Il Ministero della Cultura ha introdotto anche per il settore circo, a partire dal triennio 2022/2024, un sostegno di rilievo a Centri di Produzione di Circo, con il proposito di dotare il settore circo di assetti analoghi a quelli del teatro e della danza, stimolando la nascita di strutture stabili e su base territoriale allargata. Nel dettaglio vengono definiti “Centri di produzione di circo gli organismi che svolgono attività di produzione e di ospitalità e che abbiano la disponibilità in esclusiva per l’attività circense, con continuità nel corso del triennio a cui si riferisce il progetto, di uno o più tendoni ubicati nel comune o nell’area metropolitana in cui l’organismo ha sede legale o nelle aree provinciali confinanti della regione di appartenenza e munite delle prescritte autorizzazioni comunali e che abbiano, inoltre, nella stessa area di riferimento, la disponibilità di una sala di almeno novanta-
La Grainerie Toulouse
di A.R.
CENTRI DI PRODUZIONE DI CIRCO
nove posti gestita direttamente in esclusiva, con riferimento alle attività di circo, e munita delle prescritte autorizzazioni.” Ulteriori requisiti per l’accesso alla valutazione della proposta sono: # un minimo di 120 rappresentazioni all’anno, incluse quelle all’estero nel limite di 20; # almeno 800 giornate lavorative; # almeno 30 rappresentazioni di ospitalità; # capacità di reperire risorse da enti territoriali, enti pubblici, nonché da soggetti privati.
Sono molte le aspettative e gli interrogativi che questa iniziativa ha creato. Nell’attesa e con l’augurio che il triennio 2022/2024 ne delinei il miglior sviluppo possibile, dedichiamo un primo servizio introduttivo al tema, fornendo alcuni approfondimenti e riflessioni da parte di esperti e protagonisti del settore, inclusi i 4 organismi vincitori del bando. Oltre ad una riflessione di fondo di Raffaele De Ritis, ad ulteriore corredo del servizio, per allarga-
CENTRI DI PRODUZIONE?
L’INVENZIONE PIÙ ANTICA DELLA STORIA DEL CIRCO di Raffaele De Ritis
Cirque du Soleil Montreal
progettoquintaparete.it/ astleys-place
Se l'idea di “centro di produzione” può avere un antenato, forse l'idea è proprio legata al primo uso della parola “circo” della storia moderna nel 1782, a Londra, pochi anni dopo l'atto pionieristico di Philip Astley. Charles Dibdin, compositore di canzoni, e Charles Hughes, acrobata cavallerizzo (il primo allievo di Astley) in quell'anno si associarono per creare un centro stabile chiamato “Royal Circus - Accademia Equestre e Filarmoni-
ca”. Il progetto comprendeva una compagnia, un'orchestra, una scuola di danza e una di circo; corsi ludici per l'infanzia, una programmazione multidisciplinare di creazioni proprie e di ospitalità, e ovviamente produzioni di teatro-circo, curate da drammaturghi, registi, coreografi e compositori. Si, circa duecentocinquanta anni fa. Ricorda qualcosa? Pur non essendovi alcun “decreto ministeriale” che imponesse “la disponibilità di un tendone e di un teatro”, la platea del Royal Circus avvolgeva uno spazio in cui una pista di circo era affiancata da un palcoscenico, per ovviare ai vari formati. E fu con questa intuizione che il fondatore del circo moderno, Philip Astley (la cui prima invenzione si era chiamata “Amphitheatre of Arts”) sarà spiazzato, facendo entrare la parola “circo” nella storia dello spettacolo dal vivo. Un altro dettaglio importante: l'iniziativa nacque privatamente, senza contributi pubblici.
1958 Il centro di produzione del Ringling bros. and Barnum & Bailey Circus a Sarasota Florida
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