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Juggling Magazine # 96 - september 2022

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SIC STABILE DI INNOVAZIONE CIRCENSE PROGETTO ITINERANTE SOTTO LO “CHAPITEAU EL GRITO” E PRESSO IL “TEATRO FERONIA” (MC)

sic-elgrito.com di Giacomo Costantini co-direttore artistico

Malamat Circo el Grito ph Luigi Angelucci

Il “Circo El Grito” continuerà � ad esistere, ma con strumenti rinnovati, perché sarà il motore di un nuovo progetto: il SIC / Stabile di Innovazione Circense, un centro di cultura circense dedicato al circo contemporaneo, capace di confrontarsi sul piano internazionale, operando nel rispetto umano e professionale di artisti, tecnici ed operatori culturali. Continueremo a sperimentare nell’ambito del circo di creazione, interagendo con gli altri linguaggi della scena, favorendo spontaneamente incontri tra culture, discipline e generazioni differenti. Un impegno costante nella diffusione di una nuova sensibilità circense che prevede per il 2022 un totale di 177 rappresentazioni di cui: 133 recite di proprie produzioni diffuse in 12 diverse regioni italiane e all’estero; 44 recite di compagnie internazionali ospiti, diffuse nelle province di Ancona, Macerata e Pesaro-Urbino. Il SIC ha una sezione di produzione ed una di programmazione. Queste si avvalgono dello chapiteau itinerante del Circo El Grito e del Teatro Feronia di San Severino Marche, oltre ad una serie di altri luoghi partner del progetto. Attraverso lo chapiteau le produzioni vengono diffuse in Italia e all’estero, in teatro invece arrivano spettacoli multidisciplinari di compagnie internazionali, oltre a quelli prodotti dal SIC. Siamo fortunati nel poter abitare il Teatro Feronia, è un esempio magnifico di architettura teatrale risalente al 1732, che vale la pena visitare per il suo splendore e la sua storia secolare. A mio avviso la riuscita di un progetto culturale passa anche attraverso il confronto con la comunità �. Senza confronto non sappiamo cosa siamo, cosa stiamo diventando. Ecco perché sono lieto di raccontare il cambiamento che stiamo vivendo. Oltretutto c’è una responsabilità oggettiva, quella di gestire delle risorse pubbliche, ed è giusto che il pubblico sappia con quale scopo vengono utilizzate. JUGGLINGMAGAZINE.IT

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Il nostro primo obiettivo rimane quello di sempre, fornirci di strumenti per la creazione circense. Siamo mossi da un’esigenza creativa, un “movente” personale, privato, intimo, umorale, egoistico. Diventare “Centro di produzione” non cambierà il paradigma, non offriremo servizi ad artisti, non diventeremo uno “spazio di creazione” come inteso all’estero. A noi interessa creare, è questo che ci spinge a fare tutto ciò. Ospitare compagnie fa parte del nostro programma da sempre, l’abbiamo sempre ritenuta una forma di confronto indispensabile alla crescita. Siamo soddisfatti nel vederci attribuito dal Ministero il punteggio più alto nella qualità artistica, perché per noi è il primo dei valori. Fatta eccezione per le recite delle compagnie che ospiteremo nelle Marche (l’articolo 31-bis prevede infatti che le ospitalità avvengano nella propria provincia e in quelle adiacenti) il progetto manterrà la sua vocazione extraterritoriale, aspetto per noi alla base del nostro vivere. Lo specifico per ribadire l’idea che siamo un centro di produzione “di circo”, e il circo ha una natura nomade. Con “stabile” di innovazione circense, ci riferiamo alla stabilità e continuità progettuale, non ad un luogo o ad un elemento architettonico. Ci riferiamo ad un organismo che da 15 anni stabilmente crea e diffonde delle opere innovative di circo. Siamo caratterizzati da una grande capacità articolare ed una rassicurante autonomia: al 2021 il contributo ministeriale ha rappresentato solo il 15% circa delle nostre entrate. Le nuove risorse ministeriali le impegneremo nello sviluppo di un organismo capace di produrre, diffondere ed ospitare opere circensi in condizioni dignitose di lavoro. La consapevolezza di dover perseguire la nostra vocazione artistica, combacia con la consapevolezza di avere dei doveri verso la comunità circense che presenta delle pericolose criticità. Mi riferisco, ad esempio, alla poca rilevanza del circo nel panorama culturale, alle scarse risorse disponibili, alle condizioni di lavoratrici e lavoratori a dir poco precarie. Se tutto questo lo collochiamo nella desolata terra di mezzo tra la fine del percorso di formazione e la creazione di uno spettacolo è facile capire perché in Italia siano così pochi gli spettacoli di “circo contemporaneo” programmabili in teatro o chapiteau. Per questo, in qualità di “Centro di Produzione” siamo chiamati ad un'assunzione di responsabilità che si esprime nel perseguire i nostri progetti artistici nel rispetto dell’intero settore, consapevoli che probabilmente stiamo fissando dei parametri che resteranno per decenni alla base del sistema culturale circense: cos’è una co-produzione? Qual è una giusta retribuzione per artisti e tecnici? Su quale segmento della filiera investire per uno sviluppo del settore? Come distribuire le risorse in maniera più equa? Quanto tempo ci vuole per una nuova creazione? Quante rappresentazioni si possono fare in un anno senza snaturare la natura artistica di un progetto? PROGETTOQUINTAPARETE.IT


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