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Il primo Novecento

Inaugurazione del Crystal Palace a Londra, 1851, a lungo simbolo di innovazione e progresso.

to di voto, che permetteva di partecipare attivamente all’elaborazione della politica nazionale, venne progressivamente esteso a tutti gli uomini adulti (suffragio universale maschile), mentre le donne ne erano ancora escluse. Infine, lo Stato provvide a garantire a tutti l’istruzione elementare, con l’obiettivo concreto di combattere l’analfabetismo. In questo modo si accelerò il processo di democratizzazione della politica e della società e anche i ceti popolari ebbero la possibilità di divenire parte integrante del grande sviluppo che investiva l’Europa. 

Ottimismo e fiducia nel progresso A questi epocali sviluppi dell’economia e della società si intrecciò il fervore sperimentato durante questo periodo dal mondo della cultura, che ebbe le sue capitali in Parigi e Vienna. Non a caso il simbolo della Belle époque è spesso considerato la Tour Eiffel, l’altissima torre in ferro progettata dall’ingegnere francese Alexandre Gustave Eiffel e inaugurata nella capitale francese per l’Esposizione Universale del 1889. Parigi era il fulcro delle tendenze artistiche più innovative del continente: i quartieri di Montmartre e Montparnasse, i viali lungo la Senna e i piccoli caffè che sorgevano un po’ ovunque erano i luoghi in cui intellettuali, pittori e letterati di tutta Europa dibattevano di ogni argomento e coltivavano le tendenze più innovative del tempo – dal naturalismo, con i romanzi di Émile Zola, al cubismo, con i quadri di Pablo Picasso. Anche a Vienna, capitale della Felix Austria, l’«Austria felice» alla guida di un «impero eterno», operavano in quegli anni intellettuali e artisti che avrebbero influenzato grandemente il XX secolo: da Sigmund

1903 Primo volo aereo dei fratelli Wright

Freud padre della psicoanalisi, a Gustav Klimt, l’artista più influente dell’art noveau o liberty, ad Arnold Schönberg, il padre della musica colta contemporanea. Più in generale, lo spirito ottimistico di questo tempo fu interpretato in Europa dalla corrente filosofica del positivismo  . Nato in Francia nell’Ottocento, il pensiero positivista suggeriva che l’avanzamento delle conoscenze e delle capacità umane avrebbe generato un progresso inarrestabile. In realtà, alcuni dubbi sulla tenuta del sistema politico-sociale europeo avevano cominciato a insinuarsi nella riflessione culturale e filosofica già alla fine dell’Ottocento, ma nessuno fu in grado di prevedere che nel giro di pochi anni l’intero mondo della Belle époque sarebbe crollato sotto i colpi della Prima guerra mondiale. E che di quel «progresso» sarebbero rimaste solo macerie fumanti.

positivismo: la fede dei filosofi positivisti nel progresso nasceva da una incrollabile fiducia nelle capacità della scienza. Essi proponevano perciò di applicare il metodo scientifico a tutti i campi del sapere.

Bozzetto per il monumento all’operaio e alla kolchosiana, 1937, San Pietroburgo, Museo di Stato.

Tour Eiffel nel 1889.

1913 Ford introduce la catena di montaggio

1920

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