amanda Martin-Dombrowski, Selene Mattei, Maddalena Messeri, Valentina Messina, Martina Milani, Elena Minozzi, Giulia Morigoni, Carolina Natoli, Giulia Nuti, Teresa Orfanello, Eleonora Pacciani, Marta Pancini, Diletta Parlangeli, Alba Parrini, Maria Paternostro, Alice Paviotti, Silvia Peduta, Elisabetta Piazzesi, Marianna Piccini, Alessandra Pistillo, Francesca Poli, Nazanin Rastan, Alessandra Rodilosso, Valentina Ristori, Cristina Romeo, Giulia Ronchetti, Alessia Ronge, Luisa Santacesaria, Ester Santacroce, Simona Santelli, Francesca Santi, Maria Carmela Saracino, Marina Savarese, Matilde Sereni, Nadia Sgaramella, Sofia Sita, Marta Staulo, Susanna Stigler, Marianna Storri, Nikola Tenevova, Giustina Terenzi, Giulia Tibaldi, Beatrice Tomasi, Isabella Tronconi, Bianca Vagnoli, Lucilla Vecchiarino, Sara Vergari, Cristina Verrienti, Bruna Vettori, Martina Vincenzoni, Teresa Vitartali, Allie Wong, Lavinia Zavalloni, Camilla Zaza, Davide Agazzi, Jacopo Aiazzi, Samuele Alberti, Andrea Alemanno, Simone Altamura, Gabriele Ametrano, Tazio Andrei, Luca Andreozzi, Matteo Azzaroli, Michele Baldiani, Luca Barontini, Giovanni Bartolozzi, Marco Battaglia, Alberto Becherini, Lorenzo Becciani, Carlo Benedetti, Gilberto Benni, Andrea Bentivoglio, Andrea Bertelli, Sandro Bini, Mattia Botta, Dario ‘Russel’ Bracaloni, Marco Brancato, Leonardo Bressan, Giacomo Brian, Samuele Cairo, Fabio Canino, Pilade Cantini, Jean Michel Carasso, Ivan Carozzi, Alberto Casagrande, Matteo Chiapponi, Niccolò Chimenti, Tommaso Chimenti, Federico Ciacci, Thomas Cian, Leonardo Cianfanelli, Alfonso Cirillo, Tommaso Ciuffoletti, Giovanni Colaneri, Paolo Contaldo, Lorenzo Coppini, Benedetto Cristofani, Matteo Cuppone, Gianluca Danti, Roberto Del Fosco, Alessandro Dell’Acqua, Gianluca De Vivo, Giuseppe Di Carlo, Davide Di Fabrizio, Denny Di Pasquantonio, Simone Donati, Marco Fabbri, Marco Fattori, Benedetto Ferrara, Leandro Ferretti, Duccio Formiconi, Samuele Formiconi, Nicola Formosa, Giovanni Frasconi, Giulio Garosi, Bernardo Giachi, Emanuele Giaconi, ldo Giannotti, Salvatore Giommarresi, Nicola Giorgio, Simone Giuliani, Gabriele Giustini, Andrea Granocchia, Rocco Gurrieri, Simone Innocenti, Sergio Leone, Luigi Leuce, Jacopo Lietti, Filippo Lunghi, Luca Maggini, Fabio Magnasciutti, Luca Mainardi, Marco Mannucci, Mattia Marasco, Simone Marinelli, Daniel C. Meyer, Andrea Mi, Riccardo Miniati, Daniele Minucci, Angelo Montanari, Antonio Montanaro, Riccardo Morandi, Davide Morena, Luca Morgantini, Michele Moricci, Edoardo Nardin, Gianluca Natale, Emanuele Nesti, Matteo Nutini, Ray Oranges, Francesco Orlacchio, Andrea Pacella, Gabriel Pacheco, David Pacifici, Enrico Pantani, Massimo Pasca, Daniele Pasquini, Roberto Pecorale, Alessio Piccini, Enrico Pierpaoli, Pietro Principi, Niccolò Protti, Roberto Quagli, Leonardo Radicchi, Martin Rance, Alessandro Ripane, Sergio Risaliti, Andrea Ristaino, Gabriele Rizza, Tabloid, Tommaso Rosa, Riccardo Sabatini, Davide Salvemini, Riccardo Sgamato, Gabriele Sobremesa, Solomacello, Simone Spellucci, Luca Starita, Jacopo Storni, Marco Tangocci, Andrea Tani, Maurizio Tibaldi, Corrado Tiralongo, Ugo Torresi, Walter Tripi, Marco Vangelisti, Gabriele Vagnetti, Simone Vassallo, Riccardo Ventrella, Simone Vesci, Giacomo Alberto Vieri, Antonio Viscido, Gianluca Volpi, Paul Christo Williams, Ben James Wood, Matteo Zanobini, Flavio Zocchi, Francesco Zorzi, Zetafonts.


Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 100 - Anno X - Novembre 2021 Rivista Mensile ISSN 2612-2294 Editore: Tabloid Soc. Coop. • Firenze N. ROC 32478 Stampa: Tipografia Baroni e Gori srl • Prato

Direttore Responsabile: Jacopo Aiazzi Caporedattore: Riccardo Morandi Editor: Arianna Giullori e Martina Vincenzoni Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero: Alect, Aura Fico, Gabriele Giustini, Leonardo Cianfanelli, Carlo Benedetti, Camilla Guidi, Caterina Liverani, Amanda Martín-Dombrowski, Michele Baldini, Lafabbricadibraccia, Riccardo Morandi, Daniele Pasquini, Carlo Benedetti, Tommaso Chimenti, Tommaso Ciuffoletti, Marcho, Virginia Landi, Giulia Focardi, Susanna Stigler, Francesca Corpaci, Valentina Messina, Raffaella Galamini, Marta Magrini, Comari sull’uscio, Marta Staulo, Andrea Bertelli, Lulaida, Francesca Arfilli e Costanza Ciattini. Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell’editore e degli autori. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati.

Lungarno è stampato su carta proveniente da fonti responsabili certificate FSC®

05

La Serenata Editoriale

07

100 di questi numeri

09

I fotografi del suono

10

100 numeri di musica

11

10 anni di storie

12

Punti di vista

13

Corti e popoli

14

Tutti i 100 (o quasi) di Firenze

15

100 pagine di cinema Up&Down

16

Scatti emergenti

17

Lavignetta

18

L'agenda di Novembre

21

Novembre da non perdere

23

Profondo viola

24

Cosa è cambiato in 10 anni di teatro Brevi cronache librarie

25

Personaggi fiorentini È tutto nei termini

26

Città in musica Minimondo

27

Amorazzi

28

Frastuoni

29

Nuvole alle Murate

30

Annunci bestiali

31

L’orto San Frediano Lo Zigozago

32

Palati fini Spirito Liquido

33

Oroscopo


+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+

+


+

EDITORIALE

+

di Jacopo Aiazzi

LA SERENATA di Matilde Sereni Quanti giochi di parole e riferimenti mi concede il numero 100? Talmente tanti che è meglio se per una volta faccio la seria. L’unico appiglio che mi concedo è che stavolta più di tutte, vale l’esclamazione “e chi l’avrebbe mai detto?”. La verità è che nessuno ci ha neanche mai pensato, ma non per sconforto o scaramanzia, semplicemente abbiamo sempre lavorato al numero successivo senza troppe riflessioni parallele. La mancanza di uno sguardo al futuro e progettazione a lungo termine sono state forse l’unico vero freno auto-imposto ad una crescita più strutturata del progetto, ma il lavoro era talmente tanto e il tempo talmente poco che così è andata. E tutto sommato non mi pare sia andata poi così male. Avete tra le mani il numero forse più nostalgico di sempre, una chicca per gli affezionati, un ottimo bignami per chi si è avvicinato da poco. Il numero 100 porterà con sé tanti eventi per salutare a modo nostro la città che da 9 anni e 2 mesi ci ospita nelle sue strade. Lungarno nasce come strumento di navigazione per l’offerta culturale della città. Le acque non sono sempre state calme e trasparenti ma abbiamo tenuto il timone con coraggio e passione. Grazie a tutti voi.

+

Buona lettura. +

O

Centenari

rmai l’abbiamo quasi tutti imparato a memoria peggio dei Promessi Sposi: il 2021 è l’anno della commemorazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Ma sono anche 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte e il centenario dalla scomparsa del tenore Enrico Caruso e del Milite Ignoto, il soldato italiano mai identificato e simbolo dei morti nella Prima guerra mondiale. Il 14 luglio 1921 vennero condannati a morte negli USA con l’accusa di omicidio gli anarchici Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Giustiziati nel 1927 vennero poi scagionati da ogni accusa mezzo secolo dopo. È anche il centenario dalla scomparsa di poeti e scrittori come l’inglese John Keats, Leonardo Sciascia e Renato Fucini, noto per il libro “Le veglie di Neri. Paesi e figure della campagna Toscana”. Ma, per restare in tema letterario, sono anche 200 anni dalla nascita di Baudlaire e Dostoevskij. Nel 1921 nascevano Gianni Agnelli, l’attore Nino Manfredi e il cantautore francese Georges Brassens. Venivano fondati il Partito comunista italiano, il Partito comunista cinese e il Partito nazionale fascista. È stato l’anno della prima del film “Il monello” di Charlie Chaplin. Ma è un anno ricco di centenari anche per il mondo delle orchestre e i suoi luoghi: nel 1721 veniva fondata in Russia la Moscow Synodal Choir, duecento anni dopo la London Chamber Orchestra. Sono duecento anni di Opéra di Strasburgo e cento per l’Opera Nazionale di Bucarest, solo per citarne alcune. Ah, dimenticavo: se non l’avevate notato sono anche cento numeri di Lungarno. Quindi tanti auguri, per una ricorrenza o per un’altra. “Tutto è relativo. Prenda un centenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere di avere ancora sette anni di disgrazie” (A. Einstein)

IN COPERTINA

Satisfaction di Costanza Ciattini A Costanza, nei suoi lavori, in una totale riscoperta della natura, piace cogliere i suoi aspetti più nascosti e particolari, esaltarli e camuffarli insieme a figure umane, in un miscuglio di cose diverse eppure unite che convivono, da lei sistemate, su uno stesso piano. Si formano così composizioni visive accattivanti, che possono far sorridere e allo stesso tempo immedesimarci in quello che osserviamo. Ogni quadro è una creazione unica e ancor di più quando scaturisce da una richiesta personalizzata. Si crea così un legame intimo con chi, commissionando la composizione, inconsciamente ha il desiderio di vedere incorniciate davanti a sé le proprie passioni, i desideri reconditi, la propria storia. https://www.costanzaciattini.com https://www.instagram.com/costanzaciattini



100 DI QUESTI NUMERI di Matilde Sereni illustrazione di Alect

E

così siamo arrivati al numero 100. La storia di questa stramba rivista è unica e uguale a tante altre. Eravamo quattro amici al bar che senza arte né parte hanno messo su un mensile gratuito di arte e cultura a Firenze semplicemente perché ritenevano ce ne fosse bisogno. Mese dopo mese si sono avvicinate persone curiose, pronte a dare il loro contributo per sviluppare un progetto che si faceva sempre più intenso e interessante. Sono nate così le copertine illustrate che in breve tempo sono diventate il marchio distintivo per riconoscere e recuperare la rivista in città. Ogni giorno crescevano le richieste di collaborazione, che accoglievamo con un misto di orgoglio e vergogna per l’impossibilità di dare il giusto compenso alla professionalità messa in campo. Eppure non era mai un problema. Grazie ad un’intensa rete di conoscenze più o meno personali, Lungarno si è fatto strada nell’offerta di navigazione culturale della città, conquistando inserzionisti e lettori, collaboratori e amici. La gestione di tutta la macchina è stata portata avanti dall’Associazione Culturale Lungarno con tanta passione e fatica, dalla nascita fino a febbraio 2018. Adesso Lungarno ha una casa con un tetto ben più solido e fondamenta stabili. Tabloid Società Cooperativa ne è editore e famiglia. L’aspetto che mi ha sempre affascinato di questa storia è che alla fine del mio consueto racconto, spesso la domanda è

stata: “ma come fate? Qual è il segreto?”. Che piaccia o no, che ci crediate o meno, io non so dare altre risposte: passione, fiducia, coraggio e divertimento. No, non è sempre stato tutto rose e fiori come non lo è tutt’oggi. Stampare e distribuire una rivista cartacea gratuita in un mondo che guarda inesorabilmente sempre più al digitale è una sfida quotidiana. Non ci sono ricavi da capogiro, non ci sono finanziatori misteriosi. C’è un gruppo di persone che, come dieci anni fa, ritiene importante continuare a crederci. Infondere passione, a volte basta una briciola, anche all’ultimo stagista è fondamentale per far capire che senza questo ingrediente Lungarno non sarebbe nato e men che meno vissuto per 100 edizioni. “A Lungarno non si chiede, a Lungarno si dà”. Questa frase mi rimbomba in testa da quando mi è stata detta in seguito a delle scuse per un ritardo nei pagamenti redazionali e per quanto profondamente sbagliata dal punto di vista di etica del lavoro (mai, mai, mai lavorare gratuitamente) trovo sia l’essenza del famoso perché Lungarno funzioni ancora dopo tutto questo tempo. Difficile dire quante persone nel corso di questi 10 anni abbiano fatto capolino per un tempo più o meno lungo. È invece molto facile riconoscere che tutti hanno contribuito a rendere Lungarno quel che è adesso. Marco Mannucci è stato il primo Direttore Responsabile, quello che ha messo la propria fedina penale nelle nostre inesperte mani (se non è fiducia questa, io non lo so) dando saggi consigli e confortanti sorrisi. Gabriele Ametrano ne ha preso le redini da maggio 2016 ad aprile

2019, portando la rivista ad un alto livello di competenza e serietà. Questo ha aperto le porte a dialoghi con nuovi interlocutori, accrescendo l’affidabilità del progetto e creando le basi per un futuro duraturo. Jacopo Aiazzi è l’attuale direttore, che con impegno e dedizione porta avanti il progetto da giugno 2019. Si è beccato la pandemia, i miei sfoghi - tanti, ve lo assicuro - molteplici riassetti redazionali e i complimenti sinceri di tanti colleghi giornalisti. Ci sono poi le tre ninfe che da sempre curano l’andamento quotidiano del giornale. Bianca Ingino, Arianna Giullori e Valentina Messina sono le gambe senza le quali questo strambo tavolino non starebbe in piedi. Accanto a loro, un pugno di collaboratori con noi sin dall’inizio, che non poche volte hanno impiegato ben altre risorse, oltre a quelle linguistiche, nel dare una mano; penso a Marta Staulo per gli eventi, a Riccardo Morandi per l’affiancamento redazionale e a Michele Baldini per i bandi. A questo giro non posso, proprio non posso (il direttore Aiazzi è molto rigido sulle battute), elencare tutti; ma tutti sanno quanto importanti siano. Letizia Bottini ed Enrico Agostini sono Tabloid, ma sono anche amici che hanno scommesso come e più di noi sul futuro di questo progetto. Quando scrivo noi intendo tutti questi tizi nominati sopra. Un pochino più noi siamo Samuele Formiconi, Leonardo Cianfanelli e Matilde Sereni. Menzione speciale a Gabriele Giustini, ideatore originale della bambola e a Tommaso Rosa, socio fondatore, mente brillante e fratello ancora oggi. 100 di questi numeri. 7



I FOTOGRAFI DEL SUONO di Aura Fico - foto di Antonio Viscido e Richard Bellia

DUE CHIACCHIERE CON RICHARD BELLIA... Puoi parlarci del tuo lavoro come fotografo? “Faccio il fotografo da ormai 40 anni, la cosa divertente è che non si può definire un vero e proprio lavoro, è divertente ed emozionante ma non è un lavoro, provi a guadagnarci da vivere. Il mio lavoro è fotografare musicisti, che sia per una pubblicazione, un libro o per il mio interesse, la scelta dei soggetti si basa sul mio personale gusto musicale. Dopo tutto questo tempo ho così tante foto che hanno senso solo insieme, così ho deciso di farne una mostra”. Quando è nata la tua passione per la fotografia e per la fotografia musicale? “È molto eccitante, è una continua sfida con te stesso, confrontarsi con persone creative che riescono ad arrivare a te proprio grazie alla loro creatività; non chiedo foto a tutte le persone che incontro, quando decido di fotografare qualcuno è perché penso che ne valga la pena e che possa uscirne un bel lavoro”. Secondo te cosa fa diventare un fotografo un “buon fotografo”? “Prima di tutto l’attrezzatura che utilizzi, se hai rispetto per il soggetto che stai fotografando porti la migliore attrezzatura che possiedi. Credo che i tuoi occhi debbano essere abbastanza aperti per capire cosa vuoi fotografare, se non sei a tuo agio con la tua attrezzatura non riuscirai nel tuo obiettivo, non diventerai tu stesso la macchina fotografica. Devi trovare la giusta distanza tra la tua persona e il tuo soggetto, non è necessario essere sempre una bella persona”. Qual è la cosa più strana che ti sia successa in relazione alla fotografia? “La fotografia spesso ti porta a interfacciarti con la tua stessa intimità. Proprio dietro l’angolo non molto tempo fa un uomo ha ucciso sua madre, quando la polizia lo ha arrestato la sua affermazione è stata: “l’ho uccisa perché non mi faceva vedere il cielo”. La loro casa è stata venduta e il nuovo proprietario mi ha detto di avere trovato molte macchine fotografiche. Sono l’unico possessore delle ultime foto di questa persona, erano solo foto del cielo”.

... E ALTRE DUE CON ANTONIO VISCIDO Sul tuo account Facebook ti definisci foto/grafico: come influisce questo sui tuoi lavori? “Molto semplicemente: prima di iniziare la professione di fotografo, il mio lavoro principale era quello di grafico. Ho semplicemente giocato con le parole. Una piccola influenza c’è, specialmente quando devo fare delle fotografie promozionali, ovvero cerco sempre di creare una composizione fotografica che faciliti il lavoro del grafico per l’inserimento di eventuali scritte o per semplificare lo scontorno del soggetto. Cerco di rendergli, o rendere a me stesso, il lavoro più semplice”. Molte delle tue fotografie ritraggono concerti ed eventi: quali elementi ti ispirano in questi contesti? Cosa ricerchi? “All’inizio cercavo la foto ‘wow’, poi col tempo ho capito che volevo più raccontare quello che vedevo, trasformare le foto in una cronaca di quello che avevo vissuto. Ora ho cambiato di nuovo tipo di ricerca. Mi considero uno del pubblico che ha il privilegio di potersi avvicinare al palco molto più del pubblico in senso stretto, alle volte proprio salire sul palco e andare dietro le quinte. Ecco, ora il mio desiderio è portare con me il pubblico e mostrar loro i concerti da un punto di vista differente”. Secondo te cosa significa essere un “buon fotografo”? “Confesso di essere un po’ fuori standard come fotografo e quindi il mio modo di essere non dovrebbe considerarsi un modello di ‘buon fotografo’. Diciamo che, per quanto mi riguarda, mi considero un ‘buon fotografo’ non quando riesco a fare una fotografia tecnicamente perfetta ma quando è emotivamente perfetta”. Vuoi aggiungere qualcosa di cui non abbiamo parlato? “Sì, mi permetto di fare un appello a tutti coloro che apprezzano le fotografie delle decine e decine di fotografi italiani che lavorano sotto i palchi: cercate di sostenerci non solo con i commenti e i “like” sui social. Seguiteci anche nei nostri siti, nei nostri blog e progetti collaterali alla musica e se volete continuare a vedere i nostri lavori, ogni tanto, fate un pensierino e regalate o regalatevi una stampa delle foto che più vi piacciono”.

9


100 NUMERI DI MUSICA

LUNGARNO, LA MUSICA E TUTTO QUEL CHE LE RUOTA ATTORNO di Gabriele Giustini e Leonardo Cianfanelli foto di Eleonora Birardi

S

e la matematica non è un’opinione – spoiler, no non lo è – quando una rivista mensile arriva al suo centesimo numero di cui undici uscite annuali, questi 100 numeri corrispondono circa ad una decina di anni. Non a caso il numero 0 di Lungarno risale al settembre 2012 in occasione del concerto dei Radiohead al Prato delle Cornacchie delle Cascine di Firenze. C’è quindi un forte legame tra Lungarno, la musica e tutto quel che, nel nostro territorio, le ruota attorno, siano essi negozi di dischi, locali in cui suonare e band più o meno affermate. Ma cosa è successo a Firenze dalla nascita di Lungarno ad oggi? Alcune realtà non esistono più – tante purtroppo – altre ne sono nate – non quante vorremmo. I negozi di dischi si contano sempre sulle punta delle dita e, sinceramente, un bel negozio specializzato con le novità del venerdì in bella mostra, ahinoi manca. Resistono Contempo in Via de’ Neri, costola dello storico Contempo all’epoca in Corso dei Tintori, la Galleria del Disco nel sottopassaggio della stazione, Move On, in Piazza Duomo con un po’ di vinile ed un bel panorama, Rock Bottom se siete alla ricerca di qualche edizione per cui lasciarci la tredicesima, Danex Records in Via degli Artisti o la parte dedicata alla

10

musica da Libraccio, dove se siete fortunati potrete trovare qualche gustosa offerta. Ci è andata ancora peggio con i locali dal vivo, già al netto di questi ultimi due anni di covid. Il Tender, ex Sintetika, non esiste più. L’Ambasciata di Marte nel frattempo è diventata Combo mentre, all’interno dell’Affrico, è spuntato il Glue. In San Frediano è nata la NOF per piccoli concerti anche in elettrico. La Flog resiste ancora – ripetiamo, covid permettendo – mentre al Viper, col passare degli anni, son state fatte sempre meno cose. Super attivi, invece, i bomberoni de La Chute al Circolo Arci Progresso. Se vogliamo sentire orrende cover dei The Beatles e far code pazzesche per smaltire la birra, non possiamo più andare al Bebop, o andar nella grotta dell’Eskimo. Rimane qualcosa per un drink ed una chitarrina acustica, come al Volume o allo Speakeasy in San Niccolò. LA SCENA è stato il nome di una nostra rubrichetta che tutti i mesi voleva far luce in modo ironico (ma molto orgoglioso) su quei personaggioni che spesso e volentieri si incrocia(va)no ai concerti in giro per Firenze, musicisti o malati cronici come quelli che vi stanno scrivendo in questo momento. Durante i cento numeri di Lungarno sono state tante le facce che si sono alternate ne LA SCENA, ma tutte o quasi hanno gravitato intorno a quella santa istituzione chiamata Rock Contest, la sfida musi-

cale voluta da Controradio e capeggiata da Giuseppe Barone. Impossibile citare tutte le band che abbiamo adorato in questi anni e chiediamo subito perdono a chi rimarrà fuori, ma nonostante il poco spazio a disposizione ci proveremo. Doveroso iniziare con gli albori dell’etichetta fiorentina Black Candy e i suoi The Hacienda, poi emigrati in UK, i Velvet Score o le meraviglie psichedeliche dei Go!Zilla, Plastic Man e The Vickers da cui ha preso forma quello splendore altissimo chiamato l’Albero, per spostarsi in tempi più attuali con i bagliori degli O.B.O. e la divina Serena Altavilla, che già aveva spaccato con i Baby Blue (prima) e i Blue Willa (poi). Il lato più straniante è sicuramente affidato alla fromSCRATCH record di quei genietti dei Miranda o ai mondi paralleli di Samuel Katarro, poi King of the Opera dalla cui costola sono nati Sex Pizzul, insieme al magma dei Bad Apple Sons e al fascino di UnePassante. Le chitarre oniriche dei We Melt Chocolate, il pop tropicale degli Aquarama, il lato oscuro e sperimentale del giro Dio Drone e recentemente c’è anche chi è finito in televisione con Cattelan (Street Clerks) o dentro X Factor (BowLand, Manitoba e Cassandra) e chi ha avuto la fantastica idea di formare un collettivo devoto alla musica italiana (Fiore Sul Vulcano) e uno alla consolle a 360 gradi (DE RIO).


10 ANNI DI STORIE di Carlo Benedetti

F

irenze è abituata a vantarsi di un passato glorioso quando si parla di libri e riviste: Novelle Letterarie già nel 1740 parlava di libri, poi Il Marzocco e le glorie novecentesche, La Voce o Lacerba, seguite da Letteratura e Campo di Marte. Lo stesso vale per le case editrici: Salani, Vallecchi, Giunti, Bemporad… la lista potrebbe diventare noiosa. Ma cos’è successo a Firenze negli ultimi dieci anni? La crisi del 2008 (è mai finita?) ci ha sconvolto: la Libreria Edison chiude nel 2012, l’anno prima tocca alla Martelli e alla Libreria del Porcellino, l’anno dopo alla Libreria Chiari. Per un attimo, sembra che in centro i libri debbano sparire: resistono una Feltrinelli (ma chiude la Feltrinelli International) e una Ibs/Seeber/Libraccio. In questo clima allegro e spensierato, c’è chi prova a ripartire. Presenti esclusi, nel 2012 nascono le Edizioni Clichy; nel 2013 apre la libreria Todo Modo e accanto a riviste già attive come Collettivo Mensa o Riot Van, underground ma non solo, o Ful, il lifestyle urbano di Firenze, nasce con.tempo, rivista di narrativa breve. Con effetto valanga, gli anni seguenti ci regalano una pletora di nuove riviste. Senza pretesa di essere esaustivi: In fuga dalla bocciofila, Toc Toc, StreetBook Magazine, A Few Words, L’Eco del Nulla

(le ultime sono di Prato, ok, ma non giudichiamole male). Da questo fermento, nel 2015 spunta Firenze RiVista, un festival che mette insieme 11 riviste cittadine per poi crescere nelle sei edizioni seguenti. L’ultima, a settembre 2021, conta 39 riviste e 20 case editrici da tutta Italia. Per una città piuttosto snob e che si mischia malvolentieri, un miracolo. Parlando di festival, Firenze colleziona due o tre fiaschi completi. Il primo, nel 2013, riguarda il mai realizzato Festival dell’Inedito: una kermesse in cui ai poveri aspiranti scrittori si sarebbero dovuti spillare soldi per l’onore di distribuire manoscritti a delle case editrici. Scrittori fiorentini e nazionali (in prima linea Vanni Santoni) riuniti nel gruppo “Firenze delle letterature” protestano e il Comune ritira il patrocinio. Il festival salta. Per un po’, sembra che le istituzioni comprendano i rischi del populismo editoriale. Eppure, nel 2017, arriva Firenze Libro Aperto, kermesse che, come ospite di punta, vede l’autore… Matteo Salvini (sì, quello), che ospita numerose (circa il 10% delle presenti) case editrici a pagamento e vanity press, e naviga in una buona dose di disorganizzazione, sopravvivendo solo per una seconda edizione. Fortunatamente, le cose cambiano con La Città dei Lettori nel 2018, festival che cresce e adotta proprio quest’anno una formula “regionale” di grande successo: pochi giorni in tanti

capoluoghi e comuni toscani diversi. Nel frattempo, nascono o si spostano a Firenze case editrici indipendenti e innovative: effequ e Blackcoffee che divengono punti di riferimento. Si aprono librerie: nel 2016 L’ora blu, nel 2018 la Piccola Farmacia Letteraria. Le biblioteche comunali si rifanno il trucco e acquisiscono nuovi spazi: dal 2013 sono in corso i lavori per “Le grandi Oblate”. In città, quindi, non mancano idee, né il coraggio di portarle avanti. Semmai scarseggia la capacità di fare sistema (forse dovremmo dire rete? Network?). E siamo ad oggi: l’ex assessore Sacchi decide di candidare Firenze a capitale italiana del libro 2023. Quale migliore occasione per unire, ibridare fecondamente, riconoscere e dare spazio, al variegato mondo di chi racconta storie in città? Quindi: come stanno le storie? Raccontare è un istinto dell’uomo. Percepiamo il mondo intero in termini narrativi. Sarebbe bello riuscire a raccogliere tutto quello che è successo in questi dieci anni per accorgerci che, ancora una volta, non c’è nessun finale, ma una storia infinita che parla proprio di noi. Le riviste, i festival, i libri a Firenze sono, nonostante tutto, ancora vivi. Più piccoli, meno redditizi forse, ma, come sempre, in pieno movimento.

11


PUNTI DI VISTA LO STATO DELL’ARTE A FIRENZE di Camilla Guidi foto di Ela Bialkowska Okno Studio

N

on è certo semplice azzardare un’analisi di quanto e come sia cambiato il mondo nell’arte negli ultimi dieci anni. Non lo è sicuramente a livello globale ma nemmeno nel piccolo per una città come Firenze. Se provo a tornare indietro con la mente al 2011 mi rivedo come una giovane liceale incerta con poca consapevolezza sul proprio futuro che, mossa solamente da un certo entusiasmo nei confronti della storia dell’arte – complice una mitica professoressa di storia dell’arte che spalancando le finestre del Miche ci indicava la Cupola esclamando “mirificus artifex!” –, si iscrisse al corso di laurea in Storia e tutela dei beni artistici. Nel corso degli anni l’affezione per la Cupola (quindi per il Rinascimento fiorentino con i suoi protagonisti illustri e i suoi simboli più nobili) lasciò presto spazio ad altri interessi trasversali e più contemporanei a cui la città solo in parte seppe offrire adeguato spazio. La realtà accademica mi pareva strizzare l’occhio ad un moderato conservatorismo in materia di arte e musei e l’offerta formativa in campo di arte contemporanea risultava sempre carente rispetto agli altri periodi storici. Ricordo vivaci e accese polemiche per la scultura dorata di Koons sull’arengario di Palazzo Vecchio, per i gommoni di Ai Weiwei in Piazza Strozzi e per le sculture di Urs Fisher in Piazza della Signoria (una venne addirittura imbrattata!). A torto o a ragione – non è certo il caso di approfondirne il merito – la tendenza alla critica e al rigetto del nuovo, a mio avviso, caratterizzavano nitidamente l’opinione pubblica fiorentina in campo culturale e artistico. Lo scorso fine settimana, in compagnia della responsabile dell’Ufficio Educazione di uno dei più grandi e importanti musei d’arte contemporanea d’Italia, sono tornata a Firenze dopo un po’ di mesi – per la prima volta nella mia vita – passati fuori casa. In piena linea col comportamento tipico del nativo che torna in patria e che apprezza i luoghi che improvvisamente non sono stati più familiari, l’ho trovata bella come non mai. Mi è parsa una città così elegante, fiera, vivace e (provenendo dalla capitale) anche estremamente pulita. Palazzo Strozzi ospitava la grande mostra di un artista che non amo ma che meritava senza dubbio di essere visto, in piazza della Signoria ben due opere d’arte contemporanea erano temporaneamente allestite (senza che nessuno lo reputasse offensivo nei confronti di Baccio Bandinelli!) e in molti istituti culturali della città si trovavano allestite le belle opere della pittrice inglese Jenny Saville. C’erano turisti internazionali in fermento vacanziero ma anche tanti fiorentini seduti agli – innumerevoli! – tavolini, intenti a godersi gli ultimi raggi di sole veramente caldi nelle belle piazze della propria città. Mi è sembrata una città un po’ più consapevole di ciò che si può improvvisamente perdere ma anche del valore di ciò che è stato riguadagnato. Mi è sembrato che potesse essere in parte risorta dalla pandemia, intenzionata a recuperare il tempo perso e che potessero essersi sprigionate energie giuste per ripartire, per cogliere (ed offrire) nuove opportunità e nuove sfide anche in campo culturale. Questa speranzosa impressione è quello che mi sono portata via risalendo sul treno. Ma forse la mia è solo una percezione ingenua e un po’ idealizzata. D’altronde si sa che la nostalgia gioca brutti scherzi.

12


CORTI E POPOLI

IL CINEMA IN FESTIVAL di Caterina Liverani

I

n questo primo scorcio di inverno la proposta di festival e rassegne in città punta indubbiamente ad unire al piacere del cinema quello, ritrovato, della condivisione e della partecipazione a un grande evento collettivo. Il Florence Short Film Festival (3 e 4 novembre) giunto alla sua settima edizione ha in programma, tra gli altri corti, “Zombie” firmato da Giorgio Diritti (“Volevo Nascondermi”) insieme a “I Am Afraid To Forget Your Face” di Sameh Alaa vincitore della Palma d’Oro a Cannes 2020. La giuria sarà presieduta da un ospite d’eccezione: Ugo Pagliai. Mostro sacro del cinema, della tv e soprattutto del teatro italiani da più di mezzo secolo Pagliai sarà accompagnato nel compito di giudicare i corti in concorso, oltre che dallo sceneggiatore Cosimo Calamini (“L’Universale”, “Un Giorno all’Improvviso” e “I Delitti del Barlume”), dai docenti di Critica Cinematografica e Storia del Cinema

Luigi Nepi e Stefano Socci e da Simone Bartalesi direttore artistico di OFF Cinema, dalla compagna, sul palcoscenico e nella vita, Paola Gassman. Dal 20 al 28 novembre torna Il Festival dei Popoli, da 62 anni il più antico e prestigioso Festival Internazionale di cinema documentario in Europa. “Frontiere in fiamme” è il titolo della retrospettiva che la manifestazione fiorentina dedica al cinema dei documentaristi francesi Nicolas Klotz e Elisabeth Perceval, che saranno entrambi presenti e terranno una Masterclass gratuita. Oltre al film inaugurale “Diários De Otsoga” di Miguel Gomes e Maureen Fazendeiro in programma 18 film tra cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi, tutti inediti in Italia, il Concorso Italiano, Eventi Speciali, la sezione Let the Music Play dedicata all’universo del documentario musicale, il focus sull’ambiente con i film di Habitat e Popoli for Kids and Teens, la sezione rivolta ai più giovani e alle

loro famiglie. Entrambi gli eventi avranno luogo al Cinema La Compagnia, con l’aggiunta per il Festival dei Popoli di Spazio Alfieri, Institut Français e Teatro Cantiere Florida. Per info e programmi: florenceshortfilmfestival.com e festivaldeipopoli.org.


TUTTI I 100 (O QUASI) DI FIRENZE di Michele Baldini

O

rmai tutti sanno (o dovrebbero sapere) che il 2021 ha ricordato i 700 anni dalla morte di Dante. Firenze si è ripresa alla grande, al fotofinish, su Ravenna. Nel testa a testa si è inserito persino un virus. In questa corsa alla memoria e alla “paternità dantesca” mi sento campanilista: plateale in tutti i sensi il coro di “piccoli Dante” in piazza Santa Croce, davanti alla statua del Vate ottocentesca (tanto per dare altri numeri), lo scorso 27 settembre. Ma il 2021 ha ricordato un’altra morte illustre: ei fu! Sono infatti 200 gli anni dall’ultimo addio, sullo scoglio atlantico di Sant’Elena, di Napoleone Bonaparte. Non che Firenze sia in assoluto la città più rappresentativa del generale còrso diventato Imperatore, ma è certo che la città e la Regione di cui è capoluogo non hanno lesinato in celebrazioni. Eugenio Giani ha dichiarato: “Napoleone aveva un cordone ombelicale con la nostra regione grazie alla sua origine: i Buonaparte infatti erano una famiglia còrsa con origine tra Sarzana e San Miniato”. “Napoleone 2021. Firenze la città sognata” è l’iniziativa isituzionale che celebra, a Firenze e in Toscana, la ricorrenza con una serie di iniziative, che da maggio valorizzano il patrimonio custodito sul nostro territorio. Terminerà

14

a dicembre. Da imperatore a imperatore. Sono 1000 anni dalla terza discesa in Italia (1021-1022), con sosta nel fiorentino, dell’Imperatore del Sacro Romano Impero Enrico II. La spedizione ebbe scarso successo e una pestilenza scoppiata fra le truppe convinse l’imperatore a tornare in patria, dove morì poco dopo (13 luglio 1024): con lui si estinse la casa di Sassonia. Sancì la fine del dominio imperiale in meridione e la definitiva consacrazione dei Comuni, tra cui il nostro. E allora parliamo del Comune e di numeri 100. Intendo proprio numeri civici 100. Sapete quanti ne ha il Comune di Firenze? 186 in tutto, distribuiti in 116 strade diverse. E dato che lo stradario del Comune registra 19010 codici toponomastici, quelli “con il cento dentro” sono solo lo 0,61%. Ci sono anche quelle con i multipli. Eh sì, perché sapete che la numerazione civica di Firenze è allo stesso tempo un vanto e un rebus, tra rossi, corti interne, lettere dell’alfabeto e pari saltati. Ebbene, la top 3 delle vie con più numeri 100 è la seguente: via del Campofiore (zona Bellariva/CampoMarte) con ben 11 civici che riportano il numerone a due zeri, via di Mantignano (zona Ugnano/ San Bartolo) la segue con 9, mentre via del Ponte alle Mosse (zona San Jacopino/ Porta al Prato) ne ha 7. Tra le più celebri vie del centro storico che possono entrare

nel novero a prescidere dal colore (rosso, nero o blu che sia), ci sono: via dei Calzaioli, via Ghibellina, via de’ Serragli, Borgo Ognissanti. Molte sono tronche per via proprio dei troppi numeri rossi che ne impediscono una certa scorrevolezza e linerarità, ma tant’è: questa l’immagine che traspare. Ah giusto, l’immagine! Gucci ha celebrato il centenario dalla Fondazione con la collezione ARIA ed è imminente (il 24 novembre) l’uscita di House of Gucci, con Adam Driver e Lady Gaga, nei panni di Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani. Pitti Uomo quest’anno è invece riuscito a riportare in presenza la manifestazione, proprio in occasione della centesima edizione. Non è partita, invece, nemmeno quest’anno una delle più famigerate corse podistiche: il Passatore. Da Firenze a Faenza per 100 km. Sarebbe stata la 48a edizione. Speriamo per il 2022. E insomma, nel caso non si fosse ancora capito, in questa prestigiosa rassegna di numeri 100 e suoi multipli, ci siamo entrati anche noi di Lungarno!


IL VIALE DEL TRAMONTO

Gold Digger Qualsiasi famiglia vi sia toccata non potrà mai essere peggio di quella della protagonista. Lei bella sessantenne, infelicemente separata, si fidanza con un 35enne. Apriti cielo: l’ex marito che era scappato con la migliore amica di lei disapprova, il figlio maggiore con un Edipo non risolto disapprova, il figlio minore teppista disapprova, persino l’amica che le aveva rubato il marito non è felicissima. L’unica ad approvare è la ex suocera (che odia la nuova compagna del figlio ovviamente). Come per altre cose apparse su questa rubrica: tentiamo di stroncarlo ma ne siamo ipnotizzati come la proverbiale mucca che guarda il treno passare. L’ORIZZONTE DI GLORIA

Squid Game Un prodotto di intrattenimento capace di celebrare tutti gli aspetti che caratterizzano la cinematografia del paese da cui proviene: Squid Game ha offerto agli spettatori del mondo un assaggio di tutto ciò che del cinema coreano è caratteristico: il noir, l’azione, la violenza, il melodramma e uno humor sinistro ma irresistibile, all’apparenza inconcepibile per qualsiasi altro universo drammaturgico e creativo. La crudeltà è grottesca e la distopia talmente allucinata da rendere difficile il paragone con qualsiasi cosa vista prima. La scrittura televisiva entra ufficialmente in una nuova fase.

100 PAGINE DI CINEMA di Caterina Liverani

C

ento numeri di Lungarno. Un lasso di tempo così ampio, con tutto quello che è capitato nelle vite di chi legge questa rivista, di chi ci scrive e di chi è stato protagonista delle nostre riflessioni, narrativamente è più simile a una serie tv che a un film. Tantissimi episodi, una galleria infinita di personaggi e un cospicuo numero di location per un unico grande set: la nostra città. Romanticizzare il tempo che passa è un privilegio che si rischia sempre di pagare col prezzo della nostalgia e non è l’unico modo attraverso cui rileggere quello che ci siamo lasciati alle spalle. Firenze ha vissuto il suo rapporto col cinema in fasi diverse in questi anni: ci sono sale che sono state chiuse e altre che sono state riaperte, sono nati nuovi autori, nuovi progetti; alcune istituzioni (festival, eventi, rassegne) si sono consolidate e, non ultimo, in città si sono girati film e serie tv di produzione internazionale. Partendo dall’aspetto più amaro e cercando di arginare lo sconforto che esso provoca, quando Lungarno ha iniziato la sua avventura Firenze annoverava almeno 3 sale cinematografiche che ora non esistono più. Fulgor, Astra 2 e Colonna hanno chiuso i battenti in questi anni ed è in particolare quest’ultimo che suscita in noi più malinconia dal momento che nel marzo del 2015 scrivevamo proprio di una sua riapertura con delle nuove iniziative culturali come la collaborazione con la mediateca per la proiezione dei film ritrovati e la possibilità per le neo mamme e di accedere alla sala tutti i venerdì mattina senza separarsi dal proprio bimbo

per delle proiezioni baby friendly. In questi anni però abbiamo anche festeggiato una sala storica tornata ad animare la scena cinematografica: Lo Spazio Alfieri che, dopo 7 anni di stop, nel settembre 2013 si è ripresentato agli spettatori con una veste rinnovata e una ottima programmazione, tra rassegne, festival e prime visioni, che dura ancora oggi. Solo tre anni dopo è stata la volta de La Compagnia che, a metà strada tra il Duomo e Piazza San Marco, si è riaffermata, dopo una chiusura ventennale, come la casa del cinema di qualità in città. In 100 numeri di Lungarno abbiamo conosciuto i registi che si sono impegnati a raccontare Firenze (Haider Rashid, Federico Micali, Emanuela Mascherini), chi il cinema lo divulga (Federico Frusciante, Lorenzo Cracolici di Horror Italia 24) e chi lo ha portato nelle nostre case durante la pandemia (Gianluca Guzzo di MYmovies). I direttori dei Festival hanno condiviso i progetti, le anteprime, i programmi e gli ospiti che si sono susseguiti anno dopo anno. È insieme a tutti loro che durante i mesi difficili da poco trascorsi abbiamo continuato a dialogare e a imparare che “il cinema viaggia su delle regole molto precise: ‘quello che c’è si fa, quello che non c’è si inventa e se si presenta un ostacolo lo aggiriamo’. Il set è una nave di balordi che sanno fare tutto e velocemente”, come ci ha rassicurato il nostro amico Maurizio Lombardi in un’intervista realizzata nel maggio del 2020. Questa nostra ricorrenza coincide per pura fatalità con il ripristinarsi della capienza al 100 % nelle sale e non c’è quindi auspicio migliore che quello di farvi compagnia, parlando di cinema, di Firenze e di Toscana per molti altri numeri ancora. 15


SCATTI EMERGENTI di Amanda Martín-Dombrowski

Realtà interiore

S

imone Padelli definisce i suoi progetti con concetti come “isola”, “malinconia”, “sublime” e “isolamento”. Con un approccio riflessivo e antropologico, nel suo progetto “Inner Place” il fotografo si chiede cosa sia la realtà e lo fa ricreandone una, costellata di paesaggi anonimi, aridi e abbandonati, con pochi elementi e persone isolate. Il mondo creato in “Inner Place” è tra l’onirico e il malinconico, ed è caratterizzato dalla precarietà, dall’incertezza e dalla decadenza. Si tratta di un progetto iniziato prima della pandemia e che tuttavia, come sottolinea l’autore, assume ora un significato più profondo, in quanto potrebbe far scaturire nell’osservatore la stessa sensazione d’instabilità causata dall’isolamento umano e dall’abbandono paesaggistico vissuti durante il periodo di pandemia. Simone usa la fotografia per trovare l’intima connessione tra il sé e il mondo, tra l’essere umano e l’immensità dello spazio in cui vive. Lo fa combinando fotografie dai colori chiari, desaturati e con pochi contrasti con fotografie in bianco e nero con un nero che inghiotte gli altri elementi, riproducendo l’effetto di profondità. Nato ad Arezzo nel 1986, Simone Padelli ha conseguito una laurea in fotografia presso la Libera Accademia di Belle Arti (L.A.B.A.) di Firenze e un master presso il London College of Communication (U.A.L.) di Londra. Il suo progetto “Inner Place” è stato esposto all’Arezzo Crowd Festival di quest’anno ed è stato selezionato per gli Urbanautica Institute Awards 2020 nella categoria “Anthropology and Territories”. Attualmente lavora come fotografo freelance a Firenze, principalmente nel mondo della moda, dell’architettura e del design. www.simonepadelli.com @simone.pad

16



l'Agenda di Novembre Lunedì 1 3  PERSONAE - COME NEI FILM

Teatro Puccini (FI) ing. €10

3  ORDAINED, HORNY AND HORNED (fino al 06/11)

VEDA, Via delle Cascine (FI) ing. libero

3  ALTER EVA. NATURA POTERE CORPO (fino al 12/12)

Palazzo Strozzi (FI) ing. €12

Martedì 2 3  DE - CLOUDING (fino al 20/11)

MAD (FI) ing. gratuito

3  WHAT DID DAVID LYNCH DO? - PROIEZIONE DI

UNDER THE SKIN Cinema la Compagnia (FI) ing. €6

Mercoledì 3 3  FLORENCE SHORT FILM FESTIVAL

Cinema La Compagnia (FI) ing. €6

3  HELMUT FRIEDEL: COLORI NELLE MANI

Galleria Poggiali (FI) ing. libero

Giovedì 4 3  FLORENCE SHORT FILM FESTIVAL

Cinema La Compagnia (FI) ing. €6

3  MARRAKECH, IN TIMES OF STILLNESS DI TALIT

RIDA | A CURA DI ROÏ SAADE (fino al 20/11) MAD - Murate Art District (FI) ing. libero

3  MACHINES À BULLES. L’ARTE DEL FUMETTO IN

TUTTE LE SUE DIMENSIONI Mediateca, Piazza Ognissanti (FI) ing. gratuito

Venerdì 5 3  IL FUNAMBOLO DELLA LUCE (NIKOLA TESLA,

OVVERO L’UOMO CHE ILLUMINÒ IL MONDO) Teatro di Rifredi ing. €16

3  STENZ,PFEFFER - ORCHESTRA DELLA TOSCANA

Teatro Verdi (FI) ing. €17

3  LO STALLO - DI SANDRO LUPORINI

Teatro delle arti di Lastra a Signa (FI) ing. €13

3  A JAZZ SUPREME - GABRIO BALDACCI

Sala Vanni (FI) €13

3  MEMORIE DI ADRIANO DI PINO MICOL (fino al

07/11) Teatro della Pergola (FI) ing. da €13

3  AMORE (fino all’8/11)

Teatro Niccolini (FI) ing. €17

3  UTHOPIA - IL FUNAMBOLO DELLA LUCE

Teatro di Rifredi (FI) ing. da €16

Sabato 6 3  IL FUNAMBOLO DELLA LUCE (NIKOLA TESLA,

OVVERO L’UOMO CHE ILLUMINÒ IL MONDO) Teatro di Rifredi (FI) ing. €16

3  PASSEGGIATE FIORENTINE - JEFF KOONS. SHINE

Palazzo Strozzi (FI) ing. su prenotazione

3  BRICKS IN FLORENCE FESTIVAL

Tuscany Hall (FI) ing. €8

3  UTHOPIA - IL FUNAMBOLO DELLA LUCE

Teatro di Rifredi (FI) ing. da €16

3  PARADISO - COMP. TEATRALE VIRGILIO SIENI

Cango (FI) ing. €10

3  ORCHESTRA NAZIONALE JAZZ GIOVANI TALENTI

Teatro Puccini (FI) ing. €10

3  SUONI RIFLESSI - SVELARE LA MUSICA

Sala Vanni (FI) ing. €15

3  PATRICIA KOPATCHINSKAJA VIOLINO

SOL GABETTA VIOLONCELLO Teatro della Pergola (FI) ing. da €14,30

Domenica 7 3  DOMENICA, FAMIGLIE A TEATRO IL PARACADUTE

DI ICARO - LA CASA DEI GATTI Teatro di Rifredi ing. €16

3  BAMMM! BOOKS (&) ARTS AT

MUSEO MARINO MARINI Museo Marino Marini (FI) ing. €6

3  PASSEGGIATE FIORENTINE - GIARDINO BARDINI,

UFFIZZI, GALLERIA DELL’ACCADEMIA Varie location(FI) ing. Su prenotazione

3  BRICKS IN FLORENCE FESTIVAL

Tuscany Hall (FI) ing. €8

3  VISION STRING QUARTET

Teatro della Pergola (FI) ing. da €24,30

3  MATINÈE IN SALA VANNI - BRUNO GIURANNA,

QUARTETTO SHABORUZ E CLARA DUTTO Sala Vanni (FI) ing. €15

3  SUONI RIFLESSI - SVELARE LA MUSICA

Sala Vanni (FI) ing. €15

3  IL MONDO DEL QUARTETTO VISION STRING

QUARTET Saloncino della Pergola (FI) ing. da €14.30

Lunedì 8 3  PERSONAE - OLYMPE DE GOUGES, LASCIO LA MIA

ANIMA ALLE DONNE Teatro Puccini (FI) ing. €10

3  THE KING’S SINGERS - L’ARTE DEL CANTO:

SONGBIRDS Teatro della Pergola (FI) ing. da €24,30

3  CARMEN CONSOLI - VOLEVO FARE LA ROCKSTAR

Teatro Verdi (FI) ing. da €20

3  WHAT DID DAVID LYNCH DO?

Cinema la Compagnia (FI) ing. €6

Martedì 9 3  IO SARAH, IO TOSCA (fino al 14/11)

Teatro della Pergola (FI) ing. da €13

3  JENNY SAVILLE

Varie location (FI) ing. libero

3  LA FESTA DI DANTE - UN VIAGGIO NELLA

COMMEDIA Palazzo Medici Riccardi (FI) ing. su prenotazione

Mercoledì 10 3  LO SCHERMO DELL’ARTE (fino al 14/11)

Varie location (FI) ing. €10

3  PINK SONIC

Tuscany Hall (FI) ing. €35

3  CARO MONDO - DANIELA DE LORENZO

“AL POSTO SUO” (fino al 28/11) PIA, Palazzina Indiano Arte ing. gratuito

Giovedì 11 3  ENEIDE, LA ROTTA MEDITERRANEA (fino al 14/11)

Teatro di Rifredi ing. €16

3  ANTICHI MAESTRI (fino al 13/11)

Teatro Puccini (FI) ing. €20

3  COSI È (O MI PARE) - PIRANDELLO IN VR DI ELIO

GERMANO (fino al 21/11) Teatro della Pergola (FI) ing. da €13

3  FRONT/ON/BACK:STAGE - RICHARD BELLIA E

ANTONIO VISCIDO IN MOSTRA (fino al 24/11) The Student Hotel (FI) ing. libero

Venerdì 12 3  FRONT/ON/BACK:STAGE

UNA MOSTRA FOTOGRAFICA CON GLI SCATTI DI RICHARD BELLIA E ANTONIO VISCIDO (fino al 24/11) The Student Hotel (FI) ing. libero

3  CHAUHAN, FERRÁNDEZ - ORCHESTRA DELLA

TOSCANA Teatro Verdi (FI) ing. €17

3  A JAZZ SUPREME - MONUMENTAL DUO

Sala Vanni (FI) ing. €13

3  MUSIC SLAM - COMPETIZIONE MUSICALE

Teatro delle arti di Lastra a Signa (FI) ing. €13

3  MORIRÒ IN PIEDI (fino al 16/11)

Teatro Niccolini (FI) ing. €17

3  INSOPPORTABILMENTE DONNA

Tuscany Hall (FI) ing. da €25

Sabato 13 3  PASSEGGIATE FIORENTINE - GIARDINO DI BOBOLI

Varie location (FI) ing. su prenotazione

3  ANTICHI MAESTRI DI THOMAS BERNHARD

Teatro Puccini (FI) ing. €20

3  TIME - SERGEY KHACHATRYAN VIOLINO, LUSINE

KHACHATRYAN PIANOFORTE Teatro della Pergola (FI) ing. da €14,30

3  SUONI RIFLESSI - SVELARE LA MUSICA

Sala Vanni (FI) ing. €15

Domenica 14 3  PASSEGGIATE FIORENTINE - COMPLESSO DELLE

CAPPELLE MEDICEE Varie location (FI) ing. su prenotazione

3  IL LEGNO E LA CARNE

ARTiglieria (FI) ing. libero


MUSICA \ TEATRO \ CINEMA \ ARTE \ EVENTI 3  TAKÁCS QUARTET - IL MONDO DEL QUARTETTO

Teatro della Pergola (FI) ing. da €24,20

3  COSÌ FAN TUTTI! - IL MAGGIO DEI RAGAZZI

Teatro Goldoni (FI) ing. €15

3  MATINÈE IN SALA VANNI: DIAVOLI IN

COMMEDIA. OMAGGIO A DANTE ALIGHIERI Sala Vanni ing. €15

Lunedì 15 3  PERSONAE - DONNA

Teatro Puccini (FI) ing. €10

Martedì 16 3  LA DOLCE ALA DELLA GIOVINEZZA(fino al 21/11)

Teatro della Pergola (FI) ing. da €13

3  DANTE - IL POETA ETERNO

Complesso monumentale di Santa Croce (FI) ing. €9

Mercoledì 17 3  LE RAGAZZE DI SAN FREDIANO DAL ROMANZO DI

VASCO PRATOLINI Teatro Puccini (FI) ing. €20

3  I LOVE LEGO

Museo degli Innocenti (FI) ing. €13

3  SENZA VOCE - LA STORIA DI STREGONI

Spazio Alfieri (FI) ing. €8

Giovedì 18 3  LE RAGAZZE DI SAN FREDIANO

Teatro Puccini (FI) ing. €20

3  LA LETTERA

Teatro Niccolini (FI) ing. €17

3  MASSIMO PERICOLO

Tuscany Hall (FI) ing. €25

3  COSÌ FAN TUTTI! - IL MAGGIO DEI RAGAZZI

Teatro Goldoni (FI) ing. €15

3  RAF - TOZZI

Teatro Verdi (FI) ing. €39

Venerdì 19 3  LORENZO BAGLIONI, CANZONI A TEATRO

(fino al 21/11) Teatro di Rifredi ing. €16

3  MONTE VERITÀ - BACK TO NATURE

Museo Novecento (FI) ing. €9

Sabato 20 3  FESTIVAL DEI POPOLI (fino al 28/11)

Cinema La Compagnia (FI) ing. su prenotazione

3  SOLOPIANO - ELISSO VIRSALADZE

3  JAZZ PRIME

3  COSÌ FAN TUTTI! - IL MAGGIO DEI RAGAZZI

3  DESTINATA GUERRIERA

3  “MONTABBANO SONO!”

3  COUNTIN THE BLUES: DONNE INDOMITE

Teatro della Pergola (FI) ing. da €14,30 Teatro Goldoni (FI) ing. €15

Teatrodante Carlo Monni (FI) ing. da €13,50

3  IL LERCIO LIVE SHOW

Antico Teatro Pagliano (FI) ing. €10

Domenica 21 3  PASSEGGIATE FIORENTINE - MUSEO NAZIONALE

DEL BARGELLO Museo Nazionale del Bargello. (FI) ing. su prenotazione

3  CONLON - ORCHESTRA DELLA TOSCANA

Teatro Verdi (FI) ing. €17

3  MONTABBANO SONO!

Teatrodante Carlo Monni (FI) ing. da €13,50

Lunedì 22 3  ENRICO NIGIOTTI

Teatro Verdi (FI) ing. da €34,50

Martedì 23 3  LE MILLE E UNA BRUNA - ALESSANDRO RICCIO

(fino al 28/11) Teatro di Rifredi ing. €16

3  LA SECONDA SORPRESA DELL’AMORE

(fino al 28/11) Teatro della Pergola (FI) ing. da €13

Mercoledì 24 3  ZUBIN MEHTA/DIE SCHÖPFUNG

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. da €25 Viper Theatre (FI) ing. €43,75 Teatro Goldoni (FI) ing. €15

Giovedì 25

3  FALSTAFF - GIUSEPPE VERDI (fino al 5/12)

3  IL TEATRO DELLE DONNE

3  THE VERY BEST OF JOHN WILLIAMS

3  L’ATTIMO FUGGENTE (fino al 28/11)

3  FUOCO BIANCO SU FUOCO NERO - UN VIAGGIO

3  COSÌ FAN TUTTI! - IL MAGGIO DEI RAGAZZI

Teatro del Maggio Musicale (FI) ing. da €50 Teatro Verdi (FI) ing. da €34,50

NELLA BIBBIA EBRAICA Antico Teatro Pagliano (FI) ing. €17,50

Venerdì 26

3  NOVECENTO

Sala Vanni (FI) ing. €13

3  COSÌ FAN TUTTI! - IL MAGGIO DEI RAGAZZI

Tuscany Hall (FI) ing. da €20

Cango (FI) ing. €10

3  PAN•AMERICAN,

3  A JAZZ SUPREME - ZOE PIA “SHARDANA” 3  GIÒ EVAN

3  PREISTORICO - COMP. VIRGILIO SIENI (fino 28/11)

3  WHY GRAPHIC DESIGN FESTIVAL (fino al 28/11)

Varie location (FI) ing. su prenotazione

3  MICHELE BRAVI “LA GEOGRAFIA DEL BUIO” TOUR

Sala Vanni (FI) ing. €13

Teatro Puccini (FI) ing. €20

3  PASSEGGIATE FIORENTINE - ORTO BOTANICO

3  MOVING STORIES FESTIVAL

Teatro delle arti di Lastra a Signa (FI) ing. €13

3  BOOMERANG, GLI ILLUSIONISTI DELLA DANZA

Teatro studio Mila Pieralli (FI) ing. €14 Teatro Niccolini (FI) ing. €17 Teatro Goldoni (FI) ing. €15

The Student Hotel (FI) ing. libero

Teatro Puccini (FI) ing. €20 Teatro Giotto di Vicchio (FI)

Teatro delle arti di Lastra a Signa (FI) ing. €13 Teatro delle arti di Lastra a Signa (FI) ing. €13

Sabato 27 3  PASSEGGIATE FIORENTINE - GIARDINO BARDINI

Varie location (FI) ing. su prenotazione

3  NOVECENTO

Teatro Puccini (FI) ing. €20

3  FUMETTI E DINTORNI - MERCATINO VINTAGE

Piazza dei Ciompi (FI) ing. libero

3  JAZZ PRIME

Teatro Giotto di Vicchio (FI)

3  ONLY THE BRAVE

UN TALK SULL'EDITORIA INDIPENDENTE The Student Hotel (FI) ing. libero

Domenica 28 3  PASSEGGIATE FIORENTINE - LE RAMPE

Varie location (FI) ing. su prenotazione

3  THE TALLIS SCHOLARS - L’ARTE DEL CANTO

Teatro della Pergola (FI) ing. da €24,20

3  FUMETTI E DINTORNI - MERCATINO VINTAGE

Piazza dei Ciompi (FI) ing. libero

Lunedì 29 3  WHAT DID DAVID LYNCH DO? - PROIEZIONE

DONNIE DARKO Cinema la Compagnia (FI) ing. €6

Martedì 30 3  ELEGANZISSIMA - DRUSILLA FOER

Teatro Puccini (FI) ing. €20

3  COLLETTIVO MINE - ESERCIZI PER UN

MANIFESTO POETICO Cango (FI) ing. €10

3  WOW

CONCERTO FINALE #100voltelungarno PARC (FI) ing. €13



NOVEMBRE DA NON PERDERE FRONT/ON/BACK:STAGE RICHARD BELLIA + ANTONIO VISCIDO 12-24 NOVEMBRE • THE STUDENT HOTEL

Dal 12 al 24 novembre il nuovo spazio espositivo dello Student Hotel in viale Spartaco Lavagnini, ospita una doppia mostra di fotografia che vedrà protagonista Richard Bellia, il leggendario fotografo francese che nell’arco della sua carriera ha catturato tramite il suo obiettivo pionieri iconici come Cure, Nirvana, The Velvet Underground, David Bowie, The Rolling Stones, tra gli altri, e Antonio Viscido, che da qualche anno è diventato punto di riferimento degli scatti live in Italia.

ONLY THE BRAVE UN TALK SULL'EDITORIA INDIPENDENTE @ WHY GRAPHIC DESIGN FESTIVAL 26-28 NOVEMBRE • STUDENT HOTEL

Il WHY Graphic Design Festival si propone di riunire studenti, designer emergenti e professionisti per discutere le loro preoccupazioni, pensieri ed esperienze attraverso conferenze, workshop, presentazioni e mostre che toccano le questioni delle attuali sfide del design. I partecipanti esplorano i nuovi approcci dell'educazione al design, mettono in discussione le tendenze esistenti e guardano come le tendenze globali influenzano la nostra società, dalla trasformazione dei media più vecchi in nuovi alla crescente rinascita del design artigianale.

ANTEPRIMA TOSCANA SENZA VOCE - LA STORIA DI STREGONI 17 NOVEMBRE • CINEMA ALFIERI

La storica sala del Cinema Spazio Alfieri, nel cuore di Firenze, accoglie l'anteprima toscana di “Senza Voce – La storia di Stregoni”, un viaggio emozionante ed avventuroso dentro e fuori i confini di un continente segnato dalla più grande crisi politica dalla nascita dell'Unione. Il film documentario racconta due anni e mezzo del progetto musicale di Johnny Mox e Above the Tree, partito dai centri migranti italiani ed arrivato a suonare con più di 5000 richiedenti asilo in tutta Europa.

CONCERTO – EVENTO FINALE WOW 30 NOVEMBRE • PARC (CASCINE)

Di base a Roma e incentrati sulla partnership creativa tra China Wow e Leo Non, gli WOW scrivono stupende canzoni da anni, assimilando e incarnando lo spirito intransigente del loro quartiere, il Pigneto, l'ipnosi visiva e le luci tremolanti della prima Cinecittà, la purezza sgangherata del rock'n'roll e del punk primitivo e l'innegabile gloria della canzone italiana degli anni '60, dove voci da sogno come Mina e Patty Pravo erano sostenute da una musicalità ultraterrena che poteva far alzare l'ascoltatore con un solo rullo di batteria.

21



PROFONDO VIOLA di Riccardo Morandi e Daniele Pasquini

I

n 100 numeri di Lungarno abbiamo raccontato il meglio dei fatti e della cultura cittadina. Stavolta vogliamo celebrare i momenti peggiori del più popolare degli aggregatori urbani: la Fiorentina. Ecco allora 11 episodi e 11 giocatori: tristi, imbarazzanti o tragici. Perché anche delle cose brutte è bene fare memoria.

MAGLIE IMBARAZZANTI - Presentazione maglia 2012-13. Cambio sponsor tecnico da Lotto a Joma (che ai tempi pareva una marca di latticini): la terza maglia della Fiorentina metà bianca e metà rossa non può essere usata in gare ufficiali. La lezione è che non sempre un fantino del palio di Siena può calciare un pallone in serie A.

BEPPE IACHINI - La riprova che essere perseverante, anche se non particolarmente dotato, può funzionare: del resto anche Damon Hill ha vinto un mondiale di Formula Uno. L’importante è non crederci troppo, perché abbiamo visto la peggiore Fiorentina degli ultimi dieci anni con questo signore, il cui grido “gioca, gioca” è rimasto nei nostri cuori.

BOTTE IN PANCHINA - DELIO ROSSI vs LJIAIC. 2 maggio 2012, una scena degna di Dario Argento. L’allenatore della Fiorentina Delio Rossi prende a cazzotti un calciatore in diretta tv. A ripensarci il problema non era la scazzottata, ma il fatto che la Fiorentina stesse perdendo col Novara.

FIORENTINA – JUVENTUS - Non so se è vero che ciò che non uccide fortifica, ma una cosa del genere lascia un segno indelebile. Dopo lo 0-5 del 2012 non abbiamo parlato per almeno tre giorni. Poco più di un anno dopo, l’incubo sembra ripetersi con la Juve che il 20 Ottobre 2013 va in vantaggio per 2 a 0 al Franchi. Poi nel secondo tempo succede qualcosa che altro che Jacobs nei 100 metri a Tokyo. A Novoli abbiamo visto due pazzi montare uno scaleo in mezzo alla strada con la bandiera viola. #4-2.

COME FAI A NON VINCERE - FIORENTINA - BORUSSIA MONCHENGLADGBACH 2-4. Eravamo allo stadio, avevamo vinto 1 a 0 in Germania, vincevamo 2 a 0 in casa e ne prendiamo 4. Come farsi tamponare da uno quando hai già il paraurti posteriore rotto, godere, e scendendo dalla macchina rigare lo sportello di una Maserati che stava passando. DISCOPATIE EQUIVOCHE - La Fiorentina di Paulo Sousa, lanciata in zone alte della classifica, nel 2016 ingaggia a gennaio un difensore dal nome esotico, Benalouane, affetto da ernia al disco. Che ovviamente non gioca mai, staziona a Firenze ma torna dopo alcuni mesi e qualche puntura di Voltaren a vincere la Premier League in Inghilterra. Misteri dei farmaci. LA NATURA E LO SPORT - Sano e vegeto come nell’orto botanico di Palermo, il simbolo del lockdown e della struttura del Franchi rimane un fico cresciuto rigoglioso in Curva Fiesole. FIORENTINA WOMEN’S - Utilizzate ad uopo spesso per mascherare le partite perse dalla compagine maschile, hanno fomentato migliaia di persone ad avvicinarsi al calcio femminile, abbattendo barriere e pregiudizi. Poi hanno iniziato a perdere anche loro.

CERCI E LA PASSEGGIATA FELINA - Alessio Cerci, il Thierry Henry di Valmontone, venne avvistato in San Frediano con un gatto al guinzaglio. L’episodio finì sui giornali e confermò che l’esterno viola, oltre che antipatico, era pure bizzarro. Cerci smentì. Confermata dai fatti invece l’astuzia mediatica della fidanzata che per farsi ben volere offese a più riprese i tifosi viola sui propri social, facendo il pieno di simpatia. L’ERBA BUONA - Estate 2015, sessione di calciomercato deludente, Mario Suarez e Gilberto non scaldano certo l’ambiente. Ecco allora una conferenza stampa per la presentazione del nuovo investimento: il manto erboso del Franchi. Tifosi in visibilio. CIAO DAVIDE - Il 3 marzo del 2017 il capitano della Fiorentina, Davide Astori, è a Udine in trasferta con la squadra. Il mattino seguente, giorno della partita, non si sveglia. Il dolore per la sua morte fermerà il campionato, ma al cordoglio istituzionale si aggiungerà, di domenica in domenica, il rito dello stadio tutto: da anni, al 13esimo minuto di ogni partita, dedica un tributo al capitano. 23


Brevi Cronache Librarie Racconti Fiorentini con la scusa di un Libro di Carlo Benedetti Per lungo tempo, Firenze è stata divisa in due: Santa Maria Novella e il Duomo da una parte; Piazza Beccaria e Sant’Ambrogio dall’altra. Fra gli amici di vallata, provincia profonda, abituati a scorrazzare in due su motorini truccati fra piccoli paesi ubriachi, ero quello che la conosceva meglio. Le fidanzate all’epoca venivano accompagnate nell’ultimo scompartimento del treno, chiusa la porta, pomiciato per una ventina di minuti, poi passeggiate in giro per il centro. Mi sentivo Indiana Jones. Con mia madre, invece, a Firenze si arrivava in macchina da Via Aretina, parcheggiati in Piazza Alberti, a piedi fino al mercato o dall’omeopata in Borgo Pinti. Non avevo idea di come le due metà combaciassero. Immaginavo che ci fosse una distanza infinita di case, strade, monumenti, a separarle. Firenze era la città: aveva dimensioni e segreti, era immensa. Il centro e piazza Beccaria erano frammenti di una mappa incommensurabile, inconoscibile, forse infinita. Poi conobbi Sara: maglioni lunghi, occhi chiari, zaino Invicta colorato di UniPosca, fiorentina. Recitavamo insieme in un corso di teatro per adolescenti e la sera della prima di una commedia in cui ero Sganarello, dietro le quinte, proprio prima di entrare in scena in un teatrino di quartiere, mi baciò. Fu stretto a lei che attraversai piazza Salvemini per scoprire, a pochi passi, piazza dei Ciompi. – Si toccano – le dissi incredulo – Firenze è così piccola. Lei mi sorrise con aria triste. Forse perché già sapeva tutto.

Elias Canetti La lingua salvata. Storia di una giovinezza Adelphi, 2017 – 13€ 24

COSA È CAMBIATO IN 10 ANNI DI TEATRO di Tommaso Chimenti

D

ieci anni sono passati. Dieci anni di copertine colorate, dieci anni a raccontare cosa succedeva, si muoveva a Firenze, nei dintorni, nelle vie, nelle strade, nella pancia di questa città ancorata al Rinascimento ma con tanta voglia di contemporaneo. Dal punto di vista teatrale molto, tanto è cambiato: tanto per cominciare il Teatro della Pergola è diventato Nazionale con grandi star che circolano attorno, Stefano Accorsi direttore artistico e Pierfrancesco Favino direttore della Scuola di recitazione in Oltrarno. I Krypton hanno lasciato il Teatro Studio di Scandicci dove al momento è parcheggiato il Teatro delle Donne che ha abbandonato il Teatro Manzoni di Calenzano. Il Puccini e il Verdi mantengono salde le loro vocazioni, brillante e politico il primo, musicale il secondo. La Limonaia di Sesto Fiorentino è sempre più concentrata su Intercity, il Monni-Dante di Campi Bisenzio è nelle salde mani di Andrea Bruno Savelli (che ha preso in dotazione anche il Jenco a Viareggio), mentre se il Niccolini è uscito dall’orbita Pergola, proponendo un degno e importante cartellone ideato dall’eterno Roberto Toni, sta per entrare in quella traiettoria il Teatro di Rifredi che a breve dovrebbe passare sotto l’egida del teatro massimo fiorentino. Piccole grandi rivoluzioni. I teatri

però fibrillano per le riaperture finalmente al 100% e le sale dovranno essere piene per festeggiare queste due ultime passate stagioni catastrofiche. Segnaliamo a Rifredi “Il funambolo della luce” (5-6) con il sempre illuminante Ciro Masella stavolta nelle vesti dello scienziato e inventore Nikola Tesla, al Niccolini prima “Amore” (5-8) della compagnia messinese Scimone e Sframeli, due coppie dentro due tombe, e a seguire il sempre commovente “L’attimo fuggente” (25-28) riproposizione teatrale, con Ettore Bassi, del toccante, per chi lo ha visto, e utile, per chi era ancora piccolo, film con il compianto Robin Williams. Tre pezzi interessanti al Puccini con Anna Meacci ne “Le ragazze di San Frediano” (17-18), Eugenio Allegri e il suo cavallo di battaglia “Novecento” (26-27) e Drusilla Foer nel collaudato “Eleganzissima” (30 e 1 dicembre), mentre alla Pergola ecco l’interessantissimo e consigliatissimo progetto di Elio Germano che si cimenta con Pirandello, rivoluzionando con le tecnologie attuali il “Così è (se vi pare)” e trasformandolo in “Così è (o mi pare)” (11-21) con l’uso dei visori a 360 gradi: lo spettatore non sarà semplicemente passivo voyeur ma un attore (non parlante né interagente) dentro la scena al quale tutti i ruoli si riferiranno per un effetto straniante e innovativo di fruire teatro.


PERSONAGGI FIORENTINI di Tommaso Ciuffoletti - illustrazione di Marcho

(È) TUTTO NEI TERMINI di Michele Baldini e Virginia Landi

10 termini per 10 anni Per l’edizione numero 100 di Lungarno volevamo qualcosa di speciale anche per la nostra rubrica. Dopo averci pensato un po’, la scelta finale è stata – come spesso succede – quella più semplice, cioè raccogliere quelli che non solo secondo noi sono i dieci termini più rappresentativi degli ultimi dieci anni. 10x10=100, no? Ci siamo affidati al supporto dei follower della pagina Instagram e Facebook, oltre a quelli personali. Ringraziamo perciò tutti coloro che hanno contribuito a stilare la lista che segue. È il risultato di un breve (quasi istantaneo) ma interessante sondaggio, nel quale oltre alle parole mutuate dall’inglese ce ne sono alcune che hanno acquistato particolare popolarità oppure che hanno cambiato quasi completamente significato. Buona lettura! 1- Resilienza Dopo il salto di qualità con il PNRR, il termine sembra non

avere più limiti di campo. Economia, Salute, Ambiente, persino Arte e Costume. Significato spicciolo: fare di necessità virtù. Morale: o così o pomì.

C

Celestino, Giravoce, Massimiliano

elestino perché nei suoi anni più belli era sempre vestito d’azzurro e celeste: fuseaux metallizzati, piumino e una gran serie di sciarpe e foulard. Azzurro anche il motorino, un Ciao con agganciati borse sacchi e sacchetti. Giravoce perché quando arrivava, s’avvicinava dicendo “Oh! Gira voce”. Che voci girassero non so dire di preciso. Forse erano tante, forse nessuna, forse chissà chi le sentiva. Lui di sicuro sentiva la musica, con le cuffie sempre alle orecchie e il lettore di cassette che poi divenne lettore cd portatile e come ovvio non funzionava mai. Che poi le voci girassero davvero è anche questa cosa da chiarire, ma lui di sicuro girava parecchio. Nei miei ricordi ho fotogrammi di lui alle occupazioni liceali e all’università, per le strade di Gavinana, davanti al Disco Antella, al vecchio CPA quando era ancora alla ex Longinotti e ci trovavi un sacco di gente ganza e strana. Alla fine la vera voce che girava era la sua voce, che diceva che gira voce. Massimiliano il suo vero nome. L’anno scorso s’è pure preso il covid, ma cercando sui gruppi Facebook a lui dedicati ho scoperto che adesso sta meglio. Sono in tanti quelli che scrivono di lui, che postano foto e lasciano commenti. Col suo girare sorridente, Massimiliano è entrato nei ricordi di tanti, senza dover fare niente di clamoroso o eccessivo. Semplicemente essendoci, a modo suo. Col suo celeste e la sua voce che gira. Tra tutti i personaggi fiorentini è senza dubbio tra i più poetici.

2- Percorso Idem con e senza patatine. Se il termine fino a qualche anno

fa aveva solo connotati topografici o quasi, oggi diventa filosofia e multisemìa. Da Temptation Island alla Brexit, tutto è un p.

3- Influencer La svolta: diventare esperti sine ira et studio. Non occorre né

laurea né curriculum biblici per dire la propria e influenzare il giudizio e il gusto altrui. Eppure nessuno, al di là di invidie e luoghi comuni, saprà mai quale sia l’ingrediente segreto per diventare un i. di successo.

4- Sostenibile La catastrofe può essere scongiurata soltanto declinando

questo termine a tutti i settori, compreso quello più inascoltato: quello delle relazioni umane.

5- App Ricordo ancora quando noi “quasi boomer” scrivevamo questo ter-

mine seguito da un punto sull’agenda (cartacea). Allora stava per “appuntamento”, accanto c’era di solito un cognome o un mestiere e una data. Oggi... che ve lo dico a fare?

6- Apericena Da Wikipedia: “L’apericena è una parola macedonia nata

dalla fusione tra aperitivo e cena”. Tutti noi sappiamo che è molto più di una macedonia, di uno stuzzichino, di un alcolico bevuto in compagnia. Negli ultimi 10 anni il neologismo simboleggia buffet all-you-caneat, banchetti natalizi, l’incipit di grandi serate.

7- Instagram Descrivere Instagram oggi è quasi impossibile. Una vetrina

che mixa immagini e video su chi siamo e chi vorremmo essere. Storie di hashtag, di relazioni che iniziano e finiscono (per i profili di coppia c’è Facebook), di tormentoni estivi, di caption discutibili, di foto con filtri, di colori innaturali. Instagram, una storia di stories.

8- Spoiler/Spoilerare La parola spoiler è conosciuta principalmente per

essere l’attività di anticipazione della trama di un libro, film o serie tv. Lo spoileraggio ha acquisito nel tempo le vesti di uno scherzo esilarante e alcuni lo adottano consapevolmente senza preoccuparsi delle conseguenze. E tutto questo non è ancora perseguibile penalmente.

9- Netflix Ma davvero prima aspettavamo una settimana per guardarci

l’episodio successivo della nostra serie tv? E la sera ci guardavamo quello che proponeva la programmazione tv? Ma soprattutto è nato prima Netflix o lo spoiler? (Ahimè lo spoiler)

10- Bio Che stia per biologico o per biography il termine Bio resta tra

quelli più inflazionati dell’ultimo decennio. L’approccio green, il rispetto dell’ambiente e della natura, di quello che facciamo nella vita solo per inserirlo in una descrizione… 25


CITTÀ IN MUSICA di Giulia Focardi - foto di Riccardo Ghilardi

UN NOVEMBRE CARICO DI MUSICA

S

i torna alla capienza delle platee al 100%, si torna a scommettere sul futuro dello spettacolo dal vivo proprio da questo autunno. E, come sempre, Firenze non si tira indietro e offre anche in questo novembre un calendario intenso di concerti di ogni genere. Impossibile annoiarsi, quindi, anche nel mese centrale dell’autunno. Cominciamo dai concerti jazz, tanti, diversi tra loro, organizzati da Music in collaborazione con Teatro Puccini, Associazione I-Jazz, e Musicus Concentus con la nuova edizione di A Jazz Supreme: sabato 6 novembre 2021, ore 21.30, al Teatro Puccini andrà in scena un doppio set di alto livello con O.N.J.G.T - Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti diretta da Maestro Paolo Damiani, preceduto dal quartetto di Sophia Tomelleri, giovane sassofonista, vincitrice del Premio Internazionale Massimo Urbani 2020.

Il giorno successivo, 7 novembre, sempre al Puccini torna a gran richiesta Tosca, con il suo “Morazeba”, l’album per cui nel 2020 ha ottenuto due Targhe Tenco, miglior interprete di canzoni e migliore canzone con “Ho amato tutto”. Il 19 novembre, alla Sala Vanni, sarà la volta di un’altra grande interprete femminile: Zoe Pia, con il suo progetto “Shardana”, un coraggioso innesto di linguaggi, repertori e suoni a cavallo tra il jazz di oggi, l’improvvisazione e l’etnia. Il nostro calendario di concerti mensili però si dilata a dismisura tra Teatro Verdi, Nelson Mandela Forum, Tuscany Hall e Viper Theatre: segnaliamo, infatti, al Teatro Verdi Carmen Consoli con il suo

“Volero fare la rosckstar” tour (8 novembre), Raf e Umberto Tozzi (18 novembre) ed Enrico Nigiotti (22 novembre); Elodie che animerà il Viper la sera del 9 novembre, seguita da Michele Bravi (24 novembre); Mahmood il 16 novembre sul palco del Tuscany; i Negramaro e Brunori Sas, al Mandela Forum, rispettivamente 16 e 25 novembre. Da ricordare, per gli amanti del genere, al Teatro Verdi (19 novembre) il concerto/spettacolo prodotto da Daniel Simon e diretto da Matthias G. Kendliger, con la K&K Philharmonic, che per la prima volta in Italia porterà il repertorio del celebre compositore di colonne sonore John Williams.

minimondo testo e foto di Susanna Stigler

Fine cura mai Bramare il cielo oltre le nuvole (Non diluire) 43.780604°N 11.258952°E

26


AMORAZZI

~ QUASI UNA POSTA DEL CUORE ~ a cura di Francesca Corpaci - illustrazione di Costanza Ciattini

Me, you and Mark Caltagirone Amorazzi cara, conosci la storia di Pamela Prati e del suo marito immaginario? Hai presente quei ciarlatani che abbracciano con troppa convinzione le proprie menzogne, al punto da iniziare a crederci e diventarne vittima essi stessi? Eccomi, sono un personaggio di questa storia, un grande complotto o forse solo l’ultima frontiera dell’illusione amorosa. Negli anni passati ho fatto sesso con tre amiche. Intendo dire, amiche mie e amiche tra loro. Sesso corredato da implicazioni ogni volta diverse, ma null’altro che sesso: tenero, divertito, sorvegliatissimo sesso. Nessuno ha mai rotto il giochino. Col tempo ognuno dei partecipanti ha appreso della presenza dell’altro. Circa due anni fa una delle tre amiche, ormai fidanzata, mi svela di essere innamorata di me, di esserlo sempre stata. Segue siparietto piccante. Pochi mesi fa, alle soglie del matrimonio, la suddetta, che chiameremo X, mi comunica che il suo futuro sposo avrebbe ricevuto un messaggio anonimo in cui qualcuno si sarebbe preso la briga di sputtanarci. Il matrimonio salta, anzi no, slitta. Si dà il caso che al corrente del siparietto piccante e più in generale del nostalgico ritorno di fiamma di X siano anche Y e Z, amiche per la pelle, le altre mie ex amanti. X sospetta Y di essere l’autrice del messaggio, e obbliga Z a coalizzarsi con lei. Crisi missilistica e silenzio. Nel frattempo io, ago della bilancia, ho una relazione sentimentale da tenere in piedi con un’ulteriore persona che nulla sa di questo torbido passato in cui, nonostante il fascino sinistro esercitato dal luogo del delitto, non ho alcuna voglia di rituffarmi. Sottotrama: il messaggio anonimo sarebbe giunto da un profilo fake il cui moniker ricorderebbe il nome di un pittore svizzero. Sia X che Y hanno vissuto e tuttora vivono, come dire, a non troppa distanza dai luoghi evocati dal pittore. Prima che la storia deragli completamente dico la mia: credo che lo sposo si sia inventato tutto, e che X non abbia saputo o voluto riconoscerlo. Perché mai, mi chiederai tu, cara amorazzi. Ti giro la domanda. Quanto in alto dobbiamo volare? Dear Mark Caltagirone, devi sapere che qualche mese fa il mio telefono ha squillato nel cuore della notte. Era il direttore di Lungarno. “Pronto? Che cazzo succede?” “Ciao Amorazzi, non dirmi che stavi dormendo”. “Diosanto, ma che ore sono? È morto qualcuno? Ha preso fuoco la redazione?” “Amorazzi non fare scene. A proposito, abbiamo deciso di raddoppiarti le battute. Dal prossimo numero sei a tutta pagina”. “Ah ok, fantastico, mi raddoppiate anche lo stipendio?”. Ma a quel punto aveva già riattaccato. Nei giorni successivi mi sono domandata spesso che diavolo ci avrei fatto con tutto questo spazio. Ho veramente così tanto da dire? Tedierò la gente fino alla morte? C’è chi verrà a cercarmi a casa per vendicarsi? Sarò licenziata, creperò di fame? Insomma baby, non ti nego che stavo parecchio in crisi. Poi sei arrivato tu e di colpo ho capito. Ecco il fine ultimo di queste benedette 4000 battute: poter

finalmente pubblicare senza tagli storie pazzissime tipo la tua. Grazie, ora le cose hanno di nuovo un senso. Ma bando agli indugi e andiamo al sodo. Tenderei anch’io a sospettare che lo sposo si sia inventato tutto per coprire uno sgamo non troppo ortodosso (vedi: si è fatto un giro sul telefono o sulle mail di lei e non ha alcuna intenzione di confessarlo), tuttavia poco importa. Quello che mi pare centrale, caro il mio amorazzo, è che en passant parli di una relazione che stai portando avanti con una persona ignara di questo variopinto e intricato teatrino. Mi pare che i segreti ti piacciano un bel po’, ma vista la situazione da telenovela messicana in cui sguazzi ti do un consiglio: prima che anche tu venga sputtanato da voci di corridoio o messaggi anonimi fai quello che nessuno nel tuo racconto ha mai osato fare. Prenditi due responsabilità in croce e racconta tutto all tu compagn

Affidate dubbi, dilemmi e inconfessabili segreti in forma 100% anonima a: tellonym.me/amorazzi. Ogni mese il vostro amichevole amorazzo di quartiere risponderà in questo spazio. 27


F RAST UON I di Gabriele Giustini

U

na lista dei 100 dischi, uno per ogni numero di Lungarno, che hanno plasmato FRASTUONI. 100 dischi che spiegano il perché, in questi anni, abbiamo scritto di determinati lavori. Non la lista definitiva – anche perché stanno rimanendo fuori altre centinaia di titoli – ma una manciata di titoli del cuore, consumati, a cui vogliamo bene, che hanno formato i nostri gusti e che hanno innescato un effetto domino verso altri infiniti ascolti. Se anche riuscissimo a farvi affezionare ad uno soltanto di questi album, ne usciremmo già vincitori. 13TH FLOOR ELEVATORS - The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators 90 DAY MEN - To Everybody AIR - Moon Safari ALICE IN CHAINS - Dirt ARAB STRAP - Monday at the Hug & Pint ARCADE FIRE - Funeral BELLE AND SEBASTIAN - The Boy with the Arab Strap BEVIS FROND - Tryptich BLACK HEART PROCESSION - Amore del Tropico BLONDE REDHEAD - In an Expression of the Inexpressible BLUR - Parklife CALLA - Scavengers CAN - Tago Mago CODEINE - Frigid Stars CSN&Y - 4 Way Street DAVID BOWIE - The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars DEUS - Worst Case Scenario DINOSAUR JR. - You’re Living All Over Me DOORS - The Doors DREAM SYNDICATE - The Days of Wine and Roses EELS - Beautiful Freak ELLIOTT SMITH - Either/Or ENNIO MORRICONE - Il buono, il brutto, il cattivo FRANCO BATTIATO - La voce del padrone FUGAZI - Repeater GEORGE HARRISON - All Things Must Pass GOMEZ - Bring it On GRANDADDY - The Sophtware Slump GUIDED BY VOICES - Bee Thousand HUSKER DU - Warehouse: Songs and Stories IRON & WINE - Our Endless Numbered Days JEFF BUCKLEY - Grace JESUS AND MARY CHAIN - Psychocandy JESUS LIZARD - Goat JOHN CARPENTER - Fuga da New York JOHNNY CASH - American IV: The Man Comes Around JUNE OF 44 - Four Great Points KINKS - Kinda Kinks KRAFTWERK - Autobahn KYUSS - Blues for the Red Sun LED ZEPPELIN - IV LOW - Things We Lost in Fire LUCIO BATTISTI - Anima latina MAD RIVER - Mad River

28

MAD SEASON - Above MAGNETIC FIELDS - 69 MARVING GAYE - What’s Going On MASSIVE ATTACK - Blue Lines MERCURY REV - Yerself is Steam MINUTEMEN - Double Nickels on the Dime MOGWAI - Young Team MOTORPSYCHO - Demon Box MUDHONEY - Superfuzz Bigmuff MY BLOODY VALENTINE - Loveless NEIL YOUNG - After the Gold Rush NEUROSIS - Through Silver in Blood NEUTRAL MILK HOTEL - In the Aeroplane Over the Sea NICK CAVE - From Her to Eternity NICK DRAKE - Bryter Later NIRVANA - Nevermind OKKERVIL RIVER - Black Sheep Boy PAVEMENT - Slanted and Enchanted PEARL JAM - No Code PINK FLOYD - The Piper at the Gates of Dawn PJ HARVEY - To Bring You My Love PORTISHEAD - Dummy RADIOHEAD - Ok Computer RAMONES - Ramones RED HOUSE PAINTERS - Red House Painters [Roller-Coaster] SEBADOH - III SEX PISTOLS - Never Mind the Bollocks SHELLAC - At Action Park SLEATER KINNEY - Dig Me Out SLINT - Spiderland SONIC YOUTH - Sister SOUNDGARDEN - Badmotorfinger SPARKLEHORSE - Good Morning Spider SUNNY DAY REAL ESTATE - Diary TALKING HEADS - Remain in Light TEENAGE FANCLUB - Bandwagonesque THE AFGHAN WHIGS - Congregation THE BEACH BOYS - Pet Sounds THE BEATLES - Revolver THE BETA BAND - The Three EP’s THE CLASH - London Calling THE CURE - Three Imaginary Boys THE FLAMING LIPS - The Soft Bullettin THE LEMONHEADS - It’s a Shame About Ray THE MAKE UP - Destination: Love - Live! at Cold Rice THE PASTELS - Mobile Safari THE ROLLING STONES - Exile on Main Street


THE SHINS - Chutes Too Narrow THE SMITHS - The Queen is Dead THE VASELINES - Son of a Gun THE VELVET UNDERGROUND - The Velvet Underground THE WHO - Who’s Next TIM BUCKLEY - Goodby and Hello TORTOISE - TNT WILCO - Yankee Hotel Foxtrot YO LA TENGO - I Can Hear the Heart Beatings as One

FRASTUONI SU SPOTIFY

La playlist di Frastuoni è su Spotify. Aggiornata settimanalmente, contiene una selezione dei migliori brani sia italiani che internazionali, in linea con i gusti della rubrica. Scansiona il QR code per accedere direttamente e segui la pagina Facebook di Lungarno per rimanere aggiornato. Per reclami, segnalazioni e pacche sulle spalle, scrivi a frastuoni@lungarnofirenze.it.

NUVOLE ALLE MURATE di Valentina Messina

I

n meteorologia sono minute particelle di vapore acqueo condensato e sospese nell’atmosfera, nel paradigma tecnologico sono quanto di più utile riesca a contenere tutti i nostri file e nell’ideale romantico sono l’ossessione storica di pittori e poeti. Parliamo di oggetti intangibili quanto di culto, matrici di immagini fantastiche. Parliamo di nuvole. Ed è proprio De-clouding, il titolo della mostra di opere inedite dell’artista Giulio Saverio Rossi pensata per lo spazio del piano terra di MAD: Murate Art District. La mostra, visitabile fino al 20 novembre, nasce a partire da Nuova scuola delle nuvole e della nebbia, un lavoro realizzato durante la residenza presso il Sichuan Fine Arts Institute (Chongqing, Cina, 2019) dove, assieme a un gruppo di otto giovani artisti cinesi, l’artista ha elaborato una rievocazione di una pubblicazione ideata ma mai pubblicata di J.W. Goethe dedicata alla forma delle nuvole, creando una collezione di quaranta disegni realizzati da diversi luoghi di Chongqing, meglio nota come la “città della nebbia”, che non conosce le nuvole ma un grigio uniforme. “Mi hanno detto più volte che a Chongqing non ci sono nuvole. Il che è abbastanza vero. Non ci sono le nuvole europee, gonfie e trionfanti, e neppure quelle dei santi: ci sono delle nuvole senza contorni, un agglomerato in cui generalmente non è possibile distinguere fra nuvole e nebbia, del resto “città della nebbia” era uno dei nomi di Chongqing – spiega Giulio Saverio Rossi. L’idea di compiere qui la pubblicazione di Goethe non ha, e non richiede, una spiegazione razionale, si tratta di un’idea che ritorna dopo due secoli e, nel suo tornare, si distorce necessariamente lungo il viaggio, diventa qualcosa d’altro e riaffiora in un mondo che è “qualcosa d’altro”. Una Cina che si trova al centro di una grande crisi e del conseguente necessario ripensamento di quello che è il suo rapporto millenario con la natura, del quale il genere del paesaggio non può che costituire la cartina di tornasole, come luogo in cui emergono realtà e intenzionalità”. L’esposizione – che fa parte di China Project, progetto di scambio di residenze d’artista attivato da MAD con l’Accademia di Belle Arti di Sichuan in collaborazione con Zhong Art International – è stata pensata e realizzata nei suoi contenuti dall’artista negli ultimi mesi del 2019, poco prima che esplodesse la pandemia da Covid 19. Nell’allestimento al MAD, sulle pareti vi sono una serie di dipinti ad olio da cui la mostra prende il titolo. Si tratta di immagini di nuvole estratte da tutorial su Youtube in cui dei programmatori spiegano il procedimento con cui rimuovere, tramite algoritmo, le nuvole dalle vedute satellitari: de-clouding, appunto. Accostando dunque immaginari romantici e tecnologici “l’artista mette in gioco un dispositivo concettuale che accoglie le marcature nere utilizzate nella pratica fotografica satellitare del de-clouding, lasciando emergere la delicata poesia dell’elemento naturale come una straordinaria intrusione capace di bellezza - come spiega in una nota Valentina Gensini, direttore artistico di MAD Murate Art District. Info: visitabile dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 19.30. L’ingresso è gratuito. Per accedere agli spazi della mostra è necessario esibire il Green Pass. 29


ANNUNCI BESTIALI di Raffaella Galamini Abbiamo imparato ad apprezzare ancora di più la loro fedeltà, il loro attaccamento durante il periodo del lockdown. Costretti in casa h24 abbiamo cominciato a capire un po’ di più la loro psicologia e abbiamo cementato il rapporto con loro. I nostri cani, i nostri gatti sono stati ancor più fedeli compagni in quel difficile momento. Per chi ha un animale domestico questa pagina mensile vuole essere un punto di riferimento per apprendere attraverso i consigli di educatori cinofili come instaurare un corretto rapporto e capirne esigenze e richieste. Per chi invece vorrebbe adottare ma ogni volta trova una scusa e rimanda Lungarno offre un’occasione di stimolo e di riflessione e magari spinge al grande passo di aprire il cuore a un animale in difficoltà. Raccontando di volta in volta storie spesso anche difficili, in attesa del lieto fine da copione o, qualche volta, già concluse nel migliore dei modi. Con l’adozione e l’ingresso in una casa per cominciare una nuova vita.

LILLY

LUCREZIA

Lilly ha tre anni, è una meticcia di taglia media abbondante. È una cagnolona in cerca di riscatto, una rinuncia di proprietà e il suo passato, come raccontano le volontarie, è tutto da dimenticare. I suoi primi anni li ha trascorsi in casa, attraversando difficili momenti in famiglia, fino a quando non è arrivata in canile. In questo periodo Lilly ha sofferto e ora è provata e delusa dalla sua vecchia famiglia. Le volontarie pensano che per ritrovare la serenità dovrebbe fare delle esperienze. All’inizio è un po’ diffidente con le persone ma con pazienza e del tempo da vivere insieme si affida e si fa amare per la cagnolona dolcissima che è. Al momento non va d’accordo con gli altri cani, ma solo perché non ha avuto modo di socializzare e giocare con loro. Non si conosce il suo atteggiamento verso i gatti: la loro presenza è quindi da valutare. Ha da poco imparato ad andare al guinzaglio e adora uscire in passeggiata. Si trova al canile rifugio dell’associazione Una a Poggibonsi. Per info: 3314845259 o 3338029611.

Lucrezia è una micetta sfumata, di vari colori. Era stata prenotata e, come raccontano le volontarie, dovevano venire a prenderla. L’attesa per la sua famiglia è durata giorni e giorni ma alla fine nessuno si è presentato per portarla finalmente a casa. Il gruppo Diamoci una zampa: adozione gattini Mugello/Firenze ha quindi lanciato un nuovo appello per l’adozione di Lucrezia nella speranza di trovare per lei una famiglia formata da persone amorevoli e che le possa dare l’amore e le coccole che merita. La gattina multicolore è stata sverminata, spulciata e vaccinata. Mamma felv e fiv negativa. Le volontarie chiedono un colloquio conoscitivo prima dell’adozione. Tra le condizioni richieste appartamento o casa con giardino in sicurezza: quindi niente accesso a strade dove c’è il transito di automobili. Lucrezia ad oggi è in stallo in un appartamento con altri mici in provincia di Firenze. Per chi fosse interessato può mandare un messaggio whatsapp con breve presentazione e sarà ricontattato: 349 6520080 o 349 0916526.

I CONSIGLI DELL'ESPERTO di Marta Magrini, educatrice cinofila – Centro Cinofilo Cane Sapiens

U

n problema ricorrente per chi ha un cane è che tira al guinzaglio. Le ragioni sono molteplici. Se il fenomeno si verifica saltuariamente potrebbe dipendere dal fatto che l’animale si è spaventato, magari per un rumore, e quindi cerca di allontanarsi dalla fonte che provoca fastidio o meglio ancora di rientrare a casa. Un’altra possibile ragione è che il cane è troppo eccitato: magari è stato troppo tempo a casa, fermo, e ha voglia di uscire o siamo stati anche noi ad eccitarlo con le nostre parole.

30

O ancora l’ambiente è troppo stimolante e non riesce a stare fermo. Qualsiasi sia la motivazione per prima cosa bisogna lavorare sulla calma e la tranquillità del cane e il mio consiglio è sempre di rivolgersi ad un educatore, soprattutto se il problema è ricorrente, per cercare di individuare le motivazioni profonde. È possibile intervenire su questo comportamento del cane ma è fondamentale rivolgersi a persone esperte per capire cosa c’è dietro a determinati comportamenti.


LO ZIGOZAGO

storie e tradizioni Comari sull'Uscio

I Danti del Cento

700 e due volte 100. 700 come gli anni che separano questo 2021 dalla morte del Sommo Poeta. 100 come le uscite di Lungarno e come i cosiddetti “Danti del cento”. Anche il “ghibellin fuggiasco”, studioso dei numeri e dei loro echi esoterici, avrebbe apprezzato queste imponenti cifre tonde che si intrecciano in una storia lontana. Con il termine “Danti del Cento” si indica una ricca serie di manoscritti della Divina Commedia realizzata nel XIV secolo a Firenze e per lungo tempo considerata opera di un unico copista. Si legge infatti nella cinquecentesca leggenda del Borghini che “si conta d’uno che con cento Danti ch’egli scrisse, maritò non so quante sue figliuole; e di questo se ne trova ancora qualcuno, che si chiamano 'di quei del cento'”. Il copista avrebbe quindi realizzato cento codici del poema dantesco per creare la dote delle figlie da maritare. Se si tiene conto che la media giornaliera per un professionista della scrittura andava dalle 4 alle 6 pagine, è evidente quanto questa rientrasse a buon diritto tra le imprese titaniche degne di memoria! Gli studi effettuati sui 62 esemplari pervenutici hanno però dimostrato che quella del Borghini è versione un po’ romanzata della realtà. I “Danti del Cento” non sono frutto del sudore di un padre indaffarato a sistemare le giovani figlie. A realizzarli sono stati Ser Nardo da Barberino e circa altri ventinove copisti che, con un metodo potremmo dire “seriale”, hanno dato vita a quella che risulta oggi essere la più importante testimonianza storica, testuale e codicologica della Divina Commedia. Tutta una questione di numeri questo ZigoZago! Ai quali potremmo aggiungere i 10 anni dalla nascita di Lungarno e le date della mostra “Dante e il suo tempo nelle biblioteche fiorentine”, che dal 24 settembre 2021 al 14 gennaio 2022 guiderà i visitatori alla scoperta di una parte del patrimonio librario custodito tra la Biblioteca Medicea Laurenziana, la Biblioteca Nazionale Centrale e la Biblioteca Riccardiana.

L’ORTO SAN FREDIANO E L’ALBERGO IN VIA DELLA SCALA di Raffaella Galamini

N

el cuore dell’Oltrarno si nasconde la prima garden kitchen fiorentina. Il progetto, da un’idea della chef Enrica Della Martira, si chiama Orto San Frediano ed è stato realizzato nel Giardino Torrini, area verde di 3.500 metri quadrati, che fino agli anni Ottanta è stato sede di un importante vivaio di proprietà della famiglia. Orto San Frediano è uno spazio in via Pisana di nuova concezione e ruota intorno all’orto-giardino, disegnato e allestito dal vivaista Paolo Mati (Mati 1909). In cucina, la chef Della Martira mette a frutto esperienza, professionalità e creatività in piatti che esaltano la freschezza dei vegetali a chilometro zero. Le antiche serre sono state trasformate dall’architetto Tommaso Villa (Art of Building) in luoghi di convivialità easy chic. All’interno dell’Orto San Frediano sono organizzate lezioni individuali e di gruppo per una reale “garden to table experience”. Vengono organizzati anche pri-

vate dining ed eventi corporate e istituzionali con menu cuciti su misura. A questa offerta si aggiungono i servizi di catering e di delivery. In via della Scala ha aperto i battenti un nuovo 5 stelle: Dimora Palanca frutto della visione dell’architetto e interior designer Stefano Viviani. Una villa edificata tra il 1865 e il 1871 dalla famiglia Palanca è oggi un albergo di lusso con 18 camere dove tengono banco gli affreschi dei soffitti, gli stucchi, il tipico pavimento in pavé, le colonne al primo piano, il marmo delle scalinate e il ferro battuto dei corrimano. Quattro delle camere sono state allestite nella caratteristica serra. Da segnalare il giardino dove rilassarsi sulle chaise longue e la vecchia cucina trasformata nel ristorante gourmet Mimesi. Nuovo negozio di Graziella Braccialini in via dei Calzaiuoli. L’azienda, nata dall’unione di Braccialini, realtà fiorentina legata alla pelletteria, e l’aretina Graziella, attiva nel settore dell’oreficeria, propone le collezioni di borse e bijoux in un negozio che si sviluppa su due piani per un totale di 200 metri quadrati.

In Oltrarno la prima garden kitchen

31


PALATI FINI testo e illustrazione di Marta Staulo

Funfetti Cake

U

no dei primi traumi che lo straniero giunto dalle lande del Sud affronta in terra d’Arno è quello del vedersi presentare il conto della cena di compleanno a cui è stato invitato e per la quale ha anche acquistato un regalo. Le spiegazioni che gli oriundi declameranno a giustificare codesta (barbarica) usanza sono svariate. Sosterranno che la cena è un pretesto per stare insieme, che l’atto del festeggiare il vecchiardo sta nel non fargli sborsare una lira, etc etc, seppur nessuna delle quali riuscirà a farvi capacitare, voi che a fine festa strapagata mandavate via l’invitato con la bomboniera/doggy bag atta a sfamare la sua intera famiglia per le prossime generazioni. Con l’esclusione di rari casi, il festeggiato fiorentino vi inviterà in pizzeria, spesso fuori dal centro, al fine di evitare, nel giorno del suo anniversario del distacco non consensuale dal cordone ombelicale, di avere al posto dei meritati auguri le bestemmie di rito per parcheggi/ztl/chipiunehapiunemetta. Nella pizzeria non napoletana fuori dal centro, da 13 euro a pizza ben biscottata e sottile sottile proprio come la tua voglia di trovarti in quel luogo, a fine pasto brinderai con un Asti Cinzano, farai quel casino sufficiente abbastanza a far maledire te e tutta la tua ciurma dai restanti commensali, e sarai fortunato se qualcuno si sarà ricordato di portare una candelina al festeggiato, che potrà spegnere sul cocco gelato di Antica Gelateria del Corso scansando la piastrina in cioccolato. Il dolce con le candeline sarà solo un’emoticon nei 56 auguri che gli faranno sul diario Facebook. Però, in casi ancora più rari, c’è gente che invece porterà in regalo una torta fatta a casa, dopo aver sfidato hccp, cucine gluten free, invitati intolleranti e packaging traballanti, solo affinché lui, il festeggiato fiorentino, possa soffiare in meno di un secondo il suo enne giro di 360’ intorno al Sole sul frutto di un’intera giornata di epiche fatiche culinarie, pur sempre prima di pagare la sua parte di conto.

SPIRITO LIQUIDO di Andrea Bertelli

100 di questi Old fashioned

L’

Old fashioned da sempre lubrificante di interazioni sociali. Il “Re”, come è stato soprannominato, fa parte dei cocktail propriamente detti, in quanto la sua ricetta segue la struttura di questa famiglia di drink. Gli ingredienti per quest’opera d’arte che vide la luce alla fine dell’Ottocento, tra i saloon e le frontiere di un polveroso West sono: - una zolletta di zucchero - Angostura bitter 8 q.b. - 1 splash di acqua - twist di Arancia - 50ml di Bourbon o Rye Whiskey Oggi giorno la ricetta è leggermente più raffinata di allora, ma l’Old Fashioned rimane un cocktail rude, schietto e diretto. Per prepararlo appoggiate un tovagliolo di carta sopra al bicchiere e appoggiateci sopra la zolletta di zucchero. Bagnatela con l’angostura, non preoccupatevi, quella in eccesso sarà assorbita dal tovagliolo. Rovesciate la zolletta nel bicchiere, aggiungete un filo di acqua-soda per scioglierlo, infine aggiungete il ghiaccio. Lasciate scivolare il whisky e mescolate con dolcezza, facendo attenzione a non diluirlo troppo. Prima di servirlo eseguite un twist con una scorza d’arancia sulla superficie del bicchiere. Fette d’arancia, ciliegine o altri garnish sono opzionali e spesso non graditi dai più burberi. La scelta del whiskey è fondamentale: se siete amanti dei gusti più morbidi, sceglierete un bourbon, che con i suoi sentori di caramello e vaniglia, vada a smorzare l’amaro e l’aromaticità dell’angostura. Al contrario un Rye orienterebbe il vostro cocktail su un gusto più deciso ed austero. Se invece volete farlo strano, potete usare uno scotch, per dare al drink una punta di affumicato o salmastro. Evviva!

32


O ROSC OP O di Lulaida - illustrazioni di Francesca Arfilli

ARIETE (21 Marzo-19 Aprile)

BILANCIA (23 Settembre-22 Ottobre)

Novembre! Che pace questo mese in cui le giornate sono cortissime e il buio della sera arriva presto. Siete felici in questo momento, anche se un po’ pigri e svogliati. Se vi invitano fuori, spesso declinate l’offerta. Adesso però poco vi importa di essere protagonisti ad ogni costo, abbiate pazienza, passerà anche questo. Supereroe: Batman.

Quando penso alla praticità penso a voi: sempre in perfetto equilibrio, sicurissimi delle cose di cui siete sicuri, mai un dubbio, mai un momento di incertezza. Che noia però. Forse potreste far intravedere che anche voi avete dei punti deboli tenendo ben presente che le fragilità fanno parte di ogni essere umano, imperfetto, come lo siete voi. Supereroe: Iron Man.

TORO (20 Aprile-20 Maggio)

SCORPIONE (23 Ottobre-21 Novembre)

Ma quanto siete arrabbiati da uno a dieci? Quanto ve la prendete per cose così ininfluenti? Non imparate mai dal passato: prendervela non servirà a niente, ma soprattutto non riuscirete ad ottenere quello che volete, anzi perderete per strada qualcosa. Il mio consiglio è cercare di prendere le cose con più filosofia perché il prossimo anno ne avrete bisogno. Supereroe: Hulk.

Il mese del vostro compleanno non si apre benissimo, ma lo sapete perfettamente, del resto non amate i festeggiamenti, tanto meno quelli che vi riguardano in prima persona. Suggerimento? Io mi concederei anche una pausa da questa continua battaglia con voi stessi e una volta deposte le armi, festeggerei, che ogni tanto qualche bella sorpresa arriva. Supereroe: Capitan America.

GEMELLI (21 Maggio-20 Giugno)

SAGITTARIO (22 Novembre- 21 Dicembre)

Finalmente avete raggiunto il così detto Nirvana, svolazzate tra i problemi come mai avete fatto prima d’ora. Siete imperturbabili, forse un po’ troppo. Ricordatevi che spesso le cose migliori hanno le sfumature e non necessariamente sono negative. Detto questo, so che tanto non mi ascolterete e farete come sempre, avanti per la vostra strada. Supereroe: Uomo Ragno.

La vostra intelligenza raffinata è nota, ma attenti a non esporvi troppo in questo mese. Agite in modo che pochi vi notino, lo dico per il vostro bene, spesso stare nelle retrovie è più redditizio. Però al di là di questo, si può tranquillamente dire che novembre si svolgerà senza troppi scombussolamenti. Passerà e neppure ve ne accorgerete. Supereroe: Mr. Fantastic.

CANCRO (21 Giugno-22 Luglio)

CAPRICORNO (22 Dicembre-19 Gennaio)

A voi la pioggia non spaventa, avete l’ombrello e siete certi che non vi bagnerete, anzi forse sì, solo un po’ i piedi. Del resto vi sentite forti e saldi e quella strana malinconia tipica della vostra indole, in questo periodo sembra essere svanita. Bravi, l’ottimismo entra prepotentemente nelle vostre giornate e ne siete proprio felici. Supereroe: La Cosa.

Siete in una fase della vita in cui la vostra ipocondria si fa sentire prepotentemente. Non potete neppure passare vicino ad una farmacia, appena lo fate avvertite l’irrefrenabile impulso ad entrare, anche se state benissimo. Cari Capricorno le stelle invece sono dalla vostra parte, se solo aveste un po’ più di fiducia. Supereroe: Doctor Strange.

LEONE (23 Luglio-23 Agosto)

ACQUARIO (20 Gennaio-19 Febbraio)

Non c’è gara con voi leoncini: volete averla vinta sempre, costi quel che costi. Non importa se per strada dovrete lasciar morti e feriti, non importa se dovrete disconoscere parenti e amici: siete sul piede di guerra per ottenere ciò che desiderate anche imbrogliando. Ho una dritta per voi, ci riuscirete! Supereroe: La Donna Invisibile.

Siete docili e serafici, pazienti e calmi quanto basta. Novembre non è il vostro mese preferito; nonostante ciò, vi sentite comunque pervasi di leggerezza, dote a voi molto cara. Tenete però conto che la fine dell’anno sarà movimentata, perciò riposatevi a dovere adesso e spiccherete presto il volo. Supereroe: Falcon.

VERGINE (24 Agosto-22 Settembre)

PESCI (20 Febbraio-20 Marzo)

Vi lamentate, chiedete consiglio e poi fate sistematicamente l’opposto. Questo vostro comportamento inizia ad infastidire chi vi sta vicino, soprattutto per le continue lamentele un po’ inutili e soffocanti. Avete considerato di ritirarvi lontano dalla folla? Giusto per far riprendere fiato ai poveri malcapitati che in novembre hanno la fortuna di esservi vicino. Supereroe: Wolverine.

La pioggia vi intristisce e avete ragione. Voi amanti indiscussi del sole e del mare, tra le quattro mura di casa, mentre fuori c’è la tempesta proprio non riuscite a vedervi: non preoccupatevi, avete mille risorse e infinite possibilità di trovare il sole anche dove siete. Anche se forse in questo momento arriverà un invito in un posto più caldo. Supereroe: Wonder Woman. 33




100 numeri 100 mesi insieme

Segui

#100voltelungarno e scopri tutti gli eventi