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64째 anno - n.11 dicembre 2012

Periodico di Coldiretti Piacenza

Ringraziamento 2012

Un'antica corte rurale presentata alla Giornata Provinciale del Ringraziamento a Cortemaggiore


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Cortemaggiore: Ringraziamento 2012

il Vino Oltre la Crisi

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i candidati alla guida di Giovani Impresa Piacenza

Editoriale: Wine Kit............................................................................... 5 Nel ricordo di Paolo VI........................................................................... 8 CEI: "Via a politiche per favorire il ritorno alla terra"............................ 8 Vendita dei prodotti ortofrutticoli freschi............................................. 11 Legna da ardere +26% in 10 anni.......................................................... 12 L'autority bacchetta l'industria: pubblicità ingannevoli su alimenti..... 13 L'export agroalimentare sale a 31 miliardi; è nuovo record.................. 14 CreditAgriItalia: imprenditoria giovanile.............................................. 15 PAC: "meglio un rinvio che un cattivo accordo".................................... 20 Alimentazione: la patata....................................................................... 22 La Voce della Fede................................................................................. 23

sommario


Speciale Forum Internazionale Agricoltura Periodico mensile di COLDIRETTI PIACENZA

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Autorizzazione Tribunale di Piacenza n. 71 del 24 Ottobre 1953 Direttore Massimo Albano Responsabile di redazione Elisabetta Montesissa Direzione artistica Marino Galli Comitato editoriale Angela Poggi, Antonella Bazzini, Dario Panelli, Elisabetta Montesissa, Emanuele Gonsalvi, Laura Barbieri, Luca Piacenza, Maurizio Maffi, Milena Galli, Nadia Marcotti Hanno collaborato Cinzia Pastorelli, Monica Maj, Riccardo Piras, Sabrina Cliti, Stefano Cavanna, don Stefano Segalini, Valeria Antonioni Direzione, redazione e amministrazione: COLDIRETTI PIACENZA Palazzo dell’Agricoltura 29122 Piacenza via Colombo, 35 Tel. 0523 596511 | Fax 0523 596596 piacenza@coldiretti.it www.piacenza.coldiretti.it Progetto grafico e impaginazione Fotocomposizione e stampa Grafiche Lama Srl Strada ai Dossi di Le Mose, 5/7, Piacenza Il periodico ha una tiratura di 9.500 copie. Viene spedito ai Soci in regola con la quota associativa. Non è in vendita. In copertina: I frutti della nostra terra e del lavoro delle nostre aziende alla Giornata Provinciale del Ringraziamento 2012

Inserto Articolo 62 (inserto da staccare e conservare)................................................................................... 27

eventi dal mondo agricolo La pagina del Consorzio di Bonifica di Piacenza......................................................... 33 La pagina dell’Associazione Piacentina Latte............................................................. 34 La pagina del CIO (Consorzio Interregionale Ortofrutticoli)....................................... 35 La Voce della Cattolica................................................................................................ 36 Fiabe e leggende del Po.............................................................................................. 37 Condifesa e Banca di Piacenza insieme per l’agricoltura piacentina.......................... 37 BioPiace protagonista a Sassari.................................................................................. 38

tecnico Approvato il nuovo regolamento sulla qualità dei prodotti agricoli e alimentari....... 40 Diabrotica mais: verifica se chiedere la deroga.......................................................... 42 Finanziamenti per la vendita diretta e siti internet per le aziente vitivinicole............ 45 Imbottigliamenti: piano dei controlli DOC e IGT......................................................... 46 Nuova cambiale agraria de minimis............................................................................ 46

fiscale tributario - saldo IMU 2012........................................................................................... 48 tributario - posta Elettronica Certificata (PEC)............................................................ 49 paghe - aziende agricole e sconto sui premi INAIL....................................................... 50 paghe - riforma del mercato del lavoro......................................................................... 50 paghe - extracomunitari non stagionali........................................................................ 50

Cap Varie............................................................................................................................ 50

La Voce dei Coltivatori online:...................................................................................... www.piacenza.coldiretti.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 5 dicembre 2012 Titolare del trattamento dei dati personali nelle banche dati di uso redazionale è Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dal Dl.Lgs 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, telefonando al n.0523 596511, e-mail: piacenza@coldiretti.it

© tutti i diritti riservati

La Voce dei Coltivatori è stampato su carta di cellulosa certificata FSC con elevato contenuto di fibre di recupero, completamente biodegradabile e riciclabile.


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editoriale

Marini: “Il vino si fa con l'uva prodotta in vigna e trasformata nella cantina e va eventualmente invecchiato secondo precise regole e non si ottiene certo con le bustine in polvere dalle quali si realizzano miscugli che non hanno neanche il diritto di chiamarsi con il nome del nettare di bacco”

WINE KIT dopo la denuncia Coldiretti UE pronta a ritirarli dal mercato

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UE pronta a ritirare dal mercato i wine kit. Dopo la denuncia di Coldiretti delle confezioni che promettono con semplici polveri di ottenere in pochi giorni vini dalle etichette più prestigiose, il Commissario Europeo all’agricoltura Dacian Ciolos ha dichiarato che “la Commissione è stata informata delle pratiche commerciali a cui si fa riferimento nell’interrogazione e, durante l’ultima riunione del Comitato di gestione dell’Ocm unica, ha provveduto a informare le delegazioni degli Stati membri che tali pratiche violano le norme in materia di etichettatura nel settore vitivinicolo stabilite dalla legislazione europea. La Commissione ha altresì precisato che i prodotti in questione non possono essere commercializzati utilizzando una denominazione di origine protetta (Dop) o un’indicazione geografica protetta (Igp), nemmeno attraverso una semplice evocazione del nome. Gli Stati membri devono adottare tutti i provvedimenti necessari a prevenire l’uso illecito del nome di una Dop o di un’Igp ritirando dal mercato tali prodotti”. Dopo le parole di Ciolos, Coldiretti ha chiesto quindi di provvedere immediatamente al ritiro dall’intero mercato comunitario dei wine kit. Si stima che nei diversi Paesi dell’Unione Europea almeno venti milioni di bottiglie di pseudo vino vengano ottenute attraverso confezioni prodotte in Canada ma anche in Svezia. Nel Paese scandinavo è stata scoperta una fabbrica che, a Lindome, vicino a Goteborg, produce e distribuisce in tutto il continente e del tutto indisturbata oltre 140mila wine kit all’anno dai quali si ottengono circa 4,2 milioni di bottiglie. I wine kit della società Vinland vengono venduti con i marchi Cantina e Doc’s che fanno esplicito

riferimento alla produzione italiana, ma anche ad un marchio di qualità tutelato dall’Unione Europea, e promettono in soli 5 giorni di ottenere in casa vini come Valpolicella, Lambrusco, Sangiovese o Primitivo, per i quali vengono addirittura fornite le etichette da apporre sulle bottiglie. Una evidente anomalia sulla quale si è impegnato ad intervenire anche il vicepresidente della Commissione Agricoltura del parlamento Svedese Bengt-Anders Johansson ai microfoni di Jimmy Ghione della trasmissione Striscia la Notizia. “Il vino si fa con l'uva prodotta in vigna e trasformata nella cantina e va eventualmente invecchiato secondo precise regole e non si ottiene certo con le bustine in polvere dalle quali si realizzano miscugli che non hanno neanche il diritto di chiamarsi con il nome del nettare di bacco - ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini -. Abbiamo per questo chiesto alle autorità nazionali di intervenire immediatamente anche attraverso l’Unione Europea per fermare uno scempio intollerabile che mette a rischio con l’inganno l’immagine e la credibilità dei nostri vini più prestigiosi conquistata nel tempo grazie agli sforzi fatti per la valorizzazione di un prodotto che esprime qualità, tradizione, cultura e territorio".


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RINGRAZIAMENTO

Cortemaggiore si tinge di giallo

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Una domenica di novembre arrivi a Cortemaggiore e, nell’andare verso la piazza principale della cittadina, ti si apre davanti uno spettacolo in giallo: una carro carico di produzioni agricole tantissimi agricoltori e autorità civili, religiose e militari, la ricostruzione delle corti rurali di tutta la provincia piacentina, le macchine agricole schierate, gli animali, un mercato delle produzioni tipiche locali, ma non un mercato qualsiasi: sono “quelli di Campagna Amica”. Questa è una festa. Ma non è una festa qualunque: è la Giornata Provinciale del Ringraziamento che gli agricoltori della Coldiretti organizzano ogni anno in una località diversa del piacentino e durante la quale, come dice il presidente Luigi Bisi, “gli agricoltori rendono grazie a Dio per i doni della terra che hanno raccolto nell’annata grazie al duro lavoro”. Anche quest’anno la giornata è stata molto partecipata: accolti da Luigi Bisi, dal direttore Massimo Albano e dal primo cittadino magiostrino Gabriele Girometta, partendo in corteo dalla sede locale della Coldiretti, decine di Presidenti delle sezioni locali dell’organizzazione e di Sindaci provenienti da tutto il piacentino, col Presidente della Provincia Massimo Trespidi e l’assessore Filippo Pozzi, accompagnati dal gruppo degli

Una grande Giornata per Ringraziare il Signore dei frutti della Terra


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sbandieratori della Città di Firenze, in testa il carro dei doni, si sono mossi in corteo verso il centro del paese. Nella Basilica, splendidamente addobbata per l’occasione con fiori e festoni che l’hanno resa ancora più speciale e ricca del solito, si è consumato il rito del Ringraziamento all’interno della celebrazione presieduta dal Vescovo Gianni Ambrosio. Dopo il saluto di Fabio Minardi, Presidente della Sezione locale, Mons. Ambrosio, che da sempre manifesta la propria vicinanza e affezione al mondo della Coldiretti, ha aperto l’omelia ringraziando proprio i lavoratori dei campi “per l’impegno a favore delle proprie famiglie e dell’intera comunità, proprio perché portatori di quei valori di operosità e fatica che possono aiutarci a guardare al futuro con speranza”. Durante la messa il momento più solenne, sentito e toccante della giornata con l’offertorio; quest’anno reso ancora più speciale dalla presentazione dei cesti tenuta da Elisabetta Montesissa: tutti i prodotti tipici dell’agricoltura piacentina, dall’ortofrutta, ai salumi, dai formaggi ai trasformati di pomodoro delle nostre cooperative, portati in processione dai Presidenti di Sezione col tradizionale foulard giallo al collo. La Basilica gremita, con tante persone in piedi a seguire la liturgia, è stato il segno di una grande partecipazione che ha coinvolto non solo gli agricoltori ma tutta la cittadinanza, rimarcando la storica vocazione agricola di Cortemaggiore. Al termine della liturgia, subito dopo la benedizione degli agricoltori e delle macchine agricole impartita da Mons Ambrosio dal sagrato, il saluto degli sbandieratori della Città di Firenze ha chiuso la manifestazione con uno spettacolare carosello. Al termine della celebrazione l’inaugurazione del Mercato e dell’Enoteca di Campagna Amica all’interno della corte rurale con l’aperitivo curato dalla Bottega di Campagna Amica e dai sommelier della Fisar. La Giornata del Ringraziamento è stata organizzata con la collaborazione del Comune di Cortemaggiore, il contributo di Cariparma CrediteAgricole, del Consorzio Agrario Provinciale di Piacenza, dell’Arp e di Cascina Pulita. Un ringraziamento particolare a tutti gli associati che in qualsiasi modo e forma hanno reso possibile questa grande Giornata.

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delle considerazioni succedutesi è stato la concretezza, ispirata dall’attuale situazione socioeconomica, che non concede più tanti spazi alla retorica. Ha concluso gli interventi di saluto il Presidente provinciale di Coldiretti, Luigi Bisi, per il quale “con tutte le difficoltà di questo momento, la caratteristica di territorialità e distintività delle nostre produzioni garantisce, attraverso un utilizzo equilibrato della tecnologia, un vantaggio competitivo alla nostra agricoltura”. Legame e attaccamento al territorio che ha permesso al Presidente della Provincia Trespidi, di sottolineare come “gli agricoltori con i valori della ruralità, oltre a garantire la coesione territoriale ed esprimere prodotti di qualità, contribuiscono alla cura del territorio, che rischia di essere mortificato dai recenti provvedimenti che muovono proprio in senso contrario”. Il Sindaco di Cortemaggiore Gabriele Girometta ha ribadito il valore dell’agricoltura, del progetto Campagna Amica, ringraziando la Coldiretti per aver scelto Cortemaggiore per questo momento così solenne”. Il Direttore di Coldiretti, Massimo Albano, ha evidenziato come “la validità del progetto dell’organizzazione sia sotto gli occhi di tutti e come l’attaccamento del mondo agricolo al proprio territorio, con tutto ciò che ne consegue, sia portatore di valore aggiunto intrinseco e inimitabile. Questo bagaglio valoriale chiama la Coldiretti ad occuparsi della società in cui viviamo, cercando di imporre questa visione di un benessere diverso da quello misurato con gli indicatori macroeconomici tradizionali: questo è anche il motivo che ha spinto la Federazione ad abbracciare il progetto della Pasta della Bontà, un’iniziativa che, attraverso la vendita delle confezioni di pasta prodotta con grano duro 100% italiano, aiuta la Lega del Filo d’Oro, un’orNumerose autorità presenti alla manifestazione. Comune denominatore ganizzazione che dal 1964 si occupa dei sordocechi.”

il saluto delle autorità presenti


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nel ricordo di

PAOLO VI

Domenica, 16 novembre 1969

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“Per voi, gente della terra, il contatto diretto con la natura e il servizio dei fratelli hanno felicemente alimentato nel vostro spirito e nelle vostre famiglie la devozione più schietta, la religiosità più sentita. Sappiate custodire intatti questi valori, anche nella gigantesca trasformazione in atto nel mondo di oggi, alla quale, con l’umiltà e la sobrietà vostra propria, portate una collaborazione preziosa e insostituibile, anche se comunemente non vi si pensa.” “Il vostro ringraziamento a Dio, fuso come in un sol cuore, in tutt’Italia, da tutti i Coltivatori Diretti, nella celebrazione eucaristica, rivesta le forme liturgiche di un perenne prefazio: È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie, sempre e dovunque a Te, o Padre . . . per Cristo nostro Signore.”

CEI:

"Via a politiche per

In tempo di crisi economica, i vescovi italiani incoraggiano i tanti giovani che “stanno riscoprendo il lavoro agricolo” e tornano a chiedere “nuove politiche per l'accesso dei giovani al mercato fondiario”.

favorire il ritorno alla terra"

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L'incoraggiamento e l'appello sono contenuti nel messaggio che la Commissione per i problemi sociali e il lavoro della Cei ha pubblicato in occasione la 62 Giornata nazionale del ringraziamento celebrata l'11 novembre per “ringraziare il Signore per ogni dono che si compie nelle nostre campagne e per il lavoro dei nostri agricoltori”. “Nel ritorno alla terra - scrivono i vescovi - possono aprirsi nuove prospettive per loro e insieme un modo nuovo di costruire il futuro di tutti noi”. Nel messaggio la Cei rivolge un grazie particolare alle Cooperative agricole che “ridanno vita a terreni abbandonati, in non pochi casi togliendoli alla malavita organizzata”. “La bellezza di una terra riscattata, che da deserto diventa giardino parla da sè: non solo cambia il paesaggio, ma soprattutto rincuora l'animo di tutti”. Poi il messaggio si rivolge ai giovani. “I giovani - scrive la Commissione Cei - hanno bisogno di adulti che si schierano dalla loro parte, che investono per loro e con loro”. In questa prospettiva, la Cei si fa portavoce di una serie di proposte già contenute in una nota pastorale del 2005 e volte a “diffondere un'azione educativa e

culturale che valorizzi la dignità di chi sceglie di rimanere a lavorare in campagna”. E' necessario - si legge nel messaggio della Cei – “favorire nuove politiche per l'accesso dei giovani al mercato fondiario e degli affitti, strumenti fiscali adeguati, incentivi per mettere a disposizione le terre, sostegno nella fase iniziale dell'attività aziendale, azionariato popolare diffuso”. E a questo proposito i vescovi chiedono di “rendere facile l'accesso al credito agevolato per i giovani agricoltori”. E concludono: “Di fronte alla grave crisi che tocca il mondo economico e industriale, occorre guardare al futuro del nostro Paese andando oltre schemi abituali. E' importante guardare al nostro futuro nel rispetto e nella valorizzazione delle tipicità dei diversi territori che la bella storia d'Italia ha posto nelle nostre mani e che costituiscono l'unico Paese”.


La

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Un importante momento, dedicato al comparto vitivinicolo, organizzato da Coldiretti Piacenza alla Rocca Municipale di Borgonovo e moderato dalla Responsabile di Telelibertà Nicoletta Bracchi

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Siamo nell’epoca delle nuvole per il Prof. Daniele Fornari dell’Università Cattolica di Piacenza, un’epoca in cui i cambiamenti sono repentini e in cui è fondamentale adattarsi con una certa velocità alla realtà in continuo mutamento. Dopo i saluti di apertura del direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano e del sindaco di Borgonovo Roberto Barbieri, un’attenta e attuale analisi del settore vitivinicolo ha fatto emergere un comparto fortemente differenziato nella tipologia e localizzazione dei punti vendita (vendita diretta aziendale, enoteche, GDO), nella tipologia della produzione (rosso, bianco, spumante) e nel più o meno forte legame col territorio (DOC, IGT…) che aumentano la variabilità cui si va incontro periodicamente. “In un momento economico di evidente difficoltà per tutti, ha precisato Fornari, in Italia si assiste a una forte contrazione delle vendite in volume per motivi diversi (economici, di salute o normativi, grazie all’alcoltest), contemporaneamente a un aumento del consumo in valore: si beve sempre meno ma sempre meglio. L’analisi della tipologia di consumatore ci spinge sempre più a un cambiamento nell’approccio al mercato da parte dei produttori: la figura di

il VINO

OLTRE LA CRISI un fruitore consapevole e che si pone delle domande e ha delle pretese (qualità, tracciabilità, territorialità) sul prodotto vino. Il concetto ormai dominante del “value for money” per cui pago di più se riconosco il valore di ciò che acquisto, pone i produttori di vino davanti a delle scelte strategiche”. “Tuttavia, ha sottolineato Denis Pantini di Nomisma, vista la contrazione del mercato nazionale, accanto alla qualità è vitale strutturarsi, magari in aggregazioni temporanee (come i contratti di rete) per garantire la quantità, in vista di uno sbocco estero delle produzioni. Per intraprendere questa strada diviene allora nodale approfondire la conoscenza del mercato estero e l’analisi delle sue dinamiche: è essenziale sapere che gli Stati Uniti e la Cina sono sicuramente i territori di conquista per tutti i competitor del settore e conoscerne le modalità di accesso. Gli strumenti a disposizione dei vitivinificatori sono certamente tanti, a partire da quelli messi in campo dall’UE col PSR e passando per il lavoro fatto dai Consorzi di tutela”. “Ma per Roberto Miravalle Presidente del Consorzio Vini DOC Colli Piacentini, il mercato piacentino è molto “pigro” su questo versante di operatività, visto che si esporta pochissimo, anche se ci sono dei timidi segnali di interesse per


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sindacale

da sinistra Daniele Fornari e Mauro Tonello

Denis Pantini

l’estero: il mercato dei vini piacentini è per la gran parte un mercato locale che si spinge a lambire le regioni limitrofe, anche se non mancano eccellenti eccezioni. Ma risultato di tutto ciò è che, lontano da Piacenza, pochi conoscono la vocazione vitivinicola della provincia. Questo ha spinto proprio il Consorzio a muoversi nella direzione di una maggiore riconoscibilità delle produzioni piacentine: dal restyling del sito internet (www.piace-doc.it), alla partecipazione ad eventi promozionali internazionali”. “Le continue contraffazioni di cui sono vittima i nostri vini, ha precisato il Presidente Regionale Coldiretti Mauro Tonello, sono una misura di quale sia il livello di eccellenza raggiunto, sia in termini di qualità che di valore economico: l’ultima delle truffe è proprio quel “vino italiano in polvere” denunciato da Coldiretti con la collaborazione di Striscia la Notizia. I nostri produttori – aggiunge Tonello, hanno necessità di portare fuori dall’Italia la produzione, ma le forme di aggregazione non possono essere quel sistema cooperativistico di una volta: serve un modello in cui i produttori mantengano la propria individualità e gestione contrattuale del prodotto, perché non basta produrre di più se poi non c’è un ritorno economico nell’azienda agricola”.

da sinistra Nicoletta Bracchi, Denis Pantini, Roberto Miravalle, Roberto Barbieri e Massimo Albano


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in 10 anni

+26% Legna da ardere

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Con la crisi e l’aumento insostenibile del prezzo dei combustibili sono tornate le stufe e si riaccendono i camini, con un aumento record del 26 per cento delle importazioni di legna da ardere sulla base dei dati Istat relativi ai primi sette mesi del 2012, rispetto a dieci anni fa. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti nell’evidenziare che quest’anno con l’arrivo dell’inverno ci sono oltre sei milioni di stufe e camini accesi sul territorio nazionale. Un record che ha reso necessaria l'importazione di ben 3 miliardi di chili di legna da ardere nel corso di tutto il 2012 che saranno bruciati per garantire il caldo nelle case degli italiani, mentre nell'arco di dieci anni si è praticamente dimezzato il consumo di gasolio da riscaldamento (-49 per cento nei primi nove mesi dell'anno). Una dimostrazione evidente del ritorno di forme di riscaldamento che sembravano dimenticate dovuto al crescente interesse verso questa forma di energia che è diventata competitiva dal punto di vista economico oltre ad essere piu’ sostenibile dal punto di vista ambientale. L’Italia è diventato il primo importatore mondiale di legna da ardere nonostante la presenza sul territorio nazionale di 10 milioni e 400 mila ettari di superficie forestale, in aumento del 20 per cento negli ultimi 20 anni. Proprio con una più corretta gestione delle foreste può essere prelevata, quasi senza alterarne la sostenibilità, una quan-

... mentre crolla il gasolio da riscaldamento

tità di 23,7 milioni di tonnellate/anno di combustibile che riduce i consumi attuali di petrolio di ulteriori 5,4 milioni di tonnellate. Appare quindi evidente l’importanza di rilanciare la gestione dei boschi che, oltre alle valenze territoriali, sociali e paesaggistiche, potrebbe contribuire in modo decisivo anche al raggiungimento degli obiettivi del Piano d’Azione Nazionale al 2020 (secondo il quale le biomasse, tra le quali spicca il ruolo dei prodotti legnosi, dovranno coprire il 44 per cento dei consumi di fonti rinnovabili e il 58 per cento dei consumi di calore totale), fornendo biomassa ottenuta con metodi sostenibili (sia nella produzione che nel taglio) nell’ambito di una filiera sostenibile anche nelle modalità di trasformazione energetica con caldaie moderne ed efficienti. Nel discorso più generale dello sviluppo delle fonti rinnovabili, occorre porre attenzione al contributo dell’energia termica, anche con l’obiettivo di rimuovere alcune criticità che sono emerse nel diverso ambito delle fonti di produzione dell’energia elettrica, dalla determinazione degli incentivi, alla localizzazione degli impianti, all’effettiva efficienza energetica degli interventi, al rispetto del paesaggio. Il fattore più rilevante dello sviluppo del termico risieda proprio nel fatto che - conclude la Coldiretti - si tratta di una energia a misura di territorio e quindi le filiere da sviluppare e premiare, quindi, non possono che essere corte e territoriali.


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L’industria deve essere più trasparente e corretta nella promozione degli alimenti. E’ quanto emerso dal convegno sulla comunicazione commerciale dei prodotti alimentari organizzato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e dall'Istituto di autodisciplina pubblicitaria con la partecipazione di Coldiretti e del Ministero della Salute.

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Per quanto sia considerevole il lavoro svolto dall’Autorità nel contrastare le pratiche commerciali scorrette delle grandi realtà dell’agroalimentare, i tempi delle istruttorie sono troppo lunghi e le sanzioni applicate non hanno un carattere dissuasivo poiché non sono proporzionate agli ingenti guadagni ricavati grazie alle campagne pubblicitarie ingannevoli. Oltre a multe più severe, bisognerebbe imporre all’industria dichiarata colpevole di diffondere i contenuti del provvedimento sanzionatorio con gli stessi mezzi (tv, stampa) che per mesi hanno bombardato e raggirato i consumatori. In questo modo il pericolo di discredito costituirebbe un ottimo deterrente rispetto al compimento di ulteriori campagne promozionali scorrette. Tra i messaggi ingannevoli più comuni sui prodotti alimentari vi sono quelli relativi all’origine delle materie prime. Molto spesso, infatti, si caratterizza il prodotto in etichetta e nella comunicazione commerciale - con un’indicazione geografica che non corrisponde alla sua origine effettiva e che è idonea ad indurre nei consumatori un giudizio di superiorità qualitativa, creando confusione con altri alimenti specificamente protetti quali Dop, Igp, Doc. Spesso le comunicazioni commerciali sono scorrette poiché vantano proprietà salutistiche o nutrizionali del prodotto alimentare che lo stesso non possiede. Difatti, si accerta poi che tali dichiarazioni vengono rese in assenza di un’idonea documentazione scientifica che provi gli effetti e i benefici vantati. Inoltre, sempre più frequenti sono le campagne pubblicitarie che contengono affermazioni dirette ad enfatizzare la compatibilità ambientale del prodotto per caratterizzarlo e distinguerlo rispetto ai concorrenti, sebbene non vi siano precisi e idonei riscontri scientifici che giustifichino le performance vantate. All'incontro è stato auspicato un tavolo di confronto tra l'Istituto di autodisciplina pubblicitaria, l'Autorità e il Ministero della Salute per agire di concerto contro la pubblicità ingannevole dei prodotti alimentari ed elaborare delle tesi uniche di riferimento rispetto alla valutazione di quelli che devono essere considerati i messaggi non consentiti. Un proposito valutato positivamente da Coldiretti in quanto permette di creare una casistica comune nell’accertamento delle campagne pubblicitarie sugli alimenti ed evitare contrapposte interpretazioni. Tuttavia, l’esigenza primaria deve essere, soprattutto, quella di adottare provvedimenti sanzionatori più incisivi affinché le industrie siano più attente e corrette nella promozione dei prodotti alimentari. Sul punto, infatti, l’enorme numero di pubblicità ingannevoli nel settore fanno comprendere molti, in vista di considerevoli guadagni, preferiscono correre il rischio di incorrere in una sanzione dell’Autorità piuttosto che promuovere in modo trasparente e corretto i propri prodotti, in danno non solo dei consumatori ma anche di quelle imprese del settore alimentare che si comportano in modo virtuoso.

L’Authority bacchetta l’industria:

pubblicità ingannevoli sugli alimenti


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l'

agroalimentare sale a 31 miliardi, è nuovo

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Record storico per il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani che nel 2012 raggiungerà il massimo di sempre, superando quota 31 miliardi di euro. E’ quanto emerso da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat, presentata nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este di Cernobbio, in occasione della diffusione dei dati Istat su fatturato e ordinativi dell'industria, in calo rispetto allo scorso anno. L’agroalimentare conferma dunque il suo ruolo di traino per l’intero Made in Italy all’estero, dove il buon cibo tricolore contribuisce in misura determinante a valorizzare l’immagine del Paese, tanto che il 38 per cento degli italiani lo ritiene il settore più importante per promuovere lo Stivale sui mercati stranieri, secondo l’indagine Coldiretti-Swg presentata a Cernobbio. Ma addirittura un cittadino su due (50 per cento) pensa che l’agroalimentare sia il principale motore dell’economia nazionale davanti a moda (18 per cento), auto (15 per cento) e arredamento (5 per cento). Dall’analisi di Coldiretti emerge che la grande maggioranza delle esportazioni riguarda i paesi dell’Unione Europea per un valore stimato di 23,4 miliardi (+3 per cento) ma il Made in Italy va forte anche negli Stati Uniti con 2,6 miliardi (+10 per cento) e soprattutto nei mercati emergenti come quelli asiatici con 2,4 miliardi dove si è avuto l’incremento maggiore con un +20 per cento. Tra i principali settori del Made in Italy, il prodotto più esportato è il vino, con 4,5 miliardi (+8 per cento) davanti all’ortofrutta fresca (3,8 miliardi di euro, in lieve flessione del 2 per cento). Aumenta peraltro anche la pasta che rappresenta una voce importante del Made in Italy sulle tavole straniere con 2,1 miliardi (+7 per cento). Sono sostanzialmente stabili le esportazioni di olio (1,2 miliardi). Analizzando le performance dei prodotti nei singoli stati si scoprono aspetti

MIUR-COLDIRETTI

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record

sorprendenti con la crescita addirittura del 50 per cento della vendita di riso italiano in Cina. Il paese asiatico, presunto inventore degli spaghetti, si conferma terra di conquista anche per la pasta, le cui esportazioni sono quasi raddoppiate (+86 per cento), e per Grana Padano e Parmigiano Reggiano, che triplicano, nonostante la tradizionale opposizione al consumo di prodotti lattiero-caseari da parte dei cittadini asiatici. Lo spumante tricolore fa registrare un vero e proprio boom (+35 per cento) in casa dello Champagne, la Francia. Ma i cugini transalpini sembrano sempre più propensi anche a “tradire” camembert e roquefort per i formaggi italiani, che aumentano del 6 per cento. Continua il buon momento della birra Made in Italy che avanza in Germania, patria dell’Oktoberfest, (+9 per cento) e in Gran Bretagna, regno dei pub, con una crescita del 2 per cento. Ma sotto la bandiera tricolore crescono persino le esportazioni di couscous in Africa e triplicano le acciughe nei paesi Scandinavi, terra delle aringhe. Complessivamente, la crescita dell’export agroalimentare compensa il flop fatto registrare dagli autoveicoli, che secondo i dati Istat fa segnare un crollo del fatturato del 21,4 per cento rispetto allo scorso anno. “E’ questa la dimostrazione che nel grande mare della globalizzazione ci salveremo solo ancorandoci a quei prodotti, quei manufatti, quelle modalità di produzione che sono espressione diretta dell’identità italiana, dei suoi territori, delle sue risorse umane” ha sottolineato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, nel sottolineare che “se vogliamo giocare la partita sulla produttività e sui costi di produzione, perdiamo. Se invece aggiungiamo creatività, paesaggio, storia, tutto ciò che di bello e unico abbiamo in questo Paese, possiamo vincere e noi tutti questi valori li mettiamo nostri prodotti agroalimentari”.

rinnovato il protocollo d'intesa

Rinnovato anche quest’anno il Protocollo d’Intesa tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Coldiretti per “Accrescere nei giovani la cultura del cibo e delle tradizioni alimentari italiane, per una sana alimentazione e un comportamento rispettoso dell’ambiente”. La nostra Organizzazione promuove da oltre dieci anni il progetto di “Educazione alla Campagna Amica” nella consapevolezza che la conoscenza di tematiche agroalimentari ed ambientali nelle scuole, svolgano un ruolo determinante per promuovere un corretto stile di vita contestualmente alla valorizzazione del territorio, alla tutela delle produzioni agricole di qualità e delle tradizioni rurali. Attraverso la scuola e la cultura di sviluppo della società civile, si concretizza la consapevolezza del ruolo primario dell’agricoltura sia in termini di “educazione al cibo” che nel sostegno della difesa attiva di ambienti e paesaggi, caratterizzati nella loro identità e diversità. Il progetto nazionale di “Educazione alla Campagna Amica” ha l’obiettivo di sen-

sibilizzare gli studenti sui valori della sana alimentazione, del consumo consapevole del cibo, della tutela ambientale del territorio come luogo di identità e di appartenenza. Coldiretti ha costruito una rete funzionale all’inserimento delle produzioni della “Filiera Agricola italiana” nei canali della ristorazione collettiva con riferimento a mense scolastiche, ospedaliere e di cui Piacenza è stata “primogenita”. Nelle mense scolastiche della nostra città sono presenti ormai da anni i prodotti biologici e locali forniti dal Consorzio BioPiace e dalla Cooperativa Agricola Agripiace (farine, carne rossa e pollo, burro, formaggi, grana padano, frutta, verdura, polpa di pomodoro) rappresentando un esempio virtuoso nel nostro Paese. Questo viene realizzato in coerenza con le linee guida per la ristorazione scolastica fissate dal Ministero della Salute che sollecita “la varieta' e la stagionalita' dei cibi”, nell’utilizzo di alimenti tipici della regione di residenza, con lo scopo di insegnare ai bambini il mantenimento delle tradizioni.


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sindacale

Fondi e Misure per il rilancio

dell’

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IMPRENDITORIA GIOVANILE

CreditAgri Italia s.c.p.a., è un consorzio di garanzia fidi ed assistenza tecnica e finanziaria che opera in tutto il territorio nazionale, specializzato nel settore agricolo ed agroalimentare. Nato a seguito di percorso aggregativo unico nel suo genere oggi rappresenta il più articolato Ente di garanzia fidi italiano operante in agricoltura con i requisiti formali e sostanziali dei Confidi ex art. 107 del Testo Unico Bancario. CreditAgri Italia s.c.p.a., attraverso una rete di risorse professionali dedicate e altamente qualificate, di Credito Agrario e Finanza d’Impresa a vantaggio delle imprese agricole associate. Lo scopo è quello di favorire l’accesso al credito ordinario e agevolato con prodotti dedicati e un servizio di accompagnamento e di consulenza personalizzata in ambito finanziario e creditizio, in modo da sostenere i progetti di investimento. Il tutto grazie al costante rapporto con il sistema bancario e ad accordi di partenariato, con prodotti appositamente costruiti per rispondere alle esigenze del settore agricolo. Una struttura moderna, dinamica ed innovativa, che si pone quale imprescindibile punto di riferimento su tutto il territorio nazionale nel rilascio di garanzie per favorire l’accesso al credito, che conta oltre 60 filiali distribuite in tutte le regioni, ed oltre 15 mila imprese associate. CreditAgri Italia s.c.p.a. intrattiene rapporti di partnership con i principali istituti bancari del Paese e con oltre 160 banche locali. E’ inoltre partner di SGFA-Ismea, ente di diritto pubblico attivo nel rilascio di garanzie con controgaranzia dello Stato, esempio di sinergia pubblico-privata di estrema rilevanza e al servizio dello sviluppo imprenditoriale agricolo. E’ proprio nell’ambito di consolidati rapporti in partnership anche con SGFA-Ismea ed il sistema bancario che di recente è stato presentato e proposto al Ministero per le Politiche agricole un pacchetto di servizi pensati ad hoc per il settore agricolo per incentivare la nascita di imprese, il ricambio generazionale, l'espansione della dimensione aziendale. Un’arma in più per sostenere le aziende under 40, che va ad affiancarsi ad iniziative già in campo come il pacchetto promosso da Coldiretti Giovani Impresa e CreditAgri Italia, in collaborazione con FriulAdria/Cariparma che prevede prodotti della linea “Start Up, Prestito Infor-

matizzazione Aziendale, Formazione, Fideiussione a favore di Ismea, Tutto Compreso e Linea Scelgo Io”. Il pacchetto si rivolge a giovani imprenditori (meno di 40 anni), start up, imprenditori che vogliono rilanciare o espandere l'azienda e si compone di sei strumenti, di cui due completamente inediti: il Fondo capitale di rischio, ossia un fondo (di circa 50 mln di euro) per supportare la capitalizzazione e l'espansione delle Pmi, attraverso il quale Ismea diventa socio di minoranza in imprese agricole organizzate in spa o srl. Il Fondo di credito per ridurre il costo dei finanziamenti bancari (in attesa del decreto attuativo). Reinserito inoltre, il regime di primo insediamento dei giovani agricoltori, che permette di acquistare terreni agricoli, anche pubblici, ad un tasso agevolato e bloccato. Allargato a tutta Italia il sostegno al subentro nella conduzione di aziende in cui avvenga il ricambio generazionale. Previste infine garanzie per l'accesso al credito agrario e incentivi per stipulare polizze assicurative per le avversità atmosferiche. Secondo quanto emerso dalla presentazione alla quale hanno preso parte il Ministro delle Politiche agricole Mario Catania, e il presidente di Ismea Arturo Semerari, al settembre 2012 sono già stati rilasciati oltre 15 milioni di euro di fondi a garanzia diretta per lo start up di nuove imprese agricole avviate da giovani al di sotto dei quarant'anni. Proprio su questi ultimi due punti il ministro Catania ha sottolineato la necessita' in prospettiva, di "andare al di là" dell'intervento pubblico: "sul fronte del credito dobbiamo prendere in seria considerazione l'idea di ritornare ad un regime di credito agrario differenziato, la cui scomparsa e' stata un grave danno per il settore. "Occorre investire in intelligenti attività di accompagnamento alla progettazione, adeguati meccanismi di assistenza allo start-up, filiere corte di accesso al credito gestiti dai confidi come Creditagri Italia, vista la grande propensione agli investimenti da parte dei giovani imprenditori" ha commentato il delegato nazionale dei giovani Coldiretti Vittorio Sangiorgio. Secondo un’indagine promossa da Coldiretti/Swg, le giovani imprese hanno la metà delle possibilità di accedere al credito rispetto a quelle adulte.

info: CreditAgri Italia CreditAgri Italia Sede regionale Emilia Romagna Sede di Piacenza Via Rizzoli 9 • 40125 Bologna (BO) Via Colombo 35 • 29122 Piacenza Tel. 051/2758811 • fax 051/2960627 Tel. 0523/596566 • fax 0523/596596 www.emilia-romagna.coldiretti.it Referente: Fabrizio Masini www.creditagri.com fabrizio.masini@coldiretti.it


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Giovani Impresa PIACENZA si rinnova Al via il prossimo febbraio il rinnovo del direttivo di Coldiretti Giovani Impresa. Sono quattro i giovani imprenditori che corrono per la carica di delegato provinciale. Per dare la possibilità a tutti gli associati di conoscerli meglio, pubblichiamo le loro interviste. (a cura della Segreteria di Giovani Impresa di Piacenza)

Niccolò Lavezzi 1) Chi sei? Cosa fai? I tuoi studi? La tua famiglia?

Mi chiamo Niccolò Lavezzi, conduco insieme a mio fratello l’azienda zootecnica Camatta che abbiamo fondato alcuni anni fa. Mi sono diplomato perito agrario all’ITAS Raineri. Sono nato a Podenzano ma vivo a Momeliano di Gazzola dove è sita l’azienda. Ho due fratelli e una sorella.

2) A che età hai iniziato a guidare la tua azienda? A 23 anni

3) Quindi non è vero che i giovani agricoltori non hanno ruoli di responsabilità all'interno delle aziende agricole?

Assolutamente no, i giovani in agricoltura guidano con spirito imprenditoriale le proprie aziende e spesso sono input preziosi per il rilancio o per il rinnovamento delle aziende stesse oltre che per l’intero comparto.

4) Cosa ti ha spinto a dedicare parte del tuo tempo all'attività sindacale?

Il mio impegno nasce dalla consapevolezza che l'attività sindacale è parte integrante del nostro lavoro perché ci permette di tutelare e assicurare un futuro alle nostre aziende. Tralasciandola e isolandosi esclusivamente nel proprio interesse si rischia di avere una visione miope del mondo che ci circonda talvolta ignorando possibilità importanti per le nostre aziende.

5) Come vedi in futuro il ruolo di Giovani Impresa? È ancora uti-

le questo movimento ai giovani imprenditori agricoli?

Oggi piu' che mai il ruolo di Giovani Impresa è vitale per noi giovani imprenditori che dobbiamo confrontarci con un periodo di crisi economica in cui è necessario avere una linea guida da seguire e una visione globale del settore in cui siamo impegnati

6) Quali sono i progetti che intendi portare avanti durante il tuo mandato se sarai eletto?

Penso sia importante puntare sull' aspetto formativo che il movimento puo' avere creando una serie di iniziative volte ad arricchire il bagaglio tecnico e culturale dei giovani agricoltori e a dargli una formazione professionale piu' approfondita che potranno sfruttare per potenziare le proprie aziende. Per far questo sarà necessario il coinvolgimento più ampio possibile tra i “giovani coldiretti”

7) Sicuramente sarai consapevole del fatto che il delegato di Giovani Impresa farà parte della giunta di Coldiretti Piacenza, quale pensi possa essere il tuo contributo?

A mio avviso il delegato ha il ruolo di intermediario tra i giovani e la giunta esecutiva portando in giunta i problemi dei giovani nati dai confronti durante i comitati di Giovani Impresa così come di trasmettere e discutere nei comitati le delibere della giunta

8) Se tu potessi farlo cosa chiederesti al governo di concreto e soprattutto a costo zero per incentivare i giovani che come te decidono di investire in agricoltura?

Una regolamentazione che permetta di distinguere tra chi vive di agricoltura e chi in agricoltura punta solo a speculazioni. Sempre piu' spesso vediamo nascere partite iva al solo scopo di avere sgravi fiscali nell'acquisto di fondi agricoli, così come vediamo persone con tutt’altre occupazioni beneficiare dei contributi PAC a discapito di chi vive ogni giorno e in prima persona la realtà dell'azienda agricola,traendo da questa l'unico sostentamento.


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Andrea Minardi 1) Chi sei? Cosa fai? I tuoi studi?

Mi chiamo Andrea Minardi, sono nato a Piacenza il 5 maggio del 1984, abito a Besenzone, in provincia di Piacenza. Mi sono diplomato all’istituto agrario statale “Raineri”, ed ho successivamente frequentando il corso di laurea triennale in Scienze e Tecnologie Agrarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Conseguita la laurea triennale, ho proseguito i miei studi presso l’Università Statale di Milano con il conseguimento della Laurea Magistrale in Scienze Agrarie. Oggi gestisco insieme a mio padre la nostra azienda agricola ad indirizzo cerealicolo zootecnico suinicolo il cui prodotto finale è infatti rappresentato dal suino grasso adatto alla produzione del Prosciutto Crudo di Parma.

2) A che età hai iniziato a guidare la tua azienda?

Ho sempre lavorato e collaborato in ogni attività aziendale fin da piccolo, ma è dal 2010, alla fine degli studi, che sono quotidianamente inserito nella gestione e nelle scelte aziendali.

3) Quindi non è vero che i giovani agricoltori non hanno ruoli di responsabilità all'interno delle aziende agricole?

No, non è vero, e la mia esperienza , come quella di altri, ne è proprio un esempio. Conosco, infatti, molti ragazzi che lavorano nel settore agricolo impegnandosi in diverse attività con costanza e passione. Penso che i giovani, in agricoltura come in tutti settori, debbano essere fonte di innovazione, proprio per la loro capacità di vedere il proprio lavoro e le problematiche da un punto di vista diverso e nuovo rispetto alle generazioni passate. I giovani, infatti, percepiscono, a mio parere, i frenetici cambiamenti di mercato prima di altri proprio perché nati in una società che muta molto più velocemente rispetto alla generazione passata. Ovviamente punto di forza del giovane, di conseguenza, è la conoscenza e la padronanza di nuovi sistemi tecnologici, e delle loro evoluzioni.

4) Cosa ti ha spinto a dedicare parte del tuo tempo all'attività sindacale?

Ho deciso di dedicare parte del mio tempo all’attività sindacale perché credo che mi porti innanzitutto ad una crescita personale, e penso sia l’età giusta per potermi impegnare in questa specifica attività. Credo, inoltre, che mettersi in gioco e aver voglia di collaborare per migliorare, e conoscere a pieno le condizioni e le strategie che stanno alla base delle decisioni che regolamentano il nostro settore, sia sicuramente stimolante. Un’altra ragione della mia scelta è certamente legata alle altre persone che svolgono questa attività, persone che ho avuto modo di conoscere ed ho trovato estremamente positive e interessanti.

5) Come vedi in futuro il ruolo di Giovani Impresa? È ancora utile questo movimento ai giovani imprenditori agricoli? Il movimento Giovane Impresa credo che sia molto importante per un giovane imprenditore agricolo per svariati motivi: innanzitutto è un luogo dove i giovani possono confrontarsi sulle problematiche che quotidianamente si

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trovano davanti nel lavoro, i componenti del movimento sono tutti ragazzi che, ognuno nella propria realtà, vive in prima persona le difficoltà aziendali e qui possono trovare spunti e soluzioni cogliendo consigli da quello che emerge dalle discussioni. Il movimento, per di più, è un occasione che può servire per essere a conoscenza di cosa regolamenta il settore agricolo, trovando nuove strade per migliorare il proprio lavoro.

6) Quali sono i progetti che intendi portare avanti durante il tuo mandato se sarai eletto?

Se sarò eletto penso che sia importante costituire delle serate di formazione chiamando esperti sulle problematiche che interessano i problemi dei giovani agricoltori, bisogna infatti cercare di informare il giovane sulle possibilità che si possono sfruttare riguardo agli aiuti e alle pratiche per promuovere lo sviluppo delle proprie aziende. L’informazione e la formazione devono essere il punto di partenza e di forza del movimento, al fine anche di fornire al giovane imprenditore agricolo alcune conoscenze necessarie da poter utilizzare nella propria realtà lavorativa. Oltre a ciò penso sia importante che si effettuino delle visite presso delle aziende di rilievo per vedere come alcune di esse sono riuscite a migliorarsi e a stare al passo con i tempi. Il desiderio è quello di creare, oltre ad un comitato di un movimento importante come questo, anche un gruppo di amici che hanno interessi e problemi comuni per cercare di trovare spunti interessanti dalle esperienze degli altri.

7) Sicuramente sarai consapevole del fatto che il delegato di Giovani Impresa farà parte della giunta di Coldiretti Piacenza, quale pensi possa essere il tuo contributo? Il fatto di poter far parte della giunta dei Coldiretti è un onore per chi vi aderisce, sicuramente sarà una esperienza entusiasmante partecipare alle decisioni che possono cambiare la realtà di noi agricoltori. Il mio contributo sarà quello di poter dire la mia dal punto di vista di un giovane imprenditore agricolo che vede questo lavoro nel suo futuro, ma anche di poter dare voce agli altri membri del movimento.

8) Se tu potessi farlo cosa chiederesti al governo di concreto e soprattutto a costo zero per incentivare i giovani che come te decidono di investire in agricoltura?

Al governo chiederei di cercare di promuovere l’imprenditoria agricola italiana, innanzitutto diminuendo o semplificando le pratiche burocratiche, che spesso ostacolano le nuove idee e le potenzialità delle aziende di esprimersi e poi salvaguardando i prodotti “made in italy”, ad esempio, sviluppando il decreto dell’etichettatura obbligatoria su tutti i prodotti agro-alimentari, che, grazie agli sforzi della Coldiretti, è stato approvato ma che non ha ancora avuto il suo iter esecutivo.


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3) Quindi non è vero che i giovani agricoltori non hanno ruoli di responsabilità all'interno delle aziende agricole?

Assolutamente no, anzi, secondo un mio onestissimo parere i giovani agricoltori d 'oggi sono il perno trainante dell agricoltura sul panorama nazionale ed internazionale. Non bisogna assolutamente dimenticare di ascoltare i saggi consigli di chi prima di loro ha condotto l azienda per migliorarsi sempre ed affrontare le problematiche esistenti.

4) Cosa ti ha spinto a dedicare parte del tuo tempo all'attività sindacale?

Faccio parte di Coldiretti Giovani Impresa dal 2002 , credo di aver accumulato una piccola ma importante esperienza a livello di componente e ora vice delegato del movimento giovanile. E' stato un percorso formativo personale di prim ordine.

5) Come vedi in futuro il ruolo di Giovani Impresa? È ancora utile questo movimento ai giovani imprenditori agricoli?

Il ruolo di Coldiretti Giovani Impresa è fondamentale per un giovane agricoltore che si insidia da poco nell azienda di famiglia o che ne costruisce una partendo da zero, oltre a relazionarsi con altri giovani della stessa caratura porta a migliorarsi e conoscere nuove realtà.

6) Quali sono i progetti che intendi portare avanti durante il tuo mandato se sarai eletto?

Nicola Ghezzi 1) Chi sei? Cosa fai? I tuoi studi? La tua famiglia?

Mi chiamo Nicola Ghezzi ho 28 anni , conduco l'azienda agricola di famiglia situata a Gossolengo insieme a mio padre Massimo denominata Az. Agr. Mattiola di Ghezzi di circa 80 ha coltivata principalmente a cereali. Da circa due anni la mia azienda ha totalmente cambiato indirizzo produttivo, precedentemente vi era una buona parte di ettari coltivata a pomodoro da industria, per conferire quasi totalmente il prodotto coltivato ad un impianto di biogas da poco costruito condotto dal sottoscritto insieme ad altri tre miei soci , la Valtrebbia Energia sca. Ho frequentato l'istituto tecnico agrario G.Raineri ove mi sono diplomato circa 10 anni fa, successivamente grazie ad allora al movimento giovanile di Coldiretti ho potuto partecipare ad un percorso formativo imprenditoriale svoltosi su tutto il territorio nazionale. La mia famiglia ha una lunga tradizione; a partire dal mio bisnonno Giovanni, al nonno Giacomo, a mio padre Massimo tutti agricoltori.

2) A che età hai iniziato a guidare la tua azienda?

Ho iniziato a condurre la mia azienda a 19 anni, immediatamente dopo aver conseguito il diploma di perito agrario. In realtà posso dire che sono nato in campagna e quindi anche durante il percorso scolastico superiore ero presente in azienda in qualità di coadiuvante.

Se avrò la fortuna di essere eletto cercherò insieme ai componenti del comitato di portare Coldiretti Giovani Impresa della federazione provinciale di Piacenza sempre in primo piano, così come fatto precedentemente dai delegati che negli anni si sono succeduti. Non lo dico con falsa modestia ma da buon rallysta (hobby che svolgo da ormai 7anni), preferisco partire con il numero 1 sulle fiancate della vettura e se vogliamo dirla tutta se è anche una vettura italiana (500 Abarth) per mantenere il made in Italy.

7) Sicuramente sarai consapevole del fatto che il delegato di Giovani Impresa farà parte della giunta di Coldiretti Piacenza, quale pensi possa essere il tuo contributo?

Sicuramente poter far parte della giunta Coldiretti è uno stimolo personale in più ad apprendere nozioni importanti dai vertici della federazione e se al contempo stesso è possibile contribuire con idee e progetti portati dal lavoro di gruppo del comitato di Coldiretti Giovani Impresa sarebbe un tassello di completamento fondamentale.

8) Se tu potessi farlo cosa chiederesti al governo di concreto e soprattutto a costo zero per incentivare i giovani che come te decidono di investire in agricoltura?

Se avessi la possibilità chiederei principalmente di togliere numerosi aspetti burocratici costosi e obsoleti per quanto riguarda le energie rinnovabili e non. Successivamente sarebbe interessante se il nostro stato Italia finanziasse maggiormente e promovesse i progetti di numerose aziende agricole italiane condotte da giovani imprenditori anche a livello europeo.


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Filippo Risoli 1) Chi sei? Cosa fai? I tuoi studi? La tua famiglia?

Filippo Risoli 27 anni abito a Fiorenzuola D’arda, dove oltre all’attività di assicuratore che ho intrapreso all’età di 20anni, finiti gli studi di agraria, ho deciso di iniziare a guidare l’azienda agricola di famiglia a prevalente indirizzo orticolo e cerealicolo.

2) A che età hai iniziato a guidare la tua azienda?

All’età di 19 anni. 3) Quindi non è vero che i giovani agricoltori non hanno ruoli di responsabilità all'interno delle aziende agricole? Non è assolutamente vero che i giovani non hanno ruoli all’interno delle aziende, in quanto sono i ragazzi giovani che propongono idee innovative, per poter rimanere al passo dell’evoluzione del mondo, che al giorno d’oggi si manifesta anche nel settore dell’agricoltura.

4) Cosa ti ha spinto a dedicare parte del tuo tempo all'attività sindacale?

Quattro anni fa ho avuto la possibilità di entrare a far del comitato di Giovani Impresa, e di essere eletto come vice delegato, ed è stato li che ho iniziato a capire quanto è importante il confronto delle idee e opinioni con gli altri giovani agricoltori. Proprio per questo motivo ho deciso di dedicare parte del mio tempo all’attività sindacale.

5) Come vedi in futuro il ruolo di Giovani Impresa? È ancora utile questo movimento ai giovani imprenditori agricoli? il ruolo di Giovani Impresa per me è importantissimo i quanto la nostra organizzazione ha sempre partecipato alla formazione dei propri giovani, facendoli partecipare alla giunta di coldiretti piacenza.

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6) Quali sono i progetti che intendi portare avanti durante il tuo mandato se sarai eletto?

Se sarò eletto come delegato di Giovani Impresa i miei progetti saranno quelli di trasmettere ai membri del comitato l’importanza del nostro ruolo per poter crescere sia come imprenditori che a livello sindacale; ringrazio il delegato che mi ha preceduto che è riuscito a trasmettermi tutto ciò, stimolandomi a propormi nella lista dei nuovi candidati.

7) Se tu potessi farlo cosa chiederesti al governo di concreto e soprattutto a costo zero per incentivare i giovani che come te decidono di investire in agricoltura? Per poter incentivare i giovani che come me hanno deciso, e vogliono investire in agricoltura, chiederei al governo di risolvere i problemi dell’agricoltura in italia, in quanto siamo noi italiani che abbiamo i prodotti migliori nel mondo agroalimentare, detto questo la mia richiesta è quella che tutti gli italiani vorrebbero di difendere il nostro prodotto made in Italy!!!


Marini: riconoscere il valore strategico della

pac

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e del modello italiano

“meglio UN rinvio che UN cattivo accordo”

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Meglio il rinvio che un cattivo accordo per un Paese come l’Italia che trova nell’agroalimentare una delle poche leve competitive di cui dispone per rilanciare con il Made in Italy l'economia e l’occupazione. E’ quanto afferma con soddisfazione il presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento alla chiusura senza intesa del vertice straordinario di Bruxelles dedicato al bilancio che ha affidato al presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy il ''mandato'' di presentare una nuova bozza di compromesso che sara' discusso in un successivo vertice. La mancanza di accordo non pregiudica il futuro dell’Unione e offre anzi piu’ tempo che dobbiamo saper impiegare per cercare di portare pienamente “l’Italia in Europa”, facendo sì che - ha concluso Marini - si riconosca il valore strategico della Politica Agricola Comunitaria e del “modello agricolo italiano” con le sue straordinarie peculiarità, consentendo che esso diventi patrimonio della comunità contaminando virtuosamente il pensiero comunitario”.

... ecco alcuni punti della proposta non approvata

Il documento presentato da Van Rompuy proponeva una riduzione significativa degli importi per alcune voci del quadro finanziario pluriennale (Qfp), soprattutto per la Coesione e la Pac) rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea. Rubrica 2 ”Crescita sostenibile e risorse naturali” (che com-

prende l’agricoltura, lo sviluppo rurale, la pesca e uno strumento finanziario per l'ambiente e l’azione per il clima) gli stanziamenti di impegno non superino i 364,472 miliardi di euro, di cui 269,852 miliardi di euro destinati al mercato e ai pagamenti diretti, che significa una ulteriore riduzione del 4,7% di aiuti per il primo pilastro della Pac rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea. In merito allo sviluppo rurale, la Presidenza del Consiglio europeo proponeva una riduzione dell’importo complessivo del sostegno al secondo pilastro a 83,666 miliardi di euro, che significa un’ulteriore riduzione del 9% rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea. Se si considera complessivamente la spesa agricola, tenendo conto anche della riduzione di 3,5 miliardi di euro destinati alla riserva di crisi del settore agricolo (il cui importo l’importo verrà annualmente ricavato con una riduzione dei pagamenti diretti sino a 2,8 miliardi di euro), la proposta formulata dal Presidente del Consiglio europeo comportava una riduzione di complessivi 25,5 miliardi di euro rispetto alla proposta della Commissione europea. Inoltre, allo scopo di regolare il livello globale di spesa nell'ambito della rubrica 2, veniva proposto che il livello medio Ue di pagamenti diretti per ettaro (a prezzi correnti) sia ulteriormente ridotto per gli esercizi finanziari 20152020. In merito alla convergenza tra Stati membri, la proposta prevedeva poi che il processo dovesse essere attuato pro-


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sindacale

NUOVO CONSIGLIERE ECCLESIASTICO nazionale di COLDIRETTI è Don Paolo Bonetti il

gressivamente in 6 anni dall’ esercizio finanziario 2015 entro l’esercizio finanziario 2020 e che dovrebbero essere prese in considerazione le circostanze specifiche, come ad esempio superfici agricole ad alto valore aggiunto e i casi in cui gli effetti della convergenza sono sproporzionati. In merito al capping, il documento proponeva che la riduzione dei pagamenti diretti per i grandi beneficiari debba essere introdotta dagli Stati membri su base volontaria. Per quanto riguarda il greening, veniva confermato l’utilizzo del 30% del massimale annuale, al fine di finanziare le pratiche, proponendo che sia ben definita la flessibilità per gli Stati membri in merito alla scelta delle misure da attuare. Inoltre, è stata proposta una maggior flessibilità (del 15%) sia per il trasferimento di fondi dal primo al secondo pilastro che dal secondo al primo. La nuova proposta sul Qfp comportava quindi una ulteriore penalizzazione per quanto riguarda la Politica agricola comune, dato che la proposta della Commissione europea prevedeva già una riduzione del bilancio Pac in termini reali di circa il 12%, oltre alla riduzione specifica per l’Italia di circa il 6%, per la redistribuzione dei pagamenti diretti fra gli Stati membri.

“La forza, la capacità di impegno, l'assunzione di responsabilità di Coldiretti vengono da lontano. Partendo dalla sua storia possiamo aprirci a un realismo fiducioso, frutto del suo patrimonio etico e spirituale, bussola per muoverci sui nuovi scenari senza disperdere gli orizzonti valoriali”. E’ uno dei passaggi del discorso di Don Paolo Bonetti in occasione della sua nomina a Consigliere ecclesiastico nazionale della Coldiretti, disposta dal Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana. Il sacerdote prende il posto di Padre Renato Gaglianone, cui va il ringraziamento della Confederazione per il prezioso lavoro svolto in questi anni. Don Paolo è dal 1986 consigliere ecclesiastico provinciale della Coldiretti Gorizia, mentre dal 1999 ha assunto l’incarico regionale del Friuli Venezia Giulia. “Sono sempre stato orgoglioso di far parte di questa grande e prestigiosa Organizzazione - ha spiegato il neoconsigliere ecclesiastico nazionale -. La mia nomina cade in un momento di grande difficoltà in cui versa la nostra nazione. Una nomina che testimonia la grande considerazione della Chiesa italiana verso Coldiretti e il suo ruolo di responsabilità nella società. C’è ancora qualche spiraglio di luce? La Chiesa vede nei giovani e nelle donne i nuovi soggetti della speranza. I giovani se aiutati possono portare creatività, dinamicità, passione, composta di sensibilità costruttiva e intelligenza pratica. Il mondo dell'agricoltura ha oggi più che mai bisogno di interpreti coraggiosi e motivati. Le donne poi sono una risorsa da accogliere perché non offrono solo un lavoro debole ma nuova coscienza che sa unire ruoli gestionali di tipo professionale con doti personali, di cuore e di intelligenza. Qualche spiraglio di luce viene sicuramente dalla presenza in Coldiretti del mondo dei pensionati che sono memoria storica di conoscenze e di esperienze, testimoni di continuità dell'azienda e della risorsa del lavoro anche fino a tarda età. Sono lieto di poter crescere assieme a voi, condividendo le speranze e le aspettative del mondo rurale. Speranze condivise anche dalla Chiesa in questo anno della Fede indetto da Papa Benedetto XVI, un anno in cui scoprire la vita buona che viene dalla fede, cogliendola nel vissuto ordinario con le sue opportunità


Alimentazione

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le qualità nutrizionali dei prodotti del territorio a cura della Dott.ssa Monica Maj

la

PATATA

La patata è un tubero di una pianta erbacea perenne della famiglia delle solanacee, specie Solanum tuberosum, originaria dell’America centro-meridionale, introdotta nel vecchio continente alla fine del XVI secolo. In provincia di Piacenza la cultivar più antica è la Quarantina. Si tratta di una patata dalla resa molto bassa e per questo motivo la sua coltivazione è pressochè scomparsa, solo in provincia di Genova esiste un consorzio che ne tutela la tipicità.

Qualità nutrizionali

Il broccolo è un ortaggio con un apporto limitato di calorie Le patate forniscono 85 kcal per 100 g, hanno una modestissima quantità di grassi e di proteine ma contengono un aminoacido essenziale, la lisina che favorisce la formazione di anticorpi, ormoni (come quello della crescita) ed enzimi; è inoltre necessaria allo sviluppo e alla fissazione del calcio nella ossa. Il contenuto in carboidrati è per lo più costituito da amido e da piccole quantità di zuccheri semplici. Questi tuberi rappresentano un’importante fonte di vitamine; una patata di medie dimensioni fornisce circa 16 mg di vitamina C, 860 mg di potassio, vitamina B5, oltre a tracce di tiamina, riboflavina, folati, niacina, magnesio, fosforo, ferro e zinco. Oltre alle vitamine, ai minerali e alle fibre, le patate contengono svariati composti fitochimici, quali i carotenoidi e i polifenoli. L’assunzione di questi importanti nutrienti dipende ovviamente dalla quantità consumata. Il valore delle patate come importante fonte di vitamina C è spesso sottovalutato o addirittura ignorato. Va tenuto però presente che più a lungo le patate vengono con-

servate minore è il loro contenuto di vitamina C. E’ stato calcolato, infatti, che la perdita di vitamina C nelle patate diminuisce di circa il 50% dopo 5 mesi dalla raccolta e del 75% dopo circa 9 mesi. La varietà, le condizioni ambientali, le modalità di cottura e di conservazione delle patate influiscono decisamente sul contenuto di vitamina C. Ma le patate non sono solo buone, utilizzate crude sono ottimi decongestionanti della cute: applicate sulla pelle, aiutano a combattere gli arrosamenti, le irritazioni, la disidratazione ed il prurito, mentre sugli occhi hanno un marcatissimo effetto antiborse e anti-occhiaie. Fonte tabelle   di   composizione   INN   2012   Proteine   Grassi   Zuccheri   Acqua   Fibra     Potassio   Vitamina  A   Vitamina  C   Calorie  

Patate cotte  gr.  100   2.1  g   1  g   17.9  g   78.5  g   1.6  g   570  mg   3  μg   8  mg   85  Kcal  

la ricetta (tratta da: "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi)

Crocchette di patate Preparazione: Le patate sbucciatele e se sono grosse tagliatele in quattro parti e mettetele a bollire in acqua salata per passarle dallo staccio asciutte quando saranno cotte ed ancora bollenti. Al passato aggiungete il burro, sciolto d'inverno, e tutto il resto, mescolando. Lasciate che il composto diacci bene, dividetelo in dieci o dodici parti e, sopra uno strato leggiero di farina, date loro la forma di rocchetto per ottener le crocchette. Frullate un uovo e nel medesimo immergetele ad una ad una, panatele e friggetele in olio o lardo onde servirle per contorno a un fritto di carne o ad un arrosto.

Ingredienti: Patate 300gr Burro 30gr Parmigiano grattato 20gr 2 rossi d'uovo 1 cucchiaino di zucchero Odore di noce moscata

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marzo 2012

Carissimi amici, il 18 novembre a Cortemaggiore abbiamo celebrato la Giornata Provinciale del Ringraziamento, occasione per ringraziare il Signore che ci ha benedetti con il raccolto che è si frutto della vostra fatica e del sudore della fronte, ma è grazie a Lui se ne godiamo i frutti. Non sempre è facile dire grazie, e farlo anche quando la stagione non è stata delle migliori, ci vuole fede! Quest’anno il nostro papa Benedetto XVI° ha indetto a cinquant’anni dal Concilio Vaticano II e venti dalla promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica un anno proprio per farci una domanda profonda: abbiamo ancora fede? Nella sua lettera ci ricorda che, “la porta della fede è sempre aperta per noi”, ma possiamo oltrepassarla solo se” la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma”. Questo cammino lo abbiamo iniziato con il Battesimo ed è dal quel giorno che possiamo chiamare Dio con il nome di Padre. Tale cammino, che dura tutta la vita si conclude “con il passaggio attraverso la morte alla vita eterna, frutto della risurrezione del Signore Gesù che, con il dono dello Spirito Santo, ha voluto coinvolgere nella sua stessa gloria quanti credono in Lui”. Il papa ci esorta a “ritrovare il gusto di nutrirci della Parola di Dio, trasmessa dalla Chiesa in modo fedele, e del Pane della vita, offerti a sostegno di quanti sono suoi discepoli (cfr Gv 6,51). L’insegnamento di Gesù, infatti, risuona ancora ai nostri giorni con la stessa forza: “Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la via eterna” (Gv 6,27). L’interrogativo posto da quanti lo ascoltavano è lo stesso anche per noi oggi: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?” (Gv 6,28). Conosciamo la risposta di Gesù: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato” (Gv 6,29). Credere in Gesù Cristo, dunque, è la via per poter giungere in modo definitivo alla salvezza”. Per chi si trova come voi ogni giorno ad affidare il lavoro in modo particolare alla Provvidenza e viste le scelte che fate di non modificare la natura portando avanti una politica di

“La Voce” della Fede a cura di Don Stefano Segalini

rispetto del creato e della creatura, cioè il consumatore, avete bisogno di essere confermati in queste scelte e sostenuti. Queste parole del Papa le trovo uno stimolo a per voi a continuare in questa direzione. Visto che la famiglia è la culla dove nasce il fare impresa con uno stile unico che vi contraddistingue, è importante accogliere anche un’altra esortazione che Benedetto XVI ci fa: “Egli - il Signore Gesù - convoca la Chiesa affidandole l’annuncio del Vangelo, con un mandato che è sempre nuovo. Per questo anche oggi è necessario un più convinto impegno ecclesiale a favore di una nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede. Nella quotidiana riscoperta del suo amore attinge forza e vigore l’impegno missionario dei credenti che non può mai venire meno. La fede, infatti, cresce quando è vissuta come esperienza di un amore ricevuto e quando viene comunicata come esperienza di grazia e di gioia. Essa rende fecondi, perché allarga il cuore nella speranza e consente di offrire una testimonianza capace di generare: apre, infatti, il cuore e la mente di quanti ascoltano ad accogliere l’invito del Signore di aderire alla sua Parola per diventare suoi discepoli. I credenti, attesta sant’Agostino, “si fortificano credendo”. Spero che queste parole del Papa, possano aiutare voi nel vostro lavoro, nelle vostre famiglie, nel mondo a testimoniare la carità di Cristo che rende feconda la nostra vita e ci fa sperare e credere che il Signore è accanto a noi in ogni momento.


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Il gruppo dei dirigenti piacentini che hanno partecipato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio

Monti

"Grazie agli agricoltori il nostro Paese è unico al mondo" “Una frase celebre del presidente Usa John Kennedy recita: "Non chiederti che cosa il tuo paese può fare per te, chiediti che cosa tu puoi fare per il tuo paese". Ebbene, leggendo i dieci punti del documento presentato dal presidente Marini su ‘l’Italia che vogliamo’ sono rimasto colpito proprio perché c’è una parte che dice come voi vorreste il Paese e una, molto ricca, su cosa voi state facendo per il Paese che volete”.


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Speciale Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione

Ha chiuso così il suo intervento al Forum Coldiretti di Cernobbio il presidente del Consiglio Mario Monti. Un intervento apertosi con l’annuncio di voler evitare di parlare di temi generali, come la legge di stabilità e il disegno di legge anticorruzione, per dare priorità esclusivamente ai temi agricoli, che costituiscono – ha detto – "una parte importante non dell'economia italiana, ma anche della società e della civiltà italiana”. Monti ha voluto sottolineare il ruolo collegiale del Consiglio dei Ministri dove "non vengono ratificate decisioni prese altrove” e il ruolo del ministro Catania "che non è solo ministro dell'agricoltura, ma anche portatore di quegli aspetti di società e civiltà di cui voi siete portatori”. "La civiltà contadina – ha detto – ha profondamente plasmato la società italiana dandogli una connotazione di comunità, basata sulla solidarietà e sulla condivisione, che ancora oggi costituisce una infrastruttura sociale di grandissimo valore per il nostro Paese. Questo non è estraneo al fatto che il nostro Paese ha finora dato dimostrazione di grande responsabilità nel sopportare provvedimenti restrittivi, a pochi mesi, spero, di chiari segni di ripresa”. Monti ha sostenuto che l'agricoltura è il presupposto fondamentale della tutela ambientale e paesaggistica e della valorizzazione dei territori. "E' anche un'occasione di occupazione qualificata per molti giovani, per concretizzare le loro ambizioni imprenditoriali. Gli agricoltori sono gli artefici della filiera agroalimentare che rende il nostro Paese unico al mondo”. Il presidente del Consiglio ha affermato che i successi del made in Italy sono frutto di "una precisa scelta strategica delle imprese agricole e agroalimentari, orientata alla qualità, all'eccellenza produttiva, alla trasparenza, alla sicurezza alimentare, come testimonia il successo dell'export nei primi sei mesi di un anno difficile come il 2012, nonostante la concorrenza dei prodotti italian sounding, ma non italian tasting”. Monti ha poi ricordato che il consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge volto a salvaguardare la destinazione agricola del suolo, a tutelare la vocazione naturalistica del territorio, ad arginare la cementificazione, riconoscendo il ruolo multifunzionale dell'agricoltura. Altro fronte di impegno constante è stato indicato da Monti nella difesa del made in Italy,

troppo spesso oggetto di concorrenza sleale. "Il Governo – ha detto – a Bruxelles dedica molta attenzione e insistenza al tema delle barriere non tariffarie, che molto spesso finiscono con il colpire prodotti italiani, in ambito Wto propone interventi contro le contraffazioni dei prodotti a denominazione d'origine e a livello comunitario sostiene e la tracciabilità delle produzioni”. Il presidente ha ricordato di essere di ritorno dal Consiglio europeo in cui sono state prese decisioni importanti in ambito di unione bancaria, necessarie per accelerare l'uscita dalla crisi e per rafforzare la governance europea attraverso una più efficace supervisione delle attività bancarie. "E' un fatto importante – ha dichiarato - visto che gran arte delle decisioni che riguardano l'agricoltura avvengono a Bruxelles e il rapporto tra governo europeo e governo italiano è importante per l'economia italiana e doppiamente importante per il settore agroalimentare. Il Governo non è portatore in Italia della volontà dell'Europa, ma ha competenze europee per incidere a livello europeo. Troppe volte – ha ricordato Monti –abbiamo minacciato il diretto di veto, senza esercitarlo quasi mai. Noi lo abbiamo fatto il 28 e 29 giugno e abbiamo ottenuto che le decisioni che riguardano l'Europa non fossero in mano a un solo Paese. Oggi il Governo intende impegnarsi nella trattativa per il bilancio dei prossimi anni affinché resti stabile la dotazione finanziaria per l'agricoltura”. Al termine il presidente Monti ha fatto riferimento al problema dell'alimentazione e dell'accesso al cibo: "Il mondo della crisi – ha detto – è il mondo degli squilibri, in cui pochi eccedono nei consumi e sprechi e moltissimi non hanno di che sfamarsi. Sappiamo che il problema non risiede nelle quantità prodotte, bensì nella loro redistribuzione squilibrata e ingiusta. Secondo una ricerca del Politecnico di Milano, lo spreco di cibo in Italia dell'intera filiera agroalimentare è pari a 5 milioni e mezzo di tonnellate l'anno e al 16% dei consumi complessivi; il 32% dei prodotti alimentari sprecati finisce nelle discariche. Combattere lo spreco di cibo quindi significa combattere per un mondo più equo. E' una responsabilità condivisa tra i governi che devono adoperarsi per cambiare le regole della governance globale”.


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Catania: "Regole trasparenti per restituire valore alle imprese agricole" “Per prima cosa doverosamente devo dire grazie a Sergio Marini e alla Coldiretti per il contributo che ha dato, con il documento di lavoro “L’Italia che vogliamo”, ricco di contenuti. Lo dico senza retorica: è veramente un contributo importante, su cui si può lavorare per l’elaborazione di una linea”. Con queste parole ha preso avvio l’intervento proposto dal Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Mario Catania, al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este di Cernobbio. “Nell’ultimo lustro è venuto con evidenza agli occhi di tutti il risultato della politica di apertura politica dei mercati, apertura che abbiamo giustamente fatto in tutto il mondo, con il Wto e la riduzione delle barriere tariffarie, che ci hanno portato ad un mercato molto più aperto, globalizzato. Questo ha avuto un impatto leggermente asimmetrico sulla filiera europea: ha dato grandi opportunità all’export, per l’Europa e in particolare per Italia, opportunità colte soprattutto dal mondo della trasformazione, che vende sempre meglio la qualità italiana nel mondo, mentre ha messo il comparto primario in una situazione problematica”. “Tutto questo è aggravato dal fatto che la politica agricola comune è venuta a cadere come filtro e difesa di mercato per le imprese – ha aggiunto il Ministro Catania –. In Italia tutto questo è particolarmente acuto per due fattori strutturali: l’esistenza di una filiera non performante, con troppi passaggi, dove troppo poco valore va all’impresa agricola, e l’esistenza di una frammentazione, di una taglia media aziendale molto bassa. In questo quadro, per l’agricoltura, le ombre sembrerebbero prevalere sulle luci”. “Il settore, il sistema delle imprese agricole ha saputo comunque reagire a tutto questo – ha evidenziato il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali –. Questo dà la misura di una vitalità di sistema che va a tutto merito degli imprenditori agricoli stessi e di coloro che ne hanno la rappresentanza”. “Grande assente negli ultimi trent’anni è stata una visione di politica agricola nazionale. L’assenza di un dibattito di politica agricola nazionale ci ha fatto arrivare su queste cose con un ritardo grave – ha detto il Ministro Catania –.

Va dato atto al Governo di un approccio molto più calibrato, che ha corretto una serie di sfasature ed eccessi precedentemente impostati, che hanno fatto sì che si creasse in questo Paese una dinamica di concorrenza tra l’utilizzo del terreno per le energie rinnovabili e l’utilizzo per la filiera fondamentale del food. Nel nostro Paese spingere l’utilizzo delle nostre superfici agricole per la produzione di energia è un errore di carattere strategico che non dovremmo fare”. “Coldiretti giustamente sottolinea moltissimo il tema dell’origine e della tracciabilità – ha rilevato il Ministro delle Politiche Agricole –. Lo sottolinea giustamente perché questo è un tema che, se ben affrontato e ben risolto, crea valore per l’impresa agricola. L’assenza di regole trasparenti al riguardo sottrae una parte del valore che giustamente l’impresa agricola italiana potrebbe ricevere dal mercato. Bisogna intervenire su una filiera che funziona male, che è troppo lunga, ha troppi passaggi. L’industria per prima deve fare passi concreti per risolvere questo problema. Molto spesso la nostra industria si adagia sullo status quo e trascura il fatto che potrebbe cercare, e raggiungere rapidamente, un rapporto diretto con il produttore agricolo, senza la necessità di ricorrere a una serie di intermediazioni. Anche la filiera commerciale andrebbe razionalizzata. Andrebbe fatto uno sforzo significativo”. Il Ministro ha voluto “chiudere con un passaggio che non è di politica agricola”. “Anche io penso, come il documento della Coldiretti, che dobbiamo avere una visione più ampia – ha detto Catania –. Mi sembra che il documento della Coldiretti chiuda su questo punto: ci sono delle cose che forse vanno addirittura al di là come importanza di tutti gli elementi economici che ho detto finora. Abbiamo la necessità di vincere una scommessa sul piano dell’etica, sul piano della legalità. Questo Paese, a mio parere, si è allontanato troppo da quella che dovrebbe essere la strada maestra di un paese civile, appartenente alla comunità occidentale. Il tasso di distanza da un modello ottimale sul piano etico e della legalità dei comportamenti è troppo forte. Non è un dato marginale. Al livello in cui esso si manifesta diventa un elemento centrale in quella che è una sfida per un Paese migliore, per un’Italia migliore per la quale io spero tutti lavoreremo insieme”.


articolo 62 inserto di 4 pagine da staccare e conservare

Non solo un adempimento, ma chiaro segnale verso la trasparenza nei rapporti contrattuali all’interno della filiera agricola e agroalimentare Anche se nell’immediato la nuova disciplina dettata dall’articolo 62 relativamente alle cessione dei prodotti agricoli e agroalimentari, e i conseguenti ulteriori adempimenti previsti dalla normativa possono presentare complicazioni e preoccupazioni, le stesse norme rappresentano anche un chiaro segnale per riportare trasparenza all’interno della filiera agricola e agroalimentare e limitare gli abusi dei soggetti economicamente più forti nei confronti degli operatori più deboli. Inoltre, sempre nell’ottica di sostenere la crescita del comparto agricolo, questa norma ha stabilito termini di pagamento certi e pesanti sanzioni in caso di pratiche commerciali sleali. Proprio al fine di definire al meglio questa nuova disciplina, semplificando nel limite del possibile le regole per la corretta applicazione della normativa, di seguito pubblichiamo copia dell’informativa redatta dal nostro ufficio fiscale, come inviata lo scorso mese a tutte le aziende in contabilità ed in esonero. Pubblichiamo inoltre copia di un contratto tipo e copia di una fattura tipo come predisposte dall’ufficio legale e dall’ufficio fiscale della nostra confederazione. Lo stesso materiale è disponibile anche all’interno di una sezione appositamente creata sul nostro sito internet, all’indirizzo www.coldiretti.piacenza.it Ricordiamo che i nostri uffici di zona sono a completa disposizione per maggiori approfondimenti e per consulenze specifiche.


esempio di informativa... IMPRESA VERDE PIACENZA S.r.l. "Palazzo dell'Agricoltura"

Via C. Colombo, 35 - 29122 PIACENZA (PC) Cod.Fisc. e Part.IVA 01283730339 Registro Imprese di Piacenza 1999 – 20074 Piacenza

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Alle  Aziende  in  contabilità   Alle  Aziende  esonerate   loro  sedi  

Protocollo n.  1076/2012  –   Piacenza,  12  novembre  2012     Disciplina  delle  relazioni  commerciali  in  materia  di  cessione  di  prodotti  agricoli  e  agroalimentari  (articolo  62  decreto  legge  1  del   24  gennaio  2012  convertito,  dalla  legge  24  marzo  2012,  n°  27)     ...premessa,  cosa  prevede  la  norma   Al  fine  di  limitare  gli  abusi  dei  soggetti  economicamente  più  forti  nei  confronti  degli  operatori  più  deboli,  e  di  introdurre  norme  di   trasparenza  all’interno  della  filiera  agroalimentare,  l’articolo  62  del  decreto  legge  in  oggetto  ha  stabilito  l’obbligo  di  formalizzare  per   iscritto  i  contratti  relativi  alla  cessione  di  prodotti  agricoli  e  alimentari  la  cui  consegna  avviene  nel  territorio  italiano  e  che  gli  stessi   contratti  debbano  obbligatoriamente  indicare,  a  pena  di  nullità,  la  durata,  le  quantità  e  le  caratteristiche  del  prodotto  venduto,  il   prezzo,  le  modalità  di  consegna  e  le  modalità  e  i  termini  di  pagamento.   Inoltre,  sempre  nell’ottica  di  sostenere  la  crescita  del  comparto  agricolo,  sono  stati  stabiliti  termini  di  pagamento  certi  e  pesanti   sanzioni  in  caso  di  pratiche  commerciali  sleali.     ...esclusioni   Sono  escluse  dall’applicazione  della  nuova  normativa:   -­‐ le  cessioni  a  privati  consumatori  finali;   -­‐ i  conferimenti  alle  cooperative  agricole  e  alle  organizzazioni  di  produttori;   -­‐ le  cessioni  istantanee  (vendite  con  contestuale  consegna,  determinazione  e  pagamento  del  prezzo).     ..forma  del  contratto   La  norma  in  oggetto  impone  l’obbligo  di  stipulare  per  iscritto  i  contratti  relativi  alle  cessioni  di  prodotti  agricoli  e  agroalimentari.   Per  forma  scritta  si  intende  qualsiasi  forma  di  comunicazione  scritta,  anche  trasmessa  in  forma  elettronica  o  a  mezzo  telefax,  avente   la  volontà  delle  parti  di  costituire,  regolare  o  estinguere  tra  loro  un  rapporto  giuridico  patrimoniale  avente  ad  oggetto  la  cessione   dei  prodotti.   La  norma  prevede  inoltre  che  nei  contratti  dovranno  essere  indicati,  sempre  in  forma  scritta,  i  seguenti  elementi  essenziali:   -­‐ durata  del  contratto  (se  l’accordo  non  esaurisce  i  propri  effetti  in  una  singola  operazione);   -­‐ quantità  e  caratteristiche  del  prodotto  venduto;   -­‐ prezzo  di  vendita;   -­‐ modalità  di  consegna  (specificando  chi  effettua  la  consegna,  venditore,  compratore  o  vettore,  e  chi  se  ne  assume  il  costo,   venditore  o  compratore;   -­‐ modalità  e  termini  di  pagamento  (specificando  il  mezzo  di  pagamento,  bonifico,  assegno,  ri.ba,  e  il  termine,  30  giorni  fine  mese   ricevimento  fattura.   Ad  evitare  comunque  un  eccessiva  burocratizzazione  nei  rapporti  commerciali,  la  norma  prevede  inoltre  che  gli  elementi  essenziali   richiesti  dallo  stesso  art.  62,  accompagnati  dalla  dicitura  “Assolve  gli  obblighi  di  cui  all’art.  62,  comma  1,  del  decreto  24  gennaio     2012,  convertito  con  modificazioni,  dalla  legge  24  marzo  2012,  n.  27”,  possano  risultare  nel  documento  di  trasporto,  nel  caso  si   proceda  in  un  momento  successivo  alla  fatturazione  differita  (comunque  entro  il  15  del  mese  successivo  alla  consegna),  oppure   direttamente  in  fattura,  nel  caso  l’azienda  procede  alla  fatturazione  immediata  o  accompagnatoria.     ...termini  di  pagamento   Il  comma  3  dell’articolo  62  prevede  che  i  contratti  non  possono  prevedere  termini  di  pagamento  superiori  a  30  giorni  per  le  merci   deteriorabili  e  60  giorni  per  gli  altri  prodotti  agricoli.   I  suddetti  termini  decorrono  dall’ultimo  giorno  del  mese  di  ricevimento  fattura.   Scaduti  i  termini  di  pagamento,  il  creditore  ha  diritto  di  riscuotere  anche  gli  interessi  di  mora  che  maturano  automaticamente  senza   necessità  di  ulteriori  comunicazioni.   La  norma  in  oggetto,  prevedendo  che  i  termini  di  pagamento  massimi  decorrano  dall’ultimo  giorno  del  mese  di  ricezione  della   fattura  da  parte  del  cliente,  impone  nei  fatti,  una  “certificazione”  della  data  di  ricevimento  fattura.   La  data  di  ricezione  della  fattura  e  validamente  certificata:   -­‐ con  la  trasmissione  attraverso  Posta  Elettronica  Certificata  (PEC);  

articolo 62

-­‐ con la  trasmissione  con  Raccomandata  A/R;   -­‐ con  la  consegna  a  mano,  facendo  apporre  al  cliente  la  firma  e  la  data  di  recezione Inoltre,  in  via  interpretativa,  la  “prova”  della  data  di  ricezione  della  fattura  avviene  a elettronica  ordinaria,  accompagnata  da  una  mail  di  conferma  di  ricezione  inviata  dal purché  segua  un  fax  di  conferma  di  ricezione  da  parte  del  cliente.   In  mancanza  di  certezza  circa  la  data  di  ricevimento  della  fattura  la  norma  prevede  c prodotti.   Nel  caso  in  cui  una  stessa  fornitura  includa  prodotti  deteriorabili  e  prodotti  non  dete fatture.   Per  i  prodotti  alcolici  (compresi  quindi  il  vino  e  la  birra),  in  virtù  dell’art.  22  della  legg decorrono  sempre  dalla  data  di  consegna  della  merce,  e  non  dalla  data  fine  mese  di     ...prodotti  agricoli  e  agroalimentari,  definizione  di  prodotti  deteriorabili   Per  prodotti  agricoli  la  norma  in  oggetto  intende  esclusivamente  quelli  indicati  all’all funzionamento  dell’Unione  Europea  mentre  per  i  prodotti  alimentari  si  intendono  “q parzialmente  trasformato  o  non  trasformato,  destinato  ad  essere  ingerito  da  esseri  u Si  intendono  prodotti  deteriorabili  (art.  62,  comma  4):   -­‐  prodotti  agricoli  e  alimentari  preconfezionati  con  scadenza  inferiore  a  60  giorni;   -­‐  prodotti  agricoli  e  alimentari  sfusi,  comprese  le  erbe  aromatiche,  anche  se  posti  in   prolungare  la  durabilità  per  un  periodo  superiore  a  60  gg.;   -­‐  prodotti  a  base  di  carne  (secondo  determinati  parametri  fisici);   -­‐  tutti  i  tipi  di  latte;    

ELENCO DEI  PRINCIPALI  PRODOTTI  AGRICOLI  E  AG PRODOTTI  DEPERIBILI  -­‐  pagamento  a  3 0  giorni

PRODOTTI N

ortaggi frutta carni e  s alumi formaggi  s fusi latte  e  yoghurt pane

ali

uova

per alcuni  prodotti,  è  previsto  che  la  deperibilità  sia  dichiarata  

...pratiche commerciali  sleali   Sono  considerate  sleali  le  clausole  contrattuali  che  prevedono:   -­‐ prestazioni  di  servizi  accessorie  rispetto  all’oggetto  principale  della  fornitura  senz del  prodotto;   -­‐ l’esclusione  dell’applicazione  degli  interessi  di  mora  in  caso  di  ritardo  dei  pagame -­‐ prezzi  al  di  sotto  del  costo  di  produzione  medio  stabilito  da  ISMEA;   -­‐ che  il  venditore  non  possa  emettere  fattura  prima  di  un  determinato  termine  suc Contro  l’applicazione  di  queste  pratiche  commerciali  sleali  è  possibile  adire  all’Autor anche  attraverso  la  propria  organizzazione  sindacale.     ...sanzioni   Lo  stesso  articolo  62,  ai  commi  5,  6  e  7  disciplina  pesanti  sanzioni,  e  precisamente  pr -­‐ sanzioni  da  euro  516  ad  euro  20.000  nel  caso  di  mancato  rispetto  della  forma  scr di  trasporto  /  fattura  con  le  integrazioni  previste);   -­‐ sanzioni  da  euro  516  a  3.000  €  nel  caso  di  inserimento  nei  contratti  di  clausole  sle -­‐ sanzioni  da  500  a  500.000  €  nel  caso  in  cui  il  debitore  non  rispetti  i  termini  di  pag Resta  inteso  che  l’applicazione  delle  sanzioni  da  parte  dell’Autorità  Garante  per  la  Co Guardia  di  Finanza,  potrà  avvenire  d’ufficio  o  su  segnalazione  dei  soggetti  interessat   …entrata  in  vigore   Le  norme  contenute  nell’articolo  62,  si  applicano  alle  cessioni  di  prodotti  agricoli  effe I  contratti  già  in  essere  alla  data  del  24  ottobre  2012,  devono  essere  adeguati  entro     Ricordando  che  i  nostri  uffici  zona  sono  a  disposizione  per  qualsiasi  comunicazione  o porgiamo  i  nostri  migliori  saluti.                                                                                                                                                                                                                          Il  Consi                                                                                                                                                                                                            di  Impresa                                                                                                                                                                                                                                      Mas


esempio di contratto...

e direttamente  sulla  copia  della  fattura.   anche  attraverso  la  spedizione  per  posta   l  cliente  e  attraverso  trasmissione  tramite  fax,  

che si  faccia  riferimento  alla  data  di  consegna  dei  

eriorabili, è  necessario  emettere  due  distinte  

ge 28/1999,  i  termini  di  pagamento  dei  60  giorni    ricezione  della  fattura.  

legato I  dell’art.  38,  comma  3  del  Trattato  sul   qualsiasi  sostanza  o  prodotto  trasformato,   umani”.  

involucro,  non  sottoposti  a  trattamenti  atti  a  

GROALIMENTARI

NON DEPERIBILI  -­‐  pagamento  a  6 0  giorni animali  vivi cereali fieno  e  paglia miele,  vino  e  olio sementi

imenti preparati  per  a nimali piantine  da  vivaio

direttamente  dal  produttore

za alcuna  connessione  oggettiva  con  la  cessione  

enti;

ccessivo alla  consegna  dei  beni.   rità  Garante  della  Concorrenza  e  del  Mercato  

revede: ritta  (contratto,  ordine  di  acquisto  /  documenti  

eali; gamento.   oncorrenza  e  per  il  Mercato,  coadiuvata  dalla   i.  

ettuati a  decorrere  dal  24  ottobre  2012.    il  31  dicembre  2012.  

o per  ogni  ulteriore  chiarimento  in  merito,  

igliere Delegato      Verde  Piacenza  SRL   ssimo  Albano


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Coldiretti e strutture economiche in sinergia

Da tempo immemore l’acqua scorre e, in perenne movimento, plasma la terra, la scava, la sommerge, la lambisce, la disseta... in una sola espressione: l’acqua disegna il territorio. Il Consorzio di Bonifica di Piacenza è da sempre impegnato nel governo delle acque e nella salvaguardia del territorio a tutela della città e dei territori di pianura, collina e montagna. Per creare condizioni di migliore vivibilità in un rinnovato patto di amicizia tra uomo e ambiente, il Consorzio collabora attivamente con il mondo agricolo per garantire le eccellenze che caratterizzano le produzioni piacentine. Il Consorzio di Bonifica di Piacenza, invitando tutti i cittadini a conoscere il proprio territorio per meglio tutelarlo, custodirlo, proteggerlo e tramandarlo nelle migliori condizioni alle future generazioni, esprime

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Continue tensioni sul prezzo del latte

D

opo il rifiuto delle industrie di riaprire il confronto e di accettare ogni tipo di accordo o di mediazione sostenendo all'unanimità di non modificare nulla dei prezzi pagati fino ad oggi facendo saltare la trattativa sul prezzo del latte, l' unica presa di posizione da parte degli allevatori è quella di non sottoscrivere accordi che non siano riconducibili alla linea sindacale regionale e che non rendano la giusta remunerazione e il giusto valore al latte munto sul nostro territorio, e più nello specifico, in termini ecconomici, contratti al di sotto dei 40 centesimi al litro. E' un atteggiamento doveroso, per difendere tutte le imprese e il futuro della zootecnia da latte, settore fondamentale per l' economia del nostro territorio. Il comportamento delle industrie non ha alcuna giustificazione di mercato, in quanto l' export di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, è aumentato oltre il 7 per cento, mentre il prezzo del latte spot ( quello commercializzato al di fuori dei normali contratti di fornitura ), sta sfiorando i 43 centesimi al litro contro i 32 centesimi di maggio, con una progressione di quasi il 21 per cento in appena 6 mesi, indice di una richiesta in crescita sul mercato delle partite di prodotto italiano non vincolate da accordi precedenti. E' doveroso sottolineare che i prezzi sui quali si è arroccata l' industria sono una condanna a morte per decine di aziende agricole che hanno subito rincari sui costi di produzione di oltre il 40%. Il rifiuto delle industrie a non accettare alcun adeguamento del prezzo di acquisto del latte è da considerarsi un' azione irresponsabile e lungimirante che peserà su tutto il settore zootecnico, nonostante la diminuzione della produzione di Grana Padano abbia stabilizzato sia il prezzo del formaggio stesso che quello del latte. Altra novità che interessa la campagna in corso, per favorire una graduale uscita dal regime delle quote latte e tenuto conto dell' incertezza degli sviluppi della situazione di mercato del settore lattiero-caseario, è stato ritenuto opportuno disporre anche per la campagna 2012 / 2013 che i produttori possano mantenere il proprio quantitativo di riferimento individuale, anche nel caso in cui non raggiungano il prescritto livello produttivo di almeno l' 85 % della quota individuale di riferimento, ad eccezione dei soggetti che abbiano usufruito di tali misure nelle precedenti due campagne. L' auspicio è che, a tre anni dal termine del pluridecennale sistema delle quote latte, sia possibile raffreddare l' incremento produttivo ed evitare un esubero che avrebbe conseguenze pesantissime sulla economia delle aziende agricole interessate.

Notizie tecniche Rilevazione prezzi del latte e prodotti caseari - fonte Camera di Commercio di Lodi - rilevazione dal 1 al 15 nevembre 2012 LATTE SPOT Latte nazionale crudo

Euro/1000Kg min

max

media

415,00

430,00

422,50

max

media

Grana padano (scelta 01) 7,5 stagionatura 15 mesi e oltre

8,7

8,1

Grana padano (scelta 01) stagionatura 9 mesi e oltre

7,1

6,95

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la Voce di UNI Cattolica

da dove arriva il pomodoro? Scoperto dalla facoltà di Agraria della Cattolica la tecnica per identificare la provenienza geografica del pomodoro da industria

Il 27 novembre il preside della facoltà di Agraria prof. Lorenzo Morelli ed il prof. Claudio Baffi invitati a parlare al Senato della Repubblica della ricerca Come riconoscere la provenienza geografica del pomodoro che viene utilizzato dall’industria agro alimentare? Problema non secondario questo se ci si pone l’obiettivo di valorizzare le produzioni tipiche italiane e di fornire al consumatore informazioni certe sui prodotti che finiscono sulla sua tavola. Oggi c’è una risposta a questa domanda, grazie ai risultati di una ricerca condotta dal Prof. Claudio Baffi della facoltà di Agraria dell’Università Cattolica - Istituto di Chimica e dal Prof. Pier Renato Trincherini del Laboratory of Isotopic Mass Spectrometry di Verbania. I due ricercatori hanno affrontato in maniera innovativa il tema della rintracciabilità alimentare del pomodoro da industria, individuando una tecnica radioisotopica in grado di discriminare prodotti provenienti da aree geografiche differenti. “Scopo della ricerca è stato quello di verificare l’idoneità della tecnica radioisotopica di determinazione del rapporto isotopi-

co 87Sr/86Sr come tecnica per la discriminazione geografica di provenienze del pomodoro” ha sottolineato il prof. Baffi “Abbiamo preso in considerazione lotti di campioni di pomodoro (bacche e prodotti finali della trasformazione) dell’area padana (province di Piacenza, Parma e Ferrara), dell’area pugliese e della Cina.” “L’analisi della varianza (ANOVA) ed un’analisi cluster di tipo gerarchico hanno messo ben in evidenza la correttezza di questo metodo di identificazione territoriale del pomodoro” prosegue il prof. Baffi che conclude “Questo studio rappresenta uno strumento strategico per il settore alimentare. La tecnica che abbiamo identificato infatti è in grado di discriminare prodotti provenienti da diverse aree geografiche e, se adeguatamente applicata, è strumento innovativo per una migliore informazione a beneficio del consumatore ed una più efficace tutela del prodotto italiano tipico.” I risultati scientifici di tale indagine sono stati presentati dal prof. Claudio Baffi e dal preside prof. Lorenzo Morelli al Senato della Repubblica e si propongono a supporto del confronto istituzionale e del processo normativo a tutela del legame alimento-territoriosalute.


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dicembre 2012

eventi dal mondo agricolo

“fiabe e leggende del po”

questo il titolo del libro dedicato al fiume più lungo d’Italia, presentato recentemente Le nostre radici di donne e uomini appartenenti alla terra in cui scorre il Grande Fiume, raccontate attraverso il linguaggio eterno del mito da un “cantastorie” che amava narrarle a bambini e ragazzi. Questo il senso dell’iniziativa che enti e associazioni piacentine hanno messo in campo per illustrare ai bambini delle scuole materne la storia del fiume più lungo d’Italia. Da Pian del Re in Piemonte, il Po, dopo aver bagnato cinque capoluoghi di provincia e aver percorso 652 chilometri, sfocia nel mar Adriatico. Il fiume, le sue rive boscose, persino gli animali che popolano questi luoghi ci appaiono trasfigurati in un’atmosfera senza tempo in cui le epiche figure del mito gettano le basi della nostra civiltà contadina, intrecciando le loro vicende con quelle della Storia e dei suoi personaggi. I tanti racconti dispiegano pagina dopo pagina un unico disegno, con cui impariamo a conoscere i leggendari antipodi di una civiltà nata e cresciuta sulle rive del fiume Po. Il cantastorie piacentino Mario Favari lo aveva raccontato in un delizioso libro intitolato "Fiabe e leggende del

Po" stampato ormai diversi anni fa: ma oggi quel libro, arricchito dalle oniriche illustrazioni di Ferdinando Carcupino, è tornato a farsi rileggere e sfogliare dai piacentini grazie alla volontà del Consorzio di Bonifica di Piacenza, del Consorzio agrario, dell'Unione Provinciale Artigiani, di Coldiretti, dell'Associazione Industriali e di Ingegneria Biomedica Santa Lucia. Il volume, edito da Tipleco, è infatti stato consegnato ai 7.200 piccoli piacentini che frequentano le scuole dell'infanzia del territorio provinciale. “Per noi, sottolineano in modo unanime i presidenti delle strutture coinvolte, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio, della cultura e delle tradizioni del territorio piacentino, costituiscono un impegno quotidiano, ed è per questo motivo che riteniamo fondamentale diffondere la conoscenza di uno dei protagonisti principali del nostro territorio, agli studenti più giovani, per crescerli come adulti consapevoli delle risorse presenti attorno a loro”.

Condifesa e Banca di Piacenza insieme per l’agricoltura piacentina

La Banca di Piacenza, unica banca locale presente sul territorio piacentino, ha sempre rivolto una particolare attenzione al mondo dell’agricoltura Recentemente la Banca di Piacenza per andare incontro al mondo agricolo, considerando anche il momento di difficoltà a causa della situazione economica, ma anche del perdurare di condizioni metereologi che sfavorevoli ha concesso un finanziamento importante al Consorzio di Difesa per agevolare il pagamento dei premi assicurativi su tutte le polizze legate ai prodotti agricoli e di conseguenza agli agricoltori di beneficiare dei rimborsi su detti premi. La Banca di Piacenza è particolarmente attenta alle esigenze delle imprese agricole perché ritiene che saper coniugare la capacità produttiva della natura, insieme con la responsabilità e la fatica del la-

voro umano, rappresenti la miglior garanzia di prosperità e di benessere per tutti. La nostra agricoltura (che conta migliaia di imprese) è, per prestigiosa tradizione, riconosciuta in Italia e all’estero, un vero e proprio “fiore all’occhiello” dell’economia piacentina. La Banca di Piacenza svolge una funzione di supporto notevole all’incremento e allo sviluppo del territorio, investendo nella nostra terra quel che nella nostra terra raccoglie, anche e soprattutto in questo momento di grave crisi internazionale e di cambiamento nel campo economicosociale.


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Biopiace protagonista a Sassari Il Progetto Bampè vede impegnati i Comuni di Sassari, Genova, Lucca, la Camera dell’Agricoltura Alta Corsica e Laore I bambini odiano il pesce, soprattutto quello con le spine, non tollerano il minestrone e le verdure in genere e mal sopportano la frutta di stagione. Colpa dei messaggi pubblicitari in tv, dicono gli esperti. Ma colpa anche delle famiglie che spesso non hanno gli strumenti per praticare in famiglia una alimentazione sana e corretta. Non è, ovviamente, solo un problema che riguarda la Sardegna o l’Italia se è vero che da tempo alcuni Paesi europei lavorano ad un progetto comune che, in un grande progetto culturale, metta insieme l’educazione alimentare e la salvaguardia di alcune forme di economia locale legate all’agricoltura che rischiano di scomparire per sempre. Si chiama Bampè, il progetto finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Francia «L’obiettivo strategico del progetto Bampé, dice Grazia Manca di Laore, è promuovere il consumo locale dei prodotti agroalimentari d’eccellenza presso le mense scolastiche, per favorire i prodotti a km zero, freschi e genuini, depositari dei valori della cultura locale. Il contesto territoriale di riferimento, nel

caso di questo progetto, è l’area vasta di Sassari, con possibilità di spaziare, in relazione ai soggetti da coinvolgere, in tutta la provincia». «L’agricoltura, ha detto Giacomo Sala, presidente della Consorzio BioPiace e della Cooperativa Agripiace di Piacenza, intervenuto in qualità di relatore all’incontro per portare l’esperienza piacentina, deve cambiare pelle. Per abitudine culturale l’agricoltore si aspetta che i suoi problemi gli risolva qualcun altro. Questo non può accadere anche se, certo, agli agricoltori va data una mano per la soluzione dei problemi». Ma una soluzione c’è anche se comporta una rivoluzione copernicana rispetto al passato (e al presente). «Bisogna cominciare a organizzare la produzione – dice Sala– non in base a quanto in maniera più o meno anarchica decide ciascun produttore ma in base a quanto richiede il mercato». Il segreto, dunque, è nella organizzazione di un servizio che raccordi il mondo della produzione locale con quello dei consumi. “Nell’esperienza di Piacenza, ha concluso Sala, è stata preziosa la collaborazione di Coldiretti che da anni segue la linea delle produzioni locali e della tracciabilità dei prodotti”.


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approvato il nuovo regolamento sulla QUALITà

dei prodotti agricoli e alimentari

Il 13 novembre scorso il Consiglio dei Ministri dell’Ue ha adottato il regolamento sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e agroalimentari. L’adozione segue l’accordo politico che è stato raggiunto lo scorso 20 giugno tra il “trilogo” ovvero le tre istituzioni europee Consiglio, Parlamento e Commissione e al voto favorevole del Parlamento europeo del 13 settembre 2012. Il nuovo regolamento abroga la normativa precedente (Reg. Ce 509 e 510 del 2006), nasce dai principi ispiratori del “Libro Verde sulla qualità dei prodotti agricoli” nel 2008 e la “Comunicazione al Parlamento Europeo e al consiglio sulla politica di qualità dei prodotti agricoli” nel 2009. A questi documenti hanno fatto seguito anche vari studi di impatto della Commissione. Tra le novità principali: ♦♦ viene fortemente estesa la base giuridica per lottare contro le imitazioni. E' una vittoria del vero Made in Italy, che vede migliorare le prospettive sul mercato interno dei prodotti italiani (si stima un giro di affari del taroccato pari a 60 miliardi di euro all'anno). Questa tutela potrà essere effettuata non solo in Europa, ma anche su scala internazionale (art. 41.2) con fondi appositi provenienti dal FEASR; ♦♦ viene rafforzato l'ancoramento geografico delle DOP e IGP ai territori, con possibilità di indicare nel campo visivo in etichetta un riferimento alla regione/zona di provenienza, anche tramite loghi e "marchi d'area"; ♦♦ viene posta una "base giuridica" per la creazione di nuovi termini di qualità facoltativi "orizzontali", quali ad esempio: "prodotto di montagna”, “prodotto dell'agricoltura delle isole”, “prodotto locale”. ♦♦ solo la menzione "Prodotto di montagna", viene già da ora formal-

mente istituita. Sebbene si intenda per prodotto di montagna quello che risulti da input agricoli (foraggi, mangimi) di montagna e da una trasformazione sempre in "montagna", la Commissione valuterà l'opportunità di deroghe rispetto a tale requisito sia per gli input agricoli che per il processo di trasformazione. Con il termine "montagna" non si fa riferimento ad una altitudine assoluta, ma in base al reg. CE 1257/1999, significa semplicemente che "Le zone di montagna sono quelle caratterizzate da una notevole limitazione delle possibilità i utilizzazione delle terre e da un notevole aumento del costo ♦♦ del lavoro" ♦♦ Indicazioni "prodotti locali" e da vendita diretta, "prodotti delle isole": entro il termine di 12 mesi dall'entrata in vigore del nuovo regolamento sulla qualità, la Commissione europea dovrà condurre uno studio sull’opportunità di tali indicazioni facoltative; ♦♦ Sulle DOP e IGP viene poi rafforzato il ruolo dei gruppi di domanda di registrazione di nomi per quanto riguarda il monitoraggio, promozione e comunicazione; ♦♦ STG: il campo di applicazione del sistema viene aperto ai prodotti primari e non più solo ai trasformati, come richiesto dalla Commissione. Tuttavia, la condizione è che i prodotti siano presenti sul mercato da almeno 30 anni. La Commissione potrà definire, mediante atti delegati, le condizioni di deroga per determinati prodotti o piatti pronti. ♦♦ Le STG attualmente registrate senza riserva di nome (è il caso della mozzarella e della pizza napoletana STG), potranno continuare a essere utilizzate fino a 10 anni dall’entrata in vigore delle nuovo regolamento sulla qualità.


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Diabrotica mais:

verifica se chiedere la deroga

Per il contenimento del coleottero Diabrotica del Mais, è necessario rispettare le indicazioni che seguono: ♦♦l’intero territorio della Regione Emilia-Romagna è dichiarato “zona infestata", ai sensi dell’art. 2, comma 1,lett. c), del D.M. 8 aprile 2009; ♦♦fino a contraria disposizione nel suddetto territorio dichiarato “zona infestata": 1. è vietato il ristoppio del mais (divieto della successione del mais a sé stesso) per più di due anni consecutivi, limitatamente ai territori delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena. Non si considera ristoppio la semina del mais effettuata in data successiva al 1° giugno; 2. è vietato trasportare piante o parti di piante di mais allo stato fresco, compreso il trinciato integrale e il pastone di pannoc-

chie verso zone indenni da Diabrotica virgifera ; ♦♦Si concedono deroghe alle prescrizioni di cui al precedente punto, direttamente o tramite i Consorzi Fitosanitari Provinciali, sulla base dell’andamento climatico, della dinamica biologica del parassita e del ciclo colturale aziendale. A tal fine le aziende interessate dovranno inoltrare motivata richiesta al Servizio Fitosanitario Regionale, oppure ai Consorzi Fitosanitari Provinciali, prima dell’avvio delle semine e comunque entro il 31 maggio 2013. L'inosservanza delle prescrizioni sopra impartite sarà punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500,00 euro a 3.000,00 euro.


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dicembre 2012

tecnico

finanziamenti per la vendita diretta e siti internet per le aziente vitivinicole

DOMANDE DA PRESENTARE ENTRO IL 10 GENNAIO 2013 Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha approvato la delibera n. 1674/2012 avente ad oggetto: “Reg. (CE) 1234/2007 - Programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo. Approvazione programma operativo con valenza di avviso pubblico misura 7 investimenti”. L'azione è rivolta alle imprese che svolgono attività di trasformazione e/o commercializzazione di prodotti vitivinicoli che dimostrino di operare in un contesto di filiera, definito come potenzialità di vendere/collocare le proprie produzioni, garantendo un'adeguata remunerazione per le aziende agricole. L’aiuto, sottoforma di contributi in conto capitale, viene accordato alle imprese che svolgono attività di trasformazione e/o commercializzazione di prodotti vitivinicoli con Sede legale in Emilia Romagna ed impianti di trasformazione e/o commercializzazione sul territorio regionale. Per queste finalità, per l'anno 2013, la Regione Emilia-Romagna colloca complessivamente oltre 3 milioni e 400 mila euro suddivisi nella seguente misura: - 3.101.283,00 € per i progetti presentati da imprese agroindustriali - 300.000 € per i progetti presentati da imprese agricole La compilazione e presentazione delle domande dovrà essere effettuata utilizzando il Sistema Operativo Pratiche (SOP) secondo le modalità procedurali e la specifica modulistica che saranno approvate da AGREA. Il termine di scadenza della presentazione delle istanze è fissato al 10 gennaio 2013. I progetti approvati dovranno essere realizzati entro il 30 luglio

2013 pena la revoca del contributo. Gli investimenti per le imprese agroindustriali dovranno avere una dimensione minima di Euro 150.000,00 ed una dimensione massima di Euro 1.000.000,00. Gli investimenti per le imprese agricole dovranno avere una dimensione minima di Euro 20.000,00 ed una dimensione massima di Euro 50.000,00. L'entità dell'aiuto è pari al 40% della spesa ammissibile per le imprese di trasformazione e commercializzazione classificate come micro, piccole e medie. Ai sensi della normativa comunitaria e nazionale: • la microimpresa è definita come un'impresa il cui organico sia inferiore a 10 persone e il cui fatturato o il totale di bilancio annuale non superi 2 milioni di euro; • la piccola impresa ha organico inferiore a 50 persone e fatturato, o totale del bilancio annuale, che non supera i 10 milioni di euro; • la media impresa ha organico inferiore a 250 persone e fatturato non superiore a 50 milioni di euro o totale di bilancio annuale non superiore a 43 milioni di euro. L’entità dell’aiuto scende, infine, al 20% per le aziende intermedie, che occupano meno di 750 persone o il cui fatturato non supera i 200 milioni di euro. Gli uffici Coldiretti sono a disposizione per ulteriori chiarimenti e per la compilazione delle domande


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Imbottigliamenti Piano dei controlli DOC e IGT Il Ministero, dopo i tanti solleciti da parte di Coldiretti, ha proceduto a semplificare (parzialmente) gli adempimenti connessi a talune operazioni di imbottigliamento. Secondo il piano dei controlli la comunicazione di imbottigliamento può avvenire a consuntivo (entro sette giorni dallo stesso) e comunque almeno tre giorni prima della vendita ed uscita dalla cantina dei recipienti. Solo nel caso in cui i due adempimenti non siano rispettati l’imbottigliatore potrà essere assoggettato a non conformità grave. Nel caso di imbottigliamento immediato come per la vendita diretta operata presso la cantina al consumatore finale, l’impresa vitivinicola imbottigliatrice comunicherà le operazioni di imbottigliamento a consuntivo, entro sette giorni lavorativi dal giorno in cui ha effettuato la vendita (e quindi l’imbottigliamento contemporaneo) e non vale in questa circostanza l’obbligo della comunicazione dei 3 giorni prima dell’uscita dei recipienti. Le aziende che ottengono vino direttamente dalle proprie uve raccolte in azienda e le cantine cooperative (per le uve conferite dai propri soci), cosiddette “verticali”, che procedono al confezionamento possono, tuttavia, effettuare la comunicazione di imbottigliamento anche con cadenza mensile ed in forma riepilogativa. Inoltre, in virtù di altre disposizioni in materia, non è considerato imbottigliamento il riempimento di recipienti alla presenza dell’acquirente privato e dallo stesso forniti (attenzione a che sussistano tutte le condizioni: acquirente finale, sua presenza all’operazione e recipienti dallo stesso forniti). In tale circostanza l’operazione può non essere annotata sul registro di imbottigliamento e non è richiesta di conseguenza la comunicazione di cui sopra. I volumi così ceduti saranno, tuttavia, oggetto di unica comunicazione mensile riepilogativa. Se viceversa si ritiene di registrare comunque l’operazione, dovranno effettuarsi le comunicazioni alla struttura di controllo, come anzidetto.

Nuova cambiale agraria DE MINIMIS Si informa che dal 20 novembre 2012 è riaperto il bando rivolto alle imprese agricole per la presentazione delle agevolazioni sulle cambiali agrarie a 12 mesi garantite da Agrifidi Emilia grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna. I fondi disponibili sono 1.600.000 € che consentono un abbattimento del tasso dell'1,50%. L'importo massimo della cambiale è fissato in euro 150.000. Il termine per la presentazione delle domande è fissato per il 15 marzo 2013. La Regione ha fissato 7 priorità: 1) aziende colpite da siccità nei periodi indicati nella deliberazione regionale n.1528 del 23/10/2012 che nel corso della campagna agraria 2011/2012 hanno contratto il prestito di conduzione agevolato in regime de minimis, attivato dai diversi Enti pubblici, nel limite massimo del valore necessario al rinnovo o alla riattivazione del prestito stesso. ( Parma e Piacenza non sono ricomprese) 2) aziende colpite da siccità nei periodi indicati nella deliberazione regionale n.1528 del 23/10/2012. ( Parma e Piacenza non sono ricomprese) 3) aziende che nel corso della campagna agraria 2011/2012 hanno contratto il prestito di conduzione agevolato in regime de minimis, attivato dai diversi Enti pubblici, nel limite massimo del valore necessario al rinnovo o alla riattivazione del prestito stesso; 4) aziende ricadenti nelle zone svantaggiate condotte da giovani agricoltori; 5) aziende ricadenti nelle zone svantaggiate; 6) aziende ricadenti nelle altre zone condotte da giovani agricoltori; 7) aziende ricadenti nelle altre zone.

Visto che i fondi hanno valenza su tutta le Regione, si consiglia di presentate le domande il prima possibile Gli uffici di Agrifidi Emilia e gli uffici di Coldiretti sono a disposizione per ogni ulteriore chiarimento


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Saldo IMU 2012 Le risposte dei comuni piacentini al settore agricolo Dopo l’adempimento formale dell’accatastamento di quei fabbricati rurali in precedenza iscritti al catasto dei terreni, il 17 dicembre 2012, è scaduto il termine per il versamento del saldo imu 2012. Un conguaglio a saldo pesante per tutto il settore agricolo ed in particolar modo per i fabbricati rurali. Dopo un acconto ridotto al 30% ora a saldo è stato versato il restante 70% per quei “rurali” già da tempo censiti, mentre per i fabbricati appena accatastati nel saldo di dicembre è stata versata l’intera imposta. Nella tabella a fianco riportiamo per tutti i comuni del territorio, oltre alle aliquote ordinarie e di prima casa, le aliquote deliberate per il settore agricolo, terreni e fabbricati strumentali.

ALIQUOTA ORDINARIA  (‰)

ALIQUOTA PRIMA  CASA     (‰)

ALIQUOTA FABBRICATI   RURALI  STRUMENTALI   (‰)

AGAZZANO ALSENO BESENZONE

10,6 8,6 8,1

4,5 4 4,5

2 2 2

BETTOLA BOBBIO BORGONOVO VAL  TIDONE CADEO CALENDASCO CAMINATA CAORSO CARPANETO  PIACENTINO CASTEL  SAN  GIOVANNI CASTELL'ARQUATO CASTELVETRO  PIACENTINO CERIGNALE COLI CORTE  BRUGNATELLA CORTEMAGGIORE FARINI FERRIERE FIORENZUOLA  D'ARDA GAZZOLA GOSSOLENGO GRAGNANO  TREBBIENSE GROPPARELLO LUGAGNANO  VAL  D'ARDA MONTICELLI  D'ONGINA MORFASSO NIBBIANO OTTONE PECORARA PIACENZA PIANELLO  VAL  TIDONE PIOZZANO PODENZANO PONTE  DELL'OLIO PONTENURE RIVERGARO ROTTOFRENO SAN  GIORGIO  PIACENTINO SAN  PIETRO  I N  CERRO SARMATO TRAVO VERNASCA VIGOLZONE VILLANOVA  SULL'ARDA ZERBA ZIANO  PIACENTINO

8,6 7,6 10,1 9,6 7,6 7,6 7,6 7,6 8,9 9,1 7,8 7,6 8,6 7,6 7,6 7,6 8,5 10,6 7,6 9 9,6 7,6 10 9,5 8,6 8,6 7,6 7,6 9,6 9,6 7,6 7,6 8,4 9 7,6 9,6 7,6 8 8,6 9,6 8,6 7,6 8,7 7,6 8,2

4 4 6 4 4 2 4 4,3 4 4,5 4 4 5 4 4 4 5 4 4 4,2 4 4 5 4,6 4 4 4 4 4,8 4 4 4 4 5,2 4 4 4 4,5 4 4 4,5 4 4 4 4

ESENTI ESENTI 1 2 2 2 2 1 1 2 2 ESENTI ESENTI ESENTI 2 ESENTI ESENTI 1 2 2 2 ESENTI 1 2 ESENTI 2 ESENTI ESENTI 1 1 ESENTI 2 2 2 ESENTI 2 2 2 2 ESENTI ESENTI 2 2 ESENTI 2

COMUNE

ALIQUOTA TERRENI   AGRICOLI  (‰) 10,6 PARZ.  ESENTI 8,6 PARZ.  ESENTI 8,1 ESENTI ESENTI 9,6 PARZ.  ESENTI 9,6 7,6 ESENTI 7,6 7,6 PARZ.  ESENTI 8,9 PARZ.  ESENTI 9,1 PARZ.  ESENTI 7,8 ESENTI ESENTI ESENTI 7,6 ESENTI ESENTI 9,6 7,6 PARZ.  ESENTI 7,6 9,6 ESENTI ESENTI 9,5 ESENTI ESENTI ESENTI ESENTI 7,60 ESENTI ESENTI 7,6 8,4 PARZ.  ESENTI 9 7,6 PARZ.  ESENTI 9,6 7,6 PARZ.  ESENTI 8 8,6 ESENTI ESENTI 7,6 PARZ.  ESENTI 8,7 ESENTI ESENTI


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dicembre 2012

tecnico

Posta Elettronica Certificata (PEC) Tutte le società iscritte al Registro delle Imprese devono essere dotate di una casella di posta Elettronica Certificata (PEC) alla quale chiunque, comprese la Pubblica Amministrazione, potrà trasmettere comunicazioni destinate all’impresa. A differenza delle normali caselle di posta elettronica, le PEC conferiscono valore legale alla trasmissione dei messaggi con la verifica dell’integrità, la riservatezza e tracciabilità dei percorsi al pari di una raccomandata con ricevuta di ritorno. L’obbligo della PEC sarà esteso anche alle ditte individuali iscritte alla camera di commercio

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AZIENDE AGRICOLE e sconto sui premi INAIL Legge 24 dicembre 2007 n. 247 Finalmente, dopo ripetuti interventi della Coldiretti diretti a sollecitare, presso gli organi istituzionali, anche attraverso lo strumento dell’avviso comune, l’attuazione della norma in epigrafe, nella seduta del 24 ottobre scorso, l’INAIL ha comunicato di aver posto in essere la procedura relativa. Sul punto la Coldiretti ha chiesto con fermezza una proroga al 31 dicembre 2012. Preliminarmente è opportuno richiamare il dettato normativo che, in un’ottica premiante, al fine di promuovere la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, prevede una riduzione in misura non superiore al 20% dei contributi dovuti per l’assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti dalle imprese con almeno due anni di attività le quali: •siano in regola con tutti gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro, nonché con gli adempimenti contributivi ed assicurativi; •abbiano adottato, nell’ambito di piani pluriennali di prevenzione, misure per l’eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro; •non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio o siano state destinatarie dei provvedimenti sanzionatori di cui all’art. 5 della legge 3 agosto 2007 n. 123. La percentuale di sconto verrà determinata con una determina del Presidente dell’INAIL, mentre con una circolare congiunta INAIL/INPS verrà esplicitata la procedura. La misura attiene esclusivamente alle imprese agricole aventi dipendenti con qualifica operaia la cui contribuzione sia regolata con il sistema DMAG. Lo sconto, nella fase di start up, riguarderà l’anno 2011 e sarà assegnato d’ufficio ed indistintamente a tutti i datori di lavoro al ricorrere dei seguenti requisiti: •esercizio di due anni di attività desumibile della presentazio-

ne di almeno un DMAG per entrambe le annualità precedenti (2010 e 2009); •assenza di infortuni denunciati nei due anni precedenti (l’anno va inteso come anno solare); non costituiscono causa di esclusione le denunce di malattie professionali e di infortuni in itinere o in franchigia. Per la messa a regime, a decorrere dall’anno 2012, le istanze di accesso ai benefici dovranno essere inoltrate dai datori di lavoro esclusivamente in via telematica. Lo sconto, per l’anno 2012, sarà assegnato ai datori di lavoro istanti, al ricorrere dei seguenti requisiti: •esercizio di due anni di attività desumibile della presentazione di almeno un DMAG per entrambe le annualità precedenti (2009 e 2010); •assenza di infortuni denunciati nei due anni precedenti (l’anno va inteso come anno solare); non costituiscono causa di esclusione le denunce di malattie professionali e di infortuni in itinere o in franchigia; •autocertificazione di assenza di provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale (successivamente verificata dalla DTL, a pena di revoca dello sconto); •dichiarazione di possesso dell’autocertificazione ovvero del documento di valutazione dei rischi (successivamente verificata dall’INAIL, a pena di revoca dello sconto). Per quanto attiene la regolarità contributiva, questa potrà essere riconosciuta al datore di lavoro anche in presenza di procedimenti pendenti purchè siano state attivate le relative procedure di contenzioso amministrativo o giudiziale. La quota di sconto, una volta riconosciuta al datore di lavoro agricolo, potrà essere utilizzata in compensazione a valere sulla prima tariffazione utile operata dall’Inps a seguito di presentazione dei DMAG dei successivi trimestri.

Riforma del mercato del lavoro LEGGE 28 giugno 2012, n. 92 DECRETO MINISTERO LAVORO 10 ottobre 2012 – Con- i giorni di detta prosecuzione di fatto vengono monetizzati con tratti a tempo determinato comunicazione della pro- una maggiorazione della retribuzione pari al 20% per i primi 10 giorni e al 40% per i giorni successivi (dall’undicesimo al secuzione di fatto oltre il termine È stato pubblicato il decreto che detta le direttive per le modalità di comunicazione al centro per l’impiego della prosecuzione c.d. di fatto dei contratti a termine oltre il termine inizialmente fissato. La prosecuzione di fatto del contratto a tempo determinato si verifica allorquando, rispetto al termine inizialmente fissato, il rapporto di lavoro continua e, per espressa previsione normativa, se la prosecuzione non sfora il termine di 30 giorni per i contratti di durata inferiore o pari a sei mesi ovvero, il termine di 50 giorni per i contratti di durata superiore a sei mesi, il contratto non si trasforma a tempo indeterminato ma,

trentesimo o al cinquantesimo). Risulta, pertanto, una ulteriore elasticità per determinati giorni ancorchè con apposita maggiorazione retributiva. E’ previsto dalla legge 92/2012 e con decorrenza dal 25 novembre 2012 l’obbligo a carico del datore di lavoro di inviare apposita comunicazione al centro impiego per la prosecuzione di fatto del rapporto di lavoro a termine .Detta comunicazione denominata modello UNILAV deve essere inviata: entro il termine della scadenza inizialmente fissato,al centro per l’impiego territorialmente competente in base alla sede lavorativa,indicando la durata della prosecuzione (nuova scadenza di fatto del termine).

Extracomunitari non stagionali DPCM – flussi non stagionali 2012 Disponibili complessivamente 13.850 quote d’ingresso delle quali 4.000 per la conversione in permessi di soggiorno per lavoro stagionale. Le quote saranno ripartite a livello territoriale dal Ministero del Lavoro sulla base delle effettive necessità

ovvero in funzione del numero delle istanze di nullaosta o di conversione inoltrate. La presentazione delle istanze, di inoltro esclusivamente telematico, decorrerà dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione del DPCM in Gazzetta Ufficiale.


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dicembre 2012

sicurezza sul lavoro

notizie in breve

Si ricorda che dal 1° gennaio 2013 tutte le aziende assuntrici di manodopera dovranno essere in possesso del Documento di Valutazione dei Rischi. La mancata effettuazione della valutazione sopradetta è punita con l’arresto da tre a sei mesi o con ammenda da 2.500 a 6.400 euro.

ciazione in partecipazione con apporto di lavoro. Conseguentemente i testi contrattuali adottati dagli associanti dovranno essere redatti tenendo conto anche delle predette novità.

autocertificazione

riforma del lavoro - convalida dimissioni

L’autocertificazione è una dichiarazione sostitutiva di certificazioni, che consente ai cittadini di sostituire a tutti gli effetti e definitivamente, attraverso una propria dichiarazione sottoscritta in carta libera, certificazioni amministrative relative a stati, qualità personali e fatti (ad esempio lo stato di famiglia); la responsabilità è interamente del cittadino stesso che, in caso di false dichiarazioni, è perseguibile penalmente dalla legge.

sgravio inail a favore dei datori di lavoro

La riduzione spetta ai datori di lavoro agricolo attivi da almeno due anni che: • siano in regola con tutti gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro nonché con gli adempimenti contributivi ed assicurativi • abbiano adottato, misure per l’eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza • non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio Il beneficio riguarda esclusivamente le imprese agricole aventi dipendenti con qualifica operaia la cui contribuzione sia regolata con il sistema DMAG Lo sconto per l’anno 2011 sarà assegnato d’ufficio a tutte le aziende che abbiano i seguenti requisiti: a) due anni di attività desumibile dalla presentazione del DMAG per le annualità precedenti ( 2009 e 2010 ) b) assenza d’infortuni denunciati nei due anni precedenti Per tutte le informazioni necessarie e per l’invio delle domande l’Ufficio Paghe e/o le Unità Operative Locali Coldiretti sono a disposizione.

assunzione/stabilizzazione rapporti di lavoro giovani e donne

I datori di lavoro che entro il 31 maro 2013 stabilizzano rapporti di lavoro a termine, di collaborazione coordinata e di associazione in partecipazione con apporto lavoro, possono essere ammessi ad un incentivo pari a 12mila euro. Incentivi di importo minori possono essere riconosciuti a chi instaura, sempre entro il 31 marzo 2013, rapporti di lavoro a tempo determinato di durata minima di 12 mesi. L’incentivo riguarda uomini con meno di 30 anni o donne di qualunque età, ed è autorizzato dall’Inps nei limiti delle risorse appositamente stanziate dal decreto del Ministero del lavoro. Per tutte le informazioni necessarie e per l’invio delle domande l’Ufficio Paghe e/o le Unità Operative Locali Coldiretti sono a disposizione.

inail, denuncia infortunio dipendente

Con prognosi superiore a 3 giorni il datore di lavoro ha l’obbligo di trasmettere la denuncia di infortunio all’Inail e alla Pubblica Sicurezza entro 48 ore dall’evento. Il termine viene ridotto a 24 ore in caso di infortunio mortale. Il datore di lavoro deve presentare denuncia all’Inail anche se il pronto soccorso effettua l’invio del certificato la legge 561/93 ha previsto sanzioni da Euro 1.290,00 a€ Euro 7.745,00 in caso di mancata denuncia. Gli operatori del Patronato Epaca sono a disposizione per assistervi gratuitamente nella corretta gestione della pratica

associazione in partecipazione, novità

La riforma lavoro (legge n. 92/2012) ridefinisce l’ambito di applicazione dell’associazione in partecipazione, stabilendo che, qualora l’apporto dell’associato consista anche in una prestazione di lavoro, il numero degli associati impegnati in una medesima attività non possa essere superiore a tre, indipendentemente dal numero degli associanti; non rilevano ai fini del limite numerico i casi in cui tra associanti e associati vi sia un rapporto coniugale, di parentela entro il terzo grado o di affinità entro il secondo. Sono state inoltre riviste alcune condizioni che regolano la legittimità del contratto di asso-

La risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice o dal lavoratore è sospensivamente condizionata alla convalida effettuata presso la Direzione territoriale del lavoro o il Centro per l’Impiego territorialmente competente. O in alternativa, alla sottoscrizione di apposita dichiarazione della lavoratrice apposta in calce alla ricevuta di trasmissione della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro “Unificato Lav” (entro 30 giorni dalle dimissioni il datore di lavoro deve invitare il lavoratore a convalidare).

lavoro accessorio occasionale

Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative di natura meramente occasionale definita attraverso un unico indicatore: reddito percepito dal singolo pestatore d’opera non superiore 5.000 euro nell’anno solare a prescindere dal numero dei committenti. Quanto al settore agricolo potranno continuare ad essere utilizzati sia i pensionati che gli studenti con meno di 25 anni. Per le imprese con volume d’affari ai fini IVA inferiori a 7.000 euro queste potranno utilizzare i voucher per qualsiasi attività agricola con qualsiasi tipologia di prestatore purché non iscritto nell’anno precedente agli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. I titolari di integrazione salariale o di misure di sostegno del reddito possono lavorare con LOA in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, per l’anno 2013 con un compenso massimo di 3.000 euro nell’anno solare. Resta fermo l'utilizzo, secondo la previgente disciplina, dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio, di cui all'articolo 72 del decreto legislativo n. 276 del 2003, già richiesti alla data di entrata in vigore della presente legge e comunque non oltre il 31 maggio 2013.

assunzione minori; obblighi del datore di lavoro

Gli obblighi del datore di lavoro per l’assunzione del minore: - L’età minima per l’ammissione al lavoro è sottoposta a un duplice requisito: 16 anni compiuti e istruzione obbligatoria per almeno 10 anni; se manca uno di essi non può, legittimamente, essere instaurato un contratto di lavoro, Per tutti i minori è obbligatoria la visita medica preventiva e periodica. La visita al minore potrà essere effettuata: • sia dal medico della struttura ospedaliera pubblica ovvero dell’Azienda Sanitaria Locale; • sia dal medico di base convenzionato. Il medico competente: potrà rilasciare la certificazione di idoneità di svolgimento anche di determinate attività, in alternativa al medico del Servizio Sanitario Nazionale, ancorché operante in regime di convenzione. Le Sanzioni: la violazione della normativa in materia di tutela del lavoro minorile comporta a carico del datore di lavoro l’applicazione di un sistema sanzionatorio molto pesante con sanzioni amministrative da Euro 516 a Euro 2.582 ma soprattutto penali (arresto fino a 6 mesi o ammenda fino a Euro 5.164).


la voce dicembre 2012  

mensile la voce dei coltivatori 12/2012

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