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terramadre di Vandana Shiva

Riforma agraria ad aziendam

L’

India è terra di piccoli agricoltori. Secondo l’Onu, più piccola è la fattoria più alta la produttività. Le piccole aziende sono falsamente descritte come improduttive, al contrario, quando si prende in considerazione la biodiversità, sono capaci di produrre più varietà di cibo e redditi più alti. Nel dibattito sull’investimento diretto in un paese da parte di una società con sede all’estero (Foreign direct investment), coloro che ne sono promotori sostengono che l’entrata di multinazionali come Wal-Mart nel mercato agricolo costituisca un vantaggio per i contadini. L’obiettivo è sbarazzarsi degli intermediari. Qualsiasi operatore che media nella distribuzione delle merci fra produttori e consumatori è un intermediario. Wal-Mart non è né produttore né consumatore: è un intermediario con un giro di affari da 480 miliardi di dollari. Il problema reale non è l’eliminazione dell’intermediario ma la sostituzione del piccolo intermediario con un gigante come Walmart. La problematicità non è nel numero degli intermediari, ma nella loro dimensione e nella divisione dei profitti. Per evitare la concentrazione di potere, l’India si è dotata dell’Agricoltural produce marketing committee act (Apmc), legge il cui obiettivo è di assicurare che i coltivatori ricevano un compenso adeguato e di limitare la libertà dei commercianti e degli intermediari nello sfruttamento dei piccoli produttori. I nostri mercati agricoli rurali (Mandis) sono governati da cooperative che includono gli agricoltori e prevedono che i commercianti non possono comprare più di un certo ammontare. Questo per prevenire i monopoli e creare un sistema di distribuzione all’ingrosso e al dettaglio decentralizzato. Oggi il governo indiano sta cercando di distruggere la legge Apmc e i Mandis per facilitare l’ingresso della grande impresa nel settore agricolo. L’investimento diretto nella vendita al dettaglio cambierà radicalmen-

te l’agricoltura indiana, minacciando la sopravvivenza del piccolo agricoltore e la diversità dei nostri sistemi di produzione agricola. Wal-Mart ha la capacità di creare un monopsonio (quando di fronte a una pluralità di venditori c’è un solo compratore, ndr) attraverso il suo potere d’acquisto. Una multinazionale, infatti, non acquista le extra-produzioni dai piccoli agricoltori ma lavora con le grandi filiere e i grandi fornitori: Wal-Mart e i piccoli agricoltori indipendenti non possono coesistere. A marzo il governo ha annunciato una nuova politica per il controllo societario dell’agricoltura chiamato “Partenariato pubblico-privato integrato per lo sviluppo agricolo” (Ppp-Iad). Un programma per facilitare progetti integrati su larga scala, guidati da operatori del settore agricolo privato e dei settori affini, al fine di aggregare gli agricoltori, costruendo infrastrutture rurali, introducendo nuove tecnologie, creando valore aggiunto e integrando la catena agricola di approvvigionamento. Il dipartimento per l’Agricoltura si propone di coprire un milione di agricoltori entro il 2017. Ciascun progetto di agricoltura integrata dovrebbe coinvolgere un minimo di diecimila agricoltori. Lo schema prevede che si accetterebbero proposte da parte di multinazionali private su progetti di sviluppo di agricoltura integrata, a condizione che l’intervento copra tutti gli aspetti, dalla produzione alla commercializzazione. I progetti possono variare dai 3 ai 5 anni. Insomma, quei diecimila agricoltori non saranno più produttori indipendenti ma legati in corporazioni, a loro volta partner di Wal-Mart. Questo schema, e il disegno politico di cui fa parte, sovverte le riforme agrarie e la nostra stessa sicurezza alimentare. Quelle che il governo chiama “riforme” sono in realtà controriforme, cambiamenti che non sono solo imposti dall’alto ma dal di fuori. Wall-Mart ha danneggiato agricoltori e produttori americani, cosi come danneggerà quelli indiani. E dato che la loro densità in India è molto più alta rispetto al resto del mondo, l’impatto distruttivo sarà amplificato. (traduzione di Tiziana Finelli)

‘Wall-Mart ha danneggiato agricoltori e produttori Usa, così come danneggerà quelli indiani. E dato che qui la loro densità è molto più alta, l’impatto sarà devastante’ ••••

novembre 2012 / La nuova ecologia

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