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METALLICA | SLASH | CANNES | GARBAGE | VASCO ROSSI | FIORELLA MANNOIA

Anno VI, n.51 - 2 maggio 2012

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/BS

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Famigliona

NEGRAMARO

Ancora concerti per la band salentina. Perché? Senza l’abbraccio della gente...

Wonderboy

TIZIANO FERRO

Tra un sold out e l’altro, TZN ci ha parlato del suo «eccitante» tour

Ritorni XL

GOSSIP

«Mi sono sottoposta a una full immersion di ABBA» dice Beth Ditto. E si sente

Celebration EXILE ON MAIN STREET 40 anni fa i Rolling Stones davano alle stampe il loro miglior album, frutto di un esilio forzato nel sud della Francia (scappavano dal fisco inglese)

Cover story

COLDPLAY

«Anche noi ci domandiamo a quale categoria apparteniamo. Ci sentiamo così piccoli rispetto ai grandi del passato! Alla fine, però, il nostro scopo è quello di essere felici della nostra musica e divertirci. In questo siamo bravissimi» Chris Martin


EDITORIALE

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www.onstageweb.com Registrazione al Tribunale di Milano n. 362 del 01/06/2007

Direttore responsabile Emanuele Vescovo

Direttore marketing Luca Seminerio

Direttore editoriale Daniele Salomone

Direttore commerciale Francesco Ferrari

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Ufficio commerciale Eileen Casieri

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G

oogle e gli altri motori di ricerca condizionano l’informazione su Internet. È un meccanismo affascinante e perverso allo stesso tempo, ma inarrestabile finchè i contenuti in Rete sono gratis. Funziona così. Gli editori (e i blogger) vivono di pubblicità e, nel web, la pubblicità tiene conto soprattutto dei numeri - rispetto alla carta il fascino e l’autorità di una testata pesano molto meno - cioè di quante persone visitano un sito e di quante pagine di quel sito vengono lette in totale. È una scienza (quasi) esatta perché Internet non mente, i numeri si possono controllare (quasi) scientificamente, sono diversi gli strumenti a disposizione per farlo. Se escludiamo le piattaforme dei quotidiani, gran parte dei siti ricevono traffico, cioè utenti, attraverso i motori di ricerca - Google è l’indiscusso leader di una nazione che dovrebbe essere democratica e invece assomiglia sempre più a una monarchia. Per dirla semplice, invece che digitare l’indirizzo di un sito perché sappiamo che lì dentro troveremo quello che cerchiamo, chiediamo ai motori di scandagliare la Rete per noi, ottenendo un ventaglio di possibilità tra cui selezionare la migliore. Ecco perché è fondamentale per un editore o un blogger (ma anche per chi vende prodotti sul web o semplicemente cerca visibilità) essere tra le prime proposte che i search engine offrono in base a quello che digitiamo. Esempio: voglio sapere cos’ha detto il Presidente della Repubblica nel discorso del 25 aprile. Ho due possibilità: entrare in un sito che conosco oppure digitare su Google le parole “Napolitano discorso 25 aprile”. Quasi tutti - non lo dico io, sono dati reali - scelgono la seconda opzione. In questo caso, i primi siti che compariranno sono quelli che avranno maggiori visite. E quindi che venderanno più pubblicità. Ecco perchè chiunque produca contenuti deve andare il più possibile d’accordo con i motori di ricerca. Come? Seguendo regole - non entro nel merito perché è noioso - che stanno trasformando il modo di fare informazione in rete: direttori, redattori, blogger, non possono più limitarsi a cercare la qualità, a scrivere bene.

Art director Eros Pasi

Devono scrivere bene per Google, altrimenti anche il migliore degli articoli ha una visibilità limitata. Questo meccanismo è un’opportunità, ma anche un limite. Le dinamiche che regolano la ricerca d’informazione attraverso i motori permettono a chiunque di lasciare una traccia sul Pianeta Internet. Blogger prima sconosciuti diventano autorevoli voci dell’informazione e piccoli editori lanciano progetti ambiziosi: sanno come farsi vedere! In questo la Rete è una risorsa d’inestimabile valore - non c’è bisogno che sottolinei quali opportunità in termini di libera informazione vengano fuori dai processi appena descritti. Il rovescio della medaglia è che i contenuti sono condizionati delle ricerche degli utenti: i siti vanno alla ricerca di click e dunque cercano di soddisfare le richiesta del pubblico, piuttosto che proporre contenuti. Certo, da quel punto in poi è fondamentale il modo in cui vengono trattate le notizie - la qualità emerge comunque - ma la funzione propositiva dei media si appiattisce verso il basso. Nessuna redazione può permettersi di tralasciare la farfalla di Belen se tutti vogliono vedere il video o leggere i commenti. Così si pubblicano milioni di pagine sull’argomento a discapito, che ne so, di un articolo su un nuovo artista che nessuno sta cercando. Generalizzo e semplifico, ma queste sono le dinamiche dell’informazione in Rete. Quindi? Quindi anche noi di Onstage ci siamo adeguati e lavoriamo in questa direzione. In pochi mesi abbiamo triplicato le visite seguendo logiche “Google friendly” e intorno alla metà di maggio rilasciamo il nuovo sito, sempre più amichevole verso i motori di ricerca. Ma non smetteremo di parlare della musica che ci piace e per continuare a farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Tutti devono sensibilizzarsi su questo tema, la qualità dell’informazione online, come per la politica, l’ambiente e tutti i temi importanti di questo momento storico, dipende da noi. Dipende tutto, sempre, da noi. Daniele Salomone

Twitter: @danielesalomone

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Caporedattore Stefano Gilardino

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Redazione Francesca Vuotto

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Editorialista Charlie Rapino Hanno collaborato

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Stampa Centro Stampa Quotidiani Spa Via dell’Industria, 52 25030 Erbusco (BS) Onstage Magazine è edito da Areaconcerti srl, via Carlo De Angeli, 3 20141 Milano www.areaconcerti.net

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Onstage Magazine on tour MAGGIO 2012

Concerti

TIZIANO FERRO 02-04-05/05 Mediolanum Forum, Milano; 10-12-13/05 Arena, Verona; 17-19/05 PalaOlimpico, Torino; NEGRAMARO: 02/05 PalaLottomatica, Roma; 14/05 Arena, Verona; 16/05 Mediolanum Forum, Milano, 18/05 PalaOlimpico, Torino; COLDPLAY: 24/05 Stadio Olimpico, Torino;

FIRENZE: Centro Commerciale I Gigli, Via San Quirico 165, Campi Bisenzio (FI) GENOVA: Via XX Settembre 46/R MILANO: Via Della Palla 2 NAPOLI: Via Luca Giordano 59 ROMA: Galleria Commerciale Porta Di Roma, Via Alberto Lionello 201 TORINO: Via Roma 56 - Shopville Le Gru, Via Crea 10, Grugliasco (TO) VERONA: Via Cappello 34

Locali MILANO Bar Magenta, Banghrabar, Biblioteca Sormani, Blender, Bond, Cafè Milano, Cargo Colonial Cafè, Cuore, Deseo, Exploit, Felice-San Sushi, Frank Cafè, Fresco Art, Grey Cat Pub, Huggy Bar, Ied, Item, Jamaica, Julien Cafè, Kapuziner, La Bodeguita del Medio, La Caffetteria, La Voglia Di, Le Coquetel, Le Scimmie, Lelephant, Magazzini Generali, Maxi Bar, Mom Cafè, Morgan’s, Pacino Cafè, Pharmacy Store, Refeel, Roialto Cafè, Salezucchero, Sergent Peppers, Skip Intro, Stardust, Sushi, The Good Fellas, Trattoria Toscana, Twelve, Union, Volo, Yguana ROMA Avalon Pub, Birreria Marconi, Cartolibreria Freak Out, Casina dei Pini, Circolo degli Artisti, Crazy Bull, Deja’Vu, Distillerie Clandestine, Express, Fata Morgana, Freni e Frizioni, Friend’s Art Cafè, L’Infernotto, Latte Più, Le Sorelle, Lettere, Cafè, Living Room Cafè, Locanda Atlantide, Micca Club, Mom Art, On The Rox, Open Music Cafè, Pride Pub, Rock Castle Cafè, Shanti, Simposio, Sotto Casa Di Andrea, Sotto Sotto, Tam Tam, Zen.O PADOVA Baessato Wine Bar

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INDICE

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Coldplay

rubriche

Mylo Xyloto è stato un grande successo. Ma se Chris Martin e soci suoneranno in uno stadio Olimpico di Torino esaurito, lo devono anche a quanto fatto in passato. Ripercorriamo la strada che ha portato gli inglesi sul tetto del mondo.

13 Jukebox L’imperdibile data dei Metallica a Udine. Ligabue presenta il suo nuovo libro e il Primavera Sound fa ballare Barcellona, mentre Slash torna con il secondo album solista.

18 Face To Face

22

Tiziano Ferro

Recordman del pop italiano, Tiziano continua a maggio il suo tour nei palazzetti (gremiti). Ce ne ha parlato, entusiasta, spiegandoci presupposti e retroscena. Per il futuro c’è tempo.

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Negramaro

Continua la cavalcata live dei salentini, che tornano con nuove date per riprendersi quella primavera che nel 2101 li ha visti in difficoltà ma solo per l’operazione di Giuliano. Intervista a Danilo e Andrea.

42

Antonacci

Le emozioni hanno sempre la musica come colonna sonora e Biagio è sempre in prima linea su questo tema. Rileggiamo il suo ultimo lavoro Sapessi dire no partendo da questa considerazione.

Onstageweb.com videointerviste

Slash Emis Killa Lisa Hannigan Young The Giant Cesare Cremonini Teatro degli Orrori Parlotones

facebook/ONSTAGE MAGAZINE twitter/ONSTAGEMAGAZINE

foto live

Tiziano Ferro Metallica Negramaro Subsonica Coldplay Antonacci Rasmus

contest

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Negramaro Mudhoney Pearl Jam (show di Praga) Nina Zilli Heineken Jammin Festival

Questo mese abbiamo incontrato Fiorella Mannoia - che ci ha raccontato il suo nuovo Sud - e Francesca Inaudi, protagonista del film Il richiamo.

44 Rock’n’fashion Il jeans non passa mai di moda. Da sempre il denim accompagna la musica e la vita di milioni di persone. Anche quella di Lana Del Rey.

47 What’s New Damon Albarn alle prese con un’opera, i Garbage con il primo disco dopo 7 anni e i Gossip con il seguito di Music For Men. E come al solito film e videogame.

54 Coming Soon Se il rock avesse un altro nome, si chiamerebbe Bruce Springsteen. Il Boss, che canta l’America come sempre a modo suo, torna in Italia a giugno.


CELEBRATION www.onstageweb.com

Era il 12 maggio 1972... ...Quando usciva, in Inghilterra, Exile On Main Street - negli Stati Uniti venne pubblicato qualche giorno più tardi (il 22 maggio). La versione rimasterizzata del disco è uscita nel 2010: neanche a dirlo, ha esordito al numero uno della classifica inglese.

ESILIO DORATO

Nel maggio del 1972 esce Exile On Main Street, album capolavoro dei Rolling Stones. Rinchiusi dentro una lussuosa villa nella Francia meridionale - per difendersi dalle pressioni del fisco inglese - gli Stones incidono il migliore disco della loro carriera, una pietra miliare del rock. Celebriamo il 40° anniversario di Exile.

I

di Francesco Cefalù - foto: Dominique Tarle

Rolling Stones sono sempre stati definiti “the gre- lenberg - fidanzata di Richards ed ex del defunto Brian Street è racchiuso nell’immediatezza con cui le canzoni atest rock’n’roll band in the world”. Per noi nati Jones - corse in macchina con parassiti vari e spacciato- vengono fuori dalla mente “assediata” di Keith. Rock alla fine degli anni Settanta - abituati ai loro show, ri, visite di Gram Parsons e William Borroughs, liti tra il allo stato puro. spesso identici, in stadi strapieni destinati inevita- chitarrista e gli altri membri della band - molti di questi All’interno di un album che, come tutti i migliori dibilmente a concludersi con (I Can’t Get No) Satisfaction e fatti sono raccolti nel libro di Robert Greenfield sui giorni schi, perde il suo fascino se non si ascolta di un fiato, i fuochi di artificio - è surreale pensare che c’è stato un di Nellcôte e nella biografia di Keef uscita nel 2010, Life. due canzoni mi hanno sempre affascinato. Rocks Off, una tempo in cui le cose stavano proprio così. In particolare, la relazione tra Keith Richards e Mick delle canzoni junkie per eccellenza, dove Mick si supera A dispetto del fatto che gli Stones sono storicamente Jagger é tumultuosa. La lussuosa vita da rockstar a cui in una combinazione di parti vocali distorte trascinata considerati una band degli anni Sessanta come i Beatles, si abbandona Mick, da poco sposatosi a St. Tropez con da un incalzante riff, e la stralunata Happy, registrata in in realtà l’apice creativo del gruppo viene raggiunto tra l’avvenente Bianca, non è proprio apprezzata dal suo quattro ore e cantata da Keith - diventerà il classico mola fine del 1969 e il 1972, con gli album Let it Bleed, Sti- Glimmer Twin. Per questo Keith è il leader di Exile, mento del chitarrista in molte delle tournée future. cky Fingers e Exile On Main Street. In particolare Dopo una sessione di remix ai Sunset Stu«Siamo solo andati nel sud della Francia per fare quest’ultimo è considerato il momento più alto dios di Los Angeles, i Rolling Stones portanella carriera della più importante rock’n’roll no Exile in tour nel 1972. È una delle tournée un disco e alla fine abbiamo semplicemente detto band di tutti i tempi. La grandiosità di Exile più decadenti della storia, documentata dal“vogliamo pubblicare tutto”» Keith Richards nasce da un esilio vero e proprio. Ritenendosi la storico e introvabile film Cocksucker Blues massacrati dal fisco inglese, i Rolling Stones si trasferi- l’anima creativa di un disco senza grandi hits (il singolo di Robert Frank. Nel frattempo, il sempre sottovalutascono nel sud della Francia, a Villa Nellcôte, tenuta affit- Tumbling Dice probabilmente non rientra tra i venti pezzi to chitarrista Mick Taylor lascia la band rimpiazzato da tata da Keith Richards vicino a Vilefranche-su-Mer - un più conosciuti degli Stones) ma che fa della mancanza di Ronnie Wood, musicista inferiore ma più in sintonia con ex comando generale nazista. Nessuno meglio di Keef compattezza e struttura il suo principale punto di forza. il demonio Keef. Inizia il periodo dei tour dei record, delpuó descrivere quel luogo: «Sopra era fantastica, sembra- Un doppio album senza una visione di fondo o un tema le mogli modelle e, in fondo, dell’aridità creativa. E forse va Versailles, ma là sotto, in cantina, era l’Inferno dantesco». portante tipo le rock operas degli Who. «Siamo solo an- è anche per questo se quell’esilio dorato e delirante resta In quelle diaboliche stanze seminterrate inizia un vero dati nel sud della Francia per fare un disco e alla fine abbiamo il momento migliore dei Rolling Stones e a quarant’anni e proprio delirio. Sessioni notturne organizzate in base semplicemente detto “vogliamo pubblicare tutto”» dice Mr. di distanza, un tassello decisivo nel grande puzzle del ai risvegli dai torpori eroinomani di Keith e Anita Pal- Richards qualche tempo dopo. Il fascino di Exile On Main rock. Buon compleanno, Exile.

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Musica, moda, cultura, spettacolo, cinema

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Luciano Ligabue torna alla narrativa con una raccolta di racconti in cui traccia, come segni a matita, personaggi e ricordi, tra realtà e fantasia. Ricordando Tondelli.

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Il Festival di Cannes vedrà il “nostro” Garrone portare la bandiera italiana tra star come Sharon Stone, Angelina Jolie e Brad Pitt.

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Musica

Myles Kennedy (frontman degli Alter Bridge) accompagna Slash in un viaggio che parte dal nuovo album Apocalyptic Love e arriva in Italia, al Gods Of Metal di giugno.

le fotroto DEI ce del con LLICA su META .COM

PAST BUT TRUE

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Sono passati vent’anni - ventuno a dire la verità - dall’uscita del Black Album, il disco che trasformò i Metallica da band metal in qualcosa di molto più grande, che resiste ancora oggi. Ne sono consapevoli anche James Hetfield e soci, che non a caso hanno deciso di celebrare la ricorrenza con un tour che passa anche dall’Italia (il 13 maggio a Udine). di Claudio Morsenchio - foto: Francesco Prandoni

C

orreva l’anno 1991. In America si usciva lenta- fino a quel momento dalla band. L’album entra diretta- so a sonorità hard. Proprio per questo il Black Album merita, mente da un decennio mai troppo apprezzato mente al numero uno delle classifiche statunitensi, scon- a distanza di vent’anni dall’uscita, un tour celebrativo. in termini musicali, e il movimento grunge volgendo tutto il mondo del rock americano e non solo: Che passerà anche dall’Italia - unica data il 13 Maggio allo cominciava seriamente a rumoreggiare. Dopo Enter Sandman, Sad But True, Nothing Else Matters, sono le Stadio Friuli di Udine. I four horsemen portano dal vivo una serie di lavori di assoluto rilievo nel panorama metal, hit che da quel momento in poi cominciano a rimbalzare tutto l’album nero, per la gioia di coloro che l’hanno api Metallica si erano assicurati un posto nell’Olimpo della costantemente nelle radio entrando nelle teste e nei cuori prezzato in quel magico 1991 e per i nuovi seguaci che anmusica rock più sfrontata e chiassosa: una delle loro carat- dei giovani. Il cambiamento è radicale, anche se la band cora oggi si radunano in massa per i concerti dei Metallica. teristiche principali era la velocità di esecuzione Questo tour è una nuova occasione per cristaldelle canzoni, composte da riff al fulmicotone, «Leggo che siamo primi in classifica ma è solo un lizzare il mito. James Hetfield e soci sono reduci dirompenti assoli di chitarra, liriche irriverenti e numero su un foglio di carta. Essere parte di tutto da un tour acclamato con Slayer, Megadeth e Anmelodie tamarre, incastonate tra tempi dispari e - ha toccato anche il nostro paese la scorsa questo mi nausea. Vorrei essere dove nessuno mi thrax, brusche accelerazioni. Master Of Puppets, uscito estate - ma anche da una discussa collaborazione qualche anno prima, era l’album che meglio rap- può trovare e fare cose come bere qualcosa al bar o con Lou Reed che ha partorito un ultradiscusso andare in campeggio» James Hetfield presentava tutto questo. È l’incontro con il creaalbum (Lulù). Per evitare di percorrere nuove ritivo produttore Bob Rock, illuminato menestrelschiose strade inedite, la band ripesca ancora una lo del suono hard, a cambiare per sempre la storia della non sembra esserne troppo felice. «Leggo che siamo primi in volta dal passato per essere credibile nel presente: uno band. classifica - diceva James Hetfield allora - ma è solo un nume- sport praticato da molti oggi, ma solo da pochi in modo Il Black Album vende 30 milioni di copie e porta i Me- ro su un foglio di carta. Essere parte di tutto questo mi nausea. eccellente. I Metallica sul palco restano degli instancabili tallica al successo planetario fuori dai confini metal. La Vorrei essere dove nessuno mi può trovare e fare cose come bere fuoriclasse - come del resto sono stati in tutti questi 30 anni tecnica di registrazione, la timbrica degli strumenti e la qualcosa al bar o andare in campeggio». di carriera - mentre dallo studio non sono più usciti con potenza del suono sono ancora oggi istruttivi riferimenAnche se i fan più fedeli ed oltranzisti lo considerano un niente al livello del Black Album. Quindi la cosa migliore ti. Le composizioni si fanno più lente e brevi, i testi leg- “tradimento commerciale”, quel disco è da molti conside- che possono fare oggi è ripescare quel disco e suonarlo germente più smussati, compaiono (una vera sorpresa) rato il vero capolavoro dei Metallica, trasversalmente attra- dal vivo - unendo i loro punti di forza attuali. Cos’altro anche le chitarre acustiche, mai considerate seriamente ente ed affascinante, anche per l’ascoltatore meno propen- chiedergli di più dopo tutto questo tempo?

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Cultura

Musica

CHE RUMORE FA L’AMORE?

Destinazione Barcellona

Ligabue appoggia la chitarra, scende dal palco, si siede accanto a un falò, sotto una luna gialla, e torna alla letteratura. Il rumore dei baci a vuoto è un’altra grande prova per l’artista di Correggio, che libera le parole (e i personaggi che frullano nella sua testa) senza le restrizioni della forma canzone. di Marcello Marabotti

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opo le grandi esperienze con il romanzo prima (Fuori e dentro il borgo, La neve se ne frega) e con la poesia poi (Lettere d’amore nel frigo), Ligabue pubblica una raccolta di racconti. Una voce distante dal rocker e dal cantante che, insicuro verso la narrativa, riconduceva la canzone allo spazio della prosa e della poesia. «Questi sono racconti che ho scritto negli ultimi due/tre anni - ha detto Luciano intervistato da Fazio a Che tempo che fa - scrivo per il gusto di farlo, e mi piace pensare che lo si legga». Il risultato è un libro carico di emozioni, profili tratteggiati a matita che rimangono, però, impressi negli occhi del lettore. Ci sono due ragazzini che sfidano il mistero di una casa in apparenza abbandonata per scoprire se esiste davvero il matto del paese, Bedini, con un finale a sorpresa. È solo un particolare della collana intrecciata da Luciano, perché Il rumore dei baci a vuoto - titolo che riprende il settimo dei tredici racconti e si rifà al tipico modo di richiamare i gatti domestici - propone anche un’interessante riflessione sui rapporti nelle coppie e nelle famiglie, come nel racconto d’apertura, in cui un cane - preso di mira dalla sfiga rischia di far saltare un rapporto matrimoniale.

Ligabue, al contrario di quello che tradizionalmente si associa alla figura del rocker, non ha avuto una vita disastrosa, anzi la sua esistenza è stata serena grazie a una famiglia unita, persone fantastiche che hanno vissuto insieme con amore. Luciano ha preso coscienza solo molto tempo dopo, da adulto, che l’Amore non sempre è un tratto che rimane, provandolo anche sulla sua pelle. Ed ecco allora due racconti come Lo vuole vedere e Pioggia di stelle, ispirati ai suoi genitori, e all’amore che li ha legati. Anche la scrittura ha beneficiato della crescita narrativa di Luciano, che ha messo in pratica l’insegnamento di un altro grande scrittore di Correggio, Pier Vittorio Tondelli: «Per dieci anni ho cercato di scrivere canzoni, come De Gregori e Guccini: c’ho messo tanto tempo per rendermi conto di quali baggianate avessi prodotto. Ho dovuto avere un’illuminazione, grazie a Tondelli: mi ha insegnato che se posi lo sguardo su una cosa, per quanto anonima sia, e la racconti con l’affetto e il tuo punto di vista, prende vita. Lui faceva lo stesso, raccontava di personaggi e angoli del nostro paese che per me erano anonimi e nel momento in cui li vedevo nel suo libro, prendevano vita. Lì, ho pensato: è questo che deve fare uno come me». Missione compiuta, Liga.

Musica

Allegro erotico Stomp

Dopo aver girato il mondo con il loro show ed impressionato per intensità e potenza, arriva anche da noi lo spettacolo ecologico della compagnia Stomp, che combatte lo spreco urbano a colpi di bidoni. di Marcello Marabotti

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n gruppo di percussionisti che usano il corpo e gli oggetti più comuni del quotidiano per creare una performance unica di teatro “fisico”. Con la violenza e l’intensità del ritmo, Stomp mette in scena il suono dei nostri giorni, con un’intensa ritmica che riproduce i rumori e le sonorità della civiltà urbana contemporanea. Senza trama, personaggi rigidi né parole, lo spettacolo è fatto da ballerini formidabili, percussionisti capaci di far prendere vita a bidoni della spazzatura, pneumatici, lavandini, scope, spazzoloni, riciclandoli, per un’esplosione artistica in grado di rappresentare il ritmo che scandisce il vivere del nostro tempo. Il progetto nasce nel 1991 a Brighton, Inghilterra: un’idea, una filosofia più che una compagnia, frutto delle menti di Luke Cresswell e Steve McNicholas, poi portata in giro per il mondo, da Broadway a Parigi (dove lo spettacolo è rimasto per 43 settimane), da Los Angeles a Tokyo. Un concerto rock, un rito tribale, una performance teatrale, un passaggio continuo di treni della metropolitana nell’ora di punta in

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un unico, straordinario continuum musicale che sfida lo spreco urbano con il più coinvolgente umorismo del cinema muto preso in prestito alla Pop Art. Ora, Stomp arriva in Italia, per una serie di date imperdibili. Lo spettacolo è, infatti, in scena dall’1 al 13 maggio al Teatro Brancaccio di Roma e dal 15 al 27 maggio al Teatro Nazionale di Milano.

Anche quest’anno, dal 30 maggio al 3 giugno, la capitale della Cataluna ospita il Primavera Sound, festival dedicato all’avanguardia musicale. Ci saremo anche noi di Onstage, che seguiremo l’evento con un blog sul nostro sito. di Emanuele Mancini

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uest’anno, per la prima volta, seguiremo il San Miguel Primavera Sound di Barcellona sul sito di Onstage, tramite un blog creato ad hoc - anticipazione della sezione Blog di prossima inaugurazione - condividendo in tempo reale il reportage dei concerti più importanti, con recensioni, foto e video. Il Primavera Sound è un festival nato nella città catalana nel 2001 come rassegna di musica elettronica e, giunto ormai alla sua undicesima edizione, è riconosciuto come una delle manifestazioni di musica alternativa e d’avanguardia più importanti al mondo, con più di cento artisti in cartellone e una media di affluenza di oltre centomila persone. Si svolge prevalentemente nella vastissima area del Parc del Forum, costruita nel 2004 in riva al mare in occasione del Forum universale delle Culture, ma prevede anche una serie di eventi satellite sparsi per tutta la città. La novità è che durerà un’intera settimana, fra showcase e eventi speciali, anche se i concerti principali si concentreranno dal giovedì alla domenica. I nomi previsti per l’edizione 2012 sono, come al solito, il non plus ultra del rock, dell’elettronica e dell’avanguardia internazionale: Björk, The Cure, Wilco, Justice, Kings of Convenience, Yo la Tengo e molti altri. Vi consigliamo di fare un giro sul sito ufficiale per rimanere sbalorditi di fronte alla lista completa dei partecipanti (www. primaverasound.com). Se volete sapere tutto - o quasi - del festival più atteso dell’anno, cercate il Blog del Primavera Sound sul nostro sito. Ci vediamo a Barcellona. SEGUI IL A ER PRIMAV L SU FESTIVA eb.COM

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Cinema

IL FESTIVAL D’ORO

L’edizione 2012 del Festival di Cannes - dal 16 al 27 maggio - è la sessantacinquesima. Anche quest’anno, nonostante lustrini e paillettes siano sempre più importanti per riversare l’attenzione dei media sull’evento cinematografico, il concorso resta di alto livello. Merito dei film in gara, tra cui Reality del nostro Matteo Garrone. di Antonio Bracco

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con questa edizione il conto arriva a 65. Non è il più lon- Uno ha per attore principale Robert Pattinson, l’altro vanta nel gevo, ma resta e per molto tempo ancora resterà il più cast la presenza di Kristen Stewart. È un caso che i due idoprestigioso. Il Festival di Cannes celebra il cinema raf- li delle masse giovanili, grazie ai film della serie di Twilight, finato, quello dell’élite dei più stimati autori contemporanei, siano entrambi al Festival in film diversi? Certo che non lo è. pochi privilegiati che ancora osano sfidare i film commerciali Ma da buoni nazionalisti gli organizzatori non si fanno scape l’intelligenza del pubblico. Sulla Croisette però lo snobismo pare neanche i monumenti del proprio cinema: Isabelle Hupsi fonde a meraviglia con il divismo. In quei dodici giorni di pert, Michel Piccoli, Jean Louis Trintignant, Juliette Binoche, maggio, Cannes si trasforma in un’acquasantiera di fashion e Mathieu Amalric e Audrey Tautou sono tutti presenti con un glamour di dimensioni tali da oscurare quasi la competizione film in concorso, mentre l’attrice di The Artist Bérénice Bejo è la per la Palma d’Oro, ma per una buona causa e comunque non madrina di questa edizione. a ridosso della cerimonia di premiazione. Nessuna lamentela sul fronte italiano. Un estremamente A far rizzare il flash dei fotograonorato Nanni Moretti, incaricato «Come spettatore conservo fortunatamente di presiedere la giuria, ricorda a se fi quest’anno toccherà a Sharon la stessa curiosità di quando ero più Stone, onnipresente cerimoniera stesso che “come spettatore conserdel galà dell’AmFar, a Angelina vo fortunatamente la stessa curiosità giovane. Per me è un grande privilegio Jolie, che se non accompagna un di quando ero più giovane. Per me è intraprendere questo viaggio nel cinema film accompagna il suo Brad proun grande privilegio intraprendere contemporaneo mondiale» Nanni Moretti tagonista di Killing Them Soflty di questo viaggio nel cinema contempoAndrew Dominik, e alla restaurata Nicole Kidman, assente dai raneo mondiale”. Onori e auguri anche a Matteo Garrone (Gran tempi di Dogville nel 2003, che è nel cast di The Paperboy di Lee Premio della Giuria proprio a Cannes nel 2008 per Gomorra) Daniels. I nomi di respiro internazionale hanno proprio quella regista di Reality, selezionato anch’esso per la sezione compestrategica importanza di tenere a fuoco il concorso in mezzo titiva. Inoltre i nuovi lavori dei maestri, ognuno a suo modo, alla bolgia di eventi, sottoeventi, sezioni collaterali, mercato, Dario Argento e Bernardo Bertolucci, rispettivamente Dracula party esclusivi, celebrità non ufficialmente invitate in cerca 3D e Io e te, vengono presentati fuori concorso. E ancora, il cadi visibilità. Oltre ai due film citati, concorrono per la Palma polavoro di Sergio Leone C’era una volta in America è presentato d’Oro Cosmopolis di David Cronenberg e On the Road di Walter in una versione redux della durata totale di 269 minuti, come è Salles. Il primo è tratto dall’omonimo romanzo di Don DeLillo, sempre stato nelle intenzioni del regista prima che i distributoil secondo dall’arcinoto viaggio esistenziale di Jack Kerouac. ri nel 1984 gli imponessero consistenti tagli.

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London calling di Charlie Rapino - Produttore discografico

Rock is dead

(Oliviero Toscani Rules)

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uidare una Thunderbird da Los Angeles a Palm Springs è una libidine. Non ho mai capito perché queste auto sono belle solo sotto la luce della California. Ti fanno sentire come Elvis, o Sinatra, in Europa al massimo puoi aspirare a Bobby Solo, o Little Tony. Misteri della luce, appunto. Sgommando nel deserto arrivo a Indio, per i tre giorni di Coachella. È (forse) l’unico festival che riesco a sopportare. Ho sempre pensato che i festival siano lager del divertimento, marketizzazione bocconiana di una delle poche cose sincere che ci hanno lasciato gli anni 60: gli hippy. Coachella è onesto, anche se non mancano le celebrità di turno e c’e’ un senso di totale disorganizzazione. Il suono dei tendoni si sovrappone a quello dei palchi: vince chi spara più watt. Libido della cacofonia! Mentre guardo quello che dovrebbe essere il gruppo più cool degli USA, i Black Keys, in mezzo alle celebrities nel backstage - tutti vestiti cool vengo assalito da un’orda di suono dalla tenda accanto. Un po’ come se una cavalleria d’assalto tartara aggredisse le mie orecchie. Seguo le galline californiane in bikini (fa freddo, ma sai come è...) che si dirigono nel tendone dove Madeon, un ragazzo parigino di neanche 18 anni, sta sparando un dj set allucinante, ad un wattaggio di dimensione apocalittiche. Chicks and guys che se ne fregano di me, dei loro genitori, dei vippettini e dei loro pass del cazzo. This is reality, man! Ero su Madeon circa due anni fa. Il manager me lo presentò e rimasi fulminato, ma quando lo proposi ad una etichetta, mi guardarono come se fossi un ufo (guidano Audi, dopotutto, che ti aspetti). Ora, I Black Keys e i Radiohead sono ok. In verità non sono male, ed è questo il problema! “Non sono male”, mentre Madeon è eccellente! E in questo gioco, come per le auto, funziona solo l’eccellenza. Mi vengono in mente le parole di Oliviero Toscani, un genio, nella prefazione del libro di Raffo Ferraro, On The Rocks: «Per noi la musica che aveva più di 6 mesi era vecchia. E figuriamoci se potevamo ascoltare quella di chi aveva trent’anni più di noi. Quando io avevo l’età di Raffo, detestavo tutto ciò che apparteneva alle generazioni precedenti. Oggi non è così». Hendrix, Morrison, gli Stones, Lou Reed, Dylan, Neil Young, Janis Joplin, il sesso, la droga, il rock’n’roll: tutto cotto e stracotto. Andato. Finito. La nostalgia è inutile e deleteria. Non fidarti di nessuno al di sopra dei 30 anni, dicevamo noi. Ogni generazione deve inventare qualcosa di nuovo. Bisogna essere dei PAZZI a invitare oggi i “cantanti” e le loro fottute chitarre in un festival in mezzo al deserto californiano che dovrebbe offrire il meglio. Pazienza, con la Thunderbird aperta torno a Palm Springs, nella notte stellata. I musicisti, le chitarre, oggi? Roba da democrazia, roba da Repubblica! Oliviero Toscani for president!

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JUKEBOX

www.onstageweb.com

Musica

APOCALYPTIC HERO

A distanza di due anni dall’esordio solista, Slash pubblica Apocalyptic Love, album che vede la partecipazione di Myles Kennedy degli Alter Bridge. Lo abbiamo incontrato per saperne di più. di Marcello Marabotti

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hitarrista, compositore, produttore e cinematografico, membro dei Guns N’Roses dal 1985 al 1996 - con Axl Rose ha scritto brani immortali - e dei Velvet Revolver. Ma non servono tutti questi “titoli” per presentarlo. Slash è Slash. È un pezzo di storia del rock. E non si ferma mai. Il suo nuovo progetto, Apocalyptic Love, è il frutto dell’ultimo tour con Myles Kennedy, frontman degli Alter Bridge. I due si sono trovati talmente bene da continuare la prolifica collaborazione. «Non ho dubitato nemmeno per un secondo che il mio nuovo album sarebbe stato inciso dai ragazzi con cui ho diviso il palco l’anno scorso» ha raccontato durante la conferenza stampa di fine aprile a Milano. «Apocalyptic Love nasce proprio dal feeling che si è creato tra me e Myles, Brent (Fitz, batterista, ndr) e Todd (Kerns, basso, ndr). Sono molto importanti per me, per questo ho deciso che il loro nome dovesse comparire sulla copertina del disco».

Dopo l’ingresso dei Guns N’Roses nella Rock’N’Roll Hall Of Fame, a cui ha partecipato nonostante qualche dubbio, è inevitabile chiedergli di Axl, che ha rifiutato l’invito della prestigiosa istituzione. «Ho una regola non scritta secondo la quale io non parlo di lui. Così mi evito un sacco di complicazioni». Chiarissimo. Meglio tornare sul nuovo progetto solista, parlando per esempio del curioso “Slash Box”: il produttore Eric Valentine, conoscendo l’insofferenza del chitarrista per le cuffie audio, si è inventato una stanza insonorizzata dove Slash può alzare al massimo il volume. Nel frattempo gli altri della band lo accompagnano dalla stanza accanto (per capirne di più cercate la videointervista sul nostro sito, onstageweb.com). Apocalyptic Love è un altro pozzo di musica dal quale attingere in vista dell’imminente tour. A breve il guitar hero partirà per un viaggio live che passerà anche in Italia a giugno, per il Gods Of Metal 2012.

Agenda

LIVE

Gli appuntamenti imperdibili di maggio selezionati per voi da Onstage.

BUGO 04/05 Torino, 05/05 Mortegliano (UD)

LA VIDEO GUARDA VISTA A INTER H SU SLAS b.COM e

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onstag

MARCO MENGONI 04/05 Catania, 05/05 Palermo, 11/05 Varese, 14/05 Verona, 16/05 La Spezia, 22/05 Treviglio (BG), 24/05 Ferrara, 26/05 Civitanova Marche

NINA ZILLI 05/05 Torino

Cultura

Bologna rock

Come recita il sottotitolo, Largo all’avanguardia è “la straordinaria storia di 50 anni di musica rock a Bologna”, una città che ha regalato all’Italia parecchi nomi importanti e blasonati e che ancora possiede una scena sotterranea tra le più attive. di Stefano Gilardino

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a firma di Oderso Rubini (e di sei esperti giornalisti bolognesi), curatore del libro Largo all’avanguardia (Sonic Press, 25 euro), è un valore aggiunto, vista la sua importanza come discografico - la celebre Italian Records era opera sua - e agitatore culturale; rende questo tomo di oltre 400 pagine una lettura obbligatoria per chiunque abbia a cuore le sorti della scena underground, ma non solo, della Penisola. Bologna, per molti anni, è stata uno dei centri focali del rock italiano: negli anni Sessanta, quando operavano gruppi beat come i Judas o nascevano cantautori fuori dagli schemi come Lucio Dalla, ma soprattutto dai Settanta in avanti. La lotta studentesca e la nascente scena punk furono la miccia che accese le cantine di tutta la città, con gruppi come Skiantos e Gaznevada a infiammare palchi e sale prove.

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Fu proprio l’Italian Records a documentare un periodo irripetibile, ancora oggi tra i più amati e rimpianti. Largo all’avanguardia, nel suo lunghissimo viaggio, riesce a immortalare in maniera brillante tutte le sfaccettature di una città in continuo movimento, dal punk/new wave dei Settanta all’hip hop de L’Isola nel Kantiere di Deda e Neffa, dal beat degli avvoltoi al rock dei Massimo Volume. Trovate proprio tutto all’interno di questo volume, che sia una citazione o un lungo articolo, a seconda dell’importanza del progetto: dalle band ai locali cittadini storici (Link, Il Covo, Livello 57...), fino alle etichette indipendenti (Italian, Irma, Base Records, Attack Punk...). Un ricchissimo apparato iconografico rende Largo all’avanguardia un lavoro straordinario, l’opera definitiva sul rock a Bologna.

PINO DANIELE 03/05 Reggio Emilia, 05/05 Bologna, 07/05 Torino, 10/05 Bergamo, 13/05 Milano, 20/05 Brescia, 28/05 Genova

THE RASMUS 16/05 Milano

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FACE2FACE I biglietti del tour di Fiorella Mannoia sono in vendita presso i negozi Fnac!

FIORELLA MANNOIA

Il nuovo progetto artistico di Fiorella Mannoia - cominciato con un disco (Sud) e proseguito con un tour che da marzo a maggio copre tutta l’Italia - nasce da un presupposto: la verità non è per forza quella che ci spacciano come tale. Bisogna ascoltare più voci, verificare le fonti, indagare le informazioni che ci vengono indicate come uniche. È la strada verso la libertà. Ne abbiamo parlato con la cantante romana tra una data e l’altra del Sud Tour.

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di Francesca Vuotto - foto: Sebastiano Bontempi

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03/05 Bari, 05/05 Pescara... Il calendario completo del tour di Fiorella Mannoia su onstageweb.com

’ultimo disco di Fiorella Mannoia, Sud, è stato Meridione. è stato un attimo poi allargare il pensiero e la te le notizie che ci arrivano dagli organi di informazione scritto partendo da una nuova considerazione denuncia a tutti coloro che nel mondo subiscono la stessa istituzionali. Perché quest’ultime devono essere sempre della storia del Meridione d’Italia, che è diven- sorte da secoli e secoli. accettate come vere a priori? Siamo veramente liberi solo tata poi il pretesto per puntare l’attenzione su Tornando alla situazione italiana, questa nuova pro- se non diventiamo schiavi di un unico punto di vista. tutti i sud del mondo. Si sviluppa come un crescendo di spettiva apre inevitabilmente il dibattito sull’educazione La denuncia è uno dei fili conduttori del disco. Ma i denuncia delle difficili condizioni in cui vivono tante per- scolastica e sul mondo dell’informazione in generale. toni sono sobri e composti, come accade sempre nelle tue sone, primi tra tutti quelli che sono costretti a lasciare il Io penso che l’informazione al giorno d’oggi non sia del canzoni, nonostante la grande carica emotiva dei brani. loro paese, che raggiunge il culmine con la canzone Non tutto libera. Ci sono fatti di cui veniamo a conoscenza solo Io credo che si possa dire tutto con educazione e rispetto. è un film - scritta da Frankie HI-NRG, nel disco è cantata ora, anche a cent’anni di distanza, e chissà quanti non ne Canto alla mia solita maniera, e la carica maggiore l’ho in duetto proprio con il famoso MC. Il pezzo si è appena abbiamo ancora scoperti - basti pensare alla sentenza del lasciata a Frankie HI-NRG con Non è un film. L’ho chiamaaggiudicato il Premio Amnesty Italia, che l’organizzazio- processo sulla strage di Piazza della Loggia, a Brescia (gli to apposta perché sapevo che avrebbe parlato in maniera ne non governativa indipendente assegna ogni anno al imputati sono stati tutti prosciolti proprio qualche giorno diretta e sarebbe andato al cuore del problema, nessuno migliore brano sul tema dei diritti umani. Ma l’attenzione prima dell’intervista, ndr). Tante delle informazioni che ci meglio di lui avrebbe potuto fare in quel modo. Anche di Fiorella Mannoia per chi è meno fornelle altre canzoni si tratta il tema dell’im«Le notizie che si trovano in Rete vanno verificate, tunato non si limita ai testi delle canzoni. migrazione, ma con metafore e immagini, In tour, infatti, la cantante romana è afmentre Frankie ci è andato giù duro. ma anche quelle che ci arrivano dai media istituzionali. fiancata sul palco dai ragazzi del Projecto Per interpretare quel brano hai dovuto Siamo veramente liberi solo se non diventiamo schiavi Axè, che in Brasile si occupa di recuperaadeguarti al rap. È stato difficile impadi un unico punto di vista» re i giovani di strada attraverso una prorare a cantare in modo così diverso dal posta pedagogica che li aiuta ad inserirsi nella società. arrivano sono manipolate. Internet in questo senso è un solito? Hai presentato Sud spiegando che è nato dalla lettura grande aiuto, penso che al momento sia il mezzo più utile Non sapendo rappare, ho provato e riprovato finchè non del libro di Pino Aprile, Terroni. Quelle pagine ti hanno e proficuo per fare e avere libera informazione, anche se ho trovato questa formula che è una buona via di mezmostrato una nuova versione della questione meridionale purtroppo è utilizzato solo al 2% delle sue potenzialità, zo, accettabile direi. è stata una sfida, ma considerando e della nostra storia. Quale versione? così come capita anche con il cervello umano. La maggior la canzone credo che l’avrei fatto comunque, anche solHo constatato che l’Unità d’Italia non è avvenuta come ce parte delle persone usa la Rete per socializzare, e va be- feggiando. la insegnano a scuola e per me è stato scioccante. Non sa- nissimo, ma potrebbe essere sfruttata meglio, ad esempio Durante il concerto di Torino, Frankie ti ha dedicato a pevo che il nostro Sud prima dell’annessione fosse ricco, per far venire a galla le notizie che ci nascondono. Bisogna sorpresa una canzone scritta apposta per te. Un bel regalo opulento, moderno e all’avanguardia, non sapevo che i aprire la mente e cominciare a dubitare di quello che viene di compleanno (Fiorella è nata il 4 aprile, ndr)! briganti fossero resistenti e non criminali, ignoravo il ba- raccontato dai media, è una ginnastica che forse in futuro è incredibile, ci avrà messo mezz’ora a comporla e in pogno di sangue e il saccheggio che questa parte del nostro ci porterà ad essere più liberi, anche nelle nostre scelte. chi minuti mi ha fatto un ritratto bellissimo. A parer mio è Paese ha subito con il Risorgimento. Da questi elementi Ovviamente poi ciò che si trova in Internet va valutato e il più grande di tutti! Gli altri non me ne vogliano, ma nel è scaturito il disco, che è anche un doveroso omaggio al verificato, ma in fondo tanto quanto andrebbero verifica- suo genere sta un palmo sopra a tutti.

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FRANCESCA INAUDI

Bellezza fuori dal comune, attrice di riconosciuto talento, Francesca Inaudi è stata scelta da Francesco Renga come sua musa nel video del singolo di Sanremo, La tua bellezza - seconda esperienza musicale dopo quella con Max Pezzali per la clip di Il mio secondo tempo -, ed è protagonista de Il richiamo, pellicola di Stefano Pasetto dall’11 maggio nei cinema italiani. Un film girato in Sudamerica, continente che le ha permesso di scoprire una verità assoluta sulla musica. di Antonio Bracco

è

una passione travolgente tra due donne quel- proprio lì, come Che Guevara. È un luogo incredibile. lissima. Ci sono delle alchimie che si creano se ti trovi nel la che racconta Il richiamo. Il film è già stato I politici dicono che l’Italia sia ormai uscita dal peri- posto giusto al momento giusto. L’emozione che ho sentito distribuito all’estero, perché questo ritardo per colo dalla recessione ma, sentendo la gente comune tra è stata così potente che ho reagito come quando leggo una vederlo in Italia? difficoltà e sacrifici raddoppiati, l’incubo di finire come buona sceneggiatura, che mi si apre un mondo immaginaPurtroppo ha una lunga storia. L’abbiamo girato tre anni l’Argentina riaffiora... rio dietro ad un personaggio. fa, quasi quattro. Spesso accade che alcuni film italiani Io da attrice vivo nella condizione perenne del “chissà se Come si è creata questa sintonia? debbano fare giri molto larghi per arrivare al pubblico, per c’è lavoro domani”, quindi in questo periodo ho doppia- Lui ha capacità come attore, si vede nel video. La situaziomotivi imponderabili. Al di là della storia che racconta, mente ansia, doppiamente paura. Il tasso di depressione ne, le parole della canzone... ridevo e piangevo insieme. Il richiamo parla di rapporti umani, di amore, femminili- è in aumento, i giovani dicono che è inutile cercare lavoro Era come se lui cantando materializzasse in me il testo deltà, depressione, paura, dell’incapacità di comunicare con perché tanto non c’è. È una situazione terribile. Per noi è la canzone. Cantava in playback sopra la canzone e a me l’altro. È un film molto “alto”, forse per questo ha avuto diventata una piaga, una piaga assistita, direi. Ho l’impres- arrivavano entrambe le voci, l’emozione si è raddoppiata. qualche difficoltà. sione che invece di essere aiutati a reagire, siamo anestetiz- È stato come costruire Pinocchio e vederlo camminare. Chi sei nel film? Quali artisti ti aprono un mondo quan«Una vita senza musica è vuota. Una delle cose Lea, una ribelle. Una donna che non ama do li ascolti? che ho scoperto in Patagonia è che il silenzio non esiste. essere inquadrata dentro una condizione Per me la musica è legata ai diversi periodi di normalità. Si autodefinisce strana. Per della mia vita. De André fa parte della mia Ascoltavo il vento, gli animali, il mare. Non può esserci riuscire ad accettarsi deve fare un viaggio infanzia, mia madre mi cantava Via della una vita senza musica» durante il quale incontra un’altra donna croce come ninna nanna. Per restare sulla che sta facendo il suo di viaggio. S’incontrano in un par- zati. Il fatto di non poter toccare con mano il crollo, di non musica italiana, passo dai Tiromancino a Tenco a Mina, ma ticolare momento della loro vita e ne percorrono un tratto essere in ginocchio, di vivere in questo limbo in cui ci viene non ho limiti. Può non piacermi un cantante e magari una insieme. detto “no, non siamo in crisi”, poi “sì, siamo in crisi” altera sua canzone mi fa impazzire. O un brano che non incontra Il film si svolge in Sudamerica. Ci hai trascorso un po’ la percezione del reale pericolo. Sì, siamo in crisi adesso. il mio gusto corrisponde al mio percorso del momento. La di tempo. Come sei stata? La roba costa troppo, la gente non ce la fa, non c’è lavoro, ti musica è qualcosa di mobile, è legata alle emozioni. Meravigliosamente. Quando ci siamo andati, l’Argentina ridono in faccia se hai 25 anni e chiedi un colloquio. Con quale musica internazionale sei cresciuta, invece? stava finalmente tornando a vivere un benessere economiNel videoclip di La tua bellezza di Renga sei sempre in Un miscuglio assurdo: Beatles, King Crimson, Barbra co, la gente riusciva di nuovo ad avere i soldi per comprar- primo piano, l’immagine ti mette a nudo fisicamente ed Streisand. Per me a 14 anni era il massimo sparare i Sepulsi la macchina. Adesso è un paese in fermento culturale, emotivamente, mentre Francesco canta sullo sfondo. Non tura alle 8 del mattino. I Radiohead successivamente. Sono politicamente in evoluzione. Vent’anni fa gli abitanti di si direbbe che tu stia recitando, sembra tutto genuino. una consumatrice di musica e spazio molto. Anche la clasBuenos Aires si lamentavano perché era una città che non Io sono amica di Ambra (Angiolini, compagna di Renga, sica, quando devo ricaricare le pile metto Mozart a tutto dormiva mai. Questa attitudine è cambiata, ora di notte ndr). Mi ha chiamato lei proponendomi di fare il videoclip. volume. Non ho pregiudizi, ascolto di tutto, talmente tanti si vive e si lavora e sono soprattutto i giovani a farlo con Ero a Napoli in tournée, sono tornata a Roma e abbiamo generi diversi che potrei sembrare una psicopatica. entusiasmo. girato in una mattinata, nel pomeriggio ero di nuovo in Una vita senza musica è vuota. Una delle cose che ho scoCosa ti è rimasto nel cuore? teatro. È stato un periodo in cui mi sentivo dentro un frul- perto in Patagonia è che il silenzio non esiste. Ascoltavo il La Patagonia, un luogo pazzesco. È la luna sulla Terra. Ora latore, ma quello che si è creato tra me e Francesco è stata vento, gli animali, il mare. Non può esserci una vita senza capisco perché tanta gente ha fatto un viaggio, un percorso una cosa molto bella. Penso che la sua sia una canzone bel- musica.

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I biglietti del tour di Tiziano Ferro sono in vendita presso i negozi Fnac!

TIZIANO FERRO

IL REGALO

PIù GRANDE

L’ultimo disco di Tiziano Ferro, L’amore è una cosa semplice, è andato benissimo: la critica ne ha parlato bene (anche noi di Onstage) e, soprattutto, tanta gente l’ha comprato. Il cerchio si chiude con il tour, se possibile ancora più grande e ricco di soddisfazioni per l’artista laziale. Un sold out dietro l’altro, un palco bellissimo, una grande band, pubblico entusiasta. Il massimo a cui Tiziano potesse aspirare in questo momento. E il futuro? Si vedrà. di Daniele Salomone - foto: Mirko Cantelli (apertura), Francesco Prandoni

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iziano è contento. «Va tutto bene, lo spettacolo è eccitanA giudicare dai video del concerto di Torino (su Internet ne te, la scaletta funziona e la band è incredibile». E c’è un circolano centinaia), mi sembrava che fossi teso. Forse la grande sacco di gente. «Non so cosa sia successo in questi ultimi attesa ha generato un po’ di tensione? anni, ma sono passato da una data per città alle due/tre di Ad essere onesti sono sempre stato molto tranquillo. Però hai raquesto tour». L’entusiasmo con cui divertito - non lo vedo ma sono gione, all’inizio del concerto di Torino ero molto teso, ma solo per sicuro che sorrida - racconta l’esperienza che sta vivendo è conta- colpa di un problema tecnico: non funzionava la tecnologia del gioso, merito di quella voce che persino al telefono, col pessimo cubo con cui dovevo entrare, si era inceppata la catapulta che a filtro del vivavoce, riesce a essere estremamente rassicurante, una un certo punto mi spara fuori, e rischiavo di “bucare” l’entrata via di mezzo tra una carezza e una pacca sulla spalla. «Vedere il della prima. Per almeno sei brani ho avuto un’ansia tremenda. calendario che si moltiplicava per i sold out ci ha dato grande morale, Sono entrato col fiatone, temevo per la mia incolumità! Ma toldal sottoscritto ai tecnici, passando per to quell’episodio sono sempre stato i musicisti. Tutto l’entourage era molto sereno e a mio agio. A volte ci sono «Con il tempo ho imparato a carico fin dall’inizio». Non ne dubito, dei momenti delicati, perché magari gestire lo spazio del palco, nonostante prima di intervistarlo, del sei meno in forma a livello vocale o a godermelo, evitando che suo spettacolo, abbia visto solo qualc’è qualche piccolo problema tecnico. l’emozione bruci tutto. Non che video amatoriale caricato su YouMa è normale. Con il tempo ho imgodersi lo show è il crimine Tube dal pubblico che ha assistito agli parato a gestire lo spazio del palco, a peggiore che un artista possa godermelo, evitando che l’emozione show. commettere» Il nuovo tour di Tiziano Ferro è un bruci tutto. Non godersi lo show è il progetto su cui l’artista laziale ha cocrimine peggiore che un artista possa minciato a lavorare già nell’estate del 2011 - quando l’uscita di commettere. L’amore è una cosa semplice non era stata nemmeno annunciata - e Mi ha impressionato la scenografia. Hai fatto le cose in grande, che pian piano si è trasformato in qualcosa di molto importante, portando sul palco una produzione degna dei big internazionali. con un crescendo di ottimismo dovuto alle numerose date aggiun- Vi siete ispirati a qualcosa in particolare? te strade facendo, perché «lavorare con il privilegio di sapere che Alcune idee sono venute a me, per esempio l’effetto che moltiplica il pubblico aspetta quello che fai aumenta gli stimoli». Insomma, la mia immagine sugli schermi (durante Xdono, ndr). Ci credevo l’atmosfera è idilliaca e Tiziano proprio non poteva chiedere di così tanto che l’ho addirittura disegnata agli scenografi! Ma genepiù, nonostante un problemino tecnico abbia rischiato di compro- ralmente tendo ad ascoltare l’opinione di chi si occupa della scemettere la prima data, a Torino. La nostra chiacchierata comincia nografia, perché sono professionisti bravissimi. Lascio che tirino proprio da quell’episodio. fuori idee a valanga finchè non arriva l’ispirazione giusta. Volevo

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le foto del TOUR su NO FERRO M DI TIZIA b.CO

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10/04 Torino, 13/04 Bologna, 15/04 Eboli, 17/04 Acireale... Il calendario completo del tour di Tiziano Ferro su onstageweb.com

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Tiziano Ferro

SUPERBAND! Il gruppo che accompagna Tiziano Ferro in tour è composto da un mix tra alcuni dei più quotati strumentisti italiani e due fuoriclasse americani: Davide Tagliapietra (chitarra), Giorgio Secco (chitarra), Luca Scarpa (tastiere), Cristian Rigano (tastiere), Gary Novak (batteria) e Reggie Hamilton (basso).

puntare sulla sobrietà, anche visto il momento che stiamo tacolo, volevo che fosse divertente. Per cui ho fatto una ventata noi e la sappiamo fare meglio di tutti. Loro hanno attraversando, e ho dato questo input al team che si è oc- scelta precisa: non ho sacrificato i successi per favorire il alcuni atteggiamenti ritmici che funzionano meglio, non cupato del palco (disegnato da Giò Forma, ndr). Scrivendo disco appena uscito, come invece fanno molti miei colle- c’è niente da fare. Quindi ho “ceduto” anche dal vivo a la scaletta, la scorsa estate, mi sono reso conto che avevo ghi. Nello show ho messo un po’ tutto di questi dieci anni, questo bisogno, lo chiedevano le canzoni, che hanno la alle spalle venti singoli e ne sarebbero arrivati altri con il compresi quei miei lati che magari nell’ultimo album non necessità di avere un certo sound, e io non mi sono tirato disco nuovo. Quindi volevo un concerto che si cantasse escono. E quindi ci sta anche il ballo, che è una parte im- indietro. Durante le prove mi perdevo ascoltandoli e mi e si suonasse, in cui il palco fosse una bellissima cornice, portante della mia carriera. I concerti sono diversi dagli capita ancora adesso sul palco. Ci sono dei momenti di ma non invadente. E infatti è minimalista, nero, elegan- album, sono show, la gente si deve divertire. Per cui, no- soul incredibili, anche quando si tratta di ballate in italiate, e anche i video sono sobri nella loro bellezza. Anche nostante abbia puntato sul suono, che è più maturo grazie no. Sono capaci di dare un taglio completamente diverso se è una struttura che richiede tantissimo lavoro, non è a una band incredibile, non si poteva fare solo quello. Io a cose scritte in un altro continente, con un’altra testa. C’è un circo smontabile: la musica deve essere una parte swing che io adoro - un piccolo set l’elemento centrale, non il pretesto per uno «Lo spettacolo è il frutto della mia evoluzione, in cui Reggie (Hamilton, ndr) imbraccia il spettacolo visivo. contrabbasso: per me sono momenti di pura ma anche delle maggiori possibilità. Ho a Davvero hai scritto la scaletta nell’estate goduria. Smetterei di cantare per ascoltare disposizione un budget importante, per cui, del 2011? quello che fanno loro. Certe cose le ho senmi posso permettere molte cose» Proprio così. E da allora è cambiata una sola tite solo sui cd di artisti come Steve Wonder canzone, nell’ordine e nei contenuti è ideno Babyface. tica a quella che avevo scritto l’anno scorso. Mentre per sono tante cose, anche uno che cazzeggia all’occorrenza, e Di L’amore è una cosa semplice hai detto che è una il palco mi affido ai grandi professionisti con cui collabo- credo che la gente lo apprezzi. sorta di greatest hits, perché musicalmente racchiude il ro, la direzione musicale è una questione che spetta a me. A proposito della band, quando mi hai parlato del di- meglio di quanto hai fatto in questi 10 anni. Quindi lo Non ne voglio sapere. Devo ammettere che ho una sorta sco, hai speso molte parole per sottolineare l’importanza consideri il tuo migliore lavoro. Puoi dire la stessa cosa di mania per la scrittura delle scalette! del confronto con i musicisti che ti accompagnano. Quan- di questo tour? Oltre al palco, mi ha stupito vederti ballare. L’hai già to contano in questo tour? Direi di sì. Sicuramente è il frutto della mia evoluzione fatto in passato ma avrei giurato che non sarebbe mai più Sono fondamentali. Perché sono fenomenali. Non ho mai come artista, ma anche delle maggiori possibilità che ho accaduto. Ti hanno convinto o è una tua idea? sofferto di esterofilia, ho sempre fatto dischi in Italia con oggi. Ho imparato a gestire l’energia sul palco, a scegliere, L’ho fatto proprio perché nessuno se lo aspettava. Vengo musicisti italiani, e non li voglio abbandonare perché sono ad ascoltare. E, cosa non da poco, ho a disposizione un da un disco che ha un approccio vintage, in cui mi dedico amici e grandi professionisti. Però devo dire che quando budget importante, per cui, per esempio, mi posso peresclusivamente alla musica e alla voce, che in effetti sono ti avvicini a certi generi musicali, gli americani sono più mettere un certo tipo di band. Questo tour è la naturale le cose più importanti. Ma per quanto riguarda lo spet- bravi. è come la musica lirica per l’Italia: l’abbiamo in- conseguenza del disco, ma non dimentico che se ho la for-

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Tiziano Ferro

Tiziano Show Il tour di Tiziano Ferro è partito da Torino lo scorso 10 aprile. Questa la scaletta che TZN ha presentato al PalaIsozaki. L’amore è una cosa semplice (L’amore è una cosa semplice, 2011)

La differenza tra me e te (L’amore è una cosa semplice, 2011)

Hai delle isole negli occhi (L’amore è una cosa semplice, 2011)

Troppo buono (Alla mia età, 2008) Imbranato (Rosso relativo, 2001) Indietro (Alla mia età, 2008) L’ultima notte al mondo (L’amore è una cosa semplice, 2011)

E fuori è buio (Nessuno è solo, 2006) Sere nere (111, 2003) Stop! Dimentica (Nessuno è solo, 2006) Xverso (111, 2003) E Raffaella è mia (Nessuno è solo, 2006) Il regalo più grande (Alla mia età, 2008) Alla mia età (Alla mia età, 2008) Il sole esiste per tutti (Alla mia età, 2008)

Medley acustico: TVM/Quiero vivir con vos/L’olimpiade Ed ero contentissimo (Nessuno è solo, 2006) Ti voglio bene (111, 2003) Xdono (Rosso relativo, 2001) Rosso relativo (Rosso relativo, 2001) Non me lo so spiegare (111, 2003) Per dirti ciao! (L’amore è una cosa semplice, 2011)

Ti scatterò una foto (Nessuno è solo, 2006) La fine (L’amore è una cosa semplice, 2011)

tuna di suonare in un palazzetto pieno è perché ci sono bella anche per questo, azzera qualunque differenza ana- Se dopo ogni disco avessi dovuto pensare al futuro mi sastati diversi brani negli anni che hanno portato quelle grafica. rei bloccato. Tutti i miei album sono stati troppo grandi persone lì dentro. Per questo non posso sacrificare il mio Persino gli U2 si sono dovuti ingegnare per intercettare rispetto all’età che avevo, fin dal primo. Ma io non faccio repertorio. Che poi, ti dico la verità, quando tutti cantano il linguaggio dei giovanissimi (penso all’operazione con altro che vivere la mia vita con serenità, le risposte arrivale vecchie canzoni è bellissimo, sono i momenti più intensi la Apple che ha fruttato un iPod personalizzato). Aveva- no da sole. Non sento il peso di dover dimostrare qualcosa perché c’è vera condivisione di emozioni. no già superato i 40 anni, tu sei più giovane. a qualcuno. Continuerò a scrivere quando mi va e a fare Sono passati 10 anni dai primi concerti. Il tuo pubblico, Lo so però il rock è un linguaggio universale, è un po’ più il mio percorso. Tre anni fa non pensavo all’Olimpico, sei che prima era composto solo da coetanei o comunque da facile. Il pop invece è denigrato, a volte si ascolta ma non anni fa non pensavo alla curva dell’Olimpico e otto anni giovanissimi, è cambiato: te ne accorgi dal palco? lo si dichiara, quindi paradossalmente è più difficile co- fa non pensavo al Palaeur. Quando suonavo nei club era Me ne accorgo anche fuori dal palco, soprattutto in municare con i giovanissimi. Il fatto che un ragazzo di 15 già tanto e ogni passaggio successivo è stato un privilegio. quest’ultimo anno che sono tornato a vivere Gli artisti devono rilassarsi, la musica non in Italia. È stata un’esperienza molto forte deve vivere di pressione, ci devono essere «Tutti i miei album sono stati troppo grandi incontrare ragazze e ragazzi che hanno più altri stimoli. Poi, se viene più di quello che rispetto all’età che avevo. Ma io vivo con o meno la mia età e che ho conosciuto moluno si aspetta tanto meglio. Ma non è detto serenità, le risposte arrivano da sole. ti anni fa: adesso vengono al concerto con che “di più” sia proprio quello che si cerca. Non sento il peso di dover dimostrare i figli! È una bella soddisfazione, perché se Io ho già molto più di quello che volevo e qualcosa a qualcuno» penso al mio percorso, mi porto dietro ansono soddisfatto. Mi stimola il fatto che ci sia cora oggi gli artisti che ascoltavo da ragaztanta gente disposta ad ascoltare quello che zino, magari per dimenticare un brutto voto rimediato a anni vada ad uno spettacolo pop significa molto, mentre ho da dire, ma non vivo questa situazione con stress. scuola. convincerlo a vedere un concerto rock è più facile, perché Quindi la musica per Tiziano Ferro resta una questione E con le nuove generazioni che ti seguono come la met- è più figo. Il rock è immediato, comunica facilmente con artistica, che non ha nulla a che vedere con i numeri e il tiamo? tutti. è una teoria strana, ma la penso così. successo? Mi fanno una grande tenerezza, perché cominciano a parSicuramente è una teoria interessante, approfondiremo. Il giorno che non sarà più così credo che lascerò perdere. lare un linguaggio che io non capisco. E allora mi chiedo: Chiudiamo con il concerto di luglio allo Stadio Olimpico Parliamoci chiaro, se diventa stressante anche la musica, ma loro capiscono me? Mi sento un po’ lo zio, incontro di Roma, forse il momento più alto della tua carriera. Da siamo finiti. Ma per quanto mi riguarda, non credo accaragazzi che hanno la metà dei miei anni... Ma la musica è qui in avanti riconfermarti sarà sempre più difficile. drà mai.

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24/05 Torino

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COLDPLAY

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STORIA

INFINITA Dopo l’ennesimo successo annunciato, quello del quinto capitolo discografico Mylo Xyloto, il gruppo capitanato da Chris Martin torna in Italia per un concerto - sold out da mesi - che è un nuovo capitolo di una storia cominciata nel 1997 e destinata a durare ancora a lungo. Nell’attesa dell’evento, ripercorriamo le tappe che hanno portato i Coldplay sul tetto del mondo.

«N

di Guido Amari - foto: Juanlu Vela

on mi piace la parola rockstar. Anzi, al 1996, e spostiamoci a Londra per seguire gli Starfish, non sopporto proprio le due parole, la prima incarnazione della band, quando Yellow ancora rock e star, assieme, per me non han- nemmeno esisteva nelle intenzioni. no senso. Nemmeno soft rockstar mi diverte, diciamo che non ho i pantaloni adatti per quel ruolo. Se SANGUE ALLA TESTA non sei vestito in un certo modo non puoi farlo». Tra il serio Il primo nome dura poco, giusto lo spazio di qualche cone il faceto, durante una vecchia intervista, Chris Martin certo, prima che un amico dei quattro - Chris Martin, Guy discuteva del suo ruolo come uomo immagine di uno dei Berryman, Will Champion e Jonny Buckland - suggerisca gruppi di maggior successo mondiale degli ultimi dieci di usare Coldplay, ovvero il monicker della sua disciolta anni, gli unici a rivaleggiare in maniera compiuta con formazione. Prima di incidere l’EP di debutto, il quartetto quella macchina fabbrica soldi che si chiama U2, in cam- rischia seriamente di accogliere tra le sue fila un quinto po rock. Piaccia o meno al leader dei Coldplay, è innega- elemento, il tastierista Tim Rice-Oxley, il quale rifiuta per bile che la sua posizione di popstar (meglio che rockstar?) concentrarsi sul proprio progetto, i Keane. Alla fine dei planetaria sia ormai implicita, conti non è andata male neppure pur con un profilo basso e con a Tim, ma la nostra storia viaggia «Come è possibile che la consapevolezza di voler priviverso altre mete, ovvero due acerYellow sia finita in cima legiare, come è giusto che sia, la bi extended play registrati per la alle classifiche? Non propria arte. È un’anti-immagine Fierce Panda, una buona serie di ne ho davvero idea, so di successo quella del quartetto concerti e un contratto con la Parsolo che mi piace e britannico - vedi le celebri giaclophone, la prima major a credeche continueremo a che che hanno caratterizzato il re nelle potenzialità dei quattro. suonarla. Molta gente look per un certo periodo, quello Colpo di fortuna o occhio lungo, paga il biglietto anche di Viva La Vida per intenderci -, e fatto sta che la label si ritrova tra per sentirla» Chris martin nonostante tutti i tentativi di pasle mani il biglietto milionario delsare quasi inosservati i Coldplay la lotteria e consente ai Coldplay restano uno dei gruppi più amati e seguiti del panorama di debuttare sulla lunga distanza con un disco che sarà rock e pop. Nella stessa intervista ancora Chris ricordava il primo fortunato mattone verso la dominazione planeil successo clamoroso del secondo singolo tratto da Para- taria. chute, l’album d’esordio, ovvero il tormentone di Yellow: E se il debito verso i Radiohead di The Bends e gli U2 «Non passa giorno senza che io mi chieda: “Come cazzo è pos- più melodici ed epici (facciamo The Joshua Tree?) si avversibile che quel pezzo sia finito in cima alle classifiche di mezzo te fin dal primo ascolto, bisogna ammettere che la cifra mondo?”. Non ne ho davvero idea, so solo che mi piace e che personale dei Coldplay - non certo una cosa scontata per continueremo a suonarlo. Molta gente paga il biglietto anche un debutto assoluto - è di quelle che non si scordano. o t o f e l certo per sentire Yellow e, pure se non ne abbiamo tanta voglia, lo Facile innamorarsi della voce suadente di Martin, così del conplay su DeI cold eb.COM facciamo lo stesso». Facciamo un passo indietro, allora, fino come di pezzi languidi e invernali che si chiamano Yelstagew

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low, Shiver, Trouble e Don’t Panic, ovvero i viene chiamato Chris, comincia a vivere «Non si può inventare nulla di nuovo in senso quattro singoli che spaccano le classifiche sulla propria pelle il fanatismo legato alla assoluto. È la chimica tra i componenti di una e impongono il modello Coldplay un po’ fama, motivo valido per staccare la spina e band e la loro esperienza personale a fare la ovunque. Improvvisamente la malincomettersi al sicuro. differenza. Credo sia questo che distingue nia e la musica d’atmosfera ritornano di i Coldplay dal resto» Chris martin moda e Parachutes si trasforma in un moDALLA X ALLA Y E RITORNO stro divora-tutto da oltre dieci milioni di Immaginatevi un 2004 già colpito dalla copie vendute. I quattro cercano di mantenere un profilo uno che odia paparazzi e fama, ma certamente quella che crisi (irreversibile?) della discografia e i dirigenti di una basso e il solo Martin diventa un idolo dei (soprattutto ufficializza l’entrata di diritto di Martin nell’Olimpo delle major come la EMI che discutono del futuro di quell’imdelle) fans, ponendolo in una situazione scomoda e da cui popstar planetarie. «Ogni settimana c’è una notizia nuova su pero basandosi sulle notizie, non sempre confortanti, cercherà sempre di smarcarsi. «Parachutes è un disco terri- di me: qualcuno annuncia il mio divorzio, un altro che il grup- che arrivano dallo studio di registrazione in cui i nostri bile, lo sappiamo benissimo, e passiamo tutto il tempo a pensare po si sta sciogliendo. Non so come rapportarmi verso queste quattro paladini stanno cercando di dare un senso comcome sia possibile progredire». L’autocritica evidentemente cose, sono una novità assoluta. L’unica soluzione è mantenere piuto al loro difficile terzo disco. Quando si dice avere paga e funge da stimolo perché, dopo aver fatto incetta il rapporto tra me e mia moglie separato dalla vita pubblica e della pressione sulle spalle... Gli stessi Coldplay ammetdi premi un po’ ovunque e completato un tour mondiale, dalle nostre rispettive carriere». Mr. Paltrow, come spesso tono la tensione nemmeno troppo latente che si respira i quattro ritornano al lavoro con l’intento di confermare nel loro clan e pensano bene di rallentare le operazioni e quanto di buono fatto in precedenza (le vendite sopratconcedere il tris solo l’anno successivo. Il 2005, dunque, tutto) e mostrare a tutti, specialmente a chi li ritiene solavede l’uscita di X&Y, album che segna una netta linea di mente dei buoni imitatori, i frutti della maturazione. demarcazione rispetto al passato, incorpora parecchi ele«È inutile negarlo, qualunque sequenza di accordi è già stata menti di elettronica e lascia intravedere passi in avanti scritta, non si può inventare nulla di nuovo in senso assolusostanziosi. Il tutto senza perdere un briciolo di appeal to. Quello che fa la differenza è la chimica tra i componenti di commerciale, anzi, e con buona pace della Parlophone/ una band e la loro esperienza personale. Credo sia questo che EMI che risana il bilancio con gli oltre 11 milioni di copie distingue i Coldplay dal resto, anche da coloro che ci accusano smerciate a livello mondiale e la certezza di avere tra le di copiare e di essere noiosi». E se i detrattori sono sistemati mani una gallina dalle uova d’oro senza uguali. con questa candida dichiarazione d’intenti, ad aspettarli La certezza di Martin, Buckland, Champion e Berryal varco ci sono pur sempre i fans, che accolgono il seconman, invece, è quella di avere superato le proprie ansie do lavoro, A Rush Of Blood To The Head, con un entusiasmo e di essere riusciti a compiere un balzo a livello artistico, ancora maggiore. Prodotto dal fido Ken Nelson, lo stesso complice anche la decisione di accantonare il produttore dell’esordio, e annunciato dal singolo - manco a dirlo nustorico Nelson (che comunque compare su qualche tracmero uno in classifica - In My Place, un’altra ballata macia) e di lavorare senza troppe ingerenze esterne. Manco linconica in linea con quelle passate, il sophomore album a dirlo, sono i singoli a fare la differenza e Speed Of Sound, passa indenne sotto le forche caudine della critica e si agFix You e Talk (che contiene un riff mutuato dalla splendigiudica un’altra infornata di premi, nomination, awards da Computer Love dei Kraftwerk, a conferma degli ascolti e, incredibile, finisce per vendere oltre 15 milioni di pezzi. della band) compiono l’ennesimo miracolo, spostando il Ormai è coldplaymania e il biennio 2002/2003 è indimensuono verso derive più personali, in cui trova spazio anticabile, tra interminabili date in tutto il globo, altri singoche una certa sperimentazione. Uno dei brani del lavoro, li scintillanti come Clocks, The Scientist e God Put A Smile Low (omaggio all’omonimo capolavoro di David Bowie), Upon Your Face e, per il frontman, un matrimonio che vievede la partecipazione di un personaggio che finirà per ne immortalato su ogni rivista, quello con la stella di Holinfluenzare in maniera decisiva i quattro, ovvero Brian lywood Gwyneth Paltrow. Non una mossa azzeccata per Eno, che presta la sua abilità di non-musicista ai giova-

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WORLD TOUR. Il Mylo Xyloto Tour è partito da Plaza De Toros De Las Ventas a Madrid, il 26 ottobre 2011 con uno spettacolo trasmesso in streaming via YouTube. La tournée, conta 39 show in 4 continenti per 76 concerti.

ni virgulti. Sempre il solito Chris è piuttosto critico verso X&Y: Il resto è storia recente, per cui la stessa band ha terminato le «Amo molti dei pezzi di quel disco, ma ci siamo affidati troppo a Pro parole. Il quinto capitolo di una storia fantastica ha un titolo Tools per inciderlo. Noi siamo una band e l’incontro con Eno è stato inventato, che non vuol dire nulla, Mylo Xyloto, un tentativo di perfetto anche per questo motivo. Lui adora cantare a cappella e ci ha prendere alla sprovvista i propri ascoltatori, ma pure di smarcoinvolti in alcune session in cui tutti noi ci divertivamo con questi carsi da tutto. Finisce quasi per essere un’arma a doppio taglio vecchi pezzi gospel. È diventato un appuntamento fisso del mattino, e lo stesso frontman ammette di essersi inventato una ventina prima di ogni giornata in studio di registrazione, per ricordarci che di possibili risposte alternative da raccontare ai giornalisti che siamo prima di tutto un gruppo». È innegabile che X&Y rappre- gli chiedono conto di quelle due strane parole che campeggiano senti il passo di avvicinamento verso il capolavoro dei Coldplay, sulla copertina. È un lavoro interessante, quello del dopo Viva quel Viva La Vida Or Death And All His Friends che segnerà la La Vida, tenendo conto del rischio enorme insito nell’arrivare storia della musica pop in maniera dopo un capolavoro assoluto che, indelebile. probabilmente, persino gli stessi «Anche noi ci domandiamo a quale categoria appartengono Coldplay si rendono conto di non SENZA PAROLE poter superare. La mossa, paradosi Coldplay. Ci sentiamo così Se è vero che il semplice successale se si pensa al successo planetapiccoli rispetto ai grandi so commerciale può anche essere rio, è quella di incidere un album del passato. Alla fine, però, frutto di casualità, quello artistico, pop, ancora più scintillante di quelil nostro scopo è quello di combinato con delle vendite record li passati, a cui partecipa persino essere felici della nostra che hanno pochi uguali, necessita una stella come Rihanna (nel pezzo musica e divertirci. In questo per forza di abilità superiori, sia a Princess Of China), in teoria un unisiamo bravissimi» Chris martin livello strategico che di puro talenverso distintissimo da quello della to. Viva La Vida, dunque, è il frutto band, ma che in pratica si dimostra perfetto dell’incontro tra quattro musicisti d’eccezione all’apice un azzardo calcolato e, almeno in parte, riuscito. della propria carriera, un genio della produzione come Brian «Siamo noi stessi a domandarci a quale categoria appartengono i Eno (ma senza dimenticare l’apporto fondamentale di Rik Sim- Coldplay e, spesso, ci sentiamo così piccoli rispetto ai grandi del paspson, Markus Dravs e Jon Hopkins), persino un pizzico d’Italia sato. Alla fine, però, il nostro scopo è quello di essere felici della nostra nella persona del talentuoso Davide Rossi, chiamato a dirigere musica e divertirci e in questo siamo bravissimi. Anche Brian ce lo dice gli archi e capace, con quell’intro che tutti conoscerete benissimo, spesso: “Ve ne dovete fregare di tutto il baccano che circola attorno a di caratterizzare la title track e renderla un classico del pop mo- voi. Siete personaggi pubblici, ma alla fine dei conti non si tratta di derno. Aggiungete il calibro superiore di brani come Violet Hill, un gioco a chi vende più copie, ma di soddisfazione personale”. Dopo Lovers In Japan e Lost! e vi troverete davanti a uno dei dischi più aver finito di registrare Mylo Xyloto, Brian ci ha chiesto di tornare in iconici degli anni Duemila, quello per cui i Coldplay, ne siamo studio perché pensa che ci siano ulteriori margini di miglioramento. Se certi, entreranno in tutte le enciclopedie del rock presenti e future. ci crede lui, come possiamo dirgli di no?».

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Buona la prima Il tour mondiale dei Coldplay è partito il 17 aprile da Edmonton, in Canada. Ecco la scaletta del concerto, la stessa che gli inglesi riproporranno - magari con qualche piccola variazione - anche a Torino. Mylo Xyloto (Mylo Xyloto, 2011) Hurts Like Heaven (Mylo Xyloto, 2011) In My Place (A Rush Of Blood To The Head, 2002) Major Minus (Mylo Xyloto, 2011) Lost! (Viva La Vida Or Death And..., 2008) Yellow (Parachutes, 2000) The Scientist (A Rush Of Blood To The Head, 2002) Violet Hill (Viva La Vida Or Death And..., 2008) God Put A Smile Upon Your Face (A Rush Of Blood To The Head, 2002) Princess Of China (Mylo Xyloto, 2011) Up In Flames (Mylo Xyloto, 2011) Warning Sign (A Rush Of Blood To The Head, 2002)

Don’t Let It Break Your Heart (Mylo Xyloto, 2011)

Viva La Vida (Viva La Vida Or Death And..., 2008) Charlie Brown (Mylo Xyloto, 2011) Paradise (Mylo Xyloto, 2011) Us Against The World (Mylo Xyloto, 2011) Clocks (A Rush Of Blood To The Head, 2002) Fix You (X&Y, 2005) Every Teardrop Is A Waterfall (Mylo Xyloto, 2011)


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Riportando t I biglietti del tour dei Negramaro sono in vendita presso i negozi Fnac!

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02/05 Roma, 04/05 Caserta, 07/05 Ancona... Il calendario completo del tour dei Negramaro su onstageweb.com

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tutto a Casa NEGRAMARO

Dopo il successo ottenuto nel tour autunnale - i Negramaro sono stati i grandi protagonisti del 2011 - Giuliano Sangiorgi e compagni ripartono con undici concerti. Ci siamo chiesti cosa li abbia spinti a tornare così in fretta sul palco e con quale motivazione abbiano deciso di ripresentarsi al pubblico. Chiacchierando con Andrea Mariano e Danilo Tasco, tastierista e batterista della band, lo abbiamo capito.

di Marcello Marabotti - foto: Francesco Prandoni (live)

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ncora concerti, dopo i mo ascolto, magari, sfugge. Te ne acgrandi exploit del 2011. corgi subito, invece, quando partecipi Perché tornare a distan- a un loro concerto. Nella musica, nel za di breve tempo nelle concept dei pugliesi ci sono anche e città che hanno appena finito di ab- soprattutto i fan: la gente è parte intebracciarli? Quale significato racchiude grante del progetto, come una grande questa tournée primaverile, che arriva famiglia che si muove insieme. Ecco a non più di sei mesi da quella autun- allora il vero significato di questa “rinale? Ci sono delle differenze, delle presa” del tour: tornare sul palco per novità che giustificano i nuovi live? un nuovo grande momento di condiAndrea e Danilo non ci rispondo di- visione, un’altra grande festa per conrettamente - preferiscono non rovinare tinuare, insieme, quel sogno «iniziato la sorpresa - né ci spiegano per quale in una cantina». Come fossero i bis di motivo, ad esemun unico grande pio, dopo l’esordio ideale concerto. «L’operazione di a Genova del 30 Giuliano è stata un aprile, il 2 maggio Quanto è stato brutto colpo, ma ne la band salentina difficile, l’anno siamo usciti come torni a Roma, dove scorso, accettare gruppo, coalizzando l’anno scorso ha lo slittamento del le nostre forze. E poi registrato quattro tour? Che cosa ha l’affetto della gente, significato per i sold out ad ottobre che ci ha aspettato, oltre al trionfo di Negramaro attraha dimostrato che Capodanno ai Fori versare quel moImperiali, con oltre mento? abbiamo fatto bene» 100.000 persone Andrea: La notizia Danilo Tasco a godersi lo spetè arrivata all’imtacolo gratuito. La risposta ai nostri provviso. In un primo momento ci ha perché s’intuisce. Non è da ricercare spiazzato e non è stato facile gestirla, nella dimensione discografica - no- ma sapevamo che l’unica cosa da fare nostante gli album di Giuliano e soci era rimandare il tour, perché era una siano sempre dei grandi successi - ma situazione molto delicata. La salute di le fotour del to ro su altrove: tra le note delle canzoni dei Giuliano viene prima di tutto e a tutti i ama r DeI neg web.COM Negramaro c’è un elemento che al pri- costi abbiamo cercato la soluzione mistage

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LIVESTYLE Negramaro

«C’è uno zoccolo duro di nostri fan al quale saremo eternamente grati. Sono convinti della nostra musica, delle nostre idee e non ci abbandonerebbero mai» Andrea Mariano gliore per ovviare a questo problema, che poi era l’intervento al quale si è dovuto sottoporre il nostro cantante. Abbiamo deciso tutti insieme di rimandare il tour. Anche la perfetta gestione tecnica di Live Nation Italia è stata molto importante, si sono messi a disposizione rispettando la campagna promozionale: hanno fatto un lavoro fantastico, premiato con il successo del tour successivo, nel quale abbiamo addirittura aggiunto date che non erano previste. Tutta la negatività del rinvio si è trasformata in un qualcosa di molto positivo. Danilo: Quella situazione ci ha messo alla prova, ma ne siamo usciti come gruppo, coalizzando le nostre forze per superare il brutto momento. Poi è diventato primario rassicurare chi aveva già comprato il biglietto. L’affetto della gente ci ha fatto capire che l’operazione è stata la scelta migliore, anche se ne eravamo comunque convinti perché senza lo stop avremmo rischiato di compromettere tutto per anni. E invece ci siamo subito riproposti, concentrati per proporre il nostro meglio e ricompensare i fan della loro pazienza. In ogni caso il 2011 è stato un grande anno. Prima l’Heineken Jammin’ Festival, poi il tour, ed infine il grande concerto di Capodanno. Andrea: La data all’Heineken non doveva essere la prima esibizione ufficiale. Nonostante ciò siamo riusciti a sintetizzare lo spettacolo che avevamo preparato per il tour. Nel set di un festival bisogna concentrare tutte le risorse e dare il massimo per una serata unica: una situazione diversa rispetto a una tournée, in cui le energie vengono spalmate su più concerti. È stata un’esperienza forte per noi, perché dopo tre anni di assenza tornavamo come headliner di un festival così importante. C’era grande emozione, che poi è confluita in una giornata di festa con il nostro pubblico. Dopodiché è partito il tour, che si è rivelato molto più imponente di quello che ci aspettavamo, con il valore aggiunto del Teatro Casa 69, dove abbiamo coinvolto molti attori del cinema, del teatro e della televisione. Un grande momento di cultura. Danilo: Inserire la recitazione in un contesto rock è stata una sfida: volevamo capire se il pubblico poteva sentire quello che sentivamo noi. E alla fine così è stato. Già dalla prima data, quando abbiamo ospitato Neri Marcorè, la formula musica-teatro è riuscita a creare una grande attenzione nel pubblico, che ci ha emozionato. Del resto erano tutti attori bravissimi. Ci è parsa un’iniziativa importante tesa a sostenere la cultura, che ultimamente sta molto soffrendo in Italia, con il Teatro Valle come simbolo di tutto questo. Un momento intenso all’interno di un tour che si è rivelato incredibile: è maturato nel corso delle date, una cavalcata straordinaria culminata poi nel grande concerto di Capodanno a Roma, gratuito. Una festa per tutti quelli che ci hanno sempre seguito. C’erano più di 100.000 persone! Non ci sono dubbi: è stato un anno fantastico, pieno di emozioni. Avete un pubblico particolarmente affezionato, una componente fondamentale del progetto Negramaro. Come è cresciuto in questi anni? Andrea: C’è uno zoccolo duro dei nostri fan al quale saremo eternamente grati. Sono convinti della nostra musica, delle nostre idee e non ci abbandonerebbero mai. Poi, rispetto al solito, in questa ultima tournée c’è stata più affluenza di pubblico adulto, molto attento alle tematiche sociali, cosa che non abbiamo mai affrontato in maniera esplicita come l’anno scorso. È stato importante, perché a noi piace far riflettere il nostro pubblico. Automaticamente abbiamo capito che i nostri fan sono maturati con

noi: è una platea intelligente, cresciuta anche dal punto di vista del divertimento. Cosa vi piace portare dei vostri percorsi personali nei dischi dei Negramaro? E nei live? Andrea: La mia formazione musicale è maturata tantissimo negli ultimi anni. Sono partito dal pianoforte, studiando musica classica, per poi passare ai synth e all’elettronica, visto che questo genere musicale sta portando un grande cambiamento. È importante contaminarsi, io per primo mi faccio portavoce di questa esigenza: continuo a ricercare nuove formule, nuove soluzioni dal punto di vista dell’arrangiamento, dell’editing, della programmazione. In Casa 69 ho usato molti più suoni sintetici rispetto ai dischi precedenti. Fin dai provini, è cambiata la maturazione sonora del disco. Danilo: Ai concerti è sempre una festa. Dalla mia prospettiva il pubblico è lì, di fronte a te, e si muove in un

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ASSESSORATO ALLA CULTURA


LIVESTYLE Negramaro

In viaggio coi Negramaro Abbiamo chiesto a Danilo ed Andrea di rivelarci gli ascolti che hanno accompagnato (ed accompagnano) la band salentina durante gli spostamenti da una data all’altra del Casa 69 Tour. Eccoli.

Radiohead

La band capitanata da Thom Yorke è uno dei riferimenti dei Negramaro. A partire da Ok Computer, un album che ha rivoluzionato l’indie (e non solo) per il modo di comporre e far arrivare la musica, è diventato un ascolto fisso nei viaggi della band salentina.

Muse

Nati dall’incontro tra i Gothic Plague di Matthew Bellamy e i Dominic Howard di Chris Wolstenholme (atturale batterista), i Muse ispirano il sound e l’impatto sonoro di Giuliano Sangiorgi e compagni, risultando uno degli ascolti più formativi per i Negramaro.

Coldplay

Parachutes è uno di quegli album che la band salentina ha consumato nel pulmino con cui ha girato l’Italia nel corso degli anni. Pezzi come Yellow, Everything’s Not Lost, Don’t Panic e Trouble hanno segnato la storia del pop contemporaneo, influenzandolo.

Pink Floyd

Senza dubbio uno dei gruppi di maggiore importanza nella storia del rock. Ogni qualvolta i Negramaro tendono l’orecchio verso mondi sonori complessi, non possono fare a meno di ascoltare uno qualsiasi dei capolavori firmati dai Pink Floyd di Roger Waters.

Bob Marley

Non è stato solamente un musicista. Bob Marley è stato il portavoce ed il simbolo di una cultura di pace e di valori tesi alla comunione e alla fratellanza. Nella testa dei Negramaro, una band-famiglia che fa dell’unione un valore imprescindibile, suonano tutte le canzoni di Bob.

momento di gioia, dolore e divertimento. Mi piacerebbe mento, perché ognuno apporta le proprie idee. noi aveva altri progetti, anche se ci si vedeva perché siaessere in una posizione ancor più elevata, per avere una Danilo: Le nostre canzoni hanno già metrica e ritmica ben mo tutti della provincia di Lecce. All’inizio non avevamo visuale ancor più ampia della platea, perché io alla batte- definite, che seguono la linea vocale di Giuliano. Oltre a neanche un nome. Lo abbiamo scelto alla terza esibizione. ria, al contrario dei miei compagni, non posso spostarmi. tradurla, personalmente cerco di mediare tra la moltitu- Una delle prime volte che suonavamo dal vivo, a Trani, Li invidio un po’, perché possono andare in giro per il dine di sfumature che ha la sua voce, e racchiudere nella c’erano gli Afterhours come headliner e noi eravamo tra palco, ma dalla mia prospettiva ho sempre i nostri fan cellula ritmica il tempo che regge il brano. La chiave è i gruppi del pomeriggio. Penso fosse la primissima voldavanti agli occhi. ta che ci esibivamo insieme su un palco. Quel Nella fase della scrittura del disco, come giorno eravamo dei fantasmi: sulle locandine «Ai concerti è sempre una festa. Il pubblico componete i pezzi? Cosa avviene nello studio non c’era ancora il nostro nome, avevamo tansi muove in un momento di gioia, dolore dei Negramaro? ta voglia di suonare e basta. Arrivammo lì con e divertimento. Mi piacerebbe essere in una Andrea: Avendo Giuliano un grande talento tre pezzi: Gravido, Iracondia e Essenza. I primi posizione ancora più elevata, per avere una cantautorale, abbiamo sempre cercato di ridue non li abbiamo mai pubblicati (a parte in visuale ancora più ampia» Danilo Tasco spettare questa sua natura. Per i Negramaro è qualche demo), mentre il terzo apre il nostro fondamentale seguire questo approccio, con un primo album omonimo. C’era grande stima punto di partenza da cui costruire poi il resto. Abbiamo sempre la linea vocale, il mio compito è tradurla con un per gli Afterhours, perché vedevamo un progetto con sempre cercato di tutelare questo metodo, con Giuliano tamburo. un’identità precisa e riconoscibile - ho ancora delle foto alla scrittura delle canzoni, anche solo chitarra e voce o Ho letto molte storie sulla nascita del gruppo. Qual è scattate con Manuel nei camerini, e c’erano anche i 24 piano e voce, anche con un provino registrato su un com- la verità? Come sono nati i Negramaro? Grana. Sono passati più di 10 anni, è passata molta acqua puter, come fosse uno schizzo per un quadro che viene Danilo: Siamo stati noi sei fin dall’inizio (oltre a Giuliano sotto i ponti, ci sono stati anche anni in cui si viaggiava in dipinto nel tempo con l’aiuto di tutti i Negramaro. Una Sangiorgi, Danilo e Andrea, ci sono Emanuele Spedicato pulmino alimentando un sogno. Che si è poi realizzato, volta pronto il demo, ci dedichiamo a immaginare le sor- alle chitarre, Ermanno Carlà al basso e Andrea De Rocco grazie a noi, ai fan, e a tutti quelli che ora fanno parte ti della canzone. Anche dal punto di vista dell’arrangia- al campionatore, ndr). Prima dei Negramaro, ognuno di della famiglia Negramaro.

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Eventi J-AX

*fino a esaurimento dei pass.

aggio ore 18.00 m 15 dì te ar m | A M O R FNAC gio ore 16.00 ag m 17 ì ed ov gi | O N A FNAC MIL to 19 maggio ore 16.00 ba sa | E Z N E R FI C A FN

L’accesso alla signing session è riservato ai fan che compreranno l’album e ritireranno il pass* nelle Fnac di Roma, Milano e Firenze dall’8 maggio, data di uscita del disco.

Scopri il programma completo degli Eventi su fnac.it Libri, cd, dvd, blu-ray, videogiochi, nuove tecnologie, biglietteria, eventi Firenze | Genova | Milano | Napoli | Roma | Torino | Verona


LIVESTYLE

IL CANTORE BIAGIO ANTONACCI

SEMPLICE Il 17 aprile è uscito il dodicesimo disco in studio di Biagio Antonacci, Sapessi dire no. Un album che mostra, ancora una volta, la semplicità con cui il cantautore milanese ritrae i sentimenti e le relazioni tra le persone attraverso le parole delle sue canzoni. Una qualità che gli consente di arrivare al cuore della gente con estrema intensità, anche quando, come nel nuovo disco e nel nuovo tour, la parola d’ordine è “sobrietà”. di Francesca Vuotto - foto: Stylaz/Photomovie

D

evo ascoltare il nuovo disco di Biagio An- sione di chiudere la porta in faccia a «una nuova avventu- no il particolare della canzone di Antonacci in un univertonacci, Sapessi dire no, e cerco di trovare il ra che bussa», appellandosi saggiamente alla necessità di sale comune in cui è facile ritrovarsi. C’è poi un sempre modo giusto per farlo. Decido di partire da mettere “a tacere l’istinto naturale senza rinnegarlo mai” vivo gusto per i giochi di parole, piacevoli anche quando quello che mi viene in mente come prima - cosa che in età giovane sembra un’eresia, ma che con il sembrano esercizi di stile: emblematici lo scioglilingua di cosa se penso a Biagio: un Natale di qualche anno fa. La tempo diventa la scintilla della vera libertà. Il secondo “come un servo schivo ma schiavo” (Con infinito onore) e notte del 25, non riuscendo a dormire per i troppi pranzi invece si ricollega con una sfumatura diversa alla stessa la grande forza di “lacrima mi liberi, lacrima si libera e sullo stomaco e gli orari sballati da lunghe pennichelle, tematica, partendo dal significato di dovere (“naturale è straripa tra le rughe mie” di Insieme finire. Particolarmenmi sono ritrovata davanti alla tv ad ingannare il tempo e il dovere senza fatica, naturale sarebbe poter dire no”). te toccante e delicata è poi la conclusiva Ciao tristezza in cercare il sonno. Un canale trasmetteva un live di AntoSe si mette alla prova il disco sotto il profilo del lavoro cui il sentimento, analizzato e riproposto innumerevoli nacci. Era in un piccolo teatro all’italiana, probabilmente sulla parola, se ne ricava un quadro poetico o comunque volte nelle canzoni, è descritto nel momento in cui sta per di provincia, con balconata, stucchi dorati e platea di vel- immaginifico. Versi come “la tua voce è un suono lungo arrivare, quando se ne ha il sentore, il presagio. Ma queluto rosso. Un’atmosfera accogliente dovuta alla location come una nave in porto” (Dimenticarti è poco) e “ogni volta sto non è un disco che parla solo di amore e sentimento: suggestiva e alle persone sporte dai palchetti e raccolte ti guardo e capisco il regalo” (Ti dedico tutto) spalancano c’è spazio anche per atmosfere diverse, briose in Non vivo in platea. Sul palco, rigorosamente in legno con tavolac- le porte a un mondo di ricordi, sensazioni ed immagini, più senza te - giocosa pizzica ispirata a una “vacanza in ci che davano l’idea di scricchiolare ad ogni passo che veri e propri input per viaggi della mente che trasforma- Salento” scandita dalla fisarmonica -, rockettare in Con li calcasse, solo un pianoforte - mi pare a lato infinito onore e persino sfrontate in Senza un della scena -, una candela e Antonacci con una nome, che azzarda un “senza un nome c’è chi «SAPERE DIRE NO A CHI SI AMA è QUASI SEMPRE FONTE camicia bianca portata alla sua maniera, fuori mi chiama lo svitato, la gloria mia l’ho messa DI DOLORE O MORTIFICAZIONE E METTE A REPENTAGLIO dai pantaloni e con qualche bottone slacciato. in grolla così bevete alla salute di chi ha diDINAMICHE ISTINTIVE CHE SPESSO APPARTENGONO ALLA Senza amplificazione e con pochi strumenti, al menticato”. SFERA DEGLI AFFETTI PIù INTIMI» centro di tutto c’erano la musica e le parole, Atmosfere, idee ed emozioni che Biagio ha che si potevano distinguere nettamente pervoluto fossero espresse tutte insieme nella coché non si perdevano nei suoni. Ho così notato quanto i pertina, affidata alla matita di Milo Manara. Una ragazza, testi cogliessero aspetti delle relazioni umane che viviaun pianoforte, Antonacci defilato e nascosto da un paio mo quotidianamente ma che poi restano nell’intimo di di occhiali neri e la scelta di colori notturni, perché, come ognuno di noi, perché è difficile che abbiano una rapprespiegato dal disegnatore stesso, Antonacci ha deciso di sentazione reale nei testi delle canzoni. In quel momento non preoccuparsi “... dell’effetto che l’immagine farà in è nata un’inaspettata ammirazione per questo lato poetimezzo alle centinaia di altre immagini sugli scaffali. Né co del cantante milanese ed è con questo pensiero nella la copertina, né l’album con le sue canzoni dovranno sgotesta che mi metto in ascolto del nuovo album. mitare per farsi notare: si presenteranno così, come sono, Sapessi dire no è stato definito da Antonacci stesso il semplicemente. Il colore dunque sarà la musica stessa a disco della maturità - non a caso il fil rouge del titolo è stabilirlo: hai presente il “periodo blu” di Picasso?”. un tema su cui è più facile meditare in età adulta. “Dire Difficile non aspettarsi lo stesso mood dal tour. E infatti no” è un’esperienza faticosa perché «ricca di significati quel po’ che si sa conferma esattamente questa impostanascosti, non si sviluppa nel suo perentorio suono bensì zione: niente effetti speciali per offrire uno show essennel modo in cui viene presentata e detta ai destinatari». ziale che esalti la musica, un palco minimalista si concede Inoltre, non implica solo la maturità di chi la pronuncia, solo una lunga passerella che permette ad Antonacci di ma anche di chi la “subisce”, perché «sapere dire no a chi arrivare fin nel cuore del suo pubblico. A fronte di tutta si ama è quasi sempre fonte di dolore o mortificazione e mette questa semplicità, il calendario tradisce la dimensione a repentaglio dinamiche istintive che spesso appartengono alla dell’evento: 17 tappe in 25 giorni, tutte in maggio, a cui sfera degli affetti più intimi». Insomma, è «un attimo di profanno da corollario le ultime due (ma chissà che non ne fonda crescita che arricchisce sia i fautori che i destinatari di vengano annunciate altre) in ottobre, nella sua Milano. quest’iconica esperienza verbale». La frase che dà il titolo al Biagio ha scandito il tempo che rimaneva all’uscita del disco s’incontra in due pezzi, L’evento («l’evento è se adesso disco con un conto alla rovescia durante il quale, da mario sapessi dire no») e Naturale («naturale sarebbe poter dire zo ad aprile inoltrato, ha centellinato quattro degli inediti no») e in entrambi è connessa al tema della libertà, altra del disco - venduti in anteprima su iTunes. Ma adesso il parola ricorrente. Il primo riflette sulla coraggiosa decicountdown è finito, è tempo di salire sul palco.

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I biglietti del tour di Biagio Antonacci sono in vendita presso i negozi Fnac!

le foto r del tou su DI BIAGIO b.COM e

ew

onstag

live

05/05 Bari, 07/05 Acireale, 09/05 Eboli, 10/05 Caserta... Il calendario completo del tour di Biagio Antonacci su onstageweb.com


ROCK’N’FASHION

everjeans

I

l jeans è magico, lo dice pure l’avvenente Lana Del Rey nella sua Blue Jeans, ultimo singolo estratto dall’album Born To Die con cui ha scalato le classifiche negli ultimi mesi. “Blue jeans/White shirt/Walked into the room you know you made my eyes burn/ It was like James Dean - for sure”. Un paio di cinque tasche non solo risolve molte situazioni quando non si capisce come vestirsi (pesanti o leggeri? eleganti o casual?) ma è anche di grande appeal e in grado di valorizzare le forme di tutti. Ha talmente spopolato che oramai non indica più solo un tipo di tessuto ma un colore in generale e persino i designer dell’alta moda gli hanno strizzato l’occhiolino

realizzando anche pantaloni dal taglio più classico. Nei negozi si trovano camicie, giacche (solo pochi anni fa abbiamo assistito al rispolvero del giacchino jeans che ha avuto tanto successo negli anni Ottanta), scarpe e borse e non c’è differenza tra uomo e donna: probabilmente i jeans, sia nella versione lunga che in quella corta, sono tra i primi capi ad aver abbattuto le barriere tra armadi femminili e maschili. Versatile e comodo (a quanto pare indossava un paio di pantaloni in denim persino Garibaldi nella spedizione dei Mille) ci dà anche il pretesto per un po’ di sano patriottismo. Se infatti è vero che l’idea di utilizzarlo

nell’abbigliamento è di un certo sig. Levi negli Stati Uniti di fine Ottocento, l’invenzione del tessuto è made in Italy e risale al XV secolo. Veniva infatti prodotto nella cittadina di Chieri in Piemonte e poi dal porto di Genova partiva alla volta del resto del mondo: per questo era chiamato in francese “bleu de Genes”, da cui la storpiatura inglese che ha dato origine alla parola blue jeans. Il sinonimo denim invece ripropone l’atavica rivalità con i nostri cugini d’Oltralpe, perché viene dalla tela della cittadina francese di Nimes (“de Nimes” è diventato “denim”) che era nostra diretta concorrente, ma questa è tutta un’altra storia. (F.V.)

Quiksilver: costume bermuda effetto denim

Jesus Jeans: si rifà alla storica chambray la camicia Jesus Jeans da uomo, completamente tracciabile tramite QR-code. Realizzata in chambray 100% cotone con fit classico, € 110

Wrangler: zaino in denim con profili chiari a contrasto, € 150

Superga: mocassino da uomo con tomaia in jeans, fodera in cotone e suola in gomma stampata, € 89 Ray-ban: occhiale da sole con colori psichedelici e testi “peace and love”, ispirato ai movimenti degli anni, € 150,20 Timberland: denim straight fit della collezione Earthkeepers realizzato con il 60% di cotone organico e il 40% di lino, € 124

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ROCK’N’FASHION

TWIN-SET Simona Barbieri: giacca jeans con inserti in paillettes oro, € 183

Tezenis: camicia in denim, € 19,90

Levi’s: jeans Levi’s Curve ID Flare Infinite, € 91

Victoria: suola in fibra naturale eco-friendly e al profumo di vaniglia, modello vintage caratterizzato da bagni di colore degradè sul cotone che assume così un aspetto invecchiato, € 39

Pepe Jeans: sandali in tela denim con zeppa in corda, Pepe Jeans London Footwear, € 119,90 Gaudì Jeans: abito in denim con laccio in vita GJ, € 125

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IL NUOVO CD

Foto: Stylaz/Photomovie

presentano

MAGGIO 02 NOVARA 05 BARI 07 ACIREALE (CT) 09 EBOLI (SA) 10 caserta 12 ROMA 13 FIRENZE 15 ANCONA 16 BOLOGNA 18 MANTOVA 19 padova 20 TREVISO 22 TRIESTE 23 TRENTO 24 GENOVA 26 TORINO 29 RIMINI 30 PERUGIA

PALAZZETTO DELLO SPORT Palaflorio Palasport palasele palamaggio’ PALALOTTOMATICA nelson mandela forum palarossini unipol arena palabam palafabris PALAVERDE PALATRIESTE PALATRENTO 105 STADIUM PALA OLIMPICO 105 STADIUM PALA EVANGELISTI

OTTOBRE 09 MILANO 10 MILANO

MEDIOLANUM FORUM MEDIOLANUM FORUM

BIAGIO ANTONACCI ANTEPRIMA TOUR 2012

www.antonacci.it

/biagioantonacciofficial

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/antonacciBiagio

info biglietti: www.fepgroup.it


WHAT’SNEW

Musica, cinema, videogames, libri

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Un mese ricco di grandi novità: le opere teatrali di Damon Albarn e Vasco Rossi, i Dandy Warhols, Temper Trap, Gotye e il nuovo progetto di Max Casacci: Deproducers.

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Il ritorno dei quattro guasconi d’America, per American Pie: ancora insieme. Il futuro post-apocalittico di Hunger Games, diretto da Gary Ross, l’infedeltà maschile raccontata in diversi episodi diretti da sette registi in Gli infedeli. In chiusura, Dark Shadows e il thriller economico Margin Call.

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Gossip

Si rinnova la sfida horror che divide gli appassionati di videogames: Silent Hill vs. Resident Evil, con il terzo incomodo: The Witcher 2: Assassins Of Kings

A Joyful Noise (Sony Music)

HHHHH

SVOLTINA POP

Quattro anni fa, con l’album Music For Men e in particolare con il singolo Heavy Cross, i Gossip invadevano il mainstream scuotendo con una scarica di adrenalina il pigro mondo del rock da classifica. Il seguito di quell’album, A Joyful Noise (esce il 22 maggio), è un po’ meno elettrizzante e un po’ più ragionato. di Marco Rigamonti

«p

ossiamo andare sul sicuro/Oppure improvvi- “pop” appare minaccioso all’orizzonte, portandosi die- volved e l’approccio funk di Into The Wild. Ci sono anche sare un po’/Seguire il leader/Oppure creare tro tutte le fate e gli spettri del caso. un paio di episodi schiettamente dance: la sfrontatezza le nostre leggi», cantava l’esuberante Beth La conferma è nel primo (validissimo) singolo: Perfect di Move In The Right Direction e la classicità house di Get Ditto in Heavy Cross, primo e fortunatissimo singolo del World rimane fedele al sound dei Gossip, ma con un’in- Lost sono tutt’altro che spiacevoli, ma forse leggermente loro quarto album Music For Men (1009). Questione di clinazione malinconica alla quale non eravamo affatto innocue. Il vero punto di domanda spunta con un brano scelte: di fronte a tale bivio il trio di Washington fino ad abituati. Un particolare che salta subito all’orecchio è la come Casualties Of War: premettendo che la canzone in sé allora aveva puntato tutto sulla strada alternativa, disob- latitanza delle proverbiali urla di Beth, che in un certo è di ottima fattura, viene spontaneo chiedersi se una mebedendo alle regole. Nel 2006 l’impatto dei Gossip nel senso rinuncia ad affondare. Sembra quasi che la sua lodia tanto celestiale (supportata da un arrangiamento mainstream era stato devastante: attravercosì pulito e perfettino) non avrebbe fatto so una miscela altamente infiammabile di la fortuna di una qualche diva più posata. Con A Joyful Noise l’attitudine punk viene in parte rock, soul, funk, disco, dance ed estetica è prematuro affermare che i Gossip absacrificata, e con essa se ne va anche l’istinto tagliente, punk avevano colpito tutti. biano voltato pagina, ma non è fuori luogo soffocato da un trattamento più pensato e meno Poco prima dell’uscita di A Joyful Noispecificare che un cambiamento c’è stato, improvvisato delle loro composizioni. se spuntano alcune dichiarazioni di Beth, o almeno è in corso. Sia chiaro, il trio riche senza vergogna afferma che il quinto mane un punto di riferimento per la scena album dei Gossip è un affare “più adulto e triste” rispet- gamma di sfumature vocali si sia spostata verso il basso, moderna e l’elenco di generi musicali magistralmente to ai loro standard. D’altra parte in sede di produzione in favore del rispetto di un ipotetico limite. è una sensa- shakerato dalla band è ancora presente nella sua inteci sono Brian Higgins (Kylie Minogue, Pet Shop Boys) e zione che pervade l’intero album, fatta eccezione per le rezza. Ma con A Joyful Noise l’attitudine punk viene in Mark Ronson (Amy Winehouse, Lily Allen, Robbie Wil- piene e roboanti Horns e I Won’t Play. La vena disco-dark parte sacrificata, e con essa se ne va anche l’istinto taliams e chi più ne ha più ne metta), e nell’ultimo anno di Get A Job - pezzo caratterizzato da un basso vischioso gliente, soffocato da un trattamento più pensato e meno l’eccentrica vocalist ha ammesso di essersi intenzio- in battere e dalle caratteristiche progressioni di chitarra improvvisato delle loro composizioni. Non che Beth non nalmente sottoposta a un’overdose di Abba. Il termine elettrica - ha un suo perché, così come la dinamicità di In- ci avesse avvisati.

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WHAT’S NEW Musica

The Temper Trap

EQUILIBRIO PERFETTO

The Temper Trap (Infectious)

Attesissimo, è finalmente uscito il nuovo disco dei Garbage, Not Your Kind Of People. È come se i sette anni di pausa che gli americani si sono presi non fossero mai passati: tutto è ancora perfettamente equilibrato come allora. di Marco Rigamonti

L

a pausa a tempo indeterminato che si sono presi Butch Vig, Shirley Manson, Duke Erikson e Steve Marker è ora quantificabile: gli anni che dividono l’ultimo Bleed Like Me da questo nuovo disco sono ben sette. E l’impatto sonoro che travolge fin dalle prime note dell’opener Automatic System Habit porta immediatamente a una conclusione: questo lungo momento di riflessione ha giovato alla grande band del piccolo Wisconsin. La forza dei Garbage è sempre stata quella di unire melodie orecchiabili (ma di spessore) a un rock contaminato da scorie industriali, rendendo così digeribile un suono duro, con distorsioni spesso

invadenti, a un pubblico vasto. L’abilità di giocarsi i compromessi nel modo giusto è nelle mani di quella leggenda che risponde al nome di Butch Vig, capace di osare tritando la voce di Shirley (Control) come di mettere il suo talento al servizio della più classica delle ballad (Not Your Kind Of People). è un equilibrio perfetto, e - cosa da non sottovalutare - tutt’altro che forzato o ricercato: è la rappresentazione del credo di una band che ci sa fare e suona in maniera sincera e dannatamente azzeccata. è la costruzione di un muro sonoro, i cui simbolici mattoni sono identificabili in intelligenza, tecnica e passione.

Garbage

Not Your Kind Of People

HHHH di Guido Amari

Avevano annunciato che il secondo e omonimo album sarebbe stato molto più oscuro, a livello lirico, ma di contro più vivace e solare in termini musicali. Ed è questa lotta di opposti che rende i Temper Trap una delle scommesse più eccitanti del panorama indie attuale, capaci di fondere la grandeur di band come Coldplay e U2 con certe asperità e una tendenza alla sperimentazione propria di maestri come Muse e Radiohead. Detto delle influenze, buone per farsi un’idea di massima, gli australiani restano un gruppo con spunti personali molto apprezzabili e un indiscutibile talento. Il singolo Need Your Love è giocato sui synth e su un ritornello epico, l’ottima London’s Burning attualizza un titolo clashiano raccontando su un tappeto quasi dark i recenti scontri della capitale inglese, Where Do We Go From Here? è un elettropop buono per le charts, la conclusiva Leaving The Heartbreak Hotel cita Elvis e si srotola dolcemente per oltre quattro minuti. Una conferma importante.

Best Coast

(Stun Volume/Cooperative Music)

The Only Place

HHHHH

(Mexican Summer)

HHH di Emanuele Mancini

The Dandy Warhols

Damon Albarn

(Naïve/Self)

(Parlophone)

This Machine

HHH di Emanuele Mancini

Chi di voi si ricorda dei Dandy Warhols? Difficile credere che nel 2012 festeggeranno il diciottesimo anno di attività, loro che, da che ne ho memoria, sono classificabili fra gli “one hit wonder” grazie al tormentone Bohemian Like You. E invece i quattro di Portland, capitanati dall’ammiccante Courtney Taylor, sono arrivati addirittura al settimo album. Senza che molti se ne accorgessero in realtà. Nonostante questo, This Machine è da considerare uno degli episodi più riusciti dei Dandies, in cui è palpabile una rinnovata voglia di divertirsi. Lo stile è sempre quello: un garage rock apparentemente sporco e immediato, quello di brani come Sad Vacation e 16 Tons, che tende a virare verso il pop, come in Rest Your Head. Due le candidate al posto di “hit”: il manifesto rock’n roll di Enjoy Yourself e I Am Free - il cui incipit ricorda Bohemian che purtroppo però non riescono a centrare l’obiettivo. Raggiungere il successo con una sola canzone è un Moloch che spesso si paga a caro prezzo.

Formula vincente non si cambia. A due anni di distanza da Crazy For you, acclamato all’unanimità dalla critica (indie), la band losangelina formata da Bethany Cosentino e Bobb Bruno dà alle stampe il suo secondo disco. Niente di nuovo sotto il sole della California: in The Only Place ritroviamo lo stesso surf rock e dream pop di due anni fa, in canzoni la cui durata media è di tre minuti, romantiche e piacevolissime da ascoltare. Undici potenziali singoli, che restano in testa dopo il primo ritornello. Chitarre jingle-jangle e ritmi beat (Why I Cry) si alternano a ballad come No One Like You, perfetta colonna sonora per il ballo Incanto sotto il mare di Ritorno al Futuro. L’unica differenza con il precedente album è l’assenza di quel riverbero che ne caratterizzava il suono di tutte le tracce. The Only Place è un cocktail fresco da consumare in spiaggia, rigorosamente di fretta, prima che il ghiaccio si sciolga e lo annacqui.

Dr. Dee

HHHH di Marcello Marabotti

Da Damon Albarn puoi aspettarti di tutto. E Dr. Dee ne è un’ulteriore prova. Innanzitutto non è un album, ma un’opera musicale (andata in scena nel luglio 2011 al Palace Theatre di Manchester, commissionata da Manchester Internation Festival, English National Opera e London 2012 Festival) di 18 tracce registrate con l’Orchestra filarmonica della BBC. Il progetto, scritto con il regista teatrale Rufus Norris, s’ispira ai fumetti di Alna Moore e alla vita di John Dee, matematico, tuttologo e consigliere di Elisabetta I (regina d’Inghilterra tra 1558 ed 1603). L’album - descritto dallo stesso Albarn come «uno strano canto pastorale in chiave folk» - combina la voce dell’ex frontman dei Blur con i canti corali dell’Inghilterra rinascimentale su un tappeto sonoro creato da una strumentazione vintage (viola, shawn, dulcian, e il liuto) e dalla Kora africana. John Dee nel 1551 fu accusato di stregoneria “salvato” da Elisabetta I. Magari il prossimo lavoro di Damon sarà un libro di magia. E sarebbe stupendo, proprio come quest’opera.

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Deproducers Planetario (Sony)

HHHH di Stefano Gilardino

Finalmente vede la luce (è il caso di dirlo) il frutto del lavoro di quattro produttori/musicisti come Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia, Gianni Maroccolo e Max Casacci, di cui avevamo apprezzato una breve presentazione lo scorso anno all’interno del Planetario di Milano - i quattro, accompagnati dal batterista Dodo Nukishi e con la collaborazione di Howie B, avevano suonato qualche pezzo di questo splendido album. Il connubio tra sonorità anni Settanta, sperimentazioni kraut rock che ricordano corrieri cosmici come i Tangerine Dream o i Neu (guarda caso il titolo di uno dei brani), elettronica e la voce del direttore del Planetario, Fabio Peri, rende questo album una mosca bianca nel panorama italiano attuale. Titoli affascinanti come Costellazioni - Piccola guida stellare, Neu Nascita di una stella e Travelling - Viaggio di un raggio di luce, a cui si aggiunge la cover di Figli delle stelle di Sorrenti, rendono l’idea di ciò che si trova all’interno di questo magnifico planetario musicale. Da ascoltare all’aperto, con gli occhi al cielo.


WHAT’S NEW Musica

Gotye

Eva

(Universal)

(Halidon)

HOT

Duramadre

Making Mirrors

HHH

HHH di Stefano Gilardino

di Guido Amari

Del suo ritorno sulle scene si parlava da un pezzo, viste le recenti partecipazioni al progetto Rezophonic, ma Eva Poles ha avuto bisogno di rimettere ordine nella propria vita, dopo lo scioglimento dei Prozac+, per capire come impostare un disco che la vede coraggiosamente in prima linea. Senza nascondersi, Eva con questo album si rivela, oltre che interprete, anche come compositrice, aiutata dall’amico Max Zanotti (Deasonika), produttore di Duramadre e coautore dei brani. Dieci in totale, che denotano testi interessanti e ombrosi e una varietà musicale figlia dei molteplici ascolti della cantante friulana. C’è spazio per il rock elettronico di Temporale, per i violini struggenti di L.I.U.S., il rockabilly di Chainless (unico pezzo in inglese) e per i due episodi migliori di questo debutto, Il giocatore e Regina Veleno. Per ora può bastare, in attesa del suo comeback anche dal vivo. Niente pezzi dei Prozac+, sappiatelo.

Ci voleva un telefilm amato e seguito in tutto il mondo come Glee perché il talento compositivo di Wally De Backer, in arte Gotye, musicista belga naturalizzato australiano, divenisse una celebrità anche al di fuori della terra dei canguri. La sua Somebody That I Used To Know, ricantata proprio durante una puntata della serie televisiva, ha incuriosito soprattutto gli internauti, i quali hanno cominciato a cercare in rete informazioni e video. Dopo essersi consacrato in Australia, dunque, Gotye sta ora partendo alla conquista del resto del mondo, forte di un singolo ormai entrato in rotazione nelle radio e di un album, Making Mirrors, uscito nel 2011, ma disponibile solo ora sul mercato italiano. Certamente non si tratta di una rivoluzione copernicana - ma cosa lo è al giorno d’oggi? - ma di un buon prodotto pop, adatto a chi cerca buone melodie e svago sotto forma di musica. Dodici pezzi in totale per un album che scivola via senza grossi sussulti.

LIST

La playlist dei brani più ascoltati ad aprile dalla redazione di Onstage (in ordine rigorosamente casuale)

ELEGANTE È BELLO

Le musiche sinfoniche destinate all’opera di danza classica L’altrà metà del cielo - in scena ad aprile alla Scala di Milano - sono finite dentro un disco. Vasco si è messo la cravatta, e tutto sommato non sta così male. di Daniele Salomone

D

unque anche Vasco non ha resistito alla tentazione. Seguendo l’esempio di suoi illustri colleghi - penso al Peter Gabriel di Scratch My Back - ha arrangiato in chiave sinfonica canzoni che sono nate sotto il segno del rock. Il progetto è insieme capriccio e legittima ambizione artistica: c’è di mezzo l’ego, in cerca di gratificazione come una belva in caccia di prede, e pure l’arte, sottoforma di curiosità (“vediamo l’effetto che fa?”). Tutto ruota intorno all’opera di danza che La Scala ha ospitato ad aprile. Separando le due esperienze, il risultato musicale è piacevole. Con l’aiuto di Celso Valli - uno dei migliori arrangiatori in circolazione, già collaboratore di Vasco per Nessun pericolo... per te e Canzoni per me - la più grande rockstar italiana

ha preso alcune delle sue più famose canzoni incentrate su figure femminili e le ha spogliate di chitarre, basso e batteria, rivestendole di archi, fiati, pianoforte. E le ha ricantate. Se escludiamo un paio di brani davvero a disagio in questi panni (Susanna e Laura), L’altra metà del cielo dimostra il potenziale sinfonico della musica di Vasco: canzoni come Sally, Gabry (la migliore per il sottoscritto), Jenny è pazza e persino Brava Giulia, funzionano benissimo anche così. Credo sia una questione di radici, l’opera è la nostra tradizione musicale quanto il folk per gli anglosassoni o il blues per gli afroamericani. Detto questo, mi chiedo quanto il giudizio sia influenzato dalla familiarità che ho con questi brani. A occhio e croce, parecchio.

Jack White

Weep Themselves To Sleep Blunderbluss (2012)

TIZIANO FERRO

Hai delle isole negli occhi L’amore è una cosa semplice (2011)

Norah Jones

Say Goodbye

Little Broken Hearts (2012)

The Doors

L.A. Woman

L.A. Woman (1971)

Bugo

Comunque io voglio te Nuovi rimedi per la miopia (2011)

Tune-Yards

Gangsta

Whokill (2011)

Subsonica feat. Battiato

Up Patriots To Arms Eden (2011)

Alabama Shakes

Be Mine

Boys and Girls (2012)

ROLLING STONE

Time Is On My Side

Vasco Rossi

L’altra metà del cielo

12x5 (1964)

(EMI)

George Harrison

HHHHH

Here Comes The Moon George Harrison (1979)

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WHAT’S NEW Cinema

A cura di Antonio Bracco

American Pie: ancora insieme

USA, 2012, 113 min.

Cast: Jason Biggs, Alyson Hannigan, Chris Klein, Thomas Ian Nicholas, Tara Reid, Seann William Scott, Mena Suvari, Eddie Kaye Thomas, Eugene Levy, Jennifer Coolidge di Jon Hurwitz, Hayden Schlossberg critica pubblico

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redici anni sono trascorsi da quando Jason Biggs diventava l’eroe dei teenager grazie a quella memorabile scena in cui faceva sesso con una torta di mele. Da allora la serie di American Pie non si è più fermata. I due sequel, nel 2001 e nel 2003, hanno esplorato con la nota vena dissacratoria tutto il periodo scolastico dei personaggi arrivando fino al matrimonio di Jim e Michelle. La serie è continuata con quattro spin-off sostanzialmente slegati e con diversi attori (fat-

ta eccezione per Eugene Levy, il padre di Jim) nei cui titoli il brand è stato usato con la formula “American Pie presenta”. Con la reunion di questo film ritorna tutto il cast originale ufficializzando di fatto American Pie: ancora insieme come il vero quarto capitolo. Il pretesto del party tra gli ex alunni del ’99 porta tutti i personaggi a incontrarsi nuovamente per vedere a che punto delle loro vite si trovino ora. L’effetto nostalgia è doppio, lo vivono gli attori sul set, lo vive il pubblico in sala. A

dispetto di una storia che non ha un grande sviluppo, il film è ben scritto e soddisfa le aspettative di chi adora questa saga. Il merito va a Hurwitz e Schlossberg che videro il primo American Pie al cinema da adolescenti. I due giovani registi e sceneggiatori sono stati capaci di aggiornare le scurrilità dei dialoghi e delle situazioni al tempo presente dominato da smartphone e Facebook senza tradire nessuno, né lo stile American Pie, né gli affezionati spettatori.

Hunger Games

Gli infedeli

Dark Shadows

Margin Call

USA, 2012, 142 min.

Francia, 2012, 109 min.

USA, 2012

USA, 2011, 110 min.

Cast: Jennifer Lawrence, Liam Hemsworth, Josh Hutcherson, Elizabeth Banks, Stanley Tucci, Woody Harrelson, Donald Sutherland, Lenny Kravitz

Cast: Jean Dujardin, Gilles Lelouche, Guillaume Canet, Sandrine Kiberlain, Alexandra Lamy, Isabelle Nanty, Mathilda May

Cast: Johnny Depp, Eva Green, Jackie Earle Haley, Jonny Lee Miller, Michelle Pfeiffer, Helena Bonham Carter, Chloë Moretz, Christopher Lee

Cast: Kevin Spacey, Paul Bettany, Zachary Quinto, Mary McDonnell, Demi Moore, Stanley Tucci, Jeremy Irons

di Gary Ross

di Michel Hazanavicius, Emmanuelle Bercot, Jean Dujardin, Fred Cavaye, Alexandre Courtes, Eric Lartigau, Gilles Lellouche

di Tim Burton

critica pubblico

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In un futuro post-apocalittico, lo stato di Panem obbliga ognuno dei suoi dodici distretti a mandare un ragazzo e una ragazza a competere agli Hunger Games. In parte bizzarro spettacolo, in parte stratagemma intimidatorio del regime di Capitol, gli Hunger Games sono un evento televisivo nazionale nel quale i prescelti devono combattere gli uni con gli altri per la sopravvivenza. Katniss Everdeen si offre volontaria per salvare la sorella dodicenne trovandosi catapultata in un gioco che mette sulla bilancia sopravvivenza contro umanità e vita contro amore. Dopo il dominio di Harry Potter e della saga di Twilight, Hunger Games si presenta come il nuovo filone fantasy tratto da una serie di libri destinato a sbancare il box office.

critica pubblico

critica pubblico

Liverpool 1752. Joshua e Naomi Collins, insieme al loro giovane figlio Barnabas, salpano dall’Inghilterra per cominciare una nuova vita in America. Due decenni devono trascorrere perché Barnabas si trovi il mondo ai suoi piedi, o perlomeno la città di Collinsport nel Maine. Barnabas è ricco e un consumato playboy. Un giorno commette il terribile errore di spezzare il cuore di Angelique Brouchard, una strega in tutti i sensi, che gli infligge una condanna peggiore della morte: lo trasforma in vampiro seppellendolo vivo. Barnabas riesce a liberarsi, ma solo duecento anni più tardi. Tratto dall’omonima serie TV americana degli anni ‘60, Dark Shadows è l’ottava collaborazione cinematografica tra Tim Burton e Johnny Depp.

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Sette registi raccontano in numerosi episodi l’infedeltà maschile e le sue varianti. Questa struttura narrativa, atipica per il cinema francese, ha riscosso un notevole successo in patria nonostante i brevi episodi non vadano troppo per il sottile nel descrivere l’uomo bugiardo e malato di sesso. I generi spaziano dalla commedia al dramma con un’audace messinscena e diverse scene di nudo. Interpreti di tutti gli sketches sono gli attori Gilles Lelouche e Jean Dujardin. Quest’ultimo, fresco vincitore dell’Oscar come migliore attore per The Artist, ha anche prodotto il film dirigendo un episodio.

ONSTAGE

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MAGGIO

di J.C. Chandor critica pubblico

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Ambientato nel mondo dell’alta finanza, Margin Call è un thriller che tira in ballo gli uomini chiave di una grande banca di investimenti durante le drammatiche 24 ore che precedono la crisi finanziaria del 2008. Quando un semplice analista entra in possesso di alcune informazioni che potrebbero provocare il fallimento dell’azienda, inizia una frenetica corsa contro il tempo. Le decisioni finanziarie in gioco, non prive di risvolti morali, sconvolgo la vita delle persone coinvolte tanto da farle precipitare in uno scenario economicamente apocalittico. Un fenomenale cast di attori è al servizio di questo film indipendente che segna il debutto alla regia di J.C. Chandor, nominato all’Oscar per la sceneggiatura originale di questo film.


WHAT’S NEW Videogames

Chip Talk di Blueglue

Da soli nel buio: 20 (30?) anni di Survival Horror

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na delle conclusioni possibili di Silent Hill Downpour prevede una torta con delle candeline. Nel corso di una delle missioni di Resident Evil Raccoon City si passa attraverso una stanza addobbata, con tanto di palloncini e una moltitudine di zombi festaioli. Che i Survival Horror abbiano voluto festeggiare il loro compleanno? C’è chi sostiene che il genere - uno dei più apprezzati nella storia dei videogiochi abbia le sue radici piantate nel lontano 1982, quando Haunted House apparve sul tenerissimo Atari 2600. A un livello più mainstream - e di fatto più vicino all’impostazione moderna dei giochi che appartengono a questa categoria il capostipite è considerato Alone In The Dark, perla Infogrames del 1992. Il terrore diventa reale grazie alle telecamere che non mettono il protagonista al centro dell’attenzione, ma riprendono i suoi movimenti da angolazioni predefinite; il silenzio interrotto da qualche rumore in lontananza fa il resto e comincia l’epoca dei titoli che fanno davvero paura. Quattro anni più tardi arriva uno dei giochi più clonati di tutti i tempi, lo stupefacente Biohazard - che in Europa verrà commercializzato come Resident Evil. Gli spunti di Alone In The Dark vengono portati su un altro livello: l’uso atipico della telecamera viene enfatizzato e il termine “sopravvivenza” assume un significato ben più presente, considerando le restrizioni imposte da un inventario limitato e la scarsità delle munizioni recuperabili messa a confronto con la mole di esseri zombificati che si incontrano nel corso dell’avventura. Non è un caso se lo scoccare del nuovo millennio viene considerato l’era d’oro dei Survival Horror: i cloni di cui si è detto sopra sono tutti meritevoli di attenzione. La tensione e i salti sulla sedia sono infatti assicurati anche giocando alla serie Silent Hill (che si concentra su un orrore più psicologico), ai due episodi di Parasite Eve (che aggiungono elementi tipici dei g.d.r. al gameplay standard), a Project Zero (in cui l’unica arma a nostra disposizione contro i fantasmi è una macchina fotografica) e a Clock Tower (dove nascondersi e scappare è l’unico modo per sopravvivere). E che dire dei giochi di ultima generazione? Beh, non ci possiamo certo lamentare. I vari Dead Rising, Alan Wake e Dead Space - insieme ai follow-up dei classici e a qualche titolo cult tipo Deadly Premonition - non si possono certo definire rivoluzionari, ma sono spesso ispirati. Che quest’anno si festeggino i 20 o i 30 anni non fa differenza: buon compleanno, Survival Horror. E cento di questi anni.

Silent Hill Hd Collection (Konami)

Silent Hill Downpour (Konami)

Disponibile per: PS3, Xbox 360 Genere: Survival Horror

Disponibile per: PS3, Xbox 360 Genere: Survival Horror

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Il termine “Hd Collection” - mai così di moda come in questi tempi – è capace di suscitare diverse emozioni. I nostalgici esultano, pregustando un tuffo nel passato che ogni tanto ci vuole. I neofiti con un minimo d’interesse nelle radici della loro passione si preparano meticolosamente a una bella lezione di storia. Ma Konami puntualmente (vedi la recente raccolta di Metal Gear) commette un atto imperdonabile: si “dimentica” di inserire nella collezione rimasterizzata di una delle saghe più importanti del Survival Horror il primo fondamentale episodio. Che i motivi siano di ordine commerciale o tecnico poco importa: a lungo andare questo comportamento non può che assumere i contorni di una vera e propria presa per i fondelli, ed è giusto che questa considerazione venga sottolineata. Ad affronto digerito, si può solo parlare bene di Silent Hill Hd Collection, che raggruppa gli atti 2 e 3 di una serie a dir poco preziosa. Come il buon vino, il pathos che filtra dalle misteriose vicende di James Sunderland e Heather Mason (la figlia adottiva del protagonista di Silent Hill 1, grr...) è invecchiato a meraviglia, le avventure risplendono in tutta la loro intensità narrativa e - buffo a dirsi - sono dannatamente più terrorizzanti di molti recenti blockbuster.

Mettiamo in chiaro fin dall’inizio una cosa: l’ottavo episodio di Silent Hill è un affare “vecchia scuola”. Ed è anche bene specificare subito che tale definizione non deve per forza essere sinonimo di “antiquato”; ciò nonostante alcune carenze tecniche - dettate in parte da un chiaro intento di ricalcare le orme dei primi Survival Horror senza distanziarsi troppo dalla formula vincente degli anni ‘90 - influiscono in maniera determinante sulla fruibilità del titolo Konami, senza dubbio riservato alla nicchia degli irriducibili del genere. Il primo problema che salta all’occhio è il sistema di controllo: girarsi, combattere e a volte perfino comunicare al protagonista di arrampicarsi su una scala risulta spesso problematico, ai limiti dello stressante. Il secondo grande ostacolo riguarda la generale confusione in tema di obiettivi da perseguire: perché un gioco non scada nell’eccessiva linearità non è obbligatorio rendere l’esplorazione frustrante. Una volta chiariti questi punti si può parlare dell’ottimo intreccio narrativo, delle (soddisfacenti) diverse pieghe che prende il finale in conseguenza del nostro comportamento, dell’azzeccata atmosfera in bilico tra mistero e follia e del buon accompagnamento sonoro. Tutti pregi che alla fine si possono risolvere in un’unica, lapidaria esclamazione: peccato.

Resident Evil: Operation Raccoon City (Slant Six Games / Capcom)

The Witcher 2: Assassins Of Kings

Disponibile per: PS3, Xbox 360 Genere: Action

Disponibile per: Xbox 360) Genere: Action / RPG

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Godersi appieno Operation Raccoon City richiede un piccolo sforzo: concentrarsi sulla parola “Spin Off” alla nausea, dimenticando gran parte delle emozioni che il brand ci ha regalato in 16 anni di militanza nel mondo dei videogame. Le differenze rispetto ai Resident Evil che conosciamo sono evidenti e sarebbe un grave errore mettere a confronto le dinamiche di O.R.C. con un qualsiasi episodio della serie. Intanto per la prima volta controlleremo il nemico, ovvero i soldati della Umbrella Corporation; scegliendo tra sei classi diverse di soldati, vagheremo nella città in squadre composte da quattro giocatori nell’intento di fermare il Dr. Birkin, deciso a consegnare le sue ricerche sul Virus T all’esercito americano. La visuale in terza persona è confermata, ma il sistema di gioco si focalizza sull’azione, non sulla tensione: qui si corre, si spara e si va di granate in stile Gears Of War, in una successione di eventi veloce e spesso splendidamente incasinata. La grande varietà di potenziamenti e armi sbloccabili attraverso punti esperienza guadagnati nel corso delle missioni o in multiplayer sono un incentivo a giocare e rigiocare ad libitum, aumentando la longevità di questa solida collaborazione tra Slant Six Games e Capcom.

A un anno dalla release per Pc, arriva in esclusiva per Xbox 360 la conversione del seguito di The Witcher, capolavoro di produzione polacca del 2007. Esattamente come il suo predecessore, il gioco si ispira alla serie di libri firmati da Andrzej Sapkowski, dove il protagonista (Geralt) è un Witcher, ovvero un umano geneticamente modificato in possesso delle abilità tipiche del mondo fantasy (tra cui magia e alchimia). Fin dall’inizio - o sarebbe più opportuno dire “fin dagli inizi”, visto che ce ne sono ben 4 percorribili in un ordine non predefinito - viene a galla la profondità di un’avventura che non segue un sentiero unico, dipanandosi in bivi e decisioni vincolanti che portano a 16 finali differenti. Ma la confusione non è contemplata, perché ci si accorge presto che questo modo di affrontare le vicende rappresenta una carta vincente: se uno degli argomenti più chiacchierati dell’ultimo periodo videoludico è la libertà di azione, Assassins Of Kings incarna la quintessenza di tale aspetto, lasciando nelle mani del giocatore ampi margini di intervento nello sviluppo della trama. Considerando anche l’eccellenza del comparto tecnico, The Witcher 2 diventa automaticamente un must-have per gli amanti dei giochi di ruolo di stampo occidentale.

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MAGGIO

(CD Projekt)


COMINGSOON giugno

I biglietti del tour di Bruce Springsteen sono in vendita presso i negozi Fnac!

Bruce Springsteen

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o scelto di fare il presidente solo perché non potevo essere Bruce Springsteen». Così Barack Obama ringraziava il Boss per l’appoggio nella campagna elettorale americana che nel 2008 lo portava alla presidenza degli Stati Uniti. L’America deve molto a Bruce, che l’ha cantata in ogni sua canzone e la porta cucita addosso, evidenziandone pregi e difetti. Nel suo ultimo lavoro Wrecking Ball, probabilmente il più incazzato e disilluso tra gli ultimi dischi di Springsteen, mette sotto accusa la crisi economica attuale, i suoi responsabili ed i “grandi” analisti in cravatta. Un disco molto vicino a Nebraska, come lo stesso Bruce ha spesso dichiarato, la cui variazione musicale (rispetto al folk e la semplicità della forma chitarra e voce dell’album dell’82), è stata voluta dal produttore Ron Aniello, che ha inserito una vasta gamma di suoni, dall’hip hop al blues. Un tes-

suto musicale nel quale si dispiegano le canzoni, dalla title track (che contiene anche gli assoli di sax di Clarence Clemons, come in Land Of Hope And Dreams), a We Take Care Of Our Own - traccia d’apertura dell’album e manifesto del disco in cui Bruce evidenzia la necessità di tornare da occuparci del nostro futuro senza aspettarci nulla dall’alto - senza dimenticare Easy Money, in cui viene presa di mira Wall Street. L’analisi sociale ed economica che domina la prima parte dell’album lascia spazio nella seconda a una ricerca di redenzione spirituale, esplicita in pezzi come Rocky Ground, che si rifà anche ad alcuni temi biblici enfatizzati dal coro gospel, contraltare delle trombe mariachi di We Are Alive, traccia che chiude il disco. Dal 9 marzo scorso, Springsteen sta portando in tournée Wrecking Ball, accompagnato come sempre dalla E Street

Band, per la prima volta senza Big Man Clarence Clemons ma con il nipote Jake e Eddie Manion al sax. All’inizio si era vociferato di un tour acustico, molto particolare, intimo magari, in ricordo dello scomparso sassofonista. E invece, come ha sottolineato Claudio Trotta (il promoter che portò Bruce a San Siro per l’ultimo concerto milanese del Boss, quello della causa, vinta da Trotta, per i 22 minuti di “sforo” del concerto), Springsteen offrirà uno spettacolo molto rock. Il Wrecking Ball Tour arriverà a giugno in Italia, per tre appuntamenti: il 7 a San Siro (Milano). il 10 allo Stadio Franchi di Firenze e l’11 al Nereo Rocco di Trieste. Chi ha già visto live il Boss sa quanto imperdibili siano i suoi show; chi, invece, non ha avuto questa fortuna, accetti il nostro consiglio e corra a comprare al più presto un biglietto. Perché, si sa, «il mondo si divide tra chi adora Bruce Springsteen e chi non l’ha mai visto dal vivo». (M.M.)

live

» Rock In IdRho Preview Milano 13/06 The Offspring, The Hives, Billy Talent, Lagwagon, Hot Water Music, La Dispute » GODS OF METAL Milano 21/06 Manowar, Children Of Bodom, Amon Amarth 22/06 Guns N’ Roses, Within Temptation, Sebastian Bach 23/06 Mötley Crüe, Slash

feat. Myles Kennedy and the Conspirators, The Darkness 24/06 Ozzy Osbourne & Friends, Opeth, Black Label Society

Whigs 25/06 Incubus 26/06 Cypress Hill 27/06 Portishead 30/06 Radiohead

» Lucca Summer Festival Lucca 29/06 Tom Petty and The Heartbreakers

» 10 GIORNI SUONATI Vigevano (PV) 13/06 Lynyrd Skynyrd, Molly Hatchet, Betta Blues Society 26/06 Incubus

» Rock In Roma Roma 07/06 Afterhours, Afghan

» TRAFFIC FREE FESTIVAL Torino

ONSTAGE

08/06 The XX, James Blake 09/06 Orbital » JETHRO TULL 01/06 Milano 02/06 Modena » CHRIS CORNELL 25/06 Udine 26/06 Torino 28/06 Verona 29/06 Firenze » Marilyn Manson 07/06 Padova

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» MADONNA 12/06 Roma 14/06 Milano 16/06 Firenze » Soundgarden 04/06 Milano » Portishead 26/06 Villafranca (VR)

07/06 Milano, 10/06 Firenze, 11/06 Trieste

05/06 Verona 06/06 Verona 09/06 Perugia » Bruce Springsteen 07/06 Milano 10/06 Firenze 11/06 Trieste

» Litfiba 01/06 Firenze

» J-Ax 09/06 Cagliari 12/06 Milano 16/06 Senigallia (AN)

» Laura Pausini 04/06 Verona

» Negrita 29/06 Cattolica (RN)



Onstage Magazine maggio 2012