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Lanx Satura

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Febbraio 2021

LANX SATURA Giornalino del Liceo Classico, Linguistico e Coreutico Ruggero Settimo

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ENVENUTI !

Lasciate che mi presenti, sono il giornalino del Liceo “R. Settimo” e il mio nome è Lanx Satura. Credete che sia alquanto bizzarro? Beh, effettivamente… “Lanx satura” viene dal latino e indica un piatto di primizie assortite da offrire agli dei. Da "satura" deriva "satira". E non è un caso! Infatti, per i latini, la satira era un genere letterario che racchiudeva temi e argomenti diversi. Ed è un po’ ciò che cercherò di essere per voi. Anche se mi costa rivelarlo, la mia veneranda età supera i settant'anni, infatti la mia nascita risale agli anni ‘50. Ma adesso prendetevi un po’ di tempo e, consentitemi di raccontarvi la mia storia, così ci conosciamo meglio, no?

“Una voce dal passato” Giuseppe Tripisciano Giuseppe Tripisciano ha fatto parte della redazione del 1966-67 e 1967-68 di quello che noi oggi chiamiamo “giornalino”. Si trattava di un numero unico che veniva pubblicato prima di Natale. Oggi, il progetto del giornalino è finanziato dal PON, ma anche il loro numero unico era finanziato dal PON, che però, stava per “Papà Oppure Nonno”. “Il giornalino? Lo abbiamo realizzato così, all’improvviso. Eravamo dei ragazzi senza nessuna regolamentazione e normativa, l’unica regola era la fantasia”. Replica così Giuseppe Tripisciano a una delle nostre tante domande poste durante l’intervista. Tripisciano e i suoi colleghi di redazione erano animati da uno spirito estremamente goliardico (“goliardia pura e ante litteram”). La scrittura come strumento di rappresentanza, identità, voce. Essere parte del Lanx Satura costituiva l’unica occasione per evadere da un sistema scolastico spesso troppo aridamente polarizzato su stesso, per ritagliarsi uno spazio proprio, alimentato dal vivo desiderio di pensare alla scuola come “divertimento puro”, tripudio dell’immaginazione, assoggettata soltanto all’arbitrio della fantasia. Una scuola intesa e vissuta come spazio pubblico, parentesi arcadica nella giungla della vita, deliberatamente disinteressata alla politica perché assai simile ad una sublimazione del vivere e del pensare. “Si nasce incendiari e si muore pompieri” ha affermato in seguito Giuseppe Tripisciano, con l’enfasi di una sentenza inconfutabile. Effettivamente tali parole smontano un annoso cliché e ci dicono che gli adolescenti di ogni tempo possono dirsi gli stessi, invariata è la loro smania di vita, a cambiare è il modo di cercare e trovare risposte in rapporto alla società

circostante.”Sguazzavamo nei tabù come il furetto va cercando il coniglio” , queste le sue sorprendenti dichiarazioni in relazione alla percezione del proibito ed agli spinosi argomenti tabù; testimonianza diretta di un già citato clima dilettantesco e canzonatorio. In particolare ci ha menzionato un articolo, scritto di suo pugno all’età di 17 anni, relativo al comitato scolastico, nel quale descriveva accuratamente le attività che vi si svolgevano e quali fossero i benefici dei quali godevano i membri; al termine dell’articolo, si è firmato, assieme a colui che lo ha aiutato nella stesura, con “S. Catta” e “A. Ragia”. Apparentemente sembrano essere due comuni nomi di persona tuttavia, se letta consecutivamente e prestandovi maggiore attenzione, quella che pareva un” innocua” firma viene ad essere un detto nisseno “Scatta e arraggia”, significante “Crepa d’invidia”, espressione velatamente rivolta ai compagni non facenti parte del comitato. Tripisciano ci dona una splendida e auspicabile definizione del “giornalino”: “l’estrinsecazione dell’animo dei ragazzi”. “Il nostro giornalino era molto naif: sento ancora l’odore dell’inchiostro e del piombo”, così afferma Onofrio Iacuzzo, uno dei membri della redazione del giornalino nell’anno scolastico 1979-1980, il quale definisce il Lanx Satura “l’Organo ufficiale” del Liceo Classico R. Settimo. Difatti, dopo 13 anni di inattività, grazie alle sollecitazioni del preside Antonino Edge e del professore Vincenzo Messana “ricomincia l’avventura”. Così il signor Iacuzzo assieme a due amici e compagni restituisce vita al giornalino scolastico, in lui il ricordo di tale esperienza è ancora tanto vivido:: “Ai tempi facevamo avanti e indietro verso la tipografia Paruzzo dove, carattere per carattere le pinzette componevano

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l’articolo” ci racconta ad un certo punto, quasi come se avesse spalancato una porta socchiusa e i ricordi gli riaffiorassero nella mente uno dopo l’altro. Le sue parole offrono un’autentica ricostruzione dei disagi avvertiti da ragazzi liceali prima del Concordato del 1984 che ha sancito il processo di laicizzazione della scuola: l’imbarazzo nei riguardi della religione cattolica contrapposto nel contempo, ad un innato desiderio di libertà e di autoaffermazione. Un tema deliberatamente estromesso dal giornalino scolastico era l’argomento politico storicamente molto vivo, caldo, controverso “A quel tempo, al Classico, ce n'erano parecchie, v’erano molte fazioni di destra, sinistra in competizione e con molto antagonismo e, quest’antagonismo per qualche frangia poi sboccò in alcune cose che erano lontane dalla politica e molto vicine alla violenza”, afferma Onofrio Iacuzzo, evidenziando quanto il carattere forse un po’ dilettantesco e disimpegnato intenzionalmente conferito al giornalino stridesse con il periodo storico di riferimento; eppure, a dispetto delle apparenze, non è poi così tanto una contraddizione, tutt’al più risulta una necessaria conseguenza: in ragazzi travolti dalla vertigine del dubbio, confusi e disincanti rispetto il declino degli ideali dei loro genitori, non avevano forse bisogno di vivere l’ordinarietà del quotidiano? “SALUS, la scuola tra salvezza e salute. Il giornalino costituiva un’attività dello stare bene nel corpo, nell’anima e nello spirito”. Ecco come il giornalino veniva sentito dai giovani ai tempi del ruggerino Lorenzo La Rocca, componente dell’edizione del Lanx Satura dei primi anni 2000.

Fra i tanti articoli scritti, uno dal quale è possibile evincere il desiderio irrefrenabile della redazione di “sdoganare la rigidità di quei tempi”, è certamente quello in cui è riportata un’intervista fatta al Vescovo di Caltanissetta. Una delle risposte che è rimasta particolarmente impressa nei ricordi di Lorenzo, è stata quella concernente la domanda: “Cosa ne pensa dei rapporti sessuali prima del matrimonio?”; egli, nonostante fosse un’autorità religiosa, non replicò categoricamente, bensì paragonò l’atto sessuale ad un complesso orchestrale, dal momento che “un’orchestra si compone di tanti strumenti che gradualmente si introducono nell’esecuzione della melodia”, espressione che vuol suggerire ai futuri coniugi di non affrettare le dinamiche di un sano rapporto, ma lasciare che l’atto avvenga in modo naturale. Inoltre, grazie all’ex ruggerino, sappiamo che era presente una parte comicosatirica all’interno del giornalino, racchiusa nella rubrica “Ipse dixit”, nella quale venivano riportate le “papere” dei docenti. Il percorso giornalistico della redazione di quegli anni, termina con il raggiungimento di un memorabile traguardo: il Lanx Satura aveva ricevuto un premio nazionale presso San Benedetto del Tronto.

Anita Arena Maria Teresa Gueli

Giulia Linares Alice Stincone

SAN VALENTINO VS SAN FAUSTINO

passare però un paio di secoli per poter finalmente associare il nome del santo a quello degli innamorati; questo avvenne quando papa Gelasio I pose fine ai riti dedicati al dio della fertilità: i “Lupercalia”, che si tenevano il 15 febbraio. Si trattava di un giorno dedicato a festeggiamenti sfrenati, in cui le donne sia libere che non, addirittura anche in gravidanza, si offrivano spontaneamente per strada alle frustrate di giovani uomini coperti soltanto da un gonnellino di pelle aderente. La domanda che sorge spontanea è: perché le donne in dolce attesa si sottoponevano consenzientemente a questo rituale? Queste ultime

Tutti conoscono la festa di San Valentino, ma in pochi sanno che si tratta di una celebrazione millenaria che nacque come movimento moralista, celebrato il 14 febbraio, in opposizione alla festa pagana che si svolgeva il giorno seguente. A riguardo esistono diverse leggende, una di queste è databile nel 176 d.C.. “Difensore delle storie d’amore” ecco come chiamavano il vescovo che garante della concordia e della serenità, donò una rosa, come segno di pace, ai due amanti litigiosi che poi vennero guidati verso il matrimonio cristiano e incoraggiati a procreare figli. Dovettero

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erano convinte che il loro bambino avrebbe tratto beneficio da ciò, e diciamocela tutta, approfittarono di questa bella visione anche le mamme! Per celebrare la “festa dell’amore”, il papa spostò i festeggiamenti al giorno precedente, dedicato a San Valentino che diventò il protettore degli innamorati. Il 15 febbraio oggi rappresenta comunque un giorno di festa, in quanto si celebra San Faustino: il protettore dei single che attualmente veglia su cinque milioni di persone. Il nome di San Faustino deriva da “fausto” che significa “fortunato” e come tale, adatto a propiziare la ricerca dell’anima gemella a chi non ce l’ha. Al giorno d’oggi, è tradizione consolidata oltre oceano festeggiare San Valentino in modo parecchio originale: alle scuole medie e superiori,

infatti, gli adolescenti hanno la possibilità di comprare dei fiori o dei biglietti per il proprio partner in uno dei tanti club dedicati alla ricorrenza. Nonostante l’usanza di donare la rosa all’innamorato/a sia ancora presente in diversi paesi del mondo, purtroppo, i giovani in Italia stanno perdendo questa abitudine. Si limitano a relazioni digitali, fatte di insulsi post e frasi d’effetto per attirare l’attenzione dei followers, non trovando di conseguenza nulla di concreto su cui basare un rapporto che a lungo andare sta perdendo il suo originale romanticismo. Ylenia Dibilio

Alessia Maria Trupia

IL VOSTRO SAN VALENTINO

Il più brutto della storia è stato vedere un'amica piangere tutto il giorno, perché non aveva un danzato...ma sul seriooooo?

Nulla di più speciale se non una cena e un meraviglioso giro in macchina.

Sono single da tutta la vita. Ho avuto tre danzati e nessuno di loro mi ha considerata quel giorno.

Il mio danzato che mi fa il regalo e io senza niente, perché ci eravamo messi d'accordo di non regalarci nulla (non credeteci mai, fai sempre una brutta gura).

San Valentino... che dire, sicuramente se sei danzata ti aspetti di trascorrere questo giorno nel migliore dei modi col tuo ragazzo o almeno era ciò che pensavo no ad un anno fa. Esattamente il 14 febbraio dell’anno scorso, il mio ragazzo non pensava che San Valentino si dovesse festeggiare, perciò organizzò tutto all’ultimo momento e decise di portarmi a cena (con i suoi amici) da Vincenzino il paninaro... da quel momento ho smesso di credere al San Valentino. Quest’anno non metterò piede fuori di casa per quel giornooo.

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IL λόγος DEI RAPPRESENTANTI

IO PROTESTO PERCHE’ Coloro che non ricordano il passato, sono condannati a ripeterlo -George Santayana

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“Ogni forma di dialogo è un’occasione di accrescimento e arricchimento personale…” “Noi tutti come comunità, come persone, possiamo rendere la scuola un posto sicuro…” questi sono solo due dei tanti e stimolanti pensieri che Federico Iacona e Francesco Carletta hanno espresso quando hanno concesso a Lanx Satura un’intervista a nome dell’intera rappresentanza. I termini chiave del nostro colloquio sono stati sicuramente “coinvolgimento”, “dialogo” e “collaborazione” che sono anche parte integrante del loro incarico in quanto, loro stessi, hanno evidenziato e dimostrato che, prima di essere colleghi, prima di essere collaboratori, prima di essere rappresentanti, sono amici ed grazie anche a questa loro alchimia che riescono a svolgere i loro compiti al meglio.

• Com’è strutturato il lavoro di un rappresentante d’istituto in DAD? Qual è il più grande problema che un rappresentante di istituto deve affrontare in generale ed in questo particolare periodo storico? Federico: Sicuramente il problema più grande è il disinteresse dei ragazzi e contrastarlo è ciò che mi ha impegnato fin dal primo giorno. Il problema alla base di questo comportamento è sicuramente la disinformazione, infatti noi abbiamo puntato molto sul fare delle vere e proprie formazioni politiche, partendo dal livello scolastico per poi estenderci verso la situazione nazionale. Inoltre la cosa più faticosa è avvicinare i ragazzi alle vicende scolastiche e far comprendere

Alle Studentesse e agli Studenti del Liceo Classico, Linguistico e Coreutico “Ruggero Settimo” di Caltanissetta. Nel 2005 è stato deciso formalmente che il 27 gennaio sarebbe diventato il "Giorno della Memoria", dedicato al ricordo di circa 6 milioni di persone, vittime della presunta superiorità della razza ariana e degli ideali assoluti del nazionalsocialismo tedesco. Da quel giorno tutto il popolo si è impegnato per ricordarli. Quest'anno, nella nostra scuola, mercoledì 27 gennaio ci siamo ricordati di studiare, ma non di ricordare: ci siamo dedicati allo studio classico delle materie, speranzosi che un momento venisse dedicato alla celebrazione di questo giorno particolare, ma, al terminare delle lezioni, un malcontento generale si è diffuso tra di noi, dal momento che nessuno si è occupato di coinvolgerci in un’attività. Se qualcosa è stato organizzato, è stato rivolto soltanto ad un esiguo gruppo rappresentativo di studenti: così facendo, la scuola, è andata contro il proprio ideale di comunità che prevede l'inclusione di tutti. Sarebbe stato opportuno proporre attività alternative rispetto a quelle tradizionali, al fine di poter coinvolgere gli studenti in maniera attiva. Riteniamo che la data del 27 gennaio sia solo una convenzione poiché ogni momento può essere utile per ricordare. Riponiamo fiducia in tutti gli studenti che leggeranno questo messaggio, i quali sono invitati, qualora, come noi, non siano stati coinvolti in nessuna attività, a rimediare, proponendo ai propri docenti un momento collettivo dedicato alla Memoria.

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loro che i problemi dell’istituto non sono dinamiche che riguardano un singolo individuo, ma la collettività e far comprendere l’importanza della scuola come istituzione per la nostra formazione, come palestra di vita. Parlando invece delle difficoltà nate con la DAD sicuramente la più complessa riguarda il coordinare il corpo di rappresentanza studentesca e gli organi rappresentanza di classe in modo che si abbia e si mantenga una comunicazione efficace. Francesco: La parte più difficile è l’organizzazione delle assemblee di istituto online in cui però è possibile anche trovare un lato positivo, cioè la partecipazione degli studenti 4


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che, soprattutto nei dibattiti, è aumentata notevolmente La difficoltà più grande, in generale, di un rappresentante è la responsabilità di evitare la dispersione scolastica e combattere la disinformazione perché una persona disinformata è facile da controllare e manipolare, quindi essere informati e conoscere significa anche essere padroni delle proprie vite. • Avete qualche progetto per quanto riguarda prossime assemblee? Un’iniziativa a cui pensate da un pò di tempo, ma che non avete ancora avuto modo di mettere in pratica? Federico: Vi possiamo dire che pensiamo di puntare moltissimo sulla peer education perché quest’ultima si è rivelata una costruttiva occasione di confronto. Abbiamo trovato molto coinvolgente da ambe le parti l’entrare noi stessi nelle tematiche da affrontare e il creare un dibattito tra noi e gli studenti, quindi un confronto, uno scambio di punti di vista ed idee. Un’altra iniziativa molto interessante che mi piacerebbe portare come ordine del giorno di un’assemblea è la discussione di temi attuali col supporto di persone esterne. Francesco: Desiderando coltivare l’ideale dell’ambizione abbiamo deciso di invitare il più grande degli ambiziosi : Luca Parmitano, un astronauta siciliano di Paternò. Speravamo ci potesse concedere un’ora del suo tempo, per trasmettere un pò di ambizione e di motivazione a tutti noi ragazzi. Purtroppo ci ha risposto la sua segretaria, dicendo che le ore da concedere alla stampa e le manifestazioni pubbliche erano finite. Ci auguriamo però, in futuro, di poter riavere questa occasione. Parlando delle iniziative sicuramente, a causa del Covid, quelle che avevamo in mete non sono nemmeno pensabili. Desideravamo, ad esempio, organizzare dei giochi sportivi che non avrebbero compreso solamente al calcio che limita molti studenti, ma avremmo voluto creare altre iniziative che abbracciassero anche altre abilità sportive. L’ultima iniziativa, che per quest’anno quasi sicuramente sarà impossibile da mettere in pratica a causa del Covid, è il galà di fine anno, che però speriamo si possa realizzare il prossimo anno. Questi erano i nostri sogni, ma ogni sogno è fatto per realizzarsi.

Francesco: desidero citare un film chiamato “L’ora del Lupo”, in cui si parla di un’ora della giornata, che viene appunto chiamata “ora del lupo” in cui si è soli con se stessi, non ci sono rumori o altre distrazioni esterne. Durante quest’arco di tempo ci si sofferma a pensare alla propria a vita e a tutto ciò che ne fa parte. E la cosa più gratificante è pensare di star operando senza macchie, con la massima trasparenza e soprattutto con coerenza, perché un uomo che non è coerente con i propri principii non è un uomo. Inoltre la parte più bella è sentirsi dire dai ragazzi e quindi avere la loro conferma di star facendo un bel lavoro.

• Un augurio per gli studenti? Federico: prima dell’augurio desidero raccomandare agli studenti di stare attenti durante il rientro, rispettare meticolosamente tutte le norme in modo da poter rimanere in presenza il più a lungo possibile, infatti il lavoro dei rappresentanti in questo momento è di sensibilizzazione e di infondere nei ragazzi un sentimento di responsabilità, per la difesa personale e delle loro famiglie e verso lo studio e scuola. Il mio augurio, per voi, vero e proprio è quello di proseguire un sereno anno scolastico sperando di concluderlo in presenza. Francesco: Godetevi la scuola perché questi anni non durano per sempre e me ne sono accorto io che fino a ieri ero in primo anno e ad oggi mi ritrovo in un battito di ciglia a metà del terzo, e sinceramente è molto triste come cosa. Quindi vi chiedo di godervi la scuola, che non è fatta solo di studio e libri, ma anche di risate coi compagni e divertimento. Ragazzi purtroppo il tempo prima o poi finisce quindi godetevi la scuola, godetevi questi anni e godetevi questa vita. Serena Mazzarisi Diego Ronco

• Qual é la parte più importante del lavoro di un rappresentante? Federico: la parte più gratificante è il coinvolgimento, non c’è cosa più bella di vedere un gran numero di mani alzate perché vedere i risultatati del proprio lavoro e avere la consapevolezza di averlo svolto al meglio è una grande soddisfazione. Nel mio caso inoltre, visto che è il secondo anno di fila che sono in carica, posso dire che è bellissimo avere una continuità in un progetto e la cosa che per me ,ad oggi, è più gratificante è aver portato le stesse idee e lo stesso movimento che ho portato l’anno scorso basandomi sempre sugli stessi principi.

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ADOLESCENZA IN DAD La solitudine generazionale

La nostra generazione nell’ultimo anno ha vissuto una para-socialità. Siamo stati isolati e completamente oscurati nell’universo scolastico, abbiamo imparato a rivedere le nostre abitudini quotidiane e di conseguenza è avvenuta una metamorfosi della nostra realtà. La socialità secondo il nostro parere è uno dei punti fondamentali per il bene-vivere dell’uomo infatti, come diceva Aristotele “l’uomo è un animale sociale”. La natura umana necessita del contatto, che in questa modalità è totalmente reciso e trasformato, di conseguenza all’interno degli animi, con il passare dei mesi si é creato un naturale malessere. È importante parlarne poiché, nonostante la nostra età dovrebbe rappresentare il clou della vita dell’uomo, molte volte non è così e sarebbe utile a tutti noi confrontarci, comprenderci e aiutarci. Un articolo pubblicato il 22 gennaio 2020 dal centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute ci fornisce alcuni dati raccolti da un questionario online somministrato agli adolescenti cinesi durante la pandemia. Da questi dati si denota che circa il 22% dei giovani presenta sintomi depressivi, percentuale nettamente superiore rispetto alla normalità; lo stesso fenomeno si presenta nell’ambito dei disturbi d’ansia. Un grande numero di giovani ha un livello d’ansia maggiore a causa di familiari affetti da Covid. Altri test mostrano la presenza di sintomi depressivi nei soggetti intervistati per il 43%, i sintomi d'ansia inoltre rappresentano il 37% del totale, e i soggetti più ansiosi sono le ragazze. Roberta Miraglia Liana Petrantoni

SCUOLE NO GENDER L'educazione di un individuo e l’identità del suo genere sono sempre state strettamente collegate al genere biologico, ciò nel tempo ha portato al formarsi di un’educazione stereotipata, secondo la quale esistono dei ruoli associate al sesso che non dovrebbero essere svolti dal sesso opposto.Fortunatamente nel corso degli anni la società ha fatto dei grandi passi avanti, riducendo le discriminazioni. Diversi esperti hanno condotto studi a riguardo, ma al giorno d’oggi non si è arrivati ad una conclusione determinata: non esiste un metodo educativo migliore degli altri, è importante educare i figli trasmettendogli la consapevolezza che essi potranno svolgere il ruolo che vorranno, tanto quanto è importante indirizzarli verso un’identità costruita anche basandosi sul fattore genetico. Il nome “Egalia” è quello di una scuola dell’infanzia Svedese fondata da Lotta Rajalin e aperta nel 2010, un centro educativo nato come esperimento, la cui educazione dei piccoli studenti si basa sulla parità del genere, non si fa una distinzione tra maschio e femmina, e non esiste la classificazione che segua una determinata caratteristica personale. I bambini, sono chiamati senza alcun pronome come “lui” o “lei” che possa categorizzarli (o indirizzarli allo stereotipo), così che essi possano sentirsi giudicati solamente in merito alle loro azioni: di fatti un’innovazione notevole è stata quella dell’invenzione Svedese del pronome “hen”, che sta a designare un individuo senza identità di genere. Questo pronome non è formalmente inserito, in dizionari, e non è adoperato nei libri di testo ma la sua diffusione non è da sottovalutare, quasi tutti i cittadini, grandi e piccoli, ne conoscono il significato e lo usano. Inoltre l’introduzione di questo pronome è stata positiva non solo sotto un punto di vista comportamentale ma anche sul fattore linguistico: lo OED ha proposto l’introduzione di un nuovo titolo “gender-neutral”, insieme a a Mr. e Mrs. potremmo trovare anche Mx.. Il sistema adottato dalla famigerata scuola svedese è stato preso come modello da altre scuole, ma il metodo educativo non è stato sottratto alle critiche: i democratici di destra, insieme ai sostenitori, hanno dichiarato che secondo loro queste scuole hanno l’intento di negare il genere biologico, imponendo un genere quasi inesistente e del tutto artificioso. In realtà l’obbiettivo di queste scuole è facilmente fraintendibile, la fondatrice stessa ha dichiarato che l’obbiettivo non è quello di crescere i bambini senza genere, ma quello di crescergli con la consapevolezza che appartengono ad un genere biologico, e che tra i due generi ci sono delle differenze che determinano dei comportamenti innati, ciò su cui si deve lavorare è l’aspetto sociale. Caterina Cammarata Benedetta Riggi Carola Scarantino

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SCELTI PER VOI ERIE TV

Se siete amanti dei telefilm in costume, dovete assolutamente vedere Bridgerton: un’emozionante serie Netflix, ambientata nell’Inghilterra del 1800, basata sui romanzi di Julia Quinn. Parla di otto fratelli appartenenti alla famiglia Bridgerton, che cercano l’amore a Londra. Una sorta di Gossip Girl ambientato nell’epoca Vittoriana. Se cercate una serie breve ma davvero intensa, La regina degli scacchi fa al caso vostro. Si tratta di una miniserie Netflix, che racconta le vicende e, per lo più le partite a scacchi, della giovane Beth Harmon, nata con un talento innato per questo gioco. Non fatevi ingannare dal nome, la miniserie va ben oltre gli scacchi, diventando anche profonda e, talvolta, commovente.

ILM

Passando alla piattaforma streaming Disney+ ci sentiamo in dovere di consigliarvi un film d’animazione che abbiamo trovato veramente molto carino Soul. La storia parla di quest’uomo, Joe, un insegnante di musica appassionato di jazz che farà un viaggio fuori dal comune. Chiaramente essendo un film targato Walt Disney è un film perfetto da vedere in famiglia, ma adatto a tutte le fasce d’età.

Se vi è piaciuto Harry Potter e amate le fiabe, adorerete L’Ickabog, nuovo racconto per ragazzi, di J.K. Rowling, l’autrice dei romanzi del mago più amato della letteratura. Il libro si presenta come una normale storiella per bambini, tuttavia poi si rivela essere ben più cruenta, come sono, in verità, le classiche fiabe che tutti amiamo.

USICA

Nonostante la situazione non sia decisamente delle migliori, moltissimi artisti stanno contribuendo, con l’uscita di singoli ed album nuovi, a farci “compagnia” in questo periodo di solitudine; per esempio, il cantautore britannico Ed Sheeran ha fatto uscire il 21 dicembre 2020 Afterglow, brano che descrive come l’alternanza delle stagioni e dei colori influenzi la sua storia d’amore, la sua compagna. Cambiando genere, più recentemente, esattamente il 15 gennaio 2021 ZAYN, cantante britannico, ha reso disponibile su tutte le piattaforme di streaming musicale un nuovo album Nobody Is Listening. Terzo album per l’artista, acquistabile sui siti di Amazon, Feltrinelli, Mondadori ed IBS.

Anita Arena

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Vittoria Gueli

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SCELTI PER VOI

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