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LUCIO MARIA MORRA

PROPOSTA PER LA KUNST-STATION SANKT PETER KÖLN

SETTEMBRE 2016


PREMESSA La Settimana di ritiro spirituale, formazione e laboratorio artistico sul tema della Lotta di Giacobbe, organizzata dalla Facoltà di Storia e Beni Culturali della Pontificia Università Gregoriana di Roma presso la Kunst-Station Sankt Peter Köln (28 agosto / 03 settembre 2016) è stata per me un'esperienza molto intensa di approfondimento, di incontri e di stimoli creativi, di cui sono particolarmente grato alla promotrice, Yvonne Dohna Schlobitten, ed ai responsabili della Kunst-Station Sankt Peter, Pater Werner Holter e Dr. Guido Schlimbach, che ci hanno accolto ed assistito con ammirevole attenzione, oltre a tutte le persone che hanno partecipato e che si sono prodigate per rendere straordinario questo incontro. La Direzione della Kunst-Station ha frattanto invitato gli artisti a presentare i materiali prodotti durante la settimana di ritiro e, sulla base di quelli, la proposta di un'opera appositamente concepita per lo spazio del Sankt Peter. Ho deciso dunque di inserire tutta la documentazione richiesta in quest'unico dossier: le due relazioni preliminari presentate durante la settimana, la proposta finale e le referenze personali, mie e della mia collaboratrice Astrid Fremin. In sintesi la mia proposta, più che l'esibizione di un'opera compiuta, intende offrire l'evento di un processo artistico nel contesto del Sankt Peter, nei suoi aspetti performativi, elaborativi e tecnici, una settimana di work in progress testimoniata infine dall'allestimento di una installazione che resterà poi montata per tutto il tempo stabilito. Gli argomenti concettuali della proposta sono dettagliatamente specificati nel dossier. Il suo carattere è intriso di pittura, di colore, di concentrazione e spontaneità, di slancio fisico a partire dal raccoglimento, di azione feconda sistematica e positiva. Un'importante riflessione emersa durante la settimana di ritiro, non solo riguardo alla mia identità, ma anche al significato del ritiro stesso e della lungimirante attività della Kunst-Station Sankt Peter, concerne il ruolo dell'Arte e degli artisti in quest'epoca di incalzante cambiamento della cultura e della società umana. L'Arte oggi, per la sua qualità creativa, intuitiva e visionaria, ha un ruolo fondamentale nell'orientamento e nella progettazione di un futuro sostenibile, evolutivo, sinergico e virtuoso, nella rielaborazione dei modelli etici ed estetici, nel sostegno alla pratica della consapevolezza come superamento del sistema egocentrico. Che lo spirito del risveglio ci sostenga mentre componiamo i versi e le figure del nostro destino.

Lucio Maria Morra

SOMMARIO PRIMA RELAZIONE E PROPOSTA Settimana di ritiro spirituale, formazione e laboratorio artistico alla Kunst-Station Sankt Peter Köln, 29-08-2016

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SECONDA RELAZIONE E PROPOSTA Settimana di ritiro spirituale, formazione e laboratorio artistico alla Kunst-Station Sankt Peter Köln, 02-09-2016

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PROPOSTA FINALE PER LA KUNST-STATION SANKT PETER KÖLN Sant'Albano Stura (Italia), collaborazione di Astrid Fremin, 23-09-2016

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LUCIO MARIA MORRA Cenni biografici, contatti, riferimenti, immagini

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ASTRID FREMIN Cenni biografici, contatti, riferimenti, immagini

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PRIMA RELAZIONE E PROPOSTA

Settimana di ritiro spirituale, formazione e laboratorio artistico alla Kunst-Station Sankt Peter Köln, 29-08-2016

Per presentare la mia proposta preliminare riguardo alla lotta di Giacobbe è necessaria una breve introduzione. Una breve nota biografica. Ho studiato Matematica all'Università di Torino. Poi ho svoltato sul cammino dell'Arte e ho intrapreso la professione di pittore per 10 anni, molti dei quali vissuti in Brasile. Tornato in Italia ho avuto uno scontro con la realtà commerciale ed esclusiva dell'arte in Europa. Fortunatamente in quel periodo ho incontrato la Gnomonica, l'arte di costruire meridiane, che è diventata la mia principale attività professionale per 30 anni, anche se ovviamente ho continuato la mia eclettica produzione creativa a 360°. 4 anni fa, compiuti i 60 anni, ho deciso di riportare la libera pittura in primo piano. Attualmente sono impegnato nella produzione parallela di alcune serie: I KING, l'antico libro cinese dei mutamenti, in cui intendo rappresentare i 64 esagrammi, tutte le combinazioni di 6 linee intere (yang) o spezzate e (jin). Questi quadri, acrilico su tela, misurano 100x150 h cm. Ora sono a metà dell'opera.

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Un'altra serie, aperta, è RUPALOKA. Nella tradizione buddhista la realtà si sviluppa su tre piani, tre reami: Kamaloka, il reame del desiderio, dei sensi, la dimensione fisica; Rupaloka, il reame della forma, degli archetipi, la dimensione psichica o metafisica; e Arupaloka, il reame della non-forma, la dimensione spirituale. Dunque si potrebbe dire di questa serie che è pittura metafisica.

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Un'altra serie si intitola SHODOKA, Il canto del risveglio immediato, ispirata ad un testo della tradizione zen del maestro cinese Yoka Daishi (VII secolo). Si tratta di 48 quadri 60x60 cm. Sui fondi astratti informali sono riportate frasi del testo originale. Questi fondi li produco in occasione di zen action painting performance assieme alla scultrice e performer francese Astrid Fremin.

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Avete visto che nel mio linguaggio pittorico sono presenti 3 principali componenti: - i fondi astratti informali, che esprimono l'inconscio, la spontaneità, - degli oggetti geometrici, fluttuanti come la coscienza, la razionalità, nell'oceano dell'inconscio, - e molto spesso delle scritte, citazioni grafiche e verbali come supporto didascalico e come espediente per favorire l'unione degli opposti (i fondi informali e gli oggetti geometrici) e la composizione. Dunque anche la proposta per rappresentare la lotta di Giacobbe si inserisce in questa mia modalità espressiva. Ho immaginato un trittico, tre tele 70x210 h cm, per "narrare" la vicenda, non tanto per fissarne un momento cruciale o per proporne un'interpretazione esegetica. È una scelta puramente narrativa.

Il numero 3 è la metrica di quest'opera. Come nella musica, la marcia, 2 tempi, 2 piedi, è un movimento lineare. Nel valzer il terzo tempo sembra sbilanciarsi verso la prossima battuta, è evolutivo, è circolare. Il 2, il 4, l'8 descrivono uno spazio. Il 3, il 6, il 12 sono l'andamento del tempo. Dunque, 3 tele per narrare un racconto. Le dimensioni: l'altezza 3 volte la base. 3 gli elementi visivi delle mie pitture: gli oggetti geometrici, fisici; la scritta, il verbale, la mente; il fondo, lo spirito vasto e indifferenziato a monte del linguaggio. 3 le frasi estrapolate dal racconto biblico per ritrarre lo scontro fisico (MANSIT SOLUS ET ECCE VIR LUCTABATUR CUM EO USQUE MANE), il confronto verbale (DIC MIHI, QUO APPELLARIS NOMINE? CUR QUAERIS NOMEN MEUM?), la risoluzione spirituale (VIDI DEUM FACIE AD FACIEM, ET SALVA FACTA EST ANIMA MEA). I fondi sono scuri perché è notte, l'atmosfera è densa, è carica di energia, di bagliori, è elettrica. Nella prima tela i due oggetti, i due corpi sono avvinghiati in tensione, nella seconda si confrontano, nella terza si armonizzano a forma di croce - ho pensato all'interpretazione cristologica del Vecchio Testamento -. Mi sono accorto solo dopo averlo progettato che questi 2 oggetti sono 2 "J", come JACOB e JAVHE. Per le frasi ho scelto il latino perché è più simbolico, evocativo ("cum mortuis in lingua mortua"), ma anche in ossequio alla tradizione cristiana. 8


SECONDA RELAZIONE E PROPOSTA

Settimana di ritiro spirituale, formazione e laboratorio artistico alla Kunst-Station Sankt Peter Köln, 29-08-2016

Sulla base delle indicazioni ricevute prima di questo incontro avevo preparato una prima proposta. Poi, durante questi giorni sono emersi molti altri contenuti ed è stato fatto un percorso interiore, così ho deciso di modificare il progetto iniziale. Vorrei comunque illustrare di nuovo brevemente la prima proposta per le persone che non erano presenti. In ogni caso è mia intenzione produrre quest’opera, eventualmente per l’esposizione ai Musei Vaticani. RIEPILOGO DELLA PRIMA PROPOSTA [ vedi la pagina precedente ] NUOVA PROPOSTA In questi giorni di approfondimento e condivisione sono emerse nuove importanti riflessioni, riguardo la mia identità religiosa e la mia identità artistica, che, assieme alla conoscenza diretta dello spazio di Sankt Peter e ad una più precisa comprensione delle finalità della Kunst-Station, hanno determinato la scelta di elaborare una seconda proposta. Riguardo all’identità religiosa, in quanto monaco zen buddhista invitato in un ambito cattolico, di fronte ad un approccio intellettuale così approfondito al tema della lotta di Giacobbe, ho percepito che il problema esegetico per me non sussiste. Lo Zen è fondato sul silenzio del corpo, della parola e della mente, come dimensione naturale dell’esperienza del risveglio e base per praticare la consapevolezza nella vita quotidiana. La familiarità con il silenzio rende le parole chiare, evidenti, anche quella della Bibbia. Il Cristianesimo è fondato sulla parola, sul testo della rivelazione, sul libro. Anche pregare è "parlare" con Dio, e meditare è principalmente "pensare". Il silenzio profondo è solo un’opzione mistica - ed il suo punto di contatto con lo Zen -. Allora ho deciso di riprendere innanzitutto il soggetto di una mia prima idea, una visione avuta durante una conferenza alla Gregoriana, in cui, seduto di fronte ad uno scaffale pieno di libri, ho visto un libro vuoto fluttuare nello spazio nebuloso. Dapprima l’avevo scartata perché mi sembrava provocatoria.

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Riguardo all’identità artistica ho realizzato che in effetti non mi interessa studiare la lotta di Giacobbe perché IO SONO GIACOBBE. Non ho il problema di capire o interpretare la mia storia. Io vivo il problema concreto di lottare e sopravvivere. La mia nuova proposta è dunque quella di incarnare innanzitutto, in una prima fase, la lotta di Giacobbe attraverso una action painting performance assieme alla scultrice e performer francese Astrid Fremin. La mia versione è che Giacobbe, provocato dalla preponderante purezza dell’angelo, lotta con la materia, non per dominarla ma per riconoscerne la natura divina, e in essa la propria. Purificato lui stesso dalla lotta, logorato ma risoluto, si conforma all’angelo e l’angelo lo benedice toccando con i piedi la materia trasformata.

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Per quanto riguarda l’allestimento a Sankt Peter può trattarsi indicativamente di una fila di 5/6 pezze di tela (per esempio dei quadrati di 2x2 m) lungo la navata centrale con una pedana davanti all’altare su cui si alternano i due performer in meditazione. Durante la performance il pavimento sarà protetto da nylon. La durata della performance è di circa un’ora. Poi le tele vengono lasciate ad asciugare sul posto almeno un giorno.

Quando le tele saranno asciutte, in una seconda fase, dipingerò su una di queste tele il libro fluttuante e la scritta "il libro è vuoto" in italiano. Le altre tele verranno tagliate a strisce e su quelle strisce sarà trascritto il testo della Bibbia. In una terza fase, immediatamente successiva, tutto il materiale verrà utilizzato per formare una installazione nello spazio del Sankt Peter, come se il TESTO fosse stato generato dal LIBRO VUOTO e si fosse poi distribuito nella CHIESA.

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PROPOSTA FINALE PER LA KUNST-STATION SANKT PETER KÖLN Sant'Albano Stura (Italia), collaborazione di Astrid Fremin, 23-09-2016

In seguito all'intensa esperienza della settimana di ritiro spirituale e laboratorio artistico, ho ulteriormente perfezionato la mia proposta per presentarla in dettaglio. L'idea è quella di produrre un'opera direttamente nello spazio della Kunst-Station Sankt Peter Köln in 3 FASI SUCCESSIVE: 1) realizzazione di una action painting performance, 2) rielaborazione dei materiali, 3) montaggio di una installazione. FASE 1 - ACTION PAINTING PERFORMANCE Per la predisposizione della action painting performance verrà collocato a terra, al centro della navata centrale, un doppio telo di nylon (10x10 m) per proteggere il pavimento. In mezzo sarà posizionata una pedana (80x80x40 h cm) ed attorno ad essa 4 tele bianche di 2x3 m. Il nylon si allarga quasi 2,5 m oltre alle tele, spazio più che sufficiente per includere i materiali di pittura necessari ed evitare di sporcare. Gli spettatori possono disporsi nella zona esterna tutto attorno e ovviamente sul loggiato.

Lo svolgimento della performance è il seguente: all'inizio Astrid Fremin si siede in meditazione sulla pedana ed io per terra di fronte a lei. Ad un certo punto inizio a dipingere le tele liberamente muovendomi in senso orario attorno al centro. Quando l'azione pittorica si esaurisce, ci inchiniamo uno all'altro e ci scambiamo di posto. Io siedo sulla pedana in meditazione e Astrid cammina sulla pittura fresca. Alla fine ci inchiniamo nuovamente. Il concetto della performance, come enunciato ed illustrato dalle foto documentarie nelle pagine precedenti, è quello di rappresentare la lotta di Giacobbe, in cui il pittore è Giacobbe e il meditante l'angelo. Giacobbe, provocato dalla preponderante purezza dell’angelo, lotta con la materia, non per dominarla ma per riconoscerne la natura divina, e in essa la propria. Purificato lui stesso dalla lotta, logorato ma risoluto, si conforma all’angelo e l’angelo lo benedice toccando con i piedi la materia trasformata. La durata della performance è di circa un’ora. Supposto che la performance abbia luogo di pomeriggio, sarà necessaria la mattinata per predisporre l'allestimento, più 1 o 2 giorni successivi in cui le tele verranno lasciate ad asciugare sul posto. 13


Un video della prima edizione di questa performance, intitolata "PRIMA DI VENDERE GLI ORGANI", realizzata 17 maggio 2015 al Punto sull'Arte di Sant'Albano Stura (Italia) è disponibile su YouTube all'indirizzo https://youtu.be/gVBuOtI-Aoo. FASE 2 - RIELABORAZIONE DEI MATERIALI Quando le tele saranno asciutte verrà smontato l'allestimento della performance. Saranno allora necessari 2 giorni di lavoro ed un minimo spazio disponibile presso Sankt Peter (per esempio sul loggiato) per rielaborare le tele prodotte. Su una tela verrà dipinto il libro fluttuante e la scritta "il libro è vuoto" in italiano. Le altre tele verranno tagliate a strisce e su quelle strisce verrà trascritto il testo della Bibbia. Questi materiali saranno utilizzati per l'installazione finale. Durante questi 2 giorni di lavoro chiunque potrà assistere alle nostre operazioni. FASE 3 - INSTALLAZIONE FINALE Infine, in un ultimo giorno, verrà allestita un'installazione che resterà poi montata per tutto il tempo stabilito. Le immagini che seguono ne illustrano la struttura indicativa. L'esatta collocazione e composizione potranno essere discusse e diversamente concordate con la Direzione della Kunst-Station, nonché variate in corso d'opera. Il concetto è quello di richiamare alla verità al di là delle parole, alla trascendenza come silenziosa esperienza intima, senza la quale il linguaggio è Torre di Babele, un amaro accumulo di concetti e interpretazioni ambigue e controverse, una trasmissione adulterata . Riconoscere il silenzio dietro al testo illumina le parole. Nell'istallazione il TESTO scaturisce dal LIBRO VUOTO e si diffonde nella CHIESA. Come evidente nella Poesia, che utilizza le parole per suggerire l'indicibile, la prerogativa dell'Arte in generale è quella di avvalersi dei segni per aprire varchi e superare i limiti del linguaggio stesso, delle categorie e della coscienza personale. ULTIME CONSIDERAZIONI Questa proposta non è finalizzata alla regolare esposizione di un'opera, ma intende offrire un processo creativo nei suoi aspetti concettuali, performativi, elaborativi e tecnici, una settimana viva di work in progress nel contesto del Sankt Peter, testimoniata infine dal risultato materiale, dall'installazione. E' auspicabile che tutto il processo possa essere video-documentato e che il filmato possa essere fruito contestualmente all'installazione nel periodo del suo allestimento.

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LUCIO MARIA MORRA Cenni biografici, contatti, riferimenti, immagini

Lucio Maria Morra è nato nel 1952 a Fossano (Italia). Studia Matematica presso l'Università di Torino. Nel 1976, alle soglie della laurea, interrompe gli studi e l'esordiente carriera universitaria per dedicarsi integralmente all'Arte ed intraprendere la professione di pittore. Nel 1977 si trasferisce in Brasile, dove risiede fino al 1983. Dal 1977 al 1980 lavora in stretta collaborazione col pittore Luiz Hamen a Santos, sviluppando un'intensa attività come serigrafo. Tornato in Italia, vive stabilmente in Provincia di Cuneo. La sua feconda ed eclettica produzione nell'ambito delle arti figurative (quadri, decorazione, restauro, grafica, design, computer grafica, webmastering, ecc.) è stata continuativamente integrata da una sostanziale attività di studio e di promozione culturale. Da questa versatile prerogativa nasce nel 1984 il suo interesse per la Gnomonica, l'arte delle meridiane, che diventa nel 1986 la sua principale attività professionale. Nel 2012 decide di riportare risolutamente la sua libera produzione pittorica in primo piano. Al di là della dimensione professionale, egli stesso ha sempre interpretato il proprio percorso artistico soprattutto come un cammino interiore. Dal 1998 è monaco buddhista di tradizione Zen, discepolo del Maestro Roland Yuno Rech e responsabile del Dojo Zen Sanrin di Fossano. Lucio Maria Morra Via Trinità, 28 - 12045 SANT'ALBANO STURA - CN (Italia) +39-335-1937905 - info@luciomariamorra.com SITO INTERNET ACTION PAINTING PERFORMANCE PERCORSO D'OPERA PITTURE MERIDIANE

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www.luciomariamorra.com https://youtu.be/gVBuOtI-Aoo https://issuu.com/luciomariamorra/docs/percorsodopera http://www.luciomariamorra.com/pitture/opere.html http://www.luciomariamorra.com/meridiane/opere.html


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ASTRID FREMIN

Cenni biografici, contatti, riferimenti, immagini

Astrid Fremin è nata nel 1963 in Normandia (Francia). Dal 1991 vive in Italia, in Provincia di Cuneo. È madre di tre figli nati in Polinesia Francese e in Italia. In gioventù compie diversi viaggi formativi attraverso l'Europa, in Spagna, in Germania, a Londra, Amsterdam, Berlino, Istanbul, in Italia e Grecia. È laureata in Storia Generale dell'Arte presso la Scuola del Louvre di Parigi, con specializzazione in Arte dell’Africa e dell’Oceania. Nel 1986 si trasferisce a New York dove incontra uno stimolante ambiente artistico (Antoine Boots, Andrea Grassi, Gonzalo Fonseca) e decide di dedicarsi alla scultura. Lavora la pietra, prevalentemente il marmo. Nel 2009 comincia a realizzare ragnatele in corda di canapa che, a partire dal 2010, diventano installazioni interattive. Nel 2012 viene iniziata alla pittura poetico-visiva dal pittore Dario Damato, personalizzandone il processo in forma più corporea e interattiva. Nel 2013 realizza con altre sei donne un ciclo di grandi tele denominato DONNE SELVATICHE. Nel 2015 crea con Lucio Maria Morra la action painting performance PRIMA DI VENDERE GLI ORGANI, riutilizzando poi i ritagli delle tele prodotte per comporre un nuovo ciclo di sculture intitolate IL FRUTTO DEL NOSTRO VENTRE. Astrid Fremin +39-346-3611208 - astridfremin@gmail.com GOOGLE+ BEHANCE ISSUU FACEBOOK LINKEDIN

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https://plus.google.com/u/0/106900761948465980399 https://www.behance.net/astridfremin https://issuu.com/astridfremin https://www.facebook.com/pasta.alpesto.3 https://www.linkedin.com/in/astrid-fremin-736b3543


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Lucio Maria Morra per KSSPK (it)  

LUCIO MARIA MORRA PROPOSTA PER LA KUNST-STATION SANKT PETER KÖLN SETTEMBRE 2016

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