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SPECIALE VOLVO

N.46 GIUGNO 2012 PERIODICO TRIMESTRALE 6,00 EURO

VOLVO V40 LA COMPATTA COSTRUITA INTORNO A TE

FILOSOFIA VOLVO Il contenuto definisce il contenitore HO SCOPERTO IL MONDO AL VOLANTE Intervista a Zucchero

OBIETTIVO 2020 Volvo fissa l’orizzonte SCOPRI IL TUO MONDO Volvo social network VOLVO C30? OGNI GIORNO UNA NUOVA SCOPERTA Intervista a Catherine Spaak

L’AUTO DALLE QUALITÀ VISIBILI E INVISIBILI Volvo fa incetta di premi VOLVO, O DEL LUSSO Stare al centro senza essere messi in mezzo


EDITORIALE

TE

INTORNO A

Siamo particolarmente lieti di dedicare a Volvo Auto Italia questo numero speciale di Car Fleet, perché suggella un intero anno di collaborazione, reciprocamente fruttuosa e interessante. Siamo stati insieme nell’incontro con i nostri clienti più rilevanti, che partecipano e danno valore al nostro Client Advisory Board, dove abbiamo presentato e fatto provare la nuova Volvo XC60 Ibrida Plug-IN. Abbiamo partecipato con curioso interesse alla visita organizzata da Volvo Cars presso la loro casa madre di Goteborg, dove abbiamo potuto percepire tutta la carica innovativa che farà arrivare sulle nostre strade e nelle nostre flotte una nuova generazione di veicoli sempre più all’avanguardia della sicurezza e del confort. In quell’occasione abbiamo avuto anche l’opportunità di provare la prossima gamma di auto elettriche, davvero rivoluzionaria per tecnologia e rispetto per l’ambiente. Ma siamo anche molto soddisfatti che questa collaborazione abbia prodotto dei risultati positivi per entrambi, Volvo Italia e i nostri clienti, che sempre più apprezzano e scelgono l’offerta di vetture Volvo per le loro flotte, e siamo certi che il futuro ci riserverà ancora maggiori soddisfazioni. Auguro personalmente buona lettura e buon viaggio, magari a bordo di una Volvo. Alfonso Martinez Cordero amministratore delegato di LeasePlan Italia

È un’immensa soddisfazione poter dedicare questo numero speciale di Car Fleet ai clienti delle flotte, che hanno sempre dimostrato di apprezzare l’attenzione che noi di Volvo Cars mettiamo per andare incontro alle loro reali esigenze. I driver delle aziende servite da LeasePlan Italia riconoscono il valore delle dotazioni di sicurezza dei nostri veicoli, sempre all’avanguardia nella ricerca e nelle soluzioni tecnologiche. L’airbag esterno a protezione dei pedoni, il sistema di “pedestrian detection” che aiuta a prevenire gli investimenti e tutte le dotazioni di “city-safety” sono ormai uno standard irrinunciabile per molti utilizzatori, che vogliono vivere la company car in tranquillità oltre che in sicurezza. La nostra filosofia Volvo Cars è proprio quella di rendere queste tecnologie disponibili per tutti, non esclusive delle vetture di altissimo prezzo. Come ad esempio la tecnologia Drive-e, oggi presente anche per una vettura piuttosto alla portata come la V50 Polar. Poi, entro fine anno avremo disponibile la versione “Hybrid plug-in” per la V60, a un posizionamento tale da restare “dentro” il livello di mercato, così da poter consentire a tutti di scegliere una soluzione a bassissimo impatto ambientale. Buon viaggio, con Volvo e LeasePlan. Con attenzione e rispetto, Michele Crisci presidente e amministratore delegato di Volvo Italia

CARFLEET SPECIALE VOLVO | GIUGNO 2012

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SOMMARIO

SPECIALE VOLVO EDITORE LEASEPLAN ITALIA Spa Viale Alessandro Marchetti, 105 00148 Roma telefono: +39 06 96707815 email: carfleet@leaseplan.it www.leaseplan.it/press/carfleet.php DIRETTORE EDITORIALE Alfonso Martinez Cordero DIRETTORE RESPONSABILE Mauro Manzoni DIRETTORE SCIENTIFICO Pier Luigi del Viscovo ART DIRECTOR Indro Uttinacci HANNO COLLABORATO Pier Luigi del Viscovo Nicola Desiderio Gerardo Di Lecce Roberto Lonardi Alessandro Palumbo Alessia Seri

GIUGNO 2012

PROVE SU STRADA a cura di Nicola Desiderio PUBBLICITÀ GDN Marketing & Comunicazione Srl gianpiero.denigro@libero.it STAMPA Modulgraf Srl Via di Santa Procula, 23/23A 00040 Pomezia (Roma) Registrazione Tribunale di Milano n.98/1997

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FILOSOFIA VOLVO Il contenuto definisce il contenitore

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HO SCOPERTO IL MONDO AL VOLANTE Intervista a Zucchero

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VOLVO V40 La compatta costruita intorno a te

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OBIETTIVO 2020 Volvo fissa l’orizzonte

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SCOPRI IL TUO MONDO Volvo social network

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VOLVO C30? OGNI GIORNO UNA NUOVA SCOPERTA Intervista a Catherine Spaak

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VOLVO, L’AUTO DALLE QUALITÀ VISIBILI E INVISIBILI Volvo fa incetta di premi

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VOLVO, O DEL LUSSO Stare al centro senza essere messi in mezzo

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SCELGO CONSUMI CONTENUTI E RISPETTO PER L’AMBIENTE Intervista a Gilda Sanfelici, operations manager di HPI Fleet&Mobility Italia

TIRATURA: 15.000 COPIE

CARFLEET SPECIALE VOLVO | GIUGNO 2012

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I

n che senso, precisamente, un secchiello di pop-corn è un segno del lusso? E di quale lusso? Cos’è il lusso? Questa è una domanda difficile. Oggi più difficile che mai. Per noi Europei soprattutto. E per noi Italiani ancora di più – ci piace pensarlo, almeno. Un tempo era facile rispondere. Quando una piccola porzione della società riuniva dentro di sé il massimo di ogni cosa scarsa e dunque esclusiva. I ricchi potevano permettersi le cose migliori: dalla bella casa alla bella macchina. Ed erano anche quelli che avevano studiato, quelli che potevano viaggiare e conoscere il mondo. Andavano in villeggiatura. Indossavano orologi e gioielli, e quello era lusso. Guidavano belle e costose auto di marca, e quello era lusso. La massa indossava al massimo una catenina d’oro e andava in giro nelle utilitarie. E quello non era lusso. A parte ogni altra considerazione, e forse prima e sopra ogni altra considerazione, c’era uno schema. E questo schema era semplice, anzi rendeva semplice capire cosa fossero il lusso e il suo contrario. Oggi lo schema è saltato. Abbiamo fatto dei passi in avanti, mettendo in discussione la rigidità dello schema, e questo è un grande traguardo di civiltà. Che però complica la lettura della società e delle sue cose. Le cose sono importanti, perché spesso sintetizzano l’essere e i suoi comportamenti. Sono i segnali con cui ognuno comunica istantaneamente agli altri la sintesi di sé.

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di Pier Luigi del Viscovo

FILOSOFIA VOLVO

FILOSOFIA VOLVO: IL CONTENUTO DEFINISCE IL CONTENITORE Andare avanti, progredire, significa essere più bravi, più sofisticati, capaci di muoversi in modo armonico senza bisogno dello schema. In assenza di uno schema rigido, la civiltà è la differenza tra l’armonia e il caos: uno stormo di uccelli è armonico. In ambiente fluido, definire il lusso è piuttosto improbabile. Le categorie classiche non aiutano, perché si associano tra loro in entrambe le direzioni. Il prezzo elevato è indice di lusso. La qualità è indice di lusso. Ma a un prezzo elevato corrisponde sempre una qualità elevata? Quale e quanta qualità c’è in un jeans stracciato, premium price rispetto agli altri? C’è una qualità intangibile, nel look, che arriva a contrastare, fino a distruggerla, la qualità tangibile del tessuto. Diventa più facile definire il lusso per differenza. La non-qualità è non-lusso. Ciò che costa poco è poco selettivo e dunque non di lusso. Il lusso deve comunque associarsi a una forma di esclusività. Può dare tanto, il lusso, a livello tangibile come intangibile, ma certo non può non aiutare a distinguere. Distinguersi per differenza conduce dritto al concetto di scarsità. Ciò che è scarso è per pochi, by definition, dunque un lusso. Siamo abituati a misurare la scarsità secondo le logiche del mondo materiale, quello dal quale proveniamo e che tanto ha coinvolto l’occidente negli ultimi due secoli. Come affrancare il maggior numero di persone dalla scarsità delle risorse essenziali? Il cibo, un tetto, la salute. Non è stato facile.

Per la salute, il Nuovo Mondo ha dovuto aspettare addirittura questo secolo, prima di avere una sanità distribuita. È stato complicato, a tratti lacerante, perché i beni materiali sono ripartibili ma non moltiplicabili. Oggi, faremmo torto a noi stessi se considerassimo tutto ciò di cui disponiamo o che desideriamo secondo una misurazione materiale. Ci sono risorse, anche preziose, non necessariamente ripartibili perché condivisibili, ossia moltiplicabili. Una è la conoscenza. È ormai evidente che in questo nuovo secolo dovremo dipanare il busillis di come diffondere la conoscenza preservandone il valore. Un’altra è la verità oggettiva. Nell’epoca del trionfo dell’individuo, restare saldamente agganciati ai fatti materiali, oggettivi per natura, è sfida titanica: per ora siamo in svantaggio, ma c’è il secondo tempo e possiamo recuperare. Nello scenario attuale, il lusso sembra rifugiarsi, più che nella conoscenza, nella sua interpretazione: le idee. Queste sì, scarse. E queste sì, soggettive. Al punto che la massima valorizzazione sta nell’idea di sé. In quello che ciascuno intende che sia la sua vita e la sua testimonianza di vita. L’individuo, con la sua unicità che diventa intimità condivisa. Non celata – perché non stimola pudore – ma neanche ostentata. Condivisa, appunto, ossia percepita e capita da quelli che sono sulla stessa lunghezza d’onda. Un’individualità che dunque mira a relazionarsi con gli altri, non a sopraffarli. E che non accetta di

essere sopraffatta. Né dagli altri né tantomeno dalle cose. Ecco il punto. La filosofia Volvo. Nel rapporto auto-automobilista, è l’individualità del secondo che deve prevalere. Una Volvo è costruita intorno al suo guidatore. Ma non è l’unica, in questo. Tante, forse tutte sono costruite intorno all’uomo. Non è questo rapporto a fare la differenza, bensì la sua direzione, la sua interpretazione. L’auto può essere concepita come il prodotto della tecnologia e costruita per contenere l’uomo: è intorno. Oppure può essere una Volvo: modellata intorno all’uomo. Chi sta pensando all’ergonomia dia una regolata al sintonizzatore: parliamo di umanità interiore, non di lombi e posture. Accettare che il contenitore (la macchina) è in realtà un accessorio di colui che è contenuto (l’uomo). Il pensiero forte è quello dell’automobilista, non del costruttore di automobili. Ma se l’automobilista è un individuo, e se gli individui sono molti, allora sono tante le individualità da ospitare confortevolmente. Tante interpretazioni conducono a un’auto meno invadente, meno ingombrante nel senso che lascia spazio all’individuo, non pretendendo di caratterizzarlo in modo vincolante. È un’auto di lusso perché dà lusso, il lusso di interpretarsi liberamente, di non essere condizionato dall’identità del costruttore. Il lusso della libertà di essere, di pensarsi. Volvo, auto di lusso che capiscono le persone.

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di Roberto Lonardi

INTERVISTA

HO SCOPERTO IL MONDO AL VOLANTE om’è nato Chocabeck? E perché questo nickname? Quando ero piccolo e chiedevo a mio padre cosa ci sarebbe stato da mangiare, spesso mi diceva in dialetto emiliano ci sono i ciocabec. Io non capivo, poi mia nonna Diamante mi spiegò che è un modo per dire che non c’è niente, come fa il becco (bec) che sbatte (cioca) a vuoto quando non c’è cibo. Io mi immaginavo una bella torta al cioccolato… e la sto ancora aspettando. Poi ho inglesizzato il tutto per intitolare il mio album.

C

Bella la valigia sul palco dei concerti… Ma è grande abbastanza per contenere tutta la vita di un artista? Metaforicamente contiene tutta la mia vita, le mie origini, il mio andare in giro per il mondo. Ci sono i miei ricordi, e ci sono le esperienze quotidiane in tutto il mondo. Siamo in tour da un anno… e l’avventura continua. Chitarra acustica? Pianoforte? O altro? Quale strumento o cosa suona Zucchero quando è a casa, per sé? Io suono tantissimi strumenti. Dipende dal momento: in casa o la chitarra o il pianoforte. “Libera l'amore o liberatene per sempre”. Cosa sceglie Zucchero? Scelgo l’amore in tutte le sue forme. Soprattutto scelgo l’armonia per sé stessi ma anche per la gente, per la mia famiglia, per tutti. Anche se so quanto è difficile trovarla. “Non esiste un contadino senza cappello”. Tu sei un appassionato di cappelli. Quanti ne possiedi? Ce n'è uno che ami in particolare? Mi sento contadino dentro, come

erano contadini i miei. Il cappello per me vuol dire molto, non è un semplice oggetto, mi rappresenta. Ne ho tantissimi, non li conto più, mi piacciono ancora tutti perché ognuno mi ricorda un periodo della mia vita. Hai detto: “La musica è come il sesso: bisogna sperimentare sempre nuove posizioni”. Che posizione non hai ancora provato? Più che parlare di sesso, è ovvio che è un gioco di parole, dico che nella musica bisogna aver sempre la voglia, la curiosità di sperimentare. E di voglia ne ho ancora tanta e ho ancora molto da fare, da dire, da costruire. Musicalmente parlando, c'è una cosa che vuoi fare da tempo e non sei ancora riuscito a concretizzare? Un duetto con Aretha Franklin ma molto altro ancora.

Zucchero con la sua Volvo XC60

suo testo con grande sensibilità. È un testo bellissimo. Poi dopo ho scritto il mio in italiano, ma sono diversi. Hai dichiarato: “Sono cresciuto tra due mondi contrapposti: la sede del PCI e la chiesa dove suonavo l'organo”. Sei Peppone o Don Camillo? O i due opposti si conciliano? Appunto è giusto dire che si conciliano.

Zucchero e i grandi artisti internazionali: con chi ti sei sentito più “vicino”? E chi ti manca di più? Sicuramente mi manca tanto Pavarotti. Quelli più vicini sono Sting, Bono, Clapton, Paul Young.

Ti piace viaggiare? E in auto? Mi piace molto viaggiare, come potrebbe essere diversamente con il lavoro che faccio? Ma anche quando vado in vacanza con i miei, quando è possibile si parte! Sicuramente preferisco l’auto, è molto più rilassante, è un viaggio vero e proprio, fisico e mentale. Si vedono paesaggi, colori, gente… E soprattutto adoro ascoltare musica quando viaggio. Il Chocabeck tour è stato lungo, con spostamenti di centinaia di chilometri da una data all’altra e i trasferimenti non mi sono pesati, proprio perchè viaggiando in auto si era indipendenti. Nessun check-in, niente metal detector o code per controlli come avviene negli aeroporti…

Bono ha tradotto “Someone else’s tears”. Chi ha chiesto all’altro di collaborare? È venuto spontaneo fargli ascoltare la musica, non c’era ancora il testo, quindi è errato dire che ha tradotto. Gli è piaciuta molto, e ha scritto il

E ti capita di comporre canzoni? Più che comporre in auto, diciamo che trovo ispirazione, lasciandomi contaminare da ciò che vedo. Durante la scrittura di un album amo girovagare ore e ore per le montagne, le colline, per “la bassa”.

Che rocker o bluesman è Zucchero? Eroe maledetto o attento professionista della musica? Non sono assolutamente un eroe e tanto meno maledetto, se mai trasgressivo. Sono solo un musicista che ama ciò che fa.

E spesso le immagini che vedo e quello che assimilo sono un grande spunto per me. Da un po' di tempo guidi Volvo. Sicuramente avevi un'idea di Volvo anche prima. Cosa hai scoperto di Volvo che non sapevi? Cosa ti piace di più della tua XC60? L'estetica o la qualità tecnologica che esprime? E il City Safety? Ti ha mai salvato da un possibile tamponamento, magari mentre eri distratto da un nuovo riff che avevi in mente? Durante il Chocabeck tour abbiamo viaggiato con una macchina confortevole, un modello comodo, spazioso e ovviamente sicuro. Quando si affrontano lunghe distanze, di giorno, di notte, è importante l’affidabilità del mezzo. E di chilometri ne abbiamo fatti… eppure è stata una passeggiata anche quando le trasferte comportavano un viaggio di 7-8 ore: mi siedo o mi sdraio, ascolto musica, mi rilasso e guardo i paesaggi. Ci sono trasferte che regalano delle immagini fantastiche, soprattutto nel Nord Europa. Abbiamo fatto anche parecchie trasferte di notte, dopo i concerti. Abbiamo viaggiato in estate con temperature tropicali, in inverno con pioggia, ghiaccio e nebbia. Ma, come ho sempre detto, preferisco di gran lunga la macchina all’aereo. È più rilassante, più comoda. Il mio tour sta continuando. Ora siamo in Russia e attraverseremo per due settimane i Paesi balcani in macchina!

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GAMMA PRODOTTI

VOLVO

di Nicola Desiderio

V40

U

n’automobile progettata per essere cucita intorno a te. È la Volvo V40, la nuova 5 porte compatta che rappresenta per la casa di Goteborg il manifesto di una nuova visione aziendale racchiusa nella frase “Designed Around you”. Strategia, motto o tagline, si tratta in ogni caso di un’affermazione impegnativa. Tante automobili ci provano, promettono facendo sfoggio di tecnologia, dotazioni e quant’altro, ma poi perdono di vista proprio te. Tu che la guidi, tu che ci viaggi e tu che da pedone pretendi gli stessi livelli di sicurezza. Per Volvo è un concetto scontato, che risale alla filosofia dei suoi fondatori e da sempre è applicata ai propri prodotti, ma che con la V40 guarda oltre racchiudendo in 4,36 metri tutto il meglio della ricerca Volvo associato a livelli di stile, tecnologia e raffinatezza che le consentono di posizionarsi al vertice del sempre più combattuto ed importante segmento delle hatchback compatte di fascia premium. Lo stile è tipicamente Volvo, ulteriormente evoluto, ma sa anche citare il passato. Accanto al frontale affilato, all’andamento a cuneo della finestratura e ai fari posteriori verticali, troviamo infatti la coda alta, avvolta dal lunotto, e un rigonfiamento sulla spalla in corrispondenza della ruota posteriore che ricorda l’indimenticata P1800 ES. Un insieme forte e dinamico, impreziosito dai Led utilizzati per le luci diurne anteriori, quelle di posizione, ma anche per le luci di stop (compresa quella centrale), gli indicatori di direzione integrati nei gusci dei retrovisori e per l’illuminazione della targa. Evoluzione anche all’interno dell’abitacolo dove i sedili anteriori come sempre sono dotati del sistema WHIPS contro il colpo di frusta e sono più scolpiti che in passato, mentre il divano posteriore al centro custodisce un pratico porta bicchieri a

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La nuova hatchback svedese è la prima Volvo sviluppata secondo la filosofia “Designed around you” ed è la prima auto al mondo ad essere dotata dell’airbag per i pedoni oltre che del City Safety che evita tamponamenti fino a 50 km/h. È pensata per essere elegante, raffinata, ma soprattutto per pensare. scomparsa. Il vano di carico ha una capacità di 335 litri ed è adattabile in ogni modo attraverso un doppio fondo regolabile e sistemi di ripartizione che prevedono paratie, reti, ganci e rotaie. Non mancano il vano refrigerato, quello sotto il bracciolo regolabile, il portaocchiali e lo spazio portaoggetti dietro la console centrale sospesa, un altro marchio di fabbrica delle Volvo da qualche anno a questa parte, e che può essere rivestito in 4 modi diversi tra cui l’eccentrico Centre Court, adornato di una fascia rossa di chiara ispirazione tennistica. Immancabile anche il pratico raschietto per il ghiaccio custodito in un apposito vano situato sul pannello della portiera del guidatore. Ma è proprio quando ti siedi di fronte al volante che emergono le novità maggiori, a cominciare dal sistema infotelematico Volvo Sensus che sfrutta la tecnologia TFT, per adattare configurazioni e colori della strumentazione, e lo schermo da 5 o 7 pollici al centro della plancia. Con quest’ultimo, oltre a istruire il navigatore attraverso la voce, puoi scegliere come impostare numerose funzioni secondo i tuoi desideri mentre di fronte agli occhi tre sono i temi accompagnati da ➔

LA COMPATTA


COSTRUITA INTORNO A TE

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GAMMA PRODOTTI

altrettante colorazioni: Elegance, quando guidi normalmente e gli strumenti si colorano d’ambra; Eco se scegli di adottare uno stile “verde” ed infine Performance che, accanto all’illuminazione rossa, scambia la posizione di tachimetro e contagiri e mette a disposizione un indicatore della potenza utilizzata. Il tutto con una sobrietà meno minimalista di quella tradizionale Volvo che tuttavia si esprime con un’ergonomia impeccabile e un’attenzione ai dettagli altrove assente. Ad esempio, le pelli sono prive di cromo e, così come i tessuti in tre tonalità sono certificati dall'Organizzazione Svedese contro l'Asma e le Allergie, mentre le linee essenziali e i materiali ispirano solidità, come il metallo satinato, e sono impreziositi da particolari eleganti come lo specchietto retrovisore interno privo di cornice e il pomello del cambio trasparente illuminato all’interno da un Led. La Volvo che accompagna il tuo stile di guida ha i Led per illuminazione dell’abitacolo regolabile in 7 diverse tonalità ispirate alla cromoterapia, ma con i colori sa anche accompagnare la temperatura e l’atmosfera del viaggio passando dal blu al rosso quando si riscalda e, quando è parcheggiata, comunica con te anche attraverso lo smartphone. Volvo Sensus infatti ti consente di localizzare l’auto, aprire e chiudere le portiere a distanza, avviare il riscaldamento, fare il check-up, controllare i dati che leggeresti sul cruscotto

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e persino richiamare sullo schermo del telefonino il diario di bordo con i dati degli ultimi 40 giorni. Una funzione utilissima nelle flotte, sia per l’utilizzatore sia per il fleet manager. E se qualcuno tenta di rubarti la tua V40, lei ti avverte ovunque tu sia. Quando invece la vivi, a coccolarti ci pensa il climatizzatore automatico bizona a controllo elettronico e uno tra i 5 sistemi audio disponibili tra cui il Premium Sound

Multimedia dotato di amplificatore di classe D da 5x130 Watt, 10 altoparlanti, Dolby Pro Logic II Surround, sistema di auto equalizzazione MultiEQ della Audyssey e ogni forma di connettività con fonti esterne (USB, iPod, Bluetooth) e formato (mp3, wma ma anche divX). Piacere d’ascolto, ma anche il massimo della sicurezza e della serenità con contenuti di sicurezza di livello assoluto.


GAMMA PRODOTTI

Oltre a proteggere te e chi ti sta accanto con una scocca in acciai ad altissima resistenza, cinture pretensionate e airbag anche per le ginocchia del guidatore, la V40 è la prima auto al mondo ad avere un airbag che, in caso di urto con un pedone, solleva il cofano e fuoriesce alla base e dei montanti per proteggerne la testa. Un'altra innovazione di Volvo a favore dei pedoni dopo il Pedestrian Detection, introdotto per la prima volta sulla XC60, che riesce ad evitare l’investimento entro i 35 km/h e a limitarne i danni a velocità superiori. Migliorato anche il sistema City Safety – altra prima Volvo che lo ha applicato per la prima volta sulla XC60 – che ora frena automaticamente la vettura fino a 50 km/h (prima era a 30 km/h) evitando così quei tamponamenti che, nel migliore dei casi, si trasformano in conti salati dal carrozziere e aumenti dei premi assicurativi. La V40 sa frenare automaticamente anche a velocità superiori se c’è il rischio di tamponamento e con l’Active Cruise Control, se dotata di cambio automatico, in colonna si arresta e riparte automaticamente riaccelerando fino alla velocità

impostata. La svedese legge per te i segnali stradali, tiene sotto controllo l’angolo cieco degli specchietti fino a 70 metri, commuta automaticamente gli abbaglianti, si accorge quando sei stanco e ti avverte con una vibrazione sul volante se stai superando inavvertitamente le linee di demarcazione della carreggiata agendo persino sullo sterzo. Lo sterzo, fa tutto solo anche quando si tratta di parcheggiare in città, con l’ausilio dei sensori e della telecamera posteriore, e un più c’è il Cross Traffic Alert, che ti avverte all’uscita degli spazi a pettine se dai lati stanno arrivano mezzi o persone entro 30 metri. La V40 è un passo avanti tangibile verso l’auto capace di azzerare morti e feriti sulle strade cominciando dall’evitare le situazioni di pericolo. Tanta sicurezza, ma anche efficienza e dinamismo. I motori della V40 sono tutti turbo e dotati di stop&start e recupero dell’energia in rilascio. Al vertice delle unità a benzina c’è il 5 cilindri 2.5 da 254 CV con cambio automatico a 6 rapporti della T5 che imprime un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi, seguono il 2 litri di uguale fra-

zionamento da 213 CV e 180 CV e il 4 cilindri 1.6 a iniezione diretta da 180 CV per la T4 (anche con cambio Powershift a doppia frizione) e da 150 CV per la T3. Tra i Diesel la scelta è tra il 5 cilindri 2 litri da 177 CV della D4 o 150 CV della D3 (entrambi anche con cambio automatico) e il 4 cilindri 1.6 da 115 CV (anche con Powershift) della versione DRIVe che consuma solo 3,6 litri/100 km e ha emissioni di CO2 di soli 94 g/km. Evoluto anche il resto dell’autotelaio. Due gli assetti: Dynamic e Sport, più basso di 10 mm con molle e ammortizzatori più duri. Puoi regolare la risposta dello sterzo – per la prima volta a servoassistenza elettromeccanica su una Volvo – in ogni momento su Low, Medium o High variando leggerezza e sensibilità. L’Advanced Stabilty Control è ora dotato di uno speciale sensore di rollio, tiene conto eventualmente della presenza di un traino ed ha la speciale funzione Corner Traction Control che esalta motricità e direzionalità. Ecco la Volvo V40 che, dopo qualche curva, esce velocemente ed è pronta a riaccelerare. Proteggendoti e divertendoti.


di Nicola Desiderio

SICUREZZA E AMBIENTE

OBIETTIVO 2020

VOLVO FISSA L’ORIZZONTE T

utto entro il 2020. È questo l’orizzonte temporale fissato da Volvo per diventare il brand premium più desiderato e orientato al futuro, consolidando la leadership in campo ambientale e della sicurezza con 800mila auto prodotte, capaci su strada di azzerare gli incidenti gravi o mortali e con emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km. Obiettivi qualitativi e quantitativi che riguardano innanzitutto i prodotti per i quali saranno investiti 10 miliardi di dollari nei prossimi anni e che saranno concepiti sulla base della filosofia “Designed around you” offrendo qualcosa in più rispetto alla tradizionale razionalità svedese, qualcosa che arrivi al cuore senza false commistioni tra marketing e anatomia, astrazioni che troppo spesso dimenticano i veri desideri di chi sceglie e guida automobili, di chi è come te. Più dei sentimenti, conteranno le convinzioni e le strategie che prendono le sigle di SPA e VEA. SPA sta per Scalable Product e Architecture: una sola piattaforma per vetture di più dimensioni e segmenti, che possono essere prodotte sulle stesse linee e condividono il 90% dei componenti, a tutto vantaggio dei costi e della qualità. Approccio simile per VEA – Volvo Environment Architecture – la cui idea fondamen-

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Il marchio di Goteborg vuole diventare il più desiderato tra i premium entro la fine di questo decennio e produrre 800mila auto. Sicurezza, rispetto per l’ambiente anche attraverso un intenso programma di elettrificazione e un’attenzione sempre maggiore per il cliente. Non uno qualsiasi: te. tale è avere solo motori 4 cilindri le cui prestazioni possono essere adattate e modificate adottando altre tecnologie e integrate attraverso la parte elettrica con l’obiettivo di avere prestazioni superiori a quelle offerte oggi dai 6 cilindri, ma con consumi inferiori a quelli di un 4 cilindri. Il primo modello a beneficiare di SPA e VEA sarà la prossima XC90 prevista nel 2014, ma già da oggi Volvo può vantarsi di essere il marchio premium ad aver abbattuto più di tutti la CO2 con un progresso in Europa del 9% solo nel 2011 fissando il valore medio a 157 g/km. Merito della gamma DRIVe e di 7 modelli che già oggi hanno emissioni di CO2 inferiori a 120 g/km – di questi 3 scendono sotto i 100 g/km –, delle versioni alimentate con biocarburante E85 e dell’adozione di motori più piccoli e moderni, dotati di turbo, iniezione diretta, stop&start, recupero dell’energia e cambio a doppia frizione che da solo taglia i consumi dell’8% rispetto a un automatico tradizio-

nale. Volvo sta inoltre sviluppando un più efficiente cambio automatico a 8 rapporti e il recupero di energia meccanica attraverso volano in aggiunta a un’aggressiva strategia di elettrificazione per la quale Goteborg ha trovato la collaborazione di un partner come Siemens.

La presa di ricarica


SICUREZZA E AMBIENTE

Il futuro molto prossimo si chiama invece V60 D6 Plug-in Hybrid, ovvero la prima auto Diesel ibrida plug-in al mondo che sarà messa in commercio nella seconda metà del 2012. La prima tranche di produzione è di mille esemplari, con l’obiettivo di salire a 4-6mila unità entro due anni, l’80% delle quali assorbite da flotte. La V60 D6 Plug-in Hybrid è dotata di un 5 cilindri a gasolio 2,4 litri biturbo da 215 CV e 440 Nm di coppia collegato alle ruote anteriori attraverso un cambio automatico a 6 rapporti mentre per le ruote posteriori c’è un motore elettrico da 70 CV e 200 Nm, alimentato da una batteria agli ioni di litio da 11,2 kWh di capacità ricaricabile in un tempo compreso tra 3 e 7,5 ore. Con lo smartphone puoi controllare a distanza il processo di ricarica e impostare la giusta temperatura per il momento della partenza. Tre le modalità di guida selezionabili. Con la “Pure”, la V60 marcia a emissioni zero per 50 km, con “Hybrid” i due motori collaborano in modo ottimale per i consumi mentre con “Power” i 285 CV in totale si scatenano imprimendo alla station wagon svedese un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi. Se invece desideri avere la sicurezza della trazione integrale senza le massime prestazioni, basta premere il tasto AWD. Strabilianti i

Stessa plancia e stessa ergonomia delle altre V60 per la plancia della D6 Plug-in Hybrid

consumi di 1,9 litri/100 km e le emissioni di 49 g/km di CO2. Prodigi della tecnologia plug-in che Volvo prevede di applicare anche ai motori a benzina come dimostra il concept su base XC60 presentato allo scorso Salone di Detroit i cui 350 CV sono frutto della cooperazione di un 4 cilindri 2 litri turbo da 280 CV e un elettrico da

70 CV. Tutto questo naturalmente senza alcun compromesso sulla sicurezza, applicando gli stessi dispositivi che rendono la gamma V60 un riferimento (Collision Warning con sistema di frenata d’emergenza, City Safety, Pedestrian Detection…) e i medesimi standard utilizzati per le auto dotate di motore tradizionale. ➔

La versione D6 si riconosce per lo sportellino laterale e la tinta perlata Christal White

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SICUREZZA E AMBIENTE

I cerchi in lega aerodinamici

Un’attenzione dimostrata al Salone di Detroit nel 2011 quando Volvo ha mostrato una C30 elettrica – anche lei attesa sul mercato entro il 2012 e tutt’ora in fase di sperimentazione con 250 esemplari – uscita da un crash test frontale a 64 km/h senza alcun problema. Risultati ottenuti ancora una volta presso il centro di ricerche sulla sicurezza di Torslanda e che si aggiungono alle altre innovazioni in tema di sicurezza targate Volvo come il concetto di scocca come gabbia di protezione, la cintura di sicurezza a 3 punti, i seggiolini per bambini, il SIPS, gli airbag a tendina, il sistema contro il ribaltamento fino ai più recenti BLIS, City Safety, Pedestrian Detection e all’airbag pedone della

Diversa la strumentazione con gli indicatori per la marcia in elettrico

nuova V40 con la quale Volvo punta a prendere il massimo punteggio nei test per la protezione dei pedoni. Sicurezza che comprende ovviamente le capacità protettive dell’auto, ma guardano soprattutto al guidatore (responsabile degli incidenti nel 90% dei casi) e a quello che lo circonda secondo un concetto olistico. Lo dimostra anche il progetto SARTRE (SAfe Road TRains for the Environment) finanziato dalla Unione Europea nel quale Volvo è l’unico costruttore coinvolto e che, dopo due anni e mezzo di studi, è nella fase finale per la realizzazione del cosiddetto “platooning” ovvero convogli formati da automobili alla cui testa c’è un mezzo guidato da un pilota professionista. Grazie

La ricarica della batteria al litio dura da 3 a 7,5 ore. L'autonomia in elettrico è di 50 km

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all’elettronica, le auto del trenino mantengono la distanza di sicurezza frenando, accelerando e sterzando automaticamente. In questo modo tu che sei alla guida sei liberato completamente dallo stress e dai pericoli della guida, il traffico diventa più fluido, consumi ed emissioni scendono del 20%. Un sogno che si pensa possa diventare realtà entro 10 anni e che mette insieme sicurezza e ambiente, due dei pilastri di quella strategia che guarda al 2020 e prevede per allora 800mila Volvo all’anno. Un cammino lungo, ma iniziato con i migliori auspici visto che nel 2011 le unità prodotte sono state 449.255 ovvero il 20,3% in più rispetto al 2010. Un cammino che diventa il tuo viaggio a bordo di una Volvo.


VOLVO SOCIAL NETWORK

SCOPRI IL TUO MONDO Dietro ogni Volvo c’è un mondo da scoprire dove sei tu il protagonista e i contenuti ti riguardano davvero. Video esclusivi, eventi, notizie, foto e applicazioni uniche ti aspettano su tutti i canali Volvo, dalla Volvo TV a Facebook. Entra nel mondo Volvo e fai vivere la tua identità.

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di Roberto Lonardi

INTERVISTA

VOLVO C30? OGNI GIORNO UNA NUOVA SCOPERTA L

a tua prima parte l’hai recitata a soli 14 anni. Come hai vissuto l’ingresso nel mondo del cinema? Quali sogni animavano la tua vita? E quali l’animano tutt’ora? Da piccola sognavo di fare la ballerina classica. A 14 anni però fui estromessa dall’accademia perché ero troppo alta… al cinema sono poi arrivata casualmente. Oggi non ho più sogni particolari: sono consapevole di essere stata fortunata, di avere avuto una bellissima carriera professionale e ho una piena consapevolezza del periodo che viviamo, delle difficoltà che caratterizzano il periodo attuale, non solo il mio settore. Sei stata davanti alle telecamere per interpretare dei ruoli densi di femminilità; e sei stata davanti alle telecamere per raccontare la femminilità: quale credi sia l’opportunità migliore che i mezzi di comunicazione hanno per raccontare e per dare spazio alla femminilità? Tutto ciò che è creativo è idoneo a raccontare la femminilità: direi l’arte in generale. La scrittura, la musica, la pittura, la fotografia, il cinema stesso… sono tutti strumenti attraverso i quali la femminilità può svelarsi. Ti ricordi di più le grandi vittorie o le brutte cadute? Non guardo al passato in modo ossessivo, tendo a vivere il

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presente e progettare il futuro. Ma quando mi guardo indietro, credo di ricordare maggiormente i passi falsi piuttosto che le vittorie. Ci sono viaggi che hanno lasciato un segno nella tua vita? Da piccola la Camargue, una regione nel sud della Francia. Natura incontaminata, selvaggia… ricordo passeggiate a cavallo senza sella, vivere la natura in modo libero e sano. Da adulta la Sardegna: negli anni 70’, prima che divenisse meta di presunti vacanzieri vip, era meravigliosa. Che rapporto hai con i nuovi mezzi di comunicazione, i social media? Cosa ti piace di internet? E cosa non ti piace? Sono spazi e opportunità per raccontare e raccontarsi? Non amo molto i “social-networks”, le chat e tutto ciò che permette un alone di ambiguità nell’ambito dei rapporti interpersonali, dove non si ha una piena percezione del proprio interlocutore. Trovo invece che internet sia utilissimo per informarsi, scoprire una mostra, organizzare un viaggio, consultare un mappa. La sua utilità è innegabile. Oggi guidi una Volvo e ne hai guidate altre in precedenza. Cosa ti affascina di questo marchio? La sicurezza innanzitutto. Ma anche il giusto equilibrio tra l’eleganza e la sobrietà del

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Catherine Spaak possiede una Volvo C30 Black Design

suo design. Un mix perfetto. Adesso che Volvo stai guidando? Cos’hai scoperto della tua auto che non sapevi? Una C30 Black Design. Non essendo una persona molto tecnologica, ogni giorno scopro una novità. E’ sufficiente premere un pulsante e mi accordo di qualcosa di nuovo che in precedenza non avevo utilizzato… lo trovo divertente. Quale caratteristica tecnologica ti ha colpito di più di Volvo? Nel caso della C30 che guido oggi, l’elasticità del motore. Pur non essendo una cilindrata alta, mi consente di guidare con assoluta serenità, ma anche di avere una risposta adeguata quando devo affrontare un sorpasso o le dinamiche di guida richiedono una risposta pronta del motore. In un’auto come la Volvo C30 che guidi, per te è più importante l’aspetto estetico, dun-

que il design, o il cuore interno, cioè la tecnologia? Da giovane avrei risposto sicuramente il design. Oggi non mi basta più: accanto all’aspetto estetico, sono molto attenta alla sicurezza. Con una Volvo ho entrambe le cose. Cosa pensi della tecnologia elettronica all’auto per l’uso di tutti i giorni? Può essere fantastica… ma anche complicata da gestire. Ripeto: sono poco tecnologica e non sempre conosco tutte le funzioni della mia auto. Serve un po’ di tempo per imparare ad usarle in base alle singole esigenze. Che musica ascolti quando viaggi sulla tua Volvo? Musica classica e new age. Qual è il viaggio che vorresti fare in auto con la tua C30? Mi piacerebbe andare in Alta Provenza, in Francia, a vedere la fioritura della lavanda… in auto sarebbe bellissimo.


di Nicola Desiderio

QUALITÀ VOLVO

L’AUTO DALLE MOLTE QUALITÀ VISIBILI E INVISIBILI L

a qualità si vede, si sente, si tocca. E la qualità si misura e ha anche un nome: J.D. Power, l’istituto che da anni è il punto di riferimento per la valutazione di tutto quello che vuol dire qualità nell’automobile, da quella che emerge dai sistemi utilizzati in fabbrica e dai prodotti fino ad arrivare a quella percepita dai clienti, anche nei suoi aspetti più impalpabili e che – proprio per questo – sono i più difficili da costruire. Sono i più importanti per un marchio premium, sono quelli che fanno la differenza. Perché dunque stupirsi se la società di valutazione americana, dopo aver condotto uno studio sul mercato italiano in collaborazione con il mensile Quattroruote su un campione significativo di automobilisti con almeno due anni di possesso, ha rilevato che Volvo offre le auto con maggiore appeal tra quelle in listino di 30 marchi, compresi quelli più prestigiosi, quelli con i quali Volvo vuole confrontarsi. L’appeal è solo uno degli aspetti della soddisfazione dei clienti, ovvero della corrispondenza tra le sue aspettative e l’effettiva esperienza, ma è fondamentale perché misura quanto un marchio riesce ad essere attraente attraverso i propri prodotti e perché sotto la voce “appeal” sono compresi aspetti fonda-

Volvo mira a diventare il marchio premium più desiderato attraverso le doti tradizionali delle proprie vetture, ma non solo, e comincia a farlo già da ora. Lo dimostrano i premi ricevuti da J.D.Power per la customer satisfaction in Germania e quale brand con il maggior appeal in Italia. mentali come la dinamica, l’abitabilità, la visibilità, la sicurezza, la comodità dei sedili, l’efficienza della climatizzazione e la qualità dell’impianto audio e dei sistemi telematici. Insomma, quanto di più qualificante e percepibile da chi guida e utilizza una vettura e che è diretta conseguenza della qualità costruttiva dei prodotti, della loro tecnologia e delle attenzioni con cui anche ogni dettaglio, anche nel servizio, si trasforma in un’esperienza positiva. Ancora una volta sono i particolari che fanno la differenza. Non si conquistano 805 voti su 1.000 per caso né il massimo punteggio su molti dei parametri considerati sopravanzando prodotti che godono della migliore reputazione, e non è un caso che Volvo abbia conquistato anche il terzo posto nella graduatoria “Qualità e Affidabilità”. Lo studio conferma quanto già rilevato da J.D. Power in Germania con un’inchiesta analoga: Volvo è il primo marchio per soddisfazione del cliente battendo i padroni di casa e i co-

struttori giapponesi, da anni leader indiscussi di questa speciale classifica che ha visto nel 2011 la Volvo V50 aggiudicarsi il secondo posto di categoria e il terzo in assoluto mentre la V70 si è presa il bronzo nella classe Executive. Un risultato che ha un significato piuttosto chiaro. Le inchieste condotte dall’istituto americano mostrano infatti una diretta correlazione tra la soddisfazione del cliente e la fedeltà, la migliore premessa per mettere solide basi per il futuro per andare alla conquista di nuovi clienti e raggiungere l’ambizioso obiettivo di 800mila auto vendute nel 2020, ma soprattutto la conferma che progettare auto che mettono al centro le persone è un’abitudine in Volvo che si trasforma in tante qualità che sanno arrivare alla ragione ed al cuore, tutte percepite e apprezzate da numero crescente di clienti sempre più soddisfatti e che, guidando e possedendo una Volvo, sentono l’emozione di sentirsi considerati in modo particolare.

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di Pier Luigi del Viscovo

FILOSOFIA VOLVO

VOLVO, O DEL LUSSO facile affermare che un’auto è costruita intorno all’uomo. Il difficile arriva dopo, quando l’individuo sale a bordo e pretende di sentirsi ancora al centro. I clienti Volvo lo sanno. Sono loro che vogliono “dare le carte”. Non ci stanno a subire la personalità forte e vincolante dell’auto. “Un’auto disegnata intorno a te” è un impegno preciso, che implica un’attenzione costante alla persona, lungo tutte le fasi di concepimento e progettazione dell’auto. Il vero lusso: Non bastano degli accessori comfort-oriented. L’auto deve essere sviluppata vivendo insieme al cliente, rendendo tangibile e ingombrante la sua presenza, o meglio la presenza delle sue idee e del suo modo di vivere l’auto, dentro e fuori. Sarà per questo che le Volvo sono risultate le auto con il più elevato appeal per gli automobilisti italiani (studio J.D. Power – Quattroruote, 2011). Perché le esigenze e le aspettative dei clienti sono complesse e articolate, specialmente quando si tratta di auto di lusso.

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E c’è il tempo nostro. Oggi siamo diversi a secondo del tempo della nostra vita: interpretiamo questi attributi diversamente. Viviamo in modo spensierato, entusiasta e dunque divertente, tanto da preferire una Volvo così, una 40. Oppure ci vediamo impegnati, responsabili, attivi e dinamici: come una Volvo 60. Ma quando abbiamo conosciuto tanto del mondo e della vita, ci siamo sforzati di capire per essere capiti, ci sentiamo in grado di gestire le complesstare al centro senza essere messi in mezzo. sità, siamo sofisticati come una Volvo 90. Tanti modelli, tante versioni, tanti attriesprimono l’eleganza, eventualmente asbuti, una sola filosofia: offrire il lusso più sociata alla funzionalità (la declinazione evoluto, quello che si muove e si modella V). Poi ci sono gli attributi più di tendenza, con noi. Mai uguale perché vivo, in conticome è giusto che sia per la clientela monua evoluzione. derna e affluente, che vuole mostrarsi È il lusso progressivo e perciò più desiforte sì, ma anche raffinata, educata e derato. Non ci viene dal passato, non è colta: su di loro sono costruite le Volvo stato già usato e consumato da altri. È XC. Ma questi attributi, dicevamo, sono nostro, creato per noi, proprio perché namutevoli nel tempo. Non tanto nel loro sce con noi, su quello che siamo. tempo, bensì nel nostro tempo. C’è il La vita è un posto dove non siamo mai tempo delle macchine: tra vent’anni le stati. Meglio andarci con una Volvo. stesse auto saranno diverse da se stesse. “Auto di lusso che capiscono le persone” significa proprio questo: mettere il cliente al centro, non dentro l’auto. Metterlo al centro del progetto, per declinare l’auto in base alle sue aspettative. Certamente, non tutti i modelli sono uguali. Ognuno ha i suoi attributi – diversi e mutevoli nel tempo. I modelli disegnati intorno a personalità più singolari, quelli di classe C, sono indubbiamente diversi da quelli di classe S, che inseguono ed

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di Roberto Lonardi

INTERVISTA

SCELGO CONSUMI CONTENUTI E RISPETTO PER L’AMBIENTE

L’

esperienza di un fleet manager cosa può insegnare al cliente privato? I contenuti innovativi delle vetture spesso non sono subito compresi, specie in termini di tecnologia, ma anche di sicurezza. Un buon fleet manager può indirizzare un cliente privato nel porre più attenzione a questi valori, indispensabili per garantire un buon acquisto. Quali sono i fattori decisivi per l’acquisto di una flotta aziendale? TCO, Savings e “appetibilità” da parte dei driver sono i termini più dibattuti all’interno dell’azienda, specie quando si prendono decisioni in merito alla flotta aziendale. Non meno importante però è l’aspetto della salvaguardia ambientale, quindi è indispensabile porre molta attenzione alle emissioni di CO2. Quanto incide il Marchio (valori) e quanto incide il modello (trend del momento)? Il mercato è ricco di novità in termini di prodotto ed è anche condizionato dalla questione fiscale, quindi per qualsiasi decisione bisogna considerare che le scelte di oggi avranno certamente un impatto economico e gestionale per i prossimi 3-4 anni. Decidere una car policy e quindi scegliere delle vetture per conto di altri è un’esperienza d’acquisto fondamentalmente diversa dalla decisione d’acquisto fatta per se stessi? I criteri sono certamente diversi. L’acquisto di una vettura di flotta è condizionata dalla consapevolezza di operare da prima della scelta (bel rapporto con i brand) alla gestione di tutto il periodo in cui la vettura rimane su strada (per i servizi che la riguardano, specie dove si generano i costi non previsti). Quali sono i modelli di Volvo che meglio

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Gilda Sanfelici, operations manager di HPI Fleet&Mobility Italia

soddisfano le esigenze di un fleet manager? Molto dipende dalle direttive aziendali. I modelli privilegiati per la flotta in generale dovrebbero certamente essere quelli a più basso consumo e con minor emissioni di CO2, quindi i prodotti DRIVe, Plug-in Hibrid o la C30 Electric a emissioni zero. Tutto ciò a patto di trovare anche un buon accordo in termini di valori residui con le Società di Noleggio in caso di leasing. Quali sono i valori di Volvo che meglio soddisfano le esigenze di un fleet manager? Ritengo la sicurezza e lo studio di sempre nuove tecnologie, entrambi garanti di una buona mobilità. Non meno importante è l’attenzione verso i propri clienti, qualità non sempre riconosciute, nonostante i tempi di crisi come questo. Uno dei loro slogan è Ecologia, Economia, Efficienza. Ritengo sia un buon punto di partenza. C’è spazio per le emozioni nelle decisioni di un fleet manager? Piacere di guida, sensazione di lusso, comfort, design possono determinare le scelte delle vetture? Certamente, ma purtroppo sono valori sempre più subordinati a quelli relativi a TCO e Savings, almeno sulle flotte.

Caratteristiche dell’auto, caratteristiche del servizio: se la decisione per la flotta aziendale dovesse dipendere da uno solo dei fattori, quale sarebbe preponderante? Non possono essere discussi. Entrambe sviluppano il compromesso utile per la scelta. Le tematiche ambientali trovano spazio nelle decisioni di un fleet manager? Ci sono o ci dovrebbero essere incentivi o vantaggi per scelte che tengono conto del rispetto dell’ambiente? Così come avviene ormai da tempo in molti altri Paesi, è necessario che la legislazione italiana sostenga in modo concreto lo sviluppo e la diffusione dei veicoli elettrici o a basso impatto ambientale, anche come dimostrazione di buon senso civico e attenzione verso l’ambiente. Diverse sono le associazioni e i consumatori che lo stanno reclamando. Le tecnologie di sicurezza attiva che aiutano ad evitare le collisioni sono elementi che contribuiscono a scegliere una flotta aziendale? È importante considerare i dispositivi di sicurezza come fattori importanti per una flotta aziendale, normalmente composta da professionisti che percorrono molti chilometri.



CarFleet speciale volvo n.46