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ASSOCIAZIONE GIOCOLIERI & DINTORNI

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JUGGLING MAGAZINE bollettino informativo dell’Ass. Giocolieri e Dintorni Pubblicazione trimestrale Anno VI, n.39, giugno 2008 Registrazione Tribunale di Civitavecchia n. 9 del 21 novembre 2002

©2002 Associazione Giocolieri & Dintorni

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19 02 II Convention di Giocoleria della Brianza S O M Pagina II

04 Wes Peden 05 Ron Beeri 06 Jason Garfield e la WJF 08 XV Israeli Juggling Convention 09 Juggling in Israele 010 Bazar_Torino 016 Quando un clown fa la rivoluzione 018 Slava’s Snowshow 021 Kataklò 023 Registri Nazionali 024 III° Raduno delle Scuole di Piccolo Circo_Sarzana 024 Il Piccolo Circo in Italia 026 Formazione 028 Equilibrismi

via del Lazzaretto, 1 00053 Civitavecchia (RM) Sede operativa viale della Vittoria, 25 00053 Civitavecchia (RM) e jugglingmagazine@hotmail.com h www.jugglingmagazine.it f 0766 673952 - 347 6597732 Direttore Responsabile Marcello Baraghini Direttore Editoriale Adolfo Rossomando Grafica e impaginazione Studio Ruggieri Poggi h www.ruggieripoggi.it t 06 57305105 Distribuzione Nuovi Equilibri t 0761 352277 f 0761 352751 Stampa Spedim via Serranti, 137 h www.spedim.it Stampato il 20 giugno 2008 In copertina Intrika alla I^ Convention sarda foto di Simona Muratori Cosa mandare e dove specificate sempre e dovunque: per Juggling Magazine Amministrazione fax 0766 673952 Contributi redazionali e Spazi pubblicitari • per posta: Juggling Magazine c/o Associazione Giocolieri & Dintorni viale della Vittoria, 25 00053 Civitavecchia (Rm); • per e-mail: jugglingmagazine@hotmail.com (testi in word e immagini a 300 dpi, JPG o vettoriali) • Varie ed eventuali 347 6597732

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1998 2008 OM i nostri primi dieci anni! Jug n. 39

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SOSTIENICI Giugno 1998. Dieci anni fa portavamo a S. Giovanni in Persicelo, in occasione della I^ Convention Italiana dei Giocolieri, le copie del numero Zero di Juggling Magazine, pubblicate e diffuse grazie al prezioso supporto di Alivola. Pubblicheremo presto sul sito la lunga lista dei tanti collaboratori che ci hanno aiutato in questo decennio a riempire di contenuti queste pagine. Desideriamo in questa occasione ringraziarli e motivarli a collaborazioni sempre più proficue, così come desideriamo ringraziare le migliaia di lettori e simpatizzanti che hanno sostenuto il progetto in questi anni, invitandoli a prestarci ancora a lungo il loro supporto. Ancora carichi di tanto entusisasmo per migliorare diffusione e promozione delle arti circensi, lanciamo ad inizio anno e su tutto il territorio nazionale una raccolta adesioni, sponsor e supporti istituzionali.

Qui di seguito e a pag. 24 i riferimenti delle associazioni che sostengono Juggling Magazine e contribuiscono alla sua diffusione. Info su queste realtà e sulle modalità per sostenerci alla sezione Chi ci Sostienediwww.jugglingmagazine.it

ARTEREGO ASS. c/o Ex Tirò , via Mille ? > 40033 Casalecchio di Reno (BO) > Sandro Sassi 333 2800913 www.arterego.org ARTERIOSA ASS. via Pomeria 90 > 59100 Prato (PO) > Edoardo Nardin 349 1949469 www.arteriosa.it ARTE VIVA ASS. via L. Manara 134 > 63039 S.B. del Tronto (AP) > Andrea Mariani 329 4114883 www.assoartistidelladriatico.it ARTI DISTRATTE via Valtellina 1 > 50053 Empoli (FI) > Tiziana Taraballi 392 2119082 www.artidistratte.it C’ART TEATRO via Brodolini 9 > 50051 Castelfiorentino (FI) > Andrè Casaca 349 4700420 www.teratrocart.com CIRCOFFICINA ROMANA c/o Ex-Snia via Predestina 173 > 00100 Roma www.exsnia.it UN CLOWN PER AMICO via G. Costantino 5 > 70123 Bari > Michele Diana 348 0535875 clownarturo@hotmail.it IL DRAGHETTO via grotta di navarra 14 > 67100 L’Aquila > Anna Del Beato 338 1864156 www.atestaingiu.net ENDAXI ASS. via G.di Montpellier 52 > 00166 Roma > Paolo Scannavino 328 9473371 www.spazioendaxi.it FARANDULA ASS. via delle Forze Armate 16 > 70126 Bari > Stefano G. Grimaldi 335 6573889 lafarandula@yahoo.it GIRATUTTO ASS. Loc Melta di Gardolo 70 > 38100 Trento > Tommaso Brunelli 348 8852925 giratutto_aps@yahoo.it IL GIROTONDO via dell'Industria 7 II^ traversa > 72015 Fasano (BR) > Nicola Scoditti 339 2464721 girotondo.n@libero.it JOKERS ASS. Roma Catia Fusciardi 338 3552831 www.scuolaromanadicirco.net KARACONGIOLI ASS. via San Marco 443/D > 55100 Lucca > Andrea Vanni 329 3659034 opplero78@hotmail.com KARALIS ANIMAZIONE ASS. via Cavour 85 > 09124 Cagliari > Riccardo Tanca 328 4149915 karalisanimazione@virgilio.it KAPPAERRE ARCIRAGAZZI ASS. via della Repubblica 34 > 50051 Castelfiorentino (FI) > Sara Spini 349 5779462 www.kappaerre.org MAGO SALES ONLUS FONDAZIONE via Bioletto 20 > 10098 Rivoli (TO) > Don Silvio Mantelli 335 473784 www.sales.it PALESTRA GIOCOLIERI CATANIA Centro Sociale Auro Catania > Riccardo Strano 320 0752460 rickystrano@yahoo.it PARANZA DEL GECO ASS. via Asinari di Bernezzo 99/9 > 10145 Torino > Simone Campa 340 5598709 www.paranzadelgeco.it PONIX via Fondazza 11/A > 40125 Bologna > Fabiomassimo Caramanno 339 2283477 www.h2o-ponix.it


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Imbersago (BS) 1/4 maggio www.conventiongiocoleriabrianza.it

Convention di Giocoleria della Brianza

dal diario degli organizzatori Davide e Geppo a cura di Emanuela Carsana foto di Dario Torre dariorexregum@hotmail.com

Davide, quali obiettivi vi siete posti per questa seconda edizione?

Questa Brianzola vuole continuare ad essere una convention di un certo livello, sulla falsariga di quello che mi capita di vedere spesso in giro per il mondo. Oltre alla festa era importante per noi portare qui alcuni Big e dare la possibilità ai giocolieri di conoscerli. In realtà anche a noi è sembrato che la convention fosse troppo sbilanciata su performance tecniche o da You Tube, e ci piacerebbe in futuro poter cercare anche qualcosa di artisticamente diverso. Avevamo invitato tanti altri nomi famosi (Maksim, Olga e Vova, Morgan), ma c’erano negli stessi giorni altre 3 convention in Europa e non tutti erano liberi.

Cosa ne pensi dei work shop tenuti dai Big?

Continueremo ad invitare dei Big, sia perché vengono volentieri sia perché è un onore averli, e se alcuni saranno ancora gli stessi delle edizioni precedenti, vuol dire che non li vedremo sul palco, dove si sono già esibiti, ma in palestra, dove i giocolieri sono contenti di vederli e di allenarcisi insieme. La palestra inoltre è stata arricchita dalla presenza dei ragazzi della Scuola di Cirko di Grugliasco che hanno condotto ws di acrobatica, verticalismo e tessuti, mettendo a disposizione il portico di aerea, filo teso, sfera d’equilibrio e tappeti per l’acrobatica a terra.

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Cosa dire del Gran Gala, non capita spesso di partecipare a serate così intense…

I due Gran Gala da 2 ore ciascuno sono stati a detta di molti alcuni tra i migliori Gran Gala delle ultime convention che si sono svolte in Italia. Un susseguirsi di stili e approcci alla giocoleria completamente differenti, da Jean Daniel Fricker (F) a Jason Garfield (USA), da Markus Furtner (D) a Toby Walker (UK), da Stefan Sing (D) a Rose Zambezi (BR) ad Emilia Tau (I), da Thomas Dietz (D) a Wes Peden (USA) accompagnati sul palco rispettivamente dalle nostre promettenti Cecilia e Rada. Alla conduzione Diego Draghi e Edoardo Mirabella, mentre le performance di Bob Carr (CAN), Mike Rollins (USA), Toons “The Professional Idiot” (DK) e i Gemelli Diversi (I) fornivano le giuste pause tra i tanti act di giocoleria.

Prospettive per l’anno prossimo…

Pensiamo già ad un tendone che possa essere sfruttato al meglio e offrire un palco frontale con una visione migliore per il pubblico. Il panorama dei giocolieri è cambiato molto negli ultimi anni, è un ambiente più “pulito”, più sano, ma in molti arrivano alla convention come ad un concerto: “pago il biglietto e voglio un bel servizio e bei spettacoli”. Penso ci

voglia più partecipazione e meno aspettative. In fondo è un evento auto-finanziato dove gli organizzatori mettono a disposizione uno spazio e tutto il necessario per riempirlo di contenuti. La Brianzola quest’anno raggiunge un traguardo importante, risultando totalmente autofinanziata dalle quote dei giocolieri, il che ci apre molte possibilità per le edizioni future. Desidero ringraziare tutti i giocolieri che sono venuti, anche perché hanno saputo far festa e al tempo stesso comportarsi benissimo con tutta la città. Qui in zona, nel raggio di 20 km, sono nate in questi ultimi tempi tre/quattro palestre giocolieri, tutti ragazzi che forse proprio qui a Imbersago hanno visto la giocoleria per la prima volta!


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Quest’anno il numero dei partecipanti si può dire sia raddoppiato passando dai 360 circa della prima edizione ai quasi 700 iscritti di quest’anno. A questo vanno aggiunte le centinaia di visitatori locali, una partecipazione quasi disorientante per i giocolieri, abituati a vivere la convention come un momento “proprio” e che invece qui dividevano gli spazi con i cittadini che gironzolano increduli o semplicemente si godevano la convention seduti nel prato, mentre i loro bambini partecipano ai laboratori. Un’allegra convivenza le cui ragioni e benefici ci illustra l’Assessore allo Sport e Tempo Libero Vergani: “Tener fuori i cittadini è difficile in quanto il campo sportivo che ci ospita è un punto di ritrovo per molti e i laboratori per i bambini portano affluenza. Siete un popolo curioso e più siete vissuti più siete apprezzati; l’essere “visti” può essere la vostra arma vincente in un paese di provincia, che si vede felicemente invaso da 700 persone per 4 giorni. Quasi tutta la

giunta comunale con tanto di famiglia è passata di qui e lo stesso Sindaco ha aiutato a pulire; una cittadina a favore è una gran fortuna per chiunque voglia organizzare un evento con questi numeri, rende tutto più facile!”

Geppo, tu che ti occupi della gestione pratica e logistica, cosa ne pensi dell’esperienza 2008?

permesso in tutti e tre i giorni ai bambini di prendere contatto con gli attrezzi e i fondamentali della giocoleria.

Chi compone insieme a te il “cuore pulsante” della convention?

Personalmente ero un po’ scettico all’inizio, sapevamo che sarebbero venuti in tanti, ma Imbersago è un paesino un po’ decentrato non servito da trasporti pubblici la domenica, ma alla fine siamo riusciti a far arrivare tutti. Una buona parte dei partecipanti sono frequentatori di G.Org, molti vengono per conoscere nuova gente, conoscere questo mondo. In Italia c’è tutta la gamma dei giocolieri possibili, da quello che comincia ad allenarsi alle 9 di mattina a quello che se la prende comoda e non si fa mancare momenti di relax.

La Pro Loco, Davide ed io siamo molto affiatati, una collaborazione destinata a continuare. Contiamo per l’anno prossimo di fondare un’associazione che gestisca la convention e di allargare il team, per suddividere meglio le tante cose da seguire. Usciamo da questa convention con una lunga serie di indicazioni su dove e come migliorarla: dai pass, alla pulizia, dalla logistica, all’organizzazione dei workshop, dalla condivisione degli spazi con la cittadinanza all’annoso dilemma degli animali al seguito, fino alla gestione dei volontari, che informeremo meglio su come aiutarci. Che dire, è stato un successone anche se per me, Giulia (la mia morosa) Davide, la ProLoco, e aggiungerei anche Lara e Sil-

Penso sia giusto che ci sia questa varietà e che convivano insieme; tutti si sono dimostrati davvero disponibili a darci una mano quando ne avevamo bisogno. Una cosa di cui sono stato contentissimo è stata l’area bimbi che, grazie soprattutto a Manu, Dante, Edoardo e altri, ha

via, impegnate alla reception, è stato un impegno non da poco. Dovremo far tesoro del fatto che ormai siamo arrivati ad un livello in cui la “gestione familiare” non è più accettabile, soprattutto se anche noi vogliamo goderci questo spettacolo!

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Wes Peden

Mio padre mi insegnò a giocolare 3 palline quando avevo 5 anni, ma per quanto ricordi ho lanciato palle, cerchi e bastoni fin da quando sono riuscito a camminare. Da allora non ho trascorso un singolo giorno senza fare almeno un po’ di giocoleria, e il più delle volte mi alleno www.wespeden.com dalle 3 alle 5 ore al giorno. Più avanti ho fatto sport, musica, e disegno ma l’impegno che ho messo nella giocoleria è stato dieci volte superiore al resto. Mio padre faceva spettacoli di giocoleria come secondo lavoro e ho sempre visto la giocoleria come qualcosa che tu impari per poi esibirti. Il mio primo show l’ho fatto quando avevo 7 anni, davanti a ragazzi in età pre-scolastica, a quell’età facevo 3 clave e 5 palline e a 14 anni ho vinto la categoria juniores della IJA. Internet mi ha offerto una grande possibilità di vedere grandi giocolieri ed esserne ispirato; più avanti ho ricevuto tanto supporto (e ancora ne ricevo) quando ho cominciato a mettere i miei video ondine. È proprio sfruttando la mia notorietà online che è partita la mia ricerca fondi per poter venire a studiare in Europa. L’anno scorso sono stato accettato alla Danshogskolan University College of Dance in Svezia, per un corso di Nuovo Circo, dove continuerò a studiare per i prossimi due anni. Qui in Europa mi trovo bene perchè ho la sensazione che i giocolieri qui ricevano maggior considerazione e la cultura della performance sia molto più radicata. Ho appena terminato un mio solo show in teatro da 30 minuti, questa estate mi esibirò in Finlandia per un festival del circo e girerò per la Svezia. Naturalmente ci sono un sacco di giocolieri che mi ispirano molto quando vedo i loro show, ma quando devo finalizzare le idee per il mio proprio lavoro le cose migliori non vengono da loro. Mi faccio ispirare da uno skater, una donna anziana che ho visto in metropolitana, libri, biografie, opere liriche, pittura, ballerini, le mie emozioni personali, e i ghirigori del latte quando lo versi in una tazza dopo che hai girato il tè con il cucchiaino! Attualmente sto facendo esperimenti e ricerche sulla composizione del juggling, cercando di lavorare di più per far apprezzare la giocoleria da sola senza dover essere affiancata da altre cose. Allo stesso tempo sto indagando le differenze tra aggiungere qualcosa che non è caratteristico della giocoleria o enfatizzare cose che invece gli appartengono. Per esempio nella giocoleria esiste una forte componente del ritmo, così se enfatizzi il ritmo non stai aggiungendo qualcosa ma soltanto evidenziandone una componente. E se accentui il movimento sei ancora nel reame della giocoleria, e ne stai solo mostrando un aspetto diverso. Sto anche lavorando sull’idea dell’aspettativa, ma questo è un grosso lavoro che credo richieda un tempo lungo prima che possa trovare tutte le risposte che cerco.

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XXX European Juggling Convention Prodotto da Circus Dayz Riprese e editing di Sao Long 200 min - doppio DVD

www.circusdayz.org Anche quest’anno la EJC ci regala un DVD con un estratto dei tanti bei momenti trascorsi ad Atene. 90 minuti con una buona dose di riprese degli allenamenti in palestra e una carrellata di tutti gli Open Stage e i Gala dal primo all’ultimo giorno della EJC. Da Maksim a Morgan, a Carlos, Stefan e Philip, Paoletti, Walo, e tanti altri fino al Gala Latino, Shake That, Circo Plastico e Gandini. Un corposo estratto per rivivere le emozioni della scorsa EJC e per prepararsi alla prossima!


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Ron Beeri

Ho 23 anni e ho cominciato a giocolare a 14 in un incontro organizzato da un negozio di articoli sportivi che vendeva anche giocoleria. Lì si riunivano 3 giovani gioronbeeri@walla.com colieri Asaf Bar-Sela, Ronen and Sharon Zipis che insegnavano a giocolare a tutti. Così ho imparato le basi, ma poi per due anni non ho fatto quasi niente. Poi a 16 anni, durante un altro incontro/corso di giocoleria nella mia città, per la prima volta vidi esibirsi qualcuno con un numero di giocoleria e altri tenere workshop per chi volesse esibirsi. Così mi appassionai di nuovo, andai a lavorare in un negozio di giocoleria e ad allenarmi per potermi esibire. La lunga ferma nell’esercito israeliano mi portò ad interrompere gli allenamenti per 3 anni, ma nel 2002 parti per la EJC di Brema, la mia prima convention (se escludo una breve visita di un giorno alla convention israeliana)! Dopo aver visto tutti quei spettacoli e seguito tutti quei workshop cominciai a pensare che forse volevo anche io diventare un performer. Le mie maggiori influenze erano Kris Kremo, Maxim Komaro, Pas en Rond, Stefan Sing e mi sforzo sempre di inventare qualcosa di nuovo e presentare sul palco la giocoleria come qualcosa di interessante. La routine con le palle da tennis mi è venuta in mente dopo aver visto un giocoliere divertirsi con le palle da tennis e il contenitore. Da lì cominciai a fare ricerca su come poter inserire il contenitore nella routine, e quando fui pronto presentai il numero alla convention israeliana nel 2002. Attualmente sto lavorando ad uno spettacolo intitolato “manipulation” con un altro giocoliere (Itzik Orr) combinando juggling, musica e teatro; sto inoltre lavorando ad un altro progetto con un dj israeliano di “scratching”. Per me la giocoleria non è solo un divertimento, arte, spettacolo. Per me è stato davvero un toccasana perché quando ero bambino soffrivo di ADD (attention deficit disorder) e ADHD (attention deficit hyperactivity disorder) e nessun farmaco sortiva buoni effetti. Solo con la giocoleria ricevevo un beneficio, e ancora alle superiori ero solito giocolare per trovare la concentrazione prima di una interrogazione o di un compito in classe. j u g g l i n g m a g a z i n e n u m e r o 39 g i u g n o 20 0 8

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Jason Garfield e la WJF

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I miei primi lanci risalgono al 1986 perché mio fratello si era appassionato alla giocoleria ed io volevo semplicemente essere più bravo di lui! Allora avevo 11 anni, vivevo a due isolawww.thewjf.com ti dal Seattle Centre, sede dei Cascade Jugglers, e in quegli anni, influenzato dalle routine di Jon Webster, cominciai a non perdermi nemmeno un appuntamento. Diventato bravo mi suggerirono di partecipare alle competizioni dell’IJA, dove nel 1998 vinsi per la categoria Junior. Ogni anno volevo dimostrare quanto fossi migliorato, ma nel 1990 non vinsi, e la cosa mi irritò al punto che sospesi per un po’ gli allenamenti! Mi concentravo sulla tecnica, seguivo le performance e le routine degli altri, ma non ero particolarmente interessato ad una ricerca con musica e coreografia. Poi arrivi a un punto dove devi vivere della tua giocoleria, e il pubblico vuole vedere qualcosa di più della tua tecnica, così a 17 anni misi su una routine di comedy juggling di 45 minuti e dopo 6 mesi di spettacolo in un hotel in Giappone cominciai a lavorare sulle navi da crociera. All’inizio era divertente, poi cominciai ad annoiarmi, a stancarmi di tutto quel viaggiare e di esibirmi per un pubblico molto permaloso. Nel 2000 stavo volando a casa da un ennesima crociera, ero insoddisfatto e cominciai a pensare cosa davvero volessi fare nella vita con la mia giocoleria. Accarezzavo da tempo il sogno di veder un giorno gare di juggling in televisione, e se questo fosse già esistito mi ci sarei sicuramente dedicato e sarei cresciuto in modo diverso. Volevo che esistesse qualcosa come il WJF e volevo farne parte. Non avevo parlato con altri di questa idea, sapevo che Albert Lucas da anni parlava di portare la giocoleria alle olimpiadi, ma il suo focus era su numbers e jogging, un focus a mio parere ancora più noioso di quello che ho creato io! Mi piaceva di più pensare alla giocoleria come alla ginnastica, dare il via ad una serie di routine da parterre (floor routine) collegate a quanti più trick possibili. Volevo anche incoraggiare le persone ad equilibrare le loro abilità (come cominciare un trick indifferentemente con la destra o con la sinistra), creare competizioni che avrebbero migliorato i giocolieri e li avrebbero aiutati a stare in forma (come l’esercizio molto vascolare di eseguire più 360 in un minuto). Così su quell’aereo misi giù su carta tante idee, anche se quello che poi ho realizzato nel 2004 ne usava di completamente diverse. Era l’inizio di questa storia, e quando tornai a casa dissi a Den Bennett, un giocoliere con il quale dividevo la casa che competeva negli anni ‘80 all’IJA, “ricordati di questo giorno, perché oggi ho cambiato il mondo!”. L’idea richiedeva tempo e risorse per avviarsi, così nel frattempo continuai a lavorare sulle crociere e mettere da parte dei soldi. Nel 2003 mandai un promo alla ISBN, il maggiore network televisivo sportivo in

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USA. Mi dissero che erano interessati ma al momento di concludere decisero di soprassedere, chiedendomi però di farmi risentire. Realizzai un nuovo promo, simulando questa volta anche una competizione con il commentario di Ben Jennings, per far vedere cosa sarebbe sembrato il WJF alla tv. Un mese dopo mi comunicarono che avrebbero mandato in onda cinque puntate da 30 minuti l’una, e offrivano alcuni spot pubblicitari per attrarre sponsor, ma nessun contributo e nessuno aiuto alla produzione! Così per finanziare il primo evento misi insieme nel 2004 tutte mie le carte di credito, qualche prestito bancario e 30.000 dollari di risparmi, senza contare tutte le mie ore come editor, cameraman, webmaster e tanto altro lavoro che se avessero costituito un costo avrebbero affossato il progetto. Volevo un evento con i migliori giocolieri del pianeta, una competizione che quando ne uscivi vincitore significasse davvero qualcosa, e dove ogni anno fosse sempre difficile vincere.

actice r P d n a y r o e h T of Juggling a cura di Jason Garfield 2008 edition

www.theWJF.com “Imparare a giocolare come si deve richiede lo stesso tipo di allenamento e disciplina di altri sport e arti come ginnastica, musica classica, tennis, golf, arti marziali, danza, etc.” con questo presupposto Jason continua ad editare dvd didattici per chi è alla ricerca di quello che lui definisce “perfect training”, un allenamento che utilizzi affermate metodologie di altre discipline per assicurare progressi immediati nei percorsi che portano, come in questo caso, da 1 a 7 palle e cerchi, da 1 a 5 clave, dando una serie di dettagliate informazioni su postura, tecnica, strutturazione degli allenamenti, scomposizione dei movimenti. Tra i bonus la versione dell’edizione 2005 e della sezione per il montaggio trick del 2000


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I risultati di questo lavoro cominciano a vedersi nel numero di juniores che si avvicinano alla competizione, molti dei quali hanno cominciato a prepararsi proprio dopo aver visto WJF alla tv, ed è la ragione per cui abbiamo affiancato alle gare per intermediate (aperte a tutti) e advanced (solo per esperti) anche una gara juniores (fino a 15 anni, divisi in uomini e donne). Al WJF tutti possono provare e entrare alle fasi preliminari, ma poi le gare le facciamo solo quando abbiamo un livello e un numero di partecipanti interessante, vogliamo sempre avere persone come Thomas Dietz, Olga, etc. Come nella ginnastica badiamo molto alla forma, lasciando però nel freestyle la possibilità di variare molto la performance e renderla personale. Siteswap è una delle basi che anche io insegno, per me pattern come 6x4 erano nuovi quando nel ’98 mi ci sono avvicinato e l’idea di lanciare due palline allo stesso tempo, una in colonna e l’altra che incrocia, una bassa e l’altra alta mi sconvolse. Ora ci sono ragazzi che si avvicinano al juggling direttamente con queste basi. Sappiamo che ci sono degli ottimi giocolieri che si sono ritirati dalle competizioni in generale, oppure che non sono interessati affatto alle competizioni, ma WJF è solo un’altra possibilità per la giocoleria. Non volevamo farla diventare l’immagine della giocoleria mondiale, né vogliamo indurre i giocolieri ad abbandonare la ricerca e la creatività; WJF è solo un’altra possibilità per valorizzare quello che nella giocoleria è sempre esistito e continuerà ad esistere. Backcross, body throw, shoulder throw, 360, 180, overhead throw, 6x4, shower pattern, transition, queste sono per me le basi della tecnica e del juggling da competizione, ma anche buone basi per chi si avvicina alla giocoleria e vuole costruire un solido background. Abbiamo cominciato con palline, clave, cerchi e passing con le clave, ma abbiamo introdotto il diabolo dopo aver visto i lavori di Ryo Yabe e French Mad Posse, e il devil stick dopo aver conosciuto Markus Furtner, e rimaniamo aperti anche ad altri attrezzi. Abbiamo inoltre giocolieri che sviluppano il lato artistico della giocoleria e che decidono di partecipare anche al WJF perché lo considerano un ultimate test delle loro abilità tecniche. WJF è una competizione basata sulle abilità tecniche, ma è anche un luogo di apprendimento e scambio su queste tecniche, durante il quale io stesso tengo dei workshop. Puoi venire come partecipante, ma anche come spettatore, principiante, e abbiamo spazio per allenarsi, per spettacoli e per le gare, come in altri eventi di giocoleria. Ci sono sempre più persone che si propongono per aiutarci nell’organizzazione di WJF, partecipare ad un evento così specifico richiede tanta motivazione e in genere chi partecipa ha anche voglia di dare una mano per far crescere il progetto e per non farlo cadere quando io non ce la farò più a supportarlo. Questo per me è incoraggiante, anche se al momento sono ancora io quello che prende tutte le decisioni! j u g g l i n g m a g a z i n e n u m e r o 39 g i u g n o 20 0 8

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XV Israeli Juggling Convention www.ijc.co.il

È stato l’anno scorso, durante la EJC di Atene, che ho avuto il piacere di cono-

Gan Hashloshascere Ori Roth, e 9 mesi dopo eccomi qui di ritorno dalla XV Israeli Juggling Convention! 21/25 aprileDopo gli estenuanti controlli all’aereoporto prima della partenza e una lunga serie di

di Lorenzo Mastropietrodomande all’arrivo, faccio tappa a casa Roth prima di ripartire in auto alla volta del parco

juggle.trst@gmail.comnazionale Gan Hashlosha. Questo luogo ospita da anni il raduno, mentre il Kibbutz adiacenfoto di Matt Hallte mette a disposizione il suo teatro per tutti gli spettacoli. Non penso di aver mai visto un posto così bello per una convention! La palestra è riuscita ad ospitare tutti e appena entrato mi sono fermato a guardare Ofek Shilton che tirava 5 diaboli con l’aiuto di suo fratello Segev e i 42° C registrati in alcuni giorni di questa convention sono stati velocemente dimenticati dopo aver scoperto che dietro la palestra c’era un fantastico fiume con delle bellissime cascate! Una grande differenza tra questo raduno e gli altri a cui ho partecipato è senza dubbio la presenza di moltissime famiglie, tutte al completo. In Israele il juggling viene insegnato in molte scuole e tanti ragazzi partecipano alla convention, accompagnati dai propri genitori. Il potenziale creativo e tecnico della giocoleria in Israele mi ha impressionato, prendo l’esempio di Bar Mualem, giovane talento che a 15 anni è capace di eseguire piroette a 7 palline o front cross a 5 palline incatenati a back cross svariate volte di fila. Un circuito di spettacoli, cabaret o convention simile a quello europeo qui non esiste e attirare artisti stranieri non è semplice, ma la convention offre sempre un galà e un paio di spettacoli di ospiti internazionali. La prima serata viene animata dalla Avi Competition, una competizione di freestyle a 3 palline o clave, organizzata dalla famiglia di Avi Rosenberg, scomparso nel 2000 in un incidente stradale, con lo scopo di incentivare e promuovere i giovani giocolieri con dei premi pagati in Shekells (moneta locale). Il vincitore di questa edizione è stato Aaron Tobiass al ritmo di una musica molto elaborata e stravagante degna dell’impeccabile precisione della sua routine a 3 palle. Guardando tra le foto dei vincitori delle edizioni passate non faccio fatica a riconoscere volti noti come M.Komaro, D.Paumier, Vova e Olga o T. Dietz. Del Galà Israeliano posso perfettamente ricordare il numero con le palline da tennis e tubo di Ron Beeri, la manipolazione di ventagli di Omerius, la fantastica e ‘sonnambula’ routine a 4 palline di Ori Roth o il gruppo di giovanissimi giocolieri e acrobati che hanno esaltato il pubblico. Per il Galà internazionale non penso di aver visto tante volte un livello simile in uno spettacolo di soli giocolieri. La serata, presentata dal clown equilibrista Fred Normal, ha infilato in ordine sparso la norvegese Frida Odden, l’argentino Tavo, i francesi Audrey Decaillon e Nicholas Longuechaud, gli svedesi Peter Aberg e Viktor Gillenberg, il vostro italiano Lorenzo Mastropasqua (mi porto a casa uno dei più bei applausi della mia giovane carriera!) e gli statunitensi Sean Bleu e Wes Peden, che conclude la serata con un numero di clave come pochi e saluta la scena con una cinquantina di backcross a 5 clave. Israele è un paese strano, pieno di energie e culture diverse, dove molti dei giocolieri fanno i salti mortali per non fare la leva, che qui dura tra anni per gli uomini e due per le donne. Ho trovato questa convention interessantissima e il prossimo anno tornerò per un festival e per andare in Palestina con un’associazione pacifista, formata da familiari di vittime Israeliano-Palestinesi, che da anni lavora sul territorio con progetti di pace e sensibilizzazione, tra cui il Freedom Project. Sicuramente questa convention, indipendentemente dalla propria fede religiosa, dovrebbe essere un luogo di pellegrinaggio per tutti i giocolieri del mondo!

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Nei primi anni ’80, mentre il Juggling era già abbastanza diffuso nel mondo, qui in Israele c’erano solo una decina di giocolieri hobbisti. Dal teatro di strada a Tel Aviv nacque il duo Yuval Roth and Tal Ginat (LuftGesheft), che possiamo considerare i primi www.israelcircusschool.com giocolieri professionisti in Israele. Loro contribuirono nel 1987 all’organizzazione della I^ convention a cura di Ori Roth israeliana, a Eilat. Il www.juggleroth.com grande salto in avanti orkapresentationsltd@hotmail avvenne però nei primi anni ’90, quando Riva Meir cominciò ad importare materiale da giocoleria a Jugg, primo negozio israeliano di giocoleria a Tel Aviv. Così a metà degli anni ’90, mentre incontri formali e informali prendevano piede (soprattutto a Tel Aviv e Gerusalemme), la giocoleria cominciò ad entrare nell’immaginario collettivo. Un gruppo di giocolieri professionisti si prese l’impegno di diffondere e sviluppare la giocoleria in Israele e di alzarne il livello, mentre giocolieri israeliani cominciavano a frequentare le scuole di circo all’estero. Per aumentarne la diffusione e per rispondere alle richieste dei bambini per un’attività che diventava sempre più popolare, questi giocolieri avviarono molti corsi per bambini e ragazzi dai 7 ai 17 anni, tenuti in centri sociali, privati e anche nelle scuole come parte del lavoro educativo e/o terapeutico. Shachar Kamai, uno dei primi insegnanti di giocoleria in Israele, sviluppò un metodo unico e ottenne grossi risultati utilizzando la giocoleria con ragazzi affetti da disturbi emotivi, disturbi comportamentali, e disturbi all’attenzione e alla concentrazione. Verso la fine degli anni ’90 nacquero due scuole di circo, Tiv’on Circus School e Florentin Circus School, con lo scopo principale di insegnare le arti circensi, mentre a Gerusalemme, Elisheva Tobiass fondava un centro, con un’agenda educativo-sociale per Arabi ed Ebrei, religiosi e laici, immigranti etiopi e bambini indigeni. Nel 2002 fu fondato il Binyamina Circus, dove i giocolieri avevano la possibilità di imparare dai migliori maestri. Questo Circo, che lavorava ed era ispirato dello spirito del Nuovo Circo, offriva un palco per le performance di giocoleria e altre arti circensi di artisti israeliani. Nello stesso anno nasceva anche la Association for the Development of Circus Arts in Israel. Tutto questo accrebbe notevolmente la conoscenza della giocoleria nel pubblico israeliano e nella comunità professionale. Da allora alcuni dei giocolieri israeliani hanno ottenuto importanti risultati in Israele, in Europa e nel Mondo. Nel 2005, Eden Zak conquistò 4 record mondiali con 7, 8, 9 e 10 rimbalzine, esibendosi e vincendo anche competizioni e giochi alle recenti EJC. Giocolieri israeliani si esibiscono regolarmente negli open stage e nei gala (Eran Lavi e Shuka Bergman nel 1999, Segev e Ofek Shilton nel 2003, 2004), alla Ejc 2004 Ori Roth vinse la gara di resistenza con 5 palline, mentre Noam Geller arrivava secondo in quella con 5 clave. Alla Ejc 2006 Ori vinceva la gara con 7 palline, arrivando secondo in quella con 5. Appuntamenti regolari nascevano in Pardess Hanna, Haifa, Ra’anana, Gerusalemme, Tel Aviv e a causa di questo veloce diffondersi della giocoleria la convention israeliana è cresciuta enormemente, superando i 1000 iscritti e allungandosi da 2 a 5 giorni, diventando così una delle maggiori convention mondiali.

Juggling in Israele

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Torino 2/3 maggio Intervista a

Valentina Cunsolo

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(per Zelig) e Ariane Bieou (per Ass. C’era L’Acca) foto di Andrea Macchia

ValentinaBazar, nato l’anno scorso grazie al premio che la Regione Piemonte ha riconosciuto al festival di Bardonecchia “Dov’è l’Elefante”, quest’anno è approdato nella città di Torino, con il sostegno non solo della Regione, ma anche della Città di Torino. La Zelig, organizzatrice dell’evento, si è inoltre avvalsa della stretta collaborazione con l’Ass. C’era L’Acca e dell’ospitalità della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, con cui già da tempo condivide dei progetti e i cui spazi interni ed esterni si prestano bene a questo tipo di spettacoli. Lo spostamento da Bardonecchia non è irreversibile, perché la città ha investito da 7 anni nel circo contemporaneo e continua a farlo, ed è probabile che, occupandosi di spettacolo viaggiante, Bazar possa in futuro itinerare tra varie città del Piemonte, tornando anche nella sua città natale. Bazar è contestualizzato in un percorso che abbiamo avviato da tempo per creare delle occasioni e possibilità di sostegno alla produzione, che in Italia è l’anello più debole della filiera. Di fronte all’affacciarsi sulla

Duo Acrobat Fantasie in volo Teatro Distratto Il lago del cigno Formata da Patricia Rubinstein e Max Maccarinelli, la compagnia da diversi anni ha sviluppato una ricerca sul clown teatrale, il movimento e la musica. Credono in un teatro popolare, che possa rivelarsi a tutti, evitando però la risata fine a se stessa. Attivi a teatro e in strada dal 2002 collaborano con la compagnia francese “L’ombre du boa”, impegnata nello studio del movimento, della danza e della danza funambola.

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Martina Nova si è formata alla Scuola di Circo Criollo di Buenos Aires e specializzata in tecniche aeree a Rio de Janeiro. Davide Riminucci viene invece dalla danza contemporanea, dal mimo e dalle arti circensi, con partecipazioni in produzioni teatrali e liriche. Insieme portano in scena spettacoli che prevedono una evoluzione della tecnica ed una maggior ricerca come stimolo per una crescita artistica verso il linguaggio corporeo e la sfera emozionale.

Il Cortiletto Illustrascarpe

Carolina Khoury Pèpita baguette

Nata intorno agli anni ’70 da un gruppo con esperienze di teatro di base per promuovere e portare il teatro nei cortili e direttamente a casa della gente, soprattutto nei quartieri più difficili di Torino, come Mirafiori; da qui il nome del gruppo di allora “Il Cortiletto”. Con la bottega degli “Illustrascarpe”, intende di avvicinarsi a quel tipo di teatro dove la gente si ritrova a essere protagonista di una performance senza saperlo.

Diplomatasi nel 2005 presso la scuola Teatro Fisico P.A.U.T. approfondisce il linguaggio del clown e il linguaggio teatrale, studia danza Butho. Collabora con il Teatro della Caduta di Torino e lavora come lettrice e burattinaia con la compagnia Action Theatre e nella Fondazione TRG come attrice. Si esibisce in numerose piazze e festival con “Petita Baguette” performance itinerante minimalista tra equilibrismo, danza e clown.

scena di tanti nuovi artisti è importante trovare delle risorse, non solo economiche, ma anche in termini di strutture, servizi e competenze professionali. Ci sono esigenze molto forti in Italia di operatori e artisti per mettersi in rete, sviluppare un settore, avere un riconoscimento istituzionale e in Piemonte, dove una serie di professionalità condividono un percorso comune, ci stiamo riuscendo. Siamo fortunati ad operare in una Regione che dal 2003 si è munita di una legge specifica per la valorizzazione dell’arte di strada, che si è dotata di un ufficio che se ne occupa con molta attenzione, e con il quale lavoriamo per creare una rete che si colleghi ai network degli altri paesi europei.

Big Ben Mr Bang Un clown d’altri tempi, un vero terrorista della risata, ama le esplosioni ed ogni cosa che fa bang! Benjamin Del Mas, interprete di questo clown metropolitano, è cresciuto tra Francia e Inghilterra; dopo aver attraversato mezzo mondo passa per

importanti festival di mezz’Europa, vincendo il Clownfest di Sestriere, il premio per la valorizzazione della arti in strada della Regione Piemonte e il premio della FNAS Cantieri di Strada.


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Rispetto all’edizione del 2007, che prevalentemente offriva una carrellata di spettacoli di circo contemporaneo europei, quest’anno la programmazione di 12 spettacoli proponeva due grosse novità: in primo luogo abbiamo allargato la rassegna anche all’arte di strada, perchè in Italia esistono una grande tradizione e un circuito nel quale confluiscono sempre più le proposte di circo contemporaneo. In secondo luogo gli artisti che si sono esibiti erano in gran parte italiani (preceduti da un’anteprima di una compagnia catalana), perché cominciano a vedersi i frutti delle scuole di circo e tante proposte artistiche cominciano ad essere di qualità. Gran parte di questi artisti è piemontese, perchè effettiva-

Flic Littra Una produzione della Flic & Fondazione Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, per la regia di Roberto Magro, e con in scena Giorgio Bertolotti, Elena Burani, Luca Forte,

mente il Piemonte in questi anni sta diventando una fucina di giovani artisti di questo settore. Gli spettacoli hanno registrato il tutto esaurito, un entusiasmo e interesse che non ci aspettavamo perché eravamo nel mezzo di un ponte lungo dove in tanti andavano fuori città. Torino si conferma così una città con un pubblico attento a queste proposte; una buona occasione per far conoscere anche ad una platea differente la struttura della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani e per avvicinare il suo pubblico abituale al Circo Contemporaneo e al Teatro di Strada. Per Bazar ci è sembrato importante non concentrarsi solo sul presentare spettacoli, ma creare più momenti di incontro possibili tra le tante figure che caratterizzano il settore. Abbiamo avuto 3 incontri ed una tavola rotonda dedicati alla filiera artistica, quel percorso che parte dalla formazione, fino alla produzione e poi alla diffusione. Abbiamo provato ad ascoltare diversi punti di vista, anche europei, come le esperienze dei centri di produzione e creazione del Parc de la Villette (uno spazio istituzionale a Parigi) e dell’Espace Catastrophe (uno spazio nato a Bruxelles dall’iniziativa di un’artista). Entrambe sono realtà che sostengono molto la produzione, lavorando sulle residenze, un percorso ambizioso che vogliamo proporre anche in Italia. Abbiamo avuto più di 50 operatori accreditati, dal direttore artistico, al dirigente degli uffici cultura, ai giornalisti, venuti da tutt’Italia ma anche dall’estero (c’è molta curiosità da parte di paesi europei di capire cosa sta succedendo in Italia…) e per due giorni hanno trascorso tanto tempo insieme confrontandosi su temi importanti. Bazar si candida per essere sempre di più un importante momento di confronto ampio su questi temi e andrebbe sostenuto maggiormente. Zelig è una piccola struttura, e nonostante l’esperienza di tutti questi anni ci permetta di lavorare sulla programmazione e sulla produzione di eventi in modo molto efficace, il tempo non basta mai e sarebbe meglio poter lavorare su progetti pluriennali, perché i rinnovi annuali non favoriscono una programmazione ad ampio respiro.

Daniele Sorisi. Il lavoro presenta non più l’artista di circo ma l’attore di circo, che con un salto mortale ci invita ad entrare nel suo mondo un po’ astratto e surreale, fatto di corpi sospesi, oggetti volanti,

Chiara Trevisan Valentino’s Flea Circus

magia, giocoleria che prendono le forme di un divano, una corda un tavolino, un foglio... Acrobatica, verticalismo, danza, fune aerea, monociclo e manipolazione di oggetti si mescolano mescolati al rapporto tra il mondo dell’infanzia e l’adolescenza; la storia di una famiglia che non c’è raccontata attraverso le “littre” che non si leggono più.

320 chili Invisibile Una storia raccontata con strumenti semplici: una ruota tedesca, una scala d’equilibrio, una corda aerea, cinque clave. Un linguaggio fatto di movimento, danza e acrobatica. Cinque interpreti, ritrovatisi in questo spettacolo dopo diverse esperienze da solisti, che disegnano storie

trasparenti e fragili come soffiate nel vetro, scivolate in un angolo della vita inosservate. La compagnia è composta da Elena Burani, Piergiorgio Milano, Fabio Nicolini, Roberto Sblattero e Francesco Sgrò, formatisi alla Flic di Torino e nuovi esponenti del circo contemporaneo italiano

Laureatasi con una tesi sulla Storia del Teatro di Figura, si forma alla Scuola GRM di Torino e realizza visite guidate teatralizzate per ragazzi. Per questo suo primo spettacolo “solo” ogni spettatore ha a disposizione un catalogo per la scelta personale del numero al quale lui solo assisterà; nell’intimità del luogo, tra le performance della Pulce, si realizza così una relazione fondamentale, privata e unica, che Chiara governa con incredibile destrezza fuori dalla scatola.

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L’Ass. C’era L’Acca, che ha sede in Piemonte a Bellinzago Novarese, opera da 10 anni, prima nel teatro e poi nell’arte di strada, organizzando eventi come il Festival In Strada e collabora con la Zelig alla valorizzazione e al riconoscimento delle arti in strada. L’idea nostra è di arrivare alla costruzione di un centro di creazione dedicato alle arti in strada e al circo contemporaneo che sia un punto di riferimento in Italia, o almeno in Piemonte, e che potesse raggruppare una serie di strutture che già lavorano con noi in questa direzione. Grazie ai tanti progetti finanziati in Piemonte dalla legge sul teatro di strada abbiamo potuto realizzare “Si Prova”, un progetto finalizzato a residenze di lavoro e di sostegno alla produzione che porteranno a nuove creazioni e che ha coinvolto 6 gruppi di artisti; un primo passo verso mete più strutturate perchè le compagnie possano uscire dall’autoproduzione, che limita sempre il livello qualitativo e le capacità creative. C’era l’Acca è inoltre partner del progetto europeo “In Situ”, un progetto Cultura 2000 (2006-2009) rivolto all’arte in strada che coinvolge altre 18 organizzazioni di tutta Europa. Tra partner ci incontriamo regolarmente per sostenere nuove produzioni, per la diffusione nei festival e tutto ciò che ne deriva. In questo contesto si creano collaborazioni trasversali, come quella nata all’interno della sezione Off del Festival Chalon dans la Rue, dove presenteremo dal 17 al 20 luglio “ARTINSTRADA, il Piemonte dal Vivo”,

Compagnia 4Quarti Le tre gobbe del camaleonte Dopo tre anni tra strada e festival italiani la compagnia si sposta in Francia dove con l’appoggio di diversi enti crea questo spettacolo. In scena: Eva Lunardi (exginnasta, frequenta l’Accademia di Belle Arti e si diploma presso la FLIC specializzandosi in acrobatica aeree); Damiano Fumagalli (porter e acrobata, incontra il circo sotto forma dell’arte di strada,

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frequenta poi la FLIC, formandosi come porter presso la L’Ecole du Cirque Menival di Lyon); Alice Roma (appassionata di danza e musica popolare, si avventura nel mondo del mimo e del teatro fino a frequentare la FLIC e l’Ecole du Cirque Menival, dove si specializza come agile); Simon Deslandes e Bastien Lambert sono invece i due musicisti dal vivo della compagnia.

Nespolo Lo Giullare Il Principe Ranocchio Manuel Bruttomesso clown, giocoliere, equilibrista, acrobata, attore. La sua formazione teatrale, sviluppatasi tra Italia e Francia, vanta i nomi di Jango Edwards, Philip Radice e dell’Accademia di Parigi Marcel

Marceau. Propone spettacoli di stile medievale, ma anche altri personaggi comici surreali di sua invenzione che prevedono clownerie, giocoleria, equilibrismo e una forte interazione con il pubblico

Le Vedove Allegre Cristina Atzori, Stella Cappellini, Consuelo Conterno, Serena Galella, Angelica Georg, Emma Hughes, Samanta Merlo, Simona Molari, Franca Pampaloni, Rita Pelusio, Luz Pierotto, Barbara Sartori, Maila Sparapani. 13 donne che hanno formazioni teatrali differenti (giocoleria, mimo, trampoli, clown, cabaret, musica,

teatro di figura), tutte figure storiche del teatro di strada e teatro comico in Italia, sono qui accomunate da un tragicomico evento: la “strana” scomparsa dei propri mariti. Accompagnano il feretro dell’ultimo deceduto rinnovellando ognuna il proprio lutto e rendendone partecipe il pubblico.


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Kermesse Annuario dell’arte di strada e della pista 2008 Edito dalla FNAS www.fnas.org 250 pag. illustrate a colori – 18 € (13 ai festival)

una vetrina internazionale per 11 gruppi di artisti piemontesi. Durante il festival saremo ospitati in un cortile dove presenteremo gli spettacoli e allestiremo angoli molto conviviali per permettere a pubblico e operatori di incontrare gli artisti. Un’esperienza importante per gli artisti piemontesi, perché non tutti hanno la possibilità di andare all’estero ad esibirsi, confrontarsi con colleghi stranieri, ed esprimere la loro peculiarità culturale e artistica. Qui la Regione Piemonte si è mostrata molto interessata a questa opportunità e alla sua realizzazione finanziando interamente la “spedizione”. Il lavoro grosso oggi è quello di uscire dall’autoreferenzialità, confrontarsi con l’estero, e l’azione della Regione Piemonte, affiancata al lavoro degli operatori e degli artisti, ha creato un nuovo vento creativo, possibilità economiche e pratiche. Assieme alla Zelig, stiamo creando una rete a componente mista, artisti, operatori, cariche pubbliche con un nuovo spirito ed entusiasmo che permette di fare passi in avanti. La cosa fondamentale è essere in grado di collaborare, in modo anche trasversale, unendo intorno ad un tavolo le varie figure della filiera. Partendo per esempio da una “piattaforma” dove potersi rivolgere per consigli, informazioni, mezzi; lavorare sulle prime necessità, su un elenco delle cose più urgenti da realizzare, fornire una serie di strumenti concreti e di opportunità che esistono già ma di cui spesso non si è a conoscenza.

Circoscienza Tempo non lineare Uno spettacolo di circo contemporaneo, prodotto dal Festival della Scienza di Genova, per la regia di Boris Vecchio, anche lui in scena insieme agli acrobati/attori Davide Riminucci e Edvin Pialli. Protagonista un acrobata/viaggiatore che si ribella al fluire del tempo, nel quale è

intrappolato e che condanna la sua vita ad una continua, irripetibile, inafferrabile emozione. Una macchina “fantastica” sulla scena rappresenta il meccanismo del passare del tempo, e i due attoriacrobati svolgono,

con le loro acrobazie manoamano, su palo e su corda, la funzione di “manutentori del tempo”. Tra musica, proiezioni video e immagini a tutta sala, il protagonista vive in uno spaziotempo non lineare le proprie emozioni come se fosse sempre per la prima volta.

Le radici dello spettacolo di strada e di piazza affondano nei secoli più lontani e costituiscono (attraverso il saltimbanco, il giocoliere, le arti buffonesche, la commedia dell’arte) il minimo comune denominatore di tutte le discipline dello spettacolo popolare, a partire dal circo fino a comprendere tutte le arti di scena che in strada sono nate. In questo annuario vengono presentati 210 festival e rassegne sparsi in tutto lo stivale e dedicati alle discipline dell’arte di strada e del circo; 110 schede complete di note di programma, riferimenti, notizie, foto, informazioni turistiche per seguire lo spettacolo popolare in Italia. Nelle corpose appendici oltre mezzo migliaio di indirizzi e riferimenti di compagnie, artisti, complessi circensi, scuole e momenti formativi, negozi e fornitori di materiali, associazioni di settore e quant’altro. In apertura i contributi di vari personaggi del mondo della cultura e del teatro, racconti di viaggio, saggi, interviste, inquadramenti storici, con interventi di Lara Ciaffardoni, Andrea Kaemmerle, Giuseppe Nuciari, Enrico Partisani, Luigi Russo, Nathalie e Jean-Felix Tirtiaux.

Le Goliath

L’annuarie2008/2010 Edito da Hors Les Murs X Edizione – 45 € + spese di spedizione www.horslesmurs.fr

Uscito in questa primavera e curato dal centro di documentazione francese Hors Les Murs, questa edizione di Goliath, annuario delle arti della pista e della strada, contiene 10.000 contatti di tutta Europa, anche se chiaramente in prevalenza francesi, suddivisi per settore e integrati da interessanti indici tematici. Uno strumento unico per chi volesse orientarsi o farsi conoscere nel panorama europeo, frutto di un lavoro gigantesco, che informano il nome dell’annuario e le ragioni di edizioni a cadenza triennale. L’opera è accompagnata da Le Guide Goliath, approfondito studio di settore sulle arti circensi e le arti di strada in Francia.

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“Signore e signori buonasera, bonsoir, good evening, guten abend. Io sono Alberto, del duo Colombaioni, my name is Alberto. Mio fratello si chiama Carlo, ma purtroppo stasera è in ritardo. Mon frére n’est pas là. Scusandomi per l’inconveniente, nel frattempo…”. La gente del circo ha il carisma scolpito nella

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Archivio Cedac

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faccia. Sono facce fatte di pieghe, rughe, con due occhi profondi profondi in mezzo, che si trasmettono da chissà quante generazioni. Occhi capaci di annusare il pubblico, e capire di sera in sera quello che il pubblico vuole e come riuscire a darglielo. Quello che i teatranti chiamano “presenza scenica”, per quelli del circo è semplicemente l’essere, l’esistere. Bravo. Clap clap.

Bravoooo!!! Ahooooo…Alberto! Ma che ci fai là sopra? E in vita

www.delcirco.blogspot.com

mia non ho mai visto una presenza scenica più travolgente di Carlo Colombaioni (anzi Charly, o meglio ancora “Sciali”, per i suoi).

uando un clown fa la rivoluzione

Il testo è tratto dal blog di Raffaele De Ritis, “Circo creatività e immaginazione nelle arti circensi”, in cui puntualmente appaiono riflessioni, video, stimoli, spunti polemici e ritratti di spettacoli del circo attuale in tutte le sue forme.

Cosa fai in platea, Carlo? Vieni qua a lavorare… Che? La-vo-ra-re. Chi? Tu. Io. Si. No. Farlo entrare in scena e mettere

una bomba in un teatro, non faceva differenza. Poteva esplodere in platea, sul palcoscenico, in mezzo al pubblico, dai camerini. L’assenza totale di trucco e costume ti spiazzava, rompeva tutte le regole, tutti i ruoli dello spettacolo. È come se in un match di boxe uno passa continuamente da sfidante, ad arbitro, a spettatore. Non sapevi più dov’era la maschera e dove l’attore, se vedevi un attore o un pagliaccio, un vecchio o un bambino. Che pubblico.

Mamma mia, che brutte

Era un mitragliatore che per novanta minuti sparava a zero in qualunque direzione. Un terrorista della risata. E poi la voce. Quella voce acuta, stridula, e poi bassa, quella che hanno un po’ tutti i pagliacci, che se la sono rotta già tre generazioni prima di nascere, da quando in piazza o nelle piste non esistevano ancora i microfoni. Ma a differenza che per i suoi colleghi, la cui voce sa spesso di routine e a volte un po’ di tristezza, la voce di Sciali era uno strumento d’arte e di gioia. Uno stradivari della felicità. Uno strumento raffinato e al contempo rozzo, puntuato di intonazioni e gridolini da clown in grado di esprimere al meglio la gioia, la vendetta, la cattiveria, la soddisfazione, la sorpresa ebete e quella furba del villano.

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Il pagliaccio Sciali era quello che deve essere il clown fin dalle origini dell’umanità, senza i fronzoli delle varie culture. Sporco e rozzo, ma anche poetico e virtuoso. Ingenuo e scaltro. Cattivo, miserabile e disperato. Giocoso e prepotente. E, insomma, tutto quello che per mitologia si vorrebe sempre fosse il clown. Non a caso è stato lui (ma anche il fratello Nani, va detto) a folgorare Fellini e Fo sulla centralità del clown negli anni in cui si reinventava il teatro. E qui Carlo Colombaioni ha giocato un ruolo di portata mondiale; io mi permetto di dire una rivoluzione nelle arti sceniche. Applauso! Applauso! Ahò…

Ma che lingua parlano questi? Madammm…Mister…Applauso!!! La crisi del teatro. Attorno al ’68, quando i lin-

guaggi scenici si mettevano in discussione, gli unici a restare fermi nei loro codici sono stati quelli del circo. Tra di essi, gli unici della tradizione a esplorare nuove forme sono stati Annie Fratellini, Alexis Gruss ma prima ancora Carlo Colombaioni. In questo unendosi all’esempio dei giovani “di fuori”, come Jean Baptiste Thierrée, Jerome Savary, Jango Edwards, eccetera. Con un coraggio enorfacce… me, ma forse anche con la giusta astuzia, a quell’epoca, Carlo ha rifiutato la logica del circo e le sue costrizioni culturali. Ma non buttandola via: capovolgendola. Cambiandogli il contesto. Col cognato Alberto ha continuato a fare le stesse cose del circo, uguali, ma al teatro. Rinunciando a trucco, costume e naso rosso. Un po’ come un prete che getta la tonaca alle ortiche, che rifiuta i rigori della chiesa per andare a predicare per fatti suoi. È stato un trionfo mondiale. Per molti, certo, l’ennesima metafora di liberazione contro costrizioni e potere. Ma per i più l’invenzione di un nuovo linguaggio artistico senza rinnegare il vecchio. Ed è stato un trionfo in tutto il mondo.


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Signorina, bonsoir….Sa, io abito a Roma, dalle part... Carlo, ma che fai seduto là? Organizzo le vacanze… Come per tutti i grandi artisti, la cosa

più affascinanate non era il repertorio: si trattava di adattamenti delle misere farse e delle stesse “entratine” da circo di periferia, seppur con varianti magistrali. Era l’energia nell’interpretazione. Energia, energia. Vedere Carlo esibirsi era come Pollock che dipinge, Glen Gould al piano o Chet Baker soffiare nella tromba. Energia allucinata, creativa, completamente folle, apparentemente fuori controllo. Libertà improvvisativa costruita sul rigore. Un corpo e una voce che pervadevano tutta la sala, massacravano a morte qualunque teoria di “quarta parete”. Quella forza che ti piacerebbe vedere sempre a teatro, quella forza scenica che ti solleva dalla poltrona, ti prende allegramente a sberle e ti ci ributta dentro.

Signori, la ghigliottina! Tracchete, tracchete tracchete. Trrrrrrrrracchete… Tracchete, tracchete e tracchete…Trach… Carlo! Mi hai tagliato la mano! Vado a raccoglierla: non è la mano, ma l’orologio che mi interessa! Per me

Carlo, stasera andiamo al ristorante, e paghi tu.

Chi?

Tu.

Io?

Si.

Si. No.

ALESSANDRA

sono più, nessuno dei due. La rivoluzione che Alberto e Carlo hanno portato al mondo del circo, del teatro, e del clown è di quelle che arrivano una volta in un secolo. Hanno amplificato in modo enorme il significato della parola clown, e senza snaturare la tradizione. Ci hanno aggiunto strumenti fondamentali al clown di oggi, come la partecipazione del pubblico agli sketch. Hanno divulgato quest’arte a centinaia di migliaia di persone per le quali il clown era rimasta l’icona dispregiativa di un circo decadente. L’hanno restituita al teatro, aiutando poi anche i pagliacci del circo stesso a rinnovarsi. Vogliamo ricordare la loro ultima spiazzante immagine alla fine di ogni spettacolo, quando genialmente, dopo essersi esibiti in borghese, si sedevano al tavolino del trucco e si mettevano nasi rossi, matita e parrucche per andarsene di scena. Ci sia concessa un po’ di retorica: vederli uscire di scena così per l’ultima volta, per andare a raggiungere doverosamente vestiti da pagliacci, tra le nuvole, Grock, i Fratellini, Charlie Rivel e tutti gli altri. Perché, come disse qualcuno quando morì Charlot, anche gli angeli hanno bisogno di ridere.

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Amleto. Chi?! Amleto, principe di Danimarca! Che brutta faccia. Adesso non ci

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la cosa più bella dei Colombaioni, Alberto e Carlo, era la sconvolgente universalità. I loro spettacoli erano recitati in italiano. A Parigi, Londra, Tokio, Oslo. E la gente si ammazzava dal ridere, ovunque. Ho cercato più volte di studiare, capire, come fosse possibile ridurre il linguaggio ad una forma che potesse divertire tutti allo stesso modo. Potrebbe farmi ridere un duo che parla in giapponese? Li ho scrutati, studiati, e non l’ho mai capito. Soltanto, quando guardavi Alberto e Carlo capivi più di mille libri cosa significa “Commedia dell’Arte”. E chi sarebbe questo?

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uesto spettacolo è nato in Russia 15 anni fa – ci racconta Natasha - e all’inizio vi lavorava solo la famiglia di Slava, che a quel tempo era già uno degli artisti russi più famosi in Russia. Slava ha studiato fin da ragazzo tutta la storia del clown e ha ancora tanto amore per questa cultura, la prima volta che è andato in USA ha portato un baule pieno di libri, allora difficili da trovare in Russia, a ancora oggi quando entra in una libreria fa un disastro! Slava fa sempre dei progetti che all’inizio sembrano irrealizzabili. Nel 2003 c’è stato un progetto sul fiume Volga, e NOW-ALL prima dell’abbattimento del muro di Berlino, mentre il MIR caravan nel 1989 è arrivato fino alla porta di Brandeburgo, con 600 artisti accompagnati dai camion dell’esercito russo. Slava ritiene che non ci sia bisogno di fare affermazioni espressamente politiche, eppure quando qualcuno in Russia manda il pezzo Blue Canary la folla va in visibilio, perché quella musica era associata al suo spettacolo, e alla possibilità di uscire per un attimo da quella atmosfera di oppressione che 25 anni fa regnava in Russia. Un suo numero, centrato sul divieto, si chiamava Niezà (che significa “non si può”), perché allora non si poteva fare niente in Russia, ma

Slava’s Snowshow www.slavasnowshow.it

conversazione con Natasha Tabachnikova, tour manager e Onofrio Colucci, capocomico _a cura di A.R. foto di Veronique Vial

alla fine del numero Slava fa invece tutto, in una festa della disubbidienza. Dopo la sua esperienza con il Cirque du Soleil – interviene Onofrio - Slava ha rimesso in piedi lo Slava’s Snowshow, inventando e inserendo nello spettacolo un clown “verde” e un “giallo”. All’inizio fu invitata un’attrice, Angela De Castro a coprire il nuovo ruolo del clown verde, e in seguito altri interpreti si sono succeduti in questo ruolo. Nello show c’è il clown verde, quello giallo, ma anche il bianco, che personalmente ritengo essere il vero alter ego del giallo. Così come i “verdi” anche i “bianchi”, che vestono di giallo ma hanno un make up diverso, si moltiplicano. Questo spettacolo, che tende al superamento della contrapposizione tra il Clown Bianco e l’Augusto, è nato con due personaggi, il verde

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e il giallo, che sono le due facce della stessa medaglia. In questi due caratteri i ruoli si combinano e si mescolano, addirittura c’è un punto dello spettacolo dove i ruoli si ribaltano. Verde, giallo, blu…. in tutto lo spettacolo si usano colori forti, solidi, perché si portano in scena elementi primitivi, primari, ridotti all’essenziale. Questo non è uno spettacolo per bambini, ma uno spettacolo che utilizza il linguaggio dei bambini, e noi siamo gli ambasciatori del loro mondo perché andiamo all’osso, al nocciolo della questione umana. Lo spettacolo, che vive di contraddizioni, è molto strutturato, ma all’interno di questa coreografia ci sono ogni giorno ampi spazi di libertà; vengono fissati i punti nei quali ritrovarsi durante lo spettacolo, con un percorso non organizzato da un punto all’altro, e proprio in questi momenti c’è spazio per l’improvvisazione; a volte la distanza tra questi punti è così breve che c’è spazio solo per un’improvvisazione emotiva, che il pubblico non vede ma percepisce. Ogni persona interpreta questi ruoli a modo suo, e lo stesso artista lo interpreta di volta in volta in modo diverso. Stasera è venuta una ragazza che ha visto tutti gli spettacoli che abbiamo fatto qui ad Assisi e ogni volta torna e dice che ha visto uno spettacolo diverso; in Australia un signore è venuto a vedere lo spettacolo 18 volte di seguito! Bisogna capire la chiave dello spettacolo, capire la metafisica della scena, la tecnica dell’assurdo, e per chi non è stato mai in Russia e non ha vissuto un tipo di esperienze popolari e soprattutto culturali, fa fatica a entrare in questo lavoro. Ci sono almeno 60 persone che hanno girato in questo spettacolo, e tutti hanno portato qualcosa, un gesto, una idea, una musica, un momento. In tutti i paesi Slava dà il permesso a clown del posto di entrare nel gruppo, e perfino Al Bano per gioco si è trovato una sera coinvolto in scena! In questo momento abbiamo tre Slava’s Snowshow in contemporanea nel mondo, un collettivo aperto a persone che adorano il proprio mestiere. A volte vai ad uno spettacolo e gli attori guadagnano l’uscita dal teatro prima del pubblico. Qui hai visto che rimaniamo in scena fino a quando l’ultimo spettatore non sia andato via. Da giovane – continua Onofrio - ero assistente alla facoltà di architettura a Taranto, ma fin da ragazzo mi piaceva tanto ballare ed ero sempre in mezzo alla gente. Così quando ho incontrato Anton Adasinski, fondatore della compagnia Derevo e allievo prediletto di Slava, frequentai con piacere un suo lungo workshop. L’anno successivo, nel 1997, mi invitarono a Venezia in occasione di un evento straordinario, con tanti esponenti anche dalla Russia. Fu lì che incontrai Slava e insieme al gruppo trascorremmo tanti bei momenti insieme. Tre settimane dopo mi invitarono a Vancouver, perché Slava aveva visto delle cose in me che nemmeno io avevo visto! C’è voluta tanta pazienza da parte di entrambi per completare il percorso che poi mi ha permesso di entrare nello show, ma lui mi ha dato molta fiducia, il tempo necessario, preziosi appunti su alcuni dettagli e una sola indicazione sul personaggio: “quando ti svegli la mattina, prima cosa che capita: Booom! una martellata gigantesca sulla testa; così vai in scena”. Slava è il faro della compagnia, il suo non è mai stato un insegnamento accademico, non ha mai imposto niente a nessuno, non ha mai detto fai questo o fai quello, ripetiamo, rifacciamo. La formazione migliore avviene direttamente in scena e ancora adesso, dopo 10/12 anni che lo conosco, sono sempre rapito dalle sue performance.

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Intervista a Jessica Gandini

www.kataklo.com a cura di Andrea Vanni opplero78@hotmail.com

foto di Claudio Brufola Kataklò

Larapprese

I Kataklò nascono nel 1996 dall’impulso di Giulia n t a z i o n e d i prima di approdare al teatro. Non basta quindi Staccioli, l’attuale direttrice artistica e coreografa. P l a y a l T e a t essere dei buoni atleti, è necessario saper emozioDopo l’esperienza sportiva negli anni ’80 come r o V e r d i d i P i nare. Non è interessante il gesto tecnico in sé, se campionessa di ginnastica ritmica, Giulia entra suc- s a , è l ’ o c c a s rimane freddo. Paradossalmente, spiega Jessica, i cessivamente a far parte, come danzatrice, degli i o n e p e r f a r Kataklò si trovano molto spesso a sporcare l’esecuamericani Momix, sviluppando quella sensibilità e u n a p i a c e zione di alcune movenze, più attraenti nell’imperfeartistica che aveva già dimostrato di avere nella v o l e c h i a c c zione che nella pulizia estrema del movimento. Percreazione delle coreografie delle ultime gare di gin- h i e r a t a c o n ché il gesto puro, nell’essenza e nell’estetica del nastica. Decide in seguito di intraprendere un per- J e s s i c a G a movimento, possa essere apprezzato, senza risultacorso personale e darà alla luce, nel 1996, alla n d i n i , a s s i re fine a sé stesso, deve avere una valenza emotiva, prima produzione dei Kataklò, Indiscipline, spetta- s t e n t e a l l e c anche se viene estratto dal contesto dello spettacocolo dal quale verrà rielaborato l’attuale Play. Giu- o r e o g r a f i e lo, anche se non inserito in un tema specifico. lia è una coreografa che ama lavorare con le imma- , c h e c i r a c c La compagnia non sembra nemmeno essersi gini, come se le scene da comporre fossero dei o n t a c o m e n domandata se possa avere analogie con il circo. quadri. Gli spunti creativi provengono dalle fonti a s c e l a c o m Approfondendo l’argomento si capisce che, pur più disparate e ogni elemento della compagnia p a g n i a e d a non disprezzandolo, non prendono ispirazione dal porta il suo contributo. La sperimentazione, senza d o v e t r a e i s mondo circense classico. L’affinità è sentita piuttosto verso il Nuovo Circo, che in Italia credono non la quale probabilmente i Kataklò non sarebbero p i r a z i o n e sia ancora compreso come all’estero. Il lavoro che fanno è arrivati ad avere oggi all’attivo quattro produzioni originali, in effetti una commistione tra danza, teatro, acrobatica, rimane una base fissa, non solo nella fase creativa. musica e utilizzo di attrezzi, ovvero ambiti artistici e tecniDovendo portare in giro per il mondo anche più di uno che che si ritrovano anche nel nuovo circo, ma il cammispettacolo contemporaneamente, il gruppo è formato da no percorso ha una provenienza diversa. E sebbene esidue cast, per un totale di una quindicina di danzatori, di età stano delle affinità con i Momix - e i Kataklò li abbiano media intorno ai 24-25 anni. La formazione dei singoli artiomaggiati in alcuni lavori - la compagnia non si è mai sti attualmente è più varia che in passato, quando la proveposta il problema di assomigliargli, sapendo di realizzare nienza dal mondo della ginnastica era predominante. Tutsempre spettacoli frutto della propria ispirazione. Tra le t’oggi la danza e l’acrobatica rimangono le forme espressive ultime soddisfazioni della compagnia, che oltretutto, è principali, ma è difficile capire chi tra gli artisti in scena è più bene ricordare, si autoproduce, c’è l’essere stati chiamati tecnico, di estrazione sportiva, e chi è più legato all’espresdirettamente dalla Cina a rappresentare artisticamente sività della danza, perché anche chi proviene dallo sport l’Italia ai giochi olimpici di Pechino 2008. puro aveva una propria attitudine a stare su un palco già

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registri g nazionali dei Corsi/Scuole e degli Operatori/Insegnanti di Piccolo Circo

Questi due Registri, in via di completamento, pur non comprendendole tutte, hanno lo scopo di promuovere le realtà che operano nel settore e fornire informazioni più dettagliate sul loro lavoro. Il Registro delle Scuole viene regolarmente pubblicato su Juggling Magazine, le versioni aggiornate in tempo reale di entrambi i Registri e le modalità per esservi inseriti sono disponibili su www.jugglingmagazine.it

Ancona Arezzo Bergamo Bolzano Bolzano Cagliari Firenze Firenze Firenze Forlì-Cesena La Spezia Messina Milano Milano Milano Olbia-Tempio Perugia Pisa Pisa Pisa Pavia Roma Roma Roma Torino Torino Torino Torino Torino Torino Torino

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La Valigia delle Meraviglie Loc. Borgo Tufico 4/S, 60044 Fabriano Ileana Rossi 338 4798584 www.lavaligiadellemeraviglie.com Ass. Artesss via Salvo d'Acquisto 13, 52010 Capolona Arezzo, Viola Rosa Giamagli 333 6752130 www.artesss.com Ambaradan via Gaetano Donizetti 16, 24020 Torre Boldone Lorenzo Baronchelli 035 363089 www.ambaradan.org Animativa via Max Valier 11, 39011 Lana Josef Marmsoler 0473 249564 www.animativa.org Arteviva via Bari 73/5, 39100 Bolzano Mauro Astolfi 333 8596111 associazione.arteviva@virgiliio.it Io a gli Altri Ludobus Macondo via Napoli 76, 09100 Cagliari Pietro Olla 338 2362816 www.ioeglialtri.it Circo dei Maghi Incartati pz. Musignana 13, 50022 S.Polo in Chianti Elena Manni 3341974550 elirudyzuli@libero.it Circo Tascabile via Belgio 12, 50126 Firenze Lapo Botteri 348 9241326 www.circotascabile.it Scuola di Circo “En Piste” casa del Popolo, Grassina Firenze Julien Morot 349 7887176 julmorot@caramail.com Microcirco viale Colombo 18, 47042 Cesenatico Carla Acquarone 337 266505 www.microcirco.it Facciamo Circo v.le Guido Cavalcanti 26, 19038 Sarzana Alina Lombardo 339 5878441 www.facciamocirco.it Il Giglio c/da Baronia Capo Milazzo, 98057 Milazzo Alfredo Asdia 090 9281313 www.ilgiglio.org Campacavallo via F.lli Rizzardi 15, 20151 Milano Gabriella Baldoni 347 8571338 www.cascinacampi.it/campacavallo Il Balzo via Fezzan 6, 20144 Milano Adriano Adriolli 02 47710541 www.balzo.it Piccola Scuola di Circo via Elba 7, 20144 Milano Camilla Peluso 02 42290574 www.piccolascuoladicirco.it Un Chapiteau Parapluie loc. Sanalvò, Vacileddi, Loiri, Porto San Paolo 07020 Olbia-Tempio Daniela Bandinu 349 0831017 paraplui@tiscali.it Scuola Piccolo Circo via Birago 4, 06124 Perugia Michele Paoletti 347 3867654 michipao@libero.it Antitesi via E.Fermi 7, 56010 Vicopisano Martina Favilla 349 6304211 www.antitesiteatrocirco.it Chez Nous, ...Le Cirque! via di Lupo Parra 151, 56023 S.Prospero, Cascina Cristiano Masi 339 3212486 www.museodelcirco.it sCavalcando via Campagna 157, 56030 Chianni Luisa Monico 349 5773202 info@poderecasavecchia.it Giocolarte Strada Ca de Ratti 115, 27100 Pavia Giuseppe Trupia 339 4541857 giocolarte@yahoo.it A.M.I.G.A piazza G. Winckelmann 5, 00162 Roma Marina Maciocci 335 5282221 flabigi@tin.it Circus Bosch piazza San Pancrazio, 7 00152 Roma Valeria Zurlo 333 6888554 www.circusbosch.com Scuola Romana di Circo Lungotevere Flaminio 55, 00196 Roma Catia Fusciardi 338 3552831 www.scuolaromanadicirco.net Circostanza…il circo in una stanza. Ass.Vip Clown via Cristalliera 25, 10139 Torino Luca Marzini 338 6036940 www.clownterapia.it Flic Scuola di Circo via Magenta 11, 10128 Torino Dario Sant’Unione 338 8394275 www.flicscuolacirco.it Fuma che n'duma via XX Settembre 30, 10022 Carmagnola Giusepe Porcu 333 2742858 fumachenduma@yahoo.it Jaqulè via Lazio 2, 10043 Orbassano Enrico Giacometto 328 7828323 www.jaqule.com Scuola di Cirko via Tiziano Lanza 31, Parco Cult. Le Serre, 10095 Grugliasco Paolo Stratta 329 3121564 www.scuoladicirko.it Sportica via Cattaneo 41, 10064 Pinerolo Paola Martina 340 4644248 sportica@libero.it Teatrazione via Rismondo 39/f, 10127 Torino Italo Fazio 011 5889562 www.teatrazione.com

consulta su www.jugglingmagazine.it anche il Registro Nazionale degli Operatori/Insegnanti

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III° Raduno delle Scuole di Piccolo Circo

Si è felicemente svolto a Sarzana, nella suggestiva ed estremamente funzionale cornice della Fortezza Firmafede, accompagnato da due belle giornate di sole, il III° Raduno delle Scuole di Piccolo Circo, dove sono convenute le scuole Circomix (Vandoies - BZ), Circo Tascabile (FI), Flic Junior (To), Fuma Che N’duma (Savigliano - CN), I Maghi Incartati (San Polo in Chianti - FI), Piccola Scuola di Circo (MI), Scuola di Circo En Piste (Grassina - FI), Giocolarte (PV), Scuola di Piccolo Circo di Perugia (PG), Scuola di Volteggio Equestre sCavalcando (Chianni - PI), Piccola Scuola di Circo di Capannori (LU), TeatrAzionE (TO), Vertigimn (TO), tutte accolte con entusiasmo e grande ospitalità da allievi e staff della locale scuola FacciamoCirco. Un evento che, racconta la sua instancabile

ed entusiasta organizzatrice Alina Lombardo, “ha visto la partecipazione di oltre 200 tra bambini, ragazzi e istruttori, provenienti da 14 scuole di mezza Italia che per due giorni hanno giocato, si sono scambiati conoscenze, trucchi, saperi, esperienze; hanno insegnato ad altrettanti bambini e ragazzi che non frequentano corsi e scuole di circo; hanno provato attrezzi che normalmente non trovano nelle proprie scuole, dalla ruota tedesca al volteggio equestre; hanno fatto nuove amicizie e rafforzato quelle nate nei due anni precedenti; hanno calcato lo stesso palco, anche se appartenenti a scuole diverse, improvvisando insieme numeri e gag. E a quanti di loro cominciano a chiedersi come possono proseguire negli “studi” delle arti circensi e quali traguardi possono raggiun-

Il Piccolo Circo in Italia

gere, un’ottima risposta l’hanno data le allieve e gli allievi di 1° anno della Flic Scuola di formazione Arti Circensi con il loro “Circo in Pillole”. Un raduno, insomma, che si conferma una straordinaria vetrina in cui poter vedere cosa c’è di nuovo e cosa si muove nel variegato panorama delle scuole di piccolo circo oggi in Italia!” Segnaliamo infine che oltre ai laboratori, quest’anno aperti anche ai bambini e ragazzi che non frequentano scuole o corsi di circo, ad animare il Raduno hanno contribuito anche la proiezione di “Il Circo”, esilarante film cult del cinema muto del grande Charlie Chaplin, e “Il

Con il 2008 si apre in Italia una nuova stagione per il Piccolo Circo, che dopo quindici anni di incubazione a sviluppo costante comincia ad assumere le proporzioni e le caratteristiche di un vero settore. Diventano così sempre più rilevanti, per un confronto e una crescita comune, gli appuntamenti come il Meeting degli Operatori di Piccolo Circo (quest’anno alla sua VII edizione) o come il Raduno delle Scuole di Piccolo Circo di Sarzana (che si prepara per il 2009 alla sua IV edizione). Incontri che, volendo porsi come riferimenti nazionali e in virtù di una partecipazione sempre più degli aspetti di una crescita che registra su tutto il territorio nazionumerosa, richiedono di anno in anno agli organizzatori un impenale il pullulare di laboratori, corsi e scuole di Piccolo Circo, e la gno sempre maggiore, una programmazione sempre più interescrescente richiesta di inserire queste attività all’interno di scuole, sante, strutture sempre più ricettive ed attrezzate. Altre qualificansoggiorni estivi, villaggi vacanze, luoghi di ritrovo, ma anche proti cartine tornasole sono gli importanti passi in avanti delle progetti di reinserimento sociale, centri per diversamente abili, cenposte formative (quest’anno, oltre alle programmazioni di stage tri per anziani, carceri e ospedali. Ci lasciamo alle spalle quindi, di formazione specifici, sono stati proposti un corso annuale di come ogni settore in crescita, gli anni in cui ci si conosce e ci si Qualificazione Professionale per Operatori di Arti Circensi all’Univede tutti, nei quali le scuole di Piccolo Circo attrezzate erano versità di Tor Vergata, RM e una formazione biennale di Pedagosolo a Milano, Vandoies e Merano, nei quali la maggior parte dei gia del Circo presso Circomix, Vandoies, BZ). Offerte formative nuovi operatori passavano o erano passati dai nostri stage introche ci avvicinano ancora di più agli standard internazionali, dove duttivi di formazione, in cui era possibile solo al Meeting Naziol’intensificarsi degli scambi con realtà europee, grazie al fitto nale, quando raduni delle scuole di Piccolo Circo ancora non esicalendario di incontri organizzato da NICE (piattaforma europea stevano, ritrovare la gran parte degli operatori del settore. E sono delle scuole di Piccolo Circo) genera importanti confronti sugli passati anche gli anni in cui i Progetti di Circo erano rivolti essenaspetti pedagogici del lavoro con bambini e ragazzi e tutta una zialmente a bambini e ragazzi normodotati, dove le tecniche e gli serie di collaborazioni multilaterali, che vanno dallo scambio degli attrezzi utilizzati non richiedevano complessi standard di tecnica insegnanti a quello degli studenti. Ma questi sono solo alcuni

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Il Corso di Laurea in Scienze Motorie, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, in collaborazione con l’Ass. Giocolieri e Dintorni, organizza il

1°Corso Universitario di Qualifica Professionale

Operatori di Arti Circensi

R invia to al p erio do maggio 2009 / febbraio 2010

Sarzana (SP) 25/26 aprile www.facciamocirco.it foto di Carla Mondino carlamondino@gmail.com Circo dipinto”, mostra di quadri, disegni e illustrazioni di artisti in erba (allievi delle scuole) e di artisti affermati come Giorgia Atzeni, Annalisa Balliana, Anna Laura Cantone, Rachele del Prete, Enrica Pizzicori, Glenda Sburelin, Tallino, Andrea Venerus, Consuelo Zatta. L’appuntamento per tutti è alla prossima edizione di Sarzana e agli altri incontri delle scuole di Piccolo Circo: ricordiamo a giugno “Il Ruggito delle Pulci” che l’Ass. Fuma Che N’duma organizza da tre anni in provincia di Cuneo, e “Circo... in Corso”, neonato appuntamento a Cascina (FI) a cura dell’Ass. Chez Nouis,… le Cirque!”.

e di sicurezza (basti solo pensare all’utilizzo sempre più frequente dell’acrobatica aerea, della ruota tedesca, del minitrampolino elastico o del volteggio equestre), e dove i giovani praticanti non erano ancora diventati quei promettenti artisti in erba con i quali si trovano oggi a fare i conti gli operatori di molte scuole! Ma quando un movimento raggiunge queste proporzioni senza avere alle spalle una struttura e un progetto comune che ne garantisca la qualità, o le risorse per organizzare periodici momenti di confronto/incontro/aggiornamento professionale, si corre il rischio che le esperienze e le buone pratiche, che pure appartengono a molti, non vengano trasmesse ai tanti nuovi operatori, e di conseguenza ai tanti bambini e ragazzi che si affacciano a queste attività. Per questo ci auguriamo che si riaprano in Italia quanto prima quei tavoli di confronto per garantire nel medio termine all’intero settore il riconoscimento e le risorse di cui ha bisogno per crescere con le spalle forti e agganciarsi solidamente ad un circuito internazionale. A.R

Il Corso prevede di far acquisire le più moderne conoscenze generali, pedagogiche e tecniche nel campo delle attività circensi. Il Corso prevede 8 ore di lezione giornaliere dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, come da calendario: Il Corso è articolato in 240 ore ripartite nelle seguenti discipline: La frequenza del Corso prevede l’acquisizione di CFU (Crediti Formativi Universitari) da spendere eventualmen-te per l’iscrizione al Corso di Laurea in Scienza Motorie secondo le determinazioni delle autorità accademiche. Competenze Generali Anatomia Applicata, Fisiologia, Traumatologia e Primo Soccorso, Fisica Applicata, Tecnologia dei Materiali, Legislazione e Marketing, il Circo Sociale, Storia del Circo. Competenze Pedagogiche Pedagogia, Metodologia della Didattica Generale e Applicata, Metodologia della Ricerca, Metodologia dell’Allenamento, Valutazione Funzionale. Competenze Tecniche Regia e Coreografia, Espressione Corporea, Giocoleria, Clownerie, Acrobatica in Età Evolutiva, Acrobatica Aerea, Acrobatica Attrezzistica, Equilibrismo. per ulteriori informazioni e aggiornamenti

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Formazione perWWW.JUGGLINGMAGAZINE.IT insegnanti di a rti Programma autunno 2008 / primavera 2009 Programmi dettagliati degli stage alla sezione Progetti di Circo di

Stage introduttivo riservato a coloro che desiderino scoprire e sviluppare l’insegnamento delle arti circensi in ambito pedagogico Castelfiorentino (FI) 26/28 settembre 2008 lo stage verrà ripetuto ad aprile 2009

Le basi tecniche e pedagogiche delle arti circensi conduttori

Patrice Jorrey

(diplomato in Pedagogia del Circo a l’Ecole du Cirque de

Bruxelles, insegnante di circo con BIAC)

e Patrick Pinchon

(insegnante di scuola

materna ed elementare, insegnante di circo con BIAC)

Ass. Kappaerre di Castelfiorentino Programma Teoria: presentazione della realtà del Piccolo Circo in Italia, valore pedagogico e deontologia; adattare l’attività a diverse utenze; metodologia, didattica, preparazione e valutazione di una lezione/di un corso annuale; presentazione di progetti; messinscena. Pratica: introduzione alla preparazione fisica e mentale (riscaldamento, giochi di concentrazione, stiramento, rilassamento); giocoleria da solo e con partner con oggetti lanciati (fazzoletti, palline, anelli, clave) e con oggetti giroscopici (bastone, diabolo, piato cinese, swinging); acrobazia e movimento da solo e con partner (esecizi di coordinazione, elementi di base per rotolare, saltare, portare e salire con o senza aiuto); introduzione all’equilibrio/squilibrio a diverse altezze (filo teso, sfera, rola bola, monociclo, trampoli ed altri); Tecniche di stimolazione della creatività e delle capacità d’espressione (introduzione al clown, al gioco teatrale e coreografico attraverso giochi ed improvvisazione con e senza oggetti/con e senza musica/con e senza maschera) in collaborazione con

e con il patrocinio del Comune

Castelfiorentino (FI) 22/26 settembre 2008

VII Meeting Nazionale per Operatori di Piccolo Circo Ass. Kappaerre Comune di Castelfiorentino Il Meeting è rivolto agli operatori del settore e fornisce loro l’occasione per un aggiornamento professionale e per un reciproco scambio sulle metodologie e le tecniche acquisite. La formula prescelta vede il gruppo dei operatori partecipanti, provenienti da tutta Italia in rappresentanza di varie associazioni e riuniti nella caratteristica e stimolante atmosfera conviviale che caratterizza questi incontri, concentrarsi per cinque giornate su un intenso programma di interventi, workshop, laboratori con bambini, confronti e allenamenti su: psicomotricità; aerea; tramp e mini-tramp; metodologia dell’insegnamento; circo sociale e terapeutico; coreografie e messa in scena; incontro con le scuole professionali; animatori-assistenti-insegnanti: quale formazione?; schemi di scambio con altre scuole europee; martedì e giovedì mattina laboratori/dimostrazioni con i bambini (aggiornamenti disponibili su www.jugglingmagazine.it). Parte a luglio e si chiude il 31 agosto la pre-iscrizione per il Meeting: quota in pre-iscrizione 100 € (vitto e alloggio sono esclusi); dopo tale termine ci si iscriverà seguendo le modalità indicate per gli stage o direttamente alla reception, quota di iscrizione 150 €. Previste anche quote di partecipazione per 1, 2 e 3 giorni di (40, 70, 90 €). N.B. abbiamo disponibili solo 50 posti letto all’ostello. In collaborazione con

e con il patrocinio del

Orari venerdì 15/19,30 (dopo cena teoria ca. 90 min.) sabato 9,30/12,30 e 15/19 (dopo cena allenamento libero in palestra) domenica 9,30/12,30 e 14,30/16,30

Modalità di partecipazione alle attività formative Contributo istituzionale per la partecipazione per singolo stage: 150 € (la quota comprende l’affiliazione all’Ass. Giocolieri e Dintorni e i servizi collegati, la copertura assicurativa e l’iscrizione annuale ai Registri Nazionali Corsi/Scuole o Operatori/Insegnanti qualora se ne avessero i requisiti). Vitto e alloggio sono a carico dei partecipanti (per chi volesse usufruirne attiveremo convenzioni presso strutture ricettive a prezzi che si aggirano sui 15/20 € per il pernotto e sui 10/12 € a pasto). Per partecipare alle attività formative, dopo averci telefonato per verificare la disponibilità dei posti, è richie-

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w w w. j u g g l i n g m a g a z i n e . i t

sto entro 10 giorni dall’inizio dello stage il pagamento anticipato di 80 € con bonifico bancario (Banco Posta, IBAN) o con versamento su ccp 36726404 intestato a: Ass. Giocolieri e Dintorni. Indicare nella causale “Contributo istituzionale per” seguito da “stage introduttivo” o “stage psicomotorio” o “stage clown sociale” o “stage messa in scena”o “stage minitramp” o “stage aerea” o “meeting”. Vi preghiamo inoltre di inviare via fax allo 0766 673952 o via e-mail a giocolieriedintorni@hotmail.com la ricevuta del pagamento e il modulo di pre-iscrizione alle attività formative prescelte (presente sul ns. sito alla pagina sotto

indicata). Il saldo verrà corrisposto in contanti all’arrivo e prima dell’inizio dello stage. Per coloro che intendono disdire la loro partecipazione agli stage è prevista una trattenuta della quota di pre-iscrizione (40% se la disdetta ci perviene ad una settimana o più dalla data dello stage, 70% se ci perviene nella settimana che precede lo stage, 100% se ci perviene a meno di 48 ore dall’inizio dello stage). Per coloro che partecipano a più stage è prevista la riduzione progressiva e cumulativa della quota di adesione di 15 € per stage. Per coloro che partecipano a più stage è prevista la riduzione progressiva e cumulativa della quota di adesione di 15 € per stage.


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i a rti circensi per bambini e ragazzi Per ulteriori info

0766 673952 - 347 6597732 giocolieriedintorni@hotmail.com

Stage specifici per Operatori con documentata esperienza Reggio Emilia 31 ottobre / 1 e 2 novembre 2008

Psicomotricità e Circomotricità Conduttrice

Dott.ssa Susi Alberini Ass. Body Studio 1

In collaborazione con

Castelfiorentino (FI) dicembre 2009

Il Clown

Andrè Casaca In collaborazione con Ass. C’Art Conduttore

Castelfiorentino (FI) gennaio 2009

Creazione e messa in scena di spettacoli Patrick Pinchon Ass. Kappaerre e con il patrocinio del Comune di Castelfiorentino Conduttore

In collaborazione con

Civitavecchia (RM) febbraio 2009

Mini-Trampolino e Trampolino Conduttore

Dott. Gioacchino Paci A.S. Gin Civitavecchia

In collaborazione con

Roma marzo 2009

Insegnare acrobatica aerea Conduttrice

Isabel Van Maele AMIGA

In collaborazione con

(Ass. Medica Italiana Ginnastica Aerea) con il patrocinio di AgenSport Regione Lazio e il VII Municipio di Roma

Intervista a Con lo stage di aerea condotto da Isabel Van Maele (4/6 aprile 2008) si è conclusa l’offerta formativa per operatori di piccolo circo organizzata dall’ Ass. Giocolieri e Dintorni nella stagione 2007/2008. La prossima stagione, che ripartirà come da tradizione dopo il Meeting annuale di fine settembre, prevede una nuova serie di stage specifici scelti in base alle preziose indicazioni e stimoli che continuiamo a ricevere dagli incontri con le maggiori realtà europee di piccolo circo.

I s Formatrice a b e elinsegnante V a ndi aereaMpresso aele Circus in Beweging (Loewe - Belgio)

Ringraziamo l’Ass. A.M.I.G.A., nella figura della sua entusiasta eDa ragazza mi piaceva sempre appendermi alle instancabile fondatricescale, agli alberi, dondolarmi da qualche parte in Dott.ssaalto così, quando nel 1992 ho frequentato una forMarina Maciocci,mazione multidisciplinare, l’attrezzo preferito fu il trapezio. L’anno successivo, quando alla scuoil Municipio di Roma VII la di Loewe mi venne data la possibilità di e l’AgenSport Regione insegnare trapezio a un gruppo misto di Lazio per la collaborazione ragazzi, avevo 2 trapezi per 9 ragazzi, e queche ci ha permesso di sto mi spinse a ricorrere alla creatività e ad realizzare questo stage in una palestra meravigliosamentealtri attrezzi disponibili per non farli stare attrezzata per l’aerea e dotata difermi durante l’attesa del loro turno al trapeogni confort, dove si sta svolgendozio. Lì ho cominciato a scoprire e appassioun progetto pilota medico dinarmi a tutta una serie di giochi, e ora ne ho enorme rilievo internazionale per lacosì tanti che quasi non riesco a passarli tutti terapia delle patologie dellaai miei ragazzi! È facile dare a bambini e opecolonna vertebrale attraverso leratori una serie di figure di base facili da discipline aeree.apprendere, ma poi arrivi al punto che non hai più alcun trick da trasmettere, oppure che ti trovi senza un insegnante e con i ragazzi educati solo a recepire meccanicamente da parte degli insegnanti. In ogni mia lezione o stage, oltre alle tecniche esistenti, do la possibilità e il piacere di inventare, sperimentare, mostrare come possono far diventare qualcosa di nuovo un trick appena appreso. Da insegnante devi sforzarti di trovare modi per stimolarli a stare in aria, puoi usare disegni, far vedere film, fumetti, e ovviamente fargli vedere tu personalmente cosa possono fare. Con i principianti dell’aerea, per dare la possibilità di creare qualcosa, preferisco ancora usare il trapezio fisso perché è abbastanza sicuro: hai una barra e due corde a cui appenderti o con le quali sederti o metterti in piedi e riposare, inoltre puoi variarne facilmente l’altezza per dare emozioni più o meno forti ai praticanti. Anche il tessuto è motivante ed eccitante, e mi sforzo di insegnarlo in modo creativo anche ai principianti, ma non penso sia una scelta per tutti. Se lavori con cadute e nodi devi essere forte ed avere un’intelligenza sveglia per fare tutte quelle manovre senza esitazione. Col trapezio puoi inoltre migliorare più velocemente e con maggiore sicurezza, mentre con il tessuto devi fare più attenzione perché il rischio di bruciarsi è sempre presente. È comunque importante introdurre i ragazzi al trapezio in modo sicuro, usando sempre materassi di qualità che reggano le cadute, anche quando stanno solo appesi; io di solito lavoro con materassi ad alta densità di 10 cm., che sono più facili da muovere, sovrapponendoli quando devi lavorare ad altezze maggiori o con persone più pesanti. A Roma mi è piaciuto trovare tanto entusiasmo e poter presentare esercizi che funzionassero per persone con livelli diversi, una situazione che tutti si trovano ad affrontare nei loro corsi.

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equi libri smi

Abbiamo deciso di proporre con incisività (offrendo anche sconti e omaggi ai soci) la lettura dei tanti libri pubblicati di recente e di quelli già pubblicati. Contattateci se desiderate riceverli a casa.

Il Circo Sociale

Il Circo Capovolto

L'Attore-Giocoliere

Storia del Circo

F. Dal Gallo e C. Alves De Macedo

M. Magnani

da Enrico Rastelli al Nuovo Circo

Alessandro Serena

Edizioni Simplex 204 pagine, 15 €

Feltrinelli 180 pagine, 12,50 €

L. Angelini

Bruno Mondadori 224 pagine, 19 €

Questo libro intende promuovere

Un romanzo per mettere a fuoco la

Ed. Un mondo a Parte 224 pagine, 13,50 €

Il volume si occupa in maniera

riflessioni e discussioni sull’uso del circo

storia di tante famiglie europee di

La tecnica della giocoleria è un

sintetica ma esaustiva della storia

come strumento pedagogico,

spettacolo viaggiante che hanno subito

elemento vivo dell'universo teatrale.

dello spettacolo circense e di strada. Il

proponendo un’analisi della “Escola

nel tempo infinite discriminazioni fino a

“L'attore-giocoliere” ne racconta la

circo è un grande recipiente dello

Picolino De Artes do Circo”, una Ong di

finire nei campi di stermino della

storia, gli interpreti, gli attrezzi e gli

spettacolo popolare che contiene a

Salvador Bahia, Brasile, impegnata da

seconda guerra mondiale. Uno sguardo

aspetti scientifici. Nell’immaginario del

fatica un magma di discipline diverse

oltre 20 anni nella trasmissione delle arti

sul passato che ci consente di

pubblico italiano il giocoliere, come del

tra loro, discipline che, per quanto

circensi come strumento educativo e di

valorizzare il destino di questi mestieri,

resto gli altri attori circensi, è quasi

riguarda la trasmissione delle

reinserimento sociale. Partendo da

ed è proprio il protagonista del

sempre collocato sotto il tendone di un

tecniche, l’esercizio della professione,

considerazioni etnografiche, vengono

romanzo, Branko Hrabal, ungherese

circo, oppure in strada o in qualche

l’esito presso il pubblico e la critica, si

approfonditi argomenti riguardanti: la

discendente da una famiglia di circensi

piazza, a volte in un centro commerciale.

sono manifestate in modo assai vario

storia del circo; il ruolo, il modello e

a trovarsi investito di questo compito.

Raramente in teatro. Il desiderio da cui

nelle epoche storiche ad aree

l’organizzazione delle Ong; l’arte-

Giunto in una baraccopoli alla periferia

nasce “L’attore-giocoliere” è quello di

geografiche di riferimento. Tre gli assi

educazione e l’educazione non formale;

di una delle nostre città italiane, portan

indagare sulla figura del giocoliere per

principali dell’opera: un excursus

la pedagogia costruttivista e le

con sé un carico di scatoloni in cui è

raccontarne le abilità, le peculiarità, le

cronologico che parte dalle origini

dinamiche pedagogiche del circo sociale;

contenuta una parte degli attrezzi

potenzialità ed è, soprattutto, quello di

delle discipline circensi fino alla

il potere educativo delle discipline

appartenuti al circo di suo nonno.

fornire degli elementi che possano

nascita del circo contemporaneo; un

circensi; esempi di progetti e attività

Raccontando ai bambini delle baracche

cambiare o ampliare la percezione che

asse tassonomico che analizza le varie

complementari sviluppati nel circo

la storia di questo magico circo e

abbiamo di questo artista sul piano

discipline e sottodiscipline, le divide

sociale. Il libro dimostra come l’utilizzo di

affidando loro i materiali che ha

teatrale. Completano il volume le

per categorie, ne approfondisce le

una pedagogia critica e la presenza di

recuperato, riesce a restituire loro la

interviste a G. B. Corsetti, regista che ha

tecniche utilizzate, gli sviluppi, gli esiti;

valori etici basati sulla valorizzazione

passione per il gesto circense, quel

sperimentato le tecniche circensi e

un asse geografico che permette di

della diversità culturale e della cultura

gesto che, in un contesto di degrado e

direttore del Festival "Metamorfosi", e a

approfondire i contesti socio-politici

popolare trasforma lo spettacolo di circo

difficoltà sociali, diviene gesto di

D. Finzi Pasca, regista per il Cirque du

nei quali si sviluppano le imprese

sociale in una “ Performance” che

riscatto e restituzione di dignità sociale,

Soleil e per il Cirque Éloize, che

circensi. Particolare spazio è dato alle

collabora per promuovere cambiamenti

come ci insegna tutta la nuova

raccontano il loro rapporto con la

principali famiglie ed esperienze

concreti in ambito politico e sociale.

esperienza europea di circo sociale.

giocoleria, il circo, il teatro.

italiane.

Sconti ai Soci

Potete richiedere questi titoli effettuando il pagamento su ccp 36726404 intestato a Ass. Giocolieri e Dintorni, indicando nella causale il titolo del libro o dei libri e trasmettendoci la ricevuta del versamento via fax al n. 0766 673952. I libri vengono spediti con cadenza trimestrale insieme a Juggling Magazine, spese di spedizione a ns. carico (per invii fuori dalla cadenza trimestrale aggiungere 3 € come contributo per spese di spedizione).

Il Circo Sociale 13 € Il Circo Capovolto 11 € L'Attore-Giocoliere 12 € Rivista Dada 7 € Storia del Circo di A.Serena 15 € Divertimenti fisici 7 €

Kermesse 2008 18 € (13 € se acquistato presso i nostri banchi)

Il Circo, un Mondo in Città 15 € Luci della Giocoleria 12 € Illusionismi 15 € Il teatro di strada in Italia 16 €

Equilibrismo: tra scienza e spettacolo 2 € Lo Zen Del Juggling 7 € Musici, Giocolieri e Saltimbanchi 13 € Manuale di Piccolo Circo 13 € Buffalo Bill 4,5 €

in omaggio una copia del libro Il Circo in Teatro ai primi 40 soci che acquistano libri per almeno 25 € di importo complessivo Per ulteriori info contattateci: mob. 347 6597732 fax 0766 673952 giocolieriedntorni@hotmail.com www.jugglingmagazine.it

Tesi di laurea finalmente inaugurato su www.jugglingmagazine.it uno spazio dedicato alle tante, tantissime tesi di laurea che vengono presentate (o che sono in fase di realizzazione) nei diversi atenei italiani e che hanno come tema le arti del circo o del teatro di strada, in tutte le loro valenze, sfaccettature e applicazioni, artistiche, pedagogiche e sociali. Aspettiamo i vostri contributi!

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Altri libri disponibili maggiori info alla sezione Libri di www.jugglingmagazine.it

Il Circo, un mondo in città a cura di Alessandro Serena Stampa Alternativa 160 pagine, 150 illustrazioni, 18 €

Luci della Giocoleria

Rivista Dada

Kermesse 2008

numero dedicato al Circo

Annuario dell’arte di strada e della pista

Edizioni Ass. Attività Educative

Edito dalla FNAS

52 pagine a colori, 8 €

250 pagine illustrate a colori, 18 €

DADA è un trimestrale di 52 pagine a

Per i contenuti vedi box a pag 13

il virtuosismo tra circo, varietà, e teatro di strada Alessandro Serena Foto archivio K. H. Ziethen Stampa Alternativa 160 pagine, 130 illustrazioni, 15 €

Illusionismi Settemila anni di teatro, scienza e religione Raffaele De Ritis Stampa Alternativa 236 pagine, 150 illustrazioni, 18 €

colori che si rivolge ai bambini e agli insegnanti e attraverso l’approccio tematico e multidisciplinare permette di scoprire artisti, movimenti artistici e periodi di storia dell'arte, temi di attualità attraverso esperienze, racconti,

Equilibrismo: scienza e spettacolo

atelier, testimonianze e ricerche. Unica riviste in Italia che propone ai bambini

Dario Cortellezzi Quaderni di Juggling Magazine 16 pagine, 2 €

una formazione artistica come occasione per scoprire, inventare, creare, dedica questo numero interamente al magico mondo del Circo. DADA è stata premiata nel 2000 alla Fiera Internazionale del Libro per ragazzi di Bologna, nella categoria "Arte

Storia del circo

per ragazzi".

Raffele De Ritis Bulzone Editore 450 pagine, con 350 illustrazioni a colori e in b/n

Il teatro di strada in Italia Una piccola tribù corsara, dalle piazze alle piste del circo Paolo Stratta nuova edizione ampliata Edizioni Titivillus 260 pagine, illustrato a colori, 18 €

in libreria da settembre 08 anticipazioni su www.storiadelcirco.blogspot.com

La prima grande storia illustrata delle arti circensi dalle origini ad oggi. Dagli acrobati egizi al Cirque du Soleil, dai

Lo Zen Del Juggling Dave Finnigan Stampa Alternativa 128 pagine, 8,50 €

fenomeni di Barnum alle avanguardie, dalle tradizioni orientali alle grandi dinastie italiane. Il più grande spettacolo del mondo viene studiato per la prima volta in maniera organica

Il Circo in Teatro

seguendone le tecniche, le influenze sociali e culturali, gli scambi con le altre

Divertimenti Fisici Storia di un mago nel XVIII sec. Joseph Pinetti Stampa Alternativa 160 pagine, 130 illustrazioni, 9,30 €

a cura di Alessandro Serena

forme artistiche. L’opera si avvale di una

Interventi di:

documentazione imponente, basata su

A. Serena, M.V. Vittori, M. Locuratolo, F. Ferla,

fonti raccolte negli archivi di tutto il

A. Giarola, G. Cristoforetti, D.F. Pasca

mondo e sull’esperienza diretta

Quaderni dello Spettacolo 84

dell’autore, testimone privilegiato dei

Teatro Donizetti 96 pagine

più importanti eventi degli ultimi

In quest’opera, concepita per far capire

decenni. Partendo dal mondo antico,

quanto le discipline chiamate circensi

attraverso l’universo delle fiere tra

abbiano formato un’ossatura

Oriente e Occidente, i pionieri

importante dello spettacolo dal vivo in

settecenteschi dell’arte equestre, i

generale, lo spettro degli interventi è

circhi stabili delle metropoli dell’800, i

Musici, Giocolieri e Saltimbanchi!

ampio e comprende prospettive sia

mitici tendoni americani, per approdare

storiche e attuali, sia relative

al circo sovietico e al nouveau cirque.

all’iconografia ed ai documenti, che alle

La nascita e il formarsi delle tecniche

modalità estetiche e registiche, con

circensi tra Oriente e Occidente, dalla

l’ambizione, più che soddisfare le

giocoleria all’acrobazia, dal trapezio

Arriva il Teatro di Strada Fulvia Degl’Innocenti illustrazioni Dora Creminati Edizioni Corsare 48 pagine, illustrato a colori, 15 €

curiosità in materia, di stimolare

all’evoluzione dell’arte del clown. Le

ulteriori riflessioni.

forme scenografiche nella loro

Manuale di Piccolo Circo

evoluzione dagli edifici stabili alla

Claudio Madia illustrazioni Cantone Anna Laura Feltrinelli 199 pagine, illustrato a colori, 15 €

forma itinerante. Il secolare rapporto con gli animali. Gli aspetti sociali, economici e manageriali.

Buffalo Bill Dalla Frontiera al Circo Anna Maria Giuntani Stampa Alternativa 68 pagine, 6,00 €

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studio ruggieri poggi

grafica e comunicazione

serenità ideogramma

che vuol dire

serenità

w w w.r u ggi er i poggi .i t ASSOC IAZ I O N E G I OCO LI E R I E D I NTO R N I

Via del Lazzaretto, 1 > 00053 Civitavecchia (Roma) > sede operativa Viale della Vittoria, 25 > 00053 Civitavecchia (Roma) tel/fa x 0766 673952 > cell. 347 6597732 > giocolieriedintorni@hotmail.com > P. IVA 06894411005

M O D U LO D I AD E S I O N E 2008 Da compilare ed inviare via fax o per posta, insieme ad una copia della ricevuta del versamento, alla nostra sede operativa. Io sottoscritto/a

................................................................................

nato/a a

..........................................................

residente in via/piazza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . città provincia tel

................................................

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cell

cap

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cod. fiscale

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il

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e-mail

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Presa visione dello statuto (consultabile anche su www.jugglingmagazine.it) e degli intenti associativi, chiedo di aderire all’Associazione Giocolieri e Dintorni. Allego copia dell’avvenuto versamento della quota associativa. Data

............................................

firma

...................................................

PER I SOCI

Q U O T E A S S O C I AT I V E 2 0 0 8

€ 12 > (quota base annuale per associarsi e ricevere le 4 successive uscite di Juggling Magazine).

Chi desiderasse ricevere i titoli presenti in questo elenco può aggiungere nel versamento gli importi indicati

Equilibrismo: scienza e spettacolo 2 € Musici, Giocolieri e Saltimbanchi 13 € Buffalo Bill 4,50 € Manuale di Piccolo Circo 13 € Lo Zen del Juggling 6 € Il Circo Sociale 13 € Divertimenti fisici 7 € Il teatro di strada in Italia 16 € Rivista Dada 7 € Il Circo, un Mondo in Città 15 € Il Circo Capovolto 11 € Illusionismi 15 € L'Attore-Giocoliere 12 € Storia del Circo di A. Serena 15 € Luci della Giocoleria 12 € Kermesse 2007/2008 18 € (13 € se acquistato presso i nostri banchi) T-Shirt Juggling Magazine 7 € (indicare la taglia S, M, o L e il modello Uomo o Donna)

in omaggio

una copia del libro Il Circo in Teatro ai primi

40 soci che acquistano libri per almeno 25 € di importo complessivo

PER LE ASSOCIAZIONI E LE PALESTRE GIOCOLIERI (tra parentesi gli omaggi) L’Ass. Giocolieri e Dintorni, secondo i suoi fini statutari, stipula una convenzione per la micro-distribuzione delle sue pubblicazioni. € 30 > (4 successive uscite di Juggling Magazine, 5 copie per numero, + una collezione di 10 arretrati di Juggling Magazine + segnalazione dei vs. riferimenti sulle pagine di Juggling Magazine e una pagina dedicata su www.jugglingmagazine.it). N.B. Qualsiasi opzione scegliate, inviare l’importo dovuto tramite CCP n. 36726404 intestato a Ass. Giocolieri & Dintorni, specificando nella causale ADESIONE ANNUALE + il numero della rivista che intendete ricevere per primo + l’omaggio scelto il materiale viene spedito ai soci, con cadenze trimestrali, in occasione delle uscite di Juggling Magazine (marzo, giugno, settembre e dicembre). Per richiesta arretrati indicare il numero/i desiderato/i sulla causale del versamento ed aggiungere € 2,50 a copia (€ 2,00 a copia per richiesta di almeno 10 arretrati).

OGNI LIBRO DEGNO DI NOTA É UN ATTENTATO ALL’ORDINE E UN OLTRAGGIO AL PUDORE. Marcel Jouhandeau

Per richiedere libri e catalogo _ Nuovi Equilibri _ C.P. 97 _ 01100 Viterbo tel. 0761 352277 _ fax 0761 352751 _ ordini@stampalternativa.it _

www.stampalternativa.it

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Juggling Magazine #39 - june 2008  

quarterly italian magazine dealing with contemporary circus arts

Juggling Magazine #39 - june 2008  

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