Guida Turistica di Arezzo

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Arezzo

e

Le Sue

Valli

Una guida agile ed economica per accompagnare i turisti attraverso percorsi paesaggistici ed eno-gastronomici del territorio aretino. Ci vorrebbero molte più pagine per descrivere ciò che offre Arezzo e la sua provincia. Bisognerebbe parlare di storia, di architettura, di arte, di musica, di cucina e di economia per illustrare ad un turista inesperto quello che potrebbe trovare nel territorio aretino. Ma alle parole bisognerebbe lasciare il posto allo sguardo, apprezzando le colline che da Arezzo scorrono verso l’Alta Valle del Tevere con Anghiari e Sansepolcro oppure volgendosi verso il Lago Trasimeno alla Val di Chiana con la suggestiva e raffinata Cortona. E ancora della bellezza mistica del Casentino attraverso un meraviglioso percorso naturale che porta alla Verna e all’Eremo di Camaldoli. Si potrebbe parlare delle stratificazioni storico-artistiche che si perdono tra le grandi civiltà del passato come gli etruschi e i romani, valli queste, testimoni di grandi battaglie e di passaggi d’eserciti medioevali ma anche terre che hanno dato i natali a grandi uomini del Rinascimento come Piero della Francesca, Giorgio Vasari, Luca Signorelli, solo per citarne alcuni tra i più famosi. Tra gli aretini celebri, non si può non citare Francesco Petrarca, Guittone d’Arezzo e Guido Monaco. Ma Arezzo è anche una città da Oscar: Roberto Benigni nel 1997 ha girato fra le vie della città aretina il film “La vita è bella”, vincitore del prestigiosissimo premio oscar.

A quick tourist guide to the scenic country paths and gourmet food and wine routes of Arezzo region. The wonderful offerings of the Arezzo area include history, architecture, art, music, cooking and economics. Visit the hills that run from Arezzo to the Upper Tiber Valley, and the towns of Anghiari and Sansepolcro; travel towards Lake Trasimeno and the Val di Chiana with its charming Cortona; experience the mystical beauty of the Casentino on a nature trail leading to Verna and the hermitage of Camaldoli. Discover the great Etruscan and Roman civilisations, with their art treasures and ancient battles, and the great Renaissance figures who were born here, such as Piero della Francesca, Giorgio Vasari, Luca Signorelli, and also men like Francesco Petrarca, Guittone d'Arezzo and Guido Monaco. Arezzo was also the stage for Roberto Benigni’s Oscar-winning film "Life is Beautiful".


SOMMARIO CONTENTS 6

ARRIVARE Getting There

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CENNI STORICI History

12 LA CITTA’ The Town

16 I DINTORNI Surroundings

20 LA CITTA’ in IMMAGINI Surroundings

22 AREZZO e IL CINEMA

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Arezzo and film

24 FOLCLORE Folk Traditions 24 LA GIOSTRA DEL SARACINO

The Saracen Joust 28 FIERA ANTIQUARIA

Antiques Fair 30 LA MADONNA DEL CONFORTO

The Our Lady of Consolation

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32 ARETINI FAMOSI So Many First 34 TERRA DI GRANDI AZIENDE

Home of Big Companies

40 CUCINA ARETINA Food & Drinks

45 SHOPPING E....NON SOLO Food & Drinks

58 PERCORSI ENOGASTRONOMICI Food & Drinks

60 IL CASENTINO 69 SHOPPING E....NON SOLO

Shopping and... much more

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72 VALDARNO 82 VALDICHIANA 97

SHOPPING E....NON SOLO

Shopping and... much more

72 102 VALTIBERINA 113 SHOPPING E....NON SOLO

Shopping and... much more

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Arrivare

Distanze stradali da Arezzo •DistancesG Cortona 29 km Firenze 74 km Siena 89 km Perugia 92 km Roma 218 km

In AutoGArezzo si raggiunge in auto da Firenze o da Roma tramite l'Autostrada del Sole (A1 Milano-Napoli) uscendo al casello di Arezzo. Il centro città dista circa 10 km. In Treno G la stazione ferroviaria di Arezzo si trova lungo la linea ferroviaria Bologna-Roma. La stazione è servita da collegamenti giornalieri con treni Intercity per Firenze, Roma e il resto d'Italia. La TFT (Trasporto Ferroviario Toscano) del gruppo LFI, gestisce le linee ferroviarie per Arezzo-Sinalunga e Arezzo-Stia. In AutobusGArezzo è collegata con la Valdichiana, Valtiberina, Pratomagno, Casentino e Valdarno, da un rete di comunicazioni resa possibile dalle Autolinee ATAM, LFI e SITA. Le fermate si trovano a pochi metri dalla stazione ferroviaria.

Aeroporti più vicini GAmerigo Vespucci (Firenze-Peretola) - In auto proseguire per Arezzo con la SS 69 del Valdarno, o percorrere l'autostrada A1 con uscita Arezzo. In treno: raggiungere la stazione fiorentina Santa Maria Novella e prendere il treno in direzione Roma. GGalileo Galilei (Pisa) - In auto percorrere autostrada A11 fino a Firenze e poi A1 fino ad Arezzo. In treno: collegamento dalla stazione di Pisa Aeroporto alla stazione Firenze Santa Maria Novella, e da qui, prendere treno in direzione Arezzo.

ZONE ZTL In Arezzo è stato istituito un sistema di videocontrollo delle Zone a Traffico Limitato (ZTL) di tipo "A" e di tipo "B", prevalentemente situate nella parte storica della città. Ogni accesso al centro storico è sorvegliato da un'apposita telecamera che preleva la targa del veicolo e la confronta con la banca dati dei veicoli autorizzati all'accesso alle zone a traffico limitato. Se la targa del veicolo non si trova nella lista degli autorizzati, scatta una contravvenzione.

Accesso alle zone ZTL:

PARCHEGGI

Le fasce orarie di divieto per le ZTL A e B sono le seguenti: GZTL A Divieto di circolazione e sosta, per veicoli non autorizzati, dalle ore 8:30 alle ore 11:00 e dalle ore 17:30 alle ore 20:00 dei giorni feriali. Dal divieto sono esclusi ciclomotori e motocicli che possono transitare regolarmente. GZTL B Divieto di circolazione e sosta, per veicoli non autorizzati, dalle ore 8:00 alle ore 24:00 di tutti i giorni dell'anno. Nel divieto sono inclusi tutti i mezzi a motore.

G P. Multipiano Mecenate Orario: a pagamento tutti i giorni 24 h su 24 Piazza del Popolo GParcheggio esterno “della Misericordia”: tariffa € 2,00/ora o frazione di ora per la prima ora GParcheggi esterni via Garibaldi e P.tta Logge del Grano: tariffa 1,80 €/ora GParcheggio interno: tariffa 2,00 €/ora o frazione di ora per la prima ora GP. Cadorna Orario: a pagamento giorni feriali e prima domenica del mese dalle 8 alle 20; gratuito dalle 20 alle 8

GP. Baldaccio Orario: a pagamento dal lunedì al sabato e prima domenica del mese dalle 6:30 alle ore 21:30 GP. Eden Orario: a pagamento giorni feriali e prima domenica del mese dalle 7:30 alle 20:30; gratuito dalle 20:30 alle 7:30 GViale Piero della Francesca (vicino a Piazza della stazione) Orario: sempre aperto GP. Pietri (zona Porta San Clemente) Orario: sempre aperto Tariffa: gratuito


By carGGet to Arezzo by car from Florence or Rome on the Autostrada del Sole (A1 Milan-Naples), exit Arezzo. The city centre is about 10 km away. By trainG Arezzo train station is on the Bologna-Roma line. Daily Intercity connections to Florence, Rome and the rest of Italy. TFT (Trasporto Ferroviario Toscano, of the LFI group) manages the rail lines to Arezzo-Sinalunga and Arezzo-Stia. By busGArezzo is linked to Valdichiana, Valtiberina, Pratomagno, Casentino and Valdarno with a network of ATAM, LFI and SITA bus services. The bus stops are a few metres from the railway station.

Nearest airports GAmerigo Vespucci (Florence-Peretola) - Drive towards Arezzo on the SS 69 (state road) of Valdarno, or take the A1 motorway, exiting at Arezzo. By train: connection to Florence Santa Maria Novella station, then change for Rome. GGalileo Galilei (Pisa) - By car, take the A11 motorway to Florence, then the A1 to Arezzo. By train: connection from Pisa Airport to Florence Santa Maria Novella station, then change for Arezzo.

“ZTL” ZONES Arezzo has a video surveillance system for Limited Traffic Zones (“ZTL”) types "A" and "B", located in the historic part of the town. Access to the historic centre is controlled by a special camera that records vehicle number plates and enters them in the database of vehicles permitted access to restricted traffic zones. Fines apply for unauthorised vehicles. Access to the ZTL zones Forbidden access to ZTL A and B zones: GZTL A: no driving or parking for unauthorised vehicles from 8:30 to 11:00 and from 17:30 to 20:00 weekdays. Regularly authorised motorcycles and mopeds are excluded from the ban. GZTL B: no driving or parking for unauthorised vehicles, from 8:00 to 24:00

CAR PARKS Multi-level parking “Mecenate”: Paid parking 24 hrs/day Piazza del Popolo Outdoor parking “della Misericordia”: € 2.00 / hour or part of hour for first hour Outdoor parking , Via Garibaldi and Piazetta Logge del Grano: € 1.80 / hour Indoor parking: € 2.00 / hour or part of hour for Parking “Cadorna”: Paid parking on weekdays and first Sunday of the month from 8.00 to 20.00; Free from 20.00 to 8.00 Parking “Baldaccio”: Paid parking from Monday to Saturday and first Sunday of month from 6:30 to 21:30 Parking “Eden”: Paid parking on weekdays and first Sunday of month from 7:30 to 20:30; Free from 20:30 to 7:30 Parking Viale Piero della Francesca: (Near Piazza della Stazione) Always open Parking Pietri (near Porta San Clemente): Always open Price: Free


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Anfiteatro romano Roman amphitheatre

Vaso di argilla etrusco Etruscan clay vase

La zona in cui sorge la città di Arezzo conserva importanti testimonianze che dimostrano come essa sia stata abitata fin dalla preistoria. Principale città etrusca, entrò a far parte della “Dodecapoli”, della quale fu una della dodici lucumonie. La città costituì un importante centro anche in epoca romana, posta in posizione strategica per difendere Roma dalle incursioni straniere. Sotto la dominazione romana, la città conobbe un periodo particolarmente florido per la vita culturale e sociale; furono costruiti i primi edifici pubblici: l'anfiteatro, il teatro e le terme. Centro specializzato nella produzione di ceramiche, qui si fabbricavano i celebri vasi detti 'aretini' o 'corallini', per il colore rosso della vernice utilizzata. Sede vescovile, la città fu governata nell'XI secolo da un vescovo-conte. In seguito, al potere vescovile si affiancò quello cittadino: ad Arezzo si affermò il libero comune e dal 1098 la città cominciò a dotarsi di ordinamenti comunali. La crescita del potere di questo comune portò al contrasto con gli interessi delle città vicine, che cominciavano a rivendicare la propria importanza. Arezzo arrivò quindi a scontrarsi contro Firenze e Siena nella storica Battaglia di Campaldino (1289) in cui gli aretini, di parte ghibellina, ebbero la peggio contro la guelfa Firenze e i suoi alleati senesi. Agli inizi del Trecento, Arezzo passò sotto il governo della signoria dei Tarlati di Pietramala. Dopo un periodo iniziale di ripresa condotto da Guido Tarlati, ne seguì uno di rapida decadenza, che portò la città ad una lunga crisi politica. Ceduta a Firenze per due volte (nel 1337 e nel 1384), perse definitivamente la propria indipendenza. Al dominio dei Medici, che si protrasse fino al XVI secolo, succedette quello dei Lorena, in cui furono avviate importanti riforme e interventi di bonifica del territorio. Nel 1798 la città fu invasa dai soldati francesi guidati da Napoleone Bonaparte, e seguì le sorti del Granducato di Toscana. Successivamente riconosciuta capoluogo di provincia dal Granduca, entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1860. Arezzo si trova nel punto di confluenza di tre delle quattro vallate che interessano la sua provincia: il Casentino, il Valdarno e la Valdichiana. Il territorio comunale è molto esteso e vario: è infatti caratterizzato dalla presenza della pianura, di zone collinari e montuose ed è attraversato dal fiume Arno, dal canale maestro della Chiana e dal primo tratto del fiume Tevere. Arezzo vanta alcuni primati: è la più antica città capoluogo di provincia, il primo comune moderno e la diocesi più estesa della Toscana.


History

The area around Arezzo town retains important traces of habitation since prehistoric times. A key Etruscan town, it became part of the "Dodecapoli", a league of twelve towns or lucumonies. The town was also important in Roman times, strategically chosen to defend Rome from foreign incursions. Under Roman rule in particular, the town’s cultural and social life flourished. The first public buildings were built: the amphitheatre, theatre and thermal baths. Arezzo was the centre of specialised ceramic production, including the famous “aretini” (“of Arezzo”) –the local coralline vases with their distinctive reddish colour. The town was a bishopric, ruled in the 11th century by a bishop-count. Later, civic and episcopal power coexisted: Arezzo declared itself a free city and from 1098 it began applying municipal regulations. The growing power of the commune impinged on the interests of neighbouring towns, which were beginning to assert themselves. In the historic Battaglia di Campaldino (1289), Ghibelline-leaning Arezzo lost to Guelph Florence and its Siennese allies. At the beginning of the 14th century, Arezzo came under the lordship of the Battaglia di Campaldino. After an initial period of recovery under Guido Tarlati, rapid decline set in, ushering in a long period of political crisis for the town. The town was granted twice to Florence (in 1337 and 1384), then finally lost its independence. Medici dominion, lasting until the 16th century, was followed by Lorraine rule, during which important reforms were undertaken including land remediation. In 1798 Arezzo was invaded by French troops led by Napoleon Bonaparte, and the town followed the fortunes of the Grand Duchy of Tuscany. Subsequently recognised by the Grand Duke as the provincial capital, it became part of the Kingdom of Italy in 1860. Arezzo is located at the confluence of three of the four valleys in the province: the Casentino, the Valdarno and the Valdichiana. The municipal territory is extensive and varied, with plains, hilly and mountainous zones and rivers: it is traversed by the Arno river, by the main channel of the Chiana river and by the initial section of the river Tiber. Arezzo boasts several records: it is the oldest provincial capital, the first modern municipality and the largest diocese in Tuscany. Ferdinando I de Medici Monumento collocato sulla scalinata del Duomo. E’ stato commissionato nel 1591 dal Comune di Arezzo allo scultore Giambologna per ringraziare il Granduca Ferdinando I per l’opera di bonifica del territorio aretino e aver reso Arezzo “città di passo”. Il bozzetto preparatorio in cera è conservato al Victoria and Albert Museum di Londra. The statue (by Giambologna), located on the Cathedral steps, was commissioned in 1591 as a mark of gratitude to Grand Duke Ferdinando I for his work of land reclamation. The initial wax model is preserved at the Victoria and Albert Museum in London.

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Cenni Storici

La Chimera

“La Chimera di Arezzo è uno degli esempi più conosciuti di arte etrusca”

La Chimera Opera d’arte risalente al V secolo a.C. The Chimera, a work of art dating to the 5th century BC

Conservata presso il Museo archeologico nazionale di Firenze, è alta 65 cm. La datazione della Chimera viene fatta risalire ad un periodo compreso tra l'ultimo quarto del V e i primi decenni del IV secolo a.C. Faceva parte di un gruppo di bronzi sepolti nell'antichità per poterli preservare. Si tratta di una statua di bronzo rinvenuta il 15 novembre 1553 in Toscana, precisamente nella città d'Arezzo durante la costruzione di fortificazioni medicee alla periferia della cittadina, fuori da Porta San Lorentino (dove oggi si trova una replica in bronzo). Venne subito reclamata dal granduca di Toscana Cosimo I de' Medici per la sua collezione, che la espose pubblicamente presso il Palazzo Vecchio, nella sala di Leone X. Venne poi trasferita presso il suo studiolo di Palazzo Pitti, in cui, come riportato da Benvenuto Cellini nella sua autobiografia, "il duca ricavava grande piacere nel pulirla personalmente con attrezzi da orafo". Dalle notizie del ritrovamento, presenti nell'Archivio di Arezzo, risulta che questo bronzo venne identificato inizialmente con un leone poiché la coda, rintracciata in seguito da Giorgio Vasari, non era ancora stata trovata e fu ricomposta solo nel XVIII secolo grazie ad un restauro visibile ancora oggi. Il restauro alla coda è però un restauro sbagliato: il serpente doveva avventarsi minacciosamente contro Bellerofonte e non mordere un corno della testa della capra. Nel 1718 venne poi trasportata nella Galleria degli Uffizi e in seguito fu trasferita nuovamente, insieme all'Idolino e ad altri bronzi classici, presso il Palazzo della Crocetta, dove si trova tutt'ora, nell'odierno Museo archeologico di Firenze. Nella mitologia greca la chimera (il cui nome in greco significa letteralmente capra) era un mostro che sputava fuoco, talvolta alato, con il corpo e la testa di leone, la coda a forma di serpente e con una testa di capra nel mezzo della schiena, che terrorizzava la terra della Lycia. Venne uccisa da GBellerofonte in un epico scontro con l'aiuto del cavallo alato Pegaso. La Chimera di Arezzo raffigura il mostro ferito, che si ritrae di lato, e volge la testa in atteggiamento drammatico di notevole sofferenza, con la bocca spalancata e la criniera irta. La testa di capra sul dorso è già reclinata e morente a causa delle ferite ricevute. Il corpo è modellato in maniera da mostrare le costole del torace, mentre le vene solcano il ventre e le gambe. Probabilmente, la Chimera faceva parte di un gruppo con Bellerofonte e Pegaso ma non si può escludere completamente l'ipotesi che si trattasse di un'offerta votiva a sé stante. La Chimera presenta elementi arcaici, come la criniera schematica e il muso leonino simile a modelli greci del V secolo a.C., mentre il corpo è di una secchezza austera. Altri tratti sono invece più spiccatamente naturalistici, come l'accentuazione drammatica della posa e la sofisticata postura del corpo e delle zampe che riproduce abbastanza fedelmente (per l'epoca) l' aspetto naturale della fiera.


History

The Chimera of Arezzo is one of the best-known examples of Etruscan art. Conserved at the National Archaeological Museum of Florence, it is 65 cm in height. It can be traced to the late 5th/early 4th century BC, and was part of a group of bronzes buried in antiquity for purposes of preservation. This bronze statue was discovered in November 1553 in Arezzo during the construction of Medici fortifications outside Porta San Lorentino (where a bronze replica is located today). The Grand Duke Cosimo I de' Medici claimed the bronze for his collection, exhibiting it publicly at the Palazzo Vecchio in the hall of Pope Leo X. It was later transferred to his study in the Palazzo Pitti where, according to the autobiography of Benvenuto Cellini, "the Duke enjoyed personally cleaning it with goldsmith’s tools." The announcement of the discovery, recorded in the Arezzo Archives, shows that this bronze was initially thought to be a lion: the tail (later found by Giorgio Vasari) was mistakenly attached in the 18th century: in fact, the snake was supposed to attack Bellerophon instead of biting the goat’s horn. In 1718 the bronze was brought to the Uffizi Gallery, then later to the Palazzo della Crocetta (today, the Archaeological Museum of Florence) along with the Idolino and other classical bronze sculptures. In Greek mythology, the chimera (Greek for “goat”) was a firebreathing monster (often winged) with the body and head of a lion, the tail of a snake and with a goat's head in its back. It terrorised the land of Lycia, and was slayed in an epic fight by the mythological GBellerophon with the help of the winged horse Pegasus. The Chimera of Arezzo depicts the wounded monster with its head averted in pain, its mouth wide and its mane bristling. The goat's head is reclined as it dies from its wounds. The body modelling shows the monster’s ribs and the veins in its belly and legs. The Chimera was probably part of a group with Bellerophon and Pegasus, but it may also have been an independent votive offering. The Chimera has archaic elements, such as the schematic mane and leonine snout reminiscent of Greek models from the 5th century BC, while the body is of an austere scragginess. Other features are notably naturalistic (for the time), such as the dramatic pose and the sophisticated posture of the body and paws. The greatest feat of Bellerophon was to kill the Chimera. The Gods punished him for his ensuing pride and vanity by turning him into a cripple. GIl Mito•The Myth

Bellerofonte, personaggio della mitologia greca, la cui impresa più grande fu quella di uccidere la Chimera. L’orgoglio e la vanità per il gesto compiuto, uniti al desiderio di raggiungere l’Olimpo, indusse gli dei a punirlo rendendolo infermo sino alla morte. Bellerophon, a mythical Greek character, whose greatest feat was to kill the Chimera. The Gods punished him for his ensuing pride and vanity - combined with his desire to attain Olympus - by turning him into a cripple.

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La città

di IL MEGLIO

AREZZO

“Sono numerosi i monumenti, le chiese e i musei da visitare nella città”

Basilica di San Francesco Basilica of San Francesco

Orologio Astronomico sulla facciata della Confraternita dei Laici Astronomic clock on the façade of the Palace of the Lay Fraternity

L'attrattiva principale è la Basilica di San Francesco, situata nel centro della città, costruita su un precedente edificio di epoca paleocristiana. All'interno della Basilica si trova la famosa GCappella Bacci che conserva il meraviglioso ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce, capolavoro della pittura rinascimentale di Piero della Francesca (1453-1466). La chiesa di S. Francesco, costruita nel XIII secolo, fu rifatta nel XIV,completata con il campanile nel XVI secolo ed infine restaurata ai primi del ‘900. Proseguendo lungo Corso Italia si arriva alla Pieve di Santa Maria, caratterizzata da una interessante facciata romanica con colonnato. La Pieve è la più bella chiesa di Arezzo ed uno dei più begli esempi di stile romanico in tutta la Toscana. Iniziata nel XII secolo, ha subito numerosi ritocchi e abbellimenti per essere ultimata alla fine dell’800. Costruita su un precedente edificio epoca paleocristiana, la Chiesa subì grandi lavori di trasformazione realizzati da Giorgio Vasari nel 1560. L’interno, di struttura romanica, si svolge in tre navate, concluse da una sola amplissima abside, con colonnati ed arcate leggermente ogivali. Il portale è ornato dalla raffigurazione dei Mesi, il reliquiario di S. Donato (patrono di Arezzo), opera aretina in argento dorato (1346) e il grande Polittico della Madonna col Bambino e santi, Annunciazione e Assunta di Pietro Lorenzetti (1320). All’esterno si trova la bella torre campanaria, detta "delle cento buche", per le numerose bifore che la ornano. Si arriva poi nella Piazza Grande, costeggiata su un lato dal Loggiato del Vasari e dal Palazzo della Fraternita dei Laici con la Madonna della Misericordia di Bernardo Rossellino in una lunetta della facciata. Piazza Grande è la più antica piazza della città e una delle più belle d'Italia. Nonostante gli edifici che la circondano siano di epoche diverse (costruzioni medioevali ed edifici del Cinquecento), la piazza vanta un'incredibile armoniosità. Due volte all'anno diventa scenario della tradizionale "Giostra del Saracino". Inoltre, ogni prima domenica del mese e sabato precedente, si svolge anche qui la Fiera Antiquaria (oltre che nelle vie limitrofe). Una particolarità, che forse pochi notano, è la "colonna infame", posta dinanzi al loggiato vasariano, dove venivano esposte al pubblico scherno le persone ritenute colpevoli. Chissà se qui scontava la pena anche chi osava passeggiare sotto le logge: su una


The Town

The centrally-located Basilica di San Francesco was built on an early Christian site. Inside is a GRenaissance masterpiece by Piero della Francesca (1453-1466) - the Legend of the True Cross fresco cycle. The 13th century Basilica was rebuilt in the 14th century, the bell tower was added in the 16th century and the building was restored in the early 20th century. Nearby is the beautiful 12th century Pieve di Santa Maria church, with its Romanesque facade and colonnade: one of the finest examples of Romanesque architecture in Tuscany. The portal is decorated with a depiction of the Months, the reliquary of St. Donato (Patron Saint of Arezzo) wrought locally in gilded silver (1346), and the great Polyptych of the Madonna and Child with Saints, the Annunciation and the Assumption by Pietro Lorenzetti (1320). The stunning bell tower ("of the hundred holes") is adorned by many mullioned windows. Piazza Grande - among the most beautiful squares in Italy - is flanked on one side by the Loggia by Vasari and the Palace of the Lay Fraternity, with the Madonna della Misericordia by Bernardo Rossellino in a façade lunette. Architectural harmony reigns despite the varying ages of the edifices. The traditional "Giostra del Saracino" or Saracen Joust is held here twice annually, and also the Antiques Fair on the first Sunday (and the preceding Saturday) of each month. A little-known detail is GCappella Bacci the ‘column of infamy’ facing La visita si effettua ogni 30’ Vasari’s Loggia, where the per una durata massima di 30’ guilty were exposed to public ed è consentita a non più di 25 ridicule; an inscription on a visitatori per volta. column suggests that they may have included persons found •Tours lasting 30 minutes, trespassing in the vicinity of the limited to 25 visitors each Loggia. é: Aprile-Ottobre• The Gothic Cathedral of Arezzo April to Oct.: (“San Donato”) dominates the da lunedì a venerdì town. Constructed on an •Mon-Fri 9/18.30; ancient Christian site from the sabato•Sat 9-17.30; late 13th century onwards, it is domenica•Sun 13-17.30; famous for its stained glass Novembre-Marzo•Nov.-March: windows, realised in the 16th da lunedì a venerdì century by the French master

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Piazza Grande, o Vasari Piazza Grande, or Piazza Vasari

•Mon-Fri 9/17.30; sabato•Sat 9-17.00; domenica•Sun 13-17.00 X: 1 Gennaio, 13 Giugno; 4 Ottobre; 25 Dicembre. Jan. 1, June 13, Oct.4; Dec. 25 A€6,00


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La città

Vetrata di Guillaume de Marcillat Stained-glass window of Guillaume de Marcillat

Chiesa di San Domenico Church of San Domenico

colonna infatti possiamo ancora oggi leggere la seguente epigrafe del 1588: “Anno del Signore MDLXXXIIX - Reggendo il governo della Città di Arezzo, l’Ill. Sig. Cav Rinaldo Betti ep instanza del Piiss. SS. Rett della Fraternita di S. Maria della Misericordia, fu pubblicato bando proibente alla plebaglia il trattenersi nell’atrio e scale di detta Piissima Fraternita e nel corso delle Logge sotto pena alli trasgressori della cattura et arbitrio” Nella parte alta della città si erge maestoso il Duomo di Arezzo, intitolato a San Donato. Il Duomo domina con la sua mole la sommità della collina aretina, è un'imponente costruzione gotica, avviata sul finire del Duecento e protratta con varie interruzioni fino all’inizio del Cinquecento. Sorto su un'antica chiesa paleocristiana, la cattedrale è famosa per le bellissime vetrate. Le sette finestre, capolavoro dell'arte vetraria, furono eseguite nel '500 dal maestro francese Guillaume de Marcillat. All'interno si trovano anche una piccolo affresco di Piero della Francesca raffigurante Maddalena e alcune terraccotte di Andrea della Robbia. All’estremità della navata, la Cappella della Madonna del Conforto (fine’700). A fianco dell’abside poligonale è stato eretto, a metà dell’Ottocento. il campanile la cui cuspide è in stile gotico- neogotico (1859). Merita una visita anche il Museo dell'Opera del Duomo che conserva tre crocifissi lignei del XII-XIII secolo, una Annunciazione del Rossellino e alcuni dipinti del Vasari. Altri lavori del Vasari sono conservati nellaGCasa di Vasari, da lui costruita nel 1540. Altre sue opere si possono ammirare al Museo d'Arte Medievale e Moderna, molto rinomato anche per la splendida collezione di maioliche. A pochi metri dal Duomo, sorge, all’interno dei giardini del Prato, la Fortezza Medicea, costruita nel 1500 dai Medici di Firenze da cui si apprezza un bellissimo panorama sulla città. Poco distante, in Via dell’Orto, si arriva alla Casa del Petrarca che diede i natali appunto al poeta Francesco Petrarca nel 1304, anche se l’edificio ha subito varie ristrutturazioni nel corso dei secoli. Oggi è la sede dell’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze. Una visita merita anche la Chiesa di San Domenico, uno dei più rinomati edifici sacri di Arezzo per la presenza, al suo interno, del Crocifisso ligneo dipinto da Cimabue, considerato uno dei capolavori della pittura del 1200. Scendendo verso la parte bassa di Corso Italia si arriva all’ Anfiteatro Romano (tra via Crispi e via Margaritone). Esso fu costruito nel I sec. d.C. con pietra arenaria e laterizi e conteneva ben 8.000 persone, ma ne restano oggi solo pochi ruderi. Su una parte dell'Anfiteatro fu costruito un convento degli Olivetani, oggi Museo Archeologico fondato nel 1822 dalla Fraternita dei Laici.


The Town

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Guillaume de Marcillat. Inside, a small fresco by Piero della Campanile del Francesca depicts the Magdalene, and there are terracottas by Duomo (a sinistra) Andrea della Robbia. The Museo dell’Opera del Duomo Statua di F. Petrarca posta al displays three wooden 12th century crucifixes, an Prato (a destra) Annunciation by Rossellino and paintings by Vasari. Other works by Vasari are preserved in the GHouse of Vasari, which Bell-tower of the he built in 1540, and in the Museum of Medieval and Modern Cathedral (to the left) Art - renowned also for its majolica collection. Statue of Petrarch The Medici Fortress (1500) stands atop the Prato gardens in the Prato gardens close to the Cathedral, and offers panoramic views of the town. (to the right) The House of Petrarca is located nearby in Via dell’Orto, the birthplace of the poet Francesco Petrarca in 1304, and it is currently the headquarters of the Petrarch Academy of Letters, Arts and Sciences. The Church of San Domenico contains a 13th century masterpiece - the renowned wooden crucifix painted by Cimabue, making the church one of the most famous religious buildings in Arezzo. The Roman Amphitheatre (1st century AD) is located in the lower section of Corso Italia (between Via Crispi and Via Margaritone), a sandstone and brick edifice that held over 8,000 people. However, only a few ruins remain today. An Olivetani convent was built on one section of the amphitheatre, which is GCasa Vasari currently the Archeological Museum founded in 1822 by the Lay Sorge in Via XX Settembre. E’ uno dei pochi esempi di Fraternity. una casa d'artista del tardo Rinascimento, dove ogni stanza è decorata con soggetti allegorici e celebrativi. •A late Renaissance artist’s house located on Via XX Settembre; each room is decorated with allegorical and celebratory subjects. éferiali•weekdays 9,00-19,00; festivi•holidays 9,00-13,00, X martedì•Tuesdays A intero •full price € 4,00 ridotto •reduced price € 2,00


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I dintorni

La Loggia di Santa Maria delle Grazie, capolavoro di Benedetto da Maiano Portico of Santa Maria delle Grazie, the masterpiece of Benedetto da Maiano

Appena fuori dal centro di Arezzo, sorge un importante esempio di architettura tardogotica-rinascimentale: si tratta della Chiesa quattrocentesca di Santa Maria delle Grazie. In origine era un santuario pagano con una fonte, che nel periodo etrusco - romano era consacrata ad Apollo e nell'Alto Medioevo era detta Fonte Tuta o Fonte Tecta. Vi venivano praticati riti paganeggianti, nella convinzione che l'acqua guarisse soprattutto le malattie infantili. Nel 1425, predicando la sua prima Quaresima ad Arezzo e sentendo parlare della fonte, S. Bernardino da Siena, ostacolato anche da nobili famiglie aretine, tentò inutilmente di farla distruggere. Cacciato dalla città, egli vi ritornò per il Quaresimale del 1428 riuscendo, questa volta, nello scopo. Alla testa di un corteo di fedeli armati di vanghe e di zappe, il santo distrusse la fonte, facendo costruire al suo posto un oratorio intitolato a Santa Maria delle Grazie, dove GParri di Spinello, figlio di Spinello Aretino, dipinse a fresco l'immagine della "Madonna della Misericordia", oggi inserita nello splendido altare marmoreo di Andrea della Robbia. Il santuario è entrato in possesso dei Carmelitani Scalzi nel 1695. La chiesa è preceduta da un portico, disegnato da Benedetto da Maiano, capolavoro di leggerezza e di grazia: il portico è a sette arcate, poggianti su esili colonne. La facciata della Chiesa è modesta, decorata soltanto da archetti. L'interno è a navata unica, con volte a crociera e abside poco profonda. A circa 3-4 km dal centro città, è possibile visitare la Chiesa di Santa Eugenia al Bagnoro, risalente al VI-VII secolo e variamente rimaneggiato nel corso dei secoli. Il campanile esterno fu eretto nel Quattrocento; nel secolo successivo ebbe inizio il progressivo interramento e deterioramento dell'edificio, con conseguente distruzione della facciata romanica e delle prime due campate. L'interno è a tre navate, e riporta sostanzialmente intatto l'edificio originario (pilastri, arcate, finestre della navata centrale), che oggi si trova interrato di oltre due metri: in effetti, il piano


Surroundings

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Just outside the centre of Arezzo is an important GParri di Spinello example of late Gothic-Renaissance architecture: the 15th century Church of Santa Maria delle Tra il 1428 e il 1431 dipinse Grazie. It was originally a pagan shrine with a water l’affresco con l'immagine della source consecrated to Madonna della Apollo during the Misericordia, Etruscan-Roman era, successivamente inserita and in the early Middle nell'altare marmoreo di Ages was known as Andrea Della Robbia. Fonte Tuta or Fonte Between 1428 and 1431, Tecta. Pagan rites were he painted the fresco with practiced here in the the image of Our Lady of belief that the water Mercy, then inserted into was effective in healing the marble altar by Andrea diseases especially in della Robbia. children. In 1425, Saint Bernardino of Siena was preaching his first Lenten sermon in Arezzo and heard about the source: he was prevented from destroying it by noble families of Arezzo. Chased from the city, he returned in 1428 for the Lenten fast and this time he succeeded. Leading a procession of worshippers armed with spades and hoes, the saint ensured the destruction of the source. In its place a chapel was built dedicated to Santa Maria delle Grazie, where GParri di Spinello (the son of Spinello Aretino) Chiesa di Santa painted a fresco of the image of "Our Lady of Mercy", now part Eugenia al Bagnoro, una of the beautiful marble altar by Andrea della Robbia. delle pievi piÚ The sanctuary was taken over by the Discalced Carmelites in importanti della 1695. diocesi aretina The church has a portico designed by Benedetto da Maiano, a masterpiece of lightness and grace: the portico has seven Church of Santa Eugenia al arches resting on slender columns. Bagnoro, an The church facade is a simple one, with small arches for important church decoration. The interior has a single nave, with cross vaults in the diocese of Arezzo. and a shallow apse.


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I dintorni

RELAX NEL PARCO Una meta turistica adatta soprattutto alle famiglie o a chi desidera trascorrere qualche ora a contatto con la natura è il Parco di Lignano (13 km circa da Arezzo). E’ una zona verde attrezzata: vi sono tavoli di legno grezzo collocati sotto gli alberi e focolai con griglie per cuocere la carne dove è possibile fare pic nic o pranzi all'aperto. Si può visitare (gratuitamente) lo zoo dove ci sono molte specie di animali della zona ed è presente un rifugio per rifocillarsi dopo una bella passeggiata o cavalcata per i molteplici sentieri del bosco. www.parcodilignano.it

Pieve a Sietina, sacro edificio a Capolona The Pieve at Sietina, a sacred church in Capolona commune

di campagna si è sollevato nel corso dei secoli, sia per la discesa di materiali alluvionali dal sovrastante monte Lignano, sia per gli innumerevoli straripamenti dei torrenti della zona. La parte absidale è invece il risultato della ristrutturazione in stile romanico portata a compimento nel XII secolo. Nel comune di Capolona (in direzione del Casentino) vicino al fiume Arno, sulla riva destra, c’è l’unico esempio di Pieve del Casentino in cui sono visibili, ancora oggi, gli affreschi alle pareti. Si tratta di Pieve a Sietina in cui l’effetto suggestivo della prospettiva è forte. L’architettura della Chiesa è a tre absidi, con tre navate separate da quattro arcate poste su pilastro a sezione rettangolare. Gli affreschi sono stati eseguiti in due periodi diversi: un gruppo nel periodo gotico, l’altro in epoca rinascimentale. Sotto l’affresco dell’”Annunciazione” si trova un’iscrizione con la data del 1490 e il nome del committente.


Surroundings

The Church of Santa Eugenia al Bagnoro is well worth a visit. Just a few kilometres from the city centre, the 6th/7th century church was restructured over the centuries. The external tower was added in the 15th century, but the gradual silting and deterioration of the building set in a hundred years later, resulting in the destruction of Romanesque façade and the first two bays. The interior has three naves, and faithfully represents the original intact building (pillars, arches, nave windows), set more than two metres below ground level. This was due to the ground being raised over the centuries as a result of the alluvial deposits from the overlying Mount Lignano and the many floods from rivers in the area. The apse, however, was the result of 12th century restructuring in the Romanesque style. There is one example of a church in the Casentino area whose frescoes are still visible on the walls: the Pieve at Sietina is located in the town of Capolona (towards the Casentino) near the right bank of the Arno River. Distinguished by its notable perspectival effect, the church has three apses, with a nave and two side aisles separated by four arches resting on rectangular pillars. The frescoes were executed in two different periods: one group in the Gothic period, the other during the Renaissance. An inscription is under the fresco of the "Annunciation", bearing the name of the commissioning client and the date – 1490. CHILLING OUT IN THE PARK The Park of Lignano (13 km from Arezzo) is an ideal tourist spot for families or those seeking contact with nature. A green zone with rustic wooden tables under the trees, and cooking grills where you can cook meat, for outdoor picnics. Visit the delightful zoo for free. The area has a hut for refreshments, after your long walks or rides through the many forest trails.

Affresco all’interno di Pieve a Sietina Fresco inside the Pieve at Sietina

Una delle aree attrezzate nel Parco di Lignano Area equipped with facilities in Lignano Park

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la città in immagini 1 Il Sogno di Sant ‘Agostino Piero della Francesca

2 Scorcio su Arezzo da Porta S. Lorentino •View of Arezzo from Porta S. Lorentino 3 Piazza S. Agostino 4 La Chimera 5 Crocifisso di Cimabue, Chiesa S. Domenico •Crucifix by Cimabue, Church of S. Domenico 6 Logge Vasariane •Loggia by Vasari 7 Museo Arte Medioevale •Museum of Medieval Art 8 Bastione S. Spirito •Bastion of S. Spirito 9 Vetrata di G. De Marcillat, Duomo di Arezzo •Stained-glass windows by G. De Marcillat 10 Interno diella pieve Santa Maria •Interior of Pieve di S. Maria church 11 Giostra del Saracino Piazza Grande •Saracen Joust 12 Pieve di S. Maria •Pieve di S. Maria church

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Arezzo e il cinema “Arezzo ha ospitato in varie occasioni set cinematografici sia italiani che stranieri. Alcuni film hanno riscosso un successo mondiale, come nel caso de La vita è bella di Roberto Benigni” In molti si ricordano le piazze medievali, le strade tortuose e un po’ strette della città aretina per le quali Guido (Roberto Benigni) incontra Dora (Nicoletta Braschi), sua principessa tanto nella finzione cinematografica quanto nella vita. Alcune delle indimenticabili scene sono state girate nello storico Caffè dei Costanti locale di Piazza San Francesco, vero salotto della città. Alcune locandine affisse negli angoli dove sono state effettuate le riprese consentono al turista di ricordare le La gente mi diceva di fare scene che ci hanno fatto ora divertire ora comattenzione perché era una idea muovere, dando vita ad un film record di incassi molto estrema, temevo di offendere e di premi (3 Oscar, 9 David di Donatello, il Gran la sensibilità dei sopravvissuti, Giuria a Cannes). lo so che tragedia sia stata, e sono Altro successo girato tra Arezzo, Cortona e orgoglioso di aver dato il mio Sansepolcro è il film Sotto il sole della Toscana di contributo, sull’Olocausto e sulla Audrey Wells del 2003. Campi di girasole, verdi memoria di questo terrificante colline, viali di cipressi e borghi ricchi di arte e di periodo della nostra storia, io non storia rappresentano lo sfondo del romanzo omosono ebreo ma la storia appartiene nimo “Under the Tuscan Sun” scritto da Frances a tutti. Mayes. In gran parte girato nel centro storico di Roberto Benigni Cortona dove la protagonista (Diane Lane), arriva in Toscana per riprendersi da una dolorosa separazione. Ben presto una romantica storia d’amore con un italiano (Raul Bova) la convinceranno a stabilirsi definitivamente nella cittadina toscana. E poi Il ciclone, esilarante successo di Leonardo Pieraccioni del 1996 dove un gruppo di ballerine spagnole scuotono la tranquilla vita di un paese. Le riprese sono state effettuate all’interno di una cascina a Laterina,mentre le scene all’interno del paese sono state effettuate nei borghi di Stia e Poppi. “Sì, perché il ciclone, quando arriva, non è che t'avverte. Passa, piglia e porta via. E a te, 'un ti rimane altro che restare lì, bòno bòno a capire che, forse, se 'un fosse passato, sarebbe stato parecchio, ma parecchio peggio” (Levante, il protagonista all’inizio del film). Tra le fiction più recenti, ricordiamo La ragazza americana, miniserie di RaiUno diretta da Vittorio Sindoni con Vanessa Hessler girata in alcuni splendidi luoghi di Arezzo quali il cortile di Palazzo Comunale, Piazza San Michele, Piazza San Domenico, durante la Fiera Antiquaria, Piazza del Popolo e nei suoi dintorni – Pieve di Santa Eugenia del Bagnoro, Ponte Buriano e Il Borro.


Arezzo and film

Many people will recall the medieval squares, the winding, narrow streets of the town where Guido (the actor Roberto Benigni) meets Dora (Nicoletta Braschi), his princess in the fiction film (“Life is Beautiful”) as well as in real life. Some of the memorable scenes were filmed at the historic Caffè dei Costanti in Piazza San Francesco, the ‘living-room’ of the city. Posters are positioned at the street corners where several of the scenes were shot, enabling tourists to recall scenes as entertaining as they were moving. The film was a hit at the box office and won numerous awards (3 Oscars, 9 David di Donatello, the Grand Jury in Cannes). “Under the Tuscan Sun” was another successful film: directed by Audrey Wells, it was shot in Arezzo, Cortona and Sansepolcro (in 2003). Sunflower fields, green hills, cypress avenues and villages rich in art and history are the backdrop to the novel of the same name by Frances Mayes. It was filmed mainly in the historic centre of Cortona; the principal character (Diane Lane) arrives in Tuscany to recover from a painful separation. A love affair with an Italian (Raoul Bova) would soon convince her to move to the Tuscan town and settle there. Another film is “The Cyclone” (1996), an exhilarating picture directed by and starring Leonardo Pieraccioni, which tells the story of a group of Spanish dancers who shake up the quiet life of a village. Shooting took place at a farm in Laterina, while the scenes inside the town were taken in the villages of Stia and Poppi. "Yes, because when the storm comes, it doesn’t warn you in advance. It arrives suddenly, snatches things up and carries them away. And the best advice I can give you is to stay there and relax, and realise that it would have a lot worse if the cyclone had never come at all.” (Levante, the protagonist at the start of the film). “La Ragazza Americana” (“The American Girl”) is a more recent mini-series produced by RaiUno and directed by Vittorio Sindoni with Vanessa Hessler, shot in a number of stunning areas of Arezzo such as the courtyard of the Palazzo Comunale, Piazza San Michele, Piazza San Domenico, during the Antiques Fair, Piazza del Popolo and its environs - Pieve di Santa Eugenia church, Buriano Bridge and Il Borro. “La vita è bella” di Roberto Benigni “Life is Beautiful” Roberto Benigni

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Folclore

Immagine del Santo Patrono Image of the Patron Saint

La festa in onore del patrono di Arezzo, San DonatoG, si svolge ogni anno in prossimità del 7 Agosto, mentre le celebrazioni dedicate alla Madonna del Conforto si tengono il 15 Febbraio. Molto sentite sono anche le feste legate alla tradizione e alle rievocazioni storiche, tra cui merita particolare menzione la Giostra del Saracino, che si svolge due volte all'anno nel meraviglioso contesto offerto da Piazza Grande, il penultimo sabato di Giugno in notturna e la prima domenica di Settembre durante il giorno. Tra le altre manifestazioni sono da ricordare la tradizionale Fiera dell'Antiquariato, le cui bancarelle animano il centro storico di Arezzo ogni mese (ogni primo sabato e domenica). Grande spazio ad Arezzo è dato alla musica e alla sua valorizazzione, attraverso Il Concorso Corale Polifonico Internazionale dedicato a Guido Monaco (in agosto) che ogni anno attira gruppi corali da ogni parte del mondo.

La Giostra del Saracino

Cavaliere colpisce il tabellone retto dal buratto Knight strikes the board held up by the Buratto

Alla giostra prendono parte i quattro quartieri della città i cui rappresentanti indossano i tipici costumi medioevali con i colori del proprio quartiere. La gara vera è propria è preceduta dal corteo storico, accompagnato dalle evoluzioni degli sbandieratori, dal rullo dei tamburi e dal suono delle chiarine. In Piazza ogni giostratore spinge il cavallo al galoppo e con la lancia colpisce il ‘Saracino’, la sagoma del buratto armato di mazzafrusto, su cui è riportato il punteggio ottenuto. Il risultato è commentato dalla folla con un’esplosione irrefrenabile di entusiasmo o di dissenso, a secondo del quartiere di appartenenza del giostratore. Dopo le otto carriere stabilite, viene fissata una classifica, e al quartiere vincente viene consegnata una lancia d’oro. La Giostra del Saracino è un gioco cavalleresco, che affonda le sue radici nel Medio Evo. E' l'evoluzione di un esercizio di addestramento militare che, simulando lo scontro bellico, vede un cavaliere armato di lancia affrontare un buratto con le sembianze del nemico dell'Occidente cristiano: l'arabo, l'infedele, il Saracino appunto. Nella società medioevale giostre e tornei erano il mezzo con cui si festeggiavano gli avvenimenti più graditi. Il Buratto, che simboleggia il Re delle Indie, è dai tempi più remoti il protagonista della Giostra del Saracino. Contro di lui si scagliano i cavalieri delle quattro Porte (Quartieri) e porta sul braccio sinistro lo scudo con la targa da colpire; si difende per mezzo di un flagello (mazzafrusto), impugnato con la destra, costituito da tre palle di cuoio del peso di 250 grammi ciascuna, sostenute da corde lunghe un metro. Appena colpito, il Saracino ruota su se stesso e protende la sua arma per colpire il giostratore sulle spalle.


Folk Tradition

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GL’ ALTARE RESTAURATO

Nel Maggio 2012, in occasione della visita Papale, è stato effettuato un intervento di adeguamento liturgico sull’altare del Duomo progettato dall’artista Giuliano Vangi. The RESTORED ALTAR

In May 2012, for the Papal visit, a liturgical adjustment was made to the altar of the Cathedral designed by artist Giuliano Vangi. The feast in honour of Arezzo’s patron GSaint Donato takes place every year around August 7, while the celebrations dedicated to the Our Lady of Consolation are held on February 15. The day events which celebrate tradition and involve historical re-enactments are also taken very seriously, particularly the Saracen Joust (Giostra del Saracino), which occurs in the beautiful backdrop of Piazza Grande twice annually, on the second last Saturday of June at night and the first Sunday in September during the day. Other noteworthy events include the traditional Antiques Fair, whose stalls enliven the historic centre of Arezzo each month (every first Saturday and Sunday). Significant space is allotted to music and its promotion in Arezzo, through the International Polyphonic Choral Competition dedicated to Guido Monaco (in August), attracting choirs from all over the world. The four districts of the city take part in the Saracen Joust, and the representatives of each wear typical medieval costumes bearing their local colours. The actual contest is preceded by a historic parade, accompanied by the unfolding movements of the flag-wavers, by the drum roll and the clarion calls. In the Piazza each jouster pushes his horse to a fast gallop and with his lance strikes the 'Saracen' – an armour-plated dummy representing Buratto the King of the Indies, on which the score is kept. The crowd roars its assent or dissent at the result, depending on which quarter the jouster is from. A ranking is established after the eight careers are over, and the winning district is presented with a golden lance. The Saracen Joust is a knightly game, which has its roots in the Middle Ages. It evolved from a military training exercise, and simulates a battle encounter: a knight armed with a lance attacks a dummy resembling the enemy of the Christian West: the Arab and the infidel - the Saracen. In medieval society, jousts and tournaments were typical ways of celebrating the most enjoyable events. The Buratto dummy, symbolising the King of the Indies, was the protagonist of the Saracen Joust from the earliest times. The knights of the four Porte (referring to the districts) attack the dummy, aiming at the shield on its left arm. It defends itself using a mazzafrusto hanging from the right arm - consisting of three leather balls weighing 250 grams each, held by ropes a metre long. The Saracen dummy rotates automatically on being struck, and the rider has to watch out in case he is struck by the leather balls.

Il Re delle Indie viene rappresentato dal buratto The Buratto represents the King of the Indies


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Folk

Figurante durante la Giostra A figure during the Joust

Il Buratto è accudito durante la Giostra da due Famigli, due personaggi che rappresentano i guerrieri islamici, in policromi costumi musulmani. I due serventi caricano il meccanismo del Saracino, fissano le targhe sul suo scudo e le consegnano, dopo ogni carriera, alla giuria. A creare l’atmosfera medioevale non si può non citare i Musici e gli Sbandieratori. Il Gruppo Musici esegue brani appositamente composti per la Giostra, primo fra tutti l'Inno del Saracino ideato nel 1932 dall' aretino Alberto Severi e musicato dal maestro Giuseppe Pietri, celebre compositore di operette. Il suono delle chiarine e il rullo dei tamburi del Gruppo Musici accompagna tutte le fasi della Giostra del Saracino e tutte le manifestazioni legate alla rievocazione. I Musici della Giostra non suonano su spartito, ma ad orecchio, imparando a memoria i brani e coordinandosi reciprocamente. L'esibizione degli sbandieratori apre ogni edizione della Giostra e rappresenta un momento folcloristico di grande spettacolo conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per la destrezza con cui i suoi componenti sanno maneggiare la bandiera. Con l’ attività gli sbandieratori rinnovano l'antica tradizione di agitare bandiere in segno di giubilo nelle occasioni solenni: feste religiose, visite di ospiti illustri, vittorie militari, paci, matrimoni e simili. I quattro quartieri festeggiano l’approssimarsi della Giostra con allegria, divertimento e cene propiziatorie. Ogni quartiere si identifica con specifici colori:

Porta Crucifera

ColoriG Rosso e verde MottoG "Excelsior crux, maior gloria" Al Quartiere appartengono le casate di città dei Bacci, dei Bostoli, dei Brandaglia e dei Pescioni e le casate del contado dei Conti di Montedoglio e dei Nobili della Faggiuola. ProtettoreG San Martino

Porta Sant’Andrea

ColoriG Bianco e verde MottoG "Divus Andreas superior discedit" Al Quartiere appartengono le casate di città dei Conti di Bivignano, dei Guillichini, dei Lambardi da Mammi e dei Testi e le casate del contado dei Barbolani Conti di Montauto e dei Marchesi del Monte Santa Maria. ProtettoreG Sant'Andrea Guasconi

Porta del Foro

ColoriG Giallo e cremisi MottoG "Tria capita, una mens" Al Quartiere appartengono le casate di città dei Grinti di Catenaia, dei Sassoli, dei Tarlati di Pietramala e degli Ubertini e le casate del contado dei Cattani della Chiassa e dei Conti Guidi di Romena. Protettore- Santi Lorentino e Pergentino

Porta Santo Spirito

ColoriG Giallo e azzurro MottoG "Con antico ardore" Al Quartiere appartengono le casate di città degli Albergotti, degli Azzi, dei Camaiani e dei Guasconi e le casate del contado dei Pazzi del Valdarno e dei Tolomei del Calcione. ProtettoreG San Jacopo


Folk Tradition

During the tournament the Buratto is looked after by two famigli or manservants who represent the Islamic warriors wearing multicoloured Muslim costumes. They load the mechanism of the Buratto, attach the plates to the shield and deliver them to the jury after each career. The musicians and flagwavers are an important part of the medieval atmosphere. The Gruppo Musici performs music specially composed for the occasion, principally the Anthem of the Saracen composed in 1932 by Arezzo citizen Alberto Severi and set to music by Giuseppe Pietri, the celebrated operetta composer. The sound of the clarions and drum rolls of the Gruppo Musici accompanies all stages of the Saracen Joust and all spectacles relating to the historical commemoration. The musicians of the Saracen Joust do not play from a score but by ear, memorising the tunes and coordinating with each other. The flag-waving spectacle opens the Saracen Joust: this is a spectacular moment steeped in folk history, renowned worldwide for the skill displayed by each flag-waver. The flag-waving display renews the ancient tradition of waving flags to celebrate or commemorate significant events: religious holidays, important visits, military victories, treaties, marriages and so on. The four districts celebrate the approaching festivities of the Saracen Joust with cheer, with entertainment and propitiatory dinners.

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La gioia dei vincitori The joy of winning

Porta Crucifera

Porta del Foro

ColoursG red and green Motto G "Excelsior crux, maior gloria" City clansG the Bacci, Bostoli, the Brandaglia, the Pescioni. Country clans: the Conti di Montedoglio, and the Nobili della Faggiuola. Patron Saint G San Martino

ColoursG yellow and crimson Motto G "Tria capita, una mens" City clansG the Grinti di Catenaia, the Sassoli, the Tarlati di Pietramala and the Ubertini. Country clans: the Cattani della Chiassa and the Conti Guidi di Romena. Patron Saint G San Lorentino and San Pergentino

Porta Sant’Andrea

Porta Santo Spirito

ColoursG white and green Motto G "Divus Andreas superior discedit" City clansG the Conti di Bivignano, the Guillichini, the Lambardi da Mammi and the Testi. Country clans: the Barbolani Conti di Montauto and the Marchesi del Monte Santa Maria. Patron Saint G Sant'Andrea Guasconi

ColoursG yellow and blue Motto G "Con antico ardore" City clansG the Albergotti, the Azzi, the Camaiani and the Guasconi. Country clans: the Pazzi del Valdarno and the Tolomei del Calcione. Patron Saint G San Jacopo


Fiera Antiquaria di Arezzo Ăˆ la piĂš grande d’Italia, nata nel 1968 e conta oltre 500 espositori e una media di 26.000 visitatori provenienti da ogni angolo del territorio nazionale e non. Un appuntamento da non perdere sia per i collezionisti che per i semplici curiosi che tra le bancarelle collocate tra le scenografiche vie del centro storico possono visionare mobili, oggetti in ferro battuto artigianali, strumenti scientifici d’epoca, libri antichi, vetrate artistiche, modernariato, pizzi e merletti e molto altro‌. Un appuntamento veramente irrinunciabile che si ripete ogni prima domenica del mese ed il sabato precedente.


Mobili ed oggetti di antiquariato per le vie del centro di Arezzo Furniture and antique objects along the streets of Arezzo centre

The Arezzo Antiques Fair The biggest antiques fair in Italy, established in 1968, with 500 exhibitors and around 26,000 visitors from all over Italy and beyond. A must-see event for collectors and for the curious, on the first Sunday of each month, and the preceding Saturday.


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Folk

La Madonna del Conforto “Il 3 giugno 1781 un tremendo terremoto devasta molte regioni dell’Italia Centrale provocando centinaia di vittime. È spiegabile pertanto l’atmosfera di paura che si crea in Arezzo, inoltre si verificano altri fenomeni come rombi paurosi, bagliori di fuoco nella notte, intorbidimento delle acque dell’Arno”

Meravigliose opere di Andrea della Robbia Distinguished works by Andrea della Robbia

Tutto questo fa presagire gravi disastri. Gli Aretini, riconoscendo nel terremoto un giusto castigo di Dio per i loro peccati, indicono processioni. Presso la Porta di S. Clemente esisteva un Ospizio dei Padri Camaldolesi, dove, in una cantina, i Padri vendevano il vino per favorire i meno facoltosi. In quella cantina, sopra il fornello utilizzato per scaldarsi, era murato un quadretto di terracotta rappresentante la Madonna a mezzo busto, con la scritta in basso “Sancta Maria, ora pro nobis”. L’Immagine era tutta annerita dal fumo, dalla polvere e dai vapori umidi del focolare. Il 15 febbraio del 1796 una nuova scossa di terremoto riaccende la paura, tanto che da ogni parte della città si pensa sia imminente la distruzione di Arezzo. Sull’imbrunire tre artigiani, si trovano nella cantina per comprare vino, e, davanti a quella immagine annerita, conversano sui tristi presagi e chiedono perdono, pregano e accendono il lume. Ad un tratto, dopo le prime litanie, i tre uomini constatano con stupore che l’immagine della Madonna da nera e sporca è diventata bianca e lucente. Da quel momento le scosse del terremoto non si avvertono più. Profondamente commossi, piangono di riconoscenza verso la Madonna che ha voluto confortare tutti gli abitanti liberandoli dal flagello del terremoto. La notizia si diffonde in un baleno, ed una folla immensa si riversa all’Ospizio, desiderosa di vedere. Tutti piangono, pregano e per le vie della città riecheggiano canti di lode e di ringraziamento. Il vescovo, Mons. Marcacci, dopo un primo momento di incertezza, dispone che l’Immagine sia portata nella Cattedrale della Città, ed istituisce un regolare processo canonico per accertare la verità sul fatto avvenuto. Inizia subito un movimento incessante di popolo verso la Cattedrale. Ancora oggi è fortissima la devozione degli aretini verso la Madonna del Conforto che ogni 15 febbraio si ritrovano in Cattedrale nella Gcappella a lei dedicata per pregare.


Folk Tradition

On June 3, 1781 an earthquake devastated many areas of Central Italy, with hundreds of casualties. The sense of apprehension was accompanied by fearsome thunder, flashes of fire in the night, and clouding of the waters of the Arno.” A portent of disasters to come. The people of Arezzo, seeing the earthquake as a just punishment for their sins, are used to holding processions. There was once a Hospice of the Camaldolese Fathers at the Porta di S. Clemente, where wine was sold to the poor in a cellar which contained a terracotta image of Our Lady, bearing the inscription, "Sancta Maria, ora pro nobis." The image was blackened by smoke, dust and moisture from the furnace below. On 15 February 1796, fresh tremors instilled fresh panic in the town. At dusk three craftsmen came to buy wine: they spoke about tragic omens and asked for forgiveness before the image of Our Lady, praying and lighting a candle. After the first litanies, the three men were amazed to see that the blackened image of the Madonna had become white and shiny. The earthquake tremors disappeared. The men cried out in gratitude to the Virgin Mary for her intercession on behalf of all the people to free them from the scourge of the earthquake. News spread like lightning and a big crowd descended on the Hospice. The town’s streets echoed with their prayers and chants of praise and thanksgiving. Bishop Marcacci, after initial hesitation, decreed that the Image should be brought to the Cathedral, and initiated the canonical procedure to verify the truth of the event. People flocked to the Cathedral in droves. Today there is still a strong devotion to the Our Lady of Consolation in Arezzo, and on the 15th of February of each year people come to the Cathedral to pray, in the small chapel dedicated to her. GCappella della Madonna del Conforto

Si trova all’interno del Duomo di Arezzo. E’ una rara opera neoclassica, realizzata a partire dal 1796 su progetto di Giuseppe Del Rosso. Si tratta di un ampio vano indipendente, collegato alla navata della chiesa tramite un accesso con un'elegante cancellata in ferro battuto del Settecento. •A rare neoclassical work in Arezzo Cathedral begun in 1796, designed by Giuseppe Del Rosso. The independent chapel is accessed by an elegant 18th century wrought iron gate.

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Duomo di Arezzo, costruito a partire dal 1278 Cathedral of Arezzo, built from 1278 onwards


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Aretini Famosi

Cosi tanti uomini illustri “Numerose sono le personalità che hanno contribuito ad acccrescere il prestigio di Arezzo e della sua provincia, perchè vi sono nate o perchè le loro vicende si sono intrecciate con quelle della città”

Ritratto di Giorgio Vasari Portrait of Giorgio Vasari

Francesco Petrarca (Altichiero 1376)

dal celebre pittore Michelangelo Buonarroti allo scultore e trattatista Giorgio Vasari che numerose opere ha lasciato in loco al poeta, scrittore e drammaturgo Pietro Aretino. Da Gaio Clinio Mecenate a Papa Leone Magno, dallo scrittore e poeta GFrancesco Petrarca (la cui casa è posta nel centro cittadino) al medico, naturalista e letterato Francesco Redi, dal matematico ed ingegnere idraulico Vittorio Fossombroni al medico Andrea Cesalpino. E ancora il matematico Francesco Severi, il poeta Bernardo Accolti, l'umanista Leonardo Bruni, Fra' Benedetto da Arezzo, Guittone d'Arezzo, l’inventore del pentagramma musicale Guido Monaco per arrivare all’epoca recente con con il politico-economista Amintore Fanfani, il tennista Daniele Bracciali, i gemelli americani della serie “Zack e Cody” Dylan Thomas e Cole Mitchell Sprouse al regista televisivo Gianni Boncompagni. Una curiosità: Leonardo da Vinci, genio fiorentino, a testimonianza del suo passaggio ad Arezzo nel celebre capolavoro “La Gioconda” gli esperti ritengono che non si tratti di uno sfondo inventato, ma rappresenti un punto molto preciso situato nelle campagne di Arezzo: Ponte Buriano. C'è un indizio preciso sulla destra della Gioconda oltre la spalla, è un ponte basso, a più arcate in stile romanico costruito nel Medioevo che, visto dal vero, è l’esatto sfondo della Gioconda.

Francesco Petrarca (Petrarch), Altichiero 1376

GLa casa di Francesco Petrarca, sita in Via dell’Orto ad Arezzo, è visitabile da Aprile a Ottobre tutti i giorni dalle 9,30 alle 18,30. Da Novembre a Marzo, nei giorni feriali dalle ore 11,30 alle 15,30, sabato, domenica e festivi 10,30-16,30. Giorno chiusura Mercoledì.


So many first

Point of interest Proof that Leonardo da Vinci was in Arezzo is furnished by experts who claim that the background of the famous masterpiece "Mona Lisa" is not fictitious, but represents an actual location near Arezzo town: Buriano Bridge. The clue is on the right-hand side of the painting, at the shoulder of the Mona Lisa - a low bridge with several arches in the Romanesque style built. If further proof were needed‌

Many personalities have promoted the name of Arezzo and its province, having been born there, or their lives being inextricably linked to the town " - from the renowned Michelangelo to the sculptor and treatise-writer Giorgio Vasari, who left numerous works to the poet, novelist and dramatist Pietro Aretino. From Gaius Cilnius Maecenas to Pope Leo the Great, from the writer and poet GPetrarch (whose house is located in the city centre) to the physician, naturalist and man of letters Francesco Redi, from the mathematician and hydraulic engineer Vittorio Fossombroni to the physician Andrea Cesalpino. The mathematician Francesco Severi, the poet Bernardo Accolti, the humanist Leonardo Bruni, Fra' Benedetto da Arezzo, Guittone d'Arezzo, the inventor of the musical stave Guido Monaco and, more recently, the politician/economist Amintore Fanfani, the tennis player Daniele Bracciali, the American twins from the series "Zack and Cody" - Dylan Thomas and Cole Mitchell Sprouse – and the TV director Gianni Boncompagni. GFrancesco Petrarca House,

Located in Via Orto Arezzo, the house of Francesco Petrarca is open daily from April to October from 9.30 to 18.30. From Nov. to March: weekdays from 11.30 to 15.30, Saturdays, Sundays and public holidays from 10.30 to 16.30. Closed Wednesdays.

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terra di grandi aziende “Il territorio aretino è stata la culla non solo di un patrimonio culturale ed artistico eccezionale, ma ha visto nascere grandi aziende che si sono affermate a livello mondiale.”

Tradizione e tecnologia nei gioielli UNOAERRE Tradition and technology blend in UNOAERRE jewellery

Aziende che trasversalmente toccano tutti i settori: orafo, tessile, alimentare, moda ed erboristico. Tra le aziende orafe, la prima in assoluto, nata Il 2 aprile del 1934 è la UNOAERRE, fondata da Carlo Zucchi e Leopoldo Gori, considerati i due "padri" della prima azienda orafa della città. Non c'è praticamente Stato al mondo, dove non sia giunto un gioiello UNOAERRE. Oggi l´Azienda vanta una distribuzione in oltre 30 Paesi nel mondo e filiali dirette in Francia e Giappone. In Italia sono circa 500 i punti vendita diretti con il supporto di un network di 150 distributori. E’ inoltre il marchio leader del mercato (oltre il 70%) delle Fedi nuziali. Le creazioni vengono realizzate utilizzando attrezzature che uniscono alla tradizione artigianale delle lavorazioni orafe aretine, la qualità dell'alta tecnologia applicata ai processi produttivi. Nella sede dell'azienda, è stato creato un museo (Museo Aziendale Gori & Zucchi) con una sezione di "archeologia industriale orafa" (macchinari d'epoca) e un'esposizione dei principali gioielli che hanno segnato la produzione dell'azienda, compresi quelli realizzati in collaborazione con alcuni importanti artisti (come Salvatore Fiume, Pietro Cascella, Salvador Dalì e Giò Pomodoro). Dal settore orafo al settore moda. Altro vanto aretino è PRADA, holding che opera nella moda di lusso. Fondata nel 1913, attualmente il marchio Prada, grazie ad una capillare catena di boutique monomarca o tramite la grande distribuzione organizzata, distribuisce i propri prodotti sull'intero territorio mondiale. In tutto si contano oltre 388 negozi Prada nel mondo. Le attività produttive sono suddivise in tre settori, coordinati centralmente dalla sede di Terranuova Bracciolini, in Toscana (zona del Valdarno): borse e accessori, abbigliamento e calzature. Tutte le attività produttive del Gruppo PRADA coniugano efficacemente la prospettiva industriale con lo spirito artigianale delle lavorazioni e l’alta qualità dei processi manifatturieri, e sono caratterizzate dalla continua ricerca dell’eccellenza e dell’innovazione in termini di materiali, di processi e di organizzazione.


Home of big companies

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Companies across all sectors: gold, textiles, food, fashion and herbal. The biggest goldsmith company of all - UNOAERRE - was established on April 2, 1934 by Carlo Zucchi and Leopoldo Gori, regarded as the two "founding fathers" of the first goldsmith company in the town. UNOAERRE jewellery is famed worldwide. Today the company enjoys distribution in over 30 countries, with subsidiaries in France and Japan. In Italy there are about 500 direct sales outlets, with the support of a network of 150 distributors. It is also the leading brand in the wedding sector (over 70% of wedding rings). The items are produced using equipment that combines the traditional craftsmanship of the Arezzo goldsmiths with high-tech production processes. The company headquarters contains a museum (Gori & Zucchi Company Museum) with a section devoted to "industrial goldsmith archaeology" (vintage machinery) and a display of the most distinguished jewels in the company's production, including those created in collaboration with important artists (such as Salvatore Fiume, Pietro Cascella, Salvador Dali and Giò Pomodoro). From gold to fashion. And another feather in the cap for Arezzo: Prada - a holding company operating in the luxury fashion sector. Founded in 1913, the Prada brand through its extensive chain of flagship boutiques as well as through an organised distribution network - currently distributes Le divertenti creazioni di its products worldwide. Sarabanda There are over 388 Prada stores worldwide. Production activities are divided into three sectors, centrally coordinated at the The fun creations Terranuova Bracciolini centre in Tuscany (Valdarno zone): bags of Sarabanda and accessories, clothing and footwear. All production activities of the PRADA Group effectively combine high quality industrial and artisan manufacturing processes, and are distinguished by the continual search for excellence and innovation in materials, processes and organisation. A wide variety of products are manufactuI numeri di Prada: red at the Arezzo and Valdarno facility, 4 i marchi: which employ thousands of workers thanks Prada, Miu Miu, Church’s also to its allied industries. Prada has opeCar Shoe ned a company store at Levanella in the Valdarno area near Montevarchi, visited by 11 gli stabilimenti di produzione (10 in Italia e 1, Church’s, throngs of shopping fans and enthusiasts in Gran Bretagna) from around the world. Still on the subject of fashion, two other 70 i Paesi in cui Prada world-renowned companies in the chilè presente dren’s fashion sector are Monnalisa and 3.514 i dipendenti diretti Miniconf. in Italia (al 31 gennaio 2011) MONNALISA S.p.A., founded in 1968, is a world leader in the children’s clothing and 7.855 i dipendenti diretti di accessories market. The company, whose gruppo nel mondo headquarters are in Arezzo, is positioned in (al 31 gennaio 2011). the high-end market segment.


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Alcune creazioni di Monnalisa The creations of Monnalisa

Molti prodotti vengono realizzati nello stabilimento valdarnese e aretino, dove grazie anche all’indotto, lavorano quotidianamente migliaia di dipendenti. A Levanella, località del Valdarno attigua a Montevarchi, Prada ha aperto uno spaccio aziendale, visitato oggi da frotte di fans dello shopping da tutto il mondo. Rimanendo sempre in tema con la moda, altre due aziende importanti del settore moda-bimbo oggi conosciute a livello mondiale sono Monnalisa e Miniconf. MONNALISA SpA è leader mondiale nel mercato dell’abbigliamento ed accessori per bambini. L’azienda, fondata nel 1968, si posiziona in una fascia alta di mercato e la sede si trova ad Arezzo. Monnalisa è presente in oltre 50 Paesi grazie a una qualificata distribuzione tramite flagship store (Milano-FirenzeArezzo-Roma-Catania-NewYork-Sydney-Baku), corner e shop in shop nei più esclusivi Department Store e boutiques del mondo. Monnalisa ha sviluppato negli ultimi anni importanti accordi di distribuzione che hanno consentito l’apertura di nuovi punti vendita, raggiungendo mercati emergenti o di difficile penetrazione come la Cina, l’India, l’Egitto, la Siria, Taiwan, Libia e Brasile e posizionandosi ai vertici, tra le aziende italiane, per investimenti e sviluppo. Altro fiore all’occhiello della moda aretina è MINICONF, azienda che da oltre trentacinque anni si dedica esclusivamente all’abbigliamento per l’infanzia. Il luogo di nascita è Ortignano, nel cuore della valle del Casentino, nella parte orientale della Toscana, tra montagne ricoperte di faggi e abeti, colline orlate da querce e castagni e improvvisi precipizi a valle dove scorre il primo tratto dell’Arno. Oggi Miniconf è un’azienda leader nel settore, che ha raggiunto in Italia e all’estero livelli di eccellenza grazie ai suoi marchi Sarabanda, IDO, Dodipetto e grazie al fatto di aver puntato sulla capacità di ascolto del mercato e dei consumatori, sull’attenzione alle nuove tecnologie e su una logistica all’avanguardia. Da sempre impegnata a considerare la correttezza e l’integrità come fondamento del proprio successo, Miniconf adotta un codice di condotta che definisce le linee guida per un comportamento socialmente responsabile, in tema di tutela del consumatore finale, tutela dell’ambiente (Miniconf è certificata dal 2003 UNI EN ISO 14001) e sicurezza nei luoghi di lavoro. Rimanendo sempre in zona, come possiamo non citare il famoso PANNO DEL CASENTINO?


Monnalisa has a presence in over 50 countries thanks to an extensive distribution network of flagship stores (Milan - Florence - Arezzo Rome - Catania - New York Sydney - Baku), concession corners and shop in shops in the most exclusive department stores and boutiques in the world. Monnalisa has signed important distribution agreements in recent years which have enabled it Una sfilata di to open new stores, reaching emerging markets or markets that Tessilnova are difficult to penetrate such as China, India, Egypt, Syria, Tessilnova fashion Taiwan, Libya and Brazil, and it has taken its place among the parade top Italian companies in terms of investment and development. MINICONF has specialised for over thirty years in children’s clothing. It was established is Ortignano in the heart of the Casentino valley in eastern Tuscany, amidst mountains covered with beech and fir trees, hills bordered by oak and chestnut trees and dramatically steep inclines where the first section of the Arno river flows. Today Miniconf is a leader in the sector, reaching high levels of excellence in Italy and abroad thanks to its Sarabanda, IDO and Dodipetto brands, and also thanks to its attentiveness and responsiveness to the market and its focus on new technologies and cutting-edge logistics. Consistently committed to fairness and integrity as the foundation of its success, Miniconf applies a code of conduct that defines guidelines for socially responsible operations, in terms of consumer protection, environmental protection (Miniconf achieved UNI EN ISO 14001 certification in 2003) and occupational safety. We cannot omit to IL GRUPPO mention the renowned fabric from the Casentino MONNALISA area known as PANNO DEL CASENTINO. Babalai Still produced by the companies TACS and cura lo stile, la prototipia TESSILNOVA in Stia, its production goes back as e la progettazione early as the 14th century. delle collezioni In the 19th century, when the Stia woolen mill was set up (currently the Museum of Wool Art), Penta Service its production became industrialised. dedicata allo sviluppo With its distinctive twisted fibres obtained by modelli, al taglio, allo the process of napping, this is a warm and stoccaggio e controllo highly durable woolen fabric. It is deliberately materie prime rough in appearance, but nevertheless is Monnalisa & Co employed by high fashion designers to make per la gestione dei sumptuous and sophisticated products. monomarca di Arezzo, For centuries Casentino fabric was produced Firenze e Milano only in orange and green, still considered to be the classic colours, but the chromatic range is Jafin much wider today and the product is used for a finanziaria del Gruppo wide variety of articles. Another very important company located from P.J. Arezzo territory is ABOCA, a market leader in cui compete la Italy for herbal medicinal products for health gestione immobiliare and wellbeing.


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Prodotto ancora oggi dalle aziende TACS e TESSILNOVA di Stia, ha radici molto antiche, addirittura del ‘300. Nell’Ottocento, con la nascita del Lanificio di Stia, oggi Museo dell’Arte della Lana, la sua produzione si “industrializzò”. Inconfondibile per i suoi caratteristici riccioli, ottenuti con la “rattinatura”, è un tessuto di lana caldo e molto resistente. Il suo aspetto è volutamente grezzo, ma a dispetto di ciò è utilizzato da stilisti dell’alta moda per raffinati e lussuosi prodotti. Per secoli il Tessuto Casentino è stato offerto nei soli colori arancio e verde, ancora ritenuti i classici, ma oggi la varietà cromatica è molto più ampia e il prodotto si utilizza per una vasta tipologia di articoli. Altra realtà molto importante del territorio aretino è ABOCA, azienda leader in Italia per prodotti a base di erbe medicinali per la salute e il benessere. Immersa nelle colline toscane, precisamente a San Sepolcro, in una zona dedicata già dal 1200 alla produzione di piante officinali. È molto interessante visitare GABOCA MUSEUM, l’unico e originale Museo delle Erbe che recupera e tramanda la storia del millenario rapporto tra l’Uomo e le Piante. Nella prestigiosa sede rinascimentale di Sansepolcro, con suggestive e fedeli ricostruzioni di antichi laboratori, diffonde l’antica tradizione delle erbe medicinali con le fonti del passato: preziosi erbari, libri di botanica farmaceutica, antichi mortai, ceramiche e vetrerie. Tra le eccellenze del territorio aretino, non si può non citare l’azienda BUITONI, nata nel 1827 in un GPalazzo Bourbon del Monte piccolo laboratorio nella piazza di Via N. Aggiunti 75 Sansepolcro. Sansepolcro (AR) Italy La produzione industriale di pasta [t] +39 0575 733589 secca è una scommessa coraggio[f] +39 0575 744724 sa vista l’epoca in cui la società è www.abocamuseum.it ancora abituata a consumare ciò che produce direttamente, eppure Biglietto intero: 8 € Buitoni ha successo anche nelle Biglietto per comitive regioni vicine. In pochi decenni, (minimo 5 persone): 6 € Buitoni ottiene importanti riconoBiglietto ridotto (10-14 anni, scimenti internazionali. over 65 anni, studenti): 4 € Negli anni ’30 viene anche inauBiglietto gratuito: per bambini sotto i gurato il primo Spaghetti Store tar10 anni accompagnati dai genitori e gato Buitoni nella piazza di Time per guide turistiche Square a New York. Orario estivo: Lo Spaghetti Store Buitoni, così 1 Aprile - 30 Settembre moderno per quegli anni e per gli (aperto tutti i giorni) Stati Uniti, contribuisce a divulgaMattina: 10,00-13,00 re la cultura gastronomica italiana Pomeriggio: 15,00-19,00 di qualità in un Paese percepito Orario invernale: come “il sogno”. 1 Ottobre - 31 Marzo (chiuso il lunedì, Oggi la Buitoni, azienda produttriil 25-26/12 e il 01/01) ce di pasta, prodotti da forno e aliMattina: 10,00-13,00 menti per l’infanzia, ha raggiunto Pomeriggio: 14,30-18,00 elevati livelli qualitativi e produttivi nel panorama internazionale.


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GPalazzo Bourbon del Monte

Via N. Aggiunti 75 - Sansepolcro (AR) Italy [t] +39 0575 733589 - [f] +39 0575 744724 www.abocamuseum.it Full price: 8 €

Summer Hours 1 April to 30 September (open daily) Ticket for groups (minimum 5 persons): 6 € Morning: 10.00-13.00 Afternoon: 15.00 to 19.00 Winter Hours Reduced price (10-14 years, over 65s, students): 1 October to 31 March (closed on Mondays, 4€ Free ticket: children under 25-26/12 and 01/01) 10 accompanied by parents Morning: 10.00 to 13.00 Afternoon: 14.30 to 18.00 and for guides Located in San Sepolcro in the Tuscan hills, it is immersed in an area devoted to the production of medicinal plants since 1200. The GABOCA MUSEUM is well worth a visit - the unique and original museum of herbs where the history of the ancient relationship between humankind and plants is retrieved and transmitted. With its fascinating, faithful reconstructions of ancient workshops, it showcases the ancient tradition of medicinal herb-making along with its ancient sources: valuable herbals, pharmaceutical botany tomes, ancient pestles, ceramics and glassware. BUITONI deserves a mention in this summary of Arezzo’s renowned creations. The company was established in 1827 in a small workshop in the square of Sansepolcro. The industrial production of dried pasta was a daring gamble at the time, since society was then accustomed to eating only what it directly produced itself. Buitoni, however, expanded also to neighbouring regions, and within the space of a few decades, it achieved international recognition. The first Buitoni Spaghetti Store was opened in Times Square in New York in the 1930s. The Buitoni Spaghetti Store - such a modern concept for the times and for the United States in general - contributed in no small way to spreading the culture of quality Italian food across a continent considered to be the place where “dreams came true". Buitoni, a manufacturer of pasta, baked goods and baby food, has succeeded in achieving high levels of quality and production internationally.

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a n i Cuc etina Ar “La cucina aretina è a base di piatti costituiti da prodotti rustici e genuini, tipici della cultura contadina. Arezzo ha in comune con la cucina toscana il pollame e carne di maiale, spinaci e fagioli, ricotta e formaggio pecorino, olio di oliva e uso di noce moscata” Se questi sono gli elementi comuni, altri piatti ne segnano l'identità nel panorama regionale. Fra le minestre più usuali ricorrono la zuppa di cavolo e la pappa al pomodoro, fra i primi piatti le pappardelle all’aretina (fettuccine condite con un denso sugo di lepre). Per i secondi trionfano le carni con il fagiano tartufato, lo stufato detto “scottiglia”, l’ agnello allo spiedo e i fegatelli di maiale e porchetta. Il tutto accompagnato da gustosi contorni come il sedano fritto, i carciofi ripieni all’aretina, i legumi conditi con dell’ottimo olio d’oliva. E poi c'è il tegamaccio, pesce in umido che prende il nome dal tegame di coccio in cui deve essere cotto per la migliore riuscita.

Ribollita (ricetta fornita dalla Vineria CiaoPiazza S. Agostino, Ar) INGREDIENTI 12 fette di pane raffermo toscano (meglio se tagliato da una forma da kg) 1/2 kg di fagioli zolfini o toscanelli (fatti cuocere bolliti con un po’ di salvia e aglio) 2 dl di olio extravergine di oliva 11 verdure di stagione fra cui: 1 mazzo di cavolo nero- 1/2 verza-2 carote- 1 cipolla 1 porro-1 costola di sedano 1 cotenna di prosciutto crudo + 1 crosta di parmigiano (che poi si tolgono, servono solo ad insaporire) 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro sale e pepe.

PROCEDIMENTO: Per prima cosa mettere a cuocere i fagioli per 2 ore circa. In una pentola mettere l’olio, la cotenna del prosciutto e la crosta del parmigiano, la cipolla, una carota, una costola di sedano tritati e far soffriggere. Aggiungete il cavolo verza tagliato a listarelle e il cavolo nero tagliato a fette. Unite il porro tagliato, la carota a fettine e il resto delle verdure. Passate la metà dei fagioli ed uniteli alla zuppa insieme al liquido di cottura ed un cucchiaio di concentrato di pomodoro. Dopo una mezz’ora unire i rimanenti fagioli e far cuocere per altri quaranta minuti avendo cura che la minestra non si asciughi troppo. Aggiungere un pizzico di pepe a fine cottura. Togliere la cotenna del prosciutto e la crosta di parmigiano. In una zuppiera mettere uno strato di fette di pane abbrustolito e insaporito con aglio e coprire con parte della zuppa, procedere in questo modo fino ad esaurimento. Mettere sul fuoco una padella con abbondante olio e quando è caldo unire la minestra di pane, far cuocere fino a che “ribolle” e sul fondo si forma una patina. Dare una abbondante spolverata di pepe e un un giro di olio!


Food & Drink

Arezzo cuisine is based on typically genuine rustic products. Like Tuscan cuisine, it uses poultry and pork, spinach and beans, ricotta and pecorino cheese, olive oil and nutmeg. Other dishes have more specific local identities. Typical soups include zuppa di cavolo (cabbage soup) and pappa al pomodoro (a tomato soup), and typical dishes are the pappardelle all’aretina (fettuccine pasta flavoured with thick hare sauce). Meats dominate the second courses, such as fagiano tartufato (truffled pheasant), "scottiglia” stew, agnello allo spiedo (lamb on the spit), fegatelli di maiale (roasted pork liver) and porchetta (boneless roasted pig). All accompanied by delicious sides such as fried celery, stuffed artichokes, oil-seasoned vegetables.

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Pappa al pomodoro

Ribollita (Recipe of the Winery Ciao - Piazza S. Agostino, Arezzo) INGREDIENTS 12 slices of stale Tuscan bread (Better when cut from a kg loaf) 1/2 kg of zolfini or toscanelli beans (boiled with sage and garlic) 2 dl of extra virgin olive oil 11 seasonal vegetables including: 1 black cabbage - 1/2 savoy - 2 carrots - 1 onion, 1 leek, 1 rib of celery, 1 rind of raw ham + 1 Parmesan cheese rind (then removed, since they are only to add flavour) 1 tablespoon of tomato concentrate Salt and pepper PROCEDURE: Cook the beans for about 2 hours. Put into a pan: oil, the rind of ham and the rind of Parmesan cheese, the onion, a carrot and the rib of celery (chopped), and fry them lightly together. Add the savoy and the black cabbage (both sliced). Add the chopped leek, the carrot in slices and the rest of the vegetables. Puree half of the beans and add to the soup with liquid from the cooking and a tablespoon of tomato concentrate. 30 mins later add the remaining beans and cook for another 40 minutes, making sure that the soup does not become too dry. Add a pinch of pepper after cooking. Remove the ham and cheese rinds. Put a layer of garlic-flavoured toasted bread slices in a bowl and cover with the soup. Heat a pan with lots of oil, then add the “bread soup”, return to the boil ("ribolle"), add pepper and olive oil!

Cavolo nero

Grifi


RIPIENO: 200 gr di porcini trifolati prezzemolo 250 gr ricotta 100 gr di fontina a pezzetti RAVIOLI AI PORCINI CON FONDUTA E TARTUFO (ricetta fornita dal Ristorante La Curia Piazza Grande, AR) INGREDIENTI per la pasta base ravioli 300 gr di farina 00 - 200 gr di semola 6 uova intere, sale, olio extravergine

Prodotti tipici Typical products

PROCEDIMENTO:

Tagliare 200gr di fontina a listarelle, aggiungere 100ml di panna fresca, 100ml di latte, 1 rosso d’uovo e 25gr di grappa, portare ad 80° fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Aggiungere sale, pepe, condire i ravioli e grattare il tartufo fresco di stagione.

La cucina aretina prevede il tegamaccio di anguilla, rane fritte, agnello in crosta e zuppa di pane. Un discorso a sé merita il pane toscano che ancora oggi mantiene le stesse forme di una volta con la crosta chiaroscura e la mollica compatta, friabile, porosa del sapore insipido, giusto per accompagnarlo con i salumi gustosi e saporiti. Il pane toscano è spesso utilizzato anche sotto forma di crostini, ovvero piccole fette o dadi di pane scaldato al forno, arrostito o fritto, serviti prevalentemente come antipasto insieme a salumi o pesce o come accompagnamento a zuppe e a primi piatti. Sebbene la tradizione vuole che la mancanza di sale sia dovuta a scontri storici tra i pisani e i fiorentini (nel caso della Toscana) oppure fra il papa e i perugini (nel caso dell'Umbria), una ricerca sul pane senza sale a Perugia sembra smentire queste leggende. A piatti dal gusto così definito si accompagna bene il corposo Chianti dei Colli Aretini e per gli amanti del bianco è meglio scegliere il Bianco vergine della Valdichiana. Per il primo la produzione avviene nella provincia di Arezzo utilizzando principalmente Sangiovese. Il colore è rosso rubino, il sapore è tendenzialmente fresco, asciutto, frizzante e brioso. E’ un vino da tutto pasto, mediamente alcolico e da bere giovane. Il Chianti Colli Aretini viene prodotto da un’ottantina di aziende agricole nella provincia di Arezzo, sulle colline che confinano con le zone di produzione dei Colli Fiorentini, delle colline senesi e del Chianti Classico. In questa zona viene prodotto anche il Vin Santo del Chianti Colli Aretini Doc, vino da dessert ottenuto esclusivamente da uve bianche, soprattutto Trebbiano Toscano e Malvasia, lasciate appassire dopo la vendemmia per alcuni mesi. Il bianco vergine della Val di Chiana è un vino gia' noto nei tempi antichi, veniva apprezzato per le sue qualita' medicamentose tanto che, ancora oggi, alcuni lo consigliano per i malati di fegato e di stomaco. Anche se l'idea di sostenere le funzioni epatiche con un vino puo' essere azzardata, questa e', pero', storicamente indiscutibile. In ogni caso, anche se non medicamentoso, si tratta indubbiamente di un vino di gran pregio, benefico, di colore giallo verdognolo, con un gusto di mandorla. Inoltre, e' importante ricordare che nei primi anni di questo secolo il vino della Val di Chiana veniva esportato, in gran quantita', in Francia per la preparazione dello Champagne. In seguito questa pratica venne considerata illecita.


Food & Drink

Tegamaccio is a tasty fish stew, and must be cooked in the earthenware pot or tegame that gives it its special flavour. Tuscan bread still retains the same ancient forms and ‘chiaroscuro’ colouration; the soft interior is crumbly and compact with an insipid flavour – ideal with cured meats. Tuscan bread is used to make crostini – small bread pieces warmed in the oven, roasted or fried and served mainly as an appetiser with cured meats or fish or to go with soups and pasta dishes. Although salt is not used supposedly because of the historical clashes between Pisa and Florence (in Tuscany) or between Perugians and the Pope (in Umbria), research on saltfree bread in Perugia discounts these legends. The full-bodied Chianti dei Colli Aretini is an ideal accompaniment with such strongly-flavoured dishes, and if you prefer white wine then try the Bianco Vergine della Valdichiana. The first is produced in the province of Arezzo using mainly the sangiovese grape. The colour is ruby red, the flavour tends to be cool, dry, pungent an d spirited, and it complements all dishes. It is of average alcohol content and should be drunk young. The Chianti Colli Aretini is produced by about eighty wineries in Arezzo province, on the hills bordering the production areas of the Colli Fiorentini, the Sienese hills and the hills where Chianti Classico is produced. The Vin Santo of Chianti Colli Aretini Doc is also produced in this zone - a dessert wine made exclusively from white grapes (especially Trebbiano Toscano and Malvasia) left to dry for a few months after the harvest. The Bianco Vergine della Valdichiana was known as far back as antiquity, and was in fact recommended for liver and stomach ailments. It is a prestigious wine, of a greenishyellow hue, with an almond flavour. It was also exported in large quantities to France and used in the preparation of Champagne, until the practice was finally outlawed.

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Cena presso il quartiere di Porta S. Andrea Dining in the Porta S. Andrea quarter

RAVIOLI WITH PORCINI MUSHROOMS, FONDUE, TRUFFLE (recipe of La Curia restaurant, Piazza Grande, Arezzo) INGREDIENTS : 300gr flour 00 200g bran flour 6 whole eggs Salt, extra virgin olive oil FILLING: 200g Porcini trifolati (thinly-cut Porcini mushroom preparation) Parsley 250g Ricotta 100g Fontina cheese in small pieces Cut 200g of Fontina into strips, add 100ml fresh cream, 100ml milk, 1 egg yolk and 25g of Grappa, bring to 80 ° until the mix is smooth and homogeneous. Add salt, pepper, season the ravioli and grate the fresh truffle.


La Giostra del Saracino

Il cuore dello shopping aretino è soprattutto lungo il Corso Italia e nelle vie trasversali. Tra un po’ di shopping, un buon aperitivo e una cena in un locale tipico, è possibile imbattersi in piccole e preziose attività artigianali: pelletterie, sartorie, laboratori orafi dove le abili mani di maestri artigiani danno vita a pezzi unici, vero orgoglio del Made in Tuscany. Durante la fiera antiquaria tutti i negozi del centro storico sono aperti. Corso Italia and its side-streets represent the heart of the shopping area in Arezzo. In between shopping, drinking a good cocktail and dining at a local restaurant, you will come across small prized craft workshops: leather goods shops, tailors, dressmakers, goldsmiths, where the skilled hands of master craftsmen create unique articles the proud boast of the Made in Tuscany mark. All shops in the historic centre are open during the antique fair.


Shopping e...

Shopping…and much more


Mangiare ina Grande Praiandze z Eating in Piazza G

La Lancia d’Oro

L’atmosfera più suggestiva unita ai sapori della tradizione: la pasta e il pane fatto in casa servito insieme ad una selezione di carne Chianina, rievocano antichi profumi e genuini sapori del passato che ci aprono occhi e palato. Offriamo inoltre pregiati tartufi e funghi accompagnati da un ampia cantina di vini. Fiore all’occhiello è la carta dei dessert sempre accompagnati da pasticceria fresca. L’ambiente permette di godere di una vista mozzafiato di Piazza Grande, scenario di vari palazzi monumentali del 500 e cuore del centro storico di Arezzo, dove è possibile mangiare sotto le Logge Vasari in stagione estiva. Proprio il modo più aretino di stare a tavola! • Combining a wonderful atmosphere with traditional local flavours: home-made pasta and bread served with Chianina meats. Prized truffles and mushrooms with a broad range of wines. Breathtaking views of Piazza Grande and its 16th century palaces while you dine the Arezzo way! Piazza Grande, 18/19 - Arezzo - Tel. 0575.21033 lanciadoro@loggevasari.it - www.lanciadoro.net Ingredienti per 5 persone: na 5 supreme di farao 25 fette di pa ncetta di cinta 500g di punte di aspa ragi 5 topina mbur sa le e pepe qb.

SUPREMA DI FARAONA BARDATA DI CINTA CON PIEDISTALLO DI TOPINANBUR

Procedimento: iniziamo pelando i nostri topinambur per poi andarli a cuocerli sottovuoto per circa 15 min in acqua bollente, nel frattempo noi andremo a mondare le nostre supreme di faraona per poi andarle a condirle con sale pepe. Fatto questo andremo a posizionare nel centro gli asparagi sbollentati. Involtiamo le supreme nella pancetta per poi passarli in forno a una temperatura di 150°C per 15 min. Nel frattempo andremo a frullare con un immersione i nostri topinambur con poco burro sale e pepe (questa sarà la nostra base del piatto). Impiattamento: scaloppare la faraona in fette simmetriche e adagiatele su un letto di purea di topinambur decorare con una fetta di pane disidratato e delle erbe fresche.


La Curia

La Chef Marialuisa Lovari e il sommelier Enrico Nerozzi aprono le porte ad una cucina con un perfetto equilibrio tra creatività e tradizione, privilegiando prodotti del territorio affiancandoli ad un'accurata cantina. Tra le specialità la nostra cucina propone pasta fresca tirata a mano, tartufi freschi tutto l'anno, bistecca chianina e da non perdere le delizie di dessert. • Chef Marialuisa Lovari and sommelier Enrico Nerozzi welcome you to a cuisine that blends creativity and tradition, with local products and discerningly selected wines. Try our fresh handpulled pasta, fresh truffles all year round, Chianina steak and our dessert delights. Via Pescaja, 6 (Piazza Grande) - Arezzo - Tel. 0575.333007 - Cell. 331.4589001 ristorantelacuria@yahoo.it - www.ristorantelacuria.it

Logge Vasari Il ristorante Le logge Vasari nasce nel 1980 con la Famiglia Fazzuoli, nel cuore dell’architettura aretina, sotto le logge Vasari, nella coreografica Piazza Grande di Arezzo. Ogni particolare viene curato nei minimi dettagli al fine di creare una piacevole e soprattutto qualitativa atmosfera per i clienti ospiti presso il Ristorante delle Logge. Il ristorante propone una cucina tipica aretina e toscana, con piatti innovativi, sempre alla ricerca di continui abbinamenti, tra i vari sapori e profumi che la stagione offre. Tra le specialità del menù ricordiamo le sue paste fresche fatte in casa, condite con tartufi e funghi porcini, l’ottima ribollita servita con cipolla fresca e crostone di pane, la tradizionale bistecca di pura chianina o in alternativa un entusiasmante stinco in porchetta all’etrusca. • Opened by the Fazzuoli family in 1980 in Piazza Grande under the Vasari Loggia in the old town centre. Attention to detail make this an elegant place to enjoy typical seasonal cuisine of Arezzo and Tuscany, including home-made fresh pastas, truffles, ribollita soup, Chianina steak. Piazza Grande, 19 - Arezzo - Tel. 0575.300333 loggevasari@loggevasari.it - www.loggevasari.it

La Bottega di Gnicche

Piazza Grande, 4 Arezzo - Tel. 0575.18 22926 info@bottegadignic che.com - www.bott egadignicche.com Un antico palazzo medievale ospita la Bottega di Gnicche dove è po ssibile degustare i migliori prodotti della tradizione ga stronomica toscana ed aretina: vini, formaggi, salumi tip terra di Piero. Vend ici, cantuccini e alt ita anche on line re specialità della • Situated in an old me Tuscan food and win diaeval palace, this restaurant offers the best of tradition e. Local products als al o sold on-line.


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BACCO & ARIANNA Via Cesalpino, 10 - Arezzo Tel. 0575 299598 - baccoearianna10@gmail.com www.tripadvisor.it Seguici su Facebook • Follow us on Facebook Nel Pieno centro storico di Arezzo, a 20 metri dalla chiesa di San Francesco un locale piccolo, elegante e raffinato con volte del XXIV SEC. Cucina tipica toscana con enoteca annessa e possibilità di degustazioni con prodotti tipici locali. • Right in the historic centre of Arezzo, just 20 m from the church of San Francesco, this is a small, elegant place with 14th century vaults. Typical Tuscan cuisine, and a wine cellar annexed, where you can try out the typical local products.

MIVA’ di Più Via Garibaldi, 36 (Piazza S. Agostino) - Arezzo Tel. 0575 352182 - Cell. 333 8195529 info@mivadipiu.com - www.mivadipiu.com Simpatia, cordialità e soprattutto un’ottima pizza, preparata secondo il vecchio metodo napoletano. Davanti alla splendida Chiesa di Sant’Agostino, la perfetta pizzeria che serve pure piatti tipici toscani. E il personale parla anche inglese, francese, spagnolo e tedesco! • Superior cuisine, friendly personnel, and a delightful terrace for eating and drinking outside in front of the magnificent church of Sant’Agostino. Try the typical Tuscan dishes, local delicacies and an excellent pizza napoletana. English, French, Spanish and German spoken!


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IL VICOLO

CASA BIDINI Via dei Pescioni 54 - Arezzo - Tel. 347.1000930 info@casabidini.com - www.casabidini.com Casa Bidini sorge nel cuore del centro storico di Arezzo all’interno di un edificio del 1200 che conserva i dettagli e le finiture del tipico stile toscano. È in una posizione ideale per girare la città a piedi: si trova a pochi metri dalla scenografica Piazza Grande, dalla Fiera Antiquaria, dai principali monumenti cittadini, dalla stazione ferroviaria e dai mezzi pubblici. • Located in the historic centre of Arezzo inside a 13th century building which preserves typically Tuscan details and interiors. Ideally located near the Piazza Grande, the Antiques Fair, other sights and the train station.

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Arezzo - Tel. 347 089 8314 www.arezzotuscanapartments.com info@arezzotuscanapartments.com Situato nel cuore del centro storico di Arezzo, a pochi passi da Piazza Grande e dalle principali attrazioni turistiche, ristorante e bar. Dista appena 5 minuti dalla stazione ferroviaria. L’appartamento è ideale per 2-3 persone ed è corredato da un delizioso giardino. • Situated in the heart of the historical centre behind Piazza Grande in walking distance to all major sites, restaurants, coffee shops and shopping. A five minute walk to bus and train station This ground floor apartment opens up onto a courtyard and garden suitable for 2 to 3 people.


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TAGETE Servizi Immobiliari di Fabrizio Formica - Tel. 335 8253751 tagete.sim@hotmail.it - www.tagete.agenzie.casa.it Mediazione immobiliare - Real estate brokerage “Cerchi un appartamento, un casale, una villa oppure una casa vacanze in Arezzo e provincia? Pensi di vendere o affittare la tua proprietà e vorresti sapere quanto potresti realizzare? Contattaci pure per un servizio cortese ed efficiente”. • “Are you looking for an apartment, a farmhouse, a villa or a holiday house in Arezzo and province? Would you like to sell or rent your property and know how much they are worth? Contact us for a courteous and efficient service".

ART ACCESSORI CALZATURE - FOOTWEAR ACCESSORIES Via Madonna del Prato, 102 - Arezzo - Tel. 0575 401573 Seguici su Facebook Follow us on Facebook Negozio stile vintage specializzato nella ricerca di calzature artigiane italiane e spagnole realizzate con pellami di prima qualità. Il negozio propone accessori e borse fatte a mano da famosi artigiani il tutto rigorosamente "made in Italy". • Vintage-style shop specialising in locating Italian and Spanish artisan footwear made using prime quality hides. The shop has accessories and bags hand-made by famous artisans, strictly "made in Italy".

LAPINI Corso Italia, 70 - Arezzo - Tel. 0575.20300 info@lapiniarezzo.it - www.lapiniarezzo.it Il negozio Lapini propone articoli per la casa e liste di nozze dal 1955 nel pieno centro storico di Arezzo. Da sempre attento alla qualità e al design dei suoi prodotti, espone le migliori e originali marche del settore, alla ricerca della valorizzazione di tutto ciò che riguarda lo spazio quotidiano. • The Lapini shop, in Arezzo centre, has been selling articles for the home and for wedding lists since 1955. Highly attentive to the quality and design of its products, it displays the best and most original brands in the sector.

LAURA RICCETTI Via Oberdan, 10 - Arezzo - Cell. 336 263520 Restauro pittorico e conservativo su tela e tavola Venti anni di esperienza e di grande passione per questo lavoro, qui troverai serietà, autenticità, consigli, il miglior restauro, il miglior prezzo e ti immergerai nell’atmosfera di una tipica “bottega” del centro storico di Arezzo. Aperto anche per la Fiera Antiquaria. • Restoration and preservation of paintings, canvas and wood panel. 20 years of experience and passion in the field. Commitment, authenticity, advice, the best restoration at the best price. Immerse yourself in a typical workshop in the historic centre of Arezzo.


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ARTE ORAFA BADII

PETITE ROBE NOIRE Via Madonna del Prato, 106/a - Arezzo - Tel. 0575 081700 info@prnmilano.com - www.prnmilano.com È uno Store di continua ricerca. Capire e trovare quello che è più di tendenza cercando nelle capitali della moda come New York, Parigi, Londra, Tokyo, Milano... Una ricca selezione di capi e accessori provenienti dalle collezioni Donna di stilisti e brand del panorama della moda internazionale. Serie limitata ed in esclusiva. • Seeks out the latest fashion trends from New York, Paris, London, Tokyo, Milan… A rich collection of items and accessories from the Women's collections of stylists and international fashion brands. Limited and exclusive series

G-LOFT ART - STYLE - BOOK - MUSIC & FASHION Via Nicolò Aretino, 21 - Arezzo - Tel. 0575 403448 www.g-loft.com - giulio@g-loft.com Ad Arezzo è un punto di riferimento per lo shopping femminile a 360 gradi. Le migliori marche italiane, francesi e nord europee di abbigliamento ma anche libri d’arte, fotografia e design. E poi cd, profumi, pelletteria e bigiotteria. G-LOFT in centro città offre una vastissima scelta per la donna moderna dalle più sofisticate esigenze. Imperdibile! • A shopping trove for the modern woman in Arezzo town centre, with the best Italian, French and European clothing brands. Also art books, perfumes, leather goods and jewellery.

VIAGGIANDO Arezzo - Corso Italia, 110 - Tel. 0575 21232 San Sepolcro - Via XX Settembre, 128 Tel. 0575 733128 www.viaggiando.ar.it - info@viaggiando.ar.it Abbigliamento, attrezzature ma anche consigli, stimoli e libri. Tutto quello che serve per viaggiare è Viaggiando, nato nel 1993 ad Arezzo dalla passione di Roberto Rossi. L’obiettivo? Creare un punto di riferimento per chi vuol scoprire nuovi ambienti e persone, dall’altra parte del mondo oppure a due passi da casa. • Clothing, equipment, advice and books: all you need for travelling. Opened in 1993 in Arezzo by Roberto Rossi as a crossroads and meeting-point for people and places both near and far.

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Piazza Sant’Agostino, 46 - Arezzo - Tel. 0575 356825 info@arteorafabadii.it - www.arteorafabadii.it Bottega orafa dal 1961 in cui vengono realizzati a mano gioielli e pezzi unici con l'utilizzo di tutte le tecniche tradizionali: sbalzo-cesello, incisione, modellazione in cera, granulazione, agemina, niello, smalti. Da cinquant'anni il maestro orafo Carlo Badii si dedica a quest'arte che ha tramandato nel suo laboratorio-bottega al figlio Matteo • Goldsmith since 1961. Here, jewels and unique items are handmade using all traditional techniques; chasing-repousse, intaglio, wax modelling, granulation, damascening, niello, enamel work. For 50 years the master goldsmith Carlo Badii has devoted himself to this art, which he has handed down to his son Matteo in his artisan workshop.


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CASA PODERE SAN FIRENZE Via Scopetone, 21 - Arezzo - Tel. 0575 360486 Cell. 333 9303526 - gabriella.fiorini@libero.it www.casapoderesanfirenze.com Antica casa contadina in pietra, completamente ristrutturata, immersa nel verde degli olivi e dei cipressi su una tipica collina toscana, dalla quale si gode una magnifica vista panoramica sulla città, il cui centro è raggiungibile in meno di 10 minuti. Oltre che nelle camere, tutte con bagno interno e ingresso indipendente, è possibile soggiornare in un appartamento monolocale o in un bilocale. Sala colazioni, cucina, giardino e ampio parcheggio comuni. Colazioni biologiche home made self service, senza limiti di orario. • Old, restored stone house immersed in greenery on a typical Tuscan hill overlooking the town (10 min). Independent rooms/apartments. Dining room, kitchen, garden, spacious parking.

BUSATTI Corso Italia, 48 - Arezzo - Tel. 0575 355295 - Orario 9-13 15-19.30 Chiuso domenica e lunedì mattina - Aperto ogni prima domenica del mese busattishop@busatti.com - www.busatti.com I Tessuti, le tovaglie, gli asciugamani e i centro tavola artigianali realizzati dall’azienda Busatti S.r.l., sono il risultato di quasi due secoli di esperienza, duecento anni di vita ininterrotta, dove tradizione ed innovazione si sono sapientemente amalgamati, inserendo nell’ambra e nei grigi delle fibre naturali, la freschezza e la solarità dei colori mediterranei. Ampia gamma di tessuti a metraggio realizzati con antichi telai, biancheria per la casa e per la tavola, corredi personalizzati. • The firm’s textiles, tablecloths and towels are the result of a two century-old artisan tradition blended with innovation. A wide range of textiles are created using old-fashioned looms.

LINN-SUI Via Edison, 14 - Arezzo - Tel 0575 382019 www.linn-sui.com LINN-SUI dal simbolo dei King (unione di persone con affinità elettive) nasce dall'idea di produrre e vendere una linea di arredo bio-ecologico per un sano riposo. LINN-SUI produce e commercializza in Italia dal 1994 futon ed arredi bio-ecologici, letti, comodini, cassettoni, armadi, lampade in carta di riso, tessuti. Sono frutto di una lunga ricerca che ha scartato le più facili ed economiche soluzioni che la produzioni industriale ed il mercato offrono, a vantaggio di un prodotto “veramente naturale” e di qualità. • A line of "truly natural" and quality bio-ecological furniture for healthy repose, with futons, beds, bedside-tables, rice-paper lamps and fabrics. In Italy since 1994.


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LA CORTE DEL RE

• La Corte del Re is located in the heart of the “salon” of Arezzo in Piazza Grande, situated in the building that still preserves its Etruscan, Roman and mediaeval walls. Nine small, uniquely-finished apartments with kitchenette, bathroom, free wi-fi and Internet, satellite TV and air conditioning. Enjoy the Vasari room - a regal space in which to relax and watch TV with friends,or to read a book. The hospitality that will welcome you as you wrap the warmth of environments with the stones and the care dedicated to every little detail will make your stay pleasant and memorable one.

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Via Borgunto, 5 - Arezzo - Tel. 0575 401603info@lacortedelre.com -www.lacortedelre.com Nel cuore del salotto di Arezzo, in Piazza Grande, si trova La Corte del Re, in un palazzo, che conserva parte delle sue mura etrusche, romane, e medievali. La struttura offre 9 piccoli appartamenti arredati in modo unico ognuno dotato di angolo cottura, bagno, wifi e internet gratuito, tvsat, aria condizionata. Fulcro della Corte del Re è la sala Vasari, un ambiente regale dove rilassarsi, guardare la tv con amici e leggere un libro. Caratterizzate da pareti in pietra e soffitti affrescati o travi a vista, le camere regalano un’atmosfera d’altri tempi con uno scorcio mozzafiato su una delle piazze più belle d’Italia.


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Le Ville ...Nei dintorni di Arezzo si trovano ville e dimore storiche appartenute alle piu importanti famiglie nobili toscane, antiche residenze estive oggi sapientemente recuperate dal punto di vista architettonico Da "Villa Vasari", di proprietĂ di Patrizio Bertelli patron di Prada, a quella "Guillichini" entrambe a Tregozzano. "La Striscia" , posta ai Cappuccini, appartenuta allo scrittore Giovanni Papini ed oggi dei nipoti Occhini. Il "Palazzo" dei Borghini Baldovinetti a San Fabiano, "Villa La Ripa" ad Antria sorta su un antico insediamento romano con la Fattoria che produce ottimi vini dei Luzzi. "Casa Fredda" a Ceciliano di proprietĂ della famiglia Cherici oggi struttura ricettiva, "Villa I Bossi" al Bagnoro della nobile famiglia aretina degli Albergotti oggi elegante resort, al settecentesco "Piscinale" di Ponte alla Chiassa dei Moretti/Martelli, per finire con "Villa Guadagni Cappelli" di pianta rinascimentale della omonima famiglia, dimora storica con attivitĂ ricettiva per ospiti stranieri...


The Villas ...In the outskirts of Arezzo are villas and historic residences which belonged to the most important noble families of Tuscany, old summer retreats that have been discerningly restored architecturally Villa Vasari, owned by Patrizio Bertelli the owner of Prada and Villa Guillichini, both at Tregozzano. La Striscia, which belonged to the writer Giovanni Papini and is currently owned by his nephew Occhini. The Palazzo of the Borghini Baldovinetti family in San Fabiano. Villa La Ripa in Antria, situated on an ancient Roman settlement, with its farm that produces the excellent wines of the Luzzi. Casa Fredda in Ceciliano owned by the Cherici family, which offers self-catering accommodation. Villa I Bossi in Bagnoro, formerly of the noble Arezzo family the Albergotti, and currently a luxury hotel.

The 18th century Piscinale, in Ponte alla Chiassa of the Moretti/Martelli family and, finally, the Renaissance-plan Villa Guadagni Cappelli of the same family, a historic residence with accommodation for foreign guests‌


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Shopping

IL MULINO Loc. Saccione - Arezzo - Tel. 335 5323353 - vasariarezzo@gmail.com - www.vasariarezzo.com Gli ospiti del Mulino potranno soggiornare in una dependance totalmente autonoma, inserita nel parco di un antico mulino toscano del 1600 finemente ristrutturato, che conserva dentro e fuori tutto il sapore antico dei casali toscani. A pochissimi km. da Arezzo, immerso nel bosco e dotato di piscina con barbeque, è la location ideale per indimenticabili cene e serate all’aperto. • Independent accommodation on the grounds of an ancient 17th century Tuscan mill. Gracefully restored, with an old Tuscan farmhouse atmosphere. Immersed in the woods just a few kilometres from Arezzo. Swimming pool and barbecue.

VILLA GUADAGNI CAPPELLI Borgo a Giovi, 57 - Arezzo Tel. e Fax 0575.382019 - 0575.362676 Cell. 335 8330936 info@borgoagiovi.it - www.borgoagiovi.it Antica villa toscana di campagna su tre piani costruita in tre secoli (500 700 900) con giardini interni e lungo viale di cipressi situata in Borgo a Giovi, nei pressi di Arezzo sulle rive del fiume Arno. Camere da letto, salone delle feste, salottino da gioco, grande cucina con camini in pietra, ambienti affrescati, mobilio d'epoca, quadreria di famiglia e cappella privata. • An ancient Tuscan country villa on three levels built over three centuries (16th, 18th and 20th), with internal gardens and a long avenue of cypress trees, situated in Borgo a Giovi on the outskirts of Arezzo on the banks of the River Arno. Bedrooms, reception room, playroom, large kitchen with stone fireplaces, air-conditioned areas, period furniture, frescoed rooms, family painting collections and private chapel.


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GIANNI DRIVER

FATTORIA LE ROCCHE Loc. Le Rocche, 101 - Capolona (AR) - Tel/Fax. 0575.420643 fattoria@fattorialerocche.it - www.fattorialerocche.it Tipica casa colonica toscana dell’800 finemente ristrutturata. Gli ospiti potranno gustare i piatti tipici della cucina toscana preparati con gli ingredienti prodotti nella fattoria. Oltre ai percorsi di trekking in mountain bike, noleggiabili presso la struttura, sono presenti nelle vicinanze varie strutture sportive (maneggi, piscine, campi da tennis e da golf). • A typical 19th century Tuscan farmhouse, tastefully restored. Guests enjoy typical Tuscan cuisine prepared using farm-produced ingredients. Activities include trekking on mountain bikes (hired on-site) and nearby sports include horse riding, swimming, tennis and golf.

TENUTA LA PINETA Via Setteponti, 65 - Castiglion Fibocchi - Arezzo Tel. 0575 477716 - GPS: Laterina, Via Maestà di Scopeto info@tenutalapineta.it - www.tenutalapineta.it Immersa nelle verdi colline toscane, tra Firenze ed Arezzo, il corpo principale di Tenuta la Pineta si estende su una superficie di 110 ettari. L'azienda è una piccola boutique winery che produce vino, olio extravergine di oliva e miele di qualità. Possibilità di visite guidate in vigna e in cantina, degustazioni e acquisti nel wineshop aziendale previo appuntamento. • Immersed in the Tuscan hills between Florence and Arezzo, La Pineta estate spans over 110 ha. The firm is a boutique producer of wine, olive oil and quality honey. Guided visits of the vineyard and the wine cellar, tastings and purchases are by appointment.

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Noleggio con Conducente - Arezzo - Cell. 348 3828196 - gianni.driver@alice.it Gianni Driver con il suo staff effettua servizi di noleggio per trasferimenti da e per hotel, porti, aeroporti e stazioni ferroviarie. Su richiesta si effettuano itinerari turistici, escursioni, cerimonie e visite alle città d’arte. Con il suo minibus da 8 posti si possono prenotare gite con autista. • Gianni Driver and his staff provide minibus transfers to and from hotels, ports, airports and train stations. Excursions, ceremonies and visits to cities of art can be organised on request. Minibus holds eight passengers. Tours may be booked with driver.


Percorsi enogastronomici Un itinerario fra gusti, sapori, tradizioni, prodotti e specialità del territoro aretino.

1 Azienda Agricola LE PESCINE - Uovo del Casentino Loc. Le Pescine, 43 - BIBBIENA (AR) www.uovodelcasentino.it

2 Azienda Agricola LE SELVE DI VALLOLMO

Prosciutto e Carni di Maialino Grigio del Casentino Loc. Vallolmo - Pratovecchio (AR) - PORRENA DI POPPI www.leselvedivallolmo.it

3 Fattoria LE ROCCHE

Olio, Vino, Farro, Fagioli Zolfini,Grani e Farine Biologiche, Miele - Loc. Le Rocche - CAPOLONA (AR) www.fattorialerocche.it

4 Tenuta LA PINETA

Vino, Olio, Miele via Setteponti, 65 - CASTIGLION FIBOCCHI (AR) www.tenutalapineta.it

5 FABRIZIO DIONISO Winery

Vino Syrah, Olio Loc. Il Castagno C. S. Ossaia, 87 CORTONA (AR) www.fabriziodionisio.it

6 Società Agricola I VICINI

Vino C.S. Pietraia, 38 - CORTONA (AR) www.ivicinicortona.it

7 Strada del Vino TERRE DI AREZZO

Vino, Consorzio di Produttori di Vino di Arezzo e dintorni Via Ricasoli, 38-40 (AR) www.stradadelvino.arezzo.it

8 Strada del Vino di CORTONA

Vino, Consorzio di produttori di vino di Cortona e aree limitrofe Piazzetta della Seta, 3 - CORTONA (AR) www.stradavinicortona.it

9 Agricola Casentinese COLLINA DELLE STELLE

Allevamento Vacche Limousine, Maiali, Asini, Fattoria Didattica - Loc. Casanova, 63 - BIBBIENA (AR) www.agricolacasentinese.it


10 Panificio RIMBOCCHI

Pane e Dolciumi Loc. Rimbocchi CHIUSI DELLA VERNA (AR) Tel 0575 518000

11 VINAIO-ORTOLANO

Verdure, Formaggi, Salumi, Vini Via Roma, 110 - PONTE A POPPI (AR) www.casentinowinefood.it

12 Cantina VILLA LA RIPA Olio, Vino, Cosmetici Loc. Antria, 38 (AR) www.villalaripa.it


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La Provincia

IL CASENTINO Veduta di Poppi data dal Comune View of Poppi

Santuario Santa Maria del Sasso Sanctuary of Santa Maria del Sasso

La provincia d'Arezzo, non finisce mai di stupire in quanto a bellezza e ricchezza dei suoi territori. Tra questi, uno è senz'altro il Casentino. La sua posizione di stremo lembo nord-orientale della Toscana lo ha sempre fatto una terra di possesso feudale, preda ambita soprattutto per i Fiorentini che desideravano strapparla agli Aretini. È un'ampia valle racchiusa ad ovest dai rilievi del Pratomagno che la separano dal Valdarno e ad est, dalla catena dell' Alpe di Catenaia, dai monti della Verna che la separano dalla Valtiberina, interamente attraversata dal corso dell'Arno. Il Casentino è terra medievale e dall’anno 1000 alla metà del 1400 ha espresso il suo massimo splendore politico, architettonico e artistico.È proprio in questo periodo che sono sorte le pievi romaniche e gli imponenti castelli. Ricordiamo la Pieve e il Castello di Romena, la Pieve di Socana e la Pieve di Stia, Strada e Montemignaio.

Bibbiena

è il centro più grande del Casentino e possiamo considerarlo il capoluogo di questa valle. Le origini di Bibbiena sono antichissime data la presenza d’insediamenti etruschi e di ville romane che sono state rinvenute nella zona. Questo luogo ha avuto anche un’importante storia medievale, ma oggi le testimonianze di questa sono ridotte a causa dei numerosi assedi, saccheggi e devastazioni che Bibbiena ha subito fino alla fine del XV secolo. L’architettura urbana che ci mostra oggi il centro storico del paese è essenzialmente rinascimentale. Di questo periodo sono i diversi bei palazzi signorili presenti. La “Bibbiena vecchia” è posta alla sommità di un colle. Nel punto più alto si trova piazza Tarlati, con la bella torre campanaria e Palazzo Bruni con il suo porticato che fu residenza del Vescovo Tarlati. A pochi metri da qui vi è la chiesa dedicata ai Santi Ippolito e Donato al cui interno sono conservate importanti opere d’arte


The Province

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The territories of Arezzo province have astonishing offerings, not least the Casentino region. Its position in the extreme northeastern margin of Tuscany has always ensured its feudal status, especially sought after by the Florentines who attempted to wrest it from Arezzo. This wide valley is delimited to the west by the Pratomagno chain, which separates it from the Valdarno, and to the east by the Alpe di Catenaia chain and by the Verna mountains which separate it from the Valtiberina valley, across which the river Arno flows. The Casentino is marked by its medieval history and the period from 1000 AD to the mid-15th century represented its golden age in politics, art and architecture. The Romanesque churches and imposing castles of the area were built then. Worth particular mention is the Church and Castle of Romena, the Church of Socana and the Church of Stia, Strada and Montemignaio.

Bibbiena, the capital of the Casentino, boasts an ancient history including Etruscan settlements and Roman villas. Vestiges of medieval times remain despite sieges and destruction up to the 15th century, but the historic centre is notably Renaissance in style. The highest point of “Old Bibbiena" is Piazza Tarlati, with its beautiful bell tower and Palazzo Bruni with its portico, once the residence of Bishop Tarlati. A nearby church dedicated to Saints Ippolito and Donato contain important artworks including a large polyptych by Bicci di Lorenzo and a Madonna and Child by Cola Da Camerino (both 15th century), an early 17th century painting by Jacopo Ligozzi, a painted early 14th century crucifix, a wooden sculpture of the Madonna from the late 13th century. The medieval Porta dei Fabbri (blacksmith's gate) is not far from the church. The Sanctuary of Santa Maria del Sasso (1347) was built after a reputed apparition by Our Lady. A central shrine inside contains a fresco of the Madonna del Sasso by Bicci di Lorenzo and other significant works of art. In the crypt is the Madonna del Buio (Madonna of Darkness), a valuable 16th century wooden statue. GCastello dei Conti Guidi

Il castello è stato teatro di un avvenimento storico: l’11 giugno 1289 si è svolta la battaglia di Campaldino, tra Arezzo e Firenze, ossia tra Ghibellini (sostenitori dell’imperatore) e Guelfi (sostenitori del Papato). Gli aretini persero la battaglia. Castle of the Counts Guidi The castle was the scene of the battle of Campaldino on June 11th 1289 between Arezzo and Florence, or between the Ghibellines (on the Emperor’s side) and the Guelphs (side of the Papacy). Arezzo was defeated.

Bicci di Lorenzo Polittico Propositura Polyptych by Bicci di Lorenzo Propositura church


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La Provincia

Suggestivo interno del castello medioevale Fascinating interior of the medieval castle.

tra cui spiccano un grande polittico quattrocentesco di Bicci di Lorenzo, una Madonna con Bambino sempre quattrocentesca di Cola Da Camerino, una tela di inizi ‘600 di Jacopo Ligozzi, un crocifisso dipinto di inizio ‘300, una scultura lignea della madonna di fine ‘200 . Non distante dalla chiesa si trova Porta dei Fabbri, testimonianza architettonica del periodo medievale di Bibbiena.Il Santuario di santa Maria del Sasso risale al 1347 costruita a seguito di un episodio miracoloso: l'apparizione della Vergine. L'edificio assunse le forme attuali a partire dal 1486 su progetto di Giuliano da Maiano. Nell'interno un caratteristico tempietto centrale custodisce l'affresco della Madonna del Sasso di Bicci di Lorenzo. Da notare una pregevole terracotta di Giovanni della Robbia e una Madonna con Bambino e Santi di Frà Paolino da Pistoia e, nel coro, una Assunzione. Nella cripta la Madonna del Buio, apprezzabile statua lignea del ‘500.

Poppi

La cittadina di è famosa per il castello medievale dei GConti Guidi, edificato tra la metà e la fine del 1200. È un gioiello di architettura civile e militare, testimonianza superba della ricchezza e del fasto dei Conti. La pittura si manifesta nella elaborata ed elegante decorazione della Gcappella , con un ciclo di affreschi dipinti da Taddeo Gaddi, uno dei più fedeli seguaci della pittura giottesca, nella prima metà del XIV sec. Proseguendo l’itinerario casentinese si può ammirare la bellezza mistica che caratterizza questa Valle nella quale San Francesco si ritirò in preghiera salendo alla Verna G come al luogo più caro della sua vita e dove, sul "crudo sasso", ricevette le stimmate. GCappella dei Conti Guidi

Gli affreschi del ciclo pittorico sono stati realizzati nel 1330 da Taddeo Gaddi, fedele allievo di Giotto. Il ciclo rappresenta le storie del Vangelo. Nel particolare della Resurrezione di Drusiana, Giovanni con il braccio impone alla donna di alzarsi da una barella - nella scena della Danza di Salomè viene offerta al Re Erode la testa del Battista Chapel of the Counts Guidi The fresco cycle was created in 1330 by Taddeo Gaddi, a pupil of Giotto. The cycle represents the Gospel stories. In a detail from The Resurrection of Drusiana, St. John with his arm extended tells a woman to get up from a stretcher, and in the scene of the Dance of Salomè the head of John the Baptist is offered to King Herod.


The Province

GL’accoglienza

Al Santuario è possibile trovare diverse tipologie di accoglienza sia per i singoli che per i gruppi. È un luogo di spiritualità e pellegrinaggio, pertanto i servizi e le modalità di permanenza sono conformi alla natura del luogo. www.santuariolaverna.org

Poppi town is famous for its splendid

Accommodation Various types of accommodation are available for individuals and groups. It is a place of spirituality and pilgrimage, so the services and lengths of stay are in keeping with the nature of the place.

medieval Gcastle of the Counts Guidi - a jewel of civil and military architecture from the 13th century. TheGchapel’s elegant decoration features a 14th century fresco cycle by Taddeo Gaddi, a follower of Giotto. Continuing along the Casentino itinerary, you can admire the mystical valley where St. Francis withdrew to his favourite place Verna - where he received the stigmata "at the rude rock 'twixt Tiber and Arno" (from Dante’s Paradise): a route starts from here into an extraordinary, tranquil world. To get to the GSanctuary of La Verna, leave the state road that ascends from the Casentino or from the Valtiberina valley, driving through a forest of fine firs for about 3 km of hairpin bends. Climb up to the monastery complex on foot along a paved road, as far as 1128 m. By “Quadrante” square (a reference to the sundial on the Basilica’s bell tower) there is a panorama of Chiusi della Verna, the Valtiberina Valley, the mountain of Casella and of the houses of Beccia, Bibbiena and Poppi. Follow the signs for “Sasso Spicco”: go down the steps and

Vista invernale della scogliera della Verna Winter view of the rocks at Verna

L’annunciazione, di Andrea Della Robbia (1475) capolavoro artistico robbiano Annunciation by Andrea Della Robbia (1475), an artistic masterpiece

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La Provincia

Celle di Camaldoli Cells of the Hermitage of Camaldoli

Antichissimo mulino con macine in pietra che ancora oggi trasforma grano e castagne del Casentino in farina Ancient mill with millstones that still turn Casentino grain and chestnuts into flour

Proprio dalla Verna, le cui coordinate storico-geografiche si trovano secondo Dante (Paradiso) "nel crudo sasso intra Tevero e Arno", possiamo cominciare un itinerario che ci porterà in un mondo silenzioso e straordinario. Il Santuario della Verna, si raggiunge lasciando la statale che sale dal Casentino o dalla Valtiberina, percorrendo circa 3 chilometri di tornanti che si svolgono in uno splendido bosco d'abeti. Si sale al Convento a piedi, lungo una strada lastricata, raggiungendo quota 1128 metri e trovandosi di fronte il complesso conventuale formato da vari edifici. Una volta arrivati nel piazzale del Quadrante, così chiamato perché ospita una meridiana incisa sul campanile della Basilica, possiamo avvicinarci al muretto dal quale si ammirano Chiusi della Verna, la Valtiberina, il monte Casella, le case di Beccia, Bibbiena e Poppi. Si prosegue seguendo l'indicazione che c'invita al "Sasso Spicco"; scendendo, infatti, una rampa di scale sovrastata da un incastro di massi, alzando lo sguardo, vediamo un masso che sporge per alcuni metri sopra un altro e che sembra staccato. Ci dirigiamo ora verso il Santuario, iniziando dal corridoio delle Stimmate costruito verso il 1580. Poco lontno in un grotta formata da massi c'è un sasso orizzontale identificato come il letto di San Francesco. Sempre immersi nelle Gforeste Casentinesi, si può visitare l’ Eremo di Camaldoli fondato nel 1012 da San Romualdo, monaco dell’Abbazia di Sant’Apollinare in Classe di Ravenna, che nel paese di Camaldoli decise di ritirarsi dal mondo dando vita all'Ordine dei Monaci Camaldolesi che modellarono la propria regola sulla conservazione e gestione delle foreste. Camaldoli non è solo storia, arte e fede. Camaldoli è anche natura. L’Eremo ed il Monastero si trovano nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi . Foreste affascinanti e suggestive curate nei secoli dagli stessi monaci e dove è possibile compiere numerose escursioni dettagliatamente segnalate. La Valle del Casentino, rinomata anche per le sue eccellenze alimentari, ospita durante l’anno numerose sagre, per la difesa delle tradizioni e dei sapori del territorio. Fra le specialità ricordiamo a Chiusi Della Verna il Tartufo, a Rimbocchi il Pane, a Ortignano Raggiolo la Polenta di Castagne, a Partina il Raviolo Spinaci e Ricotta, a Corezzo il Tortello di Patate alla Lastra. E ancora a Moggiona il fungo porcino, a Chitignano la pecora, a Soci il baccalà, a Lonnano la scottiglia, a Talla il dolce casalingo, a Corsalone la frittella e a Prato di Strada, nel mese di giugno, la ciliegia.


The Province

Tortino di Patate Sbucciare 4 patate, lavarle e farle a pezzettini, affettare sottilmente la cipolla. In una padella antiaderente mettere l’olio e far rosolare la cipolla poi unire le patate e far cuocere il tutto per circa 15 minuti. Aggiustare di sale e pepe. Sbattere 5 uova, incorporarvi il parmigiano, il pomodoro fatto a dadini e il basilico. Porre il composto di patate e cipolle e in una pirofila da forno, coprire con le uova sbattute e mettere in forno già caldo a 180° per 15 minuti. head for the Sanctuary, going along the Corridor of the Stigmata which dates to around 1580. In a nearby cave, a horizontal rock has been identified as the bed of St. Francis. The Hermitage of Camaldoli is also immersed in theGforests of the Casentino. It was founded in 1012 by St. Romuald, a monk from the Abbey of Sant’Apollinare in Classe, Ravenna, who withdrew to Camaldoli, leading to the formation of the Order of Camaldolese monks. The Hermitage and Monastery are located in the heart of the Casentino Forest National Park – tended over the centuries under the monks’ strict forest conservation code. Here, signposted itineraries abound. The excellent cuisine of the Casentino Valley can be enjoyed at many traditional festivals throughout the year. Local specialties include truffles in Chiusi Della Verna, Bread in Rimbocchi, Chestnut Polenta in Ortignano Raggiolo, Spinach Ravioli with Ricotta in Partina and Tortelli with potato in Corezzo. But there is more: the porcino mushroom in Moggiona, sheep in Chitignano, baccalà (dried cod) in Soci, scottiglia (Tuscan stew) in Lonnano, dolce casalingo (home-made cake) in Talla, fritters in Corsalone and cherries in Prato di Strada in June.

GINFO PRESSO LA SEDE DEL PARCO Palazzo Vigiani Via g. Brocchi, 7 - Pratovecchio (Ar) Tel. 0575.503029

promozione@parcoforestecasentinesi.it www.parcoforestecasentinesi.it Aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00

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la RETE delle STRUTTURE EcoMuseum Network

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MUSEO del BOSCO e della MONTAGNA • FOREST and MOUNTAIN MUSEUM

Vicolo de’ Berignoli, Stia 2

MUSEO del CASTELLO di PORCIANO • MUSEUM of the PORCIANO CASTLE

Loc. Porciano - Stia L’Ecomuseo del Casentino è un progetto promosso dalla Comunità Montana del Casentino (ora Unione dei Comuni Montani del Casentino), ed è costituito da una rete di esperienze culturali e spazi espositivi a stretto contatto con le comunità locali. L'obiettivo è la tutela e la valorizzazione del patrimonio territoriale. Annualmente, con la partecipazione attiva ed il coinvolgimento degli abitanti, vengono promosse ricerche, progetti didattici, iniziative culturali e momenti di festa. Vi sono sei macrotematiche che individuano altrettanti itinerari di visita nella Valle: archeologia, civiltà castellana, acqua, bosco, attività agropastorali, attività manifatturiere. Le iniziative che animano le diverse strutture si sviluppano a cadenza stagionale a cui si aggiungono le varie attività didattico-educative rivolte alle scuole. Tra le iniziative ricordiamo la Festasaggia che premia le feste e le sagre paesane che si distinguono per azioni virtuose riferite al patrimonio locale, all’uso dei prodotti alimentari e alla gestione dei rifiuti; Boschi ad Arte finalizzato all’interpretazione del patrimonio locale attraverso lo “sguardo” di artisti attraverso simposi, concorsi di idee, performances, installazioni. In sinergia con l’Ecomuseo opera la Mediateca dell’Unione dei Comuni del Casentino con il progetto “Banca della Memoria” un archivio video-digitale dedicato alla cultura e alla storia del Casentino. La fruizione delle strutture può avvenire secondo il calendario stagionale di attività divulgato dal centro servizi o attraverso l’accompagnamento dei soggetti gestori (per lo più associazioni locali) secondo orari stabiliti o su prenotazione telefonica. È possibile, per gruppi e scolaresche, attivare particolari forme di accoglienza che prevedono incontri, dimostrazioni, degustazioni e laboratori.È possibile, per gruppi e scolaresche, attivare particolari forme di accoglienza che prevedono incontri diretti con le comunità locali con dimostrazioni, degustazioni, laboratori.


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ECOMUSEO del CARBONAIO – BANCA della MEMORIA “Giuseppe Baldini” – “CASA DEI SAPORI” ECO-MUSEUM OF THE CHARCOAL BURNER “Giuseppe Baldini” BANK OF MEMORIES “HOUSE OF FLAVOURS” • Loc. La Chiesa, Cetica - Castel San Niccolò

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CENTRO DI DOCUMENTAZIONE SULLA CIVITÀ CASTELLANA •DOCUMENTATION CENTRE ON LIFE IN A CASTLE

Borgo del Castello di San Niccolò, Strada in Casentino 5

CASTELLO DEI CONTI GUIDI DI POPPI – MOSTRE PERMANENTI CASTLE OF THE GUIDI COUNTS AT POPPI – PERMANENT EXHIBITS • Poppi

6 BOTTEGA DEL BIGONAIO E MOSTRA PERMANENTE SULLA GUERRA E LA RESISTENZA IN CASENTINO THE WOODWORKER SHOP AND THE PERMANENT EXHIBIT ON THE WAR AND THE RESISTANCE IN CASENTINO - Loc. Maggiona, Poppi

7 MUSEO ARCHEOLOGICO DEL CASENTINO • CASENTINO ARCHEOLOGICAL MUSEUM Loc. Partina, Bibbiena centro storico / in the historic center of Bibbiena 8 RACCOLTA RURALE “CASA ROSSI” • COLLECTION OF RURAL LIFE “CASA ROSSI” Via Nazionale, 32 – Soci, Bibbiena 9 ECOMUSEO DELLA VALLESANTA • ECO-MUSEUM OF THE VALLESANTA • Chiusi della Verna 10 ECOMUSEO DELLA CASTAGNA • CHESTNUT ECO-MUSEUM • Via del Mulino, Raggiolo, Ortignano Raggiolo 11 ECOMUSEO DELLA POLVERE DA SPARO E DEL CONTRABBANDO • GUNPOWDER AND SMUGGLING ECO-MUSEUM - Chitignano, Loc. San Vincenzo 12 CENTRO DI DOCUMENTAZIONE SULLA CULTURA RURALE DEL CASENTINO DOCUMENTATION CENTRE ON THE RURAL CULTURE OF CASENTINO • Torre di Ronda, Castel Focognano 13 CASA NATALE DI GUIDO MONACO •GUIDO MONACO’S HOUSE AND BIRTHPLACE Loc. La Castellaccia, Talla 14 CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DELLA CULTURA ARCHEOLOGICA DEL TERRITORIO DOCUMENTATION CENTRE ON THE ARCHEOLOGICAL CULTURE OF THE AREA • Via Arcipretura,43 Subbiano 15 CENTRO DI DOCUMENTAZIONE E POLO DIDATTICO DELL’ACQUA • DOCUMENTATION CENTRE AND STUDYGROUP ON WATER • Loc. La Nussa, Capolona

The Eco-museum of the Casentino is sponsored by the Mountain Community of Casentino (now the Union of Mountain Communes of the Casentino), and consists of a network of cultural experiences and exhibition spaces in close contact with the local communities, with the aim of protecting and promoting the natural territorial heritage. Research, educational projects, cultural events and festivities are actively promoted on an annual basis with the active participation and involvement of the inhabitants. Six macro-areas accompany six itineraries in the Valley: archaeology, castle civilisation, water, forest, agro-pastoral activities and manufacturing activities. The initiatives that take place at the various facilities are held on a seasonal basis, and are accompanied by various teaching and educational activities for schools. The events include the Festasaggia, which awards prizes to festivities and village festivals that promote positive activities relating to the local heritage, the use of food and waste management; and the “Boschi ad Arte” event aimed at the artistic interpretation of the local heritage through symposiums, meetings of ideas, performances and installations. The Multimedia library of the Union of Communes of the Casentino works in synergy with the Eco-museum: the "Memory Bank" project is a digital video archive devoted to the culture and history of the Casentino. The facilities may be used according to a seasonal calendar of activities publicised by the services centre, or through the participation of management bodies (mostly local associations) according to fixed schedules or by telephone booking. For groups and schools, particular arrangements may be organised involving direct encounters with the local communities, and including demonstrations, tastings, workshops. RETE ECOMUSEALE DEL CASENTINO info: UNIONE DEI COMUNI MONTANI DEL CASENTINO Servizio CRED Via Roma, 203 Ponte a Poppi (AR) - Tel. 0575.507277-72 www.ecomuseo.casentino.toscana.it ecomuseo@ casentino.toscana.it


Lunetta nella Cappella dei Conti Guidi

Chi ama l’artigianalità toscana troverà nella valle del Casentino un vero e proprio scrigno: dal panno del Casentino, famoso in tutto il mondo ai prodotti realizzati dalla Farmacia dei Monaci Camaldolesi (cosmetici, liquori alle erbe, caramelle e cioccolato) ai salumi di Grigio, la marmellata “Cotognata”, al formaggio “Raviggiolo” e tantissime altre bontà enogastronomiche. Tuscan craft enthusiasts will find a veritable treasure trove in the Casentino valley:

the

internationally

famous

Casentino cloth, the products made by the Pharmacy of the Camaldolese Monks (cosmetics, herbal liqueurs, sweets and chocolate), the cured meats of Grigio , the "Cotognata" jam, the "Raviggiolo" cheese and many delicious food and wine offerings.


Shopping e...

Shopping…and much more


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Shopping

LA TERRAZZA DI CARDA Piazza Circolo - Loc. Carda - Castel Focognano Arezzo - Tel. 0575 1788928 www.laterrazzadicarda.it - info@laterrazzadicarda.it Un locale accogliente ideale per organizzare cerimonie, pranzi e cene di lavoro, di famiglia ...per assaporare la pasta fresca fatta in casa, piatti appetitosi di carne, pizze e focacce cotte nel forno a legna e gustosi dolci di produzione propria. Servizio catering. Ospitalità nelle camere della struttura. Locale con Marchio di Qualità Italiana. • A welcoming place for ceremonies, family dinners or working lunches. Fresh home-made pasta, appetising meat dishes, oven-baked pizzas and tasty in-house desserts. Accommodation and catering service available. Awarded Quality Mark of Italian Hospitality.

AGRITURISMO LA COLLINA DELLE STELLE Loc. Casanova, 63 - Bibbiena - Arezzo - Tel. 0575 594806 info@lacollinadellestelle.it - www.lacollinadellestelle.it Una perfetta sintesi tra l'attività agricola e quella turistica. 12 camere e 3 appartamenti, con servizio di prima colazione e un ottimo ristorante con cucina tipica del territorio. Gli amanti della vita all'aria aperta possono usufruire del maneggio con lezioni di equitazione e passeggiate a cavallo, attività con asinelli, spazio giochi bimbi, noleggio biciclette e ancora piscina, centro benessere con sauna e bagno turco, idromassaggio e area relax. Servizio per disabili. • This farm holiday retreat has 12 rooms, 3 apartments and a quality restaurant offering local dishes. Horse-riding, pool, bike hire, wellness centre with sauna. Disabled access.



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La Provincia

Divisa fra le province di Firenze e Arezzo, il Valdarno è terra singolare e pittoresca, attraversata dal corso del fiume Arno. Per tutta la valle svettano torri, pievi, castelli e le singolarissime balze scavate dal fiume nei millenni. GLe balze sono un fenomeno di erosione ai piedi della dorsale del Pratomagno, disegnati da una particolare struttura morfologica fatta di calanchi e canaloni che nel momento del tramonto, nei mesi estivi, assumono tonalità calde tipiche di questa terra. Qui sono nati i più grandi maestri della pittura italiana, un nome su tutti: Masaccio. Il Valdarno fu oggetto e teatro di sanguinose contese tra Firenze e Arezzo, sul finire del Medioevo. Su tutto il paesaggio domina il massiccio del Pratomagno.

S. Giovanni Valdarno

Ponte Romito ponte romanico nel comune di Laterina Romito Bridge, Romanesque bridge in Laterina Commune

Comune della provincia di Arezzo, edificato per conto di Firenze, pare su progetto urbanistico di Arnolfo di Cambio, che si inserisce nel fenomeno delle cosiddette terrae novae, cioè la colonizzazione di nuove terre e la fondazione di nuove città da parte dei fiorentini (altri esempi in zona sono Terranuova Bracciolini e Castelfranco di Sopra). La struttura urbanistica del centro storico richiama l'organizzazione della città romana, con grande piazza centrale dalla quale partono i due assi principali perpendicolari tra loro, dai quali nascono le strade secondarie. Il Palazzo Pretorio, noto soprattutto con il nome di Palazzo d'Arnolfo (dal nome di Arnolfo di Cambio, scultore, architetto e urbanista), è un palazzo duecentesco che costituì per secoli il centro di potere del paese di San Giovanni Valdarno. L'impianto medievale, rimaneggiato già nel quattrocento, ha goduto recentemente di sapienti lavori di restauro che lo hanno riportato all'antico splendore. Il piano terreno è costituito da un ampio porticato con quattro arcate sulle facciate e sei sui fianchi, sostenute da pilastri ottagonali ornati con gli stemmi della città dominante, Firenze (il cui emblema è appunto il giglio fiorentino) e del partito dei guelfi (un'aquila). Nell'atrio della struttura viene conservato l'originale del Marzocco, una statua posta su un alto piedistallo di pietra che personifica il dominio fiorentino sulla città: un leone seduto che regge con la zampa lo scudo gigliato. Alle pareti, di notevole interesse sono gli stemmi affrescati che rappresentano le famiglie di rilievo del paese. La facciata, forse la parte più rilevante dell'intero edificio, è contraddistinta da oltre duecentocinquanta blasoni, che rappresentano gli stemmi rimasti di tutti i vicariati della città, dal più antico del 1410 al più recente del 1772. Queste decorazioni sono realizzate in pietra o in ceramica e altri sono scolpiti nei pilastri dell'edificio, o ancora sono dipinti ad affresco.


The Province

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VALDARNO Shared between the provinces of Arezzo and Florence, the Valdarno valley is an unusual and picturesque land traversed by the river Arno. Throughout the valley towers, churches and castles are silhouetted against the sky, as well as unique rocky crags at the foot of the Pratomagno ridge, carved out by river erosion over the millennia and with a particular morphological structure including ravines and gullies: during the summer sunsets, they adopt the warm colours of the surrounding territory. The greatest masters of Italian painting were born here, and in particular: Masaccio. The Valdarno valley was the scene of bloody battles between Florence and Arezzo in the late Middle Ages. The Pratomagno massif dominates the landscape.

S. Giovanni Valdarno

A Commune in the province of Arezzo built according to an urban design by Arnolfo di Cambio and part of the so-called terrae novae colonised by the Florentines (Terranova Bracciolini and Castelfranco di Sopra are other examples). GLe Balze •The Crags

Formazioni naturali molto suggestive interessanti dal punto di vista turistico. La zona si estende dal comune di Reggello a quello di Castiglion Fibocchi, ed è accessibile grazie alla presenza di grandi vie di comunicazione come l'autostrada del Sole e la Direttissima. Le Balze distano pochi Km da Arezzo, Siena e Firenze. Fascinating natural formations of great tourist interest. The area extends from the commune of Reggello to that of Castiglion Fibocchi, and is accessed by major communication routes such as the Autostrada del Sole and the Direttissima. The rocky crags are just a few kilometres from Arezzo, Siena and Florence.

Valdarno superiore Upper Valdarno



The Province

Palazzo d’Arnolfo o Palazzo Pretorio (a lato) Palazzo d’Arnotto or Palazzo Pretorio (to the side)

Its urban structure is reminiscent of that of an ancient Roman town, with its large central square from which the two main axes lead. The 13th century Palazzo Pretorio was for centuries the power centre of the town. Recently, the medieval structure was skilfully restored to its former splendour. The ground floor has a large portico with four arches on the facades and six on the sides, supported by octagonal pillars decorated with the coat of arms of the ruling city (the Florentine iris) and of the Guelph party (an eagle). In the atrium is the original Marzocco, a statue personifying Florentine rule: a seated lion with its paw supporting a shield adorned with lilies. The frescoed walls have coats of arms representing illustrious families. Another highpoint in the town, apart from the House of Masaccio, is the Museum of the Basilica of Santa Maria delle Grazie, displaying the works of many artists who in the 15th century worked in San Giovanni, known as the "little Florence", influenced as it was by the flourishing arts and crafts scene in the nearby city. The Museum holds an Annunciation by Fra Angelico painted on a wood panel, works by the younger brother of Masaccio, Giovanni di Ser Giovanni known as Lo Scheggia, and works by Mariotto, Nardo and other later artists.

Annunciazione del Beato Angelico (1432) Annunciation by Fra Angelico (1432)

Un marzocco fiorentino A Florentine Marzocco

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La Provincia

Altra tappa fondamentale a S. Giovanni, oltre a Casa Masaccio, è il Museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie che ospita le opere di numerosi artisti che hanno lavorato a S. Giovanni nel ‘400. S. Giovanni era nota come “la piccola Firenze” perché risentiva del fiorire di arti e mestieri della vicina città. Il Museo ospita, oltre ad una Annunciazione su tavola del Beato Angelico, le opere del fratello minore del Masaccio, Giovanni di Ser Giovanni detto Lo Scheggia, di Mariotto, di Nardo e di altri artisti successivi.

Loro Ciuffenna

“Il borro” a Loro Ciuffenna, oggi proprietà della famiglia Ferragamo “Il Borro”, a medieval village at Loro Ciuffenna now owned by the Ferragamo family

Località sorta su un insediamento etrusco e romano, Loro ha conservato una notevole impronta mediovale derivatagli dall’omonimo castello arroccato su una gola creato dal torrente Ciuffenna. Fra i monumenti da visitare,di notevole interesse è la GPieve di San Pietro a Gropina, che poco dista dall’asse viario ma a cui si giunge dopo una ripida salita. Rappresenta una delle più antiche pievi del territorio aretino, eretta intorno all’anno Mille. Presenta una facciata in pietra con a lato una torre campanaria risalente al 1233. L’interno ha tre navate con capitelli istoriati di grande pregio. Fra le eccellenze alimentari del territorio ricordiamo nel Valdarno e in particolare a Montevarchi i Cavallucci, golosi dolci di pastafrolla, il Prosciutto del Pratomagno, particolarmente saporito e stagionato, e il Fagiolo Zolfino coltivato solo nella zona di Loro Ciuffenna, Castelfranco di Sopra e Reggello.

MONTEVARCHI Ritrovamenti ceramici attestano che la zona era sicuramente abitata già prima dell'anno Mille. Ulteriori ritrovamenti sul colle dei Cappuccini farebbero individuare nei romani i primi abitatori del luogo. Fin dai tempi antichi il territorio dove sarebbe sorta Montevarchi ha occupato una posizione strategica per il fatto di trovarsi all'incrocio di strade che collegavano Arezzo, Firenze e Siena. GPieve di Gropina – particolare dell’esterno

L’abside della chiesa è semicircolare con doppio ordine di colonnine. Suggestiva è la visione esterna dell'abiside con accanto il campanile del 1233, forse impiantato su una torre longobarda. Orario: 8-12 e 15-17 Ingresso Gratuito Pieve di Groppina church The semicircular church apse has a double row of columns, and is interesting when viewed externally beside the bell tower (1233), possibly built on a Lombard tower. Hours: 8-12 and 15-17. Free Admission


The Province

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Loro Ciuffenna Sprung from an Etruscan and Roman settlement, Loro has preserved its noteworthy medieval imprint derived from the castle of the same name, secured on a gorge created by the Ciuffenna river. One of the monuments worth visiting is the fascinating Pieve di San Pietro church in Gropina, near the street axis and reachable after a steep climb. It is one of the oldest churches in the Arezzo region, built around 1000 AD and characterised by a stone facade and a lateral bell tower (1233). Inside there is a nave and three side aisles, with precious adorned capitals. The excellent local dishes of the Valdarno valley and especially of Montevarchi include the sweet Cavallucci (made with short pastry), the flavoursome seasoned ham of Pratomagno and the Zolfino beans grown only in the Loro Ciuffenna, Castelfranco di Sopra and Reggello areas.

Interno della pieve di Gropina, in stile romanico Interior of the Romanesque church of Gropina

MONTEVARCHI Ceramic findings show that the area was definitely inhabited prior to 1000 AD. Further findings on the hill of the Capuchins suggest that the ancient Romans were the first inhabitants here. The territory around Montevarchi was strategically located at the intersection of ancient routes connecting Arezzo, Florence and Siena. Up to 1000 AD, however, the Valdarno plain was almost deserted, the territory was wooded and there was frequent flooding from the free-flowing Arno. Florence, Arezzo and Siena vied with one another for territory and soldiers were let run wild on the unarmed civilians. Life was relatively quiet only in the castles on the high ground, protected by the local squires.

Prosciutto del Pratomagno e Fagiolo Zolfino, due eccellenze del territorio Pratomagno ham and Zolfino beans, two delicacies of the territory


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La Provincia

L'Elephas Meridionalis al Museo Paleontologico cittadino The Elephas Meridionalis at the civic Paleontological Museum

L'ingresso all'antico castello di Caposelvi Entrance to the ancient castle of Caposelvi

Fino all'anno mille la pianura del Valdarno era però quasi deserta, il territorio era boscoso e il libero scorrere dell’Arno produceva frequenti allagamenti. Firenze, Arezzo e Siena si contendevano il terreno e lasciavano che le truppe si scatenassero sugli inermi cittadini. Solo nei castelli posti in altura la vita poteva scorrere relativamente più tranquilla sotto la protezione dei signorotti locali. Nell'XI secolo si trovavano su colli vicini due castelli, sul colle della Ginestra (così nominato per le piante di questa specie che lo circondavano) si trovava lo "spedale di San Michele Arcangelo" retto dai Monaci Benedettini per l'assistenza ai pellegrini e viandanti in transito per i Luoghi Santi. Sull'altro colle, oggi denominato dei Cappuccini dal convento dove i Francescani si stabilirono nel XVI secolo, sorgeva il "castellare" o Castrum Montisguarchi o Monteguarco (che più tardi assumerà l'attuale denominazione di Montevarchi) così designato probabilmente perché questa località segnava il passaggio o “varco” tra il territorio fiorentino e quello aretino. Agli inizi del XII secolo troviamo che il Castello di Montevarchi è menzionato, nei diplomi imperiali, fra i possessi della famiglia dei Conti Guidi, “Signori della Romagna e del Casentino.” I conti Guidi del ramo di Dovadola non abitarono a Montevarchi, ma preferirono il loro castello di Modigliana in Romagna. Guido Guerra, condottiero e membro della famiglia dei Conti guidi, invece scelse come sua residenza Montevarchi, ed è tradizione che abbia provveduto a far erigere robuste mura intorno agli sparsi raggruppamenti di case e borghi che si erano venuti formando nella pianura sottostante il vecchio castellare dando così origine al mercatale di Montevarchi. La principale Chiesa di Montevarchi è la Collegiata di San Lorenzo in stile ibrido tra il tardo romanico e il gotico toscano, non doveva essere dissimile, per convergenze sia spaziali che temporali, a quello di numerose chiese fiorentine. Venne comunque rimaneggiata nel 1560 e ancora nel 1637 fino a quando nel 1706 il proposto della Collegiata Angiolo Domenico Soldani o Soldani Benzi non commissionò a suo fratello Massimiliano il rifacimento totale dell'edificio. La navata venne successivamente arricchita dagli affreschi di Giovanni Camillo Sagrestani e di Matteo Bonechi raffiguranti episodi della vita di San Lorenzo oggi quasi del tutto sbiaditi.


The Province

La PietĂ nella Chiesa del SS. Redentore The Pieta in the Church of the Santissimo Redentore

Two 11th century castles in particular were situated on nearby hills: the "hospital of San Michele Arcangelo" was on Ginestra hill (named after the local broom or genista species): it was built by Benedictine monks to support pilgrims and travelers on their way to holy sites. The other hill today called the hill of the Capuchins from the monastery where the Franciscans settled in the 16th century - was the location of the "castelry" or Castrum Montisguarchi or Monteguarco (later Montevarchi) so designated in all likelihood because this place marked a point of passage between the territories of Arezzo and Florence. The Castle of Montevarchi is mentioned in imperial diplomas of the early 12th century as being among the possessions of the Counts Guidi, the "Lords of Romagna and Casentino." The Dovadola branch of the Counts Guidi did not live in Montevarchi, preferring their castle of Modigliana in Romagna. However Guido Guerra, the warlord and member of the family of the Counts Guidi, instead chose Montevarchi as his residence and he is reputed to have built sturdy walls around the scattered groups of houses and villages in the plain below the old castelry, thus giving birth to the market zone of Montevarchi. The principal church of Montevarchi is the Collegiate Church of San Lorenzo. Its hybrid late-Romanesque and Tuscan Gothic style was intended to reflect the spatial and temporal convergences evident in many Florentine churches. It was, however, restored in 1560 and again in 1637. And in 1706, the parish priest of the Collegiate church Angiolo Domenico Soldani or Soldani Benzi commissioned his brother Massimiliano to completely renovate the building. The nave was subsequently decorated with frescoes by Giovanni Camillo Sagrestani and Matteo Bonechi, representing episodes from the life of San Lorenzo, which are now almost completely faded.

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Casa Masaccio è un antico edificio posto nel centro storico di San Giovanni Valdarno restaurato a più riprese. Dagli anni '70 diventa Museo/Galleria ed è sede di mostre d’arte contemporanea e della Collezione Comunale che è visibile in particolari momenti espositivi e comprende opere acquisite o donate, in occasione delle varie edizioni del “Premio Masaccio”. Attualmente è un centro per l’arte contemporanea con la missione de “l’arte come strumento per capire il presente, le sue trasformazioni e i nuovi linguaggi”. La sua finalità è quella di esplorare criticamente l’arte italiana ed internazionale. Il doppio sguardo al mondo e ai giovani artisti italiani hanno portato Casa Masaccio a dialogare con alcune tra le istituzioni culturali europee e internazionali più prestigiose (citiamo, tra le altre, il Maryland Institute College of art di Baltimora, l’Association Francaise d’Action Artistique, il British Council, la Berlinische Gallerie, il Museo Boijmans di Rotterdam) e a collaborare con molti artisti. L’altro campo di interesse, quello rivolto ai giovani artisti italiani, tende anche qui ad esplorare i percorsi e le ricerche più originali. Casa Masaccio, promuove inoltre, a partire dai primi anni ’80, la conoscenza delle esperienze e dei linguaggi, attraverso la sperimentazione di “cantieri” interdisciplinari della creatività per fare arte contemporanea e la creazione di una piattaforma permanente di residenze per la mobilità degli artisti sia nazionali che esteri. INGRESSO: gratuito ORARI: Casa Masaccio 1500-19:00 \ Festivi 10:00-12:00 1500-19:00 \ lunedì chiuso Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea Corso Italia, 83 - 52027 San Giovanni Valdarno - Tel. 055 91.26.283 casamasaccio@comunesgv.it www.casamasaccio.it HOUSE OF MASACCIO This old restored building, located in the historic centre of San Giovanni Valdarno, has been a museum/gallery since the 1970s, and hosts the municipal collection as well as contemporary art exhibitions. Its mission sees "art as a tool to understand the present, its transformations and the new languages." Its purpose is to critically explore Italian and international art. This dual outlook has involved the House of Masaccio in dialogue with prestigious European and international cultural institutions, and in collaboration with many artists. The other field of interest, aimed at young Italian artists, here too seeks to explore the most original research and the newest avenues. The House of Masaccio has also, since the early '80s, promoted the knowledge of experiences and languages, by experimenting with interdisciplinary “sites” of creativity to produce contemporary art and by creating a permanent platform of residences for the mobility of national and foreign artists.


Museo della Basilica di S. Maria delle Grazie Piazza Masaccio 8 San Giovanni Valdarno (Arezzo) Il museo, la cui istituzione risale al 1864, raccoglie una collezione permanente di dipinti per lo più del Quattrocento fiorentino tra cui spicca il capolavoro dell’Annunciazione del Beato Angelico, una delle tre Annunciazioni dipinte su tavola dall’artista, insieme a quella del Museo del Prado di Madrid e del Museo diocesano di Cortona. Sono inoltre presenti opere di artisti vicini a Masaccio, come Giovanni di ser Giovanni detto Lo Scheggia, suo fratello maggiore e Mariotto di Cristofano, suo cognato e forse primo maestro. Da ricordare anche le tavole di Giovanni di Piamonte, allievo di Piero della Francesca, Domenico di Michelino e Jacopo del Sellaio, artisti del pieno Rinascimento fiorentino. Tra le opere del Seicento è esposta una bellissima Decollazione di Giovanni Battista di Giovanni Mannozzi, detto Giovanni da san Giovanni. Fanno parte della collezione anche alcune preziose argenterie e una pregevole raccolta di paramenti sacri. Anno di apertura al pubblico: 1990 Numero di sale espositive: 6 Accessibilità: totale per i portatori d’handicap (tramite ascensore e rampa) Aperto tutto l’anno da mercoledì a domenica Mattino: 10-13 Pomeriggio: 14.30-18.30 (ora legale) Mattino: 10-13 Pomeriggio: 15.00-18.30 (ora solare)

Chiusura settimanale: lunedì e martedì Biglietto: 3.50 euro intero; 2.50 euro ridotto (under 6 e over 65 anni; gruppi sopra le 15 persone; possessori di tessere unicoop e Touring Club, Edumusei) Biglietto speciale gruppi scuole: 1,00 euro e un accompagnatore gratuito.

MUSEUM OF THE BASILICA The museum, founded in 1864, contains a permanent collection of 15th century Florentine paintings, most notably the Fra Angelico masterpiece, the Annunciation one of three Annunciations painted on wood panel by the artist. There are also works by artists close to Masaccio, such as Giovanni di Ser Giovanni, his elder brother and Mariotto di Cristofano, his brother-in-law and perhaps the first teacher. Also worth mentioning are the wood panels of Giovanni di Piamonte, a pupil of Piero della Francesca, Domenico di Michelino and Jacopo del Sellaio, artists of the Florentine Renaissance. The 17th century works include a Beheading of John the Baptist by Giovanni Mannozzi, and there is precious silverware as well as a valuable collection of ecclesiastical vestments.

particolare dell'Annunciazione del Bato Angelico


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VALDICHIANA Panorama della Valdichiana Panorama of the Valdichiana

Quella della Chiana è la più vasta delle valli appenniniche. Oltre 500 chilometri quadrati di ordinate colture. Un giardino, a vederla da Cortona, l'antica città che la domina tutta dai suoi 600 metri di altitudine. Già ventidue secoli fa doveva essere considerata il granaio d'Etruria se Annibale, prima di attraversarla per attirare le legioni romane nell'imboscata del Trasimeno, poté approvvigionare il suo esercito saccheggiandola. Farneta, Foiano, Cignano, Castiglion Fiorentino, e il museo di Cortona, ci confermano che gli etruschi popolarono e coltivarono questa valle contendendola alle acque che da millenni la impaludavano. La bonifica lorenese dei principi del XIX secolo, progettata e diretta dall'aretino Vittorio Fossombroni, restituì la Val di Chiana all'antica fertilità, disseminandola di nuovi villaggi e di case coloniche di stupenda architettura e, per i tempi, di impeccabile funzionalità. La Val di Chiana fu il granaio d'Etruria ed è ancora oggi una delle aree esclusive di allevamento di una pregiatissima razza bovina da carne, detta appunto chianina.

CortonA Sono molte le cittadine della Valdichiana che meritano di essere citate. In primis c’è Cortona, che dista circa 30 km da Arezzo e sorge su una collina a circa 650 mt d’altezza. E' tutta circondata da mura che costituiscono un elemento interessante del paesaggio oltreché un monumento di spiccata importanza archeologica. L'aspetto medievale degli edifici e i vicoli conferiscono alla città un'atmosfera molto coinvolgente. La Basilica di Santa Margherita e il Santuario Francescano delle Celle invitano il turista a scoprire Cortona dall'alto, offrendo un itinerario di arte e di fede a pochi passi dal centro storico. Il convento de “Le Celle” costituisce uno dei primi insediamenti francescani scelto e voluto da Francesco di Assisi. Trovatosi a predicare presso Cortona nel 1211 Francesco domandò ed ottenne un luogo nel quale potersi ritirare in preghiera. Un giovane nobile della città, Guido Vagnottelli (che poi diventerà il “Beato Guido”, uno dei primi compagni del Poverello di Assisi) gli offrì quello che agli inizi del XIII sec. doveva apparire un luogo aspro e soprattutto privo di qualsivoglia insediamento umano.


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The Valdichiana valley is one of the largest of the Apennine valleys. It is a fertile area of more than 500 sqm of cultivated land. A veritable garden when viewed from the ancient town of Cortona, which dominates it at 600 m above sea level. It was probably considered the granary of Etruria 22 centuries ago, when Hannibal sacked the area to supply his army before he crossed the region to draw the Roman legions into his ambush at Lake Trasimeno. Farneta, Foiano, Cignano, Castiglion Fiorentino and the Cortona Museum all confirm that the Etruscans inhabited and cultivated this valley, wresting it from the age-old marshy waters. The 19th century land reclamation, designed and directed by Arezzo citizen Vittorio Fossombroni, restored the Valdichiana valley to its once fertile status, facilitating the development of new villages and farm houses that were architecturally interesting and, for the time, flawlessly functional. Once the granary of Etruria, the Valdichiana is still an exclusive area for breeding the highly prized Chianina beef cattle.

Cortona Many towns in the Valdichiana valley are worth a mention, and in particular the hilltop town of Cortona (650 m), about 30 km from Arezzo. It is completely surrounded by walls, giving the landscape an interesting focal point, as well as being a monument of key archaeological importance. The medievalstyle buildings and alleyways lend the town a fascinating atmosphere. The Basilica of Santa Margherita and the Franciscan Sanctuary of Le Celle invite the tourist to discover Cortona from a height, providing an artistic and religious itinerary just a stone’s throw from the historic centre. The monastery of "Le Celle" was one of the first Franciscan settlements chosen by Francis of Assisi. Preaching in Cortona in 1211, he sought and obtained a place where he could withdraw in prayer.

Fibula Etrusca • Etruscan FIBULA La fibula è una spilla utilizzata per la decorazione della persona. In oro, risale al VI Sec A.C, ed è a forma di pantera accovacciata. Costituita da una staffa rettangolare allungata ed appiattita, il bordo inferiore è rifinito da un filo d’oro con due rotelle. Nella parte superiore della staffa è raffigurato l’Albero della vita. The fibula is a golden decorative brooch from the 6th century BC. It has an elongated and a flattened rectangular form and represents a crouching panther. The lower edge is finished with a gold wire and two wheels. The upper section depicts a Tree of Life.

La Chianina pregiata razza bovina allevata nella zona The prized Chianina cattle breed reared in the zone

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A young nobleman of the city, Guido Vagnottelli (to become the "Blessed Guido", one of the first companions of Saint Francis) offered what in the early 13th century must have seemed an austere place also devoid of human life, yet Francis chose it for its solitude, but above all for its particular spiritual qualities. Just outside Cortona is the interesting Church of Santa Maria Nuova,

in the form of a Greek cross made to an initial design by Cristofanello, then completed by Giorgio Vasari who lived in the area between 1543 and 1550. Inside, the Altarpiece by Bronzino represents the "Birth of the Madonna." The Renaissance Church of Santa Maria delle Grazie at Calcinaio is situated on the slope facing Lake Trasimeno. It has an elegant dome by Francesco Giorgio Martini. If you walk along Via Nazionale, the only flat street in town, you will come to Piazza della Repubblica, dominated by the medieval Palazzo Comunale (Town Hall). Palazzo Casali, once the residence of the noble Casali family, is located in the central Piazza Signorelli, and now houses the Museum of the Etruscan Academy (MAEC). Its spaces hold an interesting collection of Etruscan and Roman archaeological finds: over 7000 works and about 10000 books held in the 18th century library. The MAEC, founded in 2005, collaborates with the most important museums worldwide (British Museum in London, the Louvre in Paris, the Hermitage Museum in St. Petersburg, etc.).

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Veduta di Cortona dall’alto e piazza Aerial view of Cortona and square

Musa Polimnia (Maec) Musa Polimnia at the MAEC


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Eremo delle Celle Cortona Sanctuary of Le Celle, Cortona

Luca Signorelli, Compianto sul Cristo morto Luca Signorelli, Lamentation over the Dead Christ

Francesco tuttavia lo scelse per la solitudine che gli donava, ma soprattutto perché particolarmente espressivo dal punto di vista spirituale. Appena fuori Cortona è possibile apprezzare la Chiesa di Santa Maria Nuova, a forma di croce greca realizzata su progetto iniziale di Cristofanello, poi completato da Giorgio Vasari che dal 1543 1l 1550 soggiornò in zona. All’interno della Chiesa è contenuta la Pala d’altare del Bronzino rappresentante la “Nascita della Madonna”. Sul versante che si rivolge al Lago Trasimeno, si erge la Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, in stile rinascimentale con l’elegante cupola di Francesco Giorgio Martini. Camminando, invece, in via Nazionale, unica via pianeggiante della città, s'incontra piazza della Repubblica, dominata dal medievale Palazzo Comunale. Nella centralissima Piazza Signorelli si erge Palazzo Casali, un tempo residenza della nobile famiglia cortonese ora sede del Museo dell'Accademia Etrusca (MAEC). Le sale ospitano un'interessante raccolta di reperti archeologici etruschi e romani: oltre 7000 opere e circa 10000 libri contenuti nella biblioteca settecentesca. Il MAEC, fondato nel 2005, collabora con i più importanti musei del mondo (British Museum di Londra, il Louvre di Parigi, l’Hermitage di San Pietroburgo ecc). Adiacente al MAEC si trova il Teatro Signorelli, in stile neoclassico, dove si svolgono festival, concerti e spettacoli teatrali. All'estremità nord della città, di fronte alla Cattedrale che conserva alcune tele di Pietro da Cortona, c’è il Museo Diocesano, un piccolo forziere che custodisce opere di grandi artisti locali quali Luca Signorelli e una delle più belle G“Annunciazioni” del Beato Angelico. Di notevole interesse la Chiesetta di San Niccolò al Poggio, caratteristico quartiere della città appoggiato sulla collina, con importanti affreschi di Luca Signorelli. Meritano un visita la Chiesa tardo-gotica di San Domenico e la Chiesa di San Francesco. Tra i luoghi da visitare ricordiamo il Parterre, un viale alberato di circa 1 km creato dai Cortonesi nei primi anni del 1800 in onore di Napoleone in visita alla città. Un appuntamento prestigioso da non perdere è CortonAntiquaria, una delle più interessanti mostre mercato dell'antiquariato nazionale. L'evento si svolge ogni anno nelle settecentesche sale di Palazzo Vagnotti e Palazzo Casali, dall'ultimo sabato di agosto alla seconda domenica di settembre.


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Veduta da Cortona View from Cortona

The neoclassical Teatro Signorelli is adjacent to the MAEC, a theatre that hosts festivals, concerts and theatre performances. The Diocesan Museum is situated at the northern end of town, opposite the Cathedral: this small treasure chest of art holds paintings by Pietro da Cortona and works by important local artists such as Luca Signorelli, as well as one of the most beautiful Annunciations by Fra Angelico. Of particular interest is the chapel of San Niccolò al Poggio, located in a typical district of the city on the hill, with important frescoes by Luca Signorelli. The Late-Gothic Church of San Domenico and the Church of San Francesco are also worth a visit. Also of interest is the Parterre, a tree-lined avenue about 1 km long, created by the people of Cortona in the early 19th to honour a visit by Napoleon to the city. Not to be missed is CortonAntiquaria, one of the most interesting antique fairs in Italy. This annual event takes place in the 18th century rooms of Palazzo Vagnotti and Palazzo Casali, from the last Saturday of August to the second Sunday of September. GAnnunciazione

Si trova presso il Museo Diocesano. Rappresenta il primo capolavoro dell'artista, che fece da modello ad una serie di pale d'altare simili di altri autori. •Located in the Diocesan Museum. The first masterpiece of the artist, which served as a model for similar altarpieces by other artists. Aprile-Ottobre: tutti i giorni dalle 10 alle 19; April to Oct: daily from 10 to 19 Novembre-Marzo: martedÏ-domenica dalle 10 alle 17. Nov to Mar: Tues-Sun 10 to 17 Chiuso il 25 dicembre. Closed Dec 25. Beato Angelico, 1430

Chiesa di Santa Maria Nuova Church of Santa Maria Nuova


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Castiglion Fiorentino

Torre del Cassero, Castiglion Fiorentino Torre del Cassero tower, Castiglion Fiorentino

Cittadina tra Arezzo e Cortona, la sua collocazione strategica in prossimità del percorso Arezzo-Chiusi e del collegamento tra la Val di Chiana e la Valtiberina ha fatto sì che il nucleo abitato si sviluppasse già in epoca etrusca (VI-V sec. a.C.) e che avesse quindi una continuità di vita fino a diventare importante castrum nel periodo medievale. Il centro storico, dominato dalla Torre del Cassero e circondato dalle mura, conserva infatti l'impianto medievale e preziose testimonianze storico artistiche a partire dall'epoca etrusca. Ricostruita durante la dominazione perugina del XIV secolo, la Torre del Cassero, con il suo campanile a vela nella quale é collocata una grossa campana, caratterizza il profilo della città. Per una scala di legno recentemente rinnovata si può salire alla sua sommità (35 m.) per avere una visione suggestiva sul vecchio borgo, sullo scenario della Val di Chiana e della Val di Chio. I recenti scavi archeologici nell'area del Cassero hanno portato alla luce alcuni tratti di una cinta muraria etrusca (IV sec a.C ca), costituita da grossi conci ed i resti di una porta urbica.

FOIANO DELLA CHIANA Foiano vanta origini antichissime, risalenti al VI e il IV secolo a.C., come testimonia la presenza di insediamenti etruschi e resti di epoca romana. Terra di antiche origini, caratterizzata dalla costante presenza in loco di personalità importanti: da Andrea e Giovanni della Robbia a Luca Signorelli e il Pomarancio. Proprio relativamente ai della Robbia Foiano vanta tante notevoli opere, che danno alla cittadina il carattere di un piccolo e piacevole museo robbiano. Tra tutte spicca la "Madonna della Cintola" nella Collegiata di San Martino, una delle opere più compiute di Andrea, ma anche la "Madonna con il Bambino" nella Chiesa di S. Eufemia, "l’Ascensione" nella Chiesa di San Domenico e il nucleo detto delle "Pie donne" e il "Cristo contornato da angeli" nella Chiesa di San Francesco. Il Cinquecento ha lasciato a Foiano, nella Collegiata di San Martino, anche una grande tavola dipinta da Luca Signorelli raffigurante "l’Incoronazione della Vergine". A cavallo tra il Cinquecento ed il Seicento Antonio Cercignani detto "Il Pomarancio" (1562-1629), è attivo a Foiano dove lascia due grandi dipinti, un olio su tela che rappresenta "La Ss. Trinità con Angeli e Santi", nella Chiesa della Ss. Trinità, e la "Madonna e Santi" collocato nella chiesa della Collegiata. Scultura, pittura, ma soprattutto chiese, edifici, mura castellane, forniscono un’immagine del paese singolare per la bellezza dei materiali impiegati per la costruzione, dove trionfa il fascino del cotto. Tra gli appuntamenti da non perdere a Foiano ricordiamo la Rievocazione Storica della


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Castiglion Fiorentino Lying between Arezzo and Cortona, the strategic location of this town near the Arezzo-Chiusi route and the link between the Valdichiana and the Valtiberina valleys copper-fastened the expansion of this settlement as far back as the Etruscan period (VI-V century BC) and ensured that it flourished right up to the medieval period, when it became an important castrum. The old town, dominated by the Torre del Cassero and surrounded by the walls, retains its medieval plan and preserves valuable historical and artistic findings from the Etruscan era. The Torre del Cassero, rebuilt in the 14th century during the period of Perugian rule, gives the town its particular visual aspect with its bell tower and huge bell. A recently restored wooden staircase leads to the top (35 m): there is a beautiful view of the old town from here, and of the scenery of the Valdichiana and the Val di Chio valleys. Recent archaeological excavations in the area of the Cassero have revealed sections of an Etruscan fortification wall (4th century BC), consisting of large ashlars and the remnants of a city gate.

FOIANO DELLA CHIANA Foiano has ancient origins, including Etruscan settlements and Roman remains. Its many local artists over the centuries include Andrea and Giovanni della Robbia – whose works seem to turn the town into a delightful “Robbia museum”. Of particular interest is the "Madonna of the Girdle" in the Collegiate Church of San Martino, one of the most accomplished works of Andrea, and the "Madonna and Child" in the Church of S. Eufemia. A large 16th century painting by Luca Signorelli (in the Collegiate Church of San Martino) depicts the "Coronation of the Virgin”. At the turn of the 16th and 17th centuries Antonio Cercignani ("Il Pomarancio"- 1562-1629) left two large paintings: an oil on canvas representing "The Most Holy Trinity with Angels and Saints" in the Chiesa della Ss. Trinità, and the "Madonna and Saints" in the Collegiate Church. Ricostruzione della Battaglia di Scannagallo Reconstruction of the Battle of Scannagallo

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Battaglia di Scannagallo, in cui ogni anno viene ricostruito lo scontro che ebbe luogo il 2 Agosto del 1554 tra Fiorentini e Senesi, conclusosi con la sconfitta di questi ultimi e il conseguente estendersi del controllo mediceo su tutta la Toscana, permettendo cosi la formazione dello stato regionale. La messa in scena della battaglia, dell’accampamento con la presenza di oltre 300 figuranti, del corteo storico, accompagnata dalle esibizioni degli sbandieratori fanno sì che l’evento, che si svolge a Pozzo della Chiana nel mese di Maggio, offra ai visitatori, la possibilità di fare un vero e proprio tuffo nel passato.

LUCIGNANO

Lampadario etrusco in bronzo, IV sec. a.C. MAEC Etruscan lampshade in bronze, 4th century BC, MAEC

E’ un piccolo borgo medievale della Val di Chiana, al confine tra le province di Arezzo e Siena. Rappresenta uno degli esempi più straordinari di urbanistica medievale, per il suo impianto a forma ellittica ad anelli viari concentrici, pervenutoci intatto dai secoli. Percorrere le sue strade ha il senso di un piacevole gioco attraverso un intricato labirinto che si risolve finalmente una volta arrivati nella zona alta del paese, comprendente il Palazzo Comunale, la Chiesa di S. Francesco, la Collegiata. L'impianto urbanistico si sviluppa attraverso un'interessante articolazione spaziale e funzionale fra una "via ricca", coincidente con l'attuale Via Matteotti esposta a Sud luminosa ed ampia dove sorgono i palazzi residenziali costruiti dalla nobiltà, e una "via povera", coincidente con l'attuale via Roma (detta anche Corsica) esposta a nord, nord-ovest dove sorgono abitazioni più piccole. Per circa tre secoli, dal 1200 al 1500, Lucignano ha subito continui passaggi di giurisdizione tra Siena, Arezzo Firenze e Perugia, città dalla quale ebbe in dono la possibilità di fregiarsi nel proprio stemma (tutt'ora adottato) del Grifone Alato, al quale fu aggiunta una stella per indicare che il luogo si trova in collina. Importanti reperti archeologici di epoca etrusca rinvenuti in varie località ci segnalano la presenza di insediamenti già in quell'epoca. Intorno al 1200 sarebbe iniziata l'organizzazione urbanistica dalla quale è nato l'attuale impianto, già compiuto con il XVI secolo e che vede la sommità del colle, dove inizialmente era il castello, trasformata in centro del potere politico e religioso. Nel 1300 sotto la dominazione dei senesi furono ultimati i lavori di fortificazione con il completamento del perimetro murario e le tre porte (1371): porta S.Giusto, porta S.Giovanni e la cosiddetta porta Murata, fu inoltre costruita la Rocca con le due torri. Con il passaggio di Lucignano sotto i Medici, nel 1554, si hanno importanti interventi urbanistici come l'inizio della costruzione della fortezza, attribuita ad Bernardo Puccini, il santuario della Madonna della Querce, attribuito al Vasari e posto fuori dal centro storico (1568) il convento dei padri Cappuccini (1580 ca.) le chiese della Misericordia (1582) e della Collegiata (1594).


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Sculpture, painting, but above all churches, buildings and castle walls lend an aura to this town which is remarkable for the beauty of the materials used for construction, in which terracotta weaves its magic spell. One key annual event on the Foiano calendar is the historical reconstruction of the Battle of Scannagallo (1554) between Florence and Siena, after which the Florentine Medici took control of and unified all of Tuscany. Every May the tourist can relive the past at Pozzo della Chiana, where the battle and military encampment is staged and the historic parade and flag-waving displays are held.

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Impianto urbanistico a forma ellittica di Lucignano The elliptical town plan of Lucignano

LUCIGNANO This small medieval village in the Val di Chiana valley lies on the border between the provinces of Arezzo and Siena. It is an extraordinary example of medieval town planning, with its intact elliptical form and encircling streets. It is akin to travelling through a delightful and intricate maze, which you walk out of only in the upper area of the town, where the Town Hall, the Church of San Francesco and the Collegiate Church are located. The urban plan includes a curious spatial and functional division between a "rich street" (the present Via Matteotti), a spacious zone with large noble residences facing the sunny south, and the more northerly-facing "poor street" (the present Via Roma, or Corsica) with its

Maggiolata di Lucignano Maggiolata festival of Lucignano


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Attualmente il paese mantiene intatto il suo fascino di antico borgo che ha saputo conservare un'immagine tranquilla e serena dove le tradizioni agricola e quella artigiana offrono al visitatore un'interessante gamma di prodotti; dal pregiato olio extravergine di oliva al miele, dalla produzione e restauro di mobili ai lavori d'intaglio, dalla pregiatissima produzione di ceramica all' oreficeria, dalla tradizionale lavorazione della pietra serena al travertino per giungere alla produzione di capi di abbigliamento di alta qualità, grazie alla capacità e all'esperienza di maestranze professionalmente preparate. Lucignano ha un importante appuntamento annuale, La Maggiolata che si tiene le ultime due domeniche di maggio. Si tratta di un festa legata alla migliore tradizione agreste toscana e locale, una sorta di riproposizione delle antiche celebrazioni per la nuova bella stagione dopo il lungo periodo invernale, quasi un rito propiziatorio nei riguardi di un raccolto abbondante. E oggi, come tanti secoli fa, la festa ha connotazioni molto precise, in cui il ruolo dominante è esercitato dal forte richiamo ad aspetti celebrativi delle nostre memorie: la sfilata di carri allegorici fioriti, con la partecipazione di bande musicali e di gruppi folcloristici, provenienti da ogni parte d'Italia e anche dall’ estero, che percorre le vie del paese; il corteo storico che precede ed annuncia l'inizio della festa; la stessa ripartizione del territorio comunale in rioni che si contendono gioiosamente il premio per la realizzazione del carro più bello; la presenza di tanti fiori, non solo sui carri dei vari quartieri, ma anche per le strade, o sui balconi e alle porte, in un gioco cromatico di notevole effetto.

Monte San Savino Il centro storico è connotato da ritrovamenti di origine etrusca e romana e conobbe il suo massimo splendore nella seconda metà del '400 e nel '500 quando fiorì in questa Terra la famiglia Ciocchi-Di Monte, originaria di Firenze di cui facevano parte famosi giureconsulti e prelati illustri come il cardinale Antonio, committente del bellissimo palazzo oggi sede del Comune.

Veduta di Monte San Savino View of Monte San Savino


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more modest abodes. Between the 13th and 16th centuries, Lucignano was subject to the changing jurisdictions of Siena, Arezzo, Florence and Perugia – and it received the gift of Perugia's coat-ofarms (still used today), the winged griffon, to which a star was added to show the hilltop position of the town. Significant archaeological finds testify to the existence of ancient Etruscan settlements. The town plan goes back to 1200 and is the basis for the present town plan, which was completed in the 16th century: the top of the hill where the castle had formerly stood was now transformed into a centre of political and religious power. In 1300, under Sienese rule, fortification works were concluded with the completion of the perimeter wall and the three gates (1371): Porta San Giusto, Porta San Giovanni and the so-called Porta Murata, and the two-tower Rocca (fortress) was also erected. Significant building work occurred under the Medici (from 1554 onwards): the fortress was begun, the shrine of the Madonna della Querce (attributed to Vasari) located outside the historic centre (1568), the monastery of the Capuchin Fathers (around 1580), the Chiesa della Misericordia (1582) and the Collegiate Church (1594). Today the town retains its tranquil, ancient village charm, and its agricultural and craft traditions offer an interesting range of products: prized extra virgin olive oil, honey, furniture production and restoration, carved items, prized ceramics production, jewellery, processing of pietra serena sandstone and travertine stone, and finally the production of high quality clothing, based on the skill and expertise of professionally trained workers. The Maggiolata festival takes place in Lucignano on the last two Sundays in May of each year. It is linked to the best of Tuscan and local rustic traditions, and seeks to revive the ancient celebrations for the new summer season after the long winter, a kind of propitiatory rite for a bountiful harvest. Today too, the celebratory aspects predominate: the procession of allegorical floats through the streets with bands and folk groups from all over Italy and overseas, the parade that precedes and announces the beginning of the festival; the traditional division of the municipality into districts that joyfully contend for the prize for the best float; flowers everywhere: on the floats themselves but also throughout the streets, doorways and balconies.

Monte San Savino The town has an ancient Etruscan and Roman past, as evidenced by the remains in the historic centre. The 15th and 16th centuries represented its period of greatest glory, when the Ciocchi-Di Monte clan flourished.

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Veduta di Monte San Savino Another panorama of Monte San Savino


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Vista del cielo dal cortile interno del Palazzo Del Monte Sky-view from the internal courtyard of the Palazzo Del Monte

Il nipote di lui, Giovanni Maria, fu eletto pontefice nel 1550 con il nome di Giulio III. In seguito a questo evento il duca di Toscana Cosimo I de Medici donò Monte San Savino col titolo di contea al fratello del papa, Balduino Di Monte. Solo dopo diversi passaggi di proprietà, Monte San Savino tornò sotto il dominio granducale nel 1748. Con proprio decreto (22 luglio 1991) il presidente della Repubblica ha concesso a Monte San Savino l'ambito titolo di città. Poco distante da Monte San Savino si trova il Castello di Gargonza, un borgo medioevale affacciato sulla Valdichiana che merita una visita sia per apprezzarne il sapiente recupero architettonico realizzato dalla nobile famiglia fiorentina Guicciardini che ha privilegiato la genuinità della struttura, sia per il contesto storico-naturalistico in cui si trova. Nei secoli scorsi il Castello fu conteso nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini fra le città di Arezzo, Siena e Firenze, funzionava come una vera e propria comunità autonoma con i suoi statuti che ne regolavano la vita. Dotato di scuola, servizi, botteghe, e manodopera attiva nella produzione agricola e nella cura dei boschi, il Castello rappresentava il fulcro delle attività. Dopo secoli di operosità agricolo-produttiva, il borgo con l’avvento dell’industrializzazione e il conseguente spopolamento delle campagne, è divenuto un centro di ospitalità turistica che promuove attività culturali dall’arte, alla musica al teatro. Ancora oggi gli oltre 200 ettari di bosco rappresentano il tesoro di questa proprietà, immersa nella campagna toscana dove chi vi soggiorna ha l’impressione che si sia fermato il tempo.

Giardino Pensile del Palazzo Del Monte Giardino Pensile, in the Palazzo Del Monte


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Its members included illustrious jurists and prelates such as Cardinal Antonio di Monte, who commissioned the beautiful building that is now the Town Hall. After his nephew Giovanni Maria was elected pope in 1550 under the name of Julius III, the Duke of Tuscany Cosimo I de Medici granted Monte San Savino the title of Contea (County) to the Pope’s brother Balduino Di Monte. After several changes of dominion, the town finally came under the rule of the Grand Duchy in 1748. By decree of July 22, 1991, the Italian President granted Monte San Savino the coveted title of City. Gargonza Castle, a medieval hamlet overlooking the Valdichiana valley, is near Monte San Savino. In past centuries, the castle was the subject of contention between Guelphs and Ghibellines, involving the cities of Arezzo, Siena and Florence, and it operated as an independent community with its own statutes. With its school, services, workshops, and a workforce engaged in agriculture and forest care, the castle was the fulcrum of activities in the zone. The village is now a tourist centre and promotes cultural activities including art, music and theatre. The 200 hectares of forest are the real attraction of this place, nestled in the Tuscan countryside, and visitors have the impression that this is a timeless place.

Chiesa, Castello di Gargonza Chapel in Gargonza Castle

Castello di Gargonza Gargonza Castle

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Maternità, riproduzione Severini MAEC

Lungo la Via Nazionale e nelle piazze adiacenti un fermento di negozi e botteghe dal sapore antico animano Cortona. Dagli antiquari che espongono pezzi unici e prestigiosi alle oreficerie, per arrivare ai “cocciai” ossia le botteghe di ceramiche: piatti, brocche e oggetti per la casa decorate col motivo del “girasole” su fondo giallo e righe verdi Along the Via Nazionale and in the adjacent squares, Cortona is enlivened by a ferment of shops and workshops filled with ancient scents. Antique dealers displaying unique and impressive articles; goldsmiths; the "cocciai" or ceramics shops where you will find plates, jugs and household articles decorated with sunflower motif on a yellow background with green stripes.


Shopping e...

Shopping…and much more


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Shopping

CASA NONNA NEDA Via Santa Margherita, 24 - Castiglion Fiorentino (Arezzo) Cell. 333.9097220 - info@casanonnaneda.com www.casanonnaneda.com Casa Nonna Neda si trova a metà strada tra Arezzo e Cortona. I tre appartamenti, Ortensia, Edera e Lavanda, appena ristrutturati, sono tutti dotati dei più moderni comfort. La struttura, oltre ad avere la piscina, ha un ampio giardino e un parcheggio privato a disposizione dei clienti. • Situated halfway between Arezzo and Cortona. The three recently-restored apartments - Ortensia, Edera and Lavanda - boast all modern comforts. Swimming pool, spacious garden and private parking area for guests.

CASA ERMENEGILDA Via Nazionale, 68 - Cortona - Arezzo Tel. e fax 0575.382019 - 605192 - Cell. 335 83309336 info@borgoagiovi.it - www.borgoagiovi.it Dimora storica cortonese nel cuore del centro storico della citta etrusca ,sulla rugapiana ,la strada principale della citta ristrutturata in due appartamenti da 2/4 ed 8 posti con ingresso comune -antico pozzo -scala in pietra -antichi camini toscani-mobili d'epoca - vista panoramica e terrazza • Historic building in the heart of the ancient Etruscan town of Cortona, on the main street (the “Rugapiana”). Consists of two apartments for 2/4 persons, with 8 parking spaces. Old well, stone steps, Tuscan fireplaces, period furniture, panoramic views and terrace.

AGRITURISMO LA RENAIA C.S. Montalla, 760 - Cortona (Arezzo) - Fax 0575 26780 Mob. 335 8156963 - info@larenaia.it - www.larenaia.it L’Agriturismo si trova in campagna, a soli tre km da Cortona, in un’antica casa colonica in pietra divisa in tre accoglienti appartamenti, in una corte armoniosa e funzionale. Il complesso è dotato di forno a legna di antica fattura e barbecue in ambiente coperto. Annesse alla costruzione principale, la palestra e la sala da biliardo. Del complesso fa parte un ampio giardino con piscina a “sfioro”, di metri 14x6, utilizzabile dagli ospiti dell'azienda agrituristica nel periodo estivo. • A farm holiday retreat just 3 km from Cortona, in an old stone farmhouse divided into three welcoming apartments over a delightful courtyard. Equipped with old-fashioned wood-burning oven and barbecue. Outbuildings house the gym and billiard room. Spacious garden and pool.


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FABRIZIO DIONISIO

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Località Il Castagno - C.S. Ossaia 87 - Cortona (Arezzo) - Tel. 06.3223541 info@fabriziodionisio.it - www.fabriziodionisio.it Fabrizio Dionisio realizza, dal 2003, vini di alta qualità in edizione limitata a Cortona, nella sua azienda–boutique, dedicandosi al vitigno simbolo del territorio di Cortona, il Syrah. Oggi l’azienda produce 4 vini, tutti Syrah in purezza: tre Syrah Cortona d.o.c., Cuculaia, Il Castagno e “Castagnino” e un Toscana I.G.T., Rosa del Castagno. • Fabrizio has been producing limited edition high-quality wines in Cortona since 2003 in his boutique winery, and currently produces four Syrah wines: three Cortona DOC Syrah wines - Cuculaia, Castagno and “Castagnino”; and a Tuscan IGT - Rosa del Castagno.




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La Provincia

VALTIBERINA

La valle prende il nome dal fiume Tevere, che dal Monte Fumaiolo scorre formando un anfiteatro naturale. Antichi borghi medievali, arroccati su colline, sono le sentinelle della Toscana, in particolare Anghiari, famoso per l’omonima battaglia resa immortale da Leonardo da Vinci, Sansepolcro, terra natale di Piero della Francesca, Monterchi, paese orgogliosamente toscano incuneato nell’Umbria, Caprese Michelangelo, luogo sulle pendici dell’Appennino che vede nascere fra le sue mura Michelangelo Buonarroti. Altre località sono parte di questa stupenda valle, ricca di tesori nascosti: Sestino, antica città romana, Badia Tedalda, terra dalle vive tradizioni, Pieve Santo Stefano, primo paese ad essere benedetto dalle feconde acque del Tevere. La Valtiberina Toscana, oltre alla storia e all’arte, è una ricca di aree protette, fra le più conosciute: l’Alpe della Luna, i Monti Rognosi, il Sasso di Simone, ognuna da scoprire a piedi, in bicicletta o a cavallo per godere di panorami e scorci suggestivi. La Valtiberina conserva antichi sapori culinari: dai bringoli anghiaresi, superbo piatto di pasta tradizionale, fino ai funghi porcini, tartufi e la prelibata carne di vitellone bianco dell’Appennino centrale.

Sansepolcro

Sansepolcro, cittadina situata al confine con l’Umbria, è la città più popolosa della Valtiberina Toscana. Secondo la leggenda, la fondazione risale all’anno 1012, quando due pellegrini, di ritorno dalla Terra Santa, decisero, sotto ispirazione divina, di costruire una cappella, al fine di conservare le reliquie del Santo Sepolcro. Mille anni sono trascorsi da allora, ma il tempo non ha modificato l’assetto medievale del centro cittadino dalle tante torri ancor oggi in maggior parte visibili. Città natale di Piero della Francesca, conserva nel GMuseo Civico la memoria del maestro biturgense. Opere come la Resurrezione, emblema e simbolo di Sansepolcro, il Polittico della Misericordia, San Giuliano e San Ludovico sono la viva testimonianza del rapporto profondo del sommo artista con la sua città. Sansepolcro, tuttavia, non è solo la patria di Piero della Francesca. Le numerose chiese del centro storico conservano, infatti, opere di pregio


The Province

The valley borrows its name from the River Tiber, which runs from Monte Fumaiolo forming a natural amphitheatre. Old medieval villages on hills - the sentries of Tuscany - especially Anghiari which is famous for the battle of the same name immortalised by Leonardo da Vinci; Sansepolcro, the birthplace of Piero della Francesca; Monterchi, a proudly Tuscan town on the Umbrian border; Caprese Michelangelo on the slopes of the Apennine range, inside whose walls Michelangelo Buonarroti was born. Other places in this beautiful valley that are full of hidden treasures are: Sestino, an ancient Roman town; Badia Tedalda, a land of living traditions; Pieve Santo Stefano, the first town to be blessed by the fertile Tiber waters. The Tuscan Valtiberina is rich in history and art, and also endowed with protected areas: the Alpe della Luna chain, the Rognosi Mountains, the impressive Sasso di Simone rock, all to be explored on foot, bike or horseback for their magnificent natural vistas. The Valtiberina valley boasts ancient culinary offerings: from the bringoli of Anghiari, the delicious hand-made pasta, to porcini mushrooms and truffles, and the choice tender white beef of the central Apennines.

Sansepolcro Located on the border with Umbria, this is the most populous town in the Tuscan Valtiberina valley. It is reputed to have been founded in 1012 when two pilgrims, on returning from the Holy Land, were divinely inspired to erect a chapel to preserve the relics of the Holy Sepulchre. Since then a thousand years have passed, yet time GPALIO DELLA BALESTRA

Si celebra ininterrottamente dalla metà del XV° secolo. La gara consiste nel centrare il bersaglio con una freccia scagliata da una balestra da una distanza di 36 metri. Fa da cornice al Palio il corteo storico con oltre quattrocento figuranti che vestono costumi rinascimentali. Crossbow Tournament Over 500 years old. The crossbows must hit their target at 36 m distance. A historical parade features more than 400 figures in Renaissance costumes.

Casa Natale di Michelangelo Buonarroti Birthplace of Michelangelo Buonarroti

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Polittico della Misericordia (1445-1462), Museo Civico di Sansepolcro Polyptych of the Misericordia (1445-1462), Civic Museum of Sansepolcro

has not changed the medieval structure of the town centre, with a plethora of towers still largely visible. The birthplace of Piero della Francesca still preserves the memory of its famous maestro in the local GCivic Museum. Works such as the Resurrection, the emblem and symbol of Sansepolcro, the Polyptych of the Misericordia, St. Julian and St. Louis are the living testimony of the artist's close relationship with his town. But Sansepolcro was not only the homeland of Piero della Francesca. Many of the churches of the old town preserve the valuable works of artists such as Perugino, Raffaellino del Colle, Rosso Fiorentino, FONDAZIONE PIERO DELLA FRANCESCA – ONLUS

Casa di Piero della Francesca Via Niccolò Aggiunti, 71 - 52037 Sansepolcro (AR) Tel. 0575 740411 - Fax 0575 740414 www.fondazionepierodellafrancesca.it - fpdf@ats.it La Fondazione Piero della Francesca è stata costituita nel 1990 dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Arezzo, dai Comuni di Arezzo, Monterchi e Sansepolcro, dalla Comunità Montana Valtiberina Toscana e dalla Banca Etruria, diventando nel 1998 una ONLUS. Promuove studi e ricerche sull’opera di Piero della Francesca e sulla cultura del Rinascimento, sviluppando un’attività di ricerca e promozione culturale. Il settore documentazione è costituito dalla Fototeca e dalla Biblioteca che annovera al suo interno opere specifiche su Piero e la cultura del Rinascimento, fonti storico-artistiche, manuali e monografie sulla pittura italiana dal Duecento al Cinquecento. Le iniziative riguardano la promozione culturale, l' attività di formazione post-universitaria per giovani studiosi italiani e stranieri, l’assegnazione di Borse di ricerca. Piero della Francesca Foundation The Piero della Francesca Foundation is a documentary research centre devoted to Piero della Francesca and the culture of the Renaissance, established in 1990 by the Region of Tuscany and other bodies. The documentation division includes a Library with works on the artist and on Renaissance culture, art-historical sources, manuals and monographs on Italian painting from the 13th to the 16th century. Institutional initiatives include educational activities for Italian and foreign scholars, the allocation of research grants, and scientific research.


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La Provincia

Studi per la “Battaglia di Anghiari” Studies for the “Battle of Anghiari”

di artisti quali il Perugino, Raffaellino del Colle, Rosso Fiorentino, Matteo di Giovanni, Luca Signorelli e la famiglia Della Robbia. La millenaria cattedrale ospita il celebre Volto Santo, crocifisso ligneo policromo risalente al IX secolo dopo Cristo. All’interno delle antiche mura della cittadina trova sede, inoltre, Aboca Museum, un originale museo delle Erbe e Piante Officinali. Infine, il Museo Bernardini-Fatti della Vetrata Antica, museo dedicato all’arte della vetrata, dove si ammirano numerose opere a soggetto sacro e quelle realizzate dalla bottega di William Morris. Da sempre, settembre è un mese speciale per la città, che rivive allora l’atmosfera, le tradizioni, le arti e i mestieri del Rinascimento, attraverso l’emozionante GPalio della Balestra, rievocazione storica che ha luogo nella piazza Torre di Berta tra le città di Sansepolcro e Gubbio. Altri due importanti appuntamenti si alternano annualmente: la Biennale dell'arte orafa e la Biennale del merletto, attraverso le quali vengono valorizzate due importanti tradizioni locali che uniscono così arte ed eccellenza artigianale.

AnghiarI

“Battaglia di Anghiari” Ruben Peter Paulus “Battle of Anghiari”, Peter Paul Rubens

GPalazzo

della Battaglia Museo delle Memorie e del Paesaggio nella Terra di Anghiari Piazza Mameli, 1-2 52031 Anghiari (Arezzo) Tel. +39 0575 787023 fax +39 0575 787356

Il recente ritrovamento a Palazzo Pretorio di una vasca di età romana per la produzione di vino, fissa nuove prospettive sulla nascita del borgo toscano, che si sviluppa e prende le forme attuali a partire dal XII secolo. Anghiari è inoltre celebre nel mondo per l’omonima battaglia, resa immortale da Leonardo da Vinci, che si svolse il 29 giugno del 1440 nella pianura sottostante il centro fortificato, nella quale le truppe fiorentine sconfissero quelle milanesi, gettando le basi per il futuro di Firenze e della Toscana. La celebre pittura della Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci, andata purtroppo perduta, fu commissionata proprio per onorare questa vittoria. Anghiari, con il suo caratteristico borgo protetto da imponenti mura, conserva intatti l'atmosfera ed il fascino delle piccole città medievali. Passeggiando per le strette vie del borgo si respira aria di altri tempi e si incontrano edifici che ne raccontano la storia, il Museo statale di Palazzo Taglieschi, il piccolo museo della Misericordia ed il Palazzo della Battaglia, GMuseo delle Memorie e del Paesaggio nella Terra di Anghiari. Quest’ultimo è il museo che racconta, attraverso le proprie collezioni, la Storia di questo borgo toscano e che fornisce le indicazioni utili per “vivere” il territorio di Anghiari: il percorso all’interno dal principio è un percorso cronologico: strumenti preistorici, reperti archeologici di età romana, fra i quali una testa di rara bellezza del dio Pan scolpita nel cristallo di rocca, per arrivare a episodi, raccontati artisticamente, di avvenimenti storici. Un appuntamento irrinunciabile ad Anghiari è “Tovaglia a quadri”, manifestazione che si tiene ad agosto da oltre 15 anni. Si tratta di un evento teatrale in cui per una sera gli anghiaresi si ritrovano tutti insieme a tavola, apparecchiata con le celebri tovaglie a quadri dell'antica tessitura locale Busatti, per gustare la cucina tradizionale del Ristorante La Nena ed assistere ad


Matteo di Giovanni, Luca Signorelli and the Della Robbia family. The ancient cathedral houses the famous Volto Santo, a polychrome wooden crucifix from the 9th century. The Aboca Museum is located inside the ancient walls of the town, a unique museum of Herbs and Medicinal Plants. Finally, in the Museo Bernardini-Fatti della Vetrata Antica - a museum dedicated to the stained-glass art - you can admire numerous sacred works as well as works created inside the workshop of William Morris. September has always been a special month for the town, with its exciting GPalio della Balestra (crossbow tournament) which resurrects the atmosphere, traditions and the arts and crafts of the Renaissance. This historical event is a contest between the towns of Sansepolcro and Gubbio, held in the evocative Piazza Torre di Berta. Two other important events alternate each year: the Goldsmith’s Art Biennial and the Lace Biennial. Both reaffirm and promote two important local traditions dedicated to the combination of art and artisan excellence.

Suggestivo scorcio sui tetti di Anghiari Evocative view of the rooftops of Anghiari

Anghiari An ancient Roman basin for producing wine recently discovered in the Praetorian Palace suggests the town’s ancient origins.

Palio della Vittoria Anghiari Palio della Vittoria horse race Anghiari

GMuseo Civico di Sansepolcro

Invernale: 16 settembre/14 giugno 9.30-13.00 / 14.30-18.00 Estivo: 15 giugno / 15 settembre 9.30-13.30 / 14.30-19.00 Giorni di chiusura: 25 dicembre, 1 gennaio Biglietti: € 8,00 intero; € 5,00 oltre i 65 anni di età, gruppi minimo 10 persone e giovani dal 19 ai 25 anni € 3,00 da 10 a 18 anni di età Ingresso gratuito: bambini da 0 a 10 anni, giornalisti e militari. La vendita dei biglietti termina 20 minuti prima della chiusura Il museo è accessibile ai portatori di handicap nel piano terra e seminterrato, non accessibile la torre.



The Province

The battle of Anghiari, in which Florence defeated Milan in 1440, took place nearby and was immortalised by Leonardo da Vinci in a painting specially commissioned for the purpose (since lost). Anghiari’s streetscape recounts the age-old history of this atmospheric medieval-style town, protected by its still-intact walls. One of the principal museums is located in the Palazzo della Battaglia: Gthe Museo delle Memorie e del Paesaggio nella Terra di Anghiari, whose collections give a detailed account of the history of this Tuscan town. August is the month for the “Tovaglia a quadri” event: the town folk dine together over the famous “checkered tablecloths” from the ancient Busatti weaving mill, to sample traditional cuisine and witness a dramatic performance reviving the historical memories of the town. Other important events are the local Handicraft Exhibition (April/May) and the Centogusti dell’Appennino food and wine event (October). Nearby nature reserves offer many opportunities to explore a varied and unspoiled landscape. EVENTI AD ANGHIARI www.anghiari.it Aprile - Maggio • April - May MOSTRA MERCATO DELL’ARTIGIANATO DELLA VALTIBERINA TOSCANA Stagioni musicali e teatrali

29 giugno • June 29 PALIO DELLA VITTORIA Luglio • July ANGHIARI FESTIVAL Agosto • August TOVAGLIA A QUADRI Fine ottobre primi novembre October - November "I CENTOGUSTI DELL'APPENNINO"

MonterchI A medieval village overlooking the Valtiberina valley, on the border between Tuscany and Umbria. It holds the famous fresco by Piero della Francesca, the "Madonna del Parto", and combines art with landscape beauty: the village is surrounded by walls and overlooks the hills of Piero, a blend of colours for the tourist to admire in all seasons. Cobbled streets lead to the historic centre, where the town hall is located, and to the town’s fortress with its views over the Cerfone valley. Inside the Church of San Simeone is a stone pulpit depicting Hercules slaying the Hydra, an emblematic image associated with the town’s foundation. Complementing the sublime offerings of Piero della Francesca, is the new Museo delle Bilance e Pesi (museum of weights and balances), installed in the halls of 16th century Palazzo Massi-Alberti.

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Ai limiti della riserva dei Monti Rognosi The edge of the Rognosi Mountains nature reserve


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La Provincia

una rappresentazione, tra le varie portate, animata dagli stessi cittadini. Si tratta di drammaturgie che hanno il grande merito di rievocare memorie vicine e lontane, piccole e grandi, della storia del paese. E sono gli stessi cittadini, non dunque attori professionisti, a recitare tra i commensali della lunga tavolata. Altro appuntamento è la Mostra Mercato dell'Artigianato che si tiene annualmente tra fine Aprile e primi di Maggio. La manifestazione tende principalmente a valorizzare il lavoro degli artigiani, mettendo in risalto le loro abilità. A rendere tutto unico ed estremamente piacevole è la particolare disposizione delle numerose 'botteghe' ospitate negli antichi fondi del centro storico di Anghiari, fatto di incantevoli piazzette e suggestivi vicoli che ad ogni angolo offrono scorci panoramici di raro fascino. A fine ottobre, primi di novembre di tutti gli anni anche i Centogusti dell’Appennino, manifestazione di eccellenze enogastronomiche, riempie di profumi e sapori il centro storico. La Riserva Naturale dei Monti Rognosi e l’Area Naturale Protetta della Golena del Tevere completano i contenuti della Terra di Anghiari, rendendo quest ultima completa, viva e sostenibile. Molti infatti sono i percorsi e le suggestioni che si possono trovare ad esplorare un territorio così variegato e dal paesaggio incorrotto, equilibrato e mai inospitale.

MonterchI

Suggestiva veduta di Monterchi Picturesque view of Monterchi

Monterchi, antico borgo medievale, sorge su un colle della Valtiberina al confine tra Toscana e Umbria. Conosciuto per la presenza del celebre affresco di Piero Della Francesca la “Madonna del Parto”, coniuga perfettamente il piacere dell’arte alla bellezza del territorio: il borgo è circondato da mura e osserva dall’ alto le colline di Piero, un misto di colori accompagna il turista in ogni stagione. Le caratteristiche stradine lastricate in pietra conducono al centro storico, sede del municipio, e alla rocca, il punto più alto del paese: qui si può godere di un verde panorama sulla valle del Cerfone, il fiume che lo attraversa. All’ interno della Chiesa di San Simeone si trova un pulpito in pietra raffigurante Ercole che uccide l’Idra, immagine emblematica a cui è legata la fondazione del paese stesso. Oltre ad offrire il sublime spettacolo pierfrancescano è recentemente sorto il Museo delle Bilance, allestito nelle sale del cinquecentesco Palazzo MassiAlberti, che nasce dalla collezione privata di Velio Ortolani, una delle più importanti nel suo genere a livello europeo.


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Bringoli al sugo finto ricetta del Ristorante La Nena- Anghiari (Ar)

Ingredienti per i bringoli: Farina Acqua Sale Ingredienti per il sugo finto: 1 cipolla 1 carota 1 gambo di sedano 1 grappolo di pomodorini piccoli guanciale di maiale olio extravergine di oliva 1 bicchiere di vino sale e pepe q.b

I bringoli sono degli spaghettoni tirati a mano. La ricetta originale è con farina, acqua tiepida e sale, lavorare il tutto cercando di legare l’impasto in modo che risulti omogeneo, lavorarlo con le mani sulla spianatoia tendendo ad allungarlo fino ad avere degli spaghetti rudimentali che vanno messi a riposare in un vassoio cosparso di farina. Dopo un po’ di tempo si cuociono in acqua bollente salata. Si condiscono con il sugo “finto”: fare soffriggere un battuto abbondante di carota, cipolla e sedano, battere finemente del guanciale di maiale e farlo rosolare; sfumare poi con del vino ed infine aggiungere dei pomodorini sbollentati in acqua calda, sbucciati e spremuti per togliere i semi. Cuocere per circa due ore. Si aggiusta con sale e pepe, un pò di peperoncino e si profuma con foglie di basilico.

Bringoli al sugo finto recipe of Ristorante La Nena - Anghiari (Ar) Ingredients: Flour Water Salt Ingredients for the sugo finto: 1 onion 1 carrot 1 stalk of celery 1 bunch of cherry tomatoes pork cheek extra virgin olive oil 1 glass of wine salt and pepper Bringoli – thick, hand-pulled spaghetti. Knead flour, warm water and salt into a smooth mix, then put resulting rough spaghetti on a flour-sprinkled tray. Pause, then boil in salted water and add the sauce: fry abundant chopped carrot, onion and celery, beat the cheek of pork and brown it, then steam with wine and add the pressed tomatoes, blanched in hot water. Cook for two hours. Add salt and pepper, chilli and basil leaves.

“Tovaglia a quadri” Immagini Images of the “Tovaglia a quadri” event


Suggestivo scorcio di Anghiari

Nei vicoli e nelle piazzette di Anghiari pullulano numerose attività artigianali: antiche telerie, laboratori di ceramica e decorazioni, botteghe con mobili antichi e oggetti in ferro battuto ancora oggi realizzati secondo la tradizione. Merita un acquisto anche l’”Abbucciato”, formaggio pecorino, e i funghi della zona. Craft workshops fill the streets and squares of Anghiari: old linen workshops, ceramics and decoration studios, shops containing antique furniture and wrought iron objects still manufactured in the old-fashioned way. Don’t miss the "Abbucciato" pecorino (sheep’s milk) cheese, and the local mushrooms.


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FARMACIA ORTALLI-ANGHIARI Dr. Gino Ortalli & C. - farmaciaortallianghiari@gmail.com Centrale: Piazza Baldaccio Bruni, 26 - Anghiari - Tel. 0575 788027 Piana della Battaglia: Via Marconi, 2 - Anghiari - Tel. 0575 788556 Al servizio del cittadino 365 giorni l’anno. Misurazione della pressione, autoanalisi, prodotti per celiaci e prodotti aproteici, assistenza integrativa per diabetici e uro-ileo-colonstomizzati, analisi dell’acqua, grado alcolico del vino, preparazioni galeniche, prodotti per l’igiene e l’alimentazione del bambino, fitoterapia, omeopatia, sanitari, cosmesi e Farmainsieme con sconti fino al 30% • Pharmacy open 365 days a year. Blood pressure measurement, auto-analysis, aproteic products, supplementary aid for diabetics, water analysis, wine alcohol level, galenicals, baby feeding and hygiene products, phytotherapy, homoeopathy products, sanitary products and cosmetics.

AUTONOLEGGIO BALDI ENRICO Via Martiri della Libbia, 54 - Anghiari - Cell. 338 3965843 - info@autonoleggiobaldi.com www.autonoleggiobaldi.com Autonoleggio con Conducente, servizio Taxi. Transfer da e per aeroporti, stazioni ferroviarie e porti. Viaggi e tour nelle città italiane, escursioni, servizi di rappresentanza aziendale, accompagnamento delegazioni ed ospiti per congressi ed eventi, servizio di accompagnamento VIP, Matrimoni. • Car hire with Driver, Taxi service. Transfers from and to airports, train stations and ports. Trips and tours to Italian cities, corporate representation services, accompaniment of delegations and guests to conferences and events, VIP accompaniment service, Weddings.


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RISTORANTE LA NENA

BUSATTI Via Mazzini, 14 - Anghiari - Tel. 0575 788424 Orario 9 -13 15 -19.30 Chiuso domenica e lunedì mattina busattishop@busatti.com - www.busatti.com In questa azienda toscana, prendono vita preziosi tessuti realizzati con telai a navetta, che divengono i protagonisti delle più belle dimore del mondo. Qui, nella toscana Anghiari, i tessuti sono prodotti seguendo procedure di produzione storiche ed ogni fase produttiva avviene in Italia dalla tingitura, filatura e tessitura. Ampia offerta di tessuti a metraggio, biancheria per la casa e per la tavola, corredi personalizzati. • Quality textiles that grace the finest residences, created using shuttle looms. Historic production methods, all stages of which occur in Italy. Household and table linen available.

RELAIS "LA COMMENDA" Loc. Commenda, 6 - Tavernelle di Anghiari (Arezzo) Tel. 0575 723356 - info@relaislacommenda.com www.relaislacommenda.com In un’atmosfera di raro splendore, tra eleganza, prestigio ma allo stesso tempo semplicità, potrete rivivere il fascino della cultura e dell’ospitalità di una volta. Il casale dispone di 4 suites e 3 depandance arredate con pezzi di antiquariato e artigianato toscano, tessuti di pregio, lumi in ferro battuto, cotto, legno, pietra e travi a vista. • Bask in vintage hospitality and culture in this elegant and also tastefully simple ambience. The farmhouse has 4 suites and 3 annexes furnished with Tuscan antiques and artisan furniture, valuable fabrics, wrought iron lamps, wood, stone, terracotta and open beams.

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Via Giacomo Matteotti, 10/14 - Anghiari (Arezzo) Tel. 0575 789491 - info@ristorantenena.com www.ristorantenena.it Un punto di riferimento per quanti prediligono ricercare i sapori del territorio che i tre titolari amano proporre: oltre ai piatti di stagione,non mancano mai funghi e tartufi. Nel periodo estivo é possibile ristorare all’esterno, godendo della vista sulle vallate toscane e del centro storico di Anghiari. Una ricercata selezione di vini toscani accompagnano l’ottima cucina. • Savour the local seasonal dishes, the mushrooms and truffles, and a discerning selection of Tuscan wines. Outdoor summer dining overlooking Tuscan valleys and Anghiari town centre.


Shopping Sansepolcro

Tra un aperitivo, una cena nel ristorante tipico e un giro tra i negozi del centro storico, è possibile apprezzare la grande tradizione artigianale legata al tessuto, alla ceramica e all’antica erboristeria. Una degustazione meritano le eccellenze del territorio: olio, vino, funghi, formaggi e salumi. Between a cocktail, dinner in a local restaurant and a brief shopping spree in the historic centre, take time to admire the great artisan tradition associated with textiles, ceramics and ancient herbal medicine. The quality offerings of the territory merit a special tasting: oil, wine, mushrooms, cheeses and cured meats.


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IL PUBBINO Via Mazzini, 88 - Sansepolcro Tel. 0575 735976 - Cell. 339 3526863 Pub, ristorante e birreria ubicata nel centro storico di San Sepolcro. È una meta obbligata per quanti desiderano trascorrere piacevoli serate accompagnate da buona musica, assaggiando piatti e specialità e degustando la migliore offerta di birre artigianali. • Pub, restaurant and beer house located in the historic centre of San Sepolcro. Not to be missed if you wish to spend a pleasant evening accompanied by good music, tasty dishes and specialties, as well as the best artisan beers.

CANICCHI Guida turistica ufficiale per Firenze e provincia Official tour guide for Florence and province San Sepolcro - Arezzo - Cell. 349.8672552 www.matteocanicchi.com - matteocanicchi@gmail.com Visitate la Toscana insolita. Fatevi guidare nella terra di Piero della Francesca, in un cammino che vi accompagnerà alle radici della storia dell’arte italiana, nella provincia di Arezzo, tra Sansepolcro e Monterchi. • Visit an unfamiliar Tuscany. Be led into the land of Piero della Francesca, along the path that will bring you to the very roots of Italian art history in Arezzo province, between San Sepolcro and Monterchi.

PODERE VIOLINO Loc. Gricignano - Sansepolcro (AR) Tel. e Fax 0575 720174 info@podereviolino.it - www.podereviolino.it La cucina tradizionale toscana al Podere Violino Il nostro ristorante propone una cucina tipica toscana, offrendo prodotti locali e ricette contadine tramandate di generazione in generazione. Gli ospiti sono accolti in estate sotto il loggiato esterno che si affaccia sul giardino e la piscina, in inverno nell’antica cantina con il caminetto acceso. Camere e servizi del Podere Violino. Grazie all’attenzione e alla cura dei dettagli degli ambienti, già per loro natura e caratteristiche ricchi di fascino, le 15 camere dell’hotel Podere Violino sono arredate in modo caldo e accogliente. Tutte diverse tra loro, possono ospitarvi per un soggiorno romantico o per un momento di condivisione con la famiglia. Adatte anche per venire da soli, per vacanza o per un soggiorno di lavoro durante il quale sentirsi a casa. • Traditional Tuscan cuisine at Podere Violino Our restaurant offers traditional Tuscan cuisine. In summer, guests are received in the open gallery facing the garden and swimming pool, and in winter they are received in the ancient cellar with fireplace. Rooms and services. Attention to detail ensures that the 15 fascinating rooms of this hotel are furnished in a welcoming fashion. Ideal for romantic or family stays. Individuals will also feel very much at home here.


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RISTORANTE AL COCCIO

ALBERGO FIORENTINO Via Luca Pacioli, 56 - Sansepolcro (AR) Tel. 0575 740350 - Fax 0575 740370 www.albergofiorentino.com info@albergofiorentino.com Fondato nel 1807 nel cuore del centro storico Medievale è l’ideale per una suggestiva e rilassante vacanza a Sansepolcro. I servizi offerti: Camere singole e multiple con bagno, aria condizionata, tv led, frigobar, terrazza con vista panoramica, mini appartamenti, garage. • Established in 1807 in the heart of mediaeval San Sepolcro. Ideal for a relaxing holiday. Rooms with en-suite, air cond., TV, minibar, terrace with views, garage, mini apartments.

DA QUEI CITTI Pizzeria - Ristorante - Pub Via G. Marconi, 42 - Sansepolcro - Arezzo - Tel. 0575 750378 Locale nato nel 1978. Un vero punto di ritrovo dove è possibile mangiare all’aperto e all’interno del locale climatizzato. Serate folkloristiche, musica live, la migliore offerta di birra e piatti della cucina tradizionale unita a menù extra-territoriali, fanno del locale una tappa obbligata per chi vuole divertirsi. • An enjoyable meeting point, founded in 1978. You can eat outside or in the air-conditioned interior. Folk evenings, live music, the best beer and traditional local dishes combined with menus from beyond the local area: for all these reasons, this pub/restaurant/pizzeria comes highly recommended.

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Via Niccolò Aggiunti, 83 - Sansepolcro - Arezzo Tel. 0575.741468 - sara@alcoccio.com www.alcoccio.com Il ristorante al Coccio, dal 1998 con tanta passione studio ed impegno, continua a garantire una cucina genuina, creata con prodotti freschi e di stagione, paste fatte a mano, dolci di propria produzione, serviti con cura e rispetto del cliente in un ambiente caldo e accogliente. Autorizzati AIC per il senza glutine. • Since 1998, the Ristorante al Coccio has been passionately committed to genuine cuisine created with fresh and seasonal products, handmade pasta, home-made sweets, all served with care and attention in a warm and welcoming environment. AIC-authorised gluten-free.