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Numero 06 Anno II - Settembre/Ottobre 2011 - Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/BG

efficienza energetica

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Editoriale

Periodico d’informazione culturale sugli stili di vita e d’impresa sostenibili

www.ressolar.it

Piazza Vecchia giardino incantato Per 10 giorni Città Alta è stata il palcoscenico internazionale dei "maestri del paesaggio"

Il ritorno dei cittadini di Francesca Forno I fatti politici di prima dell’estate, l’esito delle elezioni amministrative e il risultato dei referendum del 12-13 giugno, hanno reso evidente le dimensioni e la capacità di influenza raggiunte da una nuova area di movimento composta da numerosi gruppi, associazioni e singoli cittadini che con tenacia e passione sono riusciti a rilanciare il dibattito attorno all’importanza della gestione e tutela del territorio, dell’ambiente, della terra, dei beni comuni sociali, culturali, ecc. Non si tratta di un movimento sociale come quelli a cui ci hanno abituato le grandi lotte del passato, ovvero un movimento con una struttura e una ideologia ben definite e dei leader riconoscibili, ma piuttosto di una miriade di piccole -a volte piccolissime- aggregazioni, nate spesso attorno a tematiche segue a pagina 2

Energia

R.I.S.E.E.

La prima rete d'imprese per vincere le sfide dei mercati a Pagina 38

Moratti a Pagina 12

Mobilità

Ambiente

Settimana Europea della mobilità

In mostra un prototipo ad idrogeno Con un litro 2.344 Km! Rossi a Pagina 10 Stili di vita

Downshifting

La ricetta per una Decrescita Felice da Pagina 32

Fattorie didattiche

Green economy

Bambini, famiglie e scuole alla scoperta della campagna e delle sue tradizioni

Cura verde per una economia al verde

a Pagina 18

Salomone a Pagina 36

Appuntamenti

In autunno una pioggia di appuntamenti sostenibili Fiere, sagre, incontri, festival... tutto l'elenco a pagina 46

Soluzioni per il risparmio della spesa energetica


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Editoriale

Segue dalla prima pagina specifiche e “locali”, ma che nel corso degli anni sono riuscite a dotarsi di un repertorio d’azione comune e di comuni quadri interpretativi sull’origine delle problematiche contemporanee e rispetto alle loro possibili soluzioni. L’esito referendario ha sorpreso tutti, osservatori e studiosi, fino ad allora unanimi nel sostenere che la partecipazione dei cittadini alla vita politica nelle democrazie occidentali fosse orientata verso un inarrestabile declino, sia nelle sue forme cosiddette “convenzionali” (iscrizione ai partiti, partecipazione alle elezioni, referendum) che nelle sue forme “non convenzionali” (cortei, manifestazioni, scioperi). D’altronde in Italia i referendum non raggiungevano il quorum da molti anni e anche nel nostro Paese, seppur con dimensioni più ridotte rispetto alle altre democrazie occidentali, la partecipazione alle elezioni si stava riducendo, così come il numero degli iscritti ai partiti. La politica sembrava non interessare più i cittadini, cosa che secondo il politologo inglese Gerry Stoker costituisce non solo un segno delle difficoltà che attraversano oggi i sistemi democratici, ma anche il terreno più fecondo per l’emergere di nuove forme di autoritarismo. Non è un caso che molte interpretazioni del risultato referendario, per dar conto della sorpresa, abbiano principalmente sottolineato l’importanza del recente diffondersi dei social network, e in particolare dell’uso di facebook tra le nuove generazioni. Tuttavia, senza negare il ruolo

“Comitati spontanei di cittadini, Gruppi di Acquisto Solidale, Associazioni contro la criminalità organizzata: sono le nuove forme di partecipazione politica di una cittadinanza attiva e responsabile” che questi strumenti ricoprono per la partecipazione politica e in particolare per la partecipazione non convenzionale, per chi osservava la società dal suo interno, non era impossibile prevedere quanto accaduto e soprattutto notare come la politica si stesse rigenerando attraverso inedite forme di attivismo che si sono diffuse nell’ultimo decennio da nord a sud del nostro Paese, contribuendo a sensibilizzare un numero sempre più ampio di cittadini sull’importanza della gestione e tutela dei beni comuni. Mi riferisco a tutti quei gruppi e organizzazioni che si battono per la salvaguardia del proprio territorio e che includono le associazioni ambientaliste e i comitati spontanei di cittadini che si oppongono alla realizzazione di grandi e piccole “opere”, spesso percepite come un inutile “consumo di territorio”. Mi riferisco all’esplosione dei Gruppi d’Acquisto Solidali (Gas), che nell’ultimo decennio sono passati da poche decine a molte centinaia in tutte le parti del nostro Paese e che tramite un ripensamento dei consumi quotidiani e la creazione di “circuiti economici nuovi” sostengono e promuovono un’agricoltura

Consigli di letture Donatella della Porta e Gianni Piazza (2008), Le ragioni del no. Le campagne contro la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto, Milano, Feltrinelli. Michele Micheletti (2010), Critical shopping. Consumi individuali e azioni collettive, Milano, FrancoAngeli Gerry Stoker (2008), Perché la politica è importante. Come far funzionare la democrazia, Milano, Vita e Pensiero.

sostenibile e l’attenzione a uno sviluppo equilibrato. Oppure alla crescita del variegato mondo del commercio equo e solidale e del “nuovo” associazionismo contro la criminalità organizzata: tutte associazioni che hanno proposto nuove modalità di azione, riaffermando al contempo il diritto-dovere di una cittadinanza attiva e responsabile. È proprio grazie a questi gruppi che il cittadino ritrova nuove forme di partecipazione “politica” e riscopre nuove modalità di aggregazione di istanze: istanze che possono essere fatte valere a livello collettivo attraverso questi gruppi, movimenti o associazioni. Una modalità talora considerata “in alternativa” alle tradizionali forme di attività politica (il voto, i partiti), talora intesa come modalità integrativa o rafforzativa rispetto ai canali più convenzionali. La questione dei beni comuni è così tornata ad assumere una centralità crescente tra i cittadini, iniziando a tratteggiare un programma politico complessivo che, prendendo la sua spinta dal basso, potrebbe essere capace di ridefinire i modelli economici e le relazioni sociali secondo criteri di sostenibilità. I segnali sono buoni, ora è necessario continuare a prendere parte al cambiamento.

Francesca Forno *ricercatrice di sociologia generale docente di sociologia e sociologia dei consumi presso l’Università degli studi di Bergamo

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Periodico d’informazione culturale sugli stili di vita e d’impresa sostenibili

Registrazione: Tribunale di Bergamo N. 25/10 del 04/10/2010 Registro stampa periodici Chiuso in redazione l'8 Settembre 2011

> Editore Studio Green Solution di Marco Rossi > Direttore Editoriale Marco Rossi direzione@bergamosostenibile.com > Direttore Responsabile Diego Moratti direttore@bergamosostenibile.com > Redazione Roberta Spinelli - redazione@bergamosostenibile.com Raffaella Ghisleni - redazione@greensolution.it > Progetto Grafico ed impaginazione Layout Studio Service Srl - Bergamo www.layoutstudio.it > Stampa CSQ Spa - Erbusco (BS) - www.csqspa.it > Pubblicità Studio Green Solution - info@greensolution.it Tel 335.362358 - Via Privata Legler, 14 - Brembate Sopra

Hanno collaborato a questo numero: Mario Salomone - Docente Università di Bergamo Lorena Mora - Scienze della comunicazione Francesca Forno - Docente Università di Bergamo Alice Motti - Scienza della comunicazione Michela Offredi - Giornalista Fabio Parietti - Personal Coach Patrizia Mantoessi - CFL Giusy Carolei - Docente Università Milano-Bicocca Clara Gandolfi - Giornalista Duccio Colombo - Biofarm Lisa Casali - Ecocucina Erica Bettinelli - Villino d’Erica Monica Riva - Bureau Veritas Italia Livia Salvi - Moda e Storia dell'arte Giuseppe Gandolfi - Comunicazione ambientale

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Attualità

Puliamo il mondo “Certi mostri fanno davvero paura” Dal 16 al 24 settembre migliaia di volontari contro il degrado ambientale “Certi mostri fanno davvero paura”: è questo lo slogan scelto da Puliamo il mondo 2011 che tornerà nei weekend dal 16 al 18 settembre in tutta Italia e il 23 e 24 anche nelle scuole (il video dello spot su www.puliamoilmondo.it). Anche quest’anno, infatti, la campagna ambientale di volontariato internazionale, Clean Up the World, organizzata

“Nell’anno europeo del volontariato migliaia di cittadini in azione a caccia di rifiuti abbandonati” in Italia da Legambiente coinvolgerà migliaia di cittadini, proprio in occasione dell’Anno Europeo del Volontariato, per liberare i parchi, le rive dei fiumi, i boschi, le spiagge e le città dal degrado. E’ questo il “mostro” da combattere contro il quale i volontari scenderanno in campo, muniti di guanti, rastrelli e ramazze contro l’inquinamento da rifiuti. Nata a Sidney in Australia nel 1989, Clean Up the World è la più importante campagna di volontariato ambientale del mondo cui partecipano centinaia di paesi e più di 35 milioni di persone. Puliamo il Mondo, infatti, è un’azione simbolica ma estremamente concreta che ha l'obiettivo di recuperare numerosi luoghi dall’incuria e, allo stesso tempo, di promuovere una diversa attenzione al territorio. La

partecipazione dei volontari va dalla pulizia di uno spazio verde a veri e propri progetti di riqualificazione di zone in stato di abbandono, fino ad un’opera di sensibilizzazione sull’importanza della raccolta differenziata dei rifiuti.

Puliamo il mondo… dalle bottiglie d’acqua! Giunta alla diciannovesima edizione Puliamo il Mondo quest’anno sarà orientata anche a promuovere in modo particolare l’uso consapevole della risorsa acqua. Il nostro Paese infatti, detiene il record mondiale di consumo pro capite di acque minerali con il conseguente utilizzo di milioni di bottiglie di plastica da smaltire e l’emissione di tonnellate di CO2 causate dalla produzione delle bottiglie e dal trasporto delle stesse. Un business che non tiene in nessun conto i concetti di risparmio e sostenibilità, basta pensare che solo un terzo delle bottiglie di plastica utilizzate per l’acqua minerale viene raccolto in modo differenziato e destinato al riciclaggio, mentre i restanti due terzi finiscono in discarica o in un inceneritore. Ma non solo: il consumo annuo di 12 miliardi di litri di acqua imbottigliata comporta, per la sola produzione delle bottiglie, l’utilizzo di 350mila tonnellate di polietilene tereftalato (PET), con un consumo di 665 mila tonnellate di petrolio e l’emissione di gas serra di circa 910 mila tonnellate di CO2 equivalente.

Con le borracce “IO BergAMO” addio alle bottiglie di plastica! Il progetto “IO BergAMO”, sostenuto dall’Associazione Orobicambiente Onlus e da Bergamo SOStenibile, promuove una raccolta fondi per l’acquisto di un autocarro a sostegno della candidatura delle mura di Città Alta a Patrimonio dell’Unesco. Il veicolo servirà ai volontari dell’Associazione per ripulire e riportare al loro antico splendore le mura. Tra le varie iniziative per raccogliere fondi sono stati predisposti una serie di accessori/gadget ecologici con il logo del progetto tra cui una boraccia. La boraccia realizzata in alluminio (un materiale riciclabile 100% all’infinito) ha lo scopo di sensibilizzare la gente a bere acqua del rubinetto oltre che disincentivare l’acquisto d’acqua in bottiglia. Il costo della borraccia è di 10 euro e sarà possibile effettuare la donazione presso i gazebo che Orobicambiente istituisce in centro a Bergamo e in Città Alta. Per maggiori informazioni: Tel. 035.222944 - info@greensolution.it

Legambiente assegna le bandiere Verdi per Vilminore e Corna Imagna Nera per Selvino: “Lo Ski dome, un Ecomostro” Come ogni anno Legambiente e la Carovana delle Alpi assegna vessilli verdi o neri ai comuni meritevoli di iniziative eco-sostenibili oppure ree di troppa cementificazione. Il faraonico progetto dello “Ski dome” di Selvino, l’impianto sciistico al coperto che permetterà di sciare anche d’estate, non è piaciuto all’associazione ambientalista che sostiene che verrà così edificato un “Ecomostro in quota per pochi eletti” e che movimenterà milioni di metri cubi di terra e roccia, oltre a dover consumare un’enorme quantità di energia per mante-

nere le temperature: “Non a caso il progetto era stato bocciato dalla provincia di Trento” aggiunge Legambiente, che non ritiene sufficiente il fatto che l’impianto sarà completamente interrato e avrà un impatto visivo limitato, caratterizzandosi ad ogni modo come “una ferita aperta nel territorio alpino”. Bandiere verdi invece per altri due comuni montani: Vilminore e Corna Imagna. Il primo comune per il progetto della «Latteria sociale montana di Scalve», una cooperativa che da anni lavora per mantenere gli allevatori

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in valle e dare un futuro economicamente sostenibile anche ai giovani addetti. Il secondo vessillo per la cooperativa agricola «Il tesoro della bruna» che produce latte e formaggi che vengono venduti presso la “Casa dello stracchino”, un Centro servizi per l’agricoltura sostenuto dal comune di Corna Imagna che sta riscuotendo un incoraggiante successo. “Esempi di progetti economicamente sostenibili –si legge nella motivazione di Legambiente- in grado di garantire un presidio al territorio sia economico che culturale”.

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Attualità

Buon compleanno WWF Nell’anno internazionale delle foreste un’altra importante ricorrenza: il WWF compie 50 anni A Morges, piccolo villaggio della Svizzera sulle rive del Lago Lemano, ormai mezzo secolo fa, precisamente il 29 aprile 1961, fu compiuto un atto d’amore nei confronti dell’umanità. In quei favolosi anni Sessanta in cui la cultura di massa spingeva al consumo sfrenato, ancora inconsapevole (o quasi) delle ricadute a livello ambientale, un’élite culturale si fece portavoce di un pensiero d’avanguardia: l’equazione “natura in pericolo uguale umanità in pericolo”. Alcuni facoltosi naturalisti, intellettuali e cittadini del mondo,

“Preservare la bellezza della natura e le specie che popolano la terra è concretamente l’unica garanzia per la nostra sopravvivenza” fondarono il World Wildlife Fund (Fondo Mondiale per la natura), convinti che preservare la bellezza della natura e le specie che popolano la terra fosse concretamente l’unica garanzia per la nostra sopravvivenza. In 50 anni di attività l’organizzazione indipendente più importante del pianeta ha conquistato il mondo. Oggi il WWF conta 5 milioni di sostenitori in oltre 100 paesi sparsi sui 5 continenti, più di 2.000 progetti volti alla tutela della biodiversità e al raggiungimento di uno sviluppo sostenibile. In Italia i soci e i donatori ammontano a 400.000 e sono decine i volontari e i collabora-

tori che si prendono cura delle 100 Oasi WWF sorte nel nostro Paese a difesa di 35.000 ettari di territorio. Con lo scopo di proteggere la vita dell’ecosistema, il WWF si è mosso sin dall’inizio a livello globale. Dalla stazione di ricerca nelle Isole Galapagos, alla fondazione della scuola per gestori di parchi in Tanzania, dalle indagini ambientali sulle specie a rischio di estinzione, alle cam-

“Oggi il WWF conta 5 milioni di sostenitori in oltre 100 paesi sparsi sui 5 continenti e più di 2.000 progetti in tutto il mondo per la tutela della biodiveristà” pagne a favore della conservazione di quelle protette, tra cui le tigri in India, il rinoceronte bianco meridionale e le balene, senza contare la tutela di vaste aree del pianeta come la foresta pluviale, quella amazzonica

e la barriera corallina. In questo mezzo secolo di impegno molti obiettivi sono stati raggiunti. A partire dagli anni ’80, sotto la guida del WWF, più di 50 paesi hanno ridefinito le proprie strategie di sviluppo nell’ottica di conservare l’ambiente e utilizzare in modo sostenibile le risorse naturali. L’attenzione del WWF a partire dai primissimi anni ’90 a temi caldi come il cambiamen-

to climatico e l’uso nocivo di sostanze tossiche ha promosso in maniera significativa l’adozione di certificazioni per i prodotti eco-sostenibili, salvaguardando il patrimonio forestale e quello ittico. Oggi il lavoro più grande si muove nella logica di conservazione della diversità biologica e dell’uso di risorse naturali rinnovabili. Le politiche di tutela si muovono anche con partner-

ship nel settore privato, cosa che recentemente ha destato non poche polemiche. Contestazioni a parte, al WWF va ascritto il merito di aver seminato nella coscienza di massa la consapevolezza che salvaguardare la natura è l’unico mezzo per la sopravvivenza, in primis della nostra specie. Alice Motti

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Attualità

In mostra “I giovani verso l’Expo” Idee per nutrire il pianeta In vista del grande appuntamento dell'Expo 2015 di Milano la Provincia di Bergamo presenta i 48 progetti di 171 giovani partecipanti Creatività e fantasia al servizio di produzioni tipiche e sostenibilità energetica È stata inaugurata giovedì 28 luglio e rimarrà aperta fino al 30 settembre la mostra "I giovani e l'Expo. La Provincia di Bergamo premia le idee” allestita presso il cortile del palazzo della Provincia, in via Tasso 8. Una mostra che raccoglie una parte dei 48 progetti presentati dai 171 giovani partecipanti al bando, di età compresa fra i 15 e i 25 anni. L'assessorato alle Grandi infrastrutture, Pianificazione territoriale, Expo della Provincia di Bergamo aveva infatti lanciato nella primavera del 2010 il bando "I Giovani e l'Expo”, finalizzato a coinvolgere e sensibilizzare la generazione dei più giovani, promuovendo le tematiche dell’esposizione universale in programma nel 2015 a Milano, che ha per titolo: “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”. A novembre 2010 si sono tenute le premiazioni che hanno decretato vincente il progetto “MangiamBE” di Arianna Aresi. Si tratta di un progetto di innovazione nella filiera alimentare che fa leva su distributori automatici contenenti prodotti tipici locali. Secondo posto per il progetto “Bergamizie, sapori creativi” con i cibi della tradizione rivisti in chiave moderna, per una sana e divertente alimentazione. Terzi a pari merito due progetti: “Risanamento Colturale” di Fabio Drago ed Emanuele Munaretto e “Il Chicco” di Marco Invernici, Alberto Sicuso e Dan Vavasso-

Expo 2015 di Milano “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” 1 maggio/31 ottobre 2015

ri. A corredo della mostra è stato realizzato un catalogo con la presentazione di tutti i progetti partecipanti e una "Guida ai temi della manifestazione”. L'iniziativa che è stata realizzata dalla Provincia grazie al patrocinio della Società Expo 2015 Spa e dell'Ufficio Scolastico - Ambito territoriale di Bergamo, col patrocinio e il supporto finanziario dalla Fondazione Istituti Educativi di Bergamo e dalla Fondazione della Comunità Bergamasca onlus. “Ringrazio i giovani che hanno partecipato così numerosi al bando: contiamo molto

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sulle loro idee, sulla loro energia e sull’intelligente simpatia che hanno dimostrato in questi progetti” –ha dichiarato l'assessore provinciale alle Grandi infrastrutture, Pianificazione territoriale ed Expo Silvia Lanzani, presente all’inaugurazione insieme al presidente della Provincia di Bergamo Ettore Pirovano e ai due esponenti della Società Expo 2015 Spa: l'amministratore delegato Giuseppe Sala e il componente del Cda Fabio Marazzi. “Per cogliere appieno quell’acceleratore di opportunità che è l’Expo 2015 occorre sviluppare con creatività e fantasia un marketing territoriale, che sappia valorizzare al meglio le eccellenze del nostro territorio” ha detto ancora l’assessore Lanzani che ha poi anticipato: “In autunno partirà un nuovo bando, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più giovani e stimolare l’attenzione sugli affascinanti ma delicati temi dell’alimentazione e della sostenibilità”. La mostra con i progetti è visitabile nel palazzo della Provincia in via Tasso, fino al 30 settembre, con i seguenti orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20; sabato dalle 8 alle 14. Diego Moratti

L’Expo è una grande manifestazione fieristica che si tiene ogni cinque anni in varie città del mondo ed ha lo scopo di promuovere il progresso industriale e tecnologico per una positiva trasformazione delle condizioni di vita sociale ed economica del pianeta. La prima grande esposizione universale si svolse a Londra nel 1851, mentre l’ultima edizione si è tenuta a Shanghai in Cina nel 2010 con il titolo “Better city, better life”, richiamando 73 milioni di visitatori da tutto il mondo. Per questo motivo l’Expo rappresenta un’opportunità economica e turistica di altissimo valore ed è per questo che occorre preparare per tempo il territorio e metterlo in grado di coglierne al meglio le potenzialità. Il tema dell’Expo milanese è “Nutrire li pianeta, Energia per la vita”, declinato in 7 sottotematiche: - la scienza per la sicurezza e qualità alimentare - l’innovazione nella filiera alimentare - la tecnologia per l’agricoltura e la biodiversità - l’educazione alimentare - la solidarietà e la cooperazione alimentare - l’alimentazione per migliori stili di vita - l’alimentazione nelle culture e nelle etnie


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Attualità

“Fermiamoci nella Creazione” In una terra ospitale educhiamo all’accoglienza Don Poli: unire diverse realtà sociali per un vero cambiamento

BergamoScienza pensa in verde! La rassegna di eventi di profilo internazionale ha attivato una partnership con ABenergie per azzerare le emissioni di CO2

“Dal 1 settembre al 4 ottobre le iniziative per stimolare una coscienza etica e ambientale” Sono numerose le proposte messe in campo in questi mesi dal Centro per la salvaguardia del creato e dal Centro per la pastorale sociale di Bergamo, iniziative che hanno fatto perno

sulla 6° Giornata nazionale per la salvaguardia del creato, indetta dalla Chiesa italiana per giovedì 1 settembre. Da maggio a settembre, all’interno del progetto di etica ed educazione ambientale “Una rete per il Serio e il territorio”, si sono svolte una serie di mostre, serate musicali, giornate dell’ecologia ed altri eventi nei quali i protagonisti sono stati soprattutto i giovani e gli studenti, con

insegnanti, educatori e famiglie. Il tema di quest’anno “Abitare la Terra tra bisogni e risorse” ha avuto come finalità quella di condurre intere comunità civiche a rimodulare i loro comportamenti per una convivenza civica sostenibile, partendo da una responsabilità dell’agire di ognuno in relazione al consumo ambientale. Finalità condivisa da una seconda serie di iniziative dal tito-

Al via dal 1 al 16 ottobre la IX edizione di BergamoScienza, con un fittissimo e autorevole programma di incontri su chimica, ambiente, alimentazione ed energia, consultabile sul sito www.bergamoscienza.it Ma BergamoScienza non pensa solo in grande, bensì anche in green! La manifestazione infatti rispetta le risorse e protegge l’ambiente scegliendo la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico. E lo fa raccogliendo l’invito e la sfida di ABenergie, società leader nella fornitura di energia, che illumina la IX edizione di BergamoScienza con energia rinnovabile. BergamoScienza è il primo lo “Fermiamoci nella creazione: in una terra ospitale educhiamo all’accoglienza” in programma dal proprio dal 1 settembre, giornata dedicata alla salvaguardia del creato, al 4 ottobre, ricorrenza della Festa di S. Francesco, Patrono non solo d’Italia, ma anche dei cultori dell’ecologia. Tra i principali eventi l’adesione alla settimana della mobilita sostenibile europea (16-22 settembre) e la collaborazione con ATB, TEB e A.Ri.Bi., mentre domenica 17 settembre si terrà una giornata di riflessione sull’economia di relazione in Valle Imagna in collaborazione con il Distretto di Economia Solidale (DES) e Mercato&Cittadinanza. Tra il 23 e il 25 settembre si terrà la festa annuale del Parco Agricolo Ecologico dei comuni di Bergamo e di Stezzano, mentre diverse sono le date e le sedi dedicate alla mostra fotografica itinerante “Altari Fioriti” dal 17 al 25 settembre. Per il programma dettagliato si veda il sito: www.

Festival d’Italia a rendere ecosostenibili tutti gli eventi in programma. Le emissioni di CO2 prodotte dai consumi elettrici dell’intera rassegna sono azzerate e compensate da energia rinnovabile certificata RECS, prodotta direttamente dalle centrali idroelettriche presenti sul territorio.

pastoralesocialebg.it “Occorre continuare a proporre i temi ambientali non solo alle Parrocchie -osserva Don Francesco Poli, direttore del Centro Diocesano Pastorale Socialema attraverso di esse percorrere tutte le piste riguardo ad alleanze tra le diverse realtà sociali della nostra terra, affinchè si rafforzino quei cammini intrapresi e si inneschino processi virtuosi per un vero cambiamento.” Renato Romano, uno dei responsabili del progetto, aggiunge: “Dopo diversi anni che stiamo lavorando su tutto il territorio provinciale ci accorgiamo che molte sono le risposte positive che ci arrivano da associazioni, comitati genitori, scuole, etc… Ma soprattutto notiamo che quando una persona si sente inserita in una fitta rete di relazioni e partecipe di un progetto, allora tende ad uscire da quelle forme di egoismo tipiche della società “usa e getta e inquino” in cui oggi viviamo”


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Eco dal comune

Settimana Europea della Mobilità Bergamo SOStenibile media partner del Comune A settembre due settimane di iniziative e uno “speciale mobilità” di 24 pagine per promuovere mezzi di trasporto alternativi In mostra un prototipo ad idrogeno, pesa 38 kg e percorre 2.344 km con un litro!

L’intenso traffico veicolare è una delle cause principali della pessima qualità dell’aria nelle città, qualità dell’aria che ha poi pesanti ripercussioni sulla salute dei cittadini. E’ questo un problema che accomuna molti centri medio grandi di tutta Europa. Con lo scopo di sensibilizzare amministrazioni e cittadini a prendere coscienza della situazione e per stimolarli nella ricerca di soluzioni, l’Unione Europea indice ogni anno la “Settimana Europea della Mobilità”. Quest’anno, per la decima edizione (16-22 settembre 2011), il tema principale è la “Mobilità alternativa”. L’adesione all’iniziativa da parte delle amministrazioni è completamente volontaria e il Comune di Bergamo, anche quest’anno, non ha fatto mancare la propria partecipazione. Aderire significa creare una serie di eventi ed iniziative che stimolino la cittadi-

nanza ad adottare sistemi di mobilità alternativa a quelli dell’auto di proprietà. Proprio per la comunione di intenti tra le finalità che la manifestazione si pone e la linea editoriale di Bergamo SOStenibile è risultata naturale la partnership tra il Comune di Bergamo e il nostro giornale per promuovere ed organizzare al meglio la manifestazione. In un

ricco programma di eventi che va ben oltre “la settimana” (il che denota l’attenzione generale del Comune a questo tema) sono state ricomprese tutte le possibili declinazioni della mobilità cosiddetta “dolce”. Dal 13 al 25 settembre sarà possibile per i cittadini partecipare a conferenze, mostre, esposizioni, visite, prove di guida sicura ed ecosostenibile, corse podistiche

e tanto altro ancora. Iniziative ad hoc sono state studiate anche per i più piccoli, dal piedibus a laboratori creativi e biciclettate. Bergamo SOStenibile in qualità di media partner dell’evento distribuirà un’edizione speciale del giornale in 20.000 copie sulla mobilità a Bergamo e sarà presente con uno spazio espositivo di veicoli e soluzioni atte a promuovere la mobilità sostenibile,

che si terrà sabato 17 e domenica 18 fra la fine di via XX Settembre e Piazza Pontida. Nel week end sarà possibile vedere e toccare con mano biciclette elettriche, scooter, ciclomotori auto e altri veicoli elettrici, ibridi o con alimentazioni alternative alla benzina e al gasolio. Ma non solo, sarà possibile anche osservare soluzioni per la ricarica di auto elettriche come colonnine o pensiline fotovoltaiche. Ciliegina sulla torta infine, presso Palazzo Frizzoni sarà possibile vedere un prototipo alimentato ad idrogeno del peso di 38 kilogrammi realizzato dal team H2politO del Politecnico di Torino che è in grado di percorrere ben 2.344 chilometri con un litro. Il prototipo ha partecipato alla Shell eco-marathon, una gara annuale internazionale aperta a tutti gli studenti di scuole secondarie o università. Nella competizione non vince chi arriva prima, ma chi consuma meno e percorre più chilometri a parità di carburante. Marco Rossi


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Eco dal comune

L’arte di arredare attraverso la natura Piazza Vecchia in versione green inca Visitatori e turisti gradiscono la sorprendente suggestione di un giardino fiorito nel bel mezzo di Città Alta E i ladri “gradiscono” gli speciali cuscinotti colorati, ma poi si pentono e li riportano Piazza Vecchia, un vero gioiellino di architettura incastonata nel cuore di Città Alta (e nel cuore di noi bergamaschi), non ha proprio nulla da invidiare a molte altre belle piazze d’Italia. Ed è sicuramente bella così com’è, con il fascino di antico centro pulsante attorno a cui, un tempo, gravitava la vita civica e religiosa di una benestante e operosa comunità. Certo che a nessuno sarebbe venuto in mente che –anche solo per 10 giorni- una piazza così apprezzata per il suo immutato

aspetto nei secoli, potesse acquisire un rinnovato incanto e nuova linfa proprio tornando ad essere un piccolo bosco naturale. Sarà l’effetto sorpresa, ma l’effetto è… sorprendente! Ad essere attorniato dai prestigiosi palazzi della biblioteca A. Maj e dal Palazzo della Ragione per dieci giorni è stato un vero e proprio giardino da sogno, ricreato con sapiente maestria ricoprendo l’intera piazza di un manto verde in cui si alternavano un boschetto di betulle di 410 mq, angoli fioriti, piante orna-

mentali, vasi di erbacee perenni, ma anche apparecchi luminosi e sonori per ricreare un’atmosfera unica e veramente imperdibile. Ad approntare l’insolito allestimento gli organizzatori dell’ “International meeting of landscape and garden. I maestri del paesaggio”, evento voluto dal Comune e da Arketipos, l’associazione presieduta da Maurizio Vegini già organizzatore di eventi simili in altre città. Nel weekend del 3 e 4 settembre si sono svolti incontri di alto livello che hanno riunito professionisti ed esperti

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di Diego Moratti

da tutto il mondo, con una copertura dell’evento da parte di numerose riviste specializzate nazionali e internazionali con l’effetto indiretto di una promozione di Bergamo e Città Alta anche da un punto di vista turistico. Il giardino invece è rimasto allestito e visitabile tutti i giorni dal 2 all'11 settembre. “Molte persone e molti turisti hanno particolarmente gradito questa sorpresa di una piazza completamente verde –commenta soddisfatto Vegini- e in particolare è stato notato il grande coinvolgimento da parte di tutti gli operatori intervenuti, sia nei lavori che nella serata di Gala. Con piacere poi riferiamo che molti professionisti e partecipanti convenuti a Bergamo per il convegno sono rimasti favorevolmente colpiti dalla nostra città, spesso poco conosciuta all’estero”. “Terminata la riuscita rievocazione storica del patrono Sant’Alessandro, l’amministrazione comunale ha voluto proseguire con l’organizzazione di quest’evento così singolare e caratterizzante per la nostra bellissima Piazza Vecchia, trasformata nell’occasione in un suggestivo giardino d’incanto” –spiega Massimo Bandera, assessore all’ambiente del comune di Bergamo-. “Nell’anno internazionale delle foreste ricreare un bosco in Città Alta assolve al duplice obiettivo, da un lato di sensibilizzazione a favore della tutela del patrimonio forestale nel nostro pianeta, dall’altro di valorizzazione del Parco dei Colli che -non tutti sanno- ricomprende anche Città Alta e le preziose mura venete”. Unica nota stonata della manifestazione è stato il furto di alcuni degli speciali cuscinotti colorati, fatti arrivare appositamente dall’Olanda per dare la possibilità ai visitatori di rilassarsi all’interno della grande piazza-giardino. Dopo averli fatti sparire durante la notte, i ladri “ripresi” dalle telecamere, hanno accolto l’invito degli organizzatori a riportarli spontaneamente, facendoli ritrovare qualche giorno dopo non lontano da Piazza Vecchia. La lezione valga per tutti: anche in un giardino da sogno, occorre tenere gli occhi aperti. O almeno le telecamere accese.

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Comuni virtuosi

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Eventi

A Nembro torna “Cibovicino” Il 18 settembre la seconda edizione della fiera del consumo consapevole Dopo il successo dell'edizione 2010 torna domenica 18 settembre “Cibovicino”, la fiera del consumo consapevole promossa dal Gas di Nembro e patrocinata da Comune, Provincia, Confagricoltura, Comunità Montana Valle Seriana e Promoserio.

pranzo, su prenotazione sul sito a cibovicino@nembro.net, sarà curato dagli studenti e dai docenti dell’istituto IPSSAR Sonzogni di Nembro. Laboratori del gusto saranno organizzati presso l'Auditorium in collaborazione con Slowfood con prenotazio-

La giornata sarà preceduta da un altro appuntamento che si terrà giovedì 15 settembre alle 20:30 in biblioteca su banche etiche e gruppi di acquisto: “Nonsolobanche: vecchi e nuovi mutualismi” tenuto dall’economista Andrea Di Stefano, diret-

Coinvolti molti soggetti legati al consumo critico come Retegas, Slowfood, Cittadinanza Sostenibile con Mercato e Cittadinanza, che fin dalla mattina, in piazza della Libertà a Nembro, proporranno iniziative e approfondimenti per tutti i gusti. Saranno presenti numerosi stand di produttori locali e non mancherà lo spazio di animazione, con laboratori e giochi per i più piccoli e per i ragazzi. Il

ne presso il gazebo del GAS Nembro. Il biologo e nutrizionista Paolo Paganelli presenterà alle 15:30 il tema “Il cibo come cultura del territorio” mentre Cittadinanza Sostenibile alle 17:30 organizza un importante incontro dal titolo ”Nuove Geografie. Da Palermo a Bergamo: mappe per un futuro sostenibile e libero dalle mafie” alla presenza di esponenti siciliani del comitato Addio Pizzo.

tore della rivista “Valori”. L’idea di “Cibovicino” nasce dal desiderio che tutti noi ci rendiamo consapevoli degli effetti di responsabilità sociale mossi da un gesto semplice e quotidiano come il fare la spesa. La semplice scelta dell’acquisto di un prodotto, piuttosto che di un altro, innesca un meccanismo a cascata, a cui certamente non pensiamo mentre siamo davanti al banco del supermercato: co-

me è arrivato fin qui, quanti km ha percorso (quindi quanto ha inquinato)? E prima, come è stato coltivato, quale scelta qualitativa è stata fatta sulle materie base di cui è composto? E prima, con quali sistemi è stato coltivato? E ancora, chi l’ha imballato, raccolto, coltivato? Con quali tutele e garanzie i coltivatori, i produttori ed i loro dipendenti hanno potuto lavorare? Perché vogliamo proprio mangiare i kiwi a luglio, facendoli arrivare dalla Nuova Zelanda e le ciliege a Natale, coltivate in Cile? Pensiamo alla stagionalità dei prodotti e all’effetto benefico dell’alternanza delle sostanze sul nostro corpo. Le stagioni inducono una sorta di “disintossicazione” forzata, ma dettata dalla legge della natura. La fiera del consumo consapevole vuole promuovere il prodotto vicino, tipico, coltivato secondo i migliori standard qualitativi. Per questo sono nati i G.A.S. - Gruppi di Acquisto Solidale, con l’obiettivo di fare incontrare produttori e consumatori senza intermediari: con una catena così corta, il controllo da parte del consumatore può essere diretto e il produttore può lavorare ed essere pagato il giusto: così facendo anche la qualità del prodotto ne risulta premiata.

A Treviolo la prima “Festa d’Autunno” Finita l’estate, tornati a casa dalla ferie (chi le ha fatte), si ritorna alla vita di ogni giorno. Riprendono le scuole, le attività ed anche il mondo dell’associazionismo e volontariato riparte con le tradizionali iniziative o con nuovi progetti tutti da elaborare ed organizzare. Per dare spazio e visibilità a tutte queste opportunità domenica 2 ottobre a Treviolo si svolgerà la prima “Festa d’autunno”. Questa nuova festa si svolgerà in Piazza Premarini, Piazza Benedetti, Via L. Lombarda e nelle aree verdi circostanti e vedrà una ricca partecipazione di numerose associazioni e aziende del territorio. Saranno allestiti stand e bancarelle che metteranno in mostra le attività, i corsi, i prodotti e i servizi da loro offerti. Durante la manifestazione sarà possibile passeggiare tra i vari stand degustando e acquistando prodotti locali e per la gioia dei più piccoli - ma non solo- sarà ricreata una piccola fattoria in piazza dove saranno messi in mostra animali da cortile. A condire il tutto non mancherà l’intrattenimento con animazione e spettacoli musicali. Non mancate!

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Comuni virtuosi

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Gli speciali

Bergamo SOStenibile decolla A settembre quota 35.000 copie Grazie alla collaborazione delle amministrazioni virtuose, delle associazioni e delle aziende sensibili ai temi della green economy, la tiratura del nostro giornale passa da 20 a 35 mila copie. E da novembre Bergamo SOStenibile diventa mensile! Con l’edizione di settembre/ ottobre 2011 Bergamo SOStenibile sfonda quota 35.000 copie: grazie alla sensibilità e alla sensibilizzazione posta in essere da numerose aziende e amministrazioni virtuose, oltre alle consuete 20.000 copie (pari alla tiratura di base), il giornale esce con 15.000 copie in più. Sono stati infatti redatti 3 “Speciali” in corrispondenza di alcuni Comuni della bergamasca nei quali avverrà una distribuzione più capillare di Bergamo SOStenibile: si tratta di “Speciale Sotto il Monte”, “Speciale Treviolo” e “Speciale Agenda21 Isola-Dalmine-Zingonia”, mentre nei mesi scorsi con lo “Speciale Pedrengo” si era già passati a 25.000 copie. Queste edizioni hanno la caratteristica di avere alcune pagine aggiuntive che approfondiscono le tematiche dello sviluppo sostenibile, le buone pratiche e i progetti relativi ai Comuni o alle aziende del territorio di riferimento. Un modo efficace per diffondere una cultura della sostenibilità partendo proprio dalla vita quotidiana

di ciascuna famiglia o impresa, segnalando e documentando ciò che sta vicino al proprio paese: nuove iniziative, progetti comunali, opportunità d’impresa, associazioni e manifestazioni a tema. Numerosi sono infatti gli sforzi che molte amministrazio-

ni stanno facendo in vista di un maggior risparmio energetico e della riduzione delle emissioni di CO2, coerentemente con gli obiettivi del Patto dei Sindaci voluto dall’Unione Europea. Occorre però che non solo gli enti pubblici, bensì anche i cit-

tadini e le imprese facciano la propria parte: diventa pertanto essenziale sia comunicare i progressi e gli obiettivi che si pongono gli enti locali sia sensibilizzare famiglie e aziende a mettere in campo buone prassi e comportamenti virtuosi.

Con piacere notiamo che l’interesse per queste tematiche è in aumento esponenziale: lo testimoniano le tantissime persone che sono diventati lettori assidui e appassionati di Bergamo SOStenibile. Sono aumentati i punti di distribuzione del giornale, le collaborazioni con enti e associazioni e sempre più numerose sono le imprese che sostengono questa nuova testata, sia perché condividono le tematiche che vengono approfondite, sia perché lo considerano un valido e apprezzato strumento di divulgazione della propria attività. A tal proposito, venendo incontro anche a molte richieste dei lettori, dal prossimo numero di novembre Bergamo SOStenibile diverrà mensile: un raddoppio della cadenza, fino ad ora bimestrale, che ci permetterà di essere ancora più presenti e tempestivi nell’informare e comunicare nuovi stili di vita e d’impresa più sostenibili. Per tutte le info e per visualizzare la mappa dei punti di distribuzione del giornale: www.bergamosostenibile.com

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U.S.A.

San Francisco, California Usa La metropoli dall’animo ecologista È la Greenest major city del Nord America. Piste ciclabili ovunque, pensiline con connessione wi-fi e il 16 settembre l’annuale protesta ironica del “Parking day” Il museo più ecologico del mondo di Renzo Piano realizzato con pareti di jeans riciclati

Siamo abituati a pensare a San Francisco come alla caotica “City by the Bay”, con le ripide colline, la nebbia mattutina, il Golden Gate Bridge. Forse non tutti sanno che questa magnifica città si è appena distinta come la metropoli più ecosostenibile del Nord America, svettando al primo posto dell’indice delle città più green di Usa e Canada ovvero il “Greenest major city in the US and Canada Green City Index”, redatto in seguito ad una ricerca condotta da EIU -Economist Intelligence Unit- e commissionata da Siemens. Tra

energetica per le opere edilizie. Il fiore all’occhiello di San Francisco è la raccolta differenziata dei rifiuti: nonostante il gran numero di abitanti (più di 800 mila) il riciclaggio è attualmente attestato al 77% e l’ambizioso quanto stimolante obiettivo è quello di arrivare allo “Zero Waste” entro il 2020: questo significherebbe un sistema di riciclaggio il più vicino possibile al 100% (www.sfenvironment.org). Un altro obiettivo sul quale l’amministrazione lavora costantemente è quello della mobilità sostenibile: la SFMTA

“L’ambizioso quanto stimolante obiettivo è quello di arrivare allo “Zero Waste” entro il 2020: questo significherebbe un sistema di riciclaggio il più vicino possibile al 100%”

“Proprio in questa città nel 1992 è nata la Critical Mass, raduno di protesta per l'affermazione dell’uso dell’ecologica bicicletta”

gli indicatori presi in considerazione ci sono: gestione dei rifiuti, consumo pro capite di acqua ed elettricità, utilizzo dei trasporti pubblici, politiche di riduzione di C02 e standard di efficienza

- San Francisco Municipal Transportation Agency ha sviluppato un programma chiamato Livable streets per supportare ciclisti e pedoni: l‘intento è quello di promuovere e migliorare l’utilizzo della bicicletta (e delle proprie gambe!) per il trasporto quotidiano. Le piste ciclabili si rincor-

rono già per tutta la città e per migliorare il servizio la SFMA sta tracciando sull’asfalto presso i semafori i cosiddetti Bike Bo-

xes: si tratta di quadrati di colore verde dove i ciclisti possono sostare in attesa del proprio turno in uno spazio separato da quello

delle auto. La grande attenzione dedicata a questo mezzo non stupisce, se si considera che proprio in questa città nel 1992 è nata la Critical Mass, raduno di protesta per l'affermazione dell’uso dell’ecologica bicicletta; oggi questo raduno avviene ogni ultimo venerdì del mese in molte città del mondo; i ciclo-attivisti di San Francisco hanno lanciato un appello invitando i ciclisti di tutto il mondo ad unirsi alla celebrazione del ventennale della Critical Mass, nel Settembre 2012 (www.sfcriticalmass.org). Anche l’uso dei mezzi pubblici è fortemente incentivato. In città è possibile viaggiare sulle mi-


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tiche cable-car, tram carrozze che vengono trainati secondo il principio della funivia, perfettamente funzionanti dal 1912. E’ surreale vedere circolare per le strade di San Francisco alcuni mezzi appartenenti alla rete tramviaria Milanese degli anni Venti: perfettamente funzionanti, sono stati acquistati dalla Muni - San Francisco Municipal Railway ed inseriti nel circuito della città! Nel caso si preferisca prendere un bus, l’attesa sarà certamente piacevole: entro il 2013 verrà ultimato un progetto per la costruzione di ben 1100 pensiline con connessione Wi-Fi gratuita e illuminazione a LED; l’energia sarà fornita da pannelli solari integrati nella copertura superiore e quella in eccedenza verrà immessa nella rete elettrica urbana. (www.sfmta.com).

Civic Art per sensibilizzare la comunità San Francisco vanta una grande tradizione culturale e un’attitudine all’innovazione e al cambiamento, certamente merito dell’apertura mentale e della tolleranza dei suoi cittadini. Fin dagli anni ’50 è stata un importante palcoscenico di mo-

vimenti letterari ed artistici, basti pensare alla Beat Generation di Kerouac e Ginsberg o ai movimenti hippy contro la guerra in Vietnam della Summer of Love, negli anni ’60. La città è tuttora un centro di sviluppo di tenden-

“E’ surreale vedere circolare per le strade alcuni mezzi appartenenti alla rete tramviaria Milanese degli anni Venti perfettamente funzionanti” ze artistiche e di design, in molti casi connesse al suo animo green. La Black Rock Arts Foundation di San Francisco si occupa di creare, promuovere e comunicare progetti di Civic Art: l’arte viene considerata uno strumento per comunicare con le persone, per portarle a riconsiderare il loro stile di vita e il loro ruolo all’interno della comunità locale e globale e per educarle in ecologia e sostenibilità. Questa fondazione collabora con il San Francisco Department of the Environment per il progetto Scrap Eden: ogni anno alcuni artisti vengono invitati a creare instal-

lazioni con materiali di riciclo per esporle nei parchi pubblici cittadini. E’ interessante il fatto che sono invitati a collaborare alla realizzazione delle opere anche gruppi di cittadini che vengono così sensibilizzati verso temi legati all’ambiente (www.blackrockarts.org). Per comunicare con la comunità e catturare l’attenzione dei media i Civic Artists utilizzano generalmente un linguaggio di ironica protesta. Un esempio di questo tipo di approccio è il PARK(ing) day, evento organizzato per la prima volta nel 2005 dallo studio di arte e design Rebar e poi diffuso in tutto il mondo. Per un giorno all’anno alcune zone dedicate al parcheggio vengono simbolicamente trasformate in parco: gruppi di cittadini tappezzano il terreno con zolle di erba e trascorrono alcune ore in queste piccole aree verdi sottratte al traffico cittadino. C’è chi porta tavoli e sedie, chi fa pic-nic, suona la chitarra, legge, sta in compagnia di altre persone… addirittura è stato celebrato un matrimonio! Il fine di queste installazioni è quello di attirare l’attenzione sul tema dell’importanza dei parchi pubblici all’interno della città. Il prossimo PARKing day è previsto per il 16 settembre 2011 (http://parkingday.org/).

L’Academy of sciences di Renzo Piano “il museo più ecologico e alla moda del mondo” La sede della California Academy of Sciences è stata inaugurata a San Francisco nel 2008 dopo 10 anni di lavoro e l’impressione che dà è quella di un edificio in perfetta integrazione con il paesaggio naturale del Golden Gate Park. Ideato da Renzo Piano, l’edificio è stato definito “il museo più ecologico del mondo” ottenendo la Platinum-level LEED certification da parte dell’U.S. Green Building Council. L’enorme tetto colpisce subito l’attenzione per la sua forma sinuosa e per il prato verde che lo ricopre: oltre ad essere un elemento di continuità con il parco circostante, contribuisce a creare negli spazi interni un clima fresco riducendo al minimo l’utilizzo dell’aria condizionata e permette il filtraggio e il recupe-

ro dell’acqua piovana. Le 55000 cellule fotovoltaiche disseminate sulla superficie di questa particolare copertura forniscono

“L’edificio può contare su un ottimo sistema di isolamento grazie al rivestimento interno delle pareti costituito per l’85% da cotone e jeans riciclati” energia pulita ed economica per l’intero complesso. Il sistema di riscaldamento funziona attraverso tubi con acqua calda inseriti nella struttura del pavimento e

l’edificio può contare su un ottimo sistema di isolamento grazie al rivestimento interno delle pareti costituito per l’85% da cotone e jeans riciclati! Le enormi vetrate che costituiscono i muri, insieme agli oblò disseminati sul tetto, rendono gli ambienti interni molto luminosi e permettono una riduzione del 90% dell’utilizzo dell’illuminazione artificiale; il museo è così concepito come uno spazio inondato di luce, ben diverso dalle buie architetture museali ottocentesche. All’interno di questo stupendo edificio sono ospitate diverse strutture, tra cui l’acquario, il planetario, una foresta pluviale e il museo di scienze naturali (www.calacademy.org/) Livia Salvi


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Ambiente

Fattorie didattiche un impegno a sostegno dell’ambiente e della cultura rurale Fenomeno crescente (anche in termini economici) in Italia e nella bergamasca le fattorie didattiche rappresentano un anello di raccordo tra mondo agricolo e mondo scolastico Un’agricoltura amica dell’ambiente Da oltre vent’anni le politiche del’Unione Europea per lo sviluppo del settore primario puntano a fare dell’agricoltura un’attività sempre più attenta alle esigenze di tutela dell’ambiente. Una delle manifestazioni più note di questa tendenza generale in atto nel settore primario è rappresentata dal recente sviluppo delle agroenergie, un ambito in cui sia agricoltori sia imprenditori provenienti da altri settori stanno investendo capitali ingenti. Ma quando parliamo di agricoltura amica dell’ambiente possiamo citare anche altri campi d’azione, spesso meno noti al grande pubblico, ma certamente caratterizzati da professionalità degli interventi e da una significativa componente di impegno etico a favore delle comunità locali. In questo quadro di rinnovata sensibilità del mondo agricolo per l’ambiente si è inserito da alcuni anni il fenomeno della didattica in fattoria, espressione di un’agricoltura di servizio sensibile ai bisogni delle comunità in cui le aziende agricole sono inserite.

“Un vero e proprio laboratorio di educazione ambientale ed alimentare che permette ai ragazzi e alle famiglie di apprendere osservando e sperimentando sul campo” A scuola in fattoria Il campo della didattica rurale rappresenta un’occasione di impegno per imprenditori agricoli intenzionati a lavorare su un approccio pedagogico al mondo della campagna, mettendo in rapporto la realtà delle aziende agricole con scuole e famiglie. Sviluppatesi in seguito all’esperienza positiva delle City Farm nel nord Europa, anche in Italia le fattorie didattiche stanno assumendo un ruolo di sempre maggiore rilevanza ponendosi come anello di raccordo tra mondo agricolo e mondo scolastico. Inoltre, l’attenzione crescente per le tematiche ambientali da parte della scuola ha

reso le fattorie didattiche un luogo privilegiato per lo sviluppo di una coscienza eco-sostenibile in materia di salvaguardia del territorio. La diffusione di un approccio pedagogico al mondo della campagna costituisce il risultato di un’evoluzione avvenuta congiuntamente nel contesto della scuola e del settore primario. In ambito scolastico ha cominciato a trovare spazio un concetto di qualità della vita e dell’esperienza umana fondato su un corretto rapporto con la natura e, in particolare, con i ritmi della campagna. L’attività agricola, da parte sua, ha sviluppato una sempre maggiore propensione al confronto con la società in tutte le sue componenti. Dal connubio tra queste due tendenze è derivato un originale approccio educativo, che vede proprio nella fattoria didattica il nucleo di un’esperienza cognitiva basata su un armonico incontro tra innovazione e tradizione.

Un coinvolgimento attivo Le fattorie didattiche rappresentano quindi un momento di collegamento tra città e campagna, uno strumento di comunicazione diretta fra l'agricoltore e il cittadino. L'iniziativa delle Fattorie didattiche ha assunto una forte valenza socio-culturale, creando un legame stabile tra aziende e territorio, ponendo le fattorie didattiche come veri e propri centri territoriali di educazione ambientale ed alimentare al servizio di scuole e famiglie. Del resto l’agricoltore, proprio perché vive quotidianamente la realtà contadina, è da considerarsi uno dei custodi delle ricchezze ambientali e culturali del territorio e quindi la figura più idonea a trasmettere questi sani valori e a stimolare un approc-


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“La didattica in fattoria è espressione di un’agricoltura di servizio, particolarmente sensibile ai bisogni delle comunità in cui le aziende agricole sono inserite” i ragazzi stessi. Esse, infatti, offrono l’opportunità ai ragazzi e alle loro famiglie di entrare in stretta relazione con il territorio circostante, di conoscere la specificità dei prodotti agro-alimentari locali e le relative filiere produttive. I visitatori hanno quindi la possibilità di scoprire ed osservare direttamente sul campo le dinamiche di produzione dei prodotti agro-alimentari e di conoscere gli aspetti agronomici, culturali e nutrizionali di uno specifico prodotto.

cio attivo al mondo naturale, una maggiore attenzione all’ambiente e all’origine delle cose. Le attività pedagogiche proposte dalle fattorie didattiche sono correlate all’ambiente e alle attività agricole svolte dall’azienda e prevedono un forte coinvolgimento attivo da parte degli ospiti. Quest’ultimi, infatti, sono invitati ad ‘apprendere facendo’, osservando e sperimentando sul campo. Una fattoria didattica può effettivamente essere definita un vero e proprio laboratorio di educazione ambientale ed alimentare che permette ai ragazzi di conoscere ed apprendere in modo semplice - ma non scontato - nozioni inerenti all’agronomia, alla zootecnia, alla biologia o all’etologia. Le fattorie didattiche, inserendosi in un percorso di scoperta e conoscenza caratterizzato da un apprendimento attivo volto a stimolare la curiosità, l’osservazione e la riflessione, rappresentano quindi un’opportunità di estrema importanza per il mondo agricolo, per la scuola e per

Un approccio multifunzionale all’agricoltura L’esperienza delle fattorie didattiche appare senz’altro in linea con gli aspetti di fondo di quel modello multifunzionale di impresa agricola su cui le autorità dell’UE puntano da almeno un decennio a questa parte. Stiamo parlando di un’agricoltura che non si limita alla semplice produzione di materie prime a scopo alimentare, ma che punta ad integrare in un più ampio quadro d’insieme una serie di funzioni e servizi aggiuntivi a beneficio dell’intera società. Anche nella Bergamasca l’agricoltura multifunzionale si è ormai conquistata uno spazio che comincia ad assumere rilevanza anche in termini economici. A fronte di un’incidenza nazionale della multifunzionalità rurale pari al 5% (dati ISTAT), in provincia di Bergamo i dati indicano in una quota compresa tra il 9 e il 10% del totale il numero delle imprese agricole dedite, in tutto o in parte, ad attività non strettamente produttive di materia prima grezza.


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Ambiente

Fattorie didattiche nella bergamasca

produttive con forme evolute di difesa dell’ambiente e di responsabilità sociale d’impresa. È in questo contesto che si inserisce il progetto Fattorie didattiche, che proprio nell’insegnamento sul campo ha trovato la via per unire scuola, cittadinanza e mondo agricolo”. Sul territorio bergamasco è attiva da diversi anni – grazie ad un’iniziativa fortemente sostenuta dall’amministrazione provinciale - una rete di Fattorie Didattiche costituita da 66 aziende agricole con le quali, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, si è messo a segno un obiettivo importante e in continua evoluzione: l’attuazione di progetti di educazione alla ruralità per bambini e ragazzi. Sono oltre 60.000 gli studenti che negli ultimi cinque anni hanno visitato le aziende della rete

bergamasca acquisendo, grazie a questa esperienza, una conoscenza diretta, giocosa e indelebile del mondo agricolo e delle sue funzioni di tutela dell’ambiente e di recupero delle tradizioni. Gli utenti delle fattorie didattiche – in prevalenza alunni della scuola dell’infanzia e primaria, ma anche giovani e adulti – entrano in rapporto con luoghi e persone in grado di comunicare in poche ore il senso più genuino dell’esperienza rurale. Ragazzi che nel proprio contesto familia-

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re e relazionale hanno ormai perso ogni occasione di vicinanza con la campagna ritrovano l’opportunità di un contatto diretto con le espressioni più tipiche del mondo agricolo.

L’impegno dell’amministrazione provinciale “La Provincia di Bergamo – afferma l’assessore all’agricoltura della Provincia, Enrico Piccinelli - ha puntato con convinzione sull’attuazione di un programma organico di educazione alla ruralità rivolto ai giovani studenti. In questo quadro il progetto Fattorie didattiche propone al mondo della scuola un percorso di conoscenza e di esperienza in materia di cultura del territorio e, nel contempo, fornisce agli imprenditori agricoli un’ulteriore occasione per valorizzare la propria attività e per impiegare la propria azienda in una funzione diversa da quella meramente produttiva”. Alunni e insegnanti partecipano a itinerari formativi specifici per ogni ordine e grado di scuola: di volta in volta è così possibile apprendere le metodologie tradizionali e moderne di coltivazione e di allevamento, scoprire i cicli naturali o familiarizzare con le leggi basilari dell’ecologia. “Oggi il settore primario – aggiunge l’assessore Piccinelli – risponde alla crisi generalizzata dell’economia esplorando nuove forme di impegno in grado di coniugare le tradizionali attività

Dalle fattorie didattiche alle fattorie sociali Proprio dall’esperienza della didattica nell’ambito dell’azienda agricola è nata, in tempi recenti, la realtà di un primo nucleo di aziende agricole - denominate fattorie sociali – specializzate nell’erogazione di servizi di accoglienza per persone diversamente abili. Tale fenomeno vede di nuovo nella Bergamasca un interessante laboratorio di sperimentazione. “Queste aziende – spiega l’assessore provinciale Piccinelli hanno optato per l’eliminazione di ogni barriera architettonica e si sono strutturate con una serie di servizi supplementari atti a favorire la fruizione dei principali aspetti della vita in campagna da parte di persone diversamente abili. È intenzione della Provincia far sì che questo nucleo di partenza possa crescere rapidamente e che un numero sempre maggiore di aziende agricole colga l’importanza di operare in un campo di così forte impegno sociale”.

“Fattorie aperte” un evento per conoscere la campagna Il variegato mondo delle aziende agricole dedite alla didattica celebrerà anche quest’anno una sorta di open day, grazie alla sesta edizione di “Fattorie aperte”, evento promosso dalla Direzione Agricoltura di Regio-

ne Lombardia in collaborazione con le associazioni agrituristiche (www.buonalombardia.it). Domenica 25 settembre, infatti, quasi 100 fattorie didattiche lombarde - tra cui ben 15 bergamasche - si animeranno ancora una volta di attività speciali con laboratori didattici e varie iniziative dedicate ai visitatori di ogni età. Coloro che vorranno dedicare un po’ di tempo ad un’esperienza di contatto con il mondo contadino avranno l’opportunità di essere accompagnati dagli imprenditori agricoli alla conoscenza delle principali attività che si svolgono in campagna e dei migliori prodotti della terra lombarda. Per i più piccoli vi sarà infine la possibilità di scegliere tra numerosi laboratori dedicati ai temi più vari, dalla raccolta dell'uva alla produzione del miele, dalla panificazione alla cura degli animali da cortile, il tutto all’insegna di una prospettiva che pone al centro dell’attenzione la promozione della qualità della vita e la salvaguardia delle aree rurali.

Fattorie didattiche aderenti a “Fattorie Aperte” Domenica 25 Settembre La Cascina dei Prati Credaro Cooperativa La Peta Costa Serina Cascina Fenatichetta Fontanella Il Fontanile Gandosso Fattoria Ariete Gorno Sant'Antonio Grone La Freschera S.S. Parzanica Az. Agrituristica Ferdy Scalvino/Lenna Coop. S. Ca’ Al Del Mans Serina Mosconi S.S. Petosino di Sorisole Az. Agr. Barbeno Dario Treviglio Cascina Bassanella Treviglio El Frutero Villa d’ Adda


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A Gandosso la prima fattoria didattica con bosco sospeso Unica realtà in tutta la Lombardia, un vero Parco avventura con osservatorio dall’alto Nell’anno internazionale delle Foreste laboratori e sensazioni a contatto con la natura Con un vista spettacolare sopra il lago d’Iseo, situato sulle colline e immerso in un querceto secolare nel comune di Gandosso (Bg) il Parco del Pitone è la prima fattoria didattica in tutta la regione Lombardia ad attivare un bosco sospeso con attività e laboratori adatti per ogni fascia di età. Il bosco del pitone è un'architettura naturale in grado di incantare anche chi -di boschi- ne ha visti tanti: 117 querce, 41 carpini 30 frassini tutti secolari che insieme fanno un capolavoro della natura, oltre a 20.000 mq di rubinie, querce americane e castagneti. All'entrata ci sono due vecchie querce alte quasi 20 metri con la circonferenza tronco di 3 metri e 50 cm. Questa prevalenza di alberi secolari in un piccolo spazio tra castagne e rubinie, conferisce al Pitone il "carattere" di un bosco aristocratico con pochi eguali. La funzione originaria del "pitone" era l'attività del "roccolo" e

ancora oggi ce ne sono tre presenti all'interno del bosco non attivi, di età secolare, del periodo medievale. Grazie all’adesione del parco del pitone al progetto delle Fattorie didattiche, ora bambini e ragazzi (ma anche giovani e adulti) avranno la possibilità di vivere una giornata di gioco e avventu-

“Scuola&avventura: Laboratori e giochi differenziati per tutte le età, dai bambini di 5 anni in su” ra in assoluta sicurezza per una emozionante passeggiata a 5 o 8 metri di altezza. Suddiviso in due percorsi di difficoltà ed altezze crescenti, è accessibile a partire dai 5 anni o un metro di altezza (percorso bambino) ed è senza limiti di età. Un'equipe di professionisti dinamici e coinvolgenti vi accoglierà

al vostro ingresso e, dopo avervi equipaggiato e spiegato le norme di sicurezza su un percorso dimostrativo, vigilerà nelle vostre prime evoluzioni sugli alberi. Ma tale esperienza non costituirà solamente un gioco: la forza pedagogica delle emozioni e dell’avventura dei percorsi sospesi nel bosco saranno finalizzati all’educazione ambientale dei ragazzi o dell’intera famiglia. Dopo un primo momento di accoglienza si procederà alla meraviglia della scoperta del bosco, portando i bambini ad ambientarsi nel posto con il quale dovranno interagire attivamente. Saranno favorite le esperienze sensoriali alle quali non si dedica più sufficiente attenzione, come l’individuare piante, rocce e flora spontanea; sarà utilizzato anche il senso dell’udito, per imparare ad ascoltare, ad ascoltarsi e riconoscere le fonti sonore, le voci e la distinzione tra suoni naturali ed artificiali. Si passerà poi all'olfatto per classificare gli odori e

i profumi a seconda della loro origine e della stagione, mentre per la merenda all'interno della casetta nel bosco si potranno degustare prodotti naturali e tipici locali, oltre al pranzo al sacco che gli ospiti si potranno portare da casa. Laboratori didattici specifici permetteranno infine di abbinare arte, gioco e natura, trasformando gli alunni in piccoli chimici, fisici o farmacisti con proposte come l’orto didattico, piante aromatiche, “cammina cammina” e numerose altre. In occasione dell'an-

no internazionale delle foreste la fattoria didattica, al fine di promuovere e sensibilizzare i futuri "adulti" alla conservazione e al rispetto del bosco e della natura, dà la possibilità di sperimentare “Settimane verdi” con escursioni, divertimento, arrampicate e il contatto diretto con la natura. Il parco del Pitone è dunque una fattoria didattica con una incredibile varietà di esperienze e percorsi per piccoli e grandi, ma con un unico obiettivo: lasciare in fondo a ciascuno di noi il seme dell'amore per la natura.


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Mobilità sostenibile

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Ciclovie

Pista ciclopedonale della Val Seriana Da Ranica a Clusone per 40 km Continua il viaggio tra le ciclovie della nostra provincia Recuperato il patrimonio ambientale lungo il fiume Serio, resta da valorizzare in chiave eco-turistica la storia industriale della Valle Una perla bergamasca per il turismo verde è sicuramente la pista ciclopedonale della Val Seriana. Con quasi 40 km di lunghezza che permettono di risalire a piedi o in bicicletta il fiume Serio da Ranica a Clusone, la pista valligiana rientra a pieno titolo nella rete ciclopedonale della provincia di Bergamo, sempre più apprezzata dai turisti. E non solo. “La pista è diventata la nuova piazza –racconta Maurizio Panseri (Comunità Montana Valle Seriana) che è l’ideatore della ciclovia– perché è un luogo libero di ritrovo che ha stimolato nuovi fenomeni di socializzazione per i residenti italiani, ma anche per gli extracomunitari che hanno a disposizione un luogo pubblico e gratuito”. La via ciclopedonale è nata qualche anno fa all’interno di un progetto più ampio di recupero e valorizzazione dell’ecosistema fluviale della valle. Spiega Panseri: “L’obiettivo del progetto era la riappropriazione del territorio e del patrimonio ambientale, storico e culturale che rischiava di essere dimenticato. Per creare la pista sono state recuperate le aree lungo il fiume Serio bonificando le scarpate che erano diventate discariche a cielo aperto, fortificando gli argini, regolarizzando lo sfruttamento da parte delle aziende delle acque del fiume”. La pista, che interessa 14 comuni, sfrutta per

alcuni tratti il tracciato dell’exferrovia ed è dotata di luoghi di sosta, aree pic-nic attrezzate e fontanelle. “E’ stata inoltre pensata senza barriere architettoniche, tranne in due punti a Colzate dove era impossibile realizzarla diversamente. Il fondale è prevalentemente in ghiaia e non in asfalto così da permettere il drenaggio delle acque piovane, un minore impatto ambientale e la trasmissione di meno calore quando fa caldo. La critica mossa è che i ciclisti che utilizzano la bici da corsa non riescono a percorrerla a causa della ghiaia. Credo che anche se ci fosse

stato l’asfalto non l’avrebbero comunque usata, perché è frequentata da molti pedoni e ciclisti occasionali (non sportivi) che costituiscono degli ostacoli ai professionisti che avrebbero allora continuato a preferire la strada statale”. Ma quanto è utilizzato il percorso? “Non esistono dei dati statistici riguardo l’utenza della pista, ma posso assicurare che è molto utilizzata da qualsiasi tipo di pubblico: bambini, adulti, anziani, sportivi, turisti. Sono perfino nati dei gruppi di cammino per malati cardiopatici e anziani che hanno bisogno di movimento soft”.

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Alcune migliorie: pulizia e archeologia industriale Un punto critico però la pista ce l’ha. Se in alcuni tratti la vista è spettacolare specialmente per la bellezza del fiume che scorre accanto, in altri non lo è affatto. “Il problema è quello della manutenzione e pulizia nell’alta valle. Nella parte bassa c’è una convenzione tra i comuni che garantisce la pulizia della ciclovia, ma purtroppo non c’è nella parte alta dove vengono abbandonati dei rifiuti”. Ed è un vero peccato, perché la via ciclopedonale è un’opportunità importante per i bergamaschi. Oltretutto ha un valore didattico. Conclude Panseri: “Ci sono dei pannelli esplicativi lungo il percorso che descrivono la storia dei luoghi e il paesaggio, in particolare nella zone di Albino e Cene dove c’è il parco paleontologico e nella zona del bacino lacustre di Leffe. Devo segnalare però che manca la descrizione del trenino utilizzato nelle cave della zona Ranica-Nembro per trasportare il materiale all’industria Italcementi di Alzano. E’ una storia importantissima per la valle dato che il cemento ha avuto qui la sua evoluzione con i Pesenti di Alzano. Manca anche la de-

scrizione del tratto di ferrovia Ponte Selva-Clusone del quale tra l’altro quest’anno ricorre il centenario dell’inaugurazione. Carente è purtroppo anche la valorizzazione degli edifici della vecchia ferrovia della valle sul cui percorso è stata innestata la pista ciclabile. Quei caselli sono esempi importanti di archeologia industriale”. Aggiunge Laura Benzoni, responsabile dello IAT Valseriana: “Credo che sia necessario riqualificare e valorizzare gli edifici di archeologia industriale che sono legati alla vecchia ferrovia. Potrebbero essere utilizzati come spazi espositivi per mostre oppure come ristori e luoghi di ritrovo”. E conclude: “La pista è completamente mappata sul nuovo sito internet dello IAT Valseriana www.valseriana.eu. C’è una galleria fotografica multimediale a navigazione interattiva e si possono trovare informazioni dettagliate sulle località. Penso sia una novità interessante per chi vuole conoscere la pista, perché purtroppo non esiste una cartina cartacea adeguata. Gli opuscoli pubblicati in passato sono difficilmente reperibili e riportano alcune indicazioni errate”. Clara Gandolfi


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Eventi

150 Italia, 100 Artusi Il FAI e Slow Food ricordano l’anniversario di Pellegrino Artusi, l’autore de “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene” il libro che riunì l’Italia a tavola

Dove e Quando Il 2011 ci regala due anniversari, il 150° anniversario della nascita dello Stato Italiano e il 100° della morte di Pellegrino Artusi, l’autore del risorgimento gastronomico italiano, uomo di cultura, critico letterario, scrittore e gastronomo che diede un contributo alla costruzione degli italiani, dopo l’unificazione, con una buona lingua e con gustose ricette provenienti da tutte le regioni d’Italia. Coincidenza densa di significati –questa del doppio anniversario- perché Pellegrino Artusi, in effetti, è conosciuto in patria e nel mondo quale padre della cucina italiana moderna. Il suo celebre manuale di cucina, “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar be-

ne” è considerato dagli studiosi un importante strumento identitario e di unificazione culturale, sia gastronomica sia linguistica, del nostro Paese. Per questo duplice anniversario il FAI (Fondo Ambiente Italia) e SLOW FOOD organizzano un incontro culturale e gastronomico per onorarne la figura. Sarà un’occasione per rilanciare l’interesse attorno a un ‘facitore della Patria’, avendo la gastronomia un carattere fortemente identitario. “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” è il terzo libro scritto dall’Artusi: pubblicato per la prima volta nel 1891, è una raccolta di ricette scritte, provate, riscritte e riprovate con l’aiuto dei

due cuochi di fiducia, Francesco e Marietta. Subito si rivela un successo editoriale senza precedenti, diventando -come sottolinea la critica- uno dei libri più letti dagli italiani, insieme ai Promessi sposi e a Pinocchio. Più che il libro di un ozioso borghese romagnolo, è stato definito “un’opera di impegno civile” (Alberto Capatti), che ha istruito cuoche e cuochi nella lingua italiana, e fatto conoscere il patrimonio gastronomico di regioni lontane, dalla Sicilia al Piemonte. Dunque, definire Artusi come colui che riunì l’Italia a tavola, è scrivere il giusto, così come aveva scritto Piero Camporesi ben

“150 ITALIA, 100 ARTUSI” Sabato 22 ottobre, Arcene (Bg), Spazio espositivo Palazzo Masciadri, piazza della Civiltà Contadina • ore 17,30. Conferenza sulla figura e l’opera di Pellegrino Artusi: relatore Prof. Alberto Capatti, docente di Storia della cucina e della gastronomia presso l’Università delle Scienze gastronomiche di Pollenzo. Intermezzi con lettura di brani di Pellegrino Artusi e musica dal vivo. • A seguire, cena-rinfresco con ricette di Pellegrino Artusi. (Contributo €. 30,00. È gradita la prenotazione via e-mail o tel 335.8127207). Organizzazione: • FAI delegazione di Treviglio delegazionefai.treviglio@fondoambiente.it • SLOW FOOD Condotta Bassa Bergamasca slowfood.trevigliio@gmail.com quarant’anni fa, quando sottolineava che “Bisogna riconoscere che ‘La scienza in cucina’ ha fatto

per l’unificazione nazionale più di quanto non siano riusciti a fare i Promessi Sposi”.

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I Formaggi principi delle orobie Per la prima volta insieme con un unico marchio alla fiera internazionale di Slow Food (Bra, 16-19 settembre) e alla fiera di San Matteo a Branzi (23-25 settembre) Branzi FTB, Formai de Mut, Strachitunt Valtaleggio, Agrì di Valtorta, Stracchino all’antica e Bitto storico, dal 16 al 19 settembre saranno a Bra (Cuneo) per Cheese, la rassegna mondiale dei formaggi di Slow Food. L’eccellenza casearia delle Orobie sbarca -per la prima volta alleata- a Cheese, la fiera internazionale dei formaggi di Bra, in provincia di Cuneo. Prodotti da secoli sulle Orobie bergamasche e valtellinesi, si presenteranno alla rassegna organizzata da Slow Food riuniti sotto il marchio di «Formaggi principi delle Orobie»: saranno in un unico stand di 350 metri quadrati, denominato «Piazza della Resistenza casearia», area che rappresenterà il movimento promosso da Slow Food con alcuni produttori, studiosi e tecnici controcorrente. È un nome che rimanda alla tradizione storica, alla produzione locale e alla volontà di difendersi dal mercato di massa. Formaggi alleati per «resistere» e vincere la globalizzazione: e se si trattasse di un incontro di calcio la partita sarebbe già vinta, considerati i «giocatori» in campo: il Bitto storico (formaggio biologico e presidio Slow Food) è ormai

considerato un’eccellenza mondiale, lo Strachitunt Valtaleggio non lo è da meno, visto che è venduto anche nel mercato oltreoceano e poi ci sono Agrì e Stracchino all’antica, entrambi presidi Slow Food, una Dop come il Formai de Mut e il Branzi FTB, formaggio di tradizione antichissima, padrone di casa della fiera zootecnica-casearia di San Matteo a Branzi. Un’alleanza che nasce dalla storicità dei prodotti, dalla loro vicinanza nella produzione, attorno a Branzi (in tre province, Bergamo, Lecco e Sondrio), con l’obiettivo di contribuire al turismo enogastronomico delle aree di produzione. «Sotto un unico marchio abbiamo riunito i formaggi storici delle Orobie, dalle tradizioni antiche, con un valore aggiunto dato dalla storia e dalla montagna - dice il presidente dell’Associazione Fiera di San Matteo Francesco Maroni -. Saremo a Bra, la fiera di settore tra le principali al mondo, con un segnale forte: far resistere la tradizione casearia della nostra montagna, difendendola dalla globalizzazione e dall’omogeneizzazione dei sapori. E un obiettivo importante per il futuro: realizzare un

vero e proprio distretto agricolo dei "Formaggi principi delle Orobie", comprensivo di tutta l’area di produzione, la Valle Brembana e le Orobie». L’alleanza dei cinque formaggi

mostrazioni di caseificazione e lezioni di cucina. Ma la fiera, come ogni anno, sarà anche cultura, turismo ed enogastronomia. Con i concorsi fotografici, quello riservato alle scuole (quest’anno

l’alloro è andato alla scuola d’infanzia di Romano di Lombardia), appuntamenti musicali e animazione. Infine, domenica, la mostra zootecnica incoronerà la mucca regina della fiera.

Buoni alimentari omaggio in cambio di cartucce esaurite in collaborazione con B-Life

sarà presente la settimana successiva alla Fiera di San Matteo a Branzi: momento centrale sarà il convegno in programma sabato 24 settembre alle 10.30 in cui ci sarà la presentazione dei «Formaggi principi delle Orobie», atto che ufficializzerà, per così dire, anche la «secessione» del Bitto storico dalla Valtellina e da Sondrio. A cornice del «patto caseario» il concorso per il miglior Formai de Mut, degustazioni, di-

L’associazione dei comuni per l’Agenda21 Isola-Dalmine-Zingonia ha avviato da oltre un anno una collaborazione con la ditta B-Life di Treviolo specializzata nella rigenerazione delle cartucce stampanti e toner. Tutti i cittadini che porteranno le cartucce esauste riceveranno, a seconda della loro qualità di rigenerazione, un buono da spendere in prodotti alimentari presso i banchi degli agricoltori dei mercati di agenda21. A partire da settembre 2011 la collaborazione si è estesa infatti ad un progetto denominato “STAMPA LEGGERA” che

ha come obiettivo l’incremento della raccolta di cartucce per stampanti e toner esausti, al fine di recuperarli e rigenerarli. Con vantaggi evidenti in termini di riduzione dei rifiuti. Saranno allestiti dei punti di consegna presso i mercati agricoli di Agenda21 di Osio Sopra (mattinata, primo sabato del mese), Solza (pomeriggio, secondo sabato del mese), Zanica (mattinata, terzo sabato del mese) e Madone (mattinata, quarto sabato del mese) e presso la Fiera della Sostenibilità, che si terrà a Dalmine domenica 25 settembre.

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Alimentazione

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Alimenti di stagione La rubrica che vi invita a conoscere e gustare i frutti che la natura offre ad ogni stagione: più qualità nutrizionali, più freschezza e minor impatto ambientale a cura di Duccio Colombo

Uva, frutto della vite La melanzana Fresca, secca, o per il vino L’uva rossa è pure energetica Un bicchiere di vino fa sempre bene (oltre… dipende dal bicchiere!)

Contiene poche calorie e grassi: adatta per le diete dimagranti All’acquisto attenzione al picciolo: deve essere ancora attaccato e verde

L'uva è il frutto della vite, è composta da molti acini attaccati ad un graspo che nel loro insieme formano un grappolo. Possiamo dividere l'uva in due grandi famiglie: quella bianca con acini dalla colorazione chiara (sfumature di giallo fino al verde) e quella rossa (dal rosa fino al nero). L'Italia rappresenta il maggiore produttore di uva da tavola a livello mondiale; le principali regioni produttrici d'uva sono la Puglia e la Sicilia. In generale l'uva viene utilizzata soprattutto per la produzione del vino, e si parla in questo caso di uva da vino, ma pure per il consumo alimentare come frutta, sia fresca (da tavola), sia secca (uva passa). Infine dall'uva si estrae il succo d'uva (bevanda non alcolica) e dai semi si estrae l'olio di vinaccioli. L'elemento principale dell'uva è rappresentato dall'acqua in percentuale che può variare dal 72 all'84% circa, a seconda della qualità e degli zuccheri presenti, precisamente glucosio e fruttosio.

La melanzana è una pianta tipica dell'area mediterranea con fusto eretto, leggermente spinoso e ramificato, che può raggiungere gli 80 cm di altezza, con foglie grandi e piccoli fiori spinosi di colore viola o bianchi. I suoi frutti, piuttosto carnosi e dalla forma tonda, oblunga od ovoidale, sono di colore bruno violaceo, rosato o bianco, con superficie liscia o a coste. La melanzana appartiene alla famiglia delle Solanacee ed è una pianta annuale: originaria delle zone calde di Cina e India, venne introdotta in Sicilia dagli Arabi intorno al 1400 ed è tuttora qui che avviene la coltivazione più intensa di questo ortaggio in Italia, con il 30% della produzione nazionale. Le melanzane rotonde sono indicate per le preparazioni che necessitano di essere cotte a fette, quelle allungate sono indicate per farle ripiene. Al momento dell’acquisto delle melanzane bisogna far attenzione che il picciolo sia ancora attaccato, di colore verde brillante e senza parti secche; la buccia deve essere liscia e tesa priva di ammaccature, parti nere o ammuffite, e la polpa soda: la presenza di una protuberanza alla base della melanzana, indica che la polpa è compatta e con pochi semi.

Tra i minerali presenti annoveriamo il ferro, il calcio, il fosforo, il sodio ed il magnesio. Rilevante la presenza di sostanze polifenoliche apportatori di innumerevoli benefici alla salute umana: sostanze flavonoidi come antociani e tannini e non flavonoidi come gli acidi fenolici. Nell'uva troviamo anche alcuni acidi che

Frutta di stagione Settembre / Ottobre

hanno un ruolo determinante nella trasformazione del vino, l'acido malico, l'acido tartarico e l'acido citrico. Per quanto riguarda le vitamine sono presenti la vitamina C, le dieci vitamine del gruppo B e in modestissima quantità troviamo traccia anche della vitamina A. Uno dei componenti più importanti è sicuramente una sostanza (fenolo) presente nella buccia dell'uva chiamata resveratrolo con proprietà veramente benefiche nei confronti del nostro organismo. Le ricerche scientifiche hanno evidenziato che l'assunzione di vino rosso in moderata quantità comporta una migliore stabilità del plasma, una diminuita aggregazione piastrinica,

una calo dell'LDL (lipoproteine a bassa densità) e un corrispondente aumento dell'HDL (lipoproteine ad alta densità). La quercetina, un flavonoide naturalmente presente nell'uva rossa, oltre ad avere proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, pare essere anche un'ottima fonte di energia, consigliata agli "spossati cronici".

Banane, Cachi, Castagne, Fichi, Limoni, Mele, Pere, Uva

Verdura di stagione Settembre / Ottobre

Le melanzane possono essere conservate in frigorifero, nel cassetto delle verdure per 4-5 giorni (meglio se integre e con il picciolo), oppure congelate a fette dopo essere state sbollentate in acqua. La melanzana è un ortaggio preparato in svariati modi nelle nostre cucine: si utilizza sott’olio e sott’aceto per gli antipasti, o formando dei saporiti involtini, nei primi piatti di pasta o nella parmigiana, nelle melanzane ripiene, fritte, grigliate o impanate. In antichità veniva consumata conservata in salamoia e arricchita di spezie aromatiche e piccanti. Essendo la melanzana un alimento dal valore nutritivo piuttosto scarso, con poche calorie e basso contenuto di grassi, proteine e glucidi, entra spesso nella composizione delle diete dimagranti, e favorisce l’abbassamento del colesterolo nel sangue: è ricca di acqua, potassio, vitamina A e C, fosforo, calcio, tannino e contiene pochi zuccheri. La sua buccia contiene sostanze benefiche per fegato, pancreas e intestino.

Bietole, Broccoli, Carote, Cavoli, Cicorie, Insalate, Melanzane, Patate, Porri, Porcini, Radicchi, Ravanelli, Sedani, Spinaci, Zucche


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Alimentazione

Le ricette

La ricetta biologica del Villino di Erica

La ricetta di Lisca (scarti, avanzi e gustose ricette)

Parmigiana di melanzane con besciamella di soia

Fiammiferi di bucce di melanzana

Preparazione per una teglia Sbucciare le melanzane, tagliarle a fette spesse mezzo cm, salarle e riporle in uno scolapasta per 1 ora. Nel frattempo preparare la besciamella: scaldare il latte in una pentola unendovi sale, pepe e noce moscata. In una terrina sciogliere la farina con l’olio fino ad ottenere una “pastella densa”. Versarla nel latte ormai prossimo alla bollitura, abbas-

Ricetta tratta dal libro La cucina a impatto (quasi) zero di Lisa Casali, Gribaudo Editore. www.ecocucina.org

INGREDIENTI

INGREDIENTI

4-5 melanzane Farina bianca q.b. 0,5 L sugo di pomodoro 1 mazzetto di basilico fresco Qualche pizzico di cacao amaro Olio di girasole per friggere 1 litro di besciamella di soia (1 litro latte di soia, sale, pepe, noce moscata, 3-4 C farina bianca, Olio mais o girasole q.b.)

La buccia di una grossa melanzana Olio per friggere

sare la fiamma e cuocere per 2-3 minuti rimestando continuamente con una frusta. Strizzare leggermente le melanzane, infarinarle e friggerle in abbondante olio finché diventano dorate. Preparare un buon sugo di pomodoro condito con uno spicchio d’aglio, sale, pepe, basilico ed olio extravergine d’oliva. In una teglia da forno alternare strati di melanzane, sugo di pomodoro, besciamella, qualche pizzico di cacao amaro e foglie di basilico fresco. Infornare per 20 minuti a 180°C.

ma in una buonissima mousse da gustare con pane, crocchette, ecc.. Anche altre ricette di ispirazione turca o rumena prevedono di scartare la buccia della melanzana, al contrario di quanto facciamo noi di solito in Italia. Se vi capita di preparare uno di questi piatti e vi rimane la buccia, utilizzatela per preparare queste chips che si mangiano come patatine all’aperitivo o si usano come guarnizione croccante. Il gusto è amarognolo ma piacevole e stimola sicuramente l’appetito.

Preparazione Dopo aver scavato la polpa della melanzana tagliate la buccia alla julienne. In un pentolino scaldate un dito di olio, quindi immergetele per 1 minuto poche bucce per volta. Scolatele dall’olio e servitele.

L’amore per le melanzane l’ho ereditato da mia mamma, mi piace inventarmi nuovi modi per prepararle. È possibile preparare una fantastica mousse di melanzane ispirata alla “melizanosalada” greca. Per preparare questa ricetta bisogna cuocere in forno le melanzane tagliate a metà per circa mezz’ora e quindi scavare la polpa che unita a aglio, cipolla, sale e olio extravergine si trasfor-

Ai piedi dei colli di Città Alta, il Villino d'Erica è un fresco e accogliente ristorante, di cucina naturale preparata con prodotti biologici e biodinamici.

La cucina naturale incontra lo stile “organic chic”

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Maternità

Maternità e benessere L'estate e l’arrivo di un figlio un’occasione per mettersi e mantenersi in forma

Per le donne in attesa di un figlio e per quelle che sono da poco diventate mamme, i mesi estivi e quelli immediatamente successivi possono essere un’occasione per prepararsi meglio al parto o rinnovare la propria forma psico-fisica. L’arrivo di un figlio diventa spesso il momento per migliorare il proprio stato di salute: il benessere del bimbo comporta una rivisitazione di abitudini e comportamenti da parte della mamma, ad esempio fumo, uso di alcolici, alimentazione scorretta e sedentarietà, sono oggetto di campagne ministeriali sulla promozione della salute di madre e bambino. Così in questa stagione, con qualche accorgimento specifico, si possono ottenere

cambiamenti veloci con più facilità. In primis bevete più di 2 litri al giorno! Acqua, tisane, spremute, frullati… senza esagerare con gli zuccheri e riducendo caffeina e teina. L’acqua oltre ad idratare tutto l’organismo, previene stipsi ed infezioni delle vie urinarie frequenti in gravidanza, migliora l’emodinamica materno-fetale mantenendo attivi gli scambi nutritivi a livello placentare e favorendo la produzione di liquido amniotico. Una buona idratazione permette all’utero di mantenersi rilassato, meno reattivo e contratto ai movimenti del bimbo o agli scatti di crescita. Inoltre per le neo mamme e in particolare per quelle che allattano, bere adeguatamente assicura un’appropriata produzione di latte.

La dieta dovrebbe essere varia e all’insegna di frutta e verdura preferibilmente ricca di magnesio, potassio e ferro, ben lavata ed eventualmente cotta se non siete certe della provenienza e della cura. Ricordatevi che tutto o quasi, quello che mangiate in gravidanza e in allattamento passa al vostro bimbo attraverso placenta, liquido amniotico e latte materno: questo significa che già in utero vostro figlio conosce i vostri gusti e i vostri alimenti preferiti. La bella stagione favorisce il movimento a contatto con la natura: montagna, collina, pianura, mare, ogni luogo è adatto per una buona camminata! L’attività aerobica a basso impatto come camminare apporta molti benefici: mantiene e ripristina il tono muscolare, riduce l’apporto calorico giornaliero, migliora l’attività di cuore e polmoni aumentando la resistenza fisica in previsione del parto o per sostenere i ritmi dei primi mesi di vita del bimbo. Camminando tutto il corpo si muove, in particolare il bacino si mobilizza creando più spazio, e favorendo un’oscillazione interna che permette al bimbo in utero di sperimentare un coccolamento oltre che a sviluppare gli organi predisposti poi all’equilibrio. Il ritmo costante del passo e l’ambiente circostante aiutano la donna ad entrare in uno stato

di rilassamento e di piacere liberando endorfine e scaricando adrenalina e stress. Procuratevi quindi delle scarpe comode ed esplorate percorsi facili e sicuri! Se avete poi la possibilità di camminare in mare il beneficio della camminata sarà amplificato dagli effetti dell’acqua: minor gravità sulle articolazioni delle gambe, vasocostrizione, maggior tonicità della pelle che aiuteranno a prevenire o ridurre edemi e varici procurando una sensazione di leggerezza. Inoltre il suono ritmato delle onde vi farà percepire in modo diverso il vostro corpo sentendovi un tutt’uno con il mare e l’acqua. Cercate in ogni cosa che sperimentate, di por-

tare l’attenzione con tutti i vostri sensi: solo così permetterete di far arrivare le vostre sensazioni di piacere a vostro figlio e vi permetterete di godere di ogni gesto in modo unico, tanto da ricaricarvi per affrontare un altro giorno impegnativo con il piccolo nato! Così facendo vi riscoprirete sempre di più anche nelle piccole cose, in relazione dell’obiettivo più grande di far nascere e crescere vostro figlio in salute! Giusy Carolei Ostetrica counsellor, docente Università Bicocca, istruttrice FIN www.gcarolei.com info@gcarolei


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Salute & Benessere

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Rientro dalle vacanze

Sindrome da rientro Corretta alimentazione e movimento per affrontare e gestire il ritorno dalle vacanze. Forse era meglio non partire?

Il rientro dalle vacanze viene spesso vissuto con ansia e malinconia. Astenia, calo dell’attenzione, mal di testa, scarsa energia, disturbi digestivi caratterizzano la sindrome da rientro. Una condizione che inizia a manifestarsi già quando il conto alla rovescia comincia, quando la sola idea di tornare in città e al lavoro ci assale. Passare dalla vacanza al lavoro, dalla spiaggia all’ufficio in modo repentino per l’organismo non è facile né immediato. Un altro aspetto da non trascurare è il cambiamento di stagione: le giornate si accorciano, diminuiscono i tempi di esposizione alla luce solare e le temperature diminuiscono i processi interni dell’organismo, che fatica

“In qualche modo e in qualche misura la vacanza arricchisce. Per non cadere nel circolo vizioso dello stress possiamo allora adottare alcune strategie per conservare il benessere psicofisico ritrovato” a ritrovare il ritmo. Sia che il viaggio sia stato un tuffo nella bellezza, nella natura, nella spiritualità, in una cultura diversa, nel divertimento o nella lettura, è probabile che in qualche modo e in qualche misura la vacanza ci abbia arricchito. Per non cadere nel circolo vizio-

so dello stress possiamo allora adottare alcune strategie per conservare il benessere psicofisico ritrovato. Se è vero che buoni risultati prevedono grandi impegni, anche il benessere è una conquista basata sulla conoscenza e sulla

volontà. Imperativo categorico è quello di seguire una corretta alimentazione, il cibo è un potente medicamento: poco e di bassa qualità non serve, in eccesso può essere dannoso per l’organismo. L’integrazione mirata con vitamine e minerali, detti anche micronutrienti o bioregolatori, consente di compensare alcune carenze dovute ad alimenti di scarso valore biologico. Il passo successivo è quello di disintossicare periodicamente l’organismo poichè cibo, stress e fattori ambientali inquinano fortemente il nostro corpo. Attraverso i reni, il fegato, l’intestino e la pelle, l’organismo riesce ad espellere le sostanze di rifiuto. Galium aparine, tarassaco,

cardo mariano, ortosiphon, solidago, sono alcuni dei rimedi naturali che assunti con abbondante acqua sostengono l’attività depurativa e drenante di fegato e reni. Quattrocento metri quadri di superficie in cui ha sede una gran parte del sistema immunitario: solamente questa considerazione giustifica l’attenzione per la salute dell’intestino. I fermenti lattici sono utili per rinnovare la flora batterica intestinale per garantirne l’efficienza ed evitare ristagno di sostanze tossiche, che oltre a ridurre l’assorbimento del cibo, influenzano secondo alcuni studi lo stato di salute generale e l’umore. Se durante le vacanze abbiamo ripreso a praticare attività


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Rubrica

Stile di vita e medicina integrata: un approccio olistico per la salute e il benessere Oggi salute significa cura, prevenzione e benessere psicofisico. Con questa rubrica vogliamo porre l’attenzione sui rimedi naturali, sul loro affiancamento all’allopatia (medicina classica) e sulle loro potenzialità nella prevenzione e benessere dell’individuo. Per olistico si intende un approccio alla cura dell’individuo che tiene conto della sua totalità. sportiva, al rientro in città dedicarsi alla cura del proprio fisico per puro piacere è un'altra strategia importante del programma di riequilibrio. Peraltro il nostro organismo è fatto per correre e non per stare fermo. Tutti sanno che muoversi con regolarità comporta notevoli vantaggi: per esempio aiuta a contrastare il sovrappeso, favorisce il riequi-

librio della pressione arteriosa, protegge e rinforza ossa, articolazioni, cartilagini, migliora la qualità del sonno, migliora l’umore, previene la stitichezza, fa sudare ed aiuta ad eliminare le scorie metaboliche. Per far fronte ai cali di temperatura e ai mali della stagione autunnale/invernale, meglio allertare anche il sistema immu-

nitario. Echinacea, astragalo, propoli e vitamina C servono per prevenire e contrastare le malattie da raffreddamento. Sono disponibili diversi preparati in capsule, granuli e gocce in diluizione omeopatica e di derivazione naturale. Anche la pappa reale è un alimento ricco di vitamine e minerali, stimola l’appetito ed è adatto sia agli adulti che

ai bambini. In caso di astenia, esaurimento fisico, malinconia, ansia e irritabilità, sono utili Avena sativa, prugnolo e vitamine del gruppo B per un’azione antisatenica e neurotonica, mentre ignatia, valeriana e magnesio riducono ansia ed irritabilità. Per ritrovare la sintonia tra corpo e ambiente possono essere utili tecniche di respirazione, di

rilassamento, di suggestione positiva. Imparare a vivere bene ci consente di raggiungere uno stato di vera salute caratterizzato da vigore mentale e fisico, in cui pensieri e azioni sono guidati da saggezza e passione in equilibrio ed armonia tra loro. Patrizia Mantoessi


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Storia & personaggi

“Downshifting” scalare una marcia, per vivere meglio Passare da top manager all’ozio creativo: Simone Perotti nel libro “Adesso basta” racconta come ora vive felice con 700 euro al mese La società consumistica ci ha condizionati negli ultimi decenni a seguire uno stile di vita orientato al consumo. Abbiamo assistito ed ancora assistiamo al proliferare di incentivi all’acquisto di tutti i tipi, offerte in cui compri oggi ed inizi a pagare tra due anni, ovviamente a rate. Siamo bombardati da messaggi che ci inducono a pensare che esistiamo solo come consumatori. Consumo quindi esisto!

“Siamo bombardati da messaggi che ci inducono a pensare che esistiamo solo come consumatori” Il fenomeno del “Downshifting” Negli ultimi anni si sta però diffondendo un nuovo fenomeno in controtendenza, una specie di nicchia a metà strada tra una moda e la convinzione/bisogno di migliorare la propria qualità di vita, soprattutto dal punto di vista spirituale. Il movimento in questione è stato definito downshifting, letteralmente “scalare una marcia”. Un termine che esprime in maniera un po' vaga l’ideologia che sorregge questa corrente di pensiero e d’azione, una corrente che sembra guadagnare spazio e dignità nell’intasato mondo delle filosofie di vita alternative.

“Il punto di partenza è la scelta di lavorare meno, di dedicare meno tempo alla carriera, di togliere importanza all'accumulo di beni e capitali e ridurre il tenore di vita” Sintetizzando il concetto si può dire che downshifting significa guadagnare di meno per vivere meglio. Ovviamente dietro questa definizione sintetica e ad effetto esistono diverse consi-

derazioni che vale la pena fare. Il punto di partenza è la scelta di lavorare meno, di dedicare meno tempo alla carriera, di togliere importanza all'accumulo di beni e capitali, perché si sente il bisogno di avere più tempo per sé, per i propri interessi, per quello che i downshifter definiscono l’ozio creativo.

Cosa sto facendo davvero per me, nella mia vita? Si sente la necessità interiore di alimentare la mente, di ridurre lo stress provocato da ritmi di lavoro e pressioni che diventano ogni giorno sempre meno sopportabili e spingono a porsi la fatidica domanda “cosa sto facendo davvero per me, nella mia vita?”. Questo ci porta al punto chiave: downshifting non significa retrocedere o fare un passo

indietro, bensì barattare qualcosa di concreto, costoso, uno status conquistato con il lavoro e magari la fama, con qualcosa di intangibile, di intimo, al quale diamo il nome di qualità della vita.

“Nella “semplicità volontaria” la qualità della vita: lentezza, ecologia, benessere psicofisico e la volontà di dedicarsi ai propri interessi e passioni” E' innegabile che si tratti di rinunciare a qualcosa, di ridimensionare, talvolta drasticamente, il proprio tenore di vita, ma quello che si ottiene in cambio può davvero essere la felicità che deriva dal vivere aderenti a quel-

li che sono i valori individuali di ogni persona. Se possiamo azzardare una sommaria ricerca di quelli che sono i principi comuni delle persone che scelgono consapevolmente la “semplicità volontaria” troviamo sicuramente l'ecologia, la lentezza, la riduzione dei consumi e il benessere psicofisico e la volontà di dedicarsi ai propri interessi e passioni.

Simone Perotti, il guru italiano Da top manager a skipper in Liguria Il merito della divulgazione del downshifting in Italia si può attribuire a Simone Perotti, forse non il primo né più eclatante caso di downshifter, ma certamente il più famoso grazie alla pubblicazione del suo libro intitolato “Adesso basta”, un dettagliatis-


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simo manuale in cui racconta il suo percorso verso quella che lui stesso definisce una vita felice. Perotti racconta della sua precedente vita da manager, sempre impegnato in frenetiche riunioni con amministratori delegati e uomini influenti, forzato dal dover presenziare ad aperitivi con l'unico scopo di fare networking e tutte le altre stereotipate immagini che possiamo avere di un manager di alto livello impegnato nel rincorre una carriera di cui non vede mai il punto di arrivo. Poi la folgorazione: decide che non può andare avanti in quel modo che lui sente falso ed artefatto, così sceglie di vivere davvero la sua vita. Inizia a progettare meticolosamente, calcoli alla mano, quello che dovrà essere il suo percorso di decrescita felice. Questo percorso prende tredici anni della sua vita, nella quale continua a lavorare con l'obiettivo di accantonare ogni anno una somma che accumulandosi gli consenta un giorno di lasciare il lavoro e ritirarsi a vivere al mare, in Liguria. Quel giorno arriva. Perotti adesso vive in Liguria. Lui ha la passione per la vela, è skipper, cosicché organizza piccoli charter per turisti con i quali guadagna qualche soldo. Fa qualche lavoretto per amici e compaesani, come dipingere muri e altre cose di questo tipo. Vive felice con un reddito di non più di settecento euro al mese. Questo è il suo percorso di decrescita, ma ognuno può trovare il proprio purché lo scelga con attenzione e lo programmi. Alcuni fattori hanno indubbiamente

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favorito Perotti e lui è stato bravo a trarne profitto: ad esempio lo stipendio che percepiva da top manager lo ha aiutato ad accelerare un poco il percorso e ad acquistare la barca a vela che in questo momento è la fonte principale del suo pur limitato reddito.

Tutti noi possiamo “scalare una marcia” Il downshifting non riguarda però solo ex manager e professionisti, ma c'è un percorso di decrescita per ognuno di noi che, senza arrivare agli estremi di Perotti, sarebbe auspicabile. Sarebbe fondamentale che la società dei consumi ritrovasse in qualche misura il gusto della lentezza, la possibilità di avere il tempo per incontrare gente, la voglia di sfruttare i propri talenti e dedicarsi alle proprie passioni. In un periodo storico come questo, in cui il mondo si interroga talvolta con angoscia su quello che sarà il nostro destino in termini energetici, con la polemica legata alla produzione di energia nucleare a fronte di energie rinnovabili, parlare di downshifting ci dà un piccolo esempio di quella che potrebbe essere una via aggiuntiva per riequilibrare il fabbisogno energetico del mondo e cioè quello di ridurne i fabbisogni, anziché accrescerne la produzione. Ma siamo pronti a scambiare qualche Kilowatt per un po' più di tempo per noi?

Anche a Bergamo è attivo il Movimento per la Decrescita Felice Da circa un anno è nato a Bergamo il Movimento per la Decrescita Felice, un circolo che si compone di una pluralità di persone, con sensibilità, professioni, età ed esperienze diverse, unite da un comune desiderio di dare concretezza alla ridefinizione degli attuali stili di vita

si traducano in un migliore stato di Ben-Essere. A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, una delle attività attuate dal movimento è la coltivazione di un orto, posto all’interno del Parco Agricolo Ecologico di Bergamo e messo generosamente a disposizione

appropriarsi di arti, saperi e lavori e il crearsi una rete di relazioni personali ed esperienziali, invece che andare semplicemente a fare la spesa e comprare ciò che serve. “Non si tratta semplicemente di un hobby salutare per la coltivazione biologica o il km zero, bensì

secondo obiettivi comuni. “L’idea culturale che anima il nostro movimento è quella secondo cui il PIL non è affatto un indice di Ben-Essere, ma semplicemente un indice monetario delle transazioni economiche -ci spiega il presidente Valerio Cicchiello-. Riteniamo che tarare i nostri comportamenti, più o meno consapevolmente, alla stregua dell’imperativo “dobbiamo crescere e produrre di più” sia un criterio comportamentale inadeguato. Non sempre infatti un maggiore PIL significa necessariamente migliori condizioni di vita personali, sociali ed ambientali”. Per i membri dell’associazione decrescere felicemente significa contrarre il tempo che destiniamo alle transazioni economiche (denaro contro prestazioni lavorative) per far accrescere l’area in cui ci dedichiamo con piacere all’autoproduzione di Beni, che

dalla Cooperativa sociale Biplano che si occupa di agricoltura biologica e percorsi di reinserimento sociale. Certamente auto-producendo frutta e verdura il PIL diminuisce (da qui il nome di Decrescita) ma si incrementa il livello di Ben-Essere (da qui l’aggettivo Felice) e quindi si sta meglio. Lo stesso vale per tutte quelle volte in cui una persona o un gruppo di amici decide di sperimentare il farsi le cose da sé, il ri-

un processo di demercificazione del tempo, dettato dalla volontà di togliere tempo al lavoro (che riteniamo necessario perché dobbiamo comprare tante cose) a vantaggio delle auto-produzioni che privilegia le relazioni e le attività personali” chiarisce ancora Cicchiello. “Ma per saperne di più e approfondire tematiche e obiettivi dell’associazione, siamo aperti a collaborazioni con altre esperienze o realtà associative: contattateci”.

Fabio Parietti Personal coach

La scheda Circolo di Bergamo per la Decrescita Felice Info: decrescitafelicebergamo@gmail.com Tel: 328.9411824 (Valerio Cicchiello) Sede: c/o il Caffè Letterario di Bergamo, via S. Bernardino n. 53.


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Stili di vita

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Associazioni

“Libera” Associazione, nomi e numeri contro Essere corresponsabili del cambiamento per una comunità libera e democratica Percorsi di impegno civile di un’associazione che combatte le mafie con la partecipazione “Vogliamo che lo stato sequestri e confischi tutti i beni di provenienza illecita. Da quelli dei mafiosi a quelli dei corrotti. Vogliamo che i beni confiscati siano rapidamente conferiti, attraverso lo Stato ed i Comuni, alla collettività per creare lavoro, scuole, servizi, sicurezza e lotta al disagio”. Così si esprime l’associazione Libera durante la prima mobilitazione avvenuta a pochi giorni dalla sua nascita, il 25 marzo del 1995. La petizione popolare in appoggio al disegno di legge sulla confisca dei beni dei mafiosi raccoglie un milione di firme. Nel 1996 viene approvata dal Parlamento la legge 109/96: i beni confiscati alla mafia sono finalmente destinati a Comuni, cooperative, associazioni culturali di volontariato e sportive, per fini istituzionali e sociali. Libera, sostenuta dall’impegno di Don Luigi Ciotti, è un collettore di oltre 1500 associazioni e gruppi continuamente rivolto a stimolare la società civile nella lotta alle mafie. È un ponte sinergico tra realtà locali e nazionali, impegnato a sostenere iniziative

politico-culturali con l’obiettivo di diffondere la cultura della legalità e della giustizia su tutto il territorio nazionale. Libera risponde a problemi che ruotano principalmente intorno a quattro ambiti: usura, racket delle estorsioni, vittime di mafia, testimoni di giustizia. Un pool di legali e l’azione congiunta con altre associazioni impegnate nella lotta contro la criminalità organizzata forniscono un sostegno concreto alle vittime, attraverso consulenze e sportelli di ascolto. L’impegno di Libera si traduce in progetti di educazione alla libertà democratica, impegno contro la corruzione, attività antiusura, progetti di sviluppo e di sostegno per tutti coloro che sono, o sono stati, oppressi dalla mafia.

Le mafie invisibili. Anche al Nord Per molto tempo si è pensato che la mafia fosse un problema che riguardasse solo il mezzogiorno. Come dimostrano le indagini delle forze dell’ordine, i processi e i numerosi arresti che

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“La Lombardia è la prima regione per traffico di cocaina e di altre sostanze stupefacenti. Primo posto anche per operazioni sospette in tema di riciclaggio. Terza per numero di aziende confiscate alla criminalità rganizzata” negli ultimi decenni hanno riempito le cronache locali, la mafia al nord esiste e muove le fila delle proprie attività, dall’alta velocità agli appalti per l’Expo 2015. È una mafia silenziosa, invisibile, che non fa troppo rumore per non svegliare le Istituzioni, ma in continua attività criminale. La Lombardia è la prima regione per traffico di cocaina e di altre sostanze stupefacenti e si aggiudica il primo posto anche

per le segnalazioni di operazioni sospette in tema di riciclaggio. Guadagna il terzo posto per numero di aziende confiscate alla criminalità organizzata e la quinta posizione per numero di beni immobili. Recentemente il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, in occasione di una conferenza tenutasi agli inizi di marzo all’Università Statale di Milano, ha sottolineato la

preoccupante avanzata delle organizzazioni mafiose al nord: tra il 2004 e il 2009 le denunce per associazione mafiosa si concentrano per quattro quinti nelle province di Milano, Bergamo e Brescia. Un pericolo “non solo per l’economia, ma anche per la democrazia”, ha evidenziato Draghi.

La scheda Per info: www.Libera.It Libera Lombardia Referente: Lorenzo Frigerio - lombardia@libera.it 
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 Tel: 02/7723210 
Fax: 02/780968 Libera Bergamo Referente: Vanni Cassis - bergamo@libera.it Via San Giovanni Bosco 18 - Bergamo


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o le mafie, anche al Nord “Tra il 2004 e il 2009 le denunce per associazione mafiosa si concentrano per quattro quinti nelle province di Milano, Bergamo e Brescia”. - Mario Draghi, governatore di Bankitalia Libera Bergamo A Bergamo Libera è attiva dal 2007, dopo una prima esperienza partita a fine 2005 ma esauritasi presto per mancanza di risorse. Le attività si compongono di molteplici iniziative come organizzazione di concerti ed eventi culturali, promozione dei prodotti delle Cooperative di Libera Terra, partecipazione a manifestazioni e incontri volti a sensibilizzare l’opinione pubblica, e soprattutto i giovani, al tema della legalità. Per i ragazzi i progetti sono tanti, a partire da “Le cene della legalità” fino ad arrivare a percorsi specifici connessi al mondo delle scuole.

Perché, come ha dichiarato Don Luigi Ciotti: “È importante non dimenticare che resistere proviene dalla stessa radice di esistere. Questo vuol dire fare in modo che la giustizia, i diritti, la dignità umana, la libertà, la legalità non siano solo parole, ma siano carne. La storia – continua Don Ciotti - non la costruiscono solo alcuni personaggi ma ciascuno di noi, cominciando dalle piccole cose. Assumendoci una nostra quota di responsabilità, sentendoci corresponsabili del cambiamento, perché noi siamo il cambiamento”.

Settori di attività di Libera Libera Formazione si occupa di progetti di educazione alla cittadinanza, nelle scuole, università, associazioni ed enti locali. Libera Terra è un consorzio nato dall’integrazione delle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti delle cooperative gestite da giovani e sorte sui terreni confiscati alla mafia in Sicilia, Calabria, Campagna, Puglia, Lazio e Piemonte. I prodotti Libera Terra sono venduti in Italia in tutti i punti vendita Coop, Naturasì e nelle botteghe I sapori e i saperi della legalità, Altromercato e Libero Mondo. Libera Memoria è la giornata dedicata alle vittime di mafia e si tiene in tutta Italia il primo giorno di primavera, per non dimenticare certi esempi e dare un segnale forte di impegno civile. Libera Internazionale si impegna ogni giorno nella battaglia contro il narcotraffico, le ecomafie transnazionali, la contraffazione e ogni sorta di traffico illecito che si snoda lungo i confini dello Stato e oltre. Libera Ufficio Legale fornisce un servizio alle vittime delle mafie e ai loro familiari, alle vittime di usura, racket e ai testimoni di giustizia, accompagnandoli nelle pratiche burocratiche e amministrative. Libera Informazione crea una rete di contatto e solidarietà tra le diverse realtà territoriali che lottano contro la mafia. Diffonde spunti e progetti, dà visibilità a notizie che non trovano spazio nei canali ufficiali. Libera Sport veicola valori positivi da infondere nei giovani come il rispetto delle regole e una vita sana.

Alice Motti

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Green economy

Cura verde per un’economia al verde Lo spettro della recessione rilancia la ricerca di ricette contro la crisi internazionale Segnali di speranza vengono dalla “green economy” Le aziende e gli stati più affidabili (Usa esclusi) sono quelli più “sostenibili” e la “competitività responsabile” premia le nazioni più virtuose La manovra di aggiustamento dei conti pubblici ci ha forse fatto concentrare soprattutto sul calcolo di quanto ciascuno di noi perderà, direttamente, sotto forma di prelievo fiscale o di maggiori costi o di riduzione delle pensioni, o indirettamente, sotto forma di minori servizi. In attesa della prossima “stangata”. Ma nelle scorse settimane nel mondo (molto meno, purtroppo, nella nostra provincialissima Italia) si è anche intrecciato un dibattito a distanza sui cambiamenti strutturali necessari per guardare con più fiducia al futuro e non sono stati pochi quelli che hanno richiamato l’attenzione sulla sostenibilità. Cominciamo, ad esempio, dallo spauracchio dei governi: le agenzie di rating. Sul quotidiano inglese The Guardian Simon Zadek dell’Università di Harvard osserva che agenzie di rating come la Standard & Poor’s esistono al fine di fornire una visione sulla futura solvibilità dei mutuari, ma i rating non considerano la sostenibilità alla base delle economie analizzate, siano esse compagnie, città o stati, sostenibilità che invece dovrebbe costituire una più pertinente misura per esprimere le potenzialità a lungo termine di un paese. Zadek cita due studi, uno di Oekom Research e l’altro della Banca Sarasin. Oekom Research è un’agenzia di rating leader a livello mondiale, specializzata in investimenti sostenibili, così

come la banca privata svizzera Sarasin, fondata nel 1841, che gestisce oltre cento miliardi di franchi svizzeri.

“Sostenibile” conviene Oekom Research ha confrontato il rating di Standard & Poor’s con le performance nel campo della sostenibilità e ha constatato che ottengono una valutazione migliore proprio quelle realtà che hanno migliori indici di sostenibilità. Con la sola eccezione degli Stati Uniti (maglia nera di sostenibilità, ma ancora potenza mondiale, sia pure in declino), emerge uno stretto rapporto tra solidità economica e uso accorto delle risorse naturali. Ad esempio, afferma il rapporto di Oekom Research, “I paesi scandinavi e dell’Europa centrale che sono al top del rating in sostenibilità in genere hanno un rating finanziario di almeno AA+”, mentre paesi in fondo alla classifica, “come Messico, Turchia o Russia, non riescono a superare un punteggio di BBB”. A un risultato analogo è giunta nelle settimane scorse la banca svizzera che ha deciso di definirsi “sostenibile” e di sviluppare tutto il suo impegno nel campo della sostenibilità. In effetti, commenta Simon Zadek, se non si considerano le risorse naturali e le esternalità sociali si rischia il crollo dell'intera struttura economico-sociale. Lo studio pubblicato a fine luglio

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dalla Banca Sarasin sottolinea come la solvibilità a lungo termine di una nazione dipenda dalle sue entrate fiscali future e quindi su una base fiscale sostenibile, che poggia principalmente su beni e servizi futuri. Questi, a loro volta, dipendono dalla disponibilità di risorse naturali, sociali ed economiche del Paese, e dalla sua efficienza nel convertire tali risorse in beni e servizi disponibili. La crisi del debito dei paesi dell'Europa meridionale ci insegna che gli stati che vivono al di sopra delle loro possibilità finanziarie e soprattutto al di sopra di quelle ecologiche cadono più facilmente in crisi. I paesi con le peggiori performance del

“Emerge uno stretto rapporto tra solidità economica degli Stati e uso accorto delle risorse naturali La “competitività responsabile” è la chiave per migliorare la produttività e la creazione di benessere” debito sovrano – rileva lo studio della banca Sarrasin – sono spesso anche quelle che gestiscono in modo insostenibile le loro risorse. Lo stesso World Economic Forum, del resto, dopo anni di pubblicazione del suo Indice di competitività globale per ogni paese, sta ora preparando il suo primo Indice di competitività sostenibile: si inchina finalmente all’idea, insomma, che la “competitività responsabile” è la chiave per migliorare la produttività e la creazione di benessere.

Il ruolo dell’Europa Un italiano prestato all’Europa, il vicecommissario della Commissione Ue Antonio Tajani, responsabile per l'industria e l'imprenditoria, intervenendo sul Sole 24 ore del 18 agosto nel dibattito europeo innescato da Merkel-Sarkozy (e anticipando le linee guida sulla competitivi-

tà industriale nell'Unione Europea che saranno adottate dalla Commissione nel prossimo ottobre), sottolineava alcuni dei punti essenziali per il rafforzamento della competitività industriale in Europa. Il primo è investire maggiormente sull'innovazione industriale, al fine di colmare il divario tra ricerca di base e introduzione sul mercato e commercializzazione di nuovi prodotti e servizi. Anche perché, secondo Tajani, i dati a disposizione dimostrano che le industrie altamente specializzate, sia dal punto di vista tecnologico che delle competenze, tendono ad avere un tasso di produttività più elevato e a risentire molto meno della concorrenza proveniente dai Paesi emergenti. Il secondo punto va direttamente al cuore dell'economia ecologica: «Garantire una maggiore sostenibilità nell'uso delle risorse e un migliore accesso alle mate-

rie prime industriali critiche». Il terzo punto riguarda l'efficienza di infrastrutture sia materiali sia virtuali a servizio del sistema produttivo: «Migliorare il contesto per le imprese, soprattutto

“La dimensione etica non è una cosa esterna ai problemi economici ma una dimensione interiore e fondamentale” Papa Benedetto XVI alla Gmg di Madrid”


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Antonio Tajani, vicecommissario europeo

attraverso una riduzione degli oneri amministrativi, un aumento dell'efficienza e della qualità dei servizi delle pubbliche amministrazioni, la realizzazione di infrastrutture europee nel settore dei trasporti delle comunicazioni e dell'energia e, infine, un'attenzione particolare al sistema di tassazione per le imprese». Considerando anche che la Commissione europea ha destinato più del 30 per cento dei fondi delle politiche di coesione alla green economy e che il 20 per cento dei fondi FSE sono disponibili per lo sviluppo sostenibile, le linee guida annunciate da Tajani sono dunque una buona notizia e un segnale di speranza. Da parte sua, negli stessi giorni, papa Benedetto XVI, parlando a Madrid alla marea di giovani riuniti per la loro Giornata Mondiale, invitava l’Europa a “creare lavoro e proteggere il pianeta”. “Non sempre” -ha lamentato- “si

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rispetta, come si deve, l'ambiente e la natura, che Dio ha creato con tanto amore”. E ha sottolineato che “la dimensione etica non è una cosa esterna ai problemi economici ma una dimensione interiore e fondamentale”. “L'economia”, ha aggiunto ancora Benedetto XVI, “non può essere autoreferenziale. L'uomo deve essere al centro dell'economia, che non rappresenta solo profitto ma solidarietà”. Il dibattito sulle politiche economiche e le misure finanziarie, insomma, tocca tutti gli aspetti, ecologici ed etici: non si può prescindere dalle sorti del pianeta e dalla equità e coesione sociale. E poiché il riscaldamento globale colpisce i più poveri, impegnarsi per l’ambiente vuol dire impegnarsi anche per la solidarietà e la giustizia sociale.

La tigre cinese diventa verde? Altri segnali arrivano da migliaia di chilometri di distanza, da quel miracolo economico cinese che è anche frutto di una terribile devastazione ambientale. Sono cinesi sette delle dieci città più inquinate del mondo, così come non stupisce che con il record mondiale di produzione di fertilizzanti chimici il 70 per cento delle riserve di acqua dolce e un quarto delle falde acquifere

(dato che sale a oltre il 50 per cento nelle aree urbane) siano imbevibili. L’inquinamento provoca annualmente una perdita di 10 milioni di tonnellate di cereali. La sicurezza ambientale, insomma, mette a rischio il futuro della potenza emergente e i governanti cinesi stanno correndo ai ripari, creando milioni di posti di lavoro nei cosiddetti “green

“La sicurezza ambientale mette a rischio il futuro della potenza emergente e i governanti cinesi stanno correndo ai ripari, creando milioni di posti di lavoro nei cosiddetti “green jobs” jobs”: gestione delle foreste (i soli programmi di riforestazione nel 2010 contavano 1,8 milioni di occupati full time), energia, trasporti. Puntare sull’eolico e sul solare si traduce, per la Cina, in occupazione nella costruzione di turbine, impianti fotovoltaici e di solare termico, mentre si moltiplicano boschi urbani, orti e giardini che catturano anidride carbonica e rendono più sostenibile l’agricoltura. Mario Salomone

Finanziamenti per progetti di ricerca di piccole e medie imprese lombarde È stato emanato un bando da Regione Lombardia e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a favore di piccole e medie imprese lombarde per progetti collaborativi di ricerca industriale e di attività non preponderanti di sviluppo sperimentale in grado di innalzare il contenuto tecnicoscientifico di prodotti e/o processi e/o servizi, favorendo così la competitività del sistema produttivo lombardo. La dotazione finanziaria ammonta a 118 milioni di euro, per contributi a fondo perduto e finanziamento agevolato. I progetti di ricerca dovranno riguardare i seguenti settori strategici di intervento:

Agroalimentare Aerospazio Edilizia sostenibile Automotive Energia, fonti rinnovabili e assimilate Biotecnologie ICT Materiali avanzati (o nuovi materiali) Moda e design Meccanica di precisione, metallurgia e beni strumentali

Beneficiari: piccole e medie imprese lombarde anche in collaborazione con grandi imprese o con organismi di ricerca o Università. Durata progetti: 24 mesi Apertura bando: 15 settembre – 23 novembre 2011 Info e bando completo su: www.industria.regione.lombardia.it


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Energia

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Reti d’Impresa

«R.I.S.E.E.» A Bergamo la 1ª rete d’impresa in Lombardia sull’efficienza energetica Cinque aziende orobiche pioniere di un nuovo modo di fare impresa Per essere più competitive e poter accedere a nuovi e più complessi mercati L’Italia si sa è il Paese delle piccole e medie imprese e se questa caratteristica ha rappresentato una delle chiavi del successo del boom economico che ha garantito un certo benessere diffuso dal dopoguerra fino alla fine del XX secolo, oggi, nell’era della globalizzazione, dove i mercati non hanno confini, questo aspetto paradossalmente rappresenta uno dei maggiori freni al suo sviluppo internazionale. Le imprese medio piccole, poco strutturate sia da un punto di vista organizzativo/industriale che economico/finanziario, non riescono a far fronte alle domande di un mercato globale sempre più esigente. La mentalità acquisita negli anni poi, quella tanto per capirci del “in casa mia comando io” dove ogni impresa vuole mantenere la propria autonomia e identità, non ha certo facilitato (tutt’al più ha scoraggiato) anche quei pochi timidi tentativi di aggregare le aziende in forme più grandi e strutturate.

sionale. E’ un nuovo contratto che aggrega società che operano in ambiti anche differenti, ma che hanno un obiettivo comune che punti ad un progetto d’innovazione. Il contratto per la rete d’impresa deve avere delle caratteristiche obbligatorie previste dalla legge: devono essere specificate quali sono le aziende che vi aderiscono, quali sono gli obiettivi strategici (tra cui ci deve essere l’innalzamento della capacità produttiva), quali i programmi e la durata. Per la rete d’impresa è facoltativo istituire un fondo patrimoniale che diventa invece obbligatorio nella misura in cui vengono attivati gli incentivi fiscali.

Le reti d’impresa Il nuovo contratto della “rete d’impresa” rappresenta per le aziende più dinamiche ed “aperte al nuovo” la soluzione ideale per poter bypassare questo problema culturale. La rete d’impresa è l’evoluzione del concetto di distretto, è uno strumento innovativo di aggregazione che da forza alle imprese che vi partecipano, lasciando immutata la loro capacità gestionale e deci-

Costituirsi in una rete d’impresa offre una serie di vantaggi: la valorizzazione delle potenzialità delle singole imprese attraverso le sinergie offerte da

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questo strumento, ottimizzando la capacità di aggregazione in un progetto comune, consentendo nel contempo alle singole aziende di mantenere la propria specificità; se il contratto di rete realizzato è bancabile, le imprese aderenti beneficiano di vantaggi in termini di miglioramento del proprio rating; disponibilità di servizi finanziari per le aziende della rete e per i loro clienti; sono previsti vantaggi fiscali per gli utili reinvestiti. Alla Ressolar, azienda bergamasca operante da oltre 50 anni nel settore delle energie, non si sono lasciati sfuggire questa opportunità. “La rete d’impresa rappresenta il miglior strumento per fare sistema e sviluppare sinergie lasciando intonsa la governance di ogni azienda”

dichiara Marina Piccinini, amministratore delegato di Ressolar. Detto, fatto. Ressolar ha proposto l’iniziativa ad una serie di aziende complementari alla propria con le quali abitualmente collabora. Affiancati da banca Intesa San Paolo e dalla struttura specialistica di Mediocredito Italiano, che hanno assistito il gruppo d’imprese nella creazione della rete e nella stesura del contratto, si è così costituita ed è stata presentata a Bergamo il 26 luglio 2011 la prima rete d’impresa della Lombardia: R.I.S.E.E. (Rete Impresa Specialisti Efficienza Energetica). R.I.S.E.E. è il risultato dell’aggregazione tra Ressolar di Bergamo capofila del progetto, Gualini di Costa Mezzate, C.R.S. Impianti di Gorle, CRIEN di Brembate Sopra e F.M.S. Impianti Tecnologici di San Giovanni Bianco.

“La nuova rete d’impresa ha come obiettivo quello di efficientare gli edifici pubblici, privati e industriali, a partire dal check up energetico dell’immobile sino all’esecuzione degli interventi -racconta Gianluigi Piccinini, legale rappresentante R.I.S.E.E.-. “Grazie alle competenze e al know how di ogni azienda della rete riusciamo a soddisfare con professionalità tutti gli aspetti necessari ad efficientare gli edifici, dalle pratiche burocratiche, al progetto, agli interventi, alla manutenzione degli impianti e siamo persino in grado -continua Piccinini- grazie alla collaborazione con Intesa San Paolo di offrire soluzioni finanziarie ai clienti che devono affrontare gli interventi”. Il dato aggregato delle 5 aziende facenti parte della rete è di 200 dipendenti e 200milioni di euro di fatturato. In un secondo step è previsto un allargamento delle aziende facenti parte della rete. Confindustria Bergamo oltre ad aver partecipato attivamente alla costituzione delle rete con particolar riferimento agli aspetti di decodifica della norma relativa agli incentivi fiscali previsti per questo tipo di contratto, istituirà un osservatorio permanente per valutare e condividere le progettualità di questo nuovo modo di fare impresa cercando laddove possibile di replicare l’iniziativa anche in altri campi d’applicazione. Marco Rossi


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40 Energia

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Eventi

Torna la “Settimana per l’Energia” Carrara: appuntamento di riferimento nazionale Con la terza edizione proposte ad hoc per scuole, giovani generazioni e professioni verdi Al via un concorso per la mascotte della manifestazione La macchina organizzativa della terza edizione della «Settimana per l’Energia» è in piena attività. L’evento, promosso dall’Associazione Artigiani Bergamo in collaborazione con Confindustria Bergamo è in programma dal 7 al 13 novembre e tratterà le tematiche legate al risparmio energetico e allo sviluppo sostenibile con l’intento di offrire nuove opportunità alle imprese. Novità di quest’anno è il coinvolgimento e la sensibilizzazione delle giovani generazioni alle questioni ambientali, aprendosi al mondo scolastico con eventi e proposte ad hoc. La “Settimana 2011” ha visto impegnati al tavolo tecnico-scientifico nelle fasi organizzative nuovi partner: l’Ordine degli Architetti e l’Ufficio scolastico per la Lombardia (Ambito Territoriale di Bergamo), che si sono affiancati all’Università, all’Ordine degli Ingegneri e al Centro di Etica Ambientale, già presenti nella scorsa edizione. Inoltre si è aggiunta la collaborazione con Confartigianato Como che, all’interno della 37ª Mostra Mercato dell’Artigianato, una delle fiere più rinomate dedicate alle piccole e medie imprese -in programma a Lario

Fiere (a Erba)– dedicherà un seminario all’evento. «Una più incisiva partecipazione del mondo scolastico –tiene a precisare il presidente dell’Associazione Artigiani Angelo Carrara– ci è sembrata la naturale

evoluzione delle esperienze registrate nei due anni precedenti dove, accanto a imprenditori del settore e ai rappresentanti delle istituzioni, abbiamo registrato tra il pubblico una presenza sempre in crescendo di giovani studenti, interessati ad approfondire le tematiche energetiche e a conoscere eventuali sbocchi lavorativi tra le “professioni verdi”. L’intenzione è quella di estendere iniziative ed eventi agli studenti di tutte le fasce d’età, a cominciare dai più piccoli, con concorsi a premi

e percorsi formativi mirati a una maggiore e precoce consapevolezza della salvaguardia dell’ambiente». Con il concorso «Una mascotte per la Settimana per l’Energia» si è voluto infatti coinvolgere i

una riqualificazione “green” del mondo produttivo bergamasco. “L’aspetto della ricerca e della sinergia col mondo accademico –sottolinea Carrara- è una costante in cui crediamo molto e vede impegnato da diverso tempo

bambini delle scuole materne ed elementari: gli alunni verranno invitati a realizzare una mascotte che identifichi la kermesse. Il disegno vincitore verrà poi premiato durante un evento dedicato. Tra gli appuntamenti in programma sono numerosi quelli studiati specificatamente per le imprese, a cominciare dalla tematica del costruire efficiente, l’ottimizzazione energetica degli edifici, l’uso razionale delle risorse e, in particolare, le opportunità della ricerca e dell’innovazione per

anche il nostro Gruppo di lavoro Innovazione, guidato dal membro di giunta Giacinto Giambellini. Uno dei principali risultati su questo fronte che le nostre aziende potranno toccare con mano è l’accordo per lo sviluppo tecnologico che porterà l’Associazione Artigiani di Bergamo, per i prossimi due anni, a finanziare il 50% del costo di un ricercatore, il quale lavorerà per le imprese al dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bergamo, rivestendo anche il ruolo di certificatore energetico degli edifici. Questa iniziativa, non a caso, è figlia della “Settimana per l’Energia”». Ma questa nuova edizione

ha tra i propositi principali anche quello di acquisire un più ampio respiro a livello nazionale e internazionale per divenire evento di riferimento sulle tematiche energetiche. Non solo seminari e workshop dedicati alle tematiche di stretta attualità per le imprese, ma anche confronti e dibattiti sulle grandi questioni di politica energetica, alla presenza delle massime autorità istituzionali, e con il coinvolgimento di Ueapme (Unione europea dell'artigianato e della piccola e media impresa) che promuoverà un convegno politico-istituzionale al quale si affiancherà anche un seminario dedicato agli accordi internazionali e agli strumenti per gestire al meglio i cambiamenti climatici. “Questa edizione della «Settimana»– conclude Carrara – vede un lavoro di sinergia tra le principali realtà socioeconomiche ed istituzionali del territorio, sui concetti di sostenibilità e di sviluppo economico. Tutti assieme dobbiamo infatti riuscire ad essere sempre più acceleratori di una ripresa che tende ancora ad andare a rilento e questo evento vuole senz’altro essere uno stimolo. Per info: www.settimanaenergia.it


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Caschi “verdi” alla Nolan Installato un impianto fotovoltaico nello stabilimento di Brembate che fornisce caschi a Stoner e Lorenzo I suoi caschi sono indossati da campioni del mondo del motociclismo come l’australiano Stoner e lo spagnolo Lorenzo: stiamo parlando della Nolan, azienda leader a livello mondiale nella produzione di caschi e una delle più rinomate e conosciute aziende bergamasche in Italia e all’estero. Da settembre l’azienda diventerà un po’ più eco-friendly: entrerà infatti in funzione nel nuovo insediamento di Brembate Sopra un impianto fotovoltaico. L’impianto realizzato dalla Rewatt Srl di Brignano Gera d’Adda è stato installato sulla copertura del tetto e ha un potenza di 200 kwp. L’installazione consentirà a Nolan di produrre 220.000 kwh l’anno di energia rinnovabile, utile per la fabbricazione dei suoi prodotti, sempre più indipendenti dalle fonti fossili, oltre che tecnologicamente all’avanguardia. L’operazione consentirà all’Azienda un cospicuo taglio delle emissioni di CO2. Oltre quindi ad essere un’operazione finanziaria conve-

niente, Nolan beneficerà degli incentivi del 4° conto energia, sarà anche un’operazione con ritorni d’immagine positivi all’azienda che si potrà presentare al mercato con un’anima più ecologica. E in un mercato difficile come

quello attuale, sempre più globalizzato e competitivo, anche questo aspetto può fare a volte la differenza. Sono sempre di più infatti i consumatori che prediligono nelle loro scelte d’acquisto prodotti a basso impatto ambientale. Anche per la scelta del casco, usate la testa!

Stampare nel rispetto dell’ambiente La Grafinvest continua ad implementare la propria green supply chain. Installato impianto fotovoltaico Ogni promessa è debito! E Carlo Malerba della Grafinvest di Bergamo è un uomo di parola. L’avevamo intervistato ad inizio anno nella rubrica della “Green Story” e avevamo scritto della sua storia professionale e di come sia passato da operaio ad imprenditore nella Green Economy. La Grafinvest infatti non è una tipografia tradizionale, ma è una tipografia che ha fatto della sostenibilità la propria filosofia di business e di sviluppo. Per Grafinvest stampare ecologico non significa utilizzare carte riciclata punto e basta. Offrire strumenti di comunicazione “green” vuole dire costruire una catena di fornitura (green supply chain) che vada a ridurre gli impatti ambientali lungo tutti i processi produttivi aziendali. In tipografia si usano infatti: energia elettrica certificata verde, carte certificate o riciclate, inchiostri a base vegetale, impianti produttivi a basso impatto ambientale

e imballi ecologici. Anche il nuovo capannone di Treviolo con un cappotto impermeabile e l’illuminazione a Led è stato realizzato in chiave sostenibile. Mancava solo il fotovoltaico per completare l’opera ed è quanto era stato promesso. Promessa

mantenuta! Durante l’estate è entrato in funzione un impianto fotovoltaico installato della potenza di quasi 20 kwp grazie al quale Grafinvest oggi può offrire ai suoi clienti stampati con un verde ancora più brillante di prima.


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l’azienda informa

Edilizia

Messaggio Pubbliredazionale

A Treviolo costruzioni artigianali, direzionali e civili all’avanguardia, nel rispetto dell’ambiente a prezzi contenuti Consorzio San Spiridione e Cooperativa Morinsel: due iniziative nate nel segno della continuità dall'esperienza maturata con il Consorzio Centro le Fontane di Treviolo

Rinaldo Crippa, Presidente del Consorzio San Spiridione e della Cooperativa Morinsel

“L’unione fa la forza” non è solo un modo di dire, ma è la ricetta per combattere la crisi che in questi ultimi anni attanaglia le imprese e di conseguenza le famiglie. E’ questo l’obiettivo che si sono posti a Treviolo un gruppo di persone e di artigiani riunitisi nella Consorzio San Spiridione e nella Cooperativa Morsinel. “Una comunione d’intenti e di esperienze maturate negli anni -dichiara il Presidente delle due iniziative Rinaldo Crippa- che ha l’obiettivo di offrire spazi produttivi e residenze abitative con tecnologie costruttive all’avanguardia a basso consumo energetico, nel rispetto dell’ambiente e del territorio su cui insistono”. Il tutto viene proposto a prezzi competitivi grazie ad un’attenta selezione dei fornitori che predilige forniture a Km zero da primarie aziende bergamasche, al fine di favorire un’economia locale ed evitare balzelli del prezzo lungo la catena di fornitura. L’intera operazione è resa possibile dalla lungimiranza di due banche del territorio, la Cassa Rurale di Treviglio e il Credito Bergamasco, che hanno creduto nei progetti finanziandoli.

Consorzio San Spiridione Un nuovo modo di concepire gli spazi lavorativi

Cooperativa Morinsel Comfort abitativo ed efficienza energetica alla portata di tutti

E’ una regola nello sport: squadra che vince non si cambia! Il Consorzio San Spiridione è infatti la naturale evoluzione della già ottima esperienza maturata nel 2002 con la costruzione del Centro le Fontane. Gli attori della nuova iniziativa consortile sono gli stessi ed anche il territorio è il medesimo. Il Consorzio prevede la realizzazione (i lavori sono già iniziati) di circa 50 attività produttive, commerciali e di servizi a Treviolo, in località Roncola. La priorità, per un territorio in costante sviluppo, è l’attenzione che gli si vuole rivolgere, cercando di trasmettere una cultura professionale, che mantenga quelle potenzialità che distinguono le aziende locali, attente all’occupazione, al tessuto sociale e al bene comune. La filosofia e gli obiettivi che l’iniziativa si prefigge nello spirito mutualistico sono infatti: miglioramento del confort e dell’ambiente lavorativo; crescita nel tempo dell’investimento; costruzione e gestione del complesso improntata al risparmio energetico, anche attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili;

Lo spirito cooperativo e mutualistico a Treviolo ha radici che affondano fino all’800, dove in un territorio povero e sottoposto al potere di poche famiglie potenti, la cooperazione è stato il miglior strumento di difesa per proteggere e valorizzare gli interessi delle classi più deboli, contadini e artigiani in primis. In un momento economico difficile come quello che stiamo attraversando la Cooperativa Morinsel si è posta l’obiettivo di offrire soluzioni abitative ad alto comfort e con prestazioni energetiche elevate; le case sono progettate in Classe B, alla portata delle tasche di tutti, con particolare attenzione ai giovani e alle nuove famiglie. Sono allo studio infatti agevolazioni speciali per le giovani copie del paese. L’iniziativa immobiliare che sorgerà alla Roncola di Treviolo, nell’area della vecchia scuola elementare, prevede la realizzazione di 30 appartamenti in villa con diverse tipologie, dal bilocale al quadrilocale, con taverna o mansarda con box doppio e giardino privato. Sempre nello spirito cooperativo e aggregativo saranno

gestione integrata del funzionamento del comparto; costituzione di un fondo di solidarietà per i soci; formazione delle risorse umane del distretto; Il centro verrà dotato di spazi comuni (sale conferenze e sale formazione tecnologicamente attrezzate) e di spazi espositivi permanenti. Grande attenzione verrà posta poi alla modalità costruttiva che prediligerà materiali a basso impatto ambientale e ad alta efficienza energetica, in modo che portino nel tempo ad un risparmio energetico e quindi economico/ambientale concreto. Un esempio per testimoniare questa attenzione costruttiva è senz’altro l’utilizzo di un vetro di nuovissima concezione della Saint Gobain (leader mondiale nella costruzione di vetri) che, oltre a ridurre la dispersione di calore nei periodi freddi, assicura anche una riduzione del 50% dell’effetto serra nei periodi estivi, con conseguente riduzione dei costi di gestione dovuti al risparmio di energia.

Per informazioni per gli spazi da assegnare: Tel 035.219818 - 334.3473115 - info@ceab.org

Iniziative finanziate da:

destinati degli spazi per la realizzazione di orti in comune e un’area verde attrezzata a parco giochi condominiale. La tecnologia costruttiva prevede l’impiego di materiali naturali ed ecologici, oltre che riscaldamento a pavimento a bassa temperatura, pannelli solari termici per l’acqua calda sanitaria, un cappotto termico isolante sui muri esterni, serramenti in alluminio a taglio termico e un tetto in legno auto-ventilato. Il tutto garantirà una casa risparmiosa in Classe B con un ottimo ambiente abitativo ad un costo estremamente contenuto: € 1.950,00 al mq! L’inizio dei lavori è fissato per la fine dell’anno e la consegna delle prime case è prevista per aprile 2013. La Cooperativa ha comprato il terreno sui cui sorgerà l’iniziativa dal Comune, per cui per i futuri acquirenti non graverà nessun vincolo di alcun genere. Al momento del rogito tutti saranno pieni proprietari della loro nuova abitazione.


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Protocollo di Kyoto

Protocollo di Kyoto, la direttiva europea a tutela dell'ambiente L’impegno delle aziende per la riduzione dei gas serra L’Unione Europea ha definito il proprio impegno alla riduzione delle emissioni, secondo i meccanismi previsti dal Protocollo di Kyoto, attraverso la Direttiva 2003/87/CE (Emission Trading Scheme o EU ETS), recepita in Italia con il D.Lgs. 216/2006 e successive modifiche ed integrazioni. La Direttiva coinvolge circa 12.000 siti produttivi in Europa (più di 1.200 in Italia), appartenenti a diversi settori industriali; tale numero di siti è destinato a crescere a partire dal 2013 quando il campo di applicazione della Direttiva subirà un rilevante ampliamento, sia per quanto riguarda i settori industriali interessati sia per quan-

to rigurda i gas ad effetto serra coinvolti. La Direttiva EU ETS istituisce, a decorrere dal 1° gennaio 2005, un sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione tra i Paesi UE. Le quote di emissione sono permessi ad emettere CO2 (1 quota corrisponde ad 1 tonnellata di CO2) assegnati singolarmente a ciascun impianto coinvolto; i “tetti” emissivi assegnati per ogni azienda, a livello complessivo, contribuiscono al raggiungimento di un obiettivo di riduzione delle emissioni, dichiarato a livello europeo e nazionale. E’ importante sottolineare, inoltre, che il 27 aprile 2011 è stata

emessa la decisione della Commissione Europea 2011/278/UE la quale definisce le norme transitorie per l’assegnazione delle quote nel terzo periodo di riferimento che va dal 2013 al 2020. Dal 2013 le quote di CO2 di ciascun impianto verranno assegnate, innanzitutto, basandosi su dati di benchmark; la decisione 2011/278/UE ha definito 52 benchmark per i diversi settori, che dovranno essere utilizzati dagli Stati membri ai fini del calcolo del numero di quote da assegnare ogni anno. I benchmark sono stati calcolati sulla base delle emissioni verificate negli anni 2007-2008 e fanno riferimento al 10% degli impianti più

efficienti di ogni settore. L’allocazione tramite asta (diversamente a quanto avvenuto finora) sarà -dal 2013 in poi- il principio fondamentale di assegnazione delle quote, ma una parte dell’intera allocazione continuerà ad esser destinata a titolo gratuito fino al 2020, così da ridurre i costi per gli impianti definiti a rischio di "carbon leakage” cioè aziende a rischio di delocalizzazione dei propri impianti fuori dell'UE perché costrette ad affrontare la concorrenza delle industrie dei paesi extracomunitari, non soggetti ad analoghe restrizioni sulle emissioni di carbonio. In particolar modo, le installa-

zioni nei settori a rischio delocalizzazione, potranno ricevere quote gratuite fino al livello stabilito del benchmark fino al 2020. Gli impianti che non sono invece ritenuti a rischio di delocalizzazione otterranno una dotazione di quote gratuite pari all'80% del benchmark nel 2013, che scenderà al 30% nel 2020.

Quali sono gli adempimenti per le imprese coinvolte? In Italia, le società che ricadono nel campo di applicazione della Direttiva 2003/87/CE devono obbligatoriamente richiedere, per poter operare, un’autorizza-

I servizi Bureau Veritas per la riduzione delle emissioni di gas serra La soluzione del problema del cambiamento climatico causato dall’effetto serra va ricercata a livello globale. Prendendo come punto di partenza i principi e gli strumenti definiti dal Protocollo di Kyoto, l’auspicio di larga parte della comunità politica internazionale è oggi quello di trovare nuove intese per sostenere una direzione condivisa a livello planetario. Bureau Veritas svolge attività di Verifica/Convalida delle emissioni di CO2 e degli altri gas serra indicati dall’ “Intergovernmental Panel on Climate Change” ed è leader a livello mondiale per le verifiche EU ETS (Emission Trading Scheme) con centinaia di giorni di verifica effettuati durante il primo anno di applicazione dello schema. Bureau Veritas è riconosciuto da oltre 40 enti di accreditamento e autorizzato da più di 13 diversi Enti in Europa. Grazie alla sua rete mondiale di valutatori e verificatori fornisce una combinazione unica di esperienza globale e approccio locale nello svolgimento dei servizi di valutazione di conformità e certificazione in ambito Salute, Sicurezza, Responsabilità Sociale, Ambiente e Climate Change.

Bureau Veritas Italia - Divisione Certificazione tel. 02 27091.1 - fax 02 27006815 info.certification@it.bureauveritas.com www.bureauveritas.it/certificazione Area Nord - Tel. 02 27091279 - Fax 02 27006815 area.nord@it.bureauveritas.com


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emissioni di CO2 (Reporting) Partecipare al sistema di Emission Trading vendendo/acquistando quote di emissione residue.

Un’opportunità per le aziende virtuose

zione ad emettere gas ad effetto serra. Tale autorizzazione implica che la società monitori le proprie emissioni di CO2 e le comunichi all’Autorità Nazionale Competente, ogni anno entro il 31 marzo. Le imprese coinvolte, ovvero i singoli siti produttivi, devono: Richiedere all’Autorità Competente l’Autorizzazione ad

emettere gas ad effetto serra attraverso l’invio del proprio Piano di Monitoraggio. Monitorare annualmente le proprie emissioni di CO2 secondo le modalità previste dalla normativa vigente (Monitoring) Sottoporre il Bilancio alla Verifica indipendente di un Organismo accreditato Comunicare entro il 31 marzo di ogni anno, all’Autorità Nazionale Competente, le proprie

I settori coinvolti nel sistema del Protocollo di Kyoto Fino ad oggi: Attività energetiche (tutti gli impianti di combustione con potenza calorifica superiore a 20 mw) Raffinerie di petrolio Cokerie Industria del ferro e dell'acciaio Industria del cemento e della calce Industria del vetro e della ceramica Industria della carta e del cartone dal 2013 anche: Impianti di produzione e di trasformazione di metalli ferrosi e non ferrosi, con potenza di combustione termica nominale > 20 MW Impianti per la produzione di alluminio primario e secondario (in quest’ultimo caso, con potenza di combustione termica nominale > 20 MW) Impianti per la fabbricazione di prodotti ceramici (> 75 t/ giorno) Impianti per la fabbricazione di materiale isolante in lana minerale a base di vetro, roccia o scorie con capacità di fusione > a 20 t/giorno Essiccazione o calcinazione del gesso o produzione di pannelli di cartongesso e altri prodotti a base di gesso, con potenza di combustione termica nominale totale > 20 MW Impianti di produzione di acido nitrico Impianti di produzione di acido adipico Impianti di produzione di gliossale e acido gliossilico Impianti per la produzione di ammoniaca Impianti per la produzione di prodotti chimici organici mediante cracking, reforming, ossidazione con una capacità di produzione > a 100 t/giorno Produzione di idrogeno (H2) e di gas di sintesi mediante reforming o mediante ossidazione parziale, con una capacità di produzione superiore a 25 t/giorno Impianti per la produzione di carbonato di sodio (Na2CO3) e di bicarbonato di sodio (NaHCO3) Cattura, trasporto e stoccaggio geologico in siti di stoccaggio autorizzati ai sensi della Direttiva 2009/31/CE

Le aziende assoggettate alla Direttiva che rispettano il limite di emissioni di CO2 affidatogli possono vendere le proprie quote “non emesse” ad una vera e propria borsa del Carbonio traendone un beneficio economico. Alla stessa maniera le aziende che sforano la soglia massima attribuitagli sono costrette a comprare tali quote sostenendo quindi ulteriori spese. Il valore di una Quota, ovvero di una tonnellata di CO2, varia seguendo l'andamento del mercato (12,23 € a settembre 2011). Le aziende virtuose potrebbero godere inoltre di un positivo ritorno di immagine ed essere identificate come aziende attente all’ambiente.

Qual è il ruolo degli Organismi accreditati? La Direttiva 2003/87/CE ed il D.Lgs. 216/2006 e smi prevedono, che le emissioni dichiarate annualmente siano convalidate obbligatoriamente da un Organismo di terza parte riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Tali enti sono preposti alla convalida dei dati tramite una verifica dei dati che si deve svolgere secondo le modalità previste dalla normativa vigente. A seguito della suddetta verifica l’organismo provvederà ad emettere per ciascun impianto verificato un attestato di convalida ed un rapporto sul processo di verifica che verranno inviati all’impianto verificato e al Comitato Nazionale per l’attuazione della Direttiva 2003/87/CE istituito in seno al Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare. Tale convalida delle emissioni è necessaria per poter accedere al mercato cogente delle quote di CO2. Gli impegni di riduzione delle emissioni di CO2 rivestiranno sempre di più un ruolo fondamentale nelle politiche d’impresa ed il carbon management dovrà pertanto necessariamente divenire un’attività di carattere sempre più “strategico” nella quotidiana conduzione di impresa. Monica RIVA Product Developer Climate Change Services Bureau Veritas Italia


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Appuntamenti Sostenibili

Appuntamenti sostenibili d'autunno Fiere, convegni, incontri, mostre, mercati e molto, molto altro per comunicare, partecipare e condividere stili di vita sostenibili Data

Evento

Tipologia

Luogo svolgimento

Contatti

1 Sett/4 Ott

Fermiamoci nella creazione 2011

Eventi

Vari in provincia di Bergamo

www.pastoralesocialebg.it

14/16 Sett

Zero Emission - Energie Rinnovabili

Fiera

Roma Fiera

www.zeroemissionrome.eu - info@zeroemissionrome.eu

16/19 Sett

Cheese 2011 - le forme del latte

Fiera

Bra - Cuneo

http://cheese.slowfood.it/

16/22 Sett

Settimana Europea della Mobilità

Evento

Europa

16/24 Sett

Puliamo il Mondo - Legambiente

Evento Nazionale

Italia

www.puliamoilmondo.it - www.legambiente.it

Mercato agricolo dei produttori locali

Mercato Agricolo

Zanica (Bg)

www.a21isoladalminezingonia.bg.it

17/18 Sett

4° Fiera "Dal sole Antichi Sapori & Nuove Tecnologie"

Fiera

Sotto il Monte Giovanni XXIII

www.sottoilmontesolare.org - Cell. 335.8441448

17/18 Sett

Esposizione veicoli per la mobilità sostenibile

Esposizione

Piazza Pontida - Bergamo

17/19 Sett

Habitat Clima

Mostra Convegno

Monza - Spazi della Confartigianato di Monza e Brianza

info@ecodialogando.com - www.eco-network.it

18 Sett

CiboVicino 2011 - Fiera del consumo consapevole

Fiera - Mercato

Nembro - Piazza della Libertà

cibovicino@nembro.net

22/24 Sett

Klimaenergy 2011

Fiera

Fiera Bolzano

www.klima-energy.it

23/25 Sett

12° edizione Ediltek, risparmio energetico e arredo urbano Fiera

MalpensaFiere - Busto Arsizio (VA)

www.ediltek.info info@chocolatpubblicita.it

Mercato agricolo dei produttori locali

Mercato Agricolo

Madone (Bg)

www.a21isoladalminezingonia.bg.it

Fiera di San Matteo

Fiera enogastronomica

Branzi (Bg) - Frazione Cagnoli

Cell. 348.2313737

Fiera

Dalmine - Via Mazzini

www.a21isoladalminezingonia.bg.it

29 Sett/20 Dic 17.00/21.00 Certificatori energetici di edifici – Protocollo CENED

Corso

Casa del Giovane - Via Gavazzeni, 13 Bergamo

www.culturaeambiente.it

30 Sett/2 Ott

Alta Quota 2011, Fiera della Montagna

Fiera

Fiera Bergamo - Via Lunga

www.alta-quota.it

Mercato agricolo dei produttori locali

Mercato Agricolo

Osio Sopra (Bg)

www.a21isoladalminezingonia.bg.it

1/16 Ott

IX Edizione BergamoScienza

Festival scientifico

Bergamo

www.bergamoscienza.it

2 Ott

Festa d'Autunno

Mostra Mercato

Treviolo (Bg)

Corso Avanzato CASACLIMA

Corso

Casa del Giovane Via Gavazzeni, 13 Bergamo

www.culturaeambiente.it - www.agenziacasaclima.info

5/8 Ott

SAIE 2011 - Salone deiie costruzioni

Fiera

Bologna Fiera

www.saie.bolognafiere.it

6/7 Ott

Compra Verde Buy Green V edizione

Mostra Convegno

Cremona Fiere

www.forumcompraverde.it

17 Sett

24 Sett

Orario

8.30/12.00

8.30/12.00

24/25 Sett 25 Sett

1 Ott

5/7 Ott

10,00/18,00 6° Fiera della Sostenibiltà

8.30/12.00

9.00/18.00

8 Ott

8.30/12.30

Mercato agricolo dei produttori locali

Mercato Agricolo

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8 Ott

14.00/18.00 Mercato agricolo dei produttori locali

Mercato Agricolo

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15 Ott

8.30/12.00

Mercato Agricolo

Zanica (Bg)

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16 Ott

10,00/18,30 Per filo e per sogno

Fiera/Mercato del Tessile bioeco

Centro la Proposta, via San Marco Ponte San Pietro (Bg)

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Fiera Campionaria 2011

Fiera

Fiera Bergamo - Via Lunga

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Mercato agricolo dei produttori locali

Mercato Agricolo

Madone (Bg)

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Fiera Campionaria 2011

Fiera

Fiera Bergamo - Via Lunga

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Mercato agricolo dei produttori locali

Mercato Agricolo

Osio Sopra (Bg)

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Settima dell'Energia Ass. Artigiani BG

Covegni ed Eventi

21/24 Ott 22 Ott

8.30/12.00

28 Ott/1 Nov 5 Nov

8.30/12.00

7-13 Nov

Mercato agricolo dei produttori locali

www.settimanaenergia.it

12 Nov

8.30/12.30

Mercato agricolo dei produttori locali

Mercato Agricolo

Albino (Bg)

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12 Nov

14.00/18.00 Mercato agricolo dei produttori locali

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Mercato Agricolo

Solza (Bg)

15/17 Nov

EIV - Electric & Intelligent Vehicles

Mostra/Conveno veicoli elettrici

Fieramilano Rho (MI)

16/19 Nov

EnerSolar + Greenenrgy 2011

Fiera energie rinnovabili Fieramilano Rho (MI)

18/20 Nov

Change up! Winter

Evento-temporart-shop

Superstudio Più - Via Tortona (MI)

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