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JUGGLINGMAGAZINE.IT ASSOCIAZIONE GIOCOLIERI & DINTORNI

CIRCOSCIENZA NUMERO80SETTEMBRE2O18 issn 1591-0164 Poste Italiane SpA sped. in a.p. 70% DCB Viterbo. Contiene allegato P. e allegato R. € 3,00


Con il sostegno di

Lapso Cirk photo by Andrea Macchia

bollettino informativo dell’Ass. Giocolieri e Dintorni Pubblicazione trimestrale Anno XX, n. 80, settembre 2018 Registrazione Tribunale di Civitavecchia n. 9 del 21 novembre 2002 Associazione Giocolieri & Dintorni viale della Vittoria, 25 00053 Civitavecchia (RM) h www.jugglingmagazine.it h www.progettoquintaparete.it e jugglingmagazine@hotmail.com f 0766 673952 m 340 6748826 Direttore Responsabile Marcello Baraghini Direttore Editoriale Adolfo Rossomando Grafica e impaginazione Studio Ruggieri Poggi h www.ruggieripoggi.it t 06 57305105 Distribuzione Nuovi Equilibri t 0761 352277 f 0761 352751 Stampa Pixartprinting Stampato il 20 settembre 2018 In copertina THE CLAYHEAD SHOW di Tom Campbell al Mirabilia Festival foto di Andrea Macchia

EDITORIALE Scrutare gli orizzonti spazio-temporali del circo non smette mai di riservare piacevoli sorprese. L’universo circo continua a distanza di secoli ad espandersi in un Big Bang che non esaurisce la sua spinta, ma che anzi la moltiplica esponenzialmente, rivelando agli osservatori attenti un firmamento sempre più ricco e variegato. Questa estate abbiamo avuto la fortuna e la possibilità di seguire la EJC nella sua folle edizione nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico; la community internazionale dei ricercatori accademici sul circo a Praga; gli artisti talentuosi e il pubblico

entusiasta in una girandola di festival disseminati lungo tutto lo stivale e le isole; gli operatori di circo nel loro immancabile, contagioso Meeting annuale. Un mondo, tanti mondi, infiniti mondi. Nel frattempo il MIBAC pubblicava gli elenchi delle realtà ammesse a contributo ministeriale per il triennio 2018/2020, ridisegnando una mappa del supporto e del riconoscimento istituzionale che, nonostante alcune incongruenze, va sicuramente nella direzione di un deciso, positivo allargamento dei soggetti ammessi. Tanti segnali di una nuova stagione di sviluppo per il circo cosiddetto contemporaneo e per tutte le sue declinazioni che, nell’euforia di una vitalità e creatività eccezionali, dovrà districarsi nel labirinto delle nuove normative per il Terzo Settore, delle tabelle CONI, degli algoritmi ministeriali, delle nuove misure di sicurezza per il pubblico durate gli eventi, di quelle per la sicurezza dei praticanti. Ma non c’è tempo per esitazioni, e la nuova stagione autunnale è già cominciata: ripartono i corsi e i progetti di circo in tutta Italia, le rassegne e i festival, i grandi appuntamenti europei, una nuova edizione di FIX, un nuovo ciclo di appuntamenti con Astley’s Place, i nuovo www.circosfera.it , la replica di Quinta Parete OPEN nelle regioni del centro Italia, il cantiere Juggling Magazine 2020, Città di Circo a Bologna, Bruxelles en Piste in Piemonte e Emilia Romagna, ritorna il Festival di Circo di Latina… e la lista potrebbe andare avanti a lungo. Come sempre vi invitiamo a partecipare e contribuire, viaggiare e sperimentare, coinvolgervi e gioire, saltare e rotolare su questa “Grande Sfera” di nome Circo. Adolfo Rossomando direttore editoriale Juggling Magazine


EUROPEAN JUGGLING CONVENTION 2018 27 LUGLIO / 4 AGOSTO, ISOLE AZZORRE (PORTOGALLO) WWW.EJC2018.ORG Foto di Joke Schot e Roland Huguenin

intervista a Federico Melo team EJC2018

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ivo alle Azzorre, dove sono arrivato dal Portogallo nel 2005, e sin da bambino mi sono allenato con la giocoleria per potermi concentrare e focalizzare l’attenzione. Sull’isola ho cominciato a lavorare in un gruppo di giocolieri con il fuoco, e da allora il gruppo è cresciuto, con una predilezione per gli spettacoli e nel 2011, avviati dei laboratori con bambini svantaggiati abbiamo sentito la necessità di passare da un gruppo informale di artisti ad una organizzazione con uno status giuridico che possa gestire progetti. Nasceva così la Asociaciòn de Artes del Circo 9’Circos. Durante i primi anni ci siamo focalizzati nel lavoro sull’isola, provando a stabilire dei contatti con le organizzazioni portoghesi sulla penisola continentale, senza molto successo, mentre hanno funzionato bene alcuni progetti di scambio europei con paesi dell’est europa sull’utilizzo del circo come strumeto educativo. Col tempo abbiamo tutti imparato anche altre tecniche circensi, io er esempio mi dedico anche al palo cinese, ma nel profondo abbiamo tutti un cuore di giocolieri. Per questo nel 2013 siamo andati alla EJC a Toulouse, con una delegazione del governo delle isole Azzorre, dove abbiamo maturato l’idea di portare la EJC nel cuore dell’Atlantico. Abbiamo dovuto presentare la candidatura tre volte per aggiudicarcela. È stato molto difficile, in pochi credevano in noi, pensavano che non ne avevamo le capacità, che sarebbero stati pochi i giocolieri a potersi permettere un viaggio fino alle Azzorre, ma con la partecipazione di oltre 1800 giocolieri di 45 paesi diversi abbiamo provato il contrario, Il team si è formato per inerzia, aggregando persone che conoscevamo e che avevano già lavorato a grandi eventi o allestimenti importanti, e alla fine ci siamo ritrovati con un core team di 12 persone. Era la prima volta che si organizzava un evento di circo così grande alle Azzorre, e prima di questo avevano organizzato solo un incontro di clownesse, con 28 partecipanti. Per organizzare bene la EJC mi ero preparato partecipando alle precedenti EJC e impegnandomi in tutti i ruoli in cui potevo aiutare, per capire come funzionava. Ho avuto inoltre WWW.PROGETTOQUINTAPARETE.IT


un mentore eccellente, Gary del team irlandese, figura fondamentale anche nei rapporti tra il team EJC e la EJA. Per la EJC ci siamo preoccupati di preparare condizioni molto buone per l’allenamento, con una palestra ampia e moderna che offrisse altezze di 9 e 11 metri, con vista sul mare, e questo non si trova dappertutto! Il villaggio EJC era molto compatto, molto accogliente, con aree differenti ben separate e funzionali, con ampi spazi di verde. Abbiamo cercato un equilibrio tra strutture e naturalezza, che si sono unite in modo meraviglioso. Questo è stato il segreto della nostra EJC e credo che imporrà ai futuri organizzatori di EJC di riconcepire la loro offerta in questi termini. Investiremo il surplus della EJC per pagare il tendone di circo che abbiamo acquistato e montato per l’evento. Con questo tendone potremo lavorare meglio, affermare la nostra identità associativa e divulgare la cultura del circo e “the joy if juggling”. Dopo la EJC riprenderemo subito le attività nell’acripelago, al momento abbiamo attività per adulti in Faial, mentre in San Miguel gestiamo tre classi per bambini problematici e una classe per persone con disabilità mentale. Sposteremo inoltre lo chapiteau in un antico collegio di bambini, in Ribeira Grande, uno spazio ampio con un edificio adiacente che possiamo utilizzare. Terremo inoltre laboratori e spettacoli in giro per l’arcipelago, spostando di volta in volta il tendone. La sorpresa maggiore positiva per me è stata vedere l’aiuto instancabile di tutti i volontari della EJC e in particolare modo del team irlandese della EJC a Milstreet, che hanno lavorato incessantemente con una lena che non potevo mai immaginare. Ma anche tutti gli operai del comune e della struttura che abbiamo noleggiato non si sono mai risparmiati nell’allestire il villaggio con cura. La sorpresa meno positiva forse è stata invece alcuni equivoci all’interno del nostro team della EJC, un evento molto intenso non facile da gestire per organizzazioni no profit. Reputo che la cosa più importate nell’organizzazione di una EJC sia proprio l’esperienza che si acquisisce quando la si prepara, la si realizza, e la ricompensa è impagabile. Immaginavo che sarebbe stata un’esperienza forte, ma una cosa è immaginarlo e un’altra è viverla. Credo addirittura che tu esca da questa esperienza come una persona differente.

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photo by Hans Vera

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ivo in Svezia da 6 anni, un paese che frequento già da 18 anni, ma continuo ad essere sempre in tour in tutto il mondo, per buona parte dell’anno. E amo ancora la giocoleria, allenandomi sempre quando posso. In Svezia si parla molto di investire nel circo, sulla scia anche dell’esperienza finlandese, che nei paesi scandinavi è un modello di riferimento. Per esempio in questi anni stanno investendo risorse per offrire a bambini svedesi dai 4 ai 12 anni programmazioni di spettacoli dal vivo, per lo più danza, e insieme ad Erik Aberg portiamo in giro tre spettacoli di circo, all’interno di questo progetto culturale. In USA questi spettacoli per bambini nelle scuole in genere affrontano tematiche come mangiare sano, bullismo, droghe, mentre qui in Svezia hanno capito che anche l’arte è importante per i bambini. L’altra attività in cui sono impegnato ultimamente è lavorare in “solo” con le orchestre. Molti spettacoli, anche di 45 minuti, giocolando sulle note di Bach, Paganini e altra musica classica. Il pubblico è così differente da una platea di giocolieri, e coreografare la giocoleria e portarla in questa atmosfera richiede tantissima precisione, ma è bello che la musica classica apra anche lei spazi alla giocoleria, Da alcuni anni inoltre sono impegnato nel Renegade Design Lab, con Tom Kidwell di Renegade Juggling, un progetto in cui ho coinvolto anche altri produttori. Oggi tutti comprano gli stessi attrezzi, dagli stessi produttori, ed è facile vedere in giro tanti nuovi trick, ma forse sarebbe ancora più stimolante se potessimo usare nuovi attrezzi, nuove forme, nuovi colori. Negli ultimi 8 anni ho così lavorato molto sui colori degli attrezzi e alla EJC2018 ho portato una performance con cerchi di colore differente. Se ci guardiamo intorno nel design, l’arte, la moda, lo sport, l’elettronica, c’è molta più ricerca e varietà nella gamma di colori disponibili. Non è un proces4

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Escape Velocity è invece uno spettacolo speciale realizzato per la EJC2018, in cui ho coinvolto Brian, musicista di New York, sua moglie cantante, e Eric Longequel, con l’intenzione di realizzare uno spettacolo dove non ci fossero solo due musicisti che suonavano e cantavano per due giocolieri. Alla EJC non sai mai cosa può appassionare una platea così particolare e questo spettacolo è stato un happening in cui abbiamo accettato di prendere dei rischi, che è stato accolto con grande entusiasmo. Io e Eric siamo completamente differenti, lui è francese e io sono americano! Siamo cresciuti in società diverse e il nostro approccio artistico è stato differente. Dirigendo la giocoleria in Flaque con De Fracto e in All the Fun con EaEo, ho avuto modo di conoscere bene Eric e abbiamo tanti punti e riferimenti comuni nel nostro lavoro e nella visione di cosa potrebbe essere il juggling. Con Eric sto anche lavorando ad uno show che debutterà il prossimo aprile al Rencontre a Parigi. Vogliamo offrire uno show di giocoleria agli alieni in segno di benvenuto quando arriveranno sulla terra! E più seriamente consideravamo l’opzione, più interessante diventava l’idea, più divertente lavorarci. Mio padre lavorava per la NASA, ed Eric ha un amico alla NASA ora, così abbiamo imparato tante cose scientifiche sugli alieni e stiamo davvero creando un gala di giocoleria per degli alieni. Non sappiamo se esistono, ma noi stiamo investigando la possibilità di uno spettacolo per loro, in termini di gravità. setting e tante altre cose, e tutta la giocoleria nello spettacolo sarà con attrezzi e tecniche insolite.

photo by Joke Schot

so facile da attivare nella giocoleria, perchè i produttori hanno risorse limitate. E il colore non è l’unico parametro, considerando che c’è anche il peso, la forma, la lunghezza. Ma nel juggling, che è un’arte visuale, una gamma di colori interessanti farebbe una bella differenza. In passato si usava costruire artigianalmente gli attrezzi, in funzione dei trick che volevi realizzare, e non viceversa come oggi, e questo aveva ha creato un vasto patrimonio di trick e di attrezzi. Erik Aberg ha una lista di 70/80 trick che nessuno fa più e, mentre nelle scuole ormai insegnano quasi sempre le stesse cose, c’è tanta innovazione del passato che si sta perdendo. Tre anni fa ho deciso se continuare a fare la tecnica o nuove cose, perchè fino ad allora avevo fatto entrambe, ma mi sembrava di non aver più così tanto tempo a disposizione. Conservare una pulizia tecnica giocolando con molti oggetti richiede un lavoro enorme. Ho fatto per anni trick difficili e ora non c’è ragione di continuare a fare back cross con 5 claveper 500 lanci. Mi interessa di più fare cose originali che nessuno fa, e forse questo è più interessante per tutti. Anche guardare al passato aiuta e lavorare con Erik Aberg, che studia molto la storia della giocoleria, e anche del circo, mi apre sempre a nuove idee.

Negli ultimi tempi ho anche ripreso i contatti con tutta la scena americana. Wes Pden, Tony Pezzo e Patrick Elmnert si stanno esibendo in uno show a Las Vegas da due anni e l’anno scorso ho sostituito Wes per sei mesi e tra due settimane sarò lì di nuovo per altri sei mesi. A Las Vegas incontro tanti performer, non solo del Soleil, e c’è una nuova generazione di artisti che stanno rivitalizzando anche il tessuto della IJA e del loro festival annuale. C’è tanto dibattito sul circo in USA ora, e anche una nuova scuola di circo, che si chiama Circadium, a Philadelphia. Dopo la chiusura di International Juggling Data Base, abbiamo però perso un luogo comune dove poterci tutti confrontare. Ora hai diversi gruppi FB, ma è tutto frammentato, con gruppi spesso chiusi, e si sente la mancanza di un sistema centrale di informazioni e di confronto. Continuo ad insegnare giocoleria alla DOCH. Ma nella scuole non c’è tanto tempo per giocolare, perchè hai tante altre lezioni da seguire e discipline da praticare. Inoltre oggi gli allievi mancano di un senso di stile e di gusto per la giocoleria, tutte cose che non possono essere apprese su youtube. Ho notato che gli allievi di circo sono diversi da quelli di 10 anni fa. Oggi lasciano tutte le responsabilità agli insegnanti, mentre invece dovrebbero prendersi in mano le loro vite artistiche. Prima andavo ad insegnare e li trovavo che stavano giocolando da ore, ora invece li trovi seduti che aspettano te che gli insegni qualcosa. Non si impegnano più nel provare da soli e trovare la loro giocoleria. Così qualche anno fa ho riconcepito tutto il corpus delle cose che insegnavo. Forse ci vorrebbe una scuola indipendente di giocoleria, che offra lezioni anche di danza, acrobatica, stage design, teoria dei colori a altre cose che sarebbero più utili per la carriera di un giocoliere. Anche per questo abbiamo parlato tanto e pensato di aprire una mia scuola, e in realtà dovresti aprirne una per la tecnica e una per le performance!

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o incontrato la giocoleria quando ero piccolo, nei corsi di circo per bambini. Avevo 8 anni e già il tarlo nella testa di imparare a giocare le tre palline, tre clave e i cerchi, gli oggetti classici della giocoleria. Ma il vero innamoramento è arrivato anni dopo, quando in Sud America ho conosciuto un ragazzo, di nome Freddy, che mi ha mostrato come “fare semaforo” con la giocoleria. Per me è stata un po’ un’illuminazione, queste cose non le avevo viste prima in Europa, e lì ho capito che era una sfida per la mia giocoleria, ma anche la possibilità di guadagnare qualcosa viaggiando, e da allora è scoppiata la mia passione congiunta per la giocoleria e per i viaggi. Ho fatto qualche anno di acrobatica, però a livello base, workshop di teatro fisico, di danza, ed un workshop molto interessante allo Spazio NU di movimento, clown, acrobatica e quello mi ha aperto un po’ la possibilità di approfondire il movimento del corpo attraverso la giocoleria. Le clave mi sembrano uno degli oggetti più completi nella giocoleria. Offrono versatilità, possibilità di ricerca, di gioco con il corpo, di contact manipulation. Ciò che mi ha appassionato della giocoleria è stata la possibilità di approcciare attraverso di essa espressione corporea, e le clave sono state per me uno strumento di linguaggio, di comunicazione. Attraverso le clave io posso muovermi, attraverso il mio movimento posso generare delle emozioni. In questo percorso devo tantis-

simo a tutti i giocolieri passati da casa mia, con i quali ho condiviso anche molto di più della semplice giocoleria. Devo tanto al Sud America, con questa capacità di stupirci ogni volta, sia con tecnicismi, sia con artisti che hanno presenza scenica, o un bagaglio di ricerca davvero importante. Tra i giocolieri italiani mi rifaccio a Caio Sorana, che credo sia una grossa ispirazione per tutti noi. Dopo un periodo in giro per la Spagna, e dopo aver completato gli studi come fisioterapista, sono rientrato a Milano, dove ora lavoro in un centro privato di fisioterapia, cercando il giusto bilanciamento tra fare giocoleria e lavorare. E portare il lettino per i massaggi alle convention è una mia iniziativa che va in questa direzione. Mi piace poter aiutare i giocolieri, offire dei workshop ma anche delle sedute di fisioterapia per chi ne ha bisogno, e i giocolieri che si allenano tanto ne hanno spesso bisogno! Del mondo dei giocolieri mi appassiona molto l’essere propositivi. Ognuno è spronato a fare il suo meglio, non solo per se stesso, ma anche per gli altri. C’è tanta vera condivisione, anche della fatica che c’è dietro, e tutti ti ringraziano perché capiscono che comunque stai donando un pezzo della vita a questa comunità.

EUROPEAN JUGGLING CONVENTION 2018 FEDERICO STRADA

EMANUELE MAGAU EUROPEAN LJUGGLING CONVENTION 2018

a verticale è forse una capacità innata per me, l’ho fatta spontaneamente fin da bambino, non so perché, e non perché stessi facendo ginnastica, che poi ho praticato come ginnasta dagli 11 ai 18 anni. Ho incontrato il mondo della giocoleria soltanto quattro, cinque anni fa, mentre uscivo da un periodo molto oscuro. Avevo un problema alle ginocchia e credevo di avere un’artrosi precoce, e in effetti sono stato quasi un anno con la stampella. Ero depresso perché io senza il movimento, anche se non è la mia professione, mi sento veramente senza niente. Quando ho scoperto che potevo guarire, che non era un’artrosi precoce, ho frequentato anche un corso di giocoleria con Lorenzo Crivellari. La giocoleria è stata una scoperta particolare, anche a livello emotivo, come la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. In quel con6

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testo circense ho ripreso a fare le verticali; avevo smesso di farle quando ho lasciato l’agonistica a 18 anni e avevo quasi dimenticato che sapevo farle! Ora mi diverto con le verticali, sono una pratica gioiosa, un modo per rilassarmi, e ho cominciato perfino a farle su una mano. Io lavoro per una cooperativa sociale, con persone svantaggiate, e nel circo quindi non ho ambizioni, non mi interessano le competizioni, e quando partecipo alle gare di verticali alle convention lo vivo come un bel gioco. WWW.PROGETTOQUINTAPARETE.IT


MIRABILIA

GIUGNO/SETTEMBRE, SAVIGLIANO, FOSSANO, BUSCA (CN) WWW.MIRABILIAFESTIVAL.COM Foto di Andrea Macchia

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di Fabrizio Gavosto direzione artistica Mirabilia 2018 è stata “Under your Skin”, con l’intenzione di sollecitare una riflessione su cosa rischia di diventare la nostra società; l’immagine del manifesto 2018 è uno scatto molto particolare perché riproduce, attraverso un linguaggio che richiama la danza, acrobati che sono dipinti d’oro, a simboleggiare proprio denaro, sfarzo; la domanda del poster è: ma cosa c’è sotto la pelle? Non stiamo solo coprendoci di apparenze? Un invito a soffer-

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marci e chiederci cosa c’è dietro e/o dentro di noi, in cosa crediamo, perché non investiamo per il nostro futuro, quello vero, quello interiore, quello che rende uguale ogni uomo. Per questo abbiamo avuto in programmazione spettacoli che sono delle denunce totali; ad esempio Marco Chenevier, con “Questo lavoro sull’Arancia”, uno degli spettacoli simbolo del Festival 2018 che riflette su quanto facilmente svendibili siano spesso la nostra etica e le nostre convinzioni. Il circo contemporaneo sta vivendo un momento di grande diffusione soprattutto presso i giovani ed è importante che si faccia carico delle istanze e delle problematiche, potendo essere ora un po’ la voce, il grillo parlante forse, della nostra società.

In futuro ci concentreremo su questi temi, oltre che sulle interazioni possibili tra circo e altri linguaggi; accompagneremo il fenomeno che vede ritornare le compagnie di medie e grandi dimensioni, con artisti che oggi, dopo una carriera solista, si presentano con progetti collettivi, quasi come se ciò, nei difficili momenti di contrasto sociale, rispecchi l’espressione di un bisogno artistico. La programmazione di Mirabilia ha proposto spettacoli molto particolari e “diversi”, spesso realizzati in-situ, come l’incredibile Behind The Dark degli irlandesi Loosy Smokes, creato in un bosco secolare. Un lato estremamente dark di danzacirco, una tendenza nuova che il circo sta timidamente accarezzando, e che stimola un interesse sempre maggiore verso il circo in molte città, come Galway in Irlanda, capitale della cultura europea 2020,

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che ha scelto una programmazione importante di circo, e una cerimonia inaugurale rappresentata dall’attraversamento di un fiume di 200 funamboli. Oppure Praga e altre capitali, che non avevano una propria identità nel circo contemporaneo, ma che oggi stanno costruendo una solida realtà. Quest’anno Mirabilia ha voluto proporre una programmazione diffusa sul territorio del cunense e specifica per ogni città coinvolta. Abbiamo inaugurato il festival con una creazione circense in situ al Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano, alla presenza di più di 200 persone di pubblico, utilizzando la piattaforma mobile a vapore e i treni come elementi scenogra-

fetto di tutti per undici anni di Festival in Fossano ha prevalso su una tappa 2018 iniziata in modo oggettivamente complicato. Infine Busca, che offriva quest’anno la programmazione più intensa del Festival. Abbiamo debuttato qui con tre spettacoli sold out e molto importanti per il Festival: “Born to be Circus Reloaded” di Circo Zoè, 18 artisti che hanno creato lo spettacolo sotto il loro tendone in residenza a Busca, instaurando un’affezione e una curiosità particolare in tutta la cittadinanza; “Quintetto”di Marco Chenevier, che mette-

la prima volta e ne rimaneva affascinato, con reazioni molto calorose, ma senza sapere esattamente quando applaudire, o impazzendo per numeri che in realtà sono numeri “di riscaldamento”, o ancora cercando di orientarsi in una programmazione che offriva anche spettacoli off, senza sapere cosa significasse programma off. In parallelo c’era il pubblico del Festival, che giunge ogni anno per seguirne la programmazione e che, mappa del flyer

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fici in cui agire. Poi a ruota spettacoli a Piozzo, al Baladin, tra cui quelli dei giapponesi Crucru Cirque e degli argentini ManoAmano. Sono arrivate più di 1000 persone, un successo enorme, oltre le aspettative, con il Baladin che si conferma un luogo attento al circo con una sua programmazione (oltre che un ottimo birrificio!). A seguire siamo arrivati a Fossano, la città natale del Festival, dove quest’anno forte è stato l’impatto con le nuove normative sulla sicurezza per eventi in luoghi pubblici, che non avevamo ancora affrontato e a cui non eravamo sinceramente forse del tutto pronti. Chiudere una città con barriere, compartimentare tutti gli spazi, consentendo solo un accesso controllato e numerato non è esattamente la condizione ottimale per un evento di arte in strada. Quindi per il primo giorno dei tre, che aveva appunto una programmazione principalmente di strada, anche molto interessante, abbiamo dovuto annullare gli spettacoli; si sono così create (e poi risolte) alcune incomprensioni. L’af-

va in una cornice estremamente comica le serie problematiche del settore culturale e parallelamente omaggiava la splendida figura di Rita Levi Montalcini, e il terzo magnifico spettacolo, l’incredibile “Phasmes” della compagnia franco-cambogiana Libertivore. La partecipazione della città è stata stupenda, 54 i volontari locali, supporti spontanei in molte cose, volontari disponibili a andare a prendere gli ospiti del Festival e che non volevano nemmeno il rimborso delle spese, bar che offrivano da bere agli artisti... un’accoglienza molto bella, calorosa e “attiva”. Al pubblico locale, qui ancora molto digiuno di circo contemporaneo, abbiamo riservato gli ingressi per gli spettacoli del primo giorno. È stato bello vedere la reazione entusiasta di chi assiste al suo primo spettacolo di circo contemporaneo, tre spettacoli davvero meravigliosi, opportunità che non capita a tutti i neofiti del genere. Il Festival a Busca è poi continuato con danza, circo, teatro e tanto, tanto pubblico a riempire la città. Anche gli artisti erano stupiti nel vedere parte del pubblico locale davvero “vergine” che vedeva performance spesso per

a l l a mano, sapeva muoversi con disinvoltura fra le proposte del Festival e le sue nuove location, facendo quasi da guida a chi vedeva la propria città in una nuova veste. Esperienze come programmare al suggestivo Castello del Roccolo, una location che ha affascinato anche il pubblico esterno, dove è stata ospitata anche una compagnia in residenza per 16 giorni, hanno contribuito a generare a Busca tanta curiosità. Lì abbiamo constatato l’importanza del processo di residenza, un potente strumento di coinvolgimento e fidelizzazione del pubblico. Fra agosto e settembre infine, Mirabilia è arrivata a Cuneo con un Focus dedicato ai più piccoli, “abitando” uno storico spazio di solito votato ai giovani e alla musica live: il Nuvolari. Una bella collaborazione territoriale che ha saputo attrarre il pubblico affezionato del Festival e neo-genitori, alcuni di loro anche curiosi di rivivere ora lo spazio Nuvolari in qualità di papà o di mamma. Abbiamo tante idee e progetti per il futuro, che sviluppiamo in un confronto continuo e proficuo con i Sindaci delle città del Festival, la Regione Piemonte e il suo attento e propositivo Assessore alla Cultura, Antonella Parigi. E mille sono i progetti nella fucina di Mirabilia 2019!

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MIRABILIA KOLEKTIV LAPSO CIRK WWW.KOLECTIVLAPSOCIRK.COM Foto di Andrea Macchia

11, progetto selezionato per l’accompagnamento europeo alla creazione CIRCollaborative Tools/Erasmus+ e accolto tra i supporti alla creazione da Espace Périphérique/La Villette de Paris, è una domanda aperta sulla volontà umana di rin-chiudere, controllare, ordinare, e su ciò che accade quando questo bisogno ostinato incontra l’imprevedibile, l’ignoto.11, tra equilibri su sedie e danza al palo cinese, è un cammino intimo verso il lasciarsi ac-cadere, nel quale viviamo il conflitto tra la logica e l’entropia, tra la geometria dei confini e l’anarchia del movimento libero, con uno sguardo lievemente ironico sul concetto di fatalità. La Chute, progetto selezionato per Chemins Émergents / De Mar a Mar - Pyrénées de Cirque 2017, è una creazione per una donna e due sfere di equilibrio. La Chute è un discorso - ironico e grottesco - attorno al fallimento, al collasso e alla perdita. Attraverso il linguaggio metaforico di un corpo in caduta e l’ironia del gesto, Léa schiude allo spettatore un universo intimo e schietto: gli offre uno specchio in cui riconoscere le proprie fragilità, e lo solleva - risollevando se stessa - dal loro peso.

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Giocano con elementi e materiali quotidiani, trasformandoli in strutture surrealiste e incredibili, sfidano la gravità alla ricerca del limite estremo dell’equilibrio, ogni salita vertiginosa è il mezzo per abitare una nuova ed eclettica caduta. Vi presentiamo Kolektiv Lapso Cirk! Kolektiv Lapso Cirk nasce nel 2016 a Torino dall’incontro tra Veronica Capozzoli, Carla Carnerero Huertas, Léa Legrand, David Díez Méndez, e Tomas Vaclavek. La loro formazione si sviluppa a Cirko Vertigo, Flic, Carampa, DOCH e nelle scuole di Chambéry, Boudeaux, Châtellerault, Le Lido di Touluose. Attraverso la scoperta di un’armonica idea artistica, Kolektiv Lapso Cirk si costituisce come spazio di collaborazione tra artisti dalle specificità varie, e come terreno di contaminazione e sviluppo di nuovi linguaggi scenici.

Tra il 2016 e il 2017 nascono, all’interno del Kolektiv, tre progetti di creazione: OVVIO (David&Tomas), 11 (Veronica), La Chute (Léa). OVVIO, vincitore di Hangar Creatività 2017 e Premio al Miglior Spettacolo Emergente al Festival Umore Azoka Leioa, ha debuttato nel 2018 al Festival Mirabilia. OVVIO è un gioco di equilibrio e fiducia, un viaggio attraverso l’incontro di due personalità eterogenee e complementari: David e Tomas abitano un universo di elementi geometrici lignei, travi e assi con cui e su cui ricercano un’armonia comune, scoprendo l’importanza e la bellezza dell’altro in un gioco di equilibri ai limiti dell’immaginazione. In una tensione estetica non priva di leggerezza, OVVIO accade. Kolektiv Lapso Cirk costruisce un circo vicino allo spettatore, sincero, carico di gioco e di intima messa a nudo del sé. Muove le sue creazioni in un numero sempre crescente di paesi, affamato di nuova ed eterogenea umanità. Altri due progetti sono tuttora in creazione:

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FUNAMBOLIKA 2/12 LUGLIO, PESCARA WWW.FUNAMBOLIKA.COM

di Dario Duranti

foto di Mastergraphics

Funambolika, osservatorio autorevole per analizzare il panorama dell’arte circense, sia essa declinata secondo i canoni della tradizione, o portatrice di innovazione, fu fondata nel 2007 da Raffaele De Ritis in seno all’Ente Manifestazioni di Pescara. Tornando a un’attenzione per il tema della comicità (in passato Jango Edwards, David Larible, Peter Shub, Avner Eisenberger, Gardi Hutter, Bustric, Leo Bassi) quest’anno ha proposto gli Okidok, con Slip Inside. Una pausa dalla vocazione unica di Funambolika di ospitare grandi produzioni caratterizzate da spettacolarità e appeal sul pubblico, (come gli spettacoli diretti da Adrian Schwerzstein Circus Klezmer e Call Me Maria, la compagnia australiana Circa, i canadesi Les 7 doigts de la main). Il festival continua comunque ad ospitare i debutti di collettivi, sostenendone così la creazione e la diffusione (come è stato per i gruppi italiani El Grito CircoZoe, e blucinQue), portando quest’anno il circo di Kai Leclerc.

Dal 2008 Raffaele De Ritis, insieme ad Alessandro Serena, ha dato vita al Gran Galà du Cirque, portando in scena in un decennio alcuni dei massimi talenti dell’arte circense, tra cui Maxim Popazov, Pellegrini Brothers, Andrej Jigalov, Izossimov, Victor Kee, Encho, David Shiner, gli Starbugs, Zaliewsky, Peres Brothers, solo per citarne alcuni. Il Gran Galà du Cirque rimane il momento più atteso del Festival, registrando ogni anno il tutto esaurito e una lunga fila al botteghino di spettatori “aficionados”. Una delle emozioni più forti di Funambolika è anche ve-

FUNAMBOLIKA KAI LECLERC

Quest’anno Funambolika ha scommesso sulla prima assoluta di Cirque Phantastique – Upside Down scritto, diretto e interpretato da Kai Leclerc, e coprodotto con il festival assieme a Cirko Vertigo. Di nazionalità canadese, ma nato e cresciuto a Milano, Kai Leclerc si è formato in storia delle arti e della letteratura all’Università di Montréal prima di dedicarsi allo spettacolo dal vivo. Attore autodidatta e prestigiatore, è un inventore, regista e produttore di performance aeree visuali e numeri di illusionismo per produzioni teatrali e circensi. L’Upside Down denominato anche “Ceiling Walk” ossia la “passeggiata sul soffitto” è il numero più popolare di Kai Leclerc che lo vede librarsi con disinvoltura a testa in giù a grande altezza e con il quale ha lavorato davvero in tutto il mondo. Per metterlo a punto Kai ha tratto ispirazione da alcune stampe del 1909 rinvenute in un volume sull’illusionismo. Partendo da questa idea, e applicando moderne e sofisticate tecnologie, Kai Leclerc ha iniziato ad approfondire la ricerca e la pratica su questa disciplina. Dopo due anni di studi, ricerche e allenamenti ha messo a punto una tecnica di cui è depositario e inventore e di cui possiede il brevetto. Il primo spettacolo è avvenuto nel 1996 al Caesar’s Palace di Las Vegas in uno show diretto da Guy Caron, cofondatore del Cirque du Soleil. Da lì una serie di contratti di grande prestigio da oltre venti anni Dopo una carriera trentennale nelle piste più importanti del mondo (dal Circo Roncalli al Cirque du Soleil, Circo Nazionale Svizzero Knie, Ringling-Barnum negli Usa ), quest’anno Kai Leclerc ha coronato il suo sogno di realizzare un proprio spettacolo in cui porta in scena i suoi grandi classici e diversi numeri nuovi, affiancato dai talentuosi Mattia Ruggeri e Valentina Padellini, artisti formati alla scuola Cirko Vertigo di Grugliasco. Kai è un vero e proprio cartoon vivente, vulcanico illusionista e funambolico fantasista in grado di sovvertire il senso comune, camminare a testa in giù a otto metri d’altezza, trasfor-

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dere l’intero anfiteatro gremito di 2000 spettatori, un colpo d’occhio eccezionale. Si tratta forse della più vasta platea circense in Italia, accarezzata da una piacevole brezza a poche decine di metri dal mare. Un palcoscenico ampio e senza fronzoli, ma ben illuminato, che lascia intravedere una bella pineta come scenario naturale. L’apertura del Gran Galà è stata affidata a Katlin Vassileva, discendente della celebre troupe acrobatica Patrov, in un grazioso numero di hoola hop e in una elegante performance al “tessuto unico”, di-

sciplina innovativa portata al successo da Anastasia Makeeva. Il giovanissimo e talentuoso Tim Krieger, Medaglia d’Argento al Festival di Parigi, ha impressionato con le sue evoluzioni alle cinghie aeree. Helena Polachova, nella giocoleria con i palloni, è un concentrato di energia, sensualità, precisione, temperamento e grinta. Non da meno Quincy Azzario, già protagonista al Festival di Monte Carlo, in coppia con la sorella, di un raro testa a testa al femminile disegnato dall’indimenticato Eugenio Larible, e qui in veste di verticalista solista. Avital e Jochen Pöschko, con il loro Duo Ballance al trapezio oscillante, già ammirati nel 2014 al Festival di Latina, esibizione rara da vedersi al di fuori di uno chapiteau, hanno entusiasmato la platea del Teatro D’Annunzio, come già avvenuto nel gennaio scorso a Monte Carlo. Pochi giorni prima di Funambolika si è diffusa la notizia della prematura e improvvisa scomparsa del grande clown americano Rob Torres atteso come guest star di questa edizione. A Peter Shub è toccato l’arduo compito di colmarne l’assenza. Shub è un gigante della comicità e le sue gag ormai dei grandi classici. Con il suo stile ha impreziosito la serata, conclusa con il commosso ricordo del giovane clown scomparso affidato alla voce, a tratti rotta dall’emomarsi in un pantagruelico tenore tutto pancia, che canta arie napoletane e danza con zione, di Alessandro Serena a nome di leggiadria sulle punte come una étoile del balletto classico. Arriva in scena uscendo da tutta l’organizzazione. Istanti davvero una gigantesca lettera regolarmente affrancata, giocola con indomabili zampilli d’actoccanti. qua, propone pesci di varie forme e dimensioni come protagonisti di un surreale serraglio delle meraviglie, presenta un grosso cannone che spara sul pubblico un pericolosissimo pesce spada, crea stupendi anelli di fumo che come proiettili di un’arma innocua o palle di un bowling virtuale, abbattono i bersagli posizionati sulla testa degli spettatori. Kai ha costruito lo spettacolo attorno a sé, al suo personaggio istrionico e stravagante, e soprattutto ha costruito intorno a se una tensostruttura altrettanto surreale e innovativa: uno chapiteau gonfiabile, a metà tra una gigantesca nuvola e una mongolfiera delle meraviglie, una struttura autoportante che non richiede di picchetti, pali o antenne, per di più climatizzata e dotata di aria condizionata diffusa da una nuvola pneumatica che sovrasta la testa degli spettatori, comodamente seduti su una gradinata da 260 posti, esaurita per sette repliche consecutive. J U G G L I N G M A G A Z I N E NUMERO8 0 S E T T E M B R E 2 0 1 8

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LETNI LETNA AGOSTO/SETTEMBRE, PRAGA WWW.LETNILETNA.CZ

Foto di www.frantisekortmann.eu Sin dalla sua fondazione nel 2004, il festival Letní Letná ha presentato quasi 1.500 repliche a cui hanno partecipato oltre 300.000 spettatori. Grazie al festival, la Repubblica Ceca ha ospitato nomi di spicco della scena internazionale del circo contemporaneo, tra cui Cirque Alfonse, Collectif Malunés, NoFit State, Circa, Cirque Ici, Cirque Trottola, Les Colporteurs, 7 Fingers, Cirkus Cirkör, Compagnie XY, Compagnie Rasposo, Cirque Baroque, Cahin Caha, Malabar, Atelier Lefeuvre & André, Cie Galapiat, Le Poivre Rose, Le Boustrophedon e

molti altri, mentre quest’anno figuravano in cartellone nomi di spicco come Cirque Inextremiste, Baro d’Evele, Akoreacro, Les Betes Foires ed altri ancora. Letní Letná attira ogni anno un numero eccezionale di spettatori (oltre 40.000 nelle ultime edizioni), tuttavia la sua atmosfera rimane rilassata, reminiscenza del mondo antico dei circhi tradizionali, a chilometri di distanza dagli eventi di massa e dal mercantilismo, diventando un magico punto d’incontro e un punto di riferimento per il tempo libero per amici e famiglie con bambini. Nell’arco di 15 anni, Letní Letná è diventato un pilastro stabile del calendario culturale, non solo a Praga ma anche a livello nazionale, diventando un evento dal profilo unico che ospita sistematicamente il meglio del circo internazionale contemporaneo e, al stesso tempo, fornisce attività culturali e ricreative ai bambini e alle loro famiglie. Il festival, mediando il contatto tra gli artisti cechi e la scena internazionale, incoraggia la crescita

LETNI LETNA AKOREACRO WWW.AKOREACRO.COM

di Claire Aldaya foto di Richard Haughton voltigeuse e co-fondatrice di Akoreacro Akoreacro nasce più di 15 anni fa dall’incontro nel 2001, alla scuola di circo di Châtellerault, tra me, Basil, Maxim e Roman, attualmente mio compagno. Siamo diventati subito buoni amici e durante le vacanze andavamo in strada a lavorare insieme. Alla fine dei tre anni ognuno di noi aveva sviluppato una specialità diversa e voleva continuare gli studi. Maxim andò a Bruxelles, Basil a Stoccolma, io e Roman a Mosca. Un anno dopo decidemmo di riprendere il lavoro insieme per strada in estate e di andare alla scuola di circo a Mosca per continuare ad allenarci e lavorare insieme. Nel 2006 nacque così la compagnia Akoreacro, optando per un nome inventato, dal sapore internazionale, che al suo interno sincretizzasse elementi di parole importanti per noi come coreografia, passione, cuore, forza. A quel tempo lavoravamo in altre produzioni, varietà, festival e circhi, sempre tutti insieme e partorimmo la nostra prima creazione: Sou Circus. Poi arrivarono i musicisti, cominciarono a piovere gli ingaggi e nel 2009 investimmo su un diffusore e tour manager, Jeff, per circuitare con più forza il nostro secondo show: Pffffff. Girammo per 4/5 anni con questo spettacolo, in tutto il mondo, e a questo punto volevamo creare un altro spettacolo ma sotto chapiteau, che acquistammo nel 2012. Sotto la sua cupola partorimmo nel 2013 il nostro terzo spettacolo: Klaxon, con un cast di 6 acrobati e 5 musicisti, in un mix molto originale. Anche questo un grande successo con 400 repli14

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che in tutta Europa. L’acrobatica è il core della nostra compagnia, e insieme al tendone costituiscono due elementi cardine della storia del circo che vogliamo rendere al pubblico in chiave contemporanea. Dopo Klaxon volevamo spingere la nostra narrazione più avanti, così decidemmo di ingaggiare un regista di teatro, Pierre Guillois. La creazione è cominciata embrionalmente circa 3 anni fa, fino ad arrivare al debutto questa estate ad Antwerp. È difficile raccontare storie con uno spettacolo di circo, tenere la tensione narrativa quando sei impegnato in trick complessi, ma abbiamo accettato la sfida di intrecciare musica, acrobatica e narrazione e il primo mese e mezzo di creazione abbiamo lavorato solo sui link tra la narrazione e la fisicalità dell’acrobatica. In Dans Ton Coeur raccontiamo un pezzo di vita coniugale, ma parliamo anche delle paure, dei desideri, delle battaglie interiori, dei fantasmi, degli angeli e demoni che popolano la vita del mio personaggio, della relazione con essi e della lotta per prendere la mia vita in mano. Non portiamo in scena questioni esplicitamente WWW.PROGETTOQUINTAPARETE.IT


e lo sviluppo del genere del circo contemporaneo nella Repubblica Ceca, ed oggi è diventato una solida piattaforma che presenta al pubblico e ai programmatori il lavoro delle compagnie di circo e teatrali contemporanee ceche. Inoltre, il festival è un importante punto d’incontro in cui gli artisti cechi possono avvicinarsi alle produzioni straniere, fungendo da un’interfaccia arricchente per lo sviluppo di un nuovo circo come disciplina nella Repubblica ceca. Il festival presenta regolarmente nuove opere di gruppi come Cirk La Putyka, Losers Cirque Company, Cirque Garuda e altri, e quest’anno ha programmato un galà della giocoleria tutto interpretato da giocolieri della Repubblica Ceca: Kašpar Klepal, Vojta Stolbenko, Juraj Grygar, Mattia Commiso, Compagnia DUE, Anit Kenig, con Adam Jarchovský e Václav Jelínek nel ruolo di simpatici presentatori autori di entrate comiche e numeri di giocoleria. Letní Letná è inoltre co-produttore di progetti europei: nel 2012 il festival

è stato coinvolto e successivamente presentato con successo una prima di LaCrimae (un pezzo che riunisce la società svedese CirkusCirkör, il francese Cahin-Caha e la compagnia ceca Cirk La Putyka ). Nel 2014 Letní Letná è diventato coproduttore di un progetto della società belga Le Poivre Rose, con la partecipazione di Iva Bittová sul palco. Un’altra coproduzione è seguita nel 2015 con Losers Cirque Company e il loro pezzo Walls & Handbags, premiato con il Theatre Journal Award nella categoria Dance and Movement Theatre.

politiche, sociali o di genere nel nostro spettacolo, e ognuno può interpretarlo liberamente attraverso il suo immaginario. Oltre agli artisti abbiamo anche i tecnici di audio e luce che viaggiano e vivono con noi e che contribuiscono alla creazione dello spettacolo. Al momento la compagnia è composta da artisti francesi, spagnoli, bielorussi e scozzesi, e contando anche i nostri figli, quelli che lavorano in amministrazione, alla mensa, l’insegnante e la baby sitter, siamo in tutto 21, tutti importanti dal primo all’ultimo. In Dans Ton Coeur è la prima volta che vedo tutti al lavoro, sempre insieme, e alla fine, anche se è una creazione con una direzione registica, tutti hanno avuto l’opportunità di partecipare e contribuire, incluso i tecnici di audio e luci, due fattori per noi importantissimi in scena. Inoltre non eravamo abituati a così tanti cambi di scena e di costume, con così tanti dettagli e accessori, e non puoi immaginare quanto lavoro si svolga nel back stage durante lo spettacolo, con l’aiuto di tutti! Questo show è nuovo per noi, siamo “appena” alla trentesima replica, avevamo all’inizio ancora dei dubbi su alcune scene, che possono sembrare violente, o scene come quella con il travestito, che non sai come il pubblico accoglierà. Quindi mi ha sorpreso molto l’accoglienza del pubblico, entusiasta e divertita. Tutta la fiducia che avevamo riposto nel regista è stata ben ripagata, è una persona stupenda con cui abbiamo lavorato benissimo. J U G G L I N G M A G A Z I N E NUMERO8 0 S E T T E M B R E 2 0 1 8

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CIRCUS AND ITS OTHERS II

HTTPS://CIRCUSANDITSOTHERS.COM HTTP://PERFORMANCEMETTERS-THEJOURNAL.COM/INDEX.PHP/PM/ARTICLE/VIEW/146 HTTP://CIRCUSARTSRESEARCHPLATFORM.COM Foto di David Konecny

IL FUTURO DEGLI “ALTRI” La pubblicazione Performance Matters 4.1-2 (16 2018), frutto del confronto alla conferenza internazionale tenutasi a Montreal nel 2016 su cinque aree tematiche, è stata completata mentre era in corso la pianificazione per la secondo conferenza internazionale Circus and Its Others, organizzata ad agosto 2018 a Praga da Cirqueon e Charles University, nel contesto del festival di circo Letní Letná. Alla call per Praga sono pervenute quasi il doppio del numero di proposte registrate per la conferenza di Montreal solo due anni prima e una nuova pubblicazione sarà il frutto del confronto tenutosi a Praga, mentre si lavora già ad una prossima edizione di Circus and Its Others nel 2020.

INSEGUENDO L’ALTRO Fa riflettere che nella natura emergente del campo degli studi sul circo la maggior parte dei relatori alla conferenza Circus and Its Others del 2016 - e contributori di questa pubblicazione - sono studenti laureati, che in molti casi presentano argomenti che fanno parte di master e progetti di dottorato. Alcuni sono artisti circensi trasformati in studiosi, e un certo numero di altri partecipanti / contributori sono professionisti del circo che offrono la loro prospettiva dall’interno del settore. La struttura di questa pubblicazione ha seguito questo criterio: ogni sezione è stata guidata da uno studioso di metà carriera (Karen, Patrick, Charles, Michael Eigtved e David Fancy) e presenta uno o due saggi che ancorano la sezione, seguiti da tre o quattro pezzi più brevi che rispondono a una domanda guida sul tema della sezione. Questo approccio è stato importante fin dall’inizio del processo, in quanto riflette e continua l’impegno così vitale per un confronto tra i lavori di vari professionisti e del mondo accademico. Durante la conferenza e il montaggio di questo 16

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numero speciale, noi come editor ci siamo trovati costantemente a confronto con la centralità, e tuttavia l’elusività, dei concetti di Altro e Alterità nel nostro progetto. Mentre ci siamo impegnati con gli autori, e l’un l’altro, su questi contributi, sempre più domande si presentavano; un’altra e un’altra ancora emergevano, dando origine a nuove connessioni e percorsi di pensiero. Nominare qualcosa come “altro” rischia di stigmatizzarlo come tale, e siamo consapevoli del costante pericolo di oggettivazione e strumentalizzazione di ciò che invece vorremmo definire e celebrare nei suoi stessi termini e nelle sue specificità. Il nostro radicamento nel materialismo culturale ci ricorda anche che l’emergente di oggi è il dominante di domani (vedi Williams 1977); pubblichiamo questi contributi in un’era in cui, come scrive lo sceneggiatore del New York Times Charles Isherwood (2014) e come Charles Batson ci ricorda nel suo contributo qui riportato: “essere un freak è praticamente la nuova normalità”. Le sottoculture prosperano in questa epoca culturale contemporanea neoliberale globalizzata; individui e comunità di interesse trovano e diffondono le loro voci attraverso i media, i social e altre tecnologie di viaggio e comunicazione. Movimenti come Black Lives Matter stanno portando alla luce le preoccupazioni delle comunità marginalizzate. L’alterità, probabilmente, ha guadagnato un certo appeal, ma questo non scongiura l’ingiustizia sistemica, l’iniquità e il pregiudizio. Questa richiesta risponde senza dubbio a un’attuale interesse e celebrazione della differenza come disgregatore positivo di norme culturali. Allo stesso tempo lavoriamo per non perdere di vista le realtà socio-economiche-materiali, e alcune delle ricerche pubblicate qui offrono prove di pregiudizi

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e ingiustizie in corso. La predominanza maschile nelle accademie e nelle istituzioni circensi professionali e la perpetuazione della tradizione dei ruoli di genere nell’addestramento al circo, documentati qui nell’articolo di Alisan Funk, riflettono le gerarchie patriarcali delle moderne società occidentali. Come Olga Sorzano mette in guardia nel suo contributo, la narrativa dominante del circo sociale rischia di cancellare i contributi di singoli individui, organizzazioni e movimenti dal Sud del Mondo, estendendo concezioni occidentali della civilizzazione e della creazione artistica che mettono in secondo piano e svalutano i non-europei. La mancanza di riconoscimento per artisti circensi diversamente abili professionisti che Katrina Carter descrive nella sua ricerca storica riflette la mancanza di riconoscimento sociale per l’altro che non sia un corpo fisico performante. Vi invitiamo quindi, come lettori, a considerare le complessità del concetto elusivo di alterità mentre leggete gli articoli di questa pubblicazione.

PIÙ ALTRI, DIVERSI ALTRI Chiaramente questa indagine ha toccato un nervo scoperto e fornito un mezzo per studiosi, artisti e programmatori interessati a presentare le loro ricerche su ruolo, identificazioni e problematiche dell’alterità nel circo contemporaneo. Considerata la rapida evoluzione del campo, non possiamo prevedere quale strada prenderà questa ricerca negli anni a venire. È un conclamato vuoto di conoscenza, poiché questa “alterità” non categorizzabile continua a sfuggire alla cattura. Il timore con progetti come questo è che il disagio provocato da questo vuoto di conoscenza spingerà ulteriormente e più avanti, verso successivi studi degli “altri” esplorati in questa pubblicazione, dilatando le proiezioni di questo progetto. Il rischio di un confronto riduttivo di tale operazione è sempre presente nel tentativo di voler catturare, ridurre, stratificare “l’altro lato” di queste alterità. Mentre la ricerca sul circo continua ad espandersi come disciplina, e come una comunità mista di studiosi e artisti, la domanda su chi rimane all’esterno di questa cerchia diventa sempre più pressante. Un’insistenza sulla pluralità – “altri”, e non “altro” - è quindi un imperativo per andare avanti. Non l’altro, ma gli altri del, gli altri dentro al, gli altri intorno al circo.

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CIRCUS AND ITS OTHERS II ESPLORARE LA DIFFERENZA 27/29 AGOSTO, PRAGA di Ilaria Bessone La conferenza internazionale ospitata da Cirqueon e organizzata da studiosi provenienti da Stati Uniti, Canada, Repubblica Ceca, e Danimarca, giunta al suo secondo appuntamento dopo la prima edizione a Montreal nel 2016, si interrogava questa volta su come e se il circo contemporaneo – fenomeno sempre più mainstream – rischi oggi di perdere il proprio status storico come genere che celebra e sfrutta la diversità e la marginalità. AltroCirco, rappresentato da Ilaria Bessone e Maria Teresa Cesaroni, ha presentato il proprio lavoro nell’ambito del genere, dell’orientamento sessuo-affettivo, e dell’incontro culturale. In un contesto nazionale di crescente razzismo, omofobia, e tensione sociale, ci sembrava importante riflettere sul ruolo che il circo può giocare nel contrastare gli stereotipi e valorizzare la diversità come risor-

sa, condividendo contenuti, strategie e metodologie di lavoro con un pubblico internazionale, accademico e circense. L’obiettivo era da un lato quello di contribuire alla discussione su come le pratiche contemporanee di circo riproducano o decostruiscano definizioni, confini e gerarchie, e promuovano la trasformazione sociale, e dall’altro mettere in evidenza l’importanza di una stretta connessione tra il mondo accademico e la pratica del circo. La presentazione si sviluppava a partire da una riflessione sulla centralità delle formazioni come luogo chiave di ricerca, dibattito, condivisione e creazione di conoscenze e impatto sociale, per poi introdurre il contesto italiano e alcuni esempi di rischi, limiti e potenzialità del circo sociale nel contrasto a

sessismo e omofobia. Infine, concludeva condividendo strumenti e strategie impiegate durante le formazioni di AltroCirco. Al panel, moderato da Olga Sorzano, hanno partecipato anche Jan Jagel, che si è occupato negli ultimi anni della valutazione dell’impatto sociale e emozionale dei programmi di circo sociale di AYCO (American Youth Circus Organisation) negli Stati Uniti, e Mathilde Perallat, dottoranda della Concordia University di Montreal, che ha presentato un intervento sul circo sociale come portatore di un’estetica circense alternativa. Il prossimo appuntamento internazionale di AltroCirco è previsto dal 25 al 27 ottobre presso la Stockholm University of the Arts. Durante la conferenza Alliances & Commonalities, incentrata su metodi, materiali, valori e domande attualmente in gioco nel campo della ricerca artistica presenteremo un laboratorio dal titolo “Social circus and intercultural society, potentials and challenges of the circusarts for social change”.

photo by David Konecny

pubblicati in un contesto accademico - come MA, dottorato di ricerca, post-dottorato, studi, articoli, webdoc, rapporti del seminario, pubblicazioni di editori accademici). Tesi e articoli a livello di BA non saranno inclusi. • Bibliografie tematiche internazionali. La bibliografia internazionale CARP è un’aggiunta ad altri cataloghi di biblioteche e / o centri di documentazione esistenti (CARP Map, CARP other Resources) • Informazioni su conferenze, open CARP è un progetto collaborativo call for papers (CFPs). Inoltre, un tra centri di documentazione per le archivio di attività accademiche arti circensi, network circensi e ricerHTTPS://CIRCUSARTSRESEARCHPLATFORM.COM del passato. catori in tutto il mondo, che fornisce • Link a blog accademici utili, docugratuitamente accesso alla bibliografia e ad altre risorse. Al suo mentari web. È possibile trovare interno potete trovare: altri cataloghi di librerie o centri risorse esistenti • Una directory di studiosi (Master, dottorandi e post-dottorandi, professori, etc.) provenienti da vari settori: scienze umane, CARP è un’inziativa di: scienze sociali, medicina e tecnologia, per citarne solo alcuni, Centre National Des Arts Du Cirque (Cnac) + Chaire d’Innovation che condividono l’interesse per la ricerca sulle arti circensi. Cirque et Marionnette (ICIMA) • Una mappa online in cui è possibile trovare centri di documenta- Ecole National de Cirque de Montréal e Centre de Recherche zione, biblioteche, archivi e collezioni private aperte ai ricercatori. d’Innovation et de Transfert en Arts du Cirque (Critac) • Una bibliografia internazionale di pubblicazioni accademiche e ar- Circuscentrum (Flemish Centre for Circus Arts) ticoli specificamente legati alle arti circensi. (Studi, tesi e articoli Cirkusinfo Finland 18

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REGISTRO NAZIONALE PROGETTI DI CIRCO SOCIALE Il Registro nasce con l’intento di fornire informazioni sul lavoro delle associazioni, promuovere e facilitare le collaborazioni, gettare le premesse per un riconoscimento del settore e la creazione di un network nazionale. Le modalità per esservi inseriti sono disponibili su www.altrocirco.it

Piemonte Fondazione Uniti per Crescere Insieme via Pacchiotti 79, 10146 Torino Sara Sibona 011 19836531www.unitipercrescereinsieme.it

Lombardia

Friuli Venezia Giulia Veneto

Toscana

Lazio Campania Puglia Sicilia

Fuma che n’duma via dei Salici 16, 12035 Racconigi (CN) Giuseppe Porcu 333 2742858 www.bimbocirco.wordpress.com Jaqulè via Lazio 2, 10043 Orbassano (TO) Enrico Giacometto 328 7828323 www.jaqule.com Teatrazione via Artom 23, 10127 Torino Italo Fazio 011 5889562 www.teatrazione.com Giocolarte via Acerbi 133, 27100 Pavia Bruna Ventura 349 1470123 www.giocolarte.wordpress.com Campacavallo via F.lli Rizzardi 15, 20151 Milano Gabriella Baldoni 347 8571338 www.campacavallo.com Quattrox4 via Andolfato 10, 20126 Milano Elisa Angioni 348 2269315 www.quattrox4.com SBOCC via V. Veneto 1, 21010 Cardano al Campo (VA) Luana Facchetti 347 2785195 www.sbocc.it Spazio Bizzarro via del Portone 6, 23887 Olgiate Molgora (LC) Nicola Bruni 333 1903879 www.spaziobizzarro.com Spazio Kabum via Guicciardini 114, 21100 Varese Damiano Petitti Roreto 3494568018 www.spaziokabum.it Circo all’inCirca via Piemonte 84/8, località Padernò, Udine Davide Perissutti 340 6052371 www.circoallincirca.it Ancis Aureliano Onlus via Fogazzaro 12, 36030 Caldogno (VI) www.dottorclownitalia.org Barbamoccolo via delle Motte 12/c2, 30020 Martellago (VE) Manuela Polacco 339 4652122 www.barbamoccolo.it Circo in Valigia via Falgare 31, 36015 Schio (VI) Nicoletta Grolla Cegalin 0445 1716634 www.circoinvaligia.it Ludica Circo Loc. Corbellar 7, 37020 Marano di Valpolicella (VR) Stefania Garaccioni 347 9121866 www.ludicacirco.com Badabam strada valacchio casella 30, 53018 Sovicille (SI) Margherita Gamberini 347 7856564 www.badabam.it Circo Libera Tutti via Marconi 108, 50056 Montelupo Fiorentino Samuele Mariotti 333 4022331 www.circoliberatutti.it Circo Tascabile via Filicaia 2, 50065 Pontassieve (FI) Claudia Brandani 380 3585691 www.circotascabile.com En Piste via Bocchi 32, 50126 Firenze Maria Luisa Liguoro 333 3733644 www.enpiste.it Scuola di Circo Antitesi via Guidiccioni 6b, San Giuliano Terme, Pisa Martina Favilla 349 6304211 www.antitesiteatrocirco.it Inerzia via Francesco Grimaldi 127, 00146 Roma Leonardo Varriale 347 6531329 www.inerzia.org Circosvago via delle Mole 32, Albano Laziale (Rm) Jacopo Beretta 331 868114 www.circosvago.it Circo Corsaro via Dietro la Vigna 14, 80145 Scampia (NA) Maria Teresa Cesaroni 339 3927461 FB Scuola di Circo Corsaro Un Clown per Amico/Circo Botero st. Modugno Carbonaro 4/8, 70123 Bari Michele Diana 348 0535875 www.unclownperamico.com Circ’Opificio via Ammiraglio denti di Piraino 1, 90142 Palermo Marika Riggio 340 3928905 www.circopificio.it Clatù via San Josè Maria Escrivà 3, 95030 Tremestieri (CT) Maria Elena Rubbino 340 1723934 FB Clatù

1999 2018

STUDIO RUGGIERI POGGI

RUGGIERIPOGGI.IT J U G G L I N G M A G A Z I N E NUMERO8 0 S E T T E M B R E 2 0 1 8

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SUL FILO DEL CIRCO

photo by Marlene Braka

photo by Audric_Gagnon

6/28 LUGLIO, GRUGLIASCO (TO) WWW.SULFILODELCIRCO.COM

Con 21 spettacoli, 16 titoli differenti, 6 prime nazionali e oltre 100 artisti provenienti da tutto il mondo, organizzato dalla Fondazione Cirko Vertigo, Sul Filo del Circo è punto privilegiato di osservazione dello stato dell’arte del circo contemporaneo e occasione di confronto e scambio di idee, progettualità e linguaggi. L’edizione 2018 sceglie di concentrare la propria attenzione sulle espressioni artistiche provenienti dal Marocco e dal Canada, intervallate da esibizioni di artisti provenienti da Colombia, Irlanda, Francia e, naturalmente, Italia. Groupe acrobatique de Tanger che propone “Halka”, in cui gli artisti reinterpretano in chiave contemporanea il lessico di un’arte antica e tradizionale, quella acrobatica, è il gruppo che più fortemente ha rappresentato al festival il circo come è 20

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oggi in Marocco. Per il Canada invece tre i “testimonial” illustri. Formati presso la Scuola Nazionale di Circo di Montreal, i quattro performer del collettivo Cirque la Compagnie, provenienti da Francia e Svizzera, presentano “L’Avis Bidon”, loro prima creazione, che mette parole e corpi al servizio della musica di Wagner, per parlare, con fine ironia e sottile humour, delle relazioni umane. Attraverso preziose discipline tra cui la bascula, l’acrobatica, il lancio e la manipolazione di coltelli e il canto, restituiscono, con gli occhi dei giovani degli anni Venti, un’osservazione lucida sulla forza del legame che li unisce: l’amicizia. Cirque Alfonse nasce invece in seno alla famiglia di affermati circensi CarabinierLépine e propone un circo che affonda le proprie radici nelle tradizioni folcloristiche

del Québec, con un tocco di modernità. L’ultima produzione “Tabarnak” è una celebrazione collettiva che invita a riunirsi, una “via crucis” anarchica e poetica, un vivace circo musicale in cui l’organo attinge alla tradizione e gli acrobati la sovvertono. Flip FabriQue è un collettivo di eclettici artisti formati tra le fila di prestigiose compagnie circensi del calibro del Cirque du Soleil e del Cirque Eloize. Nel 2011 la decisione di intraprendere un loro personale percorso artistico. La loro ultima produzione “Attrape Moi” è un lavoro sul senso del ritrovarsi, dopo anni di lontananza, diversi ma profondamente uguali. La storia di amicizie nate durante un’estate in riva al mare che, dopo 10 anni, riscoprono, con loro grande sorpresa, di aver ancora voglia di far sogni da ragazzi.

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TRAMPOLINO

In occasione del Festival, A.C.C.I. (Associazione Circo Contemporaneo Italia) porta a Grugliasco la prima edizione del progetto Trampolino, vetrina di spet20 LUGLIO, GRUGLIASCO (TO) tacoli di circo contemporaneo per dare risalto alle nuove creazioni italiane, per WWW.ASSOCIAZIONECIRCOCONTEMPORANEO.IT contribuire alla loro diffusione. Trampolino nasce con l’intento di ripetersi annualmente, in città e contesti diversi. Tre gli spettacoli selezionati per questa prima edizione, i cui artisti hanno poi incontrato operatori invitati e un mentore, Giacomo Scalisi, per un momento di confronto sui progetti presentati. A.C.C.I., che aderisce a Federvivo - AGIS, nasce nel 2017 dall’esigenza e dal desiderio da parte di operatori attivi da anni nell’ambito del circo contemporaneo italiano di creare un organismo che potesse rappresentare la distribuzione, la promozione, la produzione, la formazione e le residenze artistiche dell’arte e della cultura del circo contemporaneo, in tutte le sue espressioni artistiche.

foto di Maurizio Andruetto

CIRCO PACCO

Paccottiglia De Luxe Cialtroneria di qualità superiore! Dissacrante e irriverente visual comedy, un punto di svista parodistico sul circo, in cui Frank Duro & Gustavo Leumann tentano di allestire il loro spettacolo, cercando con ogni mezzo di guadagnarsi il centro della scena e il plauso del pubblico, a colpi di numeri al limite del ridicolo, tra piogge di pop-corn, eccentriche acrobazie, improbabili animali, sacchetti e parrucche indomabili. La compagnia Circo Pacco nasce nel 2012 dall’incontro artistico di Alessandro Galletti e Francesco Garuti all’Atelier Teatro Fisico di Philip Radice a Torino. La visual comedy, il non verbale e il teatro fisico caratterizzano il linguaggio espressivo di questa coppia comica che lavora e gioca con le figure archetipe del clown e della relazione tra “bianco” e “augusto”. Di e con Alessandro Galletti e Francesco Garuti, consulenza registica Daniele Lele Villari, prodotto in collaborazione con Atelier Teatro Fisico, Spazio Non C’è, Officine Creative Torino.

DUEDA COMPANY

QUATTROX4

Due strade, due possibilità… ma una sola scelta: Diverged della compagnia DueDa prende ispirazione dalla poesia di Robert Frost per raccontare il conflitto interiore tra Logica e Istinto quando si prende una decisione. Una danzatrice incarna il ruolo della Logica, cui è associato l’archetipo della Terra, e un acrobata interpreta l’Istinto, cui è associato l’archetipo dell’Aria. La scena, divisa da una corda, è così solcata da un confine netto, metafora di una lotta di potere, un conflitto che definirà nuovi confini. La Compagnia DueDa nasce nel 2014 dalla collaborazione tra Stevie Boyd, acrobata aereo e Giada Negroni, danzatrice e coreografa, unendo la tecnica circense con la potenza evocativa e la tradizione del teatro e della danza. Entrambi scienziati di formazione, Stevie è biotecnologo e Giada ingegnere elettronico, hanno abbandonato i rispettivi campi, interessandosi all’arte interdisciplinare e contemporanea. Co-produzione FLIC Scuola di Circo, Irish Aerial Creation Centre, musiche di Pino Basile.

Con il desiderio di portare avanti una ricerca sulla condizione del proprio corpo in sospensione, il duo Clara Storti e Filippo Malerba, della compagnia Quattrox4, con la supervisione artistica di Alessandro Maida, esplora lo spazio aereo, abitabile e accogliente. In scena una composizione di corde aeree, che suggeriscono la casa come tema fondante: la ricerca di uno spazio da riconoscere e in cui riconoscersi, da costruire, in cui stare, che si abbandona e si ricerca costantemente. I due performer “coinquilini” condividono luoghi e abitudini quotidiane, costruendo coordinate e routine relazionali in continuo mutamento. Compagnia Quattrocx4,. Quattrox4 nasce nel 2011 per diffondere la cultura del circo contemporaneo a Milano, promuovendone la pratica e incoraggiandone la visione. Produce spettacoli e progetti site-specif ed organizza Fuori Asse, rassegna di circo contemporaneo in collaborazione con teatri e realtà culturali del territorio.

Diverged

Piani in Bilico

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LUNATHICA 1/30 GIUGNO, CIRIÈ – LANZO (TO) WWW.LUNATHICA.IT

di Dario Duranti

Foto di Domenico Conte e Ivo Sopegno

Dal 2002 a due passi da Torino e dalla Reggia di Venaria, immerso nelle bellezze paesaggistiche del Canavese e delle valli montane, si tiene Lunathica, festival diffuso di teatro di strada, circo contemporaneo, teatro urbano e di figura che quest’anno per tutto il mese di giugno ha proposto 15 serate a ingresso libero con 25 compagnie provenienti da Canada, Argentina, Messico, Europa, Nuova Caledonia, Israele, e Stati Uniti. Strade, piazze, cortili e centri storici degli otto comuni raggiunti dalla manifestazione (Lanzo, Torino, Balangero, Fiano, Nole, San Maurizio, San Francesco al Campo e Ciriè) vengono ridisegnati da performance capaci di far commuovere, divertire ed emozionare il pubblico. Con un record di oltre 20 000 presenze Lunathica raggiunge una fascia di popolazione sempre più ampia ed eterogenea, dai più giovani alle famiglie, con spettacoli adatti a ogni età. Dopo i drammatici fatti di Piazza San Carlo che hanno messo in crisi numerose manifestazioni, Cristiano Falcomer, fondatore e direttore artistico di Lunathica, ha raccolto la sfida di mantenere la vocazione del festival di proporre spettacoli per trasformare gli spazi urbani in visionari palcoscenici a cielo aperto. Tra i pezzi forti del programma la compagnia basca Markeline (vincitrice del premio come Miglior Spettacolo di Strada basco al XVI Festival Umore Azoka nel

2015) protagonista di un lavoro itinerante che racconta con un linguaggio poetico e delicato storie di guerra, dittatura e violazione di diritti umani; i canadesi Throw2Catch protagonisti di una divertente pièce circense che coinvolge e travolge il pubblico; il teatro di figura della Cie des Fourmisdans la Lanterne i cui burattini di carta raccontano una delicata satira della censura. Ma da sempre è il linguaggio del clown a dominare il programma del Festival, che dopo aver proposto in passato mostri sacri quali Leandre, Julien Cottereau e Patrik Cottet-Moine quest’anno ha invitato Gabriela Muñoz (Messico) che gioca con l’idea della solitudine, l’attesa e il desiderio dell’arrivo di un marito ideale; i francesi Dédale de Clown che rivisitando l’entrée degli attacchini giocano con la fotografia e il sovvertimento del punto di vista dello spettatore, dando vita ad immagini sempre diverse e sorprendenti. E ancora il duo Full House, i Teatro Necessario con due titoli differenti (ma altrettanto efficaci ed esilaranti) e la compagnia Le Chapitô de Nouvelle Calédonie che in Caillasse narrano in maniera leggera e festosa le vicende di due ergastolani che tentano di evadere dalla propria condizione. Momento clou del Festival la prima nazionale della compagnia spagnola Maduixa Teatro che, nella suggestiva location di una oasi naturalistica, raggiungibile solo a piedi dopo una piacevole cammina-

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ta tra i boschi, hanno proposto davanti a duemila spettatori Mulïer (insignita di diversi premi Max), una danza sui trampoli interpretata da cinque danzatrici: un omaggio alla donna ed un inno alla libertà contro ogni forma di violenza o sopruso. Da 10 anni il concorso per giovani artisti “Premio Gianni Damiano” sostiene la creatività emergente lanciando artisti e compagnie che attraverso Lunathica hanno avuto l’opportunità di farsi conoscere e raggiungere traguardi importanti. Il Duo Meroni-Zamboni, vincitore della scorsa edizione ha proposto quest’anno il loro spettacolo integrale negli stessi giorni in cui i francesi del Collectif Bim si portavano a casa il premio che li riporterà in Italia in occasione della prossima edizione. Completano la struttura di Lunathica una finestra sul Teatro del Territorio che rivela la fertilità artistica dell’area su cui agisce nel corso dell’anno la compagnia I Lunatici; e il Progetto Fili Sottili che mette in rete competenze ed esperienze di realtà dislocate sul territorio piemontese operanti nell’ambito del teatro e del circo contemporaneo applicato al sociale, al disagio e alla disabilità. Esito del progetto spettacoli, dibattiti e momenti di coinvolgimento della comunità. Un Festival dunque che pur mantenendo un tono lieve, popolare ed accessibile, veicola valori importanti coniugando evasione ed impegno civile.

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GALLURA BUSKER FESTIVAL

18/22 LUGLIO, SANTA TERESA DI GALLURA (OT) WWW.GALLURABUSKERFESTIVAL.

di Alberto Pisu direzione artistica

foto di Fausto Ligios

Giunto alla sua VI edizione il GBF di Santa Teresa Gallura continua il suo percorso di crescita, lento ma costante, verso un format che possa offrire in futuro almeno 7 giorni, se non 10, di spettacoli, con i primi giorni dedicati ad anteprime particolari. Ci interessa affiancare spettacoli di teatro di strada di rilievo, molto fruibili, con una grande empatia verso il grande pubblico, a proposte innovative di

circo contemporaneo. Negli ultimi anni il pubblico di turisti che arriva a Santa Teresa è prevalentemente composto da famiglie, ed è costante l’impegno di tutti, amministrazione in primis, per incrementare le presenze turistiche anche di giovani e di turisti stranieri, anche attraverso l’offerta di momenti di brio, allegria e intrattenimento, che possano essere da corollario alla vacanza estiva in questa splendida località, tra le più belle del Mediterraneo. Il GBF si inserisce all’interno di questa politica di sviluppo culturale e turistico, e le scelte artistiche ope-

GALLURA BUSKER FESTIVAL CIE L ‘EXCUSE

rate fin ora hanno tenuto conto anche delle caratteristiche e aspettative di queste utenze. Altro obiettivo di fondo è quello di ri/vitalizzare spazi urbani nuovi, posti del centro storico che sono sempre stati esclusi dalla programmazione culturale di Santa Teresa, tradizionalmente concentrata nella piazza centrale, con tutti i suoi limiti e i suoi punti di forza, incluso i grandi cerchi che il pubblico sempre garantisce. Trovare il giusto equilibrio non è facile, e comporta scelte coraggiose, anche azzardate, e sicuramente qualche delusione che diventa lezione per il futuro. Inoltre le progettazioni iniziali per un evento sempre ai massimi livelli si scontra anche con i li-

HTTP://COMPAGNIE.EXCUSE.FREE.FR di Gumina Mario e Dominique Lajoux

foto archivio Cie l'Excuse

La mia passione per la scena e il mio percorso di formazione prendono il via fine anni ‘70, un periodo davvero speciale perché il teatro in quegli anni viveva una stagione di grande fermento e il corpo in scena sembrava quasi prendere il sopravvento sulla parola. Io ero molto curioso, affascinato dalle novità e dagli incontri con altri artisti così, mentre ero in Toscana ho frequentato uno stage con Marcel Marceau che poi avrebbe invitato alcuni partecipanti alla sua scuola a Parigi. Detto fatto decido di andare in Francia ed è l’inizio di un periodo fondamentale per la mia carriera artistica. Scopro un nuovo sistema culturale che già allora rappresentava un modello: biblioteche dove potevi ascoltare gratuitamente la musica, un centro all’avanguardia come il Pompidou dove potevi fare esperienza delle nuove tendenze della pittura, della scultura e della musica. Mi sentivo rapito e pieno di energia. All’interno della scuola di Marcel Marceau ho conosciuto Dominique, laureato in chimica. Insieme decidiamo di partire per Avignone per uno stage con Ctibor Turba, clown molto noto che lavorava con Polivka. Erano gli anni ‘80 e stava per iniziare il nostro divertente sodalizio artistico, che dura ancora oggi. Già dal primo spetta24

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colo, Reparto 47, un lavoro sulla malattia mentale, abbiamo capito che ci piacevano le cose fuori dagli schemi. Intorno ai primi anni ‘90 gli spettacoli al Pompidou erano già una realtà, il nuovo circo cominciava a strutturarsi e nascevano le prime scuole, come il CNAC, e i primi festival. Ci siamo fatti notare ai festival di Aurillac e Chalon, ed è stato subito un successo con tanti inviti e tante repliche nei festival. Con Les Ouvreurs e Seven Notes, lavori sul cinema e la comicità, fatto di piccoli cortometraggi, ci siamo messi in gioco anche come musicisti. Il padre di Dominique, un documentarista molto conosciuto, ci ha aiutato nel lavoro con il cinema, mentre Dominique, apprendista stregone,

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miti dei finanziamenti e i ritardi nella loro approvazione, che penalizzano gravemente la possibilità di ingaggiare con anticipo artisti e compagnie. Ma questa è una situazione generale che gli addetti ai lavori conoscono bene e da tempo. Santa Teresa in estate è un territorio dove sono tutti impegnati totalmente nelle proprie attività e nel massimizzare gli introiti, in una stagione turistica che diventa sempre più corta. Per questo il coinvolgimento della cittadinanza nel festival rimane li-

mitato alla collaborazione con diverse strutture ricettive che forniscono servizi, camere o pasti, mentre inizia un percorso di collaborazione con alcune associazioni e cooperative del posto per l’attivazione di altri comparti produttivi (archeologico, enogastronomico, etc). Grandi soddisfazioni sta invece dando il coinvolgimento di giovani volontari del paese. Abbiamo sempre più ragazzi che si offrono di collaborare per far parte di questo progetto, cogliere questa opportunità. Anche su di loro concentreremo sempre di più la nostra attenzione, per proporre percorsi di partecipazione, crescita e formazione in maniera sempre più mirata e specifica.

sfruttava le sue capacità tecniche e scientifiche. Per la scena nazionale, Culture Commune, abbiamo lavorato per 8 mesi in un quartiere disagiato della città di Béthune con un progetto che si chiamava «Mon Oncle Roméo», un cortometraggio dove venivano coinvolte gente del quartiere filmate su pellicole che Dominique comprava in internet dalla Russia, metteva nel frigo, e poi sviluppava, con procedure e agenti chimici da lui messi a punto. Homocatodicus è il risultato di tutto quello che avevamo imparato sul cinema, sul teatro, sulla tecnologia, sul passaggio dalle pellicole al video in digitale, era molto agile dal punto di vista della trasportabilità e ci permetteva di viaggiare facilmente. Non

In questi anni ci siamo impegnati molto, insieme al comune di Santa Teresa, nel costruire e far crescere il GBF, un festival centrato sul territorio e sull’utenza cittadina. Far arrivare artisti di un certo livello qui in Sardegna, in alta stagione e in un posto ad altissima affluenza turistica, e quindi con altissimi costi, genera molti problemi, anche di natura economica. Per creare economie di scala e ottimizzare gli investimenti ho deciso per questo di creare forme di circuitazione sull’isola degli artisti che programmiamo al GBF. È nato così quest’anno un altro festival, nel sud dell’isola, in collaborazione con un’altra associazione culturale e il Comune di Pula, un altro tassello importante al nostro progetto di offerta culturale per la Sardegna.

potevamo immaginare quanto la rivoluzione degli smartphone avrebbe influenzato le abitudini delle persone e il loro rapporto con la comunicazione, la società. Era il nostro primo spettacolo itinerante e non ci immaginavamo le sue potenzialità. Ci ha subito aperto molte porte, non solo nei festival di teatro di strada ma anche in prestigiosi festival del cinema, da Cannes a Locarno al Kennedy Center for the Performing Arts. Ci interessa mostrare l’evoluzione dell’uomo e toccare l’immaginario collettivo della gente, che ormai è attaccata al cellulare in maniera ossessiva, scattando foto di ogni cosa da postare poi sui social. Nel tempo la nostra poetica è sempre rimasta legata al cinema e al teatro, nostri punti di partenza. Il circo è arrivato successivamente e nei nostri lavori si è intrecciato con la musica dal vivo e con la drammaturgia. Il percorso di un artista è molto difficile, lungo e non per forza lineare. Io e Dominique abbiamo cercato sempre di non ripeterci, di evolverci sulla base dei lavori fatti in precedenza, di appassionarci vicendevolmente per il jazz, il cinema, e la fotografia. Questa è la forza della compagnia e il collante che ci ha tenuti uniti nel tempo. In Italia, poi, seguo diverse compagnie tra cui il Teatro Necessario: un sodalizio che si è fortificato nel tempo diventando i miei “figli artistici”.

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QUINTA PARETE DAL COMFORT ALL’ENGAGEMENT

Il tema del coinvolgimento del pubblico nello spettacolo dal vivo, e in particolar modo nel circo e nel teatro di strada, rappresenta un orizzonte di sviluppo appena esplorato, se comparato alla ricerca messa in moto nel teatro già da alcuni anni. La figura del volontario invitato tra i presenti a guadagnare il centro della scena, o del cerchio, è ormai un clichè che sembra esaurire ed esaudire le aspettative di un pubblico (e dell’artista?) che generalmente ama essere intrattenuto e divertito, o emozionato, piuttosto che ingaggiato in una relazione più crea(t)tiva con gli artisti e la scena. Per stimolare percorsi di co-creazione, coinvolgimento e formazione del pubblico, apriamo una rubrica che presenti spettacoli, iniziative, esperienze, conferenze dove al pubblico è offerta la possibilità di uscire dalla comfort zone dello spettatore.

IL TEATRO DEI VENTI / MOBY DICK

intervista a Stefano Tè WWW.TEATRODEIVENTI.IT/MOBY-DICK regista e direttore artistico foto di Andrea Macchia Il Teatro dei Venti di Modena è un progetto articolato e complesso che si dispiega su diversi fronti, con l’obiettivo di rompere quella separazione che esiste ancora tra l’arte performativa, il teatro, le persone e i luoghi vissuti dalle persone. Il teatro non è più un luogo di incontro e confronto tra le persone, dove hai occasione di un contatto con lo “sconosciuto”. Rincorriamo quindi da alcuni anni il desiderio di creare un pretesto per questo contatto, per una relazione imprevista. Per questo portiamo il teatro in luoghi e contesti dove le persone si sentono costrette, dove il teatro può rappresentare un problema, e un’opportunità, come nelle carceri. Dove le persone si trovano a contatto una con l’altro in una situazione straordinaria e per loro imprevista. Oppure portiamo il teatro in piazza, non solo come intrattenimento ma come opportunità per creare socializzazione. E all’interno del progetto di teatro negli spazi urbani lavoriamo nella di-

rezione di coinvolgere persone, che potrebbero essere anche soltanto elementi del pubblico, e questo sarebbe già un grande risultato, coinvolgendole ancora di più. Nello specifico mi riferisco al nostro spettacolo

Moby Dick, che ha debuttato nell’estate 2018, dove il suono arcaico delle botti della tradizione di Macerata Campana, l’ambientazione marinaresca ed epica del romanzo di Melville, una fusione tra linguaggi da occidente a oriente, una riflessione filosofica

sull’ignoto, ne costituiscono la trama. È una produzione molto grande, con un numero di attori della compagnia, un suo sviluppo drammaturgico e una sua complessità scenica. Ma al suo interno potrà ospitare persone del territorio che invadono lo spazio dedicato agli attori, quindi lo spazio scenico, attraverso laboratori che non sono di formazione teatrale, ma laboratori di invasione, dove bambini, anziani, cantanti, musicisti, amatoriali e non, possono entrare in relazione con l’azione performativa costruita dal Teatro dei Venti. Perché stiamo elaborando nuove forme di partecipazione e di relazione? Il teatro lascia il segno dove passa, nelle piazze lascia appunto una traccia, indelebile, che può durare nel tempo se la persona è coinvolta realmente nel percorso. Non è un attore per un giorno, ma è qualcosa di più, perchè il teatro si prende cura per una settimana, dieci giorni, di queste persone e in qualche modo ne prende quella ingenuità, quella freschezza e inadeguatezza che fa diventare l’atto performativo unico, con quelle persone uniche, che non sono artisti professionisti, e quindi spontanee. Portiamo avanti questo percorso sulla relazione anche su altri piani, per citare il nostro festival Trasparenze, che curo artisticamente, e dove mi affianca un gruppo di giovani dai 16 ai 25 anni, ad oggi una ventina di ragazzi, chiamato la Konsulta, che segue con me tutte le fasi preliminari di costruzione del festival, scegliendo insieme le compagnie, discutendo tra noi delle linee artistiche e dei contenuti del festival. Non sono persone, ragazzi che vogliono diventare artisti o programmatori. Sono pubblico, e ho la fortuna di avere un confronto con un pubblico giovane, che prende le distanze dal fare teatro, ma che vuole instaurare con il teatro delle relazioni diverse. Non solo di passaggio per uno spettacolo, ma contribuire per costruire un teatro migliore.

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QUINTA PARETE O GRANDE EMBRULHO ARTE - ECOLOGIA - TRADIZIONE UN PROGETTO DI THORSTEN GRÜTJEN WWW.OGRANDEEMBRULHO.COM

“O Grande Embrulho” è uno spettacolo multidisciplinare in cui il clown, la danza, la musica e la manipolazione di oggetti raccontano la storia di un sacchetto di carta a forma di cono. Lo spettacolo può essere ospitato in esterna o in interni, a patto che il luogo permetta un alto grado d’interattività con il pubblico e renda possibile la trasmissione dell’elemento pedagogico racchiuso nei vari momenti di humor, sorpresa e poesia. Attraverso l’incontro dell’artista con l’oggetto, lo scopo dell’utilizzo del sacchetto di carta si destruttura per lasciare il posto a forme e suoni sorprendenti, Partendo da un semplice gioco con il materiale stesso, ha inizio un’esperienza sensoriale che cattura l’immaginazione di grandi e piccoli e si fa strada la consapevolezza che il momento in cui scegliamo di usare un sacchetto di carta nella vita di tutti i giorni, può avere un impatto più o meno significativo sulla vita del nostro pianeta. “O Great Embrulho” si basa sui principi dell’ecologia sociale, nel senso che consapevolezza ambientale significa anche avere una mentalità aperta e uno spirito critico in linea con lo spettacolo. Per que-

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sto motivo, il pubblico è anche invitato a sperimentare diversi momenti condivisi di apprendimento e scoperta con le attività che completano l’offerta del progetto artistico. “Prendi e impacchetta - il ritorno della tradizione” è un’iniziativa rivolta alle comunità locali, con l’obiettivo di far rivivere l’utilizzo dei sacchetti di carta nei mercati tradizionali, offrendo così ai cittadini un’alternativa all’uso della busta di plastica. Come parte integrante del tour e azione promozionale diretta sullo spettacolo, la compagnia visita i mercati di zona e distribuisce ai commercianti di ogni sede alcuni sacchetti di carta, proponendo il loro utilizzo al posto della plastica e contribuendo così ad un’azione di sensibilizzazione a favore della salvaguardia ambientale. Prima dello spettacolo vengono anche organizzati sul posto laboratori teorico-pratici adatti a tutti, basati sul dialogo con i partecipanti e sui loro ricordi condivisi sulla storia dell’ecologia e l’uso della carta. Attraverso giochi improvvisati e tecniche di manipolazione, il pubblico esplora anche l’estetica e la natura degli oggetti costruiti con questo materiale.

Thorsten Grütijen è un giocoliere dall’animo clown e un tedesco dall’anima Lusitana che pratica la sua arte da più di vent’anni. Dal suo arrivo in Portogallo, nel 1992, si dedica anche ad approfondire altre espressioni artistiche, teatro, giocoleria, improvvisazione e manipolazione di oggetti. Ha collaborato per oltre un decennio con Chapitô di Lisbona, producendo progetti di circo e teatro di strada. Nel 2006 realizza uno dei suoi sogni, un palcoscenico mobile su un camion Mercedes-Benz con pianale ribassato, che restaura e battezza nel 2016 con il nome di “Caracol Cultural – Arte che Deixa Rasto” (Lumaca Culturale – Arte che lascia tracce). Gil Abrantes è un musicista sassofonista che dalla musica classica estende il suo virtuosismo a più generi musicali possibili, sempre curioso di spingersi oltre il terreno del conosciuto. Spesso è coinvolto in più progetti e partecipa ad album e creazioni artistiche di danza e musica di più artisti contemporaneamente, esprimendo il suo eclettismo anche nei territori della musica tradizionale portoghese, chill-out, jazz, funk e pop-rock.

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QUINTA PARETE L’INNOCENZA DELL’UMORISMO MOSTRA ITINERANTE DI JOANA BASSI Questa mostra non è stata creata per tracciare una storia romantica o difendere la tradizione del circo in quanto tale, anche perché in realtà quel tipo di approccio è sempre stato temuto dalla mia famiglia, lontana dal voler essere rappresentata da un genere o da un tipo di folklore. I miei nonni prima, e i miei genitori poi, sono stati più che altro ispirati da uno spirito di innovazione che, consapevolmente o meno, non era che l’essenza del circo. In questa mostra cerco di avvicinare il pubblico a scoprire a sua volta la scintilla che ha spinto gli artisti di ieri ad alimentare il fuoco sacro di questa professione, una scintilla dall’incandescenza continua che accomuna tutti gli artisti e che si propaga nel tempo fino ad oggi. Ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo intorno ai sedici anni, seguendo le orme dei miei genitori, ballerini e giocolieri degli anni ‘70. Ricordo il mio debutto durante un tour della mia famiglia, sotto un tendone, in Australia. Mio fratello Leo Bassi ed io ci adattammo presto alle infinite ore di prove necessarie per padroneggiare le più diverse discipline. Imparavamo le acrobazie, la danza, la giocoleria e la musica; lo spettacolo era la nostra casa, la nostra scuola, il nostro lavoro e la nostra ricompensa quotidiana. Dopo trent’anni trascorsi a esibirmi in molti paesi, ho iniziato anche a insegnare, moti-

vata dalla consapevolezza di aver sviluppato le mie tecniche di clown e dal voler trasmettere anche agli altri il mio bagaglio creativo. Molti colleghi, soprattutto comici, hanno iniziato a chiedermi di fare da occhio esterno al loro lavoro, il che mi ha portato rapidamente a scrivere spettacoli per il circo, la strada e il teatro. Oggi supporto la creazione artistica di molte giovani compagnie, motivate da quel fuoco sacro cui accennavo prima, esperienza che mi permette di attingere al bagaglio creativo accumulato in anni di lavoro personale e di trasformare al meglio la conoscenza che ho acquisito nel tempo. L’idea della mostra è nata per caso. Trovai negli archivi stampa alcune proiezioni di fotografie viventi dei Fratelli Lumière. Tra i titoli di coda di un numero comico di pagliacci, compariva anche il nome del mio bisnonno, Cianchi! Riuscii finalmente a risalire alla versione digitale della pellicola. Vedere gli antenati dei pagliacci passare dalla staticità delle fotografie ai filmati è stato uno shock immenso! Il materiale era datato 1896…è stato davvero come scoprire un patrimonio artistico senza precedenti, un aspetto nascosto della cultura occidentale dello spettacolo dal vivo. Raccogliendo foto e poster degli archivi di famiglia, decisi di

organizzare una prima mostra itinerante, leggera e temporanea, in una galleria a Berlino, nel gennaio 2016. Da allora, gli inviti a ospitare l’esposizione si sono moltiplicati, mettendo in relazione vari luoghi e diversi festival interessati al progetto. Al termine della visita, a volte propongo anche un mio solo in cui interpreto me stessa, il pagliaccio, vestita come i miei antenati, in cui suono anche un brano di violino classico. Il pubblico racconta di aver avuto la sensazione di viaggiare nel tempo, di aver imparato cose che non sapeva sui clown e le loro origini. Quello che so con certezza è che, oggi come ieri, la più grande scoperta che si può provare alla vista di questi personaggi, è l’innocenza di un umorismo senza il quale la nostra risata potrebbe scomparire. Joanna Bassi nasce nel 1955 da una famiglia di artisti di origine italo-franco-inglese che trova la sua espressione nel circo, nel cabaret e nel music hall da diverse generazioni, e in ciascuna delle quali ha saputo distinguersi attraverso differenti discipline e tecniche artistiche con originalità e precisione. La sua formazione artistica comprende acrobatica, danza, giocoleria e musica. Poliglotta, è autrice, clown, regista, e affianca la sua carriera di attrice a quella di violinista.

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IL RUGGITO DELLE PULCI 2/7 LUGLIO 2018 CAVALLERMAGGIORE (CN) WWW.FUMACHENDUMA.IT/RUGGITODELLEPULCI di Federica Sorba delle mamme fumachemangiuma In provincia di Cuneo, ormai da 13 anni, esiste un piccolo festival di circo, che non assomiglia a nessun altro. È un piccolo festival che non si distingue per pomposità o riconoscimenti. Un piccolo festival che non riceve finanziamenti né sovvenzioni, e non riempie grandi pagine sui giornali. Cosa ricorderemo di questa tredicesima edizione del Ruggito delle Pulci? Cosa rimane di un festival come questo quando le luci si spengono, tende e strutture si smontano e ognuno torna a casa propria? Quando la fatica lascia il posto a un sorriso di soddisfazione e il sollievo per avercela fatta, ancora una volta, si trasforma piano piano in malinconia? Di certo non saranno i numeri... non i 300 ragazzi che abbiamo ospitato, ma il sorriso di ciascuno di loro, l’abbraccio che ci ha regalato prima di andare via, il pezzo di vita che con noi ha condiviso, i piccoli semi dei futuri progetti che in questi giorni, insieme a ognuno di loro, sono germogliati. Non i 40 workshop organizzati nel corso di queste giornate, ma l’emozione di veder lavorare insieme grandi artisti e piccoli circensi. L’entusiasmo dei grandi nello scoprirsi maestri, nel condividere la loro passione, nel trasmettere la luce delle

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sazione. Creazioni a tratti fragili e imperfette, acerbe magari, ma cariche di tutta la forza dirompente che solo la condivisione e il mettere in comune abilità, esperienze e passioni può scatenare. E così non ricorderemo i 700 pasti sfornati ogni giorno, né la fatica e il lavoro che sono costati, ma quell’atmosfera un po’ spe-

loro giornate e la ragione della loro scelta di vita. La gioia dei piccoli nell’imparare a fare cose che mai avrebbero nemmeno immaginato di poter fare, nel mettersi alla prova di fronte all’incognito, nello scoprire l’eccezionale lavoro che si nasconde dietro la magia di ogni numero. Forse non ricorderemo neanche la Giulia Marro straordinaria abilità degli artisti che allieva ed insegnante delle scuole ogni sera si sono esibiti in spetdi circo Fuma che ‘nduma 22 anni tacoli e work in progress di Bambina incuriosita e dagli occhi sognanti, poesia, bellezza e follia. Ma adolescente spensierata, adulta che non si sente di certo ricorderemo a per niente adulta. Il ruggito delle pulci mi ha vista lungo i loro occhi che brilcrescere, anno dopo anno. lano davanti alla magia Incontri con bambini e ragazzi della mia stessa età ma di di un miraggio che diverse provenienze, con professionisti del circo, la pasprende vita. “vogliamo sione per il circo come grande comun denominatore, la che i ragazzi si abituino voglia di imparare e di crescere sono stati fattori deterfin da piccoli a vedere minanti e mi hanno aiutata a maturare e a capire che il l’arte in ogni sua circo era veramente ciò che volevo e voglio fare nella forma, a farsi domanvita. Non mi resta che ringraziare il “Ruggito” e de, a mettere tutto in tutto ciò che ci sta attorno, perché negli anni mi discussione, a farsi una avete aiutato ad essere ciò che sono e propria idea su ogni cosa, ciò che sognavo. anche sul circo.” sostiene Francesco Sgrò, ideatore e anima della rassegna di spettacoli. Ricorderemo i caldi pomeriggi passati a creare, insieme, piccoli gioielli di improvvi-

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Margherita Vignolo scuola di circo Fuma che ‘nduma di Bra 14 anni Immagina un posto a pochi km da casa tua dove non esistono case ma un unico spazio dove puoi stare per 24h insieme ai tuoi amici, mangiare insieme a loro e dormire insieme a loro, dove le mamme e i papà sono mamme e papà di tutti perché cucinano per tutti, dove arrivano amici da tutta Italia e anche dall’estero, dove c’è una scuola in cui i professori sono ragazzi e tuoi amici con solo qualche anno in più e ci sono solo materie come giocoleria, acrobatica, equilibrismo, danza, dove mentre impari, studi e ti eserciti ti diverti un sacco, dove non ci sono voti ma solo la voglia di provare e riprovare e la soddisfazione di esserci riusciti, dove tutte le sere ci sono spettacoli di cui tu fai parte e c’é un pubblico vero che applaude è si emoziona... Può sembrarti impossibile, ma questo posto esiste: si chiama “Il ruggito delle Pulci” e ha un unico difetto... dura solo una settimana!

ciale che, quando ci raduniamo intorno ai tavoli, ci fa sentire tutti a casa, tutti parte di un’unica grande e meravigliosa famiglia. Non ricorderemo neanche i soldi che sono entrati e (soprattutto) usciti per dar vita a questo festival, perché in fondo non sono quelli che contano davvero. Ma non dimenticheremo la splendida generosità di chi ha voluto tenderci una mano, offrendoci il frutto del proprio lavoro: verdure e salumi, gelati e formaggi, pane, frutta yogurt e biscotti che hanno reso più dolci e saporite le nostre giornate. Non dimenticheremo la splendida accoglienza della città di Cavallermaggiore, i luoghi che ci hanno accolto, l’entusiasmo con cui la gente del posto, i commercianti, la proloco e le autorità hanno salutato la colo-

rata e caotica invasione delle loro strade e piazze da parte di questo piccolo esercito di pulci ruggenti. Soprattutto non dimenticheremo quel momento prezioso in cui ognuno di noi, come sottolinea Giuseppe Porcu, vero e proprio maieuta della situazione. “smette di essere genitore o insegnante, allievo o ospite, tecnico o artista, e comincia a fare davvero squadra con gli altri. Ognuno con il suo mattoncino, ognuno con il suo speciale tassello, indispensabile per completare il disegno finale e per far sì che un sogno condiviso possa vedere la luce, e trasformarsi in arte.”

Daniela Crivello mamma

Sembra facile scrivere qualche riga sul Ruggito delle Pulci: dura una settimana e l’ultima edizione si è svolta in una cittadina del cuneese sconosciuta ai più, quindi all’apparenza un evento di poco conto. Solo chi ne ha respirato l’atmosfera come i 200 partecipanti che hanno collaborato con grinta ai laboratori, agli spettacoli e alle parate, oppure come i 50 artisti più o meno famosi che ogni sera hanno dato vita a spettacoli unici ed irripetibili condividendo il palco con giovani artisti, o come le tante mamme-cuoche che con il sorriso hanno sfamato tutti per tre pasti al giorno, o come l’esercito di papà e volontari instancabili che si sono avvicendati per ogni tipo di esigenza ed emergenza, oppure come gli organizzatori che hanno magistralmente diretto tutto questo, ma anche come i 500 spettatori (o forse di più, chi lo sa) che hanno applaudito .... forse solo questo “piccolo mondo” sa perché appena finisce, il Ruggito ti manca già nonostante la stanchezza e la fatica. Solo chi l’ha vissuto sa perché al mattino della domenica mentre si smonta accampamento palco e cucina, si sta già pensando a come migliorare e crescere. Solo chi l’ha visto sa che si respira aria di magia h24 e non vede l’ora che arrivi il prossimo Ruggito!

J U G G L I N G M A G A Z I N E NUMERO8 0 S E T T E M B R E 2 0 1 8

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12/16 SETTEMBRE 2018, PONTEDERA (PI) WWW.CIRCOSFERA.IT foto di Andrea Vanni

MEETING CIRCOSFERA

La XVII edizione del “Meeting Circosfera, incontro nazionale degli operatori di circo”, ospitata da Spazio NU, con il patrocinio del comune di Pontedera, ha visto circa 100 operatori di circo, provenienti da tutta Italia, riuniti nella stimolante atmosfera conviviale che caratterizza questi incontri, concentrarsi per cinque giornate su un intenso programma di laboratori, tavoli di lavoro, spettacoli serali, privilegiando sempre l'incontro, la conoscenza, lo scambio reciproco. Tante presenze, con un buon numero di volti nuovi, di lungo e di breve corso all’interno del settore, sintomo di una grande vivacità e interesse per il conoscersi e fare rete. Tra i principali temi di questa edizione: Un focus sulle nuove generazioni, grazie all'impulso fornito dal progetto europeo ASK e con il proposito di facilitare la formazione di uno youth forum CircoSfera, sulla scia del recente EYCO Youth Forum varato con i partner europei. Ad accoglierli un laboratorio sulla creazione a cura di Giuseppe Porcu e un’introduzione ai progetti europei e allo youth forum di Giorgia Bolognesi. Nel collaudato format delle masterclass partecipative coniate nel progetto europeo

PEYC, e poi mutuate nella programmazione del Meeting, per un confronto continuo e orizzontale sulle metodologie di lavoro, 4 focus su acrobatica aerea, equilibrismo, acrobalance e palo cinese, facilitati rispettivamente da Margherita Gamberini, Valentin Hecker e Michele Paoletti, Matteo Delle Bianca, Tommaso Negri, Workshop di approfondimento pedagogico su: circo motricità (Susi Alberini), circo & educazione alla salute (Federico Moro), circo & scienza (Claudia Sodini), body percussion (Francesco Gherardi), funambolismo e pedagogia del circo (Giulia Schiavone), circo & scuola + circo & famiglie (Michele Diana e Giuditta Pino). A fare gli onori di casa un workshop sulla danza contact tenuto da Massimo Pierini. Alla “consolle” per vivacizzare i dopo pranzo e anche la serata dei giochi, un gettonatissimo David Bianchi con i suoi Giulivo’s Break. Guest d’eccezione Raffaele De Ritis, con un’anteprima del workshop Astley’s Place e di Nuovo Cinema Circo. Momenti di confronto collettivo con modalità partecipative su temi di interesse generale sono stati facilitati dal team Circosfera. Dal networking, alla rivoluzione del Terzo Settore e delle

ASK Assistant Trainers Sharing Knowledge Dopo i due progetti europei CATE (2012/2014) e PEYC (2015/2017), un partenariato di federazioni nazionali che fa capo ad EYCO vara per il biennio 2018/2019 il progetto ASK, supportato dal programma Erasmus+, che si concentra sugli assistenti insegnanti nelle scuole di circo. Giovani allievi che maturano motivazione e competenze per affiancare gli insegnanti della scuola nelle lezioni. Le mansioni possono variare e possono includere attività come riscaldamento o giochi di apertura. Molti degli assistenti insegnanti lavorano come volontari, ma alcuni percepiscono già un compenso. In alcuni paesi sono attivi percorsi di formazione per gli assistenti e ora questi paesi sono disposti a condividere le loro competenze e sviluppare questi programmi, attraverso un confronto comune 32

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ASD, agli schemi di scambio europei, ai progetti di sviluppo del pubblico, con un partecipato momento di riflessione finale collettiva su CircoSfera e sul Meeting. Completava la serie di riflessioni una plenaria, sul tema del circo sociale e delle comunità di circo, a cura del Team di AltroCirco. In prima serata invece carrellata di spettacoli: l ristorante Gustò Gustò (circo Galleggiante), Caleidoscopio (Aria Network), Nuovo Cinema Circo (Raffaele De Ritis); il Cabaret degli Operatori (conduttori Daniele Giangreco e Giulivo) e infine il sabato sera… festa!!! In cabina di regia e per ogni altra occorrenza, il team CircoSfera quest’anno in un nuovo assetto allargato (Adolfo Rossomando, Stefano Bertelli, Elena Giussani, Giorgia Bolognesi, Tommaso Negri, Giuditta Pino, Marco Della Bianca, Michele Diana, Michele Paoletti) impegnato nell'accoglienza dei partecipanti, il coordinamento dei relatori, la segreteria/banco, le attività per facilitare momenti di conoscenza reciproca all'interno del network. A tutti, staff, relatori e operatori un caro abbraccio e un augurio di uno sfolgorante inizio di stagione.

per diffonderli nei paesi dove non c'è assolutamente alcuna formazione disponibile per gli assistenti insegnanti. Tra gli obiettivi principali del progetto c’è un curriculum per una formazione degli assistenti insegnanti, condividere le buone pratiche e aiutare a sviluppare sistemi simili in altri paesi; creare materiale didattico (video) e linee guida per le scuole di circo che possano supportare gli assistenti insegnanti nel loro ruolo. ASK prevede 5 moduli di formazione per 11 assistenti insegnanti e 11 professionisti del circo educativo. Previsti inoltre 4 eventi moltiplicatori per una platea di oltre 210 partecipanti. Partner di progetto: NuorisoSirkusliitto,FI (Capofila); BAG, DE; CircusCentrum, BE; FFEC, FR; Circus Works, UK; Circomundo, NL; G&D/CircoSfera, IT; FEECSE, ES; Cirkusko Pedagogico, SLO; Miasto Projekt, PL; ECCDV, EW WWW.PROGETTOQUINTAPARETE.IT


Piemonte Arcobaleno via delle Fontane 60, 13011 Borgosesia (VC) Ilaria Sitzia 348 8123417 www.sportarcobaleno.it

Trentino Alto Adige Friuli Venezia Giulia Veneto

Liguria

Emilia Romagna

Toscana

Marche

Umbria Lazio

Puglia Basilicata Sicilia

REGISTRO NAZIONALE CORSI/SCUOLE DI CIRCO EDUCATIVO

Lombardia

Chapitombolo via Baldichieri 18, 14013 Monale (AT) Milo Scotton 331 7992615 www.chapitombolo.it CH4 Sporting Club via Trofarello 10, 10127 Torino Francesca Casaccia 011 678366 www.ch4sportingclub.it Circo Clap via Don Giovanni Minzoni 17, 28041 Arona (NO) Laura Cantù 328 8891533 www.circoclap.it Dimidimitri S.S. 299 c/o Cascina Cavallotta via Valsesia, 28100 Novara Alessio Ricci 346 9812214 www.dimidimitri.com Flic Scuola di Circo via Magenta 11, 10128 Torino Dario Sant’Unione 011 530217 www.flicscuolacirco.it Fuma che n’duma via dei Salici 16, 12035 Racconigi (CN) Giuseppe Porcu 333 2742858 bimbocirco.wordpress.com Jaqulè via Lazio 2, 10043 Orbassano (TO) Enrico Giacometto 328 7828323 www.jaqule.com Macramè Strada dei Sent 16, 12084 Mondovì (CN) Marco Donda 347 8251804 www.scuoledicircomacrame.blogspot.it Microcirco c/o Chapitombolo via Baldichieri 18, 14013 Monale (AT) Carla Acquarone 337 266505 www.microcirco.it Sportica Gym via Cattaneo 41, 10064 Pinerolo (TO) Paola Martina 0121 795590 www.sportica.it Teatrazione via Artom 23, 10127 Torino Italo Fazio 011 5889562 www.teatrazione.com UP Str. Salimau 1/E int. 1 12060 Pocapaglia (CN) Maria Grazia Ielapi 339 7532815 www.upscuoladicirco.com Vertigimn via Mottalciata 7, 10154 Torino Fabrizio Fanizzi 338 4189800 www.vertigimn.com Ambaradan viale Lombardia 53, 24020 Torre Boldone (BG) Lorenzo Baronchelli 339 5695570 www.ambaradan.org Campacavallo via F.lli Rizzardi 15, 20151 Milano Gabriella Baldoni 347 8571338 www.campacavallo.com Circotondo via Bastia 5, 20136 Milano Valentina Sordo 339 8072575 www.valentinasordo-danza.com Giocolarte via Acerbi 33, 27100 Pavia Marco Lam 393 8392809 giocolarte.wordpress.com Hops via Lanzi 51, 20872 Cornate (MB) Sara Papadato 348 0069417 www.scuola-circo-hops.it Kabum via Guicciardini 114, 20100 Varese Alessandra Pessina 349 4568018 www.spaziokabum.it Quattrox4 Via Andolfato 10, 20126 Milano Elisa Angioni 346 0026972 www.quattrox4.com Scuola di arti circensi e teatrali via Sebenico 21, 20124 Milano Maurizio Accattato 348 6054623 www.milanoclownfestival.it Scuola di circo SATs v.le Piave 16/a, 20047 Treviglio (BG) Massimo Vitali 339 1134156 www.scuolateatrotreviglio.it/scuolacirco Scuola di circo Trillino Selvaggio via Tolstoi 14/a, 20146 Milano Giuditta Pino 334 2765052 www.trillinoselvaggio.it Spaziocirco via Carrobbio 6, 20093 Cologno Monzese (MI) Sonia Belotti 338 7813115 www.spaziocirco.it Spazio Circo Bergamo via Gaetano Scirea 11, 24060 Telgate (BG) Manlio Casali 393 0082506 www.spaziocircobergamo.it Teatro Circo Puzzle Str. Padana Superiore 28, 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) Silvia Vetralla 348 7461009 www.teatrocircopuzzle.com Animativa via Max Valier 11, 39011 Lana (BZ) Reinhard Demetz 0473 239564 www.animativa.org Arteviva via Bari 32/L, 39100 Bolzano Mauro Astolfi 333 8596111 FB Arteviva Cooperativa Bolla di sapone via S. Antonio 20, 38100 Trento Tommaso Brunelli 348 8852925 www.bolladisaponetrento.it Circo all’inCirca via Piemonte 84/8, 33100 Padernò (UD) Davide Perissutti 340 6052371 www.circoallincirca.it Skiribiz via Marinelli 6, 33033 Codroipo (UD) Marco Grillo 340 8304849 www.skiribiz.com Ancis Aureliano via Fogazzaro 12, 36030 Caldogno (VI) Giovanni Evaristo Arnaldi 347 2261288 www.dottorclownitalia.org Barbamoccolo via delle Motte 12/c2, 30020 Martellago (VE) Manuela Polacco 339 4652122 www.barbamoccolo.it Circo in Valigia via Falgare 31, 36015 Schio (VI) Nicoletta Grolla Cegalin 0445 1716634 www.circoinvaligia.it Ludica Circo Loc. Corbellar 7, 37020 Marano di Valpolicella (VR) Stefania Garaccioni 347 9121866 www.ludicacirco.com Circo Galleggiante Corso Cavour 433, 19122 La Spezia Chiara Martini 339 5772543 FB Circo Galleggiante Circo Mirtilla strada Ronchi Brighei 1/c, 18100 Imperia Nadir Spagnolo 329 2950023 www.2clown.com Facciamo Circo via Segalara 5, 19038 Sarzana (SP) Alina Lombardo 339 5878441 www.facciamocirco.it Ge.AC Genova Arti Circensi Vico delle Carabaghe, 16123 Genova Boris Vecchio 347 4359018 www.sarabanda-associazione.it sYnergiKa piazza Palermo 12, 16129 Genova Annalisa Alcinesio 338 1172011 www.synergikaasd.com Arterego via Piave 19, 40132 Casalecchio di Reno (BO) Pietro Morea 347 7121221 www.arterego.org ArtinCirco Via Tolara di Sopra 90, 40064 Ozzano dell’Emilia (BO) Nando e Maila 328 6493203 www.nandoemaila.it Body Studio1 via Paradisi 7a, 42100 Reggio Emilia Susi Alberini 338 1397924 www.bodystudio1.com Circolarmente via Mantova 4/b, 43100 Parma Albert Horvath 347 3131604 www.circolarmente.it Circo Sotto Sopra via Corsica 6, 40033 Casalecchio di Reno (BO) Mariagrazia Bazzicalupo 328 7312861 www.circosottosopra.wordpress.com 100% Circo Casa la Marga 69, 52010 Subbiano (AR) Simona Serafini 339 3840294 FB centopercentocirco Antitesi Scuola di Circo via Guidiccioni 6b, 56017 San Giuliano (PI) Martina Favilla 349 6304211 www.antitesiteatrocirco.it Badabam strada della Tressa 4, 53100 Siena Margherita Gamberini 366 4811081 www.badabam.it Circo Libera Tutti via Marconi 108, 50056 Montelupo Fiorentino (FI) Samuele Mariotti 333 4022331 www.circoliberatutti.it Circo Libre via Sambre 32, 50014 Fiesole (FI) Raffaella Fileni 388 4228248 www.circolibre.it Circo Tascabile p.zza Cairoli 4/c, 50065 Pontassieve (FI) Claudia Brandani 380 3585691 www.circotascabile.com En Piste via Bocchi 32, 50126 Firenze Maria Luisa Liguoro 333 3733644 www.enpiste.it K-production piazza Viani 6, 55049 Viareggio (LU) Claudia Sodini 328 1447868 FB Claudia Sodini Mantica Scuola di Circo via del Terminillo 20, 58100 Grosseto Ilaria Signori 328 9089250 www.compagniamantica.it Saltimbanco Scuola arte del cirko via degli Acquaioli 60, 57121 Livorno Enrico Pellegrini 329 9523295 www.saltimbancoscuolacirko.it Aria di Circo via Goito 10, 60121 Ancona Caterina del Giudice 388 7533247 www.ariadicirco.com Circoplà c/o Spazioplà Via Vanoni 11, 60030 Serra de’ Conti (AN) Elisa Mencarelli 338 1545063 www.circopla.it La Valigia delle Meraviglie v.le G. Bovio 73B, 60044 Fabriano (AN) Marco Censi 340 2380553 www.lavaligiadellemeraviglie.it Visionaria via Maestri del Lavoro 3, Teatro Panettone, 60131 Ancona Valeria Mastropasqua 338 7587532 www.visionaria.org Circo Corsaro piazza Vanvitelli 1/a, 06034 Foligno (PG) Maria Teresa Cesaroni 339 3927461 FB Scuola di Circo Foligno Circo Instabile via Birago 4, 06124 Perugia Michele Paoletti 347 3867654 www.circoinstabile.it Sul Filo e Dintorni Località Padella 37, 05018 Orvieto Soledad Prieto 389 4318892 www.lastronauta.com Accademia Materia Viva via Camilla 44, 00181 Roma Roberta Castelluzzo 06 97616026 www.accademiamateriaviva.it Atelier Salti’mbanco via Anguillarese snc, 00061 Anguillara (RM) Massimo Albano 391 3620493 www.ateliersaltimbanco.com Bigup Scuola di Circo piazza Lodi 10, 00182 Roma Leonardo Varriale 347 6531329 www.bigupcirco.it Catapulta Teatro Circo via Terme di Traiano 38, 00053 Civitavecchia (RM) Novella Morellini 333 2004091 FB Catapulta Teatro Circo Circo Svago via delle Mole 32, 00041 Albano Laziale (RM) Jacopo Beretta 331 8681147 www.circosvago.it Circus Bosch via Guinizelli/Largo S. Vincenzo de’ Paoli, 00152 Roma Valeria Zurlo 333 688 8554 www.circusboschtuttoilcirco.com Corpi Pazzi Palestra Popolare via Bertero 13, 00156 Roma Emilie Masci 333 5234005 www.corpipazzi.noblogs.org Vola Voilà via dei Pescatori snc, 00124 Roma Anna Paola Lorenzi 342 5451353 www.volavoila.it Circo Laboratorio Nomade via Sferracavallo snc, 74012 Crispiano (TA) Monia Pavone 333 4292637 FB Circo LaboratorioNomade Un Clown per Amico / Circobotero strada Modugno Carbonaro 4/8, 70131 Bari Michele Diana 348 0535875 www.unclownperamico.com Il Girotondo via Trabaci 3 c.ctre torri, 75100 Matera Nicola Scoditti 339 2464721 www.scuoladicircoilgirotondo.it Circ’Opificio via Ammiraglio denti di Piraino 1, 90142 Palermo Marika Riggio 329 7169258 www.circopificio.it Gigliopoli via S. Antonio 6 Capo Milazzo, 98057 Milazzo (ME) Alfredo D’Asdia 090 9281274 www.gigliopoli.org


di Valeria Mastropasqua direzione artistica e pedagogica Ci siamo quasi...VisionAria compie 10 anni! Sentiamo il desiderio di condividere e raccontare la strada percorsa ma anche che cosa ci spinge a camminare. VisionAria nasce ufficialmente nel 2008 con sede al Teatro Panettone di Ancona. Il luogo che ci ospita non è casuale: il teatro, a differenza di una palestra, ci ricorda costantemente il ruolo privilegiato dell’aspetto artistico e ci immerge in uno spazio a cui sono costantemente grata. Il teatro inoltre si trova in un quartiere periferico ed era in una situazione di abbandono e degrado. Insieme al gruppo teatrale che lo gestisce è stato fatto un grande lavoro di rivalutazione e oggi è diventato un punto di riferimento culturale attivo per la città, che ospita anche spettacoli. Ultima novità è la rassegna di circo teatro Tout le Cirque di cui curo la direzione artistica e che quest’anno è alla terza edizione. VisionAria diventa negli anni un progetto sempre più concreto, un contenitore aperto e in continuo fermento che attualmente raccoglie al suo interno due principali realtà: una compagnia di spettacolo ed una scuola di formazione che accoglie una media annuale di 130 allievi dai 3 anni in su! Entrambe le realtà sono affermate e riconosciute nel territorio marchigiano, così come in Italia e sono in continuo dialogo fra loro, si influenzano e trasformano a vicenda, rielaborando continuamente lavori di investigazione e creazione che non ritengo mai conclusi del tutto. Per dare vita concreta alle nostre visioni abbiamo coinvolto più volte altri professionisti come attori, danzatori, musicisti, compositori, costruttori di fantasticherie e così via.

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VISIONARIA WWW.VISIONARIA.COM

Affrontiamo così una ricerca artistica globale e non settoriale, in una collaborazione sincera tra le persone coinvolte: insegnanti, allievi, artisti, pubblico, tecnici... Tendiamo continuamente ad allargare il nostro punto di vista, cercando di conoscere, arricchirci, impregnarci di ciò che suggerisce la storia, la cultura, la società del nostro tempo e del tempo passato. Per questo anche gli spettacoli di fine anno della scuola hanno affrontato tematiche come il circo nella pittura (Botero, Picasso, Chagal...), la vita e la musica di Beethoven, il primo cortometraggio della storia del cinema (Viaggio nella Luna di Meliès). Per ogni spettacolo insegnanti ed allievi sono sempre invitati a studiare, documentarsi, creare, rielaborare e dare vita alle suggestioni personali suggerite

dalle opere e dalla vita di questi artisti, di queste persone. Ci chiediamo sempre: come trasmettere ad un pubblico immagini personali? Quali tecniche ci permettono di veicolare quei messaggi? Come stimolare gli allievi a riscoprire la propria arte e quindi a prendere parte alla comunicazione? La scuola e la compagnia seguono infatti una strada singolare e non sempre facile. VisionAria nasce da una mia ricerca personale sul linguaggio del corpo ed in particolare dalla sintesi della Danza Aerea e la Danza Movimento Terapia. Si basa sulla riflessione del ruolo di artisti ed in particolare dall’esigenza e dal continuo sforzo di conciliare la tecnica (utile per educare il corpo a diventare strumento comunicativo) e l’improvvisazione (fondamentale per portare la propria spontaneità e creatività) non solo in funzione dell’espressione personale ma anche della comunicazione. Negli anni ho percepito sempre più come la danzaterapia della mia maestra Maria Fux ci offre incredibili spunti di lavoro applicabili alla danza aerea così come a molte altre discipline circensi. In un momento storico dove si tende a impacchettare anche l’arte per essere non tanto fruibile, ma piuttosto vendibile, dove purtroppo anche il circo è diventato fitness, cerco di trasmettere ai miei allievi e collaboratori un senso artistico che vada aldilà del preconfezionato. Cerco di fornire loro gli strumenti per poter poi lavorare in modo autonomo ed originale, per mettersi in gioco in prima persona, perchè l’arte risiede in ognuno di noi, in ogni essere umano, basta farla riemergere e risvegliarla. Come dice Maria Fux il nostro ruolo è quello di essere un ponte, piuttosto che maestri, e nel caso di VisionAria mi piace pensare ad un arcobaleno tra le nuvole.

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MANUALE DI CIRCOMOTRICITÀ WWW.FUNAMBOLOEDIZIONI.NET WWW.SPAZIOCIRCOBERGAMO.IT

di Manlio Casali e Stefania Sala Questo libro è una storia vera. È una telecamera nascosta in una scuola (può essere una scuola d’infanzia o una scuola primaria, primo ciclo) che spia e descrive il lavoro di due operatori alle prese con un laboratorio di Circomotricità. Questo libro, però, non è un libro da leggere… è proprio un manuale, un materiale didattico. Quindi bisogna mettersi di buzzo buono, matita alla mano per annotare, segnare, cancellare, riformulare, adattare alle proprie misure. È come la bottega di un sarto, ad esempio: tagliare e cucire, ma ogni volta le proporzioni e i gusti cambiano. È come la bottega di un pittore, ad esempio: pennelli e colori su una tela formano un’opera forse sempre perfettibile… ma arriva il momento in cui ci va messa intorno una cornice. È come la bottega di una maestra, ad esempio: ama i bambini e sa stare e lavorare con loro, ma ancora cerca nuovi giochi e compiti da proporre. È come la bottega di un educatore, ad esempio. O la bottega di un vasaio. O la bottega di un genitore. Certo, non tutti questi personaggi hanno bottega, ma si intenda “bottega” non come luogo chiuso, bensì come spazio aperto: alle relazioni, agli incontri, e soprattutto alla volontà di costruire un capolavoro, di qualsiasi fatta esso sia. Un manuale da bottega artigiana, quindi; in cui il bottegaio ogni giorno lima e cesella il proprio capolavoro, prova e riprova, scarta, inventa, ricerca. E continuerà a farlo, perché questo è il suo modus operandi, a cui mai può rinunciare. Fare la stessa cosa mille volte, mille volte uguale, rende il gesto efficace, pulito, essenziale. Lo rende ricco. Artistico. E dentro questo gesto sempre uguale si trova il bottegaio che nonostante la ripetitività non perderà la passione e l’amore per il suo capolavoro perché quello è l’amore per una parte di sé: è dato, non cala. Perché il gesto non diventi, peraltro, la sua prigione, il mastro bottegaio inserirà ogni tanto un’invisibile modifica, una cosina divertente; sempre aggiungendo, limando e cesellando. Sempre sempre sempre. Mai arriverà alla non-perfettibilità. Per questi motivi, il “Manuale di Circomotricità” non va visto come un lavoro definitivo. È più che altro un’istantanea. È la descrizione precisa e puntuale del lavoro dei due autori, ma è strettamente riferita al momento in cui è stato scritto. Ha quindi il valore di essere un punto di partenza, uno spunto; la speranza è che, finalmente, ci sia qualcosa di scritto con cui ciascun operatore possa confrontarsi, con cui possa misurare il proprio metodo, “vedere da vicino” il percorso di altri operatori. Già, perché in questo “Manuale” la scansione delle attività, la descrizione dei giochi, dei rituali, dei materiali è così minuziosa e dettagliata da poter riuscire nell’intento di agevolare il confronto. È come la bottega di un mastro vignaiolo, ad esempio: per fare il vino si cerchino le giuste uve, le giuste miscele, si valutino sole, esposizione, altitudine. Uscirà un buon vino, diverso in ogni vigna. Alla salute. J U G G L I N G M A G A Z I N E NUMERO8 0 S E T T E M B R E 2 0 1 8

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AGENDA JUGGLING MAGAZINE 2020 Con il 2018, nel festeggiare insieme a voi i nostri (primi!) 20 anni di attività, lanciamo l’agenda Juggling Magazine 2020, un programma triennale di trasformazione e sviluppo dell’intero progetto mediatico. Lo faremo insieme a tutti voi, con il supporto delle realtà di circo che generosamente ci sostengono, qui elencate, cui speriamo possano unirsi altri player e appassionati del settore.

partecipa alla festa e allo sviluppo di Juggling Magazine

SUPPORTER 2018 PRODUTTORI E RIVENDITORI ATTREZZI DI ARTI CIRCENSI

www.henrys-online.de

www.jonglerie.com

www.playjuggling.com

www.anceschicarlo.it

Agile

Pulsa & Tilla

Jokol’Arte

Divertilandia

Mestre (VE)

Bologna

Firenze

Perugia

www.agileitalia.it

www.pulsaetilla.it

www.jokolarte.com

www.divertilandia.it

Damas

Festival

Città del Sole

Roma

Napoli

Palermo

www.damasimport.com

www.festivall.com

FB Città Del Sole Palermo

ISTITUZIONI, COMPAGNIE, SERVIZI, FESTIVAL, SCUOLE E CENTRI DI ARTE CIRCENSE

www.beniculturali.it

www.cirquedusoleil.com

www.festivalmirabilia.it

Orion Riggers Torino www.orionriggers.com

Casa Circostanza Teatrazione Torino Torino www.universitadelsociale.org www.teatrazione.com

SLIP Torino www.progettoslip.it

Chapitombolo Monale (AT) www.chapitombolo.it

UP scuola di circo Bra (CN) www.upscuoladicirco.com

Arte Festa Como www.artefesta.it

Kabum Varese www.spaziokabum.it

Campacavallo MIlano www.campacavallo.com

Teatro Circo Puzzle Cernusco sul Naviglio (MI) www.teatrocircopuzzle.com

Rastelli Festival Bergamo www.teatrodonizetti.it

Circus Bosch Roma www.circusboschtuttoilcirco.it

Festival Terminal Udine www.festival-termonal.com

Riada Trieste www.sinakt.com

Dimidimitri Novara www.dimidimitri.com

Visionaria Polverigi (AN) www.visionaria.org

Aria di Circo Ancona www.ariadicirco.com

Accademia Materia Viva Circopificio Roma Palermo www.accademiamateriaviva.it www.circopificio.it

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Lunathica Piemonte www.lunathica.it

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Juggling Magazine #80 - september 2018  

quarterly italian magazine dealing with contemporary circus arts

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