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Juggling Magazine # 96 - september 2022

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RIPENSARE LA SCRITTURA NELLE ARTI PERFORMATIVE MIRABILIA FESTIVAL 2022, 2 SETTEMBRE, CUNEO di Silvia Mei

CirkVost, A-Triptik

Mirabilia da sempre incoraggia momenti di incontro, scambio e riflessione intorno a temi e nodi della creazione scenica contemporanea, guardando al circo in special modo ma anche ad altri linguaggi, generi e discipline, nella logica della multidisciplinarietà che caratterizza il festival stesso. Quest’anno la Direzione sollecita un confronto, attraverso una tavola rotonda con artisti, studiosi e professionisti della comunicazione (critici, giornalisti, media partner…), intorno al tema della SCRITTURA, declinato nelle sue molteplici valenze: scrittura drammaturgica, comunicazione artistica, scrittura critica. Ciascuna di queste applicazioni ha sollevato nel tempo dibattiti accesi tra le parti (scrittura critica), oppure al contrario è rimasta silente seppur fonte di perplessità (comunicazione artistica), quando non è stata additata come una carenza artistica (scrittura drammaturgica).

È evidente che a seconda del posto che si occupa questi tipi di scritture acquistano valori e interessi differenti, spesso però non c’è un comune sentire o intendere rispetto ai loro significati e il rischio è di fraintendersi. Specifiche ideologie o approcci non mettono nelle condizioni di condividere un linguaggio comune e questo è un primo problema. Di cosa parliamo quando parliamo di scrittura drammaturgica, comunicazione artistica, scrittura critica? Lo stesso concetto di drammaturgia è altamente problematico ed esistono diver-

foto di Andrea Macchia se scuole di pensiero. Sicuramente nel nostro modo di intendere, la scrittura drammaturgica non coincide col testo drammatico o con la sola parola, si estende piuttosto all’uso dello spazio e dei luoghi d’azione (di qualunque tipo essi siano), al corpo, all’uso degli oggetti, al movimento scenico, alla presenza di esseri viventi non umani, e può inglobare più elementi linguistici anche estranei alle singole discipline (manufatti d’arte, proiezioni, uso di media…). Su questo tema, sia nel campo del teatro che del circo, diversi sono i rilievi che lamentano una scarsa attenzione alla drammaturgia, tuttavia la pars contruens della critica non è sempre adeguatamente portata avanti, entrando cioè nel merito di questioni anche tecniche. Quanto alla comunicazione artistica, ci riferiamo alla presentazione delle creazioni sceniche ai programmatori e al pubblico. Spesso si cade nella falsa opinione che un bravo scrittore sappia comunicare all’esterno la propria opera. La realtà del lavoro degli editor e dei curatori artistici dimostra esattamente il contrario. Un conto è la creazione artistica, altra cosa è la comunicazione a un pubblico generico (presentazione di uno spettacolo) e a un parterre di addetti ai lavori (portfolio e kit promozionali o stampa). La comunicazione richiede chiarezza nel messaggio, sintesi, essenzialità, senza tuttavia spiegare, anticipare, “dire tutto”. Può anzi essere suggestiva e contribuire a calare lo spettatore nel mondo poetico dell’artista, evocativamente. Oppure offrire un’autoesegesi che renda conto delle fasi e degli obiettivi di un progetto scenico. Questo tipo di scrittura può essere prodotta da un intermediario dell’artista, quale il dramaturg, l’addetto stampa, o da una figura esterna alla compagnia stessa (afferente a un teatro o al festival che la ospita) in funzione del contesto ospitante, del pubblico a cui si rivolge (adulto, giovane, infantile), degli spazi che lo accolgono (so-

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cial media, foglio cartaceo, web, sito compagnia, kit operatori/stampa). Quanto alla scrittura critica, approcci, visioni, tagli informativi e materiali concorrono a promuovere differenti tipologie di analisi, osservazione, monitoraggio, affiancamento, testimonianza della scena e dei suoi eventi, fatti ed episodi. Rispetto a questa scrittura, sono state spesso rilevate le sue “impurità”: sia sul piano degli strumenti adottati, sia su quello degli oggetti osservati, sia rispetto alla “promiscuità” degli ambienti frequentati dal critico, contemporaneamente consulente, dramaturg, addetto stampa o affini. Conflitto di interessi a parte, gli spazi dedicati (tradizionali o digitali) oppure aperti per iniziative personali o di gruppi redazionali sono oggi estremamente interessanti per la definizione di tempi, modi, linguaggi. Vorremmo in questa occasione questionare alcuni temi legati alla popolazione e selezione di contenuti, ai tempi della critica, all’influenza dei media nella scrittura, alle linee di attenzione delle singole testate, ai nuovi modelli e forme di informazione critica. È a partire da queste considerazioni, domande, curiosità che abbiamo avviato a Mirabilia un confronto, al di là della possibilità di raccogliere conclusioni, se non sommarie, oppure al contrario dirimenti, ma che comunque stimolino a ripensare il proprio fare e le sue implicazioni. Tavola rotonda a cura di Adolfo Rossomando («Juggling Magazine») e Silvia Mei (Università di Foggia). Con interventi di: Tim Behren - Voices Magazine (DE) | Ruby Burgess - The Circus Diaries (UK) | Stacy Clark - Circus Talk (USA) | Francesco Sgrò – Cordata For (IT) | Riccardo Massidda – Cordata For (IT) | Simone Pacini – fattiditeatro (IT) | Enrico Pastore – PAC (IT) | Cyrille Roussial - Jonglages (FR). (Gli atti della tavola rotonda verranno pubblicati sul prossimo numero di «Juggling Magazine»)


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