Juggling Magazine #46 - march 2010

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JUGGLINGMAGAZINE

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ASSOCIAZIONE GIOCOLIERI & DINTORNI numero 46 marzo 2010 â‚Ź 3,00

issn 1591-0164 Poste Italiane SpA sped. in a.p. 70% DCB Viterbo contiene allegato P. e allegato R.


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JUGGLING MAGAZINE bollettino informativo dell’Ass. Giocolieri e Dintorni Pubblicazione trimestrale Anno IX, n.46, marzo 2010 Registrazione Tribunale di Civitavecchia n. 9 del 21 novembre 2002 ©2002 Associazione Giocolieri & Dintorni viale della Vittoria, 25 00053 Civitavecchia (RM) h www.jugglingmagazine.it e jugglingmagazine@hotmail.com f 0766 673952 m 347 6597732 Direttore Responsabile Marcello Baraghini Direttore Editoriale Adolfo Rossomando Grafica e impaginazione Studio Ruggieri Poggi h www.ruggieripoggi.it t 06 57305105 Distribuzione Nuovi Equilibri t 0761 352277 f 0761 352751 Stampa Spedim via Serranti, 137 h www.spedim.it Stampato il 20 marzo 2010 In copertina Pilobolus Equilibrio, Festival della nuova danza (Roma) foto di Riccardo Musaccio & Flavio Ianniello Pubblicazione sostenuta dal

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

I prossimi dieci anni insieme Quando nel 1998 abbiamo scommesso sul progetto Juggling Magazine qui in Italia gli appassionati di giocoleria erano solo poche centinaia, 5 clave era considerato un gran finale di uno spettacolo, e la filiera commerciale di un certo rilievo e le strutture di formazione si contavano sulle dita delle mani. Guardando 12 anni indietro ci sembra di fare un viaggio in un’altra epoca… Da allora la mole di informazioni/eventi e la loro diffusione sul territorio che viene chiesto a Juggling Magazine di seguire e promuovere è cresciuta in maniera esponenziale. Oggi la pratica, l’utilizzo, le applicazioni e le attenzioni verso le arti circensi e le arti di strada in Italia sono sempre più diffuse, quasi una piccola isola nel mare in burrasca delle grosse congiunture economiche non sempre favorevoli. Juggling Magazine si trova a informare e promuovere un settore che conta in Italia un tessuto di appassionati di giocoleria con palestre giocolieri e migliaia di praticanti, scuole professionali dedicate alle arti circensi, un settore del Circo per Bambini e Ragazzi con più di 50 scuole e centinaia di operatori attivi full time sul territorio, una proliferante offerta e domanda di formazione, un’esplosione di portali, social network, mailing list, siti web che macinano ogni giorno contatti e traffico incredibili, una galassia di 200 festival di arti di strada e della pista su tutto il territorio nazionale, network internazionali e “globalizzazione” che accelerano il processo di scambio e circolazione di idee, progetti, eventi, collaborazioni, merci. All’interno di questo fermento Juggling Magazine si è impegnato fin dalla sua nascita, e grazie al contributo di tanti entusiasti collaboratori redazionali, di selezionare e promuovere i contenuti di rilievo culturale / artistico / pedagogico e favorirne una più rapida e capillare diffusione. Un trimestrale a diffusione nazionale, un portale con centinaia di pagine web dedicate alle arti circensi contemporanee, la rappresentanza italiana all’interno della EJA e nella EYCO, una formazione sul nazionale per operatori di circo per bambini e ragazzi, sono solo alcuni dei grossi impegni che continuiamo a mantenere grazie anche al vostro lavoro, supporto ed entusiasmo. Ci piacerebbe continuare a svolgere in modo efficace il nostro ruolo, proiettandolo nel prossimo futuro, ed è per questo che abbiamo già offerto una nuova veste 4 colori a Juggling Magazine, ristrutturato e decuplicato potenzialità e sezioni di www.jugglingmagazine.it, inaugurato un nuovo servizio mensile gratuito: Juggling Magazine Newsletter. Un progetto a 360° utile a tutti che, per seguire e dare voce all’intero settore, necessita più mezzi, tempo, risorse umane e per il quale chiediamo a tutti di continuare a sostenerci, anche economicamente. Abbiamo per questo reintrodotto un prezzo di copertina per Juggling Magazine, riconcepito il supporto pubblicitario alla filiera commerciale, ristrutturato il volano promozionale che possiamo offrire alle scuole e agli operatori culturali. Abbiamo modulato per tutti i soggetti una possibilità di sostenerci concretamente, che sia un impegno personale di pochi euro, l’adesione annuale per le associazioni e le piccole scuole, l’acquisto di pacchetti promozionali/pubblicitari per le realtà maggiori. Un ringraziamento particolare va ai tanti che in questi dodici anni hanno trovato le motivazioni, l’entusiasmo e la continuità per sostenerci. Ci auguriamo che altri possano avvertire la necessità e l’utilità di fare altrettanto per mantenere in vita questo progetto fino al 2020… e oltre! Adolfo Rossomando


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Cirque de Demain 28>31 gennaio [Parigi] www.cirquededemain.com di Raffaele De Ritis foto di Yan Forhan

Se nella prima edizione del 1978 figuravano piccoli cavallerizzi o adolescenti domatori di ippopotami, alla 31 esima edizione il pubblico circonda ormai i tre lati di un enorme palco quadrato: quasi un segno indefinito di “domani” del circo in cui la sfida pare essere l’equilibrio tra la necessaria energia avvolgente del pubblico e la perdita del cerchio tracciato da letame, polvere e sangue. La costante corsa del circo verso la teatralità pare ormai conciliare una grande suggestione poetica con una strana ridefinizione della relazione col pubblico. Il livello tecnico e la performance atletica restano in continua progressione: dagli impossibili record cinesi, alla purezza fisica ucraina della scuola post-sovietica, alle contaminazioni artistiche del mondo francofono, difficilmente la storia dell’acrobazia ha conosciuto maggiore fertilità. Ma se una volta la “poesia” era nella semplicità dell’essere umano confrontato con i mille occhi dell’arena, scaturigine all’intera mitologia novecentesca dell’”artista come saltimbanco”, oggi essa è costruita a tavolino quale confezione patinata agli exploit del corpo, ormai con un pudore distante, ormai diffidente verso due matrici identitarie del circo come la tradizione umoristica del circo e il dramma del rischio, mentre il tappeto sulla pedana rimpiazza la segatura e i suoi quadrupedi. Il gioioso e ricco charivari di apertura della scuola Fratellini pare un ponte ideale tra la spontaneità dell’artista classico e il fascino più meditativo di chi va in pista dopo il duemila. Dopo un buon ventennio si può misurare uno degli impatti più determinanti del Cirque du Soleil sul

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mondo della pista: un intimismo malinconico, volentieri cupo, quasi sempre tale da porre lo spettatore non più come testimone di quello scambio un tempo più prossimo alla corrida o alla boxe, ma quale voyeur di sentimenti e vite interiori altrui. È il caso del romanticismo delle nuove coppie di mano a mano apparse da qualche anno, una disciplina ormai gemella a forme nuove come la contact dance e altre derivazioni. Il Festival di quest’anno ne ha avuto esempi come il duo ucraino You and Me, in cui siamo invitati ad osservare un flirt su una coperta, forse in un parco; la scrivania del duo franceseYannick e Greg, nei tormenti di un poeta con un angelo; Leilani e Sancho del Cirque Eloize, straniati dall’inedito rapporto tra contorsionismo e hip-hop. Questa sensazione di stare dietro al buco di una serratura si ha ancora con il mondo interiore di Remy Martin acrobata al palo; con il tormentato rapporto di Maxyme Pythoud con la ruota cyr (in un pregevolissimo lavoro); negli incubi di Francois Gravel, a più riprese estratto dal proprio letto attraverso le cinghi aeree; o con l’equilibrista Eike Von Stuckenbrok sul suo manichino inanimato; e ancora nelle meccaniche intimiste del tecnicamente eccellente duo aereo Polinde, quasi due bambole alienate; fino all’acrobata svizzero Florian Zumkehr che ci racconta di un delirio in un’inutile camicia di forza. Dunque corpi che rotolano per terra o lungo gli agrées aerei, perfezione e leggerezza ma rivolte sempre verso l’interiorità, penombre ed espressioni contemplative, che hanno come contraltare estetico poche altre tendenze. Una è quella di provenienza dal teatro di stra-


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Estratto dell’intervista di Calixte de Nigremont, Monsieur Loyal del Festival, all’organizzatore Jean-Pierre Carron e al co-direttore artistico Pascal Jacob fonte: Arte Live Web http://liveweb.arte.tv Traduzione di Donatella Ruini

da, il cui tipo di drammaturgia non sempre si adatta a scene o piste, sebbene le qualità siano spesso eccellenti: capita col duo francese di diabolo Filophile, o col giocoliere svedese Johann Wellton. Altro caso è quello dei cataloghi etnici: nel caso della scuola di Cuba con una sontuosa troupe aerea (Compania Havana) sulla scia della grande tradizione del circo latino/occidentale; o in quello di entrambe le troupe cinesi presenti (WuQuiao e Fuyong) con due numeri in cui la messa in scena mitologica è insopportabile quanto l’ostentazione dei pur spettacolari ed ormai inclassificabili record. Altro aspetto del festival parigino è la “ricerca” su accessori inediti, come quello enorme dei Philebulistes suggestivo quanto indicatore della disinvolta spesa di danari pubblici nel nuovo circo francese (ma magari li si spendesse così in Italia). Vana resta, anche quest’anno, l’attesa per momenti di appagante umorismo (unico clown in concorso il volenteroso statunitense Mick Holsbecke), ma anche dei sorrisi di cui spesso è fatto il circo. Alla fine il calore del pubblico e l’arte dell’acrobata sembrano trovare esaltazione in due momenti in cui resta la semplice umanità dell’interprete ad accompagnare il talento del corpo: l’acrobata sulle cinghie Darkan (Kazakhistan) e la prodigiosa contorsionista africana Lunga. Per un attimo, l’energia tra platea e scena ricomincia a scorrere allegra, come quando la pista era rotonda e il saltimbanco si consegnava all’arena con la generosità di un torero o la gioia una prima ballerina.

presidente...direttore artistico....parleremo insieme di come è stata fatta la selezione, immagino sia stato un lavoro estenuante per tutto l’anno trovare i numeri in giro per il mondo...cosa che molti vi possono invidiare sì abbiamo molta fortuna, viaggiamo molto e soprattutto adesso pianifichiamo con alcuni anni d’anticipo. Andiamo prima di tutto nelle scuole a seguire gli allievi che progrediscono anno dopo anno; questo è anche un buon modo per anticipare le selezioni...e poi ci avvertono anche che l’anno dopo quel numero sarà pronto, concepito in quel tale modo etc., dunque ci immergiamo in questo con molti anni d’anticipo....e sì, è vero che effettivamente viaggiamo molto, ... è anche vero che nel corso dei viaggi che facciamo magari in qualche posto ci imbattiamo in circhi, e che può capitare un colpo di fulmine per certi artisti, un po’ dappertutto...e ci sono anche degli autodidatti, non ci sono solo le scuole che ci procurano degli artisti: il festival è aperto a tutti e... siamo molto fortunati siete il binomio che sceglie gli artisti: allora, come avviene, c’e’ un modo di scegliere, un equilibrio diplomatico e geografico/politico... o è veramente un colpo di fulmine?.... come trovate questi artisti etiopi, o filippini? beh, prima di tutto non necessariamente li troviamo noi, sono anche loro che si candidano per partecipare al festival, perchè il festival non è come altri spettacoli di circo che si montano, come altri festival regionali...con noi sono gli artisti che si candidano per partecipare. Quest’anno abbiamo avuto credo più di 150 candidati, ma solo 24 vengono selezionati per il Festival... poter partecipare è già qualcosa di straordinario per l’artista. In sala ci sono tutte le persone che contano nel mondo del circo, del cabaret, o delle agenzie... beh, può darsi che la possibilità di esibirsi davanti a un pubblico così professionale, riunito sotto lo stesso tendone, ce l’abbiano una sola volta in tutta la loro carriera... Dunque sì, li cerchiamo, ma in molti vengono anche loro a noi. si parla molto di olimpiadi...ci sono premi assegnati, medaglie...come si dice in queste circostanze, meriterebbero tutti di vincere... per la giuria è una scelta difficile... si ....giochi olimpici del circo....olimpiadi del circo...sì... il festival è anche qualcosa di evocativo...mi diceva un funambolo, un ‘porteur’ la prima sera: anche se non vincessi il premio era il mio sogno di bambino di partecipare al festival...dunque anche senza medaglia sono molto felice lo stesso è vero....si effettivamente ...è molto duro...spesso siamo veramente contenti di non fare parte della giuria...a loro la difficoltà di scegliere...per noi sono tutti colpi di fulmine, li abbiamo scelti, dunque quando ci chiedono quale sia il nostro preferito non possiamo rispondere: sono tutti nostri preferiti!

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XXVI Golden Circus 23 dicembre >10 gennaio 2010 [Roma] www.goldencircusfestival.it foto di Mauro De Sanctis

intervista a Liana Orfei La gestazione del festival è sempre uguale, grandi speranze, tanto impegno, con l’idea di fare sempre il meglio. Spesso devi lottare con contrattempi, incidenti di percorso, disdette dell’ultima ora che possono far abbassare l’energia del festival, ma stavolta posso dire con soddisfazione che è riuscito un festival splendido. Per me il festival è gioia, è come mettere al mondo un figlio e forse proprio per questo ho amato tutte le ventisei edizioni del Golden, anche le meno fortunate. L’ossatura di questa edizione viene dalla troupe Moranbong di Pyongyang ancora molto legata a noi dopo averli portati qui in Italia per la prima volta nel 1982. Vennero in ottanta e il Golden Circus fu il loro trampolino per Montecarlo, dove hanno poi per anni vinto numerosi premi. È una grande scuola che negli anni non ha perso il primato. Qui hanno portato alcune nuove strutture, compresa quella per il numero dei volanti e per quanto riguarda la tecnica sono sempre formidabili. Quadrupla piroette al trapezio volante, triplo mortale sulla barra russa, numeri di livello mondiale che tengo ad annunciare, perché altrimenti il pubblico pensa di trovarsi di fronte a performance di routine! Quando scorgi nei movimenti la perfezione, la difficoltà, la perfezione nella difficoltà, e pensi a tutto il sacrificio e le rinunce che ci sono dietro, mi emoziono sempre. E una delle ragioni che mi tiene così legata al circo è proprio la speranza di poter ricevere sempre delle emozioni così forti. Ma nel programma spiccavano anche altri nomi di rilievo, dalla Zementov Troupe, alle antipodiste etiopi, al duo Kravstovs. A stemperare la tensione dei grandi numeri c’era invece la Ciaffero Band e clown di tradizione. Quest’anno i numeri con gli animali hanno visto entrare in pista solo gatti, pappagalli e cavalli. È una scelta coraggiosa la nostra, perché il pubblico dei bambini è tradizionalmente abituato ad andare al circo per vedere gli animali. Ma è dal 1982 che mi batto all’interno del settore perché gli animali vengano trattati con umanità e stabulati bene. Vedere la sala piena e il pubblico che viene a ringraziarti in lacrime per lo spettacolo è esaltante. Roma è una grande capitale che merita un grande festival, e anche una grande scuola professionale, altro progetto al quale stiamo lavorando da tempo!

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Sono ufficialmente aperti i CASTING 2010-2011 per la XXVII Edizione del Golden Circus Festival. Requisiti, tempi e modalità di partecipazione sono già nella sezione Casting del sito www.goldencircusfestival.it. Info-line:06/25396785 info@goldencircusfestival.it. Siamo etiope, ed insieme ad altre 4 ragazze etiopi siamo state selezionate per una borsa di studio di un anno nella prestigiosa scuola cinese di arti circensi di Who Chao. Tutte noi venivamo dalla ginnastica e l’esperienza in Cina è stata così positiva che ci hanno permesso di rimanere un altro anno, fino al conseguimento del diploma. Nel circo devi sempre utilizzare e valorizzare il tuo corpo e con la preparazione di ginnastica che avevo alle spalle questo è stato più facile. Lì abbiamo lavorato per un anno a questo numero di antipodismo, cominciando da zero. All’inizio era molto difficile con questi oggetti che ti arrivano continuamente in faccia, anche se negli allenamenti si utilizza una griglia protettiva. Gli oggetti devono avere un certo peso perché altrimenti non riesci a sentirli e non riesci a muoverli bene. Il vaso e il tavolo sono due attrezzi cinesi tradizionali per l’antipodismo. L’ombrello è un altro attrezzo cinese tradizionale cinese ma è una tecnica molto più difficile perché devi acquisire una sensibilità estrema per muovere un oggetto così leggero, basta un piccolo colpo d’aria perché tu perda il suo controllo. Dopo il Diploma abbiamo firmato un contratto con Afrka Afrika per un anno (gli attrezzi portati qui al Golden Circus sono quelli utilizzati in Afrika Afrika) e poi per Mother Africa, un altra produzione europea di circo africano. Mi piace il contatto con il pubblico perché l’energia che dai al pubblico ti torna sotto forma di entusiasmo e questo ti carica molto per andare avanti. Siamo andati in Cina quando avevo 16 anni, ora ne ho 19, e voglio continuare a lavorare su questo numero. È stato relativamente facile per noi trovare lavoro in Africa con questo numero perché lì siamo solo in 5 a fare antipodismo a questi livelli! Abbiamo un manager che cura i nostri ingaggi e accettiamo con piacere contratti in qualsiasi parte del mondo. Mi piacerebbe imparare danza e cerchio aereo ed ora mi sto allenando ai tessuti per un nuovo numero. Mi piacerebbe anche tornare in Etiopia e insegnare ad altre persone quello che abbiamo imparato. In Etiopia esistono delle scuole di circo per acrobati e giocolieri con acrobati davvero bravi. Sono invece pochi gli artisti di aerea, o i funamboli, perché non è facile trovare le attrezzature per allenarsi. j u g g l i n g m a g a z i n e n u m e r o 4 6 m a r z o 2010

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Momix, Pilobolus, il Corpo, la Creatività di Donatella Ruini foto di Max Pucciariello

Andare a vedere uno spettacolo dei Momix é salire su un’astronave che ci porta a visitare altri pianeti, in cui forme luci e colori assumono sembianze mutevoli e trascinano in un mondo parallelo. Alla guida dell’astronave c’é Moses Pendleton, personaggio unico nel panorama della danza contemporanea, fondatore della compagnia che da trent’anni riscuote ininterrotti consensi in tutto il mondo, dimostrando che il sogno e la magia sono potenti catalizzatori creativi e canali di comunicazione universale. Il come ci arriva é una lezione di creatività per qualunque artista, esempio di una vita che ruota totalmente intorno alle proprie visioni. Ho sempre creduto nell’importanza dell’interdisciplinarietà per la formazione e l’arricchimento del proprio percorso artistico: da una mostra di Chagall può nascere un numero di arti circensi, un concerto che ci emoziona può ispirarci un quadro, un libro suggerirci una coreografia, uno spettacolo cambiare drasticamente le nostre scelte di vita e le nostre priorità. Qualsiasi cosa stimoli la nostra mente, accenda i

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nostri sensi o muova le nostre emozioni é brace per il nostro fuoco creativo, e per Moses Pendleton questo é il terreno su cui si fonda il suo mondo artistico, tra i viaggi in giro per il mondo e le giornate nella casa vittoriana immersa nella natura in cui vive e lavora in Connecticut, comprata perché innamorato di come la luce cadeva di sbieco sulla vecchia carta da parati, dal modo in cui in un certo momento del pomeriggio gli spiriti uscivano dalla tappezzeria. Tutto per lui é stimolo a creare: la fioritura dei suoi girasoli, Neruda e Walt Disney, le passeggiate ascoltando vecchie registrazioni, Picasso, le esperienze psichedeliche, Barthes e il canale delle previsioni del tempo in tv, le nuotate quotidiane nel lago, Umberto Eco e i film muti, i sogni, la musica da Offenbach al jazz passando per qualunque cosa, Artaud, il teatro delle ombre fino al peyote degli indiani Tarahumara. Tutto dentro di lui può venire trasformato e diventare qualcos’altro. Un essere allegro e inquieto nel suo rapporto col tempo, che tutto registra, tutto filma, tutto fotografa per non perdere trac-

cia del presente, e poi tutto riguarda e rielabora. Preciso al millimetro nella confezione dello spettacolo e attentissimo alle reazioni dello spettatore, un essere libero che soffre a stare nelle città e nel buio dei teatri lontano dal sole e dall’aria. É una di quelle rare persone che “walks his talk”, che vive ciò che dice. Il percorso della danza moderna dagli inizi del ‘900 ha visto la liberazione dai rigidi canoni imposti dalla danza accademica alla progressiva trasformazione del corpo in veicolo di libertà espressiva, di potenza e bellezza, e in questo nuovo terreno é fiorita la ricerca di Moses. Cresciuto in una fattoria ed ex cam-

pione di sci, ha iniziato a prendere lezioni di danza per riabilitare un ginocchio compromesso da un incidente, scoprendo un nuovo mondo da esplorare e facendolo a suo modo: ha danzato nudo spesso e anche una volta come una donna barbuta, ha ballato per i concerti di Frank Zappa così come per l’Opera di Parigi, e il suo primo spettacolo nel Vermont fu una coreografia per 50 mucche da latte. “Bothanica”, il nuovo spettacolo ispirato alla natura che sta girando l’ltalia, é un susseguirsi di quadri in cui i corpi, la magia delle luci, gli insoliti oggetti di scena modificano la realtà e ci invitano a espandere i sensi, a lasciarci sorprendere, come se


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per due ore fossimo sotto l’effetto di qualche fungo allucinogeno. Ognuno di noi entra in maggiore o minore sintonia con quadri e momenti diversi dello spettacolo, ma la ‘bolla’ che si viene a creare e che rapisce il pubblico di ogni paese é la stessa per tutti: ed é uno spazio di espansione infinita del reale che raramente ci é permesso di sperimentare. Questo é il regalo con cui usciamo dal teatro quando si chiude il sipario: nuove libertà creative, nuove visioni nella mente, un’apertura verso mondi possibili che ci invitano a vedere la realtà con occhi diversi e a permettere ai sogni e alla fantasia di iniziare a nutrire le nostre giornate.

ne fecero parte separarono poi le loro strade creando compagnie proprie. Nel 1980 Moses fondò i Momix, continuando a mietere successi e riconoscimenti, e a portare con sé la fisicità senza preconcetti, l’umorismo, e il senso della creazione di gruppo. Proprio questo aspetto é rimasto fondamentale nella ricerca di Pilobolus: il “metodo di collaborazione creativa”. Nella loro visione la creazione di un pezzo non parte da indicazioni del coreografo cui i danzatori devono attenersi, ma dai ballerini stessi che trovano soluzioni coreografiche strada facendo, improvvisando, osservando l’unicità dei corpi e

di quello che possono esprimere attraverso il mezzo del contatto totale, della sperimentazione e del gioco. La compagnia, diventata negli anni una Fondazione, produce spettacoli per tourneé mondiali, ma si occupa anche di formazione per scuole, istituzioni artistiche e programmi manageriali attraverso workshop e conferenze, creando coreografie per pubblicità (famosissimo e unico é il loro lavoro con le ombre) film, video musicali e performance open air per fotografi. A Equilibrio hanno proposto un’antologia del meglio delle loro creazioni, confermando il già consacrato successo.

Riccardo Musacchio & Flavio Ianniello

Per un’insolita coincidenza anche i Pilobolus Dance Theatre erano a Roma nello stesso periodo, ospiti di Equilibrio, la rassegna di nuova danza all’Auditorium. Fu Moses Pendleton infatti che fondò i Pilobolus nel 1971, iniziando un originalissimo percorso di ricerca sulle possibilità espressive del corpo che in pochi anni portò la compagnia (in cui ballarono anche Daniel Ezralow e David Parsons, eccezionali performer) al successo internazionale. Grandi danzatori e artefici di infinite sperimentazioni sulle possibilità di movimento, sull’uso dello spazio e sul libero contatto creativo tra i corpi, gli artisti che

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IX Circumnavigando Festival 18>20 dicembre [Genova] www.circumnavigando.com Intervista a Boris Vecchio, direttore artistico. A cura di Monica Forti foto di Laura Milone

Giunto al nono anno di vita nonostante l‘assottigliarsi del budget 2009, e fedele alla scelta che ne ha distinto l’attività in tutti questi anni, l’Ass. Sarabanda ha puntato sulla qualità degli spettacoli, mantenendo l’attenzione sul circo contemporaneo internazionale, il teatro e i nuovi talenti circensi. “Ci siamo concentrati sul cirque noveau e l’aspetto teatrale. Circumnavigando valorizza il teatro di strada, ma anche quello messo in scena in luoghi chiusi, diversi dai teatri stabili dai quali troppo spesso vengono escluse le novità” spiega Boris Vecchio, direttore artistico del

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festival. Questa edizione della manifestazione ha salutato “Fanculopensiero – stanza 510”, ispirato al libro di Maksim Cristan e interpretato dal bravo attore salentino Ippolito Chiarello, con rinnovato interesse per la ricerca artistica: “Ho molto apprezzato il lavoro di Chiarello ineccepibile in strada, dove ha venduto lo spettacolo al dettaglio, quanto nella sala chiusa di Palazzo Ducale. È bravo, provocatorio e innovativo come ritengo debbano essere gli artisti per toccare e sorprendere il pubblico, per rompere schemi ormai autoreferenziali e sorpassati”. In

poche parole: i luoghi non consacrano l’arte, piuttosto il contrario. E di arte, tecnica, creatività e ricerca se ne è vista davvero parecchia nel cortile di Palazzo Ducale, dove sono andate in scena le perfomance di compagnie e artisti di differenti Paesi. Dalla bella favola noir del Principio Attivo Teatro intitolata “Storia di un uomo e della sua ombra – Mannaggia a’morte”, un cartone animato live interpretato da Giuseppe Semeraro e Dario Casadei con un superbo commento sonoro per chitarra di Raffafele Vasquez, alla poesia di “Historieta de un abrazo”, incontro

surreale tra un ragazzo e una ragazza in quattro atti della Compagnia Dromosofista, fino alle acrobazie con la Rue Cyr di Francesco Sgrò, alle performance di Ulik, l’uomo macchina, dei PassparCirque, compagnia nata nel 2009 da un progetto italo-francese di valorizzazione delle arti circensi, allo show del duo della Scuola di Cirko Vertigo di Torino. “La creatività è al centro di ogni proposta presentata al festival, che tra i suoi obiettivi vanta quello di mescolare le singole discipline e favorire la circolazione delle arti. La collaborazione con la Scuola di


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Cirko Vertigo di Torino e il progetto PassparCirque”, spiega Boris, “nasce infatti dalla volontà di predisporre una tournèe con una giovane formazione di circo. Abbiamo poi presentato un mio lavoro, Studio Tnl, nostra produzione e rivistazione dello spettacolo messo in scena per il Festival della Scienza, che ha visto impegnati Julia Franca e Julio do Nascimento della Scuola di Circo di Rio de Janiero. Sono due promettenti acrobati e si sono impegnati moltissimo per la buona riuscita dello spettacolo”. Circumnavigando valorizza il talento di giovani allievi e professionisti: “Apprezzo particolarmente l’orginalità di Rugiada e Facundo della Compagnia Dromosofista, i loro spettacoli sono l’espressione del teatro di strada italiano. Una sorta di continuità nella tradizione, arricchita però da elementi moderni. Contemporanei, di grande impatto visivo e ‘figli’ di una grande compagnia, sono anche i due funamboli di Les Colporteurs, progetto di cui fanno parte numerosi artisti impegnati in grandi produzioni per chapiteau, ma anche in spettacoli adatti agli spazi aperti come quello rappresentato al festival”. Il funambolo Florent Blondeu ha 29 anni, ha frequentato il Cnac (Centre National des Arts du Cirque) e da quattro anni lavora con Les Colporteurs, compagnia nata in Francia nel 1996 da un’idea dei funamboli Antoine Rigot e Agathe Olivier. Tra un esercizio di riscaldamento e l’altro, Florent si prepara insieme alla sua partner ed ex compagna di corso, la finlandese Sonja Kosonen, 28 anni, per “Tarina”, uno dei due atti di “Les Etoiles”, messa in

scena di Antoine Rigot, con le musiche e la regia di Stéphane Comon e la scenografia di Patrick Vindimian. Venti minuti di poesia e virtuosismo sul filo molto apprezzati dal pubblico. Entrambi gli artisti sfoggiano una tecnica eccellente, supportata da una scenografia essenziale ma di grande effetto, che dà spessore ad una storia antica e sempre attuale: il rapporto uomo-donna. “Per noi”, spiega Florent, “è solo l’incontro tra un ragazzo e una ragazza. È il pubblico a leggervi il significato che più gli piace”. Nel guardare quei passi intrecciati sul filo, i piedi di lei che si insinuano tra quelli di lui, gli abbracci, la lotta e gli inseguimenti lungo una struttura tridimensionale dai piani sfalsati, è difficile non pensare agli impegnativi equilibri della vita di coppia. Tanto più quando il commento musicale sottolinea le “cadute” e le “risalite” di un incontro. Tarina è uno spettacolo leggero, studiato in ogni minimo dettaglio, frutto di una ricerca nella quale si mescolano con successo tecniche circensi, discipline teatrali, creazioni musicali e scenografiche. “Ci sono volute diverse settimane e la stretta collaborazione degli artisti per creare una struttura adatta allo spettacolo”, spiega Patrick Vindimian, che oltre ad essersi occupato della scenografia ha costruito il bellissimo snodo di fili e tubi di acciaio sul quale i funamboli passeggiano e saltano da un cavo all’altro con la leggerezza di chi ha fatto dell’equilibrio il proprio mestiere. “Abbiamo lavorato sulla prospettiva”, conclude Patrick, “e ne è uscita una struttura leggera che non ha bisogno di essere ancorata al suolo e risponde alle esigenze degli artisti”. E il risultato si vede. j u g g l i n g m a g a z i n e n u m e r o 4 6 m a r z o 2010

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Il Festival, nato nel 2006 e partito con 3000 presenze che sono diventate oltre 20.000 nel 2009, si svolge all’Isola, quartiere storico popolare della città. Partito quest’anno dalla centralissima piazza Duomo, il Milano Clown Festival è frutto della temeraria idea di Maurizio Accattato, direttore della Scuola di Arti Circensi e Teatrali di Milano. Ecco come riassume l’edizione del 2010.

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Milano Clown Festival 18>20 febbraio 2010 [Milano] www.milanoclownfestival.tk foto di Gabriele Zucca & Simona Boccedi

Per questa edizione l’ispirazione è venuta da Miracolo a Milano il celebre film di De Sica del 1954. Come nel film ci ritroviamo in una Milano che in questi cinquant’anni sembra non essere mutata, e che forse solo i miracoli possono cambiare. E poi un omaggio: a Ratataplan, il film realizzato trenta anni fa da Maurizio Nichetti insieme al gruppo teatrale di Quelli di Grock, che con i suoi clown scalcagnati portò la pellicola alla Biennale di Venezia. Più che altro

l’edizione del 2010 del Milano Clown Festival ha raccolto la provocazione di Dario Fo che sul Corriere della Sera annunciava “Clown di tutto il mondo unitevi e venite a Milano! Se c’è una città che ha bisogno di voi è proprio questa. Qui bisogna tornare allo sghignazzo, a farsi beffa del re, a burlarsi del potere.” E dunque, con l’ispirazione di questi grandi personaggi, dopo aver fatto di tutto per conquistare il nostro quartiere che nel frattempo è diventato un

cantiere a cielo aperto, abbiamo capito che c’era davvero la necessità di un Festival che coinvolgesse tutta la città, e non solo un quartiere con i suoi abitanti. A fianco dell’Assessorato alla Cultura, che condivide questo progetto dagli esordi, siamo riusciti ad uscire dall’Isola, conquistando Palazzo Marino con la conferenza stampa di apertura e ottenendo tra i luoghi di spettacolo anche Piazza Duomo e la Stazione Centrale! Finalmente, alla V edizione, il Milano

Clown Festival è diventato davvero “della” città e dei cittadini. I luoghi di spettacolo in contemporanea si sono moltiplicati: addirittura 17, compresi 4 teatri (Verdi, Teatro Sacro Volto, Sala Fontana e Sassetti), il sagrato di una chiesa del ‘500, 3 chapiteau montati in pieno centro, oltre a piazze, pub e locali intorno all’Isola, e naturalmente piazza Duomo e la Stazione Centrale. Tutto questo ha cambiato per sempre la fisionomia del Festival: la partenza con l’evento che abbiamo chiamato Miracolo a Milano da piazza Duomo in presenza di tanta stampa e televisioni nazionali con il PIC-bus, un favoloso autobus che montava in cima un palco di 12 metri, e che aveva la fun-


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zione di unire i vari luoghi del Festival, ha avuto un impatto incredibile sul pubblico. La programmazione artistica ha visto la selezione di 15 compagnie tra le 60 che ci erano giunte, oltre a 2 compagnie fluttuanti; e inoltre le immancabili serate con le star della clownerie come Peter Shub, le compagnie leggendarie come Filarmonica Clown e Quelli di Grock, le incursioni musicali dell’affezionatissima band francese Le Rang du Fond e per finire in bellezza il grande concerto dei Sergent Pepere, considerati tra le maggiori band francesi del momento. Questi ultimi sono venu-

ti appositamente per sostenere il Festival, offrendosi di partecipare senza alcun compenso e di tornare anche l’anno prossimo per tutti e tre i giorni! Come per tradizione gli spettatori hanno votato il vincitore: il Gran Premio del Pubblico è andato allo spagnolo Hilton Hiltoff, che si è aggiudicato anche il Premio della Giuria, che dà diritto a tornare il prossimo anno a cachet. Tutti gli Artisti e le Compagnie si sono rivelati eccezionali, come sempre, soprattutto dopo la giornata del venerdì vissuta sotto una pioggia

ininterrotta. Ma ci vuole ben altro per piegare la forza e l’energia del Milano Clown Festival. Complici e artefici di questo vero miracolo, anche quest’edizione sarebbe stata impossibile senza i PIC, ovvero il Pronto Intervento Clown, un vero e proprio gruppo teatrale d’assalto in grado di ribaltare, amare, abbracciare e risolvere ogni situazione. Sono facilmente riconoscibili: tuta bianca, naso rosso e addosso nient’altro che il proprio clown. Una vera forza della natura che si esprime non solo con

l’assistenza professionale e tecnica agli artisti, ma soprattutto amando il pubblico, le istituzioni, aprendosi alla città e superando ogni conflitto (n.d.a. i PIC sono capitanati da Moriss alias Maurizio Accattato). Il clown è forte perché vive con quello che gli altri buttano via. Vestirsi da clown la mattina e uscire significa vestirsi della propria anima e uscire per strada. Il clown è un seduttore e per me il maestro di questa filosofia è Jango Edwards, proprio come considero Leo Bassi, Dario Fo, Paolo Rossi. Il

clown è giocare alla vita, insegnare alla gente a essere felici con poco e a divertirsi veramente con quello che si ha ogni secondo. Ha la forza di amare in un mondo dove tutti vestono di nero. Per strada la gente mi incitava affinché entrassi vestito da clown nel Duomo, nei negozi chic, perché a tutti piacerebbe fare quello che può fare un clown! Cialdo Capelli, che ha composto Il Grigio con Gaber, ha scritto per noi Il Miracolo: lo abbiamo cantato a squarciagola per tutto il Festival. Clown Power!

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VII Supermagic 22>31 gennaio [Roma] www.supermagic.it

a cura di Giorgio Enea Il Teatro Olimpico ha ospitato Supermagic, diventato in breve uno dei festival della magia più attesi e importanti a livello internazionale; un vero e proprio varietà che presenta da sette anni i grandi prestigiatori di oggi ad una fetta di pubblico sempre più ampia. Quest’anno i numeri parlano chiaro: 11 repliche in 9 giorni, 12.000 spettatori. L’edizione 2010 “Mistero” è stata anticipata da un trailer in cui una fata interpretata dall’attrice Arianna Moro insegue in un bosco incantato delle luci che rappresentano le stelle internazionali della magia che la condurranno direttamente sul palcoscenico del Teatro Olimpico attraverso un baule magico. La nuova edizione si è avvalsa della sapiente regia di Vito Lupo, campione mondiale d’arte magica e consulente per gli eventi speciali della Disney, che ha inserito i numeri degli artisti in un contesto narrativo che coniugava l’atmosfera fantasy, rappresentata dalla fata con le luci che si materializzavano sullo sfondo della scena a comporre i nomi degli artisti. La scenografia composta di valigie e bauli ai lati del palco

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richiamava il tema del mistero e del viaggio nella fantasia, ma anche le valigie di tutti i prestigiatori che racchiudono la loro arte, i loro mondi fantastici e allo stesso tempo reali. Il primo ad aprire la valigia e il suo mondo è stato l’americano Christopher Hart che, noto per essere Mano della Famiglia Adams e due volte mago dell’anno al Magic Castle di Hollywood, ha presentato il suo celebre e brillante numero della mano animata; il francese Arno si è esibito con la sua classe impeccabile in apparizioni sparizioni e trasformazioni di splendidi pappagalli, cacatua e coloratissimi ara, con apparizione di un pappagallo gigante che vola intorno alla platea, un numero che lo ha reso celebre e pluripremiato; Jordan Gomez, giovanissima star della manipolazione, premiato al campionato mondiale della magia in Cina nel 2009, ha entusiasmato gli spettatori con il suo numero veloce e dinamico con compact disc che si moltiplicano cambiando colore e pacchetti di caramelle che si trasformano in nuvole di coriandoli; Alberto e Laura Giorgi vincitori di numerosi premi tra cui il Mandrake D’Or a Parigi, hanno portato a Roma le loro illusioni ambientate in una dimensione spazio-temporale, lasciando il pubblico con il fiato sospeso grazie alla loro eleganza e fascino misterioso; il mimo americano Ardan James, una miscela esplosiva tra le espressioni di Mr. Bean, la creatività di Buster Keaton e l’agilità di Dick Van Dyke, ha presentato il suo irresistibile numero coinvolgendo il pubblico in sala; Remo Pan-

nain, instancabile motore del Supermagic, si è esibito in una splendida routine con una corda bianca che sfidava ogni principio razionale regalando un momento di pura magia e stupore; Magico Alivernini brillante comico e prestigiatore italiano, con una lunga esperienza nei più famosi palcoscenici della comicità, dal Bagaglino a Zelig, ha scatenato l’ilarità del pubblico con le sue battute e gag magiche dal ritmo serrato; l’illusionista Gaetano Triggiano ha chiuso lo spettacolo per il secondo anno consecutivo con una serie di sorprendenti grandi illusioni che uniscono il fascino del mistero con la poesia tratte dal suo spettacolo Tablò, messo in scena da Serge Denoncourt, il regista del Cirque du Soleil. Al termine, dopo la passerella finale, una nevicata di proporzioni gigantesche ha invaso tutta la platea. Supermagic, il cui nome è un chiaro tributo al maestro dell’il-

lusionismo italiano Silvan, ha tra i molti meriti quello di aver dato nuovo lustro ad una delle arti teatrali più antiche, la magia, rinnovandone il prestigio e riavvicinandola al pubblico che raramente in Italia ha la possibilità di assistere a spettacoli di illusionismo di tale livello. Il successo di Supermagic si deve anche alla accurata scelta del cast, alle invenzioni registiche sempre nuove di questi sette anni e allo staff di prestigiatori professionisti che lavora dietro le quinte. Un successo inarrestabile partito dalla prima edizione del 2004 al Teatro Spazio Zero grazie ad una vera e propria scommessa dell’ideatore e organizzatore Remo Pannain con alcuni tra i migliori prestigiatori italiani come Max Cerchietti, Mirko Menegatti e Gianni & Luana Mattiolo. Un evento cresciuto via via con il contributo di molti grandi nomi della magia internazionale: Van Denon, Jerome Murat, Jorgos Katsaros, Roy Gardner e


Francesca Tecardi

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MASTERS OF MAGIC

James, Pilou, Norbert Ferrè, Bustric, Alberto e Laura Giorgi, Julius Frack, Vito Lupo, James Dimmare, Omar Pasha, Arthur Trace, Carlo Truzzi, Amos Levkovich, Juliana Chen, Tony Chapek, Gaetano Triggiano, Double Fantasy, Samuel. L’esperienza di Supermagic si inserisce a pieno titolo nel lavoro più ampio che un gruppo di illusionisti e di associazioni magiche italiane sta facendo ultimamente per rinnovare l’immagine della magia italiana ridandole il prestigio e la visibilità che le spettano. Sono numerose infatti le iniziative importanti che sono sorte recentemente, basti pensare al Teatro Alba di Roma, dedicato esclusivamente a spettacoli di illusionismo e di arti affini, al “Museo dei grandi sognatori”, il primo museo e centro di ricerca sull’arte magica presso il negozio Tra Palco e Realtà di Roma e al marchio ormai diventato una garanzia che va sotto il nome di Masters of Magic.

Partito nel 2008 come programma televisivo è ora diventata una organizzazione che promuove numerose attività tra cui un social network della magia, una web tv, il primo annuario magico, un grande campionato italiano di magia, perfino una nazionale di calcio prestigiatori, ma soprattutto contribuisce alla realizzazione del grande Congresso Magico di Saint-Vincent, giunto quest’anno alla nona edizione e ormai riconosciuto a livello mondiale come uno degli appuntamenti più importanti. Al Casino di Saint Vincent si riuniranno dal 19 al 23 maggio prestigiatori provenienti dall’Italia e da tutto il mondo per 99 ore di sola magia che comprendono 8 Gran Gala di magia, 14 conferenze, 7 Concorsi di Magia con 12.000 € di montepremi. E ancora Case magiche da tutto il mondo, il Daily Magic News, un nuovo Guinness dei primati ed ogni notte la Magik Fest con birra gratis e magia fino all’alba senza dimenticare l’ingresso gratuito al Casino de la Vallée di Saint-Vincent. Tra gli artisti invitati: Ed Alonzo, Davide Costi, Steve Forte, Charlie Frye, Daniel Garcia, Lennart Green, Nestor Hato, Bill Kalush, Bill Malone, Mike Michaels, Giovanni Pasqua Roxy, Alessandro Politi, Matteo Rampin, Dan Sperry, Stevie Starr, Michael Weber, David Williamson. Il tutto sarà presentato dai Master of Cerimony Raul Cremona, Mr Forest e Francesco Scimemi. link utili www.supermagic.it www.mastersofmagic.it www.teatroalba.it www.trapalcoerealta.net

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Festival delle Arti Distratte V edizione 14>17 gennaio 2010 [Empoli] www.artidistratte.it Intervista agli organizzatori

foto di Alessandro Castiglia/Glimprobabili

Il festival ha cambiato impostazione rispetto alle ultime edizioni, ma sempre di più qui si crea e si favorisce un incontro tra artisti e cittadinanza per fare festa insieme. Quest’anno abbiamo registrato 300 giocolieri venuti da ogni parte d’Italia e goduto della partecipazione dei Giullari Senza Frontiere, che hanno aggiunto una nota di grande entusiasmo al festival e ci hanno aiutato nella gestione dei palchi. Come organizzazione ci siamo inoltre impegnati a finanziare metà dei costi della

loro prossima missione umanitaria in Etiopia. Altra nota sorprendente all’interno della programmazione è stata la parata. Un evento che quest’anno ha squarciato il centro di Empoli, con i cittadini che si sono uniti alla scia del corteo facendosi coinvolgere appieno. Ma, nonostante i 1000 spettatori venuti al Gran Galà, il Festival è ancora poco conosciuto nel circondario e gli artisti di strada vengono ancora visti per lo più come accattoni, ambulanti. Già dalle prime edizioni sono invece partite tante richieste per corsi rivolti a bambini. Abbiamo cominciato timidamente con le prime tecniche di base e ora abbiamo

Nicola Virdis nicola.virdis@gmail.com

40 bambini che frequentano un corso annuale. La Piccola Scuola di Circo delle Arti Distratte ha così portato in apertura di Gran Galà i suoi ragazzi sul palco. Sono bambini sempre molto disponibili, carichi di energia, che si allenano con noi e che si stanno avvicinando a un mondo che regala mordente e vivacità a ragazzi che hanno solo il calcio e la pallavolo. Dopo le lungaggini burocratiche che ne hanno ritardato l’apertura il gruppo Arti Distratte inaugurerà finalmente nella primavera 2010 una scuola in pianta stabile. Offriremo corsi per bambini e corsi per adolescenti finanziati dalla Regione all’in-

Nasco a Sassari 28 anni fa. Incontrai la giocoleria a 16 anni, quella vera provando a lanciare tre palline di carta e scotch a casa di mia nonna grazie a zio Michele, il primo maestro; ma i miei compagni delle elementari mi ricordano che in classe facevo già girare due mandarini. Dal 2000 al 2004 successe di tutto: le mie prime animazioni, il gruppo di spettacolo di strada “Otto, Borlotto e Smilzo”, la mia prima e indimenticabile convention a Porano nel 2003 e per concludere in bellezza ecco la Scuola Di Cirko Vertigo. Presi coraggio e dopo aver salutato la famiglia, la città, gli amici e gli studi, arrivai a Torino, selezione superata e finalmente eccomi pronto a dedicare tutto il mio tempo a quello che amavo. Primo stage di giocoleria alla scuola: Jay Gilligan. Adoro la sua tecnica, le sue idee e il modo di fare, lo definisco un gran maestro, esploratore e inventore. In due settimane di stage con lui capii più cose, mi appassionai ai multiplex, ai lanci sincronici, ai siteswap, avevo un metodo da seguire. Esibirmi in pista per tre mesi in un circo tradizionale mi aiutò tantissimo sin dal primo ingresso quando Vladi Rossi, il clown, mi disse “non importa cosa fai, ma come lo fai”. Questa è la mia filosofia, la applicai dai primi numeri che presentai in piccoli teatri e convention. Mi piace la tecnica classica, ma sfasata, non adoro salire di numero, mi piace mischiare il tutto: prima 6, 3, poi 5 e anche 1 oggetto. Le palline rimangono il mio attrezzo preferito, non sono affatto perfetto, i drop in scena ci sono e mi aiutano parecchio nel completamento della routine. Adoro le piroette, mi piace quel momento magico quando qualche attrezzo o tutti è sono in aria e tu puoi concederti un giro su te stesso. Da un paio d’anni sono concentrato sugli anelli, ma soprattutto sul personaggio del nerd che continuo a presentare al pubblico. Nerd e anelli, una bella combinazione di comicità, tecnica e goffaggine, rientra qui perfettamente la frase “non importa cosa fai, ma come lo fai”!

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terno del progetto Baobab che dà la possibilità ai ragazzi dai 15 ai 25 anni di seguire un corso annuale con giocoleria, teatro, musica, arteterapia. Da tempo lavoriamo nelle scuole e in particolar modo negli asili nidi, ma sono tante le attività del gruppo delle Arti Distratte, al cui interno sono attive 6 persone. Lavoro con disabili, bambini, adulti, adolescenti a rischio, disagi compor-

può non soffrire tensioni e sovraccarichi di lavoro, perché le forze sono diminuite negli anni, e in sostanza quest’anno eravamo in tre a montare tutto, anche se con l’aiuto sporadico di altri. Questo ci fa capire che bisogna sempre di più collaborare con altre realtà sul territorio toscano per mantenere in piedi il progetto.

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Riflessioni

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È iniziato tutto da piccola. Un vecchio amico tornò da una scuola di circo e ne rimasi affascinata… tre anni dopo conobbi gli hula hoop ed ora anche io sto per terminare una formazione all’interno di una scuola. Il circo è diventato un mondo infinito dove puoi usare qualsiasi cosa per emozionare o narrare. E dopo 4 anni di convention, festival, scuole, spettacoli continuo ad incontrare artisti innovativi che mi stupiscono. Ancora con la bocca aperta e il naso all’insù. Sto lavorando molto sulla ricerca personale con l’oggetto. L’hula hoop è un attrezzo classico. Guardando video vedo sempre i soliti trick classici, la performance splendida con un bel sorriso e un bel costume femminile. Ecco, non voglio fare niente di tutto questo! Trovo molta soddisfazione quando gioco bene sui ritmi, quando il personaggio in scena rimane e funziona, quando qualcosa è venuta fuori di sana pianta dalla mia testa e dal mio cuore. Tradurre movimenti ed emozioni quotidiane sull’oggetto, sulla scena. Conosco diversi artisti che mi hanno lasciato un pezzo della loro vita in scena. Voglio fare altrettanto, e nonostante i tanti sacrifici e il mio rapporto di amore ed odio verso le arti circensi, non mi sono pentita di questa scelta. Il mio obbiettivo è riuscire a racchiudere il mio piccolo mondo, la visione in un numero che non si può vedere tutti i giorni e che richiede un lavoro di anni. Riuscire a dire qualcosa oltre a far vedere quante clave o palline lanci per aria. Trovo interessante questo in tanti artisti che si stanno facendo strada. Sembra sempre banale dire queste cose ma forse un giorno riuscirò a mostrare quello che intendo.

Massimo Milanese

Marianna DS marianna.desanctis@hotmail.com

Riflessioni

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tamentali, e abbiamo anche una compagnia di teatro, con la quale lavoriamo anche all’interno del carcere, dove è nata la Compagnia del Drago Distratto! Continuiamo inoltre ad aprirci verso altre realtà, instaurando collaborazioni con altre associazioni e quest’anno abbiamo collaborato con Gli Amici di Nick per il Nick Day. Chiaramente quando c’è il festival il nostro gruppo non

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V Burning Crew Concept 23>24 gennaio [Parigi] www.burncrewconcept.org In Europa il movimento dei fire-juggler/performer da sempre presente nelle juggling convention e vari festival musicali, comincia a prendere una propria forma e con se porta le tecniche della giocoleria e la verve dei festival musicali dai quali ha mosso i primi passi. Sono stato a Parigi per il “rencontre” della Burning Crew Concept nello spiazzo antistante al Palais de Tokyo, museo d’arte contemporanea e tempio francese del fuoco. Una due giorni di scambio di trick, musica e danza col fuoco. Traggo spunto dall’evento per fare il punto sullo stato della giocoleria col fuoco in Europa. Negli ultimi cinque anni la diffusione e le tecniche di bastone, poi, meteor, hula e dintorni si sono evolute ad una velocità vertiginosa, raggiungendo un gran pubblico d’appassionati soprattutto in centro e nord Europa dove maggiormente la loro esigenza di incontrarsi ha dato vita a meeting di diversa natura. Questo ha permesso un’evoluzione simultanea da una parte delle tecniche e dall’altra del gusto artistico, mescolandosi con la danza, la giocoleria il fakirismo ed il teatro. Ma torniamo a Parigi; eravamo circa un migliaio di persone tra appassionati, professionisti e semplici curiosi. Il livello tecnico molto variegato, da ragazzi che accendevano per la prima volta uno strumento a vere star della rete come il guru del contact staff Meast, il crativo sputafuoco DAS ideatore della BCC ed organizzatore del meeting a D Menza fine fire-poi performer a Laura Benestan Venere bruna

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A cura di Lucignolo foto di Yoann Moulin & Olivier Robert

del duo Nata Raja. Tutti nello stesso posto e tutti con una gran gioia di giocare in mezzo a tanta gente, quasi un incontro in famiglia per ragazzi e ragazze venuti da ogni parte di Francia. Si è tirato l’alba nonostante le condizioni meteo non fossero delle migliori e a prova della buona consapevolezza dei presenti non si è verificato nessun incidente. L’occasione di questo incontro annuale è data dal fatto che il 24 gennaio la BCC ha festeggiato il suo sesto anno d’attività. Questa la crescita dell’importanza dell’evento: nel 2004 al primo appuntamento della BCC al Palais de Tokyo c’erano 6 persone, l’anno successivo erano circa 80 e l’interesse cittadino al fenomeno portò il gruppo fondatore a costituire l’associazione. Nel 2006 c’erano 270 persone, 400 nel 2007, più di 500 nel 2008, nel 2009 alla festa arrivò anche un sound sistem con tutti i crismi e ci fu un ondata di oltre 1000 persone tra cui molti curiosi e non addetti ai lavori, tanto che anche gli organizzatori ebbero qualche difficoltà. Quest’anno è stato scelto di evitare generatori e casse e di

tornare a dare un’impronta più “intima” all’evento (comunque un migliaio di persone!), con percussionisti e didjeridoo da accompagnamento per gli ospiti. Già da qualche mese prima è circolato in rete, da parte di DAS, l’invito per tutti e raccomandazioni, mai troppe, sui comportamenti da avere e non avere ai fini di una migliore sicurezza del performer e dello spettatore. Nei due giorni prima dell’evento sono andato ad incontrarlo ed abbiamo discusso di festival, artisti, fire community e sul quale fosse il modo più corretto di diffondere norme e tecniche di sicurezza, sui vantaggi di una libera circolazione di questi consigli. L’idea è che il nascondere gelosamente le proprie tecniche genera molteplici pericoli per i neofiti, spesso molto giovani ed a volte eccessivamente entusiasti di essere così vicini al fuoco tanto da credersi padroni dell’elemento, rischiando molto seriamente gravi conseguenze e per le parti esterne del corpo ma,

peggio, anche per quelle interne. Dunque si rende fondamentale, da parte degli esperti, il massimo ascolto ed assistenza ai principianti, perchè i primi passi siano migliori per tutti ed accompagnati da una buona dose di consigli, procedure ed inviti alla piena consapevolezza di ogni minimo gesto in fase di manipolazione del fuoco. Per fare ciò si consiglia anche la costruzione dei propri strumenti, per conoscerne più a fondo le caratteristiche e stimolare la mente sulle possibilità di migliorie sia quanto a possibilità di manipolazione che, ovviamente, a sicurezza. Nel corso degli anni, al seguito della BCC sono nati almeno altri 5 gruppi con finalità professionistiche nel campo delle arti performative col fuoco. Quella parigina è una community che si propone come punto di incontro e serbatoio di artisti abili e consapevoli delle potenzialità tecniche ed artistiche quanto dei rischi del fire performing. La BCC da appuntamento a maggio per la sua convention alla quale prenderanno parte persone ed artisti di mezzo mondo. Mentre si consiglia agli interessati di seguire, e ove possibile non solo in rete, eventi come il Burning Bizarre ed il Feuerwelt in Germania, il Kiev Fire Festival in giugno, il piccolo ma unico evento in Italia Teatro del Fuoco a Stromboli e se vi piace la musica elettronica il Boom festival in Portogallo, l’Ozora in Ungheria e ad averci due soldi da spendere il Burning Man negli Stati Uniti.


Capodanno Giocoloso 30 dicembre>3 gennaio 2010 [Spinetoli (AP)] www.associazioneutopia.sitiwebs.com

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A cura di Sopa Proposto dall’Ass. Utopia - il luogo del gioco possibile, la terza edizione del capodanno giocoloso ha trovato finalmente una location ospitale, ed una amministrazione comunale sensibile alle esigenze dei giocolieri. Erano a disposizione il palazzetto dello sport e la tensostrutura adiacente, oltre allo spazio all’aperto e la pista ciclabile. Trattandosi di manifestazione invernale era previsto un numero limitato di presenze, circa 150. Da tutta Italia i giocolieri hanno portato allegria, festa e un grande cuore. Presenze anche dall’estero. Elemento, poi, che ha contraddistinto il capodanno è stato sicuramente il grande apporto che molti hanno profuso nel tenere pulito lo spazio comune. Gli artisti hanno regalato momenti di intensa emozione sul palco, e di certo grande disponibilità dal punto di vista sia professionale sia umano. Tra gli altri ricordiamo Alexandre Pich, Giovanni De Iorio & Lucia Annunziata, Santo Russo, Fabio Pinna, Glimprobabili, Romeo Zanaboni, Francesco Gondino, Silvia Zotto, Cecilia Zucchetti, Marco Talamonti, in arte Caucciù, Jorik, Daniele Sorisi & Erika Bettin, Marianna De Sanctis, Andrea Speranza, Giorgio Bortolotti. Come tutte le piccole convention, dal sapore di una “famiglia” allargata e avvolte con piccoli problemi di convivenza, più spesso con grande testimonianza di affiatamento, anche il capodanno ha tentato di accogliere le istanze di quanti hanno voluto suggerire nuove idee, parlare dei problemi dei gruppi che vogliono realizzare un evento di giocoleria. Forse il responso più evidente è che ognuno ha una sua idea di raduno e di convention, e questo spesso si traduce in una offerta sempre più complessa e articolata. Cresce la competenza tecnica e di riflesso le aspettative che andrebbero soddisfatte per rendere un incontro giocoloso degno di essere vissuto. Di diverso approccio tematico il punto di vista del pubblico che ha visitato sia gli impianti sportivi sia gli spettacoli: lo stupore, la meraviglia, il plauso. Coinvolgere la popolazione negli eventi di giocoleria aiuta a far conoscere quest’arte, e di certo certifica che i giocolieri non sono una categoria di cui aver cattiva e deviata opinione.

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Saltimbanco Cirque du Soleil www.cirquedusoleil.com Approfittiamo della recente tournè italiana del Cirque du Soleil (CdS) per fare il punto sulle dimensioni e le direzioni di questo progetto nato in strada da un gruppo di street artist e diventato in poco meno di vent’anni il maggior colosso mondiale del settore.

Dietro le quinte Nel 1984 erano già 73 le persone che lavoravano per il Cds, ma oggi la compagnia, pur non ricevendo alcuna sovvenzione pubblica né privata dal 1992, conta ben 5.000 lavoratori in tutto il mondo, tra cui oltre 1.200 artisti. Esistono oltre 100 tipi di occupazioni diverse al CdS e alla sola sede internazionale di Montreal lavorano quasi 2.000 dipendenti. Lavoratori e artisti sono di quasi 50 nazionalità diverse, parlano 25 lingue diverse e la loro età media si aggira sui 37 foto di anni. Dal 1984, circa 100 milioni di Olivier Samson Arcand spettatori hanno visto uno spettaCostumi colo del Soleil e nel 2010 il CdS preDominique Lemieux senterà 21 spettacoli diversi in tutto © 2007 Cirque du Soleil Inc. il mondo davanti ad un pubblico di 15 milioni di persone.

Saltimbanco Saltimbanco è uno spettacolo tipico del Cirque du Soleil ispirato alla struttura urbana della metropoli e ai suoi pittoreschi abitanti. Decisamente barocco nel suo vocabolario visivo, l’eclettico cast dello show trascina lo spettatore all’interno di una città ideale in cui la diversità è motivo di speranza e il cui set è uno spazio urbano ridotto ai suoi elementi essenziali. Il debutto mondiale di Saltimbanco ebbe luogo a

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Montreal il 23 aprile 1992, con un cast di 36 artisti. Nel corso del tour di 14 anni sotto il tendone, lo spettacolo ha fatto tappa in 75 città di cinque continenti, per un totale di oltre 4.000 esibizioni davanti ad oltre 9.5 milioni di spettatori in tutto il mondo. Nel 2007 Saltimbanco è stato riconfigurato, In un periodo di 21 settimane per essere portato all’interno dei palazzetti: il palco lungo 34 metri, largo 20 metri è stato

rialzato, e interamente rinnovato per renderne più semplice il trasporto, il suono e le luci sono stati arrangiati per il nuovo ambiente. L’attrezzatura in tour ha un peso totale di 180 tonnellate ed è trasportata in 16 rimorchi da città a città in Europa. Lo staff tecnico comprende 20 specialisti; inoltre circa 80 persone vengono ingaggiate in ogni città per il montaggio e lo smontaggio. Il tour di Saltimbanco, che ha già visitato in questo nuovo formato oltre 100 città in America, farà tappa in circa 40 città ogni anno, ospitato in palaz-

zetti con una capienza di circa 4000-5000 spettatori. Gli artisti hanno da tre a cinque costumi ciascuno. Oltre 1.200 pezzi di costumi viaggiano da città a città in 50 casse, e tutti i costumi sono realizzati presso la Sede Internazionale del Cirque du Soleil a Montreal. Ci sono oltre 250 paia di scarpe fatte su misura, che vengono riverniciate regolarmente dallo staff addetto al guardaroba in tour. Quasi tutti i costumi sono lavabili a macchina, e il tour viaggia con proprie lavatrici utilizzando solo detergenti biodegradabili.


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Oltre il palcoscenico La sfida del Cirque du Soleil è continuare a crescere e offrire ai suoi creatori la libertà di realizzare i sogni più folli. Il cuore dell’attività del CdS rimane creare spettacoli dal vivo e presentarli sotto il tendone o in teatri e dal 1984 quasi 200 creatori dai quattro angoli del mondo hanno contribuito a questa missione. Ma negli ultimi anni il CdS, oltre a sviluppare un proprio merchandising di qualità, ha sviluppato anche iniziative commerciali basate sui propri spettacoli. Attraverso la divisione Events and Images crea contenuti originali ed inno-

vativi per televisione e DVD, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti: tra gli altri, Cirque du Soleil Presents Corteo (un Emmy e un Gémeneaux nel 2007); Midnight Sun (un DVD Excellence Award nel 2006 e un Gemini Award nel 2005); Cirque du Soleil Fire Within (un DVD Excellence Award nel 2005, un Primetime Emmy Award e due Gemini Award nel 2003); e Cirque du Soleil Presents Dralion (tre Primetime Emmy Award nel 2001). Inoltre il CdS ha acquisito un’enorme esperienza nell’organizzazione di incontri privati e grandi eventi (Expo Zaragoza 2008, lo spettacolo evento per il 400esimo anniversario di Québec City). Puntare alla concessione di licenze, è un’altra strada per estendere il proprio talento creativo. Con la collaborazione di partner, il CdS è ora anche impegnato a sviluppare progetti nel campo dell’ospitalità (ristoranti, bar, spa ecc.) ed altri tipi di iniziative volte a creare una nuova forma di intrattenimento (per esempio, il Revolution Lounge al Mirage e il Gold Lounge dell’ARIA Resort & Casino presso il City Center di Las Vegas, e il programma fitness femminile JUKARI).

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Traduzione a cura di Donatella Ruini Negli anni ‘80, prima di diventare una dei più ricercati fotografi di Nuovo Circo in Europa, Philippe Cibille seguiva la scena della musica jazz in Francia - cosa di cui si parlava molto al tempo - per la Jazz Hot Review e altre riviste simili. Tra le visite ai jazz club a Parigi e i viaggi ai grandi festival di musica a Vienna, Montreux e Juan de Pins, il circo era quanto di più lontano Cibille potesse immaginare. Addirittura, seguendo l’immagine che ne aveva promosso la televisione, pensava che fosse noioso e ripetitivo. Fu un giornalista della stampa Francese, Ferdinand Lecomte, che lo persuase a vedere Circo Archaos. Vedere questo spettacolo aprì la sua mente alla energia rivoluzionaria del genere di circo contemporaneo. Da allora Philippe ha catturato alcune delle immagini più belle di questo nuovo tipo di performance esi-

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Quasi ad evocare il soggiorno estivo in Finlandia di chi si recherà alla XXXIII European Juggling Convention (occhio che la pre-iscrizione è già parttita...), presentiamo in questo spazio la rivista finlandese “Sirkuspyramidi, pubblicazione ufficiale della Federazione Finlandese delle Scuole di Circo (FYCA), che offre un panorama delle arti circensi nella terra delle renne e delle saune! Invitandovi a visitare il loro sito web www.snsl.fi riportiamo qui l’intervista dedicata a Philippe Cibille, uno dei maggiori fotografi di Nuovo Circo, e le foto di Heidi Uutela, che per il progetto ”Stadin Sirkus - Documentary Photography of Circus in Helsinki.” ha seguito per sei mesi alcuni dei maggiori artisti finlandesi

bendole in mostre in Europa e Asia. Quello che segue è un estratto dell’intervista rilasciata in occasione della sua mostra ad Helsimki nel maggio 2009. “Sono stato immediatamente rapito dalla generosità e dall’energia di questi nuovi artisti, inoltre gli ambienti sono più

Philppe Cibille

RIVISTEDA

moderni e divertenti. Mi piace anche che il circo abbia un tocco di rock and roll, che si combina bene col mio background di jazz. Quando fotografo cerco l’espressione e l’apertura dell’artista di Nuovo Circo. Ammiro davvero la loro ricerca dei modi di esprimere se stessi di fronte a un pubblico: so che questo è molto difficile da fare. È un dono per loro riuscire a dare piacere - un senso di stupore, di trasgressione - agli spettatori. Ricordo in particolare di avere visto questo nei visi degli spettatori che uscivano dallo spettacolo di Les Arts Saut. Vederli vivere queste emozioni mi ha commosso. Mi ha fatto capire il significato di una performance nell’estrinsecazione di questo complesso di emozioni e significati. Come fotografo, mi piace produrre immagini che parlano e toccano molte persone. L’aspetto più stimolante della fotografia di circo contemporanea è probabilmente la bassa intensità delle luci. Per esempio per fare una foto nitida di

un acrobata sul trapezio, ci vuole una velocità di otturazione di 1/5000sec. Così si deve sacrificare la profondità di campo. Tuttavia si possono sempre fare buone fotografie in queste condizioni. Si deve solo avere il tocco. Prima di fare le foto mi piace incontrare l’artista e vedere le performance durante le prove. Fare foto richiede molta concentrazione. Ho bisogno di sentire il ritmo della performance, le emozioni: solo questo mi rende efficiente nel mio lavoro, persino quando prendo immagini con inquadrature inusuali, perché faccio affidamento sui miei riflessi. Posso vedere tutto intorno a me, e allo stesso tempo sono focalizzato su un punto fisso. La mia mente è molto aperta e molto sintonizzata sulla performance mentre scelgo quali immagini inquadrare con la fotocamera. E tutto questo succede molto in fretta! Quello che mi interessa veramente è documentare la diversità e l’energia del circo contemporaneo”.


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1° Ruot 7>8 novone Tour Ita liano! www.un embre icyclist. it

Dopo aver trascorso l’estate a monociclare, ci sentiamo ganzissimi, imbattibili e specialmente, vogliosi di pedalare, pedalare, pedalare. In due ore nasce il progetto ‘ruotone tour’, un giro di due giorni, con zaino in spalla e monoruote da 29 o 36 pollici, con un solo punto fermo: raggiungere il mare. Studiamo vari percorsi e scegliamo la Versilia, che sembra la più attrezzata per numero di piste ciclabili. L’itinerario: partenza da Lucca, seguendo il fiume Serchio fino al mare, poi risalire fino a Torre del Lago Puccini per dormire e rifocillarci, 25 km su pista ciclabile o sterrata. Secondo giorno arrivo a Forte dei Marmi, 20 km tranquilli tranquilli sul lungomare. La data è fissata, 7/8 novembre, tutto sembra pronto, ci siamo divisi l’attrezzatura di emergenza, centellinato i vestiti al minimo, e prenotato il B&B; pare possa bastare così. Ad inizio settimana le previsioni del tempo danno pioggia da sabato pomeriggio a domenica sera, ma non ci scoraggiamo. Appuntamento alla stazione di Lucca ad orario previsto (il quarto d’ora universitario è d’obbligo..), il sole splende, siamo motivati! I primi chilometri sono piacevolissimi, prima attorno alle mura di Lucca poi lungo il fiume su strada sterrata, ma pedalabilissima, e con gli alberi attorno; una cornice invidiabile.

Siamo in sella ormai da un paio d’ore e la strada inizia a farsi più complicata, la pista ciclabile si perde del tutto e siamo obbligati a pedalare vicino all’argine del fiume, facendo lo slalom tra pozzanghere e buche; iniziano a sentirsi anche un paio di gocce di pioggia, ma il morale è ancora alto. Pedala tu che pedalo anch’io arrivano le 4 pm (senza aver pranzato) e del mare nemmeno l’ombra. Stremati dalla difficile pedalata sull’argine ci buttiamo sulla strada asfaltata e ne approfittiamo per chiedere informazioni; la risposta è agghiacciante; mancano ancora 15 km da percorrere sull’argine o in mezzo al traffico! Vada di nuovo per l’argine; comincia a farsi buio, abbiamo fame e le gambe a pezzi; almeno la pioggia ci ha risparmiati, e avanziamo al grido di “pedala!pedala! Pensa che sia tutto dritto e non cadere, tra 5km siamo arrivati!”. Eccoci a Migliarino Pisano, chiediamo di nuovo informazioni e ci dicono che per arrivare al

mare mancano 8 km in una strada che passa in mezzo alla pineta “non ci sono luci ma passano poche macchine, poi da lì prendete la ciclabile e salite verso Torre del Lago” Ok, dai, la salsedine si sente nell’aria, deve PER FORZA mancare poco. Inutile raccontarvi che quelli sono stati gli 8 km più duri; malgrado le torce da testa il buio era talmente fitto che dovevi cercare d’immaginartele le buche e schivarle, sembrava d’essere sempre nello stesso punto, col morale che cominciava a dare segni di cedimento “Basta, io rimango qui” Poi all’improvviso, come la visione d’un oasi nel deserto, ecco gli stabilimenti balneari! Ovviamente è tutto chiuso, non c’è anima viva, sono le 7 pm e da ore abbiamo finito anche l’acqua. La foto parla da sé! Cinque minuti, non di più e risaliamo in sella cercando la famosa pista ciclabile che porta a Torre del Lago; è di sabbia…. Ormai non osiamo nem-

meno più lamentarci, 4 km. nelle sabbie mobili e poi ecco, Torre del Lago! Per telefono i gestori del B&B Caffeletti ci indicano la strada, arriviamo alle 8 pm, pieni di fango, assetati, affamati, con le ginocchia che tremano e gli occhi spenti. Il posto è più che grazioso, i letti invitanti ma non battiamo troppo la fiacca... doccia, un litro d’acqua a testa, cambio e via nella pizzeria più vicina, rimanendo svegli fino a tardi a raccontarci increduli della giornata lungherrima. Il mattino seguente piove, l’acido lattico rende difficile perfino pucciare la brioches nel caffè, così decidiamo che la prova di forza l’abbiamo superata e ci facciamo indicare la strada asfaltata per arrivare a Viareggio; da lì il treno (che poi è diventato un bus a causa degli scioperi) ci avrebbe riportato a Lucca. Ci godiamo gli ultimi chilometri in tranquillità anche se sotto la pioggia, arriviamo a Viareggio e ci lanciamo sulla spiaggia per godere, finalmente, del mare… Hanno partecipato al Ruotone Tour: Oscar Fioretti (Mutaito), Alessandro Carenti (Ventinove), Dario Dellanoce (Dario85), Margherita Vitale (Sgurz), Giuseppe Mangiaracina (Beppe). Ringraziamento speciale al B&B Caffeletti di Torre del Lago, per la calorosa accoglienza; all’Associazione Italiana Monociclo, che ci permette di conoscerci e osare di più su una ruota; agli amici che hanno seguito via telefono le nostre avventure e che dal caldo del loro divano ci dicevano di non scoraggiarci…

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Il Circo della Pace 19 dicembre>6 gennaio 2010 [Bagnocavallo (RA)] www.accademiaperduta.it a cura di Ivan Caroli foto di Mauro Minozzi

Edizione da record quella di quest’anno con gli acrobati colombiani del Circo para Todos di Calì. Le 25 repliche dello spettacolo hanno totalizzato un incasso di oltre 35.000 euro che saranno devoluti al Circo para Todos di Calì per la sua attività di recupero di bambini e ragazzi dalla strada per dare loro, attraverso le arti circensi, una possibilità di riscatto sociale e professionale. Lo chapiteau allestito nella piazza centrale del comune romagnolo ha accolto oltre 4.000 spettatori, praticamente un costante “sold out”, con la sola eccezione dei giorni precedenti al Natale, interessati da gelo e maltempo. Un pubblico assolutamente trasversale per età e provenienza geografica che ha sempre salutato con prolungati applausi le straordinarie performance degli 11 artisti che si sono esibiti in bellissime coreografie aeree, salti mortali su trampoli, scalate di pertiche e funi ed equilibrismi. Bagnacavallo ha anche avuto l’onore di ospitare Felicity Simpson, fondatrice e Presidente della Fondazione Circo Para Todos di Calì che ha così voluto ringraziare: “che Comune! L’unico in Europa che, grazie ad una comunità così fortemente coesa, pur nelle varie differenze di professione, credo religioso, classe sociale, fede politica, ha saputo riunire tutti per realizzare questo fantastico progetto culturale. Qui abbiamo trovato vera solidarietà e collaborazione: non parole ma azioni concrete dal pulmino per i trasporti, dalla pulitura giornaliera dei costumi, dal cibo delizioso proveniente dalle case, dalle famiglie, dai cuori di Bagnacavallo, alla totale professionalità di Accademia Perduta/Romagna Teatri. L’elenco delle persone da ringraziare sarebbe troppo lungo ma, soprattutto, è importante menzionare il fantastico pubblico, le migliaia di persone che ogni sera, e per venti giorni, hanno riempito il tendone del Circo. Ed è grazie a tutti e a questa forte sinergia che più di 35.000 euro andranno in Colombia e raggiungeranno tutti gli altri bambini di strada che vorranno eleggere il Circo come scelta di vita. BRAVO BAGNACAVALLO and mil mil gracias!”. Nell’esprimere la soddisfazione dell’Amministrazione Comunale per il grande successo di pubblico ottenuto, il Sindaco Laura Rossi ha evidenziato la forte valenza sociale del progetto “che si è concretizzata tramite il coinvolgimento, oltre che del Comune e di Accademia Perduta, di istituzioni importanti come la Presidenza della Repubblica la Camera dei Deputati, ma anche di Regione e Provincia, associazioni, imprese locali, forze dell’ordine, della parrocchia e di centinaia di volontari impegnati nell’accoglienza dei giovani artisti colombiani. Si è trattato di un’importante occasione, non solo di solidarietà, ma di scambio culturale, di confronto fra esperienze di vita profondamente diverse, in grado di trasmettere un messaggio di apertura alle diverse culture, di tolleranza e di reciproco rispetto. A tutti coloro che hanno reso possibile questa bella e coinvolgente esperienza va il più caloroso ringraziamento dell’Amministrazione Comunale di Bagnacavallo”. “Quando ideammo assieme ad Alessandro Serena e al ‘paese di Bagnacavallo il ‘Circo della Pace – afferma poi Ruggero Sintoni - avemmo fin da subito la percezione di qualcosa di stravagante, non solo perché erano ben 30 anni che una tenda da circo non approdava nella piazza principale di una città, ma soprattutto in quanto il ‘circo sociale è una nuova forma di spettacolo circense ca di esprimere livelli artistici straordinari: Circo para Todos lo ha dimostrato”.

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Crescer y viver 18>29 febbraio [Bari] www.crescereviver.org.br www.primaveradeidiritti.it

foto Archivio Primavera dei Diritti - Bari

La Primavera dei Diritti, organizzata da Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo e Teatro Pubblico Pugliese, è stata occasione e cornice di un importante focus sul Circo Sociale, per il quale sono stati invitati dall’Ass. Sarabanda di Genova, artisti e direttori della Scuola di Circo Crescer Viver di Rio de Janeiro. Il progetto ha visto il giorno 18 una parata nel cuore della città vecchia e uno spettacolo serale della Compagnia Cresce e Viver che ha fuso due precedenti rappresentazioni della compagnia brasiliana. Il giorno seguente l’appuntamento era per tutti alla conferenza “Circo Sociale, integrare giocando”, con il proposito di mostrare esperienze internazionali di “circo sociale” e promuovere l’inclusione socio-produttiva dei giovani in condizioni di grave disagio sociale. Alla presentazione delle esperienze di Crescer e Viver da parte del fondatore Vinicius Daumas e della pedagoga Anne Loeckx, si è affiancata la testimonianza di Touraya Bouabid, direttrice AMESIP (Association Marocaine d’aide aux Enfants en Situation Précaire) un progetto avviato nel 1996 dove la prima cosa che si insegna ai ragazzi sono i diritti fondamentali, di cui spesso non sono a conoscenza. Interessanti contributi sono arrivati anche dai relatori italiani, Silvia Godelli, psicologa e Assessore al Mediterraneo della Regione Puglia; Pietro Valenti Fondazione Emilia Romagna Teatro; Boris Vecchio, attore e regista Ass. Sarabanda, i quali rivolgendosi a un pubblico giovanissimo di studenti, hanno sottolineato la necessità di favorire anche in Italia esperienze del genere. Il circo come arma di riscatto sociale è la filosofia alla base di Crescer Viver, progetto nato nel 2000 da quella che era una semplice scuola di samba, che nel tempo si è aperta a più attività, coinvolgendo ragazzi di diversi quartieri, e con una vita disagiata alle spalle, ignari di cosa fossero le scuole, il cibo, i soldi. Negli anni a seguire l’equipe di Crescer Viver ha vinto la diffidenza degli abitanti delle favelas e oggi almeno 100 ragazzi frequentano la scuola con regolarità. “Il nostro intento non era quello di realizzare una parata spettacolare, ma raccontare la formidabile esperienza del progetto Circo Social e dimostrarne lo spessore” racconta Boris Vecchio “L’anno scorso ero stato chiamato a Rio de Janeiro per curare la regia dello spettacolo dei 23 allievi della Scuola Nazionale di Circo. Quando mi recavo alla Scuola passavo vicino al tendone di Crescer e Viver, e mi incuriosiva molto conoscere il loro progetto. Sono andato a trovarli, ho incontrato i suoi fondatori Junior Perim e Vinicius Daumas, con i quali abbiamo parlato delle tante cose che ci sarebbe piaciuto poter fare insieme. Di ritorno in Italia, dopo essere stato contattato dalla Primavera dei Diritti per curare la regia della parata, è maturata la volontà e la possibilità di invitare Crescer e Viver e costruire uno spettacolo che integrasse le loro matrici culturali con quelle di artisti eritrei, in collaborazione con il centro C.A.R.A, (Centro Assistenza Richiesta Asilo), artisti nigeriani dell’Ass. “MamaAfrica”, ed altre realtà artistiche della città di Bari”. Per i ragazzi brasiliani è stata un’esperienza intensa uscire per la prima volta dal proprio paese e lavorare con ragazzi di altre nazioni, e per noi di Sarabanda un grande credo umano e professionale. L’esperienza che mi ha sorpreso, oltre alla incredibile valenza sociale del progetto, è la loro capacità di produrre anche esiti artistici di valore. Penso per esempio a Diferson, un ragazzo brasiliano dalla stazza imponente, che prima di entrare in Crescer e Viver lavorava presso una struttura di lavaggio macchine proprio dove oggi c’è il tendone da Circo. Diferson ora è parte della compagnia artistica della scuola, il suo numero di trapezio è meraviglioso e nell’essenzialità del numero contiene tutto: drammaturgia, trama, circo, poesia, teatro. Sono riusciti in 6 anni a cambiare le sue aspettative di vita, il suo approccio alla vita, ma anche a potenziare e a manifestare un forte talento artistico. L’approccio della compagnia Crescer e Viver alla creazione artistica è certamente meno concettuale di quello europeo, e questo ne fa risaltare la freschezza, la capacità di comunicazione che arriva diretta al cuore del pubblico. Sono sicuramente i risultati di un progetto sociale che ha alle sue basi anche un progetto pedagogico e artistico ben curato e di grande respiro.

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In/formazione Lo spettacolo dal vivo e le nuove professioni ia di a cura di A.R.

Quello del circo è stato per generazioni il primo spettacolo dal vivo a cui un individuo assisteva in Italia. Sulla base di questo grosso impatto e del prestigio internazionale guadagnato dalla maggiori famigli circensi italiane, viene emanata nel 1968, per la prima volta al mondo, una legge che riconosceva alle imprese circensi una ‘funzione sociale’, garantendo all’intero settore contributi ministeriali all’interno del FUS (n.337 del 18 marzo 1968). Il settore conoscerà negli anni immediatamente successivi uno sviluppo considerevole, fornendo sulla carta gli strumenti legislativi per un

Fabio Marino

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ss ita gala alcune in f in a ll e de cciar ali e dei ’interncoensi, a trae ll n a , e e g rta e arti cir rof ssio o p p e moltno e e r h h c o ic f t ll li s a is a e u o u e o in q ative legat ndo delle q dato in primrcato, nasc anProviam n il mo te form a ricorificate sul mdeente, autofincon propodsi contatto ctoituzionali. V à solo ra cod dipen linee scimenti is i”, non ancontaneo ed in rmativo. Sanr no, guadariconoe profession modo spo percorso foo, maturera ento e di un “nuovviluppano in un proprio contrerann riconoscim i e si s o e creandoti percorsi in iderio di un igliaia d m e s s s r e e d e s e n d u zia ni che q i div ri, in sità e il da annclown dottoi di diffuià g gli an nno la necesnale. i iv , t it t o gnera gno istituzio Italia sono oantemporanoermativi, circ’uessi già da in h f c e i c t o s o s esin so to sensa e/o di circecifici percornali, sono ative e profili fess e u q In i strad si. Sp di “pro rospet ernazio artisti iddi arti circeanzionali e inti. Ma quali pare lo statuscesso il suo gnant, network n i e strutturat no guadagnuista col suclia per facilisione ben rodat figure possartista” conq oggi in Ita daliere o ad tempo perché tali ro che un “a disponibilerutture ospe ale è il supstono ”? E se è ve uale titolo è esso alle st scuola? Qu llegro eser-i sione di diritto, qdottore l’accquello in unao a questo acui costum statusd un clown rti circensi zioni offron icisti sotto i psicologi e tare a egnante di a che le istituolieri e mus insegnanti, sport, dalla un ins e l’apertura robati, gioc nti dottori, atro, dallo porto i giullari, ac o compete gono dal te cito d iamo spess ti che ven sociale? scopr professioniszione e dal liberi , dall’educa danza Le imprese circensi

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inquadramento previdenziale e normativo di esercenti, direttori, artisti e lavoranti. Per la formazione degli artisti il settore si è munito dell’Accademia d’Arte Circense, una scuola a carattere convittuale nata nel 1988 e gestita attraverso una Fondazione dall’Ente Nazionale Circhi. La scuola viene riconosciuta e sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che a lei assegna buona parte dei fondi destinati alle attività educative per le arti circensi stanziate all’interno del FUS. L’Accademia offre ai suoi allievi un corso quadriennale al termine del quale rilascia un diploma di “Artista di Circo”.


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Artisti di Circo Contemporaneo Nel campo delle arti circensi contemporanee sono tre le scuole in Italia che hanno inquadrato le loro offerte formative all’interno di un percorso riconosciuto dalle istituzioni. La Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone” dal 2000 ha affiancato al percorso biennale per Attore di Prosa un corso annuale per “Attore di Nouveau Cinque“. I Corsi sono sostenuti dalla Regione Emilia Romagna, tra le prime in Italia ad aver promosso e sostenuto la formazione

artistica, e la Scuola rilascia, alla fine del percorso e dopo un esame finale, un diploma di merito. La direttrice Claudia Busi evidenzia come spesso i parametri adottati dalle Istituzioni Regionali non si coniugano con la specificità della formazione artistica che necessita di tempi, modi di apprendimento e valutazioni, diversi da altri ambiti formativi. Se da una parte si sono moltiplicate le esperienze sul territorio, dall’altra questo ha portato alla polverizzazione di un sistema che

necessita invece di una chiara polarizzazione. Le Istituzioni dovrebbero infatti avere la funzione di mettere in rete le energie, consentire la realizzazione di poli formativi, distinguendone la vocazione, e favorire lo sviluppo di un settore, quello dello spettacolo dal vivo, che continuamente interagisce con la dimensione Europea. Dai percorsi paralleli intrapresi a Torino dalla Scuola di Cirko Vertigo e dalla Scuola di Arti Circensi Flic, coadiuvati rispettivamente dalle agenzie formative ForCoop e ForTer Piemonte, e passando per un tavolo di confronto aperto dalla Regione, sì è arrivati, facendo tesoro delle esperienza maturate negli anni, a standardizzare in Piemonte un

profilo di formazione professionale per “Artista di Circo Contemporaneo”. Il profilo prevede un corso biennale della durata di 1200 ore annue e una serie di parametri e standard di qualità cui ogni istituto ad indirizzo professionale per questa “categoria” dovrà attenersi. Le due scuole sono membri della Fedec (Federazione Europea della Scuole di Circo) e la Vertigo, oltre a godere anche di riconoscimento e sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Fondo Sociale Europeo, è promotore di Circonnection, una “formazione continua” che rilascia crediti Europass all’interno di un progetto transnazionale finanziato dal Programma Leonardo da Vinci.

Insegnanti di Arti Circensi

Max Ferrero

Il proliferare di scuole e centri di arti circensi per performer o per semplici appassionati ha indotto e alimentato in tutto il mondo anche la crescente domanda per la figura dell’insegnante di arti circensi. Sommando le competenze dell’allenatore sportivo, del pedagogo, del regista, questa “professione” vede attivi in Italia più di 300 operatori a tempo pieno che, pur in assenza di una qualifica professionale e di un profilo formativo standardizzato, sono il motore primo di uno sviluppo capillare delle arti circensi su tutto il territorio nazionale. Due grossi segmenti: l’insegnante per performer, le cui alte competenze vengono ancora oggi conquistate sul campo prima come artista e poi come formatore; l’insegnante per appassionati e per bambini, per i quali sono stati recentemente varati in Italia due corsi ispirati alle formazioni di ampio respiro già da decenni attive

all’estero. Un corso biennale di 830 ore organizzato a Vandoies (BZ) dall’Ass Circomix con il sostegno economico della Provincia di Bolzano, Comune di Vandoies (BZ) e Federazione provinciale di teatro e per il quale viene rilasciato un certificato interno di “Qualifica in Pedagogia del Circo – Allenatore di Arti Circensi”. A Roma invece è Il Corso di Studio in Scienze Motorie, Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, in collaborazione con l’Ass. Giocolieri e Dintorni (il cui operato nel settore gode anche di un riconoscimento e sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali), a offrire un “Corso Universitario per lo Studio delle Attività Motorie applicate alle Arti Circensi”. Un percorso annuale di 310 ore che rilascia un attestato di frequenza universitario, CFU e una certificazione delle competenze maturate.

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Artisti di strada La FNAS Il teatro di strada vede la FNAS (Federazione Nazionale Arte di Strada) impegnata fin dal 1998 in un percorso di riconoscimento istituzionale del settore in seno all’AGIS, in un operato che gode anche di un riconoscimento e sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. “In Italia siamo fermi agli anni ‘50” racconta il suo Direttore Alessio MIchelotti “con leggi che individuano ancora le classiche figure dell’impresario e dell’artista scritturato. Il nodo centrale da sciogliere per la figura dell’ “artista di teatro di strada” passa per il riconoscimento dello status e dell’autonomia come artista individuale che possa versarsi i contributi previdenziali da solo, che da solo possa essere spettacolo e poter esser facilmente ingaggiato da diversi datori di lavoro. In Francia sono avanti e hanno inventato l’artista intermittente, che può passare da un datore all’altro perché è autonomo dalle compagnie. Qui da noi passare da un datore all’altro è una procedura lunghissima. Unica eccezione a tutto ciò è l’esercente dello spettacolo viaggiante, inquadramento ottenuto dalla FNAS nel 2005. In Italia, ma in generale anche all’estero, a causa dell’estrema varietà delle arti e delle competenze messe in campo, non esiste un percorso formativo per gli artisti di strada che approdi ad un “profilo professionale”. La FNAS, in collaborazione con diverse istituzioni, organizza dal 2004 un calendario di appuntamenti formativi dedicati al teatro di strada, la pubblicazione di Kermesse, annuario delle arti di strada e della pista, e il Premio “Cantieri di Strada” dedicato alle nuove produzioni artistiche. Tra il 2010 e il 2011 sarà coorganizzatrice di “OPEN Street”, un progetto di cooperazione internazionale di 24 mesi

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approvato dalla Commisione Europea per la Cultura che prevede un forum di confronto tra le istituzioni dei vari paesi sulle normative e sui rapporti tra le realtà urbane e gli artisti di strada. Il progetto coinvolgerà 45 soggetti tra enti, istituzioni e Festival di tutta Europa e prevede importanti momenti di riflessione e vetrine internazionali su spettacolo di strada e circo contemporaneo. Regione Piemonte Un’attenzione speciale per l’arte in strada ha portato la Regione Piemonte a dotarsi, per prima in Italia, di uno strumento normativo (legge regionale 15 luglio 2003 n. 17 “Valorizzazione delle espressioni artistiche in strada”, modificata con successiva legge regionale 4 aprile 2007, n. 8.) che identifica la “volontà di considerare il Piemonte un territorio ospitale verso tutte le attività svolte liberamente da artisti in strada in spazi aperti al pubblico”. Secondo quanto previsto dall’art. 6, la Regione Piemonte: assegna contributi annuali ad amministrazioni pubbliche e soggetti privati che, con carattere di continuità, promuovono le espressioni artistiche in strada con la realizzazione di manifestazioni, rassegne e festival e con il sostegno ad attività di valorizzazione, promozione e diffusione delle arti di strada; inoltre da cinque anni istituisce il Premio Torototela (dal nome della tradizionale maschera del Carnevale piemontese) consiste in premi annuali di euro 5.000 cadauno, per artisti singoli o associati che si siano distinti per particolare bravura nell’utilizzo e valorizzazione dello spazio pubblico, e nel 2009 sono stati premiati Alessandro Gigli, Urana Marchesini, Teatro Carillon, Teatro Viaggiante e Delikatessen. A rinforzare il punto di

contatto e di sostegno tra istituzioni e percorso artistico contribuisce anche l’organizzazione delle serate finali del Premio, che offrono agli invitati una o più produzioni di settore. Per l’edizione 2009, a rappresentare l’intero settore, è stata coinvolta la Scuola di Circo Flic, che ha presentato per l’occasione lo spettacolo “RUA, una strada per il circo” per la regia di Roberto Magro e con gli exallievi della scuola in scena. Esperienze di singole realtà Oltre alle organizzazioni di settore e alle istituzioni, anche associazioni singole si muovono sulla strada del riconoscimento istituzionale. Tra le tante che si sono poste in Ita-

lia l’obiettivo di “professionalizzare” il settore citiamo la scuola triennale di teatro e arti di strada “A Testa In Giù” organizzato dalla Compagnia Il Draghetto e dal Teatro Dedalus in collaborazione con la Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila, i Comuni di L’Aquila, Pizzoli, Castel del Monte e Barisciano, e l’Università dell’Aquila. Un percorso di 600 ore su sviluppo triennale, destinato al rilascio di un attestato di frequenza e di CFU, ma che durante il secondo anno la compagnia ha dovuto forzatamente sospendere fino a nuova data a causa delle note difficoltà create sul territorio dal terremoto del 2009.

Clowndottori e Circo Sociale Non siamo nell’ambito dello spettacolo dal vivo, ma piuttosto in un settore dove le arti della pista e della strada hanno trovato una loro applicazione sociale/terapeutica. Un settore in grande sviluppo i cui protagonisti sono entrati nell’immaginario collettivo anche grazie ai recenti film dedicati all’opera di Patch Adams e di Parada. Di Clown Dottori se ne contano in Italia più di 4500 che operano in regime di volontariato, e circa 300 che oltre ad una scelta di vita ne hanno fatto la loro professione. La Regione Toscana ha creato un profilo professionale ad hoc e organizzato, in collaborazione con altre regioni italiane, un corso di formazione professionale annuale di 640 ore tra frontale e tirocinio presso strutture. La Regione Veneto invece con la legge 3 del 2/1/2005 ha riconosciuto l’applicazione della Pet Therapy e della Clown Therapy negli ospedali e nelle strutture ASL della regione. Master universitari sono stati già avviati in questi anni all’interno degli atenei di Bologna (La Formazione del Clown al Servizio della Persona, 300 ore con rilascio di 60 CFU) e all’interno dell’Università di Roma Tre (Il Clown nelle strutture Socio Sanitarie, 460 ore con rilascio di 60 CFU). Di recente pubblicazione invece l’elenco dei progetti vincitori del bando emanato a dicembre 2008 dal Ministero per le Pari Opportunità “per il finanziamento di interventi a carattere sperimentale finalizzati al sostegno agli organismi del Terzo Settore impegnati in attività di clown terapia...” Il finanziamento, per


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A chiu denziasura di ques un dibare come qu to breve rep pubbli ttito più ampeste tematicortage, per e all’On. chiamo de io sullo spe he rientrino viper lo s Ceccaci Rugli stralci ttacolo da v in do il su pettacolo d bino sul di dell’inter viivo, di Luc o iter buroc al vivo che segno di legsta compoa Ribustini ratico in par sta complet ge dei Co nente del C- direttore lamento (a c annsulen www. ura oord testo in tegraleti AIPSC - Vienamento N4aarts.it e zionale riporta n e rdì 1 to su w ww.4a9r/02/2010 ts.it). “Si possono delocalizzare tante produzioni ma non certamente quella artistica. È chiaro che il settore dello spettacolo, e più in generale quello della cultura, avrà un peso sempre maggiore nella nostra economia. Già oggi, dati Enpals 2008, operano oltre 18.000 imprese dello spettacolo che danno lavoro ad oltre 220.000 persone con un indotto di almeno il doppio. Ma parliamo di dati certamente in difetto se consideriamo che il settore dello spettacolo è tra quelli con il più alto tasso di irregolarità lavorative (…) La competenza nel lavoro artistico non è quantificabile con indicatori matematici, perché è legato al talento del singolo soggetto e alla sua capacità di affezionare un pubblico che ne decreta il successo (…) l’istituzione di un registro nasce però dall’esigenza di marcare una distinzione fra professionismo e dilettantismo che è fortemente sentita nell’ambiente dello spettacolo. Questo permetterà di porre fine alla diffusa concorrenza sleale, dove tanti finti artisti, che in realtà svolgono questa attività come secondo lavoro, si offrono sul mercato a prezzi molto competitivi, perché dopo il fatidico comma 188 della legge finanziaria 2007 sono esentati dagli adempimenti informativi e contributivi presso l’Enpals”.

un ammontare di 2.000.000 di € a copertura del 90% delle spese complessive, è stato concesso su tre direttive principali: attività presso strutture ospedaliere, percorsi formativi, comunicazione e sensibilizzazione. La formazione dell’Operatore di Circo nel Sociale, nonostante la presenza all’estero di percorsi formativi annuali e l’eco internazionale raggiunto da esperienze come Parada o Cirque du Monde, vive in Italia in una fase ancora di “gestazione”, fatta di proposte formative interne alle singole associazioni, ma anche di percorsi strutturati come la formazione per operatori di circo volontari organizzata da Antitesi Teatro Circo in collaborazione con il CESVOT. Le sue enormi potenzialità, e la disponibilità più consistente di fondi pubblici per le attività nel settore sociale, sono i due motori che porteranno presto alla ricerca di riconoscimenti istituzionali e qualifiche professionali (confrontare le iniziative a Bari e Bagnocavallo illustrate nelle pagine precedenti).

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Registro Nazionale

Corsi/Scuole di Arti Circensi per bambini e ragazzi Il Registro, in via di completamento, pur non comprendendole tutte, intende promuovere le realtà che operano nel settore e fornire informazioni più dettagliate sul loro lavoro. Il Registro delle Scuole viene regolarmente pubblicato su Juggling Magazine, mentre gli aggiornamenti in tempo reale, e le modalità per esservi inseriti sono disponibili su www.jugglingmagazine.it

Piemonte Flic Scuola di Circo via Magenta 11, 10128 Torino Dario Sant’Unione 338 8394275 www.flicscuolacirco.it

Lombardia

Trentino Alto Adige

Liguria Emilia Romagna Toscana

Marche Umbria Lazio Campania Puglia Basilicata Sicilia Sardegna

Fuma che n'duma via XX Settembre 30, 10022 Carmagnola (TO) Giuseppe Porcu 333 2742858 fumachenduma@yahoo.it Jaqulè via Lazio 2, 10043 Orbassano (TO) Enrico Giacometto 328 7828323 www.jaqule.com Scuola di Cirko Vertigo via Tiziano Lanza 31, Parco Cult. Le Serre, 10095 Grugliasco (TO) Paolo Stratta 329 3121564 www.scuoladicirko.it Sportica via Cattaneo 41, 10064 Pinerolo (TO) Paola Martina 340 4644248 sportica@libero.it Teatrazione via Rismondo 39/f, 10127 Torino Italo Fazio 011 5889562 www.teatrazione.com Vertigimn via Parma 29/bis, 10154 Torino Fabrizio Fanizzi 338 4189800 www.vertigimn.it Il Balzo via Fezzan 6, 20144 Milano Adriano Adriolli 02 47710541 www.balzo.it Piccola Scuola di Circo via Elba 7, 20144 Milano Camilla Peluso 02 42290574 www.piccolascuoladicirco.it Piccolo Circo dei Sogni via Carducci 7/17, 20068 Peschiera (MI) Paride Orfei 02 5471337 www.piccolocircodeisogni.com Scuola di Arti Circensi e Teatrali via Sebenico 21 , 20124 Milano Maurizio Accattato 348 6054623 www.maurizioaccattato.org Scuola Nazionale Teatro e Arte Circense via N. Torriani 19, 20124 Milano Marco Bizzozzero 02 6692943 www.teatrocirco.it SpazioCirco via Carrobbio 6, 20093 Cologno Monzese (MI) Sonia Belotti 338 7813115 www.spaziocirco.it Ambaradan via Gaetano Donizetti 16, 24020 Torre Boldone (BG) Lorenzo Baronchelli 035 363089 www.ambaradan.org Giocolarte via Acerbi 133, 27100 Pavia Rita Vaz Pato 334 8192033 giocolarte@yahoo.it Animativa via Max Valier 11, 39011 Lana (BZ) Josef Marmsoler 0473 249564 www.animativa.org Arteviva via Bari 73/5, 39100 Bolzano Mauro Astolfi 333 8596111 associazione.arteviva@virgiliio.it Circomix via Tulpe 1c 39030 Vandoies (BZ) Sigrid Federspiel 0472 869479 www.circomix.it Bolla di Sapone via S. Antonio 20, 38100 Trento Tommaso Brunelli 348 8852925 bolladisaponetrento@yahoo.it Facciamo Circo v.le Guido Cavalcanti 26, 19038 Sarzana (LS) Alina Lombardo 339 5878441 www.facciamocirco.it Body Studio via Paradisi 7a, 42100 Reggio Emilia Susi Alberini 338 1397924 www.bodystudio1.com Microcirco viale Colombo 18, 47042 Cesenatico (FC) Carla Acquarone 337 266505 www.microcirco.it Piccolo Circo KR scuola elementare Roosvelt, 50051 Castelfiorentino (FI) Shanti Venier 333 8892174 www.kappaerre.org Scuola di Circo “En Piste” via Torino 28, 50063 Figline Valdarno (FI) Julien Morot 380 7560377 www.myspace.com/enpiste Il Circo Aereo dei Maghi Incartati pz. Musignana 13, 50022 S. Polo in Chianti (FI) Elena Manni 334 1974550 www.elirudyzuli.it Circo Tascabile via Belgio 12, 50126 Firenze Lapo Botteri 348 9241326 www.circotascabile.it Antitesi Scuola di Circo Trick via Don Mazzolari 25, 56025 Pontedera (PI) Martina Favilla 349 6304211 www.antitesiteatrocirco.it Chez Nous, ...Le Cirque! via di Lupo Parra 151, 56023 S. Prospero, Cascina (PI) Cristiano Masi 339 3212486 www.museodelcirco.it Feluna via Pesciatina 280, 55010 Lunata (LU) Luisa Pucci 338 6279646 info.feluna@alice.it Oblì Shalà Circus c/o Teatro Verdi, 53036 Poggibonsi (SI) Viola Rosa Giamagli 333 6752130 www.timbreteatroverdi.it La Valigia delle Meraviglie Via Frazione San Michele 28/A 60044 Fabriano (AN) Maria Pia Santoro 340 2380553 www.lavaligiadellemeraviglie.com Circo Instabile via Birago 4, 06124 Perugia Michele Paoletti 347 3867654 www.circoinstabile.it Circus Bosch piazza San Pancrazio, 7 00152 Roma Valeria Zurlo 333 6888554 www.circusbosch.com Scuola Romana di Circo Lungotevere Flaminio 55, 00196 Roma Catia Fusciardi 338 3552831 www.scuolaromanadicirco.net Chiaradanza via San Filippo 10, 80122 Napoli Linda Martinelli 081 2461173 www.chiaradanza.it Circo dei Sogni c/o Reve Danza c.so V. Emanuele, via Troise 5, Napoli Maria Teresa Cesaroni 339 3927461 www.revecentrodanza.it Circo Laboratorio Nomade vico La Catena 9, 74012 Crispiano (TA) Monia Pavone 333 4292637 myspace.com\circolaboratorionomade Il Girotondo via Pizzilli 13, 75100 Matera Nicola Scoditti 339 2464721 girotondo.n@libero.it Il Giglio c/da Baronia Capo Milazzo, 98057 Milazzo (ME) Alfredo Asdia 090 9281313 www.ilgiglio.org Le strade di Macondo via Goldoni 68, 09131 Cagliari Pietro Olla 338 2362816 www.pietroolla.it Un Chapiteau Parapluie loc. Sanalvò, Vacileddi, Loiri, Porto San Paolo 07020 (OT) Daniela Bandinu 349 0831017 paraplui@tiscali.it

Scuole che avviano anche al volteggio equestre Campacavallo via F.lli Rizzardi 15, 20151 Milano Gabriella Baldoni 347 8571338 www.cascinacampi.it/campacavallo sCavalcando via Campagna 157, 56030 Chianni (PI) Luisa Monico 349 5773202 scavalcando@poderecasavecchia.it Cavalgiocare Pod. La Casella, 264, 53018 Sovicille (SI) Margherita Gamberini 0577 314323 www.lacasellacavalgiocare.it

Progetti di Circo Sociale e Terapeutico Il Muretto via delle Verbene 9 bis, 10151 Torino Clown Dado 338 4848254 myspace.com/clowndado Viviamo in Positivo Progetto Circostanza via Cristalliera 25, 10139 Torino Luca Marzini 011 7499917 www.clownterapia.it Fondazione Mago Sales via Cavour 33/35, 12062 Cherasco (TO) Mago Sales 335 473784 www.magosales.com Parada Italia via Breda 54, 20126 Milano Francesca Mangano 02 25539237 www.parada.it Circo dell’Imprevisto villaggio SOS viale Trieste, 36100 Trieste Ancis Aureliano www.dottorclownitalia.org Car't Teatro Via Giuseppe Brodoloni 9, 50051 Castelfiorentino (FI) Andrè Casaca 349 4700420 www.teatrocart.com Cospe Via Slataper 10, 50134 Firenze Eleonora Migno 055 473556 www.cospe.org A.M.I.G.A piazza G. Winckelmann 5, 00162 Roma Marina Maciocci 335 5282221 flabigi@tin.it Circo Corsaro Via Labriola Lotto 1 N, 80145 Scampia (NA) M.Teresa Cesaroni 081 19560383 www.puntacorsara.it

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Programma di Formazione per Operatori di Progetti di Circo per Bambini e Ragazzi Maggiori informazioni su www.jugglingmagazine.it o dietro richiesta a giocolieriedintorni@hotmail.com

Giocoli&rDi intorni con il sostegno del

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Castelfiorentino (FI) 17/19 settembre 2010

Stage introduttivo Le basi tecniche e pedagogiche delle arti circensi Ass. Kappaerre e con il patrocinio del Comune di Castelfiorentino stage introduttivo con Patrice Jorrey e Patrick Pinchon riservato a coloro che desiderino scoprire le discipline circensi e svilupparne l’insegnamento in ambito pedagogico nelle scuole, nelle palestre, nelle associazioni. Valore pedagogico,metodologia, didattica, preparazione e valutazione di una lezione/di un corso annuale; presentazione di progetti; basi tecniche delle discipline circensi.

in collaborazione con

Approfondimenti specifici con diverse realtà su tutto il territorio nazionale Tra le tante proposte: Metodologie e Applicazione delle arti circensi in situazioni di disagio (con M.L.Mirabella), Il Clown, identità comica del corpo (con A.Casaca), Dalla creazione alla messa in scena di spettacoli (con P. Pinchon), Introduzione al Mimo (con M.Cionini), Nuove Piste: Break Dance e Arti Circensi (con A.Martina), Mini-Tramp e Trampolino (con G. Paci), Psicomotricità e Circomotricità (con S.Alberini).

in collaborazione con

Castelfiorentino (FI) 20/24 settembre 2010

Meeting Nazionale degli Operatori di Arti Circensi per Bambini e Ragazzi in collaborazione con Ass. Kappaerre e con il patrocinio del Comune di Castelfiorentino Il Meeting è rivolto agli operatori del settore e fornisce loro l’occasione per un aggiornamento professionale e per un reciproco scambio sulle metodologie e le tecniche acquisite. La formula prescelta vede il gruppo dei operatori partecipanti, provenienti da tutta Italia in rappresentanza di varie associazioni, concentrarsi per cinque giorni su un intenso programma di interventi, workshop, laboratori con bambini.

Roma, ottobre 2011 / giugno 2012

2° Corso Universitario per lo Studio delle Attività Motorie applicate alle Arti Circensi

in collaborazione con ll Corso di Studio in Scienze Motorie, Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Il corso, primo del suo genere in Italia, sottolinea l’apertura e l’interesse del mondo accademico verso la trasmissione delle arti circensi, antichissima e nobile arte, che fonde il brivido del gesto atletico all’emozione dell’interpretazione artistica. Articolato in 310 ore di lezioni frontali e tirocinio tenuti da docenti universitari dell’Università di Tor Vergata ed esperti di arti circensi.

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DanzanDo

Teatro di Strada

Viaggio nella danza contemporanea e nelle danze di altre terre per ampliare i propri orizzonti artistici. A cura di Donatella Ruini

Viaggio in Italia tra alcuni dei festival che dedicano spazi importanti al teatro di strada e alle arti circensi contemporanee

Juggling Magazine

Giocolieri italiani Sezione ricca di videoclip e testimonianze con le riflessioni degli artisti italiani che hanno scelto la giocoleria come loro arte espressiva

Circo per Bambini e Ragazzi Festival Internazionale dell’Arte Comica 10/21 aprile - Castelfiorentino (FI) diretto da Andrè Casaca, vedrà in scena Yves Lebreton, Leo Bassi e l’ultima produzione teatrale di Teatro C’art

www.teatrocart.com

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III Rencontre des Jonglages

Mirabilia

16/18 aprile - Parigi (Francia)

9/13 giugno – Fossano (Cuneo)

Appuntamento di grande profilo sulla trasmissione e la mediazione culturale della giocoleria contemporanea di ricerca.

Festival Internazionale del Teatro Urbano; innovativo evento attento alla politica della produzione, e dello spettacolo dal vivo.

http://maisondesjonglages.blogspot.com/

www.fossanomirabilia.com

IV Convention Brianzola

AsfaltArt

29 aprile/2 maggio - Imbersago (Lecco)

11/13 giugno 2010 - Merano (BZ)

quarta edizione dell’appuntamento italiano di maggior rilievo per gli appassionati di giocoleria.

Più di 100 spettacoli ed oltre 25 artisti e gruppi presenti nel programma, quest’anno ancora più “colorato”

www.conventiongiocoleriabrianza.it

www.asfaltart.it

Raduno Scuole Piccolo Circo

II Convention di giocoleria in Sardegna

23/24 aprile - Sarzana (LS)

25/27 giugno - Calamosca (CA)

Compie 5 anni l’appuntamento annuale dei giovani e giovanissimi allievi di scuole e corsi di tutta Italia.

3 giorni di fronte al mare azzurro della Sardegna a base di ospiti illustri, workshop, spettacoli e calorosa accoglienza.

www.facciamocirco.it

www.conventiongiocolierisardega.it


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Giullari senza Frontiere Diario di bordo della recente missione umanitaria in Etiopia del noto collettivo di artisti di strada. A cura di Stefano Grimaldi “Paradise”

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News sul Piccolo Circo Nuova sezione dedicata interamente agli spettacoli, eventi, campus e festival dove bambini e ragazzi sono i protagonisti

tore r l’Artista ,llol’OSppeetratacolo Guida peIm de prenditore

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La Figura del Clown

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LuglioBambino 2/18 luglio - Campi Bisenzio (FI) Articolato programma di spettacoli che saranno visionati da una giuria di giornalisti e da una giuria di bambini delle scuole

www.comune.campi-bisenzio.fi.it

Funambolika 11/14 luglio - Pescara quarta edizione della rassegna diretta da Raffaele De Ritis, specialista tra i più riconosciuti nel panorama internazionale.

www.funambolika.com

33° European Juggling Convention 24 luglio / 1 agosto – Joensuu (Finlandia) quest’anno EJC a base a base di grandi nomi della giocoleria, worshop e spettacoli, renne, saune e sole di mezzanotte (o quasi...)!

www.ejc2010.org

FinalmUno studio che partendo da una breve analisi storica di questa figura, si propone di trattarla in relazione a varie tipologie teatrali e letterarie, dall’antich ità al tipo pre-shakespeariano, sino al tard o romanticismo-decadentismo francese e poi in relazione all’interpretazione che ne han no fatto i grandi artisti nelle loro opere.

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Reportage fotografico delle iniziative di Dottor Clown Italia, cor redato di interessanti approfondimenti sul ruolo e la missione dei Dottor Clown . Un omaggio ai compomneti del gruppo e un modo per sensibilizzare l’opinio ne pubblica sull’opera di volontariato svolta dai Dottor Clown negli ospedali e presso strutture di accoglienza.

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ARTEREGO ASS. c/o Blogos, via Mille > 40033 Casalecchio di Reno (BO) > Sandro Sassi 333 2800913 www.arterego.org ARTERIOSA ASS. via Pomeria 90 > 59100 Prato (PO) > Edoardo Nardin 349 1949469 www.arteriosa.it ARTI DISTRATTE via Valtellina 1 > 50053 Empoli (FI) > Tiziana Taraballi 392 2119082 www.artidistratte.it CIRCO CANAJA palestra popolare Lungomare Da Vinci 1 > 60019 Senigallia (AN) www.myspace.com/circocanaja CIRCOLÌ ASS. via S. Serena 19 > 00143 Roma > Elena Cornacchia 339 3916952 www.circo-li.it UN CLOWN PER AMICO via G. Costantino 5 > 70123 Bari > Michele Diana 328 4270390 clownarturo@hotmail.it IL DRAGHETTO via grotta di navarra 14 > 67100 L’Aquila > Anna Del Beato 338 1864156 www.atestaingiu.net ENDAXI ASS. via G.di Montpellier 52 > 00166 Roma > Paolo Scannavino 328 9473371 www.spazioendaxi.it FABBRICA DEL CLOWN ASS. via Speciano 4 > 26100 Cremona > William Cattivelli 347 2353003 sullacisa@virgilio.it FARANDULA ASS. viale Ennio 1/E > 70124 Bari > Silvano Vallone tel 333 5788233 www.lafarandula.it FOGLI VOLANTI ASS. via Università 61 > 09100 Cagliari > Riccardo Tanca 328 4149915 artistidistrada.multiply.com GIOCOLIERI EMILIANI ASS. via Panigale 90 > 40132 Bologna > Pietro Morea 347 7121221 www.giocolieriemiliani.it IL GIROTONDO via dell'Industria 7 II^ traversa > 72015 Fasano (BR) > Nicola Scoditti 339 2464721 girotondo.n@libero.it JOKERS ASS. Via Badia di Cava 56 > 00142 Roma > Catia Fusciardi 338 3552831 www.scuolaromanadicirco.net KARACONGIOLI ASS. via San Marco 443/D > 55100 Lucca > Andrea Vanni 329 3659034 opplero78@hotmail.com KAPPAERRE ARCIRAGAZZI ASS. via della Repubblica 34 > 50051 Castelfiorentino (FI) > Sara Spini 349 5779462 www.kappaerre.org MAGO SALES ONLUS FONDAZIONE via Bioletto 20 > 10098 Rivoli (TO) > Don Silvio Mantelli 335 473784 www.sales.it PALESTRA GIOCOLIERI CATANIA Centro Sociale Auro Catania > Riccardo Strano 320 0752460 rickystrano@yahoo.it PARMA JUGGLING CREW Via del Taglio 2 > 43100 Parma > Gabriele D'Avino 349 1281151 gabriele.davino@gmail.com SOPRA LA PANCA via Genova 59 > 70022 Altamura (BA) > Francesco Laterza 338 3662252 www.myspace.com/sopralapanca

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Associazioni che sostengono Juggling Magazine

Info su queste realtà e sulle modalità per sostenerci alla sezioneLink/Sostenitoridi

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viale della Vittoria, 25 - 00053 Civitavecchia (Roma) Italy - P.IVA/C.F. 06894411005 t/f +39 0766 673952, m +39 347 6597732 mail giocolieriedintorni@hotmail.com web www.jugglingmagazine.it

“CaroCircoBus” è un’iniziativa curata dall’Ass. Giocolieri e Dintorni, da anni impegnata nella promozione delle arti circensi e nella formazione dei suoi insegnanti, per creare nelle piazze d’Italia momenti di incontro con le arti circensi. Un furgone opportunamente attrezzato e guidato da operatori di Piccolo Circo allestisce in una piazza prescelta uno spazio per offrire a gruppi di bambini e ragazzi un gioioso, istruttivo e coinvolgente laboratorio di Piccolo Circo.

OGNI LIBRO DEGNO DI NOTA É UN ATTENTATO ALL’ORDINE E UN OLTRAGGIO AL PUDORE. Marcel Jouhandeau

Nuovi Equilibri _ C.P. 97 _ 01100 Viterbo tel. 0761 352277 _ fax 0761 352751 _ ordini@stampalternativa.it _

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