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CIRCO CONTEMPORANEO NUMERO

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GIUGNO2014

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JUGGLINGMAGAZINE.IT ASSOCIAZIONE GIOCOLIERI & DINTORNI


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foto di Tomaz Cmej

bollettino informativo dell’Ass. Giocolieri e Dintorni Pubblicazione trimestrale Anno XIII, n. 63, giugno 2014 Registrazione Tribunale di Civitavecchia n. 9 del 21 novembre 2002 ©2002 Associazione Giocolieri & Dintorni viale della Vittoria, 25 00053 Civitavecchia (RM) h www.jugglingmagazine.it e jugglingmagazine@hotmail.com f 0766 673952 m 347 6597732 Direttore Responsabile Marcello Baraghini Direttore Editoriale Adolfo Rossomando Grafica e impaginazione Studio Ruggieri Poggi h www.ruggieripoggi.it t 06 57305105 Distribuzione Nuovi Equilibri t 0761 352277 f 0761 352751 Stampa Flyeralarm Stampato il 20 giugno 2014 In copertina Cie Gratte - Ciel a Toulouse en Piste foto di Arthur Bramao www.bramao.com

Pubblicazione sostenuta dal

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

RICOMINCIAMO DA TRE…

L’Associazione Giocolieri e Dintorni (G&D), ereditando un progetto culturale avviato nel 1998 con la fondazione della rivista Juggling Magazine, nasce nel 2002 con il proposito di promuovere, informare, raccordare una vivace e crescente galassia di organizzazioni e appassionati che si dedicano in Italia alle arti circensi. A dodici anni dalla sua costituzione G&D gestisce ad amministra oggi tre assi principali di sviluppo: 1 Juggling Magazine media project. Partito dalle pagine della rivista Juggling Magazine, fondata nel 1998, il progetto di promozione e informazione sullo sviluppo delle arti circensi contemporanee si è progressivamente ampliato e strutturato. Per far fronte alla crescente domanda e offerta di informazione in un settore così vivace affianchiamo oggi alla storica rivista il portale www.jugglingmagazine.it, un servizio instant news, la Juggling Magazine Newsletter a cadenza mensile, la presenza sui social network Facebook e You Tube (con il contenitore Juggling Video Magazine), e Juggling Digital Magazine, versione online interattiva della rivista, a diffusione gratuita e planetaria. 2 CircoSfera. G&D dedica fin dall'inizio particolare attenzione anche alla diffusione di Progetti di Circo Ludico-Educativi, diventando riferimento nazionale per la formazione degli operatori e la promozione del settore e rappresentando l'Italia all'estero. Su questo asse di sviluppo parte il progetto CircoSfera, che prevede di integrare la fitta serie di iniziative legate ai progetti di circo ludico educativi, tra cui la formazione degli operatori, i progetti pedagogici delle scuole affiliate, l'innovazione didattica, le collaborazioni internazionali, la valorizzazione dei giovani talenti. 3 AltroCirco. Di recentissimo avvio è invece il nuovo progetto di G&D per lo sviluppo e il riconoscimento del Circo Sociale in Italia. AltroCirco ha l’obiettivo di riunire al suo interno le associazioni e gli operatori che si occupano di circo sociale sul territorio nazionale, per aiutarli a crescere insieme e per promuovere e valorizzare il circo come strumento di tras-formazione sociale. Cinque i suoi obiettivi cardine: facilitare il confronto sul nazionale, sviluppare la ricerca, favorire il riconoscimento delle metodologie, formazione degli operatori, collaborazioni con realtà nazionali e internazionali. Il coordinamento e l'implementazione di questi tre progetti, ciascuno a diffusione nazionale, coinvolge da anni un team di persone altamente qualificate e di grande esperienza. Il nostro compito è assicurare a ognuno di loro gli strumenti, le risorse e gli stimoli necessari ad alimentare un progetto che non ha eguali in Italia, e che negli anni ha guadagnato l'attenzione e la stima delle maggiori realtà internazionali del settore. Ci auguriamo che la stessa attenzione, rafforzata dal giusto supporto, continui ad arrivarci dall'intero settore e dalle istituzioni nazionali ed europee, che in questo anno hanno ridefinito i criteri di ammissione ai finanziamenti per la cultura. Adolfo Rossomando, direttore editoriale Juggling Magazine


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VIII CONVENTION DI GIOCOLERIA DELLA BRIANZA

1/4 maggio, Imbersago (LC) www.conventiongiocoleriabrianza.it foto di CaRi, Arianna Ciofi, Giada Calamida

intervista agli organizzatori Davide e Geppo

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Anche quest’anno avevamo un bel programma che vedeva il piatto forte di spettacoli dal profilo internazionale affiancato ad una ricca varietà di workshop. Ogni anno investiamo tanto per mantenere alto il livello degli artisti invitati e l’offerta dei workshop. Davide si occupa personalmente e con molta cura della direzione artistica del Galà, e la scaletta è piaciuta subito a tutto il team organizzativo. Tutti gli artisti sono stati molto contenti di questa edizione. Li trattiamo benissimo qui alla Brianzola e questo li predispone a dare tanto sul palco, ma anche in palestra. Per il Galà abbiamo presentato una scaletta di grande qualità, conferendo

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È stata una convention meravigliosa, e considerate le previsioni meteo anche fortunata perché ha piovuto solo un giorno e per il resto c’è stato un bellissimo sole. Abbiamo registrato un record di preiscrizioni e nel campus che da otto edizioni ci accoglie hanno campeggiato oltre 700 giocolieri, e con staff e invitati abbiamo sfiorato gli 800 partecipanti. Più numerosa anche la partecipazione degli stranieri. Questo significa che nonostante i nostri “sforzi” di tenere calmierato il numero di partecipanti la voce sta girando e la convention sta diventando anche all’estero un evento interessante. I due spettacoli serali del Gran Galà sono andati entrambi esauriti, con almeno altre 1600 persone presenti, oltre ai giocolieri, ad applaudire gli artisti. Difficile dire quante persone siano venute a visitare la convention nelle zone ad ingresso libero. Il 1° maggio è stata una vera invasione! E così la partecipazione alla parata e ai giochi dei giocolieri in piazza. Il pubblico si sta avvicinando sempre di più e la gente del posto ormai viene alla convention con grande piacere. E forse la Brianzola è una delle poche convention dove si vede così tanta apertura e partecipazione del pubblico. Il volontariato anche quest’anno a spizzichi e bocconi ha funzionato. Dispiace solo che siano sempre le stesse persone ad aiutarci come Ste, il gruppo di Viareggio, Iaia e Elena in reception. Cercheremo una formula per incentivare la partecipazione, probabilmente offrendo uno scambio, anche se questo va un po’ contro il principio del volontariato, che ci piacerebbe informasse ancora tutta la convention. La Brianzola è un evento che si autofinanzia e funziona bene, grazie anche alle entrate che arrivano dai visitatori e contribuiscono alla sua sostenibilità. E non sarà una coincidenza se anche la convention romana, che apre il Galà ai visitatori, è tra le convention che funzionano bene da anni. Forse bisognerebbe concepire un’apertura diversa delle convention al pubblico, anche per le EJC, che nelle due ultime edizioni hanno chiuso il bilancio con perdite anche pesanti. Tutti si chiedono perché questo evento non abbia una risonanza maggiore, soprattutto qui in zona, dove sono ancora in tanti a non conoscerlo e quando vengono rimangono meravigliati. Per altri versi coltiviamo sempre il sogno di far diventare per un anno la Brianzola una convention europea, chiaramente su una struttura diversa, e sarebbe stato bello poterlo fare proprio in occasione dell’EXPO a Milano…. Tra i nostri sogni anche quello di poter avere accesso al campo di calcio per il campeggio, realizzare il sito anche in inglese e poter accogliere molte più persone!


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foto di AC

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Sicuramente quest’anno il giorno in meno di programmazione si è sentito tutto, almeno per noi dello staff. L’anno scorso siamo riusciti a gestire tutto e prenderci anche un po’ di tempo per goderci la convention, quest’anno è stato un po’ più difficile. Adesso aspettiamo con ansia gli altri eventi della stagione per poter partecipare da semplici spettatori. L’amministrazione, la cittadinanza e gli esercizi commerciali sono molto felici di ospitare questo evento, abbiamo un bellissimo rapporto con tutti e ormai abbiamo vinto tutte le diffidenze e i timori dei primi anni. L’amministrazione e la Pro Loco ci forniscono il massimo supporto, permettendoci anche di fare festa fino a tarda notte, chiaramente nei limiti della convivenza civile con le abitazioni limitrofe. Sul territorio le attività legate alla giocoleria sono sempre più numerose, e un giocoliere locale, che ha fatto i suoi primi lanci alla brianzola, è diventato un artista e ha ora acquistato un tendone con cui andrà in giro!

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Tutta l’organizzazione ha funzionato benissimo. Tanto lavoro ma siamo tutti più sicuri, sappiamo in anticipo cosa fare e quando farlo. Tenere un evento ogni anno nello stesso posto offre questi vantaggi. È stata la conferma che il team c’è: Davide, Geppo, Dory, Slvia, la stessa Anna del gruppo Intrika, che ora vive qui e che ha confezionato i costumi per De Fracto e per Diego. Inoltre ci frequentiamo sempre più spesso con Circo Bizzarro, Diego Draghi, Mike Rollins, e durante l’anno affrontiamo con anticipo tanti aspetti organizzativi ed artistici.

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ancora una volta alla convention un’atmosfera da evento internazionale. Anche quella di portare qui lo spettacolo Flaque dei De Fracto è stata un’ottima scelta che tutti i giocolieri hanno apprezzato tantissimo. E dopo anni di tentativi andati a vuoto siamo riusciti finalmente ad avere dall’Ucraina il leggendario Koblikov! Noleggiare un tendone ancora più grande ci ha permesso, pur mantenendo il numero di posti invariati, di avere la gente meno compressa, l’aria più respirabile, nonché più spazio in altezza per gli artisti che si sono esibiti. Menzione speciale anche per il Galà del Fuoco, un appuntamento di qualità che anno dopo anno guadagna pubblico e rilievo. Gaia, Davide della Cie Queimalua e Lucignolo che lo organizzano da due anni, guidano un gruppo che si allarga di anno in anno; c’è voglia di fare bene e anche tanta maturità. Sul versante dei workshop la collaborazione con la Scuola Romana di Circo ha funzionato benissimo, con i loro workshop sempre pieni, mentre lo Spazio Bizzarro, che attira centinaia di bambini e familiari per le attività pomeridiane, ha confermato il suo ruolo di primo piano. Da segnalare “last but not least” il workshop del Renegade Design Lab che Jay Gilligan ha tenuto in palestra e che ha avvicinato tanti giocolieri all’uso di attrezzi di giocoleria innovativi e non convenzionali.

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FLAQUE - CIE DE FRACTO www.defracto.com

intervista a Eric Longequel

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Sono francese e i primi lanci li ho fatti a 11 anni, imparando a giocolare a scuola con i miei amici. Ho continuato a giocolare come appassionato per 10 anni, andando a tante convention, facendo la vita di tutti i giovani studenti, ma con una passione particolare per la giocoleria, e quando ho terminato gli studi ho deciso di diventare un professionista. A quel tempo ero principalmente un diablista e mi esibivo con la compagnia Filo Fhil, che ha girato in diversi festival di circo e convention di giocoleria. Nel 2006 ho incontrato tre giocolieri belgi e insieme abbiamo fondato la Cie EAEO, producendo lo show “The Square Meter”, dove ero impegnato con le palline, mentre gli altri si esibivano con le clave. Nel 2011 Guillaume Martinet, fondatore della Cie De Fracto insieme a Minh Tam Kaplan, mi ha proposto di fare uno spettacolo insieme. Ci conoscevamo da tempo e abbiamo deciso nello stesso periodo di diventare professionisti. Io ho cominciato a frequentare una serie di workshop con la FAAAC, mentre Guillaim si è iscritto al Le Lido di Toulouse. Abbiamo giocolato a lungo insieme, e così a un certo punto sembrava ovvio che mettessimo su uno spettacolo.

Pensavamo ad un duo, con l’apporto di un musicista/tecnico, David Maillard, che ha presto assunto un ruolo attivo sulla scena, e così il duo è diventato un trio. In realtà lo show Flaque deve tanto anche alla responsabile di produzione e diffusione, Laure Caillat, e a due persone speciali che conoscevamo da tempo, e ai quali abbiamo deciso di rivolgerci dopo aver visto le loro performance al Rencontre de Jonglages del 2012. In quella edizione del festival c’erano show in sala, all’aperto e nel basement, e forse non è un caso se gli autori che abbiamo scelto erano quelli che si esibivano nel basement! Volevamo infatti lavorare ad uno show che potesse essere riprodotto in qualsiasi location. Chiaramente entrambe le performance viste al Rencontre ruotavano intorno alla giocoleria. Il primo autore era Jay Gilligan, che ci ha aiutato nella creazione dei pattern, nel concretizzare le nostre idee, nel pulire e direzionare la performance, nel rivolgerci molte domande su cosa portavamo in scena, per quale ragione e perché in quel modo. Il secondo autore è stato John Swartvagher della FAAAC, che presentava al Rencontre lo spettacolo Protocol, elaborato con un collettivo di 5/6 giocolieri con clave bianche, e che ci ha supportato nella coreografia. Tutte le cose che avevamo provato e preparato hanno preso forma nell’arco di due settimane, grazie a Jay e John, e poi noi tre ci siamo messi al lavoro per affinarlo. Quando siamo andati in creazione il concept iniziale… non prevedeva alcun concept! Avevamo deciso che avremmo giocolato molto, lavorato tanto con l’espressione corporea, e che avremmo capito col tempo cosa volevamo portare in scena. Per esempio nello spettacolo non ci sono pattern tradizionali di giocoleria, ma questa decisione non è stata presa a monte. Anzi, durante le prove abbiamo giocolato molto anche pattern noti, e questa pratica ha comunque informato lo spettacolo, anche se non viene portata in scena. Ci piace anche giocolare 7 palline, e questa passione colora il nostro genere. Altra idea di fondo era quella di esplorare le cadute al suolo, su cui abbiamo lavorato tanto; tutto il resto è venuto in progress. Ci muoviamo molto sul palco ed il movimento è comunque al servizio della giocoleria, o influenzato dalla giocoleria sul palco. Non mi piace descrivere quello che facciamo come opposto alla giocoleria tradizionale o precedente, mi sembrano affermazioni arroganti a volte. Puoi giocare con molti elementi nella giocoleria, numero di oggetti, loro varietà, come li mischi, e noi abbiamo deciso di giocare con altri elementi, come il corpo che salta e si stende sul palco, o saltare mentre afferri un lancio. Flaque è cambiato molto dal suo debutto, c‘è tanta improvvisazione sul palco e questo lascia spazio per cambiamenti continui. Sono molto orgoglioso di questo spettacolo, per certi versi ho quasi paura di aver raggiunto il massimo e non so se riuscirò a fare qualcosa di ancora più pregnante, ma sicuramente ci proverò!

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RENCONTRE DES JONGLAGES 11/13 aprile, Parigi www.maisondesjonglages.fr foto di Anais Kowalczyk

di Caio Sorana “La giocoleria è una sfida, con se stessi, con il mondo. Una lotta contro la gravità. Una volontà di elevarsi. Una scrittura. Un linguaggio, certamente. Gli oggetti volano, e senza sosta cadono. E in questo intervallo di tempo, in questa sospensione nell’aria, noi, spettatori, sogniamo. La settima edizione del festival conferma ancora la vivacità di questa espressione artistica che afferma ancora e ogni volta la sua originalità, la sua diversità e la sua unicità nel paesaggio artistico. E quest’anno, non meno di due chapiteau hanno completato l’offerta di spettacoli in sala e in strada”. Stephan Bou, direttore Maison des Jonglages, programmatore del festival. “Lontano da una semplice ri-edizione, questo festival 2014 è l’invito ad una nuova espansione dove la giocoleria si incrocia con l’acrobatica, la danza, le pratiche ludiche e teatrali. L’occasione è data da ciascuno dei giocolieri e delle giocoliere attraverso la poesia, l’umorismo, la sorpresa, le riflessioni e l’invito al riso. Perché alla Courneuve, lontano dal frastuono dei media, lo spazio è donato alla creazione, all’innovazione artistica. E noi, qui, continuiamo a sviluppare delle pratiche sociali e culturali innovative, facendo così incontrare il pubblico abituale con dei nuovi spettatori. Così, in tempo di crisi dove l’austerità fa regredire lo spazio per il divertimento e la cultura, è nostra responsabilità riaffermare forte e chiaro con voi, che la cultura deve essere una priorità, un investimento per il futuro”. Soumya Bouvouaha, assistente sindaco de la Courneuve, delegata affari culturali.

Come ogni anno, in aprile il Rencontre de Jonglages colora il grigio quartiere de “La Courneuve”, che ospita la Maison des Jonglages. Tre giorni di performance, incontri, scoperte e scambi. Tante novità, a partire dagli spazi, quest’anno due chapiteau e il sottoscala utilizzato come spazio espositivo, oltre alla strada e alle sale. Si conferma interessante l’apertura verso ogni tipo di formato. Dagli estratti di 15-30 minuti di creazioni ancora in corso da parte di Darragh Mc Loughlin, Sylvain Garnavault e gli italiani BettiCombo, a progetti di giocolieri e giocoliere formatisi alle scuole di circo: Malte Peter, Miguel Gigosos Ronda, Roxana Kuewen, Bogdan Illouz, oltre a Florent Lestage ed Erik Aberg. Cè stata anche una conferenza, più precisamente una “Circonferenza giocolata”, ovvero uno spazio di riflessione a metà tra uno spettacolo e una vera e propria conferenza dove si sono analizzati la giocoleria e i giocolieri nel loro rapporto con il “drop”, ovvero quando gli oggeti sfuggono al controlo e cadono a terra (di e con Jean–Michel Guy e Nathan

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Israel, e con Christelle Herrscher). Oltre ai tanti spettacoli tra sala, chapiteau e strada c’è stata una rassegna di proiezioni video, con uno scambio di opinioni e vedute su quanto l’arte della filmografia sia importante per la giocoleria, in che modo fare e concepire video di giocoleria evolva di pari passo insieme alla giocoleria stessa. Il Rencontre des Jonglages è una finestra sulla giocoleria contemporanea, o almeno una parte di essa, ed è talmente ricco di sfaccettature che permette di intravedere alcune delle direzioni su cui il mondo del juggling sta camminando. Non a caso si chiama “Rencontre des Jonglages”, in italiano “Incontro delle giocolerie”, al plurale. Queste direzioni spaziano da una sempre più fine e indipendente ricerca sul corpo e sullo spazio, all’incontro con la materia. Dal rapporto sempre più simbiotico con il circo e la sua apertura, allla ricerca sull’oggetto fino a cambiarne la natura, alle nuove vie nel riprendere le “vecchie cose”, come per esempio il lancio di coltelli. Dall’altro lato la varietà e la quantità di performance consente di capire da quali “binari” invece questa parte della giocoleria si stia allontanando; sono stati pochi i momenti dove abbiamo visto i “tanti attrezzi” in aria, o quella che possiamo definire la “tecnica pura”. Al Rencontre des Jonglages è possibile capire quanto sia vivo e vicino l’universo delle creazioni, delle residenze e delle compagnie perché gli spazi sono intimi e permettono l’incontro tra chi il Rencontre lo organizza, tra chi viene per guardare e chi per essere visto. Il pubblico del Rencotre è un pubblico attento, in maggior parte composto da professionisti del settore e programmatori. È quindi particolare l’atmosfera dei dopo show, dove ci si scambiano opinioni e feedback, considerando anche che molti dei lavori presentati sono work in progress o “prime visioni”. Come ogni anno ci sono delle aspettative per qualche lavoro in particolare, quest’anno uno degli show più attesi era “Fla-


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que” della compagnia Defracto, presentato il sabato sera con grande risposta del pubblico. Un altro spettacolo molto atteso era “Towards you” dei finlandesi Agit-Cirk. È un festival molto bene organizzato, con una programmazione ricercata e differente ogni anno. Il Rencontre si offre come spazio per nuovi giocolieri e nuove produzioni, a volte prodotte o co-prodotte dalla Maison des Jonglages stessa. Quest’anno oltre agli artisti citati prima sono stati invitati anche la cie Parabole, Clement Dauzin, Sebastian Wojaan, cie Sacékripa, cie La Scabreuse , Cirque Albatros e cie Sans Gravité. IL Rencontre des Jonglages è un bell’avvenimento per il circo e per la giocoleria perché si interessa della cultura della giocoleria, e non solo delle performance. Sono infatti ben accolti altri ruoli oltre quello dell’artista; c’è chi scrive libri e chi la giocoleria la teorizza, chi la disegna e la scolpisce, chi la filma e chi organizza festival e convention; sono presenti tante voci diverse che incontrandosi creano possibilità diverse e nuove. È un bell’avvenimento perché si svolge in un quartiere che ha bisogno di cultura e diversità e perché è organizzato con l’aiuto di volontari, spesso giocolieri frequentatori della Maison des Jonglages. Un bell’avvenimento ricco di idee, intimo… un “rencontre” nel senso più stretto del termine. j u g g l i n g m a g a z i n e n u m e r o 6 3 g i u g n o 2014

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CIRCUSNEXT www.circusnext.eu

presentazione dei progetti selezionati intervista a Fabrizio Gavosto, co-organizzatore del progetto foto di Andrea Macchia

DOPO UNA INTENSA SETTIMANA DI LAVORO A DOMMELHOF NEERPELT (BE), LA GIURIA INTERNAZIONALE DI CIRCUS NEXT HA SELEZIONATI I 7 PROGETTI CHE VERRANNO SUPPORTATI NELLE LORO FASI DI REALIZZAZIONE, PROMOZIONE E CIRCUITAZIONI INIZIALE. I 7 PROGETTI LAUREATI SONO: JOHAN BICHOT, NETTY RADVANYI - OUROBORU / Z MACHINE - “BRUT – LE PRESQUE RIEN” (FR); MARION COLLE - MARIONKA / PORTE 27 - “AUTOUR DU DOMAINE” (FR); JULIA CHRIST - “ME MYSELF AND I” (DE); NACHO FLORES - “TESSERACT” (ES); DARRAGH MCLOUGHLIN SQUAREHEAD PRODUCTIONS - “FRAGMENTS OF A MIND” (IE); ALEXANDER VANTOURNHOUT - NOT STANDING VZW - “ANECKXANDER” (BE); NOAM WISE, AUDE MARTOS - KÉVIN COMPANY - “KÉVIN” (FR). NE APPROFITTIANO PER CHIEDERE A FABRIZIO GAVOSTO MAGGIORI DETTAGLI SU CIRCUS NEXT.

Circus Next è innanzitutto un progetto di sostegno alle compagnie, che promuove la ricerca della follia, del nuovo. Un processo molto particolare, che prende dei rischi molto alti, che cerca di sostenere gli spettacoli che non potrebbero esistere senza il sostegno di questo processo.

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CN è anche una piattaforma di cooperazione, di collegamento e di formazione degli stessi operatori. La crescita del concetto di circo contemporaneo che questa piattaforma facilita è enorme e si allarga a tutte le persone coinvolte nella giuria, che nei 5 giorni di presentazione dei lavori selezionati avvenuta in Belgio hanno enormemente affinato i loro concetti sul circo, sulla necessità del sostegno alle compagnie. Questo cambiamento si ripercuote anche su tutte le compagnie candidate, anche se non laureate, che in questi giorni di presentazione godono anche esse di una importante crescita e maturazione. Altrettanto grande è lo sviluppo dell’analisi del linguaggio che avviene liberamente e senza inutili intellettualismi insieme alle compagnie nelle fasi di valutazione dei loro progetti.


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CN è infine un gigantesco progetto culturale che vuole incidere fortemente sulla realtà della creazione contemporanea in Europa. Lo era già con JTCE, da cui è nata la grande evoluzione in Europa, e poi anche in Brasile e molti altri paesi. È una dimensione che potremmo scoprire nei prossimi 2/3 anni perché, oltre a documentare nel presente l’evoluzione del circo e stimolare e collegare gli operatori, si prefigge con la stagione del circo contemporaneo 2016/2017 (presentata in anteprima proprio a Mirabilia) di agire anche a livello nazionale su ogni paese europeo, andando a sostenere i teatri indipendenti dal circuito per impegnarli in una stagione di circo contemporaneo estremamente evoluta. Collegare gli operatori e le realtà nazionali per stimolarli a integrarsi in un sistema europeo forte sui linguaggi del circo contemporaneo. Inoltre va a toccare la zona grigia che esiste tra i diversi generi di spettacolo, con molte compagnie impegnate in lavori di creazione che sono a cavallo tra danza e circo, magia e circo, teatro e circo. Uno stimolo, che è anche un risultato, per un collegamento tra le varie realtà di teatro, circo, danza che ha già portato allo sviluppo di spettacoli con una forte contaminazione.

CN non si limita al circo ma nella denominazione intende andare avanti e vedere cosa c’è dietro la porta. Andiamo oltre il circo, ma partendo dal circo come linguaggio che può contaminare la nuova creazione contemporanea. Nella storia dell’arte, nei momenti di grandi cambiamenti storici, nasce qualcosa che può unire tutti gli altri linguaggi e contaminarli, dare un senso alla nuova creazione contemporanea. Qualcosa che va a unire le diverse arti e che in genere è un linguaggio popolare, capace di collegare a legare tutti gli altri generi; ed è quello che sta succedendo con il circo contemporaneo, che non ha una direzione precisa ma centinaia di direzioni possibili, più avanti è probabile che questi cammini si uniranno a delle correnti dando vita a filoni nuovi e più definiti e definibili, ma in questo momento siamo nella fase interessante di massima apertura, e tutte le strade sono percorribili. Il circo in fondo è una forma di spettacolo antiprotagonista, è un lavoro d’insieme, al contrario di altre forma d’arte, e permette una creazione collettiva alle compagnie, e questo è il suo grande potere innovativo. Tra le compagnie laureate c’è una grande varietà di esiti, dal clown a creazioni folli e rischiose. La policroma selezione di quest’anno dimostra che non c’è un criterio o una direzione stabilita. I due parametri cardine che informavano l’intero processo di selezione partivano da due quesiti ben precisi: questo progetto può innovare il linguaggio dello spettacolo dal vivo contemporaneo? può esistere senza il sostegno di CN?

CN viene riconosciuta come una delle principali fonti di nuove creazioni e quindi c’è grande attenzione alle proposte che vi arrivano. Non solo per i progetti laureati, ma anche per tutti quelli che arrivano alle selezioni, che vengono sostenuti dalle tante strutture attive nel circo contemporaneo, impegnate e interessate nel sostenere compagnie che fanno sperimentazione e ricerca. Lo stesso concetto di “innovazione” è stato all’interno di CN relativizzato, perché lo stato dell’arte cambia da paese a paese, e quello che è di frontiera in un paese non lo è ancora o più in un’altra. In questo senso anche i progetti che appaiono più “tradizionali”, ma sono innovativi rispetto alla situazione del proprio paese di origine, hanno il loro impatto e meritano considerazione. Da questo una grande attenzione anche alle compagnie e allo sviluppo del circo contemporaneo che vengono da paesi “emergenti”. La grande circolazione nelle programmazioni di circo degli spettacoli che escono da CN vede affiancarsi anche altri aspetti importanti. Innanzitutto la estrema liquidità delle compagnie. Molte di queste dopo la loro creazione e un percorso fatto insieme dopo pochi anni si sciolgono e danno vita ad altre formazioni. Questo perché il concetto di sperimentazione è nel loro dna, bisogna andare a cercare di nuovo altrove, e quindi fanno fatica a cristallizzarsi in una formazione stabile. Una caratteristica recente, perché se guardiamo alle prime edizioni di CN le compagnie laureate sono ancora in piedi e proseguono in lavori di creazione coerenti con la propria estetica. Infine, nonostante la composizione delle compagnie sia sempre più internazionale, emerge la divergenza di visione tra i diversi filoni di ricerca europei. Per il blocco nordico viene data grande rilievo agli aspetti visual, all’utilizzo di nuovi materiali, mentre il filone mediterraneo è più orientato sulla ricerca drammaturgica, sul linguaggio teatrale; due visioni a livello europeo profondamente complementari, e a volte conflittuali, che generano una dinamica molto stimolante.

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2/13 aprile 2014, Parigi www.villette.com

intervista a Raffella Benanti, responsabile della programmazione di circo alla Villette

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Ho visto il mio primo spettacolo di circo contemporaneo al Parc de la Villette quindici anni fa, durante un soggiorno di studio a Parigi, e sono stata conquistata da questa forma di spettacolo. Tornata in Italia, sono entrata nell’organizzazione della Festa del Circo di Brescia, che era allora, con la Biennale di Venezia diretta da Giorgio Barberio Corsetti, una delle pochissime vetrine di circo contemporaneo in Italia. Due anni dopo mi sono spostata a Roma per lavorare con Giorgio Barberio Corsetti alla prima edizione del festival di circo contemporaneo Metamorfosi. Qui sono diventata co-programmatrice del festival, che ho seguito per sette edizioni, prima al Parco degli Acquedotti, poi a Villa Borghese, fino al suo approdo all’Auditorium Parco della Musica, dove ho cominciato a lavorare anche ad Equilibrio, festival di danza contemporanea. Parallelamente, affiancavo Giorgio anche nella sua esperienza artistica legata al circo, culminata nella creazione, con Les Colporteurs e altri artisti di circo francesi, di alcuni spettacoli memorabili: “Metamorfosi”, “Di Animali, Uomini e Dei”, “Argonauti”, “Paradiso”… Dopo alcuni anni, ho cominciato a soffrire dei limiti della nostra esperienza di programmazione all’Auditorium, uno spazio bellissimo e stimolante ma poco adatto ad accogliere residenze e laboratori. Avevo voglia di impegnarmi di più nel sostegno alla creazione e di lavorare di più sul territorio. Così ho iniziato una collaborazione con l’Ente Teatrale Italiano per “Teatri nella Rete”, progetto di diffusione del teatro e della danza nel Lazio. Ho in seguito lavorato in due teatri della periferia romana, ”Tor della Monaca” e “Quarticciolo”, e poi, stremata da questa esperienza, ho deciso di prendere un anno sabbatico, che ho trascorso viaggiando in Europa e in Asia. Al mio rientro in Italia, nel 2011, la crisi economica era esplosa e la situazione della cultura era diventata ancora più critica. Trovare un lavoro che corrispondesse ai miei desideri sembrava impossibile. Proprio allora ebbi la notizia che si era liberato il posto di responsabile della programmazione di circo al Parc de la Villette, il luogo in cui, anni prima, avevo visto per la prima volta uno spettacolo di circo contemporaneo! Dopo molte esitazioni decisi di candidarmi… e così da due anni vivo a Parigi e lavoro alla Villette, come responsabile della programmazione di circo e del festival Hautes Tensions.

foto di C. Raynaud de Lage

foto di Philippe Leviy

PARC DE LA VILLETTE FESTIVAL HAUTES TENSIONS

La Villette è un parco culturale urbano creato sul sito degli antichi mattatoi di Parigi ed è stata in Francia uno dei primi spazi ad aprire le porte al circo contemporaneo. Già nel 1990, con gli spettacoli di Archaos e del Cirque Plume, venne avviata una programmazione di circo contemporaneo e creato uno spazio per gli chapiteau. La Villette dipende dal Ministero per la Cultura, che utilizzò a quel tempo il parco come un laboratorio per valutare la capacità del circo contemporaneo di mobilitare nuovi pubblici. Da quest’esperienza nacque l’idea dell’Année des Arts du Cirque che, nel 2001, stimolò moltissimo la produzione di circo in Francia e, grazie ad ingenti stanziamenti, permise a tantissime compagnie, spazi e scuole di strutturarsi. Oggi, a distanza di 25 anni, programmiamo ogni anno dai 4 ai 5 spettacoli di compagnie di rilievo, che restano per periodi lunghi, anche di 2 o 3 mesi, e il festival Hautes Tensions, dedicato ai nuovi linguaggi del circo e dell’hip hop. Oltre ad essere un luogo di programmazione, la Villette è anche uno spazio di creazione, con 4 programmi di residenza di cui uno, l’Espace Périphérique, specificamente dedicato al circo, alla marionetta e alle arti di strada. Il programma è condiviso con la città di Parigi e ogni anno da 35 a 40 compagnie vengono accolte nei nostri spazi, in media per un periodo di 2/3 settimane, con un accompagnamento tecnico e un piccolo contributo economico. Oltre all’Espace Périphérique, le compagnie vengono accolte all’espace Chapiteaux, dotato da quest’anno di una foresteria con 18 stanze, e nei prossimi mesi ospiteremo Claudio Stellato in un’altra sala, la Halle aux Cuirs. Infine coproducia-


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foto di William Beaucardet

foto di C. Raynaud de Lage

tutti gli stessi spettacoli si creerebbe un circolo vizioso. Nei grandi festival studio non solo l’IN ma anche l’OFF e a volte ho delle belle sorprese. Anche se non è sempre facile, cerco di leggere tutte le mail che le compagnie mi inviano e di visionare tutti i loro video, questo richiede tantissimo tempo, ma credo sia una parte importante del lavoro. Fino a qualche anno fa i paesi francofoni, la Francia, il Quebec, il Belgio, avevano un’indubbia centralità nel paesaggio del circo contemporaneo; oggi invece ci sono tantissime altre realtà, nei paesi nordeuropei, in Catalogna, in Australia, in America Latina… anche se ci sono chiaramente alcuni luoghi faro, non credo sia più così facile individuare degli attori privilegiati nè delimitare delle zone geografiche. C’è una grande diversità, nelle estetiche, nei linguaggi e nelle tecniche, i confini sono difficili da tracciare e spesso ci troviamo a chiederci se uno spettacolo si possa definire o no di circo, domanda a cui ognuno risponde secondo la propria sensibilità. In Francia il pubblico conosce e apprezza il Circo Contemporaneo, una forma di spettacolo ormai entrata nelle abitudini degli spettatori e, nonostante la crisi economica, il circo continua a registrare tassi di crescita nel pubblico e nelle programmazioni. Alla Villette il circo contemporaneo è da anni una delle principali linee di programmazione e continuerà ad avere un posto molto importante nelle nostre stagioni. L’idea per i prossimi anni è di dare ancora più spazio agli spettacoli sotto chapiteau, che restano esperienze fondamentali nel panorama del circo e che, in un periodo di diminuzione delle risorse, hanno ancora più difficoltà a girare a causa di costi di trasporto e montaggio più elevati. Da quando lavoro alla Villette, non mi è ancora capitato di programmare uno spettacolo italiano, ma abbiamo iniziato ad accompagnarne qualcuna e ricevere domande per residenze. Essendo italiana, sono ovviamente attenta a quello che succede in Italia, ma non per questo sono meno esigente nelle mie scelte di programmazione. Il mio augurio è di trovare presto delle creazioni italiane che possano rientrare, per la loro qualità e originalità, nelle programmazioni della Villette.

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foto di C. Raynaud de Lage

mo ogni anno 1 o 2 spettacoli di circo che programmiamo durante la stagione e 2 o 3 proposte di circo, e altrettante di hip hop, che presentiamo a Hautes Tensions. Un aspetto importante della programmazione della Villette è quello della mediation culturelle: atelier, incontri e percorsi di sensibilizzazione rivolti a diverse fasce di pubblico di ogni età, scuole, associazioni che lavorano nel sociale o con diversamente abili. Attività che ci permettono di familiarizzare con i linguaggi artistici di chi non segue spesso spettacoli, oppure di proporre al pubblico più appassionato esperienze più ricche. La Villette fa parte di diverse reti, sia francesi sia internazionali: l’associazione “Territoires du Cirque” che riunisce 35 luoghi di produzione e diffusione del circo in Francia, la rete europea “CircoStrada”, i progetti ”CircusNext” e “Autopistes”. Nell’ambito della nostra partecipazione a Circostrada, accogliamo ogni due anni “Fresh Circus”, seminario internazionale a cui partecipano centinaia di operatori che lavorano sul circo contemporaneo in tutto il mondo. Hautes Tensions, festival di circo e danza hip hop, è nato 4 anni fa. L’idea del festival è di valorizzare le nuove scritture, in tutta la loro ricchezza e diversità, senza privilegiare un’estetica o una tecnica piuttosto che un’altra, e con un focus sugli artisti emergenti. Quest’anno quasi tutte le compagnie erano al loro primo o secondo spettacolo. Programmare per uno spazio come la Villette significa essere molto attenti, viaggiare moltissimo, tenere d’occhio tante compagnie. Oltre a dare il giusto spazio alle creazioni di rilievo del circuito internazionale, cerco di essere aperta alle nuove proposte, perché se programmassimo

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www.jeannemordoj.com

estratti dell’intervista di John Ellingsworth, fondatore di SideShow Magazine (UK), prodotta nell’ambito del progetto Deconstructing Circus, con il sostegno di Arts Council England

foto di Bertrand Gaudillere

JEANNE MORDOJ

Jeanne Mordoj è fondatrice e direttrice artistica della Compagnie Bal, che ha realizzato 5 spettacoli: 3 p’tits sous, Chez moi, Eloge du Poil, Adieu poupée, e La Poème

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Così quando ti ritrovi sul palco senza i tuoi oggetti e senti che non sei capace di attirare la loro attenzione senza gli oggetti, allora ti senti persa. (…) Per cambiare bisogna allontanarsi dalla tecnica del circo - un passaggio per niente facile. Naturalmente dopo sono ritornata anche alle mie tecniche di circo. Ma ora so che sul palco posso trasmettere qualcosa anche senza l’ausilio degli oggetti e della tecnica. (…) Per la scena con il tuorlo d’uovo ricordo come è cominciata: stavo facendo una torta. Mi è sempre piaciuto separare il bianco e il tuorlo delle uova con le mie mani, e un giorno, non so perché, ho fatto scivolare il tuorlo lungo il braccio ed era come: Wow!! Poi ci sono voluti anni di lavoro per costruire questo numero. In quel periodo non mi allenavo più con la giocoleria, o almeno non con gli oggetti tradizionali. Penso che gli artisti circensi devono essere aperti, perché devi essere collegato con un sacco di cose per essere creativo, devi osservare la vita, e se sei calato troppo nella tua tecnica non puoi vedere altro. Per la sequenza con le canne, ero in un negozio di seconda mano e ho visto queste canne e ho pensato: che cosa sono? Non pensavo che fossero particolarmente belle o altro, quindi non so perché le desiderassi. però le ho comprate, senza sapere cosa farci. Le ho prese e le ho riposte nella mia casa e poi un giorno, non so perché, le ho prese e le ho messe in equilibrio sulle mie braccia. Così è cominciato il lavoro; all’inizio lo facevo senza muovermi, ed era molto difficile; ed è stato un passaggio, un viaggio. Ho lavorato su questo per molto tempo, e ora sento che potrei farlo per tutta la vita, come fosse tai-chi, perché è molto bello da praticare. (…) Quando ho iniziato a creare Eloge du Poil

foto di C. Raynaud de Lage

Vengo da una famiglia di artisti, i miei genitori erano illustratori e scultori, così sono cresciuta in questa specie di humus artistico, ma sono anche cresciuta in campagna e questo ha avuto un grande impatto sulla mia immaginazione. Quando ero giovane ero molto affascinata da animali, teschi, terra, uova, tutti questi materiali che si trovano in giro e che sono meravigliosi per un bambino. Quando avevo tredici anni ho incontrato il circo. Sono andato a una scuola di circo, non lontano dalla mia scuola, e poi quando avevo diciassette anni ho deciso di provare ad entrare nella scuola di circo a Châlons, sul finire degli anni ‘80. Dopo Chalons sono andata a fare esperienza e lavorare con il Cirque Bidon, un circo di origine francese che girava in Italia. Ed è stato fantastico perché ero lì per imparare la vita: facevamo di tutto, dal nutrire i cavalli al montaggio del circo per gli spettacoli - tutto. Rimasi lì due anni (…) Volevo imparare di nuovo, per imparare la tecnica e altro, scegliere i miei maestri uno ad uno, imparare un po’ di teatro con questo, contorsionismo con lui, giocoleria con un altro. (…) Penso che alla scuola è bello incontrare persone, ma la scuola non è per gli artisti. Non si può imparare l’arte nelle scuole; si possono incontrare persone, è possibile scambiare con loro. Ma l’arte? Per me non ha nulla a che fare con le scuole. (…) Il problema in circo è che le tecniche richiedono così tanto tempo ed energia che è abbastanza difficile essere creativi. Lo so per mia esperienza, perché quando ho deciso di andare sul palco e fare teatro senza oggetti mi sentivo persa. È stato così difficile per me, perché nel circo c’è sempre un rapporto di ammirazione da parte del pubblico, come una droga, e dalla platea pensano sempre: Wow, è una cosa incredibile! Wow, non potrei mai farlo! (…)

volevo esplorare … il lato oscuro di me stesso, forse. Perchè tutto il mio lavoro è connesso con i miei sentimenti intimi, questa è la mia prima ispirazione. Cosa mi chiedo in questo momento, e che cosa è importante chiedermi? Dove mi sento fragile o per cosa ho domande? Prima di Eloge avevo fatto altri due soli in cui costruivo il mio mondo; affrontavo già il tema della femminilità, ma da una prospettiva molto bella, quindi ero pronta ad approcciarlo da un’altra direzione. Ero trentenne allora, quindi era un’altra epoca, un altro rapporto con la femminilità, un altro bisogno di prendere una posizione nel lavoro e in quello che volevo comunicare.


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All’inizio del processo di creazione mi era stata aggiudicata una borsa di studio per viaggio dalla Villa Medici, e per la mia ricerca ho scelto di viaggiare nell’Europa dell’Est, da sola, e di cercare le signore con la barba. Non le ho mai trovate, ma in un certo modo non volevo incontrarne nessuna. Volevo solo seguire qualcosa. (…) Naturalmente ho letto un sacco, ho un sacco di ispirazioni, ma poi non voglio parlarne. Per me Eloge du Poil affronta come sarebbe oggi diventare una donna barbuta, se lei vivesse bene la sua barba, in che modo avrebbe deciso di spaventare le persone, o a volte apparire bella, - che tipo di tensione creerebbe tutto questo, che tipo di contraddizioni scatenerebbe nella sua intimità. foto di C. Raynaud de Lage

http://sideshow-circusmagazine.com/magazine/deconstructions Ogni intervista nel progetto Deconstructing Circus segue lo stesso format: prima c’è un video di una scena di uno spettacolo di circo contemporaneo, poi il testo di un’intervista con l’artista o regista sulla costruzione di quella scena come è stata concepita, strutturata, come si collega al resto dello spettacolo. Ogni intervista ha un tono molto diverso. Dagli artisti francesi che rifiutano l’idea di ‘decostruzione’ e prediligono una visione più astratta o poetica, al giocoliere americano Jay Gilligan, che ha una spiegazione precisa e razionale per quasi ogni sguardo e gesto del suo spettacolo Bevis. L’intervista di Cesc Martinez con Xavier Erra esprime una ottimista leggerezza, facendo eco al carattere del suo show Aaart!. L’intervista di Bauke Lievens ad Alexandre Fray di Un Loup pour l’ Homme ha un tono riflessivo e pragmatico. Su tutte risuona nella mia mente quella condotta dallo scrittore lettone Mara Pavula ad Antoine Rigot di Les Colporteurs, dove l’artista ricorda come una scena da Le Bal des Intouchables fosse stata inspirata dalla fantasia di uccidere il suo fisioterapista… Ci sono una ventina di interviste disponibili online, tra cui quelle con i Gandini Juggling, Ockham’s Razor, Skye Gellmann & Naomi Francis, Sverre Waage, Aurélien Bory, Cirque Plume, Olle Strandberg, e Baro d’Evel Cirk. Spero riusciate a dedicargli un pò del vostro tempo. j u g g l i n g m a g a z i n e n u m e r o 6 3 g i u g n o 2014

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foto di Carlo Picca

CIRCO EL GRITO un circo contemporaneo all’antica www.circoelgrito.it

Intervista a Giacomo Costantini, co-fondatore della compagnia

Il progetto El Grito è una compagnia che ricerca il proprio linguaggio artistico nell’ambito del circo contemporaneo. Gli spettacoli sono la conseguenza di questa ricerca, rappresentano la fine di un ciclo (segnando così l’apertura di un altro), e sono il punto di arrivo di un percorso che paradossalmente come scopo non ha lo spettacolo in sé ma piuttosto il processo di creazione, ovvero il percorso stesso. Detto questo, crediamo in un circo che sia per tutti, che non si riferisca ad una nicchia, che per quanto sia frutto di ricerca e sperimentazione si rivolga ad ogni tipo di pubblico. Il nostro è un circo contemporaneo all’antica non solo perché artigianale ed autenticamente popolare, ma di fatto anacronistico perché le persone che lo abitano non sono capaci di aderire completamente al loro tempo, alla società consumista che si riflette anche nell’ambiente del circo con le sue logiche di produzione e di mercato. Non aderire completamente al nostro tempo rappresenta una sfasatura, uno scarto che di fatto è la chiave per poter percepire e raccontare il presente e dunque essere contemporanei. Ne parlava Nietzsche nelle sue Considerazioni Inattuali e recentemente il filosofo Giorgio

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Agamben che in “Cos’è il contemporaneo” scrive che «la contemporaneità è una singolare relazione che aderisce al proprio tempo e, insieme, ne prende le distanze». Sono convinto che osservando “sulla carta” El Grito si potrebbe dire il contrario, ovvero che siamo stati capaci di inserirci nel mercato europeo, dunque adattarci al nostro tempo imponendoci nel panorama culturale italiano ed estero entrando nei grandi circuiti. Ma l’evidenza nasconde sempre la sostanza. La sostanza è una compagnia che è nata da una coppia e che dall’amore ha preso la forza per restare unita nel difficile percorso che ci ha portato oggi ad avere un circo. In questi sette anni abbiamo declinato il circo contemporaneo nei suoi tre luoghi simbolo: la strada, il teatro e lo chapiteau. I nostri spettacoli sono caratterizzati da un processo di creazione in cui la scrittura e la tecnica di circo procedono di pari passo. Ci piace il virtuosismo tecnico e non abbiamo paura di proporlo nella sua essenza senza strutture narrative, ma ci interessa ancora di più quando la tecnica suggerisce una storia. Suggerire (e non dire) perché crediamo nel valore evocativo del circo piuttosto che in quello descrittivo. La nostra idea poetica di circo contempo-

raneo all’antica, di uno spettacolo popolare e largamente fruibile, si fonda sul rapporto tra semplicità e profondità e si manifesta sotto forma di spettacoli profondamente umani, vicini a noi e alla nostra vita.

La scelta dello chapiteau Volevamo una bolla per proteggere i nostri spettacoli dalla pioggia, dalla luce e dai rumori. Uno spazio nostro, autonomo e indipendente dove creare e diffondere le nostre opere, un confine all’interno del quale crescere umanamente e artisticamente al riparo dai vampiri e dai loro progetti parassiti che per vivere necessitano del tuo lavoro, della tua creatività, della tua fatica e che in cambio - bene che va fomentano solo il tuo ego. Volevamo un circo per proteggere il nostro sogno di vita libera, creativa e itinerante. Volevamo saltare nel vuoto, metterci alla prova, cambiare veramente qualcosa, vivere un’avventura. Nel marzo 2011 io e Fabiana insieme a mio fratello Gaetano e al nostro caro amico Domenico abbiamo iniziato questo nuovo viaggio, senza alcun tipo di certezza e di finanziamento. E così oggi ci troviamo quotidianamente a cercare il giusto equilibrio tra contenitore e contenuto, perché il grande rischio è che il mezzo schiacci il fine: lo chapiteau,


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foto di Bernard Boccara

ECCì! Festival di circo contemporaneo “ECCì! El Grito Cristmas Circus” nasce dalla collaborazione con l’Auditorium Parco della Musica di Roma e ci ha visti impegnati nella direzione artistica della sua prima edizione, dove, oltre a rappresentare i nostri tre spettacoli, abbiamo ospitato altre compagnie italiane che stimiamo e con cui collaboriamo. Il festival è stato un grande successo per noi, per il pubblico e per l’Auditorium, così quest’anno ci hanno chiesto di progettare una seconda edizione, con la richiesta che diventi internazionale e che si svolga non solo nello Chapiteau, ma anche nelle sale e negli spazi esterni dell’Auditorium. Per la prima edizione loro avevano bisogno di un progetto autonomo al 100%, dalla richiesta del suolo pubblico alla pro-

grammazione. Ben contenti di avere carta bianca abbiamo organizzato tutto ed evidentemente siamo stati in grado di soddisfare le esigenze di uno dei più importanti luoghi istituzionali di cultura in Europa nonché del pubblico romano, che a Natale ha molte alternative. Siamo molto soddisfatti ma al tempo stesso anche molto cauti prima di dire che continueremo questa esperienza. Lo faremo solo se continueremo ad essere liberi di programmare a nostro piacimento e se in generale il progetto richiesto potrà rispecchiare la nostra natura artistica ed umana. Altrimenti faremo un passo indietro (o in avanti, dipende dal punto di vista) lasciando a qualcun altro questo compito.

Per il futuro El Grito si è trasformato: eravamo una piccola compagnia di circo, e lo siamo tutt’ora, ma adesso abbiamo la struttura organizzativa di un circo e di un’impresa culturale che partecipa ed organizza festival e rassegne collaborando con partner molto più grandi di noi come l’Auditorium, l’EXPO di Milano 2015, la Biennale del circo di Bruxelles “Festival Up!” e tanti altri. Probabilmente cominceremo a chiedere dei finanziamenti pubblici. Sarà un passaggio delicatissimo e ancora dobbiamo capire in che termini e in che paese. Questo banalmente perché fare bene il nostro mestiere, nel pieno rispetto delle norme, costa moltissimo. In ogni caso continueremo in questa avventura finché ci saranno i presupposti per una vita creativa e libera, finché i rapporti umani tra di noi resteranno genuini e finché El Grito sarà per me e Fabiana, come singoli individui, un bastone per continuare nel nostro percorso artistico.

foto di Natalia Bavar

che dovrebbe essere uno strumento col quale creare e diffondere nelle giuste condizioni, tende invece ad assorbire tutte le energie. E non mi riferisco solo ai lunghi viaggi in camion, ai montaggi, alle notti insonni per via del vento o della neve. Ma piuttosto all’amministrazione, all’assurdità della burocrazia dei permessi, delle omologazioni, della maledetta SIAE. Ad uno Stato a cui non abbiamo chiesto nulla e che ci rema contro con le sue tasse, le sue ipocrite regole sulla sicurezza. Sono trascorsi tre anni, siamo stanchi e francamente un po’ invecchiati, ed ultimamente mi sono chiesto troppe volte se avessimo fatto meglio a continuare nei teatri e nelle piazze. O quantomeno allontanarci di nuovo dall’Italia. Mi sono dato dell’idiota nel credere che con un circo avremmo potuto aggirare il sistema, allontanare i vampiri. Li incontro ancora e spesso ricevo inviti a nozze. Ma c’è una cosa che allontana tutto questo. Ci sono dei momenti in cui tutti questi pensieri svaniscono, c’è qualcosa che immagino i vampiri non hanno mai provato: vedere dal basso la cupola del proprio tendone con le nuvole che le scorrono dietro, salire sulle antenne e guardare gli altri sotto che passano, incontrare la signora del palazzo di fronte che timidamente ti offre una teglia di parmigiana. E ancora stare dietro le quinte e sentire il circo che si riempie, il pazzo del paese che ti aiuta a montare, la pausa sigaretta durante il montaggio, uscire dalla doccia dell’autogrill e prendere un caffè in accappatoio e ciabatte, mangiare tutti insieme all’ombra dello chapiteau… Insomma tutto questo per dire che ne vale la pena. Ogni mattina in cui dal letto della roulotte sbircio fuori dalla finestrella e vedo il circo

lì dove prima c’era solo un parcheggio capisco il valore culturale di questa storia. Presto Gaetano strapperà i biglietti e farà entrare il pubblico, il più eterogeneo che si possa immaginare, di ogni età, di ogni classe sociale, non ci sono settori o posti prenotati, uno accanto all’altro sentiranno la musica di sala sfumare, vedranno spegnersi le luci che Domenico controlla dalla consolle, calerà il silenzio e si sentiranno sgranocchiare i popcorn, poi la luce scalderà la pista, inizierà lo spettacolo, comincerà il viaggio.

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foto di Michel Nicolas

a cura di Giorgio Enea Sironi

foto di Francesca Tecardi

UNA STAGIONE MAGICA L’arte magica in Italia sembra vivere una stagione di rinnovato interesse da parte di settori diversi come il circo contemporaneo e la danza contemporanea, diventa motivo di dibattito e approfondimento o filo conduttore di rassegne e festival di più ampio respiro e suscita sempre più l’attenzione da parte dei programmatori teatrali. Cerchiamo qui brevemente di mettere a fuoco alcuni eventi accaduti nella stagione 2013 – 2014. Mirabilia, Festival internazionale di Teatro Urbano, nel giugno 2013 ha dedicato una sezione alla magia nella città di Cherasco, sede del primo museo della magia, con un convegno di approfondimento e una giornata di spettacoli. Accanto a circo, danza, teatro urbano, la magia è considerata una forma di espressione artistica contemporanea. Si discute di Nouvelle Magie, di rinnovamento dell’arte magica, insieme allo storico e regista di circo contemporaneo esperto di illusionismo Raffaele De Ritis, al regista francese Raphael Navarro fondatore insieme a Clément Debailleul e Valentine Losseau del movimento artistico chiamato Magie Nouvelle e a Claudio Stellato, artista presente al festival con lo spettacolo L’Autre. In Ottobre, la rassegna di danza contemporanea Torino Danza ha scelto come uno tra i fili conduttori il Corpo Magico, che rimanda a terreni contigui e affascinanti come il circo contemporaneo e la nouvelle magie, proponendo al pubblico Plan B della Compagnia 111 di Aurélien Bory, che contamina la giocoleria con altre arti sviluppando un originale teatro fisico, e Le Soir des Monstres, di Etienne Saglio, mago, giocoliere e maestro nella manipolazione, formatosi al Centre National des Arts du Cirque che gioca sulla distorsione della realtà prendendo a prestito le atmosfere gotiche di Tim Burton. Lo Spazio Alfieri, nuova location di Firenze nata sulle ceneri dello storico cinema d’essai Alfieri Atelier, ha affidato la programmazione teatrale della stagione 2013/2014 a Sergio Bini in arte Bustric. Oltre a programmare spettacoli di varietà, teatro di figura e circo contemporaneo, Bustric ha messo in scena “La Grande Magia”, un omaggio a George Méliès ideato insieme a Cesare Malfatti, fondatore dei La Crus, e una serie di appuntamenti dal titolo “Illusionismi” che ha visto protagonisti insieme a lui alcuni tra i migliori prestigiatori italiani come Alberto Giorgi, Mirko Menegatti, Antonio Versini e l’ospite internazionale Vito Lupo.

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Dal 6 al 9 dicembre 2013 Torino si è trasformata nella capitale dell’illusionismo con “Incanto, Torino città di prestigio”, una rassegna con la consulenza artistica di Arturo Brachetti concepita per far conoscere la magia a tutti. In programma Incontri con i maggiori artisti italiani, spettacoli in piazza, numeri di close up per le strade, laboratori per scuole e bambini e Gran Galà finale. Hanno partecipato tra gli altri Silvan, Alexander, Arturo Brachetti, Marco Berry, Mariano Tomatis. Dopo centodieci repliche al Théatre du Gymnase di Parigi dello spettacolo Magjk Cho tra ottobre 2013 e gennaio 2014, Arturo Brachetti è tornato in Italia da marzo per un tour in diverse città con “Brachetti che sorpresa!”. Insieme a lui Luca Bono, giovane talento dell’illusionismo; Luca Regina e Tino Fimiani, artisti esilaranti, stralunati e improbabili, definiti dal prestigioso quotidiano francese Le Figaro i “Laurel e Hardy italiani”; e l’imprevedibile Francesco Scimemi, definito un “ribaltatore di schemi professionista”. L’illusionista Gaetano Triggiano dopo essere stato protagonista in Russia del Mago di Oz, uno spettacolo sul ghiaccio che ha venduto oltre 220.000 biglietti, di cui 25.000 in un solo giorno, continua a girare l’Italia con Real Illusion, il suo one man show di grandi illusioni con la regia di Arturo Brachetti. Il mentalista Francesco Tesei, dopo le apparizioni televisive nel programma “Il Mentalista”da lui ideato e condotto per Sky Uno prosegue con il tour teatrale dello spettacolo “Mind Juggler”. A Roma, l’undicesima edizione di Supermagic, Festival internazionale della magia, in scena dal 30 gennaio al 9 febbraio al Teatro Olimpico, ha registrato circa 15.000 presenze, reclutando ancora una volta un cast di grande livello artistico capitanato dall’ideatore Remo Pannain. A spiccare, oltre agli stranieri Charlie Frye, Juan Mayoral, Alpha, Stanislav Kolegov e all’attuale campione del mondo di magia, il coreano Yu Ho Jin, sono stati Francesco Scimemi, nel ruolo di mattatore dello spettacolo, e la coppia di illusionisti Alberto Giorgi e Laura ai quali è stato affidato il gran finale, una grande illusione concepita appositamente ed eseguita in prima assoluta, l’apparizione di un dirigibile a mezz’aria.


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foto di Francesca Tecardi

Prosegue per il quinto anno la fitta e originale programmazione del Teatro Alba di Roma, unico teatro in Italia dedicato alla magia, diventato un vero e proprio incubatore delle proposte più originali del settore. Tra queste la Gang of Magic, appuntamento fisso del teatro, vero e proprio laboratorio permanente che vede in scena a rotazione ogni due settimane sette prestigiatori che propongono e sperimentano i generi di magia più diversi e innovativi. Gli stessi prestigiatori propongono poi nell’arco dell’anno i loro One-Man Show.

Sempre a Roma tra il 22 aprile al 4 maggio al Teatro Vittoria è andato in scena con successo per 16 repliche lo spettacolo “BuBBles” con Marco Zoppi e Rolanda Sabaliauskaite, una produzione Teatro Fantastico che, dopo il fortunato debutto dello scorso anno con Il Varietà delle Meraviglie Night Show, intensifica la sua attività in questo prestigioso teatro romano, da sempre attento alle migliori espressioni del teatro visuale contemporaneo. Il Teatro Vittoria, in collaborazione con Teatro Fantastico, ha infatti annunciato una nuova stagione parallela di Family Show, “Il Vittoria delle Meraviglie”, che dal 25 ottobre 2014 al 3 maggio 2015, ogni sabato pomeriggio e domenica mattina, condurrà gli spettatori in un emozionante viaggio attraverso linguaggi e generi teatrali che suscitano da sempre stupore e meraviglia. Tra i protagonisti: Bustric, Alberto Giorgi e Laura, Laura Kibel, Andrea Farnetani, Teatro Necessario, Claudio Cinelli, i Disguido. Inoltre rientreranno nei Family Show gli spettacoli di Compagnia Attori & Tecnici, Banda Osiris, OkiDok e Circo El Grito. Anche quest’anno Masters of Magic ha organizzato dal 22 al 25 maggio 2014 il Congresso Magico di Saint Vincent giunto alla sua tredicesima edizione. I professionisti e gli appassionati del settore hanno potuto assistere alle conferenze e alle esibizioni di alcuni tra i nomi più importanti del mondo della magia di oggi come Paul Daniels, Luis De Matos, Max Maven, Richard Kaufman, Scott & Muriel, Manuel Muerte, Luke Jermay, Ta Na Manga, Woody Aragon, Raffaele de Ritis, Andy Gladwin, Apollo Robbins, Sebastien & R., Dion, Sergey Stupakov, Luke Dimon, Miguel Muñoz, Walter Rolfo, il grande Jabba, Raul Cremona, Francesco Scimemi, Marco Zoppi, Francesco Addeo, Carillon, Mister David, Francesco Meraviglia e molti altri. Una tappa importante in vista del grande evento del prossimo anno, il FISM, il Campionato mondiale di magia, che verrà ospitato in Italia. j u g g l i n g m a g a z i n e n u m e r o 6 3 g i u g n o 2014

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foto di Alice Bellati

IX MILANO CLOWN FESTIVAL Festival Internazionale sul Nuovo Clown e Teatro di Strada

5/8 marzo - Milano www.milanoclownfestival.it

foto di Gabriele Zucca - Photografo.it

RIFLESSIONI DI UN CLOWN a cura di Moriss Due chapiteau che si alzano verso il cielo per la nona volta, migliaia di spettatori in arrivo al quartiere Isola, famiglie entusiaste in attesa, artisti e compagnie che da tutto il mondo accettano di far parte della ‘nostra’ festa, oltre 25 luoghi di spettacolo in contemporanea dal centro alla periferia. Poi: le due stagioni di stretta collaborazione tra Milano Clown Festival e il Carnevale di Venezia – una tra le istituzioni carnevalesche più antiche al mondo – che hanno convinto l’Assessorato Benessere, Qualità della vita, Sport e Tempo Libero del Comune di Milano ad affidare al festival il tradizionale Carnevale Ambrosiano di sabato grasso, portando gli artisti nelle quattro piazze più importanti di Milano… Come direttore artistico potrei dichiararmi più che soddisfatto del ‘mio’ festival, in costante crescita e sempre più amato ed apprezzato da artisti e pubblico. Ma non voglio parlare di questo, dei numeri in aumento o della qualità artistica ormai indiscussa. Mi interessa piuttosto raccontare il perché di questa nona edizione, inaugurata con una vera e propria dichiarazione di intenti che forse a molti potrà sembrare una provocazione: Il Vero Potere è il Servizio. Bisogna stare insieme e tirar fuori, anzi, cavar fuori la domanda di gioia che c’è dentro tutte le persone. Domanda che sta in quelli che hanno più bisogno, non in quelli che pensano di essere sempre arrivati. Al grido di “CLOWN POWER!”, questo sarà il nostro impegno! In linea col pensiero e con l’azione che contraddistingue il mio lavoro trentennale, che ha raccolto le tante voci che si levano dalla cosiddetta società civile e da molti esponenti di pensiero, giunti in un momento storico di saturazione dei consumi e di confusione di idee; quel che serve è andare a scoprire il bisogno! Questa è una missione che ben conosciamo. Il Milano Clown Festival, fin dalla sua nascita nel 2006, ha manifestato la sua vocazione al servizio per la città di Milano. Allora, al fianco di due testimonial di eccezione – Dario Fo e Leo Bassi – abbiamo iniziato a clownizzare una intera città inventandoci il festival – prima e unica manifestazione internazionale sul clown che si svolge in una metropoli italiana – addirittura inaugurando un movimento attivo, quello dei PIC del Pronto Intervento Clown, nati per l’appunto per inter-

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venire e risolvere le situazioni impossibili. Da quel giorno ne abbiamo fatta di strada, e se il pubblico inizialmente non capiva, o era perplesso, a poco a poco è stato letteralmente conquistato dalla semplicità di questa idea: il clown può finalmente uscire dal circo, dai teatri e anche dagli ospedali per scendere in strada, per risolvere i conflitti là dove si presentano in una casa, in un cortile, in un parcheggio, per salvare persone, animali e cose dalla rabbia, dall’egoismo, dalla sopraffazione. Se allora ci eravamo buttati a capofitto in quell’impresa misteriosa, spinti come matti in libertà dall’emergenza culturale che richiedeva azione immediata, dopo poco abbiamo capito che ci saremmo trovati all’interno di un percorso con una precisa direzione, un cammino attraverso la consapevolezza, verso l’unione. Ecco, torniamo al punto: il bisogno vero. Con questa reale ispirazione siamo partiti nella prima giornata di festival alla conquista del Carcere di San Vittore a Milano. In quel luogo abbiamo trovato proprio quello che cercavamo: ragazzi, uomini e donne fiduciosi che il mondo possa essere diverso da come appare. Per loro ci siamo esibiti con i PIC, i NaniRossi e la compagnia dei Clown Minimi con il nuovo spettacolo Clown Nostalgie – produzione 2014 della Scuola di Arti Circensi e Teatrali - a base di gag clownesche classiche e musica. Chiusura festosa della giornata al Circo PIC con la Serata Spagnola, con le anteprime dei Traut Company con il loro spettacolo itinerante, il Cuarteto Maravilla, Hilton Hiltoff e la compagnia Trespertè. Un clima di incredula allegria e di festa appassionata per poi cominciare con i migliori auspici il Milano Clown Festival. Si, eravamo proprio scatenati io e i miei PIC del Pronto Intervento Clown, tanto da annunciare la partenza di PIC-IN-ACTION, un progetto speciale che ci coinvolgerà per i prossimi 600 giorni a supporto di tutte quelle situazioni dove occorre seriamente esserci. Tutto questo è possibile anche grazie alla nostra Scuola di Arti Circensi e Teatrali, che compirà 21 anni e alla cui base del metodo artistico-educativo vi sono gli stessi ideali e principi su cui è fondato il mio lavoro di clown e direttore artistico; un metodo di insegnamento che richiama la figura della torre, in cui i più gran-


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di si mettono al servizio dei più piccoli, poggiando tutti insieme man mano che si sale, su solide basi e su una reciproca collaborazione che serve a reggere l’intera architettura. Con queste premesse si è aperta ufficialmente l’edizione 2014 del Milano Clown Festival. Spazio alle novità, agli eventi non convenzionali e alle giovani compagnie da una parte; dall’altra, attenzione alle proposte più innovative e rispetto per la tradizione. Ecco così in ordine sparso esibirsi durante il festival il duo francese Konzertinaz’s, surreale, poetico, grottesco; i più tradizionali Trespertè, con un esilarante spettacolo tra cabaret e acrobatica; Hilton Hiltoff, con le sue gag a base di acrobatica, mimo, tiptap; il Cuarteto Maravilla, un trio di stralunati benchè precisissimi e ironici musicisti; i Traut Company, che hanno portato in giro una gigantesca ruota, all’interno della quale possiamo immaginare cosa si muovesse. La presenza di compagnie straniere, soprattutto spagnole e francesi, ma anche americane, brasiliane, guatemalteche e argentine, ha dato grandissima vitalità alla competizione. Tra queste: Iman Lizarazu, Duo Kaos, Pedro Correia, Duo Artemis, Envers Du Mond, Latte Makiato, Remo Di Filippo, Clown Nostalgie, DJ Capuzzi & Señorita X. La musica non è mancata, grazie alle due band Brassato Drum e Lanscape of Zeros. La mia scelta per chiudere il festival 2014 è caduta su Jango Edwards, il grande clown in ottima forma, tanto da presentare una speciale raccolta di numeri a sorpresa, incluso uno in esclusiva per la serata, con conclusione alla Jango: una bella uscita di scena completamente nudo! Ma cosa hanno a che vedere tutti gli artisti che giungono al Milano Clown Festival ogni anno, con questi miei pensieri? Sinceramente non lo so, però vedo che ad ogni edizione la maggior parte delle compagnie, da qualunque Paese provenga, dopo un primo istante di esitazione si avvicina e capisce cosa vogliamo fare. Abbandona lo schema tradizionale del festival di strada ed entra con noi in questo gioco di totale e amorevole immersione nel pazzo divertimento della vita, anche se dura solo quattro giorni. Arrivederci all’edizione numero 10, un compleanno così pimpante che non potrà passare inosservato… j u g g l i n g m a g a z i n e n u m e r o 6 3 g i u g n o 2014

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LA PSICOLOGIA DELL’UMORISMO E LA CLOWN TERAPIA a cura di Alberto Dionigi Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito a un progressivo cambiamento per quanto concerne il tema della salute. Se fino a poco tempo fa l’attenzione era rivolta alla malattia, negli ultimi decenni sempre maggiore attenzione è stata data all’individuo, alla società e alla promozione della salute. Questo cambiamento ha portato a studiare le sorgenti del benessere anziché quelle del malessere. A partire dagli anni ‘90 un gruppo di psicologi, insoddisfatti dell’approccio tenuto fino a quel momento da una psicologia, che si concentrava esclusivamente sulle emozioni negative e sull’aspetto dei disturbi mentali, decise di modificare questa tendenza. Da tali considerazioni nacque un nuovo settore della ricerca psicologica, volta allo studio delle risorse dell’individuo, della resilienza, della felicità, della soddisfazione di vita e del benessere fisico e psicologico. Questo nuovo settore venne chiamato psicologia positiva, improntata allo studio delle emozioni positive, delle componenti che possono promuovere la “buona vita”. Uno degli elementi che è emerso essenziale per il benessere personale è l’umorismo, tanto da essere approfonditamente studiato all’interno delle discipline che si occupano della salute mentale e fisica. In tutto il mondo si assiste a un progressivo interessamento per questo fenomeno: grande successo stanno riscuotendo i numerosi laboratori sull’applicazione dell’umorismo nei vari contesti, così come i corsi di formazione sulle funzioni salutari del ridere; inoltre anche il mondo accademico comincia a guardare con occhio meno scettico all’argomento e a proporlo come oggetto di studi scientifici. Il buonumore, infatti, induce effetti positivi sulla salute: le ricerche scientifiche in ambito medico e psicologico evidenziano i benefici effetti che la risata ha sul corpo e sulla mente, in particolare nella diminuzione dello stress. Il ridere è un toccasana per tutto il nostro corpo e modifica addirittura la chimica del sangue. Ridere di gusto e genuinamente porta a diminuire le tensioni, lo stress, e a indurre una sensazione liberatoria a livello di tutti gli organi e delle funzioni corporee. Nello specifico il buonumore: protegge dall’infarto (quando ridiamo genuinamente il nostro battito cardiaco si rallenta e si normalizza la pressione sanguigna); regola il respiro (la risata rinforza la funzione polmonare, favoren-

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do l’espulsione di particelle di aria residua contenenti anidride carbonica e vapore acqueo, che aiuta la riduzione del potenziale rischio di sviluppo di infezioni); stimola le difese naturali (il buonumore induce il sistema immunitario a bilanciare gli effetti immunodepressivi dello stress e a potenziare il numero e l’azione delle encefaline che stimolano una maggiore produzione di anticorpi); diminuisce il dolore (ridere fa aumentare la secrezione di endorfine che provocano una diminuzione del dolore e della tensione, permettendo il raggiungimento di uno stato di rilassamento e serenità); scioglie i muscoli (l’attività muscolare che viene stimolata in alcune parti del corpo durante una vigorosa risata rappresenta una forma di esercizio aerobico, idonea a bruciare calorie e ad indurre alcuni dei ben noti benefici dell’esercizio fisico). Uno degli ambiti in cui l’umorismo ha trovato grande applicazione è quello dell’ospedale, attraverso l’utilizzo dei clown ospedali (clown dottori). Nel corso degli ultimi anni, infatti, il numero delle persone che si sono avvicinate al mondo del clown in ambito sociale e sanitario è aumentato in maniera esponenziale. Questo incremento, che rappresenta un fenomeno mondiale, ha investito anche il nostro paese, portando sempre più persone a vestire i panni del clown. Essendo l’intervento dei clown fortemente basato sulla componente umoristica, quest’attività in ambito sanitario e sociale può essere vista come un’azione mirata ad aumentare i punti di forza dell’individuo. È stato dimostrato che le persone che provano un maggior numero di emozioni positive nella loro vita sono maggiormente soddisfatte. L’umorismo appare essere uno dei più veloci ed effettivi mezzi per ridurre simultaneamente le emozioni negative e incrementare quelle positive. Tuttavia, l’umorismo non è il solo punto di forza collegato con il clowning. Altri punti di forza quali creatività, curiosità e apertura mentale, così come l’intelligenza sociale, sono aspetti che i clown che operano in


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ambito sanitario e sociale devono possedere e promuovere durante il loro intervento. Attraverso il clowning è possibile rivolgersi non solo ai pazienti, ma all’intera comunità che l’istituzione sanitaria ospita (parenti, personale sanitario, volontari). Lo scopo del clown è infatti quello di porsi in una posizione di ascolto attivo e attento dei contesti e delle situazioni in cui opera, in modo da elaborare le migliori strategie di comunicazione e interazione con tutte le persone presenti nel contesto d’intervento, nonché quello di indurre una modifica nello stato emotivo dei pazienti, favorendo l’aumento delle emozioni positive e il decremento di quelle negative. Il clown diventa così un “interprete delle emozioni”.

FESTIVAL NAZIONALE DEL CLOWN DOTTORE 11/13 aprile Pordenone www.fnc-italia.org Continua il nostro viaggio nel mondo del clowning in corsia. Questa volta partecipiamo al Festival Nazionale del Clown Dottore, organizzato dalla FNC (Federazione Nazionale Clown Dottori) all’interno della Fiera B come Bimbo (Pordenone, 11/13 aprile). Il programma del festival prevedeva un ciclo di conferenze, che cominciava con un seminario accreditato ECM rivolto a personale sanitario e non-sanitario, e proseguiva nei giorni successivi con una serie di interventi sull’evoluzione del clowning in ambito socio sanitario, cui hanno partecipato esponenti delle maggiori organizzazioni di clown dottori italiane. Completavano il programma laboratori didattici sulla pedagogia del circo e sulla magia. Nella FNC confluiscono organizzazioni no profit che da anni operano in strutture sociosanitarie e ospedaliere su tutto il territorio italiano, e un Clown Dottore della FNC riceve dall’associazione di appartenenza una formazione specifica, che prevede competenze di clownerie, comicità, improvvisazione teatrale, competenze di tipo socio-psico-pedagogico, per un totale di almeno 200 ore di formazione più il dovuto tirocinio.

Al festival incontriamo Alberto Dionigi, presidente FNC e co-autore con Paola Gremigni di “Psicologia dell’umorismo” e “La Clownterapia”, due testi di recente pubblicazione editi da Carocci Editore che sottolineano l’importante ruolo dell’umorismo nella società e l’impegno dei clown dottori nella ricerca scientifica e divulgazione sul clowning. Un campo di indagine letteraria e scientifica poco conosciuto ma ricco di spunti illuminanti e applicazioni terapeutiche per tutti coloro che lavorano nel sociale. Riportiamo qui un intervento di Alberto Dionigi, invitandovi ad approfondire l’argomento attraverso la lettura dei suoi libri. j u g g l i n g m a g a z i n e n u m e r o 6 3 g i u g n o 2014

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REGISTRO NAZIONALE CORSI/SCUOLE DI CIRCO LUDICO EDUCATIVO Il Registro nasce con l’intento di fornire informazioni sul lavoro delle scuole, promuovere e facilitare le collaborazioni, gettare le premesse per un riconoscimento del settore e la creazione di un network nazionale. Le modalità per esservi inseriti sono disponibili su www.jugglingmagazine.it

Piemonte Chapitombolo via Baldichieri 18, 14013 Monale (AT) Olivia Ferraris 0141 1856269 www.chapitombolo.it

Lombardia

Trentino Alto Adige

Friuli Venenzia Giulia Veneto Liguria Emilia Romagna Toscana

Marche Abruzzo Umbria Lazio

Campania Basilicata Puglia Sicilia Sardegna

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Circo Clap via Don Giovanni Minzoni 17, 28041 Arona (NO) Pasquale di Palma 328 8891533 www.circoclap.it Dimidimitri via Gorizia18, 28100 Novara Marco Migliavacca 333 1866430 www.dimidimitri.com Fuma che n’duma via XX Settembre 30, 10022 Carmagnola (TO) Giuseppe Porcu 333 2742858 bimbocirco.wordpress.com Jaqulè via Lazio 2, 10043 Orbassano (TO) Enrico Giacometto 328 7828323 www.jaqule.com Sportica via Cattaneo 41, 10064 Pinerolo (TO) Paola Martina 340 4644248 www.sportica.it Teatrazione via Rismondo 39/f, 10127 Torino Italo Fazio 011 5889562 www.teatrazione.com UP Strada Salimau 1/E, 12060 Pocapaglia (CN) Maria Grazia Ielapi 339 7532815 upscuoladicirco@gmail.com Vertigimn via Mottalciata 7, 10154 Torino Fabrizio Fanizzi 338 4189800 www.vertigimn.it Quattrox4 ASdc via Privata Pericle 16 20126 Milano Elisa Angioni 348 2269315 quattrox4.com Piccola Scuola di Circo via Elba 7, 20144 Milano Camilla Peluso 02 42290574 www.piccolascuoladicirco.it Piccolo Circo dei Sogni via Carducci 7/17, 20068 Peschiera (MI) Paride Orfei 02 5471337 www.piccolocircodeisogni.com Scuola di Arti Circensi e Teatrali via Sebenico 21 , 20124 Milano Maurizio Accattato 348 6054623 www.maurizioaccattato.org Spaziocirco via Carrobbio 6, 20093 Cologno Monzese (MI) Sonia Belotti 338 7813115 www.spaziocirco.it Campacavallo via F.lli Rizzardi 15, 20151 Milano Gabriella Baldoni 347 8571338 www.cascinacampi.it/campacavallo Spazio Circo Bergamo Corso Roma 84\a, 24068 Seriate (BG) Manlio Casali 393 0082506 www.spaziocircobergamo.it Ambaradan via Gaetano Donizetti 16, 24020 Torre Boldone (BG) Lorenzo Baronchelli 339 5695570 www.ambaradan.org La Valle dei Sogni via IV Novembre 77, 25068 Sarezzo Matteo Mazzini 393 9703004 www.lavalledeisogni.com Juggling Lab via della Querce 125, 21013 Gallarate (VA) Luana Facchetti 347 2785195 www.wix.com/improntecreative/gallarate Officine del Sole via Jerago 24 21010 Besnate VA Cristina Laudi 340 9292556 www.officinedelsole.net Giocolarte via Acerbi 133, 27100 Pavia Meriadoc Monteverdi 339 1834889 giocolarte.wordpress.com Impronte Creative Via delle Querce 125, 21013 Gallarate (VA) Luana Facchetti 347 2785195 www.circolamento.it Teatro Circo Puzzle Str. Padana Superiore 28, 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) Silvia Vetralla 348 7461009 www.puzzleasd.com Animativa via Max Valier 11, 39011 Lana (BZ) Reinhard Demetz 0473 239564 www.animativa.org Arteviva via Bari 73/5, 39100 Bolzano Mauro Astolfi 333 8596111 associazione.arteviva@virgiliio.it Circomix via Tulpe 1c 39030 Vandoies (BZ) Sigrid Federspiel 0472 869479 www.circomix.it Bolla di Sapone via S. Antonio 20, 38100 Trento Tommaso Brunelli 348 8852925 www.bolladisaponetrento.it Oppetelà via Paganini 14, 38068 Rovereto (TN) Anna Cavarzan 338 8330532 oppetela.wordpress.com Circo all’inCirca via Piemonte 84/8 - località Padernò, Udine Davide Perissutti 340 6052371 www.circoallincirca.it Ludica Circo c/o Hermete onlus v.le Verona 107, 37100 Fumane (VR) Stefania Garaccioni 347 9121866 www.hermete.it Circo in Valigia via San Lorenzo 15 36030 Caltrano (VI) Nicoletta Grolla Cegalin 349 1632427 http://circoinvaligia.weebly.com Facciamo Circo via Segalara 5, 19038 Sarzana (SP) Alina Lombardo 339 5878441 www.facciamocirco.it Circolarmente via Mantova 4/b, 43100 Parma Albert Horvath 347 3131604 www.circolarmente.it Microcirco viale Colombo 18, 47042 Cesenatico (FC) Carla Acquarone 337 266505 www.microcirco.it En Piste via Bocchi 32, 50126 Firenze Julien Morot 380 7560377 www.enpiste.it Mantica Scuola di Circo via del Terminillo 20, 58100 Grosseto Ilaria Signori 328 9089250 www.compagniamantica.it Circo Tascabile via Belgio 12, 50126 Firenze Lapo Botteri 348 9241326 www.circotascabile.it Circo Ribalta via Caduti di Cefalonia 6, 50053 Empoli (FI) Lorenzo Cecchi 340 4779455 circoribalta@gmail.com Antitesi Scuola di Circo Trick via Don Mazzolari 25, 56025 Pontedera (PI) Martina Favilla 349 6304211 www.antitesiteatrocirco.it Chez Nous, …Le Cirque! via di Lupo Parra 151, 56023 S. Prospero, Cascina (PI) Cristiano Masi 339 3212486 www.museodelcirco.it A.I.T. La Casella strada Valacchio Casella 30, 53018 Sovicille (SI) Margherita Gamberini 0577 314323 www.lacasellacavalgiocare.it Circo Sbarbacipolle Loc. Chiassa Superiore 296, 52100 Arezzo Simona Serafini 339 3840294 www.associazioneorsobaloo.it Circo Teatro Oblì Shalà c/o Teatro Verdi, 53036 Poggibonsi (SI) Viola Rosa Giamagli 333 6752130 www.timbreteatroverdi.it Le Cavallette via Fortunato Garzelli 11, 57128 Livorno (LI) Silvia Poggianti 347 5138729 FB Le Cavallette A.S.D. Circo Libera Tutti via Marconi 108, 50056 Montelupo Fiorentino Samuele Mariotti 333 4022331 www.circoliberatutti.it La Valigia delle Meraviglie Via R. Sassi 6, 60044 Fabriano (AN) Maria Pia Santoro 340 2380553 www.lavaligiadellemeraviglie.com Circoplà P.zza Nenni 8, 60030 Serra de Conti (AN) Elisa Mencarelli 338 1545063 www.circopla.it Visionaria via Maestri del Lavoro, Teatro Panettone, Ancona Valeria Mastropasqua 338 7587532 www.visionaria.org Il Circo della Luna via D’Aurelio, San Giovanni Teatino (CH) Valentina Caiano 347 0082304 FB IlCirco della Luna Circo Instabile via Birago 4, 06124 Perugia Michele Paoletti 347 3867654 www.circoinstabile.it Sul Filo e Dintorni Località Padella 37, 05018 Orvieto Soledad Prieto 389 4318892 www.lastronauta.com Rataplan via dell’Artigianato 15 06083 Bastia Umbra (PG) Laura Ugolini 075 7980672 www.teatrodistradapnt.it Catapulta Teatro Circo via Terme di Traiano 38, 00053 Civitavecchia (RM) Novella Morellini 333 2004091 FB Catapulta Teatro Circo Circus Bosch piazza San Pancrazio, 7 00152 Roma Valeria Zurlo 333 6888554 www.circusbosch.com SIACC via Giorgio Perlasca 71, 00155 Roma Paolo Pristipino 06 21808595 www.scuolanazionaledicirco.com Vola Voilà via Senocrate snc (Axa-Palocco), 00125 Roma Anna Paola Lorenzi 06 83082739 www.volavoila.it Khiaradanza via San Filippo 10, 80122 Napoli Kio 081 2461173 www.khiaradanza.it Circo dei Sogni c/o Dedelife via Carlo De Marco, 80100 Napoli Maria Teresa Cesaroni 339 3927461 www.dedelife.it Il Girotondo Recinto Cappuccini 6, 75100 Matera Nicola Scoditti 339 2464721 www.scuoladicircoilgirotondo.it Circo Laboratorio Nomade vico La Catena 9, 74012 Crispiano (TA) Monia Pavone 329 3909909 myspace.com\circolaboratorionomade Un Clown per Amico via Giulio Petroni 14, 70124 Bari Michele Diana 348 0535875 www.unclownperamico.com Il Giglio c/da Baronia Capo Milazzo, 98057 Milazzo (ME) Alfredo D’Asdia 090 9281313 www.ilgiglio.org Le strade di Macondo via Goldoni 68, 09131 Cagliari Pietro Olla 338 2362816 www.pietroolla.it

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FORMAZIONE PER OPERATORI DI CIRCO LUDICO-EDUCATIVO

i ri Giocol& Dintorni con il sostegno del

Ministero per i Beni

L’Ass. Giocolieri e Dintorni promuove ed organizza meeting, stage, e un corso universitario per l’ine le Attività Culturali segnamento in ambito pedagogico e sociale delle arti circensi. Dopo un lungo confronto con le federazioni nazionali europee e la European Youth Circus Organization (EYCO), alla quale l’Ass. Giocolieri e Dintorni aderisce rappresentando l’Italia, abbiamo elaborato un programma formativo che permetta di acquisire le competenze specifiche per i Progetti di Circo, aggiornate al nuovo scenario europeo e in linea con la ricerca sull’evoluzione fisica e psichica di bambini e adolescenti. Su jugglingmagazine.it tutti i dettagli dell’articolata proposta formativa che ogni anno coinvolge circa 200 insegnanti ed operatori su tutto il territorio nazionale.

Montelupo Fiorentino (FI) Stage di 1° livello (aprile 2014) e 2° livello (settembre 2014)

Le basi tecniche e pedagogiche delle arti circensi Stage introduttivo riservato a coloro che desiderino scoprire le discipline circensi e svilupparne l’insegnamento in ambito pedagogico nelle scuole, nelle palestre, nelle associazioni. Valore pedagogico, metodologia, didattica, preparazione e valutazione di una lezione/di un corso annuale; presentazione di progetti; basi tecniche delle discipline circensi. Lo stage di 2° livello è riservato a coloro che hanno già frequentato il 1° livello o che possiedano i requisiti di entrata.

Montelupo Fiorentino (FI) 15 / 19 settembre 2014

Meeting Nazionale Operatori di Circo Ludico-Educativo in collaborazione con Circo

Libera Tutti e patrocinio del Comune di Montelupo Fiorentino Il Meeting, evento unico nel suo genere in Italia, è rivolto agli operatori del settore e fornisce loro l’occasione per un aggiornamento professionale e per un reciproco scambio sulle metodologie e le tecniche acquisite. La formula prescelta vede il gruppo dei operatori partecipanti, provenienti da tutta Italia in rappresentanza di varie associazioni, concentrarsi per cinque giorni su un intenso programma di interventi, workshop, laboratori con bambini, convegni, allenamento libero e spettacoli serali.

AltroCirco, progetto per lo sviluppo del Circo Sociale AltroCirco, progetto di Giocolieri e Dintorni per lo sviluppo e il riconoscimento del circo sociale in Italia, nasce dal confronto e dalle istanze degli operatori del settore, dall’esigenza di creare una realtà su scala nazionale che promuova e valorizzi il circo come strumento sociale. AltroCirco si pone inoltre l'obiettivo di sviluppare, attraverso la rete di associazioni del settore, il progresso della ricerca scientifica e della formazione in questo ambito, grazie anche alla lunga cooperazione con i maggiori network internazionali. Su www.jugglingmagazine.it tutti i dettagli.

Roma, ottobre 2015 / giugno 2016

4° Corso Universitario per lo Studio delle Attività Motorie applicate alle Arti Circensi in collaborazione con ll Corso di Laurea in Scienze Motorie, Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Il corso annuale, a cadenza biennale, primo del suo genere in Italia, è indirizzato ad operatori di arti circensi e dell’infanzia, insegnanti e studenti. Il programma, articolato in 310 ore di lezioni e tirocinio con esami finali, raccoglie le più moderne conoscenze generali, pedagogiche e tecniche per la trasmissione delle attività circensi in ambito educativo e sociale.

Schemi di scambio internazionali e partecipazione a festival internazionali Grazie alla nostra puntuale partecipazione e adesione fin dal 2006 ai network internazionali del settore (NICE) e all’organizzazione europea che rappresenta il settore (EYCO) possiamo oggi offrire agli operatori affiliati ampie possibilità di partecipazione ai meeting annuali europei del settore, agli schemi di scambio, seminar e training specifici offerti dai partner europei. Sempre più numerose anche le opportunità di partecipare con i propri allievi agli schemi di scambio e ai festival internazionali di circo giovanile.

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www.jugglingmagazine.it > Circo Sociale / progetto Altro Circo > Studi e Ricerche Il progetto AltroCirco, per la promozione e lo sviluppo del Circo Sociale in Italia, nato nel marzo del 2014 all’interno dell’associazione Giocolieri e Dintorni, ha previsto all’interno della sua struttura una sezione denominata “Studi e Ricerca”. Questa sezione si pone l’obiettivo di elaborare progetti di ricerca scientifica su scala nazionale e in chiave comparativa, al fine di prendere parte ai dibattiti in corso a livello mondiale nonché di sviluppare le basi teoriche a sostegno delle progettualità del settore. Questa sezione si svilupperà principalmente attraverso due filoni: il primo si occuperà di recensire e dare visibilità a ricerche, articoli, teorie, modalità operative che hanno come campi d’applicazione il Circo Sociale o potrebbero esservi applicate; il secondo filone invece si propone di progettare e realizzare progetti di ricerca che investano il Circo Sociale, con particolare attenzione alle modalità con cui si può misurare l’efficacia delle azioni/interventi dei progetti di Circo Sociale. Questa sezione intende offrire uno spazio di raccolta della letteratura che si occupa e si occuperà di Circo Sociale in modo da promuoverne la conoscenza e la diffusione dei contenuti scientifici. A questo proposito la sezione “Ricerca e Studi” ha presentato al seminar internazionale “Circus has an Impact!” (Tampere, Finlandia - dicembre 2013) una metodologia che viene già utilizzata e che vanta solide basi scientifiche, oltre che la possibilità di essere applicata a tutti i progetti che abbiano come campo di applicazione la comunità e il territorio. Per consultare l’articolo redatto da Tania Fiorini e Ilaria Bessone (entrambe componenti di questa sezione), vi invitiamo a leggere il con-

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tributo in italiano oppure la versione in inglese pubblicata su www.jugglingmagazine.it > Circo Sociale / progetto Altro Circo > Studi e Ricerche. Le discipline che potranno dare il loro contributo allo sviluppo della sezione “Ricerca e Studi” saranno principalmente la Psicologia, la Sociologia, le Scienze Motorie, la Pedagogia, ma anche la Filosofia e l’Antropologia Culturale. Una delle prime azioni di questa sezione riguarda l’attivazione di un tavolo di discussione per raccogliere le pratiche e/o le prassi che, attualmente, vengono utilizzate per misurare le ricadute e l’efficacia dei progetti di Circo Sociale e in un secondo momento, giungere ad una metodologia condivisa da tutte le realtà che praticano il Circo Sociale e i suoi obiettivi. Nel medio termine lavoreremo anche per attivare un progetto che coinvolga tutti gli associati e che, partendo da un esame comparativo, possa costruire una metodologia condivisa. Siamo infatti consapevoli che per poter accedere all’erogazione di fondi (nazionali, europei, pubblici e privati) è sempre più indispensabile rendere conto dell’efficacia raggiunta dal progetto realizzato, ossia del quantum dell’obiettivo dichiarato è stato raggiunto. Ci auspichiamo di attivare uno spazio di interlocuzione che consenta una sistematizzazione dei fondamenti scientifici e una convergenza sulle metodologie utilizzate, attraverso un confronto attivo e costruttivo di tutte le realtà italiane. Nel corso degli anni vorremo anche arrivare a costruire una sorta di archivio che raccolga e monitori le ricerche e le pubblica-

zioni inerenti il Circo Sociale, comprese le molte tesi che già sono state realizzate, ma anche le ricerche nate in altri contesti che tuttavia potrebbero essere estese o replicate nell’ambito del Circo Sociale. In sintesi, la sezione Studi e Ricerche si propone di: • sviluppare delle basi teoriche a sostegno della progettualità di interventi di Circo Sociale; • raccogliere e diffondere dati ed informazioni su metodologie, risultati, criticità e buone prassi nel campo del circo sociale e di altre forme di intervento sociale ed artistico in Italia e all’estero; • sviluppare e promuovere la diffusione della ricerca valutativa, che favorirà lo sviluppo di un sistema di riferimento atto a comprendere e considerare scientificamente l’impatto dei progetti proposti, a garanzia di un loro crescente riconoscimento; • promuovere la recensione e la diffusione di studi in ambiti scientifici, rilevanti per il circo sociale, quali pedagogia, psicologia, sociologia, scienze motorie, filosofia, antropologia culturale; • sviluppare collaborazioni con enti di ricerca quali università, fondazioni e centri studi, organizzazioni e network internazionali; • realizzare un progetto di ricerca su scala nazionale che consenta di definire delle prassi valutative fondate scientificamente e condivise. Ci auguriamo che tutti gli associati vogliano far propri questi obiettivi e queste azioni e partecipino attivamente con il loro entusiasmo e i loro contributi.


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Social Circus Basic Training - parte 1 Pontedera (PI), 22/26 settembre 2014

Siamo lieti di annunciare che il Cirque du Soleil, in collaborazione con l’Ass. Giocolieri e Dintorni / Progetto Altro Circo, offrirà un corso di formazione di base per insegnanti di circo e operatori sociali impegnati in progetti di circo sociale. Il corso è diviso in due sessioni, ciascuna di 40 ore; la prima sessione è prevista a Pontedera dal 22 al 26 settembre 2014, la seconda sessione è prevista per marzo 2015, con data da definire. Info: giocolieriedintorni@hotmail.com - 347 6597732

REGISTRO NAZIONALE PROGETTI DI CIRCO SOCIALE Il Registro nasce con l’intento di fornire informazioni sul lavoro delle associazioni, promuovere e facilitare le collaborazioni, gettare le premesse per un riconoscimento del settore e la creazione di un network nazionale. Le modalità per esservi inseriti sono disponibili su www.jugglingmagazine.it

Piemonte Fondazione Uniti per Crescere Insieme Via Pacchiotti 79, 10146 Torino Sara Sibona 011 19836531www.unitipercrescereinsieme.it Jaqulè via Lazio 2, 10043 Orbassano (TO) Enrico Giacometto 328 7828323 www.jaqule.com Teatrazione via Rismondo 39/f, 10127 Torino Italo Fazio 011 5889562 www.teatrazione.com Fuma che n’duma via XX Settembre 30, 10022 Carmagnola (TO) Giuseppe Porcu 333 2742858 www.bimbocirco.wordpress.com Lombardia Giocolarte via Acerbi 133, 27100 Pavia Bruna Ventura 349 1470123 www.giocolarte.wordpress.com Campacavallo via F.lli Rizzardi 15, 20151 Milano Gabriella Baldoni 347 8571338 www.campacavallo.com Ambaradan via Gaetano Donizetti 16, 24020 Torre Boldone (BG) Lorenzo Baronchelli 339 5695570 www.ambaradan.org Friuli Venezia Giulia Skiribiz via Marinelli 6, 33033 Codroipo (UD) Marco Grillo 340 8304849 www.skiribiz.com Circo all’inCirca via Piemonte 84/8, località Padernò, Udine Davide Perissutti 340 6052371 www.circoallincirca.it Veneto Ludica Circo viale Verona 107, 37100 Fumane (VR) Stefania Garaccioni 347 9121866 www.hermete.it Ancis Aureliano Onlus via Fogazzaro 12, 36030 Caldogno (VI) www.dottorclownitalia.org Emilia Romagna Circostrass via Gilioli 48, 41012 Carpi (Modena) Cosetta Bottoni 347 1718894 www.circostrass.it Toscana Circo Tascabile via Filicaia 2, 50065 Pontassieve (FI) Claudia Brandani 380 3585691 www.circotascabile.com Antitesi via Guidiccioni 6b, loc. La Fontina, Pisa Martina Favilla 349 6304211 www.antitesiteatrocirco.it Teatro C’Art via Giuseppe Brodolini 9, 50051 Castelfiorentino (FI) Andrè Casaca 349 4700420 www.teatrocart.com Circo Libera Tutti via Marconi 108, 50056 Montelupo Fiorentino Samuele Mariotti 333 4022331 www.circoliberatutti.it En Piste via Bocchi 32, 50126 Firenze Maria Luisa Liguoro 333 3733644 www.enpiste.it Marche La Valigia delle Meraviglie Via R. Sassi 6, 60044 Fabriano (AN) Ambra Martelli 329 5477125 www.lavaligiadellemeraviglie.it Umbria Spiazza la Piazza Circo Instabile / Coop Polis Perugia Daniele Giangreco 347 1267302 www.danielegiangreco.it Lazio Inerzia via Francesco Grimaldi 127, 00146 Roma Leonardo Varriale 347 6531329 www.inerzia.org Circus Bosch piazza San Pancrazio, 7 00152 Roma Valeria Zurlo 333 6888554 www.circusbosch.com Campania Circo Corsaro via Dietro la Vigna 14, 80145 Scampia (NA) Maria Teresa Cesaroni 339 3927461 FB Scuola di Circo Corsaro Puglia Social Circus Quartiere Leuca, Lecce Dario Cadei 335 5407829 FB Social Circus Quartiere Leuca Il Girotondo via IV novembre 9, 70017 Putignano (BA) Nicola Scoditti 339 2464721 www.scuoladicircoilgirotondo.it Sicilia E se il Circo lo facciamo noi? Centro diurno il Rosario, Scicli (RG) Giuseppe Buggea 338 1948181tchi-tchiao@hotmail.it

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RADUNO NAZIONALE DELLE SCUOLE DI PICCOLO CIRCO 19/27 aprile, Sarzana (SP) http://www.radunoitaliano.facciamocirco.it Quest’anno l’Ass facciamoCirco, con il patrocinio e il contributo del Comune di Sarzana e della Regione Liguria, ci ha offerto una special edition dell’appuntamento annuale che, nell’incantata atmosfera della Fortezza Firmafede di Sarzana, riunisce le scuole di circo per bambini e ragazzi da tutta Italia e un pubblico sempre più numeroso di artisti, fan, curiosi, appassionati. Ad accoglierli, a nove anni dalla prima edizione, un programma molto articolato di giochi, confronto, scambio, stage e laboratori di diverse discipline, parate, laboratori creativi per genitori e bimbi più piccoli, spettacoli serali. Fittissima la serie di workshop, che ha trasformato ogni angolo della fortezza e del suo fossato in una palestra a cielo aperto, per la gioia degli allievi delle scuole, ma anche del pubblico che, approfittando delle belle giornate di sole, è stato incuriosito e contagiato da tanta allegria e voglia di mettersi alla prova. Tutti potevano provare qualcosa di nuovo o approfondire qualcosa di già noto: clownerie, mano a mano, acrobatica aerea, airtrack, acroyoga, antipodismo, corda molle, danza acrobatica, danza verticale, bolle di sapone, diabolo, flowerstick, giocoleria, poi swinging, hula hoop, monociclo freestyle, palo cinese, rola bola, roue cyr, verticalismo, trampoli, ma anche sport stacking e introduzione alle tecniche di movimento degli speleologhi!!

Al termine delle lunghe mattinate e pomeriggi dedicati ai workshop le serate del Raduno sono state, come sempre, movimentate dalle esibizioni dei giovanissimi allievi delle numerose scuole di circo amatoriali e dallo spettacolo degli allievi di una scuola professionale, quest’anno la Scuola Romana di Circo. Ma una special edition non poteva non riservare dei piacevoli “extra”! Innanzitutto una rassegna di spettacoli/ eventi serali di teatro comico, arte, circo contemporaneo, e attività diurne nei giorni che precedevano il Raduno dal titolo “Aspettando le scuole di circo”. Tra gli artisti invitati segnaliamo, oltre alla compagnia Trio Trioche per la regia di Rita Pelusio e al giovane artista siciliano Giulio Lanzafame, lo spettacolo del collettivo Circo Inzir, un progetto di circo sociale nato dalla volontà di un collettivo di artisti di portare spettacoli, parate e laboratori nelle aree del mondo in cui povertà, guerre e sfruttamento rendono la vita difficile. Una carovana che si è mossa nel 2012 alla volta dei campi profughi del Saharawi e che era appena rientrata dalla spedizione nel bacino del Petén, in Guatemala. Vitale per la rappresentazione degli spettacoli la presenza inedita all’interno del fossato della Fortezza dello chapiteau di Spazio Bizzarro, che ha dato all’evento, oltre ad uno spazio attrezzato per laboratori e spettacoli, la suggestione della leggerezza del tendone affiancata alla gravità delle mura della fortezza. A fare da contrappunto artistico a questa mescolanza di luoghi della kermesse circense ecco il

foto di Silvia Rossomando

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foto di Silvia Rossomando

viaggio, insolito e appassionante, a cura dello storico dell’arte Philippe Daverio, che ha illustrato la storia del circo nell’arte accompagnandoci tra Sassu, Léger, Chagall, Picasso, Seurat, Botero ed altri artisti che, tra l’Ottocento e il Novecento, hanno raffigurato il circo e la sua storia in sculture e dipinti. Ma il momento clou è stata la testimonianza che, all’interno del programma “2014 Anno internazionale della Solidarietà con il Popolo Palestinese”, è giunta da 4 giovanissime allieve, alla loro prima uscita fuori dagli angusti confini in cui vivono, e dal direttore della Nablus Circus School. Questa scuola, accreditata presso l’Autorità palestinese a Nablus, città della Cisgiordania occupata da Israele dal 1967, conduce da anni un’esperienza di aggregazione e di educazione alla convivenza pacifica. Gli allievi, bambini e ragazzi di età compresa tra 6 e 22 anni provenienti da aree differenti del distretto di Nablus, trovano qui attività formative-ricreative capaci di regalare momenti di normalità e spensieratezza all’interno di una quotidianità estremamente difficile. Nablus Circus School è, inoltre, l’unica struttura sportiva di Nablus che svolge e incoraggia attività di gruppo misto in cui maschi e femmine lavorano insieme, cosa tutt’altro che scontata tra le popolazioni mediorientali. I ragazzi praticano acrobatica, equilibrismo, giocoleria, musica e dabkah, danza tradizionale palestinese. Ed è stato molto emozionante, come sottolinea Alina Lombrado, ideatrice e direttrice del Raduno, “vedere giocare insieme ragazzi italiani e palestinesi: Tajalli che insegna a Irene i passi della danza dabkah, o Zina che sale per la prima volta sul palo cinese aiutata da Andrea, o Ghinwa che gioca con clave e palline insieme a Caterina e Giovanni. Non più, almeno per qualche giorno, i militari nelle strade, le ore trascorse in fila ai checkpoint, la paura; ma altri ragazzi con cui imparare nuovi giochi, e ore passate a scambiare gioia invece di paura“. Un progetto di integrazione e scambio che ha trovato in Moni Ovadia e Marco Rovelli, noti per il loro instancabile impegno sui temi della tolleranza, la convivenza pacifica, la solidarietà, l’accoglienza, due testimonial d’eccezione. Un progetto di scambio interculturale, fortemente voluto e organizzato dall’Ass, facciamoCIRCO e realizzato con il sostegno degli associati e degli assessorati alla Cooperazione Internazionale e Politiche Giovanili di Sarzana e La Spezia. Per tutti l’appuntamento alla prossima edizione, la decima, in programma dal 30 aprile al 3 maggio 2015, che regalerà sicuramente nuove piacevoli sorprese ai suoi partecipanti!!

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WES PEDEN www.wespeden.com

foto di Graficherò Progetti di comunicazione

Incontriamo Wes Peden in occasione del suo stage a Bastia Umbra, presso il Piccolo Nuovo Teatro, e ne approfittiamo per chiedergli alcune considerazioni sui concetti di insegnamento, creazione, e innovazione.

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rizzare gli allievi verso nuove creazioni, a prendere un pò di responsabilità per la community dei giocolieri cui appartengo. Ho cominciato a giocolare a 5 anni, e fin da piccolo ho imparato tanta tecnica. Quando avevo 10/11 anni guardavo i campionati della IJA ed ero affascinato da quelli che esibivano trick e routine originali. Ho cominciato a imitare i loro trick, ma mi sono presto reso conto che la cosa bella era invece crearne di nuovi. Sono stato fortunato ad aver consolidato la mia tecnica quando ero un ragazzino; a 10 anni potevo già fare le mie 5 clave back cross ed è stata questa padronanza che mi ha permesso di elaborare facilmente nuovi trick. Da piccolo ho sempre anche disegnato, suonato il piano, ma con la giocoleria avvertivo più libertà, più possibilità. Amo la sensazione di fare

foto di Francesco Capponi

Sul web puoi trovare molti tutorial per imparare tante tecniche diverse, ma credo che il compito principale di un insegnante sia farti fare le cose che da solo non faresti, quelle dove normalmente non ti spingeresti. Quando ho avuto Jay Gilligan come insegnante mi vedevo assegnate di continuo tante sfide creative che non avrei mai cercato, perché per me era già abbastanza divertente provare 5 clave in back cross. La giocoleria è un’attività che richiede tempo e costanza negli allenamenti, e credo sia importante trasmettere la possibilità di spaziare, di giocare con gli oggetti, di trovare piacere nelle tue session, perchè così praticherai di più, con maggiore gioia e leggerezza. Non insegno molto ora, ma è importante farlo, perché mi aiuta a definire meglio il mio concetto di giocoleria, ad indi-

qualcosa di nuovo, che non esisteva e ora è lì. Mi appassiono a un’idea nuova e non smetto di provare fino a quando non mi riesce, anche se devo lavorare per tante ore di seguito. Ho sempre progetti nuovi in cui appassionarmi, la giocoleria è così vasta che non mi annoia mai. Posso scrivere un’idea di un trick e questa, a sua volta, mi suggerisce idee per altri 20 trick, oppure non funziona affatto ma apre comunque nuovi percorsi; oppure riguardo i filmati - amo girare video, anche durante gli allenamenti - e scorgo cose che quando ero lì non coglievo. Tra progetti e allenamenti mi piace anche vedere film, leggere bibiografie, pensare a nuove strade da percorrere, e spesso l’ispirazione viene da vite di artisti e grandi uomini che non sono giocolieri. Giro il mondo con la mia arte, incontro pubblici diversi, ognuno che reagisce a modo suo, ma tutti sorpresi di trovarsi di fronte una giocoleria che non conoscevano e non si aspettavano. Sono contento di poter fare qualcosa in cui credo, e sono felice che quello che mi appassiona piaccia anche al pubblico e mi permetta di vivere. Dagli USA ho scelto di trasferirmi a studiare in Svezia, dove Ville Walo e Maksim Komaro avevano aperto già tante nuove strade per la giocoleria. Un sacco dei miei giocolieri preferiti al tempo erano scandinavi, e lo stesso Jay Gilligan si era trasferito lì. Sembrava

che da quelle parti stesse succedendo qualcosa di importante e sicuramente oggi è uno dei posti dove si ricerca di più nella giocoleria. Seguo con attenzione le nuove creazioni e ho visto delle cose interessanti in giro, come alcuni pattern collettivi di Le Petit Travers, ma sono anche curioso di quello che succede in Giappone, dove la giocoleria sta esplodendo e dove ci sono tanti appassionati che si allenano con impegno. Le loro innovazioni sono molto originali, perché portano nella giocoleria la loro discipina e il variegato bagaglio della loro millenaria cultura. È interessante anche provare nuova giocoleria con nuovi oggetti, o mischiando oggetti diversi. Ogni attrezzo ha il suo modo di muoversi e infinite possibilità di essere manipolato. Con gli oggetti tradizionali come clave, palline cerchi questa manipolazione ha secoli di tradizione alle spalle, su cui i giocolieri continuano ad elaborare. Questo processo e questa confidenza devono ancora consolidarsi con i nuovi attrezzi, e richiederà sicuramente del tempo. Altrettanto stimolante è mettere insieme più giocolieri sul palco, le possibilità di interazione tra di loro diventano infinite e questo mi motiva a cercare nuove cose quando lavoro in coppia, o in trio con Patrick e Tony. C’è tanto lavoro nuovo ora in giro e questo ispira tutti a proseguire, in una continua girandola di innovazione.


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Residenze e luoghi di creazione

Ritorniamo sul tema strategico dei luoghi di creazione e delle residenze in Italia per gli artisti e le compagnie con questo spazio di benvenuto al nuovo centro umbro. Ulteriori incursioni sui prossimi numeri di Juggling Magazine.

Piccolo Nuovo Teatro Via Dell'Artigianato 15, 06083 Bastia Umbra (PG)

www.piccolonuovoteatro.it

Cinque anni fa la nuova generazione di attori/trampolieri della Compagnia A.t.m.o. ereditano dai fondatori dello storico gruppo di artisti di strada l’intero bagaglio di spettacoli, costumi, attrezzature, conoscenze, competenze. Il gruppo cambia nome, formula e integra la squadra con performer e arti circensi che arricchiscono la proposta artistica e si aprono a nuovi progetti. L’obiettivo, il sogno comune, del Piccolo Nuovo Teatro è creare nella propria regione, l’Umbria, un polo culturale e artistico legato al mondo del teatro di strada che porti apertura, scambio, confronto. Tassello fondamentale di questo percorso è l’apertura della scuola di circo Rataplan, che muove i primi passi all’interno del foyer di un teatro. Ma le tante adesioni ci spingono a cercare una struttura più grande e attrezzata, che magari fosse anche un simbolo importante, tangibile e inconfondibile del nostro progetto. Sorge così lo Chapiteau di Rataplan. Da lì a breve la scuola moltiplica i suoi iscritti, ampliando le attività con corsi serali per adulti, workshop per professionisti, ospitando compagnie per residenze e scambi. Così oggi il tendone rosso a stelle gialle che spicca tra gli edifici della zona industriale di Bastia Umbra, è diventato per la cittadina un singolare luogo dove si guarda al futuro con curiosità e totale apertura. Negli ultimissimi tempi allo Chapiteau Rataplan, affianchiamo la gestione del teatro cittadino Esperia chiuso ormai da tempo, che riapre le sue porte con una stagione di successo. I due spazi del teatro e dello chapiteau diventano possibilità concreta di accogliere altre realtà culturali e artistiche e immaginare molteplici progetti da realizzare. Tra questi una serie di appuntamenti formativi di rilievo, come il recente stage con la star della giocoleria mondiale Wes Peden, mentre si programmano le prossime masterclass, a cominciare dall’ Accademia Kataklò ad ottobre.

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ASSOCIAZIONI CHE SOSTENGONO JUGGLING MAGAZINE ARTEREGO ASS. c/o Blogos via Mille > 40033 Casalecchio di Reno > Sandro Sassi 333 2800913 www.arterego.org IL CERCHIO MAGICO ASS. via Tomadini 3 > 34070 Villesse (GO) > Andrea Subani 333 4777548 www.ilcerchiomagico.eu COMPAGNIA DEL GRAN MASTRO BURATTINAIO Via Clemente Loreta 17 > 55049 Viareggio (LU) > Maria Chiara Verona 392 9213940 www.granmastro.it CORPI CIRCO DINAMICO A.S.D. Via Pedicate 33 > 00040 Montecompatri (RM) > Irene Croce 347 1606294 www.irenecroce.com ENDAXI ASS. via G.di Montpellier 52 > 00166 Roma > Paolo Scannavino 328 9473371 www.spazioendaxi.it ARTERIA ONLUS via Antonio Cecchi 17 > 10152 Torino > Maria Mancini 333 7345890 progetto.slip@gmail.com PARMA JUGGLING CREW c/o MU via del Taglio 2 > 43126 Parma > martedì e giovedì h 21,30 > Marcello Conti 327 8263085 www.pjc.parma.it COMPAGNIA OXYMORON > Alessandro Bortolozzi 347 5542562 http://compagniaoxymoron.org TIATRO ASS via Bachtrögl 40 > 39050 Fie allo sciliar BZ > Sigrid Seberich 0471 72602 www.tiatro.it IL POSTO cannaregio 3136 > 30121 Venezia > Wanda Moretti 347 8050819 www.ilposto.org SPAZIO NU via Firenze 42 > 56025 Pontedera (PI) > Massimo Pierini 329 0908119 www.spazionu.com LO STUDIETTO Via Marco Polo 52 > 55049 Viareggio (LU) > Cinzia Bertuccelli 335 6434483 www.lostudietto.com TEATRO SCIÒ SCIÒ piazza Tenente Iacovone 29 > 67039 Sulmona (AQ) > Claudio Cantelmi 347 5775394 tscioscio@yahoo.it MUSEO DELLA MAGIA via Cavour 35 > 12062 Cherasco (CN) > Don Silvio Mantelli 335 473784 www.magosales.com RIDORIDÓ villa Broglia 21 > 37135 Verona > Nicola Suman 347 5660490 www.ridorido.org COMPAGNIA DEI SALTIMBANCHI Viale Sant’Antonio 21 > 80021 Afragola (NA) > Giulio Carfora 331 3794742 compagniadeisaltimbanchi@hotmail.it

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CIRCARTIVE Haus Hof Pimparello Gschwend - Germania www.circartive.de

intervista a Sven Alb, fondatore e direttore di Circartive

Pimparello si chiama ora Circartive, un nome internazionale, perché siamo qui da 12 anni e vogliamo che diventi un posto sempre più aperto a tutti. Dai bambini ai giovani, alle compagnie professionali, che possono venire qui in residenza per due settimane, per fare creazione a contatto con la natura, in cambio di lezioni per i nostri bambini e giovani. Qui a Circartive facciamo tante attività di pedagogia del circo per famiglie, scuole, giovani, circus camp, gruppi di circo, formazione professionale, e vengono sempre più giovani da tutta la regione meridionale della Germania. La radura si riempie di chapiteau da aprile a ottobre, con 200 bambini ogni due settimane che arrivano e partono; il nostro parco animali cresce ogni anno e abbiamo ora 24 alpaca, 9 cavalli, e tanti altri animali con cui facciamo progetti educativi per i ragazzi. E nella foresta abbiamo attrezzato un percorso di equilibrismo tra gli alberi, a 15 metri di altezza. In questo processo di crescita abbiamo sentito l’esigenza di un edificio che offrisse un buono spazio per le performance, per gli allenamenti e la formazione; e uno spazio dove

potessimo organizzare anche eventi speciali. Così sono andato con le nostre idee dall’architetto Peter Hubner, che sapevamo avere un approccio “organico” al concetto di architettura; ma quando mi sono presentato al suo studio mi ha detto di andare via e di tornare con i ragazzi che utilizzeranno la sala! È con loro che voleva avviare la progettazione, chiedendo a ciascuno come la desiderassero. Così i giocolieri gli hanno detto che volevano altezza e una buona luce diffusa, ma nessuna luce diretta negli occhi; le aerialiste tanti agganci dove poter appendere gli attrezzi; gli acrobati un suolo non molto duro, al contrario dei verticalisti che lo volevano ben stabile. Ha messo insieme queste e tante altre esigenze e si è messo al lavoro, consegnandoci un progetto bellissimo e innovativo. Un edificio organico, tutto in legno, riscaldato con energia

pulita, con una temperatura costante all’interno e buona circolazione dell’aria, un sistema di riscaldamento che parte dal pavimento, così puoi sederti e distenderti sentendoti a tuo agio. Diametro di 22 metri, altezza di 11 metri, tetto con 16 capriate, con luce indiretta, totalmente oscurabile anche in pieno giorno, due diversi rig circolari su alla cupola, uno di 6 e l’altro di 9 metri, con portata di 16 tonnellate ciascuno per un totale di 64 attacchi per l’aerea! Le luci sono tutte con tecnologia led. Usiamo gas ecologico per il riscaldamento, le tribune periscopiche accolgono 500 persone e quando non servono si addossano al muro occupano pochissimo spazio. Il legno del pavimento è bambù, molto chiaro, che funziona bene con questo tipo di riscaldamento, può essere levigato facilmente e non ha comportato l’abbattimento di alberi in Amazzonia… Intorno all’edificio principale si trovano

tre costruzioni satelliti: i bagni, un coffe place, e i camerini. È un’atmosfera meravigliosa - al punto che ora ci chiedono di festeggiarci anche i matrimoni! - e la prima volta che i ragazzi sono entrati qui e hanno cominciato le attività si sentivano come a casa loro, e non in uno spazio impersonale e gigantesco. Per costruirla abbiamo impiegato un anno, affiancando le maestranze e lavorando duro anche noi tutti, compreso i ragazzi che utilizzano la sala. La struttura è costata circa 1.2 milioni di euro, quasi tutti provenienti da donazioni, la maggior parte da piccole imprese e privati che ci conoscono e hanno aperto il loro cuore a questo progetto. Lavoriamo con 4000 ragazzi e bambini all’anno, normodotati e diversamente abili e i donatori vogliono sapere che usiamo i soldi per cose buone, sapere che stiamo investendo i loro soldi in un posto che rimarrà qui per decenni, offrendo alle nuove generazioni opportunità di crescita a contatto con la natura. j u g g l i n g m a g a z i n e n u m e r o 6 3 g i u g n o 2014

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Questa rubrica, a cura di Carlo Porrone, (www.orionriggers.com), non pretende di formare una competenza totale sulla sicurezza ma suggerire le basi per una consapevolezza che porti a minimizzare i rischi di essere coinvolti o creare incidenti, anche gravi, pur tenendo presente che a volte tali rischi non sono di per sé completamente eliminabili. Sia che si lavori da soli, sia che si faccia parte di una grossa produzione, non ci si deve mai illudere che la sicurezza sia un argomento destinato “ad altri”: si è sempre tutti coinvolti.

STRUTTURE

SiCurAmente 1.2

Questa rubrica nasce dall’esigenza di consolidare la materia “sicurezza” nel mondo del circo moderno e delle arti di strada, dove non mancano ingegno e stimoli per affermare una vera e propria cultura di genere. Le difficoltà da superare sono molteplici: spesso mancano strumenti e formazione idonei, informazioni adeguate, competenze professionali e regole chiare, proliferano invece pratiche basate sul sentito dire e su ipotesi non accreditate. Ci soffermiamo quindi con attenzione su alcuni dei risvolti concreti che molti operatori devono affrontare quotidianamente nel campo delle discipline circensi, dove scarseggia il personale tecnico specializzato, soprattutto nel campo del “performer rigging”. In questo articolo vedremo come si comportano semplici strutture, che siano travi, “americane”, portici autoportanti. Ogni elemento deve essere adeguato alle forze applicabili: al peso del performer e di ogni altro elemento sospeso si aggiungono forze esterne, come l’accelerazione del figurante (oscillazioni e cadute) o le condizioni climatiche (come il vento). La disposizione del carico deve quindi essere valutata per prevenire sovraccarichi e sbilanciamenti. La stabilità delle strutture di supporto può essere compromessa da carichi non baricentrici; è quindi necessario progettare il sistema per minimizzare l’effetto, inserendo zavorre o tiranti ancorati in punti adeguati. Per tutti i punti di ancoraggio deve essere indicato da una figura competente, che lo comunicherà alle persone preposte a realizzare gli ancoraggi, un valore massimo di carico di lavoro. Per mantenere adeguati margini di sicurezza tale valore deve essere molto lontano dal punto di rottura e stimato anche in funzione di carichi multipli contemporanei. Ci possono essere delle indicazioni o limitazioni relative alla direzione nella quale il carico può essere applicato: un’oscillazione troppo elevata di un trapezio potrebbe far ribaltare o collassare un portico non progettato per il “balant”. I produttori di americane (le strutture a traliccio in alluminio più diffuse nel mondo dello spettacolo) forniscono tabelle esemplificative dove vengono indicati quali carichi possono essere applicati per differenti lunghezze e in base alle diverse tipologie di distribuzione del carico (puntuale o uniformemente distribuito). Nel caso di strutture realizzate con elementi modulari, il cui disegno è differente dalla semplificazione delle tabelle, è necessario fare sempre riferimento a un progettista. I carichi massimi e le condizioni limite di lavoro di strutture non certificate possono essere definiti solo da un ingegnere, e bisogna diffidare di prodotti autocostruiti che non assicurino standard certificati. I seguenti esempi mostrano una generica trave appoggiata agli estremi con applicato un peso (appeso o appoggiato). Il carico è trasferito alle rispettive estremità in modo inversamente proporzionale alla distanza dal punto di applicazione.

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Le americane o le travi hanno la tendenza a deformarsi sotto carico, con degli effetti sulla distribuzione delle forze nel sistema: nel caso di una trave su tre appoggi (invece che due) con il carico uniformemente distribuito, la suddivisione delle forze avverrà nelle percentuali illustrate.

Usare tiranti in cavo d’acciaio o corda per realizzare punti di sospensione, comporta la creazione di significative forze orizzontali, che vanno misurate e verificate con calcoli accurati. I punti di ancoraggio devono quindi essere certificati per tale particolare uso. Nel caso di zavorre, diventa importante non solo il peso stesso della zavorra, ma anche la sua collocazione, dato che le componenti delle forze fanno cambiare enormemente i valori in gioco, modificando gli angoli di tiro: una zavorra troppo “vicina” alla verticale dovrebbe essere enormemente sovradimensionata per sostenere le componenti orizzontali, mentre una troppo lontana rischia di non impedire il sollevamento della struttura a cui è vincolata.


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Juggling Magazine #63 - june 2014  

quarterly italian magazine dealing with contemporary circus arts

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