Tribuna magazine 2018 06

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Mensile di approfondimento di Treviglio e Gera d'Adda

Grazie Maestro Olmi POLITICA

ANNO 3 - N 6 - GIUGNO 2018 | EURO 3,00

Parlano i Sindaci

TREVIGLIO VINTAGE

Il programma in ESCLUSIVA!

PIAZZA SETTI

L'inaugurazione


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EDITORIALE Grazie, Maestro: così abbiamo voluto rendere omaggio al regista che ha contemplato con la cinepresa dell’umiltà la nostra terra documentando elegantemente l’animo umano in cornici di vissuto segnate dal mutare dei tempi. La pellicola dell’esistenza di Ermanno Olmi si è fermata proprio in occasione delle celebrazioni che gli abitanti dei paesi divenuti protagonisti dei suoi racconti hanno organizzato per l’anniversario della vittoria della Palma d’oro con la quale il film “L’albero degli zoccoli” è stato consacrato, allora e negli annali del cinema. Nei giorni successivi alla sua scomparsa sono stati innumerevoli i tributi al Maestro e anche noi di Tribuna Magazine abbiamo sentito il doveroso richiamo a farlo, non solo dedicandogli la copertina e riportando le parole e i ricordi di chi l’ha conosciuto e lavorato al suo fianco. Abbiamo cercato di accogliere il suo monito ad assumere uno sguardo nuovo verso ciò che ci circonda: «La contemplazione è un momento di grande arricchimento, è fondamentale, credo, per tutto il nostro vivere. La contemplazione è il presupposto di ogni cosa». L’eredità di Olmi, infatti, non si esaurisce nella ricca e preziosa lista di film, corti, premi ed onorificenze che testimoniano la carriera di un artista come lui, ma include anche quel filtro di sapiente osservazione che egli ha applicato, da poeta, alla telecamera. Ed è, con la riverenza che si deve mostrare quando ci si accosta a un personaggio di tale calibro, esattamente questo

lo sguardo che, da giornalisti, è stato mantenuto nella stesura del numero che state per sfogliare: occhi rivolti a quanto accade che, mediante le parole, così come il Maestro faceva con le riprese, fanno scaturire spunti di riflessione. E non potevamo che riporre l’obiettivo – per noi cartaceo – su ciò che ci attornia e sugli accadimenti che, nei luoghi così cari al “regista artigiano”, trovano la propria scenografia. Eventi e fatti che sono determinati da scelte e azioni compiute da noi o da chi è stato nominato a rappresentarci: per questo abbiamo interpellato i Sindaci di alcuni Comuni della Bassa, chiedendo loro quanto è stato realizzato nell’arco del mandato da primi cittadini e cosa resta da attuare per migliorare il territorio. Sono le decisioni intraprese o meno che hanno, infatti, un importante risvolto sulla quotidianità: si può passare da un luogo riqualificato che torna ad essere vissuto da tutti, come piazza Setti finalmente riaperta, a un altro che, in attesa di un pronunciamento, rimane privo di servizi, ovvero quanto accade al Pignone di Cassano. Idee, quindi, che si trasformano in realtà concreta quelle che continueremo a testimoniare, accogliendo l’augurio del Maestro: «che la contemplazione di ciò che è davanti al nostro sguardo ci dia un motivo d’amore per esprimere, in termini di lettere o in altri termini, la nostra gioia di vivere». il direttore Daria Locatelli

EDITORE

FOTOGRAFIE

Amm. Unico Angelo Bertolini

DISEGNI

Tribuna srl Viale del Partigiano, 14 - Treviglio (BG) www.tribunatv.tv - redazione@tribunatv.tv Tel 0363 1971553

DIREZIONE

Direttore responsabile Daria Locatelli Caporedattore Ivan Scelsa

REDAZIONE

Gianluca Buono, Stefano Dati, Maurizio Lorenzi, Rosanna Scardi

HANNO COLLABORATO Gaia Bonomelli, Lorenzo Manzi, Fabrizio Orsini

ART DIRECTOR Davide Martoscia Autorizzazione Tribunale di Bergamo n. 6/16 del 19/04/2016 Anno 3° - N. 6 - GIUGNO 2018

Enrico Appiani, Luca Cesni, Stefano Dati, Alessandro Di Cio, Daniele Ferla, Enrico Leoni, Adam Mõrk, Nicola Ratti, Pixabay.com Bruno Manenti

COPERTINA Davide Martoscia

UFFICIO MARKETING Roberta Mozzali Tel 0363 1971553 - cell 338 1377858 commerciale@tribunasrl.it

STAMPA

Laboratorio Grafico via dell’Artigianato, 48 - Pagazzano (BG) Tel 0363 814652

DISTRIBUZIONE Giulio Ferri

GRAFICA PUBBLICITARIA Antonio Solivari

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PH. CESNI

SOMMARIO 6

IN COPERTINA / Omaggio a Ermanno Olmi

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PONTIROLO / La comunità Draghi Randagi

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POLITICA / Parlano i Sindaci

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BRIGNANO / I ragazzi di Fili Intrecciati

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AMBIENTE / Stop alla discarica di amianto

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CARAVAGGIO / Il futuro dell'area ex Invernizzi

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PIAZZA SETTI / Inaugurazione ed eventi

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TERRITORIO / Qui Lombardia

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EVENTI / Rock e shopping al chiaro di luna

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SOCIETÀ / Progetto di integrazione

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EVENTI / Basket Bier Fest 2018

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T-WEB / Intervista a Gianfranco Gambarelli

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TREVIGLIO VINTAGE / Programma in esclusiva

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SCUOLA / Sperimentazioni all’Agraria

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URBANISTICA / Quasi ultimato complesso Cerreto

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SPORT / I campioni della boxe di ieri e di oggi

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URBANISTICA / Multifunzionalità

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SPORT / Calcio trevigliese

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IMPRESE / Riapre il Caffè Rimembranza

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T-RADIO / La nuova programmazione

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ASSOCIAZIONI / Sommozzatori Treviglio

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MUSICA / Trasferta del coro Calycanthus

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ADDA / Il Pignone è senza servizi

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ARTE / Il pittore Augusto Sciacca

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VIABILITÀ / Apre la ciclopedonale Taranta

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DAI LETTORI, AI LETTORI

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ECONOMIA / Assemblea Bcc Treviglio

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LETTERE ALLA REDAZIONE

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Grazie, Maestro! di Daria Locatelli Ha dedicato la sua vita a raccontare l’animo umano, osservato con la cinepresa dell’umiltà: il poeta della pellicola, Ermanno Olmi, ha lasciato la sua amata terra all’età di 86 anni. La morte del regista bergamasco – cresciuto a Treviglio, prima del suo trasferimento a Milano per gli studi presso l’Accademia di Arte Drammatica – è avvenuta proprio in concomitanza con le celebrazioni del 40° anniversario dalla vittoria della Palma d’oro di Cannes conquistata con il film “L’albero degli zoccoli” (cui Tribuna Magazine ha dedicato la copertina e uno speciale nel numero dello scorso aprile), l’opera che ha consacrato tanto l’artista, quanto quel mondo contadino della pia-

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nura che egli ha descritto in un modo unico e originale. Le riprese di Olmi danno voce al quotidiano, al reale, alla vita di tutti i giorni, costellata da sentimenti, relazioni, difficoltà, crisi, ma anche speranza. Il copione dei suoi capolavori è affidato a coloro che non necessitano di interpretare scene immaginate, perché quelle situazioni appartengono già al proprio vissuto: gli attori non sono attori, ma contadini veri, che parlano in dialetto e che vengono soltanto “guardati” nella loro naturalezza. Ed è esattamente lo “sguardo reale” che il Maestro ha insegnato e ci ha lasciato – più dell’elenco dei numerosi premi che, meritatamente, ha guadagnato (il “Leone d’oro” alla carriera, i “David di Donatello” per “Il mestiere delle armi”, il “Nastro d’argento” per “La leggenda del santo bevitore” tra i tanti, ndr) – il dono prezioso che caratterizza il suo ricordo. Olmi ha saputo mettere a fuoco, mediante la contemplazione, la vera umanità, racchiusa nelle espressioni, nei volti e nelle semplici azioni, tramite cui narra l’amicizia (come quella che lega lo studente e il guardiano della diga protagonisti del lungometraggio “Il tempo si è fermato”), la solitudine, il lavoro anelato (ne “Il posto” si descrivono le aspirazioni di due giovani alle prese con il loro primo impiego) o quello attorno cui dipende un’inte-


PH. ENRICO LEONI

IN COPERTINA

ra famiglia (con la narrazione delle dure giornate trascorse nei campi dai contadini o in fabbrica dagli operai), la fede (in “E venne un uomo” che ripercorre, sempre in un’ottima umana e terrena, la biografia di Papa Giovanni XXIII). Tutte le persone – non personaggi – che con puri gesti fanno vivere le pellicole di Ermanno Olmi sono protagoniste di un mutamento

del tempo, che sia dovuto al passaggio dalla civiltà contadina a quella industriale e tecnologica, o alla crisi per la fine di un amore o dell’appartenenza ad un luogo. È il regista stesso che, spinto dal profondo amore per la terra e per gli umili, illumina i paesaggi testimoniati e quelli umani di speranza, possibile attraverso occhi nuovi: «Questa mattina all’albeggia-

re – disse Olmi in occasione della sua Lectio Magistralis quando fu proclamato dottore Honoris Causa in Lettere presso l’Università di Bergamo –, mia moglie si è alzata, si è affacciata alla finestra e ha detto: “Nevica...”. Per qualche istante Loredana è rimasta a contemplare la neve. La contemplazione è un momento di grande arricchimento, è fondamentale, credo, per tutto il nostro vivere. La contemplazione è il presupposto di ogni cosa». E, rivolto agli studenti, aggiunse: «Cosa serve a un giovane? La possibilità di sognare, ed il sogno cos’è se non la contemplazione di un possibile futuro? Auguro a tutti voi che la contemplazione di ciò che è davanti al nostro sguardo ci dia un motivo d’amore per esprimere, in termini di lettere o in altri termini, la nostra gioia di vivere». Grazie per averci regalato uno sguardo nuovo, Maestro!

LE CONTADINE DELLA CASCINA DETTANO LA MODA

La scuola Silv fa sfilare le sue allieve in piazza Garibaldi studio della pellicola, soffermandosi, in ogni fermo immagine, su modelli e tessuti. Una volta tolti i grembiuli, le allieve si sono trasformate nelle ragazze del terzo millennio mostran-

do le loro creazioni. «Il compito della moda è anche creare un ponte tra la tradizione e la contemporaneità», spiega il direttore di Silv, Davide Brumana. (r.s.)

PH. APPIANI

Fazzolettini in testa, lunghi grembiuli neri, scialli, foulard. “L’albero degli zoccoli” ha ispirato la sfilata della scuola superiore di design e moda Silv, con sede a Bergamo, nel corso del fashion show dell’11 maggio. L’iniziativa è stata programmata durante l’anno scolastico per celebrare i quarant’anni dalla vittoria della Palma d’oro a Cannes. A colpire l’attenzione sono state le allieve del primo anno: sono apparse in pubblico indossando gli outfit che hanno cucito con le loro mani simili ai costumi del film, con i capelli raccolti in chignon o trecce, tanto da ricordare la bella sposa, Maddalena, allora interpretata da Lucia Pezzoli. Il progetto è partito dallo

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“Olmi era un artigiano, paziente e paterno con i suoi attori” Sul set con Enrico Leoni, segretario di produzione per “L’albero degli zoccoli” di Rosanna Scardi Ad avvisare Enrico Leoni, trevigliese, segretario di produzione per le riprese de “L’albero degli zoccoli”, della scomparsa di Ermanno Olmi, è stata una delle attrici di allora, Brunella Migliaccio, che nella pellicola capolavoro interpretava la bambina del Finard. Dal febbraio al maggio del 1977, Leoni, che allora aveva 22 anni, aiutò Olmi a reclutare le oltre 200 comparse e una ventina di ruoli principali, in gran parte a Castel Cerreto. Il regista era entrato a gennaio nel negozio di macchine fotografiche Cesni-Leoni, chiedendo al padre di Enrico se conoscesse qualcuno che potesse aiutarlo. Il figlio, che era appassionato di cinema, accettò con entusiasmo. «Sul set era preciso, perfezionista

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nei confronti della troupe, paziente e paterno con gli attori, sapeva che non erano professionisti e faceva di tutto per metterli a loro agio, era dolce e parlava con loro in dialetto», ricorda l’aiutante. Il regista alloggiava nell’albergo ristorante Cacciatori a Martinengo e spesso cenava con i suoi “artisti”, intrattenendoli fino a tardi. «Ci raccontava i suoi esordi, quando girava i filmati con l’amico Attilio Torricelli per la Edisonvolta e svelava i progetti futuri», ricorda. Sul set era un artigiano. «Non si fermava di fronte a nulla, se non nevicava provvedeva a creare il manto bianco con il polistirolo, girava a mano con una macchina pesante per le riprese in 35 millimetri, nelle pause si attac-

cava al telefono a gettoni chiedendo che gli mandassero la pellicola», sorride. Olmi non si è arreso neanche quando gli inquilini della cascina di Martinengo cambiarono idea, rifiutandosi di traslocare: «Una notte siamo andati in perlustrazione in campagna, c’era una tale nebbia che non si vedeva nulla, all’improvviso spuntò una stradina e di fronte a noi c’era un caseggiato ottocentesco, era cascina Roggia Sale a Palosco – ripercorre Enrico –. “È la mia!”, esclamò Olmi. Era diroccata e ci siamo attivati subito per avere i permessi e ricostruire porte e infissi. E poi a recuperare i costumi dai bauli delle nonne. Tutto era vero e genuino, non c’era niente di costruito. Come una volta».


IN COPERTINA

Gli attori fan del regista: “Motivo di orgoglio, ha portato la cascina orobica nel mondo” Il ricordo degli interpreti bergamaschi Alessio Boni, Giorgio Pasotti e Giorgio Marchesi di Rosanna Scardi Ad apprezzare Olmi per il suo stile e l’umanità sono soprattutto gli attori bergamaschi. Per Alessio Boni il regista incarnava un sogno: «Lui ce l’aveva fatta in anni difficili, non proveniva da una famiglia ricca o di cineasti, ma era figlio di un ferroviere e di un’operaia – dice l’artista di Sarnico –. Adoro “L’albero degli zoccoli”, un film che quando ero ragazzo si proiettava nelle scuole. Ha portato le sue origini umili, il dialetto e la cascina orobica all'attenzione del mondo, per me è motivo di grande orgoglio». Boni ha un rammarico, non averlo conosciuto bene, non aver trascorso una cena insieme a lui: «Capitava che ci si incrociasse in qualche festival, ma avrei tanto desiderato che si raccontasse a me; nutro lo stesso rimpianto verso Alda Merini, che porto a teatro, pur non avendola mai incontrata», aggiunge. Giorgio

Pasotti si prende una pausa dal set – allestito a Senigallia, della sua nuova serie tv diretta da Andrea Porporati, “I nostri figli”, che lo vede protagonista insieme a Vanessa Incontrada –, per ricordare il regista dei contadini: «Lo veneravo, sono onorato di aver potuto scambiare con lui qualche battuta quando ci siamo trovati nei vari eventi, come il Festival del cinema di Roma. Era dotato di un’intelligenza sottile, era profondo, ti illuminava, ascoltarlo era un’occasione per imparare, trasmetteva serenità – afferma Pasotti –. Apparteneva a una generazione di persone di grandissima cultura». Un altro interprete bergamasco salito alla ribalta nazionale grazie a film e fiction per la tv è Giorgio Marchesi, che è stato tentato di partecipare ai provini per “Centochiodi”, il film che ha lanciato nel cinema Raz Degan:

«I casting si svolgevano a Bologna, non c’erano agenzie a fare da intermediarie e avrei dovuto prendere il treno di mia iniziativa per sottopormi al suo esame, ma è subentrato un impegno a Roma e all’ultimo ho dovuto rinunciare. È da sempre un mio rammarico, una delle poche opportunità perse che ricordo; mi sarebbe piaciuto anche solo conoscerlo, presentarmi a lui come concittadino, avremmo parlato delle nostre origini – confida Marchesi –. Amo tutta la sua cinematografia, comprese le pellicole meno riuscite. Sono stato da fan sul set più simbolico de “L’albero degli zoccoli”, il Filandone di Martinengo, portandoci pure un’attrice di Padova. Nelle opere di Olmi c’è la memoria di un’Italia che non esiste più, che io conoscevo grazie ai racconti di mio padre e dei miei nonni e che ho rivissuto sul grande schermo».

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IP (COMMERCIO)

IN VIA VERGA IL PARADISO OLFATTIVO Un viaggio tra ricordi, note e profumi insieme ad Augusta Pozzi Che cosa le ha insegnato sua mamma? Mia madre era figlia di un musicista, le note erano di casa: note olfattive e musicali avevano il percorso del suono, di profumo e ricordi. Credo che, in un percorso naturale, si siano affinati gusto e sensibilità, che insieme a tanta preparazione ci hanno portato a scegliere con istinto prima, e criticità poi, i nostri profumi.

Liliana Pozzi, madre di Augusta

Signora Augusta, ci racconti la storia della sua profumeria... Questo piccolo negozio, tanto conosciuto, anche a molti chilometri di distanza, fu acquistato da mia madre nel 1958 a soli 33 anni. Ella creò per noi figli, me e mio fratello, la casa, la famiglia, il necessario per vivere: il racconto della storia della profumeria è quello della gioia di un’avventura, a cui mia mamma giunse impreparata, ma con entusiasmo. Una storia mai finita. Nasce così e cresce poi molto con la cosmesi, nella ricerca di un mondo vivacissimo che porta la profumeria italiana a vivere il miracolo economico. E noi non abbiamo fatto eccezione.

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La sua profumeria offre prodotti di nicchia, introvabili altrove, tra le essenze, creme e cosmetici. Mi fa qualche esempio di marchi prestigiosi? E perché lo sono? Sì, offriamo marchi prestigiosi. Gli essenzieri che scegliamo sono persone che hanno la mente, il cuore e la sensibilità di rendere colorate le giornate attraverso fragranze sempre in crescita, dove la sottile linea che divide le note ne rende alcune più gourmant, fresche, facili, piene o complesse: un mondo artistico speciale. Le mie preferenze sono proprio quelle che ho in profumeria, circa 1600, e di ognuna potrei raccontare una storia. Mi spiacerebbe tralasciare e dimenticare: Montale, adorato, gourmand; Bond 9; Jovoy; Stéphane Humbert Lucas; Pierre Guillaume; Bruno Acampora; Eau d’Italie; Aedes de Venustas. Un mondo americano che amo molto è Amourud. E poi Keiko Mecheri.

Io cosa uso? La mia scelta è un profumo da mattino, poi viene da sé. Qual è la differenza tra un profumo commerciale e uno di nicchia? La nicchia é come la buona musica, si riconosce. Adoro Boadicea, inglese, ricchissimo di note. Come si può consigliare il prodotto di bellezza giusto? I clienti sono preparati, a volte dubbiosi, con molte offerte e tante domande. Qui sono passati tanti marchi, molto seri e parecchio di primo piano. Abbiamo oggi linee cosmeti-

Augusta Milesi in compagnia di Estée Lauder nel 1971


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che molto diverse tra loro, con cure mirate e di avanguardia, giapponesi, svizzere, francesi e altre specializzate, quasi terapie, accompagnate da beauty advisor. Come vede il futuro del suo negozio? Il mio futuro é come il mio passato: sono cresciuta e vissuta sempre nella fede ed é un grande accompagnamento. In ogni passo c’é sempre una domanda spirituale e ogni scelta è a fin di bene e non calcolata. Dedico questi pensieri agli uomini della mia vita, mio padre e mio marito, persone di cultura e fede e chiedo loro scusa per non aver quasi mai usato il loro cognome. Ma é a mia mamma a cui dedico quel cammino che mi rimane, perché possa essere all’altezza di ciò che mi ha insegnato e dedicato e, con l’aiuto di Dio, spero di percorrere questa strada ancora a lungo.

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JURI IMERI SINDACO DI

TREVIGLIO di Gianluca Buono

A due anni dall’elezione di Juri Imeri a Sindaco di Treviglio, dopo le dimissioni ed il conseguente fine mandato del predecessore Pezzoni a fine 2015, abbiamo fatto una chiacchierata con il primo cittadino per sapere com’è cambiata la città in questo primo biennio di mandato. Il Sindaco ha rimarcato il fatto che la sua Amministrazione, essendo la naturale prosecuzione della precedente, sta cercando di portare a termine i punti realizzativi di un programma di governo ampio, iniziato ormai nel 2011. Com’è cambiata Treviglio dal 2016 ad oggi? Siamo presenti da sette anni e molti dei cambiamenti recenti sono figli di una programmazione e anche di una certa coerenza e concretezza che partono da lontano. Sicuramente quest’estate sarà caratterizzata dai grandi rinnovamenti delle piazze trevigliesi, ma questo non significa tralasciare altri importanti interventi: è certamente aumentato il patrimonio della città e, di conseguenza, an-

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che la sua attrattività. E credo che l’impegno nella riqualificazione della città, che abbraccia vari settori, stia venendo apprezzato dai cittadini. Non è cambiata, nonostante i tempi di crisi, l’attenzione al sociale, continuando a garantire, nonostante le difficoltà economiche, una vicinanza alle famiglie, agli anziani, ai disabili ed in generale a tutte le persone in difficoltà, anche grazie al servizio di Ygea, la società che si occupa delle farmacie e di parte dei servizi sociali, che sta lavorando bene, e che nell’ultimo anno ha avuto un utile particolarmente significativo. Tra le tante opere che avete realizzato, qual è quella di cui andate più orgogliosi e fieri? È chiaro che se pensiamo ad un’opera in particolare in questo preciso momento, la mente va subito a piazza Setti, che è anche un po’ il simbolo dell’idea di città che abbiamo in mente e della natura degli interventi che vogliamo realizzare, ossia riqualificare spazi rendendoli fruibili in più vesti. Però, ripeto, abbiamo la fortuna di non avere un’unica opera da “mettere in evidenza”. Sottolineerei la capacità di dialogo con Regione Lombardia e altri enti per interventi e finanziamenti. Progetti futuri? Il primo, il più importante per noi, è quello di cercare di attuare il più possibile il programma elettorale. Dalla sicurezza, alla viabilità, agli alloggi comunali che stiamo riqualificando (è in corso il cantiere da 1 milione di euro, finanziato dalla Regione, di piazza Cameroni). Sicuramente il punto più ambizioso a cui stiamo lavorando è quello che riguarda la circonvallazione interna, con il progetto di un senso unico attorno alla città, che cercheremo di realizzare.


POLITICA

CLAUDIO BOLANDRINI SINDACO DI

CARAVAGGIO di Daria Locatelli

Sindaco, quali sono gli interventi attuati in tema di viabilità dall’inizio del Suo mandato? Dopo un attento monitoraggio dei flussi di traffico, abbiamo avviato una serie di iniziative volte a regolare e migliorare la viabilità di Caravaggio, soprattutto del centro città, che, essendo un borgo medievale, comporta delle limitazioni, sia per quanto concerne la percorribilità dei vicoli che lo caratterizzano, sia per la scarsità di parcheggi esistenti. A tal fine, a giugno, sarà acquisita l’area ex Invernizzi, in cui realizzeremo più di 200 posteggi gratuiti, disponibili prima dell’inizio del 2019. Accogliendo, poi, la richiesta dei commercianti, abbiamo individuato 20 aree a sosta breve gratuita nel cuore storico, ove entro fine anno avrà luogo la limitazione a 30 km/h della velocità, con l’attivazione di varchi previsti nelle vie comunicanti con i paesi limitrofi. Il Comune ha anche optato per la gestione diretta dei parcheggi nella zona del Santuario, cosa che porterà in 2 anni al rientro dalle spese per la sistemazione e a introiti fissi da investire in manutenzione ordinaria. Alla luce delle recenti richieste dei commercianti per la riapertura al traffico di Piazza Garibaldi, qual è la Sua posizione in merito? Da sempre lavoriamo nell’ottica di migliorare l’accesso e la vivibilità del centro: ne sono esempio le iniziative descritte prima. Piazza Garibaldi, a nostro avviso, deve essere salvaguardata come luogo di aggregazione per

la comunità. Rimarrà, pertanto, chiusa alle auto – così ereditata nel 2016 –, ma sarà fatta rivivere con una fitta serie di eventi in collaborazione con le associazioni, con cui, in un’ottica di razionalizzazione delle risorse e di sussidiarietà, sono state sottoscritte delle convenzioni, come è avvenuto nel caso della Protezione civile, che da diretta emanazione municipale, è ora gestita dall’Associazione nazionale carabinieri. Per quanto riguarda la sicurezza e il sociale? Abbiamo ristrutturato in tempo record (consegna a settembre 2017) l’edificio delle scuole di Masano, restituendo a 80 bambini, ospitati per 2 anni nell’oratorio, uno spazio agibile e adeguato a protocolli multicomfort e antisismico. A breve inizieranno i lavori per la rimozione del tetto in eternit delle medie e per l’efficientamento energetico delle elementari Merisi, la cui facciata è già stata messa in sicurezza. Sono, poi, stati effettuati investimenti sulla caserma dei Carabinieri, sventandone il rischio di ripiegamento per i mancati interventi del passato. Non sono mancate le opere di edilizia popolare con l’assegnazione da luglio 2016 ad oggi di 16 pratiche a famiglie caravaggine indigenti (9 italiane e 7 straniere).

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ROBERTO MAVIGLIA SINDACO DI

CASSANO di Stefano Dati

A due anni dalle elezioni politiche amministrative i cittadini si interrogano sullo stato di salute del Comune, mettendo in evidenza numerose critiche per le scelte fatte sull’attività dell’Amministra zione. A giugno 2016, Roberto Maviglia viene riconfermato Sindaco al primo turno alle consultazioni e si appresta a dare inizio al suo secondo mandato. Nei suoi confronti dagli elettori arriva, dunque, il chiaro messaggio di continuità alla guida di Cassano per portare a termine quanto iniziato sin dal suo primo incarico del 2011. A due anni da quella vittoria elettorale, però, sono svariate le contestazioni e le

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questioni da parte degli abitanti, tra le quali, in particolare, la mancata consegna della tangenziale: «Dopo due anni direi che la città è in buona salute, sia pure con i problemi che abbiamo iniziato ad affrontare nel 2011 e che risultano tuttora aperti – sostiene Roberto Maviglia –. Primo fra tutti la questione inerente la tangenziale. Non mi nascondo mai dietro a false giustificazioni: la tempistica, purtroppo, non si è rivelata quella che avevamo in mente, non è stata quella prospettata da Città Metropolitana. I motivi soggiacenti sono per lo più di carattere tecnico, considerando che la copertura dei costi c’è tutta, incluse le spese extra determinate dalla rescissione del contratto con SoCoStraMo. Si tratta, dunque, di insistere con Città Metropolitana affinché i tempi vengano ristretti e si arrivi finalmente alla conclusione di quest’opera». La sicurezza, altro punto dolente per i cittadini: «Intanto è stato riorganizzato e rafforzato il comando di Polizia Locale: finalmente siamo all’organico completo – conclude il Sindaco –. Gli agenti, spesso in collaborazione con le altre forze dell’ordine, stanno facendo un lavoro di presidio del territorio molto intenso, i risultati si vedono e sono innegabili. Penso al tema dei questuanti, che è stato affrontato in un determinato modo, condiviso tra la parte tecnica e quella politica, e che non è certamente quello di fare le ronde, così come auspicato da altre forze politiche».


POLITICA

ARZAGO D’ADDA

Il Sindaco Gabriele Riva Nel 2017, Sindaco Riva, è stato riconfermato alla guida di Arzago al terzo mandato consecutivo. Quali sono le opere realizzate dall’Amministrazione? Sono numerose le iniziative che, grazie alla rinnovata fiducia dei cittadini, la lista civica “Paese Nuovo” ha portato a compimento in questi 11 anni, giovando di risorse economiche iniziali che hanno concesso inve-

stimenti a lungo termine. Tra questi, la ristrutturazione di Villa Marchesi (€ 1.500.000), trasformata nel centro civico Alda Merini, oggi sede delle associazioni, della biblioteca e della sala musica. È stato, poi, realizzato il nuovo campo da calcio in erba sintetica (€ 550mila) e sistemato il primo piano della scuola primaria, ampliandone la mensa (€ 200mila). Le opere hanno interessato anche la viabilità e la sicurezza: ne sono esempi la pista ciclabile che collega Arzago e Casirate (€ 600mila ripartiti tra i due Comuni) e la sostituzione a led di quasi tutta l’illuminazione comunale (280 punti luce su 360). Abbiamo, inoltre, ampliato il cimitero, raddoppiandone gli spazi (€ 720mila). Quali sono i progetti da ultimare entro il 2021? L’intento è quello di utilizzare in

modo oculato le risorse – calate sempre di più negli ultimi anni – che sono state investite all’inizio della nostra Amministrazione e che hanno consentito di intervenire senza aumentare la tassazione comunale (l’Imu è ai minimi di legge e l’Irpef è ancora pari al 5 per mille). Il focus è riposto sul potenziamento dei servizi sociali, cercando di dare risposta alle richieste di aiuto che sono, ahimè, decuplicate rispetto al passato. Obiettivi a breve termine? Entro fine giugno avverrà la consegna dei lavori della bretella Arzago-Casirate, che consentirà di deviare il traffico dei mezzi pesanti dal centro paese, aumentandone la sicurezza. Un altro proposito è donare alla cittadinanza una seconda piazza, grazie al rifacimento di piazza De’ Capitani, che andrà, così, a completare il centro civico. (d.l.)

CALVENZANO

Il Sindaco Fabio Ferla Sindaco Ferla, qual è l’opera più importante che avete realizzato in questi due anni? Direi il completamento della pista ciclopedonale che collega Calvenzano a Treviglio: un’infrastruttura utile per la mobilità leggera ma anche fonte di sicurezza e di igiene ambientale. Era un’opera declamata da anni, anche quando non si doveva fare i conti con

il patto di stabilità o il pareggio di bilancio. Iniziando i lavori dal centro, abbiamo voluto dare una risposta ai cittadini che vivevano un disagio dovuto al rischio esondazioni dell’alveo della roggia nei giorni di forte pioggia. Nel contempo si è riusciti a sbloccare la lottizzazione di via Roma, facendola coincidere con i lavori della pista ciclopedonale, quindi ottimizzando tempi, costi e limitando disagi. Tutte opere inserite nel programma elettorale. E tra gli altri temi importanti per lo sviluppo del paese? Direi largo XXV aprile, dove da decenni sopravvive una parte di manto sterrato che sarà oggetto di studio per rilanciare l’intera area, anche quella mercatale e dei bagni pubblici. Per quest’opera occorreranno circa 160-170mila euro e sarà programmata per il prossimo anno.

Dove prenderete i soldi? Grazie al ribasso d’asta che ci sarà con l’intervento sulla pista ciclopedonale riusciremo a fare altri piccoli interventi. Lo stesso faremo grazie allo spazio finanziario concessoci dal Governo centrale, che ci lascerà spendere 400mila euro accantonati. E ancora: l’attraversamento pedonale in via Arzago e tra via Moretti ed il centro, i nuovi spogliatoi nella palestra comunale, la messa a norma dell’impianto elettrico nelle case comunali ed il sostegno al teatro con il rifacimento del sipario. Altra questione lo spostamento del monumento ai caduti che, per ora, rappresenta solo un’idea di cui discuteremo. L’idea è quella di valorizzarlo in uno spazio importante dove la pietà popolare possa rivalutarlo più di quanto non lo sia ora. (i.s.)

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POLITICA

BRIGNANO G. D'ADDA

Il Sindaco Beatrice Bolandrini A giugno 2019, Sindaco, terminerà il Suo mandato. Come descrive i 4 anni alla guida del paese? Il tempo trascorso dall’elezione della mia squadra ad oggi è volato, è stato intenso e fitto di iniziative importanti. Uno dei primi traguardi è stato quello di creare un polo d’infanzia indipendente dalla scuola primaria: in tempi record è stato reso disponibile un nuovo asilo statale con 4 sezioni, 3

spazi funzionali e la mensa. Un’altra opera riguarda il centro sportivo, con la realizzazione di un campo di calcetto in erba sintetica e la copertura, in programma nei prossimi mesi, di quello da tennis. Ulteriore tema è la viabilità: dopo aver assicurato la sicurezza con l’attraversamento pedonale e la pista ciclabile in via Treviglio, si intende procedere in modo analogo sulla provinciale verso Lurano. Parlando di Brignano non si può non far riferimento a Palazzo Visconti... È il fiore all’occhiello e il cuore del Comune, non solo perché nel “Palazzo Vecchio” è ospitato il Municipio, ma perché è una delle più belle pagine del barocco, che richiama visitatori sempre più numerosi, anche da fuori provincia. L’Amministrazione è, inoltre, in costante dialogo con Rea Dalmine,

proprietaria del “Nuovo”, e si è resa disponibile ad un cambio di destinazione d’uso dell’area (comprendente più di 50 sale affrescate, pertinenze e scuderie), sempre nel rispetto dei vincoli artistici e affinché il recupero del complesso sia motivo di svolta per la comunità e di incremento dell’attrattività, anche economica. Quali sono i servizi innovativi introdotti? Il rapporto con i cittadini e il cercare di dare risposta alle loro esigenze è al centro del nostro impegno quotidiano. A tal proposito, sono stati creati gli sportelli “Ora lavora”, rivolto a coloro che sono in cerca di occupazione e che sono ritenuti “meno spendibili” sul mercato per la loro età, e lo Sportello unico per le attività produttive (Suap), una finestra di dialogo telematica polifunzionale. (d.l.)

FORNOVO S.GIOVANNI

Il Sindaco Gian Carlo Piana È passato un anno dall’insediamento di Gian Carlo Piana sulla poltrona di Sindaco di Fornovo San Giovanni ed è dunque il momento di bilanci per il primo cittadino che aveva ereditato un Comune in fase di commissariamento. «È stato un anno intenso e ricco di impegni – rivela Piana – in cui si è lavorato nella direzione di quanto

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promesso agli elettori, soprattutto per il bene di Fornovo, un paese che ha numerose potenzialità, ma anche difficoltà nell’esprimerle nel migliore dei modi. La parentesi del commissariamento, inoltre, ha acuito il clima di indifferenza e insoddisfazione di chi ha smesso di credere nella politica e nella possibilità di un reale cambiamento, lasciando una pesante eredità che sta di fatto penalizzando il processo di cambiamento. Per invertire questa tendenza in questi mesi abbiamo cercato di rendere il nostro Comune sempre più a misura di persona, con l’intento di stimolare in ciascuno il senso di appartenenza alla comunità: in prospettiva, l’obiettivo principe è di superare i condizionamenti e le

contrapposizioni del passato, rivolgendo lo sguardo al futuro. In quest’ottica stiamo investendo in servizi per l’infanzia, come il micro nido e l’ambulatorio pediatrico – prosegue il Sindaco –, ma anche nella mobilità dolce sulle nuove piste ciclabili, nella riqualificazione dell’illuminazione pubblica, in diverse iniziative socioculturali, nei momenti formativi su tematiche d’attualità, eventi sportivi, concerti per le band emergenti e, non per ultimo, su aspetti importanti come la sicurezza e il sociale. Sono consapevole che ci sono ancora tante sfide a cui far fronte – ammette in conclusione Piana –, tuttavia sono sicuro che, affrontandole con spirito di comunità, riusciremo a vincerle». (m.l.)


PH. ALESSANDRO DI CIO

AMBIENTE

STOP

ALLA DISCARICA DI AMIANTO Sentenza del Consiglio di Stato: è no al progetto nell’ex Cava Vailata di Gianluca Buono Dopo il ricorso presentato nel 2015 dai Comuni di Treviglio, Casirate e Calvenzano, dai residenti del quartiere sud, dal Comitato tutela ambiente e Legambiente Lombardia al Consiglio di Stato per fermare il progetto di una discarica di amianto nell’area dell’ex Cava Vailata, lunedì 21 maggio è arrivata la lieta notizia: il responso del ricorso andato in discussione il 5 aprile scorso ha confermato le criticità più volte espresse, invalidando la Valutazione d’impatto ambientale (Via) del 2012, fermando e azzerando di fatto l’iter realizzativo. Solamente l’anno scorso il Tar di Brescia aveva respinto il ricorso, ritenendo valida la Via, nonostante fosse ritenuta dai Comuni e comitati interessati carente e incompleta. La vicenda ha avuto inizio più di 10 anni fa, con la procedura avviata nel 2003 e il proget-

to presentato nel 2007, autorizzato con decreto Via nel 2012 e convalidato con l’Autorizzazione integrata ambientale del 2017. Il 21 maggio il Sindaco di Treviglio Juri Imeri ha organizzato una conferenza stampa in Municipio per commentare, insieme al vicesindaco Pinuccia Prandina e a Giovanna Galli, presidente del comitato tutela ambiente, l’esito del ricorso: «È un grande giorno per la nostra città. Dopo tanti anni di procedimento è arrivata la notizia positiva che conferma le criticità che avevamo più volte espresso a luglio del 2012, quando Regione Lombardia rilasciò parere favorevole alla Valutazione di impatto ambientale: in quel documento si faceva rimando a una serie di prescrizioni e approfondimenti, molti dei quali sostanziali e importanti, come l’analisi dei terreni». Da lì era seguìto un lavoro

di squadra tra Amministrazione comunale, associazioni, aziende, comitati, cittadini per dimostrare che: «L’area necessitava di bonifica e tutti assieme avevamo proposto ricorso al Tar, unitamente ai Comuni di Casirate e Calvenzano. E ci eravamo affidati a consulenti e avvocati qualificati, perché la nostra contrarietà al progetto è sempre stata tecnica, giuridica e concreta, oltre che politica». Azzerato, come già detto, l’iter che, in caso di una seconda partenza, dovrebbe affrontare da capo tutto il percorso burocratico fin qui svolto. «Adesso inizia una nuova fase – ha concluso il Sindaco –: ci confronteremo con i soci di Sabb per valutare gli impatti di questa sentenza, che avrà sicuramente ricadute anche sui conti della società, con criticità che abbiamo sempre evidenziato negli ultimi anni».

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PIAZZA SETTI

IL TAGLIO DEL NASTRO DELLA NUOVA AGORÀ DI TREVIGLIO

É stata inaugurata la piazza pronta ad essere vissuta dai cittadini

PH. CESNI

di Gianluca Buono

Sabato 19 maggio è stata finalmente presentata piazza Setti, gremita per la grande serata: animazione e giochi per bambini dal primo pomeriggio, le parole prima del taglio del nastro da parte del sindaco Juri Imeri, degli assessori Basilio Mangano e Beppe Pezzoni, e dell’amministratore unico di Treviglio futura Paolo Gatti, per finire con il concerto di “Bepi & The Prismas”, oltre allo spettacolo di luci della fontana a raso, che dona un incantevole tocco di magia alla moderna struttura. Riaperto anche il parcheggio, chiuso nelle ultime settimane per ultimarne i lavori: dopo due anni di riqualificazione l’intera piazza è pronta per essere vissuta. Di colpo non appare solo modernità architettonica, ma anche un lato verde, che si sposa

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bene all’interno del contesto: una fila di piante costeggia e racchiude il perimetro del nuovo spazio pubblico, quasi a “proteggerlo”. L’augurio dell’Amministrazione è quello che la piazza possa diventare una sorta di nuova “agorà”, andando ad incrementare la qualità della vita pubblica. Sarà possibile ospitare manifestazioni e spettacoli, sfruttando la presenza dell’anfiteatro, e delle sue gradinate illuminate da led. L’intera area è sorvegliata 24 ore su 24 da telecamere, che monitorano lo spazio in modo tale da prevenire comportamenti vandalici. Sul palco allestito al centro della piazza, il primo cittadino Imeri, assieme all’assessore alla Qualità della Città Basilio Mangano e a quello del Commercio Beppe Pezzoni, ha salutato la folla

presente, e prima della benedizione e del taglio del nastro ha così esordito: «Qualche anno ci siamo presi la responsabilità di una scelta, ovvero quella di trasformare questo spazio e realizzare una piazza che rivitalizzasse il centro e che si potesse prestare a più iniziative, che varieranno dai concerti, alle mostre, ad attività rivolte ai bambini e tanto altro». La parola poi è passata all’amministratore unico di Treviglio futura, Paolo Gatti: «È con grande soddisfazione che consegnamo nelle mani del Sindaco e di tutta la città questa piazza stupenda, il tutto è stato possibile grazie ad un lavoro di squadra. Tengo a precisare che il 90% delle imprese che hanno collaborato nella realizzazione provengono dalla provincia di Bergamo, e questo dimostra l’importanza di opere di


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questo tipo anche per l’economia locale». Basilio Mangano, che è stato il primo amministratore della società di trasformazione urbana Treviglio futura, ha proseguito: «Per me oggi è un momento particolare, di grande soddisfazione, perché consegniamo alla città un’opera che era attesa da oltre trent'anni, dopo i progetti presentati nel corso dei decenni, e che diventerà il fulcro della vita trevigliese». Per concludere, l’intervento dell’ex Sindaco Beppe Pezzoni, che ha creduto nel progetto sin dall’inizio: «Credo che la festa superi il passato. La piazza è un’occasione per stare insieme, ovvero ciò che avevamo in testa. In un periodo di crisi economica, abbiamo favorito il lavoro e l’economia locale, e questo è un segnale importante».

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PH. APPIANI

PIAZZA SETTI

DOPO IL BEPI, INIZIA LA FASE DI RODAGGIO

Presentati i prossimi eventi. Pezzoni: niente indigestione, vogliamo acquisire confidenza e abitudine di Rosanna Scardi Musica, balli, burattini e altri eventi di aggregazione, adatti a tutte le età, programmati nelle sere estive, alle 20.30, e gratuiti. Oltre duemila spettatori hanno partecipato all’inaugurazione di piazza Setti, lo scorso 19 maggio, con il concerto del “Bepi & The Prismas” che hanno attaccato con un loro evergreen, “Strade della Bassa”. Dopo l’esibizione del cantante di Rovetta, in gran parte in bergamasco, è stata la volta di T-Radio che, per tre serate a fine maggio, si è trasferita in piazza, trasmettendo con la sua roulotte. Ma è stato solo un assaggio: la vera animazione inizierà questo mese. «Se per piazza Garibaldi, in questi anni, abbiamo assistito a un rinascita, dopo l’abbandono in cui era caduta, per piazza Setti dobbiamo, invece,

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parlare di una nuova vita, dato che al massimo l’abbiamo conosciuta tutti come slargo per le auto. È per questo motivo che stiamo accogliendo con grande piacere le richieste di chi vuole viverla e farla vivere: non stiamo riempiendo il calendario, rischiando l’indigestione, ma apriamo a una sorta di rodaggio, per acquisire tutti confidenza e abitudine con il nuovo spazio cittadino – afferma Giuseppe Pezzoni, assessore al Commercio –. Popoleremo gradualmente il programma, convinti che la funzione per cui abbiamo pensato questo intervento, e cioè creare spazi di relazione e incontro, potrà esplicarsi proprio se piazza Setti e i suoi spazi sapranno entrare un po’ alla volta nelle abitudini dei trevigliesi». Il mese di eventi si aprirà sa-

bato 9 giugno, quando si svolgerà la festa che coinvolgerà tutti gli oratori cittadini dando il via ufficiale ai cre estivi. Il 16 sarà la volta dello spettacolo dal titolo “Gli animali cantano” a cura del coro di bambini “Lo stecchino d’oro”, fondato oltre trent’anni fa nell’oratorio Conventino da Emilio Riva e dalla moglie Valeria Gusmini e, oggi, una vera istituzione. Venerdì 20 luglio è in programma il concerto per la tradizionale festa di Sant’Anna, mentre per il divertimento dei più piccoli ci saranno i burattini, da non perdere il 27 luglio e il 3 agosto. Per finire, l’8 e il 15 settembre, le scuole di ballo trevigliesi si metteranno in mostra, in attesa dei corsi della nuova stagione al via in autunno, nell’evento promosso da Clan Locura.


EVENTI

ROCK E SHOPPING AL CHIARO DI LUNA

Sei i concerti in programma in piazza Garibaldi e aperture serali dei negozi di Rosanna Scardi Negozi aperti, musica dal vivo, la festa dello sport e Treviglio Vintage. Questo mese, ogni mercoledì, torna lo “Shopping al chiaro di luna” con l’apertura degli esercizi commerciali dalle 20.30 a mezzanotte: ad accendere le serate, invogliando a uscire, sarà il “Treviglio rock show”, la rassegna, giunta alla dodicesima edizione, organizzata dall’Accademia musicale, con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura e dell’associazione Commercianti, professionisti e artigiani. Sei i concerti in programma in piazza Garibaldi, alle 21 (in caso di maltempo ci si sposterà al Tnt). Il 6 giugno appuntamento con “All you need is love”, evento di fine anno scolastico dell’Accademia musicale trevigliese. A omaggiare i Fab Four sarà una band d’eccezione formata dai docenti della scuola – Milly Fanzaga, Jacopo Moriggi, Cristian Rocco, Nik

Mazzucconi, Fabrizio Trullu, Michele Bellagente, Desiree De Silva, Monica Esposito e Andrea D'Aguì –, assieme ai talentuosi Pino “Pi” Binda, Alex Crocetta e Andrea d’Onofrio. Musicisti, cantanti e il coro di musica moderna eseguiranno una sequenza dei più famosi brani del quartetto di Liverpool, come “Sgt Pepper’s lonely hearts club band” e “Something”; ospiti speciali: Marco “Bruco” Ferri, Roby “Big” Conti e Dario Sorano. Il 13 tornerà la festa dello sport con le associazioni trevigliesi in mostra. Il 27 sarà la volta di Tino 68, revival party band cremasca, specializzata nelle cover da ballare e cantare, che anticipa Treviglio Vintage, in programma dal 29 giugno al primo luglio. I bresciani Bunker box band saranno in scena il 4 con il loro stile soul, funky e rock e pezzi di Eric Clapton, Stevie Wonder, Jamiroquai e Blues Brothers.

L’11 da non perdere i Blascover, guidati da Franco Ricci, che faranno divertire con i successi del rocker di Zocca. Il 18 sarà la volta di una band al femminile, le Giannissime, gruppo che omaggia la Nannini formato da ragazze bergamasche, tranne la cantante Micaela Parisi, dalla voce calda e avvolgente, che proviene da Novara. L’artista, che ha partecipato a “Italia’s got talent” su Canale 5, nel 2009 è stata premiata a Siena, città natale della Nannini, come miglior interprete e due anni dopo si è classificata seconda al Festival nazionale dei sosia d’Italia. Le canzoni sono rivisitate in chiave rock, da “America” a “Sei nell’anima”, da “Bello e impossibile” a “I maschi” e “Fotoromanza”. Il sipario calerà il primo agosto con la Anima live band che proporrà brani riarrangiati in versione pop, rock, dance.

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EVENTI

Musica e divertimento, torna in campo

la Basket beer fest

Dal 7 al 10 e dal 14 al 17 giugno, al PalaFacchetti, appuntamento con la festa organizzata da Blu Basket e Sbt di Rosanna Scardi Musica dal vivo, servizio di ristoro e tanto divertimento. Torna la Basket beer fest per otto giorni, dal 7 al 10 e dal 14 al 17 giugno, promossa dalla Remer Blu Basket e dalla Sbt, Scuola Basket Treviglio, con il patrocinio dell’assessorato allo Sport. La manifestazione, alla seconda edizione, si svolgerà nella “casa” della storica squadra trevigliese, il PalaFacchetti. Nello spazio esterno sarà allestita l’area food, che comprende un bar, una pizzeria, una griglieria e, ovviamente, la birreria. Si potranno gustare spiedini, piatti misti di maiale, costate, fiorentine, panini ai salumi, con salamella o vegetariani, hamburger, pizze margherite, ai quattro formaggi, porcini e cotto, marinare, crudo e zola, al salame piccante, salsiccia e zafferano o con cipolle. Novità di quest’anno la presenza della Pescheria Brambilla e di Haru Sushi che delizieranno i palati più raffinati. Prosegue, inoltre, la collaborazione con il ristorante Mate. La festa comincerà ogni sera alle 19.30, mentre dalle 21.30 si terrà il concerto dal vivo, privilegiando i gruppi del territorio. Sono, infatti, tutte trevigliesi le band che si esibiranno durante la festa. «La nostra volontà è stare vicini al pubblico di tifosi in attesa della nuova stagione parlando di pallacanestro; ci piacerebbe che, in futuro, il palazzetto fosse sempre aperto, magari con un camp estivo per i più giovani – spiega

Guido Pozzi, responsabile delle relazioni esterne e del marketing per la Blu Basket –. Ma il nostro obiettivo è soprattutto avvicinare e coinvolgere tutta la cittadinanza». Per i più picco-

che fanno parte dei club Ranger Treì e Ranger Boys che si alterneranno in supporto dell’organizzazione e nella gestione dei tavoli, contribuendo alla buona riuscita della festa».

li sarà prevista anche un’area bimbi, dotata di gonfiabili e giochi. Saranno montati anche campetti per il 3 vs 3, sempre negli spazi esterni, a disposizione di tutti gli appassionati, sia grandi sia piccini, che volessero fare due tiri al canestro. «Sono 180 gli atleti della Scuola Basket che partecipano ai vari campionati, l’età varia dai 6 ai 20 anni – afferma Viviana Bonacina, presidente della Sbt –. Un particolare ringraziamento va ai tanti volontari

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Treviglio Vintage

Il programma in anteprima! Auto e moto d’epoca, balli e musica diffusa per le vie, il concerto di chiusura con Leburn Maddox, il chitarrista di James Brown: ecco il palinsesto della tre giorni trevigliese

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a cura di Ivan Scelsa

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o abbiamo anticipato nel numero di maggio: questa quinta edizione di Treviglio Vintage si preannuncia ancora più ricca di musica e spettacoli coinvolgenti. L’apertura, come nelle passate edizioni, è per una gustosa anteprima in concomitanza con lo “Shopping al chiaro di luna” di mercoledì 27 giugno in cui “Aspettando Treviglio Vintage” aprirà con il concerto in piazza Garibaldi del gruppo Tino ’68, che lo scorso anno catalizzò l’attenzione dei visitatori con un ritmo ed un’esibizione davvero coinvolgenti. Nella stessa data, poi, da segnalare l’inaugurazione della mostra dedicata al patrimonio industriale locale, presso la Sala Crociera del Comune, che si

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protrarrà fino al 6 luglio. Dal tardo pomeriggio di venerdì 29 giugno, invece, l’apertura ufficiale con il market vintage nelle vie del centro storico, il ritrovo delle auto e moto d’epoca, lo street food a tema e la musica dal vivo in piazza. Analogo il programma delle iniziative di piazza per la mattina di sabato 30 giugno, ad eccezione dei concerti che inizieranno sin dal primo pomeriggio, con la musica diffusa per le vie del centro ed il raduno dedicato alla Vespa, la due ruote che ha motorizzato l’Italia. Aprono, tra l’altro, anche gli allestimenti espositivi fissi e, dalle 18, arrivano “Herbie e i suoi fratelli” (con un raduno dei mitici Maggiolino protagonisti della cinematografia anni Ottan-

ta) e le iconiche francesi in “Mesdames et Messieurs, la Citroen”. Imperdibile, poi, il concerto serale in piazza Garibaldi con “Cris Mantello and the band”. Domenica 1 luglio il Vintage Red Carpet accoglierà auto e moto d’epoca che, da via Matteotti e via Verga, apriranno ad un’esposizione che si estenderà a tutto il centro città, impreziosendo la giornata con il “Moto Guzzi Falcone Meeting”, il “Chi non Vespa…” in via Galliari ed il raduno dedicato alla piccola di casa Fiat, “La carica delle 500”, in via San Martino. Alle 16 sarà la volta di “Matrimonio all’italiana”: una rievocazione della cerimonia in stile anni Cinquanta. E ancora: “Pin up & Vintage cars”, la sfilata delle modelle su auto


EVENTI PH. APPIAN I

d’epoca cabriolet, i coinvolgenti ritmi del concertone di chiusura di Leburn Maddox (l’ex chitarrista di James Brown!) e la premiazione delle associazioni e degli enti coinvolti con i ringraziamenti delle autorità e del comitato promotore che, ricordiamolo, è al lavoro dallo scorso mese di settembre per offrire a tutti i visitatori un evento capace di rinnovare la propria offerta di anno in anno, mantenendo quel legame con lo spirito con cui nacque e grazie al quale è rapidamente diventato la manifestazione regina della città.

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ccanto ai concerti e agli eventi, di particolare importanza le esposizioni che ravviveranno la kermesse, con il patrimonio industriale di Same e Bianchi in mostra in piazza Manara. E ancora: vetture di gran pregio e le Bianchina (la mitica auto di Fantozzi, per intenderci!) a cui si apriranno le splendide corti di via Galliari. Il cortile

delle meraviglie, invece, è in via Verga, con i giocattoli di Gelmi che – come vicini di casa – avranno la consueta postazione Vintage Radio, una ricostruzione fedele di Radio Liberty. I soci romani di CinemAlfa, in un mix di allegria e stile poliziesco, porteranno in piazza Manara uno spaccato degli anni Settanta della Capitale che siamo sicuri attrarrà l’attenzione dei passanti. Imperdibili, poi, le proiezioni cinematografiche curate da Enrico Signorelli ed il suo staff, con pellicole anni ‘50 che animeranno il chiostro non solo per la manifestazione, ma per tutta l’estate.

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MATITA LIBERA

Maurizio Burini, uno dei cinque membri del comitato organizzatore di Treviglio Vintage 26

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PH. APPIANI

URBANISTICA

UN NUOVO CENTRO POLIFUNZIONALE AL CERRETO In programma per fine estate l’ultimazione del complesso che ospiterà asilo, scuola, parcheggi e auditorium di Gianluca Buono immobili di proprietà della Fondazione, oltre alla ristrutturazione della ex-stalla alla Cascina Pelesa, per farne un luogo di promozione di prodotti agricoli locali. Il costo delle opere ammonta, in totale, a quasi quattro milioni di euro, di cui quasi tre milioni e 200mila per l’asilo, la scuola materna ed il centro, 387mila circa per la rimozione dell’amianto ed il rifacimento dei tetti, e 405mila circa per l’intervento alla Cascina Pelesa, dei quali 109mila provenienti da Regione Lombardia. Il Sindaco di Treviglio, Juri Imeri, ha dichiarato in merito al progetto: «L’idea nasce da una comunione d’intenti con gli Istituti educativi. Per noi era importante riqualificare la scuola esistente, per cui ci siamo uniti ad una realtà importante del territorio che aveva l’esigenza di adeguare la struttura dell’asilo presente. Gli interventi si inseriscono nel contesto di valorizzazione del Cerreto, e vanno a sommarsi all’istituzione dell’Agrimuseo e alla riqualificazione dei percorsi rurali. L’accordo permetterà di avere una struttura moderna e funzionale, inserita però in un contesto agrario e rustico, rispettandone i tratti naturali-

stici e dotando la frazione di nuovi ed efficienti servizi. Grazie ai nuovi parcheggi, abbiamo anche in progetto di far tornare la piazza un’area pedonale, e discuteremo di questo con il nuovo presidente del consiglio d’amministrazione degli Istituti educativi». Il termine dei lavori, con la presentazione ufficiale della struttura, è previsto per la fine dell’estate.

PH. APPIANI

Durante lo scorso giugno, nella frazione di Castel Cerreto - in un incontro aperto alla cittadinanza nel salone parrocchiale del piccolo borgo trevigliese -, era stato presentato il progetto per una nuova struttura comprensiva di asilo nido, scuola materna e centro pubblico polifunzionale. Un anno dall’inizio dei lavori, siamo vicini alla presentazione ufficiale. Committente dell’opera è la Fondazione istituti educativi di Bergamo, che è anche proprietaria dei terreni. Il centro polifunzionale sarà invece gestito dall’Amministrazione comunale. Il presidente della Fondazione Renato Ravasio, durante la presentazione, aveva dichiarato: «La contessa Piazzoni, quando lasciò i beni agli Istituti educativi mise tra le condizioni quella di mantenere in perpetua una scuola materna nel borgo del Cerreto. Ci siamo assunti, quindi, l’impegno insieme al Comune di realizzare una struttura nuova e di pregio». Il complesso ospiterà inoltre un auditorium (ad uso pubblico e privato) ed una nuova area adibita a parcheggio, con una ventina di posti auto disponibili. Il progetto prevede anche la rimozione dei tetti in eternit da otto

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URBANISTICA

MULTIFUNZIONALITÀ Una frontiera dell’architettura tutta da sfruttare di Fabrizio Orsini

Un po’ ovunque gli architetti si stanno sbizzarrendo nel miscelare più funzioni in un unico edificio. Whoa a Singapore ha realizzato il Kampung Admiralty, un grandissimo edificio multifunzione che condensa una Piazza del Popolo al livello inferiore, un centro medico con parco comunitario e uffici nello strato di mezzo, e appartamenti per anziani in quello superiore. In Danimarca a Fredriksberg gli Mvrdv hanno costruito, dopo apposito concorso la KuBe House of Culture and Movement, un edificio piccolo che unisce il teatro e lo sport in una serie di spazi e occasioni architettoniche tali da connettere e mettere in gioco le persone che si avvicinano, in modo da essere una sorta di motore sociale. Provocatoria invece la Herstedlund di Dorte Mandrup, che su tre piani mette un ingresso con spogliatoi, un micro teatro al primo piano, uno spazio multidisciplinare al secondo, con tavoli e computers e un mezzo campo da basket sul tetto, senza dimenticare una palestra di roccia sulla parete esterna e una di skate poggiata su quello opposto, il tutto in una dimensione risicata di soli 14 metri per lato, per un’altezza di 28. Sono solo tre esempi di varia dimensione che rispecchiano il desiderio di poter impiegare il più possibile gli edifici che vengono realizzati. In Italia questa tendenza è ancora molto frenata da molteplici ideali di purezza secondo i quali un edificio può accogliere una sola tipologia di attività, tanto che in città siamo alla presenza di edi-

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fici che si popolano solo in alcune ore della giornata, non senza difficoltà. Al Cerreto verrà realizzato un edificio multifunzione in linea con le tendenze che si stanno sviluppando un po’ ovunque nel mondo e questo non può non renderci orgogliosi. La speranza, però, è quella di vedere sviluppare il quartiere, non solo colmando il vuoto che lo separa dall’abitato di Treviglio, ma anche nei collegamenti che andrebbero migliorati sia in chiave ciclopedonale che in quella urbanistica, dato che ci ricordiamo di questa incantevole frazione solo in tempi di elezioni. Eppure, viaggiando per le campagne inglesi, tempo fa mi sono imbattuto in un favolistico susseguirsi di case in puro stile campagnolo, che si sviluppano lungo una stradina deliziosa lambita da un lato da un modesto corso d’acqua, che gli abitanti nei secoli hanno saputo trasformare con pazienza in un adorabile paesaggio romantico. Nulla che non si possa fare né in

Italia e men che meno a Treviglio, purché se ne progetti e se ne studi adeguatamente il significato, avendo bene in testa gli obiettivi da raggiungere, come, solo a titolo propositivo, il controllo del territorio, mediante una urbanizzazione soft. I vantaggi potrebbero essere moltissimi, e principalmente il miglioramento degli standard di vita singoli e globali della zona, grazie all’avvicinamento delle frazioni con proposte urbanistiche di


PH. ADAM MÕRK

valore. Per fare questo andrebbero aperti tavoli di discussione per proporre tali operazioni, e individuarne il senso, ma anche per alleggerire l’urbanizzato attuale che soffre di congestione cronica. A questo si aggiungerebbe un abbassamento globale dei prezzi dei terreni che oggi è poco accettabile e non aiuta di certo il settore edile che è indubbiamente in crisi da troppo tempo.

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IMPRESE

IL CAFFÈ RIMEMBRANZA INAUGURA

LA TREVIGLIO DA BERE Nuova vita per lo storico locale di piazza Insurrezione che si trasforma in lounge bar di Rosanna Scardi Prima Guerra Mondiale ha preso l’attuale nome in omaggio al viale, dove su ogni pianta c’è una targa in ricordo di un soldato trevigliese caduto nel conflitto del 1915-18. A memoria del passato resta l’insegna originale in bronzo. All’interno, colpisce il gioco di luce e riflessi dato dal bancone con 150 cristalli montati, realizzato su misura e dai lampadari dallo stile antico, elementi che ricordano la galleria degli specchi nella reggia di Versailles. Particolari le sedie gruvyer, mentre il salottino rende l’ambiente intimo e familiare. La titolare descrive la filosofia del locale: «L’intento è ricordare i locali eleganti nei primi del ‘900,

mantenendo il fascino e lo splendore d’altri tempi, nel rispetto del luogo, senza essere troppo sontuosi e con uno sguardo rivolto al futuro e alla modernità». Aperto dalle 6.30 del mattino alle 2 di notte, la vocazione del nuovo Rimembranza è di caffetteria, gelateria, pasticceria e lounge bar all’americana, dove è possibile gustare cocktail, aperitivi e dopocena. Nel retro, ci sono il laboratorio per i gelati e la cucina attrezzata. La professionalità è garantita da Andrea, pasticcere, che dopo essersi diplomato alla scuola alberghiera di San Pellegrino, ha arricchito il suo curriculum con esperienze in strutture prestigiose PH. APPIANI

Raffinato e familiare. Lo storico Caffè Rimembranza di piazza Insurrezione ha riaperto in una veste rinnovata, inaugurando la “Treviglio da bere”. I proprietari sono Andrea Bertelli e Sara Redaelli, marito e moglie, 40 anni, milanesi, ex titolari della gelateria creperia Violetta in via Sangalli, vincitori del bando indetto dal Comune per la gestione della nuova attività commerciale. La ristrutturazione dell’edificio ha coinvolto la Soprintendenza alle belle arti. La sua storia risale, infatti, al ‘700, mentre le origini del locale al secolo successivo. Prima era noto come Caffè dei Pugni, poi è diventato Caffè Senato. Dopo la

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2018-06 bozza 1 dimens. 2018-05 esecutiva

PH. APPIANI

come, tra le tante, Villa d’Este a Cernobbio, il Grand Hotel a Trento e la gastronomia Peck a Milano. Nella nuova attività porta l’eccellenza nel produrre il gelato artigianale: «Non uso preparati, emulsionanti o polverine, la materia prima è freschissima, il latte proviene dalle stalle di una cascina a Bellinzago, i frutti di bosco da Brignano, mentre liquirizia e pistacchio arrivano dai loro paesi d’origine – afferma Bertelli –. È un prodotto di valore, ideale per essere servito in coppa». I cocktail sono frutto della fantasia del barman, Marcello Dolazza, bergamasco, 23 anni, che stupirà con le sue rivisitazioni dei classici internazionali. E per le birre si sperimenta la tecnologia del draughtmaster, fusti in pet ecologici che assicurano una “bionda” sempre fresca e servita ogni volta alla temperatura corretta. Il servizio caffetteria sarà curato da Martina Fontanini, 31 anni, trevigliese come la responsabile della gelateria, Gaia Manenti, 22. A completare la squadra, Maria Catena Emanuele, 44, di Gorgonzola.

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ASSOCIAZIONI

SOMMOZZATORI TREVIGLIO, ANGELI DEI SOCCORSI Un’eccellenza cittadina riconosciuta in tutto il territorio nazionale di Stefano Dati

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L’associazione onlus Sommozzatori Treviglio è operativa da 25 anni nel soccorso tecnico sanitario, un impegno in cui la tempestività e la professionalità degli interventi fluviali e lacustri fanno la differenza tra la vita e la morte. «Tutto nasce nel maggio del 1993 – racconta il presidente e fondatore Giacomo Passera –: con il canotto sul tetto di un vecchio furgone Fiat 238 abbiamo dato il

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via alle nostre operazioni di soccorso nelle acque di fiumi e laghi. Da allora molto è stato fatto: il nostro gruppo, che conta oggi 38 iscritti, è unico nel suo genere in tutta Italia ed è diventato uno dei punti di riferimento nel salvataggio tecnico sanitario». Grandi numeri (dati del 2017) raccontano l’attività dei Sommozzatori Treviglio alle prese non solo con le emergenze, ma anche con monitoraggio, previsioni e prevenzioni del rischio di alluvioni: 26.642 i km macinati con 590 presenze dei volontari; 4.130 ore in turni di servizio; 274 gli interventi di tipo tecnico sanitario e volti alla ricerca di persone, per un totale di 1.275 ore. Fino al 2000 gli aiuti venivano

messi in moto attraverso segnalazioni della Prefettura e dei cittadini; in seguito ai primi riconoscimenti delle capacità professionali della squadra, il responsabile della centrale operativa del 118 di Bergamo, il dottor Oliviero Valotti, volle che l’associazione fosse inserita all’interno del sistema istituzionale dei soccorritori della provincia bergamasca. Qualche anno dopo, nel 2009, anche Regione Lombardia aprì le porte ai volontari e i Sommozzatori Treviglio entrarono a far parte dell’Areu (Azienda regionale emergenze urgenza). L’esperienza accumulata in 25 anni di soccorso tecnico sanitario diventa oggi formazione: nasce la Fla (scuola internazionale fluviale lacustre alluvioni): «Per mettere a frutto la nostra esperienza – conclude Giacomo Passera – lo scorso anno abbiamo aperto qui da noi una scuola, di cui mi occupo personalmente, per far conoscere quanto abbiamo appreso in tutto questo tempo messo a disposizione della collettività. Le persone interessate a questi corsi arrivano da tutta la Lombardia, ma anche da fuori regione, da Lazio, Sardegna e molte altre aree».


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ADDA

PIGNONE: UN’ALTRA ESTATE AFFOLLATA, MA SENZA SERVIZI

Il parco naturale, prigioniero di un’inchiesta giudiziaria, resta ancora privo di un presidio

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Un altro periodo caldo si appresta ad essere vissuto dai numerosi fruitori che ogni anno affollano il parco naturale del Pignone nella frazione cassanese a Groppello. Un’oasi divenuta da anni un punto di riferimento per gli appassionati della tintarella e di chi è alla ricerca di riparo dalle calde temperature e si rifugia in quel luogo, sulla riva del fiume Adda, circondato dal verde della natura che dispensa piacevoli angoli di fresco. Una zona che, però, pur essendo al centro dell’attenzione delle folle, pare sia di fatto abbandonata, senza un

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presidio fisso per il controllo dell’area. Un posto lasciato, da parte dell’ente pubblico locale, in balìa al solo senso civico degli avventori che, si sa, di questi tempi non va molto di moda. Fra le motivazioni del mancato intervento mirato ad organizzare al meglio il Pignone figura un’inchiesta giudiziaria per la sua gestione durante l’estate del 2013: la fine delle indagini aveva portato al processo, ancora in corso, in cui sono imputate quattro persone, fra cui il vice sindaco, il responsabile dell’associazione a cui era stata assegnata la gestione di quell’area del Groppello e due funzionari comunali. Una situazione, questa, che ha precluso ogni iniziativa pubblica da cinque anni a questa parte, nonostante le proposte avanzate da alcune

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di Stefano Dati

associazioni che hanno presentato progetti volti ad avere un presidio permanente a garanzia della tutela dell’ambiente e della sicurezza. Con tutta probabilità, in Comune si ritiene di dover attendere l’esito della vicenda giudiziaria prima di riassegnare l’area ad una gestione privata. Non è dato sapere i dettagli dell’inchiesta in corso; tuttavia, sono in molti a sostenere che, paradossalmente, il Pignone ha vissuto il momento migliore in fatto organizzativo proprio nella


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stagione del 2013. I frequentatori affezionati di quelle rive lungo il fiume Adda hanno sempre sostenuto, riferendosi al periodo finito sotto indagine, che la presenza fissa di operatori professionali aveva dato al parco un look ambientale che richiamava l’attenzione di giovani e non.

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VIABILITÀ

CASSANO SI ARRICCHISCE DI UNA PISTA CICLOPEDONALE

Ultimato il tratto di collegamento tra centro e periferia da percorrere in bici o a piedi, in piena sicurezza di Stefano Dati

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avori terminati e opera stradale consegnata al Comune, Cassano d’Adda si impreziosisce di una nuova pista ciclopedonale, tre chilometri di strada che connettono il centro abitato con la ex cava Brebemi. Il progetto fa parte delle opere di compensazione per la realizzazione della nuova autostrada A35. «Da giovedì 10 maggio è a tutti gli effetti operativo un altro tratto di pista ciclabile importante per la nostra città – spiega Vittorio Caglio, assessore ai Lavori Pubblici –. Questo percorso è importante anche al fine di garantire la sicurezza ai cittadini che abitano nella zona, che erano sempre messi a rischio nel raggiungere in bici o a piedi il centro». Il tratto stradale – costo circa 800mila euro – è stato realizzato in meno di dodici mesi: tra i lavori effettuati, anche la spettacolare operazione per la posa del

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ponte di collegamento delle sponde del canale Retorto, un manufatto lungo 42 metri dal peso di 50 quintali circa. La sua messa in opera ha reso necessaria la chiusura al traffico di parte della ex ss 11 sul territorio cassanese per una notte intera: sono così state consentite le manovre di due enormi gru impegnate nel posizionamento del ponte, facente parte del tragitto stradale pedonale e ciclabile tanto atteso dagli abitanti della Taranta (località cassanese a ridosso della ex cava di prestito Brebemi). La nuova opera stradale ha ricevuto il plauso dei cittadini, ma anche la visita


di malintenzionati. Prima ancora di essere a disposizione di pedoni e amanti della due ruote, infatti, la ciclopedonale è stata oggetto delle attenzioni dei ladri di oro rosso: alcuni sconosciuti si sono impossessati della copertura in rame riposta sulle spallette del ponte sul canale Retorto. Ora che sono stati ultimati i lavori di collegamento tra il centro e la zona della ex cava di prestito, rimane da capire cosa ne sarà di quell’area: la sua riqualificazione è al vaglio dell’Amministrazione comunale, pronta ad esaminare proposte per la gestione di progetti fruibili a tutti.

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ECONOMIA

UTILE POSITIVO E RINNOVO DELLE CARICHE PER LA BCC DI TREVIGLIO Grazioli: “Risultato ottenuto in coerenza con quanto previsto nel piano strategico triennale e senza mai derogare da regole e valori” di Rosanna Scardi

PH. APPIANI

Oltre 1.600 soci della Bcc di Treviglio hanno partecipato, domenica 6 maggio, all’assemblea annuale al PalaFacchetti di Treviglio. Il bilancio del 2017 è stato approvato all’unanimità e segna un attivo di 596mila euro. Un risultato importante soprattutto perché arriva dopo due anni di rosso, rassicurando in tal modo i correntisti e i 21mila soci. Nel 2016 la perdita era pari a 18,4 milioni di euro: su di essa gravavano in modo significativo i crediti deteriorati e, tra questi le sofferenze, che però l’anno scorso hanno registrato una diminuzione dello 0,6 per cento, segno di un’inversione di tendenza importante. Altro dato degno di nota è la raccolta totale, cioè le masse complessivamente amministrate dalla banca per conto della clientela: 2.146 miliardi di euro il risultato finale, contro i 2.102 miliardi dell’anno precedente, con un incremento del 2,06 per cento. Inoltre, sono aumentati i fondi propri, passati da 138,48 a 150,69 milioni, mentre il Total capital ratio (l’indice di solidità patrimoniale della banca) dal 12,04 per cento è salito al 14,43. Confermata la vocazione territoriale della Bcc di Treviglio attraverso il sostegno a progetti e attività di tipo mutualistico che hanno porta-

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to la banca ad aumentare del 25 per cento nel 2017 le erogazioni, per un importo pari a 450mila euro. «Siamo soddisfatti del risultato raggiunto, ma soprattutto del modo in cui l’abbiamo ottenuto, in coerenza con quanto previsto nel piano strategico triennale e senza mai derogare da regole e valori, nel rispetto degli interessi di soci e clienti. Anche la riduzione, dopo anni, del credito deteriorato, sebbene non significativa in termini assoluti, è motivo di grande soddisfazione. La presenza consistente di soci in assemblea dimostra la vicinanza e la fiducia che continuano a riporre nella loro cassa e nel suo progetto cooperativo», ha commentato Giovanni Grazioli, che è

stato eletto dall’assemblea per il quarto mandato nel Cda e rinominato presidente dallo stesso. L’altro consigliere eletto è Stefano Colombo, subentrato a Luigi Moro che ha concluso i cinque mandati triennali. Confermato il collegio dei probiviri. Eletto il nuovo sindacale: al presidente Marco Mauri, giunto al termine dei cinque mandati previsti, è subentrato Gianluigi Bizioli, affiancato dai sindaci effettivi Marco Carminati e Massimo Medici. A Luigi Moro e Marco Mauri il Consiglio di amministrazione, nella riunione del 7 maggio, ha rivolto un sincero ringraziamento per l’impegno e la sincera condivisione con le quali hanno svolto il loro incarico per tre lustri.


PONTIROLO NUOVO

“DRAGHI RANDAGI”:

UNA COMUNITÀ DI SPERANZA È operativo il centro nato per accogliere minorenni in gravi situazioni di disagio sociale e famigliare di Maurizio Lorenzi È ormai una realtà concreta la comunità educativa “Draghi randagi” nata a Pontirolo Nuovo per volontà dell’Aga (Associazione genitori antidroga). Si sono infatti ufficialmente conclusi i lavori per la costruzione dello stabile in cui verranno ospitati i ragazzi minorenni che vivono gravi situazioni di disagio sociale legate a problemi di carattere familiare o di tossicodipendenza, sino ad arrivare a quelli correlati alla sottoposizione a misure alternative al carcere. Alla cerimonia d’inaugurazione hanno presenziato, tra gli altri, Elena Carnevali (Deputato e membro della commissione Affari sociali della Camera), Giacomo Stucchi (Senatore e presidente del Copasir) e il Sindaco di Pontirolo, Gigliola Breviario. «La chiave di volta per l’apertura di

questa comunità – sottolinea il presidente dell’Aga, Enrico Coppola –, è stato l’inserimento tra gli operatori di personale con elevato livello di specializzazione, in grado di trattare ogni singolo caso segnalato dai Comuni, dall’ufficio Tutela minori o da quello di giustizia minorile. Ne consegue che ogni soggetto potrà essere indirizzato verso un corretto percorso di recupero, impostato su una formazione educativa, scolastica e lavorativa di tipo personalizzato. Ora siamo attrezzati anche per la cura dei problemi di droga che sfociano negli specifici trattamenti terapeutici svolti dagli specialisti dello Smi (Servizio multidisciplinare integrato) dell’Aga che ha sede a Treviglio». In relazione al curioso nome della comunità, Coppola ne spiega così le origini: «La figura del drago in genere si associa a paure innate e predisposte, tanto

che in alcune leggende occidentali si racconta che un giovane debba uccidere appunto un drago come rito d’iniziazione per entrare nell’età adulta. Partendo da questo spunto, consideriamo i minori che ospiteremo nel nostro centro come giovani smarriti, i quali, come rito di iniziazione, intraprenderanno insieme a noi un percorso per diventare persone forti e indipendenti». Nei moderni ambienti della comunità potranno quindi essere ospitati contemporaneamente fino a 10 giovani, con una età compresa tra i 14 e i 18 anni. All’interno della struttura ci saranno inoltre due locali, denominati “spazi autonomia”, riservati ad altri ulteriori 6 ragazzi che nell’ambito del loro percorso di recupero non possono rientrare nei loro contesti famigliari poiché ritenuti altamente problematici. La comunità “Draghi Randagi” verrà autorizzata e accreditata dall’Ats e non vi sarà nessuna retta a carico di chi ospiterà.

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BRIGNANO

SPESA A DOMICILIO GRAZIE AI RAGAZZI SPECIALI

L’iniziativa è un servizio sociale rivolto agli anziani che impiega i ragazzi disabili della cooperativa Fili Intrecciati di Rosanna Scardi La spesa arriva a domicilio grazie all’impegno e alla buona volontà di un gruppo di ragazzi “speciali”. Il nuovo servizio è offerto, a Brignano, dalla cooperativa Fili Intrecciati, con sede in via Spirano, divisa nell’area minori e disabili. I servizi si occupano di accoglienza, attraverso le comunità per bambini e adolescenti, di sostegno a persone disabili e dell’infanzia mediante asili nido, spazi gioco e compiti. Dall’anno scorso nell’atelier, strutturato come se fosse un appartamento sopra la biblioteca, c’è anche un locale dedicato all’autismo. La struttura fa parte del consorzio Fa, che si occupa di famiglie e minori in difficoltà e comprende anche la Cascina Paradiso a Bariano e la cooperativa Famille a Bergamo. «Fare la spesa per gli anziani, controllare con loro la lista, recarsi nei negozi e scegliere i prodotti, prestando attenzione al resto, comporta un importante lavoro sull’autonomia – spiega Maristella Co-

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lombo, responsabile dell’area disabili di Fili Intrecciati –. Un’occupazione che ha importanti effetti benefici sui ragazzi». Il progetto avviene in collaborazione con i servizi sociali che forniscono i nominativi dei bisognosi. «I disabili, intellettivi o affetti dalla sindrome di Down, restituiscono un servizio utile ai cittadini, mostrano che anche loro sono in grado di aiutare chi è in difficoltà, muovendosi in paese come se fossero a casa loro», aggiunge il Sindaco Beatrice Bolandrini. L’iniziativa, che coinvolge una dozzina di giovani dai 16 ai 25 anni, è l’ultima di una lunga serie. Quando nasce un bambino a Brignano i ragazzi creano un oggetto unico, in modo artigianale, che portano a casa del neonato, insieme al dono di benvenuto, regalato grazie alla collaborazione di Comune e farmacia. Tra i destinatari ci sono stati anche il primo cittadino di Treviglio Juri Imeri e la compagna Gabriella

per la nascita della loro piccola Thea Cecilia. Ma le attività sono molte. I ragazzi preparano le bomboniere solidali – come le bellissime scatoline porta confetto in vetro o in plexiglas, adatte a ogni tipo di cerimonia, personalizzabili e disponibili in vari formati e materiali –, scegliendo il gusto dei confetti e il colore dei nastri da abbinare. Regalo particolare, perché “vivo”, sono le bomboniere bonsai. A mano creano anche partecipazioni per matrimonio, battesimo, laurea e qualsiasi altro evento da rendere indimenticabile (info chiamando lo 0363-382353 o inviando una mail a comunicazione@consorziofa.it).


CARAVAGGIO

IL FUTURO DELL’AREA EX INVERNIZZI Dopo la chiusura da parte del gruppo Lactalis dello storico stabilimento Invernizzi nel febbraio 2014 a Caravaggio, che aveva causato forti proteste e disagi, il futuro della zona, ora dismessa, potrebbe essere quello di ricavare un parcheggio atto a favorire la sosta nelle zone limitrofe al centro storico. È quel che è emerso dall’incontro tra l’Amministrazione comunale e alcuni rappresentanti della multinazionale francese: dall’accordo tra le due parti dovrebbero essere realizzati almeno 200 posti auto all’interno dell’area verde ad est della vecchia struttura, che si collega alla circonvallazione tramite via Vecchia, per migliorare la viabilità interna cittadina. L’ex stabilimento verrà invece riqualificato, con la possibilità di ricavare abitazioni e uffici, seguendo i principi di ecosostenibilità e di basso impatto ambientale. In cambio, il Comune permetterà il rinvio della demolizione di alcuni volumi realizzati in proroga a vincoli del Pgt. L’inizio dei lavori per la realizzazione del nuovo parcheggio è previsto per il mese di ottobre.

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QUI LOMBARDIA: ECONOMIA E TERRITORIO a cura di Ivan Scelsa

TRENORD, TEMPO DI BILANCI L’assemblea degli azionisti di Trenord ha da poco approvato il bilancio d’esercizio per l’anno 2017 che, per la prima volta, ha seguito i principi contabili internazionali Ias/Ifrs. A quanto comunicato, i ricavi operativi dell’azienda passano da 766 a 804 milioni di euro con un incremento del 5 per cento. Nello specifico, poi, i ricavi del traffico sono cresciuti di 15,9 milioni di

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euro rispetto all’anno precedente, con una crescita del segmento aeroportuale del servizio Malpensa Express e dell’attività svolta in contrasto all’evasione. Così, i ricavi, garantiscono il 45 per cento dei costi operativi anche in assenza di un aumento delle tariffe applicate nell’ultimo triennio. E’ Barbara Morgante, Presidente di Trenord, a fornire i dati, compreso quelli relativi agli utenti dei servizi e secondo i quali i passeggeri trasportati

avrebbero raggiunto 755mila unità nei giorni feriali (con un incremento del 2,8 per cento rispetto al 2016), 390mila il sabato e 281mila nei giorni festivi. Numeri, questi, che portano i viaggiatori a 203 milioni. A fronte di questi incrementi – a cui si affiancano anche importanti investimenti per il rinnovamento della flotta – a scendere sarebbe il ritardo medio ponderato per passeggero, sceso da 4,1 a 3,7 minuti, con soppressioni dei treni calate di circa il 5 per cento.


TERRITORIO

TREVIGLIO: IL BILANCIO DELLE SOCIETÀ PARTECIPATE Bilanci positivi per le società partecipate del Comune. Parliamo di Treviglio futura, Sabb, Risorsa sociale e Ygea per cui, in particolare, si registra un fatturato complessivo di quasi 8 milioni di euro ed utile di oltre 186mila. L’incidenza sui ricavi riguarda l’attività principale (83 per cento per le farmacie e il restante 17 per l’area sociale), frutto di un’attenta attività che deve confrontarsi

necessariamente con i riflessi socio economici generali del mercato e tener conto di politiche aziendali di maggior offerta in termini di giorni di apertura ed un miglioramento della gestione di magazzino che portano la giacenza media a soli 57 giorni. Importante anche il risultato di Treviglio futura – impegnata su più fronti nei lavori di ammodernamento delle infrastrutture della città –, con la consegna nei tempi previsti del cantiere di piazza Setti. Discorso a parte per la Sabb (della quale il Comune è socio di maggioranza relativa), la cui distanza di posizioni con l'Amministrazione risultava incolmabile a causa della discarica di cemento-amianto nell'ex cava Vailata tradottasi in un voto contrario della maggioranza al bilancio 2017 della società che ha presentato un utile di soli 650 euro (l'anno prima era stato di 60mila euro).

TREVIGLIO: CENT’ANNI DALLA GRANDE GUERRA In occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, il Comune – partecipando ad un apposito bando di Regione Lombardia – ottiene un finanziamento di ventimila euro per il progetto di restauro dei monumenti dedicati ai caduti della Grande Guerra. Con decreto 5758 del 23 aprile 2018, infatti, sono stati

approvati dalla Regione i progetti oggetto di finanziamento relativi al bando “Invito per interventi urgenti di valorizzazione dei beni culturali della Lombardia a favore degli enti locali per l’anno 2018”. Il Comune, così, è riuscito ad ottenere un contributo che coprirà quasi la metà delle spese per il restauro

del monumento ai caduti di piazza Insurrezione e della cappella ubicata presso il cimitero. A queste due importanti azioni si aggiungeranno una serie di iniziative connesse a questo importante anniversario, che – come ricorda il sindaco Imeri – saranno ricordate ed onorate con grande partecipazione e rispetto.

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PH. CESNI

Promossa alcuni giorni fa l’iniziativa dei commercianti del centro storico di Caravaggio che hanno presentato una petizione per chiedere la riapertura al traffico della centralissima piazza Garibaldi. Le 1176 firme raccolte sono state consegnate all’ufficio protocollo del Comune: è dal 2016, infatti, che la piazza antistante il Municipio è di fatto chiusa alle auto su decisione dell’allora Amministrazione. L’obiettivo è quello di rianimare il centro storico attraverso una serie di iniziative assopite da tempo e che soffrono della mancanza di parcheggi che, di conseguenza, hanno creato una notevole flessione per gli affari degli esercenti. A venire incontro ai negozianti sembra essere l’attuale Giunta che, oltre alla realizzazione di un nuovo parcheggio nelle vicinanze (si parla dello stabilimento ex Invernizzi) ha promesso il via libera alle iniziative che dovrebbero donare una nuova linfa al centro cittadino.

Il 4 maggio scorso è iniziato il sopralluogo per definire il futuro dell’area di Zingonia. L’appuntamento dei Sindaci della zona si è svolto al Municipio di Ciserano dove Enea Bagini, primo cittadino ospitante, ha accolto Armida Forlani (Boltiere), Silvano Zanoli (Verdellino), i neoassessori di Regione Lombardia Stefano Bolognini (Politiche sociali, abitative e disabilità), e Claudia Terzi (Infrastrutture), oltre al Comandante della competente Stazione Carabinieri, Gerardo Tucci. Da anni, ormai, si parla di riqualificazione, ma gli espropri che hanno caratterizzato gli ultimi mesi di attività da parte delle istituzioni ed i costanti e mirati servizi di polizia giudiziaria effettuati dall’Arma dei Carabinieri in sinergia con la Polizia Locale rappresentano un chiaro segno di accelerazione del processo, sempre più una necessità impellente visto il degrado in cui versa l’area.

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PH. D. FERLA

PH. APPIANI

CARAVAGGIO: LE RICHIESTE DEI COMMERCIANTI

ZINGONIA: SI AVVICINA LA RIQUALIFICAZIONE?

CALVENZANO E URGNANO: NUOVE ONORIFICENZE É dello scorso 1 maggio l’ambìto riconoscimento ad una vita di lavoro che il Ministro Poletti ha consegnato a Franco Ferla, Gianbattista Rossoni e Giovanni Bonacina. Le onorificenze, consegnate al Conservatorio Verdi di Milano su conferimento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono il riconoscimento all’impegno che Ferla ha portato avanti per 24 anni in Same (in zona è anche molto conosciuto per la sua passione per il modellismo che lo ha portato a riprodurre anche la centrale nucleare di Caorso). Per Gianbattista Rossoni, invece, il merito per il lavoro in Ibm come responsabile dei servizi informatici per una nota casa automobilistica. A Bonacina, poi, la benemerenza per un’attività che lo ha visto protagonista nella ditta Omag di Zanica.


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PH. CESNI

Da pochi giorni sono stati installati i cartelli turistici per l’antica strada che collega Arzago d’Adda (nei pressi di Cascina Ravaglia) a Casirate d’Adda, nei pressi del cimitero. É un tributo a quello che, un tempo, sembrava essere la costa del lago Gerundo, uno specchio d’acqua di origine preistorica che, ridotto ormai ad essere poco più di una palude, venne bonificato dai monaci nel XI secolo. La “Strada dell’antica costa del lago Gerundo”, secondo le intenzioni delle Amministrazioni comunali, porrà l’attenzione per la memoria storica del territorio che, ad onor del vero, ha preso spunto da un recente libro pubblicato dal giornalista Fabio Conti. Attesa per questa estate l’inaugurazione.

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SOCIETÀ

INSIEME PER STARE BENE di Maurizio Lorenzi

Al via il progetto volto all’integrazione e al miglioramento della qualità di vita dei cittadini stranieri Si è svolto mercoledì due maggio, presso la sede della biblioteca comunale, il primo incontro riservato a donne immigrate residenti organizzato dal Comune di Misano Gera d’Adda, nell’ambito del progetto “Misura per misura”, co-finanziato dall’Unione Europea (fondi Fami), finalizzato all’integrazione di cittadini stranieri in regola con le norme sul soggiorno. Due ore intense e proficue quelle riservate alle numerose partecipanti di diverse etnie, che hanno avuto la possibilità di confrontarsi tra loro attraverso la mediazione di personale specializzato che ha guidato il dibattito all’insegna del motto “Insieme per stare bene Per un mondo unito”. In precedenza si erano svolti nella medesima sede anche gli incontri dedicati all’insegnamento base della lingua italiana e all’avvicinamento al mondo del

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lavoro e correlata redazione di curriculum. «Si è trattata di un’iniziativa mirata a migliorare la qualità di vita delle donne e dei loro figli – ha dichiarato il Sindaco di Misano Gera d’Adda, Daisy Pirovano, senatore neo eletto, nonché promotrice dell’iniziativa –. E dettaglio non da sottovalutare, il tutto a costo zero per le casse comunali grazie all’utilizzo di appositi fondi europei. Riteniamo fondamentale aiutare queste donne a creare una rete comune all’interno della comunità misanese per dare loro modo di approfondire e affrontare problematiche che possono precludere l’inserimento nel tessuto sociale cittadino, e informandole di tutti i servizi sanitari e comunali presenti sul territorio. In tal modo potranno essere aggiornate e avvicinarsi al mondo della scuola nei confronti del quale, spesso, i canali di

comunicazione non sono lineari, in virtù delle complessità linguistiche e culturali. Nel nostro Comune fortunatamente l’immigrazione di cittadini extracomunitari è avvenuta negli anni in modo graduale e con numeri gestibili, per cui riusciamo ancora, anche attraverso i servizi sociali, ad avere un contatto diretto e personale con queste famiglie. L’integrazione dei regolari è fondamentale, in particolar modo quando si tratta di famiglie con bambini, affinché si sentano parte integrante della comunità e si possano avvicinare sempre più alle nostre tradizioni e al nostro modo di vivere, evitando così, per quanto possibile, anche scontri culturali fra genitori e figli all’interno delle famiglie stesse». L’intera iniziativa è stata seguita e curata da Risorsa sociale Gera d’Adda, l’azienda speciale consortile dei Comuni.


T-WEB

UN VIAGGIO NELLA MATEMATICA CON IL PROFESSORE GIANFRANCO GAMBARELLI di Gianluca Buono zando le decisioni individuali in situazioni di conflitto, in cui ci sono diversi “giocatori”, i quali hanno a disposizione numerose strategie che possono portarli a diversi tipi di risultato. È una teoria che ha assunto grande popolarità nell’ambito economico perché la disciplina classica era una scienza nella quale c’era solamente un singolo decisore. Con la Teoria dei Giochi i decisori sono molteplici, in modo tale da descrivere e rappresentare meglio la realtà economica. Per far meglio comprenderne l’importanza ed il successo, dico che negli ultimi 22 anni ci sono stati 11 premi Nobel che si sono occupati di essa. Tra i tanti premi Nobel che ha conosciuto, spicca il nome di John Nash. Da dove è nata la vostra amicizia? L’ho incontrato per la prima volta nell’estate del 1995, a Gerusalemme, in occasione del compleanno di Robert Aumann, premio Nobel israeliano. Era

PH. CESNI

Nel mese di maggio negli studi di Tribuna Tv abbiamo avuto come ospite Gianfranco Gamberelli, matematico, dal giugno 2017 professore emerito all’Università degli Studi di Bergamo. Classe 1946, nato nel capoluogo orobico, «sul tavolo della cucina di casa in via Fantoni 5, grazie all’assistenza dell’ostetrica Mercedes», come ama ricordare. Si laurea in Matematica all’Università Statale di Milano. Abbandonata dopo 5 anni l’attività lavorativa in un ufficio organizzativo del Credito Bergamasco, si dedica ad una brillante carriera accademica, che lo porta a diventare preside della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Bergamo. Famose le sue amicizie con numerosi premi Nobel per l’Economia, in particolare di John Nash (interpretato da Russell Crowe in “A Beautiful Mind”). Professore, iniziamo con la Teoria dei giochi. Si tratta di una scienza che tratta di modelli matematici, studiando ed analiz-

Intervista completa su www.tribunatv.tv

solo la seconda volta che Nash usciva da Princeston, dopo i lunghi decenni trascorsi in ospedale. Si stava riprendendo e stava riacquistando interesse per la Teoria dei Giochi, interesse di cui iniziò a parlarmi all’interno della casa di Aumann, dopo una breve chiacchierata in giardino. Da li è iniziata una fitta corrispondenza via email sull’argomento, che poi è diventata amicizia, venendomi a trovare a Bergamo molte volte, e passando tanti anni di lavoro assieme. Oltre alle molte pubblicazioni scientifiche, Lei è anche autore di una ventina di libri, uno in dialetto bergamasco, “Raìs - Poesie in bergamasco”. Da dove è nata l’idea di quest’ultimo? È un omaggio alla terra bergamasca e alla sua cultura: è una zona intrisa di storie e memorie, che non vanno dimenticate. Ogni popolazione dovrebbe tener cara la propria lingua e le proprie tradizioni. Passando dall’ambito umanistico al matematico, tanti ragazzi non amano la materia. Come si affronta il problema? Il punto chiave secondo me è la consequenzialità: la matematica viene troppo spesso studiata a memoria, e qui sta l’errore. È una materia che ha bisogno del collegamento tra concetti nuovi e quelli già appresi, e nel caso di lacune, che i ragazzi si trascinano poi fino ai percorsi scolastici superiori, esse andrebbero sin da subito colmate. Inoltre, trovo che la voglia di ragionare nei ragazzi sia calata negli ultimi anni: rispetto ai laureati in materie umanistiche, abbiamo percentuali di laureati molto inferiori nelle materie scientifiche, che sono essenziali oramai nel mondo del lavoro.

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SPERIMENTAZIONE AL CANTONI DOLCI E FOCACCE CON FARINA DI GRILLO di Rosanna Scardi

In Asia, Africa e America Latina gli insetti sono una leccornia, in Italia sono ancora proibiti. All’Istituto di agraria l’allevamento di “Acheta domesticus”

PH. APPIANI

Hamburger e polpette di insetti sono sugli scaffali dei supermercati in Belgio, Olanda, Regno Unito, Austria, Finlandia e Danimarca, mentre per rendere più gustosa la zuppa d’orzo c’è chi aggiunge come ingrediente speciale scarabei e larve del miele. Le locuste sono un piatto tipico in Africa, mentre le cavallette vengono consumate in Messico, servite arrosto e aromatizzate con aglio, succo di lime e sale. E ancora i grilli seccati e macinati sono un’alternativa alla farina tradizionale, a patto di superare il senso di disgusto: all’istituto superiore d’agraria Gaetano Cantoni di Treviglio gli alunni delle classi prima E, seconda PB, terza PA, quarte A e D stanno allevando grilli sotto la guida della professoressa di scienze e biotecnologie Claudia Tondolo. La loro farina, però, non potrà essere commercializzata. In Italia, infatti, esiste una legge sul novel food, che include anche alghe e cibi prodotti in laboratorio, ma mancano le norme attuatorie. I grilli si trovano nel laboratorio al piano interrato: acquistati a gennaio, allora appena visibili a

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occhio nudo, sono raggruppati nelle confezioni delle uova, sopra la ghiaia. «Gli sbalzi di temperatura hanno rallentato la crescita, hanno bisogno di 30 gradi costanti», ha affermato l’insegnante – che durante la pausa estiva se li porterà a casa – nel corso del convegno pubblico “Cum grano salis”, promosso dall’associazione dei genitori Quattro stagioni. Dopo la riproduzione, gli adulti muoiono. «Li metteremo in una pentola a pressione con un separatore per pastorizzarli a 120 gradi, poi in un fornetto a 90 per l’essicazione e, per finire, nel tritatutto – ha aggiunto la docente –. Sono ricchi di proteine, privi di colesterolo e il loro esoscheletro, come quello dei granchi, contiene il chitosano, che riduce l’assorbimento dei grassi». Ogni ricetta può essere integrata senza accorgersene: biscotti, salatini, dolcetti, barrette proteiche, pasta e perfino la polenta. Ma qual è il sapore? «Si può percepire il retrogusto di nocciola; se non vedi testa e zampette spariscono i tabù», ammette la prof che ha assaggiato i frollini con farina di grillo. Resta da risolvere il problema della quantità: la loro dimensione è tale che, per diventare un nutrimento umano, ne servirebbero decine di migliaia per persona. E dell’etichettatura: oggi un alimento non può contenere frammenti di insetto. Sarebbe difficile, quindi, immaginare che sia in commercio lo stesso tipo di biscotto contenente una cavalletta o larva di tarma.


SCUOLA

CASCINA GANASSINA, NUOVI LABORATORI GRAZIE ALL’ACCORDO TRA SAME, COMUNE E PROVINCIA All’Istituto Cantoni gli studenti applicano sul campo le nozioni apprese sui libri. La Cascina Ganassina è oggi sede dell’azienda agricola gestita dall’istituto agrario con finalità didattiche. I terreni sono coltivati, le 45 bovine forniscono 2.400 quintali di latte l’anno, mentre le attività laboratoriali riguardano zootecnia, agronomia, meccanica agraria, produzioni e trasformazioni, estimo, topografia, costruzioni rurali e ortoflorovivaismo. Attività che saranno potenziate grazie all’accordo di programma per la riqualificazione dell’immobile tra Comune, Provincia, la scuola e Fondazione Same che stanzierà un milione di euro. Via Tasso concederà l’immobile in comodato d’uso gratuito per vent’anni al Comune che dovrà provvedere alla redazione del progetto. Molte le proposte della dirigente scolastica, Simona Elena Tomasoni: creare un mini caseificio, un laboratorio per l’apicoltura, uno multifunzione per la trasformazione dei prodotti, il corso di norcineria e un frutteto. E ancora: aule, sala convegni, locali per scambi con gli studenti stranieri, spogliatoi e un’area dove accogliere i ragazzi di elementari e medie e aiutarli a impastare, costruire e lavorare le materie prime. (r.s.)

PH. APPIANI

Simone, studente modello alle gare nazionali di Agraria del Cantoni, ha partecipato alle prove di LONIGO A concorrere nella gara nazionale degli istituti tecnici agrari, che si è svolta alla fine di aprile a Lonigo, in provincia di Vicenza, c’era anche Simone Curzola, 18 anni, di Pessano con Bornago, studente della 4D al Cantoni, indirizzo Gestione ambiente e territorio. I partecipanti erano 55, uno per scuola, provenienti da 14 regioni. Le prove sono state sia tecniche in materie quali, tra le tante, economia, estimo, marketing e legislazione, genio rurale, produzione animale, sia pratiche come biotecnologie agrarie e trasformazione dei prodotti. Simone, che supera la media del 9, era accompagnato dalla dirigente scolastica, Simona Elena Tomasoni. «È stata un’esperienza entusiasmante – afferma lo studente –. Ho apprezzato il confronto con gli altri ragazzi». La mamma è casalinga e il papà manager nel settore delle pompe per la depurazione delle acque. «Sono da sempre interessato alla tutela del paesaggio e della biodiversità – dice Simone –. Passo molto tempo sui libri e negli

spostamenti tra casa e scuola, come hobby mi riservo le uscite con gli amici». Tra le attività che ha seguito con maggiore interesse, quest’anno, c’è stato il project work sulle rogge e il loro inquinamento a Treviglio. Sul suo futuro non ha dubbi: «Mi iscriverò all'università, devo ancora scegliere quale facoltà, ma è lo stesso ambiente a suggerire i lavori per le nuove generazioni, ci fornisce segnali, sta a noi coglierli per rimediare agli errori del passato e rendere il posto dove viviamo migliore». Il Cantoni ha aperto i battenti nel 1874 a Grumello del Monte. Allora gli studenti erano 24. Oggi è il fiore all’occhiello tra le scuole superiori del territorio bergamasco, come dimostrano i dati di iscrizione: sono 735 gli alunni nei tre indirizzi, suddivisi in 34 classi. Provengono da 103 comuni, inclusi quelli delle province di Brescia, Cremona, Monza e Brianza e Milano. A dispetto della convinzione che il mestiere di agronomo sia maschile, le allieve sono il 32 per cento. (r.s.)

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IP (IMPRESE)

BERETTA, ESPERIENZA E PROFESSIONALITÀ PER LA PROPRIA AUTO

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L’officina di via Milano offre una molteplicità di servizi che rendono sicuro il viaggiare e la possibilità di noleggiare veicoli

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Varietà dei servizi offerti, affidabilità, qualità ed esperienza. L’Officina Beretta, situata in via Milano 30, a Treviglio, si occupa, oltre che di meccanica, anche di riparazioni elettriche e di cambio gomme, l’ideale per facilitare il lavoro, dai piccoli guasti agli incidenti stradali. La sicurezza parte dalla manutenzione periodica dell’auto, che riduce il rischio di guasti improvvisi e la spesa conseguente. Inoltre, una macchina correttamente manutenuta è senza dubbio più sicura. Per questo è importante affidarsi a un’ottima manodopera. Non solo, quindi, il cambio dell’olio o la sostituzione della cinghia di trasmissione: Beretta è un’officina completa che fornisce ogni tipo di prescrizione per poter controllare, riparare ed eventualmente sostituire i vari componenti. E, dal 2010, offre la possibilità di noleggiare auto e furgoni di gamma maxi a prezzi molto competitivi. A capo dell’officina c’è il signor Guido, che può vantare quarant’anni di esperienza nel settore alle spalle, aiutato dai figli Vittorio e Stefano e dalla moglie Carla nel ruolo di coadiuvante, oltre che dai suoi sette dipendenti: nel 1984 ha avviato l’attività in proprio, aprendo la prima sede in via Bergamo, spostata dal 2000 in via Milano, in una posizione strategica a soli due chilometri dall’uscita dell’autostrada BreBeMi. Da piccola officina, nel 1997 ha ottenuto il marchio Fiat e Fiat Professional e, oggi, è l’unica autorizzata nella zona perché opera sui vari modelli secondo le direttive stabilite dal


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costruttore. Successivamente, l’attività si è allargata fino a comprendere le revisioni ministeriali, il settore gomme e la sostituzione dei cristalli in franchising con Rapidglass. È importante, inoltre, il servizio di noleggio con possibilità di ritiro e consegna anche dagli aeroporti di Linate e Orio al Serio, oltre che dalla sede di Treviglio, attraverso il sito www.rentcarberetta.it. Si può prenotare sia da pc, sia da smartphone, inserendo i propri dati ed eseguendo l’operazione in pochissimi clic. Il dispositivo automatico fornisce una panoramica su tutte le vetture disponibili, dalle utilitarie alle station wagon, il relativo costo giornaliero e le dotazioni. I veicoli sono tutti di ultima generazione e revisionati, dotati di climatizzatore, autoradio, servosterzo e a basse emissioni di Co2. Non è necessario, come strumento di garanzia, il pagamento con la carta di credito.

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GIOVANE AGONISTA NEL MONDO DEL PUGILATO A CASSANO D’ADDA David Rizza racconta uno sport di testa e cuore Classe 1990, studente di fisioterapia a Milano, David Rizza è anche un giovane membro della squadra “Inzago Fighters” dell’omonimo paese. Avvicinatosi alla boxe circa un anno fa, David è passato a fare kick boxe (k1 per esattezza) qualche mese successivo per poi allenarsi a livello agonistico. Circa questo aspetto Rizza racconta: «Sono state la tensione e l’adrenalina che immaginavo esserci sul ring a portarmi, nel giugno 2017, a fare il mio primo incontro». Questo è stato il primo di una lunga serie. David, infatti, sta collezionando diverse medaglie come, tra le tante, quella vinta il 18 marzo scorso a Inzago nella categoria k1 light. «Ad ogni gara faccio un riscaldamento per ridurre l’agitazione. La presenza dei miei allenatori è fondamentale perché nella pausa tra un round e l’altro mi correggono e mi riferiscono i punti deboli dell’avversario» dice David. Ovviamente dietro ad ogni incontro c’è un duro lavoro di preparazione che avviene durante gli allenamenti settimanali: «I corsi richiedono molta pazienza e concentrazione – racconta –. Può capitare che, quando le tecniche insegnate non riescono, ci si scoraggi e venga voglia di andarsene dalla palestra». È proprio in quest’ultima, in Via Besana a Inzago, che Rizza si allena con gli altri

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compagni di squadra. L’associazione, nata nel 2014 dall’unione di tre ex atleti, Alberto Giombelli, Daniele Ronchi e Francesco Margutti, conta ormai la presenza di numerosi iscritti (per chi fosse interessato a una lezione di prova

può contattare Alberto al 3336018679). Tra i tanti aspetti positivi del gruppo ci sono quelli di ri-

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di Gaia Bonomelli


servare corsi per i bambini e di avere nel team diverse ragazze: «Quando capita di allenarmi con una ragazza tendo a non caricare al massimo i colpi, non per una differenza di sesso, ma solo per una questione di peso» dice David. Per fare boxe, infatti, non serve solo forza fisica ma anche, come sostiene Alberto: «passione, dedizione e voglia di mettersi in gioco. Inoltre si migliora la coordinazione, si bruciano calorie e vengono coinvolti tutti i muscoli del corpo. Può essere una valvola di sfogo ed anche un aiuto in caso di situazioni sgradite». Alberto, che è anche presidente dell’associazione, si dichiara soddisfatto dei suoi atleti, sostenendo che tuttavia c’è ancora molto da migliorare: «Nel nostro sport, come nella vita, si impara più dalle sconfitte perché si ha modo di valutare i propri errori ed evitare di commetterli in futuro».

PH. N. RATTI PH. S. DATI

PH. N. RATTI

SPORT

PUGILI DEL PASSATO Fra gli sportivi cassanesi che hanno dato lustro al nome della città trova spazio di diritto Arnaldo Gaibotti, classe 1938, uomo da battere sui ring nella categoria dilettanti pesi Gallo. Erano gli anni sessanta, altri tempi. Il biglietto per entrare nei palazzetti in cui si praticava l’arte nobile costava dalle 1.500 fino a 4mila lire (da meno di un euro a circa due di oggi) e gli appassionati del pugilato facevano la fila per assistere agli incontri di box in cui il 25enne cassanese Gaibotti si misurava a suon di pugni con avversari di valore portando a casa vittorie importanti. (s.d.)

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SPORT

PAOLO SIGNORELLI, DALLA TREVIGLIESE ALL’ATALANTA

Il ricordo di uno stopper d’altri tempi: quelli dalla marcatura ad uomo di Ivan Scelsa La scomparsa dell’atleta della squadra del cuore lascia sempre l’amaro in bocca. Ancor di più nella città d’origine, tra i suoi concittadini, quelli con cui ha vissuto e tirato i primi calci al pallone. Treviglio l’ha omaggiato della più alta benemerenza cittadina, il San Martino d’Oro, nel 2014. Già, perché Paolo Signorelli, classe 1939, da giovane promessa della Trevigliese, era riuscito a farsi strada come calciatore, diventando “uno di quelli veri”. Lasciata la maglia biancoceleste del campionato dilettanti di prima categoria regionale 1959/60 (che vinse), il vero approdo per il lancio della sua carriera è la Pro Patria, in serie B, dove disputa quattro stagioni come stopper raggiungendo un numero complessivo di ben 131 presenze. Ma nel 1965 è

l’Atalanta a volerlo nelle sue fila: è il sogno di ogni sportivo, la serie A! Ben 76 le presenze in soli tre anni, con il numero 6 (e alcune volte il 5) impresso sulla maglia neroazzurra. Ad un interessamento del Milan non fa seguito la chiusura del contratto, costringendo così Signorelli ad un’ultima stagione bergamasca in cui disputa 9 partite e che, purtroppo, è segnata anche dalla retrocessione in serie B della squadra (1970). Da ricordare anche le quattro presenze in Coppa Italia e le sette in Europa con il suo unico gol all’attivo segnato in Austria in una partita della Coppa Piano Karl Rappen (1965/66). Non fece mancare la sua presenza sui polverosi campi di provincia anche dopo il ritiro, seguendo per alcuni la compagine locale “Nuova Treviglio”.

TREVIGLIESE,

CHE FLOP!

L’analisi di una disfatta in una stagione da dimenticare, sempre a fondo classifica di Ivan Scelsa Parlare di disfatta, forse, può sembrare eccessivo, ma tant’è. Una stagione vissuta sempre in fondo alla classifica per una squadra costretta a rincorrere, inanellando molteplici sconfitte, una dietro l’altra. Così la Trevigliese, con il terzultimo posto in classifica, scende ancora di categoria. Tre anni dopo la retrocessione concretizzatasi all’ultima partita disputata sul campo del Brusaporto, si torna in Promozione. La breve parentesi nel campionato di Eccellenza − durata solo due stagioni − condanna nuovamente la squadra a disputare un campionato che la compagine della seconda città della provincia proprio non meriterebbe. É atroce ed amaro il verdetto sancito dalla vittoria dei biancocelesti sul campo del Merate (per l’almanacco, il ri-

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sultato dell’ultima di campionato è di due reti a zero per la Trevigliese): il successo, infatti, non è bastato a colmare la distanza dall’Arcellasco, dal Brugherio e dal Mapello che hanno anch’esse vinto i rispettivi impegni domenicali evitando così i playout. Quasi rassegnato il comunicato della società che ben poco spazio lascia a motivazioni di sorta se non all’auspicio di rialzarsi dopo la caduta. Occorre però chiedersi il perché della disfatta, scavare nelle motivazioni di un così grigio campionato e nell’incapacità di rialzare la china anche per una sola parte di campionato. Per ora, non ci resta che la speranza in un cambio radicale di passo che riesca a riportare in auge la squadra e, magari, lanciare qualche nuova, giovane promessa.


Sport news a cura di Gianluca Buono

“Per i Tré de Treì” Dal 16 aprile sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione della camminata enogastronomica “Per i Tré de Treì”, che si terrà domenica 10 giugno nelle campagne di Treviglio. Ad organizzarla il Comune, in collaborazione con la Commissione Agricoltura, il Distretto agricolo della Bassa bergamasca e il Distretto del Commercio, all’interno del progetto “Sapori e Saperi”. Il percorso si estenderà per 10 km, attraverso 9 tappe dislocate nella campagna trevigliese, con uno “sconfinamento” sul territorio di Fara Gera d’Adda. Ad ogni tappa verrà servito un prodotto locale, accompagnato da un vino bergamasco. L’accreditamento e la partenza avverranno dalle 8.30 di domenica, all’Oratorio San Francesco di Treviglio (zona Ovest).

2^ edizione del torneo 12 ore calcio a5 Non è estate senza un torneo di calcetto! Sabato 16 giugno, all’Oratorio San Francesco di via Milano a Treviglio, prenderà il via la seconda edizione del torneo 12 ore di calcio a 5. Alle prime 2 squadre classificate, oltre ad un trofeo, sarà assegnato un buono spesa dal valore rispettivamente di 1.000 euro a quella che salirà sul primo gradino del podio e di 300 euro al team che si aggiudicherà l’argento. Verranno, inoltre, consegnati due buoni spesa da 100 euro, che andranno al portiere e al giocatore considerati i migliori della competizione. Durante la durata del torneo sarà disponibile per gli atleti il servizio ristoro. Le iscrizioni si chiuderanno il 9 giugno. Per partecipare (i posti sono ancora disponibili) è richiesta la visita medica, o un’autocertificazione.

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28°MM Tribuna Magazine 210x297:

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SPORT (IP)

MEMORIAL MAZZA,

UNA QUESTIONE DI CUORE In attesa dell’autentico fischio d’avvio, in programma domenica 27 maggio sul rettangolo verde dello Stadio comunale di Treviglio, il “calcio d’inizio” ufficiale della manifestazione è rappresentato dalla serata di gala al Castello di Pagazzano, una cornice di assoluto prestigio che si allinea perfettamente alla più importante kermesse di calcio giovanile della Bassa bergamasca, e non solo. Con autorità civili, personalità federali, aziende sponsor e comitato organizzatore, si ritrovano campioni del passato, simpatizzanti, amici, corrispondenti degli organi di informazione e dirigenti delle formazioni partecipanti (36 anche quest’anno, suddivise nelle categorie Allievi, Giovanissimi, Esordienti e Pulcini) per scoprire gli accoppiamenti delle gare che decreteranno, dopo una decina di giorni di competizioni, le formazioni regine del 28° Memorial Mazza. Particolarmente ricco il lotto delle pretendenti nella categoria nazionale, con al via gli Under 16 di

Vincenzo Mazza (Comitato organizzatore), Olivo Foglieni (Ridea-Radiatori 2000), Giuseppe Baretti (Figc Lombardia), Juri Imeri (Sindaco di Treviglio)

AlbinoLeffe, Atalanta, Brescia, Cremonese, ChievoVerona, Genoa, Spal e Torino. Sono le squadre trionfatrici nel giugno scorso ad occupare la “copertina” dell’edizione 2018 del torneo dedicato al “presidentissimo” dello sport trevigliese, quell’Ambrogio Mazza che, continuando grazie al torneo a lui dedicato i suoi “passi terreni”, ha da poco raggiunto il traguardo dei… 100 anni! Insieme alle rappresentative dei Pulcini della Trevigliese, degli Esordienti della stessa società biancoceleste, dei Giovanissimi della Virtus Bergamo e degli Allievi del ChievoVerona (per la prima volta sul trono di questo torneo), ecco apparire – sempre nell’immagine simbolo del 28° Memorial Mazza – il Sindaco di Treviglio, Juri Imeri, il massimo dirigente regionale della Federcalcio, Giuseppe Baretti, il presidente del gruppo Ridea-Radiatori 2000,

Olivo Foglieni, e il vicepresidente del Comitato Organizzatore, Vincenzo Mazza, figlio di Ambrogio: a queste personalità, che dodici mesi fa sono state incaricate di consegnare la coppa ai vincitori delle quattro diverse categorie, è toccato l’onore di aprire anche l’edizione della manifestazione ormai alle porte, ricevendo dal presidente del team organizzativo, Pinuccio Redaelli, una riproduzione personalizzata della stessa copertina. E le parole che chiudono la serata arrivano dalla voce, un po’ emozionata, di Vincenzo Mazza: «Se siamo qui da 28 anni è perché ci mettiamo tutti il cuore… Il Comune che ci sostiene, gli organi sportivi che ci guidano, le aziende che ci supportano, i collaboratori che lavorano volontariamente ci mettono il loro cuore! Ed è proprio il nostro cuore che ci spinge e ci stimola ad andare avanti…!».

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SINTONIZZATEVI CON LA NUOVA OFFERTA DI NEWS E INTRATTENIMENTO Ecco la ricca programmazione di musica, informazione, rubriche e tanto altro di Gianluca Buono rubriche che spazieranno dal servizio informazione meteo all’oroscopo, da ricette e cucina allo sport, dalle novità tecnologiche a “Coming Soon”, il programma rivolto agli appassionati di cinema che vi propone le prossime uscite in sala e le recen-

è servito come rodaggio per capire meglio quale strategie affrontare e quali direzioni da intraprendere. È pronta una nuova programmazione giornaliera, che si amplierà a partire dall’estate per prendere il via definitivamente a settembre. La proposta musicale sarà composta solo da grosse hit di vario genere, dagli anni ’70 fino alle novità attuali, mescolate in una sequenza che cercherà di abbracciare i gusti di ascolto di più persone possibili, in modo tale da accompagnarvi piacevolmente durante la giornata. Oltre alla musica, saranno presenti varie

sioni delle migliori opere; ma non finisce qui! Ulteriore punto focale riguarderà l’informazione: saranno presenti notiziari nazionali e locali, in modo tale da fornire un accurato servizio lungo tutta la giornata. Le entrate notiziarie previste saranno due durante la mattinata, con conduttore e giornalista che nel corso della programmazione rinnoveranno le news trasmesse in precedenza, aggiornandole. La stessa cosa nel tardo pomeriggio, dalle 17 alle 20, con un homerush sulla panoramica traffico, incidenti e ritardi. Naturalmente, T-Radio andrà in onda,

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T-Radio, la prima radio trevigliese dopo 30 anni di silenzio, sta crescendo, e per voi, cari ascoltatori, si sta rinnovando. Sono passati già diversi mesi dall’inaugurazione della prima messa in onda, domenica 12 novembre, e questo lasso di tempo

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come già fa, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per tenervi sempre compagnia,


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A Cologno al Serio, in Via della Bettosca, è iniziata la realizzazione di un elegante ed esclusivo cantiere di 18 ville con ingressi pedonali e carrai completamente indipendenti. Il cantiere è composto da ville centrali, di testa e singole. Le ville saranno realizzate con un capitolato di alto livello e con elevati standard qualitativi di ultima generazione, che permettono un grande risparmio energetico, a tutela dell’ambiente, e con un VALORE DI PROGETTO A1. Potrete scegliere le finiture interne a vostro piacimento dal capitolato di alto livello, inoltre i pagamenti sono personalizzati in base alle vostre esigenze.

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sulla frequenza 92.7 (ascoltabile in tutta la provincia di Bergamo, dal capoluogo alla Bassa bergamasca), o via web dal sito internet www.tradio.it. Saremo sempre più presenti sul territorio, seguendo iniziative, manifestazioni e tutto quanto riguarda la realtà locale bergamasca, e l’aspetto crossmediale della piattaforma permetterà l’interfaccia con la web tv ed il giornale cartaceo, con eventi live e programmi dedicati. Non resta altro che ringraziarvi per il sostegno che fin qui ci avete dato, facendo in modo di ricompensarvi con quello che sappiamo fare meglio: intrattenervi!

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MUSICA

Gemellaggio di voci:

IL CALYCANTHUS SBARCA IN FRANCIA di Rosanna Scardi Trasferta Oltralpe per il coro Calycanthus che dal 28 aprile al primo maggio ha soggiornato a Tourrettes-sur-Loup. La formazione trevigliese è gemellata con quella del borgo medievale della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, conosciuto come la “città delle viole” (poiché sono usate sia in profumeria, che in pasticceria). Per la sua bellezza, il paese è stato scelto come location cinematografica da molti registi, come Alfred Hitchcock per il suo “Caccia al ladro” del 1955. Lo scambio artistico aveva portato, lo scorso ottobre, le voci francesi nella Bergamasca, in gran parte ospiti delle famiglie dei nostri coristi. La cortesia è stata ricambiata: «Abbiamo trovato grande accoglienza da parte delle autorità locali, alle quali abbiamo portato i saluti del nostro Sindaco Juri Imeri; c’è stato uno scambio di targhe – afferma Da-

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rio Aralla, presidente del Calycanthus –. Sono collaborazioni che nascono per caso e portano a un arricchimento culturale reciproco». Nel pullman doppio hanno viaggiato 54 cantanti e una trentina di accompagnatori. La compagine trevigliese si è esibita, dopo essere stata introdotta dai padroni di casa, nella cattedrale Notre Dame du Puy di Grasse – eseguendo un repertorio sacro, spaziando da un brano gregoriano a cappella a quelli di Mozart, Vivaldi e Gounoud – e nell’antica chiesa di Saint Gregoire a Tourrettes aggiungendo brani popolari come “Vecchio frac” di Domenico Modugno e “Un bacio a mezzanotte” di Gorni Kramer. Il coro Calycanthus, diretto da Franco Forloni, è stato fondato nel 2005 al fine di creare un laboratorio corale dove far confluire elementi di conoscenza musicale, utilizzando lo

strumento vocale a cappella. Da allora ad oggi il numero delle voci è aumentato, passando dai 5 elementi iniziali agli oltre 50 attuali, suddivisi nelle sezioni soprani, contralti, tenori e bassi. Il nucleo principale è trevigliese, ma ci sono componenti che provengono anche dei paesi limitrofi come Fara, Vailate, Brignano e Pagazzano. L’età varia dai 25 anni in su. Per entrare a farne parte occorre superare un provino per valutare le doti e l’estensione vocale dell’aspirante corista. Il repertorio è aperto sia alla musica sacra sia a quella non sacra e popolare, dal Rinascimento ai giorni nostri, con un occhio di riguardo rivolto alla produzione contemporanea. Il gemellaggio con il coro di Tourrettes-sur-Loup è il secondo per il Calycanthus. Il primo è stato con la formazione di Chester, cittadina inglese al confine con il Galles.


ARTE

COMPRENDERE IL CAMBIAMENTO DEI TEMPI La pittura di Augusto Sciacca di Ivan Scelsa

Conoscere un artista è come entrare in un piccolo, fantastico mondo parallelo. Ogni volta che ci accinge ad entrare nel suo universo hai un senso di timore reverenziale, di quell’inebriante batticuore che suscita l’approcciarsi alla scoperta di un nuovo cosmo. E forse la frase giusta per definire l’arte di Augusto Sciacca è proprio questa: un passaporto per comprendere i cambiamenti del tempo. L’incontro con il pittore è preceduto da un paio di cordiali colloqui telefonici; nascono naturalmente, è lui a cercare me. Lo spunto è la recente mostra d’arte “La bellezza possibile” che lo scorso mese di marzo ha avuto luogo nello spazio Hub meno uno di piazza Garibaldi, a Treviglio. Lì un suo trittico ha affiancato quello di maestri del Novecento come il trevigliese Trento Longaretti, Aligi Sassu, Giorgio Michetti, Imer Guala, Harry Rosenthal, Piero Gauli, solo per citarne alcuni. Sciacca nasce ad Itala, in provincia di Messina, nel 1945 da una famiglia di commercianti. Il suo trasferimento a Bergamo segue gli studi alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano dove si forma nel clima concettuale degli anni Settanta, per giungere ben presto ad una sua personale concezione espressiva connotata da una forte ed intensa sperimentazione ad ampio raggio. Poco

rappresenta le sue riflessioni, l’espressione del pensiero e del fondamento filosofico dell’uomo

più che ventenne comincia la sua opera raccogliendo – in oltre quarant’anni di carriera – unanimi consensi, recensioni ed apprezzamenti dal mondo artistico e filosofico (anche oltre confine) a cui si abbinano importanti rico-

noscimenti ed incarichi, primi tra tutti la presidenza dell’associazione Amici dell’Accademia di Carrara, l’ingresso nel Consiglio di amministrazione dell’Accademia stessa, la cattedra di pittura all’Accademia Lorenzo Lotto di Bergamo e numerose collaborazioni artistiche con la Rai, l’Avvenire e la Gazzetta del Sud. Già, il meridione: proprio quello che Sciacca non ha mai dimenticato, per i valori della sua terra tanto quanto per la storia che tramanda e di cui, troppo spesso, viene travisata la narrazione e che meriterebbero un approfondimento vero, genuino. Persona colta, conoscitore della storia e delle tradizioni: un valore aggiunto che dona alla sua arte un senso di unicità che la differenzia e che la allonta-

na dagli stili e gli stereotipi di altri artisti contemporanei. Di fronte alle sue più recenti opere è chiara una ricerca del senso della materia, dello spazio e di quei valori fondanti della nostra società di cui, con orgoglio, vuol mantener viva la memoria. «L’età, le esperienze, la lettura, hanno fatto di me un uomo consapevole, sereno». Quando dice questo accenna un sorriso sul suo volto; gli brillano gli occhi e lo sguardo si fa più intenso: sono parole vere, sincere. Ha lo sguardo fisso e fiero dell’uomo del sud; il garbo e la coscienza di chi conosce l’animo umano, le sue turbe, la sua indole. «La vita mi ha dato tanto. E non parlo di ricchezza, sia chiaro. Faccio ciò che ho sempre desiderato fare, liberamente. Ho una figlia che vive e lavora a Londra e che mi rende orgoglioso per il suo percorso professionale, ma ancora di più per la donna che è diventata, per come ragiona, per come vede e vive il suo tempo. Cos’altro desiderare?». L’appuntamento è per un nuovo incontro, per uno scambio di idee ed opinioni. Magari in un allestimento tematico a Treviglio, dove – con rammarico – ci confessa non aver mai esposto una personale delle sue opere. A congedarci quel «Mah, chi lo sa…», che lascia aperto uno spiraglio a quella porta che, dopo questo incontro, ci sembra spalancato sul mondo.

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DAI LETTORI, AI LETTORI

IL LIBRO DEL MESE di Lorenzo Manzi

È uscito in tutte le librerie “Il comunicatore”, il nuovo libro di Maurizio Lorenzi edito da Imprimatur. Ispirato a una storia vera, è un romanzo thriller che prova valicare il confine tra realtà e fantasia nel solco della migliore tradizione del genere. A tratti racconto di avventure poliziesche che si svolgono in diversi paesi che paiono illuminarsi uno dopo l’altro come lampadine impazzite dentro un mappamondo, con l’incedere degli eventi spicca il volo dal trampolino di lancio della narrazione verso un enigma e la sua risoluzione per fotografare la realtà, trascinando il lettore verso i meandri più oscuri e reconditi dell’a-

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nimo umano, nella fattispecie incarnati dall’intenso e misterioso protagonista, un uomo che fa il poliziotto e che ha scelto una vita randagia. Lui e il suo gruppo di lavoro sono specializzati in missioni internazionali e viaggia per il mondo accompagnando gli estradati nella loro nazione di provenienza. Una vita fatta di partenze e ritorni, con al centro del proprio emisfero esistenziale la routine della questura, le consuete indagini, la vita della provincia e un amore che esita a prendere una forma concreta. Tutto questo, però, d’improvviso, muta e di fronte a un interrogativo a cui non può sottrarsi, anche lui pare cambiare. Può uno sbirro ignorare in modo consapevole una verità imprevista? È lecito far finta di non vedere? È sempre necessario scegliere da che parte stare? Scatole dal contenuto occulto, consegne misteriose, passaporti di servizio, personaggi ombra e poliziotti sui generis cercano di trasformare questo thriller in una sorta di spystory senza però privarla di un piacevole retrogusto del poliziesco all’italiana. "Il comunicatore" vi aspetta in libreria, un modo alternativo per provare a vivere un’avventura ai confini della realtà poliziesca. “Alcuni caffè delle macchinette dopo, a un paio d’ore dall’arrivo nella città sul Meno, ci imbarchiamo di nuovo con la sensa-

zione che i nostri vestiti siano intrisi di un profumo pericoloso da trasportare in giro per il mondo. Direzione Città del Messico. Prenotazione in seconda classe, ultima fila, adiacente alla toilette. Il posto migliore, in riferimento alla prassi operativa, anche se con qualche controindicazione di carattere prettamente olfattivo dato che, dopo le prime ore, la toilette è meta permanente di interminabili pellegrinaggi. Domani ci aspetta una giornata intensa e poi di nuovo, come pedine girate nel verso opposto, il volo di rientro”.

TITOLO: IL COMUNICATORE AUTORE: MAURIZIO LORENZI EDITORE: IMPRIMATUR ANNO EDIZIONE: 2018 PAGINE: 335


LETTERE ALLA REDAZIONE

FERMO AMMINISTRATIVO O FISCALE? Spettabile redazione, un mio conoscente ha casualmente scoperto di avere acquistato un’auto usata su cui grava un fermo amministrativo. Ha così deciso di non circolare con la vettura, almeno finché non avrà chiaro se può utilizzarla, se deve pagare il bollo e se abbia l’obbligo di assicurare il veicolo. Cosa può essere successo? Come può risolvere la problematica? Franco Ghidoni Egregio Sig. Franco, partiamo dalla tassa automobilistica, quella che solitamente in molti definiscono “bollo”. Se abbiamo ben capito dalla sua domanda, la vettura in questione è stata già acquistata con il gravame del fermo amministrativo, ipotesi che ci fa propendere per un “fermo fiscale” (e non giudiziario) emesso sulla vettura. Si tratta di un elemento di garanzia di crediti vantati da enti pubblici (e non come si potrebbe pensare per sanzionare le più gravi violazioni del Codice della Strada). Come precisato dalla Consulta, questo provvedimento non comporta la materiale sottrazione del veicolo su cui grava alla disponibilità del proprietario e, nel contempo,

non impedisce il trasferimento a terzi del bene. Ovviamente, in questo caso, con l’atto di alienazione, verrà trasferito all’acquirente anche il vincolo. Sostanzialmente, il veicolo sottoposto a questo fermo fiscale non potrebbe circolare, ma non sarebbe soggetto – in caso di controllo – a sequestro da parte delle forze di Polizia. La sua custodia dovrebbe essere in un luogo non soggetto a pubblico passaggio e, quindi, non in strada. Viene, pertanto, esclusa anche la sosta su pubblica via. Proprio in tal senso, poi, entra in gioco l’obbligo di assicurarlo. Infatti, se lo stesso viene custodito in un luogo non soggetto a pubblico passaggio, non vi è obbligo alcuno di avere una copertura di polizza assicurativa.

La risoluzione della problematica, quindi, è probabilmente legata ad un provvedimento di Equitalia –concessionaria di riscossione per Comuni, Regioni, Stato, Inps ed amministratori – che blocca i beni mobili del debitore con lo scopo di riscuotere crediti derivanti da tasse, multe, Iva, Irpef, canone Rai, tasse rifiuti, scolastiche o automobilistiche non pagate. È poi il Pubblico registro automobilistico (Pra) a trascrivere il gravame. Il consiglio, quindi, è quello di verificare quale sia l’ente emittente e, previo saldo del debito, procedere alla cancellazione dal Pra, non essendo possibile né la radiazione, né la demolizione o l’esportazione, ma solo la vendita. (i.s.)

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CHIACCHERE O V I T N I T E DIS Spettabile redazione, ripensando al recente passato in cui si potevo scegliere liberamente dove passare le vacanze insieme alla mia famiglia, ora mi ritrovo a scartare destinazioni ritenute a rischio in cui dicono sia meglio non andare, come ad esempio l’Egitto. Io spero sempre che si possa ritornare a una situazione di normalità, lontana dalle paure create dalle recenti ondate di terrorismo internazionale, ma mi sento molto pessimista. Voi che ne pensate? Angela C.

Gentile Angela, la sua lettera accomuna paure lecite che purtroppo le cronache non smettono di alimentare. È ormai da qualche anno che con diverse modalità, l’Isis, attraverso militari addestrati o “cellule dormienti” realizza azioni terroristiche pressoché impronosticabili in termini di tempo e luogo. Questa sorta di imprevedibilità “fisiologica”, ci fa sentire sempre più deboli e indifesi anche e soprattutto nelle nostre città, a casa nostra, nei luoghi in cui ci siamo

sempre sentiti al sicuro, idealmente lontani anni luce dai conflitti militari e religiosi narrati dai giornali e televisioni. Questo contesto di precarietà latente ha di fatto finito per incidere sulle nostre abitudini di vita, una delle quali riguarda la programmazione delle nostre amate vacanze, al punto che il turismo italiano ha deviato il suo storico approdo verso quelle località ritenute ora particolarmente a rischio: l’Egitto in primis, ma anche la Tunisia e in parte la Turchia, han-

Sulla facciata di Cascina Pelesa spunta Mènec A Castel Cerreto e in via Verga i murales del progetto Pianura urbana di Rosanna Scardi Anche la street art omaggia “L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi. L’immagine di Mènec, il bambino, figlio di Batistì, che ogni giorno percorre sei chilometri per andare a scuola e una volta si rompe uno zoccolo, colora la facciata della Cascina Pelesa a Castel Cerreto. L’autrice è Ale Senso, caratterista di Gromlongo, frazione di Palazzago, trapiantata a Berlino. «Pri-

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ma di iniziare a lavorare è importante che chi abita quel luogo mi racconti storie che rielaboro sotto forma di immagini: in questo caso ho saputo che il regista aveva scelto qui i suoi attori – spiega l’artista –. Il ragazzino è all’aperto, adagiato su un muretto e punta il dito forse verso il pubblico o l’altra parte della strada. Al di là, c’è un bosco e la pianura scende fino al

lago Gerundo, dove leggenda narra vivesse il drago Tarantasio: mi piaceva che il bambino indicasse il pezzo di terra che ci collega al passato con nostalgia». I colori sono quelli del paesaggio ma, alzando lo sguardo, ci si rende conto che è un telo, retto dal filo dell’Enel. «In realtà è una quinta che induce a una riflessione sulla natura che possiamo accettare per come è o


L’ARTE DEL MANGIARE SANO (IP)

PH. APPIANI

no infatti registrato un netto crollo di presenze. La scelta di una vacanza però è solo la punta dell’iceberg della questione perché la vera partita aperta sul tavolo inerisce la nostra reale capacità di vivere senza condizionamenti derivanti dall’attuale situazione internazionale. I nostri vicini di casa come Francia, Belgio, Germania e Spagna infatti hanno (e lo stanno ancora facendo) pagato un tributo pesante in termini di vittime in seguito ad attentati avvenuti sul loro territorio, la stessa Inghilterra è stata più volte attaccata dentro le mura amiche. Il nostro Paese invece, per serie una serie di ragioni complesse e interconnesse, ad oggi non è mai stato teatro di episodi di violenza in nome della cosiddetta religione islamica. La realtà è però che nei centri delle nostre città sono spuntate barriere di new jersey a sbarrare l’ingresso a mezzi potenzialmente scagliabili contro la folla indifesa. Barriere divenute simbolo di un periodo storico che ci costringe a stare all’erta, seppur contro voglia, anche quando facciamo una passeggiata con un gelato in mano, convinti che nulla di male ci potrebbe mai accadere. MaLo

modellare a nostra misura», aggiunge Ale Senso. Il lavoro fa parte del progetto Pianura urbana, promosso dall’associazione culturale Nuvole in viaggio. Paolo Baraldi (aka Il Baro), direttore artistico dell’iniziativa, ha realizzato il graffito in una corte di via Verga: campiture di colore sfumate, quasi acquerellate, intervallate da forme organiche a spray nero.

Metti 5 colori in tavola Perché scegliamo un frutto piuttosto che un altro? In genere, seppur inconsciamente, la decisione è determinata in gran parte dal colore che rispecchia il nostro stato d’animo: il rosso spinge al dinamismo, il verde alla tranquillità, il nero al pessimismo, il giallo all’allegria e così via dicendo. In ogni caso, se “la salute vien mangiando”, perché non farlo in maniera “colorata”? La natura ci offre “alimenti colorati”, che noi mangiamo non solo per il loro aspetto, ma anche per le proprietà nutritive che variano in base ai colori della buccia e della polpa dell’alimento. Proprio per questo motivo si parla di “dieta dei colori”, basata sul consumo di almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno che includano i cosiddetti “cinque colori del benessere”. Ma quali sono i cinque colori del benessere e le loro proprietà benefiche? Rosso: Sono tantissimi gli alimenti della dieta mediterranea che appartengono a questa categoria. Pomodori, ciliegie, fragole, ribes rosso, ravanelli, mele rosse, radicchio, cocomero, arance rosse, barbabietole, rape rosse, peperoni rossi e zucche. Tali alimenti sono ricchi di antocia-

nine e licopene, pigmenti che favoriscono il drenaggio dei liquidi e rinforzano l’apparato vascolare. Bianco: Cavolfiori, aglio, cipolle, pere, mandorle, sedano, porri, finocchi, funghi, castagne, frutta secca. Tali alimenti hanno proprietà in grado di combattere il colesterolo cattivo e l’ipertensione arteriosa. Blu-viola: Melanzane, fichi, uva nera, mirtilli, prugne, uva, more, susine, ribes sono ricchi di antiossidanti. Verde: Cavoli, bietole, spinaci, broccoli, cicoria, rucola, kiwi, mele verdi, insalate a foglia verde, peperoni verdi, verza, spinaci, prezzemolo, basilico, carciofi, zucchine, ma anche legumi come fave e piselli. Tali alimenti presentano proprietà depurative per il sangue, che favoriscono il drenaggio linfatico e rafforzano il sistema cardiocircolatorio. Giallo: Carote, mandarini, mango, pesche, albicocche, nespole, zucche, limoni. Tali alimenti sono ricchi di betacarotene, noto per la sua azione antiossidante, e di vitamine ai gruppi A, B e C. Ricordate: solo variando nell’arco della giornata il consumo di frutta e verdura potremo coprire tutti i fabbisogni dell’organismo.

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a nno e ricoa tt piente. Unite Polpette to una ciotola ca in tt te il he rc fo tta con la cesso, e lavora

co olio in ec Lavorate la ri ngete te scolato dall' en m te en ogeneo. Aggiu ed ec il tonno pr o a renderlo om bondante di orifin a tt he rc fo ab una una manciata composto con odo ossolanamente per bene in m gr te ti la ita co tr es i M er e. on i capp con lim o di st o cc po te il com hiaio di su mino. Lavora gano e un cucc ga io e al ar am ss ce si i ne gredient in cui fosse so ca l ne che tutti gli in le sa iatelo riposaAggiustate di mpasto e lasc l'i ne o una forchetta. be r pe ettine di tonn ovo; lavorate Create le polp . ro te aggiungete l'u ife et or lp ig po fr ate le minuti in a tonda. Pass re per circa 30 la classica form mersione fino li og im a nd le da te i ge ig fr , te na con le man pa im o e, una volta nel pangrattat a doratura.

Ingred ienti

Per 4 persone: 1 UOVO 230 g TONNO 200 g RICOTTA 1/2 LIMONE PANGRATTATO QB CAPPERI QB ORIGANO QB

Melanzane al forno

Lavate la melanzana e asciugatela, ora spuntatela e tagliatela a fette di circa 1,5 cm. Sistemate le melanzane su una leccarda rivestita con carta forno, oleatele e salatele. Tagliate i pomodorini in pezzi piccoli e mettetene un cucc hiaio su ogni fetta di melanzana. Ora cuoc ete in forno già caldo a 180° per circa 20 minuti. Sfornate poi le melanzane e adagiate su ogni fetta la mozzare lla tagliata a pezzetti (che dovrà essere ben asci utta) e le foglioline di basilico. Info rnate per pochi minuti, fino a quando la moz zarella non sarà sciolta. Una volt a pronte, sfornatele e lasciatele intiepidire. Le vostre melanzane al forno sono pronte per essere gustate.

Ingre d ienti Per 4 persone : 1 MEL ANZANA gr ande 150 g POMODORIN I 200 g MOZZARELL A BASILICO QB SALE MARINO QB OLIO EX TR AVERGI QB NE

nta Torta allaciotome cciate, in una ciotola la le uova (1) e lo zucchero (2). Seta

Mettete in una e e ferdolci. Montate con le fruste elettrich a parte, la farina 00 e il lievito per A filo rt. yogu lo o e spumoso. Aggiungete matevi quando il composto sarà lisci per te Uni to. lievi al me e setacciate insie versate la menta e i due tipi di farin far a are inizi da o mod in o hiai con un cucc ultimo il burro sciolto e mescolate uno te urra Imb . rate lavo e te frus le ete amalgamare gli ingredienti. Riaccend ro in la torta. Spolverate con il cacao ama nete ripo e ndo roto a tort per po stam uti. o a 180° per 45 min superficie e cuocete a forno già cald

Ingre d ienti

PPO MENTA 200 ml SCIRO TIPO 00 300 g FARINA DI C OC C O 100 g FARINA ITO x DOLCI 1 bustina LIEV 2 UOVA ERO 120 g ZUCCH T BIANCO 250 g YOGUR SO 50 g BURRO FU QB O R A CACAO AM

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